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MANUALE DI DIRITTO DEL TURISMO

CAPITOLO 1 IL SISTEMA DELLE FONTI

2. Quadro di riferimento delle fonti


Nellordinamento italiano le fonti del diritto fondamentali, giuridicamente pi forti, sono la Costituzione e le
leggi costituzionali. Lattribuzione della potest legislativa ordinaria riservata alla Costituzione e a leggi
costituzionali. Si ricavano da tali fonti le tipologie legislative ordinarie che sono: la legge ordinaria del
Parlamento, il decreto legislativo delegato e il decreto legge del Governo, la legge regionale, le leggi delle
Province autonome di Trento e Bolzano. Sottordinata alla potest legislativa rimane la potest regolamentare che
viene esercitata da diverse autorit: statali, regionali, degli enti locali. Nellordinamento internazionale sono
individuabili due tipi di fonti:
Le consuetudini internazionali: entrano automaticamente nellordinamento giuridico italiano, per via
dellart. 10.1 Cost, secondo il quale lordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto
internazionale generalmente riconosciute.
I trattati internazionali: vanno recepiti mediante uno specifico procedimento che consiste
nellapprovazione di una legge ordinaria del paralamento recante lautorizzazione alla ratifica (di
competenza del Presidente della Repubblica) e lordine di esecuzione del trattato nellordinamento
italiano: il trattato allegato della legge di autorizzazione alla ratifica.
Il trattato istitutivo della Comunit europea contiene le disposizioni sulle fonti dellordinamento comunitario. Si
distinguono:
I regolamenti comunitari: sono direttamente applicabili in ciascuno degli stati membri
Le direttive comunitarie: vincolano gli stati membri per quanto riguarda i risultati da raggiungere, salva
restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi.

3. La distribuzione del potere legislativo in materia di turismo, in base allart. 117 Cost. Il turismo
come materia residuale regionale
La Cost. prima della riforma del 2001 considerava turismo ed industria alberghiera come materia di
competenza legislativa regionale, nei limiti della legislazione statale di principio. Con le modifiche apportate alla
Cost. dalla legge cost. 3 del 2001, lespressione turismo ed industria alberghiera scomparsa dal testo dellart.
117 Cost.; ma la competenza legislativa regionale in materia di turismo permane ed anzi risulta pi ampia. Ora il
turismo rientra fra le materie residuali del 4 comma, secondo cui spetta alle Regioni la potest legislativa in
riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato. La competenza legislativa
delle Regioni che la esercitano senza essere soggette alla legislazione statale di principio. stato chiarito dalla
Corte costituzionale che a decorrere dallentrata in vigore del nuovo Titolo V della Cost., le Regioni ben
possono esercitare in materia di turismo tutte quelle attribuzioni di cui ritengano di essere titolari, approvando
una disciplina legislativa, che pu anche essere sostitutiva di quella statale di principio. La Corte cost. ha
ribadito di recente tale assunto con la sent. n. 214 del 2006, ove si precisa che questa circostanza non esclude la
possibilit per la legge statale di attribuire funzioni legislative al livello centrale e di regolarne lesercizio a
condizione che lintervento statale sia giustificato, proporzionato e comprensivo di una intesa con le Regioni.

4. Limiti alla potest legislativa regionale. Gli ambiti della disciplina statale
Anche nellesercizio della potest legislativa pi estesa, cosiddetta piena o esclusiva, i legislatori regionali
incontrano dei limiti. Nella materia turismo, rilevanti ambiti disciplinari restano di esclusiva competenza della
legislazione statale: il diritto privato, il diritto penale e le norme giurisdizionali.

5. Lambito della disciplina regionale


Lambito della disciplina regionale resta quello del diritto amministrativo (ma senza il versante della giustizia
amministrativa). Larea disciplinare del diritto amministrativo sostanziale, lunica autenticamente di piena
competenza della legislazione regionale, tende ad essere corrosa da interpretazioni delle disposizioni
costituzionali destinate a ridurre lautonomia regionale. La disciplina di taluni settori amministrativi del turismo
viene cosi condotta presso altre materie in cui lo Stato mantiene competenza legislativa in via concorrente o
esclusiva.

7. Competenza legislativa regionale problematica


Per la materia turismo, che di per s non appare di problematica collocazione nellambito della potest
regionale residuale, si prospettano difficolt ricostruttive e tendenze volte a ridurre o addirittura a negare la
competenza regionale di pi ampio profilo, in quanto parte o tutti i settori che compongono la materia
andrebbero in realt ricondotti allinterno di materie di competenza concorrente o di competenza esclusiva statale
8. La recente vicenda dei principi fondamentali in materia di turismo. Dalla legge al regolamento di
delegificazione, dintesa fra Stato e Regioni
Con la legge 29 marzo 2001 n. 135, veniva affidato ad una particolare fonte di tipo regolamentare (subordinata
alla legge) il compito di introdurre i principi fondamentali della materia. Intento reso evidente dalla disposizione
della legge 135 del 2001 che segnava labrogazione della precedente legge cornice n. 217 del 1983, non dalla
data di entrata in vigore della stessa legge n. 135, ma dalla data di entrata in vigore del conseguente decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri, diretto ad accogliere le norme di principio. Il modello quello del
regolamento di delegificazione destinato a contenere disposizioni che in precedenza erano contenute in fonti
legislative, e legittimato a tal fine dalla legge che lo prevede. I regolamenti di delegificazione sono consentiti
salvo che la Cost. non riservi la disciplina alla fonte legislativa.

9. Dal regolamento di delegificazione, dintesa fra Stato e Regioni, alle intese fra sole Regioni
Il d.p.c.m. 13 settembre 2002 recepisce laccordo fra Stato, Regioni e Province autonome sui principi per
larmonizzazione, la valorizzazione e lo sviluppo del sistema turistico. I Presidenti delle Regioni e delle Province
autonome hanno accettato di concludere laccordo con lo Stato premettendo che il turismo materia di
esclusiva competenza regionale e condizionando quindi il Governo a recepire laccordo senza alcuna eventuale
modifica unilaterale. Laccordo rinvia ad atti dintesa fra sole Regioni ( e Province autonome) la definizione dei
principi relativi ai diversi settori in cui si compone la materia. Utilizzando il d.p.c.m. previsto dalla legge 135 del
2001, stato attestato il nuovo assetto delle competenze secondo cui norme di principio, in materia di turismo,
non sono pi di competenza del legislatore statale e neppure necessitano di essere concordate con lo Stato; ne
stata prefiguarta la formazione su di un piano volontario, ad opera delle sole Regioni e Province autonome,
tramite atti dintesa, previsti nel nuovo testo dellart. 117.8 Cost: intese tra Regioni, da ratificare con legge
regionale.

10. Un ritorno al regolamento di delegificazione, dintesa fra Stato e Regioni?


La presenza dello Stato attraverso lintesa Stato-Regioni, per stabilire i principi fondamentali, si giustifica in una
materia residuale regionale per il soddisfacimento di esigenze unitarie, e trova legittimazione nel principio di
sussidiariet che finisce per rendere meno rigida la stessa distribuzione delle competenze legislative. La Corte
cost. nega radicalmente lutilizzabilit della fonte regolamentare governativa (d.p.c.m.) ancorch preceduta
dallintesa Stato-Regioni, per lintroduzione di norme di principio in materia di turismo.

11. Tipi di fonti e denominazione della fonte. La carta dei diritti del turista
La Carta dei diritti del turista, prevista dallart. 4.1 della legge 135 del 2001, neppure appartiene ad uno dei tipi di
fonti normative, essendo configurabile come mero atto amministrativo ricognitivo di diritti stabiliti da fonti
normative: uno strumento di informazione sui diritti del turista.

12. Dalla legge al regolamento


Lart. 12.1 d.l. n. 35 del 2005 affidava (la norma stata annullata dalla Corte cost. sent. n. 214 del 2006, in
quanto non rispettosa dellautonomia regionale) listituzione del comitato nazionale per il turismo ad un d.p.c.m.,
prefigurando solo in parte la composizione dellorgano. Il d.p.c.m. 8 settembre 2005 modificava la composizione
del Comitato rispetto a quella stabilita dallo stesso decreto-legge.

CAPITOLO 4 LE ISTITUZIONI DI GOVERNO NEL SETTORE TURISTICO

1. Natura e dimensione degli interventi pubblici nel settore turistico


Lorganizzazione pubblica del settore del turismo ha assunto, nella storia istituzionale del nostro paese, assetti e
modelli differenziati nel tempo. Ci a testimonianza di un diverso modo di atteggiarsi dei pubblici poteri nei
confronti del turismo e del modo stesso di concepire lintervento pubblico nel campo delle attivit economiche. Il
confine tra iniziative private e intervento pubblico stato progressivamente ridefinito a seguito dellaffermarsi di
una crescente presenza dello Stato e degli enti pubblici territoriali nel campo turistico, che ha portato ad una forte
pubblicizzazione dellintero settore. Un ulteriore elemento che ha condizionato lassetto dellorganizzazione
pubblica del turismo quello relativo alla dimensione degli interessi pubblici da perseguire.

2. Laffermarsi delle differenti formule organizzative dellamministrazione centrale del


turismo; la nascita del Ministero del turismo e lassetto dellordinamento regionale della
Repubblica. Labrogazione referendaria della legge istitutiva del Ministero del turismo.
Lavvento, con la legge n. 617 del 1959, del Ministero del turismo, al quale vengono affidate anche le
competenze in materia di spettacolo e sport, segna il riconoscimento da parte del Governo della rilevanza del
fenomeno turistico e dellesigenza di una appropriata struttura amministrativa per la politica nazionale del
settore. Con lavvento delle Regioni ordinarie e a seguito dei relativi decreti di trasferimento d.p.r. n. 6 del 1972 e
d.p.r. n. 616 del 1977, lamministrazione statale viene spogliata delle funzioni amministrative. Allo stato
residuano poteri di indirizzo e coordinamento delle attivit regionali, nonch le competenze nel campo dei
rapporti internazionali. Il Ministero passato indenne al trasferimento dei poteri a favore delle Regioni, fino a
quando le stesse Regioni ne hanno messo in discussione la permanenza con liniziativa referendaria del 1992.
Labrogazione, con referendum popolare della legge n. 617 del 1959, istitutiva del Ministero del turismo e dello
spettacolo, costituisce lepilogo del confronto istituzionale tra Regioni ed amministrazione statale, che approda
alla istituzione di un Dipartimento del turismo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, cui segue la
definizione di un nuovo riparto di competenze tra Stato e Regioni determinato dal d.l. n. 97 del 1995, cos come
convertito nella legge n. 203 del 1995, che determina unattribuzione generalizzata delle competenze alle
Regioni ordinarie ad eccezione di quelle espressamente attribuite allamministrazione centrale.

3. Le residue competenze dellamministrazione statale nelle materie del turismo


La ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni individuata per la materia del turismo dalla legge del 1995,
stata ridefinita a seguito dei nuovi conferimenti di funzioni operati dal governo con il d.lgs. 31 marzo 1998 n.
112 in attuazione della delega contenuta nella legge 15 marzo 1997 n. 59. Il criterio della competenza generale
residuale a favore degli enti territoriali autonomi viene confermato nel d.lgs. n. 112 del 1998, ma il Governo non
si esime dal ridefinire le funzioni amministrative statali, riscrivendo un elenco che si differenzia da quello
contenuto nellart. 2 della legge n. 203 del 1995. Lassetto delle competenze in materia turistica rimesso in
discussione radicalmente dalla riforma del Titolo V della Parte seconda della Cost, sullordinamento delle
Regioni e degli enti locali, introdotta la legge cost. n. 3 del 2001. In base al nuovo testo costituzionale la
competenza legislativa delle Regioni risulta determinata in via generale e residuale rispetto alle materie riservate
alla competenza legislativa esclusiva dello Stato. La materia del turismo oramai affidata alla competenza
esclusiva delle Regioni e non soggetta al rispetto dei principi fondamentali delle leggi dello Stato.

4. La riforma dellamministrazione centrale dello Stato


Dopo la soppressione del Ministero del turismo, a seguito dellesito referendario, si preceduto alla istituzione
del Dipartimento del turismo presso la Presidenza del Consiglio (d.p.c.m. 12 marzo 1994, adottato sulla base del
d.l. 2 febbraio 1994 n. 80). La materia turistica stata affidata alla competenza del neo istituito Ministero delle
attivit produttive , disciplinato dagli artt. 27 ss.. del d.lgs. n. 300 del 1999. Con lavvio della XV legislatura e
linsediamento del nuovo Governo, si proceduto ad un ulteriore riordino della Presidenza del Consiglio dei
Ministri e dei Ministri. A ci si provveduto con il d.l. n. 181 del 2006, conv. in legge n. 233 del 2006. Lart.
1,19-bis comma della legge n. 233 del 2006, riporta alla competenza del Presidente del Consiglio le funzioni
della materia, attribuite precedentemente dagli artt. 27 e 28 del d.lgs. n. 300 del 1999 e s.m.i., al Ministero delle
attivit produttive. La ricollocazione delle funzioni in materia turistica in capo alla Presidenza del Consiglio
risulta attenuata dalla previsione che per lesercizio di tali funzioni il Presidente del Consiglio si avvale della
struttura del Ministero per i beni e le attivit culturali.

