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SENATO DELLA REPUBBLICA

V LEGISLATURA

Doc. XXIII
n. 2-qnater

COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA


SUL FENOMENO DELLA MAFIA IN SICILIA
(LEGGE 20 DICEMBRE 1962, N. 1720)

PRESIDENTE: GATTANEI FRANCESCO, deputato


COMMISSARI: ADAMOLI GELASIO, senatore; AZZARO GIUSEPPE, deputato; BERNAR-
DINETTI MARZIO, senatore; BERTHET AMATO, senatore; BISANTIS FAUSTO, senatore;
BRUGGER PETER, senatore; BRUNI EMIDIO, deputato; CAGNASSO OSVALDO, senatore;
CASTELLUCCI ALBERTINO, deputato; CIPOLLA NICOL ROSARIO, senatore; DELLA
BRIOTTA LIBERO, deputato; FLAMIGNI SERGIO, deputato; FOLLIERI MARIO, senatore;
GATTO SIMONE, senatore; GATTO VINCENZO, deputato; JANNUZZI RAFFAELE, senatore;
LI CAUSI GIROLAMO, senatore; LUGNANO FRANCESCO, senatore; MALAGUGINI ALBERTO,
deputato; MERLI GIANFRANCO, deputato; MEUCCI ENZO, deputato; NICOSIA ANGELO, de-
putato; PAPA GENNARO, deputato; SANGALLI CARLO, deputato; SCARDAVILLA CORRADO,
deputato; SGARLATA MARCELLO, deputato; SIGNORELLO NICOLA, senatore; TUCCARI
EMANUELE, deputato; VARALDO FRANCO, senatore; ZUCCAL MICHELE, senatore.

Relazione sull'indagine riguardante casi di singoli mafiosi

TIPOGRAFIA DEL SENATO DELLA REPUBBLICA


CAMERA DEI DEPUTATI SENATO DELLA REPUBBLICA

COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA


SUL FENOMENO DELLA MAFIA IN SICILIA
IL PRESIDENTE

Roma, 2 luglio 1971

Prot. n. C/3048

All'Onorevole
Prof. Dott. Amintore FANFANI
Presidente del Senato della Repubblica

ROMA

Onorevole Presidente,

in esecuzione di quanto deliberato dalla Commissione Parlamen-


tare d'inchiesta sul fenomeno della mafia in Sicilia nella seduta del
16 giugno 1971, trasmetto in allegato la relazione introduttiva
e le relazioni monografiche riguardanti l'indagine svolta dalla Com-
missione stessa su alcuni fra i pi noti soggetti mafiosi, approvate
all'unanimit nella stessa seduta.
La prego, Onorevole Presidente, di voler valutare la opportunit
di procedere alla pubblicazione di tali atti nella forma usuale.
Con i sensi della mia pi viva considerazione

F.to: Avv. FRANCESCO CATTANEI


CAMERA DEI DEPUTATI SENATO DELLA REPUBBLICA

COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA


SUL FENOMENO DELLA MAFIA IN SICILIA
IL PRESIDENTE

Roma, 2 luglio 1971

Prot. n. C/3049

All'Onorevole
Dott. Sandro PERTINI
Presidente della Camera dei Deputati

SEDE

Onorevole Presidente,

in esecuzione di quanto deliberato dalla Commissione parlamen-


tare d'inchiesta sul fenomeno della mafia in Sicilia nella seduta del
16 giugno 1971, trasmetto in allegato la relazione introduttiva
e le relazioni monografiche riguardanti l'indagine svolta dalla Com-
missione stessa su alcuni fra i pi noti soggetti mafiosi, approvate
all'unanimit nella stessa seduta.
La prego, Onorevole Presidente, di voler valutare l'opportunit d
procedere alla pubblicazione di tali atti nella forma usuale.
Con i sensi della mia pi viva considerazione

F.to: Aw. FRANCESCO CATTANEI


La presente relazione, che costituita da una relazione
introduttiva e da nove relazioni monografiche, stata
redatta e approvata dal Comitato per l'indagine sui
casi di singoli mafiosi, sul traffico di stupefacenti e sul
legame tra fenomeno mafioso e gangsterismo ameri-
cano , composto da: Della Briotta, coordinatore, Az-
zaro, Bruni, Gatto Vincenzo, Tuccari, Varaldo e Zuccaia.
INDICE GENERALE

Relazione introduttiva Pag. 11

Cenni biografici su Giuseppe Genco Russo 39

Cenni biografici su Michele Navarra 65

Cenni biografici su Luciano Leggio 103

Cenni biografici sui Greco e i La Barbera 131

Cenni biografici su Tommaso Buscetta 187

Cenni biografici su Rosario Mancino 201

Cenni biografici su Mariano Licari 213

Cenni biografici su Salvatore Zizzo 241

Cenni biografici su Vincenzo Di Carlo 271


RELAZIONE INTRODUTTIVA
DELL'INDAGINE SUI CASI DI SINGOLI MAFIOSI
INDICE

1. - Premessa Pag. 13

2. - L'ambiente mafioso 18

3. - Potere statuale e potere mafioso 27

4. - Conclusioni 35
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1. - PREMESSA

Per comprendere la natura e le caratte- 3) formale e falso rispetto per le au-


ristiche della mafia, per individuarne nello torit;
stesso tempo i sistemi e le modalit di
4) capacit di ottenere favoritismi e
azione, per identificare infine le condizioni
provvedimenti illegali, quando servono;
che hanno permesso il sorgere e l'evolversi
di una cos grave situazione, ci parsa di 5) appoggio costante e compromet-
particolare utilit e interesse l'indagine su tente alle autorit politiche;
un gruppo di singoli personaggi mafiosi:
6) assoluzioni per insufficienza di
indagine che stata compiuta attraverso
prove;
l'esame di atti e documenti esistenti presso
gli uffici dello Stato e qualche specifico ac- 7) rapporti informativi e concessioni
certamento diretto non tanto per illu- amministrative compiacenti;
strare le gesta delittuose dell'uno o dell'al-
8) arricchimento conseguito con tutti
tro esponente, quanto per cogliere i motivi
i mezzi.
di quelle gesta, per analizzare l'ambiente in
cui sono maturate e le notevoli carenze Il discorso si completa, poi, esaminando
dei pubblici poteri, nessuno escluso, che il comportamento dei pubblici poteri da cui
pi o meno colpevolmente le hanno consen- si possono trarre delle costanti, perch nei
tite, se non addirittura favorite. confronti di quasi tutti questi mafiosi si
Questo primo gruppo di biografie non riscontrano inspiegabili omissioni, scarsa
contiene segreti che la Commissione inten- coscienza della gravit del fenomeno, tol-
da svelare, ma dati, notizie che emergono leranza che talvolta rasenta la connivenza,
dall'esame dei fascicoli della polizia, dei insieme a comportamenti coraggiosi e ri-
soluti, a seconda dei periodi e delle cir-
carabinieri, della guardia di finanza, dalle
costanze. Il giudizio che pu essere dato
sentenze dei tribunali, che abbiamo cercato
sta nei fatti, anche in quelli che potrebbero
di collegare con un discorso organico, volto
sembrare banali, come la sollecitudine con
ad individuare comportamenti e azioni dei
cui viene concesso un passaporto o una li-
personaggi mafiosi, tali da poter essere ge-
cenza di porto di fucile o di pistola; sta
neralizzati e attribuiti come comuni ad
nei rapporti informativi dell'autorit di po-
ognuno di essi e tali da poter essere indi-
lizia; sta nelle aperture di credito; nel con-
viduati come caratteristiche inconfondibili
fronto fra i rinvi a giudizio e le sentenze;
del mafioso. sta in cose ancora pi minute come le
Queste caratteristiche comuni che emer- tormentate stesure di certi rapporti infor-
gono in infiniti e significativi episodi sono: mativi in cui si intravede il dramma di fun-
zionari combattuti fra lo scrupolo e l'iner-
1) eliminazione spietata dei rivali sco- zia, fra il dovere e la paura o il quieto
modi attraverso l'omicidio comandato; vivere.
2) ricorso alle minacce e alle intimi- Nella ovvia difficolt di una siffatta in-
dazioni per ottenere ci che si vuole; dagine su tutti o su gran parte dei pi peri-
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colosi soggetti mafiosi, si ritenuto di fer- chiunque denuncia le malefatte, ma abili


mare l'attenzione, con questa prima serie a cavarsi d'impaccio nelle situazioni che
di biografie, sulla vita e sulle vicende di sembrano le pi compromettenti. Una re-
alcuni di essi, figure di primissimo piano lazione del procuratore della Repubblica
nel mondo della mafia, appartenenti a varie di Trapani, del 22 luglio 1963, efficacemente
classi sociali: pregiudicati da antica data, descrive tale situazione:
come Mariano Licari, Zizzo Salvatore e Giu-
seppe Genco Russo, gi giunti davanti ai Purtroppo, l'attivit della polizia nella
tribunali per reati di omicidio, di furto, di repressione della mafia stata, fino a po-
associazione a delinquere consumati intorno chissimo tempo fa, infruttuosa e scarsa.
al feudo nel periodo fra le due guerre; op- Infruttuosa perch le indagini per l'ac-
pure esponenti della nuova mafia che ha certamento di reati commessi dalla mafia
trasferito i suoi tentacoli parassitari in al- hanno trovato una barriera insormontabile
tri settori produttivi, come i Greco, i fra- nella paura di coloro che avrebbero potuto
telli La Barbera, Rosario Mancino, Tom- fornire delle prove di responsabilit a ca-
maso Buscetta; o infine altri ancora che rico dei mafiosi e che si sono astenuti dal
appartengono ai due periodi storici della farlo per tema di essere uccisi.
mafia come Luciano Leggio, Michele Na- In effetti nessuna protezione veramente
varca, Vincenzo Di Carlo. efficace, dato il sistema attuale di organiz-
Fra di essi vi sono uomini che prima zazione, viene dato dalla polizia a coloro
di essere condannati per reati gravissimi, che fanno delle propalazioni a carico dei
come Vincenzo Di Carlo, sono incensurati mafiosi, sicch costoro possono agire impu-
o addirittura investiti di cariche pubbliche nemente, sicuri che nessuno, a meno che
che richiedono qualcosa di pi di un cer- non si tratti di un aspirante suicida, de-
tificato penale immacolato, o che prima di porr contro di loro .
cadere per la vendetta di cosche rivali, come
Del resto, non poche perplessit susci-
capiter al dottor Michele Navarra, incu-
tano gli stessi risultati dei procedimenti
tono timore e rispetto.
penali, come dimostrano le numerose sen-
Ma anche gli altri, che erano gi cono- tenze assolutorie di primo e di secondo
sciuti come criminali, come gangsters, come grado nelle quali risultano vanificati gli in-
killers, hanno sempre potuto operare sfron- dizi e gli elementi di prova tanto faticosa-
tatamente, alla luce del sole, in pieno giorno mente raccolti in sede istruttoria e nel corso
e fra uomini che si muovono e vivono, di- delle indagini.
stribuiti in bande rivali quando i loro in- Ma crediamo che non basti invocare in
teressi mafiosi non coincidono. modo astratto un miglior funzionamento
Ci si domanda perch ci abbia potuto degli organi burocratici e amministrativi
accadere. dello Stato e della stessa magistratura e
Dall'esame delle biografie emerge che neppure un metodo di lavoro che porti ad
la mafia esercita nella Sicilia occidentale una sistematica di controllo di detti or-
una costante azione coercitiva, economica gani, problemi che pure esistono e che de-
e sociale, tale da impedire la libera e legale vono essere risolti.
manifestazione della dinamica sociale e po- Occorre anche sciogliere i nodi di po-
litica e che lo Stato d troppe volte l'im- tenti ed autorevoli protezioni e complicit
pressione di non esistere, perch i suoi or- politiche, che sono presenti in modo palese
gani non riescono ad impedire che il de- o che si intuiscono nelle pressioni per il
litto e chi lo compie non producano quegli rilascio di un passaporto, nelle discordanti
effetti di terrore nella popolazione, la quale informazioni della polizia, nelle concessioni
constata che ad aver quasi sempre la meglio di varianti a un piano regolatore, nella ag-
sono i mafiosi, lesti alla vendetta contro giudicazione di un appalto.
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Quasi mai si riesce a dare a tali in- Le monografie tracciate sono dotate di
terventi un nome, a raggiungere prove relativa autonomia, nel senso che di ogni
certe. Anche questa mafia. singola personalit si sono fissati i tratti ca-
Ma proprio questo modo di gestire il ratteristici, ma proprio perch la scelta
potere dello Stato che va denunciato, anche stata fatta in modo da investire i settori pi
per evitare che gli uomini dell'apparato bu- importanti in cui la mafia opera, esse pos-
rocratico e amministrativo, gli appartenenti sono permettere di formulare alcune prime
ai corpi di polizia, cui non possono essere conclusioni generali, adeguatamente moti-
attribuite sbrigativamente tutte le colpe, si vate, su quelle che sono state le costanti
pieghino a potenti pressioni, lasciando la manifestazioni del fenomeno e sul sistema
societ indifesa. al quale esso affida la propria sopravvi-
venza.
I personaggi mafiosi presi in esame ope-
rano tutti nei settori, leciti o no, pi lucrosi Una costante rilevabile ad esempio nel
della Sicilia occidentale: l'agricoltura, l'edi- fatto che, pur nella distinzione fra le varie
cosche che si dividono territori e compe-
lizia, quello del commercio delle derrate,
tenze, esiste un tacito pactum sceleris, un
del contrabbando di tabacco, del traffico di
sodalizio criminoso che, offrendo un muro
stupefacenti, eccetera. Ma tra i vari settori
impenetrabile anche alle autorit non com-
esistono comunque interrelazioni e perci
promesse, opera a sostegno e a protezione
l'attivit svolta non mai lecita. Sono que-
dell'attivit delinquenziale mafiosa: soda-
sti i settori in cui la mafia opera. In que-
lizio criminoso che non si infrange neanche
sto senso le biografie offrono una notevole
nelle crudeli e spiegate lotte fra le cosche,
documentazione su quelle che possono chia-
allorch si manifestano lotte da cui l'au-
marsi le costanti ragioni della nefasta vita- torit viene lasciata fuori, quando non si
lit del fenomeno e forniscono una verifica tenta addirittura di strumentalizzarla.
a certe teorie o intuizioni che, con fonda-
Gli episodi riscontrabili nelle biografie
mento, sono andate acquistando credito
sono infiniti: si pensi allo scontro fra Na-
crescente nella diagnosi dei fatti. La cor-
varra e Leggio, a quello fra i Greco e i
ruzione, la violenza, la violazione perma-
La Barbera, alle lotte in corso.
nente della legge, i traffici illeciti sono ca-
Naturalmente assumono rilievo n
ratteristica comune di tutti.
potrebbe essere diversamente l'attitudine
Dietro attivit apparentemente lecite se e il temperamento individuale, per cui La
ne nascondono altre illecite, perseguite at- Barbera vuole soprattutto potenza e denaro,
traverso una violenza inaudita e cruenta, mentre Navarra cerca prestigio, rispetto e
che non si ferma di fronte a nessun osta- posizioni di comando.
colo e contro le quali gli organi dello Stato Tutti perseguono i propri fini con qual-
e le forze di polizia si sono mostrati impo- siasi mezzo, cercano di mimetizzarsi nel-
tenti e gli organi giudiziari hanno dato de- l'ambiente e di ottenere complicit, tolle-
cine e decine di assoluzioni per insufficienza ranza e acquiescenza dell'autorit, ma non
di prove. rifuggono di norma dal ricorso allo scontro
La loro storia la storia stessa della frontale e diretto con il rivale che si pone
mafia in Sicilia, perch le loro vicende per- sulla loro strada. Certo, i fratelli La Bar-
sonali possono essere legittimamente inse- bera hanno assimilato pi compiutamente
rite in un ampio contesto sociale, econo- i metodi della criminalit americana ri-
mico e politico, dove appunto la mafia spetto ad altri, ma n i Greco, n uomini
onnipresente, inamovibile, costante, mentre della vecchia mafia, come Zizzo o come
le forme attraverso cui le criminalit, le Licari, sono molto diversi.
illegalit, i favoritismi e le protezioni si Entro questa gamma di comportamenti
svolgono sono sovrastrutture occasionali e abbiamo agli antipodi un Vincenzo Di Carlo,
mutevoli. un Michele Navara e un Genco Russo, ma-
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fiosi che non sono migliori degli altri, ma aberranti e l'attenzione si sposta sulla stru-
che entrano in prima persona nel gioco mentalizzazione da parte dei mafiosi di un
politico e raggiungono un prestigio note- determinato sistema di rapporti sociali, po-
vole nelle rispettive zone, un prestigio che tatici ed economici, che caratterizza e qua-
non certo quello del notabile dei paesi lifica il fenomeno della mafia.
della provincia italiana; e di contro, altri Si gi parlato di estrema debolezza o
mafiosi che non hanno queste debolezze e addirittura di assenza dello Stato, vista
queste vanit. attraverso il comportamento dei suoi or-
Salvatore Zizzo, Angelo e Salvatore La gani periferici e, a volte, anche centrali,
Barbera, Greco ciaschiteddu e Greco come eloquenti esempi ci hanno dimostrato.
l'ingegnere , Mariano Licari, Tommaso Ma non bisogna dimenticare il funzio-
Buscetta, Rosario Mancino e Luciano Leggio namento degli organi elettivi locali, cui
preferiscono invece andare al sodo e cer- sono riconducibili in larga misura i feno-
care nel raggiungimento della potenza eco- meni mafiosi connessi con le attivit edi-
nomica l'affermazione della loro persona- lizie, l'erogazione del credito secondo mo-
lit. Indubbiamente c' in essi un poten- dalit che non ci sono sempre sembrate
ziale di criminalit maggiore, ma i metodi un modello di correttezza; la stessa atti-
sono rapportati alla posta in gioco, che vit della Regione, dove a parte il ri-
non lo sfruttamento dell'humus povero lievo che emerge nelle biografie sul fun-
del latifondo, ma quello pi corposo del zionamento di alcuni assessorati in taluni
traffico della droga e delle aree edificabili periodi figli e parenti di mafiosi hanno
del comune di Palermo. E in questi settori trovato facile impiego, in posti delicati;
gli interessi in gioco sono quelli che cono- il funzionamento della giustizia e l'assenza
sciamo. Ma, quando Navarra ci si mette, o la scarsa incidenza degli strumenti indi-
non usa certamente la mano leggera e Vin- retti di controllo sociale, propri di una
cenzo Di Carlo, che pure appare un piccolo articolata societ democratica.
intrigante di provincia, non scherza. La Commissione sta conducendo inda-
quindi fuori luogo parlare di ricerca gini su ciascuno dei settori che abbiamo
della rispettabilit per alcuni di essi, come ricordato, per cui in questa sede non in-
mezzo per captare pi agevolmente favori tendiamo anticipare giudizi o conclusioni.
da parte delle autorit. I favori li otten- Abbiamo solo voluto ricordare, alla fine
gono tutti, nessuno escluso. Quando si pensa del nostro lavoro, dove si sono manifestate
alla facilit con cui la questura di Palermo debolezze o cedimenti, a chi possono es-
rilascia passaporti e licenze di porto d'arma sere attribuite protezioni o favoritismi, per
c' da allibire. Le protezioni riguardano informarne il Parlamento e, attraverso que-
tutti i mafiosi di cui abbiamo scritto la sto, il paese.
storia, non solo quelli che potevano sem- Le speculazioni edilizie di Palermo non
brare rispettabili. Navarra, dopo che tor- sono soltanto delle rapine sociali, come
nato dal confino a Gioiosa Jonica, avendovi nelle altre grandi citt italiane: esse sono
scontato solo una parte della pena, perch avvenute nel quadro di lotte mafiose che
la misura era stata revocata, viene proposto hanno lasciato dietro di s decine di morti.
per il cavalierato al merito della Repub- Le concessioni di credito a mafiosi sono
blica e lo ottiene. Le assoluzioni non si servite anche per finanziare, direttamente
contano, le concessioni di credito neppure. o indirettamente, traffici illeciti che hanno
C' solo da leggere le biografie, riga per un costo sociale spaventoso per la collet-
riga. tivit.
Se questi sono i dati che emergono Nelle biografie ci si incontra con decine
e sono dati allarmanti viene meno l'in- e decine di regolamenti di conti, a cui cor-
teresse per il dispiegarsi della criminalit rispondono altrettanti casi giudiziari inso-
individuale, per modelli di comportamento luti, che non offendono solo la giustizia
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astrattamente intesa, ma che, attraverso per, che tutti sappiano come sia potuto
l'impunit dei killers e dei loro mandanti, accadere che organi preposti all'opera di
costituiscono la premessa di nuovi lutti e prevenzione e alla repressione della crimi-
di nuove vendette. nalit mafiosa non siano in questi casi riu-
Non dobbiamo dire che i magistrati sciti a difendere la societ italiana. Non ci
sono incapaci, corrotti o mafiosi ed esten- si pu appellare solo all'ambiente, alla tra-
dere questo discorso ai sindaci, ai funzio- dizione. Dietro la concessione di passaporto
nari di banca, agli assessori regionali, ai a un trafficante di stupefacenti, dietro un
funzionari dei corpi di polizia, ai funzio- rapporto inesatto, dietro le assoluzioni non
nari pubblici e agli uomini politici della c' solo l'inefficienza dello Stato e dei suoi
Sicilia occidentale. organi: ci sono colpe e responsabilit che
Sarebbe ingiusto e contrario alla verit. nostro dovere denunciare e che altri or-
Ma nelle biografie, accanto ai nomi di de- gani dello Stato devono perseguire.
cine e decine di morti, ci sono nomi di La Commissione non ha condotto una
funzionari che non hanno compiuto inte- sua inchiesta sui personaggi. Si limitata
ramente il loro dovere, di protettori, di a studiarli attraverso atti esistenti negli ar-
amici, interessati o no. Non sappiamo se chivi delle questure, dei comandi dell'arma
sia lecito sostenere che chi si incontrato dei carabinieri, del corpo della guardia di
sulla strada di questi efferati criminali ab- finanza, dei tribunali. Se qualche accerta-
bia dovuto pagare con la vita o con la mento stato fatto, in alcuni limitati casi
compromissione, come viene spontaneo di e altri ne saranno effettuati per dare alle
concludere. indagini della Commissione uno sbocco
possibile che non tutti coloro che sono ci avvenuto di norma attraverso tali stru-
citati nelle biografie siano stati colpevoli menti. Questo significa che gi con i mezzi
di favoreggiamento. Non spetta alla Com- esistenti si poteva fare di pi per lottare
missione pronunciare sentenze. Vogliamo, contro la criminalit mafiosa.

2.
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2. - L'AMBIENTE MAFIOSO

Queste sono le considerazioni di carat- Navarra e Luciano Leggio. Alla fine delle
tere generale che si possono fare sulla base ostilit Licari e Genco Russo hanno da poco
delle biografie e che costituiscono l'aspetto oltrepassato i 50 anni, Zizzo ne ha 34, Na-
pi valido dell'indagine. Se vero che la varra meno di 30, Leggio 19. Il loro cam-
mafia non una organizzazione criminosa po d'azione il nisseno per Genco Russo,
che persegua necessariamente il delitto, di- il trapanese per Licari e Zizzo, l'agrigen-
venta assai pi importante dello studio dei tino per Di Carlo e il corleonese per Leggio
singoli atti individuali dei diversi perso- e Navarra. Gli altri, anche se sono pro-
naggi, una loro analisi nel quadro di un prietari di terre (come i Greco) o se hanno
fenomeno storico e sociale, che consenta di compiuto le loro prime ribalderie nelle cam-
comprenderne la vera natura e di seguirne pagne e nelle borgate intorno a Palermo
le tendenze evolutive in rapporto all'am- (come i fratelli La Barbera), sono espres-
biente. sione tipica della nuova mafia cittadina,
Partendo da questa analisi occorre poi che mutua dalla malavita americana il
vedere, in particolare, fino a che punto si killerismo e il ricorso all'azione diretta,
siano dispiegate interferenze tra mafia e anche quando ci comporta gravi rischi,
strutture amministrative o politiche; come, che non esita a scatenare le lotte cruente
cio, in concreto lo Stato abbia permesso svoltesi a Palermo negli anni sessanta, che
a un potere extra-legale di svilupparsi fuori punta decisamente alla conquista della pre-
e contro la legge, di sostituirsi talora ad minenza in attivit criminose legate a set-
essa e di influenzarne comunque l'applica- tori pi redditizi con propaggini verso
zione. Roma, Milano e le altre citt del nord ed
Il periodo storico nel quale i mafiosi di anche all'estero. Accanto ai gi nominati
cui si tratta in questo primo gruppo di bio- cugini Greco e al loro vasto clan e ai fra-
grafie hanno operato, va dalla fine delle telli La Barbera, abbiamo Rosario Manci-
ostilit, quando la Sicilia viene occupata no e Tommaso Buscetta. Mancino, che il
dalle truppe anglo-americane, ai giorni no- pi anziano, ha nella stessa epoca ventinove
stri. Alcuni hanno la loro matrice, estra- anni, gli altri sono sulla ventina. Fra i due
zione sociale e campo d'azione nel vecchio gruppi il taglio non netto, come sempli-
mondo agricolo, anche se poi allargano le cisticamente si sarebbe portati a conclude-
loro attivit delittuose in direzione di set- re, mettendo l'accento sulla loro matrice
tori ben pi redditizi, come quelli della sociale e sul campo d'azione. Si pensi a
speculazione edilizia, del controllo dei mer- Michele Navarra e pi ancora a Luciano
cati, del contrabbando di tabacchi esteri e Leggio, che quanto meno arbitrario con-
del traffico di stupefacenti, quasi accompa- siderare tout court aderenti alla mafia agra-
gnando il trapianto della mafia dal feudo e ria, solo che si tengano presenti le vicende
dalle strutture arcaiche della campagna alle del corleonese di quegli anni. E in effetti
citt. il quadro in cui operano include fin dal-
l'inizio del loro sodalizio criminoso temi
Essi sono Genco Russo, Mariano Licari, e caratterizzazioni pi ampie, pi precise,
Salvatore Zizzo, Vincenzo Di Carlo, Michele
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da cui si andranno enucleando nuove atti- to di difesa dello status quo o comunque
vit mafiose, con una linea di continuit dell'immobilismo sociale attraverso violenze
che va oltre la morte di Navarra e la lati- ed arbitri.
tanza di Leggio, che passa poi attraverso i Tale situazione risulta pi evidente a
sopravvissuti alla grande faida fra le due Corleone (ma in modi diversi si registra
bande rivali. chiaramente pure nel nisseno e nell'agrigen-
La mafia si occupa all'inizio quasi esclu- tino) anche perch in questa zona si collega
sivamente di regolare i rapporti fra gabel- alla tradizione delle lotte agrarie del primo
loti e proprietari, fra contadini, piccoli pro- decennio del secolo iniziate ad opera di Ber-
prietari, mezzadri o affittuari e gabelloti in nardino Verro, che fu ucciso nel 1915, cos
tema di compra-vendita di fondi, di ripar- come sar ucciso nel 1948 il continuatore
tizioni dei raccolti, di smercio dei prodotti ed erede della tradizione, il sindacalista so-
agricoli, sempre in funzione di intermedia- cialista Placido Rizzotto.
zione parassitaria. Tutta questa funzione, Capo della mafia di Corleone Navarra,
come sempre, si svolge attraverso accordi capo per il naturale prestigio che gli deri-
accettati o imposti , oltre i quali c' vava dalla condizione sociale, dalla cultu-
l'eliminazione fisica di chi non rispetta la ra, ma soprattutto dal potere che aveva
volont del mafioso. raccolto nelle sue mani nel corso della sua
L'ambiente quello di un vasto terri- ascesa: medico condotto, direttore del-
torio, relativamente vicino al capoluogo l'ospedale, ufficiale sanitario, fiduciario co-
dell'isola dal punto di vista geografico (Cor- munale dell'INAM con funzioni ispettive
leone dista da Palermo 56 chilometri), ma nel circondario, medico ispettore dell'INAIL
di fatto retroterra ignorato e isolato, in cui per il comprensorio di Lercara Friddi, pre-
vivono contadini, piccoli proprietari, mez- sidente della sezione coltivatori diretti, fi-
zadri o affittuari, pastori, salariati. Notabili duciario del consorzio agrario, medico di
e nobili stanno a Palermo e affidano i feudi fiducia delle Ferrovie dello Stato, grande
ad amministratori e gabelloti. I campieri elettore dei liberali fino al 1948 e poi della
provvedono al resto, a garantire il rispetto DC, avendo fatto anche l'esperienza sepa-
della legge e delle consuetudini, ma anche ratista.
al mantenimento dell'assetto sociale e poli- Il partito che gode del suo appoggio ri-
tico, che ben presto turbato dalla fonda- porta la maggioranza dei voti nel corleo-
mentale questione agraria. Schierata a di- nese e lo stesso avviene per i candidati.
fesa della conservazione della struttura so- Prima di soccombere, il 2 agosto del 1958,
ciale corleonese c' naturalmente la mafia, nella lotta apertasi con Luciano Leggio, ri-
la quale s in grado di difendere le strut- ceve perfino la croce di cavaliere, mentre
ture del feudo, ma per sfruttarle ai propri un fratello direttore generale dell'Azienda
fini, talora contro i proprietari, sempre con- regionale autotrasporti e un altro alla
tro il movimento contadino. Regione (dove diventer capo ufficio studi
Di fatto, sono significativi gli incrementi dell'assessorato regionale enti locali, segre-
patrimoniali che consentono a tutti i gabel- tario addetto alla Presidenza, membro del
loti mafiosi del corleonese di passare in un gabinetto di diversi assessori).
certo lasso di tempo dallo stato di nulla- Dopo la sua morte vi furono decine di
tenenti a quello di proprietari di pi o regolamenti di conti fra navarriani e leg-
meno vaste estensioni di terreno site negli giani, sparatorie, imboscate, sequestri, scom-
stessi feudi da loro prima amministrati. parse di persone, una lunga catena che si
In Sicilia i conflitti sociali delle campa- interruppe solo nel 1963, quando Luciano
gne, che hanno costituito come noto Leggio, sempre latitante, pot affermare in-
uno dei nodi fondamentali dello sviluppo contrastato tutto il suo prestigio di nuovo
del nostro paese, assumono aspetti parti- capo della mafia non pi paesana, ma di
colari perch la mafia opera come elemen- tutto il territorio che si estendeva alle spai-
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le di Palermo. La lotta era stata contras- cit, deficienze dei nostri strumenti di di-
segnata da decine di vittime che tutti attri- fesa sociale e degli stessi pubblici poteri,
buiscono a Leggio, anche se i procedimenti che in parte sono note e in parte sono an-
giudiziari non sono riusciti quasi mai a dare cora da individuare.
un nome n ai killers n ai mandanti. Le sue vicende personali accompagnano
* * *
il passaggio dalle antiche forme speculative
a quelle forme pi corpose e pi remune-
Se si volesse schematizzare il fenomeno rative, pi dinamiche e vantaggiose, che lo
mafioso, rinunciando a spiegarlo nella sua porranno sulla stessa strada dei gruppi cre-
complessit, che include risvolti sociali e po- sciuti a Palermo, intorno ai Greco, ai La
litici, se si volessero cio sottolinearne gli Barbera, ai Torretta, ai Mancino e ai Bu-
aspetti psicologici individuali, si troverebbe scetta.
all'origine anche l'esagerato concetto della La sua attivit emerge dalla lunghissima
forza individuale, unico arbitro di ogni con- serie di denunce e di assoluzioni, dall'in-
trasto, di idee o di interesse, che si mani- credibile latitanza che consente qualsiasi il-
festa soprattutto attraverso l'urto violento lazione, sol che si pensi ai mezzi di cui di-
contro coloro che osano opporsi. spone uno Stato moderno. Da ultimo c'
Luciano Leggio potrebbe diventare per la condanna all'ergastolo, comminatagli il
questo aspetto ma anche per il resto, 23 dicembre 1970 dalla corte di assise di
come si dir in seguito il prototipo del appello di Bari per l'omicidio di Navarra
mafioso. e ci sono le vicende giudiziarie relative alla
Cresciuto all'ombra di Navarra, lo eli- contravvenzione ai fogli di via obbligatori
mina con la stessa prepotenza, con la stes- e alla applicazione di misure di prevenzione
sa fredda determinazione che aveva carat- disposte a suo carico, note a tutti. Su tali
terizzato la sua azione di gregario nella recenti vicende la Commissione ha gi for-
cosca, fin da quando aveva iniziato la sua mulato un suo giudizio, ma esse, almeno
carriera mafiosa come campiere del feudo per ora, riguardano solo i suoi avvocati e
Strasatto, al posto di Punzo Stanislao, uc- i giudici perch Leggio di nuovo latitante
ciso il 29 aprile 1945. Aveva vent'anni, con o, comunque, scomparso.
al suo attivo due mesi di detenzione per Si aggiunge cos un alone di mistero ad
furto e una denuncia per porto abusivo di una vita che pu apparire misteriosa solo
armi da fuoco. a chi non sappia che la mafia non solo
Subentra a un campiere ucciso e negli una organizzazione inafferrabile ed evane-
anni successivi la stessa fine far la guardia scente. per certo che i recenti avveni-
campestre che aveva cooperato al suo ar- menti delittuosi svoltisi in Sicilia fanno pen-
resto nel 1944. sare a lui, anche in assenza di prove sicure,
Campieri insieme con lui erano altri ri- contribuendo a togliere fiducia ai cittadini.
baldi o violenti, destinati a diventare com- Con i fratelli La Barbera, con il gruppo
partecipi delle azioni criminose, complici o familiare dei Greco, con Mancino e con
vittime. Buscetta si concreta il processo di america-
Nella biografia di Michele Navarra sono nizzazione della mafia, sia per i metodi di
riportati i nomi dei campieri dei 14 feudi lotta, caratterizzati da violenze, corruzioni,
pi importanti, fra cui appunto Luciano affarismo e killerismo , sia per il pieno
Leggio. Di quei campieri, tre sono stati uc- e completo inserimento nella criminalit
cisi, uno scomparso senza lasciar tracce, internazionale.
uno latitante, cinque sono al soggiorno Il collegamento con la malavita ameri-
obbligato, tre sono liberi, uno solo dece- cana era gi presente nella prima fase, quel-
duto per morte naturale. la di Michele Navarra e di Genco Russo,
Oggi il nome di Leggio diventato il sim- tanto per intenderci. I vecchi mafiosi, di-
bolo stesso della mafia, attraverso compli- rettamente o attraverso i loro intermediari,
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avevano credito oltre oceano: non per nulla sono significative per comprendere come la
Navarra, nel breve periodo di domicilio mafia abbia assunto il carattere di strut-
obbligato a Gioiosa Jonica, aveva ricevuto tura permanente, rispetto alla quale altre
omaggi significativi ed noto che proprio e pi importanti vicende siciliane appaiono
l'influenza di mafiosi italo-americani deter- addirittura delle sovrastrutture contingenti
min l'ascesa di Genco Russo, anche prima e mutevoli.
del summit dell'albergo Delle Palme. Con Navarra e con Leggio e per un certo
Ma poi sono i giovani a stabilire rap- verso anche con Genco Russo, Zizzo e Li-
porti che non sono solo occasionali o spo- cari si parte dal separatismo, dal banditi-
radici, che non servono solo a rinsaldare smo, cio da un periodo turbolento e in
vincoli di amicizia o di parentela. parte oscuro, da un ambiente come quello
Lo dimostrano i viaggi di Rosario Man- del feudo, matrice di infinite ingiustizie e
cino e di Angelo La Barbera, la presenza soprusi, in cui sembrava quasi naturale che
mafiosa nei traffici della droga. Lo dimostra la mafia potesse allignare e prosperare. Ma
l'ancor pi significativa vicenda di Tommaso le vicende degli ultimi venti anni, viste
Buscetta, che sfugge alla giustizia italiana proprio attraverso i nostri personaggi, stan-
e all'ancor pi temuta punizione della cosca no a significare che la mafia ha potuto so-
rivale da lui tradita, rifugiandosi con mo- pravvivere alla disgregazione del feudo de-
glie, amante e figli in America, dove trova terminata dalla riforma agraria e dal peso
solidariet sostanziali, tanto che pu vi- che ha via via acquistato il movimento sin-
vere per anni sotto falso nome ed in grado, dacale, alla fine del banditismo e del sepa-
allorch la polizia americana lo arresta il ratismo.
25 agosto 1970, di versare subito 75 mila Collocate nell'ampio contesto della mafia
dollari e di attendere il giudizio in libert. palermitana degli anni sessanta, con una
C' da pensare che, disponendo di simili citt che vede moltiplicarsi i cantieri edili
cifre, trover anche in America avvocati bra- costellati di morti, che conosce l'impressio-
vissimi nei cavilli procedurali, capaci di nante serie di delitti in occasione del tra-
evitargli l'estradizione. sferimento del mercato ortofrutticolo, che
E ancor pi lo dimostra la latitanza dei assiste al traffico di quanti attingono a
Greco, segnalati ripetutamente in vari paesi piene mani denaro dalla speculazione edi-
del Mediterraneo e che non hanno mai ces- lizia, dal contrabbando di tabacco e dal
sato di esercitare l'attivit contrabbandie- traffico della droga, le vicende dei Greco,
ra, riuscendo, secondo ipotesi che appaiono dei La Barbera, di Mancino e di Buscetta
sempre pi credibili, a continuare anche acquistano il giusto rilievo, che non inte-
nello stato di latitanza la lotta contro le ressa solo gli studiosi di diritto criminale.
cosche rivali iniziata nel dicembre del 1962, Certo, criminali e delinquenti essi sono:
quando fu ucciso il contrabbandiere paler- quando decidono di regolare i conti fra loro
mitano Calcedonio Di Pisa. Anche all'origine non usano mezzi termini, come hanno spe-
di questo delitto, che provoc una lunga rimentato tutti coloro che si sono trovati
e spaventosa catena di attentati, vere e sul loro cammino. Ed una serie intermi-
proprie azioni di commandos mafiosi in di- nabile di morti, di feriti, di sequestri, di
versi punti della citt, culminante nella stragi, di sparizioni. Ma, insieme, essi sono
strage di Ciaculli e nella uccisione del te- anche dei mafiosi, n pi n meno di altri
nente dei carabinieri Malausa e di altri sei che non si sono certo macchiati di crimini
militari, c'era una vicenda che non riguar- cos orrendi, ma che hanno quanto meno
dava solo la Sicilia: il versamento di una favorito, con il loro comportamento, tali
somma inferiore a quella pattuita per un crimini. Ed anche su questi personaggi ap-
carico di eroina spedito in America. partenenti ad una mafia non cos aperta-
Le vicende dei Greco, dei La Barbera, mente delinquenziale, ma non meno peri-
di Rosario Mancino e di Tommaso Buscetta colosa ed esecrabile, occorre accendere i
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riflettori, per fare luce su una nobile citt Il conflitto si chiude alla fine del 1947
martoriata, su tutto un popolo che ha di- anche per l'autorevole intervento di ele-
ritto di vivere, di progredire, dal punto di menti italo-americani.
vista civile, economico e politico, insieme Piddu diventato il capo incontra-
con il resto del paese. Ritenendo perci le stato della mafia di Ciaculli, ha stretto rap-
vicende di taluni di questi personaggi al- porti con la mafia di Villabate, di cui
trettanto essenziali alla comprensione del capo Cottone Antonino, che ha legami, an-
fenomeno mafioso, anche ad essi la Com- che di parentela, con esponenti della mala-
missione intende dedicare uno studio mo- vita americana. Nessuno osa contrappor-
nografico. ,glisi, neppure i nipoti di Ciaculli. A un
k * is certo punto pu diventarne addirittura il
protettore, interessandoli alla conduzione
Buscetta e Mancino sono entrambi fra- del mandarineto e ad altre attivit come
telli di pregiudicati, conosciuti come tali l'esportazione di agrumi e la gestione di una
anche prima che la questura di Palermo societ automobilistica.
impianti i loro fascicoli personali. I fra- E mentre l'ingegnere e ciaschited-
telli La Barbera sono invece figli di pre- du , figli rispettivamente di Pietro e di Giu-
giudicati. Con i Greco emerge un vero e seppe uccisi nel 1946, iniziano la loro ascesa
proprio clan familiare, una dinastia che da nel ristretto gruppo dei boss della mafia
alcune generazioni esercita il predominio palermitana, il vecchio patriarca , che
mafioso nelle borgate e che con i due cu- nato nel 1894, diventa una persona rispet-
gini, Salvatore detto l'ingegnere e Sal- tabile, secondo la migliore tradizione ma-
vatore detto ciaschiteddu , conquista Pa- fiosa.
lermo negli anni caldi che vanno dal 1955 Coltiva amicizie a Palermo, cliente cor-
al 1963. teggiato del Banco di Sicilia e della Cassa
di Risparmio, che addirittura lo fa accom-
I Greco sono veramente una grande fa- pagnare a casa in automobile.
miglia di mafia, alla cui testa Piddu u'
tanto rispettabile che solo nel 1965
tenente , gabelloto di un fondo di 300
viene proposto per il soggiorno obbligato
ettari, coltivato a mandarineto in contrada
e poi arrestato, il 10 ottobre, ma subito ri-
Giardini, capomafia riconosciuto e rispet-
messo in libert. Il 30 maggio 1966 la corte
tato. Accanto c' il cognato e omonimo Giu-
di appello di Palermo gli commina la sor-
seppe Greco che spadroneggia a Ciaculli,
veglianza speciale per tre anni.
con il fratello Pietro.
Oggi un libero cittadino, incensurato
Fra i due gruppi non corrono buoni rap- e pu badare ai suoi affari e a quelli dei
porti fin dal 1939, quando un grave fatto nipoti latitanti.
di sangue vede contrapposti, la sera del 1 Con Piddu siamo partiti dalla vecchia
ottobre, nella borgata Ciaculli, mentre si mafia del feudo, per giungere al gangsteri-
stava celebrando la Festa del Crocifisso, al- smo, al contrabbando di tabacchi, al traffico
cuni giovani cugini. un litigio banale che della droga, alle speculazioni edilizie.
riguarda il diritto contestato di sedersi su Con lui si perviene ad affermare il prin-
una panca posta fuori dalla chiesa e che cipio di una ripartizione di zone di influenza
per ha come seguito una sparatoria con fra le cosche. Il vecchio patriarca Piddu
un morto e due feriti. Si inizia cos una sembra dire ai giovani nipoti che c' posto
lunga catena di vendette che vede contrap- per tutti, se si rispettano le regole del gioco.
posti i due nuclei familiari e che porta al- C' posto per tutti, ma bisogna fare le cose
l'uccisione, fra il 1946 e il 1947, degli stessi con misura, senza troppe impazienze. Oc-
Giuseppe e Pietro Greco, della moglie di corre ordine, che ciascuno stia al suo posto.
quest'ultimo Antonina e di numerosi pa- E i giovani del suo clan sembrano ricor-
renti ed accoliti dei due gruppi. dare la lezione, quando si opporranno ai
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fratelli La Barbera, i quali, usciti dall'oscu- Dalle biografie, oltre alla partecipazione
rit, traggono forza soprattutto dalla loro diretta o indiretta ai fatti criminosi del pe-
intraprendenza e dalla prepotenza con cui riodo in esame, emergono anche per loro le
si inseriscono nelle attivit pi redditizie. solite e sconcertanti informative favorevoli
Dei due cugini, Salvatore Greco detto degli organi di polizia e, per esempio, la
ciaschiteddu ha indubbiamente meno concessione di autorizzazione al porto di
rilievo, dato che fino alla sentenza con cui fucile a favore di Greco Paolo, fratello del-
viene rinviato a giudizio dal giudice istrut- l' ingegnere , assolto a Catanzaro, ma che
tore del tribunale di Palermo, dottor Ce- ha poi ritenuto opportuno non fare pi ri-
sare Terranova, per i fatti connessi alla torno a Palermo.
lotta contro la cosca dei La Barbera, a suo I fratelli La Barbera, come si detto,
nome non risultano precedenti di rilievo. sono gi dei pregiudicati quando hanno poco
La corte di assise di Catanzaro, con sen- pi di venti anni.
tenza 22 dicembre 1968, lo condanna a 10 Mentre l'attivit dei Greco, almeno ap-
anni di reclusione, all'interdizione legale e parentemente, si limita al settore del con-
ad altre pene accessorie. trabbando, del traffico di droga e della ven-
Ciaschiteddu , che dagli organi di po- dita di prodotti agricoli, i La Barbera co-
lizia fino al 1960 descritto come soggetto prono tutta l'area dell'intermediazione ma-
di buona condotta e non mafioso, decide fiosa che va dai ricatti, alle estorsioni, ai
di darsi alla latitanza, nella quale tuttora servizi di guardiania, n si preoccupano di
permane unitamente a numerosi esponenti agire troppo al coperto.
del suo clan familiare. Poveri all'inizio della guerra, sono pove-
L'altro Salvatore Greco, inteso Tot il rissimi nel 1944. Si dedicano al commercio
lungo o Tot l'ingegnere , a parte la della legna, diventando addirittura forni-
provenienza da famiglia mafiosa, non in- tori del battaglione mobile dei carabinieri
censurato. Ha al suo attivo un elenco lun- di Palermo dal 1946 al 1948.
ghissimo di precedenti penali, relativi a Poi, nello spazio di dieci anni, raggiun-
reati commessi prima dei fatti del 1963. gono la ricchezza, la potenza e un peso spe-
Sono provati i suoi rapporti con espo- cifico nella mafia palermitana, che sar
nenti della malavita internazionale e segna- acquisito definitivamente per le forze di po-
tamente di quella americana, con contrab- lizia solo a partire dal 1963, con il susse-
bandieri e trafficanti. guirsi degli avvenimenti che portarono alla
Il suo nome compare con chiarezza in strage di Ciaculli, su cui ci si soffermer
occasione del sequestro ad Alcamo di un pi avanti.
baule diretto al trafficante Mancuso Sera- II ruolo dei La Barbera ben descritto
fino e contenente chilogrammi 5,8 di eroina per la prima volta nella sentenza 26 giugno
e poi ancora nel 1955, in occasione di una 1964 del giudice Terranova, che di Angelo
importantissima operazione anticontrab- cos scrive: un tipico esempio di ma-
bando della guardia di finanza contro Forni fioso asceso dai bassi ranghi al ruolo di
Elio e Falciai Marcello. capo, per la sua intraprendenza, mancanza
Negli anni che seguono, il suo nome ap- di scrupoli ed ambizione... nello spazio di
pare ancora, solitamente in fatti di contrab- un decennio si eleva al rango di facoltoso
bando di tabacchi che determinano dei rin- imprenditore... che si concede un tenore di
vi a giudizio, ma talora anche per traffico vita raffinato... assiduo negli alberghi lus-
di droga, senza per che si raggiungano suosi e in locali notturni, dove paga conti
prove sufficienti per incriminarlo. non inferiori a 50-60 mila lire .
Intorno ai due cugini si muovono i loro Eppure Angelo La Barbera, che verr
fratelli, figure minori solo perch sovrastate rinviato a giudizio per una serie impressio-
dalla personalit prepotente dei due mag- nante di delitti, omicidi, attentati, stragi,
giori. associazione a delinquere e che verr con-
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dannato a 22 anni e sei mesi di reclusione sone che si prepara ad attentare alla vita
dalla corte di assise di Catanzaro, quello di Sirchia Giuseppe, assolto a Catanzaro,
stesso che poteva andare e venire da Ustica che confinato a Castelfranco Veneto. Il
dove era stato confinato nel 1956, perch 25 marzo 1971 ucciso Francesco Di Mar-
si ammalava la madre o perch era lui tino, killer della cosca di Pietro Torretta;
stesso ad ammalarsi; quello stesso che po- il 29 aprile la volta del suo amico Anto-
teva allontanarsi da Palermo, sottraendosi nino Matranga, pure assolto a Catanzaro.
alla sorveglianza speciale, perch doveva Ed forse in questo clima che sono
fare le cure termali o perch doveva recarsi maturati anche altri episodi che tanto hanno
a Roma per affari. colpito l'opinione pubblica isolana e na-
Ma non tutto. Gli atti di polizia e le zionale.
stesse sentenze di rinvio a giudizio conten- Intanto i fratelli Greco sono sempre lati-
gono ripetuti riferimenti a uomini politici tanti e con loro Luciano Leggio i cui legami
e amministratori del comune di Palermo, con la cosca palermitana appaiono ora
che giusto rilevare: si completa cos il molto pi chiari di quanto non risultassero
quadro a fosche tinte di quelle ultime vi- un anno fa.
cende di cui i La Barbera e i Greco furono Poste accanto ai fratelli La Barbera e ai
protagonisti, e che si aprirono con la rottura cugini Greco, le figure di Rosario Mancino
della tregua instauratasi fra le rispettive e di Tommaso Buscetta sembrano scom-
cosche e basata sulla divisione della citt in parire.
zone di influenza, in un crescendo di delitti Eppure si tratta di due personaggi cor-
che gettarono Palermo in preda al terrore. posi, le cui vicende, a parte l'apparente mi-
Proprio l'impressione terribile suscitata nor rilievo personale, permettono di far luce
dai fatti, in particolare dalla strage di Cia- su strutture burocratiche bacate e inqui-
culli, determiner una prima reazione della nate, di provare attaverso fatti precisi il
pubblica opinione e un primo salutare ri- pieno e completo inserimento della mafia
sveglio dei meccanismi di difesa di cui la palermitana nella criminalit internazionale.
societ italiana e lo Stato democratico di- E, insieme con la conferma di queste
sponeva gi da allora e di cui non ci si era ipotesi, c' la ricchezza accumulata con i
valsi. La vicenda parve chiudersi con la sen- traffici illeciti, l'esercizio di attivit impren-
tenza della corte di assise di Catanzaro e ditoriali nel settore dell'edilizia, nella com-
con le condanne, anche troppo miti di al- pravendita di terreni, nell'esportazione di
cuni colpevoli. A parte le perplessit per la prodotti alimentari, attivit che certo pre-
prolungata latitanza dei fratelli Greco e dei
supponevano benevolenza, per non dire di
loro accoliti, insieme con quella di Luciano
pi, da parte di uffici e di persone che
Leggio, ci si pot anche illudere che tutto
contano.
fosse finito. Ma negli ultimi anni la violenza
* * *
riesplosa, quasi ad avvalorare la tesi del
pubblico ministero di Catanzaro, che aveva Le vicende dei Greco e dei La Barbera
predetto nuovi fatti di sangue contro gli ci offrono un test di rilievo sulla piena ade-
aderenti alla cosca mafiosa La Barbera- renza, nell'ultimo quarto di secolo, della
Torretta in continuazione della catena di azione mafiosa al contesto sociale della Si-
efferati delitti degli anni sessanta.
cilia occidentale e in particolare del paler-
E infatti, dopo che era stato ucciso, il mitano, contraddicendo la tesi che vorrebbe
7 luglio 1966, Francesco Mazzara, il 12 marzo far discendere il fenomeno mafioso in linea
1969 cade l'impresario edile Giuseppe Bo- diretta ed esclusiva dalle strutture arcaiche
logna e ne sono indiziati due imputati pro- ed arretrate della societ isolana. Giuseppe
sciolti a Catanzaro. Il 10 dicembre 1969 c' Genco Russo, Mariano Licari e Salvatore
la strage di viale Lazio. Il 30 novembre 1970 Zizzo rappresentano invece la linea di con-
viene fermato un commandos di quattro per- tinuit con la vecchia mafia che oper a
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cavallo della prima guerra mondiale, che Prima del suo arresto godeva stima e
sopravvisse alle repressioni del prefetto reputazione , dir di Licari un rapporto di
Mori, che non fu colpita da sanzioni penali polizia. Di contro un altro rapporto dello
decisive n dai tribunali dell'Italia giolit- stesso periodo cos afferma: La pacifica
tiana n di quella fascista, n di quella popolazione di questo centro pensa con ter-
democratica: prova certa della persistenza rore alle sue malefatte e non si spiega come
di un fenomeno in situazioni storiche, poli- per delinquenti di tale risma non sia stato
tiche e socio-economiche significativamente adottato adeguato provvedimento di polizia,
diverse. che qui sarebbe accolto con vivo sollievo .
Genco Russo nasce a Mussomeli nel 1893, Per un ventennio per nessuno aveva
da ambiente familiare definito alquanto osato pronunciare tali giudizi.
corrotto nei rapporti di polizia. Nel 1921, Pi giovane dei due Salvatore Zizzo,
quando torna dalla guerra, subisce un pro- figlio di un agricoltore morto in carcere,
cesso per associazione a delinquere, conse- definito pericolosissimo pregiudicato per
guendo la prima di una lunghissima serie gravi reati contro la persona e il patrimonio
di assoluzioni per insufficienza di prove, nei rapporti di polizia. Pregiudicati sono
interrotta da una condanna nel 1930 a sette anche la madre, i fratelli e le sorelle, come
anni di carcere e a quattro anni di confino. pure i cognati. Se questo l'ambiente si
L'opera repressiva del prefetto Mori evi- pu immaginare l'uomo.
dentemente si era dispiegata anche contro Delinquente a 19 anni, quando subisce il
di lui. Ma subito la serie delle assoluzioni primo processo per omicidio, non si ferma
riprende e nel 1933 Genco Russo pu acco- mai e sempre agisce con la stessa fredda
gliere nella sua casa don Calogero Vizzini, decisione, con la stessa efferatezza. Con lui
che fa da padrino al suo secondogenito e non ci troviamo di fronte alla mafia evane-
che lo aiuter nella successiva ascesa dopo nescente, misteriosa, inafferrabile, anche se
che avr ottenuto nel 1944 la riabilitazione. tale fu per troppi organi dello Stato che
Mariano Licari, marsalese, della stessa pure avrebbero dovuto sapere chi era.
generazione di Genco Russo. Arrestato e Nella sua intensa vita c' sempre lo stesso
processato a vent'anni, nel 1913, per abi- grado di partecipazione, che coinvolge l'in-
geato e per tentato omicidio, poi ancora nel tera famiglia. E sempre vi la stessa remis-
1917 per diserzione, assolto. Anche lui sivit dei pubblici poteri, gli unici che igno-
incappa nella repressione del prefetto Mori rano la sua appartenenza alla mafia, gli
e nel 1929 dopo essere stato assolto pi unici che non riconoscono i suoi inconfon-
volte dai reati di omicidio, rapina e associa- dibili connotati di criminale mafioso.
zione a delinquere, va al confino a Lam- Per sette volte denunciato per omicidio
pedusa. o pluriomicidio, per cinque volte viene as-
Poi gli atti di polizia tacciono e solo nel solto per insufficienza di prove, una volta
1957 una lettera anonima mette in moto il per non aver commesso il fatto, un'altra
meccanismo che, molto faticosamente, lo volta per mancanza di indizi. L'unica con-
porter nel 1969 davanti alla corte di assise danna per furto e risale al 1942.
di Salerno dove subir la condanna a 8 anni Viene spontaneo chiedersi come abbia
di reclusione per il reato di associazione a potuto essere condannato. Chi ha letto i
delinquere. rapporti che lo riguardano pu rendersi
Anche per lui il nuovo Stato democratico conto di quale fosse il grado di compenetra-
impiega circa un ventennio per chiarire la zione mafiosa nell'esercizio di funzioni nelle
sua vera attivit, cos come era avvenuto quali il cittadino ha pur diritto di credere.
per Genco Russo. Entrambi avevano potuto C' da chiedersi cosa ne sia oggi di tutti i
attendere indisturbati ai loro affari, com- personaggi maggiori o minori che non vol-
mettere reati, essendo rispettati e riveriti lero o non seppero dirci chi era, quando ci
da tutti, godendo di prestigio e di credito. avrebbe potuto troncare la sua carriera di
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criminale e risparmiare a tanti onesti fun- ogni feudo ci sono dei morti, per le rivalit
zionari e cittadini il senso di umiliazione che insorgono nella spartizione degli utili
che si prova leggendo questi documenti. derivanti dalla attivit mafiosa.
Lo stesso senso di umiliazione si prova Egli ha il prestigio che gli deriva dalle
di fronte a Vincenzo Di Carlo, esponente cariche che riveste, amico di tutti, stimato
della DC, giudice conciliatore, manoso cono- da tutti e ben accetto a tutti, grazie al po-
sciuto come tale negli atti di polizia che poi tere e alla scaltrezza di cui dispone.
scriveranno di lui: capo della mafia lo- Se le sue vicende non offrono l'interesse
cale... gode buona stima e viene reputato che presentano quelle di un La Barbera o
una persona seria ed assennata . di un Greco solo perch opera in un am-
Gode tanta stima e considerazione che biente pi limitato, perch il temperamento
in combutta con i peggiori delinquenti della personale quello di un intrigante sottile
e scaltro piuttosto che quello di un lotta-
zona, ma gira con in tasca un salvacondotto
tore. Ma quando ci si mette, non scherza
rilasciatogli dai carabinieri. Eppure il
neppure lui. E in ogni caso i risultati a cui
capo della mafia di Raffadali e come tale lo
perviene sono identici, sol che si pensi allo
conoscono tutti: carabinieri, pubblica sicu-
sviamento delle indagini per il processo
rezza, sindaco, magistratura.
Tandoj o all'abilit con cui riesce per quasi
Opera in una zona povera, sull'economia un anno a impedire la rimozione dalla ca-
povera del latifondo agrigentino e tuttavia rica di giudice conciliatore, quando sta per
riesce a trarne profitti. essere arrestato, grazie anche agli scrupoli
L'attivit a cui si dedica quella tradi- di un alto magistrato.
zionale della mafia agraria e cio la compra- C' da dire che soltanto dopo l'arresto
vendita dei terreni: Di Carlo, insieme con i e a distanza di due mesi da questo perder
suoi accoliti, si occupa del feudo Catta, del anche la carica di segretario della sezione
feudo Salacio, del feudo Santagati. E per di Raffadali del suo partito.
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3. POTERE STATUALE E POTERE MAFIOSO

Nelle vicende di tutti i personaggi emer- Anche sotto questo aspetto l'indagine
gono in modo assai chiaro, pur nella diver- compiuta ha una sua validit proprio per-
sit dei temperamenti individuali, le carat- ch permette di far luce, attraverso l'esa-
teristiche inconfondibili del potere mafioso me puro e semplice di atti di polizia, sen-
in tutte le sue manifestazioni, attraverso nu- tenze, fascicoli bancari, concessioni ammi-
merosi episodi che possono dare la misu- nistrative, eccetera, su quali siano stati i
ra della sua influenza e insieme della distan- comportamenti dell'autorit nei confronti
za che separa lo Stato di diritto dal tipo di persone successivamente messe al bando
di Stato che ha funzionato in Sicilia. da parte della societ italiana, isolate giu-
Si ha cio in tutte le zone di mafia, dove stamente dal consorzio civile; cos possi-
bile cominciare ad individuare fino a qual
hanno operato i nostri personaggi, una sor-
punto si siano dispiegate interferenze, col-
ta di scissione fra la vita dei cittadini e gli
lusioni, condizionamenti e colpevolezze.
ordinamenti politici e giuridici creati a
presidio dei diritti e dei doveri di ognuno. Dall'esame, che comprende in certi casi
In mezzo si colloca il potere mafioso, che anche atti che coinvolgono le rappresentan-
in grado di pretendere e di ottenere obbe- ze del potere centrale dello Stato, emerge
dienza assoluta dai cittadini, i quali sono talora l'esistenza di una omogeneit di inte-
costretti a sottostarvi proprio perch non ressi strategici generali fra esponenti mafio-
sono sufficientemente tutelati dallo Stato. si ed esponenti politici; tal'altra si individua
un rapporto di tipo elettoralistico o affari-
La sfera di influenza mafiosa amplis- stico; sempre si registrano collegamenti di
sima, interessa la societ a tutti i livelli, cui si intravedono le orditure e i condizio-
in grado di sostituire lo Stato o di interfe- namenti.
rire con il funzionamento dei suoi organi.
Il pi delle volte protettori e complici
Ne deriva come conseguenza che la societ autorevoli compaiono solo con una telefo-
siciliana, anche in momenti significativa- nata che fa rilasciare un passaporto, fa mo-
mente diversi dal punto di vista storico, po- dificare un rapporto di polizia, fa concede-
litico e socio-economico (da quello in cui si re una variante al piano regolatore, fa apri-
reggeva su strutture arcaiche tradizionali a re la via ad un appalto o fa decretare la
quello indubbiamente pi dinamico che si concessione della croce di cavaliere.
accompagnava alla espansione edilizia di Solo in pochi casi si riesce a dare la fi-
Palermo), non sia mai riuscita a sottrarsi sionomia ad un volto, ad individuare un
all'invadenza della mafia. nome, a raggiungere prove certe, che confi-
Persistenza, estensione e caratterizzazio- gurino responsabilit penali perseguibili.
ne del potere mafioso in Sicilia non posso- Anche questo mafia.
no essere spiegati solo come conseguenza Le sentenze nei confronti dei mafiosi so-
della carica di criminalit di gruppi di indi- no assolutorie, nel migliore dei casi, per
vidui. Esso non pu non colludere con il insufficienza di prove; i rapporti di polizia
potere politico, non pu non interferire con sono inadeguati e talvolta contraddittori;
strutture amministrative o burocratiche. le concessioni amministrative a loro favore
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sono a dir poco stupefacenti; il credito ban- sonale, l'insufficienza e l'arretratezza dei
cario loro concesso con larghezza; hanno mezzi posti a disposizione del magistrato,
libero accesso agli uffici dello Stato e degli la carenza degli strumenti legislativi.
enti locali; possono assicurare il successo, Una prima risposta che si pu dare
direttamente o indirettamente, ai candidati quella che i mali di cui ovunque afftta la
nelle elezioni politiche o amministrative. amministrazione della giustizia aggravano
Per anni, magistratura, polizia, organi in Sicilia una situazione gi di per se stessa
dello Stato e forze politiche hanno troppo difficile e che essi costituiscono una valida
spesso mostrato di ignorare l'esistenza del- concausa degli insuccessi giudiziari, favo-
la mafia. Questo spiega, per esempio, perch rendo indirettamente i delinquenti mafiosi,
dai killers non si sia cercato quasi mai di che in ogni deficienza trovano un terreno
risalire ai mandanti dei crimini. quanto mai fertile per impedire l'accerta-
Se ci sia da attribuire a volont deli- mento della verit.
berata, a colpe precise, a collusioni consa- Ma, al di l degli inconvenienti di carat-
pevoli oppure a inerzia, a lassismo, all'amo- tere generale, pesanti dubbi di altra natura
re di quieto vivere, all'incapacit di perce- possono sorgere e sono tali da far pensare
pire il fenomeno mafioso nella sua essenza a qualche cosa di pi profondo e di pi
pi vera, difficile da stabilire, almeno in grave. Basta ricordare l'episodio verificatosi
questa sede. La Commissione del resto pre- nel corso delle indagini per l'omicidio Riz-
senter relazioni sui problemi specifici dei zotto durante le quali non fu avvertita l'esi-
rapporti fra mafia e politica, sul funziona- genza di ispezionare ulteriormente Rocca
mento degli organi giudiziari, sull'urbanisti- Busambra per far luce su questo e su altri
ca, sul credito, ed certo che quanto omicidi e che venne pretermessa sol perch
emerso dalle biografie trover riscontri an- la procura della Repubblica di Palermo non
che pi precisi in un quadro pi generale ritenne necessario che fossero stanziate le
e pi completo. somme per quella esplorazione. Sempre in
Ma, anche senza voler anticipare delle occasione di quelle indagini, malgrado la
conclusioni, si pu senz'altro rilevare un gravit dell'episodio, quella procura non
comportamento abnorme dei poteri statuali ritenne di inviare un proprio magistrato
nei confronti di personaggi, che hanno be- ad effettuare il riconoscimento dei resti tro-
neficiato non solo della latitanza della legge, vati nella foiba di Rocca Busambra, lascian-
ma talvolta perfino della protezione della do l'incombenza al vicepretore onorario di
legge, sol che si valutino i fatti al di fuori Corleone, avvocato Bernardo Di Miceli, cu-
dei formalismi giuridici e burocratici. gino proprio di Michele Navarra, che veni-
va addirittura indicato come il mandante
Si consideri il problema della conclu-
di quell'omicidio.
sione giudiziaria dei procedimenti penali
a carico dei ricordati personaggi. Altri inconvenienti possibile desume-
Certo che stando ai fatti, cio alla se- re dall'andamento e dall'esito delle vicende
rie interminabile di assoluzioni, l'opinione giudiziarie riguardanti i singoli personaggi.
pubblica portata a formulare negative Sovente si coglie nell'atteggiamento dei
considerazioni sui mezzi, sugli uomini e su- giudici di merito diffidenza e sospetto circa
gli strumenti attraverso i quali si ammini- l'operato della polizia giudiziaria, sol per-
stra la giustizia nelle zone occidentali del- ch smentito da ritrattazioni o criticato dai
l'isola. difensori.
La domanda che ci siamo posti se Ora, che il magistrato giudicante, ligio
fosse lecito considerare come causa pre- al presidio civile della certezza probatoria,
minente del fenomeno la cosiddetta crisi debba essere sempre vigile e critico nel va-
della giustizia, comune a tutto il territo- lutare il materiale processuale acquisito,
rio della Repubblica, i cui aspetti pi rile- naturale ed sempre da esigere che cos sia
vanti sono la deficienza di organici e di per- per la tutela delle umane libert. E che sia
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severo e critico con la polizia giudiziaria Comunque nel dibattimento l'omert,


ogni qualvolta la legge risulti da questa vio- la reticenza dei testi e delle parti lese per il
lata, altrettanto doveroso e commende- timore della vendetta privata, impongono
vole, quale garanzia di difesa di un gran un particolare contegno processuale e fanno
bene comune. registrare un numero di proscioglimenti
Ma il magistrato, nel valutare gli ele- nella fase del giudizio proporzionalmente
menti probatori o indiziari, prescindendo molto superiore in Sicilia che nel resto del
dall'ambiente in cui essi sono stati raccolti, paese. Altra costante l'eccessiva durata dei
astraendo il processo dalla realt in cui esso giudizi che avvilisce i pochi coraggiosi testi
nato e vive e giudicando i fatti soltanto di accusa, seppure ne esistono, rafforza la
attraverso un teorico, seppur esatto, tecni- iattanza e la sicumera degli indiziati, intie-
cismo giuridico, finisce per fare il gioco del- pidisce il valore dei riscontri obiettivi se
la mafia, che da realt operante qual', ten- addirittura, come si detto, non li pregiu-
de a dissolversi nel nulla. dica. Cos, ad esempio, per l'omicidio Riz
Lo scarso credito dato alle risultanze zotto, attribuito al Leggio e avvenuto nel
delle indagini di polizia giudiziaria trova marzo 1948, la sentenza di primo grado si
conferma anche in un altro fenomeno tipi- ebbe nel 1952 e quella di secondo grado nel
co dell'attivit giudiziaria dell'isola: l'uso 1959, a undici anni dal fatto !
di una caratteristica terminologia proces- Per l'omicidio Comaianni, Luciano Leg-
suale che pone di fronte alle deposizioni gio viene assolto il 18 febbraio 1967, dopo
rese al magistrato ritenute le uniche de- 22 anni dal fatto, dalla corte d'assise di
gne di valutazione le propalazioni stra- appello di Bari. Durante il processo fu posta
giudiziali e cio le dichiarazioni rese agli in dubbio la causale della vendetta, perch
organi di polizia, considerate indegne, per remoto nel tempo (agosto 1944) il fatto che
ci stesso, di seria considerazione da parte avrebbe dato origine all'omicidio commesso
del giudice. sei mesi dopo (marzo 1945). Si dubit della
La corte di assise di Palermo, proscio- spontaneit della confessione del correo,
gliendo infatti per insufficienza di prove perch ritrattata dinanzi al magistrato e
Luciano Leggio per l'omicidio Rizzotto, du- frutto di pressione e di intimidazione, ma
bit delle confessioni stragiudiziali rese contemporaneamente non si ritenne di pro-
dai complici ed anche del riconoscimento cedere a carico di coloro che, illecitamente,
dei miseri resti effettuato dai congiunti del avevano posto in essere tali pressioni e inti-
Rizzotto e dell'effettiva causale del racca- midazioni.
pricciante assassinio. Ed ugualmente per la
corte d'assise d'appello non potevano con- Ugualmente si negava ogni valore di
siderarsi attendibili le confessioni stragiu- prova alle dichiarazioni dei familiari del
diziali, poi ritrattate dinanzi al magistrato Comaianni per la reticenza e le contraddi-
anche per le insistenti pressioni che si do- zioni in cui essi erano caduti.
veva fondatamente pensare poste in es- Le sentenze assolutorie della corte d'as-
sere dagli inquirenti . sise di Bari nei confronti di Leggio hanno
Talvolta, partendo da una certa confu- poi riproposto il problema della opportuni-
sione di concetti fra prove necessarie per t della remissione dei procedimenti a giu-
condannare e prove sufficienti per rinviare dici di altra sede.
a giudizio l'imputato (articolo 374 del codi- La celebrazione dei processi di natura
ce di procedura penale) accade che dinanzi mafiosa fuori della Sicilia, di fronte a giu-
alla carenza delle prime, il giudice istrutto- dici popolari non sempre esperti o infor-
re preferisca definire il procedimento in mati di certe realt, se da una parte garan-
sede istruttoria, anzich tentare la via del tisce l'autonomia del giudizio dalla possi-
dibattimento, che avrebbe potuto dare bile influenza della mafia, dall'altra pu age-
frutti diversi. volare gli interessi della difesa dei soggetti
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Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

mafiosi, la cui tecnica mira appunto ad assi- e insufficienti, con personale non sempre
curare la astrazione dalla particolare realt. adeguato in qualit e numero.
Nella sentenza della corte d'assise di Non debbono, naturalmente, essere di-
Bari del 1969 non viene infatti sottaciuta menticati gli esempi di operazioni sagaci e
l'estrema cautela (e cio l'omert) con la coraggiose, dovute sia alla iniziativa e alla
quale quasi tutti i testimoni chiamati a decisione dei singoli, sia all'organicit della
deporre hanno reso le loro dichiarazioni e lotta che le forze di polizia conducono con-
la costante preoccupazione (e cio il tro la mafia. A tal proposito basterebbe ri-
timore) di ognuno di non riferire fatti che chiamare i sacrifici sopportati da tutte le
in qualche modo potessero pregiudicare gli forze di polizia per difendere la societ dal-
imputati sino al punto da negare circostan- la presenza mafiosa e sottolineare l'apporto
ze prive di ogni rilievo ai fini processuali. dato ai lavori della Commissione dal co-
C' poi da notare come, a proposito del- mando della legione dei carabinieri, dalle
le molte imputazioni di associazione per questure e dalla guardia di finanza.
delinquere contestate a Luciano Leggio, per Tuttavia non si pu fare a meno di no-
periodi e attivit quasi contemporanee tare come l'impegno preventivo e repressi-
(1958-1964) il frazionamento delle istrutto- vo non sia sempre risultato in pratica alla
rie e dei dibattiti, demandati ora alla corte altezza delle esigenze e come disfunzioni e
d'assise o al tribunale di Palermo, ora alla discrasie abbiano finito inevitabilmente per
corte d'assise di Catanzaro, ora alla corte favorire la mafia.
d'assise di Bari, non ha giovato certo all'ac- La diversit di orientamento tra i vari
certamento della verit, perch ha impedito corpi di polizia, che si nota in alcuni incarti,
una visione organica e completa dei fatti tale da fare sospettare che nella Sicilia
e dei personaggi. occidentale polizia e carabinieri siano tal-
Si sono citate le vicende processuali volta due ruote dentate che non ingranano,
legate al nome di Luciano Leggio perch gli e ognuna delle quali gira per proprio conto.
inconvenienti, se cos si pu dire, sono in Prima del 1963 non raro il caso che
questo caso macroscopici e perch la lunga polizia e carabinieri si pronuncino in modo
latitanza, che assomma a 18 anni e che an- discorde nella compilazione dei rapporti in-
cora continua, d un carattere emblematico formativi. Se per gli uni si di fronte ad
all'uomo e alla sua vita. Ma anche con gli un pericoloso delinquente, per gli altri so-
altri personaggi il quadro non cambia. vente l'immagine invece quella di un cit-
Si ripetono cio le stesse lentezze e tadino probo, tutto casa, famiglia e lavoro.
ci che conta pi di qualsiasi altra consi- Poi, quando le informazioni servono per il
derazione di merito si hanno sempre rilascio del passaporto o della licenza di
le stesse sconcertanti conclusioni, con tutti porto di fucile, sono quasi sempre modifi-
i regimi politici, con tutti gli ordinamenti cate, anche assai laboriosamente, per con-
giuridici, con tutti i magistrati, a Palermo sentire alla questura di soddisfare le richie-
come a Caltanissetta, a Trapani come ad ste. Ci sono delle minute dei rapporti in cui
Agrigento. si nota visivamente lo sforzo del compilato-
Le poche eccezioni sembrano conferma- re per non dire ci che invece risulta agli
re una regola. atti e per dare poi via libera alle richieste.
un interrogativo questo a cui si dovr Anche a questo proposito sorgono gli
dare una risposta, che non pu essere solo interrogativi pi inquietanti e si potrebbe
quella di chiedere la rigida applicazione rispondere che la colpa del maresciallo
della legge da un punto di vista formale. dei carabinieri o del brigadiere di pubblica
L'operato degli organi di polizia si svol- sicurezza, i quali subiscono le suggestioni
ge anch'esso in ambienti che presentano no- degli interessati. Ma una risposta troppo
tevoli difficolt, con mezzi spesso inadatti semplice per convincere, anche perch, in
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

tal caso, i corrotti sarebbero veramente ancora di un certo prestigio ed autorit di


troppi. cui si avvale, quando ne chiamato, per
Non si pu non ricordare, ad esempio, comporre dissidi privati o conciliare ver-
oltre il caso macroscopico del commissario tenze. Risulta comunque che ci faccia con
Tandoy, connivente con la mafia, quello del imparzialit.
maresciallo Marzano che d le informazioni Negli ambienti locali convinzione
necessarie per la riabilitazione di Genco generale che lo Zizzo da alcuni anni a que-
Russo nel 1944, e attesta nel 1948 la buona sta parte non abbia pi dato luogo a la-
condotta di Zizzo e che nel 1952 riceve tra- gnanze di qualsiasi genere e che abbia adot-
mite un prestanome una quota del feudo tato una linea di condotta basata sull'one-
Polizzello. Certo, egli stato quanto meno sto lavoro... pertanto non si ritiene di pro-
compiacente ed sorprendente che in zone porlo per la sorveglianza speciale di pub-
cos difficili si potessero inviare simili sot- blica sicurezza .
tufficiali; ma non si pu neppure dimenti- Licari e Zizzo sono della stessa provin-
care l'autorit di cui Genco Russo godeva. cia, per cui si potrebbe pensare che i giu-
Mariano Licari, a parte il passato bur- dizi quanto meno singolari sui mafiosi
rascoso scrive nel 1957 il commissario compositori di privati dissidi , che ri-
di pubblica sicurezza di Marsala rappre- sparmiano, come sembra di intuire, grane
senta oggi in citt il compositore di tutti i al maresciallo, siano dovuti ad un errore di
privati dissidi, uomo astuto che sotto gli valutazione di carattere generale delle auto-
occhi delle autorit, col ricavato di azioni rit di polizia di quella provincia. Ma si ri-
delittuose, ha saputo dal nulla crearsi una trovano le stesse argomentazioni, a dir poco
posizione invidiabile. Apparentemente non sconcertanti, nel rapporto dei carabinieri di
esercita attivit di sorta, ma il suo nome Raffadali su Vincenzo Di Carlo: risulta di
legato ad affari pi o meno illeciti, che si buona condotta morale, civile e politica,
svolgono in una cerchia ristretta di persone, immune da precedenti e pendenze penali
pregiudicati come lui, mafiosi, dediti alle agli atti di questo ufficio... il Di Carlo
speculazioni pi infami e ai ricatti pi ob- capo della mafia locale, che si compone di
brobriosi . Alcuni mesi dopo, lo stesso com- otto elementi del luogo; quasi tutti sono
missario del parere che non si debba infie- pregiudicati per delitti contro la persona.
rire troppo contro Licari e con lui concor- Questi ultimi, come lo stesso Di Carlo,
dano i carabinieri. Perfino quando va in militano tutti nelle file della DC e sotto la
prigione per reati gravissimi, i carabinieri protezione del manto politico operano in
scrivono: Prima dell'arresto godeva stima silenzio, come del resto costume della
e reputazione... non mafioso . mafia e con la massima tranquillit. In Raf-
Uguali contraddizioni si riscontrano nei fadali il Di Carlo viene spesso notato in
fascicoli di Zizzo, a proposito del quale i compagnia dei suoi gregari, con i quali non
carabinieri di Castelvetrano scrivono nel esita a compiere passeggiate e con cui non
1961: Dopo la diffida del questore, eroga- mancano di tanto in tanto le riunioni che
tagli nel marzo 1957, lo Zizzo non ha dato hanno luogo in campagna.
pi luogo a sospetti di manifestazioni cri- Si reputa opportuno riferire che la
minose, mostrando buoni propositi di re- mafia di Raffadali ha sempre operato e
denzione sociale, dedicandosi attivamente opera in combutta con quella di Agrigento
al proprio lavoro... In Salemi gli sono amici e degli altri comuni viciniori, agendo con
molti ed apprezzati professionisti ed anche la capacit di non dare mai luogo a la-
noti pregiudicati, con i quali ultimi, per, gnanze di sorta da parte di chicchessia.
non risulta mantenga rapporti per concer- Il ripetuto Di Carlo, in paese, gode
tare l'attuazione di piani criminosi. buona stima e viene reputato una persona
Per il posto di preminenza occupato seria ed assennata. Egli infatti riscuote
nel passato nella " onorata societ " gode molta considerazione ed esercita, specie sui
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

suoi gregari, molto ascendente. Il suddetto questura, come fa da tempo per i cara-
agisce con molta diplomazia, conservando binieri.
la capacit di non far mai trapelare mini- Ormai non c' pi nulla da fare. Ma il
mamente le sue attivit di mafioso, facendo decreto firmato il 28 settembre viene noti-
cos imperare con arte il suo potere . ficato solo il 23 ottobre: tre giorni dopo
E uguali concetti si ritrovano in rap- Di Carlo arrestato per il reato di qua-
porti della compagnia esterna dei carabi- druplice omicidio e per associazione a de-
nieri di Agrigento e, sia pure in termini pi linquere. Arrestato e, poi, condannato al-
cauti, nelle dichiarazioni del sindaco di l'ergastolo.
Raffadali. Era stato pi difficile rimuoverlo dal-
Non ci si pu pi meravigliare della l'incarico prestigioso di giudice concilia-
piena accettazione del potere mafioso da tore che mandarlo in prigione e ancor pi
parte della popolazione, se anche le auto- difficile stato rimuoverlo dalla carica di
rit di polizia danno del mafioso un'imma- segretario della sezione del suo partito, il
gine che non certo quella del delinquente che avvenne solo due mesi dopo il suo
e se, nel caso di Di Cario, permettono che arresto.
continui ad occupare la carica di giudice Non crediamo sia lecito dare tutte le
conciliatore e, addirittura, lo muniscono di colpe per le vicende connesse a Genco
una specie di salvacondotto che lo accre- Russo, a Salvatore Zizzo o a Vincenzo Di
dita presso i comandi della provincia. Carlo agli organi locali di polizia. Collu-
Quando si leggono simili giudizi non ci sioni e interferenze, complicit e tolleranza,
sorprende pi che il questore e il coman- vilt e ignavia si verificano anche per colpa
dante del gruppo carabinieri di Trapani di persone che stanno molto pi in alto.
si mettano d'accordo per non mandare Comunque i casi fin qui citati ci ricondu-
Zizzo al soggiorno obbligato, subendo pres- cono, talora in via diretta, tal'altra per
sioni politiche e che qualche comando si logiche deduzioni, a precise responsabilit
pronunci addirittura favorevolmente per la di funzionari dello Stato, di amministra-
riabilitazione. E neppure ci sorprende il tori o di politici.
fatto che sia necessario quasi un anno per Non diverso il discorso che riguarda
rimuovere Di Carlo dalla carica di giudice le vicende di altri mafiosi, per i quali i
conciliatore. riferimenti a responsabilit sono in genere
Il questore di Agrigento prima gli toglie indiretti e meno precisi: numerosi sono i
il porto d'armi, poi il 24 gennaio 1963 fa casi in cui i mafiosi possono non solo de-
la proposta di revoca dalla carica di giu- linquere ed arricchirsi impunemente, ma
dice conciliatore al presidente del tribu- godere di protezioni, ottenere passaporti,
nale, che per aspetta ben due mesi per porto d'armi e qualsiasi altro tipo di docu-
girarla al presidente della corte di appello. mento e copertura amministrativa.
Non si pu prestare fede alle voci, occor- Rosario Mancino viene segnalato dalla
rono prove e non indizi, risponde costui. polizia americana come mittente di un ca-
Intanto passa l'estate e solo a settembre un rico di eroina nel 1952 e al ministro dell'in-
magistrato si reca a Raffadali, tornandone terno, che chiede informazioni, il questore
con un rapporto allarmante. La situazione di Palermo in data 23 settembre risponde:
precipita subito e il 28 settembre il presi- In questi atti non ha precedenti contrari .
dente si decide a firmare il decreto; ma Potrebbe sembrare un infortunio burocra-
Di Carlo, che evidentemente stato infor- tico, ma la minuta delle lettere esistenti
mato, due giorni dopo chiede di essere po- negli atti corretta pi volte, quasi si vo-
sto in aspettativa (? !) per sei mesi, perch lesse dire e non dire ad un tempo. E di-
soffre di esaurimento nervoso. D anzi la fatti non si diceva ci che risultava gi
colpa di tutto al questore che lo perseguita alla guardia di finanza e ci che doveva
perch si rifiutato di fare la spia per la figurare negli atti della questura.
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Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

