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DISPENSA DIZIONE

Le Vocali
Nella lingua italiana le Vocali vanno distinte fra:

Vocali alfabetiche sono in numero di CINQUE:

"a", "e", "i", "o", "u"

Vocali fonetiche sono in numero di SETTE:

"a", "" (aperta), "" (chiusa), "i",


"" (chiusa), "" (aperta), "u"

Come si pu notare nella categoria delle Vocali fonetiche sono


annoverati due tipi di "e" e due tipi di "o", infatti su queste due
vocali che incide la distinzione fonetica di pronuncia.
Altra distinzione importante e necessaria per pronunciare
correttamente le parole in lingua italiana quella tra accento
tonico e accento fonico.

Accento tonico la forza che viene data ad una sillaba in


particolare tra quelle che compongono la parola (Esempi:
tvolo, perch, tastira),

Accento fonico indica le distinzioni tra suoni aperti e


chiusi per le vocali "e" ed "o".

In conseguenza di questa distinzione per indicare quali vocali


vadano pronunciate aperte e quali chiuse, si usano due tipi di
accento fonico:


Accento grave: , per indicare le vocali da
pronunciare aperte (Esempi: pdio, sdia),


Accento acuto: , per indicare le vocali da
pronunciare chiuse (Esempi: brsa, perch).

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Regola principale

Quando su una sillaba contenente una e od una o


non cade laccento tonico,
la e o la o devono essere pronunciate
sempre chiuse.
Esempio: tvolo, lbro, volnte, dsco, bottglia.

Tutta la nostra attenzione sar perci ora rivolta ai vocaboli


contenenti una sillaba con le vocali e od o, sulle quali cada
laccento tonico. Solo in questo caso dovremo chiederci se le vocali
e od o debbano essere pronunciate aperte o chiuse.

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La vocale "e" aperta
La e fonica aperta italiana () deriva spesso dalla e breve e dal
dittongo ae del latino classico.

Esempi:
decem dici,
ferrum frro,
laetus lito,
praesto prsto.

La lettera e ha suono aperto nei seguenti casi:

1. Nel dittongo -ie-.


Esempi: bandira, iri, cavalire, lito, ditro.
Eccezioni (e chiusa):
nei suffissi dei vocaboli di derivazione etnica (Es.: atenise,
puglise, marsiglise, ecc.),
nei suffissi dei diminutivi in -ietto (Es.: maglitta, foglitto,
vecchitto, ecc.),
nei suffissi dei sostantivi in -iezzo (Es.: ampizza, ecc.),
nei vocaboli chirico e biglitto.

2. Quand seguita da vocale.


Esempi: coli, costi, fudo, ida, li.
Eccezioni (e chiusa):
nella desinenza -ei del passato remoto (Es.: credi, poti,
cedi, ecc.),
nelle preposizioni articolate (Es.: di, pi, ni, ecc.),
nellaggettivo dimostrativo qui.

3. Quand seguita da una consonante dopo la quale vengono


due vocali.
Esempi: assdio, gnio, egrgio, prmio.
Eccezioni (e chiusa):
quando seguita dalle sillabe -gui-, -gua-, -guo- (Es.:
dilguo, persguo, sguito, trgua, ecc.),
nei vocaboli frgio, sfrgio.

4. Nei vocaboli di origine straniera che terminano con una


consonante.
Esempi: hotl, rcord, rbus, sxy, prmier, sltz, ngus, znit.

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5. Nei vocaboli italiani tronchi.
Esempi: caff, bign, gil, t (bevanda).

6. Nelle desinenze del Condizionale Presente in -ebbe, -


ebbero.
Esempi: farbbe, crederbbero, crescerbbe, dirbbe,
marcerbbe, marcirbbero, circolerbbero, fraintenderbbero,
comprerbbe, accetterbbero, colpirbbe, tradurrbbero.

7. Nelle terminazioni in -edo, -eda, -edi, -ede.


Esempi: cdo, corrdo, erde, prda, schda, arrdo, sde,
sdi.
Eccezioni (e chiusa):
nelle forme verbali di crdere e vedre (Es.: crdo, vdo,
crdi, vdi, ecc.),
nelle forme verbali derivate dalla precedenti (Es.: provvdo,
ricrdo, miscrdo, ravvdo, intravdo, rivdo, ecc.),
nel vocabolo fde.

8. Nelle terminazioni in -eco, -eca, -echi, -eche.


Esempi: tca, co, gco, cortco, arca, trichco, discotca,
enotca, bibliotca, paninotca, gipsotca, videotca,
comprendendo anche i nomi di popolo,
Esempi: Grco, Guatemaltco, Mixtco, Aztco, Zapotco,
Toltco, Uzbco.

9. Nei suffissi in -edini, -edine.


Esempi: salsdine, pingudine, raucdine, torpdine,
intercapdine, acrdine.

10. Nelle terminazioni in -ello, -ella, -elli, -elle.


Esempi: paglle, mastllo, bllo, sorlla, fratllo, fardllo,
spinlli, porcllo, padlla, caramlla, lavllo, orplli, ostllo,
manovlle, spesso usate anche come suffissi di diminutivi e/o
vezzeggiativi,
Esempi: asinllo, torllo, praticllo, bricconclla, cattivlla,
orticllo.
Eccezioni (e chiusa):
nelle preposizioni articolate (Es.: dl, dllo, dlla, di, dgli,
dlle, nl, nlla, ecc.),
negli aggettivi dimostrativi (Es.: qul, qullo, qulla, qui,
qulle, codsto, ecc.),
nei vocaboli stlla e capllo.

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11. Nei suffissi di sostantivi in -emo, -ema, -emi, -eme, -
eno, -ena, -eni, -ene.
Esempi: teorma, anatma, problma, apotma, crisantmo,
eritma, falna, altalna, cantilna, trno.

12. Nelle terminazioni in -endo, -enda, -endi, -ende e in


tutte le desinenze del gerundio.
Esempi: agnda, bnda, tremndo, orrnda, corrndo,
temndo, cuocndo, aprndo, leggndo, facndo, morndo,
starnutndo, ferndo, mettndo.
Eccezioni (e chiusa):
nei verbi scndo e vndo.

13. Nelle desinenze dellInfinito in -endere.


Esempi: appndere, contndere, sorprndere, attndere,
intndere, riprndere, rapprndere, apprndere.
Eccezioni (e chiusa):
nei verbi scndere e vndere e nei loro composti (Es.:
discndere, rivndere, ecc.).

14. Nei suffissi di sostantivi e aggettivi derivati dai numerali in -


enne, -enni.
Esempi: decnne, ventnne, tredicnne, sessantnne,
quarantaquattrnne.

15. Nei suffissi di sostantivi e aggettivi derivati dai numerali in -


ennio, -enni.
Esempi: binnio, trinnio, millnni, cinquantnnio.

16. Nei suffissi di nomi etnici in -eno, -ena, -eni, -ene.


Esempi: madrilne, cilni, nazarno.

17. Nelle terminazioni in -enso, -ensa, -ensi, -ense.


Esempi: snso, intnso, fornse, dispnsa, mnsa, melnsi,
parmnsi, pnso, ripnso.

18. Nelle terminazioni in -ento, -enta, -enti, -ente,


comprese tutte le desinenze del participio presente in -ente.
Esempi: lnte, gnte, accidnte, sovnte, corrnte, silnte,
consulnte, sedicnti, seducnte, mittnte, ponnte, avnti,
dorminte, perdnte, spingnte, cednte, contrante, adernte,
facnte, bevnte, taglinte.

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Eccezioni (e chiusa):
tutti gli avverbi in -mente (Es.: abilmnte, benevolmnte,
incessantemnte, correttamnte, generalmnte,
scioccamnte, duramnte, simpaticamnte, facilmnte,
inopinatamnte, assurdamnte, esattamnte, ecc.),
tutte le terminazioni in -mento, -menta, -menti, -mente
(Es.: mnte, (intelletto), lamnti, semnte, cimnti, tormnta,
tormnto, abbattimnto, giumnte, scollamnto, pavimnto,
momnto, ecc.), tranne le forme del verbo mentire, che si
possono pronunciare anche aperte (Es.: io mnto oppure io
mnto, tu mnti oppure tu mnti, ecc.).

