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S.

Marchisio, LOnu: il diritto delle Nazioni Unite

1) Il diritto delle Nazioni Unite: origini e caratteri generali

Il fenomeno dellorganizzazione internazionale (= insieme delle forme associative della


cooperazione internazionale esistenti in un dato momento storico, create dagli Stati mediante
accordi internazionali e dotate di apparati organici permanenti al fine di realizzare obiettivi
comuni attraverso lo svolgimento di attivit unitarie) si sviluppa rapidamente dopo il secondo
conflitto mondiale, seguendo lo strumento dellaccordo. E risaputo che i conflitti alterino gli
equilibri, ecco perch si fa necessaria unaspirazione alla cooperazione internazionale senza
limitazione della sovranit nazionale.

Gli Stati hanno dovuto cos superare i limiti della Comunit Internazionale quale societ
paritaria risalente alla pace di Westfalia (rapporti tra Stati indipendenti in base al principio del
superiorem non recognoscentes). Essa infatti una societ sui generis in quanto lindividuo non
ne fa parte in qualit di membro: sono gli Stati i componenti primari. Ma essa anche e
soprattutto una collettivit egualitaria, senza sovrano, di semplice coordinazione, che traduce
un ordinamento giuridico a funzioni decentrate.

Distinguiamo tra due categorie di unioni tra Stati in relazione ai mezzi impiegati per il
conseguimento degli scopi comuni:

- Unioni semplici: coordinare le attivit degli Stati membri, comiute da organi dei singoli
soggetti [organi comuni oriunioni di organi];

- Unioni istituzionali (o organizzate): provvedono allattivit unitaria mediante organi loro


propri creati dal trattato istitutivo [organi collettivi].

Il fenomeno si manifestato (intorno al 1890) con lisituzione delle prime commissioni


fluviali (es. Commissione europea del Danubio, Commissione centrale per la navigazione del
Reno, la Commissione internazionale per lElba e per lOder tutte dotate di poteri
regolamentari e funzioni amministrative) ed unioni amministrative internazionali (es. Unione
Internazionale delle Repubblihe americane alle origini del panamericanismo; Unione
Internazionale telegrafica; Unione postale internazionale; Unione internazionale per i trasporti
ferroviari). Il fenomeno si poi consolidato nel XX sec. con la SdN e lILO (O.I del Lavoro). La
designazione delle unioni con il termine Ufficio traduce un impegno dellattivit amministrativa
degli Stati membri, prassi che allepoca esaltava molto laspetto burocratico.

Abbiamo poi lIstituto internazionale di agricoltura (iniziativa diplomatica italiana 1905) che
pubblicava statistiche relative ai prodotti agricoli, commercio, prezzi e malattie, cooperazione e
credito agricolo. Erano escluse dalle sue competenze (dominio riservato Stati) questioni
riguardanti gli interessi economici, legislazioni ed amministrazioni. Seguiva il modello tripartito:
assemblea, comitato esecutivo, segretariato. La volont si basava sulla ponderazione dei voti
scegliendo tra diverse classi di contributi finanziari.

SdN (1919): nata per moralizzare i rapporti internazionali allindomani del primo conflitto
mondiale ma anche per garantire lo status quo territoriale raggiunto nei negoziati di Parigi. Era
un organo di cooperazione internazionale, di salvaguardia contro la guerra. Si pone in continuit
con le altre esperienze, ma in realt non era nulla di cos innovativo. Le novit riguardavano gli
organi, in particolar modo il Consiglio (potenze alleate= Francia, Giappone, Italia, G.B, USA=
membri permanenti + rappresentanti di altri Stati membri designati dallAssemblea. Semplici
deliberazioni permettevano laumento dei membri permanenti e non) 1 ma soprattutto il
tentativo di realizzare un ente internazionale con fini politici genrali per garantire la pace,
intesa come rispetto dellordine internazionale politico e territoriale sancito dai Trattati di pace.

Art. 10 Gli Stati membri si impagnano a rispettare lintegrit territoriale e lindipendenza


politica di membri contro aggressioni esterne.

Art. 227 del Trattato di Versailles: la Germania deve riparare i danni integralmente e il Kaiser
Guglielmo sar giudicato da un Tribunale speciale per loffesa contro la morale internazionale e
la santit dei trattati.

La guerra veniva, pertanto, esclusa come mezzo di risoluzione delle proprie rivendicazioni.
Prima andava esperito la soluzione arbitrale o giudiziale o comunque sottoporre la questione al
Consiglio.

Art. 16 prevedeva in caso di violazione di tali obblighi da parte di uno Stato membro,
linteruzione delle relazioni economiche e commerciali ed eventuali sanzioni militari, per cui il
Consiglio poteva effettuare racocmandazioni.

La problematica sullaggressione sviluppa delle evoluzioni con: il Protocollo di Ginevra sulla


soluzione pacifica delle controversie internazionali e il Patto Briand-Kellog (1928) sancisce la
rinuncia alla guerra come strumento di politica nazionale.

E significativo anche ricordare la cooperazione nel settore culturale e scientifico. Nel 1942 la
Francia propose di creare un organismo internazionale nel campo della cultura che sfoci poi
nellorganizzazione delle Nazioni Unite per leducazione, la scienza e la cultura (UNESCO).
Oppure la Conferenza di Bretton Woods con ladozione degli statuti della Banca Mondiale (Bank)
e del FMI (Found).

Fino ad arrivare alla carta istitutiva dellONU adottata il 26-06-1945 dalla Conferenza di San
Francisco.

1 Gli USA non entrarono mai nel Patto a seguito di rifiutata ratifica del Senato. A cui segu il progressivo
disinteresse delle grandi potenze rispetto allattivit di un Consiglio allargato alla penetrazione di piccoli
Stati.
LONU rientra quindi dal punto di vista giuridico, nellambito delle unioni di stati istituzionali o
organizzate, denominate organizzazioni internazionali, le quali denotano unorganizzazione tra
governi (secondo la chiara definizione sancita dalla Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati
del 1969). Gli elementi comuni delle O.I sono:

- Un accordo internazionale sugella un accordo tra stati in cui consegnata la loro volont
per realizzare fini comuni mediante unattivit unitaria. Dunque delinea un ente
indipendente internazionalmente parlando dotato di ordinamento e struttura stabile.

[ Laccordo non deve essere per forza formale. Pu anche consistere in comportamenti
associativi e tacite manifestazioni di volont. Es: CSCE la conferenza sulla sicurezza e la
cooperazione in Europa di Helsinki del 1975 che poi diventata OSCE nel 1995].

Quanto alla soggettivit internazionale, questa dipende da fattori rilevabili caso per caso
(effettiva partecipazione e conseguente titolarit di situazioni giuridiche soggettive nel diritto
internazionale).

- Lattivit unitaria degli organi collettivi deve essere regolata da norme giuridiche
internazionali e non da norme appartenenti al diritto interno di uno degli Stati. Esistono
anche trattati multilaterali che si limitano a creare organismi la cui azione si svolge
completamente nellordinamento interno ma ben altra cosa.

- Ordinamento stabile e permanente che nasca con laccordo istitutivo e che si traduca
nella struttura organica efettiva. Stabilit non durata (che distingue invece le OI dalle
conferenze o riunioni periodiche)

- Struttura organica solitamente tripartita: organo collegiale plenario di Stati, organo


ristretto esecutivo e un organo complesso, il segretariato, con al vertice un organo
individuale da cui dipende il complesso di uffici e funzionari.

LOnu dunque unorganizzazione internazionale di Stati ha mantenuto in larga misura la


sua originaria natura di strumento di coordinamento della cooperazione internazionale, senza
assumere quella di organizzazione giuridica della CI nel suo complesso. Levoluzione
significativa: a partire dagli anni 1960 si avvia il processo di universalizzazione con il processo di
decolonizzazione ed autoderminazione. E stato cos sviluppato lo strumento della codificazione
e lo sviluppo progressivo del diritto internazionale e la Dichiarazione di principi dellAssemblea
generale.

Poi con la caduta del Muro ed il nuovo ordine mondiale si come dissolto lo Stato-nazione e sono
per apparsi nuovi particolarismi, conflitti locali e la mondializzazione dei problemi insieme a
dinamiche quali il degrado ambientale, la tutela dei diritti umani fondamentali. Nascono cos i
tribunali penali internazionali, prima quelli ad hoc per lex Iugoslavia e il Ruanda e poi la CIG.
Nellultimo scorcio di secolo si registra invece una prassi destinata alla vigilanza di tregue ed
armistizi e alle operazioni per il mantenimento della pace. La sovranit non pu sperare di
conservarsi se non costruendo poteri sovranazionali. E infatti lepoca della global governance
che vede uninterazione mutevole di soggetti nella ricerca di possibili soluzioni a molteplici
problemi di convivenza.

FASI:

Nel 1939 la SdN smette di fatto di funzionare. Nel 1940 si delinea presso il Dipartimento di Stato
americano il Comitato consultivo per la pianificazione post-bellica (trattati di pace,problemi
economici e sociali, sicurezza). Roosvelt prefigurava unorganizzazione basata sulla centralit
delle democrazie anglofone in mateira di pace e dellaltro alcuni principi basilari quali il rispetto
del diritto internazionale e cos via.

Va cos nominata la Carta Atlantica del 1941, dichiarazione firmata da Roosvelt e da Churchill
contenente un programma comune per le rispettive politiche nazionali e lindicazione di scopi
condivisi per un mondo migliore. Elencava otto principi applicabili al dopoguerra:

- Nessun mutamento territoriale pu aver luogo se non per consenso liberamente espresso
dalle popolazioni interessate;

- Diritto di tutti i popoli a scegliere la propria forma di governo e la reintegrazione della


sovranit e dellautonomia di quanti per mezzo della forza ne furono privati;

- Accesso libero di tutte le nazioni al commercio e alle materia priem mondiali;

- Cooperazione in campo economico e sociale

- Pace duratura contro la condizione di paura e di bisogno

- Libert dei mari

- Abbandono alluso della forza e disarmo delle nazioni che possono minare la pace

Di una nuova organizzazione mondiale si inizia invece a parlare nel 1941 quando la Camera dei
rappresentanti degli USA si esprimeva a favore di un meccanismo internazionale volto a favorire
una pace giusta e duratura tra le nazioni del mondo. Dopo Pearl Harbor lalleanza atlantica
venne consacrata con la dichiarazione sottoscritta a Washington il 1-1-1942 e i membri si diedero
il nome di Nazioni Unite. I membri si impegnavano a mettere in pratica i principi di cui sopra.
Limpegno bellico era fondamentalmente contro lAsse. La Dichiarazione non fu firmata
dallUnione sovietica ma tramite Molotov chiar che si sarebbe resa disponibile. Alla Conferenza
di Mosca del 1943 le quattro potenze alleate con la Dichiarazione sulla sicurezza collettiva si
impegano a creare unorganizzazione internazionale generale, fondata sul principio della
sovrana uguaglianza di tutti gli Stati amanti della pace. Nel Senato americano passa la
risoluzione presentata dal senatore Connally favorevole alla creazione di unorg. Int. Post-
bellica.

Nel dicembre del 1943 con la Dichiarazione di Teheran, Roosvelt, Churchill e Stalin si
impegnarono infine a sollecitare la partecipazione attiva di tutte le nazioni per eliminare la
tirannia, loppressione e lintolleranza. Alla fine del 1944 Corder Hull trasmise ai governi alleati
il progetto statunitense, denominato Tentative Proposals for a general organisation ed avvi i
negoziati con i 5 Gendarmi: Francia, Urss, UK e Cina (+USA). Giusto anche sottolineare come
lopinione pubblica fece sentire la sua voce.

Le 4 potenze a Dumbarton Oaks nei sobborgi di Washington nel 1944 per elaborare il progetto
sullorganizzazione internazionale generale. Ci furono due round:

1) Agosto-settembre tra Urss, Uk e USA

2) Settembre-ottobre tra Cina, USA e Uk

Queste proposte delinearono in 10 capitoli la carta istituzionale delle Nazioni Unite:

I mantenimento della pace e sicurezza internazionale

II principio della sovrano uguaglianza tra Stati, risolvere pacificamente le controversie, astenersi
dalluso della forza e dalla minaccia, obbligo degli Stati ad assistere lONU in conformit alle
azioni intrprese nel rispetto della carta

V struttura istituzionale dellAssemblea generale in conformit al principio uno stato, un voto.

VII consiglio di sicurezza composto da 11 membri tra cui 4 permanenti ai quali aggiungere al
momento opportuno la Francia.

La Conferenza non risolse tutte le divergenze. LURSS ad esempio voleva far entrare tutte e 16 le
sue repubbliche federate e le potenze anglofone che volevano attribuire ai membri permanenti
il potere di veto nel C.S.

A Yalta nel 1945 (Crimea) si riunirono Ch, Roos, e Stalin: Dichiarazione di Yalta che affronta le
divergenze di cui sopra. Bielorussia e Ucrania entrano in ONU prive di personalit internazionale
e Stalin accett per il CS una formula di voto secondo la quale si sarebbe deliberato a
maggioranza di 7 membri e sulle questioni non procedurali sarebbe stato necessario il voto dei 5
membri permanenti. Fu chiarito che tutti i membri, tutti tutti, si sarebbero astenuti dal votare
se parti di una controversia sottoposta al Consiglio. Gli statisti si accordarono anche per una
convocazione della futura Conferenza diplomatica di S. Francisco.

Quali requisiti servivano per farne parte? Aver dichiarato guerra alla Germania o al Giappone
prima del 45 e aver firmato la dichiarazione del 42. Cina (che si un) e Francia furono invitate.
La conferenza di S. Francisco (aprile-giugno 1945) vide lesclusione degli Stati in guerra con le
Nazioni Unite, gli stati neutrali e lItalia cobelligerante. Vi erano 50 paesi. 51 con la Polonia
furuno i membri originari. Di che cosa si parl?

- Regime di amministrazione fiduciaria: compromesso tra il diritto di autoderminazione,


eguaglianza dei diritti, sviluppo dellautogoverno delle popolazioni e avviamento
dellautonomia e indipendenza del regime di amministrazione fiduciaria.

- Veto: si chiar la formula di Yalta, nonch chiarire il non abuso del diritto di veto del
membri permanenti.

- Divieto generalizzato delluso della forza nelle relazioni internazionali integrato con il
principio delle legittima difesa individuale e collettiva contro un attacco armato

- Rapporto tra universalismo e regionalismo che porta al capitolo VIII, incoraggiando gli
accordi regionali compatibili con i principi dellONU. Priorit degl organismi regionali
rispetto allOnu nelle situazione regionali

- Rafforzamento della CIG mediante il principio di giurisdizione obbligatoria in riferimento


ad alcune controversie.

- Limiti in campo economico: mero carattere promozionale in campo economico e sociale


con generico obbligo di collaborazione. Il Consiglio economico e sociale fu comunque
elevato a rango di organo principale delle Nazioni Unite.

- Diritti umani: il presidente Truman propose lelaborazione di una dichiarazione universale


di diritti e venne istituita la Commissione dei diritti delluomo. Nel 1948 il progetto fu
presentato allAssemblea generale che approvava la Dichiarazione universale dei diritti
delluomo

- Futuri emendamenti alla carta: eliminato il requisito dellunanimit dei membri


permanenti per la convocazione della conferenza di revisione, anche se il procedimento
di modifica resta molto rigido.

Al termine dei negoziati, la Carta delle nazioni unite fu adottata per acclamazione nel
giugno del 1945. Segu la procedura di formazione utilizzata per la conclusione di trattati
istitutivi di organizzazioni internazionali: vengono elaborati nellambito di una conferenza
preparatoria a carattere intergovernativo, precedente al progetto di statuto, il quale poi
viene aperto alla firma. Questa Carta totalmente diversa ed indipendente rispetto ai
trattati di pace del 1947 e al Patto della SdN.

Art.5 Convenzione di Vienna che stabilisce che le norme in essa contenute si applicano ad
ogni trattato che sia atto costitutivo di unorganizzazione internazionale con riserva di
qualsiasi norma pertinente dellorganizzazione. Le regole speciali di ciascuna organizzazione
hanno cos la prevalenza sul regime comune dei trattati.

Nel diritto internazionale generale vige il principio della libert delle forme: gli stati
contraenti sono liberi di concordare il procedimento di stipulazione che ritengono pi idoneo
alle loro esigenze. Per la Carta si seguito il procedimento solenne: sottoscrizione + ratifica.
E entrata infatti in vigore a partire dal momento in cui sono state depositate presso il
governo USA le ratifiche dei 5 stati membri permanenti del CS. Per gli stati firmatari che
hanno ratificato la Carta successivamente, essa entrata in vigore dalla data di deposito
delle ratifiche. La ratifica degli stati membri originari deve avvenire in conformit alle
rispettive norme costituzionali. Leventuale violazione di diritto interno sulla competenza a
stipulare avrebbe potuto tradurre una causa di invalidit.

Perch Carta? Denota lintenzione degli Stati firmatari di sottolineare il duplice carattere:
accordo internazionale ed atto costitutivo ONU.

Lo Statuto entrato in vigore il 24-10-1945. Ma la Conferenza gi aveva posto in essere una


serie di accordi transitori (Interim Arrangements) che istituiva una commissione a cui venne
affidato il compito di convocare la prima sessione dellAssemblea oltre ai primi
provvedimenti necessari alleffettiva costituzione delle Nazioni Unite. Quando ci fu il primo
inizio e funzionamento? Con la prima riunione dellAssemblea precedente alla nomina dei
membri elettivi del CS e degli altri organi. La fase di insediamento degli organi si concluse
con lelezione del primo segretario generale: Trygve Lie.

Si avvi cos il processo di estinzione e liquidazione della SdN e il trasferimento di funzioni e


di beni. LURSS era molto contraria a considerare lOnu come successore della prima e quindi
fu escluso a priori di trasferire in toto le funzioni. Vi furono assunte funzioni amministrative:
deposito e registrazione dei trattati multilaterali.

Escluso quindi il trasferimento di funzioni a carattere politico. Non va definito come il


successore!

Le funzioni della SdN erano cos terminate e lONU acquist i beni mobili ed immobili della
SdN.

3) Il diritto delle Nazioni Unite: principi fondamentali della Carta e diritti e doveri degli
Stati membri

Si cos evidenziata la natura giuridica di trattato internazionale della Carta, formato


nellordinamento internazionale in base alle norme generali che regolano laccordo.
Appartiene inoltre alla categoria di trattati istitutivi di organizzazioni internazionali (art.5
Con. Vienna). La CIG ha evidenziato anche il carattere multilaterale seppur questa categoria
di trattati siano di un tipo particolare, a carattere nello stesso tempo convenzionale ed
istituzionale (questultimo deriva dal fatto che si crea un nuovo soggetto di diritto, dotato di
una certa autonomia, ai quali le parti affidano la realizzazione di scopi comuni). La Carta
viene inoltre in rilievo come trattato-costituzione perch concepita come linsieme delle
norme situate al livello pi elevato nel sistema giuridico delle Nazioni Unite, ma cmq non
la costituzione dellordinamento internazionale. E senza dubbio il riflesso di valori
essenziali per la CI ma solo lembione di una futura costituzione federale dellumanit.

Quale interpretazione?

Ad essa si applicano le norme internazionali generali sullinterpretazione dei trattati, con


riserva delle norme pertinenti dellOrganizzazione in funzione di Lex specialis.

Art.31-33 Convenzione di Vienna criteri oggettivi prevalenti su quelli soggettivi: andare alla
ricerca del significato letterale del testo che impone uninterpretazione in buona fede
basata sul senso ordinario da attribuire ai singoli termini, facendo riferimento alloggetto,
allo scopo e alleffetto giuridico del trattato [contesto, oggetto, scopo]. E il metodo
testuale che va combinato con quello teleologico. Il contesto comprende il preambolo e gli
atti rilevantiadottati sull base della Carta e alla luce del diritto internazionale generale.

I mezzi primari di interpretazione includono sia i comportamenti dei singoli stati membri che
degli organi sociali. Marginali sono i mezzi completari di interpretazione e cio i lavori
preparatori e le circostanze nelle quali la carta stata conclusa [prospettiva storica].

Abbiamo poi linterpretazione politica fatta secondo considerazioni di opportunit e si


sempre ispirata al criterio secondo il quale le restrizioni alla sovranit degli stati membri non
possono essere presunte. Anche linterpretazione giudiziaria della carta utilizza il metodo
testuale e quello teleologico.

Chi competente ad interpretare?

Ciascun organo nellesercizio indipendente delle sue funzioni ha il potere di interpretare la


Carta e quindi la competenza a decidere sulla sua competenza alla stregua di essa. A San
Francisco si fatta la scelta di non affidare ad un solo organo tale competenza esclusiva. Si
sottoline che lAssemblea generale e il Consiglio avrebbero potuto chiedere un parere alla
CIG circa una disposizione controversa, ovvero creare un comitato di giuristi ad hoc. Oppure
si pu sottoporre alla Corte anche quando due stati sono in disaccordo sullinterpretazione. E
comunque il principio fu il seguente: dallinterpretazione della corte a quella del comitato
linterpretazione non avrebbe potuto avere valore vincolante di per s ove gli stati membri
non lavessero generalmente accettata. Insomma, la priorit interpretativa sarebbe spettata
non ad un solo organo ma cmq la priorit sarebbe stata data agli organi principali rispetto a
quelli secondari. Inoltre determinate interpretazioni della Carta possono consolidarsi per
effetto dellacquiescenza degli Stati o per formazione di consuetudini ad esempio (come
quella da attribuire al membro permanente al Consiglio).

La Corte non pu essere chiamata a sindacare la legittimit delle decisioni del Consiglio ma
pu essere chiamata a interpretare ed applicare norme internazionali in contrasto con
decisioni di tale organo. Le sue decisioni muovono dal principio secondo cui ciascun organo
nellesercizio indipendente delle sue funzioni, ha la competenza di decidere circa lambito
della sua competenza.

RAPPORTO DIRITTO INTERNAZIONALE- DIRITTO NAZIONI UNITE

Abbiamo detto che la carta non una costituzione globale ma comunque stabilisce i principi
supremi del sistema giuridico delle Nazioni Unite, i diritti e gli obblighi fondamentali degli
Stati membri, funzione che tipica delle costituzioni.

Dopo una sorta di iniziale specialit(es. status dei membri, deviazione) possiamo
affermare che si affermata in seguito una sostanziale identit tra la Carta e il diritto
internazionale generale in termini di universalit e finalit di carattere generale.

In proposito la sentenza del 86 sulle Attivit militari a paramilitari in Nicaragua e contro il


Nicaragua esprime il rapporto tra la consuetudine internazionale e la Carta dellONU stato
chiarito il divieto della minaccia e delluso dell forza e il diritto di legittima difesa
individuale e collettiva. La Carta non solo a consacrato principi gi consuetudinari ma ha
sancito anche una sorta di evoluzione perch molte regole enunciate nella carta con il tempo
hanno ottenuto una statuto indipendente da essa (il diritto di legittima difesa ha senso nella
Carta solo perch anche di natura consuetudinaria). Linterpretazione deve tener conto,
pertanto, del diritto internazionale non scritto.

LOnu, contrariamente alla comunit internazionale universale necessaria-, resta ancora una
comunit a base volontaria. Il preambolo (che anche strumento interpretativo) e i primi
due articolo decretano s fini e principi universali (mantenimento della pace e della sicurezza
internazionale. Pace non solo come assenza di guerra ma proprio come eliminazione di cause
di conflitto. E come si mantiene la pace? Adottando misure collettive efficaci e risolvendo
pacificamente le controversie, che sono poi i concetti di giustizia e diritto riscontrabili anche
nella risoluzione Uniting for peace. Mentre il diritto allautodeterminazione s condizione
per lesistenza di relazioni amichevoli tra Stati ma lobbligo di promuoverlo e garantirlo a
volte visto come ingerenza negli affari interni degli stati, quindi: dubbi
nellincoraggiamento.

Infine si sancisce che lorganizzazione costituisce un centro per il coordinamento delle


attivit comuni: cooperazione tra Stati nellambito della CI e non strumento di governo della
societ umana universale).
CONDIZIONE GIURIDICA DEGLI STATI MEMBRI

Diritti soggettivi e poteri: diritti fondamentali riconosciuti dallart.2 tra i quali il diritto al
rispetto della sovrana uguaglianza, astensione dalla minaccia e uso della forza, protezione
dallOnu in caso di aggressione e potere di attivare gli organi ONU per la regolamentazione di
controversie.

Obblighi: divieto della minaccia o delluso della forza, dovere di soluzione pacifica delle
controversie e di conformarsi alle decisioni della CIG, versare le quote di finanziamento e di
eseguire le misure decise del Consiglio in vista della pace, in materia economica e sociale, dei
diritti umani e secondo il principio di autodeterminazione dei popoli.

Il principio della sovrana uguaglianza di cui allart.2 tra nazioni grandi e piccole richiama
luguaglianza di diritti e la Dichiarazione sulle relazioni amichevoli tra Stati del 1970. Cosa
comprende la sovrana uguaglianza?

- Gli stati sono giuridicamente eguali quindi le personalit vanno rispettate (uguaglianza di
fronte al diritto e uguale diritto di concorrere alla formazione della volont
dellOrganizzazione, non uguaglianza delle condizioni di fatto)

- Lintegrit territoriale e lindipendenza politica dello stato sono iniolabili

- Ogni stato ha il diritto di scegliere e sviluppare liberamente il proprio sistema politico,


sociale, economico e culturale (vietati quelli in contrasto ai diritti fondamentali e alla
dignit della persona)

- Ogni stato ha il dovere di adempiere pienamente e in buona fede i suoi obblighi


internazionali e di vivere in pace con gli altri stati

Mentre lo status di membro permanente del Consiglio di Sicurezza speciale e comporta


ulteriori privilegi: appartenenza al CS e al Consiglio di amministrazione fiduciaria per un tempo
indefinito, la titolarit del potere di veto, ruolo preminente nelle procedure di emendamento e
revisione della Carta (si giustifica col fatto che queste potenze hanno avuto un ruolo preminente
nella conclusione del conflitto).

Sempre secondo lart.2 gli Stati membri devono adempiere in buona fede gli obblighi assunti in
conformit allo statuto, al fine di assicurare a ciascuno di essi i diritti e i benefici risultanti dalla
qualit di membro. E il generale dovere di correttezza e di lealt nei rapporti reciproci e nei
confronti dellOrganizzazione, inteso come patto dUnione. Infatti in caso di conflitto tra
obblighi scaturenti da accordi internazionali e obblighi dei membri in base alla Carta, i secondi
prevarranno sui primi.

1) Lobbligo di assistenza costituisce un dovere di contenuto generale, del quale tutti gli
stati membri sono titolari nei confronti dellorganizzazione, di eseguire le prestazioni che
concorrono ad attuare i fini ONU e che sono loro richieste in via continuativa o in
determinate circostanze [reale cooperazione].

2) Lobbligo di astensione riguarda le azioni, preventive e coercitive, intraprese dal CS


(misure provvisorie, sanzioni economiche e misure implicanti luso della forza)

3) Obbligo degli stati membri di risolvere le loro controversie con mezzi pacifici. Precede
dunque il divieto della minaccia e delluso della forza (carattere preliminare). Ci si deve
astenere da ogni comportamento suscettibile di aggravare il conflitto di interessi alla
base della controversia al punto di mettere in pericolo pace e sicurezza internazionali. In
ogni caso, lart. 2 sancisce un obbligo di soluzione e non prevenzione, quindi di una
condotta positiva come valutazione giuridica del conflitto di interessi che sta alla base
della controversia.

Prevenzione= insieme di strumenti che mirano ad evitare linsorgere di controversie e situazioni


pericolose per la pace, quali losservanza in buona fede degli obblighi internazionali, il ricorso a
consultazioni bilaterali e multilaterali, la diplomazia preventiva (in cui nellAgenda per la pace
del 1992 si raccomanda luso del fact-finding e dellearly warming per rafforzare e prevenire
controversie suscettibili di pregiudicare la pace).

DIVIETO DELLA MINACCIA E DELLUSO DELLA FORZA

Gli Stati membri (art.2 par.4) hanno lobbligo di astenersi nelle loro relazioni internazionali dala
minaccia o dalluso della forza sia contro lintegrit territoriale o lindipendenza politica di
qualsiasi stato. Non solo si vieta la forza armata (guerra, atti daggressione) ma anche la
minaccia e questo deriva da una opinio iuris generalizzata, anzi dello ius cogens.

Lo stesso art.52 della Convenzione di Vienna assevera che qualsiasi trattato la cui conclusione
sia stata ottenuta con la minaccia o con luso della forza da ritenersi nullo.

La guerra daggressione viene qualificata come crimine contro la pace, la sovranit, lintegrit
territoriale e lindipendenza politica di un altro stato, atti di rappresaglia implicanti luso della
forza, occupazioni militare, annessioni realizzate con la forza, bombardamento, blocco dei
porti.

Poi c laggressione indiretta, intesa come modi di pressioni o coercizione: sovversione,


organizzazione o incoraggiamento di froze irregolari o bande armate, atti di guerra civile o di
terrorismo sul territorio di un altro stato.

Sono invece da escludere da questo articolo lassistenza finanziaria ai ribelli, nonch le semplici
pressioni di carattere economico o politico.

Va sancito poi luso illecito di armi nucleari. Diciamo quindi che la guerra daggressione un
illecito di particolare gravit, riconducibile ai crimini internazionali, in particolare ai crimini
contro la pace. La guerra daggressione un crimine contro la pace implicante la responsabilit
in base al diritto internazionale. Tra i crimini pi gravi rientrano: il genocidio, crimini contro
lumanit e crimini di guerra, crimine di aggressione.

Quali le eccezioni alluso della forza? La legittima difesa, protezione dei propri cittadini
allestero minacciati nella loro vita e nei beni, in caso di violazioni particolarmente gravi e
massiccie.

NAZIONI UNITE E STATI TERZI

Secondo il par.6 lOnu deve fare in modo che gli stati non membri agiscano in conformit in
principi generali per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale.

LAG ha infatti la competenza di discutere questioni relative al mantenimento della pace e della
sicurezza internazionali sottoposte anche da uno stato non membro. La partecipazione di uno
stato non membro al CS qualora sia parte di una controversia da esso trattata; la competenza
del CS e dellAG di occuparsi di una controversia sottoposta da uno stato terzo. Questo acquista
allora una forma limitata di partecipazione allONU, che lo render destinatario di tutte le
norme della Carta relative alla soluzione pacifica delle controversie. La qualit di uno stato
parte alla CIG, non implica lacquisto automatico della qualit di stato membro ONU.

Nel valutare il rapporto va considerata la possibilit che stati non membri siano oggetto di
misure sanzionatorie o coercitive raccomandate o decise dallOrganizzazione, ove il loro
contegno costituisca una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali o dia luogo a gravi
violazioni dei diritti umani.

Nella maggior parte dei casi, le risoluzioni utilizzano lespressione tutti gli Stati senza
distinzione tra membri e non; in un numero minore si parla di Stati membri (es. quando si
parla di versamento di contributi finanziari) o spesso a tutti gli Stati/ Comunit internazionale
quando sollecita il rispetto di norme generali e di convenzioni internazionali di portata
universale. E comunque il pi delle volte, gli stati non membri si sono sempre resi disponibili a
collaborare.

