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Battaglia di Qade - Wikipedia 23/04/17, 15+34

Battaglia di Qade
Battaglia di Qade

Ramses II nella battaglia di Qade, rilievo nel tempio di Abu Simbel.


Data Tardo maggio 1274 a.C.
Luogo Qade, nord del Libano
*Vittoria pirrica egiziana.

Fonti pi recenti per, dicono che gli Hittiti riuscirono a sconfiggere


l'esercito nemico
Esito
Trattato di pace tra Ramses II e Muwatalli II
Ritirata egizia dalla campagna a causa delle difese di Qades
Hittiti si espandono verso sud fino a Upi, a Damasco

Schieramenti

Comandanti

Effettivi

Perdite

Voci di battaglie presenti su Wikipedia

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La battaglia di Qade (ma anche Kadesh o Qadesh, e Kinza in lingua


ittita), combattuta sulle rive del fiume Oronte, nell'attuale Siria, nel 1275
a.C., contrappose le due pi grandi potenze del Vicino Oriente antico:
l'Egitto ramesside e le forze ittite di Muwatalli II; questa battaglia costitu
l'atto finale di una lunga serie di guerre tra i due regni e fu probabilmente
quella dove venne impiegato il maggior numero di carri da combattimento
trainati da cavalli (circa 5000 o 6000).

Costitu anche il primo conflitto della storia antica a essere cos ben
documentato che fu poi possibile ricostruirlo in ogni sua fase, includendo
la strategia militare e le armi impiegate nei combattimenti. Inoltre a tale
avvenimento segu il primo trattato internazionale di cui si conoscano
chiaramente le clausole.

Non si sa con certezza chi vinse realmente, anche perch sono stati trovati
documenti ittiti che attestavano la loro vittoria, e documenti egizi che
invece raccontavano come gli Ittiti avessero perso: gli storici moderni
comunque sono propensi ad affermare che a vincere furono gli Egizi,
considerando anche che per la citt di Qade e i territori circostanti
rimasero sotto la dominazione ittita.

Il testo egizio in cui si parla della vittoria del faraone Ramses II (1279
1213 a.C.), invece, conosciuto con il nome di Poema di Qade, pi che un
effettivo resoconto della battaglia, appare come un'opera altamente
propagandistica delle gesta del loro sovrano; il poema ebbe un'enorme
risonanza in tutto il Regno, tanto da essere scolpito in molti importanti
templi dell'epoca.

Le fonti anticheModifica

La Battaglia di Qade documentata in tre fonti antiche, bench le due pi


importanti siano di provenienza esclusivamente egiziana.

Il bollettino di QadeModifica

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Questo documento una fonte esclusivamente egiziana. Possediamo sette


copie di essa in alcuni fra i maggiori monumenti costruiti da Ramses II,
quali ad esempio il Ramesseum, il Tempio di Luxor, Abido, Karnak e Abu
Simbel.

Il trattato di QadeModifica

Il documento che formalizz la tregua tra l'Egitto e l'Impero Ittita,


conosciuto come Trattato di Qade, il primo testo nella storia riguardante
un trattato di pace. Fu copiato in numerosi esemplari scritti in accadico,
lingua ufficiale della diplomazia dell'epoca, su preziose foglie di argento.
Vari esemplari sono stati ritrovati a Hattusa, capitale ittita, mentre altre
copie furono rinvenute in Egitto.

Anche altri esemplari scritti su materiali pi poveri, contenenti lo stesso


testo, sono giunti fino a noi, come ad esempio l'insieme di tavole di argilla
conservate nel Museo di Archeologia di Istanbul, corrispondente alla
versione ittita del trattato.

