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COMUNE DI SEVESO

CONSIGLIO COMUNALE DEL 12.1.2010

PUNTO N. 1 – O.d.G.

RISPOSTA AD INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE

PRESIDENTE

Buona sera a tutti. La parola al signor Segretario per


l’appello.

SEGRETARIO

Procede all’appello nominale.

PRESIDENTE

Buona era a tutti. Prima di iniziare permettetemi di


esprimere a nome del Consiglio Comunale le condoglianze
all’Assessore Belotti per la recente scomparsa della mamma.
L’Assessore Belotti ci ha comunicato che questa sera non
sarebbe stata presente. Comunque a lei vadano le nostre
condoglianze.
Iniziamo con il primo punto dell’Ordine del Giorno …

CONSIGLIERE GAROFALO GIORGIO

Io avrei una brevissima comunicazione, se possibile, per


l’Amministrazione.

PRESIDENTE

Spero sia una comunicazione politica, nel senso che avevo


detto prima di farle vedere al Presidente, dato che il regolamento
non le prevede.
Comunque la legga pure.

CONSIGLIERE GAROFALO GIORGIO

Una comunicazione sulla biblioteca. È una sorta di appello


all’Assessore alla Cultura, in quanto è comunicazione recente che
il Presidente Bassi si è dovuto dimettere per problemi lavorativi,
per impegni lavorativi.

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Un appello che facciamo. Chiediamo che nella scelta del
prossimo Presidente vengano presi in considerazione alcuni
parametri che cono naturalmente il tempo a disposizione, la
volontà di agire in modo concreto, la vicinanza soprattutto al
personale e ai commissari della biblioteca.
Chiediamo proprio che questa scelta venga condivisa con la
Commissione Biblioteca, che quest’ultima sia coinvolta in modo
più attivo, spero anche dal nuovo Presidente, nel corso dell’anno,
così da agevolare il lavoro stesso e migliorare il servizio della
biblioteca. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere. Dicevo, nell’iniziare i nostri lavori io


vorrei invitare tutti, Consiglieri Comunali e membri anche della
Giunta, ad un più solerte rispetto del regolamento del Consiglio
Comunale soprattutto per quanto riguarda i tempi.
Io sono andato a vedermi lo sbobinato dell’ultimo Consiglio
Comunale che abbiamo fatto, l’ultimo se escludiamo quello di fine
dicembre che, come sappiamo, è stato un Consiglio Comunale un
po’ particolare per via della neve.
Ho visto che c’è stata una continua violazione dei tempi e
delle modalità di svolgimento dei lavori del Consiglio.
Fare i cattivi, l’ho già detto molte volte, spiace. Se si può,
preferirei evitarlo. Però inviterei tutti al buonsenso e al rispetto
di un regolamento che, ripeto, vale per tutti, vale per la Giunta,
vale per il Consiglio, vale per la Maggioranza, vale per
l’Opposizione.
Detto questo, iniziamo.

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

Mi scusi, un secondo solo. Buona sera. Dal momento che si


parlava di tempi, io considero altrettanto grave che per l’ennesima
volta, io la cosa l’ho sottoposta in questi ultimi giorni anche al
signor Sindaco, che per l’ennesima volta a richiesta di documenti
da parte di Aspes, sono documenti che sono stati richiesti e
trasmetti in copia anche a Lei, Presidente, datati 23 novembre, io
non abbia ancora ricevuto risposta da Aspes, nonostante le
rassicurazioni che in questa sede il Presidente di Aspes ha dato a
tutti i Consiglieri rispetto alla sua completa disponibilità ad
esaudire le richieste del Consiglio Comunale.
Io mi appello nuovamente a Lei, in quanto garante dei diritti
dei Consiglieri Comunali, nel fare in modo che questo non accada

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e che le domande fatte abbiano una risposta nel più breve tempo
possibile.

PRESIDENTE

Il mese scorso ero intervenuto sugli uffici e avev a portato


risultato questo intervento.
Speriamo che anche il successivo nei confronti di Aspes ci
porti lo stesso risultato.
Bene, primo punto all’Ordine del Giorno: risposta ad
interrogazioni ed interpellanze. La prima è del Consigliere Butti
ed è relativa alla bonifica dell’area Altopiano, zona ex Irca.
Risponderà il signor Sindaco. Prego, Consigliere Butti.

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

L’oggetto era, come ha detto Lei, bonifica area Al topiano,


zona ex Irca.
Premesso che l’Amministrazione Comunale ha espresso la
volontà di realizzare in area compresa all’interno del Parco
Groane un intervento per la realizzazione di un centro sportivo
comprensivo di piscine.
Premesso che a questo scopo è stato chiesto all’ente Parco
Groane un cambio di destinazione d’uso di due lotti siti in
Seveso/Altopiano per rendere disponibili aree di ampiezza
adeguata all’intervento.
Premesso che una parte dell’area in oggetto è stata adibita
nel corso degli anni a discarica di materiali di scarto e di deposito
della ditta Irca.
Si chiede se sia stata fatta una verifica sull’avvenuta
bonifica dell’area e se sì con quali risultati.

SINDACO

Adesso la bonifica oltretutto è terminata, nel senso che come


tutte le bonifiche è stata oggetto di un piano di caratterizzazione,
nel senso che è stato analizzato quello che era l’inquinante, quali
erano le zone da bonificare.
È intervenuta la bonifica. Dopodiché c’è stata la verifica che
le zone che prima erano inquinate non lo fossero più.
Per cui la bonifica ha avuto successo. Tutto l’inquinamento
da idrocarburi per cui non era un inquinamento di particolare
rilevanza.
La bonifica è ultimata. C’è da dire che quell’area interessata
dall’ex Irca sul nostro territorio in virtù di osse rvazioni che sono

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pervenute e che sono state recepite dal Parco non sarà più
all’interno dell’area interessata da eventuali iniziative di
trasferimento d’impianti sportivi.
Certo, c’è sempre questa storia della piscina. Per carità, se
viene la piscina, ben venga. Però non è mai stato scritto da
nessuna parte del trasferimento della piscina.
Adesso vediamo se ci sta, se non ci sta. Ma non esiste negli
atti un discorso. Si è sempre parlato di impianti sportivi,
preliminarmente si parla del base-ball, di altri impianti sportivi
che meglio si prestano anche all’inserimento all’interno del Parco.
Comunque la bonifica ha avuto successo ed è stata
completata.

PRESIDENTE

Prego, Consigliere Butti.

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

Io ringrazio della risposta. M’è parso che anche i n questa


sede si sia parlato e sia stato anche oggetto di discussione il fatto
della possibilità di realizzare il centro natatorio all’Altopiano
piuttosto che qua. C’è stato anche un intervento del capogruppo
del Pdl a riguardo.
Poi essendoci anche all’Ordine del Giorno una nostra
mozione sull’argomento piscine, ci sarà modo di discuterne.
Per quanto riguarda l’area dell’Altopiano, è nostra opinione
che sia un’area da tutelare e che quindi prima di intervenire su
quella zona che è uno dei pochi corridoi ambientali che sono
rimasti, serve appunto avere cognizione di causa.
Tutto qui. L’interpellanza era rivolta ad un appro fondimento
dal punto di vista della bonifica dell’area. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere. La prossima interpellanza anco ra Sua è


relativa all’edificio caserma dei carabinieri. Risponderà
l’Assessore Forlin.

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

In considerazione del fatto che a breve verranno ultimati i


lavori di realizzazione della nuova caserma dei carabinieri, in
un’ottica di sano costruire è necessario che gli edifici pubblici

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siano realizzati con tecniche moderne, basate sul risparmio
energetico.
Che in considerazione del fatto che il nostro Comune
ambisce giustamente ad un ruolo di distinzione per ciò che
concerne le politiche di qualità ambientale e valorizzazione
dell’ambiente naturale.
Si chiede in che classe energetica è previsto venga inserito
l’edificio della nuova caserma.
Se saranno installati i pannelli solari o altri sistemi per il
risparmio energetico.

PRESIDENTE

Prego, Assessore.

ASSESSORE FORLIN

Buona sera. Il progetto prima e la costruzione poi sono stati


fatti conformemente alla legge 10 del 91, quindi con riferimento
risparmio energetico, quindi materiali, finiture, scelte
componenti.
La classe, viste le modifiche apportate soprattutto per le
parti vetrate, perché il comando ha chiesto maggiore protezione,
non sappiamo ancora.
Ad opere ultimate provvederemo a fare l’esame per il
rilascio del certificato energetico e sapremo con precisione la
classe in cui rientrerà il fabbricato.
C’è la possibilità, se lo si ritiene opportuno, d’installare i
pannelli fotovoltaici sulla struttura.
Vediamo se è il caso d’installarli o meno. Non sono previsti,
ma c’è la possibilità d’installarli.

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

A me sembrava che negli edifici di nuova realizzazione


l’installazione di pannelli solari fossero introdotti in modo
obbligatorio.
La mia paura è che, come spessi accade, gli edifici pubblici
siano gli ultimi ad adeguarsi a queste normative.
Nel caso della caserma dei carabinieri che tra l’altro,
ricordiamo, è costata parecchie centinaia di migliaia di Euro
anche al Comune di Seveso, cosa che sta anche causando, che fa
parte dei problemi che ci hanno portato anche al mancato rispetto
del patto di stabilità, una situazione di bilancio di una certa
criticità.

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Di fronte a tutto questo impegno da parte
dell’Amministrazione Comunale nel sostenere questo intervento
l’auspicio è che sia fatto, che sia reso come perlomeno dal punto
di vista della realizzazione esempio di un costruire sano e
all’avanguardia del punto di vista ambientale.
Il fatto che Lei mi dica che si provvederà dopo ad un’analisi
per sapere se sarà possibile inserirlo in classe A o se sarà il caso
d’intervenire con dei pannelli fotovoltaici, mi sembra che non
vada proprio in questo senso.

ASSESSORE FORLIN

La certificazione non è una possibilità, è una certificazione


sul fabbricato esistente.
Quindi la categoria viene data al …

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

Al raggiungimento della classe A dico io.

ASSESSORE FORLIN

Non avremo la classe A comunque perché presumo che non


ci siano le condizioni, è un po’ difficile, però il certificato dirà in
quale classe il fabbricato è stato classificato.
Il fotovoltaico è obbligatorio dal 1 gennaio di qu est’anno
per le nuove costruzioni.
Il solare termico lo è da due anni e mezzo, quindi all’epoca
non era obbligatorio. Il solare termico e neanche i l fotovoltaico
come inserimento d’impianto nel fabbricato.
Per il certificato ad opere ultimate vedremo in che classe
rientriamo.

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

Una cosa che riguarda la classe A, io ho partecipato ad un


convegno di un esperto di Bolzano dove la classe A è considerata
la normalità sulle nuove realizzazioni…

ASSESSORE FORLIN

Sono anch’io un certificatore.

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CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

Non certificare in classe A, loro hanno un altro sistema di


classificazione, comunque è ritenuto poco performante.

ASSESSORE FORLIN

In Regione Lombardia la Cened è dura per la classe A. è


difficile ottenerla. Fabbricati del genere con molte vetrate, con
materiali generalmente poveri dato il tipo di struttura…

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

Avremo una caserma che non rispecchierà l’avanguardia dal


punto di vista del risparmio energetico.

ASSESSORE FORLIN

Senza certificato è difficile dirlo. Secondo me classe A è


difficile, poi vedremo in fase di rilascio.

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

Va bene. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere. La terza interpellanza è del Consigliere


Formenti, è relativa al PIP di Via Vignone. Rispond erà
l’Assessore Alari. Prego, Consigliere Formenti.

CONSIGLIERE FORMENTI ANDREA

Interpellanza, oggetto: PIP Vignone. Premesso che nel


territorio comunale di Seveso in forza di un piano per gli
insediamenti produttivi di cui alla legge del 22 ottobre 1971 N.
865 approvato dalla Giunta Regionale con deliberazione N. 4,
17.124 del 27 gennaio 1987 è stato attuato l’insediamento
produttivo di Via Vignone.
È stata sottoscritta regolare convenzione con le società
cooperativa di Seveso, cooperativa S. Martino, … Lo Russo,
Hermann Koler, Copim e Tecnoviti.

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Considerato che le convenzioni prevedevano che
l’esecuzione delle opere d’urbanizzazione per le quali è stato
prestato a parte il progetto esecutivo per ottenere la concessione
edilizia dovrà avvenire sotto la direzione di un tecnico incaricato
a spese della cooperativa e sotto la vigilanza dell’ufficio
comunale, al quale spetta in qualsiasi momento la facoltà di
verificare il procedimento dei lavori e di comunicare
all’Amministrazione l’andamento degli stessi.
Inoltre che l’esito favorevole del collaudo consentirà lo
svincolo della cauzione prestata a garanzia dell’adempimento
degli obblighi assunti.
Con atti di protocollo N. 7.101 e 29.015 del 2005 due dei sei
sottoscrittori delle convenzioni chiedevano lo svincolo delle
polizze fideiussorie.
Con delibera di Giunta N. 302 del 2005 la Giunta
autorizzava lo sblocco delle polizze fideiussorie.
Sopravvenuto che con atto di Giunta 177 del 2008 veniva
approvato il progetto esecutivo per la partecipazione al bando
regionale 2008 per lo sviluppo degli insediamenti produttivi,
artigianali comparto Vignone.

Nell’atto sopra citato è previsto un esborso monetario da


parte dell’ente di 266.000,00 €, in parte recuperabili dal bando
regionale, se fosse stato vinto, pari al 25% del totale.
Nella delibera sopra richiamata si evidenzia che per
qualificare le attività artigiane presenti nel comparto di Via
Avignone sono necessari interventi di rifacimento e
completamento delle esistenti opere d’urbanizzazione a servizio
dell’insediamento artigiano.
Allegato alla delibera di Giunta sopra richiamata il tecnico
incaricato per la realizzazione del progetto esecutivo nella parte
dell’elaborato A1 relazione tecnica affermava:
“L’Amministrazione Comunale di Seveso a seguito delle verifiche
sullo stato di manutenzione del PIP Vignone ha deciso di
effettuare un intervento di riqualificazione delle opere
urbanistiche”.
La motivazione fondamentale è naturalmente quella di
intervenire per porre un freno al degrado delle opere di
urbanizzazione.
Sempre allegata alla delibera di Giunta sopra menzionata,
precisamente all’elaborato A9, rilievo fotografico, si evince lo
stato di pessima tenuta delle opere d’urbanizzazione realizzate in
precedenza.
Sempre nell’atto sopra menzionatola Giunta ha
commissionato ad Aspes la realizzazione del progetto esecutivo e

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che poi ha provveduto poi il 29 settembre 2008 alla sua
approvazione.
Aspes, quando gli è stato fornito l’incarico della Giunta di
realizzare il progetto esecutivo, non aveva ancora sottoscritto il
contratto di servizio per la manutenzione.

Ritenuto inoltre che con delibera di Giunta 21 del 11


febbraio 2009, poi recepita dal Consiglio Comunale con
l’approvazione del bilancio di previsione 2009, veniva approvato
il piano triennale dei lavori pubblici 2009/2010/2011 e dei relativi
studi di fattibilità, progetti e stime dei costi degli interventi
inseriti nell’elenco annuale 2009 e all’interno si legge
l’intervento sistemazione strade PIP Vignone.
Con delibera di Giunta N. 176 del 9 settembre 2009 veniva
deliberata approvazione progetto esecutivo per la partecipazione
al bando regionale 2009 per lo sviluppo degli insediamenti
produttivi artigianali comparto produttivo di Via Vignone.
Ripresentato in Regione, in quanto il bando non era stato
aggiudicato per il mancato inserimento dell’opera nel piano
triennale delle opere pubbliche.
Che valgono anche per la delibera di Giunta 176/2009 tutte
le questioni evinte sollevate nel capoverso sopravvenuto al quale
si rimanda.
Attestato inoltre che con atto di Giunta 195 del 14 ottobre
2009 la Giunta ha adottato lo schema di piano triennale delle
opere pubbliche 2010/2012 e dell’elenco annuale 2010.
Nel sopra citato atto la riqualificazione del comparto
produttivo Vignone non è più presente con la voce sistemazione
strade PIP Vignone, ma sotto la generica voce messa in sicurezza
strade.
Si chiede di dare lettura dell’atto di collaudo delle opere
d’urbanizzazione realizzate da chi di dovere come da atto
propedeutico e indispensabile allo sblocco delle polizze
fideiussorie.
I criteri presi in considerazione dalla Giunta nel 2005 che
avevano autorizzato lo svincolo delle polizze fideiussorie, quando
sono state ultimate le opere d’urbanizzazione del P IP Vignone da
parte dei soggetti privati e che documento accerta il termine
lavori.
Con quale atto e quando la Giunta ha affidato ad Aspes la
progettazione definitiva della riqualificazione del PIP, se tale
società aveva al momento dell’affidamento dell’incarico le
competenze richieste dalla legge per ricoprire tale incarico.

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Quanto è costato al Comune il progetto realizzato da Aspes e
se la figura professionale richiesta per produrre il progetto
esecutivo non era presente in Amministrazione.
Se esistono agli atti del Comune lo studio preliminare e lo
studio definitivo che la legge stabilisce essere propedeutici alla
redazione del progetto esecutivo.
Come mai il progetto riqualificazione del comparto Vignone
è stato inserito all’interno del piano annuale, triennale dei lavori
pubblici con delibera di Giunta N. 195 del 2009 sotto la
denominazione messa in sicurezza strade.
Se la Regione Lombardia riconoscesse, quindi finanziasse il
progetto di riqualificazione del comparto Vignone, il Comune
provvederà alla sua riqualificazione.

ASSESSORE ALARI

Buona sera. Io nella risposta che Le ho fatto aver e ho


cercato di riassumere, o perlomeno di cercare di capire un po’
tutta questa vicenda, perché, come avrà potuto vedere nella
risposta che Le ho dato, è una vicenda che risale circa a vent’anni
fa.
In quell’ambito quindi il sottoscritto non era presente
all’interno dell’Amministrazione, non ha potuto conoscere magari
alcune fasi che hanno portato ad una serie di atti e situazioni che
si sono poi concluse nel tempo.
Adesso in questa risposta ho cercato di individuare una
possibile motivazione del perché si è arrivati allo svincolo delle
polizze.

Il piano per gli insediamenti produttivi località al Vignone


rientra sicuramente nel novero delle opere pubbliche
maggiormente travagliate da vicissitudini tecniche, burocratiche,
organizzative, procedurali che a partire dall’anno 1987 ad oggi
hanno creato una serie di problematiche che ancora permangono e
che vedono tuttora coinvolti sia soggetti privati che pubblici in
un’intricata controversia della quale parte soggiace tuttora al
giudizio della giurisdizione civile.
Per quanto possa risultare qui possibile un succinto
riassunto delle gravi e intricate fasi delle operaz ioni burocratiche,
procedurali e giudiziali inerenti l’opera in oggetto, riteniamo di
poter citare l’atto amministrativo protocollo N. 7.362 del
16.3.1998 e successive integrazioni del 24.4.1998 e del 28.8.1998,
protocollo N. 24.113.

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Con il quale veniva asseverata la realizzazione quasi totale
delle opere d’urbanizzazione del comparto produttivo e questo alla
data del 1998.
Da qui si è innescato un contenzioso tra le parti interessate,
più precisamente la cooperativa Artis di Seveso assegnataria delle
aree edificabili del PIP e l’impresa Cesi, appaltat rice incaricata
dei medesimi per la realizzazione delle opere d’urbanizzazione.
Tra l’altro anche quell’altra cooperativa era coinvolta a sua
volta in una causa con l’impresa Cesi.
A ciò aggiungasi l’annosa questione del contenzios o sorto
con un cittadino e il Comune di Seveso inerente, strettamente
dipendente collegato al contenzioso precedente.

Tra la cooperativa Artis Seveso e la ditta Cesi, contenzioso


talmente complesso che vede a tutt'oggi impegnato il tribunale a
tentare di dare assoluzione al caso.
Non bastasse, a tutto ciò si aggiunga il fatto che la ditta
Cesi nell’ambito dei suoi comportamenti concludenti e connessi
alla gestione del contenzioso ha occupato un terreno del Comune
destinato alla realizzazione di opere d’urbanizzazione ricomprese
in quelle a carico poste a carico degli assegnatari.
Stante il fatto inoppugnabile interdipendenza tra la volontà
esecutoria dei lottizzanti e le pretese rientrate da Cesi, legittime o
illegittime che si voglia considerare, si è venuta a creare la
materiale impossibilità di dare esecuzione ad alcune opere.
Stante l’evolversi continuo e via via sempre più
ingarbugliato dei contenziosi citati sia conclusi sia tuttora aperti,
l’Amministrazione Comunale non può certo erigersi a giudice
delle stesse.

