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Soluzioni ragionate per la prova scritta del 11.01.

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Corso di Chimica per Ingegneria Civile ed Ambientale [002IN]
(docente A. Bonifacio)

Esercizio 1.
Lesercizio si riduce al calcolo del pH di un acido debole (il candidato deve sapere che
lacido acetico, CH3COOH, un acido debole, oltre ovviamente a sapere la differenza tra acido
debole ed acido forte). Il testo dellesercizio fornisce anche il valore della costante basica Kb della
base coniugata dellanione acetato (il candidato deve sapere che lanione acetato, CH3COO-, la
base coniugata dellacido acetico, e deve sapere inoltre come ricavare la Ka nota la Kb).

Lacido acetico si dissocia secondo lequazione

CH 3COOH + H 2 O CH 3COO + H 3O + (1)

la quale reazione un equilibrio chimico, per il quale vale la legge dellazione di massa con una sua
costante di equilibrio, detta costante acida o di dissociazione acida Ka

[CH 3COO ] [H 3O + ]
Ka =
[CH 3COOH] (2)

Secondo la teoria, il pH si calcola in base alla definizione

pH = log [H 3O + ] (3)
In base a questa definizione, per calcolare il pH si deve conoscere la concentrazione di ioni idronio
[H3O+]. Per calcolare la concentrazione di ioni idronio, bisogna conoscere il valore di Ka. Nel testo
dellesercizio non per data la Ka dellacido acetico, ma la Kb della sua base coniugata. La Ka
dellacido acetico si ricava dallespressione Kw = Ka Kb (dove Kw il prodotto ionico dellacqua
ovvero 10-14):

Kw 1014 (4)
Ka = = 10
= 1.75 105
K b 5.71 10

Il valore della concentrazione di acido acetico nella soluzione di cui si deve calcolare il pH (cio 0.1
M, ossia 10-1 M), di 4 ordini di grandezza (ossia di 10000 volte) pi grande del valore della Ka, il
che ci permette, in base a quanto visto a lezione, di utilizzare un approccio approssimato per il
calcolo del pH, in base alla quale la [H3O+] di un soluzione acquosa di un acido debole con costante
acida Ka uguale a

[H 3O + ] = K a [HA]0 (5)

dove [HA]0 la concentrazione iniziale (detta anche analitica) di acido debole, ossia nel nostro
caso di acido acetico. Pertanto per una soluzione 0.1 M di acido acetico

[H 3O + ] = K a [HA]0 = (1.75 105 ) 0.1 = 1.32 103


(6)

Una volta nota la concentrazione di ioni idronio [H3O+], possiamo calcolare il pH secondo
lequazione (3)

pH = log [H 3O + ] = log(1.32 103 ) = 2.87 (7)

La risposta corretta era dunque la c).

Esercizio 2.
Una molecola paramagnetica quando presenta degli elettroni spaiati, ovvero degli orbitali
parzialmente riempiti. Secondo la MO-LCAO, per le propriet elettroniche si considerano solo gli
elettroni di valenza, e quindi si riempiono gli orbitali molecolari e . La molecola di H2 ha
configurazione elettronica 1s2 e quindi presenta un orbitale pieno con 2 elettroni appaiati (i.e. non
pu essere paramagnetica).

Le configurazioni elettroniche MO-LCAO delle molecole biatomiche omonucleari del boro,


carbonio ed azoto (B2, C2 ed N2) si ottengono riempiendo con 6, 8 e 10 elettroni (rispettivamente
per B2, C2 ed N2: il B ha 3 elettroni di valenza: 2s2p1, il C ne ha 4: 2s2p2, lN ne ha 5: 2s2p3;
moltiplicati per due visti i due atomi che formano la molecola) la seguente serie di orbitali
molecolari MO-LCAO

( s )( s* ) ( px py )( pz )( px
*
py
*
)( pz
*
) (8)

Dove gli orbitali allinterno delle stesse parentesi hanno la stessa energia (ossia sono degeneri). Si
noti che gli orbitali molecolari che si formano a partire dagli orbitali atomici p hanno sono, in
ordine di energia crescente, (px py) (pz) (px* py*) (pz*) e non (pz) (px py) (px* py*) (pz*)
come invece per molecole quali O2 ed F2 e come ci si aspetterebbe per ragioni di simmetria.
Questa inversione delle energie degli orbitali (px py) (pz) dovuta allinterazione tra gli orbitali
s e p, ed piuttosto difficile da spiegare, ma deve essere ricordata a memoria.