19. Nelle terminazioni in -enzo, -enza, -enzi, -enze.


Esempi: adernza, snza, partnza, urgnze, lnza, licnza,
ricorrnze, invadnza, maldicnza.

20. Nelle terminazioni in -erbo, -erba, -erbi, -erbe.


Esempi: risrbo, acrbo, srbo, suprbo, rba, srba.

21. Nelle terminazioni in -erio, -eria, -eri, -erie.


Esempi: misria, misrie, srio, putifrio, sferistri.

22. Nelle terminazioni in -erno, -erna, -erni, -erne.


Esempi: etrno, quadrno, lucrna, invrno, matrno, tavrna,
govrno, lantrna.
Eccezioni (e chiusa):
nel vocabolo schrno.

23. Nelle terminazioni in -erro, -erra, -erri, -erre.


Esempi: trra, frro, gurre, affrro, sottrro, srra, vrri,
sottrra.

24. Nelle terminazioni in -erso, -ersa, -ersi, -erse.


Esempi: prso, emrso, vrsi, trso, sommrso, disprsa,
detrse, rivrsa.

25. Nelle terminazioni in -erto, -erta, -erti, -erte.


Esempi: aprto, coprte, incrto, soffrto, consrta, crti.
Eccezioni (e chiusa):
nei vocaboli rta (salita), rto (scosceso),
nellespressione allrta.

26. Nelle terminazioni in -ervo, -erva, -ervi, -erve.


Esempi: srve, crvi, risrva, nrvo.

27. Nei suffissi dei superlativi in -errimo, -errima, -errimi, -


errime.
Esempi: integrrimo, asprrimo, acrrimo.

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28. Nei suffissi dei numerali ordinali in -esimo, -esima, -
esimi, -esime.
Esempi: centsimo, millsimo, milionsimo, ventsimo,
trentsimo.

29. Nelle terminazioni in -estro, -estra, -estri, -estre.


Esempi: alpstre, terrstre, palstra, canstro, finstra,
pedstre, maldstro, ambidstro, dstra, rupstri, minstra.

30. Nelle terminazioni dei vocaboli dottrinali in -esi.


Esempi: mimsi, anamnsi, catechsi, esegsi.

31. Nelle desinenze del passato remoto in -etti, -ette, -


ettero.
Esempi: credtti, dovttero, stttero, cedtte.

32. Nei vocaboli con terminazioni in -erzio, -erzia, -erzie.


Esempi: inrzia, inrzie.

33. Nei vocaboli con terminazioni in -ezio, -ezia, -ezi, -


ezie.
Esempi: inzia, scrzio, scrzi, faczia.

Questi brevi brani sono composti con sole parole con


(grave/aperta). Provate a leggerli senza laiuto della segnatura
dellaccento. Controllate se avete pronunciato erroneamente parole,
con (acuto).

Sul palco dell'Arena


Il maestro Adelmo mi spiega con tono severo, che dietro la tastiera
sul palco dell'arena, non c' niente. Sar sincero, all'inizio non ci
credetti, ma alla ventesima spiegazione, seppi da Elisabetta, che un
maestro sempre benevolo e non mente agli allievi. Cos lo seguii
alla lettera.

Nel cielo di Aleppo


Un vento leggero, porta, dieci, cento nuvole nel cielo di Aleppo, dove
una breve primavera scioglie il gelo dell'inverno e le lepri, le falene,
le murene e le renne, riprendono vigore. I dieci alberi di pesco, dietro
la chiesa, abbelliscono la pieve come una siepe assieme ai gelsi e i
cerri. Prelevo un fiore per gli amici di Algeri e sono contento.

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Frasi per la pronuncia di "" (grave).
Le frasi che seguono sono state costruite con parole la cui sillaba
tonica contiene una "" grave. Ogni volta che in queste frasi
pronuncerete una "" chiusa sar un errore. Leggete con attenzione
gli accenti scritti su ogni parola e non lasciatevi prendere dalla
pronuncia abituale. Leggendo correttamente vi sar facile
familiarizzare con il fonema "" grave. Leggete queste frasi, facendo
attenzione che siano tutte con "" grave.

1) Il doganire schda settecnto spcchi.


2) Il potnte Impro d'Orinte.
3) Sibria in prda a un glo pungnte.
4) Rclute rcord tra i pompi ri.
5) Rivoco tmpi proftici.
6) Promettnte congrsso Nicno.
7) Anacorta onsto acctta l 'offrta.
8) Abrro il progrsso nevrastnico .
9) Celebrrimo castllo bomo pino di pipistrlli.
10) Il convnto divrso dal monastro.
11) Come passatmpo invnto ddiche eccntriche.
12) Sul mio vademcum c'ra la scna con il ngus.
13) L arcire colpisce al ptto la lpre.
14) Sto fingndo di dire che ra stupndo.
15) Un siro al mile la miglior cura del pide.
16) Non gli chise ninte ma vide la piga della sua schina.
17) All'india non c' rimdio se non la sdia.
18) Di frequnte alla fsta prndo ciligie.
19) Actico precde acrdine in ordine alfabtico.
20) Il tnue ruma ra un ricordo proveninte dalla trinca.
21) La vntola ra di pssima matria.
22) Il pndolo tnde smpre vrso un leggro dondolo.
23) La torpdine pina di salsdine.
24) Si mise sul nspolo con la tuta mimtica.
25) Il beb usa il cestllo come un anllo.
26) L'amanunse piga la carta con pazinza.
27) Arriv con un somarllo su un battllo.
28) L'incontro fra il madrlno e il nazarno snza snso.
29) L'stro del pedstre terrstre dur un bimstre.
30) Sua eccellnza dide come penitnza la partnza con urgnza
in dilignza.

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La vocale "e" chiusa
La e fonica chiusa italiana () deriva spesso dalla e lunga e
dalla i breve del latino classico.

Esempi:
cera cra,
semen sme,
vitrum vtro,
capillus capllo.

La lettera e ha suono chiuso nei seguenti casi:

1. Nei suffissi di avverbi in -mente.


Esempi: sinceramnte, inutilmnte, praticamnte,
segretamnte, popolarmnte, frugalmnte, correttamnte.

2. Nelle terminazioni in -mento, -menti.


Esempi: sentimnto, proponimnto, momnto, strumnto,
tormnto, godimnto, struggimnto, fallimnto.
Eccezioni (e aperta):
nel verbo mentire che si pu pronunciare anche aperto (Es.:
io mnto, tu mnti, egli mnte, che io mnta, che tu mnta,
che egli mnta, ecc.).

3. Nei vocaboli tronchi in -che.


Esempi: perch, giacch, anzich, poich, fuorch, sicch,
macch, perciocch.

4. Nelle terminazioni in -eccio, -eccia, -ecci, -ecce.


Esempi: frccia, fccia, trccia, libccio, villerccio, intrccio,
cicalccio.

5. Nelle terminazioni in -ecchio, -ecchia, -ecchi, -ecchie.


Esempi: scchio, pcchia, scchia, orcchio, orcchie.
Eccezioni (e aperta):
nei vocaboli vcchio e spcchio.

6. Nei sostantivi con terminazione in -efico, -efici, -efice.


Esempi: orfice, carnfice, artfici, pontfice.

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7. Nei suffissi di sostantivi e verbi in -eggio, -eggia, -eggi, -
egge.
Esempi: campggio, manggio, schgge, postggio, pulggia,
pontggio, alpggio, cartggio.
Eccezioni (e aperta):
nei vocaboli rggia, sggio, pggio,
nel verbo lggere (Es.: io lggo, tu lggi, egli lgge, ecc.).

8. Nei suffissi di aggettivi in -esco, -esca, -eschi, -esche.


Esempi: pazzsco, burlsco, guerrsco, goliardsco,
principsco, farssco, mansco.

9. Nelle terminazioni in -eso, -esa, -esi, -ese.


Esempi: arnse, frsa, sospso, pase, francse, imprsa,
coso, pso, illso.
Eccezioni (e aperta):
nei vocaboli nei quali la e fonica forma dittongo con la i
(Es.: chisa, ecc.),
nei vocaboli blso, obso, tsi (opinione, esame), catechsi,
esegsi.

