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Unit didattica ___________________

LA MONETA

Sapere:
acquisire il concetto di commercio internazionale
acquisire il concetto di protezionismo e di libero scambio
conoscere gli strumenti della politica commerciale
conoscere la funzione della moneta

Saper fare:
comprendere le ragioni dello scambio internazionale
comprendere gli effetti della svalutazione del cambio di una moneta
La moneta

I pagamenti internazionali
Negli scambi di beni che avvengono allinterno di uno stesso Paese il mezzo di scambio
riconosciuto ed accettato da tutti gli operatori economici la moneta nazionale. Quando invece
gli scambi avvengono tra operatori appartenenti a Paesi diversi si pone il problema di quale
moneta usare: bisogna infatti trovare un mezzo di pagamento che riscuota la fiducia di tutti gli
operatori.
Per lungo tempo i pagamenti internazionali sono stati fatti in oro; poi, con il progredire del
commercio internazionale, loro stato sostituito da alcune monete forti come la sterlina o il
dollaro, che erano monete largamente accettate perch emesse da Paesi economicamente forti
e che quindi garantivano la loro convertibilit in oro.
Oggi le monete pi utilizzate nei pagamenti internazionali sono il dollaro e leuro.

LUnione europea e i vantaggi della moneta unica.


Il trattato sullUnione Europea firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 ed entrato in vigore il 1
novembre 1993, impegna i Paesi membri ad istituire ununione economica e monetaria con una
moneta unica e stabile, eliminando cos le barriere che limitano la libera circolazione delle
persone, delle merci, dei servizi e dei capitali allinterno dei paesi aderenti.
A parere di economisti e politici, listituzione dellEuro come moneta unica europea ha portato
diversi vantaggi alle economie nazionali e quindi ai cittadini dellUnione:
leuro una moneta solida, perch la moneta unica di tanti paesi. In precedenza il valore
delle monete nazionali influenzava ed era influenzato dalle condizioni economiche, politiche
sociali di ciascuno Stato; la presenza di una moneta unica elimina tali tensioni e favorisce
la stabilit dei prezzi;
i cittadini hanno a disposizione il grande mercato europeo per effettuare i propri acquisti.
Non solo beni e servizi ma anche i prodotti finanziari possono essere acquistati in
Germania, nei Paesi Bassi, senza doversi pi preoccupare del rischio di cambio, perch
tutti i prezzi sono espressi nella moneta comune;
le imprese possono destinare ad attivit produttive le risorse impiegate a proteggersi
dalloscillazione dei cambi. Le somme prima destinate alle assicurazioni contro i rischi di
cambio possono essere ora rivolte allinnovazione, alla qualit, alla creazione di ricchezza
ed occupazione;
scompaiono i costi connessi alle operazioni di cambio: imprese e cittadini non devono pi
sostenere costi per cambiare le loro valute in quelle degli altri paesi europei (lire in marchi,
lire in scellini, scellini in fiorini, ecc.)
possibile il confronto immediato dei prezzi dei beni commercializzati nei diversi paesi e
ci si risolve in una maggiore qualit dei prodotti e nella tutela del consumatore.

Il cammino che ha portato dalla creazione della CEE alla nascita dellUnione Europea, ha
segnato il progressivo passaggio da un mercato comune ad una unione economica. Vediamo le
tappe che hanno portato alla moneta unica.
1957 Con il Trattato di Roma, sei Paesi europei (Belgio, Francia, Italia, Lussemburgo, Paesi
Bassi e Repubblica Federale di Germania) danno avvio alla creazione del Comunit Economica
Europea (CEE), prevedendo labbattimento delle tariffe doganali interne agli Stati membri ed
ununica tariffa doganale verso lesterno (i Paesi Terzi), con lobiettivo di accrescere il
benessere economico e di contribuire ad una unione sempre pi stretta fra i popoli europei.
1986 - LAtto Unico Europeo prevede leliminazione, entro la fine del 1992, di tutte le barriere
alla circolazione dei beni, dei servizi, delle persone e dei capitali, ancora esistenti allinterno
della CEE.
1992 Con il Trattato di Maastricht sullUnione Europea si da vita allUnione Economica e
Monetaria e si gettano le basi per la moneta unica. Il Trattato prevede di rendere omogenee le
politiche economiche degli Stati membri e definisce un regolamento di partecipazione che
dovr portare alla moneta unica fissando alcuni criteri di fondamentale importanza: bassa
disoccupazione, bassa inflazione, debito pubblico contenuto, stabilit del cambio, ecc.
1998 Dal 1 maggio, con lintroduzione della moneta unica (euro) stata avviata lUnione
economica e monetaria europea (UEM) e comincia la stampa delle banconote e il conio delle
monete. La Banca Centrale Europea (BCE) , istituita il 1 giugno 1998, ha sede a Francoforte
sul Meno, in Germania. Essa ha il compito di mantenere la stabilit dei prezzi, di condurre una

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La moneta

politica monetaria unica per tutta larea delleuro ed inoltre responsabile dellintroduzione
della moneta unica.
1999 Dal 1 gennaio, lEuro diviene la moneta scrittuale (cio usata solo tra banche e grandi
gruppi finanziari ed industriali) unica europea: si pu usare lEuro per tutti i pagamenti che non
richiedono luso di contanti; i Titoli di Stato vengono emessi esclusivamente in Euro e i tassi di
cambio fra lEuro e le altre monete nazionali vengono definitivamente fissati. Per lItalia stato
stabilito che 1 Euro equivale a 1936,27 Lire. A partire da questo momento, gli Stati membri
dellarea euro (Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia,
Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna) iniziano a condurre una politica monetaria
comune..
2002 - Il 1 gennaio entrano in circolazione le banconote e le monete in Euro; i tagli delle
banconote sono sette: da 5, 10, 20, 50, 100, 200, 500 ed hanno colori ben definiti, su di esse
sono raffigurati la bandiera europea, un profilo geografico dellEuropa ed ogni banconota
dedicata a uno stile architettonico della storia del vecchio continente; le monete sono da 1 e 2
Euro e anche da 1, 2, 5, 10, 20 e 50 centesimi; una faccia della moneta comune per tutti gli
Stati membri dellUnione Europea, mentre laltra faccia raffigura un simbolo collegato
allidentit di ciascun paese.

