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UGO BIANCHI MIRCEA ELIADE E LA FENOMENOLOGIA DELLA GNOST Questa breve trattazione del tema Mircea Eliade ¢ la fenomenologia dello gnosticismo si basa tutta su un motivo conduttore che equivale sotto un aspetto a un piccolo paradosso. [1 paradosso @ il seguente: c’& una pro- porzione inversa tra lo spazio vastissimo che Eliade dedica al tema dell’i- niziazione — che @ il tema per eccellenza della sua ermeneutica religiosa — ¢ lo spazio relativamente ristretto che egli dedica allo gnosticismo in quel- e forme storiche alle quali appunto il termine moderno di gnosticismo complessivamente si riferisce; forme storiche dello guosticisme che pro- prio dal tema iniziatico sono spesso caratterizzate. ‘A ben guardare, il paradosso non @ poi completamente tale. Infatti, una volta stabilito che la fenomenologia dell’iniziazione € quella dello gnosticismo come pensiero € prassi non si sovrappongono necessariamen- te, perché I'una, e cio’ la fenomenologia dell’iniziazione, ha una extensio vastissima nell'intero pianeta, mentre dal canto suo la fenomenologia del- le gnosi o meglio dello gnosticismo ha una comprehensio, cio’ un conte- nuto specifico, pi peculiare © compatto, & chiaro che a uno studioso il quale fosse, come Eliade intendeva essere, anzitutto un indagatore delle grandi morfologie, quelle che attraversano l’intero mondo delle culture, si imponeva una scelta, ¢ questa non poteva essere che in favore del feno- meno pill esteso, anche se meno comprensivo, cio quello dell'iniziazio- ne. Chi percorra l'indice di Naissances mystiques, Vopera eliadiana che pit di tutte insiste sul tema iniziatico, non trova una menzione specifica dello gnosticismo. Vi si parla infatti di riti di puberta e iniziazioni tribali, di iniziazioni individuali ¢ societ& segrete, di iniziazioni militari ¢ sciama- niche, di temi iniziatici nelle grandi religioni, compreso il cristianesimo anche nelle sue espressioni ortodosse, specie a partire dal III secolo, ma nessun riferimento specifico & fatto non dico allo gnosticismo dei secoli I If, ma neppure alla tematica misterica, quella eleusina anzitutto, né a {163) quelta che io chiamo misteriosofica ¢ che con altro termine pud chiamarsi orfica e orfico-pitagorica; una tematica che é di primaria importanza per Io studio delle origini dello gnosticismo. Ben diverso in Eliade & invece il trattamento che egli riserva a un altro dato della fenomenologia religiosa, il ‘rito di passaggio’. Egli anzi, lasciando da parte, nelle conclusioni di Naissances mystiques, tutti quei titi di passaggio che non implicano pro- Priamente iniziazione (cio’ i riti di passaggio relativi al ¢.d. ciclo della vita: riti.di nascita, di nozze e riti funebri), tende invece a far coincidere Tito di passatgio ¢ iniziazione. Egli cosi scrive, appunto nella conclusione del suddetto libro!: «Non spetta a noi decidere in che misura le iniziazioni tradizionali mantenevano le loro promesse. L'importante & che esse pro- clamavano l'intenzione, e rivendicavano il potere, di trasmutare l’esisten- za umana. La nostalgia di una renovario imiziatica, che sorge sporadica- mente dalle profondita dell’'uome modemo a-teligioso, ci sembra allora altamente significativa: sarebbe insomma Despressione moderna dell’eter- na nostalgia dell'uomo di trovare un senso positivo nella morte, di accet- tare la morte come un rito di passaggio a un modo di essere superiore». E continua: «Se si pud dire che M'iniziazione costituisce una dimensione spe- cifica dell’esistenza umana, é soprattutto perché solo Tiniziazione coniferi- sce’alla’morte una funzione positiva: quetla di preparare Ia'“‘nuova nasci- ta", puramente spitituale, T'accesso a un modo di essere sotiratto all'azio- devastatrice del Tempo». Certo @ difficile sapere quanto questa interpretazione per cost dire escatologica dell iniziazione sia gia presente in quelle iniziazioni puberali ‘maschili che in societa estremamente: primitive di cacciatori raccoglitori, sono motivate da cid che nelle Jingue relative viene espresso con la frase “fare gli uomini"; quella specie di ‘diventa cid che sei’ in base a cui il gio-; vane viene immesso a pieno fitolo nella societ& degli adulti e viene abilita- to ad esercitame le funzioni, Ma é vero anche che una tematica di tipo sa- pienziale, ma nello stesso tempo escatologica, tende a inginuarsi Tella TE nétienologia iniziatica di popolazioni di pitt articolata ricchezza noztona: Je, Comunque, cid che importa al nostro presente scopo é piuttosto di far notare come |'affermata ansia di trasmutazione, di accessione a un nuovo modo di essere, genericamente assegnata da Eliade all’iniziazione, sia Tungi dal sovrapporsi a una temstica iniziatica di tipo specificamente gno- stico. Lo gnostico aspira si a una liberazione dal dominio del demiurgo si- gnore di questo mondo; aspira si a una reintegrazione: ma appunto una ‘pom, [164] reintegrazione che specifica t’accessione a un modo nuovo, come ritomo, se non a una condizione gid conosciuta e partecipata, almeno a una radice che, quasi figura di arbor inversa, bagna non nel terreno di un mondo transeunte, ma nel divino ¢ nel celeste di un mondo eterno. “Prendiamo ad esempio il manicheismo. A questo sistema, notoria- mente gnostico, pud applicarsi uno schema di rito di passaggio, ma estre~ mamente specifico: la prima fase di questo passaggio vede lo pueuma lu- minoso integro e non mescolato all"interno del paradiso delle luci; il mo- mento di mescolanza di luce ¢ tenebre pud corrispondere al secondo mo- mento dello schema vangennepiano, quello del «margine»; e la reintegra- zione finale pud ben corrispondere alla terza fase del rito di passaggio me- desimo: ma appunto una fase che non significa accessione 2 una modalit superiore, bensi pit propriamente ritorno a questa’. ‘Come si vede, una impostazione propriamente gnostica sposta di un grado all’indietro tutta Ia schematica del tito di passaggio e anche del rito di iniziazione, fino al punto di uno spostamento di senso € di ethos che non pud rimanere indifferente all’ermeneuta, soprattutto all’ermeneuta che, come Eliade, voglia intervenire, come sopra dicevamo, sulle morfo- Jogie di grande respiro, quelle che coinvolgoro 'uomo, ¢ non necessaria- mente quella estremamente specifica qualita di uomo sui generis che & !'- homo gnosticus. Maggiore e specifica attenzione dedica Eliade al fenomeno gnostico nel suo pitt recente Occultism, Witchcraft and Cultural Fashions, del 1976, traduzione italiana 1982, con dedica a Giuseppe Tucci, in memoria, scrive Eliade, «delle nostre discussioni a Calcutta tra il 1929 ¢ il 1931». Eliade tocca lo gnosticismo in due punti del libro: nel capitolo intito- lato «L’occulto e il mondo modemo», ove trata il tema del rapporto tra Sccultismo contemporaneo e speranza della ‘renovatio’, facendo un posto speciale all'esoterismo di René Guénon, e poi nel capitolo intitolato «Spi- Tito, luce e seme». Ma anche nel libro di cui stiamo partando I'approccio ello gnosticismo, quello classico, @ per linge esterne: nel primo dei due Capitoli in questione, quello sull'occuitismo, I’approccio & storico-sociolo- gico: ci si domanda soprattutto che cosa abbia promosso € condizionato la recente voga dell’occultismo ¢ quella che Eliade chiama una forma pop di religiosita giovanile di margin emersa tra gli anni ’60 ¢ "70, ci si soffer- ‘ma invece meno sul contenuto di questa nuova pretesa apertura al miste- Tioso, appunto all’occulto o se si vuole alla gaos! ? Cir. il mio contributo in U. Bianchi, ed, Transition Rites. Cosmic, Social and In- dividual Order, Roma 1986, pp. 45-58. [165] Nell’altro capitolo, invece, si va ad alcune tematiche ontologiche, non tipiche del solo gnosticismo, e chie sono, quellé appurito clie si manife- Stan6 nelle speculazioni e nelle prassi che insistono, sulla omiologia tra spi-, itd, luce e seme, una omologia che di per s¢ introduce tematiche religiose ‘i Vastissima applicazione. Tra queste tematiche, fondamentali sono quel- te di miscuglio e di separazione, tematiche — queste — che comprendono, ta altri fenomeni della storia religiosa, specie asiatica, anche tipici feno- meni riconducibiti allo gnosticismo classico, sia quello di estrazione liber- {ina (p. es. ¥Fibioniti) sia quello