Tenuto conto che il suo dovere principale è quello di


tutelare i soggetti coinvolti.
Tenendo però altresì conto che pure l’Amministrazione
stessa risultava a sua volta coinvolta direttamente in causa per
quanto involontaria per reciproche pretese e di inadempienze.
Con atto della Giunta Comunale N. 302 del 29.12.2005 si
provvedeva a chiudere definitivamente una vicenda difficile e
spinosa in forza delle necessità di evitare all’Amministrazione
stessa possibili e probabili ulteriori contenziosi giudiziari con i
quali non si sarebbe ottenuto altro che complicare e rendere
insolvibile una vicenda che non può certo essere ritenuta modello
di linearità procedurale, ma che sicuramente avrebbe potuto
portare anche se nei tempi biblici della nostra giustizia ad un
ulteriore contenzioso dagli esiti sicuramente incerti sia su chi che
su quanto.

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Mi fermo qua, poi do le altre risposte. Questo per dire che è
talmente intricata questa vicenda per quella che posso conoscere
io dal tempo che sono qui.
Ma siccome risale a tempi anche precedenti, ad
Amministrazioni precedenti, ci sono alcune sfaccettature che io
negli atti non vedo sostanzialmente.
Ho cercato di dare una giustificazione ad alcune domande
che lei giustamente pone, pur precisando che non ero io
l’Assessore di allora e c’erano altri predecessori, cercando
informazioni, ho cercato di costruire una possibile risposta.

Per quanto attiene al punto 4 dell’interpellanza, si richiama


l’atto deliberativo consiliare N. 4 del 24.1.2008 con il quale si è
deliberato in merito all’approvazione del contratto di servizio per
l’affidamento all’Aspes della gestione manutentiva sia ordinaria
che straordinaria delle strade comunali.
In merito al punto 5 dell’interpellanza, la … odierna al
progetto affidato ad Aspes non è costato nulla al Comune di
Seveso.
Per quanto riguarda invece il punto 6, si comunica che ai
fini della partecipazione al bando regionale 2009 sviluppo degli
insediamenti produttivi artigiani per ottenimento d ei contributi la
stessa Regione esigeva l’approvazione del progetto esecutivo,
cosa questa che la Giunta Comunale ha recentemente approvato
con atto 176 del 9.9.2009.
In ultimo per quanto riguarda i punti 7 e 8 dell’interpellanza
si precisa che il progetto di riqualificazione del comparto del
Vignone è stato inserito all’interno del piano comunale e triennale
dei lavori pubblici sotto la denominazione messa in sicurezza
strade, perché quella sembra la definizione più appropriata.
Qualora la Regione Lombardia concedesse finanziamenti di
cui al suddetto bando, questa Amministrazione Comunale valuterà
se procedere in tal senso.

PRESIDENTE

Prego, Consigliere.

CONSIGLIERE FORMENTI ANDREA

Non mi ha risposato però, Assessore, ad un punto


fondamentalmente della mia interpellanza. Là dove dico di dare
lettura dell’atto di collaudo delle opere di urbanizzazione
realizzate da chi di dovere come atto propedeutico ed
indispensabile allo sblocco delle polizze fideiussorie.

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ASSESSORE ALARI

Perché, di fatto, non c’è un atto di collaudo finale. C’è


questa relazione fatta da un collaudatore che è un malloppo di
questo tipo, leggerlo diventava un po’ impossibile, però è agli
atti, c’è questa relazione di un collaudatore incaricato
dall’Amministrazione Cassetta, se ricordo bene, come periodo…

CONSIGLIERE FORMENTI ANDREA

Non era un collaudatore…

ASSESSORE ALARI

Per verificare lo stato di fatto delle… Di fatto non è un


collaudo, era un professionista incaricato, mi correggo nel
termine, era un professionista incaricato che è stato incaricato per
verificare lo stato di fatto delle opere.
Non c’è un collaudo, non era un collaudatore, defi niamolo,
comunque era un professionista che certificava alcune cose.
Se Lei chiede l’atto di collaudo finale, non c’è.

CONSIGLIERE FORMENTI ANDREA

Io non sono assolutamente soddisfatto della risposta


dell’Assessore. La situazione è molto più semplice di come vuole
l’Assessore porla questa sera.
La legge dice l’atto di sblocco delle polizze fideiussorie
deve essere fatto dal funzionario.
Se un Consigliere Comunale qualsiasi va al protocollo, apre
il protocollo, trova l’atto di sblocco fatto dal geometra Boffi, in
questo caso perché è lei il tecnico comunale preposto.
È la prima volta in Amministrazione Comunale che succede
che l’atto di svincolo delle polizze viene fatto dalla Giunta.
Per quale motivo è stato fatto dalla Giunta e non dal
funzionario? Semplice. Perché il funzionario non poteva procedere
allo svincolo delle polizze.
Non poteva procedere allo svincolo delle polizze perché,
come ha detto molto bene Lei, Assessore, non esisteva l’opera di
collaudo, non esisteva il collaudo dell’opera e quindi non si
poteva procedere allo svincolo delle polizze.
Ma l’Amministrazione ha agito, le ha sbloccate le polizze.
Questo non nei primi anni 90, nel 2005 e anche Lei era seduto a

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quel tavolo come altri Consiglieri che si trovano oggi in questa
assise.
Mi chiedo come abbiano potuto fare una roba del genere.
Stiamo parlando di 2 miliardi di Lire. Ci sono qui due documenti.
Lei li ha citati, Assessore. Due documenti che dicono pagati
dai cittadini di Seveso, commissionati dall’Amministrazione
Comunale, quindi pagati dai soldi dei contribuenti che dicono che
le opere non erano state eseguite, pagina 15 dell’atto di protocollo
7.362, tuttavia è da ritenersi come dettagliatament e descritto nel
successivo paragrafo 2 punto 3 che le opere d’urban izzazione di
cui alla pratica edilizia, nonostante l’aspetto contraddittorio di
cui in seguito, allo stato attuale non sono state totalmente
eseguite.
Infatti, secondo una valutazione puramente di massima si
può stimare che siano state eseguite opere per una percentuale
pari circa al 61%.
Prosegue l’ottimo ingegner Valtorta a pagina 29 e 30 dice
che un ammontare di opere d’urbanizzazione, di lavori, di
1.790.269.000,00 €, l’importo delle opere non realizzate ammonta
a 705.800.811,00 €, si può attestare che la percentuale dei lavori
eseguiti risulta essere pari a circa il 61% della totalità.
Però cosa succede? L’Amministrazione commissiona u n altro
studio che è un’integrazione a questo e ne commissiona un altro
perché vuole vederci chiaro giustamente nel 98.
L’ultimo atto di protocollo l’ha citato Lei, è il N. 24.113,
l’ingegner Valtorta alla pagina 21 dice: “In definitiva quindi -
mentre nella relazione principale in data, che è quella che ho
citato prima -si era verificato che la percentuale dei lavori fino
allora eseguiti era del 61%, alla data della presente in
considerazione delle opere nel frattempo ancora realizzate e
considerate, che l’importo dei lavori ancora da eseguire ammonta
a 575.232.075 Lire e che quindi risulta essere realizzato il 70%
della totalità.

Tale risultanza può essere aumentata di 3- 4 punti


percentuali in considerazione di quanto riportato nel su citato
punto 2, ovvero alle opere eseguite in merito al parcheggio
pubblico ecc”.
Quindi l’Amministrazione Comunale non poteva nel 2005
sbloccare le polizze fideiussorie. Si può dire che ha creato un
danno all’Amministrazione, visto che abbiamo un comparto che
non è ancora stato concluso e costerà ai cittadini di Seveso
266.000,00 €?

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È una domanda che pongo. Il tragicomico della vice nda è che
se prendiamo la delibera di Giunta menzionata, la 302 del 2005, si
dice anche il falso nella delibera, nella parte delle premesse.
Perché si dice che le opere d’urbanizzazione a servizio del
comparto necessario all’avvio dell’attività sono state eseguite per
un impegno economico e finanziario superiore rispetto a quello di
progetto e garantito.
Ho appena detto che non è vero, l’ho appena letto. Questi
documenti si trovavano sul tavolo quando voi nel 2005 vi
trovavate, dico voi perché parte dell’Amministrazione precedente
è quella attuale, li avevate questi documenti sul tavolo quando
dovevate decidere?

È una domanda che pongo. Se non li avevate, perché non li


avevate a disposizione?
Chiediamocelo, dopodiché arriviamo al recente, 2008,
richiesta ad Aspes del progetto.
Aspes non aveva firmato il contratto di servizio con
l’Amministrazione Comunale. Io mi ricordo che a settembre chiesi
agli uffici, in segreteria, di avere copia e gli uf fici mi hanno
detto: guardi, Formenti, non possiamo dargliela perché non l’ha
ancora firmato Matta.
Allora mi spiegate come ha fatto Aspes a redigere il
progetto? In base a che norma? Dite che non c’è costato nulla?
Non lo so, questo è ovviamente da verificare.
Però io dico, se uno compie una prestazione, è giusto che
abbia una remunerazione. In base a che cosa loro no n ci hanno
dato nulla?
Partecipiamo al bando, la Regione ci risponde che noi non
avevamo i criteri per aderire al bando, perché? Per ché l’opera non
era ricompresa nel piano triennale delle opere pubbliche e perché
non c’era la copertura finanziaria in bilancio.
Io dico, innanzi tutto per quale motivo è stato ge stito
dall’urbanistica questo progetto di riqualificazion e del PIP
Vignone quando è un atto dei lavori pubblici.
È la seconda volta che in Consiglio Comunale abbiamo un
atto che è gestito da un ufficio che non è il referente.
Poi, Assessore Alari, si è avocato a sé di seguire questa
questione. Lei è stato per dieci anni Assessore ai Lavori Pubblici.
Possibile che mi sbaglia un atto di richiesta di finanziamenti
in Regione? Il decreto legislativo sugli appalti di ce che un’opera
per essere finanziata da un ente territoriale deve essere iscritta
nel piano dei lavori pubblici!

15
E Lei è stato per dieci anni Assessore, mi sbaglia la
procedura? Non lo so. Sono tutti quesiti che io pongo
all’attenzione.
Poi entrerò anche nel merito nell’interpellanza sulle padelle,
sulla questione gestione pratiche e uffici.
Qui non è possibile che gli uffici facciano il lavoro di altri.
Svolgere un lavoro che non compete a sé comporta poi dei costi se
saltano fuori delle magagne.
Chi la paga adesso la riqualificazione del PIP di 266.000,00
€? Chi lo paga? I cittadini di Seveso?
L’ingegner Valtorta nel suo lavoro, io ho letto queste
relazioni… Io che non sono un esperto, pur diplomato geometra,
però non ho mai esercitato la professione, io ho capito quello che
qui era scritto.
L’ingegner Valtorta addirittura esamina l’escussio ne delle
polizze fideiussorie, cioè dice, Amministrazione, nel caso in cui
tu giustamente vuoi finire tu l’intervento, io ti preparo già e lo
presenta, a seconda della cooperativa e dell’accordo con
l’Amministrazione quanto doveva essere trattenuto.
Avevate tutti gli elementi, il funzionario doveva soltanto
prenderne atto e fare le determine.

Lo svincolo tutto, svincolo una minima parte. Ti s vincolo la


parte che ha realizzato. Invece no. È stato creato un danno
all’Amministrazione Comunale e i documenti li avevate, perché se
li ho avuti io, li avevate a disposizione anche voi.
Io non so a questo punto, signor Sindaco, non possiamo
rimanere a guardare. Qualcuno qua si deve muovere.
Io mi muoverò per quanto di mia competenza, come
Consigliere Comunale che si è accorto di un grave danno che è
stato provocato.
Io mi auguro che anche da parte Sua ci sia questo
movimento, perché altrimenti la situazione diventa ancora più
grave di quella che è.
Quindi Le chiedo che cosa ha intenzione di fare an che Lei.
Grazie.

ASSESSORE ALARI

Io la ringrazio, Consigliere, della Sua interpella nza perché,


vede, Lei ha evidenziato alcuni aspetti che sicuram ente in questa
vicenda presentano delle lacune.
Però io penso che alla fine, avendo fatto per dieci anni
l’Assessore ai Lav ori pubblici, in questi dieci ann i non abbia mai

16
avuto un contenzioso con nessuna impresa che ha lavorato in
questi anni all’interno dell’Amministrazione.
Questo è un dato di fatto. Sta a testimoniare alcuni aspetti
della mia persona.
Come Le ho detto prima, è una vicenda che risale a tanto
tempo orsono e che quindi personalmente io che sono
all’urbanistica dal 2008 non conosco le sfaccettature, perché non
ero io.
Quindi non Le so dire esattamente quali possano essere state
le considerazioni che hanno fatto altri nel decidere di svincolare
le polizze.
Fatto salvo che come evidenziava Lei, per svincolare una
polizza ci vuole un atto di collaudo, questo lo prevede la
normativa. Detto ciò, è pur vero che io stavo in Amministrazione
come altri nel 2005, ma con le deleghe ai lavori pubblici. Quando
arriva una delibera in Giunta, la delibera ha i pareri di
competenza.
Non segue tutti gli atti che hanno formato questa delibera.
Ha dei pareri di competenza di cui io posso prendere solo atto.
Quando mi si dice che ha un parere di legittimità tecnico per me è
un atto che ha la sua regolarità.
Poi io c’ero, certo io ho svincolato come Assessore, ho detto
sì allo svincolo delle polizze. Ma per me la delibera era a posto
sotto il profilo dei pareri.

CONSIGLIERE FORMENTI ANDREA

Assessore, io non lo so, io Le dico soltanto che il parere c’è,


non si capisce chi l’abbia firmato, non si capisce, c’è uno
scarabocchio.
Comunque ci sono i pareri del Segretario Generale e del
signor Sindaco di allora. Io posso dire questo.
Io non so come voi decidiate in Giunta. Io in Cons iglio
Comunale quando vengo i documenti me li leggo. Spero che questo
succeda anche in Giunta.
I documenti voi li avevate? Se non Le sono stati d ati, si
chieda perché non Le sono stati dati. Però non è un problema mio.

ASSESSORE ALARI

Però Lei arriva in Giunta e legge la delibera e gu arda i


pareri. Se i pareri tecnici dicono sì… Basta… Non vado a vedere
quali sono gli atti elaborati che hanno costruito quella delibera…

17
PRESIDENTE

Scusate, primo non dialogate. Secondo, ha chiesto la parola


il signor Sindaco.

SINDACO

Volevo chiudere un po’ questa vicenda, nel senso che il


problema è stato sollevato e di questo io ringrazio il Consigliere
Formenti del riesame di tutta la situazione, peraltro a grandi linee
nota, però non nei dettagli.
È evidente che noi non siamo un tribunale, ma ci sono degli
organi preposti per vedere se qualcuno ha sbagliato . Qui non
possiamo metterci noi a discutere di questioni che non ci
competono, andare a rivangare un passato…
Io sono d’accordo con Lei che tutta la documentazione sarà
inviata a chi di dovere per poter valutare se ci sono delle
responsabilità.
Certo che la cittadinanza di Seveso non deve pagare per
eventuali errori che sono stati commessi.

CONSIGLIERE FORMENTI ANDREA

Io ringrazio il signor Sindaco, però qui c’è anche un


problema politico, signor Sindaco, qui c’è un problema politico.
Non può guardare solo nell’inviare gli atti alla magistratura
e ci mancherebbe altro.
Dall’altra parte però una delle persone che ha sbloccato le
polizze, che sembrerebbe a questo punto che Lei mi dice che
presenterà l’esposto a chi di dovere, vuol dire che forse c’è
qualcosa alla base che non va bene.
Una di queste persone è seduta con Lei, mi spiace, Assessore
Alari, al Suo fianco quando c’è da definire un atto e ha una
gestisce una parte sensibile.

SINDACO

Mi sembra che abbia già motivato adeguatamente la Sua


posizione di allora.

CONSIGLIERE FORMENTI ANDREA

Però la cosa a me preoccupa dal punto di vista tecnico degli


atti. Io posso avere il sospetto che in ogni atto c he arrivi qua
possa esserci qualcosa che non vada.

18
Sono 266.000,00 €. Non stiamo parlando di spiccioli.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Formenti, passiamo alla successiva che è


relativa all’area parcheggio residenza “Brodin”, sempre presentata
da Lei, Consigliere Formenti. Anche a questa risponderà
l’Assessore Alari.

CONSIGLIERE FORMENTI ANDREA

Grazie Presidente. Interpellanza oggetto: area par cheggio


residenza “Brodin”.
Premesso che in data 14 gennaio 2009 ho protocollato
un’interpellanza avente come oggetto il medesimo della presente.
In gennaio l’Assessore ha risposto che la question e
riguardava i costruttori, vigili del fuoco e che a breve si sarebbe
risolta.
Considerato che sono apparse delle catene che interdicono
l’utilizzo di sette parcheggi, uno dei quali riservato ai
diversamente abili dei ventuno parcheggi disponibili.
La convenzione con il costruttore sottoscritta il 26.11.2003
prevede all’articolo 3 lettera A: le aree previste dall’articolo 22
della legge regionale 51/75 e successive modificazioni ed
integrazioni destinata alla realizzazione di parcheggi pubblici,
così come individuato nella tavola 8 allegata alla determinazione
69/2003 per la superficie pari a metri quadri 112,5 e inoltre
all’articolo 4 si legge: le aree sopra descritte oggetto di cessione
gratuita al Comune di Seveso s’intendono cedute nude e sgombre
fa persone e cose.
La convenzione con il costruttore sottoscritta il 26.11.2003
prevede all’articolo 8: i lottizzanti con la sottoscrizione della
presente convenzione acconsentono all’istituzione e asservimento
perpetuo di uso pubblico delle aree da adibirsi a verde, di
quartiere lungo le Vie Puccini e Rossini, nonché all’asservimento
perpetuo di uso pubblico delle aree da adibirsi a parcheggio di
autovetture lungo la Via Rossini.
Il tutto come desumibile dalla tavola 8 di progett o allegata
al piano di lottizzazione d’iniziativa privata di che trattasi e
quantificata la loro totalità in metri quadri 54,01 per verde di
quartiere e di metri quadri 150 per parcheggio automobili.
Ritenuto quindi che la convenzione non è stata rispettata dal
privato, in quanto l’area non risulta sgombra da cose, si chiede se
la presenza delle griglie era indicata nel progetto depositato agli
atti.

19
Quali atti ha adottato l’Amministrazione per rivalersi sul
privato che non ha rispettato la convenzione sottoscritta, creando
così un danno all’Amministrazione Comunale.

ASSESSORE ALARI

Nel progetto depositato agli atti comunali, come già


verbalmente riferito in occasione della seduta consiliare del 26
gennaio in cui aveva già fatto un’interpellanza, le griglie
venivano tratteggiate nella sola planimetria delle autorimesse site
al piano interrato per verificare i requisiti aeranti, mentre non se
ne dava alcuna indicazione nella planimetria di progetto del
pianterreno e delle relative urbanizzazioni.
Neppure nella tavola 8 allegata al piano di lottizzazione che
si menziona nelle premesse dell’interpellanza, si è riportata
alcuna indicazione grafica circa la sussistenza di griglie di
aerazione nelle aree a parcheggio cedute asservite all’uso
pubblico.
In data 27 ottobre 2008, protocollo 25.107, perveniva al
protocollo generale del Comune il parere di conformità
condizionato dei vigili del fuoco di Milano sul progetto depositato
dalla proprietà, dalla quale si prendeva notizia tra l’altro della
necessità di adottare opportuni provvedimenti affinché sia
impedito il parcheggio di autoveicoli sotto quei grigliati di
aerazione dell’autorimessa.
Per quanto riguarda i provvedimenti adottati
dall’Amministrazione Comunale nei confronti del privato si
comunica che gli uffici non hanno provveduto allo s vincolo della
polizza fideiussoria di 63.600,00 € depositata a garanzia delle
opere eseguite, richiedendone il suo rinnovo.
Questa Amministrazione pur ancora informalmente ha
investito del problema l’impresa Nucibella, soggetto attuatore
dell’intervento che ha sottoscritto la convenzione con il Comune
di Seveso.
Gli uffici tecnici comunali altresì hanno incontrato i tecnici
dei vigili del fuoco di Milano al fine di verificare la possibilità di
poter conseguire una deroga all’aerazione naturale, imponendo
all’operatore la realizzazione di un impianto di aerazione forzata
alternativa a quella naturale garantita dalle griglie, cosicché da
poterle chiudere, mantenere in essere il numero dei parcheggi
previsti dal piano convenzionato.
A riguardo il comando dei vigili del fuoco ha negato circa la
possibilità di conseguire tale deroga.
Non sussistendo dunque alcuna possibilità di conseguire
ripristino dello stato dei ruoli come promesso in convenzione,

20
questa Amministrazione avrebbe valutato quale unica possibilità
quella di chiedere all’operatore la monetizzazione del valore degli
otto posti auto non fruibili, utilizzando quale parametro di
monetizzazione quello regionale in vigore utilizzato per la
monetizzazione dei posti auto per il recupero dei sottotetti ai fini
abitativi, pari a 366,00 € a metro quadrato.
Sulla base di quanto sopra sarebbe quantificato in 40.000,00
circa l’onere della monetizzazione che potrebbe richiedersi
all’operatore da introitarsi nelle casse comunali.

