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6.

Aspetti economici

6.1.1 I segmenti del settore del gas In effetti, si potrebbe pensare che la diffusione dei gia-
cimenti favorisca un facile ingresso delle imprese nel
Parlare di settore del gas pu essere leggermente azzar- settore e consenta quindi una forte competizione nei mer-
dato, perch in realt il termine cela una articolazione cati allingrosso del gas.
assai complessa, in senso non solo tecnico ma anche eco- In realt, almeno due fattori si frappongono a questo
nomico. Infatti allinterno della filiera del gas sono pre- risultato. In primo luogo, anche se la presenza dei gia-
senti numerosi segmenti, ciascuno dei quali si presta a cimenti in genere nota, la ricerca di nuovi siti risulta
una diversa analisi economica. Mercati (almeno poten- unattivit relativamente rischiosa, anche perch la loro
zialmente) concorrenziali coesistono con la presenza di dimensione e leffettiva accessibilit risultano conosciute
monopoli naturali; mercati di carattere locale si affian- (almeno parzialmente) solo dopo una serie di attivit pre-
cano ad altri nei quali la dimensione internazionale (in liminari, di per s comunque costose. Ci comporta che
senso economico, ma anche politico) prevalente, e cos solo soggetti dotati di ingenti risorse finanziarie, in grado
via. Pur rinviando gli approfondimenti e le opportune di contare su di un portafoglio di possibili siti, possono
puntualizzazioni ad altri contributi contenuti in questo- intraprendere tale attivit, e questa situazione genera eco-
pera, pu essere utile dare ordine concettuale alle pro- nomie di scala che si riflettono in una certa fisiologica
blematiche presenti nel settore, in modo da chiarire quale concentrazione dellofferta. Inoltre, lo sfruttamento delle
sia lambito della regolamentazione (o pi in generale risorse del sottosuolo ovunque sottoposto a regimi
dellintervento pubblico) in questa filiera. restrittivi e a una presenza pubblica diretta o indiretta
Procedendo da monte a valle del settore, ovvero dalla che a sua volta condiziona pesantemente lassetto di mer-
materia prima al consumatore finale, opportuno far cato. Solo poche imprese, spesso di propriet pubblica,
partire lanalisi dal segmento dellapprovvigionamento. sono titolate a effettuare tale attivit; ci stato senza
dubbio vero nel passato, determinando il consolidamento
Lapprovvigionamento di posizioni dominanti che neanche i recenti processi di
Come noto, il gas viene estratto e non pu essere liberalizzazione in Europa hanno saputo rimuovere in
invece prodotto, se non in misura limitatissima, e quin- profondit.
di la fonte pressoch unica quella che fa riferimento ai Tali fattori hanno fatto s che oggi il segmento
giacimenti di gas naturale, presenti in diverse parti del upstream di questa filiera risulti estremamente concen-
mondo (nellEuropa occidentale, principalmente nel Mare trato e caratterizzato da una presenza pubblica diffusa.
del Nord e in Olanda, con quantitativi minori in Italia). Va poi tenuto presente che il trasporto del gas naturale
Ci comporta che il segmento a monte (upstream) di in forma liquida (che potrebbe favorire una certa con-
questa filiera, quello dellapprovvigionamento, si pre- correnza nella fase di approvvigionamento), risulta anco-
senta come un mercato intrinsecamente e inevitabilmente ra poco utilizzato sia per le difficolt legate alla costru-
internazionale. zione di impianti di liquefazione e rigassificazione, sia
Mentre la nozione di globalizzazione spesso asso- per i tempi e i costi legati al trasporto su nave, con la
ciata a quella di accesa competizione economica, nel caso conseguenza che questa tecnologia competitiva solo
del gas la limitata diffusione geografica della fonte pri- su distanze elevatissime e/o ove il trasporto tramite
maria e le decisioni politiche dei paesi che la controllano gasdotto non risulti fattibile. Di fatto, la vera concor-
determinano e limitano le possibilit della concorrenza. renza tra imprese di approvvigionamento pu avvenire

VOLUME IV / ECONOMIA, POLITICA, DIRITTO DEGLI IDROCARBURI 323


LINDUSTRIA DEL GAS NATURALE DAL MONOPOLIO ALLA CONCORRENZA

solo laddove sono presenti le infrastrutture per il tra- Questa struttura contrattuale consente quindi al pro-
sporto del gas, e ci naturalmente restringe lo spazio prietario del gas alla sorgente di evitare il rischio che il
competitivo per ogni data area geografica. Pertanto, la gas non trovi un acquirente finale. Tale rischio ricade
scarsit di imprese concorrenti viene acuita dalla scar- interamente (per lammontare minimo contrattuale) sul-
sit delle (costose) infrastrutture, necessarie per far com- lacquirente, il quale dovr a sua volta tutelarsi in modo
petere effettivamente tutti i soggetti: alla concentrazio- opportuno nei suoi rapporti con il mercato finale. Si noti
ne su scala globale si somma quindi la difficolt di far che, se il pagamento legato al quantitativo minimo fosse
s che almeno le (poche) imprese esistenti possano com- predeterminato senza meccanismi di indicizzazione, lac-
petere sui vari mercati. quirente, attraverso tale contratto, potrebbe coprirsi dal
In molti casi, per ragioni esaminate in altre sezioni rischio connesso alle variazioni di prezzo; se invece il
di questopera, il numero delle imprese pu risultare limi- pagamento indicizzato, lacquirente viene esposto anche
tato anche sul lato della domanda. In parte ci pu deri- a possibili aumenti di prezzo, con un rischio che varia a
vare da monopoli di reazione, in parte (e si tratta del- seconda dei meccanismi di indicizzazione effettivamen-
laltra faccia della stessa medaglia) dal fatto che, a fron- te introdotti.
te di una forte presenza pubblica sul lato dellofferta, ve La giustificazione (teorica, ma non solo2) di questa
ne sia unaltra altrettanto forte su quello della domanda. struttura contrattuale riconducibile alla presenza di inve-
Per tali ragioni, i rapporti commerciali a livello interna- stimenti idiosincratici sostenuti dal proprietario del gas
zionale poggiano su strutture di mercato fortemente poli- alla sorgente, il quale per vendere il gas deve talvolta
ticizzate, simili a monopoli bilaterali. Inoltre, come appe- costruire gasdotti, cio infrastrutture specificamente dedi-
na ricordato, per consentire lincontro tra domanda e cate alle transazioni con acquirenti specifici. A tale giu-
offerta necessaria la costruzione di infrastrutture (gasdot- stificazione, che non risulta del tutto infondata, si pu
ti o impianti di liquefazione e di rigassificazione) che per obiettare che il costo dellinfrastruttura potrebbe
oltre a essere estremamente costose sono (almeno nel essere sostenuto dallacquirente, oppure potrebbe essere
caso dei gasdotti) anche idiosincratiche, nel senso che la ripartito opportunamente tra le due parti del contratto,
loro utilit dipende dalla specifica relazione che lega i configurandosi comunque come una forma di quasi-inte-
soggetti contraenti. Tutto ci non rappresenta certo una grazione, per il tramite di accordi altamente complessi
premessa favorevole allo sviluppo della concorrenza su che legano le parti e limitano il loro ricorso al mercato.
questi mercati. La forma di ripartizione del rischio contemplata da que-
I rischi e lelevato importo di investimenti che lega- sto tipo di contratto sembra allora riconducibile soprat-
no in modo molto specifico i soggetti contraenti spie- tutto al potere contrattuale relativo delle parti, ove il pro-
gano la presenza, nel segmento di mercato dellap- prietario del gas ha in genere la possibilit di imporre
provvigionamento, di forme contrattuali piuttosto (anche condizioni che lacquirente pu essere costretto ad accet-
se non interamente) peculiari del settore del gas. La tare (ci pu valere anche in senso contrario, nel caso in
principale tipologia contrattuale, su cui vale la pena di cui ci si trovi in una situazione di mercato del comprato-
soffermare lattenzione, nota come contratto take or re e non, come in genere avviene, del venditore).
pay, e si caratterizza per la presenza di un quantitativo In un mercato come quello dellapprovvigionamen-
minimo di gas1 che lacquirente si impegna a pagare to di gas, caratterizzato da situazioni di estrema rigidit
ogni anno per un elevato numero di anni (i contratti di nelle infrastrutture, risulta particolarmente utile rag-
questo tipo sono spesso trentennali), indipendentemente giungere una maggiore flessibilit attraverso strumenti
dal ritiro effettivo di tale ammontare. Il pagamento cor- che consentono un pi agevole bilanciamento della
rispondente (in genere predeterminato con meccani- domanda e dellofferta, al fine di promuovere una situa-
smi di indicizzazione) si configura quindi per lacqui- zione di equilibrio effettivo. La presenza di un operato-
rente come un costo fisso, spesso di proporzioni ingen- re neutrale allinterno dei processi di scambio allora
ti. Oltre a tale quantitativo, lacquirente pu ritirare da ritenersi assai desiderabile qualora offra la possibi-
quantit ulteriori di gas a un prezzo predeterminato, o lit di rinegoziare un contratto di lungo periodo (come
calcolato con una formula nota a priori, spesso legata un contratto di tipo take or pay) trasformandolo in una
al prezzo a pronti del gas che si stabilisce al momento sequenza di contratti a breve: questo il caso in cui viene
del ritiro. esplicitamente prevista la figura di un gestore indipen-
Tipiche di questo contratto sono poi la clausola cosid- dente, in grado di offrire alle parti condizioni di servi-
detta di make up, che consente di ritirare in un anno suc- zio trasparenti.
cessivo una parte del quantitativo minimo che lacqui-
rente ha deciso di non ritirare in un determinato anno, e 1 Questo quantitativo tipicamente stato dellordine del
la clausola di carry forward, che viceversa consente di 70-80% del quantitativo massimo annuale.
anticipare il ritiro di quantitativi previsti per gli anni suc- 2 Per una rassegna della letteratura teorica a riguardo e del
cessivi a condizioni largamente predeterminate. dibattito di policy si rinvia a Creti e Villeneuve, 2004.

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ASPETTI ECONOMICI

Tra i servizi offerti da un tale soggetto possono esse- I servizi virtuali possono essere di diversi tipi:
re fatti rientrare vari esempi, che vanno dalla basilare peaking, servizio di vendita a breve termine al quale
funzione di stoccaggio fino ai pi moderni sistemi di si ricorre per fare fronte a fluttuazioni improvvise
commercio on line. La tipologia di servizi che ha rag- della domanda;
giunto il maggior successo sia nella pratica degli scam- gas sales, servizio di vendita di gas offerto anche
bi, sia nelle proposte di revisione dellattuale struttura quando le contrattazioni negli hub sono svolte tele-
del mercato il cosiddetto hub, che cerca di riprodurre maticamente;
nel settore del gas le condizioni di una borsa merci repli- title transfer, trasferimento della titolarit di uno spe-
candone i potenziali vantaggi, quali, per esempio, la pos- cifico pacchetto gas, con transazioni anche esclusi-
sibilit di fare acquisti e vendite a pronti (spot) allo scopo vamente telematiche;
di compensare in qualche misura la limitata disponibi- electronic trading, servizio tramite cui acquirenti e
lit di stoccaggio. venditori possono connettersi direttamente allhub
Il commercio allingrosso di gas avviene dunque facilitando la negoziazione diretta;
tramite contratti bilaterali, ma pu anche appoggiarsi servizi finanziari, offerti con la costruzione di indi-
ai suddetti hub. Questi sono in genere centri di scam- ci di prezzo e la predisposizione di prodotti derivati
bio organizzati che associano a contrattazioni finan- predefiniti, con i quali viene stimolata la liquidit
ziarie spot anche un punto di consegna fisica della negli scambi e aumentata la copertura del rischio per
merce. La presenza di mercati organizzati di questo gli operatori;
genere, riferiti alle transazioni fisiche vere e proprie servizi di supporto, offerti ai partecipanti alle attivit
oppure a quelle puramente finanziarie, presenta levi- dellhub, quali servizi amministrativi, servizi di risk
dente vantaggio di consentire agli operatori di effet- management, consulenza e attivit di clearing house.
tuare operazioni di copertura (hedging) del rischio lega- I servizi correlati al mercato fisico del gas offerti
to alle oscillazioni dei prezzi nel caso in cui le quan- presso gli hub consistono generalmente in attivit di tra-
tit acquistate tramite contratti a prezzo predeterminato sporto e soprattutto di stoccaggio, e presentano la carat-
non soddisfino pienamente le esigenze dei clienti che teristica di essere legati a quelli normalmente connessi
si vogliono rifornire. Inoltre, nel caso di contratti di allutilizzo tradizionale delle infrastrutture per periodi
lungo periodo indicizzati, la presenza di centri di scam- di tempo pi brevi. I principali sono quelli indicati di
bio organizzati consente agli operatori di disporre di seguito:
un punto di riferimento (idealmente) trasparente e non wheeling, servizio di trasporto tra gasdotti correlati
manipolabile al quale ancorare eventuali meccanismi attraverso lo stesso hub;
di indicizzazione. parking, servizio di stoccaggio a breve termine di gas
Gli hub possono essere virtuali oppure fisici. Un hub naturale;
virtuale un mercato (anche telematico) nel quale ope- loaning, servizio di stoccaggio a breve in cui, a dif-
ratori che hanno la disponibilit di gas (tramite control- ferenza del servizio di parking, lhub anticipa modi-
lo di giacimenti oppure attraverso contratti di acquisto) che quantit di gas che successivamente verranno
lo cedono a coloro che hanno (o contano di avere) la pos- restituite;
sibilit di venderlo a loro volta (ovvero lintenzione di bilanciamento, accordo a breve per fare fronte a tem-
consumarlo direttamente). Una funzione di questo gene- poranee situazioni in cui si verifica uno squilibrio,
re lascia aperta la questione della consegna fisica del spesso offerto insieme al parking e al loaning;
gas, il che non certo un aspetto banale, considerata la stoccaggio, servizio di tipo tradizionale offerto a
limitata disponibilit di infrastrutture di trasporto e la medio e lungo termine;
difficolt di accedere alle stesse. Questo problema non compressione, servizio che si rende necessario per
sussiste invece (o pu essere gestito in modo molto pi effettuare trasferimenti tra gasdotti eserciti a diversa
diretto) negli hub fisici, generalmente collocati in pros- pressione e che in alcuni casi viene offerto separata-
simit dei principali nodi di interconnessione tra le reti mente dal servizio di trasporto;
di trasporto e dotati di impianti di stoccaggio assai con- trasferimento hub-to-hub, servizio di scambio tra
sistenti, che cercano di garantire non solo la copertura diversi centri di mercato in cui si ha il prelievo in un
finanziaria ma anche la consegna del bene oggetto della hub dopo limmissione effettuata su un altro.
transazione. Gli ultimi decenni sono stati caratterizzati da uno
Nel mercato del gas, pertanto, sussiste unimportan- sviluppo dimensionale e numerico degli hub (si pensi,
te distinzione fra le tipologie di servizi offerti: da un lato per esempio, allaccordo stipulato nel 2005 tra APEx,
si hanno i servizi accessori ai mercati virtuali, dallaltro Endex e Fluxys per sviluppare un hub allavanguardia a
i servizi che tradizionalmente si accompagnano al mer- Zeebrugge in Belgio). da rilevare come ci sia avve-
cato fisico del gas, con la figura dellhub a fare da col- nuto non tanto sotto limpulso delle autorit di rego-
lante tra le due parti. lamentazione, quanto, soprattutto, su iniziativa delle

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LINDUSTRIA DEL GAS NATURALE DAL MONOPOLIO ALLA CONCORRENZA

compagnie private di trasporto del gas naturale. Sebbe- stoccaggio. Come noto, il gas pu essere immagazzi-
ne tali iniziative non abbiano sempre prodotto i risulta- nato, anche se a condizioni e in siti particolari, e ci
ti desiderati (sia a causa della difficolt di ottenere la essenziale per consentire a un fornitore di servire la sua
liquidit necessaria ad alimentare il mercato, sia per la clientela: infatti la domanda varia continuamente in fun-
tendenza radicata a mantenere segrete le informazioni zione del prelievo dei consumatori, determinando oscil-
di mercato), indubbio che le prospettive offerte dallo lazioni non prevedibili con precisione assoluta. dun-
sviluppo del mercato in generale e degli hub in partico- que indispensabile la disponibilit di siti nei quali il for-
lare siano considerate dalla maggior parte degli addetti nitore possa immagazzinare il gas e immetterlo poi nella
ai lavori estremamente allettanti. rete quando viene richiesto. La necessit di modulare
lofferta riguarda non solo le oscillazioni di breve perio-
Le infrastrutture do, ma anche le necessit di pi lungo periodo, come,
Come si gi detto, per collegare domanda e offer- per esempio, la costituzione di scorte che consentano di
ta di gas sono necessarie grandi infrastrutture, e queste dare sicurezza e continuit alle forniture di un paese,
possono essere ricondotte a tre tipologie principali: due cosa quanto mai opportuna considerata la limitatezza del
riguardanti le reti di grande trasporto e una relativa alle numero dei punti di prelievo e la collocazione di gran
attivit di stoccaggio. parte dei giacimenti fuori dai confini di una nazione.
La prima tipologia infrastrutturale riferita alla rete I siti dedicati allo stoccaggio devono avere caratteri-
di gasdotti che collegano i giacimenti ai consumatori stiche geofisiche estremamente precise e sono quindi
finali. Si tratta delle grandi reti, opportunamente maglia- presenti in numero estremamente limitato. Anche que-
te, nelle quali il gas viene trasportato grazie alla pres- ste sono strutture essenziali allaccesso al mercato, e
sione mantenuta da appositi dispositivi. Si quindi in quindi allo sviluppo della concorrenza, e presentano per-
presenza di una rete (ad alta o bassa pressione) che rap- tanto uno status di essential facility, con le gi ricordate
presenta un tipico elemento di monopolio naturale. caratterizzazioni riguardanti le condizioni di accesso.
Quale sia il confine tra rete nazionale di trasporto3 e Va tra laltro sottolineato che i siti di stoccaggio sono
rete locale di distribuzione per altro in buona misura senza dubbio pi essenziali degli impianti di rigassifi-
arbitrario.4 cazione. infatti inconcepibile il funzionamento del set-
La seconda tipologia riguarda le strutture di rigassi- tore del gas senza strutture di stoccaggio a disposizione
ficazione (alle quali devono corrispondere impianti di di chi debba rifornire la clientela finale, mentre, al con-
liquefazione nei paesi di origine) che in numerosi paesi trario, lassenza (o la non disponibilit) di impianti di
rappresentano unalternativa ai collegamenti diretti ai rigassificazione del tutto possibile. In Italia, per esem-
giacimenti. Tramite queste strutture, il gas viene lique- pio, al 2005 era presente un solo impianto predisposto
fatto allorigine, immesso in navi e infine scaricato in per questa attivit. Una regolamentazione che garantisca
forma liquida presso gli impianti di rigassificazione,
generalmente collocati in prossimit delle coste. Gli
impianti di rigassificazione rappresentano quindi unal- 3 appena il caso di ricordare come in realt, al fine dello

