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Biografia del figlio cambiato

Appunti da varie fonti

Biografia del figlio cambiato una biografia romanzata di Luigi Pirandello scritta da Andrea
Camilleri e pubblicata dalla casa editrice Rizzoli nel 2000.

...questo libro ambisce ad essere la trascrizione di un racconto orale sulla vita di


Luigi Pirandello, da un punto di vista limitato e del tutto personale
(Andrea Camilleri op.cit. Nota)

Questo l'intento di Camilleri: descrivere la vita di questo grande personaggio della nostra
letteratura ma in maniera discorsiva come raccontando ad un amico senza riferimenti a fonti critiche
o a dati bibliografici ma da un punto di vista personale, cos come si pu narrare di qualcuno
osservandolo quasi di nascosto nei suoi comportamenti pi spontanei.
Forse il giudizio ne risulter in parte alterato nella sua oggettivit ma in compenso sar colorito
dalla partecipazione emotiva e sentimentale che Camilleri ha per questo suo conterraneo di cui in
questa biografia romanzata vuole analizzare quello che lui immagina sia stata la sua vera vita
privata, quello che egli era veramente nella sua intimit, fuori dalle luci di quella ribalta dove
Pirandello ebbe tanti successi.
Il romanzo s'incentra sul conflitto tra Pirandello e il padre Stefano, da cui egli si sente tanto diverso
per il modo di vivere e concepire la vita, da fargli pensare che anche a lui sia accaduto quello che
allora capitava abbastanza frequentemente: di essere stato cio cambiato nella culla dalla levatrice
ed allevato da una famiglia che non era quella di origine: a lui cio sarebbe capitato proprio quello
che una ragazza, Maria Stella, che abitava con la sua famiglia, gli aveva raccontato da bambino.
Un altro motivo per considerarsi un "figlio cambiato" - questo potremo definirlo pi letterariamente
pirandelliano - il fatto che Pirandello pensa di essere nato in un non-luogo, in un posto che non
esiste: quindi egli stato "cambiato" anche nel luogo della nascita. Questo era accaduto perch
nell'imminenza del parto che doveva avvenire a Porto Empedocle, per un'epidemia di colera che
stava colpendo la Sicilia, il padre Stefano aveva deciso di trasferire la famiglia in una isolata tenuta
di campagna per evitare il contatto con la pestilenza.
Il luogo scelto, al confine con la citt di Girgenti, era un folto bosco che si chiamava Cvusu, cio
calzone in dialetto, per il fatto che in quel punto un fiume da tempo essiccato si divideva in due
tronconi cos da assumere la forma di un paio di pantaloni. Nel momento in cui Porto Empedocle,
da borgata divenne comune autonomo da Girgenti , il comune prese come segno di confine proprio
la localit Cvuso che per iniziativa di un ufficiale di anagrafe ebbe la denominazione cambiata in
Caos.[1]
Io son figlio del Caos; e non allegoricamente, ma in giusta realt, perch son nato
in una nostra campagna, che trovasi presso ad un intricato bosco denominato, in
forma dialettale, Cvusu dagli abitanti di Girgenti, corruzione dialettale del genuino
e antico vocabolo greco Kaos.
(Luigi Pirandello)

