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METODOLOGIE DIDATTICHE PER LINSEGNAMENTO

CURRICULARE E LINTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI CON

BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES)

Prof.ssa Angela Muschitiello


Ricercatore universitario di Pedagogia Generale e Sociale - M-PED/01

Anno Accademico 2016/2017


INDICE

LA SCUOLA OGGI
(MPED/01 MPED/03)

Intro
1. Percorso normativo
2. Il curricolo
3. Limportanza delle competenze nel curricolo
LA SCUOLA OGGI
(MPED/01 MPED/03)

1. PERCORSO NORMATIVO

1997
Legge 59/1997 e DPR 275/99
LA AUTONOMIA SCOLASTICA

Lautonomia scolastica conferisce alle scuole di ogni ordine e grado la potest (entro la ampia
cornice delle leggi dello Stato) di darsi, attraverso statuti e regolamenti, obiettivi didattici, norme
di organizzazione e funzionamento, precisazione di diritti e doveri.

Tale ordinamento un complesso di fonti giuridiche destinato a completare e integrare le leggi


dello Stato.

L'autonomia delle istituzioni scolastiche e degli istituti educativi si inserisce nel processo di
realizzazione della autonomia e della riorganizzazione dell'intero sistema formativo.
L'autonomia organizzativa finalizzata alla realizzazione della flessibilit, della diversificazione,
dell'efficienza e dell'efficacia del servizio scolastico, alla integrazione e al miglior utilizzo delle
risorse e delle strutture, all'introduzione di tecnologie innovative e al coordinamento con il
contesto territoriale.
La legge della autonomia scolastica stabilisce che ogni istituzione scolastica predispone, con la
partecipazione di tutte le sue componenti, il Piano dell'offerta formativa (POF).
Il Piano il documento fondamentale costitutivo dell'identit culturale e progettuale delle
istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed
organizzativa che le singole scuole adottano nell'ambito della loro autonomia.

IL POF

Il Piano dell'Offerta Formativa (P.O.F.), secondo il regolamento sull'autonomia scolastica, il


documento fondamentale della scuola che la identifica dal punto di vista culturale e progettuale,
ne esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa.
Il POF contiene la programmazione della scuola (espressione essenziale dellautonomia) nei suoi
molteplici aspetti ricondotti a progetti di natura didattica, organizzativa e finanziaria.
Attraverso il POF ogni scuola elabora la propria identit culturale e progettuale, raccordandosi con
le emergenze territoriali, storiche, sociali, per conseguire contenuti significativi e funzionali allo
sviluppo, alla formazione, allorientamento umano e didattico del giovane studente.
Studente

P.O.F.

PIANO ANNUALE DELLE ATTIVITA


DOCENTI

PIANO ANNUALE DELLE


ATTIVITA PERSONALE A.T.A
Il Piano di Lavoro e lOrganizzazione del servizio (art. 52, c. 3 ccnl)

Nellambito del POF, delle attivit didattiche curriculari e dell'apertura dei locali scolastici e la
chiusura della scuola decisi dal C.I., il piano delle attivit:

Viene predisposto dal DSGA


Viene adottato dal Dirigente

Comprende:
. i turni, le varie tipologie dorario, i compiti ordinari e aggiuntivi
. gli Incarichi specifici (art. 47 CCNL)
. Il piano di formazione del personale Ata

L'organizzazione e l'assegnazione dei servizi allinterno della scuola

I servizi vanno organizzati con riferimento:


. al lavoro ordinario
. al lavoro straordinario
. alla sostituzione dei colleghi assenti
. ad ogni altra attivit prevista dal POF

Il collaboratore scolastico e i servizi di accoglienza, orientamento e assistenza alla


persona

. Lattivit del collaboratore scolastico, nei contatti con lutenza, precisa la sua connotazione di
sostegno e supporto allorganizzazione scolastica affinch questa possa muoversi nelle direzioni
che caratterizzano la sua stessa vita e ragion dessere.
. Sulla base di tali premesse sono fornite informazioni ai genitori, accolti secondo i modi
descritti e indirizzati nei vari uffici o invitati a partecipare alle diverse situazioni. Si cercher di
soddisfare le richieste di chiarimento o di soluzione di problemi pratici o relazionali. Si cercher
insomma- di costruire, circostanza dopo circostanza, quel clima di affidabilit e fiducia senza i quali
non pensabile una scelta consapevole da parte delle famiglie.
. La qualit del rapporto col pubblico, perci, assume importanza fondamentale in quanto
contribuisce in maniera basilare a determinare il clima educativo nella scuola.

