Sei sulla pagina 1di 14

capitolo 7

IL BACCHIGLIONE
Il fiume Bacchiglione, con i suoi 119 km di lunghezza, si
pone al ventinovesimo posto tra i corsi dacqua italiani
ed uno dei sistemi idrografici pi importanti delle
province di Vicenza e di Padova. Secondo alcuni studiosi
il nome Bacchiglione da attribuire alla deformazione del
verbo dialettale bacaliare, che significa chiacchierare in
continuazione, termine attribuitogli probabilmente a
causa del rumore delle risorgive vicentine che gli danno
origine. La denominazione di Bacchiglione giunta fino
ai nostri giorni, compare per solo in epoca medievale:
infatti in un documento del 1074 che per la prima volta a
Vicenza il fiume Bacchiglione viene indicato con il nome
di Bacalone, probabilmente in sostituzione di nomi
come Evrone, Edrone, Retrone (Retenus), attribuiti al
corso dacqua durante let romana (SELVAZZANO DENTRO,
1983; MAZZETTI & SUMAN, 1994).
Il fiume Bacchiglione nasce dallunione di due distinti
sistemi idrografici: un primo sistema originato dalle
risorgive di Dueville in Provincia di Vicenza che danno
origine al corso dacqua denominato nel suo primo tratto
Bacchiglioncello ed un secondo sistema costituito
dal sottobacino del Leogra-Timonchio che raccoglie
le acque di una piccola parte della zona montana
vicentina. Queste acque successivamente confluiscono
nel Bacchiglioncello allaltezza della localit Vivaro
incrementandone in modo cospicuo la portata. Dopo
questa immissione il fiume cambia definitivamente
il suo nome da Bacchiglioncello in Bacchiglione.
Lincontro di questi due distinti sistemi idrografici fa in
modo che le tipologie fluviali che caratterizzano il corso
dacqua in questione siano notevolmente diversificate
e caratterizzate dalla contemporanea presenza di rii di
risorgiva, torrenti montani e canali artificiali. Il regime
idrologico del Bacchiglione viene definito misto ed
caratterizzato da rapide transizioni dallo stato di magra
a quello di piena. I periodi di massima portata del fiume
sono i mesi di novembre e quelli di maggio e i valori
minimi sono registrati ad agosto e a gennaio (SELVAZZANO
DENTRO, 1983). Quando le precipitazione scarseggiano
i deflussi sono costituiti unicamente dai contributi dei
corsi dacqua di pianura alimentati da risorgive; questo
a causa delle numerose derivazioni e della dispersione
delle acque dovute alla forte permeabilit dei terreni
(AA.VV., 2003).

R a p p o r t o s u l l o S t a t o d e l l 'A m b i e n t e - P r o v i n c i a d i Pa d o v a - 2 0 0 6 115
CAPITOLO 7

7.1 Il Bacchiglione ed il suo paesaggio

7.1.1 Lidrografia e lambiente


circostante

Le polle di risorgiva da cui trae origine il fiume


Bacchiglione, inizialmente Bacchiglioncello, sono
situate a 75 m s.l.m. in localit Novoledo, frazione di
Villaverla. Tale zona impostata su sedimenti grossolani
(prevalentemente costituiti da ciottoli e ghiaie) frammisti
a sedimenti pi fini (si tratta di limi ed argille) che si
estendono per un migliaio di ettari nella campagna
tra Dueville, Caldogno e Villaverla. Ci troviamo quindi
in quella che viene chiamata lalta pianura vicentina
caratterizzata dallambiente fluvio-palustre suggestivo
delle risorgive, ambiente fortemente in contrasto con
il contesto agricolo circostante. Un esempio di zona
umida di questo tipo che merita menzione presente in
localit Bosco di Novoledo (sito di rilevante importanza
naturalistica per la provincia di Vicenza) dove si pu
ammirare una folta vegetazione arborea ed arbustiva
a cornice di rogge e canali in alternanza a prati umidi
e bassure sorgentifere. Nelle polle di risorgiva poi
possibile scorgere piante acquatiche fluttuanti di
speciale bellezza e, per gli appassionati di birdwatching, Il fiume entra nella citt di Vicenza dalla Porta fortificata
avvistare uccelli di particolare pregio naturalistico (come di S.Croce e scorre accanto a case e palazzi, tra
ad esempio il martin pescatore, lairone rosso e lairone giardini e sponde verdi. Allaltezza di ponte Pusterla
cinerino, la nitticora e il tarabusino). Solo in questa riceve lAstichello e successivamente si avvia verso il
localit del Veneto, inoltre, stata segnalata negli anni centro della citt. Il percorso che il Bacchiglione segue
novanta la presenza del re di quaglie, tipico abitante allinterno della citt ha assunto le caratteristiche attuali
delle praterie umide. Per limportanza naturalistica che soltanto verso il XIII secolo. Allaltezza di Borgo Berga
riveste, la zona delle risorgive stata inserita in una vi la confluenza del corso dacqua in oggetto con il
serie di progetti di Riserve Naturali Regionali proposti Retrone, fiume che ha mantenuto lantico nome con il
dalla delegazione veneta del WWF. Tale zona inoltre quale veniva chiamato il Bacchiglione in epoca romana e
compresa tra le aree protette dalla legge n 431/85, nota che a sua volta raccoglie le acque delle valli di Mezzarolo,
con il nome di Legge Galasso (MAZZETTI & SUMAN,1994). Valdezza e Val dOnte.
Tale legge fu poi ripresa dal Decreto Legislativo del Abbandonata la citt di Vicenza, il Bacchiglione si dirige
29 ottobre 1990 n. 400 Testo unico delle disposizioni verso Padova con traiettoria sud-est e con andamento
legislative in materia di beni culturali e ambientali a meandriforme, percorrendo il tratto pi caratteristico
norma dellarticolo 1 della legge 8 ottobre, n. 352 e del suo cammino. In corrispondenza del tragitto tra San
successivamente aggiornato con il decreto legislativo Pietro Intrigogna e la localit Longare vi la confluenza
del 22 gennaio 2004 n.42 Codice dei beni culturali e del del Tesina, che a sua volta convoglia le acque dei torrenti
paesaggio, ai sensi dellarticolo 10 della legge 6 luglio Astico e Laverda aumentando nuovamente la portata
2002, n. 137 (WWW.AMBIENTEDIRITTO.IT). di piena del fiume. Procedendo verso valle, in localit
Come accennato precedentemente, gli apporti dei Col de Ruga, presso Longare, si apre il canale artificiale
torrenti prealpini Igna e Leogra-Timonchio, immettendosi denominato Bigatto, che sottrae parte della portata del
nel Bacchiglioncello, aumentano in modo cospicuo la sua Bacchiglione. Successivamente il fiume scorre inciso
portata. Dal punto dellimmissione, che avviene in localit rispetto al piano campagna e conserva un andamento
Vivaro (VI), il fiume viene definitivamente chiamato meandriforme circondato da campi intensamente
Bacchiglione. Il corso dacqua, lasciata questultima coltivati. Gli argini artificiali, in questa zona, corrono ad
localit solca le campagne di Caldogno, Cresole e una distanza di duecento metri dallalveo di magra e la
Pulegge lungo un paesaggio di tipo prevalentemente golena utilizzata per la coltivazione di cereali, prato
agricolo. A nord di Vicenza, in corrispondenza della o pioppeto. Giunta a Perarolo di Colz lasta del corso
localit Capitello, nel corso dacqua si immette il torrente dacqua si scinde in tre rami ed possibile osservare la
Orolo, che ne aumenta ulteriormente la portata. Qui il presenza di una briglia costruita per rallentare la velocit
Bacchiglione scorre incorniciato da un folto bosco ripario della corrente ed una vecchia chiusa che permetteva
mentre, nei pressi dellaeroporto di Vicenza, si presenta un tempo la navigabilit del fiume. Montegalda alla
incassato nel piano campagna e con una sezione destra idrografica e Montegaldella alla sinistra del
particolarmente stretta. fiume Bacchiglione, segnano la fine della provincia