Nel 1953, nonostante la conferma dei so- di ravvedimento , anche se si legge nella
spetti, al Mancino viene rinnovato il pas- motivazione: non ha adempiuto tutti gli
saporto, che poi gradualmente viene esteso obblighi dipendenti dalla condanna, essendo
a tutti gli Stati. Processato e assolto per nullatenente . E agli atti c' perfino il cer-
contrabbando, nel 1959 chiede ed ottiene in tificato di povert dell'I 1 luglio 1961 vistato
sei giorni la licenza per porto di fucile. dal competente ufficio delle imposte dirette.
L'anno dopo protagonista di un episodio Se Salvatore La Barbera in grado di
che , a dir poco, sconcertante. La polizia produrre il certificato attestante che nul-
americana lo ferma all'aeroporto di New latenente, per non risarcire la persona a
York e lo spedisce in Italia. Un mese dopo cui ha arrecato danni, Salvatore Zizzo,
il passaporto, che gli era stato ritirato, viene quando va al soggiorno obbligato, chiede
riconsegnato al Mancino come da ordini che gli sia accordato il sussidio del Mini-
ricevuti . Nel gennaio del 1961 ottiene l'au- stero dell'interno: una prima volta presenta
torizzazione a portare la pistola. Questa la domanda nel 1964, una seconda volta
volta la questura ha impiegato cinquanta nel 1965, esibendo addirittura un certifi-
giorni. Solo il 21 luglio 1963 il questore cato di povert, rilasciato dal sindaco di
di Palermo ordiner che gli siano ritirate Salemi del tempo, suo amico e sostenitore.
le armi e gli d un termine di dieci giorni Per debito di verit bisogna precisare che
per venderle, se non le vuole consegnare. il sussidio non verr erogato.
Mancino non le consegna e non le vende: A Tommaso Buscetta, nonostante la
si d alla latitanza. Simili episodi si ripe- mancanza del nulla-osta del giudice istrut-
tono anche per Angelo La Barbera, che tore del tribunale di Taranto, presso cui
era stato gi confinato ad Ustica nel 1956, pendeva il procedimento penale per asso-
e che chiede ed ottiene il passaporto con ciazione a delinquere e contrabbando, e
una istanza 1 dicembre 1959, che tutta il parere contrario del pubblico ministero,
da leggere e per la quale si procura certa- si concede il passaporto, sol perch si tratta,
mente appoggi abbastanza autorevoli, se secondo una lettera inviata al questore di
il commissario di pubblica sicurezza, che Palermo, di persona che interessa moltis-
aveva espresso parere contrario su una pre- simo a un esponente politico.
cedente analoga istanza in data 23 novem- Nel vasto clan dei Greco c', per cos
bre 1959 per la pericolosit del soggetto, dire, un ben orchestrato gioco delle parti
pochi giorni dopo modifica sostanzialmente fra i fratelli e i cugini.
le sue dichiarazioni. L'ingegnere con i sui precedenti pe-
Egli ottiene cos il passaporto turistico nali considerato nella sua giusta luce negli
per i paesi europei nel dicembre 1959, ma atti di polizia. Diverso il caso degli altri.
gi nel febbraio successivo la questura di Ciaschiteddu ha l'autorizzazione al por-
Palermo gli concede la estensione per la to di fucile fin dal 1951 e ha il passaporto
Spagna, per il Portogallo, per il Canada e valido per tutti i paesi europei, per l'Ar-
per il Messico e, successivamente, per molti gentina e per il Brasile. Il comandante della
altri paesi. stazione carabinieri di Brancaccio nel 1961
Sappiamo chi e che cosa rappresenti lo descrive come un tranquillo commer-
Angelo La Barbera per l'ambiente mafioso ciante, di buona condotta, non apparte-
palermitano, specie per quel che dicono i nente alla mafia. Due anni dopo, per, lo
rapporti di polizia e della guardia di fi- propone per la diffida, perch appartiene
nanza: un uomo capace di qualsiasi azione alla mafia, violento e capace di commet-
che per completamente inserito negli tere qualsiasi reato, purch possa avere la
ambienti sani della citt supremazia assoluta nel campo commer-
Il fratello Salvatore ottiene la riabili- ciale degli agrumi .
tazione perch ha mantenuto regolare Il radicale mutamento di opinione po-
condotta in genere, dando costante prova trebbe meravigliare, se non si sapesse che

3.
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Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V IEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

nel frattempo c'era stato un mandato di perch trovato in possesso di armi. Cos
cattura spiccato dal giudice Terranova per la licenza di porto di fucile gli viene ritirata.
i delitti compiuti a Palermo negli anni Un altro Greco Paolo, omonimo del
1962-1963. precedente, fratello di ciaschiteddu , con-
Il comandante dei carabinieri di Bran- dannato nel 1942 dalla corte di assise di
caccio lo stesso che nel 1962 si dichiara Palermo a 30 anni di reclusione, poi ri-
favorevole alla concessione della licenza dotti a 16 anni nel 1946, per l'omicidio del
per il porto di fucile a un fratello del- cugino avvenuto nel 1939, ottiene la libert
l' ingegnere di nome Paolo, fingendo condizionata con decreto 12 maggio 1947
di ignorare che nel 1957 in un altro rap- del Ministero di grazia e giustizia.
porto lo aveva considerato affiliato alla Subito ottiene di poter rientrare a do-
mafia di Ciaculli . E uguale il compor- micilio alle ore 22,30 anzich alle 20, e,
tamento del commissario di pubblica sicu- dopo un paio di anni, con decreto 3 feb-
rezza Orto botanico. braio 1950, viene revocata la misura di sicu-
Poi, nel 1963, i carabinieri modifiche- rezza nei suoi confronti perch risulta
ranno il giudizio nuovamente, ritornando cessata la pericolosit sociale . Evidente-
alle tesi sostenute nel 1957: Si ritiene mente si ignorava o sottovalutava che, a
che lo stesso abbia collaborato unitamente parte altri precedenti penali, nel 1948, cio
ai fratelli nelle azioni delittuose verificatesi subito dopo la scarcerazione, il Paolo Greco
negli ultimi tempi... . Anche in questo caso era stato denunciato in stato di arresto per
nel frattempo c'era stato l'arresto del Greco, detenzione abusiva di armi da guerra.
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Alti Parlamentari Senato della Repubblica

V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

4. - CONCLUSIONI

Se le considerazioni fatte in premessa mafia di inquinare la vita politica, ammi-


potevano inizialmente sembrare generiche, nistrativa ed economica siciliana per esi-
le vicende che abbiamo richiamato e che stono e non possono essere sfumati in di-
sono tutte contenute nelle biografie, con scorsi evanescenti, alla fine dei quali si
puntuali e precisi riscontri nelle fonti do- debba concludere che la colpa di tutti
cumentarie, le avvalorano in modo incon- e quindi di nessuno. Si potrebbe solo ag-
futabile. pertanto lecito giungere ad al- giungere che in Sicilia il sistema politico
cune conclusioni per determinati problemi di questo dopoguerra non stato capace
che formano oggetto dell'indagine della di garantirsi, di difendersi dalla mafia, che
Commissione e che troveranno poi ulteriori esisteva prima che nascessero gli attuali
approfondimenti e precisazioni nelle altre partiti politici, che non stata inventata
relazioni di settore e in quella finale. da essi, sia ben chiaro, ma che ha per
Tali conclusioni riguardano il comporta- finito per condizionarli prima, per inqui-
mento dello Stato, cio degli organi am- narli poi.
ministrativi, burocratici, di polizia e giu- Per questo ci parso importante se-
diziari, la cui azione sempre riconducibile gnalare i numerosi episodi legati a conces-
all'autorit politica, nei confronti di un sioni di passaporto, di porto d'armi, di cer-
gruppo di mafiosi, riconosciuti tali per ef- tificazioni, di riabilitazioni, le discordanze
fetto di procedimenti giudiziari. fra la gravit dei reati e la tenuit delle
Non c' dubbio che le biografie conten- pene, le difficolt delle indagini giudiziarie
gono una dovizia di situazioni che consen- e istruttorie, le contraddittoriet delle in-
tono di individuare fino a qual punto si sia- formazioni dei vari organi di polizia, lo
no dispiegate interferenze e compromissioni sconcertante comportamento degli istituti
fra strutture amministrative e burocratiche di credito. I personaggi su cui abbiamo por-
e mafia. I riscontri negli atti che esistono tato la nostra attenzione non sono dei cit-
agli archivi della Commissione sono, come tadini qualsiasi a cui si possono perdonare
si diceva, puntuali, precisi e completi. Pi umane debolezze: sono criminali sangui-
complesso invece il riscontro per quanto nari, killers, trafficanti di droga, gente ca-
riguarda le collusioni con il potere poli- pace di qualsiasi delitto, di qualsiasi effe-
tico. Nelle biografie compaiono anche pa- ratezza.
recchi nomi di esponenti politici che hanno Non abbiamo fatto il conto dei morti
avuto rapporti con mafiosi: li abbiamo citati che questi personaggi si sono lasciati alle
sulla base di documenti o di atti interni spalle nell'arco della loro attivit di crimi-
della pubblica amministrazione esistenti nali mafiosi. Sono per morti che pesano
nei nostri archivi. sulla coscienza di tutti noi. Non abbiamo
La Commissione non vuole anticipare fatto il conto esatto del denaro che essi
in questa sede un giudizio su questi aspetti hanno lucrato sul feudo prima e poi nel
dell'indagine, che saranno oggetto della re- traffico di droga, nel contrabbando di ta-
lazione sui rapporti fra mafia e politica. bacchi, nelle speculazioni edilizie, denaro
Fatti e situazioni che hanno permesso alla che ha un costo sociale prima ancora che
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

un valore monetario. Nessuno riuscir mai Se cos non fosse non si comprende-
a stabilirne l'entit, ma ingente ed rebbe come l'ascesa dei personaggi mafiosi,
tutto denaro rubato. di cui abbiamo trattato, sia continua e
Non abbiamo fatto il conto di quanto quasi inarrestabile e tale da far sembrare
sia rimasta creditrice la Sicilia di fronte valido il mito della invincibilit della mafia
a chi sapeva, a chi poteva affrancarla dalla connesso alle sue caratteristiche misteriose
necessit di subire la presenza mafiosa. ed evanescenti.
Se queste considerazioni sono giuste si Invece la mafia un fatto reale e con-
devono cercare le cause vere, si deve guar- creto, soprattutto una struttura parassi-
dare dietro la facciata, si deve cio risa- taria che proprio per questo ha bisogno
lire dai funzionari di polizia che inviano del potere per vivere e per operare e quindi
certe informazioni, dagli ufficiali dello stato i mafiosi cercano la protezione di chi in
civile che firmano certificazioni inesatte, da grado di aiutarli nella loro attivit.
chi consegna materialmente i passaporti o Non si comprenderebbe, diversamente,
le licenze di porto d'armi, pi in alto, nel il crescente sviluppo dei rapporti che si in-
settore burocratico, amministrativo e poli- staurano tra esponenti mafiosi e l'apparato
tico. Proprio per dare vita ad una rappre- della pubblica amministrazione, la salda-
sentazione di insieme del fenomeno ma- tura o la collusione con gli organi elettivi,
fioso, che non si riduce ad una decina di che perseguono gli esponenti della nuova
gangsters, ma che ha una orditura pi mafia, non pi attraverso l'assunzione di
vasta e pi profonda, sono importanti i cariche politiche in via diretta, ma per in-
nomi che compaiono nelle biografie. terposta persona e con uguale efficacia, per-
Pu darsi che in taluni casi e ci ch sempre ottengono ci che chiedono, le-
riferiamo in particolare agli accenni rela- cito o illecito che sia.
tivi ad interi gruppi familiari siano chia- Nella fase che abbiamo voluto chiamare
mati in causa anche cittadini probi, come agraria , la mafia usa prima nei confronti
accade ad esempio per la biografia di Mi- delle forze politiche di governo l'arma di
chele Navarra, che uno spaccato della ricatto del separatismo e del banditismo,
societ corleonese, matrice di innumere- per poi allinearsi prevalentemente con i par-
voli delitti. titi che detengono il potere politico. Ci
Ma la scelta che abbiamo fatto, ed che spinge Di Carlo, Navarra e Genco Russo
una scelta meditata, stata quella di trac- ad assumere cariche politiche in prima
ciare una orditura completa delle famiglie persona, altri a delegare congiunti strettis-
mafiose corleonesi, proprio per seguire simi, da porre in relazione alle scelte
l'evoluzione dei suoi membri nell'arco di che la mafia effettua in quegli anni.
venticinque anni. A parte queste conside- Le vicende del corleonese sono esem-
razioni che correttamente abbiamo voluto plari, soprattutto per quanto riguarda lo
fare, non riteniamo che gli accostamenti scontro che oppone la mafia al movimento
e i riferimenti dei nomi, delle amicizie, dei contadino. Nel quadro di questa situazione
legami politici siano da considerare arbi- storica, che arriva alle soglie degli anni cin-
trari. Il rapporto che si instaura fra chi quanta, la mafia vede sorgere e svilupparsi
chiede ed ottiene un favore, con o senza in s quelle posizioni e forze antagoniste
violazione delle legalit, ha sempre una che, sotto la pressione dei nuovi colossali
contropartita. interessi facenti capo al crescente urbane-
Ci accade in qualsiasi contesto sociale simo, si accingono a scegliere campi d'azione
o politico: ma le contropartite sono assai e metodi nuovi. Si assiste cos alla calata
maggiori, e ben pi pericolose, quando il dal feudo alla citt, dalla periferia al cen-
mafioso che chiede ed ottiene, perch rap- tro, dai settori tradizionali ad altri pi red-
presentano l'inizio di un rapporto che con- ditizi. I vecchi mafiosi creano i nuovi gang-
tinuer e si ripeter nel tempo. sters, mutuando l'esperienza dalla malavita
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

americana, con la quale, tra l'altro, si sal- materia di passaporti) non era certo quella
dano o si riprendono solidi legami di in- di oggi, come hanno sperimentato anche
teressi. cittadini che mai hanno avuto conti da
E qui, non a caso, la culla dei vecchi regolare con la giustizia.
interessi mafiosi, affondata nell'economia D'altra parte chiaro che i mafiosi di
latifondistica delle Madonie e della Sicilia cui abbiamo illustrato le vicende chiede-
nord-occidentale, offre nuove energie agli devano il passaporto per loro traffici cri-
anni ruggenti della mafia dell'edilizia e della minosi. Quando hanno chiesto il porto
droga; ci richiede per anche una stru- d'armi lo hanno fatto per porsi in condi-
mentazione assai diversa dei rapporti fra zione di difendersi o per uccidere. Con
mafia e politica. Proprio perch esiste una la riabilitazione giudiziaria miravano a
diversa articolazione sociale non possi- riacquistare libert di azione e poter quindi,
bile esercitare il potere in prima persona, a loro modo, concorrere agli appalti, otte-
anche se l'utilizzazione o la captazione di nere licenze d'esportazione, eccetera. Le
favori dall'autorit per ottenere le licenze aperture di credito ottenute in violazione
edilizie, per ottenere gli appalti, essen- della legge bancaria servivano a procurare
ziale. i mezzi per compiere lucrose speculazioni.
Tali risultati si possono conseguire solo Con gli appoggi offerti a candidati in ele-
agendo su singoli esponenti politici ed am- zioni politiche o amministrative non si vo-
ministrativi o su gruppi, procacciandosi i leva fare una professione di fede politica,
favori della acquiescenza e della connivenza ma solo rendersi amico chi domani avrebbe
degli enti e degli uffici preposti al controllo, potuto illecitamente favorire un appalto o
appoggiando massicciamente l'elezione di indebitamente fare rilasciare una licenza
questo o di quel candidato e facendosi poi edilizia.
compensare a caro prezzo per quell'ap- Tutte queste situazioni esistono nelle vi-
poggio: il tutto senza scoprirsi e senza cende che abbiamo descritto.
impegnarsi direttamente, in una forma pi Le indichiamo al Parlamento (cui si
raffinata e pi difficilmente dimostrabile. provveder successivamente a far pervenire
Per questi motivi di estremo interesse ulteriori relazioni dedicate a personaggi mai
l'esame degli atti di polizia, anche per finora indicati quali mafiosi dall'autorit
quanto riguarda le concessioni amministra- giudiziaria, ma non meno pericolosi per
tive che, con una sollecitudine sorpren- la societ o meno significativi per lo stu-
dente, vengono rilasciate a cittadini che dio del fenomeno) perch dalla conoscenza
hanno il curriculum che conosciamo noi dei fatti sappia trarre le indicazioni neces-
oggi, ma che si poteva conoscere gi allora. sarie per reprimere le manifestazioni della
Non si dimentichi che negli anni cinquanta mafia e per eliminarne le cause.
la nostra legislazione (e ancor pi l'appli-
cazione che se ne dava per esempio in DELLA BRIOTTA, Relatore.
CENNI BIOGRAFICI SU GIUSEPPE GENCO RUSSO
INDICE

1. - I precedenti di Giuseppe Genco Russo Pag. 41

2. - Genco Russo e la questione del feudo Polizzello 47

3. - Il feudo Graziano 56

4. - L'eredit di don Calogero Vizzini 59


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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

1. - I PRECEDENTI DI GIUSEPPE GENCO RUSSO

Nell'esame della lunga attivit di Giu- campestri, ai quali mostr scarso attacca-
seppe Genco Russo (all'anagrafe, solo mento .
Genco) da Mussomeli (Caltanissetta), il pri- Prest servizio militare presso il 22 reg-
mo elemento che balza agli occhi la se- gimento di artiglieria di Palermo, tra il 1912
quela quasi ininterrotta con una sola ec- ed il 1918, quando fu congedato per smobi-
cezione di sentenze di assoluzione o di litazione col grado di caporal maggiore
non luogo a procedere che seguono alle lasciando, in alcuni di lui compagni , il
pi svariate e gravi incriminazioni; l'ele- ricordo di un comportamento ribelle ed
mento , certo, tipico nella biografia di ogni insofferente alla disciplina .
mafioso che si rispetti, e non dubbio che L' iniziazione all'attivit criminosa, e
il Genco Russo vanti particolari diritti a in particolare mafiosa, dev'essere dell'imme-
questo tipo di rispetto . diato dopoguerra, poich disponiamo di una
La sua nascita e la sua formazione non scheda d'archivio che riporta la nota di
fanno storia (il particolare dell'iscrizione ai un'assoluzione nei suoi confronti per ver-
registri dell'anagrafe col solo cognome detto negativo, per prescrizione, dai delitti
Genco dovuto a un semplice errore di tra- di associazione per delinquere e varie
scrizione), ma comunque sar bene ricor- rapine e tentate rapine di bovini, ovini e
darne i dati salienti. suini in danno di Mule Francesco ed altri,
Nacque a Mussomeli il 26 gennaio 1893, consumati nei territori di Mussomeli, Cam-
da padre agricoltore e da madre casalinga, marata e Petralia Sottana , emessa dalla
terzo di cinque fratelli di cui l'ultimo, la locale corte d'assise con sentenza 7 otto-
sola femmina, Grazia, ritroveremo pi tardi bre 1921 . Di questa sentenza non si fa
coniugata con Castiglione Calogero, meno cenno in alcuno dei rapporti sui precedenti
fortunato ma non meno attivo dell'intra- penali del Genco Russo, che fanno iniziare
prendente cognato. la storia delle incriminazioni a suo carico
L'ambiente familiare, in un rapporto e delle conseguenti assoluzioni per insuffi-
della questura di Caltanissetta del 1 agosto cienza di prove da quella relativa a un furto,
1938, viene definito alquanto corrotto , emessa dalla corte d'appello di Caltanissetta
ma non dato averne pi sicura conferma, in data 12 aprile 1922.
cos come si rimane in dubbio se il com- In un rapporto del 4 marzo 1927 al pre-
portamento del giovane Genco Russo fosse fetto, il questore di Caltanissetta, dopo aver
improntato ad insofferenza a ogni regola specificato che il controscritto un ma-
di sottomissione ed obbedienza , come si fioso che dal nulla si creato una posizione
afferma in un rapporto della questura di economica rispettabile; amico di pregiudi-
Caltanissetta del 30 maggio 1934, ovvero cati pericolosi di Mussomeli e dei paesi vi-
secondo quanto si legge nell'altro rapporto cini, ritenuto dalla voce pubblica di essersi
del 1 agosto 1938 improntato a corret- creata la sua attuale posizione economica
tezza nell'ambito della scuola, che egli dal ricavato del delitto e con la mafia , con-
frequent sino alla 5a elementare; all'et di clude cos la serie delle allarmanti informa-
dodici o tredici anni venne avviato ai lavori zioni: (Il Genco Russo) fino a pochi anni
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

addietro era un nullatenente, ma pur tut- non si cre gli alibi e i testimoni a favore
tavia vestiva bene e spendeva con libe- e pochi giorni prima di celebrarsi il giudi-
ralit. zio, e cio il 2 giugno dello stesso anno,
stato visto sempre insieme con ele- si costitu spontaneamente .
menti mafiosi del comune di Mussomeli ed Il 9 giugno successivo venne assolto dalle
ritenuto elemento capace di delinquere imputazioni suddette per insufficienza di
e di turbare con il suo operato la tranquil- prove con sentenza del locale tribunale e
lit e la sicurezza dei cittadini. Nelle cam- quindi scarcerato . Questa la prima ope-
pagne egli temutissimo e spesso, avva- razione in grande in sede di processo.
lendosi di tale trista fama, sfrutta il con- Da adesso in poi il Genco Russo non far
tadino giornaliero per far lavorare con po- altro che entrare nelle aule dei tribunali per
chi centesimi la terra che tiene in gabella . uscirne quasi sempre a testa alta, poich
Anche se il Genco Russo risulter uffi- non da credere che la formula dubitativa
cialmente nullatenente sino a 1934, il citato con cui gli verranno costantemente concesse
rapporto d un'idea dei suoi mezzi di sussi- le assoluzioni sia tale da fargli sorgere om-
stenza specificando che il Genco un azio- bra di scrupoli. La sua reputazione d'al-
nista della famigerata associazione dei pa- tronde solidissima... come pu esserlo quella
stori di Mussomeli i quali hanno esercito di un mafioso autorevole, abile e fortunato.
l'ex feudo Malpertugio. Egli gestisce in ga- Gli stessi organi di polizia nella persona,
bella sette salme e 13 tumuli di terra in ex in genere, del maresciallo comandante della
feudo Mandrarossa di Mussomeli . stazione dei carabinieri di Mussomeli
non possono fare a meno di ammetterlo,
Data da questo periodo anche la sua
nei numerosi rapporti inoltrati alle auto-
partecipazione alla cooperativa fra combat-
rit competenti. L'iscrizione al partito popo-
tenti coinvolta nello scandalo del feudo Po-
lare prima, e alla Democrazia cristiana poi,
lizzello insieme con la cooperativa Pasto-
e la pi o meno patente attivit politica,
rizia; ci risulta da un mandato di cattura
con conseguenti rapporti con personaggi po-
emesso I'll marzo 1929 contro di lui e con-
litici in buona od ottima fama e posizione,
tro altri esponenti della cooperativa. Il
finiscono per attribuirgli l'indiscusso potere
Genco Russo in particolare fu imputato di
di cui godr sino al giorno in cui verr
avere, in correit con altri, con itimida-
inviato al soggiorno obbligato e la fama di
zione e minaccia contro una parte dei soci
persona unanimemente riconosciuta e
della cooperativa suddetta indotto a votare
spesso accettata come un elemento positivo
la lista di amministratori in cui erano com-
per la sua stessa solidit.
presi gli uscenti e di avere con violenza
Nel marzo del 1927 viene ammonito con
impedito ad altri soci della cooperativa
provvedimento valido sino al 12 marzo 1929,
stessa di partecipare alle elezioni votando
e successivamente, il giorno 30, denunziato
la lista di opposizione, facendoli allonta-
e arrestato per associazione a delinquere ed
nare dalla sala dove le elezioni si svolge-
altro. Il conseguente non luogo a procedere,
vano .
per insufficienza di prove, per i reati di ra-
Il caso di Genco Russo, comunque, pina, furto, usurpazione di funzioni, omi-
esplode nel 1925, col mandato di cattura cidio, triplice omicidio, estorsione e rapina,
emesso nei suoi confronti, il 23 marzo, dal emesso dalla sezione di accusa di Palermo
pretore di Villalba, con l'incriminazione per il 29 dicembre 1928. Nel frattempo, il 12
furto e associazione a delinquere. A que- aprile 1927, c'era stata un'altra assoluzione,
sta circostanza si riferisce il questore di per insufficienza di prove e, il 27 aprile 1928,
Caltanissetta nel gi citato rapporto del a conclusione di una massiccia operazione
4 marzo 1927, in cui, tra l'altro, con tono antimafia, la denuncia in stato d'arresto per
rassegnato, informa che ... come tutti i associazione a delinquere, in correit con
mafiosi, rimase latitante fino a tanto che altri 331 elementi della mafia locale.
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

Circa l'ammonizione di cui sopra, in data lit che reggevano le fila della mafia. Certa-
27 gennaio 1927, in risposta ad una richiesta mente sostenuto da don Calogero Vizzini,
d'informazioni inoltrata dalla questura di egli si prepara il lungo ma sicuro cammino
Caltanissetta, il comandante la tenenza dei alla prestigiosa successione.
carabinieri di Mussomeli, dopo aver definito Il 23 dicembre 1929 la sezione di accusa
il Genco Russo affiliato alla mala vita del di Palermo lo rinvia, insieme con 331 asso-
comune... additato dalla voce pubblica quale ciati (a seguito della denuncia del 27 aprile
mandatario di delitti in genere... vecchio 1928), al giudizio del tribunale di Agrigento,
delinquente... temuto come un prepotente che, in data 2 maggio 1932, sentenzier il
e volgare mafioso, capacissimo di vendicarsi non doversi procedere, per ostacolo di pre-
su chicchessia... pericoloso all'ordine nazio- cedente giudicato, per il reato di associa-
nale dello Stato , conclude con l'afferma- zione a delinquere.
zione che lo stesso non ha alcun prece- Ancora la sezione di accusa di Palermo,
dente , il che lascia perlomeno perplessi. il 18 gennaio 1930, sentenzia il non doversi
Comunque, l'ammonizione viene moti- procedere per insufficienza di prove, a ca-
vata ai sensi degli articoli 166 e 167 della rico del Genco per omicidio qualificato in
legge di pubblica sicurezza 6 novembre persona di Randazzo Alfonso, e per tentata
1926, n. 1848, per essere l'ammonito so- rapina, rapina e furto qualificato, nonch
spetto di essersi formato una discreta posi- per rapina aggravata di equini, bovini ed
zione economica col ricavato dal delitto, e ovini. Ordina, invece, il suo rinvio a giudizio
quale diffamato per reati contro la pro- alla corte d'assise di Caltanissetta per ten-
priet, come emerge dalle informazioni e tato omicidio in persona di Sorce Antonino
dalla condanna riportata per associazione fu Giuseppe e per correit in rapina aggra-
a delinquere e furto . vata tentata in danno di detto Sorce. Ordina
Il 21 dicembre 1929 la sezione di accusa inoltre il rinvio a giudizio al tribunale di
del tribunale di Palermo concludeva con un Caltanissetta per associazione a delinquere,
non doversi procedere, per insufficienza di aggravata dall'esserne il capo. Dichiara non
prove, il procedimento a carico di Genco doversi procedere, per insufficienza di prove,
Russo per quattro omicidi e violenza pri- per rapina aggravata di bovini commessa
vata. il 15 maggio 1920. Dichiara ancora non do-
In quegli anni egli aveva sposato Rosalia versi procedere per insufficienza di prove
Vullo, nata a Mussomeli da Francesco e da per omicidio qualificato di Sorce Salvatore
Catania Caterina il 4 aprile 1900; il primo e per il triplice mancato omicidio qualifi-
figlio, Vincenzo, nasce il 25 novembre 1926; cato in persona di Sorce Giuseppe di Santo,
il secondo figlio Salvatore, nato il 16 settem- Sorce Giuseppe fu Pasquale e Guarino Vin-
cenzo, commesso il 24 maggio 1925.
bre 1933, viene tenuto a battesimo da don
Calogero Vizzini da Villalba, notoriamente da notare che il Sorce Giuseppe di
riconosciuto quale capo della mafia sici- Santo nominato nell'ultima parte della sen-
liana; quando nel 1950 Vincenzo Genco tenza, da anni affiliato alla mafia, e sotto-
Russo si sposer, lo avr anche testimone posto in data 14 marzo 1964 alla sorve-
alle nozze insieme con Rosario Lanza, da glianza speciale di pubblica sicurezza, con
Barrafranca, deputato regionale e Presi- divieto di soggiorno nell'Italia centro-meri-
dente dell'Assemblea regionale siciliana. dionale per la durata di tre anni, legato al
Chiunque conosca quale valore si dia al Genco Russo da vincoli di comparato e al-
comparato in Sicilia, perlomeno in certi lorquando quest'ultimo, nel febbraio 1964,
ambienti e zone della Sicilia, non avr diffi- venne fermato ed associato alle locali carceri
colt a capire a quale posizione dovesse es- giudiziarie, in esecuzione del decreto di cu-
sere assurto Giuseppe Genco Russo, nella stodia precauzionale emesso dal tribunale,
vita pubblica in generale e tra quelle cos egli si fece promotore in Mussomeli della
indiscutibili, anche se indefinibili, persona- raccolta di firme in suo favore.
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

Il rinvio a giudizio al tribunale di Calta- triplice omicidio e lesioni. Il 20 maggio


nissetta per associazione a delinquere, se- 1934, per, le autorit di polizia di Musso-
gner per Genco Russo il momento della meli lo associano alle locali carceri, in at-
prima ed ultima condanna detentiva. Dopo tesa di tradurlo a quelle di Caltanissetta,
essere stato ancora una volta assolto l'8 apri- perch proposto per il confino di polizia;
le 1930, dalla corte d'appello di Palermo, dal- gli viene invece inflitta la misura della li-
l'accusa di violenza privata, perch il fatto bert vigilata per la durata di tre anni.
non sussiste , il 19 luglio dello stesso anno A richiesta del giudice di sorveglianza
subisce a Caltanissetta la condanna a sette del tribunale di Caltanissetta, in data 1
anni di reclusione e a tre di vigilanza spe- maggio 1937, circa l'opportunit di una
ciale; il 24 gennaio 1931 la locale corte di proroga del provvedimento, il comandante
appello riduce la reclusione a sei anni, ma la stazione carabinieri di Mussomeli ri-
la vicenda giudiziaria si trasciner ancora sponde che il vigilato in oggetto non ha
sino alla suprema corte, che in data 14 no- dato fin qui sicura prova di ravvedimento,
vembre 1931 annuller la predetta sentenza, per cui da ritenersi elemento tuttora pe-
e alla corte di appello di Palermo, 4a se- ricoloso per la pubblica sicurezza . Il giu-
zione, che l'8 giugno 1932 in sede di rinvio dice di sorveglianza emette, quindi, decreto
infligger definitivamente la pena di sei di proroga annuale a partire dal 12 giugno
anni di reclusione. Comunque, un regio de- 1937; il 22 maggio 1938, per, lo stesso
creto del 5 novembre 1932 far s che il 30 comandante di stazione dei carabinieri cer-
dello stesso mese, dopo meno di tre anni tificher che Genco Russo dalla data in
di reclusione, il Genco Russo venga scarce- cui fu prorogata la misura di sicurezza cui
rato per condono. trovasi sottoposto, ha serbato buona con-
Intanto, nell'ottobre del 1931, veniva an- dotta, non ha dato pi luogo a rimarchi
cora assolto per verdetto negativo dei giu- di sorta, e si dato a stabile lavoro, dando
rati, dalla corte di assise di Caltanissetta, con ci prova di ravvedimento . Essen-
dall'incrirnkiazione di associazione a delin- do quindi venuta meno la di lui pericolo-
quere. sit consiglia di revocare la misura di
L'omert e lo spirito di solidariet tipici sicurezza in corso. Il parere viene accolto
degli ambienti mafiosi si possono indivi- e, nel giugno 1938, Genco Russo, se mai
duare sempre meglio col procedere della ne era stato distolto, riprende tranquilla-
vita di Genco Russo. Si sa che insufficienza mente la sua attivit mafiosa.
di prove , significa in pratica carenza di
testimonianze . L'uomo definito un pre- Del 1935 e del 1942 sono due reati mi-
potente mafioso e capace di vendicarsi su nori, relativi il primo al regolamento ana-
chicchessia, conta, e non a torto, sul silenzio grafe bestiame e il secondo ad omesso ver-
della complicit o del terrore. samento contributi assicurativi, estinto,
Cos, andr a vuoto la denunzia dell'Ar- questo, per amnistia. Da allora, scrive nel-
ma di Mussomeli, del 25 ottobre 1932, per l'aprile 1963 il comandante del gruppo ca-
tentato duplice omicidio, commesso in Mus- rabinieri di Caltanissetta, il Genco Russo
someli nientemeno che nel 1921; le manca- non ha dato luogo a rilievi col complesso
te vittime, Luigi Mistretta e Vincenzo Can- del suo comportamento. Dimostra rispetto
nella, lasciavano che fossero le autorit di per le autorit e dalla popolazione di Mus-
polizia, dopo 11 anni, a sporgere una de- someli ben voluto e stimato .
nuncia che essi non avevano alcuna inten- La cosa non fa meraviglia: il mafioso
zione di fare, e neanche di avallare in tri- ormai un vecchio mafioso, ha quarantanove
bunale. anni e non si trova certo pi nella neces-
Il 23 novembre 1932 la corte di assise di sit di esporsi personalmente per farsi un
Caltanissetta assolve Genco Russo, per in- nome e una posizione; gli agganci, ufficiali
sufficienza di prove, dall'imputazione di o ufficiosi, sono sicuri, saldissimi.
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

Il 31 gennaio 1944 Genco Russo ottiene, il quale, secondo quanto specifica un rap-
dalla corte di appello di Caltanissetta, il porto della questura di Caltanissetta, si di-
decreto di riabilitazione dalla condanna su- ceva portasse appresso i decreti di no-
bita con sentenza definitiva in data 8 giu- mina firmati in bianco dall'ex re Umberto .
gno 1932 dalla corte di appello di Palermo, Nell'azione di predominio su base lo-
sezione 4\ Le informazioni favorevoli sono cale, egli coadiuvato da una serie di no-
state fornite dal maresciallo Bruno Mar- tabili di Mussomeli, fra cui Giuseppe Sorce
zano, comandante la stazione dei carabinie- e i cognati Calogero Castiglione e Salvatore
ri di Mussomeli, lo stesso che, nel 1952, Vullo: si pu ipotizzare con ragionevole
gi in congedo e iscritto all'Opera nazionale certezza che essi abbiano partecipato al
combattenti, otterr mediante il contadino consolidamento della zona di potere del
Randazzo Calogero, altro quotista che gli Genco Russo.
fece da prestanome, l'assegnazione di una Calogero Castiglione, gi impiegato (1)
quota di ettari 3,50 del tenimento Polizzello. presso la Regione siciliana assessorato
Il sottufficiale cos scrive: Il nominato in enti locali a sua volta compare dell'ono-
oggetto, dopo l'espiazione dell'ultima con- revole Calogero Volpe (2) deputato DC al
danna inflittagli, ha dato prove effettive e Parlamento nazionale, alla cui linea poli-
costanti di buona condotta, dandosi a sta- tica si affiancava il Genco Russo, secondo
bile lavoro, dimostrando attaccamento e quanto espressamente annotato in un post
premura verso la famiglia. Il medesimo nel scriptum apposto dal comandante del grup-
pubblico gode buona reputazione . po carabinieri di Caltanissetta ad un rap-
La buona reputazione quella, natu- porto in data 30 marzo 1956, che specifica:
ralmente, di uomo di rispetto , quella In atto segue la corrente del partito de-
che compete al compare di don Calo- mocratico cristiano che fa capo agli ono-
gero Vizzini, di Giuseppe Sorce, di Vincenzo revoli Lanza, Volpe e Pignatone .
Arnone, al cognato di Salvatore Vullo e di A carico del Castiglione esistono i se-
Calogero Castiglione. guenti precedenti penali:
La riabilitazione segna un momento im-
27 novembre 1928: sezione di accusa
portante nella vita di Genco Russo che,
di Palermo - non luogo a procedere per in-
come tipico del resto nella carriera di
sufficienza di prove per 13 omicidi, porto
tutti i mafiosi di spicco, improvvisamente
ed omessa denunzia di arma;
si ricrea una verginit morale e sociale ac-
quistando una rispettabilit che gli con- 29 novembre 1928: sezione di accusa
sentir di svolgere anche attivit politiche. di Palermo - non doversi procedere, per in-
Da questo momento e fino al 1963 non ci sufficienza di prove, per omicidio;
saranno pi procedimenti penali a carico 29 dicembre 1929: sezione di accusa
di Genco Russo, le informazioni di polizia di Palermo - non luogo a procedere, per in-
lo qualificheranno come uomo d'ordine , sufficienza di prove, per omicidio;
riuscir ad inserirsi nella vita locale stru-
mentalizzando a fini mafiosi la posizione 2 maggio 1932: tribunale di Agrigen-
politica e sociale cui assurge. Nell'immedia- to - non luogo a procedere, per ostacolo di
to dopoguerra seguir la trafila di altri per- precedente giudicato, per associazione a
sonaggi mafiosi passando dal separatismo delinquere;
alla Democrazia cristiana: di specifico, per
lui, c' solo che svolse una intensa propa-
(1) Riusc ad essere regolarmente assunto,
ganda filo-monarchica durante la campagna malgrado i suoi precedenti penali, esibendo un
elettorale precedente il referendum istitu- certificato di buona condotta del comune di
Mussomeli e un certificato del casellario giudi-
zionale, tanto da meritare nel 1946 l'onori- ziario dal quale Nulla risultava a suo carico.
ficenza di cavaliere della corona d'Italia che (2) L'onorevole Volpe tenne a battesimo in
data 23 gennaio 1944 la figlia di Castiglione, Maria
gli confer l'onorevole Pasqualino Vassallo Grazia, nata il 24 dicembre 1943.
46
Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

8 giugno 1932: corte di appello di Pa- 9 giugno 1945: riabilitato;


lermo - reclusione anni 3 e mesi 7 e vigilanza
speciale anni 1, per associazione a delin- 22 febbraio 1951: pretore di Musso-
quere, di cui anni 3 condonati (regio de- meli - non doversi procedere, per inesisten-
creto 5 novembre 1932); za di reato, per avere organizzato una oc-
cupazione simbolica di terre in contrada
23 novembre 1932: corte di assise di Polizzello di Mussomeli;
Caltanissetta - reclusione anni 10, mesi 11
e giorni 20 per omicidio volontario in con- 25 febbraio 1963: tribunale di Calta-
corso e tentato omicidio e lesioni volontarie; nissetta - non doversi procedere per amni-
condonati anni 6, mesi I l e giorni 20; stia, per emissione di assegni a vuoto.
16 gennaio 1933: corte di appello di Come gi precedentemente accennato, il
Palermo - non luogo a procedere per asso- curriculum del Castiglione fitto, anche se
ciazione a delinquere; in sostanza limitato ad uno spazio di circa
14 luglio 1934: corte di assise di Ter- sei anni, perlomeno per quel che ne riguar-
mini Imerese - reclusione anni 6 e mesi 8 da l'aspetto ufficiale.
e libert vigilata per associazione per de- Il Vullo, invece, fratello della moglie del
linquere e assolto, per insufficienza di prove, Genco Russo, stato presidente della Col-
per omicidio; assolto, per prescrizione, per tivatori diretti di Mussomeli (carica nella
violenza privata; quale succeduto al Castiglione stesso).
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Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

2. - GENCO RUSSO E LA QUESTIONE DEL FEUDO POLIZZELLO

La complessa questione del feudo Poliz- Il proprietario dei feudi, principe Pietro
zello un esempio rilevante del modo in Lanza Branciforti di Trabia, riusciva, per,
cui un ristretto gruppo di mafiosi che fa- a persuadere i maggiori esponenti della
feva capo a Genco Russo e a Giuseppe Sorce cooperativa a rinunciare all'esproprio e ad
sia riuscito a governare la vita sociale di accettare un contratto di affitto a miglioria
Mussomeli a proprio piacimento, ottenendo per la durata di 29 anni e rinnovabile per
da un lato la completa soggezione degli agri- altri nove anni di rispetto di soli ettari
coltori ed immobilizzando e rendendo vana, 848 del feudo Polizzello (meno di un terzo
dall'altro, l'attivit degli organi e degli enti della zona richiesta). Concedeva, invece, la
pubblici. La continua opera posta in atto rimanente estensione, e gli altri due feudi
da Genco Russo e dai suoi accoliti non ha Valle e Reina (1.900 ettari circa), a privati
mai realizzato gli estremi del reato o quanto che non erano ex combattenti e nemmeno
meno non ha mai dato luogo a procedi- nella maggior parte coltivatori di-
menti penali: essa per ha costituito una retti: questi sfruttavano la terra, conceden-
costante e aperta violazione delle norme ci- dola a loro volta, con un aumento dell'esta-
vili e amministrative, oltre che di quelle glio, in subaffitto oppure gestendola a mez-
morali e sociali, di cui i mafiosi si sono av- zadria.
valsi sempre e unicamente in vista del pro- In conseguenza di tale accordo, il col-
prio tornaconto economico e delle proprie legio arbitrale centrale, riconosciuto che il
ambizioni, ponendo in atto una tipica atti- fine sociale di dare la terra ai coltivatori
vit di intermediazione fra la pubblica am- era stato raggiunto con il contratto di af-
ministrazione e gli agricoltori e costituendo, fitto a lunga scadenza, ritenne di non dover
cos, una barriera che ha impedito il con- pi disporre l'espropriazione.
tatto diretto fra le due parti, ha condizio- La Combattenti ripart quindi la terra
nato l'azione della prima ed ha sacrificato tra 250 soci che iniziarono subito la colti-
le legittime aspettative degli altri. vazione e la bonifica, incuranti dei danneg-
L'ex feudo Polizzello una vasta esten- giamenti e delle intimidazioni che la mala-
sione di terreno di circa 1.918 ettari, di cui vita locale aveva intrapreso contro di loro;
1.800 circa a coltura, sito a pochi chilo- la cooperativa, per, gi nel 1933 dovette
metri dall'abitato di Mussomeli, lungo la accettare un nuovo contratto con un au-
strada provinciale Mussomeli-Villalba ori- mento dell'estaglio da chilogrammi 448 a
ginariamente di propriet dei principi Lan- chilogrammi 602 di grano per ogni salma
za Branciforti di Trabia. di terra. Pubblicata, poi, la legge 2 gennaio
Nel maggio 1920, la cooperativa Combat- 1940 per la colonizzazione del latifondo si-
tenti di Mussomeli inoltr all'Opera nazio- ciliano ed essendo stati sciolti, conseguen-
nale combattenti istanza per la espropria- temente, tutti i contratti di affitto, la coo-
zione del feudo Polizzello e di altri due feu- perativa dovette subire un ulteriore aumen-
di della zona, il Valle ed il Reina, per un to dell'estaglio portato a chilogrammi 756
totale di 2.800 ettari circa. di grano per ogni salma di terreno.
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Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

Il Lanza e, pi ancora, suo nipote Gal- La cooperativa Pastorizia (presieduta da


vano Lanza di Trabia, divenuto dopo la sua Giuseppe Sorce e di cui faceva parte, quale
morte amministratore del feudo, avevano consigliere, anche Genco Russo) conduceva
da tempo intrapreso un sordo lavoro per il terreno a mezzadria, mentre la cooperativa
rientrare in possesso delle terre locate, fa- Combattenti (presieduta da Giuseppe Genco
voriti in ci dal fatto che la misura assai Russo, consiglieri Giuseppe Sorce e Caloge-
gravosa dell'estaglio costringeva molti con- ro Castiglione) la conduceva in parte a mez-
tadini ad abbandonare le terre. Nel 1945 zadria e in parte ad affittanza diretta.
traendo spunto dalla mancata correspon- L'intero fondo, ripartito in quote di di-
sione da parte della cooperativa di una dif- versa grandezza, dava lavoro a circa 400
ferenza di estaglio (lire 91.790 su un totale famiglie di Mussomeli. Ma tale numero si
di lire 1.686.790), venne quindi intrapresa sarebbe potuto portare a 500 solo che si
una lunga lite giudiziaria che, dopo alterne fosse ridotta l'eccessiva estensione di alcune
vicende, consent nel 1949 ai Lanza di sfrat- quote assegnate a taluni dei soci della coo-
tare 75 famiglie e di rioccupare 250 ettari. perativa Pastorizia. Questa cooperativa, in-
I Trabia si accingevano anche a rioccupare fatti, raggruppava soltanto 50 soci che de-
altri 150 ettari; i restanti 450, scarsamente tenevano in fitto il terreno coltivato per
fertili e posti in zone malariche, sarebbero ettari 633 circa da quasi 210 coloni in pro-
invece rimasti agli ex combattenti. prio (in lotti di circa 3 ettari ciascuno), e
Questi ultimi, allora, capeggiati da certo per ettari 320 circa, da 11 famiglie coloniche
Vincenzo Messina, chiedevano nel luglio con il sistema della colonia classica (mez-
1949 all'Opera nazionale combattenti di zadria). La cooperativa Combattenti aveva
riesumare la pratica di esproprio e di pro- ripartito 614 ettari di terreno tra i singoli
muoverlo nuovamente, affinch le terre po- soci, in numero di circa 200-250 (affittuari
tessero essere cedute in propriet agli agri- diretti), mentre i restanti 236 ettari erano
coltori . assegnati ad 11 famiglie coloniche.
Nel frattempo, il 9 ottobre 1940 anche Le due cooperative costituivano gi da
l'altra cooperativa di Mussomeli, la Pasto- tempo il mezzo attraverso il quale Genco
rizia, stipul un contratto di gabella per la Russo e il gruppo mafioso di Mussomeli
durata di nove anni di fermo e di nove anni esercitavano un monopolio di fatto sui con-
di rispetto (cio di tacito rinnovo) rela- tadini, come conferma una relazione della
tivo ad una notevole estensione del feudo guardia di finanza del 15 giugno 1964 che
Polizzello (ettari 853 circa). specifica: In qual modo quel monopolio...
Pertanto all'atto dell'esproprio e salvo si traducesse in pratica e chi fossero quelle
la definizione della pendenza in atto fra i persone che lo esercitavano non possibile
Trabia e la Combattenti, il feudo era quasi dimostrare con dati e prove, ma non dif-
interamente tenuto in affitto dalle due coo- ficile avanzare supposizioni concrete, sca-
perative agricole di Mussomeli, la Pastorizia turenti da indizi rivelatori, specie per quan-
e la Combattenti e gli affittuari versavano ai to riguarda la Pastorizia.
proprietari del fondo, Galvano e Raimondo Significativa , per esempio, la circo-
Lanza Branciforti di Trabia, un canone di stanza che la cooperativa Pastorizia fosse
affitto in natura (estagli di grano) nelle mi- ristretta solo a 50 soci, mentre i 953 ettari
sure previste dai rispettivi contratti, e cio: di terreno tenuti in affitto erano coltivati da
pi di 200 famiglie coloniche; che i soci
per la Pastorizia quintali 2.392 per
della Pastorizia traessero dal fondo profitti
ettaro, per complessivi quintali 2.280,32 di
soddisfacenti dimostrato, ad esempio, dal
grano, pari ad un valore di 12 milioni circa;
fatto che inizialmente ebbero ad osteggia-
per la Combattenti, quintali 2,228 per re l'idea dell'esproprio.
ettaro, per complessivi quintali 1.957,50 pari Altrettanto eloquente il fatto che i
a poco pi di 10 milioni. rappresentanti delle due cooperative inter-
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Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

rogati (Giuseppe Sorce, Giuseppe Genco esistere come tali. Esse, per, continuarono
Russo, Calogero Castiglione e don Pa- a pretendere di rappresentare gli interessi
squale Canalella per la Pastorizia e lo stesso dei soci quotisti fino a giungere, come
Giuseppe Genco Russo e Giuseppe Semi- si vedr, alla pretesa da parte della Pasto-
nara per la Combattenti) abbiano impedito rizia di ottenere come tale le 51 quote as-
l'acquisizione dei documenti contabili delle segnate ai suoi soci pur essendo organi
due societ, sebbene non dovessero avere sociali ormai privi di scopo perch, con la
al riguardo preoccupazioni di natura fiscale, distribuzione delle terre ai quotisti, ciascu-
data l'ormai operante prescrizione dovuta no di essi aveva assunto verso l'Opera na-
al tempo trascorso. Sembra evidente che zionale combattenti e verso i terzi la veste
essi abbiano voluto evitare un controllo dei di unico possessore e conduttore del terreno
rapporti tenuti dalla cooperativa con i col- assegnatogli.
tivatori delle terre, mezzadri e coloni, e in Per maggiore chiarezza comunque op-
particolare per quanto riguardava la ri- portuno delineare per sommi capi l'iter
partizione dei prodotti agrari. Il libro degli delle vertenze legali intercorse fra i pro-
inventari e il libro cassa, i soli documenti prietari espropriati e l'Opera nazionale com-
esibiti dopo reiterate insistenze, non permet- battenti in tema di legittimit dell'espro-
tono ovviamente l'effettuazione di quel con- prio e di determinazione della indennit de-
trollo... . finitiva di esproprio.
Neanche l'esproprio del feudo, a favore La ditta espropriata, Lanza Branciforti
dell'Opera nazionale combattenti, definito di Trabia, present ricorso al Consiglio di
con decreto del Presidente della Repubbli- Stato chiedendo l'annullamento del decreto
ca del 7 dicembre 1950 segn la fine di quel presidenziale del 7 dicembre 1950. Nel giu-
monopolio, come specifica la relazione so- dizio intervennero ad adiuvandum le coo-
pra citata che cos si esprime: Le sorti del perative l'Umanitaria di Mussomeli e Agri-
feudo non furono decise dalle centinaia di coltori e reduci di guerra di Villalba a fa-
agricoltori, bens da un gruppo di pochi in- vore delle quali i Trabia, con contratto del
dividui (fra cui le persone sopra indicate), 22-23 dicembre 1950 (e perci successiva-
peraltro in lotta fra loro, forti di un'auto- mente al decreto di esproprio), avevano
rit di fatto ampiamente esercitata nell'am- concesso in enfiteusi una notevole parte del
biente locale e riconosciuta o subita, in feudo Polizzello.
pratica, anche dall'esterno . Nell'agosto del 1951 il Consiglio di Stato
Favorito dalle complesse vicende che ri- rigettava in parte i ricorsi in questione, di-
guardarono tanto l'esproprio a favore del- chiarandoli per il resto inammissibili. Nel
l'Opera nazionale combattenti, quanto la maggio del 1953, per, la Corte di cassa-
determinazione delle indennit, quanto in- zione annullava la decisione del Consiglio
fine il subentro nel 1958 dell'Ente di rifor- di Stato nella parte in cui si dichiarava inam-
ma agraria in Sicilia all'Opera nazionale missibile il ricorso per difetto di giurisdi-
combattenti in tutti i rapporti relativi al zione. I Trabia riproponevano pertanto ri-
feudo Polizzello, quel monopolio sar eser- corso al Consiglio di Stato con atto depo-
citato attraverso il fittizio mantenimento in sitato il 20 agosto 1953 chiedendo l'annul-
vita delle due cooperative in questione e la lamento del decreto di esproprio, ricorso al
creazione di un comitato locale che riunir quale rinunceranno il 10 luglio 1956 a se-
i maggiorenti di Mussomeli. guito dell'accordo raggiunto con l'Opera
In effetti da un punto di vista giuridico nazionale combattenti e con l'Ente di rifor-
negli anni successivi al 1950, dopo cio ma agraria in Sicilia.
l'esproprio da parte dell'Opera nazionale Per ci che riguarda l'indennit di espro-
combattenti, le cooperative in questione priazione, da premettere che i funzionari
cessarono ogni attivit di gestione diretta dell'Opera nazionale combattenti nel perio-
ed avrebbero dovuto, pertanto, cessare di do di preparazione dell'esproprio (1949-

4.
50
Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

1950) avevano in pi occasioni indicato agli ficiari dell'assegnazione delle terre che
agricoltori il prezzo del terreno in circa avessero o no i titoli richiesti, e costituendo
70-80 mila lire ad ettaro, per un totale com- una pregiudiziale alla futura assegnazione
plessivo oscillante, per l'intero feudo, fra cui l'Opera nazionale combattenti avrebbe
i 130 e i 200 milioni fra capitale, interessi e dovuto invece giungere attraverso una ri-
accessori. gorosa procedura basata su determinati ti-
All'atto della espropriazione l'Opera na- toli e qualifiche. Evidentemente con tale si-
zionale combattenti aveva versato alla Cas- stema si determinava una situazione che
sa depositi e prestiti l'indennit offerta, ma non avrebbe garantito alcun rispetto della
non accettata dalla ditta Lanza di Trabia, regolarit e imparzialit nella scelta degli
di 40 milioni. L'indennit veniva per de- assegnatari, escludendo addirittura di fatto
terminata il 3 novembre 1953, dal collegio l'Opera nazionale combattenti da ogni in-
arbitrale provinciale di Caltanissetta nella tervento diretto, come giustamente osserva
cifra di lire 645.578.125; su appello dell'Ope- la pi volte citata relazione della guardia
ra nazionale combattenti e della ditta espro- di finanza: mentre l'Opera avrebbe do-
priata il collegio arbitrale centrale, con de- vuto e potuto pretendere il versamento di
creto del 4 gennaio 1955, determinava l'in- quelle somme da coloro che fossero stati
dennit definitiva che l'Opera nazionale gi designati quali assegnatari delle quote,
combattenti era tenuta a corrispondere ai perch in possesso delle qualifiche previ-
Lanza di Trabia per il trasferimento in pro- ste, richiese ed ottenne dalle cooperative i
priet del fondo Polizzello in lire 342.640.647. versamenti prima ancora di predisporre la
lista dei legittimi assegnatari.
Proprio la necessit di approntare solle-
citamente la somma di 40 milioni da depo- chiaro quindi come i vari Messina,
sitare presso la Cassa depositi e prestiti Sorce, Genco Russo, ecc., ebbero piena, li-
entro 30 giorni dalla registrazione del de- bera iniziativa di precostituire, secondo i
creto di esproprio determin una situazio- propri scopi, un diritto di fatto alla con-
ne particolare che si risolver a tutto van- cessione delle quote da parte di coloro che
taggio del gruppo di mafiosi che erano a effettuarono i versamenti, versamenti che
capo delle due cooperative: l'Opera nazio- essi stessi poterono disciplinare a piaci-
nale combattenti, non disponendo della mento .
somma richiesta, si rivolse infatti al comi- Del resto, la stessa Opera nazionale com-
tato locale e attraverso di esso alle coope- battenti dar validi appigli alle pretese di
rative Combattenti e Pastorizia che orga- Genco Russo e dei suoi accoliti trattando
nizzarono rapidamente nel gennaio e nel sempre con il comitato locale anzich con
febbraio del 1951 la raccolta di 33 milioni i singoli quotisti e rivolgendosi addirittura
tramite versamenti di 80.000 di lire pro alle due cooperative per il pagamento dei
capite, facendo intervenire per i restanti geometri che avevano proceduto alle ope-
7 milioni la Cassa rurale San Giuseppe di razioni di quotizzazione.
Mussomeli con un prestito garantito da Dopo aver preso possesso nell'ottobre
una cambiale a firma di Giuseppe Genco del 1951 del feudo e dopo aver iniziato le
Russo, Vincenzo Messina, Giuseppe Semi- operazioni di quotizzazione, l'Opera nazio-
nara ed altri. Con questo mezzo i vari Sorce nale combattenti doveva dunque procedere
e Genco Russo egemonizzarono fin dall'ini- alle assegnazioni delle singole quote.
zio ogni decisione in merito al feudo Po- Nell'ottobre del 1952 richiese pertanto
lizzello. con una lettera diretta alla cooperativa
Essi infatti pretenderanno di conside- Combattenti, alla sezione combattenti e re-
rare il versamento della quota di 80 mila duci di Mussomeli e alla federazione pro-
lire come titolo indispensabile per parte- vinciale di Caltanissetta l'inoltro da parte
cipare alle assegnazioni , riuscendo in tal degli agricoltori interessati delle domande
modo a scegliere a loro piacimento i bene- di assegnazione e dei documenti giustifi-
51
Atti Parlamentari Senato della Repubblica

V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

cativi dei titoli richiesti. Come specifica la giare le quote e stipulare i singoli atti di
relazione pi volte citata, fu questa la promessa vendita .
scintilla che fece scoppiare apertamente il Il capo dell'ufficio dell'Opera nazionale
contrasto tra i " notabili " di Mussomeli, combattenti di Catania, avvocato Antonino
costretti a rivelare il loro gioco, e l'Opera Todaro, replicava esponendo il proprio pun-
nazionale combattenti, e che determin to di vista alla sede centrale lamentando di
anche qualche attrito in seno alla stessa essere stato tenuto all'oscuro degli even-
Opera nazionale combattenti, tra ufficio di tuali accordi intercorsi tra la sede cen-
Catania e sede centrale. trale ed i dirigenti la cooperativa combat-
La cooperativa Combattenti, infatti, tenti, qualora fosse vero quanto veniva as-
con un lungo esposto del 7 ottobre 1952 di- serito nell'esposto. L'avvocato Todaro affer-
retto all'Opera nazionale combattenti, ed mava inoltre che, comunque, la sede cen-
a firma di Giuseppe Genco Russo, quale pre- trale non aveva potuto affidare alla coopera-
sidente della societ, rispondeva all'Opera tiva la vantata ampia potest di scegliere
affermando che: gli assegnatari e denunciava le manovre del
comitato che, nonostante le ripetute insi-
secondo le disposizioni impartite dal- stenze, non gli aveva mai fatto avere l'elenco
la sede centrale, prima e dopo l'esproprio, degli aspiranti quotisti, completo dei dati
un comitato locale aveva provveduto, di dimostrativi della idoneit ad ottenere l'as-
gi, a predisporre l'elenco degli assegnatari segnazione di quote, e che tale elenco gli
del fondo, tutti in possesso dei titoli pre- era stato alla fine consegnato soltanto il
visti, e che lo stesso comitato aveva agito 25 settembre 1952, per cui appariva chiaro
" con la massima correttezza "; che il comitato mirava a porre l'Opera na-
zionale combattenti di fronte al fatto com-
si doveva a quel comitato la raccolta piuto ed a costringerla ad accettare i no-
dei 40 milioni, senza i quali l'Opera nazio- minativi o di persone appartenenti alla
nale combattenti avrebbe dovuto rinunzia- stessa corrente politica dei dirigenti o di
re all'esproprio; persone ben viste per altro verso e per altri
il versamento delle 80 mila lire veniva meriti agli stessi .
a costituire, per gli agricoltori, il " titolo Concludeva, infine, col dire che le ma-
indispensabile per partecipare alle assegna- novre dei dirigenti delle cooperative dove-
zioni "; vano essere superate mediante un atteg-
giamento costantemente energico ed infles-
l'Opera nazionale combattenti, quindi,
sibile che egli aveva frattanto assunto.
doveva al pi presto assegnare le quote del
La situazione a Mussomeli si faceva, in-
Polizzello agli agricoltori gi designati dal
tanto, difficile: l'esproprio del feudo Poliz-
comitato;
zello era stato accolto assai favorevolmen-
essa Opera, del resto, affidando la quo- te dagli agricoltori sia perch esso tende-
tizzazione al comitato e non versando in va alla formazione della piccola propriet
proprio i 40 milioni si era " spogliata mo- terriera, sia principalmente perch si rite-
ralmente e materialmente del proprio di- neva che il prezzo di acquisto delle quote
ritto sul feudo Polizzello ". attribuite tramite l'Opera nazionale com-
battenti sarebbe stato equo e vantaggioso
Veniva, infine, respinta la proposta ad un tempo. Gi nell'agosto del 1952, per,
fatta dall'Opera nazionale combattenti di alcuni agricoltori di Mussomeli, dichiaran-
affidare alla stessa cooperativa, per l'an- do di appartenere alla costituenda associa-
nata agraria 1952-1953, la conduzione del- zione dei coltivatori di Polizzello, votavano
l'intero fondo, in attesa che l'Opera potesse, un ordine del giorno diretto all'Opera na-
nel frattempo, controllare la posizione di zionale combattenti e a diverse autorit con
ciascun aspirante all'assegnazione, sorteg- | il quale, fra l'altro, denunciavano le so-
52
Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

praffazioni di una cricca ben individuata di n. 51 quote vennero assegnate, sempre


persone che vorrebbero mantenere il loro senza sorteggio, ai soci della cooperativa
dominio sul fondo contro gli interessi di Pastorizia, la quale aveva preteso che l'as-
centinaia di famiglie di contadini e della segnazione fosse fatta alla societ come
produttivit . Come specifica una lettera tale e non ai singoli soci;
dell'ottobre 1952 con cui l'avvocato Toda-
ro metteva al corrente la sede centrale del- n. 309 furono sorteggiate;
l'Opera nazionale combattenti dello svi- n. 3 riservate al Corpo forestale di
luppo degli avvenimenti, il 12 ottobre era
Caltanissetta per vivaio sperimentale;
stato tenuto a Mussomeli un comizio da
parte del deputato regionale, Michele Pan- n. 14 trattenute dall'Opera nazionale
taleone di Villalba, il quale aveva accusato combattenti per un campo sperimentale.
l'Opera di voler danneggiare i coltivatori
del Polizzello, impedendo loro la semina
Come era da attendersi, al sorteggio
per l'annata agraria in corso, qualora si
presenziarono i presidenti delle due coope-
fosse dovuto procedere alle assegnazioni
rative, Giuseppe Genco Russo e Giuseppe
delle quote attraverso la laboriosa proce-
Sorce, ed il presidente dell'associazione
dura dettata dall'Opera stessa.
combattenti di Mussomeli, Vincenzo Mes-
Vincenzo Messina ed il comitato locale sina.
avevano proposto che l'Opera nazionale Dopo il sorteggio sorsero i primi malu-
combattenti procedesse, frattanto, ad una
mori, e l'eco delle rimostranze sollevate
assegnazione provvisoria delle quote a co-
dall'attribuzione delle quote si aveva an-
loro che, a suo tempo, avevano versato le
che alla Camera dei deputati attraverso
note 80 mila lire.
una interrogazione degli onorevoli La Mar-
La sede centrale dell'Opera nazionale
ca, Sala, Di Mauro, Grammatico e d'Ami-
combattenti aderiva a tale proposta, consen-
co presentata ai primi di dicembre del
tendo la consegna dei terreni a titolo pre-
1952, in cui si lamentava che:
cario agli assegnatari prescelti dal comi-
tato ed avallando cos, indirettamente, l'ope- erano stati esclusi dalle assegnazioni
rato di quest'ultimo. contadini che, pur avendo diritto, non ave-
Il comitato era composto da Giuseppe vano potuto versare preventivamente la
Genco Russo, Giuseppe Sorce, Vincenzo somma di lire 80.000 richieste per l'inse-
Messina, Giuseppe Seminara, dal parroco rimento nell'elenco degli assegnatari;
e dal sindaco di Mussomeli, ed aveva l'in-
carico, commessogli dalla sede centrale del- erano state assegnate quote a persone
l'Opera nazionale combattenti, di vagliare che non coltivavano la terra, con l'estro-
le istanze degli aspiranti alle assegnazioni missione dal fondo dei coltivatori autentici;
di quote del Polizzello.
erano stati assegnati in blocco 176,38
All'assegnazione precaria delle 519 quote ettari di terra alla cooperativa Pastorizia
del fondo provvide l'ufficio di Catania del- composta di circa 50 elementi, in gran par-
l'Opera nazionale combattenti, mediante
te n contadini n combattenti, guidati
sorteggio pubblico effettuato in Mussomeli
da elementi notoriamente qualificati come
il 14 novembre 1952.
dirigenti della mafia locale ;
Non tutte le quote vennero, per, sor-
teggiate. lo scandalo aveva determinato vivo
Infatti: fermento tra i contadini, i quali si erano
chiaramente convinti che la mafia locale
142 vennero attribuite senza sorteg- intendeva servirsi dell'Opera nazionale
gio ad altrettanti soci della cooperativa combattenti per perseguire i propri fini
Combattenti, vecchi affittuari dei Trabia; speculativi ai danni dei coltivatori diretti.
53
Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

A seguito di tale interrogazione, su ri- vore della cooperativa stessa da essa ef-
chiesta del Ministero dell'agricoltura, l'Ope- fettuata.
ra nazionale combattenti precisava che le L'Opera nazionale combattenti di Cata-
assegnazioni avevano validit precaria, in nia replicava denunziando l'infondatezza
attesa di dare ad esse validit definitiva a dei pretesi accordi con la Pastorizia, che
favore di coloro che avessero dimostrato, per non cedette neppure ai successivi in-
entro il 31 dicembre 1952, di averne dirit- terventi e non ritenne neanche di dover
to; infatti, gi all'atto dell'attribuzione del- comunicare l'esito del sorteggio.
le quote, l'Opera nazionale combattenti si Per quanto concerne la regolarizzazione
premur di disciplinarne i propri rapporti dell'assegnazione, il comitato di Mussomeli
con gli assegnatari precaristi ed a tal fi- persisteva nel negare ogni collaborazione,
ne predispose e fece firmare a costoro una adducendo legittime ragioni di prestigio ,
istanza per l'ottenimento della quota, con ragioni avanzate sino al febbraio del 1954,
l'impegno di accettare tanto la quota asse- epoca in cui la sede centrale dell'Opera
gnata, quanto il relativo prezzo e una di- nazionale combattenti esautorava il comi-
chiarazione di impegno: tato da ogni attribuzione in materia di con-
trollo sulle posizioni degli assegnatari pre-
ad esibire entro il 31 dicembre 1952 la
caristi, ed affidava tale incombenza all'uf-
documentazione comprovante il diritto alla
ficio di Catania cui raccomandava di por-
concessione della quota;
tarla a compimento entro il 31 marzo 1954.
ad assoggettarsi ad ogni decisione Nel frattempo, in connessione con la
successiva dell'Opera nazionale combat- decisione del collegio arbitrale provinciale
tenti; del novembre 1953 di fissare l'indennit di
espropriazione dell'intero fondo in 645 mi-
in caso di assegnazione definitiva, a
lioni, si diffuse fra gli agricoltori di Mus-
corrispondere all'Opera ogni somma richie^
someli un grave malcontento nei confronti
sta, a sottoscrivere ogni atto e ad esegui-
dell'Opera nazionale combattenti che, come
re ogni trasformazione del terreno imposta
si ricorder, aveva fin dall'inizio previsto
dall'Opera;
nella cifra di 130-200 milioni l'onere com-
ad indennizzare l'Opera nazionale plessivo a carico degli agricoltori per la
combattenti in caso di revoca della con- espropriazione del fondo. Costoro si riten-
cessione. nero pertanto traditi dall'Opera nazionale
combattenti e non recedettero da tale at-
Tutti gli assegnatari precaristi firmaro- teggiamento neanche a seguito della deci-
no le dichiarazioni, fatta eccezione per i sione del collegio arbitrale centrale, che
soci della Pastorizia, che si rifiutarono di nel gennaio del 1955 riduceva l'indennit
farlo, invocando il loro diritto ad ottenere a 342 milioni. Essi anzi seguirono in gran
le quote in blocco in quanto la cooperativa numero Vincenzo Messina che a differenza
si era resa benemerita nel cooperare nel- degli altri notabili di Mussomeli (i quali,
la riuscita della pratica di esproprio; per- avevano anche interessi personali nel fon-
ch i propri soci erano stati i primi a ver- do Polizzello) invit a non versare pi al-
sare la somma pro capite di 80.000 lire; cuna somma all'Opera nazionale com-
perch i dirigenti di essa avevano firmato battenti.
cambiali per 7 milioni necessari a comple- A seguito delle agitazioni che scoppia-
tare la somma di 40 milioni per il paga- rono fra gli assegnatari tanto per il mo-
mento dell'indennit di esproprio; perch tivo che si detto, quanto per il timore
infine gli stessi funzionari dell'Opera nazio- di dover ripetere tutte le operazioni per
nale combattenti di Catania avevano con- l'attribuzione delle quote, l'Opera naziona-
venuto in precedenza di procedere a quel- le combattenti decret la sospensione della
la particolare assegnazione di quote a fa- presentazione dei documenti richiesti, rin-
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Atti Parlamentari Senato della Repubblica

V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

viandola sino alla decisione sul prezzo de- L'Opera nazionale combattenti accetta-
finitivo di esproprio da parte del collegio va siffatta imposizione, tentando di miti-
arbitrale centrale. garla col porre la condizione che gli aventi
Tale sospensione era stata sollecitata diritto avrebbero dovuto raggiungere una
anche dagli onorevoli Volpe e Pignatone. percentuale non inferiore al 70 per cento.
Il 20 marzo 1954, l'avvocato Todaro se- Ma anche con simili concessioni da
gnalava alla sede centrale che 258 assegna- parte dell'Opera non si pervenne a nulla
tari avevano risposto alla richiesta dei do- di concreto.
cumenti. Come egli aveva in precedenza Frattanto l'Opera nazionale combattenti
sostenuto, le manovre del comitato mira- di Catania aveva potuto ricevere la richie-
vano pertanto chiaramente ad evitare il sta documentazione da 294 quotisti, in gran
controllo nei riguardi dei rimanenti asse- parte combattenti ; e l'avvocato Todaro
gnatari precaristi che erano sforniti dei ti- annotava che tra i restanti quotisti si an-
toli necessari e che perci era necessario nidavano in gran copia gli elementi che
mantenere l'autonomia dell'Opera naziona- non avrebbero potuto partecipare all'asse-
le combattenti nello svolgimento di quel gnazione definitiva e tra essi, in modo cer-
controllo. to, i soci della Pastoria, di cui molti erano
Ma la sede centrale, all'insaputa del pro- grossi e medi possidenti.
prio ufficio di Catania, aveva gi restituito
L'episodio delle assegnazioni un tipico
al comitato l'incarico di sovraintendere al
fatto di mafia. Le terre furono assegnate
controllo della posizione degli assegnatari,
in base ad elementi predisposti dal comi-
accogliendo analoga richiesta avanzata, il
tato, sui quali l'Opera nazionale combat-
12 marzo a Roma, da Vincenzo Messina,
tenti non comp e non poteva compiere
da Giuseppe Genco Rucco, da Giuseppe
alcun controllo, anche dopo che fu di do-
Sorce, dall'avvocato Vincenzo Noto, alla
minio pubblico (anche in sede ministeriale
presenza degli onorevoli Volpe, Pignatone
e parlamentare) che decine di quote erano
e Di Rocco, e con l'appoggio prestato dal-
state attribuite a persone non aventi di-
l'onorevole Aldisio.
ritto.
La stessa sede centrale aveva poi pen-
sato di affiancare l'opera del comitato a Lo stesso Genco Russo avrebbe in se-
quella del proprio ufficio di Catania, che, guito confessato di avere in propriet ben
nel giugno 1954, finalmente, poteva inviare tre quote della ripartizione dell'ex feudo
alla sede centrale l'elenco nominativo degli Polizzello, la n. 10, la n. 218 e la n. 267,
assegnatari precaristi, con l'indicazione nu- di cui solo quest'ultima intestata a suo
merica delle quote assegnate, fatta esclu- nome, mentre per le altre due (e non
sione dei 51 soci della Pastorizia i cui no- escluso che non siano le sole, semplicemen-
mi non figuravano. te sono quelle circa le quali ha deposto po-
Nell'aprile 1955 i dirigenti delle coope- sitivamente) si era servito di prestanomi.
rative informavano l'ufficio dell'Opera na- Da notare che tra gli assegnatari gli esem-
zionale combattenti di Catania che non pi di irregolarit sono numerosissimi: ba-
avrebbero mutato la propria linea di con- sti pensare che tra di loro figurano il ci-
dotta circa la presentazione dei documenti tato maresciallo Marzano, un appuntato
da parte degli assegnatari precaristi, se non dei carabinieri e un appuntato della guar-
dietro assicurazione formale dell'Opera dia di finanza in congedo, un brigadiere
che la situazione in atto non sarebbe stata dei carabinieri in congedo, una cognata di
cambiata, nel senso cio, che ai possessori Genco Russo, un parroco, vari proprietari
delle quote si dovevano assegnare definiti- terrieri, e mogli di impiegati o professio-
vamente le quote stesse, indipendente- nisti.
mente dalla dimostrazione del possesso dei L'Opera nazionale combattenti si tro-
noti requisiti richiesti dall'Opera . vava in tal modo in una situazione inso-
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Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

stenibile non potendo adempiere in alcun nuto che nella transazione del 9 agosto
modo al pagamento dei 342 milioni dell'in- 1958 fosse inclusa la clausola della ricon-
dennit e non riuscendo neanche a proce- ferma nel possesso e nell'acquisto delle
dere alle assegnazioni definitive delle quo- quote degli assegnatari che le detenevano.
te per il rifiuto di alcuni di presentare la E certamente sarebbero riusciti nel loro in-
documentazione richiesta. tento, se le discordie sorte in seno ad essi
Per superare tali difficolt fu esaminata non avessero capovolto la situazione.
la possibilit di far subentrare l'Ente di Infatti, mentre Vincenzo Messina (pre-
riforma agraria in Sicilia (ERAS) nei diritti sidente del comitato locale, e gi grave-
e negli obblighi dell'Opera nazionale com- mente coinvolto in un'accusa di furto e
battenti. Dopo lunghe trattative, l'accordo malversazione, irregolarit amministrative,
fra i Trabia, l'Opera nazionale combattenti minaccia e intimidazione, e incendio dolo-
e l'ERAS venne raggiunto con la stipula so, pronunciata contro otto amministrato-
di un atto di transazione e di vendita del ri della cooperativa anonima Combattenti
9 agosto 1958 in cui si stabiliva, tra l'al- tra gli imputati, si ricorder, anche il
tro, che i Trabia avrebbero incamerato 40 Genco Russo in data 11 marzo 1929 dal
milioni versati dall'Opera nazionale com- giudice istruttore del tribunale di Caltanis-
battenti a titolo di sovrapprezzo e che la setta dottor Salvatore Petrone) induceva
indennit dovuta sarebbe stata versata a i quotisti a non aderire alla richiesta del-
cura dell'ERAS. l'ERAS di regolarizzare i pagamenti, gli
Le vicende successive non interessano altri mafiosi erano dell'avviso che tali pa-
direttamente in questa sede. Baster per- gamenti dovessero venire effettuati, per-
tanto ricordare quanto specifica in propo- ch, in tal modo, essi avrebbero potuto
sito la pi volte citata relazione della guar- diventare proprietari definitivi di quelle
dia di finanza: il potere della mafia, espres- terre che si erano procurate con le irrego-
so dal comitato, riusc a rendere vano ogni lari assegnazioni. Ma i loro piani venivano
tentativo fatto dagli organi pubblici di nor- sconvolti ed annullati dalla successiva de-
malizzare l'irregolare situazione, tanto che cisione dell'ERAS di procedere a nuove as-
l'elenco del gennaio 1954 pervenne, come segnazioni di quote, sulla base di criteri
tale, all'ERAS nel 1958. Per premunirsi an- diversi da quelli sino ad allora pi o meno
che contro l'ERAS i mafiosi avevano otte- seguiti .
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Atti Parlamentari Senato della Repubblica

