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UNIVERSIT DEGLI STUDI DI NAPOLI

FEDERICO II

Corso di Laurea in Logopedia


A.A. 2011/2012
dott.ssa Paola Villari

Logopedia III
Le disfonie
QUALI SONO LE
DOMANDE E I DUBBI
PIU FREQUENTI

?
COS E LA
VOCE

?
La voce il risultato:

Della coordinazione tra tutte le componenti


dellapparato pneumo-fono-articolatorio

Del feed-back acustico e propriocettivo

Dellespressione della personalit e degli stati danimo,


in quanto ha un ruolo fondamentale nella
comunicazione tra gli esseri umani.

Se il comportamento di uno solo di queste strutture si


altera ne consegue un disfunzionalit.
Come viene prodotta
La voce ha un motore, il polmone, che manda laria
inspirata

laria incontra le corde vocali in fase di


avvicinamento e ne fa oscillare la mucosa,
producendo a livello delle corde un suono puro
(suono non voce) che pu essere di frequenza grave
o acuta (oscillazioni rapide o pi lente)

Il suono entra nella cavit di risonanza sovraglottiche


dove si arricchisce di armoniche (multipli interi della
Fo)

Viene proiettato allesterno come Voce


COSE UNA
DISFONIA
?
LA DISFONIA E UN
ALTERAZIONE DEI
PARAMETRI
PSICOPERCETTIVI
DELLA VOCE
COSA
SIGNIFICA
?
La voce viene percepita dal nostro
udito come prodotto o fenomeno
unico;
Il giudizio circa la qualit della
produzione vocale pertanto di tipo
psicopercettivo.
Quando la produzione fonatoria
adeguata al sesso e allet della
persona che la produce, viene definita
eufonica o corretta; in caso
contarario si parla di disfonia.
Quali sono i parametri vocali
l ALTEZZA TONALE: sensazione psicopercettiva della
frequenza fondamentale della voce, data dal numero di
vibrazioni delle corde vocali. La riferiamo in base al
sesso e allet del soggetto. Troviamo questo parametro
alterato solo in caso di alcune patologie: paralisi
cordale,cordectomie, muta vocale, disfonia neurologica.
Pu essere: normale, elevata o grave.

l INTENSITA VOCALE: (percezione del volume della


voce). Fa riferimento alla pressione sonora sottoglottica.
alterata in presenza di un deficit di adduzione cordale
dovuto ad unassenza di equilibrio tra le strutture.
Pu essere: elevata, ridotta, incostante.
l TIMBRO: definisce la qualit della voce ed il parametro, la cui
alterazione caratterizza la disfonia.
Pu essere: normale, rauco o velato.
Il timbro dipende dai rapporti dimensionali (dimensioni e forma) delle
cavit di risonanza (cavit sovraglottiche). A livello della cavit orale,
un ruolo fondamentale svolto dalla lingua che ha una parte mobile a
livello del cavo orale ed una fissa in orofaringe; questultima nei suoi
movimenti modifica linclinazione della laringe e di conseguenza
cambia anche i rapporti dimensionali tra gli altri organi di risonanza.
Nel timbro rauco, abbiamo generalmente una brusca contrazione
delle cavit di risonanza che impedisce allaria di uscire
liberamente.
Il timbro velato, dato dal fatto che gi a livello glottico non vi
sia unadduzione completa, per cui la vibrazione cordale
scadente, parziale, e i risuonatori non possono fare altro che
amplificare un suono che di per s ha poca frequenza
fondamentale.
Un timbro normale dato dal passaggio dellaria che risale tra le
corde vocali in maniera fluida e regolare.
l ATTACCO: linizio della fonazione, momento
in cui vi ladduzione delle corde vocali.
Pu essere: normale, duro, debole, ritardato.

Lattacco duro: dato da un errato


bilanciamento della forza per cui le corde
vocali si chiudono bruscamente;

Lattacco
ritardato: ha bisogno di un po di
tempo per realizzarsi;

Lattacco regolare: dato da un perfetto


equilibrio funzionale;
TENUTA FONATORIA: capacit di mantenere costanti nel tempo
tutti i parametri vocali;
La costanza della nostra emissione in rapporto con la capacit di
mantenere teso lapparato muscolare delle corde vocali,
permettendo il giusto avvicinamento, la costante produzione di
pressione sottoglottica e quindi la costante oscillazione.