Contesto storicoModifica

L'importanza della SiriaModifica

Punto di incontro, incrocio e


negoziazione di traffico e commercio
del suo tempo, area dotata di
incommensurabili risorse naturali, la
Siria era il crocevia mercantile,
culturale e militare del mondo antico.
Non produceva solo ingenti quantit
di grano, ma era un punto attraverso
il quale passavano le merci
provenienti dalle navi che
attraversavano l'Egeo e quelle di paesi

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ben pi lontani che entravano in Asia Le sfere di influenza ittite (in rosso) ed
egiziane (in verde) al tempo della battaglia
Minore tramite il porto di Ugarit, una Qade
sorta di antica Venezia che dominava
il commercio del Mediterraneo orientale e si trovava, appunto, ubicata in
Siria. Oltre a ci, la sua posizione strategica, la produzione agricola e ovina,
i diritti di traffico ed esportazione, trasformavano la Siria nella zona di
maggiore importanza strategica del mondo antico.

Per il paese transitavano vetro, rame, stagno, legni preziosi, gioielli, tessili,
alimenti, articoli di lusso, prodotti chimici, maiolica e porcellana, attrezzi e
metalli preziosi. Attraverso una ragnatela di rotte commerciali che
cominciavano e finivano in Siria, quelle merci si distribuivano per tutto il
Medio Oriente, mentre altri prodotti arrivavano l da paesi come Iran e
Afghanistan.

La Siria soffriva per dello svantaggio di trovarsi in mezzo alle due grandi
potenze politiche e militari della sua epoca: l'impero egiziano e Hatti,
l'immenso Impero Ittita. Come ovvio, ambedue ambivano al dominio di
tale regione per sfruttarla a proprio vantaggio. In realt, oggi si considera
che il semplice fatto di controllare la terra siriana significava, 3300 anni fa,
l'automatica salita di qualunque nazione all'esclusiva lite di chi meritava il
nome di "potenza mondiale". Cos sembrarono capirlo dapprima gli ittiti e
gli egizi, poi anche gli assiri e Nabucodonosor.

Precedenti contrastiModifica

Le tre super potenzeModifica

Due generazioni prima dell'avvento di Ramses, le potenze dominanti nella


regione non erano solo l'Egitto e l'impero ittita. In gioco vi era anche il gran
regno di Mitanni. Tutmosis IV, (1425-1417 a.C.), era riuscito a formalizzare
una pace duratura, sicuro che i due regni nemici si sarebbero guerreggiati
fra loro.

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Il grande re ittita Suppiluliuma I comprese, infatti cominci cos un


progetto a lungo termine di distruzione completa e sistematica del Mitanni,
prestando particolare attenzione al progetto di sradicarlo delle sue
posizioni militari, commerciali e industriali del nord della Siria.

I faraoni Tutmosis III e suo figlio Amenofi II non reagirono davanti a


questo fatto, perch Mitanni soleva conquistare i loro territori gi da due
secoli. Il re di Mittani, sicuro di essere sconfitto, avendo a est l'avanzata
ittita e a sud l'avversit egiziana, decise di offrire un trattato di fratellanza a
questi ultimi. La pace fu accettata, e gli emissari del re Sausatar arrivarono
in Egitto nell'anno decimo del regno di Amenofi (1418?) con tributi e saluti
per il faraone.

I successori di Amenofis II e Saussatar, Amenofis III e Artatama,


formalizzarono finalmente il patto, aggiungendo un'unione di sangue
all'amicizia politica tra Mitanni ed Egitto: il sovrano egiziano spos la figlia
del re di Mitanni, Taduhepa.

Per mezzo di un trattato (che non stato mai trovato), Artatama


riconosceva i diritti egiziani sul regno di Amurru, la valle del fiume
Eleuteros e la citt di Qade. Per compensare queste cessioni, Amenofis
rinunciava per sempre ai territori dei Mitanni, ma che un tempo erano
sotto il governo egiziano. Il trattato fu tanto soddisfacente per entrambi le
parti che seguirono pi di due secoli di pace e prosperit a partire dalla sua
formalizzazione, di rispetto e di amicizia mutua.