Il profilo professionale del collaboratore scolastico si - nel tempo - sostanzialmente trasformato,


acquisendo funzioni di rilevanza sociale.
. Dalla lettura della Tabella A Area A del CCNL 24/07/2003 e dai vari regolamenti di istituto, si
evince che tale personale collabora al complessivo funzionamento didattico e formativo definito
nel Piano dellOfferta Formativa - come supporto allazione didattica e con funzioni di accoglienza
degli studenti e del pubblico.
Il collaboratore infatti deve pertanto competenze riguardanti laccoglienza, la cura della persona
e lassistenza allhandicap.
Dieci anni dopo:
anno scolastico 2007/2008

Lanno scolastico 2007/08 anno laboratorio

lavvio di un percorso di innovazione che si svilupper, secondo quanto afferma il Ministro nella
sua lettera, sino alla ricomposizione, in un contesto unitario, di tutti gli ordinamenti
dellistruzione a partire dallanno scolastico 2009-2010,

2008

Legge 133 del 1 settembre 2008


recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitivit, la
stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria

Tale legge contiene


ART. 64: Disposizioni in materia di organizzazione scolastica

Legge 133
ART. 64: DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ORGANIZZAZIONE
SCOLASTICA

Comma 1. Ai fini di una migliore qualificazione dei


servizi scolastici e di una piena valorizzazione
professionale del personale docente, a decorrere
dall'anno scolastico 2009/2010, sono adottati interventi Pi
e misure volti ad incrementare, gradualmente, di un
punto il rapporto alunni/docente, da realizzare alunni/e
per classe
comunque entro lanno scolastico 2011/2012, per un
accostamento di tale rapporto ai relativi standard europei
tenendo anche conto delle necessit relative agli alunni
diversamente abili.

Comma 2. Si procede, altres, alla revisione dei criteri e


dei parametri previsti per la definizione delle dotazioni
organiche del personale amministrativo, tecnico ed
ausiliario (ATA), in modo da conseguire, nel
triennio 2009-2011 una riduzione complessiva del 17
per cento della consistenza numerica della dotazione
organica determinata per l'anno scolastico 2007/2008
Legge 133
ART. 64: DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ORGANIZZAZIONE
SCOLASTICA

Richiesta
Comma 3. Per la realizzazione delle finalit
previste dal presente articolo il ministro
dellistruzione predispone, entro
quarantacinque giorni dalla data di
Schema di
entrata in vigore del decreto, un piano
programmatico di interventi volti ad una
Piano
maggior razionalizzazione dell'utilizzo delle Programmatico
del Ministero
risorse umane e strumentali disponibili, che
conferiscano una maggiore efficacia ed
efficienza al sistema scolastico..
dellIstruzione

Legge 133
ART. 64: DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ORGANIZZAZIONE
SCOLASTICA

Comma 4. Per l'attuazione del piano di cui al comma 3, con uno o


pi regolamenti da adottare entro dodici mesi dalla data di entrata in
vigore del presente decreto ed in modo da assicurare comunque la