ternativa ai grandi gasdotti internazionali, anche se a loro sviluppo della concorrenza in un paese, rilevino in misura estre-
volta richiedono una connessione alle reti di gasdotti ma anche le reti di trasporto internazionali, che, nel partico-
lare caso italiano, costituiscono un collo di bottiglia di estre-
interne ai diversi paesi. ma importanza. Il nodo principale a riguardo che non risul-
Gli impianti di rigassificazione sono tipicamente di ta chiaro quale autorit possa avere giurisdizione su tali reti,
grandi dimensioni e generano quindi significative eco- con la conseguenza che spesso queste sono prive di uneffi-
nomie di scala. Inoltre, la necessit di costruirli in vici- cace regolazione.
4 Ci vero in tutti i settori a rete, ove la distinzione tra il
nanza della costa acuisce i problemi ambientali che sor-
livello locale e il livello nazionale lasciata a determinazioni
gono con la costruzione di grandi strutture industriali: puntuali senza che i criteri siano del tutto ovvi. Nel settore elet-
ci comporta che il numero dei rigassificatori risulta trico italiano la definizione della rete di trasmissione nazio-
limitato (anche se crescente) e che la costruzione di nuovi nale data per via normativa, mentre nel settore del gas tale
impianti sia spesso considerata indesiderabile, almeno distinzione ancora manca, il che aumenta larbitrariet della
dal punto di vista ambientale.5 Per tali ragioni, questi situazione.
5 Ovviamente a riguardo si enfatizza uno dei tanti conflit-
impianti, pur non essendo classificabili in senso stretto ti tra obiettivi di politica della concorrenza e di politica ener-
come elementi di monopolio naturale, sono considerati getica, da un lato, e obiettivi di politica ambientale, dallaltro.
quanto meno essential facility, e potrebbero quindi esse- Mentre sotto il primo profilo la creazione di rigassificatori
re soggetti a un regime di accesso regolamentato simile potrebbe essere estremamente desiderabile, sotto il secondo
a quello adottato (come si vedr in seguito) per le gran- profilo, soprattutto dal punto di vista delle comunit locali, la
situazione opposta. Un altro modo di leggere la situazione
di reti di trasporto. potrebbe essere quello di sottolineare come in realt spesso
Un ragionamento simile vale per il terzo tipo di in- interessi particolari possano frapporsi al perseguimento di inte-
frastrutture presente nel settore, ovvero gli impianti di ressi dellintera comunit.

326 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


ASPETTI ECONOMICI

laccesso a tutti i soggetti dunque indispensabile per le natura diversa, anche se la manutenzione delle stesse
strutture di stoccaggio, ma non per gli impianti di rigas- potrebbe trarre beneficio da una diversificazione delle
sificazione. La qualificazione di questi ultimi come essen- imprese che vi operano), mentre quelli commerciali sem-
tial facility quindi una determinazione chiaramente brano assumere maggiore spessore, con una serie di impli-
pro-concorrenziale e non corrisponde a una esigenza di cazioni riguardanti la regolamentazione antitrust (Polo
carattere puramente tecnico. e Scarpa, 2003a).

La vendita
Nel settore del gas, il rapporto con il cliente finale 6.1.2 La ridefinizione dei confini
pu essere visto come un segmento autonomo di crea- del monopolio
zione di valore, concettualmente separato da quello delle
infrastrutture e dellapprovvigionamento allingrosso. Nel settore del gas esistono ottime motivazioni che giu-
Tra laltro, la relazione tra questi diversi segmenti assai stificano unintegrazione verticale delle filiere, ma vi
stretta: da un lato, per vendere il gas agli utenti finali sono ragioni altrettanto valide per ritenere opportuna una
necessario che questi siano allacciati a una rete di gasdot- separazione dei diversi segmenti. Quando si parla di sepa-
ti di distribuzione; dallaltro, fin troppo ovvio che per razione (o, nel gergo delle direttive europee del settore
vendere il gas occorre averne la disponibilit, e ci signi- energetico, unbundling) si possono in realt evocare diver-
fica poter acquistare il gas allingrosso per poi riven- se modalit, con implicazioni differenti, che assumono
derlo al dettaglio. A sua volta ci richiede un contratto una rilevanza particolare soprattutto nel momento in cui
diretto con chi abbia i giacimenti di gas (o chi utilizzi gli qualcuna di queste attivit viene gestita in regime di
impianti di rigassificazione), oppure che chi dispone monopolio o costituisce un collo di bottiglia nel siste-
della fornitura allingrosso di gas sia interessato a ven- ma, tanto da essere qualificata come essential facility.
derlo a terzi invece che intervenire direttamente sul mer- Un primo tipo di separazione richiede una contabi-
cato finale. lit separata per le diverse attivit. Con la separazione
Data la natura del gas, la relazione che si stabilisce contabile, anche se la direzione strategica e organizzati-
tra venditore e utenza finale di natura prettamente finan- va delle varie attivit resta affidata agli stessi soggetti,
ziaria. Il bene in questione, seppure non omogeneo allo- possibile mantenere un quadro distinto dei costi impu-
rigine del processo, lo diviene alla fine, dopo essere stato tabili ai diversi segmenti di attivit. Un secondo tipo di
immesso nei gasdotti in condizioni del tutto standardiz- separazione (detta legale) richiede invece che attivit
zate, o quanto meno alla fine del processo presenta carat- diverse rimangano in capo a entit legalmente distinte
teristiche calorifiche che possono essere misurate e valu- (diverse societ), in modo che la separazione contabile
tate in modo da consentire contratti del tutto standard. non resti un fatto puramente formale, e che quindi risul-
Inoltre, una volta immesso nella rete, il gas si mescola ti pi difficilmente aggirabile. Inoltre, la presenza di
ad altre forniture di gas di provenienza diversa, e ci societ differenti e (come si auspica) di responsabilit
avviene in modi non agevoli da prevedere e misurare, manageriali distinte, potrebbe assicurare anche una ge-
cosicch chi preleva gas dalla rete non pu sapere con stione separata delle varie linee di business e impedire
certezza da quale operatore sia stato immesso. Pertanto, quindi che la gestione di una attivit risulti finalizzata
con riferimento alla vendita di gas, si parla non tanto della alla massimizzazione dei profitti congiunti.
consegna fisica di determinate quantit, quanto, piutto- Tale obiettivo pu essere in realt conseguito in modo
sto, di un rapporto contrattuale tra chi preleva un deter- convincente solo in presenza di una separazione pro-
minato quantitativo di gas dalla rete e chi pronto a reim- prietaria tra le diverse attivit, in modo che esse faccia-
mettere nella rete la medesima quantit di gas. Tali con- no riferimento a gruppi di azionisti differenti e con inte-
dizioni contrattuali riguardano soprattutto il prezzo, ma ressi disgiunti. Solo questo sembra essere lassetto socie-
possono includere anche una serie di servizi post-vendi- tario in grado di assicurare il fine ultimo della separazione
ta o modalit di gestione dellefficienza energetica. tra attivit, vale a dire una gestione del tutto indipendente
Va considerato poi che, almeno per i piccoli clienti, del segmento che opera in condizioni di monopolio. Come
esistono legami potenzialmente importanti tra lacqui- rovescio della medaglia, la separazione comporta la man-
sto del gas e lacquisto di altri servizi di pubblica utilit. canza di coordinamento delle azioni intraprese dai gesto-
La vendita di gas, che implica, come si gi detto, una ri delle diverse attivit. Se questa mancanza di coordi-
relazione soprattutto di carattere finanziario, pu esse- namento implica lassenza di collusione, anche vero
re legata in vari modi alla vendita di elettricit, acqua o che pu produrre alcune inefficienze gestionali con impli-
altro nel quadro di una strategia multiservizio (detta anche cazioni potenzialmente rilevanti, soprattutto in settori
di multi utility). Ci rinvia allora al tema di eventuali delicati quali quelli energetici.
legami tra il settore del gas e altri settori. I legami tecno- Il tema della separazione tra attivit si lega poi alle-
logici risultano essere abbastanza deboli (le reti hanno sigenza di generare livelli di investimento ottimali (il

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LINDUSTRIA DEL GAS NATURALE DAL MONOPOLIO ALLA CONCORRENZA

cosiddetto problema di hold up) in situazioni nelle quali monopolio erano quindi legati alla copertura del pesan-
chi investe non ha accesso diretto alla clientela, se non te rischio imprenditoriale.
appoggiandosi a una rete il cui ingresso dipende dal modo Il settore conobbe una rapida crescita verso la met
in cui sono disegnate le regole di mercato. A riguardo, del 19 secolo: le compagnie che vi operavano comin-
va rilevato come lintegrazione verticale tra chi possie- ciarono a essere considerate buone opportunit di inve-
de la rete e chi la usa per vendere il gas ha effetti posi- stimento, e la licenza di vendita in esclusiva venne con-
tivi sugli investimenti dellimpresa integrata, ma effetti siderata un fattore decisivo per il reperimento dei capi-
negativi rispetto ad altre imprese che usino (o desideri- tali. Gli organismi governativi, comunque, cominciarono
no usare) la rete per vendere il loro gas in concorrenza a convincersi che la tipologia di mercato delineatasi neces-
con il proprietario della rete stessa. In questo senso, il sitava dello sviluppo di una propriet municipale oppu-
problema di hold up viene superato se oltre allintegra- re dellimposizione di regolamenti sulle compagnie pri-
zione verticale vi anche integrazione orizzontale e quin- vate, in quanto la situazione dal punto di vista del con-
di la rete viene utilizzata solo dal suo proprietario. Allo sumatore era considerata inutilmente onerosa.
stesso modo, il problema non sembra pressante in pre- I primi tentativi di regolazione furono generalmente
senza di totale separazione verticale della rete, nel senso piuttosto inefficaci, malgrado la creazione di numerose
che in questo caso il gestore della rete risulta neutrale agenzie (il Massachusetts Board of Gas Commissioners,
rispetto alla concorrenza. Forme ibride, che vedano il istituito nel 1885, fu la prima agenzia statale) con il pote-
proprietario/gestore della rete integrato verticalmente re di regolare, tramite leggi e regolamenti, loperato delle
con uno dei concorrenti nella vendita, sono quelle meno compagnie attive nel settore del gas e in quello nuovo
in grado di garantire chi effettua gli investimenti. dellenergia elettrica, al fine di salvaguardare linteres-
se pubblico: ciononostante dal 1907 in poi tutti gli Stati
dellUnione cominciarono a dotarsi di commissioni di
6.1.3 Le scelte strutturali controllo (Busby, 1999).
e i driver del cambiamento Alla fine della Seconda Guerra Mondiale il merca-
to del gas naturale conobbe un ulteriore, rapidissimo svi-
In presenza di effetti potenzialmente contrastanti, non luppo, dovuto alla sopravvenuta disponibilit di giaci-
stupisce constatare che diversi paesi abbiano effettuato menti nel nordest degli Stati Uniti, nonch alla crescita
scelte differenti, e che queste scelte abbiano avuto una del reddito nella stessa area: la domanda divenne cos
loro evoluzione nel tempo, a seconda del peso che le sostenuta da poter essere soddisfatta solo con la costru-
diverse questioni hanno assunto in diversi periodi. Sto- zione e la messa in opera di nuovi gasdotti. Lo scopo che
ricamente, il settore del gas stato caratterizzato da si prefiggevano questi primi tentativi di regolamenta-
importanti posizioni di monopolio verticalmente inte- zione del mercato del gas era duplice: da un lato, si vole-
grato, ed allora particolarmente interessante esamina- va garantire agli utenti finali il rispetto di determinati
re le principali esperienze che prima di altre hanno cer- standard qualitativi commisurati alle tariffe richieste;
cato di introdurre elementi di concorrenza nel settore, dallaltro, si cercava di consentire agli investitori di rice-
aprendo in tal modo la strada alle successive riforme nel- vere profitti equi per i loro servizi. I driver del cambia-
lUnione Europea. mento furono lampia disponibilit del prodotto dal lato
dellofferta, la crescente pressione dal lato della doman-
Levoluzione del settore del gas negli Stati Uniti da verso prezzi pi ragionevoli e una pi diffusa dispo-
La situazione del settore del gas negli Stati Uniti nibilit del bene.
dellOttocento va analizzata tenendo ben presente il Oltre al livello statale, ove si contavano diverse ini-
clima che in quegli anni si respirava a livello di scuo- ziative ai fini della regolamentazione, assunse poi par-
le di pensiero economico. La Costituzione americana ticolare importanza la presenza di controlli federali,
fu scritta quando le teorie del laissez faire di ispirazio- attuati dalla Commissione Federale per lEnergia (FPC,
ne smithiana si stavano affermando in tutto il loro vigo- Federal Power Commission) costituita nel 1920 con il
re innovativo: tuttavia, nonostante il predominio cultu- compito specifico di regolare lattivit dei gasdotti che
rale di tali teorie, il settore venne organizzato secondo attraversavano pi Stati. Il fine di questi controlli era
principi assai differenti. Infatti, le prime compagnie di regolamentare il flusso di gas naturale e di fissare
attive nel mercato del gas in quel periodo necessitava- prezzi e tariffe. A tal fine, alla FPC fu consentita la
no di ingenti investimenti di capitale per la costruzio- facolt di porre il veto sui contratti di trasporto e approv-
ne di impianti per la lavorazione della materia prima e vigionamento, di assegnare licenze di vendita a impre-
per la creazione di una rete capillare di gasdotti: si rese se private e di disciplinare le modalit attraverso cui la
quindi necessaria la cessione di licenze di vendita in vendita stessa si sarebbe dovuta svolgere. La Commis-
esclusiva al fine di remunerare il rischio di investimento sione poteva poi richiedere alle imprese attive nel set-
(considerato elevato) nel settore. I primi elementi di tore rendiconti periodici delle attivit con lo scopo di

328 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


ASPETTI ECONOMICI

monitorare lo sviluppo del mercato e, last but not least, controlli volti ad assicurare il rispetto della normati-
preservare le riserve di gas naturale ponendo un tetto ai va antitrust, invocata in presenza di posizioni domi-
prelievi annui possibili. nanti e di comportamenti volti a limitare lingresso
Nel 1938, la legge sul gas naturale (Natural Gas Act) e lattivit di nuovi operatori.
trasform la FPC (il cui potere formale era in realt assai Il mercato americano del gas naturale, considerata
limitato, e i cui interventi si scontravano pertanto con anche la particolare configurazione politica di tipo fede-
numerose obiezioni) in un organismo dotato di maggio- ralista degli Stati Uniti, risulta quindi caratterizzato da
ri poteri, la Federal Energy Regulation Commission una regolamentazione assai articolata e complessa. La
(FERC), a cui furono infatti attribuiti alcuni compiti spe- struttura piramidale di questi controlli dovrebbe comun-
cifici quali: que garantire un certo grado di compenetrazione fra i
regolare il flusso del gas fra Stati differenti; vari organismi deputati a garantire lequit e lefficien-
fissare i tassi e le tariffe e approvare i contratti per il za delle operazioni poste in essere, e prevenire linsor-
trasporto del gas naturale; gere di situazioni negative quali lemergere di posizioni
rilasciare i certificati (per le imprese richiedenti) che dominanti e di intese tra imprese che potrebbero pre-
affermassero la pubblica utilit del servizio offerto e giudicare il funzionamento del libero mercato.
consentissero quindi alle imprese di usufruire di Il livello di regolazione federale, anche se importan-
gasdotti interstatali, richiedendo per che le compa- te, non presenta peraltro un peso tale da comportare inter-
gnie operanti si impegnassero a offrire il gas natura- venti strutturali Stato per Stato, cosicch la variet degli
le e i servizi correlati alle giurisdizioni locali dei ter- assetti scelti in diverse parti degli Stati Uniti notevole.
ritori attraversati da questi gasdotti; Proprio la struttura federale e la grande autonomia degli
predisporre un sistema comune di contabilizzazione Stati rendono possibili situazioni molto differenziate,
per le compagnie operanti su gasdotti che attraver- cosa, come si vedr, non dissimile da quanto si verifica
savano pi Stati, al fine di poter controllare pi age- anche nellUnione Europea.
volmente loperato delle stesse;
richiedere rapporti periodici (come condizione per La riforma nel Regno Unito
consentire alle imprese operative di proseguire lat- La privatizzazione del settore del gas ebbe luogo nel
tivit) al fine di monitorare lamministrazione del Regno Unito nel 1986 e fu caratterizzata da una grande
servizio di trasporto attraverso i gasdotti; velocit nello svolgimento delle operazioni previste, al
offrire unattivit consultiva di supporto, volta a garan- punto che la rapidit con la quale queste ultime venne-
tire il mantenimento delle riserve di gas naturale. ro realizzate fu oggetto di critiche da parte di enti quali
La FERC assunse quasi tutte le mansioni pi rile- lEnergy Committee, di societ private di consulenza e
vanti della FPC e inoltre, forte dei maggiori poteri di cui di osservatori indipendenti. Il Governo inglese cedette
era stata dotata, richiese ben presto che i proprietari di lindustria del gas per intero, senza i frazionamenti effet-
gasdotti consentissero il trasporto, sulle loro linee, di gas tuati nel settore elettrico e senza applicare efficaci rego-
proveniente anche da differenti fonti (realizzando cos lamentazioni o limitazioni ai comportamenti delle impre-
una forma di third party access), promuovendo un note- se gi presenti sul mercato (incumbent). Si tratt della
vole cambiamento nelle relazioni venditore-acquirente seconda (e ultima) industria statale a essere venduta come
che si erano venute a consolidare in passato. Le compa- se si trattasse di unimpresa singola (due anni dopo la
gnie operanti nel settore del gas naturale sono state in privatizzazione di British Telecom) e senza porre in esse-
seguito sottoposte a ulteriori controlli, quali: re misure pro-competitive di alcun tipo.
controlli di carattere ambientale, stabiliti con il Clean Lindustria britannica del gas era stata inizialmente
Air Act, volti a preservare laria da un eccessivo inqui- nazionalizzata nel 1949, agglomerando in ununica impre-
namento; sa statale una pluralit di compagnie private a livello
controlli municipali, o a carattere locale, in base ai locale: dal 1949 al 1972 gli enti strutturati su base regio-
quali i privilegi di franchigia devono sottostare ai nale, su cui era stata organizzata la nuova entit, furono
regolamenti promulgati nelle loro aree di esercizio, sottoposti alla regolamentazione governativa con lo-
solitamente gravati dalla presenza di una tassa; biettivo di stabilire prezzi, investimenti e politiche finan-
controlli da parte di commissioni regolatorie statali, ziarie. Nel 1972, con limmissione sul mercato del gas
con poteri simili a quelli dei controlli federali, ma proveniente dal Mare del Nord, fu decisa la fusione di
solitamente rivolti a situazioni straordinarie in cui la tutti gli enti in un unico organismo, denominato British
supervisione garantita dalla giurisdizione federale Gas corporation (BG), con una caratterizzazione pi mar-
non sufficiente; catamente imprenditoriale che ben si adattava alla dupli-
controlli di sicurezza, volti ad assicurare il pieno ce funzione che gli era richiesta, quella cio di svolgere
rispetto delle norme riguardanti le attivit inerenti al il ruolo di importatore e distributore di gas per il paese.
commercio del gas naturale; Nei primissimi giorni della nazionalizzazione, il settore