Pu essere: costante o incostante.

Costante:non vi sono alterazioni del sistema pneumo-fonico,


dunque vi una corretta adduzione e unadeguata oscillazione
delle corde vocali.

Incostante:
in caso di alterazioni del comportamento muscolare
come in unipercontrazione muscolare, i muscoli arrivano a un
momento in cui non riescono a mantenere la loro contrazione
muscolare e cedono.
l DURATA: capacit di mantenere il
corretto assetto glottico per un certo
periodo di tempo e di parlare con un
giusto ciclo respiratorio; la durata
compromessa quando ci sono
comportamenti muscolari anomali.
Troviamo unalterazione di questo
parametro sicuramente nelle
cordectomie.
PERCHE LA
DISFONIA?
QUALE
MECCANISMO
SI MODIFICA?
La produzione della voce un fenomeno spontaneo, non indotto ;
generalmente non necessario attuare alcun controllo durante
lemissione della voce .
Nellutilizzare una funzione in maniera fisiologica non si riceve
nessun segnale di allarme dal nostro sistema di controllo;
Quando inizia la disfunzione riceviamo una serie di segnali che ci
inducono a modificare il tipo di funzionamento; ci significa che
necessario indurre modifiche al pattern di funzionamento per
produrre la funzione stessa; questi dipendono da caratteristiche
e necessit personali;
Il tempo intercorrente tra il primo impulso alla disfunzione e il
suo consolidamento determina un ingravescenza della
disfunzionalit ed una sua maggiore resistenza;
Lo schema motorio disfunzionale sostituisce in maniera rilevante,
se non totale quello utilizzato dal paziente;
COSA SI
INTENDE PER
DISFUNZIONE

?
La DISFUNZIONE si verifica quando una
persona modifica il suo modo di funzionare
in rapporto con uno stimolo proveniente
dallesterno;si tratta ,generalmente di
meccanismi di compenso che comportano
lutilizzo di strutture muscolari che non sono
deputate a quella specifica funzione.

Ci determina la comparsa di sintomatologia


soggettiva ,specificamente durante la funzione
in oggetto, indice delluso di strutture non
idonee.
Solitamente nellanamnesi
vocale possibile individuare
il fenomeno o/e i fattori
responsabili dellinsorgenza
della disfonia e del suo
mantenimento nel tempo;
Nella comparsa della disfonia pu
trattarsi di :
-faringiti recidivanti;
-surmenage o malmenage vocale
protratto;
- uso professionale della voce;
-presenza di RGE ;
-Etc
Come reagisce il nostro
meccanismo di produzione
vocale nel caso di difficolt

?
Mettendo in atto dei meccanismi
compensatori:
-creando valvole fonatorie
-aumentando il volume
-aumentando la forza muscolare
-inclinando il capo in modo da avvertire
meno fatica
-incrementando il numero degli atti
respiratori
-parlando in apnea
cio provoca la comparsa di sintomatologia
soggettiva
I meccanismi di compenso pi frequenti sono:

Ipercontrazione latero-cervicale: coinvolgimento di muscoli


accessori nellespletamento della funzione fonatoria
(sternocleidomastoidei ed altri muscoli del collo).

Ipercontrazione sottomandibolare: il paziente riferisce una


sensazione di costrizione in rapporto con una cattiva posizione
della lingua e con un inclinazione anomala della regione
sopraioidea.

Ipercontrazione della regione orofaringea: si tratta di un


regione interamente muscolare che offre resistenza al passaggio
dellenergia sonora.

Respirazione toracica-superiore in fonazione: nel tentativo di


aumentare la pressione sottoglottica e incrementare lintensit
del suono.
VALUTAZIONE
vAnamnesi vocale