V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

3. IL FEUDO GRAZIANO

Un esempio minore, ma certamente Il fondo, sito in territorio di Canicatt


non meno significativo, del potere mafioso ed esteso circa 280 ettari, pervenne in ere-
esercitato dal Genco Russo unitamente ad dit nel 1935 ai due fratelli che, dopo aver
altri elementi della mafia agraria costi- venduto a piccole parti circa 60 ettari, mo-
tuito dalle vicende della vendita del feudo dificavano il sistema di conduzione da mez-
Graziano che vennero alla luce solo a se- zadria in affitto. Affittuari del fondo erano
guito delle indagini per l'uccisione del per una quota Rizzo Giusto e Rubini Ca-
commissario Tandoy. In seguito ad esse logero, per l'altra i fratelli Rosario e Luigi
la questura di Agrigento denunciava Giu- Rubino, tutti di Canicatt.
seppe Genco Russo, Diego Di Gioia, i fra- Essendosi per nel dopoguerra ridotto
telli Rubino, Calogero e Luigi, e Guarneri il reddito del feudo, i fratelli Caramazza
Antonio per violenza privata aggravata, decisero di vendere: vari furono gli acqui-
avendo ravvisato gli estremi di tale reato renti di piccoli appezzamenti e, fra essi,
nella intimidazione e coercizione eserci- gli stessi fratelli Rubino e tale Antonio
tata nei confronti dei fratelli Giovanni e Guarneri da Canicatt. Risult per impos-
Giuseppe Caramazza nel corso delle trat- sibile contrattare la vendita dell'intero
tative per l'acquisto del feudo Graziano fondo, ridottosi nel frattempo a sole 46 sal-
me, perch dopo i primi approcci gli in-
effettuata dal Genco Russo e dal Di Gioia
teressati si allontanavano senza plausibile
nel marzo 1961.
motivo. Responsabili erano, secondo il ci-
Nella vicenda sono implicati due pub- tato rapporto della questura, i fratelli Ru-
blici funzionari, la morte violenta di uno bino e Antonio Guarneri che non inten-
dei quali (il commissario Tandoy) consent devano rinunciare all'acquisto, n stipularlo
di riportare alla luce anche questo epi- se non a condizioni favorevolissime. A que-
sodio. La questione delle effettive respon- sto scopo incaricarono un noto uomo di
sabilit rimase per irrisolta sia perch rispetto , Diego Di Gioia di Canicatt,
l'altro pubblico funzionario implicato, il che si present ai Caramazza come acqui-
comandante dei vigili urbani di Castelter- rente offrendo un prezzo irrisorio (lire 70
mini, Gerardi Corrado, cerc di riversare mila al tumulo) che per non venne ac-
il carico pi grave sulle spalle del Tandoy, cettato. L'intervento palesemente intimida-
ormai nella impossibilit di deporre, sia torio del Di Gioia insospett i proprietari
perch vi furono sostanziali divergenze nella del fondo, che si rivolsero al dottor Tandoy,
valutazione del danno subito dai fratelli dirigente della squadra mobile di Agrigento,
Caramazza. Sta di fatto che il giudice istrut- e al comandante dei vigili urbani di Castel-
tore del tribunale di Agrigento decise di termini, Gerardi Corrado, con i quali in-
non procedere a carico di Genco Russo e trattenevano rapporti amichevoli, per aver-
degli altri non ritenendo di elevare rubrica ne protezione. I termini dell'accordo non
nei loro confronti per il reato di violenza sono noti, ma sembra certo che il Tandoy
privata continuata e aggravata in danno si impegn a proteggere i Caramazza e il
dei fratelli Caramazza. Gerardi assunse l'incarico di effettuare la
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Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

vendita. Di fatto i due si recarono non a neri Antonio; il resto del fondo, con tutti
diffidare ma a contrattare con il Di Gioia: i fabbricati, andava invece a Genco Russo.
in merito le accuse si fanno reciproche e La questione del valore effettivo del
discordanti poich il Gerardi ha precisato fondo controversa: un rapporto del 22
che una persona a lui sconosciuta (il Di novembre 1963 dell'ingegnere capo dell'uf-
Gioia) gli aveva portato una lettera del ficio tecnico erariale di Agrigento conclude
Tandoy che lo pregava di mettere il latore infatti specificando che il valore per l'in-
della lettera stessa in grado di acquistare tero fondo risultato di lire 36.037.195 pari
il fondo. al valore medio di lire 310.000 per ettaro
Il Di Gioia, a sua volta, afferma invece e di lire 73.246 al tumulo Il prezzo di
che il Tandoy lo aveva avvertito della ven- lire 87.000 per tumulo o di lire 1.392.000
dita del feudo con una lettera consegna- per salma ammesso che ci siano ele-
tagli dal Gerardi, che in quella occasione menti certi per assicurare che sia quello
gli aveva proposto l'acquisto. Il Di Gioia il prezzo effettivamente pagato e sempre
specifica anche che il Gerardi mi rispose che le risultanze catastali circa la qua-
che aveva cercato di agganciare il cavalier lit delle colture agricole rispecchino esat-
Giuseppe Genco Russo di Mussomeli e che tamente quelle effettivamente esistenti nel
intendeva avere prima il suo benestare . terreno all'epoca del trasferimento da
In altri termini, come specifica il citato ritenere pi che remunerativo rispetto ai
rapporto della questura, il Gerardi inten- prezzi correnti nell'anno 1961 . In contra-
deva fare intervenire altri elementi di sto con questa autorevole valutazione stanno
maggiore rispetto, noti in tutta la Sicilia per tanto il rapporto di denuncia della
per costringere il Di Gioia a disinteressarsi questura sopra citato, che parla di un va-
dell'acquisto del feudo . lore effettivo di gran lunga superiore
rispetto a quello fissato, quanto la notizia
Sta di fatto che, di fronte ad una cos
riportata in un rapporto della stazione ca-
solida associazione, ai Caramazza non ri-
rabinieri di Mussomeli del 16 agosto 1963,
mase che arrendersi e quando, nel 1961,
secondo la quale per il fondo Graziano era
si presentarono il Genco Russo e il Di Gioia
stata offerta ai fratelli Caramazza la som-
(che per quieto vivere non si poteva comple-
ma di 68 milioni dai mediatori Granata
tamente mettere fuori dall'affare) furono co-
e Pirratore di Naro che per, come al-
stretti a stipulare un compromesso con il
tri, scomparvero al momento di conclu-
quale si impegnavano a vendere il feudo
dere l'affare. Ma sta soprattutto il fatto che
Graziano al prezzo di 87 mila lire al tumulo,
tanto il Di Gioia quanto Rubino Calogero e
cedendone immediatamente il possesso al Antonio Guarneri si affrettarono a riven-
Di Gioia e al Genco Russo che si impegna- dere gran parte dei terreni acquistati per
vano a loro volta ad acquistarlo solidal- prezzi oscillanti fra le lire 100 mila e le
mente in parti uguali sia per loro, sia per 135 mila al tumulo.
persone da nominare. All'atto dell'acquisto
gli acquirenti versarono la somma di 10 Il citato rapporto della questura di Agri-
milioni e, quindi, sulla base di un mutuo gento specifica in proposito che i nuovi
effettuato da Genco Russo sul terreno acquirenti stipulavano i contratti diretta-
stesso, altri 24 milioni di lire; il resto del mente con i Caramazza ai quali pagavano
prezzo pattuito veniva pagato con cambiali in base a lire 87 mila al tumulo mentre la
e piccoli versamenti da parte di terzi acqui- differenza veniva incassata dal Di Gioia, dai
renti. Il feudo veniva, infatti, diviso in due Rubino e dal Guarneri .
parti: le 16 salme di terreno vicino al ca- Significativa pure la circostanza che
seggiato, cio la parte migliore, andavano il Di Gioia vendeva due delle quattro salme
al Di Gioia che le ripartiva subito con i che gli spettavano allo stesso Genco Russo
fratelli Rubino Calogero e Luigi e con Guar- al prezzo di lire 118.000 al tumulo.
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Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

Comunque, il Gerardi, comandante dei La scomparsa del Tandoy non permette


vigili urbani di Casteltermini, incassava, per di fare ulteriormente luce sulla faccenda
questa pi o meno corretta operazione di che, comunque, nonostante la questura di
compravendita, la somma di lire 500.000 Agrigento concludesse come nella azione
da parte dei fratelli Caramazza; altro mezzo continua e costante operata dal Di Gioia
milione riceveva, a suo dire, dai fratelli Diego, dai fratelli Rubino Calogero e Luigi
stessi, mentre, poich questi negavano reci-
e dal Guarneri Antonio, per impedire la
samente il fatto, da presumere che gli
vendita del feudo a terzi e nell'azione deci-
fosse stato versato dagli acquirenti. Col
milione cos realizzato, egli comprava un'au- siva, determinata dal concorso della loro
tomobile Alfa Romeo, il che fa ricordare azione con quella del Genco Russo Giu-
come il Di Gioia, deponendo circa la prima seppe, si ravvisino gli estremi della vio-
occasione in cui si era incontrato col Ge- lenza privata, con l'aggravante prevista dal-
rardi, aveva affermato che quest'ultimo gli l'articolo 339 del codice penale , non venne
aveva detto che, a conclusione dell'affare, mai portata a dibattito in tribunale per la
avrebbe ricevuto in dono una macchina. decisione negativa del giudice istruttore.
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Atti Parlamentari Senato della Repubblica

V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

4. - L'EREDIT DI DON CALOGERO VIZZINI

Gli esempi sin qui ampiamente riportati vantato dal Genco Russo nei confronti di
valgono a dimostrare l'ampio potere acqui- alcuni parlamentari DC (nello stesso rap-
sito su base locale da Genco Russo a par- porto si riferisce anche un particolare cu-
tire dall'immediato dopoguerra e a rendere rioso, e cio della determinazione presa
consapevoli di quanto sottile sia il gioco, dallo stesso Genco Russo di evitare un'in-
condotto sempre con mezzi apparente- tervista propostagli dal giornalista Chinigo
mente leciti, di personaggi sul tipo di Genco Michel dell''International New Service, al-
Russo, che sono altrettanto e forse pi peri- lontanandosi in fretta da Mussomeli, il 7
colosi sotto il profilo sociale in questa se- agosto del 1954). Comunque, bench la sua
conda fase di apparente legalit di condotta morale sia definita pessima, quel-
quanto non lo siano nel primo periodo, co- la civile e politica buona, anche se man-
stellato da numerose incriminazioni per tiene collegamenti con i mafiosi della pro-
gravi delitti. vincia e con quelli delle province di Agri-
Genco Russo, per, non agisce solo nel gento, Palermo, Trapani ed Enna .
ristretto ambito di Mussomeli e dei comuni Lo stesso comando dell'Arma in un rap-
viciniori: legato strettamente a don Ca- porto del 30 marzo 1956 riferisce come I'll
logero Vizzini, egli assurge presto ad un settembre 1955, celebrandosi ad Acquaviva
ruolo di primissimo piano nella mafia iso- Platani (Caltanissetta), la sagra del pesco e
lana e nei collegamenti con l'organizzazione la festa della stampa democristiana, fu no-
mafiosa italo-americana, riuscendo peraltro tato fra le personlit religiose, politiche
a consolidare contemporaneamente il pro- e amministrative del capoluogo di provin-
prio prestigio sociale e politico in ambienti cia e con esse, fra cui il vescovo e il pre-
che superano anche i limiti della comunit fetto, prese parte a un pranzo offerto alle
locale. autorit e agli esponenti del luogo . Ogni
E veramente con la morte di don Calo- commento superfluo, tanto pi che i rap-
gero Vizzini, avvenuta nel 1954, tutto fa porti di un mafioso di alta posizione gerar-
pensare che per Giuseppe Genco Russo non chica con le autorit locali purtroppo non
ci siano ulteriori ascese da compiere; per- si manifestano certo nella loro veste pi
fino la stampa estera si occupa del decesso significativa in una comune partecipazione
del capo mafia e nessuno ha dubbi sulla ad una cerimonia e ad un pranzo; questa
indicazione del successore: da ora in poi non che la testimonianza di una situa-
Genco Russo sar unanimemente tenuto in zione ben definita e della disinvoltura con
conto di capomafia per tutto il territorio cui essa viene accettata e vissuta.
della Sicilia, con le conseguenti ripercus- Dallo stesso rapporto si apprende che
sioni di potere su quella parte della mala- Calogero Castiglione, cognato del Genco
vita americana che continua a far capo alle Russo, ricopr, dal 9 maggio 1954 al 18
vecchie gerarchie siciliane. marzo 1956, la carica di segretario della
Nel gi citato rapporto del 12 maggio sezione del partito democristiano di Mus-
1956 del gruppo carabinieri di Caltanissetta, someli, carica dalla quale veniva estromesso
si fa cenno alla conoscenza e al credito in seguito a manifestazioni di intemperanza
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Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

occasionata dalla mancata elezione della Nel novembre del 1957, un mese dopo
moglie alla carica di delegata femminile questi incontri ad alto livello , si teneva
della sezione DC . ad Apalachin (USA) una riunione di gang-
Ma la buona reputazione personale di sters: il rapporto di connessione fra i due
Genco Russo ha pi vasti e profondi appi- avvenimenti veniva rilevato per la prima
gli: infatti dopo la lunga attivit che lo volta il 2 luglio 1958 in un articolo dal titolo
rese tristemente noto nel campo della giu- Rivelazioni sui rapporti fra mafia e gang-
stizia penale, si imposto una condotta sterismo , del quotidiano 77 Tempo di
improntata a costumatezza di vita e seriet, Roma.
che gli valsa la stima e la considerazione Circa i rapporti del Genco Russo con la
dei suoi paesani, i quali, anzich temerlo malavita americana, un concreto dato di
per il suo passato torbido e spregiudicato fatto che si pu ricordare sono gli incontri
e per i suoi legami con la mafia, lo consi- che ebbe, sempre all'albergo Delle Palme di
derano molto influente e lo ritengono ormai Palermo, tra il 24 e il 25 marzo 1961, con
elemento d'ordine, equilibrato e di molto Salvatore Lucania, meglio noto come Lucky
buon senso . E perch no, dato che, come Luciano. Pare che si trattasse della possi-
si rileva da un promemoria della questura bilit di fare intervenire il Genco Russo
di Caltanissetta del 27 luglio 196... (l'ultima con la sua influenza presso le autorit
cifra illeggibile), il Genco saltuariamente della Regione siciliana, per far ottenere a
si reca a Palermo dove avrebbe conoscen- Sorge Santo, rappresentante in Italia della
ze nei vari ambienti regionali DC, e si in- societ americana Rimrock Tidelandess
teresserebbe di pratiche burocratiche di LTD , una concessione per effettuare ricer-
amici e conoscenti che ricorrono a lui per che petrolifere nella zona di Termini
impieghi, agevolazioni ed altro ? Imerese.
Il 12 ottobre 1957, intanto, come si ri- Questi, almeno, i dati accertabili o di
leva da un rapporto dei carabinieri di Cal- facile induzione.
tanissetta, ...la questura di Palermo accer- Durante il soggiorno a Roma di Santo
tava che il Genco Russo Giuseppe con altri Sorge, cittadino statunitense, e di Giuseppe
cinque individui rimasti sconosciuti, indi- Vario, da Acquaviva, cittadino italiano, tra
cati come mafiosi, s'incontr all'albergo il 5 e l'8 dicembre 1957, Giuseppe Genco
Delle Palme di Palermo con gli italo-ameri- Russo si rec a far loro visita presso
cani Sorge Sante fu Salvatore, nato a Mus- l'hotel Regio, in via Veneto 72. In altra
someli, sospetto di traffico di stupefacenti, occasione, il Sorge e il Vario tentavano di
Bonanno Josef e Galante Carmine. Nel po- ottenere un finanziamento statale di 100 mi-
meriggio dello stesso giorno il Genco Russo lioni di lire da parte del Ministero dei la-
Giuseppe ritorn all'albergo Delle Palme vori pubblici per la gi accennata conces-
con un gruppo di dodici sconosciuti, e, sione per ricerche petrolifere in territorio
mentre questi ultimi sostarono all'esterno, di Termini Imerese, e per questo tenevano
egli si intrattenne a conversare con i pen- contatti con alte personalit politiche, am-
sionati Bonanno e Galante, nonch con Vi- ministrative, o mafiose.
tale Vito e Di Bella John, italo-americani, Di tutti questi incontri dato soltanto
rispettivamente nativi di Castellammare del congetturare le cause e, al pi, per quelli
Golfo e di Montelepre. svoltisi a Palermo, trarre significative con-
Nella circostanza, la questura di Cal- siderazioni dalla forma pomposa in cui
tanissetta accert che il Genco Russo si re- ritenne presentanosi il Genco Russo. Ma
cava spesso a Palermo senza poterne pre- naturalmente, quanto a segretezza delle riu-
cisare 1 motivi, ma precis che in Musso- nioni, la si pu equiparare a quella che vige
meli non ebbe mai contatti con cittadini per certi accordi internazionali al pi alto
statunitensi . livello.
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Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

Sull'argomento appare opportuno ag- tre che, naturalmente, sul lungo elenco di
giungere che, secondo un rapporto della precedenti penali) sugli episodi del 1957 e
guardia di finanza del settembre 1960: del 1961, relativi rispettivamente all'incon-
tro con i gangsters italo-americani e all'ac-
Sorge Santo fu Salvatore, nato a Mus-
quisto del feudo Graziano, come si pu de-
someli (Caltanissetta) I'll gennaio 1908, cit-
sumere dal rapporto datato 20 agosto 1963,
tadino statunitense, residente a New York,
con cui i carabinieri di Caltanissetta lo pro-
da tempo, attendibilmente, sospettato di
ponevano per la diffida. Dopo aver dedicato
essere intimamente associato al noto Salva-
ampio spazio a tali episodi, il rapporto cos
tore Lucania, detto Lucky Luciano. Il Sorge
concludeva:
svolge, negli Stati Uniti, attivit commer-
ciali che vengono ritenute di copertura per Da ci si desume che il Genco Russo,
illeciti traffici di stupefacenti. Egli pregiu- mentre in questo territorio non ha dato
dicato ed ha subito condanna per falso in luogo a manifestazioni tali da far suppor-
atti e per spionaggio. L'attenzione della po- re che continuasse nella sua attivit ma-
lizia statunitense sulle attivit del Sorge si fiosa per il suo comportamento di galanto-
particolarmente acuita negli ultimi tempi mismo e di ossequio verso le istituzioni
per il confluire di informazioni secondo le dello Stato, fuori del territorio ha conti-
quali il predetto avrebbe intensificato i suoi nuato i propri sistemi per trarre illeciti
viaggi in Italia ed avrebbe infittito i suoi rap- vantaggi...
porti sia con il Lucania, sia con elementi Premesso quanto sopra, attesa la ne-
di primo piano della mafia siciliana, e del- cessit di esercitare nei confronti del Gen-
l'ambiente dei traffici di stupefacenti . co Russo Giuseppe una opportuna azione
ammonitrice nell'esclusivo interesse della
Circa il Vario Giuseppe, va detto che pubblica sicurezza, lo si propone per il prov-
avvocato, ed stato presidente dell'Istituto vedimento della diffida .
case popolari di Caltanissetta dal febbraio
1959 al dicembre 1961. Intanto quest'uomo, per il quale all'et
Il 26 agosto 1963, due giorni prima che di settanta anni si rendeva necessario un
la questura di Agrigento sporgesse denun- simile provvedimento, aveva, tre anni pri-
cia contro il Genco Russo per violenza pri- ma, dato luogo ad un grande scalpore, otte-
vata continuata e aggravata ai danni dei nendo di farsi includere nelle liste della De-
fratelli Caramazza in relazione alla com- mocrazia cristiana per le elezioni del 1960
pravendita del feudo Graziano, il questore per il rinnovo del consiglio comunale di
di Caltanissetta visti gli atti di ufficio dai Mussomeli; di farsi iscrivere e, naturalmen-
quali si rileva che Genco Russo Giuseppe te, di farsi eleggere. La campagna di stampa
fu Vincenzo e fu Scaduto Rosalia, nato in seguitane lo costringeva, per, a dimettersi
Mussomeli il 26 gennaio 1893, ivi residente, dalla carica (nell'esercizio della quale ri-
ex ammonito, ha numerosi precedenti pe- copr anche le funzioni di assessore) insie-
nali; considerato che il Genco Russo Giu- me con tutto il consiglio comunale, in data
seppe tiene rapporti di amicizia con pre- 29 marzo 1962.
giudicati pure di paesi vicini e che lo stesso, Tra il giugno e l'ottobre 1964, il Genco
per la condotta e per le manifestazioni cui Russo colleziona quattro ammende per man-
ha dato luogo, da ritenersi fondatamente cato versamento di contributi assicurativi
proclive a delinquere, come si evince anche e per l'irregolare gestione di un mulino e
da recenti informazioni fornite da Agri- una multa per infrazione al testo unico
gento , lo diffidava a cambiare condotta , sulla finanza locale (imposta di consumo)
ai sensi dell'articolo 1 della legge 27 dicem- per un ammontare complessivo di lire
bre 1956, n. 1423. 6.006.270.
da credere che il citato provvedimen- Il 13 maggio 1964 veniva denunziato dai
to di diffida si appoggiasse soprattutto (ol- carabinieri di Lovere per contravvenzione
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Atti Parlamentari Senato della Repubblica

V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

all'articolo 12 della legge 27 dicembre 1956, cevamo, esercitare nei suoi confronti una
n. 1423, e cio per non aver rispettato le pi energica azione di prevenzione.
prescrizioni inerenti al provvedimento di Per di pi egli doveva anche subire, in
soggiorno obbligato. stato di detenzione, un nuovo procedimento
A Lovere, in provincia di Bergamo, il penale, il primo dopo un lunghissimo pe-
Genco Russo era arrivato in seguito alla riodo di tempo: la vicenda, trae origine da
misura di sorveglianza speciale con l'obbli- una denuncia inoltrata, il 28 luglio 1965,
go di soggiorno in altro comune, commina- dalla squadra mobile di Palermo nei con-
tagli dal tribunale di Caltanissetta il 22 fronti dello stesso Genco Russo e di altre
febbraio 1964. Il tribunale aveva accolto 16 persone fra cui Frank Coppola, Frank
pure, il 4 febbraio, la richiesta della que- Garofalo ed altri appartenenti alla mafia
stura di Caltanissetta di sottoporre Genco e a Cosa nostra , tutti ritenuti respon-
Russo a custodia preventiva. Arrestato il sabili del delitto di associazione per delin-
6 febbraio, Giuseppe Genco Russo raggiun- quere.
geva il comune di Lovere il 27 successivo. Tratto in arresto il 2 agosto 1965, viene
Nell'informativa relativa alla misura di rinviato a giudizio con sentenza istruttoria
prevenzione i carabinieri di Caltanissetta del 31 gennaio 1966 nella quale si legge:
riferivano fra l'altro come il Genco Russo Genco Russo Giuseppe il capomafia
ricevesse spesso in casa sua persone come della Sicilia.
il Castiglione Calogero ( non escluso che Per la sua attivit di capomafia, il tri-
il Castiglione possa costituire tramite tra bunale di Caltanissetta con decreto del 24
elementi mafiosi di Palermo e il Genco febbraio 1964, gli ha inflitto il provvedi-
Russo ) e s'incontrasse, quando si stabi- mento della sorveglianza speciale per la du-
liva in contrada Graziano, con i pregiudicati, rata di anni cinque con obbligo di soggior-
nonch notoriamente mafiosi, Luigi Rubino no in altro comune.
e Diego Di Gioia (nomi che non ci sono
Da tale decreto il Genco Russo risulta
nuovi). Il rapporto del 1 febbraio 1964
associato al Lucky Luciano, al Sorge Santo,
cos concludeva:
al Bonanno Giuseppe ed al Galante Camillo.
Il Genco Russo per il suo denso pas- Nell'attivit di capo della mafia iso-
sato, per l'ambiente in cui vissuto e con- lana del Genco Russo Giuseppe deve inse-
tinua a vivere, pur facendosi notare rara- rirsi la sua partecipazione nei giorni dal 12
mente in pubblico per sfuggire al controllo al 16 ottobre 1957 al convegno dei capi di
delle forze dell'ordine, per i rapporti con "Cosa nostra" e della mafia di Castellam-
altri indiziati, ha creato intorno a s un mare svoltasi nell'albergo Delle Palme di
clima di preteso rispetto e prestigio, deter- Palermo.
minando uno stato di soggezione nei citta- Che il Genco Russo Giuseppe si sia tro-
dini, i quali subiscono la sua volont con vato nell'albergo Delle Palme per parteci-
conseguente menomazione della libera ed pare al convegno dei mafiosi provato dal
autonoma esplicazione delle loro azioni ed fatto che egli non aveva un plausibile mo-
opinioni . tivo per frequentare l'albergo suddetto, in
Questa volta il documento d'accusa non quanto in quei giorni alloggiava altrove,
doveva finire nel vuoto, e cos l'uomo che a nonch dal fatto che egli ha reiterato, an-
29 anni aveva ottenuto il primo dei suoi che pi volte in uno stesso giorno, le sue
innumerevoli non doversi procedere , visite nel menzionato albergo.
vedeva all'et di 71 e mentre dal dicem- Peraltro provano la partecipazione del
bre 1962, a causa delle sue condizioni di sa- Genco Russo agli incontri che si svolsero
lute, era costretto a rimanere quasi sempre tra i mafiosi durante il convegno, le rela-
in casa perch affetto da una grave forma zioni di servizio redatte dalle guardie di
di cataratta all'occhio sinistro, vedeva, di- pubblica sicurezza Lo Piccolo e Malannino
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Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

il 13, il 14 ed il 16 ottobre 1957, la testi- del Magaddino Giuseppe (in Palermo I'll
monianza del Lo Piccolo e la testimonianza marzo 1959 - il 25 gennaio 1960); del Luca-
del maresciallo di pubblica sicurezza Nal- nia Salvatore (in Palermo il 19 maggio
bone che ne venne a conoscenza attraverso 1959 - dal 22 al 31 dicembre 1959 - il 17
un testimone oculare. agosto 1960 - il 17 gennaio 1961 - il 23
La particolare posizione di capomafia marzo 1961); del Garofalo Francesco (in
che ha qualificato l'intervento del Genco Palermo dal 10 al 12 giugno 1959 - dal 22
Russo Giuseppe al convegno Delle Palme al 31 dicembre 1959 - il 2 giugno 1962); del
si evince dal numeroso seguito che lo ac- Vitaliti Rosario (in Palermo dal 28 al 31
compagn in quelle occasioni. marzo 1960 - dal 15 al 17 febbraio 1962 ed
in Catania dal 6 al 10 di quello stesso
Risulta, infatti, dalla comunicazione
mese); del Francesco Scimone (in Catania
diretta dalla questura di Palermo all'Inter-
dal 29 gennaio al 1 febbraio 1961).
pol il 4 luglio 1958 in base ai fatti riferiti
dalla guardia di pubblica sicurezza Lo Pic- Invero tali presenze in rapporto a sog-
colo e da costui confermati al giudice istrut- getti, i quali risultano tutti associati a
tore che il Giuseppe Genco Russo venne "Cosa nostra", possono ben considerarsi,
accompagnato all'albergo Delle Palme da per logico convincimento, elementi rivela-
dodici uomini i quali rimasero ad atten- tori di altrettanti incontri tra gli associati
derlo all'esterno... medesimi nell'iter esecutivo dei programmi
L'attiva partecipazione del Genco Rus- dell'associazione.
so Giuseppe allo svolgimento dei program- Risulta dai documenti catastali che il
mi delittuosi di "Cosa nostra" in Sicilia, Genco Russo, il quale ha dichiarato nel suo
anche provata attraverso i seguenti ele- interrogatorio di versare in disagiate con-
menti: dizioni economiche, invece un grosso pro-
prietario terriero, per acquisti effettuati in
gli incontri con Vitale Vito nell'al- maggior parte in Canicatt il 16 marzo
bergo Centrale di Palermo I'll giugno ed 1961.
il 20 luglio 1957; Egli proprietario, sia in proprio sia
l'incontro con il Francesco Scimone, unitamente alla moglie ed ai familiari, di
corriere del Lucania, nel motel Agip di Ca- complessivi ettari 147.61.25 di terreno nei
tania il 10 gennaio 1960; territori di Caltanissetta, Casteltermini e
Canicatt.
l'incontro con il Garofalo Francesco
Su parte di detti terreni gravano ipo-
nell'autostello ACI di Castellammare del teche per un ammontare complessivo di lire
Golfo dal 18 al 19 febbraio 1961; 47.387.995 che incidono in scarsa misura
l'incontro con il Magaddino Giusep- nella rilevata consistenza patrimoniale del-
pe nell'albergo Centrale di Palermo dal 10 l'imputato, tenuto anche conto del fatto
al 13 aprile 1961. che i suoi debiti ammontano complessiva-
mente a lire 20.028.716, di cui lire 14.416.000
Tutti i suddetti incontri sono docu- verso istituti di credito per prestiti agrari
mentati dal prospetto delle presenze alber- e sovvenzioni cambiarie, e lire 5.602.716,
ghiere. per saldo debitore del suo conto corrente.
Dallo stesso prospetto risulta che il
Genco Russo ha alloggiato in alcuni alber- Poich il Genco Russo non ha svolto
ghi di Palermo e Catania contemporanea- alcuna attivit industriale e commerciale,
mente alla presenza, in altri alberghi delle tale improvviso notevole incremento patri-
stesse citt, del Santo Sorge (in Palermo il moniale non trova altra giustificazione se
28 ottobre 1957); del Plaia Diego (Palermo non nell'attivit illecita da lui svolta nel-
il 9 dicembre 1957 - dal 9 al 13 marzo 1960 l'esecuzione dei programmi della delinquen-
- dal 6 al 7 marzo 1961 - l'8 giugno 1961); za associata di cui autorevole capo.
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

Pertanto nei confronti del Genco Russo aprile di quell'anno, dispone che a quella
Giuseppe pu ritenersi raggiunta, con as- data il Genco Russo venga accompagnato
soluta certezza, la prova che egli un ma- dalia forza pubblica nel comune di sog-
fioso per delinquere . giorno obbligato. Dimesso solo in data 8
Con sentenza del 25 giugno 1968, il tri- aprile, raggiunge finalmente con un'ambu-
bunale di Palermo assolve Genco Russo lanza della questura di Palermo il comune
per insufficienza di prove e lo rimette in li- di Notaresco.
bert, revocando il mandato di cattura a Circa la situazione patrimoniale di Giu-
suo tempo emesso dal giudice istruttore. seppe Genco Russo, ultimo ma non meno
La sentenza appellata sia dal pubbli- interessante tra gli elementi della biografia
co ministero sia dal Genco Russo: la corte di questa notevolissima personalit di ma-
di appello di Palermo il 12 giugno 1970 ri- fioso, abbiamo molte e svariate testimonian-
conosce Genco Russo colpevole del delitto ze nei rapporti della guardia di finanza,
di associazione per delinquere e lo condan- della questura, e dell'Arma dei carabinieri,
na ad anni tre di reclusione (interamente con minuziose informazioni raccolte dai ri-
condonati), all'interdizione dai pubblici spettivi rappresentanti locali sulla forma e
uffici per anni cinque ed alle spese per i dislocazione dei beni da lui posseduti. Tut-
due giudizi. Anche detta sentenza non de- tavia, se prescindiamo dal particolare che
finitiva, avendo il Genco Russo proposto la grandissima parte di detti beni inte-
ricorso in cassazione. stata a nome della moglie e dei figli, nulla
Rimesso in libert nel giugno del 1968, ci pare pi indicativo ed efficace della di-
Genco Russo veniva nuovamente inviato a chiarazione scritta che il governatore della
Lovere per la prosecuzione del soggiorno Banca d'Italia, Guido Carli, indirizzava in
obbligato che la corte di cassazione ac- data 20 aprile 1964 all'onorevole senatore
cogliendo il ricorso del procuratore gene- avvocato Donato Pafundi, allora Presiden-
rale della Repubblica contro la decisione te della Commissione parlamentare d'in-
del tribunale di Caltanissetta che aveva chiesta sul fenomeno della mafia in Sicilia,
stabilito il termine della misura di preven- dichiarazione che tendeva a chiarire come
zione al 4 febbraio 1969 decideva do- i prestiti concessi al Genco Russo dai vari
versi protrarre fino al 27 dicembre 1971. istituti di credito fossero pienamente giu-
Approfittando di un breve periodo di stificati, tanto da escludere la possibilit
permesso, Genco Russo si fa per ricove- di ogni pressione politica o semplicemente
rare il 10 novembre 1969 all'ospedale ci- mafiosa , dalla consistenza del patrimo-
vile di Canicatt perch affetto da colici- nio dello stesso valutato in circa 80 mi-
stite cronica radiograficamente accertata; lioni di lire .
ipertrofia prostatica, miocardiosclerosi, di- A questa constatazione c' poco da ag-
sturbi visivi da cataratta con perdita pres- giungere, se non che evidentemente il po-
soch totale del visus . Adducendo motivi tere della mafia non si limita, come da
di salute Genco Russo chiede ed ottiene, qualcuno si vorrebbe, a creare una rete di
intanto, dal tribunale di Caltanissetta lo protezione e d'influenze, ma d bens vita
spostamento del comune di soggiorno ob- a un'organizzazione con ben pi concrete
bligato prima a Zavattarello (Pavia) e poi possibilit e ben pi bassi e comuni scopi
a Notaresco (Teramo). Non raggiunge per di lucro, per io meno a vantaggio di quelli
subito detta localit perch rimane sempre dei suoi membri che, se da nullatenenti
ricoverato in ospedale e il tribunale di sono assurti a sempre pi solide posizioni
Caltanissetta gli concede, a volte preventi- economiche, nondimeno sono da ritenersi
vamente a volte in sanatoria, una serie di pi volgari e incalliti criminali, alla cui
permessi. ben individuabile delinquenziale personali-
In data 26 marzo 1970 il tribunale, nel t nulla toglie il prestigio o, meglio, il cli-
concedergli un ulteriore permesso sino al 5 ma di terrore di cui sanno circondarsi.
CENNI BIOGRAFICI SU MICHELE NAVARRA
INDICE

1. - L'ambiente del corleonese Pag. 67


2. - La famiglia di Michele Navarra . . . 70
3. - L'ascesa mafiosa 74
4. Rapporti fra Michele Navarra e Luciaao Leggio 82
5. - Personaggi mafiosi gravitanti intorno a Navarra 86
6. - Personaggi di secondo piano del corleonese 94
7. - Casi di infiltrazioni negli enti locali 99
8. - Conclusioni 102
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

1. - L'AMBIENTE DEL CORLEONESE

Il personaggio Michele Navarra va inse- (movimento che si collega ad altre lotte con-
rito nelle vicende del corleonese del perio- tadine dell'inizio del secolo, stroncate con
do che va fino alla sua soppressione vio- l'uccisione di Bernardino Verro nel 1915), il
lenta avvenuta nel 1958 entro le quali as- suo incontro con gabellotti e campieri che
surge al ruolo di protagonista. nei contrasti sociali del secondo dopoguerra
Egli ha in comune con altri personaggi diventavano i veri e propri arbitri di una
alcuni tratti caratteristici del fenomeno ma- convivenza civile fondata sulla conserva-
fioso, e cio il desiderio di potenza, il per- zione di privilegi e di ingiustizie secolari,
seguimento dei fini prescelti con qualsiasi attraverso soprusi e atti delinquenziali.
mezzo, la mimetizzazione delle attivit cri- E dall'incontro con uomini come Lucia-
minose dietro comportamenti apparente- no Leggio, non ancora ventenne, che ten-
mente normali. tano di salire nella scala sociale attraverso
Ma, in pi, egli parte da una posizione l'acquisizione dei beni che l'inerzia e l'igna-
che gli conferisce di diritto e di fatto un via dei proprietari assenteisti loro affidava
rilievo sociale che altri non hanno. Il pa- in custodia e in amministrazione, si passer
dre era geometra e insegnante presso la poi allo scontro violento, alla fine del quale
scuola agraria di Corleone, apparteneva a a soccombere Michele Navarra.
quel circolo dei nobili, cui Leggio ad esem-
Notabili e nobili proprietari dei fondi
pio non sarebbe mai stato ammesso. Appar-
se ne stanno a Palermo e si affidano agli
teneva, cio, per estrazione sociale, a quel-
amministratori per la gestione, paghi solo
la piccola borghesia che in una zona carat-
di ricavarne il massimo profitto possibile.
terizzata dal latifondo, come il corleonese,
A Corleone e nella sua plaga che si esten-
con proprietari assenteisti che da Palermo
si affidavano a campieri e gabellotti per de a Godrano e a Marineo, a Mezzojuso e a
amministrare i loro beni, finiva per assu- Villafrati, a Roccamena e a Contessa Entel-
mere un rilievo sociale e politico che in al- lina, a Bisacquino e a Campofiorito, a Palaz-
tre zone del palermitano non avrebbe rag- zo Adriano e a Lercara Friddi, con frange e
giunto. propaggini estreme ad ovest verso l'alca-
In pi, naturalmente, uomini come Na- mese (Trapani) e ad est verso Valledolmo,
varra avevano quella rispettabilit sociale Palermo, Vallelunga e Villalba (Caltanis-
data dalla cultura, oltre che dalla posizione setta), entro un vasto territorio collinoso,
economica, s da diventare di fatto arbitri con ampi boschi e di non facile accesso,
dei comportamenti anche politici degli am- relativamente vicino al capoluogo dell'isola
bienti della zona, come dimostrato dal- dal punto di vista geografico (56 chilometri),
l'esame dei risultati elettorali del dopoguer- ma di fatto entroterra ignorato e isolato
ra. Questo aspetto va tenuto presente per vivono contadini, piccoli proprietari, mez-
comprendere il personaggio Navarra, il suo zadri e pastori.
scontro con l'incipiente movimento conta- Vi prevale la piccola coltura con l'im-
dino capeggiato dal socialista Placido Riz- piego di lavoro salariato complementare, il
zotto, segretario della camera del lavoro subaffitto da parte del gabellotto a piccoli
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Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

lotti, e a canoni di gran lunga maggiorati zotto soccomber quando nel secondo do-
rispetto a quelli corrisposti al proprietario. poguerra il movimento contadino ripren-
Accanto a questa massa di contadini po- der vigore e forza.
veri e di salariati agricoli che alle tre, alle La vecchia mafia, appena sopita dalla
quattro del mattino a dorso di mulo par- repressione del prefetto Mori, riprende il
tono dalle loro case per raggiungere, nei suo ruolo parassitario, approfittando anche
fondi lontani anche 15-20 chilometri, le della situazione eccezionale in cui viene a
terre loro affidate, ci sono i massari , ric- trovarsi la Sicilia, e uomini come Navarra,
chi proprietari che coltivano le loro terre dotati di autorit e di prestigio mafioso
con l'ausilio dei salariati che offrono sulla che hanno effetto anche in campo sociale
pubblica piazza, di buon mattino, le loro e politico, ne divengano i capi.
braccia. Proprio attraverso le vicende della sua
Tale assetto sociale, tale tipo di rap- vita (quella parte almeno che stato pos-
porto di propriet garantito dagli am- sibile ricostruire attraverso documenti uffi-
ministratori, sovente mimetizzati nei ga- ciali) si colgono e si intravvedono le rami-
belloti, e dai campieri contro gli scassa- ficazioni del potere mafioso e le orditure
pagliai , ma anche contro chi cerca di otte- attraverso le quali esso riesce ad affermarsi
nere il rispetto della legge, contro chi cerca in tappe successive.
di introdurre nella dinamica politica e so- Si parte dallo sfruttamento delle posi-
ciale elementi nuovi volti a creare un equi- zioni di prestigio cui la mafia era assurta
librio diverso. Non a caso il socialista Ber- in seno alle forze alleate di occupazione
nardino Verro, che capeggiava le prime ottenendo, in virt dei servizi pi vari (in-
lotte agrarie dell'inizio del secolo, dopo terprete, delatore), l'inserimento nell'ammi-
essere sfuggito ad un primo attentato nel nistrazione della cosa pubblica. Per vie di-
1910, verr ucciso il 3 gennaio 1915 ad ope- verse, in ogni zona della Sicilia occiden-
ra di elementi mafiosi, rimasti impuniti tale la mafia ottiene questo scopo.
dopo che il principale indiziato, il mafioso Le posizioni cos raggiunte vengono con-
Angelo Gagliano, zio materno di Michele solidate nel periodo successivo e, nel caso
Navarra, sar stato assolto definitivamente di Navarra, attraverso la parte attiva che
nel 1928, a ben tredici anni dalla consuma- viene esercitata, in seno al movimento indi-
zione del delitto. pendentista siciliano e poi nei partiti na-
E non a caso qualche tempo dopo si zionali in quelli che contano , sia a
giunger a far sparire da una piazza di Cor- Palermo che a Roma.
leone persino il busto marmoreo eretto a La scelta del partito, per Navarra, come
sua memoria. per gli altri del resto, strettamente legata
In questo scontro sociale si colloca la alle possibilit di diventare compartecipe
figura del dottor Michele Navarra e quella nella gestione del potere, per cui impen-
di Luciano Leggio, suo adepto, prima di di- sabile che ci si possa orientare verso una
ventarne il successore. E se Bernardino forza politica che non conti.
Verro viene eliminato nel 1915 proprio per- Navarra con il Movimento indipenden-
ch aveva interpretato l'ansia, l'aspirazione tista nel 1947, con il Partito liberale italiano
e la volont dei contadini poveri, dei mez- nel 1948, con la DC nel 1951 e, pi decisa-
zadri, degli affittuari, dei braccianti, infon- mente ancora, nel 1953 proprio perch il
dendo in loro il coraggio e la fiducia neces- potere mafioso gi proteso verso lo sfrut-
saria per lottare contro lo sfruttamento tamento di amicizie , di parentele e di
mafioso, che rendeva ancor meno accetta- influenze che possono consentire impu-
bili le ingiustizie derivanti dall'assetto fon- nemente l'esercizio di attivit illecite.
diario basato sul latifondo, dando altres Per ottenere questo, la mafia pu garan-
uno sbocco alle lotte contadine con la crea- tire i voti di cui dispone a suo piacimento,
zione di cooperative, del pari Placido Riz- e insieme anche l'immobilit di un assetto
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

sociale ormai consolidato da decenni, attra- del mantenimento del potere politico, ma
verso l'organizzazione di cui gabellotti e che non rinuncia mai ad essere egli stesso
campieri sono i pilastri. In fondo uno protagonista in prima persona, delegante
scampolo della vecchia Italia prefascista e delegato ad un tempo, subentra Luciano
che tenta di ricrearsi, come se la realt di Leggio, campiere del feudo Strasatto, che
una dinamica sociale e politica pi nuova non ha neppure questi scrupoli di carat-
e pi moderna operante nel territorio nazio- tere formale.
nale non esistesse. E insieme con lui ci sono gli altri cam-
Accadde poi quel che non doveva ac- pieri : Pasqua Giovanni (feudo Rubinia),
cadere. Roffino Giuseppe (feudo Malvello), Streva
I campieri posti a guardia del latifondo, Antonino (feudo Maranna) Catanzaro Vin-
di cui si danno i nomi qui di seguito per cenzo (feudo Lupotto), Pennino Carmelo
memoria, perch li ritroveremo fino ai no- (feudo Rao), Governale Antonino (feudo Ri-
stri giorni, si renderanno conto che dalla docco), Vintaloro Angelo (feudo Piano di
rottura dell'equilibrio mafioso di tipo tra- Scala), fratelli Mancuso (feudo Donna Gia-
dizionale potranno essi stessi assumere un coma), Leggio Biagio (feudo Patria), Col-
ruolo di protagonisti in uno scontro in cui lura Vincenzo (feudo Galardo), Maiuri Vin-
personaggi come Navarra non sono pi ne- cenzo (feudo Giardinello) tutti nel corleo-
cessari. Ecco come a Navarra, criminale che nese; Sacco Giovanni (feudo Panino) nel-
vuole per difendere la sua onorabilit di l'alcamese; Malta Salvatore (feudo Vicaret-
professionista e di notabile, che supporto to), infine, al confine misseno.
70
Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

2. - LA FAMIGLIA DI MICHELE NAVARRA

Michele Navarra nacque a Corleone il ha acquisito are 13.80 in Trabia (Palermo),


5 gennaio 1905, consegu la laurea in me- contrada Portone Vucca Vanella, ex feudo
dicina e chirurgia all'universit di Palermo S. Onofrio. In detto fondo ha costruito con
nel 1929, per poi passare alla scuola mili- la cooperativa La Casa che comprende
tare di sanit il 20 gennaio 1930, conse- una ventina di soci e che ha ottenuto dal
guendo il grado di sottotenente medico di Banco di Sicilia un mutuo di 145 milioni,
complemento il 28 giugno 1930. con una ipoteca di 270 milioni.
Congedato dal servizio militare, prestato Giuseppe Navarra, nato nel 1916, resi-
a Trieste, il 4 aprile 1931, venne poi nomi- dente in Palermo, celibe, da moltissimi
nato medico condotto interino nella secon- anni direttore generale dell'A.S.T. (Azienda
da condotta di Corleone, comprendente siciliana trasporti), dopo esserne stato di-
gran parte del bosco della Ficuzza, luogo rettore fin dalla sua istituzione. Non risulta
ideale come rifugio provvisorio del bestia- possedere beni immobili, ma la sua posi-
me rubato e come stazione di partenza del- zione economica indubbiamente robusta.
le carni macellate clandestinamente per il Antonina, nata nel 1918, residente a Pa-
mercato di Palermo. lermo, coniugata con il notaio Giuseppe
Il padre, Navarra Giuseppe fu Giuseppe Crescimanno di Corleone. Assieme al ma-
e fu Giuffrida Maria, nato a Corleone il 21 rito possiede i seguenti beni immobili: un
febbraio 1872, ivi deceduto il 7 novembre appartamento di 5 vani, terrazzo ed acces-
1952, era di professione geometra. sori del fabbricato tra le vie Leopardi, Pipi-
La madre si chiamava De Miceli Cate- tone e Cesareo, acquistato il 22 giugno 1961
rina fu Bernardo e Marino Caterina, nata dal costruttore Giuseppe Purpura per un
a Corleone il 20 ottobre 1880, deceduta il valore dichiarato di lire 7.000.000; due ap-
19 aprile 1962. partamenti di cinque vani ciascuno in via
La famiglia godeva buona reputazione Ausonia, n. 53, acquistati il 24 febbraio
ed era, come si suol dire, ben inserita nel 1969 per un valore complessivo di lire 18
ceto medio corleonese, come dimostra la milioni.
stessa collocazione professionale e sociale Salvatore, nato nel 1921, residente in-
dei fratelli, nessuno dei quali risulter pale- vece a Messina ed direttore dell'ospedale
semente partecipe dell'attivit mafiosa del Principe di Piemonte, nonch titolare della
fratello maggiore. possibile, tuttavia, che cattedra di semeiotica chirurgica presso
almeno alcuni, tra loro, siano stati in qual- l'Universit di Catania. coniugato con Se-
che misura agevolati dalla potenza del con- rafina Macaione.
giunto. Francesco, nato nel 1924, residente a Pa-
Emanuele Navarra, nato nel 1913, resi- lermo, celibe, convivente con la sorella Ma-
dente in Palermo, perito agrario, impie- ria (nata nel 1909) laureato in legge ed
gato presso il Banco di Sicilia, centro mec- attualmente capo dell'ufficio studi dell'as-
canografico. coniugato con Orsola Sar- sessorato regionale enti locali. Gi impie-
zana, preside della scuola media statale gato dell'Azienda siciliana trasporti, prima
Federico II di Palermo. Il 22 giugno 1968 a Corleone e poi a Palermo, stato asse-
71
Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

guato nel 1954, unitamente ad altri dipen- Nel 1936 Michele Navarra contrasse ma-
denti dell'Azienda siciliana trasporti all'as- trimonio con Tommasa Cascio fu Antonino
sessorato enti locali ed inquadrato nei ruoli e fu Di Miceli Rosalia nata a Corleone, ivi
speciali transitori con decreto del 5 dicem- residente, casalinga. A differenza della fa-
bre 1959 (con decorrenza dal dicembre miglia del Navarra, la famiglia della moglie
1954). ha avuto nel suo seno alcuni esponenti ma-
Nell'agosto 1962 fu chiamato a far parte fiosi. Cascio Antonino, capofamiglia, era in-
dell'ufficio di gabinetto dell'assessorato e, fatti cugino di Cascio Salvatrice, moglie del
dal 1 gennaio 1964 all'I 1 agosto 1967, fu pregiudicato Riela Giuliano, deceduto nel
distaccato all'ufficio di gabinetto della pre- 1963.
sidenza della Regione. Quale rappresentan- Riela Giuliano, padre del cancelliere
te dell'assessorato, ha ricevuto diversi inca- capo presso il tribunale di Palermo Vincen-
richi, fra cui (nel 1964, 1965 e 1967) quello zo Riela, fece parte attiva della cosca ma-
di componente di alcune commissioni per fiosa del corleonese passata poi dal Lo Bue
lassegnazione degli alloggi popolari, nel al Navarra, a fianco di Michelangelo Gen-
1964 quello di componente della commissio- naro, padre a sua volta del mafioso Gen-
ne per l'albo regionale appalti, nel 1967 naro Filippo, anch'egli affiliato alla cosca
quello di componente di alcune commissio- mafiosa di Michele Navarra.
ni esaminatrici di concorsi per impiegati I precedenti penali di Riela Giuliano e
comunali di vario genere. dei fratelli Andrea, Stefano e Rosario sono
i seguenti:
Il 14 maggio 1961 ha acquistato dal co-
struttore Giuseppe Purpura un appartamen-
Riela Giuliano, classe 1873, da S. Giu-
to di cinque vani e accessori in via Leopardi
seppe Jato (Palermo), gi residente in Cor-
n. 47 per il prezzo dichiarato di lire 7 mi-
leone e deceduto in Palermo il 10 maggio
lioni 700 mila. Francesco Navarra l'unico
1951:
dei fratelli ad avere precedenti penali, es-
sendo stato denunciato il 10 dicembre 1968 7 dicembre 1907 - Tribunale di Pa-
per ingiurie e diffamazione. lermo: non luogo a procedere per difetto
Unica nota caratteristica, nell'ambito di indizi, per concorso in omicidio;
della famiglia di origine, l'esistenza di uno 9 dicembre 1910 - Pretore di Vivona:
zio acquisito, il gi citato Gagliano Angelo ammenda di lire 2 per contravvenzione me-
fu Salvatore e fu Lo Bosco Lealuchina, nato trica;
il 12 novembre 1862, ucciso da ignoti il 7
luglio 1930, mafioso violento, pregiudicato 23 gennaio 1915 - Permesso di porto
per reati contro la persona e il patrimonio, d'armi revocato per mancanza di requisiti;
indicato peraltro come in non buoni rap- 28 aprile 1915 - Furto: assolto per
porti con la famiglia Navarra, incriminato amnistia;
per il tentato omicidio nel 1910 e successi-
vamente per l'uccisione dell'esponente so- 20 dicembre 1926 - Arrestato per asso-
cialista Bernardino Verro, avvenuta nel ciazione a delinquere e denunziato con
1915, dalla cui imputazione stato prosciol- verbale del 6 gennaio 1927;
to nel 1928. 31 luglio 1928 - Sezione accusa di Pa-
Ma, a parte i rapporti non buoni fra le lermo: lo proscioglie dall'imputazione di as-
due famiglie, sta di fatto che fra Michele sociazione per delinquere per mancanza di
Navarra e un figlio del Gagliano, di nome prove. Rimase in carcere, e fu proposto per
Salvatore, attualmente residente a San il confino di polizia, perch facente parte
Filippo del Mela (Messina), di professione di associazione avente carattere criminoso
coltivatore diretto, si stabil presto un'at- (mafia). Appartenente a famiglia di mafiosi,
tiva collaborazione a fini delinquenziali. fu uno dei capeggiatori della mafia di Cor-
72
Atti Parlamentari Senato della Repubblica

V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

leone dove svolse la sua attivit delittuosa, litato il 23 febbraio 1946 con ordinanza nu-
appoggiandosi ai vari capi dell'associazione, mero 2054 della 3a sezione della corte di
quali Gennaro Michelangelo e Badami Ste- appello di Palermo;
fano ;
26 giugno 1904 - Pretore di Montesar-
9 ottobre 1928 - La commissione pro- chio: non doversi procedere per lesioni
vinciale lo assegn al confino di polizia per semplici;
anni cinque;
19 novembre 1915 - Denunciato dal-
28 marzo 1929 - Assegnato alla colonia l'Arma di San Cipirello (Palermo), per mi-
di Lampedusa; nacce a mano armata e porto di rivoltella
senza licenza;
25 giugno 1929 - Proposto per proscio-
glimento dal confino; 10 febbraio 1916 - Pretore di Piana dei
Greci: lo assolve dal reato di truffa perch
3 luglio 1929 - Venne disposto che il il fatto non costituisce reato;
confino fosse commutato in ammonizione;
11 settembre 1917 - Pretore Piana dei
18 luglio 1929 - La commissione pro- Greci: assolto dal reato di truffa perch il
vinciale di Palermo lo ammon; fatto non costituisce reato;
10 giugno 1932 - Pretore Piana dei 7 luglio 1927 - Ammonito per la durata
Greci (Palermo): non doversi procedere per- di anni 2 con ordinanza della commissione
ch estinto il reato per prescrizione (impu- provinciale per l'ammonizione;
tato di truffa continuata in danno di Riela
Francesco in S. Giuseppe Jato, in epoca 1 agosto 1927 - Denunziato in stato
imprecisata). di arresto per contravvenzione all'ordinan-
za dell'ammonizione;

Riela Andrea, classe 1875, da S. Giu- 5 agosto 1927 - Denunziato alla pre-
seppe Jato, ivi deceduto il 27 luglio 1957: tura di Piana dei Greci per furto in danno
dell'Amministrazione delle poste e telegrafi;
27 luglio 1896 - Il tribunale di Palermo
lo condanna a giorni 25 di reclusione per 10 agosto 1927 - Il pretore di Piana dei
lesioni in danno della guardia municipale Greci lo condanna a mesi quattro di reclu-
Mazzeo Fortunato; sione ed anni 2 di vigilanza speciale per il
detto reato;
6 maggio 1900 - Si rende responsabile
28 agosto 1927 - Denunziato dall'Arma
di mancato omicidio in persona di Viviano
di S. Giuseppe Jato alla pretura di Piana
Giovanni e si d alla latitanza;
dei Greci per calunnia in danno di La Spina
15 maggio 1900 - Il giudice istruttore Antonino;
di Palermo emette mandato di cattura per
29 novembre 1927 - Pretore di Piana
suddetto reato;
dei Greci: lire 100 ammenda per omessa de-
17 novembre 1900 - Sezione accusa di nuncia di armi;
Palermo: emette altro mandato di cattura
7 dicembre 1929 - Diffidato;
per lo stesso reato. La corte di assise di
Palermo, con sentenza 8 aprile 1902, lo con- 10 luglio 1930 - Ordinato il prosciogli-
danna in contumacia alla pena di anni 15 mento giacch il Ministero dell'interno, in
di reclusione. Costituitosi il 6 febbraio 1903, seguito a chiarimenti forniti, decide di li-
la corte di assise di appello di Palermo lo berare il Riela da ogni vincolo sin dal gior-
condanna alla pena di anni 3 e mesi 9 di no in cui ha avuto termine la pena ac-
reclusione per il reato di cui sopra. Riabi- cessoria della vigilanza;
73
Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

23 febbraio 1946 - Con sentenza della tore del tribunale di Roma per appropria-
corte di appello, riabilitato a tutti gli effetti zione indebita qualificata;
delle dette condanne.
18 febbraio 1929 - Tribunale di Paler-
mo: condanna a mesi sei di reclusione e lire
Riela Stefano, classe 1869, da S. Giu- 2.000 di multa per appropriazione indebita
seppe Jato, deceduto: semplice.
17 novembre 1900 - Sezione accusa di
Palermo: emette mandato di cattura per Va aggiunto, a proposito di Gennaro Fi-
complicit nel mancato omicidio in per- lippo, di cui si detto prima, che egli fu
sona di Viviano Giovanni; denunciato nel 1958 per associazione a de-
linquere e quale presunto autore dell'omi-
27 maggio 1913 - Pretore Piana dei cidio del noto mafioso Collura Vincenzo
Greci: non doversi procedere per amnistia (Mister Vincent); venne poi assolto in
per contravvenzione gioco d'azzardo; istruttoria per insufficienza di prove. Fu an-
che indicato quale favoreggiatore di Lucia-
4 dicembre 1919 - Pretore Piana dei
no Leggio.
Greci: reclusione giorni 40 per lesioni per-
sonali volontarie. Pena sospesa anni 5, con- Il Gennaro Filippo inoltre gest per
donata met della pena; molti anni una locanda in Palermo, via Ca-
lascibetta, abitando invece in via Domenico
23 settembre 1928 - Denunziato per Di Marco n. 24 quasi di fronte all'abita-
contravvenzione all'articolo 116 della legge zione, al n. 9 della stessa via, dei fratelli
di pubblica sicurezza; Sacco, figli del noto capomafia di Campo-
10 marzo 1931 - Con ordinanza della reale e dell'alcamese Vanni Sacco deceduto
commissione provinciale assegnato al con- nel 1960.
fino per anni 2 a decorrere dal 14 dicem- I figli di Gennaro Filippo hanno tutti
bre 1930. raggiunto posizioni di un certo rilievo: Mi-
chelangelo, nato nel 1921, residente in Pa-
Riela Rosario, classe 1885, da San lermo, laureato in scienze politiche, ispet-
Giuseppe Jato: tore generale del servizio affari generali
presso l'assessorato regionale agricoltura e
4 luglio 1908 - Denunciato per compli- foreste. Giuseppe, nato nel 1935, residente
cit in omicidio in persona di Cangelosi in Palermo, laureato in agraria, ispettore
Filippo e per tentata estorsione in danno tecnico di ruolo presso l'assessorato regio-
di Barbaro Salvatore; nale agricoltura e foreste. Leoluca, nato nel
24 novembre 1908 - Condannato a mesi 1922, residente in Palermo, capitano di
sei per ratto; lungo corso ed coniugato con la figlia del
dottor Enrico Mancuso, procuratore della
7 dicembre 1908 - Non luogo a proce- Repubblica presso il tribunale di Trapani
dere per difetto di indizi per omicidio; e successivamente sostituto procuratore ge-
22 novembre 1926 - Colpito da man- nerale a Palermo, collocato in pensione
dato di cattura emesso dal giudice istrut- nell'aprile del 1970.
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Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

3. - L'ASCESA MAFIOSA

Il dottor Navarra, che era rimasto estra- significativo, in proposito, che nelle
neo al fascismo, si schiera, secondo l'orien- elezioni regionali del 1947 le adesioni, sem-
tamento comune dei maggiorenti mafiosi pre nei comuni controllati dal Navarra o
dell'epoca, con il Movimento di indipenden- dai suoi amici , sono per la maggior parte
za siciliana sin dal suo nascere. Il Movi- orientate verso il MIS (Movimento d'indi-
mento era, come noto, appoggiato da tutta pendenza siciliana); nelle elezioni politiche
la mafia isolana e cos il Navarra ne appro- del 1948, invece, il PLI ottenne nel collegio
fitt per consolidare i vincoli di amicizia di Palermo circa 66.000 voti e gli eletti, ono-
e rispetto con gli altri capimafia dell'en- revoli Bellavista Gerolamo e Palazzolo Gio-
troterra (Calogero Vizzini, Genco Russo, vanni, ottennero la maggior parte dei voti
Vanni Sacco ed altri), incrementando, con- nei comuni di Bagheria, Monreale, Corleo-
seguentemente, il suo gi alto potenziale ne, Partinico, Prizzi e Villabate; nelle poli-
mafioso e venendo tacitamente riconosciu- tiche successive del 1953 (cos come gi si
to, per intelligenza e per essere uno dei era avvertito nelle regionali del 1951), nello
pi vicini alla capitale dell'isola, quale in- stesso collegio di Palermo il PLI ottenne
fluente esponente di tutta la mafia siciliana, soltanto 25.000 voti circa e nei comuni di
ottenendo cos non solo la stima ma anche cui sopra, fatta eccezione per Bagheria, le
la deferenza degli altri mafiosi di grosso adesioni furono davvero minime, tanto che
calibro. i due onorevoli non poterono essere con-
Venuto meno il Movimento, il Navarra fermati.
ed altri si orienteranno poi verso il PLI, Nelle elezioni regionali del 1955, poi, a
partito al quale avevano dato le loro pre- parte l'affermazione della DC nei comuni di
ferenze anche taluni grossi proprietari ter- Corleone, Marineo, Prizzi, Godrano, Bisac-
rieri della zona. quino e Villafrati, la pi alta percentuale
Solo allorquando, dopo il 1948, la DC di preferenze venne riservata, in Corleone,
apparve come il partito pi forte, si assi- al candidato dottor Pennino Carmelo (da
stette sempre a titolo speculativo ed op- Corleone e residente a Palermo), medico, li-
portunistico al passaggio in massa nelle bero professionista, cugino dell'omonimo
file della DC di grandi mafiosi, con tutto mafioso di cui sar detto in seguito. Il Pen-
il loro imponente apparato di forza eletto- nino, per, pur ricevendo un buon numero
rale. di preferenze anche negli altri comuni sopra
Anche il Navarra non fu da meno degli indicati, non venne eletto in quanto non
altri capimafia e in Corleone e comuni vici- trov largo seguito nei centri estranei alla
niori (Marineo, Godrano, Bisacquino, Villa- influenza mafiosa del Navarra.
frati e Prizzi) attiv campagne elettorali e Da tale attivit elettorale spesso reale
sensibilizz le amicizie mafiose, onde diri- e talvolta accortamente millantata il Na-
gere ed orientare votazioni su personaggi ai varra si riprometteva di cogliere come
quali, in seguito, si riprometteva di chie- colse in effetti incrementi di potere;
dere favori, cos come ormai era nel suo soprattutto premette per giungere a con-
costume mentale. tatto diretto con il settore della pubblica
IO

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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

amministrazione, specie a livello locale, e concerneva: i controlli nell'assunzione della


per far assurgere familiari ed accoliti a manodopera bracciantile ed operaia; i ver-
posti che, all'apparenza non sempre di ri- samenti in denaro (pizzo) per presunte pro-
lievo, finirono per costituire l'innesto pi tezioni organizzate dagli stessi mafiosi; i de-
utile e pi producente per i contatti futuri. litti contro il patrimonio; i delitti contro la
Occorre qui ricordare che, nel 1946, il persona (e non solo nei confronti di avver-
Navarra gi ricopriva i seguenti incarichi: sari personali o di cosca); i sequestri di per-
sona a scopo di estorsione; i delitti, infine,
medico condotto di Corleone; di ogni genere purch ne derivasse lucro o
medico fiduciario dell'INAM; intimidazione (pascoli abusivi, danneggia-
menti, abigeati, incendi, ecc.).
caporeparto medicina dell'ospedale
A cavallo degli anni 1944-1948 l'associa-
di Corleone.
zione a delinquere cos concepita e pur
. Tali incarichi, di per s gi di qualche se talvolta sfuggente al controllo dello stes-
prestigio e di qualche remunerativit in so Navarra aveva assunto un assetto
termini di potere , non garantivano, tutta- ed una potenzialit criminosa tale che molti
via, al Navarra quella supremazia alla quale cittadini rinunziarono, per paura, a denun-
egli ambiva. ziare i danni ed i soprusi subiti.
Direttore dell'ospedale e ufficiale sani- La famiglia agiva ormai in veri e pro-
tario di Corleone era il dottor Carmelo Ni- pri comparti di specializzazione ed i pro-
colosi, classe 1896, professionista serio, sti- venti delittuosi che ne conseguivano servi-
mato ed in nessun modo compromesso con vano sia alle spese di organizzazione dell'as-
la mafia. sociazione stessa, sia a determinare l'inizio
Il 29 aprile 1946 il Nicolosi fu trovato di quelle solide posizioni economiche, che
ucciso. ancor oggi si registrano presso personaggi
Per tale omicidio, venne successivamen- allora ventenni.
te incriminato certo Littori Giovanni, classe Baster, in proposito, citare questi dati
1916, da Corleone, al quale si attribu di riferiti al solo corleonese:
avere agito per motivi di gelosia, in quanto
anno 1944: n. 11 omicidi, n. 22 rapine
avrebbe avuto in comune con il Nicolosi
ed estorsioni, n. 278 furti, n. 120 danneg-
un'amante. Ma nella conseguente istrutto-
gi amenti;
ria, l'addotto movente non trov riscontri
obiettivi e, con l'assoluzione del Littori, il anno 1945: n. 16 omicidi, n. 22 rapine
grave fatto di sangue rimase ad opera di ed estorsioni, n. 143 furti, n. 43 danneg-
ignoti. giamenti;
All'epoca (ed anche dopo), si asser per
anno 1946: n. 17 omicidi, n. 10 rapine
che il movente dell'omicidio cos come
ed estorsioni, n. 116 furti, n. 29 danneg-
sopra indicato fosse stato affidato arta-
giamenti;
tamente alla voce pubblica da parte della
cosca facente capo al Navarra, onde stor- anno 1947: n. 8 omicidi, n. 2 rapine
nare ogni sospetto a carico di quest'ultimo. ed estorsioni, n. 69 furti, n. 26 danneggia-
Certo che al Nicolosi, il Navarra su- menti;
bentr subito dopo come direttore interi-
anno 1948: n. 5 omicidi, n. 15 rapine
nale dell'ospedale e, quindi, dal 1948, quale
ed estorsioni, n. 24 furti, n. 20 danneggia-
titolare.
menti.
Indubbio , inoltre, che in quel periodo
la cosca mafiosa che riconosceva nel Na- Nell'esame di tali dati occorre tener pre-
varra il suo capo, aveva vieppi incremen- sente che il calo dei reati contro il patrimo-
tato la sua pericolosit sociale in termini nio, negli anni 1947 e 1948 in particolare,
di potere e di influenza, specie per quanto non certo da attribuire a migliorate con-
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Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

dizioni di fondo delia sicurezza pubblica, parler pi avanti e, come tale, cugina di
bens solo all'aumentata paura da parte dei Michele Navarra.
danneggiati a denunciare il fatto delittuoso, Pu sembrare un legame assai labile,
ovvero all'intervento massiccio della stessa ma se si pensa al ruolo giocato in quel-
malia nel colpire coloro che agivano al di l'epoca da Vizzini, Farina e Genco Russo
fuori delle direttive del capomafia. nel vicino nisseno, lo si deve prendere in
Il controllo del corleonese rimase, di considerazione.
fatto, suddiviso dalla mafia in zone di in- Sta di fatto poi che negli anni immedia-
fluenza, indicate secondo quanto si af- tamente successivi al conflitto mondiale,
ferma dallo stesso Navarra: la parte fecero rientro dagli Stati Uniti o fecero,
alta (o piazza Soprana) fu affidata al ma- comunque, ingresso nella famiglia del Na-
fioso Governali Antonio, affiancato da Trom- varra numerosi personaggi, fra cui Di Carlo
batore Giovanni; la parte bassa al noto Angelo fu Vincenzo e fu Castro Maria Santa,
mafioso italo-americano Collura Vincenzo nato a Corleone l'8 febbraio 1891, gi resi-
( Vincent ), affiancato da Vintaloro An- dente a Palermo, ivi deceduto nel 1967.
gelo e dai fratelli Maiuri; la zona di Ficuzza Cugino di Michele Navarra (l'avo pa-
infine fu lasciata a Vincenzo Catanzaro. terno del Di Carlo e l'ava materna del Na-
L'ascesa mafiosa di Navarra non per varra erano fratello e sorella) e zio paterno
solo il frutto del prestigio che gli derivava della citata Di Carlo Maria, gi capitano di
dalla cultura, non disgiunta da una appa- artiglieria di complemento e congedato
rente bonomia, o da un'attivit professio- dopo la prima guerra mondiale, schedato
nale di particolare spicco. quale anarchico, emigr negli Stati Uniti nel
Egli un uomo scaltro che riesce a va- 1926 ove sarebbe entrato a far parte della
lersi della sua condizione sociale per farsi malavita americana.
strada, ma contemporaneamente sa met- Al suo rientro in Italia, si stabil dap-
tere a profitto tutte le opportunit che gli prima in Corleone e poi a Palermo, ove con-
si presentano per aumentare il suo potere. trasse legami di amicizia e di interesse con
Dagli alleati ottiene l'autorizzazione per i maggiori esponenti della mafia locale, ai
la raccolta di tutti gli automezzi militari quali indubbiamente trasmise, quanto me-
abbandonati dall'esercito, che gli consente no aggiornandole, talune caratteristiche at-
di dare vita a Corleone ad una societ di tivit criminose della mafia italo-americana
autotrasporti, successivamente denominata (speculazioni edilizie, usura, racket di gio-
INT (International Trasports) che in data chi alle corse, prostituzione, droga, ecc.).
22 agosto 1947 fu regionalizzata unitamente Tra essi si ricordano:
ad altre aziende similari, diventando l'AST Sorci Antonino, classe 1904, da Palermo,
(Azienda siciliana trasporti) di cui fu prima pregiudicato per associazione a delinque-
direttore e poi direttore generale il fra- re, denunciato come dedito al contrabban-
tello Giuseppe. do; Troia Mariano, classe 1905, da Palermo,
Come gi nel nisseno, il governo alleato deceduto nel 1967, capo della mafia della
si affida a personaggi che conoscano la lin- zona di San Lorenzo Colli, latitante dopo la
gua e che siano in rapporto con particolari strage di Ciaculli, si costitu poco prima di
ambienti americani per compiti delicati e morire; Matranga Antonino, classe 1905, da
che richiedono comunque piena fiducia. Per Palermo, ricco proprietario terriero arric-
il palermitano si deve registrare la presenza chitosi con i proventi derivatigli dalle spe-
di un'interprete corleonese, certa Di Carlo culazioni edilizie, appartenente alla cosca
Maria Santa Giovanna, fu Giovanni e fu Ma- mafiosa di San Lorenzo Colli, assolto a Ca-
rino Antonia, nata a Corleone il 5 ottobre tanzaro per insufficienza di prove da asso-
1926, coniugata con un ufficiale americano ciazione a delinquere ed ucciso a Milano,
ed emigrata definitivamente negli U.S.A. nel dove si era trasferito da tempo, il 29 apri-
1956, nipote di Di Carlo Angelo, di cui si le 1971; Mancino Rosario, classe 1915, da
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Atti Parlamentari Senato della Repubblica

V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

Palermo, personaggio di prima grandezza Collura, peraltro meno compatti, dovettero


nel campo del traffico della droga, mafioso cos, sia pure a malincuore, assoggettarsi
legato alla cosca dei La Barbera ed amico ed accettare la candidatura del Navarra,
intimo del boss Lucky Luciano, ricco pro- ma chiesero per il Collura un incarico che,
prietario. nell'ambito della stessa cosca, risultasse di
primo piano.
A fianco, in particolare, del Sorci, il Di
al fatto che il Collura Vincent non
Carlo si inser nell'Istituto sovvenzioni e
si fosse assoggettato ad essere un gregario
prestiti (ISEP) s.r.l. (trasformato poi in
del Navarra, che si attribuisce ancor oggi
Co.fi.si). Dal 1947 al 1950, si inser inoltre
l'ipotesi secondo la quale proprio il Na-
con i suddetti, nella Societ ippica siciliana,
varra, nel 1951, ne avrebbe fatto uccidere il
della quale, per qualche tempo, il Sorci
figlio Filippo; uccisione avvenuta in Rocca-
stato anche l'amministratore; scopo primo mena (Palermo) e che rimase ad opera di
era quello di impadronirsi dell'iniziativa per ignoti.
la costruzione dell'ippodromo La Motta di
Chiamato il dottor Michele Navarra ad
Palermo, ma il fine ultimo si identificava,
ispezionare il cadavere, egli dichiar trat-
ovviamente, nel controllo di tutto il com-
tarsi di morte dovuta ad un calcio di mula;
plesso giro degli affari, ben pi lucrosi, delle
non convinto di tale diagnosi, l'allora co-
scommesse. Il programma non and poi del
mandante la stazione dei carabinieri di Roc-
tutto in porto per l'intervento degli appar- camena chiese l'intervento di altro medico
tenenti alla vecchia Societ ippica paler- di Corleone (il dottor Piccione) il quale
mitana. diagnostic che il decesso era avvenuto per
Il Di Carlo Angelo, in questo giro di atti- un colpo di arma da fuoco, di cui esisteva
vit e nel mantenere sempre saldi i vincoli foro di entrata e di uscita.
tra la mafia corleonese e quella palermi- L'uccisione sarebbe stata ordinata dal
tana, si sarebbe servito del gi citato Ga- Navarra per punire il Collura Filippo che,
gliano Salvatore (cugino del Navarra). Se di propria iniziativa, aveva sequestrato cer-
al suo giungere in Italia risultava nullate- to cavalier Sebastiano Provenzano a scopo
nente, alla sua morte, avvenuta nel 1967, di estorsione, rifiutandosi, poi, di versare
lasci alla moglie 103 ettari circa di ter- anche al Navarra la relativa tangente.
reno seminativo ed una casa di abitazione I contrasti tra il Navarra ed il Collura
in Palermo del valore di circa 8 milioni Vincenzo ebbero fine nel 1957 con l'ucci-
di lire. sione di quest'ultimo.
Fece pure rientro dagli U.S.A. in quel- Nella vita di Navarra ha molto rilievo
l'epoca Collura Vincenzo ( Mister Vin- anche l'amicizia con Catanzaro Vincenzo
cent ) fu Vincenzo e fu Criscione Domeni- (detto Borbone ) fu Paolo e fu Vivona
ca, nato a Corleone il 20 maggio 1898, ucci- Concetta, nato a Marineo il 15 febbraio
so in Corleone il 24 febbraio 1957. Emigrato 1902 e residente a Corleone, frazione Fi-
negli U.S.A. nel 1936, si inser nella malavita cuzza, attualmente al soggiorno obbligato
locale, diventando, si afferma, compare di nel comune di Cimigliano (Grosseto), figlio
anello di Frank Coppola e di fonte di di pregiudicato morto in carcere, pregiudi-
Joe Profaci, noti boss italo-americani. cato a sua volta per gravi reati contro la
Il Collura sarebbe stato il candidato alla persona ed il patrimonio. Elemento prepo-
carica di capomafia del corleonese soste- tente e molto temuto, controllava, gi allo-
nuto da taluni boss mafiosi che all'uopo ne ra, buona parte della zona della Ficuzza,
avevano anche predisposto il rientro in Ita- mantenendo buoni rapporti con mafiosi di
lia; ma tutto ci con qualche ritardo, poi- Marineo, di Villafrati, di Godrano, di Villa-
ch gli esponenti pi forti della vecchia bate ecc. e volentieri accett di fare da mae-
mafia avevano, invece, gi fatto cadere la stro al meno esperto , ma pi intelligente
loro scelta sul Navarra. I sostenitori del e colto, Navarra.
78
Atti Parlamentari Senato della Repubblica

