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Istituto Cassini

DISPENSE
di

STORIA

III ANNO
(TUTTI I CORSI)
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SCHEMA DELLEVOLUZIONE STORICO - POLITICA IN ITALIA E IN EUROPA

1300

In Europa In Italia
decadenza dellImpero a favore delle forte frammentazione politica
nascenti Nazioni Europee (dai Comuni alle Signorie)
crisi del Papato

1400

In Europa In Italia
si definiscono le caratteristiche di quelle prosegue la frammentazione politica
che saranno le Nazioni Europee (dai Comuni alle Signorie)

Si rinforza il potere temporale della Chiesa


(aumentano tuttavia i contrasti con le altre realt politiche dItalia e dEuropa)

lItalia culla del Rinascimento


(si sviluppano arte, letteratura, cultura,scienza e tecnica)

1500
Le esplorazioni geografiche e lo spostamento dellasse economico

La nascita del Colonialismo

Lo Scisma religioso: Riforma e Controriforma

In Europa in Italia
le guerre di religione Linfluenza francese e le lotte tra Signorie
le guerre di successione Firenze e i Medici
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(1)

IL 1300

In Italia e in Europa il XIV sec. si mostra come la continuazione di quanto accaduto nel 1200
ed caratterizzato dallulteriore aggravarsi delle lotte e delle rivendicazioni gi iniziate nel
secolo precedente.

L'autorit dellantico Sacro Romano Impero come centro politico dellEuropa, comincia a perdere
gran parte del suo potere per diverse cause:

a) Il sorgere della coscienza nazionale di ogni popolazione sottoposta allimpero


b) Cominciano a delinearsi le future grandi monarchie europee che caratterizzeranno LEuropa
alla fine del Medio evo.
c) Le lotte che avevano coinvolto limpero e la dinastia francese degli Angioini per la
supremazia politica in Europa
d) La crisi e lindebolimento del Papato di Roma un tempo sostenitore dellimpero, lentamente
coinvolto e logorato in questa lotta e addirittura stravolto per ben 70 anni durante i quali la
sede del Papato fu trasferita da Roma in Francia ad Avignone, per essere meglio controllato
dal re di Francia (la cosidetta schiavit avignonese)
e) Il consolidarsi del distacco dei Comuni italiani dal territorio imperiale e le loro lotte interne
che li porter a trasformarsi in Signorie e Principati.

Italia

La situazione in Italia caratterizzata da un forte frazionamento territoriale, politico e sociale per


cui essa si presenta come un mosaico di organismi territoriali e proprio da questa forte divisione
nasce la secolare debolezza dellItalia e la sua sudditanza verso le pi forti monarchie europee
(Impero, Francia e Spagna). Si pu ripartire l'Italia del Trecento in organismi territoriali
corrispondenti alle posizioni geografiche e alle relative sistemazioni politiche.

NellItalia settentrionale si verifica pi rapidamente che nelle zone centrali, la trasformazione dei
liberi Comuni in Signorie. Cerchiamo di capire il significato e le motivazioni di questa evoluzione.

Nel corso del XIII sec. i Comuni avevano affermato il loro potere e spesso, si erano trovati a lottare
tra loro per motivi territoriali e commerciali. La partecipazione dei cittadini pi importanti (quasi
tutti mercanti, banchieri o liberi professionisti) allattivit politica, consentiva potere e prestigio ma,
di contro, li distoglieva dalle loro attivit con relativa remissione economica. Perci cominci a
diffondersi lidea di affidare il comando politico del territorio ad un personaggio rappresentativo dei
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comuni interessi e delle comuni idee politiche, che avesse il tempo e lambizione di assumere
questo incarico. Tale figura verr definita Signore della citt di qui il termine di Signoria.

Tra le pi importanti vale la pena ricordare quella dei Conti di Savoia, dei Marchesi di Monferrato
in Piemonte, dei Visconti e degli Sforza a Milano; degli Scaligeri a Verona; dei Gonzaga a
Mantova; degli Estensi a Ferrara, Modena e Reggio.

