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Torino, 18.02.

2017
Seminario per animatori/trici musicali

LEGGERE, CAPIRE E PRESENTARE UN INNO/1 parte

Introduzione:
Gli inni che cantiamo esprimono la nostra fede, il nostro modo di pensare Dio. Ma non
solo: dice il pastore e compositore di inni Per Harling che gli inni formano la nostra
teologia, cio influiscono sul nostro modo di pensare di Dio e di credere. Oltre a questo,
rileva, uniscono le generazioni; danno voce alle nostre preghiere, lodi e lamenti; e ci fanno
celebrare il culto in comunione con i credenti che ci hanno preceduti, con quelli del
presente e con coloro che verranno. Gli inni, allora, accompagnano e formano la vita della
chiesa e dei singoli credenti; aiutano a dare voce alle nostre esperienze e alla nostra fede.

Oggi vogliamo vedere come alcuni inni di diverse epoche che si trovano nei nostri innari
hanno svolto questo loro compito, e come lo potranno svolgere ancora oggi. Vogliamo
perci indagare sulla loro storia e sul loro messaggio, e cercare di capire come possiamo
oggi inserire e, molto concretamente, presentare questi inni nel nostro culto.

La forte rocca il mio Signor/Martin Lutero


1
(Innario Cristiano, n.45)

Periodo storico:
Forte rocca stato scritto da Martin Lutero (1483-1546) circa dieci anni dopo linizio della
Riforma protestante nel 1517, cio tra il 1527 e il 1529. Ci che nel 1517 nelle intenzioni di
Lutero era iniziato come un dibattito su alcune pratiche della Chiesa gi oggetto di critiche
in primo luogo larricchirsi con la vendita delle indulgenze nel frattempo si era
sviluppato in una separazione dalla Chiesa cattolica e in un movimento europeo che
coinvolgeva non soltanto la chiesa ma anche la vita politica del continente. Lutero era
stato scomunicato nel 1521, e con i suoi seguaci aveva fondato una nuova chiesa, con
una struttura, un culto ed una predicazione che si volevano basare unicamente sul
messaggio biblico, in particolare su quello che riguarda la salvezza per grazia. Per Lutero
e la nuova chiesa quegli anni costituivano un periodo turbolento; nonostante avessero
molti sostenitori, avevano anche molti e potenti avversari, e anche allinterno del
movimento protestante stesso si erano presentate alcune spaccature. Le sorti della
Riforma erano perci ancora incerte.

Storia dellinno:
Nel 1525 Lutero aveva pubblicato il libro La messa tedesca. Il culto era stato uno degli
ambiti in cui la Riforma aveva portato grossi cambiamenti. Non pi incentrato
sulleucaristia, come la messa cattolica, al centro del nuovo culto ci stavano la Parola di
Dio e la predicazione. La celebrazione era stata purificata da tutti quegli aspetti che non
venivano ritenuti biblici; era semplice e sobria e veniva celebrata in spazi privi di ornamenti
e immagini, da un pastore che non apparteneva pi a un clero distinto dagli altri fedeli.

Una delle scoperte della Riforma era proprio il concetto del sacerdozio universale, per il
quale ogni credenti sta direttamente davanti a Dio, senza bisogno di intermediari. Ognuno
chiamato/a a dare la risposta di fede che lunica che Dio richiede per la salvezza,
offerta dalla sua grazia. Era perci importante che i credenti conoscessero e capissero la
Parola di Dio come trasmessa nella Bibbia, e che potessero rivolgersi liberamente al
Signore. A questo scopo Lutero ha tradotto la Bibbia fino a quel momento disponibile
solo al clero, e in latino in tedesco (1522) per pubblicarla e renderla disponibile alla
lettura per tutti. Nello stesso modo anche il culto veniva celebrato non pi in latino ma
nella lingua del popolo, e Lutero stesso compose trentasette inni in tedesco per luso nel
culto, il pi famoso dei quali Forte Rocca. Fino a quel momento il canto comunitario era
sconosciuto nella Chiesa, dove il canto veniva invece di solito svolto da solisti e cori, ma
ora assunse invece un ruolo fondamentale nel rendere il culto una celebrazione
comunitaria e partecipata. Non era un componente accessorio del culto, ma contribuiva
alla predicazione della Parola, e Lutero era convinto della sua potenza in questo senso,
tanto che ha scritto: Non permetterei ad alcun uomo che non abbia una adeguata
conoscenza delluso e della potenza del canto sacro, di predicare o di insegnare al popolo
di Dio.

Forte Rocca stato composto in un periodo ancora turbolento per il movimento della
Riforma, e anche in un momento critico della vita di Lutero stesso, in cui era malato e
sentiva vacillare la sua determinazione e la sua fede. Lo ha definito la buia notte
dellanima, e scrisse in una lettera al suo collaboratore Melantone: Completamente
abbandonato da Cristo, mi agitavo in preda alle esitazioni e alle tempeste
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dellabbattimento e della bestemmia contro Dio. Tempeste che furono superate, come
racconta, quando Dio riprese ad avere piet di me e tir fuori dal baratro infernale lanima
mia. Linno testimonia quel tempo critico, e laiuto ricevuto da Dio per superarlo. Il primo
verso dellinno stato inciso sulla tomba di Lutero, e lungo la storia esso diventato un
inno di battaglia delle chiese protestanti, tradotto in pi di duecento lingue.

Analisi del testo:


Forte rocca il nostro Dio,
Nostra speme in Lui si fonda.
Ne sostien benigno e pio,
Nell'angoscia pi profonda.
Il tristo tentator,
A noi fa guerra ognor.
Astuzia e frode
Son l'armi sue tremende,
Ma da lor Dio ne difende
perduto immantinente,
Quei che solo in s confida.
Per noi pugna un Uom possente,
Che Dio scelse a nostra guida.
Chi sia, domandi tu,
Egli Cristo Ges,
Nostro Signore.
Da Lui vigor ne viene,
La vittoria in man Ei tiene.
Se migliaia di demoni,
Ne volessero inghiottire,
Le malefiche legioni,
Non vedranci impallidire.
Con tutti i lor terror,
Si mostrin pure il cuor,
No, non ci trema.
A un detto dell'Eterno,
Fia depresso il re d'inferno.
La parola della vita,
Rispettar dnno i potenti.
Col Suo Spirto Iddio n'aita,
Noi sarem con Lui vincenti.
Se pieni di furor,
Tolgonci figli, onor
Ed ogni bene,
Ne avranno vantaggio lieve
A noi il Regno restar deve.

Il testo dellinno che si trova nellInnario Cristiano stato adattato rispetto alloriginale, che
invece pi simile alla versione che si trova nellinnario cristiano del 1922. Vogliamo qui
cercare di tenere conto di tutte e due le versioni.

Lutero si ispirato al Salmo 46 per scrivere questo inno, un Salmo che descrive Dio come
un rifugio e un aiuto sicuri in mezzo a forze caotiche e violenti.

La descrizione di Dio come una forte rocca che troviamo nella prima strofa ricorda anche
i Salmi 19:14 ( o Signore, mia Rocca e mio redentore!), 89:26 ( Tu sei mio Padre,

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mio Dio, e la rocca della mia salvezza), 94:22 (Ma il Signore il mio riparo, e il mio Dio
la rocca in cui mi rifugio) e 95:1 (Venite, cantiamo con gioia al Signore, acclamiamo alla
rocca della nostra salvezza). Dio un rifugio sicuro quando siamo assaliti dalle angosce o
dal tentatore - le forze del male - che con ogni mezzo cerca di deviare i credenti dalla via
della fede, in una lotta che descrive la lettera agli Efesini 6:10-12 come uno scontro con le
insidie del diavolo, le forze spirituali della malvagit.

