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Sullutilit e il danno della storia per la vita.

Altri testi, prima di questo, permettono una critica allepoca contemporanea (nella
nascita della tragedia si interroga sullequilibrio, ormai sfaldato tra apollineo e
dionisiaco. Uno dei due prevale sullaltro, rompendo la sintesi che si era creata). Lopera
trattata definita dallautore stesso una considerazione inattuale, in lingua originale
Un zeit gemasse dove gemasse propriamente sta per conforme, quindi quelle
proposte sono considerazioni letteralmente non adatta al tempo. La prima inattuale
dedicata a David Strauss, un teologo protestante, inizialmente importante per Nietzsche
fino a che non fu solo il rappresentate di una cultura ostile allautore. Non mancano elogi
di personaggi considerati inattuali ma positivi nel loro essere come Schopenhauer a cui
dedicata la terza considerazione e Wagner (quarta). La seconda inattuale una delle pi
importanti in quanto tratta largomento storico, non considerata unopera a s stante,
ma va letta alla luce delle precedenti e delle seguenti. Fa anche parte di un insieme non
evidente che la mette in stretta relazione con i grandi testi inediti che Nietzsche compose
in quegli stessi anni. Al di l dei postumo troviamo due opere importanti, composte tra il
1872 e il 1873, verit e menzogna in senso extramorale e filosofia nellepoca tragica dei
greci. Titoli e sottotitoli hanno grande importanza, il titolo stabilisce una relazione e
polarit tra due concetti base, come la storia e la vita, scelta curiosa visto che possiamo
considerarli due termini eterogenei. La storia considerata dal punto di vista della vita,
uno termine di criterio di giudizio dellaltro. La vita ci fornisce gli strumenti per
giudicare la storia che verr giudicata in base al rapporto con la vista stessa. Per parlare
di Storia due sono i termini utilizzati in tedesco:

Historie: legata al discorso sulle rest gestae, interpretazione della Geschichte


(termine usato nel titolo dellopera)
Geschichte: relativo alle res gestae, alla storia legata alle azioni compiute dagli
uomini. (azione storica)

Si interroga molto sulle possibili tensioni tra i due termini, il discorso sulla storia
stabilisce connessioni tra res gestae. Il tema centrale dellopera tratta leccesso di storia
inteso come una malattia storica di cui, luomo del nostro tempo fortemente affetto. La
malattia non qualcosa che si contrappone allo stato di salute di un corpo, ma consiste
nelleccesso di un fattore che, di per s, sarebbe salutare. Logica del farmacon. (parola
greca che significa cura e rimedio). Historie non solo rielaborazione della geshishte ma
qualcosa di pi, pu arrivare ad essere considerato un danno per la geshishte stessa. I
fatti del passato non sono fermi, sono frutto di unazione e prescrivono un compito: sono
anche res gerende, cose che devono essere compiute. Lhistoria rerum gestarum
problematica nel passaggio da das geshehen a geschichte. Centrali e decisivi sono sempre
i concetti di vita e di energia creativa: il danno si ha quando la vita bloccata e
lenergia creativa non dunque vivificata, lutilit quando, in conseguenza dellazione
interpretativa della Historie, si verifica il contrario.
importante notare come il filosofo non usi mai i termini positivo, negativo, buono,
cattivo, ma preferisca sempre danno e utilit. Tale scelta si spiega proprio per il fatto
che egli intende porre in luce laspetto interpretativo di ogni processo umano, e dunque
anche della storia. La tesi di Nietzsche, quindi, che leccesso di storia sia un danno per
la vita, noi dobbiamo avere coscienza storica, ma quanto basta per la vita. Leccesso di
storia uccide la vita, la storia utile solo nel momento in cui non prevarica la vita stessa.

Struttura dellopera

1: prologo di carattere generale. (insieme al quarto e decimo ha un profilo teorico


ampio).
2-3: presenta i tipi di storia
4 si sofferma sullequazione di storia e scienza
5-9 enumera i cinque inconvenienti della concezione della storia come scienza.
10: conclusione del discorso.
il tutto preceduto da una prefazione in cui si sofferma soprattutto sul bisogno di storia
e la storia intesa come problema.

Prefazione

Apre la prefazione facendo riferimento ad una lettera di Goethe indirizzata a Shiller in cui
scrive che tutto ci che istruisce soltanto senza accrescere la sua attivit gli solo
odioso: con le parole di Goethe che apre la considerazione sul valore e la mancanza di
storia. Luomo ha s bisogno della storia ma non nel modo in cui ne ha bisogno lozioso,
ne ha bisogno per la vita e per il sapere. Definisce egli stesso la sua una considerazione
inattuale proprio perch cerca di intendere come danno, colpa e difetto la conoscenza
storica della sua epoca. Tutti noi siamo affetti da questa malattia storica e dovremmo
almeno riconoscerlo. Utilizza la filologia per agire in modo inattuale, contro il tempo, sul
tempo e a favore di esso. Parla della sua epoca come se si rivolgesse ad un tempo
passato.