Lart. 2 si chiude con il principio secondo cui, nessuna disposizione dello Statuto autorizza le
Nazioni Unite a intervenire in questioni che appartengono essenzialmente alla competenza
interna di uno Stato: obbligo di non intervenire negli affari interni di uno Stato (principio di
dominio riservato ratione materia). Si escludono quindi alcune materie intrinsecamente interne:
forma di governo, difesa nazionale, modi di acquisto e perdita della cttadinanza, istruzione).
Non costituiscono infatti ancora oggetto di obblighi internazionali e non suscitano interesse a
livello internazionale. In questi casi lONU potr soltanto adottare al massimo deliberazioni di
carattere generale ed astratto o comunque occupandosi di tali questioni limitandosi ad
esercitare funzioni internazionali ed astenendosi dallintervenire.
C poi la tesi del dominio riservato come delimitazione: protegge gli stati dalle interferenze
dirette non richieste o non accettate, da parte degli organi ONU nellambito della sfera in cui si
esplica la sovranit dello Stato. Il limite cos verticale-interindividuale e non orizzontale.

Poi c la tesi secondo cui si considera che lONU ha il potere di studiare, dibattere, proporre e
raccomandare, decidere a livello internazionale su qualsiasi materia. Essa non ha viceversa
poteri ri governo.

Eccezioni: minaccia alla pace, violazione della pace, atti di aggressione, decidere misure
coercitive short of war (non implicanti luso della forza) o militari.

PREVALENZA DEGLI OBBLIGHI DERIVANTI DALLA CARTA

In caso di contrasto tra gli obblighi contratti dai membri ONU con lo Statuto e gli obblighi da essi
assunti in base a qualsiasi altro accordo internazionale, prevarranno gli obblighi derivanti dallo
Statuto (norme che vietano la minaccia e luso della forza nelle relazioni internazionali,
decisioni vincolanti adottate dal CS.

Gli accordi incompatibil con la Carta o con atti vincolanti delle Nazioni Unite conclusi dagli stati
membri sono da considerare validi, ma illeciti, per cui gli stati membri hanno il dovere di
estinguerli, se lincompatibilit permanente o assoluta, o disapplicarli se lincompatibilit
transitoria. Gli accordi incompatibili saranno da considerarsi nulli se gli obblighi pattizzi si
palesano incompatibili anche con norme imperative del diritto internazionale (minaccia, uso
forza). N gli atti degli organi politici dellONU possono prevalere sulle norme imperative del
diritto internazionale generale. Gli obblighi degli Stati membri previsti dalla Carta prevalgono su
altri obblighi internazionali contemplati da norme consuetudinarie di natura dispositiva.

Il Consiglio di sicurezza pu esentare gli Stati membri dallosservanza di obblighi loro incombenti
in base al diritto internazionale generale, a condizione che non siano contemplati da norme
imperative.

3)Gli emendamenti alla Carta e la sua revisione

La modifica di un trattato internazionale avviene di regola con il consenso di tutti gli stati
contraenti. Nel caso di accordi multilaterali, ogni proposta di emendamento di un trattato deve
essere notificata a tutte le parti. Laccordo recante gli emendamenti non vincola gli Stati parti
al trattato originario che non divengono parti di detto accordo, nei confronti dei quali si applica
invece il principio, di cui allart. 30 della Convenzione di Vienne, secondo il quale, quando non
vi piena coincidenza dlle parti di un trattato anteriore e quelle del trattato posteriore in pari
meteria, nelle relazioni tra uno stato parte ed uno solo dei due, si applica il trattato del quale
entrambi gli stati sono parti.

Per quanto riguarda i trattati istitutivi di organizzazioni internazionali vale il principio del
principio legislativo= modifica a maggioranza, in luogo dellopposto principio consensuale.
Quindi le procedure di revisione ed emendamento presentano una certa rigidit sia per le
maggioranze qualificate richieste sia per il peso dei membri permanenti nel CS. Al processo di
revisione ed emendamento hanno comunque tutti i membri il diritto di partecipare.

Emendamenti: atto complesso costituito dalla deliberazione con la quale lAG alla maggioranza
dei 2/3 adotta lemendamento e la ratifica da parte dei due terzi dei membri
dellOrganizzazione, inclusi i 5 membri permanenti del CS. Lemendamento sembra riferirsi a
modifiche puntuali, aventi ad oggetto singole disposizioni.

Revisione: la modifica della Carta richiede unapposita conferenza generale convocata a


maggioranza dei 2/3 dei membri dellAssemblea generale, compresi nove membri qualsiasi del
Consiglio. La proposta di modifica adottata dalla conferenza a maggioranza di due terzi entrer
poi in vigore per tutti gli stati membri delle Nazioni Unite una volta ratificata dai 2/3 di essi,
compresi i 5 membri permanenti. Evoca un procedimento diretto ad introdurre profonde
alterazioni della carta.

Si tratta insomma di fonti di produzione giuridica subordinate allaccordo e che a determinate


condizioni, emendamento e revisione vincolano ance la minoranza degli stati eventualmente in
disaccordo. La line adi confine tra le due resta labile.

Sistema di voto: si richiede la maggioranza dei 2/3 dellAG di tutti gli stati componenti (non
dunque di quelli presenti e votanti). Stessa maggioranza richiesta anche per ladozione delle
proposte di revisione in sede di conferenza ad hoc.

Gli Stati devono ratificare emendamenti e proposte in conformit alle rispettive norme
costituzionali.

Dal 1945 ad oggi ben pochi sono stati gli emendamenti. La fine del processo di decolonizzazione
e lingresso di Stati di nuova indipendenza hanno riproposto lesigenza di una revisione dello
Statuto e lAG ha istituito il Comitato ad hoc sulla Carta delle Nazioni Unite che poi diventata
Comitato speciale sulla Carta. Il Comitato fino agli anni 80 ha discusso incisive proposte
avanzate soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Gli Stati occidentali si sono in generale opposti
a modifiche della Carta che alterassero gli equilibri istituzionali e conferissero maggiore peso,
oltre a quello derivante dal mero dato numerico, ai paesi in via di sviluppo.

PROPOSTE DI REVISIONE:

Il comitato ha cos iniziato ad occuparsi di aspetti rilevanti (ONU ed organismo regionali, peace
keeping). Tra tutti assume rilievo il progetto di riforma del CS, che persegue due scopi
condivisi da tutti i membri: modifica dei metodi di lavoro, maggior trasparenza, efficienza ed
interazione con gli stati e lAG, ampliamento della rappresentativit dellorgano e della sua
composizione allargata. Siamo di fronte ad un processo de lege ferenda (sulla legge che deve
essere emanata).

Modifiche consuetudinarie: concesse delle modifiche de facto, derivanti da comportamenti di


stati membri e dallazione ONU, senza alterazioni formali come le dichiarazioni di principio
dellAG e le convenzioni promosse dallONU. Sono ammissibili, dunque, che modifiche della
carta si realizzino per via consuetudinaria. Come accaduto nelle operazioni di peace-keeping,
che non trovano fondamento giuridico espresso nella carta e delle quali pu a giusto titolo
ipotizzarsi un fondamento consuetudinario (che spesso si trasformato in peace-enforcement).
Convincente appare la via di una modifica consuetudinaria dellart.27 nel senso che le decisioni
del CS su questioni non procedurali possono essere adottate anche con lastensione di membri
permanenti: il veto inteso come voto negativo.

4) L appartenenza degli Stati allONU

Ribadiamo come la natura sia universale ma non necessaria. Nel 1946 i membri salgono a 55 e
nel 1955 si parla di ammissione condizionata per il blocco URSS allingresso (tra cui ingresso
Italia). Dopo il processo di decolonizazione si realizzata una rinegoziazione progressiva del
diritto internazionale generale, data lesigenza di ampie trasformazioni.

I paesi meno avanzati vengono identificati sulla base del reddito per abitante, del tasso di
alfabetizzazione e della capacit di produzione industriale. I least developed countries (LDCs) si
caratterizzano per estrema povert e per il marginale ruolo nellambito di processi decisionali.

Negli anni 90 il processo di universalizzazione dellONU divenuto completo.

Distinguiamo tra due categorie di membri:

- I membri originari o fondatori: la loro partecipazione stata subordinata alla ratifica


della Carta

- Altri membri che hanno aderito dopo il 45: la partecipazione subordinata


alladempimento di alcuno condizioni valutate dagli stati membri.

Requisito comune la soggettivit internazionale dellente interessato. Lo stato membro


lente politico sovrano che costituisce il soggetto base della CI. Non sono ammessi enti soggetti
diversi da Stati, come avviene nel caso della FAO (che ammette ogni organizzazione
dintegrazione economica regionale). Nellipotesi che uno Stato fondatore lasci lorganizzazione,
potr in futuro essere riammesso seguendo la procedura che si esegue per qualunque altro stato
che chiede per la prima volta di entrare.

AMMISSIONE DI NUOVI STATI


Abbastanza complesso: dichiarazione di uno Stato a voler entrare + pronuncia dellONU a cui
segue la qualit di membro.

Si invia cos un atto di candidatura al Segretario generale. Tale atto devo promanare da
unautorit competente e titolare del treaty-making power e deve contenere una dichiarazione
resa con strumento formale nella quale, lo Stato accetta gli obblighi derivanti derivanti dalla
Carta. Non si pu ritenere implicita. La competenza ad accettare la domanda rimessa al CS
che esamina ed eisge il voto favorevole di almeno 9 membri compresi i pemanenti. Mentre la
deliberazione dellAG contenente la pronuncia favorevole deve essere adottata alla maggioranza
dei 2/3 dei membri presenti e votanti. In realt la procedura stata superata e lammissione
avviene per consensu nel CS e lAG decide per acclamazione.

In ogni caso la raccomandazione del CS costiuisce un presupposto necessario per la deliberazione


assembleare, in caso non lo faccia lAG pu richiedere lesame della domanda.

REQUISITI:

Art.4 stabilisce che possono diventare membri dellONU tutti quegli stati diversi dai membri
fondatori, che siano amanti della pace, che accettino gli obblighi derivanti dallo statuto e che a
giudizio dellorganizzazione siano capaci di adempiere a tali obblighi. La forma di governo deve
quindi essere democratica e vanno rispettati i diritti umani. LONU si quasi sempre orientata a
favore dellammissione automatica di ogni candidato e alcune eccezioni sono state con il tempo
superate, come quella relativa agli stati divisi.

Menzioniamo di come lURSS dichiar ad essere disposta ad ammettere lItalia solo a condizione
che fossero state ammesse anche la Bulgaria, Finlandia, Romania ed Ungheria. La CIG si espresse
su una sollevazione dellAG circa: un membro pu far dipendere il proprio voto di ammissione in
base a condizioni non previste dalla Carta? Come in questo caso, che un voto favorevole dipenda
dallammissione di altri stati? Non c lobbligo di motivare il voto, non si possono apporre
condizioni. Quindi gli stati possono fare delle valutazioni politiche, ma devono votare in buona
fede.

APPARTENENZA DI STATI IN CONDIZIONI PARTICOLATI

Ministati: lesiguit dei loro elementi materiali avrebbe potuto comportare lincapacit di
adempiere agli obblighi della carta relativi alla sicurezza collettiva. Si contestata la formula
uno stato, un voto e si parlato di introdurre un voto ponderato (es. Monaco, Andorra,
Lichtenstein) ma il problema ancora aperto.

Neutralizzati: titolari di una situazione giuridica prima facie di quegli stati che hanno concluso
con altri soggetti internazionali un trattato di neutralizzazione, comportante lobbligo di
astenersi da atti che possano coinvolgere in un conflitto armato e non ad altre formule
implicanti una semplice politica di netralismo (come lAustria). Il trattato di neutralizzazione
non di per s incompatibile con la Carta ma non pu nemmeno prevalere sulla Carta, in tal
caso va disapplicato.

IL RICONOSCIMENTO E LAMMISSIONE

Lammissione non presuppone, come condizione necessaria, che lo stato candidato sia stata
previamente riconosciuto da tutti gl stati membri o che intrattenga con essi relazioni
diplomatiche.

Il riconoscimento giuridico di un nuovo stato un atto unilaterale dichiarativo, equivalente alla


presa datto dellesistenza di un nuovo soggetto e di regola implica lintenzione di instaurare
rapporti diplomatici col nuovo stato.

Il riconoscimento politico latto discrezionale con cui uno stato manifesta la volont di entrare
in relazioni politiche e diplomatiche con laltro stato. [es. nel 1949 gli stati arabi non ricobbero
Israele ecco perch lammissione non pu essere un riconoscimento collettivo implicito e tanto
pi individuale a meno che lo stato non dichiari espressamente di voler dare questo effetto al
suo voto favorevole.

Una questione diversa invece quella delle risoluzioni con cui il CS e lAG hanno chiesto agli
stati membri di negare il riconoscimento individuale a talune entit che hanno acquistato
lindipendenza in violazione di norme fondamentali del diritto internazionale, in base al
principio generale ex iniuria non oritur ius.

VERIFICA DEI POTERI DEI DELEGATI

La rappresentanza dei singoli stati membri allONU costituita da persone fisiche legittimate a
partecipare in loro nome negli organi collettivi (lAssemblea infatti un organo collegiale e i
mebri hanno diritto di voto). In questa materia, norme di codificazione sono presenti nella
Convenzione sulla rappresentanza degli Stati nelle loro relazioni con le organizzazioni
internazionali di carattere universale, ma non ancora in vigore.

Quali le funzioni delle rappresentanze permanenti? Assicurare la rappresentanza dello stato


presso lorganizzazione, mantenere i legami tra i due enti, condurre negoziati nellambito di
essa.

Qualit? Occorre che lassemblea accerti le qualit del delegato mediante la verifica delle
credenziali che vanno comunicate al Segretario generale, una volta rilasciate cal Capo di stato o
del governo o dal ministro degli esteri. LAssemblea elegge i novi membri che compongono il
Comitato delle credenziali, cui spetta esaminare i poteri dei delegati e fare rapporto
allAssemblea. E contemplata lipotesi che uno stato membro contesti la partecipazione del
delegato di un altro stato ai lavori dellorgano. Di regola, siedono allONU come rappresentanti
degli stati membri i delegati del governo legittimo effettivamente al potere, che presentino
credenziali rilasciate dalle autorit competenti. La verifica si limita agli aspetti formali
riguardanti i documenti presentati.

I problemi di rappresentanza sorgono se a seguito di un mutamento rivoluzionario di governo, di


una guerra civile, pi autorit antagoniste rivendicano di rappresentare lo stato delle nazioni
unite. Come lammissione non equivale a riconoscimento, cos laccettazione delle credenziali
non implica riconoscimento del governo al potere in uno stato.

Il Memorandum del 1950 presentato da Trygve Lie escludeva che lascelta potesse essere
effettuata in base ad un criterio quantitativo, in particolare il numero dei riconoscimenti
ottenuti da ciascun governo rivale, e individuare invece il criterio appropriato nei requisiti di cui
sopra e soprattutto nel principio di effettivit. In definitiva va accertata la correttezza formale
dei documenti, ma anche la valutazione politica del governo che la rilascia. Se per questi due
motivi sono respinte vi sospensione della partecipazione dello stato membro (avvenne nel caso
di proposta verso il Sud Africa e Spagna franchista).

SOSPENSIONE STATUS DI MEMBRO

La sospensione dello status di membro non comporta la decadenza dallONU, ma la temporanea


impossibilit di esercitare i connessi diritti e privilegi, dei quali lo stato resta comunque titolare.
Allora distinguiamo:

- Sospensione totale dellesercizio dei diritti di membro quale sanzione addizionale


rispetto alle misure adottate nei confronti di uno stato membro. Quando avviene? Azione
preventiva o coercitiva adottata dal CS nei confronti dello Stato; una proposta del CS
adottata da 9 membri, compresi quelli permanenti e una delibera a maggioranza dei 2/3
dellAG. Perch nascenti da una minaccia alla pace.

Significa quindi privare di voto lo stato in tutti gli organi, privarlo del diritto di partecipare
alle discussioni, elettorato attivo e passivo, diritto ai benefici, eleggere i membri della CIG,
emendamento e revisione carta. Il ripristino pu avvenire dal CS.

- Sospensione parziale che implica il non esercizio del diritto di voto in seno allassemblea
per lo stato membro in ritardo nel pagamento dei conributi finanziari, se il suo arretrato
pari alle somme dovute per i due anni precedenti. Si sospende il solo diritto di voto in
assemblea (URSS e Francia nel 1962 si rifutarano di contribuire ai costi del peace-keeping
in Medio Oriente e Congo. E nel 1968 automaticamente Haiti e la Rep. Dominicana furono
esclusi dal diritto di voto.

ESPULSIONE

La perdita dello status pu avvenire per:


- espulsione: uno stato che abbia violato i principi enunciati nello Statuto pu essere
espulso con decisione dellAG adottata su proposta del CS (9 membri). Lespulsione un
atto discrezionale, la cui pronuncia presuppone tuttavia laccertamento di fatti
imputabili a un membro che costituiscono violazioni gravi e persistenti di obblighi
derivanti dalla Carta. Non esclusa la riammissione. Prassi che tuttavia inesistente (se
uno stato ha persistentemente violato la Carta, a maggior ragione potr rifiutarsi di
adempiere i suoi obblighi quando non pi membro).

- Recesso: la Carta non lo prevede espressamente mancando una clausola che contempli la
dichiarazione unilaterale di volont di uno degli stati membri come idonea ad estinguere
lefficacia della carta riguardo a tale stato (successe con lIndonesia che nel 1965 si ritir
dallOrganizzazione per protestare contro lelezione della Malaysia quale membro non
permanente al CS. LItalia in quella circostanza fu molto preoccupata per lassenza nella
carta di disposizioni sul ritiro). La facolt di recesso deve ammettersi in circostanze
eccezionali, come il mutamento fondamentale delle circostanze, che fu base essenziale
del consenso dello stato al tempo della richiesta di ammissione allONU, tale da aver
radicalmente trasformato la portata degli obblighi da eseguire secondo la carta.

Alla carta vanno dunque applicati i principi del diritto internazionale in tema di denuncia e
recesso unilaterali.

- Estinzione della personalit internazionale dello Stato. Alcune circostanze dipendono dal
diritto internazionale generale, come la perdita dellindipendenza e della personalit
internazionale dello Stato. Quando si ha estinzione? Per smembramento (lo stato si
estingue per dar luogo alla formazione di due o pi stati nuovi URSS-), fusione di stati (lo
stato unificato deve chiedere lammissione). Mentre la perdita, il distacco o la secessione
di una parte del territorio non comporta estinzione dello stato e lo status di membro
resta inalterato. Nel caso di incorporazione, lo stato incorporante conserva il suo seggio,
mentre viene meno quello dello stato incorporato.

SUCCESSIONE

Il regime generale in materia di successione tra stati si applica anche ai trattati istitutivi di
organizzazioni internazionali. I nuovi stati possono divenire membri solo per ammissione e
non per successione. Se il trattato istitutivo non prevede un formale processo di ammissione,
i nuovi stati possono trasmettere la notifica di successione.

Se lo Stato si estingue viene meno anche la qualit di membro ed ogni nuovo stato sorto sul
territorio potr essere ammesso secondo lart.4. Se invece continui nella sua identit
internazionale, pur mutando lordinamento giuridico, si avr continuit, anche sotto altra
denominazione, nellappartenenza allOrganizzazione.
La prassi dimostra che la successione automatica nellappartenenza allONU in genere
esclusa, salvo che la pretesa di uno stato di considerarsi continuatore della personalit
internazionale di uno stato predecessore e che si accolta dagli organi delle Nazioni Unite.
Pienamente ammissibile la riammissione.

GLI OSSERVATORI PERMANENTI

Status concesso agli stati non membri ONU (organizzazioni int., Lega stati arabi) con
concessione unilaterale con cui lAG invita un determinato ente a partecipare alle sue
sessioni. Vi sono diritti di partecipazione attiva: ammessi alle riunioni, prendere parola,
ottenere la documentazione ufficiale. E per escluso il diritto di votare, di concorrere alla
formazione del consensus e di partecipare ai negoziati in riunioni informali.

I movimenti di liberazioni nazionale quando ricevono tale status, si realizza una sorta di
legittimazione istituzionale del movimento e il diritto allautodeterminazione pu essere
esercitato mediante la partecipazione ai lavori ONU.

[Palestina: il suo status di osservatore rafforzato: partecipa al dibattito, interviene e


prende parola su questioni riguardanti il popolo palestinese o il Medio Oriente, propone
progetti di risoluzione. Non ha per diritto di voto e non pu proporre candudature].

Si consente anche la partecipazione di ONG, se si esclude il caso particolare del Comitato


internazionale della Croce Rossa, titolare dello status di osservatore permanente.

5) LONU come soggetto internazionale

LONU un ente dotato di soggettivit internazionale, avente diritti propri sia nei rapporti con
gli stati membri sia con quelli estranei. Non lONU uno Stato o un super-stato, ma una persona
del diritto internazionale, avente la capacit di essere titolare di diritti e doveri internazionali.

La soggettivit internazionale la conseguenza della partecipazione dellONU, al commercio


giuridico internazionale e dellesercizio del potere di stipulare accordi. Non v dubbio che la
personalit internazionale si estrinseca in primo luogo attraverso la conclusione di trattati.

Le relazioni diplomatiche con gli stati membri fanno scaturire privilegi ed immunit e diritto di
protezione rispetto ai propri funzionari; il diritto alla riparazione, lassunzione di responsabilit
in conseguenza della violazione di obblighi internazionali.

Si citino alcune competenze speciali come quella di esercitare in via transitoria il rilascio di
passaporti agli abitanti e protezione diplomatica (Nuova Guinea). LONU esercita funzioni
assimilabili a quelle di governo su popolazioni prive di strutture statali di riferimento.
La personalit internazionale trova fondamento nelleffettivo grado di indipendenza
dellOrganizzazione sul piano dei rapporti internazionali. E destinataria di norme giuridiche
internazionali, consuetudinarie e pattizie. La soggettivit pertanto funzionale.

Le organizzazioni internazionali sono rette dal principio di specialit, dotate cio degli Stati di
competenza di attribuzione; tali competenze sono normalmente formulate nellatto istitutivo,
anche se le necessit della vita internazionale possono evidenziare lesigenza, per le
organizzazioni internazionali, di disporre di altri poteri sussidiari.

- Capacit di concludere accordi internazionali e tale disciplinata dalle regole di tale


organizzazione nello statuto. AllAssemblea spetta lapprovazione degli accordi finanziari
e di bilancio con gli istituti specializzati; gli stati membri sono tenuti a stipulare accordi
per mettere a disposizione del CS forze armate, accordi di collegamento tra il consiglio
economico e sociale e gli istituti specializzati, convenzioni di amministrazione fiduciaria.

- Lonu oltre ad essere soggetto del diritto internazionale anche persona giuridica negli
ordinamenti interni degli Stati. LONU gode nel territorio di ciascuno dei suoi membri
della capacit giuridica necessaria allesercizio delle sue funzioni e al perseguimento dei
suoi fini. Svolge le proprie attivit al pari di qualsiasi altra persona giuridica che opera
nellordinamento interno. Ha la capacit di stipulare contratti, acquisire e disporre di
beni immobili e mobili, di stare in giudizio. Questa soggettivit si esplica anche nel
territorio di stati non membri (es. accordo di sede con la Svizzera).

IMMUNITA E PRIVILEGI

Del 1946 la Convenzione sui privilegi e le immunit delle Nazioni Unite invitando gli Stati
membri ad aderirvi. Quali immunit? Inviolabilit di beni ed archivi ovunque si trovino,
esenzione dalla giurisdizione civile e fiscale (tranne i casi in cui lOrganizzazione vi abbia
rinunciato espressamente), linviolabilit della sede e dei locali, libert di comunicazione e
tutela della corrispondenza ufficiale. Gode di un trattamento non meno favorevole di quello
riservato ad ogni governo estero. Esenzione fiscale immunit perch tipica del potere statale.

-funzionari: individui che svolgono funzioni alle dipendenze ovvero nellinteresse dellONU, in
totale autonomia da autorit estranee allente e, in particolare, da quelle dello stato nazionale,
del quale, non perdono la cittadinanza. I funzionari di rango pi elevato come il Segretario
generale gogono di un trattamento equiparato agli agenti diplomatici. Lesenzione dalla
giurisdizione di cui gono, si estende anche agli atti della loro vita privata.

Per tutti gli altri funzionari vi esenzione dalla giurisdizione per le parole dette o scritte e per
tutti gli atti compiuti nellesercizio delle lor funzioni, libert di movimento, esenzione fiscale
per i salari, indennit. Le immunit nascono nellinteresse dellONU;
- Agenti, ovvero individui che lavorano per conto dellente in maniera temporanea e non
esclusiva (esperti, giudici del tribunale amministrativo, membri di missioni e
commissioni).

[ ricorda il conte Bernardotte agente ONU incaricato della mediazione fra Israele e Palestina
assassinato a Gerusalemme]

- Rappresentanti permanenti degli stati membri accreditati presso lONU, equivalenti alle
missioni diplomatiche. In particolare il capo missione che gode di esenzioni da
giurisdizione penale, civile ed amministrativa.

ORGANI PRINCIPALI E SUSSIDIARI:

- Principali: sono coperti da garanzia costituzionale, in quanto lo statuto ne stabilisce


direttamente la creazione ed il funzionamento come organi permanenti e fondamentali
per la stabilit dellONU.

- Sussidiari, la cui costituzione rimessa alla Carta ad un atto degli organi principali in
base alla necessariet. I primi conferiscono loro funzioni proprie e devono mantenersi
entro i limiti attribuite dalla carta, secondo la teoria dei poteri impliciti in capo
allorgano principale per poterne poi giustificare il trasferimento a quello secondario.
Quindi lorgano sussidiario non tanto per la funzione quanto per la relazione di
discendenza che lo lega ai principali e la conformit allo Statuto (AG,CS, CeeS).

6) Assemblea generale: poteri e funzioni

Cap. IV Carta primo degli organi menzionati nella Carta e unico a composizione plenaria, il pi
importante consesso mondiale. Tutti gli stati membri ONU sono di diritto membri dellAG. Non va
comuque qualificata come parlamento dellintera CI dato che in senso stretto priva di poteri
normativi e resta organo di una specifica organizzazione intergovernativa.

Secondo le dichiarazioni di volont unitaria, essa ha carattere di organo collettivo, ogni membro
ha un seggio e un voto. Ogni stato membro pu avere fino a 5 rappresentanti, ci nonostante si
ha un solo voto (es. vi si affiancano consulenti ed esperti). Gli stati membri hanno istituito
missioni permanenti presso ONU e il capo di tale missione viene accreditato con lettere
credenziali, mentre il personale diplomatico viene notificato dallo Stato di invio. Gli stati
membri conferiscono poi poteri di rappresentanza a delegazioni occasionali. La qualit di
delegato avviene con un atto di nomina, a cui segue la verifica delle credenziali formata o dal
Capo di stato, di governo o dal ministro degli esteri.

Il diritto internazionale generale opera una presunzione di competenza a favore dei


rappresentanti presso le organizzazioni internazionali ai fini delladozione del testo di un
trattato elaborato sotto gli auspici dellorganizzazione e non per esprimere il consenso dello
stato ad essere vincolato dal trattato. Ciascuno stato, inoltre, determina il modo concreto in cui
i suoi delegati esercitano le proprie funzioni, soprattutto il voto.

SISTEMA DI VOTAZIONE

Abbiamo detto che ogni stato ha un solo voto. Con lespressione membri presenti e votanti si
ritiene che le astensioni non rientrano nel computo dei voti. La procedura di voto da applicare
decisa dal Presidente di Assemblea. Vi sono maggioranze diverse per due cetegorie che lAG pu
decidere di tanto in tanto. Art.18:

- Questioni importanti (richiedono la maggioranza qualificata) sono le raccomandazioni in


materia di mantenimento della pace e della sicurezza internazionali, lelaborazione dei
membri non permanenti, ammissione/sospensione/espulsione membri non permanenti,
regime di amministrazione fiduciaria

- Altre questioni addizionali di questioni da decidersi a maggioranza dei 2/3.

Leliminazione di una delle questoni elencate nellart.18 non pu avvenire se non mediante un
emendamento alla Carta. Ci rende sostanzialmente equivalenti negli effetti le categorie
addizionali generali o la questione di una specifica questione come questione importante. La
natura viene decisa in base a considerazioni esclusivamente politiche e ci si sempre regolati
caso per caso.

Poi ci sono le altre questioni procedurali, non importanti per definizione dove anche qui di
volta in volta lAG ha adottato la maggioranza qualificata o semplice, a seconda della rilevanza.

CONSENSUS

Ricorso sempre pi frequente alla procedura del consensus o a quella dellacclamazione,


espressione di un accordo incondizionato. Il consensus va inteso come ricerca di posizioni fra gli
stati membri che conduce alladozione di delibere senza voto, le quali sono espressione di un
accordo generalizzato. Is there any objection? If not, it is so approved. Il consensus implica un
accordo generale in assenza di voto, ma non necessariamente lunanimit. Spesso il consensus
pi facilmente realizzabili su questioni di carattere generale e di portata programmatica o per
precisare posizioni su alcuni punti e la prassi ha registrato ladozione di consensus nonostante
lopposizione manifesta di uno Stato (Dichiarazione ambiente e sviluppo, nonostante
lopposizione di Israele). E comunque va respinta la tesi che il consensus sia una fonte del diritto
internazionale.

SESSIONI

LAG non istituita dalla Carta quale organo permanente. Un tentativo di assumere carattere di
continuit cellegato alla risoluzione 111 istitutiva del Comitato provvisorio (Piccola assemblea)
aperto a tutti gli stati membri, quale organo destinato a funzionare tra le sessioni ordinarie. Vi
fu opposizione di alcuni paesi nei confronti di tale organo (URSS) visto come replica dellAG.

Le sessioni ordinarie che si tengono al palazzo di vetro di NY, hanno inizio ogni anno il terzo
marted del mese di settembre e durano fino alla terza settimana di dicembre. Si considerano
aperte le questioni di cui non si ritiene esaurita la trattazione e pu esser prolungata la sessione
ordinaria.

Le sessioni speciali vanno convocate dal Segretario su richiesta del CS o della maggioranza dei
membri ONU. La richiesta pu anche provenire da un solo stato membro, purch venga
confermata dalla maggioranza entro 30 giorni.

La sessione speciale demergenza convocata dal SG entro 24 ore dalla richiesta del CS,
adottata con il voto di nove membri qualsiasi, o di uno stato membro.

Altro potere dellAG lo stabilire il proprio regolamento ed eleggere il suo presidente per ogni
sessione il potere di auto-organizzazione. Del resto le organizzazioni internazionali sono
portatrici di un proprio ordinamento giuridico interno, di un proprio diritto interno. Fonte
primaria sono i regolamenti di procedura degli organi principali e nellambito della potest
normativa rientra anche il potere di stabilire il regolamento del personale dellOrganizzazione.

STRUTTURA INTERNA

Distinguiamo allora tra gli organi istituiti dallAssemblea in due categorie:

- Organi interni (uffici di presidenza, comitati procedurali, comitati permanenti e grandi


commissioni) che sono istituiti direttamente dalle pertinenti disposizioni del regolamento
stesso.

- Organi sussidiari nelladozione di regolamenti interni, questioni procedura, rispetto alla


quale le relative decisioni possono essere adottate a maggioranza dei mebri presenti e
votanti. Le regole relative alla procedura dei comitati di applicheranno alla procedura di
tali organi, a meno che non venga deciso altrimenti.

Gli organi interni si articolano in:

- Organi semplici che rappresentano uninscindibile unit

- Organi complessi, insieme di organi (es. diversi uffici, sezioni, parti. Si pensi al
segretariato composto da vari uffici subordinati al Segretario Generale).