10. Nei suffissi di sostantivi in -esimo, -esima, -esimi, -


esime.
Esempi: battsimo, umansimo, cristiansimo, pagansimo.
Eccezioni (e aperta):
nel vocabolo infinitsimo,
nei numerali ordinali (Es.: centsimo, millsimo,
quarantsimo, novantsimo, ecc.).

11. Nei suffissi di sostantivi femminili in -essa, -esse.


Esempi: dottorssa, principssa, contssa, elefantssa,
badssa, platssa.

12. Nei suffissi di sostantivi collettivi in -eto, -eta, -eti, -ete.


Esempi: fruttto, melto, pinta, agrumto, rosto.

13. Nei suffissi di sostantivi e aggettivi diminutivi e collettivi in -


etto, -etta, -etti, -ette.
Esempi: librtti, castta, chiestta, pezztto, navtta, palchtto,
porchtta, forchtte, carrtta, colltto.

14. Nelle terminazioni in -eguo, -egua, -egui, -egue.


Esempi: sguo, sgue, adguo, trgua, dilguo.

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15. Nei suffissi di aggettivi che al singolare terminano in -
evole.
Esempi: lodvole, incantvole, ammirvole, caritatvole,
deplorvole, cedvole, arrendvole.

16. Nei suffissi di sostantivi in -ezzo, -ezza, -ezzi, -ezze.


Esempi: debolzza, olzzo, carzza, attrzzo, cavzza, lzzo,
pzzo, vzzo, chiarzza, salvzza, dolczza, mitzza,
arrendevolzza, segretzza.
Eccezioni (e aperta):
nei vocaboli mzzo, przzo, disprzzo.

17. Nelle preposizioni articolate.


Esempi: dl, dlla, dllo, dgli, dlle, di, nl, nllo, nlla,
ngli, nlle, ni, pi.

18. Nei pronomi personali.


Esempi: gli, lla, sso, ssa, ssi, sse.

19. Negli aggettivi dimostrativi.


Esempi: qusto, qusta, quste, qusti, qullo, qulla, qugli,
qulli, qulle, codsto, codsta, codsti, codste.

20. Nelle desinenze del Passato Remoto in -ei, -esti, -e, -


emmo, -este, -ettero.
Esempi: credi, credste, credttero, pot, potmmo,
dicmmo, volsti.

21. Nelle desinenze del Futuro in -remo, -rete.


Esempi: vedrmo, dirte, cadrte, volermo, filerte,
carichermo, toccherte, calcolermo.

22. Nelle desinenze dellInfinito della seconda coniugazione.


Esempi: cadre, avre, volre, bre, sedre, potre, godre.

23. Nelle desinenze del Congiuntivo Imperfetto in -essi, -


esse, -essimo, -este, -essero.
Esempi: dovssi, volsse, prendssimo, cadste, godssero.

24. Nelle desinenze del Condizionale Presente in -resti, -


remmo, -reste.
Esempi: farmmo, vedrste, cadrsti, potrsti, vorrmmo.

25. Nelle desinenze del Indicativo Presente e dellImperativo in


-ete.
Esempi: prendte, cadte, rompte, volte, potte, dovte.

26. Nelle desinenze dellIndicativo Imperfetto in -evo, -eva, -


evano.

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Esempi: dicvo, facvano, mettvo, volvano, potvo,
dovvano.

27. Nei monosillabi atoni.


Esempi: (congiunzione), m, n, t, s, r (monarca), v,
pr.
Eccezioni (e aperta):
nel vocabolo r (nota musicale).

Questi brevi brani sono composti con sole parole con


(acuta/chiusa). Provate a leggerli senza laiuto della segnatura
dellaccento. Controllate se avete pronunciato erroneamente parole,
con (grave).

La domenica milanese
Mi adeguo alla tregua della domenica milanese, quando tutto si
ferma non per decreto o freno di un pontefice, ma per scelta di chi
vive troppo di fretta, come una bestia che non si raccapezza pi in
questa nebbia. Mentre una capinera discreta si fa vedere sul tetto,
per tenermi desto, cucino un filetto di pesce alla francese, una
leccia, che ho scelto da un norvegese che vende solo a me in gran
segreto nella bettola qui sotto. La netto, la sfiletto, la metto come una
bistecca dentro una teglia di creta con tre seppie e tre fette di balena
che ho preso personalmente, menta verde, venti bacche di ginepro
ed erbette fresche, e le mescolo con aceto di mele. Artefice di
questo pranzetto, mi metto a sedere in attesa del verdetto, che
(ovviamente) non temo. Scesa la sera, a cena, entra re Stefano al
suono delle cetre e d una teglia di peltro a forma di edera ne
sceglie un pezzetto, posa il suo sguardo su di me emi battezza
suo cuoco scelto.
Scegli tra queste
Scegli: o dentro di te sai quello che vero, ammetti di aver
compreso e ti adegui, o metti in campo una difesa che faccia
chiarezza. Non ti vedo interdetto e non sembra che tu abbia fretta di
esprimere un parere e diradare queste nebbie che pesano nere
come la pece su di te. Ti rammento che non scherzo e che non ti do
tregua finch non ridisegni il tuo comportamento. Lattesa scade
domenica sera, dopo di che non avr ripensamenti e questo
incantesimo, si muter in manette.

Una belva in pentola


Un amico mi vende un biglietto per un safari, lo credo uno scherzo,
invece vedo che vero. Ospitato in una capanna con la capinere sul
tetto, un giorno scelgo una gita nella giungla e vi partecipo.
Lavvicinamento discreto, ma appena dentro, non vedo nulla per la
nebbia, i freni non funzionano e mi fermo nella melma. Allimprovviso
una bestia salta fuori dalla selva e corre contro di me. Mai vista una

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bestia cos. Non c voluto molto, e il giorno dopo lanimale in
pentola.

Frasi per la pronuncia di "" (acuto).


Le frasi che seguono sono state costruite con parole la cui sillaba
tonica contiene una "" acuta. Ogni volta che in queste frasi
pronuncerete una "" grave sar un errore. Leggete con attenzione
gli accenti scritti su ogni parola e non lasciatevi prendere dalla
pronuncia abituale. Leggendo correttamente vi sar facile
familiarizzare con il fonema "" acuto. Leggete queste frasi, facendo
attenzione che siano tutte con "" acuta.

1) Il battibcco fu pr la Bistcca.
2) Con la stcca facva parcchio cilcca.
3) Vdo una zcca nel scchio.
4) L'apparcchio abbatt la catapcchia.
5) Innsco l'sca psco nlla trsca.
6) L'archittto discrto n prse una ftta.
7) Domnica l'arcivscovo passggia in pinta.
8) La professorssa mansca mi prendva spsso pr un orcchio.
9) Calato il libccio moll l'ormggio.
10) L'artfice dl miglior puntggio con la frccia fu l'orfice.
11) Spuntava col bcco dal cannto cadde nlla rte.
12) Spsso pso il psce.
13) Qul cicalccio arrivava dal postggio.
14) Dopo avr intso l'intrccio n scopr il cartggio.
15) S hai ste bvi dal scchio.
16) Nlla bttola pi che vino si bevva acto.
17) La torre girvole avva un movimnto ingannvole.
18) Il battsimo nl cristiansimo non un incantsimo.
19) Nel feudalsimo si conoscva il cattolicsimo.
20) Nell'ariansimo medsimo c' il battsimo.
21) In una carzza c' dolczza e purzza.
22) Sua altzza gli don la salvzza.
23) Avva il vzzo di fare una carzza.
24) Provai ribrzzo quando guardai da qull'altzza.
25) Chi lo sgue non gli d trgua.
26) Mi adguo d esguo.
27) Mi dilguo nlla slva.
28) La blva mi insgue.
29) Dicvo ch non bvo acto.
30) Larchittto mise sui ttti una torrtta.

