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SMALTO

Lo smalto costituito per il 96% da materiale inorganico, 1% da materiale


organico e 3-4% da acqua.
La componente inorganica rappresentata da cristalliti di idrossiapatite.
E' il tessuto pi duro del nostro organismo ma molto fragile (alto modulo di
elasticit e bassa forza di tensione). Per mantenersi integro necessita della
presenza al di sotto della dentina. Lo smalto traslucido quindi lascia trasparire
il colore della dentina.
E' caratterizzato da unit cilindriche disposte in file sovrapposte --> prismi dello
smalto. Vanno dalla giunzione smalto-dentina fino alla superficie esterna dello
smalto, con andamento perpendicolare ma ondulato. Sono rivestiti da una
guaina del prisma e sono separati gli uni dagli altri da smalto interprismatico.
I cristalliti di idrossiapatite sono disposti parallelamente all'asse lungo del
prisma a livello del corpo mentre a livello della guaina assumono una
inclinazione pi accentuata con un assemblaggio meno compatto.
I prismi mostrano striature trasversali, le strie trasversali, correlabili
all'incremento giornaliero dello smalto.
Linee incrementali con decorso obliquo descrivono l'evoluzione ritmica che
caratterizza la formazione dello smalto. Dovute a disturbi durante
l'amelogenesi. Terminano in corrispondenza di leggere depressioni che
corrispondono a rilievi a livello dello smalto superficiale, dando al dente un
aspetto ondulato. La depressione e il corrispondente rilievo costituiscono la
perichimata.

DENTINA
La dentina un tessuto connettivo avascolare mineralizzato del dente di origine
mesenchimale. Costituita principalmente da un intreccio irregolare di fibrille
collagene in intimo contatto con i cristalliti di idrossiapatite.
E' attraversata dai processi odontoblastici: prolungamenti citoplasmatici degli
odontoblasti, il cui corpo situato alla periferia esterna della polpa. I processi
odontoblastici si trovano all'interno dei tubuli dentinali.
Gli odontoblasti non rimangono ingloblati dal tessuto prodotto.
Per il 70% formata da materiale inorganico, per il 18% da materiale organico
e 12% acqua.
Il collagene di tipo I (quello di tipo III non c') rappresenta l'80-90% della
matrice organica.
E' di colore giallo pallido.
E' molto permeabile per la presenza del sistema di tubuli che la attraversa per
tutto lo spessore (sia a livello coronale che radicolare).
Il diametro, e anche il numero, dei tubuli aumenta in prossimit della polpa per
una diminuzione della dentina peritubulare. Questo condiziona la sensibilit e la
permeabilit della polpa.
Il decorso dei tubuli curvilineo ma perpendicolare alla superficie esterna del
dente.
Tra processo odontoblastico e tubulo dentinale presente uno spazio detto
spazio periodontoblastico (minore in prossimit della polpa). Al suo interno
contenuto il fluido dentinale, considerabile come un filtrato dei capillari della
polpa. [teoria idrodinamica della sensibilit dentinale]
Sono presenti fibre nervose provenienti dal plesso subodontoblastico della
polpa che si addentrano nella predentina e nel terzo interno della dentina.
La dentina pu essere suddivisa in 3 regioni:
- PREDENTINA: strato non mineralizzato tra polpa e dentina circumpulpare.
Le fibre collagene di tipo I formano reti intrecciate in modo disordinato che
diventa sempre pi compatto in vicinanza del fronte di mineralizzazione.
La predentina pu essere quindi considerata una zona di maturazione delle fibre
collagene.
Si forma e persiste per tutta la vita del dente. Il suo spessore rimane costante
(formazione e mineralizzazione vanno alla stessa velocit).
Al confine con la dentina circumpulpare sono presenti i calcosferiti, che
rappresentano il fronte di mineralizzazione della dentina. Durante le prime fasi
di mineralizzazione i cristalliti di idrossiapatite vengono depositati dentro e
attorno alle fibre collagene della predentina sotto forma di ammassi sferici
destinati ad accrescere in senso CENTRIFUGO e a fondersi per formare
dentina mineralizzata.
- DENTINA MANTELLARE: sottile strato periferico posto tra dentina
circumpulpare e giunzione smalto-dentina.
E' la prima dentina che si viene a formare (dai primi odontoblasti differenziatisi
dalle cellule mesenchimali della papilla dentale).
Differisce dalla dentina circumpulpare per via delle fibre collagene che sono
disposte perpendicolarmente alla giunzione smalto-dentina e sono rivestite da
glicosaminoglicani. Ha anche una minor mineralizzazione.
- DENTINA CIRCUMPULPARE: posta tra predentina e dentina mantellare.
Forma la massa principale e calcificata della dentina.
Le fibre collagene I aumentano di numero e diametro in corrispondenza dello
smalto.
E' suddivisibile in:
1) dentina interglobulare: presente al di sotto della dentina mantellare si
presenta come sottili aree di dentina circumpulpare con matrice ipo e non
mineralizzata per la mancata unione dei calcoglobuli. I tubuli all'interno dei
globuli non presentano dentina peritubulare.
2) strato granulare della radice: presente a livello radicolare al di sotto della
giunzione cemento-dentina. Si presenta con aree di dentina ipomineralizzata
con aspetto granulare.
3) dentina intra e intertubulare: la dentina intratubulare riveste la parete interna
dei tubuli ed ipermineralizzata. Viene costantemente prodotta per tutta la vita
del dente. Non presente nella predentina e nella dentina interglobulare.
Il suo diametro aumenta verso la giunzione smalto-dentina, con l'et quindi
possiamo assistere a una completa obliterazione del tubulo dentinale (sclerosi
fisiologica) a livello dello smalto come meccanismo di difesa della polpa per
ridurre la permeabilit dentinale.
La dentina intertubulare si trova invece tra i tubuli dentinali ed meno
mineralizzata di quella intratubulare.

