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Docta sanctorum patrum

di papa Giovanni XXII


Avignone, 1324-25

Docta sanctorum Patrum decrevit auctoritas, La dotta autorit dei Padri decret che negli
ut indivinae laudis Officiis , que debits uffici della lode divina si offrono per ossequio di
servitutis obsequio exhibentur, cunctorum doveroso servizio sia vigile la mente di tutti, non
mens vigilet , sermo non cespitet , et modesta incespichi la parola e la modesta gravit dei
psallentium gravitas placida salmeggianti canti ogni cosa con placida
modulatione decantet. Nam in ore eorum modulazione. Infatti, sta scritto che nella loro
dulcis resonabat sonus. Dulcis qnippe bocca risuonava dolce suono. E risuona
omnino sonus in ore psallentium resonat , veramente dolce il suono nella bocca dei
cum Deum corde suscipiunt, dum loquuntur salmodianti quando, mentre pronunciano parole
verbis; in ipsum qnoque cantibus devotionem accolgono Dio nel cuore e con i loro canti
accendunt : inde etenim in Ecclesiis Dei accendono la devozione verso di lui. Per questo,
psalmodia cantanda praecipitur, ut fidelium infatti, si prescrive di cantare la salmodia nelle
devotio ezcitetur ; in hoc nocturuum chiese di Dio perch sia eccitata la devozione dei
diumumque Oflicium , et Missarum fedeli: ugualmente dal clero e dal popolo, con
celebritates assidue Clero ac populo sub melodia grave (sub maturo tenore) e sapiente
maturo tenore , distinctaque gradatione modulazione (distinctaque gradatione) vengono
cantaatur, ut eadem distinctioue assiduamente cantati lufficio notturno e diurno
collibeant , et maturitate delectent. Sed e le messe con solennit perch per tale
nonnulli novellac scholae discipuli , dum appropriata esecuzione (eadem distinctione)
temporibus mensurandis invigilant , novis piacciano e rechino diletto con la loro posatezza.
notis intendunt, Cogre suas, quam antiquas Sennonch alcuni discepoli di una nuova scuola,
cantare malunt, in semibreveset minimas mentre si preoccupavano della misurazione dei
Ecclesiastica cantantur, notulis percutiuntur ; tempi, si applicano a creare con nuove note
nam melodias hoquctis intersecant, melodie di loro invenzione, anzich cantare
discantibus lubricant, triplis et motetis quelle antiche; eseguono i canti ecclesiastici con
vulgaribus nonnunquam inculcant, adeo ut semibrevi e minime e ripercuotono le notine:
interdum Antiphonarii, et Gradualis infatti, spezzano le melodie con singhiozzi
fundamenta despiciant , ignorent super quo (hoquetis), le impiastricciano con discanti,
aedificant, tonos nesciant, quos non talvolta le infarciscono di tripli e mottetti in
discernunt, imo confundunt ; cum ex earum volgare fino a disprezzare i fondamenti
multitudine notarum ascensiones pudicae , dellantifonario e del graduale e a non sapere pi
descensionesque temperais , plani cantus, su che cosa costruiscono; ignorano i toni e non
quibus toni ipsi secernuntur, ad invicem riescono a distinguerli, anzi li confondono, dal
obfuscentur ; currunt enim , et non momento che per il gran numero di quelle note
quiescunt ; aures inebriant , et non medentur; rimangono vicendevolmente oscurate le sobrie
gestibus simulant quod depromunt, quibus salite e le controllate discese del canto fermo,
devotio quaerenda contemnitur, vitanda grazie alle quali possibile distinguere i toni
lascivia propalatur. Non enim inquit frustra stessi.Pertanto corrono e non si fermano;
ipse Botius, lascivus animus, vel lascivioribus inebriano le orecchie e non recano guarigione;
delectatur modis, vel eosdem saepe audiens simulano con gesti esterni quello che
emollitur, et frangitur. Hoc ideo dudum nos , pronunciano; cos si trascura quella devozione
et Fratres nostri correctione indigere che si dovrebbe ricercare e si propaga quella
percepimus , hoc relegare , imo prorsus lascivia che si dovrebbe invece evitare. Non
abjicere, et ab eadem Ecclesia Dei profligare inutilmente ha detto Boezio: Lanimo lascivo o
efficacius properamus. Quocirca de ipsorum si diletta di modi lascivi o ascoltandoli
Fratrum consilio districte praecipimus, ut frequentemente sammollisce e si snerva.
nullus deinceps talia, vel his similia in dictis Perci Noi e i nostri Fratelli da gran tempo
Officiis , praesertim Horis Canonicis, vel avvertimmo che queste cose avevano bisogno di
cum Missarum solemnia celebrantur, correzione ed ora ci affrettiamo a proibirle, anzi
attentare proesumat. Si quis vero contra a rigettarle del tutto e a bandirle dalla Chiesa di
fecerit , per Ordinarios locorum ubi ista Dio con la massima forza possibile. Per cui,
commissa fuerint, vel depvtandos ab eis in udito il parere degli stessi Fratelli, ordiniamo
non exemptis, in exemptis vero per severamente che nessuno ardisca dora in avanti
Praepositos seu Praelatos suos, ad quos alias tentare tali cose o altre simili nei predetti uffici
correctio, et punitio culparum, et excessuum particolarmente nelle ore canoniche o quando si
hujusmodi , vel similium pertinere celebrano le solennit della Messa. Che se
dignoscitur, vel deputaudos ab eisdem , per qualcuno far il contrario, per lautorit di
suspensionem ab Oflicio per octo dies , questo canone sia punito con la sospensione
auctoritate hujus Canouis, puniatur. Per hoc dallufficio di otto giorni dagli Ordinari dei
autem non intendimus prohibere, quin luoghi dove tale colpa sar stata commessa,
interdum diebus festis praecipue, sive oppure dai loro deputati nel caso di persone non
solemnibus in Missis , et praefatis divinis esenti; se poi si tratta di esenti siano puniti dai
Officiis aliquoe consonantioe , quoe loro preposti o prelati ai quali spetta di regola la
melodiam sapiunt, puta octavae, quinUc, correzione e la punizione delle colpe e di simili
quartae, et hujusmodi supra cantum eccessi, oppure dagli incaricati degli stessi.
Ecclesiasticum simplicem proferantur : sic Con questo tuttavia non intendiamo proibire che
tamen , ut ipsius cantns integritas illibata alcune volte specie nei gironi festivi o solenni
permaneat , et nibil ex hoc de bene morata durante le messe e i predetti uffici divini si
musica immutetur, maxime cum hujusmodi producano sopra il semplice canto ecclesiastico
consonantiae auditumdemulceant, alcune consonanze che hanno sapore di melodia
devotionem provocent, et psallentium Deo come sarebbero le consonanze di ottava, di
animos torpere non sinant. quinta, di quarta e simili, ma in modo tale che
rimanga illibata lintegrit dello stesso canto e
nulla sia, da ci mutato circa la compostezza
della musica; particolarmente perch tali
consonanze piacciono allorecchio, provocano la
devozione e non lasciano intorpidire gli animi di
quelli che cantano in onore di Dio.

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