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MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVIT CULTURALI

Quaderni della Soprintendenza Archeologica del Piemonte

Monografie
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2001
MIN ISTERO PER I BENI E LE ATTlVIT CULTURALI
SOPRINTENDENZA PER I BENI ARCHEOLOGICI DEL PIEMONTE
REG IONE PIEMONTE
ClT r DI MONDO vT

DAI BAGIENNI A BREDULUM


Il pianoro di Breolungi tra archeologia e storia

a cura di
M ari ca Venturino Ga mbari

O MEGA EDIZ IONI


ARCHEOLOGIA E STORTA

Avoe,tenza
Sono state usate le seguenti abbrev iazioni : us: un it slratigra fica;
d.: diametro; L. : lunghezza; I.:brghezz.a; s.: spessore. Quando non
diversamente indicato, i d isegni della cer.lm <....l sono in scala 1:3,
quelli d t!i maoufaUi i n p ietra c dei reperti metallici in sca b 1:2.
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ARCH EOLOG IA E STORIA

Fig. Mondov, fraz. Brcotungi. P,moramica del pianoro, cla sud-ovesl;


sull o sfondo la valle del Pes io e le Atri occidentali.
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Il pianoro di Breolungi tra l'et del Bronzo finale e l'et del Ferro
Marie l Venturin o Gambari

\I pianoro di Breolungi una sorla di pe nisola eli aperti per la costruzio ne de lle abitazioni, per la coltiva-
forma allungata, modellata nel lungo volgere de i mil- zio ne dei campi e pe r il pascolo del bestiame; tracce di
lenni dall'erosion e fluviale. Questa particola re confi- qu esta intensa attivit cii clisboscatnento, sicuramente
gurazione geomorfologica s icura mente alla base altua ta, come di consuetudin e, anche attraverso l'utiliz-
de lla forte suggestio ne del luogo, lembo isolaLo del- zo del fuoco pe r e liminare le ste rpaglie c rimuovere le
l'alta pianura monregalese sos peso s ulla piana allu- ceppa ie, si colgono nella presenza diffusa di carboni
vional e ci el Pesio, e ne giustifica la scelta , pi volle ri- minuti all'inte rno dell' Unit B, che costituisce il sub-
petuta nel tempo tra la protostOrlH e il medioevo, co- strato sterile su cui si imposta la frequ entazione antro-
me luogo eli insediamento e di ele vozione (fig. 1). pica dell'et' l ciel Bronzo final e.
Gl i scavi archeologici e ffe ttua Li a piel riprese da lla Tra il pur numeroso materia le archeologico recu-
Soprinte nde nza a i Be n i Archeologic i de l Pie monte perato nel corso degl i scavi no n si rin venuta alcuna
nell'arco cii circa un decennio hanno dimostrato l'e!; j- d ocumentazione riferibile a prececle nti fasi di fre-
stenza cii dive rsi momenti di frequ entazione ciel sito, quentazione del pianoro, ael eccezione di un picco lo
a partire dall'et d e l llronzo final e (XI secolo a.c.) fi- frammento di tagliente di ascia in pietra verde le viga-
no ai g io rni nostri 1 . Nell 'area ci el Cimite ro di verse bu - ta ael andam ento rettilin eo, rinvenuto all 'interno di
che per pali e fosse con riempimenr.i articolati attesta- una strutturd de ll 'et del Ferro, che potre bbe indi ziare
no la prese nza cii un se tto re, pro babi lmente margina- la presenza nell e vicinan ze di un insediamen to pi
le all 'area cii insediamento, dove si concentravan o at- antico, rife ribile verosimilmente all'et del Rame e fi-
tivit a carattere artigianale e di scarico, parti colar- no ra non an cora individu ato; un esemplare integro di
mente consistenti nell 'et d el Bronzo e del Ferro; ne l- forma triangolare, con tagli o poco arcuato , sitnile a
l'a rea d e lla Pieve, dove la stratig rafia archeologica que llo di Breolungi , e tallo ne arrotonclato, stato rin-
ri sultata meglio conservata, sono stati iden tifi ca ti anti- ve nuto verso la fin e degli anni Settanta sull 'altura cii
ch i paleosuoli dell'et" del Fe rro (VI11 -11 secolo a.c.), Sa n Giorgio di Peverag no (fig. 2)' . La presen za di
resti di un ed ificio databile ante ri o rme nte all 'Xl secolo asce levigare, sia integre che framme ntate, all 'intern o
e le sepolture de l cimite ro medievale, mentre all 'inter- eli contesti p rotostorici e ta lvolta anche di et romana ,
no della chiesa stato possibile verificare fasi costrut- tarcloantica o meclieva le un fenomeno ri corre nte e
ti ve e ri facime nti di piani pavime ntai i dell'abs ide me- pOlrebbe trova re differe nti spiegazio ni in motivazioni
ridiona le. legate a for me cii superstizio ne, eli culto, cii
"collez ioni smo" a scopo o rn amental e o per finalit
p ratiche, con un loro utilizzo com e levigatoi , lisciatoi
L 'el del l3l'Onzo/inale o maltelli' .
Nell'area indagata pi in estensione, sul lato occ i-
Intorno alla met dell 'X! secolo a.c., quando una denta le dell'attua le cimitero, le strutture attribuibili al-
piccola comunit scelse per la prima volta il sito di l'et" del Bronzo finale (fase 1), prevale nte me nte fosse
Breolungi per abita/vi , il paesaggio natural e era molto e buche di palo , si localizzano soprattutto nella por-
diverso da quello attuale 2 . Il pianoro presentava una zio ne centro-settentrionale, ma non evidenziano sche-
morfologia subpianeggiante, con leggera pendenza mi planinletri ci che suggeriscano la presen za ci i ca-
della supe rficie topografica verso no rd-est e senza fC)lti panne o di costru zioni a carattere accessorio, come
va riazioni ci i quota , ad eccezione di un debole ri alzo, granai o fienili ; esse indi ziano al contrario una caratte-
risultato cii antiche erosioni fluviali , nell'area dell 'attua- ri zzazione cii questo settore dell 'abitato in relazione ad
le Pieve eli Santa Maria. Nelle fitte foreste d i querce, attivit cii scarico ( resti di pasto, stovigli e e utensili rot-
carpini e olmi, fino ad allora interrotte so lo dal corso ti , pu li zie di focolari ... ) ecl a cara tte re altigianale , que-
serpeggiante del Pesio , i grandi alberi furono abbattuti ste ultitne connesse principalme nte alla metallurgia .
per procurare il legno necessa ri o alle quotidiane esi- Particolarmente inte ressa nte si ri velata infatti la
genze cii sopravvivenza (riscaldamento, ill uminazione, struttura us 3 1365, interpret::lbi le in parte, pur con le
carpenteri a, prepara zione dei cibi, cottura dei recipienti difficolt inerenti il ri conosci mento di tali stru tture,
cii ceramica, metallurg ia), oltre che per ricavare spazi spesso sca rsa mente caratteri zzate e di creazione
14 AHCHEOLOG IA E STORIA
Fig. 2 Peveragno, loc. San G iorgio. Ascia in piClfa ~crde leviga t;:!. Fig. 3 Mondov , rm z. Breo lungi. Ugello fittile da lla struttura u.':> 3 136: 1)
particolare dell 'estremit conservala; 2) conrronto tra il reperto c la ripro-
duzione di un ugello comp leto, utili zza to ripetutamentc durante le speri-
ment~lzioni di fusione de l bronzo dal Centro di Archeologia Sperimenta le
di T orino.