PRESIDENTE

Prego, Consigliere.

CONSIGLIERE FORMENTI ANDREA

Mi risponde, Assessore, le griglie venivano tratteggiate


nella sola planimetria delle autorimesse site al piano interrato per
verificare i requisiti aeranti.
Quindi ne eravate a conoscenza?

ASSESSORE ALARI

Sul disegno, se l’ha visto, c’è proprio un tratteggio che non


definisce griglie, non dice griglie, c’è un tratteggio, ma non dice
griglie. Nella planimetria del piano sopra non c’è niente.

CONSIGLIERE FORMENTI ANDREA

Ho capito… (Interruzione registrazione, fine lato A prima


cassetta) Lei usa il termine “pur ancora informalmente” ha
investito della problematica.
Questa Amministrazione avrebbe valutato. Quando le azioni
certe? L’idea della proprietà era cercare di monetizzare il più
possibile. Infatti, in quell’area già l’allora Cons igliere Comunale
Butti quando si trattò di votare in Consiglio Comun ale l’atto, pose
determinate questioni.
Uno: la monetizzazione. 2.000 metri quadrati hanno
monetizzato questi signori. Dovevano realizzare gli spiccioli e
adesso ci troviamo che anche questi spiccioli non sono stati
realizzati.
Il Comune ha subito un danno anche qua, perché in quei
posti, se Lei gira la sera in quell’area, sono prop rio sette i posti
che mancano.

21
Adesso noi cosa facciamo? Dove andiamo a reperirli nel
comparto? A me potrebbe andare anche bene che loro diano
40.000,00 € all’Amministrazione. Il problema che rimane è di
sette macchine che non si sa dove metterle, in un’area dove già i
parcheggi sono precari. Già sono precari.
Il Consigliere Butti allora cosa disse? Che era as surdo che
noi accettavamo di avere la proprietà del piano terra e sotto che il
privato tenesse la proprietà dell’interrato.
Questo lo disse allora già il Consigliere Butti. Fu veggente
allora dicendo queste cose, infatti, noi oggi alla data del 2010
abbiamo una situazione che risulta difficile da gestire.
Noi non abbiamo posti auto. Dobbiamo chiedere dei soldi
ancora a questa società.
Poi non ho capito perché non si è provveduto allo svincolo
delle polizze, che cosa ha impedito lo svincolo, il fatto che non
c’era il parere dei vigili.

ASSESSORE ALARI

No. La polizza è legata alle opere d’urbanizzazion e che loro


devono fare. Siccome la convenzione prevede che deve realizzare
determinate opere in funzione di un computometrico, e prevede la
cessione dell’area libera da qualsiasi cosa, quei paletti pongono
un problema.
Quell’area non è libera…

CONSIGLIERE FORMENTI ANDREA

Esatto…

ASSESSORE ALARI

E quindi praticamente la polizza garanzia noi non l’abbiamo


svincolata.

CONSIGLIERE FORMENTI ANDREA

Quindi quando si procederà a questo punto a trattenere la


polizza e a chiedere i 40.000,00 €?
Riusciamo a dare una data certa? O riusciamo a reperire
questi posti auto da qualche altra parte, perché il comparto ha
necessità di posti auto.

22
ASSESSORE ALARI

Io ritengo che questi soldi, questi 40.000,00 € provenienti


dalla monetizzazione devono essere vincolati ad altri parcheggi o
aree da reperire come parcheggi.
Di questo ne avevamo già parlato anche in separata sede io e
Lei. Faccio una premessa che mi sembra doverosa. Giustamente
Lei evidenzia alcune cose che non vanno e che erano state dette
perché è un piano discusso in Consiglio Comunale, s e non sbaglio,
dove il Consigliere Butti aveva sicuramente evidenziato alcuni
aspetti.
Però sono due cose diverse. Un concetto è la monetizzazione
che aveva evidenziato…

CONSIGLIERE FORMENTI ANDREA

Giunta si parlava di carenza di posti auto…

ASSESSORE ALARI

Sì. Sono d’accordo. Mi ricordo il dibattito di allora con


l’Assessore Toffanin. Una cosa è quell’aspetto.
Una cosa voglio dire sono le opere di urbanizzazione che
deve fare, che sono oggetto dell’interpellanza. Sono due cose
diverse.
Taglio corto in modo da non rubare tempo. Adesso noi
abbiamo investito perché i paletti li hanno messi un mese fa circa,
quindi fino ad un mese fa per noi l’area era libera, tant’è vero che
nel momento in cui ci siamo accorti dei paletti, a questo punto
abbiamo immediatamente investito la proprietà.
Nel dire, in quell’area ci devi dare i ventuno parcheggi che
ci sono. Adesso come la mettiamo? Quegli otto parcheggi che mi
mancano, che sono previsti dalla convenzione, che sono previsti
dagli elaborati chi me li dà?
Se non gli si dice niente, fanno tutti orecchi da mercanti.
Adesso convocheremo la proprietà, gli diremo che mancano questi
otto parcheggi.
Loro diranno la loro, com’è ovvio che sia. Noi porteremo
avanti la nostra tesi che è: la monetizzazione, fatto salvo, voglio
dire che se non ci riconoscono la monetizzazione, l’escussione
della polizza, poi magari loro attiveranno un contenzioso, non so

23
quali azioni loro faranno, ma noi resteremo fermi su questa
posizione. Chiaro?

PRESIDENTE

Grazie. Passiamo all’interpellanza successiva che è quella


relativa alle antenne sulla torretta dell’edificio comunale.
Mi pare che era già arrivata una risposta scritta. In questa
sede risponde il signor Sindaco.

CONSIGLIERE FORMENTI ANDREA

Leggo l’interpellanza. Oggetto: padelle. Premesso che sulla


torre della sede comunale sono state installate delle antenne a
forma di padelle, le stesse deturpano l’edificio che è tutelato dalla
normativa gestita dal Ministero dei Beni culturali.
Considerato che è trascorso più di un anno
dall’implementazione dei servizi affidati alla società Fonia
Nazionale s.r.l. effettuata dalla Giunta con delibera 85 del 2008.
Si chiede se è stata compiuta una relazione del tecnico del
Comune CED sullo stato di attuazione del contratto stipulato con
la Fonia Nazionale, tra Fonia Nazionale e Comune.
Per quale motivo sono state installate le suddette antenne su
un edificio tutelato architettonicamente dalla sovrintendenza.

SINDACO

La relazione gliel’abbiamo inviata, Consigliere Fo rmenti,


del nostro tecnico
In virtù di quella relazione ci stiamo anche moven do per
definire il prosieguo di questa collaborazione con Fonia
Nazionale.
Il posizionamento delle antenne chiaramente non è stato
deciso dall’ente, in quanto credo che l’unica persona competente
in antenne in questo ente potesse essere il responsabile del CED.
Chiaramente adesso che sono diventate padelle bianche, non
più padelle nere, sono già meno visibili, per cui l’impatto
ambientale è diverso.
Però sicuramente verranno tolte da lì. C’è una discussione in
corso con Fonia nazionale. Oltretutto adesso sentiremo anche le
Belle Arti cosa diranno di questo, perché non è che sia esclusa la
presenza di antenne su edifici che sono tutelati dalle Belle Arti.
Si tratta semplicemente di vedere quali antenne sono e qual
è l’impatto ambientale di queste antenne.

24
Hanno tirato giù dalla Galleria Vittorio Emanuele ancora le
vecchie antenne della televisione anni sessanta l’anno scorso,
credo che abbiamo fatto quel lavoro in Piazza Duomo a Milano.
Adesso stiamo facendo un ragionamento a 360 gradi proprio
alla luce anche delle considerazioni che sono state espresse dal
tecnico del CEM.

CONSIGLIERE FORMENTI ANDREA

Posso, Presidente?

PRESIDENTE

Prego, Consigliere Formenti.

CONSIGLIERE FORMENTI ANDREA

Io ringrazio il signor Sindaco per la Sua risposta nel senso


che la relazione che mi ha fatto pervenire è la chiave di volta del
mio intervento questa sera.
Devo ringraziare Lei, come devo ringraziare anche il
Consigliere Lucchini che ha posto per primo la problematica al
Consiglio Comunale.
Quando ha preso in mano la questione non pensavo di come
poi ho potuto e ho avuto modo di approfondire.
Però io non ho capito perché mi ha risposto Lei, Sindaco, su
questo discorso. A me risulta che tutti gli atti, tutti gli atti che
riguardano Fonia Nazionale sono stati gestiti dalla ragioneria.
Prima ho detto che trattavo ora il tema lavoro degli uffici
con quelli che sono i propri incarichi degli uffici. Noi abbiamo
l’ufficio ragioneria che fa il CED.
Sono arrivati agli atti dell’Amministrazione…
L’Amministrazione precedente, certo, però… Visto che io mi
trovo qua adesso, oggi ad affrontare il problema, lo affronto in
questa sede.
Noi abbiamo avuto l’ufficio ragioneria che ha gestito il
discorso padelle, prendendo il progetto che le è pe rvenuto e
facendolo arrivare in Giunta.
Non è stato minimamente preso in considerazione il CED.
Non c’è una relazione del CED allegata al parere di Giunta.
Io dico, è possibile che la ragioneria abbia espresso
un’opinione su un tema che non le compete?
Ci sono dei laureati in informatica in ragioneria? Io ricordo
che la ragioneria ha trattato anche il discorso piscina e
riqualificazione del centro natatorio.

25
L’urbanistica ha preso in mano la riqualificazione del PIP
Vignone quando non le competeva.
I lavori pubblici hanno gestito la rideterminazione dei
confini dei pozzi che non era propriamente loro come lavoro.
Qui gli uffici vogliono per cortesia fare il loro? Altrimenti
sorge un dubbio: chi dice loro di fare quel tipo di lavoro? Perché
la questione Fonia Nazionale è stata gestita dall’Assessore
Mazzucco?
Poi la risposta sono riuscito ad averla in un certo modo. Ma
quando entra in Amministrazione Comunale Fonia Nazionale? Con
la gestione della parte telefonica. Nel 2007 il Comune di Seveso
ha i telefoni che non funzionano, Heliotel non dà più la linea, il
Comune ricorre tramite una determina urgente ad assegnare ad un
nuovo fornitore il servizio di telefonia.
Al tavolo del funzionario incaricato arrivano due preventivi.
Telecom e Fonia Nazionale. Io dico un buon padre di famiglia
chiede almeno tre, quattro preventivi.
Gliene arrivano due: Telecom e Fonia Nazionale. C’è un
problema, i preventivi non sono protocollati. Non c’è il timbro di
protocollo del Comune di Seveso.

Come mai quel funzionario ha avuto sottomano solo quei due


preventivi? Da una misura camerale che ho fatto, che ho avuto
grazie anche ad un collega, è emerso che la società è nata nel
giugno 2007.
Sul sito della società è saltato fuori che ha avviato la
propria attività nel luglio 2007. Come mai l’Amministrazione ha
dato in mano ad una società appena nata la gestione di un servizio
abbastanza delicato dell’apparato pubblico.
L’Amministrazione già con Heliotel era rimasta un giorno
senza possibilità di utilizzare i telefoni.
Dov’era la solidità di bilancio della società? Quante altre
società in Lombardia appena nate hanno un appalto da un
Comune? Sono tutti quesiti che io pongo all’attenzione del
Consiglio.
Dopodiché Fonia Nazionale entra ancora in gioco l’anno
dopo con la delibera di Giunta. La delibera 85 del 2008 che
implementa i servizi precedenti e predispone una proposta di
infrastruttura integrata di telecomunicazione per gestione video ed
audio.
Gestione video ed audio. Il progetto è allegato alla delibera.
La delibera di Giunta dice che c’è l’unicità del progetto.
L’economicità del progetto. C’è un vantaggio compet itivo.
Il deliberato poi è fantastico. Dice: di approvare l’offerta
presentata dalla società Fonia Nazionale s.r.l. e di implementare i

26
servizi di telefonia fissa, così come presentati a decorrere dal 1
aprile 2007.

Abbiamo le leggi retroattive. Adesso abbiamo le delibere di


Giunta retroattive.
La società Fonia Nazionale non esisteva il 1 april e 2007, è
nata la sottoscrizione dello statuto il 8 giugno 20 07. Come mai?
Qualcuno mi spiega per cortesia questo passaggio?
Che cosa vuol dire tradotto dal punto di vista giu ridico? Io
non l’ho capito. Qui vengono affermate delle cose. Il nostro
tecnico comunale dice relazionando per la prima volta, io l’atto
non l’ho trovato protocollato, probabilmente è stato consegnato
direttamente al signor Sindaco o a chi di dovere.
Il tecnico comunale dice, leggo, dice che nel progetto
vengono elencati servizi aggiuntivi come videosorveglianza, voip,
messaggistica interna ed esterna, ma tali servizi sono già presenti
utilizzati in Comune, senza che ci fosse bisogno dell’intervento di
Fonia Nazionale.
Inoltre la maggior sicurezza prospettata pare in r ealtà una
minore sicurezza a causa dell’aumento dei rischi dovuti
all’utilizzo della tecnologia wireless.
Nel frattempo, prima che lui scrivesse questo, è capitato che
è rimasto bloccato il server dell’ente pubblico, si è dovuto
riavviarlo.
Addirittura quando il tecnico comunale fa passare la società
per la rete del Comune va in crash perché è stata sbagliata la
configurazione. Dovrà portare più sicurezza questa società.
Qui il tecnico dice che non è vero. Nella relazione è scritto
molto bene. Nella delibera di Giunta si parlava di economicità del
progetto.

Il tecnico dice i costi che ci si prefiggeva di ridurre


drasticamente, aumenterebbero passando dagli attuali circa
38.000,00 € a presunti 54.200,00 € annui, senza tra l’altro
raggiungere gli obiettivi essenziali del progetto.
Nessun aumento di velocità di trasmissione tra le sedi,
nessuna banda internet, aumento di banda, utilizzo di attrezzature
comunali invece che attrezzature previste dal progetto, creazione
del sistema back up telefonia a carico del Comune, ombrello wi-fi
con raggio di 900 metri anziché 1.500, gestione dell’ombrello a
pagamento, salvo gestione diretta da parte degli uffici comunali.
La perla è sempre il fondo. In fondo dice il tecni co, allo
scadere del contratto tra cinque anni, tra parentesi rimane valido
il contratto se non c’è recesso entro centoottanta giorni previo

27
pagamento di 6.000,00 € per una roba che non ho capito perché
bisogna dargli altri 6.000,00 €.
Quindi una cosa già assurda di suo. Altrimenti rimane il
rinnovo praticamente del contratto.

Allo scadere del contratto tra cinque anni il sistema essendo


di proprietà di Fonia Nazionale verrebbe smontato, costringendo il
Comune a riattivare tutte le linee con Telecom disattivate a suo
tempo.
Venti nuovi allacci, al prezzo di 200/300,00 € cad auno. In
proposito si evidenzia che il progetto prevede che la connessione
degli spazi tecnici dovrà essere data dal Comune a titolo gratuito
ad almeno per il doppio del tempo previsto dal contratto di
servizio.
È una roba che non sta né in cielo né in terra questa cosa, la
delibera di Giunta del 2008 casualmente in campagna elettorale
quando il candidato Butti propose il wireless, Mazzucco corse ai
ripari, approvò questa roba in Giunta con un impegn o economico
di 37.000,00 € che sono dei cittadini di Seveso per avere dei
servizi che non ci danno niente in più.
Un’ultima cosa, ho capito, è così che si vincono le elezioni
giustamente. Ma chi è proprietaria della società Fonia Nazionale?
I soci dell’azienda sono: Caiani Marco, Assessore a Seregno
con delega promozione per lo sport. De Santis Maria, una
candidata con Ferrari, AN, a Meda. Novara Anna Maria, sorella di
Mario Novara che è Assessore a Seregno alle Politiche della casa.
Costanza Giovanni, ex Presidente di una municipalizzata di Desio.
Viganò Massimo, fratello di Viganò Nicola, Assessore alle
Politiche giovanili a Seregno.
Chissà di che colore politico sono queste persone? Chissà
come mai a questo punto la questione è stata gestita dalla
ragioneria.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere Formenti. L’interrogazione successiva è


del Consigliere Garofalo ed è relativa alla condizione di Piazza
Italia in località Baruccana. Risponderà l’Assessor e Forlin. Prego,
Consigliere Garofalo.

CONSIGLIERE GAROFALO GIORGIO

Con la presente interrogazione si vuole segnalare la


condizione di trasandatezza nella quale versa Piazz a Italia nella
località Baruccana da ormai molto tempo.

28
Si evidenziano in particolare le seguenti problematiche: la
fontana della piazza è trascurata, non funziona da diverso tempo,
conserva un aspetto decoroso esclusivamente grazie alla cura dei
residenti della zona, i quali ripuliscono i naturali sedimenti
dell’ambiente.
Le pensiline per l’attesa degli autobus avrebbero bisogno di
manutenzione. Considerato che tale condizione persiste da molto
tempo, nonostante le segnalazioni dei diversi cittadini, si chiede
quali sono le intenzioni dell’Amministrazione in merito a questa
problematica.
Se sono previsti interventi in Piazza Italia per ripristinare le
funzionalità della fontana e per riparare le pensiline. Grazie.

ASSESSORE FORLIN

Manutenzione del patrimonio pubblico è affidato ad Aspes.


Abbiamo trasmesso il tutto ad Aspes. Stanno preventivando
l’intervento per riordinare sia la fontana sia la pensilina. È in
corso comunque, non so dirle i tempi, comunque è in corso.

CONSIGLIERE GAROFALO GIORGIO

Per la pensilina sulla risposta scritta c’è scritto invece che


non era previsto…

ASSESSORE FORLIN

Non è ancora oggetto d’intervento…

CONSIGLIERE GAROFALO GIORGIO

Quindi è comunque all’interno della previsione anche di


spesa?

ASSESSORE FORLIN

Sì.

CONSIGLIERE GAROFALO GIORGIO

I tempi ancora non si sanno?

ASSESSORE FORLIN

No, non sappiamo né spesa né tempi.

29
CONSIGLIERE GAROFALO GIORGIO

Naturalmente non si ha la pretesa di avere una città perfetta.


La mia era un’interrogazione, l’ho chiamata anche p er questo
motivo segnalazione perché più che altro è la mancanza di
attenzione.
Da tanto tempo c’era quella condizione. Soprattutto la
pensilina fino a qualche tempo fa aveva una particolarità, nel
senso che amava fare gli sgambetti ai passanti.
Non c’era più, c’era la barra sotto di ferro che era poco
visibile e creava delle cadute.
A parte quello, Lei diceva ad Aspes, questa cosa mi
preoccupa un po’, perché spesso Aspes lavora con tempi incerti
non solo nelle risposte ai Consiglieri.
Mi aggancio a questa cosa per ribadire, l’abbiamo già fatto
in altri Consigli Comunali, ma poi in un’altra interrogazione
legata ai dossi l’affronteremo meglio, c’è ancora il camion che
avevamo individuato in parcheggio bocciodromo lì a marcire fuori
della rimessa che sarebbe a disposizione dei mezzi comunali.
All’interno della rimessa ci sono mezzi che sono invece di
privati. Cerchiamo di salvaguardare il nostro mezzo camion che
era adibito fino a qualche tempo fa alla distribuzione del sale in
momenti di grandi nevicate. Grazie.

ASSESSORE FORLIN

Lo controllo.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere Garofalo. L’ultima interpellanza è del


Consigliere Butti ed, è relativa alla situazione di Corso Garibaldi.
Risponderà anche in questo caso l’Assessore Forlin. Prego,
Consigliere Butti.

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

Premesso che è presente nell’aria un cantiere edile ancora


non ultimato, ex Maisa.
Premesso che ultimamente è stato transennato un tratto di
marciapiede in corrispondenza dell’edificio fatiscente a margine
del cantiere Maisa tra Corso Garibaldi e Via Tiziano Vecellio.
Premesso che è stata realizzata un’aiuola verde sul
marciapiede di Corso Garibaldi prospiciente il nuovo parcheggio

30
pubblico in stato di ultimazione all’angolo tra Corso Garibaldi e
Via Tiziano Vecellio.
Considerato che nella zona si trovano tre insediamenti
commerciali ed altre diverse abitazioni che necessitano di
parcheggi.
Si chiede se esista un progetto di riqualificazion e di Corso
Garibaldi.
Quale sia l’intenzione dell’Amministrazione riguardo alla
destinazione d’uso dei marciapiedi, visto che un progetto di alcuni
anni fa prevedeva parcheggi sul lato est e marciapiedi con pista
ciclabile sul lato ovest.
Si chiede inoltre quale sia il motivo del transennamento
dell’area attorno alla palazzina di Via Tiziano Vecellio e Corso
Garibaldi.
Se l’Amministrazione ha considerato la possibilità di
coinvolgere le attività commerciali presenti per la realizzazione di
eventuali parcheggi sul lato est di Corso Garibaldi.
Per quale motivo sia stata realizzata l’area di aiuola
descritta in premessa.
Con quale logica progettuale sia stato realizzato nel tratto
più a nord una rientranza a parcheggio sul lato ovest inizialmente
dedicato a pista ciclabile.
Quale sia la situazione relativa ai pagamenti per
occupazione di suolo pubblico con l’impresa che ha realizzato
l’intervento Maisa.
Entro quale data è prevista l’ultimazione del cantiere Maisa.

