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Tecnica di navigazione

Effetto banana
straorzare e strapoggiare
Perch si va alla strapoggia o alla
straorza e come evitare il fastidioso e, a
volte, pericoloso inconveniente
di Giuseppe Mancini

Articolo pubblicato per la collana Didattica il 27-7-2014


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L
In questimmagine a straorzata e la strapoggiata sono manovre
la barca al limite, improvvise che accadono per una perdita di
anche se la randa controllo da parte dellequipaggio, con ven-
lascata. La straorzata to fresco e, nella maggioranza dei casi, onda
gi in agguato e il formata. Detto cos sembra un postulato, enunciato
timoniere, a questo da chiss chi. In realt tutto accade per una serie di
punto, non ha pi mol- azioni e reazioni. Infatti, una barca a vela , dal punto
di vista fisico, un sistema decisamente complesso.
to margine di
Soprattutto per quanto riguarda la dinamica dei flu-
correzione
idi, tra le espressioni pi complete, riassumendo
principi di aerodinamica e idrodinamica. Tra queste,
in linea di massima, la grande differenza data dalla
densit del fluido; per il resto le leggi fondamentali
sono uguali: flussi laminari, pressioni e depressioni,
anche se in differenti quantit, sottintendono alle
stesse leggi fisiche, sia se si tratta di vento sulle vele
e sulle parti dellopera morta, sia se si tratta di ac-
qua sullo scafo e sulle appendici. A tal proposito,
come in tutti i sistemi fisici dove vi sono delle forze
che agiscono in varia entit e in diversi punti, an-
che in una barca a vela si attuano costantemente
una serie di equilibri: lo scompenso di uno di essi
innesca delle reazioni non volute come, per esem-
pio, quella conseguente a una proporzione sbaglia-
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ta tra le superfici veliche della randa e della vela di
prua. In queste righe analizziamo che cosa sintende
per straorzare e strapuggiare, quali sono le cause e
com possibile prevenirle.

Straorzare e strapuggiare
Si straorza quando avviene una manovra che porta
la barca decisamente allorza, in modo pi o meno
repentino. In alcuni casi, quando si perde comple-
tamente il controllo, la barca prosegue la sua corsa
fino a virare pericolosamente di bordo. Generalmen-
te la straorzata non provoca danni materiali allim-
barcazione, anche perch le reazioni a essa connes-
se sono sufficientemente gestibili: quando la barca
va allorza, per quanto velocemente ci avvenga, lo
fa in modo progressivo e, man mano che si porta
con il vento in prua, le vele fileggiano e la sua corsa
rallenta.
Qui la barca com- Cosa differente per quanto riguarda la strapoggia-
pletamente sbandata ta, pi violenta e dalle conseguenze che possono
essere gravi sia per le strutture, sia per lequipaggio.
sopravento e, anche
Formalmente una strapoggiata lesatto opposto
se il timoniere prova a
della straorzata: lequipaggio perde il controllo della
contrastare tenendo il
barca, che improvvisamente va a poggia; visto che
timone completamente questo avviene per il 99% dei casi quando si in
allorza, continua la andatura di poppa, arrivare a strambare molto
sua corsa, in piena probabile. Le vele rimangono sempre in pressione, la
strapoggiata. Vista la barca non rallenta anzi, il pi delle volte, aumenta la
posizione dello spin- velocit. Visto che in poppa si utilizza lo spinnaker -
naker, il vento pro- sempre pi spesso in crociera, praticamente sempre
viene evidentemente in regata - una strambata involontaria e violenta
gi dalle altre mura porta ad avere il tangone sottovento che, infilando
(dritta) e la strambata lestremit in acqua e facendo leva sulle sartie, pu
prossima rompersi o, peggio, danneggiare lalbero.
Descritte in questo modo, sembrano due male-
dizioni dalle quali un timoniere pu stare lontano
solo pregando preventivamente. In realt, un passo
importante capire quali sono le cause che portano
una barca a straorzare o strapoggiare.

