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INDICE

1 SISTEMI DI CONTROLLO SISMICO SULLE STRUTTURE

1.1 - TEORIA DELLISOLAMENTO SISMICO

2 SISTEMI DI ISOLAMENTO SISMICO: classificazione e comportamento

2.1 - ISOLATORI ELASTOMERICI

2.2 - ISOLATORI A SCORRIMENTO

2.3 - COMPORTAMENTO MECCANICO E PARAMETRI CARATERIZZANTI GLI ISOLATORI

ELASTOMERICI, CON RIFERIMENTI NORMATIVI

2.4 - COMPORTAMENTO MECCANICO E PARAMETRI CARATERIZZANTI GLI ISOLATORI A

SCORRIMENTO, CON RIFERIMENTI NORMATIVI

3 ULTERIORI RIFERIMENTI NORMATIVI

3.1 ANALISI STRUTTURALI

3.2 VERIFICHE STRUTTURALI

3.3 NORMATIVE A CONFRONTO

4 AZIENDE PRODUTTRICI E DIDPOSITIVI

4.1 Dispositivi FIP INDUSTRIALE

4.2 Dispositivi ALGA

4.3 Dispositivi TEC s.r.l.

4.4 Dispositivi MAGEBA

4.5 Dispositivi SOMMA


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1 SISTEMI DI CONTROLLO SISMICO SULLE STRUTTURE

Al di fuori del tradizionale approccio progettuale e concettuale nel concepimento di una


struttura, esistono scenari interessanti che portano ad un pi avanzato livello di
realizzazione che fa perno su basi teoriche importanti e sempre pi solide con
lavanzare dellavanguardia tecnologica in ambito di protezione sismica. Il principio di
ammissione del danneggiamento che ci viene fornito dalle pi recenti normative al fine
di una corretta risposta della struttura ad un certo evento sismico, al fine di
salvaguardare la vita umana come obiettivo primario, lascia il posto alle tecniche di
controllo delle azioni sulla struttura piuttosto che delle capacit di essa. Aumentare le
capacit in maniera indefinita sulla struttura, ovviamente, sarebbe antieconomico, ecco
perch si fa riferimento, in genere, ad una progettazione finalizzata a sviluppare
meccanismi di plasticizzazione favorevoli che consentano di sfruttare le capacit duttili
dei vari elementi, localmente e globalmente. Con nuovi strumenti di controllo, invece, si
favoriscono gli spostamenti, riducendo lentit delle forze che il sisma sviluppa sulla
struttura, riducendo o annullando il danneggiamento. Questi sistemi di controllo
possono essere di tipo attivo, dove si hanno dei sistemi dotati della capacit di invertire
il processo dinamico mediante apporto di potenze meccaniche esterne in funzione dello
stato istantaneo generato dallinsieme delle azioni applicate al sistema, di tipo passivo
nei quali rientrano i sistemi di isolamento e dissipazione supplementare di energia.
Lisolamento sismico consente di disaccoppiare il moto del terreno da quello della
struttura separando la sovrastruttura dalla sottostruttura, che rigidamente connessa al
terreno, tramite appoggi con particolari caratteristiche che sono gli isolatori. Il principio
fondamentale di funzionamento di questi ultimi dispositivi quello per cui la notevole
deformabilit che trasmettono alla sovrastruttura consente a questa di incrementare i
periodi di oscillazione in maniera tale da ridurre le accelerazioni del sisma sulla
struttura, rispetto al sistema a base fissa. Ovviamente tutto ci porta ad un incremento
degli spostamenti che, per, si concentrano negli isolatori, portando la sovrastruttura a
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comportarsi come una sorta di corpo rigido a cui competono degli spostamenti relativi
di interpiano contenuti. Entrano in gioco anche quelli che sono, per, dei sistemi
aggiuntivi di dissipazione che consentono di dotare il sistema di isolamento, se il caso
specifico lo richieda, di ulteriore capacit dissipativa che ne limita le azioni sismiche
orizzontali trasmesse dal sisma senza dover incrementare la capacit della struttura in
termini di rigidezza, resistenza e duttilit.

1.1 - TEORIA DELLISOLAMENTO SISMICO


Le configurazioni strutturali ottimali per lapplicazione dellisolamento sismico alla
base sono quelle poco deformabili orizzontalmente, la sua efficacia si riduce al crescere
dellaltezza, quindi del periodo di vibrazione. Il concetto base quello di ridurre gli
effetti della componente orizzontale dellaccelerazione del terreno, interponendo
elementi strutturali a bassa rigidezza orizzontale tra ledificio e la sua fondazione,
disaccoppiando di fatto il moto della struttura da quello del terreno. Se, allora, la
sovrastruttura sufficientemente rigida, il primo modo di vibrare corrisponde in
maniera approssimata al moto di corpo rigido della sovrastruttura, mentre i modi
superiori deformano la sovrastruttura, producendo un coefficiente di partecipazione
ridottissimo.
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Facendo riferimento ad un sistema a due gradi di libert, corrispondenti agli spostamenti


orizzontali delle due masse presenti, come nella immagine sopra, sto rappresentando in
maniera semplificata il comportamento di un edificio isolato alla base, tenendo conto
della presenza di due elementi fondamentali: la massa del basamento della struttura al di
sopra degli isolatori mb e la massa della sovrastruttura m. Faccio quindi riferimento
ad un sistema elastico lineare a masse concentrate dove un parametro fondamentale da
individuare il grado di isolamento = Ti/To, rapporto tra periodo della struttura a base
isolata ed a base fissa. Lisolamento alla base tanto pi efficace quanto pi il rapporto
cresce (dovrebbe risultare perlomeno 3).
Il comportamento del sistema lo posso interpretare in termini di spostamenti relativi di
isolatori e interpiano, vb e vs :

vb = ub ug

vs = us ug

Per lintera trattazione si rimanda al capitolo 1 del PROGETTO DI EDIFICI CON


ISOLAMENTO SISMICO - Dolce, Cardone, Ponzo, Di Cesare. Quello che si fa
ricavare dalle equazioni del moto, applicando il principio di DAlembert, introducendo
in esse il rapporto delle pulsazioni e degli smorzamenti viscosi dei due elementi che
caratterizzano il sistema, i due modi di vibrare, nonch i coefficienti di partecipazione
modale, ad avere i massimi modali della risposta della struttura in riferimento ad un
generico spettro di risposta di riferimento in spostamento ed accelerazione. Ottengo, in
questo modo, il massimo drift di interpiano e dello spostamento degli isolatori, oltre che
il coefficiente di taglio, ovvero il valore della accelerazione che moltiplicato per la
massa da il valore del taglio alla base della sovrastruttura. I valori che si ottengono, si
sarebbero potuti ottenere riferendosi alloscillatore elementare con massa totale della
sovrastruttura m+mb con smorzamento e rigidezza pari a quello del sistema di
isolamento.

Il modo ottimale di quantizzare gli effetti dellisolamento sismico fare riferimento a


spettri elastici di risposta, con caratteristiche medie, come quelli fornite dalla norma, ad
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avere dei parametri caratterizzanti questi spettri riassunti nella seguente tabella.