La seconda strofa afferma ci che gi i Salmi sapevano: non possiamo sperare di salvarci
grazie alle nostre forze (Salmo 33:16-17; Salmo 62:5-10). Fatto che lapostolo Paolo
ribadisce in Romani 7:19-21, scrivendo della nostra incapacit di fare il bene. La salvezza
opera soltanto della grazia di Dio (Efesini 2:8: Infatti per grazia che siete stati salvati,
mediante la fede; e ci non viene da voi; il dono di Dio), grazia che si manifestata in
Ges Cristo. Quando accogliamo Cristo come Signore della nostra vita riceviamo la forza
per resistere nella lotta contro il male che lui ha gi vinto (Romani 8:31a-39; I Corinzi
15:56-57: Ora il dardo della morte il peccato, e la forza del peccato la legge; ma
ringraziato sia Dio, che ci d la vittoria per mezzo del nostro Signore Ges Cristo).

La terza strofa ribadisce quanto detto nella seconda: con Dio al nostro fianco non temiamo
gli attacchi del male. Dio ha gi annunciato la sua vittoria sul male e sulla morte con la
Parola di vita che ha risuscitato Ges dai morti.

La quarta strofa (che non si trova nellInnario Cristiano del 2000), annuncia la vittoria dei
credenti con il sostegno dello Spirito di Dio. In mezzo alle persecuzioni ed alle prove, chi
ha fiducia nel Signore non soccombe perch sa che nessuno pu togliergli lessenziale: la
salvezza ed il Regno di Dio. Nei confronti di questi, tutto ci che altrimenti ha importanza
nella vita, perfino la famiglia e le propriet, diventa relativo; in realt a guadagnare, a
vincere, sono coloro che sembrano perdenti. I credenti vivono le prove gi annunciate da
Ges nel Vangelo per coloro che lavrebbero seguito fedelmente (Matteo 24:9, 13: Allora
vi abbandoneranno alloppressione e vi uccideranno e sarete odiati da tutte le genti a
motivo del mio nome. Ma chi avr perseverato sino alla fine sar salvato), ma vengono
sostenuti dalla certezza della loro partecipazione al Regno di Dio (Matteo 5:11-12: Beati
voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni
sorta di male per causa mia. Rallegratevi e giubilate, perch il vostro premio grande nei
cieli ).

Linno nel suo insieme invita alla perseveranza ed alla fiducia. Le prove della vita possono
essere molte angosce, attacchi delle forze del male, le persecuzioni e da soli non ce la
faremmo a resistere. Ma al nostro fianco abbiamo colui che ha gi vinto la battaglia contro
il male, e in questa vittoria avremo la nostra parte nel suo Regno. Questa certezza ci d la
forza di andare avanti e di perseverare nella fede anche quando veniamo messi a dura
prova.

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Come e quando usare linno nel culto:
Confessione di fede, connesso al momento della confessione di peccato, per sostenere
messaggi di incoraggiamento e di speranza, incontri tra chiese protestanti

Riferimenti biblici:
Salmo 46

Strofa 1:
Salmo 19:14: o Signore, mia Rocca e mio redentore!
Salmo 89:26: Tu sei mio Padre, mio Dio, e la rocca della mia salvezza.
Salmo 94:22: Ma il Signore il mio riparo, e il mio Dio la rocca in cui mi rifugio.
Salmo 95:1: Venite, cantiamo con gioia al Signore, acclamiamo alla rocca della nostra salvezza.
Efesini 6:10-12: la lotta contro le insidie del diavolo

Strofa 2:
Salmo 33:16-17: confidare solo in Dio
Salmo 62:5-10: confidare solo in Dio
Romani 7:19-21: da soli non possiamo fare il bene
Romani 8:31a-39: Ges ci d la vittoria sulla morte
I Corinzi 15:56-57: Ora il dardo della morte il peccato, e la forza del peccato la legge; ma ringraziato sia
Dio, che ci d la vittoria per mezzo del nostro Signore Ges Cristo.
Efesini 2:8: Infatti per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ci non viene da voi; il dono di
Dio.

Strofa 3:
Marco 5:9b: Egli rispose: Il mio nome Legione perch siamo molti.

Strofa 4:
Matteo 5:11-12: Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi
ogni sorta di male per causa mia. Rallegratevi e giubilate, perch il vostro premio grande nei cieli .
Matteo 24:9, 13: Allora vi abbandoneranno alloppressione e vi uccideranno e sarete odiati da tutte le genti
a motivo del mio nome. Ma chi avr perseverato sino alla fine sar salvato.

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Lode allAltissimo
(Innario Cristiano, n. 169)

Storia dellinno:
Noto come Lode allAltissimo (a partire dallincipit di tutte e cinque le strofe) il brano un
inno di lode. Composto a Stralsund (Germania) nel 1665, non se ne conosce lautore.
Johann Sebastian Bach utilizz la melodia per la cantata Hast du denn, Jesu, dein
Angesicht gnzlich verborgen (Mio caro Ges, hai forse nascosto completamente il tuo
volto...?). In Italia, lInno stato introdotto nelledizione dellInnario Cristiano del 1969 e lo
ritroviamo, con alcune variazioni, nelledizione del 2000. Il brano, come vedremo
raccolto anche nellinnario cattolico Nella casa del Padre.

Analisi del testo:


Testi biblici di riferimento:
Salmo 9,2: Mi rallegrer ed esulter in te, salmegger al tuo nome, o Altissimo,
Il salmo 9 un invito alla celebrazione di Dio che giudica con giustizia, protegge
loppresso e domanda ragione ai malvagi del sangue dei miseri. Il salmo stato definito
una preghiera, un manifesto dei poveri. Nel salmo, il povero la vittima che non pu
opporre resistenza ai potenti e ai malvagi che che il salmista chiama con una
connotazione religiosa gli empi. I poveri, inoltre, rappresentano lo stesso Israele che,
sfruttato ed isolato dalle potenze straniere, confida nellaiuto di Dio.

Esodo 19,4: Dice il Signore: Voi avete visto quello che ho fatto agli Egiziani e come vi ho
portato sopra ali daquila e vi ho condotti a me
Esodo 19. A seguito delluscita dal Paese dEgitto e di un primo tratto di cammino nel
deserto, il popolo giunge al Sinai dove il Signore dona a Mos i dieci comandamenti (c.
20). Prima di stabilire nuovamente il patto attorno al dono della Legge, Dio ricorda la
liberazione del popolo e afferma che lalleanza sar condizionata allosservanza del patto.
Se il popolo assolver questa condizione, sar il tesoro particolare di Dio, sar un regno di
sacerdoti, una nazione santa.

Prima strofa. Lapertura dellInno solenne e maestosa: uninvito alla celebrazione per la
vittoria di Dio. Linvito al canto e al giubilo ha una dimensione cosmica: tutti, in terra e in
cielo, sono invitati alladorazione (cfr. Filippesi 2, 10s).
Il tema del canto per la vittoria di Dio ricorre nel Salmo 20, 5. Il versetto del profeta Isaia
25, 8 Il Signore (...) annienter la morte per sempre il ponte tematico che collega il
tema della vittoria sui nemici al tema di Paolo della vittoria sulla morte che troviamo in
1Corinzi 15, 54 - 57. Dio d ai credenti la vittoria per mezzo del Signore Ges Cristo.