Diversa divisione
puntuale attuazione del piano di cui al comma 3, in relazione agli
interventi annuali ivi previsti, , anche modificando le disposizioni

delle discipline
legislative vigenti, si provvede ad una revisione dell'attuale assetto
ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema scolastico, attenendosi
ai seguenti criteri:

a) Razionalizzazione e accorpamento delle classi di


concorso, per una maggiore flessibilit nellimpiego dei
Cambiamento
docenti; - delorganizzazione
b) ridefinizione dei curricoli vigenti nei diversi
del tempo scuola
ordini di scuola anche attraverso la razionalizzazione - dei piani di studio
dei piani di studio e dei relativi quadri orari, con
particolare riferimento agli istituti tecnici e professionali;
Revisione criteri
c) revisione dei criteri vigenti in materia di
formazione delle classi;
formazione delle
classi
Legge 133
ART. 64: DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ORGANIZZAZIONE
SCOLASTICA

Comma 4:
d) rimodulazione dell'attuale
organizzazione didattica della scuola Modifica
primaria ivi compresa la formazione dellorganizzazione
professionale per il personale docente
interessato ai processi di innovazione della scuola primaria
ordinamentale senza oneri aggiuntivi a
carico della finanza pubblica;

e) revisione dei criteri e dei parametri Riduzione del


vigenti per la determinazione della
consistenza complessiva personale docente e
degli organici del personale docente ed ATA
ATA, finalizzata ad una razionalizzazione
degli stessi;

Legge 133
ART. 64: DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ORGANIZZAZIONE
SCOLASTICA

Comma 4:
f) ridefinizione dellassetto organizzativo - revisione delle
didattico dei centri di istruzione per gli
adulti, ivi compresi i corsi serali, previsto
scuole per adulti
dalle vigenti normative;

f-bis) definizione di criteri, tempi e modalit


riduzione dei
per la determinazione e articolazione plessi scolastici
dell'azione di ridimensionamento della
rete scolastica prevedendo, nell'ambito
delle risorse disponibili a legislazione
vigente l'attivazione di servizi qualificati per
la migliore fruizione dell'offerta formativa

Cosa cambia quindi a livello di organizzazione scolastica dal 2008 in tutti i cicli di
istruzione scolastica?

Con la legge 169 del 2008 viene emanato un Piano Programmatico che definisce le evoluzioni e i
cambiamenti di tutti i cicli scolastici.
La Legge 169 e il Piano Programmatico
LA SCUOLA DELLINFANZIA

Piano Programmatico e la scuola dellInfanzia


1: REVISIONE DEGLI ORDINAMENTI SCOLASTICI
- REVISIONE DEI QUADRI ORARIO NEI DIVERSI ORDINI DI SCUOLA

Nella scuola dellinfanzia lorario obbligatorio


delle attivit educative, nellottica di una
progressiva generalizzazione e tenendo conto Al mattino con una
delle diversificate esigenze rappresentate dalle
famiglie, si svolge anche solamente nella sola maestra
fascia antimeridiana, impiegando una sola
unit di personale docente per sezione
e riorganizzando il pi possibile il
funzionamento delle sezioni di una medesima Riorganizzazione
scuola sulla base di tali opzioni. Le conseguenti
economie di ore e di posti potranno consentire
delle classi negli
nuove attivazioni e conseguentemente eventuali pomeriggi
lestensione del servizio.
E reintrodotto con apposito intervento
normativo, listituto dellanticipo di cui alla legge
53/2003 e al decreto leg.vo 59/2004, nei limiti
delle disponibilit finanziarie esistenti. Ulteriori
Reintrodotto
risposte alle esigenze relative alla lanticipo a 2 anni
medesima fascia di et
potranno essere soddisfatte
anche attraverso la
prosecuzione e dallo
sviluppo delle c.d. sezioni
primavera.

La Legge 169 e il Piano Programmatico


LA SCUOLA PRIMARIA

Legge 169/08 e la scuola primaria


ART. 3: - VALUTAZIONE DEL RENDIMENTO SCOLASTICO
DEGLI STUDENTI.

