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I simboli sono paragonabili a delle chiavi della coscienza, in grado di penetrare l'inconscio e innescare nuovi processi di

pensiero (creare particolari stati di coscienza in cui si in connessione con la fonte). Ci permettono di connetterci (ki)
alla fonte universale (rei). Gli stessi simboli, sono appoggi per concentrarsi, in alcune discipline energetiche, si sa che il
solo pensare allenergia produce la connessione, o consapevolezza. I simboli sono utili per indirizzare la nostra mente e
l'energia, come un raggio laser su un determinato punto o una determinata persona. Quando abbiamo imparato a farlo
possibile che non sia pi necessario alcun aiuto. Dopo aver fatto abbastanza pratica con l'uso di Shirushi (simboli)
eJumon (mantra), l'operatore Reiki incoraggiato ad evolvere e trascendere il bisogno di supporti o aiuti esterni, ed a
lasciare simboli e mantra Reiki.

LA SEGRETEZZA DEI SIMBOLI

Per molti anni, seguendo le direttive della signora Takata, sui simboli reiki stato tenuto, da parte dei
Master occidentali, un atteggiamento di mistero e segretezza

molto forte. I simboli non dovevano essere in alcun modo divulgati e dopo averli appresi nei seminari
bisognava distruggerne ogni copia.Una delle conseguenze fu che non essendo possibile verificare i
simboli con degli "originali", con il passare del tempo cominciarono naturalmente ad essere modificati.

Master Reiki si accorsero che i simboli appresi da diversi insegnanti erano diversi fra di loro. In alcuni casi i
simboli differivano per pochi tratti ma in altri si trattava proprio di simboli differenti. Quali erano quelli
corretti?Fortunatamente con la scoperta della vera storia del Reiki e del Manuale di Usui venne alla luce la
verit! Si scopr che Simboli Reiki erano (e lo sono tutt'ora) liberamente esposti in vari templi (luoghi
pubblici accessibili a tutti).

Dunque nessun alone di mistero, l'intento di Mikao Usui era quello di divulgare il Reiki nella maniera pi
libera possibile. Cos finalmente fu possibile avere un riferimento anche sulla correttezza grafica dei
simboli.Oggi fortunatamente sono di dominio pubblico e, personalmente credo che questo non influisca in
alcun modo con la loro potenza o con la loro vibrazione.

MA COSA SONO I SIMBOLI?

La parola simbolo deriva dal latino symbolum ed a sua volta dal greco smbolon dalle radici
- (sym-, "insieme") e (bol, "lancio"), avente il significato di mettere insieme due frammenti
distinti. Nella lingua corrente della Grecia antica, il termine simbolo () aveva il significato di
tessera di riconoscimento o tessera ospitale, secondo lusanza per cui due individui, due famiglie o
anche due citt spezzavano una tessera, di solito di terracotta, e ne conservavano ognuno una delle due
parti, a conclusione di un accordo o di unalleanza (da cui anche il significato di patto o di accordo che
il termine greco assume per traslato). Il perfetto combaciare delle due parti della tessera provava
lesistenza dellaccordo.

Il simbolo quindi "qualcosa" in grado di mettere in comunicazione o in contatto parti distinte tra loro. Un
esempio di come questa definizione sia corretta ci viene dal meccanismo di comunicazione tra l'inconscio
e l'io cosciente. Battiato canta "L'inconscio ci comunica coi sogni, frammenti di verit sepolte" , in
effetti uno dei canali preferenziali dell'inconscio proprio attraverso le immagini e le sensazioni che ci
arrivano nei sogni. Queste immagini o queste sensazioni non hanno necessariamente un senso "logico" e
non possono essere interpretate con il canone del "Reale". Non sono altro che simboli o mezzi
utilizzati dall'inconscio per comunicare. Attraverso essi possiamo entrare in contatto con una
parte di noi che ci normalmente preclusa.

Anche nel Reiki la definizione si applica alla perfezione: il praticante utilizza questi mezzi o simboli per
"collegarsi" a vibrazioni energetiche molto particolari. Si molto scritto e molto discusso sui simboli del
Reiki; le tematiche relative ad essi sono numerose e di varia natura. I simboli sono innanzitutto
un'incredibile e potente strumento per aumentare la portata, la qualit dell'Energia a cui possiamo
attingere. Sono delle chiavi che ci consentono di accedere a dimensioni e vibrazioni molto particolari.

L'immagine (simbolo) ci aggancia ad una vibrazione energetica ben definita e diversa a seconda del
simbolo. Una volta collegati a questa specifica vibrazione, l'utilizzo di tecniche "mentali", ad esempio, la
Verbalizzazione Positiva e la Visualizzazione Creativa, ci consentir di utilizzarla secondo specifiche
esigenze. Diverse frequenze hanno effetti diversi quando utilizzate: la qualit vibrazionale definisce le
caratteristiche del Simbolo.

Si potrebbe anche dire che sono dei potenti Elementali (o forme pensiero) capaci di metterci in contatto
con energia ad altissima frequenza. Quando si parla di queste energie entriamo in una sfera nella quale le
dimensioni per come le esperiamo nella quotidianit perdono totalmente importanza e significato.
Attraverso l'uso dei Simboli, saremo in grado di andare oltre l'illusione della materia, sollevando il velo di
Maya, per "agire" nel territorio del Reale dove il tempo e lo spazio non esistono, dove l'eterno si intreccia
con l'infinito nel Grande Tutto. Questa la ragione per cui si dice che il tempo e lo spazio vengono
superati con il secondo livello.

IL SIMBOLO DELLA FORZA

Choku Rei il primo simbolo che viene insegnato nel sistema Reiki di Usui. Si tratta di un antico simbolo
probabilmente di origine Tibetana. Il suo Nome-Mantra viene normalmente tradotto: "Energia
Dell'universo concentrati qui!" o "..per volere dell'imperatore!". Sembra infatti che venisse utilizzato come
sigillo negli editti imperiali.

Il suo aspetto grafico indica chiaramente il movimento dell'Energia che scende e, in un andamento
spiralico, si concentra in un punto. Nella sua rappresentazione classica la spirale incrocia la linea
discendente cinque volte (nella figura

mostratata vi un prolungamento della spirale). Al di l della precisione grafica il senso quello di una
spirale (infinita?), che simboleggia una forza centripeta di concentrazione. La funzione principale di CR
proprio quella di richiamare e concentrare l'energia Reiki, questo ha come effetto un aumento
significatovo del flusso.
La forza dei suoi effetti e l'immediatezza del suo aspetto grafico probabilmente fanno di CR il simbolo pi
utilizzato dai praticanti Reiki. La sua potente vibrazione accompagnia sempre anche i praticanti avanzati,
che difficilmente ne abbandonano l'utilizzo.

Il suo impiego estremamente vario: pu essere usato per intensificare praticamente qualunque lavoro
con il Reiki. Abbinato con gli altri simboli ne fortifica l'azione. Viene usato anche per la protezione e la
purificazione di persone o ambienti.

Legate all'uso di questo Simbolo, vi sono anche tecniche "meditative" estremamente efficaci nel favorire il
radicamento, o la stimolazione del Sistema dei Chakra. In altri sistemi, ad esempio il Karuna, CR viene
utilizzato anche nella sua forma rovesciata, ottenendo ovviamente qualit vibratorie molto differenti.

LA DOLCEZZA

Sei Heki il secondo simbolo del Reiki di Usui, si tratta di un simbolo molto importante che offre
numerose possibilit di utilizzo e permette di entrare in una dimensione molto intima con se stessi,
favorendo il riconoscimento di parti e meccanismi relegati alla sfera inconscia.

Gi dal suono del suo Nome-Mantra se ne percepisce la dolcezza ed esso viene normalmente tradotto: "Io
ho la Chiave". Contrariamente a quel che potrebbe far pensare la sua spigolosit grafica, la dolcezza la
caratteristica vibrazionale principale del Secondo Simbolo.

La sua funzione quella di sciogliere i traumi, lenire i dolori. SH una potente chiave mediante la quale
entrare in contatto con la nostra parte inconscia, la sua vibrazione porta Luce nella nostra Ombra
sciogliendone dolcemente i nodi. questo ha come effetto, tra le altre cose, di mettere in comunicazione
stretta parti che normalmente quasi si ignorano (io cosciente, fanciulla interiore, S superiore).

Si detto che SH i simbolo della dolcezza e infatti sia per significato che per aspetto grafico viene
comunemente considerato una diretta derivazione di un altro simbolo tibetano: Kiliku. L'Antico Simbolo
dell'Amore.

Dolcezza, Amore, tutto ci riconduce al piano del cuore, alla dimensione compassionevole di Anahata
Chakra: centro, tra Cielo e Terra del Sistema dei Chakra.

INFRANGERE LE BARIERE
E' sicuramente il simbolo graficamente pi complesso, ed considerato il pi difficile da imparare.
Contrariamente ai primi due simboli di Usui Hon Sha Ze Sho Nen riconducibile a veri e propri kanji
giapponesi(ideogrammi).

Per la precisione il risultato della contrazione grafica di ben 5 kanji. Non facile dare una traduzione
letteraria anche perch normalmente i Kanji Giapponesi esprimono dei concetti pi che delle parole. Il
significato comunque sembra ricondurre alla Natura Ultima dell'Uomo, la quale avendo carattere di
eternit e non ubicazione travalica tempo e spazio.

HSZSN ci ricorda la connessione con il Tutto ad un nuovo livello: attraverso l'uso di questo simbolo
possibile superare lo spazio e il tempo. Esso ci mette in contatto con la natura costitutiva della realt,
nella quale il tempo e lo spazio non esistono.

Questo simbolo crea un ponte, un varco, attraverso la percezione della materia e ci consente di
"raggiungere" qualunque luogo in qualunque tempo. importante precisare che questo "ponte" non
rivolto al nostro esterno. Tutt'altro! Ci si accorger che il "ponte" si dirige dentro di noi.

L'idea quella di un percorso che va fino al nostro Centro, fino al riconoscimento della nostra parte pi
profonda, fino al riconoscimento della nostra parte Eterna. E' attraverso l'incontro con questa
consapevolezza che saremo in grado di aprire la porta del tempo e dello spazio.

E' usato in tutti i trattamenti a distanza, viene anche utilizzato in abbinamento con SH per il trattamento
di traumi del passato o situazioni future, ottimo per collegarsi con il S Superiore.

L'UNO

Dai Ko Mio l'ultimo simbolo insegnato nel Reiki di Usui, il simbolo Maestro. La sua caratteristica la
altissima qualit e frequenza vibratoria infatti richiama il Silenzio, l'Unit e la Consapevolezza. Come per
HSZSN anche in questo caso il suo aspetto grafico la contrazione di alcuni kanji e il suo nome-mantra
viene spesso tradotto con "splendente luce dorata".

Il contatto tra il Praticante e questo simbolo si svolge a livelli estremamente sottili ed estremamente
profondi. DKM ha la capacit di ricondurci all'unit e, in questo processo, favorisce enormemente il
riconoscimento e l'integrazione del proprio lato ombra.
La pratica e il contatto metodico con DKM, favorisce enormemente le nostra Crescita Evolutiva favorendo,
inoltre, le potenzialit insite in ognuno di noi; DKM sta portando nuova energia alla nostra
Consapevolezza.

Attraverso il suo utilizzo vengono effettuate tutte le iniziazioni del sistema di Usui. Viene utilizzato anche
in tecniche meditative e per ottenere un profondo contatto con un ricevente. In realt il quarto simbolo
del sistema di Usui ha una infinit di applicazioni: ovunque porta il contatto con il Grande S.

UN RESPIRO PI AMPIO

I cinque principi del Reiki rappresentano un'aspetto fondamentale di tutto il Sistema Reiki. Erroneamente
attribuite ad Usui si tratta di cinque "massime" tratte da alcuni scritti dell'imperatore Meiji, figura
illuminata molto stimata da Usui. Questi Principi ci offrono la chiave di lettura di tutto quello che il
Percorso del Reiki rappresenta. Ci raccontano della concezione di Usui, alla base del Reiki, dell'uomo e del
suo processo evolutivo. Consentono insomma di inquadrare l'attivit con il Reiki in una prospettiva di
crescita pi vasta, che va decisamente oltre l'aspetto di benessere psicofisico.

La tradizione ci racconta la frustrazione di Usui quando vedeva ricomparire sintomi in persone che lui
aveva gi trattato con successo. Succede spesso che, finch ad un mglioramento di un disturbo fisico non
si accompagna un cambiamento in senso emotivo e energetico, il disturbo torner a ripresentarsi nel giro
di poco tempo. Questi cinque Principi rappresentano un mezzo per portare l'esperienza Reiki ad essere
una strada evolutiva vera e propria.

1 - SOLO PER OGGI, LASCIA OGNI PREOCCUPAZIONE

2 - SOLO PER OGGI, NON FARTI PRENDERE DALL'IRA

I primi 2 Principi sono strutturalmente simili e strettamente collegati anche per il loro significato.
l'indicazione "solo per oggi", che alcuni traducono con "proprio oggi", indica l'importanza fondamentale
del presente, come punto di contatto tra passato e futuro, nel quale noi agiamo. In effetti i primi due
principi sembrano proprio rimarcare l'importanza del presente rispetto a ci che avviene nel futuro (la
preoccupazione) o ci che accaduto nel passato (l'ira). In questi versi, preoccupazione ira
rappresentano essenzialmente l'attaccamento materiale. La preoccupazione arriva quando si teme di
perdere qualcosa, e l'ira arriva quando si perso qualcosa. Non ci si arabbia invece quando l'oggetto di
cui si parla ha poca importanza o poco valore. Cercare di eliminare preoccupazione e ira significa
inevitabilmente eliminare l'attaccamento al superfluo, mettendo in moto, di fatto, tutta una nuova scala di
valori.

3 - ONORA I TUOI GENITORI, I TUOI MAESTRI E I TUOI ANTENATI


Anche se non opportuno attaccarsi al passato fondamentale avere sempre ben presente il percorso
che si compiuto. Siamo il frutto di un lungo viaggio che ci travalica e che, al di l di tutto, delle
esperienze brutte o belle, di tutte le gioie e i dolori, inevitabilmente conduce a noi. Questa visione ci
proietta in una prospettiva della vita, non pi fine a se stessa, ma parte integrante di un enorme flusso.

4 - LAVORA ONESTAMENTE

Questo uno dei pi controversi principi e la sua interpretazione varia. Da alcuni autori il verso viene
tradotto: "guadagnati da vivere onestamente" . Questa interpretazione fa riferimento ai valori del lavoro
che caratterizzavano Il Giappone di quel periodo, valori come impregno, dedizione, ecc.
Un'interpretazione differente d al termine "lavoro" la connotazione di "lavoro iteriore", dando anche al
termine "onestamente" una valenza di non auto inganno. In sostanza questo verso ci dice che "non ce la
dobbiamo raccontare..", anzi esorta a guardarci in faccia per riconoscere davvero quello che siamo.
Sapere dove si parte, codizione fondamentale per qualunque percorso.

5 - SII GRATO VESO OGNI COSA

La gratitudine verso tutti come punto di arrivo. La gratitudine nasce dalla consapevolezza di esserci, di far
parte di questo enorme Tutto. Essere contenti di parteciparvi e gioire nel vivere questa incredibile
esperienza che la vita, al di l di ogni contingenza.

Reiki non una religione e i suoi principi non sono dei precetti obbligatori che vanno seguiti
ciecamente, vanno piuttosto considerati, in maniera molto pi pratica, come dei buoni consigli per vivere
meglio. All'interno dei Principi Reiki si trovano nette concordanze con il cuore di tutte le fedi o pi
semplicemente con il buon senso. La meditazione su di essi e la loro interiorizzazione favorisce un
benessere generale e un positivo approccio alla vita al di l delle proprie convinzioni religiose.

LA LEGENDA

Come spesso accade, anche nella Tradizione Reiki vi sono leggende e miti che si sono tramandati nel
corso degli anni, riguardanti la nascita del reiki e alla figura del suo scopritore Sensei Mikao Usui...

"Si narra che Mikao Usui, nato in Giappone verso la fine dell'800, fosse un'insegnante dell'universit di
Kyoto. Un giorno uno studente gli chiese se fosse a conoscenza di come Ges Cristo fosse in grado di fare
i miracoli. Non sapendo rispondere alla domanda Mikao Usui, fervido cattolico (alcune versioni indicano
fosse addirittura un monaco cristiano), si mise alla ricerca di una risposta. La sua ricerca lo port a
viaggiare in svariate parti del mondo tra cui: Stati Uniti, Cina e India. Durante i suoi viaggi attinse alle
Conoscenze di altre culture imparando tra l'altro il sanscrito. In un monastero tibetano trov infine degli
antichi Sutra non tradotti e alcuni simboli sacri. Lo studio di questi antichissimi rotoli gli forn la
conoscenza di come fosse possibile utilizzare l'Energia Universale a fini terapeutici.Tuttavia, pur avendo
appreso la "teoria" di questa tecnica, Usui non era in grado di utilizzarla. Sal sul monte Kurama e l
digiun, preg e medit per ventuno giorni. Pose davanti a s ventuno sassolini e, per segnare il tempo,
ne tolse uno per ogni giorno trascorso. Improvvisamente, il ventunesimo giorno, apparve in cielo una
sfera di energia. La sfera colp Usui sulla fronte ed egli fu Illuminato e in grado ti usare l'Energia. Nella
discesa dal monte si fer ad una gamba e, imponendo le mani su di essa, la guar. Allo stesso modo in una
locanda guar il mal di denti di una cameriera. Per sette anni si occup di curare le persone meno abbienti
di Kyoto. Tuttavia si rese conto che molte delle persone da lui guarite, nel giro di poco tempo tornavano
ad ammalarsi nuovamente e a perseguire le vecchie abitudini che provocavano il loro malessere.Mikao
Usui si rese conto che queste persone, avendo ricevuto in dono la guarigione non ne coglievano
l'importanza: alla guarigione fisica non corrispondeva una "guarigione spirituale", e ci aveva come
effetto di farli ricadere nei vecchi stili di vita. Mikao Usui si rese conto che queste persone, avendo
ricevuto in dono la guarigione non ne coglievano limportanza: alla guarigione fisica non corrispondeva
una guarigione spirituale, e ci aveva come effetto di farli ricadere nei vecchi stili di vita. Fu cos che il
dottor Mikao Usui stabil i Cinque Principi Reiki."

Fortunatamente recenti scoperte ad opera di Frank Arjava Petter hanno portato alla luce, tra l'altro, la
tomba di Usui e unenorme lapide funeraria in cui scritta la vera storia. Inoltre i primi timidi contatti con
la Usui Ryoho Gakkai, l'organizzazione fondata da Usui stesso, hanno portato alla luce il suo Manuale
originale. Queste scoperte ci consentono oggi di tracciare con una buona precisione la sua vita e la sua
figura.

Sembra che Usui fosse nato nel 1865 nel distretto di Yamagata; non era n un insegnante n tantomeno
un monaco cristiano: era un commerciante. Dotato di una grande curiosit e di una intelligenza fuori del
comune, la sua voglia di sapere lo spinse a viaggiare in tutto il mondo rimanendo molti anni in Tibet. Qui
apprese tecniche molto antiche legate all'utilizzo delle Energie senza tuttavia esserne Iniziato. Tornato in
Giappone, sal sul Monte Kurama, luogo da lui frequentato anche in passato, e qui medit per parecchi
giorni.

Raggiunse, infine, quello stato che nel buddismo zen viene chiamato satori (il termine indica l'esperienza
del risveglio inteso in senso spirituale, nel quale non ci sarebbe pi alcuna differenza tra chi si "rende
conto" e l'oggetto dell'osservazione). Questa, che fu una sorta di iniziazione, in qualche modo "ricord" ad
Usui la vera natura energetica dell'uomo, gli ricord la Connessione e questo, gli diede, di fatto, la
possibilit di collegarsie ed attingere all'energia che poi chiamer Reiki.

Dopo anni passati a verificare la bont del Metodo Reiki Usui fond la Usui Ryoho Gakkai, organizzazione
con lo scopo di tramandare il Reiki di cui fu il primo presidente. Tuttavia il Reiki non arrivato in occidente
attraverso questa via. Il Reiki, infatti, deve la propria diffusione, in America prima, e successivamente in
tutto il mondo, alla signora Hawajo Takata allieva del dot. Chujiro Hayashi, a sua volta, allievo diretto di
Usui e suo successore. La Takata alla morte del dr Hayashi ne divenne l'erede spirituale. Port il Reiki alle
Hawaii e in America iniziando alcuni Master e dando cos inizio alla diffusione del Reiki nel mondo. Siamo
agli inizi degli anni ottanta, dopo la morte della sig.ra Takata ci fu una grossa battaglia "politica" in seno al
Reiki sulla successione e sul ruolo di Grand Master. Battaglia che ha portato alla diffusione e alla
specificit odierna del reiki occidentale.

A scopo di approfondimento interessantissima la famosa lettera aperta della Master Reiki Carell Ann
Farmer rivolta a tutti i Master Reiki del mondo (comparsa in internet nel 1997).
UN DOCUMENTO INTERESSANTE

Questo il testo della famosa lettera aperta della Master Reiki Carell Ann Farmer rivolta a
tutti i Master Reiki del mondo (comparsa in internet nel 1997).Non entro nel merito
dell'autenticit della medesima ma credo sia un documento estremamente interessante che
coglie molte di quelle che sono state le "problematiche" relative all'arrivo del reiki in
occidente.

"Cari Reiki Master, scrivo questa lettera per esporre la mia verit in risposta agli avvenimenti che
attualmente circondano la pratica del Reiki, in particolare, intorno al ruolo di Grand Master, al concetto di
un unico titolare di diritto delleredit, del lignaggio, della registrazione del marchio e dell'emissione di
licenze. Scrivo per fornire un quadro pi completo dello sviluppo del sistema Reiki di Usui. Scrivo perch
ora ho il coraggio e la volont per farlo. Scrivo per incoraggiare altre persone a rendere pubbliche le loro
verit. Scrivo al fine di rendere onore alla forza vitale per come si manifesta dentro di me.

Nel gennaio del 1981 fui iniziata da Phyllis Furumoto ai primi due livelli Reiki. Durante il seminario di
primo livello ricevetti tre doni: la consapevolezza che ero uninsegnante di questa arte per la guarigione
naturale (che allora era conosciuta come "Reiki unarte giapponese per la guarigione naturale"); la
consapevolezza che si trattava di un cammino individuale e che la mia saggezza interiore mi avrebbe
sempre guidato; la consapevolezza che quando imponevo le mani avveniva la guarigione. La
concretizzazione di questa saggezza aumentata durante gli anni successivi in virt delle sfide che mi si
sono presentate.

Fui iniziata a Reiki Master il 1 aprile 1982. Ero la quarta Master iniziata da Phyllis. Le pagai 10.000 dollari.
Phyllis mi chiese di assumermi due impegni: onorare il Reiki come tradizione orale e farne la mia sola
fonte di guadagno. Mi impegnai, quindi, a realizzare il master in me. Ho tenuto fede al mio impegno per la
tradizione, anche se allepoca in cui lo assunsi non sapevo bene che cosa significasse. Ero un genitore
single con due figli e nessun'altra fonte di guadagno. Credere che l'universo mi avrebbe fornito in toto
tutto ci di cui avevo bisogno per mantenere la mia famiglia fu un enorme salto nella fede. Il mio lavoro di
insegnante di guarigione naturale e la mia vita sono stati sostenuti da questa pratica. Sono stata invitata
a viaggiare in lungo e in largo per tenere seminari e fare trattamenti. stata una profonda esperienza di
aiuto e di amore. Questo mi ha insegnato l'essenza del Reiki. Ho mantenuto il mio impegno di farne la
mia sola fonte di guadagno. Il 1 aprile 1996 ho portato il mio lavoro di guarigione nel mondo del
commercio, dove sono cresciuta in esperienza e in forza, fronteggiando la politica e il bisogno di fondo di
guadagnare.

Vivo la pratica del Reiki silenziosamente e continuo ad approfondire la mia comprensione di ci che
significa seguire la mia saggezza interiore e a dedicare la vita a essere sempre pi competente nel mio
ruolo di Master. Parte dei ricordi che desidero condividere sono frammenti di conversazioni che Phyllis
ebbe con me durante i miei seminari di Primo e Secondo Livello, la mia successiva preparazione a Master
e l'amicizia che ci fu tra di noi per molti anni. Ho mantenuto il silenzio su tali conversazioni in base alla
mia etica, ma ora la relazione con Phyllis non esiste pi, e questo per mia scelta. Per molti anni ho sentito
di non potermi allineare con il controllo e il potere che essa esercita attraverso il suo ruolo. Phyllis e io
eravamo forti catalizzatrici l'una dell'altra, ma ognuna di noi ha il proprio destino da compiere e, come in
tutte le relazioni, abbiamo il diritto di essere d'accordo o in disaccordo. Voglio affermare chiaramente che
non ho alcun interesse a far apparire Phyllis in errore per le scelte che ha compiuto. Intendo solo parlare
con il mio cuore, e alcune delle cose che ho da dire sono in disaccordo con le sue scelte. Questa
dichiarazione per me difficile, perch lei stata mia insegnante e amica e uno dei principi del Reiki
prevede di onorare i propri insegnanti.

Incontrai Phyllis poco dopo la morte di sua nonna, Hawajo Takata, e rimanemmo in stretta associazione
per un periodo di diversi anni (dal 1981 al 1984). Phyllis aveva fiducia in me e mi parl senza risparmiare
dettagli di quanto fosse confusa a proposito della morte della nonna senza che fosse chiarito il suo futuro
ruolo, della mancanza di direttive che sentiva nella propria vita e della paura dell'opportunit che aveva
di fronte a s di farsi avanti nella posizione che era stata occupata dalla nonna. Ricordo il giorno in cui
arriv a casa mia e dichiar di aver preso una decisione. Disse: "Andr avanti per il denaro". Aveva deciso
di proseguire il lavoro della nonna insegnamento in seminari, iniziazioni di Master per le potenzialit di
guadagno. Phyllis inizi quattro Master tra il febbraio 1981 e laprile 1982, quindi cominci a progettare il
primo convegno dei Reiki Master nelle Hawaii (Aprile 1982) e il servizio commemorativo per la nonna. Per
molti versi stava gi agendo come se si trovasse nei panni di sua nonna. Laffermazione continuer per il
denaro mi colp profondamente; mi sembr sbagliato in base alla mia esperienza con il Reiki. Nonostante
fossi una neofita, avevo sentito la profondit intrinseca del Reiki e l'im-patto spirituale, mentre la sua
decisione era materialistica. Secondo la mia esperienza, non c'era consapevolezza spirituale in ci e ne
sentivo il paradosso. La mia confusione riguardo l'"onorare la mia insegnante" aument. edetti nel cerchio
del primo convegno dei Reiki Master nel 1982, dieci giorni dopo essere stata iniziata a Master. Ascoltai le
storie su come la Takata avesse preparato ciascun Master in modo diverso. Tracciammo insieme i simboli,
e fu uno choc per l'intero gruppo scoprire che erano diversi: simili per certi aspetti ma diversi per altri.
Che cosa significava questo? Le discussioni in proposito ci portarono a decidere che avremmo usato tutti
gli stessi simboli, ma non ricordo esattamente il modo in cui arrivammo a determinare quelli corretti. Fu
linizio del tentativo di standardizzazione.

Il metodo originale di insegnamento della Takata era fonte di grande disagio: non comprendemmo
limportanza dell'unicit; eravamo giunti l con la nostra nozione tutta occidentale di uniformit. Dalla
discussione sembr che nessuno del gruppo avesse compreso la reale funzione dei simboli quali
catalizzatori del risveglio interiore e della connessione con l'Energia. Se allepoca fosse stato compreso,
non ci saremmo impegnati in quel processo basato sul bisogno di simboli esattamente uguali per tutti. E
adesso lo comprendiamo? Capiamo che il metodo di insegnamento della Takata permetteva a ciascun
Master la libert di scoprire la sua personale unicit? Capiamo che ogni Master unico? Anchio vissi la
confusione per il fatto che nessun successore era stato designato. Barbara Weber Ray rappresentava se
stessa come aspirante leader e questo creava qualche preoccupazione perch essa aveva intrapreso
azioni e stava avanzando pretese a seguito di qualche accordo con la Takata, inoltre era stata invitata al
convegno ma aveva declinato linvito. Fu chiesto a Phyllis che cosa le avesse detto la Takata prima di
morire; essa rispose che la nonna sperava che lei seguisse le sue orme, ma senza dire alcunch di
definitivo. Fu chiesto a Phyllis se la Takata le avesse fornito una qualunque conoscenza supplementare sui
simboli. Essa rispose di no, ma era la sola persona ad aver cominciato a iniziare dei Master e in molti
modi stava presiedendo il convegno. Disse di essere aperta alla possibilit di essere prescelta in qualit di
colei che avrebbe seguito le orme della Takata, e alla fine questo fu ci che sembr accadere. Sembrava
che nessuno volesse assumersi la responsabilit di quel ruolo tranne Phyllis e nessuno comprese
realmente che cosa stava per accadere. Credo che nessuno di noi avesse la pi pallida idea di come il
Reiki avrebbe potuto essere portato avanti senza un leader.

A quel convegno ricevetti un altro profondo dono. Ebbi una potente esperienza riguardante il concetto di
Grand Master. Sapevo nel profondo di me stessa di avere il potenziale per essere una Grand Master, ma
ero appena stata iniziata a Master ed ero considerata la bambina del gruppo: la possibilit di
visualizzare me stessa nel ruolo di Grand Master o lidea di dire che avevo una profonda conoscenza
interiore era ridicola e terrificante. Scelsi di non parlarne. Vorrei aver avuto il coraggio e la fede per
parlare; avrebbe potuto rendere molto diverso il futuro del Reiki. Mi chiaro che, se avessi parlato, si
sarebbe aperto un dibattito sul concetto di Grand Master. Il futuro del sistema Reiki di Usui sarebbe
potuto apparire molto diverso. Ipotizziamo per un momento una discussione sul concetto di Grand Master
fra quei Reiki Master: Grand Master non come titolo o posizione, ma come possibilit alla quale tutti e
ognuno di noi pu aspirare. Credo che, a qualche livello, tutti i presenti a quel convegno avessero questa
esperienza energetica tale da renderli potenziali Grand Master. Mentre partecipavo al convegno, sentivo
l'energia attraverso il mio corpo, la piena forza e il potenziale di quella consapevolezza. So che tutti
abbiamo l'opportunit di dirigere la nostra vita in modo da diventare Grand Master. Potremmo chiederci:
"Che cosa significa Grand Master?" Significa una potente focalizzazione spirituale che ci spetta per diritto
di nascita. Dare vita a questo significato abbastanza diverso dall'agire come se fossimo Grand Master.
Se il titolo comporta una designazione onorifica, credo che esso debba essere guadagnato vivendo una
vita esemplare.

A mio parere abbiamo tutti dimenticato l'ingenuit dei partecipanti al convegno. Era la prima volta che un
gruppo di Reiki Master si riuniva in America. Sostanzialmente eravamo tutti "bambini" nella pratica del
Reiki, mentre ci trovavamo a fronteggiare questioni che richiedevano saggezza e maturit. Ritengo che
nessuno cominci neppure a capirlo, all'epoca. La mancanza di comprensione del discorso della
successione, la confusione sul metodo di insegnamento della Takata, le variazioni tra i simboli, la
minaccia che Barbara Weber Ray avrebbe riempito il vuoto lasciato dalla morte della Takata: tutto ci era
espresso dalle paure allinterno del gruppo. Nessuno sapeva della decisione di Phyllis di "andare avanti
per il denaro" tranne me, e io non divulgai quell'informazione. Nessuno dei presenti prese la mancata
designazione di un successore da parte della Takata come dimostrazione che non ci sarebbe dovuto
essere un successore. invece possibile che questa sia la verit. Al successivo convegno dei Reiki Master,
tenuto nel 1983 a casa di Barbara Brown, nella Columbia Britannica, ci fu un ulteriore sviluppo: venne
istituita la Reiki Alliance. Non ricordo pi esattamente i dettagli, ma rammento che Phyllis agiva come se
fosse la leader, e la maggior parte delle persone si muoveva in base all'energia della situazione. Ricordo
anche che ci vollero giorni di lavoro per stilare la dichiarazione d'intenti della Reiki Alliance. Fu l'inizio
dell'ulteriore occidentalizzazione del Reiki. In quanto persone nate e cresciute in Occidente, abbiamo un
certo insieme di valori e stili di vita. Quando questi valori vengono applicati a un insieme di altri valori
provenienti da diversa cultura, questi cambiano il loro significato originario. Nel caso del Reiki credo che
abbiamo deviato fortemente dall'insegnamento e dagli in-tenti originari. Per comprendere una cultura
diversa sono necessari studio e contemplazione approfonditi, invece il solo strumento che avevamo per
comprendere era la nostra struttura mentale occidentale. Questa struttura mentale occidentale,
combinata con la motivazione propria di Phyllis, port quest'ultima a farsi riconoscere Grand Master e, pi
tardi, a proclamarsi detentrice della discendenza.

Attualmente essa la sola erede di diritto del sistema Reiki di Usui. Non credo che quello che usc
provenisse dall'energia del sistema in s, ma che fosse piuttosto un prodotto della mentalit occidentale
e dell'ambizione di Phyllis. Al successivo raduno della Reiki Alliance, qualcuno dei Master chiese a Phyllis
di parlare di ci che accadde alla morte della Takata e di come si svolsero i fatti che la portarono a
proclamare il suo diritto a succederle. Essa cominci a raccontare una storia inventata, e io la richiamai
alla verit. Phyllis ritratt le sue affermazioni, ma la domanda rimase priva di risposta. Dopo il raduno
lasciai la Reiki Alliance. Sentivo che Phyllis aveva costruito attorno al sistema Reiki di Usui un edificio che
in realt era una protezione per i suoi scopi. Cominciai a seguire un mio cammino personale nel Reiki.
Iniziai a imparare a seguire la mia saggezza interiore. Nel corso di questi ultimi diciannove anni ho
lavorato per approfondire la mia comprensione e integrare quei tre doni ricevuti ai seminari dei primi due
livelli e il quarto, ricevuto durante il convegno alle Hawaii nel 1982. Queste esperienze spirituali sono
state le mie guide durante il viaggio. Esse mi hanno portato a sempre maggiore semplicit e amore, il che
una benedizione nella mia vita. Non sono d'accordo con le complesse nozioni che vengono
correntemente espresse da Phyllis a proposito della pratica del Reiki. Non sono d'accordo con alcuna delle
nozioni connesse con un ruolo di Grand Master, con un ufficio di Grand Master, con il suo dichiararsi
portatrice di discendenza, unica crede di diritto del Sistema Reiki di Usui, n con le tariffe per ottenere la
licenza, perch queste cose non appartengono al sistema in s. A che cosa serve tutto ci? Chi trae
vantaggio da tutta questa situazione? A me sembra che sia Phyllis. Le nozioni di forma, disciplina e
pratica sono inerenti al modo in cui questa arte di guarigione presentata dal Reiki Master: per lo meno
questo era vero un tempo. Nella tradizione orale, ci a cui veniva data enfasi era la scoperta di s, e
questo si incarnava nel concetto: "permetti all'Energia di guidarti". Non c' bisogno di lunghi trattati per
questo. Confida nel fatto che il Reiki Master lo viva e lo modelli. semplice. reale.

Siamo tutti fondatori di lignaggio, eredi di diritto e potenziali Grand Master. Non l'esclusivo diritto di una
persona. Abbiamo una grande opportunit di liberarci dalla confusione e di ritornare all'autentica
semplicit di questa dolce pratica. Credo che oggi abbiamo tutti la maturit e la comprensione necessarie
per parlare, per essere ascoltati e per portare avanti la dignit e l'integrit di questo insegnamento.
Siamo tutti responsabili di quello che accaduto e siamo tutti responsabili del futuro. Essere Reiki Master
significa mantenere una promessa sacra. Questa purezza di cuore l'essenza di ci che dobbiamo
condividere. Prego perch insieme possiamo portare avanti questa purezza per chiarire il passato, vivere
quello che insegnamo e insegnare quello che viviamo. Vi mando questa lettera con amore e molte
benedizioni.

Carell Ann Farmer, 31 dicembre 1997

TORNARE ALLE ORIGINI: IL REIKI GIAPPONESE?!

Con la scoperta dell'Usui Memorial e con i primi contatti con la Usui Ryoho Gakkai, organizzazione
tutt'oggi attiva, sono riemerse un insieme di tecniche che, nella tradizione della Reiki Alliance, non erano
state tramandate.

Questa organizzazione avvolta da un alone di mistero. Alcuni autori sostengo


no che sia stata fondata dallo stesso Usui, e che alla sua morte, in totale isolamento, abbia preservato le
tecniche originali di Usui.

Secopndo altre teorie la Usui Ryoho Gakkai sarebbe stata fondata dopo la miorte di Usui da suoi allievi, o
addirittura da praticanti che nulla avevano una discendenza diretta da Usui.

In ogni caso, al di l della sua origine due cose sono assolutamente chiare e universalmente riconosciute:

1. La Usui Ryoho Gakkai chiusa ed estremamente restia a condividere i suoi saperi con il mondo
Occidentale. Pochissimi Master occidentali hanno avuto contatti diretti e solo da poco alcune personalit
dell'Organizzazione hanno cominciato a condividere alcune delle loro tecniche e approcci.

2. I membri della Gakkai non hanno semplicemente conservato un consolidato e molto vario gruppo di
tecniche, ma sono i depositari di un approccio al Reiki molto diverso rispetto alla tradizione arrivata in
occidente.

Una delle principali differenze rispetto al Reiki Shiki (metodo tradizionale occidentale) sta nel percorso.
Nella tradizione giapponese l'insegnamento Reiki dura molti anni (si parla di oltre dieci).

Ad ogni modo alcune di queste tecniche sono arrivate anche qui da noi e rappresentano un validissimo
completamento per i praticanti che vogliano ampliare le conoscenze e le possibilit offerte dal Reiki.
Generalmente queste onoscenze vengono insegnate in un seminario pratico di tre giorni, riservato ai
praticanti che abbiano conseguito almeno il secondo livello.

IL PRIMO LIVELLO REIKI

SHODEN:

il Primo Livello e viene anche chiamato il livello fisico. In questa fase il praticante fa la sua prima
esperienza con l'Energia, comincia a percepirne la consistenza ed a familiarizzare con essa. L'Energia,
quella "cosa" che per molti giovani praticanti era un'astrazione quasi mistica, diventa un'esperienza molto
concreta e fisica. Comincia un processo di cambiamento su vari livelli: fisico, mentale ed energetico.

Vengono insegnate alcune tecniche di trattamento come il trattamento completo, il trattamento veloce,
l'autotrattamento, ecc. Attraverso queste semplici ma fondamentali tecniche il praticante comincia a
lavorare su se stesso e sugli altri. In questo tipo di lavoro ha una parte importante, il contatto fisico.
Attraverso il contatto delle mani ora possibile portare Energia in parti specifiche del corpo! Non solo: il
contatto fisico con il nostro corpo o con quello del nostro ricevente ci permette di riscoprire in modo
nuovo la nostra fisicit.

Accade spesso che, pur vivendo in una societ in cui l'immagine del corpo fondamentale, vi sia in noi
una quasi totale incoscienza della nostra dimensione corporea: infatti siamo quasi del tutto inconsapevoli
delle tensioni nel nostro corpo, ignoriamo la portata dei movimenti che ci sono possibili. Questa non
conoscenza del nostro corpo corrisponde inevitabilmente ad una non conoscenza di parti fondamentali
anche della nostra psiche. Le emozioni che proviamo durante il corso della vita si "imprigionano" nei
muscoli: la somma di tutte queste micro contratture forma quella che chiamiamo postura. Attraverso il
Reiki possibile riscoprire questa dimensione, cominciando finalmente ad ascoltare davvero la nostra
fisicit.

Spesso viene detto che l'operatore Reiki deve essere "un Canale di Energia", a questo livello viene
richiesto un atteggiamento per il quale l'Energia che "deve fare", il praticante deve "solo" spostare le
mani sul corpo del ricevente secondo le tecniche apprese o, una volta acquisita una certa esperienza e
sensibilit, dove sente ce ne sia bisogno.

Essere un canale puro di Energia significa sentirsi come una sorta di canna vuota attraverso la quale essa
scorre: meno mettiamo di nostro (intenzioni, desideri, ecc.) e pi saremo in grado di veicolare maggior
energia (come una canna internamente vuota e non ostruita da alcuna cosa).

Il NON fare e il lasciar scorrere sono alla base del lavoro di primo livello.

