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La stagione dell'Operaismo (Mario Tronti)

2 riviste: Quaderni rossi (Panzieri) e, poi, Classe operaia (da una costola dei Quaderni).
Operai e capitale (1966).
Autunno caldo (1969).

L'operaio-massa, come forza collettiva concentrata che premeva sul capitale. Questo viene meno
con il tramonto dei grandi complessi industriali e la progressiva frammentazione e dispersione della
forza-lavoro.

Dall'operaismo all'autonomia del politico: nella lotta diretta contro il capitale non si sfonda la
durezza e la resistenza del sistema. La politica come qualcosa da capire in s, non solo come
riflesso di qualcos'altro (abbandono della teoria marxista della struttura e della sovrastruttura):
questo vale anche per la religione e per l'arte. L'essere umano non solo homo oeconomicus. Filone
del realismo politico (Machiavelli, Hobbes, Schopenhauer, Weber, Schmitt, Benjamin):
antropologia pessimistica, posizione anti-illuminista. La storia non ha uno sviluppo lineare, ma un
andamento circolare (Nietzsche, le stesse cose ritornano). Critica della categoria di progresso e
contro i progressisti: se qualcosa deve avvenire, nemmeno si preparano le lotte. S. Paolo:
kathekon, il potere che frena. Lotta tra il Cristo e l'Anticristo, il cristiano deve ritardare e
trattenere l'avvento dell'Anticristo. De-celerare il movimento della modernit (e della post-
modernit): rallentare il tempo storico. Le forme di vita oggi entrano in crisi proprio perch
mancano momenti di sosta, silenzio, contemplazione. C' bisogno di una forza che trattiene questa
accelerazione (senza negarla). C' bisogno di una critica del moderno che non arrivi ad essere anti-
moderno: politicamente, bisognerebbe recuperare il senso della modernit prima dell'organizzazione
sociale capitalistica. Non vero che solo il capitalismo moderno e che non possibile pensare la
modernit senza il capitalismo. Lo splendore delle merci occulta il processo di sfruttamento
tramite il quale vengono prodotte.