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FRASI DI RIEPILOGO PER LA PRONUNCIA DELL'ACCENTO
FONICO SU "E".
Le frasi che seguono sono state costruite mescolando parole con "e"
grave e parole con "e" acuto. La difficolt consiste nel saper
distinguere se si devono pronunciare in un modo o nell'altro. Il testo
senza accenti permette di cimentarsi con le difficolt, il testo con gli
accenti permette di controllare se la pronuncia scelta stata corretta.
possibile leggere subito le frasi con gli accenti cos da imparare,
seguendo gli accenti scritti, la corretta pronuncia delle parole.
Leggete le frasi che seguono, e controllate il risultato con il testo con
gli accenti (in caso di errore sottolineate la parola sbagliata).

I
1a) A quelli come te tanto di cappello.
2a) Prese l' ombrello di suo fratello per andare in chiesa.
3a) L assedio avvenne oltre il fossatello.
4a) Pretesero di aprire lo sportello con un martello.
5a) Per tema del duello ho perso i miei capelli neri.
6a) Se balli la tarantella sei lo zimbello di tutti .
7a) Il barbiere netta il lavello.
8a) Si fatto uno sfregio con il rastrello.
9a) Che mi venga un accidente se non sono sorridente.
10a) Era contento dopo aver visto il dente pi lucente.
11a) Niente gli proib di scendere a volo radente.
12a) Sii ubbidiente e tieniti contro vento.
13a) Credeva spesso di essere indecente. .
14a) Tu menti se usi codesto accento con me.
15a) Se hai la coscienza a posto parti per Cosenza.
16a) Ti seguo con urgenza a Firenze.
17a) La tua esistenza fatta di tre ricorrenze.
18a) Celeberrimi dipinti dietro la bacheca.
19a) Integerrimi dirigenti vittime di incidenti.
20a) Le canne d'argento davano un lieve accento.
21a) Si udiva bene a ogni angolo della chiesa.
22a) Pareva un canto di cento sirene nel vento.
23a) Il freddo era sceso a venti sotto zero.

Pag. 14
Verifica
Utilizzate le frasi che seguono per controllare la corretta pronuncia
del testo senza accenti. Potete leggere direttamente queste frasi con
accenti per un ripasso generale o per aggiornamenti periodici.

1b) A qulli come t tanto di cappllo.


2b) Prse l'ombrllo di suo fratllo pr andare in chisa.
3b) L' assdio avvnne oltre il fossatllo.
4b) Pretsero di aprire lo sportllo con un martllo.
5b) Pr tma dl dullo ho prso i mii caplli nri.
6b) S balli la tarantlla si lo zimbllo di tutti .
7b) Il barbire ntta il lavllo.
8b) Si fatto uno sfrgio con il rastrllo.
9b) Ch mi vnga un accidnte s non sono sorridnte.
10b) ra contnto dopo avr visto il dnte pi lucnte.
11b) Ninte gli proib di scndere a volo radnte.
12b) Sii ubbidinte e tiniti contro vnto.
13b) Credva spsso di ssere indecnte. .
14b) Tu mnti s usi codsto accnto con m.
15b) S hai la coscinza a posto parti pr Cosnza.
16b) Ti sguo con urgnza a Firnze.
17b) La tua esistnza fatta di tr ricorrnze.
18b) Celebrrimi dipinti ditro la bachca.
19b) Integrrimi dirignti vittime di incidnti.
20b) Le canne d'argnto davano un live accnto.
21b) Si udiva bne a ogni angolo dlla chisa.
22b) Parva un canto di cnto sirne nl vnto.
23b) Il frddo ra scso a vnti sotto zro.

II
24a) Credetti dai fare bene bench avessi fretta.
25a) Spero di essere sincero e affatto severo.
26a) Lo credevo leggero.
27a) Avete messo il veto all'ingresso della feccia.
28a) Da fedele che era disse una prece.
29a) Se vero che non mente devo essergli benevolo.
30a) L'arciere albanese fece centro con la freccia.
31a) Era una fredda sera di primavera.
32a) Il congegno della sveglia era come una specie di nenia.
33a) Si metteva nel letto senza ritegno con un gemito.
34a) Divenne pi svelto di me.
35a) La neve sempre fredda .
36a) Le bestie della steppa restano sempre all'aperto.
37a) Ho scelto questa pesca perch non nera.
38a) Dovetti adempiere a un compito semplice che non avevo scelto.
39a) Ero debole di fegato.
40a) Un seme di pompelmo cresce meglio nella selva .
41a) Nell'alfabeto non ci sono venti lettere ma ventuno.
42a) La nebbia mi crea raucedine.

Pag. 15
43a) Esegue con la cetra severe musiche per il re.
44a) Il poeta sempre esperto.
45a) Una specie di ribrezzo.
46a) Quella sera era in pi edi sulla sedia.
47a) L'idea cli un breve scherzo non deve darti tema.
48a) Nonostante il gelo il duetto di Elisabetta cant sul tetto.
49a) Nell'alfabeto asceta segue amuleto ma non bistecca .
50a) La domenica mi dileguo in bicicletta verso l'autodromo.

Verifica
24a) Credtti di fare bne bench avssi frtta.
25a) Spero di ssere sincro affatto sevro.
26a) Lo credvo leggro.
27a) Avte msso il vto all'ingrsso dlla fccia.
28a) Da fedle ch ra disse una prce.
29a) Se vro ch non mnte dvo ssergli benvolo.
30a) L'arcire albanse fce cntro con la frccia.
31a) ra una frdda sra di primavra.
32a) Il conggno dlla svglia ra come una spcie di nnia.
33a) Si mettva nel ltto snza ritgno con un gmito.
34a) Divnne pi svlto di m.
35a) La nve smpre frdda .
36a) Le bstie dlla stppa rstano smpre all'aprto.
37a) Ho sclto qusta psca perch non nra.
38a) Dovtti admpiere a un compito smplice ch non avvo sclto.
39a) ro dbole di fgato.
40a) Un sme di pomplmo cresce meglio nella selva .
41a) Nell'alfabto non ci sono vnti lttere ma ventuno.
42a) La nbbia mi cra raucdine.
43a) Esgue con la ctra sevre musiche pr il r.
44a) Il pota smpre esprto.
45a) Una spcie di ribrzzo.
46a) Qulla sra ra in pidi sulla sdia.
47a) L'ida di un brve schrzo non dve darti tma.
48a) Nonostante il glo il dutto di Elisabtta cant sul ttto.
49a) Nell'alfabto, ascta sgue amulto ma non bistcca .
50a) La domnica mi dilguo in bicicltta vrso l'autodromo.

Pag. 16
La vocale "o" aperta
La o fonica aperta italiana () deriva spesso dalla o breve e dal
dittongo au del latino classico.

Esempi:
focus fuco,
locus lugo,
aurum ro,
paucus pco.

La lettera o ha suono aperto nei seguenti casi:

1. Nel dittongo -uo.


Esempi: tuno, scula, umo, sui, tui, bui, vui, sucera,
nura, sura, cazzula, mariulo, cure.
Eccezioni (o chiusa):
quando il dittongo fa parte dei suffissi di aggettivi e sostantivi
in -uoso, -uosa, -uosi, -uose, (Es.: affettuso, sinuso,
flessusa, lussusa, fruttuso, acqusa, ecc.),
nei vocaboli liqure, langure.

2. Nei vocaboli tronchi terminanti in -o comprese le forme


verbali dellIndicativo Futuro e Passato Remoto.
Esempi: per, fal, andr, arriv, cerc, sogn, pedal, ritir,
acquist.

3. Nei vocaboli in cui la o sia seguita da una consonante dopo


la quale vengono due vocali.
Esempi: negzio, scio, petrlio.
Eccezioni (o chiusa):
nel vocabolo incrcio.

4. Nelle terminazioni in -orio, -oria, -ori, -orie.


Esempi: stria, glrie, dormitri, baldria, obitrio,
osservatrio, conservatrio.

5. Nei vocaboli di origine straniera entrati a far parte del


linguaggio comune.
Esempi: bxe, gng, ygurt, lden, lrd, pster.

Pag. 17
6. Nelle terminazioni in -occio, -occia, -occi, -occe.
Esempi: cartccio, saccccia, bccia, grassccio, rccia,
figliccio.
Eccezioni (o chiusa):
nei vocaboli dccia e gccia.

