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lotta e
conflitto

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Abbiamo 2

tanti conflitti

personali interiori
familiari
relazionali
sociali lavoro, disagi e povert
politici
religiosi
ecclesiali
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Una distinzione
importante

Conflitto e Lotta
li usiamo come sinonimi ma...

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Il coni%o richiama
violenza, sopraazione,
guerra, abusi

la lo%a un a%eggiamento
antropologico fondamentale

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una lettura antropologica

Platone:
laggressivit nasce non nelle istituzioni,
ma nella persona, che ha tre forze:
lelemento concupiscibile,
quello emozionale
e quello razionale.
cfr. Repubblica, libro IV

Se voi dunque, che siete cattivi,


sapete dare cose buone ai vostri figli,
quanto pi il Padre vostro del cielo
dar lo Spirito Santo
a quelli che glielo chiedono!
(Lc 11, 13)

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Da dove vengono le guerre e le liti che sono in mezzo


a voi? Non vengono forse dalle vostre passioni che
fanno guerra nelle vostre membra? Siete pieni di
desideri e non riuscite a possedere; uccidete, siete
invidiosi e non riuscite a ottenere; combattete e fate
guerra!

(Gc 4, 1-3)

Erich Fromm
(1900-1980)

Il comportamento aggressivo delluomo, quale si


manifesta nelle guerre, nel crimine, nelle liti
personali e in tutte le modalit di comportamento
distruttive e sadiche, deriva da un istinto innato,
programmato filogeneticamente, che cerca di
scaricarsi e aspetta loccasione propizia per
esprimersi.
E. Fromm, The anatomy of human destructiveness

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Il caos o lordine

In ognuno esistono tre forze: la concupiscenza, lemotivit (o animosit)


e la razionalit
il caos determinato dal lasciare queste forze libere di influenzare e
determinare il comportamento umano (thos)
Secondo Platone alla facolt razionale si addice il comando mentre la
facolt emozionale deve essere sua fedele alleata; inoltre le prime due
facolt devono dominare la terza, cio quella concupiscibile
il caos nellanima lo si pu evitare solo stabilendo questo ordine, che si
ispira ad una gerarchia naturale, intesa come progetto da realizzare,
tlos di ogni attivit umana e nucleo costitutivo dellattivit educativa
(paidia) che tende alla vita virtuosa
laggressivit, quindi, nasce non nelle istituzioni, ma nella persona, e da
essa si propaga nellistituzione

Se regna lordine
interiore
emerge
la positivit della
lotta

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la lo%a nella natura

la lotta connota il creato intero

eros (amore) e thanatos (morte): le pulsioni di vita e di


morte, scandiscono la dimensione psichica e biologica di
ogni essere. Sigmund Freud le individuava nel loro
esternarsi, nell'agire costruttivo o distruttivo dell'individuo

mors tua, vita mea: espressione di origine medioevale


che allude alle dure leggi della vita e della lotta per
lesistenza

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la lo%a: alcuni riferimen> biblici

Giacobbe lotta con Dio (Gn 32);


Ges invita a lottare per impadronirsi del Regno (Mt 11, 12);
Paolo esorta a lottare nelle preghiere (Rm 15, 30) e ricorda che lui
lotta, con la forza che viene da Cristo e che agisce in lui con potenza
(Col 1, 29); inoltre riceve la corona di gloria solo chi ha lottato secondo
le regole (2Tm 2, 5).
Ovviamente il termine lotta nella Scrittura spesso usato
metaforicamente, mutuando il linguaggio dalla lotto fisica e
applicandolo a quella spirituale; tuttavia non ci sono dubbi che la
rivelazione biblica voglia presentare la vita come impegno, sforzo,
passione, tensione del cuore e della mente verso la meta del Regno
che ha da venire pienamente.
La fede per chi lotta, per chi si lascia guidare dal Signore nelle sue
battaglie (Sal 27), non certo per i tiepidi (Ap 3, 16).
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tela di van Rijn Rembrandt


(1606-1669):
Lo%a di Giacobbe (1659),
PUG R. D'Ambrosio - some rights reserved conservata a Berlino