Paragrafo 1

Mette a confronto la vita delluomo e quella dellanimale: la vita animale presenta un


nesso con listante, deriva da uno stato di felicit, nella vita dellanimale sono assenti
noia e tristezza, la loro attivit si svolge entro un orizzonte temporale estremamente
limitato. Lanimale proprio in quanto vive nel presente sempre sincero, gli manca lo
sfondo di duplicit che anche possibilit di menzogna. Si contrappone la condizione
umana, frazionata tra passato-presente-futuro, la sua vita si dilata nel tempo,
soprattutto in direzione del passato, motivo per cui infelice. Luomo non sa che il
presente che sta vivendo una frazione, per definizione incompleto e incompiuto. Viviamo
in un presente che si riversa nel passato che riporta al futuro, tendiamo verso la
nullificazione. Lanimale immemore (condizione che permette il suo essere felice), per
luomo i pochi momenti di felicit di cui gode perch in quellistante
momentaneamente immemore. Ci che ci pi proprio, in quanto uomini, anche ci
che blocca la nostra capacit di vivere. La felicit oblio, uomo incapace di vivere,
passa il tempo a ricordare i suoi ricordi fino al paradosso per cui la memoria diviene un
impedimento totale della vita. Luomo deve imparare a dimenticare nella misura in cui
dimenticare sia utile alla vita stessa, solo loblio permette di vivere e agire e di essere
felici, luomo deve sentire in modo non storico (dimenticare.). La memoria viene
contrapposta alla forza delloblio. Luomo resiste sotto il grande peso del passato, la sua
esistenza solo un esser stato ininterrotto, una cosa che vive nel consumare e negare s
stessa. Se il cercare la felicit che in qualche modo trattiene in vita il vivente e continua
a spingerlo alla vita stessa allora nessun filosofo ha pi ragione del cinico: la felicit sta
solo nel sapere non sentire storicamente, chi non sa sedersi sulla soglia dellattimo
dimenticando le cose passate non sapr mai cosa sia la felicit. Per ogni agire serve oblio,
come per la vita non solo serve la luce ma anche loscurit. possibile vivere senza il
ricordo come avviene per gli animali, ma impossibile vivere in generale senza oblio. Per
poter definire il grado per cui la storia non danno dovremmo conoscere la forza plastica
delluomo (popolo o civilt). Quanto pi la natura intima di un uomo ha radici forti, tanto
pi egli si impadronir del passato. Ci che rende uomo la capacit di 0trasformare
lavvenire in storia. Il paradosso che la vita consiste nellavere una dimensione storica e
che tale dimensione contribuisce a danneggiare la vita stessa. La soluzione sta nei gradi:
ma quale grado di senso storico danneggia? Si delinea un approccio diverso, sfumato. Si
deve comprendere fino a che punto la memoria e lorizzonte non sono nocivi ma utili e il
punto oltre il quale divengono un reale ostalo. Quale il rapporto positivo tra storia e
vita? Interrogativo a cui cerca di rispondere durante la sua opera e cerca di fornire gli
elementi giusti per aiutarci a comprenderlo meglio. Luomo resiste sotto il grande peso del
passato, la sua esistenza solo un esser stato ininterrotto, una cosa che vive nel
consumare e negare s stessa. Se il cercare la felicit che in qualche modo trattiene in
vita il vivente e continua a spingerlo alla vita stessa allora nessun filosofo ha pi ragione
del cinico: la felicit sta solo nel sapere non sentire storicamente, chi non sa sedersi sulla
soglia dellattimo dimenticando le cose passate non sapr mai cosa sia la felicit. Per ogni
agire serve oblio, come per la vita non solo serve la luce ma anche loscurit. possibile
vivere senza il ricordo come avviene per gli animali, ma impossibile vivere in generale
senza oblio. Per poter definire il grado per cui la storia non danno dovremmo conoscere
la forza plastica delluomo (popolo o civilt). Quanto pi la natura intima di un uomo ha
radici forti, tanto pi egli si impadronir del passato. Luomo deve avere la forza di
trasformare la storia passata in storia presente: ma leccesso di storia fa venire meno
luomo. Molti uomini alla proposta di poter rivivere gli ultimi dieci o venti anni
risponderanno di no, ma avranno giustificazioni diverse. Alcuni confideranno in anni
migliori, sono gli uomini storici che con lo sguardo nel passato sono spinti verso il futuro
che infiamma il loro coraggio di misurarsi con la vita, mentre luovo sovrastorico non
vede salvezza nel processo e per lui in ogni momento il mondo completo e tocca il suo
termine.