Dentina Primaria: prodotta durante l'odontogenesi fino all'eruzione del dente


nella cavit buccale.
Dentina Secondaria: depositata per tutta la vita del dente sulla superficie
pulpare della dentina primaria. Con l'avanzare dell'et questa dentina tende a far
ridurre sempre di pi lo spazio della camera pulpare.
Dentina Terziaria: prodotta in seguito a stimoli irritativi. Pu essere tubulare (in
seguito a lievi stimoli irritativi in cui non c' danno a carico degli odontoblasti)
o atubulare (poich prodotta da cellule che si differenziano in odontoblasti e
non sono in grado di produrre la dentina tipica).

POLPA
Tessuto connettivo lasso molto vascolarizzato e innervato contenuto nella
camera pulpare della corona e nei canali radicolari.
Per il 75% composta da acqua e per il 25% da materiale organico (per lo pi
fibre collagene I e III).
Si caratterizza per avere, lungo tutto il perimetro della camera pulpare, la
presenza degli odontoblasti responsabili della produzione della dentina.
Comunica con il legamento periodontale grazie all'apice radicolare e ai canali
accessori della/e radice/i.
Al di sotto della predentina troviamo lo strato degli odontoblasti, costituito dal
loro corpo disposto in un'unica fila. Uniti tra loro da sistemi di giunzioni come:
giunzioni occludenti, giunzione serrate (gap junction) e desmosomi.
Al di sotto troviamo l'area subodontoblastica composta da una zona povera di
cellule (subito sotto gli odontoblasti, nella quale troviamo il plesso nervoso
subodontoblastico formato da capillari e fibre nervose amieliniche. Da qui
partono assoni nudi che entrano all'interno del tubulo dentinale per un terzo
della lunghezza) e da una zona ricca di cellule (al di sotto, caratterizzata da un
addensamento di fibroblasti, cellule mesenchimali indifferenziate e linfociti).
Al di sotto ancora troviamo la massa principale della polpa.
Le arteriole terminali che vascolarizzano la polpa entrano tramite il foro apicale
della radice.
L'iinervazione comprende:
- fibre mieliniche: sono fibre sensitive del gruppo A-delta del nervo trigemino.
Molte di queste raggiungono il plesso nervoso subodontoblastico perdendo la
guina mielinica. Da qui possono poi prolungarsi fino al tratto iniziale del tubulo
dentinale. Sono maggiormente distribuite alla periferia della polpa.
Le fibre A-delta sono correlate al dolore acuto, pungente o veloce. (primo
dolore)(dolore dentinale)
- fibre amieliniche: del gruppo C. Comprendono sia fibre ortosimpatiche che
sensitive. Queste ultime raccolgono, tramite nocicettori, stimoli termici (caldo),
meccanici e chimici. Fanno capo al nervo trigemino.
Sono correlate al dolore spontaneo, gravativo o cronico. (secondo dolore)
(dolore pulpare)
TEORIA IDRODINAMICA sulla sensibilit pulpo-dentinale:
presuppone il brusco movimento del fluido dentinale all'interno del tubulo che
va ad attivare i terminali qui dentro presenti. Questo provocherebbe un aumento
della loro permeabilit al Na+ e, quindi, una depolarizzazione di membrana con
insorgenza di un potenziale d'azione.