14

Giacobbe lo%a con Dio: Gen 32

23Durante quella notte egli si alz, prese le due mogli, le due schiave, i suoi undici
bambini e pass il guado dello Iabbok. 24Li prese, fece loro passare il torrente e port
di l anche tutti i suoi averi. 25Giacobbe rimase solo e un uomo lott con lui fino allo
spuntare dell'aurora. 26Vedendo che non riusciva a vincerlo, lo colp all'articolazione
del femore e l'articolazione del femore di Giacobbe si slog, mentre continuava a
lottare con lui. 27Quello disse: Lasciami andare, perch spuntata l'aurora.
Giacobbe rispose: Non ti lascer, se non mi avrai benedetto!. 28Gli domand:
Come ti chiami?. Rispose: Giacobbe. 29Riprese: Non ti chiamerai pi
Giacobbe, ma Israele, perch hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto!.
30Giacobbe allora gli chiese: Svelami il tuo nome. Gli rispose: Perch mi chiedi il

nome?. E qui lo benedisse. 31Allora Giacobbe chiam quel luogo Penul: Davvero
- disse - ho visto Dio faccia a faccia, eppure la mia vita rimasta salva. 32Spuntava
il sole, quando Giacobbe pass Penul e zoppicava all'anca. 33Per questo gli Israeliti,
fino ad oggi, non mangiano il nervo sciatico, che sopra l'articolazione del femore,
perch quell'uomo aveva colpito l'articolazione del femore di Giacobbe nel nervo
sciatico.
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la lo%a come
a%eggiamento
fondamentale

La lotta come atteggiamento antropologico


fondamentale, cio modo di essere che,
escludendo qualsiasi forma di violenza verso
se stessi e gli altri, ci induce a mettere tutto
noi stessi, la passione del cuore e quella
della mente, per superare ostacoli e
raggiungere le finalit che ci siamo preposti

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la lo%a come
partecipazione alla
natura

La lotta come partecipazione piena alla


natura, che come direbbe Pascal agisce
per progressi, itus et reditus, passa e
ritorna, poi va pi lontano, poi due volte
meno, poi pi lontano ancora, perch sua
caratteristica non di avanzare sempre, ma
di avere alti e bassi

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Blaise PASCAL (1623-1662)


Leloquenza continua annoia. I principi e i re talvolta
giocano. Non stanno sempre sul trono; vi si annoiano:
la grandezza ha bisogno di essere lasciata per essere
sentita. La continuit disgusta sempre; il freddo
piacevole perch dopo ci si riscalda. La natura agisce
per progressi, itus et reditus. Passa e ritorna, poi va
pi lontano, poi due volte meno, poi pi lontano
ancora, ecc. Il flusso del mare procede cos, il sole
sembra avanzare cos.

PUG R. D'Ambrosio - some rights reserved Penses, 1669

18

la lo%a
come non riposo
Lotta come non sentirsi mai pienamente in
riposo, in quanto la nostra natura non ci
permette mai di essere in riposo completo,
senza passioni, senza preoccupazioni,
senza svaghi, senza applicazione. Il riposo
completo si chiama morte, di qualsiasi tipo
essa sia: fisica, cognitiva o emotiva,
relazionale.
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Blaise PASCAL (1623-1662)


Noia. - Nulla tanto insopportabile per luomo
quanto lo stare in riposo completo, senza passioni,
senza preoccupazioni, senza svaghi, senza
applicazione. Allora sente il suo nulla, il suo
abbandono, la sua insufficienza, la sua indipendenza,
la sua impotenza, il suo vuoto. Immediatamente dal
fondo della sua anima verranno fuori la noia, la
tetraggine, la tristezza, laffanno, il dispetto, la
disperazione.

PUG R. D'Ambrosio - some rights reserved Penses, 1669

20

la lo%a come
impegno e maturit

la lotta come categoria fondamentale


per essere se stessi

ma con limpegno ad evitare la


degenerazione in violenza, guerra

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Primo MAZZOLARI (1890-1959)

Un giovane che a vent'anni non


sente fremiti di ribellione, a trenta
sar un ruminante

22

la lo%a e passione
ancora Pascal: niente ci piace tanto quanto
la lotta, ma non la vittoria, in tutto, nella
ricerca della verit come nel gioco, nelle
polemiche come nelle passioni.