116 R a p p o r t o s u l l o S t a t o d e l l 'A m b i e n t e - P r o v i n c i a d i Pa d o v a - 2 0 0 6
il Bacchiglione

di Vicenza: qui il fiume si restringe e continua il suo seguito acquistato dai nobili veneziani Vendramin intorno
cammino verso Padova. Il Bacchiglione entra nella al 1500. Secondo alcune teorie il Castello di San Martino
provincia padovana bagnando il comune di Cervarese della Vaneza compare nel paesetto che fa da sfondo nel
Santa Croce, paese antico con il suggestivo oratorio di celebre dipinto La Tempesta del Giorgione. Pare infatti
Santa Croce, appunto, e Santa Maria di Veggiano. Tra che Gabriele Vendramin, proprietario del castello nei
le eredit che il passato ci ha lasciato sicuramente da primi anni del 1500, abbia ospitato il Giorgione per un
menzionare il Castello di S. Martino della Vaneza, sito periodo di convalescenza o forse per sottrarlo al pericolo
in localit Fossona, che attualmente ospita il museo di contrarre la peste, che in quel periodo imperversava
del fiume Bacchiglione e conserva numerosi reperti a Venezia. Particolari caratteristiche del Castello sono le
storici legati al passato del fiume. In corrispondenza mura merlate in trachite e la torre alta 27 m un tempo
della localit Trambacche il corso dacqua riceve le costituita da sei piani abitati.
acque dal Ceresone o Tesina Padovano; letimologia Il Castello dagli anni novanta di propriet della Provincia
del nome di questa localit significa infatti tra le due di Padova che ha allestito al suo interno il museo
acque, intese proprio come le acque del Bacchiglione e del Fiume Bacchiglione. Attualmente nelle stanze del
del Tesina Padovano, che creano nella loro unione una castello possibile osservare i relitti di alcune piroghe
piccola penisola. Successivamente il Bacchiglione bagna monoxili recuperate dalle sabbie del canale nei pressi di
le localit di Saccolongo, di Selvazzano Dentro (tratto di Selvazzano Dentro nel 1972 da alcuni appassionati di
fiume che ha fornito negli anni settanta numerosi reperti archeologia. Queste piroghe sono da considerare come
ora conservati nel Castello di San Martino della Vaneza) strutture galleggianti dellet longobarda, realizzate in
e di Tencarola (MAZZETTI & SUMAN,1994). legno di quercia, su cui poggiava la struttura portante
di una ruota di un mulino natante. Allinterno del museo
Il castello di San Martino della Vaneza sono presenti anche altri reperti, ritrovati nello stesso
tratto di fiume dove sono state rinvenute le piroghe;
Il Castello di San Martino della Vaneza si trova in localit
si tratta di vasellame, manufatti metallici e strumenti
Fossona a Cervarese Santa Croce ed attualmente ospita
in pietra che vanno dalla prima et del Bronzo al
il museo del fiume Bacchiglione, custodendo numerosi
Rinascimento. A cornice dei ritrovamenti vi sono alcune
reperti archeologici riguardanti il passato del fiume
riproduzioni di carte topografiche del padovano che
stesso.
descrivono il territorio nel periodo che va dal XV al XVIII
Il Castello fu innalzato intorno al 1000 a ridosso di unansa
secolo (MAZZETTI & SUMAN,1994; DEGAN, 2003).
del fiume a guardia del confine e del traffico commerciale
e fluviale. Inizialmente di propriet degli Schinelli, nel
1320 fu donato dai padovani a Nicol da Carrara ed in

117
CAPITOLO 7

Se appena a valle di Creola gli argini si allontanano erano presenti nei boschi di pianura tipici di queste zone.
dal corso dacqua racchiudendo ampie zone golenali, Due lembi di bosco planiziale si sono conservati negli
pi a valle il corso tortuoso incorniciato da boschi anni e sono tuttora visibili alla destra idrografica del
ripari che, insieme al fiume, solcano un paesaggio fiume Bacchiglione a ridosso dellargine nel comune di
agrario ed un insediamento urbano di tipo sparso. E Casalserugo (MAZZETTI & SUMAN,1994).
interessante notare come lungo le rive del fiume i boschi Tra la localit Isola di Abb, che si trova in sinistra
ripari rappresentino un importante rifugio per la fauna idrografica, di fronte a Roncajette, e Bovolenta, il
selvatica (per citare alcune specie: la gallinella dacqua, Bacchiglione esibisce un andamento leggermente
il martin pescatore, la gazza, la cornacchia grigia, lairone ondulato, solcando la provincia di Padova in direzione
rosso e cinerino, la capinera, la volpe, la donnola, la sud. Lungo il suo percorso il nostro corso dacqua si
faina ed il riccio) che trovano cibo e ambienti adatti alla lascia alle spalle le tracce di antichi meandri divenuti
nidificazione. luoghi umidi di rilevante importanza naturalistica,
Da segnalare, poco a nord di Selvazzano allinterno della caratterizzati da una forte variet di biotopi adatti ad
golena la busa, dietro i resti della boaria Piacentini, un ospitare svariate specie di fauna.
piccolo invaso che riceve le acque dal fiume nei momenti Presso la localit di Bovolenta il canale Cagnola, originatosi
di piena e che rappresenta un interessante biotopo a Battaglia Terme, confluisce nel canale Roncajette
umido contornato da una ricca boscaglia di salici e pioppi dando origine al tratto inferiore di Bacchiglione,
che danno ospitalit ad anfibi e uccelli acquatici e diverse chiamato anche canale Pontelongo. Da Bovolenta a
specie di pesci. valle il corso dacqua si presenta rettilineo ed un tempo
Il Bacchiglione giunge successivamente alla citt di veniva chiamato Bacchiglion Vecchio. Il paesaggio che
Padova. La citt caratterizzata da un intreccio di canali sincontra in questa zona della bassa padovana di tipo
che rappresenta uno dei pi complessi sistemi idraulici agricolo, con campi aperti con poche siepi alberate,
nazionali. Un articolato sistema di regolazione permette coltivati perlopi a mais, grano, orzo, barbabietole e
infatti di convogliare le acque del Brenta nel Bacchiglione vigneti, protetto da argini ottocenteschi percorsi dalle vie
e viceversa, attraverso una serie di canali artificiali. principali. Il Bacchiglione bagna Pontelongo, importante
Attraverso questi canali consentita la navigazione della porto fluviale del passato per il commercio e, sempre
citt, che non a caso spesso indicata come una citt con andamento rettilineo, si dirige verso Correzzola,
dacqua. Allaltezza della zona denominata Brusegana, il importante centro impreziosito dalla presenza della Corte
Bacchiglione riceve le acque del fiume Brenta attraverso Benedettina (ordine che ha segnato indissolubilmente il
il canale artificiale Brentella che si diparte da questo territorio circostante). Successivamente il fiume bagna
allaltezza di Limena. Giunto alla zona del Bassanello il la localit di Brenta dellAbb, solcando una campagna
fiume si divide in tre rami: il canale Battaglia, il Tronco che mostra ondulazioni accentuate dovute ai resti degli
Maestro che entra a Padova e il canale Scaricatore, antichi paleoalvei del Bacchiglione. Giunto in localit
che convoglia la maggior parte delle acque nel canale Volta di Forno piega in direzione sud-est e, scorrendo
Roncajette-Pontelongo. parallelo al taglio artificiale del Brenta, si indirizza verso
Dalla confluenza del canale Scaricatore con il canale Ca Pasqua, dove riversa le sue acque nel fiume Brenta.
Roncajette inizia il tratto inferiore del Bacchiglione, che Allaltezza di questa localit possibile ammirare la
da qui in poi viene anche chiamato canale Roncajette laguna di Valle di Brenta; qui il paesaggio caratterizzato
o di San Nicol. Il tratto a sud di Padova stato teatro dalla vegetazione palustre dambiente salmastro
di rettificazioni ottocentesche che ne hanno modificato con poche barene quasi costantemente emerse che
il tracciato naturale. Fino a Bovolenta sono ancora ospitano poche piante adattate ad alti valori di salinit.
visibili gli indizi del suo vecchio percorso che in parte Verso Brondolo si trova la confluenza con il canale
condizionano la presenza della vegetazione arborea Gorzone, successivamente il canale di Valle che mette
che si dispone lungo gli avvallamenti asciutti o le fosse in comunicazione lAdige con la laguna e infine le acque
umide. A Ponte San Nicol gli argini sono attraversati da del Brenta-Bacchiglione si disperdono nel mare Adriatico
strade transitabili, che per la loro posizione permettono (MAZZETTI & SUMAN,1994). La lunghezza dellasta principale
di apprezzare il paesaggio agricolo adiacente al fiume del fiume Bacchiglione da Novoledo a Voltabrusegana
ed, in alcuni tratti, conservano gli andamenti arcuati di 65,4 km, da Novoledo alla confluenza con il Brenta di
ripetendo il percorso di antichi meandri, anse in parte 114,0 km e da Novoledo alla foce di Brontolo di 119,3
ancora visibili dalle cartografie ufficiali. km (MILIANI, 1939).
Lasciando la citt di Padova, il corso dacqua presenta
una larghezza di circa 30 metri ed orlato da un folto
bosco ripario (salice bianco, salice da ceste, pioppo nero,
robinia, acero americano, platano ibrido, ontano e altre
specie arbustive autoctone e alloctone). Il paesaggio
agrario circostante, per quanto riguarda il tratto a sud
della localit Roncajette, si presenta nel complesso
piuttosto monotono e poco abitato con caratteri
strettamente legati alle sistemazioni agrarie passate.
Sistemazioni che con il passare degli anni hanno ridotto
il numero di specie animali e vegetali che un tempo

118 R a p p o r t o s u l l o S t a t o d e l l 'A m b i e n t e - P r o v i n c i a d i Pa d o v a - 2 0 0 6
il Bacchiglione