ASSESSORE FORLIN

Provo a seguire con un certo ordine le risposte. L’aiuola e le


aree a parcheggio sono frutto di una convenzione tra la pubblica
Amministrazione e l’operatore.
Quindi non è una scelta fatta ora, è stata fatta addietro. La
delimitazione dell’area di cantiere è necessaria per il cantiere
stesso, ma non va ad occupare sedime stradale.
Credo che sia il secondo punto cui Lei ha accennat o. Il
parcheggio sulla ex provinciale, lato ovest, è frutto di una
concessione credo di una decina d’anni fa per la manomissione del
marciapiede per realizzare parcheggi paralleli alla strada.
Quella più a nord. Quella è frutto di una richiesta
dell’operatore che la Commissione Edilizia ha approvato
all’epoca. C’era, se ricordo bene, Galbiati in Commissione.
Mentre per quanto riguarda il progetto di Corso Garibaldi,
c’è stata una prima approvazione a settembre 2003 di un progetto
complessivo dell’intero tratto della Comasina.

31
Progetto fatto ed approvato in funzione di un bando che la
Regione aveva prodotto all’epoca per finanziare certe operazioni.
Non avendo poi la Regione dato il contributo all’opera, che
grosso modo costava 3 milioni attualizzati, l’Amministrazione ha
deciso con il triennale di realizzare solo l’intervento posto fra
Piazza Roma ai confini con Cesano Maderno.
Riqualificazione di marciapiede lato est. Ci siamo fermati
comunque lì. Non abbiamo adesso in essere il nuovo progetto per
la riqualificazione. Abbiamo il progetto vecchio che andremo a
rivalutare quando avremo disponibilità per l’intervento
complessivo.
Ho dimenticato qualcosa?

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

Ha dimenticato l’ultima parte relativa ai pagamenti, allo


stato dei pagamenti di ciò che è dovuto per l’occupazione di suolo
pubblico.
Siccome su questo tema c’è un contenzioso che va avanti da
parecchio tempo, volevo capire a che punto siamo e poi per ultimo
quando è prevista l’ultimazione del cantiere.

ASSESSORE FORLIN

I tre anni di validità della DIA scadono il mese p rossimo. Il


10 febbraio, se ricordo bene, la presentazione dell a DIA.

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

Infatti, leggevo nella Sua risposta.

ASSESSORE FORLIN

Tre anni deve essere a far tempo da quella data.

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

L’11 febbraio.

ASSESSORE FORLIN

Per quanto invece riguarda l’occupazione suolo pubblico,


vado a memoria perché è la ragioneria che ha questi dati, sono
81.000,00 € dal momento in cui hanno iniziato ad occupare fino ai
verbali di riconsegna delle aree.

32
L’Amministrazione sta predisponendo gli atti per trasmettere
la richiesta di liquidazione dell’importo all’impresa.
Poi l’impresa avrà tempo e modo di ricorrere se ritiene di
dover ricorrere per non pagare eventualmente questa cifra.

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

Parto da questa ultima parte riguardante il cantiere. Io ho


trovato anche una richiesta da parte del legale dell’impresa per un
risarcimento.
La leggo: “Faccio seguito ad ogni precedente comuni cazione
inoltrata segnalando sin d’ora che ove non avesse esito positivo la
richiesta risarcitoria formulata per conto di Maisa s.r.l.,
quest’ultima provvederà senza ulteriore indugio ad adire le vie
legali allo scopo di tutelare i propri diritti lesi”.
Su questa vicenda vorrei anche dare quella che è la
posizione del Partito Democratico, il nostro sostegno
all’Amministrazione, perché mi sembra che si stia andando verso
il paradosso.
C’è un’impresa che ha creato un danno per non so quanti
mesi portando Corso Garibaldi ad avere una viabilità a senso
unico alternato per imperizia nella realizzazione del cantiere.
Nonostante abbia creato un danno, non intende pagare
l’occupazione del suolo pubblico per il danno causato ed inoltre
chiede un risarcimento per danni che ritiene di aver subito per
un’altra situazione che è quella che fa riferimento al cantiere
dell’altra parte in Via Tiziano Vecellio.
Questa secondo me è una situazione veramente che sta
arrivando al paradosso. Io come rappresentante del Partito
Democratico volevo dare il nostro sostegno ad una posizione
ferma dell’Amministrazione nei confronti di questa situazione.
È inaccettabile quello che sta succedendo. Ricordo che poi
Corso Garibaldi è una via che tutti vedono. Non è la prima
persona che conosco di un altro paese che dice passando da Corso
Garibaldi: ma che strada avete voi? Una strada che dovrebbe
essere una delle strade principali, quindi con maggior decoro della
città.
Detto questo, in riferimento ai lavori che citavo
nell’interpellanza, ho avuto modo di parlarne anche con il signor
Sindaco, sembra che nonostante l’intervento dell’aiuola nel punto
del parcheggio, parcheggio che poi a regime sarà destinato
prevalentemente ai residenti degli edifici…

33
ASSESSORE FORLIN

Alle attività commerciali anche…

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

Alle attività commerciali, chi si alza per primo al mattino


occupa il posto, su 130 appartamenti sono 40 posti.
Io presumo che a regime quei parcheggi saranno dedicati…ù

ASSESSORE FORLIN

La dotazione minima è all’interno del comparto comunque.

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

Per dotazione minima s’intendono due auto per


appartamento. Su 130 appartamenti penso che 40 auto in più ci
siano.
Tra l’altro anche su questa cosa non è stato fatto un
intervento specifico in Consiglio Comunale. Quando discutemmo
di questo intervento edilizio che c’è stato proposto agli ultimi
giorni per evitare che andasse in fallimento Maisa, ci fossero
problemi con i lavoratori, abbiamo dovuto anche trattarlo in modo
abbastanza urgente.
Mi ricordo che era stato posto il problema degli spazi e che
si riteneva che parte delle monetizzazioni dovevano servire ad
interventi nell’area.
In primo luogo l’allargamento del ponte sul fiume Seveso, la
creazione di parcheggi del nuovo svincolo.
A me sembra, io ho chiesto informazioni agli uffici, però
non ce ne sono, che questi soldi alla fine siano andati per rivoli
diversi e che non ci siano più risorse per questi interventi
sull’area che invece erano strategici.
Tant’è che l’idea iniziale era quella di creare un PII, in
modo da realizzare un intervento che permettesse di avere tutto
sull’area.
Non è stato possibile realizzare un PIII e questi soldi di
monetizzazione che dovevano andare incontro ai disagi che
provocheranno i 130 appartamenti sono stati usati per altre cose e
quindi non sono più a disposizione per interventi c he sarebbero
necessari.

34
Detto questo, volevo tornare appunto al problema dell’aiuola
che secondo me non ha nessun senso. Lì ci sono tre attività
commerciali che tra l’altro sembrerebbero disponibili anche a
metterci del loro in un possibile intervento di realizzazione di
parcheggio su Corso Garibaldi, dal lato come era inizialmente
previsto dal progetto di riqualificazione, cioè parcheggi sul lato
est e marciapiede sul lato ovest dove le abitazioni attualmente
fanno fatica ad uscire di casa perché ci sono macchine
parcheggiate sui lati che impediscono la vista anche alle auto che
escono dai portoni, dai cancelli.
Quindi la possibilità d’intervenire eliminando quell’aiuola
che non ha nessun senso anche perché porta la parte di
marciapiede proprio a bordo strada in una situazion e anche di un
certo rischio per i pedoni, perché comunque il marciapiede è di
un’ampiezza limitata e la realizzazione su quella parte della
strada di parcheggi per le attività commerciali.
Io parlandone col Sindaco mi sembra ci fosse la
disponibilità a ragionare su questo tema, anche perché appunto le
attività commerciali mi sembravano disponibili a dare un
contributo.
Secondo me sarebbe un’esigenza perché è un intervento che
non ha nessun senso.
Sarebbe molto più importante mantenere tutto un lato della
strada adibito a pedoni e biciclette, quindi con un marciapiede
ampio percorribile solo da pedoni e da biciclette. Tenere dall’altra
parte eventuali posti auto.
Questa è la visione che ho io.

ASSESSORE FORLIN

Posso fare una piccola premessa? Lei parla di aree


parcheggio insufficienti. Gradirei evidenziare che un
appartamento di 100 metri quadrati, 300 metri cubi, sono 30 metri
quadri di parcheggio minimo in dotazione.
Non è vero quindi che le aree parcheggio sono proprio così
risicate nei nuovi interventi. Ci saranno macchine in esubero, ma
non così tante come Lei ha paventato.

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

Io avevo fatto un calcolo vedendo i disegni del ca ntiere, ci


siano mi sembra due posti auto per appartamento.

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ASSESSORE FORLIN

Un metro quadro ogni dieci metri cubi. È la norma minima


che va applicata.

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

Minima, sì.

ASSESSORE FORLIN

100 metri quadrati, sono 30 metri quadri di parcheggio.


Qualcosa c’è all’interno del comparto.
L’aiuola non possiamo modificarla, viene consegnat a alla
pubblica Amministrazione perché è oggetto di convenzione di
polizza fideiussoria.
Per il momento non possiamo fare niente. Io direi …

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

Le polizze fideiussorie le sbloccheremo tra dieci anni mi


sa…

ASSESSORE FORLIN

Ci sarà un collaudo, poi valuteremo quando sbloccarle.


Direi, valutiamo le aree parcheggio sull’area a comparto ultimato.
Vediamo cosa succede e la reale necessità.
Poi programmeremo eventualmente l’utilizzo del sedime del
marciapiede a mo’ di parcheggio, come abbiamo fatto con
Charleston, che stiamo facendo, e con altri operatori.
Però direi valutiamolo a comparto ultimato.

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

Io ritengo, come penso sia opinione abbastanza dif fusa, che


in quella zona si creerà una situazione che sarà difficile da
gestire.

36
ASSESSORE FORLIN

Sicuramente. Però la valutiamo ad opera ultimata. Cioè a


comparto ultimato.

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

Poi sulla questione del contenzioso con l’impresa, mi


raccomando perché veramente le Amministrazioni Comunali
devono essere ferme in questi casi.

ASSESSORE FORLIN

Ci stiamo già confrontando.

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

È assurdo che un danno subito…

ASSESSORE FORLIN

Ci siamo già confrontati, c’è già un legale preso in carico


per dirimere la vicenda.

PRESIDENTE

Grazie. Ci sono delle interpellanze? Prima mi ha detto il


Consigliere Ragazzo che ne aveva una. Vero?

CONSIGLIERE RAGAZZO MAURO

Buona sera a tutti. Io avrei un’interrogazione, signor


Presidente. La leggo, poi dopo il prossimo Consiglio…

PRESIDENTE

Sì.

CONSIGLIERE RAGAZZO MAURO

Premesso che nella seduta del Consiglio Comunale del 30


settembre 2009 la delibera sugli equilibri di bilancio veniva

37
presentata non seguendo il disposto dell’articolo 6 del
regolamento di contabilità.
Visto che il Direttore Generale su precisa indicazione di un
Consigliere Comunale poneva il problema del possibile
superamento legislativo di qualche articolo del vigente
regolamento di contabilità del Comune di Seveso dalla normativa
vigente.
Considerato che a tutt'oggi alcuna risposta è pervenuta né in
forma ufficiale che ufficiosa nel merito di cui sopra, ai sensi
dell’articolo 70 del regolamento del Consiglio Comunale con
risposta scritta io Mauro Ragazzo Consigliere Comun ale interrogo
il signor Sindaco e l’Assessore delegato chiedendo di essere
aggiornato rispetto ai seguenti punti.
Quale articolo del vigente regolamento di contabil ità del
Comune di Seveso è superato dalla normativa vigente?
Quali sono i dispositivi vigenti di legge che superano gli
articoli del regolamento di contabilità?
Quale norma di legge rende nullo l’articolo 6 del nostro
regolamento di contabilità e quindi derogabile da ogni
deliberazione di questo ente?
Quali le procedure l’ente intende adottare e con quale
tempistica?
Quali sono le valutazioni dell’ente qualora non dovessero
sussistere le condizioni di cui sopra, in particolar modo dopo
l’avvenuta approvazione della delibera di Consiglio Comunale
degli equilibri sui modelli non corrispondenti alle disposizioni
regolamentari vigenti del nostro regolamento di contabilità?

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Ragazzo. Mi pare il Consigliere


Garofalo, poi il Consigliere Mastrandrea, se ho visto bene.

CONSIGLIERE GAROFALO GIORGIO

“Interrogazione: dossi artificiali. Considerato che sin


dall’inizio dell’attuale legislatura il Partito Democratico di
Seveso ha inviato all’Amministrazione Comunale diverse
segnalazioni per evidenziare problematiche legate a molte vie
della città, la sicurezza di pedoni e ciclisti, inf atti, è messa a dura
prova dalle caratteristiche del nostro sistema di viabilità che offre
una rete di strade con enormi criticità.
Alcune delle nostre segnalazioni andavano ad approfondire
queste problematiche illustrando la situazione attuale e
promovendo azioni risolutive.

38
Un esempio su tutti: Via Prealpi in località Baruccana. È
noto il fatto che il nuovo centro della frazione si sia spostato
proprio su questa via.
La nuova chiesa, il nuovo complesso parrocchiale, il nuovo
oratorio, il complesso a firma di Gregotti hanno creato un
crocevia d’interessi che tende fortunatamente ad attirare la
comunità.
Segnalammo con una lettera del 29 settembre 2008 la
necessità di mettere in sicurezza la strada.

Considerato altresì che le azioni messe in atto


dall’Amministrazione finora sono state rappresentate
esclusivamente dall’installazione di dossi artificiali.
Sempre più forte il dubbio che codesti interventi non siano
sempre adatti a rendere più sicura la circolazione.
I dossi artificiali non sono una soluzione efficace per
garantire la moderazione del traffico e soprattutto per garantire
sicurezza agli utenti deboli in alcune strade.
Bisogna tenere presente inoltre che il regolamento di
attuazione del codice della strada recita che i dossi artificiali
possono essere posti in opera solo su strade residenziali, possono
essere installati in serie e devono essere presegnati.
Ne è vietato l’impiego sulle strade che costituiscono
itinerari preferenziali dei veicoli normalmente impiegati per
servizi di soccorso e pronto intervento.
Quindi il volume del traffico presente su strade come Corso
Isonzo rendono l’opera inadatta e come già segnalato da altri
Consiglieri, ricordo il Consigliere Marzorati in una passata
interrogazione prima di me, risultano essere gravi impedimenti per
il soccorso pubblico.

Altro discorso invece per il passaggio pedonale rialzato che


in centro città sembra funzionare.
I dossi artificiali in vie non principali invece risultano utili.
Un esempio su tutti in Via Pio XI di fronte alla scuola
dell’infanzia.
Preso atto infine che dopo l’ultima nevicata per l’intervento
dei mezzi adibiti a liberare le strade, la maggior parte dei dossi
artificiali disposti in questi recenti mesi sono pressoché distrutti.
La situazione attuale che vede blocchi di dossi in mezzo alla
carreggiata crea una situazione di pericolo per motocicli e
velocipedi, in primis, e mette in luce l’inutilità dell’intervento ad
opera dell’Amministrazione.
Si notano inoltre evidenti buche nel manto stradale, vere e
proprie voragini, che solo in parte sono stati coperti e solo dopo

39
diversi giorni per cause legate alla mancanza strumenti di lavoro
da parte di Aspes.
Si chiede pertanto quale sia l’intenzione
dell’Amministrazione e dell’Assessore competente dopo l’evidente
fallimento dell’intervento sopra esposto.
Se verranno ripristinati i dossi artificiali delle zone dove
questi ultimi sono stati recentemente sradicati e si chiede inoltre a
quest’ultima, l’Assessore, di rendere palese la responsabilità
dell’azione che ha portato alla spesa inutile di risorse pubbliche”.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Garofalo. Consigliere Marzorati.

CONSIGLIERE MARZORATI MARZIO GIOVANNI

Buona sera. Io ho un’interpellanza che entra nel m erito,


come il Consigliere Garofalo, dei rallentatori di velocità.
Quindi non mi soffermo nel dettaglio. L’ho già protocollata.
In particolare perché il 21 settembre avevo present ato in
Consiglio Comunale un’interpellanza mettendo in dubbio questa
eccessiva collocazione in strade di forte percorrenza dei dossi.
Già citava il Consigliere Garofalo prima di me il codice
della strada, il problema dei mezzi di soccorso, no n mi addentro.
È descritto nella lettera.
Altro poi voglio segnalare che in caso di incidenti c’è anche
una responsabilità da parte dell’Amministrazione pubblica laddove
i dossi non vengano collocati rispettando il codice e quindi su
queste strade in particolare di grossa percorrenza, Repubblica,
Cacciatori delle Alpi, tra l’altro in una discesa, Colombo e Corso
Isonzo.
La mia interpellanza ha ragione di essere anche, questa
seconda, dopo la nevicata, perché i rallentatori di velocità sono
stati divelti dai mezzi di pulizia.
Il mio problema è che sono rimasti pezzi di questi dissuasori
per giorni collocati ai lati della strada, alcuni, ho dato anche delle
foto al Comune, alcuni anche in mezzo alla strada.
Io mi sono fermato e altri automobilisti a toglierli all’uscita
della superstrada, erano già due giorni che erano lì in mezzo.
Quelli che sono rimasti creano un problema anche di
sicurezza, nel senso che le macchine zigzagano per evitarli,
creano il problema alla parte ciclabile. Bisogna decidere cosa
fare.

40
Io chiedo che l’Amministrazione torni sulla sua de cisione di
collocarli in questa maniera, in tutte queste strade, con questa
ripetitività, cioè dossi grandi, dossi piccoli in Via Padre
Masciadri per esempio.
Quindi faccio questa interpellanza all’Amministrazione. Ne
ho una seconda, posso?

PRESIDENTE

Sì, prego.

CONSIGLIERE MARZORATI MARZIO GIOVANNI

Che invece leggo. Interpellanza in merito alla mobilità


ciclabile della città.
La mobilità sostenibile in particolar modo la mobilità
ciclabile offre considerevoli vantaggi per la città, in specifico per
la riduzione dello spazio occupato per il parcheggio, per la
riduzione delle emissioni clima/alteranti e inquinanti, per la
diminuzione della congestione urbana, in particolare nelle ore di
maggior traffico, per la maggiore sicurezza offerta ai pedoni.
Questo solo per citarle alcuni dei vantaggi più ev identi. In
considerazione dell’elevato numero di persone che usufruiscono di
trasporto pubblico alla stazione ferroviaria, sia per l’uso del treno
sia per l’uso dell’autobus.
In considerazione del limitato spazio dedicato al parcheggio
delle biciclette in relazione all’aumento della richiesta da parte
della popolazione, delle difficoltà di parcheggio, delle barriere
architettoniche esistenti.
Si chiede all’Amministrazione Comunale di rispondere in
Consiglio anche in forma scritta ai seguenti interrogativi.
Attraverso quali progetti e interventi s’intende potenziare la
disponibilità di parcheggio per biciclette nelle seguenti aree:
Piazza della stazione, Piazza XXV Aprile, Via Raffaello Sanzio,
area Via Corridoni?
Attraverso quali iniziative s’intende migliorare la sicurezza
del parcheggio delle biciclette onde prevenire i frutti di atti di
vandalismo?
Con quali modalità s’intende sostenere l’accesso ciclabile
verso la stazione attraverso il potenziamento delle piste ciclabili,
la creazione di corsie preferenziali?
Infine attraverso quali iniziative culturali, educative
s’intende favorire, sostenere l’uso della bicicletta in città,
soprattutto per lo spostamento legato all’uso del trasporto
pubblico?

41
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Marzorati. Consigliere Formenti.

