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Appren d ere

l I t a l ia n o O ggi

P a o l a M ic h e l i

A BSTRACT Lapprendimento dellitaliano allestero e in Italia: com e


cambiato il pubblico e le sue motivazioni. Il fenomeno dellimmigrazione
in Italia ha aperto nuove prospettive nel processo di insegnam ento-
apprendimento.
PAROLE CHIAVE apprendim ento; m otivazioni; im m igrazione;
insegnam ento.

RESI :MO A aprendizagem do italiano no exterior e na Italia: como m udou o pbli


co e suas motivaes. Ofenm eno da imigrao na Italia abriu novas perspectivas ao
processo de ensino/aprendizagem.
i ALAVRAS-CHAVL aprendizagem; motivaes; imigrao; ensino.

ABST RACE The learning ofita lia n language in Ita ly and abroad: how the students
and theirs incentives have changed. N ew perspectives in the teaching-learning process
are opened in Ita ly by event o f immigration.
KEYW O ,DS learning; incentives; immigration; teaching.
14 ! R e v i s t a de It a l ia n s t ic a X V II | 2 0 0 8

1. Le m otivazioni allo studio della lingua italiana allestero

L a pi re c e n te indagine sui pubblici e sulle m otivazioni dellitaliano nel


m ondo Italiano 200 0 , p rom ossa dal M inistero degli Affari E steri, affidata al D ipartim ento di
Studi Linguistici e L etterari dellU niversit di Rom a La Sapienza e realizzata sotto la direzione
di Tullio De M auro, in collaborazione con M assim o Vedovelli, M onica B arai e Lorenzo M iraglia
dellU niversit p e r S tran ieri di Siena.

Italiano 2 0 0 0 h a avuto lobiettivo di raccogliere dati sullo stato attuale della lingua
italiana nel m ondo e sugli interventi per la sua diffusione, con particolare riferim en
to alle caratteristich e, alle m otivazioni e ai bisogni form ativi dei pubblici stranieri
dellitaliano; ai tra tti m etodologici dellofferta form ativa; al quadro generale delle
condizioni che d eterm in ano la posizione e lo sviluppo della n o stra lingua nel m on
do.1(De M auro, Vedovelli, Barai, Miraglia: 2002)

La m ateria di q uesta ricerca fa riferim ento ad altre precedenti indagini, com e quella svolta alla
fine degli anni 70 dallIstituto dellEnciclopedia Italiana, gi per conto del M.A.E., sotto la direzione
di Ignazio Baldelli, e anche a quella prom ossa pi recentem ente dalla Societ D ante Alighieri, allo
scopo di forn ire dati aggiornati e sistem atici sullitaliano nel mondo.
Il d ato q u an titativ o com une che em erge dalle indagini, anche di quelle che h an n o preceduto
in o rd in e tem p o rale Italiano 20 0 0 , che nellarco di circa un ventennio lespansione dello studio
della lingua italiana in crescita costante, malgrado si sia attestato, a m et Novecento, su posizioni
di notevole distacco risp etto allo studio di altre lingue. Oggi questo distacco si sta gradualm ente