nendo un ambiente strutturato in grad o di offrire


maggiori ga ranzie di solidit e di manutenzione, ana-
logamente a q uanto riscontra to ne lla fo nde ria di Sa-
ckingen ( Bade n-Wlilttembe rg)6
All 'interno di uno dei ri empimenti cl e lia struttura
us 3136 stata rin venuta la palte terminale di un
ugello a gom ito in terracotta (fig . 3,1), che trova uno
stringente confronto, anche pe r la pa rti colare deco ra-
zione a cordoni p lastici impressi, con esemplari ana-
logh i ne lla Svizzera centra le, come a M6rigen e a Be r-
na 7 . Q uesti ugelli avevano o rigin ariam ente una lun-
ghezza com plessiva di circa 25 cm e presentavano
un'estremit ricu rva (fig. 3,2); l'a ltra estre mit era pre -
di sposta pe r esse re fissata ad un tubo di argilla colle-
estempo ranea, e l'assenza di una bibliografia specifi- gato al manrice. Verifiche sperilnentali hanno dimo-
ca, come focolare per la fus io ne del bronzo . Esso e ra strato che do po ci rca una sessantina ci i fusioni l'ugel-
stato ri cava to all 'interno ci i una larga cav it scavata in lo deve essere sostituito perch la palte a gomito si
preced enza pe r altre fin alit ed in parte utili zzata co- frammenta a causa delle alte temperature H, proprio
me fossa di scarico; all'inte rno di una piccola de pres- come ne ll 'ese mplare di Breolungi.
s io ne , determinatasi ne l tempo per l'assestamento de i Nell'et de l Bronzo final e nelle fornac i di fusione il
ri empimenti sottostanti , numerosi ciottoli flu v iali di meta llo o i ro ttami di bronzo destinati alla rifu sio ne
dimensioni medio-grandi , recuperati nel sottostante veni va no collocati tra il carbone, all 'intern o di un cro-
alveo del Pesio, erano stati colloca ti intenzionalmente giolo di argilla , al di sotto dell'ugello; la te mpe ratura
con una disposizione che, segue ndo il profilo de lla necessa ria alla fusio ne de l metallo (circa 1100 0 C e o l-
depressione , definiva un 'area subcircolare contenente tre) si raggiungeva ga rante ndo un a pporto costante di
a l suo inte rno un doppio strato di a rg illa rube fatta . o ssigeno attraverso l'azione dei mantici e alimentando
Q uesto costituiva probabilme nte il piano d 'uso desti- costa nteme nte il fu oco con carbon e di leg na (fig. 4) .
nato ad accogliere il crogiolo , prima d i carica re il fo- Qua ndo il metallo raggiungeva lo stato liquido, il cro-
colare con carbone di legna , e proprio per questo ve- giolo veniva esuatto dal fuoco ed il bronzo fu so ver-
niva mantenuto costantem ente ripulito dalle ceneri e sato nella forma di fusion e; a raffreddamento avvenu-
da i ca rboni cle li a combustion e, in v ista di successivi to , la matrice veni va a pe rta e l'ogge tto e ra pronto pe r
riutili zzi; la presenza dei cio ttoli , in parte rin venuti essere rifinito aspo rta ndo le bave di fusi o ne (fig. 5).
frammentati per effetti tern1ocJastici , selnbra ca ratte- Le analisi paleobotaniche 9 indicano che durante
rizzare in modo quas i profess io nale il focolare, de fi- l'et del Bronzo final e gli uo min i di Breolungi setn-

1 2
IL PIANORO D I BREOLUNG I TRA L'ET DEL BRONZO FINALE E L'ET DEL FERRO 15

Fig. Ij Disposizione del focolare , del!'ugdlo e dci carhone clur..lntc una


fusione sperimenta le al M useo Storico d i Berna (d .. I3ING(;r:U ct al. 191)6).

Fig. 5 Ipotesi ric OSlruuiva di una fonderia per la fusione dci bronzo e la
pnxluz;ont::: di rcpel1i metallici dUr.Jntc l'et del Bronzo finale .

brano esse re stati abili agricoltori, coltivando specie


dive rse di cereali (miglio , spelta, fru mento, orzo) e cii
legu mi (le nticchia, fav ino e pisello) con cui s i ass icu-
rava no un regolare nutrimento; il villaggio era ci rcon-
cia to eia cam pi, probabilmente recin tati eia siep i ci i ar-
busti, dai qua li veni vano ra cco lti fru tti spontanei, co-
me le mo re. Bovini e ovicaprini pasco lava no nelle ra-
dure in torno all 'insediamento, mentre il tempo libero "
da lle occupazioni de ll a campagna era occasionalmen- ,,
re dedicato al la caccia al cervo e al1 'orso lO , ,
Una s ig n ificati va conferma che le popolazio ni cle l-
l'et del Bronzo finale del Monregalese cacciavano
l'o rso sia nei boschi che si estendeva no sui rili evi e
nelle vall ate vicino all 'insediamento, sia in alta mo nta-
gna , viene dall 'impOit ante rinvenimento della G rotta
d egli ors i di O rmea (a lta valle Ta naro), dove circa
una ventina di anni fa stato recu pera to lo scheletro posteriori, L'orso era riuscito con difficolt , come di-
quasi completo cii una femmin a di orso di circa quat- mostrano gli esiti di una frattura a circa met del fe-
tro an ni "; il femore sinistro presentava su lla faccia an- more destro, a ri fugiarsi nella propri a tana, all 'intern o
teri o re una traccia di ossidazione verdastra, c!ovu[a al clella q ua le e ra mo rto q ualche te mpo clopo.
prolungato contatto con una punta d i freccia in bro n- La punta di frecc ia, in sottile lamina cii bron zo, di
zo (fig, 6) che, scagliata a distanza co n l'a rco, aveva form a tri angolare con alette accentuate e incurva te
colpila l'a ni male, fere ndolo gravenlente ma non ucci- verso l'intern o e lungo pecl un colo, si confronta con
dendolo sul colpo. Dalla localizzazione de lla traccia tipologie ben attestate in area tran salpina e in Pie-
sull 'osso si pu presulllere che la freccia sia penetrata mo nte ne ll 'et del Bronzo fi na le .
con direzione antero-posterio re nella parte alta della A partire dalla pre istoria, fi no a lla met del XIX se-
coscia , fino a rdggiungere il piano osseo, colpendo colo , l'orso bruno (Ursus a r ctos) sempre stato cac-
l'ani ma le mentre era in posizio ne eretta sulle za mpe ciato sia pe r la carne che pe r la pelliccia (fig. 7). Tra
16 AllCHEOLOGlA E STORIA

Fig. 6 Orme<.l , Colla dei Termini. Punta d i freccia con ,!Ielle e pedu ncolo Fig. 8 T rento, Castello d el l3uonconsiglio, Torre Aq uila, me~ d i nove m -
in bronzo (sc!!a 2: 1).
b re. Caccia all 'o rso, p a llicol;lrc (d a SElWSTA 1996).
Fig. 7 Est:mplari di orso bruno (Ursus arclos) (da CORUET D OVENDEN 1985).