VOLUME IV / ECONOMIA, POLITICA, DIRITTO DEGLI IDROCARBURI 329


LINDUSTRIA DEL GAS NATURALE DAL MONOPOLIO ALLA CONCORRENZA

del gas si trov a competere con il mercato del carbone I driver del cambiamento: il ritorno al privato
(una fonte energetica che allora risultava decisamente Allinizio degli anni Ottanta, alcune forze politiche
pi economica) e con la novit (per quel periodo) rap- iniziarono a premere per un ritorno al privato dellindu-
presentata dallenergia elettrica. Nonostante la spinta stria del gas sulla base di forti motivazioni, la pi imme-
concorrenziale di queste fonti energetiche, ci furono due diata delle quali riguardava lo stato finanziario in cui si
fattori che contribuirono in maniera decisiva alla profit- trovava il settore dopo la nazionalizzazione, giudicato
tabilit del settore del gas: la possibilit di creare con la quantomeno imbarazzante. Questa richiesta nasceva anche
nazionalizzazione una struttura di trasporto unica ed effi- come reazione agli aumenti del prezzo del gas giudica-
cace in grado di abbattere i costi e il fatto che, grazie alle to esoso agli occhi dellopinione pubblica (va ricordato
politiche governative, furono introdotti ulteriori sistemi che poco prima era stato deciso un aumento del prezzo
di controllo dei costi in fase di produzione e di traspor- del gas per uso domestico di circa il 30% nellarco di tre
to (Waddams Price, 1997). anni): in effetti i governi che si erano succeduti e i ver-
Le forme di controllo del prezzo applicate in quegli tici della BG si trovavano in difficolt nel definire una
anni dal governo possono essere viste come interventi politica dei prezzi che doveva fronteggiare un duplice
sul costo marginale, anche se suscitarono molte pole- problema.
miche in quanto era opinione comune che stabilire con Da un lato, infatti, cera la necessit di realizzare dei
certezza un prezzo equo quando il margine di guadagno profitti in un settore estremamente promettente (vista
incerto presentasse una certa difficolt. Comunque, il soprattutto lapertura dei nuovi giacimenti ma in con-
monopolio della distribuzione garantiva un abbattimen- trasto con lobbligo di non praticare prezzi di monopo-
to dei costi che risultava abbastanza in contrasto con la lio) e comunque di evitare le perdite legate allammini-
crescita del prezzo del gas dovuta alladozione della poli- strazione pubblica del mercato del gas. Una manovra
tica del costo marginale. Uno degli aspetti pi impor- riparatoria fu tentata con lintroduzione dei cosiddetti
tanti nelladozione del prezzo risiedeva nella definizio- scarcity premiums, ossia di una imposta giustificata dallo
ne di un cosiddetto premio di mercato: gli utenti, con sfruttamento e dallutilizzo di una risorsa comunque non
lesclusione dei grandi gruppi industriali, dovevano paga- rinnovabile quale il gas: non sorprende il fatto che que-
re una cifra maggiore di quanto sarebbe stato imputabi- sto tentativo fu da molti giudicato inopportuno e intem-
le alleffettivo utilizzo o costo dellenergia. pestivo. Dallaltro lato, ci che comunque urtava mag-
Inoltre lindustria del gas pat in maniera considere- giormente lopinione pubblica, era che unimpresa poten-
vole la dicotomia fra il desiderio governativo di non zialmente redditizia come la British Gas fosse in realt
imporre un sistema di leggi troppo dettagliato e la sua incapace di sviluppare efficaci politiche di sfruttamen-
politica di intervento anche in settori pi ristretti. Come to dei giacimenti del Mare del Nord. Mentre le relazio-
per tutte le industrie nazionalizzate, infatti, anche nel set- ni annuali della British Gas evidenziavano la necessit
tore del gas il prezzo applicato fu tenuto forzatamente di nuovi maggiori investimenti, in realt si cercava di
basso dai due schieramenti che si avvicendavano al gover- rendere la societ autosufficiente e autonoma da stan-
no (conservatori e laburisti) allo scopo di contenere i ziamenti governativi, magari lesinando sui finanzia-
rischi di una crescita dellinflazione. Ci nonostante, nel menti necessari.
1980, le stesse politiche di controllo dei prezzi portaro- Una grossa parte di responsabilit per la presenza di
no (per certi versi paradossalmente) a un aumento dei queste contraddizioni, che generavano una situazione
prezzi a seguito di due azioni che causarono una grossa caotica e ingestibile, fu attribuita allallora responsabi-
sofferenza al settore. le del settore, Dennis Rooke. La prima proposta per un
La prima di queste fu limposizione di un aumento ritorno alla gestione tramite unimpresa privata fu avan-
dei prezzi al consumo per uso domestico pari a circa il zata nel 1980, con il suggerimento (allora in via quasi
30% per un periodo di tre anni a partire dal 1980, men- informale) che la British Gas dovesse essere venduta: la
tre la seconda consisteva nel ribasso del prezzo appli- proposta, per, ottenne la ferma opposizione sia del mana-
cato ai piccolissimi consumatori e a coloro che invece gement sia dei lavoratori.
avessero superato una determinata soglia di consumo: La proposta divenne pi credibile quando fu inseri-
facile intuire come questa seconda manovra, in realt, ta nel programma di privatizzazioni del Governo ingle-
aiutasse soprattutto i grossi consumatori, e per tale moti- se, il pi vasto e radicale mai realizzato da un paese euro-
vo venne a lungo considerata ingiustificata e politica- peo, e in particolare dopo che, nel 1984, fu avviata la
mente inappropriata. Entrambi gli esempi sono emble- privatizzazione di British Telecom, la prima grande public
matici del tipo di manovre applicate dai governi succe- utility venduta a privati. Va tuttavia tenuto conto delle
dutisi in quel periodo, manovre improntate a un controllo differenze intrinseche alle due imprese in esame: il set-
molto fine dei prezzi e che lasciavano poco spazio alla- tore delle telecomunicazioni, infatti, soggetto a rapidi
zione dei meccanismi di mercato per il perseguimento sviluppi tecnologici che consentono lingresso di diver-
dellefficienza. si concorrenti, e la competizione anche in questo senso

330 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


ASPETTI ECONOMICI

rende poco necessaria la presenza (dominante) di unim- interessato soprattutto a mantenere intatta la propria posi-
presa pubblica, che, anzi, pu essere vista come un freno zione di egemonia anche a scapito degli interessi della
al progresso tecnologico. Ci non vale per il mercato del nazione: Dennis Rooke (il chief executive officier di allo-
gas, dove invece un ruolo chiave per il mantenimento di ra) chiar che avrebbe cooperato solo se la compagnia
posizioni monopolistiche svolto dallutilizzo in via fosse stata interamente venduta ed egli avesse potuto
esclusiva della rete di gasdotti: solo nel 1982, infatti, mantenere il controllo totale sulla stessa. Il risultato di
lOil and Gas Act rese possibile lutilizzo dei gasdotti questo contrasto di interessi fu la vendita della compa-
(di propriet della British Gas) anche a potenziali com- gnia statale nella sua interezza, con lunica eccezione di
petitori, sebbene la stessa BG mantenesse ancora un pote- alcuni giacimenti offshore venduti separatamente. Il fal-
re sufficiente a scoraggiare lingresso nel mercato di limento del tentativo di dividere lindustria del gas in
qualsiasi compagnia privata. segmenti separati cre notevoli problemi alle autorit di
regolazione, sia perch si prevedeva che alcune aree del
La privatizzazione business sarebbero rimaste prive di regolamentazione,
La privatizzazione del settore fu comunque annun- sia perch una struttura cos integrata in senso orizzon-
ciata nel maggio 1985, generando un susseguirsi di even- tale e verticale avrebbe reso notevolmente complesso il
ti definito frenetico dalla stessa opinione pubblica ingle- lavoro di regolazione.
se. Il motivo di maggior rilievo alla base della privatiz- La decisione presa dal Governo implicava che solo
zazione fu lincapacit del Governo inglese di vendere il 60% dei ricavi sarebbe stato soggetto a regolazione,
con la rapidit desiderata la totalit della compagnia aerea con una distinzione fra le tariffe applicate agli utenti con
British Airways: avendone previsto gli introiti nel bilan- consumi inferiori a 25.000 m3 di gas allanno (regulated
cio dellanno, e non riuscendo invece a procedere nella tariff ) e i contratti stabiliti volta per volta per i grandi
direzione preventivata, il Governo si trov improvvisa- utenti industriali. Pertanto, mentre le utenze domestiche
mente nella necessit di reperire un candidato alternati- e le piccole imprese erano protette dalla regolamenta-
vo per generare le entrate mancanti. La necessit di fondi zione, i grossi gruppi industriali continuavano a usufruire
e lesigenza di reperirli rapidamente furono quindi i due di specifiche politiche di prezzo senza che alle autorit
fattori cruciali alla base della decisione di privatizzare il di regolazione fosse fornita alcuna conoscenza delle dina-
settore del gas: al fine di rendere pi appetibile lacqui- miche sottostanti la determinazione del prezzo di ven-
sto (in quanto la redditivit del settore non era delle dita: era quindi facile intuire la presenza di un monopo-
migliori) il Governo assunse unottica piuttosto cinica, lio destinato a durare nel tempo.
rinunciando a tutelare in via preventiva il prezzo di ven- In generale si pu affermare che la privatizzazione
dita del gas e sacrificando cos gli interessi dei consu- del settore del gas sia stato un tentativo frettoloso del
matori sullaltare di una necessit di cassa immediata. governo inglese per tappare un buco creatosi nei conti
Il settore del gas, precedente la privatizzazione, era del bilancio pubblico, e che si sia tradotta in unestra-
organizzato su dodici aree regionali: un organismo cen- zione del surplus massimo dei consumatori e in un note-
trale (il Consiglio) gestiva lintera rete nazionale lascian- vole profitto per le nuove imprese del settore a fronte di
do le strutture regionali al management locale, cosicch una apparente incapacit (anche strutturale) da parte delle
i clienti finali continuavano a pagare il prezzo fissato autorit di regolamentazione di stabilire un efficiente
dagli amministratori darea, anche se questi erano comun- sistema giuridico di tutela.
que tenuti a seguire le direttive (entro determinati para-
metri di variabilit) imposte dal Governo. Lintento ini- La regolazione
ziale era quindi quello di mantenere pubblico lorgani- I dettagli della regolazione furono pubblicati nel
smo centrale (o al limite privatizzarlo attraverso la dicembre 1985, con la formula stabilita per controllare
creazione di una compagnia sottoposta a regolamenta- i prezzi (il classico RPI-x, almeno come impianto di
zione) e di privatizzare le strutture regionali. Questa sepa- base7), ampiamente dibattuta sia a causa della sua com-
razione del sistema di approvvigionamento da quello di plessit, sia per il ritardo con cui venne proposta. La tarif-
distribuzione avrebbe reso possibile lo sviluppo del mer- fa applicata nel settore del gas era una tariffa uniforme,
cato nel settore del gas, fornendo grossi incentivi di pro-
fitto (con gasdotti comuni resi disponibili alle compa-
gnie private sulla stessa base finanziaria) grazie agli 6 Sul disegno complessivo del sistema e sul delicato equi-
scambi fra le nuove imprese che operavano sul mercato librio tra concorrenza e regolazione, si rinvia, per esempio, a
del gas nel Mare del Nord.6 Waddams Price, 1994 e 1997.
7 RPI (Retail Price Index) il tasso di crescita dei prezzi
Questa impostazione contrastava per con loperato
al consumo (tasso di inflazione); x il tasso di crescita di una
della British Gas, assai restia a fornire alle autorit di variabile esogena (per esempio, il tasso di crescita della pro-
regolamentazione qualsiasi tipo di informazione sul prez- duttivit) che lautorit di regolamentazione fissa per un certo
zo di acquisto del gas. Il management della BG sembrava numero di anni.

VOLUME IV / ECONOMIA, POLITICA, DIRITTO DEGLI IDROCARBURI 331


LINDUSTRIA DEL GAS NATURALE DAL MONOPOLIO ALLA CONCORRENZA

suddivisa in mercati separati (regionali), e non prevede- 6.1.4 La struttura


va, contrariamente a quanto era avvenuto per le tariffe e la regolazione possibili
della British Telecom, una discriminazione di prezzo per nellindustria del gas
fasce di utenze o per cicli stagionali. Oltre a questo, un
altro problema consisteva nel fatto che una buona parte Come si visto, anche i paesi che spesso vengono indi-
della materia prima veniva acquistata dai giacimenti nel cati come i paladini della concorrenza e come casi esem-
Mare del Nord, i cui prezzi erano soggetti a notevole plari nel campo della liberalizzazione hanno optato per
variabilit e, almeno in apparenza, completamente fuori strutture differenti, e in diverse fasi storiche hanno visto
dal controllo della British Gas. La formula applicata, in prevalere posizioni di volta in volta pi o meno orienta-
ogni caso, comprendeva anche due fattori aggiuntivi. Un te al monopolio, alla concorrenza e a forme pi o meno
fattore K (di difficile interpretazione effettiva) faceva dirette di intervento pubblico. Le strade rivelatesi possi-
riferimento alla previsione dei consumi futuri nellanno bili e percorribili sembrano allora essere tante, e occor-
e serviva a consentire laumento dei prezzi oltre il price re quindi valutarne vantaggi e svantaggi, senza pregiu-
cap di base; inoltre, un fattore Y rifletteva landamento dizi. Con riferimento agli assetti strutturali, le questioni
dei prezzi del gas estratto dal Mare del Nord (e rappre- principali riguardano da un lato le relazioni verticali tra
sentava quindi un fattore di pass through). imprese operanti in segmenti differenti e dallaltro las-
I compiti dellautorit di regolamentazione, comun- setto orizzontale, ovvero il livello di concentrazione allin-
que, non si limitavano alla determinazione del price cap, terno di ciascun segmento.
con la distinzione fra costi di acquisto e altri, ma com- Una strada possibile quella del monopolio verti-
prendevano anche azioni finalizzate a incoraggiare la calmente integrato. Probabilmente si tratta di una opzio-
competitivit allinterno di questo nuovo mercato; tale ne anche troppo estrema, che infatti nella maggior parte
compito era supportato anche dalloperato dellorgani- dei casi temperata dalla presenza di una frangia di
smo responsabile per il controllo delle fusioni e della imprese, quanto meno nel segmento a valle. Gli elementi
formazione di monopoli tra imprese, il Monopolies and che invece nella maggior parte dei casi restano integra-
Mergers Commission (MMC). Entrambi gli organismi, ti tra loro, e la cui separazione incontra sempre le mag-
vista la presenza di un monopolio e la relativa assenza giori resistenze, sono lapprovvigionamento e la rete di
di regolazione, svolgevano nel settore del gas un ruolo trasporto.
assai pi prominente rispetto ad altri settori di merca- possibile la separazione verticale totale? E quali
to, anche se, ironia della sorte, stata la discrimina- pro e contro possono identificarsi? Da un lato, si deve
zione di prezzo in settori non regolati ad attirare lat- sottolineare come dal punto di vista tecnico i problemi
tenzione di un ente come lMMC. Questo organismo di coordinamento verticale siano assai limitati (almeno
stabil la presenza di un monopolio e lesistenza di un nella fase di maturit del settore); al contrario del setto-
abuso di potere di mercato: i rimedi che vennero adot- re elettrico ove la non immagazzinabilit del bene rende
tati per correggere tali distorsioni del mercato include- difficoltoso lequilibrio istantaneo tra domanda e offer-
vano la pubblicazione periodica di informative conte- ta, nel settore del gas, la possibilit di stoccare il pro-
nenti i prezzi non negoziabili per i contratti e tariffe spe- dotto facilita la distribuzione e quindi il coordinamento
cifiche da applicare al settore del trasporto del gas, delle diverse fasi del settore.
riservando comunque un 10% dei possibili nuovi clien- Le argomentazioni pi comuni che vengono avanza-
ti alle imprese entranti. te in difesa dellintegrazione tra approvvigionamento,
Gli avvenimenti successivi, con lo scorporo della rete propriet e gestione delle reti e vendita finale sono due:
di trasporto nazionale dalla British Gas e la successiva la necessit di tutelare gli investimenti sia nellupstream,
fusione con la rete di trasmissione elettrica, apparten- sia nelle reti, e i contratti take or pay.
gono alla cronaca. La lezione che si pu trarre dal caso Tali argomentazioni possono essere analizzate sepa-
inglese quindi duplice. Riguardo alla transizione (cio ratamente. Lattivit di ricerca e la coltivazione dei gia-
il passaggio dal settore pubblico a quello privato) si deve cimenti di gas comportano investimenti con costi fissi
sottolineare come le decisioni prese vadano considerate elevati e non recuperabili, la cui protezione risulta indub-
allinterno del quadro macroeconomico e di politica di biamente rispondente allinteresse pubblico. Daltra parte,
bilancio pubblico che si era creato in Gran Bretagna nella la limitatezza delle risorse disponibili a livello mondia-
prima met degli anni Ottanta. Riguardo invece allas- le conferisce a chi in grado di vendere il gas allin-
setto a regime (dopo la privatizzazione), il caso inglese grosso un potere di mercato tale da compensare in misu-
ha evidenziato una capacit di correggere il tiro rispet- ra pi che proporzionale gli investimenti effettuati e il
to agli errori iniziali, anche se chiaramente lo scorporo rischio a essi associato. In ogni caso, le incertezze riguar-
di un ramo dazienda da unimpresa gi quotata sul mer- danti la vendita del gas sui mercati mondiali non sem-
cato azionario assai pi problematico di qualunque brano tali da mettere in dubbio la redditivit degli inve-
intervento effettuato prima della privatizzazione. stimenti in questo segmento. La rischiosit delle attivit

