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Musica

La musica ha le caratteristiche di
ALTEZZA DURATA INTENSITA TIMBRO

ACUSTICA
Lacustica una disciplina scientifica che si occupa delle caratteristiche dei suoni
La parola deriva da akoein=udire

SUONO
Il suono un fenomeno fisico che stimola ludito
provocato dal rapido movimento(vibrazione)di un qualsiasi corpo
Il suono un fenomeno fisico che stimola il senso delludito: esso provocato dal rapido
movimento (vibrazione) di un qualsiasi corpo (una corda, un elastico, un pezzo di legno,una
colonna daria, ecc.)
Esso una forma di energia in qualche modo paragonabile alla luco o allelettricit. I suoni
sono
semplicemente onde create da vibrazioni ottenute in migliaia di modi diversi: pizzicando la
corda di
una chitarra, soffiando nel bocchino di una tromba, sfregando un archetto sulle corde di un
violino,
percotendo un pezzo di legno o di metallo.

Suono e rumore
Qual la differenza tra suono e rumore?
Le differenze possono essere di tipo soggettivo oppure oggettivo.
Comunemente si tende a collegare la parola suono a qualcosa di piacevole e la parola
rumore a qualcosa di fastidioso, ma questa differenza piuttosto soggettiva e legata al
contesto in cui un
suono o un rumore sono inseriti.
Il rombo del motore di unauto di formula 1 pu essere un fastidioso rumore oppure un
bellissimo
suono: dipende se chi lo ascolta un appassionato di corse automobilistiche oppure un
amante della
natura e della tranquillit.
Lacustica stabilisce comunque una differenza precisa (oggettiva) tra suono e rumore, basata
sullanalisi delle vibrazioni: se le vibrazioni sono regolari (uguali una allaltra) abbiamo un
suono;
se sono irregolari (diseguali tra loro) abbiamo un rumore.

Come si propaga il suono

Il suono si trasmette attraverso le onde sonore


Le onde sonore si propagano sia nellaria che in altri elementi (acqua, metalli)
La velocit del suono di:
o 340 metri/sec. nellaria
o 1435 metri/sec. nellacqua
o 5127 metri/sec. nel ferro

Il pendolo

percorso di andata e ritorno attraverso loggetto (ad esempio da un capo allaltro di


una corda di chitarra).
Osservando il movimento di oscillazione di un pendolo possiamo individuare alcune
caratteristiche presenti nelle vibrazioni che producono un suono.Il pendolo viene
spostato dalla sua posizione di riposo (A) per essere portato nella posizione B, dove
avr inizio il suo movimento oscillatorio. Liberato dal freno, il pendolo scende con
velocit crescente verso A, consumando lenergia che aveva accumulato ed
acquisendone altra che gli consentir di risalire verso la posizione opposta a quella di
partenza C, raggiunta la quale invertir il movimento scendendo di nuovo verso A.
A questo punto avr termine il primo periodo oscillatorio, al quale seguir un nuovo
periodo, quindi un terzo, un quarto e cos via. Questi movimenti oscillatori
proseguiranno smorzandosi gradualmente fino a che il pendolo sar
tornato allo stato di riposo.
Il graduale smorzamento delle oscillazioni produce una graduale diminuzione della
loro ampiezza.

La scoperta di Galileo Galilei


Verso il 1580 lo scienziato Galileo Galilei scopr la legge dellisocronismo pendolare
.
Osservando loscillazione di una lampada nel duomo di Pisa lo scienziato constat che
il tempo
impiegato per compiere unoscillazione era sempre uguale, nonostante la diversa
ampiezza del
movimento oscillatorio.
Di conseguenza egli cap che il tempo di oscillazione era determinato dalla lunghezza
del filo e non
dalla forza con la quale il pendolo (la lampada) veniva fatta oscillare.
Un pendolo pi corto oscilla pi velocemente di uno pi lungo; la forza con la quale
mettiamo in movimento il pendolo non influisce sul tempo impiegato a percorrere un
oscillazione

Il pendolo e gli strumenti musicali


La stessa legge fisica che regola il movimento oscillatorio del pendolo pu essere
applicata agli
strumenti musicali: infatti la lunghezza della corda o della colonna daria negli
strumenti musicali
determina laltezza del suono; lampiezza della vibrazione determina invece lintensit
del suono (il
volume sonoro).

