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Il Ruolo dei Movimenti

Un'intervista con Pauline de Dampierre

I Movimenti occupano un posto importante nell'insegnamento di Gurdjeff.

Qual il loro ruolo?

Il Lavoro dei Movimenti fornisce condizioni speciali che ci consentono di


comprendere, attraverso l'esperienza, alcuni aspetti dell'insegnamento che
altrimenti non sarebbero accessibili.
Il primo aspetto ha a che fare con il ruolo del corpo. Normalmente il principiante
non comprende esattamente il significato dei Movimenti. Egli non cosciente
della relazione che esiste fra la condizione del suo corpo e di quanto egli stia
cercando all'interno di se stesso. I Movimenti sono un modo specifico per studiare
questa relazione. In alcuni momenti, essi gli rivelano le sorprendenti risorse che il
suo corpo pu portare alla ricerca interiore quando richiamato nel modo
corretto. In altri momenti, essi gli indicano quanto il corpo divenga un ostacolo
con le sue tensioni e la sua inerzia.
Un altro aspetto ha a che vedere con l'importanza dello sforzo nel lavoro. I
Movimenti ci indicano il profondo effetto che gli sforzi possono avere quando sono
fatti in condizioni create sulla base di una conoscenza precisa. Quando si
superano difficolt che sembravano insormontabili, lo stato interno dell'essere
cambia. La fatica ed altri ostacoli svaniscono. Si potrebbe quindi affermare che lo
sforzo ha di per s un autentico potere di trasformazione. L'emozione diviene pi
fiduciosa, il pensiero pi chiaro, il corpo pi leggero. E quando l'esperienza
conclusa, il corpo ne conserva una traccia. Non pi esattamente lo stesso. E'
stato battezzato, iniziato. E' uno stato di benessere equilibrato.
Vi poi un terzo aspetto che ha a che vedere con lo scopo. Teoricamente pu
sembrare ovvio, ma in pratica non lo . Si deve comprendere che la qualit che ci
di cui si fa esperienza dipende soprattutto dalla qualit del proprio scopo.
Se lo scopo semplicemente il piacere di essere in movimento, di seguire la
musica, di essere in grado di rispondere a quanto richiesto, non si potr
oltrepassare una certa soglia. Il movimento ha significato solo quando
accompagnato da quel raccoglimento interno che Gurdjeff chiamava uno stato di
presenza.

Per riassumere, potremmo affermare che il lavoro dei Movimenti parte di un


insegnamento, ogni aspetto del quale orientato nella direzione dello sviluppo
della conoscenza. Impegnandosi in questi esercizi l'individuo incomincia a sentire
che sta cercando di contattare energie pi profonde in se stesso che gli erano fino
ad allora completamente sconosciute.

Potrebbe dire qualcosa di pi sulla natura di questo sforzo di cui sta

parlando?

Se si assiste alla pratica dei movimenti, si pu vedere che essi sono qualcosa di
pi di semplici esercizi ritmici accompagnati dalla musica appropriata. Ci che si
osserva sar una sequenza di posizioni, spesso di genuina bellezza, che si
susseguono nel rispetto di leggi precise. Siano essi lenti, contemplativi, oppure
vigorosi, si ha la sensazione che essi richiedono da chi li esegue una
concentrazione molto intensa. Di fatto, ci che richiesto un coordinamento
istantaneo di varie posizioni complesse, in modelli in continuo cambiamento.
Queste posizioni devono essere assunte in modo molto esatto, con molta
flessuosit ed agilit. Ci che richiesto mobilita tutta l'attenzione dello studente,
poich, allo stesso tempo, deve sempre porre in relazione ci che sta facendo con
la necessit di un'attenzione interiore, la necessit di uno stato di presenza che
l'insegnamento ha incominciato a risvegliare in lui. Egli sente il valore di questo
stato e comprende quanto distante egli sia dal comprenderlo e quanto vi sia da
imparare in proposito. Ci quanto gli fornisce una dimensione completamente
nuova di quanto egli stia cercando di fare.