Categoria suolo S TB TC TD
A 1 0,15 0,4 2,5
B,C,E 1,25 0,15 0,5 2,5
D 1,35 0,2 0,8 2,5
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2 - SISTEMI DI ISOLAMENTO SISMICO: classificazione e


comportamento
Un sistema disolamento deve avere capacit di sostenere i carichi gravitazionali in condizioni
di riposo e in condizioni sismiche (funzione di appoggio), elevata deformabilit in direzione
orizzontale sotto azioni sismiche, buona capacit dissipativa, adeguata resistenza ai carichi
orizzontali non sismici (vento, traffico, ecc.), capacit di ricentraggio nel post-sisma, durabilit,
facilit di installazione, ingombro limitato, costi contenuti. Un isolatore pu essere visto come
un dispositivo combinazione di elementi in parallelo a comportamento di base che pu essere
lineare, isteretico, viscoso, attritivo.

LINEARE ISTERETICO VISCOSO

ATTRITIVO

Questi sistemi si distinguono in:


- Isolatori elastomerici, con eventuali dispositivi dissipativi;
- Isolatori a scorrimento.
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2.1 - ISOLATORI ELASTOMERICI

Sono costituiti da strati ridotti di materiale elastomerico alternati a strati di lamierini


metallici, solidarizzati mediante vulcanizzazione. Generalmente i lamierini sono pi
corti rispetto agli strati di gomma, in modo da risultare completamente inglobati in
questi ultimi ed essere protetti dalla corrosione. Le caratteristiche della gomma sintetica
impiegata sono tali per cui si hanno capacit ignifughe, impermeabilit ai gas, inoltre
meno incline allinvecchiamento rispetto alle gomme naturali. La gomma usata
denominata Neoprene nei sistemi pi moderni e si possono avere elastomeri ad alto
smorzamento (LDLRB, high dumping laminated rubber bearing) oppure a basso
smorzamento (HDLRB, low dumping laminated rubber bearing).

Gli isolatori elastomerici a basso smorzamento hanno comportamento sostanzialmente


elastico al crescere della deformazione e presentano uno smorzamento dellordine del 2-
4%, motivo per il quale si parla di isolatori a basso smorzamento. Questo tipo di
isolatori presenta molti vantaggi tra cui produzione semplice, bassi costi di produzione,
propriet meccaniche indipendenti dalla temperatura e dallinvecchiamento. Lo
svantaggio il basso valore dello smorzamento ed i non piccoli spostamenti per carichi
azioni orizzontali di esercizio (come il vento), motivo per il quale opportuno
aggiungere sistemi ausiliari. Negli LDLRB il comportamento meccanico indipendente
dalla frequenza di oscillazione e poco sensibile alle temperature, ma necessita di quelli
che sono elementi ausiliari di incremento della capacit dissipativa sotto sisma per
evitare che si sviluppino notevoli spostamenti sotto qualsiasi azione orizzontale di
esercizio.
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Basso smorzamento

Gli appoggi in gomma armata ad elevato smorzamento sono ottenuti aggiungendo alla
mescola della gomma opportuni additivi (resine, oli,ecc.) che consentono di raggiungere
valori di smorzamento compresi fra il 10% ed il 20%, per deformazioni a taglio
dellordine del 100%. La natura della dissipazione di energia in parte viscosa, ossia
quadratica con lo spostamento, ed in parte isteretica, ossia lineare con lo spostamento.
Tutto ci implica una certa dipendenza dalla temperatura e dalla frequenza di
oscillazione per ci che riguarda il comportamento meccanico. Sia il modulo a taglio
che lo smorzamento dipendono in modo significativo dalla deformazione a taglio ()
applicata. A bassi livelli di deformazione (< 10%) il modulo di taglio risulta piuttosto
elevato, anche di 5-10 volte maggiore di quello relativo ai livelli di deformazione
raggiunti nelle condizioni sismiche di progetto. Allaumentare della deformazione oltre
tali livelli, il modulo di taglio torna a crescere, a causa del processo di cristallizzazione
della gomma.

Alto smorzamento
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Unaltra tipologia di isolatore in gomma alla quale si fa riferimento quella degli


isolatori in gomma armata con nucleo in piombo (LRB, lead rubber bearing) dove si
considera lutilizzo di gomme a basso smorzamento con linserimento di uno o pi
nuclei in piombo, disposti verticalmente per conferire la necessaria rigidezza ai carichi
orizzontali di esercizio, quali vento e/o frenatura nei ponti, oltre che una notevole
capacit dissipativa sotto sisma.

LRB

Il comportamento meccanico che compete a tali dispositivi derivante dalla


combinazione di quello elastico lineare degli appoggi elastomerici e di quello elasto-
plastico del nucleo sottoposto ad azione tagliante.

2.2 - ISOLATORI A SCORRIMENTO

Il principio di funzionamento di tali elementi associato alla limitazione della forza


trasmessa alla sovrastruttura mediante lo scorrimento tra due superfici a basso
coefficiente di attrito, ad avere anche una certa dissipazione di energia in ingresso. In
genere vengono usati materiali quali acciai inossidabili per i dispositivi e Teflon per le
superfici di scorrimento (coefficienti di attrito dinamico usati vanno dal 6% al 12%). Il
coefficiente di attrito dipende sostanzialmente dalla superficie di contatto, dalla velocit
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di scorrimento, dalla temperatura e dalla distanza totale percorsa dalle superfici a


contatto. Si distinguono isolatori a scorrimento unidirezionali (in genere usati nei ponti)
e multidirezionali (in genere usati negli edifici). Nella loro forma pi semplice gli
sliding devices (SD) sono costituiti da due dischi di diverso diametro che scorrono luno
sullaltro. I materiali impiegati sono scelti in modo da poter sviluppare una bassa
resistenza dattrito. Questi sono in genere associati a dispositivi ausiliari che richiamino
il ricentraggio della struttura al termine del sisma (es. isolatori elastomerici).
Unalternativa sono gli isolatori a pendolo semplice (SFP, single friction pendulum)
dove si ha una superficie di scorrimento curva sulla quale scorre un elemento di forma
semisferica.

