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Marco Bronzi Rusconi

Tutta la storia,
dalle lontane
origini,

del casato

RUSCA
RUSCONI
Dedicato alla Katia, a Nicola , alla Stella.
Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Presentazione
Tutto ebbe inizio nel Novembre 2007 quando mi cimentai in un
lavoro appassionante: aprire un BLOG.

Mi presentai cos:
Benvenuti in questo blog.

Da principiante curioso mi interesser "di tutto un poco", come si dice.


Ma il tema principale sar la genealogia che mi appassiona molto.
Sto facendo una ricerca genealogica sulla dinastia dei Rusca
Rusconi, attingendo anche da siti internet.
Sono direttamente interessato al casato dei Rusconi, miei progenitori.

Di questa stirpe, originaria di Como, possiedo gi una ricca


documentazione.

Alcuni risultati delle mie ricerche saranno via via pubblicati sul blog.
Mi piacerebbe scambiare notizie in merito: potete contattarmi lasciando un
commento in questa pagina.

Presentazione Pagina 1
Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Ricerche

Genealogiche.

La genealogia un interesse personale ( ma non sono un esperto!)


ed ho cercato in internet notizie da aggiungere alla
documentazione che gi possiedo.
Ho curiosato nel web alla ricerca del maggior numero di
informazioni possibili riguardanti la casata dei
Ruschi- Rusca- Rusconi.
Molte notizie rintracciate le ho sacaricate integralmente,
errori ed inesattezze comprese.
Ad altre informazioni ho aggiunto del mio.
Ho fatto queste ricerche con semplicit e con molta passione.

La genealogia non una prerogativa dei nobili o


d'illustri personaggi; tutti noi abbiamo avuto dei
predecessori e con opportune ricerche potremo
ricostruire il nostro albero genealogico.

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Alcune vicende, documenti ed immagini, le ho attinte dal libro

scritto da Giancarlo Bronzi Rusconi:

Notizie storiche della Casata Rusconi

( Giancarlo Bronzi Rusconi il mio fratellone maggiore, noi fratelli lo chiamiamo

Mingon = Mingone).

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Questo volume, pubblicato nel 2001, rintracciabile, con vari

numeri dinventario, come documento disponibile o solo per

consultazione interna, in diverse biblioteche; vi segnalo le pi

vicine:

B. Archiginnasio di Bologna.

B. Comunale di Budrio.

B. Comunale di Mezzolara.

B. Museo del patrimonio industriale di Bologna.

B. Universitaria di Bologna.

Civico Museo Bibliografico Musicale di Bologna.

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Altre notizie le ho

ricavate dal testo a

fianco riprodotto,

scritto nel 2006 da

me e Gian Carlo,

indirizzato ai soli

parenti.

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Perch un BLOG ? Cos, per mettermi alla prova con


questo moderno strumento di comunicazione.

I BLOG sono un mezzo per raccontarsi e raccontare, per


condividere fatti, storie, idee e opinioni, direttamente tra persone.

Da allora ho postato numerose ricerche

(ed altro) che ho poi deciso di raccogliere in un


fascicolo, questo che state leggendo.

Non mi sono mai preoccupato di sapere se i miei lettori fossero


molti o pochi perch questo lavoro mi appassiona e mi procura
soddisfazione..e questo mi basta!

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

In seguito ho voluto realizzare questo testo artigianale che


raccogliesse i risultati delle ricerche e potesse essere letto, mi auguro
con gradimento, non solo dai miei familiari ai quali dedicato, ma
anche dai miei pochi ma affezionati lettori ai quali destinato.
(alcuni fra loro me lo hanno esplicitamente richiesto).
Nel corso del lavoro di ricerca ho emotivamente rivissuto i
sentimenti dei personaggi incontrati.
Se la lettura del testo procurer anche nei lettori un poco di
emozione , mi sentir soddisfatto perch avr raggiunto un buon
risultato.
La sfida pi grande stata con me stesso dato che mi sono
cimentato nelluso del computer .

La notizia, a mio avviso notevole, contenuta nel testo che

la genealogia Rusconi
non estinta!!!!!
(come precisato nella parte quattordicesima ).

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Come ho operato:
La mia indagine stata fatta utilizzando diversi motori di ricerca.
Inizialmente le parole chiave erano solo Ruschi - Rusca - Rusconi.

I risultati delle prime indagini evidenziarono altri nomi, luoghi,


immagini, vicende e quindi avevo a disposizione altre parole
chiave per ampliare e/o approfondire losservazione.

Di grande aiuto
stato :

E poi copia, incolla, taglia, cuci, riunisci .2 anni di piacevole


smanettamento.

Ho postato sul blog i risultati delle ricerche.


Dal blog, con aggiunte e modifiche, ho estratto i vari temi che ho
poi assemblato.
Ho diviso gli argomenti inparti(non li chiamo capitoli come si fa per i veri
libri, non ho velleit letterarie, non allarmatevi !).
In seguito ho inviato il materiale a:

che ha provveduto a stampare, rapidamente e con


professionalit, i risultati del mio lavoro.

Buon viaggio!!!!!
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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Indice delle parti

1. Diverse ipotesi sullorigine del cognome Rusca Rusconi. Notizie


storiche dei Rusca Rusconi nel medioevo.
2. Come nasce il termine nome ed il termine cognome.
3. Cronologia di Milano e Como. Comuni e signorie.
4. Presenze dei Rusca Rusconi nei paesi del Comasco.
5. Archeologia medioevale: Castro Sancti Petri dicto castro Ruschono. Il
castello di Santa Sofia. Commercio di vino tra Bormio e la media
Valtellina durante il cinquecento.
6. Nicol Rusca . Suor Claudia Francesca Rusca . Storia di Berbenno.
Titolo di capitanei . I de Capitanei. Le pievi.
Rusconi Pietro Martire. Rusconi Giovanni Vescovo di Parma.
7. Emigrazione in Emilia Romagna e marche nei secoli xiv-xv.
Diffusione del cognome Rusconi in Italia.
Un origem del apellido Rusconi.
8.Origini e significato dei nomi ricorrenti nelle famiglie Rusconi,
Bronzi e Boriani.
9.Luoghi e testimonianze. Gli stemmi della casata.
10. Rusconi cofondatore della Cassa di Risparmio di Bologna.
11.Breve recordationis terre. Codice diplomatico della Lombardia
medioevale. Note biografiche di Capitani di guerra: Ottone e
Luchino Rusca. Estratti da Dizionario storico della Svizzera
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12. Il casato. Villa Rusconi ed oratorio di Santa Ninfa . Dimore avite. La
famiglia Rusconi a Bologna e Mezzolara. Effigi.
13. Dal libro di Gian Carlo e Marco Bronzi Rusconi :
storia della famiglia Bronzi Rusconi.
14 .La genealogia non estinta.
15. La pace di Lomazzo.
16. Dal Web.
17. Diamo un futuro alla memoria.
18.Commiato
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Parte Prima

Diverse ipotesi sullorigine


del cognome Rusca Rusconi

Parte prima Pagina 1


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Notizie storiche dei Rusca Rusconi nel


medioevo

Potrebbe discendere dal cognomen latino


Roscius o Ruscius della gens Ruscia.
Ma potrebbe anche derivare dall'aferesi (caduta della vocale o della sillaba
iniziale di una parola ) del vocabolo latino cheruscus derivato dal nome del
popolo barbaro germanico dei Cheruschi sia come riferimento etnico sia ad
indicare, ad esempio, una vittoria su quel popolo.
Di questo uso si hanno tracce ad esempio nel 10 d. C. con Hermannus
Arminius Cheruscus che sconfigge il generale Romano Quintilio Varo a
Teutoburgo.

Rusca e Rusconi intorno al 1100


Troviamo nel 1175 Bernardo Rusca podest di Como.
Il nobile casato ghibellino dei Conti Rusca esercit poi con Franchino Rusca
dal 1300 la Signoria su Como e sui comuni lariani. Tra le famiglie del 1200 il
cognome che si fa avanti per primo, gi con pi famiglie, il cognome
Rusconi e Rusca, che spesso ritroveremo.
Probabilmente una famiglia autoctona che dal bellinzonese, dopo secoli,
andata a Como ( e non viceversa), dopo esser saliti in ricchezza e potenza.
Il cognome potrebbe derivare dal termine rusca o scheggia di legno perch
questa famiglia ha avuto il monopolio del commercio della rusca intorno al
tempo degli Ottoni e dopo.

Parte prima Pagina 2


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Tal commercio era importantissimo perch tutta la conciatura delle pelli ne
richiedeva lo sviluppo ed era in mano a famiglie indigene.
I Rusconi dal bellinzonese in gi sino a Como avevano messo uninfinit
dempori e punti dappoggio.

Rusconi decisamente lombardo, tracce di questa cognomizzazione le


troviamo nel 1600 con il notaio sondriese Giovanni Antonio Rusconus.
I Rusca erano di origine comasca e furono per lungo tempo signori di Como.
Sembra avere, oltre al ceppo lombardo, uno genovese ed uno probabilmente
secondario veneziano.
Questo cognome oggi molto diffuso in Lombardia e nel Canton Ticino.

Un altra ipotesi interpretativa del cognome


Rusca, o Rusconi, lo ricollega alla voce
italiana rusco, ruschia pungitopo, infatti,
nello stemma della famiglia medievale vi
si fa riferimento con sei foglie di questa
pianta.

(Ruscus aculeatus = pungitopo).

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Cicerone: De Oratore

In questopera citato

Marco Pinario Rusca

Caput LXV]

[261]

In verbis etiam illa sunt, quae aut ex immutata oratione ducuntur aut ex

unius verbi translatione aut ex inversione verborum.

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Ex immutatione, ut olim Rusca cum legem ferret annalem, dissuasor* M.

Servilius "dic mihi," inquit "M. Pinari, num, si contra te dixero, mihi male

dicturus es, ut ceteris fecisti?" "Vt sementem feceris, ita metes" inquit.

[262]

*Marco Servio Pulice Gemino

Ut sementem feceris ita metes:

Mieterai a seconda di ci che avrai seminato

(Cicerone De oratore 2LXV 261).

"Dic mihi, inquit, M. Pinari, num, si contra te dixero, mihi male dicturus es,

ut ceteris fecisti? Ut sementem feceris, ita metes inquit"

=Dimmi Pinario - chiese - se dir qualche cosa contro di te, tu sparlerai di me

come hai fatto con altri?

"Mieterai -risponde Pinario - ci che hai seminato.

Proverbio condivisibile quando equivale al nostro modo di dire: "chi semina

vento raccoglie tempesta".

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Tito Livio: da Storia di Roma

Tito Livio (Padova, 59 a.C. 17 d.c.) stato uno storico ed autore latino.

Il suo cognomen ci sconosciuto.

Scrisse una monumentale storia di Roma, Ab Urbe


Condita, dalla sua fondazione (tradizionalmente

datata 21 aprile 753 a.C.) fino al regno di Augusto.

Per le varie epoche della conquista romana


della Sardegna e della difficile penetrazione in
Barbagia, sono i seguenti, ricavati dalla Storia
XL e Storie XLI (6,6e12,5):
Era tale la violenza dell'epidemia di peste che, essendo stato
disposto, a causa dellinsurrezione dei Corsi e della guerra suscitata in
Sardegna dagli lliesi, che si facesse una leva di 8.000 fanti e 300 cavalieri tra
gli alleati latini, che poi il Pretore Marco Pinario Rusca avrebbe traghettato
in Sardegna; i consoli riferirono che tanto grande era il numero degli uomini
deceduti e tanto quello dei malati, che il numero stabilito di soldati non si
pot fare.
Fu ordinato al pretore che prendesse il numero mancante di soldati dal
proconsole Gneo Bebio, che svernava a Pisa e che di l li traghettasse in
Sardegna.
ln Corsica si combatt contro i Corsi.
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M. Pinario uccise in battaglia circa duemila di loro. Costretti da questa
sconfitta, i Corsi consegnarono ostaggi e 100.000 libbre di cera.
L'esercito quindi fu condotto in Sardegna e si combatt con successo contro
gli Iliesi, gente neanche oggi ancora del tutto sottomessa.
Questi sono gli avvenimenti del 178 a.c.
Siamo, quindi, informati dalle testimonianze letterarie di una vittoria nel
181 a.C. di Marco Pinario Rusca sugli Ilienses, popolazione interna della
Barbagia.

Sorvoleremo poi su tutta una serie di notizie


curiose (il miele di Sardegna che induceva al riso...
sardonico); il pessimo miele della Corsica,
produttrice invece di ottima cera, tanto che gli
invasori, dagli Etruschi del VI sec. a. C. al pretore
romano Marco Pinario Rusca nel 181 A.,
imponevano agli isolani la consegna di ingenti
quantit di prodotto, fino a 200 mila libbre, pari a
65,5 t, in conto indennit belliche.

Tito Livio: ab urbe condita- storia di Roma.


Dalla pretura di Lucio Attilio, che succedette a Catone, fino a quella di Marco
Pinario Rusca gli annali romani non contengono ricordo alcuno per la
Sardegna che meritevole sia di special relazione, se si eccettuano le doppie
decime di frumento imposte all'isola nel governo di Lucio Oppio Salinatore e
di Quinto Fabio Pittore [176] .
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Nel governo di Pinario nuovi sintomi ricomparvero di malcontento e di sommossa;


ch divelta del tutto non era quella funesta pianta, onde prendere non potesse novello
rigoglio.
Movea questa fiata la sollevazione dalle montagne degli Iliesi, nel capo ai quali il
pensiero dell'indipendenza era confitto pi addentro che agli altri popoli della
Sardegna; o perch il sangue troiano inspirasse maggior orgoglio, o perch la vita
asperrima durata pei dirupi li pi inaccessi dell'isola maggior incitamento
somministrasse al viver libero.
Travagliava in quel tempo i Romani una pestilenza tale, che non potendo formarsi di
cittadini le cerne necessarie per la spedizione la quale a quell'uopo si preparava, non
riusc neppure di poter arrolare fra i soci del nome latino ottomila fanti e trecento
cavalli, che tanti n'abbisognavano per quell'impresa.
Onde avendo i consoli riferito tanta esser stata la moria, da non poter ragunare in
quel modo un esercito, abilit fu fatta dai padri al pretore Pinario di ricevere i soldati
che mancavangli dal proconsolo Gneo Bebio, il quale svernava con altre legioni in
Pisa [177] .
Il passaggio di Pinario nell'isola con quest'aumento di forza dovette per buona pezza
attutare i rivoltosi, poich nelle succedute preture di Caio Menio [178 ] e di Caio
Valerio Levino [179 ] nissun cenno fassi di novelle turbolenze. Violente poscia
scoppiarono nel governo del seguente pretore Tito Ebuzio Caro [180] .
Invi egli lettere al senato per mezzo dello stesso suo figliuolo, nelle quali si riferiva:
ai sempre liberi Iliesi associati essersi i popoli Balari, strascinati dalle mene dei ribelli
ad insorgere anch'essi; la provincia pacifica, che alle armi romane sottostava,
invadersi dalle loro squadre, ed impunemente ci farsi essendo l'esercito rifinito per le
sofferte fatiche ed in gran parte atterrato dal contagio.
Una legazione sarda presentavasi al tempo istesso ai padri, sponendo i disastri
sopportati e supplicando aiuto porgessero alle citt almanco ed ai luoghi abitati; ch i
poderi oramai a tale devastazione ridotti erano da richiedervisi non pi difesa ma
ristauro.
Gravi conosceansi le riferite cose, e perci i padri, essendo l'anno al suo termine, ai
nuovi magistrati che deliberare ad un tempo poteano ed agire ogni bisogna rimisero
[181] .

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Notizie storiche dei Rusca Rusconi nel medioevo.


Queste notizie hanno provenienze diverse, ma sono tutte convergenti.
A volte, volendo rispettare la fedelt della fonte, si hanno delle ripetizioni.

I Rusca
Erano di origine comasca e furono per lungo tempo signori di Como.
Quando diventarono ricchi e potenti, divennero capi-partito.
I vari rami bellinzonesi diedero:
2 arcipreti,
sei cavalieri aurati,
un sindaco,
capitani al servizio di Francia e di Spagna,
il prefetto del Cantone di Bellinzona,
funzionari in ogni epoca.

Nel medioevo il governo della citt di Como


era conteso principalmente da due famiglie: i
Rusca e i Vittani. Linizio delle ostilit tra le
due famiglie da datarsi intorno al 1250
quando i Rusca scacciarono i Vittani dalla
cittadina; ma, nel corso dello stesso anno i
Vittani passarono al contrattacco riuscirono ad
espellere a loro volta i Rusca.

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I Rusca cercheranno di entrare ancora in citt, ma vi riusciranno solo nel 1277
con la battaglia di Desio, quando sconfiggeranno i Vittani; il pi celebre di
loro, Napo Torriani, fin appeso in gabbia al Baradello (Castello), dove mor
dopo diciannove mesi di prigionia.

Barbarossa aveva fatto erigere Castel Baradello, per


difendersi dai milanesi: egli lo descrive come un castello
cinto di mura e torri chiamato "Paratello", eretto nel 1159 su
un'altura di 432 metri ad ovest dell'estremit meridionale del
lago di Como. Nel 1216 il castello fu assegnato a 12 boni
homines comaschi, cittadini di Borgovico e Coloniola, con il
compito di custodirlo.

Passata ai Rusca, Lotario cedette la rocca ai Visconti dietro compenso e, tra il


1246 e il 1436, fu rinforzata nelle mura e orlata con merli guelfi;

ma la complessa struttura militare che si univa al baluardo difensivo del


sottostante borgo di Camerata, fu purtroppo quasi del tutto smantellata nel
1527 (su disposizione di Antonio Leyva) dal capitano spagnolo in Como, Don
Pedro Arias, che decise per di mantenere la torre.

Al tempo di Federico II, ebbe inizio anche a Como un lungo periodo di


combattimenti che videro protagoniste la famiglia guelfa dei Vitani e quella
ghibellina dei Rusca, che si divisero i favori dei comuni lariani fino al 1303.

In quell'anno i Rusca presero saldamente il governo cittadino reggendolo


anche dopo la parentesi nel 1408, del dominio visconteo.

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L'opera di assoggettamento dei comuni in seguito alla morte di Federico II si
arrest; si apr invece una fase dinterregno e la gi delineatasi crisi
istituzionale dei comuni venne ad accentuarsi fino all'avvento della signoria.

I Rusca nel medioevo capitanavano la fazione cittadina dei ghibellini, ovvero


sostenevano il potere imperiale. Il primo podest di Como fu un membro
della famiglia: Bernardo Rusca nominato nel 1158 da Barbarossa. Il palazzo-
fortezza dei Rusca nel basso medioevo era entro le mura della citt che in
quel tempo si estendevano fino al lago; il castello della Torre Rotonda stato
edificato per volere dei Rusca. Nelle varie guerre civili contro i Vittani ebbero
lappoggio del paese di Moltrasio.

I Rusca si allearono con i Visconti, allora signori di Milano: anche questa


famiglia era ghibellina e la sua famiglia rivale era quella Della Torre che era
di parte guelfa.

Anche i Vittani come i Rusca furono per parecchi anni signori di Como; essi
capitanavano la fazione cittadina dei guelfi ovvero sostenevano il potere del
papa.
I Vittani si allearono con la famiglia Della Torre anche loro signori di Milano;
la famiglia rivale dei Della Torre era quella dei Visconti che, infatti,
parteggiavano con i Rusca, rivale dei Vittani. I Vittani dopo il 1406 non
rientrarono pi a Como, ma riuscirono a tenere per loro vaste zone del
contado.

Nel 1413 i Rusca con il conte Loterio furono gli ultimi signori di Como.

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Apparentamento con i Visconti

Enrica visconti.
Figlia naturale di Bernab e di Beltramola de Grassi.
Nacque probabilmente nel 1344.
Spos in una data non precisata Lotario Rusca (Rusconi) di Como, con una
dote di 6.000 fiorini.
Lotario tratt nel 1376 la pace col Monferrato con lincarico di consigliere
visconteo.
Suo figlio Franchino Rusca fu inviato in Savoia il 1 dicembre 1391 da Gian
Galeazzo con Giovanni Suardo per presenziare alle esequie funebri dAmedeo
VII.
Enrica e Lotario ebbero anche altri figli: Enrica, Giovanni, Baldassarre,
Maddalena e Donnina.

L'et dei comuni e delle signorie

Quando inizi nel XII secolo l'epoca comunale, Mendrisio gravit soprattutto
nell'orbita di Como, ed ebbe a subire le conseguenze delle lotte che
contrassegnarono la storia dei grandi comuni. Bench piccolo, il Borgo aveva
infatti tre castelli e dunque costituiva un avamposto difensivo importante.
Como e Milano se lo contesero subito e la popolazione ebbe a soffrirne, specie
nel 1242, quando i Milanesi saccheggiarono il paese, che fu poi incorporato,
insieme a tutto il Sottoceneri, nello stato di Milano, divenuto granducato nel
1395 e governato dalla potente famiglia dei Visconti.

Parte prima Pagina 13


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Il granducato fu travagliato dalle lotte che opposero i Visconti ai loro rivali


Rusca.
Le due potenti famiglie raggiunsero un compromesso nel 1416: Loterio
Rusca rinunci al governo di Como, che pass ai Visconti, ricevendo in
cambio una contea creata appositamente per lui e detta Val Luano, che
comprendeva l'attuale Sottoceneri.
Nel 1433, per limitare il potere dei Rusca, il duca di Milano Filippo Maria
Visconti affid la contea di Val Lugano ai Sanseverino.

Si apr un cinquantennio fosco, fatto di vessazioni fiscali e abusi giuridici.


Contro l'arroganza di questi tirannelli, i Mendrisiensi insorsero
ripetutamente, perch era vivo in loro il desiderio di essere autonomi dal
potere centrale: nel 1464, alla morte di Francesco Sanseverino, si rifiutarono
di giurare fedelt alla vedova Aloisa, chiamata a succedere al marito; nel 1467
pretesero di essere rimessi sotto la tutela di Como, l'antico padrone mai
dimenticato.
Nel 1485, grazie anche all'appoggio dei ghibellini luganesi, i Sanseverino
dovettero lasciare il Borgo, che fu governato direttamente dl duca di Milano.
A curarne gli interessi provvedeva un podest di sua nomina, affiancato, per
gli affari interni, da consoli scelti fra i notabili locali, a dimostrazione che
Mendrisio godeva di una certa autonomia.

Parte prima Pagina 14


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Fine dell'esperienza comunale

Nel 1302, dopo una breve supremazia dei Rusca, i Vittani si ribellano con
forza ottenendo di esiliare gli avversari. I Rusca, con Franchino, nel 1311
rientrano in possesso del governo della citt e il loro ritorno decreta la fine
delle istituzioni comunali; Franchino si nomina Signore di Como
governando, sempre pi dispoticamente, per gli anni seguenti. Il
cambiamento di governo non incide eccessivamente sulla situazione
economica della citt che continua ad essere florida: Franchino ottiene anche
grosse commesse economiche dallestero e batte moneta propria. Nel 1325,
alla morte del vescovo Lambertenghi, Franchino impone come successore un
fratello, opponendolo al vescovo eletto dal papa.

Questo gli cost la scomunica e, di conseguenza, un progressivo


isolamento.

Como inizia cos ad entrare nellorbita di Milano, nonostante che Franchino


Rusca tenta di liberarsi dallinterferenza dei Visconti. Nel 1335 il vescovo
delezione papale Benedetto degli Asnaghi con lappoggio dei Vittani e dei
Grassi assedia la citt; Franchino Rusca decide di ritirarsi dal governo
cedendolo alla Signoria viscontea in cambio del Bellinzonese. Nello stesso
anno Azzone Visconti prende possesso della citt di Como.

Si chiude cos il periodo durante il quale Como era riuscita a condurre una
propria politica autonoma. Dopo le varie lotte in Italia, con la pace di Lodi,
nel1454, si arriva alla suddivisione dellItalia in Stati regionali..

Parte prima Pagina 15


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Franchino Rusca Cavagliero

Figlio di Lutero fu primieramente collega di Baldassarro suo fratello nell'Ambascieria

di Sicilia; fu eletto capitano di cavalleria dal Duca Giovanni Maria Visconti, dopo la

cui morte fu con la sua gente mandato contro Rossi alla difesa di Parma; la dove fu

incitato da Rossi medesimi alla recuperazione della propria patria dalla quale fu per

qualche tempo tenuto lontano. Nei quali giorni saccheggiarono le terre di Lomazzo,e

di Bregnano e si difese gagliardamente dall'assedio fatto da Giovanni Carcano. Ad

ogni modo entr nella citt di Como, e di quella si fece Signore, e licenziando gli

Ufficiali Ducali, cominci ad esercitare il mero, del suo Impero. Ma non molto dopo,

il suo ssercito stato rotto da Ducali e fu costretto ad abbandonare la patria.

Nulladimeno ripigliando le forze prese dalla la Rocca di Porta Nuova della Citt

medesima, avendo subornato il Castellano di quella, il che fece col Castellano della

Fortezza della torre Rotonda: per la qual cagione si fece nuovamente Signor di Como

a gran danni della parte avversa che fu l'anno del Signore nel 29 Maggio del 1403.

Pass all'altra vita nel 1412 e venne seppellito nella Cattedrale di Como.

Parte prima Pagina 16


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Nel 1402 Galeazzo Visconti muore, lasciando eredi troppo giovani perch

governino, quindi i Rusca ne approfittano per rientrare in Como con

Franchino II nipote del primo Franchino Rusca, ma devono scontrarsi con i

Vittani anchessi desiderosi di riprendersi il potere.

Solo verso il 1413 tra le due parti viene conclusa una tregua ma, alla morte di

Franchino Rusca, i Visconti rientrano in possesso di Como con Filippo Maria

nel 1416.

Con i Visconti Como sembra superare la crisi economica, ma nel 1447 Filippo

Maria muore e con lui finisce la sua dinastia.

Parte prima Pagina 17


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

E1. Franchino II Rusca (+ poco dopo XI-1412), ambasciatore milanese in

Sicilia nel 1393, armato Cavaliere dal Duca di Milano nel 1395,

Capitano di cavalleria ducale nel 1395, Luogotenente a

Pisa nel 1401, tenta di occupare Como nel 1403;

Signore di Como con Mugliasca, Bellano,

Gravedona, Mandello, Esino, Varenna e Lugano

(questa perduta nel 1411) dal 17-10-1408,

compra Chiavenna nel 1411.

= .

Parte prima Pagina 18


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Parte seconda

COME NASCE IL TERMINE NOME


ED IL TERMINE COGNOME.

Parte seconda Pagina 1


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Nome e cognome.

Dalla nascita della famiglia,


come aggregato di persone,
discende lesigenza di
identificare i vari membri del
gruppo.
Lidentificativo sar tanto pi
semplice quanto pi limitata
sar la dimensione del gruppo e
con la crescita di questo crescer
anche il bisogno di ricorrere ad
identificativi pi diversi.
Se questo vero per i popoli europei, lo un p meno per i cinesi, presso i
quali esistono solo pochissimi identificativi cognominali.

Pur essendo il cinese il popolo pi


numeroso del pianeta, il maggior
numero di persone porta un cognome
composto di un solo ideogramma o
suono parasillabico;
attualmente in Cina ci sono solamente
circa 3 mila cognomi di grossa
diffusione e solo 200 cognomi doppi.

Parte seconda Pagina 2


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

I quattro cognomi pi usati sono : Zhang, Wang, Li e Zhao.


Il pi diffuso il primo che, secondo le pi recenti statistiche, portato da
oltre 100 milioni di persone e con i primi 3 ci sono circa 270.000.000 di cinesi.

L'identificativo per differenziare l'uno dall'altro noi labbiamo chiamato


nome, in altre parole un attributo che caratterizzi la persona e che possa
permettere ad ogni componente del gruppo di capire a chi ci si sta riferendo.
Possiamo dire quindi che il nome, con caratteristiche simili allattuale
soprannome, nasce assieme alluomo, quando lorganizzazione del gruppo
impone lidentificazione dei vari componenti come elementi distinti.
La prima forma di nome prende ispirazione dalla natura, sia per la carica
emotiva o attrattiva che lelemento naturale comporta, sia per laffinit a volte
augurata, a volte riscontrata.
I nomi Volpe, Lupo, Orso, Cane, Nuvola, Montagna, sono solo esempi di
questo tipo di identificativo.
Con la nascita del culto per il soprannaturale si rendono disponibili a questo
bisogno di identificare le persone anche i nomi o gli attributi degli dei, i
mestieri forniscono altri elementi, i luoghi dorigine o residenza ne
forniscono altri ancora.
Luomo un animale sociale, ma anche un animale molto curioso e il
desiderio di conoscenza caratterizza proprio lhomo sapiens.
Il bisogno innato di viaggiare, di esplorare, di conoscere porta al contatto con
gruppi diversi.

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Il fatto stesso di rendersi conto che esistono gli altri conduce
allidentificazione di se stessi come appartenenti ad un gruppo e rende perci
indispensabile la definizione del proprio gruppo con un nome comune che
definisca lappartenenza al gruppo stesso : nasce cos il germe del cognome.
Il cognome pu prendere molti riferimenti per identificarsi, dal nome del
capofamiglia, io sono uno dei figli di , al nome della localit dorigine io
sono uno di quelli della valle, al tipo di mestiere svolto dal proprio
gruppo, io sono uno dei cacciatori, lunico limite la fantasia.
Con lampliarsi del gruppo, con laumento del numero dei singoli gruppi
familiari e con lallargamento dei confini esplorati e delle genti nuove
conosciute si sente lesigenza di una struttura che consenta in modo univoco
ed organizzato di identificare ogni
singolo elemento umano della societ.

Gli antichi Romani gi varie centinaia


danni prima di Cristo sentirono
lesigenza di chiamare ogni cittadino
con i tria nomina (tre nomi).

Il parenomen era il nome di "battesimo", poich veniva dato dai genitori al


bambino il giorno della nascita.
Alcuni esempi: Lucius, Marcus, Fabius, Caius, Gaius, Appius, Titus, Decimus,
Quintus....

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Solitamente le donne prendevano come prenomen il femminile o un
vezzeggiativo della gens; per esempio la figlia di Ottaviano Giulio Cesare si
chiamava Giulia.
Il nomen invece indicava la gens (o stirpe, il nome della famiglia allargata o
clan) ,la famiglia e serviva quindi a distinguerle dalle altre.
La gens indicava quindi i discendenti di una stessa stirpe.
Ad esempio Iulius significava discendente da Iulo cio Enea.
Il cognomen (il soprannome), consentiva ad ogni romano di essere
identificato in caso di omonimia.
Il soprannome poteva essere composto aggiungendo un quarto ed un quinto
nome a completare il praenomen.
Il cognomen, come al giorno d'oggi, indica quindi la famiglia d'origine.
Alcuni di questi spesso erano di origine popolare come nel caso di
Cicerone chiamato Cicero derivato da "cece", oppure Lepidus da
scherzoso. Altri cognomina : Caesar, Cicero, Brutus, Vespasianus.
Esistevano inoltre i cognomina triumphalia, ossia particolari titolazioni
assunte permanentemente da generali vittoriosi.
Emblematico il caso di Publio Cornelio Scipione che per la sua vittoria
contro i cartaginesi venne soprannominato l'Africano.
Dal I secolo d.C. gli Imperatori potevano essere insigniti di titolazioni
chiamate cognomina ex virtute, che gli venivano attribuiti in caso di grandi
vittorie militari ed i titoli ricordavano il nome della regione ove si erano
svolti i combattimenti, come ad esempio Marco Giulio Filippo che ebbe i
titoli di Persicus, Parthicus maximus, Germanicus maximus e Carpicus
maximus.

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Gli Imperatori potevano anche essere


insigniti di titolazioni "non militari" come ad
esempio Antonino che ricevette il cognomen
ex virtute di Pius perch molto rispettoso nei
confronti del suo predecessore.

Altri imperatori ebbero dal Senato il titolo di


Optimus Princeps.

Con la caduta dellimpero romano le influenze barbariche portarono ad un


quasi completo abbandono dei tria nomina, la struttura cognominale latina,
tranne che per pochissime famiglie patrizie e si ritorn alluso del semplice
nome dellambito famigliare spessissimo ispirato al nome di santi della
religione cristiana.
Verso la fine del XI secolo le influenze delle popolazioni barbariche
portarono ad affiancare al semplice nome, almeno per le famiglie pi
abbienti, il nome del padre o della madre nella forma genitiva (de, di), come
era in uso presso le popolazioni barbare dove lidentificativo per eccellenza
era il nome del padre o della madre con un suffisso patronimico o
matronimico.
Pensiamo ai britannici terminanti per -son come Johnson, alle popolazioni
nordiche con i vari cognomi terminanti per -sen o -son come Johanssen o
Petterson o quelli dei popoli slavi terminanti per -vic, -ig o -cic come Ivancic
o Petrovic o per i popoli di ceppo russo terminanti per -ov a volte scritto off
come Stefanov, tutti suffissi che stanno : per figlio di.

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Per lo studio dell'origine dei cognomi quindi importante sottolineare
come nasca il termine cognome ed il termine nome.
In epoca repubblicana i Romani sentirono il bisogno di aggiungere un
elemento distintivo, che consentisse di identificare due diverse persone
aventi lo stesso Nomen ed appartenenti alla stessa Gens.
Adoperarono cos dei Cognomen o soprannomi che facevano riferimento a
caratteristiche fisiche, al colore dei capelli, alla balbuzie, al candore della
pelle, oppure a fatti che avevano caratterizzato la loro esistenza o a nomi di
popoli che avevano vinto o di campagne militari che avevano effettuato o al
loro luogo di provenienza e cos via.
Come detto, in latino il Nomen era l'identificativo della persona, mentre il
Cognomen era l'identificatore della Gens di appartenenza.
In Caio Giulio Cesare Caio era il Praenomen, Giulio il nome gentilizio, cio
l'identificatore della familia o meglio Clan di appartenenza e Cesare era il
cognomen cio l'identificativo della persona all'interno della Gens Giulia.

Gens qualcosa di pi che famiglia, come la intendiamo noi, ma piuttosto il


clan, cio l'insieme di tutti quanti discendono da una stessa origine comune.
Si pu notare l'affinit tra il vocabolo latino gens e genus (stirpe, genere),
genitus (generato), che fanno capire come comune sia il concetto che ha dato
luogo a questi diversi vocaboli ed il concetto di generare, dare origine; il
gen (da cui genesis , genesi=origine) greco che aveva il significato di
elemento primordiale, capostipite.

Risulta chiaro quindi anche il termine genealogia, come studio (logia) delle
origini (gen), cio come studio delle origini delle genti.

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Dall'uso latino, si passati ad una definizione di origine pi indiretta, quindi


al concetto di soprannome. Abbiamo quindi cognomi come derivazioni di
termini che indicano professioni, origini geografiche, caratteristiche fisiche
ecc.
I primi cognomi appaiono in Italia nel IX secolo come prerogativa distintiva
di una classe privilegiata, poi man mano il fenomeno si diffonde sempre pi,
fino ad arrivare in epoca rinascimentale ad essere abbastanza diffuso.
Non ancora comunque una caratteristica ereditaria, ma piuttosto un
carattere distintivo della persona, solo i nobili trasferiscono ai figli
primogeniti l'uso dell'identificativo del casato, che cos si perpetua.
Verso il XVIII secolo il bisogno di far un p d'ordine e la necessit di
identificare popolazioni diventate ormai troppo popolose porta
all'imposizione per legge dell'obbligo del cognome.
Una vera e propria statistica riguardante l'origine dei vari cognomi non
esiste, ma si stima che un 35% derivi da nomi propri del padre o del
capostipite, un altro 35% abbia relazione con la toponomastica, cio faccia
riferimento a nomi di paesi o localit o zone, un 15% sia relativo a
caratteristiche fisiche del capostipite, un 10% derivi dalla professione o dal
mestiere o dall'occupazione o dalla carica mentre un 3% sia di derivazione
straniera recente ed un 2% sia un nome augurale che la carit cristiana
riservava ai trovatelli.
Presso gli antichi greci le persone venivano identificate dal nome proprio, da
quello del padre e, a volte, dalla localit d'origine.

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Parte terza

CRONOLOGIA DI MILANO
E COMO
COMUNI E SIGNORIE

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Estratto da: Cronologia di Milano.

Sono evidenziati solo gli anni in cui sono citati i


Rusca Rusconi.

1258 A Como le lotte tra Rusconi e Vittani attirano l'attenzione dei Milanesi.
Capitani e la Motta accorrono a Cant per sostenere i nobili comaschi;
la Credenza stabilisce il suo quartiere a Vertemate per proteggere i Vittani. In
aiuto dei Rusconi arrivano contingenti da Cremona, Pavia e Novara. Vince
Martino della Torre con la Credenza; i Vittani prendono il potere a Como e in
cambio eleggono Martino podest di Como per cinque anni.

1263 Muore a Lodi Martino della Torre e viene sepolto a Chiaravalle, fuori
dellabbazia perch scomunicato. La Credenza elegge suo successore il
fratello Filippo della Torre, che deve risolvere il problema dell'arcivescovo e
dei rapporti col papato.
A Como i Vittani lo proclamano loro signore, mentre i Rusconi lo
sostituiscono con Corrado di Venosta.
Filippo della Torre con le forze della Credenza entra a Como, mentre i
Rusconi introducono in un altro quartiere della citt il Venosta e il suo
protettore Simone di Locarno. Si combatte per le vie; i Rusconi e il Venosta
fuggono per la Valtellina; Simone da Locarno fatto prigioniero e portato in
trionfo a Milano, dove viene rinchiuso in un gabbione sotto le scale del
Broletto ( Termine che in origine definiva un campo recintato da un muro, nel
quale in epoca medievale si svolgevano le assemblee dei cittadini )

1279 Lotario Rusca, comasco, podest di Milano e Giovanni del Poggio,


torinese, Capitano del Popolo.

1281 Guglielmo VII del Monferrato sbarca a Genova con 500 militi castigliani
e 100 balestrieri.
I Rusconi e Simone da Locarno richiedono il suo aiuto a Como e lo nominano
per dieci anni Signore di Como.
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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

1302 Galeazzo Visconti, per ordine di Matteo, cattura a Bisentrate Pietro


Visconti e lo porta a Milano.
Antiochia Crivelli, moglie di Pietro, raduna nel Seprio Corrado Rusca,
Landolfo Borri, Albertone Visconti, Corrado da Soresina, Enrico da Monza,
costituendo un esercito di 10.000 uomini. Il palazzo dei Visconti
saccheggiato e distrutto. Galeazzo Visconti fugge nel castello di S.
Colombano, la moglie Beatrice ripara a Ferrara dove nasce Azzone. Gli altri
figli di Matteo si rifugiano per qualche tempo nel convento di S. Eustorgio.
Matteo, rimasto senza rifornimenti, ricorre all'intermediazione di Venezia per
trattare la pace. Le condizioni degli avversari sono precise: i Visconti devono
abbandonare il governo di Milano e gli esuli devono ricevere un indennizzo
(Pace di Pioltello). A Milano si riuniscono a discutere Alberto Scotti,
Filippone di Langosco di Pavia, Antonio Fissiraga di Lodi, Corrado Rusca di
Como, Enrico da Monza, Pietro Visconti. Quest'ultimo si opponeva alla
consegna della citt ai Torriani, cercando di separare la responsabilit della
famiglia Visconti da quelle di Matteo e Galeazzo.
Lo sostiene solo Corrado Rusca.
Il Consiglio generale presieduto da Alberto Scotti affida per sei mesi il
governo della citt a Bernardo Scotti, figlio di Alberto, in qualit di rettore.
I Torriani superstiti possono far ritorno in citt: Erecco, Corrado detto Mosca,
Moschino suo figlio, Guido figlio di Francesco, Martino figlio di Cassono,
Imeraldo, Napino figlio di Mosca, Angefosso figlio di Andreotto, Zonfredo
figlio di Carnevario, Leoncino, Oliverio.

1329 Riunione dei Ghibellini a Marcaria (20-21 aprile), convocati


dall'imperatore.
Vi partecipano Cangrande della Scala, Franchino Rusca, Ludovico Gonzaga,
Ponzino da Cremona. Azzone Visconti, invitato a partecipare, dice ai messi
che preferirebbe la morte piuttosto che sottomettersi all'imperatore. Lo
Scaligero riceve dall'imperatore il possesso di Mantova, forse promettendo
un aiuto contro Azzone.

1335 Francesco Scotti, gi correggente di Piacenza, fomenta un tumulto


popolare e scaccia i rappresentanti della Chiesa e i guelfi dalla citt (28
settembre). Agisce con l'aiuto di Azzone Visconti, ma poi tiene per s il
governo della citt.