7. Nelle terminazioni in -odo, -oda, -odi, -ode.


Esempi: brdo, chidi, sda, mda, pagde, chido, ldo, do,
frdo, frdi, gede.
Eccezioni (o chiusa):
nel verbo rdere e nei suoi composti (Es.: rdo, erdo,
corrdo, ecc.),
nel vocabolo cda.

8. Nelle terminazioni in -ogio, -ogia, -ogi, -oge, -oggio, -


oggia, -oggi, -ogge.
Esempi: dgi, ggi, fggia, pigge, barbgio, lggia, elgia,
elgi, tramggia, allggi, frge, appggia, appggio.

9. Nei suffissi di sostantivi e aggettivi in -oide.


Esempi: tiride, mattide, collide, stenide, asteride,
planetide, pazzide, steride, mastide.

10. Nei suffissi di sostantivi in -olo, -ola, -oli, -ole.


Esempi: carrila, tritlo, stagnla, taglila, bagnarle,
eucaliptlo, mariuli, mentlo.
Eccezioni (o chiusa):
nei vocaboli slo e vlo,
nelle voci del verbo colare e suoi composti e derivati (Es.:
clo, riclo, sclo, ecc.).

11. Nelle terminazioni in -osi, -osio in vocaboli usati in campo


scientifico e medico.
Esempi: calcolsi, fibrsi, tubercolsi, artrsi, ipnsi, lattsio,
destrsio, maltsio, saccarsio, glucsio.

12. Nei suffissi di sostantivi e aggettivi in -otto e, in generale,


nelle terminazioni in -otto, -otta, -otti, -otte.
Esempi: semplicitto, bamboltti, ltto, btte (percosse), ctto,
ctta, saltto, dtti (colti), dectto.
Eccezioni (o chiusa):
nei verbi derivati dal latino ducere (Es.: indtto, condtto,
ridtto, tradtto, ecc.),
nei vocaboli ghitto, rtto, stto, btte (recipiente).

Pag. 18
13. Nei suffissi di sostantivi in -ottolo, -ottola, -ottoli, ottole.
Esempi: vittolo, collttola, nanerttoli, pallttole.

14. Nei suffissi di sostantivi in -ozzo, -ozza, -ozzi, -ozze.


Esempi: tinzza, tavolzza, gargalzzo, gargarzzo, czzo,
tzzi, czza, picczze.
Eccezioni (o chiusa):
nei vocaboli gzzo, pzzo, singhizzo, rzzo, szzo.

15. Nelle terminazioni in -olgia, -olge, -orgia, -orge.


Esempi: blgia, blge, frgia, rge.

16. Nelle desinenze -olsi, -olse, -olsero dellIndicativo


Passato Remoto.
Esempi: clsi, tlsero, sconvlsero, vlsero, vlsi, avvlsero,
racclsi.

17. Nel Participio Passato in -osso, -ossa, -ossi, -osse.


Esempi: msso, rimssa, scssi, percsse.

18. Nei suffissi di derivazione ellenica in -ologo, -ogico, -


ografo, -omico, e loro plurali e femminili.
Esempi: prlogo, omloghi, allerglogi, patolgiche, psiclogo,
psicolgici, cartgrafo, ergonmiche, cmico, fotgrafi,
atmiche, illgici, antolgica, endocrinlogi, neurloghe,
istloga, archeloga.

Pag. 19
La vocale "o" chiusa
La o fonica chiusa italiana () deriva spesso dalla o lunga e
dalla u breve del latino classico.

Esempi:
nomen nme,
cognosco consco,
fuga fga,
supra spra.

La lettera o ha suono chiuso nei seguenti casi:

1. Nei monosillabi che terminano con consonante.


Esempi: cn, nn, cl.
Eccezioni (o aperta):
nei vocaboli sl (nota musicale) e dn (particella nobiliare).

2. Nelle terminazioni in -oce, -oci.


Esempi: crce, ferce, atrci, fce, nci.
Eccezioni (o aperta):
nei casi in cui la o sia preceduta dalla vocale u formando
il dittongo -uo- (Es.: nuce, cuce, ecc.),
nel vocabolo precce.

3. Nelle terminazioni in -ogno, -ogna, -ogni, -ogne.


Esempi: bisgno, cargne, sgni, cicgna, zampgna,
rampgna.

4. Nei suffissi di aggettivi in -ognolo, -ognola, -ognoli, -


ognole.
Esempi: amargnolo, giallgnole.

5. Nelle terminazioni in -one, -oni.


Esempi: missine, ottne, nasne, calzni, coccolne,
briccni, mascalzne, pantalne, giaccni, vegline, torrini,
bastine, bastne.

6. Nelle terminazioni in -zione, -zioni.


Esempi: azine, creazine, dizine, lezini, situazini.

Pag. 20
7. Nei suffissi di sostantivi e aggettivi in -oio, -oia, -oi, -oie.
Esempi: abbeveratio, galoppatio, mangiatie, mattati,
corridio, feritia, cesie, tettia.
Eccezioni (o aperta):
nei vocaboli sia, salamia.

8. Nelle terminazioni in -ondo, -onda, -ondi, -onde.


Esempi: fndo, mndi, secndo, snda, nde.

9. Nelle terminazioni in -onto, -onta, -onti, -onte.


Esempi: frnte, cnto, nta, mnti, scnto, accnto, viscnte.

10. Nei suffissi di sostantivi in -onzolo, -onzola, -onzoli, -


onzole.
Esempi: medicnzolo, pretnzolo, girnzolo, frnzoli.

11. Nelle terminazioni in -ore, -ora, -ori, -ore,


Esempi: dolre, amre, attre, qualra, ristra, candre, tenri,
fattre, corridri, calre, livre, fervre, colre, schermidre,
nuotatre, pescatri.
Eccezioni (o aperta):
nei casi in cui la o sia preceduta dalla vocale u formando
il dittongo -uo- (Es.: nura, cure, ecc.).

12. Nelle terminazioni in -orno, -orna, -orni, -orne.


Esempi: girno, contrni, frno, adrna, ritrna, ritrno.
Eccezioni (o aperta):
nel vocaboli crno, crna, prno.

13. Nei suffissi di sostantivi e aggettivi in -oso, -osa, -osi, -


ose.
Esempi: affettuso, afsi, erbse, gioiso, dolorse,
ambiziso, noiso, contenziso, collsa, medicamentsa,
curiso, sedizisa, calorso, stizzsi, baldanzsa, boriso.
Eccezioni (o aperta):
nei vocaboli rsa (fiore e colore), csa, isa, spso.

14. Nei pronomi personali.


Esempi: ni, vi, lro, costro, colro.

Pag. 21
Frasi per la pronuncia di "" acuto
Le frasi che seguono sono state costruite tutte con parole la cui
sillaba tonica contiene una "". Inoltre tutte le "o" toniche di queste
frasi sono acute. Leggendo correttamente queste frasi sar facile
familiarizzarsi con il fonema "" acuto. Leggete a voce alta queste
frasi, facendo attenzione che siano tutte con "o" acuta (se
pronuncerai una "" aperta sar un errore). Controllate il risultato
(sottolineate le parole sbagliate).

1) A Pistia con un accnto cmpro un rasio da girno.


2) Mia mglie cn orgglio ha messo nel frno il contrno.
3) Raccnto al cnte del velce tramnto sulla fce .
4) Ritrno a Camgli con l'accappatio.
5) La fce del Nce ha l'acqua velce.
6) ra sno lro i srdi.
7) L'orgogliso nn chiede perdno.
8) Un fro nel muro nn si fa gni girno.
9) Dpo il frantio c' la tettia del ricvero per le trtore .
10) Per un givane del mezzogirno non ci sno propste di
lavro.
11) Come contrno mia mglie cucina ciplla e rapernzolo.
12) Slo ad agsto ho capito che Camgli nn a Livrno.
13) Sgmbero dalla plvere la colnna di brnzo.
14) Tcco cn il gmito la gndola e dalla spnda sento una vce
furibnda.
15) Secndo il suo raccnto dal mnte sgrga una fnte:
16) Cnto le re di lavro e presento il cnto.
17) A un dno generso si rispnde grazie senza verggna.
18) L'azine fu condtta cn ardre sul pnte levatio.
19) Il pittre diffnde nel mndo il vlto della Giocnda.
20) Affrnto una belva ferce cn una cesia .
21) Adro il calre del sle al tramnto.
22) Da un'amplla tnda si diffnde un vapre verdgnolo.
23) Maggire l'azine, maggire l'onre.
24) Mi abbrnzo stto il sle.
25) Dpo il tuo sprne nn abbandno il rigre.
26) Pngo sul vassio lo zampne al vapre cn nci e germgli.
27) nda dpo nda tcco la spnda .
28) Ingio un pmo tndo .
29) Mi pngo un dubbio profndo.
30) Chi moribndo consce e vede la fce del mndo.