Il colmellone di Limena Affluenti e canali artificiali


7.1.2
Si tratta di unopera idraulica di grande importanza per FIUME CERESONE: il Ceresone ha origine nella Provincia di
la regolazione del sistema fluviale Brenta-Brentella- Vicenza, dalle zone comprese fra Pozzoleone e Marostica.
Bacchiglione. Questo manufatto serve ancora oggi per Riceve gli apporti di numerosi corsi dacqua di risorgiva
regolare la quantit dacqua che, attraverso il canale nella fascia alimentata dalle dispersioni dellAstico-Tesina
Brentella, il Brenta scarica nel Bacchiglione (WWW.COMUN e del fiume Brenta. In corrispondenza della localit
E.LIMENA.PD.IT). Probabilmente unopera unica nel suo Trambacche il Ceresone simmette nel Bacchiglione, ma
genere e non stato reperito il termine Coltellone prima di questa immissione, riceve le acque del Tesinella
in altri siti veneti. Questa particolare opera idraulica fu e Ceresone Vecchio dando origine al corso dacqua
costruita nel 1370 dai Carraresi prima in legno e dopo in chiamato Tesina Padovano (AA.VV., 2003).
pietra successivamente allapertura del canale Brentella
nel 1314. Lopera fu una conseguenza dello scavo di FIUME TESINA: tributario di origina alpina, convoglia
questo canale ed ebbe forti ripercussioni idrauliche che gli afflussi dei torrenti Astico e Laverda aumentando
si risanarono soltanto dopo lallargamento del canale notevolmente le portate in fase di piena del fiume
Scaricatore dal Bassanello a Voltabarozzo nel 1930. Il Bacchiglione. Si immette nel Bacchiglione tra San
Colmellone di Limena fu oggetto di numerose discussioni Pietro Intrigogna e Longare chiudendo, in questo
da parte di idraulici nellintento di risolvere i problemi di punto, il bacino montano del Bacchiglione (MAZZETTI &
allagamenti e di navigazione che esso creava. Nel 1649, SUMAN,1994).
il manufatto croll e venne ricostruito nel 1775. Secondo
alcuni studi i Colmelloni di Limena sono rappresentati in Ci furono tre canalizzazioni principali che i padovani
unosella del 1767 battuta dal doge Alvise IV Giovanni realizzarono durante lespansione urbana medievale
Mocenigo, il terzultimo che Venezia abbia avuto. Losella tra il XII e linizio del XIV secolo: il canale Battaglia,
era la moneta che veniva coniata dal doge ogni anno scavato tra il 1189 e il 1201, il Piovego, del 1209 ed il
dal 1521 fino alla caduta della Repubblica Veneta che canale Brentella, realizzato nel 1314. Numerosi furono
avvenne nel 1797, e che il doge stesso donava ai Membri poi i canali aperti nei secoli allo scopo di permettere una
del Maggior Consiglio (CASATTA, 2003). fluente navigabilit per trasporto di merci e persone. Tra
i canali artificiali e affluenti del Bacchiglione ricordiamo:

119
CAPITOLO 7

CANALE BRENTELLA: canale artificiale che origina (dove attualmente una struttura metallica sostituisce
dai Colmelloni di Limena e che venne scavato nel il casello del ponte regolatore ottocentesco). Giunto a
1314 formando il nodo idraulico Brenta-Brentella- Battaglia Terme, lomonimo canale, incontra al sostegno
Bacchiglione. Fu costruito per condurre le acque del regolatore Arco di Mezzo, le acque che provengono da
Brenta al Bacchiglione e conseguentemente soddisfare Monselice. In questo punto ha inizio il canale Vigenzone
le carenze idriche dovute alla derivazione delle acque del che un tempo costituiva unantica via dacqua utilizzata
Bacchiglione stesso, da parte dei vicentini, attraverso il per scambi commerciali tra la zona dei Colli Euganei e
canale Bigatto, aperto nel 1143 allaltezza della localit Venezia. Le sue portate sono intensificate dallo scolo
Longare per causare disagio alla citt di Padova (MAZZETTI Rialto e da due canali chiamati Biancolino e Bagnarolo-
& SUMAN,1994). Per lapertura di questo canale artificiale Bisatto; il Vigenzone prende poi il nome di Canale
stato utilizzato ed allargato per un buon tratto un Cagnola e allaltezza di Bovolenta ha la confluenza con il
fossato gi esistente e citato in alcuni contratti agrari del Canale Roncajette (MAZZETTI & SUMAN,1994).
XIII sec. come linea di confine di propriet. Lintervento
fu oggetto di molte critiche da parte dei tecnici che si TRONCO MAESTRO: canale artificiale che un tempo
occuparono successivamente dei problemi idraulici del alimentava il complesso e pittoresco reticolo di canali
territorio padovano, vedendo in questo intervento la e navigli, ora in parte interrati, che avvolgeva il centro
causa di molti allagamenti (SELVAZZANO DENTRO, 1983). storico di Padova. In parte tombinati nel dopoguerra per
Il canale lungo 10,8 chilometri, largo in media 15 far fronte allaumento del traffico terrestre, degli antichi
metri ed ha una profondit di 1,5 metri. Confluisce canali rimane ancora visibile quello della Specola, che
nel Bacchiglione con una portata di 8-10 mc/s e con gira per Riviera Paleocapa verso Ponte Molino e la Chiesa
questultimo forma il Tronco Comune fino al Bassanello. del Carmine, continuando nel Canale Piovego (MAZZETTI
Il canale Brentella per buona parte dellanno navigabile & SUMAN,,1994).
e riceve gli apporti idrici da diverse Rogge fra cui la
Roggia Porra, la Roggia Contarina, gli scoli Munegale, CANALE SCARICATORE: canale artificiale navigabile che
Storta, Riale e Lazzaretto (AA.VV., 2003). raccoglie la maggior parte delle acque del Bacchiglione.
Tale canale fu terminato nel 1836, secondo un progetto
CANALE BATTAGLIA: canale artificiale lungo 18 km (ZANETTI, Fossombroni-Paleocapa per scaricare parte delle acque
1999) che unisce Padova a Monselice. Corre pensile sul che entravano nel centro storico e tutelare lo stesso dagli
piano di campagna e fu scavato tra il 1189 ed il 1201 allagamenti che colpivano la citt. Costruito inizialmente
dai padovani con inizio allaltezza del Ponte Isonzo con una lunghezza di 3 km e una larghezza di 18 metri

120 R a p p o r t o s u l l o S t a t o d e l l 'A m b i e n t e - P r o v i n c i a d i Pa d o v a - 2 0 0 6
il Bacchiglione

(che fu poi incrementata negli anni quaranta fino a 35), Prima di essere interrato il canale di Santa Sofia era
il canale Scaricatore ha ora una portata di 825 mc/sec. delimitato dai due porticcioli del Macello e dellOspedale
Dopo essersi allargato in un bacino chiuso allaltezza del dove sbarcavano ortaggi, cereali e carni (MAZZETTI &
ponte regolatore dei Sabbionari, il canale incontra il lento SUMAN,1994).
e sinuoso corso del Roncajette-Fossetta, che riporta al
Bacchiglione le acque del Tronco Maestro (MAZZETTI &
SUMAN,1994). La navigazione interna
7.2
CANALE BISATTO: si origina presso Col della Ruga Padova sempre stata una grande citt dacque, posta
(Longare), ha una lunghezza di 45 km e si accosta al tra il Brenta a nord ed il Bacchiglione a sud. In passato
fianco occidentale dei Colli Euganei bagnando le citt di Padova ha sviluppato unintensa attivit di navigazione
Este e Monselice, fino a confluire nel canale di Battaglia. fluviale, diventando punto di riferimento del traffico
Il canale Bisatto fu scavato nel 1143 dai vicentini che, commerciale diretto nellentroterra di Venezia (WWW.PAD
alleatisi con i veronesi, aprirono una bocca per deviare le OVANAVIGAZIONE.IT).