vValutazione funzionale logopedica

vEsame laringoscopico

vValutazione strumentale
ANAMNESI VOCALE

Lanamnesi vocale si riferisce


allinsorgenza del disturbo, la sua
evoluzione nel tempo, le abitudini
vocali del paziente anche in relazione
allattivit lavorativa, eventuali
terapie logopediche precedenti e loro
esiti.
Chi sono i professionisti della
voce ?
Definiamo PROFESSIONISTA
VOCALE colui il quale, aldil delle
necessit comunicative del
quotidiano,non potrebbe in senso
proprio continuare a svolgere il
proprio lavoro senza luso della
voce,poich proprio da essa trae
sostentamento economico per se e per
la propria famiglia
Non pensiamo solo alle professioni che fanno
del fonare una forma darte, come il canto e
la recitazione ma rientrano tra i
professionisti vocali:
vDoppiatori
vSpeaker
vInsegnanti
vEducatori
vSacerdoti
vAvvocati
vEtc..
Losservazione diretta del paziente durante il
rilievo dei dati anamnestici consente di
evidenziare latteggiamento posturale globale e
luso della voce al di fuori del setting;
La capacita e la precisione nel riferire la
sintomatologia soggettiva e indice di attenzione
al problema;
Il rilievo del quadro fonico e una valutazione
psicopercettiva ,pertanto deve essere intesa come
un giudizio soggettivo;
Le metodiche strumentali rappresentano un
giudizio obbiettivo ,ma devono comunque essere
effettuata da personale esperto
VALUTAZIONE FUNZIONALE
LOGOPEDICA

l SINTOMATOLOGIA SOGGETTIVA

l SINTOMATOLOGIA OGGETTIVA

l VALUTAZIONE DEL MECCANISMO


RESPIRATORIO
SINTOMATOLOGIA SOGGETTIVA:
Si riferisce ai sintomi, alle sensazioni che vengono
avvertite dal paziente nel corso della fonazione;
essenziale che siano riferiti in stretto rapporto con
lattivit vocale e diminuiscano con la riduzione
dellattivit fonatoria.

Per valutare le conseguenze psico-sociali dei disturbi


vocali possibile utilizzare il questionario VHI (Voice
Handicap Index).
LA SINTOMATOLOGIA OGGETTIVA:
Consiste nella valutazione dei parametri vocali; una
valutazione psicopercettiva, in rapporto quindi con la
capacit dellesaminatore di confrontare unemissione
eufonica con una disfonica e riconoscerne le
caratteristiche.

Nel tentativo di fornire una terminologia condivisibile


sono stati messi appunto protocolli di valutazione quali:
v Scala GIRBAS;
v BVP (Buffalo Voice Profile System);
v VPAS (Vocal Profile Analysis Scheme);
v Etc
Meccanismo Respiratorio
La regolazione del meccanismo respiratorio durante la fonazione un
fenomeno naturale non indotto e non regolato volontariamente; nel caso
di disfunzione fonatoria
importante valutarne le modifiche nella conversazione naturale.

Il paziente deve essere posto in una condizione facilitante, in piedi di fronte


allo specchio;tale posizione e definita ortostatismo.

Dopo una ispirazione rapida e naturale il paziente viene invitato a


produrre le serie automatiche in successione; Ci ci consente di rilevare
il tipo di inspirazione, la profondit e la durata dellespirazione ,le
modalit dellattacco fonatorio e leventuale presenza di compensi
fonatori.

La prevalenza dei distretti interessati dalla respirazione in corso di


fonazione sono:

l toracico/apicale
l costo/diaframmatica
Esami Strumentali
lSpettrografia
lAerofonia
lFonetografia
lEtc..
ESAME OBIETTIVO
LARINGOSCOPIA INDIRETTA:
Per evidenziare lo stato delle corde vocali e
per osservare il comportamento dei
risuonatori laringei durante lemissione
vocale
La rieducazione delle disfonie essenzialmente
una stimolazione propriocettiva: il paziente viene
guidato con items congrui al suo deficit al
riconoscimento delle sensazioni,derivanti da
unemissione eufonica, rispetto a quella
disfonica; apprende, inoltre ad associare
variazioni della tensione muscolare distrettuale a
differenti prodotti vocali e che questa regolabile
e gestibile se si riesce a graduare la forza dei
vari distretti muscolari interessati.
l Trattamento indiretto: modifica delle
abitudini vocali del soggetto in modo da
preparare unambiente faringo-laringeo
recettivo al trattamento diretto.

l Trattamento diretto: rivolto alla


correzione dei parametri vocali con luso
di tecniche specifiche;

SONO ENTRAMBI NECESSARI!