Le banconote che circolano nei dodici Stati dellUnione


europea dal 1 gennaio 2002, con le relative misure

5 colore grigio verde,


dimensione 120x62 mm

10 colore rosso,
dimensione 127x67 mm

20 colore blu,
dimensione 133x72 mm

50 colore arancione,
dimensione 140x77 mm

100 colore verde,


dimensione 147x82 mm

200 colore giallo-marrone,


dimensione 153x82 mm

500 colore porpora,


dimensione 160x82 mm

Dal 1 luglio 2002 le monete nazionali dei Paesi della Zona Euro (Lira, Franco, Marco) hanno
perso corso legale e possono essere convertite in Euro tramite le Banche Centrali (Banca
dItalia per le Lire italiane). Lunica moneta valida lEuro ().

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La moneta

L'unificazione europea: dal Trattato di Roma alla UEM


Il processo di unificazione europea stato lungo, laborioso e non si pu dire ancora
attualmente concluso. Ecco una breve rassegna delle tappe pi importanti percorse
dal secondo dopoguerra ad oggi.

L'Unione Europea allo stato attuale e la moneta unica sono solo la punta ed
alcuni dei risultati di un lungo processo di unificazione e convergenza.
Storicamente, si fa risalire l'inizio delle trattative e degli accordi multilaterali in
questo campo al 1 gennaio 1958, data di entrata in vigore del Trattato di
Roma, dell'istituzione della CEE (Comunit Economica Europea) e
dell'EURATOM.
In realt, questi primi trattati di coordinamento, hanno dei prodromi molto importanti. In
particolare, bisogna citare almeno due date: il 1950 con l'istituzione dell'Unione Europea dei
Pagamenti (si tratta di un organo tecnico, non politico, ma ugualmente importante) e il 1951
con l'accordo sul carbone e l'acciaio tra Francia e Germania, noto come CECA (Comunit
Europea del Carbone e dell'Acciaio).
A partire dal 1958, poi, il processo di unificazione europea procede
sostanzialmente attraverso quattro tappe. La prima di queste (che
pu essere cronologicamente situata nei primi anni Sessanta)
consiste nella realizzazione di una semplice area di libero scambio.
Tale processo consiste nella progressiva eliminazione delle barriere
tariffarie (e, in parte, anche di quelle NON tariffarie), che culminer
nell'unione doganale (la seconda tappa, databile tra la seconda
met degli anni Sessanta e tutti gli anni Ottanta). Le differenze tra
un'area di libero scambio e l'unione doganale sono sostanzialmente in
materia di politiche doganali con il resto del mondo. Nell'area di
libero scambio si vuole evidenziare l'eliminazione delle barriere
tariffarie (dazi e contingenti) tra gli stati aderenti, mentre con "unione doganale" si vuole porre
l'attenzione sulla realizzazione di una unicit di dazi esterni che cerca di uniformare i paesi
membri riguardo agli scambi extra-comunitari.
Tuttavia, a met anni Settanta, pur dopo aver gi compiuto notevoli passi verso l'unificazione,
la vera "unione economica" risulta ancora molto lontana. In particolare, un primo grande
problema consiste nella realizzazione di una completa ed effettiva libert di circolazione non
solo delle merci (praticamente gi realizzata con l'unione doganale, anche se permangono
alcune barriere di tipo non tariffario), ma anche dei servizi, dei capitali e delle persone. Un
secondo problema di notevole rilevanza riguarda il progressivo coordinamento delle
politiche economiche nei paesi europei. Il passaggio al mercato unico (terza tappa)
avviene molto progressivamente e, a riguardo, non si pu non sottolineare il fondamentale
contributo della nota Commissione Delors (le cui idee e progetti verranno formalizzati e
sintetizzati nell'Atto Unico Europeo del 1 febbraio 1986). La data formale di riferimento
relativamente al processo di realizzazione del mercato unico il 7 febbraio 1992, con la firma
del Trattato di Maastricht.
Il quarto ed ultimo passo consiste nella creazione di una moneta unica
(UEM Unione Economica e Monetaria). Non senza polemiche e opinioni
assai divergenti sull'auspicabilit e sulla fattibilit di un simile progetto, il 2
maggio 1998 vengono individuati definitivamente gli 11 paesi che dal 1
gennaio dell'anno successivo entrano nella UEM, adottando
progressivamente l'euro come moneta comune ed unificando
completamente la propria politica monetaria.

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La moneta

L'Europa dei Venticinque


L'allargamento a Sud-Est dell'Unione Europea con l'entrata ufficiale il 1 maggio 2004
di dieci nuovi paesi costituisce un evento storico non indifferente, ma anche una
sfida per il futuro.

Il 1 maggio 2004 una data che destinata sicuramente alla memoria di


tutti gli europei. In tale data, infatti, entreranno ufficialmente a far parte
dell'Unione Europea dieci nuovi paesi del sud-est Europa. Si avr cos
l'ampliamento dell'Unione da quindici a venticinque paesi membri.
Dal primo maggio, quindi, l'Unione Europea sar "a venticinque", con una
superficie complessiva di quasi 4 milioni di Kmq e con circa 455 milioni di
abitanti riuniti sotto una stessa bandiera.
I nuovi dieci membri che entreranno il 1
maggio 2004 sono: Polonia, Repubblica
Ceca, Ungheria, Slovacchia, i tre Paesi
baltici (Estonia, Lettonia e Lituania),
Slovenia, Cipro e Malta. La precedente
Unione (dei "Quindici") era tale dal 1995,
quando erano entrati gli ultimi tre paesi:
Austria, Finlandia e Svezia.

Nel vertice di Copenaghen del dicembre


2002 l'Unione "dei Quindici" invita
formalmente a entrare nella UE i dieci Stati
in questione. Tecnicamente si parla di
"allargamento a Sud-Est". La Bulgaria e la
Romania entreranno, salvo imprevisti, nel
2007, invece per la Turchia la decisione
sull'ingresso nella Ue rinviata al dicembre
2004. Il 16 aprile 2003 ad Atene i 10
nuovi entranti firmano ufficialmente
l'adesione all'Unione.