acqua del Bacchiglione nel canale in questione e quindi Nel passato da Padova, grazie al fiume Bacchiglione,
sottrarle alla citt di Padova causando danni ai mulini e si potevano facilmente raggiungere le citt di Vicenza
alle macine padovane. Il nome di questo canale deriva e Venezia; le vie dacqua interne erano preferite agli
probabilmente dal suo andamento sinuoso che, poco a spostamenti terrestri soprattutto per la presenza di
valle di Albettone, riprende un antico percorso fluviale terreni paludosi.
(MAZZETTI & SUMAN,1994). La canalizzazione era utile al trasporto sia di persone
che di prodotti alimentari e materiali da costruzione. Da
CANALE PIOVEGO: canale lungo 10 km (ZANETTI, 1999) Venezia infatti era possibile raggiungere la terraferma in
venne scavato nel 1209 dalla Repubblica Padovana barca e da qui, attraverso vie dacqua naturali ed artificiali
per unire la citt di Padova a Str e costituire una via raggiungere centri abitati di rilievo. Il trasporto di tipo
di comunicazione tra la citt e la laguna di Venezia fluviale, soprattutto per quanto concernente il trasporto
attraverso il fiume Brenta (MAZZETTI & SUMAN,1994). Prima delle merci, fu attivo fino alla met del 1800 quando fu
della sua apertura il collegamento fluviale avveniva soppiantato dallestendersi della rete ferroviaria e dei
mediante la navigazione del lungo e tortuoso canale trasporti terrestri per mezzo di camion e altro.
Roncajette, oppure attraverso il tratto di strada fino a Al tempo della navigazione interna il collegamento
Noventa per poi proseguire tramite vie dacqua lungo il tra Venezia e Padova era costituito dai canali lagunari
Brenta (ZANETTI, 1999). Il Piovego nasce presso le Porte (vecchi rami del fiume Brenta) dal Brenta e dal Piovego.
Contarine nel centro storico di Padova, nel punto in cui Padova era messa in comunicazione con Monselice
il Tronco Maestro, ovvero il ramo di Bacchiglione che ed Este attraverso il canale Battaglia ed era possibile
costeggia il centro cittadino ad ovest e a nord, si divide scendere verso Brondolo attraverso il canale Cagnola
nel Naviglio Interno e, appunto, nel Piovego. Il canale e Pontelongo. La tipologia delle merci trasportate era
prosegue con percorso quasi rettilineo, delimitando a molto varia, dai prodotti agricoli, al combustibile e al
nord le mura della citt euganea e proseguendo, quindi, materiale edile, come trachite e sasso che venivano
verso Str, dove riversa le acque nel Brenta. Sulle sue trasportati dai depositi di Monselice, Battaglia Terme
sponde, nella zona di Padova denominata Portello, per e Mezzavia fino a Venezia per la costruzione di dighe
la presenza dellomonima porta, venne creato un porto e canali. Il trasporto di materiale agricolo era perlopi
fluviale, nel punto in cui stata riportata recentemente stagionale e si intensificava tra giugno e settembre.
alla luce una scalinata cinquecentesca. A seguito della Le imbarcazioni che venivano utilizzate per il trasporto
costruzione delle mura cinquecentesche di Padova per fluviale erano molto caratteristiche: ricordiamo in
collegare il Naviglio interno al Piovego fu necessaria particolare i burci, le imbarcazione in assoluto pi usate,
la realizzazione della conca delle Porte Contarine, che adatte al trasporto di merci e di persone; erano costruite
avvenne nel 1526 e rappresenta una delle pi antiche in legno, avevano il fondo piatto e potevano portare
conche di navigazione giunte ai nostri giorni (ZANETTI, dagli 800 ai 2000 quintali. Le pi grandi arrivavano a
1999). toccare una lunghezza di 35 metri e un pescaggio di
2. Tradizionalmente il burcio marciava non soltanto
CANALE DI SAN GREGORIO: canale scavato alla fine degli a vele ma anche a remi, a traino o a rimorchio di un
anni trenta che permise di unire il canale Scaricatore altro natante. Unaltra imbarcazione caratteristica
al canale Piovego e di chiudere il circuito Brenta- la padovana utilizzata, come dice il nome stesso,
Bacchiglione, anello di canali che circonda la citt di soprattutto nella zona di Padova; tale barca piccola e
Padova (MAZZETTI & SUMAN,1994). adatta a navigare in canali stretti e a passare sotto i ponti
della citt; la poppa e la prua hanno forme tondeggianti
NAVIGLIO INTERNO: canale interno alla citt di Padova che e simili tra loro cos da poter invertire con facilit il senso
permetteva lattraversamento della citt. Parte dellantico di marcia. Tali caratteristiche servivano a superare i
Naviglio fu interrata al fine di costruire nuove strade dislivelli dovuti alla presenza delle numerose briglie
(Riviera Tito Livio, Riviera Ponti Romani e Conca delle lungo il Bacchiglione.
Porte Contarine). Fu interrato anche il tratto di canale Le imbarcazioni venivano gestite dai barcari, che allepoca
che andava dalle cliniche universitarie allex macello. costituivano una vera e propria categoria professionale

121
CAPITOLO 7

che si estinse con labbandono del trasporto fluviale modellare il territorio circostante. La forma pi rilevante
(ROMANO, 1980). della pianura di sicuro il conoide pedemontano. Si
Nei secoli luomo, oltre ad aver provveduto a costruire tratta di una superficie a forma di ventaglio che ha
e adattare tutta una serie di veicoli e attrezzature lapice alluscita delle valli fluviali, ununghia in una zona
opportune alla navigazione dei fiumi e dei canali, ha depressa, due ali laterali e la convessit verso lalto. La
modificato a sua necessit i corsi dacqua rettificandoli, pianura padano veneta caratterizzata dalla presenza
allargandoli e talvolta aprendone di nuovi. di tre grandi conoidi alluvionali che si interdigitano tra
Nellarco degli ultimi nove secoli sono stati scavati loro (chiamati anche megaconoidi o meglio ancora
numerosi canali atti a collegare vari centri del territorio megafan) che sono il megafan di Bassano, il megafan di
padano. Montebelluna e il megafan di Nervesa (SAURO, 1998).
Per fronteggiare lostacolo che poteva derivare da un Lapice del conoide del Brenta situato nella Valsugana,
dislivello tra due canali sono state ideate le conche di presso Bassano del Grappa; esso si presenta con un
navigazione, ovvero strutture allinterno delle quali il raggio di 20-25 km estendendosi da nord-ovest a sud-
livello dacqua variabile per permettere la navigazione est fino alla laguna di Venezia, la sua pendenza si aggira
di due canali con altezze diverse. Solitamente le conche intorno allo 0,4% e decresce dallapice verso lunghia.
sono formate da due ordini di porte a due battenti e Questo tratto di pianura tardo-pleistocenica ha cessato
da un bacino o cratere capace di contenere uno o pi la sua aggradazione circa 14.000 anni fa, ed inciso
battelli con il fondo a quota uguale o di poco inferiore a dallasta fluviale del Brenta, che lo percorre per 20 Km. Al
quella del canale pi basso. Il livello dellacqua allinterno piede di questa scarpata derosione fluviale si estende la
pu variare fra i due valori estremi corrispondenti alle pianura del Brenta di et olocenica (SAURO, 1998, GIANDON
quote dei livelli pi a monte (pi alto) e a valle (pi et al., 2001).
basso). Ricordiamo in particolare la Conca delle Porte La seconda morfologia dinteresse il conoide di
Contarine, la pi antica della citt giunta ai nostri Montebelluna, che ha un raggio di 20 km ed una
giorni, che allepoca del suo funzionamento permetteva pendenza dello 0,6%. In realt si tratta di una
la navigazione tra il Piovego ed il Naviglio Interno, morfologia formata non da uno, ma da due conoidi
canale ora in parte tombinato. Ancora navigabili sono le tra loro coalescenti. Mentre il primo conoide ha
conche di navigazione di Str, Noventa Padovana, zona lapice ad ovest della collina Biadene, laltro lo pone tra
Voltabarozzo e Battaglia Terme (ZANETTI, 1999). questa collina ed il Montello (SAURO, 1998). I due corpi
Attualmente la navigazione del Bacchiglione e dei coalescenti hanno unorientazione che va da nord a sud
canali annessi possibile solo a fini turistici grazie a e la loro deposizione cessata tra i 20.000 e i 18.000
battelli, spesso vecchie imbarcazioni rimesse a nuovo. anni fa (GIANDON et al., 2001) e risultano perci pi antichi
Le tratte solitamente percorse comprendono i canali del dei conoide di Bassano e di Nervesa. La depressione
Naviglio Interno che non hanno subito la tombinazione che rappresenta il limite tra i due corpi deposizionali
nelle seconda met del XX secolo e che permettono di di questi due fiumi alpini percorsa ora dal torrente
ammirare la citt ed il suo centro storico da un punto Muson dei Sassi e deriva dalla giustapposizione del
di vista inconsueto, lo stesso che avevano i nostri conoide del Brenta con quello del Piave, che con i suoi
predecessori padovani. E possibile visitare inoltre Este sedimenti ha portato al parziale colmamento. Il conoide
e Monselice ammirando le ville e i castelli della Riviera di Montebelluna viene perci considerato lunit pi
Euganea grazie alla navigabilit del canale Bisatto e antica della pianura veneta occidentale (BONDESAN et al.,
del canale Battaglia, entrando a Padova dalla zona 2002). Il terzo importante conoide quello di Nervesa,
Bassanello. E inoltre possibile navigare da Pontelongo che ha il suo apice nella localit omonima, ovvero a
verso Chioggia e la Laguna, percorrendo il tratto del Nervesa della Battaglia. Questultima forma fluviale si
fiume Bacchiglione a sud di Padova. Infine, ma in formata per mezzo dei depositi recenti del fiume Piave
assoluto non meno importante, la Riviera del Brenta ed attualmente solcato da questo corso dacqua.
con le sue splendide ville. (WWW.PADOVANAVIGAZIONE.IT; il pi recente dei tre conoidi, essendosi formato tra il
WWW.TURISMOPADOVA.IT). Pleistocene superiore e lOlocene medio (GIANDON ET AL.,
2001; FONTANA ET AL., 2004). Ad ovest ricopre la porzione
terminale del conoide di Montebelluna e ad est si estende
con sedimenti ghiaioso-sabbiosi fino a Oderzo, a ridosso
7.3 Geomorfologia ed idrogeologia
della pianura padana
del fiume Livenza, e si prolunga verso la laguna con il
conoide di Bassano (BONDESAN et al., 2002).
Questi corpi dorigine fluviale che formano la pianura
Nella concezione comune la pianura pu essere sono caratterizzati da una granulometria che diminuisce
considerata come ambiente statico e con assenza di dallapice verso il piede, una litologia che dipende dal
forme, ma non cos. In realt anche la pianura, come bacino dalimentazione, una forma arrotondata dei clasti
le zone montane o collinari, caratterizzata da aspetti ed uno spessore maggiore nella parte prossimale con
particolari che la differenziano e che, se vengono una pendenza modesta che decresce verso il piede
analizzati, raccontano la sua evoluzione. La pianura (MARCHETTI, 2000). Il diminuire della granulometria dei
prevalentemente formata dallaccumulo dei sedimenti sedimenti dallapice del conoide condiziona anche i
provenienti dalle zone montuose e trasportati dai corsi caratteri idrologici della pianura stessa e di conseguenza
dacqua principali aventi sufficiente energia ed in grado di i rapporti tra i fiumi presenti e le falde. E proprio