CONSIGLIERE FORMENTI ANDREA

Alla cortese attenzione del signor Sindaco del Comune di


Seveso, dottor Massimo Donati, all’Assessore competente, al
Presidente del Consiglio Comunale di Seveso, dottor Vaccarino.
Interpellanza: oggetto fatture Aspes. Premesso che è stato
protocollato l’atto N. 24.800 del 2009 presso l’ente, poi in parte
corretto dall’atto di protocollo N. 25.889 del 2009 e
successivamente corretto ancora con atto di protocollo 26.071 del
2009.
Considerato che il Presidente di Aspes il 21 settembre 2009
ha affermato: “Allo stato attuale abbiamo chiuso tutte le partite
pendenti fino a tutto il 2008 e quindi stiamo lavorando in una
situazione di operatività buona”, tratto dalla trascrizione della
seduta, pagina 29.
Ribadito inoltre che il signor Sindaco sempre nella
medesima seduta ribadiva: “Volevo semplicemente trasmettere
quello che l’Assessore Mazzucco mi aveva detto di dire, cioè che
le partite Comune/Aspes compreso il canone fino al 2008 sono
state saldate, sono completate, per cui diciamo che quelle che
sono state il contenzioso dei primi mesi è stato chiarito ed è
sistemato. Non è stata pagata da parte del Comune l a rata del
canone per la manutenzione per tutto il 2009, perché essendo
coperta con oneri d’urbanizzazione che non sono stati incassati,
non siamo in grado di pagarla. Per cui diciamo che al 2008 c’è un
assoluto pareggio di quelli che sono i conteggi Aspes/Comune. Per
il 2009 rimane aperto il discorso canoni”.
Trascrizione del Consiglio Comunale del 21 settembre 2009,
pagina 31.
Si chiede di chiarire urgentemente in Consiglio Comunale
sulla effettiva situazione debitoria del Comune nei confronti della
municipalizzata per l’anno 2008.
Si quantificare precisamente il debito ancora in essere. Si
richiede oltre che la trattazione orale della presente, anche la
risposta scritta.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere. Consigliere Tagliabue.

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CONSIGLIERE TAGLIABUE DANIELE

Sempre sul tema Aspes, è la terza volta che rinnovo la


richiesta di ottenere la risposta scritta sull’interrogazione che
abbiamo discusso a ottobre su Aspes.
Mi sembrava ci fosse anche il Suo impegno, Presidente, ma
al momento, ad oggi non ho ancora ricevuto nulla.
Non mi sembra che ci voglia molto tempo a scrivere che
l’Amministrazione non intende venire in Consiglio Comunale con
il bilancio di Aspes, né preventivo, né consuntivo.
Però il fatto che non venga scritto mi porta a pensare che
non si hanno le idee molto chiare su cosa si vuole fare e su cosa
preveda la legge.
Visto che è la terza volta che rinnovo questa richiesta,
chiedo finalmente in quale data mi verrà fornita questa risposta
scritta. È pronta? Bene, allora entro la fine della settimana posso
intendere? Grazie.

PRESIDENTE

Grazie. Consigliere Mastrandrea.

CONSIGLIERE MASTRANDREA MARCO

In merito all’ordine dei lavori, ai sensi dell’art icolo 71, a


nome della Maggioranza chiediamo la modifica dell’Ordine del
Giorno, ovvero l’accorpamento del punto 3 con il punto 6 e
l’anticipazione dei punti 4 e 5.
Quindi il 4 diventa 3, il 5 diventa 4, il 3 diventa 5, il 6
rimane 6.

PRESIDENTE

Chiedo scusa, con la vostra proposta il 2 ovviamente,


essendo molto breve, rimane al 2. Interventi?

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

Io pensavo fosse la presentazione dell’interpellanza, perché


io avrei dei punti da presentare.

PRESIDENTE

Come interpellanze?

43
CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

Sì, come ordini del giorno.

PRESIDENTE

Anch’io credevo… Cosa facciamo? Finiamo le presentazioni,


poi lo mettiamo ai voti perché è una richiesta messa ai voti. Sì.
Prego, Consigliere Butti.

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

Noi volevamo presentare la richiesta della discuss ione di un


Ordine del Giorno.
Con la presente si chiede che in occasione del prossimo
Consiglio Comunale l’Assessore competente relazioni e ponga alla
discussione dell’assemblea il seguente tema: organizzazione delle
attività dei centri di aggregazione comunali, in particolare
situazione gestione del CDA, situazione, prospettive di gestione
Centro L’appetitosa. Eventuali proposte con segnalazioni
dell’assemblea.
Il secondo Ordine del Giorno è: con la presente si chiede che
in occasione del prossimo Consiglio Comunale l’Assessore
competente relazioni e ponga alla discussione dell’assemblea il
seguente tema.
Situazione domanda scolastica. In particolare resoconto
della situazione attuale, prospettive di aumento popolazione
scolastica per i prossimi anni, proposte attuali al vaglio
dell’Amministrazione per rispondere alla domanda crescente con
particolare riferimento alla proposta di PII di Via Masciadri.
Eventuali proposte e considerazioni dell’assemblea.
Poi vorrei presentare due mozioni che ho già protocollato,
che io avevo richiesto venissero inserite in questo Consiglio
Comunale perché ritenevamo che fossero temi che verranno
trattati e che quindi era più proficuo per l’obiettivo discutere
oggi.
Non c’è stato permesso. Le leggo perché le abbiamo
presentate comunque… (Interruzione registrazione, fine lato B
prima cassetta)
…Aggiuntive da Pedemontana. Premesso che nella seduta del
6 novembre 2009 il Cipe, comitato interministeriale per la
programmazione economica ha approvato il progetto definitivo del
sistema viabilistico pedemontano ed il piano finanziario che ne
consente l’attuazione.

44
Premesso che nella prescrizione N. 56 approvata dal Cipe si
dichiara tra l’altro: tratto B2, la riduzione dei costi di
realizzazione della tratta B2 prevista dal progetto definitivo
rispetto a quanto stimato nell’ambito del progetto preliminare
dovrà confluire nell’ambito del conto economico della tratta quale
costo per misure compensative.
Premesso che le raccomandazioni N. 944, 947, 951, 952,
953, 956, 957, 958, 959, 965 riguardano interventi da realizzare in
area adiacente il tracciato Pedemontana in Comune di Seveso.
Premesso che le sopra citate raccomandazioni sono state
accettate purché non comportino un aggravio di cost i.
Ritenendo che le somme destinate al Comune di Seveso in
seguito alla riduzione dei costi di realizzazione come in premessa
N. 1 debbano essere destinate in via prioritaria a ridurre l’impatto
negativo dell’opera Pedemontana sul territorio attiguo
all’intervento.
Si chiede alla Giunta Comunale d’impegnarsi a destinare in
via prioritaria le somme risparmiate per la riduzione dei costi
rispetto a quanto stimato nell’ambito del progetto preliminare ai
seguenti obiettivi.

Realizzazione delle raccomandazioni previste dal Cipe solo


in caso di non aggravio di costi.
Realizzare l’ampliamento del Bosco delle Querce ad est di
Pedemontana in modo da tutelare il territorio di tale area verde a
favore di un utilizzo pubblico e compensativo.
La seconda mozione ha come oggetto il triplicamento
superstrada Milano/Meda, tratto Bovisio Masciago/Milano.
Premesso che il Consiglio Regionale ha adottato con
deliberazione N. 874 del 30 luglio 2009 il piano territoriale
regionale.
Premesso che in tale piano viene indicato fra gli obiettivi
prioritari d’interesse regionale e sovraregionale la realizzazione
della terza corsia Milano/Meda, ovvero il triplicamento della
strada statale N. 35 nel tratto da Bovisio Masciago a Milano,
raccordo tangenziale nord.

Premesso che in data 20 febbraio 2009 è stato presentato a


Paderno Dugnano il secondo rapporto intermedio dello studio di
fattibilità della riqualificazione, potenziamento della ex strada
statale 35 Milano/Meda, tratto compreso fra Milano e Cesano
Maderno alla presenza dei Sindaci e dei tecnici dei territori
interessati, Cesano Maderno, Bovisio Masciago, Varedo, Nova
Milanese, Desio, Paderno Dugnano, Cormano e dei vertici della

45
società Milano Serravalle, Milano tangenziali s.p.a. che ha
incaricato la redazione dello studio.
Premesso che esiste un progetto preliminare commissionato
dalla Provincia di Milano per la riqualificazione, l’innalzamento
dello standard autostradale della strada provinciale 46
Rho/Monza, in modo da permettere il completamento della A 52
tangenziale nord di Milano, contribuendo a decongestionare il
tratto urbano della A4 nel contempo migliorando l’a ccessibilità al
polo fieristico Rho/Pero.
Visto che il Cipe nella seduta del 6 novembre 2009 ha
approvato il progetto definitivo della Pedemontana lombarda per
un importo di 4,1 miliardi di Euro.
Ritenendo fondamentale allo scopo della funzionalità
stradale dell’opera Pedemontana lombarda nel tratto B2 il
potenziamento della strada statale N. 35 Milano/Meda, come
indicato nello studio di fattibilità sopra citato, nonché la
riqualificazione, l’innalzamento a standard autostradali della
strada provinciale 46 Rho/Monza.
Il Consiglio Comunale di Seveso chiede che la Giunta si
faccia carico di richiedere alla Provincia di Milano, Provincia di
Monza, Regione Lombardia che l’iter amministrativo per
l’intervento di triplicamento della superstrada Milano/Meda nel
tratto Bovisio Masciago/Milano, nonché quello della
riqualificazione innalzamento a standard autostradale della strada
provinciale 46 Rho/Monza vengano sostenuti come opere
prioritarie e che vengano realizzate antecedentemente la
realizzazione di Pedemontana lombarda nel tratto B2, allo scopo
di non sovraccaricare il tratto di un traffico veicolare ingestibile
in fase di cantieri Pedemontana.
Ho finito.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Butti. Altre interpellanze? Nessuna.


Direi, procediamo con gli interventi, se ce ne sono, sulla proposta
del Consigliere Mastrandrea.
La votazione sulla proposta di Mastrandrea e poi
proseguiamo sulla base di quanto deciso con quella votazione.
Riassumo, se ho ben capito, la proposta di Mastrandrea, è
quella di un'inversione dell’Ordine del Giorno in questo senso.
I punti originariamente definiti come punto 2, punto 4, punto
5, infine unificati come discussione, non ovviamente come
votazione, i punti 3 più 6.
Ci sono interventi? Tagliabue, prego.

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CONSIGLIERE TAGLIABUE DANIELE

Se ho capito bene, l’unificazione del punto 3, cioè mozione


presentata sul progetto d’interscambio ferroviario e mozione del
punto 6 verrebbero portati tutti in fondo?

PRESIDENTE

La proposta è quella e unificati come discussione.

CONSIGLIERE TAGLIABUE DANIELE

C’è un’evidenza in questa richiesta del Pdl che la


cancellazione della stazione di Seveso è un tema da spostare
quando il pubblico è meno presente.
Direi che l’Ordine del Giorno è stato predisposto per tempo
e con logica cronologica.
Io chiedo che venga mantenuto così com’è. Eventual mente
che il punto 6 sia anticipato insieme al punto 3.

PRESIDENTE

Grazie. Altri interventi? Butti.

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

Io concordo con quanto espresso dal Consigliere Ta gliabue,


pur considerando che la discussione della mozione al punto 6 è
legata al fatto che venga motivato, venga presentato il progetto,
l’idea, che venga presentata, che poi è l’oggetto della nostra
mozione, che venga presentata quella che è l’idea che
l’Amministrazione intende portare avanti, altrimenti è inutile
discuterne.

PRESIDENTE

Grazie. Mi viene in mente, a questo proposito io vi ricordo,


ricorderete, nello scorso Consiglio Comunale, quello di dicembre,
io vi avevo invitato a far pervenire alla segreteria i nominativi dei
tecnici previsti dalla mozione, con delle mozioni a suo tempo
approvate come membri insieme con i capigruppo della
Commissione che si occuperà della vicenda interramento.
Io ringrazio i gruppi che hanno provveduto a farci avere
l’indicazione di questi nomi.

47
Ringrazio anche quei gruppi che per diversi motivi non
hanno ancora provveduto a fare questo, ma che mi hanno
contattato, mi hanno telefonato spiegandomi le motivazioni magari
legate a questioni di direttivi di partito, di nomine, di scelte.
Va bene, mi hanno detto questi gruppi che lo faremo in
tempi molto rapidi.
Qualche altro gruppo non mi ha ancora detto nulla. Io
sollecito tutti ad essere più tempestivi possibile.
Era mia intenzione, ad alcuni capigruppo l’avevo già detto
privatamente, convocare la Commissione per la prossima
settimana.
Qualche capogruppo mi aveva detto che il lunedì è una
giornata tradizionalmente occupata da impegni di pa rtito. Io avevo
immaginato il martedì.
Evidentemente, non avendo ancora tutti i nomi, non lo posso
fare, però tenete presente che nella giornata del prossimo martedì
io comunque la Commissione la convoco.
Chi mi è stato segnalato lo convoco. Chi non mi è stato
segnalato, non verrà per il primo incontro convocato.
È un tema decisivo per Seveso. È una Commissione che tutti
abbiamo ritenuto essere importante. Io che abbia o no i nomi,
provvedo in ogni caso a convocarla.
Non sarà la prossima settimana. Chi eventualmente si trova
lunedì, benissimo, me lo comunicherà martedì prossimo. Va
benissimo, però io per martedì sera convoco in modo che a questo
punto la settimana successiva non slitterà ulteriormente la
Commissione.
Altri interventi sulla proposta Mastrandrea? Marzo rati.

CONSIGLIERE MARZORATI MARZIO GIOVANNI

Io volevo capire una cosa. Visto che sono le 11.00 . Se la


proposta di spostamento è perché, non so se il Consiglio è
convocato anche per domani, se la proposta di spostamento è
perché la discussione del punto vada a domani, se la proposta di
discussione è perché il punto venga discusso qua alle 12.30, non
so quanto tempo avranno le altre mozioni che hanno preso gli altri
collegi, allora voglio dire…
Se… Forse io e Lucchini abbiamo la stessa idea. Se
l’accorpamento al punto successivo è perché slitti a domani e
quindi l’Amministrazione, come richiesto, presenta anche un’idea,
riesce a spiegare, come diceva il collega Butti, le argomentazioni
di quella scelta, allora io sono d’accordo che si sposti in fondo,
così facciamo almeno le due mozioni.

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Se invece è per discutere qua alla una la questione, allora
non sono d’accordo. Grazie.

PRESIDENTE

Prego, Consigliere Mastrandrea.

CONSIGLIERE MASTRANDREA MARCO

Al di là dei tempi, la scelta è anche dovuta al fatto che


purtroppo non per colpa nostra e nemmeno per colpa sua manca
una parte fondamentale che è l’Assessore Belotti, che è
l’Assessore direttamente coinvolto.
Di certo non abbiamo deciso noi la sua assenza e non credo
neanche che l’abbia voluta lei.
Siccome il quesito della mozione del Pd chiede
l’illustrazione, riteniamo opportuno…
In secondo luogo perché effettivamente alle 11.00 non si può
cominciare a trattare un tema così.

CONSIGLIERE MARZORATI MARZIO GIOVANNI

Allora sono d’accordo, io personalmente.

PRESIDENTE

Badate, anch’io per quel che conta la mia opinione, sono


d’accordo se l’impostazione è questa.
Io prima non ho interrotto gli interventi che ho a scoltato,
alcuni sicuramente interessantissimi, qualcun altro tra me e me
l’ho giudicato pretestuoso e pensavo proprio: ma questa sera c’è
un tema ben più importante che i cittadini si aspettano di
ascoltare.
Ascoltare un tema del genere iniziando alle 11, 11.30 mi
sembra veramente di cattivo giusto.

CONSIGLIERE MARZORATI MARZIO GIOVANNI

Lei ha iniziato questo Consiglio dicendo che avevamo


sforato nei tempi passati. Mi sembra che la discussione delle
mozioni, i temi erano corretti, vorrei capire che però non si usino
misure diverse, che domani nella discussione si deve fare un
intervento di due minuti, quando le interpellanze, giustamente,
hanno preso tutto il tempo che hanno preso, altrimenti non si
capisce qual è la misura che pone.

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PRESIDENTE

Sono d’accordo. Purtroppo mi spiace dover sollecitare col


prossimo bilancio l’acquisto del sistema elettronico, perché a
volte basterebbe il buonsenso per risolvere queste cose.
Io l’ho detto, alcune interpellanze erano molto im portanti e
poi non è che abbiano sforato tantissimo.
Io un intervento, non dico quale per non fare pole miche, un
intervento ho ritenuto assolutamente pretestuoso e mentre sentivo
quell’intervento stavo pensando: sì, ma a questo punto il pubblico
sente parlare di un tema così importante a mezzanotte e non mi
sembra assolutamente carino, non per volontà nostra chiaramente.
Allora a questo punto mi sembra che abbiamo chiarito il
senso della proposta Mastrandrea.
Se non ci sono interventi lo possiamo mettere ai voti. A
questo punto l’indicazione che ci diamo è quella di comunque
interrompere il Consiglio prima dell’ultimo punto, prima delle due
mozioni sull’interramento a questo punto.

CONSIGLIERE

Un’unica cosa. Innanzi tutto sul fatto che ci siano


interpellanze più o meno pretestuose mi sembra un giudizio che
poteva essere evitato, anche perché è un giudizio s oggettivo e non
mi sembra che la Presidenza del Consiglio debba intervenire in
questo senso.
Detto questo, io concordo anche con la proposta che è stata
fatta dal Consigliere Mastrandrea, sempre tornando alla premessa
iniziale, che l’esigenza nostra è quella che ci venga spiegata
questa idea.
Se non ci sono basi per avere un dibattito, una discussione,
una presentazione di un certo tipo… L’importante è che se ne
parli domani, che ci sia la volontà e le basi per parlarne, per
discuterne.

PRESIDENTE

Sulla seconda considerazione, ve la vedete tra capigruppo e


forze politiche.
Sul mio giudizio, sull’intervento pretestuoso, non ho detto
qual è, lo mantengo. Al limite prometto di essere più severo nel
rispetto del regolamento, se è questo che si vuole.
Va bene. Mettiamo in votazione la proposta Mastrandrea.
Chi è favorevole? Unanime, escluso Tagliabue.

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Chi si astiene? Tagliabue. A questo punto per differenza chi
è contrario? Nessuno.

51
PUNTO N. 2 – O.d.G.

LETTURA ED APPROVAZIONE VERBALI SEDUTA DEL


14.10.2009 E DEL 18.11.2009

PRESIDENTE

Procediamo col punto 2 dell’Ordine del Giorno: lettura,


approvazione verbali seduta del 14 ottobre e del 18 novembre.
Io a questo proposito vi voglio soltanto dire che nelle
settimane scorse, ancora di recente ho verificato con i funzionari
e con l’Assessore Allievi se qualcosa si sta movendo sulla
pubblicazione dei cosiddetti sbobinati del Consiglio Comunale.
Mi hanno detto che è stato verificato che a livello tecnico il
nostro attuale sistema è in rado di supportare questa funzionalità
per cui mi attendo in tempi rapidi che venga approvata.
Mi pare che non ci sia nessuna volontà contraria, per cui
credo che ormai sia una cosa abbastanza recente.
Ci sono interventi sull’approvazione dei verbali? Consigliere
Tagliabue.

CONSIGLIERE TAGLIABUE DANIELE

Voterò contro il verbale, potranno trovarlo i cittadini sul


sito di Seveso Viva come sempre. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie. Altri interventi. Prego, Formenti.

CONSIGLIERE FORMENTI ANDREA

In riferimento al discorso che faceva Lei in merit o la messa


on-line di documenti. Io ringrazio il signor Sindaco, non l’ho
fatto in altre occasioni, me ne scuso, per aver messo on-line a
seguito anche delle nostre richieste i bilanci di previsione
dell’Amministrazione Comunale.
Ho visto che è stata aperta la voce anche determinazioni,
però è ancora vuota. Pregherei l’Amministrazione di procedere
alla messa on-line dei registri delle determine.

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PRESIDENTE

Grazie Consigliere Formenti. Ci sono interventi? No, quindi


mettiamo in votazione il punto 2, lettura ed approvazione verbali,
seduta del 14 ottobre e del 18 novembre.
Chi è favorevole? Tutto il Consiglio Comunale escluso il
Consigliere Tagliabue. Chi è contrario? Tagliabue. Chi si astiene?
Nessuno.

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PUNTO N 4 – O.d.G.

MOZIONE PRESENTATA DAL GRUPPO CONSILIARE DEL


PARTITO DEMOCRATICO RELATIVA A PISCINA
COMUNALE

PRESIDENTE

Passiamo a quello che in origine allora era il punto 4


dell’Ordine del Giorno, ovvero: mozione presentata dal gruppo
consiliare del Partito Democratico relativa a piscina comunale.
La illustra il Consigliere Butti.

