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TERMODINAMICA

A cura di Andrea Merlone I.N.RI.M. (IMGC)

La termodinamica quella branca della


fisica che descrive le trasformazioni su-
bite da un sistema in seguito ad un pro-
cesso di scambio di energia con altri sis-
temi o con l'ambiente esterno.

Lo stato di un sistema macroscopico in


equilibrio specificato dal valore che
assumono determinate grandezze, come
temperatura, pressione e volume, dette
variabili termodinamiche o variabili di
stato.

Quando un sistema macroscopico passa da uno stato di equilibrio ad un altro si dice che
ha luogo una trasformazione termodinamica. Alcune trasformazioni sono reversibili, altre
irreversibili. I principi della termodinamica, enunciati nel XIX secolo, regolano tutte le
trasformazioni termodinamiche e ne fissano i limiti.

Principio zero della termodinamica

Quando due sistemi interagenti sono in equilibrio condividono alcune propriet, che
possono essere misurate assegnando ad esse un preciso valore numerico. Conseguenza
di questo fatto proprio il principio zero, che afferma che quando due sistemi sono in
equilibrio termico con un terzo sono in equilibrio anche tra loro. La propriet condivisa in
questo caso la temperatura.

Qualunque sistema, posto in contatto con un ambiente idealmente infinito e a temperatura


determinata, si porter in equilibrio con quest'ultimo, cio raggiunger la stessa
temperatura dell'ambiente.

Primo principio della termodinamica

Fornisce una precisa definizione del calore. Quando un corpo viene posto a contatto con
un altro corpo relativamente pi freddo, avviene una trasformazione che porta a uno stato
di equilibrio, in cui sono uguali le temperature dei due corpi.

Per spiegare questo fenomeno, gli scienziati del XVIII secolo supposero che una
sostanza, presente in maggior quantit nel corpo pi caldo, passasse nel corpo pi freddo.
Questa sostanza ipotetica, detta "calorico", era pensata come un fluido capace di
muoversi attraverso la materia.

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Il primo principio della termodinamica invece identifica il calore come una forma di energia
che pu essere convertita in lavoro meccanico ed essere immagazzinata, ma che non
una sostanza materiale.

stato dimostrato sperimentalmente che il calore, misurato originariamente in calorie, e il


lavoro o l'energia, misurati in joule, sono assolutamente equivalenti.

In altre parole, il principio di conservazione dell'energia afferma che, poich l'energia non
pu essere n creata n distrutta, la somma delle quantit di calore trasferita a un sistema
e del lavoro compiuto sul medesimo deve essere uguale alla variazione dell'energia
interna del sistema stesso. Calore e lavoro sono i mezzi attraverso i quali i sistemi si
scambiano energia.

Il primo principio dunque un caso particolare del principio di conservazione dell'energia.


In ogni macchina termica una certa quantit di energia viene trasformata in lavoro; non
pu esistere nessuna macchina che produca lavoro senza consumare energia. Una simile
macchina, se esistesse, produrrebbe infatti il cosiddetto "moto perpetuo di prima specie".

Secondo principio della termodinamica

Impone un'ulteriore condizione alle trasformazioni termodinamiche. Esistono diversi


enunciati, tutti equivalenti, di questo principio e ciascuna delle formulazioni ne mette in
risalto un particolare aspetto. Esso afferma che impossibile realizzare una processo
ciclico che abbia come unico risultato il trasferimento di calore da un corpo freddo a un
corpo caldo (enunciato di Clausius) o, equivalentemente, che impossibile costruire una
macchina ciclica che operi producendo lavoro a spese del calore sottratto a una sola
sorgente (enunciato di Kelvin).

Quest'ultima limitazione nega la possibilit di realizzare il cosiddetto "moto perpetuo di


seconda specie".

Pu essere enunciato dicendo che impossibile raggiungere lo zero assoluto con un


numero finito di trasformazioni e fornisce una precisa definizione di una grandezza
chiamata, appunto, ENTROPIA.