Il primo degli organi interni il Presidente dellAG eletto allinizio di ogni sessione, insieme
a 21 vicepresidenti e ai presidenti delle 6 commissioni sulla base di criteri di competenza
personali e di quello della rappresenanza geografica. Lelezione ad acclamazione divenuta
la regola, il voto leccezione. Funzioni: rappresentanza, poteri di nomina, direzione dei
lavori ma no potere di voto.

In seno allassemblea opera due comitati procedurali: il Comitato Generale e il Comitato per
le credenziali. Il primo composto da 28 membri e provvede allorganizzazione della
sessione annuale e alla formazione dellordine del giorno, laltro composto da 9 membri e
fa rapporto sulle credenziali presentate dai rappresentanti degli stati membri.

I due comitati permanenti sono invece quello consultivo sulle questioni amministrative e di
bilancio e il comitato per le contribuzioni. Il primo composto da 16 esperti scelti in base a
criteri di equa distribuzione geografica e competenza personale, ha funzioni consultive in
meteria amministrativa e finanziaria ed ha il compito di facilitare lesame delle questioni
amministrative e di bilancio e fare rapporto allAG. Il secondo ha invece funzioni consultive
in materia di ripartizione delle spese ONU tra membri.

GRANDI COMMISSIONI

Articolano lAssemblea e vi attribuita la maggior parte delle questioni iscritte annualmente


allordine del giorno. Le eccezioni devono essere espressamente stabilite dallAssemblea.
Fino al 1993 le commissioni erano 6: disarmo e sicurezza internazionale, commissione
economica e finanziaria, commissione sociale, umanitaria e culturale, sulla
decolonizzazione, amministrativa e di bilancio, giuridica. In linea di massima la loro
ripartizione corrisponde alle materie appartenenti alla competenza dellAG. Pu accadere
che la stessa questione venga esaminata da pi commissioni. In seno alle commissioni pi
grandi le delibere vengono prese a maggoranza dei membri presenti e votanti.

Il potere di creare organi sussidiari una competenza aggiuntiva rispetto al potere di auto-
organizzazione e per questo necessari una norma espressa che lo contempli. Deve essere
attribuita una competenza compresa nelle sfera delle attribuzioni dellAssemblea e
lorganizzazione deve presentare carattergvdee necessario. Citiamone alcuni: comitati di
studio, commissioni politiche, organi di assistenza amministrativa. Spicca il Fondo delle
Nazioni Unite per linfanzia (UNICEF). Chiaro il rapporto di dipendenza nei confronti
dellAG, alla quale spetta il potere di indirizzare la loro condotta, modificarne i compiti, la
struttura e in caso estinguerli.

COMPETENZE ASSEMBLEA

- Funzione di studio, informazione e preparazione ha valore preparatorio e determina una


futura linea di condotta che si desidera venga seguita dai membri

- Indirizzo della condotta attraverso la formulazione di raccomandazioni e promuovendo la


stipulazione di convenzioni internazionali
- Funzione operativa ed esecutiva e quindi la precisazione mediante delibere organizzative
degli strumenti per la prestazione di asistenza agli stati membri

Altre competenze: ammissione di nuovi membri, sospensione, espulsione, partecipazione ad


emendamenti e revisioni oltre ai poteri di bilancio ed elettivi (la nomina dei giudici della CIG
effettuata dallAG insieme al CS, in votazioni separate. Il SG eletto dellAG su
raccomandazione del CS).

Competenze:

- Potere di discussione, potere di indirizzare raccomandazioni ai membri e non e a gli altri


organi principali e non soprattutto in tema di mantenimento della pace, della sicurezza
internazionale, lotta alla discriminazione razziale, allapartheid, promuovere la
decolonizzazione e lautoderminazione dei popoli. Ma comunque ha il compito di
discutere qualsias tema che rientri nei fini ONU.

Essa per tenuta a deferire al CS qualsiasi questione per cui si renda necessaria unazione
coercitiva. O comunque pu richiamare la sua attenzione su questioni suscettibili di mettere in
pericolo la pace. Essa prende in considerazioni da subito le prime situazioni che possano
determinare qualche minaccia: disgregazione violenta di Stati, inviolabilit di confini
internazionali, integrit territoriale.

LIMITI:

Il mantenimento della pace di competenza del CS che ha la responsabilit principale. Deve


deferire ad esso ogni questione che preveda unazione coercitiva. Inoltre, durante lesercizio da
parte del Consiglio delle funzioni assegnateli dalla Carta nei riguardi di una controversia o
situazione qualsiasi, lAssemblea deve astenersi da qualsiasi raccomandazione rispetto a tale
controversia o situazione, salvo che non lo richieda il consiglio stesso.

Quanto alle raccomandazioni circa le sanzioni short of war, i destinatari possono essere il CS (in
questo caso un atto non vincolante o comq un incentivo affinch ad esempio revochi misure
coercitive adottate verso uno stato. Poi spetta al consiglio valutare) i membri e non membri (si
invit nel 1946 a ritirare i capi delle missioni diplomatiche in Spagna presso il governo
franchista).

Diciamo che quella dellAG in campo di misure short of war da ritenersi non come una funzione
concorrente al CS. E meglio interpretare il termine azione come comprensivo di tutte le
misure coercitive e lasciare la competenza al CS, salvaguardandone cos le prerogative.

Arriviamo ora al limite procedurale (art.12) che preclude allAssemblea, durante lesercizio da
parte del CS delle funzioni assegnategli dalla Carta, di astenersi dalladottare raccomandazioni
riguardo tale controversia o situazione. AllAG non invece impedito di fare raccomandazioni su
questioni in merito alle quali il Consiglio si sia gi pronunciato, e che abbia cessato di trattatre:
la restrizione delle competenza dellAssemblea dunque temporanea. Il divieto viene meno se il
CS stesso richiede raccomandazioni in modo espresso o implicitamente con leliminazione della
questione allordine del giorno. Il CS pu inoltre chiedere la convocazione di una sessione
straordinaria o demergenza dellAG su una questione di cui esso si stia occupando. Essa allora si
deve astenere sussiste nel momento e per tutto il tempo in cui siano effettivamente in corso il
dibattito, ovvero lazione conciliativa o coercitiva del CS. Ma spesso nella prassi essa si spinta
anche oltre con raccomandazioni contemporanee oppure spesso si occupata di diritti umani o
sociali di unq questione mentre il CS di aspetti pi propriamente di sicurezza. Il limite a tale
articolo insomma flessibile.

REGOLAMENTO DI CONTROVERSIE E SANZIONI

Art. 14 essa ha facolt di raccomandare misure per il regolamento pacifico di qualsiasi


situazione che, indipendentemente dalla sua origine, essa ritenga suscettibile di pregiudicare il
benessere generale o le relazioni amichevoli tra nazioni (anche il CS ha tale funzione, ma lAG
ce lha pi estesa): funzione conciliativa. In che consiste? Raccomandazioni a maggioranza
qualificata, indicazione di procedure per la soluzione delle controversie e situazioni.

Ha poi competenza ad effettuare inchieste (anche se espressamente la carta attribuisce tale


qualit al CS) su una situazione suscettibile di mettere in pericolo la pace. Il suo potere
analogo e nasce implicitamente dalla sua competenza pacifica. Laccertamento dei fatti
presupposto per lintervento conciliativo. Chiaro il rispetto dei limiti stabiliti dallart.12, vale
a dire quando il onsiglio non si stia occupando della medesima questione. Quali sono gli organi di
inchiesta? La Commissione per lo studio della situazione razziale

ESAME DELLE RELAZIONI ANNUALI CS

Il CS le sottopone relazioni annuali e se il caso anche speciali. Ma lAG esamina anche relazioni
di altri organi.

CODIFICAZIONE E SVILUPPO PROGRESSIVO DEL DI

Essa ha anche competenza nei due ambiti di cui sopra (art.13). Intraprende studi a fa
raccomandazioni allo scopo di incoraggiare lo sviluppo progressivo del diritto volto a favorire la
conslusione di trattati internazionali che traducono per iscritto norme internazionali affermatesi
in via consuetudinaria. Il fenomeno si impennato nel periodo delle decolonizzazione. E ogni
trattato di norma contiene lo sviluppo progressivo del diritto, introducendo norme innovative.
Limiti del trattato di codificazione: se esso codifica norme consuetudinarie, queste continuano
ad apllicarsi a tutti i soggetti, se invece introduce nuove norme queste si applicheranno solo nei
rapporti tra Stati.

Si avvale della Commissione del diritto internazionale, incaricato di predisporre progetti su


materie di diritto internazionale. Esempi del suo lavoro: 4 Convenzioni di Ginevra sul diritto del
mare, quella di Vienna sulle relazioni diplomatiche, quella sulle relazioni consolari e quella sul
diritto dei trattati.

ATTIVITA NEI CAMPI ECONOMICO E SOCIALE

Cooperazione economica, sociale e culturale e tutela dei diritti umani. Questo interesse
aumentato rispetto alla SdN e strumentale. Non c sviluppo senza pace, ma non c pace senza
sviluppo economico e sociale sostenibile. Anche qui ha il potere di intraprendere studi e fare
raccomandazioni volte a condizionare il comportamento degli Stati.

TUTELA DEI DIRITTI UMANI

Anche qui studi e raccomandazioni. Promuove autonomamente o attraverso il Consiglio


economico e sociale il rispetto e losservanza dei diritti umani; discute ed elabora le linee
generali che ispirano la politica ONU, esamina i problemi connessi ai diritti umani che suscitino
preoccupazione. Esamina i rapporti con tutti gli organi ONU, gli istituti specializzati e altri
organizzazione intergovernative che si occupano di diritti umani (Comitato dei diritti delluomo
e il Comitato per i diritti economici e sociali, quello per leliminazine delle discriminazioni nei
confronti della donna, quello contro la tortura, quello per i diritti del fanciullo e la protezione
del minore e quello per la punizione dei crimini di apartheid.

ATTI:

Sono denominati risoluzioni, nel senso generico di deliberazione finale adottata dallAG in
quanto organo collegiale. Il termine decisione comprende tutte le deliberazioni che lAG
adotta nellespletamento delle sue funzioni (risoluzioni, deliberazioni). Ad essere precisi il
termine decisione si indicano le delibere di natura procedurale o di minore importanza.

Le risoluzioni contengono di regola raccomandazioni, atti privi di forza vincolante nellesercizio


di funzioni tipiche di un organo di attivit internazionale. Si tratta di manifestazioni di desiderio
che invitano, ma non obbligano, i destinatari a uniformarsi a quanto in esse previsto [deriva cmq
lobbligo di leale cooperazione con lONU]. LAssemblea titolare invece di un potere decisorio
di natura vincolante in casi limitati, in ordine alla ripartizione delle spese: la decisione in
questo caso obligatorio.

Nelle raccomandazioni tuttavia ricondotta una limitata efficacia giuridica, consistente nel cos
detto effetto di liceit (buona fede e principio di cooperazione) ed esso provoca uninversione
dellonere della prova a carico dello Stato che tenga una condotta difforme da quella
raccomandata. Consideriamo se tale effetto possa essere inteso nel senso di consentire afli Stati
membri di derogare, nei rapporti reciproci, ad obblighi internazionali presistenti. Lipotesi
cofigurabile solo in relazione ad obblighi derivanti da norme dispositive. Prevalgono gli obblighi
della carta e da atti vincolanti degli organi ONU rispetto a quelli posti da altre norme
internazionali.
Leffetto sussiste solo per raccomandazioni legittimamente adottate, ma in genere si registra
lassenza di specifici meccanismi di controllo giurisdizionale che non siano la richiesta di pareri
alla CIG o la sottoposizione ad essa di una controversia tra stati membri.

Lunico modo per gli stati dissenzienti di sottrarsi alleffetto di liceit sembra dunque quello di
opporsi, nel corso del procedimento formativo, alladozione della risoluzione ritenuta
illegittima.

- Raccomandazioni di principi, atti di particolare solennit inquadrati nella categoria di


soft law e si collocano in una prospettiva de lege ferenda. Spesso innestano un processo
di modifica del diritto vigente. Si pensi al diritto degli stati di nazionalizzare, espropriare
o trasferire la propriet di beni stranieri conformemente alle leggi nazionali, in contrasto
con la regola classica del diritto internazionale generale secondo la quale il quantum
dellindennizzo determinato da una norma internazionale che lo vuole equo.

In altri casi possono tradursi nel contenuto di norme convenzionali o assumere valore
dichiarativo rispetto a norme internazionali preesistenti, pattizie o consuetudinarie o a
presentarsi come autorevoli manifestazioni della prassi degli Stati al fine di formare il diritto
internazionale non scritto. Si parla di attivit quasi normativa.

Ricordiamo la Dichiarazione Universale dei diritti delluomo e i due patti sui diritti civili e
politici. Altre dichiarazioni di principi hanno valore pi limitato: Dichiarazione sulla definizione
di aggressione, sulla non ingerenza negli affari interni degli stati.

Quindi le risoluzioni anche se non hanno forza obbligatoria, possono talvolta avere valore
normativo.

DECISIONI OBBLIGATORIE:

A volte le decisioni vincolanti per gli stati destinatari vengono adottate. Oltre alle decisioni
organizzative, rientra tra le disposizioni della Carta che attribuiscono agli organi ONU un potere
normativo. Essa pu determinare i criteri in base ai quali le spese ONU vanno ripartite tra i
membri, nonch ladozione dellatto che concreta la ripartizione (approvato alla maggoranza dei
2/3) e imponendosi anche agl stati dissenzienti. Si parla di procedimento di produzione giuridica
subordinato allaccordo. Tutto determinato sulla base della capacit contributiva (conta il
debito estero e il basso reddito nazionale procapite, il PIL, i tassi di cambio).

Clausola di garanzia: la contribuzione di ciascun membro non pu essere superiore ad una


determinata percentuale delle spese ONU, n essere inferiore ad una soglia minima.

Ritardo: nel pagamento dei contributi. Si verifica se non sono versati entro il 1-1 dellanno
seguente allesercizio cui si riferiscono. Prevista la sospensione in ritardo di due anni.
Comunque, lautorit in materia finanziaria spetta solo allassemblea che non solo ha il potere
di esaminare il bilancio, ma anche di approvarlo.
RIFORMA?

Non tanto in senso alla trasformazione in un parlamento mondiale dei popoli, che resta obiettivo
di lungo periodo, quanto agli aspetti connessi alla maggiore legittimazione democratica
dellAssemblea, espressione della voce dei popoli. Un primo passo stato il Forum del
millennio incontro mondiale di esponenti dei vari gruppi della societ vicile.

Altre misure riguardano le delegazioni includendo oltre ai rappresentanti dei governi, i delegati
perlamentari, anche delle opposizioni, e gli esponenti di settori significativi della societ civile.
Vanno risolti anche gli inconvenienti uni Stato, un voto e i meccanismi di ponderazione. E da
favorire una reale volont comune agli Stati e non quando, al fine di trovare un ponto di
incontro tra posizioni confliggenti (consensus).

Altri progetti di riforma riguardano le procedure, la formazioni allordine del giorno, la


programmazione dei lavori, le procedure di negoziato e la consultazione informale. Si delinea
cos una riforma volta ad accrescere il dinamismo.

7) Il Consiglio di sicurezza: composizione e poteri generali

Responsabilit principale del mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. Il


numero dei membri stato portato a 15 e 5 sono i membri permanenti (Cina, Francia, Regno
Unito, Russia e Stati Uniti) e dieci eletti dallAG a maggioranza dei 2/3. Decider in base al
contributo dei membri ONU al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale e in
base al cirterio dellequa distribuzione geografica. Quindi vengono eletti: 3 Stati dellAfrica, due
dellAsia, uno dellEuropa orientale, due dellAmerica Latina e due dellEuropa occidentale ed
altri. I membri non permanenti sono eletti per un periodo di due anni e non sono rieleggibili per
un secondo mandato consecutivo. Ogni membro del consiglio deve avere in qualsiasi momento un
rappresentante nella sede dellOrganizzazione e ognuno dei suoi membri pu essere
rappresentato da un membro di governo o da un altro rappresentante appositamente designato.
In un solo caso il Consiglio si riunito nella composizione solenne dei capi di Stato e di governo
quando stata approvata la dichiarazione sulla responsabilit del Consiglio riguardo al
mentenimento della pace e sicurezza internazionale.

Procedura di voto (art.27): risulta dal compromesso tra UK, URSS, USA di Yalta. Si stabilisce che
ciascun membro del CS ha un voto per il principio di eguaglianza sovrana degli stati. Le decisioni
su questioni di procedura sono prese con un voto favorevole di nove membri, ogni altra
questione, richiede il voto sempre il voto favorevole di 9 membri compreso quello dei membri
permanenti. Il potere di veto motivato dalle speciali responsabilit di tali stati nel
mantenimento della pace. Con il veto si pu impedire per voto contrario una decisione da parte
del consiglio di sicurezza. Preclude sul nascere la formazione della volont. I membri elettivi
possono esercitare quello che, in opposizione al veto individuale dei permanenti, stato definito
il veto collettivo o di blocco, laddove almeno sette di essi si oppongano ad un deliberazione che
il Consiglio si accince ad adottare.

La Carta non precisa la distinzione tra questione procedurale ed altre, per chiarirle le potenze
adottarono lo Statement del 1945, che distingue le decisioni del consiglio relative allesercizio di
funzioni implicanti misure dalle semplici decisioni procedurali. Quindi per le questioni
procedurali (adozione regolamento interno, elezione presidente, creazione di organi sussidiari)
sufficiente la maggioranza semplice. Le altre richiedono una maggioranza qualificata con voto
favorevole dei permanenti. Ma cosa sono queste altre questioni? Quelle che innescano una
catena di eventi cha inizia quando il Consiglio decide di effettuare uninchiesta, chiede agli
stati di risolvere le loro controversie o fa raccomandazioni alle parti.

Il principio del doppio veto: nei casi dubbi, la decisione sulla questione preliminare deve essere
sempre risolta a maggioranza qualificata, comprendente il voto favorevole di tutti i membri
permanenti.

Nel 49 lAG ha raccomandato di considerare procedurali una serie di questioni, tra le quali la
richiesta al segretario generale di convocare una sessione speciale dellAssemblea,
lapprovazione delle credenziali dei mebri del CS, lapprovazione dei rapporti annuali e speciali
da sottoporre allAsseblea generale, lorganizzazione del consiglio per esercitare le funzioni in
modo continuativo, la decisione di riunirsi in luoghi diversi dalla sede centrale, la creazione di
organi sussidiari In seguito si consolidata la prassi per cui la qualificazione di una questione
viene lasciata aperta fino al termine dei negoziati in seno al consiglio e a questo punto il
presidente del Consiglio pu dichiarare la natura procedurale e superare cos il veto dei
permanenti. Si cos ridotto lambito del doppio veto, fino alla progressiva scomparsa. Lo
Statement va cos ritenuto come una semplice opinione comune dei 5 membri permanenti, non
obbligatoria per il CS e lONU nel complesso.

Chi us molto il veto nella storia, fu lURSS mentre a partire dagli anni 60 fu usato
meggioramente dagli stati occidentali (USA verso Israele).

ASTENSIONE, NON PARTECIPAZIONE AL VOTO E ASSENZA

Parliamo ora della formazione della volont in situazione come quelle del titolo da parte dei
membri permanenti.

- Astensione obbligatoria: un membro che sia parte di una controversia anche locale deve
astenersi e quindi gli negato il diritto di veto (non si applica per semplici situazioni).

- Astensione volontaria che non impedisce ladozione della delibera consiliare proprio
perch solo unobiezione esplicita si qualifica come veto.

- Non partecipazione priva di conseguenze sulla formazione della volont collegiale.


Negli effetti va assimilata allastensione.
- Assenza del membro permanente, analoga (il caso pi clamoroso rappresentato
dallassenza per sei mesi dellURSS nel 1950, come protesta della Cina nazionalista, al
posto di quella popolare nel CS).

PARTECIPAZIONE DI STATI NON MEMBRI

Non concorre alla formazione della volont collegiale lo Stato membro delle Nazioni Unite,
estraneo al CS che partecipi, senza diritto di voto, alla discussione di qualsiasi questione
sottoposta a tale organo, quando questultimo ritenga che gli interessi di tale membro siano
particolarmente coinvolti. E linvito a partecipare che non implica il diritto di voto, ma
partecipano perch hanno portato una questione a conoscenza del CS. Pu inoltre partecipare
ogni stato appartenente allONU che non sia membro del CS o ogni stato non membro Onu che
sia parte ad una controversia in esame dinanzi al Consiglio stesso, sar da questo invitato a
partecipare senza diritto di voto alla discussione relativa alla controversia. Partecipazione che
spesso utile perch spesso il Consiglio si occupa spesso di questioni allo stato iniziale in cui
ancora incerta la qualificazione di controversia.

Altre forme di partecipazione: membri del segretariato o altre persone qualificate a fornigli
informazioni o dargli altro genere di assistenza nelle questioni di sua competenza. Gli stati
ammessi a partecipare alle riunioni possono oltrech discutere, anche presentare proposte e
progetti di risoluzione, dei quali non possono chiedere la votazione, che possibile solo se
richiesta da uno stato membro del Consiglio.

POTERE DORGANIZZAZIONE INTERNA

Anche il consiglio ha potere di auto-organizzazione che disciplina le riunioni, lordine del giorno,
la rappresentanza degli stati, la verifica delle credenziali, le funzioni del segretario generale in
relazione al Consiglio, lorganizzazione dei lavori e il sistema di votazione. Altro importante
aspetto il potere di istituire organi sussidiari come i tre comitati permanenti: Comitato di
esperti per lesame del regolamento provvisorio di procedura, il Comitato sullammissione di
nuovi membri; il Comitato per le riunioni del Consiglio al di fuori della sede principale. Poi
appartengono a questo settore le missioni di fact-finding, le commissioni di inchiesta, le
operazioni di peace-keeping, i Tribunali per lex Iugoslavia e Ruanda.

Si creano organi necessari allespletamento delle funzioni.

RIFORMA

Maggiore trasparenza ed efficacia, conseguire una maggiore rappresentativit dellorgano


mediante lampliamento della sua composizione. Concetto di rappresentativit: la maggioranza
dei paesi in via di sviluppo riconosce che il CS nellespletare la sua responsabilit nel
mantenimento della pace e della sicurezza internazionali, agisce in loro nome. Il principio
della delega allora imporrebbe una composizione che rifletta in modo equilibrato le varie aree
geografiche e i diversi raggruppamenti politici a cui appartengono gli stati membri. Mentre un
altro gruppo di stati (occidentali) intende la rappresentativit come attribuzione di adeguato
peso agli stati che occupano una posizione di rilievo a livello universale o regionale, per modo di
mantenere la pace.

Le proposte di ampliamento configurano verie combinazioni: aumento dei soli membri


permanenti, aumento di soli membri non permanenti, aumento parallelo, nuova cetegoria di
mebri semi-permanenti. Si punta molto allingresso di nuovi membri permanenti come la
Germani e il Giappone.

LItalia nel 1993 ha presentato allAG un progetto di riforma che propone listituzione accanto
agli attuali membri permanenti e non permanenti a rotazione ordinaria, di una nuova categoria
di dieci seggi semi-permanenti, riservati ad un gruppo di 30 stati. Tali membri sarebbe scelti in
base a criteri oggettivi, quali larea geografica di appartenenza e la capacit e disponibilit a
contribuire al peace-keeping e sui criteri demografici ed economici. Si prospetta cos
lattribuzione di un seggio permanente allUE in rappresentanza di tutti i suoi membri ma vi
anche la prospettiva di un uso europeo del seggio da parte degli stati appartenenti allUE che
siedano in Consiglio come membri permanenti o non.

Lipotesi di abolire tuot court il potere di veto sembra improponibile (anche se in molti, tra cui
lItalia, lo vedono anacronistico dopo la guerra fredda) ma si delineata una tendenza a
restringere la portata del diritto di veto. Ancora si propone di eliminare lintervento del
Consiglio in alcune procedure regolate dalla Carta, come lammissione, la sospensione o
lespulsione dei membri.

POTERI GENERALI DEL CONSIGLIO

Abbiamo detto che lorgano ha la responsabilit principale del mantenimento della pace e della
sicurezza internazionale e che riconoscono come tale organo agisca in loro nome. Ha poteri
specifici, generali e dazione.

Esso pu qualificare una situazione come illecita rispetto alla carta. I membri ONU convengono
di accettare e di eseguire le decisioni del Consiglio di sicurezza in conformit alla disposizioni
della Carta relative al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. Ha anche
molte altre competenze: disposizioni riguardanti lappartenenza dei membri, lelezione del
segretario generale, la modifica della carta e lesecuzione delle sentenze della corte
internazionale di giustizia.

PRINCIPIO DI LEGALITA

Nelladempimento dei suoi compiti il Consiglio agisce in conformit ai fini e ai principi ONU. Tale
organo stato creato dalla Carta e nellagire deve rispettare i principi in essa contenuti. I suoi
atti devono quindi prima facie ritenersi validi, ma se sono ultravires? La CIG non ha una funzione
di revisione giudiziaria. La possibilit di un sindacato limitata a due ipotesi:

1) Controversia internazionale sottoposta alla Corte da stati membri dellONU avente ad


oggetto disposizioni disposizioni della Carta o atti adottati sulla sua base;

2) Richiesta di parere alla Corte su qualunque questione giuridica

Altri mezzi per valutare la conformit delle deliberazioni degli organi politici rispetto alla Carta
potrebbero essere il ricorso ad un arbitrato o ad una commissione di esperti. Ma quale possibilit
resta al singolo stato di contestare la legittimit di una decisione del CS? In assenza di un regime
di impugnative lo stato singolo pu senzaltro manifestare il suo dissenso nel corso del
procedimento formativo dellatto ritenuto illegittimo, opponendosi alla sua adozione, atto che
riveste un grande significato politico. Qualora poi si adotti ugualmente lo stato dovr
conformarvisi continuando legittimamente a contestare a livello politico.

8) Il ruolo del Consiglio di sicurezza nel regolamento pacifico di controversie e


situazioni

Il sistema della Carta per il mantenimento della pace basato su uno schema dualistico (VI:
soluzione pacifica delle controversie e VII: azioni in caso di minacce alla pace) basato su
presupposti conciliativi e coercitivi.

Mezzi pacifici: giustizia e diritto internazionale, composizione e soluzione delle controversie che
potrebbero portare ad una violazione della pace. Gli stati membri hanno cos lobbligo di
risolvere pacificamente le loro controversie. Un primo elemento positivo la parziale estenzione
di alcuni dei mezzi istituzionali di regolamento in esso previsti per le controversie alle situazioni
suscettibili di mettere in pericolo la pace. Gli stati hanno cos lobbligo di deferire al CS
determinate controversie di cui siano parti, mentre hanno la facolt ma non lobbligo di
sottoporre allattenzione del Consiglio le situazioni suscittibili che sono sempre prese in
considerazione insieme alle controversie, mentre non vero il contrario. Le controversie sono
controversie internazionali caratterizzate da atteggiamenti di volont degli stati diretti a far
prevalere i propri interessi.

Vige il principio di libera scelta delle parti quanto ai mezzi di soluzione utilizzabili. Gli organi
ONU in forma di mediatori e conciliatori possono intervenire, quando la libera scelta delle parti
non pervenga ad alcun risultato. (Ricordiamo la Dichiarazione di Manila sulla soluzione pacifica
delle controversie internazionali e il fatto che si stia esaminando la proposta di istituire un
servizio permanente per la soluzione pacifica delle controversie).

LA SCELTA DEI MEZZI

- Negoziati diretti tra le parti che includono le consultazioni o lo scambio di informazioni


- Inchiesta, accertamento attraverso un esame parziale degli elementi di fatto della
controversia ad opera di una commissione istituita dalle parti, il cui rapporto non ha
carattere vincolante

- Mediazione che comporta linterposizione di un terzo, talvolta il Segretario generale o un


suo rappresentante speciale. Essa si traduce sia in unattivit procedurale, sia
nelleventuale predisposizione di un piano da sottoporre alle parti

- Buoni uffici

- Coinciliazione, la controversia sottoposta ad una commissione incaricata di formulare


una valutazione nel merito, in forma di raccomandazione alle parti

- Mezzi giudiziari, arbitrato e il regolamento giudiziario che consentono di pervenire alla


soluzione della controversia mediante sentenza con efficacia obbligatoria.

- Le parti possono anche scegiere altri mezzi pacifici.

FASE ISTITUZIONALE

Caratterizzata dal ruolo di conciliazione svolto dal Consiglio e destinata a consludersi con la
raccomandazione di procedimenti o metodi di sistemazione oppure in termini di regolamento. A
questo stadio possono passare gli stati membri e anche i non membri per le sole controversie di
cui siano parti. Ogni membro pu portare allattenzione del consiglio qualsiasi controversia o
situazione suscettibile di costituire un pericolo per la pace e il Consiglio potr discrezionalmente
decidere se porre la questione allordine del giorno e formulare raccomandazioni. Ma si parla
spesso di actio popularis, perch tutti dovrebbero collaborare al mantenimento della pace.

PROCEDURE E TERMINI DI REGOLAMENTO

Se le parti di una controversia suscettibile di mettere in pericolo la pace non riescono a


regolarla con mezzi di loro scelta, devono deferirla al Consiglio di sicurezza, che tenuto ad
occuparsi del caso. Il consiglio ha la possibilit di intraprendere unazione mediatrice valendosi,
in caso, di organi sussidiari e del Segretario generale e di scegliere tra due alternative: indicare i
termini di regolamento (= raccomandare la soluzione di merito che ritenga adeguata) ed indicare
le rocedure e i metodi di regolamento, che scaturiscono il pi delle volte da processi negoziali
pi che istituzionali. Sono inoltre qualificabili come indicazioni di termini di regolamenti le
sortazioni del Consiglio relative ad aspetti specifici e circoscritti delle controversie. Nelle
risoluzioni relative si rinviene lenunciazione di principi o norme di diritto internazionale in
applicazione dei quali si invitano le parti a tenere una certa condotta (Israele venne invitato a
risarcire lArgentina dopo la cattura di Eichmann senza il consenso dello Stato).
Inoltre compresa la possibilit di indicare le misure provvisorie che il Consiglio reputi
appropriate, quali il ritiro di truppe da un territorio o lo scambio dei prigionieri, primo passo
verso una soluzione pacifica.

Art.38 il CS pu fare alle parti richiedenti raccomandazioni per una soluzione pacifica della
controversia: procedura consensuale.

POTERE DI INCHIESTA

Pu fare indagini su qualsiasi controversia o su qualsiasi situazione che possa portare ad un


attrito internazionale o dar luogo ad una controversia. Le attivit di accertamento dei fatti
(fact-finding) ritenuta infatti unattivit indispensabile nel mantenimento della pace. Lo
possono svolgere sia lAG, il CS e il SG (resta il pi idoneo) specificando il mandato della
missione e i requisiti del rapporto.

Il Consiglio si avvale solitamente di commissioni di esperti create dal SG, acquisendo ed


esaminando in primo luogo le informazioni provenienti da stati e org.int.

NATURA ED EFFETTI DELLE RISOLUZIONI:

Parte della dottrina ha sostenuto che tali atti nellesercizio del potere di inchiesta siano
qualificabili come decisioni, le uniche con effetti vincolanti per lo Stato interessato, che
dovrebbe a sua volta consentire laccesso ad un organo sussidiario inquirente, prestando la
propria collaborazione allo svolgimento, garantendo la sicurezza dei componenti della
commissione di inchiesta. Linchiesta non prescinde dal governo interessato, anzi si basa su di
esso.