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

Premesso che da anni la piscina comunale versa in uno stato


di completo abbandono praticamente irrecuperabile.
Premesso che le proposte di realizzazione di centro termale
polifunzionale presentate dalla precedente Amministrazione
sembrano non avere seguito e trovano comunque molteplici
difficoltà di avanzamento.
Premesso che l’opportunità di avere una piscina coperta
permetterebbe alle scuole ed ai cittadini di usufruire di un
importante servizio durante tutto l’anno.
Premesso che in un’ottica di pianificazione del territorio in
relazione alla redazione del nuovo PGT sia opportun o definire gli
obiettivi e le destinazioni di importanti aree strategiche pubbliche
come l’area di Via Ortles.
Premesso che le piscine comunali di Meda si trovano in una
zona particolarmente vicina al Comune di Seveso.

PRESIDENTE

Scusi solo un secondo. Io inviterei il pubblico ch e non è


interessato al prosieguo dei lavori ad accomodarsi, se possibile,
nel salone fuori, così non disturbiamo i Consiglieri che parlano e i
cittadini che vogliono ascoltare i nostri lavori. G razie.
Prego, Consigliere Butti.

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

Premesso che l’Amministrazione Comunale medese sembra


interessata ad un ampliamento e copertura della struttura sita in
Comune di Meda, Via Icmesa.

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Si chiede che venga effettuato uno studio sulle reali
esigenze per i cittadini di Seveso di realizzazione di una piscina
coperta, in considerazione degli altri centri balneari presenti nella
zona.
Qualora si ritenga l’esigenza fondata, che l’Amministrazione
Comunale in un’ottica di sana ed economica collaborazione tra
enti pubblici, si faccia carico di elaborare in accordo con
l’Amministrazione Comunale della città di Meda una proposta di
collaborazione con la stessa per l’ampliamento e la copertura e la
cogestione tra le due Amministrazioni Comunali del centro
natatorio di Via Icmesa, tralasciando altri progetti, quali quello di
Via Ortles e quello ipotizzato in zona Altopiano/Parco Groane ad
oggi impraticabili e di lunga ed incerta realizzazione.
Io volevo illustrare brevemente la mozione che par te, come è
detto in premessa, da alcuni presupposti.
Innanzi tutto dal fatto che è importante che in un ’ottica di
sano utilizzo delle risorse, che certi interventi di importanza
sovracomunale e di richieste sovracomunali vadano gestiti in
un’ottica di collaborazione tra le Amministrazioni.
Io penso che in un periodo di ristrettezza di bilanci
comunali, ma non solo, in un’ottica appunto di corretto utilizzo
dei soldi pubblici, sia anche importante realizzare questi
interventi in base alle esigenze che non solo il proprio territorio
comunale, ma che un’area più complessa e più vasta richiede.
In quest’ottica abbiamo avuto anche la possibilità di parlare
anche con qualche amministratore di Meda che sembra come
Amministrazione disponibile ad un confronto su questo tema.
In secondo luogo la situazione attuale delle piscine di
Seveso ed il progetto che era stato intrapreso alcu ni anni fa
sembra in una situazione di stallo.
Quindi per altre vie sarebbe assolutamente improbabile che
si raggiunga l’obiettivo di creare una piscina.
A questo punto sembra logico che l’obiettivo di un
intervento, di un ampliamento del centro natatorio di Via Icmesa
possa essere l’occasione per dare un servizio che a nostro parere
richiesto dai cittadini di Seveso, soprattutto dalle scuole e che
potrebbe essere alla nostra portata in questo modo.
Oltretutto attraverso anche una cogestione potrebbe essere
l’occasione non dico per un’entrata economica, comunque anche
dal punto di vista economico un intervento razionale.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Butti. Consigliere Lucchini.

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CONSIGLIERE LUCCHINI ALESSANDRO

Buona sera a tutti. Io vorrei fare una domanda al capogruppo


del Partito Democratico Butti.
Chi è quell’amministratore di Meda che Le ha detto che
sarebbero intenzionati ad un eventuale ampliamento e copertura
delle strutture di Via Icmesa? Una risposta così, s erena…

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

Il contatto è stato informale. Io ho parlato con…

CONSIGLIERE LUCCHINI ALESSANDRO

Le spiego semplicemente.

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

Non significa che siano disponibili, sono disponibili a


parlarne, mi sembra anche normale. No?

CONSIGLIERE LUCCHINI ALESSANDRO

Le spiego perché Le faccio questa domanda. Quando io sono


venuto in possesso di questa mozione al protocollo, la prima cosa
che ho fatto è stato chiamare il capogruppo della Lega Nord a
Meda, Tonoli.
L’ho chiamato, era prima di Natale, con la scusa d i fare gli
auguri, così per telefono gli ho chiesto: qual è la vostra
intenzione sulle piscine di Meda, che intenzione avete su quella
struttura?
La sua risposta è stata: guarda, sinceramente, non abbiamo
nessuna intenzione di fare interventi su quell’area. Penso
addirittura che non sia neanche di proprietà del Comune.
Però non sono sicuro di questa cosa. Chiamo l’Assessore
Luca Santambrogio che è l’Assessore competente e ti richiamo.
Passano venti minuti e mi richiama il capogruppo della Lega
Nord di Meda e mi dice.
Guarda, ho parlato con Luca Santambrogio e lui mi conferma
innanzi tutto quello che ti avevo detto prima, che non c’è nessuna
intenzione.
Ma il motivo è perché il Comune di Meda non è neanche
proprietario delle piscine, perché il proprietario delle piscine di
Via Icmesa è la Meda Servizi che è una società in liquidazione.

56
Quindi l’Amministrazione di Meda non ha assolutamente in
questo momento intenzione di fare delle opere su quella struttura,
anche perché quando fu progettata nella passata Amministrazione
Taveggia, la prima Amministrazione Taveggia, si era già discusso
di poter coprire la struttura ed erano venuti fuori dei costi di
gestione per la struttura che erano improponibili.
Quindi si era già pensato di lasciarla così, stagi onale a tre
mesi. Poi mi dice: guarda, anche perché su quella zona c’è un
discorso molto complicato con Pedemontana e la stazione di
interscambio.
Ti ripeto, l’Amministrazione di Meda non ha nessuna
intenzione di fare interventi su quella struttura.
Mi domando, ma scusi, Butti, Lei stasera presenta una
mozione che secondo me non sta in piedi perché non ha proprio le
gambe.
Come si può venire a chiedere… Scusi, io sono Cons igliere
da un anno e mezzo, non sono un politico, sono una persona
normale.
Lei è stato anche candidato Sindaco. Io avrei capito se
magari prima fosse stata presentata un’interrogazione a questa
Amministrazione, un’interpellanza che chiedeva: siccome in
qualche bar, perché questa è una notizia da bar, siamo venuti a
sapere che l’Amministrazione ha intenzione di sviluppare il
centro… Perché l’Amministrazione non si fa carico e va a
chiedere l’Amministrazione medesima se veramente c’è qualcosa?
Dopodiché al limite si sarebbe capita una mozione. Ma
venire qua a presentare una mozione che non esiste su una cosa
che non esiste. È una cosa che non è casa nostra, è un altro
Comune. Io vero veramente una maniera di fare le co se che
sinceramente mi lascia un po’ perplesso.
Non ho neanche intenzione di star qua a discutere più di
tanto questa mozione perché per me non esiste. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Lucchini. Altri interventi? Consigliere


Marzorati.

CONSIGLIERE MARZORATI MARZIO GIOVANNI

Io devo dire che un po’ ha colpito anche me questa mozione


del Pd. Da una parte capisco la positività di questa proposta che è
quella, se non intendo male, su alcune politiche di servizi di
andare verso un’integrazione con le Amministrazioni Comunali
limitrofe.

57
Questa politica in alcuni casi credo che possa essere
perseguita, nel senso che non mi meraviglierebbe un investimento,
un cofinanziamento di progettazioni che riguardano alcuni servizi.
Già si fa per alcuni servizi socio/sanitari. Per esempio anche
se più in piccolo. Certo un’infrastruttura è una cosa più rilevante,
più rilevante per un problema di accessibilità della città, più
rilevanti per un problema di consenso che è quale
Amministrazione rinuncia per mettere un investimento in un altro
territorio?
Quindi c’è un problema anche da approfondire sul discorso
di approfondimenti in un Comune che non è il proprio.
Io sulla questione di collocare una struttura pur sapendo le
difficoltà a realizzarle nell’attuale Amministrazione io starei più
cauto, nel senso che solamente non voto una mozione che dà una
disponibilità a spostare immediatamente un servizio di quel tipo
in una città limitrofa senza aver un tavolo di lavoro, senza aver
condiviso una progettazione, senza capire che cosa vuol dire per i
cittadini di Seveso.
Se posso capire che esiste un’esortazione a edificare delle
politiche concertate con i Comuni vicini, oggi a votare già
un’indicazione così precisa io non sono d’accordo.
Dall’altro non vorrei che dopo oltre la stazione, piscina,
spostassimo anche il Comune a Meda. Diamo una delega totale al
Comune limitrofo.
Su questo discorso, anche perché su un impianto di Meda in
particolare …

PRESIDENTE

Silenzio per cortesia, potete continuare. Silenzio…


Silenzio… Prego…

CONSIGLIERE MARZORATI MARZIO GIOVANNI

Sulla questione della piscina di Meda tra l’altro ci sono


delle complicazioni. Posso finire?
Sulla piscina di Meda ci sono delle complicazioni a me
risulta. A parte le proprietà che già evidenziava il collega
Lucchini, ci sono problemi che furono affrontati co n una certa
leggerezza forse d’interconnessione col collettore fognario.
Io prima di verificare se quel tipo di struttura è adatto per
un cofinanziamento, farei degli approfondimenti anche di altro
carattere.
Posso condividere un’ipotesi di concertazione con i Comuni,
però un’indicazione così forte per una infrastruttura come le

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piscine al servizio della città ecc. in questo momento non credo
che sono nella condizione di poterla sostenere. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Marzorati. Consigliere Butti.

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

Le risposte ai due Consiglieri sono la mia stessa risposta.


Innanzi tutto, Consigliere Lucchini, l’ho presentat a io, è firmata
dal gruppo consiliare del Partito Democratico.
Il Partito Democratico la condivide. Non è il caso di
rivolgersi ad un Consigliere in particolare. Lasciamo perdere
questo.
In secondo luogo, Lei è partito dalla fine, è partito dal fatto
che l’Amministrazione di Meda non sia interessata.
Adesso, con tutto il rispetto che io possa avere di Lei, della
Sua azione, quello che chiediamo attraverso la mozione è che ci
sia un intervento, una proposta dell’Amministrazione Comunale di
Seveso, non del Consigliere singolo.
Se l’Amministrazione di Seveso ritiene utile per i propri
cittadini, ritiene strategico questo tipo d’intervento, andrà a
proporlo all’Amministrazione di Meda che poi farà le sue
valutazioni.
Quello che Lei ha detto rispetto alle risposte che ha avuto
dall’Amministrazione di Meda sono le stesse cose che hanno detto
a me.
Loro attualmente hanno un problema da risolvere con le
piscine e con l’azienda Meda Servizi. Fatto questo, ci potrebbe
essere la possibilità di parlarne.
Ma quello che viene chiesto dalla mozione, qui rispondo
anche al Consigliere Marzorati, quello che vuole essere proposto
dalla mozione è di iniziare a ragionare.
Infatti, si parla di elaborare una proposta di collaborazione,
che poi nel dettaglio deve essere tutta creata.
La logica è quella di… è inutile che mi si venga a dire che è
sul Comune di Meda, ma non possiamo fare tutto sul Comune di
Seveso.
Tra l’altro questo intervento è sul Comune di Meda, ma le
piscine sono più a Seveso che a Meda.
Sul fatto dell’intervento del nostro Comune, quindi di un
possibile esborso economico del Comune di Seveso per un
intervento da realizzarsi su un altro Comune, si fa riferimento ad

59
una cogestione dell’impianto, quindi ad una possibilità di ritorno
anche per la nostra Amministrazione.
Tanti servizi, come ha detto Lei, vengono gestiti a livello
intercomunale, quindi potrebbe anche essere l’occasione per
creare una struttura intercomunale che gestisca certi servizi.
L’ottica è quella di ragionare su come intendiamo noi
risolvere il problema delle piscine, perché escono diverse
proposte, ma a mio parere, a nostro parere non porteranno da
nessuna parte.
La questione del centro termale di Via Ortles è ferma, se non
retrocede. La proposta, lo diceva anche prima il Sindaco,
dell’Altopiano non si capisce bene dove voglia andare a parare.
C’è questa opportunità che è un’opportunità da valutare dal
punto di vista strategico, per entrare poi nel dettaglio.
E in ottica di definizione del PGT e quindi di individuazioni
di ambiti territoriali da destinare a diversi usi, è il momento
anche di fare delle scelte.
Ci sono da fare delle scelte ben più importanti che
riguardano le Ferrovie, che riguardano Pedemontana, ma ci sono
anche da fare delle scelte che riguardano la pianificazione e la
definizione di luoghi da dedicare alle strutture, tipo quelle delle
piscine.
È in quest’ottica che è nata la nostra proposta, quella di
aprire un tavolo di confronto con l’Amministrazione Comunale di
Meda per verificare questa possibilità, perché sembra strategica
per entrambe le Amministrazioni.
Dobbiamo secondo me uscire dalla logica del campanilismo
per ragionare in termini di questi servizi, come anche Lei faceva
cenno, per altri servizi viene già fatto, in un’ottica
sovracomunale.
Tant’è che… Io non so qual è la posizione
dell’Amministrazione, però mi sembra di aver letto anche sui
giornali che lo stesso Sindaco ha detto che sembra interessante
questa proposta.
Quindi non mi sembra di aver detto delle cose così campate
in aria. Sono cose che possono essere valutate. Però darne un
giudizio così drasticamente negativo per il fatto che il Comune di
Meda non sarebbe disponibile, andiamo a vedere.
Se poi non è disponibile… Però l’importante è che noi
abbiamo un’idea e un’idea da sviluppare, perché altrimenti
rimarremo come per altre cose senza una cosa e senza un’altra.
Questo era l’intento della mozione.

60
PRESIDENTE

Grazie Consigliere Butti. Consigliere Formenti.

CONSIGLIERE FORMENTI ANDREA

Io volevo ribadire quanto espresso dal Consigliere Butti. Il


signor Sindaco si è espresso sui giornali. Ha aperto una piccola
porta in merito alla proposta che noi avanziamo questa sera.
È un’idea sulla quale noi chiediamo al Consiglio di
esprimersi, di poterla portare avanti in una situazione come la
nostra, dove siamo in vacche magre, non ci sono più quattrini, è
assurdo che ogni Comune abbia tutto.
Qui bisogna lavorare insieme agli altri Comuni. La gestione
della Caserma dei carabinieri è un esempio.
Noi abbiamo una struttura che per adesso è una cattedrale
nel deserto di cui non si sa quando noi completeremo le opere.
Non è forse così esagerata, però doveva chiudere il cantiere
qualche anno fa, Assessore, giusto?
Aveva senso? Non era il caso di parlare assieme ad un altro
Comune? Guardate che non è l’unica cosa che si poteva fare
insieme con altri Comuni.
Lo stesso Segretario Generale del Comune di Seveso è in
cogestione con quello di Nova.
Dimezziamo le spese. Io non lo so, siamo in un per iodo di
vacche magre, cosa facciamo? Ognuno il proprio orticello.
Dobbiamo cambiare il nostro modo di pensare. Soprattutto
adesso che siamo in un periodo di vacche magre, altrimenti,
signori, noi non faremo niente di opere pubbliche che possono
essere utili ai nostri cittadini.
Ripeto, noi chiediamo soltanto di poter approfondire
l’argomento. Poi magari non sta in piedi. Scopriremo che non sta
in piedi. Ci muoveremo verso un’altra spiaggia, però
ragioniamoci.

CONSIGLIERE LUCCHINI ALESSANDRO

A maggior ragione che dovevate fare un’interrogazione,


un’interpellanza prima di presentare una mozione specifica,
perché qua si chiede all’Amministrazione di Meda, non si chiede
in generale di fare…

61
CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

Scusa, Lucchini, a me non sembra tanto specifica. Se però la


vuoi emendare…

CONSIGLIERE LUCCHINI ALESSANDRO

Io vado a deliberare che l’Amministrazione si faccia carico


di elaborare in accordo con l’Amministrazione Comunale di
Meda..

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

La proposta di collaborazione, elaborare una proposta di


collaborazione. Non mi sembra di mandarli a firmare una cambiale
per i cittadini di Seveso.

CONSIGLIERE LUCCHINI ALESSANDRO

Comunque avevo detto che non discutevo più e non voglio


più discutere.

PRESIDENTE

Grazie.

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

L’atteggiamento mi sembra ragionevolissimo.

PRESIDENTE

Non facciamo discussioni. Ha chiesto la parola … Per


favore, ritorniamo al nostro ordine di lavori. Formenti aveva
terminato? Sì. Ha chiesto la parola il Consigliere Mastrandrea.

CONSIGLIERE MASTRANDREA MARCO

Giusto per usare un termine natatorio è una mozione che fa


acqua da tutte le parti, perché effettivamente non sta in piedi.
Credo che quello che, poi forse lo ribadirà anche lui stesso,
il Sindaco, credo d’interpretare giustamente, altrimenti mi
contraddica pure, quello che è il Suo pensiero, quando si parla
dell’idea che sta in piedi è perché magari per determinati impianti

62
o per determinati centri sportivi si può valutare di fare un’opera
in realizzazione, in partnership con altri Comuni.
OK? Questo ci sta in piedi. L’idea di fondo ci sta. Però io
mi chiedo, visto che qualche mese fa il Consigliere Butti tanto si
preoccupava dello sperpero di denaro pubblico che anche stasera
mi sembra abbia più di una volta rivangato, Seveso ha un progetto
già realizzato.
Ha un progetto che sta in piedi. Ha un’area già ben
individuata. Allora io giro la frittata e dico: portiamo avanti il
nostro progetto. Eventualmente chiediamo a Meda, come a
Barlassina, se vogliono entrare in partnership con noi.
Cofinanziare l’opera e realizzarla sul territorio di Seveso.
Non so quale sarà la risposta. Non sta a me dirla, ma Seveso
ha già un progetto, ha già finanziato un progetto.
Il progetto sta in piedi e i Sevesini credo che pi ù di una
volta ce l’hanno chiesto. Quindi a questa mozione noi sicuramente
voteremo contro, perché, in effetti, è priva anche di ogni
fondamento.
L’Amministrazione di Meda mai ha esternato una sim ile
disponibilità e volontà e non vedo perché invece debba essere pur
citato nella mozione sia nelle premesse che quasi nel deliberato
questa disponibilità.
Nessuno ci vieta di fare opere pubbliche che possono
interessare anche più Comuni e perché no? Sul nostro territorio?
In questo mi pare di condividere anche quello che è stato il
pensiero del Sindaco sui giornali nei giorni scorsi. Però stando a
questa mozione mi sembra che Seveso abbia tutte le carte in
regola per essere il Comune che ospita la piscina avendo anche già
un progetto già finanziato, che sta in piedi.
Non mi sembra che nei Comuni limitrofi ci siano piscine
comunali gestite dai Comuni, sono quasi tutte, se non tutte, date
in gestione ai privati tramite convenzione, a differenza di quello
che si diceva prima che il Comune deve gestire la piscina.
Non sta in piedi. Anche lo stesso finanziamento, il project
financing che aveva previsto la precedente Amministrazione
prevedeva che la realizzazione dell’opera fosse in toto a carico
dei privati.
Il Comune metteva a disposizione l’area. Punto. Il Comune
non doveva sborsare un Euro.

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

Proprio su questa cosa il problema è passare dalle parole ai


fatti. I fatti sono che il nostro Comune ha speso 125.000…
Lavoriamo, ma siete lì.

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PRESIDENTE

Grazie. Ha chiesto la parola il Consigliere Tagliabue.

CONSIGLIERE TAGLIABUE DANIELE

Grazie. Io avevo letto questa mozione come la rich iesta di


una ricognizione, cioè di una richiesta fatta all’Amministrazione
di fare una ricognizione col Comune di Meda.
Poi se questa ricognizione porta ad un nulla di fatto, porterà
ad un nulla di fatto. Si può emendare dandole un carico meno
significativo di quello esposto, per carità.
Apprezzo d’altra parte il fatto che ci sia questa intenzione di
realizzare l’opera, però non apprezzo il fatto che non ci sia
l’impegno personale dei Consiglieri del Pdl per fare l’opera che
non è stata finanziata.
È semplicemente stato pagato un progetto appunto per
100.000,00 €, ma non vedo alcun fermento da parte del Pdl o da
parte dell’Amministrazione per realizzare quest’opera.
Se questo è l’intendimento di questa parte politica, per
carità. Penso che nessuno possa negare l’appoggio a un progetto
che abbia una sua logica, soprattutto, in questo concordo
esattamente con quello che ha detto Lei, Mastrandrea, una sua
logica gestionale che è il vero scoglio di questo tipo di tema.
La logica gestionale, cioè che costi e ricavi di un’impresa in
cui ci sono dipendenti deve stare in piedi. Non c’è il problema di
realizzare una infrastruttura, non c’è solo il problema di
realizzare una infrastruttura.
C’è il problema di gestire un’infrastruttura e di mantenerla
in economicità nel tempo. Questo è il vero tema.
Però il problema qui è muoversi, mi sembra. Non si può dire
esiste un progetto e boh. Abbiamo pagato un progetto, addirittura
abbiamo finanziato. No, abbiamo pagato un progetto. Non esiste
un finanziamento per la realizzazione di questo progetto.
Questo che sia chiaro.