Le campagne di Ramses IIModifica

Nel corso di questi conflitti, alcune citt vassalle del faraone Akhenaton
passarono sotto controllo ittita. Con l'avvento della XIX dinastia, l'Egitto
reag a questa minaccia e il faraone Seti I riusc a conseguire qualche
successo: Ramses II, suo figlio, decise di proseguire su questa via.

Durante il quarto anno del suo regno (verso il 1275 a.C.), intraprese la

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riconquista di quei territori, mai sottomessi dal suo illustre predecessore


Thutmose III. I vari conflitti degenerarono ben presto in una guerra vera e
propria che nell'intenzione di entrambi gli avversari avrebbe dovuto essere
decisiva. La fortezza di Qade era il simbolo della potenza ittita nel Vicino
Oriente, e malgrado la sua fama di inespugnabilit, fu l'obiettivo finale
della campagna militare egiziana.

Tra le cause della guerra vi erano anche motivazioni economiche; la Siria


era, (lo tuttora) un luogo fertile (basta pensare al termine "Mezzaluna
fertile"), ricco di materie prime essenziali, come il rame, con il quale si
otteneva il bronzo per le armi. Inoltre questa zona costituiva uno snodo
importantissimo per le vie di comunicazione perch univa le aree
geografiche che a quel tempo costituivano il mondo maggiormente pi
evoluto: quei territori, infatti, mettevano in comunicazione la Mesopotamia
e la valle dell'Indo con il mar Mediterraneo.

Le forze in campoModifica

I due comandantiModifica

RamsesModifica

Ramses II, terzo sovrano della XIX dinastia, nipote di Ramses I, figlio di
Seti I, fu educato sin dall'infanzia nell'arte bellica, cos da venire
denominato come "il faraone guerriero". Gli fu insegnato come cavalcare
cavalli e cammelli, dirigere un cocchio, combattere con la spada e,
specialmente, scoccare frecce con incredibile precisione (immagine che
ritroviamo spesso nei bassorilievi dei templi da lui costruiti).

Molto probabilmente, i principi egizi, fra i quattro o cinque anni d'et,


venivano divisi dalle loro madri per trascorrere infanzia e adolescenza nei
campi militari, in compagnia di generali e comandanti che gli avrebbero
dovuto insegnare come divenire, in un futuro prossimo, perfetti re
guerrieri.

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Tra i sedici e i vent'anni Ramses segu il padre in alcune campagne in Libia


e, dopo l'improvvisa morte di Seti I, venne incoronato sovrano delle due
terre. Gi guerriero esperto conosceva molto bene l'importanza della Siria,
e in particolar modo di Qade, quale punto strategico in grado di rendere
grande chiunque ne avesse il dominio.

Nei primi anni del suo regno si prepar per questo conflitto, disprezzando
in onore dell'interesse nazionale i termini del trattato che suo padre aveva
firmato con gli ittiti. Tre anni prima degli inizi della campagna, Ramesse
realizz grandi e profondi cambiamenti nell'organizzazione dell'esercito e
ricostru l'antica capitale hiksos di Avaris, suo luogo natio, ribattezzandola
Pi-Ramses, per utilizzarla come gran base militare nella futura campagna
asiatica.

MuwatalliModifica

Sappiamo molto poco del sovrano ittita: fu incoronato quattro anni prima
di Ramses, era il secondo dei quattro figli maschi del re Mursilis II,
oppositore di Seti nella guerra precedente.

Alla morte di Mursilis, eredit il trono suo figlio primogenito, ma la sua


prematura morte diede spazio a Muwatalli. Era senza dubbio un
governante competente e forte, abbastanza onesto, buon amministratore:
riorganizz tutta l'amministrazione del suo impero per riuscire a riunire
l'ingente esercito che si sarebbe confrontato, in seguito, con gli egiziani in
Qade. Mai, n prima n dopo, nessun altro monarca ittita sarebbe riuscito
a unire una forza simile in numero e potere.