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Blaise PASCAL (1623-1662)

Niente ci piace tanto quanto la lotta, ma non la vittoria: ci piace


veder lottare gli animali tra loro ma non il vincitore accanirsi sul
vinto; che cosa volevamo vedere se non la fine della vittoria? Ed
ecco, appena arriva, ne siamo stufi. Cos nel giuoco, cos nella
ricerca della verit. Nelle polemiche prendiamo gusto a vedere il
contrasto delle opinioni; ma non ci interessa contemplare la verit
ritrovata; per farla notare con piacere, bisogna farla veder nascere
dalla polemica. Cos nelle passioni; ci piace veder il contrasto di
due passioni, ma se una prende il sopravvento, non che brutalit.
Non cerchiamo mai le cose, mala ricerca delle cose, Cos nelle
commedie, le scene liete e senza alcun timore non valgono nulla, e
neppure le estreme miserie senza speranza, gli amori brutali, le aspre
severit valgono nulla
PUG R. D'Ambrosio - some rights reserved Penses, 1669

24

la lo%a .. in sintesi

la lotta connota il creato intero:


eros e thanatos mors tua, vita mea
la lotta categoria fondamentale per essere se stessi
la lotta va integrata nel cammino di maturit
la lotta indispensabile per arrivare ad ogni virt
la lotta necessaria per conquistare il Regno di Dio
la lotta la si vive anche con Dio
la lotta connota il progresso sociale

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lotta e conflitto
dal punto di
vista sociale e
politico

Carl SCHMITT (1888-1985):


la classicazione amico-nemico

La specifica distinzione politica


alla quale possibile condurre


le azioni e i motivi politici,
la distinzione di amico e nemico.

Politische Theologie, 1922

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Il conflitto oggi

* il conflitto spesso a fondamento del


politico

* scompaiono i riferimenti etici (bene


comune, giustizia, ecc)

* la guerra e ogni forma di violenza


quasi ineluttabile, perch ineliminabile il
conflitto amico-nemico

Karl Clausewitz (1780-1831)

la guerra non che


la continuazione della politica
con altri mezzi
K. CLAUSEWITZ, De la guerre, 1832; trad. it. Della guerra, Mondadori, Milano 1970, p.
38.

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Theodor W. Adorno (1903-1969)

Agli occhi di chi, in un modo o nellaltro,


impegnato nella prassi, persegue interessi o
realizza progetti, gli uomini con cui viene in
contatto si trasformano automaticamente in
amici e nemici. Esaminandoli alla luce delle
sue intenzioni, li riduce a priori a oggetti: gli
uni sono utilizzabili, gli altri sono di ostacolo.
Minima Moralia, p. 152

proposte
* non considerare laltro mai nemico ma
avversario

* le istituzioni non possono mai essere fatte


di soli amici

* discernimento e valutazione continua della


vita istituzionale, sociale e politica per
individuare le degenerazioni
*

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Luigi STURZO (1871-1958) c)


Ma su tutti questo problema, che fondamentale: nella vita
pubblica non siamo soli, non siamo sempre dominatori. Ci
significa che si deve avere sempre presente il proposito di
non portare la lotta politica a fondo per la distruzione
dell'avversario, di non rendere impossibile l'intesa con i
partiti che si combattono, di non tagliare mai i ponti sul
terreno elettorale e parlamentare. L'errore enorme di ridurre
il paese a due blocchi fermi e chiusi per l'eliminazione del
competitore dovrebbe essere bandito con ogni cura. Non
bisogna mai portare le lotte sul piano di una guerra civile.
(articolo del 1936).

32

Emmanuel Mounier (1905-1950)

La rottura, lo strappo sono certo categorie fondamentali della


persona. Ma, anchesse, come tutte le categorie della persona,
risultano deformate qualora le si isoli.
Lamore lotta; la vita lotta contro la morte; la vita spirituale lotta
contro linerzia della materia e lassopirsi della vita. La persona
prende coscienza di s stessa non gi in unestasi, ma in una lotta
energica.
La forza uno dei suoi principali attributi; non la forza bruta del
potere e dellaggressivit, in cui luomo rinuncia a se stesso nel
tentativo dimitare lurto della materia, ma la forza umana, interiore
eppur efficace, spirituale eppur manifesta.

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Le personnalisme, 1949

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Luigi STURZO (1871-1959): la lotta sociale -a


Noi, o signori, due termini abbiamo avanti: il progresso della societ


che relativo a noi e la consecuzione individuale del bene che ci
porta verso l'assoluto: per questo noi lottiamo.
Se nella societ non vi fosse la resistenza del bene contro il male,
degli elementi di equilibrio contro quelli di squilibrio, dell'amore contro
l'egoismo, della verit contro l'errore, non vi sarebbero n lotte, n
vita, n progresso. Noi siamo necessitati dal bisogno indefinito di
bene a questa lotta improba, assidua, diuturna, nell'interno del nostro
spirito e nell'agone della vita sociale. Siamo sicuri che la nostra lotta,
destando le energie, determiner il bene della storia; e le pagine di
essa sono piene di santi ideali, vivono della vita di grandi uomini, dei
sacrifici e degli eroismi di pensiero e di azione, della vitalit del bene,
che la luce accanto alle tenebre di molti errori e di molti mali.

