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Teatro Municipale Valli, 6 e 8 aprile 2008

Ludwig van Beethoven

Fidelio op. 72

Oper in zwei Aufzügen von Joseph Sonnleithner und Georg Frie- drich Treitschke / nach Jean-Nicolas Bouilly

Ed. Bärenreiter Verlag, Kassel (Edizione critica di H.Lüning e R. Didion) Rappresentante per l’Italia, Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali, Milano

Libro programma a cura di Roberto Fabbi e Mario Vighi

Edizioni del Teatro Municipale Valli, Reggio Emilia

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Personaggi e ruoli vocali

Don Fernando, Minister Bariton

Don Pizarro, Gouverneur eines Staatsgefängnisses Bariton Florestan, Gefangener Tenor Leonore, dessen Frau unter den Namen ‘Fidelio’ Sopran Rocco, Kerkermeister Bass Marzelline, dessen Tochter Sopran Jaquino, Pförtner Tenor

Erster Gefangener Tenor Zweiter Gefangener Bass Wachsoldaten, Staatsgefangene, Volk gemischter Chor

Die Handlung geht in einem spanischem Staatsgefängnisse, einige Meilen von Sevilla, vor.

Don Fernando, ministro baritono

Don Pizarro, governatore d’una prigione di Stato baritono Florestan, un prigioniero tenore Leonore, sua moglie, sotto il nome di Fidelio soprano Rocco, capocarceriere basso

Marzelline, sua figlia soprano

Jaquino, portinaio tenore

Primo prigioniero tenore Secondo prigioniero basso

Guardie, prigionieri di Stato, popolo coro misto L’azione si svolge in una prigione di Stato spagnola, alcune miglia da Siviglia.

Epoca dell’azione: fine del XVII secolo. Prima rappresentazione: Theater an der Wien, Vienna, 20 novembre 1805.

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PRIMO ATTO

Il cortile della prigione di Stato. Sul fondo il portone

principale e un’alta muraglia, sopra la quale sporgono alcuni alberi. Proprio nel portone chiuso è praticata una porticina, che viene aperta per ciascun visitatore. Accanto al portone, la guardiola del portinaio. Le quinte, alla sinistra degli spettatori, rappresentano le celle dei prigionieri; tutte le finestre portano inferriate,

e le porte contrassegnate da numeri sono rinforzate

con ferro e assicurate con solidi chiavistelli. Nella quinta più avanzata si trova lo porta dell’abitazione

del capocarceriere. A destra vi sono alberi difesi da ringhiere di ferro che, presso un portone, indicano l’ingresso al giardino del castello.

Scena prima

Marzelline, Jaquino (Marzelline stira la biancheria davanti alla sua porta; accanto a lei c’è un braciere per riscaldare il ferro. Jaquino è in piedi lì vicino, presso la guardiola, apre lo porta a numerose persone che gli passano dei pacchetti ch’egli deposita nella guardiola.)

N. 1 Duetto

Jaquino (eccitato, fregandosi le mani)

Ora, tesoro, ora siam soli, possiamo chiacchierare in confidenza.

Marzelline (continuando il suo lavoro)

Niente d’importante, spero, non voglio perder tempo nel lavoro.

Jaquino Una parolina, dispettosa!

Marzelline E parla allora, t’ascolto.

Jaquino Se non mi guardi più amichevolmente, non tiro fuori neanche una parolina.

ERSTER AUFZUG

Der Hof des Staatsgefängnisses. Im Hintergrunde das Haupttor und eine hohe Wallmauer, über welche Bäume hervorragen. Im geschlossenen Tore selbst ist eine kleine Pforte, die für einzelne Fußgänger geöffnet wird. Neben dem Tore das Stübchen des Pförtners. Die Kulissen, den Zuschauern links, stellen die Wohngebäude der Gefangenen vor; alle Fenster haben Gitter, und die mit Nummern bezeichneten Türen sind mit, Eisen beschlagen und mit starken Riegeln verwahrt. In der vordersten Kulisse ist die Tür zur Wohnung des Gefangenenwärters. Rechts stehen Bäume mit eisernen Geländern eingefaßt, welche, nebst einem Gartentor, den Eingang des Schloßgartens bezeichnen.

Erster Auftritt

Marzelline, Jaquino (Marzelline plättet vor ihrer Tür Wäsche, neben ihr steht ein Kohlenbecken, in dem sie den Stahl wärmt. Jaquino hält sich nahe bei seinem Stübchen, öffnet die Tür mehreren Personen, die ihm Packete übergeben, welche er in sein Stübchen legt.)

Nr. 1 Duett

Jaquino (verliebt und sich die Hände reibend)

Jetzt, Schätzchen, jetzt sind wir allein, wir können vertraulich nun plaudern.

Marzelline (ihre Arbeit fortsetzend)

Es wird ja nichts Wichtiges sein, ich darf bei der Arbeit nicht zaudern.

Jaquino Ein Wörtchen, du Trotzige, du!

Marzelline So sprich nur, ich höre ja zu.

Jaquino Wenn du mir nicht freundlicher blickest, so bring’ ich kein Wörtchen hervor.

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Marzelline

Marzelline

Wenn du dich nicht in mich schickest,

Se

non fai a modo mio,

verstopf’ ich mir vollends das Ohr.

mi

tappo ben bene le orecchie.

Jaquino Ein Weilchen nur höre mir zu, dann laß’ ich dich wieder in Ruh’.

Marzelline So hab’ ich denn nimmermehr Ruh’, so rede, so rede nur zu.

Jaquino Ma ascoltami un momento, poi ti lascio ancora in pace.

Marzelline Non avrò dunque più pace; parla, allora parla.

Jaquino

Jaquino

Ich habe zum Weib dich gewählet,

Io

t’ho scelta in moglie,

verstehst du?

comprendi?

Marzelline

Marzelline

Das ist ja doch klar.

È

chiaro, in verità.

Jaquino Und wenn mir dein Jawort nicht fehlet, was meinst du?

Marzelline So sind wir ein Paar.

Jaquino Wir könnten in wenigen Wochen,

(Man pocht.)

Zum Henker, das ewige Pochen!

Marzelline Recht schön, du bestimmst schon die Zeit.

(Man pocht.)

So bin ich doch endlich befreit!

Jaquino (für sich)

Da war ich so herrlich im Gang, und immer entwischt mir der Fang!

Marzelline (für sich) Wie macht seine Liebe mir bang’, wie werden die Stunden mir lang!

(Jaquino öffnet die Pforte, nimmt ein Packet

Jaquino

E se non mi manca il tuo consenso,

che pensi?

Marzelline Allora siamo una coppia.

Jaquino Potremmo in poche settimane.

(Bussano.)

Al diavolo questo eterno bussare!

Marzelline Ma bene, decidi già il tempo,

(Bussano.)

Così son libera alfine!

Jaquino (fra sé)

Mi andavan sì bene le cose,

e ancora mi sfugge la preda.

Marzelline (fra sé) Come m’inquieta il suo amore, come mi diventan lunghe le ore.

(Jaquino apre la porta, prende un pacchetto e lo depone

nella guardiola. Intanto Marzelline continua il suo monologo.)

ab, und legt es ins Stübchen; unterdessen fährt Marzelline fort.)

So

che il poverino si tormenta,

Ich weiß, daß der Arme sich quälet,

mi

spiace tanto per lui!

es

tut mir so leid auch um ihn!

Io

ho scelto Fidelio,

Fidelio hab’ ich gewählet,

amarlo è dolce conquista.

ihn lieben ist süßer Gewinn.

Jaquino (tornando)

Dov’ero rimasto? Nemmeno mi guarda.

Marzelline Eccolo, riprende da capo.

Jaquino Quando mi darai il tuo consenso? Potrebbe essere oggi stesso.

Marzelline (a parte) Ohimè! Mi amareggia la vita.

(a

lui)

Adesso, domani e sempre: no, no!

Jaquino (zurückkommend)

Wo war ich? Sie sieht mich nicht an!

Marzelline Da ist er, er fängt wieder an!

Jaquino Wann wirst du das Jawort mir geben? Es könnte ja heute noch sein.

Marzelline (bei Seite)

O weh, er verbittert mein Leben!

(zu ihm)

Jetzt, morgen und immer: nein, nein!

Jaquino

Jaquino

Sei

fatta proprio di sasso;

Du bist doch wahrhaftig von Stein;

richieste né preghiere ti toccano.

kein Wünschen, kein Bitten geht ein.

Marzelline (fra sé) Devo esser dura con lui.

(a

lui)

Adesso, domani e sempre: no, no!

(fra sé)

Devo essere dura con lui, egli spera al minimo segno.

Jaquino Allora mai più cambierai? Che pensi?

Marzelline Ora te ne potresti andare.

Jaquino Come? Mi vuoi impedire di guardarti? Anche questo?

Marzelline (für sich) Ich muß ja so hart mit ihm sein.

(zu ihm)

Jetzt, morgen und immer: nein, nein!

(für sich)

Ich muß ja so hart mit ihm sein,

er hofft bei dem mindesten Schein.

Jaquino So wirst du dich nimmer bekehren? Was meinst du?

Marzelline Du könntest nun gehn!

Jaquino Wie? dich anzusehn, willst du mir wehren? Auch das noch?

Marzelline So bleibe hier stehn!

Jaquino Du hast mir so oft doch versprochen.

Marzelline Versprochen? Nein, das geht zu weit!

(Man pocht.)

Jaquino Zum Henker, das ewige Pochen, zum Henker!

Marzelline So bin ich doch endlich befreit! Das ist ein willkommener Klang, es wurde zu Tode mir bang.

Jaquino Es ward ihr im Ernste schon bang:

wer weiß, ob es mir nicht gelang?

Dialog Rocco (ruft) Jaquino! Jaquino! Marzelline Hörst du, der Vater ruft! Jaquino Lassen wir ihn ein wenig warten. Also, auf unsere Liebe zu kommen – Rocco (ruft wieder) Jaquino! Hörst du nicht?

Jaquino (schreiend) Ich komme schon! (zu Marzelli-

ne) Zwei Minuten! (erneut rufend) Komme schon!

Zweiter Auftritt

Marzelline (allein)

Marzelline Der arme Jaquino! Ich war ihm sonst recht gut, da kam Fidelio in unser Haus. Und seit der Zeit ist alles in mir und um mich verändert.

Nr. 2 Arie

Marzelline O wär’ ich schon mit dir vereint, und dürfte Mann dich nennen!

Marzelline

E allora resta qui!

Jaquino Pure, m’hai sì sovente promesso

Marzelline Promesso? No, si va troppo oltre!

(Bussano.)

Jaquino

Al diavolo questo eterno bussare,

al diavolo!

Marzelline Così son libera alfine! Che bussare benedetto, ero inquieta da morire.

Jaquino Sul serio ormai s’inquietava, forse m’è andata bene.

Dialogo Rocco (chiama) Jaquino! Jaquino! Marzelline Senti, il padre chiama! Jaquino Lasciamolo aspettare un po’. Allora, per tornare al nostro amore – Rocco (chiama di nuovo) Jaquino! Non senti?