Dal 1 maggio, l'Unione Europa diventer una potenza non indifferente (la terza al mondo
per popolazione, dopo Cina e India), ma le notevoli, profonde e marcate differenze
strutturali, ma anche culturali, socio-politche ed economiche, tra i diversi paesi preoccupano
molte persone. E' indubbio che queste differenze, soprattutto culturali, possono rappresentare
una forma di ricchezza, nonch una sfida ad aprire gli orizzonti e il confronto, con benefici da
entrambe le parti. Tali marcate disparit, soprattutto socio-economiche sono particolarmente
evidenti nei confronti con i paesi dell'Est, che si sono convertiti in tempi recenti e con fatica
all'economia di mercato, peraltro non senza elevati "costi di transizione". Come stato
scritto su "Il Sole 24 ore" del 19 aprile 2004, ci sar "bisogno di nuove regole che consentano
processi decisionali efficaci e al tempo stesso trasparenti. Tutti dicono di volerli [i nuovi dieci
paesi entranti], ma come dimostra l'esperienza della Conferenza intergovernativa sulla
Costituzione europea, sulle regole per il futuro si gioca la vera partita fra i Paesi che non
vogliono perdere status e quelli che, invece, proprio attraverso i nuovi criteri cercano di
consolidare il proprio peso negoziale".

etroina 5
La moneta

Nella cartina riportata larea


geografica dellUnione monetaria,
detta anche Eurolandia, in cui si
utilizzer la stessa moneta e i cui
membri sono attualmente dodici
Paesi: Austria, Belgio, Finlandia,
Francia, Germania, Grecia, Irlanda,
Italia, Lussemburgo, Olanda,
Portogallo e Spagna.
Per il momento, non vi fanno
ancora parte la Gran Bretagna, la
Svezia e la Danimarca.

A questi Stati vanno aggiunti: la Repubblica di San marino, lo Stato della Citt del Vaticano ed
il Principato di Monaco
Questi tre Paesi, che precedentemente utilizzavano i primi due la lira e Monaco il franco
francese, hanno anch'essi aderito all'euro, stipulando convenzioni con la Zecca italiana (San
Marino e Citt del Vaticano) e quella francese (Monaco) per il conio di proprie serie di monete,
mantenendo la gi affermata tradizione nel campo delle emissioni numismatiche.
A tutt'oggi, quindi, gli Stati che coniano monete in euro sono 15, ognuno con la propria faccia
nazionale caratterizzante.

Ma vediamo la situazione negli altri Stati che utilizzavano "vecchie" monete europee e dove
ora, invece, possiamo trovare dei "nuovi" euro:
 Gli Stati di Montenegro e Kosovo utilizzano ora l'euro in sostituzione della valuta tedesca.
 Le isole francesi Runion, Guadalupa, Martinica, St-Martin (la parte settentrionale
dell'isola), Mayotte, San Pierre e Miquelon, cos come la Guyana francese, utilizzano l'euro
in quanto fanno ufficialmente parte della Francia.
 Le Canarie, Ceuta e Melilla, utilizzano l'euro in quanto fanno parte della Spagna.
 Andorra utilizza l'euro in sostituzione del franco francese e della peseta spagnola.
 Le Azzorre e Madeira utilizzano l'euro in quanto fanno parte del Portogallo.
 land, che ufficialmente provincia autonoma della Finlandia, utilizza l'euro.
 Le Antille Olandesi (di cui fa parte anche la parte meridionale di Sint Maarten) utilizzano
l'euro assieme al fiorino olandese delle Antille e al dollaro americano.
 Il Suriname utilizza l'euro assieme al fiorino olandese del Suriname e al dollaro americano.

Ma i confini dellUE e ladozione delleuro sono destinati ad ampliarsi, non solo per lingresso
degli Stati UE che al momento sono rimasti fuori (Gran Bretagna, Danimarca e Svezia), ma
anche perch molti Paesi dellest europeo che intrattengono gi oggi consistenti rapporti
monetari con i Paesi dellUnione (Estonia, Polonia, Repubblica Ceca, Slovenia, Ungheria)
bussano alle porte. Anche la Svizzera, circondata da Paesi delleuro, medita lingresso.

Il 9 ottobre 2002 la Commissione Europea ha raccomandato che anche Cipro, la Repubblica


Ceca, l'Estonia, l'Ungheria, la Latria (Lettonia), la Lituania, Malta, la Polonia, la Repubblica
Slovacca e la Slovenia siano ammessi come nuovi membri dell'Unione Europea entro giugno
del 2004. Se ci dovesse realizzarsi, l'Unione aumenterebbe le proprie dimensioni del 34% e
andrebbe ad aggiungere oltre 100 milioni di persone alla propria popolazione.
Questi dieci Paesi non potranno partecipare subito all'unione monetaria n potranno adottare
l'euro, ma dovranno attendere un periodo di transizione di almeno due anni durante il quale
dovranno dimostrare di avere tutti i requisiti richiesti dall'UE.

etroina 6
La moneta

Il 21 febbraio 2003, la Croazia ha ufficialmente approvato un programma per partecipare all'UE


ed previsto che continui le relative trattative insieme alla Bulgaria ed alla Romania per
lentrata nell'Unione nel 2008.

La Turchia sta negoziando con la Commissione l'entrata nell'Unione.

L' Islanda, la Norvegia, il Liechtenstein e la Svizzera avrebbero le carte in regola per aderire,
ma allo stato non ne sono intenzionati.

La Russia, l'Albania, la Serbia, la Macedonia, la Bosnia-Herzegovina, l'Ucraina e la Moldavia


sembra che non possano aderire, ammesso che ne siano intenzionati, prima del 2012.

etroina 7
La moneta

La libera circolazione delle merci, dei servizi, delle persone e dei capitali nellUnione
Europea.
La libera circolazione delle merci, dei servizi, delle persone e dei capitali nel territorio
dellUnione Europea, che il presupposto fondamentale per lunione economica (insieme con la
armonizzazione delle politiche economiche degli Stati membri), stata in larga parte
raggiunta.

Per quanto riguarda il movimento di merci, nei Paesi dellUE sono ormai stati aboliti da tempo i
dazi doganali, i contingentamenti di importazione e le altre forme classiche del protezionismo;
tuttavia esistono ancora alcuni ostacoli, rappresentati da certe forme di barriere non tariffarie
come i regolamenti in specifiche materie (sanitaria, veterinaria, ecc.)
Ancora oggi, ad esempio, un regolamento sanitario vigente in Francia potrebbe impedire limportazione nel Paese di
carne in scatola italiana se contenesse una quantit eccessiva di conservanti, ritenuti dannosi per il consumatore.
Non quindi stato ancora completato quel processo di armonizzazione delle leggi nazionali
(sanitarie, di sicurezza, di protezione dei consumatori, fiscali, ecc.) previsto dallAtto unico
europeo e necessario a garantire la totale libert di circolazione delle merci.