1. Lindagine si avvalsa della collaborazione degli Istituti Italiani di Cultura, delle Ambasciate e delle sedi consolari italiane nel mondo ai quali
stato inviato un questionario elettronico a partire dallagosto 2 0 0 0 .1 dati sono stati elaborati statisticam ente a partire dal febbraio 2001.
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colmando, tanto che litaliano attestato nelle prim e posizioni fra le lingue europee tradizionalm ente
pi richieste (francese, spagnolo, tedesco) o anche fra lingue com e il giapponese, il russo, larabo.
Al di l dei dati quantitativi, lindagine ha prod o tto dati di tipo qualitativo di grande interesse,
avendo tra i p resu p p o sti principali quello di fornire inform azioni il pi possibile dettagliate sulla
com posizione dei pubblici di italiano nel m ondo e sulle motivazioni allo studio.
La convinzione, ancora m olto forte in anni recenti, che lo studio dellitaliano fosse allestero
solo prerogativa dei ceti pi colti e quindi rappresentasse un forte richiam o dovuto alla cultura
alta italiana da p arte di studiosi e cultori delle arti e della musica, viene su p erata dai dati ricavati
da questa indagine, che tu ttav ia risultano assai articolati. Accanto infatti a esigenze di studio e di
ricerca, che p u r sopravvivono, tra le m otivazioni salienti per la scelta dellitaliano si annoverano
esigenze di lavoro (circa u n q u arto degli apprendenti) presso im prese industriali e com m erciali
com e anche il bisogno di stabilire relazioni sociali o di tipo turistico, senza dim enticare che anche
questo setto re non p re se n ta oram ai pi il carattere elitario che aveva una volta.
La dim ensione economica costituisce dunque una delle motivazioni pi forti allo studio dellitaliano
e che fa si che litaliano occupi una posizione di rilievo nel mercato delle lingue,2vale a dire in quella
dim ensione secondo la quale la diffusione di un a lingua a livello internazionale non solo

il fru tto della in trin seca id en tit sem iotica e stru ttu rale delle lingue, m a anche del
sistem a che nella lingua fa convergere le dinam iche sociali e produttive delle com u
n it dei suoi u te n ti prim ari, le politiche istituzionali di produzione della sua diffu
sione, la capacit che le societ hanno di proporre al resto del sistem a internazionale
le p roprie id en tit sociali e culturali in term in i di p u n ti di riferim ento, di m odelli
dotati di prestigio e successo. (Vedovelli, 2005a)

Ci significa che la diffusione delle lingue sul piano internazionale determ inata dagli elem enti
linguistici, m a anche dalla capacit di u n a societ a porsi a livello internazionale com e sistem a
sociale capace di ricevere attenzione. La capacit di attrazione di u n a lingua assum e dunque un
rilievo d eterm in an te insiem e al sistem a sociale, econom ico e culturale di cui veicolo.
E infatti la p resen za vitale della lingua italiana nel m ercato delle lingue in stre tta relazione
con i valori culturali e con u n a pi generale concezione di buon gusto. Basti pensare alla m assiccia
presenza di parole italiane che a livello internazionale vengono usate in tu tte quelle m anifestazioni
p roduttive che h an n o fatto s che lItalia occupasse i prim i posti tra i paesi pi industrializzati
del m ondo e, nei setto ri com e la moda, la gastronom ia, il design, pun tu alm en te associate a un a
dim ensione estetica e creativa.

2. Dallo studio di L.-J. Calvet Le marche aux langues, Paris, Plon, 2000, si estrae il concetto di m ercato delle lingue in
riferim ento alla com petitivit tra le lingue nel pi vasto panoram a mondiale.
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2. Lo studio della lingua italiana in Italia