Seconda strofa. Alla signoria di Dio sul creato, corrisponde la salvezza e la protezione di
Dio. Limmagine dellaquila che porta in salvo tratta da Esodo 19, 4 dove Dio si presenta
come colui che porta a s il popolo su ali daquila. La medesima immagine la ritroviamo in
Deuteronomio 32, 9 - 11 dove Dio di nuovo raffigurato come un aquila che trova
Giacobbe/Israele nel deserto, lo circonda se ne prende cura, li prende e li porta sulle sue
penne.

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Linno associa lazione creatrice e liberatrice di Dio. Il medesimo accostamento lo troviamo
nel salmo 19 che associa la magnificenza del Dio creatore alla perfezione della Sua legge.
La terza linea della traduzione del 2000 recita che il Signore sostiene chi nella fede a lui
vien, per camminare con il suo aiuto. La traduzione del 1969 rendeva con maggiore
evidenza il tema della convenienza a camminare con laiuto di Dio: Ei ne sostien, poich
ad ognuno convien di camminare col suo aiuto. La precedente traduzione pi vicina alla
lettera del Salmo
LEterno sar un alto ricetto alloppresso (...)
Tu non abbandoni quelli che ti cercano vv 9s.
Il povero non sar dimenticato per sempre,
n la speranza dei miseri perir in perpetuo v. 18
Per lorante vi una concreta convenienza nellaffidarsi a Dio perch egli giudicher con
giustizia e far giustizia al misero.

La terza strofa un invito alla lode al Re della grazia infinita. Lespressione grazia
infinita non c nella Bibbia, ma rimanda al tema della grazia che sovrabbonda (cfr.
Romani 5, 20; 2Corinzi 9, 14; 1 Timoteo 1, 14).
Il tema dellinno vira decisamente in direzione cristologica. Il Signore che ha salvato il
mondo in Cristo non ci abbandona nel dolore, anzi ci dona ogni cosa: forza, benessere e
vita. Il tema del dono sovrabbondante di Dio lo troviamo in 1 Corinzi 3, 22: tutto vostro.

Quarta strofa. Qui linno raggiunge il suo apice tematico, ovvero il suo culmine cristologico.
La quarta strofa pu essere intesa come una citazione composita di Giovanni 3, 16:
Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito figlio
di I Giovanni 2,2; 4, 10:
Egli il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati, e non soltanto per i nostri,
ma anche per quelli di tutto il mondo

In questo l'amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che egli ha amato
noi, e ha mandato suo Figlio per essere il sacrificio propiziatorio per i nostri
peccati
e di Romani 3, 25:
Dio lo ha prestabilito come sacrificio propiziatorio (...)
A buon diritto si pu vedere in questa strofa una traduzione innologica della domanda 34
del Catechismo di Heidelbergh (1563)
Perch lo chiami Signore nostro?
Risposta: perch non con oro e argento, ma col suo prezioso sangue egli ci ha redenti e
riscattati, corpo e anima dal peccato e da ogni potere del diavolo, per essere suoi
Lultima linea riprende il tema della vittoria di Dio, qui sul peccato.

Quinta Strofa. In chiusura lInno riprende il tema di Dio, laltissimo che fa giustizia agli umili
che a buon diritto lodano il Signore. Nellimmagine del sole di vera giustizia sintravvede un
altro rimando al gi citato Salmo 19, 4s. La chiusura del Salmo combina il tema della
giustizia elargita agli umili al tema del peccatore che ha ricevuto, per amore, il perdono dal
Dio redentore. Si veda Romani 5, 8:
Dio mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo
ancora peccatori, Cristo morto per noi

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Contesto, sviluppo e variazioni:
Nelledizione dellInnario Cristiano del 1969, lInno il numero 14 ed raccolto nella
sezione Sapienza e misericordia. Nelledizione del 2000, Lode allAltissimo il numero
169 e fa parte della sezione dedicata al culto, in particolare alla Lode: scelta pi coerente
con lo svolgimento tematico dellinno.

Lode allAltissimo raccolto anche nellinnario cattolico Nella casa del Padre (1a
edizione 1969, 1a ristampa del 1998) nella sezione Per il tempo ordinario, ovvero per le
domeniche che vanno da Pentecoste fino ad Avvento. Ne troviamo due versioni, una
prima Lodate Dio (n. 669) molto sintetica e una seconda Lode allAltissimo (n. 670),
pressoch identica alla nostra. Nella casa del Padre oltre alla melodia attribuita alla
composizione tedesca del 1665 troviamo lindicazione degli autori del testo italiano: E.
Costa e G. Sobrero (1974). Resta da stabilire se il brano sia nato in casa protestante e,
successivamente, adottato in casa cattolica o viceversa.

Come e quando usare linno nel culto:


Lode allAltissimo un canto di lode che va cantato per intero lasciandogli lo spazio
dovuto affinch la comunit non solo si riconosca in esso, ma possa ogni volta gustarne
lampiezza e la profondit tematica.

Riferimenti biblici:
1 strofa
Filippesi 2, 10s.
Salmo 20, 5
Isaia 25, 8
1Corinzi 15, 54 - 57.

2 strofa
Esodo 19, 4
Deuteronomio 32, 9 - 11
Salmo 19, 9s. 18

3 strofa
Romani 5, 20
2Corinzi 9, 14
1Timoteo 1, 14
1Corinzi 3, 22

4 strofa
Giovanni 3, 16
1Giovanni 2, 2; 4, 10
Romani 3, 25.

5 strofa
Salmo 19, 4
Romani 5, 8

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Resta con me, Signore, il d declina/ W. H. Monk - G. Rostagno
(Innario Cristiano, n. 294)

Introduzione e storia dellinno:


A proposito dellInnologia del risveglio, Vittorio Subilia scriveva:
Dalla concentrazione del canto e della musica sulla confessione di Cristo,
della sua signoria e della sua grazia nel quadro dellepoca della Riforma, si
assisteva a un lento, sintomatico spostamento che concentrava gli interessi sui
sentimenti del credente, sui travagli patetici della sua anima religiosa a contatto
con le vicissitudini della vita, sulle sue emozioni, sulle sue debolezze, sulle sue
esperienze. Non pi Dio, la sua Parola, il suo onore e la sua gloria loggetto
della confessione della fede espressa nel canto, ma luomo, con le oscillazioni
sublimanti o morbosamente deprimenti della sua sensibilit (Torino, 1974).
Resta con me un tipico esempio di un inno di cui Vittorio Subilia avrebbe fatto volentieri
a meno. Il fatto che esso sia stato raccolto in tutte e tre le edizioni dellInnario Cristiano
(1922, 1969, 2000) evidenzia che luso che le Chiese ne hanno fatto ne ha decretato la
piena cittadinanza nel culto evangelico.

William Henry Monk (1863 - 1889) fu organista e compositore di inni. Nel 1861 pubblic, in
qualit di editore musicale, la raccolta Hymns Ancient and Modern nella quale incluse
Eventide, motivo utilizzato per linno Abide with me, scritto da Henry Francis Lyte
(1793-1847).

In italiano il testo fu tradotto e riscritto da Giovanni Rostagno (1923-1937). Docente di


storia e teologia pratica presso la Facolt Valdese di Roma, Rostagno scrisse Pi presso
a te, Signore: una raccolta di meditazioni bibliche per ogni giorno dellanno (la prima
edizione del 1925) con una chiara intenzione esortativa, dincoraggiamento e di conforto.
Scritto dopo la prima guerra mondiale, il volume stato amato da credenti di ogni et e
condizione sociale, anche negli anni pi bui del regime e dalla guerra.

