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Universit degli studi di Cagliari

Dipartimento di Ingegneria Strutturale

Corso di aggiornamento
Unit 4: PIASTRE IN C.A. E INSTABILIT

RELATORE: Ing. Daniel Meloni


daniel.meloni@unica.it

26 Giugno 2010

- NORMATIVA bis(D.M.2008, EC2)


NORMATIVA TECNICA ITALIANA

4.1.2.1.7.2 Verifiche di stabilit per elementi snelli


Le verifiche di stabilit degli elementi snelli devono essere condotte
attraverso unanalisi del secondo ordine che tenga conto degli
effetti flessionali delle azioni assiali sulla configurazione deformata
degli elementi stessi.
Si deve tenere adeguatamente conto delle imperfezioni
geometriche e delle deformazioni viscose per carichi di lunga
durata.
Si devono assumere legami fra azioni interne e deformazioni in
grado di descrivere in modo adeguato il comportamento non lineare
dei materiali e gli effetti della fessurazione delle sezioni.
Cautelativamente il contributo del calcestruzzo teso pu essere
trascurato.

Snellezza limite per pilastri singoli


In via approssimata gli effetti del secondo ordine in pilastri singoli
possono essere trascurati se la snellezza non supera il valore
limite:

dove:
= NEd /(Acfcd) lazione assiale adimensionale;
C = 1,7 rm dipende dalla distribuzione dei momenti flettenti del
primo ordine (0,7 C 2,7);
rm = M01/M02 il rapporto fra i momenti flettenti del primo ordine
alle due estremit del pilastro, positivo se i due momenti sono
discordi sulla trave (con |M02| |M01|).

La snellezza calcolata come rapporto tra la lunghezza libera di


inflessione ed il raggio dinerzia della sezione di calcestruzzo non
fessurato:
= l0 /i

dove in particolare l0 va definita in base ai vincoli destremit ed


allinterazione con eventuali elementi contigui.

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Effetti globali negli edifici
Gli effetti globali del secondo ordine negli edifici possono essere
trascurati se verificata la seguente condizione:

dove:
PEd il carico verticale totale (su elementi controventati e di
controvento);
n il numero di piani;
L laltezza totale delledificio sopra il vincolo ad incastro di base;
Ecd il valore di calcolo del modulo elastico del calcestruzzo
definito;
Ic il momento di inerzia della sezione di calcestruzzo degli
elementi di controvento, ipotizzata interamente reagente.

4.1.2.1.7.3 Metodi di verifica


Per la verifica di stabilit si calcolano le sollecitazioni sotto le azioni
di progetto risolvendo il sistema delle condizioni di equilibrio
comprensive degli effetti del secondo ordine e si verifica la
resistenza delle sezioni come precisato ai precedenti punti del
presente.
Per i pilastri compressi di telai a nodi fissi, non altrimenti soggetti
ad esplicite azioni flettenti, va comunque inserito nel modello di
calcolo un difetto di rettilineit pari a 1/300 della loro altezza.

Analisi elastica lineare


In via semplificata si pu impostare il sistema risolvente in forma
pseudolineare, utilizzando i coefficienti elastici corretti con i
contributi del 2 ordine e una rigidezza flessionale delle sezioni data
da:

dove Ic il momento dinerzia della sezione di calcestruzzo


interamente reagente, e sovrapponendo gli effetti flessionali a
parit di sforzi assiali. Per i coefficienti elastici corretti si possono
utilizzare le espressioni linearizzate nella variabile NEd (sforzo
assiale dellelemento).

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Analisi non lineare
Il sistema risolvente si imposta assumendo adeguati modelli non
lineari di comportamento dei materiali basati sui seguenti
parametri:
fck resistenza caratteristica del calcestruzzo;
Ecd = Ecm/CE modulo elastico di calcolo del calcestruzzo con
CE=1,2;
coefficiente di viscosit del calcestruzzo;
fyk tensione di snervamento caratteristica dellarmatura;
Es modulo elastico dellarmatura.
Oltre al metodo generale basato sullintegrazione numerica delle
curvature, si possono utilizzare metodi di elaborazione algebrizzati
basati sulla concentrazione dellequilibrio nelle sezioni critiche (per
esempio il metodo della colonna modello), per i quali si rimanda a
documenti di comprovata validit.

EUROCODICE 2

Effetti del secondo ordine in presenza di carico assiale


5.8.1 Definizioni
Flessione deviata: flessione simultanea intorno a due assi principali.

Elementi o sistemi controventati: elementi o sottosistemi


strutturali, per i quali nellanalisi e nel calcolo si ipotizza che non
contribuiscano alla stabilit globale orizzontale di una struttura.