5. Gli strumenti di raccordo Stato-Regioni nel settore turistico


Con listituzione ad opera della legge n. 400 del 1988 della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
Regioni e le Province autonome, si arriver alla costituzione di un organismo a competenza tendenzialmente
generale ed esclusiva per i raccordi Stato-Regioni nelle diverse materie. La Conferenza si afferma quale sede
naturale per i rapporti tra lo Stato e le Regioni e anche per il settore del turismo viene a costituire il luogo
privilegiato per il confronto tra le differenti istanze del livello di governo centrale e di quelle regionali. Il d.lgs. n.
281 del 1997 disciplina le attribuzioni della Conferenza Stato-Regioni sancendo allo stesso tempo la sua
unificazione con la Conferenza Stato-citt e autonomie locali, per le materie e i compiti di interesse comune. Per
quanto concerne la Conferenza Stato-Regioni, la nuova disciplina legislativa prevede due attivit principali
dellorganismo di raccordo:
le intese, per tutti i casi in cui siano previste dalla legge, si perfezionano con lassenso del Governo e dei
Presidenti delle Regioni;
gli accordi possono essere conclusi in sede di Conferenza Stato-Regioni per coordinare lesercizio delle
rispettive competenze di Governo e Regioni e per svolgere attivit di interesse comune.
La Conferenza promuove il coordinamento della programmazione statale e regionale, assicurandone il raccordo
lattivit degli enti o soggetti, anche privati, che gestiscono funzioni o servizi di pubblico interesse in ambito
regionale; assicura lo scambio di dati ed informazioni tra il Governo e le Regioni; determina i criteri di
ripartizione delle risorse finanziarie assegnate dalla legge alle Regioni; obbligatoriamente sentita sugli schemi
di disegni di legge e di decreti legislativi o di regolamento del Governo nelle materie di competenza regionale.
Alla Conferenza affidato anche un ruolo di particolare rilievo per la valutazione degli obiettivi conseguiti e dei
risultati raggiunti, con riferimento agli atti di pianificazione e di programmazione su cui si sia pronunciata.
La legge di riforma della legislazione nazionale del turismo n. 135 del 2001, ha previsto allart. 3 listituzione
della Conferenza nazionale del turismo quale organismo a composizione mista, con rappresentanze istituzionali,
economico-produttive e sociali. La conferenza, indetta almeno ogni due anni dalla Presidenza del consiglio dei
Ministri, organizzata dal Ministero delle attivit produttive, dintesa con la Conferenza Stato-Regioni e ad essa
partecipano i rappresentanti delle Regioni e degli enti locali, nonch quelli del CNEL e delle altre autonomie
territoriali e funzionali. Si tratta di un organismo che mira a garantire un pi stretto coordinamento tra le istanze
istituzionali e quelle socio-economiche, attraverso un rafforzato modello di partenariato. La Conferenza esprime
orientamenti per la definizione e gli aggiornamenti delle linee guida, verificandone lattuazione, nonch
favorisce il confronto tra le istituzioni e le rappresentante del settore.
La continua ricerca di sedi istituzionali capaci di garantire un adeguato confronto tra istanze statali e regionali nel
settore del turismo ha portato alla previsione di un nuovo organismo, quale il Comitato nazionale per il turismo
(art. 12.1 d.l. n. 35 del 2005, conv. in legge n. 80 del 2005). Il nuovo organismo avrebbe dovuto assicurare il
coordinamento delle politiche del settore turistico in sede nazionale e la sua promozione allestero. La Corte cost.
con la sent. n. 214 del 2006 ha dichiarato illegittimo il 1 comma dellart. 12 della legge n. 80 del 2005,
sancendo cos la fine del Comitato nazionale per il turismo. Il d.p.c.m. 26 luglio 2006 ha istituito il Comitato
delle politiche turistiche in sostituzione del cancellato Comitato nazionale per il turismo.

6. LENIT Agenzia nazionale del turismo


LENIT stato istituito nel 1919 con la denominazione di Ente nazionale per lincremento delle industrie
turistiche. Con il d.p.r. 27 agosto 1960 n. 1041 il Governo riordin lENIT che assunse la nuova denominazione
di Ente nazionale italiano per il turismo. Lavvento delle Regioni nel 1970 ha implicato un necessario sviluppo
ordinamentale dellENIT. I decreti di trasferimento delle funzioni amministrative alle Regioni affermano che per
la propaganda allestero delle iniziative ed attivit turistico alberghiere le Regioni si devono avvalere dellENIT.
Nel settore turistico un ruolo di primo piano nella promozione del turismo italiano allestero stato mantenuto
allENIT. Con la legge di riforma 11 ottobre 1990 n. 292, si tentato di dare un nuovo impulso al ruolo
dellENIT, liberandolo da alcuni limiti di fondo che ne avevano caratterizzato negativamente lesperienza e si
riconosciuta alle Regioni la possibilit di svolgere, autonomamente dallENIT, attivit promozionali allestero,
sia pure allinterno dellarea comunitaria. Il d.l. n. 97 del 1995, conv. in legge n. 203 del 1995, di riordino delle
funzioni in materia di turismo, spettacolo e sport, ha ulteriormente modificato la struttura organizzativa
dellENIT, prevedendo un ulteriore riordino da parte del Governo con proprio regolamento, secondo specifici
principi e criteri direttivi. Per quanto concerne la nuova struttura organizzativa, viene abolita lassemblea, le cui
funzioni sono trasferite al consiglio di amministrazione. Gli obiettivi istituzionali dellENIT risultano determinati
dalla adozione di iniziative per far conoscere allestero le risorse turistiche nazionali e regionali, i valori
ambientali, naturali, storici, culturali ed artistici del Paese e devono essere perseguiti attraverso attivit di
promozione e di comunicazione allestero e di servizio alle imprese turistiche italiane. Lart. 12 del d.l. n. 35 del
2005, conv. in legge n. 80 del 2005 ha dettato anche le norme per un ulteriore riordino dellENIT. Il dato di
maggior rilievo la trasformazione dellEnte in Agenzia, che assume la denominazione di ENIT Agenzia
nazionale del turismo. Il legislatore ha confermato la personalit giuridica di diritto pubblico della nuova entit,
ispirandosi al prototipo di agenzie tecniche e strumentali. Alla nuova Agenzia nazionale del turismo
riconosciuta autonomia statutaria, regolamentare, organizzativa, patrimoniale, contabile e di gestione,
rafforzandone i caratteri lato sensu di autonomia rispetto alla amministrazione statale. LAgenzia rimane
sottoposta allattivit di indirizzo e di vigilanza del Ministero competente, quello dei beni e delle attivit
culturali. Sono previsti tre organi dellAgenzia: il presidente, il consiglio di amministrazione, il collegio dei
revisori dei conti. previsto che il modello organizzativo sia integrato con la istituzione di un Comitato tecnico-
consultivo e di un Osservatorio nazionale del turismo. Il presidente dellAgenzia nominato con d.p.r. su
proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata su
proposta del Ministro competente e previa intesa con la Conferenza Stato-Regioni. Il consiglio amministrazione
composto, oltre che dal presidente, dal coordinatore degli assessori regionali al turismo, dal direttore della
Direzione generale per il turismo e da tredici membri, di cui sei rappresentanti regionali, designati dalla
Conferenza Stato-Regioni, tre dalle organizzazioni di categoria maggiormente rappresentative, due dal Ministro
competente, uno dal Ministro degli affari esteri e uno dallUnioncamere. Il profilo tecnico viene recuperato nella
pi recente riforma con la previsione del Comitato tecnico-consultivo e dellOsservatorio nazionale del turismo.
Il Comitato, in base al regolamento n. 207 del 2006, composto da quaranta membri, in rappresentanza di
Regioni cui affidata la presidenza dei Ministeri interessati, di province e comuni, nonch delle principali
associazioni imprenditoriali, sindacali, del turismo sociale, delle camere di commercio e delle associazioni di
categoria del turismo congressuale. Alle tipiche funzioni di promozione allestero dellimmagine turistica
unitaria italiana e di quella integrata delle risorse turistiche delle Regioni, si aggiungono quelle relative alla
realizzazione di strategie promozionali e di sostegno alla commercializzazione dei prodotti turistici italiani; ma
anche attivit di consulenza e di assistenza a favore dello Stato, delle Regioni e di altri organismi pubblici per la
promozione sui mercati stranieri di prodotti turistici. LAgenzia opera con servizi di consulenza, assistenza e
collaborazione in favore di soggetti pubblici e privati relativamente alle attivit di accoglienza e di informazione
ai turisti. Collabora per le finalit istituzionali con gli uffici della rete diplomatico-consolare del Ministero degli
affari esteri. Sulla base di quanto previsto dalla legge n. 80 del 2005, alla Agenzia sono affidati anche compiti per
lo sviluppo e la cura del turismo culturale e congressuale. LAgenzia, per i suoi scopi sociali, pu dar vita anche a
societ partecipate, anche con partecipazione minoritaria, ad enti, a consorzi e a societ. LENIT Agenzia
nazionale del turismo, ha a disposizione una pluralit di strumenti, per lo pi a carattere privatistico, per operare
nei campi di propria competenza. La recente riforma prevede un sistema di finanziamento dellAgenzia stessa
che dovrebbe contribuire a superare lo stato di difficolt finanziarie nelle quali si di frequente trovato lENIT.
Ai contributi dello Stato, si aggiungono i contributi delle Regioni, nonch quelli di amministrazioni statali,
regionali, locali e di altri enti pubblici per la realizzazione di specifiche attivit promozionali. A ci si
aggiungono i proventi derivanti dalla gestione e vendita di beni e servizi a soggetti pubblici e privati e quelli
derivanti dalle attivit di gestione della piattaforma tecnologica relativa al progetto Scegli Italia, oppure
contributi dati a vario titolo e le sponsorizzazioni da parte di soggetti non meglio identificati.

CAPITOLO 5 GLI ORDINAMENTI REGIONALI


1. Il turismo come materia regionale nelle norme costituzionali
La problematica consistenza della materia regionale resa ancor pi evidente dalla congiunzione, in talune leggi
costituzionali statutarie del turismo con la tutela del paesaggio, quando invece in altre leggi costituzionali la
tutela del paesaggio compare come materia distinta. Nel testo riformato della Cost. collocata fra le materie di
esclusiva competenza statale, fuori dalla sfera di competenza delle Regioni ordinarie.

2. I settori costitutivi della materia regionale


I settori che compongono le materie di competenza regionale sono stati via via individuati dalla legislazione
statale di trasferimento delle funzioni amministrative dallo Stato alle Regioni e dalla legislazione statale di
principio e di grande riforma economico-sociale. Le partizioni delle leggi regionali organiche mettono in
evidenza i principali settori che compongono la materia regionale del turismo: la disciplina delle strutture
ricettive, la disciplina delle agenzie di viaggio e turismo, la disciplina dellagriturismo, la disciplina delle
professioni turistiche, la disciplina del demanio marittimo a finalit turistiche.

3. La promozione e linformazione turistica regionale. Dagli enti provinciali del turismo alle
aziende di promozione turistica
Con le prime norme di trasferimento di funzioni amministrative, le Regioni ereditavano le preesistenti strutture
decentrate per la promozione e linformazione turistica. Gli enti provinciali del turismo (EPT) sorti nel 1935
riordinati con d.lgs. n. 1044 del 1960 e costituiti presso ogni capoluogo di Provincia come enti dipendenti dello
Stato (Ministero) , diventavano enti dipendenti dalle Regioni; come pure diventavano enti pararegionali le
aziende autonome di cura, soggiorno e turismo (AACST), nate nel 1926, riordinate con d.lgs. n. 1042 del 1960 e
costituite nei territori a particolare vocazione turistica. Sia agli enti provinciali del turismo che alle aziende
autonome di cura, soggiorno e turismo competeva la promozione, la propaganda delle risorse turistiche, per una
migliore conoscenza delle localit. La legge quadro n. 217 del 1983 sanciva lo scioglimento degli enti provinciali
del turismo e delle AACST e prefigurava quali nuovi enti funzionali dipendenti dalla Regioni, per la promozione
e linformazione turistica locale, le aziende di promozione turistica APT, da istituire con leggi regionali alle
quali veniva affidato anche il compito di individuare i relativi ambiti territoriali turisticamente rilevanti. Le
aziende di promozione turistica avrebbero provveduto alla costituzione di uffici di informazione e di accoglienza
turistica IAT.

4. I principi della seconda met degli anni 90 sul conferimento delle competenze
amministrative agli enti locali
La legislazione statale di riforma della seconda met degli anni 90 (legislazione Bassanini), determina
laccantonamento del principio di parallelismo, a beneficio del principio di sussidiariet nellassegnazione delle
competenze amministrative cosicch, attraverso lart. 4 della legge n. 59 del 1997 e lart. 3 del d.lgs. n. 112 del
1998, si impone alle Regioni, nelle materie di loro competenza di cui allart. 117 Cost. il conferimento alle
province, ai comuni e agli altri enti locali di tutte le funzioni che non richiedono lunitario esercizio a livello
regionale. Il 1 comma dellattuale art. 118 Cost. afferma che le funzioni amministrative sono attribuite ai
Comuni salvo che, per assicurarne lesercizio unitario, siano conferite a Province, Citt metropolitane, Regioni e
Stato, sulla base di principi di sussidiariet, differenziazione ed adeguatezza. Le Regioni sono indotte a
conferire, in materia di turismo, funzioni amministrative agli enti locali.

5. Forme di gestione diverse


Le funzioni amministrative, una volta conferite agli enti locali senza vincoli organizzativi, possono essere
esercitate attraverso la forma di gestione autonomamente decisa dallente locale, scegliendo fra i modelli
organizzativi consentiti dalla legge ( il d.lgs. . 267 del 2001, sullordinamento degli enti locali, consente di
scegliere fra diverse forme organizzative: istituzione, azienda speciale, societ a capitale misto, pubblico-privato
o interamente pubblico, consorzio, conferimento ad organizzazione privata). Attraverso la legislazione regionale
si possono invece conoscere gli enti locali ai quali conferita istituzionalmente la competenza. Diversamente, se
la legge regionale nel conferire la competenza agli enti locali prefigura anche il modello organizzativo che lente
locale tenuto ad utilizzare, la forma di gestione resta individuabile attraversi il dato legislativo, valevole per
tutto il territorio regionale.
6. La previsione dei sistemi turistici locali nella legge statale di riforma del 2001
La legge di riforma del turismo 29 marzo 2001 n. 135, stimola il dialogo fra enti locali, enti funzionali, soggetti
privati organizzativi e anche singoli, con fini di aggregazione e coordinamento nellofferta, nella promozione e
nellinformazione turistica. Viene cosi coniata lespressione sistema turistico locale. La legge definisce come
sistemi turistici locali quei contesti turistici omogenei o integrati comprendenti ambiti territoriali appartenenti
anche a regioni diverse, caratterizzati dallofferta integrata di beni culturali, ambientali e di attrazioni turistiche,
compresi i prodotti tipici dellagricoltura e dellartigianato locale, o dalla presenza diffusa di imprese turistiche
singole o associate. Il sistema riguarda quindi larea turistica allinterno della quale possono operare in modo
coordinato anche diverse strutture organizzative per la promozione e linformazione turistica. La legge si limita a
prevedere il riconoscimento dei sistemi turistici locali con provvedimento regionale, che pu implicare forme
associative fra enti locali per esercitare in modo coordinato funzioni e servizi. Il sistema turistico locale diventa
esso stesso elemento di promozione turistica, potendo creare una intensa immagine turistica che unitaria e
variamente articolata.