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Luigi STURZO (1871-1959): la lotta sociale -b


Ma se il termine dei nostri sforzi, la corona della nostra vittoria


dovesse essere un assoluto sia pur indefinito, ma segnato nei limiti
del tempo e dello spazio; se tutto il bene indefinitamente e
progressivamente, s, ma tutto il bene si realizzasse quaggi e tutta
la verit si tramutasse nella realt successiva del contingente, noi
cesseremmo d'essere uomini razionali, di aspirare all'infinito;
saremmo noi una specie di infinito relativo (un assurdo) e il bene
sociale limiterebbe la nostra esistenza in un fatto. Circoscritti alla
terra o tutto dovrebbe divenire nostra felicit personale o noi
dovremmo essere assorbiti nella felicit collettiva; il limite o di noi
stessi o della societ ci toglierebbe la forza indefinita della vita e la
realt della felicit... Il contrasto del limite del reale con l'infinito
dell'ideale ci farebbe tendere all'annichilimento; Nietzsche avrebbe
ragione.

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Luigi STURZO (1871-1959): la lotta sociale -c

Pi alto il termine dei nostri sforzi, pur avendo per obiettivo necessario noi e la
societ; e nel dibattersi nel relativo puntiamo lo sguardo all'assoluto e anche
nell'estremo stato di miseria e di infelicit esclamiamo sereni con Giobbe: credo
che risorger e nel mio corpo stesso vedr Iddio salvatore; verso un tal termine,
la societ realizza i suoi destini.
La rivelazione cristiana ci predice due momenti-limite alla vigilia della fine del
mondo, prima che l'assoluto giudizio faccia giustizia di noi e di tutta la storia
dell'umanit, per assegnare a ciascuno di noi l'assoluto del premio e della pena;
questi momenti-limite sono designati da due profezie sociali-morali. La prima: e
sar un solo ovile e un solo pastore, il massimo dell'armonia sociale religiosa; la
seconda: verr l'Anticristo e attrarr gli uomini alla sua sequela s da sedurre se
fosse possibile anche gli eletti, il massimo del disquilibrio sociale religioso; il cui
cozzo formidabile, fatale, indica l'estremo limite del progresso umano e religioso,
la pi violenta reazione del male contro il bene... E dopo vi saranno cieli nuovi e
terra nuova: erunt coeli novi et terra nova.
in Sintesi Sociale, [Conferenza del 1902 a Napoli]
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Mary DOUGLAS (1921-2007)

Gli individui, quando selezionano e scelgono


fra le analogie naturali quelle a cui credere,
selezionano e scelgono anche i loro alleati e
nemici e il modello delle loro relazioni future.
Costituendo la loro versione della natura,
sorvegliano la costituzione della loro societ.
In breve, costruiscono una macchina per
pensare e prendere decisioni in loro nome.
How institutions think, 1986

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Mary DOUGLAS (1921-2007)

Lanalisi dei processi cognitivi individuali


non potr che venire avvantaggiata dal
riconoscimento che gli individui sono
coinvolti nella costruzione di istituzioni fin
dallinizio dellimpresa cognitiva. Anche i
semplici atti di classificare e ricordare sono
istituzionalizzati.

How institutions think, 1986

Mary DOUGLAS (1921-2007)

La nostra interazione sociale consiste in


gran parte nel comunicarci lun laltro qual
il genere di pensiero giusto e nel deplorare
quello sbagliato. Proprio in questo modo
costruiamo le istituzioni, comprimendo le
nostre idee in una forza comune, in modo da
dimostrarne la correttezza con la pura e
semplice preponderanza numerica dei liberi
consensi. How institutions think, 1986

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Mary DOUGLAS (1921-2007)

Le istituzioni mostrano la patetica


megalomania del computer, la cui visione del
mondo si identifica col proprio programma.
Per noi la speranza dellindipendenza
intellettuale consiste nel resistere e il primo
necessario passo in questo senso consiste
nello scoprire in che modo i nostri processi
mentali ricadono sotto il dominio delle
istituzioni How institutions think, 1986