Naturalmente, si ha successo solo fino ad un certo punto. Quando per lo


studente incomincia a collegare quanto sta facendo con ci che divenuto per lui
un obiettivo essenziale, egli passa di scoperta in scoperta. Scopre che la difficolt
di cui fa esperienza nei Movimenti corrisponde a quanto si frappone al suo
cammino in qualunque cosa faccia nella sua vita. Non solo quando si confronta
alla richiesta di fare l'esercizio che egli pesante, goffo, incapace di donarsi
interamente, cos che egli vive in ogni momento. Scopre la sua condizione reale.
Brucia nel fuoco della sua scoperta. Lo sente perch una nuova speranza, a lui
sconosciuta fino ad ora, apparsa in lui. Fa esperienza della possibilit di una
relazione fra ci che egli ed uno stato di maggior risveglio che ha il potere di
trasformarlo e di esprimersi attraverso di lui in una forma vivente.

Come mai vi sono persone che hanno una profonda conoscenza delle idee di

Gurdjeff e tuttavia non comprendono perch i Movimenti sono parte

integrante del suo insegnamento?

Ci dimostra semplicemente che non si comprende cos semplicemente il ruolo del


corpo. Il punto che il corpo non preparato per questa ricerca. Deve essere
educato. Ma non vogliamo tenerne conto. Non ci piace essere posti in condizioni
in cui percepiamo la nostra incapacit a rispondere.
Vi un certo livello al quale il corpo pu sentirsi rilassato, libero, in buona

salute, addirittura, fino ad un certo punto, disponibile. Non esiste per un

altro livello in cui si rivelano resistenze pi sottili e dove si incomincia a

sentire che qualcosa di molto profondo rimane chiuso? Si fa strada un

grande rilassamento, allo stesso tempo per, in profondit, vi una

resistenza che semplicemente non cede.

Si pu avere un corpo sano, si pu essere naturalmente rilassati, e tuttavia non


andare oltre ad un certo livello. In questo tipo di rilassamento vi sono ancora
molte tensioni che non riusciamo a riconoscere e che si oppone a ci che stiamo
cercando. Il rilassamento ordinario non sufficiente. Dobbiamo essere aiutati ad
andare oltre per capire perch non sufficiente.

Ricordo che un giorno qualcuno fece al Sig. Gurdjeff domande sul sonno ed egli
gli disse di rilassarsi che la sera, prima di andare a dormire. "In primo luogo"
disse, "dormirete meglio" e poi ci sorprese dicendo "ed incomincerete a stabilire
una relazione tra il corpo e la coscienza".

Naturalmente, se ci rilassiamo nel modo usuale, non si creer nessuna relazione


fra il corpo e la coscienza. Se per, mentre cerchiamo questa unit interna,
diveniamo consapevoli di questa resistenza pi profonda, ci renderemo conto di
quanto essa non sia necessaria ed essa sparir del tutto da sola. Non si
impadronir pi del corpo.

Ad osservare questi Movimenti si ha l'impressione che essi contengano un

tipo di conoscenza di cui la nostra civilt moderna non consapevole. Si

potrebbe dire che le posture dei Movimenti e la loro sequenza siano

l'alfabeto di questa conoscenza, il suo linguaggio?


Per parlare di questo, vi qualcosa di pi fondamentale che dobbiamo
comprendere su questi Movimenti, su a che cosa essi possono servire attraverso
di noi. E' difficile esprimerlo, e tuttavia molto reale. Quando li avete praticati in
alcune condizioni, potete talvolta sentire che uno stato differente vi stia guidando
in alcuni momenti, uno stato molto attivo, vibrante. Il corpo si sente pi libero,
come se fosse pi leggero, animato da ci che potremmo chiamare una qualit pi
sottile di energia. E siete l, senza interferire, testimone di ci che sentite essere
un nuovo linguaggio, che non pu essere tradotto in parole o in commenti. Di
fatto, la tentazione di fare questo compare solo quando l'esperienza passata. Ci
che espresso in quel momento cos puro, cos al di sopra del nostro normale
livello di manifestazione, che solo una cosa conta: che il corpo e l'attenzione
rimangano sufficientemente liberi da rimanere in contatto con questo nuovo tipo
di energia.

Tutto ci per sembra qualcosa di molto elevato. E' veramente possibile

parlare di questo tipo di cose a persone che non ne abbiano fatto

l'esperienza?

S, molto difficile. Come trovare le parole che ci consentano di sentire quanto


stiamo cercando di discutere. Come, ad esempio, tradurre in parole le espressioni
ricevute da alcune opere d'arte del passato, romaniche, gotiche o egizie?
Avvertiamo che sono manifestazioni di un qualcosa di non conosciuto, di una
certa vibrazione che risveglia un'eco al nostro interno, E tuttavia quest'eco non
perdura.