IL SECONDO LIVELLO REIKI

OKUDEN:

il Secondo Livello, e viene chiamato anche il livello mentale. Si tratta di un passaggio importantissimo
nella pratica del Reiki, passaggio che apre nuovi orizzonti e possibilit. In questa fase si apprendono, tra
l'altro, i primi tre Simboli Reiki del sistema di Usui e le varie modalit d'impiego.

Si apprendono tecniche come il trattamento mentale, il trattamento di situazioni presenti passate e


future, ma sopratutto, si impara a relativizzare il concetto e la percezione di spazio-tempo. Attraverso
l'uso dei simboli e di alcune tecniche mentali, ad esempio la visualizzazione, si sperimenta la possibilit di
"muovere" una quantit sempre maggiore di energia in un crescente numero di situazioni. Iniziando ad
utilizzare queste tecniche il lavoro su di noi risulter, rispetto allo Shoden, notevolmente amplificato e
sopratutto molto pi "consapevole" e mirato.

Okuden viene definito il livello mentale, infatti, al contrario del primo livello, nel quale era essenziale il
"non fare", ora importante imparare ad "imprimere uno scopo" ai flussi ai quali si attinge. Una delle pi
grandi possibilit offerte da questo livello quella di poter entrare in un sempre pi profondo contatto con
la nostra parte inconscia e, portandovi energia, sciogliere blocchi. Emergono e vengono superate, in
questo modo, problematiche anche molto profonde..

E' importante precisare che Reiki ha una modalit di intervento estremamente dolce. Con il Reiki di
secondo livello non emerger nulla dall'inconscio che non siamo in grado di sostenere a livello psichico.
Estremamente gravi sarebbero le conseguenze nel caso in cui venisse scoperchiato il vaso di Pandora,
lasciandoci di fronte alle nostre paure pi profonde senza le naturali difese. Meccanismi di difesa dell'Io,
come la rimozione o la proiezione, entrano in funzione proprio quando una "problematica" talmente
forte da non poter essere "sopportata" dalla parte cosciente.

Quello che succede, nella pratica del Reiki di secondo livello, che, sciogliendo i blocchi energetici, le
emozioni liberate vengono in qualche modo "ridimensionate". Spesso paure, e problemi ci sembrano
insormontabili. Tuttavia basta lasciar andare le tensioni che li nutrono e, problemi e paure, ci appariranno
subito decisamente meno enormi da affrontare. Inoltre l'azione di Reiki volta anche a rinforzare la nostra
consapevolezza e coscienza donando una maggiore sicurezza nell'affrontare la Vita.

Molto spesso, purtroppo, i nostri "malesseri" sono talmente profondi ed antichi che ci identifichiamo con
essi. A volte lasciare andare, cattive abitudini o altri aspetti che non ci fanno star bene, molto difficile
proprio perch esiste una paura inconscia di perdere parte della nostra identit, o per meglio dire, parte
dell'immagine (mappa) che ci siamo fatti della nostra identit. Durante il cammino legato al secondo
livello capita spesso che i praticanti smettono per un periodo, che pu anche durare anni, di praticare il
Reiki. Questo assolutamente normale. Sta ad indicare che si incontrato un nodo "tosto" e c' una parte
di noi che "teme" di star meglio. Reiki lavora, in maniera variabile a seconda dei casi, anche durante un
periodo di "ferma", in cui non si pratica. E' evidente che un lavoro attivo e costante, consente di
aumentare e velocizzare notevolmente gli effetti positivi di Reiki.

Il lavoro con il secondo livello estremamente affascinante e consente una notevole presa di coscienza di
come "funzioniamo". Per la particolarit e la profondit di questo lavoro importante non abbandonare
mai anche la parte fisica del primo livello. In questo modo potremmo godeci ed sperimentare le possibilit
offerte dalla dualit (fare-non fare, mentale\emozionale-fisico, attivit-passivit, interno-esterno, conscio-
inconscio, ecc).

I Simboli Reiki del Secondo Livello


I Simboli sono sacri e segreti.
Non vanno rivelati a chi non ha le attivazioni di Reiki, n tracciati inutilmente nell'aria, n disegnati.
E' una questione di rispetto.
E di efficacia.
Non ha importanza che molti abbiano pubblicato libri e CD con illustrazioni dei simboli di Reiki, in questa trattazione non
troverete i simboli esposti.
Troverete una loro descrizione e una spiegazione, non per reticenza, ma per rispetto nei confronti di coloro che credono
nella profonda efficacia e sacralit di Reiki.
Non credere in Dio lecito, ma non una buona ragione per bestemmiarlo, e chi crede in Dio rispetta i luoghi sacri e
onora i sacramenti.
Cos sono i simboli per un buon praticante di Reiki.
Sacri e segreti.
Non c' nulla di misterioso, credetemi.
Il primo simbolo di Reiki si trova scritto in giapponese negli editti degli imperatori ed esprime il comando.
Il secondo simbolo una lettera dell'alfabeto sanscrito e rappresenta una particolare qualit del Buddha, il terzo e
quarto simbolo sono in giapponese e vengono spesso pronunciati e scritti durante funzioni religiose Buddiste e sono
considerati perfino dei mantra.
Ci che rende i simboli di Reiki particolarmente efficaci l'uso che ne viene fatto in Reiki, ossia utilizzati insieme alle
cerimonie di attivazione come strumenti energetici per l'apertura dei canali, dei meridiani, per sbloccare energie e in
sintesi per aprire la coscienza a nuove dimensioni.
In definitiva i simboli agiscono come chiavi, e c' porta e porta. Una stessa chiave pu aprire porte diverse, che danno in
stanze diverse...
I simboli di Reiki sono quattro in tutto.
Bench alcuni dichiarino di possederne grandi quantit, normalmente frutto di fervida fantasia.
I simboli sono quattro ed cos perch non servono molte chiavi per aprire una porta, l'unica chiave che serve quella
giusta.
I simboli di Reiki sono chiavi che aprono livelli differenti della coscienza.
Occorre essere pronti per aprire una porta, occorre essere consapevoli anche di quello che ci pu essere dietro quella
porta.
Cos operano i simboli di Reiki.
Sono chiavi, sono formule che consentono l'espressione di facolt e la realizzazione di poteri, ma non vanno pressi alla
leggera perch sono estremamente efficaci nella loro azione.
La segretezza dei simboli una protezione anche per chi li dovesse usare inconsapevolmente.
Tre simboli vengono rivelati nel corso del Secondo livello e danno la possibilit di interagire con i quattro piani della
realt: fisico, emozionale, mentale e spirituale.
Il quarto il Simbolo del Maestro, viene rivelato nel corso del Terzo Livello e permette di attivare nelle persone la
capacit di trasmettere Reiki.
Il Primo Simbolo di Reiki
Rende disponibile e direzionabile l'energia, la sua traduzione potrebbe essere "Energia Qui e Ora" e la sua forma ne
rappresenta e specifica il significato.

Il Secondo Simbolo di Reiki


Riguarda il piano Mentale/Emozionale, ci aiuta a portare l'energia in profondit nel nostro psicosoma, oltre le nostre
difese caratteriali e oltre il controllo della mente, nella forma ricorda una lettera dell'alfabeto sanscrito, ma anche uno
degli appellativi del Buddha.
E' una pratica diffusa nel Buddismo Giapponese combinare l'antico sanscrito con il kanji per creare simboli o definizioni
all'interno delle scritture sacre.

Il Terzo e Quarto Simbolo di Reiki


Sono interamente giapponesi, sia nella scrittura che nel nome e hanno una precisa traduzione che riguarda la facolt di
inviare energia a distanza e contattare l'energia del maestro che dentro di noi.
Anzi, il nome del quarto simbolo pu essere ritrovato in qualsiasi trattato di filosofia e religioni orientali, essendo
un'espressione Zen che significa "Stanza del tesoro della grande luce risplendente", ovvero la consapevolezza della
propria Buddit attraverso l'esperienza della Illuminazione.
Se il primo simbolo riguarda il "Qui e Ora" e il secondo simbolo riguarda il "Dentro" il terzo simbolo in qualche modo
esprime il concetto del superamento dello "Spazio/Tempo", permettendo all'energia di viaggiare a distanza e interagire
con accadimenti passati o futuri.
Con il terzo simbolo posso effettuare un trattamento di Reiki a una persona che non fisicamente presente.
Il simbolo rappresenta una chiave che ci permette l'accesso ad un mondo altrimenti impenetrabile, ad un mistero
profondo che non possiamo definire e banalizzare dandogli un nome.
Amore, Vita, Morte sono solo un ponte che se adeguatamente percorso mi conduce oltre l'illusione della realt materiale
verso la Coscienza Infinita.
La Morte pu essere rappresentata da un modulo da compilare all'anagrafe o dal Requiem di Mozart, entrambi sono
simboli di qualcos'altro che sfugge alla normale comprensione.
Conosciamo il potere dei mantra, l'efficacia del pensiero positivo, l'influenza che ha la mente nel causare disturbi
psicosomatici, la pratica Buddista prevede ore e ore di ripetizione dei Sutra, i cattolici ripetono preghiere sgranando
rosari, nello yoga e nella meditazione attraverso mudra o asana si pu controllare il respiro, il battito cardiaco e l'attivit
cerebrale, farci il segno della croce ci aiuta ad allontanare paure o timori, maghi, indovini e chiromanti pretendono di
interpretare segni per vaticinare un improbabile futuro.
Noi viviamo circondati da simboli: denaro, business, new-age, top-model, status-symbol ci allontanano dalla realt per
portarci verso l'illusione; la preghiera, l'arte, la musica, la danza, la poesia usano le corde della realt per guidarci verso
l'infinito
I Simboli di Reiki possono essere tracciati con un movimento delle mani, possono essere visualizzati, il loro nome pu
essere ripetuto come un mantra, ma tutto questo si rivela inutile in mancanza della cerimonia di Attivazione del Secondo
livello Reiki.
In questo caso si tratta di una vera e propria attivazione delle energie corrispondenti a ciascun simbolo e che abbiamo
precedentemente descritto.
Nel corso del Secondo livello lo studente impara a conoscere i simboli, si esercita nella corretta esecuzione, apprende a
pronunciarne con precisione il nome, apprende le sequenze corrispondenti ai vari trattamenti e in quali circostanze e con
quali modalit applicarli.
I simboli vengono successivamente impressi, come stampati nell'insieme Mente/Corpo dello studente attraverso la
cerimonia compiuta dal Maestro.
Ora lo studente in grado di richiamare tutta l'energia corrispondente al simbolo semplicemente pronunciandolo o
tracciandolo.
Il collegamento con la Fonte stato effettuato e il simbolo pu produrre gli effetti desiderati.
Posso utilizzare il primo simbolo per potenziare gli effetti dei trattamenti di I livello o per dare energia al cibo, per
purificare un oggetto da influenze negative o per proteggermi dall'invidia e dalla manipolazione.
Il secondo simbolo serve per penetrare fino alla mia essenza e sciogliere le difese che ne impediscono la
manifestazione.
Con il terzo simbolo posso dare energia alle mie relazioni, alla mia situazione economica, alla mia infanzia, al mio
karma, al pianeta terra, ai bambini, ai miei amici, alle persone care anche se defunte per sostenerle nel passaggio, alla
mia vita, al destino del mondo
L'ideogramma Reiki
Il modo pi semplice e affascinante per comprendere il significato dell'ideogramma Reiki tracciarlo secondo i
principi dello Shodo, l'Arte della Calligrafia Giapponese.
L'ideogramma di Reiki a cura di Umberto Carmignani
Tracceremo quindi il simbolo come se lo stessimo dipingendo tratto dopo tratto, una pennellata dopo l'altra.
REIKI una parola giapponese che significa "Energia Vitale Universale" e nasce dall'unione di due concetti:
REI che possiamo definire come Forza Spirituale e che contiene gli ideogrammi che in giapponese significano
"Pioggia" , "Bocche" e "Fare sacrifici"

KI che un concetto fondamentale nella Medicina Tradizionale Cinese e nelle Arti Marziali e che possiamo tradurre
come "Energia che scorre nel Corpo" o "Forza Interiore".
Qui ritroviamo anche l'ideogramma che rappresenta la pioggia o il vapore insieme ad un altro che significa "Chicco di
Riso"

L'unione di REI e KI da origine alla parola Reiki, che viene utilizzata per definire sia la Disciplina o la Pratica che
l'Energia utilizzata.
La grafia giapponese ci aiuta nel difficile compito di definire ci che per sua natura non pu trovare una definizione:
stiamo parlando di Energia Universale e di Forza Interiore, di Iniziazione e di Essenza Interiore, concetti su cui il genere
umano da millenni studia, dibatte e ricerca.
La vita un dono divino che va riconosciuto ed apprezzato, tutto viene da Dio e tutto destinato a ritornare a Dio, ecco
che il processo della guarigione nasce dalla comprensione di questa semplice Legge Universale.
Guarire significa rientrare in un ciclo cosmico naturale da cui forse ci siamo separati, vivere in armonia con il nostro
spirito significa lasciare entrare l'energia della vita e lasciarci guidare verso il nostro destino, senza resistere, come
l'acqua che si addensa in nubi, che cade sotto forma di pioggia o di neve o di grandine, che forma sorgenti, ruscelli,
torrenti e fiumi, che scorre impetuosa fino al mare, e poi evapora per condensarsi poi ancora, e ricadere...
Reiki ci rende canali, tramiti dell'energia universale della vita, questo il semplice segreto di Reiki, lasciare che la vita
scorra attraverso di noi...
Le singole linee dell'ideogramma di Reiki
Ringraziamo innanzitutto il Maestro Norio Nagayama per averci introdotto nel magico mondo dello SHODO, l'Arte della
Calligrafia Giapponese.
Il simbolo, come ogni ideogramma, anche un movimento di energia, un'insieme di delicati equilibri di pieni e vuoti, di
chiari e scuri, di energie YIN e YANG che sfuggono ad ogni definizione teorica e possono solo essere affidate all'estro e
all'intuito personale.
Nel vuoto biancore, nello spazio eterno e infinito la prima pennellata, il primo segno ci riporta alla nascita del Cielo, al
principio creatore.

In questo Cielo si muovono le nuvole, rappresentazione del tempo, delle stagioni fisiche ma anche dell'anima, dei
pensieri, dell'alternarsi degli eventi, delle esistenze.

Ed ecco che si manifesta la volont di discendere, un deciso tratto centrale dall'alto in basso e il lento addensarsi di nubi
origina la pioggia, un tuono, forse un lampo e l'energia del Cielo discende sulla terra in forma di piccole gocce di acqua

E gi sulla terra, bocche si aprono per ricevere la pioggia, corolle di fiori , bocche di uomini stupiti, campi riarsi, bocche di
animali assetati, bocche parlano al cielo per ringraziare Dio dei doni dello spirito, bocche si aprono nella preghiera.

E attraverso questo ringraziamento, questo atto di umilt e di riconoscimento della grandezza del Cielo, questo docile
accogliere e intendere la Volont Divina, l'Uomo ora pronto a ricevere l'iniziazione, ad essere avvolto e circondato dallo
Spirito, a sacrificare la propria vita nel nome di un antico patto, a riconoscere l'appartenenza al Grande Disegno. L'uomo
che prega e accoglie dentro di s l'Energia dell'Universo fa del proprio corpo un Tempio

L'uomo non pi rappresentato come bocca ( ), forma ed essenza, materia e spirito si sono incontrati ed
finalmente specchio, immagine della creazione,

finalmente Uomo ( ), finalmente consapevole del Tempio che lo circonda


L'ideogramma REI completato, oltre aride teorie la descrizione ci offre come in un dipinto l'immagine di un popolo di
contadini che attende la pioggia come la pi grande delle benedizioni e guarda al cielo con timore e trepidazione,
facendo offerte e sacrifici propiziatori
Cielo, Nuvole, Pioggia e la manifestazione di una misteriosa volont si ritrovano anche nel simbolo del KI, tutto sembra
riprodurre quello spazio infinito in cui la potenza attende di divenire atto.
Ma ora siamo nel Microcosmo, con un poderoso salto simbolico abbiamo trasceso il tempo e lo spazio, le nuvole sono
dentro di noi, sono i nostri sentimenti, la pioggia la nostra capacit di scendere dentro noi stessi per rivelare la nostra
vera natura.
Una pentola, con il suo manico, piena di acqua che bolle, dentro cuoce del riso.
Simbolo di nutrimento fisico oltre che spirituale.
L'acqua ritorna verso l'alto, evapora verso il cielo, segno del nostro desiderio di Dio.
Goethe scriveva:
"L'Anima dell'uomo somiglia all'acqua,
dal cielo discende, al cielo risale
di nuovo alla terra deve tornare
in eterna vicenda"

Siamo quasi giunti alla fine del nostro viaggio.


La discesa dell'Energia Divina ci ha sospinti nelle profondit del nostro essere ed qui che incontriamo il centro, il
nucleo, l'essenza della nostra identit: il seme, il chicco di riso

Come la ghianda racchiude la quercia, anche la nostra vera vita, la realizzazione delle nostre potenzialit, dipende da
questo piccolo seme che deve essere adeguatamente nutrito perch possa germogliare, radicarsi e crescere in forza e
grandezza.
Ancora una volta, negli occhi di quel contadino trepidante, l'immagine del riso, vita e nutrimento per s e per i suoi cari.

Ecco narrato, quasi come in una fiaba, il segreto di REI e di KI che si incontrano per dare vita a REIKI.
Attraverso la cerimonia dell'attivazione vengono aperti i canali energetici che ci permettono di entrare in contatto con il
cuore dell'Universo.
Il nostro corpo attraversato da una cascata benefica di Energia Cosmica che porta nutrimento profondamente dentro di
noi, alla nostra essenza.
Come un seme che dopo tanta siccit pu finalmente schiudersi e crescere verso la luce, cos la nostra anima
finalmente ristorata pu germogliare, fiorire e offrire i suoi frutti.
Di l da tutto quello che ci stato insegnato, oltre il piacere o il dolore delle nostre esperienze passate, la nostra
coscienza conosce la Verit.
REIKI ci offre la possibilit di nutrirla con pura energia e di contribuire alla Guarigione di tutta l'Umanit.

In memoria di Mikao Usui Sensei

Da destra verso sinistra


REIHO CHOSO USUI SENSEI KUDOKU NO HI
In Memoria della Benevolenza di Usui Sensei, Fondatore di Reiho (Metodo Spirituale)
Nel Tempio Saihoji che si trova nel Distretto Suginami di Tokyo esiste un monumento commemorativo di Usui Sensei,
costituito da un monolito di due metri per quattro e collocato vicino alla tomba contenente le ceneri di Usui, della moglie
e del figlio.
Contiene iscrizioni firmate dal Signor Ushida che parlano della vita di Mikao Usui e di come i principi di Reiki provengano
dagli scritti dell'Imperatore Meiji.
Il memoriale fu costruito pochi mesi dopo la morte di Usui e mantenuto fino ad oggi dalla Usui Shiki Reiki Ryoho
Gakkai Giapponese.
Ne riportiamo integralmente il testo:
Ci che viene conquistato come risultato di profondi studi e ricerche chiamato Virt e ci che viene offerto agli altri
attraverso l'insegnamento di sistemi di guarigione si chiama Servizio.
Solo una persona di alti meriti e di grande virt pu essere chiamato Grande Maestro.
Saggi, filosofi e uomini brillanti fondatori di nuove forme di pensiero e di nuove religioni erano tutti cos.
Usui Sensei era uno di questi.
Usui Sensei svilupp il metodo per migliorare il corpo e la mente usando l'energia universale.
Avendo sentito parlare di lui innumerevoli persone andarono da lui e gli chiesero di insegnargli la grande via del Metodo
spirituale e di guarirle.
Il nome con cui veniva comunemente chiamato era Mikao.
Era nato nel villaggio di Taniai nel distretto Yamagata della prefettura Gifu.
Il nome dei suoi antenati Tsunetane Chiba.
Il nome di suo padre era Taneuji, ma veniva chiamato Uzaemon.
Il nome della famiglia della madre era Kawai.
Sensei era nato nel primo anno del periodo Keio, chiamato Keio Gunnen, (1865) il giorno 15 del mese di Agosto.
Egli era uno studete dotato e studioso, le sue capacit erano di gran lunga superiori a quelle dei suoi compagni.
Quando divent adulto viaggi molto in Europa, America e China per approfondire le sue conoscenze. Desiderava il
successo nella sua vita, ma non lo raggiunse.
Lavor duro, ma spesso fu colpito dalla disgrazia e dall'indigenza.
Ad ogni modo non si diede mai per vinto e continu a rafforzare sempre pi il suo spirito.
Click per ingrandire
Un giorno and sul Monte Kurama per sottoporsi a rigorose pratiche spirituali.
All'inizio del 21esimo giorno improvvisamente egli avvert una grande manifestazione dell'energia universale in
corrispondenza della sommit del suo capo.
Raggiunse l'illuminazione e in quel preciso istante comprese il Metodo di Guarigione.
Quando egli prima di tutto lo utilizz su se stesso, ottenne immediati benefici effetti.
Dopodich egli lo speriment sulla sua famiglia.
Poich funzionava, decise che sarebbe stato assai pi utile condividerlo con gli altri che tenerlo esclusivamente per s e
per i suoi.
Apr un Centro Reiki ad Harajuku, Aoyama, Tokyo, per insegnare e praticare il Metodo spirituale.
Era l'11esimo anno del periodo Taisho (1922).
Molte persone andarono da lui per chiedere consigli e aiuto e spesso facevano la fila fuori dell'edificio.
Nel Settembre del 12esimo anno del periodo Taisho (1923) ci fu un terribile terremoto.
Ovunque si udivano lamenti dei feriti. Usui prov pena per le persone colpite e port il Metodo Spirituale nella Citt
devastata e us i suoi poteri di guarigione sui sopravvissuti, aiutando molte persone.
Dopodich il suo Centro divenne troppo piccolo.
Nel Febbraio del 14esimo anno dell'era Taisho (1925) si trasfer in un nuovo Centro a Nakano, nella periferia di Tokyo.
A causa della sua crescente fama veniva spesso invitato in molti posti.
Sensei, accettando gli inviti, si rec a Kure e poi ad Hiroshima e Saga, fino a Fukuyama.
Fu proprio a Fukuyama che si ammal improvvisamente e mor all'et di 62 anni.
Era il 9 Marzo del 15esimo anno del Periodo Taisho. (1926)

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Sua moglie si chiamava Sadako, della famiglia Suzuki.
Ebbero un figlio e una figlia. Il nome del ragazzo era Fuji e fu lui ad incaricarsi della famiglia dopo la morte del padre.
Sensei era affettuoso, gentile e umile per natura e mai si comport con ostentazione.
Era fisicamente grande e robusto.
Aveva sempre un sorriso di contentezza.
Di fronte alle avversit sapeva sempre trovare una via d'uscita con pazienza e determinazione.
Aveva molte doti e amava studiare.
Possedeva vaste conoscenze in storia, medicina, psicologia, arte della divinazione, magia, fisiognomica e conosceva le
scritture Buddiste.
Il Metodo Spirituale non cura semplicemente le malattie, ma porta equilibrio nel corpo e nello spirito, stimola le innate
capacit di autoguarigione dell'organismo e aiuta a raggiungere la felicit.
E cos, quando insegnava, prima di tutto faceva imparare agli studenti i Precetti dell'Imperatore Meiji:
Primo: Per oggi non ti arrabbiare
Secondo:Per oggi non ti preoccupare
Terzo: Sii grato
Quarto: Lavora con impegno
Quinto: Sii gentile verso gli altri.
Questi sono davvero grandi insegnamenti per la crescita personale e richiedono disciplina e saggezza per essere
applicati degnamente nella vita di ogni giorno.
Sensei chiam questi insegnamenti:"Il Metodo Segreto per Invitare la Felicit" e "La Medicina Spirituale per Guarire
Ogni Malattia"

Click per ingrandire


Ai giorni nostri il mondo sta cambiando e anche la mente delle persone sempre pi alterata.
Ci auguriamo che la diffusione del Metodo Spirituale sia di grande aiuto per tutti coloro che non comprendono il senso
della loro vita o non conoscono le leggi della morale e dell'etica.
Il numero degli studenti di Usui di circa 2000.
Tra loro quelli rimasti a Tokyo stanno portando avanti il Centro e altri nelle altre province stanno diffondendo pi che
possono il Metodo Spirituale.
Anche se Usui morto, il Metodo Spirituale continuer a diffondersi in lungo e in largo.
Che grande cosa ha fatto Usui Sensei, l'aver condiviso con tutti noi il Metodo Spirituale dopo averlo ricevuto durante
l'illuminazione!
Molti studenti si riunirono e decisero di erigere questo monumento nel cimitero delTempio Saihoji nel distretto Toyotama
per onorare la sua benevolenza e per far conoscere ai posteri il Metodo Spirituale.
Mi stato chiesto di scrivere queste parole.
Io ho avuto l'occasione di conoscere ed apprezzare il suo lavoro e non potevo rifiutarmi, cos ho scritto queste poche
righe nella speranza che le persone lo ricorderanno con rispetto e gratitudine.
Composto da Masayuki Okada, Dottore in Letteratura
Calligrafia di Juzaburo Ushida, ControAmmiraglio della Marina Militare
Nel secondo anno del Periodo Showa (1927)

All'origine del metodo i simboli non esistevano, ma sono stati inseriti successivamente
in un secondo tempo dal Maestro Usui. Questo per dare modo a quegli allievi che
avevano una mentalit molto razionale e non credevano di poter ottenere determinati
risultati affidandosi soltanto alla propria perspicacia come per esempio nel
trattamento a distanza. Cos Usui Sansei decise di sintetizzare l'intuizione Reiki nella
semplicit di un disegno archetipo che racchiudesse in se la responsabilit di
guarigione dando modo ai suoi discepoli di avere un qualcosa di tangibile a cui
aggrapparsi per rafforzare l'energia.

INTERVISTA AL MAESTRO MIKAO USUI


Marco Milione (Milano 02-09- 2007)

E risaputo che nel Lignaggio giapponese Reiki ogni Maestro dopo Usui ha apportato delle
piccole modifiche al metodo originale; mantenendo la base di insegnamento comune della
scuola Gakkai. Per questo esiste il manuale della scuola di Usui, il manuale della scuola di
Hayashi il Manuale di Doi e cos via. Il testo che segue stato tratto dal manuale di Usui, e
costituisce un intervista di domande e risposte che Sansei Usui utilizzava come spiegazione per
il pubblico e per far comprendere meglio Reiki ai suoi allievi.
E' antica usanza insegnare il metodo solo ai miei discendenti per conservare la ricchezza in
una famiglia. Sopratutto le societ moderne in cui viviamo desiderano condividere la felicit
dell'esistenza in comune e della prosperit. Perci non lascio che la mia famiglia tenga il
metodo per se stessa.

Il mio Usui Reiki Ryoho un originale, non c' nulla di simile al mondo. Perci desidero dare il
mio metodo al pubblico per il vantaggio di ognuno e la speranza della felicit per tutti. Il mio
Reiki Ryoho un metodo originale basato sul potere intuitivo dell'universo. Per mezzo di
questo potere, il corpo si sana e si esalta la felicit della vita e la pace mentale.

Oggigiorno la gente ha bisogno di miglioramenti e di ricostruzione dentro e fuori la propria vita,


perci la ragione per cui do il mio metodo al pubblico quella di aiutare la gente con le
malattie del corpo e della mente.

Mikao Usui

D: Che cos' lo Usui reiki Ryoho?

Usui: Graziosamente ho ricevuto le ultime ingiunzioni dell'Imperatore Meiji. Per realizzare i miei
insegnamenti, per addestrarsi e migliorarsi fisicamente e spiritualmente e per camminare su
un corretto sentiero in quanto esseri umani. Prima di tutto occorre guarire il proprio spirito. in
secondo luogo bisogna mantenere sano il proprio corpo. Se il nostro spirito sano e conforme
alla verit, il corpo si sana naturalmente. Le missioni della Usui reiki Ryoho sono: Condurre una
vita in pace e felice, guarire e migliorare la felicit degli altri e di noi stessi.

D: C' una qualche similarit con l'ipnotismo, il metodo kiai, un metodo religioso o
qualunque altro mrtodo?

Usui: No! no c' alcuna similarit con alcuno di quei metodi. Questo metodo serve per aiutare il
corpo e lo spirito con il potere intuitivo che ho ricevuto dopo un lungo e duro addestramento.

D: E? dunque un metodo di cura psichico?

Usui: Si! puoi dire questa cosa, ma puoi anche dire che un metodo di cura fisico. La ragione
che il Ki e la luce vengono emanati dal corpo de guaritore, sopratutto dagli occhi, dalla bocca, e
dalle mani. Se dunque il guaritore fissa, alita, o strofina con le mani su un area ammalata,
problemi come mal di denti, coliche, mal di stomaco, nevralgie, abrasioni, tagli, ustioni e altri
gonfiori dolenti se ne vanno. Tuttavia un disturbo cronico non facile, ci vuole un po di tempo,
ma il paziente sentir un miglioramento gi al primo trattamento. Ci vogliono fatti ! pi che
romanzi per spiegare tutto questo fenomeno con la medicina moderna. Se vedi il fatto capisci!
Neppure la gente che usa i sofismi pu ignorare il fatto!.

D: Per ottenere risultati migliori devo credere nello Usui Reiki Ryoho?

Usui: No! Non come un metodo di cura psicologico, con l'ipnosi e altri tipi di metodi mentali
non c' bisogno di ricevere consenso ne ammirazione. Non importa se lo metti in dubbio, lo
rifiuti o lo neghi. Ad esempio efficace con bambini e con persone molto malate che sono
inconsapevoli di qualunque coscienza come il dubbio, il rifiuto o la negazione. Forse solo una
persona su 10 crede al mio metodo prima di un trattamento. La maggior parte impara i benefici
dopo il primo trattamento e poi crede nel metodo.

D: on lo Usui Reiki Ryoho si pu curare qualunque malattia?

Usui: Qualunque malattia! Sia essa psicologica od organica, pu essere curata con questo
metodo.

D: Lo Usui Reiki Ryoho cura solo malattie?


Usui: No! Lo Usui Reiki Ryoho non cura solo malattie. Malattie mentali quali l'agonia, la
debolezza, la timidezza, l'irresolutezza, il nervosismo e altre cattive abitudini possono essere
corrette. Quindi si in grado di condurre una vita felice e di guarire gli altri con la mente di Dio
o del Buddha. Questo diventa il principio oggetto.

D: Come agisce lo Usui Reiki Ryoho?

Usui: Questo metodo non mi mai stato dato da alcuno, ne ho studiato per ottenere il potere
psichico di guarire. Mi sono casualmente accorto di aver ricevuto il potere di guarire quando ho
percepito l'aria in modo misterioso durante un digiuno di purificazione; mi perci
estremamente difficile spiegarlo esattamente pur essendone il fondatore. Alcuni studiosi e
uomini d'intelligenza hanno studiato questo fenomeno, ma la scienza moderna non pu
risolverlo. Tuttavia credo che quel giorno verr naturalmente.

D: Lo lo Usui Reiki Ryoho usa medicine o ci sono effetti collaterali?

Usui: Non utilizza mai equipaggiamenti medici. Fissare l'area affetta. alitarvi sopra, strofinarla
con le mani, imporvi le mani e picchiettarla leggermente con le mani sono i soli modi che usa.

D: Devo conoscere la medicina?

Usui: Il mio metodo va oltre una scienza moderna! Perci non ha bisogno di nessuna
conoscenza della medicina. Se si manifesta un disturbo nel cervello, tratto una testa. Se un
mal di stomaco, tratto lo stomaco. Se un problema agli occhi, Trattogli occhi. Non c' bisogno
di prendere medicine amare ne di sopportare il calore di un trattamento con la moxa. Un
trattamento fissando l'area affetta, alitandovi sopra, imponendovi le mani o strofinandola con
le mani richiede poco tempo. Queste sono le ragioni per le quali il mio metodo molto
originale.

D:Che cosa pensano gli scienziati medici famosi di questo metodo?

Usui: Gli scienziati medici famosi sembrano molto ragionevoli. Gli scienziati europei formulano
critiche severe nei confronti della medicina.

Per tornare all'argomento il Dr. Nagai della Teikoku Medical University dice: "In quanto medici,
noi diagnostichiamo, registriamo e comprendiamo le malattie, ma non siamo in grado di
curarle."

Il Dr. Kono Dice :"Non vero che la scienza medica ha fatto grandi progressi. La pi grave colpa
della scienza medica moderna consiste nel non tener conto delle relazioni psicologiche."

Il Dr. Kuga dice: "E? un fatto che le terapie psicologiche ed altri tipi di trattamenti effettuati da
guaritori privi di preparazione medica funzionano meglio di quelli effettuati dai dottori, a
seconda del tipo di malattia, della personalit del paziente o del trattamento applicato. Inoltre i
dottori che cercano di combattere ed escludere i guaritori psicologici privi di preparazione
medica dimostrano ristrettezza mentale. ( Tratto da Nihon Iji Shimpo)

E' un fatto ovvio che i dottori, gli scienziati medici e i farmacisti riconoscono gli effetti del mio
metodo e diventano studenti.

D: Qual' la reazione del governo?

Usui: Il 6 Febbraio 1922, di fronte al Comitato per il Bilancio della Camera dei Rappresentanti,
un membro della Dieta, il Dr. Matsushita ha chesto il parere del governo giaponese sul fatto che
persone prive di preparazione medica trattino molte persone con un metododi trattamento
psicologico o spirituale.
Il sig. Ushio un delegato governativo ha risposto:" Poco pi che 10 anni fa la gente pensava
all'ipnosi come all'opera di folletti dal naso lungo. Ma ora la si studia e la si applica a pazienti
mentali. E molto difficile risolvere l'intelletto umano con la sola scienza. I dottri seguono le
istruzioni su come curare i pazienti con la scienza medica; ma no esiste in metodo come la
terapia elettrica o il semplice toccare con le mani che curi tutte le malattie."

Perci il mio Usui Reiki Ryoho non viola la legge e gli operatori medici ne la regolamentazione
per la gestione di Shin-Kyu ( Trattamenti con agopuntura e moxa).

D: La gente ritiene che questo tipo di potere di guarigione sia un dono elargitoa
pochi selezionati, non lo si pu imparare?

Usui: No! Non vero.Ogni esistenza ha il potere di guarire. Le piante, gli alberi, gli animali, i
pesci e gli insetti, ma sopratutto l'essere umano in quanto signore del creato, hanno poteri
notevoli. Lo Usui Reiki Ryoho la materializzazione ddel potere di guarigione che ha l'essere
umano.

D: Allora chiunque pu ricevere Reiju Della Usui Reiki Ryoho?

Usui: Ovviamente Si! uomini, donne, giovani o vecchi, persone di conoscenza o no. Chiunque
abbia il buon senso pu ricevere in modo accurato il potere in breve tempo, e pu guarire se
stesso e gli altri. Ho istruito oltre 1000 persone, e nessuno ha fallito. Chiunque in grado di
guarire malattie semplicemente con Shoden (primo livello). Puoi pensare che ottenere il potere
di guarigione in breve tempo sia un fatto imperscrutabile, ma ragionevole. E' una
caratteristica del mio metodo, che guarisce facilmente le malattie difficili.

D: Se posso guarire gli altri, posso guarire me stesso?

Usui: Se non puoi guarire te stesso come puoi guarire gli altri?!

D: Come posso ricevere Okuden? (3Livello)

Usui: Okuden include Hatsu Rei Ho, il metodo del picchiettamento con le mani.il metodo della
strofinamento con le mani, il metodo del pressing con le mani, il metodo talestetico e il metodo
della propensione. Io insegner queste cose alle persone che hanno imparato Shoden e
Chuden. Che sono buoni studenti, che tengono una buna condotta e sono entusiasti.

D: Ci sono livelli superiori a Okuden?

Usui: Si! c' un livello chiamato Shinpiden.

2 SIMBOLO REIKI
Marco Milione (Milano 11-07- 1008)

Il secondo Shirushi reiki "simbolo Reiki" fondamentalmente un simbolo di


trasformazione alchemicha. Cos come nell'antichit lo scopo dell'alchimia "empirica
scienza di trasmutazione", era quello di trasformare gli elementi grezzi in altre
sostanze pi raffinate. Come il metallo in oro. Nella stessa maniera il secondo simbolo
reiki ha la capacita di trasformazione psichica e spirituale nei confronti del ricevente!
Non a caso agisce sui livelli mentali, emozionali e spirituali. Il significato letterale del
secondo simbolo : "La Luce Illuminata" proprio per indicarne il ruolo di portatore di
chiarezza sulle zone d'ombra della nostra vita. Pertanto i suoi effetti sono:

Bilancia il lato destro con il lato sinistro del cervello, portando quiete all'interno
della persona.

Tradizionalmente questo simbolo serve solo per l'utilizzo della tecnica "Sei He
Ki Chiryo Ho".

Pu essere usato per lenire problemi relazionali tra persone. Come la difficolt
a dimenticare un ex partner; o problemi irrisolti con persone lontane.

Cura abitudini mal sane come fumo, alcool e tossicodipendenza, problemi di


alimentazione.

Migliora la memoria e la presenza nel qui e ora, radicando al terreno la


persona.

Il simbolo pu far tornare a galla, ri-bilanciare e ri-allineare un vecchio


problema mentale o emozionale per poi guarirlo.

3 SIMBOLO REIKI
Marco Milione (Milano 11-07- 1008)

Il terzo simbolo reiki consente all'operatore di raggiungere persone lontane con


l'energia reiki. Grazie a questo simbolo il praticante ha la capacit di trascendere le
barriere della dualit spazio temporali.

E come se fosse una porta che viene aperta per consentire alla nostra anima di
oltrepassare le barriere dell'ego umano.

Possiamo comodamente starcene seduti sulla poltrona di casa nostra e trattare un


ricevente non fisicamente presente anche se quest'ultimo situato dall'altra parte del
mondo!. Non a caso questo simbolo viene usato per il trattamento a distanza. Il suo
significato letterale : La fonte di ogni cosa la giusta consapevolezza.
Ovviamente nel Reiki conta l'attitudine con cui viene usato e non la valenza del
significato letterale.

Grazie al suo utilizzo consapevole possiamo trattare:

persone lontane.

Situazioni problematiche della nostra vita.

Le nostre vite passate e future.

Per risolvere un fatto traumatico anche se questo avvenuto diversi anni


addietro.

Si possono trattare anche le proprie entit spirituali, o Dio stesso.


4 SIMBOLO REIKI
Marco Milione (Milano 11-07- 1008)

Il quarto simbolo reiki il simbolo del master. Tra i simboli reiki quello pi potente.
Principalmente viene usato per raggiungere un nuovo stato di coscienza attraverso
l'illuminazione della propria vita. Il collegarsi ad esso e il diventare tutt'uno con lo
shirushi porta il devoto ad un nuovo risveglio spirituale, una pace pi profonda,
migliora l'intuito e dona una vita pi sicura sotto la sua vigile protezione.

Il suo significato letterale "La straordinaria e trascendentale grande luce"! Esso


rappresenta la luce della pura coscienza cosmica, che anche l'energia della
liberazione totale da tutti i vincoli mentali e materiali, dell'armonia e del potere di
guarire a tutti i livelli (Fisico, Mentale, e Spirituale). In senso religioso rappresenta
Satori o Illuminazione.

Attraverso la meditazione sul quarto simbolo possibile ottenere protezione nella vita
di tutti i giorni.

Pertanto lo si pu usare:

Nelle terapie.

Nelle meditazioni.

Nella vita di tutti i giorni.

E ovviamente per attivare le persone all'energia reiki ! "Previa conoscenza


ritualistica e tecnica fornita dal propri master istruttore all'aspirante
master"!

GENDAI JAPANESE REIKI

Frank Arjava Petter


Mikao Usui Hiroshi Doi
Kimiko Koyama

"Milano 2002"

Japanese Reiki sono le tecniche e le attivazioni appartenenti alla scuola Gendai Reiki
del Maestro Hiroshi Doi. Vista la fonte si pensa che siano le stesse tecniche che si
usavano e si usano ancora oggi alla scuola Giapponese del Maestro Usui la: Usui Reiki
Ryoho Gakkai. Cos come ho accennato nella storia di Reiki, Usui non era un prete
cattolico bens un seguace del Buddhismo.

E lunico motivo per qui la Takata aveva raccontato la legenda del ministro cattolico,
consisteva nel fatto che nel 1941 gli Americani erano entrati in guerra in seguito
allattacco ricevuto da parte dei Giapponesi a Pearl Harbor; nelle Hawaii. Di
conseguenza i Giapponesi non erano visti di buon occhio e se la Takata una hawaiana
di origine giapponese avesse detto che Reiki era un metodo di guarigione naturale
riscoperto da un giapponese che seguiva gli insegnamenti Buddhisti, molto
probabilmente Reiki non si sarebbe propagato cos facilmente.