Trattamento indiretto
Norme di igiene vocale
v Evitare di parlare con intensit elevata soprattutto in ambienti rumorosi o troppo
grandi o con acustica difettosa; preferibile parlare a distanza ravvicinata con chi ci
ascolta
v Evitare le prolungate emissioni sussurrate o bisbigliate,perch procurano uno sforzo
particolarmente dannoso.
v Evitare le forti risate, le imitazioni e le caricature vocali.
v Evitare i raschiamenti di gola e tosse stizzosa, nel caso di estrema necessit farli in
modo moderato e meno frequentemente possibile.
v Evitare le discussioni animate, gli urli e le lunghe conversazioni telefoniche.
v Evitare il canto.
v Respirare a bocca chiusa; per questo motivo indispensabile curare ed eliminare tutti i
disturbi delle cavit nasali.
v Riguardarsi dai raffreddamenti e dai cambiamenti bruschi di temperatura.
v Non pressare la voce all'inizio della frase e fare attenzione a non rimanere senza fiato
alla fine
v Regolare lalimentazione prima di ogni prestazione vocale importante (lezione-
conferenze) evitando pasti abbondanti e di difficile digestione.
v Evitare fumo, alcool e moderare lassunzione di caffeina
Trattamento diretto
l Obiettivi: il sinergismo fonatorio lobiettivo dellintera
riabilitazione.
l Strumenti o mezzi :
1)Specchio;
2) Tecniche di visualizzazione o cues sensoriali;
3)Posture facilitanti;
4)Uso di elementi linguistici :emissioni afone, sonore ed afono-
sonore;emissione di vocalizzi,impiego di tutti i fonemi;
5) Uso di elementi non linguistici: impiego delle attivita laringee
riflesse;
l Modalit di somministrazione: emissioni prolungate,interrotte
da pause arbitrarie o costanti,associazioni fonemiche
variabili,variazioni dinamiche di intensit. La scelta della
modalit di somministrazione in rapporto con i singoli
obiettivi riabilitativi
TECNICHE DI VISUALIZZAZIONE
Visualizzare nella propria mente un obiettivo facilita
lindividuazione di un percorso dazione.
Comunicare ad un paziente in maniera efficace
fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi;
le paroleche vengono utilizzate influenzano le
risposte del soggetto.
Le tecniche di visualizzazione , attraverso luso di
Cues, consentono al paziente di guidare la propria
emissione facendo riferimento a situazioni
conosciute e concrete; la partenza, la qualit, la
direzione, e quindi lintera funzione vengono
realizzate pi facilmente;
Una tecnica di visualizzazione (cueing) efficace
basata su:
Definizione degli obiettivi;
Immaginazione del processo per il raggiungimento
dellobiettivo;
Nella riabilitazione della voce vengono utilizzati:
v Cues anatomici: relativi ai distretti funzionali
interessati;
vCues direzionali: per orientare la direzionalit del
flusso espiratorio;
vCues analoghi : richiedono creativit e risultano
essere i pi efficaci;
Quando un cue funziona il paziente risponde
immediatamente ed il lavoro del terapista diventa
pi facile.
Attenzione!!!
Le tecniche di visualizzazione sono
effettivamente efficaci ma non tutte funzionano;
cues troppo tecnici non vengono compresi e
creano confusione nel soggetto.
POSTURE FACILITANTI
Laccomodamento posturale espressione della personalit
dellindividuo, delle sue abitudini comportamentali,delle sue
valenze affettivo-relazionali e delle scoperte ambientali;
lirrigidimento posturale sinonimo di cattiva conoscenza del
proprio corpo.

Ladozione di facilitazioni posturali associate a


tecniche di rappresentazione mentale ,consentono
al paziente di percepire i movimenti dei gruppi
muscolari interessati allo svolgimento di una
determinata funzione, isolando il resto.
Non esiste una postura facilicilante unica per
tutti;essa viene scelta in base agli obiettivi da
TRATTAMENTO STANDARD
l Emissione di soffi prolungati
l Emissione di soffi interrotti
l Emissione di foni fricativi afoni
l Emissione di vocalizzi afoni
l Emissione della polivibrante afona
l Emissione di foni nasali prolungati
l Emissioni di foni nasali interrotti
l Emissione di vocalizzi sonori
l Emissioni di foni fricativi associati a vocali
l Emissione di foni e vocali afono-sonore variamente
associate
l Emissioni di serie automatiche
Classificazione delle disfonie
v DISFUNZIONALi: in assenza di alterazioni
morfostrutturali del distretto laringeo;

v DISFUNZIONALI CON PATOLOGIA ORGANICHE


SECONDARIE: disfonia disfunzionale dovuta a cattivo
uso della voce ; si pu produrre una lesione benigna
cordale;

v SECONDARIE:conseguente a chirurgia
laringea,chirurgia oncologica o vascolare,disturbi
neurologici, etc..
DISFONIE DISFUNZIONALI
v Disfonie ipercinetiche: ipercontrazione muscolare di tutto
lapparato pneumo-fonico; eccessiva contrazione del torace;
lespirazione brusca determina, per compenso, un attacco
cordale duro; a loro volta le cavit di risonanza reagiscono
contraendosi e restringendosi fortemente .Ci avviene
soprattutto a livello dei pilastri palatini e della regione
orofaringea nel suo complesso. Il risultato fonatorio la
raucedine.

