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Azienda Ospedaliera Universitaria Maggiore della Carit - Novara Rev Data

Progettazione preliminare ed eventualmente definitiva del nuovo ospedale di Novara 00 30/09/09

Progetto Preliminare
Relazione tecnica strutturale Pagina 1 di 47

INDICE

1 PREMESSA .................................................................................................................2
2 DESCRIZIONE DELLE OPERE ...................................................................................3
3 NORMATIVA DI RIFERIMENTO..................................................................................3
4 MATERIALI ..................................................................................................................5
4.1 Acciaio............................................................................................................................... 5
4.1.1 Acciaio per c.a. ............................................................................................................................ 5
4.1.2 Acciaio per c.a.p. ......................................................................................................................... 5
4.1.3 Acciaio per carpenteria metallica................................................................................................. 5
4.2 Calcestruzzo...................................................................................................................... 6
4.2.1 Resistenza caratteristica.............................................................................................................. 6
4.2.2 Composizione .............................................................................................................................. 6
4.3 Prodotti in laterizio............................................................................................................. 8
4.4 Durabilit dei materiali....................................................................................................... 8
4.4.1 Strutture in calcestruzzo .............................................................................................................. 8
4.4.1.1 Normativa di riferimento..................................................................................................................... 8
4.4.1.2 Classificazione ambientale ................................................................................................................ 9
4.4.1.3 Prescrizioni di capitolato .................................................................................................................... 9
4.4.2 Strutture in acciaio ..................................................................................................................... 10
4.5 Resistenza al fuoco ......................................................................................................... 11
5 CARICHI.....................................................................................................................12
5.1 Carichi permanenti .......................................................................................................... 12
5.2 Carichi variabili ................................................................................................................ 12
5.2.1 Carico da neve........................................................................................................................... 14
5.2.2 Carico da vento.......................................................................................................................... 15
5.3 Azioni sismiche................................................................................................................ 16
5.4 Spinta delle terre ............................................................................................................. 19
5.5 Combinazioni di carico .................................................................................................... 19
6 SCHEMI DI CALCOLO E CRITERI COSTRUTTIVI GENERALI ...............................21
6.1 Modellazione ................................................................................................................... 21
6.2 Analisi dei risultati............................................................................................................ 24
6.3 Verifiche .......................................................................................................................... 29
7 FONDAZIONI .............................................................................................................31

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Progetto Preliminare
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1 PREMESSA
Il presente documento ha per oggetto la descrizione degli aspetti strutturali e dei criteri di calcolo
relativi alla progettazione preliminare del nuovo ospedale di Novara, da realizzarsi in una vasta
area sita nel concentrico sud della citt, ricadente nel contesto del Parco della Battaglia.

Il lavoro ha origine dallaggiudicazione allATI di progettazione, composta da Studio Altieri


(Capogruppo), RPA s.r.l., TiFs, Architetto Benedetto Camerana, Studio AD ed Architetto Giulio
Altieri, del concorso relativo al nuovo ospedale. Committente dellattivit in oggetto lAzienda
Ospedaliera Universitaria Maggiore della Carit di Novara. Lintervento oggetto del progetto
preliminare reso necessario dalle problematiche logistiche e funzionali legate agli spazi
attualmente a disposizione dellAzienda Ospedaliera. Infatti, le due sedi di viale Mazzini e di via
Piazza darmi sono localizzate allinterno della citt in edifici soggetti a vincoli architettonici
considerevoli e non rispondenti alle richieste prestazionali legate allevoluzione dellofferta
sanitaria. La medesima problematica legata alla attuale localizzazione allinterno della struttura
ospedaliera di via Mazzini, vale per la Facolt di Medicina, Chirurgia e Scienze della salute
dellUniversit degli Studi del Piemonte Orientale.

La base di partenza del progetto stata fornita delle linee guida che indicavano con precisione le
caratteristiche sia architettoniche che funzionali del nuovo complesso, con una stretta integrazione
tra le attivit sanitarie, presenti nel nuovo ospedale, e le attivit didattiche, da inserire nellarea
universitaria. Le differenze pi significative, dal punto di vista strutturale, rispetto a quanto previsto
nel Documento preliminare, riguardano la scelta della maglia dei pilastri e la definizione della quota
dimposta delle fondazioni, aspetti descritti nel capitolo successivo.

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2 DESCRIZIONE DELLE OPERE


Lintero complesso, dal punto di vista macro-funzionale, pu essere suddiviso in due ambiti distinti,
uno adibito alle attivit ospedaliere, laltro alle attivit didattiche dellUniversit.

Lassetto complessivo prevede la realizzazione di un piano interrato a quota +146.00 m, di un


piano seminterrato a quota +150.50 m e di tre piani fuori terra, rispettivamente alle quote +155.00
m, +159.50 m e + 164.00 m, tutti con interpiano costante di 4.50 m.

Dal punto di vista della disposizione planimetrica e della destinazione funzionale, lintero
complesso pu essere sinteticamente riassunto nello schema seguente:

Dal punto di vista strutturale, data la notevole estensione in pianta, il complesso viene suddiviso in
blocchi strutturali distinti, dotati di giunti opportunamente dimensionati per evitare martellamenti
durante eventuali eventi sismici e consentire le dilatazioni termiche. Nella disposizione di tali giunti
si tiene in particolare considerazione lassetto risultante dei singoli blocchi, in modo da avere il

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massimo grado possibile di regolarit in pianta e in altezza, con notevole beneficio dal punto di
vista della risposta alle azioni sismiche.

Laddove risulti necessario ridurre le dimensioni dei giunti strutturali, per motivi funzionali o
architettonici, si potr eventualmente prevedere lutilizzo di dispositivi shock-adsorber di tipo visco-
elastico, adatti al trasferimento di sollecitazioni di tipo impulsivo quali quelle indotte dalle azioni
sismiche. Mediante tali dispositivi, i giunti sismici potranno essere ridotti da circa 20 cm a circa 5
cm. Precisiamo tuttavia che lutilizzo di tali dispositivi dovr essere sottoposto ad una accurata
verifica tecnico- economica, a causa sia della complessit dei collegamenti ai solai di piano, sia del
loro non trascurabile costo di installazione e manutenzione.

Per quanto attiene al modulo strutturale, si optato per una maglia 8.00x8.00 m, in sostituzione di
quella originaria 7.50x7.50m, ritenendola pi rispondente alle esigenze attuali e future sia sanitarie
che didattiche, garantendo una maggiore flessibilit funzionale degli ambienti. Fa eccezione
ledificio adiacente al blocco ospedaliero adibito a parcheggio, per il quale si ritenuto preferibile
predisporre una maglia 16.00x8.00 m, pi adattabile alle necessit funzionali degli stalli e delle
corsie.

La struttura portante degli edifici principali sar realizzata in cemento armato gettato in opera; le
strutture verticali saranno costituite da pilastri e setti, questi ultimi inseriti, dove possibile, quali
elementi di definizione dei corpi scala e, comunque, distribuiti sulla pianta in modo da costituire un
efficace sistema di controventamento alle azioni orizzontali, in particolare quelle sismiche. Gli
impalcati, tenuto conto della maglia strutturale prevalentemente quadrata, saranno realizzati con
solai bidirezionali di tipo alleggerito, di spessore 40 cm, con travi portanti a spessore disposte in
entrambe le direzioni. Si riportano di seguito le immagini di alcune tipologie usuali:

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Necessit di carattere impiantistico portano ad evitare, ovunque possibile, eventuali travi ribassate,
fatta eccezione per quelle zone dove la presenza di bucature, o lentit dei carichi, o lo schema
statico locale potrebbero determinarne la presenza.