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Il 29 luglio Franchino Rusca, insediato a Como dai fuorusciti, consegna la
citt ad Azzone che subito dopo riprende il controllo di tutto il distretto
milanese (Seprio, Martesana, Lecco, Ghiara d'Adda).
Passano sotto Milano anche la Valtellina e la Valchiavenna.
A Como viene ristrutturato il castello e costruita la cittadella.

1376 Lotario Rusca, marito di Enrica Visconti, figlia di Bernab e Donnina


de' Porri, tratta la pace col Monferrato per conto dei Visconti.

1416 Filippo Maria, con l'aiuto di Filippo di Vertus (Virt), figlio di Valentina
Visconti, riconquista Lodi, Como e Trezzo (1417).
I Rusca di Como ricevono in cambio il governo della contea di Val Lugano,
creata apposta per loro da Filippo Maria.
Muore Pietro Torelli. Probabilmente subito dopo scolpito il monumento
funebre in S. Eustorgio e intorno al 1420 la famiglia fa costruire la cappella di
S. Domenico (seconda a destra) dov' collocata l'arca attribuita alla scuola di
Jacopino da Tradate.

1490 Muore la beata Beatrice Casati Rusca, terziaria francescana e vedova di


Franchino Rusca. Viene sepolta nella cappella di S. Antonio in S. Angelo.
L'urna marmorea fatta scolpire dalla figlia al* Bambaja nel 1499, con la
demolizione della chiesa stata trasportata nel nuovo S. Angelo.
(* Agostino Busti detto il Bambaja)
Cronologia di Como

Dei personaggi storici di Como, vengono


presi in considerazione Federico Barbarossa,
figlio di Federico II, che alla morte del padre
divenne duca e fu poi incoronato
imperatore, e che a Como, uscita dalla Lega
di Pontida, promosse la costruzione del
castello Baradello; Napo Torriani,
discendente della famiglia dei Della
Torre,dopo essere stato catturato al seguito della battaglia di Desio, mor
dopo un anno e mezzo di prigionia nel Castel Baradello, in una delle gabbie
riservate ai prigionieri. Infine vengono descritte le ostilit tra due famiglie
comasche: Rusca da una parte, Vittani e Torriani dall'altra

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1237 Como esce subito dalla battaglia di Cortenova; la lotta comasca per il
potere vede contrapporsi le famiglie dei Rusca e dei Vittani
1311 I Rusca ritornano in possesso di Como
1402 I Rusca riprendono momentaneamente possesso di Como
1406 Franchino riprende in mano Como
1416 Lotorio vende ai Visconti la citt di Como
1447 A Milano proclamata la Repubblica e Como ne segue lesempio

I due centri di Civello e Maccio ebbero parte importante nella storia


medievale di Como, in quanto possedimenti della potente famiglia dei
Rusconi, rivale dei Vittani per la signoria della citt. Nel 1260 Loterio Rusca
costru in Civello un castello, che all'inizio del Trecento fu il quartier generale
di Franchino Rusca nella sua lotta per la supremazia su Como. Esso fu
distrutto dagli spagnoli nel 1527
Sempre a causa della sua posizione, Argegno, fu molto importante tra il XIII e
il XIV secolo durante le lotte tra i Rusca e i Vittani, le due famiglie che si
contendevano il dominio della citt di Como e del suo territorio, in epoca
comunale. Vi fu costruito alla fine del Duecento un castello con la torre che
resistette fino al 1875; oggi ne rimane solo una parte trasformata in
abitazione.
Nellanno 1335 Como con tutti i suoi territori, Argegno compresa, si consegn
ai Visconti, signori di Milano.
Nel 1416 fu ceduta in feudo ai Rusconi insieme alla Valle dIntelvi anche se i
signori di Milano, i Visconti appunto, conservarono la signoria su tutta la
zona.

L'et dei Comuni e delle Signorie


1159

Inizia la seconda fase comunale, dopo quella dei consoli.

Il Barbarossa nomina il primo podest di Como: Bernardo Rusca.

Il podest - scelto spesso in altre citt, perch possa essere al di sopra delle
contese tra classi e famiglie del luogo, almeno fino alla seconda met del XIII
secolo - funge da magistrato supremo e difensore dell'unit cittadina.

Le consuetudini amministrative sono fissate negli Statuti. Quelli di Como


vengono compilati tra il 1183 e il 1194.

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
1237

Alla battaglia di Cortenova, Federico Il sconfigge i Comuni e invia il


Carroccio come trofeo in Campidoglio. Como, entrata nella Lega anti-
imperiale per ultima, ne esce subito. Anche dopo la sconfitta degli imperiali a
Gorgonzola (1145) ad opera dei Lombardi guidati da Simone da Locarno, il
suo potere rester pressoch intatto.
Si stanno intanto creando le premesse al passaggio dal Comune alla Signoria.
A Como la lotta per il potere vede contrapporsi le famiglie dei Rusca
(Ghibellini, ossia sostenitori dell'Impero) e dei Vittani (Guelfi, sostenitori del
Papato), legati rispettivamente alle due fazioni milanesi dei Visconti
(Ghibellini) e dei Torriani (Guelfi).
I Torriani (o Della Torre) sono originari di Primaluna in Valsassina. Nel 1256,
Martino Torriani si trova alla guida di Milano, presto contrastato da
OttoneVisconti. Lecco partegger sempre per i Torriani.
A Como le lotte civili iniziano formalmente nel 1250, quando i Rusca
scacciano i Vittani, che per nel corso dello stesso anno passano al
contrattacco e riescono ad espellere a loro volta i Rusca. In questa fase di
predominio guelfo, i Vittani possono contare sull'appoggio dei Torriani.

1263

IRusca tentano di impossessarsi del potere affidandosi a Simone da Locarno,


gi esiliato da Milano per volont dei Torriani, suoi avversari politici.
L'impresa fallisce. Simone, prigioniero, rimane chiuso in gabbia, secondo
l'usanza dell'epoca, fino al 1276, a parte una breve fuga.

1276

I Rusca riescono a rientrare in Como scacciando i Vittani e Torriani

1311

I Rusca, con Franchino, ritornano in possesso di Como. Franchino si


proclama Signore.

L'epoca comunale definitivamente chiusa. Nello stesso anno MatteoVisconti


diventa vicario imperiale di Milano. Enrico VII concede Lecco in feudo a
Cressone Crivefli, rivale dei Torriani, successivamente per avversario dei
Visconti.

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
1325

Franchino Rusca impone un fratello come vescovo, opponendolo a quello


nominato dal Papa. Il gesto gli costa la scomunica ed il progressivo
isolamento.

1336-1338

Azzone unisce la sponda sinistra dell'Adda al territorio milanese con il ponte


fortificato ad otto arcate, difeso a ciascuna estremit da una torre.
Successivamente, nuove arcate saranno aggiunte per favorire il deflusso delle
acque. Sul ponte viene esercitato il diritto di pedaggio, da cui sono esclusi
solo i Valsassinesi, forse per aver contribuito in modo determinante alla sua
costruzione, forse per il vantaggio arrecato allo Stato visconteo dalle loro
miniere di ferro.
Nonostante le lotte confuse e convulse, di cui difficile sintetizzare le
vicende, questa un'epoca di relativa prosperit per Como. I mercanti
comaschi viaggiano per tutta l'Europa, e la lana comasca si vende bene e a
prezzo conveniente. Alla fine del XIII secolo le mura sono estese fino al lago e
sorgono i palazzi-fortezza: quello dei Rusca entro le mura, quello dei Vittani
vicino al vecchio porto. Il castello della Torre Rotonda opera dei Rusca. I
Visconti lo amplieranno con l'edificazione della Cittadella (1336).

1402

Gian Galeazzo muore di peste. Esplodono violente le lotte tra Guelfi e


Ghibellini. I Rusca (con Franchino, nipote dello zio omonimo) riprendono
momentaneamente possesso di Como. Franchino attacca e depreda anche
Lecco, Mandello e Varenna.

1406

Tregua fra i Rusca ed i Vittani. Nel 1408 Franchino con un colpo di mano
riprende Como, ma vaste zone del contado restano ai Vittani.

1413

Muore Franchino Rusca , gli succede il figlio Loterio.


Dal Comune alla Signoria milanese dei Visconti

L'epopea del Libero Comune di Como si dispiega durante il XIII secolo con
piena autonomia amministrativa grazie a Statuti Comunali propri e alla

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
notevole prosperit economica derivante da floridi e liberi commerci, ma
continuamente travagliata, come altrove in Italia, dalle lotte civili intestine,
fomentate dalle famiglie maggiorenti della citt che si contendono le
maggiori magistrature e il ruolo sempre pi preminente di Podest: i Vitani
di Como sono schierati col partito Guelfo, capeggiato a Milano dai Della
Torre ovvero Torriani; i Rusca o Rusconi sono schierati invece col partito
Ghibellino, guidato a Milano dai Visconti. Su questo sfondo si proietta
l'episodio pi traumatico e leggendario della barbara prigionia e morte nel
castello Baradello del capo guelfo, gi podest di Como, Napo Torriani:
all'indomani della battaglia di Desio del gennaio 1277, che vede vincitori i
ghibellini capeggiati da Ottone Visconti sui guelfi, Napo Torriani catturato
da Ottone Visconti e rinchiuso con figli e parenti nel Baradello, ove i
prigionieri resteranno esposti per 19 mesi in tre gabbie di legno appese
all'esterno della torre, ben visibili dalla citt e dalla strada Regina, a
drammatico monito per le velleit guelfe sulla citt.

Napo Torriani con alcuni dei figli e nipoti morranno di inedia nelle gabbie
solo nell'agosto 1277 e la leggenda vuole che venissero sepolti nell'oratorio di
S. Nicola annesso al castello o nella chiesetta gi paleocristiana di S. Martino
in Sylvis, sulle falde del colle, presso S. Carpoforo.

Dal 1335 la Signoria Viscontea, nel frattempo affermatasi a Milano, estese la


sua influenza anche su Como, con l'appoggio iniziale degli alleati Rusca.
Sono promulgati nuovi Statuti con i quali da parte dei Visconti
definitivamente cancellata l'autonomia Comunale di Como e, una volta
pacificate le fazioni cittadine, i nuovi Signori intraprendono il potenziamento
delle fortificazioni, compresa la sopraelevazione della cinta muraria e del
massiccio torrione romanico del Baradello, che si eleva di altri 8 metri e
diviene svettante e coronato di eloquenti merli ghibellini.

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Come fu la citt di Como travagliata dalle guerre


civili, essendo prima occupata di Rusconi ghibellini, e
poi da Vittani seguaci dei guelfi.
Cominciorno le citt d Italia sollevarsi pretendono gli pi potenti cittadini il
dominio di quelle; il che cominciorno far anco li Comaschi dividendosi in due
fazioni, cio nella guelfa addimandata dai Vittani e nella Ghibellina nominata dai
Rusconi; e questi fabricorno per lora difesa il Castello della Torre Rotonda e una
forte torre sopra li macello, over beccarla, e gli Vittani edificarono al Medesimo
modo un altro Castello nel contorno dellAliasca vicino alla chiesa di S.Nazaro
appellato la Demorata,e accendendosi fra questi ogni giorno pi gli intestini odii per
il desiderio di regnare, vennero alle mani con sanguinosi combattimenti. Essendo
superati i Vittani e gettata a terra la loro dimora e puniti gli Principali di quella
fazione in grande somma di denaro, si fecero i Rusconi Signori di Como.Erano
similmente nella citt di Milano suscitate simili sollevazioni combattendo assieme la
nobilt, fautrice dei ghibellini, e la Plebe, seguaci dei Guelfi, essendo la medesima
Plebe favorita dai Vittani e la stessa Nobilt seguita dai Rusconi ( i Vittani )
congiuntisi con la Plebe Milanese venuta in lor agiutto superorno e cacciorno i
Rusconi da Como, ottenendo il dominio della citt. Ritrovandosi la Repubblica
Comasca in cos calamotoso stato gli si ribell tutta la sua giurisdizione che fu l
anno del Signore 1252. Et fu da Vittani creato Podest di Como Martino Torriano,
Milanese qual fece promulgare molti decreti a favore dei Vittani in odio dei
Rusconi.Essendo passato ad altra vita Martino Torriano, Signore di Milano, nell
anno del Signore 1263, concitorno i Rusconi seditione nella Citt di Como, e dalla
Signoria di quella deposero,per forza darme, i Vittani; ma essendo rettamente
occupato il Principato di Milano da Filippo Torriano, fratello di Martino, confidatisi
i Vittani nelle lui aggiutti, si posero nuovamente in arme e superorno i Rusconi,
ponendosi, contro i loro volere, nel possesso della citt. A Filippo successe Napo,
suo zio, quale pigli la Pretura di Como, essendo Accursio Cotica creato vicario del
Magistrato. Ma i Comaschi, tollerando malagevolmente la di lui molta rigidezza, per
mostrarsi contro i suoi sudditi inquieto e crudele , carcerorno il Cotica e, all
incontro da Torriani carcerato Simone Muralto da Locarno, Capitano dei
Comaschi, ma furono, poco dopo, amendua tralasciati.Essendo in tal modo a
Torrioni ribellati i Comaschi, si congiunsero questi con la Nobilt Milanese e
mandorno Simone a scorrere con gente armata i confini dei Milanesi. Ma,
migliorando la fortuna dei Torrioni, pentironsi i Comaschi della mancata fede.

Fonte: F. Ballarini, Compendio delle croniche della citt di Como, Como 1619
pp.17-19.

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

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Parte quarta

Castello di Montebello a Bellinzona

PRESENZE DEI RUSCA


RUSCONI NEI PAESI DEL
COMASCO.
Parte quarta Pagina 1
Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Presenze dei Rusca Rusconi nei paesi del comasco.


ESTRATTI DA DIZIONARIO STORICO DELLA
SVIZZERA.

Gironico
Il pi antico documento sin qui trovato dove compare il nome del paese del
962.

La parrocchia, dedicata ai santi Nazaro e Celso (28 luglio), fu fondata nel 1455
con l'appoggio della famiglia Rusca che ottenne per questo il diritto di
nomina del parroco.

Nell'Historia della Famiglia Rusca si legge "presso di me Gio Paolo Stoppano


Notaro de Como vi memoria del 1495 della fondatione e donatione fatta
dalli signori Conti Ruschi della chiesa di S. Nazario di Geronico".

Moltrasio
In epoca medioevale, il piccolo borgo si reggeva gi come comune autonomo
potendo contare su propri consoli che comparivano gi in un monumento
datato 1058.

In questo periodo, Moltrasio prese parte con Como alla guerra decennale
contro Milano (1118-1127) e, come del resto fecero tutti i centri del Lario,
partecip alle guerre fra Guelfi e Ghibellini, che a Como facevano capo alle
famiglie dei Vittani e dei Rusca, schierandosi con questi ultimi, per il
controllo della citt di Como.

Secondo gli Statuti della citt di Como (1335), Moltrasio aveva l'obbligo della
manutenzione di un tratto della via Regina, l'importante strada romana che
correva lungo la sponda occidentale del Lario: esso identificabile nel
percorso di mezzacosta che attraversa Vergonzano, Durino e Vignola per
raggiungere Donegano: linea lungo la quale sono stati effettuati i
ritrovamenti archeologici menzionati e dove si trova la chiesa di S.Agata,
primitiva Parrocchiale di Moltrasio.

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Nel 1522 il borgo fu poi messo a ferro e a fuoco dagli abitanti di Torno, sulla
sponda opposta del lago, a loro volta puniti per aver fomentato una rivolta
filo-francese e anti-spagnola.

I documenti storici affermano che "i Cornaschi non lasciarono la patria senza
vendetta... quegli abili navigatori corseggiando per tre mesi il lago, senza contrasto,
tutto misero sottosopra con ruberie, carceri, stragi e incendi... mandarono a ferro e
fuoco Laglio, Carate, Cernobbio e Moltrasio, terre nemiche a loro, perch della loro
rovina non menassero vanto".

Chiasso*
La storia e l'evoluzione del comune di COMO sono strettamente legate alla
sua peculiarit geografica. Menzionata dal 1140 * (Claso), possedeva
probabilmente una rocca a complemento delle fortificazioni della citt di
Como, a cui appartenne in qualit di suburbio fino al 1416, quando
nell'assegnazione ai Rusca della pieve di Balerna fu amministrativamente
integrato anche COMO. Esso mantenne tuttavia le prerogative di privilegio
d'origine imperiale attribuite alle cascine (di propriet della fam. Albrici) che
ne componevano il nucleo, cos come avvenne per la vicina localit Boffalora,
costituita da masserie e mulini e che apparteneva agli Interlenghi.

Drezzo
La prima traccia scritta sulla storia di Drezzo un documento notarile,
conservato nellarchivio di Stato di Milano, risalente allVIII secolo. Nella
famosa guerra decennale fra Como e Milano (1118-1127) Drezzo si schier
dalla parte di Milano. Una racconto poetico di quel periodo narra della
conquista del paese da parte delle truppe comasche e cita due torri di difesa
circondate da una cinta fortificata, delle quali tuttavia non rimane traccia. Nel
1240 Drezzo fu assegnato al quartiere comasco di Porta Torra. Il territorio
agricolo del paese era di propriet di alcune famiglie comasche, tra le quali i
Rusca (Rusconi), i Raimondi, gli Odescalchi, i Bonomi e i Franchi.

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

La Valmalenco (1100-1300)
Alcune invasioni barbariche (Ungari) flagellarono le alpi ma la valmalenco
non ne risent particolarmente (l'unico particolare interessante sono le
sembianze asiatiche di alcuni individui in valle, pi marcate su vecchie foto).
Tra il 1027 e il 1039 Sondrio ("Sutri") venne affidata dall'imperatore d'Italia
alla famiglia milanese de' Capitanei. Essi videro di buon occhio l'importanza
che poteva assumere la valmalenco negli scambi con i retici e quindi
riabilitarono la strada per il Muretto. Controlli attenti vennero affidati alle
torri di guardia, poste in serie via via che si saliva in valle, una vecchia
carovaniera che passava da Mossini ricongiunse il popolo Malenco con
Sondrio.

Aspetto molto importante fu la nascita del comune verso il 1100, che


accomun il popolo nella lavorazione della terra i cui frutti "dovevano essere
la ricchezza della comunit"; cos si increment il patrimonio agricolo,
demolendo selve per ricavare prati e vigneti, dando inizio con il
disboscamento a quell' attivit che ha accompagnato la valle fino al nostro
secolo (si ricordi il nome Val di bachet). Se la nomenclatura Torre da
ricondurre a quanto detto prima sulle torri di guardia, Chiesa nasce dalla
costruzione appunto della Chiesa di S.Giacomo, verso il 1100. Nel 1292 Sudri
i de'Capitanei vennero battuti da un'altra famiglia milanese: i Rusconi. La
rappresaglia si espanse fino al castelletto de'Capitanei di Caspoggio il quale
venne distrutto. Si pensa che il passaggio dei vittoriosi per la carovaniera fece
scappare verso l'alto i minacciati abitanti dai vari agglomerati. Questo port
alla nascita di nuove frazioni (Pizzi, Ciappanico, Arcoglio, Mastabia...),
favorendo ulteriore utilizzo di prati e un nuovo disboscamento, ma il cui
limite di sicurezza era oltrepassato e che anni dopo avrebbe fatto pagare gli
errori agli abitanti con alluvioni e frane di enorme portata.

La Valmalenco (1300- 1400)


Le lotte tra le due famiglie durarono per alcuni anni, poi i
De'Capitanei, seppur battuti, riuscirono a tornare sulle rovine della
propria fortezza e si diedero da fare per ristabilire il potere. In questi
anni un Consiglio Generale tenuto dai De'Capitanei stabil per la
popolazione la prima suddivisione in strati sociali ed inoltre in
Valmalenco si ebbe anche una suddivisione della valle in 6 Quadre,
ognuna composta da varie frazioni.

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
I rappresentanti delle varie Quadre formarono il "Consiglio Generale
della magnifica Valle di Malenco". Proseguendo negli anni si vide il
passaggio del potere dai De'Capitanei a favore dei Rusconi.
Quest'ultimi diedero la Valtellina e la Val Malenco ai Visconti,
emergente e potentissima famiglia del milanese. I De'Capitanei
vennero comunque mantenuti dai Visconti come "governatori", titolo
peraltro insignificante. L'aumento delle tasse cre malcontento in valle
e si prese ad organizzare una rivolta contro i Visconti che sfoci in
battaglia nel 1370.

I Visconti si difesero facilmente ma non riuscirono ad entrare in


Valmalenco per punirvi gli insorti in quanto venne opposta una dura
resistenza ai piedi della valle, che dur per ben 3 anni. L'unico
percorso per l'approvvigionamento di cibo fu la carovaniera per il
Passo del Muretto. Tutto si risolse nel 1373 con una tregua tra i
De'Capitanei (e i rappresentanti malenchi) e i Visconti.

I GHIBELLINI DI FRANCHINO RUSCA ASSEDIANO

SONDRIO
Nel quadro della lotta tra Guelfi e Ghibellini: "Franchino Rusca (...) l'assedi
[Sondrio], chiamando in suo aiuto il fratello Ravizza, il quale con un grosso
esercito, mettendo a ferro e fuoco tutto ci che trovava fuori delle mura (...).
Talvolta gli assediati dovettero respingere degli assalti; talaltra fecero delle
sortite ed attaccarono scaramucce col nemico. Una volta questi piomb loro
addosso al di l del Mallero, in quella parte del borgo che si trova a ponente
e che si dice Cantone; ad essa fu appiccato il fuoco, cos che abbruci quasi
tutto, tranne le case dei Vaccani e qualche altra che il fuoco non pot
distruggere. Alla fine per i Ghibellini, non senza gravi perdite, si ritirarono
e furono respinti al di l del Mallero. Ambedue le fazioni si arrecarono
reciprocamente gravi danni con rapine, uccisioni ed incendi; ed ogni cosa
rincar assai, tranne il vino e la carne, che rimasero ai prezzi ordinari". Cos
il Guler. La citt era gi stata assediata e incendiata dai Rusconi (Ghibellini)
nel 1310 e dallo stesso Franchino Rusca, che ne era stato respinto, nel 132S.Il
Rusca ci riprover nel 133S.Si vogliono estirpare i De Capitani, di fazione
Guelfa.

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E ancora il Guler che ne parla: "Franchino Rusca (...) mosse di nuovo col
suo esercito contro Sondrio, per distruggere ancora una volta le mura, che
egli riteneva opera spregevole; a lui prest aiuto anche Azzone Visconti,
principe di Milano e di Como; cos che le mura di Sondrio furono rase al
suolo". Il 23 luglio del 1335 il Rusca ceder al duca di Milano i suoi domini
del Comasco e della Valtellina (meno il contado di Bormio che si era messo
sotto la protezione di Coira): "avendo (...) Franchino Rusca, capitano del
Comune e popolo di Como, ceduto il dominio ad Azzone Visconte signore
di Milano, questo li 23 luglio 1335 ne prese possesso...". Ha cos inizi la
dominazione viscontea in Valtellina.

Cronologia di avvenimenti legati alla citt.

1292 Lattacco a Sondrio, in mano a capitanei guelfi da parte dei Rusconi,


scatena lintervento dei Vitani e dellavvocato di Matsch (Val
Venosta).Dopo alcune brillanti vittorie gli aggressori saranno fermati
a Ponte e quindi costretti a ritirarsi fino al lago.
1309 Imperverso ancora a Como la lotta tra i Vitani e i Rusconi Questi
ultimi, coadiuvati da truppe tedesche dirette a Milano, attaccano e
devastano Sondrio, i cui abitanti sono costretti ad abbandonare il
borgo e a insediarsi alle falde del Masegra.

1325 Nellambito della lotta fra i Rusca ghibellini e i Vitani guelfi


Franchino Rusca, capitano e signore di Como, occupa con poderose
forze il borgo e il Castello di Tresivio, mentre nel 1327 .. poich egli
[Corrado Del Pero] ivi [nel Castello Grumello] diede rifugio al
partito ghibellino e lascio che un presidio di ghibellini vi si
rafforzasse - sono affermazioni del Guler - i Capitani di Masegra e gli
Interortoli di Sondrio assediarono e alla fine espugnarono il
castello.

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1329 Truppe di Franchino Rusca, al comando del fratello Ravizza,
assediano nuovamente Sondrio che resiste per quasi un anno,
quando i comaschi si ritirano. Alleatosi con Azzone Visconti, il
Rusca otterr, nel 1336, che le mura della citt vengano smantellate.

1335 Dopo le lunghe e accese lotte tra guelfi e ghibellini, combattutesi fra i
Vitani e i Rusca, questultimi, signori di Como, cedono la loro
signoria ad Azzone Visconti, signore di Milano, che occupa
facilmente Valtellina e Valchiavenna, salvo la Contea di Bormio, che
sar costretta ad entrare a far parte della signoria milanese solo nel
1350.

1338 Viene nominato un governatore di valle per la Valtellina.

1413 Nicodemo e Francesco de Capitani, figli di Teoboldo e capi del partito


guelfo in Valtellina, riedificano, con il consenso del duca di Milano, il castello
Masegra, precedentemente incendiato e diroccato dai Rusconi che
capitanavano i ghibellini

Bellinzona
Per decenni si guerreggi per il possesso di Bellinzona.
A pi riprese la piazzaforte fu stretta d'assedio e conquistata, cos nel 1284,
1292 e 1303. A Bellinzona la famiglia comasca dei Rusca seppe affermarsi a
lungo contro Milano che, sotto la signoria dei Visconti, si faceva via via pi
potente. In seguito all'occupazione milanese della citt di Como nel 1335, ai
Rusca non rimase che Bellinzona. Qui essi ordirono una vasta insurrezione a
danno di Milano, che i Visconti riuscirono per a reprimere e a trasformare in
occasione favorevole per ridurre in proprio potere anche la citt ticinese. Nel
1340, dopo un assedio prolungato, Bellinzona fu obbligata alla resa.

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I Rusca conservarono solo la propriet del castello di Montebello.

Per Bellinzona ebbe inizio cos il dominio milanese destinato a durare un


secolo e mezzo.

Il complesso imponente di
Montebello (detto nel Tre e
Quattrocento anche castello
piccolo, nuovo o di mezzo, dal
1506 castello di Svitto, dal 1818
castello di S. Martino) sorge su
uno spuntone roccioso a est del
nucleo urbano di Bellinzona.

Le sue origini risalgono al tardo XIII secolo; una prima menzione indiretta
del 1313.

La rocca fu probabilmente innalzata dai Rusca, importante casato comasco,


e da loro pass ai Visconti solo sullo scorcio del Trecento.

Dopo una prima fase di ampliamento (a met del XIV secolo,


presumibilmente nell'ambito dei lavori di collegamento tra rocca e
fortificazioni cittadine), agli inizi del Quattrocento ci fu un periodo di
degrado: come risulta da lagnanze di commissari milanesi, intorno al 1460 i
fabbricati non soddisfacevano pi alle esigenze tecnico-difensive della chiusa
di Bellinzona, che si stava potenziando proprio allora.

Ampliamenti successivi, fra il 1462 e il 1490, trasformarono la vecchia


costruzione due-trecentesca nel complesso di fortificazioni che caratterizza il
castello ancora oggi. Caduto in abbandono nel XIX secolo, intorno al 1900
Montebello offriva un quadro di sfacelo ormai imminente; i lavori di
consolidamento e completamento, compiuti a partire dal 1903, si leggono
nelle file di laterizi che separano le parti nuove dei muri da quelle originarie.
Le mura attuali sono il frutto di ampliamenti eseguiti dalla signoria di Milano
nel XV secolo. La cappella di San Martino risale al XVII secolo. Oggi sede del
Museo Civico: sezione archeologia e di storia delle origini della citt.

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Locarno (1975 ab. Capoluogo di circolo e distretto, ed una delle tre


capitali del Canton Ticino nella diocesi di Como).
In epoca longobarda (dopo 569) il Locarnese stato parte della giurisdizione
di Stazzona (Angera). Nel 886 documentata una corte regia. Locarno fu poi
attribuita alla marca di Lombardia. Dopo lanno 1000, limperatore Enrico II
ha annesso la regione alla diocesi di Como, il cui vescovo linfeud ai nobili
da Besozzo da cui discendono le famiglie dei Capitanei di Locarno. Nel 1164
limperatore Federico Barbarossa concesse a Locarno un nuovo mercato e nel
1186 limmediatezza imperiale agli abitanti. La storia del XIII sec.
caratterizzata dal dominio di Como, dalle guerre contro Milano e dalle lotte
tra Guelfi e Ghibellini. Dal 1239 al 1249 Locarno stata governata dal
condottiero milanese Simone da Orello.

Nel 1342, dopo un breve periodo di reggenza autonoma dei Capitanei, fu


conquistata dai Milanesi che linfeudarono ai conti Rusca.

Nel 1262 fu presa ed arsa da una mano di fuorusciti nobili milanesi, guidati
da un Giordano Rusca da Lucino. In quelle irose fazioni tra guelfi e ghibellini
parteggi quasi sempre per questi ultimi. Nel 1342 cadde in potere dei
Visconti, che vi ampliarono lantico castello, creduto dorigine longobarda; lo
fornirono di capace darsena con largo cinto di muro, e vi mantennero un
militare presidio sino al 1410, in cui Luterio Rusca, per convenzione stipulata
col duca Filippo Maria Visconti, ebbe la contea di Locarno con Brissago, la
riviera di Gambarogno, Luino, Valtravaglia, ecc., in iscambio della signoria
di Como.
Il suo castello era a quei tempi una delle pi importanti fortezze dello Stato
milanese; nel 1502, per valorosa opera del generale francese Chaumont e del
conte Giovanni Rusca, sostenne un formidabile assedio contro 18 mila
Svizzeri, cui pose fine la pace segnata in Arona tra il governatore Baissoy ed
il cardinale Schinner: pochi anni dappi, nel 1518, in seguito alla seconda
invasione ad alla pace perpetua tra Francesco I e i dodici cantoni elvetici
conchiusa a Friburgo, veniva da questi ultimi quasi intieramente smantellato
e distrutto in un colle fortezze di Muralto e di Ascona.

Solo vi lasciarono in piedi quella porzione che vi sussiste ancora e serve ad


uso di tribunale e carcere.

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Il castello Visconteo
Le origini del castello nel suo primitivo complesso
sono incerte. Probabilmente l'edificio attuale del
1342, anno in cui fu conquistato ed ampliato dal
signore di Milano Luchino Visconti. Tra il 1439 e il
1466 la famiglia Rusca che lo abit avvi importanti
opere di fortificazione non solo del castello, ma
anche del porto che giungeva fino in fondo
all'attuale via Franchino Rusca.
Con la vittoria dei Confederati del 1532 fu in gran
parte demolito e delle cinque torri se ne salv una
soltanto. L'esterno del castello, notevole esempio di
stile rinascimentale, fu restaurato da Edoardo Berta (1923), che riusc a
fondere, senza contrasto ma in perfetta armonia, l'aspetto severo della torre e
delle merlature con la grazia leggiadra delle finestre e del loggiato.
All'interno si apre un cortiletto abbellito da un porticato con una piccola
loggia e una scala che porta alle sale del castello. Sulla parete d'accesso
visibile un affresco di scuola lombarda raffigurante una Madonna tra Santi e,
in posizione inginocchiata, riconoscibile un membro di Casa Rusca protetto
da Beatrice Casati moglie di Franchino Rusca; la figura sul lato destro
quella di un landfogto* ed stata aggiunta nel 1600.
Le pareti e i soffitti delle sale sono in gran parte decorati con gli stemmi dei
balivi: tra questi il primo cronologicamente appartiene al bernese Sebastiano
von Stein. Inoltre numerosi sono i soffitti a cassettoni in legno intagliato a
ornato gotico, i frammenti di sculture, le pareti decorate a graffiti con stemmi
dei Rusca e dei lanfogti e interessanti capitelli con varie iscrizioni dei balivi.
Il Castello attualmente sede del museo Civico e Archeologico.

*Era denominato balivo o lan[d]fogto - in ted. Landvogt, Obervogt o Vogt, in franc. bailli,
dal lat. ballivus, advocatus (difensore, avvocato, avogadro) - il rappresentante del potere
signorile in un territorio circoscritto. I territori sottoposti all'autorit di un balivo si
dividevano in baliaggi imperiali, creati allo scopo di amministrare i beni dell'Impero
(Balivo imperiale ), e in Baliaggi veri e propri, appartenenti ai cant. e ai loro Paesi alleati.

Uomini celebri di Locarno

Di non poche illustri e antiche famiglie va Locarno fastosa.

Tra le pi antiche gli Orelli, i Muralti, i Magoria tengono il primo posto:


quindi vengono, i Rusca, i Bologna, i Donati, i Marcacci.

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Dei tre primi casati abbiamo ricordo fino dal 1024, e gi nel 1180 li vediamo
designati con titolo di Capitanei ereditari di Locarno e sue pertinenze, per
diploma di Federico Barbarossa, in rimerito di ospitali onoranze e servigi da
essi avuti nel suo transito dallAlpi Retiche per di qua ai memori campi di
Legnano.

I RUSCA, dalla signoria di Como in possesso della contea di Locarno


trasferiti, anchessi grandemente segnalaronsi nella professione dellarmi.
Appartengono a questa medesima famiglia

GIORGIO, vescovo di Trento e cardinale nel 1411.

Il BEATO VINCENZO dei Minori Osservanti, morto nel 1640, specchio di


austera penitenza e di santi costumi.

DONNA BEATRICE che pure ebbe titolo di beata, moglie di RUSCA


Franchino II, morta a Milano nel 1490 in seno alla religiosa famiglia
terziaria di S. Francesco.

Da lei si noma il ponte beatrice, che dalla via di Brera in Milano mette a
S. Marco.

Ipotesi di influssi amadeeschi presso i conti Rusca di Locarno

Giovanni Antonio Amadeo (Pavia, 1447 - Milano, 28 agosto 1522) fu un ceramista,


intagliatore, scultore, architetto e ingegnere lombardo
La presenza nel castello di Locarno del busto di Jacopo Rusca, ora collocato nel
locale Museo del castello visconteo - opera firmata di Antonio della Porta,
allievo e nipote del Nostro - e tre tondi marmorei (ritratto di Lodovico il Moro
e due ritratti muliebri, di cui uno al Museo nazionale svizzero di Zurigo) postulano
stretti rapporti di committenza delle famiglie nobili locarnesi con artisti
milanesi, appartenenti alla sua cerchia, ancor prima dell'arrivo del Bramantino.

Va poi aggiunto che il Nostro era conosciuto dai conti Rusca di Locarno sia
per aver peritato il "monumento funebre" della beata *Beatrice Casati-Rusca,
moglie del conte Franchino Rusca, morta a Milano nel (1490), sia perch Loterio
Rusca aveva sposato Eleonora Correggio, abbiatica di Bartolomeo Colleoni: tutti
personaggi ed ambienti ben collegati con le attivit del nostro scultore ed
architetto.

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

*E3. Beatrice (+ come monaca francescana, Milano 16-3-1490,


sepolta ivi in SantAngelo)
= Franchino Rusca Signore di Balerna dei Conti di Locarno (v.)

Argegno
Sempre a causa della sua posizione, Argegno, fu molto importante tra il XIII e
il XIV secolo durante le lotte tra i Rusca e i Vittani, le due famiglie che si
contendevano il dominio della citt di Como e del suo territorio, in epoca
comunale. Vi fu costruito alla fine del Duecento un castello con la torre che
resistette fino al 1875; oggi ne rimane solo una parte trasformata in
abitazione. Nellanno 1335 Como con tutti i suoi territori, Argegno compresa,
si consegn ai Visconti, signori di Milano.

Nel 1416 fu ceduta in feudo ai Rusconi insieme alla Valle dIntelvi anche se i
signori di Milano, i Visconti appunto, conservarono la signoria su tutta la
zona.

Nel 1270 Antonio Castello fece erigere una nuova opera difensiva che
fu roccaforte della famiglia guelfa dei Vittani, i quali ingaggiarono per
anni un'aspra contesa con i Rusconi che erano, ovviamente, ghibellini.

Nel 1335, con la sconfitta di Como e la consegna dei territori al Ducato


di Milano, Argegno e la Val d'Intelvi seguirono le sorti della "capitale"
passando sotto il dominio dei Visconti che la concessero in feudo alla
famiglia Rusconi.

Nel 1448 l'imperatore Federico III, con sua investitura assegn al conte
Franchino Rusca, signore di Locarno fin dal 1439, la contea di Osteno, Cima e
Val d'Intelvi, dove i Rusca imperversarono dal 1416 al 1561.
Dervio
ed il dominio dei Rusca (da quaderni derviesi)

Dopo la morte di Gian Galeazzo Visconti (1402), nel Ducato ci furono


molte lotte e divisioni.
Nel 1406 Dervio e altri paesi della Riviera erano sotto il controllo dei
Rusca (o Rusconi) di Como, famiglia ghibellina che li aveva strappati ai
Torriani durante i continui e cruenti scontri avvenuti con essi e con la
famiglia dei Vitani.
Parte quarta Pagina 12
Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Si erano impadroniti anche di Bellano, della Mugiasca, di Varenna,
Perledo, Esino e Mandello.
Nell'ottobre del 1413 Loterio Rusca accolse a Como l'Imperatore
Sigismondo e fu nominato cavaliere e principe dell'Impero.
Nel 1415 riusc a battere le truppe del condottiero Carmagnola che aveva
posto l'assedio alla citt di Como per ordine dei Visconti, alleati della
famiglia comasca dei Vitani.
Loterio dovette cedere i propri territori al duca Filippo Visconti, che
presto divent signore anche di tutta la Valsassina: le famiglie Cattaneo e
del Guasto di Dervio giurarono fedelt al Duca di Milano il 15 maggio 1415:

LA VALTRAVAGLIA e la sua rocca.


Sicuramente abitata come altri centri del Luinese anche in epoca preistorica,
vide l'insediarsi dapprima di popolazioni celtiche e dalla met del III sec. a.C.
dei romani.
Nel Medioevo con l'introduzione del sistema feudale si costitu la Pieve della
Valtravaglia, di propriet dapprima del monastero di S. Pietro in Ciel d'Oro
di Pavia (dall'VIII sec. all'inizio dell'XI), quindi degli arcivescovi di Milano
(dal'XI sec. alla fine del XIV), dei Visconti (dal 1397 al 1416), dei conti Rusca
di Como (dal 1416 al 1583, anche se non continuativamente), dei conti
Marliani (dal 1583 al 1783) e, infine, dei conti Crivelli, gli ultimi feudatari (dal
1783 al 1797).Nel 1513 venne occupata dagli Svizzeri, che la resero
all'imperatore Carlo V in cambio di Mendrisio con la pieve di Balerna.
Giuseppe Vagliani, nel suo libro Le rive del Verbano (pag. 252), scrive che il
Castello sulla Rocca antichissimo, edificato per la sicurezza dei paesi vicini
e distrutto dagli svizzeri nel 1513.
Il primo feudatario della Val Travaglia fu il principe Lotario Rusca nel 1416;
egli ridusse il titolo di principe a quello di conte, facendosi cedere queste
terre dal duca (duchessa?) Maria Visconti.

Primo feudatario della Val Travaglia fu il principe Lotario Rusca nel 1416;
egli ridusse il titolo di principe a quello di conte, facendosi cedere queste
terre dal duca (duchessa?) Maria Visconti.

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Dal 1513 al 1526 il paese fu dominato dagli svizzeri. Successivamente, sino al
1538, compare come feudatario a Luino il conte e senatore Gian Battista
Pusterla.
La terre di Valtravaglia Luino, Porto, Castello, Veccana (Castelveccana?),
Musadino, Muceno, Brezzo, Ticinallo, Bedero, Roggiano, Brissago e
Mesenzana furono cedute dal conte Rusca, coll 'assenso regio al cav. Pietro
Antonio Lonato, a cui restarono fino all'estinzione dei Lonati, verso il 1598.

Luino, con la Valtravaglia inferiore, era passato ai Lonati prima del 1524,
essendo stato dato, qual pegno di dote, da Galeazzo Rusca a sua figlia Laura,
maritata a Paolo Lonato. Il loro figlio, cav. Pietro Antonio Lonato, possedette
questo feudo fino al 1598.

L'ultimo feudatario di Rusca fu ucciso a tradimento a Gorgonzola, nei primi


del 1570 e da allora tornarono alla regia ducal camera tutti i feudi, ad
eccezione di quella parte impegnata ai Lonati, come Istrumento di fedelt,
datato 23 dicembre 1570, a rogito Silvestro Scappa.

I feudi tornati alla camera furono donati poi dal re di Spagna a Sic (?)
Marliani col titolo di conte, mediante diploma del 2 dicembre 1589. La
donazione fu riconosciuta dal Senato di Milano il 15 gennaio 1584.