Analisi del testo:


Il testo di Henry F. Lyte di otto strofe, la trascrizione italiana di Giovanni Rostagno di
cinque. Ogni strofa composta da una prima parte nella quale lorante esprime la sua
condizione angosciosa alla quale segue una seconda parte, il ritornello con la petizione:
Resta con me, pietoso redentor.

Di seguito vi propongo alcuni passaggi di Giovanni Rostagno tratti Rimani con noi, perch
si fa sera e il giorno gi declinato (op. cit). Rostagno commenta il passo Luca 24, 13 -
35.

I due pellegrini si fermarono. Erano arrivati. E siccome pareva che il loro


compagno volesse proseguire, gli fecero forza dicendo : Rimani con noi, perch
si fa sera. Egli rimase. Poi, quando si furono messi a tavola, prese il pane, lo
benedisse e lo spezz. Allora essi lo riconobbero. S, era Lui, era Ges che
avevano creduto per sempre morto. Rimani con noi! Sia questa la preghiera
che ogni giorno salga dallanima nostra fino a te, o Signore.

9
Rimani con noi. sempre notte quando sei lontano; una notte piena dombre e
di spaventi. Senza di te il dubbio ci assale, il male ci opprime e langoscia non
ha rimedio [...]

Tu sei tu sei lunico raggio che attraversi la nostra valle buia: Rimani con noi. Il
tentatore savvicina per dirci che sei definitivamente morto e che soltanto delle
visionarie hanno veduto gli angeli nel tuo sepolcro. Oh, rimani con noi, perch ti
contempliamo, perch ti sentiamo, e il nostro cuore incerto non si smarrisca mai
pi.

Rimani con noi, perch siamo stanchi e le spine hanno lacerato le nostre carni.
Abbiamo bisogno, in questa tenebra, che tu ci indichi la via e che tu sorregga i
nostri passi vacillanti.

Rimani con noi. Abbiamo fame, abbiamo sete; vogliamo sederci alla tua mensa
e ricevere da te il pane spezzato e il calice della salvezza che hai benedetto e
continuerai a benedire sino alla fine dei secoli.

Rimani con noi, perch noi rimaniamo con te e la nostra comunione sia
completa. Rimani con noi fino allultima sera, quando affideremo a Dio Padre lo
spirito, e le ombre fuggiranno per sempre dinanzi alla tua luce trionfante,
dinanzi al sole delleternit

Il testo dellinno, finanche nel lessico, ricalca il testo della meditazione.

La prima strofa del testo di Rostagno prende le mosse dal testo di Lyte
(si veda il confronto tra le due prime strofe).

Lyte Rostagno
Abide with me! Fast falls the eventide; Resta con me, Signore, il d declina:
(Resta con me! Gi viene la fine del fuga langoscia che mopprime il cuor!
giorno) Resta con me, la notte savvicina,
The darkness deepens; Lord with me Resta con me, pietoso Redentor!
abide.
(le tenebre sinfittiscono; Signore resta
con me)
When other helpers fail and comforts
flee,
(quando gli altri aiuti vengono meno e
gli agi si dileguano)
Help of the helpless, oh, abide with me!
(oh, Sostegno degli indifesi, resta con
me!)

Il credente chiede al Signore di rimanere con lui. La persona credente un soggetto


angosciato, debole, smarrito. Nello sviluppo del tema Rostagno si discosta dalloriginale
tutto imperniato sul drammatico confronto dellindividuo con la sua morte. A ragione
Subilia afferma che in questi inni si parla innanzitutto delluomo e del travaglio della sua
anima.
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Nel testo di Rostagno scatta un corto circuito tra la traduzione del testo di Lyte e la
richiesta dei discepoli: Resta con noi, perch si fa sera (Luca 24, 19) che si apprezza
passando attraverso la sua meditazione. Tuttavia, come nel testo di Lyte, anche in quello
di Rostagno il riferimento a Luca 24 strumentale perch nulla del racconto dellincontro
con Ges sulla via di Emmaus rimane nel testo dellinno.

Seconda strofa. Nel suo sviluppo, lInno di Lyte esprime lo sconcerto, finanche langoscia
per il carattere effimero della vita. Rostagno preferisce invece inscenare il contrasto tra la
debolezza del credente e la forza del tentatore; tra la volont delluomo di imporsi sul
mondo e la forza di seduzione di questultimo.
Nella Bibbia, il sentiero una metafora dellesistenza alternativamente fedele o infedele. Il
salmista afferma che egli tiene saldi i suoi passi sul sentiero del Signore (15, 5); confida
che il Signore lo guidi per i giusti sentieri (23, 3); chiede a Dio di guidarlo per il sentiero dei
suoi comandamenti (119, 15). Al contrario il libro dei Proverbi esorta il credente a tenere il
suo piede lontano dai sentieri dei peccatori (1, 15) a non entrare nel sentiero degli empi (4,
14), ad appianare il sentiero dei propri piedi. Citazione, questultima, ripresa dal pastore
della lettera agli Ebrei che esorta i cristiani a sopportare la prova e non restare privi della
grazia di Dio (12, 13).
lapostolo Paolo che afferma di non riuscire a fare quello egli vorrebbe (Romani 7, 15) a
cui maggiormente si avvicina il rovello descritto da Rostagno. Paolo fa riferimento alla
legge, Rostagno alle seduzioni del mondo e del tentatore che savvicina per dirci che [tu
Ges] sei definitivamente morto o che soltanto delle visionarie hanno veduto gli angeli nel
tuo sepolcro.

Terza strofa. Il registro cambia radicalmente e dallo scarto esistenziale della seconda
strofa si passa alla serenit di colui che trova pace e calma presso la croce. Limmagine
ben lontana dallangosciosa descrizione della crocifissione che troviamo sia nei sinottici,
sia in Giovanni che pure attenua il carattere tragico della croce e ne sottolinea il carattere
di compimento.

La quarta strofa riprende il testo della meditazione di Rostagno: Tu sei lunico raggio che
attraversi la nostra valle buia. Il riferimento al Salmo 23, 4 trasparente. Ma se nel salmo
troviamo la rara espressione della valle dellombra della morte, in Rostagno limmagine
sembrerebbe rimandare allo smarrimento dellanima di dantesca memoria. In questa
situazione, il Signore viene a dare pace e vita allanima smarrita. La dinamica dello
smarrito e del ritrovato particolarmente sviluppata al capitolo 15 di Luca.

Quinta strofa. Finalmente il credente ha trovato il suo approdo. Ed ora in Te soltanto


credo e spero, in Te soltanto vivo, o mio Signor; dolce il tuo amor, il giogo tuo leggero

In Matteo 11, 28s. leggiamo:

Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi dar riposo.
Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perch io sono mansueto e
umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre; poich il mio giogo
dolce e il mio carico leggero.

Nellinno vengono accostate la pace che il credente trova presso la croce e il farsi carico
del giogo di Ges. In Matteo il giogo di Ges il discepolato, di cui la sofferenza fa
certamente parte. Tra la terza e la quinta strofa assistiamo a uno slittamento che proietta

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sulla sola croce il giogo sotto il quale troviamo pace e calma. Laffermazione in Te
soltanto vivo fa eco alla confessione dellapostolo Paolo:
perch, se viviamo, viviamo per il Signore; e se moriamo, moriamo per il
Signore. Sia dunque che viviamo o che moriamo, siamo del Signore (Romani
14, 8)

Atul Gawande nel suo libro Essere mortale conoscere la propria vita fino in fondo, vedi
Riforma (n. 18, 6 maggio 2016), afferma che il compito del medico s quello di curare ma
anche di assicurare il benessere della persona curata, assicurare una buona vita anche
quando scende la sera della vita. Il declinare della vita il tema espresso da nostro inno.
Cos, uninno indubbiamente patetico mantiene la sua forza proprio perch si preoccupa
delle emozioni, delle debolezze e delle esperienze delluomo alle prese con la sua fragilit
e con la morte. Sebbene condivido le riserve di Subilia, tuttavia ritengo che nel culto
portiamo di fronte al Signore la nostra concreta questa umanit.