Inoltre non neanche corretto sostenere che l'insegnamento Reiki Usui sia una tecnica
da tramandare oralmente per volere dello stesso fondatore. Tutt'altro: Da recenti
ricerche approfondite da Frank Arjava Petter, un Master occidentale che vive e lavora
in Giappone, e venuto alla luce che Usui rilasciava ai suoi allievi un manuale di pratica
Reiki, con sopra trascritte le varie posizioni da eseguire per le diverse patologie,
proprio per avvantaggiare le persone nella pratica terapeutica. Addirittura aveva
elaborato cinque tipi diversi di trattamenti mentali, da associare singolarmente alle
diverse patologie, valutate caso per caso.

E non neanche vero che Usui in fin di vita aveva eletto come suo unico successore il
Dr. Hayashi. In realt Usui aveva iniziato diversi Master nellarco della sua vita. E dopo
la sua morte probabilmente si sono creati diversi filoni di Reiki, uno dei quali quello
arrivato in occidente che fa capo a Chujiro Hayashi e Hawayo Takata. Questi a loro
volta hanno apportato diverse modifiche al Reiki originale praticato alla scuola di Usui
sicuramente per renderlo pi alla portata di noi occidentali.

Oggi questa conoscenza potuta arrivare fino a noi grazie a due persone: Frank Arjava
Petter e Hiroshi Doi, un membro della Usui Reiki Ryoho Gakkai, dove appunto si
formato. Linsegnamento si reso in seguito disponibile anche in Italia grazie a
Taggart King, allievo diretto di Frank Arjava Petter che ha ricevuto anche gli
insegnamenti di Hiroshi Doi.

KOMYO REIKI
Komyo Reiki sono gli insegnamenti Reiki del maestro Inamoto Hyakuten 2 successore
della scuola di Hayashi. Sappiamo molto bene che il reiki praticato in occidente fino ad
oggi si differenziava notevolmente dalla suo forma originale. In primo luogo perch la
stessa hawaio Takata modifico il metodo originale come la storia di Usui, modalit di
attivazione, simboli, mantra, tecniche, trattamento.

In parte per motivazioni determinate dalla situazione storica in cui viveva


e in parte perch si era fatta prendere dal delirio di onnipotenza,
pensando di diventare un nuovo maestro Usui. Dando insegnamenti e
simboli diversi per ogni master. Con la motivazione che canalizzava
direttamente gli insegnamenti dalle sue entit spirituali adattati ad ogni
singolo individuo. E facile comprendere che il risultato finale stato uno
stravolgimento del metodo originale.
Devo dire che gi all'inizio del 2000 Parte dei veri insegnamenti inerenti a Reiki
giapponese precisamente della scuola Gendai, sono stati fatti conoscere al mondo
occidentale grazie all'interesse di 2 master reiki: Frank Arjava Petter, e Hyroshi Doi. Il
primo perch e andato egli stesso in Giappone alla ricerca delle radici di reiki. Mentre il
secondo stato proprio un membro della vecchia scuola di Usui, "La Usui Reiki Ryoho
Gakkai" fondando inseguito la Gendai Reiki. E grazie al loro contributo si potuto fare
un po di chiarezza sul metodo originale.

Poi all'inizio del 2007 proprio qui in Italia grazie all'Associazione Italiana Reiki e a
Chiara Grandi della Komyo Reiki Italia. Abbiamo avuto l'onore di ospitare il Maestro
Inamoto Hyakuten. Che ha portato a tutti noi una visione quanto pi sintetica e
ottimale di quelle che erano le tecniche e pratiche meditative del volere etico e
filosofico di ci che era in origine l'etimologia di Sansei Usui.

Per molti aspetti la tecnica Komyo Reiki molto pi semplice e intuitiva di quanto
siamo abituati a pensare. I Simboli e mantra sono diversi. E cos anche le attivazioni e
molte tecniche divise per livello. Pone come punto cardine alla sua base la pratica
costante della meditazione cosa che nel reiki occidentale era lasciato solamente alla
discrezione di alcuni master pi accorti. E cosa importante e che ogni master che
abbia iniziato a praticare questo stile ha notato un aumento del potenziale curativo di
queste tecniche e simboli subito dopo l'attivazione iniziale.

Con questo non voglio dire che la tecnica Komyo sia migliore del reiki praticato in
occidente, ma semplicemente che quando un insegnamento viene divulgato nella sua
forma originale risulta essere pi vicino all'essenza spirituale del suo fondatore. Un
aneddoto singolare e determinato dal fatto che quando apprendi i simboli giapponesi ti
viene spontaneo abbandonare quelli occidentali.

Non c' altro da dire bisogna provarlo per verificare. Grazie di cuore Sansei Inamoto
Hyakuten.

TECNICHE DI JAPANESE REIKI

TECNICHE TRATTATE NELLARCO DEL SEMINARIO DI JAPANESE REIKI

Hatsu Rei

Reiji ho and Byosen

Reiju

NUOVI MODI PER COINVOGLIARE LENERGIA

Gyoshi = Guarire con gli occhi

Koki = Guarire con il soffio

Aho Usaki = Guarigione Concentrata

Uchi-te, Oshi-te e Nada-te

TECNICHE VOLTE AD OTTENERE UN RISULTATO SPECIFICO


Keteuki Kokan

Tandan Chiryo e Gedoku Ho

Genetsu Ho

Seiheki Chiryo

Nentsu Ho

Hanshin Chiryo

Enkaku Chiryo

Shanshin Chiryo

Jaki Kili Joka Ho

Mawashi

Il maestro Chujiro Hayashi


Il maestro Chujiro Hayashi (1879 - 1940) iscritto nella 30/ma sezione
dell'accademia navale giapponese nel Dicembre del 1899 e diplomatosi
nel Dicembre del 1902, fu capitano della marina navale giapponese. Fu
iniziato al livello di Shinpiden (insegnante) nel 1925 dal maestro Mikao
Usui. E dopo aver lasciato la marina apr la sua clinica reiki a Higashi -
Shinano - cho, a Tokyo.
Fece parte del consiglio direttivo della Usui reiki la Reiki Ryoho
Gakkai. Chie Hayashi, sua moglie, era anche lei membro della
Gakkai.
Nel 1931, il Maestro Hayashi lasci la Gakkai e fondando una
sua scuola reiki la "Hayashi Reiki Kenkyu Kai". Per ovvie ragioni
di forma didattica non potendo insegnare reiki con lo stesso metodo della
Gakkai. Decise di apportare delle piccole modifiche ai simboli reiki
originali. Mantenendo quasi inalterato il metodo originale.
Nell'arco di tutto il suo mandato form 13 Shihans (Insenanti), tra i quali
2 erano donne: La signora Chie Hayashi (sua moglie) e la signora Hawayo
Takata. (1900-1980), Un Hawayana di origine giapponese alla quale fu
diagnosticata una malattia grave. Fece un viaggio in Giappone e venne
trattata con Reiki dal Maestro Hayashi. Guar completamente in 4 mesi.
Prima di ritornare alle Hawaii lavor un anno con il maestro Hayashi come
studentessa Reiki.
Nel 1938 il Maestro Hayashi fede visita alla signora Takata alle Hawaii e la
inizio allo Shinpiden (Livello insegnante o master reiki). Takata apr la sua
clinica reiki alle Hawaii e nel corso della sua carriera inizio 22 insegnanti
reiki Tra gli Stati Uniti d'Amentica e il Canada. Grazie alla loro devozione il
metodo reiki si diffuso in tutto l'ocidente.
Nel 1940 in seguito all'entrata in guerra del Giappone contro gli Stati
Usniti d'America, il maestro Hayashi fu richiamato alle armi dal suo
paese; ci contrariava notevolmente con il suo credo spirituale e
rifiutandosi di partecipare alla guerra fu costretto a suicidarsi.

GASSHO e HATSU REI


(GASSHO E' UNA MEDITAZIONE CHE SECONDO GLI INSEGNAMENTI DI USUI VA PRATICATA DUE VOLTE AL GIORNO.
UN'ALTRA VERSIONE DELLA MEDITAZIONE SI CHIAMA HATSU REI, E SIGNIFICA AVVIO REIKI)

Le meditazioni insegnate da Usui Sensei:


Gassho, la pi semplice, e si avvicina di pi alla classica meditazione di tipo yogico.
Hastu Rei, composta da nove passaggi, ognuno dei quali ha un effetto particolare e mirato
al fine di sviluppare e sensibilizzare un miglior contatto con l'energia. Inoltre, una delle sue
fasi contiene al suo interno anche la meditazione Gassho.
Per esperienza diretta, di queste due meditazioni oserei asserire che con Hatsu Rei, oltre ad
ottenere gli stessi benefici di Gassho, ci si sensibilizza sempre pi con l'energia. Posso
consigliarvi di fare una volta al giorno Gassho ed una volta Hatsu Rei. In questo modo, dopo
un po di pratica, potrete scegliere quella che a voi si addice di pi.
Gassho, significa letteralmente "due mani giunte." Il Maestro Usui insegnava questa
meditazione da fare due volte al giorno: alla mattina e alla sera, possibilmente alba e
tramonto, che sono i due momenti in cui l'atmosfera terrestre e quindi anche l'aria che
respiriamo sono maggiormente carichi di "Ki " o "Prana". Inoltre Usui faceva praticare questa
meditazione, che dura circa 30 minuti, prima delle lezione che teneva ai suoi studenti.
Potrebbe essere che alcune persone non si sentano in sintonia con questo tipo di
meditazione. Questo non un problema, possono semplicemente praticarne altri tipi. In
realt tutte le meditazioni ci portano ad un maggior contatto interiore con la scintilla Divina
che alberga dentro ognuno di noi. L'importante per, praticare quotidianamente due volte al
giorno una qualche forma di meditazione.
Vediamo ora come si esegue la meditazione Gassho:

* Siediti con gli occhi chiusi e le mani giunte davanti al petto, porta la tua attenzione al punto
dove si incontrano le tue dita medie.
* Mantenendo l'attenzione al punto dove si incontrano le tue dita medie, inizia a respirare
lentamente nella pancia, e non preoccuparti di altro.
* Se ti accorgi che arrivano dei pensieri, cerca di non trattenerli, ma osservali semplicemente
come se appartenessero al qualcun altro. Vedrai che con un p di allenamento nel giro di
qualche settimana la cosa ti riuscir abbastanza naturale.
Hatsu Reiki una meditazione che si articola in nove passaggi diversi, ognuno dei quali ha
uno scopo energetico ben preciso.
Hatsu Rei significa avviare Reiki. In effetti possiamo dire che questo termine indica una
tecnica per attivare e rafforzare il proprio Reiki. Consiste in una serie di esercizi energetici e
visualizzativi che vanno eseguiti quotidianamente per due volte al giorno.
Vediamo ora come si fa questa meditazione:
Preparazione: Svuotare la mente salmodiando Gyosei:
Hai unanima giusta e pura se non hai nulla di cui vergognarti davanti a Dio che non puoi
vedere.
Questa tecnica si suddivide in 9 passi.
1) Kihon Shisei (posture standard)
Siediti sul pavimento in stile Zen o nella posizione del Loto oppure su di una sedia, rilassati e
chiudi gli occhi. Focalizza la tua attenzione sullHara o Dantien che si trova a 3-5 cm sotto
lombelico. Poniti le mani sul grembo con la mani verso il basso.
2) Mokunen (focalizzazione)
D mentalmente al tuo inconscio: Avvio Hatsu Rei

3) Kenyoku
Kenyoku significa bagno secco o spazzolare via un modo per liberarsi dalle energie
negative.

a) Posa le dita della tua mano destra vicino alla sommit della spalla sinistra, con le punte
delle dita sullincavo appena sotto il bordo della spalla (dove la clavicola si congiunge con la
spalla). La mano piatta e appoggiata.
b) Con la mano destra traccia diagonalmente verso il basso una linea retta attraverso il
torace, passando sulla V dello sterno (dove si incrociano le due parti della cassa toracica) e
fino allanca destra. Durante questo movimento ESPIRA.
c) Ripeti la procedura con laltra mano sullaltra spalla.
d) Ripeti nuovamente la procedura sul lato sinistro.
e) Posa la mano destra piatta sul bordo della spalla sinistra, alla sommit del braccio. Le
punte delle dita, sul bordo della spalla, sono rivolte verso lesterno.
f) Passa la mano destra piatta sulla parte esterna del braccio sinistro, tenendolo disteso
lungo il corpo, gi gi, fino alla punta delle dita. Durante questo movimento ESPIRA.
g) Ripeti la procedura con laltra mano sullaltro braccio.
h) Ripeti nuovamente la procedura sul lato sinistro.
4) Connessione a Reiki
Porta le braccia in alto ai lati della testa; le mani sono tese e si guardano. Sintonizzati con
reiki visualizzando e sentendo la vibrazione la luce bianca di Reiki che scorre nelle tue mani
e nel tuo intero corpo. A mano a mano che diventi consapevole del flusso di Reiki abbassa le
braccia.
1) Joshin Kakkyu
Significa metodo per purificare lo spirito attraverso il respiro, o respirazione per purificare
lanima, una meditazione focalizzata sullHara o Dantien.

a) Posati le mani sul grembo con le palme verso lalto e respira naturalmente attraverso il
naso. Concentrati sullHara e rilassati.

b) Inspirando, visualizza la luce bianca di Reiki che entra dal tuo chakra della corona e
scende fino allHara. Fa una pausa prima di espirare e senti che lenergia si espande in tutto il
corpo, sciogliendo tutte le tensioni.
c) Espirando, visualizza la luce che ha riempito il tuo corpo che si espande allesterno di esso
attraverso la pelle, fino allinfinito in tutte le direzioni.
6) Gassho
Gassho significa Mani insieme e la posizione corretta per eseguirlo consiste nel tenere le
mani giunte (come in preghiera) davanti al torace, un pochino pi in alto del cuore. A questo
punto mantieni questa posizione e medita (il tempo della meditazione soggettivo, smettete
quando ve lo sentite).
7)Seishin Toitsu (segue meditazione concentrazione)
Questo il momento in cui gli insegnanti danno Reiju. (Anche se non riceviamo lattivazione
Reiju non saltiamo questo passo).
a) Inspira attraverso le mani e visualizza la luce di Reiki che scorre attraverso le mani e fino
allHara. Senti lenergia che aumenta e si accumula nellHara.
b) Espirando, visualizza lenergia accumulata nellHara che irradia e sgorga
abbondantemente attraverso le mani.
8) Gokai Sansho (ripetere tre volte a voce alta i cinque principi)
Solo per oggi non arrabbiarti;
Non preoccuparti;
Sii pieno di gratitudine;
Svolgi il tuo lavoro con dedizione;
Sii gentile verso le persone.
9) Mokunen
Riporta le mani sul grembo con le palme verso il basso. D mentalmente al tuo inconscio: Ho
finito Hatsu Rei.
Apri gli occhi e scuoti le mani verso lalto, verso il basso, verso sinistra e verso destra per
qualche secondo.
Queste meditazioni sono un dono per noi reikisti occidentali, soprattutto perch ci portano a
chiudere un cerchio importante.
Infatti erano anni che avevo la sensazione che nel Reiki mancasse la meditazione.
Personalmente la praticavo gi. Con questi nuovi insegnamenti sul Reiki insegnato da Usui,
ho in realt ricevuto una conferma che la mia sensazione era corretta. Questo mi ha spinto ad
inserire gi dal seminario di primo livello l'insegnamento della meditazione, quale potente
strumento di crescita spirituale.
LA VERA STORIA DI USUI E DI REIKI
Finalmente la verit sulla figura storica del Maestro Usui
Il Dott. Usui nacque nel primo anno del periodo Keio, chiamato Keio Gunnen, il 15 Agosto
1865. Il suo primo nome era Mikao e il secondo viene pronunciato sia Gyoho che Kyoho. Egli
nacque nel villaggio di Yago nel distretto Yamagata nella prefettura di Gifu. Il nome del suo
antenato Tsunetane Chiba. Il nome di suo padre era Uzaemon. Il cognome di sua madre era
Kaweai. Da quanto si sa, egli era uno studente dotato e molto zelante. Da adulto viaggi in
molti Paesi occidentali e in Cina per studiare; lavor duramente, ma a un certo punto incapp
in una qualche sfortuna. Ci nonostante non si arrese e addestr se stesso molto
intensamente.
Un giorno si rec sul Monte Kurama per un ritiro di 21 giorni in cui digiun e medit.
Al termine di questo periodo egli raggiunse l'illuminazione, a fronte della quale fece
come tutti i maestri illumnati prima e dopo di lui, ha messo a punto un metodoto
(insieme di insegnamenti e tecniche) con lo scopo di aiutare l'umanit nella sua
evoluzione spirituale. Egli chiamo questo metodo "Reiki" . Apr una scuola ad Harajuku, a
Ojama, Tekyo nell'aprile dell'undicesimo anno del periodo Taisho (1922) la Usui Reiki Ryoho
Gakkai. Inizio ad aiutare molta gente, alcune delle quali giungevano da molto lontano, tenne
anche seminari con i quali diffuse Reiki.
Nel settembre del dodicesimo anno del periodo Taisho (1923), il devastante terremoto Kanto
sconvolse Tokyo. Migliaia di persone rimasero uccise, ferite o si ammalarono per le sue
conseguenze. Il dott. Usui pianse per la sua gente, ma port anche Reiki nella citt devastata
e ne utilizz il potere di guarigione per le vittime sopravvissute. La sua scuola divenne ben
presto troppo piccola per gestire il flusso di pazienti, perci nel febbraio del quattordicesimo
anno del periodo Taisho (1925), egli ne costru una nuova fuori Tokyo, a Nakano.
La sua fama si diffuse rapidamente in tutto il Giappone, e allo stesso modo si moltiplicarono
gli inviti a recarsi in luoghi lontani e curare a distanza molti disturbi. Una volta and a Kure,
un'altra nella prefettura di Hiroshima, quindi in quelle di Saga e Fukujama. Fu durante il suo
soggiorno a Fukujama che venne colpito da un attacco fatale il 9 Marzo del quindicesimo
anno del periodo Taisho (1926). Aveva 62 anni.
Il dott. Usui era una persona molto calda, semplice e umile. Godeva di una buona salute fisica
e era ben proporzionato. Non si metteva mai in mostra e sul suo volto c'era sempre un
sorriso, inoltre fu sempre coraggioso di fronte alle avversit. Al tempo stesso egli era una
persona molto prudente. I suoi talenti erano numerosi. Gli piaceva leggere e le sue
conoscenze della medicina, della psicologia, della mantica e della teologia di religioni di tutto
il mondo erano vaste. La sua abitudine, lunga quanto la sua vita, allo studio e alla raccolta di
informazioni lo aiut a pavimentare il sentiero verso la percezione e la comprensione di Reiki.
Come potete aver capito, Usui non era un monaco cristiano e tanto meno un monaco
buddista. Era semplicemente una persona normale, buddista praticante, della scuola
Buddista della "Terra Pura" (Jodo-Shu). Molti in occidente associano Usui al Buddismo
Tendai o allo Zen, ma queste sono informazioni completamente sbagliate. Sono certo di
questo in quanto ho ricevuto personalmente queste informazioni dal Monaco Buddista e
Maestro Reiki Rev. Hyakuten Inamoto della Komyo Reiki Kai.
Le spoglie di Usui si trovano sepolte in un tempio della Terra Pura, scuola di cui fa parte
anche Hyakuten Inamoto.
Molte leggende ed inesattezze sono state tramandate sul Maestro Usui, molti associano Reiki
al buddismo o al buddismo tibetano, dicendo che sue radici affondano in queste discipline,
sono stati scritti libri interi pieni di congetture ed analogie, che hanno contribuito a creare
solamente confusione, in quanto le cose sono stanno cos.
E', come sempre, tutto molto pi semplice, Reiki nato con l'Illuminazione di Usui, il quale,
come tutti i maestri illuminati hanno portato all'umanit intera uno strumento di
illuminazione.
Pertanto il Reiki una disciplina giapponese di nascita, ideata e creata dal Maestro Usui, non
ha radici in nessun'altra disciplina.
Usui Sensei sepolto in un tempio del Buddismo della Terra Pura, il suo nome post mortem
(Usanza buddista) Reizaninshuyotenshinkoji.
Reikizan-in = Tempio sacro sulla montagna
Shuyo = Eccellenza - Onore
Tenshin = Mente del Cielo - Mente Divina
Koji = Uomo buddista (maschio)
Tecnica Gyoshi-Ho
Guarigione con gli occhi
La parola giapponese Gyoshi-ho tradotta letteralmente significa "guarda
intensamente". L'energia pu essere trasmessa con tutte le parti del corpo, anche
con i piedi, ma certamente non credo sia molto elegante farlo, per nella
funzionalit sarebbe certamente possibile. Quindi anche gli occhi, sono uno
strumento atto alla guarigione, per consigliato a persone che ormai sono
abituate ad un certo tipo di tecnica, in quanto essa piuttosto impegnativa per
svariati motivi; uno per la concentrazione, uno perch tenere aperti gli occhi senza
sbatterli per molto tempo, non cosa che ci si pu improvvisare, terzo perch se
avete avuto qualche problema a livello visivo, sono sconsigliabili dall'effettuarle.
Per qualche minuto, osservate con leggero distacco la parte da trattare, facendo in
modo che l'immagine del trattato si realizzi nella vostra cornea, e quindi non
dovete essere attivi, e quindi dare, ma passivi, solo nel ricevere una immagine che
possa delinearsi nella sua totalit. Nel momento in cui ci sar avvenuto, avverr
una interpolazione energetica tra voi e la persona trattata, ed a quel punto potrete
mandare i simboli sulle parti da voi scelte per il trattamento.
Coloro che sono affascinati da questa specifica tecnica, o si sentono pi in sintonia
con questo sistema di guarigione possono completare la propria preparazione
leggendo le tecniche di meditazione ind, chiamata TRATAK.
Con la pratica potrete arrivare tranquillamente a tenere gli occhi aperti per un'ora
buona.
Lo spirito del reiki. Il manuale completo
Di Walter Lbeck,Lubeck/petter/rand,Frank Arjava Petter,William Lee Rand

Il japanese reiki
Secondo alcune fonti, nel 1999, stato ristabilito un contatto con la Usui Reiki Ryoho
Gakkai, lassociazione fondata da Mikao Usui. Per quanto se ne sa, la Gakkai ha
continuato a insegnare il Reiki nella forma originale.
Con il termine Japanese Reiki si intendono le tecniche e i Reiju (attivazioni) appartenenti
a quella che era la didattica originale del Maestro Usui allinterno della sua associazione.
Oggi questa conoscenza, potuta arrivare fino a noi grazie a due persone: Frank Arjava
Petter e Hiroshi Doi.

Frank Arjava Petter un Maestro Reiki che vive in Giappone, e che ha ritrovato la
tomba di Usui e vari documenti riguardanti il Reiki, e il suo insegnamento ai tempi in cui
Usui Sensei era ancora vivo. I risultati delle sue ricerche sono esposti in due libri
(disponibili solo in in inglese e tedesco: "ReikiFire" e "Reiki, the legacy of Dr. Usui"
("Reiki Fuoco" e "Reiki, l'eredit del Dr. Usui").

Hiroshi Doi invece, stato membro della stessa Gakkai. Nell'autunno del 1999, Doi
tenne un seminario in Canada (a Vancouver), in cui trasmise non solo gli insegnamenti
originali (alcuni dei quali gi diffusi da Frank Arjava Petter), ma anche una particolare
attivazione (Reiju) che, secondo lo stesso Usui, doveva essere praticata, insieme ad
alcuni esercizi energetici e visualizzativi, allo scopo di affinare la propria capacit di
canalizzare Reiki, migliorare le proprie abilit intuitive e promuovere lo sviluppo
spirituale del praticante.
Personalmente insegno il Japanese Reiki nell'arco di un fine settimana, e a mio avviso i
Reiju che si ricevono sono davvero potenti: gli stessi allievi infatti, percepiscono fin da
subito il cambiamento che questi rituali operano al loro interno e nelle loro mani.

Le tecniche che si imparano durante questo seminario sono:


HatsuRei Ho - Avviare Reiki.
Reiji Ho - Farsi guidare da Reiki.
Byosen - Scanning.
Gyoshi Ho - Guarire con gli occhi.
Koki Ho - Guarire con il soffio.
Aho Usaki Ho - Guarigione concentrata.
Uchi te Chiryo Ho - Tecnica di picchiettamento.
Oshi te Chiryo Ho - Mano che preme.
Nade te Chiryo Ho - Mano che strofina.
Ketueki Kokan Ho - Tecnica di ricambio del sangue.
Tanden Chiryo Ho - Trattamento del Tanden.
Gedoku Ho - Tecnica di svelenamento.
Genetzu Ho - Tecnica per far scendere la febbre.
Heso Chiryo Ho - Tecnica di guarigione dallombelico.
Seiheki Chiryo Ho - Tecnica contro le cattive abitudini.
Nentatsu Ho - Tecnica per abbandonare una preoccupazione.
Hanshin Chiryo Ho - Tecnica di strofinamento.
Hanshin Koketzu Ho - Tecnica di strofinamento.
Enkaku Chiryo Ho - Tecnica del trattamento a distanza.
Shanshin Chiryo Ho - Guarigione fotografica.
Jaki Kiri Joka - Purificazione degli oggetti.
Mawashi - Cerchio energetico.

Possono partecipare al seminario tutti coloro che possiedono almeno il Secondo


Livello Reiki (di qualsiasi lignaggio tradizionale).

Personalmente credo che non importante quali simboli (della


tradizione) utilizziate: Usui insegnava i Simboli agli allievi, ma
soprattutto insegnava loro che essi erano un "supporto" e con il
tempo, li avrebbero dovuti superare e abbandonare.

Il "Kotodama" una forza spirituale misteriosa insita nella "parola". La pratica del
Kotodama alla base dello Shintoismo. In alcune teorie riguardanti la nascita dei
Kotodama, si sostiene che lUniverso abbia avuto origine da un punto
incomprensibilmente denso, rappresentato da una iperconcentrata vibrazione generata da
un suono: "Su".
Si narra che in principio, fumo, nebbia e vapore emanavano da quel punto, avvolgendolo
in una sfera nuvolosa. Da "Su", il punto primordiale, il suono dellinspirazione cosmica
(Energia-Suono-Respiro) usc simultaneamente in forma di spirale, il Kotodama. "Su" si
estese circolarmente nei suoni "u, yu, mu" e si espanse verticalmente nei suoni "a, o, u, e,
i". La tensione tra questi suoni diede nascita a spirito/materia, a fuoco/acqua, a yin/yang,
e successivamente si trasform nei 75 Kotodama che mantengono lesistenza.

Ad oggi i Kotodama, sono delle frasi, dei suoni vocalici, che ancora hanno una parte
molto importante nella vita giapponese.
In Giappone anticamente, si credeva che ogni parola pronunciata si sarebbe un giorno
realizzata: per questo ad esempio durante un banchetto nuziale, si faceva attenzione a
non usare le parole "malaugurato" o "wakareru" (separarsi) e "kireru" (rompersi).

Nel Reiki con il termine Kotodama, ci si riferisce ad alcuni suoni specifici (non presenti
in tutte le scuole Reiki), che vengono intonati come se fossero dei veri e propri Mantra:
vengono salmodiati a ripetizione o emessi come se fossero un lungo suono. Grazie alle
loro vibrazioni, tali suoni, producono un effetto di guarigione attraverso la funzione
dellinterdipendenza: ogni suono possiede una determinata frequenza vibrazionale, per
mezzo della quale l'Energia liberata pu essere indirizzata in modo preciso, al fine di
lavorare su tematiche specifiche, siano esse fisiche, mentali emozionali o spirituali.

Le scuole Reiki che fanno uso dei Kotodama, non utilizzano Shirushi (Simboli) come
invece avviene nelle altre. Quattro sono i Kotodama presenti nel Reiki, proprio come
quattro sono gli Shirushi (Simboli). E interessante notare che leffetto prodotto dai vari
Kotodama identico a quello prodotto dai Simboli stessi.
I Simboli Reiki solitamente, vengono utilizzati insieme ai loro "Mantra". Tali "Mantra"
per, non vengono mai cantati come si farebbe con i Kotodama, ma vengono
semplicemente ripetuti per tre volte.
Erroneamente, molti praticanti Reiki, chiamano i Kotodama anche Jumon, ma in realt la
differenza fra i due estremamente marcata. Il "Jumon" non che la semplice
ripetizione di un suono legato ad un Simbolo Reiki, mentre il Kotodama il canto di un
suono che non necessita di essere accostato a nessun Simbolo.
Il termine "Jumon" significa "incantesimo" o "magia"; ma sicuramente non intesi come
faremmo noi occidentali.
I Kotodama rappresentano la forza creatrice dell'Universo; se si pensa infatti alla famosa
frase biblica: "... e Dio disse!", allora si comprender subito il significato e l'importanza
del suono all'interno di tutte le culture religiose.

Simboli Reiki La verit

Simboli Reiki la verit

Facendo tesoro delle informazioni tratte dal libro di Don Beckett The true story e
dalla personale ricerca sul web, propongo il seguente approfondimento sui 3 simboli
Reiki. Spesso capita di trovare notizie inesatte, unitamente al vano tentativo di
conservarne il clima di segretezza e misticismo, anche se in realt chiunque pu
reperire informazioni nei relativi siti .

Cho ku Rei, Sei he Ki e Hon sha ze sho nen sono i tre simboli che , in realt,
Sensei Usui ha introdotto solo 9 mesi prima della sua morte.

Nel Dojo di Usui , gli studenti usavano abitudinalmente meditazioni buddhiste e i


kotodama (Mantra) Shinto ma, poich probabilmente gli ultimi allievi di Usui
ufficiali di Marina non avevano dimestichezza con tali mezzi, si cre la necessit da
parte di Usui di andare loro incontro, introducendoli per agevolare il loro lavoro
spirituale e cos li adott dal buddhismo Cinese.

Sensei Usui lavorava con i Kotodoma e sono stati sconosciuti fino alla fine
del xx secolo.

Kotodama
Solo quando alcuni studenti diretti di Usui sono venuti a contatto con Andy Bowling, i
kotodama hanno iniziato ad essere conosciuti come parte di ci che Usui insegnava
nel suo Dojo. Usui identific un kotodama allenergia della terra ,un altro al cielo e
lultimo ad uno stato di coscienza di profonda Unit con il tutto.

Kotodama (lo spirito della parola)

Lo scopo dellinsegnamento di Usui era lautoguarigione ed il risveglio


spirituale,trasmettendo queste qualit energetiche proprio attraverso i Kotodama e
le meditazioni. Il Reiki di Usui aveva come fine ultimo il raggiungimento dello stato di
coscienza o consapevolezza di Unit. Il fatto che lUsui Reiki Rhyoho Gakkai non
sapesse nulla di tali kotodama e meditazioni valorizza lipotesi secondo la quale , in
realt, Usui non ne fosse stato il fondatore.
Osserviamo nel dettaglio le differenze tra le associazioni dei Kotodama e i 3 simboli
veicolati attraverso la Gakkai Hayashi-Takata, fino a giungere a noi praticanti di Reiki.
Secondo Hiroshi Doi , i 3 simboli pare rappresentano la Terra, la Luna e il sole. Essi
sembrano avere una correlazione con la Kurama Kokyo setta Budhista , che inzi a fare
la sua comparsa nel 1949 e che a tuttoggi mantiene un tempio sul monte Kurama.
Infatti , William Rand sostiene che il simbolo Master la fusione dei 3 simboli
messi insieme, rappresentando SONTEN deit suprema, fonte di ogni cosa
creata, spirito delluniverso. Ma anche in questo dato si evidenzia una
incongruenza,visto che la setta apparsa solo nel 1949,molto tempo dopo la morte di
Usui, insediandosi in un ex tempio Tendai. Questo lascia trasparire limpossibilit da
parte di Usui di essere stato influenzato da essa, ma sicuramente questa setta pu
aver influenzato i master di seconda generazione della Gakkai nel dopo guerra. Molto
probabilmente, questi ultimi facendo dei pellegrinaggi sul monte Kurama hanno
visitato il tempio che prima apparteneva alla setta Tendai, cui apparteneva Usui e pu
darsi che abbiamo pensato che la Kurama Kokyo avesse potuto interagire con Usui.
Infatti , il simbolo dellamore che si trova in tale Tempio, molto simile nella sua forma
al nostro modo di tracciare il Sei He Ki.

Dunque la versione secondo Hiroshi Doi e la Gakkai

Cho Ku Rei -Forza- associato a Mao Son che venne sulla terra da venere sei millioni di
anni fa incarnato in un cedro sul monte Kurama come spirito della Terra
Sei He Ki -Amore- associato a Senju Kannon, il bodhisatva della compassione e piet,
lo spirito della terra che ama fluire verso tutto e tutti come lacqua
Hon Sha Ze Sho Nen - Luce- associato con Bishamon Ten. lo spirito del sole,
personificazione del fuoco

Forza- associato a Mao Son che venne sulla terra da venere sei millioni di anni fa
incarnato in un cedro sul monte Kurama come spirito della Terra

Amore- associato a Senju Kannon, il bodhisatva della compassione e piet, lo spirito


della terra che ama fluire verso tutto e tutti come lacqua

Luce- associato con Bishamon Ten. lo spirito del sole, personificazione del fuoco

Guardiamo ora invece la correlazione dei Kotodama secondo la versione Taoista


Versione Taoista:

Taoismo

(H)O(K)UEI ; energia della Terra, radicamento rafforzamento del corpo, guarigione


fisica, colore verde, passivit (Grande Yin)
EIEIKI; Energia del Ciel, luce eterica, intuizione, consapevolezza fisica, focus mentale,
colore oro, attivit (Grande Yang)
HOAZEHONE; Unit con il tutto- stato di coscienza

KOTODAMA versione secondo la trinit del budha Amida Sanzon:

Amida Sanzon

EIEIKI simbolo dellarmonia qualcuno lo ha tradatto come uomo e dio diventano uno
la corellazione (taosita) di Usui era con il cielo. Il kotodama asociato ad Amida
Sanzon simbolo di Luce elemento sole. Le corelazioni ovvie sono con lilluminazione
con ogni cosa proveniente dalla coscienza, consapevolezza, pensiero e percezione
(H)O(K)UEI simbolo di focalizzazione e manisfestazioni fisiche. Questo Kotodama
associato con Seishi simbolo di potere e rappresenta lelemento Terra
HOAZEHONE simbolo di conessione che ci puo aiutare a realizzare la unicit con un
altro individuo. Questo kotodama associato a Kannon che simboleggia lamore
elemento luna.
Dunque Usui usava i Kotodama per
lautoguarigione e per il risveglio spirituale. Solo appunto, poco prima della sua morte,
introdusse i simboli per aiutare gli ufficiali di marina nel loro lavoro. Anche oggi
sembra che la gakkai li usa come ruote di apprendimento ma vengono poi lasciati a
disparte. Usui diceva che il lato profondo del Reiki era realizzare lunit come stato di
coscienza e dunque lassenza di distanza e di tempo. Usui non ha codificato i simboli
passati agli ufficiali di marina ma li ha presi in prestito dal buddhismo Tibetano
(buddhismo vajrajana come spiegato anche da Diana Stein nel suo libro). Essi non
sono segreti. Essi non hanno nessuna energia ma fungono da mediatori o connettori
per entrare in determinati stati di coscienza servono a realizzare delle consapevolezze.
Una volta preso coscienza che le energie sono dentro di noi e che siamo noi a
muoverle non avremo pi bisgno di essi. La cosa semplice, ma per noi occidentali, ai
quali stato fatto credere che i simboli hanno dei poteri miracolosi-straordinari-
misteriosi difficile da accettare. I simboli rappresentano particolari stati di coscienza
o virt divine spesso associate a diversi aspetti del buddha. Servono a risvegliare in
noi quelle particolari attitudini o aspetti o virt. Sono dunque mezzo di auto-
connessione con ci che pi puro in noi servono a prendere consapevolezza che
anche noi possediamo tali virtu. Una volta preso consapevolezza possiamo anche
lasciarli andare o finiranno per limitarci se rimaniamo legati ad essi. Non sono i simboli
che muovono lenergia siamo noi!!! Ogni uno di noi ha un micro e macrocosmo in cui
vivono celate tante saggezze. Non devi per forza essere Giapponese per avere le
stesse illuminazioni ed intuizioni di Usui. Il Reiki lavora in noi allo stesso modo come in
ogni altra persona indipendentemente da dove viene. Il reiki che si evoluto in
occidente non ha nulla da invidiare a quello che si evoluto in giappone. Lo stesso
Hiroshi Doi diventato Master di Reiki prima nel metodo occidentale e solo poi nel
metodo giapponese. Gendai Reiki significa Reiki moderno forse Hiroshi ha capito che
nell unione dei due modi di praticare Reiki che pu nascere un Reiki moderno
appunto. Ogni uno ad un certo punto del suo percorso pu elaborare il suo Reiki i suoi
simboli (aiuti mentali per realizzare consapevolezze). Quando succeder il tuo spirito
avr trovato espressione creativa. Quando questo accadr non potrai fermare tale
flusso di energia e informazione. Se sei connesso al Reiki tu diventerai Reiki ed esso si
esprimer attraverso ogni tua cellula. Funziona ci che per TE funziona e non ci che
funzionava per Usui o qualsiasi altro Master- maestro insegnate -studente- praticante
di Reiki. Usui ci ha lasciato un grande patrimonio con il suo esempio ma un ESEMPIO
una possibile evoluzione. Io lo onoro e lo ringrazio per questo dono perch grazie al
suo sistema ho potuto fare esperienza di me come mai prima. Emulare il suo sistema
ha occupato 18 anni della mia vita ora pero ho COMPRESO, ora ho preso
consapevolezza del fatto, che per andare oltre devo lasciare andare tutto ci che ho
copiato per anni se voglio far emergere tutto ci che originario in me. Non stato
facile capire che dovevo seguire il MIO REIKI ma ora, che ho avuto il coraggio di fare
questo importante passo verso il mio essere CREATIVO, tutto scorre e fluisce come mai
fino ad ora. Non mi sento piu legato a nessuna forma o costrizione sento il REIKI
nutrirmi con tante informazioni e consapevolezze. Auguro veramente a tutti un giorni
di fare la mia stessa esperienza Illuminante per fare vera esperienza del REIKI al di la
della mente razionale giudicante e criticante. In un mondo di forme, regole, tecniche e
costrizioni io scelgo la libera espressione del mio essere di Luce! Mi auguro che questa
mia condivisione possa essere di aiuto a tutti coloro che nn si accontentano di seguire
le orme dei saggi ma con cuore puro si mettono alla ricerca di ci che essi cercavano.

