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LEGGI E CIRCOLARI IN TEMA DI ARMI

NUOVE NORME EUROPEE IN TEMA DI ARMI

Armi da fuoco: un archivio informatico per identificarne i proprietari

Consumatori - 29-11-2007 - 12:11

Il Parlamento ha approvato una direttiva che, nel fissare rigorose condizioni per acquistare
e detenere armi da fuoco, introduce un rigido regime di marcatura delle armi e delle loro
parti e un archivio informatico che permetteranno di rintracciare tutte le armi e i loro
proprietari. Gli Stati membri dovranno poi vigilare attentamente sui rivenditori e sulle
compravendite on line, procedere a un migliore scambio di informazioni e stabilire le
sanzioni appropriate in caso di violazioni.

Sulla base di un compromesso negoziato per diciotto mesi dalla relatrice Gisela
KALLENBACH (Verdi/ALE, DE) con il Consiglio, il Parlamento ha approvato - con 588 voti
favorevoli, 14 contrari e 11 astensioni - una modifica della direttiva relativa al controllo
dell'acquisizione e della detenzione di armi. Ha infatti adottato - con 567 voti favorevoli, 12
contrari e 11 astensioni - un maxiemendamento che riprende gran parte dei suggerimenti
formulati dai deputati. La direttiva dovrebbe quindi entrare in vigore nel 2008 ed essere
dapplicazione partire dal 2010. Come accade attualmente, gli Stati membri potranno
adottare nelle rispettive legislazioni disposizioni pi rigorose di quelle previste dalla
direttiva.

Scopo della modifica di recepire nella direttiva vigente le disposizioni contenute nel
protocollo dell'ONU contro la fabbricazione e il traffico illeciti di armi da fuoco, firmato nel
dicembre del 2001. Ma un emendamento precisa che necessario cogliere l'opportunit
della revisione per apportare miglioramenti alla direttiva al fine di risolvere alcuni problemi
e, in particolare, quelli identificati nel rapporto stilato nel 2000 dalla Commissione
sull'attuazione della direttiva stessa.

Il compromesso raggiunto estende anzitutto il campo d'applicazione della direttiva anche


alle parti e alle munizioni delle armi di fuoco, comprese quelle importate da paesi terzi.
Sono quindi introdotte nuove definizioni per, tra l'altro, "arma da fuoco", "parti" di armi e
"munizione". Notando poi il comprovato aumento del loro uso nell'UE, le armi
trasformate vengono inserite nella definizione di "armi da fuoco". E anche modificata la
definizione di "armaioli" sui quali, peraltro, vista la natura speciale della loro attivit,
necessario che gli Stati membri esercitino un rigoroso controllo, in particolare per
verificarne lintegrit e le competenze professionali.

Va precisato, peraltro che la direttiva non si applica all'acquisizione e alla detenzione,


conformemente alla legislazione nazionale, di armi e di munizioni da parte delle forze
armate, della polizia o dei servizi pubblici, dei collezionisti e degli organismi a carattere
culturale e storico in materia di armi e riconosciuti come tali dallo Stato membro nel quale

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sono stabiliti. Essa non si applica neppure ai trasferimenti commerciali di armi e munizioni
da guerra e non pregiudica l'applicazione delle disposizioni nazionali relative al porto d'armi
o relative alla regolamentazione della caccia e del tiro sportivo.

Gli Stati membri dovranno istituire, entro fine dicembre 2014, un archivio di dati
computerizzato - centralizzato o decentrato -in cui ogni informazione necessaria relativa
a ciascuna arma vi sia menzionata e sia accessibile alle autorit competenti. Tale archivio,
inoltre precisato, registra e conserva per non meno di 20 anni (invece dei dieci anni
proposti dalla Commissione), per ciascuna arma da fuoco, il tipo, la marca, il modello, il
calibro, il numero di serie, nonch i nomi e gli indirizzi del fornitore e dell'acquirente o del
possessore dell'arma.

Durante tutto il loro periodo di attivit, inoltre, gli armaioli sono tenuti a conservare un
registro delle armi da fuoco da loro acquistate o vendute, con i dati che consentono di
identificare e rintracciare tali armi (gli stessi previsti per l'archivio). Cessata l'attivit, gli
armaioli debbono consegnare il registro all'autorit nazionale competente.

E proprio ai fini dell'identificazione e della rintracciabilit di qualsiasi arma da fuoco


assemblata, gli Stati membri dovranno esigere una marcatura unica che comprenda il nome
del fabbricante, il paese o il luogo di fabbricazione, il numero di serie e l'anno di
fabbricazione (se non fa parte del numero di serie). Ci, precisato, non pregiudica
l'apposizione del marchio di fabbrica. Come richiesto dai deputati, la marcatura dovr
essere apposta su una parte essenziale o strutturale dell'arma da fuoco, la cui distruzione
renderebbe l'arma inutilizzabile. Inoltre, gli Stati membri dovranno imporre la marcatura di
ogni unit elementare di imballaggio di munizione complete. A tal fine, gli Stati membri
potranno decidere di applicare le disposizioni stabilite dalla Convenzione sul reciproco
riconoscimento delle punzonature di prova delle armi da fuoco portatili (CIP). Saranno poi
tenuti a garantire che le armi o le loro parti presenti sul proprio territorio siano marcate e
registrate o, in caso contrario, siano disattivate. Dovranno, infine, assicurare che tutte le
armi possano essere collegate ai loro attuali proprietari.

Al fine di agevolare la tracciabilit delle armi da fuoco, delle loro parti e delle munizioni, e
combattere efficacemente contro il loro traffico e la loro produzione illegale, dovr essere
migliorato anche lo scambio di informazioni tra gli Stati membri. A tal fine, la Commissione
dovr istituire, al pi tardi entro un anno dall'entrata in vigore della direttiva, un gruppo di
contatto per lo scambio di informazioni.

Gli Stati membri potranno consentire l'acquisizione e la detenzione di armi da fuoco solo
alle persone in possesso della licenza o del permesso corrispondente ai sensi della
legislazione nazionale. Come richiesto dai deputati specificato che queste persone
devono avere un motivo valido. Devono inoltre aver compiuto 18 anni d'et, salvo per la
pratica della caccia e del tiro al bersaglio, ma purch abbiano il permesso dei genitori o
siano accompagnate da un genitore o da un adulto titolare di porto d'armi. Queste persone,

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poi, non possono costituire un pericolo per se stesse, per l'ordine pubblico o la pubblica
sicurezza. La condanna per un reato volontario grave, precisato, considerata indicativa
di un tale pericolo.

Come richiesto dai deputati, gli Stati membri dovranno assicurare che l'acquisizione di armi
da fuoco, di loro parti e munizioni per il tramite di tecniche di comunicazione a distanza
(in pratica via Internet), salvo che per gli armaioli, sia soggetta, se autorizzata, a rigorosi
controlli. D'altra parte, gli Stati membri potranno vietare a persone residenti nel loro
territorio la detenzione di un'arma acquisita in un altro Stato membro soltanto se vietano
l'acquisizione della stessa arma nel proprio territorio.

I cacciatori e i tiratori sportivi, come suggerito dai deputati, potranno detenere senza
autorizzazione preventiva una o pi armi da fuoco durante un viaggio effettuato attraverso
due o pi Stati membri per praticare le loro attivit. A condizione, per, che siano in
possesso della "carta europea d'arma da fuoco" su cui figura l'indicazione di detta o dette
armi e possano dimostrare i motivi del loro viaggio presentando, per esempio, un invito o
unaltra prova della loro attivit di caccia o di tiro sportivo nello Stato membro di
destinazione. Questultimo, anche precisato, non pu subordinare l'accettazione di una
"carta europea d'arma da fuoco" al pagamento di tasse o diritti. Tale carta, cui conferita
maggiore importanza, dovr avere un periodo di validit di massimo 5 anni, estendibili, e
dovr essere sempre in possesso di una persona che usa un'arma da fuoco.

Gli Stati membri dovranno stabilire le sanzioni da infliggere in caso di infrazione delle
disposizioni nazionali adottate in attuazione della direttiva e adottare ogni misura
necessaria per assicurarne l'esecuzione. Le sanzioni previste dovranno essere effettive,
proporzionate e dissuasive.

Infine, la Commissione dovr presentare una relazione sull'applicazione della direttiva entro
cinque anni dalla sua trasposizione nel diritto nazionale e, entro due anni dalla sua entrata
in vigore, uno studio sulla commercializzazione di repliche di armi, per determinare se
opportuno includerle nel campo d'applicazione del provvedimento. Uno studio dovr poi
valutare lopportunit di semplificare la classificazione delle armi riducendo da quattro a
due le categorie previste: proibite e soggette a autorizzazione.

Background - l'industria italiana delle armi sportive

LANPAM, Associazione Nazionale Produttori Armi e Munizioni sportive, aderente alla


Confindustria, raggruppa le principali aziende del settore che occupano oltre 3.000
dipendenti diretti, con un fatturato annuale di circa 1 miliardo di euro. Viene dall'Italia il
70% della produzione europea di armi sportive e venatorie. Si noti che, alle ultime
Olimpiadi, il 100% delle 18 medaglie in palio per la disciplina "tiro a volo" sono state vinte
con fucili italiani, da tiratori di 13 paesi diversi.

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http://www.europarl.europa.eu/news/expert/infopress_page/063-14055-332-11-48-911-
20071128IPR14030-28-11-2007-2007-false/default_it.htm

Si prepara una pi severa la normativa sul porto darmi: sar necessario un nulla osta
anche per la detenzione

Approvato dal Consiglio dei ministri un disegno di legge che rivede i requisiti necessari e
le regole per la custodia

Annunciato dal ministro dell'Interno Amato, dopo il caso dell'uomo che aveva aperto il
fuoco dal balcone della sua casa di Guidonia, il disegno di legge contiene disposizioni
importanti che riguardano anche la cura nella custodia delle armi e la verifica periodica dei
requisiti.

Disegno di legge governativo recante: Revisione delle norme in materia di porto e


detenzione di armi, di accertamento dei requisiti psico-fisici dei detentori, nonch in
materia di custodia di armi, munizioni ed esplosivi.

Le novit pi rilevanti del ddl riguardano l'introduzione del nulla osta alla detenzione, che si
aggiunge al vigente nulla osta previsto per l'acquisto dell'arma, nonch il requisito
dell'idoneit psicofisica e della capacit tecnica al maneggio dell'arma, anche per chi voglia
semplicemente detenerla.

Altre disposizioni importanti riguardano la maggior cura nella custodia delle armi per
evitare gravi evenienze e la verifica periodica della idoneit psico-fisica.

Con il ddl vengono modificati alcuni punti del testo unico n.773 del 1931, in particolare,
vietata la vendita o la cessione di armi comuni a privati senza il nulla osta all'acquisto e alla
detenzione. Vengono rideterminate, altres, le sanzioni come l'arresto e l'ammenda per chi
aliena le armi, sia per l'acquirente che per il cessionario.

