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STORIA DIRITTO INTERNAZIONALE PRIVATO

JUS GENTIUM
Quando si traccia la storia del diritto internazionale privato talvolta di risale
fino allo jus gentium romanistico. Lo jus gentium era in origine il diritto interno
romano applicabile specificamente ai rapporti tra cittadini romani e stranieri
amministrato in via equitativa per sopperire al rigido formalismo dello jus
civile dal praetor peregrinus. Erano validi ad esempio i contratti di
compravendita stipulati tra stranieri o tra stranieri e romani in forma orale, e
persino quelli ricavabili da fatti concludenti, mentre tra romani era richiesta la
presenza di 5 testimoni e l'osservanza di altre formalit. significativo lo
sforzo del praetor peregrinus di adattare il dir civile romano alle diverse
abitudini e costumi degli stranieri cercando di trovare un denominatore
comune flessibile o equo tra i diversi popoli che venivano in contatto con
Roma; tale tentativo costituiva uno sforzo significativo nella direzione
dell'attuale diritto internazionale privato di evitare discontinuit di situazioni
giuridiche nello spazio. Per questo, spesso lo jus gentium veniva assimilato
allo jus naturale, come diritto inerente alla natura umana e quindi universale.

JUS COMMUNE
nel medioevo che nasce il diritto internazionale privato. Il fatto di grande
interesse anche per il diritto internazionale pubblico, perch da la misura
delle conseguenze pratiche della frammentazione politica che subir l'impero
fino alla formazione, in epoca moderna, di una molteplicit di stati
indipendenti e sovrani. Il diritto medievale europeo constava del diritto
romano, inteso come jus commune, che si contrapponeva concettualmente
allo jus proprium, cio al diritto proprio delle varie comunit locali e
istituzioni sociali (comuni, feudi, corporazioni, regni). Gli jura propria erano in
principio subordinati al diritto romano, ma gradualmente prima i regna e poi i
comuni iniziarono a proclamarsi indipendenti dall'impero. Sorse allora un
conflitto tra jus commune e jus proprium che vide il secondo prevalere
sempre piu sul primo fino a che il diritto comune venne applicato solo con
l'approvazione del sovrano locale.

STATUTI
Di fronte alla pluralit di centri locali di potere e delle legislazioni cosi come
all'incremento delle comunicazioni interindividuali, sorse il problema
dell'eventuale efficacia extra-territoriale degli statuti, cio delle norme
locali, atti normativi incompleti, parziali e asistematici in quanto
presupponevano un ordinamento superiore e generale (lo jus commune,
essenzialmente il diritto romano e quello canonico). Poich la diversit degli
statuti intaccava sia la certezza giuridica che la giustizia nei rapporti tra
individui appartenenti a comunit locali diverse, i glossatori e i

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commentatori elaborarono poi sulla base diregole romane adattate alle
circostanze delle regole idonee a stabilire la legge applicabile in tali casi (c.d.
teoria degli statuti).
di Bartolo di Sassoferrato il merito di aver riunito in una trattazione
sisematica le varie regole formulate prima di lui nell'ambito dell'efficacia degli
statuti all'interno e all'esterno del territorio.