Si passa dallattuale
comma 1 Dallanno scolastico
sistema che prevede 4
2008/2009 nella scuola primaria livelli positivi
la valutazione periodica ed
annuale degli apprendimenti
(Ottimo, distinto, buono,
degli alunni e la certficazione sufficiente) ed 1 negativo
delle
acquisite
competenze da essi
sono effettuate
(non sufficiente)
mediante lattribuzione di voti a un sistema che ha 5
numerici espressi in decimi e
illustrate con giudizio analitico
livelli positivi e 5 livelli
sul livello globale di maturazione negativi
raggiunto dallalunno.
Legge 169/08 e la scuola primaria
ART. 4: INSEGNANTE UNICO NELLA SCUOLA PRIMARIA

1. Nell'ambito degli obiettivi di razionalizzazione, previsto che le


istituzioni scolastiche della scuola primaria costituiscono classi affidate
ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore
settimanali.
Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla
domanda delle famiglie, di una pi ampia articolazione del tempo-
scuola.
2. Con apposita sequenza contrattuale definito il trattamento economico
dovuto allinsegnante unico della scuola primaria per le ore di
insegnamento aggiuntive rispetto allorario dobbligo di insegnamento
stabilito dalle vigenti disposizioni contrattuali.
2-bis Per la realizzazione delle finalit previste dal presente articolo -
omissis - si provvede, per lanno 2009, ove occorra e in via transitoria,
a valere sulle risorse del fondo distituto delle istituzioni scolastiche, da
reintegrare con quota parte delle risorse rese disponibili - omissis -
2-ter. La disciplina prevista dal presente articolo entra in vigore
dallanno scolastico 2009/2010, relativamente
alle prime classi del ciclo scolastico.

Piano Programmatico e la scuola primaria


1: REVISIONE DEGLI ORDINAMENTI SCOLASTICI
- REVISIONE DEI QUADRI ORARIO NEI DIVERSI ORDINI DI SCUOLA

Nella scuola primaria va privilegiata ai sensi del decreto legge


1 settembre 2008, n. 137, lattivazione di classi affidate ad un
unico docente e funzionanti per un orario di 24 ore settimanali.
Le economie derivanti da tale modello didattico, allo stato non
quantificabili, consentono di ottenere ulteriori risorse che
potranno ridurre lincidenza degli altri interventi. Resta
comunque aperta la possibilit di una pi ampia articolazione
del tempo scuola, tenuto conto della domanda delle famiglie e
della dotazione organica assegnata alle scuole, nel rispetto
dellautonomia delle stesse. Le relative opzioni organizzative
possibili sono le seguenti:
la prima (27 ore) corrispondente allorario di insegnamento di
cui al decreto legislativo 59/2004, con esclusione delle attivit
opzionali facoltative;
La seconda (30 ore) comprensiva dellorario opzionale
facoltativo e con lintroduzione del maestro prevalente;
questultimo nei limiti dellorganico assegnato, integrabile con le
risorse disponibili presso le scuole.
Potr altres aversi, ai sensi del
decreto legislativo 59/2004, una estensione delle
ore di lezione pari ad un massimo di 10 ore settimanali,
comprensive
della mensa.
Piano Programmatico e la scuola primaria
1: REVISIONE DEGLI ORDINAMENTI SCOLASTICI
- REVISIONE DEI QUADRI ORARIO NEI DIVERSI ORDINI DI SCUOLA

Sar linsegnante di
Linsegnamento della lingua inglese affidato ad un
insegnante di classe opportunamente specializzato. classe (maestro unico)
Si dovr prevedere, pertanto, un piano di formazione
linguistica obbligatoria della durata di 150/200 ore
che insegner inglese.
attraverso lutilizzo, come formatori, di docenti
specializzati e di docenti di lingua della scuola
secondaria di I grado. I docenti in tal modo formati,
saranno preferibilmente impiegati, GI DALLANNO
SCOLASTICO 09/10, NELLE PRIME DUE CLASSI
DELLA SCUOLA PRIMARIA.
..in via transitoria e solo fino allanno
scolastico 2010/2011 potranno essere utilizzati in
caso di carenze di docenti specializzati, docenti
specialisti esterni alle classi.

La Legge 169 e il Piano Programmatico


LA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

Legge 169/08 e Scuola secondaria di primo grado (medie)


ART. 3: - Valutazione del rendimento scolastico degli studenti .