7. Le diverse esperienze regionali. Forme di coordinamento e di gestione delle Regioni


Ogni Regione mantiene un ruolo di indirizzo e coordinamento attraverso le sue strutture di Giunta: assessorati
regionali al turismo e relativi uffici amministrativi. In base alla legislazione regionale, si pu osservare che gran
parte delle Regioni, oltre a prevedere atti regionali specifici, mantengono anche strutture specifiche.

8. Gli apparati a livello locale


Le forme di gestione per lesercizio dei compiti di promozione, accoglienza ed informazione turistica possono
essere diverse: lasciate allautonoma decisione degli enti locali competenti, ovvero prefigurate dalla legge
regionale che comunque devolve la relativa responsabilit istituzionale agli enti locali; o che viceversa trattiene
la competenza, mantenendo in vita lorganizzazione locale ispirata a principi ormai superati.

9. I sistemi turistici locali nelle leggi regionali


Le leggi regionali preludono a forme organizzative diverse, attraverso le quali si uniscono soggetti pubblici e
privati con scopi che possono anche essere diversi, non solo di promozione turistica.

10. La promozione del turismo allestero


In base alla disposizione dellart. 117 Cost. riformato nel 2001, secondo cui le Regioni nelle materie di loro
competenza possono concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali interni ad altro Stato, si pu
prefigurare lo sviluppo dellazione regionale per la promozione allestero del proprio territorio a fini turistici. Il
9 comma dellart. 117 Cost., nel consentire il potere estero delle Regioni, aggiunge tuttavia che esso pu essere
esercitato nei casi e con le forme disciplinari da leggi dello Stato. Lart. 6.3 della legge n. 131 del 2003,
stabilisce che le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, nelle materie di loro competenza
legislativa possono concludere con altri stati accordi di natura tecnico-economica o di natura programmatica
finalizzati a favorire il loro sviluppo economico, sociale e culturale, previa comunicazione al Ministero degli
affari esteri. Le attivit promozionali allestero delle Regioni hanno ampia legittimazione. Le Regioni ben
potrebbero in ipotesi attraverso sistemi turistici interregionali, costituire forme di promozione turistica allestero
riguardanti anche limmagine complessiva del Paese, o caratteri di vasta area, o elementi culturali, storici,
ambientali diffusi.

11. Politiche regionali e locali


Lautonomia regionale in tema di tributi questione particolarmente delicata, con norme costituzionali di
riferimento diverse, per le Regioni ordinarie e per le Regioni speciali. Pur se lart. 119 Cost. prevede tributi
propri delle Regioni, lautonomia delle Regioni ordinarie sul punto resta sospesa sino a che non sar approvata la
legge statale di principio in materia di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario secondo
lindirizzo interpretativo fornito dalla Corte costituzionale.

CAPITOLO 8 LE AGENZIE DI VIAGGI E TURISMO


1. La legislazione sulle agenzie di viaggio e turismo. Fonti di diritto privato e fonti di diritto
amministrativo
Le agenzie di viaggio e turismo rientrano nella categoria delle imprese turistiche a carattere privatistico, con lo
scopo di fornire una serie di servizi turistici dietro corrispettivo. Alle agenzie di viaggio e turismo riferita anche
una specifica disciplina di diritto pubblico e precisamente di diritto amministrativo, che volta ad affermare il
pubblico interesse alla adeguata capacit professionale e organizzativa degli operatori del settore.

2. La competenza regionale per la disciplina di diritto amministrativo


Con lavvio degli ordinamenti regionali, in base ai principi costituzionali, la disciplina delle agenzie di viaggio e
turismo, si configura, attraverso i decreti legislativi di trasferimento delle funzioni amministrative dallo Stato alle
Regioni come parte della materia di turismo di competenza regionale, a norma dellart. 117 Cost.
In ossequio alla norma costituzionale sulle leggi statali di principio nelle materie di competenza concorrente, i
principi fondamentali sono espressamente recati dalla legge quadro n. 217 del 1983 allart. 9 che diventa il perno
dellattivit legislativa regionale. Ladeguamento allordinamento della Comunit Europea conduce ad
incrementare e sovrapporre la disciplina di principio con le norme del d.lgs. 23 novembre 1991 n. 392, emanato
in attuazione della direttiva n. 82/470/CEE nella parte in cui essa concerne gli agenti di viaggio e turismo. Lart.
2.2 d.lgs. n. 392 del 1991, ribadisce lorientamento della Corte costituzionale, sullefficacia delle norme anche
per le Regioni speciali e le Province autonome di Trento e Bolzano. Successivamente lart. 46, 1 e 2 comma
del d.lgs. n. 112 del 1998 abroga parti dellart. 9 della legge n. 217 corrispondenti a compiti divenuti superflui. E
lart. 9 risulta poi abrogato interamente. Si delinea un rinnovato quadro di principi attraverso atti di accordo fra
Regioni e Province autonome ai quali latto di accordo, recepito con d.p.c.m. 13 settembre 2002, rinvia per
definire gli standard minimi comuni per lesercizio delle agenzie di viaggio, delle organizzazioni e delle
associazioni che svolgono attivit similare, nonch il livello minimo e massimo da applicare ad eventuali
cauzioni (art. 1.2 lett. f accordo-DPCM). Gran parte delle leggi regionali stabiliscono la delega delle funzioni
amministrative agli enti locali in base al principio sullallocazione delle funzioni al livello amministrativo pi
vicino alla comunit.

3. La definizione di agenzia di viaggio e turismo. Distinzioni fondate sulle attivit esercitate.


Tour operator e travel agent
La definizione contenuta nellart. 2.1 d.lgs. n. 392 del 1991, secondo cui sono agenzie di viaggio e turismo le
imprese che esercitano attivit di produzione, organizzazione, presentazione e vendita, a forfait o a provvigione,
di elementi isolati o coordinati di viaggi e soggiorni, ovvero attivit di intermediazione nei predetti servizi o
anche entrambe le attivit, ivi comprese lassistenza e laccoglienza ai turisti. La legge di riforma n. 135 del
2001 include le agenzie di viaggio e turismo nella disposizione generale sulle imprese turistiche sono quelle che
esercitano attivit economiche, organizzate per la produzione, la commercializzazione, lintermediazione e la
gestione di prodotti, di servizi concorrenti alla formazione dellofferta turistica. La legge affida il compito di
individuare le tipologie di imprese turistiche allintesa fra Stato e Regioni. Lart. 1.2, lett. b, punto 4, dellatto di
accordo fra Stato e Regioni, recepito dal d.p.c.m. 13 settembre 2002, individua come imprese turistiche le
attivit di tour operator e di agenzia di viaggio e turismo che corrispondo allesercizio congiunto o disgiunto di
attivit di produzione, organizzazione e intermediazione di viaggi e soggiorni di ogni altra forma di prestazione
turistica a servizio dei clienti, siano di incoming che di outgoing. Lagenzia di viaggio e turismo ha una
bipartizione di fondo tra agenzie che producono pacchetti turistici (cio forniscono un servizio di completa
organizzazione di viaggio), classificabili come tour operator, ed agenzie che si limitano a vendere viaggi gi
confezionati o a fornire servizi turistici separati o isolati assicurando quindi servizi di intermediazione di viaggio,
classificabili come travel agent. Nella legislazione regionale, la bipartizione viene configurata fra agenzie che
organizzano viaggi e soggiorni senza vendita diretta al pubblico (tour operator), ma con vendita attraverso
agenzie di intermediazione (travel agent), ed agenzie con vendita diretta al pubblico di viaggi organizzati da altre
agenzie o anche in proprio. Le leggi regionali nellaccogliere la definizione di agenzia di viaggio e turismo
fornita dalla legislazione statale, in taluni casi, oltre ad indicare le cosiddette attivit distintive delle agenzie,
elencano ulteriori prestazioni e servizi, con la qualifica di attivit accessorie o aggiuntive. Il provvedimento di
autorizzazione allapertura di agenzie di viaggio deve consistere esclusivamente nella verifica di requisiti e
presupposti, senza esercizio di poteri discrezionali.

5. La vicenda dellautorizzazione per lapertura di succursali o filiali


Le leggi regionali prevedevano il provvedimento di autorizzazione anche per lapertura di succursali o filiali
delle agenzie. Sul punto, lAutorit garante della concorrenza e del mercato si era espressa in senso nettamente
contrario, ritenendo che tale disciplina non fosse giustificata. Si pronunciata poi la Corte costituzionale con
sentenza 6 novembre 1998 n. 362, che sul punto ha dichiarato lillegittimit costituzionale dellart. 4.1, legge
Regione Lombardia n. 27 del 1996, per contrasto con gli artt. 117, 41 e 120 Cost. In base alla pronuncia della
Corte, pu ritenersi che ogni eventuale disposizione di legge regionale che continuasse a prevedere
lautorizzazione per lapertura di filiali o di altre articolazioni territoriali delle agenzie di viaggio, recherebbe una
disciplina che costituzionalmente illegittima. In riferimento alla legge regionale lombarda, la Corte afferma che
la norma che assoggetta ad autorizzazione le filiali, le sedi periferiche, altre articolazioni territoriali delle agenzie
di viaggio, contrasta con la norma di principio contenuta nellart. 9 legge n. 217 del 1983 dalla quale emerge una
configurazione unitaria delle agenzie come imprese, ai sensi degli artt. 2082 e 2555 c.c. Lautorizzazione
allesercizio delle attivit di produzione e di intermediazione nei servizi turistici riguarda, nellart. 9 legge
217/1983, limpresa come entit unitaria e non le filiali o le sedi secondarie che limprenditore abbia istituito o
intenda istituire. La norma della legge regionale contrasta anche con lart. 120 Cost. che impedisce alle
Regioni di porre ostacoli allo svolgimento delle attivit professionali e vieta alle Regioni stesse di negare alle
agenzie di viaggio che abbiano ottenuto lautorizzazione in altre Regioni la natura di imprese e la loro vocazione
ad intrattenere rapporti con una utenza non territorialmente limitata e contrasta altres con lart. 41 Cost. in base
al quale la decisione se mantenere lattivit di impresa ed articolarla in un territorio pi vasto, allinterno di una
stessa Regione o anche oltre i confini di questa, espressione della libert organizzativa dellimprenditore ed
affidata esclusivamente alle sue valutazioni. La libert di iniziativa economica si attesta come fondamentale
parametro di costituzionalit, nella giurisprudenza costituzionale successiva. Seguendo lordine cronologico, alla
sent. n. 362 del 1998, ha fatto seguito, la sent. 13 marzo 2001 n. 54 della Corte cost., che dichiara lillegittimit
costituzionale dellart. 6.1, legge Regione Sardegna 13 luglio 1988 n. 13, nella parte in cui subordina lapertura
di succursali e filiali delle agenzie di viaggio e turismo al conseguimento di autorizzazione dellassessore
regionale del turismo, con le modalit e condizioni stabilite per lapertura delle agenzie. Poi giunge la sent. 24
ottobre 2001 n. 399, che dichiara lillegittimit di varie disposizioni della legge Regione Abruzzo 12 gennaio
1998 n. 1 e della legge Regione Veneto 30 dicembre 1997 n. 44. Viene qui ribadito che le agenzie di viaggio e
turismo che abbiano ottenuto lautorizzazione in altre Regioni sono abilitate ad intrattenere rapporti con una
utenza non territorialmente limitata, giacch la decisione se mantenere lattivit di impresa circoscritta allambito
territoriale in cui sorta o se estenderla ed articolarla in un territorio pi vasto, allinterno della stessa Regione o
anche oltre i confini di questa, espressione della libert di organizzazione e spetta pertanto allimprenditore.
Le altre Regioni, a seguito della giurisprudenza costituzionale, si sono in gran parte adeguate con modifiche alle
proprie leggi che prevedono ora, per lapertura di succursali o filiali, una comunicazione allente locale
competente per territorio. Lart. 4.4 della legge Regione Lombardia n. 27 del 1996, nel testo sostituito dalla legge
regionale n. 1 del 2001, nellintrodurre il regime della comunicazione, mantiene lautorizzazione per lapertura di
filiali di agenzie aventi sede principale in altro Stato dellUnione europea.

8. Lautorizzazione per lo stabilimento in Italia delle agenzie extracomunitarie


La legge di riforma n. 135 del 2001, allart. 7.7, con disposizione riferita in genere alle imprese e alle professioni
turistiche prevede che le imprese non appartenenti ai Paesi membri dellUnione europea possano essere
autorizzate a stabilirsi e ad esercitare la loro attivit in Italia, secondo il principio di reciprocit, a condizione che
posseggano i requisiti richiesti.

9. La denominazione dellagenzia
Latto di accordo fra Stato e Regioni, recepito con d.p.c.m. 13 settembre 2002, precisa che permane lobbligo
per le nuove agenzie di viaggio di non adottare denominazioni che possano ingenerare confusione nel
consumatore n nomi coincidenti con la denominazione di comuni o regioni italiane. In merito al controllo della
denominazione dellagenzia, rispetto alle agenzie gi operanti sul territorio nazionale, la Corte cost, nella sent. n.
362 del 1998 ha notato che la ditta, quale segno distintivo dellimpresa, deve essere non confondibile non solo
con ditte locali, ma con ogni altra ditta del settore esistente in Italia. Il tipo di servizio che le agenzie di viaggi
erogano, genera sempre, nella valutazione del legislatore nazionale, potenziale confondibilit delle imprese che
abbiano una identica ditta ovunque sia ubicata la rispettiva sede, poich la clientela a cui le imprese si rivolgono
, potenzialmente, clientela non locale, cos come non locali sono i servizi ai quali le agenzie di viaggio, in forza
del provvedimento autorizzatorio, sono abilitate.