Jaquino (gridando) Vengo subito! (a Marzelline) Due minuti! (di nuovo gridando) Vengo!

Scena seconda

Marzelline (sola)

Marzelline Povero Jaquino! Gli sono sempre stata affezionata, poi Fidelio è arrivato in casa nostra, e da allora tutto è cambiato in me e attorno a me.

N. 2 Aria

Marzelline Oh s’io fossi già a te unita e potessi chiamarti mio sposo!

Ma una ragazza, di quanto pensa, può confessarne solo metà. Ma quando non dovrò arrossire per un caldo bacio d’amore, quando niente al mondo ci disturberà –

(Sospira e si porta la mano al petto.)

La speranza già colma il petto

di dolce, inesprimibile voluttà,

come sarò felice!

Nella serena pace domestica

mi sveglio ogni giorno,

ci salutiamo con tenerezza,

l’attività scaccia gli affanni.

E quando il lavoro è finito,

s’appressa la soave notte, e posiamo dalle fatiche.

Terza scena

Marzelline, Rocco, Jaquino

Dialogo Rocco Marzelline, Fidelio non è ancora tornato? Marzelline No, padre. Rocco Dove sarà? Marzelline Certo avrà dovuto aspettare a lungo dal fabbro. Rocco Lo aspetto con impazienza! Marzelline Eccolo! Eccolo!

Quarta scena

Vorige, Leonore (Fidelio/Leonore entra. Appare affaticata. È allo stremo mentre fa per depositare il carico. Rocco la aiuta. Fidelio barcolla sotto il peso.)

Rocco Fidelio, stavolta ti sei caricato trop- po. Leonore Devo ammeterlo, sono sfinito. Il fab- bro aveva già tante cose da aggiustare. Rocco Quanto costa tutto questo?

Ein Mädchen darf ja, was es meint, zur Hälfte nur bekennen. Doch wenn ich nicht erröten muß ob einen warmen Herzenskuß, wenn nichts uns stört auf Erden –

(Sie seufzt und legt die Hand auf die Brust.)

Die Hoffnung schon erfüllt die Brust mit unaussprechlich süßer Lust, wie glücklich will ich werden! In Ruhe stiller Häuslichkeit erwach’ ich jeden Morgen, wir grüßen uns mit Zärtlichkeit, der Fleiß verscheucht die Sorgen. Und ist die Arbeit abgetan, dann schleicht die holde Nacht heran, dann ruh’n wir von Beschwerden.

Dritter Auftritt

Marzelline, Rocco, Jaquino

Dialog Rocco Marzelline! Ist Fidelio noch nicht zurück? Marzelline Nein, Vater. Rocco Wo bleibt er nur? Marzelline Er hat gewiss lange beim Schmied gewartet. Rocco Ich erwarte ihn mit Ungeduld! Marzelline Da ist er ja! Da ist er!

Vierter Auftritt

Vorige, Leonore (Fidelio/Leonore tritt auf. Sie wirkt mitgenommen. Sie ist am Ende, kurz vorm Aufgeben. Rocco hilft ihr. Fidelio taumelt unter der Last.)

Rocco Fidelio, diesmal hast du dir zu viel auf- geladen. Leonore Ich muss gestehen, ich bin erschöpft. Der Schmied hatte auch so lange auszubessern! Rocco Wieviel kostet alles zusammen?

Leonore Hier ist die genaue Rechnung. Rocco Gut! Kluger Junge! Kaufst alles billiger als ich. Leonore Ich tu nur, was mir möglich ist. – Rocco Ja, ja, du bist brav – dein Lohn soll nicht ausbleiben. Leonore Glaubt nicht, dass ich meine Schuldi- gkeit nur des Lohnes wegen – Rocco (unterbricht) Still! – Meinst du, ich kann dir nicht ins Herz sehen?

Nr. 3 Quartett

Marzelline (welche während des Lobes, das Rocco Leonore erteilte, die größte Teilnahme hat blicken lassen und sie mit immer zunehmender Bewegung liebevoll betrachtet hat; für sich)

Mir ist so wunderbar, es engt das Herz mir ein; er liebt mich, es ist klar, ich werde glücklich sein!

Leonore (für sich)

Wie groß ist die Gefahr, wie schwach der Hoffnung Schein! Sie liebt mich, es ist klar, o namenlose Pein!

Rocco (der während dessen wieder auf die Vor- derbühne zurückgekehrt ist; für sich)

Sie liebt ihn, es ist klar, ja, Mädchen, er wird dein! Ein gutes junges Paar, sie werden glücklich sein!

Jaquino (der unter dem Beobachten sich immer mehr genähert hat, auf der Seite und etwas hinter den Übrigen stehend; für sich)

Mir sträubt sich schon das Haar, der Vater willigt ein, mir wird so wunderbar, mir fällt kein Mittel ein!

(Jaquino geht ab am Ende des Quartetts.)

Leonore Ecco la nota precisa. Rocco Bene! Ragazzo intelligente! Compri più a buon mercato di me. Leonore Cerco di fare del mio meglio. – Rocco Sì sì, sei in gamba – il tuo compenso non tarderà a venire. Leonore Non crediate che io faccia il mio dovere solo per il compenso – Rocco (interrompe) Zitto! – Pensi che io non sappia vedere nel tuo cuore?

N. 3 Quartetto

Marzelline (che, durante le lodi che Rocco ha fatto a Leonora, ha mostrato la massima partecipazione e l’ha osservata amorosamente con sempre maggiore emozione; fra sé)

Mi

mi

egli m’ama, chiaro, sarò felice.

è

Leonore (fra sé)

È

Ella m’ama, è chiaro,

o

sento sì strana, si stringe il cuore;

grande davvero il pericolo, debole appare la speranza!

indicibile tormento!

Rocco (che nel frattempo è tornato ancora sul pro- scenio; fra sé)

Ella l’ama, è chiaro. sì, fanciulla, sarà tuo. Una bella, giovane coppia, saranno felici.

Jaquino (che, osservando, s’è avvicinato sempre più, tenendosi da un lato, un po’ dietro gli altri; fra sé)

Mi si rizzano i capelli,

il padre è d’accordo.

Mi sento sì strano,

non trovo più rimedio.

(Jaquino esce alla fine del Quartetto.)

Dialog Rocco Senti Fidelio, anche se non so come e

dove sei venuto al mondo – (si interrompe) – so quel che faccio – io – io ti voglio come mio genero. Marzelline (felice) Lo farai presto, caro pa-

dre?

Rocco (ride) Non appena il Governatore sarà partito per Siviglia. Il giorno dopo la sua partenza, vi unirò! Marzelline Caro padre! Leonore Il giorno dopo la sua partenza? Rocco Dunque, figli miei, vi amate di cuore, non è vero? Ma questo non è tutto quel che serve a un buono e soddisfacente governo della casa; occorre anche – (fa il gesto di contare

denari)

N. 4 Aria

Rocco Se non s’ha dell’oro appresso, non si può esser davvero felici; triste si trascina la vita, sopravvengono gli affanni.

Ma se qualcosa suona e gira in tasca, si tien prigioniero il destino;

e

potenza e amore ti procaccia l’oro

e

placa il più ardito desiderio.

La felicità è tua schiava per danaro,

è una bella cosa, l’oro, preziosa.

Se s’unisce niente con niente, la somma è e resta misera; chi in tavola trova solo amore, dopo pranzo avrà fame ancora. Dunque il fato vi sorrida propizio e benigno

e benedica e accompagni la vostra aspirazione;

in braccio l’amata, l’oro in saccoccia, potete trascorrere molti anni.

(Dopo la fine dell’Aria Leonora si calma e rivela la propria intenzione.)

Dialog Rocco Fidelio, wenn ich auch nicht weiß, wer du bist und wo du herkommst – (unterbricht sich) – ich weiß doch, was ich tue – ich – ich mache dich zu meinem Schwiegersohn. Marzelline (erfreut) Wirst du es bald tun, lieber Vater? Rocco (lacht) So bald der Gouverneur nach Sevil- la gereist sein wird. Den Tag nach seiner Abreise geb ich euch zusammen! Marzelline Lieber Vater! Leonore Den Tag nach seiner Abreise? Rocco Nun, meine Kinder, ihr habt euch doch recht lieb, nicht wahr? Aber das ist noch nicht alles, was zu einer guten Haushaltung gehört;

man braucht auch – (er macht die Gebärde des Geldzählens)

Nr. 4 Arie

Rocco Hat man nicht auch Gold beineben, kann man nicht ganz glücklich sein; traurig schleppt sich fort das Leben, mancher Kummer stellt sich ein. Doch wenn’s in der Taschen fein klingelt und rollt, da hält man das Schicksal gefangen; und Macht und Liebe verschafft dir das Gold und stillet das kühnste Verlangen. Das Glück dient wie ein Knecht für Sold, es ist ein schönes Ding, das Gold. Wenn sich Nichts mit Nichts verbindet, ist und bleibt die Summe klein; wer bei Tisch nur Liebe findet, wird nach Tische hungrig sein. Drum lächle der Zufall euch gnädig und hold, und segne und lenk’ euer Streben, das Liebchen im Arme, im Beutel das Gold, so mögt ihr viel Jahre durchleben.

(Nach Ende der Arie fasst sich Leonore ein Herz und gibt ihre Absicht preis.)

Dialog Leonore Ihr habt schon recht, Meister Rocco; aber ich, ich behaupte, dass die Vereinigung zweier Her- zen das wahre Glücke ist. – Freilich gibt es etwas, was mir nicht weniger kostbar sein würde. Rocco Und was wäre das? Leonore Euer Vertrauen. – Warum erlaubt ihr mir nicht, euch zu begleiten? Rocco Du weißt doch, dass ich Befehl habe, nie- mand zu den Staatsgefangenen zu lassen. Marzelline Du arbeitest dich noch zu Tode, lieber Vater! Leonore Sie hat recht, Meister Rocco. Oft sehe ich euch aus den Gewölben kommen. Ganz ermat- tet. Ganz außer Atem. Marzelline Ja. Rocco Ihr habt ja Recht. Diese schwere Arbeit!

(Leonore dankt ihm mit einer Geste.)

Rocco Unterdessen gibt es ein Gewölbe, in das ich dich wohl nie werde führen dürfen. Marzelline Wo dieser eine Gefangene sitzt? Rocco Erraten. Leonore Ist er schon lange her, dass er gefangen ist? Rocco Zwei Jahre. Leonore Zwei Jahre, sagt ihr? – Er muß ein großer Verbrecher sein. Rocco Oder er muß große Feinde haben. (gehei- mnisvoll) Nun, es kann nicht mehr lange mit ihm dauern. Er wird Bald vor Hunger verrecken Leonore Großer Gott! Marzelline Vater, führe Fidelio nicht zu ihm. Diesen Anblick könnt´ er nicht ertragen. – Leonore Warum denn nicht? Ich habe Mut und Härte!