La m olteplicit dei pubblici e la variet delle motivazioni aHapprendim ento dellitaliano portano
a differen ziare i p resu p p o sti che stan n o alla base del processo di inseg n am en to -ap p ren d im en to
della n o stra lingua. Tale fenom eno non si verifica nel caso di una lingua com e linglese che, grazie
al c a ra tte re m e ra m e n te stru m e n ta le della com unicazione che sta alla base dellapprendim ento,
p re s e n ta u n a m aggiore standardizzazione dei processi di form azione linguistica. I te rm in i pi
rico rren ti u sati in riferim en to alla condizione della lingua italiana sono p rev alentem ente quelli di
L ingua s tra n ie ra (LS), Lingua seconda (L2) e Lingua etnica per definire rispettivam ente la
lingua italian a com e oggetto di ap p ren d im en to allestero, oggetto di acquisizione in Italia, lingua
delle co m u n it italian e em igrate allestero.
Recentem ente si diffuso tra gli specialisti anche il term ine lingua di contatto, usato principalmente
p e r delin eare la condizione dei figli degli im m igrati stran ieri in Italia p e r i quali litaliano non
definibile n com e LI n com e L2. La com petenza com unicativa di questi alunni infatti il luogo
di c o n ta tto tra pi codici linguistici e culturali che creano nuove identit, m a nel loro com plesso
co n trib u isco n o a creare u n id e n tit al confine fra la lingua m atern a e la L2.
Lesp ressio n e italiano lingua di c o n tatto sta ta u sata ufficialm ente p er la prim a volta in un
d o cu m en to p ro g ram m atico della C om m issione m inisteriale p e r il riordino dei cicli scolastici,
n o m in ata n el 2 0 0 0 da Tullio De M auro, allora M inistro della Pubblica Istruzione, proprio per
riferirsi agli alunni stranieri im m igrati in Italia. Non infatti un dato trascurabile il fatto che proprio
en tro i confini nazionali risieda u n a p arte consistente del pubblico straniero dellitaliano: circa due
m ilioni e m ezzo di im m igrati da a ltri paesi sono coinvolti in un processo di ap p ren d im en to della
com petenza linguistico-com unicativa, a livello spontaneo o in contesto form ale, prevalentem ente
nei C en tri T erritoriali P erm an en ti p e r leducazione degli adulti. Allin tern o della realt che vede
orm ai lItalia com e paese di im m igrazione, proprio per le nuove generazioni di origine straniera
che litaliano co ntribuisce a creare u n am biente di co n tatto allin tern o del quale ogni individuo
ridefinisce la p ro p ria id en tit p rim a di tu tto linguistica.
Il prim o saggio di carattere sociologico sul fenom eno dellimmigrazione in Italia, allora fenom eno
del tu tto nuovo, risale al 1979; m e n tre il prim o articolo sui problem i linguistici degli im m igrati
stra n ie ri del 1981.3Oggi, com e gi accennato, litaliano costituisce la lingua di co n tatto p er circa
due m ilioni e mezzo di im m igrati stranieri adulti e bam bini, p er i quali la m otivazione prevalente
n on ta n to quella dellinteresse culturale n tan to m en o del turism o, m a p iu tto sto del vivere e
sopravvivere in Italia allo scopo di inserirsi socialm ente e professionalm ente.
Se lindagine Ita lia n o 2 0 0 0 ha c o n trib u ito a fo rn ire dati di asso lu ta rilevanza su llitaliano
diffuso fra gli stranieri, so p rattu tto fuori dai confini nazionali, p er quanto riguarda la nostra lingua
diffusa fra gli im m igrati stran ieri attu alm en te p resenti in Italia, possibile fare riferim ento alle
indagini conoscitive del D ossier C aritas (a partire dal 2001) e del C entro di eccellenza della ricerca