Tenendo in mente quando detto sopra, la molecola B2 ha la configurazione (s2) (s*2) - (px1 py1)
(pz0) (px*0 py*0) (pz*0) quindi presenta due elettroni spaiati ed paramagnetica (la risposta
corretta dunque la a). Invece, la molecola di C2 ha configurazione elettronica (s2) (s*2) - (px2
py2) (pz0) (px*0 py*0) (pz*0) e quella di N2 (s2) (s*2) - (px2 py2) (pz2) (px*0 py*0) (pz*0):
entrambe queste molecole presentano elettroni appaiati e sono quindi diamagnetiche. Lo stesso pu
dirsi per la molecola di F2, che ha configurazione (s2) (s*2) - (pz2) (px2 py2) (px*2 py*2) (pz*0),
dato che il latomo di F ha configurazione elettronica 2s2p5.
Esercizio 3.
Nel recipiente a T costante, si avr la seguente situazione di equilibrio dinamico

2H 2 ( g ) + O 2 ( g ) 2H 2 O ( g )
(9)

in cui idrogeno ed ossigeno si combinano per formare acqua e viceversa dellacqua di dissocia in
idrogeno ed ossigeno. Allequilibrio ed a T costante, vale la legge dellazione di massa:

[ H 2 O]
= cos tan te = K (10)
[ H 2 ] [O 2 ]

Secondo il principio di Le Chatelier, un sistema allequilibrio il quale subisce una perturbazione,


reagisce in modo da minimizzare gli effetti di tale perturbazione. Se aumento la pressione sulla
miscela gassosa di idrogeno, ossigeno ed acqua (e posso farlo, se sono a T costante, solo riducendo
il volume del contenitore muovendo la parete mobile), il sistema reagir in modo da ridurre la
pressione. Considerando che in base allequazione di stato dei gas reali P V = n R T, la pressione di
un gas (dato un certo volume ed una certa temperatura) dipende dal numero di moli, e che secondo
la legge di Dalton delle pressioni parziali ogni gas si comporta come se fosse da solo, lunico modo
che il sistema ha di ridurre la pressione di diminuire il numero di moli complessive di specie
gassose. Dal momento che in base allequazione chimica bilanciata (9) dalla parte dei reagenti vi
sono complessivamente 3 moli (2 di idrogeno ed 1 di ossigeno) e dalla parte dei prodotti ve ne sono
2 (di acqua), un modo per ridurre il numero di moli totali di specie gassose quello di far reagire
idrogeno ed ossigeno per formare acqua. In altre parole due moli dacqua occupano meno spazio di
due moli di idrogeno pi una di ossigeno.

Pertanto, la risposta corretta era la c).

Esercizio 4.
La molarit si definisce come moli di soluto per litro di soluzione, e pertanto una grandezza
intensiva che non dipende dalla volume della soluzione (semmai dipender dal volume del
solvente). Si noti che la domanda non chiedeva se, dato un certo numero di moli y di soluto, la
molarit dipendesse dal volume di soluzione, nel qual caso la risposta sarebbe stata affermativa.
Inoltre, qualsiasi concentrazione dipende dalla percentuale di solvente, per cui la risposta d) era in
ogni caso sbagliata.

Pertanto la risposta corretta era la a).