La tipologia adottata garantisce una opportuna funzione di ripartizione delle azioni orizzontali sui
controventi verticali. I solai con maglia 16.00x8.00 m del parcheggio saranno realizzati con solai in
c.a. prefabbricati alveolari di spessore 40 cm, con sovrastante soletta in c.a. sp. 5 cm. Alcuni degli
edifici principali del complesso ospedaliero presentano al centro delle chiostre, che fungono da
pozzo di luce naturale ai vari piani; che verranno chiuse al livello della copertura con membrana in
ETFE (Etilene di Tetrafluoretilene), in grado di far passare la luce proteggendo allo stesso tempo le

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chiostre dalle aggressioni atmosferiche, sostenuta da una struttura portante in acciaio. La stessa
tipologia di copertura verr adottata per il percorso di accesso principale.

Per le strutture secondarie, quali pensiline, tettoie e coperture di percorsi, scale di sicurezza, si
prevede una struttura in carpenteria metallica, da realizzarsi con profilati commerciali e solai in
struttura mista o grigliato.

Per quanto riguarda le fondazioni, la modifica della quota dimposta, gi accennata in premessa,
deriva dallanalisi della stratigrafia del terreno oggetto dellintervento, dalla quale si rileva, come
evidenziato dalle indagini geologiche-geotecniche preliminari, la presenza di uno strato superficiale
formato da limi compressibili dello spessore massimo di circa 8.00 m.

Il progetto a base di gara prevedeva la realizzazione di tre piani fuori terra e di un piano interrato,
con quota di calpestio posta a +150.50 m circa, al di sotto della quale restava uno strato di circa
4.50m dei suddetti litoidi, con caratteristiche meccaniche scadenti. Con questa configurazione, da
una stima preliminare dei carichi di progetto trasmessi dallelevazione risulterebbe necessaria la
scelta di fondazioni profonde. Come meglio descritto nel capitolo dedicato alle fondazioni, si
tuttavia proceduto ad una stima sommaria, in termini economici, di una tipologia fondale di tipo
superficiale, da realizzarsi con una platea nervata posta per a quota inferiore, +146.00 m slm
circa, in prossimit dello strato sottostante i limi, costituito da sabbie con caratteristiche
geomeccaniche nettamente migliori. Dal confronto fra le due soluzioni si evince che la soluzione
con fondazioni superficiali pi vantaggiosa, in quanto consente di compensare il peso dellintera
struttura, con la conseguente eliminazione dei pali e senza comportare un aumento significativo
dei costi delle strutture. Si pertanto ritenuto opportuno realizzare un ulteriore piano interrato nel
quale sono state collocate parte di attivit di supporto secondarie che avrebbero occupato aree
localizzate ad un livello nel quale si ritenuto preminente lutilizzo sanitario. Lulteriore vantaggio
dato dalla possibilit di inserire, in molte aree sottostanti al sedime dei vari edifici, ambiti destinati
al parcheggio sia dei dipendenti, sia dei visitatori che del personale dellOspedale e dellUniversit.

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3 NORMATIVA DI RIFERIMENTO
Le strutture degli edifici in oggetto saranno dimensionate secondo le seguenti norme e leggi:

DM 14.01.2008 Norme tecniche per le costruzioni

CIRCOLARE n.617 del 2.2.2009 Istruzioni per lapplicazione delle Norme tecniche per le
costruzioni di cui al DM.14.01.2008

OPCM n3274 del 20-03-2003 Primi elementi in materia di criteri generali per la
classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona
sismica e successive modifiche e integrazioni (Parte relativa alla zona sismica).

Legge 5.11.1971 n. 1086 - Norme per la disciplina delle opere in c.a. normale e precompresso ed a
struttura metallica.

Legge 2.2.1974 n. 64 - Provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone
sismiche

Leggi e decreti successivi. Se applicabili.

Per le caratteristiche dei materiali si fa inoltre riferimento alle seguenti Norme:

UNI ENV 206-1-2006 Calcestruzzo Specificazione, prestazione, produzione e conformit.

UNI ENV 1992 - Eurocodice n. 2: progettazione delle strutture cementizie. Regole generali e
regole per gli edifici.

UNI-ENV 197/1 - Cemento, Composizione, Specificazioni e criteri di conformit.

UNI 8520 - Aggregati per confezione di calcestruzzi - Definizione, classificazione e caratteristiche.

UNI 5744 - Rivestimenti metallici protettivi a caldo. Rivestimenti di zinco ottenuti per immersione.

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UNI EN 10025 - Prodotti laminati a caldo di acciai non legati per impieghi strutturali - Condizioni
tecniche di fornitura.

ENI EN 10020 - Definizione e classificazione dei tipi di acciaio.

UNI ENV 1993 - Eurocodice 3 - Progettazione di strutture in acciaio - Regole generali e regole
per edifici.

UNI 8942 Prodotti in laterizio per murature Terminologia, sistema di classificazione. Criteri di
accettazione Metodi di prova.

Per riferimenti di calcolo o in mancanza di specifiche indicazioni si far riferimento alle seguenti
norme:

Eurocodici strutturali pubblicati dal CEN, con le precisazioni riportate nelle Appendici Nazionali

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4 MATERIALI
Nellesecuzione delle opere in oggetto previsto limpiego dei materiali descritti nei paragrafi
seguenti.

4.1 Acciaio

4.1.1 Acciaio per c.a.

Per la realizzazione delle opere in conglomerato cementizio armato previsto lutilizzo di acciaio in
barre ad aderenza migliorata di tipo B450C rispondenti alle caratteristiche meccaniche e
tecnologiche previste al paragrafo 11.3.2.1 DM 14.01.2008

Per laccertamento delle propriet meccaniche si far riferimento alle prescrizioni della Norma E.N.
10002, UNI 564 e UNI 6407. Le modalit di accettazione ed i controlli saranno effettuati secondo
quanto indicato nella normativa citata (D.M. 14.01.2008).

4.1.2 Acciaio per c.a.p.

Nei manufatti in cemento armato precompresso verranno utilizzate armature di precompressione


costituite da fili, barre, trecce, trefoli in acciaio ad elevata resistenza con composizione chimica,
caratteristiche meccaniche e tecnologiche garantite dal produttore e controllato secondo quanto
previsto al paragrafo 11.3.3 del D.M. 14.01.2008.

4.1.3 Acciaio per carpenteria metallica

Per la realizzazione di strutture in carpenteria metallica previsto lutilizzo di acciaio in profili


laminati e/o saldati S275JR e S355JR, secondo quanto stabilito al paragrafo 11.3.4 del D.M.
14.01.2008.
Le caratteristiche meccaniche e tecnologiche dovranno essere conformi alle Norme UNI EN 10025
e UNI EN 10219-1.
Le giunzioni saranno effettuate con saldature o bullonature in conformit alle prescrizioni del
paragrafo 11.3.4 del DM 14.01.2008

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Le modalit di accettazione ed i controlli verranno effettuati in accordo con le Normative citate


(D.M. 14.01.2008).

4.2 Calcestruzzo

4.2.1 Resistenza caratteristica

Per lesecuzione delle opere in c.a. realizzate in cantiere richiesto lutilizzo di calcestruzzi con
resistenze caratteristiche a 28 gg (Rck) non inferiore ai valori seguenti:
- Calcestruzzo per sottofondazioni e rinfianchi: Rck = 150 kg/cmq
- Calcestruzzo per strutture di fondazione e muri di sostegno: Rck = 300 kg/cmq,
- Calcestruzzo per strutture in elevazione: Rck = 350 kg/cmq
- Calcestruzzo per strutture prefabbricate in c.a.v.: Rck = 450 kg/cmq.
- Calcestruzzo per strutture prefabbricate in c.a.p: Rck = 550 kg/cmq

4.2.2 Composizione

Le prescrizioni seguenti, redatte in conformit alla UNI ENV 206-1, sono riferite ai calcestruzzi per
strutture armate gettate in opera; per quanto riguarda le strutture in c.a.p. si far riferimento alle
specifiche tecniche dei singoli produttori.
I calcestruzzi per strutture gettate in opera dovranno essere confezionati utilizzando i seguenti
materiali e dosaggi:

A. Calcestruzzo Rck = 300 kg/cmq


- cemento Portland UNI-197/1 tipo I; classe di resistenza 42.5
- dosaggio di cemento minimo: 300 kg/mc
- rapporto acqua/cemento massimo: 0.55
- aggregati non gelivi conformi UNI 8520, dimensione massima 30 mm.