122 R a p p o r t o s u l l o S t a t o d e l l 'A m b i e n t e - P r o v i n c i a d i Pa d o v a - 2 0 0 6
il Bacchiglione

attraverso la fascia pedemontana interessata da Al di sotto di questa linea vi unaltra fascia di 5-10
sedimenti ghiaiosi definita alta pianura che si attua km dove il materiale limosoargilloso in progressivo
il collegamento tra gli acquiferi superficiali e quelli aumento in modo abbastanza regolare da nord a sud,
sotterranei attraverso la dispersione dellacqua dai con la conseguente diminuzione delle ghiaie. Questaltra
principali fiumi della pianura. Il materasso quaternario, zona termina a ridosso di unaltra linea ipotetica che
cos come viene talvolta indicato linsieme dei sedimenti attraversa Treviso, Piombino Dese, Carmignano e
che ricoprono la pianura, prevalentemente formato Vicenza che segna il limite meridionale delle risorgive
dai conoidi alluvionali del Brenta, dellAstico e del Piave; (DAL PR, BELLATI, 1977). La zona compresa tra queste
sono proprio questi tre corsi dacqua che, attraverso i due ipotetiche linee chiamata di conseguenza fascia
depositi ghiaiosi disperdono le loro acque ed alimentano delle risorgive; lungo questa fascia vi il fenomeno
le falde sotterranee. Anche se i conoidi si sono formati della venuta a giorno della falda freatica dovuta alla
in epoche diverse e da alluvioni di diversi fiumi, sono diversa permeabilit dei sedimenti depositatesi e sopra
tra loro compenetrati e sovrapposti, soprattutto nella descritti. Da ghiaie permeabili si passa progressivamente
fascia pedemontana, tanto da formare quello che viene alla media e bassa pianura costituita prevalentemente
chiamato acquifero indifferenziato dellalta pianura da materiale limoso argilloso impermeabile. Mentre
(DAL PR, et al., 1976). La deposizione di questi sedimenti la condizione idrogeologica dellalta pianura
ghiaiosi a ridosso della zona montuosa forma una fascia, rappresentata da ununica falda freatica, la media
larga dai 20 ai 50 km, che si esaurisce in corrispondenza pianura si smembra in un sistema multifalde in pressione
di unipotetica linea che passa tra: Spresiano sul Piave, ad acquiferi sovrapposti, dovuto proprio alla presenza di
nord di Treviso, Castelfranco, Cittadella, Sandrigo e lenti impermeabili argilloso-limose alternate a depositi
Thiene, chiamata limite settentrionale delle risorgive. ghiaiosi.

Fig.7.1:
modello
idrogeologico della
pianura veneta

[Fonte:
Consorzio di Bonifica
Pedemontano Brenta,
2000]

Lungo la fascia delle risorgive si allinea un sistema di falde in pressione della media e bassa pianura ad
fontanili da cui si originano dei corsi dacqua chiamati essa collegate. La dispersione dei corsi dacqua inizia
appunto di risorgiva. Questa tipologia di canale dallo sbocco in pianura per tutta la percorrenza
caratterizzata da un regime idrico con una portata dellalta pianura, caratterizzata appunto da sedimenti
costante nel corso dellanno, fortemente influenzata permeabili che permettono linfiltrazione. Tale processo
dalle oscillazioni del livello di falda e con variazioni di messo maggiormente in risalto durante i periodi di
portata stagionali limitate. Di conseguenza questi corsi magra dei fiumi durante i quali le scarse portate sono
dacqua presentano capacit morfogenetica modesta interamente assorbite dal sottosuolo per riaffiorare a
e il loro andamento influenzato profondamente dalla valle della linea delle risorgive: in queste condizioni
morfologia creata in precedenza dai grandi fiumi di lalveo dellalta pianura appare completamente asciutto
origine alpina (GIANDON et al., 2001). mentre nella bassa pianura c la presenza dacqua. Un
Lalimentazione naturale delle falde avviene attraverso altro processo rilevante per la ricarica della falda in alta
la dispersione dei maggiori corsi dacqua della pianura pianura linfiltrazione dellacqua piovana: il contributo
padano veneta e attraverso linfiltrazione diretta degli dellinfiltrazione delle piogge costituisce il 30-35% di
afflussi meteorici lungo la fascia pedemontana. Tramite quello legato ai processi di dispersione in alveo (REGIONE
linfiltrazione nellalta pianura le acque superficiali VENETO, 1990).
raggiungono la falda freatica e indirettamente le

123
CAPITOLO 7

7.4 Aspetti naturalistici

7.4.1 La vegetazione della media pianura

Un corso dacqua in condizioni naturali (cio non riduzione delle diversit morfologiche (isole, sezioni
soggetto a disturbo antropico) accompagnato nel variabili), lalterazione e lomogeneizzazione del profilo
suo percorso da differenti comunit vegetali che si delle sponde e della profondit dellalveo, leliminazione
estendono longitudinalmente senza interruzione lungo delle zone inondabili e lomogeneizzazione del paesaggio
lintero corso del fiume in base alle condizioni idrologiche fluviale. Si aggiungono le azioni di disturbo di tipo diretto
e alla tipologia di suolo presente. Le zone riparie, infatti, quali: la riduzione quantitativa della vegetazione golenale
sono elementi di estremo rilievo per la diversificazione operata ad esempio dallagricoltura e dalle attivit
del paesaggio e sono spesso e volentieri frequentate a estrattive di ghiaia, riduzione anche di tipo qualitativo
livello ricreativo. con lasportazione di alcune tipologie arboree a vantaggio
Le fasce boscate che bordano i corsi dacqua ricoprono di altre. Inoltre luomo, nel corso dei secoli, ha introdotto
ruoli di fondamentale importanza in veste di fasce specie esotiche che hanno soppiantato per certi versi le
tampone, ovvero fasce di vegetazione in grado di specie indigene: tra queste ricordiamo la robinia (Robinia
trattenere i nitriti e i nitrati dei fertilizzanti provenienti pseudoacacia), il gelso della Cina (Broussonetia papyrifera),
dalle coltivazioni limitrofe che altrimenti arriverebbero lo spino di Giuda (Gleditsia triacanthos), il platano comune
al fiume causando inquinamento. Inoltre queste fasce (Platanus acerifolia), il gelso nero (Morus nigra), lamorfa
boscate sono in grado di esercitare un ruolo di tipo fisico, (Amorfa fruticosa). Di seguito sono riportate le descrizioni
trattenendo il terreno ad opera delle radici delle piante e delle principali tipologie floristiche attualmente rilevabili
contribuendo alla laminazione delle piene. (AA.VV., 2003; COMUNE DI SELVAZZANO DENTRO, 1994).
In fitosociologia lassociazione vegetale viene
denominata utilizzando la radice del nome scientifico VEGETAZIONE ACQUATICA: nelle acque limpide e correnti
della o delle specie pi diffuse. La zona presa in esame, abbondano idrofite con specie tipiche delle correnti come
comprendente il corso del Bacchiglione, definita come ad esempio: muschio dacqua (Fontinalis antipiretica),
sistema planiziale padano della regione medioeuropea sedanina dacqua (Apium nodiflorum), ranuncolo acquatico
con vegetazione a Querco-Carpinetum. Secondo ricerche (Ranunculus trichophyllus), millefoglio dacqua comune
palinologiche, il climax attuale della pianura padana ebbe (Myriophyllum spicatum), erba gamberana (Callitriche
inizio con lolocene circa 10.000 anni fa e per 4.000 anni palustris), specie di bresca (Potamogeton) e specie tipiche
fu caratterizzato dalla presenza di una foresta a latifoglie dove lacqua tende a ristagnare.
decidue con specie arboree autoctone insediatesi su un Ai margini dei fiumi, nei piccoli corsi dacqua e nei fossi,
terreno solcato dai fiumi e con la presenza di zone umide invece, abbiamo una prevalenza di cenosi di ranuncolo
e paludose. Nel Neolitico luomo inizi il suo impatto sul fluitante (Ranunculus fluitans), ovvero di raggruppamenti
territorio con la bonifica di aree paludose e la coltivazione di vegetazione formati per la maggior parte da ranuncolo
di aree in precedenza boscate, ma soprattutto in epoca fluitante, con fusti e foglie poco emergenti dallacqua. E
romana che vi sono i pi grandi influssi antropici legati possibile riscontrare inoltre associazioni vegetali di peste
alla centuriazione della superficie, modifica ancora dacqua (Elodea canadensis), specie esotica infestante.
percepibile nella campagna padana. I luoghi paludosi Nelle acque lente e stagnanti di lanche e meandri,
e le selve ripresero piede con la decadenza dellimpero caratterizzate da un certo ricambio dacqua e una non
romano ed il conseguente abbandono delle campagne ancora avanzata eutrofizzazione, si riscontrano cenosi
fino allavvento dei monaci benedettini che ripresero formate da ninfea gialla (Nuphar luteum) e ninfea bianca
le pratiche agrarie e bonificarono nuovamente una (Nymphaea alba), specie radicate al fondo con foglie e
gran parte della Pianura Padana. Durante il periodo fiori portati in superficie. Nelle acque ferme che invece si
della Serenissima le nostre campagne acquisirono presentano molto eutrofizzate possiamo riscontrare una
la configurazione attuale: su un terzo del padovano, vegetazione galleggiante caratterizzata dalla presenza,
propriet dei nobili veneziani, fu improntata una tipologia in maggior misura, della lenticchia dacqua (Lemna minor)
agricola basata sulla rotazione maggese-cereali, la (AA.VV., 2003; COMUNE DI SELVAZZANO DENTRO, 1994).
viticoltura a tutore vivo e la produzione agricola mista
(vegetale-animale). In una tale tipologia di paesaggio le VEGETAZIONE EFFIMERA DEL GRETO: nelle zone con
siepi campestri supplivano alla mancanza di boschi per sedimenti grossolani la vegetazione si presenta di tipo
lapprovvigionamento di legname per il riscaldamento e prevalentemente erbaceo; le cenosi sono formate da
le costruzioni. piante di tipo pioniero come ad esempio: Oenothera
In condizioni di assenza dimpatto antropico la vegetazione biennis, Epilobium dodonaei, Scrophularia canina (AA.VV.,
potenziale si dispone secondo delle associazioni vegetali 2003; COMUNE DI SELVAZZANO DENTRO, 1994).
legate alle diverse caratteristiche ambientali e chimico-
fisiche del terreno. Viceversa lintervento delluomo pu VEGETAZIONE PALUSTRE: la vegetazione che si incontra in
creare degli scompensi. Le azioni che in forma indiretta questi ambienti, soprattutto in prossimit della riva dove
possono nuocere maggiormente alla vegetazione laltezza dellacqua pi bassa, viene comunemente
presente sono: la rettificazione dei tracciati fluviali, la definita canneto. Le erbe palustri che la costituiscono