Nr. 5 Terzett

Dialogo

Leonore Avete ragione mastro Rocco; ma io,

io sostengo che la vera felicità è nell’unione di

due cuori. – A dire il vero vi sarebbe una cosa, che mi è non meno preziosa. Rocco E che sarebbe mai? Leonore La vostra fiducia. – Perché non mi permettete di accompagnarvi? Rocco Eppure sai che ho avuto l’ordine di non lasciare avvicinare nessuno ai prigionieri. Marzelline Tu t’ammazzi di lavoro, caro padre! Leonore Avete ragione, mastro Rocco. Spesso

vi vedo uscire dai sotterranei tutto stanco,

quasi senza fiato. Marzelline Sì. Rocco Avete proprio ragione. Che duro lavoro!

(Leonore lo ringrazia con un cenno.)

Rocco Ma c’è un sotterraneo dove non ti do- vrei mai portare. Marzelline Dove sta il prigioniero? Rocco Indovinato. Leonore È imprigionato da molto? Rocco Due anni. Leonore Due anni, dite? – Dev’essere un gran malfattore. Rocco Oppure deve avere grandi nemici. (con mistero) Ora, non può averne per molto. Morirà presto di fame Leonore Gran Dio!! Marzelline Padre, non portare Fidelio da lui. Non potrebbe sopportare tale vista. – Leonore E perché mai? Ho coraggio e tem- pra!

N. 5 Terzetto

Rocco

Rocco

Gut, Söhnchen, gut, hab’ immer Mut,

Bene, figlio mio, bene, abbi sempre coraggio,

dann wird’s dir auch gelingen;

e

riuscirai;

das Herz wird hart

il

cuore si tempra

affrontando

durch Gegenwart

cose tremende.

bei fürchterlichen Dingen.

Leonore (con forza)

Io ho coraggio! Con sangue freddo m’azzarderò a scender laggiù. Per un grande compenso l’amore può ben sopportare anche grandi dolori.

Marzelline (con tenerezza)

Il tuo buon cuore sopporterà tormenti in queste tombe; poi tomeranno ancora la felicità d’amore e gioie inenarrabili.

Rocco Certo costruirai la tua felicità.

Leonore

Ho fiducia in Dio e nella giustizia.

Marzelline Puoi guardarmi negli occhi,

la forza dell’amore non è certo piccola,

sì, saremo felici!

Leonore

Sì, sarò felice ancora!

Rocco

Sì, sarete felici!

Il governatore oggi deve permettere che tu condivida il mio lavoro.

Leonore

Mi toglierai ogni pace,

se indugi fino a domani.

Marzelline

Sì, buon padre, pregalo oggi,

in breve saremo una coppia.

Leonore (mit Kraft)

Ich habe Mut! Mit kaltem Blut will ich hinab mich wagen. Für hohen Lohn kann Liebe schon auch hohe Leiden tragen.

Marzelline (zärtlich) Dein gutes Herz wird manchen Schmerz in diesen Grüften leiden; dann kehrt zurück der Liebe Glück und unnennbare Freuden.

Rocco Du wirst dein Glück ganz sicher bauen.

Leonore Ich hab’ auf Gott und Recht Vertrauen.

Marzelline Du darfst mir auch in’s Auge schauen; der Liebe Macht ist auch nicht klein, ja, wir werden glücklich sein!

Leonore Ja, ich kann noch glücklich sein!

Rocco Ja, ihr werdet glücklich sein! Der Gouverneur soll heut’ erlauben, daß du mit mir die Arbeit teilst.

Leonore Du wirst mir alle Ruhe rauben, wenn du bis morgen nur verweilst.

Marzelline Ja, guter Vater, bitt’ ihn heute, in Kurzem sind wir dann ein Paar.

Rocco Ich bin ja bald des Grabes Beute; ich brauche Hülf’, es ist ja wahr!

Leonore (für sich)

Wie lang’ bin ich des Kummers Beute! Du, Hoffnung, reichst mir Labung dar!

Marzelline (zärtlich gegen ihren Vater)

Ach, lieber Vater! was fällt euch ein? Lang Freund und Rater müßt ihr uns sein!

Rocco Ormai son preda della tomba, mi serve aiuto, è vero!

Leonore (fra sé) Da quanto sono in preda all’affanno! Tu, speranza mi doni conforto!

Marzelline (con tenerezza, al padre)

Ah, caro padre, che dite mai?

A lungo sarete nostro amico e consigliere!

Rocco

Rocco

Nur auf der Hut, dann geht es gut,

E

ora attenti, andrà tutto bene,

gestillt wird euer Sehnen!

si

placherà il vostro desiderio!

Gebt euch die Hand und schließt das Band

in süßen Freudentränen!

Marzelline O habe Mut! O welche Glut, o welch ein tiefes Sehnen!

Ein festes Band mit Herz und Hand!

O süße, süße Tränen!

Leonore Ihr seid so gut, ihr macht mir Mut, gestillt wird bald mein Sehnen!

(für sich)

Ich gab die Hand zum süßen Band,

es kostet bitt’re Tränen!

Datevi la mano e stringete il legame con dolci lacrime di gioia!

Marzelline Oh abbi coraggio! Oh quale ardore! Oh qual profondo desiderio! Un saldo legame di cuori e mani! Oh dolci, dolci lacrime di gioia!

Leonore Siete così buono, mi date coraggio, presto si placherà il mio desiderio!

(fra sé)

Ho dato la mia mano per un dolce legame, che costerà amare lacrime.

Nr. 6 Marsch

N. 6 Marcia

Fünfter Auftritt

Scena quinta

Rocco, Pizarro, Offiziere, Soldaten (Pizzarro sitzt im Rollstuhl und spricht seinen Offizier an.)

Dialog Pizarro Hauptmann! Drei Mann auf den Turm! Zwölf Mann Tag und Nacht an die Zugbrücke! Jedermann, der sich der Festung nähert, werde sogleich vor mich gebracht!

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Rocco, Pizarro, Ufficiali, Soldati (Pizzarro, in una sedia a rotelle, parla al suo ufficiale.)

Dialogo Pizarro Capitano! Tre uomini sulla torre! Do- dici uomini giorno e notte sul ponte levatoio! Chiunque si avvicini alla fortezza sia portato immediatamente davanti a me!

(L’ufficiale saluta e se ne va. Pizarro si rivolge a Rocco.)

Pizarro C’è qualche novità? Rocco No, signore! Pizarro Dove sono i dispacci? Rocco Eccoli.

Pizarro (apre le lettere e le scorre) Sempre racco- mandazioni o lamentele. (si sofferma su una busta.)

Cosa vedo? Mi sembra di conoscere questa

scrittura! (Apre la busta. Legge)

“Le dò notizia che il Ministro è venuto a co- noscenza del fatto che le Prigioni di Stato cui Ella sovrintende ospitano numerose vittime di dispotica violenza. Domani il Ministro partirà per sorprenderLa con un inchiesta.”

(Fa cadere il foglio.)

Dio, se scoprisse che ho gettato in catene que- sto Florestano ch’egli crede morto da tempo! Eppure c’è un mezzo! un gesto audace!!

N. 7 Aria con Coro

Pizarro Ah! Quale istante! Placherò la mia vendetta! Ti chiama il tuo destino! Frugare nel suo cuore, o voluttà, o gran piacere! In preda allo scherno, già ero quasi disteso nella polvere. Ora tocca a me assassinare l’assassino, nella sua ultima ora, col ferro nella sua ferita, gridargli ancora all’orecchio:

Trionfo! La vittoria è mia!

La Guardia Egli parla di morte e ferita, ora via, alla vostra ronda!

(Offizier salutiert und geht ab. Pizarro wendet sich an Rocco.)

Pizarro Was Neues? Rocco Nein, Herr! Pizarro Wo sind die Depeschen? Rocco Hier sind sie.

Pizarro (öffnet die Papiere und geht sie durch)

Immer Empfehlungen oder Vorwürfe. (Pizarro

hält bei einem Kuvert inne.) Was seh’ ich? Mich

duenkt, ich kenne diese Schrift! (Er öffnet das

Kuvert. Liest)

“Ich gebe Ihnen Nachricht, dass der Minister in Erfahrung gebracht hat, dass die Staatsgefängnis- se, denen Sie vorstehen, mehrere Opfer willkürli- cher Gewalt enthalten. Er reist morgen ab, um Sie mit einer Untersuchung zu überraschen.”

(Pizarro lässt das Papier sinken.)

Gott, wenn er entdeckte, dass ich diesen Florestan in Ketten liegen habe, den er längst tot glaubt! – Doch es gibt ein Mittel! Eine kühne Tat!!

Nr. 7 Arie mit Chor

Pizarro Ha! welch ein Augenblick! Die Rache werd’ ich kühlen! Dich rufet dein Geschick! In seinem Herzen wühlen, o Wonne, großes Glück! Schon war ich nah’, im Staube, dem lauten Spott zum Raube, dahingestreckt zu sein. Nun ist es mir geworden, den Mörder selbst zu morden, in seiner letzen Stunde, den Stahl in seiner Wunde, ihm noch ins Ohr zu schrein:

Triumph! Der Sieg ist mein!

Die Wache (halblaut unter sich)

Er spricht von Tod und Wunde, nun fort auf unsre Runde!

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Wie wichtig muß es sein! Wacht scharf auf eurer Runde!

Dialog

Dev’essere una cosa importante! Attenti, vegliate nella vostra ronda!

Dialogo

Pizarro (ruft den Offizier seiner Schildwache

Pizarro (chiama a sé l’ufficiale della Guardia.) Ca-

zu sich.) Hauptmann! Besteigen Sie mit einem Trompeter den Turm. – Sehen Sie mit der größten Achtsamkeit auf die Straßen von Sevilla. – Sobald Sie einen Wagen sehen, lassen Sie ein Signal geben! Augenblicklich ein Signal, verstehen Sie?

pitano! Salga sulla torre con un trombettiere. – Controlli con la massima attenzione la stra- da di Siviglia. – Appena avvista una carrozza ordini di dare un segnale! Comprende? Un segnale all’istante!

(Der Offizier nickt.) Sie haften mir mit Ihrem Kopf

(L’ufficiale annuisce.) Me ne risponderà con la

dafür! (Der Hauptmann salutiert.) Fort, auf Eure

testa! (Il capitano saluta.) Su, ai vostri posti! (Il

Posten! (Der Hauptmann geht mit der Schildwache

capitano se ne va con la Guardia. Pizarro si rivolge a

ab. Pizzarro wendet sich an Rocco) Rocco!

Rocco) Rocco!

Rocco Herr!

Rocco Signore!

Nr. 8 Duett

Pizarro Jetzt, Alter, jetzt hat es Eile! Dir wird ein Glück zu Teile, du wirst ein reicher Mann,

(Wirft ihm einen Beutel zu.)

das geb’ ich nur daran.

Rocco So sagt doch nur in Eile, womit ich dienen kann.