Paragrafo 2-3

La vita ha bisogno del servizio della storia. Nel secondo paragrafo tratta il bisogno che ha
la vita della storia, lutilit che ne emerge e il possibile danno che pu produrre. Tre tipi
di storia sono del tipo historie, sono modalit di raccontare la storia e, ad ognuna di
esse, corrisponde un bisogno antropologico:

1. Monumentale: storia che occorre alluomo in quanto attivo e ha aspirazioni,


uomo che trova elementi di incitamento allazione dai grandi modelli del passato.
Fa un grande riferimento allantichit classica, ma comunque generalizzato visto
che il modello non arriva necessariamente dallantichit. Individui e popoli quando
devono agire per cambiare qualcosa ci rifacciamo a dei riferimenti che sono venuti
prima di noi. Possiamo essere grandi perch qualcuno lo stato prima di noi:
ancora possibile. La storia ottima maestra perch con il ricordo delle altrui
sventure ci ammonisce a sopportare con fermezza i mutamenti di fortuna. Luomo
attivo fugge dalla rassegnazione e usa la storia come mezzo. Pertanto vivr il
monogramma della loro pi propria essenzavivr perch nessuna posteriorit
potr farne a meno. La sua utilit nella capacit di rendere possibile lazione, le
azioni sono ancora l per noi, (Anna Harendt in Vita activa, azione politica nella
poleis importante non tanto per i risultati ma per il ricordo che lazione stessa
lascia nella comunit.). C il pericolo per cui possa essere falsata o abbellita
nellinterpretazione e avvicinata alla libera invenzione. Ci sono epoche che non
sono in grado di distinguere fra un passato monumentale e uninvenzione mitica.
La storia monumentale inganna con le sue analogie, soprattutto se cade nelle
mani di fanatici. Lo strumento sta nel dire che la grandezza non deve pi essere
creata in quanto gi esiste, la storia monumentale labito mascherato in cui
lodio nei confronti dei potenti del presente si spaccia per ammirazione di quelli del
passato. Quindi, la storia monumentale dovrebbe aiutare a produrre il nuovo, in
eccesso solo un ostacolo al cambiamento storico e alla vita stessa: feticizzare il
passato una maniera per non essere soggetti attivi nel mondo.

Danni nella storia monumentale:

Distacco dal presente, ci proietta in un altrove storico.

Feticismo del passato: atteggiamento dei deboli, si rifanno a grandi modelli del
passato. Non un vero nuovo, ma solo apparente.

Arbitrio nellimmagine del passato.

2. Antiquaria: occorre a colui che custodisce e venera. Il passato non si nutre degli
esempi ma corrisponde in una pietas nei confronti delle generazioni che ci hanno
preceduto e hanno permesso che noi fossimo qui e ora. Non un culto dei grandi
del passato, ma un culto dei nostri antenati, delle generazioni che ci hanno
preceduto e proviamo a preservare, a non far cadere nelloblio. Mantenendo il
passato preserviamo le condizioni di esistenza per coloro che verranno dopo di noi.
Si articola in una dimensione di durata delle generazioni, una storia continua. Il
danno maggiore il finire per venerare qualcosa proprio in quanto elemento del
passato. Finiamo per venerare, dunque, tutto il passato e il fardello cos pesante
che lintero orizzonte occupato dal passato e non riesce pi ad aprire un futuro.
In questo caso presente e futuro sono totalmente privi di valore. Paralizza il
cambiamento.

3. Critica: momento in cui ci rivolgiamo alla storia per criticarla e giudicarla, soffre e
ha bisogno di venerazione, ci sono momenti in cui la storia davvero un peso, il
presente caratterizzato da pregiudizi e violenza, rispetto a questo difficile
giustificare lingiustizia del presente. il bisogno quello di ottenere consapevolezza
del problema della storia, dobbiamo infrangere e dissolvere un passato per poter
vivere. una forma di storia perch si differenzia dallatteggiamento astorico, qui
si tratta di portare la storia davanti ad un tribunale, il che significa analizzarla,
conoscerla, comprenderla per poi condannarla e perch quello che fa lo storico
critico non abolire il passato ma di pensare ad un passato diverso rispetto a
quello che effettivamente stato. Si tratta di provare a pensare cosa la storia
sarebbe stata se alcune eventualit del passato fossero arrivate a noi. Lo storico
critico, quando eccede, non capisce e si illude, che noi siamo inevitabilmente il
risultato di generazioni precedenti. Perde lidentit in quanto la sua identit poggia
sul passato e, il critico, distruggendo il passato (solo in quanto tale) distrugge
anche il futuro.