CAPITOLO 9 LAGRITURISMO
2. La nuova legge nazionale
La nuova legge nazionale sullagriturismo la n. 96 del 20 febbraio 2006. Titoli di legittimazione
sostanzialmente trasversali del legislatore nazionale nella materia dellagriturismo vengono dallincidenza della
stessa sulla protezione e valorizzazione dellambiente e dei beni culturali, nonch sul governo del territorio,
senza contare i profili, attribuiti alla legislazione concorrente, dellalimentazione e della tutela della salute,
coinvolgibili nellattivit di ricezione e somministrazione di alimenti e bevande da parte delloperatore
agrituristico. La nuova legge sullagriturismo, la quale espressamente abroga la precedente legge quadro,
legittima le Regioni a dettare criteri, limiti ed obblighi amministrativi per lo svolgimento della predetta attivit in
funzione di eventuali, particolari caratteristiche del territorio interessato, ma nel rispetto dei principi
fondamentali e delle finalit della stesse legge nazionale. Le stesse Regioni e Province autonome si devono
arrendere di fronte ai principi di portata generale e connessi allinteressa nazionale, confermati dalla legge
nazionale; la stretta connessione funzionale delle attivit agrituristiche rispetto a quelle tradizionali
dellagricoltura; la forma imprenditoriale a garanzia della trasparenza e correttezza dellesercizio; i controlli
preventivi o contestuali allattivit in oggetto. Si deve considerare comune ad ogni ente pubblico territoriale la
finalit della nuova legge sullagriturismo, e cio il sostentamento dellagricoltura mediante la promozione di
forme idonee di turismo nelle campagne, volte non solo a favorire la multifunzionalit in agricoltura,
lincremento e la differenziazione dei redditi agricoli ed il miglioramento della qualit di vita dellimprenditore
agricolo e dei suoi familiari, ma anche a tutelare e valorizzare le risorse specifiche di ciascun territorio rurale,
attraverso il mantenimento nello stesso delle attivit umane, il recupero del relativo patrimonio edilizio,
lincentivazione delle produzioni tipiche e di qualit nonch la promozione della cultura rurale, delleducazione
alimentare e dello sviluppi agricolo e forestale.
3. I soggetti
Il soggetto chiamato a beneficiare dei trattamenti favorevoli riservati alloperatore agrituristico soltanto
limprenditore agricolo, non necessariamente a titolo principale, ovvero professionale, purch lattivit
agrituristica rimanga in posizione di connessione rispetto a quella agricola: la prima deve rimanere funzionale
allaltra, la quale, a propria volta, per giustificare lesercizio agrituristico deve essere svolta in forma
imprenditoriale, essendo obiettivo comune a tutta la normativa in materia precludere una polverizzazione delle
iniziative nel settore. Nulla intesa alle Regioni, nellambito delle iniziative loro consentite ex art. 117 Cost, di
promuovere il turismo rurale, offerto al di fuori dellimpresa agricola. Lart. 2 della legge n. 96 del 2006
riconosce lassociazionismo, e quindi lesercizio dellagriturismo da parte di cooperative agricole costituite
anche per lo svolgimento di solo una od alcune delle attivit tipicamente agrituristiche. Sia la legge n. 96 che
quelle regionali esigono alcuni requisiti tipicamente pertinenti alla persona fisica, come quello dellattestazione
di frequenza od impegno a frequentare corsi di formazione professionale o dellidoneit morale dellaspirante
operatore agrituristico. La titolarit della gestione agrituristica, ai sensi del combinato disposto degli artt. 2.2 e
7.1 della legge nazionale e del disposto esplicito di numerose leggi regionali consentita in presenza di impresa
agricola familiare, anche ai familiari dellimprenditore, indicati nellart. 230 bis c.c. La natura familiare consente
di considerare titolari tutti i soggetti indicati nella norma predetta, beninteso qualora svolgano attivit in maniera
continuativa. consentito lutilizzo anche di lavoratori dipendenti, dallimprenditore agricolo individuale o dalla
societ di agriturismo o dagli agricoltori soci, mentre vietato affidare a terzi estranei i servizi non meramente
complementari allattivit di agriturismo. La nuova legge nazionale sullagriturismo non richiede pi il requisito
soggettivo delliscrizione nellelenco regionale dei soggetti abilitati alle attivit agrituristiche, come una
condizione necessaria a tale scopo. Per lart. 3, legge n. 80 del 2005, ogni autorizzazione, licenza, concessione
non costitutiva, permesso o nulla-osta per liscrizione in albi o ruoli il cui rilascio dipenda esclusivamente
dallaccertamento dei requisiti e presupposti di legge, senza alcun contingentamento o limite, possono essere
sostituiti da una dichiarazione dellinteressato di sussistenza dei requisiti normativamente richiesti e di inizio
dellattivit. Tocca eventualmente al Comune in cui insediata limpresa agrituristica, uneventuale opposizione
alla sua attivit od a qualsiasi variazione della stessa. La materia delliscrizione al predetto elenco ed oggi la
stessa sussistenza di questultimo sono rimesse alle varie leggi regionali e solo queste esigono la preventiva
iscrizione allalbo, o archivio provinciale, degli imprenditori agricoli. Liscrizione allelenco consentita
allimprenditore agricolo indipendentemente dallo svolgimento a titolo principale di tale attivit. Quello che
importa soltanto che lagriturismo, in quanto tale, rimanga in posizione funzionale e connessa allesercizio
dellagricoltura. Ogni Regione dettaglia competenze e modalit per la tenuta dellelenco degli operatori
agrituristici dalla medesima eventualmente previsto, solitamente demandandola allo stesso. Liscrizione un atto
dovuto in presenza dei requisiti di cui alla legge quadro ed a quelle regionali di dettaglio, comportando per
soltanto lacquisizione della qualifica di operatore agrituristico. Per il concreto suo utilizzo e svolgimento della
relativa attivit, occorre un ulteriore atto amministrativo, ossia lautorizzazione del Comune dove ha sede
lazienda agricola del richiedente, eventualmente a posteriori, cio attraverso la mancata opposizione, nei termini
di legge della pubblica amministrazione alla denuncia di inizio dellattivit dellimpresa agrituristica. Senza liter
amministrativo delineato nella legge del 2006, e poi specificato nelle varie leggi regionali, il soggetto interessato
non pu svolgere alcuna attivit etichettata e pubblicizzata come agrituristica. Potr svolgere operazioni connesse
allagricoltura od al turismo, oppure ad entrambi ma senza qualificarle come agriturismo agli occhi della
clientela, realizzando altrimenti un comportamento ingannevole e passibile delle sanzioni amministrative
comminate dalle diverse Regioni. Lautorizzazione comunale in parola un atto dovuto, dovendosi solo accertare
lesistenza dei requisiti previsti in generale dalla legge quadro e dettagliati nelle leggi regionali, senza alcuna
possibilit per il Comune chiamato a concederla di esercitare una vera e propria discrezionalit circa
lopportunit o meno di una nuova offerta di agriturismo in una certa zona, oppure in ordine alle caratteristiche di
capacit e qualit che limpresa agricola deve rivestire per essere ammessa ad operare quale agriturismo. Infatti
tali standards qualitativi e quantitativi sono rimessi dalla legge nazionale a quelle regionali di dettaglio, cos che
il Comune interessato non pu non accogliere le richieste presentate da chi si conformi a tali prescrizioni.
Soltanto chi intende svolgere attivit agrituristica pu sostituire le domande di iscrizione nellelenco regionale e
di autorizzazione comunale con una dichiarazione di inizio dellattivit, allegando i documenti necessari a
dimostrare che le condizioni di legge sono rispettate.

4. LAttivit
Limpresa agricola autorizzata allesercizio dellagriturismo, diventa unimpresa di servizi quando, nellambito
della propria attivit aziendale, offre ospitalit, anche in spazi aperti destinati alla sosta di campeggiatori, oppure
organizza attivit ricreative, escursionistiche, di ippoturismo, sportive, culturali o didattiche, a ci legittimata
dallart. 2 della legge n. 96 del 2006. Solo una prospettiva funzionale di miglior sfruttamento delle risorse
dellazienda agricola pu far considerare tali prestazioni come connesse a quelle tipiche dellimprenditore
agricolo. La promozione di forme idonee di turismo nelle campagne volta ad agevolare la multifunzionalit in
agricoltura e la permanenza dei produttori agricoli nelle zone rurali attraverso lincremento dei redditi aziendali,
reso possibile da attivit di ricezione ed ospitalit effettuate comunque nellambito aziendale. Lesigenza di
ricondurre allagricoltura le iniziative di ospitalit e ricreazione in cui si concretizza lagriturismo viene
soddisfatta mantenendo tra luna e laltra un rapporto di principalit o prevalenza che dovrebbe essere
verificato a seconda delle dimensioni delle aziende agricole di una certa zona, e che viene invece sovente
standardizzato nelle varie leggi regionali, che limitano lattivit agrituristica ad un numero massimo di camere e
posti-letto o pasti somministrati. La legge nazionale prevede che lorganizzazione dellattivit agrituristica non
abbia dimensioni tali da perdere i requisiti di connessione rispetto a quella agricola, ponendo in proposito una
presunzione assoluta in tal senso quando le attivit di ricezione e somministrazione di pasti e bevande
interessino un numero non superiore a 10 ospiti, col dubbio per questultima attivit, se il predetto numero
debba intendersi per volta o complessivamente nellarco della giornata. La connessione e complementariet
dellattivit agrituristica ne escludono lorganizzazione autonoma, imponendone linserimento nel contesto
dellimpresa agricola. Si giustificano cosi, nellambito dellimpresa agricola, lallevamento del bestiame
destinato non pi alla catena alimentare ma al servizio del turismo equestre: lattivit propriamente agricola
deve rimanere prevalente e pertanto lo sviluppo di quella agrituristica dovrebbe funzionare da volano alla stessa
agricoltura tradizionale. Attivit ricreative e culturali prive di tale connessione possono essere solo accessorie,
riservate agli ospiti che soggiornano nellazienda agricola agrituristica. Talvolta il quadro della attivit
agrituristiche viene ampliato con lallevamento ittico per consentire allinterno dellazienda attivit sportive e
ricreative. Le iniziative diverse da quelle precipuamente agricole devono integrarsi con queste, in funzione di un
loro sostegno ed incremento. Altrettanto vale per le attivit agrituristiche venatorie, finalizzare alla messa a
disposizione del turista di fauna dallevamento per la caccia durante la stagione venatoria o per i trattamenti
estetici, di fitness e dietetici, realizzati con strutture, personale e prodotti dellazienda agrituristica. Anche la
nuova legge n. 96 del 2006 tipizza solo alcune delle possibili attivit agrituristiche menzionando per la vendita
diretta dei prodotti, anche trasformati, dellazienda agricola. La legge nazionale legittima lesercizio
dellagriturismo nei fondi e negli edifici esistenti nel fondo agricolo, evitando che il loro conduttore debba
notificare al proprietario lavvio della relativa iniziativa, e garantendosi allimprenditore agricolo il diritto di
prelazione nellipotesi di alienazione del fondo da lui condotto in forza dun contratto agrario. La legge
nazionale e del pari quelle regionali, favoriscono interventi sul patrimonio edilizio dellimprenditore agricolo o
su edifici non pi necessari alla conduzione del fondo agricolo, ai fini del loro uso per agriturismo, senza per
consentire esplicitamente nuove edificazioni a tale scopo. Si deve ricordare la possibilit, ex art. 23, legge 27
marzo 201, n. 122, per limprenditore agrituristico di offrire, in maniera professionale e continuativa, ospitalit
rurale familiare, cio servizio di alloggio e prima colazione nella propria abitazione. Le tariffe sono rimesse
allautodeterminazione delloperatore agrituristico, in forza della liberalizzazione dei prezzi delle strutture
ricettive, compresi gli alloggi agrituristici, prevista dalla legge 25 agosto 1991 n. 284, e dal relativo regolamento
di attuazione approvato con d.m. turismo 16 ottobre 1991. Solo le tariffe massime devono essere comunicate,
per alta e bassa stagione, al Comune, rimanendo poi le stesse vincolanti per lintero periodo agrituristico in
corso, con obbligo di farne pubblicit attraverso laffissione di una tabella nellufficio di ricevimento degli ospiti
e di un cartellino nel luogo di prestazione del servizio, scritti in italiano, inglese, francese e tedesco. Il predetto
termine per la comunicazione delle tariffe, fissato al 31 ottobre di ogni anno dalla nuova legge n. 96 del 2006
destinato a variare da regione a regione.

5. I controlli
Alle Regioni o Province autonome rimesso (art. 5 legge n. 96 del 2006) di determinare gli incentivi per lo
sviluppo dellagriturismo nel quadro del programma triennale, aggiornabile annualmente, proposto al riguardo
dal Ministero delle politiche agricole e forestali, e di individuare i criteri di controllo dellattivit e dei requisiti
degli immobili e delle attrezzature. Allagriturismo, in quanto implicante un contatto diretto tra lattivit ed i
suoi utenti, si applica la normativa a tutela della salute di questi ultimi, imponendosi a chi presta loro servizio di
munirsi di libretto sanitario e che i locali adibiti allesercizio dellattivit abbiano ottenuto il parere favorevole
dellautorit sanitaria, a meno che si tratti di un alloggio agrituristico con non pi di 10 posti letto, per il quale
basta la semplice abitabilit dei locali. La produzione, il confezionamento e la somministrazione di alimenti e
bevande sono assoggettati alle regole della legge nazionale 30 aprile 1962 n. 283, recante la disciplina igienica
di tali operazioni in generale, potendo essere autorizzato luso della cucina domestica in caso di
somministrazione di pasti nel numero massimo di dieci. Loperatore agrituristico soggetto a verifiche, da parte
dellorgano incaricato della tenuta dellelenco regionale, ed a controlli ad opera del Comune nel cui territorio ha
sede limpresa, concernenti il rispetto degli obblighi amministrativi. Le Regioni, talvolta, delegano alle Province
od addirittura ai Comuni le verifiche periodiche sul mantenimento dei requisiti per liscrizione nellelenco o
sullapplicazione dei piani agrituristici regionali od aziendali, oppure sulla classificazione del complesso
agrituristico: i criteri omogenei della stessa sono rimessi dalla legge quadro al Ministero delle politiche agricole
e forestali, sentito quello delle attivit produttive, previa intesa in sede di Conferenza permanente Stato-Regioni.
Una forma di controllo costituita dalla possibilit di revoca, da parte della Pubblica Amministrazione, dei
contributi che, in conto capitale od interessi, le Regioni erogano per lavviamento od ampliamento dellattivit
agrituristica, con costante vincolo di destinazione ad essa dellimmobile e degli allestimenti, oggetto degli
interventi cosi consentiti.
6. La programmazione
A livello nazionale, la nuova legge contempla un programma triennale del Ministero delle politiche agricole,
finalizzato alla promozione dellagriturismo italiano sui mercati nazionali ed internazionali, nonch incentivi
alle regioni per lo sviluppo del turismo equestre. Le leggi regionali contemplano, oltre a contributi finanziari in
conto capitale od interessi, una serie di interventi per la promozione e lo sviluppo dellofferta agrituristica,
attraverso programmi regionali e piani integrati tra Regione, enti locali, comunit montane ed associazioni di
Comuni ed imprenditori agrituristici. In uno stesso programma regionale o delle Province autonome si
potrebbero coordinare le attivit di turismo nelle campagne, svolte in ambito commerciale come turismo rurale
oppure esercitate da un imprenditore ed in unazienda agricoli in un quadro di agriturismo. Le regioni hanno
avvertito lopportunit di un coordinamento tra le due attivit, definendo alluopo programmi integrati per
entrambe, al fine di evitare un sovraffollamento di iniziative analoghe nella stessa zona. Tali attivit si
distinguono propriamente solo sotto il profilo del soggetto,dovendo loperatore di turismo rurale essere iscritto
nel registro delle imprese come gestore di strutture ricettive alberghiere, extra alberghiere e di ristorazione
oppure di servizi di organizzazione e supporto ad attivit sportive e ricreative allaria aperta: tale soggetto
tipicamente un imprenditore commerciale, mentre quello agrituristico non lo proprio per definizione.
Lassonanza tra agriturismo e turismo rurale confermata dalla posizione di marchi di qualit con profilo
uniforme per le aziende esercenti luna o laltra attivit, e dalla previsione in ugual maniera per entrambe di
interventi di ristrutturazione sugli immobili destinati al loro esercizio e di corsi di formazione professionale.