Esercito egizianoModifica

L'esercito egiziano era organizzato tradizionalmente in grandi Corpi


organizzati a livello locale. Contavano ciascuna 5.000 soldati divisi tra
4.000 fanti e 1.000 aurighi che guidavano i 500 carri da guerra aggregati a
ciascuna divisione. Ramses II, a conoscenza della forza armata ittita, lo

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ampli e lo riorganizz. Ogni corpo dell'esercito aveva come emblema


l'effigie del dio tutelare della citt dove era stato creato, e dove
generalmente era basato.

La struttura dell'esercito al tempo della battaglia era il seguente:

Di
Emblema - Dei
Armata Denominazione stanza Istituito da
tutelari
a
Primo "Potere degli Esercito
Amon Tebe
Corpo Archi" tradizionale
Secondo "Abbondanza di Esercito
Ra Eliopoli
Corpo Valore" tradizionale
Terzo "Forza degli Pi- Ramses I o
Seth
Corpo Archi" Ramses Seti I
Quarto
Sconosciuto Ptah Menfi Ramses II
Corpo

Oltre a queste 4 "divisioni" vi era una quinta truppa, poco documentata,


ma nota come NRM in alcune iscrizioni (probabilmente da leggersi come
Nearin) che presumibilmente raggruppava i principi alleati e soggetti
all'Egitto in Palestina, Libano e zone circumvicine, la forza di questa unit
sconosciuta, come spesso accade ai contingenti alleati sottovalutata
dalle fonti egizie, ma potrebbe essere stata notevole, tanto da ridurre il
divario tra esercito egizio e armate ittite. Ovviamente le fonti egiziane
tendono a calcare la mano sulla differenza numerica tra il loro "piccolo"
esercito e quello "immenso" dei nemici, quindi i contingenti minori
vengono o omessi, o menzionati in maniera oscura.

Si noti infine che una delle divisioni egizie porta il nome di Seth, una
divinit che in epoca tarda fu associata al male, ma che inizialmente era il
dio delle tempeste e degli stranieri, particolarmente adorato sia dagli
Hiksos, sia da una parte dell'aristocrazia guerriera del delta, che in parte
discendeva dai mercenari e dagli stessi Hiksos. Persino Ramses II e Sethi I
suo padre (che non a caso consacrato a Seth) discendevano da queste

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famiglie settentrionali dalle origini miste, anche se ormai culturalmente


egizianizzate.

L'esercito egiziano part dalla sua capitale Pi-Ramses (a est del delta del
Nilo), Ramses attraversa i territori di Canaan, di Tiro e di Biblo,
inoltrandosi nei territori dell'Amurru e scontrandosi con il principe
Bentheshina, alleato degli ittiti, il quale si arrese agli egiziani senza
resistere.

Rientrato a questo punto in Egitto, nella sua capitale, durante l'inverno il


faraone organizz una grande armata di invasione composta dalle divisioni
di Seth, di Ra, di Amon e di Ptah, costituite ognuna da 1.900 soldati egizi e
2.100 mercenari tra i quali gli Shardana, incorporati nell'esercito dopo i
loro raid contro l'Egitto e che andarono a costituire la guardia personale
di Ramses.

Il totale dei carri da guerra fu di 2.500. Le truppe mercenarie che


componevano ogni divisione erano composte da 1.600 Qeheqs (beduini del
deserto occidentale), 880 arcieri Nubiani, 100 Mashuash (libici) e 520
Shardana. Partita nel maggio del 1274 a.C., la spedizione, attraverso i
territori di Canaan in Galilea raggiunse la piana della Beq per poi
inoltrarsi fino a Qade, nella Siria attuale.