Pizarro Du bist von kaltem Blute, von unverzagtem Mute durch langen Dienst geworden.

Rocco Was soll ich? Redet, redet!

N. 8 Duetto

Pizarro Adesso, vecchio, v’è premura! Avrai una fortuna, sarai un uomo ricco,

(Gli getta una borsa)

eccoti intanto questa!

Rocco Ma ditemi soltanto in che posso servirvi.

Pizarro Tu possiedi sangue freddo, coraggio impavido, dopo sì lungo servizio.

Rocco Che devo fare? Dite, dite!

Pizarro

Pizarro

Morden!

Uccidere!

Rocco (erschreckt)

Rocco (atterrito)

Wie?

Che?

Pizarro

Pizarro

Höre mich nur an!

Ascoltami bene!

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Tu tremi? Sei un uomo?

Non dobbiamo indugiare; importa allo Stato toglier di mezzo

il suddito malvagio.

Rocco

Oh

Pizarro

Esiti ancora?

(fra sé)

Non deve più vivere,

altrimenti per me è finita. Pizarro dovrebbe tremare?

Tu soccombi - io resterò.

Rocco

Mi sento tremare le membra,

come potrei reggere? Io non gli tolgo la vita, accada quel che accada. No, signore, togliere la vita non è il mio dovere.

Pizarro M’adatterò io stesso se a te manca il coraggio. Ora affrèttati rapido e con animo laggiù da quell’uomo, tu sai, tu sai

Rocco Che appena vive,

e s’agita come un’ombra?

Pizarro (con ghigno feroce)

Da lui, da lui laggiù!

Io aspetto lì vicino, tu scavi nella cisterna rapido una fossa.

Rocco

E poi? e poi?

signore!

Du bebst? bist du ein Mann? – Wir dürfen gar nicht säumen, dem Staate liegt daran, den bösen Untertan schnell aus dem Weg zu räumen.

Rocco

O

Herr!

Pizarro Du stehst noch an?

(für sich)

Er darf nicht länger leben, sonst ist’s um mich gescheh’n. Pizarro sollte beben? Du fällst, ich werde steh’n.

Rocco Die Glieder fühl’ ich beben, wie könnt’ ich das besteh’n? Ich nehm’ ihm nicht das Leben, mag, was da will, gescheh’n. Nein, Herr, das Leben nehmen, das ist nicht meine Pflicht.

Pizarro

Ich will mich selbst bequemen, wenn dir’s an Mut gebricht. Nun eile rasch und munter

zu jenem Mann hinunter, du weißt, du weißt –

Rocco Der kaum mehr lebt, und wie ein Schatten schwebt?

Pizarro (mit Grimm)

Zu dem, zu dem hinab! Ich wart’ in kleiner Ferne, du gräbst in der Cisterne sehr schnell ein Grab.

Rocco Und dann? und dann?

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Pizarro Dann werd’ ich selbst vermummt mich in den Kerker schleichen:

(Er zeigt den Dolch.)

ein Stoß – und er verstummt!

Rocco Verhungernd in den Ketten, ertrug er lange Pein. Ihn töten heißt ihn retten, der Dolch wird ihn befrei’n.

Pizarro Er sterb’ in seinen Ketten, zu kurz war seine Pein! Sein Tod nur kann mich retten, dann werd’ ich ruhig sein. Jetzt, Alter, jetzt hat es Eile! Hast du mich verstanden? Du giebst ein Zeichen; dann werd’ ich selbst vermummt mich in den Kerker schleichen:

ein Stoß – und er verstummt!

(Ab gegen den Garten, Rocco folgt ihm.)

Sechster Aufritt

Leonore (allein) (Sie tritt in heftiger innerer Bewegung von der andern Seite auf und sieht den Abgehenden mit steigender Unruhe nach.)

Nr. 9 Rezitativ und Arie

Leonore Abscheulicher! wo eilst du hin? Was hast du vor – in wildem Grimme? Des Mitleids Ruf, der Menschheit Stimme, –

(heftig)

rührt nichts mehr deinen Tigersinn? Doch toben auch wie Meereswogen dir in der Seele Zorn und Wut, so leuchtet mir ein Farbenbogen, der hell auf dunkeln Wolken ruht;

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Pizarro Poi io stesso mascherato penetrerò nel carcere:

(mostra il pugnale)

un colpo, ed è spacciato!

Rocco Affamato e in catene sopportò lunga pena, ucciderlo è come salvarlo, il pugnale lo libererà.

Pizarro Muoia nelle sue catene, troppo breve fu la sua pena! Solo la sua morte mi può salvare, poi sarò tranquillo. Adesso, vecchio, adesso v’è premura! M’hai compreso? Tu dài un segnale! Poi io stesso, mascherato, penetrerò nel carcere:

un colpo, ed è spacciato!

(esce verso il giardino, Rocco lo segue.)

Scena sesta

Leonore (sola) (Entra dall’altro lato estremamente agitata e segue con lo sguardo e con crescente inquietudine i due che s’allontanano.)

N. 9 Recitativo e Aria

Leonore Scellerato! Dove t’affretti? Che mediti con selvaggio furore? Il richiamo della pietà, la voce dell’umanità –

(con ferocia)

non toccano più il tuo cuore di tigre? Ma se, come i marosi, imperversano nella tua anima rabbia e furore, per me riluce un’iride che posa luminosa su cupe nubi;

riluce così serena e pacifica, specchio di tempi antichi,

e ancora il mio sangue fluisce placato. Vieni, speranza, non far impallidire l’ultima stella a me affranta!

O vieni, illumina la mia meta, pur sì lontana,

l’amore la raggiungerà,

Seguo l’impulso interiore,

Der blickt so still, so friedlich nieder, der spiegelt alte Zeiten wieder, und neu besänftigt wallt mein Blut. Komm, Hoffnung, laß den letzten Stern der Müden nicht erbleichen!

O komm, erhell’ mein Ziel, sei’s noch so fern,

die Liebe, sie wird’s erreichen.

Ich folg’ dem innern Triebe,

io

non vacillo,

ich wanke nicht,

mi

dà forza il dovere

mich stärkt die Pflicht

d’un fedele amore di sposa!

der treuen Gattenliebe.

O tu, per cui tutto sopportai,

possa io penetrare là

dove la malvagità ti tiene in catene,

e portarti dolce conforto!

(Esce verso il giardino.)

Scena settima

Marzelline, Jaquino (Marzelline e Jaquino entrano in scena, discutendo.)

Dialogo Jaquino Ma, Marzelline. Marzelline Non una parola! Jaquino Chi l’avrebbe mai detto quando mi – Marzelline Non una sillaba! Jaquino Prima ero il caro Jaquino, ma da quando questo Fidelio –

Marzelline (interrompendolo con vivacità) Fidelio

mi attira molto di più!

Jaquino Questo vagabondo, che il padre ha raccolto solo per pietà, che – che – Marzelline Che però io sposerò!

Scena ottava

Detti, Rocco, Leonore.

(Entra Rocco.)

Dialogo

Rocco (interrompe la figlia) Ma che avete da

O du, für den ich alles trug, könnt’ ich zur Stelle dringen, wo Bosheit dich in Fesseln schlug, und süßen Trost dir bringen!

(Ab gegen den Garten.)

Siebenter Auftritt

Marzelline, Jaquino (Marzelline und Jaquino betretend streitend die Bühne.)

Dialog Jaquino Aber Marzelline. Marzelline Kein Wort! Jaquino Wer das gesagt hätte, als ich mir – Marzelline Keine Silbe mehr! Jaquino Früher, da war ich der liebe Jaquino, aber seit dieser Fidelio – Marzelline (unterbricht ihn erneut) Fidelio zieht mich weit mehr an! Jaquino Dieser dahergelaufene Kerl, den der Vater aus bloßem Mitleid aufgelesen hat, den – den – Marzelline Den ich doch heiraten werde!

Achter Aufritt

Die Vorigen, Rocco, Leonore. (Rocco tritt auf.)

Dialog

Rocco (unterbricht seine Tochter) Was habt ihr

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denn beide wieder zu zanken? Marzelline Vater, er laeuft mich staendig nach. Rocco Warum? Marzelline Er will, dass ich ihn heirate.

Rocco (blickt lachend auf Jaquino) Nein, Jaqui-

no, von deiner Heirat ist jetzt keine Rede; mich beschäftigen andere Absichten.

(Sie erblickt Fidelio, der nun nach vorne tritt.)

Leonore Vater Rocco, ihr verspracht schon oft die Gefangenen in den Garten zu lassen. – Ihr habt es immer verschoben. Und heute ist das Wetter so schön. Marzelline Ja. Rocco Ohne Erlaubnis des Gouverneurs? Leonore Aber Ihr spracht so lange mit ihm. Viel- leicht solltet ihr ihm einen Gefallen tun. Rocco Einen Gefallen? Leonore Dann wird er es so genau nicht nehmen. Rocco Du hast recht. Auf diese Gefahr kann ich

es wagen. Wohl denn, öffnet die leichteren Gefän-

gnisse. Ich gehe zu Pizarro und halte ihn zurück.

Neunter Aufritt

Die Vorigen, Chor der Gefangenen (Während des Ritornells kommen die Gefangenen nach und nach auf die Bühne.)

Nr. 10 Finale

litigare voi due? Marzelline Padre, mi perseguita sempre. Rocco Perché? Marzelline Vuole che lo sposi.

Rocco (guarda Jaquino sorridendo) No, Jaquino,

non si parli per ora del tuo matrimonio; ho ben altri pensieri per la testa.

(Guarda Fidelio che sta giungendo da dietro.)

Leonore Padre Rocco, avete spesso promesso

di far uscire i prigionieri in giardino. – Ma

avete sempre rimandato. Oggi il tempo è così bello. Marzelline Sì. Rocco Senza il permesso del Governatore? Leonore Eppure avete parlato a lungo con lui. Forse dovreste fargli un favore. Rocco Un favore? Leonore Non sarà più tanto pignolo. Rocco Hai ragione. Posso correre questo ri-

schio. Ebbene, aprite le celle del pianterreno.

Io però vado da Pizarro e lo trattengo.

Nona scena

Detti, Coro dei Prigionieri (Durante il ritornello, i Prigionieri, pochi alla volta, vengono in scena.)

N. 10 Finale

Die Gefangenen

I

Prigionieri

O

welche Lust, in freier Luft

O

qual piacere, all’aria aperta

den Atem leicht zu heben! Nur hier, nur hier ist Leben, der Kerker eine Gruft!

respirare in libertà! Solo qui, solo qui è vita, il carcere è una tomba.

Erster Gefangener Wir wollen mit Vertrauen auf Gottes Hilfe bauen, die Hoffnung flüstert sanft mir zu:

Wir werden frei, wir finden Ruh’.

Primo prigioniero Fiduciosi vogliamo sperare nell’aiuto di Dio,

la speranza mi sussurra dolcemente:

saremo liberi, troveremo pace,

Die Gefangenen (jeder für sich)

I

Prigionieri (ognuno fra sé)

O

Himmel! Rettung! welch’ ein Glück!

