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Aristotele e il suo tempo

La vita di Aristotele si svolge in un epoca di transizione


caratterizzata dalla crisi del sistema politico della poleis e
dallavvento con Alessandro Magno di una monarchia universale la
macedonia situata a nord della Grecia abitata da pastori e
montanari simili ai greci per stirpe e lingua ma considerati barbari.
Il re Filippo aprofitta della guerre fra le varie citt greche e scende
verso sud. Si apre cos un aspro confronto tra filomacedoni e
antimacedoni: i primi accettano legemonia di Filippo sperando che
possa portare la pace tra le poleis. Acceso antimacedone invece
Demostene il quale con le sue famose Filippiche (contro Filippo)
sostiene la necessit di una coalizione di citt greche contro Filippo.
Il piano di Demostene fallisce e Filippo riesce a conquistare la
Grecia.

Alla morte di Filippo il figlio Alessandro prende il potere con lui si


afferma uno stato retto da un unico che governa popoli
delloccidente e delloriente. Alessandro infatti prima conquista la
Fenicia, la Siria, lEgitto (fonda Alessandria), conquista limpero
persiano; poi si spinge fino alla foce dellindo e occupano lIndia.

La distinzione tra greci e barbari viene barbari; Alessandro si


considera padre di tutti i suoi sudditi e promuove lintegrazione fra
le diverse popolazioni nel 323 muore.

Una nuova stagione culturale

La civilt della polis si diffonde nelle pi lontane regioni dellimpero


di Alessandro: larte, la letteratura, la scienza e la religione della
Grecia entrano nelleducazione nei ceti pi elevati. La Koin, lingua
comune basata sul dialetto antico, si afferma in tutto limpero.
lepoca di una straordinaria fioritura in diversi campi della vita
intelettuale: arti figurative, letteratura, teatro, scienze, filosofia,
ecc

Si afferma definitivamente la scrittura sulla oralit:

Il libro diventa il principale strumento di comunicazione grazie


anche alla grande produzione del papiro egiziano e poi della
pergamena.
La vita di Aristotele

Aristotele nasce nel 384 a.C. a Stagira: il padre svolgeva la


professione di medico. La vita si divide in 3 periodi:

primo periodo: comprende i 20 anni da lui trascorsi


nellaccademia platonica da cui esce solo alla morte del maestro.

Secondo periodo: si apre nel 343 quando chiamato alla corte


del re Filippo per fare da precettore ad Alessandria.

Terzo periodo: si apre con lassassinio di Filippo e lascesa al trono


di Allessandro nel 336. Aristotele torna da Atene dove fonda una
scuola nel liceo in seguito chiamato Peripato (luogo dedicato alle
passeggiate). Alla morte di Alessandro nel 323 il filosofo deve
fuggire da Atene e si reca al Calcide dove muore.

Le opere

Le opere id Aristotele sono gli scritti acroamatici cio destinati agli


ascoltatori soprattutto frequentatori del liceo questi scritti sono stati
chiamati esoterici cio interni rivolti agli iscritti del liceo.

Sono invece andati perduti gli scritti destinati alla pubblicazione,


chiamati essoterici. Rimangono solo alcuni frammenti.

Gli scritti acroamatici pongono problemi di grande complessit in


quanto presentano stili e contenuti molto diversi.

Gli scritti di Aristotele rimasti inediti dopo la morte filosofo furono


ritrovati nel primo secolo a.C. e riordinati da Andronico di Rodi le
opere di Aristotele sono ordinate e raccolte in vari gruppi: Logica,
Fisica, Filosofia prima, Psicologia, Etica, Politica, Retorica e Poetica.

IL SISTEMA DEL SAPERE

Tutti gli uomini per natura tendono alla conoscenza. Limpulso a


conoscere si realizza grazie alla ragione che distingue gli uomini da
ogni altro essere vivente e conduce alla sapienza.