Questo avvenimento far dire a Pirandello di essere nato in un posto "cambiato" e quindi di non
appartenere all'ordine del mondo ma al caos incomprensibile:Io penso per che sar cosa certa
per gli altri che dovevo nascere l e non altrove e che non potevo nascer dopo n prima; ma
confesso che di tutte queste cose non mi son fatto ancora n certo sapr farmi mai un'idea.
I difficili rapporti con il padre divennero definitivi, racconta Camilleri, quando, a quattordici anni,
scopre che questi ha una relazione con una cugina dalla quale era nato un figlio che egli odi al
punto da sputargli in faccia. Da qui il desiderio di staccarsi dal padre e dalla terra d'origine a cui si
sente estraneo e nello stesso tempo visceralmente attratto tanto da descriverla e rimpiangerla nella
sua opera letteraria trasfigurandola fantasticamente.
Questo il nucleo di tutta la produzione teatrale pirandelliana: il tema dell'identit impossibile,
quella del "figlio cambiato" che dubita di se stesso, che non sa, n pu, distinguere tra ci che
reale e ci che non lo , e anzi, come non esista una realt definitiva, neppure per se stessi, ma come
ognuno di noi appaia, e alla fine sia, quello che gli altri vedono in lui. La vita come caos, dove
l'unica realt ci che appare.
Il tema dell'identit impossibile e perduta si riproporr drammaticamente nella follia della moglie
che Pirandello trasfigurer nella sua produzione letteraria e che gli far dire che La pazzia di mia
moglie sono io (da una lettera a Ugo Ojetti del 10 aprile 1914 in op.cit.pag.191), io che per tutta la
mia vita non ho saputo chi sono, io, il "figlio cambiato".
^ Porto Empedocle, prima di chiamarsi cos, era una borgata (Borgata Molo) di Girgenti
(Agrigento). Quando nel 1853 si decise che la borgata divenisse comune autonomo, la linea di
confine fra i due comuni venne fissata all'altezza della foce di un fiume essiccato che tagliava in
due la contrada chiamata "u Cvuso" o "u Cusu" (pantaloni)...Questo Cvuso apparteneva met al
nuovo comune di Porto Empedocle e l'altra met al Comune di Girgenti...A qualche impiegato
dell'ufficio anagrafe parse che non era cosa [che si scrivesse che qualcuno fosse nato in un paio di
pantaloni] e cangi quel volgare "Cusu" in "Caos" (in Andrea Camilleri. Biografia del figlio
cambiato, Milano 2000 pagg.15, 16