B. Calcestruzzo Rck = 350 kg/cmq


- cemento Portland UNI-197/1 tipo I; classe di resistenza 42.5
- dosaggio di cemento minimo: 350 kg/mc

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- rapporto acqua/cemento: 0.55


- aggregati non gelivi conformi UNI 8520, dimensione massima 20 mm.

C. Calcestruzzo Rck = 450/550 kg/cmq


- cemento Portland UNI-197/1 tipo I; classe di resistenza 52.5
- dosaggio di cemento minimo: 450 kg/mc
- rapporto acqua/cemento: <0.45
- aggregati non gelivi conformi UNI 8520, dimensione massima 16 mm.

Le caratteristiche dei materiali, le modalit di confezionamento e posa in opera del calcestruzzo


saranno conformi alle Norme UNI ENV 206-1 e a quanto disposto nel par.11.2.9 del DM
14.01.2008. In particolare:

1. Calcestruzzo
Tenuto conto delle notevoli dimensioni degli edifici, sar necessario porre particolare attenzione al
fenomeno del ritiro, i cui effetti potrebbero condizionare negativamente la durabilit delle strutture,
intervenendo sia sulla composizione del cls, con ladozione di cementi a basso calore di
idratazione o di additivi antiritiro, sia predisponendo opportuni trattamenti protettivi dei getti, come
ad esempio il curing compound, un agente stagionante che viene nebulizzato sulla superficie del
calcestruzzo appena scasserato formando cos una membrana antievaporante che garantisce una
adeguata stagionatura umida.

1. Leganti
Devono essere utilizzati esclusivamente i leganti idraulici definiti come cementi dalle disposizioni
vigenti in materia (Legge 26.5.1965, n. 595), con esclusione del cemento alluminoso. Le
caratteristiche chimiche e meccaniche saranno conformi alle Norme UNI 197/1.

2. Inerti
Gli inerti, naturali o di frantumazione, devono essere costituiti da elementi non gelivi e non friabili,
privi di sostanze organiche, limose ed argillose, di gesso, ecc., in proporzioni nocive allindurimento
del conglomerato od alla conservazione delle armature.

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La ghiaia o il pietrisco devono avere dimensioni massime commisurate alle caratteristiche


geometriche della carpenteria del getto ed allingombro delle armature.

3. Acqua
Lacqua per gli impasti deve essere limpida, priva di sali (particolarmente solfati e cloruri) in
percentuali dannose e non essere aggressiva.

4.3 Prodotti in laterizio

Per lesecuzione delle opere in oggetto si prevede lutilizzo di blocchi in laterizio con caratteristiche
meccaniche e dimensionali conformi alla Normativa Vigente.
I criteri di accettazione dei laterizi in genere vengono forniti dalla UNI 8942, in particolare per le
seguenti caratteristiche:
- aspetto
- dimensioni (lunghezze, spessori)
- forma e massa volumica (planarit, ortogonalit, percentuale di foro)
- resistenza meccanica (valori caratteristici a trazione e compressione)
- inclusioni (inclusioni calcaree, efflorescenze)
- comportamento igrometrico.

4.4 Durabilit dei materiali

4.4.1 Strutture in calcestruzzo

4.4.1.1 Normativa di riferimento

Le caratteristiche di durabilit dei calcestruzzi da impiegare nelle opere di progetto sono valutate
secondo la Normativa Europea ENV 206 secondo quanto stabilito dal D.M. 14.01.2008.

Per quanto riguarda le prescrizioni minime di spessore di copriferro, si fa riferimento alle


indicazioni correlate contenute nellEurocodice 2.

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4.4.1.2 Classificazione ambientale

Le opere in oggetto verranno realizzate in localit situata in zona urbanizzata; esse sono in parte
interrate ed in parte esposte agli agenti atmosferici. Secondo le indicazioni contenute nella ENV
206-1, sono classificabili in ambiente XC2 per le fondazioni, e XC3 per lelevazione.

4.4.1.3 Prescrizioni di capitolato

Le prescrizioni di capitolato per ottenere un calcestruzzo durevole possono essere cos indicate:

A. Calcestruzzo per strutture di fondazione Rck = 300 kg/cmq


A.1 Composizione
- cemento Portland UNI-ENV 197/1; classe 42.5; dosaggio minimo 300 kg/mc,
rapporto a/c max = 0.55
- aggregati non gelivi conformi UNI 8520, dimensione massima 30 mm
A.2 Caratteristiche meccaniche e fisiche
- calcestruzzo indurito Rck > 30 Mpa
- classe di consistenza cls fresco S3
- classe di esposizione XC2
A.3 Copriferro
- copriferro minimo = 40 mm
A.4 Stagionatura
- protezione per almeno 3 gg dal getto con casseratura o provvedimenti alternativi.

B. Calcestruzzo per strutture in elevazione Rck = 350 kg/cmq


B.1 Composizione
- cemento Portland UNI-ENV 197/1; classe 42.5; dosaggio minimo 350 kg/mc, rapporto a/c
max = 0.55
- aggregati non gelivi conformi UNI 8520, dimensione massima 20 mm
B.2 Caratteristiche meccaniche e fisiche
- calcestruzzo indurito Rck > 35 Mpa
- classe di consistenza cls fresco S4: slump 15-20 cm

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- classe di esposizione XC3


B.3 Copriferro
- copriferro minimo = 30 mm (ENV 206)
B.4 Stagionatura
- protezione per almeno 3 gg dal getto con casseratura o provvedimenti alternativi.

C. Calcestruzzo per strutture prefabbricate Rck = 450/550 kg/cmq


C.1 Composizione
- cemento Portland UNI-ENV 197/1; classe 52.5; dosaggio minimo 450 kg/mc, rapporto
a/c max < 0.45
- aggregati non gelivi conformi UNI 8520, dimensione massima 16 mm
C.2 Caratteristiche meccaniche e fisiche
- calcestruzzo indurito Rck > 55 Mpa
- classe di consistenza cls fresco S5
- classe di esposizione XC3
C.3 Copriferro
- copriferro minimo = 25 mm (ENV 206)
C.4 Stagionatura
S- stagionatura artificiale accelerata in stabilimento con opportuni cicli al vapore.

4.4.2 Strutture in acciaio

Per le strutture in acciaio laminato sono previsti i seguenti cicli di protezione.


Verniciatura su acciaio grezzo
- preparazione del sottofondo mediante sabbiatura grado ST3;
- mano di fondo mediante applicazione di vernice antiruggine a base di zinco inorganico;
- mani di copertura (n. 2) mediante applicazione di vernice epossidica o poliuretanica.
Verniciatura su acciaio zincato
- preparazione del sottofondo con lavaggio delle superfici di zincatura mediante soluzioni
ammoniacali pi detergenti e risciacquo;
- mano di copertura (n. 1) mediante applicazione di vernice epossidica.
Verniciatura su acciaio zincato per struttura immerse in acqua

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- preparazione del sottofondo mediante leggerissima sabbiatura;


- mani di copertura (n. 2) mediante applicazione di vernice epossidica con catrame di
carbone fossile.
Zincatura
La zincatura potr essere effettuata mediante immersione in zinco (zincatura a caldo) oppure con
altri processi (es. zincatura continua sendzimir).
La zincatura a caldo dovr rispondere alle indicazioni della Norma UNI 5744. Dopo la zincatura, gli
oggetti zincati non dovranno subire trattamento termico se non autorizzato dal Direttore dei Lavori.