124 R a p p o r t o s u l l o S t a t o d e l l 'A m b i e n t e - P r o v i n c i a d i Pa d o v a - 2 0 0 6
il Bacchiglione

sono: Thypha latifolia, Phragmites australis, Gallium sinsedia in terreni pi asciutti e sciolti (AA.VV., 2003;
palustre, Mentha aquatica, Nasturtium officinale, Veronica COMUNE DI SELVAZZANO DENTRO, 1994).
aquatica, caratterizzate da radici completamente
sommerse mentre i fusti emergono dallacqua (AA.VV., VEGETAZIONE ERBACEA: la composizione della vegetazione
2003; COMUNE DI SELVAZZANO DENTRO, 1994). erbacea molto varia e dipende dalle condizioni del
terreno. La vegetazione tipica dei margini dei campi
VEGETAZIONE ARBOREA ED ARBUSTIVA: ancora verso coltivati, delle strade, dei sentieri erbosi e delle rive dei
lentroterra sincontrano le prime fasce a specie legnose canali costituita da: ortica (Urtica dioica), parietaria
su un terreno maggiormente consolidato. Le specie (Parietaria officinalis), erba astrologa (Aristolochia
presenti sono salici arbustivi elastici e di bassa statura clematitis), silene bianca (Silene alba), acetosella minore
che vegetano su terreno sabbioso e sono in grado di (Oxalis fontana), centocchio (Stellaria media), grespignolo
sopportare anche lunghi periodi di sommersione. Tra (Lapsana communis) e celidonia (Chelidonium majus).
questi ricordiamo: salice da vimini (Salix viminalis), salice Lungo i sentieri vegetano la malva (Malva sylvestris),
ripaiolo (Salix eleagnos), salice rosso (Salix purpurea), la bardana (Arctium lappa), lerba mazzolina (Dactylis
salice dafnoide (Salix daphnoides), salice da ceste (Salix glomerata), il trifoglio bianco (Trifolium repens), la
trianda) (AA.VV., 2003; COMUNE DI SELVAZZANO DENTRO, borsa del pastore (Capsella bursapastoris), la viola
1994). mammola (Viola odorata), la veronica maggiore (Veronica
chamaedrys), la cornetta ginestrina (Coronilla varia) e
VEGETAZIONE A SALICI E PIOPPI: allontanandoci dal fiume ledera terrestre (Glechoma hederacea) (AA.VV., 2003;
il suolo interessato dalla sommersione durante le COMUNE DI SELVAZZANO DENTRO, 1994).
piene per un tempo meno prolungato rispetto ai casi
precedentemente descritti. Qui incontriamo specie Passeggiando lungo gli argini del Bacchiglione, nelle
arboree con radici pi profonde e a salici bassi fanno zone meno praticabili, possibile incontrare formazioni
seguito salici con portamento pi elevato quali salice arboree costituite da ontano nero, salice bianco, pioppo
bianco (Salix alba) e pioppi (Populus alba e Populus nigra) bianco, acero campestre (Acer campestre) e olmo
(AA.VV., 2003; COMUNE DI SELVAZZANO DENTRO, 1994). campestre, misti a numerosi esemplari di robinia e rovo.
A ridosso di questa fascia interessata da sommersioni
VEGETAZIONE AD ONTANO NERO: accanto ai pioppi fanno la periodiche vi sono le zone sfruttate per lagricoltura e
loro comparsa gli ontani (Alnus glutinosa e Alnus incana) gli elementi arborei sono molto rari, si possono trovare
in suoli sempre umidi e con locali affioramenti di acqua. soltanto robinia, platano e gelso mentre frassino e
La composizione floristica pi varia e strutturata farnia sono molto rari. Piante arboree come robinia e
verticalmente in due strati: arboreo ed arbustivo, rovo si insediano facilmente nelle zone antropicamente
accompagnata da un buon sottobosco erbaceo. Tra gli disturbate o che hanno subito disturbo da parte
arbusti segnaliamo: la sanguinella (Cornus sanguinea), delluomo in passato (AA.VV., 2003; COMUNE DI SELVAZZANO
il sambuco (Sambucus nigra), lo spino cervino (Rhamnus DENTRO, 1994).
catharticus), la fusaggine (Euonymus europaeus), la
frangola (Frangula alnus) ed il prugnolo (Prunus spinosa)
(AA.VV., 2003; COMUNE DI SELVAZZANO DENTRO, 1994).

VEGETAZIONE A OLMO, FRASSINO E QUERCIA: nelle zone


bagnate dalle acque delle massime piene periodiche
la vegetazione rappresentata dalla presenza del
frassino maggiore (Fraxinus excelsior), che inizialmente
si associa allontano e successivamente, in suoli meno
ricchi dacqua, si associa con lolmo (Ulmus campestris) e
con la farnia (Quercus robur). Quando gli olmi si diradano
e la farnia inizia ad essere pi frequente, incontriamo
il tiglio nostrano (Tilia platyphyllos), il tiglio selvatico
(Tilia cordata) e lacero campestre (Acer campestre). Tra
gli arbusti incontriamo specie meno igrofile quali: il
biancospino (Crataegus monogyna), la rosa di macchia
(Rosa canina) e il nocciolo (Corylus avellana) (AA.VV.,
2003; COMUNE DI SELVAZZANO DENTRO, 1994).

