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Cronobiologia e cicli planetari parte I

OTTOBRE 14, 2013 DI ASCLEPIO

I cicli naturali che pi influenzano e scandiscono


la vita umana (almeno quelli che agiscono in modo pi diretto e importante) sono quelli detti
luni-solari, cio il ciclo circadiano (giornaliero), quello lunare (mensile) e quello solare
(annuale). Questi tre cicli celesti hanno unimportanza fondamentale sulla sfera bio-psichica e
fisica dellessere umano.

Dunque: Sole Luna Terra.

Come la medicina spagyrica ed ermetica insegnano sono gli influssi o radiazioni


cosmiche (dette anche Spiritus Mundi, oppure Nitron celeste ecc..) a dover essere considerati
quali forze vitali potenti che influenzano e dirigono i processi trasformativi inerenti la
biosfera. La luce rientra fra questa banda di radiazioni -tanto che una specifica operazione
spagyrica prevede lelevazione di un preparato vegetale ad un pi alto grado di efficacia
attraverso lesposizione ai raggi solari e lunari. (ved. immagine a lato).
Questa luce/radiazione ha non solo un aspetto quantitativo lunico studiato dalla scienza
moderna) ma anche uno qualitativo: prevalenza di almeno una delle qualit fondamentali
(caldo, freddo, umido, secco). La luce lunare ad esempio fredda, quella del Sole calda. Essa
inoltre una assume valenza specifica particolare, a seconda del momento, quello che C.G. Jung
chiamava tempo qualitativo.
Partendo dal pi prossimo a noi di questi corpi celesti, la nostra Terra, si origina il ciclo
temporale pi breve: quello giornaliero. Lalternanza di luce/tenebra influisce sul sonno, sui
processi di controllo dellumore, sul sistema endocrino, e infine sulla circolazione del qinel
sistema dei meridiani, secondo la Medicina Cinese. Il ciclo del giorno ha inizio
alla mezzanotte, il momento di massima tenebra (non allalba perch il buio la dimensione
che segna lorigine, la vita comincia nel buio, per analogia si pensi che questo momento
corrisponde al concepimento nella vita umana). Un altro momento importante lalba, la
nascita del giorno; ci segna il passaggio dalle tenebre alla luce. Segue il mezzogiorno, in
cui c il massimo della luce e della radianza solare, opposto alla mezzanotte. Poi il tramonto,
altra fase di transizione importante come lalba ma opposta, dove si inverte il passaggio dalla
luce alle tenebre.
Questi momenti hanno un particolare significato bio-energetico. Sono punti angolari della
struttura quadripartita del giorno e segno fasi di cambiamento. Compiere una determinata
azione in questi passaggi che sono di cambiamento ne rafforza lazione e favorisce il
cambiamento in noi se ci che si fa conforme. Ad esempio i rimedi sottili (omeopatici,
spagyrici, floriterapici ecc..) se assunti in questi particolari momenti vengono potenziati, o
meglio lorganismo umano ad essere aperto maggiormente alla loro assimilazione.
Lalternanza fra luce e ombra segna il passaggio nelluomo fra lo stato cosciente della veglia e
la dimensione del sonno e del sogno, con tutti i significati connessi.

La Luna il corpo celeste pi prossimo alla Terra, e


determina il secondo ciclo in ordine di durata. Secondo gli insegnamenti delle discipline sopra
ricordate, la Luna il collettore e il filtro delle influenze provenienti dagli altri pianeti e pi
oltre dalle altre regioni del cosmo. Tutto ci arriva mediato dallastro lunare. Sul piano fisico la
sua azione prevalentemente di tipo gravitazionale, che osserviamo soprattutto sui liquidi
terrestri, compresi quelli fisiologici e la linfa nei vegetali. Non dunque un caso che
tradizionalmente fosse associata a divinit femminili e, per altri versi, a quelle delle Acque. Nei
28 giorni della lunazione si ripete la stessa quadripartizione che abbiamo visto per la
giornata,vi dunque:
Novilunio -che corrisponde al momento della mezzanotte.
Primo quarto, luna crescente che corrisponde al momento dellalba.
Plenilunio che corrisponde al mezzod.
Ultimo quarto, luna calante che ricorda il tramonto.
Tutte le fasi del ciclo lunare e i relativi intervalli comportano una variazione di umore nell
uomo. Lalterazione umorale si evidenzia nellandamento dell attivit ormonale, fenomeno
massimamente visibile nel ciclo mestruale della donna. Tuttavia non si deve pensare che
lazione della luna sia limitata solo a questo caso, sebbene nella donna la sua influenza sia
massima. In realt, tutte le volte in cui avviene il rinnovo della Luna (Novilunio), ogni 28
giorni, qualcosa ricomincia, non solo nel cielo e sulla terra, ma anche nellessere umano: ad
ogni novilunio corrisponde una micro-rinascita biologica che, saputa sfruttare, pu essere
saggiamente impiegata, ad esempio per disintossicarsi. Per le stesse ragioni le fasi di Luna
calante vanno impiegate per terapie drenanti e disintossicanti. La Luna crescente va invece
sfruttata per tonificare un organo o rafforzare una funzione ( ovvio che qui si sta parlando di
rimedi dotati di un elementovivente, non di un farmaco di sintesi). Lapice
del Plenilunio amplifica al massimo lazione terapeutica.
In generale la lunazione -con le sue fasi di nascita e declino- in s una unit completa (un
microcosmo) pertanto sar necessario che una terapia sia protratta per almeno una
lunazione intera per dare benefici duraturi e possa dare delle modificazioni significative nel
paziente.

Cronobiologia e cicli planetari


parte II
OTTOBRE 21, 2013 DI ASCLEPIO

Dalla Luna passiamo al Sole.


Se consideriamo il ciclo annuale del Sole con le sue stagioni vediamo che la Luna in un mese
compie la stessa evoluzione generale che il sole compie in un anno. Tutti questi fenomeni ciclici
hanno un andamento che pu essere centrato in quattro momenti focali. Nellanno solare sono
le quattro stagioni, i momenti angolari sono i solstizi e gli equinozi.

Il Solstizio dinverno, momento di massimo buio, corrisponde al concepimento. E lapice di


un processo di raccoglimento e di ritiro delle energie che gi in atto dallautunno. La luce
solare dellinverno penetra nelle profondit della terra e vi proietta le forze che alimentano la
vita che si manifester nella futura primavera. Mentre la terra diviene spoglia di vegetazione, la
forza vitale si concentra alle radici delle piante, nellhumus della terra. Le forze della Natura
riposano nel grembo della terra e, mentre nel mondo di superficie tutto freddo e oscurit,
viene segretamente intessuta la trama della vita del nuovo anno. Anche luomo in questo
periodo pi propenso allintrospezione, al lavoro interiore, alla riflessione, o allideazione di
nuovi progetti. E laNigredo dellanno.
Con lEquinozio di primavera, le Forze della natura tornano visibilmente attive, si passa dallo
stato yin allo yang, la nascita effettiva dellanno, tanto che anticamente il capodanno
europeo coincideva con la Pasqua. Siamo allalba del nuovo anno: Albedo.
Questo risveglio della Natura avviene in
concomitanza con laumentata attivit, in questo periodo, di quella radiazione cosmica di cui
si detto nella prima parte dellarticolo. Laumento dellattivit di questa irradiazione unita a
una maggiore recettivit della biosfera terrestre determina una vera e
generalepanspermia che coinvolge tutti i processi formativi e che raggiunge la massima
attivit nei mesi di aprile -maggio. Come detto questa irradiazione passa per la mediazione
della Luna, pertanto la massima azione viene svolta di notte. Da questo irradiamento
cosmico viene a formarsi, in contatto con latmosfera, un agente -dagli spagyristi dettoNitron
- che si presta ad essere veicolato dai fenomeni atmosferici, le meteore: neve, pioggia,
rugiada. In questa forma esso feconda, lUmido radicale della Terra.
Al giungere del Solstizio destate, le forze della natura diventano sempre pi attive e attirano
luomo fuori di s, aumentando il suo interesse per la vita esteriore. Il processo dellanno
giunge alla sua massima esteriorizzazione: la Terra stessa si apre allUniverso, nelle calde notti
destate la volta celeste si apre in tutta la sua maest, mentre i giorni si fanno massimamente
luminosi. Le forze eteriche del pianeta giungono alla massima esaltazione. Le piante portano in
aria i sali che hanno estratto dalla terra. Secondo R. Steiner in questo periodo latmosfera
terrestre sotto la massima influenza del principio sulfureo, associato al calore dellaria
nelle fasi alchemiche corrisponde infatti allaRubedo. Questa massima solarit per pu
essere persino ingannevole: luomo preso dal vigore della Natura completamente distolto
dalla propria interiorit e totalmente proiettato nella vita esteriore.

Nellaria rarefatta e calma della canicola estiva in


pieno giorno, fase di massima solarit (apparente), nel momento in cui la realt si fa quasi
irreale e come sospesa, luomo sperimenta quellinsidia psicologica che gli antichi
personificavano nella figura mitologica del demone meridiano, lindolenza.
Le correnti sulfuree che in questo periodo salgono dalla terra, secondo lo Steiner portano con
s forze ahrimaniche, che trascinano luomo verso una sensualit sfrenata. Assopiti
dallindolenza meridiana, gli uomini sono in bala degli istinti del corpo, aggressivit,
sessualit quasi compulsiva ecc., spingendoli verso unottusit animalesca Non un caso se
il picco di testosterone che determina questi impulsi si raggiunga proprio nei mesi estivi;
mentre in inverno vi il picco i cortisolo, lormone del ritiro vegetativo.
Questo processo terrestre in parte bilanciato dalla caduta, nel mese agostano, di meteoriti,
le stelle cadenti popolarmente dette. Con esse piove sulla terra del ferro cosmico, detto
appunto sideron, cio derivato dagli spazi cosmici. Con questo ferro furono forgiate le prime
armi dei tempi mitici, associati agli antichi eroi, quando la siderurgia umana era agli albori e
lestrazione dal sottosuolo era assai rara. Questa nuova irradiazione cosmica bilancia gli influssi
terrigeni e innalza la Volont nelluomo.
La lotta alchemica fra il Ferro e lo Zolfo impuro prosegue fino alle soglie dellEquinozio
dautunno, portando finalmente un bilanciamento, emblematicamente raffigurato nel segno
che si apre in questo equinozio, la Bilancia.

Si ottiene in questo periodo anche un nuovo equilibrio fra la fase di luce e quella di buio, e al
tempo stesso comincia ad invertirsi il processo dellanno, incomincia cio la fase di
rivolgimento verso linterno, sia nei processi vitali del pianeta, sia in quelli psicologici
delluomo. Si apre la fase in cui il lavoro cosmico svolto nelle fasi precedenti pu essere
raccolto e introiettato, il periodo in cui si raccolgono i frutti, in cui c il coronamento finale
e ultimativo di un processo. E il periodo della saggezza della maturit. E anche il momento
dellanno in cui luomo pu consapevolmente ritrovarsi nella propria interiorit e calarsi di
nuovo in un lavoro spirituale.