Esercito ittitaModifica

La conquista della Siria impose all'Egitto grandi sforzi e grandi sacrifici,


ma il maggior sforzo militare e diplomatico fu sicuramente compiuto dal
governo ittita. "Nessuna terra" dicono le fonti egizie "manc di inviare i
suoi uomini..., moltitudine grandissima e senza uguali, che copriva le
montagne e le vallate come locuste. Il re degli Ittiti non aveva lasciato oro o
argento nel suo regno, lo aveva radunato e donato a ogni paese con lo
scopo di trascinarlo con s nella battaglia". Sempre secondo i racconti egizi,
Muwatalli era riuscito a formare la pi grande coalizione mai vista fino ad
allora. Si pensa a una cifra intorno ai 40.000 uomini armati, di 3.700 carri

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da guerra, quei carri di cui anche nella Bibbia si parlava con terrore,
provenienti da 17 province e regni alleati. Nella tavola seguente sono
indicati gli stati appartenenti alla coalizione, i comandanti dei rispettivi
eserciti, nonch il numero dei fanti e dei carri che li componevano.

Composizione
Regno Comandante
dell'esercito
Hatti Mutawallish 500 carri e 5.000 fanti
Hakpis Hattushillish 500 carri e 5.000 fanti
Pitassa Mittanamuwash 500 carri e 5.000 fanti
Piyama-
Wilusa, Mira e Hapalla 500 carri e 5.000 fanti
Inarash?
Masa, Karkisa e
Sconosciuto 200 carri e 4.000 fanti
Arawanna
Kizzuwadna Sconosciuto 200 carri e 2.000 fanti
Karkemi Sahurunuwash 200 carri e 2.000 fanti
Mittani Sattuara 200 carri e 2.000 fanti
Ugarit Niqmepa 200 carri e 2.000 fanti
Aleppo Talmi-Sarruma 200 carri e 2.000 fanti
Qade Niqmaddu 200 carri e 2.000 fanti
Lukka Sconosciuto 100 carri e 2.000 fanti
Territori del fiume
Masturish 100 carri e 1.000 fanti
Seha
Nuhashe Sconosciuto 100 carri e 1.000 fanti
3.700 carri e 40.000
Totale
fanti

Queste cifre vanno prese con il beneficio del dubbio, e sembrano un po'
troppo regolari. Comunque ci permettono di considerare l'esercito ittita
come molto diverso nell'organizzazione da quello egiziano. Gli egiziani
formavano i loro eserciti su armate territoriali omogenee, composte da
fanterie professioniste e di coscritti egiziani oltre che di mercenari
internazionali. Nel loro caso si parla dunque di divisioni e di reparti

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permanenti. L'armata ittita invece sembra pi simile a quella di una grande


coalizione federale, in cui esistono vincoli di carattere vagamente "feudali"
tra sovrani soggetti e alleati e il potere centrale. Sembrerebbe che ciascun
sovrano dovesse fornire un contingente, forse predefinito o contrattato tra
Hattusa e il regno in questione, che si innervava sull'esercito ittita, a sua
volta formato sia da contingenti con ogni probabilit permanenti e
professionali, sia sui contributi che i "nobili" e il popolo erano tenuti a
fornire al Re. Un'organizzazione di questo tipo fu mantenuta anche da altri
imperi mesopotamici successivi, anche se bisogna stare attenti a non
proiettare queste organizzazioni successive anacronisticamente su quelle
ittite. Per esempio un'organizzazione che mescola elementi confederati su
un centro formato sia da professionisti sia da contributi di nobili e popolo
quella del pi tardo impero persiano. Anche gli Ittiti potrebbero aver fatto
ricorso a mercenari internazionali, anatolici ed egei, sia direttamente sia
nelle truppe reclutate dai loro alleati, si noti anche che alcuni dei
contingenti presenti a Qade non appartengono a popoli stabilmente
inseriti nell'area di influenza ittita, come gli Arawana (di origine incerta) e
Wilusa (Troiani).

I carri da battagliaModifica

Gli eserciti che si scontrarono a Qade sotto molti aspetti si somigliavano e


la caratteristica pi importante che li accomunava era l'utilizzo dei carri da
guerra. Tale caratteristica proveniva dai popoli che invasero i territori
mesopotamici all'inizio del II millennio a.C., come Accadi e Hyksos.