Laltezza del suono


Anche i suoni hanno unaltezza ; nel linguaggio musicale le parole alto e basso
vengono
sostituite dai termini acuto e grave.
Laltezza dei suoni dipende dalla frequenza, cio dalla velocit delle vibrazioni: dato
un tempo
costante (un secondo), quanto pi numerose esse sono, tanto pi acuto il suono.
Nel linguaggio musicale laltezza dei suoni viene rappresentata attraverso le note
musicali.
Laltezza del suono si misura in hertz. Il termine hertz si riferisce al nome del fisico
tedesco che
per primo studi questi fenomeni.
Un hertz corrisponde ad unoscillazione completa di un corpo elastico nel tempo di un
minuto
secondo. Dire che un suono di 300 hertz significa che il corpo che lo produce vibra
300 volte al
secondo.
In natura esistono suoni che vanno da un minimo di un hertz a un massimo di circa un
milione di
hertz. Lorecchio umano pu solo sentire i suoni compresi tra 16 e 20.000 hertz.

Infrasuoni e ultrasuoni
I suoni di frequenza inferiore ai 16 hertz vengono chiamati infrasuoni; quelli superiori ai
20.000
hertz vengono chiamati ultrasuoni.
Molti animali sono in grado di udire questi tipi di suono, perch dotati di un udito pi sensibile
di
quello umano.

Lintensit del suono


Lintensit la caratteristica che ci permettere di distinguere i suoni forti da quelli deboli; in
pratica
quello che comunemente chiamiamo il volume del suono.
Lintensit determinata dalla forza con la quale un corpo sonoro viene messo in movimento
e, di
conseguenza, dallampiezza delle vibrazioni.
Nel linguaggio musicale lintensit dei suoni (detta dinamica) viene rappresentata attraverso
dei
simboli grafici che suggeriscono allesecutore il corretto livello sonoro per ogni frase musicale.
Lintensit del suono si misura in decibel. Con i decibel si misura la pressione acustica
provocata
dal suono nel mezzo di propagazione (generalmente laria).
La pressione acustica necessaria perch un suono sia udibile dallorecchio umano varia a
seconda
della frequenza (altezza) dei suoni.
Un suono di 1.000 hertz udibile a zero decibel, mentre scendendo a 30 hertz occorre
unintensit di almeno 60 decibel perch il suono sia udibile.
Esistono molte fonti potenziali capaci di produrre suoni a decibel elevati. Anche se tali
suoni in
piccole dosi non sono dannosi, bene evitare una lunga esposizione a suoni di oltre
90 decibel.
Tenete presente che, anche se breve, un suono intenso pu produrre danni fisici. Per
esempio, il
suono prodotto da un martello pneumatico pu provocare, al pari di una serata
trascorsa in una
discoteca, danni permanenti alludito.

La durata del suono


La durata del suono determinata dal periodo di tempo in cui loggetto sonoro emette
vibrazioni.
Quando un corpo sonoro smette di vibrare non produce pi suono.
Il perdurare delle vibrazioni dipende da vari fattori:
Dallelasticit del corpo sonoro (una piastra di metallo risuona pi a lungo che una di
legno)
Dalla forza impiegata per mettere in vibrazione il corpo sonoro (una piastra percossa
debolmente esaurisce le vibrazioni prima di una percossa con forza)
Dalla durata della sollecitazione (una corda pizzicata produce un suono di breve
durata; se
viene invece strofinata con un archetto di violino il suono pu durare a lungo)
Nel linguaggio musicale la durata dei suoni viene rappresentata attraverso le figure
musicali

Il timbro del suono


Il timbro la caratteristica che ci consente di di distinguere il suono di uno strumento
da quello di
un altro; esso pu essere paragonato al colore in un disegno: i compositori usano il
timbro dei vari
strumenti per arricchire (colorare) le loro musiche.
Il timbro dipende da vari fattori:
Dalla forma e dimensione delloggetto sonoro
Dal materiale di cui esso costituito (legno, metallo, vetro, carta)
Dal modo in cui il suono stato prodotto (percuotendo, pizzicando, strofinando ecc.)
Il timbro determina una diversa forma dellonda sonora generata dal suono.