me rosi ca rbo ni, forse o rig inarianlente prodo tti da una


fi accola accesa , rinvenuti in prossitnit degli sche le tri.
Una ve rte bra cervicale de ll'o rso mostra ev ide nti le
tracce de ll 'impatto di un proiettile che, come ne l caso
de ll 'orso d ella valle Tanaro, ha colpito l'anima le , una
giovan e felnln ina ) pene trando in prossimit de ll 'arti-
colazione della zampa ante riore destra con direz io ne
ante ro-poste rio re; anche in questo caso verosimile
che l'o rso, quando fu colpito , fosse in posizione e ret-
ta e fo rse in assa lto.
Durante il Neolitico la caccia all 'orso docume nta-
ta in Ita li a nordoccide nta le dai resti fauni stici de lla ca-
ve rna de lle Are ne Cand ide ( Neo liti co antico e med io;
strati 15-9 scavi Tin 1972-1977)1 ' e d e ll 'insed ia me nto
di Chio mo nte l4 , dove, data l'ubicazione in a mb ito al-
p ino , vie ne messa in re la zio ne soprattutto a lla neces-
s it di procura rsi le pe llicce pe r far fronte a i rigori del
cli ma invernale. Di pe ll iccia d 'o rso erd ancora confe-
zio na to, durante l'et de l Rame, il be rretto dell 'uo mo
cie l Similaun) anch 'esso abituato a llluove rs i in ambiti
di a lta q uo ta.
Durante l'et romana a lcune stele fun e rarie cie l I
secolo d.C. e raffiguI<lzio ni a mosaico de l Hl-IV seco-
le prime attesta zioni n o te a c hi scrive, si segnala il lo d .C. illustrd no scene di caccia all 'o rso, dove l'ani-
rinvenime nto de lla G rotta di l3 icho n (Neuchate l), do- male, ritto s ulle zampe poste riori, colpito diretta-
ve documentato un episod io di caccia all 'orso bru- me nte da l cacciatore, talvolta a cavallo , catturato at-
no, d atabile a ci rca 12.000 a nni fa e concl usosi tragi- traverso l'uso di trappo le". Nel Medioevo nell 'impor-
ca mente, durante il qua le il cacciatore e la sua preda tante ciclo dei Mesi di To rre Aquila (Castello del Buo-
pe rsero la vita " . Al l'inte rno de lla grotta so no infatti cons ig lio, Trento) (XlV-XV secolo) la caccia a ll'orso
stati rinvenuti gli scheletri ci i un UQIno cii Cro-Magno n dipinta ne l mese cii no vembre ed avvi ene in alta
e cii un o rso , quest 'ultimo rin venuto in co nnes~ ione mo ntag na; essa attestata a nche nel Cuneese, come
anatomica sciolta; ne l corso de ll'indagine a rcheologi- confe rmato i resti archeozoo logic i rinve nuti negli in -
ca sono stati recupemti d i versi elem enti di industri a sedia me nti di Mo ntaldo di Mondov , Santo Ste fano
litica in se Ice (lamelle a d o rso e punte aziliane) e nu- Be lbo e Che rasco (caste llo di Manzano) 16
IL PI ANORO DI BREOLUNGI TRA L'ET DEI. BRONZO FI NALE E L' ET D EL FERRO 17

Fig. 9 Chiusa Pesio, loe. Monte Cavanero. Um e ci n~ rarie dell'et dci


Bro nzo fi na le e dell 'et dci Ferro.

Da qu esta breve e sicurame nte incompleta rasse-


g na e me rgono alcune costami che dalla pre isto ria al
medioevo ha nno caratte rizzato il ra ppo rto di caccia
uomo-orso bruno; innan zitutto appare con evide nza
c he l'orso non pare te me re la presenza de ll 'uo mo e ,
ne i casi documentati d a resti a rcheologici o da raffi-
gurazio ni pitto riche o a rili evo , solita mente lo affron -
ta va sta ndo ritto sulle zampe p oste rio ri, incura nte de l-
le a rmi , dei battitori o dei ca ni che gli veni va no lan-
Clatl contro Per con tro l'uo mo sembra selez ionare
con atte nzio ne le p ro prie prede , privilegiando g li in-
di vidui fe mminili , tal volta con cuccio li, forse pe rch
di taglia pi piccola o probabilme nte pi vulne rabili e
preoccupati pe r la pro le.
Acca nto a ll 'agricoltura, all 'alleva me nto e a lla cac-
cia , attivit a caratte re artigianale po tevano svo lgersi,
come pe r la metallurg ia d el bron zo, all 'interno d ell 'in-
sedia me nto; il caso de lla lavorazio ne de l corno di
cervo, un materiale di facile lavor'd bilit con caratteri-
stiche a na loghe a que lle del legno, la cui presenza
potrebbe essere indiziata dalla raccolta ne i boschi di
palchi d i ce rvo d o po la caduta annuale , anche se va
segnalato che la po rzio n e rin venuta a Breolung i n o n
mostra specifiche tracce di lavo razio ne.
Il re pe rto rio vascolare caratte rizzato dall a presen-
za bicchie ri a corpo glo bulare e d i scodell e a vasca
profo nda , con o rlo o bliquo inte rnamente e fo nclo
piatto o a basso piede; scodelle a spalla convessa e
troncoconiche, queste ultime decorate inte rna me nte
da solcature paralle le o con orlo ad impressio ni , con
fond o co nvesso o piatto; scodelle care nate; vas i bico-
nici ; vasi o voidi con o rlo a tacche e fila di impressioni
triangola ri ne l punto di racco rcio tra o rlo estroflesso e
s palla ; o lle a co rpo glo bulare, tal volta schiacciato 17 I
confro nti rimandano a i contesti [ransalpini de lla Cul-
tura de i Campi d 'Urne cie l "G nippO Re no-Svi zzera-
Francia orie ntale " ( H.S. F.O.)18, sia pe r le tipo logie va-
sco lari s ia pe r la tecnica e le sintassi decorative, que-
ste solita me nte loca lizzate ne lla fascia di maggior
espansio ne del vaso, che docume nta no preva le nte- 3
mente fasci, interva llati d a spa zi li beri, cii sottili line e
paralle le incise a cruclo su recipie nti a clurezza cuoio.
Gli o rli delle scodelle e cle i va si ovo icli , spesso ca rat-
te rizzati d a uno spigo lo inte rno, sono inornati o deco -
rati da ilnpressioni strumentali o blique e d a mo ti vi a
zigzag ; caratteristica e ripetiti va la decorazio ne a fila
orizzo nta le cii impressio ni triango la ri subito sotto l'or-
lo dei vasi biconici , che trova singo lare ampiezza di
confro nti in area cana vesana , come a Belmo nte .
A Breolungi no n a ncora stata individuata l'are a
della necro poli, verosimilme nte a cre mazio ne , come
docUlne ntato nei siti coevi , con de posizione de ll 'urna,
coperta cla una scode lla, all 'inte rno cii un pozzetto
scavato nel te rreno, ta lvo lta de limitato da cio tto li e ri- 4
coperto da un basso tumulo l ".
lR ARCHEOLOG IA E STORIA

Fig. 10 Chiusa Pesio, loe. Mo me Cavanero. Corredo della tomba S. Abate Fig. 1 L Chiusa Pes io. Panoramica de l Monte Cavanero, dall'a lveo dci tor-
(883).
rente Pesio.