Pag. 22
Frasi per la pronuncia di "" grave
Le frasi che seguono sono state costruite tutte con parole la cui
sillaba tonica contiene una "". Inoltre tutte le "o" toniche di queste
frasi sono gravi. Leggendo correttamente queste frasi sar facile
familiarizzarsi con il fonema "" grave. Leggete a voce alta le
seguenti frasi e controllate il risultato (in caso di errore sottolineate a
matita la parola sbagliata).

1) Apprvo Canva che aveva un'alcva per ritrvo .


2) Prva a vedere se pive.
3) Nve uva nuve .
4) Un'rda si muve in mdo discrde.
5) Mrde un pco la crda.
6)La discrdia si plac in sinagoga .
7) Il bia gli fece tirare le cuia.
8) La parania prta anche giia.
9) A Tria si cuciono bui in salamia.
10) Quando anntca abbasso la caltta del cantto.
11) In dicitto ci rifugiammo nella grtta sull'isoltto.
12) Il galetto mis una pagntta nel fagotto.
13) Adlfo cucina il ristto alla rictta.
14) Il nstro mtco ltta ai rimrchi .
15) Trva la trta e scpri la marmtta.
16) Mise un certto all'orsacchitto.
17) Si tlse la vglia cli vedere la sglia del Campidglio.
18) Scpre le spglie dell'ere mrto sugli scgli.
19) Il Dge fece allggio alla lggia dei Brgia.
20) Se ne and mgio nella piggia.
21) ggi sfggia l'orolgio nuvo.
22) Abbzzo una carrzza di nzze.
23) Mangi una tinzza di czze.
24) Ti prendo per il gargarzzo e ti strzzo.
25) Lo spso esso limitava la dse .
26) In prsa la rsa cli nrma una csa.
27) Nella zna c' trppo plutnio e pco ozno.
28) Il trno vale un patrimnio.
29) Spse estiche in psa.
30) Il testimne alz il tno.

Pag. 23
FRASI DI RIEPILOGO PER LA PRONUNCIA DI "O"
Le frasi che seguono sono state costruite con parole con "o" grave e
parole con "o" acuto. La difficolt consiste nel saper distinguere se si
devono pronunciare in un modo o nell'altro. Il primo elenco (senza
accenti) permette cli cimentarsi con le difficolt presenti, il secondo
elenco (con gli accenti) permette di controllare se la pronuncia scelta
stata corretta. possibile anche leggere direttamente le frasi con
gli accenti cos da imparare, la corretta pronuncia delle parole
seguendo gli accenti scritti. Leggete a voce alta le seguenti frasi, e
controllate il risultato con il testo con gli accenti (in caso di errore
sottolineate la parola sbagliata).

1a) Canter con voce fioca l'assolo del conte.


2a) Con un cuore nuovo il nonno corre pi forte.
3a) Con la carota e col carciofo ci vuole la cipolla.
4a) Sono disposto a dire solo nome e cognome.
5a) Piove forte solo a Bologna.
6a) Adolfo adora le stuoie di stoffa.
7a) Il .suo solo scopo era la coppa.
8a) Con le cesoie diede forma alle foglie.
9a) Un insolito suono che ascolto solo la notte.
10a) In parrocchia Rodolfo noto come cantore.
11a) Le icone sono opera di un pittore e un orafo.
12a) Il dottore scopre un ignoto morbo.
13a) Ignoti scoprono le colonne del mondo.
14a) Solo dopo lo scoppio dell'ampolla si risolse l'imbroglio.
15a) Con un nodo ricordo ogni cosa.
16a) Mia moglie vuole una passatoia in corridoio.
17a) Nel sonno l'inconscio sogna.
18a) Il pittore ritocca il colore rosa del volto.
19a) Porgo su un vassoio un'enorme aragosta con uova e salmone.
20a) Il balordo ingoia liquori a iosa.
21a) Pongo la posta sul ponte .
22a) Prodotto in loco molto olio nuovo

Verifica
1b Canter con voce fica l'asslo del cnte.
2b Cn un cure nuvo il nnno crre pi frte.
3b Cn la carta e cl carcifo ci vule la ciplla.
4b Sno dispsto a dire slo nme e cognme.
5b Pive frte slo a Bolgna.
6b Adlfo adra le stuie di stffa.
7b Il suo slo scpo ra la cppa.
8b Cn le cesie diede frma alle fglie.
9b Un inslito suno che asclto slo la ntte
10b In parrcchia Rodlfo nto cme cantre.
11b Le icne sono pera di un pittre e un rafo.
12b Il dottre scpre un ignto mrbo.

Pag. 24
13b Ignti scprono le colnne del mndo.
14b Slo dpo lo scppio dell'amplla si rislse l'imbrglio .
15b Cn un ndo ricrdo ogni csa.
16b Mia mglie vule una passatia in corridio.
17b Nel snno l'incnscio sgna.
18b Il pittre ritcca il colre rsa del vlto.
19b Prgo su un vassio un'enrme aragsta con uva e salmne.
20b Il balrdo ingia liquri a isa.
21b Pngo la psta sul pnte.
22b Prodtto in lco mlto lio nuvo.

BRANO CON "O"


Con il brano seguente mettete alla prova la vostra spigliatezza di
lettura delle parole con "o". Gli accenti acuti e gravi sono sparsi nel
testo. Decidete voi come pronunciare le parole e poi controllate con
la seconda parte accentata.

Il lavoro dell'attore
Ogni giorno l'attore lavora, sulle emozioni,- sul corpo, sulle parole,
sul copione. curioso di conoscere il mondo, le persone che lo
circondano, di coglierne gli umori , il loro modo di porsi, le tensioni, le
relazioni, gli accordi e i dissapori. Ascolta e annota come un
narratore, le molte inflessioni del discorso, i toni e i colori delle
parole, coglie l'intenzione di un volto, il racconto di una passione nel
tremore nervoso della voce. Scopre come una posizione possa
essere testimone del microcosmo di un uomo o di una donna. I colori
della sua tavolozza sono l'odio, l'amore, la gioia e la passione.
Esplora i moti del cuore, come l'orgoglio, l'angoscia, l'ardore, la
comprensione, il conforto, la delusione, l'esitazione, l'orrore , la
vanagloria. Prova i ruoli pi noti come il buono, il povero, il buffone,
ladulatore, il giovane, il diabolico accusatore o il difensore mosso da
indomito vigore.
Si confronta con la morte e labiezione.
Ogni quattordici giorni va a lezione da un noto professore di dizione.
Poi si pone di fronte al ruolo che gli propongono, lo confronta con i
ricordi pi reconditi della memoria. Compie molte volte ogni gesto,
muove il corpo come un robot, ripropone suoni ed espressioni,
escogita posizioni e smorfie, sino alla noia, sino al sorgere di
quell'uomo che ci vuole per la storia. Nel sonno ricorda i monologhi,
di giorno si comporta come il suo eroe.
l'ora! Pochi secondi di concentrazione e poi, non importa che sia
famoso o no, che il suo nome si conosca o sia ignoto, egli si
trasforma in un'ombra, sepolto nel corpo della sua invenzione.
Suoni, colori e odori lo avvolgono, orde di spettatori lo ascoltano e lo
vogliono, e lui risponde come ogni notte, con parole non sue ma con
la propria interpretazione.
Dopo il prologo, l'opera si snoda come il solito e alla conclusione
risuona nel corridoio l'ovazione e l'encomio dell'uditorio. Fra poche
ore le recensioni tesseranno gli elogi cli quell'esordio.