Campione d'Italia
Notizie riportate da don Roberto Rusca.
Il paese fu fondato dai romani che lo chiamarono "Campilyeus" o "Campilio",
termini che significano, dal greco, Campo di Bacco. Ci indicherebbe che le
colline di Campione, come vuole la tradizione, erano ricche di viti. Vista la
posizione strategica, i romani decisero di istituire qui un presidio militare
fortificato per fermare l'avanzata dei reti.
Le notizie pi certe su questo paese vengono da un certo don Roberto Rusca
che, nel 1600, era vicario di Campione e dedic molto del suo tempo a
raccogliere informazioni storiche sul comune.
Il primo signore del paese fu un certo Totone, che nel 777, alla sua morte,
lasci tutti i suoi averi al vescovo di Milano; questultimo infeud Campione
al monastero milanese di Sant'Ambrogio, libero da qualsiasi giurisdizione
episcopale.

Questa investitura dur addirittura fino al 1796.

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Nei secoli gi Carlo Magno aveva riconfermato il possedimento e nessuno, in
seguito, os metterlo in discussione.
I monaci riuscirono ad amministrare il paese, ottenendo anche dagli Sforza,
nel 1477, particolari privilegi ed esenzioni daziarie. Grazie alla loro presenza,
Campione non fu annesso alla Svizzera nel 1512, insieme ai territori
circostanti.
Secondo i racconti di don Roberto Rusca, nei primi anni del Seicento si
stabilirono qui alcuni forestieri che non gradivano la giurisdizione dei
religiosi e che iniziarono a contrastare le loro decisioni. Nella notte tra il 24 e
il 25 gennaio, alcuni facinorosi attaccarono e incendiarono il castello, dando
fuoco a una grida che era stata fatta pubblicare dall'abate del monastero e che
era affissa alla porta della fortezza. Lo stesso Rusca si trovava all'interno e
non si era accorto di ci che stava accadendo, ma grazie ad una serva che
diede l'allarme, i malintenzionati furono messi in fuga.

Tuttavia, prima di andarsene, questi diedero fuoco alla cascina che poggiava
al muro del castello, provocando cos lincendio; questo fu fermato prima che
distruggesse completamente la fortezza, di cui oggi purtroppo non rimasto
nulla.
Nel 1797 il monastero di Sant'Ambrogio fu soppresso da Napoleone e
Campione pass al dipartimento del Lario.

Torno
e la leggenda del Santo Chiodo
Nel lontano 1099 un chiodo del croce di Ges approd sulle sponde del Lario,
per la precisione a Torno.
Prima di quella data le testimonianze sulla reliquia tornasca sono solo orali.
La sua presenza in paese stata per confermata dalla storia della famiglia
Rusca (l'attuale dinastia comasca dei Rusconi), del 1677, scritta da Domenico
Rusca , frate cistercense. Qui si narra di un suo antenato, Lamberto Rusca,
che, nel 1126, prima della battaglia vittoriosa contro gli abitanti l'Isola
Comacina, si era recato a Torno per chiedere la protezione del Santo Chiodo.
Il borgo di Torno era alleato dell'isola e quindi fu sconfitto nella battaglia.

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Bellagio
Alla morte del duca Filippo Maria, i milanesi in mancanza di un sicuro erede,
proclamarono la Repubblica entrando in conflitto con Francesco Sforza,
pretendente al ducato in quanto marito di Bianca Maria Visconti. Como
rimase fedele alla repubblica ambrosiana, ma Franchino Rusca II, con
l'appoggio di alcuni borghi lariani, si alle con lo Sforza. Bellagio fu tra i
maggiori alleati dei Rusca.
Si combatterono diverse battaglie ed i comaschi ne uscirono vittoriosi
strappando molti territori agli alleati del Rusca. Il promontorio bellagino
difeso inizialmente dalle truppe dello Sforza, fu successivamente occupato
dai comaschi che vi posero una guarnigione di un centinaio di soldati; la
vittoria fu per di breve durata perch i seguaci del Rusca e dello Sforza,
attaccarono ripetutamente il dosso di Bellagio che fu riconquistato (27
settembre 1449.

Mezzovico-Vira
450 dc Il IV Vescovo di Como (St. Abbondio) evangelizz gli abitanti
della Val Carvina in cui si trova Mezzovico-Vira.

882 dc Le terre appartennero al contado rurale di Seprio.

1194 - 1285 Il comune torna alla sovranit di Como con le famiglie nobili
Rusca/Rusconi e Della Torre/Torriani.

1315 Una pergamena autentica scritta in latino gotico datata 21.08.1315


precisa il pagamento di tributi degli uomini di Mezzovico-Vira a Como.

Parte quarta Pagina 16


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Como
Lantico Castello della Torre Rotonda sorgeva a Como, sul sito
dell'attuale Teatro Sociale.
Venne eretto dai ghibellini Rusconi (o Rusca), signori di Como, attorno
al 1250, con le consuete finalit di rafforzamento della autorit signorile,
comune a molte costruzioni dellepoca, a partire dal Castello Sforzesco di
Milano. Nella medesima epoca (1288), daltra parte, si procedette al
prolungamento delle mura sino al lago ed al rinforzo del fossato, alimentato
dal lago.

Parte quarta Pagina 17


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Mendrisio (Mendris)

.... Part of Bishopric of Como.


1325 Part of Milan.
1337 - 1412 Under Rusca.
7 Sep 1499 - 19 Aug 1501 Occupied by France.
19 Aug 1501 - Sep 1501 Occupied by the Swiss.
1512 Occupied by the Swiss.

9 May 1513 Bailiwick of Mendrisio a common possession


of the Swiss Confederation.
1515 - 1517 French occupation.
15 Feb 1798 Independence granted by the Confederation.
4 Mar 1798 French occupation.
Mar 1798 Part of Canton Lugano.
179. - 18 Aug 1800 Occupied by France and Austria.
27 May 1799 Mendrisio declares separation from Lugano.
18 Aug 1800 Part of Canton Lugano (restored).

Parte quarta Pagina 18


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

C'est de Mendrisio, sige d'une colonie lombarde, que provient une


famille considre comme noble, les Torriani, dont est issue la
branche des Bosia;
le prestige politique et social des Torriani l'emporte
incontestablement sur celui de familles importantes de la rgion
luganaise ou sur celui de certaines familles de la noblesse rurale
(attestes par exemple Colderio, Morbio, Novazzano, Melano)
qui, au XIIe s. et au XIIIe s., sont pour la plupart contraintes par la
commune de Cme venir s'tablir en ville.
Les capitanei de Sessa, dans le Malcantone, qui se targuent d'avoir
des reprsentants au sein de la noblesse milanaise, ont
probablement aussi des origines lombardes.
Quelques familles tablies dans la rgion luganaise appartiennent
la noblesse comasque: en premier lieu les Rusca ou Rusconi (avec
des ramifications Bironico, Bedano, Magliaso, Bedigliora, Comano
et Tesserete); au XVe s., des membres de cette famille deviennent
vassaux du duc de Milan avec le titre de comtes de la Communaut
de Lugano et de la valle.
Les Quadrio et les Canonica, installs dans la Capriasca, sont aussi

de Cme.

Parte quarta Pagina 19


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Tradotto con

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E Mendrisio, si trova una colonia di lombardi proviene da quella


famiglia nobile, i Torriani, che si trova dopo il ramo Bosia,
prestigio politico e sociale Torriani supera chiaramente quella di
importanti famiglie di Lugano-regione o di alcune famiglie della
nobilt (attestata ad esempio Colderio, Morbio, Novazzano,
Melano), che, nel XII secolo e il XIII secolo, sono per lo pi
limitati dalla citt di Como a stabilirsi in citt. capitanei di Sessa
nel Malcantone, che si vantano di avere rappresentanti nella
nobilt milanese, probabilmente anche origini lombarde. Alcune
famiglie della regione appartengono al Lugano-comasque
nobilt: il primo o Rusca Rusconi (con ramificazioni Bironico,
Bedano, Magliaso, Bedigliora, e Comano Tesserete) nel XV
secolo, i membri Questa famiglia diventato vassalli del duca di
Milano, con il titolo di Conti della Comunit di Lugano e la valle.
Il Quadrio e Canonica, installato nella Capriasca sono di Como.

Parte quarta Pagina 20


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Parte quinta

ARCHEOLOGIA MADIOEVALE:
CASTRO SANCTI PETRI DICTO
CASTRO RUSCHONO
IL CASTELLO DI SANTA SOFIA
COMMERCIO DI VINO TRA BORMIO E LA
MEDIA VALTELLINA DURANTE IL
CINQUECENTO

Parte quinta Pagina 1


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
altri edifici e tutto il terreno su cui
Archeologia era posto il complesso. Le
Medievale case che vi sorgevano pare
XXIII, 1996, 129-205 appartenessero invece, almeno in
INDAGINE ARCHEOLOGICA parte, anche ad altri e non fossero
SULLA COLLINA DI S. loro concesse solo in feudo.
PIETRO NEL COMUNE DI Questi proprietari minori non
CASTEL S. PIETRO (CANTON costituirono mai un pericolo per
TICINO) il vescovo quanto la famiglia dei
RAPPORTO DI ATTIVIT Rusca o Rusconi, che, pur non
1. INTRODUZIONE possedendo beni nella regione, nel
In questo lavoro vengono 1282 occuparono il castello.
presentati i risultati della ricerca Non chiaro per quanto tempo il
archeologica svolta sui luoghi dove castello rest unicamente
sorgeva lantico castello nelle mani dei Rusca. Nel 1340
di Castel San Pietro, Canton torn in possesso della
Ticino. Curia, che riordin la residenza,
Lo scopo era quello di determinare rimasta danneggiata a seguito
lampiezza dellarea dei disordini intorno al 1330.
archeologica mediante una prima Si ignora se i Rusca avessero
serie di saggi conoscitivi. Sulla conservato qualche diritto
base dei dati emersi si sarebbero sul castello dopo che ne erano stati i
poi decisi gli interventi puntuali proprietari per un periodo
con lobiettivo finale di portare un non ben definito, o se, come
contributo originale alla accadde ad altri vassalli dei
ricomposizione di un quadro Visconti,
storico e topografico, che le fonti lo avessero ottenuto in dono. Certo
documentarie a nostra disposizione che gi nel corso del
presentano in modo estremamente Trecento essi ne ridivennero gli
scarso e frammentario. unici signori. Il castello divent
Nel 1280, nel corso delle guerre fra sede della famiglia, il cui potere
il vescovo di Como politico era incentrato su Como
Giovanni Avvocato ed i Ghibellini, ed accanto allantico nome del
ostili alla sua dittatura, serv castello apparve anche quello di
da rifugio al vescovo ed ai suoi. Castrum Ruschonum.
Non sembra per che il vescovo
fosse lunico proprietario
del complesso del castello. Egli ne
possedeva il palazzo con

Parte quinta Pagina 2


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
comaschi. Questa lultima notizia
Secondo il Ballarini24, almeno a certa dell.esistenza del castello.
partire dal 1390, il castello Nella lista del 1419 figurano poi le
fu occupato dai Rusca fino al 1403, armi da getto con 7 balestroni, un
quando vi si rifugi balestrone denominato
Franchino Rusca dopo la disfatta stambuchina e altre 4 non definibili.
Queste armi, ed evidentemente
*
presso Montorfano.
il buon numero di soldati
Le lotte fra i Rusca di Como ed i necessari al loro corretto e
Visconti di Milano si rapido impiego, dimostrano
protrassero fino al 1416. Il 25 luglio limportanza strategica che la
di quellanno, Lotario Rusca fortezza doveva rivestire nel
fu creato conte di Como e divenne contesto politico dellepoca e
feudatario del duca di Milano. quanto fosse importante per
L11 settembre 1416 venne firmato Filippo Maria Visconti
latto di rinuncia alla assicurare al conte Lotario Rusca
contea di Como da parte di Lotario, protezione dalle pretese del
in cambio della quale ricevette vescovo e degli altri feudatari
una signoria feudale nel spodestati.
Sottoceneri. Filippo Maria Visconti
concesse a Lotario pieni poteri su
totam plebem Balerne, cum castro Nel 1475 Mendrisio si stacc dalla
Sancti Petri, dicto castro pieve di Balerna.
Ruschono La castellanza di Castel San Pietro
e gli promise protezione venne smembrata ed il castello
contro le pretese del vescovo e probabilmente distrutto o
degli altri feudatari spossessati. abbandonato. Di esso non si fa
Lotario Rusca occup il castello menzione
fino al 1419, data del suo durante la conquista della zona da
testamento. Nel 1420, data di una parte dei Confederati
missiva ducale al podest, al nel 1516. Ci induce a pensare che
capitano ed al referendario di il castello in quanto tale non
Como, il castello pass nelle mani esistesse gi pi a quellepoca. Il
di Tommaso de Gabellerij. Rusca, che giunse visit quei
In seguito il castello dovette passare luoghi e li descrisse nel 1610, lo
ai Visconti di Milano, vide infatti completamente in
poich fu da loro che lo ricevettero rovina.
nel 1468 i De Albricis,

Parte quinta Pagina 3


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

*Con la caduta dell'impero romano, inizi un momento di abbandono e di


decadenza per questa zona, che durer fino all'alto Medioevo, quando, per
esigenze strategiche, venne ripristinato il "castrum" sul Monte Orfano.
Esso venne cos incluso in una serie di fortificazioni usate per la trasmissione
di messaggi dall'alta Valtellina al Castello Baradello di Como.
Dalla rocca di Montorfano si riusciva infatti a controllare la pianura milanese;
per questo il castello fu scelto come rifugio dai soldati di Federico Barbarossa.
In seguito, i Torriani, i Visconti e i Rusconi fecero del presidio montorfanese
un importante punto di riferimento durante le loro rivalit familiari, che si
inserivano nella lotta per la supremazia tra Como e Milano.

Chiesa Rossa di Castel San Pietro


All'interno del
Parco delle Gole
della Breggia ,
sulla collina di San
Pietro si possono
ancora ammirare le
rovine delle mura
perimetrali del
Castello Rusconi,
dimora principale
dei Rusconi,
signori di Como
attestato gi in
alcuni documenti
del 1171.

Una delle due chiese che ivi sorgevano ancora oggi visibile e prende il
nome di Chiesa Rossa di Castel San Pietro.

Parte quinta Pagina 4


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

La facciata giustifica il nome: si discosta infatti dal resto dell'edificio per il


fatto di essere dipinta di rosso.

Anche se il castello che sorgeva sulla collina a strapiombo sulla Breggia - e


che ha lasciato una traccia indelebile nel nome del villaggio - compare nei
documenti nel 1171, possiamo presumere che le origini di questo complesso
fortificato risalgano a epoche anteriori.
La posizione strategica, che consentiva un controllo delle principali vie da
Como verso i porti di Riva San Vitale e di Capolago come pure attraverso la
Valle di Muggio verso la Val d'Intelvi ed il Lago di Como mediano, faceva di
questa fortezza un caposaldo della citt di Como nei territori del basso
Ceresio sin dall'antichit. Verosimilmente la collina - gi munita di strutture
difensive - fu occupata da popolazioni barbariche dopo la caduta dell'Impero
Romano, come i Goti e i Longobardi (la presenza di questi ultimi peraltro
provata anche da diversi nomi di luogo proprio del territorio di Castel San
Pietro).
All'epoca delle grandi lotte tra i comuni cittadini di Como e Milano, all'inizio
del XII secolo, ai margini meridionali dell'insediamento si trovava dunque
un complesso di costruzioni che possiamo immaginare costituito da almeno
una cinta muraria sufficientemente amplia e solida che racchiudeva
abitazioni, depositi, stalle ed altri edifici, proteggendo la gente che vi
risiedeva: tutta questa secolare attivit edilizia aveva impresso alla collina il
carattere di un piccolo nucleo chiaramente distinto dal villaggio.
All'interno di questo spazio murato risiedeva temporaneamente anche il
vescovo di Como, che vi aveva fatto erigere il suo palazzo e, con ogni
probabilit, un edificio sacro dove egli, con il clero regolare che lo
accompagnava, potesse officiare o dove gli abitanti del castello potessero
trovare conforto sacramentale.
Accanto alla presenza del vescovo occorre citare quella di una delle pi
importanti famiglie ghibelline comasche: quella dei Rusconi, che nel 1282 si
impadronirono del castello e che vi seppero mantenere una posizione di
preminenza anche dopo l'integrazione di Como nello stato milanese
visconteo nel 1335.

Pochi anni pi tardi, nel castello che oramai veniva denominato castrum
Rusconum (castello dei Rusconi), il vescovo provvedeva a fare innalzare la
bella chiesa che ancora oggi ammiriamo e, poco pi tardi, il presule faceva
edificare un nuovo palazzo.

Parte quinta Pagina 5


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Al seguito del vescovo, come pure a quello dei Rusconi, vennero a insediarsi
tra le mura, tra il Duecento e l'inizio del Quattrocento, non poche famiglie
provenienti dal capoluogo lariano, legate verosimilmente al primo e ai
secondi da vincoli di interesse, di parentela o di clientela.

Nei documenti del sec. XV incontriamo esponenti di importanti casati di


Como residenti e operanti tra le mura di questa fortezza che, dopo le crisi
politiche del primo Quattrocento, era ormai saldamente in mano ai Rusconi,
divenuti nel frattempo feudatari dei duchi di Milano. Un segno
inequivocabile, questo, che la cittadella circondata da mura sulla collina s'era
andata ingrossando negli stessi decenni in cui il vescovo Bonifacio da
Modena aveva ordinato, nel 1343, la costruzione della chiesa.
Mura, torrette, fossati, porte, alloggiamenti per le milizie, edifici e case: tutto
stato cancellato dal tempo e dalle decisioni dei potenti.

Oggi la Chiesa Rossa rimane quale testimonianza di questo turbolento e


affascinante passato.

Una ricostruzione storica vuole che derivi dagli esiti di uno scontro tra
Guelfi e Ghibellini, avvenuto davanti all'ingresso della chiesa la notte di
Natale del 1390.

Le due fazioni si affrontarono a fil di spada e morirono pi di cento


uomini.

Un'altra ricostruzione sostiene invece che il curioso tinteggio risalga al 1599,


su disposizione del Vescovo di Como . All'interno della chiesa sono visibili
numerose testimonianze artistiche dell'epoca, tra cui un bassorilievo
raffigurante il Vescovo Bonifacio di Como, fondatore della chiesa.

Il bassorilievo risalente al XIV secolo tanto pi interessante in quanto


stato scolpito sul retro di un pluteo * di epoca carolingia (IX secolo).
* pluteo = balaustra a lastre rettangolari massicce, in metallo pi spesso in legno o
in pietra, che divide due parti di un edificio.
Nell'architettura religiosa cristiana divide i vari settori di una chiesa, in particolare
il presbiterio e la cantoria.

Parte quinta Pagina 6


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Il Castello di Santa Sofia

Non noto alcun documento con la data di costruzione del castello di Santa
Sofia o i nomi dei suoi primi proprietari.
Neppure lepoca della sua distruzione chiara. Esso non viene comunque
menzionato durante il passaggio dei Confederati allinizio del XVI secolo.
Una serie di pergamene indica che durante il XIV secolo il castello fu
residenza di un ramo della famiglia Rusca, originaria di Como.
Il primo Rusca attestato come abitante il castello Bennolo, figlio di Gabardo
Rusca di Como.
Dopo di lui vi risiedettero il figlio Maffiolo (I), il nipote Gabardino (figlio del
fratello di Bennolo, Gaudenzio) e i di lui figli Maffiolo (II) e Francescolo, i
nipoti Lucolo e Giorgio (figli di Simonolo, figlio di Bennolo e fratello di
Maffiolo (I)).
In particolare, di Giorgio Rusca sono note la sua cattura da parte dei Visconti
di Locarno, la sua prigionia a Locarno e la morte, intorno al 1415. Non
possibile accertare se questo episodio coincide con la distruzione del castello.
Dai documenti a disposizione, gli ultimi Rusca residenti nel castello
sembrano essere stati Lucolo ed il fratello Giorgio. Una parte dei loro
discendenti abiter il villaggio di Bironico, altri lasceranno invece la Carvina .
I resti del castello occupano la sommit di una collina sovrastante il paese di
Bironico e interessano unarea abbastanza estesa.

Parte quinta Pagina 7


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Commercio di vino tra Bormio e la Media


Valtellina durante il Cinquecento:
il caso di Poggiridenti

Del commercio del vino vi testimonianza nel Quaternus eventariorum (17)


di Bormio gi nel Duecento, quando si annotavano le spese sostenute dal
comune per lacquisto di prodotti di vario genere, fra cui al primo posto
spicca il vino comperato dai Quadrio di Ponte, Lambertenghi, Rusca,
Beccaria e Baliaca, tutte famiglie di origini comasche, che avevano propriet e
residenza nella media Valtellina (18) e che, almeno alcune di esse, detenevano
in Bormio tradizionali diritti detti fiscaricie (19).
Allinizio del Trecento il comune doveva del denaro a Baldezarolus Brochus
di Tresivio per vino che aveva acquistato da lui (20); nel 1325 il notaio
Zaninus Gervaxius Agnexie sald a ser Prencivallo Quadrio di Ponte 389
imp. de solucione vini ab eo empti pro comune, mentre nel 1306, sempre allo
stesso, si sald un conto per 35 anfore di vino (21); del 1316 un confesso a
favore di ser Rizardo Lambertenghi e dellanno successivo due altri, uno per
200 a Gaspare Rusca, il secondo per 121 e soldi 7 imp. a un Lambertenghi
di Como e a Manuele de la Porta di Mendrisio, ma abitante a Como, sempre
per vino; segue un terzo nel 1320 a favore di ser Ristazi de Laqua; lultimo di
200, datato 1335, era a favore del dominus Pietro, sicuramente un Quadrio,
di Ponte (22). Tra i fornitori vanno inoltre annoverati i Lazzaroni di Teglio e
gli Interiortoli di Montagna (23).

Parte quinta Pagina 8


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Il vino di qualit, quindi, veniva acquistato nella media Valtellina, poi
condotto a Bormio per mezzo di carri, seguendo la via regale, e sistemato in
apposite botti, dette carere (24).

Qui veniva messo nelle cantine ad invecchiare, poi prendeva la via del Tirolo,
della Germania centro orientale e dei Grigioni (25), dopo essere stato
sistemato in barilotti od otri di pelle e trasportato a soma.
Il comune di Bormio gestiva la vendita del vino nellambito del suo territorio
secondo un criterio monopolistico, allo scopo di evitare le speculazioni
private (26); del vino condotto dalla Valtellina almeno 6 staia per ogni carro
dovevano essere destinate alla cantina comunale, dove veniva imbottato (27);
rigide erano le norme che garantivano la qualit del prodotto. Onde evitare
tentazioni, il taverniere non poteva tenere acqua nella cantina e tantomeno
poteva annacquare o rubare il vino, pena la sospensione da ogni ufficio,
inoltre era vigilato dagli zalapoteri ( spie) (28).
La mescita del vino era prerogativa della taverna comunale e i tavernieri
dovevano misurare con precisione, conformemente alle leggi, il vino dato agli
acquirenti (29). Si verificavano, per, degli abusi, pertanto il Consiglio
generale del popolo, nel maggio 1558, stabil che nessuno, di qualunque
condizione, grado ed et, potr gestire osterie o locande in nessuna localit
del bormiese, n dar da mangiare o da bere, a pagamento o a credito, nella
propria casa o fuori [] Si fa eccezione per i Livignaschi e gli abitatori fissi di
Trepalle, che non abbiano abitazione fuori dal paese (30). Leccezione era
estesa anche allosteria del cortivo (31), ubicata nella piazza principale, il cui
oste potr dare da bere e da mangiare a chicchessia, tuttavia doveva vigilare
che nessuno potesse giocare in nessun momento (32). Vietato era anche
lacquisto di vino per la rivendita a terzi (33).

Parte quinta Pagina 9


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Nella terra di Bormio erano cinque le taverne periferiche, date in appalto, che
offrivano vitto e alloggio ai viandanti e ai mercanti e che potevano vendere
vino; si trovavano tutte lungo le pi importanti vie di comunicazione.
Secondo il Celli (che si rif parzialmente al Besta (34)) a Morignone, verso la
Valtellina;a Migliavacca, sulla strada del Gavia; a Cazzabella in Val Fraele
(35), sulla strada per lEngadina e Livigno; ai Bagni Vecchi, sulla via della Val
Monastero e della Val Venosta (36). La Martinelli, invece, riferendosi al cap.
325 degli Statuti, elenca quelle di Livigno, Trepalle, dei Bagni, del Passo di S.
Maria e di S. Giacomo di Fraele (37).
Le figure ufficiali legate alla taverna del cortivo (38) erano i procuratori, il
caneparo, i misuratori e il notaio (39). I procuratori di taverna, uno dei quali
doveva far parte del Consiglio, erano due e venivano nominati ogni anno nel
mese di ottobre, restavano in carica un anno, controllavano che non venisse a
mancare il vino e ricevevano un compenso di 8 ciascuno. Il caneparo
doveva essere dei Monti (40) e alla fine del mandato, che durava solo quattro
mesi, doveva rendere conto del suo ufficio che gli veniva ricompensato con
4. I due misuratori, eletti con i procuratori, restavano in carica un anno;
dovevano misurare sia il vino acquistato, sia quello venduto dalla taverna. Il
notaio doveva invece registrare il vino in entrata o in uscita, ma solo su
espressa richiesta dei misuratori.
Figure altrettanto importanti erano quelle dei compratori deputati dal
Consiglio generale a trattare lacquisto di vino per la taverna maggiore. A
garanzia dei loro negozi portavano con loro lo strumento di nomina (41),
rogato dal notaio cancelliere del comune, sigillato con il sigillo di Bormio (42),
per il quale stipulavano e si impegnavano finanziariamente, comperando a
credito.

Parte quinta Pagina 10


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Parte sesta

Nicol Rusca Suor Claudia Francesca Rusca

Nicol Rusca
Suor Claudia Francesca Rusca
Storia di Berbenno
Titolo di capitanei
I de Capitanei
Le pievi
Rusconi Pietro Martire
Rusconi Giovanni Vescovo di Parma

Parte sesta Pagina 1


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Nicol Rusca
Nasce nel villaggio ticinese di Bedano, all'epoca sotto dominio milanese, da
Giovanni Antonio Rusca e da Daria Quadrio, entrambi appartenenti a nobili
famiglie dellarea lariana e ticinese.
Studia a Pavia poi a Roma per poi trasferirsi al Collegio Elvetico di Milano
sotto lala di Carlo Borromeo..

Si racconta che il Borromeo, positivamente colpito dal giovane seminarista,


gli abbia detto: Figliuol mio, combatti buona guerra, compi tua carriera.
Per te riposta una corona di giustizia, che ti render in quel giorno il
giudice giusto.

Ordinato sacerdote il 23 Maggio 1587 il vescovo di Como Gianantonio Volpi


lo colloca dapprima nel borgo di Sessa per poi eleggerlo arciprete a Sondrio.
Siamo nel 1590, in tempi assai travagliati, sia per il contrasto tra cattolici e
riformati - a seguito della diffusione delle riforme zwingliane e calviniste tra i
Grigioni ai quali erano soggette Valtellina, Chiavenna e Bormio -, sia per la
forte decadenza delle stesse istituzioni ecclesiastiche tradizionali.
Rusca, fu prete di profonda cultura e di generosa dedizione pastorale: guid
con grande equilibrio e moderazione la comunit cattolica di Sondrio e della
Valtellina intera.

Ci non gli imped, tuttavia, di cadere vittima innocente dei contrasti


crescenti, soprattutto all'interno delle Tre Leghe, tra le varie fazioni politico-
religiose.

Nicol Rusca venne arrestato nel 1618 e incarcerato a Thusis,


dove finivano regolarmente tutti i cattolici accusati di qualche
reato politico. Il processo comprendeva, a quei tempi, anche
una ragguardevole dose di torture, e Rusca ne sub tante da
non sopravvivere al trattamento.
Di lui si rammenta una celebre frase: Odiate lerrore, non
lerrante e il soprannome con il quale adesso ricordato
pastor bonus, cio il buon pastore che mor per la
salvezza del proprio gregge.
Essendo morto sotto le torture del boia quando nella sua terra
la religione cattolica era minoritaria, naturale che venga ora considerato
degno di beatificazione: ed infatti la prima proposta in tal senso data
addirittura 8 Novembre 1927.
Parte sesta Pagina 2
Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Il percorso canonico ha subito per lunghe soste, per poi riprendere con pi
vigore nel 1996, quando in Sondrio si concluso un nuovo processo
diocesano in proposito.
Quando Nicol Rusca era in vita, la regione politica nella quale viveva era la
Rezia: un bel nome latino, che si rammenta insieme ad altri toponimi
dellImpero Romano e,
soprattutto, che si ritrova nella dizione Alpi Retiche3: e infatti la Rezia
tuttora
riconoscibile nella fusione della svizzera Engadina e dellitaliana Valtellina,
due valli
alpine insolitamente orientate da est a ovest, orizzontali, in una orografia
che invece abituata a vedere le valli correre in direzione nord-sud4. Le
unisce la stretta Val Poschiavo e il passo del Muretto; allinizio del Seicento
erano quasi un laboratorio politico, poich rappresentavano una sola unit
politica abitata da due diverse confessioni: maggioranza evangelica in
Engadina e maggioranza cattolica nella Valtellina. Maggioranze, per: non
totalit; in entrambe le valli verano minoranze della confessione non
predominante, e lEuropa tutta allora assai sensibile al terremoto
geopolitico della Riforma - osservava con curiosit quella convivenza di fedi
diverse. La gi citata morte per torture dellarciprete di Sondrio preannuncia
che tale convivenza
non fu certo serena e tranquilla. Anzi, a voler dare ascolto a tutte le parti, si
scopre che ancora oggi Nicol Rusca, quasi santo per i fedeli cattolici, visto
sotto una luce ben diversa dagli occhi protestanti:
La morte per tortura nel carcere di Thusis sembra essere lunico punto sul
quale
concordano sia la versione cattolica che quella protestante. Tolto questo, i
ritratti che
abbiamo di Nicol Rusca non potrebbero essere pi diversi: santo e martire
per una parte, fanatico fomentatore di omicidi per laltra. Purtroppo per ci
sono altri punti nei quali le cronache coincidono, ed nel raccontare cosa
accadde nei mesi successivi alla morte del Rusca. Nel processo di Thusis per
il tentato omicidio di pastori protestanti vennero condannati, oltre a Rusca,
anche i fratelli Planta e Giacomo Robustelli. Questultimo riusc, due anni pi
tardi, a ritornare in Valtellina e ad organizzare quello che, con termini crudeli
ma assai appropriati, Cesare Cant chiam poi il Sacro Macello della
Valtellina

Parte sesta Pagina 3


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Suor Claudia Francesca Rusca


Suor Claudia Francesca Rusca (1593-1676)

Appartenente (molto probabilmente)


all'illustre casato dei Rusca di Locarno, suor
Claudia Francesca Rusca, fu tra il 1604 e il
1641 monaca dell'Ordine claustrale delle
Umiliate di Milano, nel Monastero di Santa
Caterina, vicino a Brera, presso il quale fu
compositrice, cantante e organista. Nel 1630
pubblic presso Giorgio Rolla a Milano i
Sacri concerti a 1, 2, 3, 4 e 5 voci con salmi e
canzoni francesi a quattro, dedicati al
Cardinale Arcivescovo di Milano, Federico
Borromeo,...

Salve Regina per coro e complesso strumentale


Un estratto dai Sacri Concerti di Suor Claudia Francesca Rusca
nell'esecuzione della Societ Cameristica di Lugano diretta da Edwin
Loehrer, elaborazione di Giorgio Federico Ghedini.

Parte sesta Pagina 4


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

STORIA DI BERBENNO
In collaborazione con Don TARCISIO SALICE pubblichiamo uno stralcio della sua
monografia San Gregori di Mongiardino sopra Berbenno.
A nord-ovest di Polaggia, sul colle che i notai del Seicento denominavano ancora
Monte Zardino, a circa 600 mt. sul livello del mare, al limite estremo dei vigneti e
le selve di castagno, sorge isolato un vasto oratorio che forse il pi carico di storia
profana di tutti gli edifici religiosi esistenti nel territorio di Berbenno. All'origine,
infatti, non fu altro che la cappella del complesso fortificato - detto appunto dallo
Sprecher castrum Mongiardinus - i cui ruderi tanto eccitarono la fantasia del Quadrio.
La sua struttura primitiva era romanica e constava di una sola navata lunga quanto
larga l'odierna e chiusa da un'abside volta verso oriente. Era, dunque, diversa e di
dimensioni assai pi ridotte di quella del presente oratorio. Il che facilmente
riscontrabile ancora oggi specie dall'esterno, perch, quando in epoche successive si
dovette ampliare la cappella originaria per seppellirvi i morti della peste, si ebbe cura
di conservare la facciata e l'abside, utilizzando questa per l'altare laterale. Non a caso,
forse, il cronista grigionese che, avendo sposato Elisabetta Sebregondi di Berbenno,
ebbe senz'altro occasione di vedere da vicino l'antico edificio, lo defin un semplice
sacellum. Le pareti interne erano, almeno in parte, dipinte. Lo attesta Antonio Piazzi,
che scrive: disposte alle arcate, che denotano l'ampliamento, e sul muro dalla parte
sinistra eranvi certe dipinture di Santi, che incautamente nel 1795 vennero coperte
coll'imbiancatura fattavi fare dal sindaco o fabbricare Fontana.
Allo stato attuale delle ricerche d'archivio non mi possibile stabilime con esattezza
quando sia stato costruito il castello di Mongiardino, di cui l'oratorio faceva parte. Il
documento pi antico che lo riguarda una ricevuta di pagamento rilasciata il venerd
31 dicembre 1361 da un tal Anserinolo da Brienno, detto Bagi o anche Bagiallo o
Bagerallo - la grafia del soprannome varia secondo i notai - il quale da qualche anno
era succeduto al padre, Nicola; nell'ufficio di custode appunto del castello de Monte
Zardino de Berbenno per conto del cavaliere Masseto Rusca.
Quel giorno i fratelli Pietro e Mostacco Del Correggia, residenti alla Poira, gli
versavano tramite il loro zio Gilberto da Concelinate, abitante a Monte Nona, due
somme di denaro, l'una di L 108 e soldi Il imperiali, l'altra di L. 7 e soldi 10.
La prima, per coprire il debito comprovato dal libro dell'estimo comunale - che il loro
defunto padre aveva verso quello dell'Anserino, per la guardia fatta al castello per sei
anni, fino al 30 aprile 1358.Ualtra, a motivo di una tassa di soldi tre per lira d'estimo,
che nell'agosto precedente il comune di Berbenno aveva dovuto addossarsi per pagare
la propria quota di stipendio all'attuale castellano, per il servizio prestato dal primo
maggio 1358 alla fine dell'anno in corso.
L'atto notarile non accenna alla data di costruzione di quel complesso fortificato;
contiene per alcuni indizi, che ci consentono di circoscriverla con buone probabilit
entro l'arco di tempo, in cui la lotta del comune sovrano di Como, signoreggiato dai
Rusca o Rusconi, contro i Guelfi comaschi e valtellinesi raggiunse il colmo.

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Se all'inizio essa rimase nei limiti della guerriglia partigiana, fatta di imboscate e
colpi di mano, di saccheggi e di incendi, al tempo del dissidio tra il Papa Giovanni
XXII e Ludovico il Bavaro degener in guerra fra due eserciti; il che costrinse i capi
dei partiti in lotta a far erigere nuove opere difensive, pi capaci e pi solide delle
pre-esistenti, per proteggere i propri uomini e i propri rifornimenti di viveri.
t noto che la guerra culmin nel 1325 con l'occupazione a sorpresa di Tresivio da
parte di Franchino Rusca e del suo cavaliere Pace da Mamio, alla quale segui a
distanza di quattro anni il famoso assedio di Sondrio e del castello del Grumello,
difesi per ad oltranza e vittoriosamente dai Guelfi.
Finch, nel 1335 i cittadini di Corno, stanchi di Franchino Rusca, proclameranno
signore generale della citt e del distretto Azzone Visconti di Milano.
Nella sua Brevissima Cronica il notaio sondriese Beltramolo Selva fu Ottobono,
attivo dal 1348 al 1359, dopo aver riferito come proprio in quegli anni i capitani di
Sondrio, capi dei Guelfi, avessero fatto edificare de sassi il castello e le mura del loro
borgo a spese di tutto il comune, nel 1331 ci mostra i podest Egidio Capitani e
Ramengo Azzario ancora intenti a murare il Monte Cucco, et fa motta del Larice
d'Andevenno e a far eseguire molti lavorerii nei detti fortalicii, et far di pietre la porta
del ponte del Malero, che prima era di legname.
A giudicare dai Pochi ruderi ancora restanti, sembra che anche il castello di S.
Antonio in Postalesio sia stato rafforzato dai Dusdei, di parte Guelfa, in quell'epoca.
Si pu quindi, presumere che di contro a tanti maneggi degli avversari Franchino
Rusca e gli altri capi dell' esercito ghibellino non siano rimasti inoperosi, ma abbiano
preso uguali misure di sicurezza.
Che i Guelfi non si astenessero dal provocare all'occorrenza il signore generale di
Corno lo dimostra un episodio, narratoci dal cronista sopra citato: L'anno 1326 il
Sig. Arigo Capitaneo con una sua certa compagnia and per i monti sopra quelli di
Berbenno, et li men via molte bestie; ma poi ricevute venticinque dal comune di
Sondrio le restitu (alcuni anni pi tardi) per opera del Sig. Egidio Capitaneo.
Per capire la gravit dello sgarbo giova ricordare che Berbenno era allora la
principale fonte economica dei Rusca in Valtellina e che in quei frangenti gli alpeggi
di Prato Isio, Caldenno e Gaggio rappresentavano per loro esercito una delle pi
cospicue riserve di carne e latticini.
Fu per controllare pi efficacemente l'accesso a quei monti che i Signori di Corno
ordinarono al Comune di Berbenno di costruire il Castello di Mongiardino?
Evidentemente si; infatti, insieme con la cima del colle furono fortificati anche la
Motta - chiamata an-cor oggi Muzardin - sulla pendice occidentale e il cosiddetto
Castellaccio sopra Praviolo, cui fu aggiunta una torre di guardia sulla strada per
Postalesio.
L'intero complesso, inclusi i mulini della valle di S. Gregorio, fu corredato di vie
percorribili anche con carri.

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Nella, prima met del Settecento esso apparve cos grandioso a Francesco Saverio
Quadrio da indurlo a sospettare che antichissima Citt pi tosto fosse... che Fortezza
a bello studio per tal fine formata: da che nelle sommit appunto dei Colli era uso
presso gli Antichi di fondare le loro abitazioni; ma che poi per moltiplicazione delle
Genti, e per altre ragioni, si sia quella popolazione portata sotto esso Castello pi
basso. La cappella sorse entro il recinto del castello principale e fu dedicata quasi
sicuramente non a S. Giorgio, come vorrebbe lo Sprecher, ma a S. Giacomo, come
pare fosse nelle abitudini del comune sovrano di Corno all'epoca della signoria dei
Rusconi.
Potr apparire strano che ancora nel 1361, quando gi il governo dei Visconti aveva
insediato a Sondrio un podest e un vicario di Valtellina, quelli continuassero a tenere
guarnito il castello di Mongiardino mediante il loro fedele Anserimo da Brienno, ma
con il contributo del comune di Berbenno. Ritengo che la spiegazione si debba
ricercare nel fatto che per ragioni politiche alcuni diritti, quali la difesa militare, il
diritto di arbitrato fra i cittadini e la riscossione dei tributi, fossero stati lasciati dai
signori di Milano ai capi dei due partiti, per le zone di rispettiva influenza.
Cos che se al milite Tebaldo Capitani, capo riconosciuto dei Guelfi valtellinesi, era
lecito tenere un assetto di guerra i propri castelli, altrettanto poterono fare i
Vicedomini, i Venosta, i Quadrio e gli altri capi del partito ghibellino, tra i quali
spiccava appunto, in quel torno di tempo, il milite Masseto Rusca. t da ricordare,
inoltre, che nel 1355 era disceso in Valtellina per i passi del Fraele e del Braulio il re
di Boemia, Carlo IV di Lussemburgo, diretto a Milano per cingere la corona d'Italia,
e di l a Roma per ricevere quella imperiale.
Nella metropoli lombarda erano succeduti da poco a Giovanni Visconti i nipoti
Galeazzo, Matteo, e Bernab, i quali erano in attesa che il nuovo imperatore
confermasse loro il vicariato per tutte le citt sottoposte alla loro signoria. Pertanto
fecero di tutto per favorire quel viaggio e per impedire che i Guelfi combinassero
qualche sciocchezza; anzi, fra l'altro, a detta di Matteo Villani avrebbero riempito la
borsa vuota di Carlo IV di denaro, che per si affrettarono a far rientrare due anni
dopo mediante una tassa sul clero e sui beni delle chiese. Sar questo uno dei motivi,
che riaccender in Valtellina il dissidio tra i Guelfi, nelle cui file militavano la
maggior parte dei vassalli ecclesiastici, e i Ghibellini, protetti dai Visconti; dissidio
che far le sue vittime - fra esse un Giovannino de Candelinis, residente a Sondrio,
ucciso da un Ruggero de Lallio, che pare fosse di Berbenno-.
Gli atti notarili del marzo 1359 contengono varie composizioni arbitrali tra i seguaci
dell'uno e dell'altro partito: tra i De Piro e Castellargegno, per esempio, tra Negro
Vicedomini, Zani fu Alamanno de Cazapane Romeriolo Castellargegno, Maffiolo
Niguarda e Massimo Forbecheni di Morbegno.
Per rappacificare tra loro i Quadrio di Ponte dovette intervenire lo stesso signore di
Milano e di Como, Galeazzo Visconti. Finch, nel 1361, si giunse nuovamente a una
pace generale.