Poco pi tardi si avvi la stessa trasformazione anche in molti Comuni del centro Italia e tra questi
emerger per importanza politica e culturale la Signoria di Firenze.

Un secondo gruppo di organismi territoriali, costituito dalle tre grandi Repubbliche Marinare di
Venezia, Genova e Pisa. La prima, retta a sistema nettamente aristocratico, estese le sue conquiste in
terra ferma verso le opposte coste adriatiche e in Oriente. La seconda, retta da un governo popolare,
intraprese una secolare lotta contro la grande rivale Venezia e, consumata dalle discordie interne
oltre che da queste guerre sar costretta a subire la dominazione straniera ed a perdere molti ricchi
possedimenti orientali. Pisa, dibattendosi in lotte interne, decadde a poco a poco e fu assorbita dal
potere di Firenze che si stava trasformando in potente signoria, anche per la ricchezza dei suoi
banchieri; mentre Roma, disertata dai Papi che per settant'anni prendono dimora ad Avignone, vede
dilagare l'anarchia di nobili facinorosi e di signorotti prepotenti, anarchia che il tribuno Cola di
Rienzo malamente cercher di troncare.

Roma decade dunque, sia come centro ideale della Chiesa e dell'Impero sia come centro culturale,
sostituita da Firenze e Napoli, perch esse rappresentano i punti pi attivi della vita politica e
culturale italiana.

Infine nell'Italia Meridionale


esisteva un vasto Stato
unitario, il Regno di Napoli,
sotto gli Angi di Francia,
mentre la Sicilia godette di un
secolo di autonomia, prima di
passare sotto la dominazione
Spagnola.

Invenzioni, scoperte,
innovazioni
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La balestra : un arco di precisione ad impugnatura orizzontale


Decadenza del gotico, iniziano le avvisaglie dell'arte rinascimentale
La brigantina: una nave resistente e veloce adatta al combattimento
Invenzione della polvere da sparo e sua applicazione nelle

Altro evento fondamentale del Trecento il trionfo della borghesia (gi evidenziatosi nel corso del
secolo precedente), cio il prevalere di un ordine sociale costituito da attivi mercanti, ricchi
banchieri, abili artigiani. E' un successo che si sviluppa non soltanto indebolendo la vecchia
aristocrazia feudale, ma anche a danno del popolo minuto che, nonostante alcuni tentativi di rivolta,
finisce col restare ai margini della vita economica e di quella culturale.

Specchio di questa tendenza la letteratura del Trecento, che si fa sempre pi borghese: trova cio
nella borghesia il suo pubblico.

In conclusione, il Trecento un secolo di transizione; suggella la fine del Medioevo e


preannunzia gli ideali umanistici: non a caso esso si apre con la Commedia divina di Dante
e si chiude con la commedia umana di Boccaccio, il Decameron.

Il 1400
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La situazione italiana nel corso del 1400

LItalia , pur nel suo frazionamento politico, rimane nel corso del 1400 una protagonista in Europa e
nel Mediterraneo. Solo in alcune citt fiamminghe(la regione storica delle Fiandre che comprendeva
quella che attualmente la parte settentrionale del Belgio e parte dei Paesi Bassi e della Francia) e
tedesche alla fine del 400 si poteva trovare qualcosa di paragonabile alle grandi banche di Firenze,
Genova e Milano. I commerci erano molto sviluppati sia in quella attivit che oggi definiamo
import - export sia nellesportazione di prodotti pregiati tipici della manifattura altamente
artigianale dei territori italici: dai tessuti di seta(damascati e velluti) della Lombardia e del Veneto,
alloreficeria Toscana, alla lavorazione di pellami ecc. dei comuni italiani dove si stava sviluppando
la cultura dell'Umanesimo che tra la fine del 400 e i primi del 500, porter al Rinascimento.
Infine occorre ricordare la fioritura artistica italiana che si diffuse anche in Europa dove i nostri
Maestri (pittori, scultori, decoratori, ecc.) venivano invitati essendo nota la raffinatezza delle corti
della nostra penisola. Navi Veneziane e Genovesi primeggiavano nel commercio sul Mediterraneo,
mentre l'agricoltura della Pianura Padana e della Toscana era all'avanguardia per modernit e
tecniche produttive.