'''' .-

t d el X secolo a.c. Dalle n o tizie raccolte cla F. Ritta-


tore presso S. Abate, meclico condotto cli Be inette,
che era stato presente al rinve nime nto, essa faceva
parte cli un piccolo sepolcreto di circa una ventina di
tombe, collocate a ll 'interno di pozzetti ricolmi di terra
scura (forse cli rogo?) con protezione in ciottoli e la-
3
stra di copertura; in un caso segnalata la presenza
di un circolo cli pie tre, probabilmente a delimitazione
Appare pe rtanto significativo il rife rimento alla vi- clelia sepoltura, analogame nte a qu anto riscontrato
cina Chiusa Pesio, dove sull 'a ltura del Monte Cavane- nella necropoli di Morano sul l'o".
ro gi a partire dalla fine del XIX secolo era stato lo- L'urna, di forma biconica a profilo concavo-
calizzato un piccolo sepolcre to a cremazione databile convesso, ha carena arrotondata collocata circa a me-
tra l'et del Bronzo finale (XI-X secolo a.c.) e gli inizi t altezza del vaso e foncl o concavo" (fig. 10,1); la
dell'e t del Ferro (IX secolo a.c.), i cui materiali, re- parte superiore d ecorata cla una serie cli larghe sol-
cu perati in situazioni e tempi diversi, sono attualmen- cature paralle le al di sotto d e ll 'orlo e cla fasci di sottili
te conservati al Museo Civico di Cuneo, al Museo di linee inc ise che marginano un motivo a triplice zigzag
Antichit di Torino ed all'Istituto Tecnico G. Baruffi di continuo, attestato in area elvetica nell 'Ha B1 26 , La
Mondov'o (figg. 9-10) . scodella-cope rchio cli forma troncoconica ha l'o rlo
L'urna pi antica", databile nell 'ambito dell 'XI se- o bliquo inte rnamente decorato da un motivo a tripli-
colo a.C., di forma biconica, con carena arrotondata ce zigzag analogo a quello dell 'urna (fig. 10,3); inter-
collocata circa a met altezza del vaso, orlo estrofles- namente in prossimit clel foncl o piatto presente un
so e fondo piatto; la parte superiore decorata cla tre fascio cli quattro solcature pa ralle le " . Il bicchiere, rin-
coppie di sottili incisioni lineari distanziate in moclo venuto all 'inte rno del cinerario, com e nel caso della t.
regolare tra la carena e l'orlo a definire fa sce a ris par- 21 di Morano sul l'o", cli forma globulare, con o rlo
mio (fig. 9,1); la forma assimilabile al cinerario clelia estroflesso e fonclo p iatto, clecorato cla una serie di
t. lO di Morano sul Po", me ntre la decorazione si solcature parallele cli differente ampiezza'9 (fig. 10,2).
confronta con sintassi caratteristiche clell'area transa l- Dallo stesso sepolcreto proviene un'urna di forma
pina" dell'l-h A2-B1 (XI-x secolo a.c.). biconico-schiacciata, a profilo arrotondato, con o rlo
Di poco posteriore il correclo costituito clall 'urna, estro flesso e fondo concavo, rinvenuta alla fine del
cla una scodella e cla un bicchiere, rinvenuto ne l 1883 secolo scorso ed attua lmente conservata presso l'Isti-
su un poggio a sudest clella collina del castello cli tuto Tecnico G. Baruffi cli Mondov'" (fig. 9,2), deco-
Chiusa Pesio (fig. lO), inquadrabile ne lla seconcla me- rata nella pa rte supe riore da tre fasce parallele margi-
IL PIAN ORO D I J3REOLUNGI TRA L'ET DEL IlIl0NZO FINALE E L'ET DEL FERRO \9

Fig. 12 Chiusa l'l.!s io, loc . M emlc Cava nero. Princip:.di ro rm e ceram iche
J'ahitato de lla prima et dci Ferro.

) 3

l 6
4

IVLrJ 7

nate da linee incise e campite da un m o tivo a zigzag m entari reperti recu perati 34 (ed in particolare i bic-
continuo31 che sembra rappresentare un 'evoluz ione cii chie ri e le scod elle con decorazione a linee inc ise:
sintassi decorative caratteristiche dell'et del Bronzo cfr. fig. 12,4-5) indica no per le ce ramic he di abitato
final e, come su l cinera rio della tomba Abate del 1883, gli stessi areali di riferim ento cii ambito transalpina:~'i
docume ntate anche a Breolungi tra i mate riali di abi- gi ide ntificati per Breolungi , a conferma dell 'unifo r-
tato dell a fa se 1; i confronti ne consento no una data- mit del quadro della c ultura mate riale e della forte
zio ne nell 'ambito del rx secolo a.c. omogeneit culturale d e i gruppi umani ch e in qu esto
Ad un o rizzonte cronologico analogo s i data il pic- p eriodo popo lano il Monregalese e d in gene rale tutto
colo cinerario (fig. 9,3) recupe rato ne lle ricerche e f- il Pie monte sudoccide ntale (Bec Berciassa di Rocca-
fe ttuate da F. Rittato re sul Monte Cava nero ne l set- v io n e, Fossano, Caraglio, Che rasco, Montelnale)36.
te mbre 1951 ", che s ia pe r la forma che pe r la decora- Una maggio re familiarit con le tipo logie funerari e
zio ne a fa scia di sottili solcature paralle le tra l'orlo e de lle necropo li del Protogolasecca nell 'a rea a nord del
la 111assima espan.sion e rimanda a tipologi e caratteri - Po invece percebile nel1e forme dei cinerari, di for-
stiche dell'a rea transa lpina" . m a biconica a caren a pi o lneno arroto n data e foncl o
l materiali de lla necro poli d e l Monte Cava nero evi - generalmente concavo, caratteri stiche e apparente-
denziano la presen za sull 'altura del castello, in pos i- me nte peculiari e forse, proprio per questo, pi colle-
zione domina nte a controllo de lla va lle fluvi ale del gate all 'alnbito rituale e Ineno sensibili ad lIna caratte-
Pes io (fig. 11), di un insediamento protostorico, fino- riz zaz ione area le specifica.
ra non esattame nte loca lizzato e d indagato scientifica- proprio in questo pe riodo, tra l'XI e d il X secolo
lnente, ma indiziato d al rinvenime nto in giacitura se- a.c. (Protoligure lI-lll) che sia su Lla base della docu -
condaria di materi ali ceramic i ci i impasto, tipologica- me nta zione archeologica disponibile , che de lle fonti e
mente inquadrabili tra la fine de ll 'et de l Bronzo fina- delle testin10nianze lingu istiche sembra di poter co-
le e la prima et de l Fe rro (fig. 12), che parrebbe ro gliere un processo, o rmai in avanzato divenire, di for-
indiziare una continuit cii frequen tazion e del sito p er ma zio n e delle principali etni e prerolnane piemontes i,
dive rsi secoli . Le tipologie docume ntate dai pur frdm- che nel corso della successiva et del Ferro occupe -
20 ARCHEOLOGIA E STORIA

Tab. 1 Tabella cro no logica.