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Il nome di Masseto Rusca, signore del Castello di Mongiardino, compare
ripetutamente nei documenti valtellinesi dell'epoca. Egli era figlio di Ottino di Como,
ma si era stabilito a Milano nella parrocchia di San Stefano dove nell'ottobre 1423
troveremo ancora un altro Masseto, figlio di Lotteriolo e nipote abbiatico del
precedente. Dopo che nel 1341 fu imposto dai Visconti al comune e al distrettio di
Como il fodro di seimila fiorini d'oro, Masseto Rusca e gli altri della sua parentela si
distinsero in Valtellina per il rigore con cui procedettero all'incasso dei loro crediti,
specialmente contro i comuni e i monasteri; nel febbraio del 1346, per esempio,
venuto in possesso di un'obbligazione di L.570 in denari nuovi che quelli di
Talamona avevano contratto con Ventura Stoppa di Nobiallo fin dal 1305, Masseto
non esit a far eseguire il sequestro dei loro beni, inviando i servitori del Comune di
Corno Guarentado Cermenate e Prevosto San Vitale a derobare per fortiam de
domibus habitationum communis et hominum sceu vicinorum de de Tallamona tantas
quantitates bobum, vacharum, lectorum, et vasorum araminevallentes libras 600
novorum.
Per riscattare tutta questa roba i Talamonini si trovarono costretti a chiedere
precipitosamente a Valleve un mutuo di L.500.
Ancora pi grave fu il pericolo corso nel medesimo anno dai monaci
dell'Acquafredda, che si trovavano in debito di L.4800 verso Rainaldo Rusca fu
Gaspare.
Deciso a realizzare la somma, costui impose un'ipoteca sopra la loro gangia di
Bulgarograsso, sulle cascane di Ronco e sulla decima di Crimido. In favore dei
Cistercensi intervenne, per, Giovanni Vicedomini fu Civalo di Cosio, il quale per un
riguardo al fratello Taddeo, monaco in quel monastero, passando sopra allo statuto
del 21 luglio 1340, con cui il comune di Como aveva proibito in tutto il distretto di
fare prestiti a monasteri, ospedali, prelati, monaci e frati, concesse loro un mutuo di
lire 4000.
L'importanza del castello di Mongiardino non dipendeva tanto dal valico di Gordona,
che gli sta di fronte sul versante orobico- ma piuttosto lontano -quanto dalla
vicinanza di Sondrio, guelfa e dalle fortune dei Rusca e del loro partito. Sotto il duca
Gian Galeazzo Visconti essi si sentirono cos menomati nel loro prestigio da essere
invogliati di schierarsi con i Guelfi; ma dopo la morte di lui (1402) ripresero con
Franchino il dominio di Como, tornando a far sentire la loro autorit anche in
Valtellina.
Anzi, verso il 1410 riuscirono persino a distruggere il castello di Masegra, roccaforte
principale dei Capitani di Sondrio, loro irriducibili avversari.
Sei anni dopo Loterio Rusca sar creato conte di Como; pi tardi ancora, durante la
lotta contro Venezia, smaniosa di impossessarsi della Valtellina, il duca Filippo Maria
trover nei Rusca degli alleati preziosi (1432). Grande, infatti era in quel momento il
loro dispetto contro le comunit valtellinesi, le quali nella speranza di raggiungere una
maggiore autonomia anche fiscale dai signori di Como e massimamente da coloro,
che ne erano pi decisi ed autorevoli paladino, avevano aderito in gran parte -
Berbenno compresa - al capo dei Guelfi Antonio Beccaria.
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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
I Rusca non riusciranno a fermare il corso delle cose: nel 1447, l'anno della
instaurazione della Repubblica Ambrosiana, i Polaggini sventarono un nuovo
tentativo di insediarsi a Berbenno, compiuto da una banda ghibellina proveniente da
Como e capeggiata da Arzio Castelli mettendo a sacco le canove di Menapace e
Visconte Rusca.
Il che consiglier la famiglia a trasferirsi a Chiuro e a Morbegno. La seconda parte nel
prossimo numero de "il Notiziario".

1292 I de'Capitanei
vennero battuti da un'altra famiglia milanese: i Rusconi. La rappresaglia si espanse
fino al castelletto de'Capitanei di Caspoggio il quale venne distrutto. Si pensa che il
passaggio dei vittoriosi per la carovaniera fece scappare verso l'alto i minacciati
abitanti dai vari agglomerati. Questo port alla nascita di nuoveProseguendo negli
anni si vide il passaggio del potere dai De'Capitanei a favore dei Rusconi.
Quest'ultimi diedero la Valtellina e la Val Malenco ai Visconti, emergente e
potentissima famiglia del milanese. I De'Capitanei vennero comunque mantenuti dai
Visconti come "governatori", titolo peraltro insignificante. L'aumento delle tasse cre
malcontento in valle e si prese ad organizzare una rivolta contro i Visconti che sfoci
in battaglia nel 1370.
I Visconti si difesero facilmente ma non riuscirono ad entrare in Valmalenco per
punirvi gli insorti inquanto venne opposta una dura resistenza ai piedi della valle, che
dur per ben 3 anni. L'unico percorso per l'approvvigionamento di cibo fu la
carovaniera per il Passo del Muretto. Tutto si risolse nel 1373 con una tregua tra i
De'Capitanei (e i rappresentanti malenchi) e i ViscontiDal 1600 al 1700 Nei primi
anni di questo secolo la contrapposizione religiosa tra malenchi e Grigioni si fece via
via sempre pi marcata, c'era nella aria un forte timore di congiura. I Grigioni
cercarono di contrastare questi tumulti imprigionando e assassinando l'Arciprete
cattolico di Sondrio, Nicol Rusca, artefice di numerose iniziative contro i
protestanti. Questo fu per un grosso errore dei Grigioni, alimentando la rivolta
malenca, che sfoci nel 1620 con catture di protestanti grigioni che finivano talvolta
con liberazioni in Engadina tramite il Muretto e talvolta con torture e uccisioni.

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Titolo di Capitanei di Locarno


La prima attestazione del titolo di "capitanei" attribuito a fam. nobili di
Locarno in un diploma (privilegio di mercato) del 1164 dell'imperatore Federico I.
Di questo titolo erano investiti, in senso proprio, i soli vassalli del re. Ai nobili di
Locarno, che erano invece valvassori, sarebbe stato pertanto attribuito quale
particolare concessione.

I Capitanei erano probabilmente discendenti dei nobili longobardi Da Besozzo, della


contea del Seprio, ai quali il vescovo scismatico di Como Landolfo da Carcano
avrebbe infeudato il Locarnese verso l'anno Mille.

Ai Capitanei era affidata l'amministrazione dei beni ecclesiastici nella


pieve; essi godevano di immunit e di un potere coercitivo, ma non erano proprietari
del territorio, che apparteneva, fatta eccezione per i beni ecclesiastici e regi, alle
vicinie. Privi di potere sovrano, il peso politico dei Capitanei era limitato; ebbero
tuttavia un ruolo di rilievo durante il XIII e XIV sec., nel quadro delle lotte tra guelfi
e ghibellini e delle guerre tra Como e Milano. Residenti prevalentemente ad Ascona,
Locarno e Muralto, i Capitanei non facevano parte di nessuna vicinia; le loro fam.
(Orelli, Rastelli, Rusconi, Magoria, Gnosca, Della Rocca, Muralto e Duni)
costituivano un'entit politica, fiscale e commerciale, denominata Universit o
corporazione dei Nobili, separata dal resto della pop. Il loro potere economico
derivava dalle regalie che possedevano nel territorio di tutta la pieve (pedaggi,
decime, diritti d'alpe, di pascolo, di pesca, di mercato, di caccia, di macinatura ecc.) e
dal possesso di numerosi beni fondiari (curtes, campi, boschi, pascoli, alpi). Fin verso
la met del XVI sec. i Capitanei esercitarono un controllo diretto sull'elezione dei
rappresentanti delle vicinie nel Consiglio generale della pieve; in seguito poterono
unicamente designarvi i propri rappresentanti. Nel corso dei sec. essi cedettero alle
vicinie, e soprattutto alla corporazione dei Borghesi di Locarno, parte delle loro
regalie. Dopo il 1342, con l'occupazione del Locarnese da parte dei Visconti, il ruolo
politico ed economico dei Capitanei diminu molto; la loro corporazione riusc per a
mantenere quasi inalterati molti privilegi fino al 1798. Dal 1803 essa fu integrata nel
patriziato.
Fra XI e XII secolo la qualifica feudale di capitaneus che indicava i vassalli
maggiori in rapporti diretti con marchesi, conti e vescovi si diffuse nelle regioni
settentrionali del Regno Italico: larea gravitante sulla chiesa metropolitica milanese,
la Marca Veronese, lEmilia e la Romania. Nellarea di governo e di influenza della
chiesa milanese i capitanei ebbero in beneficio inizialmente diritti di decima delle
pievi rurali, ai quali si aggiunsero diritti signorili. In altri territori essi detennero con
frequenza diritti signorili su un distretto il cui centro giurisdizionale era un castello,
dal quale la singola famiglia pot connotarsi.

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Le pievi sorsero non prima del VI secolo e la loro istituzione fu un fatto


esclusivamente legato alla campagna e alla sistemazione religiosa ed ecclesiastica dei
distretti rurali.

Non vi furono pievi cittadine: gli abitanti d'una citt formavano la civitas, mentre la
pieve era la plebs, ossia la popolazione rurale d'un pagus di campagna.

Quindi civitas e plebs erano entit del tutto distinte, e quasi antitetiche tra loro come
erano citt e campagna. Dal punto di vista ecclesiastico, la pieve e la sua
popolazione dipendevano dalla cattedrale esistente nel castrum di , come era proprio
di qualunque effettiva pieve rurale.

Con l'Impero carolingio di Carlo Magno si accentu la diffusione del cristianesimo


(che arriv in Valchiavenna alcuni secoli prima del mille): nacque una nuova forma
di organizzazione ecclesiastica, la pieve, o parrocchia, cio la comunit dei
battezzati ad uno stesso fonte battesimale. La pieve aveva il suo centro nella chiesa
dove venivano celebrati i battesimi, e dove il popolo si riuniva per la celebrazione
delle liturgie festive.

Qui risiedevano e facevano vita comune il sacerdote ed i chierici che lo aiutavano


nell'evangelizzazione della popolazione. Ad ogni pieve faceva capo un territorio
molto esteso: divennero, oltre che centri religiosi e di culto, vere e proprie
circoscrizioni civili, munite di torri e castelli.

Le pievi facevano parte della diocesi di Como

.
RUSCONI GIOVANNI
Vescovo di Parma
Como-Parma 20/30 settembre 1412.
Nacque da una delle pi nobile e illustri famiglie
dItalia, che signoreggi le citt di Como, Lecco,
Lugano, Mendrisio, Locarno e Bellinzona.
Figlio di Lotario, podest di Milano, e di Enrica, figlia
di Bernab Visconti.
Ebbe due fratelli, Baldassarre, arciprete e canonico della
Cattedrale di Como, e Franchino, inviati quali ambasciatori da Gian Galeazzo
Visconti, loro cugino, per ringraziare i Siciliani che erano venuti a
congratularsi con lui della dignit ducale, e due sorelle, Enrica e Anastasia,
moglie di Antonio Sanvitale, nobile parmigiano.

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Il Rusconi fu elevato al vacante Vescovado di Parma alle istanze di Gian
Galeazzo Visconti quando i due suoi fratelli laccompagnarono a Como. La
data precisa della sua promozione sconosciuta. La bolla di papa Urbano VI
al Capitolo di Parma (che lAff riporta nelle sue schede) del 1380
certamente falsa perch Beltrando da Borsano non lasci vacante per morte la
sede di Parma, ma per essere stato trasferito a quella di Como. Il 28 settembre
1380 in un rogito di Antonio Zandemaria, notaio imperiale, il Rusconi
chiamato semplicemente Eletto Parmense e perci non era ancora stato
consacrato vescovo. Questo rogito contiene alcuni Statuti del Capitolo di
Parma approvati da Stefano de Nasi, arciprete e canonico di Como e vicario
del Rusconi, e da Matteo Garimberti, arcidiacono e vicario capitolare. Poco
dopo il suo ingresso a Parma il Rusconi pronunci la scomunica contro
coloro che occupavano i beni del suo Vescovado. Il primo documento dove il
Rusconi chiamato vescovo di Parma del 30 luglio 1381. una concessione
livellaria a favore di Galdino Tintore di poter estrarre un bocchetto dacqua
dal canale maggiore, con lobbligo di dare ogni anno una certa quantit di
grano. Il 13 agosto di quellanno il Rusconi diede linvestitura feudale a
Giovanni Manzi di una pezza di terra nelle pertinenze di Gualtieri. Elesse
poi, quale sindaco, camerario e suo procuratore generale di tutte le cause,
Gabriele degli Accorsi il 27 maggio 1382. Albertino Garsi, conduttore del
dazio e della mercanzia di Parma, e Guglielmo da Neviano, conduttore della
macina, supplicarono Galeazzo Visconti, Signore di Milano e di Parma e
vicario imperiale, perch ordinasse al podest e ai giudici del dazio di far
pagare il Rusconi, il quale introduceva grano in Parma senza pagare le
gabelle, appoggiandosi a una sentenza che il referendario della citt aveva
proferito a suo favore, con la quale lo si dichiarava immune dai dazi e dalle
gabelle.
Il Duca, esaminato laffare, sentenzi il 20 dicembre 1383, secondo il parere
dei suoi commissari Giovanni Diversi, podest di Parma, e Cristoforo dei
Bandelli, entrambi giudici delle gabelle, che i vescovi non erano tenuti a
pagare dazi e gabelle per le cose di loro uso e di tutta la loro famiglia per una
antichissima consuetudine, cui in contrarium memoria non existit. Nel 1382 il
Rusconi riconferm linvestitura di una pezza di terra fatta ad Antonio degli
Arcelli e a suo fratello Ilario. Manfredo della Croce, di Milano, era vicario del
Rusconi il 25 ottobre 1383, giorno in cui il Capitolo rielesse allufficio di
custode o sagrista della Cattedrale il canonico Dionigi Capelluti, che lo aveva
rinunciato.

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Il Rusconi conferm la rielezione il 25 maggio dellanno seguente. Da Parma,
il 23 ottobre 1384 il Rusconi confer il priorato di SantArmanno ad Antonio
Bertani e due mesi dopo (23 dicembre) il canonicato e prebenda della chiesa
di Gainago a favore di Bartolomeo Gonzino. Il 4 aprile 1385 Giovanni
Griffoni, rettore della chiesa di SantIlario di Poviglio, deputato dal Rusconi,
invest di un beneficio Francesco Cavalchi di Noceto. Poich il Rusconi ebbe
altre noie dagli esattori parmigiani, il referendario di Parma, delegato dal
Duca di Milano, il 22 maggio 1386 dichiar che i vescovi di Parma erano
liberi, esenti da qualsivoglia carico, dazio e gabelle circa i frutti e le rendite,
proibendo ai dazieri di molestare in alcun modo la Chiesa parmense. Il 6
aprile 1388 il Rusconi ordin una precisa descrizione di tutti i beni posti nel
territorio di Castelgualtieri (atto rogato da Ugone Rossi, notaio imperiale). Il
23 aprile di quellanno invest di una pezza di terra nella vicinanza di
Gualtieri Pietro Obizzi e Opicino, suo nipote, per una mezza misura di vino
allanno, e lo stesso giorno concedette in feudo una casa con una pezza di
terra nelle pertinenze di Gualtieri a Giovanni Antonio e Andrea Bonelli e ai
loro figli, nel luogo detto alle Caselle. In quellanno (21 agosto) fu fatta
lunione e incorporazione del monastero e dei beni della Religione vecchia
alla Mensa vescovile. Il 24 novembre 1388 fu pronunciata a Pavia una
sentenza favorevole al Rusconi contro Giovanni Ghibani, appaltatore
parmigiano delle gabelle del vino in Parma, il quale pretendeva che i sudditi
del Vescovo non fossero esenti dal dazio della imbottatura. Il giudice dei dazi
gli aveva gi dato sentenza favorevole e il Rusconi si era poi appellato a Gian
Galeazzo Visconti, producendo i suoi privilegi antichi.
Il Duca commise lesame della controversia al dottore Giovanni Omodei, il
quale diede sentenza favorevole al Rusconi.
I comuni e i luoghi soggetti al Vescovo, dichiarati immuni dal predetto dazio,
furono i seguenti: Communia et homines Montis Curiae Raygusii, loci de
montibus, loci de Gramatica, loci de Raygusii, loci de Casarolo, loci de
Tichiano, loci de Laneta, de Valceca, loci de Nerone, loci de Lugagnano, loci
de Vezatica, et loci de Treflumine omnium locorum praefati D. Episcopi.
Il 5 giugno 1389 ebbe una investitura feudale dal Rusconi Guglielmo della
Mazza (24 biolche poste nel territorio di Gualtieri). Altra sentenza del 19
maggio 1390 venne promulgata dal referendario del Duca di Milano, con la
quale il Rusconi e il clero furono riconosciuti esenti da qualsiasi tassa, come
per il passato.

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Frate Musio da Beccaria, precettore delle case e della chiesa di San Giovanni
Gerosolimitano di Parma, il 6 dicembre 1392 ottenne licenza dal Rusconi di
consacrare nelloratorio gi costruito, che si disse dello Steccato, un altare
dedicato a San Giovanni Battista decollato, con lonere di pagare due libbre di
cera al monastero di SantAlessandro. Il 16 agosto 1393 dal Rusconi fu assolto
Ilario da Beccaria, beneficiato della chiesa di San Donnino, per un giuramento
falso fatto in una causa vertente tra lui e Giovanni da Cornazzano. Bonifacio
Lupi, marchese di Soragna, stralci (suo codicillo del 1 novembre 1388) dalle
possessioni lasciate in eredit a Ugolotto Lupi suo nipote, 50 biolche di terra,
che leg alla badessa e monache di San Paolo, con lobbligo di dare,
annualmente e in perpetuo, 20 lire ai Frati minori di San Francesco del Prato
per celebrare ogni anno un anniversario con Messa nel giorno della morte di
suo padre nella cappella dei Lupi e di provvedere laltare dei paramenti
necessari. Legarda Biancardi, badessa del monastero, e le monache
rinunciarono al legato. Il Rusconi cedette allora il lascito alla badessa e
monache di Santa Chiara, le quali lo accettarono per mezzo del loro
procuratore promettendo di adempierlo per lavvenire e in perpetuo. Il
decreto del Rusconi fu rogato da Filippo da Fossio, cancelliere della Curia, il
28 gennaio 1394. Dal 1394 al 1398 fu vicario generale del Rusconi, tanto in
spiritualibus quanto in temporalibus, Gregorio Berenghi, canonico di Reggio.
Il Rusconi il 15 maggio 1395 nomin Antonio di Vedriano, prete parmigiano,
rettore della chiesa curata di San Nicol di Cavriago. Poich una grave
controversia era sorta tra lOpera parrocchiale della Cattedrale di Parma e il
Comune di Borgo San Donnino, la lite fu portata dinanzi al Rusconi. Lo stesso
Duca di Milano si fece mediatore, esortando il Rusconi e i Borghigiani ad
accordarsi pacificamente. Ma il Rusconi pronunci una sentenza contro i
Borghigiani, i quali per mandarono a Pavia nellottobre 1396 ambasciatori al
Duca per protestare contro tale giudicato. Si ignora lesito dellambasceria. Il
1 agosto 1397 il Rusconi nomin Giovanni dei Ferrari suo podest di
Corniana, con il salario, emolumenti, onori e oneri inerenti.
La compagnia dei Bianchi o della Misericordia, istituita da Enrico II di
Castiglia e approvata da papa Giovanni XXII, che andava recitando orazioni e
cantando lo Stabat Mater, pass da Parma il 4 agosto 1399 e vi si associarono
3552 Parmigiani: il Rusconi, con tutto il clero, fece parte della comitiva.
Nel 1392 Bartolomeo Fredulfi fu sindaco e procuratore del Rusconi. Il 1
agosto 1397 il Rusconi diede la patente della podesteria a Giovanni Pienazza.
Il 25 settembre 1399 ottenne una sentenza in suo favore per la libert dei
Mezzani del Vescovo, dichiarata interamente e integralmente sotto la
giurisdizione del vescovo di Parma.

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Nello stesso anno, Della Noce, delegato dal Duca di Milano, sentenzi che gli
uomini del Mezzano non erano tenuti ad alcun carico reale e personale, n
misto, ma che erano sottoposti alla giurisdizione del vescovo di Parma.
Nellanno 1400 il Rusconi un al monastero di San Quintino la chiesa di San
Damiano al di qua dellEnza. Il 21 giugno 1401 invest Giulino Talione di
diverse terre poste nel territorio di Boretto, nella giurisdizione di Brescello,
gi tenute in feudo da Antonio Talione. Nello stesso anno Gian Galeazzo
Visconti impose al clero di Parma una taglia di 4800 fiorini e al Rusconi di
10300 fiorini. Il 30 agosto di quellanno il Rusconi priv della voce attiva e
passiva, nellelezione della loro badessa, le monache di San Quintino, perch
discordi: una parte pretendeva nominare Todeschina Bianchi e laltra Asina
Mazzi. Simonino da Parma, sindaco e procuratore del Rusconi, ricorse a
Gasparo Grassi, commissario e delegato del Duca di Milano e vicario e
luogotenente di Antonio Ubaldini, podest di Parma, per ottenere limmunit
del Mezzano del Vescovo: la sentenza, favorevole al Rusconi, del 28 giugno
1402. Il 14 marzo 1404 i procuratori del Rusconi fecero una locazione di acque
irrigatorie defluenti dal canale della villa di Santa Maria del Piano al Comune
di Mamiano, con lobbligo di pagare un canone di una libbra di cera bianca
nel giorno dellAssunta. Nel 1406 fu vicario del Rusconi il canonico
Ravacaldi. Il Rusconi il 27 ottobre 1410 si rivolse a Michele Steno, doge di
Venezia, lamentandosi di essere stato spogliato di certe sue terre. Lo Steno il
16 novembre dello stesso anno ordin al podest e capitano di guerra Delfino
Veniero che fossero restituite alcune terre poste nei luoghi di Boretto e di
Castelgualtieri, nella giurisdizione di Brescello, appartenenti alla Mensa
vescovile e occupate da Attone.
Nel 1412 fu vicario del Rusconi Simone da Enza, il quale teneva le udienze in
Capella Sancti Vicinii audientiae praefati D.ni Vicarii contigua Majori
Ecclesiae Parmensi.
Dopo la sua morte, il corpo del Rusconi fu per pi giorni esposto nella
cappella di SantAgata, ove era solito radunarsi il Capitolo dei canonici,
prima di essere tumulata nella cappella che, ancora vivente, si era fatto
erigere e decorare di affreschi. La cappella che ne accolse la salma and
soggetta a varie peripezie e deturpazioni. Sulla parete a ovest rappresentata
la Madonna con aureola dorata, seduta, col Bambino nudo in grembo, sopra
un seggio ricchissimo di stile gotico, con guglie, nicchie e statuine.
A destra della Vergine rappresentato il Rusconi (che fu vescovo per
trentadue anni) in abito pontificale rosso, cappa dermellino e mitra bianca,
riccamente ornata, col pastorale tra le mani, presentato da San Giovanni
Apostolo alla Vergine.

Parte sesta Pagina 15


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Alla sinistra San Giovanni Battista con manto rosso e una lunga pelliccia, che
tiene in una mano una fettuccia col motto Ecce vox clamantis in deserto
parate. Nel fregio, che sta sopra nei piccoli tondi, sono raffigurati giovani e
adulti. Nelle pareti laterali sono alcuni busti di profeti, patriarchi e re
dellantico Testamento, tra i quali bellissimo quello di Roboamo. Il
monumento sepolcrale alla met del secolo XVII and distrutto. Rimane solo
lepitaffio con lo stemma incastonato nel muro a fianco della scala.
Liscrizione in versi esametri, con caratteri gotici: religionis hono procerum
decus inclitus heros urbis Cumane Ruschorum quem tulit ortu alma tribus
rutilo quo flamine leta Iohanes aurea Parma deum sanctos adolevit honores
hic situs est aram hanc hos celibes que penates instituit sua mens sic
gazophilata sub annis mille quatercentum bissex super astra recessit corpus
in occasu septembris et alma relinquit.

Lo stemma tripartito di rosso a tre bande dargento,


caricato al leone di rosso accosciato e coronato doro,
avente ai lati un rusco formato di tre chiodi intrecciati,
sopracaricato da mitra nel mezzo e ai lati dal pastorale e
da due chiavi.

FONTI E BIBL.: R. Pico, Appendice, 1642, 232-233; N. Pelicelli, Vescovi della


Chiesa parmense, 1936, 319-327; V. Schiavi, Diocesi di Parma, 1940,

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Parte settima

LEMIGRAZIONE IN EMILIA-ROMAGNA E
MARCHE NEI SECOLI XIV-XV.
DIFFUSIONE DEL COGNOME RUSCONI IN ITALIA
UN ORIGEM DEL APELLIDO RUSCONI

Parte settima Pagina 1


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

LEMIGRAZIONE IN proprio clan che si sparse in tutta


lattuale Emilia Orientale.
EMILIA-ROMAGNA Inizialmente rimasero uniti tra loro,
anche per questioni economiche e
E MARCHE NEI commerciali, contraendo per pi di
SECOLI XIV-XVIII un secolo matrimoni solo tra parenti
poi man mano che si erano creati
BIANCA MARIA RUSCONI
una posizione notevole accumulando
ingenti ricchezze, si unirono alle
La Lombardia era nei secoli passati un
famiglie pi note della regione e fuori
territorio devastato da continui conflitti
regione. Ricoprirono varie cariche
che impedivano una regolare attivit e
religiose e civili, quali Gonfalonieri di
di conseguenza molte famiglie si
Bologna, di Ferrara, di Cento, e
portarono in Emilia-Romagna.
Podest di Cento.
A Bologna molti di questi ceppi
Furono insigniti della nobilt di varie
familiari confluirono nella Compagnia
citt (Anagni, Alatri, Ferentino, Veroli,
dei Lombardi che ha radici molto
Piperno, Ferrara, Bologna, Ravenna,
antiche. Uno di questi gruppi familiari
Foligno) ed il ramo principale, che si
oriundi lombardi quello dei Rusconi.
era stabilito a Cento e a Bologna, fu
Questa famiglia originaria di Como e
anche insignito del titolo di
sparsa fino alla Valtellina e al Canton
marchese.
Ticino, ricopr fin dallXI secolo grandi
cariche, ebbe la Signoria di Como, fu Annoverarono diversi religiosi tra cui il
alleata del Barbarossa, batt moneta canonico Carlo, protonotario apostolico
(dopo il 1328 sotto Ludovico il Bavaro, che ospit Pio VI di passaggio verso
una moneta, ed in nome proprio dal Vienna, Monsignor Pier Luigi Vescovo
1408 al 1416, quattro monete) ed di Amatunta nel 1801, Monsignor
annover molti illustri personaggi fra i Giovanni che fu ministro delle Armi e
quali il Beato Vincenzo e la beata dei Lavori Pubblici dello Stato della
Beatrice Rusconi-Casati. Chiesa (1847 e 1848), ma il pi
Col decadere dellImpero e in seguito a importante fu Monsignor Antonio
causa delle continue guerre nella zona Lamberto Rusconi (Cento, 19 giugno
lombarda il ramo della famiglia 1743 - 1 agosto 1825) fu nominato
discendente dai conti di Lugano ritenne cardinale della Chiesa cattolica da papa Pio
opportuno emigrare verso lo Stato VII nel concistoro dell'8 marzo 1816.
Pontificio dove la vita si prospettava
pi tranquilla e vi era sicurezza di Vescovo di Imola e Cardinal Legato
svolgere attivit redditizie. delle Romagne (1820-1824), uditore
Il primo gruppo giunse dal Lago di della Sacra Rota (di cui sono state
Como e si stabil in una cittadina tra stampate le Decisiones):
Ferrara e Bologna (San Pietro in
Casale); in seguito giunsero altri
gruppi familiari e si form un vero e

Parte settima Pagina 2


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Fece parte della Congregazione di dargento per le campagne di
Stato alla quale Pio VII commise di Indipendenza.
ripristinare il Governo Pontificio, e gli Alla luce di questi brevi cenni si pu
venne anche affidata la Soprintendenza tranquillamente concludere che questa
dellUniversit Gregoriana, famiglia, anche dopo un temporaneo
dellArchiginnasio della Sapienza, di decadimento dovuto alle continue
tutte le scuole, delle biblioteche, dei guerre nella nativa Lombardia
musei e delle poste dello Stato conclusosi con limmigrazione nel
Pontificio. vicino Stato pontificio, riuscita ad
Il 15 luglio 1857 il marchese Michele essere allaltezza della passata
ebbe il grande onore di avere come notoriet, dimostrando cos che con la
ospite Pio IX, che in visita pastorale in tenacia e la solidariet familiare
Emilia elesse, per due giorni, come sua sempre possibile risollevarsi,
sede per le udienze, e dimora, il suo testimoniando altres la veridicit dei
palazzo di Cento. Non mancarono i vichiani corsi e ricorsi storici.
rivoluzionari tra i quali Carlo Andrea Con questi due semplici esempi: un
che si compromise a favore della popolo ed un ceppo familiare,
Repubblica Cisalpina e partecip ai possiamo rilevare che lemigrazione da
Comizi di Lione del 1801 e Carlo una regione allaltra pu essere ritenuta
Giuseppe (apprezzato drammaturgo e un fenomeno naturale che non deve
romanziere) ministro degli Affari Esteri essere sottovalutato e visto
della Repubblica Romana (sepolto a negativamente, ma piuttosto va
Roma nellAra Coeli), e uomini darme considerata un positivo interscambio
quali Felice, generale del Genio tra regioni che pu portare ad un
militare decorato con due medaglie arricchimento sociale, finanziario
culturale.

Parte settima Pagina 3


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Diffusione del cognome Rusconi in Italia

Parte settima Pagina 4


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

UN ORIGEM DEL APELLIDO RUSCONI

Apellido del della la descripcion del origen di ahora di Por, ingls dell'en del
aun.

RUSCONI. Vedere l'articolo su RUSCA.


[HBLS, V. 5, P. 768]

Fonte: Historisch-Biographisches Lexikon, completo

RUSCA. [Articolo molto grande di A su questa famiglia, che pu molto


brevemente essere ricapitolata soltanto.]
Inoltre RUSCONI, DE RUSCHIS, ortografie del DE RUSCONIBUS.

Una famiglia nobile anziana che proviene da Como. Il viscount di Milano era
di questa famiglia, come erano molti funzionari importanti durante l'Italia del
Nord. Hanno svolto un ruolo importante in Lombardia ed erano inoltre
importante nel cantone Tessin [Ticino]. La famiglia sar vista nella
dodicesima terra di secolo presto
stato visto con le varianti di ortografia di Rusca e di Rusconi. Una
diramazione ha aggiunto v. appelation de Bellinzona-Giubiasco. Una linea in
Tremona ha adottato l'ortografia di Rusconi.
Parecchie famiglie di regolamento sono comparso in Ticino. Lo zu Bellinzona
di Lehensherren R.; i Grafen R. von Lugano; il Herren R. von Locarno; tutti
hanno provenuto dal Herren Rusca von Como. Il ramo de Bellinzona-
Giubiasco ha formato l'origine dei rami a Magliaso, Bironico-Camignolo,
Luzern e Giubiasco. Il ramo di Lugano ha provocato Ramo di Bioggio. Il
ramo di Locarno al Mendrisio e ad altri.
Il cognome di Rusca stato visto in: Cademario, 1269; Arosio, 1347; Agno,
1451; Bedano-Manno, 1367; Sonvico, 1454; Coldrerio, 1454; e cos via.
I membri hanno tenuto gli uffici importanti a: Breno, 1218; Cademario, 1269;
Giubiasco, ca 1300;
Castel San Pietro, 1274; Viganello-Pregassona e Umgebung, 1325; Sonvico,
1454;
Pedrinate, 1457, Taverne-Torricella, 1499.
Il Wappen (schermo della famiglia) descritto e descritto e rappresentazioni
sopravvive da 1288.
(i) RUSCA, Herren von Como, anche in Tessin. RUGGERO il fondatore di

Parte settima Pagina 5


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
questo ramo, un Brger di Como, supporto di varie posizioni, D. 1257.
Diciassette ulteriori membri con il 1400s iniziale sono profilati alla lunghezza
moderata ciascuno.
(ii) R., Grafen von Lugano. Continuando sopra dalla sezione (i). Altri
diciassette membri della famiglia sono profilati alla lunghezza moderata. Ci
sono due ritratti inclusi. Questi funzionare con il 1600s iniziale.
(1) Ramo di Bioggio-Lugano-Mailand. Questi provengono da BERNARDINO
di (ii).
Altri diciotto membri della famiglia sono profilati, funzionanti con il mid-
1800s.
(2) Vario R. di Lugano. Altri sedici membri vari della famiglia sono
profilato, comunque alle lunghezze pi corte che quelli detti
precedentemente.
(iii) RUSCA, Herren von Lucarno. La famiglia ha cominciato a regolare
Lucarno in 1439 e molti i rami vengono da questa linea. Un figlio illegitimate
di questo ramo ha cominciato a regolare sopra Bellinzona. Circa dodici
membri di questo ramo sono profilati, alcuni alla lunghezza considerevole.
(1) Ramo del Von Menrisio. Ci stata fondata da un figlio del illegimate di
ANTONIO del PIETRO di (iii). Circa ventuno membro profilato, comunque
soltanto alla lunghezza moderata ciascuno.
(2) Rami della linea del Rusca von Lucano. Altri diciannove membri sono
profilati,
compreso il ramo de Bellinzona.
(iv) R. von Bellinzona-Giubiasco [nota che questa differente dal ramo ha
accennato
appena sopra (2)]. Questo ramo si sviluppato in due linee: il R. dalla linea di
Ravazzini, quale morto fuori in 1750 e nella linea di Gregorio.
(1) R. da RAVAZZINO, da Como, D. prima di 1415. Cinque sono profilati da
questa linea con esso sta morendo fuori in 1747.
(2) Il R. da GREGORIO, PIETRO di Como, visto in 1384, il fondatore di
questa linea. Alcuni quattordici di pi profilato con il mid-1700s.
(3) Ramo del Rusconi del Palasio. BERNARDO del CARLO, 1662-1729, il
padre di questo ramo.
Nove nuovi membri sono profilati con 1877.
(4) Ramo del Rusconi del Saleggio. FRANCESCO del CARLO, 1633-1674, il
padre di questo ramo. Sei nuovi membri sono profilati con l'inizio del
20esimo secolo, con una fotografia.
(5) Rusca von Biroico-Camignolo. Ci stata fondata prima di 1400. Quattro
membri sono profilato con l'inizio del 1500s.

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
(6) Rusca von Magliaso. Inoltre fondato prima di 1400, da Como. Sei membri
sono profilati con 1528.
(7) Vario Rusca. Tre membri pi vari di questa linea sono profilati.
(v) Vari rami.
(1) Il ramo di Agno, provenente da Como, i fondatori era in Bedigliora in
1467 ma ha avuto depositato in Agno entro 1482. Quindici membri sono
profilati attraverso la conclusione dei 1900s.
(2) Ramo di Arioso. Il primo membro MARINUS BAZIUS, visto a Arioso in
1347. Due altri sono profilati attraverso la conclusione dei 1900s.
(3) Ramo di Bedano-Manno, ora estinto. Il membro pi in anticipo accennato
MICHELLE, visto a Bedano in 1347. Circa sei ulteriori membri sono
accennati attraverso l'estremit del ramo in 1712.
(4) Ramo di Cureglia, ora estinto, fonte conosciuta. Soltanto un membro
profilato, dal 1800s.
(5) Ramo di Rancate, fonte conosciuta. Sei membri sono profili attraverso la
conclusione del 1800s.
(6) Ramo di Taverne-Torricella. Il fondatore era CRISTOFORO, di Bironico e
visto a Taverna entro 1499. Circa quattro nuovi membri sono profilati con il
1700s ritardato con un ritratto.
(7) Ramo di Tremona. Ci stata stabilita nel diciassettesimo secolo dalla
zona di Como.
Tre membri sono profilati con i 1900s in anticipo. Una vasta bibliografia
fornita.

Ramo di Luzern. Il punto del nesso (JOHANN ANTON Rusconi) descritto e


circa nove membri accennato, ma queste sono descrizioni estremamente
sommarie, nomi e date generalmente giusti per alcuno
posizioni.
[HBLS, V. 5, pp. 759-768, estratto]

Fonte: Historisch-Biographisches Lexikon, astratto

============================= di =====Rusca

Rusca, Roberto: Il Rusco, Historia di famiglia Rusca [Di Ticino del del
cantone]. Venezia 1680 - (nel cantonale del Ticino di Biblioteca del der)

Rusconi, Alberto: Memorie i storiche del casato Rusco o Rusconi [del cantone
Ticino].

Parte settima Pagina 7


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Bologna 1874 - 2 Bnde, Nachtrag: P. de Bologna 1877 - 4, un genealogiche dei
23 tavole (nel der Schweizeirischen Landesbibliothek)

Motta, Emilio: I Rusca (di Locarno, Luino e Val Intelvi/I). In: Della di istorico
di Bollettino
Italiana 17, 1895 di Svizzera - P. 1-7, 33-41, 65-70, 97-101, 153-159; 18, 1896 - P.
1-5,
57-67, 89-96, 121-127; 19, 1897 - P. 1-3, 61-72, 97-103, 173-178; 20, 1898 - P. 5-8,
44-52, 185-189; 21, 1899 - P. 1-6, 56-60, 150-155; 22, 1900 - P. 1-5, 33-38 (mehr
del nicht
erschienen)

Stckelberg, Ernst Alfred: DES Geschlechtes Rusca [stammendes di


Denkmler di Como di aus
Geschlecht im Kanton Tessin]. In: Dado Schweiz 15, 1911 - S. 312

Schlatter, Ernst: Stammtafel Rusca o Rusconi [DES Kantons di Familie dello


stammende di Como di aus
Tessin]. o.O. Blatt di um 1922 - 1 (Photographie im Staatsarchiv Basilea-Stadt)

Maspoli, Enrico: I Rusca di Magliaso. In: Storica 8 ticinese, 1945 di Rivista - P.


1045-1047,
genealogiche del tavole

Simona, Luigi: d'Agno del Rusca di Cassina di famiglia di della di


genealogico di Albero.
In: Italiana 27, 1952 di Svizzera di della di storica di Bollettino - P. 145

Pedroli-Vacchini, Alma: Conti nobile Rusco [di Locarno] di dei di dinastia


della La come Di di castello
Locarno. In: Almanacco 122 ticinese, 1962 - P. 46

Cassina, Gatan: I Rusca e Castel San Pietro. Identificata di donatrice di Una.


In: Storici 22, 1971 di monumenti di nostri I - P. 174-177

Staffieri, Giovanni Maria: Patrizie di Bioggio e Gaggio del Le famiglie


[dado Familie Rusca di u.a. del betrifft]. In: Der SGFF 1983 di Jarhbuch - P. 59-
84, genealogico di albero

Parte settima Pagina 8


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Parte ottava
Giacomo Filippo
Margherita
ORIGINI E
Carlo
Catterina SIGNIFICATO DEI
Anna NOMI
Gian Carlo RICORRENTI
Piero
NELLE FAMIGLIE
Paolo
RUSCONI E
Andrea
Marco BRONZI

Maria Teresa
Filippo

Parte ottava Pagina 1


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
GIACOMO

Deriva dall'ebraico ed composto con la radice verbale "qb" che significa


"proteggere", con il significato di "Dio ha protetto, seguace di Dio".
L'onomastico tradizionalmente festeggiato il 25 luglio in memoria di S.
Giacomo apostolo, martire nel 44.