Elementi o sistemi di controvento: elementi o sottosistemi


strutturali, che nellanalisi e nel calcolo si ipotizza che
contribuiscano alla stabilit globale orizzontale di una struttura.

Instabilit: collasso dovuto a instabilit di un elemento o di una


struttura sotto compressione perfettamente assiale e senza carico
trasversale. Nota Linstabilit "pura", cos come definita sopra, non
uno stato limite effettivamente applicabile alle strutture reali, a
causa delle imperfezioni e dei carichi trasversali; tuttavia un carico
nominale dinstabilit pu essere utilizzato come parametro in
alcuni metodi per lanalisi del secondo ordine.

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Carico critico: il carico sotto il quale si produce il collasso per
instabilit; per elementi elastici isolati coincide con il carico di
Eulero.

Lunghezza libera dinflessione : una lunghezza utilizzata per tener


conto della forma della curva dinflessione; pu anche essere
definita come la lunghezza di una colonna incernierata con forza
assiale costante, avente la stessa sezione trasversale e lo stesso
carico critico dellelemento reale.

Effetti del primo ordine: effetti calcolati non tenendo in


considerazione leffetto delle deformazioni strutturali, ma tenendo
conto delle imperfezioni geometriche.

Elementi isolati: elementi che sono effettivamente isolati, oppure


elementi facenti parte di una struttura, ma che ai fini del calcolo
sono trattati come isolati; esempi di elementi isolati con diverse
condizioni di vincolo sono mostrati nella figura seguente.

Momento nominale del secondo ordine: un momento del secondo


ordine utilizzato in certi metodi di calcolo che danno un momento
totale compatibile con la resistenza ultima della sezione trasversale.

Effetti del secondo ordine: effetti aggiuntivi causati dalle


deformazioni strutturali.

5.8.2 Generalit
(1)P La presente Sezione tratta gli elementi e le strutture il cui
comportamento strutturale significativamente influenzato da
effetti del secondo ordine (per esempio pilastri, muri, pali, archi e
gusci). Effetti globali del secondo ordine possono verificarsi in
strutture con un sistema di controvento flessibile.

(2)P Se si tiene conto degli effetti del secondo ordine, vedere


comma (6), lequilibrio e la resistenza devono essere verificati nello
stato deformato. Le deformazioni devono essere calcolate tenendo
conto degli effetti della fessurazione, delle propriet non lineari dei
materiali e della viscosit.
Nota Utilizzando valori ridotti della rigidezza, vedere punto 5.8.7, si pu
condurre unanalisi strutturale basata sullipotesi di linearit dei materiali.

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(3)P Ove rilevante, lanalisi deve includere leffetto della flessibilit
degli elementi adiacenti e delle fondazioni (interazione terreno-
struttura).

(4)P Il comportamento strutturale deve essere studiato nella


direzione nella quale possono prodursi le deformazioni e la flessione
deviata deve essere tenuta in conto quando necessario.

(5)P Le incertezze nella geometria e nella posizione dei carichi


assiali devono essere tenute in conto come effetti aggiuntivi del
primo ordine basati su imperfezioni geometriche, vedere punto 5.2.

(6) Gli effetti del secondo ordine possono essere trascurati se sono
inferiori del 10% dei corrispondenti effetti del primo ordine. Criteri
semplificati sono dati per elementi isolati nel punto 5.8.3.1 e per
strutture nel punto 5.8.3.3.

5.8.3 Criteri semplificati per effetti del secondo ordine


5.8.3.1 Criterio della snellezza per elementi isolati

(1) Come alternativa al punto 5.8.2 (6), gli effetti del secondo ordine possono
essere trascurati se la snellezza (come definita nel punto 5.8.3.2) al di
sotto di un certo valore lim.

Nota Il valore di lim da adottare in uno Stato pu essere reperito nella sua
appendice nazionale. Il valore raccomandato si calcola con lespressione:

(omissis)

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Le NTC ci forniscono un valore della snellezza limite in realt
corrispondente a quello fornito dallEC2.
Questultimo aggiunge per delle ulteriori specifiche. Ricordando
che lim dipende da C = 1,7 rm dipende dalla distribuzione dei
momenti flettenti del primo ordine (0,7 C 2,7), si aggiunge:

Nei casi seguenti, si raccomanda che rm sia assunto pari a 1,0 (cio C = 0,7):
- per telai a nodi fissi soggetti solo a momenti del primo ordine o a momenti
dovuti prevalentemente ad imperfezioni o a carico trasversale;
- per telai a nodi mobili in generale.