Storia: Approccio Utilit Danno


delluomo
Monumentale Attivo Immortalit Distacco dal
presente, feticismo e
arbitrio
dellimmagine del
passato.
Antiquaria Preserva e venera Durata Venerazione del
passato in quanto
tale.
Critica Soffre Discontinuit Svalutazione del
passato in quanto
tale.

Dato il concetto di orizzonte, stabilito che la storia sia utile alla vita nella misura in cui
rispetta il limite e tiene di conto la distinzione tra storico e non storico. Leccesso di storia
causa la perdita dellequilibrio e perch tale equilibrio si mantenga serve che una storia
sia di contrappeso allaltra. Ad esempio: la storia monumentale ciclica, quella
antiquaria e critica sono lineari. Leccesso di storia anche uno sradicamento
dallelemento di appartenenza, separare lattivit dallesigenza vitale.

Paragrafo 4

Nel paragrafo quarto passa alla considerazione di un caso particolare che la crisi della
coscienza storica che Nietzsche ravvisa nel suo tempo. Luomo moderno si porta in giro
unenorme quantit di indigeribili pietre del sapere che poi alloccorrenza rumoreggiano
dentro di noi, come avviene nella favola. Lo strano contrasto tra un interno e lesterno che
non corrispondono. Il sapere che viene preso in eccesso, senza fame e contro il bisogno.
Quella che definiamo la cultura moderna non una vera cultura, essa si ferma al solo
pensiero, al sentimento. La vera cultura essere creativi in ogni manifestazione della
vita. Noi moderni non caviamo niente da noi stessi, solo riempendoci e stipandoci di
epoche e conoscenze del passato diventiamo qualcosa degno di considerazione: la cultura
moderna essenzialmente interna (enciclopedia che ha valore per il contenuto e non
laspetto esteriore). Intendere la storia come scienza comporta labolizione dellorizzonte
storico. La storia sempre limitata e quando facciamo storia scientificamente, lorizzonte
perde senso. Ognuno di noi ha un orizzonte diverso e non possiamo parlare di un
orizzonte comune. Lorizzonte presuppone un punto di vista, presuppone una soggettivit
che situata nel mondo. Quando si fa storia come scienza ci si pone dal punto di vista
che non vuole essere legata alla soggettivit, si perde ogni punto di vista, non c un
posto particolare per guardare la storia, ci si fa sguardo puro e osservando la storia in s.
Venga la verit, dovesse pur morire la vita. Nietzsche parla di incapacit di armonizzare il
caos, di dare ordine ad una realt caotica. Lequilibrio della grande riuscita della cultura
greca era consistito nella capacit di armonizzare senza soffocare il caos vitale del
dionisiaco. Oggi una componente iper-razionale ha preso il sopravvento sulle forze vitali
della storia e non riuscito ad armonizzarle, quel caos rimasto tale, non siamo riusciti
ad incanalarlo in maniera armonica per preservare la sua forza vitale. I moderni hanno
la consapevolezza che rispetto loggetto dei loro studi contino meno e possano solo
provare ad immergersi nel passato e provare a memorizzarlo perch di meglio non
possono fare. Si produce una devalorizzazione di noi uomini del presente. La scienza si
frapposta tra la storia (historie) e la vita (leben). Abbiamo tutto il passato a disposizione,
possiamo studiarlo, ma cos non possediamo la storia (abbiamo geshegen ma non
geshite), estende allinfinito senza pi orizzonti dellaccaduto, non si sa pi trasformare
gli eventi in storia. Il paragrafo 4 una sorta di cesura del testo, Nietzsche volta pagina e
quelli successi (5-9) articolano tutte le caratteristiche tipiche della storia come scienza.
Assimilare il passato per produrre il nuovo, la storia come scienza rende difficile il
cambiamento, lo studia ma finisce per ostacolarlo, impedisce il nuovo divenire. Sembra
tendere ad un approccio alla storia che, alla fine, sembra porre un ostacolo alla storia
stessa.