VEGETAZIONE A QUERCE E CARPINO: nella zona al limite con


la golena, dove cessa linvasione stagionale delle acque
ed il conseguente deposito di limo, sinstaura il bosco
planiziale naturale con prevalenza di farnia e carpino
bianco.
La farnia (Quercur robur) sinsedia in stazioni con terreni
freschi e fertili, il carpino bianco (Carpinus betulus)

125
CAPITOLO 7

7.4.2 Vegetazione delle risorgive della


pianura Padano-Veneta
Aspetti faunistici
7.4.3
Il fiume Bacchiglione origina dalle polle di risorgiva Le tipologie vegetazionali e le tipologie di zoocenosi sono
dellalta pianura vicentina ai piedi del Massiccio del fortemente correlate tra loro, solitamente ad un aumento
Pasubio e soltanto in un secondo momento riceve le acque della complessit e variet della vegetazione corrisponde
dei torrenti alpini che ne incrementano notevolmente un aumento delle specie faunistiche. Dal punto di vista
la portata. Data lorigine mista di questo fiume e faunistico gli ambienti golenali sono zone di notevole
limportanza che gli ambienti di risorgiva rivestono nella ricchezza qualitativa. Lambiente di golena un
pianura padano-veneta, saranno brevemente accennate ambiente estremamente dinamico dovuto alla presenza
le caratteristiche peculiari di questo ambiente. dellacqua che ne modella la morfologia determinando la
Le risorgive si possono distinguere in due principali presenza di diversi biotopi, anche effimeri come dune,
tipologie: quelle di sbarramento, dove la risalita rami secchi, zone di acqua stagna, scarpate. In questi
dellacqua determinata dalla diminuzione graduale di ambienti, dislocati in piccoli spazi, si sviluppano svariate
permeabilit dei sedimenti dallalta alla bassa pianura, forme vegetazionali con la conseguente creazione di
e quelle di affioramento, dovute allintersezione della spazi ecotonali che offrono alla fauna una sorprendente
falda freatica con la superficie topografica e localizzate quantit di nicchie ecologiche diverse.
ai piedi dei terrazzi fluviali. La risorgiva caratterizzata Essendo la pianura circostante un ambiente ormai
morfologicamente dallavere una testa, chiamata anche poco naturale e fortemente influenzato dalle opere
gorgo da dove affiora lacqua, che pu avere un diametro antropiche, i fiumi rappresentano le uniche vie di transito
che va da qualche metro a 10 metri e pi, una gola e per la fauna migratoria: lavifauna, ad esempio, segue i
unasta. Il profilo chimico-fisico dellacqua di risorgiva corsi dei fiumi alpini per scendere durante la stagione
abbastanza costante ed ha scarsi solidi sospesi; la avversa o effettuare spostamenti giornalieri, come ad
portata di questi corsi dacqua si mantiene costante nel esempio i gabbiani, che utilizzano i corsi dacqua per
corso dellanno. La temperatura solitamente presenta collegare le aree di riposo con le aree dove cibarsi. I
variazioni stagionali molto contenute, principalmente fiumi sono anche lelemento di congiunzione tra pianura
dovute al fatto che durante la permanenza in falda le e montagna; alcuni esemplari di capriolo infatti scendono
acque sono isolate dalle variazioni climatiche esterne. in pianura sfruttando le bande boscate delle golene che
La vegetazione acquatica delle teste di risorgiva dipende si collegano ai boschi pedemontani. Alcuni tratti dei fiumi
dalle dimensioni e dalla profondit delle teste stesse, dal Brenta e Bacchiglione sono dotati di elevate potenzialit
dinamismo delle polle, dalla natura dei sedimenti del fondo faunistiche per lampia superficie golenale presente
e dalla composizione chimica della falda. In prossimit e per lampia sinuosit dei percorsi fluviali, questo in
delle polle il movimento dellacqua limita lo sviluppo della particolar modo per il fiume Bacchiglione nel tratto
vegetazione, mentre a poca distanza si possono trovare compreso tra Creola e Selvazzano. Le specie faunistiche
varie specie quali ad esempio la brasca (Potamogeton) di vertebrati che gravitano intorno al medio corso del
lerba ranina (genere Callitriche), il millefoglio dacqua
(Myriophyllum spicatum), la lenticchia dacqua (Lemna
minor). Nelle zone centrali della testa si possono disporre
cuscini galleggianti di crescioni (Nasturtium officinale,
Apium nodiflorum) e veronica dacqua (Veronica anagallis-
aquatica). Allontanandosi dalla sorgente le caratteristiche
idrologiche e chimiche si modificano, condizionando lo
sviluppo della vegetazione acquatica. Dove la corrente
pi veloce possibile trovare la forma sommersa
della sedanina dacqua (Berula erecta, Morpha submersa),
verso valle vi laumento progressivo dei ranuncoli
acquatici (Ranunculus pseudofluitans e R. trichophyllus)
con specie di erba ranina. Lungo le sponde presente
una vegetazione dominata da elofite quali ad esempio
la forma emersa della sedanina dacqua (Berula erecta),
dei crescioni, della menta acquatica (Mentha aquatica),
della veronica dacqua, del nontiscordardim delle paludi
(Myosotis scorpioides). I crescioni e la sedanina dacqua
tendono generalmente ad assumere un ruolo dominante
nella vegetazione, giungendo a colonizzare lintero alveo
(CONATI, 2003; MAZZETTI & SUMAN,1994).

126 R a p p o r t o s u l l o S t a t o d e l l 'A m b i e n t e - P r o v i n c i a d i Pa d o v a - 2 0 0 6
il Bacchiglione

fiume Bacchiglione sono le specie tipiche degli ambienti airone rosso (Ardea purpurea). Altre specie che si possono
lacustri interni e altre che, a causa delle trasformazioni riscontrare lungo il fiume sono: il martin pescatore
ambientali operate dalluomo nella pianura circostante, (Alcedo atthis), provvisto di una livrea brillante e in
hanno trovato rifugio negli spazi golenali (AA.VV.,2003; grado di catturare i pesci tuffandosi nellacqua, nidifica
COMUNE DI SELVAZZANO DENTRO, 1994). scavando dei buchi profondi anche 130 cm nelle scarpate
sabbiose; il topino (Riparia riparia), riconoscibile per la
MAMMALOFAUNA: la mammalofauna poco presente livrea di color marrone superiormente e inferiormente
lungo il fiume ed rappresentata da alcune specie di bianca.
piccola taglia come i soricidi (generi Sorex e Crocidura) e i Tra le specie che frequentano il canneto per nutrirsi e
muridi (generi Rattus, Apodemus, Microtus, Mus, Micromys, nidificare ricordiamo: il pendolino (Remiz pendulinus),
Arvicola). Troviamo anche il riccio (Erinaceus europaeus), che costruisce un nido a fiasco con ingresso laterale,
il moscardino (Moscardino avellanarius), la talpa (Talpa il migliarino di palude (Emberiza schoeniclus), la
europaea) e la donnola (Mustella nivalis). Tra le specie a cannaiola (Acrocephalus scirpaceus) ed il cannareccione
taglia pi elevata sono presenti la lepre (Lepus europaeus), (Acrocephalus arundinaceus). Vi sono altre specie, non
diffusa per scopi venatori, la nutria (Myocastor coipus), la tipicamente fluviali, che ritroviamo negli ambienti
volpe (Vulpes vulpes) e la faina (Martes foina) (COMUNE DI golenali in cerca di un rifugio ricco di cibo e adatto alla
SELVAZZANO DENTRO, 1994). nidificazione, tra questi: il fagiano (Phasianus colchicus),
che viene immesso periodicamente per scopi venatori,
ERPETOFAUNA: i rettili e gli anfibi sono i vertebrati che la tortora (Streptopelia turtur) il cuculo (Cuculus canorus),
risentono maggiormente dellimpatto antropico e del la gazza (Pica pica), il rigogolo (Oriolus oriolus), lupupa
conseguente degrado ambientale. In particolar modo (Upupa epos), la rondine (Hirundo rustica), il balestruccio
gli anfibi hanno risentito dellutilizzo dei pesticidi (Delichon urbica), il rondone (Apus apus) ed altri piccoli
in agricoltura. Tra quelli presenti lungo il corso del passeriformi come, ad esempio, il pettirosso (Erythacus
Bacchiglione ricordiamo la rana verde (Rana esculenta), rubecola), lo scricciolo (Troglodytes troglodytes), la
legata ai piccoli corsi dacqua e agli stagni adiacenti il capinera (Sylvia atricapilla), il fringuello (Fringilla
fiume, la raganella (Hyla arborea), il rospo comune (Bufo coelebs), il cardellino (Carduelis carduelis), la cinciallegra
bufo), il rospo smeraldino (Bufo viridis) che sono comuni (Parus major), il passero comune (Passer domesticus) e il
nelle zone agrarie limitrofe, pi rari i tritoni (Triturus codibugnolo (Aegithalos caudatus).
spp.). Tra i rettili si menziona: la comune lucertola Durante le migrazioni i limicoli sono attratti dai campi
(Podarcis muralis), lorbettino (Anguis fragilis) e serpenti della golena periodicamente allagati e si fermano in
come il Biacco o Carbonasso (Coluber viridiflavus), la piccoli gruppi per alcuni giorni. In questi momenti
biscia dacqua (Natrix natrix) e la biscia tassellata (Natrix possibile vedere il piro piro piccolo (Actitis hypoleucos) e
tessellata). Talvolta la tartaruga (Testudo hermanni) e il beccaccino (Gallinago gallinago). Tra le specie notturne
la testuggine palustre (Emys orbicularis) (COMUNE DI troviamo la civetta (Athene noctua), il gufo (Asio otus), il
SELVAZZANO DENTRO, 1994). barbagianni (Tyto alba) e tra le specie diurne abbiamo
il gheppio (Falco tinnunculus) e la poiana (Buteo buteo)
ORNITOFAUNA: il Bacchiglione, insieme al Brenta, (COMUNE DI SELVAZZANO DENTRO, 1994).
rappresenta una delle pi importanti rotte migratorie
del padovano (MAZZETTI & SUMAN, 1994). Lornitofauna ITTIOFAUNA: il Bacchiglione, cos come i suoi canali,
la categoria pi diffusa e pi facilmente avvistabile di nel settore settentrionale della provincia di Vicenza,
fauna selvatica; tra le specie pi diffuse si ricordano: presenta unambiente ideale per i salmonidi. Il corso
la gallinella dacqua (Gallinula chloropus) di dimensioni dacqua, da Vicenza fino ai limiti della provincia stessa,
medio-piccole, che possiede zampe dotate di lunghe circa presso Tencarola, presenta un ambiente detto a
dita che le consentono di camminare sulla vegetazione ciprinidi reofili, caratterizzato da un alveo con acque
galleggiante e la folaga (Fulica atra), di taglia maggiore profonde e veloci e temperature comprese tra gli 8 ed
della gallinella dacqua, si riconosce dal piumaggio nero, i 23 C nellarco dellanno. Il tratto del fiume che va da
ha becco e placca frontale bianca ed presente nei mesi Padova fino alla foce caratterizzato da un alveo pi
invernali. Tra gli anatidi presente il germano reale ampio con acque profonde, pi lente rispetto al tratto
(Anas platyrhynchos), nidificante e presente tutto larco precedente con temperature dellacqua comprese tra i
dellanno, caratterizzato da un forte dimorfismo sessuale 5 ed i 25 C, atte ad ospitare ciprinidi limnofili (CARTA
nel colore del piumaggio. Il gabbiano comune (Larus ITTICA, 1995).
ridibundus), che migra dai quartieri del nord e centro Il tratto di Bacchiglione riguardante la provincia di
Europa per svernare nel nostro territorio, ha colonizzato Padova rientra nella zona a barbo le cui specie ittiche
anche le aree urbane e si adattato a sfruttare qualsiasi maggiormente presenti sono appunto il barbo (Barbus
fonte alimentare. Gli ardeidi sono poco presenti a causa barbus plebejus), la lasca (Chondrostoma genei), il cavedano
del forte degrado ambientale che non pu soddisfare le (Leuciscus cephalus cabeda) e la savetta (Chondrotsoma
esigenze primarie delle specie: la nitticora (Nycticorax soetta). Altre specie minori sono: il cobite (Cobitis larvata),
nycticorax) ha bisogno di boschi fluviali maturi per lo spinarello (Gasterosteus aculeatus), il ghiozzo padano
nidificare, ambienti non pi presenti lungo il fiume (Padogobius martensi). Nei tratti di fiume pi calmi
Bacchiglione. Raramente avvistate la garzetta (Egretta possibile trovare il luccio (Exos lucius), la carpa (Cyprinus
garzetta), lairone cenerino (Ardea cinerea) e il rarissimo carpio), la tinca (Tinca tinca), lalborella (Alburnus albinus