Il questore l'autorit preposta al rilascio del nulla osta che in nessun caso pu essere
rilasciato a minori. Il nulla osta abilita all'acquisto dell'arma che deve avvenire entro due
mesi dalla data del rilascio. Decorso questo termine senza che l'acquisto sia avvenuto,
occorre rinnovare la richiesta.

Il nulla osta all'acquisto valido per il trasporto non pi soltanto nei luoghi di privata
dimora ma anche, nei casi di bisogno accertato, all'interno di ogni altro luogo ove venga
esercitata un'attivit commerciale, professionale o imprenditoriale. Non richiesto il nulla
osta per i titolari di porto d'armi, di licenza di collezione di armi antiche, artistiche, rare o di
interesse storico, limitatamente a tali armi e per le persone che hanno diritto di andare

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armate per la loro qualit permanente, limitatamente al numero ed alla specie delle armi
loro consentite. Non richiesto il nulla osta per i titolari di licenza di porto d'armi sportivo,
per tiro a volo o per l'esercizio dell'attivit venatoria solo ed esclusivamente con riguardo
all'acquisto e al trasporto delle armi specificamente destinate a tali attivit.

Viene soppresso il porto del bastone animato, arma assolutamente obsoleta, per cui,
d'ora in avanti, la licenza di porto d'armi riguarder esclusivamente le armi comuni da sparo
e quelle da caccia.

La licenza di porto darmi pu essere rifiutata oltre che per i soggetti condannati per delitti
non colposi contro le persone commessi con violenza, per reati contro la persona o il
patrimonio, contro lo Stato e l'ordine pubblico, ovvero condannati per diserzione in tempo
di guerra o porto abusivo di armi, anche per coloro che siano stati condannati per delitti
diversi, o non siano di buona condotta ovvero non diano sufficiente affidamento di non
abusare delle armi.

La licenza di portare armi ed il nulla osta al loro acquisto e alla loro detenzione non possono
essere rilasciati a chi non dimostri di avere l'idoneit psicofisica e la capacit tecnica al
maneggio delle armi. Per i titolari di licenza di porto darmi per uso venatorio e di tiro a
volo, lidoneit psicofisica al maneggio delle armi viene verificata ogni tre anni. L'idoneit
psicofisica e la capacit tecnica devono essere comprovate al momento del rilascio, mentre
l'idoneit psicofisica deve essere confermata periodicamente per tutta la durata della
detenzione.

Il questore, tuttavia, ha facolt di rilasciare, a determinate condizioni e prescrizioni, il nulla


osta anche in assenza delle certificazioni di idoneit psicofisica e capacit tecnica al
maneggio delle armi nei soli casi di acquisto per collezione o raccolta o altri giustificati
motivi che non comportano l'impiego dell'arma. In questo caso, il nulla osta contiene,
insieme alle prescrizioni per la custodia, l'espressa indicazione del divieto di impiego delle
armi e di acquisto e detenzione delle munizioni. Rilevanti conseguenze discendono dalla
perdita dell'idoneit psicofisica. In tal caso il prefetto adotta i provvedimenti inibitori sul
presupposto di un possibile abuso da parte del soggetto che abbia perso i fondamentali
requisiti pure per la semplice detenzione. Le armi e le munizioni, infatti, devono essere
consegnate senza diritto ad indennizzo all'ufficio di polizia o dei carabinieri, per la
successiva cessione ad enti autorizzati o per la distruzione.

In caso di rinvenimento di armi, parti di armi, munizioni ed esplosivi, previsto l'obbligo di


informare lautorit di pubblica sicurezza. Lo stesso obbligo posto a carico di chi venga a

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conoscenza dell'esistenza di depositi clandestini di armi, munizioni ed esplosivi. La
trasgressione all'obbligo comporta un reato punibile con l'arresto fino a sei mesi e con
l'ammenda fino a euro 200.

Nei confronti di coloro che detengono armi o munizioni acquisite in forza di una licenza di
porto d'armi scaduta e non rinnovata, si applicano le disposizioni relative alla detenzione di
armi. Per coloro che detengono, invece, armi o parti di esse e munizioni di qualsiasi specie,
acquisite legalmente ma non denunciate, prevista la non punibilit a condizione che,
entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore delle relative disposizioni e, comunque,
prima dell'accertamento del reato, provvedano a denunciarne la detenzione all'ufficio di
polizia o comando dei carabinieri, competenti per territorio oppure cedano le armi o le
munizioni a soggetti autorizzati a detenerle, ovvero a consegnarle, senza diritto ad
indennizzo, agli uffici di polizia o dei carabinieri, competenti per territorio.

Si ritenuto, infine, di rivedere la disciplina relativa ai soggetti legittimati a portare senza


licenza le armi in unottica che miri a limitare il numero delle persone che possono andare
armate.

CIRCOLARI

DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA - UFFICIO PER LAMMINISTRAZIONE GENERALE


- Ufficio per gli Affari della Polizia Amministrativa e Sociale
Risposta n. 557/PAS.10611-10171.(1) del 7 agosto 2006
OGGETTO: Articolo 58 Reg. Esec. T.U.L.P.S. Variazione in diminuzione di munizionamento
regolarmente detenuto.
- Quesito.
Si fa riferimento alla nota suindicata, con la quale codesta Questura ha qui segnalato che, il
Tribunale di Oristano, con decreto penale di condanna n. 482/05, divenuto esecutivo il
18.11.2005, ha condannato una persona imputata di aver omesso di denunciare allAutorit
di P.S., ex art. 58 Reg. Esec. T.U.L.P.S., la riduzione del numero delle cartucce in suo
possesso.
Al riguardo, tenuto conto che la problematica in questione riveste certamente interesse
generale, appare opportuno ribadire lorientamento che questo Ufficio ha pi volte
espresso in merito, in riscontro alle numerose richieste di chiarimento pervenute dalle
Questure e dalle Associazioni dei cacciatori, nei termini che seguono.
Come noto, lart. 38 T.U.L.P.S. impone lobbligo di denunciare allautorit di p.s. le armi, le
munizioni e le materie esplodenti.
Pi precisamente, poi, lart. 58 Reg. Esec. T.U.L.P.S., prescrive che deve essere denunciata
allautorit di p.s. competente qualsiasi variazione nella specie e nella quantit delle
munizioni.

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Le finalit alla cui tutela preposta tale ultima norma sono quelle di porre lautorit di p.s.
in relazione alle esigenze di tutela dellordine e sicurezza pubblica - nella condizione di
conoscere le persone che detengono munizioni nei limiti dei quantitativi autorizzati
(ovvero, senza licenza del Prefetto fino a un massimo di 200 cartucce per pistola o rivoltella
e fino a un massimo di 1500 cartucce per fucile da caccia caricate a polvere, ex art 97 Reg.
cit.).
Essa, peraltro, non obbliga il detentore al costante e permanente mantenimento della
quantit delle munizioni precedentemente denunciate.
Ne deriva che - come stabilito dalla Suprema Corte di Cassazione (sentenza n. 1282 I Sez.
Pen. dell1.12.1993) - lobbligo di denuncia ex art. 58 Reg. Esec. T.U.L.P.S. deve ritenersi
posto a carico del detentore di munizioni nella sola ipotesi di modificazione in aumento del
quantitativo delle medesime, mentre il detentore esentato da detto obbligo (e dunque la
relativa omissione non penalmente perseguibile) in caso di modificazioni in decremento
delle munizioni stesse.
Pertanto, parere di questo Ufficio, anche alla luce dellorientamento della Suprema Corte,
che una eventuale variazione in decremento (cos come il reintegro) dei materiali di cui
trattasi non debba essere denunciata, in quanto non pregiudica la ratio della norma in
esame.
Le Questure sono pregate, per quanto di rispettiva competenza, di voler dare, nei modi
ritenuti pi opportuni, tempestiva diffusione del contenuto della presente circolare agli
Uffici periferici.
IL DIRETTORE DELLUFFICIO PER LAMMINISTRAZIONE GENERALE (Dr. Cazzella)

MINISTERO DELL'INTERNO - Risposta a Quesito

Messaggio
557/13.20013-10171(1) Roma, 31 marzo 2004
Rif. Prot. n. 3297/31314/Area 1 del 5.11.2003

Oggetto: detenzione cartucce per armi comuni da sparo. Quesito.


Con la nota sopra distinta, codesto U.T.G. ha chiesto chiarimenti in ordine al rilascio
dell'autorizzazione alla detenzione di un quantitativo di cartucce per arma comune da sparo
in numero superiore ai limiti stabiliti all'art. 97 reg. esec. Tulps, nei confronti dei soggetti
che svolgono attivit agonistica di tiro e, in particolare, se nella fattispecie sia possibile il
rilascio della licenza di deposito esplosivi di cui al richiamato art. 97.
Al riguardo, occorre preliminarmente evidenziare, dalla lettura del primo comma
dell'articolo 97 suddetto: "possono tenersi in deposito o trasportarsi nello Stato senza
licenza...omissis...un numero di millecinquecento cartucce da fucile da caccia caricate a
polvere, nonch duecento cartucce per pistola o rivoltella e un numero illimitato di bossoli
innescati e di micce di sicurezza", che il legislatore ha utilizzato il termine deposito anche in
relazione alla "mera" detenzione delle cartucce.
Sembra, quindi, potersi ritenere che le disposizioni di cui all'art. 97, in relazione al deposito
di cartucce, comprese quelle di cui al relativo 3 comma: "Per tenere in
deposito...omissis...cartucce cariche in quantit superiore a quella indicata, occorre la

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licenza del prefetto ai termini degli articoli 50 e 51 della legge", si riferiscano a un deposito
"sui generis" e non al deposito di esplosivi in appositi locali, adibiti a tale scopo e soggetti a
determinate prescrizioni (allegato B reg. Tulps), tra cui i requisiti di sicurezza determinati
dalla commissione tecnica (provinciale) di cui all'art. 49 del citato T.U..
Pertanto, laddove la richiesta sia adeguatamente motivata, (per esempio, nel caso in cui il
richiedente svolga attivit di istruttore di tiro o partecipi a livello agonistico a gare di Tiro a
segno) potr rilasciarsi la specifica licenza che autorizzi il deposito del maggior quantitativo
di munizioni. Con riferimento a tale ultimo aspetto, atteso che le istanze di autorizzazione
in argomento riguardano, perlopi, cartucce per pistola (il limite di 1.500 posto dall'art. 97
per le munizioni da fucile da caccia, difatti, sembra soddisfare ampiamente le esigenze
dell'utenza), appare adeguato, comunque, autorizzare il deposito di tali cartucce non oltre il
limite massimo di 1.500. evidente che per tale deposito, all'interno della privata
abitazione, non risulta "tecnicamente" la necessit di un apposito locale. Le cartucce,
infatti, potranno essere custodite in idoneo contenitore atto a garantirne l'integrit e la non
accessibilit, ferma restando la facolt dell'autorit di P.S. di porre particolari prescrizioni in
relazione alla loro custodia. Sulla problematica in argomento, in occasione di due analoghi
quesiti, si espressa anche la Commissione consultiva centrale per il controllo delle armi -
per le funzioni consultive in materia di sostanze esplosive e infiammabili, nella seduta del
17.04.2002, di cui si allega il relativo parere. Si rappresenta, per completezza, che questo
ufficio, con l'allegata circolare 559/C.16105.XV.H.MASS(39), datata 27.3.1999, ha gi
richiamato la possibilit di rilascio della licenza prefettizia surrichiamata (in relazione agli
artt. 50 Tulps e 97/3 del relativo regolamento), per maggiori quantitativi (di cartucce)
detenibili.
Il direttore dell'ufficio per l'amministrazione generale Cazzella.