Le CHIAVI MUSICALI sono quei segni grafici, quelle convenzioni che servono a farci
capire a quale registro di suoni fanno riferimento le 5 righe del pentagramma
convenzionale che, per questo motivo, potranno essere lette in vari modi anche se
rappresentano le stesse 5 righe (e di conseguenza anche i 4 spazi interni) di sempre

Le chiavi sono 3:
CHIAVE DI SOL
CHIAVE DI FA
CHIAVE DI DO
Come si pu notare i segni grafici delle chiavi evidenziano sempre una riga tra due
puntini che prende il nome dal nome della chiave (stabilisce che "quella riga sar o il
Sol, o il Fa, o il Do", creando quindi il punto di riferimento per tutte le altre).
Si sono trovati 7 modi per sistemare queste 3 chiavi sul pentagramma ( IL
SETTICLAVIO ) che rappresentano tutti i possibili registri che uno strumento e la voce
umana pu riprodurre.
Qui in successione lo schema del setticlavio inerente alla voce umana:
La chiave di Do si usa in 4 modi e serve a rappresentare i 4 registri di
voce:SOPRANO, MEZZOSOPRANO, BARITONO, e TENORE che si differenziano a
seconda delle possibilit di estensione vocale e quindi anche il pentagramma sar cos
predisposto a rappresentare soprattutto "quel gruppo di note".
La chiave di SOL invece rappresenta l'estensione del VIOLINO (da cui il nome anche
di CHIAVE DI VIOLINO) e si usa anche per il canto in generale (per una melodia
cantata).
La chiave di FA infine rappresenta l'estensione del BARITONO e del BASSO(da cui il
nome anche di CHIAVE DI BASSO).

l pentagramma formato da cinque linee parallele e quattro spazi che le distanziano


una dall'altra. Le note vengono scritte sia sulle linee che negli spazi, ma anche fuori
aggiungendo i cosiddetti "tagli addizionali" che altro non sono che delle piccole
lineette che tagliano le note e ti permettono riconoscerle. DO, RE, MI, FA, SOL, LA, SI,
si ripetono sempre nella stessa successione. Questo significa che dopo il SI abbiamo di
nuovo un altro DO, che sar per di un'altezza maggiore al precedente. Il gruppo
formato dalle sette note pi il DO successivo forma un'ottava. In base alla disposizione
una scala musicale pu essere ascendente se si parte dal DO per arrivare al SI e
discendente se la posizioni al contrario. Per avere un'idea pi chiara prova ad
osservare la tastiera di un pianoforte. La successione dei tasti sempre la stessa ma,
partendo da sinistra e procedendo verso destra otterrai suoni sempre pi acuti ad
ogni ottava
Prima di cominciare, devi sapere che all'inizio del pentagramma va riportato il simbolo della chiave, che fa
riferimento ad una nota specifica. In genere si fa parla di chiave di violino, detta anche chiave di
sol perch posizionata sulla riga dell'omonima nota. bene sapere per che ne esistono sette:
- la chiave di sol
- la chiave di fa
- la chiave di baritono
- la chiave di soprano
- la chiave di mezzo soprano
- la chiave di contralto
- la chiave di tenore

Andiamo alla pratica! Posiziona prima di tutto la chiave di violino sul secondo rigo, quello riservato alla
sua nota. Scrivi sul primo rigo partendo dal basso il MI, sul secondo il SOL, sul terzo il SI.
Nel primo spazio il FA e nel secondo il LA. Il RE invece va' posto sotto al primo rigo, mentre il DO, con un
taglio addizionale, va messo su una linea precedente alla prima. Se a parole risulta complesso, segui
l'immagine qui di lato. Un piccolo trucco da memorizzare: negli spazi da uno a quattro trovi FA, LA, DO, MI
e nelle linee, sempre partendo da uno, avrai MI, SOL, SI, RE, FA.