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PONTIFICIA FACOLT TEOLOGICA DELLITALIA MERIDIONALE

ISTITUTO TEOLOGICO COSENTINO


REDEMPTORIS CUSTUS
COSENZA-RENDE

ELABORATO PER IL CORSO DI ESTETICA

LESTETICA

NEL

DOTTORE ANGELICO

Docente Studente
Prof. Antonio Martino Caio Graco Purita
Introduzione
Questo elaborato fu fatto alla richiesta del professore di
Estetica, Antonio Martino, avendo come tema trattare della scienza
estetica di maniera generale o specifica, storica o sistematica, a
piacere dello studente.
In lezione abbiamo trattato del problema estetica dalla sua
origine come scienza (ossia, moderna) fino ai nostri contemporanei
filosofi. Si osservato in ogni pensatore, non soltanto sua opinione
rispetto alla estetica e i suoi componenti, ma principalmente al
sostrato di esperienza contenuto nellopera di ciascuno.
Ma mi piacerebbe tornare un po indietro nel tempo, prima della
scienza estetica, quando questa era soltanto componente accidentale
nella vita delluomo dico accidentale non nel senso che era
indifferente alluomo, ma che luso di questa parola si rimetteva pi a
un approccio tecnico artistico, mentre loggetto della attuale estetica
(il bello) era visto come realt ontologica di tutti gli esseri. Voglio
trattare della bellezza e del giudizio del bello, e quindi far un
discorso estetico. Ma nelle parole del mio autore, queste cose non
sono estetiche, ma elementi trascendentali predicati in tutti gli esseri.
Questo autore Santo Tommaso dAquino, e prendo la libert di
invocarlo in risposta a una piccola confusione moderna. Dopo Kant e i
suoi esegeti, o Hegel e sua prole idealistica non voglio arrivare ai
materialisti - la estetica (e la filosofia in modo generale) divenne quasi
una lingua extraterrestre, come se luomo semplice e concreto
vivesse in un mondo e il filosofo in un altro, con la estranea realt di
vedersi entrambi.
In somma, presento il Dottore Angelico, per essere lui il creatore
del tomismo, e per essere il tomismo la filosofia del buon senso, e
chi proclama questo il proprio buon senso, direbbe Chesterton. la
filosofia che guarda le cose come sono.
Pretendo prima di tutto esplicitare il bello oggetto della
estetica moderna e dopo che cosa sarebbe la estetica per il nostro
Dottore.

Il Bello
Il bello viene definito come: pulchra enim dicuntur quae visa
placet1 Belle infatti sono dette quelle cose che viste destano
piacere. Ci sono in questo concetto due idee centrali: il visum ci
che fu visto e il placet il piacere.

1 Cfr. Summa Theologiae, I, q. 5, a. 4, ad 1um Testo latino dellEdizione


Leonina, traduzione dei Domenicani Italiani
Il bello visum, ossia, qualcosa che si vede. Ma la visione
qua vuole dire qualcosa pi specifico. Non la visione dei cani o dei
gatti, n di nessun altro essere irrazionale, poich questi tangono la
bellezza. Il bello presuppone nel soggetto un giudizio di coscienza e il
giudizio privilegio degli intelligenti. Quindi il bello solamente
compenetrato nel soggetto intelligente, e per mezzo dei sensi, che
per sua volta sono legati allIntelletto. I sensi in particolare quelli che
stano pi connessi con la potenza cognitiva. In ultima analisi, la
visione tutta la potenza cognitiva, poich non solo la conoscenza
per i sensi piacevole, ma pure e ancora di pi quella puramente
intellettuale, che nientaltro che la contemplazione della verit,
anche questa presente nella cognizione sensibile.
Il bello ci che al vedersi placet. Per capire questa massima
tommaseiana dobbiamo prima esplicitare ci che il Bene, poich si
c la bellezza e la bont in un soggetto, queste due si identificano,
perch sono fondati tutte e due nella forma, ma nel loro concetto si
differiscono. Si dice, quindi: est enim bonum quod omnia appetunt2
Il Bene infatti ci che ogni ente appetisce. Appetire come
muoversi ad una cosa, tendersi ad una cosa. Quindi di certa forma, si
pu dire che la Bellezza un Bene per la conoscenza, questa essendo
la percezione della Verit. Per sua volta, Verit la corrispondenza
dellIntelletto alla realt. In fine, dice Santo Tommaso: ad rationem
pulchri pertinet quod in eius aspectu seu cognitione quietetur
appetitus3 Il bello implica lacquietarsi dellappetito alla sola
presenza, o conoscenza.
Santo Tommaso elenca tre condizioni del Bello, che alla fine,
sono i tre trascendentali dellEssere, pi il Bello: Nam ad
pulchritudinem tria requiruntur. Primo quidem, integritas sive
perfectio: quae enim diminuta sunt, hoc ipso turpia sunt. Et debita
proportio sive consonantia. Et iterum claritas: unde quae habent
colorem nitidum, pulchra esse dicuntur.4 Per la bellezza infatti si
richiedono tre doti. In primo luogo integrit o perfezione: poich le
cose incomplete, proprio in quanto tali, sono deformi. Quindi [si
richiede] debita proporzione o armonia [tra le parti]. Finalmente
chiarezza o splendore: difatti diciamo belle le cose dai colori nitidi e
splendenti. Per lintegrit si intende lUnit, poich espressa
lindivisibilit, la non-opposizione, ci che positivo, che infine tratta
di perfezione5. Per proporzione sintende la bont (Bene), poich in
questa c la misura, correlazione e perfetta fruizione, ci che tutto

2 Cfr. Ivi.

3 Cfr. Ibidem I II, q. 27, a. 1, ad 3um.

4 Cfr. Ibidem I, q. 39, q. 8


appetisce6. Per ultimo, la chiarezza la verit, stato in cui lessere si
manifesta, la pienezza della apparizione, identit tra intelligenza e
intelligibilit.