Si noti che la molarit di una soluzione dipende dalla temperatura, dal momento che la densit (e
quindi il volume) del solvente dipende dalla temperatura. La massa di acqua in un litro di volume
maggiore a 1C che a 90. Una il valore della molarit di una soluzione preparata a 1C cambier se
la soluzione riscaldata a 90. La molalit (moli di soluto per kg di solvente), invece, non ha questo
problema ed indipendente dalla temperatura.

Esercizio 5.
Lacido carbonico H2CO3. Secondo la teoria degli acidi e delle basi di Brnsted-Lowry, la base
coniugata di un acido (genericamente indicato con HA), la stessa molecola privata di un protone
H+, ossia lanione generico A-. Nel caso dellacido carbonico, la sua base coniugata lanione
idrogenocarbonato o bicarbonato HCO3-, infatti

H 2 CO 3 + H 2 O HCO3 + H 3O + (11)

La risposta corretta era perci la a).

La base coniugata si dice tale perch una base di Bronsted-Lowry a tutti gli effetti, potendo
strappare un protone allacqua generando OH-

HCO3 + H 2 O H 2 CO3 + OH (12)

Si noti inoltre che lacido carbonico un acido di-protico (e cio con due protoni), e che pertanto lo
ione bicarbonato HCO3- oltre ad essere la base coniugata dellacido carbonico, pu essere a sua
volta un acido, rilasciando un protone e diventando la sua base coniugata ione carbonato CO32-

HCO3 + H 2 O CO32 + H 3O + (13)

Le specie come il bicarbonato HCO3-, che possono fungere sia da acidi che da basi, si chiamano
anfoteri.

Esercizio 6.
La molecola di acetilene la seguente

presenta un triplo legame carbonio-cabornio, pertanto un alchino ed il suo nome secondo la


nomenclatura IUPAC etino. Acetilene il nome tradizionale, come etilene lo per per
letene. Sebbene acetilene termini in ene, ovvero il suffisso IUPAC per gli alcheni, questo non
deve trarre in inganno. Nellacetilene, che presenta legami tripli tra atomi di carbonio come tutti gli
alchini, la teoria del legame di valenza prevede che il carbonio sia ibridizzato sp. In questo modo su
ogni carbonio sono localizzati 2 orbitali ibridi sp e 2 orbitali p. Il legame sigma tra carboni dato
dalla sovrapposizione di due orbitali ibridi sp, mentre i due legami pi-greco sono dati dalla
sovrapposizione fianco-a-fianco di orbitali p (a due a due). I due restanti orbitali ibridi sp sui 2
carboni sono impegnati con dei legami sigma con gli idrogeni.

Esercizio 7.
Secondo la teoria del legame di Lewis, nella molecola di ammoniaca NH3 abbiamo in totale 4
coppie elettroniche: 3 impegnate in legami tra lN centrale e i 3 idrogeni, ed una di non-legame
(detta anche coppia solitaria). Secondo la teoria VSEPR, 4 coppie elettroniche attorno ad un
atomo centrale si dispongono a formare un tetraedro (angolo di 109.5). Tuttavia le coppie
elettroniche non sono tutte equivalenti tra loro, e la coppia solitaria occupa pi spazio delle coppie
di legame, causando una distorsione della geometria tetraedrica ed una riduzione dellangolo di
legame H-N-H, che sar pertanto minore di 109.5. Pertanto la risposta corretta era la e).

Esercizio 8.
In base ai principi della termodinamica, una reazione spontanea quando lentropia (e non
lentalpia) delluniverso aumenta in seguito alla reazione, oppure se la variazione di energia libera
di Gibbs (G) per la reazione minore di zero, ricordando che

G = H TS (14)

dove H la variazione di entalpia, T la temperatura e S la variazione di entropia per la


reazione in questione. Una reazione, convenzionalmente condotta a pressione costante, si dice
endotermica quando il suo H > 0 ed esotermica quando il suo H < 0. Pertanto, G sar sempre
negativo se H negativo (reazione esotermica) e S positivo (ossia lentropia aumenta).