CONSIGLIERE

Il progetto è stato fatto su un’area ben determinata che è Via


Ortles. È logico che comporta la modifica del centro sportivo di
Via Cavalla, perché per liberare quell’area, laddove si dovessero
individuare altre aree diverse da quella di Via Ortles, adesso visto
che ci sarà il PGT, se tutti crediamo nel progetto della piscina,
tutti insieme possiamo contribuire, collaborare affinché

64
s’individui l’area più opportuna per realizzare l’opera e che sia
anche più appetibile per l’arrivo di finanziatori privati e/o
pubblici per la realizzazione e gestione dell’intero complesso
natatorio.

CONSIGLIERE TAGLIABUE DANIELE

Chiedo solo che si lavori sul tema se è veramente intenzione


farlo e soprattutto si lavori sull’aspetto economicità nella
gestione.

PRESIDENTE

Grazie. Ha chiesto la parola il Consigliere Ragazzo.

CONSIGLIERE RAGAZZO MAURO

Una precisazione. Mi domando come noi avevamo valutato


effettivamente la possibilità di fare il contrario, di coinvolgere
invece gli altri Comuni, il Comune di Meda magari, interessarlo
all’intervento del recupero della piscina di Via Ortles.
Però il problema qual è? Io come posso interpellare,
coinvolgere un ente su un progetto che al momento non esiste?
Preciso. Esiste il progetto definitivo, c’è costato 125.000,00
€, però questo progetto sarà realizzabile su un’area una volta
svincolata.
L’area di Via Ortles, quella per intenderci del campo
sportivo, è a tutt’oggi vincolata, ha un vincolo regionale.
Quindi noi abbiamo pagato un progetto che non può essere
realizzato. Allora, scusate, io come posso andare in questo
momento a coinvolgere un altro ente quando non ho tutte…

CONSIGLIERE

Ragazzo, perdonami se t’interrompo, ma ti che sei un


costruttore, il progetto, trovata un’altra area di pari dimensioni,
lo puoi realizzare benissimo da un’altra parte.
Quindi non è la via che fa il progetto.

CONSIGLIERE RAGAZZO MAURO

Hai ragione, però è vero che io non posso fare un progetto,


individuare un progetto su un’area e poi spostarlo, prenderlo e
portarlo da un’altra parte.

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CONSIGLIERE

La scelta è stata fatta uno perché la precedente


Amministrazione riteneva che gli errori fatti da tutte le precedenti
Amministrazioni, ovvero quello di non creare dei centri sportivi
omogenei, ma di farli in funzione del cosiddetto campanilismo, un
campetto qua, un campetto là, un campo da base-ball là, l’altro
campetto all’Altopiano.
Allora il progetto si prefiggeva quale scopo? Focalizzare su
Baruccana il calcio e all’Altopiano creare esclusivamente lo
stadio e vedeva in quell’area che era centrale, strategica per lo
sviluppo del centro natatorio.
Per quale motivo? Perché la piscina essendo sia estiva sia
invernale lì aveva l’utenza del centro anziani, della palestra di
Via Redipuglia.
Aveva un’utenza tale che poteva attrarre i cosiddetti
finanziatori. Fatta da un’altra parte la piscina, quel progetto, non
so se sta in piedi.
E quell’ostacolo, poi concludo, che c’era, non è un ostacolo
insormontabile.
Premesso che quei soldi, non continuiamo a raccontare balle,
è semplicemente un’anticipazione che l’Amministrazione ha fatto
perché nel momento in cui si farà la gara e ci sarà un vincitore, il
progetto verrà rimborsato al Comune.
Punto. Chi vincerà l’appalto, potrà fare solo di m eglio. Non
peggio di quello che è previsto nel progetto.
Quindi il progetto al Comune verrà rimborsato. Il Comune
non ha fatto altro che anticipare. Come fa anche una famiglia,
perché non credo che una famiglia se non ha i soldi
momentaneamente e vuole farsi una villetta non inizia a farsi un
progetto…

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

Sì, ma non compra un terreno inedificabile per fare la


villetta!

CONSIGLIERE

Ma se io ho quel terreno, a parte che non l’ho comprato,


perché è di mia proprietà, non l’ho comprato. È come la gente che
aspetta che diventa edificabile o l’aumento di volumetria.
Non continuiamo a dire baggianate per piacere.
L’Amministrazione Comunale ha intenzione uno di rev ocare quel

66
vincolo, indipendentemente se poi lì ci fa la piscina o qualche
altra cosa.
I due progetti, le due intenzioni viaggiano sugli stessi
binari. Non su binari separati.
Il fatto di dire facciamo la piscina con Meda, ma, ci sono
Comuni vicini che l’hanno già fatta. La inaugurano in primavera,
figurati…

PRESIDENTE

Prego, Consigliere Ragazzo.

CONSIGLIERE RAGAZZO MAURO

Volevo concludere l’intervento per sottolineare che cosa?


Sono andato a leggermi la famosa delibera che individuava
praticamente l’intervento e soprattutto adottava il progetto
definitivo.
È una delibera datata 21 dicembre del 2006. Sono andato a
leggermi… (Interruzione registrazione, fine lato A seconda
cassetta)
…Come i professionisti che a mio parere hanno lavorato
bene, come hanno individuato questo progetto.
Nelle premesse e nell’inquadramento urbanistico dell’area
che cosa sottolineano i professionisti?
Lì ci sono due aree, l’area del transatlantico, qu ella andata a
fuoco, che tutti noi conosciamo e quell’altra area che è l’area del
campo sportivo.
Sull’inquadramento urbanistico dell’area stadi i
professionisti dicono: dall’analisi di dettaglio della tavola del
piano regolatore la zona su citata risulta ricadente all’interno del
perimetro del Parco delle Querce individuata con il numero 13.
A tale proposito l’Amministrazione Comunale si è già
attivata a procedere ad una variante attraverso la strumentazione
normativa vigente.
Pertanto il progetto qui presentato, il progetto definitivo,
quello che è costato 125.000,00 €, prevede la realizzazione di
un’attrezzatura d’interesse pubblico non soggetto a vincolo di
utilizzazione per la sua stessa natura urbanistica.
Qui i professionisti avevano già detto, attenzione perché il
lavoro che abbiamo fatto esiste solamente sulla carta fintanto che
l’Amministrazione, come diceva prima il collega Mastrandrea, non
si adopererà per togliere il vincolo.
Siamo nel 2010, sono già passati quattro anni. Se aspettiamo
altri quattro anni… E’ come la storia dei residui attivi.

67
Aspettiamo ancora quattro anni, il progetto che abbiamo pagato
125.000,00 € diventerà un progetto strasuperato.
Il problema qual è? Abbiamo due problemi. Il discorso non è
che qui si stanno raccontando delle balle. Alla fine lo hanno detto
i professionisti, è scritto nella delibera e la delibera è stata votata
da questo Consiglio Comunale. Grazie, scusate.

PRESIDENTE

Grazie a Lei. La parola al signor Sindaco.

SINDACO

Io ho colto lo stimolo di questa mozione. Io condi vido il


fatto, sono passati i tempi in cui ogni Comune doveva avere tutto.
È chiaro che su opere di questo tipo, anche per avere
un’economia di scala che ne permetta poi la gestion e, è evidente,
ci si deve confrontare con i Comuni vicini.
Questo è il compito del nostro PGT. Io direi, prima di
confrontarci con i Comuni intorno, e questo credo c he ormai
siamo quasi maturi per lavorare proprio al nostro i nterno, proprio
con il professionista del PGT, proprio per individuare tutta una
serie di criticità e poi andare a confrontarci con i Comuni
limitrofi.
Sì, apprezzo la prima parte. Effettivamente mi sem bra un po’
ardita la seconda che prende questa proposta di Meda di petto.
Mi sembra un po’ prematura.

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

Sindaco, la questione è proprio questa: iniziare a parlarne.


Lei faceva riferimento al PGT, ma proprio perché no i stiamo
impostando il nostro PGT, la definizione della destinazione
dell’area di Via Ortles è anche una conseguenza del fatto che ci
sia una possibilità alternativa da discutere, da impostare con il
Comune di Meda.
Quello che ha detto Mastrandrea fino adesso, anche da
quello che ha detto adesso, si capisce quanto questa proposta sia
ancora indefinita.
Io capisco che c’è il progetto, ma ci vuole chi lo fa, tant’è
che si parla in uno dei documenti di una potenziale ricerca di
mercato, ma agli atti non c’è nessuna ricerca di mercato.
Oltretutto è stato realizzato perché hanno fatto prima di noi
… No, ma io ti sto dicendo, andiamo a verificare.

68
Io non impegno 25.000,00 €. Io non impegno una lira. Io sto
solo cercando di capire se ci sono le condizioni per fare
un’operazione piuttosto che un’altra.
A me sembra che le condizioni per fare l’intervento di Via
Ortles al momento non ci siano per motivi legati a dei vincoli, per
motivi che non c’è l’operatore ad oggi.
Sono passati quattro anni, ma non c’è un operatore.
Oltretutto tu mi dici che questo intervento può essere fatto qua o
là. L’operatore dipenderà anche dal fatto di dove v enga fatto.
Poi tu hai parlato anche di Via Cavalla. Di una ridefinizione
della destinazione di Via Cavalla. Anche questa è una cosa che è
tutta da… La sento oggi io questa cosa.

SINDACO

Scusatemi un attimo…

INTERVENTO

La Via Cavalla la precedente Amministrazione ha approvato


un progetto diviso in tre lotti di riqualificazione che prevedeva
anche lo spostamento dei campi affinché si potesse liberare l’area
di Via Ortles. Era tutto collegato, lo sai benissimo.

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

Il progetto di Via Cavalla rimane quello che è…

INTERVENTO

Lo sai benissimo.

PRESIDENTE

Scusate, c’è un disordine incredibile.

SINDACO

Volevo solo concludere dicendo questo. E’ evidente che nel


momento in cui all’interno del PGT si decide di andare avanti con
il discorso della Cittadella dello sport all’Altopiano ad esempio, è
chiaro che un’ipotesi di quel tipo non può non coin volgere il
Comune di Cesano Maderno, perché darebbe una struttura che
viene fatta a cavallo con un’area priva di impianti sportivi, come
tutta l’area della Snia di Cesano Maderno.

69
Questo è ancora tutto a livello d’ipotesi. Però la logica
sovracomunale mi vede assolutamente d’accordo con voi.

PRESIDENTE

Allora credo che siano intervenuti tutti i gruppi. È


intervenuta la Giunta. Se il proponente vuole, può fare una breve
replica. Dopodiché dichiarazione di voto, se qualcuno vuole farla,
anche se molti interventi già mi sembravano avere valenza di
dichiarazione di voto e poi mettiamo ai voti.

CONSIGLIERE BUTTI PAOLO

A me sembra che anche queste ultime parole del Sindaco


siano rivolte all’obiettivo di lavorare a livello intercomunale.
L’intento della nostra mozione era quello di aprire un tavolo
con il Comune di Meda per l’opportunità che sulla carta
potenzialmente c’è.
La mozione in questo senso non è chiusa. Poteva essere
emendabile. Io invito ancora qualsiasi gruppo, qualsiasi
Consigliere, se ne ha volontà, a proporre un emendamento per
renderla meno vincolante, anche se io non la ritengo vincolante.
Detto questo, chiedo se è il caso di dare un momento di
sospensione. Se è il caso, se c’è la volontà da parte di qualcuno.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Butti. Ci sono dichiarazioni? Interventi?


Oppure andiamo in votazione. Lucchini.

CONSIGLIERE LUCCHINI ALESSANDRO

Io volevo fare la dichiarazione di voto. Fatta premessa che il


gruppo consiliare della Lega Nord si è sempre dimostrato
favorevole alla sana ed economica collaborazione tra enti pubblici
ed Amministrazioni locali e limitrofe, reputiamo questa sera di
esprimere un voto estremamente contrario alla mozione presentata
dal Partito Democratico sulla questione delle piscine comunali.
Una mozione che ci permettiamo di ritenere elaborata in
maniera molto approssimativa, senza documentazione e atti
ufficiali a sostegno.
Ci delude questo tipo di comportamento e di conseguenza
constatare all’interno del Partito Democratico la mancanza di
quello spirito propositivo che ci aspettiamo in futuro dovrebbe

70
essere la prerogativa di una posizione costruttiva e che invece
questa sera non si è proprio vista.
Questa sera al contrario si è vista soltanto e si è sentita
un’assillante voglia di provocazione fine a se stessa.
Il gruppo consiliare della Lega Nord voterà sfavor evolmente
questa mozione, grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Lucchini. Ha chiesto la parola per


dichiarazione di voto il Consigliere Marzorati.

CONSIGLIERE MARZORATI MARZIO GIOVANNI

Faccio una brevissima dichiarazione. Io apprezzo l o stile.


L’intenzione del Partito Democratico di porre la qu estione di
affrontare le questioni a più larga scala. Secondo me è un buon
approccio.
Non posso condividere però il deliberato che dà già
indicazioni di lavorare col Comune di Meda. Nel senso che
appunto ci sono aperte altre possibilità, quindi se fosse stato un
deliberato dicendo: si creano le condizioni per un tavolo di
lavoro, forse bisognava avere un’interlocuzione per preparare una
parte deliberativa che indicasse meno quel tipo di soluzione.
Sarei tentato di votarla, comunque viste le dichiarazioni di
questo polo di cui il Sindaco continua ad insistere dello sport, che
quindi vuol dire che qualcosa c’è sotto, all’Altopiano in un’area
del Parco delle Groane vincolata nella sua gran parte.
In questo caso sarei tentato di votare la mozione di Butti,
solo per questo motivo, perché non vorrei poi andare a fare una
grossa speculazione edilizia di un centro sportivo all’Altopiano.
Se questo vuol dire lavorare con gli altri Comuni, allora,
Paolo, guarda, ho la grossa tentazione, perché non mi fido del
Sindaco su questo particolare problema di sviluppo dell’area…

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Marzorati. Altre dichiarazioni?


Tagliabue.

CONSIGLIERE TAGLIABUE DANIELE

Mi dispiace che questa mozione in realtà è stata nelle nostre


tasche per un po’ di tempo. Non è che c’è stata comunicata ieri.

71
Mi dispiace di non essere riusciti ad arrivare ad una
formulazione che evidenziasse questa possibilità di una
ricognizione.
Non vedo questa volontà di provocazione, se non in senso
positivo del Partito Democratico, per quanto io stesso faccio
fatica a dare un voto a favore proprio per l’espressione un po’
troppo impegnativa della mozione.
Ero tentato, stavo cercando di formulare una versione
alternativa, ma visto che in realtà mi sembra che le porte siano
assolutamente chiuse da tutte le parti, rinuncerò.
Il mio voto sarà di astensione.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Tagliabue. Ci sono altri interventi?


Mastrandrea.

CONSIGLIERE MASTRANDREA MARCO

Per unirmi e condividere quanto detto dal Consigliere


Lucchini, in parte anche alle considerazioni fatte poc’anzi dal
Consigliere Tagliabue.
È una mozione che ha dei propositi, ma evidentemente è
stata formulata male. Di conseguenza il nostro gruppo esprimerà
parere nettamente contrario.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere. A questo punto possiamo metterla ai


voti. Chi è favorevole? Tutto il gruppo del Partito Democratico.
Chi è contrario? Tutta la Maggioranza. Non ho visto altre mani.
Tutta la Maggioranza contraria. Chi si astiene? Marzorati e
Tagliabue.

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PUNTO N. 5 – O.d.G.

MOZIONE PRESENTATA DAL GRUPPO CONSILIARE DEL


PARTITO DEMOCRATICO RELATIVA ALLA
PRIVATIZZAZIONE DELLA GESTIONE DELL’ACQUA

PRESIDENTE

Passiamo allora a quello che per questa sera è l’ultimo


punto, considerando poi che le due mozioni d’interramento le
passiamo a domani sera.
Quello che inizialmente era il punto 5: mozione presentata
dal gruppo consiliare del Partito Democratico relativa alla
privatizzazione della gestione dell’acqua.
La illustra il Consigliere Garofalo.

CONSIGLIERE GAROFALO GIORGIO

Il problema dell’accesso all’acqua va assumendo una sempre


maggiore importanza a livello mondiale in relazione all’enorme
perdita di vite umane causate dalla sua mancanza.
Tale problema già nel quadro attuale, ma sempre più in
prospettiva, rappresenta se non affrontato democraticamente
secondo principi di equità, giustizia, rispetto per l’ambiente una
causa scatenante di tensioni e conflitti all’interno della comunità
internazionale.
Il modo con cui la politica ad uso esclusivo del mercato
intenda affrontare questo problema attraverso l’apertura ai
capitali privati, quindi alla mercificazione di un bene comune che
rappresenta un diritto umano, è estremamente pericoloso per il
futuro dell’umanità.
Decisioni così importanti per il futuro della comunità locale
non possono né essere imposte dall’alto né tanto meno passare
sulla testa dei cittadini senza una consapevole informazione e
discussione nelle sedi istituzionali e politiche del territorio.
Considerato che la comunità internazionale fatica a
riconoscere l’accesso all’acqua come un diritto umano, cioè un
diritto universale nonostante numerose dichiarazioni e conferenze
internazionali, conferenze Nazioni Unite del 77, conferenze
internazionali di Bonn 2001 ecc, riconoscano l’acqua come bene
comune necessario e inalienabile, stabiliscono che tutte le persone
hanno diritto ad avere accesso all’acqua potabile per soddisfare le
loro esigenze fondamentali.

73
Il comitato Nazioni Unite per i diritti economici, sociali,
culturali nel suo documento generale sull’attuazione della
convenzione internazionale del 66 ha affermato che il diritto
umano all’acqua è indispensabile per condurre la propria esistenza
in condizioni di dignità umana.
Esso costituisce un requisito per la realizzazione degli altri
diritti umani.
La Chiesa Cattolica ha sostenuto con fermezza con un
documento della Commissione Giustizia e Pace in occasione del
forum di Kioto che l’acqua è un diritto umano ed ha espresso serie
riserve sui processi di gestione delegata al mercato.

Il Parlamento Europeo con l’approvazione in data 1 1 marzo


2004, emendamenti documento strategia del mercato interno ha
affermato che essendo l’acqua un bene comune dell’umanità la
gestione delle risorse idriche non deve essere asso ggettata a
norme di mercato interno e pertanto i servizi idrici non debbono
essere l’oggetto di negoziati commerciali, ma di regole che
promuovano una valorizzazione ed una gestione sostenibile di un
bene comune pubblico.
Ricordato che in materia di gestione pubblica dell’acqua è
già intervenuta la legge 133/2008 che proprio in questi giorni è in
discussione al Senato, era in discussione al Senato, la conversione
in legge del decreto 135/2009 che prevedeva la decadenza degli
affidamenti improrogabilmente nel 2011 a meno di recessione
dell’ente locale di 40% delle sue quote nella società a soggetti
privati.
Con l’entrata in vigore della legge regionale 1/2009 votata
all’unanimità dal Consiglio Regionale grazie anche all’impegno
trasversale di 144 Comuni lombardi è stata ripristinata la facoltà
degli ATO, ambiti territoriali ottimali del ciclo idrico integrato,
di affidare il servizio idrico integrato ad una società pubblica
evitando casi come Parigi e Arezzo di clamorosi riacquisti delle
reti idriche della propria città.

Per quanto sopra esposto, si chiede d’impegnare il


Presidente, la Giunta in merito ad un’adesione di principio
sull’indisponibilità alla mercificazione di un bene come l’acqua e
un riconoscimento quale diritto umano.
Una campagna d’informazione a partire dalle scuole del
nostro territorio con iniziative tese a promuovere l’utilizzo critico
e la naturale importanza di questo bene comune.
Processi decisionali e strategie operative coerenti a partire
dalla richiesta dell’ente all’ente Provincia di Monza e Brianza per
la costituzione dell’ATO di Monza e Brianza che realizzi un piano

74
d’ambito tale da evitare i rischi di privatizzazione degli impianti
che laddove si è sperimentato, hanno generato costi elevati per la
comunità.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Garofalo. Ci sono degli interventi?

INTERVENTO

Ci sono Consiglieri più che altro?

PRESIDENTE

Ci sono Consiglieri? Invitiamo tutti al loro operato, al loro


dovere. Abbiamo ripristinato il numero legale.
C’è qualche Consigliere che vuole intervenire su questa
materia? Consigliere Lunghi.