Comma 3: Nella scuola


secondaria di primo grado, sono
ammessi alla classe successiva,
ovvero all'esame di Stato a
conclusione del ciclo, gli studenti
che hanno ottenuto, con decisione
Bocciati con una
assunta a maggioranza dal consiglio insufficienza
di classe, un voto non inferiore a
sei decimi in ciascuna disciplina o
gruppo di discipline.
Piano Programmatico e la scuola secondaria di primo grado
1: REVISIONE DEGLI ORDINAMENTI SCOLASTICI
- REVISIONE DEI QUADRI ORARIO NEI DIVERSI ORDINI DI SCUOLA
Lorario obbligatorio delle lezioni per la scuola
secondaria di I grado definito, in via ordinaria,
nella misura di 29 ore settimanali (rispetto alle 32 Cancellati i rientri
attuali) con conseguente adattamento del quadro
delle attivit
orario
Le classi funzionanti col tempo prolungato, omissis, opzionali/facoltative
saranno ricondotte allorario normale qualora non
dispongano di servizi e strutture per lo svolgimento
obbligatorio di attivit in fascia pomeridiana per
almeno tre giornate a settimana ovvero non sia
previsto il funzionamento di un corso intero a tempo
prolungato.
Saranno determinate entro il mese di dicembre le Accorpamento di pi
classi di abilitazione (omssis) e la conseguente
materie in ununica
composizione delle cattedre, riconsiderando
quelle attuali al fine di superare lesistente cattedra (es: aggregazione
frammentazione degli di matematica-scienze con
insegnamenti, privilegiando tecnologia)
quelli di base e aggregazioni
umanistico letterarie,
scientifico tecnologiche e
linguistiche.

Piano Programmatico e la scuola secondaria di


secondo grado
1: REVISIONE DEGLI ORDINAMENTI SCOLASTICI
- REVISIONE DEI QUADRI ORARIO NEI DIVERSI ORDINI DI SCUOLA
I piani di studio relativi al sistema dei licei, di cui al decreto legislativo 17 ottobre
2005, n. 226, come modificato dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, saranno
riesaminati con lobiettivo di razionalizzarne limpianto in termini di massima
semplificazione. Andranno in tale contesto definite le discipline ed i carichi
orario delle singole tipologie in misura non superiore alle 30 ore settimanali.

I piani di studio relativi agli istituti tecnici e professionali di cui la legge 2 aprile
2007, n. 40, saranno anchessi riveduti al fine di pervenire ad una ulteriore
razionalizzazione e semplificazione. Per quanto riguarda listruzione tecnica,
se ne definiranno gli indirizzi in un numero contenuto e adottando un carico
orario annuale obbligatorio delle lezioni non superiore a 32 ore settimanali.

Per listruzione professionale si operer nel senso che gli indirizzi aventi una
sostanziale corrispondenza con quelli dellistruzione tecnica, confluiscano in
questultima, evitando duplicazioni di percorsi e di carichi orari e conseguente
disorientamento dellutenza
Piano Programmatico e la scuola secondaria di
secondo grado
2: REVISIONE DEL QUADRO ORARIO
- REVISIONE DEI QUADRI ORARIO NEI DIVERSI ORDINI DI SCUOLA

Lorario obbligatorio di lezione nei licei classici, linguistici, scientifici e delle


scienze umane sar pari ad un massimo di 30 ore settimanali, con
conseguente revisione dei quadri orario previsti dagli allegati al decreto
legislativo 17 ottobre 2005, n. 226.

Per i licei artistici e i licei musicali e coreutici lorario obbligatorio di lezione sar
di 32 ore settimanali, con conseguente revisione dei quadri orario previsti dagli
allegati al decreto legislativo 17 ottobre, n. 226.