Tuttavia i carri usati dai due schieramenti avevano delle decisive


differenze: il carro ittita, infatti, era pi robusto rispetto a quello egizio e
poteva portare tre soldati, l'auriga cio il guidatore e due combattenti,
il primo era l'arciere, il secondo era il portascudi che doveva proteggere
l'auriga e l'arciere dalle frecce e dalle lance nemiche. Da un punto di vista
strettamente strategico, era usato come arma di sfondamento della prima
linea nemica. Quello egizio, pi leggero, poteva portare solamente due

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militi, il portascudo usato anche dagli egizi per proteggere l'arciere che era
dotato di frecce e di arco composto di creazione ittita. Il carro ittita
permetteva usi tattici pi duttili di quello egizio, per esempio consentendo
la discesa sul campo di battaglia di un guerriero, mentre l'auriga e l'arciere
continuavano a svolgere il loro compito di combattenti.

L'arma dei carri egizi era quasi esclusivamente l'arco; quello ittita invece,
oltre che a quest'arma da getto, era provvisto di un'asta, che veniva usata,
sia per il combattimento corpo a corpo, sia come arma da lancio.

Comunque l'estrema variet dei contingenti dell'esercito ittita


probabilmente si riverberava anche sull'equipaggiamento, infatti molti
degli alleati Ittiti avrebbero potuto adottare sia carri pesanti a due uomini
(tipici di alcune zone della Mesopotamia e del nord dell'Anatolia, la cui
memoria si riverbera nell'Iliade) sia carri di tipo egiziano, o addirittura pi
leggeri.

Le fanterie svolgevano un ruolo secondario, anche se da parte egizia


esistevano alcuni reparti di fanteria pesante in grado di intervenire con
efficacia nello scontro; comunque la decisione della battaglia era di solito
in mano ai carri da guerra. Ambedue gli eserciti erano composti da molti
popoli, ma quello egizio, formato da reparti pi stabili, aveva
probabilmente nell'egiziano una lingua comune, mentre in quello ittita era
difficile che tutti i soldati fossero in grado di comprendere le lingue franche
dell'impero, come l'ittita, il luvio e l'accadico. Questo rendeva pi difficile
coordinarsi, soprattutto per la fanteria. Nel nord e nell'ovest dell'Anatolia
possibile che i reparti di fanteria avessero gi cominciato a diventare pi
pesantemente armati, secondo il modello miceneo e cario, ma la cosa non
, allo stato attuale, dimostrabile. Gli shardana egiziani potrebbero quindi
non essere stati l'unico contingente di fanteria pesante presente nello
scontro.

Manca invece quasi completamente la cavalleria, infatti la monta dei cavalli


non si era ancora sviluppata se non in un "prototipo" sportivo, che
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richiedeva l'uso costante di ambedue le mani e una posizione molto


arretrata, in pratica il cavaliere era una figura inadatta al combattimento,
al massimo utilizzato come esploratore e messaggero. Inoltre i cavalli
dell'epoca, alti tra gli 80 e i 120 cm (e molto simili all'attuale razza
Caspian), bench veloci, erano inadatti alla monta per periodi prolungati.

Il racconto egiziano con le varie fasi della


battagliaModifica

Lo stesso argomento in dettaglio: Ramses II.

La leggenda egizia, immortalata nel Poema dello scriba Pentaur e nei


Bollettini (raccolta dei ricordi di guerra), ci tramanda che, dopo aver
attraversato i boschi di Labouy, due shasou (beduini) affermarono che
Muwatalli II, timoroso di Ramesse, si trovava ancora lontano, nelle
vicinanze di Aleppo, alla frontiera nord dell'impero ittita.

Accompagnato dalla sola divisione di Amon, Ramses, credendo al racconto,


fece installare il suo campo sulla riva ovest del fiume Oronte (Fase 1), in
prossimit della fortezza di Qade, senza attendere i rinforzi delle tre altre
divisioni che si trovavano a diverse ore di marcia.