Lattivit conoscitiva ha origine dalla meraviglia, dallo stupore


difronte allinfinita variet delle cose.
Il percorso della conoscenza muove dalla sensazione; la sensibilit
non solo degli uomini ma propria di tutti gli animali. Solo alcuni
tra gli animali possiedono la memoria cio la capacit di conservare
il ricordo delle sensazioni passate. Solo gli uomini poi sono in grado
di unificare i tanti ricordi in una esperienza.

Al disopra dellesperienza vi sono larte e la scienza, saperi che


hanno per oggetto luniversale.

Ma qual la differenza tra arte e scienza? In anzi tutto le tecniche


sono finalizzate allutilit, mentre la scienza ha come scopo soltanto
la conoscenza. La scienza non si limita al che della cosa ma
cerca di individuare il perch.

La scienza pi alta la sapienza che studia e conosce le cause e i


principi primi. Essa un sapere disinteressato, cercato per s stesso
e non in vista di qualche utilit.

Le scienze teoretiche, pratiche, poietiche

Aristotele distingue i saperi in 3 gruppi di discipline: teoretiche,


pratiche e poietiche.

1) Le scienze teoretiche (da teoria=contemplazione) hanno come


oggetto ci che necessario (ci che sempre ha un modo)
ossia una realt che non pu essere diversa da come
effettivamente . Esse seguono un rigoroso metodo
dimostrativo es. la geometria e le sue dimostrazioni. Tali
scienze costituiscono un sapere disinteressato.

Le scienze teoretiche sono:

La matematica che ha come oggetto di studio i numeri e le


figure geometriche;
La fisica o filosofia seconda;
La filosofia prima o teologia;

le discipline teoretiche si affermano quando le comodit della


vita sono

garantite.
2) Le scienze pratiche (da praxis=azione) comprendono sia letica
che la politica e riguardano la condotta delluomo. Esse
cercano di indicare quale sia il bene per luomo e per la citt.
Tali scienze hanno come oggetto il possibile cio situazioni e
processi che potrebbero essere diversi da come sono.
3) Le scienze poietiche (da poiesis=produzione) comprendono sia
le tecniche sia le arti belle e riguardano la produzione e
manipolazione di oggetti. Tali scienze vengo apprezzate per la
loro utilit poich ci consentono di fare ci che la natura non
sa fare.

La filosofia prima

LA METAFISICA E IL SUO OGGETTO


Nel corso dei secoli il significato attribuito alla metafisica di
Aristotele quello di un sapere filosofico che si occupa di ci che
al di l del mondo della natura.

La filosofia la pi nobile e perfetta tra le scienze teoretiche. Le


definizioni proprie delle metafisica sono 4:

Scienza delle cause e dei principi primi;


Scienza dellessere in quanto essere;
Scienza della sostanza;
Scienza della sostanza immobile o Dio;

la critica alla teoria platonica delle idee

Aristotele respinge la teoria Platonica delle idee perch la ritiene


incapace di costituire un valido principio di spiegazione, in quanto
separa il mondo delle Idee da quello del Divenire. Elabora invece
una teoria dellimmanenza, per la quale lessenza delle cose
sta nelle cose stesse e ne costituisce la struttura ultima.

Lessere si dice in molteplici significati

Aristotele nega sia che lessere possa intendersi in un solo modo


(come pretendeva Parmenide) sia che possa identificarsi con le
sole Idee (come pensava Platone). Aristotele ritiene invece che
lessere si presenti in molti modi diversi e dunque si dica in
molteplice significati. Al tempo stesso i diversi significati del
termine essere mostrano di avere un fondamento comune, cio
qualcosa a cui tutti fanno riferimento (esempio del termine sano).
La dottrina della molteplicit dei significati del termine essere
costituisce unimportante innovazione della metafisica
aristoteica.

Lessere come sostanza

Ma qual il fondamento comune ai molteplici significati


dellessere secondo Aristotele tale significato costituito dalla
sostanza. La sostanza una cosa reale, cio qualcosa di
determinato, di concreto a cui sono connesse diverse
determinazioni: dimensioni, qualit, relazioni, ecc (esempio,
sostanza un cavallo a cui sono connesse le qualit dellessere
bianco, veloce, giovane, ecc..).