CEMENTO
Il cemente un tessuto connettivo calcificato che riveste la radice e si unisce
alla superficie radicolare delle fibre collagene del legamento periodontale.
E' un tessuto parodontale e non del dente. Ha origine mesenchimale (sacco
dentario) ed un tessuto di sostegno del dente.
A differenze dell'osso avascolare, quindi presenta fenomeni di riassorbimento
e di apposizione pi lenti.
L'attivit metabolica del cemento garantita dalla vascolarizzazione del
legamento periodontale.
Viene depositato in modo continuo per tutta la vita del dente. Ha uno spessore
sottile (12-20 micron) a livello cervicale, mentre a livello apicale pi spesso
(200-600 micron).
Per il 65% formato da una fase inorganica (piccoli cristalli di idrossiapatite),
per il 23% da materiale organico (fibre collagene per il 95% di tipo I e sostanza
fondamentale di proteoglicani) e per il 12% da acqua.
Si distinguono 2 tipi di tessuto:
- cemento acellulare: primo che si forma e si deposita sulla dentina sottostante
in un esile strato. Nel dente erotto ricopre tutta la superficie radicolare e nel
terzo apicale viene ricoperto e si continua con il cemento cellulare.
- cemento cellulare: presenti cementociti contenuti in lacune cementocitarie che
presentano canalicoli diretti verso il legamento periodontale.
Viene formato dai cementoblasti, presenti nel legamento periodontale, non
appena il dente raggiunge la posizione occlusale funzionale nell'arcata e
continua per tutta la vita. Questi con la deposizione della matrice e successiva
calcificazione rimangono intrappolati nel tessuto prodotto trasformandosi in
cementociti (scarsa attivit). Quest'ultimi allontanandosi dal legamento
periodontale, per la continua formazione di tessuto, degenerano e le lacune e i
canalicoli si trasformano in spazi vuoti.
Penetra per circa 1 mm, attraverso il foro apicale, nel canale radicolare.

Questi 2 cementi differiscono per la morfologia di superficie e per


l'orientamento delle fibre collagene, che possono essere:
1) intrinseche: prodotte dai cementoblasti.
2) estrinseche: sono le parti terminali calcificate delle fibre del legamento
periodontale (prodotte dai fibroblasti); penetrano nel tessuto come fibre
perforanti.

Nel cemento acellulare prevalgono le fibre estrinseche che provengono dal


legamento periodontale. Vanno perpendicolarmente nel cemento fino alla sua
giunzione con la dentina. Rilasciano sulla superficie esterna della radice una
impronta (piccoli e numerosi rilievi a cupola).
Nel cemento cellulare prevalgono le fibre intrinseche, parallele alla superficie.
Entrambi i cementi si continuano nel legamento periodontale tramite il
precemento (sottile strato di matrice non calcificata).

Poich la formazione del cemento ritmica (fasi di attiva deposizione e di


riposo) e costante si notano delle linee incrementali, dando un aspetto laminare.

LEGAMENTO PERIODONTALE
E' un tessuto connettivo presente tra la superficie radicolare del dente e la parete
della cavit alveolare nello spazio periodontale.
In alto in contatto con il connettivo della gengiva mentre a livello degli apici
radicolari in contatto con la polpa dentaria.
E' composto da vari fasci di fibre collagene, con diversa inclinazione, che
attraversano lo spazio periodontale e penetrano con i loro tratti terminali (fibre
perforanti) nel tessuto osseo alveolare e nel cemento.
Svolge varie funzioni tra cui:
1) protegge i tessuti circostanti distribuendo i carichi dinamici che gravano sui
denti.
2) permette adesione del dente con le strutture contigue (osso e cemento) e
funge da ammortizzatore.
La componente cellulare formata da cementoblasti, osteoblasti, fibroblasti,
cellule mesenchimali indifferenziate, macrofagi e residui epiteliali della radice
(Malassez).
Osteoclasti e cementoclasti sono presenti, addossati alla superficie dei rispettivi
tessuti, soltanto se ci sono fenomeni di riassorbimento in atto.
Osteoblasti e cementoblasti sono allineati a rivestire la superficie ossea
alveolare e il cemento.
A causa dell'ampio turn-over delle fibre collagene i fibroblasti sono gli elementi
pi rappresentativi. Sono gli unici responsabili del modellamento del
legamento.
Le fibre collagene sono di tipo I (80%) e III. Sono disposte in fasci di fibre
organizzate in 4 gruppi principali:
- I gruppo: della cresta alveolare. Vanno dalla cresta alveolare al cemento,
subito al di sotto della giunzione amelo-cementizia.
- II gruppo: orizzontale. Decorso orizzontale nello spazio periodontale.
- III gruppo: obliquo. A livello del terzo medio, rivolte verso il basso.
- IV gruppo: apicale. Dall'apice verso l'osso alveolare circostante.
La vascolarizzazione data da rami delle arterie alveolari superiori e inferiori:
rami pulpari, rami parodontali e rami alveolari.
L'innervazione data da fibre ortosimpatiche che decorrono in vicinanza dei
vasi e da fibre mieliniche sensitive del nervo trigemino, con terminazioni libere
(stimoli nocicettivi) e con terminazioni capsulate (meccanocettori).