Dopo il protrarsi dell'interrogatorio, i beduini confessarono che in realt


l'armata ittita si trovava appena dietro la fortezza, sulla riva est dell'Oronte.

Il faraone riun subito i suoi consiglieri di guerra e invi dei messaggeri con
l'ordine di far affrettare la marcia alle truppe restate indietro. Ma
improvvisamente gli ittiti, attraversando il fiume, attaccarono la divisione
di Ra (Fase 2) che tentava di congiungersi con il campo del faraone. Dopo
averla sbaragliata, si diressero sul campo di Ramses mentre la divisione di
Ptah stava ancora indietro apprestandosi ad attraversare la piana
dell'Oronte; quella di Seth invece si trovava lontano, nella foresta di
Labouy. La sola divisione di Amon dovette quindi affrontare i 2.500 carri e
i migliaia di soldati dell'armata ittita.

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Nonostante la disperata resistenza egiziana, l'armata ittita riusc a sfondare


e a penetrare nel campo nemico. Ramses fece allora preparare il suo carro
di battaglia, facendolo trainare dai suoi migliori cavalli. Trovandosi ben
presto isolato nel mezzo del combattimento, si rivolse al dio Amon, suo
padre, chiedendo il suo aiuto in cambio dei servizi resigli a suo tempo con
la costruzione di templi e con i tanti sacrifici in suo onore. Secondo le fonti
egizie, la risposta non si fece attendere e il dio gli parl dicendogli: Sono
con te, sono tuo padre e la mia mano con te, io sono pi potente di
migliaia di uomini. Sono io il padrone della vittoria.

Raddoppiando gli sforzi, Ramses si lanci nella mischia e massacr, grazie


alla forza divina di Seth, migliaia di ittiti (Fase 3).

Arrivarono poi i soldati della divisione di Ptah che, insieme a quelli che
restavano della divisione di Ra, affrontarono uniti i nemici riportando una
larga vittoria.

Il giorno dopo Muwatalli invi una proposta di armistizio, implorando la


clemenza di Ramesse che, dopo avergliela accordata, ritorn in Egitto,
senza tentare la conquista di Qade, facendo poi scolpire sulle mura di
diversi templi (come quello di Abu Simbel) i bassorilievi che ancora oggi
raccontano. la sua grande vittoria.

Nonostante la propaganda egizia esposta nel poema della scriba Pentaur,


grazie al racconto del bollettino, possiamo immaginare ci che realmente
sia accaduto. Sembra evidente che Ramesse sia caduto in un'imboscata
tesa dal sovrano ittita Muwatalli, il quale, con l'intento di chiudere in fretta
i conti con il faraone, sembra non abbia calcolato bene i rischi dell'attacco
iniziale, non impegnando nella battaglia tutte le sue truppe, ma solo quelle
pi mobili, comandate dagli alti dignitari del regno (probabilmente
convinti di partecipare a una facile vittoria).

In effetti l'attacco ittita schiacci senza troppa difficolt la divisione di Ra,


la quale non era sicuramente pronta al combattimento e inferiore

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numericamente. Sembrerebbe comunque che la divisione di Amon e


l'intera guardia personale del faraone stesso, combattendo eroicamente,
abbiano di fatto cambiato le sorti della battaglia.

Molto probabilmente Ramses stesso partecip attivamente alla battaglia e


il suo carisma stato fonte di coraggio per le sue truppe, mentre sembra
che Muwatalli non guidasse personalmente il suo esercito. E per questo
Ramses vinse.