SFP

Il loro comportamento pu essere sintetizzato nel funzionamento di un pendolo la cui


massa rappresenta la sovrastruttura. La superficie concava pu essere rivolta verso lalto
o verso il basso, in ogni caso si garantisce la possibilit di avere rotazioni relative tra
sovrastruttura e sottostruttura, il periodo di vibrazione di un isolatore a pendolo pu
essere variato attraverso una opportuna scelta del raggio di curvatura della superficie di
scorrimento. Altro dispositivo a cui riferirsi il sistema a pendolo doppio (DFP, double
friction pendulum) che presenta due superfici concave di scorrimento in acciaio, con
periodo di vibrazione valutato, stavolta, indipendentemente dalla massa della
sovrastruttura. A parit di forza laterale si ha spostamento orizzontale doppio.
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DFP

2.3 - COMPORTAMENTO MECCANICO E PARAMETRI CARATERIZZANTI


GLI ISOLATORI ELASTOMERICI, CON RIFERIMENTI NORMATIVI

Facendo riferimento alle indicazioni fornite dalle aziende produttrici di tali dispositivi,
necessario individuare i parametri fondamentali che caratterizzano il singolo isolatore,
definendo le caratteristiche meccaniche che li contraddistinguono. Lelemento
fondamentale la gomma che garantisce, in virt del suo comportamento pressocch
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elastico, il ripristino delle condizioni iniziali sulla struttura prima del sisma, allora si
definisce:

- Gdin, modulo di elasticit dinamico trasversale che varia a seconda che si faccia
riferimento ad una mescola morbida, media o dura. Come si vedr nelle schede
tecniche successive, questo modulo vale rispettivamente 0.4, 0.8, 1.4 (MPa) e si
pu ritenere costante per deformazioni di taglio comprese tra 100% e 200%,
crescente invece per deformazioni di taglio al di fuori di tale range. Gdin
valutato, secondo le NTC, attraverso compressione costante e pari a 6 MPa, o al
valore della tensione di compressione di progetto (con una tolleranza del 20%)
se questa superiore a 8 MPa, mediante prove cicliche sinusoidali alla frequenza
di 0,5 Hz e =1 ed in corrispondenza del 3 ciclo, con lobbligo per Gdin di
ricadere nellintervallo 0,351,50 MPa;

- Eb, modulo di compressibilit volumetrica della gomma valutato pari a 2000


MPa se non valutato direttamente;

- Ec, modulo di compressibilit assiale della gomma che tiene conto di una
aliquota dovuta alla deformazione per taglio subita dalla gomma a causa
dellazione confinante delle piastre metalliche.

Tutto ci porta alla definizione dei due parametri fondamentali che contraddistinguono
gli isolatori elastomerici, i fattori di forma primario S1 e secondario S2.

S1 = A/ L 12

S1 = D / 4ti

con D = diametro, nel caso di dispositivo circolare e ti = spessore singolo strato di


elastomero, A = area caricata comune allo strato di elastomero ed il lamierino ed
L= superficie laterale libera del singolo strato di elastomero;

S2 = D / te 3
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con te = spessore totale elastomero.

A parit di diametro e altezza totale, il fattore primario cresce al ridursi dello spessore
degli strati di gomma, mentre per il fattore secondario si hanno valori pi alti per
isolatori pi bassi e larghi.

Le NTC prevedono delle limitazioni in termini di carico verticale e in termini di


deformazione per taglio, inoltre fa riferimento alle massime tensioni ortogonali ai
lamierini di acciaio secondo le seguenti prescrizioni, rispettivamente:

Vmax Vcr / 2

con Vcr = (Gdin Ar S1 D )/ te , Ar area ridotta;

tot = s + c + 5

dove le tre aliquote sono rispettivamente relative alla deformazione di taglio relative allo
spostamento sismico totale, al rigonfiamento degli strati di gomma e alla rotazione angolare tra
le superfici di contatto dellisolatore con sovrastruttura e sottostruttura causata dalla flessione;

s = 1.3V( t1+t2) / Ar ts fyk

con t1 e t2 spessori dei due strati di elastomero a diretto contatto con la piastra di

spessore ts.

La modellazione di un elastomero pu avvenire secondo una modellazione di tipo


lineare se sono soddisfatte tutte le condizioni previste dalle norme per la sua
applicabilit, facendo riferimento ad una rigidezza efficace Keff, riferita allo
spostamento totale di progetto per lo stato limite di riferimento, di ciascun dispositivo
facente parte del sistema di isolamento, ed un coefficiente di smorzamento equivalente

eff ottenuto come rapporto tra energia dissipata in un ciclo completo di carico (Ed) e
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2Fd, dove questultimo termine relativo alla energia che verrebbe dissipata da un
dissipatore viscoso lineare nello stesso ciclo.

eff = Ed / (2Fd)= Ed / (2 Ke d2)

con d spostamento massimo raggiunto dal dispositivo in un ciclo di carico ed F


forza massima raggiunta dal dispositivo in un ciclo di carico completo, ossia larea
racchiusa dal ciclo in un diagramma forza spostamento.

Le condizioni che si devono rispettare per poter sviluppare una modellazione lineare
equivalente sono:

a) la rigidezza equivalente del sistema disolamento almeno pari al 50% della


rigidezza secante per cicli con spostamento pari al 20% dello spostamento di
riferimento;
b) lo smorzamento lineare equivalente del sistema di isolamento inferiore al 30%;
c) le caratteristiche forza-spostamento del sistema disolamento non variano di pi del
10% per effetto di variazioni della velocit di deformazione, in un campo del 30%
intorno al valore di progetto, e dellazione verticale sui dispositivi, nel campo di
variabilit di progetto;
d) lincremento della forza nel sistema disolamento per spostamenti tra 0,5ddc e ddc,
essendo ddc lo spostamento del centro di rigidezza dovuto allazione sismica, almeno
pari al 2,5% del peso.

e) il rapporto di rigidezza tra Kv del sistema di isolamento e Kesi deve essere maggiore
di 800.

Lenergia dissipata dal sistema disolamento deve essere espressa in termini di


coefficiente di smorzamento viscoso equivalente del sistema disolamento esi, valutato
con riferimento allenergia dissipata dal sistema di isolamento in cicli con frequenza
nellintervallo delle frequenze naturali dei modi considerati. Per i modi superiori della
struttura, al di fuori di tale intervallo, il rapporto di smorzamento del modello completo
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deve essere quello della sovrastruttura nella condizione di base fissa. La rigidezza totale
equivalente orizzontale del sistema di isolamento, Kesi, pari alla somma delle
rigidezze equivalenti dei singoli dispositivi.

In un isolatore HDLRB sotto carico trasversale ed assiale, si ha uno spostamento


orizzontale ed uno verticale, allora laccorciamento, o lallungamento, in direzione
verticale, dovuto anche alla rotazione degli strati centrali dellisolatore, portando
deformazioni per taglio dovute alla componente parallela a tali strati deformati del
carico assiale. Quello che succede, valutato sperimentalmente, che la rigidezza
orizzontale in questi tipi di isolatori decresce allaumentare del carico assiale, mentre la
rigidezza verticale si riduce allaumentare della deformazione laterale.

Nel caso in cui si adotti un modello non lineare, il legame costitutivo dei singoli
dispositivi del sistema disolamento deve riprodurre adeguatamente il loro
comportamento nel campo di deformazioni e velocit che si verificano durante lazione
sismica, anche in relazione alla corretta rappresentazione dellenergia dissipata nei cicli
di isteresi. E possibile esprimere il legame non lineare impostando il legame forza
spostamento, in direzione orizzontale (Fk-uk), in funzione del carico critico Pcr, mentre
il legame in direzione verticale (Pk-uv) si pu esprimere in funzione di rigidezza di
taglio per unit di lunghezza e carico Euleriano in assenza di deformazione di taglio.
Quest ultima si potr riscrivere anche come una funzione del rapporto di rigidezza
nominale Kv/KH.