O

cielo! Salvezza! Qual gioia!

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O libertà, tu ritorni?

(Un ufficiale compare sul muro e dopo una breve ispezione si allontana.)

Secondo Prigioniero Parlate piano! Frenatevi! Orecchi e sguardi ci spiano.

(Prima che il coro sia completamente finito, Rocco compare sul fondo della scena e parla pressantemente con Leonore. I prigionieri si allontanano nel giardino; Rocco e Leonore si avvicinano al proscenio.)

Scena decima

Rocco, Leonore

Leonore Su, parlate: com’è andata?

Rocco

Molto bene, molto bene!

Mi son fatto coraggio

e gli ho esposto ogni cosa; immagineresti mai

che risposta m’ha dato? Permetterà le nozze, e che tu m’aiuti;

fin d’oggi ti guiderò giù nel carcere.

Leonore (prorompendo)

Fin d’oggi? fin d’oggi?

O che fortuna! o che gioia!

O Freiheit, kehrst du zurück?

(Hier erscheint ein Offizier auf dem Walle und entfernt sich wieder.)

Zweiter Gefangener Sprecht leise, haltet euch zurück! Wir sind belauscht mit Ohr und Blick!

(Ehe der Chor noch ganz geendet ist, erscheint Rocco im Hintergrunde der Bühne, und redet angelegentlich mit Leonore. Die Gefangenen entfernen sich in den Garten; Rocco und Leonore nähern sich der Vorderbühne.)

Zehnter Aufritt

Rocco, Leonore

Leonore Nun sprecht, wie ging’s?

Rocco Recht gut, recht gut! Zusammen rafft’ ich meinen Mut und trug ihm alles vor; und sollt’st du’s glauben, was er zur Antwort mir gab? Die Heirat, und daß du mir hilfst, will er erlauben; noch heute führ’ ich in den Kerker dich hinab.

Leonore (ausbrechend)

Noch heute, noch heute?

O welch’ ein Glück, o welche Wonne!

Rocco Vedo la tua gioia! Ma un momento ancora, poi andremo entrambi –

Rocco Ich sehe deine Freude! Nur noch ein Augenblick, dann gehen wir schon Beide –

Leonore

Leonore

Dove? dove?

Wohin, wohin?

Rocco

Rocco

– giù da quell’uomo,

– zu jenem Mann hinab,

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dem ich seit vielen Wochen stets weniger zu essen gab.

cui da molte settimane ho dato sempre meno cibo.

Leonore Ha! wird er losgesprochen?

Leonore Ah, verrà assolto?

Rocco

Rocco

O nein!

O no!

Leonore So sprich, so sprich!

Leonore Parla allora, parla!

Rocco

Rocco

O nein, o nein!

O no! o no!

(geheimnißvoll)

(con mistero)

Wir müssen ihn, doch wie? – befrei’n! Er muß in einer Stunde den Finger auf dem Munde von uns begraben sein.

Leonore So ist er tot?

Rocco Noch nicht, noch nicht!

Leonore (zurückfahrend)

Ist ihn zu töten deine Pflich?

Rocco Nein, guter Junge, zitt’re nicht, zum Morden dingt sich Rocco nicht, nein! Der Gouverneur kommt selbst hinab, wir beide graben nur das Grab.

Leonore (bei Seite)

Vielleicht das Grab des Gatten graben? Was kann fürchterlicher sein! Was!

Rocco Ich darf ihn nicht mit Speise laben, ihm wird im Grabe besser sein.

Wir müssen gleich zu Werke schreiten, du mußt mir helfen, mich begleiten, hart ist des Kerkermeisters Brot.

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Lo dobbiamo, come dire? Deve entro un’ora – acqua in bocca – esser da noi sepolto.

Leonore

È morto allora?

Rocco Non ancora, non ancora!

Leonore (sempre indagando)

liberare.

Ucciderlo è tuo dovere?

Rocco No, buon giovane, non tremare:

Rocco non è prezzolato per uccidere, no, no!

Il governatore viene laggiù in persona:

noi due scaviamo soltanto la fossa.

Leonore (a parte)

Scavare forse la fossa del marito:

che può esserci di più terribile? Che?

Rocco Non devo più sostenerlo col cibo:

egli starà meglio nella fossa.

Dobbiamo porci subito all’opera:

tu mi devi aiutare, accompagnare;

duro è il pane del capocarceriere.

Leonore

Ti seguo, fosse sino alla morte.

Rocco Nella cisterna in rovina prepariamo facilmente lo scavo. Credimi, non lo faccio volentieri:

anche per te è raccapricciante, mi sembra.

Leonore

È che non ci sono ancora abituato.

Rocco

Te l’avrei volentieri risparmiato,

ma sarebbe troppo pesante per me solo, e il nostro padrone è così severo.

Leonore (fra sé)

O che dolore!

Rocco (fra sé)

Mi pare che pianga.

(ad alta voce)

No, tu resti qui, vado io solo.

Leonore (aggrappandosi a lui con tenerezza)

O no, o no,

devo vederlo, vedere il misero, dovessi anch’io perire!

Leonore e Rocco

E allora non più indugi:

compiamo il nostro duro dovere.

Scena undicesima

Leonore Ich folge dir, wär’s in den Tod.

Rocco

In der zerfallenen Zisterne

bereiten wir die Grube leicht; ich tu’ es, glaube mir, nicht gerne; auch dir ist schaurig, wie mich deucht?

Leonore Ich bin es nur noch nicht gewohnt.

Rocco Ich hätte gerne dich verschont, doch wird es mir allein zu schwer, und gar so streng ist unser Herr.

Leonore (für sich)

O welch’ ein Schmerz!

Rocco (für sich)

Mir scheint, er weine.

(laut)

Nein, du bleibst hier, – ich geh’ alleine.

Leonore (innig sich an ihn klammernd)

O nein, o nein!

Ich muß ihn sehn, den Armen sehen, und müßt ich selbst zu Grunde gehen!

Leonore und Rocco So säumen wir nun länger nicht, wir folgen unsrer strengen Pflicht.

Elfter Auftritt

Detti, Jaquino e Marzelline Marzelline (entra precipitosamente, senza fiato)

Vorige, Jaquino und Marzelline Marzelline (atemlos hereinstürzend)

Ah, padre, affrettatevi!

Ach, Vater, Vater, eilt!

Rocco Ma che ti succede?

Rocco Was hast du denn?

Jaquino Non più indugi!

Jaquino Nicht länger weilt!

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Rocco Was ist geschehn?

Rocco Che è avvenuto?

Marzelline Voll Zorn folgt mir.

Marzelline Pieno d’ira mi segue.

Pizarro

Pizarro

Nach, er drohet dir!

Ti minaccia!

Jaquino Nicht länger weilt!

Jaquino Non più indugi!

Rocco

Rocco

Gemach, gemach!

Calma, calma!

Leonore So eilet fort!

Leonore Partite in fretta!

Rocco Nur noch dies Wort: sprich, weiß er schon?

Jaquino Ja, er weiß es schon.

Marzelline Der Offizier sagt’ ihm, was wir jetzt den Gefangenen gewähren.

Rocco Laßt alle schnell zurücke kehren!

(Jaquino ab in den Garten.)

Marzelline Ihr wißt ja, wie er tobet, und kennet seine Wut.

Leonore Wie mir’s im Innern tobet, empöret ist mein Blut!

Rocco Mein Herz hat mich gelobet, sei der Tyrann in Wut!

(Marzelline eilt Jaquino nach.)

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Rocco Solo una parola ancora: parla, sa già tutto?

Jaquino Sì, già lo sa.

Marzelline L’ufficiale gli ha riferito quel che ora concediamo ai prigionieri.

Rocco Fateli rientrare tutti rapidamente!

(Jaquino va nel giardino.)

Marzelline

Voi già sapete come s’infuria,

e conoscete la sua collera.

Leonore

Come infuria il mio cuore,

il mio sangue ribolle!

Rocco Il mio cuore mi ha approvato:

sia pure in collera il tiranno!

(Marcellina s’affretta dietro Jaquino.)

Scena dodicesima

Detti, Pizarro, due Ufficiali, Guardie

Pizarro

Vecchio audace, quali diritti

ti attribuisci temerario?

Tocca forse al servo stipendiato conceder libertà ai prigionieri?

Rocco (con imbarazzo)

Zwölfter Auftritt

Die Vorigen, Pizarro, zwei Offiziere, Wachen

Pizarro Verweg’ner Alter, welche Rechte legst du dir frevelnd selber bei? Und ziemt es dem gedung’nen Knechte, zu geben die Gefang’nen frei?

Rocco (verlegen)

O

signore!

O Herr!

Pizarro

Pizarro

Allora, allora!

Wohlan, wohlan!

Rocco (cercando una scusa)

Rocco (eine Entschuldigung suchend)

Il

sopraggiungere della primavera,

Des Frühlings Kommen,

la

luminosa, calda luce del sole,

das heit’re warme Sonnenlicht,

poi – (riprendendosi)

avete ben considerato quanto parla a mio favore?

(togliendosi il berretto)

Oggi è l’onomastico del re:

noi lo festeggiamo in tal modo.

(in segreto, a Pizarro)

Quello laggiù muore, lasciate che gli altri ora passeggino lieti avanti e indietro; solo per quello si riservi la collera.

Pizarro (sottovoce)

Allora affrèttati a scavargli la fossa:

là troverò pace e serenità.

Rinchiudi di nuovo i prigionieri, non permetterti più tanta audacia!

Scena tredicesima

Detti, Marzelline, Jaquino, i Prigionieri I prigionieri (dal giardino)

Addio, calda luce del sole,

tu presto ci abbandonerai!

Già scende quaggiù la notte, da cui non sorgerà sì presto il mattino!

dann – (sich fassend)

habt ihr wohl in Acht genommen, was sonst zu meinem Vorteil spricht?

(die Mütze abnehmend)

Des Königs Namensfest ist heute, das feiern wir auf solche Art.

(geheim zu Pizarro)

Der unten stirbt, – doch laßt die Andern jetzt fröhlich hin und wieder wandern; für Jenen sei der Zorn gespart!

Pizarro (leise) So eile, ihm sein Grab zu graben, hier will ich stille Ruhe haben. Schließ’ die Gefang’nen wieder ein, mögst du nie mehr verwegen sein!

Dreizehnter Auftritt

Die Vorigen, Marzelline, Jaquino, die Gefangenen Die Gefangenen (aus dem Garten)

Leb’ wohl, du warmes Sonnenlicht, schnell schwindest du uns wieder! Schon sinkt die Nacht hernieder, aus der so bald kein Morgen bricht!

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Marzelline (die Gefangenen betrachtend)

Wie eilten sie zum Sonnenlicht, und scheiden traurig wieder!

(für sich)

Die Andern murmeln nieder, hier wohnt die Lust, die Freude nicht!