Una nuova biografia di Luigi Pirandello? Questa potrebbe essere la domanda che sorge spontanea
in chi viene a conoscenza del libro Biografia del figlio cambiato di Andrea Camilleri. S! Una
nuova biografia di Luigi Pirandello. Ma una biografia speciale. E non solo perch speciale il suo
autore, Andrea Camilleri, noto per essere il pap del Commissario Montalbano, ma anche per
come questo libro strutturato e, prima ancora che strutturato, pensato. Si tratta infatti di un libro
per lettori pi che comuni, come dice lo stesso Camilleri nella nota di chiusura alla Biografia del
figlio cambiato. Il libro comincia con alcune note storiche tanto per inquadrare per bene il quadro
storico nel quale la storia della quale questa biografia fuori dagli schemi canonici si occuper e poi
si addentra sempre pi in quella che stata, anzi , la biografia di Luigi Pirandello. Ce lo presenta,
come si usa dire in questi casi, dalla culla alla tomba. Anzi oltre la tomba visto che il libro si
chiude con un aneddoto, riferito da Stefano, il figlio maggiore di Pirandello, riguardante lopera che
Luigi Pirandello non pot, a causa della morte sopraggiunta, concludere, anche se alcuni dicono che
il lasciarla incompiuta sia stato un atto voluto, ovvero I giganti della montagna.
Ma prima di tutto occupiamoci di quella che una favola popolare che da il titolo a questa
biografia per profani. Racconta una favola popolare che ci fosse una donna che, avendo avuto in
sorte, per cos dire, un figlio con problemi si fa convinta che il suo vero figlio sia stato
cambiato dai donni, delle streghe che di tanto in tanto scambiano i figli in culla, e il suo vero
figlio, bello, sano e robusto, viva in un paese lontano. Il figlio cambiato un giorno arriva, o meglio
torna, al paese dorigine e la madre lo riconosce al volo. La favola si chiude con uno scambio: il
figlio cambiato decide di non far pi ritorno al paese di provenienza, dove avrebbe dovuto diventar
Re e manda in sua vece, per cos dire, il figlio della donna. Questa , a grandi linee, la favola che
Luigi apprende quando ancora un bambino dalla serva di casa, la criata, favola che lo
condiziona a tal punto dal farlo convinto di essere egli stesso un figlio cambiato. Si riconosce
infatti differente e di molto da suo padre e far di tutto, per buona parte della propria vita, specie
dadulto, per sganciarsi da quel padre che egli convinto non essere il suo vero padre. Per per
una serie di concause egli, pur non riconoscendosi come figlio vero di quel padre, ne resta
comunque strettamente dipendente in quanto la strada dellarte che egli ha scelto di intraprendere
non subito piana e comoda. Dovr quindi dipendere dal padre, Don Stefano, per quello che
il lato finanziario. Solo il matrimonio, dinteresse, tanto che nasce come un affare, con Antonietta
Portolano, sembra garantirgli la possibilit di tagliare lingombrante e per lui fastidiosissimo
cordone ombelicale con il padre. Ma a quanto pare Luigi Pirandello non poi il figlio cambiato
che lui ha sempre creduto dessere. Se infatti vero che tra lui e Don Stefano tante e marcate sono
le differenze, tanti sono tuttavia i punti di contatto. Infatti lui stesso eserciter la stessa violenza,
seppur sotto una forma diversa e se si vuole pi sottile sulla sua famiglia, specialmente sui figli.
Prova ne che la da lui adorata figlia Lietta, dopo lesilio volontario a casa degli zii per sottrarsi dai
soprusi perpetrati dalla madre ormai molto malata e sofferente, per evitare di invecchiare ed
avvizzire allombra, ingombrante seppur amorevolissima, del padre si sposa e parte con il marito
per il Cile. Luigi Pirandello per non si rassegna alla lontananza delladorata figlia e intesse una
corrispondenza pressante e caratterizzata da toni esageratamente melodrammatici che non tengono
nella dovuta considerazione quella che la situazione, per non dire dei sentimenti, della figlia. Non
certo meno ossessivo con i due figli maschi, Stefano, il primogenito, e Fausto, il pi giovane.
Anche con loro la sua presenza si fa sentire in maniera ossessiva cercando di manovrarne le carriere
artistiche, di scrittore a sua volta per Stefano, il quale per evitare il confronto diretto con un
cognome cos ingombrante, sceglier di utilizzare lo pseudonimo di Stefano Landi, e artistica,
come pittore, per il figlio Fausto.
Sarebbe ingiusto per sottolineare solo i lati pi ossessivi e vagamente egoistici di Luigi Pirandello
padre. Egli un padre il pi amoroso possibile con i propri figli, ai quali non vuole far avvertire,
come invece era successo a lui, la certezza di essere dei figli cambiati. Cionondimeno ripeter,
pur come si detto in una diversa forma, gli errori che Don Stefano aveva compiuto con Luigi
Pirandello bambino. La Biografia del figlio cambiato un libro molto stuzzicante in quanto,
grazie alle frequenti citazioni, da novelle, opere teatrali e romanzi, lascia al lettore la curiosit e la
voglia di approfondire il tema Pirandello. Non sar una biografia classica, un testo per studiosi e
conoscitori profondi di Pirandello per senza dubbio un testo che io consiglio di leggere a tutti
coloro che sono interessati ad una rilettura della biografia pirandelliana in chiave diversa, non dotta
forse ma fresca e nuova. Un altro punto forte di Biografia del figlio cambiato di Andrea
Camilleri quello di fornire pi di uno spunto interessante circa il legame, profondo,
profondissimo, esistente tra la biografia di Luigi Pirandello e quelle che sono le sue opere
principali, tanto nelle novelle e negli atti unici quanto nelle opere teatrali. Come non riconoscere
la figura della moglie di Pirandello tanto nella moglie de Luomo col fiore in bocca, che segue
ossessivamente il marito nascondendosi dietro i cantoni delle case, come faceva la stessa Antonietta
Portolano quando, ormai malata, era convinta che il marito, a quei tempi professore non di ruolo, si
intrattenesse con le proprie allieve, alcune (molte?) delle quali, va detto, per lui nutrivano pi dun
debole, mai ricambiate per da Pirandello che della fedelt alla moglie sera fatto, anche qui per
marcare la propria diversit rispetto al padre, il quale aveva tradito la moglie, un punto donore. E
come non rivedere ancora la moglie nella Madre dei Sei personaggi in cerca dautore, brava
donna, madre e donna di casa ma sorda di cervello, incapace cio di seguire il marito nelle sue
elucubrazioni mentali, cos come Antonietta Portolano era stata incapace di essere per Luigi
Pirandello una degna compagna sulla strada dellArte. La biografia di Pirandello entra ulteriormente
nei Sei personaggi in cerca dautore nei quali si riconosce lo stesso Pirandello non gi e non tanto
nel Padre ma bens nel Figlio Legittimo il quale, ad un certo punto dellopera, si ribella al Padre
dicendo: Lasciami stare ch non centro Non centro e non voglio entrarci, allo stesso modo in
cui lo stesso Pirandello avrebbe voluto ribellarsi al proprio padre ribadendo che lui era un figlio
cambiato che con quella famiglia non centrava per nulla. E pi volte ritorna anche il padre, quel
padre lungamente rinnegato e poi ritrovato quando ormai Don Stefano, rimasto vedovo, malato e
mezzo cieco si trasferisce a Roma e conclude i propri giorni, affetto da demenza senile, nella stessa
casa dellex figlio cambiato, nellopera di Luigi Pirandello, nelle novelle ma non solo. Insomma
unopera quella Luigi Pirandello nella quale, entra, in vario modo, in gioco la biografia personale
dellautore. E le chicche presenti nella Biografia del figlio cambiato sono ancora numerose; io
qui ne ho nominate solo alcune, quelle che pi mi hanno colpito. Se volete scoprire quali altri
tesori nasconda il libro che Andrea Camilleri non vi resta che una cosa da fare. Procuratevi
Biografia del figlio cambiato e gustatevelo!