La libera circolazione dei servizi, in particolare quelli bancari, stata realizzata: dal 1 gennaio
1993 qualunque banca di un Paese della UE pu vendere liberamente i propri servizi in tutto il
territorio dellUnione.
Una banca tedesca, ad esempio, pu aprire una filiale in Italia ed i cittadini italiani sono liberi di valersi dei suoi servizi
(depositi, vendita di titoli, sconto delle cambiali, ecc.) e di depositarvi i propri risparmi.

Anche la libera circolazione delle persone una realt dopo lentrata in vigore, nel 1995, del
Trattato di Schengen.
Ogni cittadino di uno stato membro dellUE pu recarsi in qualsiasi Paese dellUnione, soggiornarvi liberamente e
svolgervi una attivit lavorativa. Il titolo di studio (diploma, laurea) conseguito in un Paese dellUE riconosciuto in
tutti gli altri Paesi dellUnione e ci permette lesercizio delle professioni in tutto il territorio dellUnione. Un laureato in
medicina che abbia superato lesame di abilitazione alla professione in Italia, ad esempio, potr esercitare la
professione di medico in qualsiasi Paese dellUE.

La libera circolazione dei capitali (o liberalizzazione dei movimenti di capitali) stata raggiunta
gi nel 1990.
Questo significa che un cittadino italiano residente in Italia pu acquistare buoni del Tesoro emessi dalla Francia, azioni
di societ tedesche, ecc.

Merci

Servizi
LUnione Europea ha come obiettivi la libera
(trattato di economici circolazione di
Maastricht)
Persone

Capitali

Le politiche economiche dellUnione Europea


Larmonizzazione delle politiche economiche degli Stati membri, o meglio ladozione di politiche
comuni, laltro presupposto fondamentale di una Unione Europea. Per questo motivo la UE
interviene con politiche comuni nei principali settori economici.
Ladozione di politiche comuni nel settore agricolo ed in quello dei trasporti era gi prevista nel
trattato di Roma.

La politica agraria comunitaria (PAC) mirata a favorire lo sviluppo delle attivit agricole e ad
assicurare un giusto reddito agli agricoltori, per garantire alla UE una certa autosufficienza
negli approvvigionamenti alimentari. Questo obiettivo fondamentale viene perseguito:
eliminando ogni ostacolo alla libera circolazione interna dei prodotti agricoli e fissando u prezzo
comune per i singoli prodotti; proteggendo il mercato interno con la imposizione di dazi sui
prodotti di importazione e con aiuti allesportazione dei prodotti dellUE; ricorrendo alla

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La moneta

solidariet tra i Paesi membri per sostenere e finanziare programmi di intervento volti a
sviluppare lagricoltura.

La politica dei trasporti mira a facilitare il libero movimento delle persone e dei beni nel
territorio dellUnione.

Oltre alle politiche di intervento nei principali settori delleconomia, la UE attua una politica
regionale, tesa a ridurre gli squilibri economici tra le diverse regioni dellUnione ed una politica
sociale, i cui obiettivi sono quelli di sostenere loccupazione e migliorare le condizioni di lavoro
nel territorio dellUnione.

Strumenti di attuazione delle politiche regionali sono:


il Fondo europeo di sviluppo regionale, istituito nel 1957, per finanziare interventi mirati a
favorire lo sviluppo delle regioni pi arretrate dellUnione Europea;
la Banca europea per gli investimenti (BEI), anchessa istituita nel 1957, che eroga prestiti per
investimenti in diversi settori economici nelle aree pi arretrate dellUE.

Strumento di attuazione delle politiche sociali il Fondo sociale europeo, attivo dal 1960, che
concede contributi per sostenere interventi di riconversione (trasformazione) delle industrie, di
formazione professionale dei lavoratori e di inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.
Politica Agraria comunitaria
(PAC)

Politica dei Trasporti


LUnione Europea ha come strumenti di
(trattato di politica economica
Maastricht)
Politica regionale (Fondo
europeo di sviluppo regionale
e la BEI)

Politica sociale (Fondo sociale


europeo)

Esercizio: Completa il diagramma ad albero, inserendo negli spazi vuoti i termini appropriati.
* 1957 * 1999 * Comune * Maastricht * Roma * 1992 * circolazione * euro * monetaria *
La Comunit Economica Europea
CEE

nata nel I suoi scopi erano: con il trattato di

1. Labolizione dei DAZI tra i Paesi


membri

Con il trattato di 2. Listituzione di una TARIFFA Stipulato nel


DOGANALE comune

Stipulato 3. Leliminazione tra gli Stati membri diventata UNIONE


inizialmente tra degli OSTACOLI alla LIBERA EUROPEA - UE
sei PAESI
di persone, servizi e capitali
Ed ha tra i suoi
OBIETTIVI PRINCIPALI
4. Ladozione di una POLITICA
La creazione di una
per lagricoltura ed i trasporti UNIONE

etroina 9
La moneta

EUROPEA

5. Il coordinamento tra le POLITICHE Realizzata a partire da


ECONOMICHE dei diversi Stati

Con la introduzione
dell

Come organizzata lUnione Europea?


A Bruxelles hanno la loro sede il Consiglio europeo e la Commissione europea;
a Strasburgo, invece, vi il Parlamento europeo;
nel Lussemburgo la sede della Corte dei Conti e della Corte di Giustizia;
a Francoforte sul Meno, infine, ha sede la Banca Centrale Europea.

Quali sono i principali organismi dellUE per quanto riguarda il settore economico-monetario?

Breve storia della moneta


Quanto costa? Siamo cos abituati a porci questa domanda nella vita di tutti i giorni, di fronte a
tutto quello di cui necessitiamo - alimenti, oggetti, servizi - da dare per scontata lesistenza
della moneta come forma di scambio. Ma come si faceva una volta, quando non cera la
moneta, a regolarsi per sapere il prezzo di qualcosa?
Ecco in poche parole come sorge il problema della "premonetazione". Per indagarlo, dobbiamo
risalire con la nostra immaginazione a migliaia di anni fa.