332 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


ASPETTI ECONOMICI

di ricerca non sembra quindi giustificare la necessit di due circostanze congiunte: la necessit di ammortizza-
unintegrazione verticale. re gli investimenti e la limitatezza della domanda a cui
evidente, peraltro, che una volta individuato un tali investimenti si rivolgono.
giacimento risultano necessari ulteriori investimenti in Diverso, invece, il caso di investimenti gi effettua-
infrastrutture che possono riguardare la costruzione di ti nel passato, che risultano dunque ammortizzati da un
un impianto di liquefazione per la vendita di gas natu- utilizzo decennale delle relative strutture e dalle remune-
rale liquido, oppure quella di un gasdotto. La scelta razioni connesse a tale utilizzo; diverso anche il caso di
delluna o dellaltra infrastruttura (che non sempre investimenti finalizzati a collegare il sito di origine del
sono entrambe plausibili, in quanto contano molto gas a un centro di scambio organizzato. Leredit del pas-
anche elementi quali la posizione del giacimento) sato deve quindi essere valutata con attenzione e cautela:
rilevante dato che mentre la vendita di gas in forma in particolare, investimenti connessi a infrastrutture costrui-
liquida garantisce grande flessibilit di destinazione te decenni prima, con costi ampiamente coperti, non sem-
del gas, la costruzione di un gasdotto vincola in larga brano richiedere una particolare protezione, che invece
parte il giacimento a un determinato mercato (o a un risulta pi ragionevole per i nuovi investimenti, come rico-
insieme di mercati). nosciuto anche dalla normativa comunitaria e nazionale.
Nel caso in cui risulti necessario costruire un gasdot- Riguardo allampiezza del mercato, rimangono vali-
to che connetta il giacimento a un dato luogo di ven- de le raccomandazione di Adam Smith circa la relazio-
dita, opportuno precisare, ai fini di una maggiore ne tra specializzazione del lavoro e ampiezza del mer-
chiarezza, quali siano le parti in causa e quale tipo di cato. Se nel passato, con relazioni tipicamente di tipo
integrazione sia in discussione. Da un lato vi lope- one-to-one, la costruzione di nuovi gasdotti poteva esse-
ratore, che sfrutta il giacimento (di solito il proprieta- re legittimamente soggetta a speciali protezioni, oggi
rio o il concessionario, a seconda dellassetto istitu- sembra molto pi sensato pensare a connessioni che non
zionale che pu variare da paese a paese), e dallaltro si limitino a un unico mercato ma che siano rivolte a cen-
limportatore, che acquista il gas allorigine per riven- tri di scambio cui il possessore del gas possa rivolgersi
derlo sul mercato finale; per connettere le due parti trovando di fronte a s un ampio portafoglio di clienti
occorre il gasdotto, la cui costruzione potrebbe essere potenziali. Lallargamento del mercato consente allora
finanziata sia da una delle due parti, sia dalle due parti di considerare plausibile una separazione di funzioni tra
congiuntamente, sia da un terzo. Limportatore deve chi importa il gas e chi lo vende poi sul mercato finale,
poi rivolgersi al mercato finale, e linterrogativo effet- dal momento che la remunerazione non dipende dalle-
tivo se questi possa essere garantito attraverso unin- ventuale recesso di un singolo cliente.
tegrazione verticale con i soggetti che trasportano e La possibilit che questa modalit di organizzazio-
distribuiscono il gas. ne del mercato non garantisca pi la copertura dei costi
La costruzione di un gasdotto comporta un costo fissi potrebbe sorgere solo in presenza di una competi-
ingente e piuttosto specifico. In realt, quale sia la spe- zione allinterno di un hub talmente accesa da compro-
cificit (o idiosincraticit) di questo investimento dipen- mettere i margini dei venditori. Tale possibilit appare
de molto dalla struttura della clientela; se il punto dar- per attualmente del tutto remota.
rivo del gasdotto un solo e specifico cliente, lidiosin- Una seconda argomentazione a favore della integra-
craticit risulter molto elevata; se invece si tratta di un zione tra chi importa e chi rivende il gas sul mercato
hub al quale si possono approvvigionare una moltitudi- nazionale fa riferimento ai contratti take or pay, che obbli-
ne di clienti, il rischio associato allinvestimento si ridu- gano gli importatori ad acquistare determinati quantita-
ce notevolmente. Quindi, una prima ragione per favori- tivi di gas ogni anno, indipendentemente dal fatto che
re la costituzione di hub proprio la possibilit di ridur- questo sia effettivamente ritirato e venduto (a condizio-
re una parte del rischio connesso alla costruzione di ni remunerative). In effetti, la presenza di una clausola
gasdotti. Infatti, il tradizionale collegamento da un gia- che impone allimportatore un costo fisso elevato fa gra-
cimento a un cliente finale attraverso un gasdotto lega vare sui suoi conti un rischio non trascurabile.
fortemente le due parti; se tuttavia il collegamento sfo- Questa circostanza, tuttavia, non giustifica la ragio-
ciasse in un hub, il gas potrebbe essere ceduto a un gran- ne per cui si rende necessaria la presenza dello stesso
de numero di potenziali acquirenti, con la conseguenza soggetto sia sul mercato allingrosso, sia su quello al det-
che la redditivit dellinvestimento connesso alla costru- taglio. Infatti il problema dellimportatore ottenere un
zione del gasdotto sarebbe gravata solo da un normale ricavo congruo, e il modo pi naturale per assicurare ci
rischio di mercato, e non dipenderebbe dalle decisioni la vendita contrattualizzata del gas: che ci avvenga in
di un solo cliente. un mercato al dettaglio o in un mercato allingrosso non
Dunque, sembra effettivamente opportuno garantire fa alcuna differenza. La chiave del problema, allora, pu
a chi finanzia la costruzione del gasdotto una protezio- risiedere nella capacit di organizzare un mercato allin-
ne particolare sul mercato di arrivo se si in presenza di grosso non penalizzante (sufficientemente tutelato da

VOLUME IV / ECONOMIA, POLITICA, DIRITTO DEGLI IDROCARBURI 333


LINDUSTRIA DEL GAS NATURALE DAL MONOPOLIO ALLA CONCORRENZA

consentire la copertura dei costi fissi) e non certo nel disponibilit di gas allingrosso a competere per rag-
precludere interamente lingresso di potenziali concor- giungere gli stessi clienti (il mercato nel suo comples-
renti nel mercato al dettaglio. so), evitando di spartirsi il mercato tramite contratti bila-
Con quale fondamento poi largomentazione a favo- terali con clienti finali, sui quali spesso la concorrenza
re dellintegrazione tra importatore e rivenditore (gi di assai limitata; dallaltro, far s che gli operatori che
per s debole) venga utilizzata anche per sostenere la acquistano dallhub si trovino davanti lo stesso prezzo e
desiderabilit di ricomprendere nella stessa impresa anche non contratti take or pay, che tipicamente inducono a
la rete di trasporto (integrando quindi importazione, tra- competere in modo assai blando contro i rivali.
sporto, vendita), resta difficile da capire. La separazio- Ovviamente, resta poi da verificare che la maggiore
ne delle infrastrutture (da assoggettare a tariffe regolate concorrenza attivabile in un hub (al quale possono arri-
e quindi garantite) dalle attivit commerciali che si svol- vare offerte da diversi operatori anche basati in diversi
gono lungo la rete non sembra creare alcuna seria con- paesi) sia effettivamente capace di generare prezzi mino-
seguenza n sullo sviluppo delle infrastrutture, che di- ri di quelli che le imprese dotate di contratti take or pay
penderebbe dalla regolazione, n sullo sviluppo degli ap- possono praticare al di fuori di un mercato organizzato.
provvigionamenti, la cui remunerazione dipende dalla Tuttavia la maggiore trasparenza assicurata da un tale
organizzazione dei mercati e non dalla possibilit di nega- mercato per ci che riguarda la formazione dei prezzi
re ai rivali laccesso alla rete. allingrosso viene vista dalle autorit di regolazione come
Va considerato poi che la separazione tra il segmen- un vantaggio in s potenzialmente considerevole.
to upstream (ove i contratti take or pay sono assai comu- Va infine rilevato che la presenza di integrazione ver-
ni) e quello a valle ha profonde e negative conseguenze ticale comporta una serie di conseguenze negative sulle
sulla possibile concorrenza proprio in questultimo seg- condizioni di concorrenza che si stabiliscono nel seg-
mento. da rilevare, infatti, che chi dotato di tali con- mento della vendita finale. Infatti, ben difficilmente si
tratti dispone di un elevato quantitativo di gas a un costo pu competere in modo efficace senza disporre di gas a
marginale pari a zero, e rappresenta pertanto un con- condizioni competitive e dovendo passare attraverso una
corrente potenzialmente molto aggressivo sul mercato rete non gestita in condizioni di assoluta neutralit. Pur-
finale. Ci, per, difficilmente comporta ricadute posi- troppo la condizione di accesso di terzi alla rete, Third
tive sui consumatori in quanto un potenziale entrante, Party Access (TPA), in base alla quale il proprietario/ge-
per evitare la possibilit di una guerra di prezzo, eviter store della rete tenuto a concedere laccesso a produt-
di sfidare un rivale pericolosamente aggressivo quale tori/venditori che debbano consegnare il gas a clienti
il titolare di contratti take or pay e quindi la presenza di finali, pur risultando un principio importante, potrebbe
un tale soggetto ne scoragger lentrata. Se poi lentra- rappresentare una scatola vuota se non corredata delle
ta si verificasse comunque, la teoria economica sugge- necessarie garanzie (di prezzo e non solo) rispetto ai
risce che le imprese, sempre al fine di evitare una peri- potenziali entranti.
colosissima guerra di prezzo, cercheranno di segmenta- Inoltre, il contratto regolatorio, di solito contenuto
re il mercato, evitando di presentare offerte ai clienti gi nel codice di rete, non quasi mai un contratto perfet-
serviti dal rivale (ci nel caso in cui il mercato decen- tamente completo, e si tratta quindi di comprendere a chi
trato, ovvero se la maggior parte del gas viene scambia- spetti il diritto di intervenire nei casi non coperti (in modo
to tramite contratti bilaterali; Polo e Scarpa, 2003b). Si privo di ambiguit) dal contratto. Per tale ragione, la figu-
rischia quindi che, anche in presenza di una pluralit di ra del gestore della rete di trasporto risulta importante:
soggetti offerenti, il prezzo finisca per restare elevato. la sua neutralit nei casi dubbi rappresenta unimpor-
Inoltre, con riferimento al precedente ragionamento tante garanzia per i potenziali entranti, mentre la sua
circa la concorrenza possibile nel settore, gli hub sono assenza costituisce un elemento di ostacolo alla libera-
ritenuti desiderabili anche dalle autorit di regolamen- lizzazione del mercato.
tazione del mercato, e sono infatti visti come strutture
capaci di favorire la trasparenza del settore, svincolan-
do gli acquirenti (o rivenditori al dettaglio) da contratti 6.1.5 La riforma della regolazione
di lungo periodo (tipicamente, gravati di clausole take nellUnione Europea
or pay) con i pochi operatori capaci di operare nel seg-
mento upstream. Lidea in questa prospettiva di spin- Nella seconda met degli anni Novanta, la Commissio-
gere chi abbia contratti di approvvigionamento a ven- ne Europea ha avviato una politica di liberalizzazione
dere il suo gas al mercato (quindi in forma anonima e in delle principali public utilities quali elettricit, gas e
competizione con altri operatori nazionali e internazio- telecomunicazioni, definendo le principali regole attra-
nali che abbiano disponibilit di gas) anzich tramite verso lemanazione di diverse direttive. In questo ambi-
contratti bilaterali. In tal modo, si cerca di conseguire un to, ai diversi paesi membri veniva richiesto di definire
duplice risultato: da un lato, costringere le imprese con le rispettive politiche di liberalizzazione nazionali. La

334 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


ASPETTI ECONOMICI

principale direttiva per il settore gas, la 1998/30/CE,8 trasparenza, la Direttiva ha stabilito che: le imprese del
fissava il termine per il completamento delle liberaliz- gas naturale verticalmente integrate mantengano distin-
zazioni nellagosto 2000. te in conti separati, nella loro contabilit interna, le atti-
Il primo dei problemi affrontati a livello europeo9 vit di trasporto, quelle di stoccaggio e quelle di distri-
riguardava la creazione di un terreno competitivo equo buzione; le imprese che svolgono ulteriori attivit in set-
tra le imprese incumbent, che dominavano i rispettivi tori diversi da quello del gas mantengano per tali attivit
mercati nazionali, e i potenziali entranti. Gli assetti com- conti distinti, come se queste ultime venissero svolte da
petitivi che si potevano individuare interessavano i mer- imprese differenti.
cati della produzione e della vendita; restava per il pro- importante notare come la direttiva del 1998 richie-
blema della rete infrastrutturale di collegamento tra i desse esplicitamente che la contabilit interna fosse tenu-
due mercati, caratterizzata da una forte presenza mono- ta con un conto economico e uno stato patrimoniale dif-
polistica. ferenti per ogni tipologia di attivit (fra quelle viste in
Il principio generale che la direttiva 1998/30/CE ha precedenza) svolta. Al di l della semplice separazione
promosso quello relativo al TPA, secondo il quale lac- contabile, i diversi paesi erano liberi di decidere auto-
cesso alla rete viene consentito sulla base di tariffe non nomamente se optare o meno per soluzioni pi radicali
discriminatorie e commisurate al costo del servizio. La e capaci di tutelare meglio i nuovi concorrenti. Nel 2003,
determinazione di tali tariffe poteva poi essere affidata, sulla base dei primi anni di esperienza di liberalizzazio-
a seconda delle decisioni di ciascuno Stato membro, alla ne del settore, la nuova direttiva ha stabilito la separa-
regolazione pubblica oppure alla libera negoziazione tra zione societaria (legal unbundling) come standard mini-
le parti. La successiva direttiva 2003/55/CE10 ha tutta- mo di relazione tra imprese operanti in diversi segmen-
via eliminato lopzione di accesso negoziato alla rete, ti dellattivit. La semplice separazione contabile, che
dato che lesperienza (soprattutto tedesca) ha eviden- pure era stata scelta da molti paesi in difesa dei maggiori
ziato come questa risulti troppo vulnerabile ad abusi da operatori nazionali, stata quindi ritenuta insufficiente.
parte delloperatore di rete (in genere unimpresa verti- Un ulteriore caposaldo della direttiva del 1998 la-
calmente integrata). pertura della domanda e la nozione di cliente idoneo,
Laccesso a terzi pu essere negato in due circostan- cio del cliente che per dimensioni o caratteristiche in
ze specifiche. In primo luogo, stata introdotta una con- grado di stipulare contratti di acquisto con qualunque
dizione tecnica sulla congestione, tale per cui, se la rete fornitore. Questi clienti erano identificati in coloro il cui
ha raggiunto il suo limite di capacit, si pu fare ecce- livello di consumo annuale risultasse superiore a una
zione al principio di TPA. Questa eccezione risulta par- certa soglia, ma allo stesso tempo veniva fissata una tem-
ticolarmente rilevante se si tiene conto che i gasdotti pistica per la progressiva diminuzione della suddetta
internazionali sono stati in genere costruiti come parte soglia in vista di una crescente estensione dellarea del
di un programma di fornitura di gas a lungo termine, nel- mercato libero.
lambito del quale la capacit di trasporto stata stabi- Con la direttiva del 1998 venivano considerati come
lita in base alla quantit contrattualizzata dallincum- clienti idonei e pertanto liberi di scegliere il loro forni-
bent. Di conseguenza, anche a fronte di una previsione tore, di concludere contratti di fornitura di gas e di uti-
di crescita del mercato finale, la capacit di importazio- lizzare la rete per trasportarlo, tutti i produttori di elettri-
ne risulta spesso limitata dalle caratteristiche tecniche cit da gas naturale e tutti gli altri clienti finali il cui con-
dei gasdotti internazionali. In secondo luogo, il gestore sumo di gas fosse superiore a 25 milioni di m3/anno. La
ha la possibilit di negare laccesso alla rete a nuovi soglia veniva abbassata a 15 milioni dopo 5 anni dal-
entranti se ci crea problemi finanziari alle imprese lentrata in vigore e a 5 dopo 10 anni. In via di principio,
incumbent a causa degli obblighi derivanti da contratti i cogeneratori a gas naturale sono stati considerati pro-
take or pay negoziati prima dellentrata in vigore della duttori di elettricit e quindi clienti idonei di diritto, a pre-
direttiva. In questa situazione particolare, il solo princi- scindere dalla propria quota di consumo di gas; tuttavia
pio di accesso di terzi alla rete sarebbe stato chiaramen- gli Stati membri, allo scopo di assicurare lequilibrio del
te insufficiente a impedire che un incumbent bloccasse mercato dellenergia elettrica, hanno facolt di introdurre
il mercato, pertanto stato introdotto un secondo prin-
cipio di trasparenza e di separazione (unbundling) delle
attivit che si svolgono in condizioni di concorrenza da 8 Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio del 22
quelle offerte in regime di monopolio. giugno 1998 relativa a norme comuni per il mercato interno del
A tale fine, stato ritenuto essenziale garantire una gas naturale.
9 Per una trattazione pi ampia di queste tematiche, si veda
trasparenza nei conti (e nei costi) delle imprese ope-
Polo e Scarpa, 2003c.
ranti in diversi segmenti della filiera (separazione con- 10 Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio del
tabile). Riguardo pi in particolare alla contabilit, per 26 giugno 2003 relativa a norme comuni per il mercato inter-
garantire la chiarezza e lottemperanza del principio di no del gas naturale e allabrogazione della direttiva del 1998.