V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

Forte di tale predominio nella zona della Nel 1957, a suggello di una amicizia che
Ficuzza e dell'amicizia contratta con il pro- si protraeva ormai da quasi un ventennio,
fessionista Navarra, il Catanzaro riusc nel la moglie del Navarra tenne a battesimo
1945 a sposare certa Lupo Angela Giuseppa, la figlia del Catanzaro, di nome Rosa.
classe 1913, da Marineo, figlia di ricco agri- La morte del Navarra avvenuta nel
coltore di buona moralit, con notevoli beni 1958 ed il sorgere debordante della po-
patrimoniali in Ficuzza. Egli riusc, inoltre, tenza del Leggio Luciano, segnarono un
ad ottenere, a mezzadria, il feudo Lupotto tempo di sosta nella vitalit mafiosa del Ca-
dall'avvocato Castro Antonino da San Cipi- tanzaro; tempo di sosta che molti attribui-
rello, sposato a New York con Di Carlo rono a quella prudenza tipica del mafioso
Luigia, sorella del Di Carlo Angelo, e cugina che, avvertendo il mutare degli eventi, re-
del Michele Navarra. Dall'assessore alle fo- sta in paziente attesa per potersi, poi, me-
reste demaniali (e delegato all'assessorato glio e convenientemente inserire nel nuovo
all'agricoltura) della Regione siciliana, ono- ordine di cose.
revole Antonio Occhipinti (eletto per il MSI Dopo qualche anno, infatti, il Catanzaro
nel 1955 per il collegio di Caltanissetta, riprese i contatti sia con la mafia corleonese
pass al CE.S.P.A. Centro siciliano parla- sia con quella palermitana e in particolare
mentare autonomista nel 1956, restan- con i fratelli Tuzzolino, con Pecoraro Fran-
dovi fino al 1958; nelle recenti elezioni re- cesco e Barbaccia Giosafat, con i fratelli
gionali, si presentato quale candidato per Santomauro e con Badami Pietro.
il PSDI) ottenne nella stessa epoca appalti I fratelli Tuzzolino sono pericolosi ma-
nel bosco della Ficuzza per il taglio e la fiosi della zona di Marineo, pregiudicati per
carbonizzazione della legna. Acconsent, gravi reati (attualmente Tuzzolino Ciro si
inoltre, che detto parlamentare che, ori- trova al soggiorno obbligato), proprietari
ginario di Gela, alloggiava con frequenza di una grossa tenuta terriera in agro di
nel palazzo reale di Ficuzza avviasse a Monreale, acquistata nel 1966 dall'Ente ri-
lavorare nell'azienda forestale della zona forma per 5 milioni di lire ed il cui valore
numerosi ebanisti provenienti da Gela, fa- attuale , a dir poco, quintuplicato.
cendo loro posto tramite il trasferimento Pecoraro Francesco, classe 1905 e Bar-
di altri operai del luogo in vivai di localit baccia Giosafat, classe 1921, entrambi da
diverse. Godrano, mafiosi, pregiudicati (il Barbaccia
anche cognato del mafioso Sclafani Igna-
Il fratello del Catanzaro, Gaetano, classe zio) facenti parte della notissima cosca del
1925, divenne dipendente dell'azienda fore- Lorello Gaetano di Godrano, sono proprie-
stale citata, unitamente al cognato Lo Proto tari di vaste tenute terriere in Ficuzza e
Ciro (aveva sposato una sorella dell'interes- sono stati notati sovente, anche in Godrano,
sato) entrambi residenti in Ficuzza. in compagnia del Catanzaro.
Il Catanzaro, unitamente a Greco Carlo, I fratelli Santomauro di Villafrati sono
classe 1881, da Marineo (deceduto nel 1965), pregiudicati per gravi reati e potenti ma-
gi sindaco DC di Marineo dal 1956 al 1960, fiosi della zona. Anche Badami Pietro di
ottenne inoltre l'appalto per la fornitura di Villafrati pregiudicato e mafioso e at-
pietre per l'esecuzione dei lavori di amplia- tualmente alle dipendenze della ditta
mento della strada nazionale 118 (dal bivio CIAR appaltatrice della strada a scorri-
Bolognetta a Corleone) e per la esecuzione mento veloce Palermo-Agrigento.
dei lavori per la diga della Scansano. Michele Navarra ha intanto raggiunto
Da nullatenente qual'era nel 1939, il Ca- una posizione di indiscusso potere mafioso
tanzaro accumul via via, oltre al notevole nel corleonese.
patrimonio dolale della moglie, una pro- Eliminato il direttore dell'ospedale e uf-
priet valutata (si afferma, per difetto) ol- ficiale sanitario di Corleone, egli medico
tre 150 milioni. condotto, medico fiduciario dell'INAM, di-
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

rettore dell'ospedale civile e ha a sua dispo- blico ministero contro l'assoluzione con for-
sizione una cosca mafiosa, di cui Leggio mula dubitativa degli imputati fra cui
luogotenente, che una vera e propria asso- non compariva, peraltro, il Navarra la-
ciazione a delinquere con i fini tradizionali sciava insoluto il caso per gli organi giu-
di protezione delle propriet, delle abita- diziari, e lasciava anche molte ombre su
zioni, delle persone, dei raccolti e di con- cui sar necessario fare luce nella relazione
trollo dell'assunzione della manodopera sul funzionamento della magistratura in
bracciantile, ma insieme opera attraverso Sicilia.
sequestri di persona, estorsioni nei con- Ci riferiamo in particolare alla mancata
fronti di quanti osino ribellarsi, quale che esplorazione della foiba di Rocca Busambra
ne sia la ragione. che avrebbe potuto consentire di recupe-
Della cosca, oltre ad altri personaggi gi rare tutti gli elementi di prova, in difetto
citati, facevano parte i seguenti mafiosi, dei quali si ebbero le sorprendenti assolu-
molti dei quali destinati a svolgere un pre- zioni successive.
ciso ruolo nelle successive vicende, con lui Mentre le indagini che precedettero il
o contro di lui nelle lotte che si accende- rinvio a giudizio degli imputati erano in
ranno: corso e mentre l'opinione pubblica a gran
voce credeva di individuare in Navarra e
Lo Bue Calogero fu Giovanni, classe Leggio i due mandanti, l'autorit di pub-
1887, da Corleone, deceduto; blica sicurezza proponeva nei loro confronti
Lo Bue Carmelo fu Giovanni, classe il confino di polizia.
1897, da Corleone, ucciso; Il Navarra veniva arrestato, tradotto alle
carceri di Palermo e posto a disposizione
Lo Bue Pasquale e Giovanni, fu Ca-
della commissione provinciale per i prov-
logero, da Corleone, viventi; vedimenti di polizia che ne riconosceva la
Vintaloro Angelo fu Francesco, clas- pericolosit sociale, assegnandolo per un
se 1898, da Corleone, vivente; periodo di cinque anni al confino a Gioiosa
Jonica (Reggio Calabria). Leggio rimaneva
Trombatore Giovanni fu Salvatore, invece irreperibile.
classe 1892, da Corleone, scomparso;
Nella localit di confino, il Navarra
Governali Antonino fu Giuseppe, avrebbe ricevuto finanziamenti in segno di
classe 1916, da Corleone, scomparso; solidariet da parte di noti boss USA, men-
Maiuri Giovanni ed Antonino fu Pie- tre durante la detenzione a Palermo avreb-
be ricevuto la visita del suo avvocato di
tro, da Corleone, viventi;
fiducia, onorevole Gerolamo Bellavista, del
Mancuso Marcello Antonino e Giu- PLI, contro il quale peraltro il Navarra si
seppe fu Vincenzo, da Corleone, viventi; sarebbe molto risentito perch non era
riuscito ad evitargli il confino.
Pomilla Francesco, Gaetano e Leo-
luca fu Giovanni, da Corleone, viventi. in questo periodo che la mafia del cor-
leonese, vista anche la manifesta impotenza
a questo punto che scoppia il caso del parlamentare liberale, cui erano andati
Rizzotto, segretario della camera del lavoro in cos larga misura i voti delle popolazioni
di Corleone, scomparso il 10 marzo 1948, della zona, muta le proprie preferenze poli-
il quale si era posto alla testa del movi- tiche indirizzandole verso la DC, che nel
mento contadino della zona che invocava la resto d'Italia aveva conquistato la maggio-
riforma agraria. ranza assoluta il 18 aprile, nelle elezioni
La sentenza della cassazione del 26 mag- generali politiche.
gio 1961, che a distanza di 13 anni dal de- E, quando dopo pochi mesi di con-
litto rigettava il ricorso proposto dal pub- fino il provvedimento venne revocato
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

dalla Commissione centrale ed il Navarra miglia. Dal certificato di buona condotta


fece ritorno a Corleone (nella stessa prima- esibito nulla risultava a suo carico. Nello
vera del 1949), non solo apparve chiaro che stesso periodo, Catanzaro Ciro, fratello di
gli amici del nisseno (e in particolare Vincenzo, veniva assunto dalle ferrovie del-
Calogero Vizzini e Genco Russo) avevano lo Stato quale manovale di ruolo a seguito
offerto e concesso la loro protezione e la di concorso a 4.900 posti bandito con de-
loro solidariet , ma fu facile argomen- creto ministeriale n. 472 del 1954.
tare che da allora il Navarra, abbandonate Nel contesto di tali attivit si inserirono
le fila del PLI, si schier per ovvie con- il controllo della popolazione agricola di
siderazioni tornacontistiche, ma anche per una vasta plaga e le vicende relative al con-
stare al gioco dei suoi protettori ed amici sorzio di bonifica dell'alto e medio Belice;
nisseni con tutta la sua influenza, a fa- consorzio che, istituito con regio decreto
vore di taluni elementi della DC (specie re- sin dal 1933, abbracciava un comprensorio
gionali), portando con s tutto quell'accre- di circa 106.000 ettari di terreno a cavallo
sciuto prestigio che gli derivava, in seno delle tre province della Sicilia occidentale
alla popolazione, dalla sua sollecita e pre- ed appartenente a circa 35.000 proprietari,
matura liberazione. estendendosi nei comuni di: Monreale, San
Reduce dal confino, il Navarra per circa Cipirello, Camporeale, Piana degli Albanesi,
un anno seppe ben mimetizzare se stesso Corleone, Bisacquino, Contessa Entellina,
e la propria cosca, a tal punto che, se dal Chiusa Sclafani, Campofiorito, Giuliana,
1944 al 1948 si erano registrati 57 omicidi Roccamena (provincia di Palermo); Poggio-
denunziati come tali, in quell'anno (met reale, Salemi, S. Ninfa, Salaparuta, Calata-
1949-met 1950) in tutto il corleonese, non fimi e Gibellina (provincia di Trapani);
si ebbe a registrare alcun omicidio di carat- Santa Margherita Belice, Montevago, Sam-
tere mafioso. Per l'unico omicidio dovuto buca di Sicilia (provincia di Agrigento).
ad una rissa, fu anzi il Navarra che si ado- Il consorzio era stato costituito per la
per perch i due responsabili si costituis- realizzazione di una diga sul fiume Belice
sero e non divenissero incentivo per ren- (onde raccogliere acqua per l'irrigazione del
dere meno tranquillo l'ambiente. territorio dei comuni citati); ma, di fatto,
Questa nuova verginit che egli allora, era rimasto inattivo sino al 1944, anche
soprattutto per innata scaltrezza, present perch fin dalla sua costituzione la mafia
come titolo per militare all'ombra della DC, gli si era schierata contro, dato che lo svi-
gli valse, negli anni successivi, la conquista luppo dell'iniziativa poteva toglierle il mo-
di talune nuove cariche. Divenne, cos, pre- nopolio dell'acqua e sovvertire l'ordine del-
sidente della federazione coltivatori diretti le cose ( campierato ed usura ) fino
di Corleone; ispettore della cassa mutua allora sotto il suo diretto controllo.
malattia per i comuni di Corleone, Mezzo- Anche in tempi successivi, il potere ma-
juso, Campofelice, Roccamena, Misilmeri, fioso riusc, infatti, a garantire l'inattivit
Bolognetta, Lercara Friddi, Godrano e Ma- del consorzio, tramite il controllo sui con-
rineo; fiduciario del consorzio agrario di sorziati stessi, i quali potevano delegare,
Corleone (gestito, per, da un mafioso di per la elezione dei consigli amministrativi,
sua fiducia); medico fiduciario del perso- i loro rappresentanti, eleggendo allo
nale delle ferrovie dello Stato per il reparto scopo ancora e sempre gli stessi mafiosi.
di Corleone, incarico questo conferitogli a Per ultimo, e fino al 1959, del consiglio di
seguito di concorso per titoli con decreto amministrazione facevano parte tra gli al-
del ministro dei trasporti del 21 luglio 1954, tri: l'avvocato Alberto Gensardo da Campo-
n. 441, e che non comportava alcuna retri- reale, genero del noto mafioso Vanni Sacco,
buzione, consentendogli per di usufruire ottimo amico del Navarra, presidente; La
di biglietti gratuiti per se stesso e per la fa- Torre Leonardo, mafioso da Corleone, vice-
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

presidente; l'avvocato Michele Giamman- elezioni del nuovo consiglio, senza che, pe-
cheri, allora sindaco di Bisacquino, consi- raltro, la situazione sia di fatto migliorata.
gliere. Nel 1954 il dottor Navarra vinse anche
da dire, inoltre, che il consorzio fu il concorso per la condotta medica per il
per qualche tempo sotto il diretto controllo comune di Palermo, ma rinunci all'inca-
dell'onorevole Antonio Occhipinti, nella ve- rico per ragioni che sfuggono. Se si tiene
ste, appunto, di assessore regionale alle fo- conto che nel 1951 il medico provinciale di
reste, al rimboschimento ed all'economia Palermo del tempo, dottor Giuseppe De
montana. Grazia aveva ricevuto un parere drastica-
Tale ultimo consiglio fu disciolto il 22 mente negativo da parte del comando dei
ottobre 1959 con decreto dell'onorevole Giu- carabinieri di Corleone in ordine all'oppor-
seppe Romano Battaglia (dell'Unione sici- tunit o meno di ammetterlo al concorso,
liana cristiano-sociale), allora a capo di si deve arguire che si tratt di una rivincita,
detto assessorato, provvedendosi poi alle non tanto di una questione di vanit.
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4. - RAPPORTI FRA MICHELE NAVARRA E LUCIANO LEGGIO

Tra i pi giovani elementi che ebbero a ciet armentizia per l'allevamento di ovini
militare fin dall'immediato dopoguerra nel- e bovini, con il concorso dei seguenti ma-
la cosca facente capo al Navarra, si mise fiosi: Di Carlo Angelo, Leggio Francesco
in mostra per spregiudicatezza, per sangui- Paolo fu Girolamo, classe 1880, Leggio Fran-
nariet e per assoluta mancanza di scrupoli cesco fu Leoluca, classe 1904, Leggio Leo-
Luciano Leggio di Francesco Paolo, nato a luca fu Francesco, classe 1928.
Corleone il 6 gennaio 1925. Appartenente a Il Leggio Luciano ne sarebbe stato l'idea-
famiglia di umili contadini, inizi la sua tore ed il membro pi influente e, anche se
attivit criminosa quale ladro di covoni di il suo nome non apparve nella societ, vi
grano. Protetto dal Navarra (che ne veniva figurava, quale prestanome, il di lui padre
finanche indicato quale padrino , nel sen- Francesco Paolo.
so mafioso della parola), a soli venti anni Il Di Carlo Angelo, che aveva soppor-
ed in seguito all'uccisione di un campiere, tato il maggior onere finanziario, in quanto
tale Punzo Stanislao (risultato estraneo alla tutti i fondi necessari erano stati da lui
mafia), ottenne il campierato dell'impor- apportati (i familiari del Leggio erano nul-
tante feudo Strasatto, a cavallo dei comuni latenenti) non poteva effettuare, essendo
di Corleone e Roccamena, di propriet di residente a Palermo, un continuo e vigile
certo dottor Caruso. controllo sull'attivit della societ armen-
Anche per questo omicidio la voce pub- tizia. Di ci approfitt il Leggio Luciano
blica addit nel Leggio l'autore, ma nulla che, con costante gradualit, fin per impe-
pot essere acquisito a suo carico. Il Na- dire al Di Carlo una qualsivoglia ingerenza
varra, dal canto suo, favor la lunga latitan- nella societ, diventando egli il padrone in-
za del Leggio, e pur lasciando trasparire contrastato (con il fido gregario Leggio Leo-
in privato il suo convincimento circa le re- luca) di tutti i beni sociali.
sponsabilit attribuite al pupillo per alcuni Tale predominio consent al Leggio di
omicidi a lui imputati (fra cui quello Riz- garantirsi quella fonte di guadagno, che
zotto), ne ostacol sistematicamente la cat- egli fin dall'inizio si era ripromesso e cio
tura. la macellazione clandestina del bestiame
L'ampia libert di azione e la protezione rubato ed il successivo avvio ai mercati di
accordata dal Navarra, consentirono, cos, Palermo; ci che, praticamente, non era pos-
al Leggio Luciano di assurgere a posizioni sibile fare nel bosco della Ficuzza ove la
di primo piano, a tal punto che, nel tempo, presenza del Catanzaro (amico e protettore
la natura prepotente ed ambiziosa, il ter- del Navarra) non glielo avrebbero con-
rore che intorno a s aveva determinato, sentito.
la possibilit di forti guadagni che si era Il feudo Piano di Scala divent, cos, verso
assicurato in proprio, lo portarono a volersi il 1957-58, il centro di operazioni della cosca
sostituire al suo stesso capo e pa- che ormai faceva capo a Leggio Luciano e
drino . della quale facevano parte Roffino Giu-
In Corleone, verso il 1956, venne costi- seppe, Riina Giacomo, Bagarella Calogero,
tuita, in contrada Piano di Scala, una so- Provenzano Giovanni, Pasqua Giovanni ed
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

altri. E fu in detto spazio di tempo che, non se alla determinazione di passare dagli av-
contento di aver emarginato il Di Carlo, vertimenti all'azione.
Leggio fece un ulteriore affronto al Na- Si arriva, cos, all'attentato di Piano di
varra, mettendosi contro Vintaloro Angelo, Scala, organizzato, appunto, da Michele Na-
uno dei suoi pi fedeli luogotenenti. varra contro il Leggio Luciano il quale,
Il Vintaloro aveva, infatti, acquistato 40 messo indubbiamente in guardia dai prece-
salme di terreno gi di propriet della fa- denti approcci o avvertimenti del Navar-
miglia dei baroni Cammarata nel feudo Pia- ra e dei suoi emissari, riusc a sfuggire, ben-
no di Scala, confinante con le terre della ch leggermente ferito e dopo aver fronteg-
societ armentizia e con la disponibilit di giato da solo o con l'aiuto di Giuseppe Rof-
un baglio in comune. Ci aveva anche fino i numerosi aggressori (che sbucati da
fatto secondo la migliore tradizione ma- una stalla appartenente ad Angelo Vinta-
fiosa, chiedendo, cio prima dell'acquisto, loro, aprirono il fuoco contro di lui), sot-
ed in ossequio alla regola di rispetto traendosi ai sicari del Navarra in compa-
verso gli amici confinanti, se nulla vi gnia di Leggio Francesco e di Muratore Ber-
fosse in contrario per l'acquisto di quell'ap- nardo di Giovanni (classe 1931, da Corleo-
pezzamento. Nessuna obiezione venne sol- ne), sopraggiunti poco dopo la sparatoria.
levata e l'acquisto fu cos perfezionato; ma La sua reazione non si fece attendere.
poco dopo, secondo i canoni pi tradizio- A distanza di quasi due mesi, il 2 agosto
nali della mafia, i Leggio iniziarono una 1958, Michele Navarra cadde crivellato di
serie di danneggiamenti e di azioni di di- proiettili, insieme con il dottor Giovanni
sturbo, ai danni del Vintaloro tanto da Russo (suo occasionale accompagnatore e
indurlo a disinteressarsi delle terre acqui- vittima innocente), sulla strada statale nu-
state. mero 118, in localit San Isidoro della con-
Le prepotenze e le angherie di costoro trada Imbriaca, in agro di Palazzo Adriano,
nei confronti di un vecchio amico del mentre da Lercara Friddi faceva rientro a
Navarra non potevano, evidentemente, la- Corleone. Ne segu tra la cosca navarriana
sciare indifferente il capo , al quale non (la cosiddetta vecchia mafia) e quella degli
erano sicuramente sfuggiti gli atteggiamenti accoliti di Leggio (definita la mafia delle
indipendenti e sprezzanti assunti da qual- nuove leve), una lotta che si concret
che tempo da colui che, per quanto aggres- in una catena di sparatorie, imboscate, se-
sivo, violento e spavaldo, altro non era, sino questri o scomparse di persone, nel corso
a quel momento, che un gregario dell'asso- delle quali vennero eliminati numerosi in-
ciazione con il ruolo di sicario. dividui mentre altri, miracolosamente, sfug-
Era perci inevitabile che da parte di girono alla morte, ovvero se la cavarono
Michele Navarra si corresse ai ripari con con ferite.
l'unico rimedio possibile e concepibile: la Le vittime furono:
eliminazione dell'irrequieto ed insubordi- Marino Marco, navarriano, ucciso in spa-
nato Luciano Leggio. ratoria; Marino Giovanni, navarriano, ucci-
Ed anche da presumere che la lotta so in sparatoria; Lo Bue Carmelo, navar-
sia stata preceduta, in un primo momento, riano, assassinato; Maiuri Pietro, navarria-
da appelli e da inviti affinch desistesse no, ucciso in sparatoria; Marino Giovanni,
dalla posizione assunta e si mostrasse pi ucciso dai leggiani per ottenerne il silen-
sottomesso, e che il Navarra abbia anche zio; Riina Paolo, navarriano, assassinato;
esitato ad ingaggiare un conflitto aperto, Listi Vincenzo, navarriano, scomparso; Delo
non foss'altro per non compromettere una Giovanni, navarriano, scomparso; Tromba-
posizione ormai di primo piano in tanti set- dori Fernando, navarriano, scomparso; Go-
tori. Poi, per, sia per timore del suo avver- vernali Antonino, navarriano, scomparso;
sario, sia per non perdere la faccia , giun- Cortimiglia Vincenzo, navarriano, ucciso in
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Atti Parlamentari Senato della Repubblica
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sparatoria; Provenzano Giovanni, leggiano, stato sicuramente manomesso ed il rela-


ucciso in sparatoria; Sottile Salvatore, leg- tivo procedimento penale instaurato dal
giano, scomparso; Cammarata Salvatore, pubblico ministero si chiuso, purtroppo,
leggiano, assassinato. con sentenza di non doversi procedere per-
La sorte peggiore tocc, quindi, ai na- ch rimasti ignoti gli autori del reato; non
varriani che persero tutti i loro maggiori si potuto accertare neppure dove e quan-
esponenti. do sia avvenuta, ma che sia avvenuta la
La catena dei crimini si interruppe solo manomissione non pu porsi in dubbio.
nel 1963, allorch le forze dell'ordine fecero N deve meravigliare il fatto che i sigilli
luogo ad arresti massicci di mafiosi in Cor- erano integri e la firma autentica, perch
leone ed altrove, ma su tutto e su tutti, una organizzazione criminosa potente ed
bench successivamente arrestato, rimase operante come quella di Corleone non si
la figura sanguinaria e temutissima di Leg- arresta dinanzi a tale ostacolo .
gio Luciano. N gli organi giudiziari, n quelli am-
Per l'omicidio del dottor Michele Na- ministrativi sono stati, peraltro, in grado
varra e del dottor Giovanni Russo, furono di far luce su questa frode processuale as-
denunciati Leggio Luciano, Leggio Giusep- sai rilevante ai fini del procedimento con-
pe e Leggio Leoluca, i quali vennero, nel tro Leggio per l'uccisione di Navarra, perch
1962, assolti dall'assise di Palermo per in- i frammenti di vetro ritrovati sul luogo del
sufficienza di prove. delitto risultarono, ad una prima perizia,
Luciano Leggio e numerosi componenti appartenenti ad un fanalino di una Alfa
della mafia del corleonese furono poi giudi- 1900 e il Leggio Giuseppe era proprietario,
cati dalla corte di assise di Bari ove il appunto, di un tale tipo di macchina che
Leggio aveva del resto trovato gi nel 1967 fu dichiarata rubata e mai pi ritrovata.
altre clamorose assoluzioni per gli omi- Il procedimento instaurato a Palermo si
cidi verificatisi dopo la morte del Navarra concluse con la sentenza di non doversi
e per altri delitti ancora. Con sentenza del procedere perch rimasti ignoti gli autori
10 giugno 1969 la corte assolse i maggiori del reato. L'inchiesta promossa dal Mini-
imputati. stero di grazia e giustizia nel 1970 a carico
Avendo il pubblico ministero appellato di Vincenzo Riela, cancelliere capo del tri-
entrambe le sentenze ed avendo la cassa- bunale di Palermo, legato per vincoli di pa-
zione rimesso gli atti del processo di Pa- rentela e di conoscenza con il dottor Na-
lermo, per legittima suspicione, alla corte varra (e che riguardava, peraltro, il suo
di appello di Bari, i procedimenti furono comportamento nella questione delle vicen-
unificati. de connesse alla irreperibilit di Leggio a
La corte di assise di appello di Bari, con seguito della nota relazione della Commis-
sentenza 23 dicembre 1970, condann il sione antimafia), ha bens accertato che il
Leggio, latitante, alla pena dell'ergastolo Riela stesso era incaricato della sorveglian-
per l'uccisione di Navarra e di Russo. za sul servizio di custodia dei corpi di
A questo proposito non pu sottacersi reato nel triennio 1959-61, e vale a dire nel-
come in sede di processo di primo grado l'arco di tempo dell'istruttoria formale, ma
presso la corte di assise di Palermo se- si limitata esclusivamente a scagionare il
zione T conclusosi con sentenza del 23 Riela stesso nei cui confronti non adom-
ottobre 1962, si fosse constatato che i fram- b r a r l e una qualsiasi ipotesi di collusione
menti di vetro da fanaleria rinvenuti e re- con gli ignoti autori della frode proces-
pertati in occasione del delitto di cui sopra suale , esprimendo perplessit sul modo
(a testimonianza precisa della presenza, nel caotico con cui furono raccolti i reperti.
contesto delle accuse, di un determinato All'atto della sua morte, a carico di Mi-
tipo di automezzo), erano stati sostituiti. chele Navarra non figuravano pregiudizi pe-
la stessa sentenza che lo dice: Il reperto nali di sorta; agli atti della stazione dei
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

carabinieri di Corleone si rileva soltanto direttore di detto ospedale civile sin dal
che con verbale del 13 novembre 1948 1948; medico ispettore per il comprensorio
venne arrestato e tradotto presso le carceri di Lercara Friddi dall'agosto 1957 per conto
di Palermo a disposizione della commis- dell'INAIL. Inoltre sottotenente medico
sione provinciale per i provvedimenti di di complemento in congedo .
polizia. Inviato al confino a Gioiosa Tonica Alla sua morte, avvenuta come gi det-
(Reggio Calabria), fece ritorno dopo qual- to, il 2 agosto 1958, Navarra lasci alla
che mese in Corleone per la revoca (9 giu- vedova alcuni appezzamenti di terreni (et-
gno 1949) del provvedimento ad opera della tari 1.28.43 per un settimo seminativo e are
commissione centrale di appello presso il 71.69 per un quattordicesimo seminativo)
Ministero dell'interno. e parte di una casa di abitazione di 11 vani
Nel 1951 venne nuovamente fermato, sita in Corleone di cui Tommasa Cascio era
perch proposto per una misura precau- gi proprietaria per la restante parte.
zionale (confino), ma, anche in questa cir- Quest'ultima possedeva inoltre altra
costanza, dopo pochi giorni fece ritorno al casa in contrada Chiosi sempre di Corleone.
paese di origine.
Tali beni derivavano dalla suddivisione
Gi cavaliere della corona d'Italia dal
dell'eredit del padre che, decedendo nel
1941, Michele Navarra stato insignito del-
1952, aveva lasciato a sua volta alla vedova
la onorificenza di cavaliere dell'ordine al
ed ai figli i seguenti immobili: una casa di
merito della Repubblica d'Italia con decreto
abitazione; un appezzamento di 2.15.82 et-
del 2 giugno 1958, anche se il conferimento
tari in contrada Poira; altri appezzamenti
ufficiale dell'onorificenza non avvenuto
nella stessa contrada per 18.82 are, 6.92 are,
per la sua uccisione. La relativa segnala-
29.33 are; un appezzamento di 9.58 are in
zione era stata inoltrata alla Presidenza
contrada Arancio; un appezzamento di
del Consiglio dei ministri il 3 marzo 1958
1.18.85 ettari in contrada Villaronte e tre
dal sottosegretario alla Presidenza del Con-
appezzamenti di terreno in contra Prinzi-
siglio, senatore Spallino. Sulla base delle
notti di una estensione rispettivamente di
informazioni ricevute dalla questura e dai
14.19 are, 45.90 are e 25.87 are, tutte in
carabinieri, il prefetto di Palermo, dottor
agro di Corleone e in parte gi vendute
Migliore, esprimeva parere favorevole al
nel 1958.
conferimento dell'onorificenza, specificando
che Navarra di buona condotta in ge- La scarsa consistenza patrimoniale di-
nere, senza precedenti sfavorevoli. mostra come il Navarra pi che al denaro
Iscritto alla DC, per la quale esplica in quanto tale abbia sempre mirato al po-
una certa attivit. tere; dando anzi libero sfogo alle sue ma-
Assolve i seguenti incarichi pubblici: nie di grandezza, spendeva spesso quanto
medico condotto del comune di Corleone introitava dalla sua attivit sia di medico
dal 1932; medico fiduciario dell'INAIL di sia di mafioso. Profitti certamente maggiori
Palermo; caporeparto di medicina dell'ospe- seppero invece trarre dalla posizione del
dale civile Dei Bianchi di Corleone dal 1932; capo i suoi accoliti.
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5. - PERSONAGGI MAFIOSI GRAVITANTI INTORNO A NAVARRA

Per avere un quadro completo della Nicol fu Calogero e fu Arena Concetta,


famiglia mafiosa del Navarra necessario nato a Corleone il 29 gennaio 1914, impie-
peraltro soffermarsi anche su quei perso- gato presso quell'ufficio imposte dirette.
naggi un tempo gravitanti intorno al pre- Presso l'amministrazione comunale di Cor-
stigio del capo corleonese; personaggi che, leone il Pecoraro ricopr i seguenti incari-
sulla protezione del Navarra, hanno via via chi: vicesindaco dal 1960 al 1961; assessore
costruito le premesse per un inserimento dal 1964 al 1966; vicesindaco dal 1966 al
in ogni ambiente della vita amministrativa 1970. Dal 1967 anche giudice popolare di
e politica del capoluogo regionale, traendo- corte di assise di primo grado.
ne, spesso incrementi economici e di car-
riera. Giovanni, classe 1919, residente in Cor-
leone, agricoltore, incensurato, risulta figu-
ra di mafioso non di spicco, vissuto all'om-
1) Lo Bue Calogero fu Giovanni e fu Mar- bra del padre e del fratello.
sala Anna, nato a Prizzi il 12 febbraio 1887,
deceduto in Corleone il 13 febbraio 1953. Pasquale, classe 1923, residente in
Capo indiscusso della vecchia mafia di Corleone, agricoltore, prosciolto in istrut-
Corleone, cedette il posto al vertice della toria per insufficienza di prove dal reato
stessa a Michele Navarra, pago di conser- di associazione per delinquere, nel 1965 fu
vare la posizione economica da tempo ac- assegnato al soggiorno obbligato per anni 3
quisita e di mantenere la funzione di mo- in Savignone (Genova).
deratore nell'ambito della famiglia ma-
fiosa di Corleone. In merito a tale misura di sicurezza,
da dire che venne proposto quale ele-
Al mantenimento del suo prestigio con- mento pericoloso e mafioso in data 6 aprile
tribu anche il fatto che, appartenendo a 1965 dalla questura di Palermo per l'invio
vecchia famiglia mafiosa di Prizzi, consent al soggiorno obbligato.
al Navarra anche il controllo di quella zona. L'11 dicembre 1965 la stessa questura
La famiglia Lo Bue, pur dopo la sua fece seguito di iniziativa alla prece-
morte, rimase legata al Navarra (un fratel- dente proposta, riferendo che il Lo Bue da
lo del Calogero, Carmelo, fu appunto ucciso pi approfondite indagini non era risul-
dai leggiani nel 1958). tato frequentasse mafiosi, ma che era, in-
Una sua sorella spos il padre del noto vece, dedito alla conduzione della sua azien-
Collura Vincent, pure nativo e residente da agricola.
in Prizzi. Su richiesta della corte di appello di
Morendo, lasci ai figli oltre 60 ettari Palermo sezione misure di prevenzione
di terreno, numerosi capi di bestiame ed il comando dei carabinieri, in data 23
alcune case di abitazione. gennaio 1966, invi un nuovo rapporto sulla
personalit del mafioso, sostenendo la peri-
Dei figli, Anna, classe 1916, casalinga, colosit sociale dell'individuo ed i suoi le-
residente in Corleone, sposata a Pecoraro gami con la mafia. Dovette riferire anche
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

in merito al ritardo frapposto dalla que- 3) Cannella Giuseppe, classe 1901, da


stura cinque mesi nell'esecuzione del- Prizzi, ivi residente e di fatto domiciliato in
l'ordinanza emessa dalla magistratura e a Palermo in via Ariosto n. 8, mafioso di pri-
tale proposito specific che solo il 22 dicem- mo piano (bench non si possa sostenere
bre 1965 la questura aveva dato notizia al- che si sia mai personalmente esposto) della
l'Arma di Corleone dell'esistenza della mi- cosca di Prizzi; agricoltore; a suo carico
sura stessa. Il Lo Bue si era, per, nel frat- si rileva un solo precedente penale:
tempo, reso latitante.
1928 - Tribunale di Sciacca: assolto
In data 24 luglio 1967, infine, la corte
per insufficienza di prove dal reato di dan-
di appello revocava la misura del soggiorno
neggiamento. Gi condannato a mesi 1 di
obbligato, ferma restando la sorveglianza
arresto dal pretore di Bisacquino.
speciale per il residuo periodo.
Arricchitosi dopo il 1945, attualmente
2) Trombatore Giovanni (detto Signo- possiede: ettari 41 di terreno ereditati nel
ruzzo ) fu Salvatore e fu Streva Lucia, 1957 da una zia; ettari 25 di terreno acqui-
nato a Corleone il 25 giugno 1892, gi ivi stati nel 1960; ettari 154.194 di terreno ac-
residente, scomparso il 10 aprile 1961. quistati nel 1962; una casa di abitazione in
Prizzi acquistata nel 1960; due case di abi-
Mafioso di spicco, legato al Navarra Mi-
tazione in Prizzi acquistate nel 1962 per un
chele e gi capo della mafia della zona supe-
valore di circa 20 milioni di lire; due azien-
riore di Corleone, a suo carico si rilevano
de armentizie di 150 bovini e 400 tra ovini
i seguenti precedenti penali:
e caprini; un villino, da lui occupato, in
1920 - Prosciolto dall'accusa di omi- Palermo - via Ariosto n. 18 - acquistato nel
cidio in persona di Zangara Giovanni; 1958 da Agnello Riccardo, di complessivi
due piani, e che pu essere valutato intorno
18 ottobre 1930 - Corte di appello di
ai 40 milioni di lire. anche stato azio-
Palermo: reclusione anni 2 e mesi sei ed
nista sino al 1960 del Molino e pastificio
anni 2 libert vigilata. Amnistiato.
Cicirello di Prizzi.
In Corleone tuttora proprietario di Politicamente gi iscritto al PLI e dal
circa 8 ettari di terreno e di numerosi capi 1948 alla DC, ha ricoperto per quest'ultimo
di bestiame, in godimento alla famiglia. partito la carica di sindaco di Prizzi dal
In merito alla sua scomparsa ed a quel- 1948 al 1958.
la di Governali Antonino, l'Arma e la pub- Diffidato dalla questura di Palermo
blica sicurezza di Corleone denunciarono, su proposta dell'Arma di Prizzi il 15 ago-
nel 1965, il mafioso Sparacio Paolo (ora de- sto 1963, gli fu revocato il provvedimento
ceduto) da Prizzi e, con lui, altre trenta per- a distanza di due mesi (8 ottobre 1963); fu
sone. Il relativo procedimento penale nuovamente diffidato il 17 agosto 1966 (su
tuttora pendente. , comunque, ancor oggi, proposta dell'Arma di Prizzi del 13 aprile
voce corrente che i due navarriani siano 1965), ma una volta notificatogli il provve-
stati fatti scomparire dalla mafia di Prizzi dimento (soltanto in data 23 giugno 1968),
(Paolo Sparacio, Giuseppe Cannella ed al- subentr il 7 agosto 1968 la revoca (su istan-
tri), schieratisi, dopo la morte del Navarra, za presentata dall'interessato il 27 giugno
con il Leggio Luciano. 1968 e su parere favorevole espresso dal
Per quanto concerne i legami tra la ma- secondo distretto di polizia di Palermo).
fia di Corleone e quella di Prizzi, da dire In data 11 gennaio 1966, inoltre, la squa-
che la cosca di quest'ultimo comune, lega- dra di polizia giudiziaria dei carabinieri di
tasi definitivamente a Leggio Luciano dopo Termini Imerese inoltr a quel procuratore
la morte del Navarra, annovera tra i suoi della Repubblica su sua stessa richiesta
maggiori esponenti: proposta per l'applicazione del provve-
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dimento della sorveglianza speciale della ricopr nel comune di Prizzi vari incarichi
pubblica sicurezza. (tra cui quello di sindaco, dal 1960 al 1964).
Ha in corso (unitamente a Sparacio Pao- Nella sua attivit di mafioso si sarebbe
lo e ad altri 30) procedimento penale rela- avvalso dell'opera dei noti latitanti leggiani
tivo a denuncia da parte dell'Arma e della Roffino Giuseppe e Bagarella Giovanni.
pubblica sicurezza di Corleone, del 5 marzo Gi nullatenente, attualmente possiede:
1965, per associazione per delinquere aggra- 10 ettari di terreno seminativo acquistati
vata. Un figlio del Cannella, Michele, ispet- nel 1936; 80 ettari di terreno acquistati nel
tore dell'ESA e sindaco DC di Prizzi. 1956, con casa di abitazione e numero im-
precisato di bovini ed ovini, per complessivi
4) Cannella Pietro, fratello di Giuseppe, 20 milioni di lire circa; una casa di abita-
classe 1893, residente in Prizzi, conosciuto zione in Prizzi; una cava di pietra in loca-
come mafioso violento e pericoloso, nonch lit Carcari di Castronovo di Sicilia.
quale favoreggiatore di mafiosi latitanti
(che avrebbe ospitato in una casa rustica 6) Comparetto Antonino, classe 1929, da
sita in contrada Calabria di Castronovo di Prizzi, ivi residente, agricoltore, celibe.
Sicilia). I militari del nucleo di polizia giu-
A suo carico si rileva:
diziaria di Palermo, nel tentativo di arre-
stare i latitanti leggiani Roffino, Bagarella e 1948 - Tribunale di Termini Imerese:
Provenzano, nel 1965, mentre si avvicina- assolto per insufficienza di prove dall'impu-
vano a detta masseria, vennero fatti segno tazione di rapina in concorso;
a colpi di arma da fuoco.
Con rapporto in data 11 gennaio 1966, 1964 - Diffidato;
la squadra di polizia giudiziaria di Termini
5 marzo 1965 - Denunciato dall'Arma
Imerese trasmise a quella procura della Re-
e della pubblica sicurezza di Corleone con
pubblica proposta per l'applicazione della
altre 30 persone per associazione per delin-
sorveglianza speciale nei confronti di Can-
quere aggravata;
nella Pietro. La procura, con foglio 10/66
pubblico ministero del 26 settembre 1966, 1965 - Tribunale di Palermo: sotto-
trasmise per competenza la proposta alla posto a misura della sorveglianza speciale;
procura di Palermo, ove per l'incarto non
risulta pervenuto, mentre risulta certamen- 12 maggio 1966 - Corte di appello di
te partito da Termini. Palermo: non devesi procedere ad alcuna
misura di prevenzione perch dopo la dif-
5) Pecoraro Carmelo, classe 1905, da fida non ha riportato alcuna condanna.
Prizzi, ivi residente, possidente, figlio di Ha in gabella i seguenti terreni: 56 et-
pericoloso pregiudicato, morto mentre si tari ubicati in contrada Acqua d'Argento di
trovava al confino. Prizzi e di propriet del dottor Pedone Ca-
A suo carico si rileva solo: logero, impiegato dell'INPS di Palermo; 60
22 maggio 1938 - Giudice istruttore ettari circa (15 salme), unitamente ai fami-
di Palermo: non devesi procedere per non liari, ubicati in contrada Cozzo d'argento di
aver commesso il fatto per concorso in pe- Lercara Friddi e di propriet di Marretta
culato, falsit in registri e truffa; Guido da Prizzi.
Nullatenente nel 1939, attualmente pos-
5 marzo 1965 - Denunciato dall'Arma
siede: 11 ettari di terreno acquistati nel
e dalla pubblica sicurezza di Corleone per
1962 da tale Vitale Cutelluzzo, in localit
associazione a delinquere aggravata.
Depupo di Castronovo di Sicilia, confinante
Politicamente gi fervente separatista, con la propriet del barone Riso da Ler-
passato al PLI e successivamente alla DC, cara Friddi.
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7) Lombardo Giuseppe, classe 1915, da 1925 - Denunziato in stato di lati-


Prizzi ed ivi residente, istruttore pratico tanza per associazione per delinquere;
presso la Scuola agraria professionale di
1928 - Corte di assise di Palermo:
Prizzi.
anni 19 e mesi 2 di reclusione ed anni 3 di
Figlio di pericoloso pregiudicato, co-
libert vigilata per omicidio premeditato;
niugato con Di Maggio Domenica, classe
1926, da Castellammare del Golfo (Trapani), 1934 - Scarcerato a Capo d'Istria e
figlia, a sua volta, del pericoloso pregiudi- sottoposto alla libert vigilata per anni 3;
cato Di Maggio Andrea, classe 1893, gi capo 1940 - Riabilitato;
della nota cosca mafiosa di Castellammare
del Golfo ed inserito in quella pi vasta 1960 - Diffidato;
dell'alcamese.
1965 - Denunciato dall'Arma e dalla
A suo carico risulta: pubblica sicurezza di Corleone assieme a
13 febbraio 1950 - Denunciato in stato trenta persone di Prizzi per associazione
di arresto per sequestro di persona a scopo a delinquere. Procedimento tuttora pen-
di estorsione del possidente Provenzano Se- dente;
bastiano; rapina di 60 ovini in agro di Ler- 1966 - Non accolta dal tribunale di
cara Friddi; porto abusivo di armi da guer- Palermo la proposta per la sorveglianza
ra ed associazione per delinquere; speciale.
31 maggio 1963 - Giudice istruttore Gi nullatenente, in data successiva al
della 4a sezione del tribunale di Palermo: 1940 acquist i seguenti beni immobili: 80
assolto perch il fatto non sussiste. ettari di terreno in localit Margi, agro di
Acquist, in epoca successiva al 1944-45, Prizzi e Corleone; una casa di abitazione
29 ettari di terreno ubicati in agro di Ca- in Prizzi; 40 bovini e circa 100 ovini; 30
stronovo di Sicilia e una casa di abitazione azioni del cinema Centrale di Prizzi.
in Prizzi.
Per quanto attiene al sequestro del
possidente Provenzano Sebastiano, trattasi Risulta che i citati esponenti della mafia
di quello stesso organizzato dal Collura Fi- di Prizzi hanno avuto stretti legami di ami-
lippo anche se questi non figura nel rap- cizia con i sottonotati esponenti mafiosi di
Bisacquino (Palermo) e Gibellina (Trapani)
porto di denuncia e fatto eseguire da ele-
anch'essi legati a loro volta alla mafia
menti di Prizzi. Il padre del Collura Filippo,
di Corleone:
il noto Mister Vincent era, allora, mez-
zadro e guardiaspalle del Provenzano, e,
con quest'ultimo, aveva in societ un'azien- 9) Troncale Francesco, classe 1909, da
da armentizia. Ed il Collura Filippo, ucciso Bisacquino e residente in Gibellina (Tra-
nel 1951, sarebbe stato giustiziato (per i mo- pani) ma di fatto domiciliato in Palermo,
tivi gi indicati in precedenza) appunto nel- commerciante.
la stalla della stessa azienda armentizia. stato sempre indicato tra i pi attivi
collaboratori del Leggio Luciano: pi volte
additato quale partecipe di oscure vicende
8) Marretta Filippo, classe 1900, da Priz-
delittuose, tra cui la sparizione dei ma-
zi, ivi residente, gi agricoltore, paralitico
fiosi navarriani Trombadore Giovanni e
dal 1964.
Governali Antonino.
A suo carico si rileva:
Quale commerciante in latticini e for-
1922 - Corte di assise di Palermo: maggi mateneva legami ad ampio raggio
assolto dal reato di concorso in omicidio tra le cosche del palermitano, di Corleone,
premeditato; Prizzi, Bisacquino e Gibellina.
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Pur non risultando possedere beni im- imparentato per parte di moglie
mobili, ha sempre condotto tenore di vita con il Troncale Francesco.
molto dispendioso.
Proposto per l'applicazione del soggior- 12) Governali Antonino (inteso Fun-
no obbligato in quanto, oltre alla gi nota cidda ) fu Giuseppe e fu Saccaro Vincenza,
pericolosit, tentava a cavallo del 1969-1970 nato a Corleone il 22 febbraio 1906 e scom-
di dar vita ad una cosca mafiosa in Gibel- parso il 10 aprile 1961.
lina per il controllo delle attivit relative Era contadino, gabellotto del feudo Ri-
alla ricostruzione del centro terremotato (a docco gi della baronessa Paternostro.
tal punto da giungere ad abitare in una ba- Astuto, spregiudicato, luogotenente e
racca pur disponendo di abitazione in Pa- braccio destro di Michele Navarra, prepo-
lermo). Venne arrestato in data 11 marzo sto come gi detto al controllo della
1970 e in data 12 aprile 1970 inviato al mafia della parte alta di Corleone, fu indi-
soggiorno obbligato per anni 3 a Cogliate cato quale complice del Navarra nell'omi-
(Milano). cidio del Collura Vincenzo ( Mister Vin-
cent ) e nel tentato omicidio del Leggio
10) Riggio Salvatore, classe 1914, da Luciano.
Prizzi, ivi residente, agricoltore, nullate- A suo carico si rileva:
nente.
Pregiudicato per furto e danneggia- 1933 - Assolto dall'imputazione di
mento; nel 1951 fu assolto per insufficienza ratto, violenza privata, lesioni, furto sem-
di prove dall'accusa di omicidio di certo plice e porto abusivo di arma. Nel giudizio
Mule. di primo grado era stato condannato a 13
Elemento turbolento ed irrequieto, dal anni di reclusione;
1963 al 1965 emigrato in Germania per la- 1936 - Assegnato al confino di polizia
voro, ritornando successivamente a Prizzi. per anni 4;

11) Guarisco Francesco, classe 1924, da 1958 - Denunciato in stato di arresto


Gibellina (Trapani), in atto al soggiorno ob- per associazione a delinquere ed omicidio.
bligato. Contadino, nullatenente. Prosciolto per insufficienza di prove il 2
Appartenente a famiglia di mafiosi e pre- agosto 1960.
giudicati, due dei suoi fratelli sono stati uc- Gi nullatenente sino al 1940, attual-
cisi ad opera di ignoti. mente figurano essere a lui intestati i se-
Ha i seguenti precedenti penali: guenti beni: are 46.76 di terreno nelle con-
1943 - Tribunale alleato: anni 3 di trade Ridocco e Nicilla; una casa di abita-
reclusione; zione di 10 vani in Corleone; una masseria
1945 - Tribunale militare: mesi 5 ed una societ armentizia in contrada Ri-
di reclusione per diserzione; docco, in societ con i fratelli Streva An-
tonino e Leoluca.
1959 - Denunciato quale autore del- La masseria, sede della societ armen-
l'omicidio in conflitto del carabiniere tizia, serviva anche da sede per le riunioni
Bovi Clemente e per pi rapine nel corleo- dei mafiosi di tutti i paesi vicini.
nese; Essendo la localit Ridocco ubicata al
1962 - Condannato all'ergastolo per i confine con il comune di Campiofiorito (po-
delitti di cui sopra. Fu poi assolto, in sede sto tra Corleone e Bisacquino), il Governali
di appello, per insufficienza di prove; fin per esercitare a lungo notevole influenza
su parte del territorio di Campofiorito.
1966 - Diffidato.
Pochi anni dopo la sua scomparsa, la
Indicato quale uno dei pi sanguinari moglie ed i figli emigrarono negli Stati Uniti
sicari del Leggio Luciano. d'America.
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13) Vintaloro Angelo fu Francesco e fu In atto si trova al soggiorno obbligato


Trombadore Maria Concetta, nato a Cor- per anni 4 nel comune di Cassano Ionico
leone il 28 febbraio 1898 ed ivi residente, (Cosenza).
agricoltore.
Luogotenente di Michele Navarra, con
14) Pennino Carmelo fu Salvatore e fu
il Collura Vincenzo fu capo della mafia della
Gagliano Orsola, nato a Corleone il 25 feb-
parte bassa di Corleone.
braio 1913, deceduto il 24 gennaio 1963 per
Gi nullatenente, si arricch in epoca
morte naturale. Era coniugato con Moscato
successiva al 1940, ed ora possiede: sei et-
Leoluchina, classe 1926, desidente in Cor-
tari di terreno in contrada Rubinia di Cor-
leone; non ha figli.
leone; 40 ettari di terreno in contrada Ca-
Figlio di mafioso ucciso negli Stati Uniti
sale di Corleone; 1 ettaro di terreno in con-
d'America, subentr al padre quale cam-
trada Bocchinello di Corleone; 120 ettari di
piere presso il feudo Rao di Corleone, rima-
terreno in contrada Piano di Scala acqui-
nendo legato alla cosca mafiosa del Navarra.
stati nel 1953 dal barone Cammarata per
Incensurato, non ha lasciato beni immo-
lire 26.000.000. Per tale acquisto accese un
bili.
mutuo di lire 12 milioni presso il Banco di
cugino di Pennino Carmelo fu Anto-
Sicilia, estinto pochi anni dopo. Nell'acqui-
nino, classe 1914, da Corleone e residente in
sto del terreno avrebbe ottenuto particolari
Palermo, medico, libero professionista con
agevolazioni , in quanto da diversi anni
studio in proprio, nonch medico per conto
aveva in gabella il feudo del barone Cam-
dell'INAM presso i cantieri navali di Pa-
marata, e questi sarebbe stato costretto
lermo. Quest'ultimo, nel 1955, presentatosi
a venderlo ai mafiosi, che intendevano ivi
per le elezioni regionali nella lista della DC,
stabilire il centro delle loro attivit di abi-
ottenne, pur non risultando eletto, il mag-
geatari.
gior numero di voti preferenziali in Cor-
Circa i notevoli fondi di cui si trov im-
leone, ivi superando di gran lunga tutti i
provvisamente a disporre il Vintaloro, si
maggiori candidati della lista.
afferma che derivassero dal furto compiuto
Una sorella del Pennino Carmelo fu Sal-
dallo stesso ai danni di un ufficiale che aveva
vatore, sposata con il mafioso Mancuso
in consegna la cassaforte con i fondi del
Marcello Antonio da Corleone.
corpo d'armata di stanza a Corleone e che
Altra sorella sposata con Mancuso
spar con i fondi senza lasciare traccia
Serafino fu Francesco Paolo, classe 1911,
alcuna.
da Alcamo, pericoloso mafioso, implicato
Il Vintaloro, quale luogotenente del Na-
nel contrabbando di stupefacenti, gi de-
varra, fin per attirarsi le antipatie del Leg-
nunciato dalla guardia di finanza di Roma
gio Luciano, che mirava al controllo asso-
il 15 febbraio 1952 per associazione a de-
luto di quanto avveniva a Piano di Scala,
linquere e traffico di stupefacenti (a seguito
ove intendeva poter liberamente e senza
di sequestro di chilogrammi 7 di eroina
dividere gli utili con alcuno esercitare
effettuato in Alcamo) assieme al fratello Giu-
la macellazione clandestina di bovini pro-
seppe ed ai noti boss Frank Coppola, Vitale
venienti da abigeati. In detto feudo era, in-
Salvatore, Greco Salvatore ed all'altrettanto
fatti, ubicato anche un grosso baglio ,
noto Di Carlo Angelo (detto il capitano ),
composto da pi case, appartenenti come
nonch a Quasarano Raffaele, detto Jim, da
gi detto oltre che al Vintaloro Angelo,
Partinico, altro esponente della mafia di
anche a Di Carlo Angelo ed ai fratelli Leggio.
Detroit.
Non prese parte alla lotta tra navarriani
e leggiani, restandosene nascosto in casa.
Gi indicato quale autore dell'omicidio 15) La Torre Leonardo fu Michele e fu
del mafioso Sottile, fu assolto dalla corte Colletti Antonia, nato a Corleone il 14 marzo
di assise di Bari in data 10 giugno 1969. 1888, deceduto a Palermo il 25 settembre
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1963 per morte naturale. Era coniugato e 29 giugno 1939 - Revocato il provve-
senza figli. dimento della libert vigilata;
Mafioso di vecchio stampo legato nei
10 giugno 1940 - Riabilitato;
termini gi detti a Michele Navarra (e
prima ancora a Calogero Lo Bue) ancor 31 luglio 1964 - Denunciato a piede
oggi ricordato come temibile persuasore libero alla procura di Palermo per associa-
dei vari giudici popolari che erano chiamati zione per delinquere aggravata;
a giudicare personaggi mafiosi; persua-
sione che metteva in atto come nel 15 febbraio 1965 - Si d alla latitanza
costume mafioso attraverso amici a fino al 23 luglio 1965, data in cui si costi-
volte con lusinghe e pi sovente con mi- tuisce.
nacce, su indicazioni del capo . Venne prosciolto in istruttoria, nel mese
stato vicepresidente del consiglio di di settembre dello stesso anno, per insuffi-
amministrazione del consorzio di bonifica cienza di prove. Trascorse il periodo di lati-
dell'alto e medio Belice (unitamente, come tanza negli Stati Uniti.
gi detto, al Gensardi ed al Giammancheri) Attualmente gestisce, con la famiglia,
dal 1956 al 1959. Un fratello del La Torre, a
una macelleria in Corleone.
nome Castrense, residente a Corleone, fu
eletto consigliere comunale dal 1960 al 1964;
un figlio di quest'ultimo, a nome Michele, 17) Fratelli Mancuso Marcello, asso-
a sua volta sindaco di Corleone ed un ciati alla mafia corleonese, si sono mante-
altro, a nome Antonio, impiegato presso nuti estranei alla lotta tra navarriani e leg-
la stessa amministrazione comunale. giani tentando, anzi, di inserirsi, quali pa-
cieri, sia nell'ansia di accrescere il loro
16) Fratelli Pomilla, legati alla cosca prestigio , sia per restituire alla mafia del
navarriana; collocatori delle carni macel- corleonese una pi producente tranquil-
lit.
late clandestinamente e macellai essi stessi:
Sono incensurati. Si sarebbero arricchiti,
Antonino Gaetano fu Giovanni e fu per, nell'immediato dopoguerra con l'ac-
Saporiti Giovanna, nato a Corleone il 1 set- quisto di terreni ottenuti a prezzi irrisori a
tembre 1906, ivi residente, macellaio e com- seguito di intimidazioni, dagli eredi del ci-
merciante in bestiame. tato barone Mangiameli. Quest'ultimo fu,
incensurato. In Corleone possiede con infatti, ucciso da ignoti nel 1944 e qualche
la famiglia una avviata macelleria. Il figlio, tempo dopo i Mancuso Marcello cognati
a nome Giovanni, ricopre l'incarico di asses- del citato Pennino Carmelo acquistarono
sore all'annona presso il comune di Cor- dagli eredi parte dei feudi di Donna Giaco-
leone. ma e Petrulla, nei quali gi da tempo eser-
Leoluca, nato a Corleone il 29 gen- citavano l'attivit di campieri:
naio 1919, ivi residente, macellaio.
Giuseppe, fu Vincenzo e fu Lisotta
A suo carico si rileva:
Giuseppa, nato a Corleone il 26 febbraio
15 aprile 1937 - Corte di appello di 1908, ivi residente, agricoltore, in atto al
Palermo: reclusione anni 3 e multa lire 500 soggiorno obbligato per anni 2 in Castel-
per rapina ed associazione per delinquere; morrone (CE) con decorrenza dall'I 1 giu-
gno 1969.
14 ottobre 1937 - Tribunale di Pa-
Gi nullatenente, ora possiede: 18.02.04
lermo: multa di lire 100 per frode in com-
ettari di terreno; 50.17.45 ettari di terreno
mercio. Pena sospesa anni 5;
in compropriet con il fratello; una casa di
3 maggio 1938 - Sottoposto alla li- abitazione in Corleone; 60 bovini e 250
bert vigilata; ovini circa.
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Antonio, nato a Corleone il 27 aprile per anni 4 in Sartinara Lomellina (Pavia)


1913, ivi residente, in atto al soggiorno ob- con decorrenza dal 30 settembre 1969.
bligato per anni 3 a Chienti (Macerata) con Celibe, pregiudicato per associazione a
decorrenza dall'I 1 marzo 1969. delinquere e favoreggiamento.
Oltre al terreno in compropriet con il Arricchitosi dopo il secondo conflitto
fratello, possiede circa 60 ettari di terreno mondiale, ora possiede 6 tumuli di terreno,
seminativo. nonch una casa di abitazione in Corleone
coniugato con Pennino Lucia fu Sal- ed titolare di una pompa di benzina Agip
vatore, sorella di Pennino Carmelo. in Corleone con annesso negozio di generi
alimentari.
18) Fratelli Maiuri, famiglia di vecchi
Antonino, nato a Corleone il 16 giu-
mafiosi appartenenti alla cosca del dottor
gno 1918, ivi residente, agricoltore, attual-
Navarra e legati, in particolare, al Gover-
mente detenuto siccome sottoposto a pro-
nali ed al Trombatore.
cedimento penale per associazione a de-
Furono indicati quali partecipanti al-
linquere. Gi assolto dalla corte di assise di
l'attentato contro Leggio Luciano, e questi,
Bari il 10 giugno 1969 con tutti gli altri noti
per vendetta, in data 6 settembre 1958
mafiosi.
avrebbe fatto uccidere un loro nipote, Maiu-
Attualmente risultano a lui intestati
ri Pietro, di anni 20:
2.63 ettari di terreno ed una casa di abita-
Giovanni, fu Pietro e fu Cascio Gio- zione in Corleone.
vanna, nato a Corleone il 30 settembre 1911, cugino, per parte di moglie, del noto
ivi residente, in atto al soggiorno obbligato Pennino Carmelo.
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6. - PERSONAGGI DI SECONDO PIANO DEL CORLEONESE

1) Riina Giacomo, fu Salvatore e fu quere; libert vigilata anni 2. Assolto per


Francesca Cuccia, nato a Corleone il 10 no- insufficienza di prove dall'accusa dell'omici-
vembre 1908, gi residente a Palermo ed ora dio in persona di Madonia Mariano, Greco
in Budrio (Bologna). Antonino e Collura Vincenzo;
Assieme ai fratelli Salvatore e Gaetano
1963 - Diffidato.
stato il pi vicino collaboratore del Leg-
gio, incaricato di mantenere i legami con Gi nel 1945 possedeva in Corleone et-
la mafia palermitana; all'uopo si sarebbe tari 3.83.92 di terreno e una casa di abita-
trasferito anche a Palermo. Fece da presta- zione in compropriet con la moglie.
nome al Leggio in una societ di autotra-
sporti, nella quale il Riina stesso possedeva Luciano, nato a Corleone il 12 giugno
solo un autocarro. 1921, ivi residente e in atto sottoposto alla
Rappresent gli interessi del Leggio nel- misura della sorveglianza speciale per anni
la collocazione di macchinette per la pe- 4 con divieto di soggiorno in Sicilia, Cala-
sca delle sigarette nei pubblici esercizi di bria, Basilicata, Puglia e Campania. Ha fis-
Palermo. sato la sua residenza in Torino.
pregiudicato per ratto e associazione A suo carico figura:
a delinquere.
Non risulta essere intestatario di beni 1958 - Diffidato;
immobili. 1961 - Inflitta la misura della sorve-
glianza speciale per anni 3;
2) Fratelli Raia, appartenenti alla co- 1962 - La misura viene revocata;
sca del Navarra in contrasto con quella del
Leggio: 1963 - Inflitta nuova sorveglianza
speciale per anni 3;
Innocenzo, fu Biagio e fu Siracusa 1964 - La misura nuovamente revo-
Anna, nato a Corleone il 6 gennaio 1909, ivi cata;
residente, agricoltore.
A suo carico si rilevano i seguenti pre- 1965 - Denunciato per estorsione con-
cedenti penali: tinuata. Procedimento penale pendente pres-
so la corte di assise di Potenza.
4 giugno 1949 - Corte di appello di
Palermo: reclusione anni due e multa Indicato quale capo della mafia delle
lire 2.000 per circonvenzione di incapaci. trebbie del corleonese, trasse cospicui
Pena condonata; guadagni imponendo ai contadini l'uso, a
prezzo maggiorato, delle sue trebbie.
24 settembre 1958 - Diffidato;
Mentre nel 1965 si trovava in carcere
23 ottobre 1962 - Corte di assise di perch arrestato per estorsione continuata
Palermo: condannato ad anni 4 e mesi e per associazione a delinquere, sollecit
3 di reclusione per associazione a delin- un colloquio con la magistratura, nel corso
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

del quale rivel l'attivit delinquenziale del- Mafioso violento e pericoloso, esercitava
la mafia corleonese. il suo dominio nella zona di Piano di Scala.
Tale denunzia determin unitamente ad A suo carico si rileva:
altri elementi il rinvio a giudizio dei noti 1932 - Corte assise di Palermo: an-
42 mafiosi di Corleone, poi assolti dalla ni 5 di reclusione per violenza carnale.
corte di assise di Bari, dalla quale il Raia Pena ridotta ad anni tre dalla Cassazione;
non pot essere interrogato perch ricove-
rato nel frattempo in una casa di cura per 1938 - Tribunale di Palermo: anni 1
malattie mentali. ancora voce corrente e mesi 3 per furto aggravato;
che il Raia abbia simulato o sia stato indot- 1946 - Riabilitato;
to a simulare per evitare di deporre. cer-
1964 - Comminata la sorveglianza
to, per, che la perizia disposta dalla corte
speciale per anni 3;
di assise di Bari accert che l'attuale stato
psico-fisico del testimone inquadrabile cli- 1969 - Assolto a Bari dall'imputazio-
nicamente in una forma di reazione psico- ne di associazione a delinquere. Sconta in
gena (da spavento) e che invece nel Corleone la misura della sorveglianza spe-
1966, epoca in cui ebbe a rendere deposi- ciale.
zioni testimoniali, il Raia era in condizioni Di modeste condizioni economiche ac-
psichiche praticamente normali . La corte, quist nel 1951, unitamente al fratello Fran-
peraltro, valutati nel loro complesso tutti
cesco, 62 ettari di terreno in localit Piano
gli elementi psichici del soggetto, la perso-
di Scala, venduti qualche anno addietro.
nalit morale dello stesso e sottoposte a
Attualmente non risulta intestatario di
valutazione critica le sue dichiarazioni, rite-
beni immobili.
ne assolutamente inattendibile l'intero con-
tenuto della deposizione del Raia Luciano.
Francesco, nato a Corleone il 21 gen-
Gi nullatenente ora possiede 6 ettari naio 1904, emigrato con tutta la famiglia in
di terreno seminativo in contrada Piano Budrio (Bologna).
di Scala ed una casa di abitazione di 9 A suo carico risulta:
vani con annesso orto.
1958 - Diffidato;
Giulio, nato a Corleone l'8 ottobre 1960 - Anni 4 di sorveglianza specia-
1916, ivi residente, agricoltore. le con obbligo del soggiorno in Ustica;
Pregiudicato per truffa e distruzione del-
1962 - Corte appello di Palermo:
la cosa propria.
condanna ad anni 4 e mesi 3 di reclusione
Figura di secondo piano rispetto ai fra-
per associazione a delinquere ed anni 3
telli e di scarso peso nella mafia corleonese.
libert vigilata dopo la pena;
Diffidato nel 1959, non fu accolta una
successiva proposta per l'invio al soggiorno 1964 - Corte appello di Palermo:
obbligato. anni 3 di soggiorno obbligato in Verolengo
Attualmente possiede are 42.07 di ter- (Torino). Quest'ultimo provvedimento sta-
reno e una casa di abitazione di 5 vani. to interrotto in seguito all'arresto per asso-
ciazione a delinquere e ripristinato il 10 giu-
gno 1969 all'atto della sua scarcerazione.
3) Fratelli Leggio (intesi Fria ), ap-
Nei primi mesi del 1970 ha venduto per
partenenti alla cosca capeggiata da Lucia-
circa 38 milioni, i seguenti immobili in Cor-
no Leggio in contrapposto a quella del Na-
leone, gi acquistati in epoca posteriore al
varra:
1950: ettari 54.14.59 di terreno; casa ru-
Vincenzo, fu Leoluca e fu Patti Giu- stica adiacente detto terreno in contrada
seppa, nato a Corleone il 2 novembre 1906, Piano di Scala; casa di abitazione in Cor-
ivi residente, agricoltore. leone; 600 ovini, 48 bovini e 8 equini.
Atti Parlamentari Senato della Repubblica

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4) Fratelli Leggio (intesi Ficateddi ), al fallimento della societ armentizia di cui


ambedue appartenenti alla mafia corleo- era maggior esponente.
nese, uccisi prima dell'inizio della lotta tra Attualmente nullatenente.
il Leggio ed il Navarra:
Biagio, fu Giuseppe e fu Leone Ber-
6) Fratelli Ferrara, navarriani:
narda, nato a Corleone il 17 marzo 1896,
ucciso da ignoti il 9 aprile 1955 in Corleone. Innocenzo, fu Pietro e fu Siracusa
Era contadino, nullatenente. Lucia, nato a Corleone il 18 aprile 1911 e
Giovanni, nato a Corleone I'll feb- dal 13 dicembre 1969 residente a Brusa-
braio 1905, ucciso da ignoti in Corleone sco (Torino) con la famiglia.
I'll agosto 1955. A suo carico si rileva:
Era contadino, nullatenente. 1931 - Corte d'appello di Palermo:
La sua uccisione sarebbe stata determi- reclusione anni 4, mesi 10 e giorni 10 ed
nata dal fatto che aveva iniziato, per pro- interdizione pubblici uffici per anni 4 per
prio conto, delle indagini in merito all'uc- associazione per delinquere;
cisione del fratello.
1947 - Riabilitato;
1947 - Tribunale militare: anni 22
5) Fratelli Criscione, legati alla cosca di reclusione e mesi 6 arresto per rapina, ri-
Leggio Luciano: tenzione armamento ed oggetti militari, de-
tenzione armi da guerra. Condonati anni 3.
Biagio, fu Salvatore e fu Birtone Ca- Pena successivamente ridotta ad anni 6 e
logera, nato a Corleone il 26 ottobre 1909, mesi 8;
residente a Putignano (Bari), con tutta la
famiglia, dal 1 dicembre 1969, soggiornan- 1948 - Assolto dal reato di omicidio
te obbligato per anni tre. per insufficienza di prove;
Non risulta intestatario in Corleone di 1962 - Corte d'appello di Palermo:
beni immobili. condanna ad anni 4 e mesi 3 di reclusione
per associazione per delinquere. Assolu-
Pasquale, nato a Corleone il 2 feb-
zione per insufficienza di prove dall'omici-
braio 1915, ivi residente, ma domiciliato
dio di Collura Vincenzo.
a Torino.
A suo carico figura: proprietario di 130 pecore.
La moglie invece intestataria di are
1959 - Assolto per insufficienza di
44.69 di terreno e di 140 ovini e 10 caprini.
prove dalla corte di appello di Palermo, per
sequestro di persona ed omicidio in danno
Giovanni, nato a Corleone il 10 aprile
di Rizzotto Placido;
1916, ivi residente, pastore.
1964 - Comminata la sorveglianza A suo carico figura:
speciale per anni quattro;
1962 - Corte d'assise di Palermo: re-
1965 - Dichiarato fallito dal tribu- clusione anni 4 e mesi 6 per associazione
nale di Palermo; per delinquere. Assolto per insufficienza di
prove dall'omicidio di Collura Vincenzo;
3 aprile 1971 - Con decreto del tri-
bunale di Palermo stato sottoposto alla 1964 - Inviato al soggiorno obbligato
misura della sorveglianza speciale per un per anni quattro a Teano (Caserta);
anno.
25 marzo 1970 - Proposto nuova-
Gi proprietario di circa 12 ettari di mente per la misura del soggiorno ob-
terreno, fu costretto a vendere in seguito bligato.
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Atti Parlamentari Senato della Re-pubblica

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Di modeste condizioni economiche, pos- mente colpito dalla misura della sorve-
siede una casa di abitazione di sei vani in glianza con divieto di soggiorno in Sicilia,
Corleone e 40 ovini. Calabria e Campania per anni cinque.
La famiglia Ferrara originaria di Prizzi; proprietario di cinque ettari di ter-
il padre dei suddetti inteso Piccione era reno.
pregiudicato per abigeati e per una rapina
effettuati in agro di Corleone.
9) Roffino Giuseppe, fu Vincenzo e fu
Lo Piccolo Benedetta, nato a Lucca Sicula
altro tradizionale centro mafioso alle
7) Fratelli Streva, navarriani:
porte di Burgio e di Ribera (Agrigento)
Francesco Paolo, fu Vincenzo e fu rinvenuto cadavere (morte naturale) in agro
Sciortino Luciana, nato a Corleone il 2 feb- di Monreale nel 1967, mentre era da anni
braio 1913, ucciso da ignoti il 10 settem- latitante. Braccio destro e fedele gregario
bre 1963. di Luciano Leggio, mafioso violento e san-
Era celibe. guinario, a suo carico figurano gravi reati
Gi campiere del feudo Marraccia di contro la persona ed il patrimonio.
Monreale (Palermo), ove avvenne il seque- Svolse anche l'attivit di campiere del
stro a scopo di estorsione dell'ingegnere feudo Malvello di propriet del barone
Di Cristina. Cammarata. In detto feudo acquist ettari
Elemento temuto per coraggio, scaltrezza 13.58 di terreno, lasicati, poi, in eredit alla
e perch vendicativo; la sua soppressione vedova ed ai figli.
sarebbe dovuta ad elementi leggiani. Durante la sua lunga latitanza la fami-
Gi nullatenente, alla sua morte pos- glia (moglie e cinque figli) visse sempre in
sedeva ettari 11.12,20 di terreno seminativo. ottime condizioni economiche e senza svol-
gere attivit lavorativa, a dimostrazione di
Arcangelo, nato a Corleone il 7 no- come usufruisse di abbondanti profitti
vembre 1897, ivi residente, agricoltore. derivanti da molteplici imprese delinquen-
Figura di minor rilievo, rispetto al fra- ziali del congiunto.
tello, nell'ambiente mafioso; pregiudicato
per reati di lieve entit.
10) Pasqua Giovanni, fu Rosario e fu
Gi nullatenente, attualmente possiede:
ettari 6,72 di terreno (assieme alla moglie) Profita Giovanna, nato a Corleone il 3 gen-
e are 50.02 di terreno seminativo. naio 1925, ivi residente, agricoltore.
Gi campiere del feudo Rubinia del ba-
rone Cammarata, nonch fornitore per molti
anni delle vettovaglie per l'ospedale di Cor-
8) Streva Antonino, fu Gaetano e fu
leone.
Zabbia Rosa, nato a Corleone il 26 agosto
1916, oggi residente a Bari con la famiglia. Protetto da Navarra, pass dopo la sua
Tra i maggiori ed indiscussi esponenti morte dalla parte del Leggio, del quale era
della mafia corleonese, sempre riuscito intimo amico fin dalla pi giovane et.
a mimetizzarsi ed a passare inosservato. Indicato come corresponsabile dell'omicidio
Un solo tentativo fece di emergere all'epoca in danno della guardia Comaianni, fu per
dell'invio al confino del Navarra, desistendo assolto, con il Leggio, per insufficienza di
subito dopo il rientro del Navarra stesso prove.
in Corleone. Dal 1948 in poi acquist i seguenti beni:
A suo carico non si rilevano pregiudizi 4 ettari di terreno del feudo Rubinia; 5 et-
penali. tari di terreno, in compropriet con il fra-
Gi fattore nell'azienda agricola del ba- tello, nello stesso feudo; 34 are di frutteto;
rone Antonio Valenti di Corleone. Attual- 200 capi di bestiame.
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11) Provenzano Bernardo, fu Angelo e tante dal 1963 unitamente al citato Pro-
fu Rigoglioso Giovanna, nato a Corleone il venzano Bernardo, si rileva a suo carico:
31 gennaio 1933, contadino, irreperibile da 27 febbraio 1959 - Corte di assise di
circa otto anni in quanto resosi latitante Palermo: assolto per insufficienza di prove
per sottrarsi all'arresto. per omicidio e porto abusivo di armi;
Intimo amico e fidatissimo di Leggio
18 aprile 1959 - Diffidato;
Luciano, celibe.
9 novembre 1959 - Sottoposto alla
A suo carico si rileva:
misura della sorveglianza speciale per
17 settembre 1958 - Denunziato in anni due;
stato di arresto per essersi appropriato in 6 maggio 1960 - Arresto giorni 24 e
concorso di altri di 6 bovini di propriet lire 24.000 di ammenda per detenzione e
di Caprisi Salvatore e di 7 quintali di for- porto abusivo di arma;
maggio, 13 di cereali e di un fucile da caccia
di propriet di Vintaloro Angelo; nonch 18 febbraio 1961 - Denunciato in stato
di macellazione clandestina ed associazione di arresto per concorso in omicidio in per-
per delinquere; sona di Cortimiglia Vincenzo e porto abu-
sivo di armi e munizioni;
2 ottobre 1958 - Diffidato dalla que- 24 luglio 1962 - Denunciato in stato di
stura di Palermo; irreperibilit per concorso in omicidio di
18 settembre 1963 - Denunciato in Riina Paolo, porto abusivo di armi ed asso-
stato di irreperibilit per tentato omicidio ciazione per delinquere;
in persona di Streva Francesco Paolo; tri- 18 settembre 1968 - Denunziato in
plice omicidio aggravato di Streva France- stato di irreperibilit perch responsabile
sco, Pomilla Biagio e Piraino Antonino; as- di triplice omicidio aggravato in concorso,
sociazione per delinquere e porto abusivo porto abusivo di armi ed associazione per
di armi; delinquere;
10 giugno 1969 - Corte di assise di 10 giugno 1969 - Corte di assise di
Bari: assolto per insufficienza di prove dal Bari: assolto dai reati di cui sopra.
delitto di triplice omicidio aggravato. Pur essendo stato assolto dai gravi reati
Anche se assolto, tuttora irreperibile. ascrittigli, continua nella latitanza al fine
Nel 1960 il commissariato di pubblica sicu- di sfuggire alla misura della sorveglianza
rezza di Corleone lo propose per la sorve- con obbligo del soggiorno per anni cinque
glianza speciale e il tribunale di Palermo nel comune di Villanova d'Asti.
gli inflisse l'obbligo del soggiorno per quat- celibe; le condizioni della sua fami-
tro anni in Ustica. glia nonostante il padre, Bagarella Sal-
vatore, sia stato in carcere dal 1963 al 1968
Su ricorso presentato dall'interessato ed attualmente al soggiorno obbligato in
a pochi mesi di distanza, quella corte di Frattaminore (Napoli) sono discrete. Il
appello revoc la misura. Bagarella comproprietario di una man-
A suo nome non figurano intestati beni dria di circa 45 bovini e da taluno viene
immobili. indicato anche quale proprietario di circa
300 ovini (provenienti da attivit abigeata-
ria), affidati in custodia a persona di sua
12) Bagarella Calogero di Salvatore e fiducia.
di Mondello Lucia, nato a Corleone il 14 Una sua sorella, Bagarella Antonia, fidan-
gennaio 1935, ivi residente, in atto irrepe- zata con il mafioso leggiano Riina Salvatore,
ribile. Pericoloso mafioso, killer ricono- stata sino a pochi mesi orsono insegnante
sciuto della cosca del Leggio Luciano. Lati- presso la scuola elementare di Corleone.
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7. - CASI DI INFILTRAZIONI NEGLI ENTI LOCALI

Quale esempio di malcostume politico- la possibilit di entrare a far parte degli


mafioso viene, da molti, citata la circostanza stessi uffici della presidenza della Regione
secondo la quale, in ispecie nel periodo a in veste di esponenti della segreteria par-
cavallo delle elezioni regionali del 1954 e ticolare del presidente, nonch la certezza
del 1962, l'assessorato regionale agli enti lo- di poter aiutare la spregiudicatezza di qual-
cali sarebbe stato non solo la poltrona che politico nel risolvere artificiose crisi co-
pi ambita (subito dopo venivano quelli del munali; crisi predeterminate e poi curate
demanio forestale e dell'agricoltura e della molto da vicino con l'invio di amici in
pubblica istruzione), ma anche quella che veste di commissari che preparassero nuove
consentiva, nelle elezioni successive, di ot- elezioni.
tenere il maggior seguito elettorale. N pi In Corleone, dal 1960, ha retto con fasi
n meno come sarebbe stato in quell'iden- alterne le file di quell'amministrazione co-
tico periodo con riflessi avvertiti ancor munale, il dottor Salvatore Castro, nativo
oggi in molti ambienti qualificati per gli del luogo e residente a Palermo, medico, gi
assessorati ai lavori pubblici o all'urbani- assessore provinciale al personale, gi as-
stica dei comuni (primo fra tutti quello di sessore provinciale all'assistenza psichiatri-
Palermo) in funzione del particolare feno- ca, cognato del noto e citato mafioso Vin-
meno dello sviluppo edilizio, delle strade, taloro Angelo, che ha trovato anche modo
delle infrastrutture, ecc.; settore, questo, sul di far eleggere per il 1960-1964 il fra-
quale ha prosperato la mafia pi recente ed tello Vintaloro Matteo quale consigliere co-
hanno creato solide fortune elementi che munale.
alla politica hanno attinto senza il minimo In Corleone il Castro si appoggia a: Ca-
convincimento etico-sociale. tania Giusto (sindaco per il 1969-1970), im-
Tale circostanza, si afferma, apparir piegato presso il Banco di Sicilia; Moscato
ancor pi valida se nell'ambito dei comuni Alfonso (consigliere ed assessore comunale),
gravitanti intorno al corleonese si andran- fatto assumere quale impiegato cotti-
no ad esaminare, sia pure di sfuggita, al- mista presso l'Istituto di igiene mentale,
cuni casi di presenza mafiosa attiva: pri- dipendente dall'assessorato per l'assistenza
ma, fra tutti, la presenza in seno all'asses- psichiatrica, gi iscritto alla facolt di me-
sorato regionale agli enti locali del dottor dicina e poi di legge, come fuori corso; Po-
Giuseppe Farina da Villalba (cugino di Fa- milla Giovanni (consigliere ed assessore co-
rina Beniamino, nipote, quest'ultimo, del munale), macellaio, figlio e nipote dei ci-
notissimo boss Calogero Vizzini) a rappre- tati mafiosi Pomilla; Pecoraro Carmelo
sentare la mafia tradizionale del nisseno e (consigliere e vicesindaco), impiegato presso
del dottor Francesco Navarra (fratello di l'ufficio imposte dirette, cognato del citato
Michele Navarra) quale erede e simbolo mafioso Pasquale Lo Bue.
della mafia di gran parte del palermitano. Allorch, nel 1967, l'amministrazione co-
Personaggi ambedue ai quali aventi uni- munale entr in crisi, l'assessorato regio-
ca matrice di mafia a livello isolano nale agli enti locali invi in luogo come com-
stata garantita una velocissima carriera, missario il dottor Giovanni Di Cara, nativo
100
Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

di Prizzi ed intimo amico sia del Navarra in Cattolica Eraclea (Agrigento) ed ora in
Francesco sia del Farina Giuseppe; e, dopo Prizzi.
che detto commissario era riuscito a far Al comune di Prizzi appartiene anche la
stanziare lire 500 milioni per la realizza- figura dell'ex parlamentare regionale (e gi
zione di opere pubbliche poi non rea- sindaco di Prizzi) Bernardo Canzoneri; nei
lizzate , vi fu il tentativo, secondo accuse suoi confronti, come noto, fu inoltrata
insinuate a carico del Catania e del Castro, denuncia dalla questura di Palermo, in data
di destinare alla costruzione di case popo- 15 giugno 1966, assieme ai noti Marretta
lari alcuni terreni limitrofi alle propriet Filippo, Cannella Giuseppe, Comparetto An-
dei mafiosi Vintaloro. tonino ed altri, per concorso in omicidio in
Oggi il comune retto dal sindaco La danno di Macaluso e Fucarino da Prizzi.
Torre Michele (nipote del mafioso La Torre Fu, per, assolto in istruttoria con formula
Leonardo), impiegato presso l'amministra- piena e, nella relativa sentenza, il giudice
zione provinciale di Palermo; il La Torre istruttore afferm che: ...si ha la prova
ha chiamato alla carica di assessori i citati che non ha mai fatto parte di una simile
Pecoraro, Moscato e Pomilla. associazione (mafiosa)... .
Un fratello del La Torre Michele impie- anche noto che fu ed l'avvocato di-
gato, quale geometra, allo stesso comune di fensore del mafioso Luciano Leggio (con
Corleone. l'avvocato Bellavista, fin dal processo per
da rilevare che il La Torre Michele l'uccisione di Placido Rizzotto) e di altri
(il cui padre ha recentemente subito nel cor- elementi mafiosi della zona.
leonese un atto di intimidazione di natura Imperante Michele Navarra, il Canzo-
mafiosa) particolarmente vicino all'ex sin- neri ricopr i seguenti incarichi: fu per
daco di Palermo Vito Calogero Ciancimino, molti anni, dal 1952 in poi, dirigente pro-
pure da Corleone. vinciale DC per la zona del corleonese; fece
Il comune di Prizzi, fino al 1959, ha visto parte sempre in tale epoca della giun-
diviso gran parte del suo elettorato tra i ta esecutiva provinciale DC per gli enti lo-
mafiosi Giuseppe Cannella (sindaco dal cali; fu membro del comitato esecutivo del
1948 al 1958) a cui poi succeduto il figlio consorzio agrario provinciale di Palermo.
Michele (che ricopre tuttora la carica di sin- Nel comune di Bisaquino vicesindaco,
daco) e Carmelo Pecoraro (sindaco dal 1959 con una giunta di sinistra, l'avvocato An-
al 1964). tonino Giammancheri, nato nel 1932, libero
A detto elettorato la politica regionale professionista con studio legale in Paler-
ha sempre attinto a piene mani e, in vista mo ed in relazioni di affari con lo studio
delle elezioni del 1964, a seguito di crisi del notaio Angilella Giuseppe (ora dece-
di quell'amministrazione comunale, l'asses- duto) e del figlio di quest'ultimo.
sorato regionale agli enti locali, dopo aver Il padre del Giammancheri, Michele, gi
premuto per le dimissioni di taluni asses- a sua volta sindaco di Bisaquino dal 1956
sori, fin per mandare quale commissario al 1959, fece parte come gi detto del
il gi citato dottor Giovanni Di Cara (na- consiglio di amministrazione del consorzio
tivo di Prizzi ed ivi anche coniugato). di bonifica dell'alto e medio Belice control-
Dal 1960 fa parte del consiglio comunale lato dalla mafia di Alcamo e di Corleone,
di Prizzi D'Angelo Vincenzo, amico del Can- attraverso le persone del presidente, avvo-
nella Michele e figlio del mafioso D'Angelo cato Gensardi, genero del mafioso Vanni
Luciano, deceduto, pregiudicato per reati Sacco, e del vice presidente Leonardo La
vari contro la persona ed il patrimonio. Torre, consigliere del dottor Michele Navar-
Il D'Angelo impiegato quale istruttore ra e noto persuasore .
tecnico-pratico presso la scuola regionale di Il comune di Marineo ebbe quale sin-
avviamento professionale a tipo agrario, gi daco, dal 1956 al 1960, Carlo Greco, da Ma-
101
Atti Parlamentari Senato della Repu bblica

V LEGISLATURA DO CUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIO NI

rineo, amico e socio in affari del noto ma munale). Ancor oggi consigliere comu
fioso Catanzaro Vincenzo e, dal 1955 al 1956, nale di Marineo il figlio del Greco Carlo, a
Lo Vasco Domenico, nato nel 1928, cancel nome Francesco.
liere presso il tribunale di Palermo e pres Anche il comune di Campofiorito, gi
so la pretura di Cininna e particolarmente feudo incontrastato della mafia del corleo
sentito per essersi sempre prestato nel nese facente capo al noto mafioso Gover
disbrigo di affari presso il palazzo di giu nali Antonino, conobbe la gestione com
stizia di Palermo. Allorch quest'ultimo ven missariale del pi volte citato dottor Gio
ne posto in minoranza, sarebbe stato an vanni Di Cara, nell'anno 1966.
cora il Catanzaro Vincenzo ad intervenire Analoga situazione si registrata nei
quale paciere ed a conciliare le opposte comuni di Mezzojuso (noto centro strate
tendenze. gico della mafia imperante tra Corleone e
Fino a qualche tempo fa, del resto, ri Villabate), affidato alla gestione commissa
copriva l'incarico di consigliere comunale riale dello stesso dottor Farina Giuseppe,
un nipote del Catanzaro, a nome Paolo, e di Villalba ove venne inviato altro intimo
nato nel 1940, ora emigrato nel Veneto (ove amico dello stesso Farina, certo Glorioso
ha vinto un concorso quale segretario co Antonino.
102
Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