Eric Voegelin (1901-1985)


Autobiographical Reflections, 1989

Conservo nelle mie cartelle documenti che mi etichettano


come comunista, fascista, nazista, old liberal, new liberal,
ebreo, cattolico, protestante, platonico, neoagostiniano,
tomista, e naturalmente hegeliano, senza dimenticare che si
pens che io fossi fortemente influenzato da Huey Long.
Considero questa lista di una qualche importanza, perch le
diverse denominazioni alludono sempre alla bte noire del
critico in questione e danno cos un'immagine molto buona
della devastazione e della corruzione che caratterizzano il
mondo accademico contemporaneo.
Come si capir, non ho mai risposto a critiche di questo tipo:
critici siffatti possono diventare oggetti di studio, ma non
possono essere interlocutori in una discussione

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la personalizzazione del coni%o

alcune persone integre, da sole e/o in gruppo, iniziano a condurre


unopposizione attiva
listituzione pu
o riconoscere la validit della critica e verificare la sua coerenza ai principi
fondanti
o negare ogni elemento della critica e concentrarsi su coloro che la esprimono
nel secondo caso: prima fase letichettamento: pettegolezzi, calunnie,
insinuazioni vengono usati, quasi con strategie scientifiche, per screditare i
soggetti integri e farli apparire come visionari o estremisti, complessati,
amanti di protagonismo o al servizio di un fantomatico nemico
Nellistituzione avviene, secondo Jung, ci che avviene nella persona: si
enfatizzano i propri pregi e si negano, ponendoli in una zona dombra, i lati
oscuri e problematici che ne compromettono lidentit di persona integra ed
eticamente sana
il meccanismo del capro espiatorio

42

pensare e ripensare
percorsi di
misericordia e
riconciliazione
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Francesco (1936)

Alla luce di essi desidero ora proporre questi quattro


principi che orientano specificamente lo sviluppo della
convivenza sociale e la costruzione di un popolo in cui
le differenze si armonizzino allinterno di un progetto
comune ().
1. Il tempo superiore allo spazio
2. Lunit prevale sul conflitto
3. La realt pi importante dellidea
4. Il tutto superiore alla parte

Evangelii gaudium, 2013, n. 221-237

2. Lunit
prevale sul
conflitto
papa Francesco
Evangelii gaudium, 2013, n. 221-237

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Francesco (1936)

2. Lunit prevale sul conflitto


Il conflitto non puessere ignorato o
dissimulato. Devessere accettato. Ma se
rimaniamo intrappolati in esso, perdiamo la
prospettiva, gli orizzonti si limitano e la realt
stessa resta frammentata. Quando ci
fermiamo nella congiuntura conflittuale,
perdiamo il senso dellunit profonda della
realt.

Evangelii gaudium, 2013, n. 226

Francesco (1936)

2. Lunit prevale sul conflitto

Di fronte al conflitto, alcuni semplicemente lo guardano e


vanno avanti come se nulla fosse, se ne lavano le mani per


poter continuare con la loro vita. Altri entrano nel conflitto in
modo tale che ne rimangono prigionieri, perdono lorizzonte,
proiettano sulle istituzioni le proprie confusioni e insoddisfazioni
e cos lunit diventa impossibile. Vi per un terzo modo, il
pi adeguato, di porsi di fronte al conflitto. accettare di
sopportare il conflitto, risolverlo e trasformarlo in un anello di
collegamento di un nuovo processo. Beati gli operatori di
pace (Mt 5,9).

Evangelii gaudium, 2013, n. 227

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Francesco (1936)

2. Lunit prevale sul conflitto

In questo modo, si rende possibile sviluppare una comunione


nelle differenze, che pu essere favorita solo da quelle nobili
persone che hanno il coraggio di andare oltre la superficie
conflittuale e considerano gli altri nella loro dignit pi
profonda. Per questo necessario postulare un principio che
indispensabile per costruire lamicizia sociale: lunit
superiore al conflitto. La solidariet, intesa nel suo significato
pi profondo e di sfida, diventa cos uno stile di costruzione
della storia, un ambito vitale dove i conflitti, le tensioni e gli
opposti possono raggiungere una pluriforme unit che genera
nuova vita. Non significa puntare al sincretismo, n
allassorbimento di uno nellaltro, ma alla risoluzione su di un
piano superiore che conserva in s le preziose potenzialit
delle polarit in contrasto.
Evangelii gaudium, 2013, n. 228