La risposta ai dubbi sopra esposti arrivata fortunatamente in tempi rapidi. Ecco la risposta
del Ministero ad un quesito della questura di Ferrara.
DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA - UFFICIO PER L'AMMINISTRAZIONE GENERALE
- Ufficio per gli Affari della Polizia Amministrativa e Sociale - Area Armi ed Esplosivi.
Risposta a quesito 557/PAS.6340-10171(1) Roma, 29 maggio 2006
OGGETTO: detenzione di munizioni per arma corta limiti art. 97 Reg.esec. T.U.L.P.S..
Quesito.
ALLA QUESTURA - DIVISIONE POLIZIA AMMINISTRATIVA E SOCIALE
FERRARA
La Questura in indirizzo ha richiesto chiarimenti in ordine alla volont di detenere un
quantitativo limitato a 1500 cartucce per arma corta, espressa da alcune particolari
categorie di utilizzatori, quindi in numero superiore ai limiti stabiliti all'art. 97 Reg. Esec.
T.U.L.P.S..
Nel ribadire quanto evidenziato nella circolare n. 557/B.20013-10171(1) del 31 marzo 2004
e dalle disposizioni di cui all'art. 97 citato, in relazione al deposito di cartucce, comprese
quelle di cui al relativo 3 comma , ovvero che Per tenere in deposito . . . omissis . . .
cartucce cariche in quantit superiore a quella indicata, occorre la licenza del Prefetto ai
termini degli articoli 50 e 51 della legge , questo Ufficio ritiene che, essendo in presenza di

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diversi titoli autorizzatori, il totale delle cartucce per arma corta detenibili sar
rappresentato dalla somma dei totali ammessi in detenzione da ciascun titolo, ovvero le
200 ex art. 97 Reg. esec. T.U.L.P.S. aggiunte alle 1500 autorizzate dal titolo Prefettizio.
Nel caso di specie si ritenuto che, in considerazione del modesto quantitativo di polvere
da sparo contenuta nel predetto numero di munizioni (che di solito sono per arma corta)
non sia necessario predisporre un idoneo locale di deposito.
Sono, altres, giunte lamentele, da parte di associazioni di categoria, circa il previsto limite
temporale della licenza.
Questo Ufficio, in passato, ha ribadito pi volte il principio secondo il quale per questa
licenza di deposito dovesse trovare applicazione la generica previsione di cui all'art. 13 del
T.U.L.P.S. inerente la durata annuale delle licenze di polizia. L'art. 97 del Reg. T.U.L.P.S.,
richiama espressamente una licenza, quella prevista dall'art. 51, che ha carattere
permanente.
Tanto premesso, tenuto conto delle diverse finalit delle due autorizzazioni ed i differenti
presupposti da verificarsi ai fini del rilascio, laddove, nel primo caso viene valutata l'idoneit
del locale di deposito, mentre nel secondo si tiene esclusivamente conto dei requisiti
soggettivi del richiedente, si ritiene di poter contemperare le due diverse esigenze
prevedendo che la licenza, concessa ai sensi dell'art. 51 T.U.L.P.S. sia, come previsto dal
legislatore, permanente, salvo possibilit di revoca quando vengano meno nel titolare i
presupposti che ne consentirono il rilascio.
Pertanto, le SS.LL. potranno prevedere una cadenza periodica di accertamento dei requisiti,
per verificarne la sussistenza.
Per quanto riguarda, inoltre, le categorie di soggetti che possono essere autorizzate al
deposito di munizioni ex art. 51, si ritiene che tra essi possano essere inclusi i periti balistici
e tutti coloro che hanno un interesse a detenere munizioni per finalit storico-culturali.
IL DIRETTORE DELL'UFFICIO PER L'AMMINISTRAZIONE GENERALE
(Cazzella)

NOTA: Trattasi di una circolare chierificatrice ove si statuisce che:

- la licenza pu essere rilasciata non solo a tiratori agonisti, ma anche a periti balistici e tutti
coloro che dimostrino di aver interesse a detenere un po' di pi di munizioni per interessi
storico-culturali. Si apre cos la strada anche ai collezionisti di munizioni; il che non esclude
che anche altri soggetti, che dimostrino di avere una giustificata necessit di detenere
munizioni, possano ottenere la licenza.
- un quantitativo di munizioni di 1700-2000 pezzi non pu essere considerato pericoloso ai
fini di esplosioni e quindi non necessita di particolari locali in cui custodirle.
- la licenza permanente, salvo ovviamente la facolt del prefetto di controllare ogni tanto
che permangano le ragioni che la giustificano.
- chi ha licenza per tenere in deposito fino a 1500 cartucce per pistola pu aggiungervi
anche le 200 che pu detenere in base a semplice denunzia; vale a dire che si potranno
detenere 1500 cartucce per arma lunga + 200 per arma corta + 1500 per arma corta.
- la risposta non affronta il problema se chi detiene legalmente i quantitativi suddetti, li pu
anche trasportare liberamente. Questo per un principio gi acquisito nel regolamento al

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TULPS e giustamente molte prefetture lo stanno applicando e perci scrivono nella licenza
di deposito che il titolare pu anche trasportare le munizioni; cosa ovvia perch gli agonisti
chiedono di poter detenere pi di 200 munizioni perch essi di regola si recano ai poligoni
per spararne ben di pi. Se non potessero trasportarle, la licenza di deposito sarebbe
pressoch inutile.

Ministero dell'interno - 557/PAS.1O171(1) Roma 22 luglio 2005 N. 058540


Oggetto: detenzione cartucce per armi comuni - quesito.
Sono qui pervenuti quesiti in merito alla durata della licenza di deposito di munizioni per
armi comuni la cui possibilit di rilascio a favore di privati cittadini stata prevista con la
nota n. 657/B20013-10171(1), del 31 marzo 2004.
Al proposito si rappresenta che essa, come la generalit delle licenze di polizia, deve, ai
sensi dell'art.13 del T.U.L.P.S. , avere validit annuale .
Il rinnovo della stessa dovr comunque essere subordinato alla verifica della permanenza
delle specifiche condizioni che ne consentono il rilascio.
IL DIRETTORE
L'Ufficio per l'Amministrazione Generale : CAZZELLA

Circolare 557/PAS/14318.10171 (1) del 20 ottobre 2006 - Detenzione di munizioni per arma
corta - Limiti art. 97 Reg. Tulps.
Ufficio per l'amministrazione generale - Ufficio per gli affari della polizia amministrativa e
sociale - Area armi ed esplosivi - Settore I - Roma,

Con nota n. prot. 15328.25402.2006/area I del 4 c.m., codesta prefettura ha chiesto di


conoscere se la licenza che autorizza il deposito di un quantitativo di cartucce per arma
comune da sparo superiore ai limiti stabiliti dall'art. 97 Tulps rilasciata ai soggetti che
svolgono attivit agonistica di tiro possa contestualmente autorizzare anche il trasporto
delle cartucce stesse da parte dei predetti che, generalmente, si trovano nella necessit di
trasportare ai poligoni di tiro un numero di cartucce superiore a quello consentito.
Al riguardo, nel confermare i contenuti della circolare 557/B.20013-10171(1) del 31 marzo
2004, ad oggetto "detenzione cartucce per armi comuni da sparo. Quesito", si ritiene che,
anche tenuto conto delle esigenze di snellimento dell'azione amministrativa, la suddetta
licenza di cui agli artt. 51 Tulps e 97 reg. esec. Tulps, possa altres autorizzare il titolare al
trasporto delle munizioni oggetto della licenza stessa, nel quantitativo massimo ritenuto
sufficiente a soddisfare le giornaliere esigenze di allenamento del richiedente, che si ritiene,
comunque, non possa eccedere il numero di 600 cartucce.
Peraltro, la possibilit di racchiudere in un'unica licenza prefettizia l'autorizzazione alla
detenzione e al trasporto di munizioni stata gi a suo tempo richiamata nella circolare n.
559/C.117464.10171 (1) del 1 ottobre 1992.
Resta fermo che, ove con la licenza di deposito cartucce si intenda autorizzare anche il
relativo trasporto, questo deve essere espressamente indicato nella licenza stessa, con la
prescrizione che il suddetto trasporto, finalizzato esclusivamente all'esercizio della pratica
sportiva, pu essere effettuato solo da coloro che siano in grado di esibire, in occasione di
controlli da parte delle forze di polizia, un'iscrizione in corso di validit a una sezione del

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Tiro a segno nazionale ovvero ad associazioni sportive per la pratica di discipline che
prevedano l'uso delle armi, i cui campi di tiro risultino autorizzati allo sparo ai sensi dell'art.
57 del Tulps.
Pertanto, seppure la licenza di deposito di un maggior quantitativo di munizioni possa
essere rilasciata, oltre che ai citati soggetti che svolgono attivit agonistica (istruttori di tiro
o tiratori agonisti), anche ai periti balistici e a coloro i quali hanno interesse a detenere
munizioni per finalit storico-culturali, cos come chiarito con circolare n. 557/PAS.6340-
10171(1) del 29 maggio 2006, l'estensione dell'autorizzazione al trasporto di cartucce
appare rilasciabile solo a favore dei praticanti l'attivit sportiva.
Il direttore dell'ufficio per l'amministrazione generale Dr. Cazzella

Circolare 557/PAS.13772-10171(1) del 6 novembre 2007 - OGGETTO: detenzione di


munizioni per arma corta limiti art. 97 Reg.esec. T.U.L.P.S. Requisiti personali.