Mentre i piccoli stati italiani si sviluppavano per ricchezza e bellezza, si approfondiva tuttavia un
distacco completo tra gli interessi dei ristretti gruppi di potere che controllavano governo e
ricchezze e il resto della popolazione che non contava niente e non aveva potere contrattuale. Il
concetto di Governo Comunale che aveva caratterizzato il
1300 con la partecipazione della citt e dei suoi
rappresentanti, ormai lontano. Una ristretta oligarchia
(governo di pochi) deteneva il potere e preferiva affidare la
propria sicurezza a delle truppe mercenarie (compagnie di
ventura) piuttosto che pensare ad un esercito di popolo
realmente coinvolto nella difesa del proprio territorio. Nello
stesso tempo i vari stati erano troppo divisi dai propri
interessi per far fronte comune contro gli stranieri.

(Ritratto di Filippo Spano, Capitano di ventura)

Le piccole compagnie di ventura operanti in Italia non


potevano reggere il confronto con i poderosi eserciti delle
grandi monarchie europee. Mentre Francia, Spagna ed Inghilterra, raggiungevano la propria unit
nazionale e divenivano forti organismi politici e militari, nessuno stato italiano era abbastanza forte
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da imporsi su tutta la penisola o da poter sostenere da solo l'urto delle grandi potenze straniere, n
pensava lontanamente ad un progetto unitario.
Tale era la situazione mentre in Francia e in Spagna (vedi cap. 2) i sovrani portavano a compimento
un poderoso processo di unificazione e di modernizzazione dello stato e basavano il loro potere su
un esercito formidabile per numero di soldati e potenza degli
armamenti. Alla fine del felice periodo di tranquillit seguito alla
pace di Lodi Spagna e Francia tratteranno come una facile preda i
piccoli stati italiani deboli e divisi.
(monumento equestre di Bartolomeo Colleoni,
capitano di ventura)

Nella confusa situazione italiana, Venezia fu la sola eccezione alla


regola di affidare tutta la propria difesa ad un esercito mercenario e pot sempre contare sulla
solidariet della popolazione. Le grandi ricchezze dei mercanti e dei banchieri italiani conservavano
una forte connotazione di precariet: rapidi e ingenti guadagni si alternavano a crolli improvvisi. Un
naufragio o un assalto di corsari potevano mandare in rovina un mercante mentre un banchiere
poteva fallire perch un governo da lui finanziato diventava insolvente o veniva soppiantato dai suoi
avversari politici. Per questo i signori rinascimentali erano spietati e crudeli con i loro nemici e
altrettanto spietati nello sfruttamento dei ceti subalterni. Essendo meno esposta ai pericoli insiti nel
commercio e nella finanza, la propriet fondiaria era molto ambita dai signori del tempo, i quali,
investendo nell'agricoltura, ottennero un aumento della produzione e la diffusione della mezzadria.
Contrariamente a quanto succedeva in Francia, Spagna o Inghilterra, dove il re si poneva come un
baluardo in difesa di borghesi e contadini contro le violenze dei nobili, in Italia le fasce deboli
conoscevano solo le violenze del potere, senza alcun riconoscimento di diritti.

