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PONTIFICIA FACOLT TEOLOGICA DELLITALIA MERIDIONALE

ISTITUTO TEOLOGICO COSENTINO


REDEMPTORIS CUSTUS
COSENZA-RENDE

ELABORATO PER IL CORSO DI

FILOSOFIA CONTEMPORANEA

EDITH STEIN

FENOMENOLOGIA E EMPATIA

Docente Studente
Prof. Leonardo Spataro Caio Graco Purita
Introduzione
Questo lavoro fu fatto alla richiesta del professore di Filosofia
Contemporanea, Leonardo Spataro, avendo come tema trattare di un
filosofo dellet detta contemporanea e sua opera, a libera scelta
dello studente.
Gi previamente svolti in lezione, il pensiero di una gamma di
filosofi, il compito del presente elaborato approfondire in punto
specifico scelto.
Optai per la Santa Teresa Benedetta della Croce, poich unisce
ci che c di pi bello e pi vero (e non meno buono) nella filosofia
occidentale contemporanea. Dopo decenni di esegesi di opere di Kant
e Hegel, la filosofia torna con Husserl a le cose stesse, torna a
guardare il mondo in cui vive e non soltanto la sua propria testa. Edith
Stein (la nostra citata santa) parte dal fenomenalismo e apprende il
tomismo. Non c niente meglio di usare un metodo chiaro e basato
nella realt come la fenomenologia su una filosofia vera e sicura
come la di San Tommaso.
Pretendo discorrere inizialmente la sua riassunta biografia e
mentre rimetto i fatti di sua vita, inserire e spiegare la sua vicinanza
colla fenomenologia e la sua tese sullempatia.
Amore alla Verit
Nostra filosofa nacque da genitori commercianti giudei, nel 12
ottobre di 1891, nella Breslavia, giorno della Yom Kippur, festa
giudaica nella quale si celebra il Giorno della Riconciliazione per i
giudei. Con due anni divenne orfana del padre, Siegfried Stein, che
mor in un viaggio a lavoro. Nel corso della vita, dallinfanzia
alladolescenza comincia e ferma gli studi, tornando solamente ai 17
anni. Passa da diversi professori e maestri fin quando trova il famoso
Husserl, fondatore della fenomenologia, che sar suo maestro pi
influente e da cui pensiero sar base a tutto la sua opera.
Il pensiero filosofico di Edith Stein uno di quelli che solo si
capisce avendo accurato sguardo alla sua biografia, poich questo si
svolge in perfetta armonia con i fatti nella sua storia. Era una donna
che cercava la verit, e cercava in ogni punto di coscienza della
esperienza del suo Io nel mondo, e per questo quando agiva era
tutta lei che agiva, quando pensava era tutta lei che pensava, non
una parte, non un pezzo di sua persona.
Non si pu dire in nessuna maniera che Edith Stein fu pi
cattolica che filosofa, n pi filosofa che cattolica, n pi che donna
che filosofa e cattolica. Alla fine, assolutamente, non fu pi santa che
fenomenologa e vice e versa.
Alla sua svolta religiosa quando abbracci la vera e unica fede
la sua filosofia non cambi come lacqua al vino, o meglio, da Kant
ad Aristotele, ma guadagn si una linea cristiana, in respiro di vita e
verit in quei concetti gi umidi e soffocati, quello respiro di buon
senso che solo ha la filosofia tomista - questo proclamato dal proprio
buon senso1.
"In particolar modo, questa la via che si offre all'Autrice, che
si formata filosoficamente alla scuola di Husserl e ha nel linguaggio
fenomenologico la sua lingua materna. Ella deve perci tentare di
trovare la via verso la grande cattedrale della Scolastica partendo da
questo punto. Ella crede di conoscere la mta tanto quanto
necessario per farsi guidare da essa lungo il cammino.2
Edith Stein fu fenomenologa forse anche di pi del suo maestro,
Husserl. Questo posteriormente, nella pubblicazione delle sue Idee
per un fenomenologia pura, accentua drasticamente lappartenenza
del fondamento del proprio mondo a un rapporto dellIo alla
Coscienza; che lintero universo oggettivo costituito per lIo puro nei
suoi atti e solo lanalisi di questi atti pu chiarire la formazione di
questo universo. Questa svolta idealistica del maestro non fu ben
accetta della filosofa, avversa ad ogni sorta di relativismo o
soggettivismo.
Perch la fenomenologia.
Nostra cara monaca, alla fine dei studi secondari e ancora in
giovent, comincia studiare psicologia a Breslavia, con il professore
Stern. Le conseguenze di questa vicinanza con una scienza giovane e
senza basi di chiari concetti e sterile per crearli come lei stessa dir
dopo bramer ancora di pi sua sete di conoscenza per le cose. Al
suo primo contatto con il famoso professore Husserl, pensa di trovar
la via per acclamare sua tan alta passione. In una casuale lettura
delle Ricerche Logiche, vide l non un professore che guardava se
stesso e parlava de mondo e neppure un nuovo sistema filosofico, ma
un vero e proprio metodo di conoscenza delle cose nelle cose stesse,
e ancora meglio, un Maestro, un vero filosofo del suo tempo.
Questo possiamo riconoscere anche noi, il merito di Husserl, di
tornare alle cose come sono, non come li pensiamo o crediamo, ma
come sono veramente, in se stessi. Questo mondo che gi cera prima
di me e ci sar dopo di me, sebbene c bisogno di me perch lo
capisca (naturalmente), non esiste per causa di me; e la

