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Storicismo

1) Lo storicismo si sviluppa in Germania tra il 1880 e il 1930;


2) Esso ha come problema fondamentale la possibilit delle
scienze storico-sociali e, quindi, lindividuazione del
fondamento della loro validit oggettiva;
3) Lo storicismo tedesco ha come punti di riferimento il
positivismo e il neo-criticismo kantiano. Si oppone alle tesi
positivistiche della riduzione del mondo dello spirito (della
cultura o sociale) al mondo della natura, ma ne accetta
lidea della scienza come forma suprema di conoscenza.
Accetta le tesi neo-criticiste del ruolo fondativo della filosofia

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(possibilit delle discipline storiche di produrre scienza).
Infine, lo storicismo si oppone allo storicismo idealistico (di
Hegel) di cui rifiuta lidea che la storia sia la manifestazione
progressiva e ineludibile di uno Spirito, rivendicando lidea
che la Storia un prodotto delle azioni degli uomini;
4) Per lo storicismo, quindi, diviene fondamentale stabilire
loggetto delle scienze storico-sociali e il loro metodo (a
cavallo tra fine 800 e primi 900 si avr il primo dibattito
metodologico nellambito delle scienze storico sociali).

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Wilhelm Dilthey (1833-1911)

1) considerato il fondatore dello storicismo tedesco con


lopera Introduzione alle scienze dello Spirito (1883);
2) Luomo un soggetto storico, che opera nella storia e dal
suo contesto storico definito. Loggetto delle scienze
storico-sociali , quindi, luomo storico che agisce nella
storia creandola e realizzando le forme oggettive del suo
agire (i sistemi sociali e culturali);
3) Dilthey afferma lesistenza di una distinzione ontologica tra
scienze della natura e scienze dello spirito. Infatti, le scienze
della natura sono esterne allattivit delluomo esse non
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sono il frutto dellagire umano (Vico) -, per cui in esse dal
punto di vista metodologico possibile la sola spiegazione
causale (Erklren) degli accadimenti;
4) Le scienze dello spirito si occupano di un prodotto umano:
la Storia; in esse, quindi, possibile rivivere (Erleben)
levento e, metodologicamente, comprendere (Verstehen)
quanto accaduto.

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Wilhelm Windelband (1848-1915)

1) Si colloca allinterno della prospettiva kantiana (neo-


criticismo). Come essa aveva individuato le strutture
oggettive della conoscenza fisico-matematica (le forme
a priori) che fondano i limiti e le possibilit conoscitive
delluomo, cos compito della filosofia stabilire i
fondamenti di validit dei giudizi proferiti nei contesti
della scienza storica (per cui si parla di enunciati con
valore di verit), dellarte (valore del bello) e della
morale (valore del giusto);

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2) La coscienza normale (ideale) ricerca giudizi
universalmente validi e i criteri di validit sono dei valori che
rappresentano la norma di riferimento per produrre giudizi di
valore (se il valore lequidistribuzione delle risorse in
senso marxista, un sistema giudicato giusto se lo
soddisfa, si dice che veramente equidistribuito se rispetta
certi requisiti);
3) Non esiste, quindi, una distinzione ontologica tra le
scienze (della natura e dello spirito come afferma Dilthey).
Ogni conoscenza ricerca giudizi validi. La distinzione
puramente metodologica, riguarda cio linteresse e
lobiettivo conoscitivo del ricercatore: che pu essere

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idiografico (il fatto singolo in tutte le sue sfaccettature) o
nomotetico (la connessione tra propriet caratteristiche).

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Heinrich Rickert (1863-1936)

1) Sistematizza le tesi di Windelband. La conoscenza non


una relazione tra un soggetto e un oggetto esterno: concetto
e referente sono entrambi contenuti di coscienza;
2) La misura della verit, quindi, non il confronto con la
realt esterna, ma un giudizio di approvazione o rifiuto, di
assegnazione di un valore. Conoscere significa giudicare;
3) Loggetto della filosofia, quindi, la produzione di giudizi di
valore validi universalmente e il compito della filosofia
riconoscere i valori e le norme universali che fondano la
validit dei giudizi ( vero, giusto, bello);
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4) Nellambito della conoscenza storica (delle scienze della
cultura, che si differenziano dalle scienze naturali
metodologicamente), il riferimento a valori universali
comporta il privilegiamento di questo o quellevento a
seconda che esso contribuisca o meno alla realizzazione di
quei valori universali (accentuo il riferimento alla
distribuzione delle risorse se penso che questo carattere
fondamentale per realizzare un sistema sociale equo).

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Durkheim (1858-1917)

- La sociologia si occupa di fatti sociali.


- Un fatto sociale qualsiasi maniera di fare, fissata o
meno, suscettibile di esercitare sullindividuo una
costrizione esteriore; o anche (un modo di fare) che
generale nellestensione di una data societ pur
possedendo una esistenza propria, indipendente dalle
sue manifestazioni individuali (Le Regole del Metodo
Sociologico, 1895)

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Per analizzare i fatti sociali bisogna trattarli come cose
e seguire alcune regole:

Prima regola: Scartare sistematicamente le prenozioni;


Seconda regola: assumere come oggetto di ricerca
solo quei fenomeni che possibile definire sulla base di
certe caratteristiche esterne ad essi comuni, e di
comprendere nella stessa ricerca tutti quelli che sono
riconducibili a questa definizione;
Terza regola: il fatto sociale deve considerarlo dal lato in
cui si presenta isolato dalle sue manifestazioni
individuali;

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Max Weber (1864-1920)

Per Weber La sociologia [] si propone di intendere in


virt di un procedimento interpretativo lagire sociale []
per agire si deve intendere un atteggiamento umano
(sia esso un fare o un tralasciare o un subire, di carattere
esterno o interno), se e in quanto lindividuo che agisce o
gli individui che agiscono congiungono ad esso un senso
soggettivo. Per agire sociale si deve per intendere un
agire che sia riferito secondo il suo senso, intenzionato
dallagente o dagli agenti allatteggiamento di altri
individui, e orientato nel suo corso in base a questo
(Economia e Societ, 1922);

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