7. Il trattamento fiscale
Lart. 5 legge 30 dicembre 1991 n.413 attribuisce alle operazioni di agriturismo un coefficiente forfetario di
redditivit del 25% sul complesso dei ricavi ai fini dellimposta sul reddito e consente una detrazione forfetaria
del 50% dellIVA sulle operazioni imponibili, finendo per conferire allagriturismo quella natura di tertium
genus rispetto allattivit commerciale ed a quella agricola, che la legge n. 730 del 1985 e poi n. 96 del 2006
hanno inteso di escludere, attraendo nellattivit agricola lesercizio agrituristico. La tipicit della connessione
dellagriturismo allagricoltura assimila limprenditore agrituristico allalbergatore sotto il profilo della
responsabilit per le cose portate dalla clientela entro il perimetro del fondo agricolo. Sono compresi gli
obblighi di rifiutare lalloggio a chi non sia in grado di documentare la propria identit, nonch di comunicare
(entro le 24 ore successive) allautorit di P.S. larrivo delle persone alloggiate, dopo aver fatto compilare o
sottoscrivere alle stese una scheda di dichiarazione delle generalit. Lart. 12 legge 96 del 2006 espressamente
estende le previsione di tale legge allattivit di ospitalit, somministrazione di pasti costituiti prevalentemente
da prodotti della pesca, ed accessorie, svolte dai pescatori.

CAPITOLO 11 LE PROFESSIONI TURISTICHE


4. La disciplina amministrativa attuale delle professioni turistiche e leliminazione della licenza
di pubblica sicurezza
Lesercizio di buona parte delle professioni turistiche stato, sono alle recenti innovazioni, soggetto ad un
doppio regime autorizzatorio. Alla necessaria abilitazione professionale, diretta alla verifica del possesso
dellidoneit tecnica allespletamento dellattivit e disciplinata dalla legislazione regionale, si aggiungeva la
licenza di pubblica sicurezza prevista dallart. 23 del t.u.p.s. del 1931, la cui operativit si ritenuta dalla
maggior parte delle leggi regionali estesa alle ulteriori professioni definite dalla legge quadro. La questione
stata superata da quando lart. 123 stato abrogato dallart. 46.3 d.lgs. 31 marzo 1998 n. 112. Lesercizio delle
professioni turistiche oggi da considerarsi soggetto alla sola abilitazione disciplinata dalla legislazione
regionale. La legislazione regionale non ha avvertito la necessit di una programmazione numerica delle
professioni. Il conseguimento dellabilitazione avviene allesito di appositi esami, che tendono ad accertare il
possesso di titoli di studio (spesso il diploma di scuola media superiore,ma per alcune professioni talune Regioni
si accontentano del diploma di scuola media inferiore, o della frequenza di appositi corsi di formazione; fa
eccezione il caso della guida turistica, per la quale alcune pi recenti leggi regionali iniziano a prevedere quale
requisito il diploma universitario di laurea in specialit coerenti con gli ambiti di attivit), nonch di specifici
requisiti di idoneit tecnica ed affidabilit per gli utenti da parte di commissioni di esperti istituite a livello
regionale o provinciale. Il superamento dellesame attribuisce il diritto alliscrizione in appositi albi o elenchi
tenuti direttamente dalla Regione o dalle Province, il cui territorio costituisce lambito di esercizio della
professione. Per talune professioni, come in particolare quella di guida turistica, il collegamento con un
determinato bacino territoriale e storico-culturale costituisce elemento qualificante delle conoscenze necessarie
per lesercizio delle attivit e limite della stessa validit dellabilitazione. Lart. 9.6 della 135 del 2001 sancisce
il criterio generale, cui le Regioni sono espressamente chiamate a dare attuazione con la propria legislazione,
secondo il quale i procedimenti amministrativi per il rilascio di licenze, autorizzazioni e nulla osta riguardanti
le attivit e le professioni turistiche si conformano ai principi di speditezza, unicit e semplificazione, ivi
compresa lintroduzione degli sportelli unici, e si uniformano alle procedure previste in materia di
autorizzazione delle altre attivit produttive, se pi favorevoli.
CAPITOLO 20 I CONTRATTI DI OSPITALITA
1. Lospitalit nel tempo
Lart. 10.3 della Costituzione riconosce il diritto di asilo nel territorio della Repubblica allo straniero al quale sia
impedito nel suo paese leffettivo esercizio delle libert democratiche garantite dalla costituzione italiana. Lart
14 della Dichiarazione universale dei diritti delluomo riconosce ad ogni persona che oggetto di persecuzioni,
il diritto di cercare e ottenere asilo in altri Paesi. Il d.lgs. 30 maggio 2005 n. 140, di attuazione della direttiva n.
2003/9/CE ha dettato le Norme minime relative allaccoglienza dei richiedenti asilo negli Stati membri,
prevedendo accoglienza, assistenza sanitaria, istruzione e lavoro ai richiedenti in possesso dei requisiti previsti.

2. Nuove forme di ospitalit


Nuove forme di ospitalit entrano a pieno titolo, insieme a quelle tradizionali, a formare lofferta ricettiva
complessiva, spesso inserendosi nel filone del turismo sostenibile, cio il turismo che rispetta i valori
ambientali del territorio prevedendo un uso attento delle risorse al fine di consentirne lutilizzo alle generazioni
future. Le nuove tipologie di ospitalit condividono lattenzione alla cultura locale e allambiente, la
valorizzazione delle tradizioni. Fra queste un grande diffusione ha avuto la fortunata formula di derivazione
anglosassone del bed & breakfast, che consente la valorizzazione di edifici rurali o di particolare pregio
architettonico o ubicati in localit turistiche o in centri storici, da parte dei proprietari o possessori che,
disponendo di locali idonei e ottenute le apposite autorizzazioni, provvedono a dare ospitalit nella loro
abitazione offrendo anche il servizio di prima colazione. Caratteristica del bed & breakfast la conduzione di
tipo familiare e la semplicit nella procedura amministrativa e fiscale. Le leggi regionali che disciplinano il
B&B prevedono gli adempimenti amministrativi, i requisiti dellimmobile e delle camere, i servizi obbligatori,
gli obblighi del titolare, i contributi, i controlli e le sanzioni, nonch lindicazione dei periodi di apertura. Altra
forma di ospitalit alternativa con caratteristiche analoghe, ma qualificata dalla ubicazione in zona agreste, la
ospitalit rurale familiare, che consiste nel servizio di alloggio e prima colazione nella propria abitazione
nellambito delle iniziative regionali finalizzate allo sviluppo dellagricoltura e alla valorizzazione della
multifunzionalit delle aziende. La legge vigente ha preferito non contenere nelle griglie delle definizioni una
realt economica in continua evoluzione, scegliendo di intervenire in modo leggero nella regolamentazione
delle attivit turistiche. Ci trova in parte ragione giustificativa nel limitato spazio di competenza riservato alla
legge statale in materia di esclusiva autonomia regionale, sebbene la Corte costituzionale ed il Consiglio di Stato
abbiano sul punto rivendicato il ruolo unificante dello Stato e la necessit di utilizzare congegni volti a rendere
pi flessibile un disegno che rischierebbe di vanificare, per lampia articolazione delle competenze, istanze di
unificazione le quali sul piano dei principi giuridici trovano sostegno nella proclamazione dellunit e della
indivisibilit della Repubblica. Con lestensione della disciplina legislativa ai gestori di strutture di ospitalit
non convenzionale il legislatore ha inteso ampliare lofferta ricettiva oltre le tipologie esistenti, creando una
categoria aperta che possa recepire nuovi modelli e tendenze, anche sulla spinta di schemi provenienti da altre
tradizioni, per realizzare esigenze particolari dei consumatori e per sopperire alla carenza di strutture ricettive in
territori di promettente sviluppo turistico.

3. I contratti di ospitalit
Le differenze fra le diverse tipologie di accoglienza non alterano la funzione essenziale di ospitalit retribuita
comune a tutte le attivit ricettive. La struttura del contratto si adatta ad ogni offerta, mantenendo ferme le
regole giuridiche principali, che si adeguano allo stile di accoglienza che a volte prevede, a volte esclude,
determinate previsioni; altre volte impone al gestore particolari prestazioni in vista delle esigenze che si
intendono soddisfare. Diverso il caso della multipropriet, in cui il gestore si riserva la propriet esclusiva delle
parti comuni ed esercita limpresa alberghiera amministrando lo stabile e offrendo servizi accessori che sono
irrinunciabili per il proprietario. In questo caso non si ha un esercizio aperto al pubblico, perch i proprietari
delle singole unit immobiliari hanno la disponibilit esclusiva degli appartamenti e delle chiavi. Ospitalit
indica il rapporto, a prestazioni corrispettive, a titolo oneroso, fra due soggetti, che si attua in un certo luogo,
diverso da quello in cui si svolge abitualmente la vita dellospitato, ed appositamente attrezzato dallospitante.
Tale rapporto tra origine da un contratto di ospitalit, il cui prototipo rappresentato dal contratto dalbergo. Si
pu definire contratto di ospitalit un contratto atipico, con causa unitaria costituita dallaccoglienza dellospite,
che comprende lalloggio ed altre prestazioni contro il corrispettivo di un prezzo. quindi un contratto a titolo
oneroso e a prestazioni corrispettive. Le parti sono costituite dal gestore della struttura ricettiva, che pu essere:
- Un imprenditore turistico che esercita lattivit col requisito della professionalit;
- Un soggetto privato che la esercita occasionalmente e per periodi limitati;
- Unassociazione senza scopo di lucro.
Cliente colui che usufruisce dei servizi alberghieri;ha lobbligo di esibire un documento di riconoscimento e
sottoscrivere una scheda con le proprie generalit al suo arrivo e di pagare il prezzo. La prestazione del cliente
consiste nel pagamento del prezzo; quella del gestore nellobbligo di fornire al cliente lalloggio ed altri servizi.
Possono distinguersi prestazioni minime qualificanti, necessarie in relazione al tipo di ospitalit offerto, senza le
quali non si rinviene il nucleo irriducibile per lesistenza di un contratto di ospitalit, e prestazioni qualificanti
ulteriori. La disciplina del rapporto fra gestore e cliente molto scarna, lasciata alla autodeterminazione del
mercato turistico e agli accordi fra le parti, sebbene la posizione di consumatore del cliente fa s che ad esso
possano applicarsi le relative norme di tutela, se gestore della struttura un imprenditore. Solo al gestore che ha
la qualit di imprenditore applicabile il relativo statuto . Si applica invece a tutti i contratti di ospitalit la
carta dei diritti del turista, che ha per oggetto tutta una serie di informazioni che il turista ha diritto di ricevere.
In relazione alle prestazioni che qualificano la tipologia di ospitalit, i diritti e gli obblighi della parti possono
ampliarsi o restringersi. Lesercente, contro il corrispettivo del prezzo, ha lobbligo:
- Di ricevere il cliente e accoglierlo attribuendogli luso esclusivo di una camera per il periodo di tempo
richiesto;
- Di prestare i servizi accessori richiesti, se disponibili;
- Di fornire la ricevuta fiscale per i servizi prestati, eccetto per i gestori di B&B e di strutture per lospitalit
rurale familiare, per i quali sufficiente emettere, a richiesta, una semplice ricevuta.
Nel caso del campeggio, lobbligo del gestore ha un contenuto coincidente con le modalit di esecuzione del
rapporto e la peculiarit del tipo di accoglienza. Egli mette a disposizione del cliente uno spazio ad uso
esclusivo e lutilizzo dei servizi comuni oltre lallaccio di forniture. In relazione al campeggio, gli obblighi di
protezione del gestore nei confronti dei clienti e dei loro beni dovr essere rapportato alla specificit della
ospitalit: la custodia di cui allart. 1783 c.c. avr ad oggetto prevalentemente il mezzo, ma anche gli oggetti
contenuti al loro interno. Maggiore attenzione alla custodia degli autoveicoli del cliente, per i quali di regola
esclusa la responsabilit del gestore ai sensi dellart. 1785 quinquies, riservata invece in quelle strutture, come
i motel, collegate al viaggio in automobile, e per le quali vi un ampliamento della responsabilit del gestore.
Tutti i gestori di attivit di ricezione devono comunicare i nominativi degli ospiti entro le 24 ore dal loro arrivo
allautorit locale di pubblica sicurezza, mediante consegna di copia della scheda di dichiarazione di generalit
o mediante invio dei dati con mezzi informativi, telematici, fax. La sanzione per lomessa comunicazione
diversa secondo la tipologia di ospitalit.