Crono B.e. Crono Mitteleuropea Area Golasecchisns/lnsubre LiI!;uria Interna


-1200
-- Protogolasecca I Protoligure I
-- HA Al
-- (Ascona l) (Boves - Valdieri)
- 1100
-- Protogolasecca II Protoligure II
-- HA A2 (Ascona II) (Chiusa Pesio)
--
-1000
-- Protogolasecca i l i Protoligure i l i
-- HA BI
(Malpe nsa) (Chiusa Pesio, Scarnafigi)
--
- 900
--
-- HA B2 Golasecca l Al
-- Ligure lA
- 800
-- HA B3
Golasecca I A2
--
--
- 700 1 Golasecca l B
-- HA C Ligure I B
-- 2
-- Golasecca I C
- 600
-- HA DI IlA
-- Golasecca llA/B
Ligure II
-- HA D2
- 500 Golasecca I1B
-- HAD3
-- l
-- LT A
Golasecca III A 2 Ligure III A

------
- 400
-- 3
-- Ligure m BI
-- LT BI B 1
- 300 LT PADANO
-- B 2 Ligure m B2
LT B2
--
--
- 200 LT Cl LT PADANO C l
--
-- LT C2 LT PADANO C 2 Ligure m C
-- CID
- 100
1
-- LT D
Fase di completamento
-- della Rom a nizz azione Fase di completamento
2 deJla Romanizzazione
IL PIANORO DI IlREOLUNGI TRA L'ET DEL BRONZO FI NALE E L'ET DEL FERRO 21

fig. 13 Confronto [m g li area li piemontesi della Illcd io -ta rc.ia e t d~l U ron~
zo ( 1) e de ll 'eti'! dci Ferro (2): s i noti il processo d i forma7,lone dc! grUppi
etnic i fi no a ll 'arrivo di Taurini e Salassi da ll 'an;a alpina orientale, proba-
bilme'ntc nd VI secolo :l.c.

L.J Cul tura di Canegrate Areale golasecchiano

Facies Alba-Solero Areale ligure


Areal e taurino-salassa
t::= Areale alpino occidentale
della Facies Alba-Solero

l'anno ambiti geografici territo rialm ente d efiniti e si flu en ze e forse anche l'arrivo cii gru ppi provenienti , at-
cara tteri zzeran no in mo do autono mo n el quadro d e i traverso la Valle d 'Aosta e le valli de l Cuneese, dalla
rapporti comme rciali con le aree confinantj37. Svizzera e dalla Francia orie ntale.
Nel Pie mo nte a sud del Po, nell 'area de lla attuale Proprio ne ll 'arri vo di nuove p o po lazio ni e ne lla
provincia di Cuneo, i Lig uri Bagienni sembrano o ri gi- maggio re ape rtura all'areale della Cul tura dei Campi
narsi nell 'et del Bro nzo final e da un substrato locale d 'Urne della Svizzera e de lla Francia o rie ntale potre b-
gi evidente a panire da lla medio -tarda et de l Bro nzo be cogliersi la mo ti vazione, rispetto a lla precedente
(XIV-XlII seco lo a.c.) ne lla Iacies di Alba-Sole ro, diffe- situazio ne de lla medio-tarda e t del Bronzo, caratte-
re nziandosi dai grup pi Iigu ri dell'Astigia no e rizzata da una maggiore omogeneit s ul p iano territo-
dell 'Alessandrino pe r una piLI marcata infl ue nza ri ale, di una discon ti nuit, nettam ente p e rcepibile su l
dall 'area tran salpina delle valli del Ro da no e del Re no, pia no della cu ltura materia le , tra un 'area protogola-
riconoscibile ne lle forme e nelle decorazio ni de lla ce- secchiana , ne l Pie monte sette ntrionale a no rd del l'o
l-amica (fi g. 13); ne llo stesso perio d o una diffusio ne di e fin o a lla valle de lla Dora Ba ltea, e d un 'a re a Iig ure,
tipolog ie me talliche caratteristiche de ll'area de i "Gruppi compre ndente il Piemonte occidentale e m eridionale,
Reno-Svizzera-Francia Orientale " (forme di fusio ne di che ne l corso de ll 'et de l Fe rro sa r progressivame nte
Pivero ne; armill a d a Ca iro Monteno tte; spillon i in bron- suscettibile cii ulte ri o ri diffe ren ziazioni intern e.
ZO tipo Binningen O a capocchia cefalare da Castello di
Anno ne e Mordno sul PO)38 comunque attestata s u
tutto il territo rio piem o ntese, fo rse ancora in patte le- L'et del Ferro
gata alla circolazione e all'attivit d i figure d i a rtig iani
meta llurg hi ambulanti. No n escluso che questa inten- Sul piano ro d i Breolung i gli inizi dell 'et del Fe rro
s it di contatti sia stata faci litata da una maggio re per- sembrano contrassegnati, a llo stato attuale delle cono-
meabilit d e ll 'area alpina, in un mo me nto in cui tra l'Xl scen ze, da una breve inter nlzio ne n ella frequentazione
e il X seco lo a.c. i dati paleoclimatici dispo nibili indi- (Lig ure I A, IX-prima met VlI1 secolo a .c.), che ripre n-
cano un pe rio do di forte contrdzio n e d e i ghiacciai al pi- de r nei secoli successivi (almeno dal Ligure I B al III
ni che potrebbe ave re co inciso con una miglio re per- A, seconda me t VI!T-V secolo a.c.), anche se appare n-
corribili t stagionale dei valichi in quota, agevo lando te mente in fo rma p i rid otta, p er increJn entarsi succes-
co ntatti conune rciali , lo scalnbio di materiali e di in- s ivamente tra il IV ed il Il secolo a.c. (Lig ure III).
22 ARCHEOLOG IA E STO lliA

Fig. 14 Mondov , fmz. Breolungi. IncrO$lazion i parzia lmente carbonizzale


di SOstan7..<1 organica di colore bnmo -ne rdstru a]]'interno delh scodella .
cO\;llo io.