La risposta corretta dunque la a).

Esercizio 9.
In una cella cubica primitiva ci sono 8 veritici, ed ogni vertice del cubo il centro di un punto
reticolare. Allinterno della cella, ogni vertice include 1/8 di punto. 1/8 di punto moltiplicato per 8
vertici d un totale di 1 punto reticolare per cella.

La risposta corretta la b).

Esercizio 10.
Un orbitale 3p ha un numero quantico principale n = 3, ed un numero quantico secondario l = 1. Se
fosse stato l = 0 avremmo avuto un orbitale s, per l = 2 un orbitale d, per l = 3 un orbitale f. Per un
orbitale con l = 1, il numero quantico ml pu assumere qualsiasi valore intero tra -1 e +l, ovvero tra
i tre valori -1, 0 e +1. Ogni elettrone pu inoltre assumere un valore del numero quantico di spin ms
pari a -1/2 o +1/2.

La risposta corretta dunque la b).

Esercizio 11.
Lesercizio richiede il volume del gas H2 (a T e P date), che si pu calcolare con lequazione di
stato dei gas reali PV = nRT. Dal momento che P e T sono note, per conoscere V devo sapere il
numero di moli n di idrogeno, che si pu a sua volta calcolare una volta note le quantit di reagenti
e la reazione chimica bilanciata. La prima cosa da fare quindi bilanciare la reazione chimica

(15)
2Al + 6 NaOH 2 Na 3 AlO3 + 3H 2
Una volta noti i coefficienti stechiometrici, sappiamo che Al e NaOH reagiscono secondo un
rapporto molare di 1:3 (occorrono 3 moli di NaOH per ogni mole di Al). Note le quantit in grammi
di reagenti, posso facilmente calcolare le moli n dividendo la massa in grammi per la massa molare

grammiAl 3.00g grammiNaOH 20.00g


n Al = = = 0.12mol n NaOH = = = 0.5mol
MM Al 27g / mol MM NaOH 40g / mol (16)

Se ogni mole di Al servono 3 moli di NaOH, allora possiamo subito notare che per 0.12 moli di
Al soltanto 0.12 3 = 0.36 mol di NaOH saranno necessarie. Dal momento che vi sono 0.5 moli di
NaOH, si deduce che lNaOH in eccesso rispetto allAl, e quindi lAl il reagente limitante
della reazione.
Sempre guardando la reazione bilanciata (15), possiamo anche dedurre che se ogni mole di 2Al si
formano 3 moli di H2, allora per 0.12 moli di Al si formeranno 0.12 3/2 = 0.18 moli di H2.
Una volta note le moli di idrogeno, posso calcolare il volume secondo lequazione di stato dei gas

nRT 0.18mol 0.082LatmK1mol1 (273.15 + 50)K


V= = = 4.87L (17)
P 0.98atm

Molti esercizi nella prova scritta vengono presi da eserciziari di stechiometria, i quali riportano le
soluzioni. Talvolta il valore numerico di queste dipende dal valore delle costanti utilizzate (a
seconda delledizione questi possono variare), dal numero di decimali considerato e dalle
approssimazioni effettuate nei calcoli. Pertanto, il candidato deve considerare come risposta corretta
la risposta che pi si avvicina numericamente al risultato riportato. In questo caso, lo svolgimento
dellesercizio nel modo sopra ha portato ad un risultato di 4.87 litri (approssimando, 4.9 L).

Pertanto, la risposta corretta la b), ossia 4.95 L.