Un forte abbraccio di luce a tutti i miei fratelli di viaggio:

Somboli Reiki cosi come li tracciava la Takata

Lessenza del Reiki: Dai Ko Myo


Usui Sensei, ideatore del sistema Reiki, grazie alla sua codificazione ci ha lasciato dei
validi strumenti per aspirare ed uno stato di essere illuminato, perch il nostro stato
normale quello di qualcuno che brancola nel buio alla ricerca di quella fonte, da cui tutto
e tutti deriviamo e al quale, presto o tardi, faremo ritorno. Chi sono io, da dove vengo,
dove vado?, sono semplici domande che hanno spinto lessere umano a profonde
ricerche interiori, utilizzando la filosofia, la religione e la metafisica come mezzi di ricerca
per dare delle risposte, adeguate e soddisfacenti. Diverse culture e diversi credo ma
stesse domande.
Il Reiki nasce con un intento ben preciso, e la sua essenza si evince dal suo kanji
(ideogramma) che sta ad indicare la forza spirituale che permea tutto, spiegando il
concetto di dualit e fusione e lasciando intuire che la verit che illumina i cuori va al di l
di qualsivoglia giudizio.
In Giappone ci sono due forze che mitologicamente e filosoficamente creano e hanno
creato il genere umano nella sua totalit: lenergia della terra e lenergia del cielo. I Taoisti
parlano delle 3 forze (terra, cielo e genere umano) e la loro filosofia mette queste due
energie in evidenza, nelle quali il genere umano ha una posizione di centralit, laddove le
energie naturali di terra e le forze cosmiche del cielo sono a suo sostegno.
Anche nel KIKO, che sarebbe il Chi kung giapponese, vengono usati degli esercizi
specifici per portare tali energie in bilanciamento tra loro. Tutto ci che manifesto (terra)
aspira alla trascendenza verso lalto, tutto ci che latente (cielo) aspira a manifetarsi
verso il basso. Prendere consapevolezza di tali energie fa comprendere il dinamico gioco
vitale delle forze che tutto crea e tutto distrugge. Non stupisce, dunque, che Usui Sensei
usasse il concetto di tali energie come centralit nel suo sistema. Cielo e terra indicano
anche il concetto di dualit in tutte le sue espressioni. Anche nelle altre culture tali energie
erano state individuate: basti pensare al Tao, portatore dello yin e dello yang. I Kotodama
e i simboli del Reiki si riferiscono e si rifanno esattamente a tali energie. I mezzi lasciati in
eredit da Mikao Usui ci offrono lopportunit di fare piena esperienza del nostro core o
nucleo, esplorando la nostra realt materiale fisica, cos come la nostra realt spirituale
sottile. Attraverso questi mezzi e la costante pratica si giunge man mano ad uno stato di
consapevolezza maggiore. I 4 kotodama o simboli aiutano a bilanciare e a fondere in noi
tali energie.
Il CKR, simbolo di forza, ha origini Tendai e si riferisce chiaramente allenergia di terra,
esso ci riporta verso il nostro corpo e, dentro di noi, verso le senzazioni fisiche ad esso
correlate, come il piacere o il dolore. Anche il SHK ci esorta ad esplorare il nostro mondo
interiore, andando maggiormente in profondit e mettendoci in contatto con la sfera
emozionale. Esso si incontra frequentemente nei monasteri in Giappone e, per la sua
struttura, unitamente al CKR possiamo definirlo simbolo. Questi due simboli hanno anche
un loro specifico kotodama (mantra), e servono a farci comprendere intimamente che tali
energie non risiedono nei simboli, ma hanno le loro origini dentro di noi. Essi ci aiutano a
focalizzare la nostra attenzione, facendoci prendere consapevolezza della nostra
dinamicit. Infatti, ci portano ad esplorarci interiormente e a conoscerci intimamente.
Usui Sensei non insegnava a tutti con un metodo standard. Se un suo allievo era
buddhista, egli usava la meditazione; se era shinto, egli usava i kotodama. Quando, infine,
entrarono gli ufficiali di marina, egli us i simboli per aiutarli ad ampliare la loro
consapevolezza .
HSZSN e il DKM sono dei Kanji. HSZSN fa da ponte tra lenergia della terra e lenergia
del cielo: infatti, in occidente viene usato per trascendere il limite spazio temporale e per
inviare energia in assenza.
Esso ci apre alla concezione fondata sul fatto che non siamo divisi e che le nostre essenze
sono legate per simpatia e risonanza con la fonte originaria. HSZSN ci dice che uno stato
dessere puramente fisico, ha le sue limitazioni, ma che le stesse possono essere trascese
dalla nostra forza spirituale che risiede in ognuno di noi.
Ora lattenzione si sposta non pi solo su noi stessi, ma anche verso laltro, micro e
macrocosmo diventano due facce della stessa medaglia, con unintrinseca connessione.
La consapevolezza a questo punto si espande e nuove verit inondano il nostro essere,
aprendoci a nuove esperienze e sensazioni. Il viaggio, spostandosi verso nuove percezioni
rende la nostra mente attiva pi che mai. Il pensiero creativo stimola la visione di nuovi
orizzonti.
HSZSN ci indica la direzione nella quale proseguire il nostro viaggio alla scoperta del
nostro Core. Ed ecco che si affaccia il DKM, la vera essenza del sistema Reiki. Tutto ci
che Usui Sensei ci ha lasciato come intento e come strumento si poneva come obiettivo il
raggiungimento dello stato di essere illuminato. Si, perch si tratta di uno stato dessere
e non di una condizione. Tradotto letteralmente DKM significa grande luce spendente.
Io direi grande luce che illumina.
In Giappone il termine comunemente usato Satori. E lo stato di vacuit dove tu ed io si
fondono, dove maestro e studente diventano lespressione della stessa forza creatrice.
Oneness, o unit, direbbero in inglese ed esattamente lo stato di consapevolezza cui la
nostra anima fortemente aspira a sperimentare. Entrando in questo stato, il vivere ed il
meditare si fondono, il giudizio cessa di essere, lIo si scioglie ed emerge uno stato di
coscienza nel quale lessere lapha e lomega. DMK porta noi maestri di Reiki a
comprendere una grande verit che da sempre risiede in noi: nel non agire che
compiamo le pi importanti azioni evolutive.
Attraverso il rito di iniziazione il nostro Io sfaccettato comprende di essere un semplice
tramite e che la massima aspirazione del master quella di essere un canale vuoto. Il
DMK ci insegna che creiamo la vera attivazione respiro dopo respiro, dentro il nostro
essere spirituale.
Nello stato di satori non c piu giudizio, n giusto o sbagliato, bene o male, non ci si
preoccupa pi del risultato, dei riti e dei codici, finalmente tutto si fonde, si unisce. La
struttura, i mezzi e i codici che ci hanno guidato davanti alla luce splendente finiscono il
loro intimo compito.
La liberazione da tutti i vincoli, regole e codici la naturale conseguenza.
E cosi che nasce il vero maestro che da sempre risiede in ognuno di noi. DMK incita a far
sorgere il nostro maestro interiore che con la sua luce illuminer il mondo.
Il mio augurio che le mie parole possano illuminare il sentiero di coloro che ancora
delegano il potere al di fuori del proprio centro. I simboli non sono sacri, lo siamo noi
ed espletiamo tale sacralit giorno dopo giorno con le nostre azioni.
Graziano Scarascia
Il Reiki della tradizione occidentale
I Simboli Reiki
I Simboli Reiki (Shirushi in giapponese) di Usui sono quattro: n uno di pi, n uno di meno.
Non sono stati canalizzati da Usui sul monte Kurama, come narra la leggenda, ma sono stati "studiati a
tavolino" nel corso degli anni successivi. Usui li aveva chiamati semplicemente primo, secondo, terzo e
quarto Simbolo (e questa la nomenclatura tutt'ora usata nella scuola Gakkai), ma successivamente,
forse per evitare confusione, stato dato loro un nome. Nella tradizione giapponese rispettivamente
Zui-un, Muryo-ju, Honjazeshonen e Daikomyo.
Il primo Simbolo: CHO-KU-REI

Il Chokurei della
tradizione
occidentale

Il termine Chokurei usato nella tradizione occidentale non ha un significato ben preciso e non si sa da
dove derivi (n dal giapponese, n dal cinese, n dai vari dialetti hawayani o da altre lingue); viene
normalmente inteso come "Energia viene a me".
Nel Reiki originale giapponese questo simbolo viene chiamato "Zui-un", parola giapponese che
significa letteralmente "nuvola di [buon] auspicio" inteso come augurio di "buona fortuna". Si utilizza per
richiamare e accumulare l'Energia.
Il Simbolo utilizzato nell tradizione occidentale, qui rappresentato, leggermente diverso da quello
originale di Usui che viene insegnato nel Komyo Reiki.
Si usa per dare energia sul piano fisico. utile per iniziare e/o terminare la centratura,
visualizzandoselo su tutto il corpo, dalla testa ai piedi, oppure su ciascun chakra, partendo dal primo e
arrivando sino alla testa. buona norma utilizzarlo all'inizio del trattamento, tracciandolo sulla testa o
su tutto il corpo. Nel corso del trattamento pu essere utilizzato sui punti che si sentono "scarichi".
Pu essere utilizzato per pulire case, stanze e uffici da energie pesanti. A volte necessario lavorare
per diversi giorni consecutivi. Si procede tracciando (o visualizzando) Cho ku rei sulle pareti, sul
soffitto e sul pavimento. Si pu anche visualizzare un grande Cho Ku Rei sul soffitto, che scende
lentamente sino al pavimento, purificando ogni livello della stanza. utile aggiungere anche Rama,
visualizzandolo tanto grande da riempire tutta la stanza e Hart (Rama e Hart sono simboli del Karuna
Reiki).
Si pu utilizzare per protegger s stessi e per proteggere persone o ambienti da energie negative(*),
tracciando sei Cho ku rei: davanti, dietro, ai due lati, sopra e sotto.
Per trattare il cibo, tracciare o visualizzare Cho ku rei sul cibo; aggiungendo Seiheki, ed
eventualmente Rama possiamo ripulirlo, almeno in parte, dai veleni che l'agricoltura chimica e
l'industria alimentare ci regalano quotidianamente, compresi nel prezzo. Mentre diamo Reiki al cibo,
non scordiamoci di ringraziare di cuore: stiamo ricevendo una delle numerose benedizioni quotidiane!
Ricordiamoci di ringraziare anche la Madre Terra, che continua a nutrirci nonostante i nostri accaniti
sforzi nella direzione contraria.
(*)
Non esistono energie che siano in assoluto "negative" o "positive": esistono energie che in un determinato momento della
nostra vita sono in sintonia con noi (e possiamo considerarle "positive" per noi) e energie che in un determinato momento della
nostra vita, non lo sono (e possiamo considerarle "negative" per noi); le energie che sono in sintonia con noi possono aiutarci ad
"alzare" la nostra vibrazione, mentre quelle che non lo sono possono "abbassarla", naturalmente sempre che noi glielo
consentiamo, sia in un caso come nell'altro...

Il secondo Simbolo: SEI-HE-KI


Il Seiheki della
tradizione
occidentale

Seiheki una parola giapponese che significa "vizio", "cattiva abitudine" ed era usato tradizionalmente
nel Seiheki Chiryo Ho, cio nel metodo (ho) di trattamento (chiryo) dei vizi (seiheki). Nella tradizione
occidentale rimasto solo il termine "seiheki".
Nel Reiki originario giapponese chiamato "Muryo-ju" che, oltre ad essere un altro nome di Amida
Budda, significa "Vita incommensurabile".
Anche in questo caso il Simbolo utilizzato dalla tradizione occidentale leggermente diverso dal
simbolo originale di Usui.
Questo Simbolo indica Protezione e Armonia, ed la "chiave" che ci unisce al mondo mentale. il
simbolo della guarigione emozionale, intesa come equilibrio tra la mente e le emozioni, tra ci che
appartiene alla coscienza e ci che appartiene al subconscio. L'energia di Seiheki equilibra ci che
squilibrato; rappresenta il processo di cambiamento continuo.
utile per trattare persone sconvolte, fuori di s, emozionalmente turbate: in queste situazioni tracciare
Seiheki su tutta la persona, dalla testa ai piedi, rafforzandolo eventualmente con Cho ku rei (chi
attivato a Karuna pu aggiungere Zonar e Shanti). Se possibile, eseguire un trattamento completo, o
anche un trattamento veloce.
Seiheki allinea ed equilibra i chakra superiori. il simbolo dell'unione di Dio con l'uomo.
l'attivatore delle forze interiori e cura la connessione mente-corpo attraverso il subconscio: in grado
di far risalire alla mente cosciente le problematiche sepolte nell'inconscio. Poich raro che sia
piacevole ricordare e "guardare negli occhi" le problematiche nascoste nel nostro subconscio (in
genere sono quelle emozioni pesanti quali la rabbia, il rancore, l'odio, la violenza, che ci stato
insegnato sin da bambini a reprimere e a nascondere l, nel profondo della nostra mente), quando si
usa Seiheki bene mettere la precisa intenzione che faccia affiorare soltanto ci che la persona
(quindi anche noi stessi) in grado di affrontare e comprendere in quel momento della sua esistenza.
Nel trattamento mentale, Seiheki convoglia alla mente della persona trattata il messaggio di guarigione
o messaggi pi specifici. Dopo le prime tre posizioni della testa (occhi, tempie, orecchie), si pone una
mano sulla nuca, mentre l'altra mano destra traccia Seiheki sul settimo chakra, poi Cho ku rei.
Volendo si pu ripetere mentalmente il nome e cognome della persona (o il nostro) per stabilire il
contatto. D'ora in poi tutto ci che penseremo andr ad influenzare la persona a livello inconscio. Ci si
pu anche mettere in contatto con i singoli organi della persona, inviando loro un preciso messaggio. Si
respira profondamente ed inspirando si immagina una luce dorata che entra nella nostra testa: ci
lasciamo riempire completamente di luce. Quando l'energia luminosa "trabocca", immaginiamo che
fuoriesca dalle nostre mani e che vada ad inondare l'altra persona. Visualizziamo questa luce dorata
che dalla testa arriva fino ai piedi della persona e inviamo un messaggio di luce, come "Sei pieno di
luce, amore ed energia", oppure "Sei sempre pi in contatto con la tua parte divina", quindi si staccano
le mani e si fa l'accarezzamento dell'aura. Si termina mettendo il preciso intento di interrompere il
contatto; volendo si pu utilizzare un gesto simbolico, come per esempio soffiare sulle mani, per
sottolineare il nostro intento.
Il terzo simbolo: HON-SHA-ZE-SHO-NEN

Una delle varianti


occidentali di
Honshazeshonen

Nel Reiki originario giapponese chiamato "Honjazeshonen". Il nome di questo simbolo viene spesso
"tradotto" in modi molto fantasiosi: "Il Budda che in me si espande sino al Budda che in te,
portandoti illuminazione e pace", oppure "Tu ed io siamo uno", o ancora "niente passato, niente
presente, niente futuro". Il suo significato letterale nella lingua giapponese "la Fonte (honja) (ze) la
giusta coscienza (shonen).
Nell tradizione occidentale esistono molte varianti di questo simbolo: alcuni dicono che ci sia dovuto al
fatto che la Takata abbia in un certo senso "personalizzato" il simbolo per ciascuo dei master da lei
creati, ma molto pi probabile che le differenze siano dovute alla complessit del simbolo e alla
discutibile usanza di non consentire agli allievi di portarsi a casa i disegni dei Simboli realizzati nel
corso del seminario. La "volatilit" della memoria umana ha fatto il resto...
il Simbolo della guarigione a distanza, al di l dello spazio (e del tempo). Viene utilizzato all'inizio di
un trattamento a distanza, tracciandolo sul "testimone" della persona o della situazione che stiamo per
trattare. Si veda la sezione dedicata ai trattamenti a distanza.
Nel corso di un trattamento diretto, invia Reiki e i Simboli che utilizziamo direttamente nel passato della
persona. Questo Simbolo lavora sul corpo mentale e sulla mente conscia, piuttosto che sul subconscio,
che invece il regno di Seiheki.
Dopo che la persona ha percepito i propri sentimenti reali, Honshazeshonen offre nuove possibilit di
scelta e di azione.

Una delle varianti


occidentali del
Daikomyo
il Quarto simbolo: DAI-KOMYO
E' il Simbolo dell'insegnante, utilizzato nel corso di tutte le attivazioni. Il suo significato letterale
Grande (dai) Luce brillante (komyo).
Anche per questo simbolo, nella tradizione occidentale esistono pi varianti, probabilmente per lo
stesso motivo visto per il terzo simbolo.
Daikomyo serva da "catalizzatore" ed uno strumento per il risveglio interiore e la riconnessione con
la Fonte. Pu essere usato su se stessi prima di iniziare un trattamento Reiki, o lo si pu utilizzare per
iniziare e terminare una meditazione, un esercizio energetico, eccetera.

TERZO SIMBOLO REIKI

HON SHA ZE SHO NEN


Con lo strumento del reiki attraverso il secondo livello, abbiamo una grande
opportunit di avvalerci di alcuni strumenti operativi:
Per prima cosa, possiamo avvalerci dei tre simboli cosmici.
Per seconda cosa possiamo utilizzare la verbalizzazione positiva.
Altres abbiamo l'opportunit di creare delle immagini, quindi sussiste la possibilit
della visualizzazione creativa.

Significato dei simboli del secondo livello reiki


Attraverso il secondo livello reiki abbiamo l'opportunit di lavorare attraverso i suoni
sacri (suono sacro), e con i tre simboli associati o ai rispettivi mantra. Nel secondo
livello reiki, lo spazio il tempo vengono annullati; questo ci d un'incredibile
possibilit di poter donare l'energia in qualunque luogo e senza problema di spazio
temporale.
In realt, questi simboli reiki, ci danno l'opportunit di aprire altri piani
dell'esistenza; i tre simboli rei possono essere utilizzati solo da coloro che sono stati
armonizzati quindi che hanno ricevuto le attivazione di o le armonizzazione del
secondo livello in quanto solo dopo la cerimonia di attivazione, possono entrare in
piena risonanza con essi.
Il Primo Simbolo: Choku-Rei
Questo simbolo la rappresentazione della forza, della potenza, della conferma, ed
utilizzato per potenziare e sostenere il flusso energetico. Esso da piena energia in
quel punto; viene usato per sostenere ogni pratica di secondo livello (intenti positivi,
visualizzazioni, altri simboli); un simbolo che significa potenza in atto, che
determina una purificazione, che protegge. Il significato antico di questo simbolo
viene definito " per ordine dell'imperatore", ci che deve accadere accada. Questo
significato viene tradotto anche con" l'energia d'amore dell'universo viene
concentrata in quel punto.
Il Secondo Simbolo: Sei-Heiki.
Questo simbolo richiama pace, calma, equilibrio, serenit, purificazione,
disintossicazione. Mediante una funzione emotivo-mentale si porta l'inconscio a
creare una vibrazione di armonia e di guarigione che pu riportare equilibrio. Questo
simbolo viene inteso come " io ho la chiave", e serve anche per sciogliere blocchi
energetici o conflitti importanti.
Il Terzo Simbolo: Hon-Sha-Ze-Sho-Nen
Questo simbolo richiama una giusta direzione,un unione, una origine; questo
simbolo viene usato per aprire una chiave che facilita una connessione con altre
persone, con situazioni le quali si era da sempre collegati, senza saperlo. Questo
simbolo di ci permette di trattare le persone a distanza; chiaramente il termine
distanza, un riferimento sia allo spazio fisico, che ha quello temporale. Questo
simbolo ha molti significati, ma solitamente i viene attribuito il seguente:" l'Essere
umano e Dio sono uno".
Autotrattamento di secondo livello:
Coloro che fino a quel momento avevano adoperato il sistema classico delle cinque
posizioni oppure attraverso posizioni libere, o attraverso il sistema misto, pu
continuare come prima, semplicemente aggiungendo l'uso dei simboli, della
visualizzazione, e della verbalizzazione positiva.
Se qualcuno desidera stabilire un contatto pi profondo con la propria intimit,
mentre si in bilanciatura al cuore, si pronuncia tre volte il mantra mentalmente
disegnando il segno de del simbolo con il seguente ordine: HSZN, SH,CR, e poi si
pronuncia tre volte il proprio nome. Si pu anche dare l'impulso, attivando CR (esse
viene disegnato mentalmente e pronunciato tre volte il suo mantra).
Eseguendo l'auto trattamento, lasciamo che le mani possono fluire su ogni chakra,
potenziandolo e imprimendolo con C.R., eseguendo queste posizioni una ad una. La
differenza sostanziale dal primo livello, in una situazione basata sempre su fluire, e il
suo sentire personale, il reikista chiamato ad un uso degli strumenti tramite i
simboli, della visualizzazione, la zero urbanizzazione positiva. In quei momenti in, il
reikista pu chiaramente ascoltare il proprio sentire, il fluire dell'energia, la parte
pi emotiva e spirituale. Dobbiamo tener presente che il proprio intento unito ad una
verbalizzazione positiva, ed associato al risultato finale che dentro di noi ormai
ancorato, fa s che il processo possa concretizzarsi rapidamente in una azione di
guarigione sorprendente. Nell'atto di guarigione si immagina come l'energia possa
fluire nel miglior modo possibile, andando a lenire, guarire, operare, nel modo pi
breve e pi forte possibile, immaginando che il problema sia definitivamente risolto.
Non potete immaginare quanto forte il potere della mente, quanto importante la
determinazione, e l'affermazione unita al cuore.
Un altro modo di praticare l'autotrattamento, il seguente:
Stando comodamente seduti, dopo aver eseguito la bilanciatura al cuore, portiamo la
mano dominante alla nuca, stacchiamo la mano opposta e la portiamo alla sommit
del capo in modo che le punte delle dita tocchino la mano opposta. Per fare
quest'operazione sono necessari almeno 15 min, distinti in tre fasi di trattamento: la
prima consiste nella preparazione, la seconda nel lavoro specifico, la terza
nell'ascolto.
Nella fase di preparazione, il principale punto da osservare, quello di riempire
completamente il proprio corpo con luce, energia.
I simboli del Reiki (Shirushi)
Sui simboli Reiki (Shirushi in giapponese), stato detto e scritto parecchio, fino a poco tempo fa, si pensava che i
simboli fossero lessenza e la formula del Reiki, in pratica, accessi per utilizzare e trasmettere questarte terapeutica.
Nella realt i simboli Reiki sono degli strumenti da usare, al nostro servizio, una specie di "cassetta degli attrezzi" a cui
attingere, non a caso simboli e mantra sono usati in quasi tutte le tradizioni spirituali per la meditazione, lo sviluppo
personale, la guarigione e limpiego dellenergia.

I simboli possono essere suddivisi in due tipi:


quelli in grado di determinare mutamenti soggettivi e quelli che provocano mutamenti oggettivi.

In quelli inerenti a mutamenti soggettivi troviamo le affermazioni, luso consapevole di oggetti con significato
simbolico, (croce, cerchio, ecc.), forme e colori che danno vita a specificate atmosfere e associazioni didee, in breve,
siamo in grado di utilizzare ogni segno o immagine, delle parole, ogni cosa con cui abbiamo unintensa unione emotiva.
Con quanto sopra, gli effetti che conseguiamo mutano molto e non sono identici per tutti.

In quelli capaci di dare origine a cambiamenti oggettivi, sono collocatii simboli e mantra del Reiki, le rune, gli amuleti
magici ecc.
Per impiegare questi strumenti essenziale ricevere insegnamenti da chi gi li usa, se aspiriamo ad agire da soli,
fondamentale equilibrare efficacemente il sistema ed utilizzare in modo giusto il simbolo, poich il simbolo pu operare
senza aver ricevuto l'attivazione, ma incompleto, un segno e una parola qualsiasi.

I simboli sono paragonabilia delle chiavi della coscienza, in grado di penetrare l'inconscio e innescare nuovi processi di
pensiero.

I simboli nel Reiki furono introdotti da Usui con la funzione di ruote daddestramento, per gli studenti che non
ammettevano che lenergia poteva essere trasmessa per potere di volont!
Si racconta che Usui, per aiutare uno studente ad inviare energia a distanza, lavrebbe invitato a concentrarsi su un
vecchio mantra buddista, cercando anche simboli appropriati per facilitare tale connessione.

A questi simboli, successivamente, sono stati aggiunti anche dei mantra (facoltativi), lo scopo di questi suoni quello
di rafforzare, con la loro vibrazione, l'energia dei simboli.

Nel Reiki sono insegnati4 simboli.


Ilprimo livello, Shoden, non prevede l'insegnamento di simboli, tre sono invece insegnati nel secondo livello Chuden ed
infine un simbolo, l'ultimo, nel terzo livello, Okuden.

In questi ultimi anni abbiamo appresochei simboli Reiki diffusi in occidente dalla Takata, non sono quelli insegnati da
Usui, sono stati da Lei modificati e personalizzati (leggi sotto), tuttavia grazie al Reverendo Hyakuten Inamoto e alla
sua scuola, oggi anche in Italia possiamo insegnare ed utilizzare i simboli originali diUsui.
I simboli "occidentali" trasmessi dalla Takata sono simili a quelli originali, ad essere molto diversi sono i Mantra dei
primi due simboli.

Hayashi apr una clinica: la Hayashi Reiki Kenkyu Kai. In questa clinica insegnava e sperimentava il Reiki. Oltre a
rendere Reiki pi pratico, introducendo le posizioni dei trattamenti, Hayashi, cambi anche uno dei simboli, ottenendo
maggiori risultati nell utilizzo di questo simbolo.

Tuttavia non ritengo importante la questione dei simboli "originali" o "tarocchi" nel Reiki, qualunque sistema o simbolo
utilizzi, se ti senti in sintonia e lo apprezzi, funziona e funzioner.

Abbiamo utilizzato, per anni nel Reiki, i simboli insegnati dalla Takata, pur essendo personalizzati e storpiati.
Sappiamo che il Reiki stato trasmesso, in ogni caso e con qualsiasi simbolo usato.
E' l'intento ad essere fondamentale nella trasmissione, non i simboli.

Hiroshi Doi, un Master Reiki Giapponese, da alcuni anni ha informato il mondo occidentale che nell associazione Reiki
fondata da Usui, i simboli non sono pi usati, sono illustrati per il loro valore storico, ma gli studenti imparano
semplicemente ad usare lenergia con la pratica e la costanza.

I simboli hanno la stessa funzione delle barche: sono strumenti per attraversare il fiume. Usiamo questi strumenti
durante l'attraversata del fiume, poi abbandoniamoli.

I simboli nel Reiki svolgono una funzione importante: quella di guidare i nostri primi passi nell'energia, ma, dopo un
po di pratica Reiki emigliorando le nostre capacit, anche le ruote daddestramento possono intralciare il cammino e
inibire i progressi, (avete presente le rotelle che si mettono alle biciclette dei bambini quando imparano ad andare in
bicicletta?).

Ricordiamoci che impariamo pi efficacemente se siamo in grado di utilizzare bene i nostri sensi.

Normalmente ognuno di noi utilizza tutti i sensi, ma c' in noi un senso pi sviluppato dell'altro.

I sensi possono essere divisi in tre gruppi, pertanto Voi potreste essere:

1) sensoriale, portato per le sensazioni, questo gruppo include il tatto, il gusto e l'odorato.

2) Uditivo

3) Visuale

Se non avete chiaro a quale gruppo appartenete, provate a chiudere gli occhi e chiedetevi con quale senso percepite
pi intensamentel'ambiente intorno a Voi.

Un operatore Reiki, per mezzo di una consapevolezza e un sentire maggiori che giungeranno con il tempo e con la
pratica, utilizzer i simboli Reiki fino a in quando non li avr interiorizzati, poi li abbandoner e proseguir liberamente
nel suo percorso, senza pi sentire la necessit di usare i simboli Reiki.

Fino ad ora abbiamo letto e sentito che i simboli Reiki sono "sacri", non sono di questo parere, sono le persone in
realt ad esserlo, non i Simboli. Gli stessi simboli, sono appoggi per concentrarsi, in alcune discipline energetiche, si sa
che il solo pensare allenergia produce la connessione, o consapevolezza.

Alcuni insegnanti Reiki tramandano ai loro allievi di custodire gelosamente i simboli, di non rivelarli ad altri, o di
bruciare il foglietto dove sono disegnati alla fine del seminario Reiki frequentato, cosa che la sottoscritta non ha mai
fatto, ho ancora i pochi fogli che il mio insegnante mi aveva rilasciato nel secondo livello di Reiki!
Ho conosciuto una persona che non usava il secondo livello di Reiki proprio perch non ricordava i simboli appresi
durante il seminario, aveva bruciato il foglietto alla fine, poveretta....si erapure esercitataa tracciarli....nella farina....
non a casa, ma durante il seminario!

Ecco, preferisco evitare queste situazioni, motivo per cui non approvo il sistema di "bruciare i fogli con i simboli
riportati alla fine del seminario".

I simboli Reiki non sono segreti, sono stati pubblicati in molti libri e diffusi anche tramite internet, la prima persona a
pubblicarli, nel 1992, fuA.J. Mc Kenzie Clay, nel suo libro "A Step Forward For Reiki" (Un passo avanti per Reiki),
tuttavia ritengo che un minimo di discrezione necessario, per motivi spirituali meglio mantenerli privati e riservati.

Se ci accostiamo ai simboli e ai mantra con il giusto grado di consapevolezza, con il tempo svilupperemo un rapporto
personale con essi, sperimentando epercependo sempre pi le qualit.
Fu proprio la pubblicazione dei simboli nei libri da parte di alcuni, a far emergere il dubbio nelle persone che erano
state armonizzate da insegnanti diversi, infatti molti notarono che conoscevano ed utilizzavano versioni differenti dei
simboli pubblicati, a questo proposito Vi invito a leggere questa lettera, scritta da Carell Ann Farmer, una Reiki Master
del primissimo gruppo della Reiki Alliance, dove si legge che la Takata personalizzava i simboli per ciascuno studente.

Ad un certo punto del percorso, possiamo abbandonare i simboli, lasciare le stampelle, le rotelle, e imparare ad andare
avanti senza sostegni, perch noi abbiamo questa capacit.

Il Reverendo Inamoto, durante un corso di aggiornamento per insegnanti Komyo Reiki ha spesso ripetuto:
"Nel Reiki non c' dipendenza, nemmeno dai simboli o dai mantra, la cosa pi importante la nostra crescita".

Reiki Ryoho l'arte dell'abbandono, la pratica maggiore proprio quella "del lasciare andare e del dare", seuna
persona prende spesso e non d, questo un simbolo di ristagno e di morte, in quanto non c' flusso, non c'
movimento e nemmeno cambiamento.

Possiamo, in ogni situazione, seguire la corrente enon opporle resistenza!


Quando sentiamo che un cambiamento necessario, affrontiamolo senzaresistergli, con flessibilit.

Lascia andare, e ti verr dato. Aggrappati (attaccati) e se ne andr.

Non attaccamento = nessuna sofferenza.

Non aspettativa = nessuna delusione.

Tutto cos semplice, quanti problemi e preoccupazioni in meno, sesolo riuscissimo a mettere in pratica il non
attaccamento e la non aspettativa nella vita!

Crescere nel Reiki significa anche sperimentare ed essere creativi, per esempio, nel trattamento fisico, consueta una
certa rigidit allinizio, si schematizza, quando acquistiamo confidenza con il Reiki, impariamo anche ad usare lenergia
in un modo libero, seguendo lintuito e il cuore, lasciando libere le mani, che sanno dove indirizzarsi.

Questo atteggiamento valido anche per i simboli.


I simboli sono utili per indirizzare la nostra mente e l'energia, come un raggio laser su un determinato punto o una
determinata persona. Quando abbiamo imparato a farlo possibile che non sia pi necessario alcun aiuto. Dopo aver
fatto abbastanza pratica con l'uso di Shirushi (simboli) eJumon (mantra), l'operatore Reiki incoraggiato ad evolvere e
trascendere il bisogno di supporti o aiuti esterni, ed a lasciare simboli e mantra Reiki.

Il Reiki offre un incontro riservato con il Divino, un cuore puro, animato dallAmore, non ha bisogno di simboli per
collegarsi!

SONTEN, la divinit suprema e la sua triplice emanazione di Amore, Luce e Potere


Mikao Usui vi fond un monastero Buddista che attraverso i secoli fu ampliato e che attualmente contiene numerosi
templi e pagode.
In uno di questi esiste un santuario con la rappresentazione del Sonten, il Dio Supremo, e della sua triplice emanazione
di Amore, Luce e Potere.
Da immagini e fotografie risulta chiaro che il simbolo dell'Amore molto simile al 2 simbolo di Reiki, il simbolo della
Luce in Sanscrito e il simbolo del Potere una antica versione del simbolo OM.
Negli scritti conservati nel Tempio del Monte Kurama il significato di Sonten espresso usando il quarto simbolo di
Reiki, che scritto e pronunciato in Giapponese Kanji e viene normalmente cantato dai monaci durante la preghiera nel
Tempio Hondon.
Preghiera al Sonten del Monte Kurama
Amore: lo Spirito della Luna
Luce: lo Spirito del Sole
Potere: lo Spirito della Terra
Oh, Sonten
La Bellezza della Luna,
Il Calore del Sole
Il Potere della Terra
Sospingi l'umanit verso il Divino
Sostieni la nostra guarigione e il nostro onore
Con le tue benedizioni
Fai che la pace sia vittoriosa
E la discordia bandita da questo sacro luogo
Possa la generosit sconfiggere l'avarizia
Possa la verit bandire la menzogna
Possa la gratitudine trionfare sul disprezzo
Colma i nostri cuori di gioia
Solleva in alto i nostri spiriti
Riempi i nostri corpi di onore e forza.
Sonten
Grande Signore dell'Universo
Grande Luce
Grande Motore
Concedi a noi la la Tua Luce Gloriosa
Concedi a noi una Nuova Forza
Noi che siamo i tuoi servitori
Noi che cerchiamo di toccare il tuo cuore
Noi confidiamo in Te, Sonten, per ogni cosa.
Le Nuove Frontiere del Reiki

Le Nuove Frontiere del Reiki Parte Prima


Reiki una antica disciplina di origine orientale avente come obiettivo l'armonizzazione del corpo, del cuore, della mente
e dello spirito con la realt universale. Attraverso successive Cerimonie di Attivazione e vari tipi di Trattamenti si
apprende a canalizzare l'energia vitale e a direzionarla verso i chakra e gli organi interni, sciogliendo i blocchi energetici.
La Storia di Reiki appare oggi indissolubilmente legata alla figura di Mikao Usui, il Fondatore del Sistema di Crescita
Spirituale (Reiho), che ne introdusse la pratica in Giappone a partire dal 1920.
I dubbi e le perplessit sulla reale esistenza e consistenza di Usui sembrano ormai fugati, le coordinate geografiche e
temporali della sua vita e delle sue opere sono precise e avvalorate da documenti e testimonianze.
Anche gli ultimi echi dei clamori suscitati dalla scoperta del Reiki Tradizionale Giapponese si sono placati lasciando
spazio ad una pratica che contempla e integra differenti approcci, talvolta pi orientati verso il rigore delle arti marziali,
altre volte pi attenti ad una armoniosa integrazione della cultura e dei valori dell'occidente.
Appare tuttavia difficile, ad una pi minuziosa indagine, stabilire con esattezza le modalit con cui Reiki inizi la sua
esistenza e tracciare una linea precisa di discendenza e di sviluppo da tradizioni e pratiche gi esistenti.
E' ormai evidente che assai riduttivo e semplicistico, se non intellettualmente disonesto, ritenere che Reiki sia una
disciplina originale, del tutto nuova ed indipendente da qualunque precedente esperienza, vista la quantit di riferimenti,
parallelismi, sinergie e contaminazioni derivanti dal Buddhismo e dallo Shintoismo.

Il Buddha Avalokiteshvara
Usui stesso dice in una intervista datata tra il 1922 e il 1926 di essere entrato in contatto con un Segreto Spirituale dopo
anni di duro e intenso lavoro e aggiunge con Reiki noi diventiamo simili al Buddha e realizziamo lo scopo della nostra
vita che aiutare i nostri fratelli umani.
Nell'iscrizione sul memoriale, costruito nel 1927, un anno dopo la morte di Usui, scritto che un giorno Egli and sul
monte Kurama per sottoporsi a rigorose pratiche spirituali. All'inizio del 21giorno improvvisamente, egli raggiunse uno
stato di Samadhi (Espansione della Coscienza) e comprese il Metodo di Guarigione (Reiho).
Hawayo Takata, la Maestra che port Reiki in Occidente, raccontava che: Usui studi molti anni in monasteri Buddhisti
e che alla fine trov la formula della guarigione nel Sutra del Cuore.

Memoriale di Usui
Inoltre vi sono diversi ricercatori che asseriscono, pur senza produrre documenti o testimonianze, ma solo per tradizione
orale, che Usui fu seguace del Buddismo Tendai, o addirittura che egli abbia fatto parte della Scuola Shingon dell'Ordine
Mikkyo e il fatto che il suo memoriale e la sua tomba di famiglia si trovino nel cimitero di un Tempio del Buddismo della
Terra Pura potrebbe far pensare che egli abbia aderito anche a questa corrente del Buddhismo.
Anche se queste ultime informazioni risultassero infondate, certamente impensabile che un uomo di 57 anni, negli anni
'20, in Giappone, si sottoponga a lunghe e rigide pratiche ascetiche e raggiunga uno stato di elevazione spirituale senza
aver dedicato buona parte della propria vita alla ricerca, allo studio, alla preparazione di se stesso come uomo e come
maestro.
Per comprendere a fondo ci che sarebbe diventato nel tempo il Sistema Usui di Guarigione Naturale (Usui Reiki Ryoho)
e che noi conosciamo oggi con il semplice nome di Reiki risulta evidente l'importanza di delineare quella che era (e in
parte ancora) la dimensione delle pratiche religiose e spirituali del Giappone verso la seconda met del XIX Secolo,
ossia all'epoca in cui nacque, visse e oper Mikao Usui (1865-1926).

La dimensione religiosa: Shintoismo e Buddhismo


Lo Shintoismo, noto in Giappone come "Kami No Michi" ossia "La Via degli Esseri di Luce" si era perfettamente integrato
con il Buddhismo fin dall'VIII secolo dopo Cristo grazie alla natura tipicamente sincretica della spiritualit Giapponese.
Le divinit del Panteon Shintoista si fondevano con le divinit Buddiste, i Buddha e i Bodhisattva venivano venerati
accanto ai Kami, ossia gli Esseri di Luce.
Sacerdoti itineranti, chiamati Yamabushi, ossia "Coloro che vivono sulle Montagne", amministravano il culto con rituali e
pratiche che risultavano una mescolanza di Shintoismo e Buddhismo: lo Shugendo (La via per coltivare poteri spirituali)
Gli Yamabushi ricercavano il "Kantoku", lo "Stato di Illuminazione" attraverso vari rituali di iniziazione, di pratiche
sciamaniche, di danze e canti estatici.
Erano soliti digiunare e meditare per 21 giorni sulla cima delle montagne sacre o presso le cascate e in quei luoghi erano
soliti costruire templi per il culto.
Le loro preghiere preferite erano contenute nel Sutra della Vita Infinita del Triplice Corpo, il cui insegnamento che tutti
gli esseri sono Buddha perfetti e coloro che entrano in contatto profondo con il Buddha attraverso la concentrazione
meditativa realizzano il bodhicitta, la mente illuminata.
Lo Shugendo si divideva poi in due rami principali: lo Onzan-ha, legato al Buddismo Tendai, e il Tozan-ha, facente capo
alla Scuola Shingon.
La preghiera centrale del Buddismo Tendai era il Sutra del Loto, mentre il Buddhismo esoterico (Shingon) prediligeva il
Sutra del Cuore.
Composto in India intorno al IV secolo d.C., il Sutra del Cuore uno dei testi fondamentali del buddismo e condensa in
pochi versi ci che viene considerato il "cuore" dell'insegnamento Buddhista: la realizzazione completa della Visione
profonda del Buddha.
Nella totale fusione della mente personale (ki) con la Mente illuminata (Rei) si comprende istantaneamente il carattere
vuoto ed impermanente di qualsiasi manifestazione.
Lo Shingon si distingue a sua volta fra Mikkyo (insegnamento esoterico) e Kengyo (insegnamento essoterico, fondato
sulle scritture)
Linsegnamento Kengyo si riferisce a quanto stato trasmesso dal Buddha storico, mentre linsegnamento esoterico
Mikkyo deriva direttamente dal Buddha Mahavairocana, di cui si recita il relativo Sutra, il Buddha Cosmico che la
personificazione della verit.