La Questura di Ferrara ha richiesto chiarimenti in ordine alla volont di detenere un


quantitativo limitato a 1500 cartucce per arma corta, espressa da alcune particolari
categorie di utilizzatori, quindi in numero superiore ai limiti stabiliti allart. 97 Reg. Esec.
T.U.L.P.S..
In particolare, si chiede di sapere se tale licenza possa essere rilasciata a favore di qualsiasi
persona autorizzata, con licenza comunale (assoggettata al regime di Dichiarazione di
Inizio Attivit) a svolgere lattivit di Direttore o Istruttore di Tiro, oppure se tale possibilit
debba essere riservata ad una pi ristretta categoria di soggetti.
Al riguardo, questUfficio ritiene che la licenza in parola possa essere rilasciata
esclusivamente a favore di Istruttori di Tiro abilitati dallUnione Italiana Tiro a Segno, a
seguito della frequenza di apposito corso di formazione, i quali possono svolgere anche le
funzioni di Direttore di Tiro.
Il solo Direttore di Tiro, infatti, ha come propria funzione quella di assicurare il rispetto delle
procedure di sicurezza sulla linea di tiro, non rientrando tra i suoi compiti quello di
impartire nozioni pratiche circa limpiego delle armi da fuoco e, men che meno, ha la
necessit di utilizzare quantitativi di munizioni superiori a quelli normalmente detenibili.
Per quanto riguarda, inoltre, la categoria dei tiratori sportivi che svolgono attivit
agonistica, a favore dei quali stata prevista la possibilit di rilasciare le licenze di deposito
munizioni in questione, si ritiene che, per costoro, non possa essere ritenuta sufficiente, ai
fini della concessione del titolo, la sola esibizione del tesserino federale che ne attesti la
qualifica di agonista.
Tale documento, infatti, non prova che la persona partecipi effettivamente a competizioni
sportive di livello tale da richiedere una particolare costanza ed intensit degli allenamenti,
adeguati a giustificare la detenzione di 1500 munizioni.
Si ritiene, pertanto, necessario che, per poter ottenere la licenza di cui trattasi, linteressato
esibisca, oltre allattestazione rilasciata dalla Federazione sportiva di riferimento inerente il
suo tesseramento quale tiratore agonista per lanno in corso, anche idonea
documentazione dalla quale si evinca che lo
stesso ha partecipato effettivamente a competizioni di livello nazionale o internazionale
nellanno precedente.

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Ministero dell'Interno - Circolare N.4.-10. 8616/10089. D (1) Roma, 23 novembre 1979
avente per
OGGETTO: Guardie particolari giurate - Porto dell'arma fuori servizio - Quesito.

L'art. 256 del Regolamento per l'esecuzione del T.U. delle leggi di P. S. stabilisce, com'
noto, che, per portare le armi, le guardie particolari giurate devono munirsi della licenza
prevista dall'art.42 del citato testo unico, nonch dall'art.71 dello stesso Regolamento di P.
S. e che tale licenza, la quale consente il porto d'armi a tassa ridotta, non pu essere
rinnovata se non consti che permane la qualifica di guardia particolare giurata.
Ci premesso, atteso che gli articoli 73, 3 comma e 74 del Regolamento di P. S. fanno
espresso divieto alle categorie di persone ivi tassativamente indicate di portare le armi fuori
servizio, mentre nessuna analoga limitazione si rinviene nelle leggi di P. S. a proposito delle
guardie giurate, questo Ministero, applicando i noti canoni interpretativi degli argomenti "a
silentio" e "a contrario sensu", ha sempre ritenuto - conformemente alla giurisprudenza
della Suprema Corte di Cassazione (Cass. Sez.2", 7 ottobre 1930), recentemente ribadita in
altre specifiche sentenze dell'Autorit Giudiziaria Ordinaria - di assimilare le cennate
guardie giurate, per quanto attiene il porto dell'arma, agli altri privati cittadini muniti di
normale licenza del Prefetto, ai sensi del citato art.42 TULPS.
Ci in quanto tale indirizzo che non contrasta - a proprio avviso - con la normativa che
disciplina la materia, non presenta aspetti di incompatibilit con l'esigenza, eventualmente
avvertita in qualche provincia, di limitare eccezionalmente la circolazione delle armi,
potendosi in tal caso inserire, all'occorrenza, fra le norme relative all'espletamento del
servizio di vigilanza privata - approvate con decreto del Questore ai sensi degli articoli 2 e 3
della legge 19 marzo 1936, n.508 - la prescrizione che il porto delle armi sia limitato, per
determinati. casi, al luogo e al tempo in cui si svolge il servizio stesso e potendosi altres
fare ricorso, allo stesso fine, all'analogo potere discrezionale limitativo, riconosciuto alla
competente Autorit di P. S. dall'art.9 del testo unico anzidetto.
Al riguardo preme, tuttavia, sottolineare che da varie parti stato la mentato che
l'apposizione, talvolta generalizzata, di siffatte prescrizioni limitative comporta riflessi
negativi per quanto concerne la pienezza del diritto di legittima difesa, in funzione del quale
sono state emanate le disposizioni legislative che consentono l'autorizzazione per il porto
d'arma.
stato infatti osservato che le esigenze di difesa delle guardie particolari giurate, non meno
di quelle dei privati in genere, essendo legate a circostanze di fatto Ia cui natura ed entit
sfuggono ad un preventivo apprezzamento dell'Autorit, mal si prestano ad essere
circoscritte entro determinati limiti temporali e spaziali.
Ci in quanto, essendo la guardia giurata, a cagione del proprio servizio, esposta pi dei
privati cittadini ad azioni di rappresaglia e ad atti di violenza in genere, appare evidente che
essa ha maggiore necessit di tutelare in ogni tempo la propria vita ed integrit fisica che
vedrebbe pi gravemente compromesse se fosse costretta a circolare disarmata fuori delle
ore di servizio, soprattutto quando di ci fossero consapevoli gli elementi della malavita
locale.
Poich, tuttavia, altre sentenze della stessa autorit Giudiziaria ordinaria, discostandosi dal

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suesposto orientamento, sono pervenute ad opposte conclusioni, sia pure avuto riguardo,
in qualche caso, all'esistenza di limitazioni all'uopo imposte dalle competenti Autorit
provinciali di P. S. , questo Ministero ha ritenuto di sollecitare in proposito il parere del
Consiglio di Stato e ci tenuto altres conto dei dubbi interpretativi in pi occasioni
manifestati da alcuni organi periferici di P. S., nonch delle doglianze espresse dai
rappresentanti sindacali della categoria interessata.
Il cennato Consesso, con parere n. 54379 dei 5 "maggio c. a. , qui per venuto il 30 ottobre u.
s. , ha reso noto che deve considerarsi legittima la tesi, sostenuta da questa
Amministrazione, della inesistenza di limiti legali al porto delle armi da parte delle guardie
particolari giurate fuori servizio.
Premesso, infatti, che dette guardie per esercitare la funzione di vigilanza e custodia delle
propriet mobiliari e immobiliari "devono essere munite di licenza "ad hoc" del Prefetto, la
quale peraltro non attribuisce di per s anche la facolt di portare armi", per la cui
legittimazione si "deve invece richiedere e ottenere la licenza prevista a tale fine in via
generale per tutti (art. 256 del R. D, n.635 e art.42 del R. D. b. 773)", il ripetuto Consesso ha
chiarito che "le guardie giurate in possesso di porto d'armi rientrano, sia per espressa
disposizione legistativa che per la medesima natura della funzione esercitata, nell'ambito
dei privati che per avventura abbiano ottenuto l'identica autorizzazione. Esse, infatti, sono
guardie private incaricate di effettuare una vigilanza privata per beni normalmente privati,
n possono ricomprendersi, come di tutta evidenza, nelle previsioni di cui agli artt.73
(esenzione dall'obbligo di ottenere la licenza) o 74 (speciale autorizzazione per impiegati
pubblici) del Regolamento di P. S. ", atteso che "esiste una grossa differenza tra l'esercizio
di pubbliche funzioni (quelle ad es. degli agenti di P. S. o dei dipendenti statali addetti a
servizi per i quali sia necessario essere armati) e lo svolgimento di attivit di difesa
personale o della propriet privata, che non consente accostamenti neppure analogici".
Conseguentemente, ad avviso del Consiglio di Stato, alle guardie giurate va fatta
applicazione, per quanto riguarda il porto d'armi, delle medesime norme dettate all'uopo
per la generalit dei cittadini senza che sia possibile invece applicare loro talune
disposizioni eccezionali dettate per talune categorie di pubblici funzionari. N pu
distogliere da tale conclusione l'osservazione che per le guardie giurate previsto il paga
mento di una tassa di porto d'armi d'importo minore di quello comune (questa l'unica
particolarit che distingue la loro normativa da quella generale), poich ci si giustifica con
il "favor laboratoris" che ha sempre inspirato il legislatore".
In definitiva - come testualmente asserito nel parere in parola - "la guardia giurata un
lavoratore dipendente perch presta la propria opera sotto la direzione e nell'interesse
altrui, mentre il privato cittadino agisce nel proprio personale interesse, il che un motivo
sufficiente per differenziare la loro posizione dal punto di vista fiscale (ma solo in questo!)".
E pertanto, "poich ai privati l'autorizzazione al porto d'armi consente di recarsi fuori dal
proprio domicilio armati senza limite di tempo (a meno che. ci non sia stabilito nella
singola licenza), la stessa regola deve valere anche per le guardie giurate".

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DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA U FFICIO PER L 'A MMINISTRAZIONE
GENERALE, Ufficio per gli Affari della Polizia Amministrativa e Sociale Area Armi ed Esplosivi
Settore I - 557/PAS. 14767.12982(10)8 Roma. (senza data)
OGGETTO: - Modalit di acquisto delle armi di cui possono essere dotati gli addetti alla
Polizia Municipale con qualifica di agenti di p.s.. - Compilazione del modulo di rilevazione
armi, mod. 38, nel caso di armi acquistate dai Comuni.

Pervengono a questo Ufficio alcuni quesiti, anche da parte di amministrazioni locali, volti a
conoscere se per l'acquisto delle armi, da parte dei Comuni e Province, per la relativa
dotazione agli addetti alla polizia municipale o locale, con qualifica di agenti di p.s., sia
necessario il nulla osta all'acquisto di cui all'art. 35 T.U.L.P.S..
E' stato, inoltre, chiesto quale debba essere la corretta procedura di inserimento nel
sistema informatico interforze SDI, mediante la compilazione del mod. 38, di tali armi
acquistate.
Quanto al primo quesito, si osserva preliminarmente che il D.M. 4 marzo 1987, n. 145,
recante Norme concernenti l'armamento degli appartenenti alla polizia municipale ai quali
conferita la qualit di agente di pubblica sicurezza, non disciplina espressamente le
modalit di acquisto delle armi in questione.
Tuttavia, il relativo art. 2 (Rinvio ai regolamenti comunali), stabilisce che i regolamenti
comunali - nel determinare i servizi nei quali gli addetti alla polizia municipale portano le
armi senza licenza, nonch i relativi termini e modalit di espletamento debbono
osservare, tra l'altro, le disposizioni vigenti in materia di acquisto delle armi e delle
munizioni.
A tale ultimo riguardo, si rammenta che la vigente normativa, segnatamente l'art. 30 della
legge 18 aprile 1975, n. 110, prevede la deroga all'osservanza degli adempimenti previsti
dalla legge in materia di armi, parti di esse, munizioni od esplosivi, (e, quindi, anche della
necessit di richiedere il n.o. ex art. 35 del T.U.) per le sole Forze Armate e Corpi Armati
dello Stato.
Si ritiene, quindi, che l'acquisto delle armi da parte dei Comuni o delle Province, in quanto
Enti locali, debba necessariamente subordinarsi, oltre che al presupposto dell'espletamento
delle procedure di formazione della volont dell'Ente con le relative delibere degli Organi
collegiali competenti, al conseguente rilascio del nulla osta ex art. 35 T.U.L.P.S..
In particolare, si fa presente che, ogni istanza al Questore per l'acquisto delle armi in parola,
dovr essere presentata, corredata della copia delle relative delibere, dal Comandante del
Corpo, o, in alternativa, dal Sindaco (o dal Presidente della Provincia) pro-tempore, ovvero
da un dipendente del Comune con qualifica dirigenziale da quest'ultimo delegato, in nome
e per conto dell'Ente (comune o provincia), ed in tali termini si dovr provvedere al
conseguente rilascio del N.O..
In relazione, poi, al secondo quesito, si rappresenta che la compilazione del modello 38 (di
cui si allega, ad ogni buon fine, il modello di ultima adozione), per il successivo inserimento
nello SDI, dovr avvenire indicando, nel riquadro relativo Acquirente o Detentore
Societ/Ente, il nome del Comune (o della Provincia) nello spazio dedicato alla Ragione
Sociale (scrivendo Comune di . . Provincia di . . .) e, nello spazio dedicato al relativo