Ritengo che tutte le persone sensibili conoscano e riconoscano l'esistenza di


energie pi sottili. Possono percepirle istintivamente ed essere toccati da esse.
Questa qualit di bellezza dovrebbe arrestarci sul nostro percorso e condurci
verso una domanda pi profonda. Ci per normalmente non avviene.
Normalmente, queste impressioni alimentano solo il nostro senso estetico ed il
vano senso di superiorit che lo accompagna.

Intende dire che la maggior parte di noi non comprende lo scopo della

grande arte?

Dir di pi. Dir che nessuno di noi pu comprendere direttamente queste cose.
Si deve comprendere che le opere d'arte di questa qualit non sono creazioni
isolate. Sono parte di un tutto, di una conoscenza che ha a che fare con lo
sviluppo dell'uomo, con la sua evoluzione. Ci parlano di realt di un livello pi
elevato. Sebbene la mente non le comprenda. Esse toccano e risvegliano alcune
parti del nostro inconscio. Le forme che assumono costituiscono un linguaggio.
Avvertiamo un momento di vita che passa attraverso di loro, simile a quello che
avvertiamo di fronte alla natura. E ci evoca in noi un senso di meraviglia.

Allora Movimenti sono lavori di grande arte come le Piramidi o le cattedrali

gotiche?

Come minimo, ci che hanno in comune che n queste opere n i Movimenti


furono creati per la loro bellezza, n lo scopo principale dei Movimenti ha a che
fare con l'abilit necessaria per eseguirli. Sono stati creati per la qualit di energia
che possono convogliare. E quando l'obiettivo cos elevato, deve essere
perseguito. Che cosa significa tutto ci? Ci vuole tempo per comprendere che cosa
implichi veramente. Siamo spesso pi preoccupati delle nostre difficolt e della
soddisfazione di essere in grado di superarle che non dell'obbiettivo in s.
Ci conduce alla questione della sofferenza, non della sofferenza egoistica,

ma di quella che pu servire alla ricerca.

Per fare esperienza di questa sofferenza occorre intelligenza reale di che cosa deve
essere servito. La visione di che cosa manca e di che cosa siamo incapaci di fare
non ancora stata sviluppata. Quando scopro di no9n essere un buono
strumento per questa ricerca interiore, quando sento la mia inutilit, posso
conoscere quel tipo di sofferenza. Ci per presuppone una sensibilit che non si
sviluppa da un giorno all'altro. Per poter realmente incominciare a lavorare,
abbiamo bisogno di una relazione cosciente con il corpo, attraverso cui possiamo
percepire da dove, in noi stessi, viene il movimento: dal nostro modo abituale di
muoverci o, realmente, da questa qualit pi sottile di energia di cui abbiamo
appena parlato.

Lei ha parlato della bellezza che pu apparire in questi movimenti. Che cosa

intendeva esattamente?

Intendevo parlare soprattutto di una bellezza sorprendente che pu apparire


talvolta durante un esercizio. Essa viene dopo un momento di sforzo intenso in
cui, per un istante, la nostra personalit si ritira e traspare un'altra qualit di
essere. Poi emerge una presenza, radiante, maestosa e riverente. E'
indimenticabile.

Quanto Lei dice pone senz'altro i Movimenti in una vasta scala cosmica ed

umana. A quanto vedo non vi nulla di simile.


E' vero, vi qualcosa di alquanto unico in loro. Basti ricordare che nei racconti di

Belzeb, Gurdjeff parla di s quale "maestro di danze". Coloro che lo hanno

conosciuto come anziano negli ultimi anni della sua vita e lo hanno visto
condurre le sue classi erano colpiti dallo straordinario senso del ritmo, dalla
precisione del movimento, dalla sua agilit e inventiva. Era sorprendente scoprire
una cos grande conoscenza di quest'arte in qualcuno il cui insegnamento era gi
cos vasto. Tutti avevano la sensazione di trovarsi alla presenza di qualcosa di
unico che veniva da molto lontano e da molto in alto: un'antica conoscenza delle
leggi dell'universo, delle leggi che governano i movimenti e le posture, e delle leggi
relative all'armonia del corpo ed alle emozioni di un ordine pi elevato. Ogni gesto,
ogni ritmo, doveva essere eseguito con grande precisione. Gurdjeff impiegava
spesso l'espressione "fare esattamente". Quando c'era questo "fare esattamente",
ogni postura risuonava in noi come la precisa eco di qualcosa di molto pi
elevato. Emergevano forze interiori da lungo tempo dimenticate.