Pag. 25
un lavoro faticoso, che presuppone dedizione; non ti molla un
secondo, geloso, odia ogni opzione nuova. Come in una religione,
l'attore sinoltra nel gioco per amore, da neofita si trasforma in un
monaco che con orgoglio porta per il mondo la sua professione. Lo
paragonano al fuoco di un demonio che ti divora. Un dolce dolore
che ha travolto un giorno anche l'autore di queste riflessioni.

Le Consonanti Sibilanti Dentali


Una distinzione simile a quella fatta per le vocali anche
individuabile per le Consonanti Sibilanti Dentali che sono la "S" e la
"Z".

Pertanto avremo:

Consonanti sibilanti dentali alfabetiche sono in numero


di DUE:

"s", "z"

Consonanti sibilanti dentali fonetiche sono in numero di


QUATTRO:

"s" sorda o aspra, "s" sonora o dolce,


"z" sorda o aspra e "z" sonora o dolce

La pronuncia fonetica di queste consonanti sar:

S sorda o aspra, come nelle parole sole, rosso, cascare,

S sonora o dolce, come nelle parole rosa, asilo, vaso,

Z sorda o aspra, come nelle parole zucchero, bellezza, stanza,

Z sonora o dolce, come nelle parole zanzara, azalea, dozzina.

Pag. 26
La consonante "s" aspra o sorda
La s aspra o sorda italiana quella usata per pronunciare il
vocabolo sale e si presenta nei seguenti casi:

1. Quando si trova in principio di vocabolo ed seguita da


vocale.
Esempi: sole, sale, sapere, sedano, sorpresa, sabato, sicuro,
solluchero, sedurre, sospetto, situazione, secessione,
superiore, sultano.

2. Quando iniziale del secondo componente di un vocabolo


composto.
Esempi: affittasi, disotto, girasole, prosegue, risapere, unisono,
preservare, preservativo, riservare, reggiseno, reggispinta,
risega, pluristrato, multistrato.

3. Quando doppia.
Esempi: essere, asso, tosse, dissidio, tessera, rissa, fossa,
riscossa, affossare, arrossare, assistente, intossicante.

4. Quando preceduta da consonante.


Esempi: arso, polso, comprensione, corso, ascensore,
discensore, censore, pulsore, arsura, tonsura, censo, incenso.
Eccezioni (s dolce o sonora):
nei vocaboli con prefisso trans- (Es.: transalpino,
transatlantico, transigere, translanceato, translucido,
transoceanico, transumante).

5. Quando seguita dalle consonanti cosiddette sorde c, f,


p, q, t.
Esempi: scala, sfera, spola, squadra, storta, ascolto, aspetto.

Nota Bene: alcuni dizionari fonetici stabiliscono che il suono della s


debba essere aspro anche in molti altri casi come casa, cosa, cos,
mese, naso, peso e alcuni altri. In realt questo tipo di pronuncia
associata ai vocaboli elencati caduta quasi del tutto in disuso, fatta
eccezione per qualche parlata dellItalia centrale e meridionale.

Pag. 27
La consonante "s" dolce o sonora
La s dolce o sonora italiana quella usata per pronunciare il
vocabolo asma e si presenta nei seguenti casi:

1. Quando si trova tra due vocali.


Esempi: viso, rosa, chiesa, bisogno, uso, coeso, difeso,
contuso, colluso, reso, steso, bleso, blusa.
Eccezioni (s aspra o sorda):
in alcuni vocaboli come preside, presidente, trasecolare,
disegno. Questi vocaboli, in realt, sono vocaboli composti
anche se questa caratteristica non immediatamente
evidente.

2. Quando seguita dalle consonanti cosiddette sonore b, d,


g, l, m, n, r, v.
Esempi: sbarco, sdegno, sdoppiare, sgarbo, sgridare, slitta,
slegare, smania, sminuzzare, sniffare, snaturare, sradicare,
svelto, sventare.

Pag. 28
La consonante "z" aspra o sorda
La z aspra o sorda italiana quella usata per pronunciare il
vocabolo calza e deriva spesso dalla -ti- seguita da vocale del
latino classico.

Esempi:
pretium prezzo,
tertium terzo,
facetia facezia.

La lettera z ha suono aspro o sordo nei seguenti casi:

1. Quando preceduta dalla lettera l (elle).


Esempi: alzare, sfilza, calza, milza, innalzare, scalzare, colza,
balzano, filza, calzolaio.
Eccezioni (z dolce o sonora):
nei vocaboli elzeviro e belzeb.

2. Quando lettera iniziale di un vocabolo e la seconda sillaba


inizia con una delle consonanti cosiddette mute c, f, p, q, t.
Esempi: zampa, zoccolo, zoppo, zappa, zufolo, zucchero, zitto,
zolfo, zecca (insetto e fabbrica di monete).
Eccezioni (z dolce o sonora):
nei vocaboli zaffiro, zefiro, zotico, zeta, zafferano.

3. Quando seguita dalla vocale i seguita a sua volta da


unaltra vocale.
Esempi: zio, agenzia, polizia, grazia, ospizio, silenzio, vizio.
Eccezioni (z dolce o sonora):
nel vocabolo azienda,
in tutti quei vocaboli derivati da altri vocaboli che seguono la
regola della zeta dolce o sonora (Es.: romanziere che deriva
da romanzo, ecc.).

4. Nei vocaboli con terminazioni in -ezzo, -ezza, -ezzi, -


ezze, -ozzo, -ozza, -ozzi, -ozze, -uzzo, -uzza, -uzzi, -
uzze.
Esempi: vezzo, grandezza, pozzo, pozza, spruzzo, spruzza,
puzze, tinozza, carrozze, puzzo, olezzo, lezzo, piccozze,
piccolezza, tenerezze.
Eccezioni (z dolce o sonora):
nel vocabolo brezza.

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5. Nelle desinenze dellInfinito in -azzare.
Esempi: ammazzare, strapazzare, sghignazzare, cozzare,
insozzare, dirozzare, sminuzzare.

6. Nei suffissi in -anza, -enza.


Esempi: speranza, sudditanza, usanza, credenza, assenza,
prudenza, portanza, vicinanza, incompetenza, impazienza,
tolleranza, tracotanza, presenza.

7. Nei suffissi in -onzolo.


Esempi: ballonzolo, pretonzolo, gironzolo, mediconzolo.

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La consonante "z" dolce o sonora
La z dolce o sonora italiana quella usata per pronunciare il
vocabolo zero e deriva spesso dalla -di- seguita da vocale del
latino classico.

Esempi:
prandium pranzo,
radius razzo.

La lettera z ha suono dolce o sonoro nei seguenti casi:

1. Nei suffissi dei verbi in -izzare.


Esempi: organizzare, penalizzare, coalizzare, concretizzare,
carbonizzare, sinterizzare, sintetizzare.

2. Quando lettera iniziale di un vocabolo ed seguita da due


vocali.
Esempi: zaino, zuavo, zootecnico, zoologo.
Eccezioni (z aspra o sorda):
nel vocabolo zio e suoi derivati che rientrano nella regola
della zeta aspra o sorda perch presentano la vocale i
seguita da unaltra vocale.

3. Quando lettera iniziale di un vocabolo e la seconda sillaba


inizia con una delle consonanti cosiddette sonore b, d, g, l,
m, n, r, v.
Esempi: zebra, zodiaco, zigote, zelante, zumare, zenzero, zero,
zavorra.
Eccezioni (z aspra o sorda):
nei vocaboli zanna e zazzera,
nel vocabolo zigano perch in realt deriva dal termine
caucasico tzigan.

4. Quando semplice in mezzo a due vocali semplici.


Esempi: azalea, azoto, ozono, nazareno.
Eccezioni (z aspra o sorda):
nel vocabolo nazismo.

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Il rafforzamento
La regola del rafforzamento sintattico, in genere ignorata (nelle
regioni settentrionali) o malamente utilizzata (nelle regioni centrali e
meridionali), impone di pronunciare alcune consonanti semplici,
poste ad inizio parola, come se fossero doppie.

Questo raddoppiamento pronunciato, e non scritto, deve essere


effettuato nei seguenti casi:

1. Dopo tutte le parole polisillabe tronche,


Esempi:
Perch no perch-nn,
citt santa citt-ssanta,
sar tua sar-ttua.