8. - CONCLUSIONI

Non apparso fuori luogo, prima di pi modesta, ha sempre rappresentato un


chiudere questo panorama della grande fa- punto di arrivo di estrema importanza.
miglia della mafia corleonese (e di buona A tanto, infine, si aggiunga una partico-
parte della stessa provincia di Palermo),
lare forma mentis tutt'oggi assai diffusa
accennare al fatto che i personaggi oggi
per cui il personaggio di qualche spic-
rimasti in piedi a ricordare la figura pi
co (burocrate o politico o bancario che sia)
tipica della mafia del dopoguerra in questa
non pu assolutamente sottrarsi al do-
plaga dell'isola, appaiono pi o meno mi-
vere di aderire alle pi varie richieste di
metizzati in tutto un contesto di comodo.
parenti, amici o semplici conoscenti, dato
Nell'elefantiasi burocratica della Regio- che un rifiuto, ancorch giustificato, potreb-
ne e dei suoi molteplici enti la mafia ha
be suonare sgarbo o menomazione im-
trovato pi agevole l'accesso, quale corri-
plicita del suo prestigio.
spettivo di favori che, se sono comuni
ovunque esista una clientela politica, qui In un contesto del genere, oltre che in
si sono spesso tradotti e talora anche oggi quello criminoso vero e proprio, vanno
si traducono in strumenti di potenziale quindi riguardate le vicende mafiose del
ricatto. corleonese legate alla persona fisica ed al
La stessa tradizione mafiosa non ha sug- ricordo di Michele Navarra.
gerito, n ha saputo suggerire a taluni per- In tale ambiente, la mafia ha sempre
sonaggi di quegli anni, la ferma volont di avuto buon gioco o nel lusingare e nell al-
respingere, al di l di alcune centinaia di lettare, o nel pretendere e nell'imporre, fa-
voti, un credito che veniva spesso millan- cendo perno, s, sull'umana ambizione, ma
tato e sempre proiettato oltre la stessa le- anche e soprattutto su quel sistema che ha
gislatura. sempre fatto parte integrante, specie dal-
D'altro canto per le famiglie dell'entro- l'ultimo dopoguerra in poi, del suo stesso
terra, in ispecie di origine contadina (an- vivere: il progredire, il penetrare, l'ottenere
che lontana), poter annoverare un parente in funzione di locupletamene e di po-
inserito quale impiegato nelle file della bu- tere fino a compromettere prima e ri-
rocrazia statale o regionale, ovvero in un cattare poi anche uomini politici e pub-
qualsiasi ufficio e con la qualifica anche la blici funzionari.
CENNI BIOGRAFICI SU LUCIANO LEGGIO
INDICE

1. - L'inserimento nella mafia del corleonese e i primi delitti di Luciano

Leggio pag. 105

2. - L'omicidio Rizzotto 109

3. - Il lungo periodo di latitanza e le lotte per l'egemonia mafiosa . 115

4. - Gli anni di fuoco: 1958-1963 119

5. - La marcia verso Palermo 123

6. - Considerazioni conclusive 127


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Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

1. - L'INSERIMENTO NELLA MAFIA DEL CORLEONESE ED I PRIMI DELITTI


DI LUCIANO LEGGIO

Se dovesse darsi un volto alla nuova teva l'isola, facendo rivivere le vecchie
mafia, attraverso il passaggio dalle antiche forze mafiose gi represse ma mai dome,
forme speculative legate al feudo a quelle portando un vento di ribellione e di ri-
pi redditizie dell'abigeato e quindi a quelle volta, dando via libera a ogni ruberia e a
pi moderne, dinamiche e vantaggiose dei ogni violenza, nell'inevitabile tumulto di
trasporti, dei mercati e dell'edilizia, che animi, di cose, di istituti e di ordinamenti
non disdegnano protezioni e connivenze po- provocato dal passaggio del fronte.
litiche, quel volto sarebbe certamente il Corleone era al centro di un vastissimo
grosso, tondo e freddo volto di Luciano territorio in prevalenza riarso e collinoso,
Leggio, dall'ironico e sprezzante sguardo dotato di ampi boschi quali quello della
di colui che sa e che pu, che comanda Ficuzza di Godrano e quello di Santa Maria
e ricatta, che ora moribondo per un di Bisacquino, reso di difficile accesso per
male che non perdona e ora mobilissimo la presenza di notevoli rilievi montuosi,
e inafferrabile come fantasma, intorno al dominati dalla nuda e selvaggia Rocca Bu-
quale ruotano, quali personaggi di una tra- sambra, a soli 56 chilometri da Palermo
gica farsa, sindacalisti e pastori, impresari ma in realt molto pi lontana dalla capi-
e proprietari terrieri, medici e avvocati, tale, ignorata di fatto dalle autorit cen-
magistrati e questori, ora vittime ingenue trali e costretta al rango di retroterra de-
e ora complici involontari, quasi mario- pressa. Le misere popolazioni dedite al-
nette ignare mosse dai fili dell'abile burat- l'agricoltura, alla pastorizia, al braccian-
tinaio che si ride della legge e dell'autorit tato, dovevano fatalmente cadere nelle ra-
dello Stato. paci mani di sfruttatori di ogni ceto e di
Luciano Leggio pu considerarsi il de- ogni livello, dai ricchi ed ignari proprie-
gno successore dei grossi pezzi da novanta: tari dei latifondi che vivevano indolenti e
dopo Vito Cascio Ferro, Calogero Vizzini lontani, paghi dell'opera amministratrice
e Giuseppe Genco Russo la mafia non aveva dei loro sovrintendenti, ai campieri e gabel-
lotti che finivano coll'essere parassiti degli
avuto cos prestigioso esponente, che non
oppressori e degli oppressi, ai massari e
fosse soltanto il basso delinquente sangui-
agli impresari di braccia che lesinavano il
nario ma che unisse alla temibile crimi-
soldo e soffocavano la fame con la paura.
nalit delle innegabili doti di organizza-
tore, di capo, di contrattatore. Era perci, quello di Corleone, il terri-
Appartenente a famiglia di umili con- torio ideale, per chi, dotato di coraggio e
tadini, ai Leggio intesi Ficateddi per di audacia, sprezzante la legge e l'umana
distinguerli dai Leggio intesi Fria , Lu- piet, volesse darsi al delitto: la diffusa
ciano nacque a Corleone il 6 gennaio 1925 omert, il terrore imposto dal pi forte,
da Francesco Paolo e da Palazzo Maria l'incuria dei pubblici poteri, le caratteri-
Rosa. stiche stesse dei luoghi, favorivano le spo-
Aveva dunque solo 18 anni quando lo liazioni, le rapine, l'abigeato; l'impenetra-
sbarco delle forze alleate in Sicilia scuo- bile bosco della Ficuzza era un nascondi-
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

glio ideale per il bestiame rubato, macel- zaro Vincenzo, Pennino Carmelo, Governa-
lato clandestinamente e in marcia verso le Antonino, Vintaloro Angelo, Leggio Bia-
Palermo; gli anfratti scoscesi di Rocca Bu- gio, Collura Vincenzo, Maiuri Vincenzo.
sambra proteggevano la fuga di chiunque L'esatta natura del rapporto instaurato-
fosse ricercato dalle forze dell'ordine che si tra il dottor Caruso e il giovane delin-
si fossero spinte fin lass; un'atavica ras- quente gi noto per la personalit aggres-
segnazione, in una col fondato timore del siva e violenta, dalla sentenza 14 agosto 1965
peggio e con il bisogno del pane quotidiano, del giudice istruttore di Palermo, che rinvi
impediva qualsiasi ricorso alla giustizia
il Leggio a giudizio per vari reati, risulta
e rendeva complici involontari del delitto
che il Caruso (morto il 3 marzo 1951)
le stesse vittime. Soltanto l'insopprimibile
quando tornava dalle sue terre era spesso
fame di terra e l'inarrestabile evoluzione
di pessimo umore, tanto da volersi appar-
delle masse spingeva i contadini, i mezza-
dri, i braccianti a reagire al peso sempre tare dai suoi stessi congiunti; onde, in con-
pi soffocante del latifondo e della sua siderazione dell'indole prepotente e avida
struttura e al conseguente sfruttamento ma- del Leggio, si pu a ragione ritenere che
fioso e a costituirsi in cooperative e in il malumore del possidente era probabil-
sindacati che non potevano non attirare mente dovuto alle angherie, alle intimida-
le reazioni pi feroci della vecchia mafia, zioni e alle sopraffazioni che egli era co-
la quale, rinsaldate le fila sul piano di stretto a subire ad opera del suo perico-
nuovi interessi e di pi lucrosi campi di loso dipendente. Le condizioni generali della
azione, si d a sfruttare anche il picciotto zona in quel periodo possono ben immagi-
pi audace, ansioso di far carriera e di narsi, peraltro, se si tien presente che sol-
giungere attraverso la violenza all'antica- tanto nel territorio di Corleone furono de-
mera del campierato ed alla protezione del nunciati nel 1944: 278 furti, 120 danneggia-
padrone, per poi abbandonare gradualmente menti e 22 rapine ed estorsioni; nel 1945:
la terra avara e integrare il " p i z z o " con 143 furti, 43 danneggiamenti e 22 rapine
tutte le speculazioni possibili. ed estorsioni; nel 1946: 116 furti, 29 dan-
neggiamenti e 10 rapine ed estorsioni; negli
Su questo sfondo, si affacciava Luciano
stessi anni, gli omicidi salirono dagli 11 del
Leggio nel 1944-45 e decideva subito di de-
1944, ai 16 del 1945, ai 17 del 1946 !
dicarsi ad attivit pi lucrose riuscendo a
farsi assumere come campiere dal dottor Il controllo della terra era di fatto sud-
Corrado Caruso, proprietario di una grossa diviso dalla mafia in zone di influenza, che
azienda agricola in contrada Strasatto, su- facevano capo a Governali Antonino, Col-
bentrando al campiere Punzo Stanislao, lura Vincenzo e Catanzaro Vincenzo, dai
ucciso il 29 aprile 1945 in localit Gelardo quali si risaliva al medico dottor Michele
di Roccamena. Nessun elemento emerse Navarra, eminenza grigia dell'intero cor-
contro di lui per la eliminazione del Punzo, leonese e successore del famigerato Calo-
ma certo che la morte di costui, indi- gero Lo Bue. Luciano Leggio si affacci
viduo onesto e non legato alla mafia, con-
presto alla ribalta mettendosi in mostra
sent a Luciano Leggio di diventare, all'et
come validissimo elemento, per spregiudi-
di ventanni, campiere di una importante
catezza e sanguinariet, della cosca del
azienda agricola. Guardiani e campieri di
Navarra.
altri feudi (Rubinia, Malvello, Muranna, Lu-
potto, Rao, Ridocco, Piano di Scala, Patria, Il 1 giugno 1944 veniva denunciato per
Galardo, Giardinello) furono molti di co- la prima volta per porto abusivo di armi
loro destinati a essere i compartecipi delle da fuoco.
azioni criminose del giovane, o suoi com- Due mesi dopo, il 2 agosto 1944, veniva
plici o sue vittime future: Pasqua Giovanni, arrestato ih flagrante dalle guardie cam-
Roffino Guseppe, Streva Antonino, Catan- pestri Splendido Pietro e Cortimiglia Pie-
107
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

tro, con la collaborazione della guardia giu- dei colpi, aveva visto fuggire il Leggio. Il
rata Comaianni Calogero e denunciato per timore della sicura rappresaglia del delin-
furto di covoni di grano; nel successivo quente le aveva impedito di riferire prima
ottobre otteneva la libert provvisoria. tali circostanze. Tre figli del Comaianni con-
Il 28 marzo 1945 la guardia giurata fermarono di aver appreso dal padre che
Comaianni veniva uccisa a colpi di lupara il Leggio e il Pasqua erano stati da lui
nei pressi della sua abitazione in Corleone: incontrati presso casa poche ore prima che
solo alla fine del 1949, dopo che si era gi egli venisse ucciso e aggiunsero che la ma-
concluso il conseguente procedimento pe- dre, passato il primo momento di pi co-
nale a carico di ignoti, il comando forze cente dolore, aveva loro confidato di aver
repressione banditismo, con rapporto del riconosciuto in uno degli assassini Luciano
31 dicembre 1949, denunciava quale autore Leggio. Certo De Prisco Vito, arrestato col
dell'omicidio Luciano Leggio che, in con- Leggio per il furto di covoni di grano, rifer
che durante la detenzione il Leggio stesso
corso con Pasqua Giovanni, avrebbe agito
gli aveva espresso duri propositi di ven-
per vendicarsi di essere stato arrestato e
detta nei confronti di colui che aveva dato
denunciato dalla umile guardia campestre.
causa al loro arresto.
Dopo sei anni, la corte di assise di Palermo,
con sentenza 13 ottobre 1955, assolveva il Senonch, in sede giudiziaria, il Pasqua
Leggio e il Pasqua per insufficienza di ritrattava la sua confessione, frutto, se-
prove: e dopo altri 12 anni, il 18 febbraio condo le sue asserzioni, delle violenze
1967, la corte di assise di appello di Bari, e dei maltrattamenti subiti; anche il De
alla quale il procedimento era stato rimesso Prisco ritrattava le confidenze fattegli dal
dalla Corte di cassazione, rigettava l'ap- Leggio. Mantenevano sostanzialmente la
pello del pubblico ministero e confermava loro versione soltanto i familiari dell'uc-
la sentenza di proscioglimento di primo ciso. Il magistrato, dal canto suo, dispo-
grado. Nel corso delle indagini di polizia neva persino la ricostruzione dei fatti,
giudiziaria il Pasqua, arrestato dai cara- l'ispezione e la planimetria dei luoghi, da
binieri mentre il Leggio si manteneva irre- cui si accertava che l'abitazione del Pasqua
peribile, rendeva ampia confessione, dichia- distava metri 150 dal luogo del delitto
rando che il Leggio gli aveva manifestato mentre molto lontana ne era quella del
propositi vendicativi contro il Comaianni Leggio.
per essere stato da lui denunciato e lo La corte di assise di appello di Bari
aveva invitato ad aiutarlo nel consegui- (presidente De Giacomo, procuratore gene-
mento della vendetta. rale De Bellis), come gi quella di primo
Avendo egli accettato, all'alba del 28 grado di Palermo, dubitava della causale
marzo 1945, dopo un tentativo andato a della vendetta, perch remoto nel tempo
vuoto la sera precedente, avevano appo- (agosto 1944) il fatto che avrebbe dato ori-
stato il Comaianni nei pressi della di lui gine all'omicidio commesso sei mesi dopo
abitazione e appena uscito di casa gli ave- (marzo 1945); dubitava della spontaneit
vano esploso addosso alcuni colpi di lu- della confessione del Pasqua perch ritrat-
para. La vedova del Comaianni, alle pre- tata dinanzi al magistrato e frutto di pres-
cise contestazioni dei carabinieri, richia- sioni e di intimidazioni (non disponeva
mava l'episodio dell'arresto e della denun- per di procedere a carico di coloro che,
cia del Leggio ad opera del marito e dichia- illecitamente, avrebbero posto in essere tali
rava che la sera precedente il delitto, il pressioni e intimidazioni); negava ogni va-
Comaianni, rincasando, aveva riferito ai lore di prova alle dichiarazioni dei fami-
familiari di aver notato nei pressi di casa liari del Comaianni, per le reticenze, le
il Leggio e il Pasqua armati; essa stessa, contraddizioni, e le incertezze in cui essi
all'indomani, aperta la porta all'esplosione erano caduti e perch non sono stati eoe-
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

renti , avendo tra l'altro, la moglie del- porto n. 247 diretto alla procura della Re-
l'ucciso, preferito confidarsi con i giovanis- pubblica di Palermo, denunciava Luciano
simi figlioli anzich con le cognate, e, dopo Leggio quale autore dell'omicidio, commesso
22 anni dal fatto, il 18 febbbraio 1967 in correit con Bellomo Salvatore. Veniva
assolveva definitivamente il Leggio e il Pa- iniziata formale istruttoria, ma al termine
squa dall'omicidio della povera guardia di essa, con sentenza del 21 giugno 1950,
giurata. il giudice istruttore di Palermo proscio-
glieva il Leggio e il Bellomo con formula
Il 7 febbraio 1948 veniva ucciso tal Pi- piena, per non aver commesso il fatto.
raino Leoluca di Giovanni: pochi giorni Nessuno, neppure i parenti della vittima,
dopo, il 18 marzo 1948 il commissariato avevano portato alcuna accusa contro l'im-
di pubblica sicurezza di Corleone, con rap- putato.
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

2. - OMICIDIO RIZZOTTO

Intanto nel 1946-1948 il dottor Navarra fronti del Leggio e di altri personaggi al-
eliminato il direttore dell'ospedale e uffi- lora appena ventenni. Gli interessi del feudo,
ciale sanitario di Corleone, dottor Carmelo che il Navarra aveva preso a cuore e
Nicolosi, trovato ucciso il 29 aprile 1946 proteggeva e per tornaconto economico e
ad opera di ignoti rafforzava il suo po- per motivi politici, contrapponendosi la
tere mafioso in tutto il corleonese: medico classe agraria o feudale alle masse in fer-
condotto, medico fiduciario dell'INAM, di- mento che reclamavano le assegnazioni di
rettore dell'ospedale civile, Michele Navarra terra e migliori redditi di lavoro, videro
aveva oltremodo potenziato il gruppo ma- a un tratto in Luciano Leggio, espressione
fioso dei suoi accoliti di cui Luciano Leggio egli stesso del pi umile proletariato, un
divenne in breve uno dei primi esponenti. insperato paladino.
Attraverso la cosca del Navarra passavano Il 10 marzo 1948 scompariva da Cor-
ormai i controlli nell'assunzione della ma- leone il segretario della locale camera del
nodopera bracciantile ed operaia, i versa- lavoro, Placido Rizzotto, che come gi il
menti in danaro (pizzo) per protezioni ai sindacalista Bernardino Verro, ucciso nel
campi, alle messi, ai lavori, alle abitazioni, 1915, si prodigava nel movimento conta-
alle persone, ovviamente era lo stesso dino e bracciantile, per la revisione della
gruppo mafioso che organizzava sequestri politica agraria e per la ripartizione dei
di persona a scopo di estorsione, delitti grossi feudi incolti e improduttivi, contro
contro la persona nei confronti di avver- la resistenza dei proprietari terrieri e ancor
sari personali o politici o di cosca, e nei pi contro quella dei gabellotti e del pre-
confronti altres di scassapagliari che potere mafioso che attingeva forza e mezzi
osassero recare disturbo alla zona protetta di vita dalla struttura feudale dell'econo-
o di influenza, e i delitti di ogni genere mia agraria. Il Rizzotto ricopriva pure
suscettibili di recar danno o intimidazione l'incarico di segretario della locale sezione
(pascoli abusivi, danneggiamenti, abigeato, combattenti e reduci e come tale si era
incendi, eccetera). La vera e propria asso- opposto alla nomina del Navarra a socio
ciazione a delinquere di cui il Navarra era onorario dell'associazione (il Navarra, uffi-
il capo e il Leggio il luogotenente, pur ciale medico di complemento nel 1930,
se talvolta sfuggente al controllo dello venne congedato nel 1931 dopo il servizio
stesso Navarra, aveva assunto un as- di leva; richiamato alle armi nel 1935, fu
setto e una potenzialit criminosa di tale dichiarato inabile e ricollocato in congedo;
pericolo che molti rinunziavano, per paura, e bench promosso tenente nel 1938 e capi-
a denunziare i danni ed i soprusi subiti. tano nel 1942, non era n combattente n
La famiglia agiva in campi di spe- reduce). Inoltre, circa un mese prima della
cializzazione ed i proventi delittuosi che ne sua scomparsa, Placido Rizzotto si era ve-
conseguivano servivano sia alle spese di nuto a trovare in Corleone al centro di uno
organizzazione dell'associazione sia a get- scontro tra ex partigiani di passaggio ed al-
tar le basi di quelle solide posizioni econo- cuni studenti sostenuti dai mafiosi locali e
miche che ancor oggi si registrano nei con- nella circostanza si era schierato a fianco
110
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

degli ex partigiani, che ebbero ragione degli di morte redatto dal dottor Dell'Aira Igna-
avversari. Il giovane sindacalista, che aveva zio; che il ragazzo aveva avuto delle allu-
osato contrastare i picciotti della cosca cinazioni ed aveva narrato al sanitario che
dominante presenti e, pi ancora, sfidare due individui l'avevano invitato a prendere
i capi che erano assenti fino a colpire ed un coltello col quale avrebbero dovuto ucci-
a ferire un lontano nipote di uno di essi dere due persone e poi lui stesso; che la
(La Torre Leonardo), divenne subito per la macchina di cui si faceva cenno sarebbe
mafia, un tragediatore (spione, infido): stata una Fiat 1100 appartenente a Leggio
ce ne era abbastanza per decretarne la fine. Luciano; che nessun elemento concreto era,
Nella cartella biografica di Michele Na- per, emerso a carico di costui. Interrogati
varra redatta dalla questura di Palermo, si dal nucleo mobile carabinieri di Corleone
legge, a un certo punto, che egli ag come e successivamente dal giudice inquirente, i
mandatario (voleva probabilmente dirsi congiunti del Letizia esclusero che egli
mandante) di numerosi omicidi, fra i quali avesse narrato di avere assistito all'ucci-
in particolare quelli in persona del dottor sione di Placido Rizzotto. Dall'autopsia
Nicolosi e del Rizzotto. Certo che il 21 eseguita sul suo cadavere, integrata da una
marzo 1948 il quotidiano La Voce della perizia clinico-tossicologica sui visceri, ri-
Sicilia (n. 28) pubblic un articolo dal ti- sult che la morte era stata determinata
tolo Un bimbo morente ha denunziato gli da grave intossicazione, e pi precisamente
assassini che uccisero Placido Rizzotto nel da una infezione acuta febbrile encefalo-
feudo Malvello , del quale si assumeva patica, che va sotto il nome di delirio
che Placido Rizzotto sarebbe stato seque- acuto .
strato da numerosi uomini che, ad un se-
Successivamente, il comando compagnia
gnale di certo Criscione Pasquale, lo avreb-
carabinieri di Corleone, con rapporto del
bero condotto nel feudo Malvello, dove un
3 aprile 1948 denunzi in istato di irrepe-
ragazzo dodicenne, Letizia Giuseppe, rima-
ribilit, quale autore del sequestro di per-
sto in quel feudo per sorvegliare il gregge,
sona del Rizzotto, il Leggio Luciano, che
avrebbe visto gli assassini compiere il de-
avrebbe agito in concorso con Criscione
litto. Atterrito e sconvolto per la scena
Pasquale, Criscione Biagio, Benigno Leolu-
terribile che si sarebbe svolta sotto i suoi
ca, e Leggio Giovanni; ma non si acquisiro-
occhi, il ragazzo avrebbe avuto delle allu-
cinazioni e nonostante le cure prodigategli no validi elementi nei loro confronti e in
in Corleone dai medici dottori Navarra e esito alle risultanze istruttorie il giudice
Dell'Aira sarebbe morto dopo pochi giorni istruttore, con sentenza del 30 novembre
per cause non accertate. In altro articolo 1949, prosciolse il Leggio e gli altri con for-
pubblicato nel n. 29 del 26 marzo succes- mule varie. La stessa sera del 30 novembre
sivo, col titolo Per avvelenamento e per 1949 venivano fermati dai carabinieri del
trauma psichico l'allucinazione e la morte comando gruppo squadriglie del comando
del bambino ? lo stesso giornale riferiva forze repressione banditisto in Corleone,
che uno di coloro che avrebbe cacciato Criscione Pasquale e Collura Vincenzo, per-
a forza il Rizzotto nella macchina come una ch da fonte oltremodo attendibile (come
bestia sul carro del macellaio sarebbe si legge nel rapporto di denunzia del pre-
stato il Leggio Luciano, fuggito la sera del detto comando) era stato riferito che la
16 marzo alla sola vista dei carabinieri. sera del 10 marzo 1948 Leggio Luciano era
stato notato insieme col Collura e quella
L'autorit di pubblica sicurezza proce- stessa sera, verso le ore 22, era stato nuo-
dette agli accertamenti opportuni in merito vamente notato nei pressi del caff Alaimo,
a quanto riferito dal quotidiano e con rap- nell'atto in cui chiamava ad altra voce
porto del 22 marzo 1948 comunic al pro- il Criscione che era insieme col Rizzotto.
curatore della Repubblica che il Letizia era Contestati i nuovi elementi raccolti a
deceduto per tossicosi, come da certificato loro carico, tanto il Criscione quanto il
Ill
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

Collura ammisero dinanzi ai verbalizzanti, di mantenere il silenzio assoluto su ci


capitano Carlo Alberto Dalla Chiesa, bri- he era accaduto. Sulla causale del grave
gadiere Capizzi e carabinieri Ribezzo, di delitto non dette spiegazioni.
avere partecipato al sequestro di Placido In base alle indicazioni fornite dai fer-
Rizzotto, in concorso con Leggio Luciano, mati, il comando del gruppo squadriglie
che avrebbe poi ucciso la vittima con tre carabinieri di Corleone accedette il giorno
colpi di pistola. 6 dicembre 1949 nella localit Scala del
Dichiar, in particolare, il Criscione che Cardone e, identificato il terreno di cui
la sera del 10 marzo 1948, trovandosi nella aveva fatto cenno il Collura, rintracci,
piazza principale del paese, aveva visto il dopo alcune ore di ricerche, tra le quattro
Rizzotto insieme con Benigno Ludovico e o cinque ciacche esistenti nella zona roc-
con altro individuo. Verso le ore ventidue, ciosa delle pendici della montagna del Ca-
nei pressi del caff Alaimo, era stato chia- sale, occultata da una parete rocciosa, una
mato dal Leggio Luciano, che gli aveva in- foiba dall'imboccatura ristretta, profonda
giunto di avvicinare il Rizzotto e di prose- oltre 50 metri, come si pot accertare ca-
guire con lui verso la villa comunale, mo- landovi una grossa pietra con una fune di
strandogli per intimidirlo una pistola che quella lunghezza.
teneva alla cintura sotto il mantello. Ci Due giorni dopo, con un sistema a car-
egli aveva fatto e nella via Marsala il Leg- rucola fu tentata l'esplorazione della foiba
gio li aveva raggiunti e minacciando il Riz- facendovi calare un militare, il quale sceso
zotto con la pistola gli aveva ordinato di sino alla profondita di 40-45 metri riusc
seguirlo verso la via Sant'Elena, all'estre- a scorgere nel fondo, alla luce di una lam-
mit della quale si era unito ad essi Collura pada elettrica, delle masse informi. Il suc-
Vincenzo, pure armato. Il Rizzotto era stato cessivo giorno 13, con l'intervento di una
posto nel mezzo tra il Leggio e il Collura squadra dei vigili del fuoco, furono estratti
e condotto verso la contrada San Ippolito, dalla foiba i resti scheletrici di tre cada-
mentre a lui, Criscione, era stato ingiunto veri, non essendo stato possibile recupe-
di ritornare indietro e di non far cenno rarli totalmente a causa delle ristrettissime
con alcuno di quanto era avvenuto, pena dimensioni dell'ingresso della foiba e dei
la morte. Il giorno successivo il Leggio gli cunicoli discendenti, le cui pareti, frasta-
aveva detto che il Rizzotto era caduto in gliate e anfrattuose, non solo impedivano
un fosso dove nessuno avrebbe potuto tro- di tirar su pesi voluminosi, ma rappresen-
varlo. tavano un serio pericolo per chi dovesse
Collura Vincenzo conferm quanto di- risalire con una corda da guida e con mo-
chiarato dal Criscione, aggiungendo che, ri- vimenti intralciati.
tornato indietro il Criscione, egli, Leggio Furono prelevati dai resti umani, lembi
e Rizzotto, dopo avere attraversato la con- di indumenti e oggetti utili per l'identifi-
trada San Ippolito, erano pervenuti in un cazione, tenendoli per quanto possibile di-
terreno seminativo, nella contrada Casale, stinti per ciascuno dei tre cadaveri (pezzi
dove era stato a lui ingiunto di rimanere di stoffa, portafogli di tela cerata grigia,
ad attendere, mentre Leggio e Rizzotto ave- cinghia di cuoio bleu, la montatura di uno
vano proseguito verso le pendici della mon- specchio, striscia di gomma piatta costi-
tagna. Pochi minuti dopo egli aveva inteso tuente un legaccio reggicalza, un pettine
tre colpi di pistola; dal Leggio, ritornato nero, due scarponi chiodati con salvapunte
indietro, gli era stato riferito che aveva di ferro, due gambali di cuoio, una fondina
ucciso Rizzotto perch questi era un tra- con cinghia per pantaloni, due scarponi
gediatore e che ne aveva buttato il cada- tipo americano con suole e tacchi di gomma
vere in una ciacca . Aveva rivisto il Leg- e resti ossei nell'interno, nonch una calza,
gio due giorni dopo e successivamente, una cordicella elastica legata a farfalla, pre-
e gli era stato dal medesimo raccomandato sumibilmente usata come reggicalza, una
112
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pistola modello 1889, due scarponi con suo- avere firmato dei verbali ignorandone il
le e tacchi di gomma, tipo americano, con contenuto, perch sottoposti ad estenuanti
resti di piede umano, lembi di stoffa per interrogatori ed a violenze di ogni sorta
mutande). da parte dei verbalizzanti, nelle camere di
I reperti furono portati nella sala mor- sicurezza della stazione di Bisacquino.
tuaria del cimitero di Corleone ed il giorno Si procedette nel cimitero di Corleone
successivo, 14 dicembre, senza che il pro- alla ricognizione delle cose e dei resti di-
curatore della Repubblica di Palermo rite- nanzi al magistrato e anche questa volta
nesse di inviare un suo sostituto, ad onta le scarpe ed i pezzi di stoffa color verde
della gravit del caso, il vice pretore ono- furono riconosciuti da Rizzotto Carmelo,
rario di Corleone, dottor Di Miceli Ber- nonch da Benigno Ludovico.
nardo, cugino del dottor Navarra, proce- I periti accertarono che lo scheletro di
deva alla ricognizione dei resti scheletrici cui facevano parte la tibia ed il perone
e degli indumenti ed oggetti recuperati nella repertati era di individuo robusto, di sesso
foiba, fra i quali: parte di una teca cranica, maschile, alto centimetri 165 circa, giovane
frammenti ossei del cranio, radio e ulna tra i venti e i quaranta anni; ritennero che
in discrete condizioni di conservazione, un la morte risalisse ad un anno o due e non
frammento di articolazione del radio, parte furono in grado di stabilirne le cause. Circa
di una calotta cranica ben conservata nel gli altri pezzi scheletrici, essi dovevano
lato posteriore fino alla base con capelli appartenere a due scheletri diversi, l'uno
rappresi di colorito castano. Lo stesso di individuo dai 20 ai 30 anni, alto centi-
giorno (14 dicembre 1949) i resti e oggetti
metri 159-160 e l'altro di individuo di sesso
repertati furono mostrati ai familiari di
maschile, di et tra i 20 e i 30 anni e di
Placido Rizzotto e precisamente al padre e
statura non precisabile. La morte di en-
ai fratelli Antonino, Biagia, Giovanna, Con-
trambi risaliva ad uno o due anni prima.
cetta, Giuseppa, Agata ed alla matrigna
In sede di ispezione dei luogi, il giudice
Mannino Rosa. Tutti dichiararono di rico-
accert che dalla periferia dell'abitato di
noscere come appartenenti al congiunto gli
Corleone e precisamente dall'ultimo fabbri-
scarponi di tipo americano con suole e tac-
cato della via Sant'Elena, percorrendo a
chi di gomma, nonch lembi di stoffa di
color verdastro e lembi di stoffa da mu- piedi la trazzera di San Ippolito denomina-
tande. ta strada vicinale Punzotto e poi la vicinale
Rozzola Pane e la trazzera Sant'Agata, si
Le sorelle Biagia e Giuseppa riconob- perviene nella propriet Vintaloro, ove tro-
bero inoltre la cordicella elastica legata a vasi la foiba, superando una distanza di
nodo che asserirono essere stata adoperata chilometri 8,200 ed impiegando poco pi
come reggicalza dal fratello Placido; Man- di tre ore. I carabinieri che accompagna-
nino Rosa credette di poter riconoscere an- rono sul posto il magistrato inquirente
che la calotta cranica. riferirono che l'imboccatura della foiba,
II comando gruppo squadriglie di Cor- all'atto in cui era stata scoperta, era ostruita
leone denunzi quindi, con rapporto del da due grossi massi che ne riducevano
18 dicembre 1949, quali autori dell'efferato l'apertura, massi rimossi durante le ope-
omicidio del Rizzotto, il Luciano Leggio razioni di estrazione dei resti dei tre ca-
sempre irreperibile, il Criscione Pasquale daveri.
e il Collura Vincenzo, in stato di arresto; In seguito a varie istanze presentate da
denunci pure, per favoreggiamento, certo Rizzotto Carmelo per ottenere che fossero
eutropia Biagio. estratti dalla foiba del Casale tutti i resti
Procedutosi a carico dei denunciati, il dei tre cadaveri, non solo per darvi degna
Criscione, il Collura e il eutropia negarono sepoltura ma anche per agevolare le inda-
ogni addebito. Dichiararono, i primi due, gini per la sicura identificazione degli uc-
di non aver reso alcuna confessione e di cisi, il comando dei vigili del fuoco comu-
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Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

nic che le difficolt di accesso nella foiba, 30 dicembre 1952, li prosciolse per insuf-
rendendo impossibile l'impiego di mezzi di ficienza di prove, revocando il mandato di
respirazione speciale autonoma, non con- cattura emesso a suo tempo contro il Leg-
sentivano di procedere ad ulteriore esplo- gio, dubitando delle confessioni stragiu-
razione; i periti nominati dal giudice istrut- diziali rese ai carabinieri dal Criscione e
tore confermarono che le anguste dimen- dal Collura, dubitando del riconoscimento
sioni dei cunicoli discendenti, fortemente dei miseri resti effettuato dai congiunti del
frastagliati, sconsigliavano di ritentare ogni Rizzotto, dubitando dell'effettiva causale
esperimento e giudicarono che la migliore del raccapricciante assassinio.
soluzione per rendere possibile l'accesso La sentenza venne appellata dal pubblico
nella foiba fosse quella di allargare l'im- ministero; ma soltanto 7 anni dopo, I'll
boccatura mediante uno scavo in verti- luglio 1959, a oltre 11 anni dal fatto, la
cale. Data l'entit della spesa da sostenere, corte di assise di appello di Palermo (pre-
prevista in lire 1.750.000, la procura della sidente Criscuoli, pubblico ministero Sesti)
Repubblica, con nota del 1 agosto 1950, portava il suo esame sulla macabra vi-
ritenne opportuno informare il Ministero cenda. Ancora una volta il pubblico mini-
di grazia e giustizia perch autorizzasse stero chiedeva la condanna all'ergastolo del
l'esecuzione dei lavori, ma espresse il pa- Leggio, del Criscione e del Collura, e an-
rere che la estrazione degli altri resti dei cora una volta la corte li assolveva con
cadaveri fosse di scarsa importanza ai fini formula dubitativa, confermando la sen-
processuali. tenza di primo grado. Ci perch, secondo
I familiari dello scomparso conferma- i giudici di appello, non potevano conside-
rono le precedenti dichiarazioni e Rizzotto rarsi attendibili le confessioni stragiudi-
Carmelo aggiunse che, pur non potendo ziali del Criscione e del Collura, poi ri-
fornire alcun elemento concreto, era pie- trattate dinanzi al magistrato, anche per
namente convinto che fra i responsabili le insistenti pressioni che si doveva
del delitto vi fosse oltre al Leggio e agli fondatamente pensare fossero state po-
altri denunziati anche il Michele Navarra, ste in essere dagli inquirenti; non poteva
quale mandante. Rizzotto Antonino pre- darsi soverchia fede al riconoscimento dei
cis che il defunto suo fratello era stato resti effettuato dai parenti del Rizzotto;
in ottimi rapporti con Criscione Pasquale non potevano ritenersi univoche le causali
sino a quando parte delle terre dell'ex feudo prospettate a movente dell'assassinio.
Drago erano state concesse alla coopera- Il ricorso che il pubblico ministero pro-
tiva agricola Bernardino Verro e dichia- poneva in cassazione veniva rigettato in
r che nei primi giorni di marzo, uscendo data 26 maggio 1961, tredici anni dopo il
una sera dalla sede della camera del lavoro, fatto, e la sentenza diveniva cos definitiva.
aveva notato, nelle immediate vicinanze, Il grave episodio della scomparsa del
Leggio Luciano e Criscione Pasquale che sindacalista Rizzotto, che si attribuiva co-
pareva fossero in agguato. In merito al rico- ralmente al Navarra e al Leggio, l'esigenza
noscimento delle scarpe gi effettuato di- di non deludere un'opinione pubblica che
nanzi al magistrato, precis che non po- nel corleonese era giunta, dopo alcuni anni
teva sussistere dubbio alcuno in lui, per- di violenze, di sopraffazioni, di intimida-
ch aveva egli stesso calzato quel paio di zioni mafiose, ad uno stadio ormai insop-
scarpe, che essendo per lui strette aveva portabile di terrore e di esasperazione, in-
poi cedute al fratello.
dussero le autorit di pubblica sicurezza
Rinviati a giudizio dinanzi alla corte indipendentemente dall'esito delle inda-
d'assise di Palermo, il pubblico ministero gini in corso a proporre i due per il con-
richiese l'ergastolo a carico di Luciano fino di polizia: ci avvenne in data 12 no-
Leggio, del Criscione e del Collura: ma la vembre 1948 per il Navarra, riconosciuto
corte (presidente Gionfrida), con sentenza socialmente pericoloso e assegnato per un
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

periodo di 5 anni a Gioiosa Ionica (da cui di un acceso dibattito circa l'accusa che
faceva per ritorno dopo pochi mesi a se- gli si lanciava di aver avuto a Corleone nu-
guito di riforma del provvedimento) e in merosissimi voti di preferenza per una pre-
data 28 novembre 1948, per il Leggio. Co- sunta attivit elettorale spiegata dal Leggio
stui per non si presentava alla commis- a suo favore, pubblicamente dichiarava che
sione provinciale per il confino, dove era il Leggio in passato era stato accusato e
stato convocato per la seduta del 15 no- perseguitato giudiziariamente dai comuni-
vembre 1948, e restava anche successiva- sti, i quali evidentemente per consolarsi
mente irreperibile. della assoluzione subita, poich era stata
degno di meditazione il fatto che il dimostrata calunniosa la loro accusa per la
difensore del Leggio nel processo Rizzotto, scomparsa di un sindacalista di sinistra,
avvocato Dino Canzoneri, deputato regio- hanno bisogno di fare del Leggio Luciano
nale, nella seduta del 23 agosto 1963 del- un democristiano, anzi addirittura un pro-
l'Assemblea regionale siciliana, nel corso pagandista democristiano .
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

IL LUNGO PERIODO DI LATITANZA E LA LOTTA PER L' EGEMONIA MAFIOSA

Dopo gli omicidi Comaianni e Rizzotto, partecipazione senza oneri in lucrose atti-
il potere e il prestigio del giovane mafioso vit commerciali e industriali.
si accrebbero enormemente. Egli non era L'arricchimento di Luciano Leggio non
pi il piccolo delinquente audace e sangui- pu avere altre spiegazioni; ed da esclu-
nario, possibile sicario di autorevoli man- dere che egli possa essere stato in qualche
danti, n il modesto esecutore di ordini modo aiutato dai suoi congiunti, perch
altrui, ma aveva bisogno di lavorare in costoro, che non ne avrebbero comunque
proprio, sullo stesso piano dei pi auto- avuto la possibilit, anzich depauperarsi
revoli mafiosi della zona. Nel novembre hanno anzi notevolmente migliorato le pro-
1948 Luciano Leggio si sottrasse all'arre- prie condizioni economiche, dimostrando
sto e si dette alla latitanza, che doveva cos di avere beneficiato anche essi del suo
protrarsi per ben 16 anni, ad eccezione di arricchimento.
un breve intervallo tra il 1957 e il 1958, Protetto dal Navarra, che, reduce nel
in cui ritorna libero a Corleone, finch il 1949 dal confino di polizia e abbandonati
14 maggio 1964 non veniva arrestato in i legami politici di un tempo (prima sepa-
circostanze tuttora poco chiare, ad opera ratista, poi liberale) aveva sposato la causa
dei carabinieri e della polizia, in troppo del partito al potere dopo le elezioni del
scoperta gara di emulazione tra loro. Per 18 aprile 1948 per rifarsi una verginit e
lungo tempo il Leggio si era tenuto na- consolidare la propria posizione, Luciano
scosto nell'ospizio Marino di Palermo, sot- Leggio per alcuni anni sia perch latitante
to il falso nome di Gaspare Centineo, sia perch intento a gettare le basi di un
alloggiato in una confortevole camera ap- sicuro avvenire, non d luogo a manifesta-
partata e assistito dal medico dottor Gae- zioni criminose di rilievo o meglio non si
tano La Mantia, evidentemente suo buon hanno le prove di tali manifestazioni. Egli
amico. La lunga latitanza serve anche a opera e agisce in silenzio, fidando sul timore
dimostrare quali enormi profitti abbia rica- che incute e sul proprio prestigio e pre-
vato dalle sue imprese criminose: suffi- ferendo evitare dimostrazioni clamorose.
ciente pensare alle ingenti somme neces- Tuttavia, secondo il dettato dell'esperienza,
sariamente spese in tanti anni per spostarsi proprio nei periodi apparentemente pi
continuamente da una localit all'altra, per tranquilli che la mafia si mostra nell'intera
ricoverarsi o soggiornare in costosi luoghi sua possenza, quando cio nessuno osa con-
di cura, per retribuire informatori e favo- trastarle il passo e nessuna voce si leva
reggiatori, perch si abbia un'idea appros- contro quella autorevolissima dei suoi ac-
simativa e certamente inferiore alla realt coliti.
dei cospicui guadagni da lui realizzati sfrut- E la conferma la si ha nel febbraio 1955,
tando convenientemente la sua posizione allorch viene ucciso il guardiano Splen-
di capomafia, mediante l'estorsione prati- dido Claudio, addetto alla sorveglianza del
cata nelle pi svariate forme, quali sempre cantiere stradale Lambertini sulla statale
neppure denunciate, dall'imposizione di- Corleone-Agrigento. Il cadavere dello Splen-
retta alla mediazione negli affari ed alla dido venne rinvenuto la sera del 6 feb-
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

braio di quell'anno e il movente della ven- trollo sull'attivit sociale, essendo residente
detta appariva evidente dal volto, sfigu- a Palermo. Ne approfitt il Luciano Leggio
rato da colpi di rivoltella sparati a brucia- che gradualmente e scaltramente fin per
pelo e schiacciato da un sasso insanguina- impedirgli qualsiasi ingerenza nell'azienda,
to rinvenuto nei paraggi. Con insolita sol- diventando cos il padrone (con il fido gre-
lecitudine l'istruttoria giudiziaria per l'or- gario Leoluca) di tutti i beni sociali.
rendo delitto veniva definita pochi mesi Tale predominio consent al Leggio di
dopo, con dichiarazione di non doversi pro- garantirsi quella fonte di guadagno che egli
cedere essendo rimasti ignoti gli autori fin dall'inizio si era ripromesso e cio
del reato. Soltanto 11 anni dopo, a seguito la macellazione clandestina del bestiame
delle dichiarazioni di un detenuto di Cor- rubato ed il successivo avvio ai mercati
leone ristretto nelle carceri di Palermo, di Palermo, ci che praticamente non era
tale Raia Luciano, il quale riferiva di aver possibile fare nel bosco della Ficuzza, ove
appreso che lo Splendido era stato sop- il fidato amico e protettore del Navarra,
presso perch, a ragione del suo lavoro, Catanzaro Vincenzo, non glielo avrebbe
aveva visto spesso il Luciano Leggio e i consentito. Piano di Scala divent cos il
gregari della sua cosca mafiosa riunirsi in centro di operazioni della cosca che ormai
un terreno sito in prossimit del cantiere faceva capo a Luciano Leggio e alla quale
da lui sorvegliato, si riapriva l'istruttoria. affluivano i proventi dei numerosi abigeati
Si accertava che lo Splendido era stato di tutto il corleonese.
confidente dell'autorit di pubblica sicu-
Non contento di avere neutralizzato il
rezza e dei carabinieri ed aveva segnalato
Di Carlo, il Leggio, imbaldanzito dal suc-
la presenza nella zona del ricercato Lu-
cesso e forse equivocando sul significato
ciano Leggio e di altro suo complice, pro-
della prudente attesa del Navarra, pass
vocando due battute rimaste infruttuose.
all'azione anche contro uno dei suoi pi
Il Leggio Luciano veniva rinviato a giudi-
fedeli luogotenenti, Vintaloro Angelo. Co-
zio per rispondere dell'omicidio dello Splen-
stui aveva acquistato 40 salme di terreno
dido, ma con sentenza 10 giugno 1969 della
a Piano di Scala, confinanti con le ter-
corte di assise di Bari era assolto con
re della societ armentizia e con la di-
formula piena.
sponibilit di un baglio in comune. Ci
L'ampia libert di azione e la prote- aveva fatto secondo la migliore tradizione
zione accordata dal Navarra, consentirono mafiosa, chiedendo, cio, prima dell'acqui-
al Luciano Leggio di assurgere a posizioni sto ed in ossequio alla regola di rispetto
di primo piano, a tal punto che, nel tempo, verso gli amici confinanti, se nulla essi
la natura prepotente ed ambiziosa e la avessero in contrario; nessuna obiezione
sete di potere e di pi forti guadagni lo venne sollevata e l'acquisto fu cos perfe-
portarono inevitabilmente a volersi sosti- zionato. Ma poco dopo ebbero inizio da
tuire al suo stesso capo e padrino . parte del Leggio, una serie di danneggia-
Nel 1956 veniva costituita in Corleone, menti e di azioni di disturbo, ai danni del
in contrada Piano di Scala, una societ Vintaloro, tali da impedirgli ogni cura per
armentizia per l'allevamento di ovini e bo- le terre acquistate. Piano di Scala divenne,
vini fra i mafiosi Di Carlo Angelo, Leggio verso il 1957-58, dominio incontrastato di
Francesco Paolo, Leggio Francesco e Leggio Luciano Leggio, e dei suoi gregari, fra i
Leoluca. Il Leggio Luciano ne fu l'ideatore quali spiccavano Bagarella Calogero, Pro-
ed il membro pi influente anche se il suo venzano Giovanni, Pasqua Giovanni, Riina
nome non appariva nella societ e al suo Giacomo e Roffino Giuseppe. Il Vintaloro
posto figurava il di lui padre Francesco dovette subire anche l'onta del furto di un
Paolo. Il Di Carlo Angelo, che aveva sop- fucile e di 7 quintali di formaggio, da im-
portato il maggior onere finanziario, non putarsi senza ombra di dubbio al gruppo
poteva effettuare un continuo e vigile con- Leggio.
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

Tali prepotenze ed angherie nei con- contrada Imbriaca di Palazzo Adriano, men-
fronti di un vecchio amico del Navarra non tre in automobile faceva rientro da Lercara
potevano evidentemente lasciare indiffe- Friddi a Corleone. Insieme veniva ucciso
rente il capo , al quale non erano sfug- il dottor Giovanni Russo, occasionale ac-
giti gli atteggiamenti di sprezzo, indipen- compagnatore e vittima innocente. L'auto-
denza e tracotanza assunti da colui che, vettura su cui viaggiavano i due veniva
fino a poco tempo prima, era stato osse- rinvenuta in una scarpata sottostante la
quiente e rispettoso e che, per quanto ag- strada; a bordo, erano i cadaveri crivellati
gressivo, violento e spavaldo, altro non era di colpi, uno dei quali, quello del dottor
e doveva considerarsi che un gregario del- Russo, ancora al posto di guida.
l'associazione. La carrozzeria presentava numerose trac-
Era perci inevitabile che da parte di ce di proiettili da tutti i lati, con i vetri e
Michele Navarra si corresse ai ripari con il parabrezza in frantumi; nella parte an-
l'unico rimedio possibile e concepibile; la teriore destra aveva subito una collisio-
eliminazione dell'irrequieto e insubordi- ne recente. Sulla carreggiata erano una
nato Luciano Leggio. Forse egli sar stato pistola Smith calibro 38 e vari bossoli di
anche oggetto, in un primo tempo, di ap- calibro diverso, alcuni dei quali simili a
pelli e di inviti, affinch desistesse dalla quelli rinvenuti nel cortile di Piano di
posizione assunta e si mostrasse pi sot- Scala dove si era svolto il conflitto a fuoco
tomesso, e non da escludere, dato lo del precedente maggio fra gli assalitori del
svolgersi cronologico dei fatti, che sulle Leggio e gli uomini di costui. Numerosi
prime, di fronte alla sua ostinazione, il frammenti di vetro rosso che una peri-
Navarra abbia anche esitato ad ingaggiare zia tecnica accertava appartenere a un ca-
un conflitto aperto, non fosse altro per tarifrangente posteriore montato esclusiva-
non compromettere una posizione ormai mente sulle autovetture Alfa Romeo 1900
di primo piano in tanti settori. Poi, per, super portavano a ritenere che l'auto-
sia per timore del suo avversario, sia per vettura del Navarra fosse venuta a colli-
non pregiudicare il suo prestigio, si deve sione con una macchina di tale tipo, che
essere determinato a passare dagli avverti- probabilmente le aveva sbarrato il cammi-
menti all'azione. no. Si accertava subito che Leggio Giuseppe,
Si arriva cos all'attentato di Piano di intimo del Luciano, era proprietario di un
Scala, verso il 23 o 24 giugno 1958, orga- Alfa Romeo 1900 super, targata PA 31500,
nizzato da Michele Navarra contro il Leg- da lui acquistata un mese prima: la mac-
gio: alcuni individui armati e con il viso china non veniva rinvenuta e il giovane
bendato facevano improvvisamente irru- Leggio dichiarava che gli era stata rubata
zione, verso le ore sette del mattino, nel circa 8 giorni prima del 2 agosto. Senon-
baglio e sparavano numerosi colpi di ch, da una parte, egli non aveva mai de-
arma da fuoco in direzione di Leggio Lu- nunciato il furto ad alcuno e, dall'altra,
ciano, Leggio Francesco, Leggio Leoluca e
Roffino Giuseppe che vi si trovavano riu- (1) Per tale episodio comparvero dinanzi alla
niti. Il Leggio Luciano riport solo una corte di assise di Bari, per rispondere di tentato
leggera ferita di striscio ad una mano, gli omicidio soltanto Vintaloro Angelo, Mangiameli
Antonino e Maiuri Antonino, essendo stati uccisi
altri restarono incolumi. L'attentato and dalla vendetta del Leggio prima del giudizio il
cos a vuoto e apr definitivamente, tra il Navarra e gli altri suoi gregari che vi avevano
partecipato: Marino Giovanni, Marino Marco,
Leggio e il Navarra, un solco che avrebbe Maiuri Pietro, Streva Francesco Paolo e Gover-
potuto chiudersi solo col sangue (1). nali Antonino. I tre superstiti vennero assolti
con formula piena con la discussa sentenza del
La reazione non si fece attendere: a di- 10 giugno 1969. La sentenza venne appellata dal
procuratore della Repubblica di Bari e dal pro-
stanza di quasi due mesi, il 2 agosto 1958, curatore generale presso la corte di appello della
Michele Navarra fu ucciso, sulla strada stessa citt che, con sentenza del 23 dicembre
1970, assolse gli imputati per insufficienza di
statale 118, in localit San Isidoro della prove.
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Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

una contravvenzione per infrazione stra- di Leggio Giuseppe, erano stati sostituiti
dale contestata a Leggio Giuseppe alle ore da altri nello stesso reperto giudiziario
21,45 del 1 agosto in Palermo, comprovava (n. 23565). I giudici non mancarono di farlo
che quanto meno fino a poche ore dal fatto notare in sentenza, osservando testual-
il Leggio Giuseppe era ancora in possesso mente: Il reperto stato sicuramente
dell'auto. Lo stesso Leggio Giuseppe, inol- manomesso ed il relativo procedimento pe-
tre, invitato a indicare come avesse pas- nale instaurato dal pubblico ministero si
sato il pomeriggio del 2 agosto, dava varie chiuso purtroppo con sentenza di non do-
risposte; e precisava, da ultimo, di essersi versi procedere perch rimasti ignoti gli
trattenuto al cinema Nazionale di Palermo: autori del reato: non si potuto accertare
il locale, per, era quel giorno chiuso per neppure dove e quando sia avvenuta, ma
restauro. che sia avvenuta la monimissione non pu
Per il gravissimo episodio del 2 agosto revocarsi in dubbio. N deve meravigliare
venivano rinviati a giudizio Leggio Luciano il fatto che i sigilli erano integri e le firme
e Leggio Giuseppe. La corte di assise di autentiche, perch una organizzazione cri-
Palermo, con sentenza 23 ottobre 1962 li minosa potente ed operante come quella di
assolveva entrambi per insufficienza di Corleone non si arrestava certo dinanzi
prove, condannandoli soltanto (anni 5 di a tali ostacoli. Il colpo di scena, sollecitato
reclusione) per il reato di associazione per e voluto dagli imputati, che hanno chiesto
delinquere. Con la stessa sentenza venivano il richiamo e il riesame dei reperti, si
assolti per insufficienza di prove alcuni gre- risolto in loro favore, avendo suscitato
gari del Navarra (Roffino Giuseppe, Ferrara dubbi e perplessit nella Corte .
Innocenzo, Ferrara Giovanni, Raia Inno- La gravit dell'episodio dispensa da
cenzo, Ferrara Pietro) imputati di essere ogni commento !
stati gli esecutori, su mandato del capo, del-
Ma la guerra tra il gruppo di Navarra
l'omicidio del noto e famigerato Collura
e quello del Leggio non fin con la morte
Vincenzo, ucciso in Corleone il 24 febbraio del primo. La cosca del Navarra rappre-
1957. sentava la vecchia mafia agraria e feudale,
Il pubblico ministero appell la sen- arroccata su posizioni di potere che ave-
tenza e la Corte di cassazione rinvi il giu- vano le loro radici da una parte nel lati-
dizio di secondo grado alla corte di assise fondo e nella statica economia della terra
di appello di Bari che, con sentenza del e dall'altra nei legami con la politica e
23 dicembre 1970, condann Leggio Luciano l'apparato amministrativo pubblico (e lo
alla pena dell'ergastolo per il duplice omi- confermano i numerosi incarichi del Na-
cidio; lo stesso Leggio Luciano, Leggio Leo- varra medesimo). La cosca del Leggio era
luca, Leggio Francesco, Bagarella Calogero, invece espressione della nuova mafia dei
Provenzano Bernardo, Riina Salvatore e ribelli, che nati e cresciuti all'ombra della
Riina Giacomo, alla pena di anni 5 di re- prima, insorgevano a un tratto contro i
clusione per associazione per delinquere. capi, dando vita a gruppi di potere auto-
Commin a Leggio Luciano anche altre nomi e indipendenti, che contrapponevano
pene per reati minori. a quelli tradizionali altri sistemi di sfrutta-
di grande rilievo il fatto che nel corso mento, pi dinamici e redditizi, abigeato,
del dibattimento di primo grado, si con- macellazione clandestina, estorsioni, per
stat che i frammenti di vetro da fanaleria tentare poi l'assalto alla stessa Palermo nel
rinvenuti sul posto il 2 agosto 1958 e rico- settore dei mercati e dell'edilizia. Fu una
nosciuti ad una prima perizia come appar- lotta che si concretizz in una catena di
tenenti a vettura Alfa Romeo 1900 super, imboscate, di attentati, di assassini che dal
dello stesso tipo cio di quella di propriet 1958 al 1963 videro decine di vittime.
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Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

4. - GLI ANNI DI FUOCO: 1958-1963

Un mese dopo l'omicidio del Navarra, In pochi anni, cos, i navarriani erano
il 6 settembre 1958, Corleone era teatro di stati di fatto eliminati dalla scena mafiosa
uno dei pi sanguinosi scontri della mafia: di Corleone e Luciano Leggio poteva affer-
nelle prime ore della sera i superstiti del mare incontrastato tutto il suo prestigio
gruppo navarriano si scontrarono con la di nuovo capo della mafia non pi solo
banda Leggio e nel conflitto a fuoco resta- di Corleone, ma di un vasto, redditizio e
vano uccisi Marino Marco, Marino Gio- turbolento territorio alle spalle di Palermo.
vanni e Maiuri Pietro, tutti del gruppo I navarriani avevano perso la maggior
Navarra, mentre venivano gravemente fe- parte dei loro esponenti: agli uccisi deb-
riti due gregari del Leggio (Roffino Giu- bono aggiungersi gli scomparsi, senza pi
seppe e Provenzano Bernardo) ed alcuni dar notizie di s, forse finiti in qualche
passanti che si trovavano occasionalmente foiba di Rocca Busambra, forse emigrati
per strada e che riuscivano a stento a sal- all'estero, forse annegati in mare: Listi Vin-
vare la vita (Cutrona Maria, Santacolomba cenzo, Delo Giovanni, Trombadori Gio-
Annamaria, Guastella Anna, Panzarella An- vanni, Governali Antonino, Sottile Sal-
tonio). Il 13 ottobre 1958 era la volta di vatore.
Lo Bue Carmelo, anche egli navarriano. Per tali feroci episodi venivano iniziate
L'11 febbraio 1961 veniva eliminato Corti- le debite istruttorie penali a carico di Lu-
miglia Vincenzo, giovane mafioso che si ciano Leggio e di numerosi componenti
era messo in vista come accanito avver- della sua banda imputati di associazione
sario del Leggio e che prima di morire per delinquere e di vari omicidi preme-
rispondeva ai colpi degli avversari ucci- ditati.
dendo uno dei suoi aggressori, Provenzano
Salvatore, del gruppo Leggio. Con sentenza del 14 agosto 1965 il giu-
Un anno dopo, il 3 luglio 1962, era uc- dice istruttore di Palermo, dottor Cesare
ciso Riina Paolo, che pur essendo estraneo Terranova rinviava a giudizio:
alla mafia, era stato testimone dell'omi- a) quali responsabili dell'omicidio
cidio Cortimiglia, gestendo egli all'epoca Cortimiglia: Bagarella Calogero, Leggio
un negozio di generi alimentari a pochi
Francesco Paolo e Mancuso Francesco;
passi dal luogo del delitto.
Il 10 maggio 1963 veniva attirato in una b) quali responsabili del tentato omi-
imboscata e fatto segno a numerosi colpi cidio in persona dello Streva: Leggio Lu-
di arma da fuoco Streva Francesco Paolo, ciano, Bagarella Calogero e Provenzano
che, morto il Navarra, aveva assunto la Bernardo;
direzione della sua cosca. Il malcapitato
riusciva a sopravvivere, ma per poco, per- e) quali responsabili degli omicidi
ch quattro mesi dopo, il 10 settembre Streva, Pomilla e Piraino: Leggio Luciano,
1963, veniva ucciso insieme con i fedeli Bagarella Calogero, Provenzano Bernardo,
amici Pomilla Biagio e Piraino Antonino. Riina Salvatore e Marino Bernardo.
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Atti Parlamentari Senato della Repubblica

V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

Con successiva sentenza del 13 ottobre dei latitanti Bagarella Calogero, Provenzano
1967, lo stesso giudice istruttore rinviava a Bernardo e Cottone Pietro.
giudizio: La sentenza della corte di assise di Bari
provoc viva sorpresa in tutti gli ambienti
1) quali responsabili dell'omicidio
e allarm l'opinione pubblica, per la stre-
Splendido: Leggio Luciano e Leggio Vin-
nua difesa che essa faceva dei diritti de-
cenzo;
gli imputati e per la insistenza con cui,
2) quali responsabili degli omicidi pur non essendovene ovviamente alcun biso-
Marino Marco, Marino Giovanni e Maiuri gno, essa riaffermava l'ultroneo concetto
Pietro: Leggio Luciano, Riina Salvatore, che compito del giudice quello di punire
Riina Giacomo, Provenzano Bernardo, Ba- o di assolvere a seconda che i fatti risul-
garella Calogero, Mancuso Francesco, Pa- tino o meno provati nel rispetto costante
squa Giovanni, Leggio Leoluca, Leggio Sal- dei limiti di carattere formale e sostanziale
vatore, Leggio Francesco e Leggio Vin- imposti dalla legge all'esercizio del dovere-
cenzo; potere di giudicare . E ci, dopo aver rico-
nosciuto l'estrema cautela (e cio l'omer-
3) quali responsabili dell'omicidio t) con la quale tutti i testimoni chiamati
Cortimiglia: Leggio Luciano, Riina Salva- a deporre hanno reso le loro dichiarazioni
tore e Provenzano Bernardo; e la costante preoccupazione (e cio il
4) quali responsabili dell'omicidio timore) di ognuno di non riferire fatti che
Riina: Leggio Luciano, Riina Salvatore, Ba- in qualche modo potessero pregiudicare gli
garella Calogero e Provenzano Bernardo. imputati sino al punto da negare anche
circostanze prive di ogni rilievo ai fini pro-
A seguito delle due sentenze di rinvio a cessuali .
giudizio, Luciano Leggio compariva, con
quasi tutti i suoi gregari, dinanzi alla corte Il pubblico ministero ha impugnato tale
d'assise di Bari, nel marzo 1969 (presidente sentenza ed significativo che nei suoi mo-
dottor Vito Stea; pubblico ministero dottor tivi di gravame l'appellante abbia rilevato
Zaccaria). Si trattava di un processo indi- che i fatti delittuosi in esame, per la loro
ziario, particolarmente complesso e diffi- gravit, per il clima ambientale e per la
cile sia per il numero degli imputati (64, qualit dei protagonisti, debbano necessa-
tutti di Corleone) sia per il numero e la riamente subire una valutazione che con-
gravit delle imputazioni (4 associazioni per senta all'interprete, senza travalicare nel-
delinquere, 9 omicidi, 8 tentati omicidi) sia l'arbtrio, di riempire i vuoti che si riscon-
per la diffusa omert e il sentito timore trano nelle testimonianze di tutti coloro
che impedivano qualsiasi collaborazione che, per un verso o per l'altro, furono
con la giustizia, inducendo anzi gli stessi coinvolti nei fatti, sia nella veste di impu-
parenti delle vittime a non costituirsi nep- tati, sia in quella di parti offese, sia in
pure parte civile. Dopo un dibattimento du- quella di testimoni. Il pubblico ministero
rato quasi tre mesi e malgrado la richiesta lamenta altres che la corte di assise di
di condanna all'ergastolo avanzata dal pub- primo grado, mentre, su di un piano astratto
blico ministero, Luciano Leggio con sen- e generale, sembra condividere lo spirito
tenza del 10 giugno 1969 veniva assolto per di alcune considerazioni ad essa fatte, tanto
insufficienza di prove dal reato di associa- che ha recepito, in sentenza, come fatto
zione per delinquere e, per non aver com- storicamente vero, la triplice legge mafiosa
messo il fatto, dagli omicidi Splendido, Cor- del non vedere, non sentire e non par-
timiglia, Riina, Marino Marco, Marino Gio- lare , ha poi dato l'impressione di obli-
vanni, e Maiuri Pietro, nonch dagli omi- terare tali princpi, allorquando, passando
cidi Streva, Pomilla e Piraino. Venivano a valutare i singoli episodi criminosi, si
del pari assolti tutti i suoi gregari, mentre attardata in critiche processuali, coinvol-
si revocavano i mandati di cattura a carico genti la materia probatoria che, pur appa-
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Alti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

rendo ispirate alla tutela dei diritti degli giurisprudenza e dottrina hanno posto l'ac-
imputati, hanno finito, in sostanza, per con- cento sulla diversit delle nozioni di fatto
culcare gli altrui diritti, della societ e degli notorio e di voce corrente nel pub-
offesi, indubbiamente meritevoli di pari blico ; nozioni che, essendo ontologica-
protezione. mente diverse, conducono poi, in sede di
La tendenza a un rigorismo critico ac- concreta valutazione dei fatti, a conse-
centuato nella valutazione delle prove, ha, guenze e conclusioni fra di loro diametral-
di fatto, allontanato il giudice da giuste mente opposte. Infatti, la voce corrente
soluzioni attraverso un inconscio fenomeno nel pubblico , di cui all'articolo 349 codice
per il quale, mentre si fatto di tutto per di procedura penale, fa riferimento al caso
cogliere sulla bocca dei personaggi incon- di persone le quali, pur riferendo all'auto-
gruenze e magari contraddizioni, sono state, rit un determinato fatto, non sono in
per altro verso, compresse e sacrificate grado di indicare le fonti di informazioni,
emergenze processuali che, se evidenziate mentre fatto notorio quello che
nella loro esatta dimensione, potevano for- conosciuto da un numero indiscriminato
nire un tranquillo convincimento circa la di persone le quali, riferendo all'Autorit
riferibilit di alcuni delitti alle persone cui giudiziaria, dichiarano essere i fatti, og-
essi erano addebitati. A suffragare la vali- getto di testimonianza, patrimonio cultu-
dit di questa considerazione generale, ba- rale comune della collettivit cui esse ap-
sta osservare, ad esempio, con riguardo al partengono. Fatti notori sono cio quelle
fosco episodio del triplice omicidio aggra- situazioni di fatto, pregresse o contempo-
vato del 6 settembre 1958 (uccisione di Ma- ranee, la cui conoscenza, per il modo come
rino Marco, Marino Giovanni e Maiuri Pie- si realizzata, ovvero per il modo come
tro) che, mentre si passa sotto silenzio, o si venuta ad estendere, diffusa, in una
quasi, la presenza di un'autovettura (cir- determinata cerchia sociale a vasto raggio.
costanza di particolare importanza), si di- Discende da tale definizione che le carat-
mostra poi grande indulgenza nell'esame teristiche essenziali del fatto notorio
delle perizie mediche attestanti che il Leg- sono la concretezza (consistente nella cir-
gio Luciano sarebbe affetto da morbo di costanza che non deve trattarsi di giudizi
Pott, e quindi gravemente impedito nella ipotetici, o di regole astratte, ma di con-
capacit di deambulazione; laddove si ha creti avvenimenti) e la opinio veritatis,
notizia certa che egli, sotto il nome di e cio la diffusione della conoscenza del
Centineo Gaspare, in stato di latitanza, ha fatto con carattere di indiscussa verit.
frequentato ben lungi dalla sua terra, ele-
ganti stabilimenti termali, sicuramente non Orbene, tale distinzione non stata te-
adatti ad accogliere coloro che sono affetti nuto presente dalla corte di assise di Bari,
dalla malattia di Pott. la quale ha ritenuto di qualificare come
Il secondo punto che, a parere dell'ap- voci correnti nel pubblico e quindi
pellante pubblico ministero, merita di es- inutilizzabili ai fini del decidere copiose
sere posto in rilievo, quello relativo alla testimonianze di agenti di polizia giudizia-
confusione nella quale la corte sembra es- ra e di semplci cittadini, vanificando com-
sere caduta, allorquando, ripudiando nu- pletamente il concetto di fatto notorio .
merose posizioni testimoniali, le ha rite- La corte di assise, cos, rigettando aprio-
nute assolutamente invalide e giuridica- risticamente l'ipotesi che le circostanze ri-
mente indifferenti, facendo esplicito richia- ferite potessero costituire un fatto no-
mo al disposto di cui all'articolo 349 codice torio , si , in pratica, privata di un va-
di procedura penale (divieto ai testimoni lido strumento di interpretazione del ma-
di deporre sulle voci correnti nel pubblico). teriale probatorio, non avendo poi potuto,
Per converso, giova ricordare che spesso la stessa corte, provvedere al necessario e
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Atti Parlamentari Senato della Repubblica

V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

doveroso riscontro processuale, tra le testi- documentano, esse stesse, il valore profon-
monianze dirette e quelle riferite come damente turbativo dell'azione, e dell'in-
fatto notorio . fluenza diretta o indiretta della mafia nel
Ed infatti, si disattende, sostanzial- corso stesso del processo.
mente anche se non formalmente, qualche La posposizione della presenza mafiosa
testimone oculare (Lo Cascio Carmelo) il e la sua collocazione in un momento logico
quale a proposito dell'episodio del 6 set- successivo alla valutazione degli elementi
tembre 1958 riferisce di aver visto fuggire, indizianti o probatori, quale elemento utile
dopo l'uccisione dei due Marino e di soltanto ai fini della verifica di un even-
Maiuri Pietro, gli imputati Provenzano Ber- tuale causale mafiosa, rappresenta il varco
nardo e Bagarella Calogero, nonch Roffino attraverso il quale passa trionfalmente la
Giuseppe, poi deceduto; e non si considera bene sperimentata tecnica difensiva, che si
che, dalle testimonianze assunte e dalle in- riassume appunto nella costante rivendica-
formazioni confidenziali rese alla polizia zione della serenit ed obiettivit del giu-
giudiziaria, si era appreso che in Corleone dice, realizzabile, secondo alcuni, con la
tutti indicavano, tra gli altri, in Proven- valutazione degli elementi di prova nel
zano, Roffino e Bagarella, nonch in Lu- modo pi dissociato possibile dalla pesante
ciano Leggio, gli assassini di Marino Marco, presenza della realt mafiosa. Tesi questa,
Marino Giovanni e Maiuri Pietro. Quale suggestiva ma insidiosa perch rivolta a
sarebbe stato l'orientamento della corte nascondere che quel che viene rivendicato
si chiede il pubblico ministero se fossero non la obiettivit del magistrato pre-
stati invitati a deporre tutti i cittadini di sidio indispensabile al suo giudizio ma
Corleone e tutti, o per lo meno la gene- l'astrazione dalla realt.
ralit di essi, avessero riferito di avere ap- Le precise argomentazioni con le quali
preso dalla voce pubblica che gli autori il pubblico ministero ha appellato il ver-
del triplice omicidio dei fratelli Marino e detto assolutorio sono state in parte tenute
di Maiuri Pietro, erano da individuarsi in presenti dai giudici della corte di assise
Leggio, Bagarella, Provenzano e Roffino ? di appello di Bari dinanzi alla quale si
Potrebbe ancora, in questo caso, parlarsi celebrato il processo di secondo grado
di voce corrente nel pubblico , quando che ha riunito tanto il procedimento di
ben si sa che il fatto di sangue avvenne in cui alla sentenza della corte di assise di
un giorno in cui si celebrava a Corleone Palermo del 23 ottobre 1962, quanto quello
la festivit della Madonna della Catena e, di cui alla sentenza della corte di assise
quindi, alla presenza di quasi tutta la citta- di Bari del 10 giugno 1969. E, finalmente,
dinanza corleanese ? O il riferimento alla dopo tante assoluzioni con formule varie,
voce pubblica va inteso soltanto come Luciano Leggio stato condannato: la sen-
timore dei testimoni a riferire ci che si tenza, del 23 dicembre 1970, ha riconosciuto
svolse sotto i loro occhi ? il Leggio responsabile dell'omicidio in per-
sona di Navarra Michele e Russo Giovanni
L'inversione o deviazione dell'imposta-
e di associazione per delinquere, condan-
zione metodologica e cio la disposizione a
nandolo alla pena dell'ergastolo.
valutare gli elementi probatori in modo di-
staccato dalla illuminante presenza del par- Leggio stato assolto invece, per insuf-
ticolare tipo di realt in esame ha portato ficienza di prove, dal triplice omicidio nei
il magistrato a qualificare inattendibili le confronti di Marino Marco, Marino Gio-
denunzie od accuse delle parti lese perch vanni e Maiuri Pietro.
tardive, monche e contraddittorie, laddove La citata sentenza non per passata
quelle tardivit, quelle insufficienze e quelle in giudicato perch il Leggio ha proposto
contraddizioni, e ritrattazioni, palesano e ricorso per cassazione.
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

5. - LA MARCIA VERSO PALERMO

Se il processo di Bari, con la sentenza che vede gli altri rispondere anche di effe-
del 10 giugno 1969, ha considerato un Lu- rati omicidi e di stragi lo assolve per
ciano Leggio sanguinario e feroce, proteso, insufficienza di prove e ne ordine la scar-
negli anni dal 1957 al 1963, a conquistare cerazione se non detenuto per altra causa
il predominio assoluto del corleonese, il (sentenza 22 dicembre 1968).
processo di Catanzaro, dinanzi alla cui Ci, dopo aver affermato che la consor-
corte d'assise erano stati rinviati gli im- teria criminosa in esame si identifica per
putati delle istruttorie relative all'anno di le sue peculiarit con la mafia e che ben
fuoco di Palermo (il 1963) ha mostrato lo si addice l'appellativo di mafioso a tutti i
stesso Leggio meno sanguinario, ma pi componenti di essa: appellativo che rende
abile e scaltro, forse nei suoi tentativi particolarmente pericolosi i soggetti che se
di agganciamento e di collegamento con i ne fregiano, perch essi, quali persone ten-
grossi esponenti della mafia del capoluogo, denzialmente portate alla sopraffazione e
quella dei mercati, dell'edilizia, degli stu- alla violenza, ogni qualvolta si prospetta
pefacenti. la possibilit di trarre lucro da una qual-
Luciano Leggio, infatti, uscito dalla siasi attivit, agiscono nell'ambito dei pi
rocca feudale di Corleone, cala su Palermo disparati settori della vita economica, stru-
e qui si associa con i temibili La Barbera mentalizzando il delitto, spesso senza pro-
Angelo, Buscetta Tommaso, Mancino Rosa- grammi specifici o determinati, e spesso,
rio, Greco Salvatore ciaschiteddu , Gre- altres, lottando ferocemente fra loro per
co Salvatore l'ingegnere , Rimi Vincenzo contrasto di interessi o per motivi di ege-
e Rimi Filippo, allo scopo di commettere monia; e dopo aver ancora specificato che
pi delitti, scorrendo in armi le campagne la mafia va considerata essa stessa come
e le pubbliche vie e capeggiando, con gli una associazione per delinquere partico-
altri, la delittuosa associazione fino al mag- larmente pericolosa per la sua natura cri-
gio 1963. Si associa ancora con i famigerati minogena, che si manifesta con sottili e
Panzeca Giuseppe, Cavatato Michele (che subdole infiltrazioni in tutti i settori della
sar ucciso con altre tre persone il 10 vita pubblica, condizionandone, con inti-
dicembre 1969 negli uffici di viale Lazio midazioni, violenze e soprusi, ogni attivit
del costruttore Moncada), Torretta Pietro, ed agendo come forza corrosiva e disgre-
Bontade Francesco Paolo, Di Peri Giovanni, gatrice.
divenendo egli stesso uno dei capi dell'as- Ma, dopo tali esatte premesse, la corte,
sociazione. La corte di assise di Catanzaro scendendo ad esaminare la posizione del
(presidente dottor Carnovali, pubblico mi- Leggio, rileva che anche se v' la prova dei
nistero dottor Sgromo) dinanzi alla quale frequenti contatti da lui mantenuti con i
egli compare con altri 116 imputati per coimputati nel periodo in esame, non stato
rispondere soltanto di associazione per de- accertato se quei contatti avessero finalit
linquere aggravata (articolo 416 capoverso criminose (non essendo certo sufficiente a
2; articolo 61 n. 6 codice penale) per la farle presumere la circostanza che egli dor-
prima volta figura marginale del processo misse con una pistola sotto il guanciale o
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Atti Parlamentari Senato della Repubblica

V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

che nel comodino posto accanto al letto, di condanna, dichiarando estinti i reati per
al momento del suo arresto, si rinvenisse amnistia.
una Smith & Wesson calibro 38 carica di 6 Non occorre far notare, riguardo alle
cartucce). Lo assolve pertanto per insuffi- molte imputazioni di associazione per de-
cienza di prove dal contestato reato di as- linquere contestate al Luciano Leggio, per
sociazione per delinquere. periodi e attivit quasi contemporanee
Luciano Leggio non si unisce per, in (1958-1964), come il frazionamento delle
quel periodo, soltanto ai criminali sangui- istruttorie e dei giudizi, demandati ora alla
nari o ai delinquenti di basso conio. Un'al- corte d'assise o al tribunale di Palermo
tra imputazione per associazione a delin- (sentenze 20 ottobre 1962 e 23 febbraio
quere con un noto medico palermitano, il 1965) ora alla corte di assise di Catanzaro
dottor Gaetano La Mantia e un ricco com- (sentenza 22 dicembre 1968) ora alla corte
merciante di mobili, Marino Francesco di assise di Bari (sentenze 18 febbraio 1967,
Paolo, si riferisce agli ultimi tempi della 10 giugno 1969 e 23 dicembre 1970) non ha
sua libert, prima dell'arresto del 14 mag- giovato certo all'accertamento della verit,
gio 1964, e forma oggetto di nuova istrut- perch ha impedito una visione organica
toria dei magistrati palermitani. Viene in- e completa dei fatti e dei personaggi. N
fatti accertato che egli, affetto da spon- ha giovato la rimessione ad altri giudici,
dilite tubercolare, si fa ricoverare dal 19 meno sensibili dei magistrati del posto a
maggio al 6 settembre 1963 presso l'ospe- cogliere la gravit di certe situazioni, so-
dale Ospizio Marino di Palermo, sotto prattutto quando si fatto ricorso per suc-
il falso nome di Gaspare Centineo (per- cessivi procedimenti (vedi sentenza 10 giu-
sona realmente esistente), seguito con caldo gno 1969) a sedi quali quella di Bari
interessamento dall'autorevole mobiliere dove gi il Leggio aveva riportato clamo-
Marino, e dal ginecologo La Mantia e cu- rose assoluzioni (vedi sentenza 18 febbraio
rato da valenti specialisti quali il professor 1967). Il che, sia pure a torto, autorizzava
Cavaia e il dottor Marino Salvatore. Nella
negli imputati uno stato d'animo di fidu-
tarda sera del 6 settembre 1963, mentre il
ciosa attesa e di sprezzante sicumera e pro-
cerchio di stringe intorno a lui, si allon-
vocava nei timidi testimoni il tracollo delle
tana in auto dall'ospedale e si rende irre-
ultime deboli volont di collaborare con
peribile per alcuni mesi, finch viene rin-
la giustizia. Non va sottaciuta, d'altro
tracciato il 14 maggio 1964 in via Orsini
canto, la difficolt, se non l'impossibilit,
6 di Corleone, presso l'abitazione delle so-
di istruire un unico procedimento nei con-
relle Leoluchina e Maria Grazia Sorisi.
fronti di numerosissimi imputati per fatti
Il giudice gli contesta ancora una asso- ed episodi di criminosa associazione dai
ciazione per delinquere e il pubblico mini- contorni non ben delimitati e per perso-
stero chiede per lui la condanna a 15 anni naggi mobilissimi, che ora si legano con
di reclusione, nonch per il dottor La Man- altri delinquenti, ora spezzano quei vincoli
tia e il Marino, la condanna a 12 anni. Ma alleandosi, secondo il vento, con gli avver-
il tribunale di Palermo (presidente dottor sari di un tempo, ora ritornano alle primi-
La Ferlita) con sentenza 23 febbraio 1965 tive alleanze s che, spesso, le delittuose
assolve lui e gli altri per insufficienza di gesta si allargano come macchia di olio
prove, condannandolo soltanto (8 mesi di su territori e province diverse, in azioni e
reclusione) per il reato di false dichiara- gruppi che sfuggono ad ogni ordinata e de-
zioni sulla propria identit personale (arti- limitata visione giuridica e processuale. Il
colo 496 del codice penale) e per porto che spiega, da una parte, la diversit dei
abusivo di armi (mesi 9 di arresto). La processi e, dall'altra, la deludente conclu-
Corte di cassazione, con sentenza 18 no- sione di essi, drammaticamente allarmante
vembre 1968, annullava anche tale sentenza per l'opinione pubblica.
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Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