Ci sembra andare pi in l di ci che ordinariamente chiamiamo

"misticismo". Lei parla di qualcosa che uno stato elevato di coscienza ed

anche tuttavia una via di ricerca molto precisa, molto esigente ed

addirittura scientifica.

Certamente. Ci di cui parlo sono momenti eccezionalmente rari, elevati di verit


che ti lasciano con un'impressione molto forte e, forse, anche con un senso di
desiderio. Allo stesso tempo, questa ricerca ha una gamma di possibilit molto
elevata. Ciascuno parte da dove si trova. Bambini, adulti e anziani, tutti possono
partecipare. Gli esercizi sono adattati alle capacit di ciascuno. Ognuno pu
studiare come il corpo, animato da questi Movimenti e sostenuto dal ritmo e dalla
musica, pu prendere il suo posto nel lavoro su di s. Quindi, le ricchezze della
ricerca sono aperte a tutti.

Lei prima ha detto che i Movimenti ci preparano a comprendere alcuni

aspetti dell'insegnamento che altrimenti non sarebbero cos accessibili. Essi

avvengono in condizioni molto speciali. Sappiamo per che l'insegnamento

di Gurdjeff nel suo insieme ha una portata molto pi ampia: inteso a

toccare l'insieme del nostro esser in qualunque condizione, compresa la

nostra vita quotidiana. Non cos?

Un giorno Gurdjeff diede una definizione inattesa della parola "arte". Disse che
significava "artificiale", ovvero il richiamo a condizioni che sono fuori
dell'ordinario, condizioni create intenzionalmente in cui si pu ricevere un'energia
pi elevata. Naturalmente, di per se stessi questi momenti eccezionali non
avrebbero un significato vero e proprio. Dobbiamo rispondere per il modo in cui
viviamo per tutto il corso della nostra vita. E anche qui il corpo gioca un ruolo
importante.
La sua influenza continua. Quando il corpo rimane in uno stato di tensione,
limita la possibilit di apertura, mantenendoci in uno stato di pesantezza,
dispersione e distrazione. Quando per la tensione incomincia a recedere, il corpo
consente ad energie pi sottili di apparire. Il corpo allora pronto a servire questo
stato di presenza pi elevato. Ecco come uno studio dei Movimenti ci pu aiutare.
Essi sviluppano una sensibilit particolare appena al di sotto di tutte le
circostanze della nostra vita. Si crea perci un legame fra i Movimenti e gli altri
aspetti dell'insegnamento. Lo studio di questi movimenti ci indica come il corpo
gioca sempre un ruolo nel servire il nostro bisogno intrinseco di armonia.
Danze Sacre

Marthe de Gaigneron

Come parlare dell'origine del movimento?

Qual la fonte di questa misteriosa energia, che anima noi e tutte le nostre
manifestazioni, dalla nascita alla morte, ed anche oltre?

In che modo questa energia ci anima?

Lo scopo dell'insegnamento riscoprire questa fonte di vita attraverso lo sviluppo


della coscienza. La coscienza per si nasconde dietro ad una "maschera"; il
prigioniero del condizionamento umano. In realt, la nostra percezione di questa
energia primaria velata ed oscurata dal vasto disordine delle nostre funzioni.

Questo disordine creato da una moltitudine di tensioni e di complesse reazioni


automatizzate, che a loro volta sono il risultato di strati pi profondi di
condizionamento.

Le nostre posture, i nostri gesti, i nostri atteggiamenti fisici sono sempre gli stessi
all'infinito.

Essi ci definiscono; sono, in fin dei conti, ci che noi siamo, nonostante
un'identit immaginaria dipinta dallo specchio distorto della nostra mente.