3. Esperienze e Proposte, 1979, Documentazione di base per una indagine sui lavoratori stranieri in Italia, C attedra di Sociologia 2B, Universit
di Roma, E sperienze e proposte, 38,1979.
M assimo Vedovelli, 1981, La lingua degli stranieri in Italia. Lingua e Nuova Didattica, 3,10:17-23.
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Osservatorio linguistico perm anente dellitaliano diffuso fra stranieri e delle lingue im m igrate in
Italia, costitu ito dal M inistero dellU niversit presso lU niversit per Stranieri di Siena e d iretto
dal Prof. M assim o Vedovelli.
La percentuale degli im m igrati che studiano litaliano in un contesto guidato oggi in aum ento. Tra
questi possiam o intravedere due diverse situazioni: gli adulti che hanno superato let dellobbligo
scolastico in Italia e i giovani (bam bini e adolescenti) che sono inseriti nei diversi gradi di istruzione
del sistem a scolastico italiano (scuole m aterne, elem entari, m edie e superiori). I prim i im m igrati
con i quali gli inseg n an ti di italiano si trovarono a operare erano adulti di et com presa tra venti e
quarantanni, prevalentem ente maschi. I materiali didattici e le strutture a disposizione si rivelarono
da subito insufficienti e la preparazione degli insegnanti del tu tto inadeguata, m ancando allepoca
una tradizio n e di insegnam ento per questo tipo di pubblico.
Oggi la formazione linguistica degli immigrati adulti gestita principalm ente dai Centri Territoriali
P erm an en ti p e r la form azione degli adulti (CTP), s tru ttu re te rrito riali istitu ite dal M inistero
per la Pubblica Istru zio n e nel 1997. In te re ssa n te lesperienza toscana che, nellam bito di una
nascente rete dei CTP, h a favorito lo sviluppo di linee com uni p e r linsegnam ento dellitaliano
L2, con lin ten zio n e di veicolare le m igliori esperienze dei singoli C entri e di fornire un p u n to di
riferim en to p e r tu tti quegli op erato ri im pegnati in aspetti progettuali, organizzativi e didattici.
Da q u e sta e sp e rie n z a n a to il volum e Ita lia n o L2. Vademecum p e r g li operatori dei C entri
Territoriali P erm anenti ,4 La pubblicazione propone lapproccio pragm atico e sociolinguistico
del Quadro Comune Europeo d i R iferim ento (QCER) e ad esso ispirato anche nella definizione
dei profili di ap p re n d e n ti e dei livelli di com petenza linguistico-com unicativa: livello basico,
livello in d ip en d en te, livello com petente.
Unesperienza decisam ente innovativa stata portata avanti dallU niversit per Stranieri di Siena
in collaborazione con il quotidiano La Repubblica attraverso linserto M etropoli, Il giornale
dellItalia m ultietnica, (w w w .m etropoli.repubblica.it). A p artire dal settem bre 2006 p er undici
settim ane stato pubblicato u n corso di italiano in undici lezioni per m uoversi nella vita di tu tti i
giorni, m a anche p e r acquistare quella piena padronanza dei costum i e delle leggi che necessaria
a ogni cittadino italiano. Il corso non u n testo di gram m atica. Insegna le parole e il loro uso, m a
anche il m odo di m uoversi in u n paese diverso da quello di origine. E stato articolato con una parte
generale e un a p arte pi specifica dedicata alla form azione linguistica nei setto ri dellassistenza
fam iliare (com e com unicare con gli anziani) o del fare acquisti (fare la spesa, scegliere cibi). La
p arte generale si rivolge agli im m igrati appena arrivati o che si trovano da poco tem po in Italia e
pu essere utile sia p er gli adulti che p e r i bam bini e usata in u n a scuola o in famiglia, da soli o in
gruppo. Ogni lezione divisa in due parti: la prim a, Im pariam o litaliano, fornisce gli elem enti di
base della lingua e la seconda, Testi e usi, p resenta le situazioni pi frequenti della vita quotidiana.
Come si legge nellintroduzione, il corso anche u n atto di amicizia, un m odo di d im ostrare ai
lettori di M etropoli che non sono soli in Italia e che siam o accanto a loro p er aiutarli.5

4. Borgogni M.C., Giannini C., Leonardis L., Piazzesi S., Pucci M., 2004, Firenze, Rete Toscana dei C entri Territoriali Perm anenti - IRRE
Toscana - Grafiche Cappelli.
5. Metropoli, anno 1, n.28. Hanno collaborato al corso di lingua Carla Bagna, Monica Barni, Alessandro Pallassini, Stefania Semplici, Donatella
Troncarelli, Massimo Vedovelli (Unit 1-3) insieme anche a Sergio Pizziconi e Isabella Totaro (Unit 4-11).
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I giovani im m ig ra ti a n c o ra in e t scolare sono pi p resen ti nelle scuole elem en ta ri e m ate rn e