4.5 Resistenza al fuoco

In generale, tutti gli elementi strutturali presenti nei piani interrati verranno progettati in modo da
ottenere una resistenza al fuoco REI120, quelli presenti ai piani fuori terra garantiranno una
resistenza al fuoco REI60/90. Per una definizione pi puntuale si riporta la seguente tabella:

Conformemente al DM 16.02.2007 Classificazione di resistenza al fuoco di prodotti e di elementi


costruttivi di opere da costruzione, la resistenza al fuoco degli elementi in c.a. potr essere
garantita da un opportuno copriferro e dalleventuale intonaco, mentre per le strutture metalliche si
potr optare per appositi rivestimenti protettivi antincendio o pannelli di fibre minerali.

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5 CARICHI
Le strutture verranno dimensionate adottando per i pesi propri i seguenti pesi specifici:
c.a. = 2500 kg/m3 peso specifico calcestruzzo armato e precompresso
cls = 2400 kg/m3 peso specifico calcestruzzo ordinario
acc. = 7850 kg/m3 peso specifico acciaio

5.1 Carichi permanenti

Si considerano appartenenti a questa categoria tutti i carichi non rimovibili durante il normale
esercizio delle costruzioni, compresi i pesi propri dei solai, in particolare:

- solai bidirezionali a piastra alleggeriti sp.40 cm 750 kg/m2

- solai alveolari prefabbricati tipo spiroll sp.36 cm 395 kg/m2

- permanente portato solai di piano 200 kg/m2

- permanente portato solai di copertura 300 kg/m2

- permanente portato scale 250 kg/m2

- permanente portato autorimesse 100 kg/m2

- permanente portato aree a verde 400 kg/m2

- permanente portato tramezzature interne 160 kg/m2

- permanente portato tramezzature esterne 1200 kg/m

5.2 Carichi variabili

Si considerano appartenenti a questa categoria i carichi legati alla destinazione duso delle opere,
con riferimento alla Tab. 3.11.II delle Nome Tecniche:

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In particolare per le opere in oggetto, si considerano i seguenti carichi variabili di esercizio:

- uffici (Cat. B2) 300 kg/m2

- degenze, locali mensa, banca, bar, scuole (Cat. C1) 300 kg/m2

- biblioteca, magazzini, archivi, depositi (Cat. E1) 600 kg/m2

- rimesse e parcheggi (Cat. F) 250 kg/m2

- coperture non praticabili (Cat. H1) carico neve

- coperture praticabili 300 kg/m2

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- scale 400 kg/m2

- aree carrabili non regolamentate carichi da ponte (pt.5.1.3.3 DM14.01.2008).

- aree carrabili regolamentate 1200 kg/m2

In presenza di carichi atipici o di situazioni localizzate particolari, le intensit dei carichi variabili
saranno valutate caso per caso. Per garantire inoltre la massima versatilit dei piani degli edifici
ospedalieri, si valuter lipotesi di calcolo con un sovraccarico di esercizio uniforme e pari a 600
kg/m2.

5.2.1 Carico da neve

Per le coperture non praticabili, si considera il carico relativo alla neve come da Normativa (cfr P
3.4 del DM 14.01.2008).

Il carico provocato dalla presenza della neve agisce in direzione verticale ed riferito alla
proiezione orizzontale della superfice della copertura. Esso valutato con la seguente
espressione:
qs = i qsk CE Ct
Provincia : Novara
Zona : Im
Altitudine : 160 m s.l.m.
Valore caratteristico neve al suolo : qsk = 153,06 kg/m2
Coefficiente di esposizione CE : 1 (Normale)
Coefficiente termico Ct : 1
Per copertura ad una falda ( = 0)
Si assume che la neve non sia impedita di scivolare.
Se l'estremit pi bassa della falda termina con un parapetto, una barriera od altre ostruzioni,
allora il coefficiente di forma non potr essere assunto inferiore a 0,8 indipendentemente
dall'angolo .
Si deve considerare la condizione di carico riportata nella figura a lato, la quale deve essere
utilizzata per entrambi i casi di carico, con o senza vento. Si ha quindi:

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qs(1()) = 122,45 kg/m2 [ 1() = 0,8]

qs(1=0.8) = 122,45 kg/m2


A favore di sicurezza, per tenere in conto anche eventuali accumuli, si considera un carico
dovuto alla neve pari a: qs = 150 kg/m2

5.2.2 Carico da vento

Le azioni del vento, ai sensi del p.to 3.3 del DM 14.01.2008, sono considerate come pressione
statica equivalente normale alla superficie esterna degli elementi costruttivi.

La pressione del vento calcolata secondo l'espressione:


p = qbxce xcp xcd
Provincia: Novara
Zona: 1
Altitudine: 160 m s.l.m
Tempo di ritorno Tr: 50 anni;
Velocit di riferimento vb(Tr): 25 m/s

Pressione cinetica di riferimento qb: 40 Kg/m2


Altezza della costruzione z: 20 m (zmin: 4m)
Distanza dalla costa: Terra, oltre i 40 km dalla costa, sotto i 500 m
Classe di rugosit del terreno: D
Categoria di esposizione del sito: II
Coefficiente topografico ct: 1
Coefficiente dinamico cd: 1
Coefficiente di esposizione ce(z):
ce(zmin = 4m): 1,8
ce(z = 20m): 2,81
Per costruzioni stagne e direttamente investite dal vento, si ha
Pressione del vento con coefficiente di forma cp = 0,8

p(zmin = 4 m) = 57,42 Kg/m2

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p(z = 20 m) = 89,6 Kg/m2


A favore di sicurezza si assume un valore della pressione statica del vento pari a:
p = 100 kg/m2
Azione tangenziale del vento
Coefficiente di attrito cf = 0,04
L'azione tangenziale per unit di superficie parallela alla direzione del vento pari a:

pf = qbxcexcf = 4,48 Kg/m2


Per situazioni strutturali particolari (coperture multiple, pensiline e tettoie isolate, corpi cilindrici,
ecc.) si provveder a tarare opportunamente i coefficienti di forma, in linea con quanto previsto
dalle Norme.

5.3 Azioni sismiche

Si seguono le prescrizioni del D.M. 14.01.2008 Norme tecniche per le costruzioni e, per quanto in
esso non indicato, si fa riferimento allOrdinanza 3431 Norme Tecniche per il progetto, la
valutazione e ladeguamento sismico degli edifici.
Conformemente al punto 3.2 del D.M. 14.01.2008 si descrive lazione sismica mediante spettri di
risposta, considerando i seguenti stati limite:
- stato limite ultimo (statico) (SLU)
- stato limite di esercizio (statico) (SLE)
- stato limite ultimo (sismico) (SLV)
- stato limite di esercizio (sismico) (SLD)
- stato limite di operativit (sismico) (SLO)
Ai fini della valutazione delle azioni sismiche si assumono i parametri che definiscono la
pericolosit sismica di base del sito, dedotti dallAllegato alle predette Norme, in funzione dei
seguenti dati (punto 2.4 del DM 14.01.2008):
Edifici ospedalieri
Vita nominale VN 100
Classe duso IV
Coefficiente duso Cu 2.0
Periodo di riferimento per lazione sismica VR = 200 anni
Categoria di suolo D