1 Chesterton, G. K., St. Thomas Aquinas, A Project Gutenberg of Australia


eBook, Retrieved June 10, 2016, from
http://gutenberg.net.au/ebooks01/0100331.txt.

2 E. Stein, Essere finito e essere eterno, Citt Nuova, Roma, 1999, p. 48.
fenomenologia latteggiamento conoscitivo semplice ed ubbidiente
alle cose e perci umile.3
Religiosit
Perci lei va a Gottinga nel 1913, studiare e avere come maestro il
fondatore della fenomenologia. Interrompe gli studi con la
deflagrazione della I Guerra Mondiale onde lavora come infermiera
volontaria della Croce Rossa Tedesca alla cura non solo corporale,
ma anche morale e spirituale dei soldati e feriti malati,
guadagnando una medaglia di onore il servizio prestato. Questo fatto
fu estremamente marcante nella vita spirituale di Edith, a punto di
dire: A Gottinga avevo appreso ad avere rispetto davanti alle
questioni di fede ed ai credenti4.
Dopo una crisi di fede vissuta nelladolescenza, periodo nel quale
aveva abbandonato la fede ebraica e si dichiarata atea, adesso si
mostra tanto attratta per la religiosit e frequentava, anche che
casualmente con le amiche, una chiesa protestante5.
Ebbe contatto anche col filosofo cattolico Max Scheler, traverso le
conferenze della Philosophisce Gesellschaft circolo di husserliani di
approfondimento ai problemi filosofici datti dal maestro. Questa
amicizia fu la prima relazione che lei ebbe con la vera Chiesa di
Cristo. Non la condusse alla vera fede, ma apri a lei un campo di
fenomeni che adesso si mostravano estremante rilevanti6.
Empatia
La parola empatia (einfhlung) fu usata per la prima volta da
Mnchen Lipps e altri letterati della psicologia empirica nel
diciannovesimo secolo come lo sforzo di una persona di percepire
lesperienza soggettiva interiore propria o dun altro. Anche Husserl
gi aveva usato il termine, ma anchegli non aveva chiarito
sufficientemente di che cosa veramente si trattava. Terr Edith Stein il
compito di approfondire e spiegare il termine, e di descriverlo nella
realt.
In 1914 lei comincia, sotto la cura di suo maestro, il lavoro oggi
considerato il suo pi grande contributo per la filosofia: La sua tese di

3 E. Stein, Il significato della Fenomenologia come visione del mondo, in La


ricerca della Verit a cura di A. Ales Bello, Antologia dei testi, Citt Nuova,
Roma, 1999, p. 106.