Come e quando usare linno nel culto:


Resta con me una preghiera di tenore patetico. Suggerisco di usarla in particolari
occasioni (ad esempio i funerali), oppure a seguito della confessione dei peccati o ad
apertura delle preghiere comunitarie.

Riferimenti biblici:
Prima strofa
Luca 24, 13 - 35
Luca 24, 19

Seconda strofa
Salmo 15, 5
Salmo 23, 3
Salmo 119, 15
Proverbi 1, 15
Proverbi 4,14
Ebrei 12, 13

Terza strofa
Racconti della crocifissione

Quarta strofa
Salmo 24, 3
Luca 15

Quinta strofa
Matteo 11, 28
Romani 14, 8

Quando infuria la tempesta/Charles Tindley


12
(Celebriamo il Risorto, n.274)

Periodo storico:
Linno stato composto agli inizi del 1900 da Charles Albert Tindley, pastore metodista
afro-americano, residente a Philadelphia. Per molte persone di quella zona degli USA, e
per gli afro-americani in particolare, fu un periodo di crisi lavorativa ed economica. Anche
se la schiavit era stata abolita nel 1865, dopo la guerra civile americana, le condizioni
degli americani neri rimaneva segnata per lo pi dalla povert e dalla discriminazione.
Durante il tempo della schiavit, il messaggio cristiano aveva giocato un doppio ruolo. Da
una parte era spesso stato strumentalizzato dal sistema e dai proprietari degli schiavi per
mantenere questi nella loro posizione di obbediente sottomissione. Dallaltra parte, invece,
aveva aiutato gli schiavi a sopportare le loro sofferenze, ma li aveva anche sollecitato a
cercare la libert: aveva dato loro una nuova speranza che aveva permesso loro, in certi
casi, di ribellarsi alla schiavit.
Anche dopo labolizione della schiavit, la fede e le chiese cristiane hanno giocato un
ruolo importante nella lotta degli afro-americani e non solo per i diritti civili e per
condizioni di vita migliori.

Storia dellinno:
Linno Quando infuria la tempesta stato composto in questo contesto di disagio, di
speranza e di lotta, da una persona che aveva sperimentato sulla sua pelle tutti e tre
questi componenti della vita. Charles Albert Tindley (1851-1933) era nato a Maryland, uno
stato del sud degli USA, da madre libera e padre schiavo. Secondo la legge, seguendo la
condizione della madre lui stesso era libero, ma a causa delle difficolt economiche in
cui versava la famiglia dopo la morte della madre, quando Tindley aveva due anni, suo
padre dava in affitto il ragazzo per lavori nei campi ecc. accanto agli schiavi.
Tindley perci non ebbe la possibilit di frequentare la scuola. Ma di natura curiosa e
determinata, si insegnato a leggere da solo. E quando da giovane si trasferito al nord,
a Philadelphia, ha continuato gli studi, da solo, con corsi a corrispondenza e con laiuto di
tutori. In questo modo ha imparato il greco e lebraico, e si preparato al ministero
pastorale. Per mantenere la sua famiglia, nel frattempo lavorava da bidello presso la
Bainbridge Street Methodist Episcopal Church.
Nel 1887, senza titoli di studi ma dopo aver sostenuto un esame da parte della chiesa,
Tindley stato consacrato diacono, poi anziano, e infine pastore della Chiesa Metodista. E
nel 1902 stato incaricato come pastore della Bainbridge Street Methodist Episcopal
Church di Philadelphia. La chiesa sotto la sua guida cresciuta da 130 a 10.000 membri,
diventando una comunit interrazziale.
Tindley fu un predicatore apprezzato ed era attivo, con la chiesa, anche in iniziative volte a
migliorare la vita dei suoi membri pi poveri. La chiesa, infatti, dava loro possibilit di
finanziamenti per mutui e nuove imprese; svolgeva una distribuzione alimentare; e
assisteva le persone nella ricerca di lavoro.
Tindley ha scritto 46 inni, ed conosciuto come il padre della musica gospel. Si pensa
che uno dei suoi inni sia stato di ispirazione per il canto di battaglia del movimento per i
diritti civili, Noi trionferemo. Uno dei suoi inni gospel pi conosciuti Quando infuria la
tempesta, che in inglese intitolato con le parole del suo ritornello, Stand by me, Stai
con me.
Analisi del testo:

13
Linno composto da quattro strofe. In ogni strofa i primi quattro versi descrivono la
situazione di tribolazione di chi canta, mentre il quinto verso contiene unaffermazione su
Ges che contrasta con ci che precede: mentre nella vita di chi canta ci sono il caos e le
difficolt, Ges rappresenta una sicurezza e la promessa di salvezza. In ogni strofa il
ritornello stai con me (imperativo di richiesta) viene inserito tra i vv.1 e 2, e tra i vv.2 e 3,
e poi ripetuto a fine strofa. In questo modo esprime la preghiera costante di chi si trova in
difficolt, rivolta a Ges per chiedere la sua vicinanza ed il suo sostegno.

La prima strofa riprende le immagini di Marco 4:35-41 (Matteo 8:18-27; Luca 8:22-25) di
Ges che domina gli elementi naturali, elementi che nellinno rappresentano
espressamente le tribolazioni della vita, davanti alle quali il credente si sente impotente. La
tradizione dei Vangeli ricalca per esempio il Salmo 107:29 (Egli riduce la tempesta al
silenzio e le onde del mare si calmano) e il Salmo 46:1-3. Laccostamento dellimmagine
della tempesta alle difficolt della vita si trova gi in Proverbi 1:27 (quando lo spavento vi
piomber addosso come una tempesta, quando la sventura vinvestir come un uragano e
vi cadranno addosso lafflizione e langoscia). Nellinno il credente individuale viene
paragonato ad una barca in mezzo al mare, in bala degli elementi; nella storia della
chiesa limmagine ha preso invece pi che altro una valenza comunitaria: la barca come
rappresentazione della chiesa nel mondo.

Nella seconda strofa chi canta racconta una storia di problemi e tristezza, non meglio
definiti. Oltre ai problemi comuni a tutti, possiamo qui pensare anche alle particolari
difficolt che vivevano molti membri della chiesa di Tindley. Una difficolt nellinno viene
rappresentata dagli attacchi del tentatore che insinua dubbi nel credente e porta sulla via
che allontana da Dio. Ma Ges, che egli stesso ha resistito allassalto del tentatore
(Matteo 4:1-11), pu aiutare anche il credente a vincere questa battaglia. Il riferimento alla
battaglia trova le sue radici bibliche nellAntico Testamento (per esempio Salmo 27:3: Se
un esercito si accampasse contro di me, il mio cuore non avrebbe paura; se infuriasse la
battaglia contro di me, anche allora sarei fiducioso; II Cronache 32:8: con noi il
Signore nostro Dio, per aiutarci e combattere le nostre battaglie), ma anche nel Nuovo
Testamento, da Romani 8:31-39 e I Timoteo 1:18-19 fino alle battaglie apocalittiche tra
bene e male del libro dellApocalisse. Tutti testi che affermano come la battaglia della
nostra vita contro il male fa parte di una battaglia pi grande contro le forze della morte,
battaglia di cui Ges uscito vincitore e che lui combatte al nostro fianco.