CARLO

Dal tedesco Karl "uomo libero".

L'onomastico ricorre il 4 novembre in memoria di S. Carlo Borromeo 1538 -


1584.
Patrono di Milano, dei librai, dei catechisti, dei maestri, dei legatori di libri.
Si invoca per non ammalarsi di peste, vaiolo e altre malattie contagiose.
Ad Arona dedicata la colossale statua in bronzo.

FILIPPO

Deriva dal nome greco Philippos, latinizzato in Philippus, formato da philo


da philein, "amare", e hippos, "cavallo", quindi "che ama i cavalli, le corse dei
cavalli". L'onomastico ricorre il 26 maggio in memoria di san Filippo Neri.

MARGHERITA

Dal greco antico Margartes "perle", nome portato da molte Regine.


L'onomastico, tradizionalmente, ricorre il 22 febbraio in memoria di S.
Margherita da Cortona. Patrona di Casteldelfino. Sono presenti molte Sante
con questo nome, in alcuni calendari viene ricordata S. Margherita di Scozia il
16 Novembre.

CATERINA

Dal greco KATAOS "pura". L'onomastico ricorre il 29 aprile in memoria di S.


Caterina di Siena, morta nel 1380. Patrona d'Italia, di Roma, di Siena, delle
lavandaie, dei corrieri e degli infermieri

PIETRO

Deriva dall'aramaico kephas che significa "pietra, roccia", tradotto in latino


come Petrus. E' uno dei nomi cristiani pi diffusi per via del culto di s. Pietro
principe degli apostoli.
Parte ottava Pagina 2
Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
L'onomastico tradizionalmente festeggiato il 29 giugno in onore di s. Pietro,
apostolo e primo pontefice

PIERO

Deriva dall'aramaico kephas che significa "pietra, roccia", tradotto in latino


come Petrus.
L'onomastico si festeggia il 6 gennaio in memoria del beato Pier Tommaso di
Costantinopoli, morto nel 1366; ma numerosi sono i santi ricordati con questo
nome.

FRANCESCO

Deriva dall'etnico latino, tardo e medievale, Franciscus, che indic prima


l'appartenenza al popolo germanico dei Franchi, poi a quello dei Francesi.
Dal Trecento si trasformato in nome prevalentemente religioso.
L'onomastico festeggiato il 4 ottobre in memoria di s. Francesco d'Assisi,
patrono d'Italia.

ANDREA

Il nome greco originario Andras rappresenta la forma abbreviata di nomi


greci composti con anr-andrs, che significa "uomo, individuo di sesso
maschile, guerriero", oppure un derivato di andria "forza, coraggio virile".
L'onomastico ricorre il 30 novembre in ricordo di s. Andrea martire

MARCO

Dal latino, veniva dato ai bambini nati nel mese di marzo (mese dedicato al
Dio Marte, dio della guerra). Il significato "dedicato a Marte". L'onomastico
si festeggia il 25 aprile in memoria dell'Evangelista Marco, patrono della citt
di Venezia. Le sue reliquie riposano nella celebre basilica di San Marco,
trafugate dall'Egitto da due mercanti.

NICOLA

Dal greco Niklaos "vincitore tra il popolo". L'onomastico si festeggia il 6


dicembre in onore di S. Nicola da Bari, vescovo morto nel IV secolo. Patrono
dei bambini, degli avvocati, degli scolari, degli studenti, delle citt di Bari,
Berlino, Arena, della Grecia, della Russia ortodossa

Parte ottava Pagina 3


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
MARIA TERESA

Nome composto da:


MARIA: deriva dall'ebraico Maryam che a sua volta ha origine dall'egiziano
mrjt, "amato, caro", con il suffisso femminile ebraico -am. E' il nome
femminile pi diffuso in Italia per via della sua matrice religiosa.
L'onomastico tradizionalmente festeggiato il 12 settembre in onore della
Madre di Ges.
TERESA: ' un nome di origine spagnola che deriva dal greco e significa
"cacciatrice". Secondo altri deriva da Therasia, "nativa dell'isola di Thera"
(oggi Santorino) o da Tarasia, "nativa di Taras" (oggi Taranto).
L'onomastico si festeggia tradizionalmente il 15 ottobre in onore di santa
Teresa di Avila, morta nel 1582

STELLA

Dal latino "luminosa come una stella". L'onomastico ricorre l'11 maggio in
ricordo di S. Stella martire nel III secolo in Gallia

MATTEO

Deriva dall'ebraico Matithyah, composto da matath, "dono" e Yah,


abbreviazione di Yahweh, "Dio, Iav", e quindi significa "dono di Dio".
L'onomastico tradizionalmente festeggiato il 21 settembre in ricordo di san
Matteo Levi evangelista

VALENTINA

Deriva dal latino Valentes, tratto da valeo, e significa perci "forte, vigorosa,
sana".
L'onomastico si pu festeggiare insieme a san Valentino il 14 febbraio

ANNA MARIA

L'onomastico si festeggia il 9 giugno, in onore della beata Anna Maria Taigi,


morta nel 1837.

Nome composto da:


ANNA: deriva dall'ebraico Hannah che significa "grazia", oppure "graziosa".

Parte ottava Pagina 4


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
E' il secondo nome femminile italiano per diffusione grazie alla sua matrice
religiosa.
L'onomastico si festeggia il 26 luglio, giorno in cui si commemora la madre
della Vergine Maria.
MARIA: deriva dall'ebraico Maryam che a sua volta ha origine dall'egiziano
mrjt, "amato, caro", con il suffisso femminile ebraico -am. E' il nome
femminile pi diffuso in Italia per via della sua matrice religiosa.
L'onomastico tradizionalmente festeggiato il 12 settembre in onore della
Madre di Ges.

GIUSEPPE

Deriva dall'ebraico Yoseph, derivato da yasaph, "aggiungere", con il valore


augurale di "Dio aggiunga, accresca" (la famiglia, mediante i figli) . E' il nome
pi frequente in Italia per via della sua matrice religiosa.
L'onomastico viene festeggiato per tradizione il 19 marzo in onore di s.
Giuseppe, padre putativo di Cristo. Solo dal 1968 il giorno dell'onomastico
del Santo coincide con la festa del pap.

DORA

Diminutivo dei nomi che iniziano con dora-, come Doralice, Dorotea, o che
terminano in -dora, come Teodora, Isidora, Diodora, usato ormai come nome
a s stante. Altre fonti lo indicano come derivato dal greco doron, "regalo".
L'onomastico pu essere festeggiato il primo aprile in ricordo di santa Dora
vergine e martire" del 1939.

Elena
Deriva dal nome greco Helne, latinizzato in Helena o Helene, diventato gi
in Grecia e in Roma antica nome personale, deriva da hele che significa
"splendore, vigore del sole, fiaccola".
L'onomastico si festeggia il 18 agosto in memoria di santa Flavia Julia Helena
Augusta, madre di Costantino il Grande

Fabio
Riprende l'antico nome gentilizio Fabius e Fabia, forse un originario
soprannome derivato da faba, "fava", o di origine etrusca e di significato
ignoto, oppure dal nome di uno dei figli di Ercole.

Parte ottava Pagina 5


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
L'onomastico s i festeggia il 11 maggio in memoria di s. Fabio, martire del III
secolo

STEFANO

Deriva dal greco stephanos, "corona", riferito alla corona come ornamento e
simbolo di vittoria, passata quindi ad indicare la corona del martirio; significa
quindi "coronato".
L'onomastico si festeggia tradizionalmente il 26 dicembre in onore di santo
Stefano, protomartire e discepolo di Ges.

SILVIA

Deriva dal latino Silvius, tratto da silva, "selva, bosco", e significa "che vive
nei boschi, che viene da zone boscose, che ama vivere nei boschi", attestato a
partire dall'et repubblicana.
L'onomastico si festeggia tradizionalmente il 3 novembre in onore di santa
Silvia madre di papa Gregorio Magno, morta nel 592.

ERMINIA

Deriva dal femminile del latino Herminius, secondo alcuni di origine etrusca
e di significato ignoto, secondo altri un nome di origine etnica con il
significato di "nativa di Armenia".
L'onomastico si festeggia il 25 agosto in memoria di santa Erminia vergine,
martire a Reims nel 1396

IGNAZIO

Deriva dall'antico gentilizio latino di origine etrusca Egnatius, diventato poi


nome personale nella forma Ignatius, con un'etimologia che si connette a
ignis, "fuoco".
L'onomastico tradizionalmente festeggiato il 31 luglio in memoria di s.
Ignazio fondatore dei Gesuiti.

ROMANO

Deriva da Romanus, soprannome etnico latino, e significa "uomo di Roma,


cittadino di Roma": nel V secolo assunse il valore pi vasto di cittadino
dell'Impero romano.
Parte ottava Pagina 6
Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
L'onomastico tradizionalmente festeggiato il 9 agosto in onore di san
Romano, martire nel 258.

MASSIMO

Deriva dal superlativo di magnus, maximus, che significa "il primo, il


maggiore dei figli" o "grandissimo, superiore a tutti" e riprende il cognomen
di alcune potenti famiglie romane.
L'onomastico tradizionalmente festeggiato il 25 giugno in onore di san
Massimo, vescovo del V secolo.

MARCELLA

Deriva dal femminile del gentilizio latino Marcellus, antico diminutivo di


Marcus, cognomen di una famiglia della gens Claudia.
L'onomastico si festeggia tradizionalmente il 31 gennaio in onore di santa
Marcella vedova, morta a Roma nel 410

ANTONIO

Continua l'antico nome gentilizio latino Antonius, poi diventato individuale,


ed di origine probabilmente etrusca e di significato ignoto, oppure pu
derivare dal greco Antionos, significa "nato prima". E' il terzo nome pi
diffuso in Italia per via della sua matrice religiosa.
L'onomastico cade il 17 gennaio, dedicato a s. Antonio abate, o il 13 giugno,
dedicato al santo di Padova.

MASSIMILIANO

Deriva dal superlativo di magnus, maximus, che significa "il primo, il


maggiore dei figli" o "grandissimo, superiore a tutti" e riprende il cognomen
di alcune potenti famiglie romane.
L'onomastico si festeggia tradizionalmente il 12 marzo in onore di san
Massimiliano, martire a Teveste in Numidia, durante la persecuzione di
Diocleziano.

Parte ottava Pagina 7


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
ELISABETTA

Deriva dall'ebraico Elisheba, composto da El, "Dio" e sheba, "sette", ma in


senso figurato questo numero indica la perfezione; il significato del nome
perci "il mio Dio perfezione".
L'onomastico ricorre il 4 luglio in memoria di santa Elisabetta francescana,
regina del Portogallo, morta nel 1336

GIOVANNI

Deriva dall'ebraico Yohanan e significa "dono del Signore" e anticamente


veniva dato ai bambini nati dopo molti anni di matrimonio. E' il secondo
nome italiano per diffusione a causa della sua matrice religiosa.
Chi porta questo nome pu festeggiare l'onomastico, fra i tanti giorni dedicati
ai vari s. Giovanni, il 24 giugno dedicato a s. Giovanni Battista o il 27
dicembre dedicato a s. Giovanni apostolo.

LORENZO

Deriva dall'antico gentilizio e etnico latino Laurentius, cio "cittadino,


oriundo di Laurento", antica citt del Lazio che i romani collegavano a
lauretum, "bosco di lauri".
L'onomastico si festeggia tradizionalmente il 10 agosto in memoria di san
Lorenzo arcidiacono, martire nel 258.

LUISA

Deriva dall'antica forma francese maschile Loois, pi tardi Louis, che deriva a
sua volta dal germanico Hlodowig e significa "donna illustre, gloriosa
combattente".
L'onomastico si festeggia tradizionalmente il 15 marzo in memoria di santa
Luisa de Marillac

Parte ottava Pagina 8


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
PAOLO

Deriva dal soprannome e poi nome personale latino paulus, diminutivo di


paucus, "poco, non grande", e significa "piccolo, modesto".
L'onomastico tradizionalmente festeggiato il 29 giugno in memoria di san
Paolo apostolo, morto nell' 67

ANNA

Deriva dall'ebraico Hannah che significa "grazia", oppure "graziosa". E' il


secondo nome femminile italiano per diffusione grazie alla sua matrice
religiosa.
L'onomastico si festeggia il 26 luglio, giorno in cui si commemora la madre
della Vergine Maria.

FABRIZIO

Deriva dall'antico gentilizio latino Fabricius, di probabile origine etrusca,


forse riallacciandosi al latino faber, "fabbro, artefice".
L'onomastico si festeggia tradizionalmente l'11 luglio in memoria di san
Fabrizio martire, detto anche Fabriziano.

SERGIO

Deriva dall'antico gentilizio latino Sergius, di origine forse etrusca, tratto da


servare, "salvare, custodire, curare", e significa quindi "curatore, guardiano".
L'onomastico si festeggia tradizionalmente il 9 settembre in onore di san
Sergio Papa, morto nel 701.

RICCARDO

Deriva dal germanico Richart, composto da rikja, "ricco, potente" e da


hardhu, "forte, valoroso", e quindi significa "ricco e valoroso".
L'onomastico tradizionalmente festeggiato il 3 aprile in onore di san
Riccardo, morto nel 1253

Parte ottava Pagina 9


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
PAOLA

Deriva dal soprannome e poi nome personale latino paulus, diminutivo di


paucus, "poco, non grande", e significa "piccolo, modesto".
L'onomastico tradizionalmente festeggiato il 26 gennaio in ricordo di santa
Paola vedova, della famiglia degli Scipioni, morta nel 404.

GIULIO

Continua l'antico gentilizio latino Iulius della gens Iulia, divenuto nome
personale in et imperiale. E' probabilmente un derivato di Iovis, "Giove".
Secondo altri invece deriva dal greco Youlos, "lanuggine, barba incipiente".
L'onomastico tradizionalmente festeggiato il 12 aprile in ricordo di s. Giulio

I Papa (336-352).

Giulia
Continua l'antico gentilizio latino Iulius della gens Iulia, divenuto nome
personale in et imperiale. E' probabilmente un derivato di Iovis, "Giove".
Secondo altri invece deriva dal greco Youlos, "lanuggine, barba incipiente".
L'onomastico si festeggia il 21 maggio in ricordo di santa Giulia vergine e
martire in Corsica nell'anno 450 per essersi rifiutata di partecipare ad un rito
pagano.

ROSSELLA

Alterazione recente dei nomi medievali Rosso e Rossa.


Si affermato soprattutto nel 2 dopoguerra essendo il nome della
protagonista del celebre film "Via col vento.

MARIA
Deriva dall'ebraico Maryam che a sua volta ha origine dall'egiziano mrjt,
"amato, caro", con il suffisso femminile ebraico -am. E' il nome femminile pi
diffuso in Italia per via della sua matrice religiosa.
L'onomastico tradizionalmente festeggiato il 12 settembre in onore della
Madre di Ges..

Parte ottava Pagina 10


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
GIANCARLO

Nome composto da:


GIOVANNI deriva dall'ebraico Yohanan e significa "dono del Signore" e
anticamente veniva dato ai bambini nati dopo molti anni di matrimonio. E' il
secondo nome italiano per diffusione a causa della sua matrice religiosa.
Chi porta questo nome pu festeggiare l'onomastico, fra i tanti giorni dedicati
ai vari s. Giovanni, il 24 giugno dedicato a s. Giovanni Battista o il 27
dicembre dedicato a s. Giovanni apostolo.
CARLO: deriva dal germanico karla- che significa "uomo di condizione
libera", documentato anche in Italia a partire dall'VIII secolo nelle forme
latinizzate Carolus e poi Carlus. Presso i franchi veniva usato come titolo
onorifico per i maestri di palazzo dei re Merovingi.
L'onomastico si festeggia il 4 novembre in onore di s. Carlo Borromeo morto
nel 1584.

FIORELLA

Deriva dal latino fls, "fiore" ed un nome affettivo ed augurale.


L'onomastico si festeggia il 31 dicembre in onore di san Fiore, martire a
Catania insieme ai compagni di fede Cornelio, Stefano, Ponziano ed altri
santi.

FEDERICO

E' un nome germanico composto con frithu, "pace, sicurezza" e rikja, "potente,
ricco", con un significato originario che potrebbe essere "potente nella pace,
nell'assicurare la pace".
L'onomastico si festeggia il 3 settembre in memoria di s. Federico, morto nel
1121

ELISA

Deriva dall'ebraico Elisheba, composto da El, "Dio" e sheba, "sette", ma in


senso figurato questo numero indica la perfezione; il significato del nome
perci "il mio Dio perfezione".
L'onomastico tradizionalmente festeggiato il 26 giugno in memoria di santa
Elisa.

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
GIORGIA

Deriva dal femminile del greco tardo e bizantino gheorgs, "agricoltore,


lavoratore della terra", ripreso in et imperiale nel nome latino Georgius.
L'onomastico tradizionalmente si festeggia il 15 febbraio in memoria di santa
Giorgia, o Giorgina, vergine di Clermont, vissuta nel V secolo.

ALESSANDRO

Continua il nome greco Alxandros, che deriva dal verbo alexin,


"proteggere, difendere", e significa, per etimologia popolare, "difensore dei
propri uomini, dei propri sudditi".
L'onomastico si festeggia il 26 agosto in onore di s. Alessandro martire,
patrono di Bergamo.

ROMANO

Deriva da Romanus, soprannome etnico latino, e significa "uomo di Roma,


cittadino di Roma": nel V secolo assunse il valore pi vasto di cittadino
dell'Impero romano.
L'onomastico tradizionalmente festeggiato il 9 agosto in onore di san
Romano, martire nel 258.

GIOVANNI

Deriva dall'ebraico Yohanan e significa "dono del Signore" e anticamente


veniva dato ai bambini nati dopo molti anni di matrimonio. E' il secondo
nome italiano per diffusione a causa della sua matrice religiosa.
Chi porta questo nome pu festeggiare l'onomastico, fra i tanti giorni dedicati
ai vari s. Giovanni, il 24 giugno dedicato a s. Giovanni Battista o il 27
dicembre dedicato a s. Giovanni apostolo.

SOFIA

Deriva dal greco Sopha e significa "sapienza".


L'onomastico tradizionalmente festeggiato il 30 settembre in ricordo di
santa Sofia vedova, martire a Roma sotto Diocleziano.

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Parte nona

LUOGHI E TESTIMONIANZE

GLI STEMMI DELLA


CASATA

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Testimonianze trovate nella chiesa di Santa


Maria Assunta di Giubiasco
Ticino-Svizzera.

All'interno della chiesa di Santa Maria Assunta abbiamo trovato delle


testimonianze concernenti la famiglia Rusconi. L'affresco rappresenta il
"Crocefisso tra Maria e San Pietro" da un lato e "Giovanni Evangelista,
Caterina (?) e Antonio Abate" dall'altro. Il dipinto cinto su tre lati da una
cornice a palmette stilizzate, su fondo rosso mattone. Nell`angolo a destra in
basso della cornice raffigurato lo stemma dei Rusconi. L'opera forse da
attribuire a Lombardus di Antonio di Giubiasco.
Probabilmente l`affresco stato finanziato dalla nobile famiglia dei Rusconi
per questo motivo vi si trova lo
stemma.

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Palazzo Rusconi si trova nella frazione di Giubiasco denominata "Palasio",
questa denominazione "Palasio" deriva proprio da: Palatium de
Ruschonibus
(palazzo Rusconi).
Dal XVIII al XIX secolo il Colonello Giuseppe Antonio Rusconi fece costruire
questo palazzo di campagna, curato in alcuni particolari come un palazzo
signorile.
Il palazzo semplice e massiccio, circondato da un giardino.
Quando la casa apparteneva ancora ai Rusconi, si ricorda che nel corridoio
del primo piano, chiamato galleria dei quadri, c'erano appesi molti ritratti di
antenati, importanti personaggi che avevano occupato cariche pubbliche o
clericali.
C'era un grande salone con una volta adorna di stucchi, marmi e dipinti di
stile impero. L'ultimo nobile della famiglia che vi abit fu Giuseppe Carlo,
figlio di Giuseppe Antonio morto nel 1877.
Oggi giorno il palazzo non pi una suntuosa residenza e non ha neppure
internamente conservato il suo antico splendore, ma adibito ad
appartamenti.
La casa ora appartiene alla famiglia

Parte nona Pagina 3


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Lo stemma
Sulla facciata della torretta stato disegnato,
durante l'ultima ristrutturazione lo stemma della
famiglia. Da qui nato il nostro interesse per
comprenderne il significato.

Nella parte superiore dello stemma c' un'aquila nera


con una corona d'oro e la lingua rossa. L'aquila, re degli
uccelli, la figura pi diffusa negli stemmi. infatti
disegnata in diversi modi: coronata, linguata, armata,
mostruosa, decapitata,...

In mezzo c' un leone rosso accostato da sei scorticatoi


verdi, cio coltelli per togliere la pelle agli animali
morti. Anche il leone uno degli animali pi diffusi
negli stemmi ed disegnato con infiniti attributi: testa
tozza, fauci spalancate, lingua lunga, magro nel ventre...
Il leone raffigurato sullo stemma illeopardito, passante con la testa di profilo.

Nella parte inferiore ci sono poi 4 righe bianche e 4 righe rosse disegnate a banda

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Stemmi della casata di periodi diversi

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Altre interpretazioni dello stemma dei Rusca


Rusconi
Lo stemma di particolare interesse:
"troncato nel 1 d'argento al leone passante di rosso, accostato da sei
scorzature d'albero al naturale diverse poste 2 e 1, nel 2 bandato di rosso e
d'argento; al capo dello scudo d'oro con aquila di nero linguata di rosso".
Un esempio di stemma parlante: le figurine accostanti il leone hanno ricevuto
nel tempo diverse interpretazioni, trifogli, tau, lettere r minuscole gotiche, e
cos via.
La denominazione "fogli di rusco" dovuta al cistercense don Roberto Rusca
nel suo celebre testo "Il Rusco, ovvero historia dei Rusca" del 1680.
In realt, leggendo quanto dipinto nel quattrocentesco Stemmario
Carpani
(C. Maspoli, Edizioni Ars Heraldica, Lugano, 1973), pi logico affermare
che la corretta interpretazione sia quella che vede in queste figure dipinte
di colore verde la corteccia della quercia o rovere, che nel dialetto lombardo
detta "rusca".

L'ipotesi che, invece, sia rappresentato lo strumento scortecciatore da


tralasciare, a causa del colore verde, anzich del nero abitualmente usato per
dipingere gli oggetti di ferro. Infine, non si pu escludere che, con il
trascorrere del tempo, si sia preferito rappresentare al posto dei vecchi
strumenti le foglie di rusco che meglio alludevano al nome della famiglia.
Da blasonario subalpino

Rusca
consignori di Lisio
(Ruschis)
(da Como, in Torino)

Interzato in fascia, al 1 doro, allaquila di nero, al 2 d'argento, al leone di


rosso, illeopardito, accompagnato da tre trifogli di verde; al 3 bandato di
rosso e d'argento

motto: NIHIL DIFFICILE VOLENTI

Parte nona Pagina 7


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Il leone pu diventare leone "leopardito" quando


lanimale raffigurato nella posizione propria del
leopardo, cio "passante" ma con la testa di
profilo.
Questa variante del leone non molto comune da
noi mentre diffusa negli stati di lingua
germanica: tra le famiglie padane che portano il
leone "leopardito" cito i RUSCONI di Bologna, gli
Inzaghi della Lombardia, gli Agrinali di Venezia, i
Carrega di Genova, gli Omodei della Valtellina.
Il leopardo, a sua volta, pu diventare leopardo
"illeonito" quando viene raffigurato nella
posizione propria del leone, cio rampante.

Origine del titolo di marchese


La giurisdizione del Marchese si estendeva sulla "marca", ovvero paese di
confine, per cui la sua autorit, specialmente dal punto di vista militare, era
superiore a quella della contea; infatti prima di coniare il titolo di Marchesi,
questi territori erano destinati ai Conti, ai Duchi o ad altri Gran Signori, i
quali avevano ai loro ordini un buon numero di armati per difendere i
territori contenuti nella "marca"; furono perci chiamati "Custodes limitum",
poi Marchiones, Marchisii, ed infine Marchesi. Il titolo di Marchese oggi
puramente onorifico e gentilizio, maggiore a quello di Conte e inferiore a
quello di Duca

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

L' Araldica Gentilizia


di Giorgio Aldrighetti

CORONE DI
MARCHESE
corona normale di
Marchese.

E' sormontata da quattro fioroni ( tre visibili) sostenuti da punte ed alternati da dodici
perle disposte tre a tre in quattro gruppi piramidali (due visibili).

Sono tollerate le corone di


Marchese coi gruppi di perle sostenute da punte o colle perle disposte tre a tre una
accanto all'altra e collocate o sul margine della corona o sopra altrettante punte.

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Es.: corone dei Marchesi

Sampieri
Saluzzo

Rusconi Mingazzi

Parte nona Pagina 10


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L' A raldica G entilizia

CORONA DEL

MARCHESE RUSCONI

Parte nona Pagina 11


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

s temmi araldici.
Gabriele Reina.
Libreria Franco Maria Ricci. .....
..l' imperatore concesse ai Rusconi di inserire nel loro blasone lo
stendardo tolto ai ................................
archiviostorico.corriere.it/1994/novembre/09/riscopriamo_gli_antichi_stem
mi_co_0_9411095117.shtml - 81k - Copia cache - Pagine simili - Salva risultato

Riscopriamo gli antichi stemmi.

Un tuffo nel passato con gli emblemi araldici delle casate illustri ricostruiti e
dipinti da Gabriele Reina.
Dagli Hohenzollern agli zar di Russia, con una sezione per i grandi di
Lombardia. " guerra e pace con re e imperatori " : panoramica sulle nobili
famiglie milanesi. " dieci storie sugli scudi " : gli stemmi araldici delle
famiglie Borromeo, Litta Modigliani, Trivulzio, Durini, Stanga, Bossi,
Rusconi, Rho.
La parola araldica ha il potere di evocare, come per magia, tutto un universo
cavalleresco, a meta' tra storia e leggenda, fatto di antiche e nobili casate,
castelli turriti, tornei e disfide a colpi di lancia e spada, squilli di tromba,
cimieri ondeggianti.
E soprattutto scudi, perche' lo scudo e' molto di piu' che un' arma di difesa: e'
l' emblema della famiglia, il simbolo della nobilta' , del valore e dell' onore
di chi lo porta.
Una tradizione che risale alla notte dei tempi: gia' Omero impiega oltre cento
versi per descrivere nei dettagli le meravigliose immagini che ornano lo
scudo di Achille.
Nella mitologia e nella letteratura cavalleresca gli scudi famosi abbondano:
ricordate quello di Perseo, che gli permise di sconfiggere Medusa? E quello
fatato, costruito dal mago Atlante, che faceva cadere a terra tramortiti coloro
che lo fissavano? E lo scudo di Ivanhoe al torneo di Ashby, privo di emblema,
l' unico che potesse portare il Cavaliere Diseredato?
Parte nona Pagina 12
Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Ma la realta' , in questo campo, non e' inferiore alla fantasia.
Gli stemmi sono un campo di studio affascinante, dove l' interesse artistico si
unisce a quello storico. E proprio in questo senso che si muove la ricerca di
Gabriele Reina, il giovane artista che espone alla Libreria Franco Maria Ricci.
Appassionato di araldica da sempre (e' il caso di dire che ce l' ha nel sangue:
la sua e' una famiglia di conti e marchesi), membro della Societa' Italiana di
Studi Araldici, ha cominciato fin da bambino a disegnare stemmi.
Ora la sua produzione conta circa 700 esemplari, dipinti a tempera o a olio su
carta pecora (pelle d' agnello), carta pergamena e legno. In mostra sono
esposti per la prima volta una quarantina di questi stemmi, tra i quali
spiccano quello imperiale russo, quello degli Hohenzollern, imperatori di
Germania, quelli dei "clan" scozzesi e di molte illustri casate d' Italia e d'
Europa.
Una sezione e' riservata ai blasoni di alcune delle piu' note famiglie milanesi,
quelli che spesso vediamo, magari senza saperli interpretare, sui portoni dei
palazzi o negli affreschi. La mostra, grazie anche alle schede che
accompagnano gli stemmi, e' un' occasione per imparare a decifrarli secondo
le leggi dell' araldica.
Si scopre cosi' che il blasone di una famiglia, con le modificazioni subite nel
corso degli anni, ne racconta la storia: alleanze, vittorie (in questo caso ci si
appropriava delle "armi" dello sconfitto), legami matrimoniali con altre
casate.
E lo sapevate che la parola partito, in senso politico, deriva dalla "partitura"
dello stemma, cioe' la linea verticale che lo divide in due parti?
Una curiosita' : in genere, piu' lo stemma e' semplice piu' il casato e' antico.
Come dice un vecchio detto araldico, "chi meno ha, piu' ha". Stemmi araldici.
Gabriele Reina. Libreria Franco Maria Ricci. Via Durini 19. Tel. 79.84.44. Dal 9
novembre (inaug. alle ore 18.30) al 9 dicembre. -------------------------
PUBBLICATO ------------------------------ LE FAMIGLIE BLASONATE DI
MILANO TITOLO: Guerra e pace con re e imperatori - - - - - - - - - - - - - - - - - -
- - - - - - - - - - - - - - - - - La storia di Milano e' ricchissima di famiglie illustri, di
nobili casate molto attive nell' arte, nella cultura e nel commercio. Titoli
nobiliari conquistati per fedelta' , per meriti d' arme o d' intelletto verso le
Signorie dei Visconti e degli Sforza, ma anche verso francesi, spagnoli,
austriaci, fino a Napoleone e ai Savoia. Famiglie spesso in lotta fra loro, divise
tra Guelfi e Ghibellini (fedeli cioe' al Papa o all' Imperatore), ma accomunate
dalla laboriosita' quasi "imprenditoriale" che, assieme ai propri fasti, faceva
crescere quelli della citta' .

Parte nona Pagina 13


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
A parte le casate piu' note in assoluto, quelle che dominarono la citta'
(Torriani, Visconti, Sforza), ecco alcune delle famiglie milanesi piu'
rappresentative.

Rusconi.
Famiglia originaria di Como, divisa nei rami degli Olgiate e dei Clerici,
acquisto' grande potere sulle terre ticinesi e comasche.
Lotario I, tra i partigiani del Barbarossa nella battaglia di Legnano (1176),
gli salvo' la vita, e in premio fu insignito del titolo di conte.

TITOLO: Salvo' il Barbarossa - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -


------------
RUSCONI.
Lo stemma originario dei Rusca (poi Rusconi) e' il leone rosso in
campo argento affiancato da sei foglie verdi di "rusco", cioe'
pungitopo.
Dopo che Lotario salvo' la vita del Barbarossa nella battaglia di
Legnano (1176), l' imperatore concesse ai Rusconi di inserire nel
loro blasone lo stendardo tolto ai milanesi (le bande bianco rosse)
in basso, e l' aquila imperiale (nera in campo oro) in alto.
Araldicamente, questo stemma si definisce "interzato in fascia",
perche' e' diviso orizzontalmente in tre fasce.
L' aquila coronata nera e rossa sul cimiero stringe un ramo di
rusco: oltre che suggerire il nome della famiglia, la pianta
simboleggia costanza (e' sempreverde) e invincibilita' (ha le spine)

Parte nona Pagina 14


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Parte decima

RUSCONI COFONDATORE DELLA


CASSA DI RISPARMIO DI BOLOGNA
FONDAZIONE PERPETUA GIACOMO
RUSCONI

Parte decima Pagina 1


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Fondazione della Cassa di Risparmio di Bologna.

Nasce nel 1837 su iniziativa di cento eminenti personaggi bolognesi


che decisero di fondare la Cassa di Risparmio apportando loro capitali; lo
scopo consisteva nel lenire le sofferenze delle classi deboli e cercare di
combattere l'usura, che in quei tempi era molto diffusa specialmente a danno
delle classi medio-basse, sempre sulla soglia della povert. L'attivit incontra
un certo successo presso le categorie meno abbienti.

La creazione della Cassa di Risparmio ha il suo prologo nella decisione presa


nel 1835 dal Governo pontificio, di istituire una Commissione Centrale di
Pubblica Beneficenza incaricata dell'Amministrazione del Ricovero di
Mendicit di Bologna e di altri due ospizi della provincia.

I suoi membri, tutti esponenti autorevoli della vita pubblica cittadina, traendo
spunto dal felice decollo della Cassa di Risparmio di Roma, progettarono di
fondare a Bologna un Istituto con identiche finalit e con analogo
regolamento. Scopo precipuo dell'impresa era quello di eccitare il popolo ai
risparmi ed offrirgli nel tempo istesso un mezzo di conservarli, formando per
tal modo un capitale onde giovarsi in caso di malattia, di vecchiaia ed in
qualunque altro straordinario bisogno.

Il momento scelto per l'iniziativa non poteva essere pi propizio, grazie


all'assidua azione di sostegno svolta dal Legato Pontificio Card. Vincenzo
Macchi, non fu difficile raccogliere la somma di 5.000 scudi che costituiva il
capitale sociale diviso in 100 azioni infruttifere di 50 scudi ognuna.

Parte decima Pagina 2


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Sottoscrissero quote:

Antonio Rusconi

Giacomo Filippo Rusconi

il celebre compositore Gioacchino Rossini

il Principe Felice Baiocchi, cognato di Napoleone I

il futuro statista Marco Minghetti

il patriota e uomo politico Carlo Berti Pichat

il Cardinal Legato Vincenzo Macchi

l'Arcivescovo Cardinal Carlo Oppizzoni


Grazie ad una apposita dispensa dell'Arcivescovo Oppizoni, gli sportelli
venivano aperti al pubblico la domenica per ricevere i depositi. Questi ultimi
non dovevano essere inferiori a cinque Baiocchi n superare la somma di sei
Scudi, che rappresentava il risparmio medio settimanale del 'saggio capo di
famiglia'. Circa i finanziamenti, dovevano essere privilegiati quelli a favore di
attivit artigianali e commerciali al fine di esercitare un'azione stimolante per
l'economia cittadina. Gli utili (dedotta la quota assegnata alle riserve),
andavano destinati specialmente ad opere di beneficenza nei riguardi dei
depositanti

Parte decima Pagina 3


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Dal 1837 ai giorni nostri: una storia di successo. A partire da questa data, la
Cassa si afferma nel tempo, dapprima nella provincia di Bologna e poi in tutti
i maggiori centri dell'Emilia Romagna, tra le banche leader del mercato in
regione ed una delle maggiori in ambito nazionale.

Le azioni, costituita la riserva, dovevano rimborsarsi agli eredi dei fondatori


defunti, e per una met ai soci viventi, riservate ulteriori restituzioni, se
possibili, stabilendo che sempre rimanesse una qualche parte dell'azione per
vincolo sociale, poi che, come dichiarava la commissione, interessava e
volevasi mantenere in perpetuo alla Cassa la qualit di societ autonoma
privata.

Carlo Oppizzoni (Milano 1769 - Bologna 1855)

Arcivescovo di Bologna dal 1802, divenne cardinale per volont di Pio VII nel
1804

Marco Minghetti (Bologna, 18 novembre 1818 Roma, 10 dicembre 1886)

stato un politico italiano.

Carlo Berti Pichat (Bologna, 30 dicembre 1799 Bologna, 15 ottobre 1878)

stato un politico italiano.

Cardinale Vincenzo Macchi (11 dicembre 1834 - 14 dicembre 1840)

Nominato Cardinale -Vescovo di Palestrina)

Parte decima Pagina 4


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Parte decima Pagina 5


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Nel libro: Rossini nelle raccolte , sono presenti, nella sezione carteggi e
documenti, molte lettere in cui viene citato Rusconi in merito a diversi
affariche i due personaggi
intrattenevano.

Gioacchino Rossini nasce a Pesaro, nello Stato Pontificio,


il 29 Febbraio del 1792.

Giacomo Filippo Rusconi (1770-1850)


con decorazione
di cavaliere dellordine della Croce di
Cristo conferitagli il 10 Febbraio 1827, in
San Pietro, su ordine di Papa leone XII,
dalle mani del Cardinale Opizzoni.
Fu gonfaloniere del comune di Bologna e
direttore delle poste pontificie a Bologna,
Modena, Reggio Emilia e Roma.

Parte decima Pagina 6


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Parte decima Pagina 7


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Parte decima Pagina 8


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Fondazione N.U. Dott. Pietro Giacomo Rusconi

Il fratello di Giacomo Filippo Rusconi,, Pietro Giacomo , spos,

come gi detto, la contessa Maria Luigia Verzaglia, sorella della

Giulia Verzaglia, moglie di Giacomo Filippo.

Anche loro non ebbero figli .

Pietro Giacomo mor il 17 Marzo del 1915.

Lasci erede universale la moglie che mor il 24 Novembre 1919.

Maria Luigia, nel suo testamento , dispose la costituzione della

FONDAZIONE PERPETUA GIACOMO RUSCONI

Istituisco e nomino mio erede universale il Comune di Bologna nella persona del

suo sindaco ci anche per aderire al desiderio espressomi dal mio diletto

consorte e come risulta da una scheda testamentaria precedente ..

Il comune di Bologna , erede di tutte le mie sostanze, costituir una fondazione

perpetua collobbligo che a questa sia dato il nome del mio diletto consorte N.U. Dott.

Pietro Giacomo Rusconi e non il mio, e sar regolata come appresso.

Parte decima Pagina 9


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Delle rendite annuali verr, prima di tutto, prelevato un venticinquesimo che andr

sempre ad aumento del patrimonio.il Comune istituir dei premi o

concorsi.per lesecuzione di grandi concerti a piena orchestra, di musica

classica, nei quali non dovr mai essere dimenticato il grandissimo fra i grandi, il

Beethoven, ed.devolute in premi a chi avr impiantato nuove industrie

e nuovi commerci nel Comune di Bologna..

... mia ferma intenzione di donare, mentre sono in vita, al Comune di

Bologna tutti i libri, oggetti antichi, artistici, monete, argenterie, orologi, ori, ecc. che

il mio defunto marito con tanta passione aveva raccolto..

Pietro Giacomo Rusconi

Parte decima Pagina 10


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Sala Rusconi, Biblioteca dell'Archiginnasio

Parte decima Pagina 11


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Il patrimonio dell'Archiginnasio

Si formato nel corso dei due secoli di vita anche grazie alla
stratificazione di librerie private giunte attraverso i lasciti e le donazioni.

Se la biblioteca civica delle origini aveva l'esigenza infatti di accogliere le

richieste che venivano dal mondo degli studi e, pertanto, si sforzava di

dotarsi di un patrimonio esteso alle diverse branche del sapere, nel

Novecento matura la scelta di puntare sull'accrescimento nei campi

letterario, storico, filologico, filosofico, politico, artistico e bibliografico,

in una parola 'umanistico'.

Le pi importanti librerie private acquisite in questo periodo sono l'esatto

specchio di queste tendenze e programmi: esemplare una raccolta quale la

Rusconi Verzaglia, ricca di testi letterari, artistici e religiosi, e, in pi,

di una pregevole collezione di incisioni antiche.

Parte decima Pagina 12


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Il conte Pietro Giacomo Rusconi (Bologna, 1858 - 1915), dottore in

legge, amministratore del Monte di Piet, figlio ed erede universale del

conte Carlo Giacomo che era stato consigliere e vice direttore della Cassa

di Risparmio in Bologna fino alla morte nel 1894, essendo privo di eredi

diretti, aveva stabilito che le sue intere sostanze, amministrate da

un'apposita Fondazione perpetua (tuttora operante nella sua casa di via

Petroni 9), fossero destinate con le loro rendite a finanziare

"manifestazioni d'arte e di cultura in decoro della tradizione bolognese".

Ma, oltre a case, fondi e crediti, il Rusconi possedeva anche cospicue

raccolte di oggetti d'arte e di libri, che a sua volta la vedova, contessa

Luisa Verzaglia, morendo nel novembre del 1919, lasci per testamento

al Comune di Bologna.

Di conseguenza nel 1920, la parte pi propriamente oggettistica fu

consegnata al Museo Civico e al Museo Artistico Industriale, quella

bibliografica fu destinata all'Archiginnasio.

La libreria, che comprende quasi 4.000 opere e nella quale sono intrecciati

i caratteri e le scelte di entrambi i coniugi, rappresenta la tipica raccolta di

una famiglia aristocratica fra i due secoli, con tracce di collezionismo, ma

soprattutto di evidente amore per il 'bel' libro.