Cosa accade
Erroneamente, si tende a pensare che una straorza-
ta o una strapoggiata siano solo ed esclusivamente
le dirette conseguenze della pressione del vento. In
realt sia per la prima, ma ancor pi per la seconda,
il moto ondoso e lo scorrimento dellacqua sullo
scafo hanno una grande valenza.
Come accennato prima, sulla barca a vela agisco-
no una serie di forze/pressioni. Le due principali
sono, dal punto di vista dinamico, quelle scaturite
dallo scorrimento del vento e dellacqua, rispetti-
vamente sulle vele e sullopera viva. Fin quando si
La barca ha strapoggiato e si sdraiata ha il controllo di queste pressioni, fila tutto liscio.
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Lo scorrimentro
asimmetrico di
un fluido si pu
visualizzare imma-
ginando due palli-
ne che entrano insieme in due tubi curvi
e paralleli, e percorrendoli ne devono
uscire insieme. Necessariamente quella
esterna, dovendo percorrere pi spazio,
La deriva separa lacqua in modo
costretta ad aumentare la sua velocit
simmetrico e le due parti si riunisco-
no dopo il bordo di uscita

1 2 3 Quando, viceversa, uno solo di questi elemen-


ti sfugge allequilibrio, si innescano una serie di
reazioni che, insieme, portano una barca a compor-
tarsi in modo anomalo. Da sottolineare il termine
scorrimento, condizione alla base di tutte le pres-
sioni e le depressioni di un fluido in movimento su un
corpo solido. Per facilitarne la visualizzazione, pu
essere utile immaginare il fluido stratificato attorno a
un corpo, come gli strati di una cipolla circondano il
suo centro. Allo stesso modo la nostra lama di deriva
che avanza, circondata da strati di acqua che, con
flusso regolare, si dividono e scorrono simmetrica-
mente da entrambi i lati, per tornare a riunirsi alla
fine della deriva.
Lo stesso accade sullo scafo: gli strati vengono
separati dalla prua, scorrono lungo i due semigusci
1 2 3
e si riuniscono alluscita dalla poppa. Per, mentre
la deriva sempre simmetrica, lo scafo varia questa
condizione al variare della sua inclinazione rispetto
al piano dellacqua: quando una barca a vela avanza
senza nessun grado di sbandamento si ha una
condizione di simmetria; quando, invece, avanza
inclinata sullacqua la parte immersa asimmetrica.
Il relativo scorrimento non avviene in modo regola-
re: da un lato, una parte di fluido deve percorrere
pi strada rispetto al suo gemello ed costret-
to ad aumentare la velocit per ritrovarsi alluscita
insieme. Laumento di velocit causa una depres-
sione che risucchia la parte dello scafo, innescan-
1 La barca sbandata sottovento, la sua parte im- do una rotazione. Questo, molto in sintesi, quello
mersa asimmetrica, obbligando il flusso laminare che accade dal punto di vista fisico, conosciuto in
di destra a percorrere uno spazio maggiore ambiente velico come effetto banana.
Quindi, se una barca sbanda sottovento ha la tenden-
2 La barca perfettamente piatta e la parte immer- za a orzare, se sbanda sopravento ha la tendenza a
sa simmetrica puggiare.
Nel dettaglio, una straorzata in agguato quando
3 La barca sbandata sopravento, la sua parte im- sopraggiunge una raffica che inclina repentina-
mersa asimettrica, obbligando il flusso laminare mente la barca; oppure, quando, navigando con
di sinistra a percorrere uno spazio maggiore onda lunga, si perde la concentrazione necessaria
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a prevenire il tipico aumento di vento nel passaggio
sulla cresta. Per quanto riguarda la strapoggiata,
come detto essa avviene in andature portanti molto
larghe - come il lasco largo o la poppa - ed causata,
nella maggioranza dei casi, da unonda che ingavo-
na la barca, facendola inclinare sopravento, oppure,
navigando in fil di ruota, da una puggiata ecces-
siva che porta il vento sulle altre mura. Sempre in
questandatura, un caso analogo pu accadere per
un cambio di direzione del vento, che dalla poppa
a filo salta di qualche grado sottovento, sufficien-
te per a far sbandare limbarcazione sopravento e
innescare leffetto banana che porta a strapoggiare.