La terza strofa parla di una vita in pericolo perch perseguitata (paragonare Matteo 24:9-
13). Pericoli reali, concreti, ma anche rappresentativi di tutto ci che minaccia la vita del
credente, per via della sua fedelt a Dio o per altri motivi. Lultimo verso ricorda lepisodio
di Atti 16:16-40: Paolo e Sila in prigione a causa della loro fede, salvati e liberati da Dio
quando la salvezza sembrava invece impossibile.

La quarta strofa tratta della fragilit e della temporaneit della vita umana, in particolare
della debolezza che conseguenza dellet che avanza. Per parlare della morte, linno
usa limmagine del fiume Giordano, immagine positiva che evoca il passaggio dalla
schiavit alla libert e al benessere nella terra promessa (Giosu 3). Unimmagine cara
alla tradizione degli schiavi negli USA, in quanto appunto rappresentava la liberazione
dalla schiavit ed il riposo dalle fatiche. A volte era anche stata usata invece come parte di
un linguaggio in codice tra gli schiavi, con il Giordano che stava ad indicare il fiume
Mississippi che gli schiavi in fuga dovevano attraversare per raggiungere la sicurezza e la
libert negli stati del nord. Nellinno, la morte viene cos rappresentata come una
liberazione ed un raggiungimento del riposo, sempre con Ges al nostro fianco. Ges
14
viene caratterizzato come il giglio della valle, immagine che troviamo nel Cantico dei
Cantici 2:1-2 (Io sono la rosa di Saron, il giglio delle valli. Quale un giglio tra le spine, tale
lamica mia tra le fanciulle).

Linno rappresenta la preghiera serrata di un credente che si rivolge a Ges per chiedere
la sua vicinanza ed il suo sostegno in mezzo alle difficolt della vita: una vita segnata dal
caos, da un senso di impotenza, da problemi, tristezza e tentazioni, da pericoli e prove
nella fede, dalla fragilit e dalla prospettiva della vecchiaia e della morte. Ma nonostante
queste tribolazioni, linno trasmette un senso di serenit, perch in mezzo ad esse il
credente rimane fiducioso, sapendo che Ges pi grande di tutte queste sofferenze; ha
gi dato prova della sua forza nelle testimonianze bibliche, e con lui al proprio fianco il
credente certo di poter affrontare ogni difficolt ed uscirne vittorioso.

Linno composto nella prima persona singolare, per cui ognuno potr pensare alla
propria situazione personale e rivolgersi con fiducia al Signore attraverso le sue parole.
Ma cantato nella comunit la forma singolare dellinno comunque si trasforma anche in
plurale, e la comunit dei credenti si rivolge insieme a Dio in preghiera, pronta ad
affrontare, con il suo aiuto, le difficolt che la vita presenta.

Come e quando usare linno nel culto:


Confessione di peccato, momento delle preghiere comunitarie, per sostenere messaggi di
fiducia e di speranza in mezzo alle difficolt

Riferimenti biblici:
Salmo 46:1-3

Strofa 1:
Salmo 107:29: Egli riduce la tempesta al silenzio e le onde del mari si calmano.
Proverbi 1:27: quando lo spavento vi piomber addosso come una tempesta, quando la sventura vinvestir
come un uragano e vi cadranno addosso lafflizione e langoscia.
Matteo 8:18-27: Ges calma la tempesta
Marco 4:35-41
Luca 8:22-25
Giovanni 6:16-21: Ges cammina sul lago

Strofa 2:
II Cronache 32:8: con noi il Signore nostro Dio, per aiutarci e combattere le nostre battaglie.
Salmo 27:3: Se un esercito si accampasse contro di me, il mio cuore non avrebbe paura; se infuriasse la
battaglia contro di me, anche allora sarei fiducioso.
Matteo 4:3: E il tentatore, avvicinatosi, gli disse: Se tu sei il Figlio di Dio, ordina che queste pietre diventino
pani.
I Tessalonicesi 3:5: Perci anchio non potendo pi resistere, mandai a informarmi della vostra fede,
temendo che il tentatore vi avesse tentati, e la nostra fatica fosse risultata vana.
I Timoteo 1:18-19

Strofa 3:
Atti 16:16-40: Paolo e Sila in prigione

Strofa 4:
Giosu 3: il passaggio del Giordano
Cantico dei cantici 2:1-2: Io sono la rosa di Saron, il giglio delle valli. Quale un giglio tra le spine, tale
lamica mia tra le fanciulle.
Osea 14:5: Io sar per Israele come la rugiada; egli fiorir come
il giglio e spander le sue radici come il Libano.
Splendi Ges/Graham Kendrick
(Celebriamo il Risorto, n. 42)

15
Introduzione:
Graham Kendrick (nato nel 1950) uno dei pi noti compositori del repertorio cristiano
contemporaneo. Di lui stato detto che il padre della moderna musica liturgica. Capace
di coniugare bibbia e poesia, ha saputo delineare unimmagine di Dio che ha influenzato
intere generazioni. Non gli mancano, tuttavia, i detrattori che lo accusano di essere assai
banale.

Inglese, figlio di un pastore battista, Kendrick gi da adolescente comincia a suonare e


comporre inizialmente in una band per proseguire, successivamente la sua carriera come
cantante solista. Pubblica diversi album con lorganizzazione missionaria Musical Gospel
Outreach.
Insieme a Roger Forster, Gerald Coates e Lynn Green stato il fondatore e lanimatore
della marcia per Ges: iniziativa che mobilita ogni anno milioni di cristiani nel mondo e
che si prefigge di abbattere i muri delle chiese e portare il canto, la preghiera nelle strade
per testimoniare la riconciliazione avvenuta in Ges.

Scritto nel 1987, Shine Jesus Shine (Splendi Ges) uno dei canti contemporanei pi
noti a livello mondiale (venduto in pi di 80 mila copie). stato cantato alla presenza di
Papa Giovanni Paolo II a Manila e in Gran Bretagna uno dei pi noti inni cristiani. stato
tradotto in pi di 25 lingue.
Il repertorio di Kendrick fa riferimento a un vasto movimento giovanile
interdenominazionale (Anglicani, Battisti, Metodisti) particolarmente attivo in Gran
Bretagna negli ultimi 50 anni. Negli anni 70 in Inghilterra nato e si diffuso un
sottobosco cristiano apparentemente mimetico con la cultura di quegli anni: case
discografiche, riviste, locali. Da quellesperienza nasce il gruppo di lode che sostituisce il
pianista o lorganista nel culto cristiano. Lobiettivo del gruppo di lode aiutare le persone
ad esprimere la propria lode e comunicare energia ed entusiasmo alla comunit. La lode,
sostiene Kendrick un evento corporativo.
Il repertorio del gruppo di lode, da una parte vuole essere un ponte tra la cultura secolare
e il culto cristiano, dallaltra vuole esprimere una cultura alternativa: quellessere nel
mondo senza appartenervi di cui parla Ges.

Analisi del testo:


Il testo dellInno composto da tre strofe, divise ciascuna in un verso e in un ritornello. Il
tenore del brano luminoso e maestoso anche se lo svolgimento in italiano legnoso.

