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Allattenzione di

Presidente della Camera dei Deputati Boldrini,


Capigruppo alla Camera dei Deputati, Lupi
(AP-CPE-NCD), Laforgia (MDP), Monchieri (CI),
Dellai (DES-CD), Brunetta (FI-PDL), Rampelli
(FDI-AN), Frediga (LNA), Cecconi (M5S), Rosato
(PD), Romano (SC-ALA CLP-MAIE), Marcon
(SI-SEL-POS), Pisicchio (Misto)
Onorevoli firmatari della pdl n.3558 Dambruoso,
Manciulli, Ascani, Berlinghieri, Bini, Bruno, Bossio,
Capone, Carloni, Carra, Marco di Maio, Di Salvo,
Ermini, Falcone, Fontanelli, Galgano, Iori, Librandi,
Lodolini, Manfredi, Marantelli, Marchi, Matarrese,
Mazziotti Di Celso, Minnucci, Molea, Naccarato,
Quartapelle Procopio, Ravetto, Romanini,
Rossomando, Giovanna Sanna, Schir, Tidei,
Vargiu, Vecchio, Verini, Zoggia.
On. membri della I Commissione Affari
costituzionali, della Presidenza del Consiglio e
Interni Mazziotti, Agostini, Invernizzi, Centemero,
Gasparini, Bianconi, Calabria, Carbone, Cecconi,
Costantino, Cozzolino, Cuperlo, Dadone,
DAmbrosio, DAttorre, De Menech, Di Maio, Dieni,
Fabbri, Famiglietti, Ferrari, Fiano, Giacchetti, Gigli,
Giorgetti, Giorgis, Lattuca, Lauricella, Lupi, Mauri,
Meloni,Menorello, Misuraca, Naccarato, Nardi,
Parisi, Piccione, Pisicchio, Plangger, Pollastrini,
Quaranta, Ravetto, Richetti, Sanna, Sisto, Toninelli,
Turco.
Per conoscenza a
Presidente del Consiglio dei Ministri Gentiloni,
Ministro degli Interni Minniti,
Ministro della Giustizia Orlando,
Ministro dellIstruzione, dellUniversit e della
Ricerca Fedeli.

OGGETTO: Richiesta di modifica della pdl Misure per la prevenzione della


radicalizzazione e l'estremismo jihadista

Siamo una rete di associazioni locali e persone che condividono la necessit di porVi
alcune raccomandazioni riguardo la legge "Misure per la prevenzione della
radicalizzazione e l'estremismo jihadista che oggi 9 Maggio inizia il suo percorso di
discussione alla Camera.
Questa lettera parte dallesperienza di quattro giovani studenti italiani, Alissa, Claudia, Bruno
e Anass, che hanno partecipato al primo incontro di RAN YOUNG, avvenuto in Marzo, a
Madrid. Claudia, laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche allUniversit di Bologna,
svolge attivit di rappresentanza studentesca dai tempi del liceo e attualmente presso il

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Senato Accademico dellUniversit di Bologna. Arriva a RAN YOUNG dopo una formazione
promossa dal Comune di Reggio Emilia sulla prevenzione della radicalizzazione, indirizzata
ai giovani gi attivi nelle associazioni giovanili del territorio. Bruno, studia Antropologia
culturale ed etnologia allUniversit degli studi di Torino, e in precedenza aveva gi svolto il
Master in religioni e Mediazione culturale presso lUniversit di Roma La Sapienza.
Attualmente membro junior del comitato scientifico della fondazione Benvenuti in Italia e
una delle aree di ricerca discriminazioni e radicalismi. Consapevolezza, conoscenza,
prevenzione e in questo modo arrivato a RAN YOUNG. Alissa arriva a RAN YOUNG
tramite il suo lavoro attuale alla European Foundation for Democracy, un istituto che si
occupa di prevenzione della radicalizzazione e CVE. Anass studia Giurisprudenza a Torino
ed attivo in unassociazione per i diritti umani. Lincontro a Madrid stata un'occasione per
34 giovani provenienti da 13 diversi paesi dell'UE di formulare raccomandazioni per chi si
occupa in prima linea del fenomeno della radicalizzazione violenta. In questi due giorni
stato sviscerato il tema nelle sue composite facce e poi sono state individuate quattro aree
dintervento per le quali creare pratiche di prevenzione condivise, buone per tutti i contesti
nazionali. Oltre al lavoro comune, divisi per nazionalit, ogni gruppo ha presentato la propria
strategia nazionale in tema di prevenzione e contrasto alla radicalizzazione violenta,
cercando di formulare dei consigli utili ai rispettivi governi; da questo meeting voluto dalla
rete RAN (Radicalisation Awareness Network) - promossa nel 2011 dalla
Commissione Europea - nasce la riflessione che segue e i consigli riportati in fondo,
per una strategia italiana di prevenzione della radicalizzazione violenta.