Nello Shintoismo il torii segna il passaggio dal mondo profano - inquinato dalla morte, macchiato dal sangue e dalla
corruzione - e il mondo puro, sacro delle divinit kami.
La Cerimonia di Iniziazione nel Buddhismo Esoterico
L'Ordine Mikkyo una disciplina esoterica il cui nome significa "Insegnamento Segreto" in quanto si basa su una
tradizione strettamente orale delle informazioni e su un processo di attivazione energetica, ossia una iniziazione da parte
di un Maestro della disciplina.
Gli insegnamenti del Buddismo Mikkyo derivano dalla tradizione esoterica dell'India e della Cina e furono portati in
Giappone a partire dal VI secolo d.C.
Nello Shingon, Mahvairocana Tathgata il Buddha cosmico fondamento di tutti i fenomeni (Rei), presente in ciascuno
di essi (Ki), e non un'esistenza indipendente o esterna ad essi;
L'obiettivo delle pratiche tantriche dello Shingon la realizzazione dell'identit della propria natura (Ki) con quella di
Mahvairocana (Rei).
Per ottenere questo scopo servono iniziazione, meditazione e pratiche rituali esoteriche.
La dottrina segreta dello Shingon trasmessa solo oralmente e ai soli iniziati dai maestri della scuola;
In giapponese il nome di Mahvairocana Dainichi Nyorai, e significa "Grande Sole dell'Illuminazione"

NAMU BHAGAVATE AMITABHAYA TATHAGATAYA


Il Secondo Simbolo di Reiki: Il Buddha Amithaba
Il Memoriale e la tomba di famiglia di Usui Sensei si trovano nel cimitero di un tempio Buddhista della Terra Pura
Amida, il Buddha della Luce e della Vita Infinita, venerato anche in varie scuole di Buddhismo Giapponese, compreso il
Tendai.
Egli la principale divinit del Buddhismo Jodo (Terra Pura) ed anche del Buddhismo Jodo Shin (Vera Terra Pura) che
ritiene che la Pace Spirituale della Mente e la salvezza si devono raggiungere affidandosi al Suo potere.
La pratica di invocare Amida, chiamata nembutsu (dalla formula Namu Amida Butsu)
Chi pratica Reiki di II Livello non avr difficolt a riconoscere nell'immagine il Secondo Simbolo, ossia il Buddha Amida.
Kiriku il "segno sacro" ed considerato come il depositario della grazia divina di Amida
Mariko Obaasan una monaca buddhista che dice di aver conosciuto Usui Sensei afferma che egli era un devoto di
Amida e che ogni giorno gli tributava un'offerta

Imposizione delle mani


E' nota e comprovata inoltre la secolare esistenza in Giappone di numerose forme di guarigione attraverso l'imposizione
delle mani.
Nella Medicina Tradizionale Giapponese (derivata dalla Medicina Tradizionale Cinese) sono ben note numerose
posizioni di "Teate" (guarigione con il palmo delle mani) per canalizzare il Ki o Chi (energia vitale).
Nelle arti marziali il Teate viene praticato in varie scuole e Mikao Usui stesso sembra essersi lungamente dedicato alla
disciplina del Jujutsu/Kenjutsu.
Inoltre fin dall'inizio dell'800 in Giappone vi fu una grande diffusione di un movimento noto come "Reijutsu", di
derivazione Shintoista, avente come scopo il miglioramento della salute fisica e mentale.
Esistevano inoltre ai tempi di Usui numerose sette religiose che si riunivano intorno ad un leader carismatico solitamente
dotato di poteri di guarigione.
Non possiamo a questo punto trascurare il fatto che Usui trasse ispirazione per i Principi e per la Filosofia del Reiki dai
precetti dell'Imperatore Meiji.
Dall'iscrizione sul memoriale si legge infatti: prima di tutto quando Mikao Usui insegnava Reiki faceva imparare agli
studenti i precetti dell'Imperatore Meiji: primo, per oggi non ti arrabbiare, secondo, per oggi non ti preoccupare, terzo, sii
grato, quarto, lavora con impegno, quinto, sii gentile verso gli altri...
L'Imperatore Meiji
Durante il suo lungo regno dal 1868 al 1912 il Giappone si modernizz e apr all'Occidente: venne abolito il regime
feudale ed ebbe inizio l'epoca industriale grazie alle innovazioni portate dagli occidentali, che far del Giappone una
potenza mondiale, sia in campo economico che militare.
Le numerose e radicali riforme, le leggi e l'introduzione di nuovi concetti filosofici e scientifici, che trasformarono
completamente il Giappone durante il regno di Meiji, sono state chiamate dagli storici Rinnovamento Meiji.
Per quanto riguarda il campo religioso, nel 1868 il Buddhismo venne abolito e lo Shintoismo divenne religione di Stato, il
che fa pensare anche che per continuare a praticare i rituali Buddhisti, e soprattutto quelli esoterici, fosse necessario
trovare altre vie e altre forme...
Conclusione
Possiamo quindi definire la dimensione spirituale giapponese ai tempi di Usui come un insieme ben amalgamato di
elementi derivati dal Buddhismo Indiano e Cinese, dalla religione autoctona dello Shintoismo insieme ad insegnamenti
popolari tradizionali pre-Buddisti uniti alle pratiche spirituali Sciamaniche e di adorazione delle Montagne Sacre.
Essendo lo Shintoismo la religione di Stato non doveva essere agevole praticare rituali Buddhisti alla luce del sole.
E' verosimile a questo punto ritenere che ci che Usui fond sia stato un sistema Filosofico-Spirituale (Reiho), una
pratica per la Guarigione del Corpo e della Mente basato su elementi concettuali e filosofici di derivazione
essenzialmente Buddhista e Shintoista, corroborati da una personale esperienza di vita, di studio e di pratica ascetica e
infine innalzati a massima efficacia dall'illuminante esperienza mistica del Satori.
Usui ebbe non solo la capacit di cogliere la profonda essenza spirituale del suo tempo e del suo paese, ma di infondere
nel suo Metodo di Guarigione Spirituale una valenza di universalit che avrebbe travalicato il tempo e lo spazio per
diventare ci che oggi conosciamo con il nome di Reiki.
Reiki una disciplina che applicata nella nostra vita con tutta la profondit dei suoi insegnamenti e praticata con
costanza attraverso le Cerimonie di Attivazione e i Trattamenti porta alla realizzazione concreta dei principi di amore,
compassione e saggezza esposti nei vari Sutra Buddhisti

The New Frontiers of Reiki Part One


Reiki is an ancient practice of Eastern origin, the objective is tha harmonization of body, heart, mind and spirit with the
universal reality. Through subsequent of Ceremonies of activation and various types of treatments we can learn to
channel the vital energy and direct to the chakras and internal organs, dissolving energy blockages.
The History of Reiki is now inextricably linked to the figure of Mikao Usui, the founder of the System of Spiritual Growth
(Reiho), who introduced the practice in Japan since 1920.
The doubts and misgivings about the reality and consistency of Usui now seem allayed, geographic coordinates and time
of his life and his work is accurate and corroborated by documents and testimony.
Even the last echoes of the outcry provoked by the discovery of Traditional Japanese Reiki have subsided, leaving room
for a practice that covers and integrates different approaches, sometimes more oriented toward the rigor of martial arts,
sometimes more attentive to a harmonious integration of culture and Western values.
However, it seems difficult, for a more thorough investigation to establish exactly how Reiki began its existence and draw
a clear line of descent and development of traditions and practices that already exist.
It 's now clear that it is very reductive and simplistic, if not intellectually dishonest, believe that Reiki is a discipline
original, totally new and independent of any previous experience, given the number of references, parallels, synergies
and contamination resulting from Buddhism and the Shinto.

The Buddha Avalokiteshvara


Usui himself said in an interview dated between 1922 and 1926 "being in contact with a Spiritual Secret after years of
hard work and intense" and adds "with Reiki we become like the Buddha and realize the purpose of our life that is to help
our fellow humans. "
The inscription on the memorial, built in 1927, a year after Usui's death, has written that "one day he went to Mount
Kurama to undergo rigorous spiritual practices. At day 21 of a sudden, he reached a state of Samadhi (Expansion of
Consciousness) and including the Method of Healing (Reiho) " .
Hawayo Takata, the teacher who brought Reiki to the West, said that: "Usui studied many years in Buddhist monasteries
and finally found the formula for healing in the Heart Sutra."

Usui Memorial
In addition there are several researchers who assert, without evidence or produce documents, but only for "oral
tradition", that Usui was a follower of Tendai Buddhism, or even that he was a member of the Order of the Shingon
School Mikkyo and the fact that the his memorial and his family tomb in the cemetery they are a temple of the Pure Land
Buddhism might suggest that he also adhered to this current of Buddhism.
Although the latter information has been unfounded, it is certainly unthinkable that a man of 57 years in the 20s in Japan,
submit to long and severe ascetic practices and achieve a state of spiritual elevation without having devoted much of his
life to research, study, preparation of himself as a man and a teacher.
To understand what would become in time the Usui System of Natural Healing (Usui Reiki Ryoho) and that we know
today with the simple name of Reiki is clearly important to delineate what was (and partly still is) the dimension of
religious and spiritual practices of Japan in the second half of the nineteenth century, at the time when lived and worked
Mikao Usui (1865-1926).

The religious dimension: Shinto and Buddhism


Shinto, known in Japan as "Kami No Michi" or "The Way of the Beings of Light" was perfectly integrated with Buddhism
since the eighth century after Christ by the typically syncretic nature of Japanese spirituality.
The deities of the Shinto pantheon blended with Buddhist deities, Buddhas and Bodhisattvas were worshipped along
with Kami, the Beings of Light.
Itinerant priests, called Yamabushi, "Those who live in the Mountains", administered the cult and ritual practices that
were a mixture of Shinto and Buddhism: the Shugendo (The way to cultivate spiritual powers)
The Yamabushi were searching "Kantoku", the "state of enlightenment" through various initiation rituals, shamanic
practices, ecstatic dancing and singing.
They used to fast and meditate for 21 days on top of the sacred mountains or near the waterfalls and in these places
they used to build temples for worship.

Their prayers were contained in the preferred "Infinite Life Sutra of the Three Body", whose teaching is that all beings are
perfect Buddhas and those who come in contact with the Buddha through deep meditative concentration realize
bodhicitta, the enlightened mind.
The Shugendo is then divided into two main branches: the Onzan-ha, linked to Tendai Buddhism, and the Tozan-ha,
which belongs to the Shingon School.
The central prayer of Tendai Buddhism was the Lotus Sutra, while the esoteric Buddhism (Shingon) favored the Heart
Sutra.
Composed in India around the fourth century AD, the Heart Sutra is one of the fundamental texts of Buddhism and
condenses into a few verses what is considered the "heart" of Buddhist teaching: the complete realization of the Vision of
the Buddha deep.
In total fusion of the personal mind (ki) with the Illuminated Mind (Rei) we instantly empty and impermanent nature of any
event.
Shingon stands out in turn among Mikkyo (esoteric teaching) and Kengyo (exoteric teaching, founded on Scripture)
Teaching Kengyo refers to what has been transmitted by the historical Buddha, while the esoteric teaching Mikkyo
derives directly from the Buddha Mahavairocana, which is recited on the Sutra, the "Cosmic Buddha" who is the
personification of truth.

In the Shinto torii marks the passage from the profane world - polluted by death, stained with blood and corruption - and
the world of pure, sacred kami deities.
The Ceremony of Initiation in the Esoteric Buddhism
The Mikkyo Order is an esoteric discipline whose name means "secret teaching" because it relies on a strictly oral
tradition of information and on a process of activation energy, ie an initiation by a master of the discipline.
The teachings of Buddhism Mikkyo derive from the esoteric tradition of India and China and were brought to Japan from
the sixth century AD
In Shingon, Mahavairocana Tathgata is the cosmic Buddha foundation of all phenomena (Rei), present in each of them
(Ki), and no independent existence or external to them;
The goal of tantric practices of Shingon is the realization of one's own nature (Ki) with that of Mahavairocana (Rei).
To achieve this purpose, we need initiation, meditation and esoteric ritual practices.
The secret doctrine of Shingon is only transmitted orally and only initiated by the masters of the school;
In Japanese the name for Mahavairocana is Dainichi Nyorai, meaning "Great Sun of Enlightenment"

NAMU Bhagavate AMITABHAYA TATHAGATAYA


The Second Reiki Symbol: The Buddha Amitabha
The Memorial and the family tomb of Usui Sensei can be found in the cemetery of a temple of the Buddhist "Pure Land"
Amida, the Buddha of Infinite Light and Life, is worshipped in various schools of Japanese Buddhism, including Tendai.
He is the chief deity of Buddhism Jodo (Pure Land) and also of the Jodo Shin Buddhism (True Pure Land) who believes
that Peace of Mind and Spiritual salvation is to be achieved by relying on His power.
The practice of invoking Amida is called nembutsu (Namu Amida Butsu by formula)
Those who practice Reiki Level II will have no difficulty recognizing the image according to the symbol, ie the Buddha
Amida.
Kirikou is the "sacred sign" and is regarded as the depository of the divine grace of Amida
Mariko Obaasan a Buddhist nun who says she met Usui Sensei said that he was a devotee of Amida, and that every day
he bestowed an offer
Laying on of hands
It 's also well known the existence in Japan of many forms of healing through the laying on of hands.
In Japanese Traditional Medicine (derived from Traditional Chinese Medicine) are well known many positions "Teate"
(healing the palms of the hands) to channel Ki or Chi (vital energy).
In the martial arts Teate is practiced in some schools and Mikao Usui himself seems to have long devoted to the
discipline of Jujutsu / Kenjutsu.
Furthermore, since the beginning of the 800 in Japan there was a large spread of a movement known as "Reijutsu",
derived from Shinto, which has as its aim the impowerment of physical and mental health.
There were also at the time of Usui numerous religious sects that gathered around a charismatic leader that usually had
healing powers.
At this point we can not overlook the fact that Usui was inspired by the principles and philosophy of the Reiki precepts by
Emperor Meiji.
From the inscription on the memorial reads: " first of all when Mikao Usui taught Reiki asked students to learn the
precepts of the Emperor Meiji: first, for today do not anger, second, for today do not worry, the third, be grateful, fourth,
works hard, fifth, be kind to others ... "

The Emperor Meiji


During his long reign from 1868 to 1912 Japan modernized and opened to the West: the feudal system was abolished
and the industrial era began thanks to the innovations brought by the West, which will make Japan a world industrial
power, both in economic and military.
The many radical reforms, laws and the introduction of new scientific and philosophical concepts, which completely
transformed Japan during the reign of Meiji, have been called by historians Meiji Restoration.
Regarding the field of religion, Buddhism was abolished in 1868 and Shinto became the state religion, which also
suggests that to continue practicing Buddhist rituals, and especially the esoteric, it was necessary to find other ways and
other forms .. .
Conclusion
We can then define the spiritual dimension in the days of Japanese Usui as a set of well-mixed elements derived from
Indian and Chinese Buddhism, from indigenous religion of Shinto teachings along with popular traditional pre-Buddhist
combined with Shamanic spiritual practices and adoration of the Sacred Mountains.
Since Shinto was the state religion was not easy to practice Buddhist rituals in the light of the sun.
What Usui founded is a Philosophical-Spiritual system (Reiho), a practice for the Healing of Body and Mind based on
conceptual and philosophical elements taken from the Buddhist and Shinto, underpinned by a personal life experience,
study and practice of asceticism and finally raised to maximum effectiveness by the mystical experience of Satori.
Usui had not only the ability to grasp the deep spiritual essence of his time and his country, but to instill in his Method of
Spiritual Healing, a value of universality that would have gone beyond time and space to become what we know today as
Reiki.
Reiki is a discipline that applied in our lives with all the depth of his teachings and practiced constantly through the
activation of Ceremonies and treatment leads to the concrete realization of the principles of love, compassion and
wisdom exhibited in the various Buddhist Sutras
THE REIKI SYMBOLS
Copyright 2003/4 James Deacon

SYMBOL 2:
The 'Mental-Emotional Healing' symbol

A PROBABLE source of this symbol is frequently seen in Buddhist temples.

This source is the written character 'Kiriku' (pronounced somewhere between:


k'rik and k'lik) - one of many shuji or 'seed' characters used by Mikkyo
Buddhists as meditative focii.

'Kiriku' is the Japanese rendition of the name of a particular character from the
'Siddham' form of the Sanscrit script. In Sanscrit, this character is called 'Hrih' .

Beyond its meditative use, the sacred Siddham script (brought to Japan in the
9thC) is employed by Mikkyo Buddhists exclusively for writing mantras, sutras
and magico-religious Tantric formulas

Two versions of the character Kiriku (Sanscrit 'Hrih' )

- 'formal' version on the left and an example of a stylised


version of the same character on the right.

Kiriku is the 'spiritual emblem' of both the Buddha Amida


and the Bodhisatva Senju Kanzeon.

Yet, while the outward form of 'symbol 2' may indeed be derived from the shuji Kiriku, we should not fall into
the trap of assuming that 'symbol 2' must therefore have the same significance/association as Kiriku...
Each of the four Reiki symbols has an accompanying Japanese mantra/phraze - frequently referred to as a
jumon ('spell' or 'incantation'). In 'western' lineage Reiki this jumon is commonly used as the symbol's name.

The jumon accompanying Symbol 2 is: "sei he ki" (or "sei heiki")

Just as with the jumon "choku rei", there has been some debate as to the precise meaning of "sei he(i) ki".

In Japan, when actually presented in written form, the jumon for Symbol 2 is generally not written in kanji
characters (which would provide a clear indication of the meaning), but rather in katakana (one of two
Japanese phonetic syllabaries used in addition to kanji ideograms)

Unlike kanji which allude to the meaning of the words, katakana merely record the sounds of the words.

The jumon for Symbol 2 has been written in katakana both as sei he ki:
. . . . . . . . ............................... .

and as sei heiki:

. . . . . . . . ............................. .

As to possible kanji forms of the jumon, (and therefore implied meaning) it would seem that we must rely on
some 'educated' speculation...

When written as:


. . . . . . . . ............................... . .
Seiheki refers to disposition; inclination; characteristic; idiosyncrasy.

However, as stated, this jumon has also been given as sei heiki.

Sei heiki is, I feel, quite apt, as, written in the following kanji:
. . . . . . . . . .. ...... .... ............... .
it can refer to emotional calmness or unconcern. (sei here implies: emotion; feelings; passion. heiki =
calmness; composure; unconcern. )

When written as:


. . . . . . . . . .. ...... .... ............... .
Sei implies something Spiritual, Holy or Sacred. Again, heiki = calmness; composure; unconcern - thus
implying: 'Spiritual Composure' - the perfect antidote for mental-emotional dis-order.

Basic Uses of Symbol 2:

Symbol 2 is employed in the treating of mental/emotional issues, including anxiety, stress,


nervousness, fear, depression, etc.; and in the treating of addictions.
It can also be used to help with the release of 'wound memories' [or 'emotional body armour']
Some practitioners use the symbol to help improve memory-recall; and it can be employed as s
tool for de-programming inappropriate responses to given events / situations, etc, as well as in
the programming of positive habits and responses...
SYMBOL 1:
The 'Power' symbol

Each of the four Reiki symbols has an accompanying Japanese mantra/phraze - frequently referred to as a
jumon ('spell' or 'incantation').
In 'western' lineage Reiki this jumon is commonly used as the symbol's name.
[Some 'Japanese' lineages give each symbol a jumon which is different from the symbol's name]
The jumon accompanying Symbol 1 is: "Choku Rei" [alternatively written as: Cho Ku Rei, or Chokurei]

There has been some debate over the precise meaning of the jumon "Choku Rei".
We have to remember that "Choku Rei" is simply a transliteration of the Japanese, and just as in English
where (for example) the words 'rite', 'write' and 'right' all have the same sound, so too in Japanese there are
often many words that sound the same, yet are written in different kanji (ideogramatic characters) and have
very different meanings.
In the 'western' lineage of Reiki we have only been aware of the 'romanised' written form of this jumon. There
was no depiction of the phraze in kanji form. (This is unfortunate, as rather than representing the sound of a
word, kanji are directly indicative of the meaning of the word).
When Mieko Mitsui took 'western' lineage Reiki to Japan in 1985 and apparently discovered that 'original'
Japanese Reiki had never actually died out as had previously been thought, many people expected they
would finally learn precisely which kanji were used to write the jumon, and therefore gain some
understanding of the proper meaning of the jumon. But this was not to be the case.

From one prominent source, the Reiki community was to learn that apparently, in Japan, the symbols (rather
conveniently, some might think) were not generally used any more.

[Now, without sliding too far into 'Reiki Conspiracy Theory' mode - it has to be said that if, for whatever
reason, someone were to make spurious claims about connection/involvement with surviving elements of
'original' Japanese Reiki, then when it came to sustaining plausibility, there would no doubt be numerous
minor issues - such as that of jumon-meanings - which would require circumventing...]

However, from other sources it has since been discovered that both the symbols and their jumon are indeed
still used.
Yet it seems, the jumon - where actually presented in written form - are generally not written in kanji
characters (which would provide a clear indication of their meaning), but rather in katakana (one of two
Japanese phonetic syllabaries used in addition to kanji ideograms*.)
Unlike kanji which allude to the meaning of the words, katakana merely record the sounds of the words.
[*NOTE: some people have commented how they find it odd that the jumon are written in katakana .
The other syllabary - called hiragana - is used to provide suffixes and prefixes to kanji characters, and to
write purely Japanese words, while katakana is used on official documents and to write words of foreign
origin. The Reiki jumon it seems, are considered by many to come under this latter category - as Reiki only
became popular in Japan after being re-introduced from the West, it is considered by many to be a 'foreign
import'!]
When written in katakana, Choku rei looks like this:
.............................................
When written in one particular set of kanji :
.................................................
Chokurei refers to an Imperial Edict, Proclamation or Order ("by command of the Emperor").
Yet, written in a different set of kanji:
............................................ .....
it can be translated as 'direct spirit(s)', or more conceptually as something like: 'In the presence of the
spirit(s) [ie: kami ] '.

[This is one reason some people consider the symbol to be of Shinto origin.]
It has, on a number of occasions, been suggested that Symbol 1 represents a coiled snake with it's head
raised.
On hearing this, some people have sought to "jump cultures" and attempt to link Symbol 1 to the 'kundalini
serpent' of Indian tradition.
However, according to some theories, associated with honji suijaku
(a doctrine of Shinto-Buddhist syncretism), the real forms of kami are actually snakes...
Takata-Sensei translated Choku Rei as 'put the [spiritual] power here', and there is also a possiblilty (I stress
the word 'possibility') that the symbol is a calligraphic stylisation of the kanji character choku itself:
. . . . . . . . . .................................. .
- which has many meanings, including: direct; in person; at once; & near by...
In my researches, I have also come across reference to the term choku rei in the writings of Masahisa Goi,
founder of the religious group Byakk Shinkkai. For example, in 'The Future of Mankind', Goi writes:
"In the beginning, Great God took His body, His light, and divided it into various
rays of light. He then functioned 7 rays of light to operate as the power source of
human beings. These 7 rays of origin, which I call Chokurei (direct spirits from God*), are the image of
God working in this world of mankind..."
*NOTE: Chokurei, as used by Masahisa, translates literally as 'direct spirit(s)' - the 'from god' part is simply
implied.

Choku Rei and Nao Hi: the 'secret Shinto jumon'

Basic Uses of Symbol 1:


Symbol 1 can be used to increase the power/flow of Reiki, or to assist in focussing Reiki more
intensely at a given location, or to a specific intent.
The symbol can be used as an 'energy cleansing' / 'energy blessing' for food, drink, or
possessions; and may be employed as a seal or amulet of protection.
Some practitioners use Symbol 1 to cleanse a room of negative atmospheres; or to 'seal' a
treatment.
And while in 'western' forms of Reiki, the symbol may be used in conjunction with one or more of
the other symbols, (with the intent of increase their potency) in 'Japanese' lineages, it is primarily
utilised in a stand-alone sense.

THE 'POWER' SYMBOL:


VARIOUS DIFFERENT FORMS
Copyright 2007 James Deacon
Over the years since Takata-sensei's passing (in 1980) numerous variations of the four Usui Reiki symbols
have come into being in the West.
The reason for this is primarily due to varying levels of calligraphic/artistic skill on the part of different
students attempting to reproduce the symbols they have been shown.
And particularly in the case of the DKM and HSZSN - these two 'symbols' actually being phrases written in
Japanese characters - the numerous variations of these symbols we find in books, manuals, handouts, and
on the internet, are pretty much all due to poor attempts at writing the original kanji characters. In the main,
these 'alternative' versions of the symbols have come into being as a result of people who were not familiar
with the rules of Japanese calligraphy, attempting to replicate the symbol-forms shown to them by their
teachers, who in turn had often made imprecise copies of the symbols as presented by their teachers, and
so on...
Though, it must be said, some individuals have made a conscious decision - for whatever reasons - to
modify various elements of the symbols [presumably in an attempt to make them 'fit' with their own views,
perceptions, and personal interpretations of the symbol's significance - interpretations which often have little
if any connection with the original significance]

Of the four symbols, the CKR - formed of one single continuous line - is technically the simplest to write [1],
yet it is this one that has suffered the most from intentional modification.

In 1936, Hawayo Takata learnt the CKR as part of her level 2 Reiki training
In February 1938 she was certified as a Reiki Master, and over the next 42 years passed on the CKR to a
great many students as part of their level 2.

From discussion with several of those people Takata-sensei's


certified as Reiki Masters in the 1970's, and also a number of other
people who received level 2 training from her, we know the CKR
looked like the image shown here:
And just in case further supporting evidence is needed, we have it.

Normally Takata-sensei did not allow students to keep copies of the


symbols (Partly in an attempt to ensure that the students actually
made a concerted effort to learn to draw the symbols from memory)
[2]

However, Virginia Samdahl, (the first of the '22' to be certified as a


Reiki Master) did keep copies of all three of the level 2 Reiki symbols
actually drawn in class by Takata-sensei herself. See here.

Yet within a few years of Takata-sensei's passing, we began to see the first of many 'alternative' CKR's
appearing.

Perhaps the most familiar of which is the reversed or 'mirror- image'


CKR:

As would also happen with other symbols, several students who had
no concept of the original meaning/significance of the CKR
- and had, it seems, no inclination to bother attempting to research
such things, began overlaying their own personal symbolism on the
CKR
- symbolism often drawn from disparate spiritual or esoteric
traditions: European, Indian, Native American, etc, etc

Some folk seem to have decided that the CKR was a mystic spiral
Some saw it as a 'goddess spiral'
- or a depiction of a maze or labyrinth
Others decided that it depicted a coiled serpent with its head raised -
representing the kundalini
Others still wanted it to be a stylsed Hindu svastika
And so on.
Some where down the line, one of these people with no real
understanding of its place within the Reiki system decided that the
original CKR symbol was 'unbalanced'.
And in an attempt to 'correct' this imagined imbalance, added the
'mirror image' version.
It was not long before some began teaching that this was the newly-
rediscovered other half of the 'true' CKR

- and further, that both 'halves' had to be used in tandem.

The version shown here comes from Tera Mai Reiki as taught by
Kathleen Milner.

However, the first proto-version of the ' mirror image ' CKR [right]
actually seems to have originated (albeit unintentionally)
with one of Takata-sensei's master-level students:

...........Iris Ishikuro.

Iris, a practitioner of Johrei Healing


(- an outgrowth of the Shumei religion),
had introduced a new symbol into her Reiki practice. [4]
Now named 'White Light', this new symbol was a stylised
version of a five-character piece of calligraphy sacred
to Johrei and the Shumei [3]
The proto-version of the reversed CKR is simply the
final character of this 'new' Reiki symbol

While, Kathleen Milner and others had begun teaching the use of the 'obverse' and 'reverse' CKR's in
tandem, some folk, possibly unaware of this particular invention, yet still having become aware of the
existence of a 'mirror-image' CKR, began using the 'obverse' and 'reverse' symbols independently - claiming
that one version was to be used to ''put energy in'' and the other, to 'draw energy out' (though, it seems there
was never an absolute consensus as to which version of the symbol was to be used for which purpose...)
From yet other folk, there were mutterings about how, both 'obverse' and 'reverse' versions were identical in
effect, though which particular version of the symbol you should use depended on where you were in the
world: if you were in the Northern Hemisphere, supposedly you should use one version, if in the Southern
Hemisphere, the other version (apparently it has something to do with the story about water going down the
plughole in a different direction in either hemisphere...)

Then somewhere even further down the lineage-line someone, on hearing that originally there was only one
CKR, decided to revert to traditional practice - decided to go back to having only the original single CKR - but
not knowing which was the original and which the mirror-image, discarded the wrong one...
As well as having promoted the use of the 'CKR tandem' as depicted
above, the Tera Mai system also had a variation on this theme:
this time with each CKR having an outward turning spiral:

And beyond the simple 'mirror image' CKR's, several other folk have made other modifications to the original
symbol.
As depicted above, the original CKR as taught by Takata-sensei had three and a quarter turns to the spiral
section.
Many folks were aware that Takata-sensei had said of CKR:
"Choku Rei is very easy ... nothing to think about, even if you make three circles or five circles *, it doesn't
matter**"

[ * i.e. three or five turns in the spiral. **i.e. it will still have the desired effect]
And so, there were those who began to experiment with adding more
turns to the spiral.

Some seemed to believe that the more turns you added, the more
'powerful' the effect, or some such notion

- and it actually got to the point where people were attempting to use
CKRs with as many as 40 turns in the spiral...

Other folk chose the 'less is more'


route and,
reduced the number of turns.

In this category we can probably


include
both versions of the 'CKR tandem'
used
in Tera Mai (above), as they each
have
only three turns to the spiral
Other modifications to the CKR included simply
altering the direction of the horizontal line at the top
of the symbol
- on both obverse and mirror image versions:

Then there were versions with both


the altered direction of the horizontal line
and reduced numbers of turns to the spiral element

- again, on both obverse and mirror image versions:

Other folk preferred their CKR's with long 'necks'..

.
While the majority of these 'alternative' CKR's originated with Reiki practitioners in the US, a few had their
origins in the UK, and a couple, I believe, in Germany.
By the mid/late 1990's, several of these modern 'alternative' CKR's were not only being taught and used by
Reiki practitioners in West, but had also actually been imported into Japan
- either as a result of Japanese nationals, returning home having learnt Reiki while visiting or living in Europe
or the US, or alternatively, as a result of a growing number of Reiki Teachers from the West teaching courses
while visiting Japan.

Even today, some of these modern, Western, alternative CKR's are still being taught by a few Reiki Teachers
in Japan.
Ironically, many of the students attending these Reiki courses are Westerners, who have specifically chosen
to train with Japanese teachers, in order to learn authentic Japanese-style Reiki, with authentic Japanese
Reiki Symbols....
__________________
[1] Takata-sensei spoke of 'writing' the symbols rather than of 'drawing' them.)
[2] It would seem that, (as is the case today), back when Takata-sensei was teaching there were a great
many people who, if given the chance, rather than making the effort to learn and integrate the symbols into
their consciousness, would prefer to rely on 'prompt sheets' to help them draw the symbols - even when
actually treating clients. [Sometimes, I cannot help but think that many who say they no longer use the
symbols - claim they have transcended the need for symbols - are simply attempting to mask the fact that
they never actually bothered to learn them in the first place...]
[3] Interestingly, in the original calligraphy - which can be translated as: "Great Shining Light of the True
Kami (/God)" - the first three kanji are the familiar "Dai Ko Myo" of the Reiki master symbol

Additional Note (2012)


[4] It has recently been suggested that Iris herself may not have actually utilized the "White Light" symbol as
a Reiki symbol per se.
However the symbol was certainly shared with her student Arthur Robertson, who taught it and included it in
some versions of his manuals.
CHOKU REI & NAO HI
As we have seen the jumon for Symbol 1 - Chokurei - when written in one particular set of kanji :
.................................................
refers to an Imperial Edict, Proclamation or Order ("by command of the Emperor").
Yet, written in a different set of kanji:
............................................ .....
it can be translated as 'direct spirit(s)', or more conceptually as something like: 'In the presence of the
spirit(s)' [ie: kami ].

Recently, there have been rumours among some sections of the Reiki Community about - as I have heard it
called - a 'secret, Shinto form' of the jumon choku rei.
This 'secret' form, it transpires, is the phrase: nao hi.
Now, while the phrases choku rei and nao hi do indeed have the same meaning:
'direct spirit'
it is somewhat of an exaggeration to portray nao hi as a secret, Shinto jumon.
It is important to be aware that, as kanji are of Chinese origin, each character has two forms of pronunciation
or 'reading': the on yomi or Chinese-derived reading, and the kun yomi or native Japanese reading.
For example:the kanji for 'mountain', in its on yomi reading is: san, but the native kun yomi reading is: yama.
(Both are in common usage in Japan)
In exactly the same way, rather than being a 'secret' form of the word choku, the word nao is simply a
different 'reading' or way of pronouncing the kanji character: ....................................

Choku is an on yomi (Chinese derived) reading, and nao is simply a kun yomi (native Japanese) reading.

Hi, it transpires, is a somewhat obscure, Classical Japanese, reading of the character we now read as rei -
the second kanji in the phrase choku rei: ... .....
But while nao hi may not be a secret Shinto jumon, it is the term used to describe an important concept in the
philosophy of the Japanese religious group or 'new religion' known as Omoto.

[Tentative Link Alert! It is claimed by some that Usui Sensei had connections with the Omoto group (led by
Nao Deguchi and her son-in-law Onisaboro Deguchi) and that he may have been influenced by Omoto
philosophy]

The Meaning of Nao Hi


So, just what is nao hi - this 'direct spirit' of Omoto belief (or, as it is sometimes also rendered: 'pure spirit')?
In an interview about Omoto belief in 1997, Yasuaki Deguchi (d. June 18, 2002) - a grandson of Onisaboro
Deguchi had this to say about nao hi:
"Human spirituality is comprised of one spirit and four souls. The one spirit is that which we refer to as naohi
(lit. direct spirit). Naohi may be understood as the simplest, purest, innermost aspect of the human spirit,
embodying supreme good and ultimate beauty."

For further insight into the nature of nao hi, I have selected several quotes from a four-part work by
Onisaboro Deguchi, entitled 'Divine Signposts':
"God endows human beings with naohi and thereby He gives the human soul limitless power. Thus does the
body and soul of those in whom naohi functions fully shine with a beautiful light."

"The power which stirs and activates the soul failing through tiredness and distress is naohi."

"That which is able to save your body and soul is naohi given by God."

"True wisdom is that which one does not acquire from learning, but that which God gives, that is, the light of
naohi."

"May all of you value naohi most highly; do not wander in darkness, but turn yourselves to light and follow the
path."

"When in your body there dwells naohi, though you may be weak, you need not shrink with fear even before
the strongest enemy."

"If you are favoured with naohi, even if you have lost the way in the dark you can find the light and true path."

"If you are favoured with naohi, your prayer to God becomes certain and true; happiness can be yours,
because your heart conforms to God's heart."

So, could the Omoto concept of nao hi: "the power which stirs and activates the soul failing through tiredness
and distress..." have been a contributing influence in Usui Sensei's choice of the jumon choku rei to
accompany the 'power' symbol?
It was my intention it to look at this possibility in greater detail in a 'part 2' to this article, but as I re-read these
nao hi related quotes from Deguchi, I begin to hear more than just choku rei in them.
Where 'the light of nao hi' ends and the Light of Reiki begins....
SYMBOL 3:
The 'Distant' symbol

Symbol 3 is technically not a 'symbol' per se, but rather is a stylised combination of five kanji characters.

Each of the four Reiki symbols has an accompanying Japanese mantra/phraze - frequently referred to as a
jumon ('spell' or 'incantation'). In 'western' lineage Reiki this jumon is commonly used as the symbol's name.

In the case of Symbol 3, the 'symbol' itself is actually the jumon: "Hon Sha Ze Sho Nen"
[or "Hon Ja Ze Sho Nen"], written in kanji characters.

Over the years there have been several suggestedtranslations of the jumon: "Hon Sha Ze Sho Nen" -
including several very misleading ones. For example, it is frequently said that "Hon Sha Ze Sho Nen"
translates as "no past, no present, no future".

However, probably one of the clearest translations of "Hon Sha Ze Sho Nen" is actually:

"Correct Thought (/Correct Mindfulness) is the essence of being"

Just as calligraphers in the West - when writing a phrase in the Roman Alphabet - will frequently embellish
their artwork with flourishes and overlaps, and often combine letters or allow them to run into one-another,
this is also the case with Japanese kanji calligraphy.

There are various calligraphic renditions of Symbol 3 - all looking slightly different depending on the 'brush
style' of the individual 'drawing' it.

In the example shown here, not only are there overlaps, but also certain strokes which form part of the
individual kanji have been omitted.

As kanji are of Chinese origin, each character has two forms of pronunciation or 'reading': the on yomi or
Chinese derived reading, and the kun yomi or native Japanese reading - e.g: the word 'mountain' in its on
yomi is: san, but the native kun yomi reading is: yama. (Both are in common usage in Japan)

There are many thousands of kanji characters - some highly obscure & only very rarely used; however, the
five kanji whose stylised interlinking forms the HSZSN, are to be found amongst the "Jooyoo Kanji" - that is,
characters specified by the Japanese Government as approved for common use. In fact, they all come
under the category of kanji expected to be familiar to all Fourth Grade Students.

The original five kanji are given below with their on yomi and kun yomi, and their basic meanings (however
the emphasis is on the word 'basic' - the meaning of a kanji when in combination with others can be
somewhat different from the meaning of the kanji in isolation.)

kun yomi on yomi kanji


Interpretation:

moto, mato HON


root, source, origin, essence,
basis, counter for long things,
book, present, main, true, real

someone, person mono SHA


Over the years there have been several suggestedtranslations of the jumon: "Hon Sha Ze Sho Nen" -
including several very misleading ones. For example, it is frequently said that "Hon Sha Ze Sho Nen"
translates as "no past, no present, no future".

However, probably one of the clearest translations of "Hon Sha Ze Sho Nen" is actually:

"Correct Thought (/Correct Mindfulness) is the essence of being"

Just as calligraphers in the West - when writing a phrase in the Roman Alphabet - will frequently embellish
their artwork with flourishes and overlaps, and often combine letters or allow them to run into one-another,
this is also the case with Japanese kanji calligraphy.

There are various calligraphic renditions of Symbol 3 - all looking slightly different depending on the 'brush
style' of the individual 'drawing' it.

In the example shown here, not only are there overlaps, but also certain strokes which form part of the
individual kanji have been omitted.

As kanji are of Chinese origin, each character has two forms of pronunciation or 'reading': the on yomi or
Chinese derived reading, and the kun yomi or native Japanese reading - e.g: the word 'mountain' in its on
yomi is: san, but the native kun yomi reading is: yama. (Both are in common usage in Japan)

There are many thousands of kanji characters - some highly obscure & only very rarely used; however, the
five kanji whose stylised interlinking forms the HSZSN, are to be found amongst the "Jooyoo Kanji" - that is,
characters specified by the Japanese Government as approved for common use. In fact, they all come
under the category of kanji expected to be familiar to all Fourth Grade Students.

The original five kanji are given below with their on yomi and kun yomi, and their basic meanings (however
the emphasis is on the word 'basic' - the meaning of a kanji when in combination with others can be
somewhat different from the meaning of the kanji in isolation.)

kun yomi on yomi kanji


Interpretation:

moto, mato HON


root, source, origin, essence,
basis, counter for long things,
book, present, main, true, real

someone, person mono SHA

just so, this, right, just, proper kore shi,


ZE

correct, justice, certainly, tada.shii, tada.su, masa(.ni), oo, sei,


exactly, righteous kuni, ma, tadashi masashi SH (shou)

mindfulness, wish, sense, *** NEN


idea, thought, feeling, desire,
attention, concern
Basic Uses of Symbol 3:

As the designation: the 'distant' symbol suggests, Symbol 3 is used to send Reiki at a distance -
be it to people or other animals, places, events, situations; or even across the 'great illusion' that
is time itself.
With the aid of this symbol, Reiki can be 'sent' to interact beneficially with issues or situations
long since past, or alternatively, ones as yet not having manifested themselves.
Some practitioners utilise the symbol when they need to 'connect' (metaphorically speaking) with
people.
The distant symbol may also be used as a means of assisting interaction with, deity, spirits of
place, or ancestral spirits (or as some prefer to phrase it: ancestral energy-patterns)

In some Japanese forms of Reiki, Symbol 3 is seen as representing the transcendent 'oneness'
within the practitioner, and the realisation that there is no separation between the two people
sharing the phenomenon of giving-receiving Reiki.
[In yet other Japanese styles - Hekikuu Reiki for example - Hon Sha Ze Sho Nen is taught
neither as a 'distant' symbol, nor as a symbol of 'oneness' but rather as one pertaining to
mindfulness and the mental faculties in general.]

THE DISTANCE SYMBOL:


VARIOUS DIFFERENT FORMS
THE REIKI SYMBOLS
Copyright 2003/4 James Deacon

SYMBOL 4:
The Reiki 'Master' symbol

Symbol 4 is another example of a 'symbol' that is not a symbol (see Symbol 3 -the
'Distant' symbol).

Each of the four Reiki symbols has an accompanying Japanese mantra/phraze -


frequently referred to as a jumon ('spell' or 'incantation'). In 'western' lineage Reiki
this jumon is commonly used as the symbol's name.

In the case of Symbol 4, the 'symbol' itself is actually the jumon: "dai k my ",
written in kanji characters.

The word dai means 'Great' and k my, while translating as 'Bright Light', alludes
to 'Enlightened Nature' or the Radiance of a numinous being or deity.

Again, there are various calligraphic renditions of Symbol 4 - all looking slightly different depending on the
'brush style' of the individual 'drawing' it.

As with Symbol 3, the kanji for Symbol 4 are to be found amongst the "Jooyoo Kanji" - characters specified
by the Japanese Government as approved for common use, eg: in textbooks and official documents.

In fact, they all come under the category of kanji expected to be familiar to all Second Grade Students.

kun yomi on yomi kanji


Interpretation:

oo.kii,oo.ini, ufu, o, ou, ta, takashi, tomo, tai,


large, big, great hajime, hiro, hiroshi, masa, masaru, moto, DAI
wa
ray, light, shine hika.ru, hikari, aki, akira, koo, teru, hiko, mi, K (Kou )
mitsu

clear, open, bright, a.kari, aka.rui, aka.rumu, aka.ramu, aki.raka, mei,


radiance a.keru, -a.ke, a.ku, a.kuru, a.kasu, akira, ake, min,
asu, kira, ke, saya, sayaka, toshi, haru, mi, MY (Myou)
me

Basic Uses of Symbol 4:

The primary use of Symbol 4 is, for many practitioners, the passing of Reiki attunements to
others. Symbol 4 may also be employed as a meditative focus (as in deed may any of the other
three symbols)
As the 'Master' symbol it is the very encapsulation of the Reiki phenomenon itself.
To practitioners of a great many Reiki styles, Symbol 4 represents the combined energies of the
previous three symbols, though at a more subtle level.