Paragrafo 5

Dal contrasto tra interno ed esterno la personalit ne esce indebolita di cui soffre
fortemente luomo moderno. (esempio: uomini tedeschi, uomo debole che si chiude nella
sua interiorit lasciandosi dominare dal passato, non in grado di usare il suo sapere
storico per tradurlo in azione). La storia come scienza produce un rapporto di
giustapposizione tra lo storico e i contenuti della storia, lo storico diventa un soggetto
incapace di rendere propri i contenuti della sua osservazione, un soggetto incapace di
proiettare uno sguardo attivo sul reale. La storia passato che diviene esposizione,
continua e incessante reiterazione di forme di spettacolo, non ha pi valore il significato
che gli eventi possono avere per noi, ma il loro significato non altro che la loro
incessante successione. C un continuo proliferare di notizie, si assiste al paradosso per
cui la glorificazione del divenire, del suo essere sempre pi rapido, fa s che il divenire
non lasci pi traccia, che non produca pi nulla e che sia privo di significato. Noi non
viviamo realmente, in quanto la vita non altro che movimento e cambiamento, questo
modo di rapportarsi al tempo comporta, presuppone una incapacit di vivere, una stasi e
inerzia, conservazione, assistiamo al declino di una vita, che sia essa individuale o
collettiva. Siamo diventati incapaci di produrre storia. Lindividuo si ritirato nellinterno.
Mancano le personalit forti e libere: la storia viene sopportata solo da queste, mentre
quelle deboli le cancella completamente. La debolezza delluomo si presenta nella
costante critica rivolta al passato che nulla porta al futuro e al presente solo lattimo
della critica stessa. Gli uomini moderni si mascherano da uomini colti, ma non lo sono;
sono in realt come eunuchi (personalit deboli), non hanno personalit libere, sincere
verso se stesse e verso gli altri, nella parola e nell'azione. La storia per cancella le
personalit deboli poich viene sopportata solo da quelle forti. Il passato pu essere
interpretato veramente solo in forza del presente, agendo su di esso.

Paragrafo 6

Leccesso di storia provoca anche un eccesso di sicurezza per la quale noi abbiamo la
presunzione di essere pi giusti del passato, riusciamo a restituire il passato in maniera
pi equa, loggettivit dello storico comporta una forma di giustizia nei confronti della
realt e del passato. Ma la storia oggettiva non crea nulla di nuovo, non serva la vita
perch non consiste nel trovare la verit, ma solo nel prendere atto degli eventi. Si
interroga su cosa significhi Giustizia, non oggettiva perch consiste nel rifiuto del
passato cos come e quindi nel criticarlo e giudicarlo in maniera utile alla vita:
loggettivit tipica dello storico antiquario, mentre la giustizia dello storico critico. Lo
storico deve tagliare ci che va tagliato e conservare quello che serve, tale scelta avviene
in relazione al presente. Pochi servono la verit, perch pochi hanno la pura volont di
essere giusti e, di questi, pochi ne hanno la forza. Possiamo essere sicuri che lessere
oggettivi comporti la garanzia dellessere giusti. Quella delluomo moderno la pretesa di
giustizia, torna la metafora musicale, lo storico una persona incantevole come se
strumentasse la sinfonia eroica a due flauti, qui non pi negativa, qui il musicista,
appassionato di musica, capace di fare come Wagner, delle variazioni sul tema, lavorare
con la trasformazione di motivi musicali semantizzati e di variarli continuamente
(leitmotiv). Ci che importante trasformare loggetto e farne qualcosa di nuovo a
partire dal vecchio, come nelle variazioni di Wagner deve esserci sempre un elemento di
continuit e un elemento di novit. La magnanimit qualit assai rara tra storici. Gli
storici sono ingenui, chiamano oggettivit il commisurare le opinioni e le azioni del
passato alle opinioni correnti. Non dobbiamo considerare loggettivit una forma di
giustizia, giudicare comporta una presa di posizione, una forma di attivit e loggettivit
da sola non permette questa attivit. Oggettivit e giustizia non hanno niente a che fare
tra di loro. Per interpretare il passato serve la massima forza del presente, solo cos si
pu indovinare ci che del passato degno di essere conosciuto e preservato. Per
giudicare il passato ci vuole la capacit di scegliere, solo cos pu nascere una giustizia,
non solo riflesso di una norma fuori da me, sono io stesso il creatore e applicatore della
norma, devo coniare di nuovo ci che noto, ovvero prendere ci che noto, che stato e
coniarlo di nuovo, questo il giudizio. La giustizia richiede azione e giudizio. Solo colui
che costruisce il futuro pu giudicare il passato, guardando avanti si po' domare
limpulso analitico che ora devasta il presente. imperativo finale: formate in voi
limmagine del vostro futuro ma non chiedete alla storia di indicarvi il modo e il mezzo,
osate credere in voi stessi. La scienza e quindi la storia come scienza, con la sua sete di
conoscenza elimina le illusioni. Essa prende in considerazione il divenire delle cose e mai
un ente, un eterno, e cos si scontra con le forze eternizzanti dell'arte e della religione,
togliendo all'uomo il fondamento di tutta la sua sicurezza e la sua pace. Ma non la
scienza che deve dominare la vita, ma il contrario.