Le decisioni relative allinchiesta non vertono su questioni procedurali e quindi il membro


permanente pu opporre il veto, a meno che non sia parte della controversia.

INDICAZIONE DI MEZZI ADEGUATI DI SOLUZIONE

Il Consiglio pu invitare le parti a regolare la loro controversia mediante i mezzi indicati. Si


astiene nel prenunciarsi nel merito, anzi rivolge un invito che si configura come
raccomandazione non vincolante.

Inoltre pu raccomandare non solo stati, ma in generale le parti di una controversia (ratione
personae). Tuttavia lart. 33 si riferisce a soggetti di diritto internazionale.

La procedura allart.33 esperibile ex officio, in quanto il CS pu agire di sua iniziativa. Inoltre


pu raccomandare procedimenti o metodi d sistemazione adeguati per la soluzione di una
controversia o la cessazione di una situazione di cui allart.33. Indica dunque alle parti un mezzo
specifico, prendendo in considerazione le precedenti misure adottate dalle parti.

COOPERAZIONE FUNZIONALE CONSIGLIO-CORTE


Tenendo conto che le controversie giuridiche dovrebbero essere deferite alla CIG. La distinzione
tra controversi giuridiche e politiche dipende dalla prospettazione soggettiva che le parti danno
al loro atteggiamento di volont:

- giuridica una controversia in cui le parti avanzano pretese e oppongono resistenze


fondate su argomentazioni di diritto internazionale

- Politiche sono le controversie in cui le parti configurano i loro atteggiamenti in base a


considerazioni extra-giuridiche, di giustizia ed opportunit, chiedendo un mutamento
della situazione di diritto.

- Miste/complesse, aspetti giuridici di controversie politiche

Vi pu essere contemporaneo interessamento in ordine ad una stessa controversia da parte del


Consiglio di sicurezza e della CIG (litispendenza). La corte pu occuparsi di una controversia
giuridica, anche se il CS investito dellesame degli aspetti politici della stessa o di una pi
ampia situazione di cui la controversia stessa costituisca una parte. Il principio quello della
cooperazione funzionale

NATURALE DELLE RISOLUZIONE DEL CAP. VI

Parliamo di raccomandazioni internazionali senza forza vincolante. Limportanza dellintervento


conciliativo del Consiglio risiede soprattutto nella sua capacit di facilitare lestinzione in fatto
della controversia o la cessazione della situazione, convincendo le parti a desistere dal loro
atteggiamento pericoloso per la pace. Se ci non avviene, lazione del consiglio deve allora fare
in modo che la controversia trovi unadeguata soluzione mediante un accordo tra le parti o la
sentenza di un giudice internazionale cui le parti abbiano sottoposto la controversia.

[ Quali sono i soggetti del DIRITTO INTERNAZIONALE?

- Stati, santa sede, ordine di Malta, insorti, governi in esilio, comitati nazionali allestero,
movimenti di liberazione nazionale, organizzazioni internazionali ]

9) Le azioni del Consiglio di sicurezza per il mantenimento della pace

La catena di misure che il Consiglio pu adottare, inizia con linvitare le parti ad ottemperare a
quelle misure provvisorie che esso consideri necessarie o desiderabili. Lart.41 riguarda le misure
che non prevedono luso della forza, ove queste appaiono inadeguate, esso pu intraprendere
quelle azioni militari con forze aeree, navali e terrestri che siano necessarie per mantenere e
ristabilire la pace. Secondo lart.43 tutti i membri ONU dovrebbero mettere a disposizione dietro
richiesta del consiglio le forze armate e lassistenza necessaria. Si prevede cos listituzione di
un Comitato di stato maggiore, composto dai capi di stato maggiore dei 5 permanenti, su questo
graverebbe il compito della direzione delle forze armate ONU. Gli accordi non sono mai stati
conclusi a cause delle divergenze esistenti tra i 5 in ordine allentit e alla composizione.
In ogni caso, lOnu ha sempre istituito reparti di osservatori, impiegati per la vigilanza di tregue
darmi e armistizi, nonch forze per il mantenimento della pace, ma non parliamo certo di forze
armate internazionali di cui allart. 43. Esse si basano sul consenso dello Stato o delle parti sul
cui territorio lazione destinata a svolgersi e degli stati sul cui territorio reparti e mezzi
devono transitare per raggiungere la zone dimpiego.

Allart. 39 si parla di: uso illecito della forza, atto di violazione della pace, aggressione o
minaccia contro la pace. Altro aspetto di riflessione stato quello relativo alle sanzioni
economiche (41) e il terzo aspetto chiaramente quello delle misure di natura militare.

ACCERTAMENTI DI CUI AL 39

Esso larticolo chiave di volta della sicurezza collettiva. Esso stabilisce che il Consiglio di
Sicurezza accerta lesistenza di una minaccia alla pace, di una violazione o di un atto di
aggressione, a fa raccomandazioni o decide quali misure debbano essere prese per ristabilirla.
Lapplicazione di detto articolo condizione necessaria per ladozione di qualsiasi sanzione da
parte del consiglio. Esso fa raccomandazioni o decide quali misure debbano essere adottate, le
quali pur non avendo effetti obbligatori, sono state tuttavia in seguito invocate a fondamento di
successive iniziative dello stesso e talvolta anche unilateralmente da parte di stati membri.
Distinguere tra Cap. VI (soluzione pacifica delle controversie) e VII (azione).

Minaccia alla pace = ampia libert di valutazione da parte del consiglio. E tautologica perch la
si identifica di volta in volta con quella che il Consiglio definisce tale. Copre ipotesi diversi
(situazioni in cui comportamenti statali rendono evidente il rischio di un conflitto armato
internazionale, disordini allinterno dello stato, guerre civili in una certa regione, armi di
distruzione di massa, sottosviluppo, massicci spostamenti di rifugiati, violazioni dei diritti
delluomo, terrorismo internazionale, violazioni di obblighi fondamentali da parte della CI,
genocidio, apartheid, diritto allautoderminazione o lesioni ai diritti umani = crimine
internazionale). La minaccia alla pace pu essere costituita anche da comportamenti contrari
dei membri a decisioni vincolanti del Consiglio, quindi inosservanza. Minacce alla pace sono
anche le emergenze umanitarie (Haiti, Ruanda, Somalia).

Ribadiamo che il Consiglio pu accertare lesistenza di una minaccia alla pace


indipendentemente dallesistenza di violazioni di obblighi internazionali, esercitando una
funzione che non coincide con laccertamento e la garanzia del diritto (es. ha ritenuto minaccia
alla pace situazioni che non implicavano violazione di obblighi internazionali come la grave crisi
economica e sociale in Albania). Ne deriva che la nozione di minaccia alla pace molto
flessibile.

Violazione/ rottura della pace = ritenute tali linvasione della Corea del Sud da parte di quella
del Nord, linvasione del Ku-wait da parte dellIraq. Si trattava di occupazioni su larga scala di
territorio altrui o di ostilit belliche prolungate accompagnate dalluso di armi chimiche e
convenzionali.

Atto daggressione = il Consiglio non ha mai qualificato formalmente in tal modo una situazione.
E comunque un presupposto per lapplicazione del cap. VII quindi definibile crimine contro la
pace internazionale.

INDICAZIONE DI MISURE PROVVISORIE

Lart.40 stabilisce che al fine di prevenire laggravarsi della situazione, il CS prima di fare
raccomandazioni pu invitare le parti a quelle misure considerate desiderabili, senza che queste
pregiudichino i diritti, le pretese o la posizione delle parti interessate. Il Consiglio prender in
debito conto la mancata osservanza di tali misure (queste devono impedire laggravarsi della
situazione: ordini di cessate il fuoco, appelli alla conclusione di convenzioni militari, tregue,
armistizi, rilascio dei prigionieri di guerra) e tale fine pu essere necessario istituire meccanismi
di controllo.

Dopo la fine della guerra fredda meno frequenti sono diventate le deliberazioni contenenti
misure provvisorie, le quali hanno piuttosto accompagnato decisioni relative allimposizione di
misure coercitive (es. istituendo zone di sicurezza).

[leggi art. 39, 40 e 41]

La tendenza del CS mostra come queste misure siano utili non solo per lazione diretta al
mantenimento dell pace ma anche per facilitare il regolamento pacifico di situazioni.

REQUISITI ED EFFETTI MISURE PROVVISORIE

Vige il principio della gradualit degli interventi, deliberando misure provvisorie destinate a
prevenire laggravarsi della situazione, ma la prassi non rigida.. Esse possono configurarsi
come misure autonome, in s compiute, dirette ad impedire che la situazione degeneri
ulteriormente, ovvero possono accompagnarsi a misure coercitive, le quali possono a loro volta
non essere precedute da alcuna misura provvisoria. Il carattere decisamente discrezionale. I
destinatari sono le parti interessate ovvero implicate nella situazione, come gli stati coinvolti in
un conflitto internazionale. Vi sono poi i destinatari indiretti (stati membri, vicini e altri soggetti
coinvolti a cui vi si appella allastensione dal compiere azioni che possano esacerbare la
situazione).

Il carattere temporaneo non concerne tanto il lasso di tempo nel quale tali misure devono essere
realizzate, quanto le conseguenze della loro applicazione, che vengono meno una volta esaurita
la loro funzione puramente strumentale. Sono cautelari perch non devono pregiudicare i diritti
e le pretese delle parti. Il carattere cautelare deriva dal fatto che esse tendono a garantire la
tutela, in via provvisoria, di diritti.
MISURE COERCITIVE NON IMPLICANTI LUSO DELLA FORZA

Lart.41 si occupa di quelle misure non implicanti luso della forza adottate nei confronti di uno
stato che, a giudizio del consiglio di sicurezza, ha minacciato la pace, violato la pace o ha
compiuto un atto di aggressione. In tali circostanze il Consiglio pu chiedere a tutti i membri di
adottare misure coercitive, normalmente denominate sanzioni. Queste possono comprendere
uninterruzione totale o parziale delle relazioni economiche e delle comunicazioni ferroviarie,
marittime, aeree e la rottura anche di quelle diplomatiche.

A partire degli anni 90 le misure short of war hanno compreso: il congelamento di beni o valori
patrimoniali posseduti allestero, lembargo inteso come non come sequestro di navi mercantili
estere ma come provvedimento con cui uno stato o un gruppo di stati vietano lesportazione di
armi, munizioni o di qualsiasi altro prodotto che possa servire agli stati in guerra per prolungare
il conflitto o con cui deliberano la sospensione del commercio di determinate merci per
esercitare pressioni di natura politica sullo stato interessato. Misure frequenti ono anche la
riduzione del personale diplomatico e consolare dello stato sanzionato presso gli stati membri e
linvito a non convocare conferenze internazionali e diplomatiche. Vi sono poi quelle formule
con cui il Consiglio dichiara determinati atti compiuti da uno Stato nulli e non avvenuti,
chiedendo agli stati di disconoscerne gli effetti (in Rhodesi del sud, grazie alle sanzioni non
implicanti luso della forza, leconomia del paese africano venne completamente isolata fino
alla caduta del regime segregazionista).

Obiettivo delle sanzioni economiche non tanto la punizione del paese responsabile di
comportamenti contrari alla Carta, quanto la modifica di questi ultimi. Inoltre, si consolidata
la pratica di ridurre al minimo limpatto negativo sui membri pi deboli della societ civile e di
rendere minimi i danni collaterali agli altri stati vicini.

Sempre al 41 si legge che il Consiglio pu decidere quali misure debbano essere adottate per
dare effetto alle sue decisioni e pu invitare gli stati membri ad applicare tali misure. La
seconda parte stabilisce che il consiglio pu invitare gli stati membri ad applicare le misure
decise. Ma di regola le decisioni adottate sulla base del detto articolo sono considerate
vincolanti per i membri.

La decisione tra decisioni e raccomandazioni ha particolare rilievo per quanto riguarda lipotesi
in cui la risoluzione del Consiglio chieda agli stati membri di tenere comportamenti in contrasto
con obblighi internazionali di cui sono titolari in base ad altri trattati dei quali sono parti
contraenti. Se dalla decisione del consiglio scaturisce un obbligo, esso prevarr infatti su
eventuali situazioni soggettive incompatibili fermo restando che il consiglio non potr chiedere
di derogare a norme fondamentali del diritto internazionale. La natura di raccomandazione o
decisione vincolante propria di una delibera relativa a sanzioni economiche nun muta, inoltre,
nel caso in cui il Consiglio consideri la loro inosservanza, in base allart. 39, come minaccia alla
pace e adotti, di conseguenza, misure coercitive nei confronti del membro che non si conforma.
OPERAZIONI DI INTERDIZIONE MILITARE PER LATTUAZIONE COERCITIVA DELLE SANZIONI
ECONOMICHE

Esso ha spesso autorizzato a porre in essere operazioni coercitive di sorveglianza e


dinterdizione dei traffici marittimi o fluviali da e verso lo Stato sottoposto a embargo,
conferendo loro la facolt di fermare e sottoporre a visita navi commerciali, anche con mezzi
coercitivi e in acque internazionali, in deroga al principio della libert dellalto mare e della
sottomissione delle navi alla giurisdizione del solo Stato di bandiera. Venne usata cos in
Iugoslavia la formula generica di adottare le misure necessarie in relazione alle circostanze del
momento. Quindi le misure pi frequenti sono state: dirottamento (impedire alla nave di
raggiungere la destinazione vietata) e detenzione temporanea e confisca del carico illecito.

Misure di polizia marittima: misure di interdizione navale che avrebbero carattere strumentale
rispetto alle sanzioni economiche.

Una cosa certa: lintenzione del Consiglio di decidere che un certo risultato sia assicurato da
tutti gli stati o da specifiche categorie di stati, quel che il consiglio lascio alla discrezionalit
degli stati sono le forme per realizzare il risultato voluto, in particolare i mezzi per realizzare le
attivit operative necessarie a garantire losservanza delle sanzioni economiche. Si tratta quindi
di decisioni obbligatorie e non di raccomandazioni.

Art.42 unica norma che abilita il CS a sospendere il divieto di usare la forza nelle relazioni
internazionali e superare il limite della sovranit statale in caso di minacce alla pace, violazioni
della pace o atti daggressione, nei limiti imposti dal diritto internazionale generale.

La circostanza che si tratti di decisioni conferma lobbligo di cui tutti i membri sono titolari di
cooperare pienamente nellattuazione delle misure economiche deliberate dal Consiglio, anche
laddove non partecipino direttamente alle operazioni di interdizione.

I COMITATI DELLE SANZIONI

Un secondo elemento che caratterizza le sanzioni economiche riguarda la costituzione di organi


sussidiari del Consiglio di sicurezza a composizione plenaria, denominati comitati delle
sanzioni, ai quali affidato il compito di assicurare il rispetto delle misure coercitive fondate
sullart. 41. A detti comitati richiesto in genere di fare rapporto al Consiglio e di approvare
eventuali deroghe per scopi umanitari. Va rilevato che i comitati delle sanzioni non sono organi
operativi, abilitati a compiere direttamente verifiche e controlli dellapplicazione delle sanzioni.
Il loro funzionamento dipende dalla cooperazione degli stati membri.

LIMITI ALLE SANZIONI


Si devono evitare effetti pregiudizievoli alle popolazioni civili. Lart. 50 assevera che se il CS
intraprende misure preventive contro uno Stato, ogni altro stato, sia o non sia membro ONU, che
si trovi di fronte a particolari difficolt economiche derivanti dallesecuzione delle misure, ha
diritto di consultare il Consiglio per risolvere tali difficolt. Lassistenza dovrebbe concretarsi
anche nella fornitura di risorse finanziarie per ricompensare i danni economici subiti. Secondo
altri larticolo si limiterebbe a conferirie agli stati che si trovano nelle condizioni richieste il
diritto di consultare il CS circa il modo di risolvere le difficolt ed questa la tesi preferibile.

Non va dimenticato che (49) i membri ONU si associano per prestarsi mutua assistenza
nelleseguire le misure deliberate dal CS.

IL RISPETTO DEI PRINCIPI UMANITARI

Si chiesto al Consiglio di tenere conto delle conseguenze dannose proprio per i gruppi pi
vulnerabili. Tra le condizioni di applicabilit delle sanzioni vige il principio di proporzionalit, il
quale implica che gli interessi in gioco devono essere bilanciati in modo equilibrato: da un lato
c linteresse ONU ad imporre sanzioni efficaci e dallaltro linteresse di non arrecare danni
inaccettabili alla popolazione dello Stato colpito. Vi sono poi sanzioni vietate in assoluto: le
misure di coercizione economica o politica estrem dirette ad arrecare pregiudizio allintegrit
territoriale o allindipendenza politica dello stato sanzionato, i comportamenti che pregiudicano
il rispetto dei diritti umani fondamentali, contrari a norme imperative del diritto internazionale
(come il diritto allautodeterminazione e il diritto umanitario internazionale).

Le norme a protezione dei diritti umani e il diritto umanitario costituiscono un limite imperativo
alla discrezionalit del Consiglio.

LATTUAZIONE DELLE DECISIONI RELATIVE ALLE SANZIONI ECONOMICHE

La diretta applicabilit di tali decisioni negli ordinamenti interni dei membri non pu essere
desunta dallart.25 della Carta, il quale stabilisce lobbligo degli stati membri di accettare ed
eseguire le decisioni del CS.

Le risoluzioni pertinenti lasciano alla discrezionalit degli stati la scelta relativa alle modalit
della loro attuazione negli ordinamenti interni, sottolineando lobbligo loro incombente di
adeguare la legislazione nazionale. La prassi interna nel senso di negare lapplicabilit diretta
delle decisioni vincolanti del CS. A volte oltre a non essere direttamente applicabili sono anche
incomplete nel contenuto dispositivo e mancano di quel carattere self-executing che
consentirebbe loro di avere efficacia diretta nei rapporti interindividuali. Esse necessitano di
disposizioni legislative o amministrative interne, la cui emanazione rimessa allo stato in
concreto interessato.

In Italia la tecnica di ricezione il procedimento ordinario di produzione normativa implicante la


trasformazione delle decisioni del CS con adozione di misure legislative e amministrative di
contenuto corrispondente alle delibere ONU. Si rileva inoltre la tentenza a predisporre
meccanismi generali di rinvio, diretti ad evitare lesecuzione di volta in volta delle singole
decisioni del CS. E il caso del divieto di esportazione e transito di materiali di armamento verso
i paesi nei cui confronti sia stato dichiarato lembargo totale o parziale delle forniture belliche
da parte dellONU.

MISURE IMPLICANTI LUSO DELLA FORZA

Lart. 42 stabilisce che il CS pu intraprendere con forze aeree, navali e terrestri, ogni azione
che sia necessaria per mantenere o ristabilire la pace e la sicurezza internazionali. Si possono
comprendere dimostrazioni, blocchi navali. Il Consiglio pu valutare discrezionalmente se
ricorrere direttamente alle misure coercitive militari o se farle invece precedere da sanzioni
economiche. Azione significa ricorso alla forza armata, sospendendo cos lobbligo di non usare
la violenza contro lintegrit territoriale e lindipendenza politica di altri stati. Lart. 43
impegna tutti i membri ONU a mettere a disposizione le forze armate e lassistenza e
facilitazioni (diritto di passaggi). Il paragrafo 1 implica la formazione di una forza militare
propria dellONU, costituita attraverso contingenti forniti in via permanente degli stati membri.
Lo status di membro comporta lobbligo di stipulare accordi speciali diretti a determinare le
modalit di formazione e dislocazione delle forze armate da mettere a disposizione
dellOrganizzazione. E noto come questi articoli siano rimasti inattuati.

Art.44 e 46. Il primo si occupa dello stato membro non rappresentato in consiglio stabilendo che
quando questorgano ha deciso di impiegare la forza, prima di richiedere a tale stato di fornire
forze armate in esecuzione degli obblighi assunti a norma del 43, lo inviter, ove esso lo
desideri, a partecipare alle sue decisioni concernenti limpiego di contingenti di froze armate
del membro. Lo stato non membro avrebbe un diritto di piena partecipazione, anche di votare.
Ma spesso il Consiglio si solo limitato a consultarli attraverso il SG.

Ancha lart. 45 restato inattuato: esso dispone che i membri terranno ad immediata
disposizione contingenti di forze aeree nazionali per lesecuzione combinata di unazione
coercitiva internazionale.

COMITATO DI STATO MAGGIORE

Art.47 che come detto prevede il Comitato di Stato Maggiore, composto dai capi di stato
maggiore dei 5 membri permanenti. Esso ha il compito di coadiuvare il Consiglio nella
trattazione dei problemi militari connessi con il mantenimento della pace e della sicurezza
internazionali e nellimpiego e nel comando delle forze armate messe a disposizione degli stati
membri. Se le forze armate ONU esistessero, sul Comitato graverebbe il compito di direzione.

Il Comitato costituisce un organo sui generis creato dalla Carta, non principale n sussidiario.
Esso semplicemente un organo ONU che svolge funzioni ausiliarie del Consiglio di Sicurezza, ma
dotato di una garanzia che potremmo definire costituzionale, cio pu essere soppresso solo
attraverso un emendamento della Carta.

Venne spesso consultato durante operazioni di peace-keeping. Certo che la costituzione di un


esercito ONU richiederebbe risorse umane ed economiche enormi e il CS non ha altra scelta che
agire attraverso coalizioni di stati membri.

SISTEMA DI SICUREZZA COLLETTIVA E LA LEGITTIMA DIFESA

Lart. 51 stabilisce la seconda eccezione al divieto delluso della violenza armata prevista dalla
Carta. Esso stabilisce che nessuna disposizione della Carta pregiudica il diritto naturale di
legittima difesa individuale o collettiva, nel caso che abbia luogo un attacco armato contro un
membro ONU, fintantoch il Consiglio non abbia preso le misure necessarie per mantenere la
pace e la sicurezza internazionali. Le misure adottate dai membri devono essere
immediatamente portate a conoscenza del CS. Nel confermare il diritto naturale di legittima
difesa, individuale o collettiva, la carta non fa altro che confermare una cosuetudine esistente
nel DI generale.

Durante la guerra fredda molti stati hanno abusato e ampliato il ricorso alla forza militare,
includendo la legittima difesa preventiva, consistente nellattacco sferrato quando si abbia la
certezza di un imminente attacco militare o di altra aggressione equivalente.

Legittima difesa = reazione armata che uno stato in diritto di opporre, eventualmente con
lassistenza di stati terzi, a difesa della propria indipendenza politica e integrit territoriale.
Non pertanto configurabile come rappresaglia o sanzione allillecito, non una contromisura.
Bens reazione allattacco armato di forze regolari, o linvio di bande armate sul territorio di un
altro stato che produca dimensioni ed effetti simili allattacco regolare. La corte ha negato
laggressione indiretta, ossia laiuto fornito ai ribelli sotto forma di forniture di armi e assistenza
logistica. E in base al fine della stessa che deve essere valutato il rispetto dei parametri di
necessit e di proporzionalit dellazione militare adottata, quali condizioni indispensabili per
lammissibilit delleccezione. La vittima non potr occupare il territorio dellaggressore a meno
che ci non sia strettamente necessario per impedirgli di proseguire laggressione. Lart. 51 vieta
in particolare unoccupazione militare prolungata e a maggior ragione lannessione di un
territorio appartenente allaggressore. Inoltre la reazione allaggressione deve essere
immediata.

I vincoli procedurali sono: le misure devono essere immediatamente portate a conoscenza del CS
e possono avere luogo soltanto finch il CS non abbia preso le misure necessarie per mantenere
la pace e la sicurezza.

Ogni stato membro ha il diritto di ricorrere alluso della forza per aiutare un altro stato vittima
di un attacco armato. Tuttavia perch si abbia legittima difesa colletiva occorre sempre la
richiesta o il consenso, espresso eventualmente in un precedente accordo di mutua difesa, dello
stato vittima dellattacco. Il ricordo consentito solo in presenza della domanda dello stato che
si consideri vittima di unaggressione armata e solo in quanto questo stato si sia proclamato
aggredito.

INTERVENTO MILITARE IN CASO DI VIOLAZIONE DELLA PACE

Dopo la caduta del Muro il CS ha consolidato la prassi di autorizzare gli stati membri ad usare
tutti i mezzi necessari, compreso la violenza armata, per eliminare una minaccia alla pace o
ripristinare la pace stessa. Si tratta di azioni intraprese da gruppi di stati membri nel quadro di
unautorizzazione generale conferita dal CS. Quel che si vuole un risultato attinente alla pace:
il ritiro delle forze di occupazione da un territorio invaso, la garanzia della distribuzione degli
aiuti umanitari o la tutela di persone o luoghi posti sotto protezione internazionale. Si useranno
tutti i mezzi necessari, tra cui luso della forza armata.

Ad esempio il Consiglio ha autorizzato luso della forza in presenza di minacce alla pace e per
far fronte a crisi di carattere umanitario nel contesto di conflitti armati non internazionali e in
presenza di entit belligeranti diverse dagli Stati. Il ricorso alla forza stato talvolta richiamato
espressamente, compresa lindicazione della forma e modalit (Iugoslavia, Bosnia, Somali,
Ruanda).

Quali i fondamenti giuridici? Si mira non solo alla difesa contro lattacco armato in atto quanto
al ripristino della pace violata o alleliminazione della minaccia alla pace. Per alcuni le
autorizzazioni avrebbero fondamento in una norma di diritto internazionale generalmente
emergente, che permette agli Stati di agire uti universi quando siano violati obblighi erga omnes
e lo stasso CS si configurerebbe come organo materiale della comunit internazionale. Altri
riconducono le operazioni coercitive a scopo umanitario svolte sulla base di autorizzazioni del CS
ad una norma di diritto internazionale generale avente ad oggetto il cosiddetto diritto-dovere
dingerenza umanitaria nei casi di genocidio e violazioni massicce di diritti fondamentali. E una
reazione a gravissime violazioni di obblighi essenziali. Lobbligo per gli stati membri quello di
astenersi dallimpiego di mezzi non pacifici per il tempo necessario al ristabilimento della pace
e della sicurezza internazionali per realizzare lo scopo indicato.

Lazione decisa o autorizzata dal CS resta lunico strumento ammissibile nel diritto ONU, che non
sia la legittima difesa, per consentire il ricorso alla forza armata da parte degli stati membri e
ci nonostante i limiti che essa presenta, specie per le modalit di controllo.

Lautorizzazione che deve precisare? Scopi, portata, durata delle misure coercitive.

INTERVENTI NON AUTORIZZATI

Si intende interventi militari al di fuori dellautorizzazione esplicita del Consiglio. Un caso


rappresentato dalloperazione Provive Comfort di protezione ed assistenza umanitaria alle
popolazioni civili dellIraq. In occasione dellostruzionismo iracheno nei confronti dei membri
della commissione speciale e la violazione da parte dellIraq dei suoi impegni in materia di
disarmo, USA e UK affettuarono nel 1998 un intenso bombardamento aereo contro obiettivi
militari iracheni (Desert fox). Il fondamento sarebbe derivato dalla risoluzione 678 che
legittimava di usare tutti i mezzi necessari alla coalizione anti-irachena.

Riteniamo che la legittimit degli interventi militari non autorizzati da risoluzioni ma fondati su
formule generiche contenute in risoluzioni o su autorizzazioni precedenti siano da escludere.
Solo il Consiglio pu sospendere il divieto delluso della forza che gli Stati membri sono tenuti a
rispettare.

LE OPERAZIONI PER IL MANTENIMENTO DELLA PACE

Torniamo a risottolineare come non esistano forze armate a disposizione ONU in via permanente
e ci dipeso durante la Guerra fredda dal disaccordo tra le grandi potenze. La prassi ONU ha
quindi dato luogo ai corpi di osservatori impiegati nella vigilanza di tregue e di armistizi e le
operazioni per il mentenimento della pace.

Si possono individuare due fasi: una pre caduta e una post caduta del Muro.

Dal 1948 alla fine degli anni 80 lONU ha realizzato solo 1/3 delle operazioni di peace-keeping a
cominciare dalla Forza di urgenza delle Nazioni Unite nel Sinai (UNEF I) con cui si delinea gli
elementi tipici del p-k:

- Consenso dello stato territoriale, neutralit, imparzialit delle operazioni, uso della forza
solo per legittima difesa.

Negli anno 90 sono stati realizzati gli altri 2/3 e questa fase si distingue per lo sviluppo di
funzioni non strettamente militari, soprattutto a carattere umanitario o di peace-building, la
riconciliazione nazionale e il rispetto dei diritti umani e per lorganizzazione e la verifica delle
elezioni.

UNPROFOR (forza di protezione delle Nazioni Unite nella ex Iugoslavia) con tre distinte
componenti in Croazia, Macedonia, Bosnia-Erzegovina. UNIFIL (Libano).

Fondamento giuridico: il p-k unoperazione diversa sia dallart. 43 che da coalizioni di stati
autorizzati dal CS. Lo sviluppo della sua prassi da ascrivere allesigenza di far fronte a
situazioni concrete attraverso operazioni condotte da forze armate multi-nazionali, costituite da
contingenti messi a disposizione dai membri al fine di prevenire, contenere o far cessare un
conflitto di carattere internazionale o interno. Esiste dunque un consenso generalizzato. Deve
trattarsi di interventi imparziali rispetto alle parti coinvolte nella situazione di crisi o di
conflitto e da realizzarsi con il consenso degli stati o delle parti sul cui territorio le forze
opereranno.
Le operazioni sono condotte da contingenti militari, insieme ad una componente civile con
esclusione delluso della forza, se non in caso di legittima difesa. Si tratta di assistere le parti
coinvolte in un conflitto e sulla base di un mandato preciso, proprosto dal segretario generale ed
approvato in via politica dal CS. Il previo consenso delle parti richiesto anche in caso di guerra
civile e in cui le operazioni siano strumentali allattuazione di accordi di pace e riconciliazione.
La natura del consenso delle parti va configurato in maniera logica come dichiarazione negoziale
di volont, in tanto produttiva di effetti giuridici. Talvolta laccordo in questione espresso in
altri casi implicito. Ma c accordo!

La carta autorizza tali missioni? Il dato di partenza il silenzio sul punto sia in Carta che in
risoluzioni. Data la natura ibrida (lo si fa rientrare nellart. 38, 40 e 42), non v dubbio che non
pu essere configurato come strumento puramente diplomatico (o al cap.VI) tanto che a volte ha
anche presentato aspetti coercitivi, ma non per questo rientra nel Cap. VII.

La Corte ha sottolineato due elementi: il consenso dello stato nel cui territorio si svolgono le
operazioni e la circostanza che le risoluzioni istitutive non autorizzavano misure preventive o
coercitive. Il fondamento del peace-keeping appare saldamente ancorato alla Carta ONU,
trattandosi di operazioni per il mantenimento della pace. Se al Consiglio spetta il potere
distituire le forze per il mantenimento della pace, i principi applicabili al peace-keeping si sono
consolidati attraverso una pratica generalizzata dellOrganizzazione, accettata dagli stati
membri, che non ha ancora assunto il rango di consuetudine. Lorgano responsabile in via
principale resta il CS, cui spetta in primo luogo decidere listituzione della forza, definirne lo
scopo il mandato, la durata il finanziamento ed eventualmente modificarne il mandato. E cmq
lorgano deriva sulla base di una proposta del SG che ha potere di iniziativa in questa materia.