Per ci che riguarda i dispositivi LRB sono simili ai LDRB, ma contengono uno o pi
inserti di piombo, in un foro posto al centro dellisolatore, a comportamento isteretico.
La funzione dellinserto dunque di dissipare energia mediante snervamento. Il regime
deformativo cui sottoposto linserto di tipo tagliante grazie al confinamento dovuto
alle piastre dacciaio. Lo smorzamento viscoso equivalente associato ai cicli di isteresi
del dispositivo compreso tra il 15% ed il 35%. Dal confronto fra i cicli di isteresi fatti
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registrare per isolatori LRB e LDRB si nota come lenergia dissipata sia maggiore per il
primo, il quale mostra anche maggiore rigidezza.

Confronto LDLRB ed LRB su curva di isteresi

Il nucleo in piombo ha buona resistenza a fatica ed in grado di ricristallizzare,


tornando alle condizioni iniziali, dopo un ciclo di deformazioni plastiche a temperatura
di 20C. Il suo comportamento elasto-plastico soglia di snervamento a taglio dell
ordine dei 10 MPa, abbastanza ridotto. Lincremento di rigidezza orizzontale consente
di ridurre lo spostamento alla base sotto azioni orizzontali di scarsa intensit e,
raggiunto lo snervamento (Fpy), la rigidezza laterale dellintero isolatore LRB diventa
confrontabile con quella di un isolatore HDLRB.

2.4 - COMPORTAMENTO MECCANICO E PARAMETRI CARATERIZZANTI


GLI ISOLATORI A SCORRIMENTO, CON RIFERIMENTI NORMATIVI

I sistemi a scorrimento, relativamente ad un SFP, derivano dalla combinazione di un


comportamento lineare associabile al pendolo che ne descrive il funzionamento e di un
comportamento attritivo relazionabile allo scorrimento delle diverse superfici a contatto.

Lo schema di funzionamento possibile individuarlo in un sistema di questo tipo:


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F = forza orizzontale agente

Ff = forza dattrito

d = spostamento di progetto

W = carico verticale

N = reazione normale

Le equazioni di equilibrio in direzione verticale ed orizzontale sono:

che riformulate e sommate membro a membro diventano:

ad avere:
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Quindi il periodo di isolamento dipende soltanto dal raggio di curvatura R del


dispositivo di isolamento, e dal coefficiente di attrito , ma non dipende dalla massa
della struttura. Un vantaggio di questi dispositivi lelevata capacit portante in
direzione verticale che porta la riduzione del periodo fondamentale in quella direzione,
cos come lamplificazione spettrale e dei carichi. Questa rigidezza, inoltre, si mantiene
anche al variare dello spostamento orizzontale, differentemente da quanto avveniva per
gli isolatori elastomerici dove a deformazione crescente corrispondeva riduzione di
rigidezza.

Il coefficiente di smorzamento viscoso equivalente deriva dal considerare un


comportamento come nella figura successiva, somma di un legame lineare (retta per
lorigine) ed un legame rigido-plastico funzione del coefficiente di attrito.

Legge bilineare SFP


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, forza dattrito;

, energia elastica di deformazione relativa allo sostamento di progetto;

, energia racchiusa dal ciclo di isteresi;

, forza di progetto.

Linclinazione della retta congiungente i due punti di spostamento massimo, nel grafico
sopra, la rigidezza efficace del sistema di isolamento, esso si comporta rigidamente
fino a che la forza orizzontale ad esso applicato non raggiunge la soglia di attrito per poi
comportarsi secondo un ramo lineare incrudente a pendenza W/R.
Lo smorzamento viscoso equivalente aumenta allaumentare del periodo e del
coefficiente di attrito, ma anche importante che lattrito non sia eccessivo, altrimenti il
sistema si blocca prima di poter tornare al centro automaticamente. E infatti necessario
verificare la capacit ricentrante garantendo che uH/R , con uH spostamento
orizzontale. Questo comportamento pu essere un problema se si hanno periodi di
isolamento elevati, quindi raggi di curvatura elevati perch cresce lo spostamento di
progetto e di conseguenza le dimensioni dellisolatore. Per contenere le dimensioni
dellisolatore possibile usare isolatori DFP, la cui risposta si ottiene come
disposizione in serie di due sistemi SFP, quindi due raggi di curvatura e due valori di
attrito relativi alle due superfici di scorrimento. In seguito ad uno spostamento la forza
ricentrante data dalla relazione:
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La forza dattrito invece data da:

Secondo le NTC08, detto d2 lo spostamento massimo di progetto in un dispositivo,


corrispondente allo SLC (stato limite di collasso), gli isolatori a scorrimento devono
essere in grado di sopportare, sotto spostamento massimo impresso pari a 1,2 d2, almeno
10 cicli di carico e scarico. I cicli si riterranno favorevolmente sopportati se il
coefficiente dattrito, nei cicli successivi al primo, non varier di pi del 25% rispetto
alle caratteristiche riscontrate durante il terzo ciclo.
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3 ULTERIORI RIFERIMENTI NORMATIVI

Facendo riferimento alla Circ. esplicativa NTC 2008 n 617 del 02-02-2009 ed alla
NTC08, nei paragrafi C7.10 e 7.10 possibile indivisuare tutti gli aspetti costruttivi
necessari alla corretta scelta, in fase di modellazione, a cui il progettista deve far
riferimento per ottenere i migliori risultati derivanti dallisolamento sismico. La scelta
del tipo di isolamento un aspetto fondamentale di cui tener conto, un sistema di
isolamento pu essere costituito unicamente da isolatori elastomerici, oppure da
unopportuna combinazione di isolatori e dispositivi ausiliari, questi ultimi
generalmente con funzione dissipativa, ricentrante e/o di vincolo.
Nel caso di edifici bassi e con masse ridotte, lutilizzo di elastomeri pu essere
problematico perch le ridotte capacit di rigidezza laterale possono rendere difficili le
verifiche di deformazione e instabilit, allora si pu pensare di sostituire una parte di
questi elastomeri con dispositivi a scorrimento per sostenere i carichi verticali. Cos
facendo si incrementa, a parit di periodo di vibrazione, la rigidezza a taglio dei singoli
elastomeri che, in genere, si dispongono perimetralmente per sopperire agli effetti
torsionali sulla struttura, infatti occorre evitare o limitare quanto pi possibile le
eccentricit massa-rigidezza, cosa peraltro facilmente ottenibile attraverso una corretta
progettazione degli isolatori e dei dispositivi ausiliari, e incrementare la rigidezza e/o
resistenza torsionale del sistema disolamento. Nel caso di sistemi elastomerici con
dispositivi ausiliari che conferiscano rigidezza e/o resistenza al sistema, opportuno,
invece, disporre questi ultimi lungo il perimetro in modo da massimizzare la rigidezza
e/o resistenza torsionale del sistema disolamento.
Gli isolatori soggetti a forze di trazione o a sollevamento durante lazione sismica
dovranno essere in grado di sopportare la trazione o il sollevamento senza perdere la
loro funzionalit strutturale. La presenza di sforzi di trazione eccessivi negli isolatori
elastomerici pu indurre cavitazione nella gomma e linnesco di rotture. Nel caso di
isolatori a scorrimento, possono determinarsi sollevamenti e quindi distacchi tra le
superfici di scorrimento, con possibili negativi effetti di impatto.
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La presenza di sforzi di trazione negli isolatori, risultante dalla concomitanza dei carichi
verticali e delle azioni sismiche, non rara come potrebbe sembrare, e si verifica
soprattutto in siti ad elevata pericolosit sismica, nel caso di edifici alti e snelli
(condizione peraltro non favorevole in generale alladozione dellisolamento) e di
strutture nelle quali la resistenza alle azioni orizzontali sia concentrata in pochi elementi
(quali pareti, nuclei ascensori, controventamenti allineati verticalmente). Altre
condizioni che favoriscono linsorgere di notevoli sforzi di trazione, che possono
superare quelli di compressione presenti per effetto dei carichi verticali, sono la
presenza di travi a ginocchio nei corpi scala, lalternanza di campate lunghe e corte nei
telai, queste ultime con travi rigide, o la presenza di accoppiamento tra pareti o tra pareti
e telai mediante travi corte rigide.