Ho voluto raccontare la biografia di Pirandello da un angolo visuale molto personale, incentrato


soprattutto sul rapporto tra lo scrittore e il padre Stefano. Il loro fu un rapporto molto drammatico.
A un certo momento Pirandello defin il padre luomo di cui solo anagraficamente porto il nome.
(Andrea Camilleri)
Nella nota in calce alla "Biografia del figlio cambiato" (Milano, Rizzoli 2000), Camilleri scrive:
Questo libro ambisce ad essere la trascrizione di un mio racconto orale sulla vita di Luigi
Pirandello da un punto di vista limitato e del tutto personale (). Il racconto non destinato agli
accademici, agli storici, agli studiosi di Pirandello ch queste cose per loro son risapute, ma al
lettore pi che comune.
Largomento, in una prima versione, era stato gi trattato nella relazione letta a un convegno su
Pirandello, svoltosi a San Miniato nellestate del 1996; ora il lavoro, oltre ad offrire una
testimonianza affettiva sul rapporto tra due conterranei, mette in luce, in modo pi organico e
articolato, un ritratto dellillustre scrittore e drammaturgo, che sorprende e commuove, incuriosisce
e fa riflettere.
In queste pagine scorre cos una sorta di biografia letteraria di Luigi Pirandello che lesito non
solamente di uno straordinario lavoro di ricerca (lettere, monografie, libri, documenti), ma anche
della rivisitazione che Camilleri fa nel grande archivio della sua memoria. E alla dimensione
demologica della comunit dappartenenza che rinvia il titolo. Era unepoca fantasiosa quella
dellOttocento siciliano in cui agivano credenze magiche cosparse di tanta ingenuit; circolavano
allora bizzarre leggende, e cera fra queste la favola del figlio cambiato. Al piccolo Luigi la
racconta Maria Stella, la donna di servizio. In essa si parla de Li donni, cio le Donne: streghe
che avevano il potere di sostituire un bambino appena nato con un altro. Racconto questo, sostiene
Camilleri, che da Pirandello introiettato come veritiero in conseguenza del pessimo rapporto con il
proprio genitore. Alla scoperta che costui ha unamante, la reazione di rabbia: il ragazzino va via
dopo aver sputato alla donna, mentre suo padre, da lui ignorato, si era nascosto per la vergogna
dietro una tenda. La conflittualit dellepisodio gli fa cos credere, per assurdo, di non essere il
figlio vero, ma quello cambiato come nellanzidetta leggenda. Per sostenere la sua interpretazione,
Camilleri si avvale di ragionamenti: il trauma subito cos forte che Pirandello sar indotto a
rielaborare il racconto del cambio nellinvenzione letteraria. Non a caso nella novella "Il figlio
cambiato" narrata la disperazione di una madre, uscita di senno dopo aver constatato che il
proprio figlio, un bimbo bellissimo, viene sostituito con una creatura demente e storpia. E di essa si
conoscono altre due versioni: la trasposizione teatrale in versi di tre scene intitolate "La favola del
figlio cambiato" da inserire ne "I Giganti della montagna" e il libretto, anchesso con lo stesso
titolo, per la musica di Malipiero. Verrebbe la voglia di soffermarsi su altri particolari, essendo s
ricco di dati questo avvincente racconto-saggio.
Oltre ai traumi dellinfanzia, c il rapporto tra lui e la moglie, Antonietta Portolano, la quale, dopo
il parto del primogenito Stefano, comincer a dare segni di fragilit mentale. Toccanti le pagine che
descrivono la riconciliazione di Pirandello con il padre ottuagenario. Egli ora non si sente pi il
figlio cambiato e fa di tutto perch i suoi figli non siano soggetti ai condizionamenti negativi da lui
subiti. Lesposizione non finisce di sorprendere, accoglie la complessit della vita. E di singolare
valore appare il criterio fondamentale di ricerca adottato: lindividuazione di brani da leggersi con
riferimento a certi episodi della vita di Pirandello.