e in m isu ra m in o re nelle scuole m edie e superiori, m algrado anche qui si registri u n progressivo
a u m e n to di p resen ze.
M e n tre nei CTP gli im m ig rati adulti vedono rispondere in m aniera specifica alle loro esigenze,
g razie a in se g n a n ti fo rm a ti e a s tru ttu r e d id attich e idonee, nei diversi cicli scolastici m olto
s ta to fatto , m a re s ta n o a n c o ra n u m e ro si p ro b lem i da risolvere. Gli in se g n a n ti si tro v an o
spesso a d o v er fare i c o n ti con allievi che, no n conoscendo affatto la lingua, n o n sono in grado
di in te ra g ire con la m b ie n te che li circonda.
In p artico lare, p ro p rio il fenom eno in crescita degli adolescenti p resen ti nelle scuole italiane
m e rita atte n z io n e p e r in tra p re n d e re u no studio circostanziato della loro situazione.

I p re su p p o sti da cui p a rtire nel consid erare la situ azio n e linguistica degli adoles
ce n ti im m ig rati in se riti nella scuola su periore italian a riguardano in n a n z itu tto le
c a ra tte ris tich e psico-evolutive, le m odalit di ap p ren d im en to , i processi cognitivi
e le esigenze che sono u niche p e r qu esta fascia di a p p re n d e n ti e che m eritan o p e r
ta n to u n o stu d io specifico, so p ra ttu tto in considerazione del fatto che se la condi
zione di m ig ran te p o rta gi di p e r s u n a ridefinizione dellid e n tit dellindividuo
che nasce dal c o n ta tto con u n a nuova lingua e cultura, il fatto di vivere qu esta con
d izione in e t adolescenziale fa s che a qu esta ristru ttu ra z io n e dellindividuo si
som m i anche il cam b iam ento e la ridefinizione dellid e n tit che n o rm a lm e n te si
p ro d u ce in ogni individuo in quella fascia di et, ren d en d o cos an co ra pi com
plessa la g estione dei processi di definizione dellid en tit. (Gallina, 2004)

U n q uadro teo rico di riferim en to p e r questo studio pu essere definito ten e n d o conto delle
prospettive sem iotiche, degli studi sul contatto linguistico, degli studi di linguistica acquisizionale
e di glottodidattica. E quindi o p p o rtu n o rifarsi, da u n a parte, agli studi che descrivono i processi
di a p p ren d im en to attraverso le tap p e dello sviluppo interlinguistico e, dallaltra, agli studi che
definiscono la co m p eten za a cui devono arrivare gli ap p ren d en ti p er gestire lin terazio n e nei
diversi scam bi sociali e com unicativi p er giungere a una didattica di tipo acquisizionale (Vedovelli,
V illarini 2003) che ten g a conto dello sviluppo della com petenza linguistico-com unicativa degli
apprendenti stranieri e individuare interventi didattici che tengano conto di questi processi, cercando
di conciliare il piano teorico e descrittivo con quello applicativo-operativo e regolativo.
La scuola dellobbligo rap p resen ta il prim o contesto in cui si devono dare risposte adeguate alle
esigenze di sviluppo sociale e culturale dellim m igrato straniero. M olto stato fatto dopo un prim o
m om ento in cui si cercato di adattare agli stranieri modelli form ativi norm alm ente adottati con
alunni italiani e successivamente avvalendosi di modelli specifici prevalentem ente ispirati a paradigmi
dellintercu ltu ra. Parallelam ente ci si orientati su processi di cam biam ento della professionalit
dei docenti di italiano LI in docenti di italiano L2 attraverso lorganizzazione di corsi di form azione,
m entre le U niversit p er Stranieri di Siena e Perugia hanno attivato corsi di diplom a, di laurea e
scuole di perfezionam ento m irati a form are docenti di italiano L2. Tuttavia ancora frequente
linserimento, nella scuola dellobbligo, di giovani alunni in classi inferiori alla loro e t A tale proposito
interessante lo studio, in fase sperim entale, di Eleonora Fragai (U niversit per Stranieri di Siena)
che prevede di applicare ai giovani immigrati il progetto di educazione linguistica elaborato negli anni
80 da Tullio De M auro e dal suo gruppo di lavoro, il glotto-kit, per conoscere i bisogni degli allievi
e individuare gli specifici obiettivi e i percorsi di form azione.6 La sperim entazione stata svolta a
C ortona (Arezzo) som m inistrando a un piccolo gruppo di allievi stranieri tra i 6 e i 17 anni, inseriti
nelle scuole dellobbligo, questionari socioculturali e prove linguistiche. I dati ricavati, una volta
sottoposti ad analisi statistiche, hanno conferm ato il ruolo rilevante di certi fattori socio-culturali
sul processo di costruzione dellidentit linguistica di bam bini e adolescenti stranieri inseriti nel
contesto istituzionalizzato di apprendim ento. Questo com porta sul piano operativo