Come se non bastassero le numerose de- richiamare testualmente per la vivacit dei
nunce per associazione per delinquere che suoi passi:
portavano Luciano Leggio dinanzi ai giu-
Leggio Luciano o la "primula di
dici solo per sentirlo assolvere, sia pure
Corleone", come stato definito dalla stam-
con formula dubitativa, altra denuncia per pa non tarder a colpire inesorabilmente
lo stesso reato lo raggiunge quasi due anni coloro che si sono, comunque, frapposti al
dopo che egli era stato arrestato. Infatti, suo cammino. Egli, rientrando in paese,
con rapporto n. 1140 del 14 marzo 1966, rinsalder le fila della sua cosca mafiosa,
il nucleo di coordinamento di polizia giu- che peraltro ha continuato a manovrare
diziaria della Sicilia denunzia ancora Lu- anche dal carcere e ritorner, con maggior
ciano Leggio per una delittuosa associa- prestigio, ad essere il "re di Corleone". Per
zione che egli avrebbe costituito nel pe- il passato, quando egli si trovava detenuto
riodo 1962-1964 con alcuni noti pericolosi e quindi nella impossibilit pratica di nuo-
esponenti della mafia dell'ediliza e del con- cere, il solo nome faceva ermeticamente
trabbando: Cascio Gioacchino, Alduino Mi- chiudere la bocca a tutti indistintamente
chele, Artale Giuseppe, Giambalvo Vincen- i cittadini. quindi facilmente prevedibile
zo, Valenza Erasmo, Greco Paolo, Greco che cosa accadr ora se egli non allon-
Nicola, Salamone Antonino ed altri. tanato dalla zona: la lupara che da tempo
Eppure, nonostante le innumerevoli vi- nel corleonese non fa pi sentire le sue
cende giudiziarie di cui stato protagoni- esplosioni di morte, presto ricomincer a
sta, se si legge il certificato penale di Lu- cantare, perch l'occhio di Leggio sem-
ciano Leggio, data del 22 dicembre 1970, pre rimasto attento attraverso i suoi acco-
si trova soltanto una dicesi una con- liti, i quali non hanno operato da soli per-
danna definitiva: quella dell'8 gennaio 1948 ch attendevano il loro capo. E questi cam-
della corte di appello di Palermo alla pena bia nome e sembianze, si ammala e gua-
interamente condonata di 1 anno e mesi 4 risce, si sposta da un punto all'altro con
la rapidit di un fulmine e, quasi avesse
di reclusione e a lire 1.000 di multa per
il dono dell'ubiquit, riesce a dimostrare
furto. Neanche la condanna all'ergastolo
e a far credere di essere in un posto, men-
comminatagli dalla corte di assise di ap-
tre si trova altrove, l dove le vittime sono
pello di Bari definitiva, perch come
falciate dalla lupara .
si detto essa gravata da ricorso per
cassazione. In realt, l'arresto di Luciano Leggio nel
Dal maggio del 1964 Leggio stato co- maggio 1964, aveva di fatto sconvolto i suoi
munque in carcere, dopo il periodo di lunga piani e sgominato la sua banda. Per cinque
latitanza, fino a quando la sentenza del 10 anni, da quella data, Corleone, aveva potuto
giugno 1969 della corte di assise di Bari, infine trarre un respiro di sollievo, sia per-
lo rimetteva in libert, con tutti i suoi ch erano ristretti in carcere o comunque
accoliti, assolvendolo, per insufficienza di posti sotto sorveglianza i pi pericolosi de-
prove, dal delitto di associazione per delin- linquenti delle cosche mafiose, sia perch
quere e, per non aver commesso il fatto, tale fatto aveva diffuso fra i cittadini one-
da ben nove omicidi e un tentato omicidio. sti un senso di maggior coraggio, respon-
La sua scarcerazione nel giugno 1969, sabilit e fiducia nei pubblici poteri, indu-
e il suo eventuale ritorno a Corleone de- cendoli a collaborare con la giustizia e a
stavano vivissimo allarme nella popolazione spezzare le catene della omert. Ora, tutto
e rappresentavano una grave minaccia per sembrava perduto e tutto stava per tornare
la sicurezza pubblica, come specificava il come prima !
questore di Palermo in un suo rapporto Luciano Leggio non faceva per (almeno
dell'I 1 giugno 1969 che vai la pena di pubblicamente) ritorno a Corleone: sono
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Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

note infatti le vicende che seguirono la sua forma rinviando gli atti al tribunale di
scarcerazione, i successivi trasferimenti a Palermo;
Bitonto, a Taranto e a Roma, i provvedi-
- Il 26 febbraio 1970 la questura di
menti emessi (e mai eseguiti) dalle auto-
Alessandria denunciava Leggio Luciano al
rit di polizia (fogli di via del questore
pretore di Novi Ligure per violazione degli
di Bari e di Taranto) e dall'autorit giu-
obblighi inerenti alla misura di prevenzione
diziaria (ordinanza di carcerazione preven-
irrogata contro di lui. Il 18 aprile 1970 il
tiva del 18 giugno 1969 emessa dal presi-
pretore disponeva, per, l'archiviazione,
dente del tribunale di Palermo in attesa
stabilendo di non doversi promuovere
dell'adozione della misura di prevenzione
l'azione penale perch, non avendo il Leg-
a carico del Leggio), lo stato di irreperi-
gio raggiunto la sede del soggiorno asse-
bilit del Leggio subito dopo la sua dimis-
gnatogli, non sussistavano gli estremi del
sione dalla clinica Villa Margherita. Tutti
reato;
questi avvenimenti hanno formato oggetto
com' noto di una precedente rela- - il 17 maggio 1971 il tribunale di
zione della Commissione (Doc. XXIII/2 Palermo, a seguito della rimessione degli
della Camera dei deputati e Doc. XXIII/2 atti da parte della Corte di cassazione, di-
del Senato). sponeva di nuovo a carico del Leggio la
Sembra opportuno, a questo proposito, misura della sorveglianza speciale per la
ricordare solo, per sommi capi, le vicende durata di anni cinque con obbligo di sog-
giudiziarie relative alle contravvenzioni al giorno in Albino.
foglio di via obbligatorio e alla applica-
zione di una misura di prevenzione a carico Tali vicende giudiziarie hanno per in-
del Leggio stesso, in attesa che divenga teressato piuttosto gli avvocati del Leggio
definitivamente esecutiva la sentenza della che non la primula di Corleone : questi
corte di assise di appello di Bari: infatti nuovamente latitante da circa due
anni ed a nulla sono valse le ricerche poste
- su denuncia del commissariato di in atto dagli organi di polizia su tutto il
pubblica sicurezza di Corleone del 13 otto- territorio nazionale ed anche all'estero. Nu-
bre 1969 il pretore di quella citt condan- merose sono le voci e le ipotesi che circo-
nava il 12 febbraio 1970 il Leggio ad un anno lano a proposito della sorte del Leggio, non
di arresto per due distinte contravvenzioni esclusa quella che il capomafia di Corleone
ai due fogli di via obbligatori emessi rispet- sia stato soppresso perch costituisce, per
tivamente dal questore di Bari e dal que- il suo stesso stato di salute, un peso morto
store di Taranto. Avverso tale sentenza gli per l'organizzazione mafiosa. Comunque
avvocati del Leggio interponevano appello sia, il nome di Leggio viene costantemente
dinanzi al tribunale di Palermo, che in associato ai pi clamorosi fatti di mafia:
data 30 novembre 1970 dichiarava non vivo o morto, l'alone di mistero che lo
doversi procedere perch il reato era da circonda serve a costituire in ogni caso una
considerare estinto per amnistia; valida copertura e gi questo solo fatto
dovrebbe rappresentare un motivo assai
- il tribunale di Palermo, in data 3 efficace per spingere le forze di polizia ad
febbraio 1970, disponeva a carico del Leg- un'opera particolarmente attenta al fine di
gio la sorveglianza speciale per anni 5 con assicurare il Leggio alla giustizia o di co-
soggiorno obbligato nel comune di Novi noscere comunque la sorte riservata al ca-
Ligure. La decisione veniva confermata pomafia: ci perch sembra impossibile
dalla corte di appello di Palermo in data riuscire ad inquadrare nella giusta luce gli
23 luglio 1970; la Corte di cassazione, per, avvenimenti pi recenti senza conoscere se
con decreto in data 25 febbraio 1971, an- vi stata in essi la presenza attiva di Lu-
nullava l'impugnato decreto, per vizio di ciano Leggio ed il ruolo da lui svolto.
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

6. - CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

Ha avuto complici o conniventi, Lu- numero. Onde a ragione l'indicato rapporto


ciano Leggio, fra i pubblici dipendenti, fra della compagnia carabinieri di Corleone
le personalit politiche, fra gli amministra- prospettava il timore, nel giugno 1969, che
tori locali, che hanno favorito le sue im- con il suo ritorno in loco potesse riaccen-
prese, per amore o per forza, e che hanno dersi la lotta fra la delinquenza organiz-
reso possibile le sue sconcertanti avven- zata dopo il periodo di tranquillit che
ture ? aveva significato per tutti la detenzione del
Non difficile rispondere. Sta di fatto delinquente, e prospettava il timore, so-
che il Leggio, contro il quale in pochi anni prattutto, dei proprietari terrieri che in con-
vennero emessi numerosi mandati di cat- seguenza della presenza nella zona del pe-
tura per omicidi gravissimi, ciascuno dei ricoloso soggetto sarebbero stati nuova-
quali punibile con l'ergastolo (dall'omici- mente indotti a pagare tangenti di rilievo
dio Rizzotto a quello Comaianni, dall'omi- per poter continuare a coltivare i campi
cidio Navarra a quello Streva, dall'omicidio e non essere costretti a vendere a vile
Splendido a quello Cortimiglia, dall'omi- prezzo i loro averi.
cidio Maiuri a quello Riina), per tacere Il fenomeno Leggio il simbolo stesso
dei mandati di cattura emessi per associa- della mafia: del prepotere e della prepo-
zione a delinquere e sequestri di persona, tenza dei pochi, dell'omert e del timore
dopo solo cinque anni di detenzione pre- che essa diffonde fra i succubi, dell'impo-
ventiva ritornava legittimamente in libert. tenza dell'apparato statale alla giusta ed
E sta di fatto ancora che, pur pendendo efficace reazione. E vano cercare di iden-
contro di lui ordinanza di carcerazione in tificare le responsabilit personali, palleg-
attesa di misura di prevenzione, non stato giate spesso dall'uno all'altro organo con
arrestato, pur conoscendosi benissimo, per indifferenza e astio degni di miglior causa.
oltre cinque mesi, dove egli si trovava. Sta Il procuratore della Repubblica di Pa-
di fatto, infine, che egli, di modestissima lermo, nella sua proposta di misura di pre-
famiglia di agricoltori, si arricch vertigi- venzione presentata al tribunale il 18 giu-
nosamente, ancorch come osservava un gno 1969 osserva come le prove raccolte
rapporto del 16 giugno 1969 della compa- nel processo di Bari, pur essendo state, a
gnia carabinieri di Corleone, agli atti uffi- giudizio di quella corte di assise, insuffi-
ciali figuri ancora nullatenente. cienti per affermare la responsabilit pe-
Quali le fonti dell'arricchimento ? Abi- nale di Luciano Leggio, consentivano di
geato, violenze private, estorsioni, seque- raggiungere l'assoluta certezza che egli era
stri di persona, rapine, furti: reati tutti, l'elemento di maggior prestigio e di mag-
dei quali non v' che una minima traccia gior pericolo della delinquenza organiz-
nei fascicoli giudiziari, limitati solo a regi- zata di tutta la Sicilia occidentale . Le
strare gli omicidi, quando pur si ritrova- stesse innumerevoli assoluzioni per insuf-
vano gli sfigurati cadaveri, ma che certo ficienza di prove da lui riportate bastavano
da presumere siano stati commessi in largo da sole a dare la dimostrazione della sua
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

pericolosit e a comprovare il terrore che sentenze decise dalle organizzazioni di ma-


egli incuteva, e con il quale sempre riu- fia e che in Corleone era odiato per i lutti
scito a cucire le bocche di chi sapeva, as- ed il male cagionati e temuto per la fredda
sicurandosi mezzi, autorit e prestigio che determinazione e la ferocia del carattere
gli procuravano un'infinita rete di favoreg- e per la lunga catena di delitti a cui aveva
giatori, grazie ai quali come egli stesso partecipato, proponendolo, quindi, per un
impudentemente e con iattanza dichiarava provvedimento di polizia. Anche questa
nelle interviste concesse alla stampa all'in- volta il provvedimento non venne, onde il
domani della sua scarcerazione poteva 3 gennaio successivo lo stesso comando
senza pericolo circolare per la provincia tornava a segnalare il Leggio, alla questura
di Palermo e curare gli affari del proprio di Palermo, come soggetto indicato dall'opi-
commercio (fra i quali anche un'impresa nione pubblica quale autore di numerosi
di autotrasporti), non avendo nemmeno la gravi delitti di sangue e tale che nessuna
proccupazione di travisarsi ! delle vittime osava denunziare le sue ma-
lefatte per paura di incorrere, prima o poi,
Come meravigliarsi, dunque, che pur la-
nella sua spietata vendetta. Finalmente, il
titante egli si accompagnasse talora, nei
questore di Palermo, in data 21 marzo 1957,
suoi viaggi a bordo di autovetture, con
invitava Luciano Leggio a vivere onesta-
ricchi e incensurati proprietari terrieri, che
mente , a rispettare le persone e le pro-
non disdegnavano la sua compagnia, come
priet , e ad osservare le leggi e i rego-
il barone Valente Antonino da Corleone ? lamenti , nonch a ottemperare agli altri
E perch meravigliarsi che, sempre lati- obblighi imposti nell'atto di diffida.
tante, egli mantenesse persino una rela-
zione amorosa con l'insegnante Marino Na- Un mese dopo, il comando compagnia
nia Anita, di Cinisi, ed amministrasse, nello carabinieri di Corleone cos lo descriveva
stesso periodo una officina meccanica e al gruppo esterno dei carabinieri di Pa-
garage, di cui era proprietario a Palermo ? lermo:
Nel novembre 1948 il commissariato di Tipico elemento della malvivenza lo-
pubblica sicurezza di Corleone, dopo aver cale, ha compiuto molti gravi reati che
segnalato che da fonti confidenziali atten- vanno dalla rapina all'omicidio aggravato,
dibilissime egli risultava l'autore, oltre che al sequestro di persona, all'estorsione, alla
dell'omicidio Camaianni nel 1945, anche compartecipazione con elementi della sua
degli omicidi in persona di Punzo Stani- risma nella consumazione di altri gravi
slao, nel 1944, di Capra Antonio, nel 1948, reati di varia e complessa natura.
e di Piraino Leoluca, nel 1948, rivelava gli Carattere naturalmente violento, cri-
illeciti guadagni della di lui attivit cri- minale per costituzione e tendenza, deter-
minosa, tali da consentirgli fino da allora minato e feroce, ha seminato in molte fa-
un tenore di vita lussuoso e lo propo- miglie il lutto, beneficando di lauti com-
neva per il confino di polizia per anni pensi, per la sua opera di fedele sicario.
cinque, data la sua pericolosit sociale. L'odio e la paura che le sue gesta
Luciano Leggio non raggiungeva mai il hanno generato, anche tra i mandanti dei
confino di polizia, e ancora otto anni dopo, molteplici delitti, lo hanno consigliato ad
la compagnia carabinieri di Corleone, osser- abbandonare Corleone, e pertanto vive a
vando come egli fosse elemento social- Palermo, apparentemente estraniato dal-
mente pericoloso, che viveva col ricavato l'attivit della mafia locale. In effetti, ele-
di azioni delittuose, e designato dalla voce mento attivo, a malapena trattenuto dalla
pubblica come abitualmente (sic !) col- amicizia pi che dall'ascendente dei capi
pevole di omicidio, furto, estorsione, vio- della mafia, di Piazza Soprana, con i quali
lenza privata ed altro , rilevava che era tende a dividere l'imperio morale su que-
considerato spietato e fedele esecutore delle ste contrade.
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Gode di molto ascendente tra la mal- Pericoloso, scaltro sino all'incredibile,


vivenza locale, in ispecie tra i giovani, per latitante da pi di una decina di anni
il morboso interesse che le sue imprese ed riuscito sempre a farla franca in tutto,
hanno destato e per le reiterate assolu- anche negli attentati a lui diretti.
zioni per insufficienza di prove. Nel palermitano vuoisi addentrato sia
Naturalmente diffidente, ama vivere nel contrabbando che nell'edilizia e nell'in-
inosservato. Si mantiene in istato di semi- dustria. Sembra protetto da personalit po-
clandestinit per essere pronto ad eludere litiche che appoggia e fa appoggiare dalla
sia l'azione delle forze di polizia, sia la sua cricca durante le elezioni regionali o
eventuale azione da parte di malviventi nazionali.
avversari, diretta ad eliminarlo dato la po- In ogni fatto criminoso degno d'im-
tenziale minaccia che egli costituisce per i portanza per le modalit ed i fini vi im-
mandanti dei molteplici delitti da lui stesso plicato Luciano Leggio .
consumati .
Non altrimenti, trascorsi sei anni, dopo
la assoluzione di Bari si esprimevano, a
Passavano gli anni: e nel 1963, sempre
carico del Leggio, la questura di Palermo
perdurando la sua latitanza, la squadra di
nel rapporto dell'I 1 giugno 1969 ( Leggio
polizia giudiziaria dei carabinieri di Cor-
Luciano non tarder a colpire inesorabil-
leone cos lo indicava al nucleo di polizia
mente coloro che si sono comunque frap-
giudiziaria dei carabinieri di Palermo: posti al suo cammino ) e il comando com-
Persona scaltra, sanguinaria e violenta, pagnia carabinieri di Corleone nel rapporto
di indiscusso ascendente sui suoi gregari, del 16 giugno 1969 ( Luciano Leggio l'ele-
incute paura ed orrore in Corleone. il mento di maggior prestigio e di maggior
responsabile delle innumerevoli stragi veri- pericolo della delinquenza organizzata della
ficatesi nella zona e unica causa della pre- Sicilia occidentale ).
cipitazione della sicurezza pubblica nel cor- Perch dunque gli organi di polizia
leonese, nel palermitano e nei paesi vici- fanno le stesse considerazioni a carico del
niori. Leggio nel 1948 e nel 1957, nel 1963 e nel
1969 ? Perch, ad onta dei loro inviti, delle
Con le sue imprese brigantesche ha
loro segnalazioni, delle loro pressioni, non
racimolato potenza e rispetto nella mala-
si riesce, nell'arco di oltre venti anni, a estir-
vita siciliana.
pare la mala pianta e a metterla in condi-
capo di una masnada di delinquenti zione di non nuocere ? Qui il problema
agguerriti che lo servono in ogni suo desi- centrale di Luciano Leggio e della mafia.
derio seminando lutti e terrori fra le paci- La popolazione ha subito, da una parte,
fiche popolazioni del luogo. diffidente, timida, sospettosa, senza fiducia
Portatore di lutti, ha gettato nella alcuna nei pubblici poteri; la polizia e i
sciagura decine e decine di famiglie. carabinieri, dall'altra, hanno fatto il loro
primo attore nel teatro intricato e dovere, rivelando la realt, segnalando la
drammatico delle cosche mafiose locali ed situazione, prendendo posizione contro il
elimina quanti a lui si oppongono. delinquente, ma chiudendosi nella sfera
Responsabile delle innumerevoli spa- delle loro attribuzioni e non sollecitando
rizioni di persone appartenenti alla cosca gli interventi superiori ove di questi fosse
navarriana, quali: Governali Antonino, apparso come appariva inderogabile
Trombadori Giovanni, Listi Vincenzo, Delo e urgente bisogno.
Giovanni ed altri, temuto e, a causa di La magistratura ha applicato la legge,
tale stato di cose, viene rafforzata l'omert rigidamente, formalmente, senza cercare di
locale e la libert di agire del masnadiero. entrare in una realt raccapricciante che
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illuminava e colorava i fatti, ma guardando l'ascesa del delinquente dalle greppie delle
questi come amorfe figure di isolate mani- stalle della Ficuzza alle confortevoli pol-
festazioni di criminalit. trone delle lussuose cliniche romane.
Gli esponenti politici, dal canto loro, gli Il nome di Leggio diventato oggi il
amministratori, i funzionari degli enti ed simbolo stesso della mafia e ci, anche
uffici pubblici interessati, si sono tirati da se non per dolose e volontarie complicit,
lato, o subendo e non agendo o cercando per le deficienze dei nostri strumenti di
di trarre profitto dalle circostanze, ma difesa sociale e dei nostri apparati di po-
nulla facendo per opporvisi. lizia. Le vicende di Luciano Leggio inse-
Indolenza, quindi, ingenuit, mal ripo- gnano, infatti, che per l'efficace e positivo
sta speranza di tranquillit e di vantaggi, risultato della lotta contro la mafia, occor-
se non di lucri, hanno finito col favorire re mutare e migliorare gli uffici e gli uomini.
CENNI BIOGRAFICI
SUI GRECO E SUI LA BARBERA
INDICE

1. Il clan dei Greco.


I. - Scheda anagrafica della famiglia Greco pag. 135
IL - La lotta fra i Greco di Ciaculli e di Giardini 137
III. - Profili biografici 141
IV. - Considerazioni conclusive 151

2. I fratelli La Barbera.
I. - I precedenti di Angelo e Salvatore La Barbera 155
IL - Il periodo dell'ascesa 157
III. - Il ruolo dei La Barbera negli anni '60 161

3. Gli anni caldi della citt di Palermo.


I. - Le lotte per il predominio di Palermo-centro 171
IL - Dall'omicidio Di Pisa all'arresto di Angelo La Barbera . . . 174
III. - La strage di Ciaculli e gli avvenimenti successivi . . . . 182
1. IL CLAN DEI GRECO
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I. - SCHEDA ANAGRAFICA DELLE FAMIGLIE GRECO

Prima di passare all'esposizione dei fatti Figli: Rosa, nata a Palermo il 15 novembre
riguardanti la cosca mafiosa dei Greco, si 1930, abitante a Palermo, coniugata
ritiene opportuno premettere la situazione con:
anagrafica dei tre nuclei familiari: quello - Notaro Andrea, impiegato da Vil-
di Piddu u' tenente e quelli del nipote labate.
Salvatore ciaschiteddu e del cugino di
questi Salvatore l'ingegnere . : Nunzia, nata a Palermo il 28 otto-
bre 1933, abitante nella via Messina
Capo famiglia: Greco Giuseppe fu France- Marine di Palermo, coniugata con:
sco e fu De Caro Rosa, nato a Pa- - Zasa Luigi, medico chirurgo, da
lermo il 21 maggio 1894, residente in Palermo.
Croce Verde Giardina, agricoltore,
pensionato, inteso Piddu u' te-
nente . Capo famiglia: Greco Giuseppe fu Salva-
tore e fu Greco Girolama, nato a
Moglie: Ferrara Caterina fu Francesco, nata
Palermo il 2 gennaio 1887, ucciso a
a Palermo il 24 dicembre 1896, ca-
Palermo il 26 agosto 1946.
salinga.
Moglie: Greco Santa fu Francesco e fu De
Figli: Francesco, nato a Palermo il 18 gen- Caro Rosa, nata a Palermo il 3 no-
naio 1921, abitante a Palermo in via vembre 1884, deceduta a Palermo il
Siracusa, medico chirurgo, coniugato 20 ottobre 1960.
con: Figli: Paolo, nato a Palermo il 28 aprile
- Abbate Giuseppina, casalinga. 1912, deceduto a Bologna il 20 feb-
braio 1967, commerciante.
: Giuseppe, nato a Palermo il 27 ago-
: Girolama, nata a Palermo il 3 giugno
sto 1922, ucciso a Ciaculli il 1 ot-
1915, abitante a Ciaculli, n. 163, ca-
tobre 1939.
salinga, coniugata con:
: Michele, nato a Palermo il 12 mag- - Fici Filippo fu Salvatore, nato
gio 1924, abitante a Ciaculli, agricol- a Palermo il 19 febbraio 1911,
tore, coniugato con: bracciante agricolo.
- Castellano Rosaria, casalinga. : Rosa, nata a Palermo il 13 dicembre
1917, abitante a Ciaculli, n. 209, nu-
: Salvatore, nato a Palermo il 7 luglio bile, casalinga.
1927, abitante a Ciaculli, possidente,
: Francesco, nato a Palermo il 12 feb-
mediatore, coniugato con: braio 1920, deceduto a Favignana
- Cottone Maria di Antonino da (Trapani) il 6 maggio 1943 in seguito
Villabate. ad eventi bellici; era celibe.
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Figli: Salvatore, nato a Palermo il 13 gen- Figli: Salvatore, nato a Palermo il 12 mag-
naio 1923, abitante a Ciaculli n. 209, gio 1924, residente a Ciaculli, com-
commerciante, celibe, inteso cia- merciante, celibe, inteso l'ingegne-
schiteddu , latitante. re , latitante.

: Giuseppe, nato a Palermo il 22 set- : Girolama, nata a Palermo il 12 luglio


tembre 1925, abitante a Ciaculli n. 1926, abitante in via Zeta 72, donna
209, celibe, possidente. rurale, coniugata con:
- Salamone Antonino fu Francesco,
: Giovanni, nato a Palermo il 7 gen-
nato a S. Giuseppe Jato il 12
naio 1928, residente a Bologna, via
febbraio 1918, coltivatore diret-
Garavaglio n. 2, possidente, coniu-
to, ricercato.
gato con:
- Messina Anna di Francesco e di : Rosalia, nata a Palermo il 22 gennaio
Giordano Vincenza, nata a Pa- 1928, abitante in via Gibilrossa n. 3,
lermo I'll gennaio 1931, casa- casalinga, coniugata con:
linga. - Bonaccorso Francesco fu Salva-
* * * tore, possidente.

Capo famiglia: Greco Pietro fu Salvatore : Nicol, nato a Palermo il 26 luglio


e fu Greco Girolama, nato a Palermo 1929, abitante a Ciaculli, commer-
il 13 aprile 1869, ucciso a Palermo ciante, celibe, latitante.
il 26 agosto 1946.
: Paolo, nato a Palermo il 21 maggio
Moglie: Greco Antonina fu Nicol, nata a 1931, residente a Ciaculli. Dopo es-
Palermo il 9 maggio 1896, deceduta sere stato assolto dalla corte di as-
a Palermo il 17 settembre 1947, ca- sisa di Catanzaro non ha fatto rien-
salinga. tro a Palermo.
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II. - LA LOTTA FRA I GRECO DI CIACULLI E DI GIARDINI

Uno dei pi classici esempi della conti- causa di gravi fatti di sangue che videro
nuit della azione criminosa, avente la clas- come principali protagonisti alcuni loro gio-
sica etichetta della mafia, fornito dalle vani elementi.
vicende del clan dei Greco di "Giardini" e La sera del 1 ottobre 1939, infatti, nella
"Ciaculli" che, ininterrottamente dalla fine borgata Ciaculli, mentre si stava celebran-
della seconda guerra mondiale ad oggi, han- do la Festa del Crocefisso, Greco Giuseppe
no interessato magistratura ed organi di di Giuseppe, Greco Francesco di Giuseppe,
polizia. Buffa Francesco, Bonaccorso Domenico, La-
Le borgate Giardini e Ciaculli, localit mantia Salvatore ed il dodicenne Chiofalo
contigue site a sud-ovest della citt di Pa- Antonino, seguendo l'esempio di altri, por-
lermo erano, in passato, due zone periferi- tarono fuori dalla chiesa una panca per
che che traevano ogni risorsa dall'agricol- sedervi. Senonch, essendosi alcuni di loro
tura. Vi si coltivavano, prevalentemente, allontanati, altri partecipanti alla festa ne
agrumi e la maggior parte degli abitanti presero il posto; tra questi vi era anche
era impegnata nella lavorazione dei campi Greco Francesco, cugino dei Greco innanzi
e nella cura degli agrumeti. citati. Il Greco Giuseppe li avvert che i
I conti Tagliavia notabili del luogo posti erano occupati e tutti, meno Greco
possedevano un fondo di trecento ettari Francesco, si alzarono. Intervenne allora
circa coltivato a mandarineto del quale Gre- Bonaccorso Domenico per appoggiare la ri-
co Giuseppe, detto Piddu u' tenente era chiesta, ma l'altro oppose un netto rifiuto
stato prima fattore ed in seguito gabel- e sferr al Bonaccorso un pugno al quale
loto . questi rispose con un calcio. Segu una col-
Tra gli abitanti della borgata Giardini luttazione subito sedata per il sopraggiun-
il Greco Giuseppe godeva di un particolare gere di comuni amici. Finita la festa, il
ascendente dovuto sia alla sua spiccata per- gruppo dei Greco, al quale si era aggiunto
sonalit sia alle amicizie che manteneva con lo zio del Bonaccorso, a nome Salvatore,
elementi della vicina Villabate e della stessa prese la via del ritorno a casa, ma ad un
Palermo. Egli, pur non essendo incorso in certo punto della strada, presso un fondo
gravi reati, veniva indicato come il capo con il muro di cinta a semicerchio, balz
mafia della zona e, come tale, godeva del- fuori il Greco Francesco, con in pugno una
l'incondizionato rispetto degli abitanti di pistola ed un coltello, che invit il Bonac-
Giardini. corso Domenico a farsi avanti. Contempo-
A Ciaculli, invece, spadroneggiava il co- raneamente uscirono anche, armati ciascu-
gnato ed omonimo Giuseppe Greco, anche no di rivoltella, il fratello Greco Paolo, Pace
egli grosso personaggio della mafia locale Salvatore e Spuches Giovanni.
e palermitana. Il Bonaccorso non ader all'invito rivol-
Nell'ottobre del 1939, per, le due fami- togli; si fece, invece, avanti il Greco Giu-
glie Greco, che fino a quell'epoca avevano seppe per fare opera di conciliazione, ma
vissuto unite e legate da vincoli di parentela gli venne risposto che ce ne era anche
fortemente sentiti, subirono una frattura a per lui dato che durante il primo alterco
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

non aveva preso le difese del cugino. Inter- Si determin, cos una rottura insana-
venne, allora, il Bonaccorso Salvatore, il bile nei rapporti tra i componenti delle
pi anziano di tutti, per indurre i quattro cosche di Giardini e Ciaculli e la lotta di-
giovani a desistere; senonch costoro ini- venne assai cruenta.
ziarono a sparare contro il gruppo avverso, Piddu Greco esercitava, senza con-
costringendo il predetto Bonaccorso Salva- trasti, la sua volont sulla mafia di Giardini
tore ad estrarre la rivoltella e far fuoco con tracotanza ed invadenza, avvalendosi
contro gli assalitori ponendoli in fuga. della risonanza dell'omicidio del cognato e
Greco Francesco fu ferito, mentre nel- di suo fratello come avvertimento per le
l'altro gruppo rimase ucciso Greco Giu- fazioni avversarie. Ad un anno da tale fatto
seppe; Bonaccorso Salvatore riport invece criminoso caddero anche, colpiti dalla lupa-
lesioni guarite in quattro giorni. ra, Salvatore Cina e Salvatore Anello, en-
Per tale fatto di sangue, la corte di as- trambi gregari del tenente . Si scaten,
sise di Palermo, con sentenza del 7 mag- allora, la reazione della cosca di Giardini e
gio 1942, condannava Greco Paolo, Greco nella notte del 12 agosto 1947 vennero se-
Francesco, Spuches Giovanni e Pace Salva- questrati Greco Michele e Arnone Diego, dei
tore ad anni 30 di reclusione perch rico- quali si persero le tracce. Qualche settima-
nosciuti responsabili di concorso in omi- na dopo, per, furono recapitati alle rispet-
cidio. Successivamente, la Corte di cassa- tive famiglie i vestiti degli scomparsi.
zione, accogliendo il ricorso degli imputati, Un mese dopo, la mafia di Ciaculli por-
rinviava il giudizio alla corte di assise di t a termine il suo piano di riscossa.
Trapani, che, con sentenza del 6 maggio Francesco Arnone, omonimo dell'altro
1946, condannava Greco Paolo, Greco Fran- sequestrato, venne colpito da una raffica di
cesco (nel frattempo deceduto in carcere mitra; due donne, affacciate al balcone della
per cause naturali) alla pena della reclusio- loro abitazione, assistettero imperterrite
ne di anni 16 e lo Spuches alla pena di anni alla sparatoria; anzi, quando si accorsero
18, perch recidivo nel quinquennio. che l'Arnone non era ancora morto, si av-
Intanto, nello stesso anno in cui la corte ventarono su di lui per finirlo. Erano: An-
di assise di Trapani condannava i due Greco, tonina, vedova di Greco Pietro (assassinato
altri dello stesso clan cio Greco Pietro e nel 1946) e la giovane figlia Rosalia.
Greco Giuseppe, rispettivamente padre e Intervennero a questo punto il fratello
zio degli autori del precedente omicidio, e la sorella dell'Anione e nel conflitto fu
venivano assassinati in un agguato teso loro uccisa Antonina, mentre Rosalia rimase fe-
da persone rimaste sconosciute. rita; Greco Nicol, figlio di Antonina e fra-
Le indagini, all'epoca condotte dalla po- tello di Rosalia, freddava allora con un
lizia giudiziaria, si conclusero con un nulla colpo di fucile Giovanni Arnone.
di fatto, in quanto cozzarono contro il muro Il relativo procedimento penale venne
dell'omert, reso ancor pi granitico dal chiuso con sentenza del 10 giugno 1952:
terrore che incutevano i Greco nella zona il giudice istruttore del tribunale di Paler-
e dall'assoluto mutismo degli stessi fami- mo, conformemente alla richiesta del pub-
liari degli uccisi. blico ministero, dichiar non doversi pro-
Tuttavia, nella borgata di Ciaculli la cedere contro Greco Nicol relativamente
voce pubblica ritenne che tra i due fatti all'omicidio Arnone Giovanni, perch non
di sangue dovesse sussistere uno stretto punibile, avendo agito in stato di legittima
collegamento e che il primo omicidio avesse difesa.
determinato il secondo, che si ritenne do- Come ultimo atto del conflitto familiare
vuto alla vendetta di Greco Giuseppe, detto si registr, nel dicembre 1947, l'assassinio
Piddu u' tenente , a sei anni di distanza di Antonio Conigliaro, fedelissimo gregario
dall'assassinio del giovane figlio. di Piddu Greco.
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Fu questo, forse, un fatto determinante Quasi contemporaneamente Greco Giu-


che spinse il tenente a stringere alleanza seppe il tenente , secondo le tradizioni
con l'allora potente boss di Villabate, Cot- dei mafiosi di un certo rango, abbandon
tone Antonino, temuto e riverito sia dalla il ruolo abituale dei pezzi da novanta
mafia locale sia da quella d'oltreoceano, an- di periferia ed us tutto il suo ascendente
che per la sua parentela con noti gangsters per allacciare e coltivare nuove amicizie nel-
di New York. l'ambiente sano della citt di Palermo, ne-
Dopo pochi anni il tenente e il Cot- cessarie per dissimulare, dietro un velo di
tone consolidavano la loro amicizia con il apparente liceit, le sue vere attivit ille-
matrimonio di due loro figli. cite. Infatti, egli fece di tutto per mantenere
Altri amici autorevoli, appartenenti buoni rapporti con noti commercianti della
alla mafia palermitana, decisero di interve- citt. Quale gabelloto e amministratore
nire per placare gli animi dei contendenti e dei Tagliavia entr tra la schiera dei clienti
riportare la pace tra gli elementi pi gio- eletti del Banco di Sicilia e della Cassa di
vani e irrequieti della famiglia Greco. risparmio di Palermo, e pi volte venne no-
Pressioni vennero rivolte in particolare tato a bordo di autovetture della Cassa di
nei confronti di Greco Giuseppe il tenen- risparmio, che dalla propria abitazione lo
te , il quale era assurto al grado di pa- portavano negli uffici del detto istituto di
triarca per aver assunto anche la respon- credito.
sabilit ed il controllo dei nuclei familiari Ha, cos, avuto cura di cementare la sua
del cognato e di suo fratello Pietro, uccisi amicizia con il boss Antonino Cottone da
nel 1946. Villabate, favorendo il matrimonio del fi-
glio Salvatore con la figlia del Cottone a
I figli di Giuseppe e Pietro Greco ven-
nome Maria, ma si anche preoccupato di
nero cos interessati alla conduzione del
elevare il tono sociale del proprio nucleo
fondo Costa degli eredi Tagliavia, della
familiare. Infatti, il suo primogenito, Fran-
estensione di circa 300 tomoli, coltivato a
cesco, divenuto medico ed esercita la pro-
mandarineto. Essi possedevano ed ammini-
fessione nel centro della citt e la figlia
stravano la societ ISCA per l'esportazione
Nunzia ha sposato un medico che esercita
di agrumi, attualmente gestita da Bonac-
pure a Palermo.
corso Francesco, cognato di Greco Salva-
Dei figli di Piddu Greco solo Michele,
tore ciaschiteddu . Tutti i cugini, con
in effetti, ha seguito le orme del genitore,
Salomone Antonino e con i Valenza di Bor-
continuando l'attivit lavorativa nel fondo
getto, erano soci di una linea di autobus
dei Tagliavia.
extraurbana Palermo-San Giuseppe Jato-San
Cipirello-Partinico. Ovviamente questa escalation sociale ser-
v anche ad aumentare il rispetto tra gli
I figli avevano per ereditato dai ri- uomini pi in vista della mafia palermitana,
spettivi genitori tutto il patrimonio delin- con i quali era ed rimasto legato da saldi
quenziale che, con il passare degli anni, fu vincoli di fratellanza , vincoli che gli
determinante per la carriera di Greco hanno sempre consentito di proteggere i
Salvatore, fu Giuseppe, detto ciaschited- pi giovani parenti con una tela fittissima
du , e di Greco Salvatore fu Pietro, detto di favoreggiatori, tessuta in anni ed anni
l'ingegnere , i quali ben presto acquista- di milizia mafiosa.
rono un preciso ruolo non soltanto in seno E tutto il suo peso specifico di mafioso
alla mafia palermitana, ma anche in quella potente venne evidenziato anche durante le
internazionale. indagini a carico di numerosi elementi del
Unico loro scopo fu quello di accrescere clan.
sempre pi il patrimonio del clan con facili La squadra mobile della questura di
guadagni in massima parte provenienti da Palermo e quel nucleo di carabinieri, con
operazioni di contrabbando. un rapporto congiunto, in data 9 novem-
140
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bre 1963 lo denunciarono, unitamente ad teggerli ed aiutarli a sottrarsi alla cattura,


altre diciassette persone, perch ritenuto sembra non abbia sfiorato nessuno.
responsabile di associazione per delinquere Solo nel 1965 Piddu Greco venne pro-
della quale era considerato il promotore. posto per l'applicazione della sorveglianza
Nel rapporto si fa riferimento all'ami- speciale con l'obbligo di soggiorno in un
cizia ed alla parentela di Piddu Greco comune lontano dall'isola. Tratto in arre-
con i Cottone di Villabate e si richiamano sto in data 10 ottobre 1965 in esecuzione di
episodi criminosi avvenuti prevalentemente ordinanza di custodia precauzionale emes-
in detto centro. sa dal tribunale di Palermo, il 25 successivo
viene rimesso in libert perch lo stesso
Nessun preciso cenno viene fatto ai
tribunale decreta il non luogo all'appli-
cruenti crimini orditi e consumati dai grup-
cazione di misure di prevenzione . Il de-
pi mafiosi palermitani, anche se la denun-
creto viene appellato e il 30 maggio del 1966
cia venne presentata dopo quattro mesi
la corte di appello di Palermo gli commina
dalla strage del fondo Sirena della borgata la sorveglianza speciale di pubblica sicu-
Ciaculli. rezza per anni tre, lasciandolo nel proprio
Salvatore ciaschiteddu , Tot l'in- ambiente, libero di continuare a muovere
gegnere ed altri elementi del clan erano le leve di comando per i traffici del clan e,
gi latitanti, ma il sospetto che il Greco soprattutto, per proteggere la latitanza dei
Giuseppe potesse come si ritiene pro- pi pericolosi elementi delle famiglie Greco.
141
Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

III. - PROFILI BIOGRAFICI

Allo scopo di illustrare meglio l'attivit nente della cosca mafiosa avversaria della
dei singoli componenti del clan, si ritiene cosca mafiosa dei fratelli La Barbera, re-
opportuno tracciare un breve profilo degli sponsabili dei sanguinosi delitti commessi
stessi, con particolare riguardo ai due mag- tra il 26 dicembre 1962 ed il 24 maggio 1963.
giori esponenti: Greco Salvatore detto Tale tesi, per quanto sfornita di ade-
ciaschiteddu e Greco Salvatore detto guata dimostrazione, abbastanza plausi-
l'ingegnere . bile sul piano logico, sia perch i delitti in
esame sono indubbiamente manifestazioni
di un feroce conflitto tra opposte cosche di
a) Greco Salvatore fu Giuseppe, inteso cia- mafiosi, sia perch effettivamente i Greco
schiteddu . da una parte ed i La Barbera dall'altra
sono esponenti di gruppi mafiosi aventi
Come si evince dalla lettura della sen- origine e formazione diverse. I Greco rap-
tenza di rinvio a giudizio, emessa in data presentano la mafia tradizionale, la mafia
23 giugno 1963 dal giudice istruttore del camuffata di rispettabilit (e per questo
tribunale di Palermo, dottor Cesare Terra- forse pi insidiosa e pericolosa) e sono
nova, Greco Salvatore appartiene, come i legati da una fitta rete di amicizie, inte-
cugini omonimi, ad una malfamata famiglia ressi e protezioni con i maggiori mafiosi
di mafiosi di contrada Ciaculli ed indub- del palermitano.
biamente l'esponente di una forte cosca Detengono una posizione di preminen-
mafiosa, dedita al traffico dei tabacchi e za nel campo dei contrabbandieri di tabac-
degli stupefacenti, come dimostrato dai chi e stupefacenti.
suoi frequenti viaggi all'estero, dai legami I La Barbera, invece, vengono dalla
mantenuti con noti elementi della malavita oscurit e la loro forza consiste soprattutto
internazionale, specialmente in Francia, nella loro intraprendenza e nel seguito di
Spagna e Nord Africa e dalle indagini com- una risoluta banda di sicari, pronti a qual-
piute sul suo conto dalla polizia tributaria. siasi misfatto.
accertata la frequenza dei suoi rap- La loro rapida ascesa nel mondo della
porti con Buscetta Tommaso, nonch, sino malavita induce i La Barbera a sconfinare
alla fine del 1962, con i fratelli La Barbera, sempre pi rapidamente in altri settori, ri-
con i quali, secondo la deposizione di Ni- servati ad altre cosche, dando luogo ad
nive Tancredi, soleva incontrarsi nell'auto- attriti e contrasti che, per la personalit
rimessa di Ninive Tancredi (n.d.r.: cognato dei soggetti e la natura delle divergenze,
di La Barbera Salvatore). sfociano fatalmente in cruenti delitti .
Il suo recapito era annotato nell'agen- Ed ancora lo stesso giudice istruttore,
da sequestrata al mafioso di Corleone, Riina in una successiva sentenza dell'8 maggio
Giacomo. 1965, con una visione pi vasta di fatti e
In base alla tesi del pubblico mini- circostanze, cos si esprime:
stero, Greco Salvatore, sostenuto dal cu- Greco Salvatore fu Giuseppe, inteso
gino omonimo, sarebbe il maggiore espo- "ciaschiteddu" (oppure "cicchiteddu") ap-
142
Atti Parlamentari Senato della Repubblica

V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

partiene, come il cugino omonimo cono- Sempre secondo la Battaglia, Salva-


sciuto con il nomignolo di "Tot l'inge- tore Greco era il pi importante esponente
gnere", a famiglia di mafiosi, che per de- della mafia di Palermo orientale, da tutti
cenni, ha esercitato un incontrastato pre- temuto e riverito la cui parola era legge,
dominio nella zona di Ciaculli, divenuta tanto da rassicurare Stefano Leale, dopo
sempre pi temibile ed influente, per le l'attentato in localit Pioppo in data 4 gen-
sue numerose ed oscure aderenze, per la naio 1959, con le parole: "Zu Stefano, non
stretta alleanza con altre cosche mafiose, abbia timore; per ammazzare lei ci vuole
per i legami con l'alta malativa internazio- il mio permesso".
nale, per il controllo dei traffici illeciti sulle A distanza di pochi mesi, l'atteggia-
droghe, per l'abilit dimostrata nell'eludere mento di Salvatore Greco verso Stefano
le indagini della polizia ed, in particolare, Leale subisce un radicale mutamento, per-
della polizia tributaria, per lo spietato at- ch, dopo aver convocato nella propria abi-
teggiamento assunto nei confronti degli av- tazione il Leale per contestargli la sua re-
versari. sponsabilit nell'uccisione del mafioso D'Ar-
bene ricordare che il padre dell'im- rigo, inteso "il colonnello", viene ad un
putato, a nome Giuseppe, ed il di lui fra- certo punto nella decisione di sopprimerlo
tello a nome Pietro, padre di "Tot il e di farne scomparire il cadavere, in ci
lungo", furono uccisi il 25 agosto 1946 a sostenuto dal cugino Rocco Semilia, che
colpi di bombe a mano e di mitra, nel corso aveva accompagnato Leale alla riunione e
della lotta feroce scatenatasi tra i Greco di che riesce a far desistere il Greco dal suo
Croceverde e Giardini, capeggiati da Greco proposito, avvertendolo che "la signora Fina
Giuseppe, inteso "Piddu Greco, il tenente", al corrente di tutto" .
e i Greco di Ciaculli, originata dall'uccisio- E, pi oltre, il magistrato cos continua:
ne di un figlio di Giuseppe Greco "il te- Quanto al Leggio Luciano sufficiente os-
nente", commessa nel 1939, protrattasi fino servare che sin dal 1958, epoca dell'ucci-
al 1947 attraverso sanguinosi fatti di san- sione di Michele Navarra, egli il capo in-
gue tra cui l'uccisione di Greco Antonina, discusso della mafia di Corleone, i cui rap-
vedova di Greco Pietro e madre dell'impu- porti con la mafia di Ciaculli sono stati
tato Greco Salvatore "l'ingegnere", e con- sempre strettissimi.
clusasi con una tregua realizzatasi per l'au- A questo proposito basta ricordare
torevole intervento di due famigerati che nell'agenda del mafioso Riina Giacomo,
gangsters, i fratelli Profaci, residenti a New gregario tra i pi fedeli e decisi di Luciano
York, temporaneamente stabilitisi, subito Leggio, era annotato l'indirizzo di Greco
dopo la guerra, nel loro paese d'origine, Nicola e che tra le persone denunciate per
Villabate. favoreggiamento, all'epoca dell'arresto del-
Dalla deposizione di Serafina Battaglia l'imputato (Leggio) vi sono il commerciante
risultano ampiamente dimostrati i legami Marino Francesco Paolo, i La Rosa e il
criminosi di Greco Salvatore, "ciaschited- dottor La Mantia, tutti aventi interessi o
du", con Salvatore Pinello, Francesco Paolo dimora nella zona di Ciaculli .
Bontate, Giunta Salvatore, Prestifilippo Gio-
vanni, suo inseparabile compagno, Antonino Al termine del procedimento istruttorio,
Contorno, suo "compare" di cresima, Gio- riportato nelle sentenze prima citate, il
vanni Di Peri e con diversi altri mafiosi im- Greco Salvatore veniva rinviato a giudizio:
plicati in altro procedimento penale. per avere, agendo in concorso con
Pietro Garofalo, il mafioso ucciso in Manzella Cesare, successivamente decedu-
casa di Pietro Toretta, apertamente indi- to, e con premeditazione, cagionato la
cato da Serafina Battaglia come un sicario morte di La Barbera Salvatore. Fatto avve-
di Salvatore Greco. nuto in Palermo il 17 gennaio 1963;
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Atti Parlamentari Senato della Repubblica

V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

per avere, agendo in concorso col cia perch resosi irreperibile all'inizio delle
predetto Manzella, soppresso il cadavere di indagini; conserva tuttora lo stato di lati-
La Barbera Salvatore, commettendo il fatto tanza.
al fine di assicurarsi l'impunit del delitto Contrariamente agli altri componenti del
di cui alla precedente imputazione. Fatto clan, Tot ciaschiteddu ha, fino al pro-
avvenuto in Palermo il 17 gennaio 1963; cesso di Catanzaro, un casellario giudiziario
pressocch immacolato, se si eccettuano la
per avere, ancora in concorso con il multa, amnistiata, di lire 500 per procac-
citato Manzella ed altre persone non iden- ciamento di merce vincolata ad uso fami-
tificate, distrutto col fuoco l'autovettura del liare ed il proscioglimento, con formula
La Barbera, agendo al fine di assicurarsi dubitativa in primo grado, dall'imputazione
l'impunit del primo delitto. Fatto avve- di omicidio colposo.
nuto il 17 gennaio 1963 in Santo Stefano Il comandante della stazione carabinieri
Quisquina (Agrigento); di Palermo-Brancaccio, pu cos affermare
per essersi impossessato, in correit nel 1961 che Greco Salvatore, proprieta-
con il Manzella e con altre persone non rio e commerciante di agrumi, di buona
identificate, di una autovettura della ditta condotta in genere e non appartiene a so-
Maggiore di Palermo al fine di consumare dalizi mafiosi, n elemento socialmente pe-
altri delitti. Fatto verificatosi la notte sul ricoloso .
28 marzo 1963; A due anni di distanza lo stesso mare-
sciallo Antonino Alampi lo propone per la
per avere compiuto atti tali da porre diffida perch elemento socialmente peri-
in pericolo la pubblica incolumit, scarican- coloso. Appartiene alla mafia, violento e
do numerosi colpi di mitra e di fucile ca- capace di commettere qualsiasi reato pur-
ricato a lupara lungo una strada del centro ch possa avere la supremazia assoluta nel
cittadino ed in direzione della rivendita di campo commerciale degli agrumi .
pesce "Impero", cagionando, in tale occa- Questo radicale mutamento d'opinione
sione, lesioni personali gravissime a Gia- stato originato dal mandato di cattura
coma Stefano, Crivello Salvatore e Cusenza nel frattempo emesso dal giudice istruttore
Gioacchino. Terranova in relazione ai numerosi delitti
La corte di assise di Catanzaro, alla che hanno funestato Palermo negli anni
quale era stato trasmesso l'incarico per le- 1962-1963.
gittima suspicione, con sentenza del 22 di- Come si detto prima, Greco ciaschi-
cembre 1968, accoglieva solo in parte le ri- teddu si reso irreperibile. Alla vigilia del
chieste del pubblico ministero (20 anni di mandato di cattura e della diffida, era in
reclusione per associazione per delinquere possesso della licenza di porto di fucile
aggravata; assoluzione per insufficienza di rilasciatagli nel 1951 e rinnovata regolar-
prove per altri reati) e condannava il Greco mente di anno in anno e del passaporto
Salvatore fu Giuseppe alla pena comples- concessogli per gli Stati europei ed esteso
siva di anni 10 di reclusione, all'interdizio- nel 1962 al Brasile e all'Argentina.
ne dai pubblici uffici e disponeva la libert
vigilata a pena espiata, il pagamento in
solido delle spese processuali e delle spese b) Greco Salvatore fu Pietro, inteso Tot
per la propria custodia precauzionale, per- il lungo o Tot l'ingegnere .
ch riconosciuto responsabile della sola as-
sociazione per delinquere; lo assolveva, in- Nella sentenza del giudice Terranova del
vece, per tutti gli altri reati di cui alla sen- 23 giugno 1964, sul conto di Greco Salva-
tenza istruttoria. tore l'ingegnere si legge:
Il Greco Salvatore, ciaschiteddu , Valgono per lui le medesime conside-
stato giudicato e condannato in contuma- razioni gi fatte per il cugino omonimo, ag-
144
Atti Parlamentari Senato della Repubblica

V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

giungendo che i suoi rapporti con famige- Al termine delle investigazioni, il Greco fu
rati personaggi della malavita risultano denunciato e, in data 26 marzo 1953, tratto
sufficientemente messi in luce dal rapporto in arresto in esecuzione di un mandato di
informativo della polizia tributaria, e pre- cattura emesso dal giudice istruttore del
cisamente con Mancuso Serafino, Frank tribunale di Trapani.
Coppola, Peter Gardino, Joe Pici, Frank Ulteriore conferma dell'attivit delittuo-
Callace, Sorace Antonino, Luky Luciano, sa esercitata su vasta scala dal soggetto in
Sam Carollo, Salom Golas, Forni Elio, Fal- esame nel traffico dei tabacchi si ebbe al-
ciai Marcello, Jean Gomez, Paul Paoli e l'inizio del 1955, allorch la polizia tribu-
molti altri loschi elementi appartenenti ol- taria, investigando su un ingente contrab-
tre che alla malavita siciliana, anche a quel- bando di tabacchi svolto da Falciai Mar-
la americana, spagnola, corsa e tangerina, cello e Forni Elio, scopr in una cassetta
notoriamente dediti al traffico dei tabacchi di sicurezza di quest'ultimo un appunto con
e degli stupefacenti, pi volte implicati in l'annotazione: Ingegnere lire 722.000 .
Italia e all'estero in procedimenti penali. Altro significativo episodio si verific nel
Risultano provati dalle indagini della luglio dello stesso anno quando una moto-
polizia i suoi rapporti con Buscetta Tom- vedetta della guardia di finanza avvist ed
maso ed i La Barbera, almeno fino al di- insegu nei pressi di San Vito Lo Capo
cembre del 1962; nell'aprile del 1963, Tot, l'imbarcazione contrabbandiera Sea of
detto l'ingegnere , alla vigilia della cruen- Rahane che riusc a sfuggire alla cattura.
ta aggressione contro la pescheria "Impe- Mentre la motovedetta stava facendo ri-
ro", sparisce dalla circolazione, mantenen- torno a Palermo, incroci e controll il mo-
dosi sino ad oggi latitante . toposchereccio palermitano Luigi S., che re-
L'attivit svolta da Greco Salvatore l'in- cava a bordo Greco Salvatore non iscritto
gegnere nel campo del contrabbando, a ruolo.
emerge, per, chiaramente, attraverso le in- Nel 1957 furono sequestrati a Napoli e
dagini di polizia tributaria sin dal febbraio ad Afragola circa 1.000 chilogrammi di ta-
del 1952, allorch venne sequestrato ad Al- bacco. Al termine delle indagini, Greco Sal-
camo un baule diretto al trafficante Man- vatore venne tratto in arresto unitamente
cuso Serafino e contenente chilogrammi ai due suoi complici Spadaro Vincenzo e
5,800 di eroina. Bozza Luigi.
In alcune lettere, relative al traffico di Nel 1960, a seguito del sequestro di
stupefacenti sequestrate in casa del Man- dieci chilogrammi di eroina effettuato nel
cuso, furono rilevati accenni a Tot il porto di New York, le indagini furono estese
lungo e a Tot l'ingegnere ; nella stessa in Italia nei confronti di numerosi traffi-
circostanza venne sequestrata una lettera canti, tra cui Di Cosimo Angelo da Salemi
diretta da Salvatore Greco a Frank Cop- (Trapani). Costui, sottoposto ad interroga-
pola, nonch altra lettera spedita dal traf- torio, rifer tra l'altro, di aver avvicinato
ficante Peter Gaudino di Detroit a Greco il Greco per ottenere, suo tramite, la resti-
Salvatore. tuzione di alcuni sacchetti di eroina man-
Attraverso l'esame di tale corrisponden- canti da partite di stupefacenti pervenute
za fu possibile stabilire che il Greco Sal- in Italia dalla Francia e trasportate dalla
vatore, unitamente ai trafficanti Callace squadra del trafficante francese Cordoliani
Francesco e Vitale Salvatore si era recato Antoine.
a Milano per incettare la droga e che erano
Nel corso della sua attivit delinquen-
sorte rivalit con i fratelli Mancuso, i quali
ziale Tot l'ingegnere ha collezionato i
intendevano anche loro operare nella capi-
seguenti precedenti penali:
tale lombarda.
Il dissidio fu in seguito composto per 1947: denunciato in stato di irreperi-
l'intervento autorevole di Frank Coppola. bilit per correit in pi omicidi, tentati
145
Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

omicidi ed associazione per delinquere. Da grammi 17.000 di gasolio e chilogrammi 500


tali imputazione fu in seguito prosciolto in di olio lubrificante;
sede istruttoria per non aver commesso il
1958: la questura di Palermo lo dif-
fatto; fida ai sensi dell'articolo 1 della legge 27 di-
1948: la corte di appello di Palermo cembre 1956, n. 1423;
lo condanna ad 8 mesi di reclusione per de- 1961: il tribunale di Napoli lo assol-
tenzione e porto abusivo di armi da guer- ve per insufficienza di prove dal reato di
ra. La pena sospesa per anni 15; contrabbando ed evasione I.G.E.;
1949: il tribunale di Bologna lo con- 1963: la squadra mobile della que-
danna a giorni 15 di reclusione e lire 3.000 stura di Palermo ed il locale nucleo carabi-
di multa per contrabbando ed evasione IGE; nieri di polizia giudiziaria lo denunciano in
stato di irreperibilit per associazione per
1951: il tribunale di Genova gli in-
delinquere, omicidi, sequestro di persona ed
fligge quattro multe per analoghe imputa-
altro, in relazione ai noti fatti di sangue ve-
zioni;
rificatisi in Palermo negli anni 1962-1963.
1952: il tribunale di Genova lo con-
Greco Salvatore l'ingegnere si era,
danna alla multa di lire 13.733 per contrab-
per, gi reso irreperibile sin dall'aprile del
bando ed evasione IGE;
1963, immediatamente dopo i fatti della pe-
1953: il tribunale e la corte di appel- scheria " Impero ", mantenendosi ancora
lo di Genova gli comminano due multe per oggi latitante.
i reati di cui sopra; La pubblica sicurezza, la guardia di fi-
nanza, l'arma dei carabinieri ed il Bureau
1954: con sentenza della sezione of Narcotics non tralasciano occasione per
istruttoria della corte di appello di Palermo controllare le varie segnalazioni che perven-
viene rinviato a giudizio del tribunale per gono al fine di localizzare il nascondiglio del
rispondere di associazione per delinquere e Greco. Finora gli sforzi fatti per assicurarlo
traffico di stupefacenti; alla giustizia si sono dimostrati vani.
1956: la corte di appello di Caltanis- Da fonti varie si appreso che continua
setta lo assolve per insufficienza di prove dal a viaggiare, tanto che nel 1963 la sua pre-
delitto di omicidio colposo; senza fu segnalata a Tangeri e l'anno se-
guente a Gibilterra, ove risiedevano i noti
1957: il nucleo di polizia giudiziaria contrabbandieri Cristoforetti e Bordiga. .
di Napoli lo denuncia per contrabbando di Negli anni 1965-66 sembra si sia recato
sigarette e porto abusivo di armi; addirittura a Palermo dove avrebbe preso
contatto con alcuni contrabbandieri del
1957: il nucleo di polizia tributaria luogo.
di Roma lo denuncia per associazione per Nell'anno 1967 viene segnalata la sua pre-
delinquere e contrabbando pluriaggravato senza a Milano, Genova e Barcellona. Si ri-
di tabacchi; tiene, anzi, che sia tuttora in stretti rap-
1958: la corte di appello di Genova porti con l'organizzazione capeggiata dai su
lo condanna a mesi 6 e giorni 15 di reclu- nominati Cristoforetti e Bordiga e si so-
sione e lire 7 milioni e 200.000 di multa per spetta anche che sia riuscito ad aggan-
contrabbando di tabacchi esteri ed evasione ciare funzionari doganali ed esteri allo sco-
I.G.E.; po di svolgere i propri traffici con maggiore
sicurezza.
1958: il nucleo di polizia tributaria Cos, come il cugino omonimo, anche
di Palermo lo denuncia per contrabbando di Salvatore Greco l'ingegnere viene giudi-
chilogrammi 12.000 di tabacchi esteri, chilo- cato in contumacia dalla corte di assise di

10.
146
Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

Catanzaro che, a parziale accoglimento della 1960: diffidato ai sensi dell'articolo 1


sentenza istruttoria del tribunale di Paler- della legge 27 dicembre 1956, n. 1423;
mo e delle richieste del pubblico ministero
1960: denunziato alla pretura di Pa-
di Catanzaro (12 anni di reclusione per as-
lermo per porto e detenzione abusiva di
sociazione per delinquere aggravata), lo
arma da fuoco;
condanna per il reato di associazione per
delinquere a soli 4 anni di reclusione, al- 1963: il nucleo di polizia giudiziaria
l'interdizione legale e dai pubblici uffici; di- dei carabinieri di Palermo e quella squadra
spone la libert vigilata a pena espiata ed mobile lo denunciano in stato di irreperibi-
il pagamento in solido delle spese proces- lit per associazione per delinquere;
suali e di quelle per la propria custodia pre-
1963: il giudice istruttore del tribu-
ventiva.
nale di Palermo emette a suo carico man-
dato di cattura per associazione per delin-
quere e per altri gravi reati.
e) Greco Nicola fu Pietro, nato nel 1929.
Come il fratello Salvatore, anche Greco
fratello di Greco Salvatore, l'inge- Nicola si era reso irreperibile dall'aprile del
gnere , all'ombra del quale sempre vis- 1963 ed tuttora latitante.
suto. Ha operato con la protezione autore- Pur non avendo ricoperto come innan-
vole del fratello ed al pari del medesimo zi detto un ruolo di primo piano, egli
possiede le qualit necessarie per essere an- appartiene indubbiamente all'organizzazione
noverato tra i mafiosi di rango. mafiosa del fratello. Il suo nome stato
Pur non svolgendo un ruolo di primo rilevato nelle agende di Di Pisa Calcedonio
piano nell'ambiente del crimine, ha avuto (ucciso a Palermo il 26 dicembre del 1962)
ugualmente modo di accumulare le seguenti ed in quella di Riina Giacomo, braccio de-
vicende penali: stro di Leggio Luciano. Infine, la partecipa-
zione alle nozze di Rimi Natale (figlio del
1947: arrestato dai carabinieri di Bi- capo mafia di Alcamo, Rimi Vincenzo), alle
sacquino quale sospetto autore dell'omici- quali furono presenti noti esponenti della
dio in persona di Arnone Giovanni; malavita isolana, conferma, se ce ne fosse
1498: posto in libert perch venuti bisogno, la sua appartenenza al sodalizio cri-
meno gli indizi di reit per l'omicidio di cui minoso facente capo alla sua famiglia.
sopra; Rinviato a giudizio dal giudice istrutto-
re del tribunale di Palermo, la corte di as-
1952: il giudice istruttore del tribu-
sise di Catanzaro lo condanna ad anni 6 di
nale di Palermo dichiara non doversi pro-
reclusione per associazione a delinquere
cedere nei suoi confronti relativamente al-
aggravata (il pubblico ministero aveva chie-
l'omicidio di Arnone Giovanni, avendo agito
sto la condanna a 7 anni); dispone la li-
in stato di legittima difesa;
bert vigilata a pena espiata ed il pagamen-
1952: il tribunale di Palermo dispone to in solido delle spese processuali e di
il suo ricovero in manicomio; quelle della propria custodia preventiva.
1958: il tribunale di Palermo lo as- Anche Greco Nicola stato giudicato e
condannato in contumacia ed tuttora la-
solve per insufficienza di prove dal reato di
titante.
lesioni colpose;
1960: fermato dalla squadra mobile
di Palermo per indagini di polizia giudizia- d) Greco Paolo fu Pietro, nato nel 1931.
ria perch sorpreso armato di pistola a
bordo di autovettura in compagnia dei pre- il pi giovane dei fratelli dell'inge-
giudicati Cal Giuseppe e Vitrano Arturo; gnere e viene indicato dai carabinieri della
147
Atti Parlamentari Senato della Repubblica

V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

zona di sua residenza come collaboratore di- naio 1962 cos scrive al commissariato di
retto di Salvatore nella esecuzione delle pubblica sicurezza Orto Botannico: ...
azioni delittuose. di buona condotta in genere senza prece-
Commerciante in agrumi, in prevalenza denti e pendenze penali ed immune da pre-
sulla piazza di Torino, ove spesso si recava, cedenti psicopatologici; pertanto, nulla-osta
era anche interessato alla conduzione del- da parte di questo comando alla concessione
l'ISCA ed alla vendita del concime per conto della licenza per il porto di fucile .
del Consorzio agrario di Palermo. Nella medesima circostanza, con lettera
Elemento molto astuto, ha usato come del dottor Umberto Madia, cos si esprime
falso scopo i suoi impegni lavorativi, evitan- il commissariato di pubblica sicurezza:
do accuratamente di lasciare traccia delle ...Si fa presente che il Greco, commercian-
sue malefatte, anche se la sua sola apparte- te in agrumi, risulta di buona condotta in
nenza alla famiglia Greco avrebbe dovuto genere e senza precedenti o pendenze penali
attirare su di lui l'attenzione costante delle agli atti di questo ufficio. Il predetto non
forze di polizia. risulta affiliato alla mafia o ad associazione
Viceversa, il comandante della stazione di carattere criminoso e non ritenuto ca-
carabinieri competente per territorio ha pace di favorire fuorilegge e di abusare del-
sempre espresso parere favorevole alle istan- l'arma. Pertanto, su parere conforme espres-
ze del Greco Paolo intese ad ottenere la con- so dall'Arma di Brancaccio, nulla osta da
cessione del passaporto e del porto di fu- parte di questo ufficio all'accoglimento del-
cile. l'istanza .
In data 1 marzo 1957 il commissariato Il commissariato di pubblica sicurezza
di pubblica sicurezza Orto Botannico di Pa- Orto Botannico, nell'esprimere il parere fa-
lermo inviava, invece, alla locale questura vorevole, ha evidentemente trascurato di
la seguente nota: ...Si trasmette l'unita do- tenere presente la missiva inviata alla que-
cumentata istanza con la quale la persona stura nel 1957: allora il Greco Paolo era
in oggetto chiede il rinnovo del porto di fu- affiliato alla mafia di Ciaculli , mentre nel
cile, significando che lo stesso ritenuto af- 1962 non risulta affiliato alla mafia o ad
filiato alla mafia di Ciaculli... e con suc- associazioni di carattere criminoso .
cessiva comunicazione del 17 maggio 1957, I carabinieri di Brancaccio esprimono
ribadisce: I congiunti della persona in og- costantemente parere favorevole dimostran-
getto furono a suo tempo uccisi a causa do, cos, di conoscere poco o niente i cit-
della loro affiliazione alla mafia per la con- tadini residenti nel proprio territorio e sol-
tesa del predominio di quella zona. I fatti tanto nel 1963 modificano sostanzialmente
di sangue di cui si fatto cenno, ai quali il loro giudizio, come si evince dalla scheda
ne erano preceduti altri, sono stati seguiti informativa da essi redatta: ...Lo stesso,
da una catena di omicidi che culminarono fino a qualche anno addietro, era ritenuto
I'll aprile 1956 con l'uccisione di Francesco elemento innocuo ma dalle indagini espe-
Greco fu Giacomo. Per quanto precede e rite ed informazioni riservate assunte, si ri-
poich il Greco Paolo ritenuto capace di tiene che lo stesso abbia collaborato unita-
abusare dell'arma, questo ufficio conferma mente ai fratelli nelle azioni delittuose veri-
il parere contrario gi espresso per il rin- ficatesi negli ultimi tempi... .
novo del permesso del porto di fucile . Ed ancora: Oltre al fatto che la voce
Sulla base di questo giudizio il questore pubblica lo addita mafioso, sta il fatto che
di Palermo non accoglie l'istanza del Greco appartiene alla famiglia Greco .
Paolo, per motivi di pubblica sicurezza . necessario premettere che alla base di
Ad una nuova richiesta di rinnovo del queste affermazioni stanno due elementi di
porto d'armi il comandante della stazione notevole gravit: l'arresto di Paolo, in data
dei carabinieri di Palermo-Brancaccio, ma- 29 marzo 1963, perch trovato in possesso
resciallo Antonio Alampi, in data 23 gen- di una rivoltella Smith & Wesson calibro 38
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

con numerosi proiettili sia nel tamburo che Unitamente al fratello Francesco, Greco
nelle tasche, e la denuncia da parte dei ca- Paolo si era gi messo in luce nel 1939 in
rabinieri per associazione per delinquere ed occasione dell'omicidio di Giuseppe Greco,
altro. figlio del tenente .
La questura, ritornando sulle antiche po- Come noto, il processo a loro carico
sizioni del 1957, provvide perci a revocare si concluse, in primo grado, nel maggio del
il porto di fucile. Il commissariato di pub- 1942, con sentenza di condanna nei con-
blica sicurezza Orto Botannico lo propone fronti dei predetti Greco, nonch di Salva-
inoltre per la diffida ai sensi dell'articolo 1 tore Pace e di Giovanni Spuches, loro cor-
della legge 27 dicembre 1956, n. 1423. rei. significativo al riguardo il giudizio
La denuncia del 1963 da parte dei cara- espresso dall'allora prefetto di Palermo,
binieri e della squadra mobile di Palermo dottor Marino: ...La sentenza di condan-
ha relazione con i gravissimi delitti che si na ha prodotto buona impressione nel pub-
verificarono in quell'anno ed ai quali il Gre- blico e specialmente nell'ambiente della
co Paolo non fu ritenuto estraneo. Anche il borgata Giardini ove l'efferato delitto in
suo nome, infatti, stato rilevato nelle agen- persona del giovane studente Greco Giu-
de di Calcedonio Di Pisa e di Riina Giacomo. seppe, assai stimato per la sua correttezza
Nel giugno del 1963 il giudice istruttore e docile carattere, aveva prodotto una seria
del tribunale di Palermo emette mandato costernazione per la pericolosit e malva-
di cattura anche a suo carico, provvedi- git degli assassini... .
mento che rimane per ineseguito poich
Dei due fratelli Greco, Francesco muore
il Greco Paolo si rende irreperibile fin dai
in carcere nel 1943; Paolo, invece, incontra
tempi della scomparsa di La Barbera Sal-
diversa e migliore sorte: nel volgere di
vatore per sottrarsi alle indagini della po-
pochi anni egli ritorna libero cittadino per-
lizia.
ch, con decreto del 12 maggio 1947 il Mi-
Rinviato a giudizio dallo stesso giudice nistero di grazia e giustizia gli concede la
istruttore, viene giudicato dalla corte di as-
libert condizionale dopo la sentenza di con-
sise di Catanzaro che, in data 22 dicembre
danna a 16 anni di reclusione per correi-
1968, lo assolve disponendo la revoca del
t in omicidio emessa dalla corte di as-
mandato di cattura. Il pubblico ministero
sise di Trapani, nel maggio dell'anno prece-
aveva chiesto nei suoi confronti la con-
dente.
danna a 7 anni di reclusione per associazio-
ne a delinquere aggravata. Egli, infatti, condannato in primo gra-
Naturalmente anche il Greco Paolo, cos do dalla corte di assise di Palermo, propo-
come gli altri congiunti dei quali si gi se ricorso per Cassazione avverso la sen-
detto, stato giudicato in contumacia. tenza e dalla Suprema corte fu rinviato al
Bench assolto, non si pi fatto vedere giudizio della corte di assise di Trapani che
a Palermo e ci fa presumere che egli si ridusse la pena originaria di anni 30 a
trovi in compagnia dei suoi congiunti tut- quasi la met.
tora latitanti. La concessione della libert condizio-
nata ha, per cos dire, un seguito.
Il giudice di sorveglianza, su richiesta
e) Greco Paolo fu Giuseppe. di Paolo Greco, gli concede il permesso di
rientrare a domicilio alle ore 22,30 anzich
fratello di Greco Salvatore, inteso alle ore 20 e, dopo soli tre anni dal provve-
ciaschiteddu . dimento del Ministero di grazia e giustizia,
Secondo i carabinieri della stazione Bran- con decreto del 3 novembre 1950, fu revo-
caccio, competente territorialmente sulla cata la misura di sicurezza ritenuto che,
borgata Ciaculli, anche costui ha fatto ripresa in esame la condizione dello stesso,
parte di quella cosca mafiosa. risulta essere cessata in lui la pericolosit
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sociale, per come infatti affermano i cara- colosit, nel settembre del 1963, venne dif-
binieri del suo mandamento . fidato dalla questura di Palermo che, per,
Non si pu non osservare che tale de- non fu in grado di notificargli subito il
cisione stata adottata ignorando o sotto- provvedimento, perch nel frattempo egli
valutando i precedenti penali del Paolo si era recato a Torino.
Greco e dei suoi congiunti, nonch la loro Veniva diffidato il 12 novembre succes-
inequivocabile appartenenza all'alta mafia sivo dopo essere stato rimpatriato a Paler-
di Ciaculli; se non altro bisognava tenere mo con provvedimento adottato dal que-
presente che negli anni precedenti, proprio store di Torino.
in quel determinato ambiente mafioso, era- A tal proposito, la prefettura della citt
no maturati numerosi gravi fatti di sangue. piemontese cos scrive: ...Durante la sua
D'altra parte il procedimento penale, saltuaria permanenza in questo capoluogo,
relativo al giovane Greco, non costituiva il simulando apparentemente una attivit
primo incontro di Paolo con l'autorit giu- commerciale presso i mercati generali, in
diziaria. effetti teneva frequenti contatti con pre-
Nel 1937, infatti, era stato denunziato in giudicati di origine siciliana e con elementi
stato di arresto per porto abusivo di rivol- della malavita locale .
tella, tentata violazione di domicilio e mi- Proposto per l'applicazione della sorve-
naccia a mano armata. glianza speciale con l'obbligo di soggiorno
Il tribunale di Palermo lo assolse per in un determinato comune, nel settembre
insufficienza di prove dopo due mesi di del 1965 il tribunale di Palermo ha emesso
detenzione. nei suoi confronti ordinanza di custodia
Nel 1944 era stato condannato dalla corte precauzionale, non eseguita perch nel frat-
di appello di Catania alla pena di un anno tempo il Greco si reso irreperibile. Co-
di reclusione per evasione in massa; nel- stituitosi, nel novembre successivo, veniva
l'anno successivo veniva amnistiato. inviato al soggiorno obbligato per 4 anni
Nel 1948 il nucleo mobile carabinieri nel comune di Arquata del Tronto (Ascoli
di Palermo lo denunciava in stato d'arre- Piceno) e trasferito, poi, nel comune di
sto per detenzione di armi da guerra. Fiortano Modenese. Rimase in detto centro
Nel 1954 la squadra mobile di Palermo solo 4 mesi perch nel novembre del 1966
lo denunciava in stato di arresto per se- veniva ricoverato all'Ospedale Maggiore di
questro di persona a scopo di estorsione; Bologna e, successivamente, nella casa di
la sezione istruttoria della corte di appello cura Madre Fortunata della stessa citt,
di Palermo lo proscioglieva per mancanza ove decedeva il 20 febbraio del 1967 per
di indizi. ipertensione maligna .
Successivamente, nel 1960, trovato in Dall'esame dei precedenti penali ripor-
possesso di una patente di guida rilasciata tati e per la condotta mantenuta in Sicilia
dalla prefettura di Napoli con timbri pa- e fuori, il Greco Paolo doveva essere con-
lesemente falsi, veniva denunciato dalla siderato un elemento abbastanza impor-
squadra mobile di Palermo e tratto in ar- tante sul piano delinquenziale, anche se
resto dai carabinieri di Brancaccio in ese- non risult direttamente implicato nella
cuzione di un mandato di cattura. cruenta lotta delle cosche mafiose palermi-
Le indagini, condotte dalla polizia giu- tane.
diziaria in occasione dell'esplosione delin-
quenziale registrata a Palermo negli anni
1962-63, non evidenziarono sue responsabi- f) Greco Giuseppe e Greco Giovanni fu
lit penali per cui il Greco Paolo non figur Giuseppe.
tra le persone denunciate.
Tuttavia, in considerazione dei suoi pre- Sono entrambi elementi minori della
cedenti penali e della sua potenziale peri- famiglia Greco.
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

Dopo un espatrio clandestino ed una latitanza del fratello Salvatore e dei cu-
permanenza di qualche mese in America, gini. D'altra parte, n la polizia n l'auto-
nel 1950 Giuseppe Greco fu rimpatriato rit giudiziaria erano riuscite a provare
dalle autorit consolari e non fece pi par- loro responsabilit penali in ordine ai vari
lare di se; in seguito rimase nell'ombra reati attribuiti ai congiunti e dei quali si
anche in occasione dei conflitti mafiosi dei prima diffusamente parlato.
quali furono protagonisti il fratello Salva- Greco Giovanni, per la verit, ancora
tore ciaschiteddu ed i cugini. meno esposto del fratello Giuseppe, anche
Anche egli, per, nel 1963 fu diffidato perch da qualche anno si trasferito a
dalla questura di Palermo perch sospet- Bologna con la propria famiglia, citt ove
tato di assistere e favorire i suoi congiunti cura la vendita degli agrumi in quei mer-
resisi irreperibili per eludere le indagini cati generali, coadiuvato saltuariamente dal
della polizia giudiziaria. fratello Giuseppe. Per la sua attivit com-
Il provvedimento gli fu notificato a se- merciale si appoggiava alla ditta Di Gior-
guito della sua presentazione spontanea alla gio ed operava anche quale corrispondente
questura palermitana dopo un breve pe- di diversi esportatori palermitani.
riodo di latitanza. Sia Giuseppe sia Giovanni Greco non
Nel settembre del 1965, in considera- vennero menzionati nei rapporti, cos detti
zione alla sua persistente pericolosit so- dei 37 e dei 54, redatti dalla squadra mobile
ciale, in quanto ritenuto uno dei principali
e dal nucleo carabinieri di polizia giudizia-
favoreggiatori del fratello e dei cugini, allo
ria di Palermo.
scopo di allontanarlo dall'ambiente, la que-
stura lo propose unitamente al fratello Gio- I loro precedenti penali sono:
vanni, per la sorveglianza speciale con l'ob-
bligo di soggiorno in un comune lontano Giuseppe: 1953: mesi quattro di arre-
dall'isola. Venne tratto in arresto dopo po- sto e lire 20.000 di ammenda per espatrio
chi giorni insieme al fratello, ma il tribu- clandestino. Pena sospesa e non menzione.
nale non accolse la proposta e decret il
1969: denunciato dalla guardia di fi-
non luogo alla misura di prevenzione della
nanza per infrazione alla legge finanziaria
sorveglianza speciale di pubblica sicurezza.
(decreto del Presidente della Repubblica
Tale provvedimento stato adottato in
29 gennaio 1958, n. 645). Pende giudizio
quanto non vennero rappresentati elementi
presso il tribunale di Palermo.
a loro carico tali da far ritenere con tutta
certezza che essi potessero aver favorito la Giovanni , invece, incensurato.
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IV - CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