di estrazione ascetica come i manichei. Dedichiamo anzitutto qualche attenzione al primo dei due temi, quel- lo che Eliade riassume con la dizione «L’occulto e il mondo moderne». Parlando del pullulare, p. es. in America, tra gli anni °60 e particolarmen.. te 770. ; di chiesuole e movimenti occultistici ¢ gnosticheggianti egli scrive: Pid generale [...] stato un rifiuto della tradizione cristiana in nome” di metodi, che si suppongono pili ampi ed efficaci, di perseguire una re- novatio individuale e al tempo stesso collettiva. Per quanto ingenuo 0 ad- dirittura ridicolo possa essere il modo in cni queste idee vengono espres- se, in esse si manifesta perd la tacita convinzione che esiste una via per uscire dal caos della vita modema ¢ che questa via implica un"iniziazione a — quindi la rivelazione di — segreti venerabili |...] Nell’esplosione at- tuale dell’occulto, liniziazione ha una funzione fondamentale, quale che sia il modo con cui gli adepti intendono il termine; I’iniziazione conferisce all'adepto uno status nuovo, lo fa sentire in qualche modo un “eletto”, un “hidividuo scelto tra la folla anonima ¢ solitaria». Vero & che dalla fenome- 4 cent «ry nologia dello gnosticismo classico queste nuove tendenze sembrano diver- "#43 .+ ""* gere proprio in quello che pare il loro punto essenziale: parlare di una re- novatio mundi sembra infatti ben lungi dallanticosmismo gnostic. Que- ‘to, anche se conosce (ematiche secondo le quali quel poco di elementé” Tamniniigo ‘che taluce in questo mondo & 1a causa dell’ordine anche poco “eproblematico che in questo stesso mondo si constata, ¢ fondamentalmente ” ofiéntato — dico T’anticosmismo gnostico — non solo al trascendimento di, questo mondo ma anche alla sua radicale negazione...Lottimismo ¢ l'aper la natura, alla sacralita della natura, che Eliade ritrova nei movi menti_in questione, 2 dunque hingi dalla tematica gnostica-classica. Parti- colare problema pone qui una tendenza esoterica che nulla ha in comune con i movimenti. dell’occultismo anni *60 e ‘70, la tendenza che si incara : « in René Guénon, Eliade si ferma essenzialmente su cid che egli chiama it pessimismo del Guénon e che potrebbe chiamarsi il suo catastrofisimo: qiielo che vede approssimarsi la fase finale dell'epoca Kali-yuga, cio®, come egli si esprime, la fine dell’attuale ciclo cosmico. [166) ' E chiaro che qui, se per un verso si da pessimismo storic« ‘di un pessimismo solo in piccola parte affine a quello della teoria ‘gnostica la storia; esso richiama piuttosto una tematica dell Asia Maggiore. Pid fiferessante, se mai, ai fini del nostro tema, la predilezione dei guénonia- © ni per il tema della «funzione della tradizione esoterica in determinate cul- ture». Ma anche questo aspetto parrebbe pid componibile con la fenome- nologia dell’antico ermetismo che non con quella di uno gnosticismo in Sui pitt che te culture valgono i dottori, pit che i saggi, i profeti. Di maggiore rilievo, ai fini del nostro tema, @ invece il capitolo inti- tolato «Spirit, luce € semen. Infatti in esso_ sj discutono, Taspetto ontolo-* “Rico, ia teologia e la metafisica di movimenti e dottrine tra Je quali alcune appartenenti allo gnosticismo classico. Si tratta, come si @ detto, in parti- colare deila tematica ‘miscuglio e separazione’, una tematica che impone anvitutto, per ragioni di verisimiglianza storica, un confronto con quella forma specifica ed estrema di gnosticismo che fu il manicheismo. Dal canto nostro, abbiamo gi sopra accennato alla possibilita di una applica- zione dello schema tomante del rito di passaggio vangennepiano alla dot- trina manichea dei tre tempi, quello della situazione originaria della luce nel paradiso del Padre, quello della scissione nella luce motivata dall’in- ghiotimento di cui essa @ in parte vittima nel venire della materia oscura, ¢ finalmente il tempo della reintegrazione nel paradiso delle luci dopo I’e- vizione totale della malefica efficacia della tenebra. Ma abbiamo anche segnalato come una discrasia rimanga tra l'apparato trifase del rito di pas- saggio classico e 1’apparato trifase della teoria manichea della storia. Ora, osserva Eliade, «Mani [...] costrei una mitologia in armonia con lo Zeit- geist contemporaneo, che esigeva un lungo, intricato, toccante dramma divino e cosmico, con il ricorso ad emanazioni, sdoppiamenti, omologie macromicrocosmiche [...]»