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rappresentante, il nominativo del soggetto a cui stato rilasciato il nulla osta.
Ci in quanto solo l'inserimento di entrambi i dati richiamati (es. Comune Sindaco pro-
tempore) pu consentire, in sede di accertamenti di Polizia giudiziaria, di individuare, in
tempo reale, non solo l'appartenenza di un'arma, oggetto di accertamenti, ad un Ente
locale, ma anche il funzionario che pu dare notizie ufficiali sulle sorti delle armi stesse.
Nel caso di avvicendamenti di responsabili, dovr essere aggiornato il modello con i relativi
adempimenti formali.
Per completezza, va inoltre osservato che il limite numerico delle armi comuni da sparo,
previsto dall'art. 10 della legge 110/75, per il privato, nel numero massimo di tre, non trova
applicazione nella fattispecie in esame, dovendosi, invece, applicare quanto previsto all'art.
3 del citato D.M. 145/87, ove indicato sia il numero complessivo delle armi di cui si
possono dotare i Corpi di polizia municipale, ovvero pari al numero degli addetti (con
qualifica di agenti di p.s.), maggiorato fino al del 5%, o almeno di un'arma.
Si richiamano, infine, tutti gli obblighi di gestione e custodia delle armi in dotazione ai Corpi
di Polizia municipale/locale previsti dagli articoli 11 e successivi del pi volte menzionato
D.M. 145/87, sia se assegnate in via continuativa ai dipendenti sia se custodite all'interno di
armerie all'uopo istituite.
I Signori Prefetti avranno cura di portare a conoscenza del contenuto della presente
l'Amministrazione provinciale e quelle comunali delle province di rispettiva competenza.
I Signori Questori dovranno provvedere, oltre alla vigilanza sulla corretta gestione delle
armerie, alla revisione dei dati concernenti le armi degli Enti locali gi inserite nel sistema
informatico SDI, affinch sia data piena attuazione alle previsioni della presente circolare
anche per i pregressi acquisiti.

LEGGE 25 gennaio 2006, n.29 - Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti


dall'appartenenza dell'Italia alle Comunit europee. Legge comunitaria 2005. (G. Uff. N. 32
del 8 Febbraio 2006)
(omissis)
Art. 9. (Modifiche all'articolo 55 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al
regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, a parziale recepimento della direttiva 2004/57/CE
della Commissione, del 23 aprile 2004)
1. All'articolo 55 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18
giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al terzo comma:
1) le parole: "di qualsiasi genere" sono sostituite dalle seguenti: "di I, II, III, IV e V
categoria, gruppo A e gruppo B,";
2) dopo le parole: "dal Questore" sono inserite le seguenti: ", nonch materie esplodenti di
V categoria, gruppo C, a privati che non siano maggiorenni e che non esibiscano un
documento di identit in corso di validit";
b) dopo il quinto comma inserito il seguente:
"Gli obblighi di registrazione delle operazioni giornaliere e di comunicazione mensile
all'ufficio di polizia competente per territorio non si applicano alle materie esplodenti di V
categoria, gruppo D e gruppo E".

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Nota all'art. 9: - Il testo dell'art. 55 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al
regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 26 giugno 1931,
n. 146, come modificato dalla presente legge, cos recita:
Art. 55 (art. 54 testo unico 1926). - Gli esercenti fabbriche, depositi o rivendite di
esplodenti di qualsiasi specie sono obbligati a tenere un registro delle operazioni
giornaliere, in cui saranno indicate le generalit delle persone con le quali le operazioni
stesse sono compiute. I rivenditori di materie esplodenti devono altres comunicare
mensilmente all'ufficio di polizia competente per territorio le generalit delle persone e
delle ditte che hanno acquistato munizioni ed esplosivi, la specie, i contrassegni e la
quantit delle munizioni e degli esplosivi venduti e gli estremi dei titoli abilitativi all'acquisto
esibiti dagli interessati.
Tale registro deve essere esibito a ogni richiesta degli ufficiali od agenti di pubblica
sicurezza e deve essere conservato per un periodo di cinque anni anche dopo la cessazione
dell'attivit.
vietato vendere o in qualsiasi altro modo cedere materie esplodenti di I, II, III, IV, V
categoria, gruppo A e gruppo B , a privati che non siano muniti di permesso di porto d'armi
ovvero di nulla osta rilasciato dal Questore, nonch materie esplodenti di V categoria,
gruppo C, a privati che non siano maggiorenni e che non esibiscano un documento di
identit in corso di validit.
Il nulla osta non pu essere rilasciato a minori; ha la validit di un mese ed esente da ogni
tributo. La domanda redatta in carta libera.
Il Questore pu subordinare il rilascio del nulla osta di cui al comma precedente, alla
presentazione di certificato del medico provinciale, o dell'ufficiale sanitario o di un medico
militare, dal quale risulti che il richiedente non affetto da malattie mentali oppure da vizi
che ne diminuiscono, anche temporaneamente, la capacit di intendere e di volere.
Il contravventore punito con l'arresto da nove mesi a tre anni e con l'ammenda non
inferiore a lire 300.000.
Gli obblighi di registrazione delle operazioni giornaliere e di comunicazione mensile
all'ufficio di polizia competente per territorio non si applicano alle materie esplodenti di V
categoria, gruppo D e gruppo E.
L'acquirente o cessionario di materie esplodenti in violazione delle norme del presente
articolo punito con l'arresto sino a diciotto mesi e con l'ammenda sino a lire 300.000..

Art. 10. (Modifica all'articolo 5 della legge 18 aprile 1975, n. 110) 1. All'articolo 5, primo
comma, della legge 18 aprile 1975, n. 110, le parole: "e dei giocattoli pirici" sono
soppresse.
Note all'art. 10:
Il testo vigente dell'art. 5, della legge 18 aprile 1975, n. 110, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale del 21 aprile 1975, n. 105, cos come modificato dalla presente legge, cos recita:
Art. 5 (Limiti alle registrazioni. Divieto di giocattoli trasformabili in armi). - Le disposizioni
di cui al primo comma dell'art. 55 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno
1931, n. 773, e successive modificazioni, non si applicano alla vendita al minuto cartucce da

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caccia a pallini, dei relativi bossoli o inneschi nonch alla vendita dei pallini per le armi ad
aria compressa..
- L'art. 4-bis del decreto-legge 22 novembre 1956, n. 1274, convertito nella legge 2
dicembre 1956, n. 1452, abrogato.
- Le disposizioni del citato testo unico, del regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, e quelle
della presente legge non si applicano ai giocattoli.
I giocattoli riproducenti armi non possono essere fabbricati con l'impiego di tecniche e di
materiali che ne consentano la trasformazione in armi da guerra o comuni da sparo o che
consentano l'utilizzo del relativo munizionamento o il lancio di oggetti idonei all'offesa della
persona. Devono inoltre avere l'estremit della canna parzialmente o totalmente occlusa da
un visibile tappo rosso incorporato.
Nessuna limitazione posta all'aspetto dei giocattoli riproducenti armi destinati
all'esportazione.
Chiunque produce o pone in commercio giocattoli riproducenti armi senza l'osservanza
delle disposizioni del quarto comma punito con la reclusione da uno a tre anni e con la
multa da lire un milione a lire cinque milioni. Quando l'uso o il porto d'armi previsto quale
elemento costitutivo o circostanza aggravante del reato, il reato stesso sussiste o
aggravato anche qualora si tratti di arma per uso scenico o di giocattoli riproducenti armi la
cui canna non sia occlusa a norma del quarto comma..

DIRETTIVA 2007/23/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 23 maggio 2007
relativa all'immissione sul mercato di articoli pirotecnici ( Gazzetta ufficiale dellUnione
europea 14.6.2007)

Articolo 1
Obiettivi e ambito di applicazione
1. La presente direttiva stabilisce norme volte ad attuare la libera circolazione degli articoli
pirotecnici nel mercato interno assicurando nel contempo un livello elevato di protezione
della salute umana e di sicurezza pubblica nonch la tutela e l'incolumit dei consumatori, e
tener conto degli aspetti pertinenti connessi alla protezione ambientale.
2. La presente direttiva fissa i requisiti essenziali di sicurezza che gli articoli pirotecnici
devono soddisfare per poter essere immessi sul mercato.
3. La presente direttiva si applica agli articoli pirotecnici quali definiti all'articolo 2,
paragrafi da 1 a 5.
4. Esulano dal campo di applicazione della presente direttiva:
a) gli articoli pirotecnici destinati ad essere usati a fini non commerciali, conformemente
alla normativa nazionale, dalle forze armate, dalle forze di pubblica sicurezza o dai vigili del
fuoco;
b) l'equipaggiamento che rientra nel campo d'applicazione della direttiva 96/98/CE;
c) gli articoli pirotecnici da impiegarsi nell'industria aeronautica e spaziale;
d) le capsule a percussione da usarsi specificamente nei giocattoli che rientrano nel campo
di applicazione della direttiva 88/378/CEE del Consiglio, del 3 maggio 1988, relativa al
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri sulla sicurezza dei giocattoli;
e) gli esplosivi che rientrano nel campo di applicazione della direttiva 93/15/CEE;

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f) le munizioni, vale a dire i proiettili e le cariche propulsive nonch le munizioni a salve
utilizzati in armi portatili, altre armi da fuoco e pezzi d'artiglieria.