CONSIGLIERE LUNGHI ANDREA

Presidente, intervengo io. È condivisibile quello che dice il


Consigliere Garofalo. L’acqua è un bene universale. Guai a chi lo
privatizza totalmente.
Quello che ho letto però nella mozione del Partito
Democratico non è totalmente corretto. Il decreto poi convertito
in legge, dovrebbe essere il 166 a memoria, nell’articolo 15 dove
parla appunto degli affidamenti dei servizi pubblici locali ha un
comma che è il 4 bis proposto dalla Lega Nord in Commissione, in
cui definisce il bene acqua come un bene, come detto dal Partito
Democratico, un bene universale, inalienabile, indispensabile
all’esistenza degli esseri viventi.
Il punto è non l’acqua in quanto tale, ma sulla ge stione
dell’acqua. L’acqua comunque è un bene pubblico. Non capisco
dove vuole arrivare la proposta del Consigliere Garofalo.

CONSIGLIERE GAROFALO GIORGIO

Partendo da quanto premesso con la mozione che fa


riferimento a tutto un processo per il quale non sto a ripetere,
dato per scontato questo, noi abbiamo un decreto Ronchi che
provoca la privatizzazione di un bene pubblico.

75
CONSIGLIERE LUNGHI ANDREA

Scusi, Consigliere Garofalo, non è privatizzato il bene.


Attenzione. Il bene rimane di patrimonio dell’umanità.

CONSIGLIERE GAROFALO GIORGIO

Sì, ho capito. Il punto è questo. La gestione diventa privata.


Si ha un’equazione molto semplice che per come la si vuole
vedere: acqua = merce, dopo si dovranno fare degli utili su questo
servizio che per ora…

CONSIGLIERE LUNGHI ANDREA

Sicuramente verranno fatti degli utili come attualmente le


municipalizzate sane fanno e che reinvestono poi nel servizio che
erogano.
Io che sono contro ad una eccessiva liberalizzazione senza
regole sei servizi pubblici, in questo caso non dico che il pubblico
è sempre la miglior scelta per i cittadini.

CONSIGLIERE GAROFALO GIORGIO

Limitiamoci allora, facciamo una cosa che è molto più


semplice, limitiamoci a quello che già ha fatto vedere questo
intervento.
Già degli esperimenti sulla privatizzazione del servizio che
gestisce l’acqua si sono avuti.
Guardiamoli, limitiamoci a questo. Limitiamoci a vedere i
casi che ci hanno portato ad affrontare l’argomento e a proporre
una mozione.
Abbiamo veramente tantissimi casi che sono la maggioranza,
la stragrande maggioranza che ci fanno dire che l’esperienza non è
per niente positiva.
Il pericolo è che questa esperienza che si è avuta in diversi
Comuni poi si avrà in tutta la nazione.
Faccio alcuni esempi. A Parigi, per uscire dal nos tro
territorio, il Sindaco non rinnoverà i contratti di
distribuzione/gestione della rete idrica con le multinazionali.
Perché? Perché l’acqua era diventata costosissima e il servizio
non era neanche buono.

76
C’è stato il caso paradossale in cui il Comune ha dovuto
ricomprare il servizio per gestirlo da sé.
Arrivando in Italia ci sono casi veramente che sfi orano
l’assurdo. Iniziamo da una Provincia gestita proprio dal centro
destra: Treviso.
Il Pd è all’Opposizione, ha presentato un Ordine d el Giorno
che rivendicava l’acqua appunto come diritto, è quello che c’è
scritto qua praticamente. L’hanno votato all’unanim ità.
Valle d’Aosta, grazie naturalmente al forte statuto che la
caratterizza, ha avuto la possibilità a sole due settimane dal voto
parlamentare di classificare che il servizio dell’acqua rimanga
privato, perché non è possibile equiparare l’acqua ad una merce.
Lo stesso principio. Arriviamo al caso più eclatan te che è
finito anche sui giornali, prima quello di Gaeta perché è molto
legato.
In Campania la società Acqua Latina ha tagliato la fornitura
della stessa flotta americana, avrete sentito, alla base di Gaeta.
Si è rischiato addirittura un incidente diplomatico con
l’America per via delle bollette diventate troppo care.
A Latina danno loro ragione perché è ancora Acqua Latina a
gestire il servizio, le bollette dell’acqua sono addirittura
triplicate.
Quelli del comitato acqua pubblica raccontano che in un
piccolissimo centro come Aprilia l’acqua è aumentata in questo
caso del 60%.
Addirittura questa società si presenta molto severa. Non ha
esitato un attimo a tagliare l’acqua a chi non pagava, lasciando
proprio qualche goccia per le esigenze più strette.

CONSIGLIERE LUNGHI ANDREA

Anch’io ho un esempio all’opposto di una gestione pubblica,


l’Acquedotto Pugliese, dove dal 1999 tutti i cittadini italiani e
padani pagano 30 miliardi annui a decorrere dal 1999 che
tutt’oggi paghiamo.
Io, come ripetevo prima, non sono d’accordo con la totale
esternalizzazione, privatizzazione e liberalizzazione dei servizi
pubblici.
Però io che appartengo a un partito federalista dico che sta
anche a chi governa il territorio scegliere i metodi migliori per
erogare i servizi pubblici ai propri cittadini.
Le classi politiche di quei territori ne sono direttamente
responsabili. Ovviamente con le elezioni il cittadino ha anche
modo di valutare l’operato dell’Amministrazione pubblica.

77
CONSIGLIERE GAROFALO GIORGIO

Questo è abbastanza curioso perché il problema che sta


nascendo, se si può dire così, “una guerra”, e l’epicentro è proprio
al nord, per i Comuni gestiti soprattutto dalla Lega Nord.
Questo intervento poi cosa fa di fatto? Sottrae competenze
agli enti locali, contraddicendo poi il principio e tutti i proclami
del federalismo.

CONSIGLIERE LUNGHI ANDREA

Assolutamente no. Il bene è di proprietà pubblica, quindi il


Comune può intervenire sulla gestione e sulle tariffe dell’acqua.

PRESIDENTE

Scusate una cosa. La chiacchierata è piacevolissim a, ma


magari non so, un bicchierino, due pasticcini sono ancora più
belli.
Un intervento. La replica, l’altro intervento…

CONSIGLIERE GAROFALO GIORGIO

Concludo l’intervento, così poi lascio spazio. Apprezzavo


poi capire anche cosa ne pensasse un componente di un partito che
sembra in prima linea contro questo decreto, almeno nei Comuni…
No, a Roma siete belli comodi, ma dico nei Comuni ecc. Gli
esempi che abbiamo sono questi. Il pericolo è che f acendo degli
utili su un bene così prezioso, su un servizio così è molto
rischioso. Non mi sembra un problema da poco, almeno affrontarlo
e capire se il Comune di Seveso vuole almeno sottolineare questa
cosa.
Qual è il rischio della privatizzazione alla fine? Problemi
alla rete, come diceva il Consigliere Lunghi, ci sono. Appunto per
questo il problema è che il cittadino alla fine si troverà a pagare
di più perché pagherà il servizio dall’inizio alla fine, dalla
depurazione, alla captazione, il consumo e poi tutta l’acqua che
viene persa nelle tubature che è una percentuale inquietante ecc.
Sono costi che in realtà dovrebbero essere separati perché
noi già li paghiamo con le tasse.

CONSIGLIERE LUNGHI ANDREA

Concludo, Presidente. Poi posso passare anche alla


dichiarazione di voto.

78
Analizzando le bollette dell’acqua anche attualmente che le
reti idriche sono gestite comunque con dei contratti, basta andare
ad analizzare la bolletta dell’acqua per vedere quante tasse
vengono pagate tutt’oggi che sono gestiti totalmente dal pubblico.

CONSIGLIERE GAROFALO GIORGIO

È proprio quello che dicevo. Che già le paghiamo,


aumenterebbe.

PRESIDENTE

Altri interventi? Pontiggia.

CONSIGLIERE PONTIGGIA ALFREDO

Solo una cosa. Il problema dell’acqua è il fatto c he la rete


idrica italiana è vecchia, obsoleta e gran parte dell’acqua si perde.
Si perde. Io spero che questo modo di gestire la rete, quindi
con l’entrata del privato, possa ridurre, rinnovare questa rete,
perché altrimenti la dovrebbe comunque rinnovare chi è
proprietario della rete.
Se questo porterà un beneficio e ci sarà meno acqua che si
spreca, forse potremo avere anche una riduzione dei costi. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Pontiggia. Altri interventi? Mastrandrea.

CONSIGLIERE MASTRANDREA MARCO

Solo precisazioni tecniche e faccio anche la dichiarazione di


voto subito.
Innanzi tutto voglio dire che ci sono dei vincoli comunitari
che impongono all’Italia e a tutti i paesi europei di adeguarsi
entro il 2015 sulla modernizzazione della gestione delle reti.
Comunque le precisazioni sono queste. La prima è che le
modifiche apportate non comportano una privatizzazione delle
reti, perché gli impianti rimangono a far parte del demanio
pubblico.
Tutto ciò che si pensa, che le reti vanno date in mano ai
privati non è assolutamente vero. È solo la loro gestione che verrà
affidata ad una società terza, pubblica o privata, scelta con
procedure ad evidenza pubblica secondo quanto prevede la legge.

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Volevo ricordare che la legge regionale, siamo in
Lombardia, c’è una legge regionale che ha anticipat o già da
qualche anno la legge nazionale e che nonostante l’approvazione
della legge nazionale la legge regionale non va in
contrapposizione alla legge nazionale, anzi, è stata lungimirante,
ha anticipato i tempi.
Una cosa fondamentale, qua spesso si dicono cose non
corrispondenti al vero sull’aumento delle tariffe. Non è così.
Le tariffe verranno determinate dagli enti locali attraverso
gli ATO, quindi saranno gli enti locali che si assumeranno di
fronte ai cittadini eventuali aumenti.
Non c’entra nulla la privatizzazione. Saranno gli enti
pubblici che decideranno le tariffe.
Ci sono Comuni in Emilia Romagna che hanno privatizzato
la gestione da anni, nessuno dice niente. Ti farò u n elenco
completo, perché oggi per sfortuna sono dovuto andare dal
dentista, me li sono dimenticato in ufficio.
Sarà mia premura farti avere l’elenco competo di tutti i
Comuni, a guida quasi tutti centro sinistra.

CONSIGLIERE

Una delle richieste nostre è quella dell’istituzione dell’ATO


della Provincia di Monza e Brianza.

CONSIGLIERE MASTRANDREA MARCO

Lasciamo perdere come l’ha fatto la Provincia di Milano. Al


di là di quello… Quindi, problemi per la cittadinanza non ce ne
sono.
L’obiettivo che si prefigge la legge è quello di, uno,
rispondere ad una normativa comunitaria, il secondo è quello di
migliorare l’efficienza del servizio e dare ai citt adini un’acqua
sempre più di qualità.
Problemi non ce ne sono. Non è privata. Si utilizza anche il
privato per migliorare il servizio. Il pubblico orm ai da solo non
può camminare con le proprie gambe, è evidente questo, in tutti
gli aspetti della vita.
Lo vediamo nell’acqua, lo vediamo nello sport, nei trasporti,
è così. Io voto contrario.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Mastrandrea. Tagliabue.

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CONSIGLIERE TAGLIABUE DANIELE

Che il pubblico non possa camminare con le sue gambe forse


è smentito anche da qualche esempio. Io ho letto ad esempio che
c’è un amministratore pubblico Presidente della Provincia di
Gorizia che riesce ad ottenere un finanziamento di 250 milioni di
Euro allo 0,48% e riesce a vendere l’acqua ai propri 25 Comuni,
se non sbaglio, a meno di 1,00 € al metro cubo.
Quindi esiste una capacità di imprenditoria sociale, non so
come chiamarla, ma di politici che hanno uno sguardo
imprenditoriale sul tema, senza coinvolgere necessariamente o
essere costretti a coinvolgere aziende private.
Esistono questi esempi. Non so se la legge di cui parlava
Mastrandrea, non sono un grande conoscitore di questo tema, però
ho letto anche che la Corte Costituzionale ha bocciato una legge
fortemente voluta dal Presidente Formigoni che tentava di affidare
ai privati la sola erogazione dell’acqua, leggi contatori,
un’operazione di pura rendita, lasciando alla mano pubblica le
rogne e gli oneri, cioè la manutenzione straordinaria e gli
indilazionabili investimenti per l’ammodernamento della rete.
Non so se si riferisce alla legge citata da Mastrandrea questa
bocciatura della Corte Costituzionale. Non sento…
Quello che mi sembra di vedere è una difficoltà del politico
di diventare un imprenditore sociale.
Questo mi sembra tra l’altro strano in una Regione come la
nostra dove si mettono in piedi appunto strutture di grande
potenza sociale, come il Banco Alimentare, tante strutture
educative di servizio pubblico, le banche cooperative.
Non si capisce perché nella politica non ci sia questa
imprenditorialità sociale che in fondo mi sembra dia degli esempi
di capacità di gestione anche in questo campo.
Io voterò a favore di questa mozione perché mi sem bra che
questo tipo di approccio invece chieda che venga mantenuta
almeno questa apertura alla possibilità di una imprenditorialità
sociale del politico. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Tagliabue. Ha chiesto la parola il


Consigliere Marzorati.

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CONSIGLIERE MARZORATI MARZIO GIOVANNI

Velocissimo per dire che a me sembra che sia un dibattito


molto interessante, però bisogna capire anche quali sono le
funzioni dell’Amministrazione Comunale in questo caso.
Non vorrei fare una delibera che poi à pochi strumenti di
attuazione.
Non mi sembra così negativa perché non sempre la parte
privata sulla gestione riesce a rispondere con grande efficienza.
In particolare sulla questione dell’acqua e sulla questione
delle risorse naturali finora sono rimasti molti costi alle
Amministrazioni pubbliche e molti vantaggi quando queste
operazioni sono state fatte da privati senza porre dei vincoli.
Su questo sarebbe anche necessario inserire gli elementi che
riguardano la depurazione. Io ne avevo parlato anch e col
Consigliere, perché lì sì che vengono fatti dei grandi utili dalle
strutture gestite da privati e anche da partecipazioni pubbliche,
quindi imprese s.p.a. con forte partecipazione pubblica, su cui si
pagano le tasse.
Quindi finché non si riesce a chiudere il cerchio virtuoso dei
costi della depurazione, dei costi dell’acqua, noi continueremo ad
avere acqua sempre di bassa qualità.

Mi sembra che nel deliberato insomma non c’è questo


accanimento, una contrarietà ad una privatizzazione della
gestione, che ritengo in alcuni casi utile perché porta un
vantaggio di efficienza alla macchina pubblica che non sempre è
disposta.
Sulla questione dei costi io non sono sempre contrario che i
costi dell’acqua aumentino. Bisogna considerare che è un bene
preziosissimo e che la differenziazione dei costi può produrre
dell’acqua non potabile ad uso civile.
Oggi noi usiamo acqua di grande qualità per lavare le
macchine così come per bere.
Finché non ci sarà differenziazione dei prezzi e dei costi
sull’acqua, ad esempio in Germania l’acqua costa quattro volte
quanto costa da noi, però è differenziata la distribuzione.
È evidente che tu lavi la macchina con dell’acqua non
potabile che ha un costo più basso industriale. Quindi deve essere
basso il costo per la produzione perché non serve acqua potabile e
alto il costo di qualità per l’acqua che bevi perché tanto non ne
bevi così tanta come per lavare la macchina.

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Su questo deliberato io credo che se c’è un'intenzione di
Consiglio di tornare, bisogna tornare su elementi che sono
impattanti anche per il Consiglio.
Quanto spendiamo in depurazione, quanto il nostro
depuratore, il consorzio di Varedo paga di tasse all’anno per
l’utile che fa che è demenziale che faccia l’utile.
Io desidero, chiedo, farò in questo una proposta p recisa che
ci sia in Consiglio una lettura dei bilanci che riguardano tutti i
consorzi dell’acqua e che si verifichi quante tasse vengono pagate
per l’utile accumulato da società s.p.a a gestione pubblica che non
dovrebbero farlo.
Lì si crea, come diceva anche il Consigliere Lungh i, una
tassazione aggiuntiva alla tassa che viene applicata sull’acqua che
è demenziale.
A me sembra che l’esortazione del Consigliere Garofalo sia
positiva perché pone accento sulla questione dell’acqua, io voto a
favore.
Ho portato anche un regalo che è un kit della valutazione
delle acque fisiche, domestiche che fa l’Università Bicocca. Ci
sono delle provette. Viene fatto didatticamente, è un esercizio
molto interessante, solfiti, nitrati, nitriti, così può farselo a casa
Sua.
Purtroppo lamento, però Rocco mi ha detto di non essere
troppo cattivo, oggi proprio che si discute l’acqua, mi è stata tolta
la brocca dell’acqua naturale, quindi chiedo al Presidente del
Consiglio che mi sia ridata la mia brocca.
Però non infierite, Rocco ha detto che è stato un errore.

PRESIDENTE

Non vorrei che avessero fatto il test con un kit.

CONSIGLIERE MARZORATI MARZIO GIOVANNI

Il mio voto sarà favorevole. Grazie.

PRESIDENTE

Dichiarazione di voto Lega Nord.

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CONSIGLIERE

Condivido quello che ha appena detto il Consigliere


Marzorati. Possiamo impegnare il Consiglio ad affrontare una
discussione del genere. Ne va del bene della cittadinanza.
Pur condividendo che l’acqua è un bene universale,
inalienabile, indispensabile all’esistenza degli esseri viventi, non
condividiamo il metodo utilizzato dal Partito Democratico nei
Consigli Comunali, dove la mozione in discussione è stata
presentata a tappeto in tutte le sedi istituzionali, dove il Partito
Democratico è all’Opposizione, con l’unico obiettivo di
strumentalizzare sul territorio in maniera demagogica la legge 166
e attuando una vera e propria politica del terrore con l’unica
intenzione di fare campagna elettorale.
Vorremmo ricordare che grazie al gruppo parlamentare della
Lega Nord nel provvedimento è chiaramente definito che l’acqua è
pubblica e che deve essere garantito il diritto all’universalità e
all’accessibilità del suo servizio.
L’acqua è pubblica e di nostra proprietà. Non acca drà mai
che una multinazionale, come è successo in Francia, straniera
venga a rubare la nostra acqua,
Nell’articolo 15 si dice che l’affidamento del servizio idrico
sarà gestito nel rispetto dei principi di autonomia del soggetto
gestore, è di piena ed esclusiva pubblica delle risorse idriche il
cui governo spetta esclusivamente alle istituzioni pubbliche.
Inoltre sottolineiamo che oggi il servizio di distribuzione
viene gestito con un meccanismo di tipo contrattuale, per cui si fa
un contratto con un soggetto che distribuisce acqua ai cittadini e
che deve rispettare determinate condizioni, altrimenti questo
contratto potrà essere revocato e si stipulerà un nuovo contratto.
Riteniamo che sia più costruttivo quindi prendere scelte
condivise sulla gestione dell’acqua invece che, data la sua estrema
importanza vitale per tutti noi, strumentalizzarla per fini politici.
Il gruppo della Lega Nord esprime voto contrario.

PRESIDENTE

Sì, come replica, va bene.

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CONSIGLIERE GAROFALO GIORGIO

Io volevo sottolineare solo il fatto che gli esempi finora


sono preoccupanti, ripeto, quelli che ho descritto prima e quella è
la preoccupazione più grande.
Poi per ridiscutere sono più che d’accordo, ci mancherebbe.
Poi l’ho detto più volte, grazie al Consigliere Marzorati, l’acqua
di Seveso è buona, l’abbiamo visto anche con le int errogazioni…

CONSIGLIERE

Anche se gialla.

CONSIGLIERE GAROFALO GIORGIO

In quel caso sono problemi legati alle tubature, a i lavori che


possono essere segnalati come avevamo fatto notare l’altra volta.
Poi ridimensioni per aiutare un voto favorevole, leggo ciò
che si va a votare di nuovo: un’adesione di principio
sull’indisponibilità alla mercificazione di un bene come l’acqua,
una campagna d’informazione a partire dalle scuole del nostro
territorio con iniziative tese a promuovere l’utilizzo critico, la
naturale importanza di questo bene comune, processi decisionali e
strategie operative, ovvero richiesta all’ente Monz a e Brianza per
la costituzione dell’ATO.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Garofalo. Mettiamo ai voti. Chi è


favorevole? Tutta l’Opposizione. Chi è contrario? T utta la
Maggioranza, quindi per differenza astenuti? Nessuno.
A seguito di cosa abbiamo deciso prima, anche perché è
passata la mezzanotte, chiudiamo qui l’incontro di questa sera.
Ci ritroviamo domani sera alle 21.00. Buona notte a tutti.

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