Nelle epoche pi antiche, nel Paleolitico, ogni gruppo di trib viveva in modo autonomo con i
prodotti provenienti dallattivit della caccia e dalla raccolta di frutti spontanei. Quando, in
tempi successivi, luomo impar a coltivare certe piante alimentari e ad allevare il bestiame, si
and probabilmente sviluppando la necessit di praticare degli scambi fra diversi gruppi.
Molti ritengono che la prima forma di trattazione sia stata quella del baratto, che prevedeva
inizialmente lo scambio di cosa contro cosa: per ottenere un bene se ne offriva un altro in
cambio. Questo sistema aveva per un grave limite: il baratto era possibile solo se i contraenti
erano entrambi interessati alle merci oggetto dello scambio. Nel caso contrario, cio quando il
prodotto di scambio non interessava ad una delle parti, si creava una situazione di stallo
insormontabile.
Ad esempio poteva non interessare lo scambio di strumenti per lavorare la terra con altri per pescare: il baratto era in
questo caso impossibile.

Un passo avanti pu dirsi quello in cui i gruppi di individui, per tacito accordo reciproco,
finirono con ladottare una merce particolare, una terza merce, al cui valore generalmente
riconosciuto si poteva far riferimento per determinare il controvalore di tutti gli altri beni che si
desiderava permutare.
Per molte comunit pastorali questo port a considerare "moneta" il bestiame, consuetudine
che rimase peraltro valida ancora fino a tempi recentissimi e ha lasciato tracce in diverse
lingue. Il latino pecunia, infatti, da cui l'italiano peculio, deriva da pecus = bestiame; la rupia
indiana viene da roupa = gregge, e in semitico lo stesso termine, semel, indica sia il cammello
che il salario. In fondo, il bestiame si pu considerare la prima forma di ricchezza che produce
interessi in quanto, prolificando, aumenta il patrimonio iniziale.
Nellantichit il sale rappresent una merce di scambio e da qui deriva il termine salario.

Un salto di qualit dobbiamo riconoscerlo con lavvento della metallurgia, quando, attorno al III
millennio a.C., ci si rese conto che taluni prodotti metallici avevano meglio di altri la
caratteristica di essere riconosciuti agevolmente da tutti. In questa fase un posto importante
occupato dai pani di fusione, soprattutto di rame, utilizzati appunto come materiale base di
scambio. I vantaggi che una moneta metallica offriva erano molteplici: la conservabilit nel

etroina 10
La moneta

tempo, la facilit di trasporto e la possibilit di essere divisa senza che essa perdesse di valore.
Per lungo tempo la moneta stata realizzata in metalli pregiati (oro, argento, rame) ed il
valore intrinseco era dato dalla quantit di metallo, prezioso in quanto tale, di cui la moneta
era costituita.
Pi avanti, con lintensificarsi degli scambi, luso dei metalli si rivelato insufficiente e sono
state usate monete sussidiarie fatte di metalli meno pregiati (nichelio, acciaio, ecc.), nonch di
carta (biglietti di banca convertibili in moneta preziosa e, in seguito, carta-moneta, il
danaro oggi corrente, la cui convertibilit praticamente esclusa).

Quando si cerca di risalire a usanze pi o meno antiche, molto spesso si fa riferimento a quelle
praticate dalle popolazioni indigene attuali in cui prevale una cultura originale, non
contaminata dal mondo "civilizzato". Questo della premonetazione uno degli argomenti pi
convincenti per tale confronto di carattere etnografico.
Ecco allora un vastissimo campo di indagine, dove troviamo trib che utilizzano tuttora
uninfinit di oggetti al posto della moneta.

Risalente ad epoca sicuramente remota luso di conchiglie, tra le quali quella del mollusco Cuprea, nota anche come
Cauri, proveniente dalloceano Indiano, da cui ebbe vastissima diffusione verso la Cina e poi in tutto il continente
africano: spesso queste conchiglie, usate come mezzo di scambio, costituivano al tempo stesso oggetti di ornamento
personale, soprattutto femminile.
Luso delle conchiglie molto diffuso. Tra le popolazioni indigene centro africane dei Lega, prima dellarrivo degli
Europei, la moneta corrente era costituita dal Musanga, un frammento di conchiglia bivalva che serviva, tra laltro, a
convalidare il patto matrimoniale, cio come compenso dato dalla famiglia dello sposo a quella della sposa.
Se ci spostiamo nelle isole Salomone troviamo ancora conchigliette, questa volta infilate come tanti dischetti a formare
preziose collane, non molto dissimili da quelle tenute insieme da fibre vegetali, in uso presso le trib dei Papua che
vivono sulle montagne della Nuova Guinea.
Anelli ottenuti da una grossa conchiglia marina del genere Conus, chiamati mwali, costituivano uno degli oggetti usati
negli scambi cerimoniali dai Kula della Melanesia, insieme alle collane di conchiglia dette soulava.
Luso premonetale delle conchiglie si trova anche presso i nativi dAmerica, dove ebbero un importantissimo ruolo i
manufatti ottenuti con lo Spondilo, detto Mullu in lingua quechua, particolarmente ricercato per il colore rosso
smagliante della sua conchiglia. Forse ancora prima del II millennio a.C. conchiglie di questo tipo, associate talvolta a
quelle dello Strombo, costituirono la base di intensi traffici tra il Per e il Centroamerica.
Non si pu tuttavia dimenticare che nel continente americano un ruolo di primissimo piano come unit di scambio lo
ebbero per secoli i semi di cacao. A quanto risulta, tra i Maya dellaltopiano del Guatemala, i semi di cacao furono
utilizzati come moneta fin dallinizio del XX secolo e per molto tempo ancora essi rimasero come valore di riferimento.
Sembra addirittura che Cortez, il conquistatore dellimpero azteco, abbia dovuto pagare le proprie truppe proprio con
semi di cacao.
Tra gli altri oggetti usati come mezzo di scambio dalle popolazioni primitive, troviamo denti di animali feroci, piume di
uccelli rari, infinite variet di perline multicolori, utensili metallici che comprendono lance, asce, cuspidi, cavigliere,
barrette di filo come quelle di ferro intrecciate con fibre vegetali un tempo in uso presso le popolazioni seminomadi del
Gabon. Famose infine le ben note Croci di SantAndrea, conosciute anche come Croci del Katanga, lingotti in rame a
forma appunto di croce, usati presso molte popolazioni del bacino del Congo.
Potremmo citare ancora molti esempi di queste realizzazioni di carattere premonetale, per alcuni dei quali si possono
ricordare direttrici famose come la Via della Seta in Asia, la Via dellAmbra in Europa, la Via del Sale in Africa, la Via
dellOssidiana nel Mediterraneo, la Via della Coca in Per.
Tra la copiosa casistica cui si fatto cenno, un posto unico pu dirsi quello delle monete di pietra dellisola di Yap, note
localmente come Fae, oggetti di scambio e, al tempo stesso di tesaurizzazione e di prestigio. La particolarit di questi
oggetti che gli indigeni vanno a procurarsi il materiale in un arcipelago lontano pi di 600 chilometri, trasportandolo
sulle piroghe. Si dice che in occasione di un fortunale, uno dei preziosi carichi venne perso in mare, ma il proprietario
si guard bene dal tentare un'improba operazione di recupero, dato che, agli occhi di tutta la trib, era sempre il
legittimo proprietario dei beni e il suo prestigio e la sua ricchezza rimanevano pertanto invariati.