Da tutti gli elementi fin qui esaminati di Palermo negli anni a cavallo del 1960:
appare evidente che la potenza dei Greco, esempio classico di mafia, per cos dire,
non soltanto nelle borgate di Ciaculli e conservatrice, legata a certe regole tradi-
Giardini o nella stessa Palermo, ma anche zionali di stile mafioso, la grande famiglia
nelle altre citt d'Italia ed all'estero, si si opposta vivacemente alle pretese di
potuta consolidare grazie ai rapporti con una delinquenza giovane infiltratasi nel-
le cosche mafiose siciliane ed altre. le file della mafia tradizionale anche per
La disponibilit di enormi somme di dare nuova linfa alle cosche del triangolo
denaro, ricavata sia dal contrabbando dei Palermo-Trapani-Agrigento, ma che tenta
tabacchi e delle droghe sia dal commercio ora di imporre il suo predominio nell'am-
pio contesto della mafia palermitana con
lecito degli agrumi, costituisce la creden-
la violenza aperta e sistematica.
ziale pi valida per un sodalizio mafioso
ed la chiave che apre tutte le porte. L'episodio che dette il via al sanguinoso
regolamento di conti del 1962-63 noto e
Anche se il potere dei Greco pu essere
sar comunque esaminato pi oltre: l'ope-
inquadrato come un fatto ereditario, non
razione di contrabbando concertata fra i
vi dubbio che la spregiudicata risolutezza
gruppi mafiosi (dei quali facevano parte
dei membri maggiori del clan continua ad
tanto i Greco quanto i La Barbera) per in-
essere il loro punto di forza. Infatti, senza
trodurre droga negli Stati Uniti sub una
la sicurezza economica da una parte e la
improvvisa battuta di arresto per un pre-
stretta alleanza con i vari ambienti della sunto illecito comportamento di Calcedo-
malavita nazionale ed internazionale dal- nio Di Pisa, contrabbandiere prescelto come
l'altra, difficilmente un latitante riesce a corriere ed appartenente al gruppo di
sottrarsi per cos lungo tempo alla giusti- Cesare Manzella, capo mafia di Cinisi e Ter-
zia. E tutti i Greco colpiti da mandato di rasini, alleato dei Greco di Ciaculli. La
cattura sono, da oltre 7 anni, latitanti. A droga la principale e pi lucrosa fonte
Palermo continuano ad essere intocca- di guadagno della mafia, quella che collega
bili per il terrore che il loro nome incute la delinquenza siciliana alle varie organiz-
e per la protezione di cui godono grazie zazioni criminose internazionali e soprat-
anche al patriarca Greco Giuseppe, det- tutto alla mafia americana. Era naturale,
to Piddu il tenente . quindi, che l'incidente dovesse preoccu-
Fuori Palermo e fuori dell'Italia man- pare non poco la mafia palermitana: il com-
tengono posizioni di primo piano negli am- portamento del Di Pisa fu esaminato dai
bienti del contrabbando internazionale. maggiori esponenti dei gruppi mafiosi che
Come sar pi ampiamente specificato riuniti collegialmente (era presente anche
nei capitoli successivi, il clan dei Greco ha Salvatore La Barbera) ritennero di sopras-
rappresentato uno dei due poli (l'altro fa sedere alla sua condanna. Tale decisione
capo ai La Barbera) del contrasto violento non fu per accettata dai fratelli La Bar-
e clamoroso che ha insanguinato la citt bera che, pi degli altri, si ritenevano lesi
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

finanziariamente. Decisero, quindi, di agire loro dovere, sette appartenenti alle forze
da soli e decretarono cos la morte del Di dell'ordine.
Pisa, effettivamente ucciso la sera del 26 Il risultato di tale cruenta lotta fu la
dicembre 1962. eliminazione di quasi tutti gli elementi del
L'iniziativa dei La Barbera fu conside- gruppo dei La Barbera e gli scampati, ri-
rata una vera e propria sfida all'autorit masti isolati e non protetti, finirono per
degli altri capi mafia che, per non soccom- cadere nelle mani della giustizia.
bere moralmente e materialmente, decisero Tutti gli altri, tra cui innanzi tutto il
a loro volta di vendicarsi eliminando Salva- Greco, poterono invece godere dell'aiuto
tore La Barbera, ritenuto il maggiore re- dell'organizzazione mafiosa, sfuggendo ai
sponsabile della morte del Di Pisa. Da qui rigori della legge grazie all'omert ed alla
la lunga catena di delitti ed atti terrori- capillarit delle ramificazioni mafiose, che
stici che culmin con la strage di Ciaculli consentirono e consentono tuttora cos lun-
nella quale perirono, nell'adempimento del ghi periodi di latitanza.
2. I FRATELLI LA BARBERA
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

I. - I PRECEDENTI DI ANGELO E SALVATORE LA BARBERA

Salvatore La Barbera, nato a Palermo di furto di bovini da lui perpetrato nella


il 20 aprile 1922, figlio primogenito del contrada Martini, ma l'episodio nel com-
pregiudicato Luigi, nel 1940 viene denun- plesso rimase oscuro;
ciato, in stato di arresto, dall'Arma di Pal-
Angelo denunciato per rissa e furti
lavicino, per correit nella minaccia a mano
e nel settembre colpito da mandato di
armata in persona della guardia giurata
cattura spiccato dal giudice istruttore del
Luppino Domenico e favoreggiamento per-
tribunale di Palermo perch imputato di
sonale.
associazione per delinquere.
Questo episodio, per il momento iso-
lato, segna il suo debutto nell'onorata Nel successivo anno 1946 la corte di
societ. appello di Palermo condanna Salvatore alla
Di condizioni economiche modeste, vie- reclusione di 3 anni e alla multa di lire 10
ne descritto come elemento affatto amante mila per furto aggravato: la pena con-
del lavoro e trascorre il suo tempo nel- donata.
l'ozio e nel vagabondaggio, mantenendo Il 1947 vede ancora i fratelli La Bar-
stretti rapporti con pregiudicati ed indivi- bera protagonisti di altri delitti:
dui della mafia del luogo e di alcuni rioni
Angelo denunziato, in stato di irre-
di Palermo Molo e Castellammare.
peribilit, per furto aggravato continuato
Nel 1942 anche Angelo La Barbera, nato in danno di Grillo Nunzio. Il giudice istrut-
a Palermo il 3 luglio 1924, inizia la sua car- tore spicca mandato di cattura che revo-
riera criminosa con una denuncia a suo cher nel 1948 per proscioglimento dell'im-
carico per violenza carnale aggravata: il putato. Inoltre, nel febbraio dello stesso
tribunale per i minorenni di Palermo gli anno fermato dalla questura di Roma,
concede la libert provvisoria. rimpatriato con foglio di via obbligatorio e
Il padre instrada Salvatore verso i de- diffidato ai sensi dell'articolo 157 della legge
litti contro il patrimonio e nel 1943 con- di pubblica sicurezza;
corre con lui nel furto aggravato in danno
delle sorelle Enea. Vengono entrambi de- Salvatore denunciato in stato di
nunciati. Nei disordini popolari del 12 mag- irreperibilit, dall'Arma di Partanna Mon-
gio dello stesso anno, sono per distrutti gli dello, quale autore di pubblica intimida-
atti e i registri della locale pretura e per- zione col mezzo di materia esplodente
tanto si perde ogni traccia degli esiti pro- (bomba a mano), in concorso con uno sco-
cessuali a loro carico. nosciuto ai danni di Tiriolo Salvatore da
Nei due anni che seguono non si hanno Villabate.
notizie sull'attivit criminosa dei fratelli La La condotta agitata di Salvatore va-
Barbera, che tuttavia gi nel 1945 registra gliata finalmente dal questore di Palermo
alcuni episodi significativi: che, nel luglio del 1948, lo denuncia alla
Salvatore riporta una ferita da arma commissione provinciale per i provvedi-
da fuoco ad opera di ignoti; il movente del menti di polizia, per l'ammonizione sicco-
ferimento dovrebbe cercarsi in un tentativo me ozioso, sospetto di vivere con il ricavato
156
Atti Parlamentari Senato della Repubblica

V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

di azioni delittuose e socialmente perico- corso di Salvatore, riducendo la durata del


loso . Viene pertanto sottoposto ai vincoli confino a 14 mesi.
dell'ammonizione per 2 anni, ma questa Nello stesso anno il tribunale di Paler-
misura si dimostra inefficace nei suoi ri- mo condanna Angelo La Barbera a due anni
guardi come pu dedursi dai fatto che nel- di reclusione, oltre alle spese, per oltraggio
l'aprile del 1949 Salvatore denunziato in a pubblico ufficiale. La pena condonata.
stato di arresto dalla squadra di polizia Nel 1952 il tribunale di Palermo con-
giudiziaria del gruppo interno dei carabi- danna Salvatore a due mesi di reclusione e
nieri di Palermo, quale responsabile di ten- alla multa di lire 4.000 per porto abusivo
tato omicidio in persona di Viscuso Angelo, di arma da fuoco.
porto abusivo di rivoltella e omessa denun- Nello stesso anno il pretore di Palermo
cia della stessa, nonch di contravvenzione condanna Angelo a sei mesi di arresto e a
ai vincoli dell'ammonizione. lire 2.000 di ammenda per porto abusivo di
In seguito a questo nuovo episodio, la rivoltella (la pena stata condonata in sede
stazione dei carabinieri di Partanna Mon- di appello dal tribunale di Palermo nel
dello propone Salvatore per il confino di 1953).
polizia, date le condanne riportate, la vita Quanto all'attivit economica e alla si-
che conduce, il suo carattere violento, l'ap- tuazione patrimoniale dei due fratelli, nel
partenenza alla mafia, le pessime compa- 1939 essi risultavano nullatenenti e man-
gnie che frequenta ed infine la sua procli- tenuti dal padre Luigi, il quale esercitava
vit a delinquere. il commercio di legna da ardere.
Risulta all'ufficio proponente che il La Nel periodo bellico la famiglia La Bar-
Barbera ha estorto ad alcuni proprietari di bera versa in condizioni economiche disa-
villini molto denaro, promettendo loro la giate, tanto che nel 1942 risultano messi
"guardianeria" degli edifici, che nel periodo all'asta due terreni di circa un ettaro e
invernale rimangono disabitati, e che i pro- mezzo ciascuno di propriet di Salvatore,
prietari, nel timore di ricevere gravi danni, per soddisfare crediti della esattoria di
si sono sottoposti ai voleri di Salvatore ed Altofonte.
hanno sborsato somme variabili dalle tre Nel 1944 venduto un'altro piccolo ap-
alle quattro mila lire mensili per ogni vil- pezzamento di cui proprietario, per il 50
lino. Da fonte confidenziale risulta inoltre per cento, Salvatore. Nel 1946 venduto
che il La Barbera sia stato anche autore all'asta un appartamento del valore di lire
di lettere minatorie: le vittime, per tema di 276.166, limitatamente alla met in cui
rappresaglie, hanno sborsato il danaro sen- proprietario Salvatore.
za denunciare i fatti . Non risulta come i beni suddetti siano
Il 21 settembre 1949 la commissione pervenuti all'interessato.
provinciale per i provvedimenti di polizia Da questo periodo la famiglia si ri-
delibera l'assegnazione di Salvatore al con- prende lentamente.
fino per un periodo di anni due. Il confinato Il padre Luigi estende il suo commercio
propone ricorso. Alle autorit competenti di legna da ardere e diventa fornitore del
il Ministero dell'interno chiede un parere battaglione mobile della legione territoriale
circa l'accoglimento del ricorso. Interpel- dei carabinieri di Palermo dal maggio 1946
lato, il comandante del comando forze re- fino al 1948.
pressione banditismo in Sicilia, colonnello Appare strano come il comando non
Ugo Luca, si astiene dall'esprimere tale pa- abbia esaminato i precedenti del La Bar-
rere, non avendo specifici elementi atti a bera prima di concedergli la fornitura.
dimostrare la sua pericolosit nei confronti Nel 1949 Angelo riceve per testamento
della lotta contro il banditismo . una quota indivisa della nuda propriet dei
Il 16 giugno 1950 la commissione cen- beni mobili ed immobili della defunta La
trale di appello accoglie parzialmente il ri- Barbera Antonina; il valore irrisorio.
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

IL - IL PERIODO DELL'ASCESA

Nel 1952, come si dir pi ampiamente ad un qualsiasi provvedimento di polizia


in seguito, la mafia cittadina, presumibil- che produrrebbe in pubblico una favorevole
mente organizzata per rioni e borgate, su- impressione.
bisce una violenta frattura in seguito alla La commissione provinciale per i prov-
uccisione di Ricciardi Eugenio, candidato a vedimenti di polizia ritenuto che nel
capo mafia. Angelo La Barbera, che si tro- complesso dei fatti non si ravvisano gli
vava in auto con la vittima al momento del estremi per l'assegnazione al confino, ma
crimine, denunciato dalla squadra mo- riconosciuta la necessit di sottoporre l'ope-
bile di Palermo, insieme con Galatolo Gae- rato del La Barbera ad assidua sorveglianza
tano, Galatolo Giovanni e Giglio Giuseppe, da parte degli agenti di pubblica sicurezza ,
per omicidio aggravato. Mentre il La Bar- il 20 aprile 1955 delibera che sia sottoposto
bera viene prosciolto in sede istruttoria per soltanto ai vincoli dell'ammonizione per
mancanza di indizi, gli altri imputati ven- anni due.
gono assolti per insufficienza di prove. Angelo fa istanza al questore di Paler-
Il 17 aprile 1954, in una via del centro, mo perch gli sia concesso di rientrare al
Angelo La Barbera oggetto di un atten- domicilio alle ore 22 anzich alle ore 20,
tato. Ferito soltanto ad una gamba, si rende a causa del particolare genere di lavoro che
irreperibile per alcuni giorni finch, il 29 svolge (forniture di materiale da costru-
dello stesso mese, denuncia il fatto alla zione) e di incontrarsi con i soci La Barbera
questura. Salvatore e Porcelli Bartolo.
Nel corso degli interrogatori dichiara di Con una incoerenza degna di nota, con-
essere stato ferito casualmente durante una siderato il giudizio di pericolosit espresso
sparatoria tra ignoti, mentre si trovava di dalla questura nei confronti di Salvatore
passaggio per una via della citt. Gli autori La Barbera, il questore Foresta concede la
dell'attentato rimangono pertanto scono- autorizzazione, disponendo una opportuna
sciuti. vigilanza.
Nel marzo dell'anno successivo, la que- Il nulla osta viene rinnovato regolar-
stura di Palermo, venuta a conoscenza per mente ogni mese fino al marzo 1956.
notizia fiduciaria di assoluta sicurezza che Per una piena valutazione dell'insensi-
Angelo La Barbera poteva avere avuto inte- bilit dimostrata dalla questura nei con-
resse nei fatti di sangue verificatisi in quel fronti di Angelo La Barbera si osserva quan-
periodo, lo propone alla commissione pro- to segue:
vinciale per i provvedimenti di polizia, per
il nulla osta permette all'ammonito
l'assegnazione al confino per un periodo
di mantenere regolare rapporti con la cosca
della durata massima prevista dalle leggi
cui affiliato, attraverso frequenti contatti
vigenti onde evitare un ulteriore spar-
con il Porcelli che ne il capo;
gimento di sangue .
Anche il comandante della compagnia la societ di trasporto di materiale
carabinieri di Palermo interna esprime la edilizio, pur essendo di modeste dimen-
necessit che il La Barbera sia sottoposto sioni, costituisce evidentemente lo schermo
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per le attivit illecite svolte nell'isola e nel- effettive di ravvedimento ed in considera-


l'Italia centrale; zione che per la sua condotta, sussistono
i motivi di pericolosit per i quali stato
Salvatore La Barbera, oltre ad essere
sottoposto a detto provvedimento .
fratello dell'ammonito, soprattutto un ele-
In evidente contrasto con quanto affer-
mento pericoloso. Egli, infatti, gi nel 1953
mato dalla commissione provinciale, il que-
stato proposto dal questore di Palermo
store di Palermo autorizza per ancora re-
per il confino. La commissione provinciale
golarmente Salvatore a rientrare al domi-
per i provvedimenti di polizia delibera in-
cilio alle ore 22.
vece il non luogo al confino del prevenuto,
Nel 1956 Angelo La Barbera fa istanza
ritenendo sufficiente sottoporlo ai vincoli
al prefetto di Palermo perch voglia pro-
dell'ammonizione per due anni. Il questore
muovere la revoca del provvedimento di
Foresta lo autorizza, di mese in mese, senza
ammonizione per il tempo che gli rimane
eccezione, a rientrare alle ore 22 dato il
da scontare. In conformit con il parere
genere di lavoro svolto dall'ammonito.
negativo del questore, la commissione pro-
singolare che a seguito di una richie- vinciale per i provvedimenti di polizia ri-
sta di proscioglimento da ogni vincolo avan- getta l'istanza. Ma qualche mese dopo An-
zata da Salvatore La Barbera, il dirigente gelo La Barbera prosciolto da ogni vin-
del commissariato di pubblica sicurezza di colo in seguito alla sentenza n. 11 del 19
Resuttana Colli, dottor Vincenzo Vicari, giugno 1956 della Corte costituzionale che
abbia espresso parere favorevole nella dichiara l'illegittimit delle limitazioni della
convinzione che un gesto di clemenza possa libert personale per effetto di provvedi-
favorire utilmente chiunque intenda riadat- menti degli organi di polizia.
tarsi a vita onesta . Ci nonostante, nell'agosto dello stesso
Anche il questore di Palermo, dottor Fo- anno il questore di Palermo ripropone An-
resta, esprime parere favorevole ma la com- gelo per il confino di polizia. La commis-
missione provinciale per i provvedimenti di sione, ritenuto che trattasi di individuo
polizia rigetta l'istanza. pericoloso per la sicurezza pubblica perch
Nel successivo 1955 Salvatore rinnova la facente parte di associazione criminosa, de-
domanda di proscioglimento. Ancora una dito ai delitti contro il patrimonio e la per-
volta il commissariato di Resuttana Colli sona , lo assegna al confino di polizia per
ritiene che, essendosi il La Barbera dedi- due anni e gli concede un sussidio giorna-
cato durante il gi sofferto anno esclusiva- liero perch versa in misere condizioni eco-
mente ad onesto lavoro, il provvedimento nomiche e non in grado di mantenersi al
adottato nei suoi confronti sia valso a con- confino con mezzi propri .
durlo sulla via del ravvedimento . Il provvedimento convalidato con de-
Uguale parere favorevole esprimono il creto del presidente del tribunale di Pa-
questore dottor Foresta ed il capitano Stel- lermo.
vio De Palma, comandante della compagnia Angelo propone ricorso, e nel frattempo
dei carabinieri di Palermo interna. chiede ed ottiene frequenti licenze per im-
Si deve rilevare che l'atteggiamento be- minente pericolo di vita della madre. La
nevolo delle autorit quanto meno inspie- corte di appello di Palermo, riformando par-
gabile, dal momento che esse sono a cono- zialmente il decreto del tribunale, dispone
scenza di nuovi elementi relativi all'attivit il trasferimento di Angelo da Montemileto
criminosa del sodalizio La Barbera Angelo- (Avellino) ad Alberobello (Bari). Insoddi-
Porcelli Bartolo-Cordone e Carollo, cui non sfatto della nuova sede, il confinato chiede
certamente estraneo Salvatore. ed ottiene di essere inviato ad Ustica da
L'istanza comunque ancora una volta dove rivolge istanza perch la misura di si-
rigettata dalla competente commissione per- curezza gli sia commutata in sorveglianza
ch il La Barbera non ha dato prove speciale, per ragioni di salute. Il commis-
159
Atti Parlamentari Senato della Repubblica

V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

sariato di pubblica sicurezza di Ustica anno diffidato anche Salvatore perch


esprime parere favorevole, motivandolo sia pregiudicato per minaccia a mano armata,
con la necessit del La Barbera di essere favoreggiamento personale, furto con de-
sottoposto a cure mediche specialistiche, im- strezza, pubblica intimidazione con mate-
possibili da effettuare in Ustica, sia perch riale esplosivo, porto abusivo di rivoltella
la condotta mantenuta dallo stesso du- ed omessa denuncia, tentato omicidio, ex
rante il suo breve soggiorno obbligato confinato ed ex ammonito e pertanto pro-
stata tale da far sorgere la speranza che clive a delinquere . Va inoltre aggiunto che
egli intendeva avviarsi sulla via del ravve- nel 1957 il giudice istruttore del tribunale
dimento . di Palermo ha emesso mandato di cattura
Mentre l'istanza sottoposta al vaglio nei suoi confronti per l'imputazione di ten-
delle autorit competenti, il La Barbera ot- tato omicidio e lesioni in danno di Rosano
tiene una nuova licenza per motivi di sa- Giovanni e Antonio, revocandolo nel 1958
lute della madre e, accampando disturbi di per insufficienza di prove.
ogni genere, tali da impedirgli di affrontare del 1 dicembre 1959 una istanza dei
il viaggio, rimane a Palermo per ben quat- due fratelli al questore di Palermo, dottor
tro mesi. proprio durante la convale- Jacovacci, che si ritiene opportuno ripor-
scenza che gli viene notificata la sentenza tare per esteso:
della Corte di cassazione che annulla il prov-
...Essendo venuti a conoscenza che
vedimento emesso dalla corte di appello di
presso il comune di Palermo stata appesa
Palermo, rinviando il processo per un nuovo
una diffida nei nostri riguardi, teniamo a
esame alla stessa corte. Con decreto di que-
far conoscere alla S.V. Ill.ma che da molto
sta, Angelo sottoposto alla misura della
tempo svolgiamo un lavoro di forniture per
sorveglianza speciale di pubblica sicurezza
costruzioni edili e che siamo forniti di tutte
per quattro anni, con decorrenza dal 26
le attrezzature necessarie per tale lavoro.
agosto 1956.
Con la suddetta diffida, pur lavorando one-
Egli rivolge una nuova istanza diretta ad
stamente e svolgendo una attivit control-
ottenere il permesso di rientrare a domi-
labilissima, ci troviamo nelle condizioni di
cilio alle ore 22 per motivi di lavoro e la
non poter lavorare con serenit, perch si
corte di appello, su parere favorevole della
capisce palesemente, c' della gente che ci
questura, concede il nulla osta. Chiede ed
vuole del male e siamo costretti ad andare
ottiene di effettuare cure termali a Messina
all'estero per poter lavorare con tranquil-
per un periodo di 15 giorni ed inoltre
lit, avendo da sostenere le nostre famiglie.
autorizzato a recarsi a Roma dove la sua
Per le suddette ragioni preghiamo la
societ edilizia ha degli interessi.
S.V. IlLma di volerci agevolare per il rila-
A brevissima distanza di tempo la Corte
scio del passaporto, avendo presentato i do-
di cassazione con sentenza del 29 gennaio
cumenti necessari presso gli uffici compe-
1959, annulla senza rinvio il decreto della
tenti... .
corte di appello di Palermo del maggio 1958
che ha applicato la misura della sorveglian- In merito occorre precisare che Angelo
za speciale al La Barbera. e Salvatore motivano la richiesta del pas-
Angelo cos sciolto da ogni vincolo, ed saporto con la necessit di recarsi negli
ottiene la patente di guida, richiesta per Stati europei consentiti, per conto della
motivi di lavoro. ditta esportatrice di agrumi Salvatore La
Nel settembre 1959, il questore di Pa- Mantia, per assistere la ditta stessa nella
lermo, su proposta dell'ufficio misure di vendita e nelle eventuali contestazioni della
sicurezza e prevenzione, diffida Angelo, ai merce da parte degli acquirenti stranieri.
sensi dell'articolo 1 della legge 27 dicembre La pratica viene sollecitata dall'onore-
1956, n. 1423, nonostante il parere contrario vole avvocato Alfonso Di Benedetto che in
del commissariato Politeama. Nello stesso data 21 novembre 1959 si rivolge al questore
160
Atti Parlamentari Senato della Repubblica

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in questi termini: Egregio Commendatore, porto anche al noto pregiudicato Mancino


mi permetto disturbarla per accontentare Rosario.
un mio amico, signor Salvatore Moncada, Nel giugno 1961, all'istanza di revoca
noto industriale della citt in edilizia, che della diffida da parte di Angelo e Salvatore
mi sollecita perch intervenga presso la S.V. La Barbera, lo stesso questore Jacovacci
Ill.ma affinch venga rilasciato il passaporto chiarisce che tale provvedimento deve es-
ai fratelli Angelo e Salvatore La Barbera, sere considerato come inflitto in senso
che hanno gi presentato i relativi docu- i generico anzich ai sensi dell'articolo 1
menti... . della legge 27 dicembre 1956, n. 1423.
Il dirigente del commissariato di pub- La risposta del questore appare inspie-
blica sicurezza Politeama, dottor Campagna, gabile, se si riferisce alla diffida del 15 set-
esaminati i precedenti di Angelo e la peri- tembre 1959, perch questa stata commi-
colosit dello stesso, in data 23 novembre nata proprio ai sensi dell'articolo 1 della
1959, esprime parere contrario al richiesto legge 27 dicembre 1956, n. 1423.
passaporto. Nello stesso mese di giugno Salvatore
singolare che qualche giorno dopo, lo presenta una istanza alla corte di appello
stesso funzionario modifica sostanzialmente di Palermo per ottenere la riabilitazione da
le sue dichiarazioni, esprimendo parere fa- condanne penali, ai sensi dell'articolo 179
vorevole alla concessione del passaporto nei del codice penale.
confronti dei due fratelli. Va detto comun- Il questore, alla richiesta di informa-
que, che il funzionario, in data 18 dicembre zioni, comunica che nell'ultimo quinquen-
1959, fa presente al questore di Palermo che nio Salvatore ha mantenuto regolare con-
non pu essere concesso il nulla osta allo dotta in genere, dando prova costante di
espatrio di Salvatore, poich a suo carico effettivo ravvedimento .
pende presso la pretura un procedimento Il commissariato esprime invece parere
penale per sottrazione di oggetti pignorati. contrario.
Angelo La Barbera ottiene invece il pas- Con sentenza del 16 settembre 1961 il
saporto turistico limitatamente ai paesi eu- tribunale (presidente dottor Francesco Mon-
ropeo consentiti. talto, consigliere dottor Antonio Di Maria,
dottor Giuseppe Provenza, dottor Arturo
Ma gi nel febbraio 1960 chiede al que-
Inghirelli e dottor Dante Renda) riabilita
store di Palermo che siano aggiunti sul pas-
Salvatore La Barbera.
saporto gli Stati della Spagna, del Porto-
Si legge tra l'altro nella motivazione,
gallo, del Canada e del Messico.
che ...il condannato non ha adempiuto
L'istanza non motivata e dovrebbe per- tutti gli obblighi dipendenti dalla condanna
lomeno far nascere qualche sospetto al que- suddetta (furto aggravato, pena condonata),
store, dottor Jacovacci, che invece, concede essendo nullatenente (vedi certificato po-
senza difficolt il visto. vert vistato dal competente ufficio impo-
Nel febbraio dell'anno successivo, il pas- ste dirette in data 11 luglio 1961) .
saporto, regolarmente rinnovato, viene este- Nel dicembre 1961 l'Interpol segnala alla
so ai seguenti Stati: Cina Nazionalista, questura di Palermo la presenza di Angelo
Giappone, Afganistan, Nepal, Columbia, Pa- La Barbera e di Rosario Mancino in Libia.
kistan e Israele. Essi dichiarano di essersi recati in quello
Il che significa che il "turista" Angelo Stato insieme con un ingegnere di Palermo,
La Barbera conosce bene la geografia della per costituire una societ edilizia ed utiliz-
droga. zare un brevetto in loro possesso per case
Nell'ottobre dello stesso anno, il passa- prefabbricate.
porto viene esteso anche alla Libia. L'Interpol li sospetta invece di traffici
Va notato, per inciso, che nel 1959 la illeciti e richiede dettagliate informazioni
questura di Palermo ha rilasciato il passa- sul loro conto.
161
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III. - IL RUOLO DI LA BARBERA NEGLI ANNI '60

Ma in realt il peso specifico dei fratelli i cui utili sono destinati al mantenimento
La Barbera sulla mafia palermitana, il ruolo almeno di due famiglie. Non da essa certa-
da essi assunto a partire dal 1952 e, pi mente, perci, che i fratelli La Barbera
ancora, nei primi anni del '60 saranno defi- ricavano i mezzi della loro indiscutibile
nitivamente acquisiti per le forze di polizia agiatezza e larga disponibilit di denaro.
solo a seguito dei clamorosi eventi che por- Qualche lavoro di costruzione eseguito
tarono alla strage di Ciaculli e sui quali ci da Angelo La Barbera col fratello, con Man-
si soffermer pi oltre. cino Rosario o con altri non pu certa-
Quel ruolo viene ben descritto per la mente avergli procurato profitti tali da con-
prima volta nella sentenza del 23 giugno sentirgli di condurre per anni una vita di-
1964 dal giudice istruttore del tribunale di spendiosa, senza altre entrate. Le fonti dello
Palermo, dottor Cesare Terranova che a arricchimento di Angelo ed anche di Salva-
proposito dei fratelli La Barbera cos si tore La Barbera sono da ricercarsi nelle
esprime: attivit delittuose loro attribuite dagli or-
La Barbera Angelo un tipico esem- gani di polizia e particolarmente nel con-
pio di mafioso asceso dai bassi ranghi al trabbando degli stupefacenti che fu, molto
ruolo di capo, per la intraprendenza, man- probabilmente, la causa della rottura con
canza di scrupoli ed ambizione. le altre cosche mafiose di Palermo, dedite,
Dalle umili condizioni originarie, da gi prima dei La Barbera, a quel turpe
quando cio aiutava il padre a raccogliere e redditizio traffico.
sterpi e legna da ardere nella borgata Par- Il nome di Angelo La Barbera comin-
tanna-Mondello, Angelo La Barbera nello cia ad acquistare risonanza negli ambienti
spazio di un decennio, pi o meno, si eleva malfamati della citt sin dal 1953, epoca in
al rango di facoltoso imprenditore alme- cui venne denunziato insieme col famige-
no questa la sua qualifica apparente rato Gaetano Galatolo inteso "Tanu Alatu"
concedendosi un tenore di vita raffinato, (ucciso anni fa ad opera di ignoti), per
come risulta dai suoi frequenti viaggi, dalle l'omicidio del mafioso Eugenio Ricciardi
numerose e costose relazioni extraconiu- (20 dicembre 1952). La vicenda giudiziaria
gali ultima quella con Siracusa Rosa si concluse con il proscioglimento per insuf-
dalla assiduit negli alberghi pi lussuosi ficienza di prove, decisione nella quale in-
ed in locali notturni dove, come al Caprice fuirono le deposizioni dei costruttori Verna
di Milano, normale per un cliente pagare Ignazio e Geraci Saverio, gi legati ad An-
un conto non inferiore a lire 50 o 60 mila gelo La Barbera da oscuri vincoli, divenuti
(Pusceddu Gianna Maria). in seguito pi stretti, tanto vero che, an-
Vero che Angelo La Barbera svolge che in epoca recente, Saverio Geraci ebbe a
una effettiva attivit imprenditoriale, in so- recarsi a Torino con Angelo La Barbera per
ciet con il fratello Salvatore scomparso trattare l'acquisto di un terreno apparte-
il 17 gennaio 1963 poich si occupa di nente alla Fiat.
autotrasporti e fornitura di materiale edi- E giova sottolineare che durante quel
lizio, ma trattasi di una azienda modesta, viaggio i due si incontrarono a Milano con
162
Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

Tomaso Buscetta, il quale ebbe diversi lun- oltre che dalle sue oscure attivit e dai co-
ghi colloqui con La Barbera. spicui guadagni realizzati in modo inespli-
A proposito di Saverio Geraci bene cabile, anche dai frequenti e stretti rap-
precisare che non il solo imprenditore porti mantenuti sia a Palermo che nei suoi
ad essersi legato ad elementi come i fra- viaggi, con altri mafiosi come Butera An-
telli La Barbera, mediante rapporti di ami- tonino, Buscetta Tommaso, Giaconia Ste-
cizia ed affari allo scopo, evidentemente, fano, Sorce Vincenzo, Giunta Luigi, Ulizzi
di utilizzare a proprio profitto l'ascendente Giuseppe, Porcelli Antonino, Giuseppe Po-
di un capomafia. mo, Giuseppe Panno ed altri, come risulta
Anche Moncada Salvatore, titolare di dalla circostanziata deposizione di Ninive
una grossa impresa edilizia mantenne ana- Tancredi, dalle annotazioni contenute nelle
loghi legami con i La Barbera. La sua figura rubriche telefoniche sequestrate e dagli ac-
nelle pagine del processo resta circondata certamenti della polizia tributaria, che da
da un alone equivoco e non si riesce a sta- tempo, nell'ambito della sua opera di pre-
bilire se sia stato vittima o manutengolo venzione e repressione del contrabbando,
di mafiosi o piuttosto l'uno e l'altro, secon- seguiva le mosse di Angelo La Barbera e di
do i vari momenti e le diverse convenienze. molti altri imputati.
Altri oscuri contatti ebbero i La Bar- Quanto alle dichiarazioni di Ricciardi
bera (e con loro pure Mancino Rosario e Giuseppe, risulta da esse che Angelo e Sal-
Gaetano Badalamenti) con l'ingegnere Do- vatore La Barbera si insinuarono nella ditta
menico o Demetrio Familiari, messi pure in di autotrasporti appartenente a Ricciardi
evidenza dagli organi della polizia tributaria. Eugenio, Lo Iacono Paolo, Vitale Isidoro
Restando nell'argomento delle relazio- e Porcelli Bartolo (padre dell'odierno impu-
ni certo che Angelo e Salvatore La Bar- tato), diventandone ben presto gli unici ed
bera, nonostante il primo lo abbia negato, esclusivi titolari.
conoscevano l'ex sindaco Salvatore Lima ed risultato altres che Angelo La Bar-
erano con lui in rapporti tali da chiedergli bera, nonostante il suo diniego, venne pi
favori. volte clandestinamente a Palermo, dopo la
Basti considerare che Vincenzo D'Ac- sparizione del fratello, allo scopo evidente
cardi, il mafioso del " Capo " ucciso nel- di organizzare le azioni di rappresaglia con-
l'aprile 1963, non si sarebbe certo rivolto tro il gruppo avversario. Una sera fu notato
ad Angelo La Barbera per una raccoman- dai carabinieri del nucleo di polizia giudi-
dazione al sindaco Lima, se non fosse stato ziaria a bordo di un'autovettura apparte-
sicuro che Angelo o Salvatore La Barbera nente a Vincenzo Sorce, in compagnia di
potevano in qualche modo influire su Sal- Ninive Tancredi, circostanza confermata da
vatore Lima. quest'ultimo, il quale rifer che La Barbera
Del resto quest'ultimo ha ammesso di voleva essere messo al corrente dei motivi
avere conosciuto Salvatore La Barbera, pur per i quali lo stesso Ninive era stato con-
attribuendo a tale conoscenza carattere vocato dalla polizia.
puramente superficiale e casuale. Ed anche il 19 aprile 1963 Angelo La
Gli innegabili contatti dei mafiosi La Barbera era certamente a Palermo, nei lo-
Barbera con colui che era il primo citta- cali della pescheria Impero in compagnia
dino di Palermo come pure con persone di "Cec" Sorce, per incontrarsi col fidato
socialmente qualificate, o che almeno pre- Stefano Giaconia. La contemporanea pre-
tendono di esserlo, costituiscono una con- senza dei tre mafiosi nello stesso posto forn
ferma di quanto si gi brevemente detto ai loro avversari lo spunto per una spedi-
sulle infiltrazioni della mafia nei vari settori zione punitiva realizzatasi mediante l'auda-
della vita pubblica. ce sparatoria di quella mattina, in cui rima-
Che Angelo La Barbera fosse al centro sero feriti Stefano Giaconia, Salvatore Cri-
di un'associazione criminosa dimostrato vello e Gioacchino Cusenza.
163
Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

Che Sorce e La Barbera si trovassero zione fattane, mostra ancora il timore in


nella pescheria Impero provato, senza lui incusso dal pericoloso congiunto.
alcun dubbio, dalle deposizioni di Barbaro Anche Angelo La Barbera nell'accen-
Gaetano, Cusenza Gioacchino, Giaconia An- nare al fratello, ha implicitamente ammesso
gelo e La Bocca Gaetana, i quali parlarono di averne riconosciuto la posizione di capo,
con precisione di dettagli delle due persone seguendo senza discussioni le sue direttive.
arrivate con Stefano Giaconia, a bordo del- Del resto il fatto che Salvatore La Bar-
la sua autovettura, identificate in La Bar- bera fu il primo obiettivo della cosca avver-
bera e Sorce attraverso le fotografie loro saria denota che egli era ritenuto il pi te-
mostrate. Barbaro Gaetano, poi, con un mibile dei due fratelli e l'esponente dell'as-
comportamento coraggioso che gli fa onore, sociazione avversaria .
non esit ad identificare Angelo La Barbera Di fatto i fratelli La Barbera costitui-
nel corso di un formale atto di ricogni- scono un caso che si distingue nettamente
zione. da quello di altri mafiosi.
Quanto all'attentato di Milano del 24 Essi usarono inizialmente tutta la loro
maggio, in cui Angelo La Barbera rimase carica delinquenziale per raggiungere posi-
miracolosamente vivo nonostante fosse sta- zioni di rilievo prima nell'ambiente della
to ripetutamente colpito in parti vitali, esso malavita e poi nella gerarchia della mafia
dimostra ulteriormente che Angelo La Bar- di Palermo. Si pu cio affermare che An-
bera era l'esponente di una cosca mafiosa gelo e Salvatore La Barbera sono stati due
in lotta con nemici risoluti e spietati. delinquenti comuni che si sono infiltrati
Le modalit dell'agguato fanno a ra- nelle maglie della vasta rete mafiosa allo
gione ritenere che i movimenti di La Bar- scopo di incrementare i vantaggi delle loro
bera erano seguiti e spiati dai suoi avver- multiformi attivit illecite.
sari, in attesa di un'occasione propizia, dopo Ben presto hanno abbandonato i sistemi
il fallimento della sparatoria del 19 aprile. usati dalla mafia tradizionale e, sul modello
Infine di sommo interesse ci che della malavita americana, si sono inseriti
risulta dai documenti della polizia ameri- nell'attivit economica, con prevalenza verso
cana, canadese e messicana, acquisiti al il settore edilizio che all'epoca era quello
processo, circa il misterioso viaggio di An- pi remunerativo. Angelo, pi che Salva-
gelo La Barbera, Mancino Rosario e Davi tore, non ha nemmeno l'aspetto fisico del
Pietro a Citt del Messico e da l sino a mafioso di vecchio stampo: completamente
Montreal, dopo aver tentato inutilmente di inserito nell'ambiente sano della citt, man-
entrare negli Stati Uniti, con l'aiuto del teneva cordiali rapporti con amministratori
pregiudicato Salvatore Evola, malvivente locali, era brillante ed elegante nella per-
del Michigan noto per i suoi pessimi pre- sona e nei modi, si era, cio, continenta-
cedenti e per i suoi legami con la peggiore lizzato . Astuto e temerario, aveva sosti-
malavita della zona di Detroit. tuito la lupara con il mitra e con gli esplo-
Non si pu parlare di Angelo La Bar- sivi ad alto potenziale. Per ridurre al mi-
bera senza soffermarsi, sia pure lievemente, nimo i rischi che necessariamente lui ed i
sulla figura del fratello Salvatore, scom- suoi complici hanno dovuto correre nella
parso, in circostanze rimaste misteriose, la esecuzione dei vari delitti, ha avuto cura
mattina del 17 gennaio 1963. di eliminare i suoi avversari e di farne scom-
Dei due fratelli, Salvatore indubbia- parire i cadaveri, sorte che, d'altronde, il
mente il pi duro e deciso, il delinquente gruppo avverso ha riservato al fratello Sal-
ambizioso che aspira al ruolo di capo in- vatore.
contrastato. Quest'ultimo, pur avendo esordito per
La sua personalit di mafioso brutale primo nell'attivit delinquenziale e pur
e autoritario vivamente descritta dal co- avendo dimostrato di essere un "duro", non
gnato Ninive Tancredi che, nella descri- riuscito a raggiungere le posizioni del pi
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Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

giovane fratello. Vero che nel vivo della la somma dichiarata di lire 13.500.000. E nel
lotta stato eliminato; ma altrettanto 1965 aumenta la sua consistenza patrimo-
vero che non possedeva l'astuzia, la co- niale acquistando da Moncada Salvatore al-
stanza e lo stile di Angelo, requisiti neces- tro appartamento di sette vani, sito nella
sari per chi non nasce mafioso, ma cerca via Crispi del capoluogo siculo, per la som-
di diventarlo con tutte le sue forze. Salva- ma dichiarata di lire 3.400.000.
tore La Barbera aveva i caratteri fisici e Naturalmente, anche l'acquisto dei beni
l'aspetto del mafioso di borgata, del quale suddetti non appare sufficientemente chiaro,
ha cercato di assimilare modi, gergo ed at- specie se si considera che Angelo e Salva-
teggiamento, ma la intransigenza usata con tore La Barbera, con la citata sentenza
amici ed avversari, in uno con la sua note- istruttoria del giudice Terranova, sono stati,
vole potenzialit criminosa gli avrebbero tra l'altro, incriminati per estorsione in
certamente impedito di assumere e man- danno dell'impresa Geraci e Aversa, impu-
tenere a lungo posizioni di rilievo nella tazione per la quale sono poi stati assolti
scacchiera mafiosa palermitana anche se per insufficienza di prove dalla corte
non fosse stato eliminato. di assise di Catanzaro.
Sia Angelo sia Salvatore, amalgamando La impressionante serie di imputazioni
alla perfezione gli atti di mafia con quelli di cui Angelo La Barbera dovette rispon-
della comune delinquenza riuscirono, per, dere a seguito della sentenza istruttoria del
a raggiungere quello che pu essere con- 26 giugno 1964 la seguente:
siderato il loro obbiettivo iniziale: uscire
al pi presto da quello stato di indigenza avere, in concorso con il fratello Sal-
che aveva caratterizzato i loro primi anni vatore e con Prester Salvatore, entrambi
di vita. deceduti, tentato di cagionare la morte di
Maniscalco Vincenzo, agendo con premedi-
Cos, quasi dal nulla, nel giro di pochi
tazione e producendo allo stesso lesioni
anni e con una base finanziaria irrisoria,
gravi.
Angelo e Salvatore La Barbera diventavano
Fatto avvenuto a Palermo il 14 settem-
autotrasportatori e, nel 1954, costruttori
edili, fissando la sede dell'impresa al nu- bre 1959;
mero 56 della via Benedetto Gravina di avere, in concorso con il fratello Sal-
Palermo. vatore e con Prester Salvatore, entrambi
Nel 1961, unitamente alla consorte Mi- deceduti, cagionato la morte di Drago Fi-
mila Elena, Angelo acquista dall'impresa lippo, sparandogli contro numerosi colpi di
Geraci e Aversa un appartamento, sito a arma da fuoco.
Palermo in via Veneto 20, per la somma Fatto avvenuto a Palermo il 19 settem-
dichiarata di lire 7.300.000. bre 1959;
Nello stesso anno, Salvatore vende a tale
avere, durante 1 esecuzione del pre-
Giarraffa Salvatore un appartamento di
cedente delitto, cagionato lesioni personali
cinque vani sito nella via Bonincontro di
a Gattuso Michele senza aver voluto l'evento.
Palermo per la somma dichiarata di lire
2.500.000. Non risulta come ne sia venuto Fatto avvenuto a Palermo il 17 novem-
in possesso. bre 1959;
Pochi mesi dopo acquista da tale Anna- avere, agendo sempre in concorso con
loro Giuseppe un corpo terraneo di metri il fratello Salvatore e con Prester Salva-
quadrati 305 per lire 2.000.000, partita suc- tore, entrambi successivamente deceduti, e
cessivamente aumentata di metri quadrati con premeditazione cagionato la morte di
20 pagati a lire 300.000. Maniscalco Salvatore sparandogli contro
Nel 1962 Salvatore acquista dalla societ numerosi colpi di arma da fuoco.
Geraci e Aversa un appartamento di nove Fatto avvenuto a Palermo il 9 maggio
vani sito in Palermo in via Veneto 20, per 1960;
165
Alti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

avere, agendo in concorso con i due di omicidio in persona del Carollo mede-
predetti correi, soppresso il cadavere del simo.
Maniscalco al fine di assicurarsi l'impunit Fatto avvenuto a Palermo il 2 ottobre
del delitto di omicidio di cui al precedente 1960;
punto.
Fatto avvenuto in Palermo il 9 maggio essersi impossessato, agendo al fine
1960; di trarne profitto ed in concorso con Gu-
lizzi Rosolino successivamente deceduto ed
avere, agendo in concorso con il fra- altre persone non identificate, dell'autovet-
tello Salvatore, con Gnoffo Salvatore e con tura targata PA 52589, sottraendola al legit-
Buscetta Tommaso, e con premeditazione, timo proprietario, Pipit Antonio, mediante
cagionato la morte di Pisciotta Giulio spa- effrazione della serratura, commettendo il
randogli contro numerosi colpi di arma fatto al fine di consumare altri delitti.
da fuoco. Fatto avvenuto a Palermo la notte sul
Fatto avvenuto in Palermo il ottobre 12 febbraio 1963;
1960;
avere, agendo in concorso con Gulizzi
avere, agendo in concorso con le pre- Rosolino, successivamente deceduto e con
dette persone e con premeditazione, cagio- altre persone rimaste sconosciute, distrutto,
nato la morte di Carollo Natale sparandogli mediante ordigno esplosivo, l'abitazione di
contro numerosi colpi di arma da fuoco. Greco Salvatore ciaschiteddu e l'auto-
Fatto avvenuto a Palermo il 2 ottobre vettura di Pipit Antonio.
1960; Fatto avvenuto a Palermo il 12 febbraio
avere, agendo in concorso con le ci- 1963;
tate persone e al fine di assicurarsi l'impu-
aver dato mandato a Gnoffo Salva-
nit dei delitti di omicidio loro ascritti ai
tore, e ad altre persone non identificate,
precedenti due punti, soppresso i cadaveri
di cagionare la morte di Gulizzi Rosolino
di Pisciotta Giulio e Carollo Natale.
mediante colpi di arma da fuoco.
Fatto avvenuto a Palermo il 2 ottobre
Fatto avvenuto a Palermo il 24 aprile
1960;
1963;
avere, in concorso con le stesse per-
essersi, agendo in concorso con Sorce
sone di cui sopra, impedito a Ricciardi
Vincenzo e con altre persone non identi-
Giuseppe di accorrere in aiuto di Pisciotta
ficate, al fine di trarne profitto, imposses-
Giulio e di Carollo Natale per evitare che
sato dell'autovettura targata PA 80813, sot-
questi ultimi venissero privati della libert
traendola a Barone Giuseppe mediante ef-
personale.
frazione della serratura e commettendo il
Fatto avvenuto a Palermo il 2 ottobre
fatto al fine di consumare altri delitti.
1960;
Fatto avvenuto a Palermo il 2 aprile
avere, operando in concorso con i 1963;
predetti tre correi, privato della libert per-
essersi impossessato, agendo in con-
sonale Pisciotta Giulio al fine di commet-
corso con Sorce Vincenzo e con altre per-
tere il delitto di omicidio in persona del
sone sconosciute, dell'autovettura targata
medesimo Pisciotta.
PA 83303, sottraendola a Laone Giuseppe
Fatto avvenuto in Palermo il 10 ottobre
mediante effrazione della serratura e com-
1960;
mettendo il fatto al fine di consumare altri
avere, in concorso con i correi prima delitti.
citati, privato della libert personale Ca- Fatto avvenuto a Palermo il 25 aprile
rollo Natale al fine di commettere il delitto 1963;
166
Atti Parlamentari Senato della Repubblica

V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

avere, agendo in concorso con Sorce Tratto in arresto a Milano a seguito del-
Vincenzo, collocando un ordigno esplosivo l'attentato subito in data 24 giugno 1963,
sull'autovettura sottratta precedentemente a Angelo La Barbera si presentato alla corte
Barone Giuseppe, compiuto atti tali da di assise di Catanzaro con i capi di impu-
porre in pericolo la pubblica incolumit, tazione sin qui elencati; con sentenza del
cagionando la morte di Manzella Cesare e di 22 dicembre 1968 dalla medesima corte
Vitale Filippo. stato riconosciuto colpevole dei reati di as-
Fatto avvenuto a Cinisi il 26 aprile 1963; sociazione per delinquere e di concorso in
sequestro di persona continuato e condan-
aver portato fuori della propria abi- nato a:
tazione, senza licenza, armi da fuoco per anni 22 e mesi 6 di reclusione di cui
alcune delle quali non nemmeno ammessa 1 condonato;
la licenza, commettendo il fatto in luoghi
abitati e nei quali vi era concorso di per- interdizione legale;
sona. interdizione dai pubblici uffici;
In Palermo, anteriormente al 28 maggio libert vigilata, dopo espiata la pena;
1963;
pagamento in solido delle spese pro-
aver detenuto, senza farne denunzia cessuali;
all'autorit, armi, munizioni, e materiali
pagamento delle spese per la propria
esplosivi.
custodia preventiva.
In Palermo, anteriormente al 28 maggio
1963; stato, invece, assolto per insufficienza
avere, agendo in concorso con il fra- di prove dalle imputazioni relative a:
tello Salvatore e con Prester Salvatore, en- a) tentato omicidio di Maniscalco
trambi successivamente deceduti, cagionato, Vincenzo;
durante l'esecuzione dell'omicidio di Drago
Filippo, la morte di Savoca Giuseppe, senza b) omicidio di Drago Filippo;
avere voluto l'evento stesso. e) lesioni personali cagionate a Gat-
Fatto avvenuto in Palermo il 17 settem- tuso Michele;
bre 1963;
d) omicidio di Maniscalco Vincenzo;
essersi associato con altre 39 persone e) soppressione del cadavere di Mani-
allo scopo di commettere pi delitti, scor- scalco Vincenzo;
rendo in armi le campagne e le pubbliche
vie, con l'aggravante di avere capeggiato /) omicidio di Carollo Natale;
l'associazione. g) omicidio di Pisciotta Giulio;
In Palermo e provincia, fino al 28 mag-
h) soppressione dei cadaveri di Ca-
gio 1963;
rollo Natale e Pisciotta Giulio;
avere, agendo in concorso con il fra- i) violenza privata aggravata per avere
tello Salvatore e con Mancino Rosario e impedito a Ricciardi Giuseppe di andare
mediante minacce e violenza, pi volte co- in aiuto ai predetti Carollo e Pisciotta;
stretto i titolari dell'impresa di costruzione
Geraci ed Aversa a vendere a se stessi e ad Z) furto dell'autovettura targata PA
altri, numerosi appartamenti sotto costo, 52589 sottratta a Pipit Antonio;
con pagamento dilazionato e senza garanzie
m) danneggiamento, mediante ordigno
ipotecarie.
esplosivo dell'abitazione di Greco Salvatore
In Palermo, dal 1958 in poi. ciaschiteddu ;
167
Atti Parlamentari Senato della Repubblica

V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

n) furto dell'autovettura targata PA Da vero uomo di mafia si potuto gio-


80813 sottratta a Barone Giuseppe; vare ancora una volta dell'omert assoluta
dei vari testimoni, cos che gli indizi che
o) furto dell'autovettura targata PA
avevano consentito la sua incriminazione
83303 sottratta a Leone Giuseppe;
per diversi delitti di omicidio non sono stati
p) strage di Cinisi con conseguente ritenuti elementi di prova sufficienti.
uccisione di Manzella Cesare e Vitale Fi- E la sorte si dimostrata ancora pi
lippo; benigna nei confronti di Angelo La Bar-
bera, consentendogli addirittura di lasciare,
q) decesso casuale di Savoca Giusep-
dopo appena un anno e mezzo dalla con-
pe cagionato durante l'omicidio di Drago danna, le carceri di Cosenza ove era stato
Filippo; ristretto. Infatti, in applicazione del decre-
r) estorsione continuata in danno del- to legge 1 maggio 1970, n. 192 (decorrenza
l'impresa di costruzione Geraci-Aversa. dei termini della custodia preventiva),
stato scarcerato dietro pagamento della cau-
Nella sua requisitoria, il pubblico mini- zione di lire 10.000.000 e con l'obbligo di
stero di Catanzaro aveva chiesto per An- soggiorno nel comune di Rivoli (Torino).
gelo La Barbera la pena dell'ergastolo, con
Con la stessa sentenza della corte di as-
l'isolamento diurno per un anno, per omi-
sise di Catanzaro, anche Salvatore La Bar-
cidio premeditato in danno di Giulio Pi- bera stato condannato a:
sciotta e Natale Carollo; 9 anni e 7 anni di
reclusione, rispettivamente per sequestro anni 6 di reclusione;
continuato e soppressione continuata dei ca-
interdizione legale;
daveri di Pisciotta e Carollo; 3 anni per
violenza privata ai danni di Giuseppe Ric- libert vigilata, dopo espiata la pena;
ciardi; 20 anni di reclusione per associa-
pagamento in solido delle spese pro-
zione a delinquere aggravata, l'assoluzione
cessuali;
per insufficienza di prove, infine, per gli al-
tri reati. pagamento delle spese per la sua cu-
Come si pu vedere confrontando il rea- stodia, perch riconosciuto responsabile del
to per il quale ha riportato la condanna e solo delitto di associazione per delinquere.
quelli, molto pi numerosi ed estremamente Ovviamente, Salvatore La Barbera non
pi gravi, per i quali stato assolto per in- potr mai scontare questa condanna perch,
sufficienza di prove, Angelo La Barbera non egli ha subito altro "processo" ad opera di
ha pagato per intero il suo debito alla un gruppo mafioso avverso che ne ha decre-
giustizia. tato l'uccisione.
3. GLI ANNI CALDI DELLA CITT DI PALERMO
171
Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

I. - LE LOTTE PER IL PREDOMINIO SU PALERMO-CENTRO

Per avere un quadro della situazione che della sua pericolosit e delle sue capacit
provoc i gravissimi fatti di sangue del organizzative nel campo del crimine; chi lo
1959-63 occorre risalire al 1952, anno della aveva sostenuto venne improvvisamente su-
morte per infarto cardiaco di D'Accardi perato dai sistemi nuovi e violenti che la
Giuseppe che, fino allora, era stato il pi mafia palermitana non aveva mai adope-
prestigioso capo mafia di Palermo centro. rato, preferendo l'intrigo e il compromesso
Questo decesso cre serie difficolt per alla violenza aperta, la lupara al mitra.
la scelta dell'uomo che doveva succedergli Cos, spalleggiato dal fratello Salvatore
e quelli che pi degli altri si batterono per e da altri giovani delinquenti desiderosi di
essere nominati furono i mafiosi Catanzaro raggiungere in breve tempo la tranquillit
Vincenzo, Butera Antonino, Ricciardi Euge- economica dei vecchi mafiosi e fra co-
nio (ucciso il 20 dicembre 1952), Salerno storo, in particolare, da Tommaso Buscetta
Paolo (deceduto), Porcelli Bartolo, D'Accar- Angelo La Barbera inizi una lunga serie
di Vincenzo (ucciso il 21 aprile 1963). La di estorsioni, di soprusi ed angherie in
vittoria arrise al mite Butera Antonino, danno di costruttori edili, di autotrasporta-
l'unico dei contendenti che non annoverava tori e di industriali, i quali, per timore di
delitti contro la persona nei propri prece- gravi rappresaglie, evitarono di denunciarlo
denti penali, creando insoddisfazione tra i divenendone, anzi, paradossalmente, i pri-
non eletti e, principalmente, tra coloro che mi finanziatori ed i garanti ufficiali nei con-
volevano come capo un uomo d'azione. fronti degli organi dello Stato.
Al Butera succedette, nel 1955, Marsiglia Ed il modesto La Barbera, che pochi
Antonino al quale si affianc, come vice, il anni prima, insieme con il fratello, aveva
giovane pregiudicato Angelo La Barbera, aiutato il padre nella vendita di legna da
sorretto dal capo mafia di Partanna Mon- ardere nella borgata Pallavicino, divenne
dello, Bartolo Porcelli e dai giovani mafiosi imprenditore edile, proprietario di auto-
dell'epoca; gli altri notabili nel frattempo carri e di autovetture, svolgendo la sua
erano silenziosamente usciti di scena, all'in- attivit ufficiale affiancata dall'altra cer-
fuori di Butera Antonino e di D'Accardi tamente pi lucrosa di mafioso che gode
Vincenzo. del timore riverenziale degli avversari e de-
Il La Barbera, intanto, aveva assunto un gli stessi gregari.
ruolo di primo piano, tanto da offuscare il La sua ascesa continua: dopo qualche
suo capo diretto, ed aveva instaurato un anno di milizia mafiosa in qualit di vice
nuovo sistema sullo stile dei mafiosi ame- capo della cosca di Palermo-centro, il La
ricani: quello della violenza, dello sfrutta- Barbera esautor il Marsiglia, assumendo
mento e delle estorsioni organizzate su la carica di capo e nominando il fratello
vasta scala. Salvatore suo vice. Ormai la situazione era
Evidentemente votato alla delinquenza in mano ai giovani e la stessa mafia paler-
e deciso a bruciare le tappe, Angelo La Bar- mitana stava completando il processo di
bera diede ben presto ampia dimostrazione rinnovamento dei suoi metodi.
172
Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

Dopo alcuni anni di incontrastato domi- Il Maniscalco fu ricoverato in ospedale


nio dei fratelli La Barbera, un fatto nuovo dove si rifiut di fornire qualsiasi indica-
doveva, per, turbare l'equilibrio da essi zione sugli autori del delitto che, date le
imposto: Maniscalco Vincenzo e Pisciotta modalit di esecuzione, avrebbe dovuto cer-
Giulio, entrambi pregiudicati e mafiosi dis- tamente vedere e riconoscere. Dimesso dal-
sidenti, decisero di ampliare la loro attivit l'ospedale venne quindi incriminato per fa-
commerciale gestione di un negozio per voreggiamento personale.
la vendita di mobili ed elettrodomestici nel- Il 17 settembre 1959 nella via Messina
la via Notarbartolo di Palermo e chie- Marine di Palermo fu ucciso Filippo Drago,
sero al costruttore Vincenzo Moncada la amico intimo del Maniscalco e il pi quali-
cessione di locali al piano terra di uno sta- ficato a condurre una azione di rappresa-
bile appena costruito. Intanto i fratelli La glia contro gli avversari dell'amico. Nella
Barbera erano venuti a conoscenza della circostanza rimasero feriti un giovane pas-
richiesta e, poich per naturale tutela delle sante e una bambina tredicenne.
proprie fonti di guadagno si ritenevano im- Anche questo delitto venne ascritto ad
pegnati a proteggere le persone con le quali autori ignoti; successivamente gli organi in-
avevano rapporti di affari (cio il Mon- quirenti ritennero che autori materiali fos-
cada), invitarono il Maniscalco a desistere sero stati i fratelli La Barbera, ma nessuna
dalla richiesta. prova poterono fornire all'autorit giudi-
ziaria.
Questi, per, non accolse l'invito dei La
Intanto, il costruttore Moncada, allar-
Barbera, anche perch si era prima consul-
mato per quanto accadeva, aveva ceduto
tato con alcuni vecchi esponenti della mafia
i locali oggetto della controversia al com-
che lo avevano consigliato di resistere: gli
merciante Pisciotta Giulio che li aveva adi-
esponenti mafiosi spodestati avevano cio
biti a negozio per la vendita di mobili.
deciso di creare l'incidente in seno all'orga-
nizzazione per spodestare i La Barbera e Ma la prova di forza non poteva essere
tentarono perci di indire una riunione per considerata chiusa e il Maniscalco, dimesso
dalle carceri il 9 maggio 1960, scomparve
discutere della questione relativa al Mani-
senza lasciare alcuna traccia di s. Dopo
scalco e al Pisciotta. I La Barbera ed i loro
qualche giorno la sua autovettura venne rin-
gregari non si prestarono al gioco; sape-
venuta in una trazzera di Bellolampo.
vano che indire una riunione per rimettere
la controversia all'arbitrato della maggio- Dopo circa due mesi si verific un ana-
ranza poteva riservare delle sorprese e per- logo e pi grave episodio: il 2 ottobre 1960
ci adottarono la politica a loro pi con- scomparve Pisciotta Giulio, amico e socio
del Maniscalco, e Carollo Natale. L'autovet-
geniale: la maniera forte. Decisero quindi
tura di quest'ultimo, la stessa sulla quale
di sopprimere il Maniscalco, sebbene sapes-
i due avevano viaggiato prima della scom-
sero che con tale drastica soluzione si sa-
parsa, venne rinvenuta dopo qualche giorno
rebbero inimicati particolarmente il loro
abbandonata in una strada periferica del-
amico Giovanni Scalia (ucciso il 12 novem-
la citt.
bre 1960) con il quale erano in rapporti
d'affari, leciti e no, e che effettivamente si Come gi detto, il Pisciotta ed il Carollo
stacc poi dai La Barbera, andando ad erano tra loro amici ed entrambi amici di
Maniscalco Vincenzo e di Drago Filippo;
ingrossare le file degli oppositori.
il Pisciotta, inoltre, era il proprietario del
Il 14 settembre 1959, alle ore 22,30 circa, negozio davanti al quale il Maniscalco aveva
nella via Cataldo Parisi di Palermo, nume- subito l'attentato.
rosi colpi di arma da fuoco ferirono il Ma- Data l'attivit e l'amicizia che correva
niscalco e danneggiarono, contemporanea- tra le vittime, tutti questi delitti vennero
mente, un negozio di elettrodomestici sito messi in relazione tra loro sia dall'opinione
nella stessa via. pubblica sia dalle forze di polizia interes-
173
Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

sate alle indagini; ma nemmeno questa in un secondo momento si era per schie-
volta fu possibile fornire all'autorit giudi- rato contro i predetti disapprovandone i
ziaria concreti elementi di colpevolezza nei metodi e soprattutto la decisione di soppri-
confronti dei maggiori indiziati, cio dei fra- mere il Maniscalco e i suoi amici. E questo
telli La Barbera. cedimento gli era costato la vita, poich
Evidentemente l'omert aveva reso vano i La Barbera non ritennero di poter correre
ogni tentativo operato dagli inquirenti per l'alea di una cos pericolosa defezione.
rompere l'assoluto silenzio di quanti pote- Il 13 febbraio 1961 scomparivano nel
vano e dovevano consentire l'acquisizione nulla anche i fratelli Salvatore e Pietro Pre-
delle prove necessarie all'inizio di un pro- ster, entrambi pregiudicati. Quest'ultimo fa-
cedimento penale. ceva parte del gruppo Maniscalco-Pisciotta,
E intanto i delitti continuano: l'8 otto- mentre il fratello Salvatore veniva indicato
bre 1960 Pietro Teresi, guardiano notturno come uno dei killers del gruppo La Barbera
della Elettronica Sicula di Villagrazia di i quali, dovendo eliminare Pietro Prester,
Palermo, esce da casa senza farvi pi ri- non esitarono a sacrificare anche il fratello
torno. Da questa data non si hanno pi sue di questi per evitare possibili rappresaglie.
notizie: sparito senza lasciare la minima Dopo una stasi di circa due anni il 17
traccia di s. Anche il Teresi era molto marzo 1962, Salvatore Pilo venne ucciso
amico di Vincenzo Maniscalco e di certo mentre rincasava, da ignoti killers che gli
Pietro Prester del quale si parler in se- spararono dall'interno di un'autovettura in
guito. transito.
Il 12 novembre del 1960, in una strada La causale si discosta sensibilmente da
centrale di Palermo e in pieno pomeriggio, quelle dei delitti precedenti, anche se si
una scarica di mitra uccise Scalia Giovanni ritenne di dover indicare i La Barbera come
e fer due ragazzi occasionalmente presenti mandanti, dato che il Pilo era stato amante
sul luogo della sparatoria. Lo Scalia era un della cognata di Angelo La Barbera. Tutta-
mafioso che aveva appoggiato i La Barbera via, a causa del solito invalicabile muro di
agli inizi della loro carriera, ricevendo aiuto omert, anche questo omicidio rimase in-
dal gruppo che faceva capo ai due fratelli; soluto.
174
Atti Parlamentari Senato della Repubblica

V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

II. - DALL'OMICIDIO DI PISA ALL'ARRESTO DI ANGELO LA BARBERA

Intanto la situazione generale stava as- tezza economica, e nel campo della delin-
sumendo una fisionomia nuova: fu decisa quenza era assurto ad un posto di parti-
l'istituzione di una Commissione parlamen- colare rilievo.
tare d'inchiesta sul fenomeno della mafia in La sua posizione economica era l'evi-
Sicilia e tale provvedimento cre notevole dente frutto dell'attivit svolta nel campo
fermento e preoccupazioni negli ambienti del traffico degli stupefacenti. Il prestigio
mafiosi e nella malavita organizzata che ri- che godeva nell'ambiente della malavita era
tenne di non esporsi per non fornire nuova dovuto alle sue doti di scaltrezza, di intelli-
esca ad indagini il cui esito non si poteva genza e di stile che, unite a spregiudi-
prevedere. Perci, nel corso di una riu- catezza e cinismo, ne avevano fatto un
nione plenaria dei capi mafia, venne deciso duro , elemento veramente prezioso per
di evitare il verificarsi di nuovi delitti di l'organizzazione alla quale apparteneva.
sangue.
La dimostrazione che il Di Pisa trattava
I capi delle varie cosche vennero diffi- alla pari con i notabili del contrabbando e
dati ad evitare che si verificassero nuovi
della mafia veniva, d'altronde, fornita dai
fatti di sangue e, in effetti, si ebbe una
nomi e numeri telefonici segnati su una
certa tregua fino al 26 dicembre 1962 quan-
agendina rinvenuta dopo l'omicidio nei suoi
do nella piazza Principe di Camporeale di
abiti.
Palermo venne ucciso da mano ignota il con-
trabbandiere Calcedonio Di Pisa. Tra gli altri, vi erano i numeri telefo-
nici di Mancino Rosario, Greco Salvatore
II Di Pisa aveva appena parcheggiato
la propria autovettura e si stava dirigendo l'ingegnere , Greco Nicola, Anselmo Ro-
verso la rivendita di sale e tabacchi gestita sario, Badalamenti Gaetano (inteso Tonino
da tale Guarino Lorenzo, quando due indi- Battaglia) e Ninive Tancredi, cognato di
vidui, che sostavano sul marciapiede, co- Salvatore La Barbera.
minciarono a sparare con un fucile a canna Nella gerarchia dell'organizzazione ma-
corta e con una pistola calibro 38, ucciden- fiosa dedita al traffico degli stupefacenti i
dolo. Subito dopo montarono a bordo di superiori diretti di Calcedonio Di Pisa era-
un'autovettura al cui volante si trovava un no i fratelli La Barbera e Greco Salvatore
terzo individuo, e si allontanarono veloce- ciaschiteddu .
mente. A tale proposito si deve tener presente
Le indagini non riuscirono, all'epoca, che parecchi mafiosi appartenenti a gruppi
a far luce sul crimine a causa dei noti diversi erano tra loro legati da rilevanti
impedimenti ambientali e per la complessa interessi nel settore del contrabbando. Cos,
personalit dell'ucciso, dedito a varie at- pur essendo il La Barbera Angelo ed il
tivit, lecite e non, ma tutte tendenti a fini Greco Salvatore capi dei rispettivi gruppi
speculativi. mafiosi, nell'organizzazione contrabbandie-
Calcedonio Di Pisa, inteso Doruccio , ra comune ai due, le redini erano tenute
nonostante la sua giovane et e le umili da Greco Salvatore che praticamente fun-
origini, aveva raggiunto una notevole agia- geva da capo.
175
Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

I fatti ebbero inizio nel febbraio del laborazione, sottoposero il cameriere del
1962, quando in Egitto venne finanziato Saturnia ad un trattamento speciale e
l'acquisto di una grossa partita di eroina comunicarono che il predetto aveva in ef-
da parte di Sorci Francesco, Manzella Ce- fetti ricevuto il quantitativo di droga poi
sare, Angelo e Salvatore La Barbera, Pen- consegnato.
nino Gioacchino, tutti facoltosi proprietari Da ci sorse il legittimo sospetto che
terrieri, commercianti e costruttori edili. il Di Pisa e l'Anselmo avessero distratto a
Per accordo convenuto, la merce doveva loro profitto una parte della merce, rica-
essere ritirata nelle acque di Porto Empe- vandone un utile di parecchi milioni. Con
docle, poich l'organizzazione contrabban- i due veniva sospettato anche il Manzella
diera si era rifiutata di entrare nelle altre che i aveva prescelti per l'operazione.
acque territoriali della Sicilia per tema di Sul finire del 1962 venne allora promos-
incappare nella rete della guardia di finanza. sa una riunione alla quale presero parte
Su consiglio di Cesare Manzella furono persone tutti mafiosi qualificati diret-
scelti e incaricati di ritirare la merce il Di tamente e indirettamente interessate alla
Pisa e Rosario Anselmo, in quanto ritenuti operazione. Dette persone erano: Greco
idonei, per fidatezza e risolutezza, a por- Salvatore ciaschiteddu , Manzella Cesa-
tare a termine la missione. I due, al largo re, i fratelli La Barbera, Panno Giuseppe,
di Porto Empedocle, ritirarono la droga Mancino Rosario, D'Accardi Vincenzo ed
che, trasportata a Palermo, fu affidata ad altri.
un cameriere del transatlantico Saturnia, Gli imputati Di Pisa e Anselmo ten-
in un secondo momento sembra sia tarono di dimostrare di non aver approfit-
stato identificato per tale Martellani Bru- tato della fiducia loro concessa, riuscendo
no, di Trieste in partenza per gli Stati a persuadere la maggior parte dei conve-
Uniti d'America. nuti.
II cameriere consegn la marce a Broo- I La Barbera e Rosario Mancino non
klyn, a due individui a lui sconosciuti i modificarono, invece, il loro comportamen-
quali gli esibirono, quale segno di ricono- to intransigente e decisamente accusato-
scimento, la parte mancante di un biglietto rio e proprio questa circostanza fa presu-
da visita consegnatogli a Palermo. mere che decidessero di passare all'azione
I due individui che ritirarono la droga punendo direttamente il maggior responsa-
vennero poi identificati in Tot Savona, bile e trasgredendo cos la decisione della
nipote del contrabbandiere Giuseppe Sa- maggioranza.
vona, e un nipote di Profaci Emanuele, Della squadra del Di Pisa facevano parte
fratello del gangster Joseph Profaci, dece- il cugino Giusto Picone, Rosario Anselmo
duto negli U.S.A. per cause naturali. e Raffaele Spina: chi aveva voluto la morte
II denaro proveniente dall'America qua- del Di Pisa si preoccup perci subito di
le corrispettivo della merce ricevuta non neutralizzare coloro che avrebbero potuto
corrispondeva per all'importo pattuito ed reagire per primi. Difatti l'8 gennaio 1963
i contrabbandieri palermitani ritennero, in due sicari sorprendevano lo Spina mentre
un primo tempo, di essere stati frodati da era intento alla quotidiana distribuzione
quelli americani. Questi ultimi, dal canto del latte, scaricandogli addosso numerosi
loro, fecero sapere di aver pagato per la colpi di pistola. Subito dopo i due killers
quantit di merce ricevuta e quindi, nel- si dileguavano a bordo di un'autovettura
l'ambito delle persone che avevano finan- che li attendeva nei pressi.
ziato l'impresa, venne promossa un'inchie- Trasportato d'urgenza in ospedale, no-
sta per stabilire come mai la merce giunta nostante le gravi ferite, lo Spina soprav-
in America fosse stata inferiore al quanti- visse. Naturalmente, pur conoscendo il mo-
tativo prelevato al largo di Porto Empe- tivo dell'attentato, evit di fornire ogni in-
docle. Gli americani stessi, a titolo di col- dicazione in proposito.
176
Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

Dopo solo due giorni, il 10 gennaio del gari cre notevole malcontento, determi-
1963, due ordigni esplosivi deflagrarono di- nando il distacco di alcuni gruppi mafiosi
nanzi alle saracinesche della fabbrica di in precedenza alleati dei La Barbera e fa-
acqua gassata che Picone Giusto possedeva vorendo la creazione di una vera e propria
e gestiva nella via Perpignano di Palermo. coalizione, promossa da Salvatore Greco e
Le esplosioni scardinarono la serranda e dal Manzella, ai quali si affiancarono i pa-
provocarono danni alle mura della fabbri- lermitani Spina Raffaele, Anselmo Rosario,
ca e dei caseggiati vicini. Anche il Picone Sciarratta Giacomo, Picone Giusto, Citar-
disse di non avere il pi vago sospetto sia da Matteo, Greco Salvatore l'ingegnere
sugli autori dell'attentato sia sul motivo e i propri fratelli Paolo e Nicola, i corleo-
dello stesso. nesi Leggio Luciano, Riina Giacomo, Leg-
Nel rapporto giudiziario n. 40 del 1 gio Giuseppe, Leggio Leoluca, il partini-
marzo 1963 che la stazione carabinieri di cese Coppola Domenico, Salamone Antoni-
Palermo Uditore ha inviato a quella pro- no da San Giuseppe Jato, Passalacqua Ca-
cura della Repubbica si legge: opinio- logero da Carini e Panno Giuseppe da Ca-
ne degli inquirenti, ufficiali e sottufficiali steldaccia.
del nucleo di polizia giudiziaria, che il ten- La reazione non si fece attendere: il
tato omicidio in persona di Spina Raffaele 17 gennaio 1963, scomparve Salvatore La
possa essere attinente all'omicidio di Di Barbera in circostanze talmente misteriose
Pisa e all'attentato dinamitardo subito dai da far presumere come scontata la sop-
Picone. Il collegamento che gli inquirenti pressione seguita dall'occultamento del ca-
desiderano rappresentare alla S.V. Ill.ma davere.
trova fondamento nel fatto che la parte Salvatore (che doveva pagare per primo,
lesa si identifica in tre episodi delittuosi perch aveva preso parte alla riunione del
contro persone tra loro amiche o parenti. tribunale del 1962) si era allontanato
A rafforzare tale ipotesi doveroso men- da casa al mattino, a bordo della sua Giu-
zionare il caso Sciarratta anche questi ami- lietta , dopo aver detto alla moglie di pre-
co delle tre parti suddette: innumerevoli parargli la valigia con l'occorrente per un
volte invitate nell'ufficio del nucleo per es- viaggio, aggiungendo che sarebbe rientrato
sere interrogato, non si mai presentato; per l'ora di pranzo. Nella tarda mattinata
non solo, ma ha abbandonato la propria aveva telefonato per chiedere se la valigia
abitazione ed il proprio panificio. Evidente- fosse pronta, ma non era rientrato n al-
mente egli si nasconde non gi perch teme l'ora di pranzo n dopo. La sua autovet-
un interrogatorio, ma principalmente ed tura venne poi rinvenuta, semidistrutta
esclusivamente perch convinto che la furia dal fuoco, su di un tronco di strada in co-
omicida scagliatasi contro i suoi amici po- struzione nei pressi di Santo Stefano di
tr colpire anche lui . Quisquina.
Analogo comportamento assume Rosa- Era questa la risposta all'uccisione di
rio Anselmo, divenuto introvabile subito Calcedonio Di Pisa, al tentato omicidio di
dopo l'uccisione di Calcedonio Di Pisa e Spina Raaele ed all'attentato dinamitardo
rimasto irreperibile per un lungo periodo. alla fabbrica di acqua gassata di Giusto
I tre delitti di cui si detto provoca- Picone.
rono, per una reazione assai grave, per- Quasi contemporaneamente La Barbera
ch essi rappresentavano una aperta sfida Angelo e Rosario Mancino si allontanavano
alle decisioni della mafia palermitana che da Palermo, tanto che si pens avessero
li addebit subito dopo ai fratelli La Bar- subito la stessa sorte del La Barbera Sal-
bera, i quali avrebbero dovuto invece ri- vatore. Solo dopo qualche giorno, da Roma,
spettare gli ordini del tribunale di mafia i due ritennero utile rilasciare una inter-
cui essi stessi avevano partecipato. Il com- vista all'agenzia Italia per far sapere di
portamento dei due fratelli e dei loro gre- non avere subito alcun danno ed assumen-
___ 17?
Atti Parlamentari Senato della Repubblica
V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

do di trovarsi nella capitale da qualche bera avevano costituito con il vecchio


tempo per i loro normali affari. don Bartolo Porcelli.
Il 12 febbraio 1963, alle ore 5, veniva Anche se non stato possibile agli or-
attuato altro attentato dinamitardo, questa gani di polizia ricostruire gli avvenimenti
volta in localit Ciaculli. La potente carica, (restando ancora qualche dubbio sulla iden-
fatta esplodere per evidenti motivi di ven- tit della vittima designata), questo epi-
detta, venne posta nei pressi di un pozzo sodio gett vivo allarme nell'opinione pub-
sito nelle immediate adiacenze della casa blica isolana per le modalit con cui si
di Greco Salvatore u' ciaschiteddu . Gli svolse e per l'assoluta impudenza mostrata
attentatori si erano serviti di una autovet- dagli autori. Naturalmente il Porcelli non
tura rubata a Palermo la notte precedente, forn alcun elemento agli inquirenti; cos
che rimase completamente distrutta dalla come nessun elemento forn direttamente
esplosione. L'attentato dinamitardo appar- o indirettamente Calogero Passalacqua, al-
ve subito opera di Angelo La Barbera, in l'epoca latitante, affiliato al capo mafia di
risposta alla scomparsa del fratello Salva- Cinisi, Cesare Manzella, che pure fu rite-
tore. nuto, dagli organi di polizia, la possibile
La mattina del 7 marzo 1963, un'autovet- vittima.
tura con quattro uomini a bordo si fer- Il 1 aprile 1963 un nuovo clamoroso
mava davanti al mattatoio comunale di delitto si verific nell'infuocata Palermo:
Isola delle Femmine. Prima ancora che gli poco prima delle 11 alcuni malfattori da
astanti, una ventina di persone tra macel- una Fiat 600 esplosero numerosi colpi di
lai e commercianti, si rendessero conto di arma da fuoco in direzione dela pescheria
Impero di via Empedocle Restivo, gestita
quanto stava per accadere, dalla macchina
da Stefano Giaconia. Le vittime furono lo
scendevano tre individui armati; un quarto
stesso Giaconia, lo zio di questi Crivello
individuo rimaneva invece a bordo dell'au-
Salvatore e Cusenza Gioacchino che rima-
tovettura.
sero feriti pi o meno gravemente.
Il primo di detti individui, sotto la mi-
Gli inquirenti che per primi accorsero
naccia del mitra, intimava a tutti i presenti
sul posto rinvennero circa trenta bossoli
di mettersi con le spalle al muro e con le
di mitra e diverse cartucce per fucile da
mani in alto, mentre gli altri due, pene-
caccia; nell'interno della pescheria veniva-
trati nella sala di macellazione, esamina-
no ritrovate pistole, fucili da caccia e nu-
vano tutte le persone, lasciando intendere
merose cartucce, molte delle quali caricate
di cercarne una ben definita.
a lupara ; nell'autovettura del Giaconia,
Terminato il veloce esame, i tre sali- parcheggiata nei pressi del locale, venne
vano sull'autovettura senza avere arrecato rinvenuto pure un fucile da caccia carico
alcun danno. con due cartucce a lupara , nonch altre
A distanza di poco tempo dall'accaduto, cartucce dello stesso tipo per pistola ca-
si pens che oggetto dell'aggressione fosse libro 38; lo stesso Giaconia era armato di
Antonino Porcelli, macellaio di Partanna rivoltella calibro 38, una Smith & Wesson
Mondello: affiliato ai La Barbera, era stato a canna corta con 6 colpi nel tamburo.
l'ultimo ad essere notato in compagnia di Questo arsenale di per s sufficiente
Salvatore La Barbera. Pu darsi, perci, ad indicare lo stato di tensione che esiste-
che sia stato ritenuto colpevole di aver teso va nell'ambiente della malavita palermitana
una trappola a Salvatore. E in effetti, in dopo la catena di delitti verificatisi in quel
contrasto con le manifestazioni esteriori, periodo. Le indagini condotte dalle forze
la devozione del Porcelli verso i La Bar- di polizia non soltanto misero in luce la
bera poteva benissimo simulare il suo ran- pericolosit del Giaconia Stefano (fino a
core per essere stato estromesso, dopo la quel momento quasi sconosciuto come ele-
morte del padre, dalla societ che i La Bar- mento legato alla malavita organizzata),