CAPITOLO 21 IL CONTRATTO DALBERGO


Il contratto fra albergatore e agente di viaggi
Lattivit intermediaria dellagenzia pu svolgersi anche in base ad accordi preventivi con il gestore delle
strutture ricettive. Tali accordi possono avere carattere occasionale o costituire loggetto di apposite e pi
complesse pattuizioni, che danno origine a stabili relazioni economiche fra le parti. I contratti che sono rivolti a
regolare, denominati contratti alberghieri, sono stipulati fra agente di viaggi e albergatore ed hanno ad oggetto
la fornitura di prestazioni alberghiere da procurare ad un turista, o ad un gruppo di turisti, clienti dellagente di
viaggio, ad un dato prezzo denominato tariffa, che lalbergatore deve corrispondere nella moneta del Paese in cui
si trova lalbergo. I rapporti fra le parti sono improntati al formalismo: la prenotazione, la conferma,
lannullamento, anche se concordati oralmente, devono sempre essere confermati per iscritto. Diverso il caso del
contratto fra gestore e agenzia di viaggi per lorganizzazione di gite turistiche: tale contratto stato ritenuto
illecito per violazione della legislazione sulle agenzie di viaggio e turismo, cui tale attivit riservata.

Lallotment
Un altro frequente contratto (atipico) fra operatori turistici lallotment, termine traducibile con porzione,
spartizione, che nel settore turistico indica il rapporto fra gestori di strutture ricettive e tour operator, il
contratto con il qule il tour operator acquista in anticipo la disponibilit della capacit recettiva nelle strutture di
soggiorno. Lallontment un contratto in base al quale una parte obbligata a adempiere, mentre laltra, fino
alla scadenza di un dato termine ne ha soltanto la facolt; solo se la conferma viene effettuata nel termine
previsto, il contratto diventa vincolante per entrambe le parti, e lagente acquista il diritto alla provvigione.
Quindi lagenzia, entro il termine previsto, ha la facolt di dare conferma o meno del contingente degli alloggi;
scaduto tale termine senza che lagenzia abbia confermato di voler usufruire della disponibilit accordatagli,
lesercizio alberghiero ne riacquista la disponibilit. Con la conferma del tour operator il contratto si intender
concluso; la mancata conferma autorizza lalbergatore a disporre liberamente delle camere, trattenendo
comunque la somma gi versata, che si considera corrispettivo della prenotazione. I vantaggi e i rischi delle parti
si compensano, dato che il toru operator potr vendere pacchetti turistici a prezzi competitivi, grazie alle
condizioni vantaggiose praticate dallalbergatore; questultimo avr la certezza di un guadagno, che pu essere
minimo o massimo, a seconda che le camere vengano o meno utilizzate dallagenzia di viaggi. Le parti possono
prevedere il pagamento del c.d. vuoto per pieno, cio il versamento del prezzo in ogni caso, cio prima e a
prescindere dalla conferma entro un termine stabilito.

8 . Informazione e privacy
nel dovere generale di buona fede rientra anche il dovere di informazione, che grava sia sul gestore sul cliente,
facendo parte di quel comportamento corretto e leale che le parti devono tenere durante tutto il periodo del loro
contratto sociale. Doveri di informazione del gestore:
- deve fornire notizie su servizi e caratteristiche della struttura ricettiva veritiere e non ingannevoli, sia che si
tratti di opuscoli informativi, sia che siano contenute e diffuse da altri veicoli pubblicitari:
doveri del cliente:
- deve mettere in condizioni lalbergatore di conoscere preventivamente le caratteristiche, le condizioni di
salute, le sue esigenze particolari.
Loperatore deve poter conoscere quanto occorre per realizzare la sua prestazione professionale; quindi i dati e
le notizie, specie se forniti dallagenzia e se attengono a particolari necessit o istanze della clientela, devono
essere precisi e dettagliati, in modo particolare nella fase precontrattuale al fine di consentire la predisposizione
di tutte le misure idonee per realizzare lesatto adempimento della prestazione. Valgono anche per loperatore
turistico le regole sulla privacy, oggi contenute nel d.l.gs. 30 giugno 2003, n 196 Codice in materia di protezione
dei dati personali, per la elaborazione dei dati personali, specie con riferimento ai dati sensibili. La trasparenza e
la completezza delle informazioni diventano canoni di comportamento delle parti, siano consumatori o
professionisti, nel comune interesse alla migliore realizzazione delle reciproche aspettative. Correlato al diritto-
dovere di informare ed essere informati il rispetto della riservatezza, che si pone in particolare da parte del
gestore in relazione ai dati personali del cliente (privacy). Il Garante per la protezione dei dati personali ha
espressamente autorizzato agli operatori turistici al trattamento dei dati personali dei clienti indispensabili per
adempiere ai loro obblighi, anche di natura precontrattuale. Si pensi alle informazioni di carattere sanitario
richieste per un particolare soggiorno, in relazione a coperture assicurative; loperatore turistico pu trattare
questi dati, nonostante siano dati sensibili, senza una specifica autorizzazione, in base al provvedimento
generale sopra indicato. La conservazione dei dati limitata ad un termine breve, sia per lalbergatore che per
gli organi di polizia. Quanto ai dati personali richiesti per la conclusione del contratto dalbergo, in caso di
gruppi o famiglie sufficiente identificare un solo componente e fornire lelenco degli altri. Gli albergatori
devono consegnare le schede direttamente agli Uffici o organi di polizia e non conservarne copia. In caso di
comunicazione con mezzi informatici saranno predisposte misure di sicurezza per garantire la trasmissione da
illecite interferenze. Il trattamento dei dati personali dei clienti per scopi diversi (es. pubblicitari), necessita del
consenso dellinteressato ai sensi della legislazione sulla riservatezza.

CAPITOLO 23 LE LOCAZIONI TURISTICHE


1. Locazioni alberghiere e di interesse turistico
La fonte normativa la legge 27 luglio 1978 n. 392 e successive modificazioni e in essa sono definite le
locazioni alberghiere e di interesse turistico. Le locazioni alberghiere hanno una autonoma configurazione
allinterno della normativa, mentre quelle di interesse turistico sono regolate come le locazioni ad uso industriale,
commerciale, artigianale... nella prima categoria rientrano i contratti che hanno per oggetto limmobile da
destinare ad attivit di albergo, i motel, i villaggi albergo e le residenze turistico alberghiere. Nella seconda
rientrano tutte quelle locazioni di immobile per esercizio di un attivit di tipo turistico, non di carattere
alberghiero, quali quelle dei campeggi e dei villaggi turistici., del turismo sociale, oppure quelle che hanno per
oggetto sedi di agenzie di viaggio, di organismi che si occupano di promozione turistica. Per quanto riguarda la
durata, per le locazioni alberghiere stabilita una durata minima di nove anni, rinnovabile per lo stesso periodo
se non viene data disdetta da una delle parti almeno diciotto mesi prima, mentre per quelle di interesse turistico
viene prevista una durata minima di sei anni anche in tal caso rinnovabile, al termine, per lo stesso periodo se
non viene data disdetta da una delle parti almeno un anno prima della scadenza. Nel caso di cessazione del
rapporto derivante da disdetta, risoluzione o recesso del conduttore, cio quando la cessazione sia dovuta alla
volont del locatore, questultimo deve corrispondere al conduttore unindennit per la perdita dellavviamento
commerciale che, nel caso delle locazioni alberghiere di ventuno mensilit dellultimo canone corrisposto,
mentre per le locazioni di interesse turistico, pari a diciotto mensilit, rapportate allultimo canone pagato. Il
recesso anticipato prima della scadenza della durata legale del contratto di sei o nove anni che, per espressa
disposizione dellart. 27.7 e 27.8, legge n. 392 del 1978 per il conduttore possibile in qualsiasi momento,
qualora ricorrano gravi motivi ed indipendentemente dalle previsioni del contratto stesso, con un preavviso di
almeno sei mesi. Le parti possono prevedere in modo specifico nel contratto che il conduttore possa recedere in
qualsiasi momento e per qualsiasi motivo, comunicando lintenzione con lettera raccomandata almeno sei mesi
prima. Il conduttore pu cedere il contratto di locazione ad un terzo o sublocare limmobile, senza il consenso del
locatore, esclusivamente nel caso in cui venga ceduta o data in affitto lazienda. necessario che il conduttore
comunichi a questultimo la cessione o la sublocazione mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento
ed il locatore pu opporsi, per gravi motivi, entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione. Lart. 38
legge n. 392 del 1978, relativa ad un diritto di prelazione a favore del conduttore di un immobile locato ad uso
non abitativo e quindi anche ad uso alberghiero e di interesse turistico, in caso di volont del proprietario di
vendere limmobile stesso. Qualora abbia tale intenzione, questultimo deve notificare tale intenzione al
conduttore, precisando lammontare del corrispettivo e tutte le condizioni di vendita, con linvito ad esercitare o
meno il diritto di prelazione. La legge n. 392 disciplina anche la locazione stagionale. Per aversi locazione
stagionale, essa non si deve riferire ad esigenze temporanee e del tutto eccezionali del conduttore, ma ad
unattivit destinata a riproporsi annualmente in maniera sistematica. In tal caso, se il conduttore ne fa richiesta
con lettera raccomandata prima della scadenza stagionale pattuita, il proprietario-locatore dellimmobile ha
lobbligo di rinnovare la locazione, per la medesima stagione, nellanno successivo e tale obbligo ha una durata
massima di sei anni oppure nove nel caso di locazione alberghiera. Diversa dalla locazione stagionale quella a
carattere occasionale, che riguarda un periodo di tempo molto limitato, non destinato a ripetersi negli anni
successivi. Il concetto di transitoriet si applica sia nel caso in cui lattivit esercitata abbia carattere provvisorio
e delimitato nel tempo, sia nel caso in cui si tratti di attivit stabile che debba, per un certo periodo di tempo e per
ragioni contingenti, essere esercitata in immobili diversi da quelli abituali.

2. Affitto di azienda alberghiera


Laffitto di azienda alberghiera si ha quando il contratto a per oggetto unazienda alberghiera intesa, ai sensi
dellart. 2555 c.c., come un complesso di beni organizzati dallimprenditore e finalizzati allattivit dimpresa.

3. Locazioni ad uso abitativo per finalit turistiche


Per finalit turistiche si deve intendere ogni tipo di spostamento dalla propria residenza abituale per motivi di
piacere, di svago e di tempo libero, con esclusione delle esigenze di carattere professionale. Il fenomeno
diffuso in relazione alle case ed appartamenti per vacanze, disciplinate da tutte le leggi regionali nellambito
delle strutture ricettive. Esse possono essere gestite in forma imprenditoriale, senza offerta di servizi
centralizzati, nel corso di una o pi stagioni, con contratti aventi validit non superiore a tre mesi consecutivi.
Altre volte la stessa tipologia ricettiva viene concessa in locazione in assenza di un vero e proprio esercizio in
forma imprenditoriale. Il contratto che si instaura tra locatore e conduttore un contratto di locazione di tipo
abitativo per esigenze di natura transitoria a scopi turistici. Il locatore si obbliga nei confronti del conduttore a
fornire il diritto di godimento di ununit abitativa, verso il corrispettivo di un prezzo, senza i servizi di carattere
accessorio. I locali concessi in godimento al cliente vengono utilizzati esclusivamente. Si applica la normativa
del codice civile in materia di locazioni.

4. Locazioni di cose mobili per attivit di carattere turistico


La categoria comprende tutti i contratti con cui si conferiscono in godimento per un determinato periodo, beni
mobili destinati ad attivit turistiche. Si tratta di un contratto di locazione avente per oggetto una cosa mobile.
Loggetto del noleggio consiste nellobbligo di effettuare unattivit di navigazione disciplinata dagli artt. 348 ss
del codice della navigazione. Il contratto si perfeziona con laccordo delle parti, quando il cliente manifesta la
sua volont di avere la cosa per un certo periodo e il locatore, dopo aver verificato la disponibilit della cosa
stessa, accetta. La forma del contratto quasi sempre verbale e a volte pu consistere in un comportamento
concludente. La durata viene stabilita al momento della conclusione del contratto ed in mancanza si considera
pari allunit di tempo con cui commisurato il corrispettivo pattuito. Tra gli obblighi del locatore, egli deve
conservare la cosa in buono stato locativo, mantenerla in modo da servire alluso per cui destinata e deve
garantire il pacifico godimento della cosa stessa. Le spese di conservazione e quelle di ordinaria manutenzione
sono a carico del conduttore; la sublocazione deve essere autorizzata dal locatore a meno che non sia consentita
dagli usi; la cosa locata deve essere riconsegnata nel luogo dove stata consegnata. Tra gli obblighi del cliente,
oltre a quello di pagare il corrispettivo, anche quello di servirsi della cosa per luso stabilito o per quello che si
pu desumere dalle circostanze osservando la diligenza del buon padre di famiglia e di restituire la cosa stessa
nello stato medesimo in cui lha ricevuta.