COMPETENZE

Le esigenze ONU devono trovare fondamento in accordi tra lorganizzazione e gli stati fornitori
di truppe e tra lorganizzazione e i territori in cui i caschi blu sono destinati ad operare. A tal
fine stato promosso a partire dal 1994, accordi di stand-by, conclusi in forma di Memorandum
of understanding dal Vicesegretario generale per le operazioni di p-k e dalla rappresentanza
permanente dello Stato membro presso lONU. Circa lapplicazione analoica dellart. 44 alle
operazioni di p-k, nel senso di consentire la partecipazione alle decisioni del Consiglio di Stati
che non ne sono membri ove siano fornitori di truppe, realizzata in modo informale.

Il finanziamento: in linea generale finanziato attraverso il bilancio ordinario ONU. I membri


contribuiscono in misura maggiore e si suddividono in 4 categorie:

- Membri permanenti del CS

- Stati industrializzati non membri permanenti e specificamente individuati

- Stati membri economicamente meno sviluppati


- Stati membri economicamente meno sviluppati e specificamente individuati

La stessa ONU sollecita il versamento di contributi volontari da parte dei membri. In taluni casi
ha istituito conti speciali extra bilancio. Valutiamo poi altri due aspetti:

- La gestione operativa delle missioni autorizzate e il comando militare sul campo.

Il personale fornito posto al comando ONU, rappresentate dal SG, sotto lautorit del CS.
Questultimo delega la pianificazione, la preparazione e conduzione delle operazioni al SG che a
sua volta nomina un comandante della forza. Da questo si dipana la catena di comando.

Il consenso, come detto, talvolta sancito in accordi ad hoc. Gli altri aspetti vengono demandati
agli accordi sullo statuto delle forze, concluso tra il SG e il governo ospite. LONU si impegna ad
astenersi da attivit incompatibili con il carattere imparziale dllintervento, mentre lo Stato
assicura il rispetto della natura internazionale delle forze di p-k e le applicazioni delle immunit
e privilegi, nonch linviolabilit delle comunicazioni, delle basi, dei quartieri e delle strutture
sotto il controllo esclusivo ONU.

Altri problemi sono poi derivati da attacchi armati nei confronti delle forze di p-k, dato che ai
membri di tali forze non risultano applicabili le norme del diritto internazionale umanitario in
quanto esclusi dal novero di legittimi combattenti. Allora lAG ha adottato la Convenzione sulla
sicurezza del personale ONU e di quello associato (sono invece escluse le azioni coercitive
intraprese in base al cap.VII, alle quali il personale partecipa in qualit di legittimo combattente
con conseguente applicazione del diritto internazionale dei conflitti armati. Gli stati contraenti
si impegnano a non attaccare il personale protetto e a garantirne la sicurezza.

IL MANDATO AMPLIATO ALLUSO DELLA FORZA

A partire dagli anni 90 si parlato di p-k di terza generazione ricomprendente anche luso della
forza, al fine di disarmare le parti in conflitto, proteggere personale o installazioni ONU,
orevenire attacchi contro zone di sicurezza e di interdizione aerea (Somalia e Iugoslavia). In
detti casi, le operazioni non erano qualificate come missioni di combattimento autorizzate ad
usare strumenti coercitivi per adempiere il loro mandato, luso della forza stato autorizzato
solo in legittima difesa. Infatti lUNOSOM II non sarebbe stata in grado di svolgere i suoi mandati
se non in forza dellassegnazione di poteri coercitivi. Cos come lUNPROFOR ha ricevuto un
mandato aggiuntivo che abilitava ad adottare per legittima difesa tutte le misure necessarie,
incluso luso della forza, in risposta ai bombardamenti contro le zone protette. Ma evidente
che siano fuori i confini della legittima difesa ma siamo in merito al cap.VII

In realt, i mandati di p-k implicanti un elemento di coercizione sembrano costituire


uneccezione rispetto ai principi applicabili a tale categoria di operazioni, eccezione limitata a
ipotesi di estrema gravit. Quindi se loperazione viene trasformata in azione coercitiva il
fondamento star solo negli articoli 39 e 42 e nei poteri del Consiglio del cap. VII
Non invece accettabile laffermazione secondo la quale lONU continua ad esercitare il diritto
di legittima difesa quando le loro forze eseguono azioni coercitive per lattuazione di mandati
aggiuntivi. Ci equivalrebbe a dire che non vi sia distinzione tra peace-keeping e peace-
enforcement.

Luso della forza resta pur sempre uneccezione, giustificata dallestrema gravit di una
situazione che senza costituire atti daggressione, rappresentano una seria minaccia alla pace
internazionale. E va fortemente salvaguardato il carattere consensuale e non coercitivo delle
operazioni.

I TRIBUNALI PENALI INTERNAZIONALI AD HOC

Creati per giudicare i presunti responsabili dei crimini commessi nel territorio della ex Iugoslavia
a partire dal 1991 e in Ruanda nel 1994 (vi furono anche proposte per la Cambogia e il Timor
Est). Lorigine del Tribunale per la ex Iugoslavia risale alla risoluzione 780 con cui era stata
creata una commissione imparziale di esperti incaricata di raccogliere prove sulle gravi
violazioni del diritto internazionale umanitario commesse nel corso del conflitto seguito alla
disgregazione della RSFI. Poi dette violazioni sono state qualificate come minacce alla pace e
alla sicurezza internazionali, cos stata adottata la risoluzione 827 che ha istituito il Tribunale
internazionale col compito di giudicare i presunti responsabili di violazioni gravi del diritto
internazionale umanitario.

Il Tribunale comprende tre Camere di prima istanza e una camera dappello, Procuratore e
Cancelliere. La terza camera consente al Tribunale di processare senza ritardi il grande numero
di imputati. Esso si compone di 14 giudici indipendenti eletti dallAG su una lista predisposta dal
CS.

Vige lobbligo dei membri di cooperare pienamente col Tribunale e di adottare le misure di
diritto interno necessarie a dare esecuzione alla risoluzione e alla Carta, oltre che alle sentenze.
Le spese sono comprese nel bilancio ONU e ripartite obbligatoriamente tra i membri ma a causa
delle difficolt finanziarie parte di esse si ripartiscono tra i stati pi ricchi. Esiste anche un
fondo fiduciario per i conributi volontari.

Tratti simili presenta quello per il Ruanda. Anche i Trbunali ad hoc di Norimberga e di Tokyo non
intendevano esaurire la repressione dei crimini di guerra legati al secondo conflitto mondiale.
Essi hanno provveduto alla punizione dei principali criminali di guerra, ma, per la maggioranza
dei crimini, il compito rimasto affidato alle giurisdizioni degli Stati che hanno istruito i relativi
processi.

Quindi i due tribunali di cui sopra sono stati istituiti non attraverso un trattato, ma tramite
decisione del Consiglio di Sicurezza. Il fondamento giuridico? Ci riporta allart. 41. Essi
costiuirebbero misure volte al mentenimento della pace e della sicurezza internazionale non
implicante luso della forza armata. Il Tribunale nella decisione relativa al caso Tadic ha
affermato che si tratta di un organo sussidiario speciale del CS e questultimo tenuto al
rispetto dellindipendenza e delle decisioni. Il CS pu tuttavia modificare gli statuti dei tribunali
e in caso estignuerli. Lanalogia con il Tribunale amministrativo ONU calza. Si tratta di organi
sussidiari.

STATUTO DI ROMA DELLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE

Il pi ambizioso scopo della CI istituire un tribunale penale internazionale permanente, come


meccanismo comune agl stati che in modo imparziale ed uniforme, assicuri la repressione dei
crimini pi gravi e operi da deterrente per il futuro. Nel 1989 lAG ha chiesto alla commissione
di diritto internazionale di iscrivere al suo ordine del giorno la questione della creazione di una
corte penale internazionale. Nel 1994 ha presentato cos un progetto di statuto che nel 98
stato trasmesso alla Conferenza diplomatica di Roma che ha adottato lo Statuto della Corte
Penale internazionale. Mezzo efficace per sottrarre allimpunit gli individui che, in qualit di
uomini di Stato o di semplici privati, commettono quei crimini che la coscienza collettiva
ripudia.

Lo Statuto entrer in vigore dopo la ratifica collettiva di almeno 60 Stati anche se ha iniziato a
funzionare una commissione preparatoria composta dagli attuali firmatari. Insomma, lo scopo
resta la creazione di una corte imparziale ed efficace, dotata di una giurisdizione
complementare rispetto a quelle nazionali, infatti pu esercitarsi solo quando lo stato che ha
giurisdizione sul caso non ha la volont o la capacit di condurre le indagini e il processo. Il caso
sar infatti inamissibile se nello stato che ha giurisdizione su di esso sono gi in corso indagini o
il processo, se esaurite le indagini le autorit giudiziarie di tale stato hanno deciso di non
perseguire il presunto responsabile, se infine questultimo gi stato giudicato.

Si compone di 18 giudici eletti dallAsemblea degli Stati parti dello Statuto per 9 anni, la Corte
definita istituzione indipendente ed il primo tribunale internazionale cui lo Statuto riconosca
la personalit giuridica internazionale. La Corte non organo delle Nazioni Unite, con le quali
per stipulerebbe un accordo di collegamento.

Essa destinata ad avere almeno nella prima fase un carattere semi-permanente: si riunisce
solo quando necessario, per decidere i casi che le verranno sottoposti. Come si finanzia? A
sistema misto tra risorse degli Stati parti e quelle del bilancio ordinario ONU.

Quanto alla natura della giurisdizione, essa non ne ha una a carattere universale. Non pu
procedere contro cittadini di uno stato non parte allo Statuto, salvo il loro consenso (fatto salvo
il principio di inefficacia dei trattati nei confronti degli stati terzi). Non sar universale, per
automatica per i crimini previsti da Statuto, se lo stato sul cui territorio sono stati commessi o di
cui il presunto responsabile cittadino sono parti contraenti. In caso contrario, uno di tali stati
o entrambi possono accettare la giurisdizione della Corte con dichiarazione ad hoc. Lesigenza
del consenso viene meno solo ove il caso sia sottoposto alla Corte dal CS.
Lo stato che ne diviene parte accetta la giurisdizione rispetto a tutti i crimini previsti. In una
clausola finale transitoria, tuttavia, previsto che ogni stato aderente pu sottrarsi alla
giurisdizione della Corte per 7 anni, rispetto alla categoria dei crimini di guerra.

Al CS spetta il potere di chiedere alla Corte la sospensione per un anno delle indagini nei
confronti di un presunto responsabile con possibilit di rinnovare la richiesta. Circa il potere di
iniziativa: uno stato parte, ma anche il Procuratore sia abilitato ad avviare le indagini, previa
autorizzazione della Camera preliminare, sulla base di informazioni ricevute da stati e anche da
organizzazioni non governative o da latre fonti affidabili. Essenziale che laccusa sia fondata.

CRIMINI PIU GRAVI

- Crimini di guerra, genocidio, crimini contro lumanit. Chi li commette ne portano la


responsabilit penale che imprescrittibile.

La competenza del tribunale si estende a 4 categorie di crimine internazionale:

- Violazioni delle Convenzioni di Ginevra del 1949 specie quelle contro persone protette e
tra cui rientrano lomicidio volontario, la tortura e i trattamenti inumani

- Violazioni delle leggi e consuetudini di guerra (uso di armi chimiche o atte a provocare
sofferenze inutili, i bombardamenti di citt e villaggi, distruzione di luoghi di culto,
scuole

- Genocidio = atti commessi con lintenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo


nazionale, etnico, razziale o religioso ( la definizione dellart. 2 della Convenzione per
la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio).

- Crimini contro lumanit, commessi durante conflitto armato contro la popolazione civile
(sterminio, omicidio, schiavit, deportazione, tortura)

10 ) Il contributo degli accordi e organizzazioni regionali al mantenimento della pace

Il sistema di sicurezza collettiva supportato dal capitolo VIII e dagli articoli 52, 53 e 54.

La tesi della subordinazione delle organizzazioni regionali, che aveva una certa ratio nel periodo
del conflitto ideologico, sembra superata dall prassi. La linea tendenzialmente quella di una
cooperazione funzionale, insistente sul concetto di complementeriet. Vi addirittura chi vi
intravede una possibile funzione sostitutiva.

Art. 52 stabilisce due principi: lintegrazione degli accordi o organizzazioni regionali nelle
attivit per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionali ai fini di questioni che si
prestino ad unazione regionale, e quello della necessaria conformit tra tali accordi e
organizzazioni e i fini e i principi ONU.
La differenza tra accordo e organizzazione regionale? Attiene al grado di
istituzionalizzazione, minore nel caso dellaccordo, maggiore in quello dellorganizzazione.
Larticolo non sembra porre in essere ulteriori requisiti se non quelli del carattere regionale
dellaccordo o dellorganizzazione considerata e della conformit ai principi della Carta. Il
requisito della conformit deve essere valutato tenendo presente che gli accordi regionali e le
carte istitutive di organizzazioni regionali sono trattati internazionali indipendenti, nei quali non
sempre sono presenti disposizioni specifiche volte a coordinare la loro sfera di applicazione con
quella ONU e a stabilire le priorit dellazione ONU rispetto a quella da esse prevista nel campo
del mantenimento della pace e della sicurezza internazionali.

La natura regionale non pu desumersi da un mero criterio geografico. Regione non tanto
una comunit di Stati geograficamente contigui, quanto una comunit parziale dinteressi
nellambito della CI universale.

[ E il caso della NATO aperta a tutte quelle democrazie europee che indipendentemente da
criteri geografici, siano disposte a far fronte alle responsabilit poste dallappartenenza
allalleanza. La funzione orginaria era quella di provvedere alla difesa collettiva degli stati
membri, nascente dal trattato di Washington del 1949. La sola ipotesi di uso della forza prevista
era infatti la difesa congiunta dello Stato membro vittima di un attacco armato, mentre non
sono contemplate azioni militari in relazione a conflitti tra membri. La nuova strategia si basa
sul principio della cooperazione tra Nato e gli stati appartenenti al disciolto Patto di Varsavia e
su un impianto ampio della sicurezza volta ad integrare la dimensione della difesa con elementi
politici, economici, sociali ed ambientali. Anche a livello europeo.

Essa intende contribuire alla prevenzione dei conflitti e alla gestione delle crisi, accanto ai
tradizionali interventi di carattere difensivo.]

Il coordinamento tra ONU e le organizzazioni regionali si impongono in conseguenza del


comportamento degli Stati appartenenti allONU che partecipano nello stesso tempo agli accordi
ed organizzazioni regionali, in qualit di parti contraenti. Gli stati onu sono tenuti a garantire la
prevalenza degli obblighi derivanti dal diritto ONU rispetto a quello regionale. Ma la prassi fa
rientrare anche le org. E gli accordi regionali che non svolgono in via principale funzioni nel
settore del mantenimento della pace.

Lorg. Regionale deve essere intesa in senso lato, comprensiva anche di altre organizzazioni che
hanno potenzialit dazione nel campo della prevenzione dei conflitti, del peace keeping e
making. Di tale evoluzione sono anche le competenze attribuite allUE in base alle questioni
relative alla politica estera e di sicurezza comune che comprendono anche missioni umanitarie e
di soccorso ed attivit dirette al mantenimento della pace e della gestione di crisi
internazionali.

IL REGOLAMENTO DI CONTROVERSI A LIVELLO REGIONALE


Il rapporto tra CS ed Org. Reg. nei campi a tutela della pace. Lart. 52 stabilisce la priorit dei
meccanismi regionali rispetto al CS in relazione alle controversie di carattere locale. I membri
ONU che partecipano ad accordi ed organizzazioni regionali devono infatti fare ogni sforzo per
risolvere pacificamente le controversie che rientrano in tale categoria mediante gli stessi
accordi od organizzazioni, prima di deferirle al CS. Il principio di priorit non mai stato
interpretato in modo rigido. E tendenzialmente in favore per.

Il CS incoraggia lo sviluppo della soluzione pacifica delle controversie di carattere locale


mediante gli accordi o le organizzazioni regionali sia su iniziativa degli Stati interessati, sia
deferendo esso stesso tali controversie in sede regionale. Pu in ogni modo svolgere inchieste su
una controversia di ordine locale anche se il meccanismo regionale ne gi investito. Cos come
ogni stato membro pu sottoporre allattenzione del CS o dellAG in ogni momento una
controversia di carattere locale.

LA PRIORITA DELLONU

Se la Carta ONU favorisce luso prioritario dei meccanismi regionali nella soluzione pacifica delle
controversie di ordine locale, diverso il discorso per le azioni coercitive, ove lordine di
priorit di inverte. Lart. 53 stabilisce che il Consiglio di Sicurezza ha facolt di utilizzare gli
accordi o le organizzazioni regionali per azioni coercitive sotto la sua direzione. Le decisioni
sono eseguite direttamente dai membri ONU o dalle organizzazioni internazionali competenti di
cui siano membri, tra cui figurano anche quelle a carattere regionale. Ma quali azioni pu
incaricare? Sanzioni short of war, misure implicanti luso della forza di sostegno a sanzioni
economiche e misure di imposizione coattiva della pace.

DIVIETO DI MISURE COERCITIVE NON AUTORIZZATE

Lart. 53 vieta invece agli accordi e alle organizzazioni regionali di attuare autonomamente
azioni coercitive, stabilendo che nessuna azione di tale natura potr venire intrapresa senza
lautorizzazione del CS, escludendo le sanzioni economiche e quelle short of war. Quelle
implicanti luso della forza necessitano di autorizzazione preventiva (e quando conferita agli
stati membri sembra chiaro che questa valida anche se lazione viene condotta attraverso le
organizzazioni regionali di cui gli Stati autorizzati fanno parte.

Quando ci fu lintervento militare NATO verso la RFI senza autorizzazione espressa del CS, essa
avvenne a posteriori ma stato ugualmente legittimato a ragion del ristabilimento della pace.

AMBITO DI APPLICAZIONE DI AZIONI COERCITIVE REGIONALI

La definizione dellambito di azione dellorganizzazione regionale dipende dal suo trattato


istitutivo e dalla prassi di applicazione. Nel silenzio della Carta, la risposta va in primo luogo
ricercata nel trattato istitutivo dellorg. Regionale interessata e nelle eventuali modifiche
formali o de facto da esso subite nel tempo. Se si escludono le azioni coercitive implicanti luso
della forza, soggette ad autorizzazione preventiva del CS, le altre misure rientrano nel contesto
della libert di iniziativa che ciascuno organizzazione regionale ha in conformit al proprio
statuto. Inoltre gli organismi regionali possono agire senza preventiva autorizzazione del CS
nellesercizio del diritto di legittima difesa collettiva. Infatti al 53 vi una deroga al principio
della previa autorizzazione che vale per le misure coercitive contro ogni stato nemico, categoria
nella quale rientra ogni stato che stato nemico di uno qualsiasi dei firmatari della Carta nel
corso della II Gurra mondiale. E in due casi determinati: misure adottate in base al 107 e misure
dirette contro ogni ripresa di una politica di aggressione.

Il 107 stabilisce a sua volta che nessuna disposizione della Carta pregiudica la possibilit per gli
stati firmatari di intraprendere o autorizzare unazione come conseguenza della II g.mm nei
confronti di uno stato ex nemico (anacronismo).

P-k regionale e rapporti ONU: esso pu esser svolto anche da organismi regionali. Chiaro che se
il CS pu delegare azioni coercitive, non si vede perch non possa delagre azioni di peace-
keeping. Azioni che possono essere intraprese anche di propria iniziativa, salvo il caso in cui
assumano carattere coercitivo.

La struttura non diversa da quella ONU. Lart. 54 prevede che il CS si tenuto pienamente
informato, in ogni momento, dellazione intrapresa (nelle prassi stato informato da
comunicazioni inviate al SG, da stati parti della controversia o da altri stati. Lonere incombe
ancora una volta in via principale agli stati membri ONU che partecipano agli accordi o alle Org.
Reg, nelle forme idonee a realizzare lo scopo voluto dalla norma.

Oggetto dellinformazione: azioni relative alla soluzione pacifica di controversie di ordine


locale, reazioni ad attacchi armati nellesercizio del diritto di legittima difesa. Linformazione
preventiva nel caso in cui si progetino misure implicanti luso della forza, che sono in via
prioritaria competenza del CS.

10)Il Segretario dellONU

Le unioni di stati organizzati di solito al vertice collocano un organo individuale, denominato


Segretario o direttore generale. Esso assicura la continuit dellazione amministrativa
dellOrganizzazione ed ha un importante ruolo politico-diplomatico. Nella SdN era organo di
natura prevalentemente amministrativa, nel sistema ONU equiparato al Consiglio e allAG,
rivestendo dunque anche una carica politica. Qualificato come uno degli organi principali ONU.

Il Segretariato un organo complesso composto da vari uffici individuali, subordinati


gerarchicamente allufficio del Segretario generale.

Secondo lart. 97 nominato dallAG su proposta del CS. In realt eletto dal CS e dallAG
secondo una procedura in due fasi e la raccomandazione del CS costituisce parte essenziale dato
che si gioca il veto. Diciamo che la Carta nulla dispone circa le caratteristiche richieste per
lelezione, la durata della carica e la possibile rielezione del candidato uscente.

1. Sir Gladwyn Jebb(Regno Unito,Europa), dal1945al1946.

2. Trygve Lie(Norvegia,Europa), dal febbraio1946alle dimissioni nel novembre1952.

3. Dag Hammarskjld(Svezia,Europa), aprile1953fino alla sua morte in un incidente aereo


al confine fraKatangaeRhodesia Settentrionale(attualeZambia) nel settembre1961.

4. U Thant(Birmania (attualeMyanmar),Asia), dal novembre1961al dicembre1971.

5. Kurt Waldheim(Austria,Europa)1972-1981

6. Javier Prez de Cullar(Per,America del Sud)1982-1991

7. Boutros Boutros-Ghali (Egitto, Africa), dal gennaio 1992 al veto statunitense ad un suo
secondo mandato avvenuto nel dicembre1996.

8. Kofi Annan(Ghana,Africa), dal gennaio1997a dicembre2006.

9. Ban Ki-moon(Corea del Sud,Asia), dal gennaio2007attualmente in carica.

Il Consiglio di Sicurezza raccomanda il candidato allAG che implica lunanimit dei membri,
mentre lAssemblea pu votare a maggioranza semplice (non figura al 18). Nella SdN esso
proveniva sempre da una grande potenza appartenente al Consiglio, mentre lONU ha preferito
segretari provenienti da medie potenze. Non stato mai eletto un candidato cittadino degli stati
permanenti.

La durata viene stabilita in occasione di ogni elezione. Vi fu la proroga per Boutros-Ghali per un
anno e si affermata nella prassi la rielezione per un secondo mandato del segretario uscente.
Tra le argomentazioni avanzate contro la sua rielezione vera quella secondo cui avrebbe potuto
pregiudicare lindipendenza e limparzialit del candidato. In tal senso stato sottolineato che
sarebbe opportuno introdurre un diveto espresso nella Carta di rielezione, accompagnando tale
modifica con lestensione della durata del mandato a sette anni.

Poi abbiamo lipotesi della vacanza della carica dai casi diversi dalla scadenza naturale (morte,
dimissioni, impedimento permanente). Il Presidente Hammarskjld mor in un incidente aereo e
si elesse U Than in qualit di facente funzioni per il periodo restante del mandato e poi eletto a
Segretario. Si propongono alcune innovazioni tra le quali la limitazione del potere di veto, il cui
esercizio dovrebbe essere escluso se un candidato raccoglie la maggioranza dei voti in Consiglio
e la presentazione di un programma di lavoro da parte di ciascuno dei candidati.

FUNZIONI AMMINISTRATIVE

ART. 100 Il SG tenuto anzitutto a non sollecitare n ricevere istruzioni da alcun governo a da
alcuna autorit estranea allOrganizzazione e deve astenersi da qualunque azione che possa
compromettere la sua posizione di funzionario internazionale. A loro volta gli Stati membri sono
tenuti a rispettare il carattere internazionale del ruolo del Segretario e a non cercare di
influenzarlo nelladempimento delle sue funzioni. Si ricavano obblighi di comportamento per il
Segretario:

- Imparzialit ed indipendenza rispetto agli interessi nazionali, piena indipendenza dallo


Stato di origine, incompatibilit totale con funzioni e doveri statali e ha il dovere di non
accettare cariche politiche nazionali immediatamente dopo la scadenza del mandato.

Il modello amministrativo e quello politico nel caso dellONU pu dirsi realizzata una fusione di
entrambi, dato che il Segretario generale titolare di funzioni amministrative, ma svolge nello
stesso tempo un rilevante ruolo politico.

Le funzioni amministrative in base alla Carta e allo Statuto della Corte Internazionale:
informazione allAG e ai membri circa le questioni relative al mantenimento della pace che il
Consiglio sta trattando, convocazione di sessioni speciali dellA su richiesta del Consiglio di
sicurezza o della maggioranza dei membri ONU, nomina del personale, registrazione e
pubblicazione dei trattati, preparazione della lista per lelezione dei giudici della Corte e
procedure relative allestrazione a sorte dei giudici le cui funzioni scadono al termine dei
periodi iniziali di tre a sei anni, funzione di depositario delle dichiarazioni di accettazione della
giurisdizione obbligatoria della Corte da parte degli Stati.

Quindi il pi alto funzionario amministrativo dellONU e gli sono assegnati tutti i compiti
amministrativi rientranti nella sfera organizzativa, tecnica, finanziaria e di rappresentanza. Esso
rappresenta lONU nelle sue relazioni esterne e da qui deriva la sua competenza a negoziare e a
concludere accordi delle Nazioni Unite con Stati membri e non o con altre organizzazioni
internazionali (treaty-making power).

Fra i trattati internazionali conclusi dal Segretario assumono particolare rilievo quelli riguardanti
le operazioni di peace-keeping, stipulati con gli stati che mettono a disposizione contingenti
militari e con gli stati sul cui territorio tali forze sono destinate ad operare; gli accordi di sede;
gli accordi concernenti lo svolgimento di conferenze conclusi con lo Stato ospite; quelli con le
organizzazioni regionali volti a rafforzare la cooperazione con le Nazioni Unite; infine, gli
accordi aventi ad oggetto questioni di carattere tecnico o amministrativo.

Secondo lart. 98 il SG agisce in tale qualit in tutte le funzioni dellAG, del CS, del Consiglio
Economico e sociale e del Consiglio di amministrazione fiduciaria ed esplica quelle funzioni che
gli siano affidate da tali organi. Ad esso sono attribuite competenze relative alla preparazione
del lavoro degli organi principali ed allattuazione delle loro decisioni; nella sua qualit di pi
alto funzionario amministrativo, egli partecipa a tutte le loro riunioni, provvede a distribuire i
testi dei documenti ufficiali e a comunicarli agli stati membri.

inoltre responsabile della preparazione dellordine del giorno delle riunioni degli organi ONU e
della raccolta della documentazione di base. Altre attivit riguardano la predisposizione del
bilancio e lamministrazione finanziaria ONU.
Esso predispone una relazione annuale sul lavoro svolto dallOrganizzazione. Con il tempo questo
divenuto anche un documento politico.

REGISTRAZIONE, PUBBLICAZIONE E DEPOSITO DI TRATTATI INTERNAZIONALI

Ogni trattato e accordo internazionale ( = concorso di volont per mezzo del quale gli stati
interessati intendono creare un reciproco rapporto di obbligazione giuridica) stipulato da un
membro ONU deve essere registrato al pi presto possibile presso il Segretariato. I testi degli
accordi internazionali registrati sono pubblicati, a cura del Segretariato, nella United Nations
Treaty Series, in lingua originale, e con traduzioni in inglese e francese se necessario.

Si consolidata lopinione secondo la quale la mancata registrazione avrebbe prodotto i suoi


effetti nellambito del sistema giuridico speciale della SdN e che tali effetti si concretavano
nellimpossibilit che il trattato non registrato fosse invocato e fatto valere di fronte agli organi
della Societ. Anche per il 102 la mancata registrazione ha come effetto limpossibilit di
invocare i trattati non registrati nellambito ONU. Nessuno dei contraenti di un accordo che non
sia stata registrato potr invocare quel trattato davanti ad un organo ONU. Inoltre, la
registrazione non implica una valutazione, da parte del Segretariato stesso, circa la natura dello
strumento registrato, n conferisce ad esso lo status di accordo internazionale se esso gi non lo
possiede.

Un accordo comunque una manifestazione di norme pattizie, che non riflettono il diritto
internazionale generale, il quale non obbliga gli stati a dare pubblicit ai trattati da loro
stipulati o a notificare ai terzi lavvenuta conclusione dello stesso.

Inoltre svolge funzioni di depositario delle convenzioni multilaterali concluse sotto gli auspici
ONU. Egli assicura la custodia del testo originale, prepara le copie certificate conformi, riceve
tutte le firme apposte nel trattato, informa le parti e gli stati qualificati a divenire parti del
trattato degli atti, delle notifiche e delle comunicazioni relative al trattato; in breve, svolge in
modo imparziale tutte le funzioni proprie dei depositari. Infatti la Convenzione di Vienna sul
diritto dei trattati del 1969 stabilisce che il funzionario amministrativo pi elevato in grado di
una organizzazione internazionale pu essere designato depositario di un trattato.

FUNZIONI POLITICHE-DIPLOMATICHE

Buoni uffici, mediazione, inchiesta. Organizza e dirige le operazioni di mantenimento della


pace. Ha una notevole discrezionalit circa i tempi e le modalit di azione, tendenza inaugurata
dalla guerra fredda. Esso negozia con gli stati ospiti e gli altri membri ONU le condizioni di
spiegamento delle missioni, raccoglie le necessarie risorse finanziarie e ci che ancor pi
rilevante che liniziativa per listituzione delle operazioni di p-k assunta quasi sempre
proprio dal SG, il quale nellambito del ruolo diplomatico e di fact-finding ha spesso proposto al
Consiglio di sicurezza, dopo aver verificatola disponibilit degli stati coinvolti, linvio di una
missione in unarea di crisi (Somalia, Liberia).

FUNZIONI POLITICHE AUTONOME


Oltre a quelle delegate, il SG ha competenze politiche autonome che si trovano nellart.99 come
il diritto di richiamare lattenzione del Consiglio su qualunque questione che, a suo avviso, possa
minacciare il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. Lampiezza della
formula gli consente di prendere in considerazione qualsiasi questione suscettibile di minacciare
la pace (questione = nozione ancora pi estesa rispetto alla controversia e situazione;
minacciare = attribuisce al Segretario generale un ampio margine di apprezzamento. Doppia
discrezionalit: pu presentare e a suo avviso: ha il potere, non lobbligo, di sottoporre
allattenzione del Consiglio una questione a suo giudizio pericolosa per la pace. Torniamo allart.
99, fondamento di tutte le funzioni politico-diplomatiche. Sono da ricondurre i poteri impliciti e
le funzioni politiche esercitate da esso in materia di coordinamento e di informazione, di
diplomazia preventiva, buoni uffici e mediazione, per promuovere la soluzione di situazioni
pericolose per la pace. Inteso quasi come lorgano pi idoneo a valutare le situazioni di crisi e a
orientare lazione degli organi politici, che deliberano sulla base di sue proposte e autorizzano
azioni che lo stesso segretario ha sollecitato.