Aristotele riconosce 10 fondamentali modi di essere della realt


da lui chiamati categorie: sostanza, quantit, qualit, relazione,
luogo, tempo, situazione, avere, agire, patire.

Esempio: Di Socrate (sostanza) si potrebbe constatare che alto


un metro e settanta (quantit), bruno (qualit), pi basso di
un altro (relazione), si trova in casa (luogo), in questo momento
(tempo), seduto (situazione), ha un libro (avere),che legge
(azione) e da cui attratto (passione).

La metafisica cio la scienza dellessere in quanto essere


(ontologia) essenzialmente la scienza della sostanza.

La sostanza come sinolo di materia e forma

Ogni sostanza individuale una realt complessa cio un sinolo


(unione) di materia e forma:

-La materia il principio indeterminato e informe;

-La forma la configurazione di quella materia cio lessenza.

Ci che reale la sostanza come individuo, come insieme


indivisibile di materia e forma. Reali sono solo gli individui
concreti cose, animali, piante.
LESSERE E IL DIVENIRE

Secondo Aristotele tutto il divenire si spiega come un passaggio da


un modo di essere allaltro cio dallessere in potenza allessere in
atto, e dal non essere allessere.

La potenza costituisce semplicemente una possibilit non ancora


realizzata;

Latto non altro che la realizzazione di quella possibilit;

Un blocco di marmo una statua in potenza cio ha la possibilit di


diventare statua (una possibilit fra le altre in quanto potrebbe
anche essere trasformato in colonna). Quando il blocco di marmo
stato scolpito in statua, possiamo dire che esso divenuto la statua
in atto cio ha acquistato la forma di statua.

Non esiste creazione dal nulla ma la creazione di una sostanza un


passaggio dalla potenza allatto.

Le 4 cause del divenire

La conoscenza dei processi naturali conoscenza delle cause che li


determinano. Con il termine causa Aristotele si riferisce a tutte le
condizioni che rendono possibile il divenire.

Vi sono 4 tipi di cause:

Causa materiale: ci di cui un essere costituito, la sua


materia (il marmo della statua);
Causa formale: lessenza di una cosa (la forma della statua
impressa nel marmo);
Causa efficiente o motrice: ci da cui ha inizio il
cambiamento (lazione dello scultore sul marmo);
Causa finale: lintenzione che muove lo scultore a lavorare il
marmo per realizzare la statua;

sostanze sensibile e sostanze sopra sensibili


Mentre lIdea platonica una essenza separata, trascendente, per
Aristotele la forma immanente alla cosa stessa, la sua struttura
costitutiva.

Per Aristotele il mondo delle sostanze si distribuisce su 3 livelli:

Sostanze sensibili corruttibili: le realt del mondo


terrestre;
Sostanze sensibili incorruttibili: i cieli e tutti i corpi
celesti;
Sostanze sopra sensibili, intelligibili: le intelligenze
che muovono le sfere celesti e Dio che a capo della
gerarchi di queste sostanze e pur essendo immobile tutto
muove attraendolo a se.

I primi due tipi di sostanza sono oggetto della fisica, il terzo delle
metafisica in quanto teologia.

Dio come motore immobile

Per Aristotele i piani dellessere sono 2:

Uno sensibile caratterizzato dalla materi a e del divenire;


Laltro soprasensibile, immune da ogni divenire in quanto
privo di materia;

Questo superiore al primo ed il vero oggetto della filosofia prima


in quanto teologia.

In che modo Aristotele giunge a Dio?

Il mondo un mutamento continuo. Ma poich il movimento delle


cose eterno, deve esistere un principio primo che lo determina.

Questo principio del movimento viene identificato Motore


Immobile delluniverso, con un sostanza pura, sopra sensibile, che
tutto trascende e tutto muove: Dio.

La causa prima del movimento non pu essere mossa da unaltra


perch non sarebbe pi una causa prima.
A Dio, come causa prima del divenire, appartiene solo latto non la
potenza: egli atto puro, pura forma priva di materia e, in quanto
immateriale, pensiero. A Dio infatti appartiene la vita pi
eccellente e perfetta, quella del puro pensiero.