VOLUME IV / ECONOMIA, POLITICA, DIRITTO DEGLI IDROCARBURI 335


LINDUSTRIA DEL GAS NATURALE DAL MONOPOLIO ALLA CONCORRENZA

tab. 1. Piani nazionali di liberalizzazione al 2002 (European Commission, 2003)

Accesso di terzi alla rete Apertura della domanda

Stato Fissazione Unbundling Apertura


Risoluzione Tipo Clienti idonei
del prezzo completa
dei conflitti di regolazione al 2000 (%)
di accesso (anno)
Austria Negoziato Regolato Ex post Contabile 49 2001
Belgio Regolato Regolato Ex ante Societario 59 2005
Danimarca Regolato Regolato Ex post Societario 30 Imprecisato
Finlandia Regolato Regolato Ex post Proprietario 90 2003
Francia Imprecisato Imprecisato Ex ante Contabile 20 Imprecisato
Germania Negoziato Antitrust Ex post Contabile 100 2000
Grecia Imprecisato Imprecisato Ex ante Imprecisato Imprecisato Imprecisato
Irlanda Ministero Ministero Ex ante Societario 75 2005
Italia Regolato Regolato Ex ante Societario 65 2003
Lussemburgo Ministero Ministero Ex ante Contabile 51 2007
Paesi Bassi Negoziato Regolato Ex ante Contabile 45 2004
Portogallo Imprecisato Imprecisato Ex ante Imprecisato Imprecisato Imprecisato
Regno Unito Regolato Regolato Ex ante Proprietario 100 1998
Spagna Ministero Ministero Ex ante Societario 72 2003
Svezia Regolato Regolato Ex post Contabile 47 2006

una soglia specifica per gli impianti dei cogeneratori, che del 2003 ha poi sancito che ogni paese deve creare unau-
non pu superare il livello previsto per gli altri clienti torit indipendente di regolazione specifica per il setto-
finali (inizialmente 25 milioni di m3). Tutti i distributori re. Si deve peraltro sottolineare come indipendente signi-
sono considerati clienti idonei per la quota parte dei con- fichi indipendente dagli interessi dellindustria e non
sumi del mercato libero che riforniscono. In ogni caso gli necessariamente dal potere esecutivo, che in molti paesi
Stati membri fanno in modo che la definizione di clien- manterr il controllo diretto del settore. La presenza di
te idoneo dia luogo a unapertura del mercato del gas per diverse situazioni, tra le quali quella italiana, ove lo Stato
una quota minima pari al 20%. Cinque anni dopo len- mantiene il controllo della principale impresa, rende
trata in vigore della direttiva 1998/30/CE, la percentua- meno ovvia linterpretazione della norma, anche se in
le doveva essere portata al 28% del totale del consumo genere implicitamente assunto che un organismo pub-
annuale di gas nel mercato nazionale e al 33% dello stes- blico sia per definizione al di sopra delle parti. Ci pur-
so 10 anni dopo lentrata in vigore della Direttiva. troppo implica che in diversi paesi il governo controlli
La direttiva del 2003 ha comportato unimportante sia la principale impresa, sia lorganismo che sovrinten-
accelerazione del processo di apertura del mercato del de alle attivit del settore.
gas, imponendo la libert di scelta alle utenze non dome- Gli aspetti controversi e tuttora aperti sono diversi.
stiche entro luglio 2004 e alle utenze anche domestiche Finora, le direttive hanno puntato soprattutto alleli-
entro luglio 2007 (e quindi al 100% del mercato). In minazione dei principali elementi strutturali che avreb-
realt, questultimo passo difficilmente avr un impatto bero impedito ai nuovi entranti di affacciarsi sul mer-
importante sul mercato, poich la dimensione dei clien- cato. Peraltro, da qui a consentire effettivamente che si
ti domestici talmente ridotta da non giustificare, con sviluppi una concorrenza su base anche lontanamente
ogni probabilit, una concorrenza particolarmente agguer- paritaria, il passo chiaramente assai lungo, soprattut-
rita tra i fornitori. to in considerazione del punto di partenza che vede in
Lassetto istituzionale del settore di norma lascia- quasi tutti i paesi europei la presenza dominante di
to alle decisioni dei paesi membri, anche se la direttiva unimpresa.

336 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


ASPETTI ECONOMICI

I piani di recepimento a livello nazionale processo di riforma, la situazione risulti nella maggior
Nellambito dei confini tracciati dalle direttive comu- parte dei casi assai simile a quella precedente la riforma
nitarie, i paesi hanno poi effettuato scelte differenti rispet- stessa, con livelli di concentrazione elevatissimi, sia nel
to alla liberalizzazione del mercato, e il quadro che emer- mercato allingrosso, sia in quello al dettaglio. In essa
ge risulta piuttosto eterogeneo. Nella tab. 1 si riassumono vengono inoltre riportati alcuni dati sulla performance
alcune caratteristiche dei piani nazionali di liberalizza- di mercato, quali la percentuale di grandi clienti che
zione adottati in vari paesi con riferimento ai principali passata a un nuovo fornitore, la percentuale di gas dispo-
aspetti della riforma, quali laccesso di terzi alla rete, la nibile attraverso laccesso di terzi alle reti di altri sog-
separazione tra attivit effettuate in regime di monopo- getti e il prezzo medio per diverse categorie di clienti.
lio e attivit in concorrenza, e lapertura della domanda. La prima di queste variabili, il passaggio a nuovi for-
Il riferimento ai primi anni dallentrata in vigore della nitori, utilizzata molto di frequente dai policy makers
direttiva del 1998, anzich a quelli pi recenti, poich come indicatore dellefficacia della concorrenza, ma il
proprio nella fase di transizione si sono determinati gli suo senso resta piuttosto oscuro, poich in realt leffi-
aspetti critici degli assetti di mercato. cacia della concorrenza non pu essere misurata da quan-
Dalla tab. 1 si rileva in particolare come solo una to spesso i clienti cambiano fornitore, ma da come cam-
minoranza di paesi abbia optato per una separazione effet- biano le condizioni alle quali essi riescono a rifornirsi
tiva, di tipo proprietario, mentre due dei paesi maggiori, (da un fornitore nuovo o meno). Il fatto che le cifre ripor-
Francia e Germania, si caratterizzano per una separa- tate siano assai piccole viene interpretato come indice
zione solo contabile e uno di essi, la Francia, non ha anco- della lentezza dello sviluppo della concorrenza nel set-
ra stabilito la data di apertura completa della domanda. tore, e in tal senso il caso dellItalia sembrerebbe relati-
In realt, questi interventi non sembrano aver favorito un vamente confortante; si tratta per di unindicazione che
effettivo processo di apertura del mercato, soprattutto a si presta a essere riconsiderata a un esame pi attento,
causa dellassenza di misure volte a bilanciare meglio la come si vedr in seguito.
posizione competitiva delle imprese, le quali presenta- Il prezzo sembrerebbe rappresentare invece un indi-
vano importantissime asimmetrie in termini dimensio- catore assai pi importante, anche se si deve considera-
nali, di potenzialit strategica, nonch di rapporti sia con re che la concorrenza e la liberalizzazione rendono meno
le fonti di approvvigionamento sia con i clienti finali. significativi questi dati, in quanto, mentre in un mercato
La tab. 2, sempre basata su dati della Commissio- regolato i prezzi sono pubblici, in un mercato liberaliz-
ne Europea, mostra come in realt, nei primi anni del zato si hanno solo stime, talvolta molto approssimative,

tab. 2. Sviluppo del mercato concorrenziale in Europa al 2002 (European Commission, 2003)

Tasso Prezzo finale medio a luglio 2001 Rapporto


Stato
Gas trasportato di switching (/MWh) di concentrazione
con TPA (%) dei grandi clienti
Grandi clienti Piccoli clienti (HHI)* upstream
(%)
Austria 5 5 22 n.d. 7.598

Belgio 2 5 21 39 10.000

Danimarca 0 0 19 40 2.841

Francia 3 10-20 19 41 5.932

Germania 2 5 27 43 2.405

Irlanda 25 20-30 21 32 5.883

Italia 16 10-20 25 46 4.916

Paesi Bassi 17 30 24 29 2.634

Regno Unito 100 90 20 30 894

Spagna 7 5-10 20 48 9.761

Svezia 0 5 24 43 10.000

* Indice di Herfindahl-Hirschman.

VOLUME IV / ECONOMIA, POLITICA, DIRITTO DEGLI IDROCARBURI 337


LINDUSTRIA DEL GAS NATURALE DAL MONOPOLIO ALLA CONCORRENZA

Commission, 2003). In particolare, si pu riscontrare


tab. 3. Variabilit dei prezzi del gas nei maggiori paesi come la Germania si collochi al di sopra della media
dellUnione Europea (media europea 100) europea, anche se ha ridotto il suo livello relativo, in par-
(European Commission, 2003) ticolare per quanto riguarda la fascia dei grandi consu-
matori. In Italia, i prezzi del gas riferiti ai grandi consu-
Grandi utenti Piccoli utenti matori hanno fatto registrare un netto aumento (in rap-
(420.000 GJ/a) (84 GJ/a) porto alla media europea), mentre lo stesso non si osserva
Gen 95 Lug 01 Gen 95 Lug 01 per i piccoli consumatori.
Pi in generale, sembrerebbe che per i grandi con-
Germania 130 110 108 107 sumatori di gas il processo di riforma avviato attorno
Italia 97 108 117 114 alla direttiva del 1998 abbia condotto a una certa con-
vergenza dei prezzi, mentre un fenomeno analogo non
Spagna 93 88 129 118
abbia avuto luogo per i piccoli consumatori. In altri ter-
Francia 83 87 108 101 mini, nei segmenti in cui la concorrenza funziona in
modo efficace (grande utenza) si pu constatare, sia pure
Regno Unito 63 85 85 74
tra molte contraddizioni, una certa affermazione del mer-
cato sulla quale la legge del prezzo unico sembra avere
dei prezzi praticati dalle imprese. Comunque, anche se avuto una qualche influenza almeno tendenziale. Vice-
in misura non eccessiva, emergono alcuni significati- versa, laddove prevale la regolazione (piccoli utenti, che
vi elementi di differenziazione da paese a paese, seb- anche se teoricamente contendibili risultano in realt ben
bene nel complesso non risulti del tutto agevole indi- poco appetibili per i venditori di gas) il processo di crea-
viduare differenze rilevanti e sistematiche tra paesi che zione di una logica unitaria nella formazione dei prezzi
hanno optato per una struttura maggiormente concor- appare inevitabilmente molto pi lento.
renziale e paesi in cui, invece, le ragioni dellincum- Si pu quindi concludere che le politiche di libera-
bent sembrano avere prevalso. Ci particolarmente lizzazione nellUnione Europea a seguito della direttiva
vero per la situazione britannica, che riflette un decen- del 1998 sono risultate piuttosto limitate, e in realt sem-
nio di esperienza nel campo della liberalizzazione. brano essersi arrestate al primo stadio, quello della crea-
Anche se i prezzi del Regno Unito risultano media- zione di un terreno competitivo equo, senza giungere a
mente pi bassi rispetto agli altri paesi, quelli pratica- prevedere, se non in rari casi, interventi pi radicali volti
ti nei confronti dei grandi clienti non sembrano disco- a incidere effettivamente sulla struttura del mercato. Inol-
starsi dai prezzi applicati alla stessa clientela in paesi tre, le situazioni nazionali risultano ampiamente diffe-
meno avanzati nel processo di privatizzazione, quali renziate e il motivo da ricercarsi nella logica sottostante
Francia, Danimarca, Belgio e Spagna. le decisioni prese nei diversi paesi.
La tab. 3 mostra la variazione dei prezzi nei maggiori Un primo tentativo di spiegazione dei risultati ancora
paesi dellUnione Europea rispetto alla media europea limitati delle politiche di liberalizzazione viene ricondotto
(posta sempre pari a 100) tra il 1995 e il 2001 (European alla minore apertura al mercato nei paesi che dipendono

tab. 4. Consumi e approvvigionamenti di gas naturale in Europa prima della liberalizzazione (IEA, 2002)

Belgio Finlandia Francia Germania Italia Paesi Bassi Regno Unito Spagna Svezia
(1999) (1997) (1998) (1996) (1997) (1998) (1990) (1998) (1998)

Consumi (109 m3) 15,6 3,59 37,18 89,56 57,98 49,61 58,31 12,71 0,86

Approvvigionamenti
15,80 3,58 37,45 102,34 58,36 87,65 56,90 13,31 0,90
(109 m3)

Produzione interna 0 0 2,26 22,78 19,27 80,44 49,67 0,11 0

Importazioni 15,80 3,58 35,19 79,56 39,09 7,21 7,23 13,20 0,90

Quota produzione
0 0 6 22 33 92 87 1 0
interna (%)

Quota importazioni (%) 100 100 94 78 67 8 13 99 100

Esportazioni (109 m3) 0 0 0,81 3,6 0,04 38,89 0 0 0

338 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


ASPETTI ECONOMICI

maggiormente dalle importazioni. I sostenitori di que- direttiva del 2003, un orientamento di maggiore apertu-
sta linea interpretativa enfatizzano il fatto che la dispo- ra (come, per esempio, lapplicazione del principio di
nibilit di gas nazionale sia il naturale fattore facilitan- TPA regolato e una separazione almeno societaria del
te della liberalizzazione, e che i paesi che hanno adotta- gestore del trasporto) a fronte di una maggiore dipen-
to le politiche meno favorevoli allo sviluppo della denza dal gas nei consumi energetici.
concorrenza nel mercato sarebbero in realt quelli che A commento di questi dati si deve peraltro sottoli-
dipendono maggiormente dalle importazioni. Sarebbe neare come la concorrenza e lapertura del mercato non
infatti proprio la preoccupazione legata alla sicurezza siano lunico modo per mantenere i prezzi sotto con-
degli approvvigionamenti di gas naturale a spiegare e trollo. Alcuni paesi, infatti, hanno preferito puntare sul
forse giustificare un atteggiamento di maggiore cautela campione nazionale, anche a fronte di un tasso di pene-
nei confronti della liberalizzazione del mercato. trazione elevato del gas nei consumi energetici. In ogni
La tab. 4 evidenzia la situazione di alcuni dei prin- caso, sembra che le spinte dei consumatori (soprattutto
cipali paesi europei agli albori del processo di liberaliz- quelli pi grandi) abbiano svolto un ruolo significativo
zazione (che nel Regno Unito, come gi detto, ha avuto nei processi di apertura dei mercati.
una tempistica molto anticipata rispetto al resto dellU-
nione). Si pu osservare che paesi simili in termini di
dipendenza dalle importazioni quali Belgio, Francia e 6.1.6 La regolazione in Italia
Spagna in realt hanno effettuato scelte assai diverse, prima della riforma
alcune delle quali (Belgio e Spagna) decisamente pi
coraggiose di quanto questa linea interpretativa lasci sup- Il caso della liberalizzazione del mercato italiano assu-
porre. Analogamente, paesi quasi autonomi quali Paesi me particolare interesse per le valutazioni, spesso di
Bassi e Regno Unito hanno seguito strade significativa- segno opposto, che suscita tra gli osservatori. Mentre per
mente differenti, con unapertura pi pronunciata nel alcuni si tratta di una riforma coraggiosa, presa in una
Regno Unito e assai pi prudente nel caso Paesi Bassi. situazione difficile, per altri si tratta invece di una sostan-
Una seconda linea interpretativa potrebbe invece far ziale difesa dello status quo. Per comprendere la que-
risalire le spinte alla liberalizzazione alla rilevanza del stione occorre ricordare che il gas naturale una delle
gas quale fonte energetica. Se un paese dipende in modo fonti energetiche fondamentali per lItalia; nel 1997, al
molto rilevante da tale input, ragionevole attendersi un gas naturale erano imputabili il 55% dei consumi di ener-
orientamento pi favorevole alla liberalizzazione dato gia del settore civile, il 42% dei consumi del settore indu-
che questo dovrebbe consentire prezzi pi bassi. Nella striale e il 24% di quello elettrico, dato, questultimo, in
tab. 5 sono riportati alcuni dati riguardanti limportan- continua crescita poich la quasi totalit dei nuovi pro-
za del gas quale fonte energetica in diversi paesi del- getti di impianti di generazione si basano su impianti che
lUnione Europea. I dati sono espressi come tasso di inci- bruciano gas naturale. Precedentemente alla riforma, il
denza del gas sul totale dellenergia primaria offerta servizio del gas si caratterizzava per una forte concen-
(TPES, Total Primary Energy Supply). Le indicazioni trazione delle fasi di approvvigionamento e trasporto e
non risultano del tutto univoche anche se danno qualche per un grande frazionamento della distribuzione nella
(timida) indicazione a proposito. Uneccezione rilevan- quale prevalevano condizioni di monopolio locale.
te quella olandese, paese che dipende in misura mas- Nel 1997 secondo lAutorit per lEnergia Elettrica
sima dal gas, ma che sembra avere preferito una struttu- e il Gas (AEEG, 1998), quasi il 90% della produzione
ra di mercato con uno spazio pi limitato per la concor- nazionale era assicurato dallAgip, che dallanno succes-
renza. A parte ci, il paese che ha liberalizzato meno sivo sarebbe stata incorporata nella societ Eni. Il 94%
la Francia, ove effettivamente il gas non sembra ricopri- delle importazioni era basato sui contratti della Snam, di
re un ruolo centrale come altrove, mentre Regno Unito, propriet per il 99,9% dellEni. Il rimanente 6% era del-
Belgio e Italia hanno mostrato da subito, ben prima della lEnel, che deteneva contratti per circa 7,5 Gm3/a. La

tab. 5. Tasso di incidenza del gas sul totale dellenergia primaria offerta in Europa prima della liberalizzazione

Belgio Finlandia Francia Germania Italia Paesi Bassi Regno Unito Spagna Svezia
(1999) (1997) (1998) (1996) (1997) (1998) (1990) (1998) (1998)