lesigenza di riflettere in n an zitu tto sui fenom eni di socializzazione in generale e


sulla necessit di garantire agli allievi stranieri un inserim ento en tro un contesto
di ap p ren d im en to ricco e stim olante, come presupposto fondam entale allo svilu
ppo della com petenza linguistica e com unicativa in L2, dipendente in n an zitu tto
da com ponenti m otivazionali legate al desiderio di appartenenza nei confronti del
gruppo verso cui o rien tato latteggiam ento di identificazione. (Fragai, 2000)

3. Linee com uni per linsegnamento dellitaliano L2


Le recenti indicazioni di politica linguistica del Consiglio dEuropa contenute in un docum ento
che oggi uno stru m e n to im prescindibile p er quanti operano nellinsegnam ento linguistico, il
Common European Fram ew orkfor Languages: Learning, Teaching, Assessment, noto in Italia con il
nom e di Quadro Comune Europeo di Riferimento (QCER), offrono per lorganizzazione e la didattica
un contributo fondam entale p er sviluppo di m odalit condivisibili, creando un linguaggio com une
fra tu tti quanti sono coinvolti in attivit di apprendim ento e insegnam ento linguistico. Chi usa e
apprende una lingua considerato u n agente sociale che deve portare a term ine determ inati com piti
linguistici in circostanze date, in am biente specifico e allinterno di un determ inato campo di azione,
attraverso attivit linguistiche di ricezione, interazione e produzione di testi. Dunque il punto di
partenza di ogni azione didattica basato su u n a visione della lingua come uso allinterno di una
dim ensione sociale e interazionale. Il concetto di com petenza linguistico-comunicativa prevede il
superam ento dellopposizione com petenza linguistica/competenza comunicativa. Difatti la lingua

.Una illustrazione dettagliata dello studio di Fragai reperibile in Studi Emigrazione', anno XXXVII, 2000, n.140 pp.963-980. Ibidem una
bibliografia ragionata di studi sullitaliano degli immigrati in Italia. Per una bibliografia di studi sulla lingua degli emigrati italiani allestero
si veda Studi Em igrazione, anno XXXV, 1998, n.132.
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co n sid erata u n sistem a di usi linguistici che la persona m ette in atto in un dato contesto sociale e
da questo sono condizionati. Lu ten te/ap p ren d en te un soggetto sociale, cio ha u n identit che si
stabilisce en tro il gruppo sociale, e per svolgere i com piti sociali si relaziona agli altri; svolge questi
com piti in u n d eterm in ato contesto che definisce il loro senso (Vedovelli, 2000:38).
La c o m p e te n z a in u n a lin g u a n o n si lim ita p e rta n to al sa p e re in te rm in i di co n oscenza
delle fo rm e e delle sue s tru ttu re , m a di sap er fare di saper agire in d e te rm in a ti co n testi di
com u n icazio n e; n o n q u in d i separabile dalle capacit individuali e nem m eno dalle relazioni
co n te stu a li individuali e collettive, co ncretizzandosi nella processazione di testi, d eterm in ati
a n c h essi dal c o n te sto dellin te ra z io n e e che costituiscono lu n it m inim a di com unicazione.
Nel QCER la co m p eten za linguistico-com unicativa p resen ta ta com e u n continuum articolato
su vari piani e, a seconda del grado di m obilit dellindividuo al suo interno, indice di progressione
della com petenza linguistica. Q uesta potenziale progressione si esplica nellarticolazione in livelli
che, attrav erso i vari descritto ri, form alizzano i diversi gradi di apprendim ento.
Come si gi detto, anche per lapprendim ento dellitaliano il QCER costituisce un importantissimo
stru m e n to se usato com e quadro di riferim ento; p u rtroppo necessario p rendere atto che proprio
i d e sc ritto ri di co m p eten za costituiscono dei possibili rischi per u n utilizzazione im propria del
QCER, se questi vengono recepiti com e stru m e n to prescrittivo, con ricadute m olto dannose in
am bito form ativo. M a p ro p rio in base allarticolazione in livelli tra m ite i vari descritto ri che