Paragrafo 7
Il senso storico quando domina incontrollato sradica il futuro e distrugge con loggettivit
tutte le illusioni che sono fondamentali perch la vita vada avanti, la vita necessita di
atmosfera e ambiente, che in qualche modo nasconda la cruda realt della vita stessa.
Per vivere dobbiamo anche, in parte, non sapere in che cosa consista la vita stessa, che
fatta anche di sofferenza e cose crudeli e dure da sopportare. La storia che distrugge
soltanto, senza essere guidata da un impulso costruttivo, rende apatici e innaturali i suoi
strumenti, questi uomini distruggono le illusioni e chi distrugge le illusioni punito dalla
natura. Se le avessimo tutte di fronte agli occhi diventeremmo incapaci di vivere. Le cose
grandi non riescono senza un po di illusione, se cancelliamo il loro ambiente e la loro
atmosfera non dobbiamo meravigliarci che poi diventino sterili. Ma adesso onoriamo pi
la storia, della vita stessa. Una vita dominata non vale molto, perch molto meno vita e
garantisce vita del futuro molto meno di quanta ne garantisse una vita dominata da
illusioni robuste e istinti. Si accompagna un senso di nausea alluomo del nostro tempo,
vive con costante richiamo al passato, vive in una terra in perenne cambiamento. Il
rapido progredire della scienza ha creato solo galline esaurite che producono pi uova,
s, ma sono sempre pi piccole e settoriali, allo stesso modo i dotti moderni producono
libri sempre pi grossi, ma si bada pi alla quantit del sapere che alla sua qualit.
Nietzsche vicino a Goethe nel dire che vi un abuso e che le scienze devono agire sul
mondo esterno solo attraverso una prassi superiore. Ai vecchi dotti sembrava molesto, ai
dotti di ora sembra pi facile, per le stesse ragioni. Questo un atto di comodit da parte
del dotto odierno, che si piega verso s e non verso il popolo. La loro unesistenza
ironica. Oblio necessario per la vita stessa, la scienza ci mostra la storia del passato in
tutta la sua interezza, in tutta la sua sofferenza e crudelt. Finiamo per subirla e basta.

Paragrafo 8

Cristianesimo stato distrutto dalla storia, entrambi sono contro la vita, entrambi la
dissezionano. Allora, la storia una teologia camuffata, prima venerava il clero (religione)
ora lo scienziato (storia), ma viviamo sempre nel medioevo. La scienza moderna erede
del cristianesimo e gli scienziati sono eredi del clero. La scienza la nuova religione,
Nietzsche, pertanto, non rifiuta la scienza in quanto tale ma come religione. La filosofia
hegeliana dannosa perch porta ad ammirare eccessivamente la storia e ad elogiarla
fino allidolatria.

Nietzsche parla della troppa storia che viene somministrata ai giovani, che non sono
ancora maturi per comprenderla. In questo modo essi perdono ogni senso di meraviglia e
tollerano tutto; vengono sradicati i loro pi forti istinti, e cio l'ardore, l'ostinazione,
l'oblio di s e l'amore. Cosicch si raffredda il loro senso del diritto e si reprime il loro
desiderio di maturare lentamente. La reazione alla troppa storia una intenzionale
ottusit oppure , nei giovani pi coscienti, la nausea. La storia unoccupazione da
vecchi e con essa si ha una vecchiaia dell'umanit. Lumanit legata ancora allantico
memento mori, non in grado di contrastare con la medesima forza un memento vivere,
a causa del suo bisogno di storia. Ci sono teorie che pongono lassenza di futuro come
elemento fondante per teorie sul mondo. Una delle grandi formazioni temporali che
teorizza lassenza di futuro il cristianesimo, religione che vede presente un passaggio in
vista del futuro che, una volta giunto, rappresenta la fine del cambiamento. Quella che
dai cristiani viene presentata come vita eterna non pi vita, in quanto la vita comporta
il nuovo e cambiamento. Tempo inteso come chiusa, il senso della vita viene
paradossalmente trovato nel momento della morte e non nel momento in cui vivi. Ultimo
momento il compimento di tutto, ci che chiude (Pensiero cristiano e filosofia
Hegeliana). Si tratta di prendere atto di questa dinamica del divenire della storia, lautore
ci vede una grottesca parodia, che ha leffetto culturale molto forte di produrre un grande
atteggiamento passivo nei confronti della realt. Impone tre imperativi allo spirito
moderno: lorigine deve essere riconosciuta storicamente, deve essa stessa risolvere il
problema della storia, il sapere deve volgere il suo pungolo verso s stesso. La
popolazione tedesca viene presentata come grande discendente dellantichit classica, ma
fortemente legata alla filosofia hegeliana. Ci sono volte in cui la credenza di essere un
grande discendente non altro che forza paralizzante e deprimente. I tedeschi si sentono
di giustificare il tutto come parte del processo del mondo, come risultato necessario di
esso. Hegel non ha fatto altro che alimentare la credenza delle persone nella forza e
importanza della storia. La storia inculca un tempo imperfetto, un cera una volta,
mentre la morale inculca un dovere, la storia compendio di uneffettiva immoralit.
Riporta lesempio della prematura morte di Raffaello: gli apologeti della storia giustificano
la sua morte dicendo che ormai aveva espresso quanto fosse in grado di fare e che non
avrebbe fatto altro che riproporre il bello in continuazione senza mai crearne di nuovo.
Questi apologeti sono guidati dallignoranza, non sanno cosa sia una natura naturans e
sapere che questa sia venuta a mancare li lascia indifferenti. Il fatto che grandi
personalit siano scomparse e che personalit superflue siano rimaste in vita non altro
che una brutale verit. Luomo nuota contro le onde della storia, contro la cieca forza del
reale, queste figure, anche se esse stesse siano cresciute come epigoni dalle nuove
generazioni, da loro create, verranno riconosciuti solo come degli anticipatori. Uomini in
grado di contrastare la storia, vere nature storiche che poco si sono curate dell cos per
star dietro con fierezza ad un deve essere cos.