Francesco (1936)

2. Lunit prevale sul conflitto


Questo criterio evangelico ci ricorda che Cristo ha unificato tutto
in S: cielo e terra, Dio e uomo, tempo ed eternit, carne e spirito,
persona e societ. Il segno distintivo di questa unit e riconciliazione
di tutto in S la pace. Cristo la nostra pace (Ef 2,14).
Lannuncio evangelico inizia sempre con il saluto di pace, e la
pace corona e cementa in ogni momento le relazioni tra i discepoli.
La pace possibile perch il Signore ha vinto il mondo e la sua
permanente conflittualit avendolo pacificato con il sangue della
sua croce (Col 1,20). Ma se andiamo a fondo in questi testi biblici,
scopriremo che il primo ambito in cui siamo chiamati a conquistare
questa pacificazione nelle differenze la propria interiorit, la
propria vita, sempre minacciata dalla dispersione dialettica.[183]
Con cuori spezzati in mille frammenti sar difficile costruire
unautentica pace sociale. Evangelii gaudium, 2013, n. 229

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11/01/16

Francesco (1936)

2. Lunit prevale sul conflitto


230. Lannuncio di pace non quello di una pace negoziata, ma
la convinzione che lunit dello Spirito armonizza tutte le diversit.
Supera qualsiasi conflitto in una nuova, promettente sintesi. La
diversit bella quando accetta di entrare costantemente in un
processo di riconciliazione, fino a sigillare una specie di patto
culturale che faccia emergere una diversit riconciliata, come
ben insegnarono i Vescovi del Congo: La diversit delle nostre
etnie una ricchezza [...] Solo con lunit, con la conversione dei
cuori e con la riconciliazione potremo far avanzare il nostro
Paese.
Evangelii gaudium,

Il male va
guardato e affrontato,
riconosciuto e superato

il significato di redenzione...

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51

la legge della gradualit

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Lorenzo Milani (1923-1967)

Da bestie
si pu diventare uomini
e da uomini santi,
ma da bestie a santi
in un passo solo
non si pu diventare.
Esperienze pastorali

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11/01/16

Emmanuel Mounier (1905-1950)

organizzare lentamene
le prossimit in comunit

Trait du caractre, 1947;


trad. it. Trattato del carattere, p. 114.

Emmanuel Mounier (1905-1950)

Chi non si mai sentito ribollire il sangue non


conosce la pace cristiana. Chi non ha mai
desiderio di battersi per ci che ama, ama solo a
met. Chi non ha mai provato un brusco
desiderio di uccidere, pu avere solo delle
vedute astratte sul perdono cristiano. Chi vuol
divenire una guida per gli uomini deve a lungo
passare per il loro pi temibile nemico.
E. Mounier, LAffrontement chrtien, Seuil, Paris 1962; trad. it. LAffrontamento
cristiano, Ecumenica, Bari 1984, cap. IV

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55

Pluralismo e iden>t.
Il valore poli>co della
mediazione

Video su http://www.cercasiunne.it/meditando/video/discutere-e-
condividere-pruralismo-e-identita.-il-valore-politico-della-
mediazione#.Uq7sVJEmVgg

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Grazie!
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Rocco DAmbrosio
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11/01/16

piccola bibliografia personale 57

DAMBROSIO R., Non come Pilato. I cattolici e la politica nellera di


Francesco. Cercasi un fine - la meridiana, Ma 2015
DAMBROSIO R. (a cura di), Corruptia. Il malaffare in un Comune
italiano. Cercasi un fine - la meridiana, Molfetta 2014
DAMBROSIO R. - P. PELLEGRINI, Una Chiesa al passo con i tempi.
Riflessioni sul magistero sociale cattolico, Il Pozzo di Giacobbe,
Trapani 2013
DAMBROSIO R., Luoghi comuni. Un tour etico nella citt di Roma,
EDB, Bologna 2013
DAMBROSIO R., La storia siamo noi. Tracce di educazione politica,
Cittadella, Assisi 2011.
DAMBROSIO R., Come pensano e agiscono le istituzioni, EDB,
Bologna 2011.
DAMBROSIO R., Cercasi profeti. Appunti su cattolici e societ
italiana , meridiana, Molfetta 2010.
DAMBROSIO R., Il potere e chi lo detiene, EDB, Bologna 2008.
DAMBROSIO R. - PINTO R., La malpolitica, Di Girolamo, Trapani
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