etroina 11
La moneta

I metalli monetabili
L'introduzione dei metalli monetabili al posto della generica moneta-merce. Il
TITOLO di un metallo e il FINO. I CARATI dell'oro e i MILLESIMI dell'argento.

Storicamente pare che gi verso il VII-VI secolo si sia iniziato ad utilizzare dei metalli "preziosi"
(con determinate caratteristiche) come moneta. Si utilizzano in particolare bronzo, rame,
argento, ma soprattutto oro. Questa pratica di utilizzare dei metalli preziosi come moneta per
gli scambi sancise il passaggio all'uso dei cosiddetti metalli monetabili. Un metallo per poter
essere "monetabile" deve tuttavia possedere alcune caratteristiche come, ad esempio, la
rarit, l'inalterabilit nel tempo, l'omogeneit e la lavorabilit. Tanto pi un determinato
metallo soddisfa queste condizioni, tanto pi adatto risulta essere come moneta.
Con l'introduzione dei metalli monetabili si ha il passaggio ai cosiddetti "sistemi metallici",
con la distinzione tra due tipologie di metalli: i metalli "nobili" (o "monetabili") e i metalli
"vili". I metalli "nobili" sono, appunto, quelli preziosi che soddisfano tutte le caratteristiche
precedentemente illustrate. E' evidente che, fin dalle origini, un
posto di particolare riguardo tra i metalli nobili lo ebbero l'argento e
l'oro.
Inizialmente, sia l'argento che l'oro, venivano commerciati e
scambiati in "verghe" e lingotti. Tuttavia, i metalli nobili allo stato
puro sono assai poco resistenti al tempo e all'usura e si prestano
assai poco al commercio. Pertanto, per "rinforzare" tali metalli,
occorre mescolare al metallo "nobile" anche una certa quantit di
metallo "vile" (solitamente si usa nichel-rame). Fondendo insieme al
metallo nobile anche del metallo vile si ottiene la cosiddetta lega. E'
tuttavia evidente che il valore della lega dipende dalla quantit di
metallo prezioso presente. Tale quantit, all'interno della lega viene
definita fino. Il fino , pertanto, il peso del metallo nobile contenuto nel lingotto o nella verga
(talvolta viene anche detto "peso netto"). Il rapporto tra il fino (cio il peso del metallo
prezioso puro contenuto nella verga o lingotto) e il peso totale della lega viene detto titolo. Il
titolo rappresenta il "grado di finezza" di una lega.
Il titolo di un metallo quindi un rapporto tra due valori. Il
titolo dell'oro viene normalmente espresso in carati,
indicando convenzionalmente con 24 carati l'oro puro (cio
24/24 di oro). Quando si parla, ad esempio, di oro a 18 carati,
significa che in quella lega i 18/24 sono di oro puro e
costituiscono i 18/24 del peso totale.
Per quanto riguarda l'argento, invece, si attribuisce
convenzionalmente a 1000/1000 il titolo di argento puro.
Pertanto, un metallo 700/1000 costituito per 7/10 del suo
peso da argento puro. Anche l'oro talvolta utilizza, anzich la
misurazione in carati, il rapporto in millesimi.

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La moneta

Esercizi sul titolo dei metalli Esercizi RISOLTI sul titolo dei metalli monetabili.

PRIMO ESERCIZIO
Si dispone di 1,2 Kg di oro puro e si vogliono coniare monete a 18 carati. Quante monete del
peso totale di 80 gr. si potranno coniare con quella quantit di metallo prezioso? Quanto
metallo "vile" si dovr aggiungere?
SOLUZIONE
L'oro a 18 carati indica che nella moneta i 3/4 del peso totale devono essere di oro puro. Se
pertanto la moneta dovr pesare 80 gr. significa che di quegli 80 gr. i 3/4 (cio 60 gr.)
dovranno essere di oro puro.
Disponendo di 1,2 Kg = 1200 gr., si potranno coniare 1200/60 = 20 monete.
Inoltre, se in ogni moneta da 80 gr., 60 gr. sono di oro, significa che i restanti 20 gr. dovranno
essere di metallo vile. Ci significa che occorreranno complessivamente 20 gr. x 20 monete =
400 gr. di metallo vile.

SECONDO ESERCIZIO
Fondendo insieme 6 Kg. di argento puro con 593 gr. di metallo vile si ottiene una certa lega.
Quale il suo titolo?
Se poi si volesse abbassare il titolo a 900/1000, quanto metallo vile si dovrebbe aggiungere?
SOLUZIONE
6 Kg. di argento puro (1000/1000) uniti a 593 gr. di metallo vile formano una lega del peso
complessivo di 6593 gr. Ci significa che il titolo della lega (che il rapporto tra la quantit di
fino e il peso totale) sar dato da (6000/6593) x 1000 = 910.
Se si vuole abbassare il titolo a 900 (sempre utilizzando i 6 Kg. di argento puro), per ottenere
il peso totale della lega si dovr risolvere la seguente equazione di primo grado: 6000/x = 900,
cio (6000/900) x 1000 = 667. In sostanza, anzich 593 gr. di metallo vile, ne occorreranno
667 gr., cio 74 gr. in pi.