>. Giustamente l’attenzione va qui sui temi mi- scuglio © separazione, che pid di tutti possono interessare una ontologia gnostica, cio quello che @ il punto chiave della dottrina di un Valentino, di un Basilide, o di quella gnosi barbelita che per un verso anticipa sulla scissione tra gnosticismo detto ascetico ¢ gnosticismo detto tikertino. Ancora a proposito del tema miscuglio e separazione, che caratteriz~ za quello che i manichei chiamano il secondo tempo, ¢ @ cui abbiamo rife- rito per evidenti ragioni di analogia quella che é la seconda fase del rito di passaggio in senso vangennepiano, resta ovvio osservare che la separazio- ne della luce dalla luce ha il suo puro corrispettivo nel miscuglio della * P, 125 delledizione italiana. P. 71 per ta precedeme lunga citazione. 1167] luce con la tenebra, Miscuglie ¢ separazione sono dunque tutt’uno, Eliade percepisce con chiarezza che proprio qui é da vedere la possibilita, anzi la realtd di un influsso zoroastriano sulla mifologia e, aggiungiamo, anche sulla ontologia manichea; e questo sia detto peraltro con la doverosa riser- va citca il problema dibartuto di una sostanzialita del male, a livello visi- bile ¢ cosmico, nello zoroastrismo*. La riserva & importante e la negazio- ne dell'esistenza di un gétik ahrimanico nella sistematica zoroastriana pud avere le sue giuste ragioni ¢ basarsi su testi espliciti in questo senso. Ma in ogni casa_te affinitd innegbili tra i due sistemi, quello zoroastriano e quello manicheo, che pongono una sostanzialita luminosa del bene e una simmetrica sostanzialiti tencbrosa del male, non pud essere ignorata, e questo anche se la sostanzialita tenebrosa del male copra nello zoroastria- ho soltanto il livello del ménok, ciod dettinvisibile, del germinale, di cid che ispira e negativamente ispira. Giustamente quindi Eliade pud scrivere che «l'ideologia della “separazione” ~ la volont di metter fine allo stato di “miscuglio” [...] — caratierizza le religioni iraniche fin dai tempi pit antichi ¢ sussiste nella rigida ortodossia dei Sassanidi»®, Qui Eliade fa ferimento alle note posizioni di Gh. Gnoli concernenti quella tematica separazione dello spirituale dal corporeo nella quale sarebbe coinvolta la concezione zoroastriana dello stato di maga, una facolt2 che git potrebbe chiamarsi, oltre che estatica, anche magica e gnostica. Ma fatto sta che Eliade nello stesso tempo allarga di molto e a mio avviso dpportiinamente Ta trattazione detla tematica della separazione, uma tematica che, egli dice, ifveste una quantita di religioni, filosofie ¢ gnosi che su di essa si fonda. ho, € qui riferimento tacito é fatto a quell'epoca ‘assiate’ che cronologica- mente si estende almeno a paitire dal VI secolo e che, come egli scrive, si esprime con «un certo numero di tecniche metafisiche, soteriotogiche e mistiche tendenti a raggiungere Ja liberta assoluta, la salvezza o la reden zione»; tematiche che interessano sistemi peraltro cosi specifici e diversi, quali, ai due estremi geografici, il Sarhkhya Yoga e I’Orfismo, ¢ che nei Yenipi ellenistici ed ellenistico-romani si estendono — osserva Eliade - a fenomeni come lo gnosticismo, appunto, I'ermetismo, l’alchimia. Ovvia-” mente, ognuno di questi nomi evoca un problema storico, prima ancora che storico-comparativo. Tuttavia l'insistenza di Eliade della ‘separazione’ * Cir. il nostro contributo «Zorcastrian Elements in Manichaeism. ‘The Question of Evil Substance», in P. Bryder, ed., Manichaean Studies. Proceedings of the First Intern, Conference on Manichaeism, Lund 1988, pp. 13-18. #225 deft'op. cit. allan, 3 [168] come stadio preliminare 0 come scopo ultimo in questi movimenti sembra jindovinata. E giustamente essa, nel campo gnostico, non viene limitata al manicheismo, e quindi neppure fatta oggetto di ipotesi genetiche di esclu- siva © principale attinenza iranica. Givstamente Eliade cosi si esprime «