Le strutture individuate ne lla zona del Cimitero e me nta re per la produ zione di ca rn e. Una saltua ria at-
le pal eosuperfici con buch e di pal o dell 'Area de lla tivit di caccia nelle aree boschive che an cora ci rcon-
Pieve" no n consentono di pe rcepire meglio in questo dava no l'insediamento ind ica ta dai resti d i cervo.
periodo le caratte ristiche dell'insedia me nto, in un set- La presen za di tazze e scod e lle con fo ndo cribrato
to re de ll'abitato che mantiene pe r tutta l'et de l Ferro, documentano la lavorazio ne de l latte, p robabilme nte
in modo ancora pi ma rcato ris petto a ll 'et de l Bron- finalizzata a produzioni casearie che le fonti sto riche
zo final e, una caratte ri zzazione cii area marginale de- ricordano ancora in et ro mana come carc:t tteristi che
stinata ad attivit artigianali (fabbrica z io ne de lla cera- d e i Liguri de lla valle Tanaro ( coebanum caseum)". In
mica , me tallurgia del bronzo e del fe rro), allo scarico una di queste in particolare nel corso delle operazioni
d i resti di pasto e di rifiuti in gene re. di restauro (fig. 14) stato possibile documenta re la
Il quadro econolnico ancora contrassegnato da presenza di spesse incrostazioni parzialn1ente ca rbo-
un 'economia agricola , basata sulla coltivazione cii nizzate cii sostanza o rganica di colo re bruno-nerastro,
spe cie di verse di cereali (orzo, segale, frume nto, mi- attualmente in corso di studio, particolarm ente con-
glio) e di leguminose ( pisello, favino , lenticchia) , co- centrate ne ll a palte s uperio re del recipiente e in pros-
me ne ll 'et de l Bronzo final e; la compa rsa de lla spe l- s imit de ll 'orlo; la posizio ne di questi res idui all 'inte r-
ta , un cereale coltivabile ne l pe riodo invernale, po- no del vaso si spiega solo presuppo nendo una collo-
trebbe indicare la n ecessit cii utili zzare i campi in cazio ne capo volta del recipiente ne l corso dell'uso, in
modo continuativo per ricav arn e il massimo rendi - presenza di forte calore , ed avvalo rando ne quindi
mento, ma potrebbe anche essere connessa ad una l'inte rpreta zio ne come colatoio pe r la bo llitura de l lat-
rotazio ne delle colture. Nei b oschi , c he - seppu re in te e la preparazio ne di fo rmaggi.
modo progressivamente pil1 rid otto , a causa ci el conti- L'interesse della comunit d i Breo lungi pe r l'alleva-
nuo frazionamento operato dall 'uomo per le sue ne- me nto de lle pecore finali zzato alla produ zio ne di la na
cessit quotidiane - circondano l'insecliatnento, conti- trova una parziale conferma nel rin venimento di fu-
nua la raccolta di frutti selvatic i e di bacche . saiole e rocchetti fittili , trad iziona lmente impiegati
L'a lleva me nto ved e ormai la predo minanza di bo- nella filatura e nell a tessitu ra .
vini e ovicaprini , che confermano ulterionnente il no- La co llocazio ne de l s ito in prossi mit di impo ltanti
tevole e progressivo disboscame nto d e ll 'ambie nte na- giacimenti minerari (rame, piombo argentifero e ferro),
tural e per la creazione eli an1pie aree erbose eia desti- particolarme nte concentrati ne lla valle Corsaglia e colti-
nare, oltre che a lle coltivazioni, al pascolo degli a ni- vati ancora fino ad et storica 42 , consente di ipotizzare
mali. I bovini venivano alle va ti preval entemente p er il la presenza di attivit meta llurgiche di riduzion e del
latte, pe r essere adibiti ne l lavoro de i ca mpi e per la m.inerd le e cii lavorazione del ferro, confennata dal rin-
trazione ed erano generalmente macellati in et adul- venimento in diverse stnJtture della prilna et del Ferro
ta o avan zata, quando non potevano pi essere utiliz - di scorie che documentano fasi diffe renti della lavo ra-
zati; la taglia piccola tro va co nfenna nella menzion e zione; sono infatti attestati sia blocchetti cii minerale ri-
de lle fo nti classich e sulla ridotta statura dei bovini li- cavato dalla ridu zio ne, probabilme nte di mine rali di pi-
guri'iO. G li ovica prini, anch 'ess i di piccole clilnensioni, rite (ben documentati nell a zona , come a Torre M on-
sembrano essere stati allevati preval entetnente per la dov), sia scorie bollose di fu sione , sia infine palti de lla
produ zio ne di latte e la na, anche se la macella zio ne fonderi a di fus ione, probabilmente realizzata in terra ,
di giovani agnelli e ca pretti indica un interesse ali- fortemente surcotte e vetri fica te da ll 'azione del calore.
IL PIANORO D I BREOLUNGI TRA L'ET DEL BRONZO FINALE E L'ET DEL FERRO 23

fig. 15 Chiusa Pesi o, loc. M Onlc Cava nero. Principa li forme ceram ic he
d 'abilato della media et del Ferro.

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Nella prima et del Ferro la scarsa inte ns it della du rd ta come quello cie l Mo nte Cava ne ro eli Chiusa
frequentazione de l pianoro cii Breo lungi po tre bbe Pesio (fig. 15) e ciel Bee Be rciassa cii Roccavio ne",
probabilme nte conn ette rsi ad una logica cii inseclia- d ove i mate riali clella prima e meclia et cie l Ferro, si-
m e nto , COOlune in tutta la Ligu ria intern a tra V1II e VT mili a que lli cii Breo lungi, sono in gen e re scarsame nte
secolo a.c. , che privilegia una collocazio ne de i s iti rapp resentati e poco significativi. In questo quad ro
lungo le importanti vie cii navigazio ne fluviale pe rcor- no n stupisce ciel resto neanche l'assenza cii mate riali
se elal commercio etrusco in clirezio ne cle ll e Alpi occi- cii importazio ne, come il bucche ro paciano o di pro-
de ntali'i3. Questo, gestito da comJnerci anti etnl schi e du zio ne cie li 'Etruria propria, ben rappresentati negli
italici cI'intesa con i capi locali, e ra pro babilme nte in- e mpo ri flu via li (Villa ciel Fo ro , Caste llo di Anno ne)
dirizzato alle ricch e concentrazio ni di minerali cii ra- lungo la bassa valle cie l Tanaro, a rima rcare la ma rgi-
me del compre nsorio cie l Queyras, fa cilme nte rag- nalit ciel nostro te rrito rio alle principali correnti com-
giungibile attf'dverso i passi clelle valli ciel Va ra ita me rc iali de ll 'epoca .
(co lle dell 'Agne llo) e cie l Po, o ltre che all'approvvi- L'unica eccezio ne finora rappresentata clall'abita-
gio name nto cii mate riali prezios i, come i g ranati cle lle to su altura cii Montefallonio d i Peveragno (fig. 16),
Alpi occide ntali , e di proclotti agricolo-pastorali, come clove l'inizio della frequentazio ne protostorica si clata
tessuti e pe lli , senza escluclere il reclutame nto cii me r- tra VI e V secolo a.c.; tra la ceramica , recupe rata pur-
ce nari, s icura me nte destinato ad increrne ntarsi ne l pe- troppo in giacitura secondaria, si segna la infatti la
ri oclo success ivo . presenza di fo rme cii imitazio ne di conte nitori in buc-
Una logica cii qu esto tipo pu spiegare la nascita e chero paciano, come i bicchieri e le scoclelle con sol-
lo sv iluppo ne l Cuneese di un centro cii grancle rile - carure al di sotto de ll 'orlo o con un mo tivo a zigzag
va oza come l'abitato protostorico di Fossa no che, SOf - inciso rie mpito cii pasta bianca (fig. 16, 4 e 7-8), c he
to sull 'a lto te rrazzo clelia Stura cii De mo nte nell'et trovano confro nti a Villa ciel Foro, Mo nte castello e
del Bronzo fina le, conosce un particolare svil uppo To rto na 45 . In questo caso fo rse possibile ipotizzare
ne lla prima e t cie l Fe rro fino a l VI secolo a.c. , me n- che la collocazione de ll 'insediame nto in un distre tto
tre pare esaurirsi in mo d o relativam ente re pentino a mine rario di rilevante inte resse possa avere giocato
partire dagli inizi cie l V secolo a.c., quanclo le prime un ruolo dete rminante ne l favo rire contatti e scambi a
scorre rie di bande galliche cleclite acl una pur moclesta pi vasto raggio, soprattutto in re lazione con le vie cii
atti vit di saccheggio cleterminano la messa in crisi e collegamento a i centri cle lia costa ed in particolare a
l'esa urirsi de l s iste ma comme rciale etrusco. Savona.
Nel te rrito rio compreso tra Mondov e Cuneo in Pur nella sua limita tezza ass ume particolare impor-
questo pe rioclo si registra una minore presen za cle- tanza in questo quaclro il ritrova mento a Breo lungi
mografica , a nche all 'inte rno di insedia me nti cii lunga d e i resti cii un pe ndaglio a secchie llo a fo ndo arroton-
24 ARCHEOLOGIA E STORIA

Fig. 16 Peveragno, fra z. Montefallonio, loe. Castelvecchio. Princi pali fo r-


me ceramiche e reperti metallici dell 'et del Ferro.