3.1 ANALISI STRUTTURALI

Ogni tipo di analisi di riferimento, come per le strutture a base fissa, presenta

determinate condizioni da soddisfare, tenendo conto che negli edifici isolati la Analisi

Statica Non Lineare non si pu applicare perch si fa riferimento a strutture che devono

sostanzialmente rimanere elastiche. Le NTC08 forniscono le seguenti prescrizioni:

- Analisi lineare statica, applicata se:

a) il sistema disolamento pu essere modellato come lineare;

b) il periodo equivalente Tis della costruzione isolata ha un valore compreso fra

3Tbf e 3,0 s, in cui Tbf il periodo della sovrastruttura assunta a base fissa,

stimato con unespressione approssimata;

c) la rigidezza verticale del sistema di isolamento Kv almeno 800 volte pi

grande della rigidezza equivalente orizzontale del sistema di isolamento Kesi;


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d) il periodo in direzione verticale Tv, calcolato come Tv 2M/ Kv , inferiore

a 0,1 s;

e) nessuno isolatore risulta in trazione per leffetto combinato dellazione

sismica e dei carichi verticali;

f) il sistema resistente allazione sismica possiede una configurazione

strutturale regolare in pianta;

g) la sovrastruttura ha altezza non maggiore di 20 metri e non pi di 5 piani;

h) la sottostruttura pu essere considerata infinitamente rigida ovvero il suo

periodo proprio non maggiore di 0,05s;

i) la dimensione maggiore in pianta della sovrastruttura inferiore a 50 m;

j) in ciascuna delle direzioni principali orizzontali leccentricit totale (esclusa

quella accidentale) tra il centro di rigidezza del sistema di isolamento e la

proiezione verticale del centro di massa non superiore al 3% della

dimensione della sovrastruttura trasversale alla direzione orizzontale

considerata.

Se le condizioni dette sono rispettate il calcolo pu essere svolto su due modelli

separati, per ciascuno dei quali si assume il valore corrispondente dello smorzamento,

uno per la sovrastruttura pi sistema disolamento ed uno per la sottostruttura.

Si assume che la sovrastruttura sia un solido rigido che trasla al di sopra del sistema di
isolamento, con un periodo equivalente di traslazione pari a:
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in cui:
M la massa totale della sovrastruttura;
Kesi la rigidezza equivalente orizzontale del sistema disolamento, ottenuta
trascurando eventuali effetti torsionali a livello di isolamento.

Lo spostamento del centro di rigidezza dovuto allazione sismica ddc verr calcolato, in
ciascuna direzione orizzontale, mediante la seguente espressione:

In cui Se(Tis, esi) laccelerazione spettrale definita in 3.2.3 per la categoria di suolo di
fondazione appropriata e Kesi,min la rigidezza equivalente minima in relazione alla
variabilit delle propriet meccaniche del sistema di isolamento.
Anche quando non sussistono le condizioni per la sua applicabilit, lanalisi statica
lineare un ottimo ausilio per la progettazione del sistema di isolamento e dei principali
elementi strutturali ed i suoi risultati possono fornire utili indicazioni sullimpostazione
generale del progetto e sui risultati ottenuti con analisi pi sofisticate. Si consiglia di
eseguirla sempre, almeno nei passi relativi alla verifica del sistema di isolamento e alla
valutazione del taglio alla base.
La forza orizzontale complessiva applicata al sistema disolamento, da ripartire tra gli
elementi strutturali costituenti la sottostruttura in proporzione alle rigidezze dei
corrispondenti dispositivi disolamento, pari a:
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Le forze orizzontali da applicare a ciascun livello della sovrastruttura debbono essere


calcolate, in ciascuna direzione orizzontale, mediante la seguente espressione:

in cui mj la massa del livello j-esimo.


Gli effetti della torsione dinsieme della sovrastruttura sui singoli dispositivi di
isolamento saranno messi in conto amplificando in ciascuna direzione gli spostamenti e
le forze precedentemente definiti.

Analisi lineare dinamica, per le costruzioni con isolamento alla base ammessa
quando risulta possibile modellare elasticamente il comportamento del sistema di
isolamento, nel rispetto delle condizioni di modellazione lineare equivalente su viste.
Per il sistema complessivo, si assume un comportamento elastico lineare. Lanalisi pu
essere svolta mediante analisi modale con spettro di risposta o mediante integrazione al
passo delle equazioni del moto, eventualmente previo disaccoppiamento modale,
considerando un numero di modi tale da portare in conto anche unaliquota significativa
della massa della sottostruttura, se inclusa nel modello. Nel caso si adotti lanalisi
modale con spettro di risposta questa deve essere svolta come specificato per le normali
strutture sottoposte a sisma. Lo spettro elastico va ridotto per tutto il campo di periodi
T > 0,8 Tis, per tener conto della capacit dissipativa degli isolatori, assumendo per il
coefficiente riduttivo il valore corrispondente al coefficiente di smorzamento viscoso
equivalente esi del sistema di isolamento. Nel caso di analisi lineare con integrazione
al passo, la messa in conto del corretto valore del coefficiente di smorzamento viscoso
equivalente si ottiene, quando si opera sulle singole equazioni modali disaccoppiate,
assegnando a ciascuna equazione il corrispondente valore modale di .
26