Leonore (zu den Gefangenen)

Ihr hört das Wort, drum zögert nicht, kehrt in den Kerker wieder!

(für sich)

Angst rinnt durch meine Glieder; ereilt den Frevler kein Gericht?

Jaquino (zu den Gefangenen)

Ihr hört das Wort, drum zögert nicht, kehrt in den Kerker wieder!

(für sich, Rocco und Leonore betrachtend)

Sie sinnen auf und nieder! Könnt’ ich versteh’n, was Jeder spricht!

Pizarro Nun, Rocco, zög’re länger nicht, steig’ in den Kerker nieder!

(leise)

Nicht eher kehrst du wieder, bis ich vollzogen das Gericht!

Rocco Nein, Herr, ich zög’re länger nicht, ich steige eilend nieder!

(für sich)

Mir beben meine Glieder; o unglückselig harte Pflicht!

(Die Gefangenen gehen in ihre Zellen, die Leonore und Jaquino verschließen.)

Ende des ersten Aufzuge

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Marzelline (osservando i prigionieri)

Come son corsi verso la luce del sole,

e tristi di nuovo se ne allontanano!

(fra sé)

Gli altri mormorano nel discendere, qui non dimorano né il piacere né la gioia.

Leonore (ai prigionieri)

Sentite l’ordine, quindi non indugiate, ritornate nel carcere!

(fra sé)

Angoscia scorre nelle mie membra; nessuna giustizia colpisce il malvagio?

Jaquino (ai prigionieri)

Sentite l’ordine, quindi non indugiate, ritornate nel carcere!

(fra sé, osservando Rocco e Leonore)

Ha ciascuno i suoi pensieri! Potessi capire quel che si dicono!

Pizarro Ora, Rocco, non più indugi, scendi giù nel carcere!

(a bassa voce)

Non tornerai indietro prima ch’io abbia eseguito la sentenza.

Rocco No, signore, non più indugi, scendo giù rapidamente!

(fra sé)

Tremano le mie membra;

o duro, sciagurato dovere!

(I prigionieri vanno nelle loro celle, che vengono

rinchiuse da Leonora e Jaquino.)

Fine dell’Atto primo

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ATTO SECONDO

La scena rappresenta un oscuro carcere sotterraneo.

A sinistra degli spettatori v’è una cisterna ricoperta di

pietre e calcinacci; sul fondo vi sono numerose aperture nel muro munite d’inferriate, attraverso le quali si scorgono i gradini di una scala che scende dall’alto

verso il basso. A destra gli ultimi gradini e la porta che

si apre sulla prigione. Arde una lampada.

Scena prima

Florestan (solo) (È seduto su una pietra; attorno al corpo ha una lunga catena, la cui estremità è assicurata al muro.)

N. 11 Introduzione e Aria

Florestan

Dio! Qual buio qui!

O orribile silenzio!

Deserto è tutt’intorno a me:

nulla vive oltre a me.

O severa prova!

Ma giusta è la volontà di Dio! Non mi lamento:

Tu stabilisci la misura delle sofferenze. Nei giorni di primavera della vita

la felicità è volata via da me;

Osai dire con coraggio la verità,

e le catene son la mia ricompensa. Docile sopporto ogni dolore, finisco misero il mio cammino; dolce conforto nel mio cuore:

ho fatto il mio dovere!

(con un’esaltazione al limite della follia, ma tuttavia serena)

Forse non sento un’aria soave,

ZWEITER AUFZUG

Das Theater stellt einen unterirdischen dunkeln Kerker vor. Den Zuschauern links ist eine mit Steinen und Schutt bedeckte Zisterne; im Hintergrunde sind mehrere mit Gitterwerk verwahrte Öffnungen in der Mauer, durch welche man die Stufen einer von der Höhe herunterführenden Treppe sieht. Rechts die letzten Stufen und die Tür in das Gefängniß. Eine Lampe brennt.

Erster Aufritt

Florestan (allein) (Er sitzt auf einem Steine, um den Leib hat er eine lange Kette, deren Ende in der Mauer befestigt ist.)

Nr. 11 Introduktion und Arie

Florestan

Gott! welch’ Dunkel hier!

O grauenvolle Stille!

Öd’ ist es um mich her:

Nichts lebet außer mir.

O schwere Prüfung!

Doch gerecht ist Gottes Wille! Ich murre nicht:

das Maß der Leiden steht bei dir. In des Lebens Frühlingstagen ist das Glück von mir gefloh’n; Wahrheit wagt’ ich kühn zu sagen, und die Ketten sind mein Lohn. Willig duld’ ich alle Schmerzen, ende schmählich meine Bahn; süßer Trost in meinem Herzen:

meine Pflicht hab’ ich getan!

(in einer an Wahnsinn grenzenden, jedoch ruhigen Begeisterung)

Und spür’ ich nicht linde,

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sanft säuselnde Luft? und ist nicht mein Grab mir erhellet? Ich seh’, wie ein Engel im rosigen Duft sich tröstend zur Seite mir stellet, ein Engel, Leonoren, der Gattin so gleich, der führt mich zur Freiheit in’s himmlische [Reich.

(Er sinkt erschöpft von der letzten Gemütsbewegung auf den Felsensitz nieder, seine Hände verhüllen sein Gesicht.)

Zweiter Auftritt

Rocco, Leonore, Florestan (Die beiden Ersten, die man bei dem Schein einer Laterne die Treppe herabsteigen sah, tragen einen Krug und Werkzeuge zum Graben. Die Hintertür öffnet sich und das Theater erhellt sich zur Hälfte.)

Nr. 12 Melodram und Duett

Leonore Wie kalt ist es in diesem unterirdischen Gewölbe! Rocco Das ist natürlich, es ist ja sehr tief. Leonore Ich glaubte schon, wir würden den Eingang gar nicht finden.

Rocco (sich nach Florestans Seite wendend) Da

ist er.

Leonore (mir gebrochener Stimme, indem sie dem Gefangenen zu erkennen sucht) Er scheint ganz ohne

Bewegung. Rocco Vielleicht ist er tot.

Leonore (schaudernd) Tot?! (Florestan macht eine Bewegung.)

Rocco Nein, nein, er schläft. – Das müssen wir benützen und gleich ans Werk gehen. Wir haben keine Zeit zu verlieren. Leonore (beiseite) Es ist unmöglich, seine Züge zu unterscheiden. – Gott, steh mir bei, wenn er es ist!

Rocco (setzt seine Lanterne auf die Trümmer) Hier,

unter diesen Trümmern, ist die Zisterne von der ich dir gesagt habe. – Wir brauchen nicht viel zu graben

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che sussurra dolcemente?

E non s’illumina la mia tomba?

Vedo come un angelo in rosea fragranza posarsi consolatore al mio fianco, un angelo, così simile a Leonore,

la sposa che mi guida alla libertà nel regno dei [cieli.

(S’accascia sul sedile di pietra, sfinito dalle ultime emozioni; le sue mani nascondono il volto.)

Scena seconda

Rocco, Leonore, Florestan (Entrambi, che attraverso le aperture si son visti scendere alla luce d’una lanterna, portano una brocca e arnesi da scavo. Si apre la porta di fondo e la scena s’illumina a metà.)

N. 12 Melologo e Duetto

Leonore Com’è freddo in questa vòlta sot- terranea! Rocco Naturale, è così profonda! Leonore Ormai credevo che non ne avremmo più trovato l’entrata.

Rocco (volgendosi verso la parte di Florestan) Ec-

colo. Leonore (con voce spezzata, mentre tenta di riconoscere il prigioniero) Sembra che non si muova più. Rocco Forse è morto.

Leonore (con un brivido) Morto?! (Florestan fa un movimento.)

Rocco No, no, dorme. – Dobbiamo approfit- tarne, e metterci subito all’opera: non abbia- mo tempo da perdere. Leonore (a parte) È impossibile distinguere i suoi lineamenti. – Dio m’assista, se è lui!

Rocco (posa lo suo lanterna sopra le macerie) Qui,

sotto queste macerie, c’è la cisterna di cui t’ho parlato. – Non ci occorre scavare molto per

giungere all’apertura. Dammi una pala, e tu

mettiti qui! (Scende nell’apertura fino alla cintola, depone la brocca e posa il mazzo di chiavi acconto a sé. Leonore sta sull’orlo e gli porge lo pala.) Tu tremi:

hai paura?

Leonore (con forzata sicurezza di voce) O no, solo

che è tanto freddo. Rocco (rapido) E allora su, ti scalderai di certo

lavorando. (Già durante il ritornello, Rocco comincia a lavorare; frattanto Leonore approfitta dei momenti in cui Rocco si piega, per osservare il prigioniero.)

Rocco (durante il lavoro, a mezza voce)

Lesti su, or presto scaviamo, fra non molto egli sarà qui.

Leonore (anch’essa lavorando)

Non dovete lamentarvi, sarete certo soddisfatto di me.

Rocco (cercando di sollevare una grossa pietra da dove era franata)

Vieni, aiutami a sollevare questa pietra, Attento! Attento! È pesante!

Leonore (lo aiuta)

V’aiuto subito - non vi preoccupate; ce la metterò tutta.

um an die Öffnung zu kommen. Du gib mir eine Haue

und stelle dich hierher. (Er steigt bis an den Gürtel in die Höhlung hinab, stellt den Krug und legt das Bund- Schlüssel neben sich. Leonore steht am Rand und

reicht ihm die Haue.) Du zitterst, fürchtest du dich?

Leonore (mit erzwungener Festigkeit des Tones)

O nein, es ist nur so kalt. Rocco So mache fort, beim Arbeiten wird dir

schon warm werden. (Rocco fängt gleich mit dem Ritornell an zu arbeiten. Während dessen benutzt Leonore die Momente, wo sich Rocco bückt, um den Gefangenen zu betrachten.)

Rocco (während der Arbeit, mit halblauter Stimme)

Nur hurtig fort, nur frisch gegraben, es währt nicht lang, er kommt herein.

Leonore (ebenfalls arbeitend)

Ihr sollet nicht zu klagen haben, ihr sollt gewiß zufrieden sein.

Rocco (einen großen Stein an der Stelle, wo er hi- nabstieg, hebend)

Komm, hilf doch diesen Stein mir heben, hab Acht! hab Acht! – er hat Gewicht.

Leonore (hilft heben)

Ich helfe schon, – sorgt euch nicht; ich will mir alle Mühe geben.

Rocco Ancora un poco!

Rocco Ein wenig noch!

Leonore

Leonore

Pazienza!

Geduld!

Rocco

Rocco

Sta cedendo!

Er weicht!

Leonore Un pochino ancora!

Rocco Non è mica facile!

(Fanno rotolare la pietra sopra le macerie.)

Leonore Nur etwas noch!

Rocco Es ist nicht leicht!

(Hier lassen sie den Stein über die Trümmer rollen.)

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Leonore (ebenfalls wieder arbeitend)

Laßt mich nur wieder Kräfte haben, wir werden bald zu Ende sein.