THE REIKI SYMBOL THAT (SUPPOSEDLY) NEVER WAS...


Copyright 2005 James Deacon
[Modified Sept 05.2006]

Some time ago I remember reading an interview in one of the Reiki magazines in which either Phyllis
Furumoto, or Paul Mitchell (- her co-holder of the Office of Grandmaster in the Reiki Alliance) stated that
there are actually only three Reiki symbols used in Usui Shiki Ryoho ( - meaning this in the sense of: 'in
terms of giving Reiki treatment'). [We know Takata-sensei taught the sole use of DKM was for attunement.]
It was only a short while after this (-and some might say it was merely a coincidence?) that Hiroshi Doi
decided to reveal yet another new snippet of 'secret Gakkai information', i.e:
that there were actually only three symbols in the Usui Reiki Ryoho system...
However, unlike the Reiki Alliance leaders, Doi's meaning was not that the DKM was solely reserved for
attunement purposes. He was claiming that there were only three symbols. Period.
Three symbols - and the DKM was not one of them!
Doi claimed that the Gakkai doesn't use the DKM, not even for attunement purposes - and that Usui-sensei
didn't use a 'master symbol' at all.
[Though, as Doi himself states, he has not reached the Shinpiden level in the Gakkai - so he is therefore not
privy to the 'Mystery Teachings' of this level. The Gakkai (so Doi tells us) is a very formal organisation -
strictly following rules of protocol and secrecy - so just how is it that he is supposedly able to say what does
or does not feature in the attunement and other practices used by those who have reached the higher levels
in the organisation ? ]
Hiroshi Doi's claims have apparently also been 'validated' by certain other 'cliquish' Reiki Masters, though no
one is willing (or able?) to say just how they have validated them! And soon, others started to spread the
story, as usual without question...
But then again, just who would they question - Doi, so we are told, is the only one with direct access to the
fabled Gakkai.
(Of course, many are currently questioning whether the Gakkai actually really exists or whether its 'members'
are - to put it politely 'channelled' by Doi)
DKM - a piece of Artwork?
Hiroshi Doi would have us believe that, originally, the DKM was simply a piece of calligraphy which Usui-
Sensei presented to each of his Shinpiden students.
The way Doi tells it, this piece of 'brush art', was intended as a reminder that their ultimate aim in life should
be the achievement of enlightenment; but that somehow, over the years, the calligraphy evolved into an
actual Reiki symbol
Interestingly, a simple online search for DKM will eventually lead to the discovery that - hanging in a place of
prominence in most modern-day Ninjutsu Dojo's - one will find a scroll bearing a piece of calligraphy which
reads:
'Shiken Haramitsu DAI KO MYO'
And the purpose of this scroll?
To remind the martial arts student that their ultimate aim in life should be the achievement of enlightenment...
So, having been informed that Usui-Sensei himself practiced a form of martial art, should we view this
ninjutsu-related fact as something that 'lends weight' to Hiroshi Doi's story ?
Possibly.
But personally, I am more of the opinion that Doi's story about DKM simply being a piece of calligraphy may
well have come into being purely as a result of Doi himself having 'googled' (literally or otherwise) the phrase
DKM - in an attempt to seek out other snippets of information about its wider usage.
[And no doubt he would have also discovered the link with the Sekai Kyusei kyo and their 'Scroll of Light'... or
would he?]
DKM, as Doi teaches it?
So why then - if the DKM was not actually a Reiki symbol and neither the Gakkai, nor Usui-Sensei, ever even
used a master symbol of any sort - does Doi himself teach the use of the DKM, as a master symbol?
Well apparently, Doi says that having been used and 'believed in' by so many Reiki practitioners over the
years, the DKM has developed a life of its own, and has become empowered as a viable symbol in its own
right.
(An interesting twist, I feel - that somehow we, the collective Reiki Community, rather than Usui-Sensei - are
responsible for creating and empowering the 'master symbol' which we use to attune others to Usui-sensei's
Reiki Phenomenon!)
If not Usui-Sensei, then who?
And if the DKM was not originally the Reiki 'master symbol' - if there wasn't even the concept of a 'master
symbol' - how and when did DKM become the 'master symbol'?
Who is responsible?
[I admit I find it really quite fascinating - the way this whole process works. It's really quite a clever 'mind-
game' - you claim an accepted 'fact' to be untrue, but instead of even bothering to work out a clear and
rational alternative scenario, you simply offer snippets of information here and there - snippets of information
that will logically invite further questions - and hey presto! this opens up a 'creative space' into which other
inquiring minds are drawn, to engage in further speculation - further 'flights of revisionist fancy' - on your
behalf!]
In an attempt to 'fill in the missing links' it has been suggested that Hayashi sensei may have created the
concept of a 'master symbol' exclusively for Takata-sensei (as to why he should have done this - or even felt
the need to do so - well, 'flights of revisionist fancy').
And, as to why Hayashi-sensei - who, from what we can gather, was concerned with developing Reiki as a
therapeutic modality (rather than a spiritual discipline) - would add to the system's 'powertools' something
like the DKM - which has strongly spiritual overtones, intimating as it does, of the Radiant Wisdom of Deity?
Well, here is yet further opportunity for 'flights of revisionist fancy'.
It has also been suggested that Takata-sensei invented the master symbol herself - which means we would
have to assume that Hayashi-sensei must have either given her, shown her, or at least told her about, the
DKM calligraphy (supposedly only used as a piece of inspirational artwork) ['flights of...']
[It really is so easy to get drawn into this speculative 'mind-game'!]
In support of this theory that it was Takata's creation, it has been pointed out that one of Hayashi-sensei's
other students, Chiyoko Yamaguchi (of Jikiden Reiki) didn't use or teach the DKM master symbol - she had
not received it from Hayashi-sensei.
Was this because Hayashi-sensei himself did not have it to use or teach? ['flights of...']
(Or maybe Hayashi-sensei was simply experimenting with different ways of teaching what had afterall by this
time evolved into Hayashi Reiki Ryoho - perhaps this was why Chiyoko Yamaguchi didn't receive the DKM
as a master symbol from him?)
[Chiyoko Yamaguchi did not begin her Reiki training until after Takata-sensei had completed her Master level
training, which included the use of the DKM]
But there is also another possible explanation why Chiyoko Yamaguchi didn't receive the DKM from Hayashi-
sensei:
Some time back on at least one Reiki forum, questions were raised about whether or not Chiyoko Yamaguchi
ever actually undertook the Master Level with Hayashi-sensei.
Not long after this, it was revealed that Mrs. Yamaguchi had actually completed her training, not with
Hayashi-sensei, but with her uncle, Wasaburo Sugano, who it seems was one of Hayashi-sensei's master-
level students...
The fact that Sugano did not teach the DKM as the master symbol, does not necessarily mean that Hayashi-
sensei did not.

It has also been commented that (interestingly I thought), it was only after her son, Tadao, had attended a
'western' style Reiki seminar that the Yamaguchi's began to talk about Mrs Yamaguchi's training with
Hayashi-sensei
Mrs. Yamaguchi claimed she used have a number of notes (apparently copied from Hayashi-Sensei's own
Reiki notes), but that these were later lost in a fire during a time when she was living in Manchuria.
Her certificates seem to have also gone the same way...

But all this is beginning to lead away from the issue of Hiroshi Doi's 'mind-game' claims that originally DKM
was not the 'master symbol' - not a Reiki symbol at all
Just as well, though, because if you were expecting a nice neat conclusion to this piece, there isn't one.
Because, at this point I'd just like to introduce yet another new snippet of 'secret Gakkai information',
courtesy of Hiroshi Doi.
According to Doi, the most important and powerful Reiki symbol is the HSZSN

THE MASTER SYMBOL


Copyright 2005-12 James Deacon

When it comes to writing words/phrases in the 'roman' (English) alphabet, there are many different
styles we can use, whether we opt for a particular form [ ie. typeface/font-style] of Block Capitals or
lower-case letters; or one of the various formal cursive handwriting styles (- with most individuals
having their own personally-identifiable 'sub-style').

The same is of course true when it comes to writing in Japanese.

Above are sixteen examples of different traditional and modern styles of writing the phrase:
dai k my (dai kou myou).
.

Here are a further eleven additional examples in far more archaic script forms.

Below are several examples of versions of the dai k my as found in Reiki books, manuals,
handouts, etc.

In the main, such 'alternative' versions of the dai k my have come into being as a result of
people who were not familiar with Japanese calligraphy, attempting to replicate the symbol-form
shown to them by their teachers, who in turn had often made imprecise copies of the symbol as
presented by their teachers, and so on....
While accidental alterations to the DKM have occurred over time due to poor calligraphic skills,
some individuals have made a conscious decision - for whatever reasons to replace the dai k
my kanji (however poorly written) with a completely different symbol presumably of their own
creation:

THE INTRODUCTION OF THE SYMBOLS INTO REIKI


Copyright 2002/5 James Deacon

The Reiki symbols (shirushi in Japanese) have been the source of great interest and much discussion over
the years.
It is a common belief, amongst many western lineage Reiki practitioners, that Usui Sensei originally
'discovered' the four Reiki symbols in Buddhist texts - and that he re-experienced them (in 'bubbles of light')
and received understanding of their true significance, in his visionary experience on Mt. Kurama.
However, in one of Takata-sensei's recorded talks, she tells the 'Story of Reiki'. In the recording, she clearly
states that Usui-sensei discovered a formula for accessing healing in the Buddhist texts, there is no mention
of him finding the Reiki symbols in the texts.
She also states that on the last day of his meditative fast, Usui-sensei saw a vision of millions of multi-
coloured bubbles; then he saw a great white light; and then he saw appearing before him: "what he had
studied in the Sanscrit" in glowing, golden, Sanscrit letters.
In this telling of 'Story of Reiki', Takata-sensei makes no mention of the four Reiki symbols per se - in bubbles
of light or otherwise. Rather, she states that Usui-sensei saw Sanscrit text - a vision of a piece of text he had
read in a Sanscrit sutra.
Recently, some sources have claimed that, initially, Usui Sensei did not use symbols in the Reiki system -
that they were in fact something he added at a later date, out of the need to incorporate an effective
focussing method to assist those students who were experiencing difficulty in feeling, and differentiating
between, certain aspects of the Reiki 'energy'[1].
(In fact, the way that many people tell it, we might be forgiven for believing that one day Usui Sensei just
plucked four symbols out of the air at random to use as the first 'Reiki add-ons' !)
However, in a discussion (in 2002) with a Reiki Master from Japan, we were talking about this issue of the
introduction of the symbols, and the version of the story he shared, seems to put things in a slightly different
perspective.
As we are all aware, ongoing research seems to continually reveal new information as to the history and
nature of 'original' Reiki.
Current understanding is that originally (- rather than being a purely therapeutic modality,) Usui Sensei's
system was essentially a spiritual-philosophical system (incorporating certain Buddhist and Shinto elements)
- a system 'for the improvement of body and soul' - that is, a system primarily focussing on self-development,
but one which also incorporated a self-healing element.
If this was indeed the case, then 'Reiki', as it came to be understood in the West (i.e. as essentially a purely
therapeutic modality), would seem to be a natural 'outgrowth' from this original spiritual-philosophical
system.'
Now, according to the Reiki Master Jiro Kozuki, when it came to incorporating symbols into the therapeutic
element of his teachings, it was not so much a case of Usui Sensei creating four new symbols - nor, for that
matter, importing symbols from outside sources -but rather, selecting four symbols which were already a
feature of his spiritual-philosophical system, and assigning them new significance as 'keys' (or as NLP
terminology puts it: 'Resource Anchors') to assist focus of intent as part of the evolving 'therapeutic modality'
aspect of the system.
THE SYMBOLS - UNSUBSTANTIATED ASSOCIATIONS
Copyright 2005 James Deacon

Four symbols - no less, no more


Whether the symbols were a part of Reiki from the very outset, or were added some time later, one thing that
we know for certain is that there were four symbols - and only four.
However, since the early 1980's onwards, several Reiki practitioners have created their own personalized
'brands' or styles of Reiki.
Some of these people created modified versions of the original symbols (e.g. mirror images, etc), or even
replaced one or more of the originals with a completely different symbol. Others use modified versions in
conjunction with the originals or have added symbols from various different spiritual/esoteric systems, and
also added brand new, channeled, symbols.
And, just as they had done with the actual symbols themselves, some of the creators of these new 'brands'
of Reiki have also altered, added to, or even replaced the meaning and association - the core purpose,
function and significance - of the original symbols, to suit their own personal beliefs.
It must be said that, in some instances, change to the actual significance of the symbols was due to little
more than over-enthusiastic 'clutching at straws' in what was otherwise probably a genuine attempt to
uncover possible original symbol-associations that, it was believed, had somehow been 'misplaced' in the
transmission of the system down through the 'Reiki Generations' from Usui-sensei's day.
The Four Elements
For example, some people decided that the four symbols must be linked to the Four Elements: CKR to Earth,
SHK to Water, HSZSN to Fire, DKM to Air. (However, some, who had subscribed to the Four
Symbols/Elements association, on later discovering that the concept of the Four Elements is actually a
western concept and that in Japanese esoteric thought there are Five Elements, rather than admitting that
the association was therefore somewhat flawed, decided that originally there must have been a fifth symbol,
and set off on a quest to discover this 'long lost' Reiki symbol!)
Heaven and Earth
Others - influenced no doubt by Taoist yin-yang theory - decided that CKR must represent the 'Earthly'
energy, and SHK the 'Heavenly' or spiritual energy.
(As to where the other two symbols come in, well this was and is usually glossed over.)
'Re-Buddhafied'
Yet others, focussing on the belief that Usui-sensei was a Tendai Buddhist*, decided to attempt to, as it were,
're-Buddha-fy' the significance of the four symbols.
*(Even though there is no more 'hard' evidence to prove Usui-sensei was Tendai than there is to prove he
was a Christian - as was previously believed)
As we have seen, it is probable that the SHK symbol was originally derived from the shuji (Siddham
character) Kiriku - which in Buddhist belief is associated with both Amida Butsu and Senju Kannon
(Kanzeon) Bosatsu.
Following on with this line of thought so it seems, some in the 'pro-Tendai camp' decided that each of the
Reiki symbols must represent a particular Buddhist Deity, and therefore also represent the symbolic
significance of that particular deity.

Yet, while the three symbols we know as the Reiki symbols SHK, HSZSN and DKM are also seen to have
certain significance within Buddhism, this does not mean that these symbols - when used in the context of
the Reiki system - have the same significance as they do in their Buddhist usage.
Nonetheless, these pro-Tendai Reiki folk promptly proceeded to assign a Buddhist deity to each of the Reiki
symbols.
As Buddhas (Butsu) 'out-rank' Bodhisattvas (Bosatsu), Amida won out over Senju Kannon and was assigned
to the Reiki symbol believed to have been derived from their joint shuji symbol, i.e. the SHK. Some even
went as far as to change the name of the symbol to: Muryouju, others to: Mugen Muryouju [Muryouju is the
Japanese name for Amida in his manifestation as 'Buddha of Infinite Life']
But as the male deity Senju Kannon is a very popular figure in Japanese Buddhism, it was presumably
decided that he could not be left out, so Senju Kannon Bosatsu was assigned to HSZSN. Though, what
connection there may be between the significance of HSZSN in its Reiki usage and this particular Bosatsu, is
unclear. The same goes for the supposed connection between the CKR symbol and the Buddhist deity
assigned to it: the Bosatsu (Dai)Seishi.
Finally, the pro-Tendai Reiki folk chose to assign the Butsu Dainichi (or Dainichi Nyorai as he is known in
Japanese Esoteric Buddhism) to the DKM symbol. [Perhaps it should also be noted that Dainichi is actually
the central Buddha of the Shingon school of Buddhism]

However, there were yet others who, in a similar attempt to link the symbols to specific Buddhist deities,
decided (for whatever vague reason) that the Bodhisatva Monju should be assigned to SHK, the Buddha
Ashuku to HSZSN, and Amida to DKM. Finally, they too opted to assign Dai Seichi to the CKR.

So, we have those who have attempted to overlay the Reiki symbols with (conflicting) Buddhist associations,
others who have sought to clothe the symbols in western esoteric Four Elements associations, and yet
others seeking to associate the symbols with Taoist concept of the energies of Heaven & Earth.
Kurama Kokyo
Yet others still, have sought to read into the Reiki symbols, associations with the beliefs of the Kurama Kokyo
sect - an independent 'new religion' with strong Buddhist ties.
The primary reason for attempting to create this association seems to be due to the fact that the temple
complex on Mount Kurama (where, of course, Usui-sensei experienced the 'Reiki Phenomenon' ) is the
headquarters of the Kurama Kokyo sect.
Kurama Kokyo worships a Supreme Deity known as Sonten. Viewed as the source of all creation, Sonten,
'the universal soul', is perceived as a triune deity, expressing in the world as the three spiritual qualities of
Power, Love and Light.
In Kurama Kokyo belief, these three qualities are personified in the form of three deities, since ancient times
closely associated with Mount Kurama. The quality of Power, seen to correspond to the Earth, is embodied
by the Shinto deity Maoson (or Gohomaoson). The quality of Love, seen to correspond to the Moon, is
embodied by the now familiar Buddhist deity Senju Kannon. The quality of Light, seen to correspond to the
Sun, is embodied by the Buddhist deity Bishamon-ten.
The Kurama Kokyo sect also makes use of the shuji symbols associated with each of these three deities to
represent the spiritual qualities of Power, Love and Light - the three individual aspects of Sonten's nature.
On learning this, some Reiki practitioners, it seems, leapt to the conclusion that, as Usui Sensei had
experienced the Reiki Phenomenon on Mount Kurama, which is the headquarters of the Kurama Kokyo sect,
then the shuji used by the sect to represent Power, Love and Light must surely be the source of the first
three of Usui-sensei's Reiki Symbols; especially seeing that Senju Kannon's kiriku was amongst the three.
Thus it was not long before the 'Power of Sonten', the 'Love of Sonten', and the 'Light of Sonten' - with their
correspondences to Earth, Moon and Sun - were being equated with CKR, SHK, and HSZSN. Also, the shuji
representing the 'Power of Sonten' and the 'Light of Sonten' were being hailed (though as it transpired,
without foundation) as probable original forms of the CKR and HSZSN symbols respectively. (The shuji
representing the 'Love of Sonten' i.e. kiriku, of course already being more widely accepted as the probable
source of SHK).
To complete the symbol set, the unity that is Sonten himself was equated with the DKM.
However there was one slight flaw in attempting to associate the qualities of the Kurama Kokyo's Sonten
deity with the Reiki symbols. Although the temple complex on Mount Kurama is currently the headquarters of
the Kurama Kokyo, the sect and its Sonten doctrine did not even exist during Usui-sensei's lifetime.
In fact, it did not come into being until nearly a quarter of a century after Usui-sensei's death.
SHIRUSHI:
Superficial 'Training Wheels' or Essential, Deeper 'Spiritual Tools'?
Copyright 2003/5 James Deacon

As mentioned, one theory is that the symbols were not originally a part of Reiki; but that they were introduced
to Reiki by Usui-sensei at some relatively early stage in the system's development in order to help students
feel and differentiate between certain aspects of the 'energy'. i.e: the phenomenon that is Reiki itself.
Perhaps mistakenly, this has led some people to conclude that the symbols therefore were not really all that
important to the Reiki system; and as a result some practitioners have been taught to view the symbols in a
very superficial light - considering them to be little more than 'training wheels' - something to be worked with
initially, then to be discarded once the student has progressed a little way along the path that is their 'journey
with Reiki'.
Yet others would say that taking this attitude is to have completely missed the inner significance of the
essential and empowering role of symbols in relation to Japanese spiritual-transmission traditions (of which,
in its deepest sense, Reiki is a prime example), and that in fact it is only when we have begun to feel and
differentiate between certain aspects of the 'energy', when we have progressed a little way along the path
that is our 'journey with Reiki' - that the symbols truly come into their own.

Perhaps it is that we should keep using the symbols until we no longer need them - until we truly no longer
need them: until we have reached beyond attachment to them [i.e. achieved the ego-less state of 'non-
attachment' to them].
Perhaps it is indeed then that, if we are wise enough to still continue using the symbols, their true worth will
be revealed to us.
THE SIGNIFICANCE OF THREE OF THE REIKI 'SYMBOLS'
FROM A JAPANESE BUDDHIST PERSPECTIVE
Copyright 2002-3 James Deacon

[NOTE: It must be clearly understood that this article presents a


Buddhist interpretation of three symbols which we also know as the Reiki symbols SHK, HSZSN and DKM. It
is not the intention to imply that these symbols - when used in the context of the Reiki system - have quite
the
same significance as they do in a Buddhist sense]

The 'distance symbol': HSZSN mantra [or: Nen Shingon* as it is sometimes called] is essentially a call to
'Mindfulness' - it reminds us of the 7th step in the Noble 8-Fold Path of Buddhism.

While there have, over the years, been several suggested translations of HSZSN - including several very
misleading ones - probably one of the clearest translations is:
"Correct Thought (Mindfulness) is the essence of being".
* NOTE: 'Nen Shingon' translates as 'Mindfulness Mantra'
The term: 'Shingon' translates as 'True Word' - in this context meaning 'mantra', and not signifying the .Shingon sect of
Buddhism. The term 'Nen' refers to ' mindfulness' (- 'Sho-nen' refers to 'correct thought').

For an animated .gif of the Nen Shingon, see the:


Wallpapers & Other Downloads page.

The 'mental-emotional symbol': SHK ('Spiritual Composure') is almost certainly a stylised form of the
Sanscrit siddham-script character known in Japan as kiriku (pronouced: k'rik or k'lik).
Kiriku is the sacred sign or emblem of both Senju Kanzeon Bosatsu (a thousand-armed form of the
Bodhisatva Kanzeon or 'Kannon') and Amida Butsu - the Buddha Amida - (or Amida Nyorai as he is called in
Mikkyo Buddhist traditions), and is regarded as itself possessing the divine grace of both of these Buddhist
Deities.
It is said that Senju Kanzeon Bosatsu watches over those suffering from a distressed Heart-Mind and lends
his hand at the time of their troubles...

Amida - Buddha of Infinite Light & Life - is widely worshipped in various schools of Japanese Buddhism,
including Tendai. He is the main deity in Jodo (Pure Land) Buddhism; and also in Jodo Shin (True Pure
Land) Buddhism which holds that Spiritual Peace of Mind and salvation are to be achieved by relying on his
power.
We are told that 'Mariko Obaasan' - a Buddhist Nun said to have known Usui Sensei, claims that he was a
devotee of Amida - and that he made an offering to Amida every day.
Kiriku is essentially perceived as a single-character depiction of the nembutsu: the sacred mantra of Amida:
"Namu Amida Butsu", and as such invokes the merit associated with the fukushu or recital/repitition of that
mantra, thus bringing Spiritual Peace of Mind ('Spiritual Composure') to the individual reciting the mantra, or
to any other being to whom the reciter chooses to 'transfer' this merit.

[NOTE: In Shingon Buddhism, the mantra: "On Amirita Teizei Kara Un" is favoured in place of the nembutsu.]

The 'master symbol': DKM. The interesting thing about DKM from a Buddhist point of view, I feel, is that the
real importance lies in the meaning of the KM kanji-pair

DKM: the 'Great Bright Light' can perhaps be better understood as the 'Great Komyo'

The term Komyo is something of great significance in Japanese Buddhism.

In a Buddhist sense, Komyo signifies 'Enlightened Nature' or 'the Radiant Light of Wisdom' - the Radiance of
a Deity - not one specific Deity, but any expression of deity - be it in the form of a Buddha, Bodhisattva,
'Vidyaraja', etc. ( -even a Shinto kami for that matter).

DKM can be seen as the manifest expression of the Light of Wisdom: the means by which illumination
"dawns on us."

Komyo appears again and again in Buddhist thought, for example, we have:
the Gobukonkomyokyo - the Sutra of Golden (en)Light(enment)
Komyohensho - another name for Dainichi Nyorai (central Buddha of the Shingon sect)
Komyo Bosatsu - Japanese name for the Bodhisattva Jaliniprabha
(Komyo Bosatsu is also sometimes referred to simply as Dai-komyo)
Komyoshinden - the 'Palace of the Luminous Mind'
Komyoshingon - the '(en)Light(enment) Mantra'; etc.etc.
[Actually, DKM is also another name for the Komyoshingon - a very important (and powerful) mantra]

The complete phrase 'daikomyo' appears as part of a sacred 'nine-syllable' mantra dating from before the
8thC:
"Shiken Haramitsu Daikomyo"
- which conceptually translates as: "The Wisdom of the Four Hearts* leads us to Enlightenment"

* The Four Hearts ( lit: Four Perspectives):


. The Merciful Heart expresses love for everything, the Sincere Heart follows
...what is right, the Attuned Heart follows the natural order of things, and the
...Dedicated Heart holds to the chosen pursuit.

It also occurs in the name: "Daikomyo-o" - 'Great Shining Bright King' .


Daikomyo-o is one of the daison myo-o (great and venerable kings of magic knowledge) - compassionate yet
wrathful deities who protect humans against evil influences, and who possess the knowledge and force
contained in mantras.
_________________________
In one respect, just as the siddham character kiriku is regarded as itself possessing the divine grace of the
Buddha it represents, so too in an esoteric sense, the three-kanji phrase 'Daikomyo' may be seen to directly
represent the mystical experience of Komyo [the 'Bright Light' or 'Enlightened Nature': the Radiance of a
given Deity], and as such, may be employed by one who has achieved that 'enlightenment,' as a means of
passing on (- to a lesser degree -) the effects of that experience to others.

SHIRUSHI:
The four Usui Reiki symbols
Copyright 2003/5 James Deacon

The Reiki symbols (shirushi in Japanese) have been the source of great interest and much discussion over
the years.

Sacred or Secret?

Takata-Sensei taught that the Reiki symbols were sacred and as such should be kept secret - not shown to
the uninitiated. To this end, her students were required to memorize the symbols and were not permitted to
keep written copies of them.

[Takata-Sensei believed that the symbols should be treated with respect - even the practice sheets used by
students in her Reiki classes had to be disposed of respectfully, rather than simply crumpled up and dumped
in a bin.]

While the four symbols used in Usui Shiki Ryoho and Usui Reiki Ryoho are still considered by many of us to
be Sacred (or at least, of sacred significance), ever since two of the symbols (the SHK and the HSZSN) were
first revealed in a Reiki book: 'The Challenge To Teach Reiki' by A.J. MacKenzie Clay, (published in 1992),
the belief in the need to keep them secret is no longer generally considered relevant.

[I think it is also important to remember that (as will be discussed in the following pages) the four
symbols/their names are not exclusively the 'property' of Reiki.]

Many people, on first hearing about Reiki, have jumped to the conclusion that knowledge of the four symbols
will give them the 'power' to do Reiki.

But this is not the case.

To reveal the visual representations of the four symbols, or the Japanese words which form their names (and
for that matter the Anglicised meanings of those Japanese words) is not to 'give away' their power - their
'secret'

The 'secret' of the four symbols is something which cannot be expressed in words or images, but can only
truly be understood by experiencing the symbols once properly initiated into Reiki.

To be effective as 'keys' to Reiki, the symbols need to be 'psychically imprinted' on the student by a Reiki
Teacher as part of the Initiation/attunement process.

For this reason, I have no problem in presenting and discussing the four Usui Reiki symbols here.

In the following pages you will find examples of the symbols, their jumon or mantras, and information
concerning their significance and status within Reiki.

You will also find information concerning: the Buddhist significance of three of the symbols; links between
some of the symbols and Japanese 'new religions'; various attempts to link the symbols to unrelated belief-
systems; views as to how the symbols came to be incorporated into Reiki; and also the kanji and / or
katakana written forms of their jumon, along with guides to their proper pronunciation, and actual meanings.
The Kurama Yama Connection
Part 3- The Kurama-Kokyo sect & The Reiki Symbols ...
Copyright 2003 James Deacon

The Kurama-Kokyo Sect


On numerous websites you will read extracts from a tourist information leaflet about Kurama, the Kurama-
Kokyo sect (who control the Kurama-dera Temple Complex) - and about their beliefs and symbolism
concerning their Supreme Deity: 'Sonten'.

For the Kurama-Kokyo, the deities Mao-son, Bishamon-ten, and Senju-Kannon [or Senju-Kanzeon] are seen
as symbols of the universal soul, forming the triune deity which they call: Sonten. Mao-son is seen as
representing the power of Sonten, Bishamon-ten is seen as representing the light of Sonten, and Senju-
Kannon - the love of Sonten.

In recent years, many people have attempted to make a connection between Usui-Sensei, the Reiki Shirushi
(symbols), and the doctrine of the Kurama-Kokyo sect - some even going so far as to claim that the Kurama-
Kokyo sect was the original source for Reiki, or at least, an influencing factor in the origin of Reiki.

One of the things that many have latched onto is the Kurama-Kokyo's use of certain symbols in connection
with the Mao-son - Bishamon-ten - Senju-Kannon trinity.
'Seed' Characters & Reiki Shirushi
However, in itself, this use of symbols is nothing out of the ordinary. In Japanese Esoteric Buddhism, each
deity (Buddha, Bodhisattva, Myo-o, etc) - and each of the Five Elements - has its associated symbol - known
as a shuji ( 'seed' character): a particular character from the 'Siddham' form of the Sanscrit script.

This shuji is held to be the 'sacred sign' of the given deity, and is regarded as itself possessing the divine
grace and power of that deity.

Amongst other things, a deity's shuji is essentially perceived as a single-character depiction of the sacred
mantra of the deity, and as such invokes the merit associated with the fukushu or recital/repetition of that
mantra.

Now, in what would seem to be a combination of, on one hand, an almost desperate attempt to make
connections to the Sonten doctrine and, on the other, a very superficial approach to research, many people -
either after viewing images of Kurama-Kokyo's San-Mon Shrine (or having visited Kurama Yama in person)
have jumped to some slightly misguided conclusions concerning the origins of the Reiki shirushi and Reiki
itself.

It is now widely accepted that the Reiki shirushi: SHK ('mental-emotional' symbol) is almost certainly derived
from the shuji: 'kiriku' (pronounced somewhere between: 'k'rik' and 'k'lik') ['hrih' in the original Sanscrit].

Noting that at the San-mon Shrine, the shuji kiriku is plainly visible as the symbol of Senju-Kannon, many, it
seems have, without further investigation, leapt to the conclusion that, as Senju-Kannon is presented in the
Kurama-Kokyo doctrine as being an element or attribute of their Sonten deity, then, as Kiriku is the symbol of
Senju-Kannon, the Sonten religion must be the original source of the SHK symbol - and therefore probably
also the source of some of Usui-Sensei's spiritual ideas!

And when they discover that the term Dai Ko Myo is sometimes applied to Sonten, well...!
[Of course, the point that 'Dai Ko Myo' refers to the 'great illuminating wisdom' of deity - and can be properly
be applied to each and every Butsu, Bosatsu or other Enlightened Being - is one that is completely missed!]

Some, it seems, have even attempted to make a connection between the symbolic meanings of the shuji of
Mao-son (in Japanese: 'un', Sanscrit: 'hum') and Bishamonten (Japanese: 'vai') and the CKR and HSZSN
shirushi respectively - something made all the more confusing as many Reiki-related websites misrepresent
the Mao-son shuji (which is, admittedly actually a variant form of the more common version of 'un') as being:
"..an older form of the 'om' symbol..." (the Sanscrit 'om' is 'on' in Japanese).
Mao-son more commonly used 'on' ('om')
Bishamonten 'vai'
'un' form of 'un' shuji

However, in Japanese Buddhist tradition, the allocation of shuji to deities is not a simple and clear-cut
process. Certain deities have more than one shuji: each representing a different form or set of attributes of
that given deity, and - just to confuse matters even more - deities with similar attributes can sometimes share
one or more shuji in common.

The shuji kiriku is indeed a symbol of the Bodhisattva Senju-Kannon - and not just in Kurama-Kokyo
doctrine.

Yet it is first and foremost the 'spiritual emblem' of Amida Butsu - Buddha of Infinite Light & Life - (referred to
as Amida Nyorai in esoteric tradition).

[And of course it is claimed by some that Usui-Sensei was a Tendai Buddhist all his life, and in particular a
devotee of Amida.]

While kiriku is also allotted (in a secondary sense) to Senju-Kannon - it is essentially because this male
Bodhisattva shares some of the attributes of Amida Butsu, and is seen as one of Amida's attendants.
Elsewhere, the shuji of Senju-Kannon can often be seen depicted in the following stylised form [perhaps to
distinguish it from the shuji of Amida?]:

Senju-Kannon Bosatsu Amida Butsu

But attempts to connect Usui-Sensei, Reiki and the Kurama-Kokyo doctrine do not stop with confusion
concerning the shuji.

Kurama-Kokyo Reiki
Recently we have even begun to hear about 'Kurama-Kokyo Reiki' - which claims to be "the original system
of Reiki using the ancient Japanese symbols rediscovered by Usui-Sensei during his meditation on Kurama
Yama..." and includes the 4 'Kurama-Kokyo Reiki' symbols, a secret mantra said to have been used by Usui-
Sensei, a secret Japanese mantra that activates all symbols, and the prayer used by 'Masters' ( -
presumably the Senior Priests??) of the Kokyo sect's Hondon Temple on Kurama Yama...

However, something overlooked by the teachers of this 'Kurama-Kokyo Reiki', and by many other Reiki
practitioners is this: during Usui-Sensei's lifetime, the Temple Complex on Kurama Yama was under the
control of the Tendai Sect (yet, admittedly, visited by monks and lay practitioners of many different sects).

It was not until 1949 - almost a quarter of a century after Usui Sensei's death - that it passed to the
control of the then newly founded, Sonten-worshipping, Kurama-Kokyo sect.
This simple fact, to my mind at least, somewhat negates the theory of a connection between Usui Sensei
and the Kurama-Kokyo sect - particularly the claim that the Kurama-Kokyo sect was either the original
source for Reiki, or at least, an influencing factor in the origin of Reiki...
CLOUDED, THE TRUTH IS""
- as Yoda might say...
[Copyright 2011James Deacon]

[While certain angles in each of the symbols shown on this page may vary, in effect they are actually
the same symbol, the differences being essentially down to the drawing styles of different individuals]

Some people refer to this symbol as: "Kumo" ( - 'Cloud'), others call it "Un" (also written and
also meaning 'Cloud'). Yet others call it: "Zui-un" ( - 'Auspicious Clouds') . And it has another,
older, name also, perhaps hinting at its non-Reiki origins ...

The Kumo / Un symbol is claimed by some to be a symbol taught by Hayashi-sensei at a


period during the late 1930's. It is claimed that he taught this symbol to at least one
student, instead of the more familiar 'CKR' symbol.
Though, as to why Hayashi-sensei supposedly decided to drop Usui-sensei's CKR from
the Reiki teachings (after having taught it to Takata-sensei a few years earlier) and replace
it with the Kumo / Un symbol, has never been adequately explained.

Unlike the CKR, the Kumo / Un symbol has a very limited application, and is often referred
to simply as the Byosen symbol - a reference to its primary usage.

Interestingly, in recent years, several 'Independent' Reiki practitioners in Japan started


using a version of this symbol; not in place of the CKR, but rather as an additional Reiki
symbol, with a significance and function quite different to that assigned to Kumo / Un.
Commonly, it is drawn like this:
And, in this particular usage, the symbol is not called ( Kumo / Un) but rather:
(variously written as: J, Jo, Joh or Jyo).

This J symbol is used specifically and solely for the release / flushing of toxins from the
body.*
The Japanese syllable 'J' used here is the same J as in 'Jrei' (the healing system
created by Mokichi Okada)

can imply:
to cleanse, purify or exorcise.
The J symbol has its own accompanying jumon-phrase "O-hikari".

"hikari" means light, the "O" is a term of reverence or respect.

"O-hikari" can, in a Reiki Ryoho context, be understood as the" Spiritual Light" of Reiki.

["O-hikari" also happens to be the term for a 'focusing amulet' worn by Jrei healers]

And so, this particular version of the symbol, with its accompanying jumon-phrase, and its
specific
function / significance, would seem to lead us in an interesting circle, as, the Kumo / Un
('cloud') symbol first came to light in connection with Reiki practitioners who had also been
involved for some time with the teachings of Mokichi Okada.
It is, I feel, particularly significant that, in Jrei, illness is often perceived in terms of the
build-up of clouds - negative energies polluting the spiritual body.
When the 'clouds' are dispelled (via the Jrei healing process), toxins in the physical body
dissolve and can then be eliminated.

I cannot help but wonder:

From Johrei "clouds" to a modernday Reiki style's "cloud" symbol - merely a co-incidence,
or perhaps something else ...

*****
_____

* Using the J symbol:

This is how it was explained to me:


First, perform a 'general' treatment (at least, cover: the head, upper back, spine, and abdomen) then, when
ready, draw the symbol over the liver area.
The symbol is called "J", but this is just its descriptive name.
While drawing the symbol, repeat the jumon-phrase "O-hikari", Twice.
Then place your hands - right hand on top of the left - over the liver area, and let Reiki flow for as long as you
feel appropriate.
Finally, treat the kidneys for a few minutes.

That's it!

So, in order to use the symbol, do you need to receive initiation/attunement for it?

Strange as it may seem, the majority of practitioners find that they do not actually need to be 'attuned' to the
symbol (at least not in any formal sense).

Simply working (as outlined above) with the symbol and - importantly - its jumon-phrase, on a regular basis
seems to build a deepening energetic affinity. (The jumon-phrase seems to bring its own 'power' with it)

You might like to meditate on the Image/Sound:


As you would do with any of the regular Reiki symbols, let Reiki flow and draw the symbol in the palm of
each hand, visualize and feel it pulsate with the Light; and, as you breathe out / intone the jumon-phrase into
the symbol, visualize and feel the Breath of Reiki intensifying the symbol's resonance.

You might also choose to seek your own creative ways of developing your personal deepening bond with the
symbol. : )
How to pronounce: "O-hikari":

As is the way with all mantras/jumon, correct pronunciation of "O-hikari"is very important.

Here are links to two sound files, giving the Japanese pronunciation:

("O")

("hikari")

MANTRA, JUMON, & KOTODAMA


(also: 'kototama-gaku', 'kotoage', & 'kazudama')
- an attempt at a little clarification ... perhaps?
Copyright 2010 James Deacon

Mantra and Jumon:


We often use the term 'mantra' as a simple way to attempt to explain the Japanese word 'jumon' [
].
Both mantras and jumon can be considered to be 'spiritual formula' which, when vocalised, are
intended to bring about a specific effect.
Though, while jumon have many parallels with mantras, the two are not identical on all levels.
For example, a mantra can be a phrase or sentence comprised of words which, in the given
language, have a clear intellectually-understandable meaning. Alternatively, the phrase or
sentence may appear to be a meaningless series of unintelligible sounds.1
The same can be true of a 'jumon'.
Yet while a mantra can also be simply a single syllable (eg: a Bija or 'seed' mantra, such as the
ubiquitous: om), the same is not true of a 'jumon'.

Technically speaking, a single syllable is not classed as a jumon. Nor is a single word2
Properly, a jumon is a phrase or sentence. Or even a few sentences.
However, a jumon can be comprised of a series of single syllable-sounds, for example: "a ba ra ha
kya".
And while a jumon can be as short as a three syllable phrase ( the jumon associated with three of
the Reiki symbols, for example) it can also be can be much longer - in fact, more in keeping with
Dharani than with Mantra - and in rare cases, even longer still - Sutra-length (the Heart Sutra for
example, can be considered a jumon when it is used in mystical invocation)

The term 'jumon' can perhaps be most simply and clearly be explained as:

A mystic, spiritual or magical incantation - a 'spell' - a sacred phrase or Invocation.


Just like a mantra, a jumon can be chanted once or many times, eg: 3, 9, 27, 108, 1,080,
11664 (108 x 108) even 1,080,000 times.

The term jumon is closely associated with mikkyo (i.e. esoteric Japanese Buddhist)
traditions.

Though as over the last 1200 years or so, Buddhism and Shinto have influenced each others'
development so profoundly, each adopting so much in the way of beliefs, rituals, and esoteric
practices from the other - and both Shinto and Buddhism have also been strongly influenced
by a form of Taoism which, as practiced in Japan, was known as onmyodo3 - it is often
difficult to say precisely where a specific practice, concept, or term originated.

So, rather than getting caught up in whether jumon is a Buddhist practice or a Shinto (or
even an onmyodo) one, it is best to simply consider it as a Japanese one.

Some 'traditional' jumon are derived from Buddhist (or even Hindu) mantras - their original
wording modified to fit with the sounds of the Japanese language.

For example, a jumon invoking the power of the five elements: "a ba ra ha kya" is derived
from: "a va ra ha kha", which was in turn derived from "a vam ram ham kham".