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Fin dallantichit, quindi, si cercato di allargare gli scambi dei beni economici oltre la forma
elementare e ristretta del baratto (scambio in natura).
In senso tecnico-finanziario scambio significa cessione di un bene in cambio di un altro bene.

Quali motivi rendono impraticabile il baratto nelle economie moderne?

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Moneta e Prezzo Potere dacquisto


La moneta (il nome moneta deriva dal fatto che la zecca degli antichi Romani era situata nel
tempio di Iuno Monta, Giunone Ammonitrice) dunque permette di scambiare un bene non
direttamente con un altro bene, ma con una quantit di essa pari al valore di mercato del bene
scambiato: lammontare della moneta scambiata con il bene acquistato viene in tal modo ad
esprimere il valore di scambio del bene stesso, che allora si dice meglio prezzo. Il prezzo di un
bene si pu dunque considerare il suo valore di scambio espresso in moneta.

Nella moneta bisogna distinguere il suo valore legale (o nominale) dal suo valore di scambio:
Il valore legale quello attribuito alla moneta dalla legge e che la moneta porta scritto
o impresso su una sua superficie (mille lire, cinquemila lire, dieci franchi, un
dollaro; da gennaio 2002 un euro, cinque euro ecc.). Nei sistemi economici
moderni, la moneta viene emessa dalle autorit monetarie dello Stato (o dellunione di
Stati: Euro) e tutti sono tenuti ad accettarla come mezzo di pagamento di beni e
servizi: nellUnione Europea tutti gli abitanti hanno lobbligo di riconoscere lEuro come
lunica unit monetaria per acquistare beni e servizi.
Il valore di scambio detto anche potere dacquisto la quantit di beni e servizi che
con una data quantit di moneta consente di avere (che cosa posso comprare, di fatto,
con uno, cinque euro?) in cambio della sua cessione (pagamento).
Appare chiaro che il valore della moneta che pi interessa il suo valore di scambio. Poco
importa di avere moneta per un valore nominale 200.000 anzich 100.000 come ne avevo due
anni fa, se con i 50 euro attuali posso acquistare meno di quanto allora potevo con 100.000
lire.

Il mercato dei cambi.


Se volessimo andare negli USA per una vacanza, dovremmo procurarci la moneta locale, cio i
dollari USA: andiamo in banca e compriamo i dollari pagandoli in euro; le monete, quindi, si
acquistano e si vendono. Il loro prezzo viene stabilito in base alla legge della domanda e
dellofferta, dalle contrattazioni che ogni giorno vengono fatte nelle borse valori.
Il valore che ogni moneta ha rispetto ad altre viene detto cambio (ad esempio leuro pu
valere 1,088 rispetto al dollaro USA).

Le monete dei vari Paesi hanno una loro quotazione, che esprime il valore della moneta di un
Paese rispetto a quella degli altri. Ti sar certamente capitato di leggere sui giornali o di
sentire parlare di monete forti: le monete forti sono quelle che, per unit di moneta, ottengono
una maggiore quantit di bene rispetto ad altre e sono talmente stabili da servire da
riferimento per la valutazione internazionale delle altre (ad esempio il Dollaro USA, lEuro, la
Sterlina inglese, il Franco svizzero, lo Yen giapponese).

Il valore della moneta dipende, soprattutto, dalla situazione economica del Paese. Se in un
Paese le imprese funzionano bene, producono reddito, esportano merci e lo Stato ha pochi
debiti, gli investitori stranieri hanno fiducia e investono i propri capitali nelle Azioni,
Obbligazioni e Titoli di Stato: la moneta acquista valore; se questo non avviene la moneta
svalutata.

Esercizio: I cambi delleuro


Per acquistare le monete degli altri Paesi occorre pagarle un certo prezzo. Questo prezzo
detto cambio.
Procurati un giornale quotidiano, cerca nelle pagine dedicate alleconomia le quotazioni delle
valute estere ed esercitati a calcolarne i cambi
Ad esempio, se oggi il cambio Euro/Dollaro di 1,088: quanti dollari possiamo avere in cambio
di 100 euro? Quanto Euro dovremmo spendere per avere 150 sterline inglesi?

Segui per 1 mese il loro prezzo e annota quotidianamente le oscillazioni del loro valore. A fine
mese realizza un diagramma cartesiano e rispondi alle seguenti domande:
Quali monete si sono apprezzate?
Quali monete si sono deprezzate? Se a inizio mese avessi acquistato 100$ ti saresti arricchito o
impoverito? E con le altre monete cosa sarebbe successo?

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La moneta

Esercizio
Lo scorso 9 maggio 2003 per comprare un euro ci volevano 1,148 dollari oppure 1,509 franchi
svizzeri oppure 134,790 yen. Come si vede ci sono tanti cambi quante sono le valute estere
presenti sul mercato.
In altri termini, il cambio euro/dollaro era pari a 1euro=1,148dollari; il cambio euro/franco
svizzero era 1euro=1,509franchi svizzeri; il cambio euro/yen era pari a 1euro=134,790yen.

Ma se, per semplificare, il cambio euro/yen fosse 1/100, quale sarebbe il cambio yen/euro?
Esattamente il reciproco 1=1/100, cio per comprare uno yen ci vorrebbe un centesimo di
euro.

Ma da cosa dipende il valore di scambio della moneta?


Essenzialmente da due elementi:
dalla quantit dei beni scambiati con essa;
dalla quantit e velocit di circolazione della moneta medesima sul mercato.

Pi beni posso scambiare con la moneta e minore la sua quantit e velocit di circolazione,
pi alto il suo valore di scambio; e viceversa.
Daltra parte, ricordando che il prezzo il valore di scambio di un bene espresso in moneta, si
deduce che il prezzo una grandezza reciproca del valore di scambio della moneta: cio varia
in ragione inversa di questultimo. Pi alti sono in media i prezzi, pi basso il valore di
scambio o potere dacquisto della moneta; e viceversa.

Che cos la moneta? Quale la sua funzione? Quali requisiti deve avere?
Una terza merce

Intermediaria degli scambi

Essere di uso generale ed uniforme sul mercato; essere un bene di largo consumo; consentire
in qualsiasi momento il suo consumo immediato.