(betrachtet den Gefangenen, während Rocco, von ihr abgewendet, mit gekrümmtem Rücken arbeitet; leise, für sich)

Wer du auch sei’st, ich will dich retten, bei Gott! du sollst kein Opfer sein! Gewiß, ich löse deine Ketten, ich will, du Armer, dich befrei’n.

Rocco (sich schnell aufrichtend)

Was zauderst du in deiner Pflicht?

Leonore (fängt wieder an zu arbeiten)

Mein Vater! nein, ich zaud’re nicht.

(Graben. Florestan erwacht.)

Dialog Leonore Er erwacht! Rocco Er erwacht? Leonore Ja.

Rocco (er steigt aus der Grube) Ich muss allein mit ihm reden. (Er tritt auf Florestan zu.) Ihr

habt geruht? Florestan Geruht? Wie fände ich Ruhe? Leonore (leise) Diese Stimme! Florestan Werdet ihr immer bei meinen Klagen taub sein? Leonore (leise) Gott! Er ist´s! Rocco Ich vollziehe die Befehle, die man mir gibt. Florestan Wenn ich denn verdammt bin, so lasst mich nicht langsam verschmachten. Rocco Alles, was ich euch anbieten kann, ist ein Rest Wein. Fidelio!

(Leonore bringt den Krug in höchster Eile heran.)

Rocco (zu Leonore) Du bist ja ganz in Bewegung.

(Sie nimmt Florestan die Maske ab.)

Leonore Wer sollt es nicht sein! – Ihr selbst, Meister Rocco – Rocco Es ist wahr, der Mensch hat so eine Stimme. Leonore Ja, sie dringt in die Tiefe des Herzens.

62

Leonore (riprendendo anch’essa il lavoro)

Lasciatemi riprendere le forze, saremo presto alla fine.

(mentre Rocco, discosto da lei, lavora con la schiena piegata, ella osserva il prigioniero; sottovoce, fra sé)

Chiunque tu sia, ti voglio salvare; per Dio, non sarai una vittima! Sì, io sciolgo le tue catene misero, ti voglio liberare.

Rocco (rialzandosi rapidamente)

Perché indugi durante il lavoro?

Leonore (riprende a lavorare)

Padre mio, no, io non indugio.

(Scavano. Florestan si sveglia.)

Dialog Leonore Si sveglia! Rocco Si sveglia? Leonore Sì. Rocco (sale dalla fossa) Devo parlare da solo con

lui. (si avvicina a Florestan) Avete riposato?

Florestan Riposato? Come posso riposare? Leonore (sottovoce) Questa voce! Florestan Sarete sempre sordo ai miei la- menti? Leonore (sottovoce) Dio! È lui! Rocco Eseguo gli ordini che mi vengono dati. Florestan Se sono condannato, non fatemi morire lentamente. Rocco Tutto ciò che vi posso offrire è un fondo di vino. Fidelio!

(Leonore porta la brocca con grande sollecitudine.)

Rocco (a Leonore) Ma tu sei già commosso.

(Svelandosi a Florestan.)

Leonore E chi non lo sarebbe! – Voi stesso mastro Rocco – Rocco È vero, quell’uomo ha una voce. Leonore Sì, penetra nel profondo del cuore.

Nr. 13 Terzetto

Nr. 13 Terzett

Florestan

Florestan

Abbiate ricompensa in mondi migliori,

Euch werde Lohn in bessern Welten,

il

cielo vi ha mandati a me.

der Himmel hat euch mir geschickt.

O

grazie! M’avete dolcemente ristorato;

O

Dank! Ihr habt mich süß erquickt;

non posso ricambiare la buona azione.

Rocco (piano a Leonore, traendola in disparte)

Volentieri ristorai il misero, ormai è finita per lui.

Leonore (fra sé) Con qual forza batte questo cuore, ondeggia fra gioia e acuto dolore!

Florestan (fra sé) Vedo turbato questo giovinetto,

e anche quest’uomo si mostra commosso.

ich kann die Wohltat nicht vergelten.

Rocco (leise zu Leonore, die er bei Seite zieht)

Ich labt’ ihn gern, den armen Mann,

es ist ja bald um ihn getan.

Leonore (für sich)

Wie heftig pochet dieses Herz,

es wogt in Freud’ und scharfem Schmerz!

Florestan (für sich) Bewegt seh’ ich den Jüngling hier,

und Rührung zeigt auch dieser Mann.

O

Dio, tu mi mandi la speranza

O

Gott, du sendest Hoffnung mir,

di

poter vincere ancora.

daß ich sie noch gewinnen kann.

Leonore Ci attende l’ora suprema, tremenda, che mi reca morte o salvezza.

Rocco Faccio quel che impone il mio dovere, ma odio ogni crudeltà.

Leonore (a Rocco, togliendosi di tasca un pezzo di pane)

Questo pezzo di pane - sì, da due giorni

lo porto sempre con me.

Rocco

Davvero vorrei, ma ti dico,

in verità, sarebbe osare troppo.

Leonore Ah! Volentieri voi confortaste il misero.

Rocco Non è permesso, non è permesso.

Leonore Die hehre, bange Stunde winkt, die Tod mir oder Rettung bringt.

Rocco Ich tu’, was meine Pflicht gebeut, doch hass’ ich alle Grausamkeit.

Leonore (leise zu Rocco, indem sie ein Stückchen Brot aus der Tasche zieht)

Dies Stückchen Brot, – ja, seit zwei Tagen trag’ ich es immer schon bei mir.

Rocco Ich möchte gern, doch sag’ ich dir, das hieße wirklich zu viel wagen.

Leonore

Ach!

Ihr labtet gern den armen Mann.

Rocco Das geht nicht an, das geht nicht an.

63

Leonore (wie vorhin)

Es ist ja bald um ihn getan.

Rocco So sei es, ja, so sei’s! du kannst es wagen.

Leonore (in größter Bewegung Florestan das Brot reichend)

Da nimm das Brot, du armer Mann!

Florestan (Leonorens Hand ergreifend und an sich drückend)

O dank dir, Dank, o Dank!

Leonore (come sopra)

Ormai è finita per lui.

Rocco

E sia – sì, e sia – ti puoi arrischiare.

Leonore (porgendo il pane a Florestan)

Ecco, prendi il pane, o misero!

Florestan (afferrando la mano di Leonore e strin- gendola a sé)

O grazie a te, grazie, grazie!

Euch werde Lohn in bessern Welten,

Abbiate ricompensa in mondi migliori,

der Himmel hat euch mir geschickt.

il

cielo vi ha mandati a me.

O

Dank, ihr habt mich süß erquickt!

O

grazie, il cielo vi ha mandati a me!

Bewegt seh’ ich den Jüngling hier, und Rührung zeigt auch dieser Mann, o wenn ich sie gewinnen kann!

Leonore Der Himmel schicke Rettung dir, dann wird mir hoher Lohn gewährt. Ihr labt’ ihn gern, den armen Mann!

Rocco Mich rührte oft dein Leiden hier, doch Hilfe war mir streng verwehrt.

(für sich)

Ich labt’ ihn gern, den armen Mann,

es ist ja bald um ihn getan!

Leonore

O mehr, als ich ertragen kann!

Florestan

O daß ich euch nicht lohnen kann!

(Florestan verschlingt das Stück Brot.)

Dritter Auftritt

Vorige, Pizarro (Pizarro tritt aus dem Fahrkorb.)

Pizarro Ist alles bereit?

64

Vedo turbato il giovinetto,

e anche quest’uomo si mostra commosso,

o s’io potessi vincere!

Leonore

Il cielo ti mandi salvezza,

allora mi toccherà suprema ricompensa, Volentieri avete confortato il misero.

Rocco Sovente mi commosse la tua sofferenza ma mi fu vietato severamente di aiutarti,

(fra sé)

Volentieri ho ristorato il misero, ormai è finita per lui!

Leonore Oh, è più di quanto posso sopportare!

Florestan

O potessi ricompensarvi!

(Florestan inghiotte il pezzo di pane.)

Scena terza

Detti, Pizarro (Pizarro esce dalla cesta.)

Pizarro È tutto pronto?

Rocco Sì, signore. Pizarro Bene! – Bene, il giovane si deve allon- tanare! (a Leonore) Via! Via, via!

(Leonore si allontana controvoglia.)

Rocco (a Pizarro) Gli devo togliere le catene?

Pizarro No! Il tempo stringe!

N. 14 Quartetto

Pizarro Muoia! Ma prima deve sapere

chi gli dilania il superbo cuore.

Si squarcino le tenebre della vendetta!

Guarda, tu non m’hai ingannato!

(Si toglie il mantello.)

Pizarro, che volevi rovinare, Pizarro, che dovevi temere, ora è qui vendicatore.

Florestan (calmo) Un assassino sta dinanzi a me!

Pizarro Ancora una volta ti rinfaccio quel che tu facesti. Solo un attimo ancora, e questo pugnale –

(Vuol trafiggere Florestan.)

Leonore (si getta in avanti e copre Florestan con il proprio corpo.)

Rocco Ja, Herr. Pizarro Gut! – Der Jüngling soll sich entfernen! Rocco (zu Leonore) Geh! Geh, geh!

(Leonore entfernt sich widerstrebend.)

Rocco (zu Pizzarro) Soll ich ihm die Ketten abnehmen? Pizarro Nein! Die Zeit drängt!

Nr. 14 Quartett

Pizarro Er sterbe! Doch er soll erst wissen, wer ihm sein stolzes Herz zerfleischt. Der Rache Dunkel sei zerrissen! Sieh’ her, du hast mich nicht getäuscht!

(Er schlägt den Mantel auf.)

Pizarro, den du stürzen wolltest, Pizarro, den du fürchten solltest, steht nun als Rächer hier.

Florestan (gefaßt) Ein Mörder steht vor mir.

Pizarro Noch einmal ruf’ ich dir, was du getan, zurück. Nur noch ein Augenblick, und dieser Dolch –

(Er will Florestan durchbohren.)

Leonore (stürzt mit einem durchdringenden Geschrei hervor und bedeckt Florestan mit ihrem Leibe)

Indietro!

Zurück!

Florestan

Florestan

O

Dio!

O Gott!

Rocco

Rocco

Che succede?

Was soll?

Leonore Trafiggere devi prima questo petto! La morte ti tocchi per la tua sete di sangue.

Leonore Durchbohren mußt du erst diese Brust! Der Tod sei dir geschworen für deine Mörderlust.

65

Pizarro (schleudert sie fort)

Wahnsinniger!

Rocco (zu Leonore)

Pizarro (la respinge)

Pazzo!

Rocco (a Leonore)

Halt’ ein! halt’ ein!

Fèrmati, fèrmati!

Florestan

Florestan

O Gott! o mein Gott!

O

mio Dio!

Pizarro

Pizarro

Er soll bestrafet sein!

Dev’essere punito!

Leonore (noch einmal ihren Mann bedeckend)

Leonore (coprendo ancora una volta lo sposo.)

Töt’ erst sein Weib!