CAPITOLO 24 IL CONTRATTO DI VIAGGIO


2. Il contratto e gli obblighi di informazione
Per quanto riguarda il contratto, lart. 85 del codice del consumo prevede che esso debba essere redatto in forma
scritta in termini chiari e precisi e al 2 comma viene specificato che la copia, obbligatoriamente rilasciata al
consumatore, pu anche essere semplicemente timbrata dallorganizzatore o venditore. Si ritiene che il contratto
di viaggio sia previsto un obbligo di informazione a favore del consumatore, in base al quale si richiede che egli
venga informato di tutti gli aspetti del pacchetto mediante un documento scritto.
Gli elementi che devono essere contenuti e descritti nel documento contrattuale sono indicati nellart. 86 del
codice del consumo con unelencazione molto precisa e dettagliata:
- oltre ad indicazioni che riguardano il viaggio quali la destinazione e la durata, il prezzo oppure la figura
dellorganizzatore o del venditore, si prevedono come obbligatorie altre indicazioni molto importanti anche
ai fini della valutazione di eventuali inadempimenti;
- - lubicazione della struttura ricettiva, la sua categoria e classificazione, il livello qualitativo e le principali
caratteristiche;
- le caratteristiche e la tipologia dei mezzi di trasporto utilizzati;
- i servizi inclusi nel pacchetto turistici;
- indicazioni riguardanti la previsione che limporto dellacconto non debba superare il 25% del prezzo e che
esso viene versato a titolo di caparra;
- lindicazione della copertura assicurativa obbligatoria e di tutte le altre polizze facoltative presenti nel
pacchetto, oltre alla descrizione dei presupposti e modalit di intervento del fondo di garanzia;
- il termine entro il quale il consumatore deve essere informato nel caso di annullamento per mancato
raggiungimento del numero minimo.
La tutela del consumatore prevede anche dei doveri di informazione prima della conclusione di esso ed in
particolare nel momento della promozione pubblicitaria del pacchetto. Lart. 88 del codice prevede una serie di
indicazioni obbligatorie che devono essere contenute nellopuscolo informativo:
- devono essere indicati, oltre alla destinazione e itinerario, anche le indicazioni riguardanti la qualit dei
servizi offerti come il tipo e la categoria dei mezzi di trasporto, lubicazione, la categoria ed il livello
dellalbergo, l sue caratteristiche principali, ed anche i pasti forniti;
- informazioni in materia di visti e passaporti, obblighi sanitari e tutte le altre formalit necessarie per
leffettuazione del viaggio e del soggiorno;
- la determinazione dellacconto ed i termini per il versamento;
- lindicazione del numero minimo di partecipanti ed i termini delleventuale annullamento del viaggio;
- i termini di recesso nel caso di pacchetti venduti al di fuori dei locali commerciali.
Fondamentale la pacificazione contenuta nellart. 88.2, secondo la quale le informazioni contenute nel
materiale pubblicitario impegnano lorganizzatore o il venditore secondo le rispettive responsabilit. Le
previsioni del materiale pubblicitario non possono essere modificate a meno che prima della conclusione del
contratto non vengano comunicate delle modifiche, quando ci previsto dallo stesso opuscolo, oppure quando
le parti si accordino in tal senso. Vi sono gli obblighi di informazione di cui allart. 87 del codice che
concernono il momento delle trattative e precedente alla conclusione del contratto. Qualora non venga messo a
disposizione un vero e proprio materiale pubblicitario, lorganizzatore o il venditore devono in ogni caso
informare il viaggiatore circa le formalit in materia sanitaria e circa i visti e i passaporti necessari per
oltrepassare le frontiere e per il soggiorno nei paesi di destinazione. A chiusura dellart. 87 viene sancito il
divieto di ogni informazione ingannevole. Lorganizzazione di viaggio viene meno ai propri obblighi
contrattuali e di tale inadempimento risponde ex art. 1218 c.c., qualora in fase di negoziazione non abbia fornito
al turista tutte le informazioni che avrebbero legittimato questultimo esercizio della facolt insindacabile di
accettare o meno la proposta contrattuale. In quanto concluso tra un imprenditore e un consumatore, al contratto
di vendita dei pacchetti tutto compreso si applicano le disposizioni degli artt. 33 ss. Del codice del consumo, che
hanno sostituito gli artt. 1469 bis ss.c.c., inseriti nel nostro ordinamento dalla legge n. 52 del 1996 che ha attuato
la direttiva n. 93/13/CEE in materia di clausole abusive, e sono da considerare nulle tutte le clausole vessatorie
ai sensi del 2 comma dellart. 33 cod. Cons.

3. Le modifiche del contratto


Lart. 89 prevede la possibilit per il viaggiatore di cedere il proprio contratto ad un terzo qualora egli decida di
non compiere il viaggio. Si tratta di unipotesi particolare di cessione del contratto. Non richiesto il consenso
dellorganizzatore, ma devono essere rispettate determinate condizioni oggettive. La prima che il terzo deve
soddisfare tutte le condizioni per la fruizione del servizio. La seconda che entro quattro giorni prima della
partenza comunichi per iscritto allorganizzatore e al venditore di trovarsi nellimpossibilit di usufruire del
pacchetto turistico, unitamente alle generalit del cessionario. Il 2comma specifica ce il cedente ed il cessionario
sono obbligati nei confronti dellorganizzatore o del venditore al pagamento del prezzo e delle spese derivanti
dalla cessione. Esiste la possibilit di modificare il prezzo del pacchetto turistico, gi stabilito nel contratto
quando questo si renda necessario in conseguenza di variazioni riguardanti il tasso di cambio delle monete
oppure le tariffe dei vettori, qualora tale specifica possibilit sia espressamente prevista nel documento di viaggio
stesso. Prima della partenza possibile che lorganizzatore o il venditore abbia la necessit di modificare altri
elementi contrattuali. In tal caso ne deve dare immediato avviso in forma scritta al consumatore, indicando la
modifica e la variazione di prezzo. Se il viaggiatore non accetta la modifica pu recedere dal contratto senza il
pagamento di alcuna penale, avendo diritto ad un altro pacchetto turistico di qualit equivalente o superiore,
oppure ad uno di qualit inferiore con la restituzione della differenza di prezzo, oppure gli viene rimborsata tutta
la somma anticipata, salvo il risarcimento del danno. Qualora dopo la partenza una parte essenziale dei servizi
prevista dal contratto non possa essere effettuata., lorganizzatore deve predisporre adeguate misure alternative,
senza oneri di alcun tipo a carico del consumatore. Quando non sia possibile alcuna soluzione alternativa o il
consumatore non laccetti per un giustificato motivo, lorganizzatore deve rimborsare la differenza tra le
prestazioni previste e quelle effettuate, mettendo a disposizione un mezzo equivalente per il ritorno, salvo
lobbligo del risarcimento del danno.

4. Il recesso del consumatore e dellorganizzatore


Per le conseguenze giuridiche del recesso del consumatore necessario far riferimento allart. 9 della CCV, in
virt del quale il viaggiatore pu recedere dal contratto a condizione che corrisponda unindennit in base a
quanto previsto dalle legislazioni nazionali o dai singoli contratti. Nelle condizioni generali di contratto dei tour
operator sono sempre presenti clausole penali fissate per il recesso del viaggiatore ed il loro ammontare
stabilito in misura tanto maggiore quanto minore il periodo di tempo che intercorre tra la data del recesso e la
data prevista per la partenza. La clausola penale deve essere espressa nel documento di viaggio, in quanto lart. 9
della CCV fa rinvio alle disposizioni del contratto. Qualora non fosse specificatamente prevista, lorganizzatore
ha diritto allindennizzo soltanto se dimostri di aver subito un danno effettivo dallannullamento del viaggio, in
base ai principi generali in tema di risarcimento del danno. La penale pu essere richiesta anche dallagenzia
intermediaria tramite la quale stato concluso il contratto di organizzazione ed il viaggiatore tenuto a versare
tali somme che fossero state anticipate dallintermediario, ma lintermediario deve dimostrare di avere
effettivamente versato allorganizzatore la somma che viene chiesta in restituzione al cliente. Per ovviare al
pagamento delle penali, in molti contratti viene offerto al viaggiatore anche la possibilit di stipulare una speciale
polizza assicurativa facoltativa contro le penali derivanti dalla rinuncia alla partecipazione al viaggio.
Dellesistenza di questa polizza assicurativa deve essere data adeguata informazione al turista. Pu accadere che
la riuncia del viaggiatore sia determinata da impedimento grave, da essere inquadrato come impossibilit
sopravvenuta a richiedere la prestazione, interpretazione che consentirebbe al viaggiatore di liberarsi dal vincolo
contrattuale chiedendo la risoluzione del contratto. Lart. 92 codice del consumo disciplina lannullamento del
viaggio, cio il recesso dellorganizzatore, cio il diritto di annullare il viaggio senza pagare alcuna indennit per
cause di forza maggiore, quando insorgono circostanze di carattere eccezionale non conosciute e tali che, se le
avesse conosciute lorganizzatore, non avrebbe stipulato il contratto. Egli pu recedere dal contratto alle stesse
condizioni quando il numero minimo di viaggiatori previsto dal contratto di viaggio non stato raggiunto a
condizione che al turista venga comunicato in forma scritta almeno venti giorni prima dellinizio del viaggio.
Anche in questo caso il consumatore ha diritto di usufruire di un altro pacchetto turistico di qualit equivalente o
superiore oppure di qualit inferiore, previa corresponsione della differenza di prezzo oppure del rimborso totale
delle somme di danaro. Se invece il recesso dellorganizzatore avvenga al di fuori delle due ipotesi eccezionali
sopra indicate, egli verser in stato di inadempimento contrattuale e sar tenuto al risarcimento del danno.

5. La responsabilit dellorganizzatore
Lart. 93 del codice del consumo, prevede che lorganizzatore e il venditore, in caso di mancato o inesatto
adempimento delle obbligazioni assunte con la vendita del pacchetto turistico, siano tenuti al risarcimento del
danno secondo le rispettive responsabilit, se non provano che il mancato o inesatto adempimento stato
determinato da impossibilit della prestazione derivante da causa a loro non imputabile. Viene compiuta dal
legislatore la scelta di mantenere una distinzione tra la responsabilit dellorganizzatore e quella del venditore,
che viene sancita anche dalle norme della Convenzione di Bruxelles. La responsabilit dellorganizzatore si pu
distinguere in responsabilit per difetto di organizzazione (art. 13 CCV), per esecuzione diretta di un servizio (art.
14 CCV), e per fatto dei terzi prestatori del servizio (art. 15 CCV). Per quanto riguarda la responsabilit per
difetto di organizzazione, lorganizzatore risponde di fronte al cliente in conseguenza dellinadempimento dei
suoi obblighi derivanti dal contratto di viaggio o dalla legge stessa. Lorganizzatore esente da responsabilit nel
caso di impossibilit della prestazione per forza maggiore. In tali casi lunica diligenza che si pu imporre
allorganizzatore quella di comportarsi in modo tale di evitare di esporre a concreto pericolo i turisti.
Lorganizzatore non da ritenere responsabile se il danno subito dal consumatore poteva essere evitato con luso
da parte di esso della diligenza media. La responsabilit dellorganizzatore si estende anche agli atti e alle
omissioni dei propri dipendenti ed ausiliari, qualora questi abbiano agito nellesercizio delle funzioni ad essi
attribuite. Lentit del risarcimento dovuto a titolo di responsabilit contrattuale limitata alla Convenzione in
relazione al tipo di danno arrecato cinquantamila, duemila o cinquemila franchi-oro, per danni, rispettivamente,
alle persone, alle cose o per qualsiasi altro danno richiamato dallart. 94 codice del consumo. esclusa la
possibilit di avvalersi dei limiti al risarcimento dei danni quando il fatto sia commesso con dolo o con colpa
grave. Se lorganizzatore di viaggi effettua direttamente i servizi di cui si compone il pacchetto responsabile
contrattualmente della loro esecuzione in base alle norme che regolano gli stessi servizi. In tal caso, si dovr far
riferimento alle norme in materia di trasporto, di deposito in albergo, ecc. ed alle limitazioni di responsabilit che
nei casi specifici fossero previste. Lorganizzatore risponde anche per inadempimento causato da terzi fornitori
del servizio. In base allart. 15 della Convenzione, nei confronti del cliente responsabile lorganizzatore che
aveva assunto lobbligo di fornire il viaggio tutto compreso e non potrebbe essere diversamente, considerata la
natura di obbligazione di risultato. In conseguenza di un overbooking alberghiero, lorganizzatore di viaggi
tenuto a predisporre una sistemazione dei clienti presso un albergo della medesima categoria e che offra servizi
dello stesso livello di quelli forniti dallalbergo cui si riferisce il contratto di viaggio, rendendosi altrimenti
responsabile del danno subito dai viaggiatori. Lorganizzatore responsabile dei pregiudizi causati
dallinadempimento del terzo fornitore del servizio qualora non riesca a dimostrare che levento sia dipeso da
fatto del consumatore, fatto da terzo imprevedibile o inevitabile, caso fortuito o forza maggiore. stato ritenuto
responsabile anche di una escursione facoltativa acquistata in loco, in quanto egli si intende organizzatore del
pacchetto turistico supplementare, a meno che non venga fornita prova contraria. Lorganizzatore che abbia
risarcito il danno al cliente, pu esercitare azione di rivalsa nei confronti del terzo, vero responsabile della
mancata o difettosa esecuzione ed il viaggiatore tenuto a collaborare, fornendo tutti i documenti e le
informazioni in suo possesso,agevolando in tal modo la surroga nei propri diritti. La Convenzione di Bruxelles
prevede inoltre la responsabilit del viaggiatore nei confronti dellorganizzatore. A tal fine occorre valutare il
comportamento del viaggiatore anche in relazione al dovere di rispettare i regolamenti relativi al viaggio,
soggiorno ed altro servizio (art. 4 CCV).
6. La responsabilit del venditore
Per quanto concerne il venditore/intermediario di viaggi, ad esso non applicabile n la responsabilit per
difetto di organizzazione, n quella per fatto dipendente dai terzi prestatori del servizio. Lintermediario si
limita a fornire al cliente un viaggio tutto compreso predisposto dal altri e non potr essere tenuto responsabile
per inadempimenti di questultimo o di soggetti che egli non sceglie e con i quali non ha alcun rapporto giuridico.
La sua responsabilit da escludere anche quando si verifichi la mancata prestazione del servizio, totale o
parziale, da parte di un operatore turistico presso il quale lintermediario ha prenotato un singolo servizio non
collegato alla fornitura di un pacchetto turistico. Tra il viaggiatore e lintermediario che faccia constatare tale sua
qualit nei documenti di viaggio, sorge un contratto di mandato caratterizzato da poteri di rappresentanza. Il
viaggiatore tenuto ex art. 1719 c.c. a somministrare allintermediario i mezzi necessari per lesecuzione del
mandato e, qualora lagente, in forza di questo rapporto, assuma lobbligo verso lorganizzatore del pagamento
del corrispettivo e delle penali per lannullamento del viaggio, il viaggiatore tenuto a rimborsargli i fondi
eventualmente anticipati per tali pagamenti. Il venditore del pacchetto turistico non risponde delle obbligazioni
nascenti dallorganizzazione di viaggio, salvo che, nellesercizio della propria attivit di mandatario, possa
ritenersi responsabile in culpa in eligendo nella scelta dellorganizzatore di viaggi, con il quale ha direttamente
concluso il contratto in nome e per conto del turista. Esistono delle specifiche responsabilit dellintermediario.
Egli risponde dellinosservanza dei propri obblighi stabiliti dal documento di viaggio e dalle norme di legge,
considerando i doveri che competono ad un intermediario di viaggi diligente. Se uno dei compiti principali
dellintermediario quello della prenotazione di un viaggio tutto compreso o di singoli servizi, egli sar da
considerare responsabile per errori commessi nella prenotazione di biglietto di trasporto, di camere dalbergo, del
posto al ristorante, ecc. egli dovr rispondere anche in conseguenza del suo preciso obbligo di informazione e di
consulenza in merito a tutte quelle questioni che sono strumentali rispetto al pieno godimento della vacanza e che
per prassi consolidata fanno parte dei compiti dellintermediario. Esiste anche una responsabilit conseguente
allomissione, nella documentazione di viaggio, dellindicazione e dei dati riguardanti la propria qualit di
intermediario (art. 19.2 CCV). In tal caso egli viene considerato come un organizzatore di viaggi e ne assume
tutte le responsabilit. Lintermediario responsabile verso il consumatore qualora dalla documentazione fornita
non risulti che egli ha agito in qualit di intermediario di un tour operator che ha realizzato il pacchetto turistico.
La qualifica di intermediario di viaggi deve essere portata a conoscenza del clienti e deve emergere con chiarezza
dai documenti illustrativi che vengono a questi consegnati. In mancanza di tali indicazioni lagente di viaggi deve
essere considerato quale organizzatore e non pu valersi in giudizio della qualifica di intermediario.
Lintermediario risponde degli atti e delle omissioni dei propri dipendenti, qualora agiscano nellesercizio delle
loro funzioni ed anche la sua responsabilit limitata in ordine allentit del risarcimento del danno.