Chi di noi, terminati gli studi delle medie superiori, non s innamorato di Luigi Pirandello e
immedesimato nei suoi pupi e ha creduto di avere capito tutto della vita.
Io mi sono immerso nelle sue Novelle e per anni il suo teatro mi ha dato la sensazione che tutto
quello che uno scrittore aveva da scrivere, con Luigi Pirandello era gi stato scritto: vita dolore
angoscia ipocrisia, nient altro rimaneva da scrivere.
Quando nel 2000 Andrea Camilleri pubblica una biografia su Pirandello con il titolo accattivante
di Biografia del figlio cambiato, stento a credere che ci fosse ancora qualcosa da aggiungere a
quanto si scritto e detto sulla vita e le opere dellillustre girgintano.
Camilleri ha molto da raccontare sulla vita dello scrittore e il suo stile inconfondibile bene si
attanaglia al racconto di una vita vissuta male.
Luigi si porta dietro il peso dellautorit del padre e di una famiglia che non gli lascia ampie scelte.
Ma Pirandello, come tutti gli adolescenti del mondo, ha conosciuto il primo amore nella ancora
ben frequentata via Porta di Castro a Palermo.
Si perde neglocchi della giovane nobile figlia del padrone di casa. Poi gli studi a Bonn, dopo la
cacciata da tutte le Universit dItalia; ancora sinnamora per una ragazza del luogo. Il suo ricordo
laccompagrer per sempre. Il matrimonio con una lontana parente, quasi una necessit, e la
malattia della moglie danno a questo nostro scrittore la sensazione di avere fallito, nonostante il
successo delle sue Opere.
Il rapporto con i tre figli tumultuoso e lincomprensione fra i familiari perdurer tutta la
vita. La gelosia e forse un pizzico dinvidia per il successo artistico dei figli fanno il resto. Marta
Abba, lattrice preferita, solo una solidale compagna di lavoro. Insomma, il Pirandello da me
amato a ventanni, esce parecchio con le ossa rotte.
Andrea Camilleri ne traccia una biografia impietosa. Il suo amore per lo scrittore non in
discussione e con la sua ironia e il suo accattivante originale stile, che ne ha decretato il successo
mondiale, ci propone il vero Pirandello con le sue paure e le sue debolezze. Insomma, Camilleri
si lascia momentaneamente alle spalle il pi grande drammaturgo del Nocecento e ci fa conoscere
luomo Pirandello: quel Pirandello innamorato degli occhi di una poco pi che bambina
dirimpettaia in una Palazzo nobiliare di via Castro.
Lunico sprazzo felice della vita, non certo vissuta con serenit e a cui il Nobel per la letteratura non
ha di certo mitigato il profondo dolore per lo scambio avvenuto al momento della nascita

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