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dato (fi g. 17), scartato in corso di lavorazione. Il tipo barretta che lascia sulla parete i caratteristici fori e de-
caratteristico del Golasecca Il B-III Al " (circa 525- stinato ad esse re sbriciolato ed asportato in fase di fi-
450 a.c.) ed appare singolare trovare la prova di una nitura: si tratta dunque cii un setnilavorato o di uno
sua fabbricazione anche in area perife rica a ll 'a reale scarto di fu s io ne, rea lizzato su l posto da un artigiano
golasecchiano; d 'altra parte da Villanova Mondov era specia lizzato che potrebbe essere originario dell 'a rea
gi stato segnalato, all 'inte rno di un possibile corredo golasecchiana o, p i semplicemente e probabilmente,
to mbale sconvolto , un esempla re analogo, appa rte- essers i formato in quella cerchia metallurgica.
nente alla variante tipologica diversa ITIa coeva'l7. Le Nella seconda et del Fe rro il complesso delle for-
condizion i d i ritrovamento de l pendaglio di Breolungi me ceramiche di Breolungi del tutto analogo a
mostrano ancora il nucleo in argilla all'inte rno de l que llo degli a ltri siti cu neesi coevi e d in pa rticolare a
secchiello, sospeso al momento della fusione con una que lli d i Montaldo di Mondov e del Bee Bereiassa di
Il PIANORO DI BREOLUNG I TllA l 'ET DEL BRONZO FINALE E L'ET DEL FERilO 25

Fig, 17 Mondov, fra z. I3 reolungi . PendagJio:l ceslello in bronzo, SGu1 0 d i


lavorazioni.: (scal:! 2: I ),

Roccavione'" (figg. 18-19), caratte rizzati dalla preva-


lenza di vas i situliform i con decorazione a zigzag in-
cisi in varie composizioni , talvolta abbinati ad impres-
sioni di fo rm a triangolare; vasi ovoidi con o rl o intro-
fl esso , d ecorati sulla spa lla da cordoni plastici o ela
fasci cii solcature, scodelle carenate e di forma tron co-
conica con o rl o e piede ael impressioni digitali com -
pl etano un repertorio caratterizzato da forme se mpli ci
e ripetitive.
U n elemento palticolare e ricorrente an che a Breo-
lungi rap presentato dalla presenza su alcuni vasi di
una spessa applicazione cii una itnpeciatura nerastra ,
una resina di origine vegetale, solitamente colloca ta
ne lla fascia subito al di sotto dell'orlo ed in alcu ni casi
spalmata a ricoprire completame nte la su perlcie inter-
na de l vaso, forse in funzione di agevolare la s igilla-
tura del recipie nte, di impermeabili zzare l'inte rno e di pastollzla viene riferita dall e font i sto ri che ad una
aromati zzarne il contenuto . Questa ilnpec iatura sem- funzione cotnplementare, affidata anche ad anziani ,
bra ca ratteri zzare nella Liguria interna una particolare donne e adolescenti , rispetto a ll 'attiv it d i mercenaria-
categori a di va si-contenitori di liquidi , muniti solita- to Ce forse anche a llo sfruttame nto delle risorse mine-
mente cii una sottile ansa verticale o di elementi di rarie), che per sua natura all ontana i maschi adulti
presa con decora zioni vagamente antropomorfe, che elalla comunit e defini sce ne l mondo antico le aree
si tro vano talvolta anche in contesti fun erari , come a econol11icamente depresse com e, in G recia, l'Arcadia 5 !.
Chiusa Pesio (fig. 9,4) o a Roata Chiusa ni di Centallo'9 La fragilit d ell 'economia re nde evidentemente pi a-
(fi g. 20) e po trebbe essere ricollegata al dato ripo rtato gevole compre nde re l'effe tto disastroso della seconda
dalle fo nti sulla consuetudine cii e ffettuare una spal- g uerra punica e de lle successive ritors ioni d a palte
matura dei vasi destinati a contenere vino con la resi- de i Ro mani ne ll 'area: la pe rdita de i maschi ad ulti ne i
na (pece ne1neturica) prima cii ri empirli, con un espli- disastri militari , il crollo delle re lazio ni comme rcia li
cito riferime nto alla Grecia e alla Pada nia. La concen- con la costa , la mancanza di sbocchi per le risorse
tra zione del materiale impermeabilizzante vicino all 'or- me tallurgiche e i prodotti dell 'a lleva me nto, l'effetto
Io si colleghe rebbe a lle necessit cii conservazione del de lle incursioni e delle razzie d e te nni na no una crisi
vino rispetto a recipienti porosi, ma in generale la pre- irreversibile nell 'area, cui non d eve essere estraneo
senza di pece anche all'inte rno o su tutta la supe rficie l'abbandono o la distruzio ne cie l s ito di Breolungi. Il
dava in effetti al vino un gusto caratteristi co. La possi- territorio dei M ontani, p robabilmente anche per l'in-
bilit di individuare recipienti caratteristici e dedicati teresse rivolto alle risorse minerari e, viene espropriato
alla diffus ione del vino di produzione locale indizie- ed attribuito ad Albenga , mentre la popolazione subi-
rebbe un gusto diverso nel trattamento e ne l consumo sce deportazioni o si rifu gia ne i vicini insediall1enti
de ll 'area ligure rispetto al Piemonte sette ntrio nale e clei Bagienni. Questi ultimi devono eli fatto concen-
quindi la collocazione di questa particolare categoria trarsi sull'allevamento transulnante di ovini ed attivit
di vasi come e le mento di corredo nelle sepo lture co- artigianali e manifatturie re di basso livello, di cui an-
stituire bbe un parallelismo alla deposizione cleli a fia - cord in et romana sard. testimonianza la produzione
sca a trottola nell'areale insubre 50 . a Pollenzo eli mante lli eli lana scura destinati soprat-
In qu esto peri odo motivazioni d i carattere econo- tutto agli strati pi poveri de lla po polazione;2, mentre
mico e pro babi lme nte il clima di insicurezza venutO a solo con l'et ilnperi ale la crescita de i centri urbani
d ete rminarsi a seguito delle scorrerie ga lliche po rtano porter ad attivit di artigia nato qualificato, come la
i Bagienni ad orga nizzare gli insecliatnenti su alture e produzione di ceramica da mensa o la tintura di stof-
in a ree naturalme nte difese (fig. 21) e clotate di possi- fe pregiate, testimo niata dall 'e pigrafe cie l purpurarius
bilit di controllo di ampie porzioni di te rritorio. La di Po llenzo" .
stessa collocaz,ione del sito cii Breol ungi, a guardia Ma se la rOlnani zzazione risulta in effetti un poten-
de i guad i d e l Pesio lungo il confine tra il te rrito rio dei te fattore cii sviluppo pe r la popola zio ne inurbata, ap-
M ontani e de i Bagienni, ne definisce il ruo lo ne lla fa- pare evidente come la continuit del latifo ndo pe r la
se che va dal Hl secolo a.C. alla romani zzazione. concentrazione della pro priet d ei terreni assegnati ai
La cultura mate riale testimonia un quadro generale coloni nelle zone espropriate a i Montani e della pa-
di impoverime nto soprattutto riferito alla sempli fica- storizia di ca provini nelle aree ril evate rappresente-
zio ne d e ll e strutture economiche e sociali: l'attivit cii rann o una caratterizzazione COIl1une ad altre aree ap-
26 ARCHEOLOG IA E STO IUA

Fig. 18 Momalclo di Mondov. Principali fanne cemmiche e reperti metal-


lici della seconda et del Ferro.

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IL PIANORO DI BREOLUNGI TRA L'ET DEL BRONZO FINALE E L'ET D EL FERRO 27

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28 ARCHEOLOGIA E STO RIA

Fig. 19 Roccavione, loe. lk-c Be rdassa. Principali fo mle ccmmiche d'abi-


tato delh. seconda et del Ferro.