Vista questa situazione, noi non abbiamo alcun potere reale sui nostri movimenti:
Nonostante tutte le realizzazioni che possiamo ottenere ad ogni livello, fisico ed
intellettuale, rimaniamo sensibili ed influenzati da un solo lato della nostra
natura a discapito dell'altro lato, pi essenziale. Rimaniamo inconsapevoli della
nostra energia primaria, sebbene talvolta la nostra intuizione ci avvicini ad essa.
Siamo intrappolati dalla camicia di forza del nostro automatismo, incapaci di
sfuggire dai suoi confini, dall'inestricabile relazione fra i movimenti abituali della
nostra mente ed il funzionamento automatico della nostra personalit.

La forza imprigionata in questo labirinto sigillato non pu giocare un ruolo guida


in un corpo incapace di riceverla.

Nutre semplicemente una macchina.

Questa macchina per crea illusioni e non ci possibile, nel corso ordinario della
nostra esistenza, comprendere il quale misura noi siamo prigionieri del nostro
automatismo. Per riconoscere questo sono necessarie condizioni molto speciali, di
modo che possa apparire un'altra qualit di attenzione e di consapevolezza di noi
stessi.

La pratica dei Movimenti risponde esattamente a questa necessit.

Questa disciplina ci consente di sperimentare attraverso il corpo in movimento


tutti i nostri meccanismi funzionali. Soprattutto, pu risvegliare capacit latenti
che appartengono ad un lato sconosciuto della nostra natura.

Questa disciplina offerta solo alla fine di un lavoro preliminare, quando si siano
chiariti i principi generali dell'insegnamento e le dimensioni reali della
conoscenza di se stessi. In queste condizioni, i Movimenti possono essere
autenticamente apprezzati, per la loro precisione come per il loro effetto.
Siano essi esercizi o danze, questi Movimenti hanno lo scopo di riscoprire una

presenza dell'essere attraverso il riequilibrio del corpo ed una messa in ordine


delle sue funzioni; questo il primo passo verso una consapevolezza di se stessi
nel cuore della vita quotidiana.

Dopo il primo passo, si pu raggiungere un'altra qualit di manifestazione. Allora


queste danze divengono autenticamente sacre, nel loro contenuto interiore e nella
loro espressione.

Per seguire questa via, ci si deve sottomettere interamente al lavoro della "scuola",
divenire un allievo fra gli altri, un semplice numero in una fila, ma con lo
straordinario sostegno di una ricerca comune.

Si fa esperienza dei Movimenti in una sorta di microcosmo. Mentre si seguono


meticolosamente le istruzioni dell'insegnante, ciascun partecipante si sente
responsabile per s stesso e per l'ambiente in cui si muove.

Composta o improvvisata che sia, anche la musica i gioca un ruolo molto


importante nell'esperienza; ha una relazione intima con il significato interiore dei
Movimenti, dando sostegno al loro ritmo ed espressione. Unitamente ai musicisti
che suonano, essa diviene parte di un'alchimia generale.

Naturalmente questi esercizi non hanno lo stesso impatto n la stessa intensit.


Tuttavia, ciascuno ha un significato specifico nella propria forma ed obiettivo,
nella sua complessit e nella sua semplicit. Tutto ci richiede una precisione
assoluta nel movimento, dal palmo delle mani alla minima posizione dei piedi,

necessitando di un equilibrio dinamico del tutto, al fine di sostenere una ricerca

che pu essere compresa solo attraverso l'esperienza diretta..


Quando si incomincia, ci che colpisce di pi in questa disciplina una
sensazione simultanea di costrizione e libert.

Si scopre una nuova vita in un corpo che stato fino ad allora limitato dalla sua
educazione, dalle sue abitudini acquisite fisiche, mentali o altre e che, quando
libero, ci apre ad un mondo di impressioni ed esperienze sconosciute. Si richiede
costantemente di portare attenzione al corpo. Un confrontarsi spietato con questi
esercizi e danze, e soprattutto con la propria incapacit di "conformarsi al
modello", procura spesso un autentico shock.

Siamo forzati a riconoscere adesso, attraverso l'esperienza personale, che i nostri


movimenti sono sempre automatici. L'impulso che li dirige incontrollato e senza
relazioni: che si tratti di un pensiero, di un sentimento o di una reazione motoria,
una funzione automatica si stacca dal resto e risponde per il tutto.

Alla luce di questo disordine e confusione, essenziale un nuovo equilibrio. Non


abbiamo per ancora il potere di trovarlo.