Parte decima Pagina 13


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
L'allora direttore dell'Archiginnasio, Albano Sorbelli, cos appunto la
descrive: "Vi si contengono non meno di cento incunaboli, e tra di essi
alcuni rarissimi, molti riguardanti la letteratura italiana; ci sono parecchie
centinaia di edizioni della prima met del secolo XVI, talune con graziose
xilografie ed incisioni, e non mancano edizioni della seconda met di quel
secolo e di secoli seguenti, degne di particolarissimo riguardo.

V' poi una splendida raccolta di libri d'arte e sull'arte, una collezione
dantesca sceltissima, con parecchi incunaboli della Commedia, molti
volumi di Aldo e del Bodoni e poi volumi di curiosit e di scienze occulte
" (Sorbelli, Relazione [sull'anno 1922], "L'Archiginnasio", XIX, 1923,
p. 15).
Nel 1922 il materiale a stampa "pi pregevole o per l'antichit delle
edizioni, o per il loro valore o per le particolarit dei vari volumi" fu
raccolto in appositi scaffali nella sala X della Biblioteca, intitolata al nome
del donatore che vi compare con il suo ritratto su una delle porte di
accesso.

Parte decima Pagina 14


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Parte
undicesima
Breve recordationis terre in loco Bedano quam habet monasterium Beati
Ambrosii. Primus campus dicitur in Cozola, a mane illorum | de Mendris, a sero
Sancti Abundii, pertice .II. et (ss) dimidia; campus dicitur in Cazie, a mane
Loterius Rusca Draco, a sero item (tt) Loterius, a monte via, | pertice .III. et
tabule .VIII.; campus dicitur in Cazie, a mane (uu) et sero Sancte Marie, a
meridie via, a monte Draconus, pertice .III. minus tabule .II.; campus dicitur in
Castane (vv), a mane Loterius (ww) Rusca, a meridie Draconus, a sero Otto
Albarel, a monte Sancti Andree, pertice .III. et tabule .XI.; campus et vinea |
dicitur in Nodrate, a mane et sero cannonicis de Agno, a meridie heredum
Martini (xx) de Grumo, a monte comuni (yy), | pertice .II. et tabule .V.; campus
dicitur in Camporis, a mane et sero cumuni, a meridie Otto Albarel, a monte
Waldricus, tabule .XXXVIII.; | campus dicitur in Camporis, a mane et sero
cumuni, a (zz) mane Sancte Marie (ab), a monte Loterius, pertice .IIII. minus
tabule .II.; campus et vinea dicitur in | Paliono, a mane cumuni, a meridie et sero
via, a monte Loterius, pertice .V. et tabule .III.; campus dicitur in Longo, a mane
et sero Sancte Marie, a meridie et monte | via, tabule .XLIIII. et dimidia; campus

CODICE DIPLOMATICO DELLA LOMBARDIA


et vinea dicitur in Prodi, a mane et sero Loterius et meridie, a monte Sancte
Marie, tabule .XLVI.; vinea dicitur in Curtili, | a mane et sero via, a meridie
MEDIOEVALE
Sancte Marie, a monte heredum Martini de Grumo, tabule .XXXVI.; campus

NOTE BIOGRAFICHE
dicitur in Sovani, DI CAPITANI
a mane de Campiliono, a meridie DI
| illorum de Orelli, a sero

GUERRA
Sancte Marie, tabule .XIIII.; sedimen .I. (b) in eodem loco tabule .XL.; pratum
dicitur in Placiola, a mane Ottonis Albarelli, a meridie | illorum de Mendrixe
DIZIONARIO STORICO
(ac), a sero Anrici Baltegafreni, DELLA
tabule .XX.; pratum dicitur inSVIZZERA
Prodi, a mane et
monte Lotarii Rusca, tabule .XX.; pratum dicitur in | Prevacio, a mane et
meridie et sero Loterii, tabule .XII. Hec supradicta terra fuit consignata per
Parte undicesima
Loterium de ipso loco pro suo sacramento, | qui est massarium Sancti Ambrosii. Pagina 1
Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Cazie, a mane Loterius ie | illorum de Mendrixe
Codice diplomatico Rusca Draco, a ser(o) item (ac), a ser(o )Anrici
della Lombardia (tt) Loterius, a monte via, | Baltegafreni, tabule .XX.;
medievale pertice .III. et tabule .VIII.; pratum dicitur in Prodi, a
(secoli VIII - XII) campus dicitur in Cazie, a mane et monte Lotarii
Pergamene milanesi mane (uu Rusca, tabule .XX.; pratum
dicitur in | Prevacio, a mane
Risultati della ricerca nelle
3. et meridie et ser(o )Loterii,
carte
1189 aprile 29. tabule .XII. Hec supradicta
Sono state trovate in totale 4
Pergamene milanesi terra fui
occorrenze nelle carte per la
Breve recordationis terre
stringa 'rusca '.
S. Ambrogio Originale, ASMi, AD,
Originale, ASMi, AD, pergg., cart. 313, n. 63 [A].
1.
pergg., cart. 313, n. 63 [A]. Regesto del 1738 in Giorgi,
1123 maggi 8, Milano.
Regesto del 1738 in Giorgi, Registro, c. 550 (con data
Pergamene milanesi
Registro, c. 550 (con data 1098); del 1739 in Giorgi,
Libellus
1098); del 1739 in Giorgi, Rubrica, c. 36r (con data
S. Giorgio al Palazzo
Rubrica, c. 36r (con data 1098).
Originale, ASMi, AD,
1098). Nel verso, di mano
pergg., cart. 416 [A].
trecentesca, poi ripassata da
Regesto: Catalogo, III, fasc.
altra mano successiva,
60.
meridie via, a monte Memoria terrarum Gudini |
Draconus, pertice .III. et Canobii et Cadri.;
supra fieri rogavit.
minus tabule .II.; campus annotazione settecentesca di
Signum + + + (b) manuum
dicitur in Castanea (vv), a oggetto, data e segnatura n.
Iohannis de Castello Novo,
mane Loterius (ww) 162; riferimenti
Curtissi Muricii, Petri de
Rusca, a meridie Draconus, all'Exemplaria Diplomatum
Baniario, Ambroxii
a ser(o )Otto Albarel, a del Giorgi; data di mano del
Lanbrusca (c), testium. (ST)
monte Sancti Andree, Bonomi MCLXXXIX;
Ego Anselmus notarius
pertice .III. et tabule .XI.; segnatura a matita 183.
domni tercii Henrici
campus et vinea | dic
imperatoris scripsi, post
Cattivo stato di
traditum complevi et d
conservazione, forti
macchie ai lati nella parte
2.
4. superiore (probabilmente
1189 aprile 29.
1189 aprile 29. tannino spalmato in epoca
Pergamene milanesi
Pergamene milanesi moderna nel tentativo di
Breve recordationis terre
Breve recordationis terre agevolare la lettura).
S. Ambrogio
S. Ambrogio Tra un elenco e l'altro sono
Originale, ASMi, AD,
Originale, ASMi, AD, stati lasciati ampi spazi
pergg., cart. 313, n. 63 [A].
pergg., cart. 313, n. 63 [A]. bianchi.
Regesto del 1738 in Giorgi,
Regesto del 1738 in Giorgi, Una mano di non molto
Registro, c. 550 (con data
Registro, c. 550 (con data successiva ha aggiornato
1098); del 1739 in Giorgi,
1098); del 1739 in Giorgi, l'elenco aggiugendovi altri
Rubrica, c. 36r (con data
Rubrica, c. 36r (con data tre appezzamenti (che sulla
1098).
1098). base delle coerenze possono
mane illorum | de
essere localizzati con
Mendris, a ser(o )Sancti
sicurezza nel territorio di
Abundii, pertice .II. et (ss)
Cadro
dimidia; campus dicitur in

Parte undicesima Pagina 2


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Breve recordationis terre 1189 aprile 29.

Nove uomini di Cadro, sei di Canobbio, uno di Bedano e quattro di Guidino,


nominativamente indicati, descrivono sotto giuramento i terreni di propriet
del monastero di S. Ambrogio siti in quei luoghi, rispettivamente trentotto
appezzamenti di terreno a Cadro dettagliatamente elencati e descritti per
complessivi ventotto iugeri e mezzo e tredici tavole e mezza, venti
appezzamenti a Canobbio per complessivi undici iugeri e dieci pertiche,
sedici appezzamenti a Bedano per complessivi due iugeri, dieci pertiche e
mezza e cinque tavole e mezza e quattro a Guidino per complessivi
diciassette iugeri, dieci pertiche e mezza e dieci tavole.

Breve recordationis terre in loco Bedano quam habet monasterium Beati Ambrosii.
Primus campus dicitur in Cozola, a mane illorum | de Mendris, a sero Sancti
Abundii, pertice .II. et (ss) dimidia; campus dicitur in Cazie, a mane Loterius Rusca
Draco, a sero item (tt) Loterius, a monte via, | pertice .III. et tabule .VIII.; campus
dicitur in Cazie, a mane (uu) et sero Sancte Marie, a meridie via, a monte Draconus,
pertice .III. minus tabule .II.; campus dicitur in Castanea (vv), a mane Loterius (ww)
Rusca, a meridie Draconus, a sero Otto Albarel, a monte Sancti Andree, pertice .III.
et tabule .XI.; campus et vinea | dicitur in Nodrate, a mane et sero cannonicis de
Agno, a meridie heredum Martini (xx) de Grumo, a monte comuni (yy), | pertice .II.
et tabule .V.; campus dicitur in Camporis, a mane et sero cumuni, a meridie Otto
Albarel, a monte Waldricus, tabule .XXXVIII.; | campus dicitur in Camporis, a mane
et sero cumuni, a (zz) mane Sancte Marie (ab), a monte Loterius, pertice .IIII. minus
tabule .II.; campus et vinea dicitur in | Paliono, a mane cumuni, a meridie et sero via,
a monte Loterius, pertice .V. et tabule .III.; campus dicitur in Longo, a mane et sero
Sancte Marie, a meridie et monte | via, tabule .XLIIII. et dimidia; campus et vinea
dicitur in Prodi, a mane et sero Loterius et meridie, a monte Sancte Marie, tabule
.XLVI.; vinea dicitur in Curtili, | a mane et sero via, a meridie Sancte Marie, a monte
heredum Martini de Grumo, tabule .XXXVI.; campus dicitur in Sovani, a mane de
Campiliono, a meridie | illorum de Orelli, a sero Sancte Marie, tabule .XIIII.;
sedimen .I. (b) in eodem loco tabule .XL.; pratum dicitur in Placiola, a mane Ottonis
Albarelli, a meridie | illorum de Mendrixe (ac), a sero Anrici Baltegafreni, tabule
.XX.; pratum dicitur in Prodi, a mane et monte Lotarii Rusca, tabule .XX.;
pratum dicitur in | Prevacio, a mane et meridie et sero Loterii, tabule .XII.
Hec supradicta terra fuit consignata per Loterium de ipso loco pro suo
sacramento, | qui est massarium Sancti Ambrosii.

Parte undicesima Pagina 3


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di


Ventura operanti in Italia nel 1330 1550
OTTONE RUSCA Di Como. + 1406 ca.

Anno, Stato. Avversario Condotta Area Azioni intraprese ed altri fatti salienti
mese Comp. attivit
ventura
1392
Autunno Monferrato Conte Piemonte E ad Occimiano con molti uomini
Savoia- darme; da qui si porta a Livorno Ferraris
Acaia per danneggiare i territori dei conti di
Masino.
1394
Sett. Francia Genova 200 Piemonte Raggiunge ad Asti Enguerrand di Coucy
cavalli e Liguria e lo segue alla conquista di Savona.
1395
Mar. Francia Adorno Liguria Gli rinnovata la condotta dai francesi
nei mesi di gennaio e di marzo: nella
seconda occasione lunico condottiero
italiano ad essere raffermato. Viene
inviato alla difesa di Savona con 85
cavalli e 200 fanti. Fronteggia le truppe
di Ramazzotto della Mella nel territorio
di Albenga.
Giu. Liguria E attaccato con tale vigore dagli
avversari da richiedere con il
Chassenage, Giorgio ed Ottone del
Carretto lintervento del Coucy.
1402 Emilia Ricopre l'incarico di podest di Bologna.
1403
Giu. Milano Chiesa 200 Emilia Al servizio del duca di Milano Giovanni
lance Maria Visconti. E preposto alla guardia
di Parma; ne esce con Giacomo dalla
Croce per affrontare pontifici e guelfi.
Nov. Guelfi Milano Lombardia
Dopo il saccheggio di Como da parte
delle truppe di Pandolfo Malatesta e di
quelle di Jacopo dal Verme, si unisce con
il cugino Franchino Rusca per
conquistare la citt. Fa spargere la voce
di entrare nella citt a nome del Visconti,
al fine di portare la pace fra le fazioni;
entra in Como e ne esce con un corpo di
armati con i quali si spinge fino a
Concorezzo; saccheggia le terre dei
fautori dei Vitani a Bregnano ed a
Lomazzo ed aiuta nel milanese gli

Parte undicesima Pagina 4


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
appartenenti al partito guelfo, quali i da
Birago ed i Clerici. E' presto assediato
nel castello di Pieve d'Inzino da Giovanni
Carcano e dal canturino Giacomo Grassi:
scorre con continue sortite nel territorio
di Vertemate. Si rappacifica con il duca e
gli si consegna in ostaggio; approfitta
della cattiva sorveglianza e fugge, infine,
da Milano; si rifugia a Lodi e con
Giovanni da Vignate cerca di sorprendere
Caulio. Si incammina, successivamente,
verso Como con Franchino Rusca;
respinto da una sortita dei Vitani: nella
scaramuccia muoiono 80 uomini dambo
le parti. Assedia la citt per alcuni mesi.
1404
Mag. Lombardia Attacca Milano con il cognato Giovanni
da Vignate che gli invia 800 cavalli; con
laiuto dei Casati e dellabate (e di 2 frati)
del monastero di San Simpliciano posto
fuori la porta verso Cremona, si
impadronisce di porta Nuova; si spinge
fino alla via Ca Rotta e tenta di sollevare
la citt a favore dei guelfi. Pronta la
reazione del dal Verme, di Bartolino di
Zambuono e di Antonio Visconti, che
fanno suonare le campane dellarengo ed
incalzano i suoi uomini fino a
SantAnastasia. Il Rusca ripara a Lodi
con numerose perdite.
Nov. Lombardia E nuovamente battuto da Facino Cane a
Pieve dInzino.
1406 Muore.

UNA CITAZIONE: Celebre guerriero

Parte undicesima Pagina 5


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
LUCHINO RUSCA + 1429 ca.

Anno, Stato. Avversario Condotta Area Azioni intraprese ed altri fatti salienti
mese Comp. attivit
ventura
1388
Nov. Milano Padova Maresciallo Veneto Milita agli stipendi di Gian Galeazzo Visconti.
campo Maresciallo di campo, segnalato a Codevigo, a
seguito della capitolazione del signore di Padova
Francesci Novello da Carrara.
Dic. Veneto Ha il comando degli uomini darme di Padova.
1389
Feb. 300 lance
1390
.. Veneto E rettore di Padova con Benedetto Visconti ed il
podest Spinetta Malaspina.
Mag. Milano Carrara Veneto Si pone alla guardia delle piazze con molti
uomini darme, allorch il Carrara si avvicina a
Padova alla testa di numerose truppe. Con
Bonifacio Lupo partecipa ad

una riunione cittadina per mantenere i padovani


fedeli al conte di Virt.
Giu. Veneto Gli avversari superano le difese viscontee ed
entrano in Padova per la porta di San Giacomo a
Codalunga. Il Rusca si ritira nella cittadella con
200 lance ed interviene con Niccol Terzi
quando, dopo tre giorni, i carraresi assalgono il
portello di San Matteo. La popolazione si solleva
a favore del Carrara; al suono delle campane del
duomo, prende il traghetto che si stacca dalla
reggia carrarese e ripara nel castello, in cui
assediato con Benedetto Visconti ed il
Malaspina.
Ago. Veneto Si arrende a patti, alla condizione di non avere
soccorsi entro il termine di 15 giorni; alla
scadenza prefissata, consegna il castello al
Carrara e, rientra in Lombardia per la via di
Montagnana.
1401
Giu. Lombardia E capitano di Cremona.
1404 Rusca Milano Lombardia Assale Como.
1423 Francia Inghilt. Francia Al sevizio del duca di Milano Filippo Maria
Visconti. E inviato con altri due capitani in
Francia per coadiuvare il re di Francia Carlo VII
contro gli inglesi.
1429 Muore.

Parte undicesima Pagina 6


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Con il dal Verme ed i Vitani, muove da Cant verso Como, dominata dai
Rusca.

Franchino Rusca viene loro incontro al Pratomarcio, presso Montorfano,

Battaglia di MONTORFANO novembre 1403

MILANO COMO

Pandolfo Malatesta Franchino Rusca


Jacopo dal Verme

Estratti dal Dizionario storico della Svizzera

1 Castel San Pietro


...vi di Como, in alternanza con le fam. Russ e Rusconi che alla fine del
Trecento ne divennero i reali proprietari, rivendicandone il possesso anche
nel corso del sec. successivo, quando C. segu le sorti politiche della pieve di
Balerna. Nel castello il vescovo Bonifacio fece edificare la chiesa (1343),
chiamata in seguito "chiesa rossa" in memoria ...

2 Bosia [Busioni]
...ta all'uccisione di suoi membri per mano dei Rusconi, ghibellini. Secondo la
tradizione, a scatenare il fatto di sangue, che giungeva a conclusione di un
lungo periodo di odi e avversit politiche, fu la richiesta da parte di un
Rusconi, Vizzardo, di sposare Lavinia, figlia di Pietro B. Vistasi respinta la
richiesta, Vizzardo uccise per vendetta no...

Parte undicesima Pagina 7


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

3 Guelfi e Ghibellini
... lo pi al sostegno di due casati di Como, i Rusconi e i Vittani, il primo dei
quali ebbe un ruolo importante nelle vicende delle terre subalpine. Le origini,
la dinamica di reclutamento, la struttura sociale, le ambizioni politiche dei
due raggruppamenti non sono ancora chiarite: sembra peraltro che le
preferenze dei ghibellini andassero ai duchi ...

8 Carasso
...I sec. Nel XIII e XIV sec. a C. dominavano i Rusconi. La chiesa di S. Andrea,
del XVIII sec., attestata gi nel 1285; distrutta nel 1515, fu ricostruita in
luogo pi sicuro. Nel 1452 era avvenuto il distacco dalla matrice di
Bellinzona. Fin dalla fine del XIX sec. parte della pop., soprattutto a Prato C.,
chiedeva la fusione con Bellinzona; dopo ...

11 Capitanei di Locarno
...una vicinia; le loro fam. (Orelli, Rastelli, Rusconi, Magoria, Gnosca, Della
Rocca, Muralto e Duni) costituivano un'entit politica, fiscale e commerciale,
denominata Universit o corporazione dei Nobili, separata dal resto della
pop.
Il loro potere economico derivava dalle regalie che possedevano nel territorio
di tutta la pieve (pedaggi, decime, ...

Parte undicesima Pagina 8


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Parte
Questo
dodicesima
capitolo stato
quasi
integralmente
scaricato
dal sito:
Mezzolara.
Prov.Bologna.
V.Rusconi. e
gli Affreschi.
interni.
mail1.gif (4196
byte)
Conoscere
Mezzolara ...
Visitatori.

La Casata
Rusconi a Mezzolara.
web.tiscali.it/turismo_go/ - 11k

IL CASATO-VILLA RUSCONI-ORATORIO
DI S.NINFA-DIMORE AVITE-LA
FAMIGLIA RUSCONI A BOLOGNA E
MEZZOLARAEFFIGI
Parte dodicesima Pagina 1
Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Il

C asato

Rusconi
A
Mezzolara
Si
des idera rendere noto c he, le inf ormaz ioni s toric he, f oto, s tampe, s o
tratte da una pubblic az ione della Cas s a di Ris parmio di Bologna
"Notiz ie Storic he del Cas ato Rus c oni" ( Ediz ioni A v enue Media )reda
dal Sig. Gianc arlo Bronz i Rus c oni. L'autore del " s ito " des idera

Entra Esci prec is are c he:


Si tratta di un rias s unto molto ris tretto della s uddetta pubblic az ione
e a c hi v oles s e approf ondire
c ons igliata la lettura della c itata ediz ione.
Ci s i s c us a per gli ev entuali errori ed omis s ioni av v enuti in ques ta
s tes ura.

Leggi

Si desidera rendere noto che, le informazioni storiche,


foto, stampe, sono tratte da una pubblicazione della Cassa di Risparmio di
Bologna

"Notizie Storiche del Casato Rusconi" ( Edizioni Avenue Media )

redatta dal Sig.Giancarlo Bronzi Rusconi.

Parte dodicesima Pagina 2


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
L'autore del " sito " desidera precisare che:

Si tratta di un riassunto molto ristretto della suddetta pubblicazione e a chi


volesse approfondire consigliata la lettura della citata edizione.

Ci si scusa per gli eventuali errori ed omissioni avvenuti in questa stesura.

Villa Rusconi

PRESENTAZIONE

Da Mezzolara appunti per una


storia
La Villa Rusconi, oggi propriet del
comune di Budrio, mantiene il nome
degli ultimi proprietari. L'edificio ha
subito attraverso i secoli modifiche
varie.

Risale al tardo quattrocento.

Verso il 1840 fu coronata di merli e


vi furono aggiunte ornamentazioni
che ne alterarono l'aspetto originario.

Per conoscere il Casato


Rusca Rusconi Entra
Clicca sullo stemma

Parte dodicesima Pagina 3


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Villa Rusconi gi agli inizi del Settecento,quando era di propriet della
famiglia Magnani, appariva ampia e fastosa, con la torre che la sovrasta e
l'arioso portico antistante l'ingresso.

Nel 1813 vennero acquistate le propriet del Marchese Malvezzi a Mezzolara


da parte della famiglia Rusconi.

La villa Rusconi appare in tutta la sua imponenza al centro del grande e


bellissimo parco omonimo a lato della via Riccardina, a Mezzolara di Budrio.
La struttura di base appartiene al tardo 400.
Dopo molte modifiche operate attraverso i secoli, allinizio del 700 i
documenti ce la restituiscono ampia e spaziosa, con una torre che la sovrasta
e un arioso portico antistante lingresso.
Verso il 1840 fu aggiunto il coronamento di merli che alterarono laspetto
originario.
A quellepoca risalgono anche le prime notizie su un piccolo Oratorio*
allinterno della propriet.

Presso la villa sorge il piccolo oratorio di S.Ninfa (secoli XVI-XVII).

Non sono molte le notizie che si hanno


dell'Oratorio consultando i documenti
dell'archivio parrocchiale, quasi certamente si
trattava del vecchio Oratorio della Beata Vergine
della Rosa.
Nel 1842 Giacomo Rusconi domanda di fondare
un legato che viene reso esecutivo nello stesso
anno dal Card.Opizzoni.

Consultando il rogito notarile del 4 maggio del


1842 che disponeva una annua rendita a favore
della chiesa di Mezzolara e per i poveri si hanno alcune notizie dell'Oratorio.

Parte dodicesima Pagina 4


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Leggesi:

Il Nobile Uomo Sig.Cav. Giacomo Rusconi di questa citt, mosso dal


desiderio di essere dopo morto tumulato in una Cappella dedicata a
S.Ninfa Vergine e Martire, esistente in un corpo di beni da esso posseduto
nel comune di Mezzolara Provincia di Bolognese, Cappella che stata da
esso Signor Cavaliere restituita a Pubblico Culto, e decentemente ornata,
e provveduta di tutto l'occorrente per le sacre funzioni, rivolge le sue preci
alla Sovrana Clemenza del Regnante Pontefice, invocando la grazia di
esigere un sepolcro in detta cappella offrendosi di fare celebrare nella
medesima una messa in tutti i gioved dell'anno in perpetuo colla
elemosina di Paoli cinque per messa, ed obbligandosi all'acquistare tanta
rendita di Consolidato,quanta abbisognare potesse per l'annua
celebrazione di dette messe, per il
mantenimento degli arredi sacri, per le
altre spese per tale istituzione occorrente.

L'elemosina ai poveri stata fatta sino a


pochi anni fa.

N.B : Tra il 2004 e 2005 stata effettuata una


ristrutturazione
dell'Oratorio da parte della Fondazione Rusconi

S.NINFA VERGINE E MARTIRE

Quadro in tela rappresentante S.Ninfa con


angeli Che si venera nella Cappella pubblica
della Villa Rusconi a Mezzolara

Parte dodicesima Pagina 5


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Nelloratorio si trova la TOMBA DI FAMIGLIA


DEI RUSCONI.
Loratorio fu benedetto nel 1909 da Giacomo della
Chiesa, arcivescovo di Bologna, divenuto poi papa
Benedetto XV.

Dimore attuali ed avite dei


Rusca Rusconi

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

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Monete e sigilli Rusca Rusconi


Archivio Storico Rusconi di
Pio Alberto Rusconi

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Rusconi Notizie araldiche di Vittorio Spreti e collaboratori tratte dalla


Enciclopedia storico-nobiliare italiana delle famiglie nobili e titolate

viventi riconosciute dal Regio Governo d'Italia compresi: citt, comunit,

mense Vescovili, abbazie, parrocchie ed enti nobili e titolati riconosciuti.

Molti scrittori storici sostengono che fu un'antica, potente ed illustre famiglia delle

origini romane e dell'appartenenza a questo casato di S.Eutichio, vescovo di

Como, morto nel 539, e di Lamberto, arcivescovo di Milano nel 1021. La prima

notizia genealogica, secondo il Litta, riguarda un'esenzione dai dazi concessa

nell'anno 988 ad Ariberto Rusca, cittadino comasco.

I cognomi Rusca, Ruschi, Rusconi, sono nei primi secoli e sono stati usati

alternativamente.

In uno stesso storico documento si trova, ad esempio, citato un fratello detto

Rusca, un altro Ruscone collettivamente chiamati poi Rusconi. I Rusca erano gi

potenti nel Comasco fin dai primordi del secoloXII, e alla testa della fazione

Ghibellina che sostenne lunga lotta contro quella Guelfa dei Vitani.

LAMBERTO RUSCA, nel 1121 fu un uomo consolare ed un illustre capitano della

repubblica Comasca.

LOTARIO, nel maggio 1176 in battaglia fra le truppe di parte imperiale ed i

Milanesi, era il capitano delle truppe imperiali, riusc a salvare la vita

dello stesso imperatore Federico Barbarossa.

L'imperatore, grato a Lotario, lo ordin Conte di Lugano, Locarno e Bellinzona,

concedendogli di portare nell'insegna lo stendardo bianco e rosso (a ricordo di

quello tolto ai Milanesi) abbassato sotto sotto il leone, e sormontato dall'aquila

imperiale; tali colori ed emblemi sono tuttora conservati nello stemma gentilizio di

questa famiglia.

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OTTONE RUSCA, nel 1142 intervenne in una controversia tra i conti di Castel di

Serpio a favore degli uomini di Mendrisio.

BERNARDO RUSCA, ricordato fin dal 1153, fu rettore di Como nel 1159,

Dal 1159 al 1339 i Rusca sono presenti con incarichi di rilievo in molte citt

lombarde e svizzere, Como, Bellinzona, Locarno, Lugano, Milano, Chiavenna.

Nella signoria di Como segu LOTTARIO, nominato da Sigismondo

nel 1413 Vicario imperiale di tutto il Comasco, poi Conte di Lugano e delle

terre vicine: Capolago, Riva S.Vitale, Morcote Sonvico, Blaserna con la valle di

Chiavenna e la torre di figli maschi, con diritto di sostituzione di quelli di

Giovanni, suo fratello e i suoi discendenti.

Anch'egli batt moneta perch signore di Como e di altre province.

Mor nel 1419 a Castel Rusconi senza avere figli legittimi.

FRANCHINO, di lui nipote, ottenne nel 1438 da Filippo Maria Visconti,

l'investitura della terra e Castello di Arona nel contado di Angera e di tutta la

Pieve di Travaglia.

Sostituite l'anno dopo con la Pieve, il Castello di Locarno e le valli di

Maggia,Verzasca e Lavizara e confermate poi da Federico III con l'aggiunta di

altre terre sulla riviera del Lago Maggiore.

Franchino mor nel 1466. I beni feudali e allodiali nel 1470 furono divisi tra i figli

PIETRO, ANTONIO e GIAN NICOLO' , a cui poi rimasero dopo la morte di

Franchino, suo nipote nel 1484.

Il secolo XVI segn la decadenza di tutti i rami di questo casato.

Da GIACOMO PIETRO, figlio di Giovanni, che mor nel 1514, discende il ramo dei

Rusconi di Bologna e di Cento per mezzo di Giovanni Antonio.* , famoso architetto del

XVI secolo

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Panoramiche con dettagli della Villa Rusconi e degli


affreschi interni

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Le origini del cognome


"Rusconi"
L' origine presunta, e si sottolinea presunta, della casata

Rusconi, secondo la storiografia ufficiale, prendendo in esame storici

come Litta, Crollalanza. Alfredo Rusconi, ma principalmente l'opera

letteraria di Alberto Pio Rusconi

"Memorie storiche della casata Rusca Rusconi",

sarebbe romana.

Risalirebbe alla gens ricordata da Cicerone nel

"De Oratore" il cui principale esponente era Publio Pinario Rusca,

patrizio romano arrivato a Como, al seguito di Giulio Cesare,

nell'anno di Roma 539.

Figlio di Alfonso Rusconi, Alberto Pio Rusconi, nato a Bologna il 23 Febbraio


1818,

riport da Como attestati di nobilt. Pio IX nel 1868 gli conferm l'antico titolo

comitale di famiglia di Marchese per le prove esibite porte generazione per

generazione alla cancelleria degli ordini equestri. Fu commendatore al

Sacro Militare Ordine Gerosolimilano scrisse un'opera del "Santo Sepolcro" fu

Cameriere segreto di Cappa e Spada di sua santit Pio IX.

Pubblic le memorie storiche del casato Rusca Rusconi con appendici di tavole

illustrative nel 1874 fu decorato con medaglia della regia accademia araldica fu

membro delle societ storiche lombarda e comasca.

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Como era stata fondata dai Galli Insubri Orobi, ma conquistata nel 196 a.C

dai Romani: questi ne fecero una colonia che si chiam "Comum", il nome

della gens Pinaria, giunta al seguito del grande Cesare.

Il nome Rusconi,

secondo quanto affermano gli storici, di certo derivato dal cognome

Rusca , che a sua volta deriva dal latino"ruscus"ovvero mirto.

Effige di Giacomo Filippo Rusconi (1770-1850), con


decorazione di Cavaliere dell'ordine della Croce di
Cristo. Propriet della famiglia Bronzi Rusconi

M.se Carlo Giacomo Rusconi fu Filippo (1821-1894).

E' sepolto nella tomba di famiglia a s.Ninfa di Mezzolara

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Giacomo Filippo Rusconi (1853-1916).


Marchese, Cavaliere della Corona d'Italia (sotto
il Re Vittorio Emanuele III nel 1906).
E' sepolto nel cimitero monumentale di Bologna.

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I Rusconi nel Clero


Tra il 1300 ed il 1500 la gens Rusconi presente nella storia con uomini
politici, d'arme e di fede.

Gerardo, 1240 Canonico

Michele, 1251 Canonico

Nicol, 1316 Canonico

Lottario, dell'ordine dei Padri Predicatori, fu Vicario Generale della Diocesi

di Como con grandi facolt attorno al 1330.

Airoldo, 1352 Canonico

Beltramo, 1352 Canonico

Pietro, 1353 Canonico

Gaspare, Canonico della cattedrale di Como fu eletto dal Capitolo in economo e

conservatore dei beni della chiesa Comasca nel 1361.

Giovanni, prevosto della Collegiata di S.Fedele in Como fu uno dei Prelati che

intervennero vivamente al Conciglio di Basilea attorno al 1432.

Giacomo, 1440 Canonico

Antonio, 1529 Canonico

Giulio, 1530 Canonico

Giovanni Antonio, sacerdote e Canonico della cattedrale di Como, 1557.

Nicol, figlio di Giovanni Antonio, fu ucciso nel 1618 per fede cattolica

(fu detto da allora, il martire della Valtellina)

Giacomo, 1638 Canonico

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Effige del Cardinale di Ravenna Antonio Rusconi


Antonio Lamberto Rusconi (Cento, 19 giugno 1743 1 agosto 1825)

Fu nominato cardinale della Chiesa cattolica da papa Pio VII 1816 marzo 8.

Uditore della Sacra Romana Rota; Giovanni e Paolo, 1816 apr. 29.

(stampa tratta dal volume


di Alberto Pio Rusconi)

"Memorie storiche
della casata Rusconi"

Il Cardinale Rusconi mor


a Ravenna nel 1825

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Attestato del Cardinale Svampa al Marchese G.F.Rusconi

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I Rusconi a Bologna e Mezzolara


Carlo Antonio Seniore (Como 1670 - Bologna 1761) fu Domenico,
membro del consiglio di Stato, fu il primo ad abitare a Bologna, ebbe un ricchissimo

patrmonio e spos Anna Maria Zambelli.

Francesco Antonio Rusconi (1709-1771) fu Carlo Antonio.

Pietro Antonio Rusconi (1738-1810) , fu Francesco Antonio.

Giacomo Filippo Rusconi (1770-1850), nato a Bologna, abit in via Pelacani

(ora via Petroni) e nella grande villa di Mezzolara (BO). Nel 1837 Giacomo Filippo

cofondatore della Cassa di Risparmio di Bologna

Carlo Giacomo riconosciuto Rusconi (1821-1894) fu Giacomo Filippo ebbe il titolo

di Marchese (titolo pontificio).E' sepolto a Mezzolara nella tomba di famiglia.

Giacomo Filippo Rusconi (1853-1916) fu Carlo Giacomo (Marchese e Cavaliere

della corona d'Italia), sepolto a S.Ninfa nella tomba di famiglia nel parco della

Villa Rusconi a Mezzolara nel 1920 fu traslato nel cimitero monumentale della Certosa

a Bologna e tumulato nella tomba di propriet Bronzi Rusconi e cugini Boriani.

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Stemma Gentilizio della


Casata Rusconi

Stemma gentilizio dei Marchesi Rusconi


che si trovava nelle cancellate di Villa Rusconi
a Mezzolara.
In alto, nell'immagine il motto della famiglia

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Stemma del
blasone dei
Rusconi (1680 ).

Stampa dalla
Biblioteca
dell'Universit di
Ferrara

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Arcadia: pergamena datata 1839 rilasciata a Ismeno Cianeo.


Si tratta in verit di Giacomo Filippo Rusconi (1770-1850), pastore
arcade, come riportato nelle notizie di Vincenzo Paolo Rusconi, cultore della
storia dell'Arcadia.
(ora di propriet della famiglia Bronzi Rusconi).

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Era una delle case di campagna di Giacomo Filippo Rusconi ed era prossima
a numerosi poderi che eredit il figlio naturale Carlo Antonio.

La casa di campagna, lamatissima casa di campagna, si trova in una piccola


frazione denominata la Prazzina posta un chilometro dopo Miravalle,
paesino poco lontano da San Martino in Argine.

La pi grande cittadina dei dintorni, Molinella, si incontra a circa sette


chilometri di distanza.

Era una casa molto grande, anche se molti ambienti erano stati frazionati e
predisposti per accogliere tre famiglie che si erano rifugiate, presso di noi, a
causa della guerra e che vi rimasero anche in seguito.

Intorno vi erano grandi spazi, moltissimi alberi da frutto, i pi diversi.

Luogo da noi tanto amato perch vi trascorrevamo le vacanze estive, (a quei


tempi duravano quattro mesi), ed al quale ci legano ricordi bellissimi ( ricordi
che ho riportato nel libro Storia della famiglia Bronzi Rusconi).

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Parte
tredicesima

Parte tredicesima Pagina 1


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Nel 2006 Gian Carlo e Marco Bronzi Rusconi , scrivono un nuovo volume
che , nella presentazione, afferma: Questo testo fa riferimento ed integra, in
molti casi, le notizie gi presenti nel libro scritto da Giancarlo, nel 2001:
Notizie storiche della casata Rusconi .

Questa narrazione sinserisce, quindi, tra il testo sopra citato e questo


volume.

Gian Carlo possiede una vasta documentazione, sempre in crescita, per le


incessanti ricerche e per la competente ed entusiasta memoria di tanti
avvenimenti.

Abbiamo attinto allabbondante materiale disponibile, ma scegliere stato


difficile. Abbiamo inserito quindi solo alcune carte, a nostro avviso, pi
ricche di interesse.

Lobiettivo di questo lavoro, frutto delle nostre ricerche e ricordi, di lasciare


nella memoria di tutti i componenti della famiglia, dei nipoti in particolare,
un segno di

una straordinaria vicenda.

Lintenzione, quindi, di onorare i nostri progenitori e far conoscere le loro


vicissitudini nellambito della discendenza.

Con soddisfazione possiamo dire che si realizzato il desiderio del nonno


Giacomo Filippo, espresso nelle disposizioni testamentarie: perpetuare il
proprio cognome Rusconi, mediante il riconoscimento, quale figlio
naturale, di nostro padre Carlo.

Il libro, riservato ai soli familiari, contiene numerosi documenti e


testimonianze.

Il libro stato apprezzato , siamo molto soddisfatti.

Parte tredicesima Pagina 2


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
La sera del due novembre 2006, in occasione del tradizionale incontro dei
fratelli, al ristorante accademia del cacio e pepe, a Zola Predosa ( mangiato
benissimo!!!), Maria Teresa ha letto questa zirudela, da lei scritta, che
riassume il gradimento di tutti.

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Parte
quattordicesima

LA GENEALOGIA NON E ESTINTA

Parte quattordicesima Pagina 1


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Giacomo Filippo Rusconi era nato a Bologna il 17 Settembre 1853
da Carlo Giacomo e Catterina Nora Rubbi.
Era Marchese e Cavaliere della
Corona dItalia, capitano del regio
esercito. Proprietario, con il fratello
Pietro Giacomo (1858-1915) di molti
beni: case in Bologna, poderi e ville
nei comuni di Budrio, Molinella e
Castel S. Pietro.
Spos la Contessa Giulia Verzaglia
poi marchesa per matrimonio.
Il destino volle che, a causa della
sterilit della moglie, non potesse
avere figli.
Il fratello Pietro Giacomo aveva sposato la sorella della Giulia,
Luisa, anche lei sterile.

Al contrario del fratello, che si rassegn, Giacomo Filippo (nostro


nonno) era determinato a perpetuare la discendenza.
Nei primi anni del 900 viveva in casa Rusconi, come dama di
compagnia, Margherita Dora Bronzi.
Giacomo Filippo inizi con lei una relazione dalla quale nacquero
Carlo (1905, nostro padre) e Catterina (1908).

Parte quattordicesima Pagina 2


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Giacomo Filippo segu amorevolmente i figli provvedendo con
generosit al loro mantenimento ed a quello della loro madre.
Acquist una casa in via Casse che fu loro intestata.
Quando nel 1916 mor giacomo Filippo, Carlo era appena
undicenne.
Fu molto amato ed aiutato anche dalla moglie legittima di suo

padre, la Marchesa Giulia Verzaglia che segu i giovinetti (Carlo e


Catterina) con amore materno.

Li frequentava, si faceva chiamare zia e spesso li ospitava nella casa


di Via San Vitale e nella villa La Riniera a Castel San Pietro.
Nel testamento accolse senza alcuna difficolt le volont del
consorte.
Tale documento fu controfirmato da nostro Padre.
La Marchesa mor nel 1930, Carlo aveva 25 anni.

Nel testamento olografo del 1911 e nei documenti successivi


Giacomo Filippo riconosce come suoi figli Carlo e Catterina, li
nomina eredi universali e ordina che aggiungano al loro
cognome il suo di Rusconi.

Giacomo Filippo mor a Bologna nel 1916 e venne sepolto a Santa


Ninfa a Mezzolara nella tomba di famiglia.

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Nel marzo del 1920 fu tumulato in una grande tomba nel cimitero
monumentale di Bologna .

Nostro padre lott molto per ottenere lautorizzazione ad


aggiungere al proprio cognome quello di suo padre, scontrandosi
con insormontabili ostacoli opposti dalla (ottusa ) burocrazia del
tempo.
Poi, stanco, rinunci .
Siamo riusciti noi nipoti, con proposito esclusivamente affettivo,
(noi per lui), ad ottenere quello che era il desiderio - diritto del
babbo Carlo.