PACE DI WESTPHALIA
Il Sistema Internazionale contemporaneo di MATRICE EUROPEA, sorto
nel 1648 con la Pace di Westphalia, che pose fine alla Guerra dei 30
anni (16181648) combattuta nel Sacro Romano Impero e alla Guerra degli
80 anni (15681648) tra Spagna e Repubblica Olandese. Il trattato di
westphalia il risultato di intensi congressi diplomatici per organizzare un
NUOVO ORDINE POLITICO in Europa Centrale, chiamato poi Sovranit
Westphaliana e basata sul concetto di Stato Sovrano, ossia lesistenza di
molti Stati, egualmente sovrani, guidati da un Sovrano. La Sovranit
Westphaliana istituisce il principio di DIVIETO DI INGERENZA NEGLI
AFFARI INTERNI AD UNO STATO in rispetto alla rispettiva SOVRANIT
STATALE. Questi accordi rappresentano il trionfo della sovranit statale
sullimpero ma imbrigliano i partecipanti in una tela a prevenzione di futuri
conflitti. Imbrigliano le aspirazioni di maggiore grandezza. Il contenuto
vincolante dei trattati divenne precursore di moltissimi trattati
internazionali seguenti e divent base per lo sviluppo del diritto
internazionale generale, Jus Pulicum Europaeum. Dal punto di vista giuridico,
la Pace di Westfalia tradizionalmente considerata il punto di inizio in
Europa dello Stato assoluto propriamente detto; caratterizzato, cio, dal
reciproco riconoscimento di autorit sovrane e indipendente, generalmente
caratterizzate dalla forma di governo della monarchia assoluta.

XIX SECOLO : TEORIA UNIVERSALISTA


Nella seconda met del XIX sec (1850-1900) vi fu un incremento vertiginoso
delle comunicazioni tra gli stati e divenne sempre piu netta la percezione
della loro interdipendenza. Nacque cosi l'esigenza di uniformare sul piano
internazionale, attraverso la conclusione dei trattati, le norme di ciascuno
stato in modo da assicurare la continuit delle situazioni giuridiche
individuali da uno stato all'altro. Sul piano teorico furono eaborate dalla
dottrina due principali impostazioni del dir internazionale privato
1) universalista ( o internazionalistica) e 2) particolarista ( o statalista).
1) secondo le teorie universalistiche esisterebbe un ordinamento superiore
ai singoli ordinamenti statali che imporrebbe agli stati non solo l'obbligo di
applicare il diritto straniero ma anche l'obbligo di applicare una determinata
legge a seconda della fattispecie, e cio un insieme di principi comuni di
diritto internazionale privato tali da assicurare l'uniformit di regolamento

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giuridico nello spazio. Ne sono esponenti il tedesco Savigny e l'italiano
Mancini.

SAVIGNY
Savigny riteneva che il diritto romano costituisse una universale comunione di
diritti degli stati europei, uniti in un'unica civilt giuridica, da cui ricavava
che ogni rapporto avrebbe avuto una sede reale e sarebbe stato sottoposto a
una legge a prescindere dal giudice statale che lo giudichi. Savigny non si
poneva quindi, come gli statuisti medievali, il problema dei limiti di efficacia
spaziale delle singole norme, bens il problema di individuare la sede, cio
il territorio al qulae il singolo rapporto giuridico appartiene in base alla
propria peculiare natura. Da qui l'idea che la norma di diritto internazionale
privato sia in principio neutra, ossia si limiti ad indicare la legge competente,
a prescindere dal suo contenuto e dal risultato della sua applciazione, e che
sia sempre localizzatrice.

MANCINI
Gran parte della teorizzazione italiana riguardante la relativa materia da
assegnare a Pasquale Stanislao Mancini, padre del sistema italiano
di diritto internazionale privato, la cui ratio consiste - a suo modo di vedere
- nella ricerca di principi in base ai quali si pu decidere, agevolmente,
quale legislazione debba applicarsi a ciascuna specie di rapporti di diritto.
Mancini teorizz un sistema di norme improntato sui caratteri di neutralit
e bilateralit delle norme, cos da garantire il pi ampio respiro e
collegamento con la Comunit internazionale alla ricerca dell'uniformit
delle soluzioni internazionali, problema a cui Mancini dedic particolare
attenzione.
I tre fondamentali criteri, da lui indicati, per attuare la scelta della
legislazione applicabile sono: il criterio della nazionalit (riferito alla disciplina
dei rapporti di famiglia, della condizione delle persone e delle successioni),
che imporrebbe l'obbligo di sottoporre lo stato delle persone e della famiglia
alla legge nazionale; il criterio di libert (per la disciplina delle fattispecie per
le quali il legislatore non ha interesse a introdurre con proprie leggi limitazioni
alla libert dello straniero), che imporrebbe agli stati l'obbligo di applicare ai
contratti senza limiti la legge scelta dalle parti, anche implicitamente e
presuntivamente; ed il criterio di sovranit (assoggettamento dello straniero
alle leggi penali, di ordine pubblico e di diritto pubblico dello Stato), che
imporrebbe agli stati l'obbligo di applicare la legge territoriale.
Sulla base delle sue idee venen effettuata la codificazione italiana del diritto
internazionale privato nel 1865.