v Disfonie ipocinetiche: lemissione respiratoria scarsa,


lavvicinamento delle corde vocali debole per cui passa aria
senza vibrazione, i risuonatori non sono contratti nella giusta
misura e non possono amplificare F0. Il risultato fonatorio
una voce debole, velata.

v Disfonie miste: si associano componenti ipercinetiche ed


ipocinetiche. Presenti soprattutto in casi di lesioni del bordo
Quadro fonico della disfonia
ipercinetica:

v Altezza tonale: elevata o adeguata al


sesso e allet
v Intensit: elevata
v Attacco: duro o a tratti duro
v Timbro: rauco
v Tenuta: incostante
v Durata: ridotta
Quadro fonico della disfonia
ipocinetica:

v Altezza tonale: ridotta o adeguata al sesso


e allet
v Intensit: ridotta
v Attacco: debole o ritardato
v Timbro: velato
v Tenuta: irregolare
v Durata: ridotta.
DISFONIA CRONICA INFANTILE
Disturbo della voce che si manifesta nei
bambini tra i 4 e i 10 anni
Trattamento indiretto
Vs
Trattamento diretto
RICORSO ALLE TECNICHE DI
VISUALIZZAZIONE
DISFONIA CRONICA INFANTILE
l Fattori di rischio:
Tendenza del bambino ad urlare, ad usare la voce per prevaricare
sugli altri, per farsi sentire in situazioni molto rumorose, mancato
rispetto dellalternanza interlocutoria (parlare
contemporaneamente), inadeguata fruizione dei media
(specialmente televisione, computer e auricolari o cuffie), attivit
ludiche-sportive che prevedono luso di modalit vocali aggressive,
ipoacusie infantili.
l Fattori aggravanti il rischio:
Fattori legati alle caratteristiche individuali, come comportamenti
tendenzialmente aggressivi, o a situazioni scolastiche e/o familiari,
come limitazione di modelli vocali errati, proposti da diverse
persone con le quali il bambino a contatto.
l Fattori scatenanti:
Fattori durante i quali o in seguito ai quali la disfonia si manifesta,
come affezioni adenoidee e tonsillari, malattie esantematiche,
laringiti ricorrenti causate da fattori climatici e ambientali.
Disfonia Cronica Infantile
Quadro fonico caratterizzato da:
vAltezza tonale: elevata
vIntensit: elevata
vAttacco: duro
vTimbro: rauco
vTenuta: irregolare
vDurata: ridotta
DISFONIA DA MUTA VOCALE
INCOMPLETA
Il cambiamento vocale nel passaggio
dall'adolescenza all'et adulta pu presentarsi
talora problematico, soprattutto negli individui
di sesso maschile.
Ci dovuto a fattori:
v meccanici (difettoso equilibrio delle forze
muscolari dovuto al rapido accrescimento della
laringe),
v legati alla personalit, particolarmente fragile,
dell'adolescente, che sovente matura un rifiuto
inconscio della nuova voce, legata alla crescita.
DISFONIA DA MUTA VOCALE
INCOMPLETA
Pu essere caratterizata da:
1) voce tremula, insicura e alternante tra
voce di petto, grave, e voce di falsetto,
acuta.