Articolo 2
Definizioni
Ai fini della presente direttiva si intende per:
1) articolo pirotecnico: qualsiasi articolo contenente sostanze esplosive o una miscela
esplosiva di sostanze destinate a produrre un effetto calorifico, luminoso, sonoro, gassoso o
fumogeno o una combinazione di tali effetti grazie a reazioni chimiche esotermiche
automantenute;
2) immissione sul mercato: la prima messa a disposizione sul mercato comunitario di un
prodotto in vista della sua distribuzione e/o della sua utilizzazione a titolo oneroso o
gratuito. I fuochi d'artificio prodotti da un fabbricante per uso proprio e che siano stati
riconosciuti da uno Stato membro sul suo territorio non sono considerati immessi sul
mercato;
3) fuoco d'artificio: un articolo pirotecnico destinato a fini di svago;
4) articoli pirotecnici teatrali: articoli pirotecnici per uso scenico, in interni o all'aperto,
anche in film e produzioni televisive o per usi analoghi;
5) articoli pirotecnici per i veicoli: componenti di dispositivi di sicurezza dei veicoli
contenenti sostanze pirotecniche utilizzati per attivare questi o altri dispositivi;
6) fabbricante: la persona fisica o giuridica che progetta e/o fabbrica un articolo
pirotecnico che rientra nel campo di applicazione della presente direttiva, o che lo fa
progettare o fabbricare, in vista dell'immissione sul mercato con il proprio nome o marchio
commerciale;
7) importatore: la persona fisica o giuridica stabilita nella Comunit che, nel corso della
propria attivit, compie la prima immissione sul mercato comunitario di un articolo
pirotecnico originario di un paese terzo;
8) distributore: la persona fisica o giuridica presente nella catena di fornitura che, nel
corso della propria attivit, mette a disposizione un articolo pirotecnico sul mercato;
9) norma armonizzata: una norma europea adottata da un organismo di
normalizzazione europeo riconosciuto su mandato della Commissione secondo le
procedure fissate nella direttiva 98/34/CE e la conformit alla quale non obbligatoria;
10) persona con conoscenze specialistiche una persona autorizzata dallo Stato membro
a manipolare e/o utilizzare sul suo territorio fuochi d'artificio di categoria 4, articoli
pirotecnici teatrali di categoria T2 e/o altri articoli pirotecnici di categoria P2 quali definiti
all'articolo 3.

Articolo 3
Classificazione
1. Gli articoli pirotecnici sono classificati in categorie dal fabbricante conformemente al loro
tipo di utilizzazione, alla loro finalit e al livello di rischio potenziale, compreso il livello della
loro rumorosit. Gli organismi notificati di cui all'articolo 10 confermano la classificazione in
categorie secondo le procedure di valutazione di conformit di cui all'articolo 9.
La classificazione in categorie la seguente:

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a) fuochi d'artificio:
categoria 1: fuochi d'artificio che presentano un rischio potenziale estremamente basso e
un livello di rumorosit trascurabile e che sono destinati ad essere utilizzati in spazi
confinati, compresi i fuochi d'artificio destinati ad essere usati all'interno di edifici
d'abitazione;
categoria 2: fuochi d'artificio che presentano un basso rischio potenziale e un basso livello
di rumorosit e che sono destinati a essere usati al di fuori di edifici in spazi confinati;
categoria 3: fuochi d'artificio che presentano un rischio potenziale medio e che sono
destinati ad essere usati al di fuori di edifici in grandi spazi aperti e il cui livello di rumorosit
non nocivo per la salute umana;
categoria 4: fuochi d'artificio che presentano un rischio potenziale elevato e che sono
destinati ad essere usati esclusivamente da persone con conoscenze specialistiche,
comunemente noti quali fuochi d'artificio professionali, e il cui livello di rumorosit non
nocivo per la salute umana;
b) articoli pirotecnici teatrali:
categoria T1: articoli pirotecnici per uso scenico che presentano un rischio potenziale
ridotto;
categoria T2: articoli pirotecnici per uso scenico che sono destinati esclusivamente all'uso
da parte di persone con conoscenze specialistiche;
c) altri articoli pirotecnici:
categoria P1: articoli pirotecnici diversi dai fuochi d'artificio e dagli articoli pirotecnici
teatrali che presentano un rischio potenziale ridotto;
categoria P2: articoli pirotecnici diversi dai fuochi d'artificio e dagli articoli pirotecnici
teatrali che sono destinati alla manipolazione o all'uso esclusivamente da parte di persone
con conoscenze specialistiche.
2. Gli Stati membri informano la Commissione delle procedure in base alle quali identificano
e autorizzano le persone con conoscenze specialistiche.

Articolo 4
Obblighi del fabbricante, dell'importatore e del distributore
1. I fabbricanti assicurano che gli articoli pirotecnici immessi sul mercato soddisfino i
requisiti essenziali di sicurezza di cui all'allegato I.
2. Se il fabbricante non stabilito sul territorio della Comunit, l'importatore di articoli
pirotecnici garantisce che il fabbricante abbia ottemperato ai suoi obblighi ai sensi della
presente direttiva o si assume egli stesso tali obblighi.
L'importatore pu essere ritenuto responsabile da autorit e organismi nella Comunit per
quanto concerne tali obblighi.
3. I distributori devono operare con la dovuta diligenza attenzione conformemente al diritto
comunitario applicabile. In particolare verificano che l'articolo pirotecnico riporti le
necessarie marcature di conformit e sia accompagnato dai documenti richiesti.
4. I fabbricanti di articoli pirotecnici:
a) sottopongono l'articolo pirotecnico a un organismo notificato di cui all'articolo 10 che
esegue una verifica di conformit a norma dell'articolo 9;

19
b) appongono la marcatura CE e l'etichetta dell'articolo pirotecnico conformemente
all'articolo 11 e all'articolo 12 o 13.

Articolo 5
Immissione sul mercato
1. Gli Stati membri adottano le disposizioni appropriate per assicurare che gli articoli
pirotecnici possono essere immessi sul mercato soltanto se soddisfano i requisiti della
presente direttiva, recano la marcatura CE e sono conformi agli obblighi di cui alla
valutazione di conformit.
2. Gli Stati membri adottano provvedimenti appropriati per assicurare che articoli
pirotecnici non rechino indebitamente la marcatura CE.

Articolo 6
Libera circolazione
1. Gli Stati membri non vietano, limitano od ostacolano l'immissione sul mercato di articoli
pirotecnici che soddisfano i requisiti della presente direttiva.
2. Le disposizioni della presente direttiva non ostano a provvedimenti da parte di uno Stato
membro volti a vietare o limitare il possesso, l'uso e/o la vendita al pubblico di fuochi
d'artificio di categoria 2 e 3, articoli pirotecnici teatrali e altri articoli pirotecnici che siano
giustificati per motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza, incolumit delle persone, o
protezione ambientale.
3. Nelle fiere campionarie, nelle mostre e nelle dimostrazioni per la commercializzazione di
articoli pirotecnici gli Stati membri non vietano l'esibizione e l'uso di articoli pirotecnici che
non siano conformi alle disposizioni della presente direttiva, a condizione che un'evidente
indicazione grafica indichi chiaramente la denominazione e la data della fiera campionaria,
della mostra o della dimostrazione in parola nonch la non conformit e la non disponibilit
alla vendita degli articoli fintanto che non siano messi in conformit dal fabbricante, se
stabilito nella Comunit, o dall'importatore. In occasione di tali eventi sono applicate
disposizioni appropriate di sicurezza conformemente ai requisiti fissati dall'autorit
competente dello Stato membro interessato al fine di garantire la sicurezza delle persone.
4. Gli Stati membri non ostacolano la libera circolazione e l'uso di articoli pirotecnici
fabbricati a fini di ricerca, sviluppo e prova e che non siano conformi alle disposizioni della
presente direttiva, a patto che un'evidente indicazione grafica indichi chiaramente la loro
non conformit e non disponibilit a fini diversi da ricerca, sviluppo e prova.

Articolo 7
Limiti di et
1. Gli articoli pirotecnici non sono venduti n messi altrimenti a disposizione dei
consumatori al di sotto dei seguenti limiti di et:
a) fuochi d'artificio:
categoria 1: 12 anni,
categoria 2: 16 anni,
categoria 3: 18 anni;
b) altri articoli pirotecnici e articoli pirotecnici teatrali:

20
categorie T1 e P1: 18 anni.
2. Gli Stati membri hanno facolt di innalzare i limiti di et di cui al paragrafo 1, ove ci sia
giustificato per motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza o incolumit delle persone. Gli
Stati membri hanno anche facolt di abbassare i limiti di et per le persone che hanno
ricevuto una formazione professionale o che si trovano in formazione.
3. I fabbricanti, gli importatori e i distributori vendono o mettono altrimenti a disposizione i
seguenti articoli pirotecnici esclusivamente a persone con conoscenze specialistiche:
a) fuochi d'artificio di categoria 4;
b) altri articoli pirotecnici di categoria P2 e articoli pirotecnici teatrali di categoria T2.

Articolo 8
Norme armonizzate
1. La Commissione, conformemente alla procedura di cui alla direttiva 98/34/CE, pu
invitare gli organismi europei di normalizzazione a elaborare o rivedere norme europee a
supporto della presente direttiva o incoraggiare gli organismi internazionali pertinenti ad
elaborare o a rivedere norme internazionali.
2. La Commissione pubblica nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea il riferimento di
tali norme armonizzate.
3. Gli Stati membri garantiscono che le norme armonizzate pubblicate nella Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea siano riconosciute e adottate. Gli Stati membri considerano
come conformi ai requisiti essenziali di sicurezza di cui all'allegato I, gli articoli pirotecnici
che rientrano nel campo di applicazione della presente direttiva allorch essi sono conformi
alle norme nazionali pertinenti che attuano le norme armonizzate pubblicate nella Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea. Gli Stati membri pubblicano i riferimenti delle norme
nazionali che attuano le norme armonizzate.
Quando gli Stati membri adottano strumenti nazionali di attuazione delle norme
armonizzate essi pubblicano i numeri di riferimento di tali strumenti.
4. Qualora uno Stato membro o la Commissione ritengano che le norme armonizzate di cui
al paragrafo 2 del presente articolo non soddisfino appieno i requisiti essenziali di sicurezza
di cui all'allegato I, la Commissione o lo Stato membro interessato sottopongono la
questione al comitato permanente istituito dalla direttiva 98/34/CE adducendo le ragioni
pertinenti. Il comitato esprime il suo parere entro sei mesi dal deferimento. Alla luce del
parere del comitato la Commissione informa gli Stati membri delle misure da adottarsi in
relazione alle norme armonizzate e alla pubblicazione di cui al paragrafo 2.

Articolo 9
Procedure di verifica della conformit
Ai fini della verifica di conformit degli articoli pirotecnici il fabbricante applica una delle
seguenti procedure:
a) esame CE del tipo (modulo B) di cui all'allegato II, punto 1, e, a scelta del fabbricante:
I) conformit al tipo (modulo C) di cui all'allegato II, punto 2,
II) garanzia della qualit di produzione (modulo D) di cui all'allegato II, punto 3,
III) garanzia della qualit del prodotto (modulo E) di cui all'allegato II, punto 4;
b) verifica dell'esemplare unico (modulo G) di cui all'allegato II, punto 5;

21
c) garanzia totale di qualit del prodotto (modulo H) di cui all'allegato II, punto 6, nella
misura in cui la procedura riguardi fuochi d'artificio di categoria 4.