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Edifici universitari
Vita nominale VN 50
Classe duso III
Coefficiente duso Cu 1.5
Periodo di riferimento per lazione sismica VR = 75 anni
Categoria di suolo D

Per la definizione dei parametri della pericolosit sismica di base, data lampiezza dellarea di
intervento, sono stati considerati quattro punti prossimi agli spigoli, constatando una sostanziale
uniformit dei parametri. Si pertanto scelto un punto pressoch baricentro allarea e
rappresentativo dei parametri dellintera superficie, di coordinate:
lat..45.42978 long.8.62597
Risultano rispettivamente i seguenti parametri:
Edifici ospedalieri
ag/g Fo TC* TR
SLO 0.0257 2.55 0.22 120
SLD 0.0302 2.58 0.24 201
SLV 0.0510 2.74 0.33 1898

Edifici universitari
ag/g Fo TC* TR
SLO 0.0175 2.50 0.17 45
SLD 0.0215 2.55 0.18 75
SLV 0.0410 2.66 0.30 712

dove:
SLU = Stato limite ultimo
SLD = Stato limite di danno
SLV = Stato limite di salvaguardia della vita
SLO = Stato limite di operativit
ag = Accelerazione orizzontale massima al sito
Fo = Valore massimo del fattore di amplificazione dello spettro in accelerazione
orizzontale
TC* = Periodo di inizio del tratto a velocit costante dello spettro in accelerazione
orizzontale

Lo spettro di progetto elastico per le componenti orizzontali definito dalle seguenti espressioni
analitiche:

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Ai sensi del pto 7.2.1 del DM, non viene considerata la componente verticale, e i relativi effetti,
dellazione sismica.

Fattori di struttura

In conformit a quanto previsto dalle Norme Tecniche, per i vari organismi strutturali verranno
determinati i fattori di struttura, che consentono labbattimento dello spettro di progetto, con
lespressione: q = q0 x kr dove
Kr fattore riduttivo che tiene conto delle caratteristiche di regolarit in altezza
q0 valore massimo del fattore di struttura che dipende dal livello di duttilit attesa e dalla
tipologia strutturale dei singoli edifici
La risposta delle strutture alle diverse componenti dellazione sismica viene combinata
secondo la seguente espressione:
1.0 Ex +0.30 Ey
con rotazione dei coefficienti moltiplicativi.
Ai sensi del pto 7.2.1 del DM 14.01.2008, non viene considerata la componente verticale
(e i relativi effetti) dellazione sismica.

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5.4 Spinta delle terre

Si valuta attraverso la teoria della meccanica del terreno considerando i parametri seguenti:
= 1800 kg/m3 (peso specifico del terreno)
= 30 (angolo di attrito interno)
2
Ka = tg (45-/2) = 0.334 coefficiente di spinta attiva

5.5 Combinazioni di carico

Conformemente alla Normativa vigente, si considerano le seguenti combinazioni di carico.


Detti:
G1: peso proprio degli elementi strutturali
G2: peso proprio degli elementi non strutturali
P: pretensione e precompressione (per memoria)
Q: carichi di esercizio
combinazioni statiche SLU

combinazioni statiche SLE

combinazioni sismiche

dove E = azioni sismiche=


I coefficienti e sono dedotti rispettivamente dalle seguenti tabelle:

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6 SCHEMI DI CALCOLO E CRITERI COSTRUTTIVI GENERALI

6.1 Modellazione

Le strutture verranno dimensionate in base alla Normativa Italiana vigente, considerando il D.M.
14.01.2008 e relativa Circolare applicativa. Dal punto di vista amministrativo, il Comune di Novara
risulta censito tra le zone in categoria sismica 4.
Il dimensionamento avverr con schemi di calcolo adeguati alle effettive condizioni di esercizio
delle opere, nel rispetto della effettiva distribuzione spaziale delle masse, delle rigidezze e delle
resistenze. Il calcolo strutturale sar effettuato mediante codici di calcolo ad elementi finiti di
comprovata affidabilit.
Lo schema di calcolo adottato prevede la modellazione delle strutture con modelli tridimensionali
effettuando analisi statica e dinamica (modale con spettro di risposta), in campo elastico lineare.
Nel caso in esame verranno messi a punto dei modelli di calcolo spaziali definiti dalla linea (o dal
piano) dasse degli elementi strutturali.
Travi e pilastri, ovvero componenti in cui una dimensione prevale sulle altre due, vengono
modellati con elementi beam, il cui comportamento opportunamente perfezionato attraverso
alcune opzioni quali quelle in grado di definire le modalit di connessione allestremit.
Le pareti, le piastre, le platee ovvero in generale i componenti strutturali bidimensionali, con due
dimensioni prevalenti sulla terza (lo spessore), sono modellati con elementi shell a
comportamento flessionale.
Il comportamento del terreno rappresentato tramite una schematizzazione lineare alla Winkler,
caratterizzabile attraverso una opportuna costante di sottofondo dedotta dalle caratteristiche
geotecniche del terreno di sedime (si veda la relazione geologica).
La presenza di diaframmi orizzontali rigidi nel piano, costituiti dai solai bidirezionali ed eventuali
solette piene, viene gestita attraverso limpostazione di unapposita relazione fra i nodi strutturali
coinvolti, che ne condiziona il movimento relativo (relazione di piano rigido).
Gli effetti dellazioni sismica vengono determinati attraverso analisi dinamica modale con spettro di
risposta definito come al par. 5.3 della presente relazione.
Le verifiche di resistenza e stabilit verranno svolte con il metodo degli Stati Limite. Si riportano di
seguito alcuni schemi esemplificativi della modellazione su uno dei blocchi strutturali in oggetto.

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modello di calcolo unifilare

vista assonometria 1

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vista assonometria 2

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6.2 Analisi dei risultati

In questo paragrafo si riporter la sintesi grafica dei risultati dellanalisi svolta su ciascun corpo di
fabbrica, sia nei riguardi degli spostamenti e deformazioni, con particolare attenzione agli effetti
sismici, sia in termini di sollecitazioni sui vari elementi strutturali. Lo scopo quello di avere,
tramite diagrammi e mappature a colori, una valutazione immediata sui risultati del calcolo, oltre
che di controllo sulla affidabilit della modellazione effettuata. Si riportano di seguito alcuni schemi
esemplificativi dei risultati del calcolo preliminare effettuato su uno dei blocchi in oggetto.

primo modo di vibrare

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inviluppo spostamenti sisma X

inviluppo spostamenti sisma Y

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inviluppo pressioni massime sul terreno

inviluppo sforzo normale

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inviluppo momenti flettenti Mz

inviluppo sforzi di taglio

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inviluppo momenti flettenti My

inviluppo momenti flettenti nei gusci Mxx

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inviluppo momenti flettenti nei gusci Myy

6.3 Verifiche

Come previsto dalle Norme vigenti, tutte le opere ed i componenti strutturali saranno progettati in
modo da garantire il raggiungimento del livello di sicurezza richiesto.
Le verifiche di resistenza e stabilit saranno condotte con il metodo semiprobabilistico agli stati
limite mediante i post-processori dei software di calcolo utilizzati. Ciascuna verifica, per ogni Stato
Limite quindi per il corrispettivo livello di azioni agenti, garantisce il raggiungimento di una data
prestazione da parte delle costruzioni nel loro complesso.
In generale, le verifiche allo SLU riguardano:
- perdita di equilibrio della struttura o di una sua parte;
- spostamenti o deformazioni eccessive;
- raggiungimento della massima capacit di resistenza di parti di strutture, collegamenti,
fondazioni;
- raggiungimento della massima capacit di resistenza della struttura nel suo insieme;
- raggiungimento di meccanismi di collasso nei terreni;
- rottura di membrature e collegamenti per fatica;
- rottura di membrature e collegamenti per altri effetti dipendenti dal tempo;