2) voce di falsetto: la voce presenta un


timbro caratteristico ed una altezza
tonale pi acuta rispetto a quella che il
ragazzo presentava prima della pubert.
DISFONIA DA MUTA VOCALE
INCOMPLETA
Quadro fonico:
l
Altezza tonale ELEVATA
Intensit ridotta
Timbro velato/rauco
Tenuta incostante
Attacco debole

Quadro laringoscopico caratterizzato da:


l
Glottide a clessidra o triangolo della muta
DISFONIA DA MUTA VOCALE
INCOMPLETA

Lobiettivo del trattamento il raggiungimento di


unaltezza tonale adeguata al sesso e allet, questo
pu essere particolarmente difficile per
lincongruenza tra i valori della frequenza
fondamentale e luso di unintensit fonica
specificamente ridotta
Disfonie disfunzionali con patologia
organica secondaria
Il prolungarsi nel tempo di una disfunzione
vocale pu produrre una patologia organica; si
tratta di lesioni benigne che talvolta possono
regredire con un adeguato trattamento
riabilitativo e con ladeguamento a condotte
vocali corrette.
Disfonie disfunzionali con patologia
organica secondaria
Nel caso in cui sia necessario il trattamento
chirurgico opportuno guidare il soggetto al
recupero di una funzione corretta per ridurre il
rischio di recidive.
E di fondamentale importanza limmediato
periodo post-chirurgico e ladeguamento a
condotte vocali tese a evitare laggravarsi della
disfunzione in rapporto con il quadro ipocinetico
post-chirurgico.
Disfonie disfunzionali con
patologia organica secondaria
Quadro fonico:
l
Altezza tonale a tratti incostante; diplofonia
Intensit incostante
Timbro velato/rauco
Tenuta incostante
Attacco debole/duro
Durata regolare
Disfonie disfunzionali con patologia
organica secondaria

lobiettivo del trattamento il raggiungimento del


sinergismo pneumofonico; la riduzione delle
variazioni di pressione sottoglottica consente di
regolarizzare le contrazioni muscolari anomale.
DISFONIE SECONDARIE

vParalisi
cordali mono e
bilaterali;

vCordectomie;
Paralisi cordali
Le paralisi periferiche della laringe fanno seguito a
lesioni(chirurgiche, neoplatiche e..) che interessano
la conduzione dello stimolo nervoso in tutto il suo
decorso;
Solitamente sono espressione di una lesione extra
laringea che interessa organi cervicali, mediastinici
o toracici, sedi in cui decorre il nervo ricorrente.
CLASSIFICAZIONE
PARALISI CORDALE
l ADDUZIONE

l ABDUZIONE

l MONOLATERALE

l BILATERALE
DISFONIA DA PARALISI
CORDALE

VALUTAZIONE:
v Anamnesi Vocale;
v Presenza di disfonia, dispnea, disfagia;
v Presenza di attivit laringee riflesse;
DISFONIA DA PARALISI
CORDALE MONOLATERALE
l Quadro fonico :
Altezza tonale INCOSTANTE_BITONALE
Intensit ridotta
Timbro velato
Tenuta incostante
Durata irregolare
DISFONIA DA PARALISI
CORDALE MONOLATERALE

lobiettivo del trattamento il compenso del


deficit glottico,guidando la corda vocale sana
ad oltrepassare la linea mediana e ripristinare
la fonazione;ladduzione deve essere
progressivamente pi rapida e duratura in
modo che la voce sia DISPONIBILE ogni
volta che si compie un atto fonatorio.
CORDECTOMIA

Asportazione chirurgica di una o entrambe le corde


vocali vere;
Il tipo dintervento chirurgico determina un piano
glottico morfologicamente e strutturalmente
incompetente alla fonazione;
Il compenso spontaneo fonatorio non sempre
valido ed efficace.
CLASSIFICAZIONE
CORDECTOMIE

l MONOLATERALE
l BILATERALE
l ALLARGATA ALLA COMMESSURA
l ALLARGATA AL VENTRICOLO
DISFONIA DA CORDECTOMIA
VALUTAZIONE:
1) Tipo ed entit di exeresi chirurgica
2)Tipo di cicatrizzazione
3)Presenza di meccanismi di compenso:
-voce di falsetto
-voce di false corde
DISFONIA DA CORDECTOMIA
MONOLATERALE

l Quadro fonico :
Altezza Tonale: ridotta
Intensit ridotta
Timbro velato/afono
Tenuta incostante
Durata ridotta
DISFONIA DA CORDECTOMIA
MONOLATERALE
Lobiettivo del trattamento il compenso
del deficit glottico,guidando la corda
vocale sana ad oltrepassare la linea
mediana e ripristinare la
fonazione;ladduzione deve essere
progressivamente pi rapida e duratura
in modo che la voce sia DISPONIBILE
ogni volta che si compie un atto fonatorio.
e molto altro
ancora