Spettro ridotto oltre 0,8 Tis

Analisi non lineare dinamica, Lanalisi dinamica non lineare pu essere svolta in ogni
caso. Essa obbligatoria quando il sistema disolamento non pu essere rappresentato
da un modello lineare equivalente. La Time History Analysis costituisce il metodo pi
accurato di determinazione della risposta strutturale in conseguenza ad un evento
sismico e consiste nellapplicare ad un modello tridimensionale delledificio una serie di
accelerogrammi registrati durante gli eventi sismici o simulati in laboratorio. Laspetto
pi problematico di questa analisi costituito dallo scaling, ovvero la procedura
mediante la quale laccelerogramma viene scalato e reso compatibile con lo spettro di
progetto. Lo spettro specifico per un sito, infatti, sintetizza la domanda sismica per gli
accelerogrammi gi registrati in sito. Il metodo correntemente usato consiste nello
scalare laccelerazione massima registrata per farla combaciare con la Pick Ground
Acceleration (PGA), ovvero laccelerazione massima del terreno ottenuta dallo spettro
di risposta, la sola PGA, per, non pu considerarsi un parametro sufficientemente
rappresentativo del reale comportamento del sisma. Un altro metodo di scaling consiste
27

nello scalare laccelerogramma in modo da farlo coincidere allo spettro per un range di
periodi prefissato, in entrambe le direzioni ortogonali: anche questa procedura si rivela
inadeguata, perch raramente un accelerogramma conterr energia sullintera gamma
dei periodi di interesse e in entrambe le direzioni.
Lanalisi dinamica non lineare deve essere confrontata con una analisi modale con
spettro di risposta di progetto, al fine di controllare le differenze in termini di
sollecitazioni globali alla base delle strutture. Il confronto tra analisi dinamica non
lineare ed analisi modale con spettro di progetto in termini di sollecitazioni globali alla
base finalizzato a verificare che tali differenze siano contenute, a riprova della bont
dellanalisi dinamica non lineare effettuata.
Esistono tre tipi di accelerogrammi a cui si pu far riferimento:
- Accelerogrammi naturali, ottenuti da registrazioni reali sui terremoti, presentano
lo svantaggio di non poter fornire tutte le combinazioni magnitudo - distanza
della sorgente possibili. Inoltre questi accelerogrammi devono essere selezionati
affinch, effettivamente, si riesca a descrivere la caratteristica sismogenetica del
sito in questione. Esistono database di accelerogrammi naturali in rete a cui si
pu far riferimento.
- Accelerogrammi artificiali, generati da modelli iterativi che lavorano nel campo
delle frequenze desiderate a partire da alcune caratteristiche attese o portandosi
in compatibilit con gli spettri di normativa. Questi ultimi vengono, quindi,
assunti come riferimento affinch la serie accelerometrica generata sia
compatibile con la pericolosit attesa in sito.

Accelerogramma generato artificialmente


28

Confronto spettro dellaccelerogramma generato con spettro di riferimento

- Accelerogrammi simulati, fatto tramite approcci deterministici e stocastici che


fanno riferimento al processo di propagazione delle onde nel sottosuolo, si tiene
conto di effetti anelsastici del suolo, oltre che di riflessione e rifrazione nei vari
strati che lo compongono. La generazione di tali accelerogrammi ammessa se
si giustificano adeguatamente le ipotesi relative alle caratteristiche dei mezzi di
propagazione. E un approccio abbastanza complesso.

3.2 VERIFICHE STRUTTURALI

- Verifiche allo stato limite di esercizio

In generale gli edifici con isolamento sismico subiscono spostamenti interpiano


decisamente minori rispetto agli edifici convenzionali, grazie alla forte riduzione
dellordinata spettrale legata allincremento del periodo proprio e dello smorzamento,
riduzione che pu risultare dellordine di 4-5 volte e anche pi. Per questo i limiti da
rispettare sono ridotti ai 2/3 dei limiti indicati per lo SLD delle normali strutture, come
di seguito riportate:
29

a) per tamponamenti collegati rigidamente alla struttura che interferiscono con la


deformabilit della stessa:
dr < 0,005 h
b) per tamponamenti progettati in modo da non subire danni a seguito di spostamenti di
interpiano drp , per effetto della loro deformabilit intrinseca ovvero dei collegamenti
alla struttura
dr drp 0,01 h
c) per costruzioni con struttura portante in muratura ordinaria
dr < 0,003 h
d) per costruzioni con struttura portante in muratura armata
dr < 0,004 h

dove:
dr lo spostamento interpiano, ovvero la differenza tra gli spostamenti al solaio
superiore ed inferiore, h laltezza del piano.

In caso di sistemi a comportamento non lineare, eventuali spostamenti residui al termine


dellazione sismica allo SLD debbono essere compatibili con la funzionalit della
costruzione.

- Verifiche agli stati limite ultimi


Sotto le azioni sismiche di progetto, la sottostruttura deve permanere in campo elastico
andando a verificare questa sotto le azioni trasmesse dalla sovrastruttura, attraverso
lisolamento, e sotto quelle direttamente agenti su essa. Queste ultime, per sottostrutture
molto rigide, con periodo di oscillazione proprio al di sotto degli 0,05s secondi, possono
direttamente derivare dalla accelerazione del terreno. Anche la sovrastruttura deve avere
un livello di resistenza piuttosto elevato affinch si evitino situazioni critiche in
spostamento derivanti da periodi troppo elevati, dovuti allisolamento, oltre che alla
capacit deformativa relativa, altrimenti, ad un comportamento plastico della
30

sovrastruttura stessa. E per tale motivo che la norma impone allo stato limite di
salvaguardia della vita (SLV), un valore del fattore di struttura pari ad 1,5, sia in
direzione orizzontale che verticale. Allo stato limite di collasso (SLC) i dispositivi del
sistema disolamento debbono essere in grado di sostenere, senza rotture, gli
spostamenti d2, spostamento di riferimento per la verifica dei dispositivi di isolamento,
valutati per un terremoto avente probabilit di superamento pari a quella prevista per lo
SLC. Nel caso di sistemi a comportamento non lineare, allo spostamento ottenuto
occorre aggiungere il maggiore tra lo spostamento residuo allo SLD e il 50% dello
spostamento corrispondente allannullamento della forza, seguendo il ramo di scarico a
partire dal punto di massimo spostamento raggiunto allo SLD.

3.3 NORMATIVE A CONFRONTO

( Sto completando il confronto su alcuni aspetti tra varie normative, NTC08, Eurocodice,
ASCE, FEMA)
31

4 AZIENDE PRODUTTRICI E DISPOSITIVI

4.1 Dispositivi FIP INDUSTRIALE

La FIP INDUSTRIALE produce una vastissima gamma di dispositivi, a partire dagli


isolatori fino a quelli che sono vari tipi di dissipatori, ma anche apparecchi di appoggio,
giunti di dilatazione. A partire da una notevole panoramica su quelli che sono i vari
dispositivi, lazienda fornisce dettagliata documentazione sui vari isolatori in
commercio che il progettista deve scegliere in base a quelle che sono le principali
caratteristiche definite nei paragrafi precedenti.
Partendo da quelli che sono gli elastomeri, distinguiamo la serie SI sono dispositivi
dappoggio in elastomero armato, cio costituiti da strati alterni di acciaio e di
elastomero collegati mediante vulcanizzazione. Solitamente sono a pianta circolare, ma
possono essere realizzati anche con sezione quadrata o rettangolare. I parametri
progettuali fondamentali nella determinazione delle rigidezze verticale ed orizzontale
sono le caratteristiche geometriche degli isolatori (ad esempio le dimensioni globali, gli
spessori dei singoli strati, ecc.) e le caratteristiche meccaniche dellelastomero. La
capacit dissipativa degli isolatori invece determinata dal tipo di mescola
elastomerica, che solitamente ad alto smorzamento.