LEstetica in Santo Tommaso


Come sopradetto, il Bello per Santo Tommaso non riferisce
soltanto a qualcosa che provoca sentimenti, ossia, come se avesse
soltanto le Belle-Arti, ma un trascendentale. una categoria che si
predica in tutte le cose esistenti per il semplice fatto di esistere,
armonia perfetta dellUnit, Verit e Bont in ogni ente.
Orbene, lEstetica fu un termine originalmente coniato da
Alexander Baumgarten in sua opera Aesthetica, che aveva come
oggetto una analisi sul gusto. infatti un neologismo proveniente
dal greco , che ha come significato la percezione, gusto,
sensazione7.
Possiamo quindi definire la scienza estetica della seguente
forma: Lo studio dei giudizi di apprezzamento quanto al bello e al
brutto. Teoria del bello, sua natura e condizioni8. Per estensione,
sempre nel discorso moderno, lestetica larte, poich questo il
luogo di produzione del bello. E quindi pu anche essere intesa come
le teorie della percezione e creazione artistica, Filosofia del Bello
oppure Filosofia dellArte.
Si nota chiaramente, in Santo Tommaso, la discrepanza della
estetica come Filosofia del Bello e Filosofia dellArte, termini
completamente equivoci in questa condizione.
Gi risolto il problema del Bello, prendiamo adesso il problema
dellArte. Ebbene, essendo il Bello predicato da tutte le cose soltanto
per il suo agire essente, non si pu definire larte come causa del
Bello, almeno non in senso assoluto.
Per il Dottore Angelico, Ars est recta ratio factibilium9 Larte
la retta norma delle cose da fare. Lui e tutta la scolastica
medievale praticamente - distingueva due tipi di arti: Artes Liberales
5 De Arajo, Adriano. Alguns Elementos da Filosofia da Arte no Tomismo,
Conscincia Web Site. Retrieved June 10, 2016, from
http://www.consciencia.org/filosofia_da_arte_tomismo.

6 Ivi

7 Dizionario Online Wiktionary, Retrieved June 10, 2016, from


https://en.wiktionary.org/wiki/.

8 Mattos, C. L., Vocabulrio Filosfico, So Paulo: Editora Leia 1957


e Artes Mechanicae. Le Arti Liberali sono i famosi Trivium e
Quadrivium, le sette arte che antecedevano gli studi superiori
universitari che sono rispettivamente la Grammatica, la Retorica, la
Dialettica per il concetto moderno piuttosto la Logica lAritmetica,
la Geometria, la Musica e lAstrologia. Le Arti Meccaniche erano
invece che dipendono pi dellattivit manuale, dette anche Servile. Il
soggetto di questo recta ratio factibilium lArtista per le Artes
Liberales e lArtefice per le Artes Mechanicae.
Di modo generale, il problema dellEstetica in Santo Tommaso
finisce qua, gi che non c una investigazione precisa per parte di lui
in questo senso, intanto le arti belle non richiamarono un particolare
interesse speculativo nellantichit classica e scolastica10.
Ma provando prendendo un po ci che diceva il Santo sulla
creazione, possiamo arrivare al seguente proseguimento: La
creazione sempre analogica per parte del creatore e creato. Ebbene,
luomo nel suo atto di creazione nellarte deve guardare a Dio, poich
la retta norma delle cose da fare proprio la maniera di imitare a Dio
nel fare le cose. Lartista o lartefice al creare con perfezione,
proporzione e chiarezza sta non solo creando visando il Bello, ma
creando anche di forma Bella.
Alla fine larte esperienza di ascese, dove lanima si inchina
allAssoluto Essere e ripete le sue opere, proclamando la sua
immagine e somiglianza con suo creatore.

Conclusione
Come si vide, non si pu veramente trovare la vera opinione di Santo
Tommaso DAquino per ogni parte della moderna problematica della
Estetica. Tanto il concetto di Arte non direttamente legato a quello
di Bello, e quello di Bello non direttamente legato a un semplice
giudizio tra il brutto e il bello. Finisco re-citando il grande Chesterton,
che il Tomismo la filosofia del Buon Senso, e questo lo proclama il
proprio Buon Senso11, e saluto, con tanta letizia e onore, ma indegna
e immeritevolmente, la mia Signora, la Regina dei Cieli:

9 Cfr. Summa Theologiae, I - II, q. 58, a. 2, ad 1um Testo latino


dellEdizione Leonina, traduzione dei Domenicani Italiani

10 S. Tommaso DAquino, La Somma Teologica Introduzione Generale,


Casa Editrice Adriano Salani, Italia 1949, p. 345b

11 Chesterton, G. K., St. Thomas Aquinas, A Project Gutenberg of Australia


eBook, Retrieved June 10, 2016, from
http://gutenberg.net.au/ebooks01/0100331.txt.
Salve Maria Sanctissima.