Paragrafo 9

Forti dubbi riguardo la possibilit di tempi futuri. Ognuno teme il futuro come perdita
delle proprie speranze e forze giovanili. Siamo eredi del processo del mondo: la storia
umana non altro che continuazione della storia degli animali e delle piante.Il grande
ragno crociato pu solo tessere la ragnatela, mettendo in rapporto parti del mondo in
maniera mai creatrice o innovativa. Secondo Hartmann il nostro tempo deve essere solo
cos come , tutto spiegato non solo in base al passato ma anche in rapporto al futuro,
il primo come causa efficiente, il secondo come causa finale. Definisce quella moderna
et virile, lo stato felice. Ma il solo risultato non altro che nausea. Luomo non pu far
altro che continuare a vivere come ha vissuto e il suo unico peccato vivere diversamente
da come ha vissuto. Grande ragno crociato, pu solo tessere la ragnatela, mettendo in
rapporto parti del mondo, in maniera mai creatrice e innovativa. Lo studio della storia
come viene effettuato produce mediocrit. La storia di oggi d importanza alle masse e
considera i grandi uomini soltanto come espressioni delle masse. Il nostro considera
negativamente le masse in quanto sono copie evanescenti dei grandi uomini, sono un
ostacolo ai grandi uomini e, in fine, sono strumenti dei grandi uomini. Dobbiamo tornare
ad occuparci degli individui che formano un punto sul selvaggio fiume del divenire. La
storia deve concedere i mezzi. L'egoismo dei singoli, dei gruppi e delle masse in tutti i
tempi la leva dei movimenti storici; oggi invece di esserne allarmati, si esalta l'egoismo
preparandosi a fondare su di esso la storia futura! Lo Stato stesso difende tutti gli
egoismi; l'eccesso di storia a sua volta causa l'egoismo in cui ci si ritira allontanandosi da
un orizzonte troppo ampio, poich si persa la capacit di dimenticare per agire. La crisi
della coscienza storica non solo dannosa per la vita, ma anche una forza a servizio
della conservazione, per coloro che traggono un beneficio nel mantenere la realt cos
come ora. Il presente non granch rispetto al passato, ci che grande avvenuto nel
passato, possiamo solo accontentarci di vivere come abbiamo sempre vissuto. Ci
convinciamo della legittimit della mancanza di cambiamento. Che non ci sar pi un
domani. coscienza storica? Da una parte anche una grande concezione della storia
che riflette sul senso stesso della storia. La bibbia racconta religioni attraverso storie.
Non parla di archetipi, realt atemporali, ma parla di storie, una delle grandi matrici del
nostro senso storico. Dallaltra parte nelle sue forme secolari, parla a partire da un punto
in cui la storia finir, parte da un mutamento che cambier qualsiasi mutamento. Idea
che ci sar un giorno del giudizio.

La complessit del reale comporta che per muoversi nel reale abbiamo bisogno di mezzi
per esemplificare il reale che, altrimenti, ci schiaccerebbe, un procedimento necessario.
Lesemplificazione non cancella la complessit sempre, ma lo fa solo quando necessario.
La storia rimane un grande terreno aperto, le leggi della storia sono unaltra maniera per
convincerci che le cose non possano essere diversamente. Ma dobbiamo convincerci che
le cose non hanno alcun dovere di esser tali, che lesistente non sia legittimato ad esistere
per il fatto che esiste.