Ha realizzato anche missioni di inchiesta, visto come il soggetto pi idoneo ad effettuare


indagini e a raccogliere informazioni ai fini della prevenzione dei conflitti. Pu svolgere
direttamente linchiesta, costituire una commissione di esperti ovvero designare un
rappresentante o inviato speciale che gli faranno rapporto. Gli quindi riconosciuta una
competenza autonoma discrezionale che include il potere di svolgere attivit di diplomazia
preventiva, dallinvio di missioni di fact-finding e di gruppi di osservatori, alle iniziative di
negoziato, buoni uffici, organizzazione di conferenze di pace, visita personale sui luoghi di crisi,
ricerca del dialogo diretto con autorit di governo e rappresentanti delle parti. Pu esercitare le
sue funzioni politiche autonome anche in collegamento con i segretari di organizzazioni
internazionali regionali.

Riteniamo che lesercizio di funzioni politiche autonome da parte del SG rientra nellambito di
quelle pratiche integrative della Carta che difficile qualificare come vere e proprie
consuetudini.

COMPOSIZIONE

A partire dall86 la struttura organizzativa stata semplificata che comprendeva 9 dipartimenti


e vari uffici, corrispondenti a vaste aree tematiche o a funzioni essenziali, ai quali lufficio del
segretario fornisce lindirizzo generale. Il reclutamento e la disciplina dello statuto giuridico del
personale costituiscono una tipica manifestazione del potere di auto-organizzazione ONU, detto
diritto interno delle organizzazioni internazionali, o anche, diritto amministrativo internazonale.

Art.100 sancisce lindipendenza del personale del Segretariato che implica il divieto di ricevere
istruzioni da qualsiasi governo o autorit esterna allorganizzazione. La seconda parte impone ai
membri del personale di astenersi da qualsiasi azione che possa compromettere la loro posizione
di funzionari internazionali responsabili nei confronti ONU. Essi sono tenuti ad un dovere di
riservatezza e discrezione e gli stati di converso hanno lobbligo di rispettare la funzione
internazionale del personale, astenendosi dallesercitare su di esso qualsiasi forma di pressione,
a cominciare dalla fase di reclutamento.

Art. 101 il personale nominato da SG secondo le norme stabilite dallAG. Del 1952 lo Staff
Regulatios che contiene norme in materia di condizioni di servizio, diritti e doveri connessi al
rapporto dimpiego, promozioni e dimissioni, previdenza, permessi e congedi, salari e diritti al
pensionamento. Il SG titolare di un potere regolamentare che si esplica nellemanazione di
disposizioni di rango subordinato applicative dello Statuto. Tale potere si esercita anche sotto
forma di circolari, istruzioni e note. Quanto al reclutamento, si fa riferimento allesigenza di
assicurare il massimo grado di efficienza, competenza ed integrit ed impone di considerare
limportanza del criterio geografico pi ampio possibile. I desiderable ranges sono calcolati
sulla base di tre indicatori: il numero dei membri ONU, la popolazione di ogni Stato membro e la
sua contribuzione al bilancio ONU.

IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO ONU

Elemento di garanzia cui devoluto il compito di risolvere le controversie in materia di impiego


che sorgono tra lOrganizzazione e i suoi dipendenti. Si tratta di unimmunit processuale e di
diritto sostanziale, che comporta lirrilevanza, per gli ordinamenti degli Stati, dei rapporti nei
quali le organizzazioni internazionali intervengono come soggetti dei propri ordinamenti interni,
rapporti tra i quali rientrano quelli di impiego con il personale. La Carta contiene regole
riguardanti il reclutamento e la nomina dei funzionari mediante procedure interne per lesame
dei ricorsi del personale, conferendo al SG la competenza di decidere in merito ad essi, dopo
aver consultato la commissione paritetica di ricorso.

La prima istanza di ricorso aperta ai funzionari in caso di controversi con lONU resta sempre
quella gerarchica, ed proprio contro le decisioni finali del capo dellamministrazione che
conferito al dipendente il potere di adire lorgano giudiziario. Lincremento dei funzionari ha
reso indispensabile un meccanismo di soluzione giudiziaria delle controversie in materia di
impiego, anche alla luce di tutelare il diritto fondamentale di ogni individuo ad un processo equo
di fronte ad un tribunale indipendente ed imparziale.

Il Tribunale amministrativo delle Nazioni Unite (TANU) stato istituito dallAG nel 1949 tramite
risoluzione che ne reca lo Statuto. La competenza pu essere estesa ad ogni istituto
specializzato delle Nazioni Unite secondo i termini di un accordo speciale da concludersi con
listituto interessato ed il Segretario generale. il potere dellAG di istituire un organo di
carattere giurisdizionale, competente ad emanare decisioni con efficacia di cosa giudicata nelle
controversie relative ai rapporti di impiego fra ONU e personale. Gli organismi creati con
delibere organizzative rientrano nel novero degli organismi sussidiari, subordinati ai principali
istitutivi. Da qui il problema di conciliare il carattere di organo giudiziario, indipendente, con la
sua natura sussidiaria. La Corte ha escluso che esso abbia carattere subordinato, negando il
diritto dellAG di rifiutare lesecuzione delle sue decisioni comportanti il versamento di
unindennit.
Arriviamo al dunque: il tribunale organo sussidiario ma una volta istituito non subordinato
allAssemblea che anzi ne rispetta le sentenze secondo statuto che essa ha approvato. Cmq pu
modificarne lo statuto. Ragionamento analogo che di applica ai tribunali penali internazionali
istituiti dal CS. Il TANU composto da sette membri di diversa nazionalit, eletti dallAG.

Scopo del sistema di soluzione di controversie : fornire uno strumento di garanzia


giurisdizionale ai dipendenti i cui diritti sono stati violati e di assicurare luso del diritto
nonostante che le decisioni amministrative ONU siano escluse dal sindacato dei tribunali
nazionali. Procedimento:

1) Ricorso amministrativo al SG dove sono rappresentati sia il dipendente che


lOrganizzazione

2) Diritto del dipendente di presentare ricordo al tribunale contro la decisione


amministrativa adottata nei suoi confronti

La richiesta al TANU valida solo se il SG ha rigettato le raccomandazioni di tale organismo,


ovvero non ha adottato alcuna decisione a riguardo.

Ha competenza limitata alla soluzione delle controversie che hanno ad oggetto il rapporto di
lavoro del dipendente: esso competente a conoscere dei ricorsi aventi ad oggetto la violazione
del contratto o delle condizioni di impiego dei funzionari del Segretariato. I termini contratto
e condizioni di impiego comprendono tutte le disposizioni applicabili dello Statuto e del
regolamento del personale in vigore al momento dellinvocata violazione, comprese quelle
contenute nel regolamento delle pensioni (ratione materia).

Hanno capacit processuale di fronte al Tribunale le persone fisiche che possiedono, o hanno
posseduto, la qualit di funzionari o di agenti internazionali, ed i loro aventi diritto. Lo Statuto
tace sul diritto applicabile alla soluzione delle controversie con il personale. Il diritto di impiego
costituisce, in quanto lex specialis, la fonte principale del diritto applicabile, che va tuttavia
integrato con riferimento a tutte le norme appartenenti al diritto interno ONU in tema di
impiego. Vi rientrano i principi generali del diritto specie quelli attinenti al servizio civile
internazionale e la pratica dellOrganizzazione.

Se il Tribunale amministrativo riconosce fondato il ricorso, pu, emanare una sentenza che
annulla la decisione contestata o limitarsi ad accettare la violazione dellobbligo da parte
dellOrg, che sar cos tenuta ad eseguire la sentenza. Nel caso di impossibile o inopportuno
annullamento o esecuzione dellobbligo, il Tribunale pu ordinare la riparazione del danno e il
versamento del relativo indennizzo. Le sentenze, definitive e senza appello, pongono cos fine
alla controversia ed hanno efficacia di cosa giudicata. Lo statuto ammette quali mezzi di
impugnazione per la revisione della sentenza il ricorso in revisione o per rettificazione di errore
materiale.

12)Corte internazionale di giustizia


La Corte Internazionale di giustizia lorgano giurisdizionale ONU avente competenza
contenziosa per la soluzione di controversie di controversie internazionali fra Stati e consultiva
per la formulazione di pareri richiesti dagli organi a ci autorizzati. il principale organo
giurisdizionale ONU. Elemento essenziale del sistema di soluzione pacifica delle controversie e,
pi in generale, del meccanismo per il mantenimento della pace e della sicurezza. Si richiama
alla precedente Corte permanente di giustizia internazionale creata allepoca della SdN. Nel
1945 si decise di sostituirla con un organo analogo ma nuovo, per una sorta di continuit tra le
due anche nel corpus giurisprudenziale. Ci fu un trasferimento di giurisdizione. La CIG
costituita e funziona in conformit alle disposizioni del suo statuto come annesso alla Carta
ONU, della quale forma parte integrante. Con lentrata in vigore della Carta tutti gli stati
membri sono diventati ipso facto parti allo Statuto della Corte. Ogni stato non membro dellONU
pu aderire allo Statuto alle condizioni che vengono determinate caso per caso dallAG su
raccomandazione del CS e sono 3:

- Accettazione delle disposizioni dello Statuto, accettazione degli obblighi derivanti


dallart. 94 della Carta (obbligo degli stati di conformarsi alle decisioni della Corte nelle
controversie di cui siano parti), impegno finanziario derivante dalla partecipazione allo
statuto.

Lart. 35 parla di possibilit di accesso alla Corte di stati che non sono parti dello Statuto ma
stavolta le condizioni sono determinate dal CS e in nessun caso porranno le parti in una
posizione di ineguaglianza di fronte alla Corte. Quali sono?

- Dichiarazione di accettazione della giurisdizione della Corte resa dallo Stato che voglia
accedere alla Corte, con la quale lo Stato si vincola a conformarsi in buona fede alla
decisione della Corte e ad accettarne gli obblighi.

COMPOSIZIONE

La corte si compone di 15 giudici eletti a prescindere dalla loro nazionalit, tra persone di
alta levatura morale che possiedono i requisiti richiesti nei loro rispettivi paesi per la nomina
delle pi alte cariche giudiziarie o siano giureconsulti di riconosciuta competenza nel campo
del diritto internazionale. Durano in carica 9 anni e sono rieleggibili. Tra i membri della
Corte non pu figurare pi di un cittadino di uno Stato determinato e ci deve essere la
rappresentanza delle principali forme di civilt e dei principali sistemi giuridici del mondo.
La composizione si rinnova per 1/3 ogni 3 anni, con lelezione di 5 giudici. Lindipendenza
dei giudici garantita mediante le previsioni di inamovibilit, incompatibilit della carica
con altre funzioni professionali e, in particolare, con quella di agente, consulente o avvocato
in controversie, e ancora attraverso lobbligo dei giudici di non partecipare alla decisione di
controversie alle quali abbiamo precedentemente preso parte in qualit di agenti, consulenti
o avvocati delle parti o di membri di una corte nazionale od internazionale. I giudici godono
dei privilegi e delle immunit diplomatiche.
Lelezione dei giudici comporta due fasi: designazione dei candidati da parte degli Stati (essa
avviene mediante gruppi nazionali della Corte permanente di arbitrato, qualora vi siano
membri della Nazioni Unite non rappresentati in detta corte, i candidati di tali stati sono
designati da gruppi nazionali nominati dai governi mediante le stesse modalit prescritte per
la corte di arbitrato. I membri dei menzionati gruppi sono invitati dal SG. Nessuno pu
designare pi di 4 persone, di cui non pi di due possono essere della sua nazionalit) ed
elezione da parte di CS ed AG, che procedono con votazioni autonome. I membri della corte
sono eletti dalla lista di persone cos designate, ciascuno a maggioranza assoluta dei voti
dallAG e del CS. La procedura abbastanza complessa: intervento di una commissione mista
di sei membri (nominati per met dallAS e per laltra dal CS) con il compito di scegliere a
maggioranza assoluta di voti un nome per ogni seggio ancora vacante, da presentare
alladozione separata dellAG e del CS. Se pure tale intervento assicura lelezione di tutti i
giudici, spetta ai giudici gi eletti coprire i seggi vacanti scegliendo tra quei candidati che
abbiano ottenuto voti nellAG o nel CS.

ORGANIZZAZIONE

Ha sede allAja. Elegge il suo presidente e vice per 3 anni e sono rieleggibili. Nomina il
cancelliere e pu procedere alla nomina degli altri funzionari che siano necessari. Essa
esercita normalmente le sue funzioni in adunanza plenaria, ed un quorum di nove giudici
sufficiente per costituire la corte. Prevista la possibilit di istituire collegi giudicanti ristretti
(sezioni/camere) di cui si distinguono diverse categorie. In primo luogo la Corte pu
costituire in qualsiasi momento una o pi sezioni, composte di almeno 3 giudici, per trattare
particolari categorie di controversie. Il secondo tipo dato dalla camera ad hoc, una sezione
che pu essere costituita dalla Corte per la soluzione di una determinata controversia,
composta da un numero di giudici deciso dalla corte con lassenso delle parti. Le
controversie sono esaminate e decise dalle sezioni quando le parti ne facciano richiesta.

Si prevede una terza possibilit: al fine di un rapido espletamento dei processi, e quando le
parti lo domandino, la Corte decide con procedimento sommario, vale a dire attraverso una
sezione composta da 5 giudici, costituita ogni anno dalla corte stessa.

Quanto alla composizione nel contenzioso: i giudici aventi nazionalit delle parti in lite
mantengono il diritto di giudicare la controversia e daltro lato se solo un giudice ha
nazionalit, laltra parte pu chiedere che sia nominato un giudice della sua nazionalit (ad
hoc).

CONTENZIOSO

Solo gli stati possono essere parti nei processi davanti la corte. Non quindi sufficiente che
la controversia sottoposta sia internazionale, vale a dire insorta tra soggetti del diritto
internazionale, ma occorre che le parti siano stati. Sono escluse in particolare le OI, che
per hanno uno status analogo a quello goduto in base al diritto interno di alcuni stati da u
pubblico ufficiale in veste di amicus curiae in procedimenti relativi a materie di pubblico
interesse. Hanno un ruolo informativo (inviano informazioni concernenti le controversie, di
loro iniziativa o quando ne siano richieste dalla Corte stessa. Inoltre quando sia in
discussione in una controversia davanti la corte linterpretazione dellatto costitutivo di
unOI o di una convenzione internazionale stipulata in base ad esso, lorganizzazioni
interessata ha diritto di averne comunicazione, tramite il cancelliere e di ricevere in copia
gli atti del procedimento.

TITOLI DI GIURISDIZIONE

La giurisdizione della corte si distingue in: speciale, facoltativa e obbligatoria. Principio


fondamentale che la Corte ha giurisdizione solo se gli stati parti di una controversia
labbiano espressamente accettata!

1) Facoltativa: la Corte ha competenza a risolvere una controversia concreta e gi sorta che


le viene sottoposta dalle parti mediante apposito accordo (compromesso).
Linstaurazione del processo avviene mediante notificazione del compromesso indirizzata
al Cancelliere. Quindi la giurisdizione della Corte si estende a tute le controversie che le
parti le sottopongono e si estende anche a tutti i casi specialmente previsti dallo statuto
ONU o dai trattati e dalle convenzioni in vigore.

2) Obbligatoria, lo strumento giurisdizionale che la stabilisce attribuisce a ciascuna delle


parti il potere di instaurare il processo innanzi alla corte (potere di azione unilaterale).
Essa ha un duplice fondamento: fondarsi sia sulle clausole giurisdizionali dei trattati,
complete in quanto attributive del potere dazione unilaterale, sia sulle dichiarazioni ad
hoc prevista da Statuto.

Molti trattati contengono clausole di regolamento giudiziario secondo le quali le parti si


impegnano a deferire alla corte le controversie relative alla loro interpretazione ed
applicazione. Tali accordi possono essere multilaterali o bilaterali e riguardano varie materie.
Importanti sono i trattati multilaterali contenenti clausole di regolamento giudiziario dove si
ricorda la Convenzione contro il sequestro degli ostaggi. Vanno poi considerati anche i trattati di
regolamento giudiziario che riguardano tutte le controversie che nascano tra le parti o ampie
categorie di controversie eventuali, attribuendo a ciascuna delle parti il potere di deferirle alla
corte. Queste clausole godono di un certo favore da parte delle corte, tanto che ella interpreta
anche le clausole incomplete.

ACCETTAZIONE DELLA GIUR. OBBLIGATORIA

Avviene mediante dichiarazioni ad hoc degli stati. Tramite la clausola facoltativa in base alla
quale gli stati aderenti allo Statuto possono in qualsiasi momento dichiarare di riconoscere ipso
facto la giurisdizione obbligatoria della corte in tutte le controversie giuridiche relative
allinterpretazione di un trattato, a ogni questione di diritto internazionale, alla natura o
allestinzione della riparazione dovuta per la violazione di un obbligo internazionale.
Le dichiarazioni sono valide nei confronti di qualsiasi altro stato che accetti la medesima
obbligazione: eccolo il principio di reciprocit della optional clause in base al quale la
giurisdizione si estende solo a quelle controversie sulle quali la coppia di stati abbia riconosciuto
la competenza della corte e ce dunque non vi siano state esclusioni con apposite riserve.

Le dichiarazioni di accettazione possono essere fatte incondizionatamente o sotto condizione di


reciprocit, o per un periodo di tempo determinato. Si tratta della condizione con cui uno stato
subordina lefficacia della sua dichiarazione alladesione di uno o pi stati determinati alla
clausola facoltativa. Gli stati hanno inserito riserve di vario tipo, volte ad escludere categorie
pi o meno ampie di controversie. Dannose si sono rivelate le riserve automatiche, in base alle
quali spetta allo stato stesso valutare di volta in volta se una data controversia rientra o meno
nella portata della riserva, sottraendo alla corte la competenza stabilita da statuto.

La dichiarazione di accettazione si perfeziona con il deposito presso il SG. Quale la natura


giuridica delle dichiarazioni di accettazione? Lart. 36 statuto si configura come elemento
costitutivo di un accordo diretto a creare la giurisdizione della Corte e risultante dalla volont
espressa da tutti gli stati parti allo statuto e dalla volont da essi singolarmente manifestata
mediante la dichiarazione di accettazione della giurisdizione obbligatoria della Corte. Altri
ritengono che le dichiarazioni di accettazione potranno essere configurate come atti unilaterali.
Si tratterebbe di autonome manifestazioni di volont unilaterali, alla cui combinazione
collegato, leffetto del sorgere della competenza della corte.

Sottolineiamo poi che le sentenze della corte possiedono i limiti oggettivi e soggettivi della cosa
giudicata: sono infatti obbligatorie per le parti in lite e riguardo alla controversia decisa.
Contrariamente ai lodi arbitrali, alle sentenze della corte si applica il principio secondo cui se
una delle parti in controversia non adempie gli obblighi che le incombono per effetto di una
sentenza resa dalla corte, laltra parte pu ricorrere al CS. Questo ha facolt di fare
raccomandazioni o di decidere circa le misure da adottare perch la sentenza abbia effetto.

La mancata esecuzione di una sentenza conferisce alla parte adempiente il diritto di ricorrere al
CS affinch questo raccomandi o decida misure dirette ad assicurare lesecuzione degli obblighi
derivanti dalla sentenza stessa. Per arrivare alla misura coercitiva la mancata esecuzione di una
sentenza deve assumere la veste di minaccia alla pace. Il limite risiede nel fatto che il membro
permanente inadempiente rispetto ad obblighi che gli incombono per effetto di una sentenza
della corte pu esercitare il veto.

I PARERI CORTE

Parliamo della competenza consultiva. La CIG pu adottare pareri su qualsiasi questione


giuridica a richiesta di quegli organi che siano a ci autorizzati dalla Carta, e cio: AG, CS
possono chiedere un parere su qualunque questione giuridica. Inoltre tale facolt spetta agli
istituti specializzati a ci autorizzati dallAG e i pareri richiesti da tal enti devono vertere su
questioni giuridiche che sorgano nellambito della loro attivit. Quando il parere chiesto da
tale istituto tre condizioni devono essere rispettate: listituto deve esser stato autorizzato a
richiedere pareri alla corte, il parere deve riguardare una questione giuridica, la questione si
deve porre nel quadro dellattivit dellistituto specializzato.

Se la corte ritenga assenti le condizioni di ricevibilit non tenuta a pronunciarsi.

Solo il SG non stato autorizzato a richiedere pareri alla corte, bench una decisione in tal
senso sia stata auspicata in dottrina e raccomandata nellAgenda per la pace. Lorgano pi attivo
nella richiesta di pareri stato lAG.

I pareri non vincolano per definizione gli organi che li hanno richiesti, a meno che il dovere di
considerare obbligatorio il parere della corte derivi da un accordo del quale lente richiedente
sia parte contraente. La convenzione di Vienna del 1986 sui trattati tra stati ed OI dispone che in
caso di controversia concernenti lapplicazione o linterpretazione di norme relativo allo ius
cogens, di cui sia parte unOI, venga richiesto un parere alla CIG, che sar accettato come
decisivo da tutte le parti della controversia.

13)Eliminazione del colonialismo e autodeterminazione dei popoli

Determinante stato il principio di autodeterminazione (visto in origine pi come un principio


politico che come una situazione giuridica) dei popoli insieme a quello delluguaglianza dei
diritti. A San Francisco aleggiava la paura che si sia potuto legittimare la secessione in contrasto
con il principio fondamentale dellintegrit territoriale tra stati. LONU da un lato ha consolidato
principi e procedure per fare in modo che i paesi coloniali rendessero conto a livello
internazionale del trattamento dei loro territori non autonomi, dallaltro ha consacrato il regime
di amministrazione fiduciaria.

Esaminiamo la dichiarazione relativa ai territori non autonomi. Riconoscimento dei membri ONU,
che assumevano la responsabilit dellamministrazione di territori non autonomi, del principio
secondo cui gli interessi degli abitanti di tali territori erano preminenti da ci lobbligo di
promuovere al massimo il benessere di tali territori e di trasmettere al SG regolarmente i dati
statistici ed altre notizie di natura tecnica.

Levoluzione del diritto ONU ha condotto allapplicazione del principio di autodeterminazione


tanto ai popoli dei territori coloniali quanto a quelli dei territori sottoposti a regime di
amministrazione fiduciaria. Progressivamente ha acquisito la natura di norma imperativa.

DICHIARAZIONE INDIPENDENZA PAESI E POPOLI COLONIALI (1960)

La soggezione di un popolo alla dominazione straniera costituisce una sostanziale negazione dei
diritti fondamentali della persona umana e che il colonialismo contrario alla Carta ed
impedisce la promozione della pace e della cooperazione internazionale. Si invitava alladozione
di misure immediate per trasferire tutti i poteri ai popoli delle colonie, senza condizioni o
riserve.

Tale principio di aut. Popoli applicabile a tre categorie di popoli:


- Quelli soggetti ad una potenza coloniale, a dominio straniero o ad un regime di
sistematica discriminazione razziale

Diritto che poi stato ribadito sui due patti ONU sui diritti umani del 1966 (civili e politici ed
economici, sociali e culturali). Poi nel 1970 arrivata unaltra conferma venuta dalla
Dichiarazione relativa alle relazioni amichevoli tra stati nella quale si enuncia il principio
secondo cui i popoli hanno uguali diritti e il diritto di disporre di se stessi e di determinare il suo
statuto politico e di realizzare il proprio sviluppo economico e culturale. Ogni stato ha cos il
diritto di promozione e di assistenza. Ma come pu essere esercitato tale diritto? Creando uno
stato sovrano ed indipendente, una libera associazione o integrazione con uno stato gi
indipendente, acquisizione di ogni altro statuto politico liberamente deliberato da un popolo.

La Dichiarazione stabilisce che ogni stato ha il dovere di astenersi dal ricorso a misure coercitive
dirette a privare un popolo del suo diritto allautodeterminazione, alla libert ed indipendenza.
Gli altri stati devono astenersi da azioni dirette a pregiudicare tale unit ed indipendenza.

Decolonizzazione = fenomeno mirante alleliminazione di qualsiasi forma di dipendenza esterna,


non solo politica e giuridica, ma anche economica, sociale e culturale. Al culmine tra gli anni
1960-1963.

La situazione di territori dipendenti deve essere il frutto di una libera scelta delle popolazioni
interessate. Il colonialismo ormai considerato un crimine internazionale. Va inoltre tenuto
saldo il principio di conservazione delle risorse naturali e la preservazione dellambiente nei
territori dipendenti, oltrech beninteso la promozione dei diritti umani.

REGIME DI AMMINISTRAZIONE FIDUCIARIA

Successore di mandati della SdN fu stabilito sulla base del principio che i territori coloniali
strappati dai nemici vinti non dovevano essere annessi dai vincitori, ma amministrati in via
fiduciaria sotto controllo internazionale finch non fossero stati in grado di determinare
autonomamente la propria sorte.

Scopo della detta amministrazione sono oltre il consolidamento della pace la promozione del
progresso degli abitanti e il loro graduale avviamento allautonomia o allindipendenza,
incoraggiamento al rispetto dei diritti umani e dellinterdipendenza dei popoli del mondo.
Quanto ai territori da sottoporre a regime, vi sono 3 categorie:

- Territori sottoposti a mandato nel 1945 (11 territori); territori distaccati da stati ex
nemici del secondo conflitto, territori sottoposti volontariamente a tale regime dagli
stati responsabili dellamministrazione (nessuno).

Ogni singolo territorio costitu oggetto di appositi singoli accordi. Carattere peculiare del regime
era che veniva deciso dallONU ed era sotto la sua autorit. Perch diverso dal precedente?
Previsione che facilitava la presentazione di petizioni da parte degli abitanti del territorio sotto
regime o da altra fonte
allAG e sotto la direzione di questa al Consiglio di amministrazione fiduciaria. Pi la seconda
innovazione era la facolt data allAG e al CdAF di disporre di visite periodiche nei territori in
amministrazione fiduciaria in epoche concordate con lautorit amministratrice.

ZONE STRATEGICHE IN AMMINISTRAZIONE FIDUCIARIA

Quali erano? Il Trust Territory delle Isole del Pacifico che hanno formato oggetto di accordo tra
ONU e USA. Secondo statuto ogni convenzione di a.f poteva designare una o pi zone
strategiche, comprendenti lintero territorio sotto tutela o alcune parti. Il CS si poteva avvalere
del CdAF per esercitare nelle zone strategiche quelle funzioni che spettavano allONU in materia
politica, economica e sociale. In accordo col CS il CdAF svolgeva tali funzioni.

La potenza amministratrice esercitava pieni poteri di amministrazione, legislazione e


giurisdizione e al territorio erano applicabili le leggi dello stato amministratore. Basi navali,
aeree e terrestri venivano istituite allo scopo del mantenimento della pace e sicurezza.

Il processo ha portato allestinzione del regime di a.f e alla formazione di 4 entit:


Commonwealth delle Marianne del Nord (sotto sovranit USA dunque dipendenza ma scelta in
forma di libera associazione), Isole Marschall, Repubblica di Palau e stati federati della
Micronesia (questi sono indipendenti, hanno costituzione propria e sovranit).

I 3 stati hanno assunto una qualit soggettiva assimilabile a quella dello stato protetto dove nel
campo delle relazioni internazionali lingerenza dello stato protettore si traduce in un obbligo di
consultazione a carico de protetti e nel campo della difesa e sicurezza esterna lingerenza
assoluta.

ESTINZIONE DEL REGIME DI TUTELA

Nel 1993 con lindipendenza di Palau gli scopi del sistema di a.f sono stati essenzialmente
adempiuti.

Lorgano ad hoc, il Consiglio di a.f, ne facevano parte i stati membri ONU che amministrano
territori in a.f, i membri permanenti del CS, altri membri elettivi, rinnovati ogni 3 anni dallAG
per assicurare la parit tra i membri che amministrano territori e gli altri componenti del
consiglio.

Allorgano stato affidato il compito si esercitare competenze di controllo dellapplicazione del


regime di a.f., esame petizioni, invio delle missioni nei territori e altre funzioni previste. Ha
vegliato sulla promozione dello sviluppo e sui governi responsabili, affinch prendessero le
misure adeguate per condurre quei territori allindipendenza. A seguito di ci il Consiglio di a.f.
si compone dei soli membri permanenti del CS. Va riformato? Annan vorrebbe trasformarlo in un
forum.

Global concerns =nozione relativa ai rischi ambientali mondiali rispetto ai quali lONU e la CI
hanno elaborato strumenti convenzionali di cooperazione al fine di evitare danni irreversibili
(cambiamenti climatici, perdita della diversit biologica, deforestazione e desertificazione). La
proposta di Annan tende dunque alla creazione di un organo che si occupi del funzionamento
delle convenzioni ambientali, ma le prospettive sono scoraggianti.

14)La cooperazione economica e sociale nella Carta ONU

Fin dallinizio lONU si molto dedicata allo sviluppo economico e sociale e tra i suoi fini
rientrano infatti la soluzione dei problemi internazionali di carattere economico, sociale,
culturale ed umanitario, la promozione di un pi alto tenore di vita, il pieno impiego della mano
dopera e condizioni di progresso e sviluppo economico e sociale. Questo tipo di cooperazione a
carattere universale trova fondamento giuridico nei trattati istitutivi delle organizzazioni e nelle
delibere adottate. Di diversa natura la cooperazione bilaterale allo sviluppo che i singoli stati
membri ONU perseguono come politica estera in sintonia con le Nazioni Unite. Esistono inoltre
forme miste di cooperazione. C ad esempio la cooperazione multilaterale allo sviluppo.

Quanto ai contenuti, distinguiamo la cooperazione tecnica ONU dalla cooperazione finanziaria


delle istituzioni del gruppo di Bretton Woods. La prima diretta a promuovere, diffondendo le
conoscenze, la fornitura di servizi e le missioni di esperti, una pi efficace utilizzazione delle
risorse economiche di cui gli stati in via di sviluppo dispongono. Sollecita lautonomia degli stati
emergenti nella formulazione ed esecuzione di politiche nazionali di sviluppo, valorizzando
risorse umane e aiutando i governi nei settori sociali principali. La cooperazione finanziaria
invece lafflusso di capitali e laumento totale delle risorse a disposizione degli stati
beneficiari degli interventi tra i quali rientrano le attivit delle istituzioni finanziarie
internazionali (FMI e Bank, IDA associazioni int. Di sviluppo) e delle banche regionali di
sviluppo.

Forma: mentre le attivit di cooperazione tecnica sono realizzate in genere dallONU e dagli
istituti specializzati a titolo di dono agli stati beneficiari, quelle connesse alla cooperazione
finanziaria delle banche intergovernative e del FMI rivestono la forma di prestiti con tasso pi o
meno elevato di liberalit.

Categoria a parte costituita dalle attivit di cooperazione umanitaria e durgenza (Unicef, Alto
commissariato per i rifugiati, Programma alimentare mondiale). Importante ruolo svolto anche
dalle ONG.

RUOLO ONU ED ISTITUTI SPECIALIZZATI

Il Covenant non aveva definito il ruolo della Societ delle Nazioni in questo settore, fu creato il
Comitato speciale sullo sviluppo della cooperazione internazionale in materia economico-sociale
(Comitato Bruce).

A San Francisco i padri fondatori si limitarono a formulare i tratti generali della collaborazione
economica e sociale in un ambito di ruolo di coordinamento e non di azione diretta.

Istituto specializzato = ente internazionale avente determinate caratteristiche e posti di


collegamento con le Nazioni Uniti mediante appositi accordi (accordi di collegamento) tra ONU e
il singolo istituto. Occorrono dei requisiti: lente intergovernativo deve essere fondato su un
trattato internazionale e ad esso laccordo istitutivo deve aver conferito vasti compiti
internazionali (vasto = potenzialmente universale) in sintonia con lONU, poi lorganizzazione
deve avere una speciale sfera dazione in settori particolari. Quindi gli istituti esercitano
funzioni essenzialmente tecniche, mentre le Nazioni Unite collocano la loro attivit in una
visione pi complessiva della cooperazione internazionale in quei settori (infatti la cooperazione
economica e sociale riveste un carattere strumentale rispetto al fine principale e si inteso
realizzare cos una sorta di decentramento ai settori specializzati).