Gas (Mtep) 13,33 2,91 33,40 75,24 47,47 34,94 47,19 11,61 0,71

TPES (Mtep) 58,55 33,07 254,41 351,28 163,32 74,26 212,41 112,78 50,78

Incidenza gas (%) 22,8 8,8 13,1 21,4 29,1 47,1 22,2 10,3 1,4

VOLUME IV / ECONOMIA, POLITICA, DIRITTO DEGLI IDROCARBURI 339


LINDUSTRIA DEL GAS NATURALE DAL MONOPOLIO ALLA CONCORRENZA

Snam, oltre a gestire la quasi totalit delle importazio- concordati: problemi di trasparenza derivavano soprat-
ni, era anche la societ proprietaria di tutte le infra- tutto dallincertezza riguardante il prezzo pattuito nei
strutture per limportazione, il dispacciamento e il tra- contratti di acquisto del gas naturale e sui criteri di ripar-
sporto interno grazie a una quota del 96% dei servizi di tizione dei costi stabiliti dalla Snam nella negoziazione
distribuzione primaria ad alta pressione. Attraverso lA- dei prezzi di vendita. Inoltre, i distributori non erano
gip, poi, lEni disponeva dei servizi di stoccaggio e incentivati a esercitare pressioni sulla Snam allo scopo
modulazione sul territorio nazionale nella loro quasi di ottenere condizioni di prezzo pi favorevoli, in quan-
totalit. La Snam deteneva inoltre il 41% delle azioni di to potevano traslare i costi di acquisto della materia prima
Italgas: operava nel settore della distribuzione attraver- sul prezzo finale e avvantaggiarsi dello sviluppo del mer-
so reti locali anche mediante il controllo o la parteci- cato da loro stessi servito dovuto al vantaggio fiscale a
pazione maggioritaria di dieci aziende di distribuzione, favore del mercato del gas civile. da queste premesse
realizzando circa il 30% delle vendite a bassa pressio- che si sviluppa la riforma tariffaria.
ne. Al gruppo Eni facevano quindi capo il 73% della Le tariffe del gas praticate alla piccola utenza finale,
distribuzione primaria rivolta a grandi clienti industria- soggette a un regime di prezzi amministrati, erano diffe-
li, il 67% di quella riferita ai generatori di elettricit e renziate in base al tipo di cliente, distinguendosi infatti in
il 33% della distribuzione secondaria.11 tariffe per forniture al settore civile e ad altri settori. Le
La base per la determinazione del prezzo finale era forniture al settore civile si distinguevano a loro volta fra:
tradizionalmente il costo dellapprovvigionamento, ma a) usi domestici, quali utilizzo per la cucina, produzione
i contratti nazionali di importazione non sono mai stati di acqua calda, riscaldamento individuale o centralizza-
pubblici; anzi, per molti anni sono stati coperti dal segre- to; b) usi commerciali; c) usi artigianali; d) enti pubbli-
to di Stato, a motivo dellestrema delicatezza delle rela- ci; e) imprese con consumi inferiori a 200.000 m3 annui.
zioni tra unimpresa pubblica statale italiana e analoghe Una caratteristica importante di tali tariffe era la strut-
controparti estere.12 Bisogna poi ricordare che le clau- tura regressiva e la loro suddivisione in base agli usi. In
sole riguardanti le oscillazioni minime erano definite in un certo senso, la struttura regressiva del prezzo cerca-
base a una formula di take or pay che vincolava lacqui- va di riflettere il costo del servizio, in quanto questul-
rente a una soglia minima: in caso di mancato acquisto timo diminuisce al crescere della dimensione del clien-
del minimo prestabilito la somma pattuita doveva esse- te stesso. Inoltre, tale struttura era funzionale a favorire
re comunque corrisposta. un maggior utilizzo del gas naturale, premiando le uten-
Il prezzo di vendita allingrosso veniva fissato par- ze di maggiori dimensioni.
tendo da un costo CIF (Cost Insurance and Freight, com-
prensivo cio dei costi di trasporto fino alla frontiera del
paese fornitore), aggiornato mediante un meccanismo di 6.1.7 La riforma della regolazione
indicizzazione.13 Dallimpresa a monte, il gas poteva flui- in Italia
re a distributori rivolti alla clientela civile oppure diret-
tamente a grandi clienti, e in questo caso si parlava di Il profondo cambiamento nella regolazione in Italia ha
distribuzione primaria. La tariffa per la vendita alle azien- avuto luogo durante gli anni Novanta, prima con la
de di distribuzione del gas derivava da accordi tra la Snam
e le aziende stesse, ed era soggetta a un regime di sorve- 11 Per un quadro generale della regolamentazione e della
glianza da parte del Comitato Interministeriale dei Prez- concorrenza nel settore negli anni precedenti la riforma: Cl,
zi (CIP): si trattava dunque di un prezzo in libert vigi- 1992; Amman, 1996.
12 Per quanto riguarda i loro tratti pi generali, tali con-
lata. Per i grandi clienti, il prezzo veniva invece deter-
minato sulla base di un processo di contrattazione collettiva tratti contenevano comunque alcuni elementi considerati non
negoziabili e alcuni parzialmente modificabili. I principali ele-
che coinvolgeva fornitori e consumatori ed era rivisto su menti vincolanti erano il volume da acquistare e la durata del
base pluriennale. I prezzi erano indicizzati alle quotazioni contratto, mentre i principali elementi rinegoziabili erano le
dei prodotti petroliferi e sottoposti a un regime di sorve- condizioni di prelievo e il prezzo di vendita. I contratti stabi-
glianza introdotto da una delibera del Comitato Intermi- livano infatti oscillazioni prestabilite della quantit attorno a
nisteriale per la Programmazione Economica (CIPE). un valore di regime, a cui si arrivava dopo un periodo di build
up della durata di quattro anni.
importante notare come i prezzi cos determinati 13 Il prezzo risentiva comunque del costo del trasporto
non fossero tuttavia commisurati agli effettivi costi di internazionale e di importanti fattori esterni, quali le previ-
trasporto allutenza finale. Nel caso in cui il trasporto sioni sullandamento del prezzo del greggio, i prezzi di fonti
fosse effettuato da aziende differenti dalla Snam il prez- energetiche alternative, landamento dei mercati energetici e
zo restava invariato, e la Snam riconosceva al distribu- levoluzione dei consumi di gas nel paese importatore. Altri
fattori comunque rilevanti per il prezzo finale erano poi i tempi
tore finale il costo di trasporto. Lo strumento della con- per la frequenza di aggiornamento del prezzo e del ritardo di
trattazione collettiva limitava le possibilit di abuso da par- indicizzazione, e per finire lindicazione dellintervallo pre-
te della Snam, ma non assicurava lefficienza dei prezzi visto per la ricontrattazione degli accordi.

340 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


ASPETTI ECONOMICI

istituzione della Autorit per lEnergia Elettrica e il Gas decreto di recepimento della direttiva europea (d. lgs. n.
(AEEG) con la l. n. 481/1995 e poi con il recepimento 164/2000) sono i seguenti:
della direttiva europea sul gas, che ha avuto luogo con il Le attivit di importazione, esportazione, trasporto
d. lgs. n. 164/2000, spesso citato come decreto Letta dal e dispacciamento, distribuzione e vendita di gas natu-
nome del Ministro dellIndustria di quel periodo. rale, in qualunque sua forma e comunque utilizzato,
Il primo atto precede quindi le spinte europee (alme- sono libere, anche se possono necessitare di unau-
no i passi formali di tale processo) e anticipa in qual- torizzazione;
che misura alcune delle indicazioni che sono poi emer- le attivit di trasporto e distribuzione sono attivit
se nella seconda direttiva europea sul gas, emanata nel libere, ma con la limitazione dellobbligo di consen-
2003. La legge che istituisce lAutorit indipendente tire a terzi laccesso alle reti. Il principio di TPA
le attribuisce anche un potere non consueto nel quadro stato tradotto in tariffe determinate dal regolatore (e
europeo, ove molte autorit hanno ruolo solo consulti- non lasciate alla libera contrattazione tra le parti).
vo. La l. n. 481/1995 istituisce e definisce le compe- Laccesso pu essere negato solo in caso di conge-
tenze dellAEEG, la quale, pur dovendo operare allin- stione della rete o se loperatore che venisse spiaz-
terno di un quadro strutturale di mercato dato dalle zato dalla nuova richiesta di accesso possa incorrere
decisioni del Parlamento, dotata del potere di fissa- in gravi difficolt economiche e finanziarie a causa
re le tariffe e di controllare lo sviluppo della concor- di obblighi di tipo take or pay contratti precedente-
renza nei due mercati a essa assegnati. Anche se la legge mente allentrata in vigore della direttiva 1998/30/CE;
stessa indica come tale potere debba essere esercitato il principio di separazione stato attuato con la sepa-
allinterno di indirizzi dettati dallesecutivo per fina- razione societaria tra le attivit effettuate allinterno
lit di carattere generale, e successivi interventi legi- del gruppo Eni: il trasporto e lo stoccaggio sono gesti-
slativi hanno rafforzato e ampliato le competenze gover- ti da imprese del gruppo appositamente create (Snam
native, la determinazione delle tariffe compete intera- Rete Gas e Stogit, rispettivamente). Distribuzione
mente alla AEEG, la quale deve tuttavia rispettare alcuni locale e vendita non possono essere condotte tramite
criteri: il primo quello della trasparenza nellidenti- ununica societ, e lo stesso vale per la produzione e
ficazione degli elementi che compongono la tariffa limport di gas. Si noti che questo non era obbligato-
finale; il secondo riguarda lorientamento della tariffa rio dopo la prima direttiva del 1998, e lo sarebbe diven-
ai costi del servizio, pur nel rispetto del vincolo di eco- tato solo dopo la seconda direttiva sul gas, nel 2003;
nomicit (ovvero, redditivit) delle imprese del setto- il decreto Letta ha poi introdotto delle limitazioni sia
re. Inoltre, a norma di legge la dinamica dei prezzi deve allingrosso, sia al dettaglio, note come tetti antitru-
essere determinata sulla base di un sistema di price cap st nel periodo iniziale della liberalizzazione. A par-
del tipo RPI-x. tire dal gennaio del 2002 nessun operatore pu far
Le prime riforme tariffarie vengono effettuate su que- entrare nella rete di gasdotti nazionale pi del 75%
sta base e precedono quindi la direttiva 1998/30/CE, dellofferta totale di gas; previsto che questa soglia
anche se di fatto ne anticipano lo spirito, che era ovvia- scenda del 2% allanno fino al 2010, anno in cui il
mente gi noto almeno nelle sue grandi linee gi negli valore della soglia sar del 61%. Inoltre, nel periodo
anni precedenti. Il recepimento della direttiva 1998/30/CE compreso tra gennaio 2003 e dicembre 2010 nessu-
rappresenta per altro (pur con tutti i suoi limiti, eviden- na impresa pu vendere pi del 50% del gas ai clien-
ti fin dallinizio,14 ma poi rivelatisi ancora pi evidenti ti finali. Ci implica che, se non interverranno nuovi
sulla base dellesperienza) un secondo punto fondamen- provvedimenti a riguardo, a partire dal 2010 questi
tale di frattura con il passato. Per comprendere meglio il tetti saranno eliminati e ogni impresa sar libera di
senso della revisione tariffaria allora opportuno consi- competere e ottenere qualunque quota di mercato;
derarla congiuntamente a quella pi strutturale, seguita dal gennaio 2003 tutti i clienti (incluse le utenze
al recepimento della direttiva del 1998. domestiche) sono idonei a cercare un loro fornitore;
le tariffe per i clienti non idonei (fino al 2003) e per
Il nuovo assetto del settore del gas le attivit di trasporto, distribuzione e stoccaggio
Il piano italiano per la liberalizzazione del settore del sono determinate dallAEEG secondo criteri di non
gas stato approvato nel 2000 dopo un lungo dibattito, discriminazione e livelli tariffari cost reflective. Il
reso assai complesso sia dalla posizione dominante del Ministero delle Attivit Produttive mantiene nu-
gruppo Eni, sia dal fatto che dalla met degli anni Novan- merose competenze su molte questioni specifiche
ta lEni era stata collocata sul mercato azionario e oltre e detta annualmente le linee generali al cui interno
il 60% delle sue azioni era in mano di investitori priva-
ti, mentre il Ministero del Tesoro manteneva, e tuttora
pare non intenzionato a cedere, una quota sufficiente a 14 Critiche di diverso tipo si potevano riscontrare, per esem-
garantire il controllo dellimpresa. I tratti principali del pio, in: Polo e Scarpa, 2000; Cl, 2002.

VOLUME IV / ECONOMIA, POLITICA, DIRITTO DEGLI IDROCARBURI 341


LINDUSTRIA DEL GAS NATURALE DAL MONOPOLIO ALLA CONCORRENZA

lAutorit fissa le sue tariffe. In realt, come si vedr, ricordate. In particolare, il fatto che una di queste ecce-
a partire dal 2003 lAEEG indica alcune opzioni tarif- zioni abbia riguardato una valutazione, da parte del gesto-
farie che i venditori devono comunque offrire ai clien- re della rete, delleventuale difficolt finanziaria di unim-
ti domestici. presa upstream vincolata a contratti take or pay, risulta
utile commentare brevemente questo piano di libe- piuttosto problematico. Il timore da parte dei potenziali
ralizzazione, confrontandolo poi sia con i requisiti mini- concorrenti che tale clausola avrebbe potuto essere invo-
mi della direttiva 1998/30/CE, sia con limpostazione cata allo scopo di garantire comunque laccesso privile-
seguita in settori analoghi. giato a imprese dello stesso gruppo del gestore della rete,
Come stato rilevato anche dallAutorit per lE- costituiva una minaccia credibile alla competizione. Si
nergia Elettrica e il Gas, lelevata integrazione vertica- noti che lEni titolare della maggior parte dei contrat-
le nellambito dello stesso gruppo societario (Eni), il ti take or pay riferiti allItalia ed quindi la principale
cui processo di privatizzazione era stato anteposto alla potenziale beneficiaria di questa clausola.
liberalizzazione del mercato, costituiva un ostacolo signi- I tetti antitrust sono stati visti come un modo per
ficativo allo sviluppo della concorrenza nel settore. In ridurre il potere di mercato dellimpresa dominante, ma
questa situazione, limitarsi a dare applicazione ai con- costituiscono in realt delle armi assai spuntate. In primo
tenuti minimi delle disposizioni comunitarie non sareb- luogo, questi limiti spingono le imprese a competere
be stato sufficiente a perseguire gli obiettivi della stes- meno vigorosamente, dato che esiste comunque un tetto
sa direttiva. al numero di consumatori che possono conquistare. In
In particolare, in mancanza di una riserva legale in secondo luogo i tetti non costituiscono per lEni un obbli-
capo alla Snam, lidentificazione dei clienti idonei limi- go di cedere contratti take or pay, ma semplicemente di
tatamente alle due categorie previste dalla Direttiva (gli cedere (nel periodo nel quale i tetti sono in vigore) il
impianti per la produzione di energia elettrica che uti- gas che lEni (e solo Eni) stata in grado di portare al
lizzano il gas naturale, indipendentemente dal livello di confine italiano. Infine, la norma non ha previsto alcu-
consumo annuo, e i clienti finali i cui consumi annui na modalit particolare per la cessione di tale gas, che
siano stati superiori a 25 milioni di metri cubi per sito di venduto sulla base di contratti annuali a soggetti di
prelievo) avrebbe di fatto ridotto la dimensione del mer- volta in volta individuati dal venditore, i quali possono
cato a cui potevano accedere i concorrenti di Snam, e se ritrovarsi privati del gas lanno successivo. In mancan-
non accompagnata da altre misure, avrebbe lasciato pres- za di procedure a evidenza pubblica non sussiste quin-
soch inalterata la posizione di questultima impresa nel di alcuna garanzia di lungo periodo per i soggetti che
mercato vincolato. In questa prospettiva, sarebbe stato ricevono il gas dallEni, se non quella di continuare a
anzitutto auspicabile circoscrivere alle sole attivit carat- godere del favore del venditore. Queste non sono certo
terizzate da un monopolio naturale, ossia il trasporto e condizioni in grado di creare un ambiente favorevole
la distribuzione di gas naturale e lutilizzo degli stoc- alla concorrenza.
caggi, forme di intervento di regolamentazione che potes- Daltra parte occorre riconoscere che la tempistica
sero garantire lesplicarsi di una effettiva concorrenza per lapertura del mercato finale in Italia stata parti-
nel mercato a valle della distribuzione secondaria e della colarmente rapida, anche se purtroppo la limitata dispo-
vendita del gas naturale. nibilit della materia prima per i potenziali venditori ha
corretto allora concludere (come fece lAEEG) limitato grandemente gli effetti di diminuzione dei prez-
che la tutela degli interessi generali avrebbe dovuto esse- zi che venivano auspicati. Sebbene il mercato finale risul-
re perseguita, da un lato, con la definizione di una soglia ti pi frazionato rispetto a qualche anno fa, grazie ai tetti
di clienti idonei piuttosto elevata e, dallaltro, median- antitrust, in realt non si verificata lattesa riduzione
te una separazione netta delle attivit in monopolio natu- del livello dei prezzi.
rale (rete di trasporto, stoccaggio, distribuzione) da quel- Un ultimo aspetto che conviene richiamare il fatto
le che potevano essere svolte in condizioni concorren- che lattivit della rete non affidata a un soggetto cen-
ziali (approvvigionamento, vendita ai clienti idonei). trale incaricato dello sviluppo della rete e che quindi
Simili misure sarebbero state funzionali alla preven- svolge un ruolo di coordinamento generale del sistema
zione di eventuali abusi a danno dei concorrenti e dei nazionale del gas. Questa scelta, che per certi versi si
consumatori. limita a ratificare semplicemente la situazione prece-
Purtroppo, la separazione si fermata a livello socie- dente, per altri coraggiosa poich consente di coinvol-
tario, senza che si prevedesse una separazione proprieta- gere soggetti diversi nel finanziamento di nuovi punti di
ria. Avere mantenuto la propriet e la gestione delle strut- entrata attraverso lo strumento delle merchant (pipe)lines
ture di trasporto e stoccaggio allinterno dello stesso grup- e di lasciare quindi molto spazio alliniziativa privata.
po industriale che dominava produzione, import e vendita Laltro lato della medaglia che lo sviluppo del sistema
risultato particolarmente discutibile in considerazione avviene senza attenzione per linteresse complessivo e
delle eccezioni al principio del TPA precedentemente che, in assenza di un governo centrale del sistema, gli