Paragrafo 10

Nietzsche spera ancora nella giovent, che grazie all'istinto naturale si rende conto della
malattia storica e quindi reagisca. Protesta la loro educazione storica: uneducazione
contro natura perch incentrata sullo studio della storia che inaridisce e corrompe
listinto e lardore naturali dei giovani e crea uomini dotti che conoscono la vita
disseccandola. Bisogna costruire uneducazione che permetta loro di non essere oppressi
dalla cultura storica e di imparare a usare la propria vita. Bisogna ridare la vita ai
giovani permettendo loro di vivere liberamente. I rimedi naturali contro il soffocamento
della vita da parte della storia sono lantistorico, ovvero il selezionare e dimenticare i
ricordi e il sovrastorico, la capacit di andare oltre il divenire storico rivolgendo
lattenzione a ci che rende eterna lesistenza (arte e religione). Non possiamo essere non
storici, altrimenti, saremmo animali, ma dobbiamo difenderci dalleccesso di storia per
non rimanerne vittime. La vita il potere pi alto, poich una conoscenza che
distruggesse la vita, distruggerebbe nel contempo s stessa. (la scienza non pu
dominare la vita). La scienza e la cultura devono allora servire la vita e non esserne una
semplice decorazione. Il modello al quale bisogna rivolgersi sono i Greci che non avevano
storia, ma mito. I greci, pertanto, guidati dal motto delfico di Apollo (conosci te stesso),
riuscirono a non divenire un aggregato, impararono, poco alla volta, ad organizzare il
caos, concentrandosi si loro bisogno veri, lasciando estinguere quelli apparenti. Vengono,
quindi, ricordati, come coloro che accrebbero il tesoro ereditato e modelli per tutti i popoli
successivi. Quella dei Greci una nuova e migliorata fusis e la loro forza superiore della
natura morale permise loro di vincere su tutte le altre civilt. Possiamo esprimerci come
forze allinterno di una natura che plurale, possiamo essere ci che siamo senza il fatto
che la realt sia una, comunque un continuo divenire attraversata da plurali forze e
divergenti. La conclusione del testo ripropone il dilemma della posizione nella storia,
Platone e Cartesio hanno staccato intelletto dalla vita.

Dimensione dello storico che da solo rischia ipertrofia. Si rimedia con due antidoti:
1 Sovrastorico (uberistorish)capacit di cogliere nella storia gli elementi di
eternit, volgendo ci che d allesistenza il carattere delleterno e
dellimmutabile. Esempio: arte e religione.
2 Non storico/antistorico forza e arte di dimenticare e chiudersi in un
orizzonte.

Frammenti Postumi

Colli definisce la seconda inattuale un manifesto del contro-storicismo. Rivendica


limportanza della vita, sottolineando la distinzione che non necessariamente una
contraddizione. Infatti, lavorando sulla distinzione dei due termini, Nietzsche ammette
delle accezioni positivi e negative, degli stessi concetti relativi allesperienza storica. Il
concetto di vita serve per ragionare sulle dimensioni della storia e tracciare limiti interni
che operano sul piano storico come oggetto, capiamo la distinzione tra geshishte e
geshehen (mero accaduto) solo se messi in rapporto alla vita, approcciandoli al tempo
passato, che quando assimilato nellorizzonte della vita diviene geshishte. Molte cose
sono state aggiunte in un secondo momento [Vedi Frammenti postumi]. Nel gruppo 29-
90 dei frammenti propone la contrapposizione di storico e non storico. La malattia non
vista come semplice privazione ma come frutto di una forza attiva che va contro la vita
stessa. Nel 29-160, propone un indice ben delineato e molto simile a quello che
possediamo tuttora. Vediamo un progredire nel ragionamento, da uno pi semplice ad
un pi articolato e complesso. Si aggiunge un quarto tipo di storia, i tre tipi presentati
finora erano tutti positivi, i quarto, invece, la storia come scienza, fortemente negativa.
Loblio visto come una forza attiva, la storia ha sempre loblio dentro di s. Oblio
mancanza di memoria, negazione e capacit di dimenticare, che contrario
dellanamnesi platonica, ricordiamo ci che eterno, dimenticare una capacit che si
sviluppa allinterno della storia, ma non eterno. Nel paragrafo dieci loblio orizzonte
che costituisce la storia. un percorso che, passando dallalto, forse porta alleterno
ritorno. Quel percorso che, invece, procede verso il basso quello relativo alla genealogia
della morale, dove Nietzsche cerca di comprendere la storia storicamente, portando alla
luce premesse nascoste, passando dal livello inferiore.