In Italia, attualmente, non esiste una legge nazionale che definisca una strategia di
prevenzione della radicalizzazione violenta. Il motivo per cui non stata ancora approvata,
nonostante i diversi attacchi terroristici in Europa, sta sicuramente anche nel fatto che in
Italia non sia emerso ancora un elevato grado di radicalizzazione, in particolare di matrice
jihadista, rispetto agli altri paesi europei. Ma proprio per questo noi crediamo che l'Italia
abbia l'opportunit di impegnarsi in politiche di prevenzione della radicalizzazione violenta
prima che il fenomeno diventi pi grave.
Nel gennaio 2016 Stefano Dambruoso e Andrea Manciulli, hanno presentato la
proposta di legge "Misure per la prevenzione della radicalizzazione e l'estremismo
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jihadista" , la quale si concentra su diverse aree:
La formazione per gli operatori sociali e locali in modo che possano riconoscere i segnali
di radicalizzazione violenta;
La creazione di un sistema informativo sul fenomeno della radicalizzazione jihadista;
La diffusione di programmi di prevenzione e contro-narrazioni con il coinvolgimento delle
istituzioni locali, della societ e le scuole;
Nel campo dell'istruzione, creare linee guida sul dialogo interculturale e interreligioso;
Rispetto alle carceri, creare un Piano Nazionale di rieducazione e de-radicalizzazione;
Opporsi alla propaganda jihadista con politiche di integrazione culturale;
Implementare politiche di inserimento lavorativo per le persone a rischio di
radicalizzazione violenta.

http://www.andreamanciulli.it/wp-content/uploads/2016/01/XVII-LEGISLATURA-Proposta-di-legge-Mis
ure-per-la-prevenzione-della-radicalizzazione-e-dellestremismo-jihadista.pdf

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Tra settembre 2016 e gennaio 2017 una commissione di studio governativa ha
redatto una relazione sul fenomeno della radicalizzazione e l'estremismo violento in
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Italia . La Commissione, composta da personalit del mondo delluniversit, della ricerca,
della comunicazione, ha presentato alcune osservazioni sul fenomeno di radicalizzazione
violenta in Italia e delle raccomandazioni al governo italiano.

Analizzando la proposta di legge e le raccomandazioni della Commissione, come


studenti italiani, componenti di RAN Young e come associazioni, raccomandiamo al
Parlamento e al Governo Italiano di accelerare l'approvazione della legge in modo da
implementare misure effettive di prevenzione e, inoltre, suggeriamo di adottare i seguenti
provvedimenti:

Nonostante sappiamo che in questo periodo la matrice della radicalizzazione violenta


in Europa, principalmente jihadista, non riteniamo opportuno concentrare l'azione
della strategia unicamente sulle comunit musulmane, cos come stigmatizzare
l'Islam, dando una connotazione particolare alla legge usando la parola matrice
jihadista. Preferiamo vengano prese in considerazione diverse forme di
radicalizzazione violenta, come quelle di matrice ideologico-politica, che gi hanno
caratterizzato la storia del nostro Paese, in modo che la strategia di prevenzione
possa essere funzionale a tutte le forme di radicalizzazione violenta che possono
o potranno manifestarsi, comprese forme di islamofobia.

Chiediamo che la relazione redatta dalla Commissione governativa presieduta


dal prof. Lorenzo Vidino sul fenomeno della radicalizzazione jihadista sia reso
pubblico, in modo che la proposta di legge in discussione in parlamento si armonizzi
alle proposte ivi contenute, cio i contenuti della ricerca accademica e le migliori
pratiche possano affiancare e arricchire liter e il dibattito politico parlamentare in
corso.

Riteniamo necessario che vengano coinvolte le comunit locali nella progettazione e


realizzazione delle politiche di prevenzione. Secondo tale idea, potrebbe essere
interessante creare un forum nazionale in cui i protagonisti locali di questo
politiche possano scambiarsi esperienze, know-how ed essere di stimolo per un
continuo aggiornamento della strategia nazionale.