Prima strofa. Il brano si apre con un riferimento trasparente al prologo di Giovanni: la luce
splende nelle tenebre, e le tenebre non lhanno sopraffatta (1,5). Ges la luce del
mondo che ci illumina e guida nella verit. I riferimenti biblici sono lineari: Ges luce:
Giovanni 8,12. 9, 5. 12, 46. Ges ci illumina e ci guida: Giovanni 12, 35.s:
Camminate mentre avete la luce [...]. Mentre avete la luce, credete nella luce.
Il pur chiaro riferimento al quarto vangelo manca del tutto della sua dimensione tragica. In
Giovanni, la luce non stata sopraffatta dalle tenebre, ma neppure riconosciuta dal
mondo. Ges la luce che ancora per poco tempo tra i discepoli e questi corrono
sempre il rischio di essere sopraffatti dalle tenebre. Il verso si chiude con la richiesta
personale rivolta a Ges di splendere su di me.

16
Il ritornello riprende la petizione con la quale si chiude il verso ed estende la richiesta
affinch Ges splenda e riempia il mondo con la sua gloria. A questa prima richiesta, ne
seguono altre due: una rivolta allo Spirito affinch venga e infiammi i cuor, una seconda
rivolta a Dio affinch spanda la sua grazia su tutte le nazioni.
Il tema della luce, che troviamo nel prologo di Giovanni, rimanda al tema della gloria di Dio
(1,14). Il tema della gloria di Dio che viene mostrata e che riempie uno spazio un tema
caratteristico dellAntico Testamento. Nel racconto del cammino del popolo attraverso il
deserto, Dio promette a Mos di santificare la tenda dellincontro con la sua gloria (Esodo
29, 43). Il profeta Isaia promette agli esuli che saranno ricondotti in patria, che Dio metter
di nuovo la sua gloria sopra Israele. In Aggeo, Dio promette di riempire nuovamente il
tempio di Gerusalemme con la sua gloria (2, 7).
Nelle visioni che chiudono la profezia dIsaia, il Signore promette che tutte le nazioni
vedranno la gloria di Dio (Isaia 66, 18). Ed proprio in occasione della vocazione del
profeta Isaia che i cherubini cantano che tutta la terra piena della gloria di Dio (6, 3).
La seconda richiesta rimanda alleffusione dello Spirito a Pentecoste (Atti 2, 1 - 4), la terza
alle benedizioni che troviamo, ad esempio a chiusura delle lettere di Paolo (Romani 16,
20; 1Corinzi 16, 23; 2 Corinzi 13, 13)

La seconda strofa una dichiarazione dimpegno a recarsi alla maestosa presenza di Dio.
La dinamica dellandare alla presenza Dio caratteristica dei culti di lode e adorazione.
Lobiettivo del culto e, in definitiva, dellintera esistenza del credente lo stare alla
presenza di Dio, rendergli culto e cos anticipare la condizione dei risorti nel Suo regno.
Troviamo unindicazione di questo anelito nel salmo 27:
Una cosa ho chiesto al Signore, e quella ricerco; abitare nella casa del Signore tutti i
giorni della mia vita per contemplare la bellezza del Signore, e meditare nel suo tempio
(27, 4s.)
Lespressione dalle ombre alla tua santit una traduzione tanto letterale quanto incerta
dallinglese. Landare a Dio, il presentarsi alla luce del Signore reso possibile dal suo
sangue [di Ges]. I riferimenti biblici sono Romani 3, 25 e soprattutto Efesini 2,13 dove il
sangue di Ges il mezzo grazie al quale i lontani sono stati avvicinati.
Limmagine dei sentieri di pace rimanda al Salmo 23, 3 anche se nel salmo sono i sentieri
di giustizia.

Terza strofa. La splendore della gloria di Dio si riflette sui credenti raccolti nel culto, il cui
volto trasfigurato a immagine di Dio. La chiusura della terza strofa tradotta
poveramente. Il senso del verso : speriamo di specchiare nelle nostre vite la tua storia.
Si tratta, in definitiva, di uninvocazione che nella traduzione italiana andata smarrita.
Tuttavia limmagine sufficientemente chiara e rimanda alla trasfigurazione di Ges in
Matteo 17, 1 - 8. Evidentemente qui c di pi: c la richiesta di essere trasfigurati cos
come accadde a Mos quando si presentava a colloquio con Dio.

Come e quando usare linno nel culto:

17
Splendi Ges Inno di grande incoraggiamento ed proficuamente cantato nella stanza
liturgica della lode. Tuttavia la povert della traduzione consiglia di accostarlo a dei brani
poeticamente pi solidi.

Riferimenti biblici:
Prima strofa
Giovanni 1, 5.
Giovanni 8, 12.
Giovanni 9, 15.
Giovanni 12, 35.
Giovanni 12, 46.

Ritornello
Esodo 29, 43
Aggeo 2, 7
Isaia 6, 3
Isaia 66, 18
Atti 2, 1 - 4
Romani 16, 20
1Corinzi 16, 23
2Corinzi 13, 13

Seconda strofa
Salmo 27, 4
Salmo 23, 3

Terza strofa
Matteo 17, 1 - 8

Insieme viviamo la vita/Per Harling

18
(Celebriamo il Risorto, n.288)
Insieme il pane spezziamo/Per Harling
(Celebriamo il Risorto, n.158)

Periodo storico:
Questi inni sono stati scritti dal pastore luterano svedese Per Harling (nato nel 1948) negli
anni 90 del secolo scorso; linno Insieme viviamo la vita stato incluso nella raccolta di
inni usati nella seconda Assemblea europea ecumenica di Graz, tenutasi nel 1997. Fu il
decennio seguente alla caduta dei regimi comunisti nellest Europa e alla riunificazione
dellEuropa. Per le chiese fu un tempo in cui mettersi alla prova: il movimento ecumenico
europeo aveva avuto inizio negli anni 50, e in quegli anni era stata fondata la Conferenza
delle Chiese Europee, con lo scopo di far dialogare chiese provenienti da paesi divisi tra di
loro sul piano politico ed economico, e di fare delle chiese strumenti di pace e di
riconciliazione. Negli anni 90 le barriere politiche ed ideologiche in Europa erano cadute.
La sfida per le chiese fu quella di saper continuare a dialogare e lavorare per la
riconciliazione, anche fra loro, ora che il mondo intorno a loro era cambiato ed una
collaborazione europea su pi livelli era diventata una realt.

Storia dellinno:
LAssemblea ecumenica di Graz aveva come tema e titolo: Riconciliazione. Dono di Dio,
sorgente di vita nuova. Nelle raccomandazioni del documento finale dellAssemblea si
incoraggia le chiese a ricercare lunit visibile, nelle diversit, tra di loro, e di coltivare nelle
comunit una cultura ecumenica che non dovrebbe essere accessoria ma al contrario
centrale per la loro vita e testimonianza. Si ricorda che lunit dei credenti e delle chiese
stata data loro come compito da Ges stesso, e si fonda sulla comune fede nel Dio uno e
trino. Comunque, in ultima analisi questa unit non qualcosa che essi possono produrre
da soli ma un dono di Dio e in questo senso gi una realt, anche se per ora viene
vissuta in modo imperfetto. Il documento parla inoltre della nostra permanente necessit di
riconciliazione: la mancante possibilit di condividere fra le chiese la Santa Cena, insieme
alla poca valorizzazione e riconoscimento del ruolo delle donne nella chiesa, costituiscono
una cattiva testimonianza. Una vera riconciliazione fra le chiese, invece, potrebbe
diventare un esempio da seguire anche per i popoli e la realt politica dEuropa.

Inserito nella raccolta di canti usati dallAssemblea di Graz, linno Insieme viviamo la vita
stato scritto dal pastore della Chiesa Luterana di Svezia Per Harling, compositore di inni,
scrittore, e attivo nel lavoro di rinnovamento liturgico nella Chiesa Luterana svedese. Ha
prodotto anche un paio di documentari televisivi sullinnologia moderno e globale.