12.
178
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

ma permisero di accertare che al momento Il Gulizzi era anche lui un sicario dei
della sparatoria all'interno della pescheria La Barbera; abilissimo pilota, aveva gui-
si trovavano anche Angelo La Barbera e dato la Fiat 1100 sulla quale erano fug-
Sorce Vincenzo detto Cec, i quali, con Bu- giti, dopo aver ucciso Calcedonio Di Pisa,
soetta Tommaso, erano abituali frequen- i due killers che questura e carabinieri in-
tatori del negozio. dicarono in Sorce Vincenzo e Giaconia Ste-
L'autovettura usata dagli assalitori ven- fano. Presente al delitto era un fratello del
ne rinvenuta il giorno successivo abbando- Gulizzi, Francesco Paolo, che tent anche
nata sotto una galleria ferroviaria di nuova di trattenere l'assassino. Egli aveva avuto
costruzione nella tratta Palermo-Trapani e modo, pertanto, di osservare l'omicida ed
risult appartenere alla ditta Maggiore che il suo complice, ma all'infuori di una vaga
ne aveva denunciato il furto. descrizione somatica non stato in grado
di fornire elementi utili per la loro identi-
Vittime designate erano certamente, ol-
ficazione. Analoghe dichiarazioni resero al-
tre a Giaconia Stefano e a Crivello Salva-
tri testi e le indagini non ebbero alcun
tore, Angelo La Barbera e Sorce Vincenzo
successo.
e, non a caso, come si vedr pi oltre, i
quattro erano riuniti nello stesso luogo, Come gi stato accennato, l'uccisione
costituendo cos un unico bersaglio per gli del D'Accardi Vincenzo fu ritenuta opera
assalitori. Che il La Barbera e il Sorce del gruppo La Barbera, cos come la morte
non siano rimasti feriti fu dovuto solo alla di Rosolino Gulizzi.
circostanza che gli stessi erano defilati al Carabinieri e squadra mobile, al termi-
tiro o secondo alcune testimonianze ne delle indagini condotte in stretta colla-
addirittura nel retrobottega della pesche- borazione, ritennero di poter suffragare
ria. questa ipotesi per i motivi che seguono:
Dopo solo tre giorni dall'azione del Il Gulizzi si era rifiutato di aderire alle
commando , e cio nel pomeriggio del ulteriori richieste del gruppo La Barbera
21 aprile, in via Empedocle Restivo, due quando si era reso conto che il conflitto
sicari abbatterono a colpi di rivoltella con la fazione avversaria aveva assunto
D'Accardi Vincenzo, inteso u mutriced- sviluppi imprevedibilmente drammatici.
du , mentre costui, chiuso il negozio, si
Per parte sua il D'Accardi, dopo l'at-
avviava, lungo la via Sant'Agostino di Pa-
tentato dinamitardo contro l'abitazione di
lermo, verso la propria abitazione.
Greco Salvatore, era stato officiato affinch
Egli non doveva aspettarsi quella vio- interponesse la sua opera di pacificatore
lenta fine perch, pur possedendo una ri- tra i gruppi in lotta. Vincenzo D'Accardi
voltella, non gli vennero rinvenute armi ad- aveva risposto che la cosa era possibile
dosso. sempre che il gruppo La Barbera non aves-
D'altra parte il D'Accardi aveva rag- se fatto altri colpi di testa e se ne fosse
giunto una et matura e, pur essendo un rimasto tranquillo.
uomo di mafia , era stato messo da parte. In proposito nel pomeriggio del 18
L'omicidio del D'Accardi venne addebi- aprile, nel cortile del mercato ittico di Pa-
tato dalle forze di polizia al gruppo La lermo aveva avuto luogo una animata di-
Barbera. scussione tra il D'Accardi, Butera Antoni-
La sera del 24 aprile 1963, cadeva un'al- no e Giaconia Stefano; la discussione si
tra vittima. L'elettrauto Gulizzi Rosolino era ripetuta al mattino del giorno 19 nello
veniva assassinato davanti la propria offi- stesso luogo e tra le stesse persone, mentre
cina di via Principe di Belmonte, a colpi a breve distanza sostava Crivello Salva-
di rivoltella, da un sicario che subito dopo tore, zio del Giaconia, ed altre due persone
si dileguava a bordo di una motocicletta indicate in Angelo La Barbera e Vincenzo
rossa pilotata da un complice. Sorce.
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Al termine della discussione il Gia- arco di 360 gradi. Ma ci che era pi rac-
conia ed i suoi amici si portarono nella pe- capricciante erano i resti di due corpi uma-
scheria di via Empedocle Restivo ove, dopo ni che dal punto dell'esplosione erano spar-
circa mezz'ora, avvenne la sparatoria. si, a pezzi, per un vasto settore.
A questo punto il La Barbera si ri- Le vittime del feroce attentato compiuto
tenne tradito dal D'Accardi, per avere que- con un congegno esplosivo erano Cesare
sti raccomandato a lui stesso di non pren- Manzella, proprietario della tenuta, ed il
dere alcuna iniziativa e ci mentre il suo fattore, Filippo Vitale.
predetto sapeva gi quanto doveva acca- Poco distante veniva rinvenuta una Fiat
dere di l a poco. Per questo motivo il La 600 con la quale il Manzella si era recato,
Barbera, che tra l'altro ritenne che il D'Ac- come di consueto, nella tenuta. Su un se-
cardi avesse segnalata la sua presenza agli dile della macchina venne rinvenuto il fo-
avversari, decise di riprendere l'offensiva, dero di una rivoltella, una Colt calibro 32
eliminando per primo il traditore D'Ac- regolarmente denunciata, che fu trovata a
cardi, e poi il Gulizzi che aveva detto di 20 metri dal punto dell'esplosione con il
volersi ritirare dalla lotta, dimostrando cos calcio leggermente distorto e 6 cartucce,
la sua latente intenzione di disertare. ancora inesplose, nel tamburo. Ci fa pen-
Dalla discussione avvenuta nel cortile sare che all'atto dell'esplosione il Manzella
del mercato ittico si avuta conferma da aveva in pugno la rivoltella.
uno dei partecipanti e precisamente da Bu- L'autovettura distrutta era una Giulietta
tera Antonino, il quale ha ammesso di aver di colore antracite, rubata a Palermo il 2
parlato con il Giaconia e con il D'Accardi, aprile dello stesso anno.
sostenendo per che la conversazione si Don Cesare Manzella, notissimo
era svolta su questioni di appoggi eletto- capo mafia di Cinisi, era un ex emigrato
rali. negli U.S.A. dove si era arricchito all'om-
Evidentemente, il Butera, da vecchio bra del gangsterismo americano, con il traf-
mafioso, non poteva andare oltre nelle sue fico degli stupefacenti. Tornato in patria,
ammissioni . aveva conservato i legami con l'organizza-
Alle 7,40 del 26 aprile del 1963, un pau- zione delinquenziale degli U.S.A., dove di
roso boato faceva sussultare l'abitato di tanto in tanto si recava.
Cinisi, un piccolo centro costiero poco di- Raggiunta una florida posizione econo-
stante da Palermo. La fragorosa esplosione, mica, aveva badato a circondarsi dell'au-
avvertita da tutti gli abitanti, proveniva reola di benefattore, facendosi promotore
dalla tenuta di don Cesare Manzella, di istituti di beneficienza, mantenendo l'at-
sita in contrada Monachelli, un vasto e ric- teggiamento dell'uomo ligio ai doveri del-
co agrumeto posto oltre la periferia del l'onesto cittadino e riuscendo cos a cat-
centro abitato. tivarsi la stima di gran parte della societ
Lo spettacolo che si offriva ai carabi- provinciale.
nieri di Cinisi, per primi giunti sul posto Ma, in effetti, dal suo fascicolo perso-
su indicazione del figlio del Manzella, era nale della stazione dei carabinieri di Cinisi,
terrificante. Sulla strada privata che dal- nella proposta di diffida redatta sin dal
l'ingresso conduce ad una costruzione sita 1958, si legge:
al centro della tenuta, era visibile il cra-
tere provocato dall'esplosione. Tutto in- ...L'individuo in oggetto il capo mafia
torno gli alberi erano privi di foglie ed ina- di Cinisi.
riditi dalla fiammata dell'esplosione. di carattere violento e propotente.
A breve distanza dal cratere giacevano, a capo di una combriccola di pre-
fumanti, i resti dell'avantreno di un'auto- giudicati e mafiosi, composta dai fratelli
vettura, mentre le altre parti erano state Battaglia , cio Badalamenti Gaetano,
proiettate a decine di metri e nell'intero Cesare e Antonio, dediti ad attivit illecita,
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

non escluso il contrabbando di stupefa- anche dalla sua partecipazione ai matrimo-


centi. ni di Stefano Bontate con Margherita Te-
Il Manzella Cesare individuo scaltro resi e di Mimma Greco con Antonio Salo-
con spiccata capacit organizzativa, per cui mone.
gode un ascendente indiscusso fra i pre- Inoltre, nel corso di una minuziosa ispe-
giudicati e mafiosi del luogo e quelli dei zione effettuata sul luogo dell'esplosione, i
paesi vicini, quali Carini, Torretta, Terra- carabinieri rinvenivano, in un brandello dei
sini, Partinico, Borgetto e Camporeale che pantaloni del Manzella proiettato su di un
continuamente lo avvicinano. Tale suo albero, il portafoglio intatto del defunto
ascendente fa s che le malefatte compiute che, oltre ad una piccola somma di denaro,
dai suoi accoliti non vengano nemmeno conteneva:
denunziate all'autorit costituita. Per tale
motivo ed anche perch la sua funzione si un volantino di propoganda eletto-
esplica e si limita alla sola organizzazione rale sul cui retro era scritto: L. Leoluca
della delinquenza e della mafia, sempre nato il 15 febbraio 1928 a Corleone viale
sfuggito ai rigori della legge. Gennaro, 4 patente rilasciata il 28 gennaio
1961, n. 3250 dalla prefettura di Palermo ;
Infatti, incensurato.
Per la consumazione dei crimini si un foglio quadrettato da notes, su cui
serve esclusivamente di sicari. si poteva leggere: Palazzolo Giovanni fu
In luogo corre voce che la soppres- Giovanni di anni 79 vaccaro coniugato, via
sione di Vitale Damiano e Alfano Vincenzo, dei Monti n. 1 sottosuolo a destra n. 16,
avvenuta recentemente in territorio di Ca- morto il 19 gennaio 1946 si rinnova sosta
rini, sia stata sentenziata da lui, in quanto lire 15.000 deve essere Antonino ;
i due uccisi si erano dati ai furti di bovini. un foglietto da agenda sulla cui pa-
comunque certo che i pochi ma gra- gina recante a stampa la data dicembre
vi delitti venuti alla luce nel territorio di 25 marted - 26 mercoled era scritto a
Cinisi, siano stati da lui sentenziati. matita: 85871 Villa Florio dietro ore 7
Non si spiegherebbe diversamente, in- era Tot .
fatti, che un capomafia, quale il Manzella,
tolleri nel suo territorio la consumazione Le generalit scritte sul volantino elet-
di attivit illecite senza i suo benestare. Tra torale corrispondono a quelle di Leggio
tali delitti devesi ricordare, oltre al du- Leoluca, individuo affiliato al gruppo di Lu-
plice omicidio Vitale e Alfano, peraltro con- ciano Leggio con il quale il Manzella era
sumato nel limitrofo territorio di Carini, legato da vincoli di buona amicizia.
i vari contrabbandi di sigarette e stupefa- Il contenuto del secondo appunto aveva
centi, per i quali sono stati denunziati ap- riferimento all'acquisto di un loculo o un
punto individui appartenenti alla cricca ca- terreno cimiteriale.
peggiata dal Manzella. Il terzo appunto assumeva, invece, un
significato importantissimo in considerazio-
Il Manzella stesso ha ottima posizio-
ne del fatto che il numero 85871 altro non
ne economica consistente in propriet im-
era che il numero di targa di una Fiat 600
mobiliare (terreni a coltura intensiva, giar-
intestata a Sorce Vincenzo, il Cec , si-
dini, oliveti ed altro, nonch fabbricati,
cario al servizio di Angelo La Barbera. La
tutti nel comune di Cinisi) il tutto valutato
data sotto la quale l'appunto stato preso
per 20 milioni circa.
quella in cui Calcedonio Di Pisa stato
Per quanto sopra si propone il Man- ucciso poco prima delle 19; Villa Florio
zella per la diffida prevista dall'articolo 1 o Via di Villa Florio sono ambedue vicine
della legge 27 dicembre 1956, n. 1423 . alla piazza Principe di Comporeale. Il Tot
La dimostrazione dei buoni rapporti te- pu benissimo essere identificato in Salva-
nuti dal Manzella con i vari mafiosi, si ha tore La Barbera, scomparso dopo pochi gior-
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V LEGISLATURA DOCUMENTI DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

ni dall'uccisione del Di Pisa, amico e pu- gno a numerosi colpi d'arma da fuoco, su-
pillo del Manzella, la cui abitazione fre- bito dopo essere uscito dall'abitazione del
quentava spesso. suo amico Guido Ferrara e mentre stava
Alla luce degli elementi raccolti in se- per salire sull'autovettura lasciata in sosta
guito alla orribile fine del Manzella, gli in- nella via Regina Giovanna.
quirenti ritennero che fu proprio Angelo La Al momento dela sparatoria egli era ac-
Barbera a volere la morte del Manzella, compagnato da Ulizzi Giuseppe, da Ferrara
uno dei promotori della riunione del tri- Guido che lo ospitava, e da certa Giusep-
bunale di mafia che, inquisendo sull'ope- pina Zardoni, amica del Ferrara.
rato di Salvatore La Barbera ne decret Che l'agguato teso al La Barbera sia
la soppressione e la scomparsa, per avere opera del gruppo mafioso avversario non
costui ingiustamente assassinato l'intra- sembra da porre in dubbio, sia per le ca-
prendente Calcedonio Di Pisa. ratteristiche modalit gi sperimentate in
Angelo La Barbera, sapendosi braccato precedenti analoghi crimini, sia per la pre-
da tutta la mafia coalizzatasi contro di lui senza in quei giorni a Milano di Ulizzi Giu-
(i suoi seguaci erano gi in via di decima- seppe, Giunta Luigi, Sorce Vincenzo e Pomo
zione ed egli stesso era miracolosamente Giuseppe.
scampato all'attentato della pescheria Im- Cosa facevano costoro a Milano se non
pero), aveva voluto, distruggendo il corpo studiare con il loro capo un nuovo piano
del Manzella, dimostrare che la sua ven- criminoso da attuare a Palermo ? Rimane,
detta riusciva comunque a raggiungere i tuttavia, da stabilire chi dei predetti indi-
principali responsabili della morte di suo vidui ha segnalato la presenza del La Bar-
fratello. bera per fargli tendere l'imboscata. Evi-
Il delitto di Cinisi non poteva, per ov- dentemente, altri gregari del La Barbera
viamente, rimanere senza risposta, perch ritennero di seguire l'esempio di Buscetta
mentre Angelo La Barbera, anche se attor- Tommaso e di Antonio Porcelli allontanan-
niato da un branco di killers, era rimasto dosi da colui che era stato ormai condan-
praticamente solo, contro di lui si era coa- nato dalla mafia palermitana.
lizzata tutta la mafia rappresentata dai Gre- Angelo La Barbera ebbe per una for-
co di Ciaculli, da Luciano Leggio da Cor- tuna migliore delle sue vittime e, anche se
leone, da Salomone di San Giuseppe Jato, gravemente ferito, riusc a ristabilirsi dopo
da Coppola di Partinico, da Badalamenti un certo periodo di cure.
di Cinisi, da Citarda di Cruillas, da Panno Naturalmente, dall'ospedale ove era sta-
di Casteldaccia e dai numerosi sicari pronti to ricoverato subito dopo il suo ferimento
a sparare per loro. passato al San Vittore, perch nel frat-
La notte tra il 23 e il 24 giugno del 1963 tempo a suo carico era stato emesso man-
a Milano, Angelo La Barbera viene fatto se- dato di cattura per i reati sin qui citati.
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III. - LA STRAGE DI CIACULLI E GLI AVVENIMENTI SUCCESSIVI

Contrariamente ad ogni logica aspetta- Ora, mentre i gruppi mafiosi di Paler-


tiva, l'arresto di La Barbera e le denunce mo-occidentale fremevano per l'assegnazio-
di numerosi esponenti mafiosi non riporta- ne delle cariche, gli esponenti della mafia
rono la calma nella citt di Palermo tanto di Palermo-orientale temporeggiavano con
scossa dall'ondata di violenza del periodo l'evidente scopo di attendere una completa
precedente. Dopo soli 25 giorni, cinque chiarificazione della situazione che appa-
gravi delitti si verificarono a brevissima di- riva ancora piuttosto confusa.
stanza l'uno dall'altro portando sgomento Forse il gruppo Greco della mafia di
nell'opinione pubblica isolana e nazionale Palermo-orientale intendeva affidare le cari-
e grave preoccupazione fra le autorit. An- che rimaste scoperte ad uomini di propria
che le forze di polizia che ritenevano di fiducia; ma il pi valido motivo del ten-
aver concluso le indagini, condotte con en- tennamento era dovuto alla ventilata no-
comiabile spirito di sacrificio, rimasero di- mina a vice capo di Buscetta Tommaso, la
sorientate dinanzi ai nuovi crimini. cui eventuale ascesa avrebbe reso inutile
Evidentemente l'ambiente mafioso, gi la lotta intrapresa e portata a termine con-
scosso dagli avvenimenti che avevano rotto tro i La Barbera, poich si conosceva il suo
il suo equilibrio interno, dalle denunce e temperamento aggressivo, l'indole malvagia
dagli arresti di numerosi elementi, era alla e la sua spiccata capacit a delinquere.
ricerca di un nuovo equilibrio che colmasse Anche Pietro Torretta, uomo di ri-
il vuoto di potere creatosi nella famiglia spetto della borgata Uditore, cominciava
di Palermo-centro per la mancanza di un ad agitarsi dato che, eliminati i La Barbera
capo e per la defezione di quanti avevano dei quali si sentiva il legittimo successore,
deciso di abbandonare Angelo La Barbera, riteneva di dover far valere i propri diritti
il capo ora arrestato ma gi da tempo in alla successione anche a costo di riprendere
contrasto con l'organizzazione e con quelle la lotta contro il gruppo Greco.
famiglie che rappresentavano l'ordine Ed era proprio il Torretta che decideva
costituito . per primo di passare all'azione eliminando
Molti ritennero perci necessario ed ur- quanti si opponevano alla sua elezione
gente che si procedesse alla nomina di un e, tra questi, i suoi maggiori oppositori:
capo e di un vicecapo, in sostituzione di Conigliaro Girolamo e Garofalo Pietro.
Angelo La Barbera e di Rosario Mancino I due furono invitati in casa Torretta
che avevano rivestito tali cariche. che, tra l'altro, oltre ai motivi connessi alla
Tra i maggiori fautori di una immediata gerarchia mafiosa, aveva altri vecchi conti
nomina erano alcuni killers dei La Bar- da regolare con il Conigliaro, dal quale in-
bera passati al gruppo avverso e tra di tendeva conoscere la verit in merito alla
essi il pi qualificato era Tommaso Bu- uccisione di Grasso Girolamo e del di lui
scetta, tra l'altro sospettato di aver preso figlio Gaetano.
parte all'attentato subito da Angelo La Bar- II Torretta sapeva infatti che all'elimi-
bera a Milano. nazione del Grasso, decretata dal gruppo
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Greco-Leggio, aveva partecipato il Coni- via Sciuti, veniva ucciso da due giovani
gliaro che, pur essendo amico del Grasso, che, affacciatisi sulla porta del negozio,
aveva egualmente accettato l'incarico, assu- sparavano su di lui, allontanandosi subito
mendo il ruolo di traditore . dopo a bordo di un'auto che attendeva nei
Sta di fatto, per, che il piano ordito pressi.
dal Torretta per far parlare i suoi ospiti Il Leonforte che veniva considerato il
fall, perch appena il Conigliaro ed il Ga- capomafia di Ficarazzi, appoggiava incon-
rofalo si accorsero della presenza in casa dizionatamente il gruppo Greco e nutriva
Torretta di loro temibili avversari quali il propositi di raggiungere posizioni di premi-
Buscetta ed altri, capirono che la loro sorte nenza nella gerarchia della mafia cittadina.
era segnata e cercarono inutilmente scam-
po nella fuga: uno venne ucciso nella stes- 30 giugno 1963 - In Villabate, davanti
sa stanza ove si stava svolgendo il ragio- al garage di Giovanni Di Peri, si verificava
namento e l'altro, colpito mentre stava una violenta esplosione in conseguenza
scappando attraverso un balcone, mor della quale trovavano la morte il guardiano
poco dopo durante il trasporto in ospedale. del garage stesso, Pietro Canizzaro e il for-
Siamo al 19 giugno del 1963, e da que- naio Giuseppe Tesauro che transitava nella
sta data inizia una nuova catena di cri- zona per recarsi al lavoro. L'esplosione era
mini. stata provocata da una Giulietta rubata,
Resi ormai di pubblico dominio gli in- opportunamente attrezzata ed innescata.
tendimenti del Torretta e del Buscetta, essi
30 giugno 1963 - Verso le ore 11,30
si vedono costretti a difendersi pi dalla
tale Prestifilippo Francesco avvertiva tele-
prevedibile violenta reazione degli avver-
fonicamente i carabinieri della stazione di
sari che non dalla possibilit di incappare
Roccella che nel fondo Sirena si trovava
nei rigori della legge. Come linea difensi-
in sosta un'auto Giulietta con gli spor-
va adottano quella che stata sempre de-
telli aperti, presumibilmente carica di esplo-
finita la migliore tattica al riguardo: l'of-
sivo poich era visibile un tratto di miccia
fesa in ragione della propria difesa.
bruciata, innescata ad una bombola di gas.
Ed allora prima ancora di soccombere, Venivano chiamati gli artificieri che to-
passano all'attacco e si hanno cos: glievano la bombola dal sedile posteriore;
ritenendo che non vi fosse pi pericolo,
22 giugno 1963 - Nella via Piedilegno
alcuni dei presenti si avvicinarono all'auto-
di Palermo viene ucciso da tre individui,
vettura per rendersi conto della natura
che erano a bordo di una Giulietta, un al-
dell'ordigno e per le ulteriori constatazioni.
tro pericoloso killer, Diana Bernardo, ap-
Proprio in quel momento si verificava
partenente alla mafia di Villagrazia, men-
una potentissima esplosione. Sette militari
tre si recava in quella via per accompagna-
delle forze di polizia e dell'esercito rima-
re il suo amico Mancuso Salvatore.
nevano uccisi nell'adempimento del loro
Il Diana non era solito recarsi in via dovere. I loro corpi, investiti dall'esplo-
Piedilegno e per questo motivo sorse il sione, vennero letteralmente dilaniati.
dubbio che il Mancuso avesse attirato il
Diana in un tranello.
Secondo notizie raccolte all'epoca dagli L'enorme impressione suscitata nell'opi
inquirenti, nella Giulietta si trovavano Bu- nione pubblica e nelle stesse autorit dalla
scetta Tommaso ed i suoi amici Sorce Vin- strage di Ciaculli determin una vigorosa
cenzo e Badalamenti Pietro. reazione, che port ad un periodo di quie-
scenza quasi assoluta dell'attivit crimino-
27 giugno 1963 - Il capomafia Ema- sa in Sicilia tanto da far erroneamente
nuele Leonforte, mentre si trovava nell'in- ritenere che il fenomeno fosse stato se non
terno del supermercato di via Lazio, angolo debellato, quanto meno ridotto nei limiti
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della delinquenza comune: inviati al sog- pi efficiente (anche perch pi mimetiz-


giorno obbligato o arrestati in attesa del zato) di quello dell'isola o semplicemente,
giudizio i pi temibili capimafia, resa pi quando lo ritenevano pi pratico e pi con-
vigile e pi attenta l'opera delle forze di veniente, dandosi alla latitanza.
polizia e, in generale, di tutti gli organi Alcuni, scontato il periodo di soggiorno,
dello Stato, sensibilizzata l'opinione pub- sono tornati in Sicilia; altri hanno prefe-
blica isolana perch, anche con atti indi- rito trasferirsi in diverse citt (Roma, Mi-
viduali di coraggio e di coscienza civile, lano, Torino) che, per la presenza in al-
contribuisse a combattere il fenomeno, le cune zone periferiche di vere e proprie co-
file della mafia sembrarono veramente lonie di siciliani dalle attivit sospette, fan-
scompaginate. no temere il pericolo, in parte gi realiz-
La calma durata, per, poco pi di zatosi, di una esportazione del fenomeno
un quinquennio, anche se sembra possibile mafioso.
affermare che la nuova catena di delitti N risolutivi sono stati gli effetti dei mag-
verificatisi a Palermo in un'epoca recente giori processi di mafia, nonostante la cir-
sia ancora una volta il segno di una grave costanza che essi siano stati celebrati per
crisi in cui si dibattono le cosche mafiose legittima suspicione in altra sede: se si
fino a determinare gesti criminosi, dispe- esaminano i risultati del processo di Catan-
rati ed estremi che una mafia in pieno zaro che pi degli altri interessa in que-
vigore non compirebbe o non lascerebbe sta sede perch riguardava proprio i fatti
compiere. certo, comunque, che molte- che, a cavallo degli anni '60, hanno fune-
plici sono i fattori per cos dire tecnici stato Palermo per lo scontro sanguinoso
che hanno consentito questo allarmante ri- e violento fra i Greco e i La Barbera, ap-
gurgito di violenza, il quale (come meglio pare evidente che alla coraggiosa sentenza
si vedr pi oltre) pu essere inquadrato istruttoria del giudice Terranova non ha
nei suoi episodi pi rilevanti nel clima di fatto riscontro una adeguata, approfondita
tensione provocato dalla sorda lotta fra valutazione da parte dei giudici di Catan-
due cosche rivali che, pur non definite zaro. Gli effetti del processo sono stati al-
esattamente nella loro composizione e nelle quanto limitati: su 117 imputati, 60 sono
sotterranee alleanze, possono essere grosso stati mandati assolti e tutti gli altri (i Gre-
modo considerate come facenti capo ri- co, i La Barbera, i Buscetta, i Mancino)
spettivamente al gruppo Greco-Leggio e a sono stati condannati per reati minori ri-
quello La Barbera-Mancino-Torretta. Que- spetto all'immenso peso di accuse che gra-
sti fattori sono costituiti, in primo luogo, vava su di loro. La mafia ha potuto cos
dalle capacit di adattamento, di immu- riconfermare la propria caratteristica pi
nizzazione alle misure antimafia fin qui agghiacciante: quella cio di riuscire a sfug-
adottate che hanno mostrato tutti i pi gire tra le maglie della giustizia, procu-
grossi capimafia: passata la piena senza randosi sempre e comunque l'impunit per
che si fosse inciso fino al fondo sui legami i propri delitti attraverso l'imposizione del-
sottili ma saldissimi e molteplici che con- la ferrea legge dell'omert, dell'intimida-
sentono alla mafia di operare, i mafiosi di zione, della minaccia, della paura, delle ri-
maggiore prestigio (e via via, poi, sul loro trattazioni giudiziali, legge i cui effetti sono
esempio, tutti gli altri) hanno imparato a stati forse aggravati dalla circostanza (pur
superare lo choc del soggiorno obbligato apprezzabile per altri motivi) che a giudi-
e della sorveglianza di polizia, annullano care non sono stati uomini che conosces-
le distanze con i pi veloci mezzi di comu- sero fino in fondo il senso di un mezzo
nicazione o con il telefono, ricostituendo diniego, di una ritrattazione forzata, di un
intorno a s un entourage di consiglieri, indizio che, pur se non pienamente pro-
portaordini ed esecutori, pi piccolo ma bante, l'unico mezzo di prova che la mafia
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ha consentito di portare nelle aule giudi- I delitti che pi probabilmente si pon-


ziarie. gono nel solco degli avvenimenti del 1959-
Del resto, quanti sono stati condannati 1963 sono comunque i seguenti:
sono usciti assai presto dalle carceri: il
decreto-legge del 1 maggio 1970, pur tanto 7 luglio 1966 - Nel rione Borgo Nuovo
apprezzabile sotto il profilo giuridico per le di Palermo viene ucciso a colpi di lupara
garanzie che offre agli imputati, stato un Francesco Mazzara, elemento in ascesa nel-
elemento di fatto dirompente nei confronti la mafia della borgata Uditore, gi regno
di processi di mafia per i quali alle note di Pietro Torretta al quale voleva forse
disfunzioni dell'amministrazione della giu- sostituirsi approfittando del suo stato di
stizia, si aggiungono le difficolt del reperi- detenzione. Il delitto rimasto opera di
mento di indizi e di prove, gli ostacoli a ignoti.
volte capziosi e meramente defatigatori
12 marzo 1969 - Viene ucciso a colpi
frapposti dagli avvocati di parte, la com-
di lupara davanti alla propria abitazione
plessit, infine, dei processi celebratisi pi
di Palermo il costruttore edile Giuseppe Bo-
di recente tanto per il numero degli impu-
logna. Per tale omicidio furono incriminati
tati quanto per i capi di accusa addebitati
Giuseppe Sirchia e Francesco Gambino en-
ai singoli.
trambi reduci dal processo di Catanzaro
Per effetto del decreto sui termini della
e affiliati alla cosca di La Barbera-Torretta.
custodia preventiva, dunque, La Barbera,
Furono successivamente prosciolti perch
Torretta, Mancino ed i loro gregari che non
vennero meno gli indizi a loro carico.
erano riusciti a darsi alla latitanza, come
hanno potuto invece i Greco e i Leggio (o 10 dicembre 1969 - Strage di via Lazio.
non lo avevano forse neanche voluto per Un gruppo di persone, alcune delle quali
salvaguardare la loro immunit fisica), pur travestite da guardie di pubblica sicurezza,
condannati, sono tornati in libert dopo irrompono negli uffici del costruttore edile
aver pagato con estrema facilit le cauzioni Salvatore Moncada aprendo il fuoco sui pre-
loro imposte. senti, che rispondono con le armi. Nello
Nella sua arringa il pubblico ministero scontro morivano Michele Cavatajo, con-
di Catanzaro aveva per avvertito il peri- dannato a quattro anni (due condonati) a
colo che, prosciolti o comunque liberati, gli Catanzaro ed elemento di spicco della co-
aderenti, alla cosca La Barbera-Torretta sa- sca La Barbera-Torretta; il pregiudicato
rebbero stati oggetto di nuovi sanguinosi Francesco Tumminella e i dipendenti del-
regolamenti di conti, allungando cos la tri- l'impresa Salvatore Bevilacqua e Giovanni
ste catena di omicidi che il predominio sulla Don. Rimasero feriti i figli del Moncada,
citt di Palermo ha provocato. Filippo ed Angelo.
Cos stato, e l'esplosione di violenza Per il delitto fu subito denunciato Fran-
culminata nel rapimento di Mauro De Mau- cesco Sutera; vennero inoltre successiva-
ro, nell'omicidio Ciuni, nell'uccisione del mente incriminati Galeazzo Giuseppe, Riz-
dottor Scaglione e del suo autista deriva zuto Salvatore, Fidanzati Gaetano, Lo Pre-
certamente, anche se alcuni episodi non sti Salvatore (tutti attualmente detenuti)
sono direttamente inquadrabili (almeno per nonch Alberti Gerlando, irreperibile ed ele-
il momento) nel contrasto fra i Greco e i mento di spicco gi affiliato alla cosca La
La Barbera, da un clima di violenza che Barbera ed attualmente assai vicino a Lu-
trae sempre nuova esca da quel contrasto, ciano Leggio e ai Greco.
reso pi aggrovigliato e complesso dalle II Sutera e l'Alberti erano stati giudicati
nuove alleanze fra i gruppi e dall'intrico a Catanzaro e subito posti in libert.
di interessi inconfessabili che si nascondono
dietro la facciata delle manifestazioni di 30 novembre 1970 - Quattro pregiudi-
aperta violenza. cati palermitani si portano a Castelfranco
186
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Veneto (Treviso) a bordo di due autovet- 29 aprile 1971 - Viene ucciso a Milano
ture precedentemente rubate nelle quali Antonio Matranca, amico di Torretta, di Di
avevano occultato mitra e lupare. stato Martino, di Buscetta e di altri mafiosi.
accertato che intendevano attentare alla vita Rinviato a giudizio per associazione per
di Giuseppe Sirchia, all'epoca in soggiorno delinquere, stato assolto dalla corte di
obbligato in quel comune. assise di Catanzaro.
Gli attentatori sono stati identificati in Sono in corso indagini.
Galeazzo Giuseppe, Lo Presti Salvatore, Riz-
zino Salvatore e Fidanzati Gaetano, indi-
A parte i primi due, fra i fatti di sangue,
ziati poi quali responsabili anche della
ora citati, sembra possibile attribuire tutti
strage di via Lazio.
gli altri ad un unico intento criminoso di-
25 marzo 1971 - Nella borgata Uditore retto alla sistematica eliminazione degli
viene ucciso a colpi di lupara il mafioso uomini vicini al Torretta e ai La Barbera.
Francesco Di Martino, gi indicato come N da escludere che, mentre da un lato
killer della cosca capeggiata da Pietro Tor- anche altri e pi clamorosi fatti di sangue
retta. siano da inserire in un tale contesto, dal-
Denunciato per l'omicidio di Gambino l'altro la catena di delitti contro i reduci
Salvatore e per associazione per delinquere, del processo di Catanzaro possa proseguire,
stato assolto dalla corte di assise di Ca- alimentando cos ulteriormente questa nuo-
tanzaro e subito scarcerato. va fiammata di violenza che dal dicembre
Le indagini sono tuttora in corso. del 1969 si abbattuta su Palermo.
CENNI BIOGRAFICI SU TOMMASO BUSCETTA
INDICE

1. - La personalit di Tommaso Buscetta pag. 189

2. - Contrabbando e traffico di stupefacenti 192

3. - Precedenti penali 195

4. - Considerazioni conclusive 199


189
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1. - LA PERSONALIT DI TOMMASO BUSCETTA

Tommaso Buscetta, inteso Masino , si era recato allo scalo ferroviario di Bran-
uno dei pi audaci e spregiudicati contrab- caccio per ritirare o svincolare della merce.
bandieri palermitani, legato a gruppi ma- Nel momento in cui scendevano dall'auto-
fiosi dediti a questo delittuoso traffico e ad mobile (particolare che coincide con quanto
altri interessi di natura illecita. riferito dai familiari di Pisciotta e Carollo
Secondo alcune testimonianze raccolte circa l'allontanamento di costoro a bordo
dall'autorit giudiziaria che ha istruito i dell'autovettura Fiat 1100 appartenente al
processi a suo carico, si tratta di un indi- Carollo) furono affrontati dai fratelli La
viduo privo di scrupoli e prepotente, bo- Barbera, da Gnoffo Salvatore e da Tom-
rioso e vanitoso, tanto da millantare ami- maso Buscetta, i quali, tenendoli sotto la
cizie e relazioni altolocate . minaccia delle pistole che impugnavano,
Incontrava con una certa assiduit i fra- costrinsero Pisciotta e Carollo a montare
telli La Barbera e manteneva buoni rap- a bordo dell'autovettura con cui li avevano,
porti con i Greco di Ciaculli, con Riina evidentemente, seguiti, e si allontanarono
Giacomo di Corleone e con altri mafiosi rapidamente, mentre Gnoffo Salvatore si
di Palermo e provincia. poneva al volante dell'automobile del Ca-
La sua personalit e i legami con ma- rollo, lasciando a terra il Ricciardi al quale
il Pisciotta stesso aveva rivolte delle parole
fiiosi di rango, dimostrano che il Buscetta
di rassicurazione.
godeva di una solida posizione di prestigio
nell'ambiente mafioso. Da quel momento non si ebbe pi
Inizialmente era particolarmente legato alcuna notizia di Pisciotta Giulio e Carollo
ai La Barbera insieme con i quali ha at- Natale e non vi dubbio, dati i tragici
tuato una lunga serie di azioni mafiose precedenti, che costoro siano stati uccisi
che vanno dall'estorsione al ricatto, dalle ed i loro cadaveri soppressi... .
minacce alle angherie in danno di costrut- A seguito della lotta scatenatasi tra la
tori edili, autotrasportatori e commercianti cosca dei Greco e quella dei fratelli
e che ben presto raggiunsero reati molto
Angelo e Salvatore La Barbera la compagi-
pi gravi, come risulta dalla sentenza istrut-
ne mafiosa palermitana sub continue mo-
toria del 23 giugno 1964 a proposito, per
difiche. Ebbero la meglio i primi e Salva-
esempio, della sparizione di Pisciotta e di
tore La Barbera scomparve improvvisa-
Carollo.
Il giudice istruttore del tribunale di Pa- mente il 17 gennaio del 1963, mentre, alcu-
lermo, dottor Cesare Terranova, cos de- ni mesi dopo, ignoti killers tentarono di
scrive l'episodio: ...quanto alla sparizione uccidere Angelo, da qualche tempo assurto
di Pisciotta Giulio e Carollo Natale, avve- al rango di capomafia e costretto per a
nuta, il 2 ottobre 1960, la dichiarazione del rifugiarsi al nord Italia poich nel frat-
Ricciardi ha un valore ancora pi grave, tempo molti suoi seguaci avevano diser-
perch egli fu testimonio oculare della cri- tato dai suoi ranghi. Uno di questi fu pro-
minosa vicenda. Quel giorno infatti il Ric- prio Tommaso Buscetta che, come vedre-
ciardi in compagnia di Pisciotta e Carollo mo, approfitt della situazione per tentare
190
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la scalata ai primi posti della cosca ma- tilata nomina a vice-capo di Tommaso Bu-
fiosa capeggiata da Angelo La Barbera. scetta spinse i Greco a chiedere che fosse
La notte del 24 giugno del 1963 in Mi- rinviata ogni decisione in proposito perch
lano, Angelo La Barbera, subito dopo avere la sua eventuale ascesa nella mafia di Pa-
lasciato l'abitazione del suo amico Guido lermo-centro avrebbe reso inutile la lotta
Ferrara e nel momento in cui stava per intrapresa contro i La Barbera, dato il tem-
montare sulla propria autovettura lasciata peramento aggressivo, l'indole malvagia e
in sosta in via Regina Giovanna, venne fat- la spiccata capacit a delinquere del Bu-
to segno a numerosi colpi d'arma da fuoco. scetta.
Il La Barbera reag sparando a sua Anche Pietro Torretta, uomo di ri-
volta in direzione dei suoi attentatori, ma spetto della borgata Uditore, comin-
rimase gravemente ferito e fu quindi rico- ciava ad agitarsi: eliminati i La Barbera,
verato in ospedale, da dove pass a San dei quali si sentiva il legittimo successore,
Vittore perch nel frattempo il giudice riteneva infatti di aver diritto ad essere
istruttore di Palermo aveva emesso a suo nominato capo della cosca di Palermo-cen-
carico mandato di cattura per una serie tro anche a costo di riprendere la lotta
di reati commessi nel corso della lotta contro il gruppo dei Greco.
contro la cosca mafiosa capeggiata dai Ed erano appunto il Torretta ed il
Greco. Buscetta a decidere di passare all'azione
Il ferimento e il successivo arresto di allo scopo di eliminare quanti si oppone-
Angelo La Barbera avevano determinato un vano alla loro elezione, scegliendo i mag-
disorientamento generale ed avevano creato giori oppositori: Conigliaro Girolamo e Ga-
un vuoto nella famiglia mafiosa di Pa- rofalo Pietro che, invitati in casa Torretta
lermo-centro , sia per la mancanza di un per un ragionamento , vennero uccisi.
capo, sia per la defezione di numerosi gre- Il crimine del 19 giugno del 1963 e da
gari che avevano abbandonato La Barbera. questa data inizia a Palermo una nuova
Anche altre famiglie erano rimaste catena di delitti.
disorientate per l'arresto e lo stato di lati- Resi ormai di pubblico dominio gli in-
tanza di alcuni loro componenti, per cui tendimenti del Torretta e del Buscetta, essi
molti ritennero necessario ed urgente pro- si vedono in un primo momento costretti
cedere alla nomina di un capo e di un a difendersi pi dalla prevedibile violenta
vicecapo in sostituzione di Angelo La Bar- reazione della parte avversaria che dalla
bera e di Rosario Mancino che in passato possibilit di incappare nei rigori della
avevano rivestito tali cariche. legge. Come linea difensiva adottano quella
che stata sempre definita la migliore tat-
Tra i maggiori fautori di una immedia-
tica al riguardo: l'offesa in ragione della
ta nomina erano alcuni killers dei La Bar-
propria difesa. Si registrano cos a Paler-
bera passati al gruppo avverso, e tra essi
mo altri quattro gravi crimini:
il pi qualificato era Tommaso Buscetta,
peraltro sospettato dalle forze di polizia 22 giugno 1963 uccisione del killer
e dagli ambienti mafiosi di Palermo di Bernardo Diana; secondo notizie dell'epoca
aver preso parte all'attentato subito da raccolte dagli inquirenti, autori del delitto
Angelo La Barbera a Milano. sarebbero stati il Buscetta con i suoi fidi
Gli esponenti della mafia di Palermo- amici, Sorce Vincenzo e Baldalamenti
orientale preferivano invece attendere la Pietro;
completa chiarificazione della posizione dei
singoli aspiranti. Forse il gruppo dei Greco, 27 giugno 1963 uccisione del mafio-
capi-mafia di Palermo-orientale, intendeva so Emanuele Leonforte; veniva considerato
affidare le cariche ad uomini di propria il capomafia della borgata Ficarazzi, incon-
fiducia; ma probabile che proprio la ven- dizionatamente amico dei Greco;
191
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30 giugno 1963 attentato dinami- tutte le autorit, centrali e locali, dello


tardo a Villabate davanti al garage di Gio- Stato e provoc anche, di conseguenza, la
vanni Di Peri; rimanevano uccisi il guar- fuga precipitosa di numerosi boss mafiosi.
diano del garage, Pietro Cannizzaro, e il Anche il Buscetta, gi colpito da un
fornaio, Giuseppe Tesauro, che passava oc- primo mandato di cattura emesso in data
casionalmente dinanzi al garage. L'esplo- 15 giugno 1963, si rese irreperibile, fa-
sione era stata provocata da una Giulietta cendo perdere completamente ogni sua
rubata, opportunamente attrezzata e inne- traccia. Solo nel 1970, per puro caso, pos-
scata; sibile accertare la sua presenza a Milano,
ove viene sorpreso insieme con Badala-
30 giugno 1963 esplosione di altra
menti Gaetano, noto contrabbandiere di
Giulietta nel fondo Sirena di Ciaculli; rima-
tabacchi e di stupefacenti di Cinisi (Pa-
nevano orrendamente uccisi sette militari
lermo). Non per tratto in arresto per-
delle forze di polizia e dell'esercito.
ch, in possesso di documenti falsi, non
Quest'ultimo grave episodio delinquen- viene riconosciuto: ma di ci si dir pi
ziale determin una vigorosa reazione di ampiamente in seguito.
192
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2. - CONTRABBANDO E TRAFFICO DI STUPEFACENTI

Nato a Palermo il 13 luglio del 1928 da del fratello nello svolgimento della sua
una famiglia di modeste condizioni econo- attivit affaristica .
miche, il Buscetta, nella prima giovinezza Sono significative, in proposito, le di-
non fa parlare di s. chiarazioni rese allo stesso giudice dal co-
Nell'aprile del 1946, a Palermo, sposa struttore edile Giuseppe Annaloro, il quale,
certa Cavallaro Melchiorra con la quale dopo aver in un primo tempo negato di
ha poi avuto quattro figli: Felice, Bene- essere stato fatto segno di intimidazioni e
detto, Domenico ed Antonio. di aver subito danni patrimoniali ad opera
Per un certo periodo di tempo coadiuva dei fratelli Buscetta, ha ammesso di essersi
il fratello nel commercio e nella lavora- ridotto al fallimento a causa loro. Infatti,
zione di vetri. Si tratta di un'attivit poco ha dovuto subire la societ di Vincenzo Bu-
redditizia, ma il Buscetta trova egualmente scetta in una iniziativa industriale per la
modo di migliorare la sua situazione eco- costruzione di infissi per fabbricati, senza
nomica e di diventare proprietario di un che il socio imposto avesse conferito alcun
appartamento del valore di oltre dieci mi- apporto. Inoltre stato costretto a subire
lioni. Conduce, in ogni caso, un tenore di una perdita di quattro milioni di lire nello
vita superiore alle proprie possibilit eco- scioglimento di un'altra societ edile, a cau-
nomiche. sa delle intimidazioni di Tommaso Buscet-
In una deposizione resa all'autorit giu- ta. Ricordiamo che il costruttore ha dovuto
diziaria il fratello Vincenzo lo descrive cedergli due appartamenti senza percepire
come un individuo dedito a vita dissi- alcuna somma essendogli stati consegnati
pata e scioperata e solito accompagnarsi soltanto sei milioni di lire in assegni a
con individui che si "annacanu", cio con vuoto, nonostante il prezzo convenuto di
mafiosi, perch per il mafioso, camminare lire 13.000.000.
"annacandosi", un modo di distinguersi Aggiungiamo che anche all'impresa di
dalla gente comune . costruzioni Spata & Giammaresi il Bu-
scetta e l'Alberti hanno imposto Dolce Fi-
Ma nemmeno la figura e la condotta lippo quale persona di fiducia per il disbri-
di Vincenzo Buscetta sono adamantine. go di pratiche amministrative e contabili.
Osserva il giudice istruttore Terranova: Come si detto, dalla deposizione di
sul conto di Vincenzo, nonostante che Giuseppe Annaloro, Tommaso Buscetta ap-
egli mostri di disapprovare la condotta del pare come individuo privo di scrupoli
fratello, vi da dire che appare legato a e prepotente, borioso e vanitoso, tanto da
lui da rapporti ben diversi da quelli sem- millantare amicizie e relazioni altolocate .
plici di parentela. Infatti, dalla deposizione E a tal proposito il giudice istruttore
di Giuseppe Annaloro, si ricava che Bu- Terranova osserva: data la sua latitanza
scetta Tommaso si intromise, con modi pe- non stato possibile chiarire la reale na-
rentori ed inequivocabili, nei suoi rapporti tura dei suoi rapporti con l'ex sindaco Lima
commerciali con Vincenzo, il quale eviden- e con gli onorevoli Gioia e Barbaccia, cui
temente si serviva dell'autorevole appoggio ha fatto allusione l'Annaloro. Certo che
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con l'asserito autorevole intervento di cio quel bel ricamo , merce quindi di-
Tommaso Buscetta, Annaloro ha ottenuto versa dai tabacchi solitamente trattati dalla
la integrale approvazione di un progetto di gang.
costruzione e compens il Buscetta, per De Val Michel, emissario del Molinelli,
il suo interessamento, con la somma di giungendo a Roma il 17 marzo 1958, ha
lire 5.000.000 destinata, a dire sempre del portato tale merce in una valigia che nella
Buscetta, agli "amici" del comune di Pa- mattinata del 21 stata consegna, si ritiene,
lermo . al Camporeale, come appare da una tele-
L'episodio viene ripreso dai giudici della fonata intercettata in quel giorno.
corte di assise di Catanzaro che cos lo Nel corso delle operazioni repressive
descrivono: Buscetta Tommaso, intromes- condotte dalla polizia, la valigia di De Val
sosi con autorevole malefica influenza negli non rintracciata. Si sequestra per una
affari commerciali del fratello Buscetta Vin- bilancetta di quelle normalmente impiegate
cenzo, fabbricante di vetri, ha fatto sentire per pesare campioni e bustine di stupe-
il timore del suo prestigio di mafioso al facenti.
costruttore Annaloro Giuseppe. Quest'ulti- Sono tratti in arresto, oltre al De Val,
mo ha chiarito di aver compensato Bu- Buscetta Tommaso, Camporeale Antonino,
scetta Tommaso con la somma di cinque Rizzuto, Amenta, Persichini Wanda (allora
milioni per aver ottenuto l'approvazione amante del Buscetta), sorpresi tutti nel-
di un progetto edilizio merc l'autorevole l'abitazione di quest'ultima.
intercessione dell'imputato presso il sindaco Denunciato con gli altri all'autorit giu-
del comune di Palermo dell'epoca nonch diziaria, privato del passaporto, diffidato
di alcuni parlamentari secondo, quanto lo dalla questura di Roma ai sensi dell'arti-
stesso imputato aveva riferito all'Annaloro, colo 2 della legge 27 dicembre 1956, n. 1423,
spiegando che quel compenso egli aveva Tommaso Buscetta sar prosciolto nel 1961
versato a suoi amici . dall'imputazione di contrabbando aggra-
Ed ecco che si comincia a capire come vato di sigarette estere, per insufficienza
Tommaso Buscetta, da misero artigiano, di prove.
sia riuscito a condurre un tenore di vita Nella notte tra il 19 e 20 gennaio 1959
elevato. la guardia di finanza sequestra a Taranto
La sua storia delinquenziale inizia nel- un autocarro targato FO, con a bordo 11
l'anno 1956. quintali di sigarette. Vengono tratti in arre-
Nella notte tra il 28 ed il 29 marzo sto Tommaso Buscetta, Giuseppe Savoca,
vengono sequestrati a Torre Ciachia di Ca- Antonio Sansone, Gaetano Scavone, Giu-
paci, due autocarri targati PA che portano seppe Grasso (tutti di Palermo), Giuseppe
chilogrammi 3.815 di sigarette. Tra i de- Russo e Giuseppe Macchi. Il Buscetta viene
nunciati figura Testa Gioacchino, di cui denunziato, con gli altri, alla procura della
sono noti alla guardia di finanza gli stretti Repubblica di Taranto per associazione a
rapporti con il Buscetta oltre che con Man- delinquere e contrabbando pluriaggravato
cino Vincenzo, Pennino, Rizzuto, Mazzara di sigarette estere.
e Vitrano, tutti contrabbandieri. Nei tre anni che seguono non si hanno
Vengono pertanto intensificati i con- notizia delle sue attivit di contrabbandiere.
trolli sul loro conto. Da alcune telefonate Ma all'inizio del 1962, unit navali della
intercettate a Roma dalla pubblica sicu- guardia di finanza, sequestrano nel canale
rezza sull'apparecchio di Amenta Giuseppe di Sicilia la nave 8104 di bandiera ondurefia
(fiduciario ed elemento di collegamento tra con un carico di chilogrammi 3.050, di si-
le varie organizzazioni) risulta che il mede- garette estere di contrabbando provenienti
simo ha fatto richiesta al noto contrabban- da Gibilterra. Da indagini svolte sia nei
diere Molinelli, per conto dell'amico di confronti dei membri dell'equipaggio, sia
Nino Camporeale della stessa merce, e nei confronti degli organizzatori palermi-

13.
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tani del contrabbando, si apprende che la sulla carta di identit che gli consente di
8104 opera per conto dei gruppi Greco- recarsi in Francia e in Belgio, per motivi
Adelfio e Buccafusca. Oltre alla perdita di lavoro (commercio in vetri).
dell'imbarcazione, i trafficanti lamentano Nel gennaio 1961 egli chiede al questore
l'arresto del loro fiduciario Giuseppe Sa- di Palermo il rinnovo di tale lasciapassare.
voca, nascosto tra i marittimi, sotto falso Da una annotazione in calce alla domanda
nome e falsi documenti, e gi noto per la stessa, si desume che un'analoga istanza
sua attivit di contrabbandiere. in tale avanzata nel 1960 stata respinta, perch
occasione che vengono accertati i suoi rap- a carico del richiedente risultano alcuni ca-
porti con Tommaso Buscetta. richi pendenti. Nonostante che gli stessi
A brevissima distanza dall'episodio ven- sussistano anche alla data della riproposi-
gono sequestrati a New York chilogrammi zione della domanda, questa viene accolta
40 di eroina che si presume provenga dalla in data 24 febbraio 1961.
Francia. Poich tra i responsabili figurano Due mesi dopo la concessione del rin-
alcuni trafficanti collegati al noto Pascal novo, il Buscetta chiede al giudice istrut-
Molinelli ed al gangester Joseph Biondo, si tore del tribunale di Roma, presso cui pende
intensificano le indagini su Angelo e Sal- il procedimento penale per contrabbando
vatore La Barbera, Rosario Mancino, Gia- aggravato di sigarette estere, che gli sia
cinto, Girolamo e Natale Mazzara, Gioac- restituito il passaporto sequestratogli dalla
chino Pennino, Salvatore Greco, Pietro polizia tributaria nel 1958.
Davi e Tommaso Buscetta. Tra i maggiori
L'istanza accolta e il 10 aprile 1961,
responsabili, Antoine Rinieri, di origine
Tommaso chiede al questore di Palermo
crsa, risulta essere associato a Michel De
il rinnovo del documento per un anno.
Val, gi arrestato in Italia nel 1958 in occa-
dello stesso giorno la lettera dell'onore-
sione del servizio Molinelli .
vole Francesco Barbaccia, che riportiamo
Si accerta cos che alcuni emissari sici- per esteso:
liani, legati alle varie organizzazioni, tra
le quali quelle di Davi e Mancino, ossia Gentilissimo Signor dottor G. Jaco-
Giacinto Mazzara, Nicola D'Adelfio e Tom- vacci, La prego vivamente voler far rila-
maso Buscetta, si sono recati frequente- sciare il rinnovo del passaporto al signor
mente a San Remo, Ospedaletti e Nizza, Buscetta Tommaso, persona che a me inte-
per motivi facilmente intuibili. ressa moltissimo. Certo del suo interessa-
mento, La ringrazio e saluto cordialmente .
Anche in altre occasioni, si avuto modo
di rilevare come esponenti della malavita Il passaporto viene pertanto rilasciato
siciliana abbiano avuto una notevole libert il 23 maggio 1961, per tutti gli Stati eu-
di movimento in virt di un passaporto ropei e con scadenza 1964.
concesso inizialmente a scopo turistico ed Ma a due anni di distanza dalla con-
esteso in breve tempo ad un notevole nu- cessione, esso viene revocato dalla questura
mero di Stati. Simili sono le vicende che di Palermo, in seguito alla diffida commi-
hanno fatto seguito al sequestro del pas- natagli ai sensi dell'articolo 1 della legge
saporto di Tommaso Buscetta in occasione 27 dicembre 1956, n. 1423, ed al mandato
del suo arresto a Roma nell'anno 1958. di cattura spiccato dal giudice istruttore
Bench privo di questo documento, il del tribunale di Palermo, per associazione
Buscetta dispone per di un lasciapassare a delinquere aggravata ed altro.
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3. - PRECEDENTI PENALI

Malgrado la sua vasta attivit crimi- - omicidio aggravato, per avere, in


nale, Tommaso Buscetta ha collezionato concorso con i fratelli La Barbera e con
solo i seguenti precedenti penali: Gnoffo Salvatore, e con premeditazione,
cagionato la morte di Pisciotta Giulio, spa-
25 marzo 1958 denunciato in stato randogli contro numerosi colpi di arma da
di arresto della questura di Roma perch fuoco.
responsabile, in concorso con altri, di asso- Fatto avvenuto a Palermo il 2 ottobre
ciazione per delinquere e contrabbando di 1960;
sigarette; reati dai quali viene poi pro-
sciolto in istruttoria; - soppressione di cadavere, per avere,
in concorso con le persone di cui sopra,
22 giugno 1958 diffidato ai sensi nelle stesse circostanze di tempo e di luogo
della legge 27 dicembre 1956, n. 1423; ed al fine di assicurarsi l'impunit dei de-
litti di omicidio, soppresso i cadaveri di
19 marzo 1959 denunciato in stato Pisciotta Giulio e Carollo Natale;
di arresto dalla guardia di finanza di Ta-
- violenza, per avere, sempre con gli
ranto perch responsabile di associazione
stessi correi e nella stessa circostanza ci-
per delinquere, contrabbando doganale plu-
tata nei precedenti punti, impedito a Ric-
riaggravato, evasione IGE;
ciardi Giuseppe di accorrere in aiuto del
28 maggio 1963 denunciato in stato Pisciotta e del Carollo per evitare che questi
di irreperibilit dalla squadra mobile e dal ultimi venissero privati della libert per-
nucleo di polizia giudiziaria dei carabinieri sonale;
di Palermo perch ritenuto responsabile, - estorsione, per avere, agendo in con-
in correit con altri, di numerosi gravi corso con il fratello Vincenzo, mediante in-
reati consumati durante la lotta tra le timidazione, costretto il socio in affari An-
cosche mafiose palermitane. Altra denuncia naloro Giuseppe a subire tutta la perdita
gli stessi organi di polizia inoltrarono in della societ ed a cedere in vendita ad esso
data 31 luglio 1963. I due rapporti di de- Tommaso Buscetta per il prezzo di cinque
nuncia venivano unificati dall'autorit giu- milioni due appartamenti di civile abita-
diziaria che, al termnie dell'istruttoria, rin- zioni del valore di oltre dieci milioni.
viava a giudizio il Buscetta perch impu- Fatto avvenuto a Palermo negli anni
tato di: 1961-62;
- omicidio aggravato, per avere, agen- - di associazione per delinquere, per
do in concorso con La Barbera Angelo, La essersi associato con La Barbera Angelo,
Barbera Salvatore e Gnoffo Salvatore, e Sorce Vincenzo, Giaconia Stefano, Mancino
con premeditazione, cagionato la morte di Rosario, Accardi Gaetano, Vitrano Arturo,
Carollo Salvatore, sparandogli contro nu- La Barbera Salvatore e con ignoti, allo
merosi colpi di arma da fuoco. scopo di commettere delitti.
Fatto avvenuto a Palermo il 2 ottobre In Palermo e provincia dal 1960 al
1960; 22 aprile 1966;
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- strage, per avere, in concorso con cembre 1968, contrariamente ad ogni legit-
Pietro Torretta, posto in pericolo la pub- tima aspettativa, lo assolve con la classica
blica incolumit facendo esplodere un'au- formula dubitativa (per insufficienza di
tovettura Giulietta nel centro abitato di prove) da tutti i reati pi gravi a lui adde-
Villabate, mediante un ordigno esplosivo bitati, e lo condanna solamente per i de-
ad alto potenziale collocato nel portaba- litti di associazione per delinquere e con-
gagli, e cagionando cos la morte di Tesauro corso in sequestro di persona, comminan-
Giuseppe e Cannizzaro Pietro nonch il feri- dogli la pena di 14 anni di reclusione, con
mento di Castello Giuseppe. interdizione legale e dai pubblici uffici.
Fatto avvenuto in Villabate il 30 giu- Tommaso Buscetta si per reso lati-
gno 1963; tante fin dall'inizio delle indagini prelimi-
nari, e la sua irreperibilit ha avuto ter-
- strage, per avere, agendo in concorso
mine solo con il 25 agosto 1970 quando
con Pietro Torretta, posto in pericolo la
venne tratto in arresto a New York da
pubblica incolumit facendo esplodere una
quella polizia.
autovettura tipo Giulietta, mediante ordi-
Lasci Palermo per non incorrere nei
gno esplosivo ad alto potenziale collocato
rigori della legge ed anche per non essere
nel portabagagli, e cagionando cos la morte
raggiunto dalla vendetta delle cosche ma-
del tenente dei carabinieri Mario Malausa,
fiose avversarie, e per un lungo periodo di
del maresciallo di pubblica sicurezza Silvio
tempo non si seppe pi niente di lui.
Corrao, del maresciallo dei carabinieri Ca-
logero Vaccaro, dei carabinieri Maria Fal- Molto verosimilmente, aiutato dall'a-
della e Eugenio Altomare, del maresciallo mante Vera Girotti, ha lasciato l'Italia
dell'esercito Pasquale Nuccio e del soldato quasi subito, anche perch nella sua lunga
Giorgio Ciacci, nonch il ferimento del bri- attivit delinquenziale nel campo del con-
gadiere dei carabinieri Giuseppe Muzzu- trabbando ha avuto modo di contrarre nu-
pappa e del carabiniere Salvatore Gatto. merose amicizie con elementi appartenenti
alla malavita internazionale i quali, in omag-
Fatto avvenuto in Palermo, feudo Si- gio ad una consolidata tradizione, devono
rena, il 30 giugno 1963; averlo soccorso e protetto.
- furto aggravato, per essersi impos- I suoi movimenti e la sua attivit suc-
sessato, agendo in concorso con Torretta cessiva possono essere, per quel che dato
Pietro ed al fine di trarne profitto, dell'au- sapere, cronologicamente ricostruiti cos:
tovettura targata PA 85317 sottraendola a
1 gennaio 1965 con passaporto
Consacra Ludovico che l'aveva lasciata in
intestato al nome di Manuel Lopez Cadena
sosta nella pubblica via.
chiede al consolato USA di Amburgo il
Fatto avvenuto in Palermo il 14 giu- visto per recarsi in America a scopo turi-
gno 1963; stico. In pari data entra in territorio ame-
- detenzione e porto abusivo di armi ricano attraverso il valico di Lewiston, New
da fuoco, munizioni e materiale esplosivo. York, con una autovettura non bene iden-
tificata;
Per questi reati, il giudice istruttore
presso il tribunale di Palermo emetteva a 30 luglio 1965 parte da New York
suo carico due mandati di cattura: uno per destinazione ignota;
il 15 giugno del 1963 e l'altro il 13 agosto 4 maggio 1966 chiede all'ufficio emi-
dello stesso anno, mandati non potuti ese- grazione di New York la trasformazione
guire perch Tommaso Buscetta si era gi del visto turistico in quello per emigrazione.
reso irreperibile. Era accompagnato dal proprio avvocato
Con queste gravi imputazioni viene giu- e dall'amante Vera Girotti;
dicato, in contumacia, dalla corte di assise Per credenziale ha esibito una lettera
di Catanzaro che con sentenza del 22 di- con la quale si attestava che era proprie-
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tario di una catena di pizzerie denominata Ottawa dichiarando di essere nato il 27


Pizze den ine , per la gestione di esercizi aprile 1934 a Montreal, di risiedere in tale
siti in: 929 Coney Island Avenue, Brooklyn; citt all'8232 Chateaubriand e di essere
1531 Flatbush Avenue, Brooklyn; 1602 Pi- autista. Dichiara, altres, che suo padre,
tkin Avenue, Brooklyn; 105/21 64 Road a nome Giovanni, era entrato in Canada
Queens, New York; tutti gi di propriet (Halifax) nel 1908 come emigrante. Chiede
di Ralph e Michelina Sparacio. il passaporto e fa presente che in caso di
L'ufficio emigrazione non gli concede il necessit pu essere reperito presso l'abi-
visto e gli impone, cos come prescrive la tazione di Venditti Cosimo, sita al 1730 Ti-
legge americana, di lasciare il territorio mothe, Quebec;
statunitense;
29 luglio 1970 una pattuglia della
7 settembre 1966 come Manuel polizia stradale di Milano ferma, per con-
Lopez Cadena sposa nel municipio di New trollo, l'autovettura Alfa Romeo 1750 tar-
York l'amante Girotti Vera, nata a Lucca gata MI K-38291, intestata a Barone Maria
il 5 gennaio 1933, con la quale aveva avuto Concetta, nata a Palermo il 3 maggio 1906,
una figlia a nome Alej andr, nata nel Mes- residente a Milano. Erano a bordo dell'au-
sico il 15 giugno 1964. tovettura:
La Girotti stata segnalata per la prima - Alberti Gerlando, nato a Palermo
volta negli USA il 13 agosto 1963, per avere il 18 settembre 1927, residente a Milano,
sostato - in transito - nell'aeroporto di noto mafioso, contrabbandiere di tabacchi
New York, proveniente da Londra e diretta e di stupefacenti, processato, come il Bu-
a Citt del Messico. La Girotti attual- scetta, a Catanzaro ed assolto;
mente sotto processo negli USA per emi-
grazione clandestina; - Calabrone Giuseppe, nato a Catania
I'll gennaio 1925, residente a Tortorici
9 febbraio 1967 poich la Corte (Messina) in via Lo Giudice, 53;
federale di New York aveva emesso un
mandato di cattura a carico del cittadino - Martinez Caruso Renato, nato a Sal-
messicano Manuel Lopez Cadena respon- vador de Baia il 19 marzo 1930, residente
sabile di essere clandestinamente emigrato a Padre Rapasso 466, S. Paolo del Brasile;
negli USA, l'FBI confronta le impronte di- - Badalamenti Gaetano, nato a Ci-
gitali prese al Lopez Cadena all'atto del suo nisi, il 14 settembre 1923, noto mafioso,
primo ingresso negli Stati Uniti con altre contrabbandiere di tabacchi e di stupefa-
esistenti nell'apposito schedario. Il con- centi, all'epoca soggiornante obbligato nel
fronto comparativo consente di accertare comune di Macherio (Milano), pure pro-
che le impronte del Lopez sono identiche cessato a Catanzaro e mandato assolto;
a quelle di Buscetta Tommaso, a suo tempo
avute tramite l'Interpol; - Barbieri Adalberto, nato a Mon-
treal il 27 aprile 1934, residente al 651
17 febbraio 1967 Manuel Lopez Ca- Jandolo St. di Ottawa il quale ha esibito
dena chiede un visto al consolato USA di il passaporto canadese n. 37656 rilasciato
Caracas per recarsi in America come tu- a Ottawa il 10 febbraio 1970.
rista.
Per una pi precisa identificazione degli
Dal 1967 al 1970 si perde ogni traccia
stranieri sorpresi a bordo dell'autovettura,
di Tommaso Buscetta, alias Lopez Cadena;
viene interessata la polizia statunitense ed
i suoi movimenti in tale periodo possono
il Bureau of Narcotics di Roma, che rico-
essere ricostruiti solo parzialmente e dopo
nosce immediatamente, nel Barbieri Adal-
l'arresto;
berto, Buscetta Tommaso sul cui conto
5 febbraio 1970 certo Adalberto erano gi stati svolti accertamenti e sul
Barbieri si presenta all'ufficio passaporti di quale si stava indagando a richiesta del-
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l'Interpol italiana. Tra l'altro, nel corso macchina dall'abitazione di Stefano e An-
di dette indagini il Buscetta era stato no- tonino Maggadino, indicati dalle autorit
tato, nei primi giorni dell'agosto 1970, men- statunitensi come elementi molto influenti
tre transitava per una strada di New York della mafia americana;
alla guida di una autovettura targata N J . 2) per aver fornito false generalit
OM 228 il cui proprietario veniva identifi- all'ufficio emigrazioni all'atto della richie-
cato in Beny Cavallaro, residente al 2164 sta di prolungamento del visto turistico;
W. 9* strada, Brooklyn. Da un accertamento
effettuato in loco si stabiliva che l'appar- 3) per aver fornito false dichiarazioni
tamento era occupato da certo M. Bu- al consolato USA di Toronto cui, in data
scetta la cui presenza era stata pi volte 26 ottobre 1964, si presentato come Ma-
notata a quell'indirizzo. nuel Lopez Cadena;
Per quanto riguarda il proprietario del- 4) per aver fornito false dichiarazioni
l'autovettura usata dal Buscetta, si stabi- al funzionario dell'ufficio emigrazioni di
liva che costui poteva essere identificato New York, Antony De Vito, al quale ha
in Benedetto Buscetta Cavallaro, figlio di rilasciato una dichiarazione scritta asse-
Tommaso, nato a Palermo il 17 aprile 1948; rendo di essere Manuel Lopez Cadena.
Interrogato dalla polizia dello Stato di
25 agosto 1970 nel corso di un New York dopo l'arresto, ha dichiarato di
prolungato appostamento, la polizia dello essere Tommaso Buscetta, nato il 13 lu-
Stato di New York nota che due persone glio 1928 a Palermo, e di conservare la
lasciano un appartamento sito al 253-47- cittadinanza italiana. Di aver sposato a
149s Drive Rosedale, New York, a bordo Palermo il 28 aprile 1946 Cavallaro Mel-
di una autovettura che viene seguita e fer- chiorra, tratta in arresto in America in
mata all'ingresso del ponte di Brooklyn. data 14 gennaio 1970 per essere ivi emi-
Ai due occupanti dell'auto vengono chiesti grata clandestinamente e posta poi in li-
i documenti e uno dei due esibisce la pa- bert provvisoria mediante pagamento di
tente di guida n. 0017825722075 6011-48 cauzione.
rilasciata dallo Stato di New York il 31 Dopo la sua scarcerazione, la Cavallaro,
marzo 1968 a Beny Cavallaro, mentre l'al- andata ad abitare in una strada di Broo-
tro dichiara di essere sprovvisto di docu- klyn con i quattro figli: Felice, Benedetto,
menti di identit. Domenico ed Antonino. Quest'ultimo attual-
Poco dopo essere stati fermati, i due mente presta servizio militare nell'esercito
declinano per le loro vere generalit: si americano nel quale ha chiesto di arruo-
tratta di Tommaso Buscetta e di Benedetto larsi sotto diverso nome;
Buscetta di Tommaso e di Cavallaro Mel-
15 settembre 1970 dopo un breve
chiorra, nato a Palermo il 17 aprile 1948.
periodo di internamento nelle carceri fede-
Mentre il figlio viene tratto in arresto
rali di New York, Tommaso Buscetta
poich ricercato dal servizio emigrazione
stato posto in libert provvisoria dopo aver
USA per essere emigrato clandestinamente
pagato una cauzione di 75.000 dollari. In
in America, Tommaso Buscetta viene incri-
attesa di comparire davanti al procuratore
minato, anch'egli in stato d'arresto:
federale per il processo e per la successiva
1) per possesso di passaporto messi- estradizione, andato a risiedere alla 253-47
cano falso intestato a Manuel Lopez Ca- 149" Drive Ozone Park, contea di Queens,
dena, con visto turistico USA contraffatto, New York, insieme con Vera Girotti, che
documento usato in data 6 gennaio 1965 nella liberazione del Buscetta ha ricoperto
per entrare in territorio americano dal va- un ruolo determinante, avendo procurato e
lico di Lewiston (New York), ove aveva materialmente consegnato la cauzione com-
dichiarato di proseguire per Buffalo. Detta posta da 50.000 dollari in contanti e da
localit di confine a soli dieci minuti di 25.000 dollari in titoli.
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4. - CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

Dall'inizio della sua latitanza, Tommaso eroina trasportati a New York dall'amba-
Buscetta ha abbandonato il ruolo del boss sciatore sudamericano Salvador Pardo Boi-
palermitano ed entrato decisamente a land, arrestato mentre era in possesso di
far parte dei big della malavita americana, chilogrammi 86 di detto stupefacente e con-
smentendo in pieno il giudizio dato su di dannato a 20 anni di carcere.
lui dal fratello Vincenzo. Non si accompa- Lo stesso Semak stato in rapporti di
gna pi con gente che si annacca , cio intima amicizia con Salvatore Maneri, noto
che si atteggia a mafioso, ma diventa egli trafficante denunziato insieme con i fratelli
stesso un personaggio di primo piano, le- Caneba e con i fratelli Mancuso di Alcamo;
gato a uomini che, senza ombra di dubbio, era in ottimi rapporti con Settimo Anto-
ricoprono un ruolo ben preciso nella delin- nino e con Abate Nicol.
quenza statunitense. Il Napoli era affiliato al defunto Lucky
Certo che il Bureau of Narcotics e Luciano e a Francesco Scalisi, entrambi
l'ufficio emigrazione USA hanno cominciato noti trafficanti di stupefacenti. Lo stesso
ad interessarsi sistematicamente a Tom- Napoli, proprietario del ristorante La
maso Buscetta nel febbraio del 1967, epoca dolce vita di Brooklyn, prese addirittura
in cui il consolato USA in Messico ha rice- Tommaso Buscetta come suo impiegato ed
vuto una segnalazione da Nizza, a firma di alle sue dipendenze, nello stesso periodo,
certo Orazio Carlucci, la quale diceva che aveva tre cittadini americani pregiudicati
un italiano a nome Buscetta Tommaso per traffico di stupefacenti.
fa la spola tra Messico, New York e Broo- Quanto a Settimo Antonio, sintoma-
klyn con stupefacenti. un sudameri- tico il fatto che egli, comparso davanti alle
cano, mentre un siciliano di Palermo. autorit federali USA per ottenere la citta-
A Brooklyn incontra Salvatore Parisi . dinanza americana, ha portato come suo
Gli accertamenti disposti non ebbero testimone certo Giuseppe Tramontana, so-
per risultati positivi, e si riusc solo ad spettato dalla polizia quale autore dell'omi-
accertare che il Buscetta aveva avuto fre- cidio del capomafia Gaspare Maggadino,
quenti contatti con certo Antonio Settimo uno dei capi famiglia di Cosa nostra ,
di Domenico e di Antonina Di Vicoli, nato avvenuto il 21 aprile 1970. Infatti, dagli
a Partinico il 6 febbraio 1937, residente a accertamenti compiuti dalla polizia di New
Brooklyn, cittadino americano dal 1967. York subito dopo il delitto, risultato che
Inoltre era stato spesso notato insieme con le armi con le quali era stato ucciso il Mag-
certo Antonio Napoli di Gaetano e di Ro- gadino erano state acquistate tre giorni
salia Mannino, nato a Villabate I'll otto- prima da Giuseppe Tramontana e da Giu-
bre 1926, residente a New York. seppe Fregapane.
Antonio Settimo nel 1970 aveva avuto Tutti questi elementi e gli altri dati di
rapporti con Jan Semak, nato a Praga il fatto accertati in merito a Buscetta Tom-
23 giugno 1928; il Semak un noto traf- maso, alias Manuel Lopez Cadena, alias
ficante in sostanze stupefacenti e gi nel Adalberto Barbieri, consentono di affermare
1964 ha ricevuto parecchi chilogrammi di che egli, almeno dal 1967 in poi, stato
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certamente in contatto con l'organizzazione scetta dovrebbe finalmente pagare il debito


criminosa americana affiliata alla mafia sici- contratto con la giustizia italiana. Risulta,
liana, da cui ha tratto validi aiuti. infatti, che stata gi inoltrata dalle au-
Vero che il Buscetta non mai stato rit italiane apposita richiesta di estradi-
imputato di reati riguardanti il traffico di zione, ma non si ovviamente in grado di
stupefacenti; ma altrettanto vero che solo prevedere se il Buscetta sar effettivamente
l'amicizia e la protezione interessata di ele- estradato in Italia per scontare la con-
menti dediti a questi crimini potevano con- danna inflittagli dalla corte di assise di
sentirgli di vivere sotto falso nome, di fare Catanzaro.
espatriare clandestinamente la moglie e i Se, infatti, le autorit americane non
figli e di provvedere al loro mantenimento dovessero ritenere validi i motivi addotti
ed a quello dell'amante. Se poi si tiene a sostegno della richiesta di estradizione
conto che la Vera Girotti in un tempo rela- in Italia, Buscetta sar solo espulso dagli
tivamente breve riuscita a reperire 75.000 USA ed avviato verso uno dei tre paesi da
dollari da versare come cauzione, si deve lui indicati. Ovviamente fra questi tre paesi
pensare che il Buscetta era certamente bene non indicherebbe mai l'Italia per evitare
inserito nella malavita americana per la di finire in galera.
quale deve aver svolto fruttuose attivit di
Certo, alla luce degli ultimi avvenimenti
indubbio vantaggio anche personale.
registrati a Palermo nel 1970 e nel 1971,
Rimane da analizzare il viaggio fatto l'unica soluzione sicura per Buscetta sa-
dal Buscetta in Italia nel luglio del 1970. rebbe quella di finire in un reclusorio,
Su tale episodio non sussistono, per il mo- cio lontano dai suoi vecchi amici e avver-
mento, dati certi. Tuttavia, tenuto conto sari che potrebbero avere interesse a fargli
che egli nella circostanza ha usato false seguire la stessa sorte di Giuseppe Bologna,
generalit mai prima adottate, che si in-
di Nicol Di Majo, di Michele Cavatajo,
contrato con Alberti Gerlando e Badalamen-
di Francesco Di Martino e di Antonino Ma-
ti Gaetano entrambi noti mafiosi e con-
tranga, tutti elementi a lui un tempo legati,
trabbandieri di tabacchi e di stupefacenti
processati e assolti a Catanzaro, e succes-
si ritiene di poter affermare che la pre-
senza del Buscetta a Milano non pu che sivamente trucidati a colpi di mitra o di
essere dipesa da due fattori: la necessit lupara.
di un intervento diretto e l'estrema impor- Bisogna anche tener presente che Tom-
tanza e delicatezza di un fatto riguardante maso Buscetta come uomo di mafia non
il traffico degli stupefacenti tra l'Italia e ha tenuto una condotta adeguata, poich,
l'America. mentre in un primo tempo parteggiava per
Solo facendo riferimento a questi due i La Barbera, non rimase poi estraneo
fattori possibile spiegare perch il Bu- come sembra all'attentato ad Angelo
scetta si sia deciso a correre tanti rischi, La Barbera che intendeva sostituire al ver-
ritornando in Italia pur sapendo di essere tice di una cosca mafiosa di Palermo. Per
ricercato sin dal 1963. questi motivi si portati a ritenere che la
Una volta subito il processo in America vendetta mafiosa potrebbe abbattersi ine-
per i reati ivi commessi, Tommaso Bu- sorabilmente anche contro di lui.
CENNI BIOGRAFICI SU ROSARIO MANCINO
INDICE

1. - Rosario Mancino pag. 203

2. - Contrabbando e traffico di stupefacenti 205

3. - Considerazioni conclusive 211


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1. - ROSARIO MANCINO

Nato a Palermo il 14 gennaio 1915, da binieri di quella citt: associato alle


Gaetano e Nunzia Castelli, diviene titolare, predette persone (La Barbera ed i suoi ac-
nel 1948, della agenzia marittima Impresa coliti) per imporsi nel mercato delle aree
imbarchi e sbarchi , coadiuvato dal fra- fabbricabili e nell'assunzione dei guardiani
tello Salvatore. Il suo giro di affari di dei cantieri edili .
modeste proporzioni e gli incassi annui L'argomento viene trattato in questa
lordi non superano i cinque milioni di lire. sede unicamente sulla base dei dati forniti
Sono comunque interessanti due partico- dalle conservatorie dei registri immobiliari
lari: di Palermo e di Roma, integrati da quelli
il Mancino si occupa, tra l'altro, di trattati da altri documenti acquisiti dalla
spedizioni negli Stati Uniti d'America di Commissione.
conserve alimentari per conto di alcune Nel 1950 Mancino acquista, per il valore
ditte locali, con un carico annuale di sette- dichiarato di lire 2.200.000, un vecchio fab-
mila tonnellate di derrate; bricato in Palermo (via Ugdulena), compo-
sto da due pianterreni, un primo e un se-
rientra nell'ambito di questa attivit condo piano e garages.
l'acquisto per sette milioni di lire, del mo- Con atto del 12 agosto 1958, compra l'in-
topeschereccio Luigi III, sospettato di es- tera area edificabile sovrastante i magazzini
sere implicato in continui affari di contrab- a piano terra e due piccoli tratti di terreno,
bando, con lunghe permanenze nei mari tra ad angolo tra via Pietro Geremia e via dei
Galite e l'alto Tirreno. Crociferi, per complessivi metri quadrati
221,20. Valore dichiarato: quindici milioni.
Agli inizi del 1952, il Mancino ha impian-
tato a Beyrouth (Libano) una industria con- Egli modifica ed amplia gli immobili, co-
serviera cui sono vivamente interessati la struisce sulle aree edifcabili acquistate, ri-
guardia di finanza ed il Bureau of Narco- cavandone in complesso numerosi apparta-
tics: si presume infatti, che egli usi la fab- menti dai quali realizza, sino a tutto il
brica per la lavorazione clandestina del- 1963:
l'eroina.