Others are derived from, or strongly influenced by, invocatory elements of the previously
mentioned onmyodo - and as such are commonly Japanese-language approximations of
original, Chinese-language, Taoist incantations

Yet others may take the form of extracts from norito (Shinto prayers), or may contain be
recognisable phrases and statements drawn from ancient cultural texts written in classical
Japanese.

Certain traditional kotowaza [ ] (sayings or proverbs) may also be used as jumon. For
example the kotowaza: "watari ni fune" - "a boat for someone wishing to cross a river" -
alludes to good fortune in the form of the timely appearance of a desired or needed thing.
Thus, it may be used as a jumon in the hope of actively invoking such good fortune.

New jumon may be created for just about any specific purpose and intent. Yet, in order to
ensure their effectiveness, they are commonly constructed in keeping with certain formulaic
rules of composition.
Kotodama: [ or ] "the spiritual power of words"

At the heart of kotodama theory is the understanding that words and their component
sounds, when used in certain very specific ways, have a power to influence reality.

That there is a mystical connection between the sound and the meaning(s) of words, and further,
between words and the situation, person, concept, thing or event they describe.

That ultimately, a thought, idea or desire may be actualised by verbalizing it in a particular way with
the proper focus.

We often hear people talking about the Reiki kotodama


it is claimed by some that Usui-sensei taught something commonly referred to as the Reiki
kotodama to his early students, and that the Reiki kotodama were forerunners to the Reiki
symbols and accompanying jumon which are familiar to most Reiki practitioners.

Although it is usually maintained that the Reiki kotodama are something quite different from the
jumon associated with the Reiki symbols, the former term is nonetheless commonly used to refer
to what are still essentially a set of jumon; though jumon comprised of a series of single syllables
rather than words.

Here are the four syllable-sequences, each of which is described as being a kotodama:
[depending on who you ask you get slightly different 'romanised' forms - and slightly different
pronunciation guidlines.]
1, o-u-e-i (or: ho-ku-ei) (or: "ho-ku-e-i")

2, e-i-e-i-ki (or: "ei-ei-ki") (or: "ei-ey-ki")

3, ho-ha-ze-ho-ne (or: o-a-ze-o-ne) (or: "ho-a-ze-ho-ne" )

4, ai-ku-yo" (or: ai-ko-yo) (or: a-i-ku-yo)

In fact, not only do these syllable-sequences constitute simple jumon, but even allowing for a
couple of slight differences in the way the Japanese sounds have been 'romanised', it is not difficult
to see how they have been formed by extracting particular syllables from a set of more complex,
more complete. (and more familiar,) jumon. For example:

[ch]o[k]u [r]ei [s]ei [h]e(i) ki [h]o[n] [sh]a ze [sh]o ne[n] [d]ai ko [m]yo

Now, for those people who hold to the basic principles of kotodama (- even aside from any
connection with Reiki), it is indeed true that the particular syllables presented above are genuinely
believed to possess kotodama.
In fact, every single word, and even every single phoneme (sound syllable), used by the Japanese
language is said to possess kotodama.

Yet, at the same time, not one single word, or even one single phoneme used by the Japanese
language is considered to be a kotodama.
The way in which the word: kotodama is commonly applied in relation to Reiki - i.e. as indicating
the actual syllable-sequences themselves, is simply a little confused.
Technically-speaking, the term: kotodama does not refer to specific words, syllables, (or other
vocalised sounds), but rather, to the spirit invoked by the correct use of words, syllables, or other
vocalised sounds:
Words (and/or syllables, etc) - whether individually or as phrases - can not properly be described
as being 'kotodama'.

Words (kotoba) and syllables have kotodama - power.

It is this power which is kotodama: the "spirit of the word" - "the-spirit-inherent-in-words"


and ultimately, the 'spirit' is inherent in all4 words - all vocalised sounds
- from primal, guttural utterances - to the kiai of the martial artist - to poetry - to norito prayers - to
the words and phrases and sentences of everyday conversations.
Kotodama is the breath and heart within words.
Kotodama is the spirit - the power - of words to make things happen.

And of course, Jumon also possess 'kotodama'.


Certain jumon may be considered to possess stronger kotodama than others, though much
has to do with the person using them, and the way (and skill with which) they use them.
For example, it is believed that a jumon performed only once, with perfect
pronunciation/intonation by a person possessing the correct focus and spirit or ki can have a
far greater kotodama-effect than the same jumon muttered a 'million'5 times by someone
without that focus and spirit.

The science of kotodama: kototama gaku [ ]

Kototama gaku is a multi-faceted, complex discipline which has grown out of the central concept of

the power of the 'spirit of the word'.


It is a discipline concerned with understanding the power of the-spirit-inherent-in-words, and
ultimately, with the virtuous and skilful use of words to influence 'mundane' reality, and also to
effect spiritual change.

(In fact there are actually a few slightly different 'evolutions' of kototama gaku - slightly different
'systems' of application of kotodama theory in order to effect desired influence)
Kototama gaku deals with the power of words on all levels - whether as unexpressed thoughts, or
as vocalised sounds, or in their written aspect.

It is concerned with the effect of words - as physical sound-vibration, and as 'vibration' on more
subtle levels - and also, the multi-faceted communicative power of words - intellectual, emotional,
sentimental - the ability/power of words to inspire, uplift, hurt, heal, etc.

The discipline is intricately interwoven with other elements of Japanese spirituality, mysticism,
magic, onmyodo, numerology, kuji no in, etc.

Jumon are prime examples of the application of kotodama.


Now, as already mentioned, a jumon may appear to be a series of unintelligible sounds, or, may
appear to be a phrase with clear meaning.
However, hidden within a jumon there can frequently be several levels of further meaning
And when it comes to uncovering/discovering the different levels of meaning of specific
jumon, things can, theoretically, become quite complex.
On one hand, Japanese is a language with a vast number of homophones (words that sound
the same, yet have different meanings, and also have different written forms).
And on the other, most written Japanese characters (kanji) have different 'readings' (i.e. a
single kanji character can be pronounced in several different ways depending on context)
For example, the word 'san' - as written using this character: , means 'mountain'. yet
'san' as written using this character: , means 'three'. However, the character 'san'
[mountain] can also be pronounced as 'sen'. The sound 'sen' can also be written as
[stream or river], or as [before, preceding, etc], or as any one of a large number of other
kanji characters, with diverse meanings such as: to feed, to confuse, ringworm, change, a
skewer, vivid, meditation, shudder, a lottery, a trapeze, a bird of prey, to trample, a plug,
discussion, a fan ,a jetty, to hide...etc.
And in turn, these kanji characters can also have other pronunciations: eg: 'sen' can be
written [meaning: 'a thousand'] and this kanji character can also be pronounced: 'chi'.
The sound 'chi' can also be written as which can be pronounced as 'ji'... and so on, ad
infinitum...

A primary element of kototama gaku is devoted to the concealing and revealing of deeper levels of
meaning of jumon, (and other words and phrases) via a sometimes complex system of kanji-
substitution.

For example, this can involve the replacing of one kanji character with another which, while sharing
the same 'reading' (i.e. pronunciation) has a different meaning
- e.g. replacing ['san'] , with [ also pronounced: 'san'] and so changing the meaning from
'mountain' to 'three'.

Or meaning can be concealed/revealed by taking an alternative reading of a particular kanji, and


replacing the kanji with one which shares the alternative 'reading'
- e.g. the character 'san' has the alternative reading: 'sen', so for example, could be
replaced with [which also has the reading: 'sen'], thus changing the meaning form
'mountain' to ' a thousand'.

Yet another approach involves the replacing of one kanji with another having the same 'stroke-
count' - i.e. a kanji written with the same number of brush-strokes - yet having a different meaning.

A further method of concealing/revealing meanings involves converting the written form of the
jumon (or other phrase, etc) from kanji characters into one of the Japanese syllabic scripts:
katakana or hiragana6.

For example, the previously mentioned word 'san' [mountain], originally written using the kanji
character:
, would in hiragana be written: [ = 'sa', = 'n'].

So, initially this would at least seem to simplify things a little. When the word 'san' was written using
the kanji character: , for example, the alternative 'reading' of that kanji - 'sen', could be used as a
stepping-stone in the process of transforming the meaning. By writing the word using characters
representing its sound, this is no longer possible.
However ...
the katakana and hiragana syllabaries were originally derived from something called man'ygana.

man'ygana was an early system of writing using kanji characters, not for their meaning, but simply
to represent sounds. Each character [kanamoji] in the katakana and hiragana syllabaries is actually
based on a kanji character originally used as part of man'ygana.7
So, having converted the jumon (or other phrase, etc) from kanji into syllabic script, the resulting
characters can then be replaced with the 'man'ygana' kanji from which they were originally
derived, leading to yet another new meaning.

As mentioned earlier, kototama gaku - the science of kotodama - is intricately interwoven with other
elements of Japanese esoteric belief, including numerology.

In the same way that kotodama refers to "the spirit inherent in words", there is also kazudama: [
]
"the spirit inherent in numbers".
One method of concealing/revealing meanings via a combination of kotodama and kazudama
principle, again involves converting the written form of the jumon etc. from kanji into hiragana or
katakana. However, in this method, each syllabic character is allotted a specific numeric value and
alternative meaning is established via a system of numerological association.
Another combined koto/kazudama method (the final one we will look at here), applies
numerological meaning to the 'stroke-count' of any given kanji or group of kanji.
Now, while all these methods of concealing/revealing further levels of meaning, as briefly
outlined above, technically allow for mind-boggling levels of complexity, happily, in practice,
actual use of the various forms of substitution is generally of a very simple nature.

*****

The other primary element of kototama gaku is initially concerned with mastering the art of intoning
specific core syllables8 - in order to influence reality, bring harmony, healing, and to effect spiritual
change.
[This is perhaps the one element that most people who are aware of the term 'kotodama' are at
least partly familiar with.9 ]
The different 'traditions' of kototama gaku tend to differ in their approach this 'toning' aspect of the
discipline.
Some practitioners concentrate solely on toning a limited number of core syllables, while others
expand on this initial area of focus, to work with for example: 46-50 syllables, or 71-75 syllables
(and in some instances, 107 or 108 syllables).

Yet there is far more to this 'vocal' element of the discipline than simple focus on the intoning of
individual syllables.
When the 'correct' toning of the individual syllables has been mastered, work on intoning
combinations of syllables to produce certain 'virtuous' and 'fortuitous' words and phrases may
begin.

For example: the first two vowel sounds in Japanese (in the traditional order of sounds), 'a' and 'i'
combine to form the simple yet profound: 'ai' ('love').

Other basic syllable-combinations the practitioner may choose to work with include: 'ma-ko-to'
('makoto' = 'sincerity'), or 'fu-ku-ju' ('fukuju' = blessings, longevity, happiness); and even 'a-ri-ga-t-
go-zai-ma-su' 10

And in time, the practitioner may begin to work with jumon, or with norito, or other ritualistic,
incantatory formulae including, for example: authoritative magico-spiritual declarations often
phrased in the style of ancient Imperial edicts; or mystical pronouncements, in some instances,
taking the form of hokku [ ] or tanka [ ]..11

This active aspect of the 'science of kotodama' is known as kotoage. [ or ]

kotoage is: to lift the voice (i.e. to speak up) - to raise up or invoke (the power of) words.
kotoage is the active manifestation of kotodama-power to influence and effect other living beings,
the world around us, and the world within us.
On some levels, the meaning of the term kotoage can overlap with that of jumon, and norito, and a
few other related terms, however while the terms jumon, norito, etc. primarily refer to the actual
words (the phrases, prayers, 'spells', vows, etc) to be voiced or intoned, kotoage primarily refers to
the actual voicing / intoning itself.
kotoage is the saying of the prayer, the reciting of the poem, the spell, the vow, - the chanting of
the jumon.

It is the actual 'performance' itself, unleashing the power of kotodama.

kotoage can be very formal and ritualised, though it is not always so.

However, kotoage is undertaken always with the awareness that what is spoken 'with spirit' will
have effect - will be actualized (whatever the moral intention)
To engage in kotoage is to become involved in the manipulation of cosmic forces.
Thus, there is a need to be conscious of one's use of the power of language - to be mindful of
one's pronouncements to be aware that what is said carelessly could also be actualized.
kotoage is not just about focus on the affirmative use of words/speech, but also on avoidance
of unsuitable use.

There is great importance placed on choosing one's words with care, on using appropriate
expressions, and as far as possible, avoiding speaking negatively about things.
This has given rise to the concept of: imikotoba [ ] or taboo words - words one should
refrain from using so as to avoid undesirable consequences.

It is understood that there is a need to be especially vigilant concerning the words that are
used on formal occasions, at momentous events, or in certain pivotal situations so as not to
be inauspicious or bring bad luck as a result of "accidental kotoage" (i.e. the unintentional
invoking of the kotodama residing within the words)
Such awareness and concern as to unintentional / accidental kotoage has also filtered down
into the realm of everyday social belief.
Generally there is the feeling that, even in everyday life, one should refrain from giving voice
to dark or discouraging words. That one should be mindful in one's choice of words so as
not to hurt another's feelings or cause them embarrassment; and that if it is absolutely
necessary to convey a negative message, it should be done in a sensitive, roundabout, and
euphemistic, way.

There are certain phrases to be avoided in certain instances - for example, words alluding to
separation or parting, etc, should not be used in formal toasts or blessings at weddings; and
phrases which might possibly (even in the most indirect way) allude to miscarriage or other
difficulties, must be avoided in any celebratory speeches or toasts relating to pregnancy.

One of the most prominent taboos is that concerning the number four.
The Japanese word for 'four' is commonly pronounced 'shi' (though it can also be
pronounced 'yon' ) however, 'shi' is also the pronunciation of the word written as : which
means 'death'.

So, not only is it considered important in the formal ritualised practice of kotoage to avoid the
use of 'shi' in, say, a prayer, jumon, etc for an sick person, but, in everyday life, there are also
many taboo's relating to its use.

For example, some people will simply refrain from using 'shi' for the number four in any
situation they feel might be important. Hotels, apartment blocks and hospitals may not have a
fourth floor; or a room number four. People will not give gifts consisting of four pieces; and so
on.
And it is not just the word 'shi' itself, but also certain words containing the sound 'shi'.

A person would not send shikuramen (cyclamen) flowers to someone who is ill, or in hospital - as
the name shikuramen contains the sound 'shi', immediately followed by the sound: 'ku' (which can
mean: 'suffering', 'pain', 'distress', 'hardship', 'worry', etc), this latter, only adding to negativity
concerning the word 'shi'.
However, people are also very aware of the beneficial effects of 'good words' and 'good 'speech'.
Even in everyday situations there is emphasis on the intentional use of fortuitous phrases and
expressions - and a sense of the positive kotodama generated by warm, friendly, enthusiastic
greetings.
This awareness of the positive effects of words also finds expression in the context of the
choosing of babies names - and in particular, the choosing of the specific kanji which will be
used to write the baby's name.12
As mentioned previously, Japanese is a language with a very great number of homophones,
and so a person's name can theoretically be written in many, many different ways. As a
result, a great deal of consideration may be given to the choosing of a combination of kanji
which have positive, auspicious meanings, and which, through the power of the kotodama
inherent in those words, may have a beneficial influence on the individual's character, and on
the unfolding, development, and overall flow of their life.

*****

It has already been mentioned how some jumon are understood to possess stronger kotodama
than others.

This holds true not just for complete jumon, but also for all of the individual core syllables, and all of
the other individual syllables which are the basic 'building blocks' of every jumon, every prayer,
every vow, every poem
- ever single word in the Japanese language.

While all the syllables (and therefore all words formed with these syllables) are understood to
possess kotodama power, not all are considered equal in the degree of power they possess (- or
the degree of kotodama-power which can be made manifest by their proper use).

And again, as has already been mentioned when speaking specifically about jumon - when it
comes to working with the individual syllables, (or for that matter, with complete prayers, vows,
'spells', etc), the person intoning them, the level of skill they possess, the way in which the sounds
are used (and even the situation in which they are used), all have a strong bearing on their
effectiveness.
Jumon, prayers, ritual statements etc, elegantly phrased in a particular archaic style of Japanese
(once used for the composing of Imperial proclamations or edicts ) are believed to have particularly
strong 'spirit'.
And a specific jumon, vow, etc, performed at a pivotal point in a person's live - for example, at the
start of a new venture or undertaking, at the birth of a child, or on another special occasion such as
a marriage - is likewise considered to manifest a more powerful kotodama effect than it might if
performed at less signifcant times.

Kotodama manifests when syllables, words and phrases are intoned with spirit - with ki, i.e: with
sincerity, with determination, and/or with passion and feeling when they are intoned
charismatically: with 'emotional content'.13

Part 2:
"REIKI KOTODAMA"
- original Usui technique or latter-day 'add-on'?

___________
NOTES:

1 This is commonly because some of the words are approximations/corruptions of words borrowed from other human languages from other
places or other ages, or the words are considered part of some magical or Divine language only known to an initiated few.

2 Except in one or two rare cases


3 onmyodo is an almost-forgotten form of the 'magico-religious' aspect of Taoism, which was first introduced to Japan in the 6th century.
4 Some believe it is only the Japanese language that holds the power of kotodama
5 Actually 1,080,000 times
6 As well as using kanji, the Japanese language also makes use of two other writing systems: hiragana, and katakana.
Whereas kanji represent ideas, Hiragana and Katakana are phonetic writing systems - their characters representing sounds rather than ideas

7 Sometimes, another, more obscure variation of hiragana - called hentaigana - is used. The characters of hentaigana are also derived from
man'ygana.

8 Different 'traditions' of kotodama gaku focus on different numbers of syllables


9.And this is the direct source of the highly simplistic application of kotodama-principles which have been adopted by several Reiki practitioners,
and which are commonly referred to as: "the Reiki kotodama"

10 .
The Japanese expression arigat gozaimasu ('a-ri-ga-t-go-zai-ma-su') is a polite/formal way to say 'thank you' It can be used to show
appreciation for something that has already occurred, or something yet to occur. In a separate practice, the intoning of 'a-ri-ga-t-go-zai-ma-su'
repeatedly is used to help evoke deep heart-felt gratitude (kansha) for all that is good in one's life.

11 tanka is what is commonly called waka poetry (originally tanka was only one of several different forms of waka). hokku is an even shorter
form of poetry, commonly known by the modern name: haiku

12 And not just babies names, but also names for new business ventures, spiritual organisations, and even pop or rock groups.
13 Kotodama also manifests when words/syllables are written with spirit/ki; and so, closely associated with the 'intoning' element of the
discipline is a calligraphic (, shod) practice of drawing/writing individual characters and complete phrases,etc, with spirit/ki . However, this
does not have to be done with 'brush and ink'. Characters can be traced in the air (for example,) with the hand, or with the eyes, or with the
breath. (Think Reiki Symbols) .
This particular element of the process of evoking of the power of kotodama is pertinent when it comes to why so many people do not seem to
'get' the power and importance of the Reiki Symbols. While they may have learnt the symbol shapes, and even the correct order and direction of
the strokes with which each symbol is written, they simply have not learnt how to write them - with spirit, with ki.
MORE ON THE REIKI SYMBOLS...
Copyright 2006 James Deacon
[Latest addition: May.15 2007]
# Which came first - symbols or kotodama?
Some versions of the 'new' history of Reiki would have us believe that the four symbols were not part of
Usui-sensei's system in the early days - and that the functions within the Reiki system now ascribed to the
four symbols, were originally ascribed to four mantra-like utterances derived form the practice known as
kotodama.
But how plausable is this theory?
Let us consider, for example, the symbols HSZSN and DKM.
We must remember that the distance and master symbols are not 'symbols' in the abstract sense
( i.e.'glyphs'), but are rather, are actual phrases written in Japanese calligraphy, and these particular pieces
of calligraphy read, respectively, as the words hon sha ze sho nen and dai ko myo.
Now in the kotodama-derived practice, which it has been claimed predated the introduction of the symbols,
the 'phonomes' or sylables uttered with the intent of producing the effects more commonly associated with
the distance and master 'calligraphy-symbols' are actually modifications of the phrases HSZSN and DKM
themselves [hon sha ze sho nen has been 'deconstructed'/reduced to 'ho a ze ho ne', and dai ko myo to 'ai
ku yo']
Thus, can we not infer from this that, the HSZSN and DKM 'symbols' must have come first (- in order that the
phrases could later be modified in order to produce the forms used in the kotodama-style practice)?

# Symbols only introduced to help people feel the 'energy'

Some other versions of the 'new' history of Reiki, would also have us believe that the four symbols were not
part of Usui-sensei's system in the early days (- no mention of kotodama here!)
This time, we are asked to believe that the symbols were supposedly introduced at a later date simply as a
medium through which to assist people - primarily the Naval contingent who had joined (and to all intents and
purposes, taken over) Usui-sensei's dojo - who were apparently having difficulty feeling the 'energy' .
But how likely is this?
Three of the Reiki symbols are derived from Buddhist symbols.
So just how well would this have gone down with the Imperial Navy - Usui-sensei utalising a set of essentially
Buddhist symbols to aid the Navy - an instrument of an overtly Shinto-centred state - to practice healing?

# On not keeping the symbols and their mantras/names secret


The four Usui Reiki symbols are indeed considered Sacred by many of us - but sacred is not the same as
secret.
And, I feel, it is important to remember that while many westerners tend to think of the Reiki 'symbols' as
being four arcane, mystical 'glyphs', two of the four are simply words written in Japanese kanji (Chinese
Characters)
There are many thousands of kanji characters - some highly obscure & only very rarely used; however every
Second Grade student in Japan is expected to be familiar with the three kanji: dai, ko and myo.
So if every Second Grader is familiar with the kanji for 'DKM' - how can we claim DKM is secret?
And every Fourth Grade student in Japan is expected to be familiar with all the kanji used to write HSZSN
In a similar vein, the suggestion that the symbol's Japanese 'names' should not be spoken out loud in public
is a bit like suggesting, for example, that English-speakers should not be permitted to speak the everyday
words 'great bright light' (DKM).
In fact, some years back the phrase 'DKM' (- a big/great bright light) was apparently used as part of an
advertising slogan for a Japanese company selling Flashlights!
Further, I feel we also have to remember that the symbols/their names are not exclusively the 'property' of
Reiki
For example:
It is generally accepted that the SHK symbol is essentially a poorly rendered version of the Buddhist 'seed
symbol' Kiriku (pronounced somewhere between K'rik and K'lik in Japanese)
Now while Kiriku is a Sacred symbol (being the 'spiritual emblem' of both Amida Butsu and Senju Kannon
Bosatsu) and has secret significance to those initiated in the Mikkyo (esoteric) traditions within Buddhism,
the symbol itself is not secret. In fact it is to be found on public display all over Japan.
The DKM also has central significance within the religious group known as Shumei (founded by Mokichi
Okada - originator of the healing practice called Johrei ). As a sacred Shumei symbol, is openly on display in
Shumei centres.
DKM is also of great importance in the practice of Johrei itself - particularly in relation to the ohikari or
'focussing pendant' used at the third level of this healing practice.
The term Choku rei [though perhaps not the symbol itself] is an important concept in the beliefs of both the
Byakk Shinkkai and the Omoto kyo spiritual groups [though the Omoto kyo primarily use the alternative
'reading' of the Choku rei kanji: Nao Hi]
And as for the HSZSN - a version of it even crops up in historical 'magical charms' used by the Ninja !
# CKR - a Buddhist Symbol?
I have heard several people asserting that the CKR is a Buddhist symbol, however I have never found any
evidence to suggest that the CHR symbol has ever been used in Buddhism (yes of course, there are
variations on the spiral pattern that is part of CKR used in Buddhist symbolism, but not the complete CKR
itself)

# The Symbols and the Initiation process


In the initiations as used and taught by Takata-sensei, the symbols were used oh so sparingly compared to
the way many people use them today.

For whatever reasons, many people - including several of the '22' - have felt the need to modify Takata-
sensei's initiation process.
Many versions of initiation/attunement process now call for all four symbols to be used in passing each level
of Reiki.
However Takata-sensei taught that only certain symbols were used at each level. Most importantly, the DKM
was only written during the level 3 attunement. Only its mantra was used in passing the level 1 and 2
initiations.
I personally feel it is down to issues of insecurity on the part of several early post-Takata 'masters' (not
trusting in the inherent power of each symbol and the need only to use it as Takata-sensei had taught) that
we've ended up with people using all the symbols at all the levels. A case of 'Belt and Braces' gone mad!

# The Symbols and different 'energies within Reiki'?


In Takata-sensei's day the symbols had very specific proposes:
There was one symbol to focus, concentrate and intensify the effect of Reiki; another, to facilitate the healing
of psychological issues; yet another, to form a temporary meditative connection between Practitioner and
Client at a distance; and finally, one solely for use in initiating Reiki Masters.
Reiki was understood as a single, unified, integrated energy. There was never any talk - never any concept -
of the symbols either representing, or connecting the Practitioner or Client to, different 'energies within Reiki'
or - as it is sometimes expressed - different aspects or qualities of the Reiki energy.
This idea of the symbols being linked to different energies, or different aspects or qualities of the energy, was
one of the many new perceptions which developed within western Reiki in the years after Takata-sensei's
passing.
And gradually, as various forms of western Reiki were imported into Japan, this thoroughly modern, western
'New Age' perception of the symbols also found its way into the newly-evolving Japanese Reiki, and it was
not long before we were being asked to believe that not only was this in fact an original Japanese perception,
but that this was the primary reason why Usui-sensei had introduced the symbols into Reiki in the first place:
to assist certain students in differentiating between the various different aspects or qualities - the various
'energies within Reiki' ...!!

# 'Symbol 1', 'Symbol 2', etc...?


Hiroshi Doi received his initial western-style Reiki training from Mieko Mitsui (though apparently later, he
'remembered' that he had actually received Japanese Reiki training - albeit by a different name - from a
Japanese practitioner some years prior to meeting Mitsui!)
Due to the nature of the teaching structure in the form of Reiki taught and practiced by Mieko Mitsui
(variously known as Authentic Reiki, Real Reiki or The Radiance Technique), she herself was only qualified
to teach levels 1 and 2 in the art.
In this particular form of Reiki, at level 2 the student was taught the standard three symbols, however, unlike
in the more familiar Usui Shiki Ryoho, at this level, the symbol's names/mantras were not taught (this being
something reserved for a higher level in the system). Instead, the symbols which were referred to as 'cosmic
patterns' were simply identified by numbers. Quite probably, none of Mitsui's level 2 students (including
Hiroshi Doi) would have even been aware that the symbols had names/mantras.

Is it mere coincidence then, that later, when Hiroshi Doi claimed to have made contact with the 'original' Usui
Reiki Society, he also claimed (for a while at least) that in this 'secret' Reiki organisation, the symbols were
referred to, not by names, but simply as 'Symbol 1', 'Symbol 2', etc...?
REIKI SYMBOLS
- Facts, Fiction or 'Japanese Whispers'?
Copyright 2008 James Deacon

Probably most people have now heard the often-repeated story of how, supposedly, in the beginning Usui-
sensei did not teach the use of symbols to his students - that the symbols were something he added to the
system later in it's development, in order - it is suggested - to help students feel and differentiate between
certain aspects of the 'energy'.
Of course the story could be true. [And this would be a very short article.]
However, it has on occasion been suggested that this story is simply a modern fiction - an attempt at creating
a piece of 'supporting testimony' intended to lend weight to the views held by some within the Reiki
Community who would wish to eradicate use of the symbols from the discipline entirely.
Usually the thinking is expressed something along the lines of "Well, if the symbols weren't part of the
original system they can't be that important - can't really be all that relevant -can they? So lets just ditch 'em!"

[- and, I feel, comments to this effect are probably often followed by the silent thought: "Afterall, I never could
quite get the hang of remembering how to draw them complicated little ****ers!]
Strangely, several of those people in the pro-"ditch the symbols" camp, also claim that Reiki has its origins
strongly rooted in Esoteric (Mikkyo) Buddhist practice. [It would seem such people are completely oblivious
as to the essential and empowering role of symbols (to effect both 'this-worldly' and 'other-worldly' healing
and transformation) within the Mikkyo traditions...!]
So, the story that the symbols were something Usui-sensei added to the system later in it's development:
Truth? Fiction?
There is of course another option - that the story has its basis in some sort of fact, yet due to a mild case of
'Chinese Whispers' (or in this instance 'Japanese Whispers' !) it has become ever so slightly confused on its
journey down through the years to us.
What if the original story - the fact behind the whispers - rather than stating that the symbols were something
only introduced to the system later in it's development, simply actually spoke of how the symbols were
something only introduced to the student at a later stage in their development?

We often hear how, in Takata-sensei's day, the symbols were considered something to be kept secret. [1]

However, it may be more correct to say that rather than it being just a matter of simply not letting non Level 2
Reiki folk see the symbols - it was a case that even the very fact that there were symbols at all was to be
kept secret.
Not only were the symbols not shown to, or even discussed with, Level 1 students, the very existence of
symbols was not even mentioned.

While the symbols were obviously used by Takata-sensei as part of the Reiki initiations (though, of course,
not all symbols were used in every level initiation), it was not until Level 2 that the symbols, their form and
usage, were introduced to the student as part of their training.
It may well be that the primary reason for wanting to keep the symbols (/their very existence), secret from
those doing Level 1 training, was to keep the student's focus 'in the present moment'; rather than fueling their
curiosity, imagination, and impatience to move on to 'higher' things - when they had not yet even learnt and
integrated the basics of what the system had to offer at the earliest stages of training

Likewise, the Level 2 student, having been introduced to the three symbols at that level, was not informed
about the fourth symbol.
It was only on being accepted as a level 3 [2] student that the existence of this final symbol was revealed.

Jump back now to the 1920's...


From several different sources, there have been several somewhat different accounts as to the level-
structure within Usui-sensei's system in the early years.
However, we know from the Question and Answer section of the Usui Reiki Ryoho Hikkei, that Usui-sensei
divided training into three (main [3]) tiers or levels: Shoden, Okuden, and Shinpiden
And while some of the developmental and therapeutic practices taught at each of these levels may not have
survived intact - essentially, this training structure was very similar to the "Level 1, Level 2, Master Level"
structure most of us in the West are familiar with via Takata-sensei's teachings.
It is said that Usui-sensei's students numbered somewhere in the region of two thousand, with the greater
majority of these being Shoden level.
Far fewer would have received training at Okuden; and we are told, less than 20 received Shinpiden level -
i.e. became Teachers.
As we have seen, in Takata-sensei's day, even the very existence of the symbols was kept secret from Level
1 students; and it is fair to assume that it would have been no different with Usui-sensei's Shoden level
students.
In discussing their training and practice amongst themselves, or - should they be tempted to - in sharing
information about the system with family, friends or even outsiders, there would be no knowledge of symbols
- only mindfulness in applying 'hands that bring healing'.
As far as these Shoden level students would be aware, there were no symbols used in this therapeutic art.
Likewise, those students who had reached the next stage in their development - the Okuden level - would
only be aware of there being three symbols - would not have even heard of there being a fourth.

Which leads to the question - the sources who claim that "originally there were no symbols in Reiki"
- is it simply that their information comes (however indirectly) from students who never progressed beyond
Shoden level training?

And for that matter - the sources who more recently have begun to claim that "there were only ever three
symbols in Reiki, not four"
- is it simply that their information comes (however indirectly) from students who never progressed beyond
Okuden level training?
_______
NOTES:

[1]
While the four Usui symbols are considered by many of us to be Sacred (or at least, of sacred significance), ever since two of
the symbols were first revealed in a Reiki book: 'The Challenge To Teach Reiki' by A.J. MacKenzie Clay, (published in 1992), the
belief in the need to keep them secret is no longer generally considered relevant.

[2]
Or as Takata-sensei had called it [on the certificates she issued] the 'Advanced' level.

[3]
Though it would seem that these levels may have themselves been divided into a number of subsections at different periods
over the short few years during which Usui-sensei taught his system
KOTODAMA GAKU & THE 'UNFOLDING' OF JUMON
Copyright 2010 James Deacon

[This article is actually 'part 3' of the article: 'Mantra', 'jumon', & 'kotodama' and is intended to be read in
conjunction with it,]

From the outset, I must make it absolutely clear that this process of "the unfolding of jumon"
detailed below in NOT an original Usui technique.
Some time ago, when researching into certain Japanese esoteric practices, I noticed albeit
superficial parallels between what is being taught as "the Reiki kotodama" and elements of
jumon-related empowerment techniques found within particular branches of the mikkyo
tradition.

As an experiment, I decided to adapt these elements of jumon discipline to fit a Reiki-related


framework, to discover just what level of beneficial effects this practice might have in relation
to enhancing/augmenting the 'kotodama power' which lies beneath the surface of the four
jumon familiar to many reiki practitioners.
In a later part of this article, I will discuss - amongst other things:

further levels of deepening the connection with the kotodama power invoked by the first
jumon,
working with the remaining three jumon
the process of integrating each jumon with its associated shirushi, as well as how to correctly
write/draw shurishi with 'spirit'.

I will also look at the mikkyo-related sources from which the elements of this technique were
derived.
But for now, I will simply "dive right in" and give a description of the first element of the
practice, as it applies to the 'unfolding' of the first jumon; and also look briefly at some levels
of meaning 'hidden' within the jumon.

A method for the 'unfolding' of jumon, and enhancing / augmenting the 'kotodama
power'

Begin with intonation of the following sequence of individual vowel-sounds: . . . .


that is: i . o . u . e . i

I - vocalised as the ee in 'sleep'


O - vocalised as the o in 'comb'
U - vocalised as the ue in 'blue'
E - vocalised as the e in 'pen'
I - vocalised as the ee in 'sleep'
Take a moment and get the correct sound of each vowel clear in your thoughts.
Pronounce the sequence slowly perhaps initially voicing each vowel-sound for 2 to 3 seconds -
with perhaps a 2 second gap between each one.1

[Perhaps it is helpful to view this initial element of the technique as being on a par with the 'vocal
warm up' exercises done by a singer prior to giving a performance.]
The sequence should be pronounced with one single breath.
Take a relaxed, full, deep in-breath. Naturally breathe out a little as you pronounce the first sound,
then gently hold the breath as you pause momentarily before pronouncing the next sound. Again,
breathe out naturally as you pronounce the next sound - gently holding the breath as you pause -
and so on:
i . o . u . e. i
It may take a little practice to achieve this comfortably - especially if you are not accustomed to
'breathwork', or if you have any form of breathing difficulties.[in this latter case, the technique might
not be suitable for you - use your own judgement and common sense].

It is important that your breathing is relaxed, not forced, not rigidly controlled.

If initially you feel you cannot hold enough air in your lungs to comfortably complete the process,
reduce the pronunciation-time and also the duration of the pause. With regular, gentle practice, you
will find that you are able to increase the pronunciation-time and pause duration.

If, on completion of the final sound, you find you still have a reasonable ammount of air in your
lungs, simply continue to breathe out naturally, before slowly inhaling another full, deep relaxed
breath, and repeating the process again...

After a few minutes of repetition, you can then begin the process of 'unfolding' the vowel-sounds
into syllable-sounds:
[As you do so, notice any physical sensations you may be experiencing & any thoughts, images,
sounds, feelings that arise within...]
The first i 'unfolds' to become chi:
So, once more take a relaxed, full, deep in-breath. Breathe out a little as you pronounce this first
sound: chi, then gently hold the breath as you pause momentarily before pronouncing the next
sound: "o" - and so on:
chi . o . u . e . i
Intone this for a few minutes. And when you are ready, continue with the unfolding process:
now, o unfolds to become yo:
chi . yo . u . e . i
After a few minutes intoning this, the u unfolds to become ku:
chi . yo . ku . e . i
And when you feel ready, e unfolds to become re:
chi . yo . ku . re . i
Next, chi and yo run together to become "chi-yo":
chi-yo . ku . re . i
then they merge fully to become "ch'o":
ch'o . ku . re . i
Important note:
From this point on, the u in ku falls almost (though not completely) silent
"ch'o and ku run together to become "ch'o-k(u)":
ch'o-k(u) . re . i
and finally, re and i run together to become re-i:

And so, the unfolding process is complete and the full jumon is revealed:
CH'O-K(u) RE-I
Continue to intone the full jumon for a few minutes or as long as you feel inclined.

Complete sequence of unfolding:

i . o . u . e . i ....

chi . o . u . e . i ....

chi . yo . u . e . i. ....
chi . yo . ku . e . i.
....
chi . yo . ku . re . i.
....
chi-yo . ku . re . i
chi'yo . ku . re . i - . . .

cho-k(u) . re . i . . .

CHO-K(u) RE-I . .

Remember, from the point where "ch'o" and "ku" run together to become "ch'o-k(u)", the "u"
falls almost silent - as in the correct pronunciation of the full jumon itself: "CH'O-K(u) RE-I.

In the intoning of jumon, effort should be made to attempt to achieve accurate pronunciation.
In the case of choku rei, it is particularly important to be mindful that there is no true 'r' sound in
Japanese.
On occasion, the letter 'l' has also been used to represent the actual Japanese sound represented
here by the letter 'r'.
For example, the word we now write as 'Reiki', Takata-sensei wrote as 'Leiki'; however, neither is
quite right (there just isn't an accurate way of representing the Japanese word-sound using the
letters of the English alphabet)
The actual sound identified by 'r' in transliteration is pronounced with the tip of the tongue and is
essentially a blending of 'r' & 'l'.
In pronouncing 'l' (lah, leh, lih, loh, luh) your tongue briefly touches the alveolar ridge region of the
gum behind your front teeth.
As a general guide, to pronounce the Japanese sound rendered as "r", essentially pronounce the 'l'
sound, - tongue touching the ridge behind your teeth - but broaden your tongue so as to achieve as
sound somewhere between the English 'I' and 'r' sounds. [Do not 'roll' the sound as is often done
with 'r'.]
Sometimes, depending on how the tongue is positioned, the sound produced may be perceived to
be somewhere between the English 'I' and 'd'.
"RE-I" pronounced as a cross between 'Ray' & 'Lay' - but with the slightest imaginable 'echoing' of
the Y:
RAY-y
*****
A brief look at some levels of meaning 'hidden' within the jumon: choku rei.

[coming soon]

NOTES:

1 In time you must come to find your own rhythm, your own tempo, just as you must also find your own unique tone - the tone that
expresses your own true essence...
THE USUI TREATMENT GUIDE(LINES)
Copyright 2003 James Deacon

The Usui Treatment Guide or Usui Ryoho Shishin is part of a brief document: The Usui Reiki Hikkei, which
was compiled in the 1970's by Kimiko Koyama, sixth kaicho (president / chairman) of the Usui Reiki Ryoho
Gakkai.

The Treatment Guide was purportedly written by Usui-Sensei himself.

Though it has on more than one occasion been suggested that the Treatment Guide itself may have actually
been compiled by Chujiro Hayashi on Usui-Sensei's behalf, and it does bear similarities to Hayashi-Sensei's
own Treatment Guide.
(Yet another theory is that the Usui Ryoho Shishin is in fact only slightly older than the 1970's compilation it is
part of)
Usui-Sensei is said by some to have given copies of his Ryoho Shishin to all of his students.

The Treatment Guide as it appears in the Usui Reiki Hikkei is divided into 11 sections or 'chapters' and is, as
the name suggests, simply a guide - a brief series of prompts as to suitable areas for topical treatment.

It seems to have been intended primarily for first level students, as more advanced level students would
have been expected to have developed the levels of sensitivity necessary to determine areas for topical
treatment by means of Byosen, and Reiji.
Since author and Reiki Teacher Frank Petter received a printed copy of the Usui Reiki Hikkei from Tsutomu
Oishi in 1997, several other researchers have also managed to locate copies from other sources and
produce translations.

However. as the Treatment Guide section of the Hikkei is essentially just a wordlist, there is little variation
between one translation and another.

One point commented on by many people used to working with the Chakra-based treatment practices found
in many Western forms of Reiki is that in the Treatment Guide, there is absolutely no reference to the chakra
system of energy-anatomy...

[I would also draw attention to the occasional and, perhaps, unexpected use of Cervical, Thoracic and
Lumbar vertebrae as references for hand-placement.]
The Usui Reiki Treatment Guide
English Version, Copyright 2003 James Deacon
Translation (especially for AETW.org) by Jiro Kozuki
Section 1: Basic treatment of specific body parts.

Head - Treat: General head area, forehead (at hairline), temples, back of the head, throat [or back of neck],
crown; stomach & intestines.

Lowering Fever -Treat: Head positions - let the hands rest on the head for some time, treat the source of the
illness/disease itself.

Eyes - Treat: Eyes, point between the eyes, inner eye corner (tear duct), between outer eye corner and
temples, cervical vertebrae C1, C2, C3.