Analisi del testo:


Linno composto da tre strofe: le prime due sono di quattro versi ciascuna e sono unite
tra di loro dalla ripetizione della parola insieme allinizio di ogni verso. La terza strofa si
collega alle due precedenti attraverso la parola insieme che si trova come parola finale
del secondo verso (su sette).

Le prime due strofe di Insieme viviamo la vita descrivono lunit tra le chiese e/o tra i
credenti (non viene specificato). Essi condividono la vita in tutti suoi aspetti: i dubbi e la
fede, la speranza e la lotta per un mondo migliore. Per tutti sono anche i doni di Dio, i
talenti che ciascuno/a pu mettere a disposizione (paragonare I Corinzi 12:6-7: Vi
variet di operazioni, ma non vi che un medesimo Dio, il quale opera tutte le cose in tutti.
Ora a ciascuno data la manifestazione dello Spirito per il bene comune). C un comune
sforzo per capire il passato, i suoi errori e le sue conquiste, e una visione comune,

19
unattesa per il futuro, per il quale ci si impegna. Un impegno anchesso comune per la
pace e per una giustizia per tutti. Loggetto della preoccupazione di chi crede lumanit
e la sua sorte. Lenfasi data allo stare e fare insieme ricorda linvito del Salmo 34:3
(Celebrate con me il Signore, esaltiamo il suo nome tutti insieme) e anche il Salmo 133:1
(Ecco quant buono e quant piacevole che i fratelli vivano insieme!). Uno stare
insieme dei credenti il cui fondamento lapostolo Paolo riconduce allaccoglienza
sperimentata in Cristo: Perci accoglietevi gli uni gli altri, come anche Cristo vi ha accolti
per la gloria di Dio (Romani 15:7).

La terza strofa consiste invece in un invito pressante a rendere subito realt questo stare
insieme che le prime due strofe descrivono, e che altro non se non un accogliere il dono
della riconciliazione che Cristo ci offre. La vera unit non un prodotto degli sforzi dei
credenti o delle chiese, ma la realt di chi crede, di chi vive in Cristo. Linsistenza sul
momento cruciale che viviamo la ritroviamo in Romani 13:11 (E questo dobbiamo fare,
consci del momento cruciale: ora ormai che vi svegliate dal sonno; perch adesso la
salvezza ci pi vicina di quando credemmo) e in II Corinzi 6:2 ( egli dice: Ti ho
esaudito nel tempo favorevole, e ti ho soccorso nel giorno della salvezza. Eccolo ora il
tempo favorevole; eccolo ora il giorno della salvezza!): non c da aspettare momenti pi
favorevoli per mettere in atto laccoglienza, la condivisione e lunit; ora il momento di
agire in Cristo. Lui ci ha riconciliati con Dio (Romani 5:11: Non solo, ma ci gloriamo anche
in Dio per mezzo del nostro Signore Ges Cristo, mediante il quale abbiamo ora ottenuto
la riconciliazione) e ci affida il ministero della riconciliazione (II Corinzi 5:11-21) da
praticare in primo luogo ma non solo nei confronti di chi condivide la nostra fede. In
questo modo si potr vivere e rendere visibile e concreta quellunit che Ges ha chiesto
dai suoi discepoli (Giovanni 17:20-23), testimonianza dellunit nellamore del Padre e del
Figlio, e dei credenti con loro.

Linno Insieme il pane spezziamo allarga linvito allunit e alla riconciliazione alla Santa
Cena, un collegamento che troviamo gi in I Corinzi 10:17 (Siccome vi un unico pane,
noi, che siamo molti, siamo un corpo unico, perch partecipiamo tutti a quellunico pane).
Mentre Insieme viviamo la vita cantava una condivisione pi generale, questo inno si
concentra su aspetti comunitari e liturgici: la Santa Cena, la lode al Signore, lascolto del
Vangelo e la preghiera tutte attivit che ricordano Atti 2:42-47. Ma con unattenzione
anche per la testimonianza che tutto questo costituisce verso lesterno, una testimonianza
damore in quanto lunit dei credenti rende concreto lamore di Dio. Anche qui viene
sottolineato che questa unit viene resa possibile non da noi ma da Cristo che ci ha amati
per primo.

Riferimenti biblici:
Insieme viviamo la vita:
Salmo 34:3: Celebrate con me il Signore, esaltiamo il suo nome tutti insieme.
Salmo 133:1: Ecco quant buono e quant piacevole che i fratelli vivano insieme!
Romani 15:7: Perci accoglietevi gli uni gli altri, come anche Cristo vi ha accolti per la gloria di Dio.
I Corinzi 12:6-7: Vi variet di operazioni, ma non vi che un medesimo Dio, il quale opera tutte le cose in
tutti. Ora a ciascuno data la manifestazione dello Spirito per il bene comune

Insieme il pane spezziamo:


Salmo 133:1
Matteo 26:26-29: lultima cena di Ges con i discepoli
Marco 15:22-25

20
Luca 22:14-20
Giovanni 13:1: Or prima della festa di Pasqua, Ges, sapendo che era venuta per lui lora di passare da
questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li am sino alla fine.
Giovanni 17:20-23: lunit dei discepoli di Ges
Atti 2:42-47: la vita comunitaria
I Corinzi 10:17: Siccome vi un unico pane, noi, che siamo molti, siamo un corpo unico, perch
partecipiamo tutti a quellunico pane.
I Corinzi 11:23-26: la Santa Cena

Terza strofa 288/158:


Giovanni 17:20-23: lunit dei discepoli di Ges
Romani 5:11: Non solo, ma ci gloriamo anche in Dio per mezzo del nostro Signore Ges Cristo, mediante il
quale abbiamo ora ottenuto la riconciliazione.
Romani 13:11: E questo dobbiamo fare, consci del momento cruciale: ora ormai che vi svegliate dal
sonno; perch adesso la salvezza ci pi vicina di quando credemmo.
II Corinzi 5:11-21: il ministero della riconciliazione
II Corinzi 6:2: egli dice: Ti ho esaudito nel tempo favorevole, e ti ho soccorso nel giorno della salvezza.
Eccolo ora il tempo favorevole; eccolo ora il giorno della salvezza!

LEGGERE, CAPIRE E PRESENTARE UN INNO/2 parte

21
Quando e dove inserire linno La forte rocca il mio Signor (Innario Cristiano, n.45) nel
culto?

Come presentare linno? Scrivi una breve presentazione.

Quando e dove inserire linno Lode allAltissimo (Innario Cristiano, n.169) nel culto?

Come presentare linno? Scrivi una breve presentazione.

Quando e dove inserire linno Resta con me, Signore, il d declina (Innario Cristiano,
n.294) nel culto?
22
Come presentare linno? Scrivi una breve presentazione.

Quando e dove inserire linno Quando infuria la tempesta (Celebriamo il Risorto, n.274)
nel culto?

Come presentare linno? Scrivi una breve presentazione.

Quando e dove inserire linno Splendi Ges (Celebriamo il Risorto, n.42) nel culto?

23
Come presentare linno? Scrivi una breve presentazione.

Quando e dove inserire linno Insieme viviamo la vita (Celebriamo il Risorto, n.288) nel
culto?

Come presentare linno? Scrivi una breve presentazione.

Quando e dove inserire linno Insieme il pane spezziamo (Celebriamo il Risorto, n.158)
nel culto?

Come presentare linno? Scrivi una breve presentazione.

24