4 Aus dem Leben einer jdischen Familien (ESW VII), 229ss.

5 Cfr. Ivi.

6 Cfr. Aus dem Leben einer jdischen Familien (ESW VII), 182ss.
dottorato Il problema dellempatia nel suo sviluppo storico e
nellesame fenomenologico, onde ricevette il titolo in summa cum
laude.
Lempatia definita da Stein : una genere di atti, nei quali si
coglie lesperienza vissuta altrui7. Lei fa la differenziazione tra
lempatia e il giudizio. Il giudizio ci che afferra e comprendi gli
argomenti, idee e concetti mentali altrui e le cause di un fatto nella
natura o nella storia. Lempatia invece rivolta ad un atto conoscitivo
di percezione soggettiva dellaltro, ossia, sua esperienza personale. Al
contatto collaltro, se io apprendo sua esperienza e la faccio mia,
appunto che io senta come si sente lui, ma non per semplice
contemplazione, ma perch io sperimento cos come lui, questa
lempatia.
Primariamente lei distingui lempatia da altri atti conoscitivi simili, che
sono: la percezione esterna, il sapere di vissuti estranei, il co-sentire e
per ultimo il uni-sentire.
La percezione esterna un titolo di atti nei quali lessere e
laccadere cosale spazio-temporale viene a me come datit
corporale8 Seguendo lesempio dato da lei, il dolore quando
percepito in colui che soffre. Non c lempatia, poich il dolore
continua ad essere solamente nellaltro, anche se causa in sentimento
positivo o negativo nel spettatore.
Il sapere dei vissuti estranei ugualmente, il soggetto viene a sapere
del successo collaltro. Quando scopro che un altro ha un dolore, il
dolore stesso continua a me estraneo, poich non ostante sento qual
cosa per questaltro, io non vivo il dolore stesso, e per tanto non si
intende per empatia.9
Il co-sentire quando una persona prova di sentimento per qualcuno
quando a questo avviene un fatto, e questo sentimento essendo
identico in entrambi, non empatia. Se un studente gioisce per
superare un esame, laltro gioisce con lui perch si immette
nellavvenimento del superamento dellesame. Per lempatia
consiste in avere la stessa esperienza dellaltro.10
Il uni-sentire avere la prova di sentimento per laltro quando un
fatto succede ad entrambi. Quando due sdenti gioiscono per la stessa
7 E. Stein, Il problema dellempatia, a cura di Elio Costantini e Erika Schulze,
Citt Nuova, Roma, 1985

8 ivi

9 Cfr ivi.

10 Cfr ivi.
cosa, in cui tutti e due hanno superato lesame, ancora cos non sar
lempatia, anche se la gioia parte di un oggetto in comune, poich
lempatia sarebbe percepire la gioia dellaltro, facendola sua.11
A grosso modo, lempatia infine significa lacquisizione di esperienza
estranea.
Ma ancora cos una definizione nebulosa e oscura, gi che
come detto dalla propria Stein, abbastanza difficile definire in
termini positivi ci che viene a essere lempatia. piuttosto separarla
dei atti cognitivi che la apparentano.
Ma loggetto dellempatia, ossia, questa esperienza che si
accoglie dallaltro, per se di tripla natura. In questepoca gi
imbevuta del tomismo ratificante (usando il senso pi puro della
parola ratio) lei riconosce che luomo fatto di corpo e spirito;
aggiunge lei la realt psicologica, che di certa forma gi esisteva in
San Tommaso misturato nelle due nature. Questa esperienza sar
quindi presentificazione empatizzante in relazione allesperienza
vitale del corpo di altrui lempatia sensoriale (endosensazione) la
esperienza dei sentimenti e sensazioni psichiche e finalmente la
comprensione post-vitale (coglimento empatizzante) il mondo
spirituale di esperienze vitali.
Al soggetto empatizzante arriva un pacco psicofisico-spirituale
che lo porta ai valori. Tutta la storia e le culture delle quale lessere
umano plasmato viene dellempatia di una persona ad altra.
Conclusione
Edith Stein, tra altre peripezie in vita si converse al
cattolicesimo, abbracciando finalmente la vera e unica fede, e
divenne monaca carmelitana sotto il nome di Teresa Benedetta della
Croce. Al III Reich furono arrestate il 2 agosto di 1942 lei e la sorella
(anche convertita al cattolicesimo) e deportati al campo di
concentramento. Il 9 agosto arrivano ad Auschwitz dove muoiono
nella camera di gas.
Questa che in tutta la sua vita a ricercato la verit la trovata di
tutte le maniere possibili. Era cos fervente e avido il suo cuore che
pi tarde vedette Cristo in ogni opera sua. Lempatia certo,
lamore. Poich nellatto di amore si compie un afferrare del valore
della persona. Non amiamo una persona perch fa il bene, il suo
valore con consiste nel fatto che fa il bene (anche se il suo valore pu
rivelarsi in ci), ma nel fatto che la persona stessa pregevole e noi
la amiamo per se stessa12. Questo amore fu manifestato da Cristo e

11 Cfr ivi.

12 Cfr. ivi
lei voleva fare lo stesso, come lo fece ci che ci salver non saranno
le realizzazioni umane, ma la passione del Cristo, nella quale voglio
aver parte13.
Nel 1998 fu canonizzata dal papa San Giovanni Paolo II, come Santa
Teresa Benedetta della Croce.
Finisco questo elaborato salutando questa grandiosa santa che
adesso presso al padre nelleternit, e soprattutto, molto
indegnamente, saluto la sua e mia Signora, Regina dei Cieli e di tutto
il creato.
Salve Maria Sanctissima

13 Miribel, Elisabeth de, Edith Stein: como ouro purificado pelo fogo, 4ed.
Aparecida, Editora Santurio, 1998, p. 63