2. Dopo i monosillabi accentati o tonici n, gi, qua, l, fa,


pi, s, ma, sa, fra, se, a, e, o, ecc.,
Esempi:
gi detto gi-ddetto,
l sotto l-ssotto,
fra noi fra-nnoi,
se dici se-ddici,
e poi e-ppoi,
a noi a-nnoi.

3. Dopo la forma del verbo essere,


Esempi:
vero -vvero,
falso -ffalso,
cotto -ccotto,
tradito -ttradito.

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I nomi propri
I nomi propri non seguono le regole fin qui esposte. Occorre
quindi conoscerne lesatta pronuncia imparando a memoria quelli pi
comuni. Eccone un elenco per i quali, ovvio, la regola applicabile
anche al corrispondente di sesso opposto quando vi sia:

Pronuncia aperta Oflia, Oliviro, lga, Omro,


Orste, Ornlla, scar, Otllo.
Able, Adlchi, Adle, Adlfo, Perptua, Pitro, Pompo.
Albrto, Agnse, Alssio, Rachle, Raffale, Rebcca,
Alighiro, Ambrgio, Amedo, Rmo, Robrto, Romo,
Amlia, Amlto, Anaclto, Rcco, Rmolo, Rsa,
Andra, Anglica, Antnio, Ruggro.
Antonllo, Anslmo, Arnldo, Srgio, Ssto, Sttimo, Sevro,
Aurra, Azglio. Silvstro, Snia.
Brta, Bris. Taddo, Telmaco, Teodro,
Carltta, Carmlo, Celste, Ternzio, Tersa, Teso.
Cllia, Clemnte, Cornlio, Umbrto.
Csimo, Cristforo. Valrio, Vernica, Vincnzo,
Danile, Demtrio, Desidrio, Vittrio.
Digo, Dra, Donatlla. Zno.
be, gle, lena, Eleonra,
Elttra, lio, Elisabtta, Eliso, Pronuncia chiusa
Emanule, mma, nnio,
nzo, Ernsto, ster, ttore, Adne, Alfrdo.
Eugnio, Eusbio, va. Benedtto.
Fedra, Filibrto, Fiornzo, Csare.
Fulgnzio. Domnico.
Gabrile, Gabrilla, Galilo, Edmndo, lsa.
Gaudnzio, Gmma, Gensio,
Fedle, Francsco.
Genovffa, Gilbrto, Giglila,
Gastne, Ginvra, Girgio,
Giosu, Girlamo, Gislla,
Goffrdo.
Giusppe, Gregrio, Gualtiro,
Guglilmo. Maddalna.
Innocnzo, Irne, Isablla, rsola.
Istta, Ipplito. Raimndo.
Leopldo, Lambrto, Lornzo. Salvatre, Secndo, Simne,
Marcllo, Matto, Michle, Simontta, Stfano.
Milna, Mirlla, Mnica.
Nicla, Nra, Nrma.

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Gli omografi
Nella lingua italiana si presentano casi di omonimie che si
differenziano nel loro significato proprio in ragione del diverso tipo di
accento fonico che le caratterizza, sebbene, per altro, tale accento
non sia mai segnalato dalla grafica.
Nelle due tabelle della pagina seguente sono elencati quei casi
nei quali occorre prestare particolare attenzione al fine di evitare
ambiguit e malintesi.

Vocale "e" aperta () o Vocale "e" chiusa () o


grave acuta
Acctta (verbo e aggettivo) Acctta (scure)
Afftto (sentimento, malore) Afftto (verbo affettare)
Arna (circo, anfiteatro) Arna (sabbia)
Collga (compagno) Collga (verbo collegare)
Corrsse (verbo correggere) Corrsse (verbo correre)
Crdo (preghiera e sostantivo) Crdo (verbo credere)
Crta (isola del mediterraneo) Crta (argilla)

sca (verbo uscire) sca (cibo, richiamo per pesci)

sse (lettera dellalfabeto) sse (pronome)


Lgge (verbo leggere) Lgge (norma)
Mnto (verbo mentire) Mnto (parte del viso)
Msse (raccolto) Msse (funzioni religiose)
Ni (macchie della pelle) Ni (preposizione articolata)
Psca (frutto) Psca (verbo pescare)
Pste (malattia) Pste (tracce, orme)
R (nota musicale) R (monarca, regnante)
T (bevanda) T (pronome)
Tlo (dardo, freccia) Tlo (tessuto)
Tma (argomento di discussione, Trna (verbo temere e vocabolo)
componimento)
Vnti (plurale di vento) Vnti (numero)

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Gli omografi
Vocale "o" aperta () o Vocale "o" chiusa () o
grave acuta
Accrsi (verbo accorgere) Accrsi (verbo accorrere)
Btte (percosse) Btte (recipiente per vini)
Clto (verbo cogliere) Clto (istruito, coltivato)
Cppa (tazza) Cppa (parte del collo)
Crso (abitante della Corsica) Crso (sostantivo e verbo)
Fro (tribunale, piazza) Fro (buco passante)
Fsse (buche) Fsse (verbo essere)
Indtto (non dotto, ignorante) Indtto (verbo indurre)
Prsi (verbo porgere) Prsi (verbo porre)
Psta (ufficio, somma in gioco) Psta (verbo porre)
Rcca (fortezza) Rcca (conocchia del filatoio)
Rsa (fiore) Rsa (verbo rodere)
Scpo (fine, obiettivo) Scpo (verbo scopare)
Scrsi (verbo scorgere) Scrsi (verbo scorrere)
Srta (specie) Srta (verbo sorgere)
Tcco (pezzo, berretto) Tcco (sostantivo e verbo)
Trre (verbo togliere) Trre (edificio)
Trta (verbo torcere) Trta (dolce)
Vlto (verbo volgere) Vlto (viso)
Vlgo (verbo volgere) Vlgo (plebe, popolo)
Vto (vuoto) Vto (proponimento, scelta)

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I verbi ausiliari (essere e avere)
Modo/Tempo Verbo essere Verbo avere
Indicativo/Presente sno, si, , site, sno h, avte
Indicativo/Imperfetto ro, ri, ra, rano avvo, avvi, avva,
avvano
Indicativo/Futuro semplice sar, sarmo, sarte avr, avrmo, avrte
Indicativo/Passato remoto fsti, fste bbi, avsti, bbe,
avmmo, avste, bbero
Congiuntivo/Presente sari, sarsti, sarbbe, avri, avrsti, avrbbe,
sarmmo, sarste, avrmmo, avrste,
sarbbero avrbbero
Congiuntivo/Imperfetto fssi, fsse, fssimo, avssi, avsse, avste,
fste, fssero avssero
Participio/Presente -------- avnte
Gerundio/Presente essndo avndo

Le principali desinenze dei verbi non


ausiliari
Modo/Tempo Sing. Plur.
1 prs. 2 prs. 3 prs. 1 prs. 2 prs. 3 prs.
Indicativo/Presente ----- ----- ----- ----- -te -----
Indicativo/Imperfetto -vo -vi -va ----- ----- -vano
Indicativo/Futuro semplice - ----- ----- -mo -te -----
Indicativo/Passato remoto -ci ----- -ce ----- ----- -cero
-i -sti - -mmo -ste -rono
-lsi ----- -lse ----- ----- -lsero
-nni ----- -nne ----- ----- -nnero
-rsi ----- -rse ----- ----- -rsero
-si ----- -se ----- ----- -sero
-ssi ----- -sse ----- ----- -ssero

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I numeri cardinali
no si ndici sdici trnta
de stte ddici diciasstte cnto
tr tto trdici dicitto miline
quttro nve quattrdici diciannve zro
cnque dici qundici vnti

I numeri ordinali
prmo ssto undicsimo sedicsimo
secndo sttimo dodicsimo diciassettsimo
trzo ottvo tredicsimo diciottsimo
qurto nno quattordicsimo diciannovsimo
qunto dcimo quindicsimo ventsimo

I mesi dellanno
gennio mggio settmbre
febbrio gigno ottbre
mrzo lglio novmbre
aprle agsto dicmbre

I giorni della settimana


luned mercoled venerd domnica
marted gioved sbato

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