Alchemicamente lAuredo, delloro di cui si tingono i vegetali in questa fase ultimativa


dellanno prima del grande sonno dellinverno.
Tutte queste tappe seguono sempre uno schema quadripartito: di
concepimento/nascita/culmine/declino (questultimo mettendo capo nella morte-rinascita di un
nuovo ciclo). Si osserver, di nuovo, che questo processo macroscopicamente in atto nellanno
solare si rispecchia anche nel mese lunare (che una piccola sintesi del lavoro del sole in 28
giorni), e nellarco della stessa giornata.

Bibliografia ragionata
Le opere di R. Steiner da cui sono state tratte alcune delle idee qui esposto sono:

- Il corso dellAnno come Respiro della Terra, ed. Antroposofica.


-LEsperienza del Corso dellAnno in Quattro Immaginazioni Cosmiche, ed. Antroposofica.
per la parte invece attinente allinterpretazione alchemica dei processi planetari, la letteratura
tradizionale piena di riferimenti. Potrei indicare come specifico il testo di
DEspagnet, Trattato ermetico della Fisica reintegrata, (1623), pubblicato da Phoenix,1984.

La iatrochimica parte I
GIUGNO 25, 2014 DI ASCLEPIO

La storia della scienza mostra il pi delle volte una totale incomprensione della iatrochimica di
Paracelso. Meno incomprensione mostrano invece gli storici delle dottrine esoteriche, in quei
paesi dove tale ambito di studio diventato materia di ricerca universitaria.

Alcuni vi hanno visto un rivoluzionario anticipatore della medicina allopatica o chemioterapica o


un contestatore della medicina aristotelico-galenica, precursore della scienza moderna al pari
di Galileo. Nessuna affermazione potrebbe essere pi falsa.

Paracelso (1493-1541) contestava la medicina


profana da universit perch era un iniziato e professava la Medicina degli Adepti, della quale
fu il principale diffusore. Le sue conoscenze mediche non si basavano solo sulle conoscenze
convenzionali delle universit (si laure in medicina a Ferrara ) ma soprattutto sulla visione
alchemica della Natura e sulla conoscenza dei procedimenti spagyrici per la preparazioni di
potenti rimedi (corrente a lui preesistente e gi praticata in Occidente sin dai tempi di
Raimondo Lullo, almeno) e di cui fu il divulgatore e il diffusore presso la conoscenza del
pubblico europeo rinascimentale, insieme al misterioso monaco benedettino Basilio Valentino.
Le sue miracolose guarigioni gli garantirono lodio degli altri medici ma anche un rapidissimo
successo a Basilea, citt in cui divenne rapidamente docente universitario attirando folle
entusiaste alle sue lezioni. Divenne anche responsabile del controllo della preparazione dei
medicinali attirandosi lostilit della Corporazione degli Speziali, alle cui speculazioni e
adulterazioni dei preparati aveva posto un freno.
Volgarmente si suole intendere la sua iatro-chimica. come un approccio farmaceutico nuovo
basato sul farmaco chimicamente preparato, antesignano della futura chimica farmaceutica.
Nulla pi lontano dal vero, come pu constatare chi si desse la briga di studiare la sua vita e
leggere le sue opere.

Il termine da lui coniato, Iatrochimica, indicava la coincidenza della figura del medico-
guaritore (iatrs) con quella dello spagyrista e alchimista (chymicus, peraltro ben diversa dal
chimico moderno). La sua concezione della Iatrochimica metteva in discussione alla radice il
rigido modello di sociologia sanitaria ereditato dal medioevo, che si esprimeva nel
monopolio (legalizzato) della prescrizione da parte dei medici e della preparazione e vendita da
parte dei farmacisti, che si spartivano cos il campo. Tale modello, assente nel mondo egizio e
greco-romano, nacque nel sistema dei Comuni italiani e il suo rigido corporativismo si
conservato sino ai nostri giorni. La Iatro-chimica faceva invece coincidere in una unica
funzione il processo di diagnosi-individuazione della cura e preparazione del rimedio (come
nellantico mondo greco ed egizio).

Lidea era che solo lalchimista (e si badi, non il


comune speziale o farmacista) avesse la capacit di conoscere i procedimenti occulti per
separare il veleno dal farmaco.
E del resto solo un tale preparatore, che aveva raggiunto lilluminazione della Lux Naturae,
poteva possedere lacomprensione occulta delle cause della malattia. Lalchimia del resto studia
come guarire le imperfezioni della natura nel regno minerale, vegetale e umano. Cos il vero
medico sar solo colui che attraverso la pratica della Chymica degli Adepti sia arrivato a
comprendere davvero la Natura, e viceversa il vero guaritore solo colui che in grado di
produrre il Rimedio artefice della guarigione. Tale ideale di prassi medica trova una radice
nellarchetipo stesso delloiatrs che era un medico-sciamano in grado di divinare i processi di
cura. Questo ideale sempre vivente ancora nella figura del medicine-men, il guaritore delle
societ sciamaniche il quale possiede gli strumenti di accesso alla comprensione della malattia
e della sua cura. Lo sciamano ancora oggi indaga con i suoi mezzi la genesi della malattia e o
coglie o riceve dalle sue guide le indicazioni di quale spirito vegetale si debba ricercare per
la guarigione e su come e in quali condizioni prepararlo.
Non stupisce che, oltre al suo pessimo e battagliero carattere, furono i sicari mandati dai suoi
nemici, la Corporazione Medici e quella degli Speziali (farmacisti) a dare la morte a Paracelso.

Un secondo elemento erroneamente ritenuto innovativo dagli storici della scienza fu la sua
avversione alla medicina arisotelico-galenica. Questo punto merita una spiegazione. La
medicina di Paracelso fu a tutti gli effetti una medicina ermetico-esoterica. In realt la
concezione aristotelica della natura, sebbene da alcuni sia ritenuta tradizionale (in particolare
da Gunon e dalla sua scuola) per molti versi stata gi un notevole scostamento dalla
cosmologia davvero tradizionale. Aristotele per molti versi segn con la nascita della filosofia
profana e razionale (cosa gi imputata a Socrate dagli stessi Ateniesi) una deviazione notevole
dalla Weltanschauung tradizionale, quella che luomo greco pre-classico aveva a fatica appresa
in Egitto nei templi di Memphi ed Eliopoli. In questo senso lultimo depositario della concezione
sapienziale e sacerdotale presso i greci fu Pitagora. Aristotele non era un iniziato, a differenza
di Platone. La scienza aristotelica fu la prima affermazione di una scienza profana (a tutti gli
effetti) anche se ovviamente intessuta di dati che ancora si radicavano nei principi della
Sapienza tradizionale. Come un profano Aristotele fu sempre ritenuto da tutti gli Iniziati dei
tempi antichi, in particolare dagli Adepti dellArte Regia (alchimia). Nei Testi siriaci, citati dal
Berthelot vediamo descritto Aristotele come il pi brillante degli esseri non luminosi
La medicina esoterica di Paracelso non poteva basarsi su quella scolastica derivata
dallaristotelismo medievale e solo in parte poteva accogliere i principi della medicina greca
profana del periodo classico o post-classico (Galeno). Ad essere rigettate furono sopratutto le
dottrine aristoteliche legate alla Storia Naturale, sopratutto il De generatione et corruptione,
laddove la dottrina alchemica aveva una dottrina autonoma circa la cosmogona e lorigine
degli esseri naturali. Lunico punto che Paracelso integr nel suo sistema fu la dottrina dei
quattro elementi e la medicina umorale (i Quattro umori) e non un caso, dato che questa
scuola medica risale ad Ippocrate (V sec.) e porta limpronta dellantico sapere presocratico. A
ci per Paracelso aggiunse il notevole corpus delle dottrine medievali circa le segnature
astrologiche delle malattie, delle parti del corpo e di tutti gli esseri del mondo sublunare
(dottrina risalente al sapere egizio-caldeo e pressoch ignota ai Greci della classicit). Una
terza scienza che il medico doveva possedere oltre alla medicina e allalchimia era infatti
lastrologia. Questa forniva peraltro un criterio diagnostico e predittivo, insieme alla
fisiognomica con valore costituzionale, in pi in un contesto in cui la clinica era tutto, intesa
come osservazione di segni e sintomi, ma in cui la mancanza di strumenti impediva un
indagine in profondit. E ovvio che le cause astrologiche erano di natura superiore a quella
concepibile dalla medicina materialistica. Spero comunque di aver fornito la reale spiegazione
del rifiuto dellaristotelismo, troppo spesso fraintesa dagli storici della scienza: Paracelso non fu
un antesignano della scienza moderna, egli attingeva ad un sapere pre-classico (Alchimia ed
Ermetismo) che attraverso lalessandrinismo sopravvisse e serpeggiando attravers il
medioevo per tornare in auge nel Rinascimento. Egli criticava la medicina galenico-aristotelica
sulla base di un prius, un pi antico e pi nobile.

La dottrina di Paracelso era incentrata sul


sapere alchemico di cui conobbe i testi classici. La Natura era il risultato dellazione di tre
Princpi cosmici: Solfo,Mercurio e Sale. Nella sua particolare nomenclatura introdusse il
termine di Archaeus (sinonimo per il principio Solfo), per indicare lagente universale, il
principio di tutto ci che possiede individualit ed essenza, pincipium individuationis che
coagula lo Spirito universale. Azoth (un acronimo cabalistico) per indicare la prima materia o
Spirito universale (sinonimo Del Mercurio), sostanza del mondo astrale (in una specifica
accezione Paracelso chiama Azoth anche il campo astrale dei singoli pianeti mentre lArchaeus
lIntelligenza planetaria che lo regge). Hyl corrisponde al Sale ed il principio di tutto ci
che ha natura solida e corpo fisico, o in relazione allalchimia ha la propriet di essere fisso.
In Paracelso troviamo un sistema di fisiologia sottile assai complesso, cos come elaborata la
gerarchia dei livelli su cui si pu articolare lo studio della patologia. Che si tratti di un sistema
di medicina esoterica si nota ancor meglio nel fatto che egli supera per certi versi la stessa
tripartizione in Spirito, Anima e Corpo (gi peraltro vista con sospetto dalla Chiesa e
condannata formalmente nel II concilio di Costantinopoli nell869 come eretica). Lantropologia
occulta paracelsiana prevede un modello settenario. Il che smentisce anche certi detrattori
della scuola teosofica, laddove vogliono vedere in questa concezione un azzardo moderno, o
orientaleggiante(si legga a tal proposito F. Hartmann, Il mondo magico di Paracelso). Nella
sua opera Pholosophia sagax, Paracelso nomina sette manifestazioni di una sola essenza :
Corpo Elementare ( o fisico, lo Sthula sharira delle dottrine hindu)
Archeus o Mumia ( in questo caso Archeus usato in unaccezione un po diversa da
quella data sopra. Si tratta in pratica del corpo eterico o vitale. La Mumia di Paracelso
risiede nel sangue)
Corpo siderale (il corpo detto astrale dagli occultisti successivi. Vi una particolare
relazione con gli astri che qui pu essere solo accennata. Corrisponde al Linga Sharira in
sanscr.)
Anima Animale ( comincia la sequenza dei corpi animici. lAnima Animale la sede
delle passioni, Kama-rupa o Shukma Sharira delle dottrine hindu)
Anima Razionale (il corpo mentale inferiore ,sede del ragionamento discorsivo,
o manas in sanscr.)
Anima Spirituale (il corpo mentale superiore, lIntelletto, la Buddhi)
lUomo del Nuovo Olimpo (lelemento propriamente spirituale, il Corpo Causale).
Paracelso introduce poi tutta una serie di termini peraltro di complessa spiegazione tanto pi
che li denomina con neologismi di sua invenzione come lEvestrum e il Tramanes, (quali
manifestazioni del Corpo sidereo) a cui riferisce la spiegazione di fenomeni psichici e in alcuni
casi metapsichici.