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- instabilit di parti della struttura o del suo insieme;


Inoltre, in presenza di azioni sismiche vanno considerate le verifiche allo SLV (stato limite di
salvaguardia della vita) e garantiscono:
- assenza di martellamento tra strutture contigue;
- resistenza della strutture;
- duttilit delle strutture (tenuto conto che verranno progettate in classe di duttilit B);
- assenza di collasso fragile di elementi non strutturali;
- resistenza del sistema fondazione terreno;
- stabilit dei muri di sostegno.
In generale, le verifiche allo SLE riguardano:
- danneggiamenti locali (ad es. eccessiva fessurazione del cls) che possano ridurre la
durabilit delle strutture, la loro efficienza o il loro aspetto;
- spostamenti e deformazioni che possano limitare luso delle costruzioni,la loro efficienza e il
loro aspetto;
- spostamenti e deformazioni che possano compromettere lefficienza e laspetto di elementi
non strutturali, impianti, macchinari;
- vibrazioni che possano compromettere luso delle costruzioni;
- danni per fatica che possano compromettere la curabilit;
- corrosione e/o eccessivo degrado dei materiali in funzione dellambiente di esposizione;
Inoltre, in presenza di azioni sismiche vanno considerate le verifiche allo SLD (stato limite di
danno) che garantiscono:
- resistenza degli elementi strutturali;
- contenimento del danno degli elementi non strutturali;
- contenimento delle deformazioni del sistema fondazione-terreno.
e le verifiche allo SLO (stato limite di operativit) che riguarderanno:
- funzionalit degli impianti.

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7 FONDAZIONI
Il presente capitolo descrive sinteticamente i criteri utilizzati ed i risultati ottenuti circa il
dimensionamento geotecnico preliminare delle opere di fondazione dellintervento in oggetto.
Per lo studio dei terreni interessati dalle opere in parola si fa riferimento ai risultati del programma
di indagini e prove in sito ed in laboratorio attuato nelle fasi di progettazione del sito precedenti a
quella corrente.
Visto il ridotto numero di prove di cui si dispone allatto della redazione del presente elaborato,
specialmente di determinazioni in laboratorio eseguite in numero ridotto e interessanti
univocamente la composizione granulometrica dei depositi interessati e la presenza di aree
precedentemente non interessate dalla progettazione, sprovviste di indagini, si ritiene essenziale,
al fine di unaccurata ricostruzione del quadro geomeccanico preventivabile per i litotipi in esame,
attendere lesito delle indagini integrative predisposte.
In particolare, i criteri secondo i quali avvenuta la caratterizzazione geotecnica e la
parametrizzazione in termini numerici delle unit geotecniche individuate sono esposti nella
Relazione Geologica prodotta per il Progetto Preliminare.
Delle modalit di caratterizzazione vengono di seguito riassunti i tratti rilevanti.
Dai contenuti ascrivibili al suddetto documento e dagli esiti del programma di indagini
geognostiche eseguito per lo studio della situazione litostratigrafica e geotecnica dellarea
interessata dalla costruzione dellopere in progetto, emerge che i terreni indagati possono
sinteticamente configurarsi come un multistrato con almeno due ben definiti orizzonti
litologicamente tra loro disconnessi.
Al di sotto della copertura superficiale costituita da terreno vegetale e da materiali di riporto,
comunque da superare integralmente con le opere fondali, stato intercettato un primo livello
superficiale, formato da limi compressibili dello spessore massimo di circa 8m.
Il secondo orizzonte costituito da sabbie limose moderatamente addensate, che presentano una
potenza massima di circa 6m.
Ai suddetti litotipi succede verticalmente il substrato sabbioso, che evidenzia condizioni
geomeccaniche e di rigidezza superiori.
Dalla valutazione congiunta delle stratigrafie di sondaggio, dei dati penetrometrici e dalle
informazioni desumibili dai campioni analizzati in laboratorio, ai fini geotecnici sono stati distinti n.2

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tipi di terreno in relazione alle loro caratteristiche granulometriche, di resistenza al taglio e di


deformabilit:

o limi (TERRENO 1);


o sabbie e sabbie limose (TERRENO 2).

In particolare, in base ai dati in possesso alla data di redazione del presente documento ed in
attesa delle risultanze dellintegrazione di indagine, cautelativamente stato eseguito un
accorpamento dei litotipi costituiti dalle sabbie limose e dalle sabbie, individuando per essi
ununica unit geotecnica, dotata delle propriet geotecniche complessive attribuite al livello limo-
sabbioso pi superficiale, maggiormente scadenti.
Sulla base delle informazioni di tipo geognostico e geotecnico, anche bibliografiche e basate su
dati disponibili per depositi omologhi, ed alla luce delle considerazioni esposte in precedenza, in
relazione alla definizione in termini numerici dei principali parametri geomeccanici sono da
X k riepilogati nella Tabella 7.1 di seguito riportata.
adottarsi i valori caratteristici

c cu Es
Terreno Unit 3
(kN/m ) (kPa) () (kPa) (MPa)

1 Limi 17 0 2628 1528 2.55.5

Sabbie e
2 18 0 3132 - 611.5
Sabbie limose
Tabella 7.1 Sintesi dei parametri geotecnici caratteristici.

Laddove vengano forniti degli intervalli di variazione per un parametro, da adottarsi


opportunamente nelle verifiche geotecniche, come dato di riferimento mediamente rappresentativo
del litotipo, il valore minimo previsto per il campo di variazione.
Come ricordato in precedenza, dalle misurazioni dei livelli piezometrici effettuate nel Marzo 2009 e
riportate nella relazione del progetto preliminare, stata osservata una soggiacenza media della
falda idrica di 15m dal p.c..
Tenuto conto del periodo in cui sono avvenuti i rilievi piezometrici, non da escludere che nel
corso di mesi o di periodi caratterizzati da abbondanti precipitazioni meteoriche, la falda freatica
presente nelllarea possa innalzarsi fino alla quota di passaggio fra i depositi limosi e le sabbie a
luoghi limose, pari a circa 8m da p.c..

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Pertanto lecito ipotizzare nelle verifiche geotecniche un livello piezometrico cautelativo posto ad
una profondit di circa 8m dal piano campagna.
Per la scelta della tipologia delle fondazioni si sono analizzate le quote di imposta delle fondazioni
e i carichi preliminarmente stimati agenti sui piani di posa per i vari edifici in progetto.
A livello qualitativo, una prima indicazione sulla capacit portante delle fondazioni stata inoltre
ricavata dalle condizioni geotecniche dei terreni stessi.
Da una stima preliminare dei carichi di progetto e viste le non eccellenti caratteristiche meccaniche
dei terreni limosi affioranti, si valutata la duplice possibilit di impostare lintervento su fondazioni
profonde o di ricorrere a fondazioni di tipo diretto a platea nervata. La realizzazione di opere
fondali superficiali, in particolare, subordinata allesecuzione di un livello interrato aggiuntivo, con
approfondimento degli scavi di sbancamento, con trasferimento delle azioni strutturali allo strato
sabbioso affidabile dal punto di vista geotecnico e compensazione parziale dei carichi.
Per il ripristino delle condizioni di sicurezza e per il sostenimento delle condizioni di esercizio in tali
aree, la scelta dellintervento definitivi da applicare ricaduta sulladozione delle fondazioni a
platea nervata.
Lo spessore previsto della platea pari a 50cm. Le nervature di irrigidimento allintradosso della
platea sono costituite da un graticcio di travi con suola di spessore 50cm; lorditura delle travi di
inspessimento primarie e secondarie nelle due direzioni mutuamente ortogonali deriva dalla
posizione degli allineamenti dei pilastri, in modo tale da formare campi di soletta di modesta luce.
A supporto di tale scelta e a garantire lipotesi di progetto si sono affrontati i calcoli preliminari di
dimensionamento delle fondazioni.
Per quelche concerne la soluzione scartata con pali di fondazione, in Figura 7.1 viene
schematizzata la stratigrafia di calcolo adottata nelle analisi con i principali parametri geomeccanici
rappresentativi dei terreni connessi al palo e di diretta utilizzazione nel dimensionamento
strutturale.