342 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


ASPETTI ECONOMICI

investimenti restano legati solo a contratti a lungo ter- di gas attraverso le reti di aziende di distribuzione
mine senza un collegamento con mercati organizzati. cittadina a grandi industrie e complessi ospedalieri
inseriti nel contesto urbano;
La revisione tariffaria la fase di stoccaggio, al cui interno si distinguono:
La revisione tariffaria introdotta dalla AEEG a par- lo stoccaggio minerario, necessario per consentire lo
tire dalla delibera n. 41/1998 si basa su alcuni principi svolgimento ottimale della coltivazione di giacimenti
cardine che provengono dalla maturazione delle rifles- di gas naturale nel territorio italiano; lo stoccaggio
sioni a riguardo sia in sede comunitaria, sia in sede nazio- di modulazione od operativo, consistente nellaccu-
nale. I principi fondamentali sono quelli di trasparenza mulare scorte di gas per fare fronte a variazioni
e di orientamento al costo. Il legame esplicito della dina- improvvise della domanda su diversi intervalli tem-
mica del prezzo a un sistema di RPI-x avverr in un secon- porali; lo stoccaggio strategico, volto a prevenire pos-
do momento, una volta effettuati i primi passi nella dire- sibili cadute o interruzioni del flusso di fornitura sia
zione della necessaria trasparenza. Da questo principio interna sia estera;
discende lidea che il prezzo finale debba indicare con la fase di distribuzione, distinta in primaria (rivolta
chiarezza quale parte del prezzo remunera ogni deter- a utenze finali e intermedie) e secondaria (rivolta ai
minata attivit. A fronte di unarticolazione del servizio settori civili, alle piccole imprese e al terziario);
di fornitura del gas in diverse fasi, tra loro logicamente la fase di vendita, comprende le operazioni di allac-
e tecnicamente distinte, si ritiene necessario chiarire allu- ciamento, trasmissione fisica del gas, misurazione
tente finale quale sia lorigine di quanto va a pagare. Ci del consumo, fatturazione ed esazione.
comporta sia conseguenze strutturali sullunbundling, A titolo indicativo, va rilevato che la tariffa finale
sia conseguenze in termini tariffari, in quanto ogni fase media per un piccolo cliente risulta composta per circa
vede ora imputato un ricavo preciso, determinato dal il 20% dal costo del gas allingrosso, per un terzo dai
regolatore ove sussistano le condizioni di monopolio, o costi fissi di trasporto, distribuzione e stoccaggio, e per
dal processo concorrenziale ove questo risulti possibile. la parte rimanente (circa il 45% del prezzo finale lordo)
Un secondo principio generale di orientamento al da imposte nazionali e locali.
costo molto semplicemente individua nel costo di effet- Sotto il profilo della tariffazione in Italia, lapprov-
tuazione del servizio o di cessione del bene la base per vigionamento e il trasporto internazionale sono accor-
la determinazione della remunerazione di una data atti- pati nella remunerazione della materia prima, che quin-
vit regolata. Lapplicazione di questo semplice princi- di risulta comprensiva sia dei costi di produzione (o di
pio richiede quindi, cosa tuttaltro che banale, che si cer- acquisto dai proprietari dei giacimenti), sia di eventuali
chi di individuare il costo dei servizi resi in regime di costi che si devono sopportare per trasportare il gas al
monopolio e che il prezzo pagato dal consumatore si confine italiano. Si noti che questo equivalente al costo
avvicini al costo sostenuto dalle imprese. di chi acquista da Eni al confine (le cosiddette vendite
Al fine di comprendere la ratio della nuova tariffa- innovative).
zione allora necessario scomporre il servizio offerto utile partire da unanalisi delle singole componenti
nelle sue fasi e attivit. Pi precisamente, con riferimento per poi vedere in dettaglio come esse si compongano nel
allarticolazione del settore del gas, si possono indivi- prezzo per lutente finale.
duare i seguenti momenti:
la fase di approvvigionamento (importazione o pro- Le tariffe di vettoriamento
duzione nazionale); Il trasporto del gas su reti ad alta pressione della
la fase di trasporto, che definisce la movimentazio- Snam, operatore dominante nel segmento del trasporto
ne del gas sulle lunghe distanze con gasdotti ad alta su reti ad alta pressione, si divide in attivit di trasporto
pressione o, nel caso di gas liquefatto, con lutilizzo del gas naturale per conto proprio (incluso lutilizzo per
di apposite navi criogeniche e successiva rigassifi- fornitura a terzi) e in attivit di trasporto per conto terzi
cazione in appositi terminali; (o vettoriamento). Il costo del servizio di trasporto effet-
la fase di vettoriamento, consistente nel trasporto tuato dalla Snam per conto proprio non mai stato espli-
effettuato dalloperatore di rete per conto di forni- citamente riconosciuto nella fissazione del prezzo da
tori terzi, ovvero esterni al gruppo Eni. Questa fase parte degli organi istituzionali preposti alla regolamen-
pu riguardare tre tipi di attivit e soggetti: il tra- tazione del settore.
sporto sulla rete della Snam (la creazione di Snam Storicamente, gli interventi del CIP, e successiva-
Rete Gas avvenne solo successivamente dal momen- mente del Ministero dellIndustria, del Commercio e del-
to che la quotazione risale al 2001) di gas importa- lArtigianato, hanno sempre considerato il trasporto su
to sulla base di contratti di terzi (quali Enel); il tra- reti ad alta pressione una componente implicitamente
sporto sulla medesima rete di gas appartenente a pro- inclusa nel prezzo di trasferimento del gas naturale; il
duttori nazionali diversi dallAgip; la trasmissione principio di trasparenza non trovava quindi applicazione

VOLUME IV / ECONOMIA, POLITICA, DIRITTO DEGLI IDROCARBURI 343


LINDUSTRIA DEL GAS NATURALE DAL MONOPOLIO ALLA CONCORRENZA

prima dellintervento dellAutorit. Nella prassi, la deter- (limmissione di gas in un punto di prelievo netto, ovve-
minazione del costo della materia prima per il gas con- ro in cui la domanda superiore allofferta, pu infatti
segnato ai distributori locali trovava un fondamento nel generare un risparmio di risorse, riducendo la distanza
fatto che la Snam era stata sino al 1995 un monopolista media percorsa dal gas).
pubblico verticalmente integrato nellattivit di impor- La scelta operata in Italia, anche in linea con alcune
tazione e trasporto. Anche la contrattualistica nei rap- raccomandazioni poi rese esplicite a livello europeo,
porti tra la Snam e le utenze in deroga evidenziava un stata per una tariffa entry-exit, vista come un buon com-
esplicito riferimento al solo prezzo della materia prima promesso per la sua natura sufficientemente cost reflect-
senza alcuna identificazione separata per il costo del tra- ive e pro-competitiva. Infatti, la tariffa a francobollo non
sporto, mentre il recepimento della direttiva 1998/30/CE stata considerata sufficientemente legata ai costi in
imponeva una modifica dello status quo per osservare il quanto ogni utente pagherebbe un costo medio di siste-
principio della trasparenza, in quanto tutti gli elementi ma, con un sussidio incrociato da chi genera un costo
di costo devono risultare chiaramente separati al fine di effettivo limitato a chi invece, per dimensione e caratte-
formare un prezzo privo di distorsioni. ristica di immissione e prelievo, genera un costo eleva-
Unattenzione diversa stata dedicata dal legislato- to ma ne paga solo una frazione. Daltra parte, la tariffa
re italiano al trasporto su reti ad alta pressione per conto distance related, mentre da un lato non riflette piena-
terzi (vettoriamento) cui faceva esplicito riferimento gi mente i costi (i quali dipendono non solo dalla distanza
la l. n. 9/1991. Su questa base, la Snam aveva lobbligo ma anche da dove esattamente ci si collega alla rete), dal-
di vettoriare il gas naturale per conto terzi purch fosse- laltro costituisce un ostacolo potenziale alla concorrenza
ro realizzate le seguenti condizioni: origine nazionale internazionale, che quasi per definizione proviene da
del gas naturale e destinazione del gas naturale traspor- imprese che si collegano alla rete dal confine di un paese
tato verso societ controllate, controllanti o appartenen- e quindi, per raggiungere un dato cliente, devono per-
ti al medesimo gruppo della societ che immette il gas correre le massime distanze.
in rete. La stessa legge forniva poi alcune indicazioni La tariffa di trasporto italiana quindi la somma delle
generiche sulle determinanti di costo del servizio, pre- seguenti componenti: a) una componente relativa alla
vedendo che le tariffe di vettoriamento fossero determi- capacit prenotata allentrata (detta TE) e una relativa
nate con riferimento ai costi effettivi del servizio, agli alla capacit prenotata alluscita (TU) della rete nazio-
standard esistenti negli altri paesi europei e infine con nale (tariffa entry-exit); b) una componente relativa alla
riferimento al costo della materia prima. capacit collegata al punto di riconsegna della rete regio-
Le nuove tariffe di vettoriamento sono state fissate dal- nale di trasporto (TR); c) una componente commodity
lAEEG con la delibera n. 120/2001, poi rivista ma con (volumi trasportati-TT); d ) una componente fissa per
sostanziale conferma dei principii fondamentali. Le tarif- ogni punto di riconsegna (TF).
fe sono state fissate a margine di un lungo dibattito, svol- La tariffa distingue quindi tra costi operativi e costi
tosi anche in sede europea, sulla struttura pi opportuna di capitale, remunerati tramite una componente di com-
per queste tariffe. Almeno tre sistemi possono essere con- modity e una di capacit. Mentre si ritiene che la com-
siderati: tariffa distance related, proporzionale alla distan- ponente variabile origini circa il 10% dei costi del vet-
za percorsa dal gas, che riflette i costi, ma solo nella misu- toriamento, il corrispettivo riferito al volume trasporta-
ra in cui essi sono proporzionali a tale distanza; tariffa di to genera circa il 30% dei ricavi totali. Questo aspetto
tipo entry-exit, calcolata come somma di corrispettivi sepa- appare curioso ma evidenzia un punto assai generale
rati per limmissione e il prelievo da specifici punti della della tariffazione delle public utility.
rete, che riconosce i costi legati a punti di prelievo e di Il principio secondo il quale le tariffe devono essere
immissione differenti, a seconda della domanda e della cost reflective (la cui problematicit gi stata sotto-
direzione del flusso; tariffa uniforme (a francobollo), ugua- lineata) viene temperato dalla necessit che le tariffe
le per ogni punto di immissione o di prelievo e per ogni forniscano incentivi opportuni sia allefficienza, sia a
percorso, basata quindi su un costo medio della rete. comportamenti pro-competitivi. In questo caso, la remu-
Il problema dellapplicazione del principio genera- nerazione disegnata per incentivare un maggiore vet-
le di relazione tra tariffe e costi quello di identificare toriamento di gas di terzi da parte del gestore della rete,
in modo preciso come si formano i costi di vettoria- per quanto verticalmente integrato con limpresa domi-
mento, i quali sono legati sia al fatto stesso di collegar- nante nel segmento upstream, il quale avrebbe una remu-
si alla rete, sia alla distanza percorsa dal gas, che richie- nerazione ampiamente superiore al costo marginale per
de interventi per mantenere la pressione e comporta una ogni metro cubo di gas di terzi da lui trasportato.
qualche usura delle infrastrutture, sia al profilo di pre-
lievo e immissione, poich il costo dipende anche dal Le tariffe di stoccaggio
fatto che in un dato punto la domanda pu risultare su- Come si gi sottolineato, impianti di stoccaggio e
periore o inferiore allofferta e alla direzione dei flussi reti di trasporto hanno un ruolo assai simile dal punto di

344 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


ASPETTI ECONOMICI

vista economico, anche con le ovvie differenze dal punto ha mantenuto un controllo sulle opzioni tariffarie offer-
di vista tecnico. Non sorprende quindi che le tariffe di te ai piccoli clienti, identificando per ogni zona un for-
stoccaggio siano costruite in modo assai simile a quelle nitore di ultima istanza, che deve offrire almeno una
di vettoriamento, con lo stesso bilanciamento tra remu- certa opzione tariffaria sottoposta al controllo dellAu-
nerazione fissa (70%) e remunerazione proporzionale ai torit. Tale prezzo, che definisce le condizioni econo-
volumi scambiati (30%). miche di fornitura, viene determinato liberamente dal
Per quanto riguarda lo stoccaggio si aggiunge la com- venditore solo per la parte relativa allattivit di vendi-
plicazione dovuta al fatto che esso comprende diverse ta, mentre le altre componenti sono regolate dallAuto-
attivit, come limmissione nel sito (iniezione), la per- rit dellenergia. Il prezzo finale quindi basato sulla
manenza nello stesso (spazio, nonch disponibilit di somma di componenti regolate e di un margine indica-
punta) e alla fine il prelievo (erogazione), oltre alla messa to con una certa libert.
a disposizione del gas per uso di stoccaggio strategico, La struttura delle componenti regolate la medesi-
e ciascuna di queste attivit ha una sua tariffa distinta, ma per tutti i gestori ed determinata dallAutorit per
soggetta a regimi di regolazione diversi anche se del tutto lenergia in maniera tale da imporre a ciascun gestore
coerenti e paralleli. incentivi e penalit per il raggiungimento di comuni obiet-
tivi di efficienza e qualit. Le condizioni economiche di
Le tariffe di distribuzione fornitura, definite ai sensi della delibera n. 138/2003,
Il meccanismo di determinazione della componente sono date da una quota fissa, legata alla parte fissa della
variabile prevedeva che i distributori che servono aree con- tariffa di distribuzione e approvata dallAutorit per lan-
traddistinte da consumi civili pi bassi pagassero il gas no termico di applicazione, e una quota variabile, cal-
a un prezzo inferiore. Questa peculiare differenziazione colabile come somma di diversi elementi variabili, deter-
tariffaria, introdotta dal provvedimento CIP 17/1980 e minati dallAutorit per lenergia:16 a) una quota per la
confermata nei principii dal Ministero del Tesoro fino al materia prima; b) una quota per la commercializzazio-
1996, era detta sventagliamento ed era finalizzata a favo- ne allingrosso; c) una quota per il trasporto su reti nazio-
rire la penetrazione del gas naturale tramite condizioni nali e regionali; d ) una quota per lo stoccaggio; e) una
di prezzo favorevoli ove i livelli di consumo fossero bassi, quota variabile per la tariffa di distribuzione.
sia attraendo nuovi utenti, sia spingendo i vecchi utenti A ci si deve poi aggiungere il margine per la ven-
ad aumentare i consumi individuali. In tal modo veni- dita, e ogni distributore formula ogni anno proposte tarif-
vano sussidiate le imprese di distribuzione operanti in farie che devono essere approvate per ciascun anno ter-
aree ove, per ragioni climatiche, i livelli di consumo erano mico dallAutorit per lenergia, la quale verifica la
inferiori alla media, e inoltre veniva agevolato il pro- conformit delle proposte ai criteri della normativa tarif-
cesso di sostituzione degli altri combustibili da riscal- faria. Queste proposte tariffarie devono rimanere allin-
damento con il gas naturale. terno di vincoli il cui rispetto compete al controllo del-
Ci rappresentava un tentativo di utilizzare i prezzi lAEEG, ma si configurano anche come proposte obbli-
ai fini di politica industriale, favorendo una scelta ener- gatorie, che quindi devono essere sottoposte ai piccoli
getica precisa quanto rischiosa, data la pesantissima
dipendenza dellItalia dallestero per tale fonte energe- 15 Le nuove tariffe di distribuzione sono state determina-
tica. Daltronde, la povert del paese sotto il profilo delle te dalla delibera n. 138/2003 dellAEEG (e successive modi-
fonti energetiche primarie non offriva molte alternative fiche) che stabilisce una tariffa maggiormente efficiente anche
che dessero maggiori garanzie di approvvigionamento. se comunque gravata di preoccupazioni simile alle preceden-
In ogni caso, non si pu non rilevare come questa scel- ti, circa la compensazione di aree di distribuzione a costo ele-
ta coraggiosa, ma non ovvia, di politica energetica si vato. In realt limpostazione seguita dallAutorit estrema-
mente gradualista e ha di fatto favorito il procrastinarsi di una
compisse sostanzialmente ignorando ogni criterio di effi- situazione ove i sussidi incrociati sono tuttora estesi.
cienza allocativa. Anche se questo non lunico criterio 16 Pi precisamente, come indicato dallAEEG, la formu-
rilevante di efficienza, si deve per sottolineare come la utilizzata (TDi+a1b1)QTiQSCCIQVDi, dove: TDi
tale decisione abbia rappresentato un pesante fardello la quota variabile della tariffa di distribuzione, espressa in
nella strada verso una tariffazione efficiente, introdotta /GJ; a1 pari a 0,027111 /GJ; b1 la quota compensativa
unitaria della tariffa di distribuzione e pu essere pari a 0 o
a seguito delle direttive del 1998 e del 2003.15 negativa a seconda del costo unitario di distribuzione; QTi la
componente tariffaria del trasporto sulle reti nazionali e regio-
Larticolazione dei prezzi al cliente finale nali per lanno termico di applicazione, espressa in /GJ; QS
A seguito della liberalizzazione del settore sul lato la componente relativa allo stoccaggio, ossia per il deposito
della domanda, lacquisto di gas naturale da parte degli del gas utilizzato come riserva, fissata a 0,246052 /GJ; CCI
il corrispettivo variabile relativo alla commercializzazione
utenti finali, incluse le famiglie, avviene attraverso la cor- allingrosso (al 1 gennaio 2004 era pari a 4,328264 /GJ);
responsione di un prezzo libero e non pi di una tariffa QVDi pari alla quota della vendita al dettaglio di cui alla deli-
(regolata). Anche se tutti i clienti sono idonei, lAutorit bera n. 237/2000 espressa in /GJ.