Per gli istituti tecnici e professionali per i quali il numero degli indirizzi di studio
dovr essere opportunamente ridimensionato (omissis) lorario obbligatorio
delle lezioni non potr essere superiore a 32 ore settimanali, comprensive delle
ore di laboratorio. (omissis)
La modifica degli ordinamenti si avvier progressivamente a decorrere
dallanno scolastico 2009/2010. Dalla.s. 2009/2010 non saranno
conseguentemente attivate nelle prime classi le sperimentazioni attualmente in
atto.

2. IL CURRICOLO

Per curricolo si intende il percorso formativo di un certo segmento scolastico (Frabboni, 2000)

Il curricolo della scuola

Mira a fornire agli allievi delle capacit di interiorizzare e patrimonializzare la padronanza delle
strutture cognitive proprie dello statuto epistemologico delle discipline:
gli argomenti essenziali,
i linguaggi e i codici,
la logica interpretativa,
i metodi euristici,
i nuclei fondanti,
i nessi trasversali,
i dispositivi generativi e trasformazionali delle conoscenze, i paradigmi di senso.

In realt oggi spesso nella scuola si tende a trascurare alcune pi profonde dimensioni del
curricolo e cio:
Apprendimenti collaterali e impliciti contro apprendimenti diretti e manifesti
Effetti formativi a lungo termine contro effetti formativi a breve termine
Il curricolo come sistema di saperi
(Dewey)
E per questo che si pu dire che il curricolo si
costituisce di 2 livelli

Curricolo 1 livello

2 livello

1livello:
processo di apprendimento diretto che produce risultati a breve-medio termine in misura di
conoscenze e abilit

2livello:
processo di apprendimento che produce risultati a medio-lungo termine in misura di abiti
mentali ed emotivi (Dewey, 1916)

Nei modi tradizionali di fare scuola lattenzione per gli apprendimenti diretti nelle singole
discipline predomina sugli effetti formativi a lungo termine del curricolo complessivo (Baldacci,
2006).
Spesso infatti linsegnante, focalizzando lattenzione sui singoli progressi nei singoli argomenti
disciplinari affrontati, trascura il sottostante processo di formazione di abiti, attitudini ed interessi
permanenti (Dewey, 1910)
Bisogna invece dare molta pi importanza a tali aspetti permanenti della formazione dello non
solo durante la attivit didattica ma soprattutto in fase di progettazione del curricolo scolastico.
In sostanza, si tratta di stimare le conseguenze a lungo termine delle scelte educative e didattiche
che si fanno allinterno di una classe e di determinare verso quale direzione indirizzare il proprio
intervento educativo formativo degli studenti.

Ma allora come si costruisce il curricolo?


Il curricolo:
non emanato dallalto
va predisposto allinterno del P.O.F.
va progettato dai docenti secondo i bisogni formativi del contesto in cui si opera

Il curricolo oggi deve quindi rispondere a criteri di:


1. Flessibilit
2. Verticalit e progressivit
3. Orizzontalit
4. Trasversalit

1. Il curricolo flessibile perch:


Non prevede modelli rigidi o astratti
Non conclusivo
Si configura come ricerca e innovazione

Modello di curricolo flessibile

a) definire correttamente gli obiettivi da raggiungere


(in termini di comportamenti osservabili)

b) organizzare lapprendimento in sequenze non


basate sulla sistematica della materia bens
sulle capacit di apprendimento degli allievi

c) utilizzare una variet di strumenti e mezzi di


comunicazione

d) favorire al massimo lautovalutazione continua


dellallievo ed attuare valutazione formativa

Verso il curricolo verticale

La dimensione "verticale" del curricolo si riferisce a ci che facilita lo sviluppo delle


competenze:
la sistematizzazione e la ristrutturazione di conoscenze acquisite,
le connessioni delle conoscenze nuove con quelle precedenti,
la giusta enfasi sulla produttivit di certi concetti

Il curricolo verticale pertanto :

a) raccordo tra cicli diversi per promuovere la continuit nel processo di apprendimento;
b) curricolo inteso come insieme di fattori che rendono possibile listruzione, obiettivi
formativi e contenuti culturali, rapporto tra saperi scolastici e saperi formali
2.
Il curricolo verticale e
progressivo perch si struttura
dai 3 ai 16 anni da:

Ambiti e campi
Discipline
desperienza
(I ciclo)
(scuola
Infanzia)

3.
Il curricolo orizzontale
perch si struttura in:
Quattro assi
culturali (nuovo
Obbligo
dIstruzione)
Tre aree che
raggruppano
le discipline

3. Il curricolo trasversale perch:


Fa riferimento ad obiettivi e principi metodologici comuni che travalicano lo stretto
ambito della singola disciplina
Introduce alle competenze che consentono di vivere come cittadini consapevoli
Struttura logica del curricolo

Obiettivi di Traguardi
apprendimento

Finalit
D
senso
Indicano le metodologie Competenze

Alla luce di quanto ci siamo detti fin ora esistono diversi tipi di modelli curricolari basati su 4
nuovi princpi:

1. Sono abbandonate tutte le procedure che enfatizzano gli aspetti centralisti e dirigisti
dellapprendimento.
2. Viene sottolineato il ruolo dei docenti nel passaggio "dalla teoria alla classe, alla scuola
del territorio" con spazi di decisionalit crescenti.
3. Lo sviluppo del curricolo va inteso come un processo di ricerca continuo che vede gli
insegnanti protagonisti originali
4. Gli insegnanti e le forme del loro coinvolgimento risultano essenziali per l'efficacia del
curricolo stesso e per evitare i pericoli di funzionalismo , perdita di memoria e "deriva
quantitativa" ai quali vanno incontro trasposizioni forzate di approcci curricolari rigidi.

Modelli curricolari

1 Curricoli centrati sugli scopi a sottolineare la costruzione come deduzione a partire


dalla scelta dell'esito finale dell'azione formativa;
2 Curricoli centrati sulla misurazione dei risultati nei quali il percorso formativo
calibrato sul perseguimento di standard;
3 Curricoli centrati sulla conoscenza che assumono le discipline come criteri guida della
progettazione, pianificazione realizzazione e valutazione del percorso scolastico;
4 Curricoli centrati sull'esperienza di apprendimento nei quali la dimensione della
relazionalit e del coinvolgimento vengono considerate qualit essenziali per il successo
formativo.
3. LIMPORTANZA DELLE COMPETENZE NEL CURRICOLO

Da quanto emerso sin ora chiaro che il curricolo basato sulle competenze oggi infatti si
verificato uno spostamento del focus dellazione didattica:
dallinsegnamento allapprendimento;
dal programma al curricolo;
dalle nozioni alle competenze.

Competenza

capacit di padroneggiare e utilizzare le conoscenze in un contesto disciplinare o


lavorativo,
dimensione metacognitiva, di consapevolezza.

La competenza comprende:

conoscenze dichiarative (che cosa);


abilit procedurali diverse (come) attinenti a uno specifico settore o campo disciplinare;
abilit di tipo trasversale, che riguardano per esempio la comprensione della lettura,
l'utilizzazione di modalit di produzione scritta o grafica;
le abilit di studio.

Basare il curricolo sulle competenze quindi significa intendere l'apprendimento come un processo
attivo di costruzione di:
conoscenze,
abilit,
atteggiamenti,

in un contesto di interazione dell'allievo con:


gli insegnanti,
i compagni,
i media didattici

Le competenze

Il concetto di competenza nella pedagogia scolastica invece piuttosto recente, e non esiste una
sua definizione precisa da tutti condivisa.