La iatrochimica parte II
GIUGNO 28, 2014 DI ASCLEPIO

segue dalla parte I.

Lultimo elemento su cui fare luce delle incomprensioni della storia della medicina luso di
rimedi metallici.
Immagini tratte dalla Chrysopoeia di Cleopatra, testo egizio-ellenistico
Normalmente si suole ritenere che sia stata uninnovazione di Paracelso che avrebbe anticipato
l uso di medicinali preparati chimicamente e non vegetali. In realt luso di preparazioni
metalliche o minerali era molto antico.
Gi la Materia Medica di Dioscoride comprende diversi rimedi di origine minerale. lalchimista
egizio-ellenistico Zosimo di Panopoli, nel suo trattato sulle tinture, parla di lavorazioni fatte per
fusione a partire da terre e sabbie, e si trattava di tinture tempestive perch fatte
secondo prescrizioni di tempi particolari riconducili allalchimia, in contrapposizione alle
tinture naturali.(cfr. J.Lindsay, Le origini dellalchimia nellEgitto greco-romano). Ugualmente
lalchimia indiana ha conosciuto una sua specializzazione nel Rasayana, la scienza di produrre
succhi erbo-metallici o solo metallici derivati da calcinazione di ossidi e dalluso del Mercurio.
Ovviamente limpiego dei minerali e soprattutto dei metalli stato sempre fortemente limitato
dalla potenziale tossicit di molti di questi elementi. Come vedremo tuttavia stata sempre
una caratteristica della pratica alchemica quella di preparare adeguatamente le sostanze
minerali in modo da ottenere rimedi prodigiosi e ovviamente assolutamente sicuri, questo sia
nellalchimia egiziana e poi araba (al-chymia), indiana (rasayana) o cinese (wei dan). Anzi la
preparazione di rimedi vegetali non era normalmente connessa con la lavorazione alchemica.
Semmai stato Paracelso (in parte sulla scia di Raimondo Lullo) ad introdurre la pratica
spagyrica nel perfezionamento della medicina vegetale, sul parallelo analogico dellOpera
metallica. Purtroppo gli storici della medicina non hanno mai considerato lAlchimia e la
Spagyria; proprio a causa di questa ignoranza di fondo hanno completamente stravolto la
realt: linnovativit di Paracelso sta semmai nellaver introdotto un nuovo settore della pratica
alchemica, quella sul vegetale, essendo le lavorazioni su metalli e minerali assai pi antiche e
prestigiose. Paracelso ha esteso, attraverso procedimenti analogici, i processi alchemici in
funzione di un perfezionamento alchemico anche nel regno vegetale, cosa precedentemente
considerata con scarso interesse dagli alchimisti. Il paradigma storico va allora completamente
rovesciato.
Il motivo per cui luso dei metalli non era parte integrante della medicina comune sta proprio
nei successi e nel segreto alchemico. La preparazione del rimedio metallico opera non
comune. Il regno minerale veicola forze molto pi distanti dallumano del regno vegetale e
anche sul livello semplicemente fisico la tossicit del minerale fu sempre un ostacolo notevole
per i medici anche antichi, parlando ovviamente della medicina corrente e comune.

Tradizionalmente lalchimia possedeva la tecnica per aprire


i metalli cio per eseguirne la lavorazione cos da ottenere un olio otintura metallica edibile
e non tossica, e in grado di esprimere tutte le potenzialit curative portate alla massima
esaltazione possibile per quel metallo. Ci era possibile perch lartista sapeva come preparare
unAlkaest, un solvente adeguato a solubilizzare i metalli e i minerali, e anche a renderli in
grado di sublimare! Fra laltro uno dei risultati di ci era di poter impiegare i metalli in dosi
ponderali.
In questo tipo di preparati la tossicit dei metalli veniva completamente eliminata. Ovviamente
tutto ci rimane assolutamente incomprensibile per la chimica profana. Da notare che nel ciclo
di purificazione di un metallo, ad esempio lAntimonio, si ottiene come scarto un Sale
Arsenicoso o Solfo arsenicale, per usare il linguaggio alchemico-spagyrico, in massa
superiore a quella contenuta nel prodotto di partenza.
Tutto ci una palese violazione della Legge chimica di Lavoisier sulla conservazione della
massa (nulla si crea nulla si distrugge). In realt quella che avviene (con apporto reale di
materia!) una cristallizzazione delle forze sottili e invisibili che determinano la tossicit del
metallo e la sua imperfezione, tossicit che non presente solo a livello fisico. Peraltro va
notato che i meccanismi tossicodinamici dei metalli pesanti non sono completamente spiegati
dalla scienza ufficiale.
Ovviamente questi risultati sono ottenibili solo per via filosofica (cio alchemica) e partendo da
metalli di miniera e viventi (cio senza processi meccanici che compromettano le potenzialit
sottili). Pi avanti spero di poter dare maggior dettagli tecnici (nei limiti della tradizionale
riservatezza del tema) su questi processi. Per ora mi limito a far notare -da chimico- che nessun
artificio della chimica profana, che lavora su materie morte, in grado di eguagliare n di
spiegare questi risultati che pu solo denigrare come fantasie
Gli alchimisti e spagyristi rinascimentali riconoscevano i Sette Metalli della
Tradizione:Piombo, Stagno, Ferro, Oro, Rame, Mercurio e Argento a cui venivano aggiunti
i metalli bastardi (per noi sarebbero dei metalloidi o dei solfuri), cio le Marcassiti (a cui
Paracelso dedica un capitolo dei suoi Arcidoxa) e poi il Bismuto ( Wiszmut, termine coniato
sempre da Paracelso) quale bastardo fra Stagno e Ferro e infine lAntimonio(conosciuto fin
da tempi remotissimi) quale bastardo fra il Piombo e lo Stagno.

In realt in molte vie alchemiche il famoso


piombo, volgarmente ritenuto la materia prima degli Alchimisti, era in realt non il Piombo
elemento chimico, ma un particolare solfuro nativo dell Antimonio avente certe somiglianze
con il piombo. Sino a Basilio Valentino quasi nessun autore os esplicitare questa materia prima
nominandola direttamente. Con Basilio Valentino si apre il filone della letteratura alchemica
antimoniale. La sua opera Il Carro trionfale dellAntimonio unopera alchemica ma contiene
anche numerose indicazioni per la lavorazione medico-spagyrica dellAntimonio per finalit
terapeutiche, in particolare un modo per confezionare lolio rosso di Antimonio,
perfettamente privo di ogni tossicit e in grado di eliminare ogni forma di concrezione o
accumulo tossico dai corpi. il Benedettino di Erfurt scriveva anzi che proprio lAntimonio cos
velenoso possa diventare un ottimo purgante di ogni veleno. Ci che rende velenosa una
sostanza minerale per gli organismi animali la presenza di un qualcosa di crudo, una terra
mercuriale non cotta che rende inidoneo, non fruibile o addirittura dannoso lo stadio
energetico elementare che si trova in molti esseri del Regno Minerale, cos distante da quello
Animale (ragion per cui invece i rimedi vegetali sono spesso pi prossimi e adatti alluso,
sebbene poi non posseggano la profondit del Minerale). Ma sono proprio i veleni i migliori
detossificanti (per azione diaforetica, diuretica ecc..), per la presenza di unospirito volatile
mercuriale , tuttavia sarebbero i rimedi fissi -secondo Basilio Valentino- ad avere la piena
capacit di rimuovere alla radice i mali e non solo gli aspetti sintomatici o superficiali (cosa che
spetta ai rimedi volatili). La preparazione dellAntimonio serve esattamente a separare il fisso
dal volatile, il buono dal venefico, per azione del fuoco microcosmico (fornello) e di un secondo
fuoco (nuovo Vulcano nel testo di Basilio Valentino) cio il fuoco segreto dellalchimia, che
giungono a portare a compimento un processo di maturazione che il Vulcano macrocosmico (il

fuoco terrestre) ha lasciato imperfetto.


Lo iatrochimico cercava di ottenere i rimedi minerali solubilizzando i metalli per mezzo di ci
che Paracelso chiamava il Circulatum Maius (altro nome dellalkaest) e di ottenere
soprattutto olii o elixir di colore rosso, segno indicativo della vita minerale e soprattutto del
fatto che la preparazione avesse raggiunto il massimo perfezionamento sottile.
Limpiego tradizionale era la via del Simile: lastro guarito dallAstro, insegnava Paracelso. Si
introduceva la qualit carente attraverso luso di un rimedio di uguale polarit o segnatura,
dunque il criterio duso era di tipo omeo-fisiologico e non omeo-patico (ricerca del simile
fisiologico e non del simile patologico). Le tradizionali segnature e corrispondenze sono:
Sole Oro - cuore e sistema vascolare/circolatorio.
Luna Argento gonadi, secrezioni umorali,stomaco, sistema nervoso centrale.
Mercurio -Mercurio polmoni (Gemelli), sistema nervoso periferico, circolazione
linfatica.
Marte Ferro emopoiesi, vescica biliare, succhi acidi dello stomaco, vulva, uretra.
Venere Rame reni, gola, laringe, alcune funzioni sessuali.
Giove - Stagno- fegato, membro maschile.
Saturno Piombo- milza,articolazioni, ossa, mineralizzazione, corretto bilancio salino.
Terra Antimonio eliminazione di tutte le tossine/ accumuli tossici endogeni o
esogeni, depurazione del sangue, diaforetico, malattie della pelle.
(Come si nota lAntimonio corrisponde alla Terra, madre dei metalli e questo pu dare dei
suggerimenti per la comprensione di alcuni Arcani naturali)
La iatrochimica parte III
LUGLIO 5, 2014 DI ASCLEPIO
1
segue dalla parte II.
Leffettiva capacit terapeutica dei rimedi di Paracelso ( e della spagyria minerale e vegetale in
genere) fu incontestabile: le miracolose guarigioni ottenute in tempi piuttosto rapidi e in gran
numero (cosa su cui le fonti storiche concordano) non ci lasciano dubbi al riguardo, cos come il
fatto che Paracelso ottenne in tempi rapidissimi onori e cariche amministrative in campo
sanitario e a livello accademico malgrado il suo famigerato caratteraccio, cosa che certo non
gli sarebbe stato possibile se la sua medicina non fosse stata di indiscussa efficacia.