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TEORIA PARTICOLARISTA : STORY
Secondo le teorie particolariste ogni stato stabilisce autonomamente le norme
di diritto internazionale privato. Anche quando applica norme di diritto
internazionale priv contenute in trattati internazionali, lo stato non farebbe
che applicare il proprio diritto. Le norme internazionali del d.i,p verrebbero
applicate in quanto lo autorizza il diritto interno. Partendo dalla sovranit
esclusiva dello Stato sul proprio territorio Story trae la conseguenza che
una legge straniera pu essere applicata in uno stato solo se la legge di tale
stato lo consenta.

STORIA LEGGE 31.5.1995, N. 218, DI RIFORMA DEL SISTEMA


ITALIANO DI DIRITTO INTERNAZIONALE PRIVATO
Per quanto riguarda lItalia, la legge 31.5.1995, n. 218 (Riforma del sistema
italiano di diritto internazionale privato) concentra in un unico testo il diritto
internazionale privato comprensivo degli aspetti processuali. Come si
anticipato, infatti, la legge non si limita a richiamare la legge applicabile alle
varie categorie di fattispecie, ma contempla anche le norme attributive di
giurisdizione alle autorit italiane e disciplina il riconoscimento e lesecuzione
in Italia delle sentenze emanate allestero. La legge del 1995 ha avuto una
gestazione molto lunga. Essa abroga espressamente le norme che
figuravano nelle disposizioni sulla legge in generale premesse al codice civile
(gli artt. 17-31), nel codice civile (artt. 2505 e 2509) e nel codice di
procedura civile (artt. 2, 3, 4, 37, co. 2, e artt. 796-805), lasciando peraltro
sussistere norme di diritto internazionale privato altrove collocate (per es. nel
codice della navigazione, nella legge sulladozione, e nel codice civile
stesso). Quella italiana si colloca nellambito di un movimento generale di
riforma del diritto internazionale privato, che ha portato i legislatori di altri
Stati europei a dotarsi, negli stessi anni, di regole nuove.
L'esigenza che tutta questa regolamentazione fosse sottoposta ad
un'accurata analisi, ai fini di una nuova sistemazione normativa della matera,
si fonda su di un complesso di ragioni. In primo luogo gli art 17-31 delle
preleggi hanno subito un processo di invecchiamento molto sensibile, in
quanto essi si collegano in sostanza alle soluzioni assunte durante il vigore
dela codificazione del 1865. Un aspetto di tale invecchiamento si
manifestato recentemente quando la corte costituzionale ha dichirato
l'incompatibilit con la nostra costituzione sia di parte dell'art 18 disp
preliminari (rinvio alla legge nazionale del marito) sia di parte dell'art 20
(preferenza per la legge nazionale del padre).
In secondo luogo, il taglio delle norme vigenti sui conflitti di legge risente
dell'inclinazione a regolare ampie categorie di situazioni o di rapporti
(capacit, rapporti di famiglia, successioni, dir reali ecc), laddove la tendenza

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delle codificazioni moderne senza dubbio nel senso di specificare le
indicazioni della legge applicabile, costruendo categorie piu ristrette.
Non mancano novit rilevanti riguardo alle categorie di situazioni o di
rapporti che a nuova legge introduce, tra cui i dir della personalit, il regime
delle societ, la legittimazione e il riconoscimento dei figli naturali, le
obbligazioni alimentari, la resp extracontrattuale per danno da prodotto.