Articolo 10
Organismi notificati
1. Gli Stati membri informano la Commissione e gli altri Stati membri in merito agli
organismi che essi hanno designato per eseguire le procedure di verifica di conformit di
cui all'articolo 9, comunicano le mansioni specifiche affidate a detti organismi e i numeri
d'identificazione previamente assegnati loro dalla Commissione.
2. La Commissione rende pubblico sul proprio sito Internet un elenco degli organismi
notificati con i rispettivi numeri d'identificazione e con l'indicazione delle mansioni per le
quali sono stati notificati. La Commissione provvede ad aggiornare tale elenco.
3. Gli Stati membri applicano i criteri minimi di cui all'allegato III in relazione alla verifica
degli organismi da notificare alla Commissione. Gli organismi che soddisfano i criteri di
verifica di cui alle pertinenti norme armonizzate relative agli organismi notificati si presume
che soddisfino i relativi criteri minimi.
4. Uno Stato membro che abbia notificato alla Commissione un determinato organismo
revoca la notifica qualora si renda conto che detto organismo non soddisfa pi i criteri
minimi di cui al paragrafo 3. Esso ne informa immediatamente gli altri Stati membri e la
Commissione.
5. Quando revocata la notifica di un organismo, gli attestati di conformit e i documenti
attinenti rilasciati dall'organismo in questione conservano la loro validit, a meno che non
sia accertato un pericolo reale e diretto per la salute e la sicurezza.
6. La Commissione rende pubblica sul proprio sito Internet la revoca della notifica
dell'organismo in questione.

Articolo 11
Obbligo di apposizione della marcatura CE
1. Una volta completata con esito positivo la verifica di conformit conformemente
all'articolo 9, i fabbricanti appongono in modo visibile, leggibile e indelebile la marcatura CE
sugli articoli pirotecnici stessi o, ove ci non sia possibile, su una piastrina d'identificazione
ad essi attaccata o sulla confezione. La piastrina d'identificazione deve essere concepita in
modo tale da precluderne il riutilizzo.
Il modello da usarsi per la marcatura CE conforme a quanto stabilito dalla decisione
93/465/CEE.
2. Sugli articoli pirotecnici non si possono apporre marchi o iscrizioni che possano fuorviare
terzi quanto al significato e alla forma della marcatura CE. Sugli articoli pirotecnici
possibile apporre qualsiasi altro contrassegno a patto che ci non pregiudichi la visibilit e
leggibilit della marcatura CE.
3. Qualora articoli pirotecnici siano oggetto di altri strumenti comunitari che riguardano
altri aspetti e prescrivono l'apposizione della marcatura CE, la marcatura in questione indica
che i prodotti summenzionati sono anche presunti conformi alle disposizioni degli altri
strumenti che ad essi si applicano.

22
Articolo 12
Etichettatura degli articoli diversi dagli articoli pirotecnici per i veicoli
1. I fabbricanti assicurano che gli articoli pirotecnici diversi dagli articoli pirotecnici per i
veicoli siano adeguatamente etichettati, in modo visibile, leggibile e indelebile, nella lingua
ufficiale o nelle lingue ufficiali dello Stato membro in cui l'articolo venduto al
consumatore.
2. L'etichetta degli articoli pirotecnici comprende almeno il nome e l'indirizzo del
fabbricante o, qualora il fabbricante non sia stabilito nella Comunit, il nome del
fabbricante nonch il nome e l'indirizzo dell'importatore, il nome e il tipo dell'articolo, i
limiti minimi d'et quali indicati all'articolo 7, paragrafi 1 e 2, la categoria pertinente e le
istruzioni per l'uso, l'anno di produzione per i fuochi d'artificio delle categorie 3 e 4 nonch,
se del caso, una distanza minima di sicurezza. L'etichetta comprende la quantit
equivalente netta (QEN) di materiale esplosivo attivo.
3. I fuochi d'artificio sono inoltre corredati delle seguenti informazioni minime:
categoria 1: se del caso, da usarsi soltanto in spazi aperti e indicazione della distanza
minima di sicurezza;
categoria 2: da usarsi soltanto in spazi aperti e, se del caso, indicazione della distanza
minima o delle distanze minime di sicurezza;
categoria 3: da usarsi soltanto in spazi aperti e indicazione della distanza minima o delle
distanze minime di sicurezza;
categoria 4: pu essere usato esclusivamente da persone con conoscenze specialistiche e
indicazione della distanza minima o delle distanze minime di sicurezza.
4. Gli articoli pirotecnici teatrali sono inoltre corredati delle seguenti informazioni minime:
categoria T1: se del caso, da usarsi soltanto in spazi aperti e indicazione della distanza
minima di sicurezza;
categoria T2: pu essere usato esclusivamente da persone con conoscenze specialistiche
e indicazione della distanza minima o delle distanze minime di sicurezza.
5. Se l'articolo pirotecnico non presenta uno spazio sufficiente per soddisfare i requisiti di
etichettatura di cui ai paragrafi da 2 a 4 le informazioni sono riportate sulla confezione
minima di vendita.
6. Le disposizioni del presente articolo non si applicano agli articoli pirotecnici esposti in
fiere campionarie, mostre e dimostrazioni per la commercializzazione di articoli pirotecnici,
ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 3, oppure fabbricati a fini di ricerca, sviluppo e prova, ai
sensi dell'articolo 6, paragrafo 4.

Articolo 13
Etichettatura di articoli pirotecnici per i veicoli
1. L'etichetta degli articoli pirotecnici per i veicoli riporta il nome del fabbricante o, qualora
il fabbricante non sia stabilito nella Comunit, il nome dell'importatore, il nome e il tipo
dell'articolo e le istruzioni in materia di sicurezza.
2. Se l'articolo non presenta spazio sufficiente per soddisfare i requisiti di etichettatura di
cui al paragrafo 1, le informazioni richieste sono apposte sulla confezione.
3. Una scheda con i dati di sicurezza compilata in conformit dell'allegato della direttiva

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2001/58/CE della Commissione, del 27 luglio 2001, che modifica per la seconda volta la
direttiva 91/ 155/CEE, fornita agli utilizzatori professionali nella lingua da loro richiesta.
La scheda con i dati di sicurezza pu essere trasmessa su carta o per via elettronica, purch
il destinatario disponga dei mezzi necessari per accedervi.

Articolo 14
Sorveglianza del mercato
1. Gli Stati membri adottano tutti i provvedimenti opportuni per assicurare che gli articoli
pirotecnici possano essere immessi sul mercato soltanto se, adeguatamente immagazzinati
e usati ai fini cui sono destinati, non mettono in pericolo la salute e la sicurezza delle
persone.
2. Gli Stati membri effettuano periodiche ispezioni degli articoli pirotecnici all'ingresso nella
Comunit nonch nei luoghi di deposito e fabbricazione.
3. Gli Stati membri adottano tutti i provvedimenti opportuni per assicurare che, quando gli
articoli pirotecnici sono trasferiti all'interno della Comunit, siano rispettati tutti i requisiti
in materia di pubblica sicurezza, incolumit delle persone e protezione di cui alla presente
direttiva.
4. Gli Stati membri organizzano e attuano una sorveglianza appropriata dei prodotti
immessi sul mercato tenendo debitamente conto della presunzione di conformit dei
prodotti recanti la marcatura CE.
5. Gli Stati membri informano annualmente la Commissione in merito alle loro attivit di
sorveglianza del mercato.
6. Qualora uno Stato membro accerti che un articolo pirotecnico, che reca la marcatura CE
corredato della dichiarazione di conformit CE e usato conformemente allo scopo cui
destinato, suscettibile di mettere in pericolo la salute e la sicurezza delle persone, esso
adotta le misure cautelari opportune per ritirare tale articolo dal mercato, vietarne
l'immissione sul mercato o limitarne la libera circolazione. Lo Stato membro ne informa la
Commissione e gli altri Stati membri.
7. La Commissione rende pubblici nel suo sito Internet i nomi degli articoli che, a norma del
paragrafo 6, sono stati ritirati dal mercato, sono stati vietati o di cui stata limitata
l'immissione sul mercato.

Articolo 15
Informazione rapida sui prodotti che presentano gravi rischi
Qualora uno Stato membro abbia motivi sufficienti per ritenere che un articolo pirotecnico
presenti un grave rischio per la salute e/o la sicurezza delle persone nella Comunit, esso ne
informa la Commissione e gli altri Stati membri ed effettua le valutazioni del caso. Esso
informa la Commissione e gli altri Stati membri della situazione di contesto e dei risultati
della valutazione.

Articolo 16
Clausola di salvaguardia
1. Qualora uno Stato membro non concordi con le misure cautelari adottate da un altro
Stato membro a norma dell'articolo 14, paragrafo 6, o qualora la Commissione ritenga che

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tali misure siano contrarie alla legislazione comunitaria, la Commissione consulta senza
indugio tutte le parti interessate, valuta le misure e prende posizione sulla giustificabilit o
meno delle misure. La Commissione notifica la propria posizione agli Stati membri e
informa le parti interessate.
Se la Commissione ritiene giustificate le misure nazionali, gli altri Stati membri adottano le
misure necessarie per garantire che il prodotto non sicuro sia ritirato dal mercato nazionale
e ne informano la Commissione.
Se la Commissione ritiene le misure nazionali ingiustificate, lo Stato membro interessato le
revoca.
2. Se le misure cautelari di cui al paragrafo 1 sono motivate da una carenza delle norme
armonizzate, la Commissione demanda la questione al comitato permanente istituito dalla
direttiva 98/ 34/CE, qualora lo Stato membro che ha preso l'iniziativa dei provvedimenti
mantenga la sua posizione. In tal caso la Commissione o tale Stato membro avvia la
procedura di cui all'articolo 8.
3. Se un articolo pirotecnico non conforme ma reca la marcatura CE, lo Stato membro
competente procede in modo appropriato contro chiunque abbia apposto la marcatura e
ne informa la Commissione. La Commissione informa gli altri Stati membri.

Articolo 17
Misure che comportano un rifiuto o una limitazione
1. Qualsiasi misura adottata in forza della presente direttiva:
a) per vietare o limitare l'immissione di un prodotto sul mercato, ovvero
b) per ritirare un prodotto dal mercato,
menziona le motivazioni esatte su cui si basa. Tali misure vengono notificate senza indugio
alla parte interessata informandola nel contempo dei mezzi di ricorso a sua disposizione in
virt della normativa nazionale dello Stato membro interessato e dei limiti di tempo cui
sono soggetti tali mezzi di ricorso.
2. Ove venga adottata una misura di cui al paragrafo 1, la parte interessata deve avere la
possibilit di far conoscere previamente il suo punto di vista, a meno che tale consultazione
sia resa impossibile dall'urgenza del provvedimento da adottarsi, in particolare se motivato
da esigenze di sanit pubblica o di sicurezza.