Ma qual loggetto del pensiero di dio?

Lintelligenza divina PENSIERO DEL PENSIERO, pura auto


contemplazione e auto coscienza.

Dio muove il mondo come causa finale: un fine a cui luniverso


tende come a unidea assoluta di perfezione che tutto attira a s.

Dio si pone quindi al culmine della gerarchia dellessere, d unit e


ordine al mondo anche se influisce su di esso solo come fine.

Proprio in quanto causa e principio primo, Dio oggetto della


filosofia prima o metafisica che in tal modo si configura come
teologia.

LA FISICA
LA FISICA COME TEORIA DEL MOVIMENTO

Gli scritti di fisica si presentano come una raccolta di trattati


autonomi, composti in periodi e stili diversi.

La fisica di Aristotele diversa da quella moderna perch non ha un


impianto matematico, non d spazio alla sperimentazione, non d
luogo a leggi.

Nella fisica Aristotele affronta lo studio della natura nei suoi aspetti
pi generali (movimento, spazio, tempo, infinito).

Lindagine aristotelica si estende ad ogni ambito della natura: ai


cieli come alla terra, alle sostanze inorganiche come ai viventi e
riguarda gli animali, le piante e lo stesso essere umano.

La fisica scienza della natura cio di tutte le sostanze materiali,


sensibili, caratterizzate dal movimento.
A differenza di Platone, Aristotele sostiene la possibilit di una vera
e propria scienza della natura, capace di comprendere i principi e le
cause delle cose.

UNA FISICA FINALISTICA E QUALITATIVA

Limpostazione della fisica aristotelica finalistica nel senso che per


lui tutto nella natura agisce in vista di un fine che il BENE. Il bene
di ogni essere naturale consiste nel suo buon funzionamento e nel
suo pieno sviluppo.

La fisica di Aristotele una fisica qualitativa in quanto non studia gli


aspetti quantitativi della natura ma studia il movimento dei corpi in
relazione ai loro elementi o qualit costitutivi.

ELEMENTI E MOVIMENTI DELLA NATURA

La natura divisa in 2 realt: quella celeste e quella detta


sublunare o terrestre.

Gli elementi del mondo sublunare sono 4: la terra, lacqua, laria


e il fuoco che combinandosi tra loro determinano la composizione
delle sostanze.

Invece i corpi celesti, incorruttibili, sono costituiti da un quinto


elemento: letere o quinta essenza.

Quanto ai tipi di movimento Aristotele ne individua 4:

Movimento locale (es. la caduta dallalto di un oggetto)


Movimento qualitativo (es. il diventar freddo di un corpo
caldo)
Movimento quantitativo (es. la crescita verso lalto di una
pianta)
Movimento sostanziale (es. la nascita o la morte di un essere
vivente)

Di tali movimenti quello pi importante il movimento locale che a


sua volta puo essere di 3 tipi:

Rettilineo verso il basso (verso il centro del mondo)


Rettilineo verso lalto (dal centro del mondo)
Circolare (intorno al centro del mondo)
La terra e lacqua si muovono naturalmente verso il basso, laria e il
fuoco verso lalto.

Invece nel cielo letere si muove di moto circolare: questo pi


perfetto in quanto non ha mai termine ed eterno.

LA FISICA CELESTE

La teoria dei cieli o astronomia una scienza ibrida collocata a


met strada fra le discipline matematiche e quelle fisiche.

Per la sua teoria dei cieli Aristotele utilizza il modello geometrico di


Eudosso di Cnido, matematico dellaccademia platonica.

Aristotele trasforma il modello geometrico di Eudosso in una


descrizione fisica delluniverso estremamente complessa, in cui 55
sfere ruotano mosse da una intelligenza divina.

Il moto degli astri quello perfetto cio circolare e la forma


delluniverso quella di una sfera che anche essa perfetta in
quanto ogni punto equidistante dal centro.

La Terra al centro delluniverso ed immobile. I pianeti e il sole


ruotano intorno alla Terra secondo orbite diverse.