Uccidi prima sua moglie!

Pizarro

Pizarro

Sein Weib?

Sua moglie?

Rocco

Rocco

Sein Weib?

Sua moglie?

Florestan

Florestan

Mein Weib?

Mia moglie?

Leonore (zu Florestan)

Leonore (a Florestan)

Ja, sieh’ hier Leonore!

Sì, ecco Leonora!

Florestan

Florestan

Leonore!

Leonora!

Leonore (zu den Anderen)

Leonore (agli altri)

Ich bin sein Weib, geschworen hab’ ich ihm Trost, Verderben dir!

Pizarro (für sich)

Welch’ unerhörter Mut!

Florestan (zu Leonore)

Vor Freude starrt mein Blut!

Rocco Mir starrt vor Angst mein Blut!

Leonore (für sich)

Ich trotze seiner Wut! Der Tod sei dir geschworen!

66

Sono sua moglie, ho giurato

a lui conforto, a te rovina!

Pizarro (fra sé) Che inaudito coraggio!

Florestan (a Leonore)

Per la gioia mi si gela il sangue!

Rocco Per l’angoscia mi si gela il sangue!

Leonore (fra sé)

Io sfido il suo furore!

La morte ti è dovuta!

Pizarro Devo tremare davanti a una donna? Li sacrifico entrambi alla mia ira.

(Si scaglia di nuovo su di lei e Florestan.)

Hai diviso con lui la vita, ora dividi con lui la morte!

Leonore Trafiggere devi prima questo petto!

(trae rapidamente dal petto una piccola pistola e la punta contro Pizarro.)

Ancora una parola - e sei morto!

(Si sente la tromba sulla torre.)

Leonore (abbraccia Florestan)

Ah! Tu sei salvo! Gran Dio!

Florestan Ah! Son salvo! Gran Dio!

Pizarro (stordito)

Ah! Il ministro! Inferno e morte!

Rocco (stordito)

Oh che avviene? Giusto Dio!

Scena quarta

Detti, Jaquino, due Ufficiali, Soldati (con torce) (Jaquino appare all’inizio della scala.)

Dialog

Jaquino Padre Rocco! Arriva il Ministro! Il suo sèguito è già davanti al portone! Rocco Veniamo! Sì, veniamo! – e accompa- gneremo di sopra il signor Governatore!

[prosegue il Quartetto]

Leonore e Florestan Suona l’ora della vendetta, sarai / sarò salvato.

Pizarro Soll ich vor einem Weibe beben? So opfr’ ich beide meinem Grimm.

(Dringt wieder auf sie und Florestan ein.)

Geteilt hast du mit ihm das Leben,

so teile nun den Tod mit ihm!

Leonore Durchbohren mußt du erst diese Brust!

(zieht hastig eine kleine Pistole aud der Brust und hält sie Pizarro vor.)

Noch einen Laut – und du bist tot!

(Man hört die Trompete von dem Turm.)

Leonore (hängt an Florestans Halse.)

Ach! du bist gerettet! großer Gott!

Florestan Ach! ich bin gerettet! großer Gott!

Pizarro (betäubt)

Ha! der Minister! Höll’ und Tod!

Rocco (betäubt)

O was ist das? gerechter Gott!

Vierter Aufritt

Die Vorigen, Jaquino, zwei Offiziere, Soldaten (mit Fackeln) (Jaquino erscheint an der obersten Öffnung der Treppe.)

Dialog

Jaquino Vater Rocco! Der Minister kommt an! Sein Gefolge steht schon vor dem Tor! Rocco Wir kommen! Ja, wir kommen – und wer- den diesen Herrn Gouverneur hinauf begleiten!

[Quartett folgt]

Leonore und Florestan Es schlägt der Rache Stunde, du sollst/ich soll gerettet sein!

67

Die Liebe wird im Bunde mit Mute dich/mich befrei’n!

Pizarro Verflucht sei diese Stunde! Die Heuchler spotten mein. Verzweiflung wird im Bunde mit meiner Rache sein!

Rocco

O fürchterliche Stunde! O Gott! was wartet mein? Ich will nicht mehr im Bunde mit diesem Wütrich sein!

(Pizarro stürzt fort, indem er Rocco einen Wink gibt, ihm zu folgen; dieser benützt den Augenblick, da Pizarro schon geht, faßt die Hände beider Gatten, drückt sie an seine Brust, deutet gen Himmel und eilt nach. Die Soldaten leuchten Pizarro voraus.)

Fünfter Auftritt

Leonore, Florestan

Nr. 15 Duett

Leonore und Florestan

O namenlose Freude!

Mein Mann an meiner Brust! / An Leonorens Brust! Nach unnennbaren Leiden

so übergroße Lust!

Leonore Du wieder nun in meinen Armen!

Florestan

O Gott! wie groß ist dein Erbarmen!

Leonore und Florestan

L’amore, alleato al coraggio,

ti / mi libererà.

Pizarro Maledetta sia quest’ora! Gl’ipocriti si beffano di me. La disperazione sarà alleata alla mia vendetta.

Rocco

O ora terribile,

o Dio, che m’aspetta?

Non voglio esser più alleato

a questo feroce tiranno.

(Pizarro esce a precipizio facendo cenno a Rocco di seguirlo; questi utilizza l’attimo in cui Pizarro si sta già avviando, afferra le mani dei due sposi, le stringe al petto, indica il cielo e s’affretta a salire. I soldati fanno luce davanti a Pizarro.)

Scena quinta

Leonore, Florestan

N. 15 Duetto Leonore, Florestan

Oh gioia indicibile!

Il mio sposo al mio petto! / Al petto di Leonora!

Dopo dolore inenarrabile una così immensa gioia!

Leonore Tu ancora fra le mie braccia!

Florestan

O Dio, grande è la tua pietà!

Leonore, Florestan

O

dank dir, Gott, für diese Lust!

O

grazie a te, Dio, per questa gioia!

Mein Mann / Weib an meiner Brust!

Il

mio sposo / La mia sposa al mio petto!

Florestan

Florestan

Du bist’s!

Sei tu!

68

Leonore

Leonore

Son io!

Ich bin’s!

Florestan

Florestan

O piacere celeste!

O himmlisches Entzücken!

Leonore

Leonore

Sei tu!

Du bist’s!

Florestan

Florestan

Son io!

Ich bin’s!

Leonore

Leonore

O piacere celeste!

O himmlisches Entzücken!

Florestan

Florestan

Leonore!

Leonore!

Leonore

Leonore

Florestan!

Florestan!

Scena sesta

Rocco, Detti (Rocco stürzt herein. Alle drei ab.)

[Dialogo tagliato.]

Mutamento Piazza di parata del castello con le statue del re.

Scena settima

Fernando, Pizarro, Jaquino, Marzelline, Ufficiali, Guardie del castello, Prigionieri di Stato, Popolo (Le guardie del castello marciano e formano un quadrilatero aperto. Poi da un lato compare il ministro Don Fernando, accompagnato da Pizarro e ufficiali. Il popolo accorre. Dall’altro lato entrano i prigionieri di Stato, guidati da Jaquino e Marzelline, e s’inginocchiano davanti a Fernando.)

N. 16 Finale

Popolo e Prigionieri

Lode!

Sechster Aufritt

Rocco, die Vorigen (Rocco stürzt herein. Alle drei ab.)

[Ohne Dialog.]

Verwandlung Paradeplatz des Schlosses, mit der Statue des Königs.

Siebenter Aufritt

Don Fernando, Pizarro, Jaquino, Marzelline, Offiziere, Schloßwachen, Staatsgefangenen, Volk (Die Schloßwachen marschieren auf und bilden ein offenes Viereck. Dann erscheint von einer Seite der Minister Don Fernando, von Pizarro und Offizieren begleitet. Volk eilt herzu. Von der andern Seite treten, von Jaquino und Marzelline geführt, die Staatsgefangenen ein, die vor Don Fernando niederknien.)

Nr. 16 Finale

Das Volk und die Gefangenen

Heil!

69

Heil sei dem Tag, Heil sei der Stunde, die lang ersehnt, doch unvermeint, Gerechtigkeit mit Huld im Bunde, vor unsers Grabes Tor erscheint! Heil!

Don Fernando Des besten Königs Wink und Wille führt mich zu euch, ihr Armen, her, daß ich der Frevel Nacht enthülle, die All’ umfangen schwarz und schwer. Nicht länger knieet sklavisch nieder,

(Die Gefangenen stehen auf.)

Sia lode al giorno, sia lode all’ora, quando, a lungo bramata, ma inattesa,

la giustizia, alleata alla grazia,

appare sul limitare della nostra tomba! Lode!

Don Fernando

Il cenno e la volontà dell’ottimo sovrano

mi portan qui da voi, o miseri,

perch’io disveli la delittuosa notte, che nera e greve tutti vi cinge. Non più in ginocchio come schiavi,

(I prigionieri si alzano.)

Tyrannenstrenge sei mir fern.

lungi da me la severità del tiranno.

Es sucht der Bruder seine Brüder,

Il

fratello cerca i suoi fratelli,

und kann er helfen, hilft er gern.

e

se può soccorrere, volentieri soccorre.

Achter Auftritt

Die Vorigen, Rocco (durch die Wachen dringend), hinter ihm Leonore und Florestan

Rocco Wohlan, so helfet! helft den Armen!

Scena ottava

Detti, Rocco (passando fra le guardie), dietro di lui Leonore e Florestan

Rocco Su, soccorrete, soccorrete i miseri!

Pizarro Was seh’ ich? Ha!

Pizarro Che vedo? Ah!

Rocco (zu Pizarro)

Rocco (a Pizarro)

Bewegt es dich?

Ti turba?

Pizarro (zu Rocco)

Pizarro (a Rocco)

Fort, fort!

Via, via!

Don Fernando (zu Rocco) Nun rede!

Fernando (a Rocco) Parla dunque!

Rocco All’ Erbarmen vereine diesem Paare sich!

Rocco La divina pietà riunisca questa coppia.

(Florestan vorführend)

(presentando Florestan)

Don Florestan –

Don Florestan –

Don Fernando (staunend) Der Totgeglaubte, der Edle, der für Wahrheit stritt?

Fernando (stupito) Che morto credevamo, il nobile che lottava per la verità?

70

Rocco

E soffrì tormenti senza numero!

Fernando L’amico mio, che morto credevamo? Incatenato, pallido sta dinanzi a me.

Leonore e Rocco Sì, Florestan, lo vedete qui.

Rocco (presentando Leonore)

Rocco Und Qualen ohne Zahl erlitt.

Don Fernando Mein Freund, der Totgeglaubte? Gefesselt, bleich steht er vor mir.

Leonore und Rocco Ja, Florestan, ihr seht ihn hier.

Rocco (Leonore vorstellend)

E Leonore.

Und Leonore –

Fernando (ancora più colpito)

Don Fernando (noch mehr betroffen)

Leonore?

Leonore?

Rocco La gloria delle donne vi presento; ella giunse qui.

Rocco