Dopo Paracelso la tradizione iatrochimica


e spagyrica conobbe almeno due secoli di enorme successo. Fu portata avanti dal suo
discepolo, Rhumelius e altre notevoli figure furono De le Boe Sylvius, Kerkring, Van Helmont,
Welling, Kirchwger, Starkey, Glauber (inventore del sale inglese), Hollandus, Agricola,
Weidenfeld (autore del Segreto degli Adepti), Crollius (con la sua Basilica Chymica) e il
medico napoletano Donzelli (autore del Teatro farmaceutico, dogmatico e spagyrico), il
francese Le Breton, a testimonianza della sua diffusione in tutta Europa.
Nelle opere di questi autori, ad esempio nella Chymische Medizindi Agricola, troviamo citati i
casi clinici da essi trattati e i notevoli successi anche in casi di patologie tuttoggi ritenute
inguaribili.
Tuttavia la natura segreta di alcune operazioni e di alcuni ingredienti, soprattutto relativi
allottenimento dellalkaest e alla volatilizzazione degli alcali, ha creato un certo limite alla sua
diffusione e standardizzazione.
Nemmeno tutti gli autori nominati furono effettivamente degli Adepti nel senso stretto e
tecnico del termine, cio non tutti furono in grado di ottenere lalkaest e di proseguire
nellOpera. Anche se la spagyria era solo un campo applicativo e minore dalla Tradizione
alchemica ne mantenne la segretezza (per varie e a mio avviso giustificate ragioni). Sul finire
del XVIII secolo i reali possessori dellArte divennero in numero sempre minore. La spagyria,
vegetale o minerale, perse la visibilit e la rinomanza di cui godette anche nella cultura
ufficiale dei secoli precedenti. Col tempo essa si ecliss gradualmente e rimase appannaggio
della tradizione interna di alcune logge rosicruciane soprattutto in Germania, nei cui scritti a
stampa (soprattutto del XVIII sec.) si trova traccia del sicuro deposito di questa tradizione.

Ci che attir le critiche fu il fatto che la medicina allopatica


successiva prov la strada dei preparati metallici ma senza le chiavi alchemiche. Ovviamente
per i sorprendenti successi della vera spagyria minerale non furono nemmeno lontanamente
uguagliati dalla medicina e profana la quale, provando ad imitare Paracelso, non riusc mai ad
eliminare il problema della tossicit n ad attivare le forze sottili di guarigione che sono attive
nei metalli resi filosofici. Ne deriv laccusa di ciarlataneria dovuta soprattutto
allincomprensione e allincapacit di padroneggiare i segreti dellarte, da cui la fama di
inconsistenza e pericolosit della medicina metallica e iatrochimica. Basta prendere un libro
qualsiasi di storia della medicina e della chimica per per vedere deriso il metodo di cura della
sifilide per mezzo del Mercurio.
La verit che nessuno storico della medicina conosce lesatta preparazione dei rimedi
mercuriali spagyrici di Paracelso, e furono semmai i medici successivi ad impiegare amalgame
grossolanamente preparate con effetti disastrosi e di notevole tossicit. Ad esempio, a questo
riguardo, sappiamo sia dagli scritti di Basilio Valentino, sia da quelli di Paracelso, delleffettiva
capacit di guarire il mal francese o Lue, con luso di derivati mercuriali. Gli iatrochimici
sapevano preparare il Sublimato di Mercurio (o Serpente pietroso degli alchimisti) in
maniera da farne un rimedio sicuro che poteva essere assunto in dosi ponderali! Paracelso era
famoso per portarne con s sempre una dose nel pomello della spada.

Ugualmente non poteva essere compreso il metodo per


rendere solubili metalli come loro e largento, sino ad ottenere soluzioni di argento potabile o
di oro potabile (che non era il cloruro doro, o aurum muriaticum) e a poterli impiegare in dosi
ponderali. Aggiungo solo che numerosi risultati di cura di patologie cancerose furono riportati
dagli iatrochimici, ad esempio dal citato Agricola del XVII secolo, proprio impiegando l aurum
potabile, uno dei pi elevati e potenti rimedi spagyrici, insieme allAntimonio, nella cura delle
malattie cancerose. Agricola riferisce che si potevano ottenere guarigioni rapide e
sorprendenti, ad eccezione dei casi in cui la patologia avesse gi corroso e invaso le
vene [metastasi]. Questo passaggio fa fede anche della verosimiglianza di queste guarigioni,
del rigore clinico nelle osservazioni degli iatrochimici e della loro onest nel riscontrare i limiti
terapeutici.
Lunico modo per recuperare anche se solo in parte- la capacit penetrativa di questi rimedi,
soprattutto quelli minerali fu, per lungo tempo, solo lomeopatia. Sicuramente introdurre la
diluizione, perfino subponderale, fu una necessit ineluttabile per non rinunciare a questi
potenti rimedi anche da parte di preparatori e farmacisti che nulla sapevano di alchimia.
Hahnemann ebbe dunque lintuizione di usare le diluizioni per abbattere la tossicit (altrimenti
non rimossa) anche se tuttavia lidea stessa fu attinta da Paracelso (di cui il fondatore
dellomeopatia fu un serio lettore) il quale descrisse metodi di preparazione e diluizione delle
polveri per mezzo della triturazione, anche se altrove nella sua opera Hahnemann ha
inspiegabilmente mosso parecchie critiche alla medicina di Paracelso definendo la dottrina
delle Segnature la follia degli antichi medici.
In realt alcuni rimedi omeopatici hanno sorprendentemente al di l della giustificazione
legata alla pur reale sperimentazione del proving patogenetico- unorigine nelle associazioni e
segnature derivate dalla medicina paracelsiaca. Prendiamo il caso della cura della Lue. Ora, in
omeopatia, uno dei rimedi classici per la diatesi luetica (connessa anche a un atavismo
sifilitico) proprio il Mercurius omeopatico, sia solubilis che ilsublimatus corrosivus.
Un discorso analogo si potrebbe fare anche per altri rimedi come Antimonium
tartaricume Stibium sulforatum crudum vel nigrum.
Una volta calcinato per via spagyrica il tartrato diventa, chimicamente, nullaltro che carbonato
di potassio. Tuttavia sappiamo che esso, se preparato secondo lArte, garantisce delle propriet
che non sono quelle di questo semplice sale. Il Sale di Tartato reso volatile (per via spagyrica)
era il rimedio per ogni concrezione e deposito di tossine (urati, ossalati ecc..), la cura delle
calcolosi e della gotta, cos come per la disostruzione delle vie arteriose, respiratorie ecc Van
Helmont scrive:

quando i sali refrattari al fuoco vengono resi volatili acquistano poteri prossimi a quelli dei
Grandi Arcani. Arrivano fino allinizio della quarta digestione e rimuovono tutti gli ingorghi.
Nella medicina paracelsiaca le malattie tartariche corrispondono a quelle che pi tardi in
omeopatia verranno definite sicotiche.
Il Tartrato dAntimonio, un sale erbo-metallico, assommava le capacit detossificanti
dellAntimonio (principalmente diaforetiche) con quelle disostruenti del Sale volatile del Tartaro.
Non stupisce allora che, nellomeopatia attuale, Antimonium tartaricum sia sopratutto usato
per disostruire le vie respiratorie. LAntimonium crudum invece esattamente lo stibnite cio il
solfuro di Antimonio allo stato nativo quello non trattato ancora spagyricamente, allora
indicato per i disturbi digestivi, secondo la descrizione della tossicit dellAntimonio nativo
descritta da Basilio Valentino. E evidente allora la natura omeo-patica di questultimo rimedio.
Ugualmente avrei agio a mostrare la validit della dottrina delle segnature, pur criticata
da Hahnemann (cfr. Esame delle fonti della Materia Medica, 1801) proprio osservando che
lomeopatia conferma di frequente gli impieghi tradizionali basati sulle segnature: si pensi ad
un Aurum cloratum, notoriamente cardiotonico e antiaritmico, indicato soprattutto in presenza
di forti palpitazioni, o di unAurum metallicum, entrambi possibili rimedi per pazienti depressi.
Sappiamo dalla dottrina delle segnature che proprio lOro il governatore della funzionalit
cardiaca e della vitalit generale (al cui venir meno possono essere associate certe depressioni-
segnatura solare). Anche il potenziale impiego di certi rimedi di Aurum, sia il muriaticumche
il natronatum muriaticum, in alcune patologie neoplastiche (specie uterine) era gi noto agli
spagyristi fra le indicazioni dell Oro Potabile (ved. supr.