Questa teoria rielaborata da Tolomeo giunger in epoca moderna


fino a Copernico e Galileo che la metteranno in discussione

LA FISICA TERRESTRE

Il peso e i luoghi naturali

Per Aristotele ogni elemento ha un proprio luogo naturale: al


centro in basso vi lelemento terra, poi pi in alto vi sono tutti gli
altri elementi, prima lacqua, poi laria e in fine il fuoco.

Il peso determina il luogo naturale di un elemento: maggiore per la


Terra, esso decresce negli altri elementi (acqua, aria e fuoco.

Ogni elemento, se viene strappato dal suo luogo naturale con un


movimento violento, tende a tornarvi.

Lo spazio e la negazione del vuoto


Come ogni elemento occupa un luogo naturale, anche i corpi
occupano un luogo.

Aristotele distingue il luogo comune, che un corpo condivide con


altri, e il luogo proprio, occupato esclusivamente da quel corpo.

Per tanto lo spazio non altro che la somma di tutti i luoghi


occupati dai corpi.

Quindi il vuoto non esiste perch non esiste uno spazio vuoto e
senza corpi, un luogo in cui non ci sia nulla.

Il tempo come misura del movimento

Se le sostanze sensibili si muovono nello spazio, ogni loro


mutamento si svolge nel tempo. Il tempo una propriet del
movimento: da qui la celebre definizione aristotelica secondo cui
il tempo il numero del movimento secondo il prima e il poi.

Lanima delluomo la condizione del tempo, senza di essa non


potrebbe esserci il tempo.

Il tempo connesso al divenire, al mutamento delle cose.


Luniverso non soggetto al tempo, eterno

Linfinito in potenza e la finitezza del mondo

Il concetto di infinito secondo Aristotele non in s assurdo, purch


lo si intenda come infinito in potenza e non in atto. Questo il caso
dellinfinito matematico: per quante unit aggiungiamo ad un
numero, possiamo sempre aggiungerne una senza trovare alcun
limite.

Aristotile nega dunque che vi sia un infinito in atto. In atto esiste


solo il finito: linfinito imperfetto e solo il finito compiuto e
realizzato

LA BIOLOGIA

La biologia il settore della scienza fisica a cui Aristotele si


maggior mente dedicato, ottenendo risultati straordinari.

La biologia aristotelica si presenta come descrizione di processi e


fenomeni propri ad un gran numero di esseri viventi, direttamente
osservati da lui e dai suoi discepoli. Su tali osservazioni stata
basata la classificazione in generi e specie, adottando il metodo
della differenza specifica.

Per Aristotele ogni forma o specie eterna, immutabile. Attraverso


la riproduzione le piante e gli animali trasmettono la stessa eterna
forma della specie. Nellatto del concepimento il maschio a
trasmettere la forma al nuovo individuo mentre la madre si limita a
fornire la materia.

Ogni organo corporeo esiste solo in vista dello svolgimento di una


determinata funzione: la funzione spiega lorgano e consente di
capire perch sia fatto in un certo modo e non in un altro. Gli organi
sono strumenti il cui scopo la vita dellorganismo. La vita dunque
la causa finale del funzionamento degli organi.

PSICOLOGIA E TEORIA DELLA CONSCIENZA

Lanima come forma del corpo

Per Aristotele lanima il principio delle funzioni vitali degli esseri


viventi. La nozione di anima perde cos la connotazione
sovrannaturale ed assume un significato biologico: non solo luomo
ma ogni essere vivente ha unanima.

La forma che rende il corpo capace di vivere o lo distingue da un


semplice aggregato di materia ci che Aristotele chiama anima.

Rispetto allorganismo vivente lanima nello stesso tempo causa


formale, finale, e motrice:

Causa formale: lanima forma del corpo e senza quella


forma il corpo non vive solo materia inerte. Lanima non
una entit prigioniera del corpo, come affermava Platone;
anima e corpo sono due aspetti costitutivi e inscindibili della
singola sostanza vivente.
Causa finale: lanima il fine; la ragione di essere degli
organi e delle loro funzioni la vita.
Causa motrice: lanima il fattore determinante
dellorganismo vivente.