Nominiamone alcuni: FAO, UNESCO, OMS, ICAO, FMI, Bank, organizzazione mondiale
meteorologica, org. Per lo sviluppo industriale, WTO, ILO

MATERIA ECONOMICA E SOCIALE

Lart. 55. LONU si impegna a promuovere (to pledge) la soluzione dei problemi internazionali ed
interni intesa come cooperazione su basi associative e siamo molto lontani dallazione coercitiva
del cap.VII. Prospetta una generalit dazione quasi illimitata. Come stato attuato? Son stati
creati programmi sussidiari come la Conferenza per il commercio e lo sviluppo, il Programma per
lo sviluppo, il Fondo per la popolazione, il Programma per lambiente. Poi seguita unattivit
quasi normativa con la Carta dei diritti e doveri economici degli Stati e la Dichiarazione sul
nuovo ordine economico internazionale, la Conferenza su ambiente e sviluppo di Rio, la
Conferenza del Cairo su popolazione e sviluppo, il Vertice mondiale sullo sviluppo sociale di
Copenaghen, la Conferenza mondiale sulla donna di Pechino e la conferenza di Istanbul sugli
insediamenti umani. Spesso non corrisposto un impegno attivo degli stati membri pi
sviluppati. Limpegno stato recentemente spostato sui principi del libero mercato e della
concorrenza internazionale e poi ancora sulla globalizzazione dei mercati.

OBBLIGHI STATI MEMBRI

Art.56 impegna i membri ad agire, collettivamente o individualmente in cooperazione con lONU


per raggiungere i fini indicati dallart. 1. Gli stati membri hanno lobbligo di agire
collettivamente o singolarmente in cooperazione con lONU. Escluso senza dubbio lintervenire
negli affari economici dei membri senza il loro consenso.

LAG ha indicato nel corso degli anni 80 una nuova prospettiva, quella del diritto allo sviluppo
come diritto umano inalienabile, un diritto di terza generazione, di cui ogni individuo sarebbe
titolare e che gli stati sarebbero obbligati a garantire secondo il precetto di una norma
internazionale generale. Il diritto allo sviluppo strettamente collegato al diritto
allautodeterminazione dei popoli, ponendo lindividuo stesso al centro del processo di sviluppo.
Ulteriore evoluzione stata quella di sviluppo sostenibile.

ECOSOC (Consiglio Economico e Sociale), capitolo X

Ogni anno, lAG procede ad un rinnovo parziale dellorgano, eleggendo 18 membri per un
periodo di 3 anni in base sempre al principio dellequa distribuzione geografica. Dal Consiglio
dipendono alcuni organi sussidiari (esso abilitato a creare commissioni per le questioni
economiche e sociali e per promuovere i diritti delluomo). Le commissioni economiche
regionali (5= per lEuropa, per lAsia e il Pacifico, per lAmerica latina e i Caraibi, per lAfrica,
per lAsia occidentale ed orientale) contribuiscono in tal modo alla ricostruzione dei paesi
devastati dalla guerra.

Le commissioni oltre ad avere composizione regionale funzionano a livello decentrato, vale a


dire nella regione geografica nella quale sono chiamati ad operare. Esplicano funzioni di
carattere internazionale, coordinando le politiche degli stati ad esse appartenenti, adottando
raccomandazioni e svolgendo azioni di studio e documentazione, favorendo lattivit normativa
e progetti di convenzioni internazionali.

Le commissioni funzionali di carattere intergovernativo operano in diversi settori rientranti per


materia nelle competenze del Consiglio stesso: sviluppo sociale, diritti umani, stupefacenti,
condizione della donna, popolazione, statistica, prevenzione del crimine giustizia penale,
scienze e tecnologia per lo sviluppo, sviluppo sostenibile (Commissione per lo sviluppo
sostenibile).

DIRITTI UMANI

Commissione per i diritti umani che promuove losservanza dei diritti delluomo. Si compone di
53 stati eletti dal ECOSOC in base al principio dellequa distribuzione geografica. Tra le funzioni
principali rientra lelaborazione di nuovi testi normativi (Dichiarazione universale dei diritti
delluomo e i Patti sui diritti umani, Dichiarazione sul diritto allo sviluppo e quella sul diritto
delle minoranze, Convenzione sui diritti del minore). Progressiva abolizione della pena di morte,
considerando il diritto alla vita quale diritto umano fondamentale limitando tale pena ai crimini
pi gravi quali quello di genocidio. LItalia stessa nel 94 present un progetto con lo scopo di
istituire una moratoria universale delle esecuzioni capitali.

La Commissione dei diritti umani esamina una questione su proposta di uno Stato membro o, nei
casi di violazioni massicce e sistematiche dei diritti umani, anche in assenza di tale proposta,
sulla base di semplici informazioni assunte dalla Commissione o Sottocommissione per la
prevenzione della discriminazione e la tutela delle minoranze. La Commissione presenta un
rapporto pubblico, e pu decidere di nominare organi sussidiari per approfondire il caso o
rivolgere raccomandazioni allECOSOC, il quale pu a sua volta indirizzare raccomandazioni agli
stati interessati o allAG. Con la risoluzione 1503 ha inoltre tale consiglio introdotto una
procedura confidenziale, con lintento di facilitare lesame di denunce individuali relative a
gravi e perduranti violazioni dei diritti umani. Per completare il quadro vanno ricordati gli organi
composti da esperti come il Comitato per i diritti economici, sociali e culturali, il Comitato sul
trasporto di merci pericolose, quello per la politica di sviluppo, per lenergia e risorse naturali.
Poi ci sono anche i comitati permanenti.

COMPETENZE: RAPPORTI TRA ECOSOC E AG

Presenza di una zona mista rispetto alla quale i due organi sono dotati di competenze
concorrenti. E indubbio che le funzioni del Consiglio di compiere e promuovere studi e relazioni
su questioni internazionali economiche, sociali, culturali, educative, sanitarie e simili e di fare
raccomandazioni in materia di diritti umani e libert fondamentali, sono concorrenti rispetto a
quelle dellAG. Ha anche facolt di preparare progetti di convenzioni o convocare conferenze
internazionali.

LAssemblea pu promuovere la stipulazione di accordi internazionali nel quadro della sua


competenza di incoraggiare lo sviluppo progressivo del diritto internazionale e la sua
codificazione.

Oltre alla concorrenza formale, il compito dellOrganizzazione di adempiere alle funzioni di


cooperazione economica e sociale spetta in primo luogo allAG e sotto la sua direzione al
ECOSOC. Occorre lapprovazione dellorgano plenario che detiene un potere direttivo mentre la
materiale costituzione e funzionamento del Consiglio riguardano in gran parte interna corporis
disciplinati dalla normativa emanata dallorgano sulla base del potere di auto-organizzazione.
LECOSOC si configura come organo di assistenza piuttosto che organo investito di funzioni
originali.

FUNZIONI DI COORDINAMENTO

Il consiglio deve espletare la funzione di coordinamento senza contemplare listituzione di


organi specifici in vista della realizzazione di quel fine. LONU adotta raccomandazioni per il
coordinamento dei programmi e delle attivit degli istituti specializzati, si qualifica come norma
generalissima, il cui valore piuttosto quello di unenunciazione di principio. LECOSOC ha
competenza a coordinare le attivit degli istituti specializzati mediante consultazioni e
raccomandazioni agli istituti stessi, allAG e agli stati membri ONU. Pu adottare opportune
disposizioni per ricevere rapporti regolari dagli istituti specializzati, nonch concludere accordi
con i membri delle Nazioni Unite al fine di ottenere rapporti su questioni di sua competenza. Gli
istituti si impegnano a partecipare ad ogni organo che il Consiglio potr creare per facilitare il
coordinamento amministrativo e finanziario. Gli accordi di collegamento sono inoltre alla base
del coordinamento politico delle attivit del sistema ONU considerato nella sua interezza. Pur
essendo enti indipendenti, gli istituti specializzati non possono esimersi dal considerare le
raccomandazioni loro indirizzate dagli organi ONU. Tale facolt confermata dagli accordi di
collegamento che prevedono inoltre limpegno degli istituti specializzati di sottoporre le
raccomandazioni ai propri organi competenti nel pi breve tempo possibile e di far rapporto alle
Nazioni Unite circa le misure intraprese per darvi seguito ed i risultati ottenuti.

Una particolarit costituita dagli accordi di collegamento tra ONU e le istituzioni finanziarie
internazionali a cui lOnu pu rivolgere raccomandazioni solo dopo consultazioni con tali enti ed
previsto anche che tali enti possano indirizzare raccomandazioni allONU. Ma c di pi Le
Nazioni Unite considerano rispondente a principi di sana politica astenersi dal rivolgere alla
Banca raccomandazioni in ordine a singole operazioni finanziarie. I prestiti sono in altri termini
da decidere sulla base del giudizio indipendente della Banca in conformit al suo Statuto. Si
tende a preservare il carattere tecnico delle istituzioni finanziarie.
Lazione Onu in favore della protezione dellambiente e dello sviluppo sostenibile ha influenzato
la Banca mondiale, cha ha adattato nel corso degli anni 90 le sue politiche alla realizzazione di
questi fini. Meno incisiva stata invece lazione diretta a far inserire tra le condizioni per gli
interventi finanziari della Banca e del Fondo considerazioni relative alla condizionalit
democratica. Occorre poi considerare che gli stati membri degli istituti specializzati sono tenuti,
in quanto membri ONU, ad osservare le decisioni del CS e a considerare prevalenti gli obblighi di
cui sono titolari in base alla Carta e in tal senso essi dovranno sospendere lassistenza tecnica o
finanziaria a stati che siano oggetto di sanzioni economiche in base alla Carta.

POTERE DI ESEGUIRE SERVIZI

Competenza attribuita al Consiglio subordinatamente allapprovazione dellAG. Su richiesta di


stati membri o di istituti specializzati, il Consiglio fornisce determinate prestazioni che
comportano, evidentemente, lespletamento di attivit materiali (UNRWA, UNICEF. La prassi ha
un po modificato le cose e lAG ha in fatto esercitato come propria la facolt di eseguire servizi
ma tale modifica non ha comportato un cedimento da parte della competenza del Consiglio,
bens una concorrente dellorgano plenario.

ORGANISMI DELLA COOPERAZIONE TECNICA

Gli inizi risalgono al 48 quando lAG raccomandava al Consiglio di formulare proposte sulle
misure necessarie a promuovere lo sviluppo economico dei paesi arretrati. Veniva istituito il
programma ordinario di cooperazione tecnica spesandolo con i contributi obbligatori al bilancio
ONU. Il programma regolare veniva affidato al SG. Le attivit operative venivano limitate
allinvio di missioni di esperti, alla concessione di borse di formazione ai cittadini dei paesi in via
di sviluppo ed allistituzione di centri di formazione e di ricerca. Mentre il programma ordinario
di cooperazione tecnica stato istituito come programma permanente, di natura
tendenzialmente universale, svincolato da tutte le condizioni politiche ed economiche alle quali
invece subordinata la cooperazione bilaterale degli Stati.

Poi vi fu il Programma ampliato di assistenza tecnica e il Consiglio ha assunto liniziativa di


creare un servizio in materia di sua competenza. Vigeva il principio del necessario consenso
dello stato beneficiario degli interventi e quello della volontariet dei contributi. Verso la fine
degli anni 50 arriv a maturazione il progetto di un Fondo speciale per lo sviluppo economico
(SUNFED) alimentato da capitali di origine pubblica e destinato ad operare investimenti nei paesi
meno avanzati sia a titolo gratuito, sia mediante prestiti a basso tasso di interesse. Prese quindi
corpo una soluzione intermedia: lAG creava il Fondo speciale (FS) delle nazioni unite come
organo sussidiario posto sotto la sua autorit e quella del consiglio competente nei settori di
base delleconomia, le risorse naturali, lindustria, i trasporti, occupazione ed agricoltura. La
forma degli interventi era quella di pre-investimento: si intendeva cos specificare che i
progetti finanziari erano destinati a promuovere il successivo afflusso di capitali.

Dopo il processo di decolonizzazione lOrganizzazione ha ancora esteso le sue attivit di


cooperazione tecnica, sviluppando la Conferenza sul commercio e lo sviluppo, lOrganizzazione
per lo sviluppo industriale ed il Programma per lo sviluppo, quali organi sussidiari dellAG. Si
fonde cos lEPTA e il FS e si crea lUNDP articolato in due organi principali: il Consiglio di
amministrazione e lAmministratore. Compete a ciascun consiglio di amministrazione dare
attuazione alle politiche formulate dallAssemblea generale, alle misure di coordinamento e agli
orientamenti adottati dal Consiglio, formulare direttive per i capi segretariati ed approvare
bilanci. Nel 1975 il segretario generale ha raggruppato la maggioranza degli organismi ONU
operanti nel settore della cooperazione allo sviluppo in un unico organismo di coordinamento, il
Gruppo delle Nazioni Unite per lo sviluppo con il compito di sovraintendere a tutte le attivit
operative di aiuto allo sviluppo e facilitare il coordinamento. Gli organismi comunque
conservano i loro tratti distintivi e i rispettivi mandati.

LUNDP conclude poi con gli stati beneficiari accordi bilaterali che seguono uno standard
uniforme e contengono norme organizzative sullo svolgimento delle attivit di realizzazione dei
progetti e sul trattamento giuridico degli enti che eseguono i progetti stessi allinterno dello
stato beneficiario. Qualche perplessit stata sollevata circa la natura giuridica degli accordi di
cooperazione tecnica, nel senso che ad essi non andrebbe riconosciuto quel carattere normativo
obbligatorio che consente di sottometterli alloperativit della norma pacta sunt servanda. Ma
nel caso dellUNPD le parti assumono precisi obblighi giuridici in ordine alla realizzazione dei
progetti, sia per quanto attiene al finanziamento sia con riferimento a privilegi ed immunit. I
relativi accordi non mancano di istituire un sistema di garanzia inteso come possibilit di
ricorrere allarbitrato in caso di controversie relative alla loro interpretazione ed applicazione e
allo svolgimento delle attivit di cooperazione tecnica. Vanno considerati come accordi
internazionali di carattere obbligatorio. Inoltre lUNDP ha la responsabilit amministrativa di una
serie di fondi e programmi minori a finanziamento volontario.

LA CONFERENZA PER IL COMMERCIO E LO SVILUPPO (UNCTAD) 1964

Tra gli organismi sussidiari istituiti dallAG abbiamo lUNCTAD, creata al fine di elaborare una
strategia corrispondente ad una nuova concezione dei rapporti commerciali internazionali,
integrativa ed alternativa, rispetto al GATT (Accordo generale su tariffe e commercio) operante
sulla base di principi di non discriminazione, reciprocit e clausola della nazione pi favorita.
Contestato con il processo di decolonizzazione. Se unitariamente considerata, lUNCTAD
costituisce un organo sussidiario dellAG, dal punto di vista della sua struttura interna essa si
presenta articolata in vari organi, dei quali i principali sono la Conferenza (plenaria), il Consiglio
(composizione ristretta), Segretariato (permanente). Organo fondamentale la conferenza per il
commercio e lo sviluppo, della quale fanno parte tutti gli stati membri. La sua funzione
principale quella di promuovere il commercio internazionale tra stati a diverso grado di
sviluppo. E competente a formulare principi e politiche su commercio e sviluppo, a fare
proposte sullattuazione di tali principi e a negoziare strumenti giuridici multilaterali.

Latto finale di Cartagena contiene i principi relativi al partenariato fra paesi membri UNCTAD
sviluppati e meno avanzati, fondato su un dialogo continuo in un clima di cooperazione e
solidariet. LUNCTAD si presenta dunque come uno strumento di analisi economica e di
comparazione delle politiche di sviluppo tra Stati membri: si accentua cos la funzione di studio
e documentazione a scapito del Segretariato e del Consiglio ec. e soc.

LECOSOC si riunisce normalmente una volta lanno ed composto da 144 Stati in base allequa
distribuzione geografica e alla rappresentanza degli stati pi importanti nel commercio
internazionale. Ad esso spetta adempiere alle funzioni attribuite alla conferenza nei periodi in
cui questultima non in sessione. Svolge unattivit di studio e documentazione, diretta o
indiretta e provvede allattuazione delle raccomandazioni. LUNCTAD dotata di un Segretariato
permanente al quale preposto un segretario generale, nominato dal SG e confermato dallAG.
Le decisione su questioni sostanziali devono essere adottate alla maggioranza dei 2/3 dei
membri presenti e votanti, per le delibere del consiglio sufficiente la maggioranza semplice. Si
contempla un meccanismo di conciliazione mediante consultazioni ufficiose che consentono ai
loro rappresentanti di ridurre le divergenze di fondo. Si tuttavia affermata la pratica del
consensus, come strumento che, muovendo da unidea di unanimit ed evitando il ricorso alla
votazione, intende meglio consentire lelaborazione di proposte rispondenti allinteresse comuni
degli Stati.

REALIZZAZIONI

Nella seconda sessione della Conferenza a New Dehli gli stati partecipanti hanno adottato il
sistema generalizzato delle preferenze (1970). Il complesso di questi atti ha comportato
ladozione di un sistema reciprocamente accettabile e generalizzato di preferenze consistente
nella concessione da parte degli stati industrializzati di esenzioni parziali o soppressioni di diritti
di dogana per le importazioni di prodotti industriali ed agricoli trasformati provenienti dai paesi
in via di sviluppo. Del 72 invece la Carta dei diritti e doveri economici degli stati ma il suo
valore giuridico scarso, riprende il preambolo alcuni principi gi contenuti nella carta ONU e
gi accolti da precedenti dichiarazioni dellAG (scegliere il proprio sistema economico e sociale,
il diritto di nazionalizzare i beni stranieri conformemente al diritto nazionale, lobbligo degli
stati pi sviluppati di cooperare alla crescita degli stati meno svilupati).

FINANZIAMENTO DELLA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

La maggior parte dellattivit operativa finanziata mediante il metodo della contribuzione


volontaria. Lobbligo di finanziamento non deriva dalle raccomandazioni con cui lAG determina
periodicamente gli obiettivi finanziari dellaiuto pubblico allo sviluppo. Tali raccomandazioni
hanno solo effetto esortativo. E dunque un atto di liberalit che avviene durante la pledging
conference non vincolante per lo stato che la effettua. Lo stato donatore potr dunque
modificare in seguito lentit della somma indicata e perfino non versarla affatto.

Un sistema poco utilizzato il ricorso al sistema privato. Nel 1997 Annan ha istituito lUfficio per
il finanziamento dello sviluppo allo scopo di reperire nuove risorse addizionali attraverso
meccanismi innovativi nel settore del capitale privato. Mentre lAG su proposta del Segretario ha
creato un dividendo per lo sviluppo da finanziare attraverso risparmi nellamministrazione e la
riduzione dei costi generali. Si dovrebbe inoltre distinguere dai finanziamenti relativi ai
contributi dei paesi sviluppati applicando il principio della responsabilit comune ma
differenziata. Riforma? Il modello pi idoneo sembra essera uno tripartito di finanziamento in
cui convergano: contributi obbligatori, volontari pluriennali negoziati e contribuiti
esclusivamente volontari.

FORMULE MULTILATERALI DI AIUTO ALLO SVILUPPO: si tratta di meccanismi che si sono imposti
come terzo tipo di cooperazione (multilaterale pura e bilaterale). Essa comporta il trasferimento
di contributi da parte degli stati donatori 8come nella multilaterale) e la predisposizione di
congegni atti a soddisfare gli interessi politici ed economici degli stati finanziatori. Gli aiuti sono
cmq condizionati secondo le priorit nazionali degli Stati che conferiscono le risorse finanziarie.
Queste formule accrescono in misura notevole i vincoli di destinazione identificando stati
beneficiari e settori dintervento fino a concretare vere e proprie forme di aiuto legato. Vengono
utilizzati anche dagli istituti specializzati quali FMI e Bank (fondi fiduciari, partecipazione ai
costi dei progetti, fondi a destinazione speciale, aiuti durgenza, servizi di gestione.
Levoluzione di questa formula stata certamente influenzata dalla problematica del cosi detto
ritorno economico che gli stati donatori, per motivi di politica interna, tendono ad ottenere
dalla loro partecipazione allaiuto allo sviluppo e che si traduce nella garanzia ce gli acquisti per
beni e servizi destinati alla cooperazione vengano effettuati sui loro mercati nazionali.

COOPERAZIONE DEL GRUPPO DELLA BANCA MONDIALE

Ha come fine il progresso economico degli stati membri meno avanzati. Accorda prestiti con
interessi a tasso di mercato, per la realizzazione di progetti prioritari volti ad aumentare la
produzione di beni e servizi tra i beneficiari [mentre lIDA concedeva prestiti a condizioni
particolarmente favorevoli]. I prestiti della banca sono a lungo termine ed a tassi di interessi
correnti e concorrono a formare il debito estero dei paesi in via di sviluppo, credito privilegiato
per la Banca mondiale in quanto non suscettibile di rinegoziazione una volta contratto. I crediti
dellIDA comportano invece tassi molto bassi, quando non li escludono del tutto. LIDA svolge la
funzione di completare lattivit della Banca mondiale. LIDA concede prestiti solo a Stati e cos
non si pone il problema della garanzia dei prestiti come avviene nella Bank (fasi per il prestito:
inchiesta, negoziati, firma accordo). Molto sviluppata la prassi del cofinanziamento multi
bilaterale secondo la quale lIDA e lo Stato beneficiario associano alla realizzazione di un
progetto un terzo soggetto.

Garanzia del prestito? Va assicurata la restituzione del capitale e il pagamento degli interessi. La
Banca deve decidere solo secondo valutazioni economiche e non politiche. La concessione dei
crediti non finalizzata al consolidamento della democrazia e dei diritti umani.

Si parla una riforma dellambito alla cooperazione e sviluppo in particolare sullassetto degli
aspetti organizzativi dellECOSOC e degli organi sussidiari e di cooperazione tecnica e pi in
generale diciamo che lo sviluppo economico e sociale non al centro dellinteresse ONU.
Rapporto Jackson, Rapporto Bertrand (creazione di agenzie regionali di sviluppo, di un
segretariato ad hoc e di un CS economica a carattere bicefalo. Negli anni 90 abbiamo avuto una
rivitalizzazione dellECOSOC e della ristrutturazione della rete degli organi sussidiari, in linea
con il principio della crescita zero applicato dagli stati pi ricchi.

INIZIATIVE DE LEGE FERENDA

Sono state avanzata pi incisive proposte di riforma suddivisibili in due categorie: proposte
esterne allONU presentate da gruppi non governativi e da istituzioni private e le proposte
interne, avanzate da gruppi di stati ed in parte sfociate in decisioni adottate dal SG o dallAG.
Interessante il progetto presentato dagli stati nordici nel 1991 che conteneva indicazioni sulla
riorganizzazione dei lavori del Consiglio economico e sociale, ma anche, e soprattutto, sulle
questioni centrali del finanziamento delle attivit operative per lo sviluppo, nel senso di
assicurare la prevedibilit delle risorse anche senza incidere sulla natura volontaria delle
contribuzioni degli Stati, e del coordinamento fra le attivit dellONU e quelle degli istituti
specializzati, per assicurare trasparenza, efficienza e coerenza degli interventi. Il progetto
configurava un consiglio internazionale per lo sviluppo, destinato a sostituire i numerosi consigli
di amministrazione degli organi ausiliari operativi. Altre iniziative sono quelli riscontrabili nell
Agenda per lo sviluppo che individua 5 dimensioni di sviluppo: pace, economia, ambiente,
giustizia e democrazia. La riforma si viene a realizzare solo attraverso delibere organizzative
dellAG, con esclusione di qualsiasi modifica degli obblighi degli stati membri. Nel contesto della
riforma dei settori economico-sociali ONU non vi alcun riferimento allobbligo giuridico degli
Stati di cooperare allo sviluppo, nemmeno nella prospettiva de lege ferenda. Si colloco
lesigenza di una modifica della Carta in ambito di sviluppo sostenibile e protezione ambientale.

SVILUPPO SOSTENIBILE

La nozione si sviluppo sostenibile viene data in seguito alla Conferenza di Rio su ambiente e
sviluppo. LUNCED ha adottato per consenso la Dichiarazione di RIO sullintegrazione tra
ambiente e sviluppo, lAgenda 21 (obiettivi necessari), Dichiarazione autorevole di principi per
un consenso globale sulla gestione, conservazione e sviluppo. Le Dichiarazioni costituiscono
lopinio iuris tra Stati. La tutela dellambiente deve costituire parte integrante del processo di
sviluppo. Sostenibile luso delle risorse naturali secondo modalit ad un ritmo che non ne
comporti una riduzione in rispetto delle generazioni presenti e future. Ogni stato ha il dovere di
non determinare fenomeni significativi di inquinamento transfrontaliero sfruttando le proprie
risorse naturali. Anche lart. 192 della Convenzione di Montego Bay sul diritto del mare stabilisce
la preservazione dellambiente marino.

Gli stati hanno il dovere comune di cooperare secondo il principio della responsabilit comune
differenziata in ragione del diverso contributo che danno al degrado ambientale.

RISORSE FINANZIARIE NUOVE ED ADDIZIONALI

Una necessaria conseguenza della responsabilit comune ma differenziata connessa agli


impegni in materia di risorse finanziarie e di trasferimenti di tecnologie ambientali sicure e
sane. La debolezza degli impegni concernenti il finanziamento confermata dal sistema
policentrico di finanziamento. Gli Stati donatori sono liberi di determinare an e quantum dei
contributi ma anche di scegliere i meccanismi preferiti attraverso i quali farli transitare. La
Global Environment Facility (GEF) chiamata a fronteggiare 4 rischi ambientali globali: il
riscaldamento atmosferico, inquinamento delle acque internazionali, distruzione della
biodiversit e limpoverimento della fascia dozono. Si compone di un Consiglio di
amministrazione (come organo di governo che delibera per consensus), Assemblea (plenario) e
Segretariato.

IL PRINCIPIO GIURIDICO DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE

Struttura tripartita: sviluppo economico, tutela ambientale ma soprattutto sviluppo sociale. In


vari documenti ha trovato vita: Convenzione sulla diversit biologica, sui cambi climatici, sulla
desertificazione, specie ittiche e migratorie, zone umide di importanza internazionale,
protezione del patrimonio culturale e mondiale, tutela dellozonosfera.

Trattati globali = accordi internazionali di portata universale che tendono a risolvere materie di
interesse globale. Favoriscono laffermazione nel diritto internazionale consuetudinario di limiti
alla libert di sfruttamento delle risorse naturali di cui gli Stati sono titolari. Si presentano come
regimi giuridici ad incastro composti da trattati di base, integrati progressivamente da
protocolli. Innestano processi normativi continui, flessibili e caratterizzati da revisioni
periodiche con procedure semplificate di emendamento.

A Rio si afferm: principio di precauzione, prevenzione, responsabilit comune ma differenziata


(modulare in forma simmetrica le situazioni giuridiche soggettive delle parti, si va dallipotesi di
bilanciamento dei diritti e degli obblighi degli Stati in via di sviluppo rispetto a quelli sviluppati
e in via di transizione), valutazione di impatto ambientale, principio chi inquina paga.

Fondamentale la joint implementation che pu significare ripartizione equa dei benefici


derivanti dalluso delle risorse oggetto del trattato o graduazione degli impegni dei vari gruppi
di paesi verso un comune obiettivo. Lattuazione collettiva comporta spesso lassociazione dei
soggetti economici privati (industria in primis) per evitare il dumping ecologico e limitare gli
effetti negativi sulleconomia dei paesi interessati dalle misure restrittive internazionalmente
concordate.

Giurisprudenza internazionale: CIG nel caso tra Ungheria e Slovacchia relativo al progetto di diga
sul Danubio (1997), essa afferma che le norme attuali impongono vigilanza e prevenzione e ha
tratto dal concetto di sviluppo sostenibile la regola applicabile al caso concreto.

Lo sviluppo sostenibile non solo un principio di diritto internazionale moderno ma anche e


soprattutto unantica idea appartenente al patrimonio di civilt e saggezza dellinter umanit.

DISPENSE
Nel maggio 1991 lAG ha dato avvio al processo di riforma ONU nel settore economico-sociale,
esigenza che era gi presente durante gli anni 70 dove un Comitato speciale proponeva luso di
commissioni economiche regionali come organismi operativi dellUNDP e una Direzione generale
per lo sviluppo e la cooperazione economica internazionale. Nel 77 si istitu il nuovo Direttore
Generale che aveva poteri di coordinamento. Negli anni 80 non vi sono stati molti successi e da
quel momento si parl della rivitalizzazione dellECOSOC finora incapace di svolgere le funzioni
di studio, indirizzo, coordinamento e controllo dellazione. Si tendeva cos a marginalizzare
lONU in questo settore. Bertrand riconosceva uninefficacia nel campo dellazione ed
unesigenza di modifica strutturale centrata sulla creazione di un consiglio di sicurezza
economica che poi stata ripresa nel 92 in un rapporto UNDP. Poi ci fu il progetto presentato
dagli stati nordici contenente indicazioni sulla riorganizzazione dei lavori dellECOSOC e sul
finanziamento delle attivit e quando al governo il progetto configurava un consiglio
internazionale di sviluppo destinato a sostituire i diversi cda degli organi ausiliari operativi
(UNDP, UNICEF). La risoluzione 45/264 del 1991 aveva come scopo di rendere il meccanismo
intergovernativo ONU pi efficiente ed idoneo. Modifica intanto lorganizzazione dei lavori
ECOSOC che si svolgeranno sulla base di ununica sessione annuale tra maggio e giugno
preceduta da una sessione organizzativa destinata a stabilire i temi di discussione. La sessioni si
ripartir in 4 segmenti: il primo di alto livello con partecipazione ministeriale, aperto ai membri
e destinato al dialogo politico su importanti tematiche; seguir il segmento consacrato al
coordinamento; quello dellesame e valutazione delle attivit operative per lo sviluppo; il
segmento Comitati che inglober i lavori svolti da due organi sussidiari con soppressione
definitiva del Comitato sul coordinamento. Si intende razionalizzare quegli organi proliferati in
modo disordinato, troppo numerosi e difficilmente coordinabili. La novit sta poi nel fatto che si
riconducono al Consiglio ec. soc, organi sussidiari che erano stati istituiti dallAssemblea.

I primi ritocchi alle strutture interne ONU hanno avuto un risultato riflesso: autoriforma UNCTAD
ridisegnata come strumento di analisi economica e di comparazione delle politiche di sviluppo
degli stati membri piuttosto che come foro negoziale tra nord-sud) la Conferenza di Cartagena
che fa propria una filosofia internazionale per lo sviluppo che supera il nuovo ordine:
liberalizzazione del commercio internazionale, diritti umani come requisito di crescita, libero
mercato, efficienza pubblica amministrazione, sviluppo sostenibile e preoccupazioni ambientali
nel contesto della crescita economica. Si accentua la funzione di studio e documentazione del
Segretariato e si affievolisce contestualmente il suolo decisionale del Consiglio per il commercio
e lo sviluppo.