VOLUME IV / ECONOMIA, POLITICA, DIRITTO DEGLI IDROCARBURI 345


LINDUSTRIA DEL GAS NATURALE DAL MONOPOLIO ALLA CONCORRENZA

clienti, e non come tariffe regolate vere e proprie. La offrisse agli operatori un riferimento stabile e coerente
distinzione, alla quale lAutorit e gli operatori sembra- con i cambiamenti del mercato.
no particolarmente affezionati, sembra in realt soprat- Gli indicatori scelti per lindicizzazione della quota
tutto di facciata. La sostanza che i prezzi massimi (tarif- energetica del gas naturale sono quelli del mercato del
fe) sono comunque approvati dal regolatore entro crite- metano (prezzi dei greggi, del gasolio e degli oli com-
ri predeterminati, mentre le imprese sono libere di offrire bustibili) e riflettono il criterio di indicizzazione adotta-
ai clienti condizioni maggiormente vantaggiose. to nella quasi generalit dei contratti internazionali. Con
Diversamente dal settore elettrico, in quello del gas questa scelta si mira quindi a perseguire obiettivi di sicu-
non esiste una tariffa unica nazionale, e anzi la varianza rezza di approvvigionamento dei combustibili importa-
delle tariffe estremamente elevata, come risulta dalla ti, nonch di garanzia sia per i soggetti importatori, che
tab. 6. Anche se la presenza di una tariffa unica nazio- si vedono riconosciuti i costi in linea con landamento
nale non pu certamente essere difesa sotto il profilo delle quotazioni internazionali, sia per i produttori ita-
dellefficienza, limpressione che lampiezza del dif- liani, che in questo modo si trovano a fronteggiare con-
ferenziale tariffario sia eccessiva, e soprattutto che sia dizioni certe di vendita.
difficilmente collegabile unicamente ai vari costi che il Mentre la componente relativa alla materia prima con-
servizio pu presentare in diverse citt. tinua a seguire unindicizzazione di questo tipo, dal 2001
le tariffe delle attivit regolate si muovono con un siste-
La dinamica dei prezzi ma di price cap (RPI-x) tale per cui il prezzo iniziale viene
Con la delibera del 1998, in applicazione della l. n. determinato in modo da coprire i costi, mentre la dina-
481/1995, che istituiva la stessa Autorit, lAEEG ha mica allinterno del periodo regolatorio di quattro anni
modificato il sistema di indicizzazione periodica di ade- data. Va considerato che rispetto a un sistema puro di price
guamento delle tariffe del gas metano, distribuito a mezzo cap vi sono alcuni aspetti da evidenziare. Il primo la pre-
di reti urbane, per la parte relativa ai costi della materia senza di elementi di uplift che compensano limpresa da
prima. Il meccanismo di adeguamento delle tariffe del eventi imprevisti e fuori dal suo controllo che incidono
gas, deliberato nellaprile 1998, era stato fissato in via sui costi. Inoltre restano alcuni elementi di premio rispet-
sperimentale per un periodo transitorio in modo tale da to a interventi volti a favorire una gestione accorta della
consentire allAutorit la definizione di un sistema di domanda e tali da premiare miglioramenti qualitativi.
aggiornamento bimestrale della parte tariffaria che oltre Il passaggio dal primo al secondo periodo regolatorio
a risultare pi efficacemente legata alla materia prima, ha condotto a una importante innovazione che riguarda

tab. 6. Prezzo del gas nel mercato italiano per un consumo annuo di 1.400 m3
(elaborazione su dati AEEG, 1998)

Quota fissa Quota variabile Totale


Citt Venditore Distributore
(/a) (/m3) (/a)

Modena Meta Meta Rete Gas 24,7 0,27 407,3

Reggio Emilia Blumet Agac 36,0 0,27 417,1

Napoli Napoletanagas Clienti Napoletanagas 31,2 0,28 420,8

Verona AGSM Verona AGSM Rete Gas 42,0 0,28 436,0

Firenze Fiorentinagas Clienti Fiorentinagas 31,2 0,30 455,1

Torino Italgas Pi AES Torino 31,2 0,31 461,1

Brescia Asmea S.r.l. ASM Brescia 50,0 0,30 470,4

Bari AmGas S.r.l. AmGas 18,6 0,34 500,9

Trieste Estgas S.p.A. Acegas-Aps 18,0 0,35 505,1

Milano AEM Energia AEM Distribuzione 25,0 0,35 514,5

Roma Italgas Pi Italgas Pi 31,2 0,38 560,6

Palermo AMG Gas AMG Energia 42,0 0,50 743,3

346 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


ASPETTI ECONOMICI

proprio loggetto del sistema di RPI-x. Nel primo perio- fiscali, che comprendono imposte nazionali (IVA e impo-
do, in applicazione letterale della l. n. 481/1995, lAu- sta di consumo), imposte erariali regionali e eventuali
torit aveva assoggettato i prezzi alla diminuzione annua- addizionali comunali.
le nella misura dellx per cento. Nel secondo periodo Le imposte regionali sono accise che le Regioni a
regolatorio lAutorit ha invece inteso distinguere allin- statuto ordinario fissano allinterno di una fascia com-
terno del prezzo una componente che remunera i costi presa fra 0,516 e 3,10 centesimi di euro al metro cubo,
controllati dallimpresa e una che copre i costi derivan- con lesclusione della Regione Lombardia e delle Regio-
ti da scelte di lungo periodo, che limpresa non pu quin- ni a statuto speciale, che hanno posto tale valore a zero.
di verosimilmente contenere nei quattro anni del perio- Inoltre, in base alla delibera n. 237/2000 dellAutorit
do regolatorio. Mentre ai costi non controllabili si asso- per lenergia, a partire dallentrata in vigore della rifor-
cia un fattore x pari a zero, indice della convinzione che ma tariffaria (1 luglio 2001) i Comuni possono richiede-
effettivamente il processo di efficienza non possa toc- re ai concessionari dellattivit di distribuzione di appli-
care questa parte dei costi, alla porzione del prezzo che care alle tariffe una quota aggiuntiva per finanziare le
copre gli altri costi si applica un fattore x maggiore di agevolazioni a favore di clienti economicamente disa-
quello previsto nel primo periodo regolatorio. giati, degli anziani e dei disabili. Tale quota definita
Una seconda importante novit stata introdotta dal contributo sociale.18 In realt, a fine 2004 solo 180 Comu-
d.P.C.M. del 31 ottobre 2002, che rallenta gli aggiorna- ni su 6.700 hanno richiesto di introdurre tale contributo
menti tariffari e in particolare le indicizzazioni della sociale.
materia prima, al fine di evitare sbalzi inflazionistici, Limposizione nazionale consta sia di una imposta di
consentendo aggiornamenti solo semestrali delle tarif- consumo (accisa), sia di una imposta sul valore aggiun-
fe. La stessa norma indica esplicitamente che lAEEG to (IVA, ad valorem); si noti che questultima si applica
nel suo aggiornamento delle tariffe energetiche deve tene- allimporto complessivo netto (comprensivo di imposta
re conto dellimpatto prodotto da tali decisioni sul livel- di consumo e addizionale regionale) costituendo un caso
lo generale dei prezzi.17 di imposta sulle imposte.
Anche a parte il principio discutibile che lAutorit Un aspetto interessante da sottolineare che le impo-
debba fissare le tariffe del servizio con finalit macro- ste nazionali, cos come quelle regionali, hanno valori o
economiche (un principio che nel passato aveva creato aliquote differenziate per destinazione duso del gas: per
conseguenze pesanti sui conti delle imprese energeti- esempio, per i consumi domestici (acqua calda e cottu-
che italiane), lidea di base che un maggiore control- ra cibi), lIVA pari al 10%, mentre per i consumi rela-
lo della variabilit dei prezzi riduce i contraccolpi sul tivi al riscaldamento pari al 20%, cos che lincidenza
livello dei prezzi. In realt, la base teorica di questo fiscale varia dal 23% fino a circa il 50%.
intervento tuttaltro che chiara, poich aumenti meno Nel caso di fornitura domestica di un cliente che uti-
puntuali possono incidere sulla variabilit dei prezzi, lizzi il gas per la cottura dei cibi e per il riscaldamento,
ma non si vede perch dovrebbero influenzare la varia- con un consumo stimato di circa 1.400 m3/a (116 m3 al
zione media del livello dei prezzi. Il provvedimento sem- mese),19 il costo medio di un metro cubo pu essere ripar-
bra allora mirato piuttosto a posporre il problema del- tito come si vede nella tab. 7.
laumento dei prezzi che non ad affrontarlo in modo evidente come ogni eventuale ipotesi di riforma
effettivo. La conseguenza maggiormente negativa di mirata a ridurre il costo del gas per gli utenti finali deb-
questo provvedimento che esso, dettando solo un cri- ba partire da questi dati, che mostrano come imposte,
terio generale per spalmare aumenti tariffari su un oriz-
zonte temporale maggiore, in realt riduce la traspa- 17 Il d.P.C.M. indica che lAutorit per lEnergia deve
renza dellaggiornamento del livello delle tariffe del-
definire metodologie di aggiornamento delle tariffe in rela-
lenergia. Infatti non affatto chiaro come variazioni zione alla componente dei costi variabili, che minimizzino
dellindice dei prezzi abbiano un impatto sul prezzo limpatto inflazionistico, in particolare prevedendo frequen-
finale, cos che al momento dellaggiornamento perio- ze di aggiornamento congrue con lobiettivo di ridurre gli
dico dei prezzi gli operatori possono solo fare conget- impulsi inflazionistici dei prezzi dellenergia, sotto il vinco-
ture su come lAutorit riesca a interpretare la situa- lo di tutelare la piena economicit delle imprese produttrici di
energia, nel pi generale rispetto degli obiettivi di competiti-
zione, senza avere certezze al riguardo e si trovano per- vit del sistema produttivo.
tanto esposti a ci che da pi parti viene visto come un 18 La societ distributrice tenuta a inserire nella bollet-
margine di discrezionalit nella scelta di aumentare prez- ta emessa dal venditore per tutti i clienti attivi una quota non
zi che ai limiti dellarbitrio. superiore all1% della quota variabile di distribuzione al netto
della imposte, che viene poi riversata al Comune richiedente
il quale lamministra in completa autonomia, in base ai crite-
Fiscalit ri scelti.
Come si gi detto, quasi il 50% del prezzo finale 19 Chi presenta questo tipo di consumo considerato nelle
del gas venduto allutente finale costituito da vari oneri stime effettuate dalla Autorit una sorta di cliente tipo.

VOLUME IV / ECONOMIA, POLITICA, DIRITTO DEGLI IDROCARBURI 347


LINDUSTRIA DEL GAS NATURALE DAL MONOPOLIO ALLA CONCORRENZA

tab. 7. Componenti del prezzo medio di un metro cubo di gas per un consumo annuo di 1.400 m3
(elaborazione su dati AEEG, 1998, aggiornati al 30 settembre 2004)

Centesimi Percentuale Percentuale


Componente
di /m3 prezzo totale prezzo netto

Costo materia prima 13,9 24,0 44,3

Trasporto nazionale 2,9 5,1 9,2

Stoccaggio 1,0 1,6 3,1

Commercializzazione allingrosso 3,8 6,7 12,1

Distribuzione sulle reti locali 7,5 13,2 23,9

Commercializzazione al dettaglio 2,3 4,2 7,3

Imposte 25,7 45,2

Totale 57,1 100,0 100,0

margini di commercializzazione, distribuzione e materia Un altro fattore preso in esame dallAutorit ai fini
prima siano le voci di gran lunga pi rilevanti, mentre luti- della qualit del servizio offerto riguarda la sicurezza,
lizzo delle infrastrutture nazionali di trasporto e stoccag- con una percentuale di rete controllata ovviamente supe-
gio, pur essendo di vitale importanza per lo sviluppo della riore per quanto concerne i grandi esercenti rispetto ai
concorrenza, risulta relativamente secondario (almeno in medi o ai piccoli. Per i grandi esercenti, inoltre, si resa
via diretta) rispetto alla formazione del prezzo finale. necessaria la presenza di ulteriori elementi di indagine,
con ulteriore riferimento alla modalit di esecuzione delle
La qualit del servizio ispezioni, al fine di rendere pi chiara la politica di con-
Per quanto riguarda la qualit nel settore dellutenza trollo delle aziende.
civile, ogni soggetto esercente il servizio del gas e aven- Risulta evidente come la procedura di rimborso pre-
te dimensioni superiori a un livello minimo deve adotta- vista dallAutorit costituisca una forma di incentivo per
re una Carta dei servizi su cui sono indicati gli standard offrire standard qualitativi sempre pi elevati. Leffica-
di qualit, tener periodicamente aggiornati questi ultimi cia dellintervento dellAEEG dimostrata probabil-
e verificarne il rispetto. La qualit del servizio offerto mente dal fatto che il numero di rimborsi effettivamen-
alle imprese operative nei settori del terziario o a utenti te pagati ai consumatori aumentato nel tempo in manie-
non residenziali non disciplinata dalla normativa vigen- ra piuttosto sensibile.
te riguardante la Carta dei servizi, ciononostante comun-
que oggetto di indagine da parte dellAutorit.
Il servizio del gas si caratterizza per la presenza di 6.1.8 Conclusioni:
un numero ridotto di esercenti di grandi dimensioni (che interesse pubblico,
servono la maggior parte degli utenti) e una grossa fram- monopolio e concorrenza
mentazione per quanto concerne gli esercenti con un nu-
mero di utenti inferiore a 10.000. La domanda fondamentale al termine di questo esame
La percentuale di esercenti che hanno adottato la della vecchia e della nuova normativa relativa al settore
Carta dei servizi variabile tra il 100% per i grandi eser- del gas, nelle sue articolazioni generali ma soprattutto nella
centi e il 50% dei piccoli, ma, per questi ultimi, un dato declinazione che i principi hanno avuto nella realt euro-
destinato a crescere. La variabilit degli standard richie- pea e italiana, se tutto ci abbia prodotto gli effetti spe-
sti notevole, a causa della facolt attribuita agli stessi rati. Il problema fondamentale di tale valutazione nasce
esercenti di determinare i propri standard, in relazione a dal fatto che gli obiettivi attribuiti a riforme di questo tipo
fattori territoriali e organizzativi che possono influire sono talmente numerosi e differenti tra di loro che qualun-
sugli standard di qualit. Lo schema generale della Carta que considerazione al riguardo risulta troppo complessa.
dei servizi prevede che gli utenti siano rimborsati in alme- Il primo tema quello della tutela dei consumatori,
no quattro standard specifici se adottati, anche se il man- con riferimento alle condizioni sia di prezzo, sia di qua-
cato rispetto di detti standard non dipende da cause impu- lit. Oggi si pu dire che i consumatori europei sono quasi
tabili allesercente adottante. sempre (o almeno in moltissimi casi) liberi di scegliere

348 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


ASPETTI ECONOMICI

il loro fornitore, ma questo in s non dice nulla circa il Bibliografia citata


loro livello di utilit. I prezzi scendono? Levidenza non
molto confortante; cos se il potere di mercato delle AEEG (Autorit per lEnergia Elettrica e il Gas) (1998)
imprese da sempre dominanti viene mantenuto, anche i Relazione annuale sullo stato dei servizi e sullattivit
svolta, Roma, Presidenza del Consiglio dei ministri,
prezzi si mantengono a livelli elevati. Dipartimento per linformazione e leditoria.
Poteva essere diversamente? Forse con il senno di poi Amman F. (1996) Il settore del gas naturale nazionale ed il
si poteva prevedere che solo la fuoriuscita dello Stato dal mercato interno europeo, Economia delle Fonti di Energia
settore avrebbe potuto spingere a una legislazione effi- e dellAmbiente, 2, 117-162.
cacemente favorevole alla concorrenza, ma i paesi mem- Busby R.L. (editor) (1999) Natural gas in nontechnical
bri hanno da sempre lasciato lUnione Europea fuori language, Tulsa (OK), PennWell.
dalle scelte circa la propriet pubblica o privata delle Cl A. (1992) Regolamentazione e concorrenza nei servizi di
imprese. E daltronde, solo in rari casi gli Stati nazionali pubblica utilit: il caso del gas, LIndustria, 2, 247-268.
hanno accettato di uscire dalla propriet delle imprese Cl A. (2002) La liberalizzazione del mercato del gas metano:
le ragioni di criticit, Energia, 4, 30-38.
principali, che spesso, al di l di privatizzazioni parzia-
Creti A., Villeneuve B. (2004) Long-term contracts and
li di facciata, sono rimaste (o sono destinate a rimanere)
take-or-pay clauses in natural gas markets, Energy Studies
in buona parte allinterno della sfera pubblica. Review, 13, 75-94.
Il tema della sicurezza degli approvvigionamenti European Commission - Directorate general for energy and
al centro del dibattito circa il destino del settore, anche transport (2003) Second benchmarking report on the
perch molti Stati nazionali, al pari dellUnione Euro- implementation of the internal electricity and gas market:
pea, stanno rimettendo in discussione la loro politica updated report incorporating candidate countries,
energetica e sentono con crescente disagio il rischio che Luxembourg, Office for official publications of the
European Communities.
la tendenza verso la liberalizzazione renda sempre pi
IEA (International Energy Agency) (2002) Energy balances
difficile fare politica energetica. Il problema fondamen- of OECD countries, Paris, Organization for Economic
tale allora capire quale sia lambito opportuno per la Cooperation and Development/IEA.
sfera pubblica e quale sia invece quello che pu essere Polo M., Scarpa C. (2000) Gas: quanta concorrenza passer
meglio lasciato alla sfera privata. attraverso i tubi?, Mercato Concorrenza, Regole, 2, 363-
Se la preoccupazione principale (e legittima) riguar- 376.
da gli approvvigionamenti, non sembra sensato spinge- Polo M., Scarpa C. (2003a) Le imprese multiutility, in: Muraro
re per una privatizzazione indiscriminata di chi gestisce G., Valbonesi P. (a cura di) I servizi idrici tra mercato e
regole, Roma, Carocci.
questo segmento fondamentale per la politica energeti-
Polo M., Scarpa C. (2003b) Entry without competition,
ca di un paese. Daltra parte, non risulta affatto chiaro
Innocenzo Gasparini Institute for Economic Research,
per quale ragione il controllo degli approvvigionamenti Working Paper 245.
debba associarsi a un controllo di tutti i segmenti del set- Polo M., Scarpa C. (2003c) The liberalization of energy
tore, sia quelli in cui la regolazione pu facilmente garan- markets in Europe, in: Padoa Schioppa F. (a cura di) Annual
tire una gestione efficiente delle infrastrutture, sia quel- report on monitoring Italy, Roma, Istituto di Studi e Analisi
li di carattere commerciale, nei quali la concorrenza pu Economica.
essere vista come un modo piuttosto naturale di orga- Waddams Price C. (1994) Gas regulation and competition:
nizzare le transazioni. substitutes or complements?, in: Bishop M. et al. (edited
by) (1994) Privatization and economic performance, Oxford,
La scelta di aprire spazi poco pi che formali alla Oxford University Press.
concorrenza o agli azionisti privati, come stato fatto in Waddams Price C. (1997) Competition and regulation in the
Italia, non sembra essere stata molto efficace, e finora UK gas industry, Oxford Review of Economic Policy,
ha prodotto soprattutto leffetto di complicare la gestio- 13, 47-63.
ne della politica energetica senza (ancora) portare veri
vantaggi ai consumatori. Una maggiore separazione tra Carlo Scarpa
il tema della tutela delle attivit di approvvigionamento Dipartimento di Scienze Economiche
e quello dello sviluppo del mercato (regolato o in con- Universit degli Studi di Brescia
correnza) sembra essere la sfida aperta del momento. Brescia, Italia

VOLUME IV / ECONOMIA, POLITICA, DIRITTO DEGLI IDROCARBURI 349