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p.c.

cu (kPa)
g (kN/m3)

' ()
c' (kPa)
3.5m

Terreno

Unit
quota testa palo
8m 14

3.0m 1 Limi 17
4.5m

Falda
20

Sabbie limose
2-3 e sabbie
18 0 26

Figura 7.1 Profilo geotecnico di riferimento.

Le stratigrafie di progetto sono state ottenute confrontando la prevista quota del piano di imposta
della fondazione con la quota disponibile localmente per il piano campagna attuale, e facendo
affidamento sulle sezioni geologico-tecniche allegate al Progetto Preliminare, dove sono meglio
evidenziati i rapporti reciproci e gli assetti giaciturali delle unit litologiche.
Il livello piezometrico nelle verifiche geotecniche, congruentemente con quanto argomentato in
precedenza, da stimarsi in -8.0m da p.c.., come indicato in Figura 7.1 nella stratigrafia di
progetto.
Le analisi sono state eseguite conformemente al decreto 14 Gennaio 2008 del Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti Norme tecniche per le costruzioni (NTC 2008), pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 29 del 4 febbraio 2008, ed entrata in vigore il 5 marzo, con il metodo degli
stati limite ultimi SLU (sicurezza nei confronti della rottura).

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Le analisi di dimensionamento vengono eseguite relativamente allo stato limite di verifica SLU di
tipo geotecnico GEO.
Per le verifiche eseguite si scelto di operare congruentemente allapproccio progettuale
denominato Approccio 1 previsto dalla normativa di riferimento.
Per lApproccio 1 stata selezionata come combinazione di verifica la combinazione 2
(A2+M2+R2), che risulta generalmente lo scenario dimensionante per la progettazione geotecnica.
Di seguito, limitatamente al caso delle fondazioni profonde e allo scenario di verifica Approccio 1 -
Combinazione 2, si riassumono i valori numerici dei coefficienti parziali in accordo con 6.2.3.1.1
e 6.2.3.1.2 di NTC 2008.

AZIONI - F PROPRIET TERRENO - M

CASO PERMANENTI VARIABILI


' c' cu
TAN
SFAVOREVOLI FAVOREVOLI SFAVOREVOLI FAVOREVOLI

SLU
1.0 1.0 1.3 0 1.25 1.25 1.4 1.0
A2+M2+R2

Tabella 7.2 Approccio di calcolo e coefficienti parziali di sicurezza per le fondazioni profonde.

La resistenza di progetto, coerentemente con il set R2 di coefficienti di sicurezza parziali R


riportati in 6.4.3.1.1, relativamente alle resistenze di pali soggetti a carichi assiali, va ridotta di un
valore pari a 1.6 per pali trivellati.

I parametri riportati in Figura 7.1 sono quelli geotecnici di progetto


X d , gi adeguatamente ridotti

secondo i coefficienti parziali di sicurezza M di cui in Tabella 7.2.


Le analisi svolte sono tese alla valutazione del carico limite del singolo palo ed stato utilizzato il
codice di calcolo CLAP che si basa sul metodo delle formule statiche.
Le verifiche geotecniche allo SLU sono state eseguite tenendo conto dei parametri di resistenza
dei materiali nel breve termine per il Terreno 1 e drenati di lungo termine per il Terreno 2.
Il calcolo geotecnico stato eseguito per pali di diametro variabile (phi=600, 800 e 1000 mm).

Per il dimensionamento stata ipotizzata unazione assiale di scarico sul palo


N d pari a 100t.

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In Tabella 7.3 si riporta una tabella di sintesi con le lunghezze indicative dei pali in base agli

scenari di dimensionamento ipotizzati (phi=600, 800, 1000 e


N d =100t).

Si sottolinea che i calcoli preliminari presentati assumono il significato di stime di primo riferimento
piuttosto che di lunghezze definitivamente rappresentative.

Nd (t) LPALO (m)


600 18
DPALO 800 100 13
1000 9
Tabella 7.3 Caratteristiche geometriche preliminari dei pali.

Nelle tabelle e figure seguenti vengono riportati i calcoli di dimensionamento e i diagrammi di

resistenza di progetto
Rd per la combinazione di carico A2+M2+R2 in funzione della quota di

arrivo della punta dei pali e del diametro di verifica.

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A2+M2+R2 phi 600


Profondit Carico Carico Carico Peso Carico Rd
limite limite limite Palo limite
laterale alla base ridotto
[m] [kN] [kN] [kN] [kN] [kN] [t]

0 0 25 25 0 16 2
1 19 36 55 7 34 3
2 41 46 88 14 55 4
3 68 57 125 21 78 6
4 98 67 165 28 103 8
5 134 410 545 35 340 31
6 177 452 629 42 393 35
7 224 494 718 49 449 40
8 275 535 810 57 507 45
9 331 577 907 64 567 50
10 390 619 1008 71 630 56
11 453 660 1114 78 696 62
12 521 702 1223 85 764 68
13 593 744 1337 92 835 74
14 669 785 1454 99 909 81
15 749 827 1576 106 985 88
16 833 869 1702 113 1064 95
17 922 910 1832 120 1145 102
18 1014 952 1966 127 1229 110
19 1111 994 2104 134 1315 118
20 1212 1035 2247 141 1404 126
21 1316 1077 2394 148 1496 135
22 1426 1119 2544 156 1590 143
23 1539 1160 2699 163 1687 152
24 1656 1202 2858 170 1786 162
25 1778 1244 3021 177 1888 171
26 1903 1286 3189 184 1993 181
27 2033 1327 3360 191 2100 191
28 2167 1369 3536 198 2210 201
29 2305 1411 3716 205 2322 212
30 2447 1452 3900 212 2437 223
Tabella 7.4 Dimensionamento geotecnico del palo phi 600, Approccio 1, combinazione A2+M2+R2.

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A2+M2+R2 phi 800


Profondit Carico Carico Carico Peso Carico Rd
limite limite limite Palo limite
laterale alla base ridotto
[m] [kN] [kN] [kN] [kN] [kN] [t]

0 0 45 45 0 28 3
1 25 64 89 13 56 4
2 55 82 138 25 86 6
3 90 101 192 38 120 8
4 131 120 250 50 156 11
5 179 729 908 63 568 50
6 236 803 1040 75 650 57
7 299 877 1176 88 735 65
8 367 952 1319 101 824 72
9 441 1026 1466 113 916 80
10 520 1100 1620 126 1012 89
11 605 1174 1778 138 1111 97
12 695 1248 1943 151 1214 106
13 791 1322 2113 163 1320 116
14 892 1396 2288 176 1430 125
15 999 1470 2469 189 1543 135
16 1111 1544 2655 201 1660 146
17 1229 1618 2847 214 1779 157
18 1352 1693 3045 226 1903 168
19 1481 1767 3248 239 2030 179
20 1615 1841 3456 251 2160 191
21 1755 1915 3670 264 2294 203
22 1901 1989 3890 276 2431 215
23 2052 2063 4115 289 2572 228
24 2208 2137 4345 302 2716 241
25 2370 2211 4581 314 2863 255
26 2538 2285 4823 327 3014 269
27 2711 2359 5070 339 3169 283
28 2889 2434 5323 352 3327 297
29 3073 2508 5581 364 3488 312
30 3263 2582 5845 377 3653 328
Tabella 7.5 Dimensionamento geotecnico del palo phi 800, Approccio 1, combinazione A2+M2+R2.