Che fare?
Chi va in barca a vela da un po di tempo, conosce
bene quanto importante prevenire il pi possibile.
Per una conduzione corretta, tutto lequipaggio - ma
La strapoggiata seguita quasi sempre da
soprattutto il timoniere e chi addetto alla randa -
una strambata involontaria, questa che deve avere una buona concentrazione volta ad anti-
crea i maggiori danni. cipare ogni possibile reazione della barca. La regola
In alto, la barca ha strapoggiato e la randa di stare con gli occhi tra il vento e la barca, e il
sta per strambare. Sopra, la barca ha stra- cervello avanti di un minuto, fondamentale; attenti
poggiato e ha gi subito la strambata alle raffiche in arrivo, allonda, a quanto il timone
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In queste foto alcuni tira e quanto margine di correzione si ha.
esempi sulla corretta Andando di bolina con vento particolarmente fresco,
conduzione nellanda- avremo gi provveduto ad aprire leggermente la
tura di poppa. Sopra,la parte alta della randa; per ogni onda, quando il
barca leggermente passaggio sulla cresta si avvicina, il timoniere deve
anticipare portando la barca qualche grado allorza
sbandata sopravento
e, contemporaneamente, il randista deve mollare il
e la sua conseguen- carrello della scotta randa. Al di l di questo, una
te tendenza a poggia regola fissa per evitare una straorzata non esiste: le
si equilibra con il variabili sono talmente tante che ogni situazione
momento creato dal una storia a s. In linea di massima, se la barca tende
centro velico, che a partire allorza, la prima cosa da fare mollare
tende allorza. Inol- la scotta della randa: in questo modo, si sposta il
tre, in questandatura, centro velico decisamente pi a prua, rendendo la
tenendo la barca cos barca poggiera. Con il timone bisogna intervenire
non in modo violento, in quanto, in una situazione
sbandata si ottimizza
del genere, suscettibile di stallo. Invece, navigan-
lesposizione al vento do al traverso o al lasco, sotto spi, per prevenire
della superficie velica una straorzata il timoniere deve anticipare larrivo
dellonda o della raffica andando a puggia, il randi-
sta deve seguire la manovra lascando la randa e chi
regola la scotta dello spi deve fare lo stesso con la
sua vela, ben attento, per, a mantenerla sempre
in pressione. Passate raffica e onda, si ritorna alla
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condizione precedente.
Ancora di pi che per la straorzata, il gioco di anticipi
importante per evitare una strapoggiata. Questo
il caso in cui la sensibilit di tutto lequipaggio gioca
una carta fondamentale: il timoniere deve seguire il
vento e il sopraggiungere delle onde, attento alla loro
intensit e alla direzione rispetto alla barca; piccole
correzioni col timone permettono di mantenere un
perfetto equilibrio dato dalla randa, che tende la
barca allorza, e dalla posizione leggermente sban-
data sopravento, che tende la barca a puggia. In
questa situazione il randista non ha un ruolo fonda-
mentale, a differenza del resto dellequipaggio che,
con il posizionamento del proprio corpo, distribuisce
il peso in maniera pi o meno adeguata. Per iniziare
a sentire la barca e capire le sue reazioni, meglio
ricercare questo equilibrio in condizioni di vento e di
Se una straorzata mare tranquilli, e poco alla volta con vento pi fresco,
anche a forti velocit provare a condurre unimpoppata in tal modo.
potrebbe non avere Se la barca strapoggia, il timoniere deve contra-
conseguenze, una stare con il timone in modo deciso; chi regola lo
strapoggiata quando spinnaker deve mollare il braccio, e il tangone deve
la barca molto lan- essere prontamente recuperato con il caricabasso.
Attenzione massima alla randa che pu strambare
ciata, specialmente
improvvisamente.
se c mare grosso, Come si diceva, la cosa migliore provare, ricordan-
pu avere conseguen- dosi sempre che la barca va dove volete voi e non
ze molto importanti dove lei vi porta.
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