Articolo 18
Misure di esecuzione
1. Le seguenti misure intese a modificare elementi non essenziali del presente atto, anche
integrandolo con l'aggiunta di nuovi elementi non essenziali, sono adottate secondo la
procedura di regolamentazione con controllo di cui all'articolo 19, paragrafo 2:
a) adattamenti necessari per tener conto di eventuali modifiche future delle
raccomandazioni delle Nazioni Unite;
b) adattamenti al progresso tecnico degli allegati II e III;
c) adattamenti delle disposizioni in materia di etichettatura stabilite agli articoli 12 e 13.
2. Le seguenti misure sono adottate secondo la procedura di regolamentazione di cui
all'articolo 19, paragrafo 3:
a) istituzione di un sistema di tracciabilit, compresi un numero di registrazione e un

25
registro a livello UE per l'identificazione dei tipi di articoli pirotecnici e del loro fabbricante;
b) istituzione di criteri comuni in materia di raccolta e aggiornamento periodici dei dati sugli
incidenti connessi all'uso di articoli pirotecnici.

Articolo 19
Comitato
1. La Commissione assistita da un comitato.
2. Nei casi in cui fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano l'articolo 5 bis,
paragrafi da 1 a 4, e l'articolo 7 della decisione 1999/468/CE, tenendo conto delle
disposizioni dell'articolo 8 della stessa.
3. Nei casi in cui fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 5 e 7 della
decisione 1999/468/CE, tenendo conto delle disposizioni dell'articolo 8 della stessa.
Il periodo di cui all'articolo 5, paragrafo 6, della decisione 1999/ 468/CE fissato a tre mesi.

Articolo 20
Sanzioni
Gli Stati membri stabiliscono le disposizioni applicabili alle infrazioni alla legislazione
nazionale adottata ai sensi della presente direttiva e ne garantiscono l'applicazione. Le
sanzioni previste sono efficaci, proporzionate e dissuasive.
Gli Stati membri adottano inoltre le necessarie disposizioni che consentano loro di bloccare
partite di articoli pirotecnici non conformi alla presente direttiva.

Articolo 21
Attuazione
1. Gli Stati membri adottano e pubblicano entro il 4 gennaio 2010 le disposizioni legislative,
regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi
comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.
2. Essi applicano tali disposizioni entro il 4 luglio 2010, per i fuochi d'artificio delle categorie
1, 2 e 3, ed entro il 4 luglio 2013, per gli altri articoli pirotecnici, per i fuochi d'artificio della
categoria 4 e per gli articoli pirotecnici teatrali.
3. Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento
alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della
pubblicazione ufficiale. Le modalit del riferimento sono decise dagli Stati membri.
4. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di
diritto interno adottate nella materia disciplinata dalla presente direttiva.
5. Le autorizzazioni nazionali concesse antecedentemente alle date indicate al paragrafo 2
continuano ad essere valide sul
territorio dello Stato membro che le ha rilasciate fino alla loro data di scadenza o fino a un
massimo di dieci anni dalla data di entrata in vigore della direttiva, a seconda di quale dei
due termini il pi breve.
6. In deroga al paragrafo 5 le autorizzazioni nazionali relative ad articoli pirotecnici per i
veicoli concesse prima delle date indicate al paragrafo 2 continuano ad essere valide fino
alla loro scadenza.

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Articolo 22
Entrata in vigore
La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

ALLEGATO I
Requisiti essenziali di sicurezza
1) Ogni articolo pirotecnico deve presentare caratteristiche di funzionamento conformi a
quelle indicate dal fabbricante allorganismo notificato per assicurare il livello massimo di
sicurezza e di affidabilit.
2) Ogni articolo pirotecnico deve essere progettato e fabbricato in modo da assicurarne uno
smaltimento sicuro mediante un processo adeguato che comporti ripercussioni minime
sullambiente.
3) Ogni articolo pirotecnico deve funzionare correttamente quando usato ai fini cui
destinato.

Ogni articolo pirotecnico deve essere testato in condizioni affini a quelle reali. Ove ci non
sia possibile in laboratorio, le prove devono essere effettuate alle condizioni nelle quali
larticolo pirotecnico destinato ad essere usato.
Si devono esaminare o testare le seguenti informazioni e caratteristiche, ove opportuno:
a) progettazione, produzione e caratteristiche, compresa la composizione chimica
dettagliata (massa e percentuale di sostanze utilizzate) nonch dimensioni;
b) stabilit fisica e chimica dellarticolo pirotecnico in tutte le condizioni ambientali normali
prevedibili;
c) sensibilit a condizioni di manipolazione e trasporto normali e prevedibili;
d) compatibilit di tutti i componenti in relazione alla loro stabilit chimica
e) resistenza dellarticolo pirotecnico alleffetto dellacqua qualora questo sia destinato ad
essere usato nellumido o nel bagnato e qualora la sua sicurezza o affidabilit possano
essere pregiudicate dallacqua;
f) resistenza alle temperature basse e alte qualora larticolo pirotecnico sia destinato ad
essere conservato o usato a tali temperature e la sua sicurezza o affidabilit possano essere
pregiudicate dal raffreddamento o dal riscaldamento di un componente o dellarticolo
pirotecnico nel suo insieme;
g) caratteristiche di sicurezza volte a prevenire linnesco o laccensione intempestivi o
involontari;
h) adeguate istruzioni e, ove necessario, marcature in relazione alla manipolazione in
condizioni di sicurezza, allimmagazzinamento, alluso (comprese le distanze di sicurezza) e
allo smaltimento scritte nella lingua ufficiale o nelle lingue ufficiali dello Stato membro in
cui il prodotto viene consegnato;
I) la capacit dellarticolo pirotecnico, della sua confezione o di altri componenti di resistere
al deterioramento in condizioni di immagazzinamento normali e prevedibili;
j) lindicazione di tutti i dispositivi e accessori necessari e istruzioni per luso al fine di
assicurare un funzionamento sicuro dellarticolo pirotecnico.

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Durante il trasporto e in condizioni normali di manipolazione, ove non altrimenti indicato
nelle istruzioni fornite dal fabbricante, gli articoli pirotecnici dovrebbero contenere la
composizione pirotecnica.
Gli articoli pirotecnici non devono contenere:
a) esplosivi commerciali, ad eccezione di polvere nera o miscele ad effetto di lampo.
b) esplosivi militari.

I diversi gruppi di articoli pirotecnici devono soddisfare almeno i seguenti requisiti.


A. Fuochi dartificio
1) Il fabbricante classifica i fuochi dartificio secondo diverse categorie conformemente
allarticolo 3 sulla base del contenuto esplosivo netto, delle distanze di sicurezza, del livello
sonoro o di fattori affini. La categoria chiaramente indicata sulletichetta:
a) i fuochi dartificio della categoria 1 soddisfano le seguenti condizioni:
I) la distanza di sicurezza pari ad almeno 1 m. Tuttavia, se del caso, la distanza di
sicurezza pu essere inferiore;
II) il livello sonoro massimo non supera i 120 dB (A, imp) o un livello sonoro equivalente
misurato con un altro metodo appropriato, alla distanza di sicurezza;
III) la categoria 1 non comprende artifizi ad effetto di scoppio, batterie per artifizi ad effetto
di scoppio, artifizi ad effetto di scoppio e lampo e batterie di artifizi ad effetto di scoppio e
lampo;
IV) i petardini da ballo della categoria 1 non contengono pi di 2,5 mg di fulminato
dargento;
b) i fuochi dartificio della categoria 2 soddisfano le seguenti condizioni:
I) la distanza di sicurezza pari ad almeno 8 m. Tuttavia, se del caso, la distanza di sicurezza
pu essere inferiore;
II) il livello sonoro massimo non supera i 120 dB (A, imp) o un livello sonoro equivalente
misurato con un altro metodo appropriato, alla distanza di sicurezza;
c) i fuochi dartificio della categoria 3 soddisfano le seguenti condizioni:
I) la distanza di sicurezza pari ad almeno 15 m. Tuttavia, se del caso, la distanza di
sicurezza pu essere inferiore;
II) il livello sonoro massimo non supera i 120 dB (A, imp) o un livello sonoro equivalente
misurato con un altro metodo appropriato, alla distanza di sicurezza.
2) I fuochi dartificio possono contenere esclusivamente materiali costruttivi che riducono
al minimo il rischio che i frammenti possono comportare per la salute, i beni materiali e
lambiente.
3) Il metodo di accensione deve essere chiaramente visibile o deve essere indicato
sulletichetta o nelle istruzioni.
4) I fuochi dartificio non devono avere una traiettoria erratica e imprevedibile.
5) I fuochi dartificio di categoria 1, 2 e 3 devono essere protetti contro laccensione
involontaria mediante una copertura protettiva, mediante la confezione o grazie alle
caratteristiche di produzione dellarticolo stesso. I fuochi dartificio di categoria 4 devono
essere protetti contro laccensione involontaria con i metodi indicati dal fabbricante.

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B. Altri articoli pirotecnici
1) Gli articoli pirotecnici devono essere progettati in modo tale da ridurre al minimo i rischi
per la salute, i beni materiali e lambiente durante il loro uso normale.
2) Il metodo di accensione deve essere chiaramente visibile o deve essere indicato
sulletichetta o nelle istruzioni.
3) Larticolo pirotecnico deve essere progettato in modo tale da ridurre al minimo i rischi
per la salute, i beni materiali e lambiente derivanti da frammenti allorch innescato
involontariamente.
4) Se del caso larticolo pirotecnico deve funzionare adeguatamente fino alla data di
scadenza indicata dal fabbricante.

C. Dispositivi daccensione
1) I dispositivi daccensione devono avere un innesco affidabile e disporre di una
sufficiente capacit dinnesco in tutte le condizioni duso normali e prevedibili.
2) I dispositivi daccensione devono essere protetti contro scariche elettrostatiche in
condizioni normali e prevedibili dimmagazzinamento e duso.
3) I dispositivi elettrici di accensione devono essere protetti contro i campi
elettromagnetici in condizioni normali e prevedibili dimmagazzinamento e duso.
4) La copertura delle micce deve avere unadeguata resistenza meccanica e proteggere
adeguatamente il contenuto esplosivo allorch esposta a uno stress meccanico normale e
prevedibile.
5) I parametri relativi ai tempi di combustione delle micce devono essere forniti assieme
allarticolo.
6) Le caratteristiche elettriche (ad esempio corrente di non accensione, resistenza, ecc.)
dei dispositivi elettrici di accensione devono essere fornite assieme allarticolo.
7) I cavi dei dispositivi elettrici di accensione devono avere un isolamento sufficiente e
possedere una resistenza meccanica sufficiente, aspetto questo in cui rientra anche la
solidit della connessione al dispositivo dignizione, tenuto conto dellimpiego previsto.

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