Nose - Nasal bone, sides of nose, throat [or back of neck], between eyebrows, cervical vertebrae C1, C2,
C3.
Ear - Ear canal, front part and back part of ear, cervical vertebrae C1, cartilage in auricle

Mouth - Cover mouth without touching lips.

Tongue - Top of tongue, root of the tongue

Throat - Thyroid cartridge, throat [or back of neck]

Lung - Lung area, between shoulder blades, thoracic vertebrae T2, T3, T4, T5 T6.

Heart - Heart area, cervical vertebrae C5, C6, C7. thoracic vertebrae T1, T2, T3, T4, T5.

Liver - Liver area, thoracic vertebrae T8, T9, T10. (especially right side of body),
Stomach - Stomach area, thoracic vertebrae T4, T6, T7, T8, T9, T10

Intestine - Ascending, transverse & descending colon areas, small intestine


area, thoracic vertebrae T6, T7, T8, T9, T10, lumbar vertebrae L2, L3, L4, L5, buttocks.

Bladder - Bladder area, lumbar vertebrae L4, L5.

Uterus - Uterus area and both sides of it, thoracic vertebrae T9, T10, T11, T12,
lumbar vertebrae L1, L2, L3, L4, L5, sacrum, coccyx.
Kidney - Kidney area, thoracic vertebrae T11, T12
Back - Half Body Treatment: neck tendons & muscles, shoulders, back muscles, both sides of the spinal
column, lumbar region, hips
Abdomen - Left hand on seika tanden right on back at same level. Visualise all toxins leaving the body

Section 2: Nerve Disorders

Neurasthenia (Nervous Weakness) - General head area, eye, heart, stomach, intestines, genitals, affected
area, 'half body' treatment, treat the source of the illness/disease itself.

Hysteria - General head area, eye, heart, stomach, intestines, genitals, affected area, 'half body' treatment,
treat the source of the illness/disease itself.

Cerebral Anaemia - Head, stomach and intestine, heart.

Cerebral Vascular Congestion - Head, stomach and intestines, heart.

Meningitis - Head, stomach and intestines, heart.

Encephalitis - Head, stomach and intestines, heart.

Headache - Head area (primarily temples)

Insomnia - Head area (primarily back of head)

Dizziness / balance problems - Head area (primarily forehead/hairline)

Cerebral Apoplexy (palsy)/haemorrhage - Head area (primarily affected side) heart, stomach and
intestines, kidneys, paralysed area.

Epilepsy - General head area, stomach and intestines

St Vitus Dance (Chorea) - General head area, heart, affected areas, palms, soles of feet, 'half body'
treatment

Bulging Eyes - General head area, eye, thyroid, heart, uterus, 'half body' treatment

Neuralgia, Paralysis - General head area, stomach and intestines (to regulate
bowel movement) affected areas

Hiccups - Diaphragm, forehead, cervical vertebrae C3, C4, C5

Aphasia - Forehead and temples, (primarily left hand side), throat area.

Writers cramp - General head area, elbow, thumb

Tinnitus - General head area, ears

Section 3: Disorders of the Respiratory system


Bronchitis - Bronchial tubes, windpipe
Coughing - Throat, chest area, affected areas

Asthma - General head area, chest area, point below base of sternum, heart, throat, nose

Tuberculosis of the lungs - General head area, affected area of lungs, stomach and intestines, heart, seika
tanden
Pleurisy - General head area, affected area, stomach and intestines, seika tanden
Pneumonia - General head area, heart, affected area, seika tanden

Bronchial Haemorrhage / Hemoptysis - Affected lung area


Nose Bleed - Nose
Ozena (wasting of the bony ridges & mucous membranes in nose) - Nose, centre of forehead or middle of
upper lip

Section 4: Digestive System Diseases


Diseases of Oesophagus - Oesophagus, point beneath base of sternum, stomach, intestines

Stomach diseases:
Gastritis, gastric ulcers, stomach cancer, stomach pain, gastroptosis, gastrectasis - General head
area, point beneath base of sternum, stomach and intestines

Enteritis (Inflammation of the intestine) - intestinal ulcers, diarrhoea, constipation, etc - Stomach and
intestines

Appendicitis - Affected area, head area, stomach and intestines


Intestinal Parasites - General head area, intestines, stomach

Haemorrhoids - Anus

Abdominal Oedema / Hydroperitoneum - Head area, abdomen

Peritonitis - General head area, affected area, seika tanden

Hepatitis (Jaundice) - General head area, stomach, intestines, liver, heart

Gallstones - Liver (where pain is), stomach and intestines

Hernia - Affected area (herniated protrusion), abdomen, genitals

Section 5: Cardiovascular-Circulatory Diseases

Myocarditis (inflammation of the heart muscle) - General head area, heart, liver, kidneys, bladder
Endocarditis (inflammation of the heart membranes) - Heart

Dropsy, Oedema - Heart, liver, kidneys, bladder

Calcification of the arteries (Arteriosclerosis) - General head area, heart, kidneys, stomach and intestines,
seika tanden

Chronic High Blood Pressure - General head area, heart, kidneys, stomach and intestines, seika tanden

Pectoral angina - Head, heart, stomach and intestines, area of pain


Beriberi and resulting cardiac failure - Heart, stomach and intestines, affected region of legs

Section 6: Haematic & Metabolic Disorders

Anaemia - Treat origin of disease, head, heart, stomach and intestines, give 'half body' (back) treatment

Purpura (bleeding through skin) - General head area, heart, kidneys, stomach and intestine, affected region,
seika tanden

Scurvy - General head area, lung area, heart, kidneys, stomach and
intestines, half body treatment, seika tanden

Diabetes - General head area, heart, liver, pancreas, stomach and intestine,
kidneys, bladder, half body treatment, upward 'brushing' of spinal column

Obesity - Heart, kidneys, stomach and intestines, half body treatment

Gout - Heart, kidney, bladder, stomach and intestines, seika tanden, painful area

Heat Stroke - General head area, heart, chest area, stomach and intestines, kidneys, seika tanden

Section 7: Urinary Diseases


Nephritis (inflammation of the kidneys) - Kidneys, heart, bladder, stomach and intestines

Pyelitis - Kidneys, bladder, seika tanden

Kidney Stones - Kidneys, stomach, intestines, bladder, painful area

Uraemia/Urosepsis - General head area, eyes, stomach, intestines, heart, kidneys, bladder, seika tanden

Cystitis (bladder inflammation) - Kidneys, bladder

Bladder Stones - Kidneys, bladder, painful area

Bed Wetting - General head area, crown, bladder, kidneys

Anuria (where due to swollen prostate) - Kidney, bladder, urethra

Section 8: Surgical and Dermatological Disorders

Wounds - Injured area - treat non-contact till pain dissipates

Burns - Affected Area


Bruises, Sprains - Affected area

Inflammation of Lymph Nodes - Affected areas, seika tanden

Fractures/Broken bones - Affected area - through cast/bandages/splints

Splinters - Affected area

Dislocations - Affected area

Periostitis (inflammation of the surface of the bone), Osteitis (inflammation of the bone), Arthritis, Muscle
inflammation - Affected area, seika tanden

Muscular Rheumatism - General head area, painful area, stomach, intestines, (to regulate the bowel
movements)

Spinal Tuberculosis - General head area, painful/affected area, seika tanden

Scoliosis - Affected area

Spinal Syphilis - General head area, seika tanden, painful/affected area

Dizziness, Fainting, Unconsciousness - General head area, heart. If Unconsciousness is due to partial
drowning - expel water from lungs before treating

Swellings, Rashes, Skin tumours - Seika tanden, affected area

Nettle Rash, Allergy - Stomach, intestines, seika tanden, affected area

Hair loss - General head area, stomach, intestines, affected area, seika tanden
Leprosy (Hansen's Disease) - General head area, stomach, intestines, seika tanden, affected area, half
body treatment

Syphilis - General head area, stomach, intestines, seika tanden, affected area

Section 9: Childhood Diseases

Night Crying - General head area, stomach & intestines

Measles - General head area, stomach & intestines, heart, rash area
German Measles - General head area, stomach & intestines, heart, rash area
Whooping Cough (Petussis) - General head area, stomach & intestines, heart, lungs, throat, point beneath
base of sternum

Polio - General head area, stomach & intestines, spinal column, areas of weakness /full or partial paralysis

Tonsillitis - Affected area

Section 10: Gynaecological Issues

Diseases in the Uterus - Uterus area

Throughout Pregnancy - Treating the Uterus will ensure healthy foetal development, and an easy birth
The Birthing Process - Sacrum, abdomen area

Morning Sickness - General head area, uterus, stomach, intestines, point beneath base of sternum

Mammary Sensitivity / disorders - Breasts

Extra Uterine Pregnancy - General head area, uterus, painful area

Section 11: Contagious Diseases

Typhoid Fever - General head area, heart, stomach & intestines, pancreas, seika tanden
Paratyphus - General head area, heart, stomach & intestines, pancreas, seika tanden

Dysentery - General head area, heart, stomach & intestines, seika tanden

Infant Dysentery - General head area, heart, stomach & intestines, seika tanden

Diphtheria - General head area, throat, heart, stomach & intestines,


kidneys, seika tanden, (treatment to be used in conjunction with anti-diphtheria serum)

Cholera - General head area, stomach & intestines, heart, seika tanden

Scarlet Fever - General head area, mouth, throat, heart, stomach & intestines,
kidneys, seika tanden, affected (reddened) area

Influenza - General head area, heart, lungs, stomach & intestines, seika tanden, half body treatment, painful
area

Epidemic
Cerebrospinal
Meningitis - General head area, back of neck, eyes heart, stomach & intestines,
kidneys, bladder, spinal cord, (primarily cervical vertebrae), seika tanden, paralysed / stiff area

Malaria - General head area, heart, stomach, intestines, liver, pancreas, seika
tanden. Best if treatment given at least an hour before onset of fever

Erysipelas (St. Anthony's Fire) - General head area, heart area, stomach, intestines, seika tanden, affected
area

Lockjaw (Tetanus) - General head area, heart area, stomach, intestines, seika tanden, wound area, painful
area.
A 1928 REIKI ARTICLE BY SHOU MATSUI
Copyright 2003 James Deacon

"A Palm-Healing Treatment to Cure Diseases " by Shou Matsui


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Shou Matsui (1870 - 1933) had worked as a journalist before becoming well-known as a playwright and
drama teacher, and supporter of the traditional form of Japanese Theatre called Kabuki. He was also one of
Chujiro Hayashi's Reiki students.
Even as a playwright Mr. Matsui continued to write articles and reviews, etc, including one particular Reiki-
promoting piece, published in the 'Nichiyoubi Mainichi' [Sunday Every Day] Magazine, on March 4th, 1928.
In response to a request from a reader who wrote:
I would like to learn about the treatment introduced in the book presentation by Shou Matsui in the 'Mainichi'
on January 30th.
Mr. Matsui responds:

"I am pleased to discuss this method.


This cure-all treatment is called "Reiki Ryoho" and is practiced by an elite group of people. It was created, or
rather founded, by Sensei Mikao Usui who passed away a few years ago. Currently, his students have
clinics where they practice healing and train others in Reiki Ryoho. Although remarkable in its effectiveness,
not many people are familiar with this treatment. Sensei Mikao Usui did not like to advertise Reiki Ryoho and
so his students are also hesitant in publicising it."
Mr. Matsui goes on to say that he really can't see why they don't make an effort to publicise Reiki Ryoho. He
comments about how various religions proclaim and spread their teachings - speaks of the positive use of
propaganda and how if the truth can make people happy then it should be a persons duty to spread the truth.
He continues:
"So it is that when asked, I always promote this Reiki Ryoho in a positive way. I will write about it if asked.
Yet my doing so attracts criticism from other Reiki Ryoho practitioners. I do think it is a shame to refrain from
publicising such a great healing technique. It is a both a moral and a social shame and I am always pleased
to promote it."
Mr. Matsui continues to explain that he wouldn't like readers or other journalists to get the wrong impression.
He does not want people to think that the reason Reiki Ryoho practitioners generally do not promote their art
is because it is all sham and trickery.
"So, I will take on the responsibility and promote the truth about Reiki, both for the sake of the art and for the
sake of those who are suffering. In writing this, I am acting on my own - these are my thoughts, and I am
responsible for them, this has nothing to do with other Reiki Ryoho practitioners. I find I am so excited about
this treatment that I can hardly concentrate on scriptwriting since having learned how to use it."
It is, Mr. Matsui says, his desire to promote Reiki Ryoho far and wide, so that not only the Japanese people,
but people all over the world will be free from disease, know excellent health and be much happier.
Yet in the same breath, he mentions how in the years since Reiki Ryoho was first developed by Mikao Usui,
only a handful of clinics have actually been established to provide this wonderful treatment.

Mr. Matsui goes on to speak about how he was initiated into Reiki by Chujiro Hayashi - a warm-hearted yet
serious man, according to Matsui - one who seemed as if he had been destined from birth to work with Reiki.
He mentions that Chujiro Hayashi gives Reiki treatments to clients in the morning, and teaches Reiki Ryoho
for five days each month.
He then goes on to explain that, because there are numerous other treatment methods and sects which have
the syllable 'Rei' in their name, many people incorrectly assume Reiki Ryoho is connected with these other
groups. [Note: in the early part of the 20th C, several such groups were viewed with suspicion due to
supposed 'cultist' behaviour] And, as Reiki Ryoho practitioners are unwilling to speak out and clarify their
beliefs and position, it is little wonder that this much-needed treatment style has not grown in popularity.

"I would like to state that, of all the treatment methods I have encountered, Reiki Ryoho is the most effective
and the most unique. It can really heal, whatever the disorder. People ask: 'is Reiki Ryoho effective in
dealing with psychological disorders?' Yes it is, and it can also heal all manner of internal diseases and
external injuries as well. Intestinal problems, burns, rheumatism, nervous problems - the lot!"
Reiki Ryoho, Mr. Matsui explains, is considered a spiritual technique - as the "Rei" part of the name
suggests. However, he himself considers it to be a very practical, physical technique.

Mr. Matsui says he bases this belief on his personal experience, having successfully treating more than a
hundred patients. He says that some people put the effects of Reiki Ryoho on a par with the miracle healings
of Jesus, but that he, Matsui, is simply a normal, practical-minded, and common person - not a great person,
not a man of great character. He does claim to be 'spiritually advanced'.
To him, Reiki Ryoho is not something supernatural, but a natural, physiological treatment method.
He then goes on to give some examples of disorders he has treated, explaining that he has effected many
such healings which, though seemingly miraculous, are simply the result of applying a practical treatment
(Reiki Ryoho) which stimulates the body's self-healing mechanisms.

Explaining how he gives treatment, Mr. Matsui says:


"I simply place my hands on the affected part. I don't push or pat. To me, this is the interesting point about
this healing method. I scan the patient's whole body, sense the source of the disorder, treat that area, and
the healing effect is dramatic. I can discover the source of disease because I will feel pain when I place my
hands there. Depending on the disorder, the intensity of pain differs, but I am not sure of the precise
relationship between the condition of the disorder and the intensity of pain felt. I don't just feel this pain in my
hands at the point indicated by the patient, I also feel it at the point which is the source of disease, so I can
find the treatment point easily. Unlike doctors, I do not need the patient to tell me where and how they
experience their disorder. Patients may be suspicious about my treatment, but no matter, within thirty
minutes to two hours their condition will undergo a noticeable change.
As an example, take a man with serious heart disease. His pulse is 85 beats per minute and he feels pain in
the heart. His doctor says there is cardiovascular constriction. Yet I don't feel any pain in my palms when I
place my hands over his heart. But as I move down to the area of the stomach, the intestines, and the
kidneys, I experience sensations of pain and so I give Reiki treatment to these areas. In a short time his
condition improves.
So why is the heart condition healed? And why do the healer's hands experience pain? These are important
questions. It really is a mystery how disorders which the doctor has given up on can be healed by laying
hands on the body. While it cannot be truly explained, it is generally seen as a spiritual phenomenon.
In my opinion, the blood circulation in my hands has increased since I was initiated by Mr. Hayashi.
I am unable to reveal Mr. Hayashi's teaching method and initiation process, but certainly this was what gave
me the healing ability, and strongly sensitised my hands.
Anyway, I believe the increased circulation in my hands stimulates the patients own blood circulation when I
place my hands on their body."
Mr. Matsui then explains that in his view, the patient's circulation and pulse rate become synchronised with
those of the therapist and this is how healing occurs.

He goes on to say:
"When I speak to them about Reiki Ryoho, most 'intelligent' people will say, "It must be 'Animal Electricity'."
But, he continues, current science doesn't clearly understand the nature of electricity, and likewise the true
nature of Reiki cannot be easily explained or defined now. Mr. Matsui says that, in his opinion, the effect of
Reiki treatment could be due to something such as the 'ether' - but as the 'ether' has not been not examined
scientifically either, people will laugh at him.
"But when I need to explain to a patient about the Reiki effect, "ether" is a good analogy."
He says that he cannot explain clearly and correctly - that he does not have the mathematical skill.
" Anyway, now I am satisfied with the practical effect of Reiki. And at first, even I laughed at the idea of this
treatment."
He explains that one day he told a friend that as he was feeling unwell he thought he might take up playing
golf. The friend, whose opinion Matsui valued has told him about Reiki.

"I became interested in it, and while not really believing in it, I and my family took training in it."

Mr. Matsui says that, soon after starting to learn Reiki, he had occasion to try Reiki Ryoho on a man who had
a fish bone stuck in his throat.

" I tried Reiki Ryoho on him without expectation, and the pain was gone. It was then that I understood the
essence of this treatment. I cannot laugh at the Reiki method anymore."
"I was introduced to Mr. Hayashi by a mutual acquaintance and I paid a large sum of money to learn this
treatment method. There are several grades including Shoden (elementary level) and Okuden (advanced
level), but I am still at the elementary level - not yet having reached Okuden.
I am not sure of all the details yet but I've heard there are further grades to achieve. Those involved with this
Ryoho are very modest and don't like to boast about the wonderful treatment. It is odd that such modest
people create grades and charge for initiation into this method, but I suppose we must accept that it is their
prerogative.
For this reason, I am not free to discuss the means of initiation into this healing ability, or the precise details
of its application."
However, Mr. Matsui does say that he feels he can speak briefly about some aspects of Reiki Ryoho training:

"To begin learning Reiki Ryoho, you train for an hour and a half a day for five days. Some people can heal
others from the very first day of training. It's so easy to learn this treatment. A special inherent state of
consciousness, like a sixth sense, is awakened by the training and the ability to heal is activated. The
Teacher gives clear and simple instruction. The ability is common to all people and everyone except babies
can use it to heal others. The treatment involves simply placing your hands on the affected part. There is
nothing easier than our Reiki Ryoho. I should really like to share this treatment process, not just with an elite
group of people, but with the general public, but I am unable to do so for the reason stated above. All I can
do is to speak about Reiki Ryoho's existence so that as many people as possible will know about it."
After giving a further three examples of cases of healings he has effected with Reiki treatment, Mr. Matsui
concludes:

"I could go on recounting my stories of healings brought about by Reiki Ryoho.


However, there are, no doubt, many skeptics who wont believe me, and this is only natural if you haven't
experienced it yourself. If you have some simple disorder, I can cure it easily. But I've little interest in treating
easy cases because doctors can cure them, too. If you know of someone with a serious disorder - one
beyond the help of doctors, please bring them to me, or if they are not able to come to me, I can visit them.
But as you can appreciate, I am a busy man - with several scripts to complete for a couple of theatre
companies in time for next month's productions. So I am unable to deal with many patients but, to test my
palm-healing ability, I will treat a single patient suffering from a serious complaint."
FUMIO OGAWA'S REIKI BOOK
Copyright 2003/5 James Deacon
[Last update: Oct. 5, 2005]
Fumio Ogawa

Fumio Ogawa (1906-1998? ), who lived in Shizuoka, learned Reiki from his (adoptive?) father: Keizo (or:
Kyozou) Ogawa, who in turn had learnt Reiki from one of Usui-Sensei's students: Kanichi Taketomi (- who
would later become the 3rd president of the Usui Reiki Ryoho Gakkai).
Ogawa said that he completed his Reiki Master level training on November 18, 1943.

In early 2003, I discovered - via a Reiki Master living in France - that, back in 1986, Fumio apparently wrote
and privately published a book entitled: "Everyone can do Reiki". [or, "Everyone can Radiate (/ Emanate?)
Reiki" ("reiki wa darenimo deru") ]

My French contact told me that he had been shown a copy of the book while visiting some Reiki friends in
Japan. He was told that the book was based on two Gakkai documents: one being the Reiki Treatment
Guide, and the other, a book written by one of Usui-Sensei's students referred to as Wanami Sensei [??
possibly Hoichi Wanami - onetime Chairman/President of the Usui Reiki Ryoho Gakkai??]; but, not being
able to read more than a handful of kanji characters, he had had to 'take it on trust' that the book was indeed
what it was claimed to be.
The book apparently also contained Mr.Ogawa's own Reiki experiences, a copy of the Usui Memorial
inscription, a copy of the 1986 'Twilight Zone' Reiki article; and also 'traditional' techniques to power up Reiki
energy.
Needless to say, I was intrigued by the possibility of gaining access to actual material written by someone
trained as a Reiki Master some 60-odd years ago, so, almost immediately following our conversation, I
placed a request on this site asking for anyone who was in possession of a copy of the book, or could
provide precise publishing details, to please contact me.

Eventually, this summer, I was contacted by Ninoslav Safaric (a Reiki Master from Croatia) stating that he
had Ogawa's book, and was willing to provide me with a copy.
Nino, who tells me he originally got his copy of "Everyone can do Reiki" from Frank Petter in 1998, had
translated it into Croatian and has been using it as part of his Reiki teaching and practice for several years.
As only a small number of copies of the book were ever produced, it is quite likely that during this time, Nino
was the only Reiki teacher outside of Japan to make use of it.

According to what my French contact had been told, the full contents list for "Everyone Can Do Reiki" was as
follows:
Preface
The Usui Memorial Inscription
The Five Principles
Poems of the Meiji Emperor
Daily Practice
1986 Reiki Article
My Experience
Reiki Questions & Answers
The Traditional Method for Generating Reiki Energy
The Psychic: The Meiji Emperor
Waka poetry of the Meiji Emperor
Practical Explanations
Explanation of The Five Principles
Usui's Teaching
Spontaneous cure
The Workings of Reiki
The Rules for Reiki Treatment
The Features of Reiki
Reiki Treatment Guide and Explanation
Advance Techniques
APPENDIX: Treatment Points (with illustrations by Fumio Ogawa)

I had presumed this list was a list of chapters and was therefore expecting a quite substantial book.
However, on inspection of the English translation provided by Nino, the 'book' actually turned out to be more
of a 'booklet' - the contents list, it transpired, referred to what in some instances were little more than
paragraphs.
In fact, "Everyone Can Do Reiki" was more properly a brief manual - apparently created for Ogawa's own
students and as such had not been publicly distributed.

I had also hoped there might be a considerable amount of original material in it, however the majority of it
seems to have been 'cobbled together' from other documents.
And with regards to what 'original' content there is in the 'book', I must say I am suspicious about some of
this material - which, with constant references to Western authors and researchers - sounds to me as if it
may actually have been written by a Westerner and not by someone brought up with a Japanese perspective
on life. (These particular sections certainly do not seem as if they were written for Japanese students, but
rather for Western ones.)
Of course, this is just my opinion.

The English-language version of "Everyone Can Do Reiki" provided by Nino was translated by a third party
and is rather 'basic' in places. It is also not 100% complete - the Waka poetry is missing; and while
photocopies of the 1986 'Twilight Zone' Reiki article is included, no attempt to translate it has been made.

Even so, it is still an interesting document.


Nino has now placed a .pdf file of the English translation of "Everyone Can Do Reiki" here.
He assures me that he will be making the original Japanese-language version available in the near future.
TRANSLATION OF THE USUI MEMORIAL

In February, 1927, Usui-Sensei's students are said to have erected the memorial to his memory which now
stands in a graveyard at the Jodo shu (Pure Land sect) Saihoji Temple, Tokyo...

Note that from the outset, the Memorial speaks of Usui-Sensei as the founder of Reiho (Spiritual Method),
not Reiki.

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REIHO CHOSO USUI SENSEI KUDOKU NO HI

Memorial of the Benevolence of Usui Sensei,


founder of Reiho (Spiritual Method)
English Version, Copyright 2003 James Deacon
Translation (especially for AETW.org) by Jiro Kozuki
That which one attains within, as a result of disciplined study and training, is called Virtue, and that which can
be offered to others by teaching, and methods of salvation is called Distinguished Service. Only the person
of high merit and great virtue can be called a great founding teacher. Sages, philosophers, and brilliant men
of old and the founders of new teachings and new religions were all like that. Usui Sensei can be counted
among them. Usui Sensei developed the method that would improve mind and body by using the universal
power. Having heard of his reputation, countless people from all over gathered and asked him to teach them
the great way of the Spiritual Method, and to heal them.
His common name was Mikao and his other name was Gyoho (Kyoho). He was born in the village of Taniai
in the Yamagata district of Gifu prefecture. His ancestor's name is Tsunetane Chiba. His father's name was
Taneuji, and was commonly called Uzaemon. His mother's family name was Kawai.
Sensei was born in the first year of the Keio period, called Keio Gunnen (1865), on August 15th. He was a
talented and hard working student; his ability was far superior to his fellows. When he had grown up, he
travelled to Europe, America and China to study. He wanted to be successful in life, but couldn't achieve it.
He worked hard but often he was unlucky and in need. However he didn't give up and he disciplined himself
to study more and more.
One day he went to Kurama Yama to undergo rigourous spiritual discipline. On the beginning of the 21st day,
suddenly he felt a large Reiki over his head. He attained an enlightenment and at that moment he
comprehended the Spiritual Method. When he first used it on himself, it produced beneficial results
immediately. After that, he tried it on his family. Since it was effective, he decided it was much better to share
it with the public than to keep this knowledge solely for his own family. He opened a training centre in
Harajuku, Aoyama, Tokyo to teach and practice the Spiritual Method in April of the 11th year of the Taisho
period (1922).
Many people came from far and wide and asked for the guidance and therapy, and even lined up outside of
the building.

In September of the twelfth year of the Taisho period (1923), there was a devastating earthquake.
Everywhere there were groans of pain from the injured. Usui Sensei felt pity for the people, and took the
Spiritual Method into the devastated city and used its healing powers on the survivors, curing and saving
innumerable people.
This is just a broad outline of his relief activities during such an emergency.
Later on, his training centre became too small. In February of the 14th year of Taisho (1925 A.D.) he moved
to a new training centre in Nakano, outside Tokyo. Due to his increased fame he was often invited to many
places. Sensei, accepting the invitations, went to Kure and then to Hiroshima and Saga, and reached
Fukuyama. It was during his stay in Fukuyama that unexpectedly he became ill and died, aged 62*. It was
March 9 of the 15th year of Taisho (1926 A.D.)
[*NOTE: According to the dates given, Usui Sensei would have actually been 60 at the time of his death. However, apparently
there is an ancient Japanese tradition that a child is considered to be 'one' at birth, and is seen as being a year older at each
new year, rather than the birthday that falls in that year?? An alternative explanation for the discrepancy could have
something to do with the fact that, at the time of Usui-sensei's birth, Japan used a different calendrical system. The change
over to the 'western' system in 1873 may have led to mistakes in the recording of exact dates of events in the immediately
preceding years??]
His wife was named Sadako, from the Suzuki family. A boy and a girl were born. The boy's name was Fuji
who carried on the Usui family after his father's death. Sensei was mild, gentle and modest by nature and he
never behaved ostentatiously. His was physically big and strong. He always had a contented smile. However,
in the face of adversity, he sought a solution with determination and patience. He had many talents and liked
to read, and his knowledge of history, medicine, psychology, divination, incantation, physiognomy and
Buddhist scriptures was great.
On reflection, the Spiritual Method not only cures diseases, but also balances the spirit and makes the body
healthy using innate healing abilities, and so, helps achieve happiness.
So, when it comes to teaching, first let the student understand the Meiji Emperor's admonitions; and let them
chant the Five Precepts mornings and evenings, and keep them in mind:
Firstly: Don't get angry today, Secondly: Don't worry today, Thirdly: Be grateful today, Fourthly: Work
diligently today , Fifthly: Be kind to others today.
These are truly great teachings for cultivation and discipline in keeping with those great teachings of the
ancient sages and the wisemen. Sensei named these teachings the Secret Method of Inviting Blessings and
the Spiritual Medicine to cure many diseases. Notice the outstanding features of the teachings.
Furthermore, when it comes to teaching, it should be as simple as possible and not difficult to understand. It
is important to start from a place close to you. Another noted feature is that while sitting in silent meditation
with your hands held in prayer and reciting the Five Precepts, a pure and healthy mind will be cultivated. Its
true value is in daily practice. This is the reason why the Spiritual Method became so popular.
Recently the state of the world has altered and peoples' thoughts have changed a great deal. Hopefully, the
spread of this Spiritual Method will be of great help to people who have a confused mind or who do not have
morality. Surely it is not only of benefit in curing chronic diseases and lingering complaints?
The number of students of Sensei's teaching is already over 2,000. Among them, senior students who
remained in Tokyo are maintaining Sensei's training centre, and others in different provinces also are trying
to spread the Spiritual Method as much as possible. Although Sensei died, the Spiritual Method will continue
to spread far and wide. Ah, what a great thing Sensei has done, to have shared this Spiritual Method with the
people out there after having been enlightened within!
Lately, many students came together and decided to erect this memorial in the graveyard at Saihoji Temple
in the Toyotama district to honour his benevolence, and to spread the Spiritual Method to the people in the
future. I was asked to write these words. As I deeply appreciate his work and am pleased with the very
friendly teacher-disciple relationships among fellow students, I could not refuse the request, and I wrote this
summary in the hope that people will be reminded to look up to him with reverence.

Composed by: Masayuki Okada, Doctor of Literature - subordinate 3rd rank, 3rd Order of Merit.
Calligraphy by: Navy Rear Admiral Juzaburo Ushida - subordinate 4th rank, 3rd Order of Merit, distinguished
service 4th class.
February, the 2nd year of Showa (1927 A.D.)

The Kurama Yama Connection


Part 1 - Deities of the Sacred Mountain...
Copyright 2003 James Deacon

It was Kurama Yama (Horsesaddle Mountain) - situated on the northern outskirts of Kyoto - where, it is said,
Usui-Sensei carried out his 21-day meditation, and on the 21st day experienced the phenomenon that is
Reiki.

Kurama Yama (which is apparently not the mountain's original name), as is the case with most Japanese
mountains, is considered a holy place for followers of both Buddhism and Shinto alike. It also has a strong
historical connection with bujutsu - the Martial Arts.

The main temple complex at Kurama Yama is referred to as the 'Kurama-


dera'

Mao-son(no Kami)
According to a leaflet produced by the Kurama Temple, some six million
years ago, Mao-son came to earth from the planet Venus.
But the leaflet only tells a part of the tale...

In an ancient legend, we hear how a meteorite from Venus streaked across


the sky, and having broken in three, fell to earth in Japan.
One section of the meteorite landed in Kumano - in the prefecture of Wakayama, another on Takamikura
Yama* in Banshu, and the third section fell to the north of Kyoto, on Kurama Yama. It was this latter section
of the meteorite which came to be enshrined as the kami: 'Mao-son' (the 'Great King of the Conquerors of
Evil and the Spirit of the Earth')
Since then, it is said, Mao-sons powerful spirit has been emanating from Kurama Yama, governing the
development and the evolution of mankind and all other living things on Earth.
[But Mao-son apparently has another side to his nature. It has long been believed that, while bestowing
divine protection on those who co-perate with him, Mao-son destroys those who
oppose him.]

Mao-son's small shrine, high on the mountain, is called the 'Okunoin Mao-den',
and to the rear of the shrine, behind an iron fence, is an old cedar tree in which
the spirit of Mao-son (also referred to as gohomaoson) is believed to reside.

[*The Takamikura piece of the meteor is called Kimon Reiseki (or Kuki Mitamaishi). It was
deified as the kami: 'Konjin', and during the Edo period, was worshipped at Kukimitama Shrine in Ayabe. ]

Bishamon-ten
The Kurama-dera Temple itself was founded in 770 by the monk Gantei, who, led by a white horse, climbed
this holy mountain and was enlightened with the realization of Bishamon-ten (God of War and Warriors, the
scourge of evil-doers - also called
Tamon-ten).
The '-ten' part of the name indicates that Bishamon-ten is one of the gods of the 'twelve directions':
guardians of the four quarters and four semi-quarters, up and down, and the sun and moon. Bishamon-ten -
the guardian of the Northern Quarter - was regarded as a powerful protector of the city of Kyoto (which, up to
the beginning of the Meiji Era, was the capital of Japan), defending it from evil coming from the north.
Senju-Kannon Bosatsu
Later, in 796, the chief officer in charge of the construction of the Toji Temple, received a vision
of Senju-Kannon Bosatsu (also Senju-Kanzeon Bosatsu ) - the thousand-armed form of the
Bodhisattva Kannon - and built further temples and pagodas on the mountain.

Amida & Fudo


Other familiar deities at Kurama Yama include Amida Butsu - Buddha of Infinite Light & Life -
(referred to as Amida Nyorai in esoteric tradition), whose giant statue can be found at the base
of Kurama Yama; and Fudo Myo-o - the Immovable One - patron of the Martial Arts who is said
to dwell deep in the mountains.
The image of Fudo Myo-o is enshrined in the Sojoga-dani Fudo Do (Fudo Hall) high up in the mountains
some distance above the Kurama Dera itself.
Usually portrayed as livid blue in color with a fierce expression - teeth bared and with angry eyes - and sitting
on a rock surrounded by flames, Fudo Myo-o brandishes a sword in his right hand, and holds a rope in his
left. It is said he aids his devotees by defeating the obstacles and devils which hinder their practice of the
Dharma. Entering into a flame-emitting meditation ('kasho zammai') Fudo exudes fire and destroys all karmic
hindrances.

Shinto Deities
Besides the kami Mao-son, Kurama Yama is of course home to innumerable other kami - the numinous
spirits of Shinto, and shrines to these deities abound. For example, the Kibune-jinja shrine is dedicated to the
god of water, and the Yui no Yashiro ("Binding Shrine") is dedicated to the god of marriage.

Tengu
Also strongly associated with Kurama Yama are the legendary Tengu.
Originally, Tengu were depicted as bird-like beings, but over time came to take on more human-like form, yet
retaining wings and crow-like heads, with red faces and long noses.
Described as 'forest goblins' by some, the Tengu are the guardians the mountainous regions, and highly
skilled in the martial arts.
They are said to be possessed of supernatural powers including shape-shifting, the ability to move instantly
from place to place, to speak without moving their mouths, and the power to appear uninvited in peoples
dreams.
Tengu are also said to have mastery over rain and wind and to be responsible for mysterious lights seen in
the mountains.
Not only are they said to be skilled warriors, but the Tengu are also mischief makers, and are especially
prone to playing tricks on vainglorious and arrogant monks and priests.
Likewise they take it on themselves to punish those who willfully misuse knowledge and authority to gain
fame or further their position. The have a great dislike for braggarts, and for those who would corrupt the
Dharma (law).
Buddhist temples, shrines and monasteries are often said to be guarded by Tengu, and while Bishamon-ten
is considered the original deity at the Kurama Temple Complex - it is believed that the most holy image in the
temple (rarely ever revealed to public view) is a statue of a winged, human-like figure, with a red face, a
white beard, and holding a fan in
his hand -in other words, a
Tengu.

The Kurama Yama Connection


Part 2 - Shugyo Discipline...
Copyright 2003 James Deacon

Yamabushi and Shugendo


Over the centuries, the Tengu became closely associated with the Yamabushi or Shugenja (followers of the
path of Shugendo) of Kurama Yama. These ascetic mountain priests are part of an ancient tradition involving
the practice of strict and rigourous mystical disciplines often referred to collectively as shugyo.
[The original meaning of the kanji for shu was something like ' sweeping away the dust that obscures a
persons primal elegance', however the kanji-pair shu-gyo is commonly now translated as "austere training".]
Retreating deep into the mountainous regions, these practitioners - a great many of them devotees of Fudo
Myo-o, undergo harsh training, and through the practice of rituals, fasting, abstaining for drinking water, sutra
recitation, meditation, and sitting in misogi (spiritual purification under waterfalls - the Nachi Falls being very
popular), and the practice of 'sammitsu' (involving use of incantation and mudra-like techniques), seek
mystical states and the development of powers including exorcism and healing.
It has often been said that the Tengu would instruct these priests in sacred rites and magical knowledge. In
legend, the distinction between Yamabushi / Shugenja and the Tengu often becomes blurred. It is said that
shape-shifting Tengu often take on the form of these mountain priests, and in turn, the ascetic priests often
take on the guise of Tengu to deter the uninitiated from interrupting their seclusion.

Not surprisingly, considering their connection with the legendary Tengu and with Fudo Myo-o, these ascetic
mystics have always been closely associated with the martial arts, and as long ago as the 12th century, a
great many people came to train at the Kurama-Hachi Ryu martial arts school which had been organised by
the Yamabushi of Kurama Yama.

Ushiwaka-maru
After his Minamoto clan was defeated by the Taira clan, a young man named Ushiwaka-maru
(1159-1189) was ordered (by the leader of the Taira clan) to enter the Kurama temple to
become a monk. However, Ushiwaka-maru, as well as learning the Buddhist scriptures, also
studied various martial disciplines. Legend says that he learned swordsmanship and acquired
other more unusual skills from the legendary white-haired Sojobo, King of the Tengu.
The young Ushiwaka-maru (later known as Minamoto-no-Yoshitsune) also became a master
of tactical strategy, something which would later help him defeat the Taira clan and and
reclaim the Minamoto clan's honour.
A number of historical sites connected with him are still identifiable on the mountain, including a monument to
him, which is situated to the side of the Tokobo temple, where he lived for nearly ten years.
And a simple shrine, the 'Minamoto-no-Yoshitsune Do' (Hall), is located deep in the mountains some
distance above the Kurama Dera, at a place where it is believed Ushiwaka-maru used to practice martial
disciplines.
On September 15th each year sees a festival in which Ushiwaka-maru's spirit is worshipped under yet
another childhood name, Shanao.

Morihei Ueshiba
In the 1920's, Morihei Ueshiba, founder of Aikido,
was known to retreat to Kurama Yama to undergo
austere training.
Once a year, he would take several of his best
students with him and they would live on rice, miso
soup, wild herbs & pickles.
Their routine involved rising at 5 AM to pray and
undergo misogi. This would be followed by swinging heavy swords five hundred times, and then practicing
footwork.
From 10 AM to noon they trained in body techniques. From 3 to 5 PM; the students would take turns acting
as Morihei's partner as he ran through series after series of techniques.
Evenings saw the students reviewing the day's physical and spiritual training, with a midnight training
session every third night.

Gogen Yamaguchi
And during the 1930's, determined to train his spirit as well as his body, Gogen 'the Cat'
Yamaguchi - possibly the most graceful and exciting karate masters the martial arts world has
ever seen - often spent long periods in training on Mt Kurama - undertaking ascetic
exercises: fasting, meditating and practicing a kata or training routine known as
sanchin.

Kurama-Kokyo

[NOTE: While it has been claimed by some that the independent Buddhist sect known as the
Kurama Kokyo (in charge of the Kurama-dera Temple Complex) - was either the original source
for Reiki, or at least, an influencing factor in the origin of Reiki, there is no truth in this. The Kurama-Kokyo
sect did not come into existence until a quarter of a century after Usui-sensei's death]
Prayer to Kuramayama Sonten, for Happiness:
Translation Copyright 2003 James Deacon

Love: the Spirit of the Moon


Light: the Spirit of the Sun
Power: the Spirit of the Earth
Oh, Sonten,
the Beauty of the Moon,
the Warmth of the Sun,
the Power of the Earth,
Uplift mankind and increase our riches and glory by your blessing.
Let peace be victorious over discord in this holy place,
may unselfishness vanquish greed, sincerity overcome deceit,
and may reverence surmount contempt.
Fill up our hearts with joy, raise up our spirits,
and fill our bodies with glory.
Sonten, Great Lord of the Universe, Great Light, Great Mover,
bestow your glorious light and a new strength upon us, your worshippers, who endeavour to touch your
heart,

We trust in Sonten for all things.

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Konin Shigaraki

Konin Shigaraki is the first-born daughter of Ko'un Shigaraki - the first kanshu (chief abbot) of the Kurama-
Kokyo sect.
Born in 1924, Konin was ordained as a nun by her father in 1949, and became kanshu of Kurama-Dera in
1974 - female chief abbots being a rarity amongst Buddhist sects.

Calligraphy by Konin Shigaraki, chief abbot of Kurama-Dera


"Peach and plum trees don't speak, but beneath them they get footpaths."

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