(2) Nei casi di flessione deviata, la verifica secondo il criterio della snellezza
pu essere effettuata separatamente in ogni direzione. A seconda del risultato
di questa verifica, gli effetti del secondo ordine
(a) possono essere trascurati in entrambe le direzioni;
(b) si raccomanda che siano tenuti in conto in una direzione, o
(c) si raccomanda che siano tenuti in conto in entrambe le direzioni.

Vengono poi fornite alcune specificazioni per la determinazione


della lunghezza libera di inflessione in casi particolari.

5.8.3.3 Effetti globali del secondo ordine in edifici

(omissis)

Si tratta della stessa formula del D.M.2008, ma vengono anche


fornite interessanti precisazioni, in particolare sul campo di
applicabilit della formula per la presa in conto degli effetti del 2
ordine.

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5.8.4 Viscosit

(1)P Leffetto della viscosit deve essere tenuto in conto nellanalisi al secondo
ordine, con particolare riferimento sia alle condizioni generali di viscosit, sia
alla durata dei diversi carichi nelle combinazioni di carico considerate.

(2) La durata di applicazione dei carichi pu essere presa in considerazione in


modo semplificato adottando un coefficiente efficace di viscosit ef, il quale,
utilizzato insieme al carico di progetto, d una deformazione viscosa
(curvatura) corrispondente al carico quasi-permanente.

dove:
(,t0) il coefficiente finale di viscosit secondo il punto;
M0Eqp il momento flettente del primo ordine sotto la combinazione di carico
quasi-permanente (SLE);
M0Ed il momento flettente del primo ordine sotto la combinazione di carico di
progetto (SLU).

Leffetto della viscosit pu essere trascurato, cio si pu assumere ef= 0, se


sono soddisfatte le tre condizioni seguenti:
- (,t0) 2
- 75
- M0Ed/NEd h
In queste M0Ed il momento del primo ordine e h laltezza della sezione
trasversale nella direzione corrispondente.

Nota Se le condizioni per poter trascurare gli effetti del secondo ordine
secondo i punti 5.8.2 (6) o 5.8.3.3 sono soddisfatte di misura, trascurare sia
gli effetti del secondo ordine sia la viscosit pu essere troppo poco sicuro, a
meno che il rapporto meccanico di armatura non sia almeno pari a 0,25.

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5.8.5 Metodi di analisi

(1) I metodi di analisi comprendono un metodo generale, basato sullanalisi


non lineare del secondo ordine e i due seguenti metodi semplificati:
(a) metodo basato sulla rigidezza nominale;
(b) metodo basato sulla stima della curvatura nominale (Colonna
Modello)

Nota 1 La scelta dei metodi semplificati (a) e (b) da adottare in uno Stato pu
essere reperita nella sua appendice nazionale

Nota 2 I momenti nominali del secondo ordine risultanti dai metodi


semplificati (a) e (b) sono talvolta maggiori di quelli corrispondenti
allinstabilit. Questo per assicurare che il momento totale sia compatibile con
la resistenza della sezione trasversale.

(2) Il metodo (a) pu essere utilizzato sia per elementi isolati, sia per lintera
struttura, se i valori nominali delle rigidezze sono stimati correttamente.

Questo presuppone unopportuna amplificazione del momento del


1 ordine:

(3) Il metodo (b) appropriato specialmente per elementi isolati. Comunque,


se le ipotesi di distribuzione della curvatura sono realistiche, il metodo pu
essere utilizzato anche per strutture.

Le NTC fanno riferimento in un passaggio al metodo delle rigidezze


nominali, ma in realt non forniscono alcun riferimento per la
verifica di elementi sotto gli effetti del 2 ordine.
Tradizionalmente invalso per il metodo della colonna modello
presente anche nella vecchia normativa (D.M.1996)

5.8.9 Flessione deviata

(1) Il metodo generale descritto nel punto 5.8.6 pu essere utilizzato anche
per flessione deviata. Quando si utilizzano metodi semplificati si applicano le
seguenti disposizioni.
(omissis)

Quindi lEc2 contempla anche il caso degli effetti del 2 ordine nella
flessione deviata e illustra come applicare il metodo generale o
quelli semplificati, ovvero le condizioni per non fare alcuna verifica.
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