Solo nel gennaio del 2001 Giancarlo ha conseguito quel sospirato


riconoscimento e con lui la figlia Annamaria, ha potuto aggiungere
al proprio cognome quello del nonno.

Nel Marzo 2005 anche Marco, insieme ai figli Nicola e Stella,


riuscito ad avere il medesimo riconoscimento.Conseguentemente,
anche se purtroppo in forma postuma, il babbo Carlo ha potuto
ottenere, nostro tramite, il tanto desiderato cognome aggiunto!

(la progredita legislazione sulla famiglia ha consentito il favorevole esito della pratica).

Parte quattordicesima Pagina 4


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Estratto dal testamento olografo del Marchese Giacomo Filippo Rusconi dell11Maggio 1911.

Ordino poi che il suddetto Carlo Antonio Bronzi come pure


Catterina Bronzi aggiungano al loro cognome il mio di Rusconi

Parte quattordicesima Pagina 5


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

..sono sicuramente miei figli

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

RUSCONI
Signori di Como

Rusca, linea comitale


Marchesi Rusconi e Rusconi Rizzi
linea di Bologna (con la successione Jahn Rusconi)
Conti di Locarno
Rusca/Rusconi, linea di Como
linea di Lucerna
linea di Milano (Rusconi e Rusconi Clerici)
appendice: Rusca del Piemonte
Ruggero Rusca o Rusconi (+ post 1234/ante VII-1237), appartenente a una importante dinastia
comasca nota fin dal 998, che diede numerosi amministratori ed ecclesiastici alla citt di Como;
Console di Giustizia di Como nel 1202 e 1205, Podest di Chiavenna nel 1213 e 1215. Sposa N.N.

A1. Giovanni (+ ante V-1283)

B1. Sumerio (+ ante VII-1292), fu scomunicato con i parenti il 25-4-1282 per aver conquistato
Como e aver scacciato il vescovo.

B2. Alberto, scomunicato il 25-4-1282.

= ..

C1. Lotario, Sindaco di Chiavenna nel 1279, Cancelliere del Comune di Como, riordina gli
statuti comaschi

nel 1296, fu scomunicato con il padre e il resto della famiglia.

C2. Pietro (+ post 1331), scomunicato con la famiglia il 25-4-1282.

B3. (Brunoro) (+ post VI-1292), scomunicato con i parenti nel 1282.

A2. Lotario (+ primavera 1291), era il capo dei ghibellini di Como, ammesso nellelenco dei patrizi
milanesi stilato nel 1277 dallArcivescovo di Milano; Podest del Popolo di Como (= Signore) dal
1283, conquist Locarno, Bellinzona e Lugano. =

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
B1. Pietro (+ ante 1340), fu scomunicato con i parenti il 25-4-1282, Sapiente alle provvisioni
nel 1286, Podest di

Milano nel 1286, Vicario del Podest di Como il V-1288, cacciato da Como alla morte del
padre; il VII-1307

vende il castello di Bellinzona, e nel 1311 ebbe la consegna del castello di Montorfano.

= ..

C1. Francesco detto Franchino (+ ca. 1339), investitura delle rendite sui beni ricevuti
dallImperatore Enrico

VII a Como e nella sua zona, Capitano e Signore Generale delle popolazioni e citt di
Como dal 1313,

Vicario Imperiale di Como e giura fedelt allImperatore nel 1327, scomunicato con la
famiglia per aver

appoggiato la nomina al vescovato del fratello nel 1327 (confermata nel 1331), Vicario
della citt di

Como per conto del Re Giovanni di Boemia il 1-2-1331 con mero e misto impero e
podest di spada;

rinuncia alla signoria su Como il 25-7-1335 e cede la citt ai Visconti riservandosi il


dominio su

Bellinzona; esentato dai tributi dai Visconti il 5-5-1336.

a) = N.N.

b) = una figlia del Vicario Imperiale Bailardino di Nogarole e di Caterina della Scala
dei Signori di Verona

D1. Lotario (+ 14-6-1399), cede Bellinzona ai Visconti il 1-5-1340, armato Cavaliere dai Visconti,

Podest di Milano nel 1356 e 1373, Podest di Piacenza nel 1374, 1378 e 1382,
Podest di Asti nel

1379, Podest di Vercelli nel 1385, Podest di Parma nel 1386, Podest di Verona
nel 1389,

confermato cittadino milanese nel 1386, Consigliere del Duca di Milano.

Parte quattordicesima Pagina 8


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
= Enrica Visconti, figlia naturale di Bernab Signore di Milano (* 1344 ? + ?)
(vedi/see)

E1. Franchino II (+ poco dopo XI-1412), ambasciatore milanese in Sicilia nel 1393,
armato

Cavaliere dal Duca di Milano nel 1395, Capitano di cavalleria ducale nel 1395,
Luogotenente a

Pisa nel 1401, tenta di occupare Como nel 1403; Signore di Como con
Mugliasca, Bellano,

Gravedona, Mandello, Esino, Varenna e Lugano (questa perduta nel 1411) dal
17-10-1408,

compra Chiavenna nel 1411.

= ..

F1. Lotario II (+ poco prima del 27-9-1420), Signore di Como dal 1412,
Vicario Imperiale dal

19-8-1413; Conte di Como con Osteno, Bellano, Varenna, Mandello,


Esino, Muggiasca

investito dal Duca di Milano il 25-7-1416, ma rinuncia in favore del Duca


stesso per avere

linvestitura di Conte di Lugano con il castello di Capolago, le ville e terre


di Morcote, San

Pietro, le pievi di Riva San Vitale e Balerna e la valle e rocca di Chiavenna


l11-9-1416 (con

patto di successione in mancanza di eredi in favore del fratello Giovanni e


suoi discendenti).

Ebbe dei figli illegittimi da Donnetta Turconi, donna sposata e adultera.

F2. Giovanni, per la sua discendenza v. Parte II

F3. Luigia

Parte quattordicesima Pagina 9


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
= Bartolomeo di Antonio Visconti (vedi/see)

F4. Giovanna

= Gaspare di Giovanni Pietro Visconti

F5. Fiorbellina

= Conte Antonio Porro, Patrizio Milanese

F6. Elisabetta

= 1413 Giacomo I Mandelli Conte di Maccagno Imperiale (vedi/see)

F7. Un figlio (+ post 9-1416), monaco cistercense.

E2. Giovanni, per la sua discendenza v. Parte V.

E3. Cavaliere Giovanni detto Zanolo, Capitano di Belluno nel 1395, 1397 e
1401, ambasciatore

milanese a Belluno nel 1395, Podest di Reggio Emilia nel 1412 ca.

F1. Mosca

E4. Baldassarre (+ ucciso durante il tentativo di riconquista di Como da parte del fratello
Franchino

1403), Canonico della Cattedrale di Como, ambasciatore milanese in Sicilia nel


1393.

E5. Enrica

= Antonio di Ottone Rusconi (vedi/see)

E6. Donnina

= Pietro Besozzi, giureconsulto (+ ante 1448).

E7. Maddalena

= il Cavaliere Francesco Caimi, Patrizio Milanese (+ ante 1399).

Parte quattordicesima Pagina 10


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
D2. Francesco (+ ante XI-1386)

= ..

E1. Corrado, Podest di Novara nel 1387, Decurione di Milano nel 1388, Podest di Vercelli nel

1389, Nobile Famigliare del Signore di Milano nel 1389, Deputato alla
fabbrica del Duomo di

Milano nel 1409 e 1411, dei XII di Provvisione a Milano nel 1411, Patrizio
Milanese. =

F1. Cristoforo, Patrizio Milanese.

F2. Guglielmo, Patrizio Milanese.

D3. Bonacossa (+ post 1360)

= Calcino Tornielli Vicario di Novara (+ post 1332).

D4. Prusarnolo o Trusarnolo, partecipa alla cessione di Bellinzona nel 1340.

C2. Ottone (+ Milano ante III-1336)

= X-1301 Zaccarina Visconti, figlia di Matteo I Capitano del popolo di Milano e di


Violante Borri

(+ ante VII-1328) (vedi/see)

D1. Tommaso, per la sua discendenza v. Parte VI.

C3. Gregorio, per la sua discendenza v. Parte VII. *


C4. Valeriano (+ ca. 1332), Arcidiacono della chiesa di Como, venne eletto Vescovo di
Como senza

lapprovazione pontificia ma solo imperiale e scomunicato nel 1327 per non aver
rinunciato alla carica, il

28-2-1331 venne dichiarato decaduto e confermato nella scomunica.

Parte quattordicesima Pagina 11


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
C5. Giovanni detto Ravizza (+ assassinato 1333), Podest di Valtellina nel 1321 e 1331,
Podest di Milano

lXI-1322, Podest di Chiavenna nel 1323, 1325, 1329 e 1331; venne scomunicato nel
1325 per aver

appoggiato la nomina a vescovo del fratello Valeriano, armato Cavaliere dal Signore di
Verona nel 1328.

= .. Avogadro

D1. Landa, il 5-5-1336 venne esentato dai tributi dal Signore di Milano e nel 1340 partecipa alla
cessione

di Bellinzona ai Visconti.

D2. Bartolomeo, il 5-5-1336 venne esentato dai tributi dal Signore di Milano C6.
Simone (+ post V-1340), Podest di Novara nel 1327.

= Giacoma, figlia di Riccardo Tizzoni

D1. Giovanni, Dottore in legge, Canonico della Cattedrale di Como nel 1332 ca. e forse anche
Arciprete.

D2. Francesco

C7. Maria = Antonio Giovio detto Trono (vedi/see)

B2. Corrado (+ assassinato, sepolto a Como 5-10-1302), Podest di Bormio nel 1287, Podest di
Lugano nel

1290, Podest di Chiavenna nel 1299.

= Una figlia di Pietro Visconti (vedi/see)

B3. Ruggero (+ ante 1292), scomunicato con i parenti dopo la conquista di Como il 25-4-1282.

A3. Alberto (+ ante 1329), Giudice in Como, Sopraintendente alle provvisioni nel 1286,
Decurione di Como, presta

omaggio allImperatore Enrico VII nel I-1311.

= .

B1. Ruggero detto il Negro (+ ante XI-1365), fu dei Supplenti eletti a ratificare la cessione di
Como ai Visconti il 29-7-1335.
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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
= ..

C1. Franchino (vediivente 1363/1383).

C2. Corrado (vediivente 1363/1388), per la sua discendenza v. Parte VIII.

B2. Lotario (+ ante 1328)

C1. Gaspare, Podest di Chiavenna nel 1328, Podest di Morbegno e Traona nel 1333.

= ..

D1. Rinaldo (+ post 1346).

* linea di Bologna v. Parte VII.

C3 Gregorio Rusconi (+ post 1577), i suoi discendenti vissero a San Pietro in


Casale e poi a Bologna. Sposa N.N.

A1. Andrea
A2. Domenico (+ post 1599)
= .

B1. Gregorio
= .

C1. Domenico
= .
E1. Margherita (*Como 1676 + Cento 1732)
= Pietro Giacomo Rusconi (v.)
E2. Lorenzo (*Como 1679 + San Pietro in Casale 1763), Arciprete della chiesa di San
Lorenzo in Casale .

E3. Carlo Antonio (+ Como 1670 +Bologna 20-6-1761, sepolto a San Pietro
in Casale), Gonfaloniere del Popolo di Bologna nel 1738, 1741 e 1744

a) = Lucia Pensi
b) = 1730 Anna Maria Rosa Zambelli

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
F1. (ex 1) Francesco Antonio (* San Pietro in Casale 29-10-1709 + 22-5-1771),
Gonfaloniere del Popolo di Bologna nel 1756 e 1762.
= 1735 Girolama Maria Caterina Cavazza

G1. Pietro Antonio (* Bologna 10-2-1738 + 1810), Gonfaloniere del Popolo


di Bologna nel 1776 e 1786.
= 1766 Maria Francesca Gandolfi
H2. Giacomo Filippo (* Bologna 27-9-1770 + 1850), direttore delle
poste pontificie di Roma e Bologna, Cavaliere dellOrdine del Cristo dal 1827.
Lasci erede Carlo Giacomo delle Tombe
che assunse il cognome Rusconi.
Carlo Giacomo
*Bologna 1821+ 1894
Sposa Caterina Rubbi
sepolto nella tomba di famiglia a S.Ninfa di Mezzolara

Pietro Giacomo
*Bologna 1858 +Bologna 1915
Giacomo Filippo
*Bologna 1853 +1916
Sposa Giulia Verzaglia
Riposa nella certosa monumentale di Bologna
Riconosce come suoi figli Carlo Antonio e Catterina
nati dalla relazione con Margherita Bronzi

Carlo Antonio
Sposa Anna Casadei
*Bologna 1905 +1980
Catterina
Sposa Giuseppe Boriani
*Bologna 1908+1993
Riposa nella certosa di Bologna

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Continua la discendenza di Carlo Antonio con sette figli e tanti nipoti.
Per i particolari sentimenti che li legano a questa straordinaria vicenda
Gian Carlo ( e la figlia Anna Maria) e Marco ( ed i figli Nicola e Stella)
hanno presentato al Ministero dellInterno, se pure in tempi diversi, la
documentazione necessaria per ottenere lautorizzazione ad aggiungere
al proprio cognome Bronzi, quello del nonno Rusconi.

La loro richiesta stata accolta.

Gian Carlo Bronzi Rusconi


*Bologna 11 Maggio 1933
Sposa Valentina Piccioni
=Anna Maria

Marco Bronzi Rusconi


*Bologna 28 Febbraio 1943
Sposa Katia Paglierini
=Nicola
=Stella

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Significativa la motivazione dellaccoglimento della richiesta da


parte del MINISTERO DELL INTERNO : listanza motivata da
ragioni affettive e familiari che determinano il desiderio di perpetuare
il cognome del nonno paterno , il quale, in sede testamentaria, espresse il
desiderio che il cognome RUSCONI fosse perpetuato con il
riconoscimento del proprio figlio naturale Carlo Antonio Bronzi padre
dellistante.

Il prefetto di Bologna, competente a svolgere listruttoria, ha espresso


parere favorevole.

Ritenuta, pertanto, listanza predetta meritevole di accoglimento..

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Parte
quindicesima

La lapide di Brolo S. Vito


La pace di Lomazzo

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

La piazza antistante la chiesa, l'antico brolo di San Vito, fortemente legata


ad uno fra gli avvenimenti di maggiore rilevanza nella storia del paese: la
stipula del primo trattato di pace fra le citt di Como e Milano nel 1249, di cui
si mantiene memoria nell'epigrafe commemorativa che venne murata sul
palazzo prospiciente la chiesa.
In questo antichissimo Brolo di San Vito il 19 luglio 1249 si rinnovava e si
sottoscriveva dopo undici anni di sanguinose lotte la pace gi stipulata nel
1127
Milano e Como.
Nuovamente infranta veniva ancora qui solennemente discussa, concordata e
sigillata
il 30 marzo 1286 dagli arbitri:

Parlamentari di Milano:

Lantelmo da Benzone, Matteo da Romana, Anselmo da Alzate, Gasperino da


Garbagnate, Iacopo da Monza, Alberto Bossio

Parlamentari di Como:
e Enrico da Alzate, Guglielmo Guilizone, Bertaro di Zezio e Pietro Rusca

Il 2 aprile successivo giungevano quivi l'Arcivescovo Ottone Visconti e


Ugolino Russo Podest di Milano e per Como il Podest Guido da
Castiglione e Loterio Rusca Signore del Popolo i quali confermati i capitoli
della Pace la pubblicavano alla presenza dei delegati Comaschi e Milanesi e
degli ambasciatori di altre citt .
Parte quindicesima Pagina 2
Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

La pace di Lomazzo
Per oltre 1000 anni Lomazzo ha costituito un caso unico in Italia: un unico
paese, un unico centro abitato, spaccato in due sulla via centrale e spartito fra
due citt, due diocesi e, nel medioevo, persino due stati.
Met apparteneva alla citt e alla diocesi di Como (Lomazzo Comasco, o
"Lumazz de Sott", parrocchia S. Siro, rito romano) e met faceva riferimento
alla citt e alla diocesi di Milano (Lomazzo Milanese, o "Lumazz de Sura",
parrocchia S. Vito, rito ambrosiano).
Proprio questo strano equilibrio fece s che da sempre Lomazzo fosse
riconosciuto come luogo di incontro neutrale fra le ambascerie comasche e
milanesi.
Diversi furono i trattati di pace stipulati, ma il pi importante fu l'ultimo,
sancito nel 1286 (ufficialmente conosciuto come Pace di Lomazzo), che ha
ristabilito in via definitiva l'armonia fra le due citt lombarde.
Infatti, pur non mancando in seguito momenti di forte tensione e di
instabilit, non avvenne mai pi che milanesi e comaschi stendessero le armi
contro la citt vicina. Anzi: dal XVI secolo Como si mise sotto la protezione di
Milano e da allora form una cosa sola con la citt ambrosiana, contribuendo
a fondare con essa la prosperit della Lombardia viscontea e sforzesca..

I protagonisti della vicenda:

LOTERIO RUSCA, SIGNORE DI


COMO
Prepotente signorotto comasco,
esponente della famiglia ghibellina
dei Rusca. Nel 1276, prese il potere
con la forza, e per assicurarsi il
dominio assoluto sulla citt decise di
eliminare il Vescovo comasco
Giovanni degli Avvogadri,. I suoi
seguaci diedero alle fiamme il
palazzo vescovile, rubarono i beni
delle chiese di Como e compirono
profanazioni

Parte quindicesima Pagina 3


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

GIOVANNI DEGLI
AVVOGADRI,
VESCOVO DI COMO,
imparziale rispetto alla contesa fra
guelfi e ghibellini.

Scampato allattentato ghibellino, il


vescovo trov rifugio a Milano e il
25 aprile 1282 ebbe il coraggio
rientrare in territorio comasco a
Lomazzo San Siro, la parte del
paese alle dipendenze della citt di
Como. Da qui lanci la scomunica
contro Loterio Rusca, che rispose
dichiarando guerra a Milano, la
citt che offriva protezione al
vescovo.

LANTELMO DA BENZONE
E MATTEO DA ROMANA,
ARBITRI DELLA PACE
Dopo quattro anni di guerra,
Como e Milano nominarono
ciascuna un arbitro.
I due si incontrarono a
Lomazzo, e qui trovarono un
accordo sulle condizioni della
Pace.
Convocarono allora tutte le
autorit comasche e milanesi,
insieme con gli ambasciatori
delle principali citt
lombarde.

Parte quindicesima Pagina 4


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

OTTONE VISCONTI, ARCIVESCOVO E


SIGNORE DELLA CITT DI MILANO.
Personaggio di grandissimo prestigio,
l'Arcivescovo Ottone fu il capostipite della
signoria dei Visconti su Milano. Il 2 aprile
1286 prese parte alla Pace di Lomazzo.

Dalla Scomunica dei Rusca al definitivo trattato


di pace fra Como e Milano

Tratto da "Pagine Aperte" - Notiziario della Comunit parrocchiale di S. Siro


in Lomazzo, dicembre 2002 (a cura di A. Monti) e recentemente ripreso da M.
Mascetti, A. Monti, A. Rovi in "Lomazzo. Storia di un borgo fra due citt"

Parte quindicesima Pagina 5


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
UNA PREMESSA INDISPENSABILE - IL CONTESTO STORICO

- Lorganizzazione politica delle citt medioevali -


Nel Basso Medioevo, religione e politica erano indissolubilmente legati e,
nella profonda coscienza religiosa e cristiana dellEuropa medioevale, erano
del tutto inseparabili. Proprio questa profonda unit religiosa e civile nel
corso secoli ha portato alla nascita di una cultura europea comune a tutti i
popoli del continente: la nostra cultura, la cultura oggi conosciuta come
occidentale, stata letteralmente partorita proprio in questi lunghi secoli
che alcuni si ostinano a definire bui.
La profonda unit religiosa e civile dellEuropa medioevale non era per
immune da problemi. Il pi importante fra questi era stabilire a chi spettasse
lautorit suprema fra le due pi grandi istituzioni del tempo: lImpero e il
Papato. Occorreva determinare se il potere civile dovesse essere legittimato
da quello religioso (e quindi le disposizioni del Papa in quanto Vicario di
Cristo fossero inoppugnabili) o se invece lultima parola spettasse
allImperatore, che avrebbe cos avuto il compito di ratificare o meno i decreti
del Pontefice. Storicamente la disputa si inquadra in un lungo periodo che va
dal Concordato di Worms del 1122 sino alla bolla Unam Sanctam di
Bonifacio VIII del 1302. La diatriba teologica e politica infiamm tutte le citt,
in Italia come nellintera Europa. Ovunque si crearono due partiti politici:
quello fedele alla tesi della preminenza del Pontefice (partito Guelfo) e la
fazione fedele alla tesi di supremazia dellImperatore (partito Ghibellino).
Pu sembrare straordinario linteresse che questa questione dest nei
cittadini di ogni localit geografica e di ogni livello sociale. In realt non si
tratt di un nobile desiderio di partecipare alle grandi discussioni
istituzionali e sociali, n tanto meno di interesse per dirimere le arcane verit
teologiche.
Tale disputa fu piuttosto il ghiotto pretesto utilizzato da molte citt per
dichiarare la propria indipendenza dai legami dellImpero (nascita dei liberi
Comuni) e per le famiglie pi in vista di ciascuna citt di assurgere a ruoli di
potere e di predominio allinterno delle citt stesse (passaggio dallEt
Comunale alla Signoria).
- La linea politica di Como e Milano, nell XI e XII secolo -
Nella citt di Milano i guelfi erano guidati dalla famiglia dei Torriani (o Della
Torre); i ghibellini, invece, dalla famiglia Visconti. Nella citt di Como i guelfi
erano capitanati dalla famiglia dei Vitani, mentre i ghibellini dalla famiglia
Rusca (o Rusconi). A Como predominavano i Rusca, perci la citt era
tradizionalmente ghibellina (fedele all Imperatore).

Parte quindicesima Pagina 6


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
A Milano prevalevano i Torriani e la citt era tradizionalmente guelfa (fedele
al Papa).
Citt guelfe e ghibelline presto entrarono in conflitto fra loro, per il controllo
del territorio circostante la citt.
- Storie di guerre, di conflitti, e di grandi pacificazioni -
Nel 1118-1127 si svolse il primo conflitto fra Como e Milano, ricordato come
"Guerra Decennale". Qualche anno dopo la guerra riesplose, concludendosi
soltanto nel 1183 (Pace di Costanza fra l'Imperatore Federico I Barbarossa e
Comuni lombardi). La pace tra Como e Milano fu cos stipulata nel 1196.
Trascorsero soltanto due generazioni e i vecchi dissidi furono rispolverati:
Federico II, nipote del prode Barbarossa, combatt nuovamente la Lega
Lombarda e fu definitivamente sconfitto nel 1247. Anche stavolta segu un
trattato di pace fra Como e Milano (1249), sottoscritto proprio nel nostro
paese, nel Brolo di Lomazzo.
- Gli avvicendamenti politici del XIII secolo, causa dello scoppio delle ultime
guerre medioevali fra i comuni di Como e Milano -
Con la sconfitta dellImperatore Federico II ovunque i ghibellini subirono un
duro contraccolpo. A Como la fazione ghibellina dei Rusca cadde in disgrazia
e la citt (tradizionalmente ghibellina) divenne guelfa; il potere pass cos alla
famiglia dei Vitani. La citt di Milano, intanto, fu protagonista di un
fenomeno completamente opposto: nella citt ambrosiana (tradizionalmente
guelfa - in Lombardia la guelfa per antonomasia), il clima di distensione
favor lascesa della famiglia ghibellina dei Visconti. La grande occasione dei
Visconti si present quando Ottone membro della famiglia fu eletto
Arcivescovo. Grazie al prestigio di Ottone, da allora i Visconti divennero
Signori incontrastati della citt. Nacque cos la Milano viscontea e sforzesca
destinata a dominare la scena lombarda per tutto il XIV e XV secolo. Questo
strano capovolgimento che interess entrambe le nostre citt fu la miccia che
fece innescare instabilit, dissidi, contese e infine la guerra, l'ultima terribile
guerra medioevale fra le citt sorelle di Como e Milano.

1. TRAVOLTI DALLE LOTTE TRA GUELFI E GHIBELLINI

Bisogna tornare al Basso Medioevo, all'epoca dei Liberi Comuni, per


riscoprire appieno l'accesa passione della gente per il proprio territorio. Un
attaccamento che in alcuni casi, non disdegnavano di mutare in eroismo:
anche Lomazzo, nel Duecento, ebbe la sua parte di eroismo. Fu nel 1282,
quattro anni prima della famosa Pace di Lomazzo (2-3 aprile 1286).

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
In questa occasione gli abitanti della parrocchia comasca di S. Siro si strinsero
attorno al proprio Vescovo, ignobilmente esiliato, e lo accolsero proprio nella
loro chiesa rischiando ritorsioni gravissime, oggi inimmaginabili. Appena
vent'anni dopo (1303), Lomazzo infatti sub la quasi totale distruzione a causa
di colpe assai meno temerarie...

Ma ora fermiamoci con le anticipazioni, e riprendiamo dallinizio questo


incredibile racconto.
Caliamoci nel XIII secolo, nel pieno del contenzioso tra "guelfi" e "ghibellini":
in ogni citt, ogni famiglia, si combatte una guerra fratricida contro le
famiglie dello schieramento opposto. E in gioco il prestigio, lonore familiare,
ma soprattutto il potere e il desiderio di sopravvento.
Per i pi forti, c in palio la supremazia assoluta, sulla citt come sul
contado; per quelli che arrivano secondi non rimane che la condanna
allinferiorit e alla subordinazione.

2. LA STORIA DI UN EPISCOPATO TORMENTATO

La quiete difficoltosamente raggiunta fra Como e Milano nel 1249 con il


primo (e precario) trattato di pace sottoscritto a Lomazzo fu presto spezzata
da una nuova tempesta. Mentre Ottone Visconti (Ep. 1262 - 1295) svolgeva il
suo episcopato a Milano, la cattedra vescovile di Como venne occupata in
modo illegittimo da Raimondo Della Torre.
Alle due potenti famiglie da sempre in contrasto, fu offerto un nuovo motivo
di competizione. Papa Gregorio X, accortosi della pericolosa situazione,
intervenne personalmente a dividere i due prelati ispirati da intenzioni poco
cristiane.
A reggere l'episcopato comense in quest'epoca cos tormentata, il Pontefice
chiam il presbitero comasco Giovanni de Avvogadri (o Avvocati; Ep. 1275 -
1293).

Altro che il rancore permeato nell'animo dei vari politicanti duecenteschi!


Lui, bollato come guelfo (a causa della tradizionale militanza guelfa della
famiglia di origine), guardava con insofferenza a queste farneticanti divisioni:
non appena ne ebbe l'occasione, ne diede prova facendo liberare i ghibellini
ingiustamente reclusi a Como (incarcerati dopo la disfatta dell'imperatore
Federico II a cui i ghibellini comaschi erano alleatati), riabilitandoli alla vita
pubblica, e... destando le pi vive proteste degli stessi guelfi Vitani.

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Il Vescovo pot ardire a tanto poich molta era era l'influenza di cui godeva.
Secondo il volere di lui si maneggiava la repubblica, scrisse Benedetto
Giovio. Infatti all'inizio del suo episcopato (1275), Giovanni aveva trovato la
citt che arrideva ai Vitani, a cui la famiglia del presule era molto vicina;
questi, misero nelle mani del Vescovo il potere di governare Como, con
l'emanazione di leggi e l'amministrazione degli affari civici. ("Historiae
Patriae", Benedetto Giovio)

Spesso siamo abituati a racconti che vogliono la Chiesa medioevale corrotta e


interessata pi al potere materiale che alla salvezza delle anime. Conoscendo
l'importante impegno politico del Vescovo Avvocati, verrebbe da giustificare
qualche intemperanza riguardo ai suoi doveri spirituali. E qui la sorpresa.
Giovanni de Avvogadri , invece, seppe fare la sua parte nelle riforme alla
Chiesa di Como, si occup dei benefici ad essa concessi, non distolse la sua
attenzione dai problemi del clero e del suo gregge, ebbe sempre a cuore la
citt e il territorio comaschi.
E queste non sono solamente illazioni. Una gran quantit di documenti
(rispetto alla media di quelli conservati al tempo) testimoniano l'intensa
attivit pastorale di questo Vescovo. Giovanni de Avvogadri fu un Vescovo
saggio, con una mentalit moderna, molto pi aperta di quanti lo
circondavano. Per questo (come leggeremo), ebbe in seguito molto a soffrire,
per i voltafaccia di chi aiut (come la fazione ghibellina), per la violenza
gratuita che da questi ebbe a dover digerire.

Era il 1276. Vitani e Rusca vennero alle armi all'interno della citt di Como, e
questi ultimi ebbero sopravvento. Nel frattempo l'Arcivescovo milanese
Ottone Visconti (nonch condottiero ghibellino e Signore di Milano per i
Visconti), quand'ebbe sconfitto i nemici Torriani presso Arona, volle snidare i
parteggiatori dei Torriani che si trovavano in terra comasca. La citt, fu cos
definitivamente nelle mani dei Rusca, che da allora in poi poterono tenere
ben salda la Signoria su Como.
Ma il potere logora, e consuma dinvidia chi non ne possiede abbastanza. Il
prestigio del Vescovo Giovanni permaneva altissimo anche dopo il
cambiamento di bandiera della citt, cos che egli aveva conservato intatto il
suo ascendente politico su Como.
Per questo motivo, nella fazione ghibellina, c'era chi non ammirava il nostro
presule e covava terribili piani per sbarazzarsi dello scomodo personaggio...

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Nel 1281 scoppiarono discordie tra i ghibellini neovincitori. I Rusca, gi
alleati con Ottone Visconti prima della sconfitta dei Vitani, ruppero l'alleanza
con l'Arcivescovo. Giovanni de' Avvocati, legato da profondi legami di
amicizia, rifiut di fare lo stesso e con questa scusa fu accusato di tradire la
citt.

3. L'OLTRAGGIO ALLA CHIESA COMENSE

Il Vescovo Giovanni non reput di dover giustificare il sentimento di lealt e


di personale amicizia verso Ottone.
Forse che il Vescovo dovesse rinnegare un amico per compiacere il signorotto
di turno? E cos'erano diventati, in quel momento, gli anni di saggia
amministrazione del Vescovo al municipio comasco?
Il podest Antonium de Langosco, fantoccio dei Rusca, incit alla sovversione
contro il Vescovo, e Simone da Locarno e i fanatici ghibellini con cieco furore
appiccarono le fiamme all'episcopio. Il palazzo vescovile fu devastato da un
terribile rogo e il Vescovo Avvocati ebbe appena il tempo di fuggire dalla
citt, cercando riparo verso sud. Cos, trov rifugi in territorio milanese, e
(udite, udite) a principio del 1282 nella chiesa lomazzese di S. Siro comp il
rito di scomunica contro i Rusca, Signori di Como, macchiatisi del gesto tanto
infame contro la Chiesa locale e contro la vita del suo Pastore.

4. LA SCOMUNICA

La Chiesa non ha mai dato maledizioni di nessun genere; pu per


scomunicare, e la scomunica la pena medicinale per scuotere l'uomo. La
scomunica era un provvedimento gravissimo, la maggiore pena spirituale.
Talmente drastico che spesso era sufficiente la sola minaccia di scomunica per
riportare alla ragione gli sciagurati; una pena adottata anche in passato con
molta parsimonia (spesso riservata al papa): il compimento del rito nella
nostra chiesa ha dell'eccezionale.

Il rito religioso medioevale, supportato da uno specifico formulario


prevedeva - fra l'altro - lo scagliare a terra alcuni ceri, che spezzandosi
andavano a significare la rottura della condizione di piena comunione con la
Chiesa; i quattro ceri, spenti con capovolgimento violento al suolo, erano il
segno della perdita della luce divina e della condanna alle tenebre
dell'inferno.

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Lo sciagurato che era colpito da tale grave azione perdeva la grazia di Dio e
la comunione con la Chiesa, e non potendosi pi comunicare con l'Eucaristia
o accostarsi a qualsiasi altro Sacramento, assumeva lo status di scomunicato.

5. IL DOCUMENTO DELLA BIBLIOTECA AMBROSIANA

(Historiae Patriae Monumenta edita iussu regis Caroli Alberti, tom. XVI
Leges Municipales, Tomus secundus Pars prior, Liber Statutorum Consulum
Cumanorum - Antonio Ceruti, Augusta Taurinorum, MDCCCLXXVI)

Testo originale del decreto della Scomunica dei Rusca

Anno del Signore 1282. 25 aprile, solennit di S. Marco Evangelista. Presenti


due notari comaschi, e lo scritturale di fiducia Ser Francesco Pasta da
Gallarate, figlio di Ser Giacomo, che "tradusse e scrisse e redasse in pubblica
forma"; presente il clero di arcipreti e canonici fedeli al Vescovo,pure presenti
il presbyter Carnevarius, prete di Lomazzo S. Siro, et presbyter
Mainfredus cappellanus ecclesie sancti Viti eiusdem loci de Lomatio.
Nella chiesa lomazzese, alle luci soffuse delle candele si accompagnarono le
parole funeste sulle pene a cui avrebbero dovuto soccombere tutti quelli che
non si attenevano alla legge divina. Giovanni Avvocati, assistito da "salute
nel Signore" tuon dall'ambone della chiesa oltre cento nomi, nomi di uomini
"empi e scellerati", che nella citt di Como tumultuosse et clamore grandi et
orribeli fecerunt insultum, seu fieri fecerunt, seu procuravernt, seu
mandaverunt, seu ratum haberunt.
Come ignorare "il loro grave e intollerabile peccato, che commisero
recentemente, crudelmente ed eccessivamente contro le regole, contro noi e
contro la chiesa episcopale comasca. Conduciamo le loro colpe [...] affinch
non valga presentare una fondata giustificazione presso gli ignari, e affinch
la giustizia accompagni la nostra sentenza e riporti i meriti dalla parte di Dio
e degli uomini". Segue dunque la cronistoria dei fatti che gi abbiamo
raccontato, con i Rusca a lungo esiliati e incarcerati, che dal Vescovo "col
favore dello Spirito Santo" furono richiamati alla loro patria, e come essi
"veramente ingrati di tanti benefici" si erano ribellati.
Dopo aver incendiato l'episcopio "commisero ogni genere di scelleratezze",
rubarono nelle chiese, compirono sacrilegi. Contro coloro che si rendevano
responsabili di gravi offese morali era prevista la scomunica: qui, alle offese
morali si univa la barbarie delle violenze materiali.

Parte quindicesima Pagina 11


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Il Vescovo non esit a procedere. Poich i precitati delitti sono talmente noti
e conosciuti che non si possono nascondere senza alcuna esitazione, e poich
non possiamo dissimulare una cos grande ingiuria all'episcopato e sostenerla
con animo calmo e con la connivenza di certi alcuni chierici, affinch anche
noi non veniamo trovati colpevoli presso Dio [...], stando davanti a noi
uomini scelti [...] e una moltitudine abbondante di fedeli [...] noi, in forza
dell'ufficio e dell'autorit che svolgiamo, decretiamo scomunicati i precitati
podest, assessori, giudici, familiari di Simone [da Locarno] e Loterio [Rusca]
e tutti gli altri precitati e qualunque di loro, e tutti gli altri di qualunque stato
e qualunque citt e diocesi, che a queste cose diedero appoggio con parole e
fatti, impedendo consiglio, aiuto, favore pubblico o nascosto, e di nuovo per
le premesse e soprascritte cause scomunichiamo e rendiamo pubblica la
scomunica, e li dichiariamo scomunicati e ordiniamo che da tutti vengano
evitati; pure per la cittadinanza di Como, per la diocesi e le sue chiese li
irroghiamo dell'interdetto ecclesiastico. Sembra quasi di sentire risuonare la
voce: ...excomunicamos! ...excomunicatos denunciamos!...
A tali scomunicati era imposta la restituzione di quanto sottratto, nonch la
confisca dei beni.
Indi il Vescovo si preoccup di far conoscere a tutti il documento di
scomunica, specificandone la sua pubblicizzazione. Al fine di rendere
pubblico questo nostro processo a tutti gli uomini, appesi o meglio affissi
carte o meglio pergamene contenenti il medesimo nel luogo di Lomazzo,
nella chiesa di S. Siro, che appartiene alla diocesi di Como, per rendere il
giudizio bandito e aperto.
E di nuovo si conferma: Actum in predicta ecclesia sancti Syri.

6. IL GESTO DEI LOMAZZESI.


CORAGGIO O INCOSCIENZA?

Quanto avvenne nella chiesa parrocchiale di S. Siro in quel giorno di sabato,


fu sconvolgente. I Signori di Como, assieme a tutti i principali esponenti della
fazione ghibellina del capoluogo comasco, messi al bando dalla Chiesa...
Il sostegno dei Lomazzesi, a sua volta, fu sconvolgente. Presente ibi etiam
fidelium in moltitudine copiosa, si dice nel documento del 1282, che qui non
ha bisogno d'esser tradotto. In tempi in cui la popolazione era di poche
centinaia di anime, fu addirittura una moltitudine di folla a radunarsi per
Monsignor Giovanni de Avvogadri.

Parte quindicesima Pagina 12


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
La fedelt al Vescovo, la scelta di Mons. Avvocati di recarsi proprio a
Lomazzo, l'accoglienza cos temerariamente offertagli nella chiesa di S.Siro,
onorano il popolo lomazzese. Tutto questo avrebbe potuto costare molto caro
ai Sansiresi. Appena vent'anni dopo (1303), il paese infatti sub la totale
distruzione per punire un'azione assai meno temeraria!
Ecco allora esaltato il coraggio del Vescovo di reagire all'oltraggioso affronto,
subito non solo dalla sua persona ma dall'intera Chiesa di Como. E il
coraggio dei Lomazzesi, che furono con il loro Vescovo, un sol corpo a
reggere e sostenere la causa della Chiesa comasca messa in ginocchio dalle
prepotenze e dalla tirannide dei Rusca.

Fu l'unica volta che il Vescovo, in dieci anni di esilio forzato, os rimettere


piede in territorio comasco. Solo verso la fine del suo esilio, riusc a spingersi
prudentemente sino all'ancor ambrosiana Cant...
Giovanni dovette finire gli anni del suo ministero episcopale in esilio nel
capoluogo ambrosiano, prodigandosi per la sua diocesi e mantenendo i
rapporti tramite i fidi collaboratori che lo avevano seguito a Milano. Giovanni
de' Avvocati fu sostenuto dal clero comasco, di cui si prese particolarmente
cura, ma non ottenne mai di calmare il rancore che ancora gli serbava la
classe politica ghibellina di Como, e in particolare la famiglia Rusca.

7. E FU GUERRA

Con la scomunica era irrimediabilmente compromessa la fiducia del popolo


cristiano, tale da indurre al disconoscimento dell'autorit politica dello
scomunicato. In certi casi si arriv alla ribellione popolare contro
l'usurpatore, che aveva praticamente perso i suoi diritti civili.
Loterio Rusca, Signore di Como, non poteva restare a guardare, se voleva
mantenere il proprio potere nonostante il provvedimento della scomunica.
Forte della fedelt dei suoi ghibellini, arm il suo esercito, e subito fu riaperta
l'atavica ostilit con la Milano di Ottone Visconti.
Fanti e picchieri; soldati di ventura, balestrieri e arcieri; nobili cavalieri. Gli
eserciti si disposero sul territorio, mentre col passare delle settimane e dei
mesi l'esasperazione per il conflitto in atto si faceva insostenibile...
Il grigiore della situazione si manifest in tutta la sua drammaticit nella
primavera del 1285 quando la fanteria milanese si radun a Saronno per
garantire la regolarit delle operazioni di mietitura, e affinch il grano fosse
portato a Milano.

Parte quindicesima Pagina 13


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Al minimo inconveniente le soldatesche si sarebbero apprestate a marciare
verso i territori comaschi presidiati l'esercito della citt. Lomazzo sembrava
dover essere ricordata dai posteri come il luogo della battaglia fratricida di
Como e Milano; uno scontro diretto di quella portata avrebbe ridotto le
campagne lomazzesi ad un'ecatombe.
Fortunosamente si giunse ad una svolta; le due fazioni belligeranti,
rendendosi conto delle loro pari condizioni, vollero evitare la carneficina dei
loro combattenti. Vinse la diplomazia: per oltre tre anni si susseguirono
manovre e spostamenti, senza che i due schieramenti si dessero aperta
battaglia. Dal 1285 gi si confrontavano le rispettive Cancellerie diplomatiche.
Il loro intervento divenne vitale dopo che il 26 febbraio 1286 fu "gridata
tregua" per venti giorni: gli incessanti contatti diplomatici (assicurati dalla
spola tra Como e Milano da parte del cremonese Lantelmo Benzone), fecero
maturare le aspettative dellarmistizio, riuscendo a tramutarlo in una vera e
propria pace definitiva.
Nuovamente il nostro paese fu al centro delle attenzioni: Lomazzo visse
un'altro dei momenti pi gloriosi della sua storia. Giunsero i parlamentari di
Como e Milano che, fra la pomposa festanza di un popolo provato dagli
eventi bellici, discussero e stipularono l'accordo definitivo fra le due citt.