Elastomero FIP, serie SI


32

Le mescole elastomeriche utilizzate per la produzione degli isolatori elastomerici della


serie SI sono caratterizzate da un modulo dinamico equivalente a taglio Gdin compreso
tra 0.4 MPa e 1.4 MPa e da un coefficiente di smorzamento viscoso equivalente pari al
10% o al 15%. In tabella vengono riportate alcune propriet fisicomeccaniche relative
alle tre mescole standard, misurate con metodologia di prova secondo UNI e/o
O.P.C.M. n. 3431.

Gli isolatori elastomerici standard, le cui caratteristiche geometriche e meccaniche sono


elencate nelle tabelle, sono progettati per sette diversi valori dello spostamento
massimo, da 100 a 400 mm. Tale spostamento va inteso come lo spostamento massimo
di progetto corrispondente allo SLU, d2, moltiplicato per il fattore amplificativo 1,2 di
cui al 10.8.2 dellO.P.C.M. n.3431. Questo stralcio di normativa dice I dispositivi del
sistema disolamento debbono essere in grado di sostenere, senza rotture, gli
spostamenti d2 , valutati per un terremoto avente probabilit di arrivo inferiori a quello
di progetto allo SLU, ottenuto amplificando questultimo del 20%. Nel caso di sistemi di
isolamento a comportamento modellabile come lineare, sufficiente maggiorare del
20% lo spostamento ottenuto con il terremoto di progetto. Nel caso di sistemi a
comportamento non lineare, allo spostamento ottenuto con lazione sismica
33

maggiorata, occorre aggiungere il maggiore tra lo spostamento residuo allo SLD e il


50% dello spostamento corrispondente allazzeramento della forza, seguendo il ramo di
scarico a partire dal punto di massimo spostamento raggiunto allo SLD.
Il carico verticale sismico V indicato nelle tabelle il valore massimo ammesso
sullisolatore in presenza del sisma che provoca il suddetto spostamento.
Gli isolatori elastomerici sono identificati mediante la sigla SI (Seismic Isolator),
seguita da una lettera (S, N, H, per indicare rispettivamente il tipo di mescola morbida,
normale e dura) e da due cifre. La prima rappresenta il diametro in millimetri, la
seconda lo spessore totale degli strati di gomma in millimetri.

Dimensioni in sezione dellelastomero SI

Di seguito le schede tecniche dei sistemi SI, al variare delle caratteristiche sopra
specificate:
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41

Proseguendo su tale esposizione, si passa a considerare la serie LRB. Le mescole


elastomeriche utilizzate normalmente per la produzione degli isolatori elastomerici con
nucleo in piombo della serie LRB sono caratterizzate da un modulo dinamico
equivalente a taglio Gdin pari a 0,4 MPa (mescola S) o 0,6 MPa (mescola SN). Su
richiesta possono essere utilizzate anche mescole elastomeriche con valori superiori del
modulo Gdin fino a 1,4 MPa. Il piombo utilizzato di elevata purezza, superiore al
99,85%. Gli isolatori elastomerici con nucleo in piombo standard, le cui caratteristiche
geometriche e meccaniche sono riportate nelle tabelle seguenti, sono progettati per sette
diversi valori dello spostamento d2SLC, da 100 a 400 mm. Tale spostamento va inteso
come lo spostamento sismico totale d2, ossia la somma dello spostamento derivante
dalle azioni sismiche allo SLC, inclusi gli effetti torsionali, e dello spostamento in
esercizio, prodotto dalle azioni di ritiro, fluage, e termiche (ridotte al 50%). Gli isolatori
elastomerici con nucleo in piombo sono identificati mediante la sigla LRB (Lead
Rubber Bearing), seguita da una o pi lettere (S o SN, per indicare il tipo di mescola) e
da tre cifre. La prima rappresenta il diametro esterno dellisolatore in millimetri, la
seconda lo spessore totale degli strati di gomma in millimetri, la terza il diametro del
nucleo in piombo in millimetri.

Dimensioni in sezione dellelastomero SI


42

SPOSTAMENTO 100 mm
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SPOSTAMENTO 150 mm
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SPOSTAMENTO 200 mm
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SPOSTAMENTO 250 mm
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SPOSTAMENTO 300 mm
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SPOSTAMENTO 350 mm
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SPOSTAMENTO 400 mm
49

Per ci che riguarda i dispositivi a scorrimento della FIP INDUSTRIALE, Isolation


Pendula) riconducibile a quello del pendolo semplice, in cui il periodo di oscillazione
non dipende dalla massa ma solo dalla lunghezza del pendolo stesso. Il periodo proprio
di vibrazione di una struttura sismicamente isolata con isolatori a scorrimento a
superficie curva dipende principalmente dal raggio di curvatura della superficie di
scorrimento, ed invece quasi indipendente dalla massa della struttura. La dissipazione
di energia fornita dallattrito che si sviluppa durante lo scorrimento, e la capacit di
ricentraggio fornita dalla curvatura della superficie di scorrimento. Possono essere
realizzati in due tipologie, rispettivamente denominate serie FIP o FIP-D, con una o due
superfici di scorrimento primarie che consentono lo spostamento orizzontale. I
dispositivi della serie FIP sono caratterizzati da:
i) un elemento con una superficie di scorrimento concava primaria il cui raggio di
curvatura determina il periodo di oscillazione, e che consente lo spostamento
orizzontale;
ii) un elemento di base con una superficie di scorrimento concava secondaria che
consente la rotazione;
iii) un elemento centrale con due superfici convesse opportunamente sagomate per
accoppiarsi alle superfici concave degli altri due elementi.
Il dispositivo pu anche essere installato capovolto, con la superficie di scorrimento
primaria in basso anzich in alto. I dispositivi della serie FIP-D, o isolatori a
scorrimento a doppia superficie curva, sono caratterizzati da due superfici di
scorrimento concave con lo stesso raggio di curvatura; entrambe consentono sia lo
spostamento orizzontale che la rotazione (che si trasforma in spostamento orizzontale).
In questo caso ogni singola superficie curva progettata solamente per met dello
spostamento orizzontale, cosicch le dimensioni in pianta dei dispositivi possono essere
notevolmente ridotte rispetto a quelle della serie FIP. individuabile un ulteriore
vantaggio della serie FIP-D rispetto alla serie FIP: il dimezzamento delleccentricit del
carico verticale (effetto P-), pari alla met dello spostamento anzich a tutto lo
spostamento. Per controllare lattrito viene utilizzato uno speciale materiale
50

termoplastico, accoppiato ad acciaio inossidabile, tanto nelle superfici di scorrimento


primarie quanto in quella secondaria. Il materiale di scorrimento usato nella superficie
di scorrimento primaria degli isolatori serie FIP ed in entrambe le superfici di
scorrimento degli isolatori serie FIP-D il FFM (FIP Friction Material), un polietilene
ad altissimo peso molecolare (Ultra-High Molecular Weight Poly-Ethylene -
UHMWPE) caratterizzato da propriet eccezionali per quanto concerne la capacit di
carico, la resistenza allusura, la stabilit e la durabilit. Il coefficiente dattrito
diminuisce allaumento del carico verticale. In tabella sono riportati i valori tipici del
coefficiente di attrito dinamico del FFM, rispettivamente per FFM tipo L (basso attrito)
e FFM tipo M (attrito medio).