Agricola, op.cit.).
Va detto ovviamente che lomeopatia nasce per via del tutto indipendente e i due sistemi di
cura sono differenti, ma pi che probabile che alcuni rimedi originariamente introdotti da
Hahnemann siano stati suggeriti anche dalla considerazione della letteratura spagyrica, anche
se rimane, questa, una semplice ipotesi. Pur nella indipendenza delle due vie si nota in effetti la
concomitanza di certi rimedi. La via spagyrica e quella omeopatica rappresentano allora su
certi rimedi coincidenti i due poli di uno stesso Ente Naturale, le due polarit estreme:
una omeo-patica e laltra omeo-fisiologica. La Iatrochimica indicava la via per aprire i
metalli e perfezionarli per via alchemico-spagyrica onde renderli del tutto a-tossici. Si esaltava
cos il potenziale naturale rendendolo assimilabile al livello vibratorio (si direbbe oggi) di quel
metallo o minerale (eliminando le fecce o le crudit avrebbero detto gli spagyristi). Il risultato
un rimedio fisiologico in grado di sostenere lanalogo Ente-principio nellessere umano (su
tutti tre i livelli, fisico-corporeo, animico e intellettuale, rappresentati dalla triplicit Sale-
Mercurio-Zolfo).
Lomeopatia non rettificando i metalli per via alchemica ne depotenzia tuttavia ogni tossicit
fisica per via della progressiva diluizione la quale ha, peraltro, anche leffetto di amplificare il
potenziale sottile, in ragione inversa alla diminuzione di materia grossolana. Essendo un
processo omeo-patico, tuttavia, linformazione (energetica o vibrazionale) che essa conserva
di tipo patologico o meglio patogeno-simile. Conservando a livello sottile le potenzialit
tossico-patogeniche (che la preparazione spagyrica purifica o, se vogliamo, sopprime) e le
potenzialit squilibranti insite ad ogni Ente di Natura ( imperfetto per definizione) essa ne
mima il potenziale patogeno cio la corrispondente alterazione indotta nellomeostasi
fisiologica degli altri esseri viventi. Crea in sostanza un modello patologico, simile ma non
uguale alla patologia che si vuole curare. In questo modo stimola la Vis Vitalis a reagire
attivando un surplus di risposta. Questa differente potenzialit dazione fra omeopatia e
spagyria, facilmente dimostrata: tornando allesempio citato dellOro, Aurum metallicum ha
anche indicazioni per soggetti che fra i segni psicologici riportano anche una particolare
tendenza allorgoglio eccessivo e allarroganza, segni simili a Platinum. Ora, evidente in
queste manifestazioni lazione squilibrata del principio solare, il suo modello patologico o
pervertito!
Questo impiego del rimedio omeopatico non sarebbe mimabile dal rimedio spagyrico, il che
dona grande flessibilit allomeopatia. Daltra parte indica anche un limite dellomeopatia:
quello di costituire una via di reazione. In certi casi per potrebbe essere necessario
integrare il principio carente piuttosto che stimolare il complesso psico-fisico umano a
concentrarsi sulla propria manifestazione squilibrata; cos come nei casi in cui la Vis Vitalis
bassa o insufficiente (soggetti anziani o convalescenti dopo lunga e spossante malattia, o
fortemente intossicati). In tali casi la risposta omeopatica sar condizionata dalle scarse riserve
energetiche e quindi potrebbe trovare una battuta darresto (cosa a volte constatabile anche in
presenza di rimedi ben scelti). In quei casi sarebbe utile far aprire la strada ad altro genere di
rimedi. In ogni caso credo sia una conseguenza della complementarit dazione fra la via
omeopatica e quella omeo-fisiologica.
Questi sono solo dei cenni ai rapporti intercorrenti fra la spagyria e lomeopatia, ma spero di
aver esposto alcuni punti.

Fortunatamente il secolo scorso ha visto linatteso riemergere in superficie di una tradizione


alchemica che si riteneva sparita e si manifestata attraverso autori diversi (non solo il
mitico Fulcanelli) fra i quali Frater Albertus in America, Solazaref in Francia e altri autori anche
solo interessati alla spagyria vegetale come lo svizzero Augusto Pancaldi. In questo contesto,
miracolosamente dovrei dire, stato anche possibile che almeno due laboratori siano stati in
grado di fare preparazioni spagyriche in particolare metalliche, entrambi operanti in Germania,
sin dalla prima met del Novecento. Si tratta del laboratorio di Glckselig e quello del barone
von Bernus, i cui prodotti sono dei complessi erbometallici di notevole efficacia [pur essendo
preparati spagyrici a tutti gli effetti, sia pure sotto l'elaborazione personale degli autori, per
ragioni di registrazione la Farmacopea tedesca li ha assimilati a prodotti omeopatici, specie per
i componenti minerali, i quali hanno assunto la nomenclatura dei "corrispondenti" omeopatici,
anche se sono rimedi di preparazione differente].

Sicuramente le lavorazioni spagyriche hanno una chiave posseduta da pochi (specie per le
lavorazioni minerali) e questo rischia di segnarne la sopravvivenza; noi ovviamente
auspiachiamo che ci non accada.Con questo auspicio si chiude la presente trattazione.
Quanto al primo divulgatore-riformatore di questa Tradizione, Paracelso, ci piace ricordare che
egli ormai vive come Archetipo di un particolare modo di intendere la Medicina. Ci vero
specie nei paesi di lingua tedesca. NellInconscio Collettivo tedesco Paracelso andato incontro
ad un processo di divinizzazione che lha visto trasposto in una sorta di Genio della Medicina,
cosa che accadde al medico Asclepio presso i Greci (secondo un processo che gli storici delle
religioni chiamano evemerizzazione). Quando, nel 1831 la zona delle Alpi austriache fu
colpita da una pericolosa epidemia di colera, gli abitanti si recarono in processione a Salisburgo
-dove riposano i resti di Paracelso- piuttosto che dal santo patrono della citt, a chiedere il suo
intervento miracoloso per la fine dellepidemia. Un dato interessante sul piano antropologico, e
non solo.

Che cos una preparazione spagyrica


NOVEMBRE 20, 2014

Sotto il nome di preparato spagyrico si indica un tipo di lavorazioni farmaceutiche


erboristiche (in alcuni casi anche minerali o animali) che non sono riconducibili alla tradizione
galenica. La comparsa in occidente di questa metodica, e lidentificazione con questo preciso
nome si deve soprattutto a Paracelso (XV sec.) e alla sua scuola, e alla corrente che prende il
nome di Iatrochimica ed ebbe il suo periodo di maggiore diffusione fra il XVII e il XVIII, tuttavia
gi autori medievali come Raimondo Lullo e Giovanni de Rupescissa avevano testimoniato
lesistenza di questo filone, che ha forti legami storici con lAlchimia, disciplina che tuttavia
persegue fini ben pi profondi.

Il termine indica nel suo etimo lessenza del metodo: spao (in grc. separare)
+ ageiro(unire), secondo uninterpretazione ormai ben nota. Tale metodo prevede infatti
lestrazione separata di differenti frazioni di una droga vegetale o animale o di un minerale, loro
separata elaborazione e purificazione (sia fisica che energetica) e ricongiungimento onde
riprodurre il composto originario ma ricostituito ed elevato ad un ottava superiore. Il prodotto
della congiunzione viene infatti esaltato attraverso alcuni processi come la circolazione e la
solarizzazione. Viene cos sviluppato un processo che porta un determinato Ente di Natura ai
massimi limiti della Natura stessa attraverso lArte spagyrica (se vogliamo, accelerando un
processo di evoluzione che la Natura di per s gi persegue).
Le frazioni che la spagyria considerano sono- in analogia ai tre principi alchemici-

dettiZolfo, Mercurio e Sale. Nel mondo


vegetale sono rispettivamente: lolio essenziale, lalcolato, e infine i sali derivati dalla
combustione del corpo vegetale. Queste tre diverse sostanze rappresentano, in analogia con gli
insegnamenti ermetici, loSpirito, lAnima e il CorpodellEnte vegetale. Possiamo gi
anticipare che, per analogia, essi agiranno principalmente sui corrispondenti principi nellessere
umano.
La tradizione spagyrica ha fatto uso di svariati procedimenti che solitamente gli autori indicano
in:Calcinazione, Putrefazione, Soluzione, Distillazione, Sublimazione, Unione, Coagulazione
Moltiplicazione. Queste singole operazioni, concatenate nei vari passaggi, conducevano
allottenimento dei preparati spagyrici canonici.

Prima di descrivere nel dettaglio le diverse preparazioni bene indicare due punti di notevole
importanza che denotano lo scarto abissale fra i metodi e i risultati dellattuale chimica profana
e la chymica degli Adepti, di cui la spagyria fu unapplicazione. Scrive il noto autore spagyrico
van Helmont, peraltro importante per essere stato al contempo anche uno dei primi chimici
moderni:
Il Primun Ens lalkaest. Se non riuscite ad ottenerlo imparate almeno a volatilizzare il sale di
tartaro, per poter fare le vostre soluzioni con esso

I punti che vogliamo indicare sono essenziali anche per far intuire alcune distinzioni fra
Spagyria e Alchimia, distinzione anchessa di notevole portata. Veniamo dunque a sottolineare:

1. lutilizzo dellalkaest, necessario per certe operazioni essenziali allottenimento di


tinture minerali.
2. Lottenimento di una sale fisso reso volatile (cio in grado di sublimare).
Lalkaest il solvente universale, esso rimanda ad uno specifico risultato di
operazionialchemiche, preliminari alla Grande Opera. Non tutti i manipolatori spagyrici o
iatrochimici dei secoli passati erano giunti ad ottenere questo preparato. Esso era indicato
anche come spiritus vini philosophici o acetum philosophicum o con altri nomi: si tratta di un
ottenimento essenziale per procedere in Alchimia alla Via Umida, mentre non ricorre (in questa
forma) nella Via Secca. Esso aveva la capacit di aprire ogni sostanza cio di estrarne
lessenza e di legarla al solvente in modo indissolubile, e ci non solo in senso lato, o a livello
energetico, ma persino sul piano fisico, nel senso di una reale solubilizzazione. Esso era in
grado di portare in forma di soluzione metalli e sali minerali cos da ottenere olii e tinture
metalliche (punto su cui torner alla fine di questa esposizione), ovviamente senza ricorrere ad
artifici della chimica moderna ad esempio luso di reagenti corrosivi, il che ritenuto
assolutamente impossibile dalla chimica attuale! Il Menstruum minerale era dunque in grado si
dissolvere sali metallici e di renderli volatili. La stessa cosa dicasi per il Sale di Tartaro
volatilizzato (il Sale di tartaro derivato dal tartaro di botte, chimicamente rispondente alla
formula del tartrato di potassio C4H5KO6 , passato a carbonato di potassio per calcinazione).

Sale fisso volatilizzato

Questo sale fisso diventava allora volatile, se correttamente preparato: diveniva cio in grado
di evaporare insieme al solvente, fatto facilmente dimostrabile osservando la sua ri-
cristallizzazione sul capitello della storta e non sul fondo del recipiente. Anche questo dato
viene ritenuto impossibile dalla chimica moderna che non conosce il modo di rendere volatili i
sali fissi ottenuti per calcinazione!
Il Sal Tartari volatilizzato aveva grandi propriet terapeutiche, note a tutti gli spagyristi, che lo
ritenevano essenziale per guarire le malattie che rispondevano a questo rimedio, dette
appunto tartariche (soprattutto caoguli come litiasi, ateromi ecc.). Tuttavia, come lascia
intendere il passo di van Helmont, non era necessario aver ottenuto lalkaest per ottenere dei
sali volatilizzati. I preparati farmaceutici che richiedevano lintervento di sostanze filosofiche
venivano classificati come Arcani, Magisteri etc. e rientravano nel campo delle conoscenze
propriamente alchemiche. Ladepto in Alchimia aveva appreso ad utilizzare lo Spiritus Mundi e
il sale della terra (l umido radicale) e la conoscenza del Fuoco salino gli dava laccesso a
certi regni della Natura su cui sapeva intervenire. Lo spagyrista in s stesso non faceva invece
nullaltro che operare (per lo pi solo nel campo del vegetale, salvo eccezioni) utilizzando
esclusivamente i componenti della stessa pianta su cui lavorava, al massimo impiegando
acqua o un distillato di vino, lo spiritus vini, ma senza ricorrere a materie filosofiche cio
ottenute per via alchemica.
Alcune risultati -di cui la volatilizzazione degli alkali fissi lesempio pi importante- potevano
nonostante tutto essere ottenuti con operazioni spagyriche e con lavori pi lunghi, impiegando
i componenti stessi della pianta.