L'entropia si pu pensare come la misura di quanto un sistema sia vicino allo stato di
equilibrio, o in modo equivalente come la misura del grado di disordine di un sistema. Il
secondo principio afferma che l'entropia, cio il disordine, di un sistema isolato non pu
diminuire. Pertanto, quando un sistema isolato raggiunge una configurazione di massima
entropia non pu subire trasformazioni: ha raggiunto l'equilibrio.

Ma qual il significato dell'aumento di entropia delle trasformazioni in natura? Una


risposta che esso rappresenta l'entit con cui tale trasformazione contribuisce alla
"degradazione" dell'Universo. Sappiamo che l'acqua tiepida non si scomporr mai da s,
separandosi in una parte pi calda e una pi fredda.

Naturalmente, non vi diminuzione di energia quando, per esempio, si mescolano acqua


calda e acqua fredda, ma una diminuzione di disponibilit di energia, nel senso che una
certa quantit non pi disponibile; si dice che l'Universo degradato di tale entit.

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La tendenza di tutti i processi naturali di portare ad uno stadio di uniformit di
temperatura, pressione, composizione, ecc. in tutti i punti. Si pu pensare che in un
lontano futuro, come conseguenza di tali processi, l'Universo possa raggiungere uno
stadio di completa ed assoluta uniformit.

Quando e se si raggiunger un tale stato, pur senza esserci variazioni di energia in seno
all'Universo, tutti i processi fisici, chimici e presumibilmente biologici cesserebbero. Questa
meta verso cui esso sembra essere diretto stata descritta come la "morte termica"
dell'Universo.

Ricapitolando, i principi della termodinamica possono essere espressi come segue.

Principio zero (formulato nel 1931)

Come il tempo la variabile pi importante della dinamica, cos la temperatura la


variabile fondamentale della termodinamica. Il principio zero della termodinamica intro-
duce il concetto di temperatura, conoscendo la quale si pu sapere con sicurezza se fra
due sistemi ci sar o no scambio di calore.

Se fra due "sistemi" posti a contatto non c' scambio di calore essi hanno la stessa
temperatura.

Primo principio della termodinamica

Principio di conservazione dell'energia, l'energia pu cambiare forma (termica, meccanica,


chimica, elettrica) ma non pu essere creata o distrutta.

All'interno di un sistema chiuso, che non scambi calore o materia con lesterno, l'energia
totale rimane invariata.

L'energia potenziale e' quella immagazzinata nei corpi (gravitazionale, elastica, massa) e
pronta per essere trasformata.

L'energia cinetica e' quella propria di tutti i corpi in movimento

Il fatto che sia l'energia a conservarsi e non il calore fu compreso negli anni '50 del 1800 e
costituisce la conclusione delle ricerche di Kelvin e Clausius.

L'energia spodest dalla sua posizione dominante il concetto di "forza" che Newton aveva
insegnato a trattare in termini matematici.

Secondo principio della termodinamica

Tendenza di ogni cosa nell'universo a raffreddarsi, a decadere, a scaricarsi, mentre gli


atomi tendono ad assumere una condizione di moto casuale.

Il secondo principio implica una irreversibile tendenza dell'universo verso l'aumento


dellentropia

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Esistono altre due formulazioni del secondo principio:

L'energia termica si trasferisce spontaneamente da corpi caldi a corpi freddi. Non esiste
un sistema che trasformi energia in un'equivalente quantit di lavoro (il moto perpetuo
non pu esistere).

In pratica la conversione dell'energia porta inevitabilmente da forme pi concentrate a


forme meno concentrate e quindi meno utili per produrre lavoro (inteso come forza
utilizzata per spostare qualcosa).

Il secondo principio riconosce che in Natura esiste una fondamentale asimmetria: un


oggetto caldo si raffredda spontaneamente, ma un oggetto freddo non si riscalda
spontaneamente; una palla lanciata in alto rimbalza e lentamente si ferma, ma una palla
ferma non si mette a rimbalzare spontaneamente.

Questo concetto ci dice che nonostante l'energia si conservi, la sua distribuzione


cambia in modo irreversibile.

L'energia contenuta in un litro di benzina viene trasformata dal motore a scoppio in


energia termica e poi parte in lavoro meccanico, in energia elettrica, ecc.

Quando il litro di benzina bruciato completamente, in nessun modo possibile


recuperarlo.