Il concetto di competenza perci:


legato alla capacit di usare consapevolmente ed efficacemente le conoscenze in rapporto
a contesti significativi
non riguarda solo prestazioni riproduttive, ma anche la soluzione di problemi
Le competenze

Le competenze Saper essere

racchiudono
+
Saper fare

Le competenze

Cognizione
Le
competenze +
Metacognizion
richiedono
e
Le competenze
Aspetti
Nelle cognitivi
competenze +
Aspetti
si fondono affettivi

(Baldacci, 2006)

La competenza:

collegata alla percezione delladeguatezza di s


necessita per essere acquisita di motivazione

Le competenze trasversali

Le competenze sviluppate nellambito delle singole discipline concorrono alla promozione di


competenze pi ampie e trasversali che risultano condizioni per la piena realizzazione personale e
per la partecipazione attiva alla vita sociale

Competenze cognitive e meta cognitive

Le competenze cognitive si esprimono nel:

conoscere e nel saper collegare tra loro termini, simboli, concetti, principi, regole,
operazioni, procedimenti interni alle singole discipline;
saper cogliere il "codice simbolico" disciplinare (il linguaggio storico, matematico,
artistico, scientifico, tecnologico etc );

Le competenze metacognitive si esprimono nel :


- saper collocare le conoscenze via via raccolte dal mondo osservato in quadri interpretativi
secondo le metodologie fornite dalle singole discipline;
- saper disporre di pi metodi di approccio ai saperi mediante cui potere identificare e risolvere i
problemi delle discipline;
- poter ricostruire e produrre conoscenze ;
- saper inquadrare - sintetizzare - valutare i molteplici percorsi disciplinari del curricolo scolastico
Dal quadro europeo delle qualifiche e titoli

Le competenze indicano la comprovata capacit di usare conoscenze, abilit e capacit personali,


sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e/o
personale; le competenze sono descritte in termine di responsabilit e autonomia.

Dal quadro europeo delle qualifiche e titoli

Otto competenze chiave:


1) comunicazione nella madrelingua;
2) comunicazione nelle lingue straniere;
3) competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia;
4) competenza digitale;
5) imparare a imparare;
6) competenze sociali e civiche;
7) spirito di iniziativa e imprenditorialit;
8) consapevolezza ed espressione culturale.

Competenze chiave di cittadinanza del nuovo obbligo distruzione

1. Imparare ad imparare
2. Progettare
3. Comunicare
4. Collaborare e partecipare
5. Risolvere problemi
6. Individuare collegamenti e relazioni
7. Acquisire ed interpretare linformazione

E nella scuola?
Le competenze

Agli elementi di carattere generale sulla nozione di competenza occorre unire luso che ne fanno le
nuove Indicazioni per il curricolo nella scuola

Le competenze nelle Indicazioni considerata come qualcosa che si sviluppa, che ha un


processo di incremento che richiede un certo periodo di tempo.
Le competenze nelle
Indicazioni
La competenza procede perci
per traguardi di sviluppo,

Indica un arrivo Richiede un tempo


(intero grado
scolastico)

Le competenze nelle Indicazioni

I traguardi di sviluppo delle competenze:


Sono posti al termine degli snodi significativi del percorso
Progrediscono verticalmente in forma intensificata
Orientano i percorsi di apprendimento

Competenze Finalit del


disciplinari curricolo del 1
ciclo: sviluppare la
persona e fornire
le basi per una
Competenze cittadinanza attiva
trasversali

La programmazione per obiettivi quindi da inglobarsi in quella delle competenze dandogli


orizzonti pi ampi (Baldacci, 2006)
Le competenze nelle Indicazioni

Il concetto di competenza suggerisce criteri che vincolano le modalit di raggiungimento degli


obiettivi affinch sviluppino le competenze stesse

nelle Indicazioni sono suggerite metodologie didattiche che possono essere interpretate come
misure per garantire il passaggio dagli obiettivi alle competenze

nelle Indicazioni sono suggerite metodologie didattiche che possono essere interpretate come
misure per garantire il passaggio dagli obiettivi alle competenze

nelle Indicazioni sono suggerite metodologie didattiche che possono essere interpretate come
misure per garantire il passaggio dagli obiettivi alle competenze

Altri riferimenti significativi sono relativi:


allesplorazione e alla scoperta
alla riflessione sul proprio modo dapprendere
ai percorsi in forma di laboratorio inteso come ambiente dapprendimento, non solo di tipo
scolastico, ma anche territoriale