Dopo aver fatto questa anticipazione di certi aspetti tecnici esemplificativa per chiarire sin da
subito le differenze specifiche tra la spagyria e la moderna chimica profana, ma anche fra la
spagyria e lAlchimia entriamo nello specifico illustrando i tipi di preparazioni che la
farmacopoiesi spagyrica ha elaborato e le operazioni con cui ottenerle, e le frazioni di cui sono
composte.

I TRE PINCIPI
Il Solfo. Questo principio si manifesta nel Regno Vegetale nella frazione pi volatile dei
principi attivi della pianta, gli aromi, i profumi, che danno luogo allolio essenziale. Esso
lelemento pi alto e nobile, ci che definisce lIndividualit della pianta, non a caso
rimasta infatti anche nellerboristeria comune il termine olio essenziale, perch individua
lessenza di un certo Ente naturale, in questo caso un Individuo vegetale. Il Solfo
rappresenta il principio pi spirituale, il veicolo pi alto e rarefatto, lInvisibile: non a caso
esso risuona nel profumo, percepibile ad un senso differente da quello della vista. Esso
corrisponde anche allelemento Fuoco.
Il Mercurio. Indica le componenti liquide della pianta, soprattutto la linfa, ma anche
nellalcol che si forma per fermentazione dagli amidi e dalle cellulose della pianta. Esso il
veicolo dei principi attivi (in gran parte riferibili al Principio Solfo), anche il veicolo della
memoria energetica della pianta, il mediatore che accumula le informazioni e le vibrazioni
provenienti dal Solfo (secondo lidea oggi nota come memoria dellacqua). A questo
principio riferibile in genere la componente idroalcolica del preparato corrispondente agli
elementi Aria (lalcol) e Acqua (lacqua).
Il Sale. Ottenuto dalla calcinazione della pianta a differenti temperature a seconda che
si non si vogliano o meno perdere frazioni volatili del sale stesso esso composto da un
sale inorganico che per la chimica non altro che carbonato di potassio (K2CO3) e, in
misura assai minore, pochi altri sali inorganici. Questo il sale fisso, solubile, acqua ma non
in grado si sublimare a basse temperature. Il Sale rappresenta il principio Corpo, la materia,
ma anche la sintesi degli altri due principi; inoltre il Sale incarna lIntelligenza vegetale
(sale-sapienza). Anche per questo il Sale indispensabile a che un preparato sia davvero
spagyrico. Laggiunta del sale indispensabile per rivestire una tintura: esso conferisce,
oltre che maggiore stabilit al preparato, delle caratteristiche energetiche e vibrazionali
insostituibili. Esso fa da magnete infatti per i principi sottili incarnati nel Solfo e nel
Mercurio. Per esaltare al massimo grado questazione serve per che esso abbia raggiunto la
stessa volatilit degli altri due principi ( = spiritualizzazione del Corpo) cos da costituire
con essi unentit unica. Si vedr cos che lo spagyrista tende a rendere volatile il fisso
e fissoci che volatile, e questo il vero nesso che collega la Spagyria alla tradizione
alchemica. Aggiungiamo che la scienza attuale non riconosce nessuna differenza dazione a
sali provenienti da piante differenti. Tuttavia la Spagyria riconosce differenti propriet
terapeutiche ai diversi sali, malgrado la formula chimica possa essere la stessa (quella del
carbonato di potassio) segno che certe informazioni non sono contenute a livello fisico.
Aggiungiamo che in ognuno di questi principi sono riscontrabili ulteriormente un Solfo, un
Mercurio, e un Sale, cos avremo un Solfo del Sale, un Mercurio del Sale, un Sale del Sale,
un Solfo del Mercurio etc.
LE PREPARAZIONI

1. GLI ELIXIR. I n questi preparati il Mercurio


deriva direttamente dalla pianta stessa perfermentazione (a volte certi autori antichi la
indicano comeputrefazione, termine che, come spesso accade in contesti alchemici,
assume molti significati differenti). La fermentazione deve avvenire ponendo la pianta
fresca in acqua di fonte (viva) in presenza di lieviti naturali, in condizioni dombra e senza
sbalzi di temperatura. Questa, come ogni lavorazione deve sempre cominciare in luna
crescente e favorevole (se la Luna in Capricorno ad esempio in esilio). Il ciclo di
fermentazione deve durare di regola per una lunazione intera. Terminata la
fermentazione si filtra il liquido ottenuto per ottenere una miscela idroalcolica;
questultima verr sottoposta a distillazione cos da avere un alcol pi concentrato. La
distillazione va compiuta a temperatura dolce, in genere sufficiente arrivare ad un alcol
a 50. Il Mercurio che si avr sar dunque una miscela di alcol e di una frazione non
trascurabile di acqua informata dalla pianta. Come si vedr la differenza di fondo
rispetto alla Tintura proprio che negli Elixir il mercurio, impiegato per estrarre lo
Spirito e lAnima vegetale, quello derivato dalla pianta stessa. Ora si metter a
macerare altra pianta fresca in questo mercurio lasciando raggiungere il tutto dai raggi
solari, sino a che tutto il materiale solido non sia stato digerito (rimane solamente lo
scheletro della foglia, ad esempio); questa operazione dura in genere unintera stagione.
Alla fine, la componente solida rimanente viene torchiata, asciugata e calcinata per
estrarre dalle ceneri i sali solubili. Questi verranno uniti allestratto liquido per la
circolazione finale (su cui torneremo alla fine).
2. - LE TINTURE . In questo caso il Mercurio (solvente) utilizzato per lestrazione del
Mercurio e del Solfo vegetale non deriva dalla pianta stessa ma da un altro solvente, un
solvente universale (sia pure limitatamente al Regno vegetale). Dunque questo alkaest
vegetale lo Spiritus vini rettificato. Si tratta di un distillato di vino, di altissima
gradazione ottenuto solo con mezzi naturali e con accorta distillazione. Il termine
acquavite deriva proprio dalla tradizione alchemica. La gradazione alcolica dello Spiritus
vini se magistralmente preparato deve arrivare a circa 96 per successive distillazioni.

Inoltre la rettifica prevede di aggiungere il suo sale,


cio di nuovo il Sale fisso di Tartaro; questa mineralizzazione necessaria a togliere la
memoria residua allacquavite proveniente dal vino a renderla un perfetto solvente
universale in grado di ricevere ed estrarre in modo assoluto i Principi (linsieme di Solfo e
Mercurio), cio l anima tingens della pianta di cui si vuole fare la tinctura. Rispetto ad
unacquavite industriale, sebbene di identica formula chimica e composizione
percentuale, queste preparazioni spagyriche portano ad uno spiritus vinidavvero
vivo. Le caratteristiche organolettiche sono infatti inconfondibili: hanno un sapore e un
odore dolce e gradevolissimo che nessuna preparazione morta cio industriale riesce a
riprodurre; inoltre sebbene si tratti un alcol ad altissima gradazione esso non brucia in
bocca! Esso ha propriet energetiche notevoli (che un soggetto sensibile pu
riconoscere) e gi di per se possiede propriet curative. Pende un grande mistero della
Natura sul perch si usi proprio il vino per preparare un tale mercurio universale ; ci
limiteremo a far osservare che forse non un caso se il sacerdote nella Messa usi
appunto proprio il vino e che esso stato spesso usato in numerosi riti religiosi della
Tradizione mediterranea a cui le stesse origini dellAlchimia sembra potersi collegare.
Luso di questo mercurio implica un potere estrattivo differente rispetto a quello del
mercurio che si vede in azione negli Elixir: in questi si ha unazione assolutamente
organica e armoniosa come in ogni opera spagyrica e certamente luso del mercurio
proprio della piante stessa rafforza questa armonia nel ricostituire lEnte originario, ma
nella Tintura trova impiego in questo ruolo una Spirito universale (vegetale) che
conferisce un potere estrattivo massimo rispetto ai principi sottili della pianta. E quindi
naturale aspettarsi da un preparato sotto forma di tintura unazione energetica o psichica
notevolmente pi forte, laddove lelixir avrebbe unazione pi moderata.Ovviamente
anche nelle tinture si completa il tutto con laggiunta dei sali della pianta calcinata e la
circolazione.
3. - LE QUINTESSENZE . Si tratta della preparazione spagyrica per eccellenza, e
soprattutto la pi completa in quanto estrae, purifica e lavora separatamente tutti e tre
i Principi. Per estrarre il Solfo (gli oli essenziali) dobbiamo partire anzitutto da una pianta
essenzifera, che produca questa componente in quantit sensibile, condizione
indispensabile per questo tipo di preparazione. Lestrazione egli oli pu avvenire in vari
modi. Laddove non si pu eseguire spremitura a freddo, allora si dovr procedere a
distillare in corrente di vapore partendo dalla droga vegetale, usando acqua di fonte. Il
risultato sar allora quello di ottenere cos lolio essenziale ed un residuo di idrolato,
unacqua aromatica (il Mercurio del Solfo). Ci che resta del residuo solido della pianta
verr poi messo a fermentare cos da dare un vino vegetale (come sopra si detto) che
generalmente avr bassa gradazione alcolica, ed esso sar il nostro Mercurio. E
necessario che esso venga portato per distillazione a 96, perdendo lacqua (queste
successive distillazioni corrispondono ad altrettante purificazioni anche in senso
energetico). Lacqua che residua dalla distillazione del Mercurio detta Flegma. Vi
anche unaltra strada per estrarre il Solfo ed quella indicata da Von Bernus: si tratta di
far macerare la pianta in un alcol a basso tenore (sui 5) per aprire il vegetale, magari
tramite aggiunta di poco aceto, ma senza far fermentare Von Bernus sconsiglia la
fermentazione spagyrica perch essa fa perdere molti principi attivi, riservandola
unicamente a piante velenose come il Conium (cicuta),o la Nux Vomica (stricnina). Il
Mercurio, in questo secondo metodo, viene estratto per lenta distillazione, lasciando sul
fondo un residuo della consistenza del miele, che sono gli oli condensati (Solfo). Una volta
separati Mercurio e Solfo, il residuo solido della pianta viene calcinato in coppella, alla
temperatura necessaria dando per residuo delle ceneri. Queste saranno trattate per
lisciviazione con il Flegma, di cui sopra, per separare il sale insolubile (la scoria terrosa
detta caput mortuum) dal sale solubile fisso, in genere di colore bianco o con tenui
sfumature legate alla presenza di alcuni elementi. Questo il Sale Fisso che dovr essere
reso volatile per dare una vera Quintessenza. Crediamo di non svelare nessun segreto
accennando che una delle chiavi per ottenere la volatilizzazione degli alkali fissi sta
proprio nel Solfo con cui si dovr animare questi sali, prima di condurli a circolare per
successive coobazioni con il loro Mercurio. Il risultato finale sar infatti un preparato
totalmente anidro e totalmente volatile. Anidro in quanto il sale (carbonato di potassio)
che igroscopico adsorbe, cattura la percentuale di acqua presente nellazeotropo, cio
nellalcol che stato portato a 96. Si giunge cos, ricongiungendo le diverse frazioni,
nella congiunzione, a creare un reale Quintessenza per via dellintima connessione fra i
quattro elementi che compongono lEnte originario: Fuoco (lolio
essenziale), Aria (lalcol), Acqua (il Flegma della distillazione), Terra (il Sale). I quattro
intimamente riconnessi ricostituiscono lunit originaria, la Quintessenza in senso
aristotelico, ma dopo che ogni singola parte stata purificata e perfezionata. LIndividuo
vegetale stato cos rigenerato e perfezionato.
Lultima tappa del processo comune ad ogni preparazione spagyrica, dunque infatti
laCircolazione:

Una volta ricongiunte tutte le componenti vengono poste e chiuse ermeticamente in pallone ad
espansione (o testa di moro), sottoposti ad una temperatura costante detta di ventre di
cavallo (a questo alludono i testi alchemici quando parlano di sterco di cavallo) o di
chioccia. La temperatura di 40 gradi e questo processo durer per un mese filosofico
( canonicamente 40 giorni) o quanto lartista spagyrico valuter necessario. Nel recipiente per
effetto del calore i liquidi si espanderanno, evaporeranno e ricondenseranno precipitando.

Questo solve et coagula riproduce il moto ciclico delle meteore atmosferiche (il ciclo dellacqua
della scienza moderna), tutto ci che avviene nel recipiente spagyrico infatti non altro che la
vita di un microcosmo che segue lordine analogico del macrocosmo. In questo continuo
rarefarsi e ricondensarsi della materia, le interazioni elettrostatiche (legami idrogeno e di Van
der Waals) tra le molecole del liquido si rompono e si ricompongono ciclicamente, in continuo:
questo continuo riconfigurarsi delle interazioni intermolecolari corrisponde a ci che la
preparazione omeopatica fa con la succussione del solvente. Si tratta dunque di una effettiva e
indispensabile dinamizzazione.

Vi un ulteriore fattore: durante tutto questo periodo il


recipiente di vetro trasparente viene esposto ai raggi dei luminari: la Luna (mediatrice di tutte
le influenze cosmiche) e il Sole, che attivano questo microcosmo dallesterno. Questo tipo di
dinamizzazione per solarizzazione una tecnica che stata poi utilizzata anche dal dott.
Bach nel preparare molti suoi rimedi floreali.

Questo il modo per rendere al massimo grado la capacita energetiche di un Individuo


vegetale. Scrive Von Bernus: Gli Iatrochimici ottenevano una vera Quinta Essentia che
possedeva un enorme potere terapeutico, non paragonabile a quello delle odierne tinture,
omeopatiche e allopatiche. Anche rispetto allomeopatia vi una notevole differenza: le
estrazioni parziali sono, dal punto di vista spagyrico, potenzialmente poco sicure perch non
esprimono tutta lIntelligenza della pianta, ad esempio i dinamismi sottili dei principi volatili
(Solfo e Mercurio) non hanno unintelligenza salina a bilanciarli. La tintura madre da cui si
preparano le diluizioni omeopatiche ad esempio sono espressione solo dello Spirito
mercuriale. Si sa che lomeopatia sfrutta volutamente questi aspetti squilibrati, diluendo la
tossicit ponderale che sarebbe spesso fatale, per costringere la forza vitale a reagire ad uno
stimolo patologico estremante sottilizzato per attivare le sue capacit reattive latenti, in questo
agendo in modo appunto omeo-patico, di contro alla spagyria che agisce invece in modo omeo-
fisiologico, potenziando le capacit vitali in modo diretto. Maggiormente, rifacendosi alla
sapienza naturale degli spagyristi si pu leggere, negli oli essenziali normalmente impiegati in
aromaterapia, un Solfo non purificato n rettificato (almeno a livello sottile, mentre a livello
fisico possibile un buon grado di purezza) ed inoltre non bilanciato dagli altri due Principi.
Questo fa intuire che laromaterapia ordinaria comporta una certa dose di problematicit in
effetti a noi nota, ma che la tradizionale Sapienza spagyrica, ben pi antica, saprebbe ben
spiegare.
Vi sono poi delle tinture metalliche a cui ho accennato sopra, cos come nel mio articolo
sulla Iatrochimica. La medicina spagyrica prevedeva infatti di operare non solo sul vegetale ma
anche sul Regno animale (ad esempio le corna di cervo) e sul Minerale. A questo settore
afferivano le Tinture di minerali e coralli (molto importanti questi ultimi per la cura di disturbi
neurologici e psichiatrici) e di Tinture metalliche. Non si trattava ovviamente di aggredire i
metalli per ottenere la solubilizzazione con reagenti altamente corrosivi o aggressivi (le varie
acque forti o acqua regia, pur scoperte dagli Alchimisti) per poi allontanare il solvente con etere
e avere una dispersione colloidale del metallo. Questi sono meri artifici chimici che nulla hanno
a che vedere con la vera Arte. Infatti i minerali di miniera nativi, se aggrediti con questi mezzi
violenti e non naturali diventano morti, e nulla hanno da offrire in termini di reale Tintura
(intesa come estrazione dell anima tingens). Per ottenere una tintura metallica occorre partire
da un minerale del metallo estratto dalla terra, sgangato e reso in polvere fina, ma solo
attraverso lalkaest che questa pu davvero putrefare, dando poi luogo ad una massa
resinosa detta vetro da cui per varie e spesso lunghe distillazioni di possono estrarre i tre
principi del minerale. Non di tratta di sciogliere il metallo con qualche artificio chimico ma di
aprirlo e con successive e spesso lunghe distillazioni, estrarne lanima tingens, decolorando
effettivamente un metallo anche nobile, ad esempio loro per la Tintura aurea di Paracelso.
Tuttavia quasi nessuno di questi risultati si pu raggiungere senza aver ottenuto lo Spiritus Vini
philosophici o Alkaest, e pertanto la Spagyria minerale, pur essendo altra cosa dallAlchimia,
sfuma in essa. Gli Iatrochimici del passato e coloro che oggi vogliono ottenere medicamenti dal
minerale devono necessariamente muovere dei passi sul sentiero alchemico.
Il Regno minerale ha una profondit, come sa chi studia omeopatia, che n lanimale n il
vegetale raggiungono.

Anatomia ermetica del regno vegetale


DICEMBRE 8, 2013
1
Le stesse corrispondenze delle forze archetipiche del Settenario che ho evidenziato nelle
ghiandole endocrine o sulle funzioni corporee dellanatomia umana, si proiettano ugualmente
nellanatomia vegetale. Anche nella pianta (come in ogni altro regno della Natura, e luoghi o
processi del mondo naturale) quelle forze si manifestano secondo regole proprie.

Nella pianta in particolare troviamo che la sequenza planetaria invertita, e cio i sette pianeti
vengono a corrispondere secondo la cosiddetta sequenza caldaica (che segue lordine di
distanza dalla Terra dei corpi celesti) in modalit invertita rispetto allanatomia umana. Cos
sar il pi distante Saturno -che nelluomo corrisponde all epifisi e si localizza dunque nel
capo- a trovarsi invece nel punto pi basso dellanatomia vegetale, trovando la sua
corrispondenza nella radice profonda. Questo diverso ordine di corrispondenze viene cos a
simbolizzare, tra laltro, ci che ricorre spesso nella tradizione upanishadica dellIndia, nel
simbolo di un Albero cosmico graficamente invertito:
Questo Asvattha, sempiterno, in alto erge le radici ed in basso volge i rami [...] (Katha
Upanisad VI, 1).
La ragione di questa inversione sta nel fatto, gi indicato in un precedente post, che lEnte
vegetale incarna nellevoluzione qualcosa di assai antecedente allumano e distante dalla
nostra linea di evoluzione. Il Vegetale un essere che non esprime una coscienza individuale,
ed anche per questa ragione esso incorpora direttamente un modello universale come quello
costituito dallAlbero cosmico riferito dalle Upanishad, dalla Baghavad Gita (XV,1), e
velatamente indicato anche in altre tradizioni. Tutto ci che si riflette sia sul piano individuale
che su quello universale assume spesso caratteri simbolici in un ordine invertito in questi due
rispettivi ambiti, individuale e universale (legge di inversione del simbolismo).
Il principio Saturno viene cos a manifestarsi nella radice profonda come il pi lontano dei
pianeti antichi. Saturno signore della mineralit il pi a contatto con la fredda terra, da cui
estrae i sali minerali.
Segue Giove, il cui principio si riflette nella radice media (comprese anche le ramificazioni di
secondo ordine).
Marte corrisponde al bulbo, cio una formazione fustosa ipogea che svolge una funzione di
resistenza alle condizioni climatiche o ambientali avverse. Ad esempio le piante bulbose come
laglio sono solitamente riferite, non a caso, alla segnatura marziale; segnatura che si riflette
immancabilmente nellalto numero di principi attivi antibiotici, antivirali e anti parassitari
presenti in questa pianta. Marte si riflette anche in organi simili ai bulbi, es. rizo-tuberi. Ove
non siano presenti queste formazioni, si pu riferire larchetipo marziale, per analogia, al tratto
superiore del fittone.
Il Sole riferibile al colletto, che in una posizione di transizione fra la parte aerea e quella
ipogea della pianta e, data la sua centralit, riflette la funzione solare.
Venere corrisponde al fusto e ai rami maggiori ; Mercurio si manifesta nelle foglie, la cui
finalit respiratoria tipicamente mercuriale. La Luna infine con la sua funzionalit
generatrice si esplica nei fiori e, in parte, nei frutti.
Una non diversa lettura si pu fare degli strati successivi del tronco lungo la sezione radiale
(midollo, cambio, libro, corteccia ecc..).