8. E FU PACE

Testo del trattato della Pace di Lomazzo

Il 2 aprile 1286 si giunse finalmente alla pace fra l'Arcivescovo di Milano,


Ottone Visconti, e la citt di Como, e in tale pace fu incluso anche il Vescovo
Giovanni. Ma non fu una "pace" qualsiasi, noi tutti Lomazzesi dovremmo ben
saperlo. Fu la "Pace di Lomazzo", famosa e celebrata anche dalla seconda
parte della lapide di Brolo S. Vito.

Un capitolo sanguinoso si chiudeva nella fredda giornata del 30 marzo 1286


in territorio lomazzese; gli arbitri delle trattative (Lantelmo da Benzone,
Matteo da Romana, Anselmo da Alzate, Gasparino da Garbagnate, Iacopo da
Monza, Alberto Bossio, Enrico da Alzate, Guglielmo Guilzone [Guillelmum
de Guilizono], Bertaro di Zezio [Bertarum de Zezio] e Pietro Rusca [Petrum
Alberti Rusche], questi ultimi tutti scomunicati), apposero finalmente i propri
sigilli alla pace duramente raggiunta.

Parte quindicesima Pagina 14


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Li capituli de la pace furono sigillati de li sigilli de tutte le republice,
deliberando che lo Arcivescovo, homo sagace e de grandissima industria [...]
da Milano il tertio giorno dovesse andare a Lomacio [...] dove erano li
ambasciatori de Como [...].[...] Lo Arcivescovo, il pretore [...] inscieme con il
sindico dil Commune de Milano e li ambasciatori de Cremona, Placentia,
Bressa, Pavia, Novara e Crema, quali ad istantia dil Vesconte intervennerono,
cavalc finalmente a Lomacio et inde si convenerono di fora, dove era [...]
Luthero signore dil populo [...] di Como. ("Patria Historia", Bernardino
Coiro)
Come si ricorda nel documento sopra trascritto, il 2 aprile giunsero a
Lomazzo l'Arcivescovo milanese Ottone Visconti e Loterio Rusca, Signore di
Como ("capitano del popolo"). Le due massime autorit milanese e comasca
furono scortate ciascuna dal podest in carica nella propria citt (Ugolino
Russo, per Milano, e Guido da Castiglione per Como). Insieme alle pi alte
personalit civiche, sedettero come testimoni i rappresentanti di tutte le altre
citt lombarde coinvolte in questi secoli di guerre che, per la nostra landa,
proprio quei giorni andavano a chiudersi.
Il d seguente, la folla entusiasta si radun sulla via che conduceva a Rovello
(in territorio de Rudello), perch nessuna piazza del paese era in grado di
accogliere la moltitudine. I capitoli della Pace di Lomazzo vennero
solennemente letti fra l'orgoglio di tutti i Lomazzesi presenti, e forse, proprio
a memoria di questo evento, sulla via per Rovello (via Milano) i nostri
progenitori edificarono il maestoso Arco della Pace, che oggi, ricostruito,
costituisce uno dei simboli pi importanti del nostro paese.

9. LA PARTE DI MERITO CHE EBBE GIOVANNI DE' AVVOCATI

Tutto bene quel che finisce bene; anzi, In terra pax hominibus bonae
voluntatis, come si ricorda abbia evangelicamente proclamato in quella
occasione l'Arcivescovo Ottone Visconti.
I lettori pi attenti non avranno mancato di notare l'assenza di una persona
che ormai ben conosciamo... In occasione della Pace, a Lomazzo arrivarono
proprio tutti: Signori, podest, sindaci, arbitri, consiglieri, ambasciatori,
rappresentanti di citt, notai, cavalieri, prevosti, i priori di tutti i conventi di
frati..., con la presenza culminante dell'Arcivescovo di Milano. Manc solo
una persona, domino Episcopo Giovanni de' Avvocati.

Parte quindicesima Pagina 15


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
Come gi abbiamo detto, Giovanni de' Avvocati, da quando fu costretto
all'esilio, non mise pi piede nella diocesi di Como per dieci anni, se non per
la scomunica del 1282. Anche ora, che la Pace era stata sottoscritta,
continuava a temere le ritorsioni personali dellinfido Loterio Rusca. La sua
assenza a Lomazzo, in quel 1286, non deve per lasciar pensare che con la
Pace non ebbe nulla a che spartire... No. Colpo di scena. Fu proprio lui, non
presente a Lomazzo, n citato nella nostra lapide di Brolo S. Vito, ad essere
uno dei veri protagonisti della Pace di Lomazzo.

Fu lui, a permettere che la Pace avesse luogo. Incredibile? S, eppure l'unico


assente, a sette secoli di distanza quasi dimenticato, decret la fine di un
conflitto tra citt durato intere generazioni.
Se la pace ebbe luogo, infatti, fu perch si era adempiuto ad una particolare
condizione. Scorrendo il lungo testo latino del trattato, uno dei capitoli della
Pace, una clausola, attrae l'attenzione... Sta scritto: le due parti "Stabiliscono,
proclamano, comandano per ldo, arbitrano ed ordinano che il patto del
Signor Vescovo e dei seguaci suoi sia regolato" e che sia ipso Domino
episcopo faciente finem perdonantiam remissionem communi et singolaribus
personis Cumarum... cio che lo stesso Signor Vescovo "faccia fine, perdono,
remissione al Comune e alle singole persone di Como e dei suoi alleati in
merito a tutte le violenze, offese, ingiurie e tragga il Comune e gli uomini di
Como e i suoi amici dalle scomuniche e interdetti in cui fossero incorsi per
mezzo dello stesso Signor Vescovo o per sua sentenza".
Bisogna infatti sapere che prima della sottoscrizione della Pace era stato
stipulato un patto, per il quale mediarono Guido da Castiglione e gli
Ambasciatori di Milano (e appunto qui si proclama di dare esecuzione al
patto gi convenuto). Il patto riguardava ci a cui maggiormente Loterio
Rusca dovette tenere (e che mai pubblicamente ammise), cio la remissione
dell'interdetto che gravava su di lui e che stava erodendo il suo potere e il suo
ascendente sul popolo di Como.
Se la Pace di Lomazzo del 1286 ebbe luogo fu perch avvenne che il Vescovo
"perdonasse ai comaschi", e cio fece annullamento della terribile ed
esemplare scomunica lanciata sui Rusca.
Tolto l'interdetto, il Vescovo rimase ugualmente in esilio. Giovanni degli
Avvogadri rientr a Como soltanto nel 1292, quando il suo persecutore
Loterio Rusca fu "sceso nel sepolcro". Un anno pi tardi anche il buon
Vescovo spir, e trov riposo eterno nella sepoltura a lui riservata in duomo a
Como, nella cappella di S. Giovanni, nel sarcofago tutt'oggi visibile presso la
Porta della Rana.

Parte quindicesima Pagina 16


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

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Marco

Parte sedicesima Pagina 1


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Allultimo momento mi sono reso conto di


non avere inserito al posto giusto parecchio
materiale.
Altre carte o notizie sono emerse a lavoro
ultimato.
Perci in questa parte, in ordine sparso,
aggiungo quanto ho tralasciato.

Alcuni utili e graditi contributi


lasciati sul mio blog.
Etichette: ricerche

EUGENIA83 ha lasciato un nuovo commento


sul tuo post "Lo stemma: interpretazioni.":
PER QUANTO RIGUARDA LO STEMMA
PRESENTE ALL'INTERNO DELLO
STEMMARIO CARPANI LA
BLASONATURA CORRETTA
EFFETTUATA DA ME E':
TRONCATO: NEL PRIMO D'ARGENTO
AL LEONE PASSANTE DI ROSSO,
ILLUMINATO, DENTATO, CRINITO DI
NERO, OSCENO DEL CAMPO,
ACCOMPAGNATO IN CAPO DA SEI
SCORTICATOI DI VERDE; NEL
SECONDO BANDATO DI ROSSO E D'ARGENTO DI OTTO
PEZZI; AL CAPO CUCITO D'ORO, ALL'AQUILA DI NERO,
CORONATA E LINGUATA DI ROSSO.

RUSCA' IN DIALETTO COMASCO SIGNIFICA


SCORTECCIARE PER CUI RITENGO CHE SIANO
SCORTECCIATOI.

Postato da EUGENIA83 in Blog di Marco il 23 gennaio 2008 19.50

Parte sedicesima Pagina 2


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Ruschi. Rusca. Rusconi.


Etichette: ricerche
De Ruschi ha lasciato un nuovo commento sul tuo post :

Ipotesi sull'origine del cognome Rusca Rusconi

Postato da De Ruschi in Blog di Marco

18 Gennaio 2008 20.56

Proveniente da blogger.bounces.google.com

Luis Mara De Ruschi

Buenos Aires Argentina.

Muy interesante el material publicado

Ringrazio Luis Maria De Ruschi che mi ha scritto ed ha trovato


interessante il materiale che sto pubblicando.
Lo invito a continuarmi a leggere.
Che poi la segnalazione arrivi dall'Argentina!!!!!!
Non poco: potenza di internet!

De Ruschi ha lasciato un nuovo commento sul tuo post


"Ruschi. Rusca. Rusconi.":

Estimado Marco: le agradezco vivamente su respuesta!

Le pido mis disculpas por no escribirle en su lengua,


que comprendo con suficiente holgura, ms no como
para escribirla sin errores.De mi familia, por datos

Parte sedicesima Pagina 3


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

ciertos y documentados, puedo decirle que moraban en


Brescia, Chiari (BS) y Milano.

Yo desciendo de Giovanni Battista De - Ruschi [en los


documentos aparece con esa grafa, utilizando el
guin], nacido en Chiari en 1845 y padre de Luigi De -
Ruschi, nacido en la misma en 1881 y muerto en
Buenos Aires en la decada del sesenta.

Luigi De - Ruschi tuvo dos hijos, Juan Bautista y


Agustn, ambos con descendencia en Argentina. Yo soy
nieto de Juan Bautista.

Le agradezco nuevamente su gentileza y quedo a sus


rdenes, affmo.

Luis Mara De Ruschi


Postato da De Ruschi in Blog di Marco alle 21 gennaio 2008 16.45

Ho utilizzato il preziosissimo traduttore


Beta di GOOGLE ed ho compreso
quanto necessario.

Traduzione: Spagnolo Italiano

Parte sedicesima Pagina 4


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Es tima d o Ma r c o : le a g r a d e z c o v Cari quadro: la


L e p id o mis d is c u lp a s p o r n o e s ringrazio per la
De mi f a milia , p o r d a to s c ie r to s y vostra risposta con
Y o d e s c ie n d o d e G io v a n n i B a tti
forza!
L u ig i De - Ru s c h i tu v o d o s h ijo s
Chiedo le mie scuse
per non scrivere
nella loro lingua,
di capire che con
sufficiente slack,
ma non di scrivere
senza errori.
Nella mia famiglia,
per alcuni dati e
documentati, posso
dirvi che abita a
Brescia, Chiari (BS)
e Milano.
I DESC De Giovanni
Battista - Ruschi
[nei documenti
appare a questo
script, usando lo
script], nato a
Chiari nel 1845 e
padre di Luigi De -
Ruschi, nati nello
stesso nel 1881 e
morto a Buenos Aires
nel decennio di anni
Sessanta.
Luigi De - Ruschi ha
avuto due figli,
John the Baptist e
Agostino, entrambi
discendenti in
Argentina. Io sono
la nipote di John
the Baptist.
Grazie ancora per la
vostra gentilezza e
rimango al suo
comando, affmo.

Parte sedicesima Pagina 5


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

RUSCA, RUSCONI, RUSCHI


Il cognome RUSCHI venne adottato da quel ramo della famiglia che
prese dimora a Pisa nella met del

La vita dei Ruschi trascorreva serena e fortunata tra la bella


villa di Calci ( PISA ) , a due passi dall'antica certosa , le tenute in
maremma e il palazzo in citt , all'odierna piazza Alessandro
d'ancona , quest'ultimo uno dei recinti sacri dell'urbs , uno di
quei rari luoghi cio , dove Pisa , smorzati tutti i toni di una
quotidianti frenetica , riesce ancora ad offrire il volto amico e
rassicurante che solo le vecchie strade e le antiche case , cosi
cariche di ricordi , sensazioni e stralci di vita vissuta riescono a
trasmettere, qui che sorge il palazzo avito. La bellezza dei suoi
appartamenti difficile anche solo da immaginare , nei grandi
spazi del piano nobile si aprono infatti fughe di saloni , corridoi
e gallerie affrescate o dai pregevoli soffitti a cassettoni, L'intero
edificio , abitato dai Ruschi fino agli anni 60 di questo secolo ,
venne risistemato nel settecento , epoca che ispiro sentimenti di
puro mecenatismo in numerose famiglie della nobilt locale. Si
pu dire che venne ingaggiata h a vera e propria gara nell'offrire
ai migliori architetti e artisti del momento interi palazzi da
ristrutturare , nonch pareti e soffitti da affrescare. Mattia
Tarocchi lavoro cosi a palazzo Franceschi , Da Silvativi e in casa
Curini Galletti . Bartolomeo Busoni abbell i saloni di palazzo
Quarantotti , mentre i fratelli Melani operarono in numerose
chiese e a palazzo arcivescovile. Ma il pi richiesto , certamente
per la singolare maestria , fu Giovanni Battista Tempesti , al
quale i Ruschi commissionarono la realizzazione degli affreschi
della propria dimora.

La progettazione dello stupendo scalone d'ingresso invece


opera dell'architetto IGNAZIO PELLEGRINI.

Parte sedicesima Pagina 6


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

L'estensione complessiva del palazzo , su due piani , supera i


1300 metri quadrati , edificati su strutture antichissime , cosi
come testimoniano le poderose colonne ancora visibili negli
ambienti a pian terreno , non mancano la cappella privata e
l'ampio parco con fontane e statue .

In fondo al giardino sorge la grande serra , praticamente un


altro edifico , per proteggere piante e fiori di limoni durante
l'inverno.

Etichette: ricerche
Un anonimo lettore ha lasciato questo contributo sul post :

"Ipotesi sull'origine del cognome Rusca Rusconi".

Anno 988: esenzione dai dazi concessa ad Ariberto Rusca.


Lamberto Rusca fu uomo consolare ed illustre capitano della repubblica comasca
nell'anno 1121 e mor per ferite riportate in battaglia il 12 settembre 1126.
Lotario Rusca nel maggio 1176 in battaglia fra le truppe di parte imperiale ed i
milanesi ebbe a salvare la vita allo stesso imperatore Federico Barbarossa ed
impossessarsi dello stendardo portato da un alfiere milanese.

Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post


"Ricerche genealogiche Casata Rusca Rusconi":
Sono Rusconi ..
ho letto con interesse il blog, sarebbe interessante poter
consultare la documentazione raccolta
saluti
A.
Postato da Anonimo in Blog di Marco 22 maggio 2008 22.22.

Parte sedicesima Pagina 7


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Altri contributi
Etichette: ricerche

Un anonimo lettore ha lasciato questo contributo sul post :

"Ipotesi sull'origine del cognome Rusca Rusconi


Anno 988: esenzione dai dazi concessa ad Ariberto Rusca.
Lamberto Rusca fu uomo consolare ed illustre capitano della repubblica
comasca nell'anno 1121 e mor per ferite riportate in battaglia il 12
settembre 1126.
Lotario Rusca nel maggio 1176 in battaglia fra le truppe di parte imperiale
ed i milanesi ebbe a salvare la vita allo stesso imperatore Federico
Barbarossa ed impossessarsi dello stendardo portato
Da un alfiere milanese.
Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post
"Ricerche genealogiche Casata Rusca Rusconi":

Sono ARusconi ,
ho letto con interesse il blog, sarebbe interessante poter consultare la
documentazione raccolta
saluti
A.Rusconi
Postato da Anonimo in Blog di Marco 22 maggio 2008 22.22.

Gentile sig. Marco


ho visitato il suo blog e volevo dirle che sto preparando una tesi di
Laurea sulla Suora Rusca e al conservatorio di Lecce e mi chiedevo se
lei pu aiutarmi per capire le origini della musicista.
Alcuni dicono che sia milanese altri ticinese...lei ha qualche
documento?
la ringrazio Cordiali saluti
Marcello S.

Parte sedicesima Pagina 8


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Gian


Carlo Bronzi Rusconi: notizie storiche della ...":
Complimenti per l'appassionata ricerca, ho scoperto per caso
questo sito.
Tutto ci molto interessante in quanto mia moglie discende da
questa famiglia (Tav. XIV del libro di Alberto Rusconi)
Postato da Anonimo in Blog di Marco alle 16 dicembre 2007
18.20

Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Ipotesi


sull'origine del cognome Rusca Rusconi":
l'anno 988 esenzione dai dazi concessa ad Ariberto Rusca.
Lamberto rusca fu uomo consolare ed illustre capitano della
repubblica comasca nell'anno 1121 e mor per ferite riportate in
battaglia il 12 settembre 1126 Lotario nel maggio 1176 in
battaglia fra le truppe di parte imperiale ed i milanesi ebbe a
salvare la vita allo stesso imperatore Federico Barbarossa ed
impossessarsi dello stendardo portato da un alfiere milanese

Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Ricerche


genealogiche Casata Rusca Rusconi":
Caro Marco,
sono rimasto stupito dalla quantit di documenti interessanti
sulla famiglia Rusconi (sono un Rusconi di Bologna).
Mi potrebbe dire come se li procurati per curiosit ?
Pu scegliere uno degli indirizzi mostrati sulla pagina web
.
Cordialissimi saluti.
F. Rusconi
Postato da Anonimo in Blog di Marco alle 24 gennaio 2008 21.38

Parte sedicesima Pagina 9


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Buongiorno,
mi chiamo A. C.e mi sono imbattuto nel suo blog mentre stavo
effettuando ricerche sulla mia famiglia.
Poich i Rusconi compaiono per due volte nella mia storia
famigliare chiedo se potesse essermi di aiuto.
Le mie ricerche sono tese alla ricerca del mio stemma di famiglia
in quanto tramandatomi essere una famiglia nobile vivente a
Mezzolara.
Ma nel 1860 il mio avo N. C. perde il patrimonio familiare,tre
poderi,e il resto dei soldi gli viene rubato da dei briganti
lasciando la famiglia nella miseria pi nera. I figli, due di primo
letto e due di secondo,dopo un p incominciano a litigare.
Dovette intervenire il Rusconi mettendoli a lavorare in zone
distanti tra loro. Non so di quale Rusconi si parli,
probabilmente l'episodio si riferisce a pochi anni dopo il 1860.
Ma mi sono sempre chiesto a che titolo il Rusconi riusc a
intervenire in questa lite famigliare .Leggendo il suo blog ho
letto il nome di una Girolama Maria Caterina C.(1735) nella linea
di Bologna. Per caso nei tempi addietro avevano sposato una C.?
Inoltre esisteva un palco al comunale dei C. agli inizi del 1900 il
cui intestatario era l'impresario dei Rusconi Pallavicini.
Un altro ramo dei Rusconi?
La ringrazio in anticipo se riuscir a darmi qualche
delucidazione.
Ho letto che a Mezzolara conservato un esemplare del libro sui
Rusconi.
Appena possibile andr a darci un'occhiata.
a mia famiglia non vive pi a Mezzolara dagli inizi del 900,ma si
trasferita a Bologna.
Porgo distinti saluti
A.C.

Parte sedicesima Pagina 10


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Salve anch'io mi chiamo Rusconi:G. Rusconi di Como, nata a


Milano.
A dir il vero non mi sono mai interessata alla famiglia ma ho
molti documenti del passato.
Contattami e forse mi appassioner.
Buona giornata G.Rusconi

Rusca (famiglia)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera
(Reindirizzamento da Rusca o Rusconi (Casata)

La nobile Casata ghibellina dei Rusca o Rusconi acquis a pi


riprese, nel corso dei secoli XIII e XIV la Signoria sulla citt di
Como, in rivalit con i guelfi Vitani, ottenendola definitivamente
nel 1303; da Como i Rusca esercitarono inoltre la loro autorit
anche su altri territori vicini, tradizionalmente sottoposti alla
citt lariana, come ad esempio la Valtellina e le citt di Lugano e
Locarno con le valli vicine, territori che attualmente formano il
Canton Ticino in Svizzera. Nel corso per del XIV secolo i Rusca
cedettero tutte le proprie prerogative di Signori di Como ai pi
potenti Visconti, Signori di Milano, ottenendo in cambio di
diventare loro vassalli come feudatari di numerose terre (tra
l'altro i Rusca furono infeudati inizialmente come conti di
Lugano tra il 1302 ed il 1434 e successivamente come conti di
Locarno e della pieve della Val Travaglia dal 1436 al 1501,
Parte sedicesima Pagina 11
Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

territori lungo le sponde del Lago Maggiore). Nel 1402, alla


morte del Duca Giangaleazzo Visconti, un esponente della
casata, Franchino II Rusca, cerc nuovamente di instaurare una
signoria personale a Como, ma il tentativo non ebbe successo

duraturo.

Chest artcol al scricc in Cumasch, ortografa


Semplificada
Comm (in lengua italiana Como) l' una citaa italiana de 83.200
abitant [1], capital de la s provincia. Sitada in foont al Lac de Comm,
la cunfina a nord-ovest cun la Svizera.

Cuntegn
[scuunt]

1 Storia
o 1.1 L'antichit
o 1.2 El Medioevu
o 1.3 Et moderna
2 Note

'N disgn de Comm, de Jean-Baptiste Camille Corot

El primu centru el fundarun prubabilmeent i Orobi, 'n'antica


populazion ligr o gallica.
Vers el V secul prima de Crist, l'area l'ocuparunt i Galli Insubri,
che i ghe fundarun 'n'oppidum, che 'l sars 'n centru furtificaa.
Nel 196 a.C. la Gallia cisalpina l' stada definitivameent
conquistata di Ruman.

Parte sedicesima Pagina 12


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Dopu che ghe fu la teribil invasion di Reti, per vulunt de Cesar


l' stada costrida Novum Comum, al centru de la convall
bonificada.
Nel 77 a.C. se insediarun 5000 coloni, di quai 500 nobili greci,
dai quai la deriva l'etimulugia di paees cuma Lecch [Leucos],
Corenn [Corinto], Lenn e Lemna [Lemnos], Ness [Nasso], Derv
[Delfo].
Nel 49 a.C. Comm la deventa 'n municipium.
Nel 354 el vee esiliaa a Comm quel che sar l'imperadoor
Giulian l'Apostata.

[Mudifica] El Medioevu

In de l'alt Mediuevu Comm la subiss l'invasion di Goti, prima, e


di Lungubardi, p; in del 951, vee sgioo in Italia l'imperadoor
Otton I, e tra i s sustenidoor gh' anca Gualdon, vescuf de
Comm.
In del'era di Comn, Comm l' stada contesa tra i grpp rivai di
Rusca (Rusconi) e di Vitani.
Con Azzone Visconti, Com l'entra definitivameent in de l'orbita
di Viscoont.
A la mort de Gian Galeazzo Visconti (del 1402), Franchino II
Rusca el cerca de instaur a Comm 'na signura persunaala. P
el seguss un period de devastazion e stragi, in fin al 1416, quant
Comm la se cunsgna a Filippo Maria Visconti.

Letter from Eleuterio Rusca (also known as Lotterio Rusconi)


Count of Val Lugana to Francesco Brizio dated 27 February 1512. (Address on the verso:
Nobili Viro Francischo Brizio n(ost)ro dilecto.) Letter begins: Dilecte n(oster) perche
manndamo li in rocha quatro fanti volemo che ad ogni richiesta de Zanino de Vigezo li dagati
...
LETTER IN ITALIAN

Parte sedicesima Pagina 13


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI
One page. Autograph letter written in Italian. Size: 293
x 200mm. (written area: 230 x 155mm.)19 lines. Dated
1512.

Penned in a clear cursive script, the letter bears the

autograph signature of Count Rusca (or Rusconi), a

noble family first mentioned in 988 A.D. with estates

along Lake Maggiore and in the area near Bellinzona.

The family whose political influence was to be

reckoned with since the start of the 12th century,

fought in the Renaissance alongside the Visconti and

the Sforza dynasties.

CONTENT: To Francesco Brizio, the captain of the rocca, a castle in Northern Italy on

the border with present day Switzerland, four infantrymen were sent with the order to

supply food and flour in particular to Zanino de Vigezo. The men were also instructed to

sell any surplus and devolve the earnings to Count Rusca while making sure that there

was sufficient flour for at least 20 days. In the letter Brizio is also informed that the

Duke of Milan appointed Enea Crivelli and Johanne Jacobo Ruscha as ambassadors to

Locarno.

The autograph signature of Eleuterius Ruscha is followed by four lines penned in a

different hand addressed to "Sir Count" and signed R[...] p(ro)pria manu. The note,

dated Stresa, 2 March 1513, is a receipt for a certain quantity of flour received from

Messer Francesco.

Written in brown ink; very slight loss of right outer corner later restored; paper trimmed

alongside right margin; small punctures in the lower right hand side but otherwise in

fine condition. Marginal annotations in two different hands in the upper left-hand side .

Original wax residue on verso. String holes still visible on both margins.

Parte sedicesima Pagina 14


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Tradotto con ASK traduttore

Penned in una scrittura corsiva e chiara, la lettera sopporta la firma di


autografo di Conte Rusca (o Rusconi), una famiglia nobile menzion in
988 A.D prima. con appezzamenti di terreno lungo Lago Maggiore e
nell'area Bellinzona vicino. La famiglia la cui influenza politica
sarebbe calcolata con fin dall'inizio del 12 secolo, lottata nel
Rinascimento lungo i Visconti e le dinastie di Sforza.
CONTENUTO: A Francesco Brizio, il capitano della rocca, un castello
in Italia Settentrionale sul confine con giorno presente la Svizzera,
quattro soldato di fanteria furono spediti con l'ordine per provvedere
cibo ed infarinare in particolare al de di Zanino Vigezo. Gli uomini
furono istruiti anche a vendere alcuna eccedenza e devolvere i
guadagni per Contare Rusca mentre si assicurava che c'era farina
sufficiente per almeno 20 giorni. Nella lettera Brizio informato anche
che il Duca di Milano nomin Enea Crivelli e Johanne Jacobo Ruscha
come ambasciatori a Locarno.
La firma di autografo di Eleuterius Ruscha seguita entro quattro solca
penned in una mano diversa indirizzata a "Conto di Signore" e R
firmato [...] manu di pria di p (ro). La nota, Stresa datato, 2 marzo 1513
una ricevuta per una certa quantit di farina ricevuta da Messer
Francesco.
Parte sedicesima Pagina 15
Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Scritto in inchiostro marrone; molto disdegni pi tardi perdita di angolo


esterno e corretto ripristinata; la carta aggiust lungo margine di destra;
piccole forature nel lato di mano corretto e pi basso ma altrimenti in
condizione eccellente. Le annotazioni marginali in due mani diverse
nel lato a sinistra e superiore. Residuo di cera originale su verso. La
sequenza ancora buca visibile su ambo i margini.

Genealogie der Familie Torriani

sui Torriani di Mendrisio"

Da Guidino oltre diversi rampolli deriv Suseso o Sisinio che ebbe in


moglie Francesca Rusconi o Rusca, come accennato dal Litta, da Suseno
padre di altri figli ne venne Gaspare come fin qui accenna giustamente il
Muoni, ma dopo lo scoprimento di altre carte abbiamo la genealogia
seguente:..

Michael Shamansky, Bookseller Inc.


Title: Notizie storiche della Casatta Rusconi Author: BRONZI RUSCONI,
GIANCARLO Price: $33.25 More information. Item Number: 55908 ...
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Title: Notizie storiche della Casatta Rusconi
Author: BRONZI RUSCONI, GIANCARLO
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Item Number: 51507


Title: Notizie storiche della Casatta Rusconi
Author: BRONZI RUSCONI, GIANCARLO
Price: $33.25 Original Price: $47.50
ISBN:
Description: Bologna: Avenue Media, 2001.
28cm., pbk., 103pp. illus., pt. color. Privately
printed.
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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

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Fax: 845-331-0852
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Copyright 1996-2008 Michael Shamansky, Bookseller Inc.
Design & Hosting by Ives & Shaughnessy Web Information Services
Our current titles as of September 10, 2008.

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Castello Baradello

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Il colle Baradello costituisce l'estremit orientale della Spina Verde di Como,


istituita nel 1993 come Parco Regionale di Cintura Metropolitana a tutela delle
risorse ambientali e culturali esistenti nella boscosa dorsale collinare che chiude sul
lato ovest la convalle di Como rispetto all'alta pianura lombarda.

Il nome Baradello ha un'etimologia riconducibile alla radice indoeuropea bar e al


vocabolo celtico Barrus che significa luogo elevato.

La situazione orografica con altitudine fino a 430 m.slm. e collocazione all'ingresso


sud di Como e del lago, la grande panoramicit sulla pianura verso Milano, la
Brianza e l'area prealpina e le possibilit di collegamenti strategici col circostante
territorio attraverso percorsi che si articolano nelle tre tipologie fondamentali,
quelli di crinale e quelli radiali o di sella, pi primordiali e quello pianificato di
fondovalle, stabilizzatosi in epoche storiche - hanno determinato il costante utilizzo
del colle dall'epoca protostorica a quella storica con funzioni diverse che nelle varie
epoche sono state di tipo difensivo, semaforico, - cio di segnalazione - e daziario.

Il Castello Baradello sorse alla met del XII secolo, al tempo dell'Imperatore
Federico Barbarossa, preceduto da un'altra fortezza originaria, pi vasta e
probabilmente cinta da mura raccordate a un altro baluardo difensivo posto
pi in basso, alle falde sud del colle;
esso dette il nome alla sottostante Ca' Merlata, nella attuale localit Camerlata,
tutt'ora punto nodale d'accesso alla citt per quanti provengono dalle direzioni
padane di Milano, Varese e Cant-Brianza.

Il Castel Baradello sito all'ingresso sud di Como, verso Milano, ove ben
visibile il suo Costituito massiccio torrione quadrato.
Sorto intorno al 1158, ai tempi delle guerre con Milano, insieme alle nuove mura
volute dal Barbarossa, sui resti di precedenti fortificazioni. L'intevento era seguito
alla conclusione della cosiddetta Guerra decennale (1118-1127), conclusasi con la
distruzione di Como e delle sue mura , ad opera del Comune di Milano, anche per
vendetta rispetto alla precedente partecipazione dei comaschi alla distruzione di
Milano voluta dall'Imperatore. Il castello solo una delle molte testimonianze
superstite di detto intervento, che comprende anche le imponenti torri di Porta
Torre, Torre di San Vitale e Porta Nuova, o Torre Gattoni. Il torrione del castello
preceduto da un'altra fortezza, pi vasta, dotata di una cisterna per la raccolta
dell'acqua e anticamente raccordata a un muraglione posto a valle, a chiudere
l'accesso della citt. La localit si chiama, ancor oggi, Camerlata.

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Il complesso fortificato venne rimaneggiato (con innalzamento del torrione) dai


Visconti, probabilmente ad opera di quello stesso Azzone che si era impossessato
della citt nel 1335 e che aveva realizzato il Castello della Torre Rotonda e la
cittadella. Venne smantellato, nel 1527, dagli spagnoli, per impedire che cadesse in
mano alle truppe francesi, che invadevano la Lombardia.

L'epopea del Libero Comune di Como si dispiega durante il


XIII secolo con piena autonomia amministrativa grazie a Statuti Comunali propri e
alla notevole prosperit economica derivante da floridi e liberi commerci, ma
continuamente travagliata, come altrove in Italia, dalle lotte civili intestine,
fomentate dalle famiglie maggiorenti della citt che si contendono le maggiori
magistrature e il ruolo sempre pi preminente di Podest: i Vitani di Como sono
schierati col partito Guelfo, capeggiato a Milano dai Della Torre ovvero Torriani; i
Rusca o Rusconi sono schierati invece col partito Ghibellino, guidato a Milano dai
Visconti. Su questo sfondo si proietta l'episodio pi traumatico e leggendario della
barbara prigionia e morte nel castello Baradello del capo guelfo, gi podest di
Como, Napo Torriani: all'indomani della battaglia di Desio del gennaio 1277, che
vede vincitori i ghibellini capeggiati da Ottone Visconti sui guelfi, Napo Torriani
catturato da Ottone Visconti e rinchiuso con figli e parenti nel Baradello, ove i
prigionieri resteranno esposti per 19 mesi in tre gabbie di legno appese all'esterno
della torre, ben visibili dalla citt e dalla strada Regina, a drammatico monito per le
velleit guelfe sulla citt. Napo Torriani con alcuni dei figli e nipoti morranno di
inedia nelle gabbie solo nell'agosto 1277 e la leggenda vuole che venissero sepolti
nell'oratorio di S. Nicola annesso al castello o nella chiesetta gi paleocristiana di
S. Martino in Sylvis, sulle falde del colle, presso S. Carpoforo. Dal 1335 la
Signoria Viscontea, nel frattempo affermatasi a Milano, estese la sua influenza
anche su Como, con l'appoggio iniziale degli alleati Rusca.

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Vengono promulgati nuovi Statuti con i quali da parte dei Visconti viene
definitivamente cancellata l'autonomia Comunale di Como e, una volta pacificate le
fazioni cittadine, i nuovi Signori intraprendono il potenziamento delle
fortificazioni, compresa la sopraelevazione della cinta muraria e del massiccio
torrione romanico del Baradello, che si eleva di altri 8 metri e diviene svettante e
coronato di eloquenti merli ghibellini.

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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Figlio di Alfonso Rusconi, Alberto Pio Rusconi, nato a Bologna il 23 Febbraio


1818, riport da Como attestati di nobilt.

Pio IX nel 1868 gli conferm l'antico titolo comitale di famiglia di Marchese per le
prove esibite porte generazione per generazione alla cancelleria degli ordini
equestri.

Fu commendatore al Sacro Militare Ordine Gerosolimilano scrisse un'opera del


"Santo Sepolcro" fu Cameriere segreto di Cappa e Spada di sua santit Pio IX.

Pubblic le memorie storiche del casato Rusca Rusconi con appendici di tavole
illustrative nel 1874 fu decorato con medaglia della regia accademia araldica e fu
membro delle societ storiche

lombarda e comasca.
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Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Alcune immagini tratte dal testo

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Parte
diciasettesima

Se non sai dove


stai andando girati
per sapere da dove
vieni.

DIAMO UN FUTURO ALLA


MEMORIA
Parte diciasettesima Pagina 1
Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Se non sai dove stai andando girati


per sapere da dove vieni.
Diamo un futuro alla memoria

La passione per la genealogia nasce dal bisogno di svelare il mistero delle


proprie origini affrontando una delle domande esistenziali pi ricorrenti
degli uomini e delle donne di ogni tempo.

Spesso si convinti che le tracce del proprio passato siano andate


irrimediabilmente perdute; in realt possibile rintracciare molti indizi
lungo il filo che ci lega alla storia, addentrandoci negli archivi dove sono
depositati i documenti che custodiscono i legami con i nostri predecessori.

Mettersi alla ricerca delle proprie radici non consente solo di ricostruire
nomi e date dei nostri antenati ma rappresenta un viaggio a ritroso nei
meandri della memoria familiare e collettiva che il tempo ha cercato di
cancellare, laddove la storia ufficiale sembra dare spazio solo ai grandi
personaggi ed agli avvenimenti che li hanno visti protagonisti.

Un tempo conoscere il passato era il modo che aiutava gli uomini e le


donne a stare dentro il proprio presente; ora la ricerca della propria identit
passa soprattutto dallo rispecchiarsi in s stessi e nelle proprie scelte
contingenti. Basta provare a volgere lo sguardo alle proprie spalle indietro
nel tempo ed immaginare quante persone ci hanno preceduto ed in qualche
modo si sono passate il "testimone" nella grande staffetta della vita; un
sentimento che in qualche modo incrina il proprio senso dunicit.
Non si tratta di pensare ai nostri avi solo come parte del patrimonio
genetico che portiamo dentro di noi ma anche a chi con le sue scelte ed il
suo modo di interpretare la vita ha condizionato in qualche misura la
nostra esistenza attuale.

Parte diciasettesima Pagina 2


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Pensare che l'uomo nacque senza una storia dentro di s, una malattia.
assolutamente anormale, perch l'uomo non nacque dal giorno alla notte.
Nacque in un contesto storico specifico, con qualit storiche specifiche e,
pertanto, completo soltanto quando ha rapporti con queste cose.

Se un individuo cresce senza legami con il passato, come se fosse nato


senza occhi ed orecchie e tentasse percepire il mondo esterno con
esattezza.

come mutilarlo.

CARL JUNG

Cammino nelle orme dei miei antenati.


I miei antenati camminano nelle mie orme.
Cammino nelle orme di tutti gli esseri viventi.
Tutti gli esseri viventi camminano nelle mie orme.
Cammino nelle orme delle future generazioni.
Le future generazioni camminano nelle mie orme.
MANTRA BUDDISTA

Parte diciasettesima Pagina 3


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

si disponesse della genealogia autentica ed


esatta di ciascuna famiglia, pi che
verosimile che nessun uomo sarebbe stimato
o disprezzato in virt della sua nascita.
Infatti, non v mendicante per le vie che non risulterebbe
discendente diretto di qualche uomo illustre, n un solo nobile
elevato alle pi alte dignit dello Stato, degli ordini e dei
capitoli, che non scoprirebbe tra i suoi antenati una quantit di
gente oscura.
Supponiamo che un gentiluomo dalto rango, tutto gonfio dorgoglio per la sua alta
nascita, si vedesse passare in rivista sotto gli occhi lintera serie dei suoi avi, un po
come Virgilio fa contemplare a Enea tutti i suoi discendenti.
Da quali contrastanti passioni non sarebbe agitato, vedendo, nello spazio di quattro
millenni, un alternarsi continuo, magari a brevi intervalli, di condottieri e di pastori,
di ministri di Stato e di artigiani, di principi e di bifolchi?!
Da quale tristezza o da quale gioia non si sentirebbe prendere alla vista di tutti gli
scherzi della sorte: di fronte a uno spettacolo cos variopinto, fatto di cenci e di
porpore, di strumenti di lavoro e di scettri, di insegne di onore e di marchi
dobbrobrio?!
Quale flusso e riflusso di speranze e di timori, di trasporti di gioia e di mortificazione
non verrebbe a patire, via via che la sua genealogia gli apparisse brillante o
tenebrosa?
Ma se il nostro gentiluomo, gi cosi fiero dei suoi avi, riuscisse a rientrare in s,
considerando con occhi di filosofo tutte queste vicissitudini, non ne sarebbe pi
affatto turbato.
Le generazioni dei mortali, alternativamente illustri e abiette, si cancellano, si
confondono e si perdono come le onde di un rapido fiume: nulla pu arrestare la
corsa del tempo, che trascina seco ci che sembrerebbe pi fermo e imperituro, e lo
inghiotte per sempre nella notte eterna".

Diderot DAlembert:
Encyclopdie .
Voce Genealogia di De Jancourt.

Parte diciasettesima Pagina 4


Tutta la storia, dalle lontane origini, del casato RUSCA RUSCONI

Commiato
Sono arrivato alla fine del lavoro.
Il testo risultato molto pi ampio di quanto ho scritto nel blog.
E stata una bella avventura.
Mi ha appassionato molto la ricerca in internet.
A conclusione allego un pensiero postato nel blog.

Etichette: pensieri

Ciappinare, per noi qui in Emilia significa:

"trafficare con aggeggi di varia natura al fine di farli


funzionare".
Il ciappinaro una persona straordinaria che sa fare di
tuttoimbianchino, idraulico, muratore, elettricista e
aggiustatutto.
Euna persona preziosa, eccezionale ma oggi INTROVABILE.
Per me ciappinare perdere tempo interessandomi a varie attivit,
come smanettare col PC.
Il PC un aggeggio che, tra le tante opportunit, ti consente di
scrivere un blog.
Scrivere sul blog ciappinare.
E' lavoricchiare realizzando, a volte, prodotti geniali, ma spesso
producendo cose penose.
Geniali o penose che appaiano sono opere mie, quindi, uniche.
E la cosa splendida che
ai propri ciappini ci si affeziona , tanto, tantissimo.

a 12.15 Pubblicato da Marcobr43 1 commenti

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marcobr43.blogspot.com www.bronzirusconi.com