Siamo dellidea che vada aperto un dibattito serio rispetto allutilizzo dei
provvedimenti di espulsione nei confronti cittadini non italiani sospettati di
radicalizzazione o terrorismo. Tali provvedimenti, nella loro dimensione
quantitativa e qualitativa, sono stati pi volte criticati a livello internazionale, ma
rimangono ancora oggi al di fuori di qualsiasi discussione nel merito dellefficacia dei
provvedimenti e del rispetto dei diritti umani.

Alla base della prevenzione della radicalizzazione deve esserci la realizzazione di


politiche che operino sulle cause di tale fenomeno e, quindi, agiscano sulle cause

2
https://hommerevolte2.blogspot.it/2017/01/commissione-di-studio-su-fenomeno-della.html

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di esclusione sociale, anche in materia di welfare;

Siamo dell'idea che lo Stato Italiano debba supportare le comunit ed istituzioni locali
nella creazione di luoghi di costruzione di resilienza ai fattori della
radicalizzazione violenta, agevolando tutti gli attori coinvolti a livello locale nelle loro
attivit con i soggetti a rischio di radicalizzazione violenta. Inoltre riteniamo
essenziale, ancor prima che necessaria, una adeguata formazione, non solo per le
forze di sicurezza, come gi avviene, ma per tutti i soggetti pubblici e privati
coinvolti nei servizi e nelle attivit di prevenzione e contrasto all'estremismo
violento;

Riteniamo fondamentale porre lattenzione sul fatto che, alla base del fenomeno di
radicalizzazione, ci siano diverse dinamiche di disgregazione dellidentit, che
spingono lindividuo a ritrovare un riconoscimento in spazi e luoghi radicalizzanti.
Abbiamo visto come molti dei protagonisti degli attentati avvenuti in Europa siano
giovani di seconda o terza generazione, spesso emarginati socialmente. Per questo
crediamo che sia importante continuare nella direzione di una costruzione di
processi che possano favorire la costruzione di identit positive e collettive,
sia sociali, sia politiche, che culturali e religiose. Per questo importante favorire
limplementazione di un diritto di cittadinanza vero, che possa essere vissuto appieno
nelle sue diverse implicazioni di diritti e doveri. Riteniamo, poi, positivo, e quindi da
perseguire, il fatto che in Italia non si siano costruiti quartieri ghetto, come invece
accaduto in altri paesi europei. Crediamo infine, che per raggiungere lobiettivo
delineato in questo punto, sia importante continuare nella direzione delineata dal
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Patto per un Islam italiano , in modo da risolvere una serie di problematiche, di
riconoscimento e di integrazione, che possono essere alla base di un risentimento.
Se si riuscisse a velocizzare la formalizzazione dellIntesa, potrebbe esserci una
collaborazione proficua tra comunit religiose e istituzioni, anche rispetto alla
prevenzione della radicalizzazione.

Riteniamo che sia indispensabile che lo Stato Italiano investa in piani educativi volti
alla conoscenza, fin dallinfanzia, della diversit culturale, religiosa, politica e
ideologica presente in Italia e nel mondo senza timore di affrontare i temi pi crudi
dellattualit, compresi quelli conflittuali su cui fanno leva reclutatori e organizzazioni
estremiste. Inoltre, risulta fondamentale favorire una sinergia positiva tra il mondo
dellistruzione e le associazioni locali attive nel campo della prevenzione della
radicalizzazione, in modo da mettere in campo uneducazione informale che possa
intrecciarsi con quella formale.

Primi Firmatari:
Claudia Wildner
Alissa Pavia

3
http://www.interno.gov.it/sites/default/files/patto_nazionale_per_un_islam_italiano.pdf

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Bruno Iannaccone
Anass Hanafi

Hanno aderito (in aggiornamento):


Luca Raj e Giorgio Giramundo, Associazione Lodi Citt Aperta (Milano)
Kawtar Barghout, Associazione Stop radicalizzazione, Albignasego (Padova)
Francesco Nasi, membro di Agesci, Reggio Emilia
Emiliano Calvo, Reggio Emilia
Viviana Premazzi, Universit di Torino e membro di Fieri Forum Internazionale ed Europeo
di Ricerche sull'Immigrazione
Luca Guglielminetti, Associazione L. B. Alberti, Torino, e membro del RAN Radicalisation
Awareness Network
Emiliano Calvo, Reggio Emilia
Fondazione Mondinsieme, Reggio Emilia
Fouzia Tnatni, Reggio Emilia
Francesco Pezzarossi, Reggio Emilia
Francesca Capano

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