Ora, anche R. Steiner, nelle sue osservazioni sugli aspetti sottili del Regno Vegetale (cfr. Come
si giunge alla visione spirituale del Mondo.Respiro umano e respiro cosmico ed.
Antroposofica, in particolare la Nona conferenza), pone la stessa relazione invertita.
In particolare si fa corrispondere la radice agli organi della testa. Lapparato respiratorio-
fogliare corrisponde nelluomo al torace, il centro ritmico respiratorio. I fiori e i semi
corrispondono al polo del ricambio, centro deputato alla riproduzione e allespansione in
senso lato. Come si vede il principio esattamente il medesimo, tuttavia nella concezione
steineriana si applica un sistema ternario di corrispondenze, che si richiama chiaramente
alla tripartizione cos importante in Medicina Antroposofica. Viceversa nella medicina ermetico-
spagyrica il sistema di corrispondenze pi articolato e prevede una scala settenaria di

funzioni archetipiche.
Il preparatore spagyrico avr cura di scegliere, generalmente, la parte della pianta da
impiegare anche secondo la segnatura che vorr esaltare, utilizzando le parti saturnine,
(radici) di una pianta di Saturno per esempio il pungitopo, o quelle lunari (i fiori) per una panta
come la lavanda, che ha una segnatura lunare e mercuriale, se vorr esaltarne particolarmente
laspetto lunare (azione sedativa della lavanda sul sistema nervoso centrale).

LIndividuo vegetale nella botanica occulta


NOVEMBRE 23, 2013
1
Gli esseri appartenenti al regno vegetale
(cos come per gli altri regni della Natura) sul nostro piano fisico si manifestano come piante
separate, diversi individui di una stessa specie. In realt questi vari appartenenti a una stessa
specie sono semplici manifestazioni di uno stesso Individuo vegetale, l Archetipo di quella
specie. Questa Intelligenza, a differenza di quella di ciascun essere umano, non si incarna su
questo piano; come dire che quella Individualit non scende su questo piano e non manifesta
qui il proprio stato cosciente. Secondo una certa nomenclatura dei piani sottili, lessere
cosciente delle piante corrisponde e si incarna al livello del piano mentale (specie nelle
nomenclature teosofiche) o, in altri sistemi (antroposofia), allastrale superiore.
In una scala gerarchica, si pu dire anche che:
lessere individuale umano (e il suo principio cosciente) si incarna sul piano fisico,
quello animale nel piano astrale
quello vegetale sul mentale inferiore
quello minerale evolutivamente pi distante da noi, sul mentale superiore.

In ognuno dei regni della Natura, agiscono quindi forze di ordine diverso, e tutti gli esseri che
vi corrispondono seguono ciascuno una specifica linea evolutiva. Il fatto che nel regno vegetale
agiscono esseri assai distanti dalla nostra evoluzione e dal nostro piano di incarnazione, si pu
notare che a differenza dellUomo e dellAnimale, gli esseri vegetali non possono spostare la
loro dislocazione spaziale a volont. Inoltre sia lanimale che lumano nascono con tutti gli
organi gi formati. Nel vegetale invece la differenziazione alla nascita e alla proliferazione

In ogni Individuo vegetale si manifesta un determinato tipo di Intelligenza Naturale. Questa


Intelligenza vegetale si concretizza nel modo di agire di una determinata specie, nel suo modo
di relazionarsi col terreno, con altre piante, di difendersi dai parassiti, secondo modalit che
nella botanica occulta e tradizionale (di orientamento ermetico o paracelsiaco) sono
dette segnature. Queste segnature possono essere classificate secondo criteri,
zodiacali, planetari, umorali (caldo, freddo, secco ecc..secondo lamedicina ippocratica) o di
altra natura, ad esempio morfologica, come accade nei fiori di Bach.

Come gi detto, dunque, tutti gli esemplari di una data specie sono espressioni di un
determinato Individuo vegetale e portatori di quel tipo di intelligenza che vive e si incarna
attraverso le energie degli Esseri Elementari che contribuiscono alledificazione di quella
pianta. Queste energie, che operano in accordo con quella intelligenza naturale, possono
essere in vario grado estratte con procedimenti sottili, uno dei quali la trasformazione
spagyrica, ed impiegate in chiave curativa, omeo-fisiologica, per integrare le stesse forze
carenti o sbilanciate nellorganismo umano.

Le preparazioni secondo il Magistero spagyrico hanno lo scopo specifico di estrarre i vari


componenti non solo fisici ma anche energetici dei vegetali (o minerali o animali) e, in una
certa misura, anche il principio Spirituale o Individuo di questi esseri, purificarli separatamente
e ricongiungerli, esaltandoli ad un pi alto livello evolutivo. Non diversamente opera sul
minerale loperazione spagyrico-alchemica con finalit terapeutica e spagyrica. Le operazioni
sul minerale o sul metallo possono tuttavia avere portata ben maggiore. Sul minerale
agiscono infatti forze ancora pi distanti da noi.

Suggerimenti bibliografici:
- Il Conte di Gabalis, ovvero conversazioni sulle Scienze segrete (1670), Montfaucon de Villars,
ed. Phoenix, Genova 1985.
- De Nymphis, Sylphis, Pygmaeis et Salamandris et coeteris spiritibus, Paracelso pubblicato in
Scritti alchemici e magici, ed. Phoenix, Genova 1991, pagg. 17-32.
- Le Entit spirituali nei corpi celesti e nei regni della natura, R. Steiner, Editrice Antroposofica.
- Le piante medicinali per la cura delle malattie (cfr. vol. n. 1), W. Pelikan, Natura e Cultura
Edizioni.

Il Mistero dei Sette Anni


GENNAIO 12, 2014 DI ASCLEPIO

La biologia ci assicura che il nostro organismo rinnova completamente le sue cellule ad


eccezione di quelle del SNC all incirca ogni sette anni (le pi lente sono gli osteociti che
hanno appunto un turnover di sette anni). Cos allo scadere di ogni settimo anno il nostro corpo
fisico non pi lo stesso.
Questo dato della scienza moderna conferma misteriosamente ci che la Medicina Cinese gi
affermava: che lenergia vitale, Jing, si sviluppa nella donna con cicli di sette anni (nell uomo
pi lentamente, otto anni). Ugualmente non poche altre tradizioni, come quella pitagorica,
rilevano come la Natura segua spesso cicli settenari (la legge dell Ottava). Anche il
fondatore della Medicina Antoposofica, Rudolf Steiner, ha evidenziato lanalogia fra levoluzione
del sistema solare e dellessere umano. Ha infatti collegato gli Archetipi simbolici dei pianeti
alla biografia umana, mettendone in evidenza linfluenza nel corso dei vari settenni.
Vi relazione con Luna, Mercurio e Venere, dalla nascita a 21 anni; Marte, Giove e Saturno dai
42 ai 63 anni. Dai 21 a 42 anni luomo trasforma la sua vita interiore sotto linflusso del Sole.

1 - Nella prima triade (da 0 a 21 anni) avviene gradualmente lo sviluppo corporeo


della persona umana, nelle sue parti costitutive.
Primo settennio (infanzia). Lo sviluppo fisico centrato sulla maturazione del sistema
neurosensoriale. Per il lattante il senso del tatto (quindi il sentirsi accarezzato e curato con
amore) un veicolo fondamentale per il suo sviluppo, cos come ludito (tono di voce). Il
bambino piccolo completamente dipendente dallambiente che lo circonda, in particolare
dalla mamma (elemento lunare). Il bambino assorbe le armonie e disarmonie che lo
circondano, le percepisce con speciali antenne. LUNA, principio che rispecchia.
Secondo settennio.Le forze eteriche si liberano dal loro involucro e cominciano a dare
vita all attivit del pensiero e della memoria. A livello fisico si completa lo sviluppo degli
organi connessi con il sistema ritmico (cuore, respirazione, circolazione). Avviene il
passaggio dai denti da latte a quelli permanenti. let della scuola. Prendono molta
importanza la figura del maestro e quelle dei compagni. A livello animico si sperimentano
coscientemente forti correnti di simpatia e antipatia. Si sviluppa il pensiero, e la capacit di
relazionarsi e comunicare, infatti questo settennio sotto linflusso di MERCURIO, dio che
unisce e che comunica.
Terzo settennio. A livello fisico si completa lo sviluppo degli organi sessuali e delle
membra, gli arti si allungano. Si sviluppano il sistema del ricambio e metabolico. Ora
avvenuta la nascita effettiva del corpo astrale - ladolescente pu misurarsi con concetti
astratti, e non pi solo con una conoscenza per immagini. Ladolescente pu iniziare a
formarsi un suo giudizio e accosta materie scientifiche (lalgebra, le scienze naturali, la
matematica) in cui il vero e il falso siano sperimentabili. Ladolescente comincia
sperimentare il bene e il male anche dentro di s. attirato da due estremi: dai grandi
ideali, ma anche dai lati oscuri della realt e di s stesso. Si potrebbe dire che sperimenta la
cacciata dal paradiso. il periodo in cui si sveglia alla sessualit:i si comincia a cercare
laltro che ci completa, il partner. E il settennio sotto linflusso di VENERE, principio
equilibrante e armonizzante. Si chiude cos il primo ciclo, quello sotto linflusso degli dei
che determinano passivamente il karma, cio dei processi di sviluppo innati, dovuti a impulsi
naturali o collettivi, quelli correlati al concetto di ego.
2. - Nella seconda triade (da 21 a 42 anni) si sviluppa pi coscientemente la
parte animica, nelle sue tre facolt del pensare, sentire e volere. Piena
maturazione dellanima senziente, dellanima razionale e dellanima cosciente ( cfr. il mio post
sulla fisiologia occulta.
Dunque: Terzo, quarto e quinto settennio (SOLE) devono attuare il pieno sviluppo dellIo, in cui
si incarnano le forze spirituali dellessere umano. Pieno, completo e attuale sviluppo
dellindividualit umana.
3. - Nella terza triade (da 42 a 63 anni) pu avvenire lo sviluppo pi cosciente della
parte spirituale, non pi per un processo naturale, ma soltanto per libera
iniziativa individuale, in forza dell Io precedentemente maturato. Inizia il ciclo delle forze che
aiutano luomo a liberarsi dal karma:
MARTE il principio aggressivo
GIOVE il principio che progetta e sviluppa.
SATURNO il principio che costringe e pone i limiti, inizio della vecchiaia.
Dopo i 63 anni continua lo sviluppo dellelemento spirituale nelluomo, per cui a fronte di un
graduale diminuire dellenergia fisica e del deperimento delle forze vitali, alcuni
possono sperimentare un aumento delle forze spirituali e di coscienza, corrispondente ai
pianeti esterni del sistema solare.

Il periodo che segue al 63 anno come una nuova fase della vita delluomo. Nuova perch
non si pi sotto la diretta influenza del sistema solare e dei pianeti(almeno dei sette sub-
saturniani). unet che pu portare notevoli slanci di una nuova libert, nuova
giovinezza dellanima. E la fase in cui, a completamento di quanto eventualmente intrapreso
nella triade precedente, alcuni uomini sarebbero orientati spontaneamente verso
il S (principio transpersonale).
Il succedersi ciclico di queste evoluzioni spiega perch nel corso degli anni la nostra
costituzione pu cambiare, malgrado il determinismo genetico. E bene fra laltro, che un
eventuale terapeuta sappia valutare i disturbi del paziente in relazione al suo stadio evolutivo,
alla tappa che sta vivendo nel suo periodo di vita.