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A2+M2+R2 phi 1000


Profondit Carico Carico Carico Peso Carico Rd
limite limite limite Palo limite
laterale alla base ridotto
[m] [kN] [kN] [kN] [kN] [kN] [t]

0 0 71 71 0 44 4
1 31 100 131 20 82 6
2 69 129 198 39 124 8
3 113 158 271 59 169 11
4 163 187 350 79 219 14
5 224 1139 1363 98 852 75
6 295 1255 1550 118 969 85
7 374 1371 1745 137 1090 95
8 459 1487 1946 157 1216 106
9 551 1603 2153 177 1346 117
10 650 1718 2368 196 1480 128
11 756 1834 2590 216 1619 140
12 868 1950 2818 236 1761 153
13 988 2066 3054 255 1909 165
14 1115 2181 3296 275 2060 179
15 1248 2297 3545 295 2216 192
16 1389 2413 3802 314 2376 206
17 1536 2529 4065 334 2540 221
18 1690 2645 4335 353 2709 236
19 1851 2760 4612 373 2882 251
20 2019 2876 4895 393 3060 267
21 2194 2992 5186 412 3241 283
22 2376 3108 5484 432 3427 300
23 2565 3223 5788 452 3618 317
24 2760 3339 6100 471 3812 334
25 2963 3455 6418 491 4011 352
26 3172 3571 6743 511 4214 370
27 3389 3687 7075 530 4422 389
28 3612 3802 7414 550 4634 408
29 3842 3918 7760 569 4850 428
30 4079 4034 8113 589 5071 448
Tabella 7.6 Dimensionamento geotecnico del palo phi 1000, Approccio 1, combinazione A2+M2+R2.

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A2+M2+R2

448
428
450

408
389
400

370
352
334

328
350

317

312
300

297
283

283
300

269
267

255
251

241
236

228
250

223
221

215

212
R d [t]

206

203

201
192

191

191
181
179
179

200

171
168
165

162
157
153

152
146

143
140

135

135
128

126
150
125

118
117

116

110
45 72 106

106

102
97
40 65 95

95
56 89

88
35 57 85

100
81
50 80
31 50 75

74
68
62

50
14
6811
811
468
346
234

0
0 5 10 15 20 25 30
L [m]

phi 600 phi 800 phi 1000

Figura 7.2 Diagramma portanza ammissibile vs lunghezza di infissione, Approccio1,combinazione


A2+M2+R2.

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Circa ladozione di fondazioni superficiali di tipo a platea nervata, si tenga conto delle
considerazioni di seguito riportate.
Lapprofondimento degli scavi fino alla quota di progetto prevista per la fondazione su platea
nervata (146m s.l.m., -6.0m da p.c.) garantisce, allo stato attuale delle conoscenze, il
raggiungimento dello strato sabbioso competente per la maggior parte dellarea di impianto
delledificato.
Lo scarico in fondazione viene quantificato nella maniera di seguito precisata.
Le azioni strutturali possono essere assunte pari a:

(G
i =1
i + Qi ) n solai = 1600kg / m 2 6 = 9600kg / m 2 = 96kPa

n n

Gi Q i
dove i =1 il sovraccarico permanente per solaio e i =1 il sovraccarico accidentale per
solaio.
Il peso proprio della platea cautelativamente valutabile in
cls h platea = 2500kg / m 3 1m = 2500kg / m 2 = 25kPa
.

Lazione sollecitante di progetto


N d , coincidente con la pressione lorda trasmessa al suolo di

imposta comprensiva delle pressioni geostatiche, quindi pari a 121KPa.


Per quelche attiene le valutazioni di portanza, operando congruentemente allApproccio 1,

combinazione 2 (A2+M2+R2), la resistenza di calcolo del complesso fondazione-terreno


Rd

(carico ultimo verticale di progetto), tenendo conto anche del solo contributo stabilizzante dovuto al
peso di terreno gravante fino al piano di posa della fondazione, risulta pari a:

Rd = TERRENO1 D N q ( dTERRENO
'
1 = 21) / R = 1700 kg m 6m 7.0 / 1.8 = 39670 kg m = 397 kPa
3 2

N
dove D laltezza di sbancamento, q il fattore di capacit portante secondo la formulazione di
Meyerhof, Hansen e Vesic.
In base a tale evidenza di calcolo, emerge che la resistenza di calcolo, anche trascurando nel
calcolo a favore di sicurezza i contributi dovuti alle forze di attrito e di coesione agenti lungo la

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superficie di scorrimento, risulta ampiamente superiore al valore di progetto dellazione sollecitante

(
Rd N d ) e, pertanto, la verifica risulta soddisfatta.

In riferimento alle analisi di cedimento assoluto e differenziale, nelle analisi da tenersi in conto
leffetto di parziale compensazione dovuto allo scavo del terreno.
Gli incrementi di tensione e, di conseguenza, i cedimenti vanno calcolati per il carico netto,

ottenuto depurando la tensione litostatica D agente sul piano di posa dallintensit di carico.
Ci equivale a trascurare i contributi minimi dovuti alle operazioni di scarico e ricarico e ad
attribuire al terreno un comportamento perfettamente plastico: in altri termini si assume che a
seguito dello scarico tensionale dovuto allo scavo non si verifichi alcun rigonfiamento, e
allapplicazione del carico non si verifichino cedimenti finch il carico applicato non ecceda il valore
D.
I valori netti per esprimere la pressione sono stati ottenuti, in base alla stratigrafia tipo che prevede
a partire dal p.c. uno strato limoso (TERRENO 1) di spessore 8.0m poggiante sulle sabbie
(TERRENO 2) (quota di imposta intradosso platea nervata -6.0m dal p.c., 146m s.l.m.):

q netto = q medio ( TERRENO1 D ) = 12100kg / m 2 (1700kg / m 3 6m) = 1900kg / m 2 = 19kPa .

Se ne deduce che la fondazione risulta in pratica compensata rispetto allentit dei carichi in
progetto.
In base alla definizione del modello geologico del sottosuolo cos come ipotizzato nella planimetria
geologica e nelle sezioni geologiche elaborate per la progettazione preliminare del sito, alcune
delle opere fondali andrebbero ad impostarsi sui terreni limosi, di portanza non adeguata o
suscettibili di cedimenti potenzialmente pregiudizievoli per l'integrit delle strutture.
Stante lincertezza derivante dalla possibile presenza di livelli limosi residuali dopo le operazioni di
sbancamento, anche eventualmente non colti alla scala dindagine propria dei sondaggi, ma
localmente influenti nei confronti delle fondazioni superficiali ad essi prossime, necessario
eseguire per tali aree un intervento di bonifica dei terreni di appoggio delle fondazioni, effettuata
mediante sostituzione dei terreni esistenti con idoneo materiale di apporto fino al raggiungimento
delle sabbie. Tale intervento risulta risolutivo circa la portanza e la compressibilit dei terreni di
fondazione, i quali risultano in definitiva riqualificato dal punto di vista geotecnico.

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Si tenga presente, comunque, che anche in presenza di livelli limosi in fondazione, per effetto della
compensazione di carico prodotta dallasportazione del terreno, al momento dellapplicazione del
peso del fabbricato il terreno viene ricaricato secondo la curva di ricompressione (in
corrispondenza della quale la compressibilit del terreno modesta e si ha un comportamento
elastico non lineare caratterizzato da un modulo di deformazione dipendente dal livello tensionale)
anzich secondo la curva di compressione vergine (in corrispondenza della quale la
compressibilit aumenta significamente e le deformazioni sono di natura sia elastica che plastica).

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