Le funzioni dellanima
Tra le anime dei viventi Aristotele istituisce una gerarchia in base
alla complessit delle funzioni:

Al livello inferiore di complessit si trova lanima vegetativa,


le cui funzioni elementari (riproduzione, nutrizione e crescita),
sono comuni a tutti gli esseri viventi.
Ad un livello superiore si colloca lanima sensitiva, grazie alla
quale gli animali, oltre a generare e a nutrirsi possono
percepire, desiderare e muoversi nello spazio.
Al livello pi elevato in fine vi lanima intellettiva o
razionale, che attribuibile solo a gli essere umani.

Il processo conoscitivo

Per Aristotele, a differenza di Platone, la conoscenza ha il suo


fondamento nellesperienza sensibile. Egli nega che nel uomo vi
siano conoscenze antecedenti la sensazione.

Da questo punto di vista si pu affermare che lanima umana


simile ad una tabula rasa nella quale non vi alcun segno.
Lindividuo attraverso i cinque sensi percepisce le qualit di
unoggetto, le forme sensibili, subendone limpressione e
conservandone linformazione nella memoria.

Le forme sensibili acquisite mediante il contatto con gli oggetti


esterni si depositano quindi nella memoria. Queste possono essere
liberamente richiamate attraverso limmaginazione, anche senza
la presenza delloggetto esterno: sulle immagini sensibili opera
lintelletto che da esse astrae le forme intellegibili (essenze) delle
cose.

Lintelletto in atto e la questione dellimmortalit dellanima

Le nostre facolt sensitive sono in potenza; questa potenzialit


viene tradotta in atto grazie al contatto con loggetto esterno.

Lintelletto secondo Aristotele in potenza in tutte le cose: quindi


un intelletto potenziale.
Ma perch avvenga il passaggio dalla potenza allatto ed avvenga
cos lintellezione, necessario lintervento del intelletto
agente o produttivo.

Lintelletto agente dunque il principio attivo del pensare cio


la facolt mediante la quale lanima dellindividuo passa da una
conoscenza in potenza ad una conoscenza in atto.

Lintelletto agente e immortale; ma poich il pensiero umano non


pu essere esercitato senza il corpo sembra che si debba escludere
la possibilit che lanima sopravviva alla morte del corpo (come
diceva Platone), poich corpo e anima sono talmente legati luno
allaltra che, morto uno, non pu che morire anche laltra.

La natura degli enti matematici

La terza scienza teoretica la matematica (di cui fanno parte


laritmetica e la geometria) che studia gli aspetta quantitativi della
realt i numeri e le figure geometriche rappresentano soltanto un
aspetto della realt sensibile, sono cio di fatto un propriet delle
cose.

I numeri e le figure geometriche sono solo potenzialmente


separabili dalle cose sensibili. Ci avviene mediante un
procedimento chiamato astrazione, con cui lintelletto isola le
dimensioni quantitative considerandole e studiandole come se
fossero una realt a s, se bene non siano separabili da esse.

LA LOGICA
LORGANON DELLA SCIENZA
Aristotele scopre un nuovo campo di indagine: la logica. Il termine
non di Aristotele che in vece usava il termine analitica.

La logica (o analitica) non si occupa di un qualche aspetto della


realt, ma della forma dei ragionamenti validi e in particolare
della dimostrazione. E dunque uno strumento (organon) per
qualsiasi scienza.

Il nucleo centrale della logica costituito dalla teoria del


sillogismo, ovvero del ragionamento le cui conclusioni discendono
necessariamente dalle premesse iniziali.

La logica aristotelica si articola in due parti:

Lapodittica studia i ragionamenti che muovendo da


premesse vere giungono a conclusioni anche esse vere.
La dialettica studia i ragionamenti che muovono da
premesse probabili e giungono a conclusioni dello stesso tipo.

la logica non si occupa di tutti i discorsi ma soltanto di quelli


apofantici, cio discorsi che affermano o negano qualcosa di
qualcosaltro e che possano essere veri o falsi.