127
CAPITOLO 7

alborella), la scardola (Scardinius erythrophthalmus), la Verona (comuni di Mozzecane e di Povegliano Veronese)


rovella (Rutilus rubidio), languilla (Anguilla anguilla). Tra Tesi di Laurea in Scienze Naturali, inedita, Universit di
le specie alloctone ricordiamo il persico trota (Micropterus Parma a.a. 2002/2003, formato pdf disponibile al sito
salmoides), il persico sole (Lepomis gibbosus) e le carpe (http://www.provincia.vr.it/newweb/Area-servi/Settore-
cinesi, che si associano alla trota (Salmo trutta fario) e la Fa/Servizio-c/Pesca-e-ge/Atti-e-pub/tesi-risorgive.pdf)
trota iridea (Salmo gairdneri) introdotte per scopi di pesca (2002) BONDESAN A., CALDERONI G., MOZZI P.
sportiva. A causa dellinquinamento sono sempre meno Lassetto geomorfologico della pianura veneta centro
rinvenibili il temolo (Thymallus thymallus), lo scozzone orientale: stato delle conoscenze e nuovi dati scritti in
(Cottus gobio) e la lampreda (Lethenteron zanandreai) ricordo di Giovanna Brunetta, Varotto M. Zunica M. (a
(COMUNE DI SELVAZZANO DENTRO, 1994). cura di) Universit degli studi di Padova, Dipartimento di
Geografia G. Morandini.
Lo stato attuale della fauna notevolmente cambiato (2000) MARCHETTI M. Geomorfologia fluviale, Pitagora
rispetto al passato a causa del forte impatto antropico editrice, Bologna, 247 pp.
che ha ridotto notevolmente lhabitat naturale delle (2001) GIANDON P., RAGAZZI F., VINCI I., FANTINATO
specie animali stesse. E improbabile che si possa L., GARLATO A., MOZZI P., BOZZO G.P. La carta dei
avere un ritorno alla biodiversit di un tempo a suoli del bacino scolante in laguna di Venezia, in BINI
causa di un marcato depauperamento del territorio C. (a cura di) Atti del convegno Nazionale: La scienza
ad opera delluomo che lha sagomato secondo le del suolo per lambiente. Venezia, 12-16 giugno 2000.
proprie transitorie necessit. In ogni caso importante Bollettino della Societ Italiana della Scienza del Suolo.
considerare che se anche non vi pu essere un ritorno Supplemento al volume 50, pp. 273-280.
alle condizioni originarie nella gestione importante (1977) DAL PRA A., A. BELLATI Distribuzione dei
salvaguardare e ripristinare le fasce boscate lungo i corsi materiali limoso argillosi nel sottosuolo della pianura
dacqua, i piccoli nuclei di bosco e le siepi dei campi Padano Veneta, con la collaborazione di Antonelli R.
intergolenali, in modo che gli animali possano trovare un Costacurta R. e Sbettega G. Quaderni dellistituto di
ambiente adatto alle loro esigenze. ricerca sulle acque n34 (4) pp 89-91.
(1976) DAL PRA, A. BELLATI, COSTACURTA R.,
SBETTEGA G. Distribuzione delle ghiaie nel sottosuolo
Bibliografia della pianura Padano Veneta, CNR, Quaderni dellistituto
di ricerca sulle acque p/341 Roma.
(1994) MAZZETTI A., SUMAN B. Il Bacchiglione: studi sul
(2003) CASETTA P. Il colmellone di Limena in unosella
territorio lambiente e il paesaggio Provincia di Padova
settecentesca e la sistemazione idraulica dellAlta
4, Padova.
Padovana in Alta Padovana, storia, cultura, societ,
(2000) PEDEMONTANO BRENTA Studio sulla gestione
quaderni della Fondazione Alta Padovana Leone
delle acque di un bacino idrografico del Veneto, atti del
Wollemborg, numero 2, pag.24-31.
convegno, gioved 23 novembre 2000, Cittadella (PD).
(1983) SELVAZZANO DENTRO Il Bacchiglione un fiume
(1983) GRANDIS C. Il Bacchiglione, un fiume e la sua
e la sua terra a cura di C. Grandis, Pubblicazione di
terra, Biblioteca Pubblica Comunale, centro culturale,
Selvazzano Dentro, Biblioteca Pubblica Comunale 1983.
Pubblicazione di Selvazzano Dentro.
(1999) ZANETTI P.G. Conche e Navigli. Il sostegno a
(1989) CASTIGLIONI G.B. Idrografia della Pianura
porte di Battaglia Terme e il recupero della Navigazione
Padana in base ad indirizzi geomorfologici in: Padova
tra Padova, Colli Euganei e Laguna di Venezia, Parco
citt dacque, catalogo della mostra, Sala della Ragione
Regionale dei colli Euganei.
28 aprile-9 luglio 1989 La Garagola, Padova 1989.
(2003) DEGAN G. Il Castello di San Martino della Vaneza,
(2003) AA.VV. Infrastrutture verdi: indirizzi per la
Cervarese Santa Croce, ed. a cura dellautore.
pianificazione del territorio in funzione della costruzione
di reti ecologiche a scala locale a cura di BUGGIN A.
Provincia di Padova, Assessorato allAmbiente.
(1987) BOSIO L. I fiumi dellantico Veneto- in Corsi
dacqua Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, 1987.
Siti internet
@
http://www.provincia.vicenza.it/
(2003) NINFO A. Studio geomorfologico della pianura del
http://www.provincia.vr.it
fiume Bacchiglione tra Montegalda e Selvazzano Tesi di
http://www.corpoforestale.it
Laurea inedita, Dipartimento di Geografia.
http://sentinellafiumi.provincia.venezia.it
(1990) REGIONE VENETO Carta geologica del Veneto:
http:// www.padovanavigazione.it
una storia di cinquecento milioni di anni, scala 1:
http:// www.turismopadova.it
250.000, Regione del Veneto, Segreteria regionale per
http://www.ambientediritto.it
il Territorio.
http://www.arpa.veneto.it
(1980) ROMANO A. La navigazione interna nella pianura
veneta in Canali e burci a cura di Turato G.F., Sandon
F., Romano A., Assereto A., Pergolis R., La Galaverna
editrice, 1980, pp 23-37.
(2003) CONATI Caratterizzazione idrofaunistica ed
ambientale di due tipiche risorgive della provincia di

128 R a p p o r t o s u l l o S t a t o d e l l 'A m b i e n t e - P r o v i n c i a d i Pa d o v a - 2 0 0 6