La resistenza delle truppe del faraone permisero l'arrivo in tempo della


divisione di Ptah (ingranditasi anche con i resti della divisione di Ra) ma
anche l'arrivo (previsto) dei Nearins. L'esercito ittita, parzialmente
accerchiato e sopraffatto, non ebbe altra scelta che di ritirarsi subendo
pesanti perdite. Ci che resta inspiegabile il fatto che il re ittita non
partecip alla battaglia e che non impegn nel combattimento la totalit
delle sue truppe (molto superiori di numero). Gli egiziani raccontano che il
re nemico si comport in questo modo per paura di Ramesse, incarnazione
vivente del dio Baal, ma pu darsi che Muwatalli fosse gi infetto dalla
malattia che di l a poco lo avrebbe portato alla morte, e che abbia preferito
ritirarsi nella fortezza di Qade anzich combattere una battaglia divenuta
incerta.

Si pu immaginare comunque che anche la perdita dei suoi due fratelli,


morti in battaglia, e il carisma di Ramesse abbiano influenzato le sue
scelte. I racconti egizi narrano che i trionfatori usarono clemenza verso i
vinti di Qade, ma probabilmente si accontentarono di assaporare la
propria vittoria anzich logorarsi in un assedio lungo e pericoloso, dopo
che l'esercito aveva appena sostenuto una sanguinosa battaglia.

La pace tra i due regniModifica

Lo stesso argomento in dettaglio: Trattato di Qade.

Muwatalli mor poco tempo dopo questa battaglia. La sua morte provoc

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una crisi dinastica tra il figlio Urhi-Teshub, chiamato poi Mursili III, e
Hattusili III, fratello del re. Quest'ultimo riusc a conquistare il potere e ad
allontanare il nipote che si rifugi in Egitto.

Ramses II approfitt di questa situazione per punire i suoi vassalli


palestinesi che si erano precedentemente alleati con gli Ittiti e anche per
lanciare un'offensiva in Siria, riuscendo a riconquistare diverse citt perse
in precedenza.

Nel frattempo Hattusili si dimostr poco incline a proseguire il conflitto


con l'Egitto. La situazione internazionale stava mutando e gli Ittiti
cominciarono ad affrontare un'altra minaccia, sempre pi pressante: quella
degli Assiri. Durante il conflitto egizio-ittita, l'esercito assiro riusc a
penetrare in territorio ittita fino a Karkemish, rivelandosi una minaccia
ben pi seria di quella egiziana.

Hattusili a questo punto riannod i contatti con Ramesse; il suo intento era
quello di firmare la pace e di contrarre a sua volta un'alleanza con l'Egitto.
Le relazioni tra le due corti ripresero vigore e i due re si scambiarono
lettere e regali; e anche le loro mogli, Puduhepa e Nefertari fecero
altrettanto.

La pace fu finalmente firmata e il trattato, del quale sono state ritrovate


delle copie a Tebe e a Hattusa, comprende diverse clausole che indicano
una vera e propria alleanza tra i due regni. I due sovrani giurarono a
vicenda (sia per loro sia per i diretti discendenti e i rispettivi paesi), buona
pace e fraternit eterna. Si impegnarono a riconoscere i territori occupati
e dominati all'atto della conclusione del trattato e veniva garantita la
legittimit di Hattusili sul trono ittita. Entrambi si promettevano rispettivo
aiuto, per loro e per i successori, sia per il mantenimento del potere in caso
di rivolta interna, sia in caso di attacco assiro o comunque in caso di
aggressione esterna.

Il trattato fu rafforzato, al momento della firma, dal matrimonio di Ramses

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con una figlia di Hattusili, e con una seconda figlia del re ittita qualche
anno dopo. Secondo gli storici anche possibile che Hattusili stesso si sia
recato di persona in Egitto per visitare il suo nuovo alleato.

Questi patti sono scritti su tavolette di argento del paese ittita e del paese di
Egitto. Chi dei due contraenti non li osserver, mille di del paese degli Ittiti e
mille di del paese degli egizi distruggano la casa, la terra, i sudditi. Al contrario,
chi osserver questi patti, egizio e ittita che sia, mille di del paese degli Ittiti e
mille di del paese degli Egizi, facciano che egli viva in buona salute e con lui la
sua casa, il suo paese i suoi sudditi...

BibliografiaModifica

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Uteha (Mxico)
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