I termini universali e le categorie

Lo scopo della ricerca scientifica non lopinione, ma la verit a cui


si giunge mediante la dimostrazione.

I fattori della dimostrazione sono 3:

I termini (soggetto e predicato)


Le proposizioni (i giudizi)
I ragionamenti (sillogismi)

I termini sono gli elementi (il soggetto il predicato) da cui


composta qualsiasi preposizione.

I termini possono essere universali oppure individuali.

I termini che costituiscono le proposizioni possono essere ricondotti


ad un numero limitato di concetti generali che Aristotele chiama
categorie.
La classificazione aristoteliche prevede 10 categorie: sostanza,
quantit, qualit, relazione, luogo, tempo, situazione,
avere, agire e patire.

Ad ogni singolo duomo che sostanza si possono attribuire diverse


caratteristiche affermando che alto un metro e settanta
(quantit), bruno (qualit), pi alto di un altro (relazione), si
trova in casa (luogo), in questo momento (tempo), in piedi
(situazione), ha un libro (avere), che legge (azione), e da cui
attratto (passione).

Le proposizioni o giudizi la proposizione lespressione verbale


del giudizio. Secondo la qualit, una proposizione pu essere
affermativa (Socrate un uomo) o negativa (Socrate non un
gatto).

Secondo la quantit una proposizione pu essere particolare (alcuni


uomini sono filosofi) o universale (tutti gli uomini sono bipedi).

Vi sono 4 tipi generali di proposizione:

Universale affermativa (tutti gli uomini sono mortali)


Universale negativa (nessun uomo immortale)
Particolare affermativa (alcuni uomini sono sapienti)
Particolare negativa (alcuni uomini non sono sapienti)

LA DEFINIZIONE

Tra i giudizi il pi importante il giudizio definitorio (definizione)


che indica il che cos di una determinata cosa.

Il giudizio definitorio si costruisce con riferimento a generi e


specie: il genere ha una maggiore estensione (esempio il genere
dei felidi); la specie ha una estensione minore ma ha una maggiore
comprensione.

Una definizione corretta deve indicare sia il genere prossimo, sia


la differenza specifica.

Se vogliamo dire che cos lessere umano dobbiamo individuare il


genere prossimo, che animale e in pi indicare la differenza
specifica della razionalit, caratteristica assente nelle altre specie
animali; per tanto per Aristotele luomo un animale razionale.

IL SILLOGISMO

La connessione logica dei giudizi costituisce i ragionamenti o


argomentazioni, procedimenti medianti i quali da alcune
premesse si ricava una conclusione.

Il ragionamento di tipo induttivo muove da premesse particolari


per giungere ad una conclusione generale.

Il ragionamento di tipo deduttivo muove da premesse generali per


giungere ad una conclusione particolare.

Tale procedimento viene chiamato da Aristotele viene chiamato


sillogismo.

Se affermiamo che (a) ogni animale mortale

E che (b) ogni umo animale

Dobbiamo concludere che ogni uomo mortale

In questo ragionamento (a) costituisce la premessa maggiore, (b)


la premessa minore e (c) la conclusione.
LA FILOSOFIA PRATICA

LA RIFLESSIONE SULLA CONODTTA UMANA

Lo scopo delle scienze pratiche non la contemplazione della


verit ma la migliore condotta umana.

La riflessione sulla condotta umana viene svolta dalletica sul


paino individuale, dalla politica sul piano della vita associata
luomo non pu vivere isolato dagli altri ma ha bisogno sempre del
rapporto con i propri simili.

Luomo lunico animale ad essere politico, poich possiede la


ragione e la parola.

Lunione con gli altri uomini necessaria perch non solo gli
garantisce la sopravvivenza ma anche perch gli consente di
organizzarsi. Il fine della poleis di permettere, oltre al vivere,
anche il vivere bene, determinando le condizioni per un esistenza
felice. La natura umana si realizza pienamente solo dentro la
societ, mai fuori di essa.

IL FINE DELLAGIRE UMANO E LA FELICITA

Tutti gli uomini cercano la felicit che il bene supremo, e non la


troveranno che nella perfetta virt.