CAPITOLO 28 I CONTRATTI PER LA CREAZIONE E LA DISTRIBUZIONE DEI


SERVIZI TURISTICI
1. Generalit
Per lo svolgimento dellattivit turistica, gli imprenditori turistici sono destinati a intrattenere rapporti contrattuali
con fornitori di servizi turistici primari. Con lespressione contratti per la creazione e la distribuzione dei servizi
turistici si prende in considerazione la serie di contratti che gli imprenditori turistici concludono con le imprese e
con gli operatori di servizi turistici primari per offrire al turista una vacanza tutto compreso, ovvero uno o pi
servizi turistici separati.

2. Caratteri principali dei contratti. Figure e rapporti contrattuali


a) Per fornitore di servizi turistici si intende il soggetto che effettua la prestazione destinata ad assumere
rilevanza turistica;
b) Per organizzatore di viaggi (tour operator) si intende il soggetto che realizza un pacchetto turistico e ,
verso corrispettivo, lo procura al cliente;
c) Per intermediario-venditore di servizi turistici si intende il soggetto che, verso un corrispettivo, procura al
cliente un pacchetto turistico che viene organizzato da un tour operator, ovvero singoli servizi turistici;
d) Per consumatore (denominabile anche cliente, o turista, o viaggiatore), si intende il fruitore di un pacchetto
turistico, ovvero di una serie di servizi turistici separati, o ancora di uno specifico turistico.
Gli interventi legislativi ( in materia turistica) regolano in via principale i rapporti negoziali del consumatore
turista con lorganizzatore e con lintermediario-venditore di viaggi, mentre non vengono espressamente
disciplinati sia i contratti tra tour operator e travel agent, sia quelli tra agente di viaggi e fornitore di servizi
turistici primari. Nella pratica commerciale, per i singoli rapporti giuridici si fa riferimento alle ordinarie figure
contrattuali tipiche o atipiche.

3. Il contratto tra travel agent e tour operator


Lart. 17 CCV stabilisce che qualunque contratto stipulato dallintermediario di viaggi con lorganizzatore (o con
persone che gli forniscono servizi separati) considerato come fosse stato concluso dal viaggiatore. Il viaggiatore
(anche se non partecipa alla conclusione) diventa parte in senso formale del contratto, strumentalmente concluso
dallintermediario di viaggi con lorganizzatore. Per effetto della stipulazione di due contratti (uno tra
lintermediario di viaggi e viaggiatore e laltro tra intermediario e organizzatore di viaggio) si viene ad instaurare
un rapporto diretto tra viaggiatore e organizzatore di viaggi. Lart. 83 stabilisce che lorganizzatore, oltre che
direttamente, pu vendere i pacchetti turistici tramite il venditore, mentre la lett. b dello stesso art. 83 precisa
soltanto che il venditore colui che vende o si obbliga a procurare i pacchetti turistici. Nella pratica
configurabile pi di una ipotesi: il venditore potr assumere, volta a volta, la posizione di semplice preposto a
svolgere attivit precontrattuale finalizzata alla conclusione del contratto, ovvero quella di rappresentante
dellorganizzatore, o ancora quella di parte nella stipulazione del contratto e del rapporto contrattuale nascente
dalla vendita del pacchetto turistico proposto dallorganizzatore. Laccordo comporta obbligazioni per entrambe le
parti su un piano di autonomia e parit. Nella sostanza, al venditore viene conferito da parte dellorganizzatore un
incarico di commercializzazione dei prodotti messi a punto dallo stesso tour operator senza rappresentanza e
senza vincolo di esclusiva. Nel dettaglio, lorganizzatore si obbliga a fornire al venditore i propri cataloghi e altro
materiale illustrativo relativo ai propri pacchetti turistici, la modulistica necessaria per la conclusione del
contratto, nonch a comunicare tempestivamente le eventuali modifiche delle condizioni generali del contratto;
per lattivit svolta dal venditore, lorganizzatore si obbliga a versare un corrispettivo al venditore. Quanto al
venditore, egli si impegna a divulgare i programmi, a portare a conoscenza dei viaggiatori le condizioni generali
di partecipazioni al viaggio, a provvedere alla presentazione ai viaggiatori dei moduli di contratto, a curare
lesatta compilazione e la sottoscrizione dei moduli da parte degli stessi viaggiatori, a conservare e a trasmettere
gli stessi moduli allorganizzatore, ad eseguire le operazioni di incasso, e far pervenire sempre al tour operator le
somme introitate a seguito della vendita del pacchetto. Nel caso di inadempimento, o di inesatto adempimento del
contratto, gli accordi prevedono che lorganizzatore manlevi il venditore di quanto a questultimo venisse
richiesto a titolo risarcitorio. Allo stesso scopo rispondono le previsioni contrattuali che dispongono testualmente
lobbligo per lorganizzatore di rimborsare al cliente dellagente di viaggio le somme corrispondenti al prezzo dei
servizi addebitati e non usufruiti per colpa dello stesso organizzatore o dei suoi preposti.

4. I rapporti con le imprese di servizi turistici primari


Allart. 1 della Convenzione, nel definire il contratto di organizzazione di viaggio, si precisa che con esso una
persona si impegna a suo nome a procurare ad unaltra un insieme di prestazioni comprendenti il trasporto, il
soggiorno separato dal trasporto o qualunque altro servizio che ad essi si riferisca. Con il contratto di
organizzazione di viaggio, il tour operator si impegna nei confronti del cliente a fornire un pacchetto di servizi
turistici che solo in parte destinato ad eseguire direttamente: per lo pi si tratta di servizi per la realizzazione dei
quali il tour operator incarica terzi fornitori. In vista di offrire al viaggiatore il proprio prodotto, lorganizzatore
conclude cio una serie di rapporti negoziali con i singoli providers. Lorganizzatore di viaggi sar indotto a
pianificare rapporti con i propri fornitori. La pratica testimonia, oltre al ricorso alla conclusione di rapporti
contrattuali preparatori, la presenza di accordi tra le parti che fanno leva sulle prerogative dellautonomia privata.
I contratti sono caratterizzati dal fatto che i fornitori dei servizi si impegnano ad eseguire le prestazioni non gi
nei confronti dellagente di viaggi con il quale hanno contrattato bens nei confronti di terzi, ossia i viaggiatori, la
cui identit viene di solito comunicata, dal tour operator al fornitore del servizio in un momento successivo alla
stipulazione del contratto. Quanto al dato legislativo, in materia di responsabilit del tour operator per i danni
derivanti dalla realizzazione da parte di terzi di servizi primari, lart. 93.2 del codice del consumo stabilisce che
lorganizzatore o il venditore che si avvale di altri prestatori di servizi comunque tenuto a risarcire il danno
sofferto dal consumatore, salvo il diritto di rivalersi nei loro confronti. Lorganizzatore di viaggi che si avvalga
di altri prestatori di servizi nellesecuzione degli obblighi contrattualmente assunti tenuto a risarcire al
consumatore i danni derivanti dallinesatto adempimento delle prestazioni affidate a questi ultimi. Diversa si
presenta la situazione nellipotesi di fornitura di un singolo servizio disaggregato, oppure di una pluralit di
prestazioni. In questi ultimi casi, si deve ritenere che, in ragione dellinquadramento del contratto tra viaggiatore e
intermediario nel mandato con rappresentanza , il turista vanter un rapporto giuridico direttamente con i
prestatori del singolo servizio. La CCV esplicita a questo riguardo allorch allart. 17 stabilisce che qualunque
contratto stipulato dallintermediario di viaggi con persone che gli forniscono servizi separati, considerato come
se fosse concluso dal viaggiatore. Seppur lart. 22.3 precisa che lintermediario di viaggi non risponde
dellinadempimento totale o parziale di viaggi stessi, soggiorni e altri servizi che siano oggetto del contratto, la
giurisprudenza non ha mancato di chiedere allintermediario ragione dei danni sofferti dal turista per
linadempimento dei prestatori di servizi sulla base sia dellart. 19 della legge n. 1084 del 1977, per il quale
lintermediario non gode dellesonero della responsabilit allorch si presenti al cliente come organizzatore
apparente sia delle norme codicistiche relative al mandato.

5. I contratti per lalloggio


Alla luce di quanto stabilisce lart. 84 del codice del consumo, lalloggio consiste in uno degli elementi che, in
combinazione almeno con il trasporto o un altro servizio turistico sono destinati a formare un pacchetto
turistico. Lesercizio alberghiero, in altre parole il villaggio turistico, da un lato, e lorganizzatore di viaggi,
dallaltro lato, si obbligano a stipulare il futuro contratto definitivo. Talvolta, lorganizzatore del viaggio o del
soggiorno simpegna a tenere ferma la propria proposta per un determinato periodo di tempo, dietro pagamento di
un corrispettivo.
5.1 Il contratto di allotment
Laccordo tra un agente di viaggi e la struttura ricettiva presenta qualche difficolt di qualificazione; ad ogni buon
conto, la convenzione rievoca nei tratti fondamentali il contratto di opzione. Dai formulari emerge come
lalbergatore, riservando allagenzia un certo numero di stanze, per un determinato periodo di tempo emetta una
proposta irrettrattabile di concludere un ulteriore contratto (nella specie quello di albergo). Sar poi facolt della
controparte (nella specie lagente di viaggi), perfezionare con la propria unilaterale accettazione, questulteriore
contratto. Allinterno della disciplina contrattuale, assumono notevole importanza le clausole inerenti ai termini di
scadenza dellopzione. Nellaccordo, talvolta, si precisa che lalbergatore sollevato dal suo impegno (senza
incorrere in penalit), qualora entro i termini fissati, non abbia ricevuto alcuna conferma circa le camere o gli
appartamenti venduti, talaltra si prevede invece che (entro i termini stabiliti) lagenzia debba rinunciare
espressamente allopzione. In certi casi una clausola del contratto pone allagenzia un limite massimo nel numero
delle stanze rinunciabili. Vincolo che si esprime con limpegno per lagenzia di pagare il c.d. vuoto per pieno, e
che palesa la causa onerosa dellaccordo di opzione. Alle volte, la formula vuoto per pieno identifica un accordo
preciso, con il quale il fornitore offre alla controparte un certo stock di camere o di appartamenti per un certo
periodo di tempo ad un prezzo prefissato.

5.2 Il contratto di residence


Il contratto di residence si caratterizza solitamente per il fatto che un soggetto, avvalendosi solitamente di
unadeguata organizzazione imprenditoriale di persone e di mezzi, oltre a concedere ad un altro soggetto, a fronte
del pagamento di un corrispettivo periodico, il godimento di un appartamento completamente arredato,
complessivo di cucina, assicura la realizzazione di una serie ulteriore di prestazioni, le quali possono comprendere
la fornitura dellenergia elettrica, del gas, dellacqua, del riscaldamento, ecc.. E necessario che i servizi forniti dal
gestore abbiano ad oggetto un facere positivo di prevalente rilievo causale nel rapporto sinallagmatico e
assumono una rilevanza paritetica rispetto alla prestazione dellalloggio. Il contratto di residence si profila
come un contratto atipico unitario, nel quale le varie prestazioni risultano connesse tra di loro, sia in relazione alla
volont delle parti, sia in relazione allo specifico profilo causale.

6. I contratti con i professionisti turistici


Con lespressione professioni turistiche si fa riferimento ad una serie di attivit che vengono svolte in forma
professionale autonoma, aventi ad oggetto la realizzazione di servizi a favore dei turisti. Si tratta di distinguere
due ipotesi. In una prima ipotesi, va considerato il caso in cui le prestazioni offerte dalle figure professionali siano
parte di un viaggio organizzato. Nellaltra ipotesi vanno invece presi in considerazione i frangenti in cui lo
stesso turista a richiedere la prestazione che vengono offerte da una guida o da un accompagnatore nel corso di un
viaggio. Nella prima eventualit, applicandosi nel rapporto contrattuale tra lorganizzatore del viaggio e il cliente
la normativa in tema di organizzazione e vendita di viaggio organizzato, sar il tour operator a rispondere
direttamente delladempimento dellobbligazione contrattuale nei confronti del cliente-committente. In tutti i casi,
da parte del professionista viene assunta unobbligazione contrattuale di fare concernente la specifica attivit di
guida ovvero di accompagnatore turistico. I contratti presentano solitamente le caratteristiche della prestazione
dopera , ossia hanno ad oggetto un servizio da svolgere con prestazione di lavoro prevalentemente propria.