possibile sia definire u n modello di obiettivi didattici coerente, trasp are n te e com
pren sib ile a tu tti, sia ogni operazione di valutazione e, in particolare, di tipo certi
ficatorio, p erch i descrittori di ciascun livello diventano il p u n to di riferim ento, il
criterio in base al quale verificare la com petenza raggiunta: condizione necessaria
p e r costru ire prove adeguate e per m isurare e valutare le prestazioni degli a p p ren
d en ti sulla base di ci che i contesti di uso linguistico richiedono.7

Proprio in stretto legam e con le sollecitazioni provenienti dal QCER nascono le certificazioni di
italiano. In particolare, le num erose e dettagliate indagini condotte in seno al C entro di certificazione
CILS dellU niv ersit p er S tran ieri di Siena hanno portato, o ltre alla costruzione di sei moduli
certificatori, alla realizzazione e sperim entazione di moduli differenziati a seconda dei destinatari
p er gli im m igrati adulti in Italia, p er i bam bini e per i ragazzi figli di im m igrati in Italia, per i ragazzi
figli di em igranti italiani allestero, p er gli stranieri adulti che apprendono litaliano allestero e con
tipologie linguistiche lontane dallitaliano (asiatici) e infine per gli anziani. Il C entro CILS ha ricevuto
dal Consiglio dE uropa, in collaborazione con il M inistero dellIstruzione U niversit e Ricerca e
con il M inistero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Label europeo 2004, riconoscim ento per i
prodotti pi innovativi nel cam po della diffusione e dellinsegnam ento delle lingue, p erla ricerca e la
sperim entazione che ha condotto alla progettazione dei m oduli certificatori p e r i livelli A l e A2.

7. M. Barni, in Vedovelli M, (a cura di), (2005) M anuale della Certificazione dellitaliano L2, Carocci, Roma.
Per q u an to riguarda litaliano, il fatto che esistano pi certificazioni, com e del resto accade per
altre lingue (inglese, francese, russo, ecc.), n on deve essere letto com e occasione di confusione
e d iso rie n ta m e n to , m a al c o n tra rio com e fenom eno che nella m oltep licit anche garanzia
di eticit, se acco m p ag n ato da u n a so llecitazione alla ricerca scientifica, al d ib a ttito e alla
tra sp a re n z a delle scelte te o ric h e e o p erativ e a d o ttate . Del re sto anche le politich e eu ro p ee
te n d o n o a sollecitare la m o ltep licit delle offerte form ative e valutative in u n a p ro sp e ttiv a di
approfondim ento sulla verifica e valutazione della com petenza linguistico-com unicativa basata
su c rite ri condivisi e tra sp a re n ti. E d u nque auspicabile che lofferta c ertificato ria rim anga in
questa dim ensione di m olteplicit. Solo con la m olteplicit dellofferta sar infatti possibile dare
spazio alla p lu ralit, al dialogo e al confronto; in caso co n trario si rischierebbe di dare spazio
a o p erazio n i m e ra m e n te p o litich e o com m erciali che no n risp o n d ere b b e ro alle con d izio n i
necessarie p e r lo sviluppo di u n a societ dem ocratica.

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