Il grafico sottostante mostra come il coefficiente di attrito dinamico cambi con il carico
verticale, in particolare con il rapporto tra il carico verticale NSd agente sullisolatore
(solitamente considerato costante ed uguale al carico quasi-permanente) ed il carico
verticale massimo di progetto NEd. Questultimo il carico verticale massimo che
lisolatore pu sopportare nelle combinazioni di carico SLU comprensive del sisma, o
comunque in qualsiasi combinazione di carico che includa spostamento orizzontale.
51

Gli isolatori a doppia superficie curva (serie FIP-D) standard, le cui caratteristiche
geometriche e meccaniche sono elencate nelle tabelle, sono progettati per sette diversi
valori dello spostamento massimo, da 100 a 400 mm. Tale spostamento va inteso come
lo spostamento massimo dEd in accordo alla simbologia usata nella UNI EN
15129:2009. Per gli edifici, dEd dato dallo spostamento di progetto dbd, moltiplicato

per il fattore moltiplicativo x in accordo allEurocodice 8 (EN 1998-1:2004, 10.3


(2)P). In accordo alle NTC 2008, lo spostamento di progetto dbd calcolato allo SLV,

mentre lo spostamento fattorizzato xdbd risulta coincidente con lo spostamento sismico

calcolato allo SLC. Il carico verticale NEd indicato nelle tabelle il massimo carico
verticale nelle combinazioni di carico comprensive
dellazione sismica (SLC), o in qualsiasi combinazione di carico che preveda
spostamento orizzontale. Il carico verticale ammissibile in assenza di spostamento
orizzontale pu essere molto pi alto del valore NEd, e solitamente nelle strutture in
calcestruzzo armato limitato dalla resistenza del calcestruzzo. Per gli isolatori FIP-D
standard, il raggio di curvatura equivalente fissato per ciascun valore di spostamento,
in particolare pari a 2.5 m per spostamento 100 e 150 mm, 3.1 m per spostamento 200
e 250 mm, e 3.7 m per spostamento 300, 350 e 400 mm.

Gli isolatori a scorrimento a superficie curva o a doppia superficie curva sono


identificati rispettivamente mediante la sigla FIP o FIP-D, seguita da una lettera e tre
cifre. La lettera indica il coefficiente di attrito (L: basso attrito M: attrito medio), la
prima cifra un numero convenzionale, la seconda cifra rappresenta lo spostamento
totale in mm, e la terza cifra tra parentesi indica il raggio di curvatura equivalente in
mm.
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Isolatore a scorrimento FIP INDUSTRIALE


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4.2 Dispositivi ALGA

Poche sono le differenze rispetto alla situazione precedente, se non per il coefficiente di

smorzamento che riguarda gli HDRB, che stavolta variano tra il 10% ed il 16% , mentre

per gli LRB si ha modulo di elasticit G che nelle due tipologie presenti vale

rispettivamente 0,4 N/mm2 e 0,9 N/mm2.

Il nome HDRB composto come segue: HDX DxH, dove X indica il tipo di
mescola utilizzata, S per soft, N per Normal e H per Hard D il diametro
dellelastomero (in mm) e H laltezza dellisolatore (in mm).
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Per ci che riguarda gli LRB, il nome LRB composto come segue: LRX DxH, dove
X indica il tipo di mescola utilizzata, S per soft, N per Normal D il diametro
dellelastomero (in mm) H laltezza dellisolatore (in mm).
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Negli isolatori a scorrimento, ancora, vengono fornite le dimensioni e le portanze per i


due sistemi a singolo e doppio pendolo, relativamente ad un unico raggio di curvatura di
riferimento e in relazione ad una stessa gamma di spostamenti rispetto ai dispositivi
visti precedentemente dello stesso tipo. Di seguito la tabella indicata dalla casa
produttrice:
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4.3 Dispositivi TEC s.r.l.

Questa azienda, dal punto di vista degli isolatori, fornisce esclusivamente informazioni

relative ad isolatori elastomerici, con ulteriore differenza rispetto ai primi dispositivi

visti, ad avere un coefficiente di smorzamento compreso tra il 12% e il 15%. La gamma

di spostamenti varia, invece, tra 100 mm e 300 mm.

Di seguito le tabelle riassuntive con tutte le caratteristiche necessarie alla scelta


dellisolatore idoneo agli scopi di isolamento fornite dallazienda. Si noti che i dipositivi
a disposizione sono nella sola versione a modulo dinamico equivalente a taglio Gdin pari
a 0,8.
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69

4.4 Dispositivi MAGEBA

In questo caso si ha a che fare, invece, con i soli friction pendulum, ad avere
RESTONPENDULUM Mono che costituito da tre elementi base: una superficie
curva primaria a scorrimento, il cui raggio di curvatura definisce la durata di
oscillazione del dispositivo, un elemento in acciaio dotato di ROBOSLIDE, che scorre
lungo la superficie curva primaria, ed una piastra in acciaio studiata per permettere la
rotazione dei dispositivi. La dimensione della superficie di scorrimento primaria
dipende dal massimo spostamento strutturale richiesto.

RESTONPENDULUM Mono (PM)

Il mageba RESTONPENDULUM Duplo si differenzia dal RESTONPENDULUM


Mono in quanto costituito da quattro elementi base: in questo caso si hanno due
superfici curve primarie a scorrimento , i cui raggi di curvatura definiscono la durata di
oscillazione del dispositivo, elementi in acciaio dotato di ROBOSLIDE, che scorrono
lungo le superfici curve primarie, ed una piastra in acciaio studiata per permettere la
rotazione dei dispositivi. La dimensione della superficie di scorrimento primaria
dipende dal massimo spostamento strutturale richiesto.

RESTONPENDULUM Duplo (PD)


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mageba impiega i seguenti materiali per la produzione degli isolatori sismici scorrevoli
RESTONPENDULUM a superficie curva:
parti in acciaio realizzate in S355;
materiale scorrevole certificato ROBOSLIDE con e senza tacche di grasso, in
conformit con al Benestare Tecnico Europeo ETA-08/0115;
grasso in silicone certificato come lubrificante;
rivestimento in calotta cromata rinforzata;
piastra mobile in acciaio inox austenitico lucido (grado 1.4401).
71

4.5 Dispositivi SOMMA

Tali dispositivi sono essenzialmente elastomeri distinti in elementi ISI ed ISI P,

rispettivamente senza e con nucleo in piombo, classificati non diversamente dagli

analoghi dispositivi visti precedentemente, relativamente alla mescola della gomma,

oltre che dal punto di vista degli smorzamenti sviluppati.

Di seguito le tabelle di riferimento fornite dal produttore:


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Tutto ci per ci che riguarda isolatori elastomerici senza nucleo in piombo, per quelli
con nucleo in piombo si fa riferimento ad un coefficiente dissipativo che varia in due
valori pari al 20% e al 28% :
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