Inflazione e svalutazione
Si parla spesso di perdita di potere dacquisto di una moneta, sia allinterno di un Paese, sia
negli scambi internazionali e questo accade in seguito allinflazione (termine inglese derivato
dal latino inflare, gonfiare), quando cio laumento generale e costante dei prezzi richiede
sempre maggiori quantit di moneta per acquistare la stessa quantit di beni o servizi: ad
esempio, per acquistare al bar una tazza di caff, agli inizi dellanno 2002, occorrevano 0,77
euro, oggi, per avere lo stesso caff occorre spendere 0,80 euro.
Linflazione un fenomeno di mercato e si verifica per un eccesso di domanda rispetto
allofferta; tutti desiderano un VolksWagen Golf, ma la fabbrica non in grado di soddisfare
tutte le domande: di conseguenza il prezzo della VW Golf sale.

Unaltra causa della perdita di potere dacquisto di una moneta la svalutazione: essa si
verifica quando la moneta di un Paese perde valore nei confronti della moneta di altri Paesi.
Ecco allora che, per esempio, occorre una maggiore quantit di Pesos Argentini per acquistare
la stessa quantit di beni e monete estere.

Linflazione e la svalutazione sono due piaghe dei sistemi economici moderni. Esse provocano
gravi conseguenza che vanno a colpire particolarmente i soggetti economici pi deboli, come i
lavoratori a reddito fisso e i pensionati: i prezzi aumentano prima che gli stipendi e le pensioni
vengano adeguati ad essi.

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La moneta

Esercizio
Indica con una crocetta se le seguenti affermazioni sono vere o false:
Laumento dellofferta di una valuta fa crescere il suo tasso di cambio V F
La svalutazione del cambio di una moneta determina laumento del suo potere V F
dacquisto
La rivalutazione del cambio di una moneta fa diminuire le importazioni V F

Approfondimenti:
Gli effetti della svalutazione e della rivalutazione del cambio
Cambi fissi e cambi flessibili.

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La moneta

Legge della DOMANDA e dellOFFERTA


Come si forma il prezzo sul mercato? Il venditore che pone la propria bancarella sulla piazza sa
che i propri interessi dovranno misurarsi con quelli degli altri frequentatori e che gli sono per lo
pi contrari: mentre a lui conviene vendere al prezzo pi alto, il cliente cerca di ottenere quello
pi basso; mentre a lui conviene avere pi clienti dei concorrenti, questi desiderano per s la
stessa cosa. Quindi tra venditore e compratore c divergenza di interessi: il primo vorrebbe
scambiare al prezzo pi alto, il secondo al prezzo pi basso possibile. Nella realt, il prezzo
verr a determinarsi laddove si former il valore di scambio (essendo il prezzo, ripetiamolo
ancora, nullaltro che il valore di scambio di un bene espresso in moneta). Pi precisamente
verr a determinarsi laddove coincideranno: a) la quantit di moneta che il compratore
disposto a versare per acquistare il bene; b) la quantit di moneta che il venditore disposto a
ricevere per cederlo.
Dunque si ha la conciliazione degli interessi divergenti di venditore e compratore quando il
venditore riesce a vendere con un guadagno tale che sia per lui soddisfacente, ma non cos
alto da rendere troppo costosa la propria merce. Se cos non fosse, infatti, i clienti
preferirebbero rivolgersi ad altri venditori, ed il guadagno, anzich essere alto, diventerebbe
inesistente.

Ci che governa il mercato da un lato la concorrenza tra i venditori e dallaltro la legge


economica della domanda e dellofferta, legge che si pu enunciare cos: il prezzo dei beni
economici varia in proporzione diretta della domanda ed in proporzione inversa
dellofferta. Infatti il prezzo risulter tanto pi alto quanto maggiore sar la domanda e
quanto minore sar lofferta (un bene ricercato vale di pi sul mercato); il contrario avverr
nel caso di una scarsa domanda e di uneccessiva offerta (un bene sovrabbondante sul mercato
vale di meno).
In un mercato di libera concorrenza, la legge della domanda e dellofferta opera in pieno.
Tuttavia la libera concorrenza non mai perfetta come se regnasse un automatismo totale:
nella realt intervengono elementi volontaristici ad alterare la domanda e lofferta quali
risulterebbero meccanicamente in una situazione ideale, come si dice, polverizzata, nella
quale nessun venditore e nessun compratore fossero in grado di pesare sul mercato pi degli
altri. Quando poi si arriva al monopolio, il monopolista tende a controllare la domanda ovvero
(pi solitamente) lofferta di un bene, cos da stabilire il prezzo o, che lo stesso, di fissare
la quantit del bene prodotto laddove pi gli convenga.
Attualmente ben pochi sono i Paesi in cui leconomia di tipo liberistico perfetto: i governi
nazionali infatti intervengono con varie misure per correggere gli squilibri che una tale
economia guidata esclusivamente dalla volont di profitto e dominata dai soggetti
economicamente pi forti pu portare con s. Tra gli strumenti che gli Stati impiegano pi
frequentemente vi sono le misure fiscali, che, aumentando o diminuendo la quantit di
imposte da pagare dai vari soggetti economici, favoriscono alcuni consumi e ne scoraggiano
altri; norme che regolano la libera concorrenza; organi di controllo che tengano sotto
sorveglianza i mercati pi delicati ed importanti per leconomia nazionale.
Le banche, ad esempio, sono costantemente controllate dalla Banca dItalia (Banca Centrale
dello Stato Italiano) e la Borsa della CONSOB (Commissione Nazionale per le Societ e la
Borsa), per evitare che operatori scorretti o particolari situazioni critiche possano squilibrare
mercati delicati come quelli del denaro e dei titoli.

Esercizio
Procurati un giornale quotidiano, cerca nelle pagine dedicate alleconomia la tabella che riporta
i valori percentuali di aumento dei prezzi rispetto allanno precedente e che riporta un indice
generale e voci come alimentazione, abbigliamento, elettricit, ecc. il cui valore non mai
uguale allindice generale, ma che seguono andamenti diversi.

Esercizio
Traccia un diagramma cartesiano che metta in evidenza le variazioni dei prezzi al consumo,
usando un colore diverso per ogni voce della tabella, e discuti il risultato.

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