GENGIVA e MUCOSA ALVEOLARE


La gengiva una mucosa masticatoria che riveste processi alveolari e circonda
il colletto dei denti.
E' delimitata dal margine gengivale (verso la corona del dente) e dalla linea
mucogengivale (apicalmente), sotto la quale c' la mucosa alveolare.
Distinguiamo:
- gengiva libera o marginale: circonda il dente dal quale diviso grazie al solco
gengivale libero. Forma tra i denti adiacenti la papilla interdentale. Si estende
fino alla giunzione smalto-cemento.
La mucosa di tipo masticatorio: c' un epitelio squamoso stratificato
cheratinizzato, una lamina propria (con papille coniche) e una sottomucosa. In
quest'ultime 2 presente una ricca vascolarizzazione e una complessa rete di
fibre collagene organizzate in 5 gruppi:
- fibre dentogengivali: tese dalla lamina propria alla superficie radicolare con
decorso parallelo al solco gengivale.
- fibre longitudinali: Percorrono verticalmente la lamina propria per tutta
l'estensione della gengiva.
- fibre circolari.
- fibre alveolo-gengivali: tese perpendicolarmente dalla cresta alveolare alla
lamina propria soprastante.
- fibre dentoperiostee: dal cemento radicolare (al di sopra della cresta ossea)
fino al periostio dell'osso alveolare.
La struttura cambia in corrispondenza del solco gengivale. Infatti questo
possiede un epitelio stratificato non cheratinizzato --> epitelio sulculare o
gengivale del solco.
Il fondo del solco in basso continua con un epitelio che aderisce intimamente
allo smalto, l'epitelio giunzionale o giunzione epiteliale. Le cellule aderiscono
allo smalto tramite emidesmosomi addossati a una lamina basale. Hanno un
turn-over molto rapido, questo permette un immediato ripiristino della
normalit in seguito a lievi lesioni della giunzione. Questa adesione tra epitelio
giunzionale e superficie non cellulare dello smalto molto salda ed detta
attacco epiteliale. E' fondamentale che questo sia integro in quanto rappresenta
l'unica barriera che ha il legamento periodontale per evitare il contatto con
batteri e tossine. La giunzione epiteliale pu scendere fino ad aderire tramite
emidesmosomi con il cemento.
I meccanismi naturali di difesa vengono svolto per la maggior parte dal fluido
gengivale, un trasudato dei capillari gengivali che contiene IgG e IgA, fattori
del complemento, macrofagi, neutrofili, linfociti T e B e prostaglandine.
L'attacco epiteliale deriva dall'epitelio ridotto dello smalto che migra in
direzione cervicale quando il dente erompe.
- gengiva fissa: adesa strettamente all'osso alveolare. Si estende dal solco
gengivale libero fino alla linea muco gengivale.
Ha un epitelio squamoso stratificato cheratinizzato privo di sottomucosa.
La lamina propria infatti aderisce grazie a fibre collagene al periostio dell'osso
alveolare realizzando una mucosa detta mucoperiostio.
Sono presenti numerose, alte e sottili papille che conferiscono con le loro
espansioni il cosidetto aspetto a buccia d'arancia.

La mucosa alveolare possiede un epitelio pluristratificato NON cheratinizzato


(mucosa di rivestimento), una lamina propria e una sottomucosa che aderisce al
periostio sottostante.
Differisce nettamente dalla gengiva per avere un colore rosso scuro dovuto alla
ricca vascolarizzazione della lamina propria e all'assenza dello strato corneo.

Innervazione, tutta sensitiva, a carico dei rami del nervo mascellare e nervo
mandibolare del nervo trigemino.