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La vita religiosa non importa in primo luogo per quello che f, ma per quello che .

Molti dei
nostri gruppi religiosi si sono preparati per fare, si sono specializzati in opere che passano... La
Congregazione solamente avr futuro nella misura in cui collochi questo essere in amore, in
comunione, prima del fare... caritativo. Daltra parte, la vera carit della vita religiosa consiste
nel mostrare ci che significa la stessa vita di amore dei fratelli/sorelle.
Le nostre comunit devono essere gruppi di azione liberatrice, di carattere imminente, di aiuto
immediato alle necessit. Non basta il cambio esterno di strutture; le religiose vogliamo essere
testimoni della presenza umana, della carit/amore personale, dellaffetto immediato, della
comunicazione pi profonda. Per vocazione mercedaria, dobbiamo introdurci nella frontiera della
vita, nei luoghi di morte della storia: le religiose si trovano liberate per andare dove la societ
non arriva, in gesto di aiuto che trascende e supera gli schemi organizzativi di una societ
moderna.
Dobbiamo rafforzare il cambio strutturale, nella linea del vangelo, tanto dentro come fuori della
comunit. Le nostre stesse strutture devono nascere dal vangelo, dalla parola di dialogo, dal
pane condiviso, dalla comunione affettiva che sboccia dal vangelo... Essere fraternit
evangeliche significa vivere e agire come comunit riunite dallamore di Ges, in cammino, dove
si condivide la parola e il pane, superando le strutture di potere del mondo, suscitando cos
strutture che rispondano alla stessa fraternit e che stiano al servizio dellincontro personale tra i
pi bisognosi.
Solo nella misura in cui le nostre strutture siano trasparenti al vangelo, in linea affettiva ed
economica, in espressione di grande gioia, possiamo offrire una testimonianza di cambiamento
sociale. Per questo, in piano iniziale, le religiose aspiriamo a trasformare strutturalmente la
societ, presentandoci come "rivoluzionarie": cerchiamo il sorgere di una societ senza classi,
dove i privilegiati siano i poveri, ecc Possono distinguersi tre momenti: C un momento di
testimonianza di denunzia. La nostra stessa vita devessere denunzia di fronte ai poteri della
societ, che non dialoga (che dialoga poco), che ansiosa di potere, che cerca la sicurezza
economica.... Solo nella misura in cui la nostra propria vita segno di denunzia, espressione di
novit evangelica. C un momento di azione concreta, verso lesterno, sia nel piano testimoniale
(di martirio), sia in piano creativo (di trasformazione del mondo). Noi, religiose, non abbiamo una
"parola esterna" da comunicare agli altri. Solamente possiamo comunicare loro la parola della
nostra vita, la nostra propria realt comunitaria deve essere segno di vangelo per il mondo... Per
questo, le azioni della nostra Congregazione devono sbocciare dalla stessa vita della
congregazione, superando il rischio della ipocrisa, in cui siamo minacciati di dare una doppia
testimonianza (una di parola e laltra di esempio)
Dobbiamo offrire una testimonianza culturale (di maturit umana), nel senso amplio della parola.
Ci significa che la nostra forma di vita devessere umanamente ricca, gioiosa, creatrice Alcuni
potranno scoprire la nostra testimonianza cristiana in quanto tale. Per quello che devono
scoprire tutti o la maggioranza la nostra testimonianza di maturit umana, di profonda
ricchezza di vita.
Giovanni Paolo II parlava dei nuovi areopaghi della missione attuale: Dice il Papa che i cristiani, e
in modo speciale i religiosi, dobbiamo incarnarci, come nuovi inviati di Ges (=missionari) nelle
nuove frontiere della vita umana, per offrire l la parola e segno di vangelo. 1- I cristiani, e
particolarmente le religiose, dobbiamo farci presenti nelle frontiere, cio a dire, nei luoghi dove
maggiore il conflitto umano, l dove si incontrano e a volte disputano le diverse forme di
esistenza umana.
Per questo, dobbiamo situarci nei nuovi areopaghi : 2- rendendoci capaci di ascoltare e dialogare,
di condividere e offrire 1Redemptoris Missio 37 2. Il Papa ha messo in rilievo tre tipi di
frontiere: la Parola di Ges nei luoghi dove si crea e si discute la cultura, dove lottano nella linea
dei nuovi cammini culturali. Certamente, il vangelo non un semplice dato culturale, dono e
grazia di Dio; ma se non si esprime in forme culturali perde il suo senso. Paolo VI diceva che
necessario che suscitiamo una cultura o civilizzazione dell amore. Il futuro della Congregazione.
Non ci interessano i numeri n le forme. Pu succedere che il futuro della vita religiosa sia
minoritaria e che riceva in forme molto distinte da quelle che noi abbiamo coltivato. Non importa;
non siamo permanenti, ma provvisori... Ci che importa il regno di Dio, non le nostre
Costituzioni. Siamo disposti a morire E solo nella misura in cui sappiamo morire potremo vivere
nuovamente, se Dio lo vuole. Ci che veramente ci interessa che la nostra vita religiosa, la
nostra Congregazione di Suore Mercedarie del Santissimo Sacramento possa presentarsi come
quella che : segno della pienezza del regno, dellamore prossimo e redentore, della Pasqua
promessa e iniziata a vivere sin dalla gioia gi presente.