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IL PIANORO DI BREOLUNGI TRA L'ET DEL BRONZO FINALE E L'ET DEL FERRO

Fig. 20 Centallo, rmz. RruHa C hiusani, loc. Cascina Pro p ... lcssa. Vaso con- Fig. 2 1 Montaldo di Mondov. Ipotesi ricostruuiva dell'abitato su alturA
lenil.ore dal corredo del la lomba 2. della seconda et del Ferro (d is. F. Corni).

pe nn iniche dell 'Ita lia a ntica e costi tu iranno l'e leme nto particolare la semp re maggiore importanza assunta d a
fonda me nta le d i debolezza de ll 'inte ro siste ma te rrito- coltivazioni come q uella del castagno e la d iffusio ne
ri ale, tanto da fe ndern e inevitabi le la ri strutturazione massiccia de l vigneto ne lle Lang he) che i Bagienni
com p leta in et medieva le . sparsi per saxa si inseriscono nel paesaggio e ne l siste-
solo dunq ue con la profo nda modificaz io ne me- ma insediati vo che ancora oggi Inarca in manie ra in-
d ievale de l quadro territo rial e ed econo mico (tra cu i in ca ncellabile il te rri torio del Cuneese e de l Mo nregalese.
30 ARCHEOLOG IA E STORlA

NOTE

SoprinlCndenZ3 Archeologica del Piemonle, Torino. D~: MAIl. INIS 1982, lavo IV, 1 e 4. Per la decorazione cfr. I~ VC !1 NER 1979,
fi g. 2, 198.
lcfr. GIAREr n et al., L'indagine a rchoologica, in/m. '! RI1TATORE 1947, p. 7 , fig. 1,2; MANO 1986. Il reperto conservato al Mu-
!Cfr. l'F.R01TO, Geolog ia e 8(.>()morf%gia del pianoro di Breolungi, in/ra. seo d i Antichit di Torin o.
ICfr. Le vie della pietra verde 1996, fig . 131, 1; il reperto conservato pres- .'.' Cfr. RVCHNER 1979, pl. 31,11 e 32,3 ( Ha B e H2, X-TX secolo a.c.).
so il Museo Civico d i Cuneo (inv. st. 54329). ." Ricerche F. Rittatore 195 1 e coniugi Talice 1970: cfr. MANO 1986. Mate-
ICfr. Le vie della pietra verde 1996, pp. 251 -255. riali al Museo Civico di Cu neo.
~ Cfr. G IARETI'I et al., L'indagine archeologica, in/m. '~ Cfr. RVCHNER 1979 p l. 25, 4 e pl. 31,5 .
" GERSBACH 1969. pio 100. ~' MomaldodiMondov 1991 , fig. 1.
- FASNACHT 1998, abb. 106. ,- Cfr. GAMBARI, Sparsi per saxa . ! Bagleuni dall e origin i alla Le.x lu Na de
~ B INGGEU et al. 1996. Civitate, infra.
,! MOTEll.A DE CARLO, Disboscamento, agricoltura e alimentazione vegetale <>i In riva alfiume Eridano 1999, pp. 15-16, con b ibliogr'dfia.

nel primo millennio a. c. , in/m, tabb. 2; 4; 7. ", Cfr. G1A I~E1" et al., L'indagine archeolugica, infra.
l 'I Cfr. UEDlNI, Analisi archeozoologiche, in/ra, tab. l. 'o COLUM. De re r ., III 8,3; VT 1,1.
Il Cfr. G IACOIlINI et al., Un esempio di caccia all'orso neJJ 'el del Bronzo " Il cdcio d i Ceva erd p robabilmente costituito in prevalenza da latte d i
finale. La Grotta deglf orsi in a lta valle Tanaro, in/m. pecora; PI,IN. Nat . Hist. rx, 42, 24 1.
I~ MOREL 1993. ,.I CASAllS, 1833-1H56, pp. 152-15; 858-863.
I< Il Neolitico nella Caverna delle Arene Candide 1999, pp. 66-108. ,i Pcr un quadro sintetico della presenza etrusca in arca cuneese cfr. GAM-
I, FEDELE 1989 . DARI, Sparsi per sa.xa. l Bagienni dalle o rigini alla lex lulia de Civitate, in-
1\ SEllESTA 1996, con bibliografia. fra, con bibliogmfja speci fi ca .
Ilo Cfr. SEDINI, Analisi arcbeozoo/ogiche, i1ifra, con bibliografia relativa. " MANO 1986, p p . 36-38; GAMBAIl.I - VENTURlNO GAMUAIl.I 1988, pp. 119-122.
I- Cfr. TRAVERSONE, L'et d el BrrJnzofinak, infra. " M1CHEl.Eno et al. 1996.
IS BN UN - MORDANT 1968; RVCHNER 1979. ", Tipo 13 (525-480 ;I .C.) o p i lL probabilmente C (480-450 a.c.) di DE MAIl.I-
l" Cfr. /n riva a/fiume Eridano 1999. NIS 1981 , pp. 230-231,
~" Per l a cronistoria dci rinvc nimenti e l a bibl iografia di denaglio cfr. MA ,- Mon ta/do di Mundov 1991, p. "1 8, fig. 3,1; il rep erto, associato ad un
NO 1986, pp. 38-39 e RUBlNICII 1995. tipo l ocal e massiccio di fibula Certosa , apparti ene al tipo D (480-450 a.c.)
:1 AI Museo d i Antichit d i To rino; RI1TATORF. 1947, fi g. 3,5. d i De Marinis.
!! In riva a/ fi ume Eridan o 1999, pp . 118-120, fig. 100, L , ~ Montaldo di Mondov 1991; GAMUA1U - VENTU RINO GAMUARI 1988, pp .
!.' RVCHNER 1979, pl. 62 sgg. 11 6-122.
~, In riva a/fiume Eridano 1999. l" Per la d iffusione d i questa p articolare tipologia nell'a rea cuneese cfr.
!~ CFr. ibidem, pp . 11 5-117, fig. 97,1 . Montaldo d i Mondov 1991, pp. 25-26; per il rinvenimento di Chiusa Pe-
", RVCHNEN 1979, fig. 2,87 . sio, avvenuto verso la fine dci XIX secolo, cfr. TARAMELU l B97; per una
r Cfr. ibidem p l. 11 ,3, p er la decorazione a fasci d i solcalUre p resso il fo n- prima segna lazio ne del corredo funerario d i !{oata Chiusa ni eli Centallo,
d o, p l . 8,3 per la Fanna. databile tra la fine del 11 cd ilI s(.-'Colo a.c., cfr. VENTURlNO GAMBARI 1993.
!H In riva al fiu me Eridano 1999, fig. 114,5.
o,n Per un'analisi approfo ndita della problematica , anche con particolare

1<)cfr. RVCHNER 1979, pl. 22 ,10. riferi mento alle fo nti storiche cfr. GAMDAIU 1994 , pp. 34-37.
~' TARAM EUI 1897 ; IUl'TATORE 1947, p . 7, fig. 3 ,1; RUUlNICH 1995 . " Montaldo di Mondov 1991, p. 20.
'I Per la form a cfr. RVCHNEIi. 1979 , pl. 40,4 ( Ha 132, IX secolo a.C.); nella ~ .: STRAIl. I V 6, 2; V 1, 12; SII.. !TAL. 597; MART. XIV 157,158; Pl.lN. Nat. !-list.
cultu ra d i Golasecca sono atlestate forme simili , ma di maggio ri dimen- VIII , 19 1; COLUM. de re r. VIJ 2,4.
sioni, databili non ol tre il G m (seconda met VIII secol o a.c.) : cfr. ~, C.lL V 7620 .