Tutti affermano di volere la felicit, ma non sono concordi nel


indicare in che cosa consista.

La maggioranza degli uomini ritiene che la felicit consista nel


piacere e nel godimento; in tal modo essi conducono una
esistenza degna delle bestie.
Alcuni pongono la felicit nellonore cio nel prestigio e nella
considerazione che derivano dalla partecipazione alla vita
politica.
La vita pi assurda quella spesa ad accumulare ricchezze,
nellillusione che queste costituiscano la felicit.
Solo chi sceglie la vita contemplativa, cio la ricerca
disinteressata della verit, conduce una resistenza degna di
un uomo.

Per tanto mentre la maggior parte degli uomini tende a ricercare


piaceri o onori o ad accumulare ricchezze, per Aristotele la felicit
consiste nella piena e perfetta realizzazione dellanima razionale.

In fatti poich ci che distingue luomo dal animale la ragione, ne


consegue che

solo in una vita condotta secondo ragione luomo realizza se stesso.

LETICA

LA VIRTU E LANIMA

Anche nelletica Aristotele evidenzia una significativa differenza


rispetto a Platone.

Mentre letica di Platone era comunitaria, Aristotele d alla sua


etica un tratto individuale.

Secondo Aristotele la virt lattivit esercitata dallanima


intellettiva o razionale.

Vi possono essere due tipi di virt: le virt etiche e le virt


dianoetiche.

Le virt etiche

Le virt etiche riguardano il comportamento le azioni del soggetto


umano.

Il criterio che distingue il comportamento virtuoso il giusto


mezzo.

Ad esempio non si pu chiamare coraggioso chi ha paura di ogni


cosa ma neppure chi non teme nulla; coraggioso solo chi sa
valutare i rischi e li affronta con cognizione di causa e quando
strettamente necessario.

La virt si fonda sullabitudine, sul ripetuto compimento di azioni


di un determinato tipo. Le virt sono modi essere acquisiti (non
innati) e consolidati attraverso leducazione e lesercizio.

In tal senso non sufficiente conoscere il bene per riuscire a farlo;


occorre compiere delle azioni virtuose per diventare virtuosi.
Aristotele afferma dunque che si diventa giusti, coraggiosi,
temperanti solo compiendo atti giusti, coraggiosi temperati; non
una differenza da poco, se fin dalla nascita veniamo abituati in un
modo piuttosto che in un altro.

Leducazione per tanto importantissima, anzi tutto.

La giustizia

Nellambito delletica, Aristotele dedica una trattazione particolare


alla giustizia e alla amicizia.

La giustizia infatti la pi importante delle virt etiche.

Aristotele distingue una giustizia commutativa ed una giustizia


distributiva:

La giustizia commutativa consiste nel dare a ciascuno in


parti assolutamente uguali: compensi e pene devono
stabilire una piena uguaglianza, devono corrispondere
esattamente alle cose scambiate oppure alla gravit del reato.
La giustizia distribuita consiste nel dare a ciascuno in
proporzione ai suoi meriti: onori, ricchezze vengono ripartiti
secondo un rapporto proporzionale al valore e ai meriti di
ciascuno.

Lamicizia
Secondo Aristotele lamicizia una dimensione costitutiva
delluomo, poich questi un essere socievole.

Lamicizia necessaria alla vita: non tanto per sopravvivere ai


bisogni elementari dellesistenza attraverso la cooperazione di pi
persone, quanto per vivere bene quindi per essere felici.

Con il termine amicizia Aristotele indica la sfera degli affetti.

Il filosofo distingue 3 generi di amicizia a seconda che questa si basi


sul piacere, sul utile o sulla virt.

Lamicizia basata sul piacere o sullutile inferiore a quella basata


sulla virt; quando basata sul piacere e sullutile lamicizia risulta
meno salda e duratura perch permane solo fino a quando si
potranno scambiare utilit e piacere.

Lamicizia migliore quella fra persone virtuose: essa stabile e


duratura poich disinteressata: laltro viene amato per s stesso per
la sua bont e il suo valore, non in vista dei vantaggi o dei piaceri
che pu procurare.