E significativo che la ristrutturazione si vada realizzando attraverso mere delibere organizzative


dellAG, con esclusione di qualsiasi modifica degli obblighi degli stati membri. La previsione
che non si rafforzer il ruolo ONU e lo sviluppo economico dei paesi arretrati non sembra
costituire un interesse fondamentale o prioritario degli stati forti. Sembra al tramonto il nuovo
ordine economico internazionale.
RIFLESSIONI SULLAGENDA DELLA PACE: Nel gennaio del 1995 Boutros-ghali ha presentato ai
membri un Supplemento allagenda della pace, invitandoli a riflettere sul ruolo ONU. Si
raccomanda di rafforzare la capacit in materia di diplomazia preventiva, ristabilimento della
pace e peace-keeping. LAgenda distingueva tre categorie di interventi in compiti di pace:
spiegamenti aventi scopo di prevenzione diretto a limitare la violenza e a fornire lassistenza
umanitaria alle popolazioni coinvolte ma soltanto sulla base di una richiesta delle parti
interessata non violando cos la sovranit dello stato; sulla base del principio di umanit,
imparzialit e neutralit e nel rispetto della sovranit dello Stato interessato. Prevenzione come
deterrente. Anche se secondo il SG mancano gli elementi di unefficace diplomazia preventiva e
risorse finanziarie -, misure coercitive (peace-enforcement) lONU non ha oggi la capacit di
interventi su larga scala che richiedono ampio dispiegamento di forze e deve delegare lazione
coercitiva ad un gruppo di stati membri esponendoli a rischi di deterioramento della credibilit.
Il Segretario liquida la costituzione di un esercito ONU anche per la difficolt di Comando ed
scettico anche sulle misure short of war non tanto per la sanzione economica in s quanto per le
ripercussioni negative che la loro applicazione pu avere sia nel paese di applicazione che per
stati terzi- e infine peace-keeping non si tratta di imporre la pace ma di assistere le parti
coinvolte in un conflitto armato con il loro consenso e sulla base di un chiaro mandato del SG.

LONU poi sempre coinvolta in operazioni di peace-building e cio ricostruzione a conflitto


concluso del tessuto civile e politico.

Conclusione: accantonata lidea di dotare lONU di un esercito proprio, mentre di conferma


lidea che il CS non ha altra via da seguire se non quella di delegare luso della forza a gruppi di
Stati membri.

LE RISOLUZIONI 814 (UNOSOM II) E 836 (UNPROFOR, ex Jugoslavia) DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA

Problemi giuridici collegati alluso della forza da parte di forze del p-k per lattuazione del loro
mandato. Le due risoluzioni di cui sopra erano state istituite come operazioni di peace-keeping
tradizionale. Tali operazioni si sono non solo estese in dimensione, numero e diversit ma sono
talvolta approdate al peace-enforcement. Perch? Per mancanza di chiarezza nei mandati
affidati dal CS e dal SG alle forze di pace. Le operazione hanno cos perso i loro caratteri
originari: coinvolgimento del personale militare ma senza ricorso alluso delle armi. LONUC in
Congo e lUNIFIL in Libano sono un precedente rispetto a Somalia ed ex Iugoslavia. Con
lUNPROFOR vi stato un reale ampliamento della mandato della Forza che assegna all
UNPROFOR il compito di assicurare il pieno rispetto delle safe areas, al fine di impedire attacchi
contro queste aree e vi era contenuto il mandato aggiuntivo, includente luso della forza in
risposta ai bombardamenti nelle zone protette o alle incursioni armate o ad impedimenti tipo
alla libert di movimento: questa non legittima difesa. Torna cos una nozione ampia di
legittima difesa, che sembra poco praticabile e su cui il SG da un giudizio molto severo. Dal
punto di vista giuridico CS e SG possono conferire alle azioni un mandato aggiuntivo che
derogher a quello originario con lex specialis. Ma solo in casi di particolare gravit altrimenti
lONU finir per configurarsi come potenza occupante o belligerante.

Il diritto di legittima difesa dei caschi blu traduce il diritto di ogni soldato di reagire ad un
rischio o pericolo imminente serio, immediato e tale da non poter essere contrastato con altri
mezzi. E pi o meno comparabile col diritto di l.g riconosciuto agli stati dal diritto
internazionale consuetudinario. E poi luso della forza combinato col peace-keeping ha una
conseguenza giuridica anche nel contesto della Convenzione sulla sicurezza del personale ONU:
il personale diviene combattente e si applica il diritto dei conflitti armati.

Luso della forza, eccetto per legittima difesa, resta uneccezione giustificata dallestrema
gravit della situazione di seria ed immediata minaccia alla sicurezza internazionale. Il peace-
keeping va distinto dal peace-enforcement.

ISTITUZIONI FINANZIARIE E CONDIZIONALITA DEMOCRATICA: FMI, IDA, BANk, MIGA, GEF, Banche
regionali di sviluppo si configurano come meccanismi unilaterali di aiuto pubblico allo sviluppo
dei Paesi pi poveri attraverso la concezione di prestiti destinati a finanziare progetti di sviluppo
a condizioni pi o meno agevolate. Il Fondo eroga finanziamenti destinati a sopperire ad
esigenze relative alla bilancia dei pagamenti, aiutando Paesi che si trovano in difficolt
momentanea, attraverso i prestiti di breve o medio periodo diretti a stabilizzare la loro
economia. La fama di queste istituzioni non proprio delle migliori: non hanno aiutato i diritti
umani e lo stato di diritto nei paesi in via di sviluppo. Il riferimento alla condizionalit
democratica largamente negativo, per lONU sono stati sempre prioritari altri criteri, quali i
basic needs (esigenze fondamentali della popolazione). Negli anni 80 vi stato il ritorno
economico ma non quello democratico costituito dal rispetto dei diritti umani. Gli standard
della Dichiarazione del 1948 non concorrono a determinare la scelta e i contenuti dei progetti di
cooperazione allo sviluppo. La Conferenza generale ILO ha risposto che linterdipendenza
scaturente dalla globalizzazione delleconomia pone gli stati membri nellobbligo di promuovere
il progresso sociale in parallelo a quello commerciale. Gli stati devono applicare i 4 diritti
fondamentali in materia di lavoro: libert di associazione e diritto di contrattazione collettiva,
eliminazione di ogni forma di lavoro forzato, eliminazione lavoro minorile, eliminazione della
discriminazione.

LUnione europea pone invece lo sviluppo dei diritti umani, della democrazia e dello stato di
diritto.

Si deve allinsistenza USA se a San Francisco stato inserito un richiamo ai diritti umani nella
carta ONU, che altrimenti sarebbe stato taciuto. Per le istituzioni finanziarie, i veri problemi
erano quelli del riassetto istituzionale degli scambi commerciali e del sistema dei pagamenti
internazionali dopo la seconda guerra mondiale, nel quadro di un neo-liberalismo internazionale.
I diritti umani allora sono visti come una considerazione politica (e quindi divieto di interferenza
politica) ove invece solo criteri economici devono essere applicati agli obiettivi (investimenti
esteri privati, commercio e pagamenti). La Bank e il Found sono istituti specializzati e rientrano
pertanto perfettamente nella famiglia delle istituzioni collegate allONU e la competenza ad
occuparsi di diritti umani potrebbe essere quindi desunta dagli accordi di collegamento con le
Nazioni Unite, visto poi che lONU ha facolt di indirizzare raccomandazioni per il
coordinamento ed attivit degli istituti specializzati. Secondo gli accordi di collegamento si
possono inviare raccomandazioni solo dopo consultazioni e la Banca e il Fondo possono a loro
volta indirizzare raccomandazioni ci che invece non consentito ad altri istituti specializzati..
Laccordo di collegamento prevede inoltre che La nazioni Unite considerano rispondente a
principi di sana politica astenersi dal rivolgere alla Banca raccomandazioni in ordine a singole
operazioni finanziarie. Non escluso per che si facciano raccomandazioni in termini politici
generali come sul mantenimento della pace e cooperazione o di carattere specifico relative ai
singoli paesi. Ma pi in generale si sono astenute dallindirizzare raccomandazioni sulla
condizionalit democratica, che , ripetiamolo, solo economica (= valutare la stabilit politica,
la capacit di rimborsare il prestito con gli interessi dovuti e di realizzare politiche di
adattamento strutturale). Si parla di obiettivi universali come la riduzione della povert estrema
e tassi di mortalit ma non di diritti umani. Si sta comunque uscendo da quella tecnocrazia
quintessenziale e dal dogma assoluto dellefficienze economica. La Bank sta insistendo su
nozioni cme la good governante, linformazione, trasparenza, base giuridica per lo sviluppo.

E altres importante considerare la condizionalit incrociata tra questi due enti = si hanno
concessioni dalluna istituzione in quanto lo stato adempia alle condizioni poste dallaltra in
precedenti prestiti. Si parla di cross-conditionalitity anche riguardo al veto posto da una delle
due organizzazioni alla concessione di un prestito ad uno stato membro da parte dellaltra o in
riferimento ad un accordo di prestito la cui concessione subordinata allapprovazione dellaltra
organizzazione.

Arriviamo anche alla questione del debito estero perch le istituzioni finanziarie concorrono
allindebitamento dei Paesi in via di sviluppo mediante un debito privilegiato. La cancellazione
del debito viene vista come un segnale importante anche da parte delle istituzioni finanziarie
internazionali.

INTERVENTO IN KOSOVO E TEORIA DEI DUE CERCHI: In ogni societ, lesigenza fondamentale
quella di chiarire le regole di condotta dei soggetti che ne fanno parte. Secondo la Carta lONU
si occupa del mantenimento della pace e sicurezza internazionale. Ma che sono questi cerchi? Ci
si riferisce a due aspetti: il primo riguarda la valutazione dei comportamenti delle autorit della
RFI rispetto alla questione del Kosovo e rispetto alletnia albanese; il secondo quello relativo
alla valutazione dellintervento militare deciso dal Consiglio Nord Atlantico nei confronti della
RFI. Questi due sistemi possono infatti essere raffigurati come un cerchio pi piccolo, quello
ONU, allinterno di uno pi grande, quello dei diritto int. Gen. Vi uno spazio tra un cerchio e
laltro e si pu discutere, si possono realizzare qui comportamenti diversi rispetto a quelli leciti
nel cerchio ONU?
[L'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord (in inglese North Atlantic Treaty
Organization, insiglaNATO,infrancese Organisation du Trait de l'Atlantique du Nord, in sigla
OTAN), un'organizzazione internazionaleper la collaborazione nella difesa. Il trattato istitutivo
della NATO, ilPatto Atlantico, fu firmato aWashington, D.C.il4 aprile1949ed entr in vigore
il24 agostodello stesso anno. Il peace-keeping (o missioni di mantenimento della pace) una
tecnica per contenere i conflitti; essa consiste in quelle attivit volte a prevenire, moderare e/o
porre fine ad una ostilit tra nazioni o fazioni interne ad una stessa nazione. Tali operazioni,
organizzate e dirette da organismi internazionali (ONU, NATO, Unione Europea, OSCE, AU,
ECOMOG), sono condotte mediante lintervento imparziale di una terza parte - la forza
multinazionale di pace composta da contingenti nazionali di soldati, di polizia e di funzionari
civili - allo scopo di restaurare e mantenere la pace].

Le autorit iugoslave hanno parlato della situazione definendola non come guerra civile allo
scopo di evitare le regole del diritto umanitario di cui allart.3 delle Convenzioni di Ginevra ed
anche per impedire linternazionalizzazione del conflitto. Ma vi sono elementi per giustificare
lintervento Nato in reazione ai crimini commessi in Kosovo? Si concretata spesso la legittima
difesa preventiva o le azioni armate a difesa dei propri cittadini allestero o per porre fine a
gravi crimini internazionali (violazioni gravi di obblighi essenziali per la salvaguardia di interessi
fondamentali della CI). In assenza di tali crimini tutti gli stati possono considerarsi soggetti lesi.
Ma non sembra che allo stato attuale vi siano basi certe per affermare che la reazione sia
conseguenza della grave violazione di un obbligo erga omnes. Inoltre, lintervento dimostra la
necessit di rivedere lart.78 della Costituzione che richiede la delibera delle camere per la
proclamazione dello stato di guerra. DAlema sintetizz in 3 punti la posizione del governo:
azione nellambito della costituzione, la partecipazione italiana era gi stata decisa dal governo
Prodi con ladesione allAct order relativo alleventualit di un attacco armato in Serbia,
lintervento sarebbe stato limitato al sistema di difesa integrato del territorio nazionale.

La Nato negli anni 90 ha svolto operazioni militari fuori area (fuori dal territorio degli stati
membri) e poich queste non sono previste dal Trattato istitutivo, si implica una modifica del
Trattato. La teoria dei due cerchi non in grado di legittimare lazione Nato secondo il diritto
internazionale.

NAZIONI UNITE, DIRITTO E TERRORE: con risoluzione 1368 il CS ha condannato in termini concisi
gli attacchi a Ner York, Washington e Pennsylvania qualificandoli come atti di terrorismo,
minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale affermando inoltre il principio della
responsabilit di autori, organizzatori e sponsor. Nel 2001 seguita cos la ris. 1373 sulla
cooperazione nella lotta al terrorismo e assevera che ogni stato ha lobbligo di astenersi
dallorganizzare, istigare, assistere o partecipare ad atti di terrorismo in altri stati o dal
tollerare per acquiescenza attivit organizzate sul proprio territorio, dirette alla commissione di
tali atti. Tali comportamenti sono fonte di responsabilit internazionale perch il terrorismo
una minaccia alla pace e innesta un vero e proprio obbligo di cooperazione nella repressione del
terrorismo.. Ma quali sono questi obblighi? Impedire il finanziamento del terrorismo, congelare i
beni, fonti e risorse di persone implicate in tali atti, rifiutare a tali soggetti la concessione di
asilo, esercitare la giurisdizione penale e reprimere duramente detti reati. Nella risoluzione
1373 al diritto di legittima difesa il CS ha associato anche il richiamo allesigenza di combattere
con ogni mezzo le minacce alla pace. Cos gli USA hanno prospettato gli attentati dell11
settembre non come atti di privati associati in organizzazioni terroristiche, quanto come attacco
proveniente da uno Stato, quello talebano (come a Sarajevo nel 1914 che venne data la
responsabilit allo stato serbo). Bush ha chiaramente menzionato due obiettivi: distruzione di Al-
Qaeda e di Bin Laden e lannientamento del governo talebano. Lintervento ha cos inteso
distruggere militarmente il governo afghano. Al-qaeda e governo talebano viste come due facce
della stessa medaglia.

N i tribunali penali ad hoc, n la Corte avrebbero giudicare chi avesse commesso gli atti di
terrorismo, va ridefinito il crimine di terrorismo. Se ne occupa la magistratura federale
statunitense.

IL RUOLO VITALE DELLONU IN IRAQ: La logica dei due cerchi utilizzata da stati responsabili per
giustificare il ricorso alla forza armata contro lintegrit territoriale di altri stati. Secondo tale
logica gli interventi armati possono essere valutati sia sul piano ONU sia su quello del DI gen. Nel
caso della RFI la giustificazione dellintervento non stata fondata su una risoluzione
autorizzata dal CS ma con il cos detto diritto-dovere di ingerenza umanitaria. In Iraq si parlato
sulla stampa di guerra preventiva, denominata strategia di sicurezza nazionale degli USA,
ma pi che altro risalta lazione anticipata. Si presenta cos lunilateralismo degli USA nel
proclamare che sar solo il governo statunitense a valutare lesistenza di una minaccia alla
sicurezza nazionale e a decidere quale tipo di azione anticipata intraprendere, implicante o
meno luso della forza. Arriviamo cos alla ris. 1441 che voleva consentire la ripresa delle
ispezioni in Iraq seguito da un ammonimento alla cooperazione e in caso di inadempimento
avrebbe provveduto il CS. Non era previsto alcun automatismo alluso della forza. Inoltre si
pensava che lIraq avesse armi di distruzione di massa finch non si parlato di creare una
democrazia stabile in quel paese attraverso un mutamento di governo.

La ris. 1483 contiene il famoso vital role che lONU deve svolgere nel settore umanitario, nella
ricostruzione dellIraq, delle istituzioni che consentano un governo rappresentativo. Poi vi fu il
rappresentante speciale per lIraq con funzioni di collegamento tra ONU e potenze occupanti e
di collaborazione con il popolo iracheno verso una transizione alla democrazia. La risoluzione ha
anche prorogato il programma oil for food con il quale nel 2002 lIraq era stato autorizzato ad
esportare petrolio per acquistare beni di consumo corrente o destinati allindustria petrolifera.

Quindi la risoluzione ha messo dei punti fermi sui principi di sovranit ed integrit territoriale e
sulle risorse naturali. Gli USA chiedono una risoluzione che, estendendo la funzione ONU, ponga
le operazioni militari delle potenze occupanti sotto legida ONU. Mentre in Afghanistan allONU
affidata la responsabilit del processo politico mentre la sicurezza di competenza dellISAF.
CAPACITA GLOBALE ONU PER LA PACE: con la risoluzione Unitinf for peace del 1959 si affermava
che lONU si affermava che lONU dovrebbe essere sempre in grado di intervenire in piena
autorit, in tutte le situazioni in cui un conflitto internazionale costituisce un pericolo per la
pace. Dopo il processo di decolonizzazione venne in risalto il dibattito scientifico sul valore
giuridico delle dichiarazioni di principi, con la caduta del Muro si mescola lunilateralismo
americano e il multilateralismo ONU come metodo necessario per la gestione delle crisi
internazionali.

I problemi della Sdn erano basati sul fatto che il patto non distingueva sufficientemente tra le
funzioni dellAssemblea e del Consiglio. Nella carta si stabilisce una forte delimitazione dei
compiti per materia anche se lAG pu discutere qualsiasi argomento non solo rientrante nei fini
della Carta, ma anche con riferimento ai poteri e funzioni ONU essendo una sorta di forum
mondiale di dibattito. Il coordinamento essenziale. Lart. 11 le attribuisce la possibilit di
discutere ogni questione relativa al mantenimento della pace che le sia sottoposta da uno stato
membro o non membro e al CS; ha inoltre il potere di fare raccomandazioni. Ma vi sono dei
limiti: trattazioni specifiche, ogni azione coercitiva va deferita al Consiglio e che durante
lesercizio da parte del Consiglio di funzioni assegnategli dalla carta essa non deve fare alcuna
raccomandazione. La sua competenza dunque parallela quando sono in gioco i supremi principi
del DI.

E se per caso il CS non adotta una decisione in caso di minaccia alla pace? Nella sentenza della
Corte del 2004 Conseguenze giuridiche della costruzione di un muro nel territorio occupato si
affermato che questa ipotesi equivale a un mancato esercizio delle funzioni. LAG ha invece
chiesto al SG di istituire un registro dei danni causati dalla costruzione del muro a persone
fisiche o giuridiche, dunque in questo caso il suo ruolo stato molto pi incisivo. La situazione
della Palestina cmq di sua competenza sin dal 1947. Quando ci si accosta alla forza deve per
tener conto della responsabilit principale del Consiglio per evitare crisi istituzionali. Si parla
molto di rivitalizzazione dellorgano plenario che sin dai tempi costituisce una riserva di
legittimit per lintera CI.

SVILUPPI DELLA SICUREZZA COLLETTIVA IN ALTRI CONTINENTI: le org. Regionali sono state
concepite pi come strumenti di difesa contro possibili aggressioni esterne che come meccanismi
di autodifesa collettiva. Tali modelli non hanno funzionato a dovere, a causa di questa originaria
concezione e hanno risentito enormemente dei limiti del sistema universale. Si tratta di
unintegrazione di queste organizzazioni regionali nel sistema per il mantenimento della pace in
una relazione di subordinazioni rispetto allONU? La tesi superata dalla prassi e sembra
pertanto giusto un concetto di complementariet e vi addirittura chi intravede elementi
evolutivi, intesi come sostitutivi. Lart. 52 della Carta stabilisce due principi di base: quello
dellintegrazione degli accordi od organizzazioni regionali nelle attivit per il mantenimento
della pace ai fini della trattazione delle questioni che si presentino ad unazione regionale e il
principio della necessaria conformit tra tali accordi e organizzazioni ed i fini ONU. Dopo la fine
della guerra fredda la prassi ONU si indirizzata nel senso di far rientrare nel cap. VIII (cio
questioni non proprio attinenti al mantenimento della pace) anche organizzazioni o accordi
regionali che non svolgono in via principale funzioni nel settore della pace, si pensi alla
comunit economica degli stati africani occidentali. Nelle controversie di carattere locale la
priorit sar dei meccanismi regionali prima che vengano deferite al CS. E cmq il CS pu svolgere
inchieste e non sono pregiudicate le sue funzioni. Pu delegare ad organismi regionali azioni
coercitive? Sanzioni short of war, misure implicanti luso della forza di sostegno a sanzioni
economiche e misure di imposizione coattiva della pace. Ma senza autorizzazione del CS non
potr venire intrapresa nessuna azione coercitiva, anche se ammissibile nei casi in cui esso
abbia accertato una minaccia alla pace ma si trovi nellimpossibilit di decidere a causa della
minaccia di veto.

Ancora, le organizzazioni regionali sono abilitate a svolgere operazione di peace-keeping di


propria iniziativa, a meno che queste operazioni non assumano carattere coercitivo.

Il sistema di sicurezza americano ha origine con il trattato interamericano di assistenza


reciproca di Rio, seguito dalla IX Conferenza di Bogot che ha adottato la Carta istitutiva
dellOSA e il Trattato interamericano di soluzione pacifica delle controversie: pietra angolare del
sistema di difesa continentale. Segu 11 sett. 2001 la Carta democratica interamericana che
dichiara il diritto della popolazione americana alla democrazia, essenziale fine dello sviluppo
politico e sociale. Se infatti vi sono sospensioni democratiche, il Consiglio Permanente OSA pu
adottare le opportune iniziative diplomatiche.

La Dichiarazione di Nuova Leon: equa crescita economica, riduzione povert e ridurre il tasso di
mortalit, favorire lo sviluppo sociale attraverso adeguate politiche e governante democratica.

Lunilateralismo non sembra esser superato. Vediamo cosa dice la Dichiarazione di Citt del
Messico: ciascuno stato ha il diritto sovrano di identificare le priorit della sua sicurezza
nazionale e di definire strategie, piani e azioni per far fronte alla minaccia della propria
sicurezza. Il sistema interamericano resta il quadro pi idoneo a fronteggiare le sfide della
sicurezza regionale.

Modello africano di sicurezza: 1963 Unit africana, nasce come strumento di difesa contro
laggressione esterna. 1981 Forza panafricana di risposta alla crisi. 1993 OUA per la prevenzione,
gestione e soluzione dei conflitti e rafforzamento dei sistemi sub-regionali come lECOWAS. Le
iniziative viste insufficienti hanno spinto i paesi africani alla soluzione di trasformare lOUA in
Unione Africana nel 2000. Attua un meccanismo di politica di difesa comune, monitoraggio
regionale e prevenzione dei conflitti.

Sul fronte asiatico c lASEAN (associazione nazioni del sud-est asiatico) che ha favorito la
creazione di un forum regionale asiatico che incoraggia il dialogo e le consultazioni sulle
questioni politiche e di sicurezza comune, rafforzare la reciproca fiducia e diplomazia
preventiva (sono assenti Cina e Giappone). Da notare che dopo la caduta del Muro assume
priorit la sicurezza intra moenia. Tutti questi modelli non possono prescindere dal quadro di
riferimento ONU.
PROPOSTE DI RIFORMA ONU 2000-2005: Nel 2000 Kofi Annan ha elaborato il Summit del Millennio
con il rapporto Noi i popoli: il ruolo delle nazioni unite nel XXI secolo. Vi una riflessione
generale sulle opportunit e sfide del nuovo secolo, la globalizzazione come fenomeno nuovo ed
internazionale, libert dalla povert, dalla paura, guerra, sviluppo sostenibile e rafforzamento
ONU.

Con la Dichiarazione del Millennio troviamo i seguenti obiettivi da realizzare entro il 2015:

- Eliminazione povert e fame nel mondo; istruzione elementare universale ed uguaglianza


tra uomo e donna; riduzione mortalit infantile; miglioramento salute materna; lotta alla
malaria e AIDS; sostenibilit ambientale; tutela della biodiversit; favorire un accesso
allacqua potabile e agli impianti igienici di base, partenership globale per sviluppo.

Nel 2002 stato istituito il Progetto del Millennio.

HIGH LEVEL PANEL (2003): K.A istituisce un gruppo di 16 saggi incaricati di esaminare le sfide
future e le minacce attuali, nonch le riforme necessarie. E stato presentato un Rapporto Un
mondo pi sicuro: la nostra responsabilit collettiva al SG. Si divide in 4 sezioni: 1) la
situazione internazionale dal 1945 mutata; 2) minacce attuali; 3) tema delluso della forza e
sicurezza collettiva; 4) possibili riforme istituzionali al CS e introduzione della Commissione per
il consolidamento della pace e ampliamento della membership della Commissione dei diritti
umani a tutti i membri ONU.

2005 rapporto K.A In una pi ampia libert: verso sviluppo, sicurezza e diritti umani per tutti.
Il Documento si divide in 4 sezioni:

- Libert dai bisogni (si esorta a destinare gli stati maggiormente sviluppati a destinare lo
0,5 del PNL allaiuto allo sviluppo);

- Nuove minacce internazionali come il terrorismo e proposta di creazione di una


commissione per il consolidamento della pace;

- Proposta di trasformazione della Commissione dei diritti umani in un Consiglio dei diritti
umani.

VERTICE MONDIALE DEL 2005 (WORLD SUMMIT): si riprende la Dichiarazione del Millennio e
previsioni di riforma del CS. Si enuncia il principio della responsabilit di proteggere le
popolazioni dal genocidio, i crimini di guerra

AMMISSIONE DELLA SVIZZERA: Il tema degli Stati neutralizzati. Il Patto della Societ delle Nazioni
riconobbe che gli stati membri erano tenuti ad applicare sanzioni economiche e misure nei
confronti di uno Stato aggressore ed il Consiglio riconobbe la particolare situazione della
Svizzera, la quale venne dispensata dalla partecipazione di azioni militari, ma non dalladozione
di sanzioni economiche e nel 1945 decise, in considerazione del suo status di neutralizzazione, di
non chiedere lammissione allONU. Nel 1986 lesito del Referendum fu negativo, mentre nel
Marzo del 2002 il popolo svizzero si dichiarato favorevole allingresso e nel settembre lAG ha
ammesso la proclamazione.

RIFORMA DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA: il rapporto dei 16 saggi parl della riforma del CS e
vennero ripresi i due modelli:

A) Istituzione dei seggi permanenti (2 per Africa ed Asia, uno per America ed Europa) e tre
non permanenti, biennali e non immediatamente rinnovabili. I membri permanenti
sarebbero cos 11 e 13 i non.

B) Aumento biennale di un seggio non permanente e creazione di una nuova categoria di 8


seggi quadriennali.

C) LItalia conferma la sua originaria proposta di istituire 10 seggi non permanenti in modo
da formare con i 10 gi esistenti una categoria di membri semi-permanenti con mandato
rinnovabile di 4 anni. Inoltre il nostro paese ha sempre sottolineato limportanza di un
uso europeo del seggio, di un seggio allUE.

FINANZIAMENTO ONU: Il bilancio delle Nazioni Unite costituisce sia un atto giuridico adottato
dallAssemblea generale che un documento contabile di previsione delle entrate e delle uscite
biennali. A partire dalla fine degli anni 80 le delibere sulle questioni di bilancio sono adottate
tramite consensus. Il bilancio si articola in: parti (principali attivit e costi), sezioni e
programmi.

Lammontare dei contributi obbligatori dei membri fissato dallassemblea sulla base del
criterio della capacit contributiva che si determina a sua volta sul PNL, debito estero e basso
reddito pro capite. Il ceiling rate fissato al 22% e il floor rate allo 0,001%.

I sei maggiori finanziatori ONU sono: USA, Giappone, Germania, Francia, UK, Italia.

Le operazioni di mantenimento della pace sono finanziate con i contributi obbligatori degli Stati
membri ed ogni operazione di peace-keeping ha un bilancio separato. Quali sono i livelli:

A) I 5 permanenti che somministrano quote del bilancio ordinario pi somme addizionali. Poi
vi sono gli stati industrializzati, poi gli stati espressamente menzionati e poi quelli con
PNLPC al di sotto della media.

Il finanziamento per i tribunali ad hoc si basa su contributi obbligatori degli stati membri da
ripartire in base alla scala dei contributi per il peace-keeping e per laltra secondo bilancio
ordinario.

CONSIGLIO PER I DIRITTI UMANI: Nel 2006 lAG lo ha istituito. Vi furono 4 contrari tra cui Israele,
USA, voto scaturito per le modalit di elezione dei membri: scrutinio segreto a maggioranza
assoluta dei membri dellAssemblea generale, modalit che non esclude la possibilit di eleggere
stati responsabili di gravi violazioni.

Esso un organo sussidiario dellAG, composto da 47 stati. Le funzioni sono quelle di


promuovere il rispetto e la tutela dei diritti umani a livello universale, fungere da foro dove
discutere i problemi, prevenire violazioni e se necessario intervenire.. Pu indirizzare
raccomandazioni agli stati membri e presentare annualmente un rapporto.

I membri sono in carica per tre anni con la possibilit di essere rieletti per un ulteriore mandato.
LAG pu sospendere, a maggioranza dei due terzi dei membri presenti e votanti, un membro del
Consiglio che abbia perpetrato violazioni dei diritti umani.

Il Consiglio ha carattere intergovernativo. Si riunisce 3 volte lanno e ha facolt di convocare


sessioni speciali ogni qual volta lo ritenga opportuno.

PEACEBUILDING COMMISSION: organo per la gestione si situazioni post-conflitto. Organo di


coordinamento dei soggetti interessati alla ricostruzione di un determinato paese dopo un
conflitto armato con il compito di individuare obiettivi primari e risorse necessarie per la loro
realizzazione. E comunque un organo sussidiario di entrambi i due organi principali.

Il Comitato organizzativo permanente ha il compito di elaborare regole di procedura e modalit


di lavoro, riunisce i soggetti interessati al processo di consolidamento della pace, proponendo
strategie. Raccomanda e fornisce informazioni.

EVOLUZIONI PEACE-KEEPING: Lex ministro degli esteri algerino Lakhdar Brahimini ha elaborato
un rapporto sulle operazioni di pace ONU. E del 2000 e contiene alcune raccomandazioni
relative al p-k inviate al CS. Si segnalano: azione preventive del SG con missioni di fact-finding,
azioni di peace-building mediante il rafforzamento delle istituzioni politiche e la tutela dei
diritti umani nelle fasi belliche, determinazione dal parte del CS di mandati chiari, specifici e
fattibili, ristrutturazione del Dipartimento delle Operazioni di pace.

Si va verso una modalit di intervento multidimensionale del peace-keeping, cio particolare


versatilit nei confronti delle fasi post-conflittuali. Se in passato le forze erano utilizzate solo
per legittima difesa dei singoli peacekeepers e dalla forza di pace nel suo complesso, alcune
missioni pi recenti deliberate dal CS hanno visto il loro mandato esteso alluso della forza
armata (Sudan e Congo).

ISTITUTI SPECIALIZZATI: Al Summit mondiale stato utilizzato che al raggiungimento di tali


obiettivo deve concorrere tutto il sistema ONU unitariamente inteso. In particolare agli istituti
specializzati stato richiesto di inserire gli obiettivi di sviluppo del Millennio nel quadro dei
rispettivi mandati e di coordinare maggiormente le loro attivit, al fine di rafforzare lazione
ONU.