L'impossibilit e la mancanza di unit che osserviamo quando incominciamo sono


fra gli aspetti pi arricchenti e rivelatori della ricerca, che ci aprono ad una
prospettiva interamente nuova dello sviluppo della coscienza.

Ci rendiamo conto che ci che viene esercitato oggi fino ad ora non era mai stato
toccato in quel modo.

Si tratta di un nuovo alfabeto che corrisponde ad un nuovo linguaggio, un modo


diretto di conoscere che consente al corpo di sentire la propria meccanicit e che,
allo stesso tempo, lo prepara a ricevere altre correnti di energia inaccessibili fino
ad allora.
Nuovi atteggiamenti, che sorgono da un differente ordine interiore, incominciano
a sfidare un intero repertorio di reazioni automatiche profondamente radicate.

Attraverso stadi successivi, vediamo in quale grado noi siamo schiavi dei nostri
meccanismi ed ove il pensiero associativo prenda sempre l'iniziativa a spese
dell'essere completo, a spese della sua essenza.

Che cos' l'essere completo?

Forse che il corpo sia potenzialmente lo strumento di tutte le energie nel mondo
creato? Se si facesse esperienza di questo, ci non darebbe forse una dimensione
totalmente differente alla ricerca del sacro?

Potrebbe il corpo veramente essere il tempio di Dio, colui che riceve e trasforma
tutte le energie che passano attraverso di esso?

Abbiamo forse dimenticato che la percezione di un'energia pi elevata naturale


per gli esseri umani?

E' proprio nei termini di un'apertura al sacro che si devono comprendere le danze
che G.I. Gurdjeff ci ha portato. Quest'apertura pu liberarci dalla nostra
meccanicit, rivelando nel contempo l'aspetto "essenziale" della nostra natura.

I Movimenti si indirizzano all'insieme del nostro essere" attraverso molti mezzi


differenti. Ci spiega la loro sorprendente diversit. Essi esercitano pi
specificamente una funzione o un'altra e si affidano spesso su tempi totalmente
differenti da quelli di cui si fa esperienza nella vita quotidiana.
Un Movimento quale i "Cerchi", ad esempio, che viene eseguito da seduti,
consente di raggiungere un silenzio intenso di una tale qualit che il movimento
stesso, nella sua magica lentezza, sembra produrre un "suono".

Altri movimenti cercano una padronanza del corpo attraverso il ritmo ed


un'intensit che comporta una tensione controllata coscientemente. Il loro
dinamismo pu risvegliare un "desiderio di essere" che va ben pi in profondit di
qualunque volont personale, evocando in questo modo un profondo senso di
rituale. I Movimenti conosciuti come "esercizi dei dervisci" sono spesso di questo
genere.

Nelle "danze del Tempio delle Donne", che si dice siano state eseguite nel passato
in remoti monasteri dell'Asia Centrale, la femminilit si unisce al sacro nell'auto-
cancellazione dell'intero essere nel servizio di un principio che va molto oltre ad
esso.

"Danzate per i pi antichi dei grandi Profeti": ci fu detto una volta per dare un
nuovo significato ed una nuova vita a quanto cercavamo di esprimere

Vi sono movimenti di preghiera che ci portano al di sopra dalla "condizione


umana" attraverso la bellezza di gesti dal significato profondo. Non sono intesi a
soddisfare un senso estetico, quanto piuttosto a liberare energie prigioniere con
l'aiuto delle posture appropriate. In questo modo l'autentica sensazione interiore
di se stessi pu trovare la sua esatta espressione.

I Movimenti noti come "Moltiplicazioni" si basano sulla legge del tre e sulla legge
del 7 che, conformemente agli insegnamenti, governano il mondo creato. In questi
Movimenti, i danzatori si muovono lungo traiettorie matematiche, in cui il
significato del loro posto, e di conseguenza del loro ruolo, determinato dalla
legge che si esprime. Questi Movimenti richiedono il livello pi elevato di
attenzione e di rigore in ogni cambiamento di posizione.

Questi sono solo pochi esempi in un'infinita variet di movimenti che, soprattutto,

rivelano l'esistenza di una scienza sacra, una scienza esatta capace di aprirci
all'esperienza di un'altra dimensione e di un'altra "Fonte di Vita". Tutte queste
danze acquisiscono il loro significato reale solo quando l'apparire di un'energia
pi elevata rivela un altro livello di essere.