Esercizio 12.
Lacido fluoridrico lidracido del fluoro, ovvero HF, avente una struttura semplice H-F. Data la
differenza di elettronegativit tra H e F, il legame H-F sar un legame molto polare (ma non ionico),
in cui il F tende ad attrarre su di se gli elettroni di legame. Pertanto la molecola H-F presenter una
notevole separazione di carica, ed un conseguente momento di dipolo. Quando lH si trova legato
ad atomi molto elettronegativi come N, O ed F, pu formare legami ad idrogeno con molecole
che presentano atomi con coppie solitarie di elettroni (come N, O ed F). Nel caso dellH-F, questa
molecola pu formare legami ad idrogeno con altre molecole di H-F, per cui la stessa molecola
funge sia da donatore di H che da accettare di H.
Nel problema specificato acido fluoridrico liquido, perch in gas molto rarefatti queste
interazioni possono non avvenire data la grande distanza tra una molecola e laltra, mentre nei
liquidi sicuro che le forze intermolecolari sono presenti.

Dunque la risposta corretta la a).


Si noti che il legame idrogeno in effetti un particolare caso di interazione dipolo-dipolo; e tuttavia
presenta caratteristiche cos peculiari da differenziarsi da una comune interazione dipolo-dipolo,
cos da essere considerato un tipo di interazione a s stante. Pertanto, lunica risposta corretta la
a), mentre la c) non pu dirsi corretta.
Esercizio 13.
Le due molecole sono identiche, non vi nessuna differenza. Lidentit pu essere facilmente
verificata ruotando di 180 lungo lasse che passa per il doppio legame C=C la molecola di sinistra,
per renderla identica a quella di destra. Quando una molecola pu essere sovrapposta esattamente
ad unaltra molecola attraverso semplici operazioni di rotazione e/o traslazione nello spazio, le due
molecole in questione sono identiche. Quando questo non pu essere fatto con semplici rotazioni e/i
traslazioni, allora le due molecole sono diverse, e possono essere isomeri strutturali, geometrici o
ottici.

Pertanto, la risposta corretta la e).

Si noti che per avere isomeria geometrica nelletene o etilene (isomeria cis-trans), necessario che
due atomi di idrogeno legati ai due carboni diversi siano sostituiti con altri atomi. Per avere
isomeria geometrica, oltre al Cl presente sul C di destra, avremmo dovuto avere anche un Cl (od un
altro atomo diverso dallidrogeno) anche sul C di sinistra.

Esercizio 14.
Lesercizio presuppone la capacit di risalire alla formula del solfato di rame (II) pentaidrato,
ovvero CuSO4 5H2O. Lanione solfato SO42-, il rame (II) Cu2+ e pentaidrato significa che il sale
idratato con 5 (penta-) molecole di acqua. Una volta nota la formula del sale, possiamo calcolare
la massa molare, che uguale a 249.68 g/mol (approssimando, 250 g/mol). Nota la massa molare,
posso calcolare le moli dividendo la massa espressa in grammi per la massa molare, ovvero 500g /
250/mol = 2 mol.

La risposta corretta dunque la a).

Esercizio 15.
Lesercizio si basa su una propriet colligativa, linnalzamento ebullioscopico, per calcolare la
massa molare o peso molecolare di un composto. Sappiamo che la soluzione non conduce corrente
elettrica, e quindi il composto non un elettrolita. Secondo la teoria, linnalzamento ebullioscopico
Teb di un solvente dipende dalla concentrazione molale del soluto m secondo la relazione

Teb = K eb m (18)

dove Keb la costante ebullioscopica caratteristica del solvente, che per il benzene 2.53C kg/mol
(come data dal testo dellesercizio). Nota questa relazione, e sapendo che la molalit definita
come numero di moli n su 1000g di solvente (massa del solvente Msolv), e che a sua volta il numero
di moli n uguale al peso in grammi diviso per la massa molare MM, questa si ricava come segue

M soluto
n
m = soluto = MM = Teb (19)
M solv M solv K eb
M soluto K eb 2g 2.53Ckg / mol
MM = = = 0.0692kg / mol = 69.2g / mol (20)
M solv Teb 128.3g 0.57C

Si noti che, dallanalisi dimensionale (ovvero semplificando le grandezze fisiche), il risultato del
calcolo in kg/mol, e va trasformato in g/mol.
La riposta corretta pertanto la e).