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FITOPLASMI: CARATTERISTICHE GENERALI

Sono la pi piccola unit procariota autoreplicante


Appartengono alla divisione Tenericutes e classe Mollicutes, a
differenza dei batteri sono privi di parete cellulare
Dimensioni: 100-1000nm
Sono rivestiti da una sottile membrana trilaminare, hanno citoplasma,
filamenti di materiale nucleare e ribosomi, manca il citoscheletro
Rispetto ai batteri possiedono un DNA ridotto (530-1350 kb); in alcuni
riportata la presenza di DNA extracromosomale (plasmidi circolari)
A differenza della maggior parte dei micoplasmi, non sono coltivabili in
vitro (patogeni obbligati)
FITOPLASMI: CARATTERISTICHE GENERALI

Sono caratterizzati da pleiomorfismo, possono cio assumere forme


diverse, da sferoidali a ovoidali, da tubuliformi a filamentosi
Si moltiplicano con modalit diverse: scissione binaria, gemmazione,
suddivisione delle cellule filamentose
Non noto alcun tipo di motilit
Localizzazione in pianta: nel floema o cellule compagne
Localizzazione negli insetti: si possono ritrovare in tutti gli organi
0,5m
0,5m
0,5m
FITOPLASMI: importanza a livello mondiale

Le prime segnalazioni risalgono ai primi del Novecento (Aster yellow:


1902)
1967: primo tentativo di classificazione (Doi et al.)
Tra il 1967 e il 1994: attribuiti al gruppo dei MLOs (mycoplasmalike
organisms)
1994: prima classificazione come Phytoplasma
Sono stati raggruppati sulla base delle sequenze16S e, attualmente
stata fatta la proposta del genere Candidatus (Ca.) Phytoplasma
CLASSIFICAZIONE: GENERE CANDIDATUS

Left border Right border

200Kbp

EUROPA MONDIALE
AMERICA
VIE METABOLICHE RIDOTTE DEI FITOPLASMI
TRASMISSIONE E DIFFUSIONE DELLE FITOPLASMOSI

1) Insetti fitomizi(Psyllidea,
Cicadellidae e Cixiidae), con
modalit persistente-propagativa,
caratterizzata da:

acquisizione tramite linfa (durata:


ore-gg)
inoculazione tramite saliva (durata:
min-h)
ritenzione dellinfettivit elevata
(anche tutta la vita)
periodo di latenza (10-40gg)
sopravvivenza e attiva replicazione
nel corpo dellinsetto
TRASMISSIONE PER INSETTI

Periodo di acquisizione: tempo di alimentazione o di durata di una puntura di


assaggio del vettore su una pianta infetta necessario per acquisire il fitoplasma ad
una certa concentrazione

Periodo di inoculazione: tempo necessario allinsetto per poter inoculare il


fitoplasma in una pianta ospite.

Periodo di latenza, durante il quale il vettore infetto ma non in grado di


trasmettere il patogeno. Esiste solo nella trasmissione di tipo persistente

Periodo di ritenzione: intervallo di tempo che va dallacquisizione, in cui il


vettore conserva la capacit di trasmettere il fitoplasma senza successive
acquisizioni
TRASMISSIONE PER INSETTI
TRASMISSIONE E DIFFUSIONE DELLE FITOPLASMOSI:
insetti

Emimetaboli: ninfe e adulti che si cibano in maniera simile e


si trovano sull stesse parti della pianta; pertanto si infettano
sia adulti che forme giovanili
Si cibano della linfa grezza senza necessariamente
danneggiare completamente i vasi
Relazione di tipo propagativo-persistente con i fitoplasmi:
quale effetto sulla fitness?
Procarioti simbionti obbligati, trasmissibili per via
transovarica
ALTRE MODALITA DI TRASMISSIONE E DIFFUSIONE
DELLE FITOPLASMOSI

2) Propagazione vegetativa o innesto (scarsa probabilit


nelle piante arboree, pi possibile nelle erbacee)

3) Piante parassite (Cuscuta spp.) che creano


connessioni vascolari fra piante infette e sane

4) Per seme: NON accertata. Ipotesi finora esclusa per la


mancanza delle connessioni floematiche a livello del
seme
SINTOMATOLOGIA

Alterazioni nel trasporto floematico


Altre alterazioni fisiologiche: fotosintesi e respirazione
radicale ridotte; metabolismo secondario alterato e squilibri
ormonali
SINTOMI:
SPECIFICI: virescenza, fillomania, scopazzi
SINTOMI MENO SPECIFICI O NON SPECIFICI: nanismo,
ingiallimenti o arrossamenti fogliari, accartocciamenti,
necrosi o decolorazione delle nervature, defogliazioni
premature
ASSENZA DI SINTOMI
REMISSIONE DEI SINTOMI
MOVIMENTO DEI FITOPLASMI E SVILUPPO DELLA
MALATTIA
Il movimento da cellula a cellula via simplasto

Piante erbacee:
I fitoplami si muovono generalmente secondo il flusso
floematico
la > concentrazione di F funzione del binomio ospite-
patogeno
Piante arboree:
La concentrazione dei fitoplasmi in pianta pu fluttuare
durante la stagione (in autunno-inverno > nelle radici), ma
esistono anche casi di svernamento nella parte aerea
(gemme)