Per avvicinarci a questa fonte di vita necessario, come stato detto, attraversare
un lungo processo, vedere attraverso lo stato di "dipendenza mentale" che ci
divide, che limita il nostro campo di coscienza, e che ci fa addirittura dubitare
della capacit che il nostro potere di attenzione ha di liberarci.

E' solo dopo aver sofferto, ovvero dopo essersi posti di fronte a questa limitazione,
che pu apparire una profonda accettazione ed apertura. L'essere nel suo
insieme, nella sua unit riacquistata, diviene allora permeabile ad un'azione di
un ordine del tutto differente, di natura autenticamente spirituale. In questo
modo, l'esperienza di s si trasforma.

La propria apertura a questa azione costantemente messa alla prova nella


pratica dei Movimenti, ed questo l'esercizio essenziale.

Tuttavia, per essere sufficientemente sensibili, si deve essere in grado di lasciare


andare quello stato di tensione che compare ad ogni istante in una forma o in
un'altra, sia questa un eccesso di volont, l'agitazione della mente, il desiderio di
risultato, o un qualunque tipo di paura. Ciascuna di queste tensioni pu impedire
il flusso libero e morbido dei gesti nei loro propri ritmi, alterando in questo modo
la loro espressione ed il significato sacro della danza.
Sono in giuoco l'equilibrio e l'unit dell'essere. E' solo abbandonando tutte le
tensioni in una certa forma di lasciare andare che ci si apre ad un'altra forza di
attrazione e si diviene liberi di lasciarsi agire.

Si sar allora forse pi vicini all'esperienza fondamentale di un'attenzione che


emana da una fonte superiore alle funzioni ordinarie e che produce un'esperienza
il cui significato va ben oltre a quanto il partecipante possa aver conosciuto fino a
quel momento.

In ricezione di tutte le influenza, posti fra "il cielo e la terra", diveniamo il punto di
incontro, il mediatore fra due mondi, il mondo umano ed un altro da cui proviene
l'energia pi elevata che possiamo conoscere. Solo questa energia in grado di
trasformarci, liberarci e di cambiare il nostro "stato".

Questo stato liberato molto probabilmente quanto i mistici Cristiani hanno


chiamato "lo stato di grazia".

I saggi dell'India danno il nome di sopramentale a ci che genera lo stato


incondizionato, liberato dal "miraggio della dualit".

La mente non pi il padrone quando si animati da quest'altra energia, evocata


nel seguente sacro testo della Kena Upanishad:

La mente basata su limiti e divisioni pu solo agire da un dato centro

sul mondo inferiore ed oscurato; a il sopramentale si fonda

sull'Unit: comprende e penetra . La sua azione universale

ed in costante comunione con l'eterna fonte trascendente

Vi sono danze che richiamano, nel loro disvelarsi, le leggi che regolano i
movimenti segreti dei corpi celesti e della specie umana, ed in questo modo ne
sono i simboli viventi. Se possiamo sottomettere ad essi il nostro intero essere
attraverso la pi grande flessibilit del corpo, possiamo anche, con questa
partecipazione, essere rinnovati e nutriti da questa fonte di vita. La danza, allora,

assume un significato completamente diverso; si diviene lo strumento di

un'energia universale trattenuta per un istante nel corpo per tutta un0'altra
gloria.


"Ci che non potete trovare nel corpoii, non potrete trovarlo da alcun'altra parte".
Questo detto dell'Oriente riassume esattamente ci che si detto sulla pratica dei
Movimenti e sul significato essenziale di questa ricerca.
Nel riconoscere il corpo come colui che riceve e trasforma tutte le energie che
passano attraverso di esso, e nel ricercare l'equilibrio, la misura, ed il
perfezionamento della sua stessa sostanza, G.I. Gurdjeff ha fatto della scienza dei
movimenti una delle basi del suo insegnamento.
Le Danze sacre sono fra le testimonianze pi vitali del lavoro di colui che si
definiva "semplicemente", come diceva lui stesso:

Un maestro di danze
i
Vi una musica creata specificamente per i Movimenti. Inizialmente era composta da G.I. Gurdjeff e
Thomas de Hartmann. Successivamente altri compositori, in particolare Edward Michael e Alain Kremski
hanno ingrandito il repertorio
ii
Ci evidentemente si riferisce ad un'entit funzionale non semplicemente limitata a ci che chiamiamo il
corpo fisico.