Le cose non andavano diversamente nei territori dominati dalla Chiesa perch rendite e beni
ecclesiastici erano concentrati nelle mani dei figli delle famiglie pi potenti. Infatti le pi importanti
famiglie facevano di tutto per assicurare ad un loro membro di far parte dellorganismo della Chiesa
per essere eletto alla fine Papa e garantire alla sua famiglia prestigio e potere. Per esempio i Medici
di Firenze riuscirono a far eleggere al papato diversi loro figli, dimostrando la grande influenza
esercitata dalle banche e dalla finanza fiorentina anche sulla Chiesa. Andiamo ora ad osservare
nel particolare la situazione descritta:

Milano
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Non sfuggiva a questa crisi generale degli stati italiani il ducato di Milano, minacciato dalla lenta
ma continua avanzata di Venezia, che gli andava sgretolando il territorio ad Est della capitale.

Esso, inoltre, cominciava a sentire anche il pericolo del suo sempre pi potente e bellicoso vicino
settentrionale, la Confederazione Svizzera, i cui montanari guardavano alle valli dell'alta Lombardia
come al proprio sbocco naturale.

D'altra parte, il ducato si trovava in una


difficile situazione dinastica, in quanto
l'erede del trono milanese, il giovanissimo
Gian Galeazzo Sforza(1476-94), sposo di
Isabella d'Aragona, nipote del re di Napoli
(vedi i ritratti a lato) era da tempo in una
ambigua situazione tra protetto e
prigioniero rispetto al suo zio e tutore
Ludovico il Moro, desideroso di soppiantare
il nipote nella successione milanese. Il re di
Napoli, alla cui famiglia apparteneva la
moglie di Gian Galeazzo, guardava con
sdegno a quanto faceva il Moro per accaparrarsi il trono ducale a spese
del nipote, e ci, per converso, portava Ludovico a considerare con
favore qualsiasi opportunit di sbarazzarsi del potenziale avversario napoletano.

Ancora abbastanza ricco dal punto di vista economico, malgrado Venezia qualche decennio prima
avesse conquistato gli importanti territori di Brescia e di Bergamo, il ducato milanese godeva di una
notevole importanza per le manifatture di tessili, per le sue armature, tra le migliori esistenti in
Europa. A questo si aggiungeva l'eccellente posizione della sua capitale, all'incrocio delle pi
importanti linee di comunicazione dell'Alta Italia, compreso il porto di Genova, la cui floridezza
commerciale era legata intimamente con il traffico lombardo.

Questi fattori per si trasformavano in una ragione di precariet, essendo privi come di concrete
possibilit difensive contro uno straniero bene armato e modernamente equipaggiato, e pertanto
rendevano in pratica Milano uno dei punti pi ambiti e pi vulnerabili d'Italia.

Venezia

La repubblica di Venezia, era la sola grande potenza italiana in grado di competere con i maggiori
stati europei, perch era dotata di una compatta organizzazione statale, accentrata nelle mani di una
classe aristocratica e mercantile nota per le tradizionali doti di patriottismo e di dedizione al
pubblico bene, nonch per labilit diplomatica e marinara. Gli interessi politici ed economici della
repubblica superavano i confini italici. Padrona incontrastata delle acque dell'Adriatico, Venezia
dominava su buona parte dell'Istria e della Dalmazia, sulle Isole Ionie e su altri punti della costa
adriatica, donde traeva tradizionalmente le sue pi valorose e fedeli milizie, cio la fanteria degli
Schiavoni e la cavalleria leggera degli Stradiotti. Nei mari del Levante, dopo la perdita delle sue
piazzeforti in Grecia, causata dalle conquiste turche, la repubblica aveva conservato l'isola di
Candia ed acquistato la vasta e ricca isola di Cipro, cedutale (1489) dalla sua ultima regina, la
veneziana Caterina Cornaro. Tutto il traffico tra i paesi del Medio Oriente e l'interno dell'Europa
passava attraverso Venezia, cui facevano capo quasi esclusivamente le correnti commerciali della
Germania meridionale. La flotta veneziana deteneva l'assoluta supremazia navale nel Mediterraneo
e si calcolava che, in caso di bisogno, la Serenissima potesse contare su un numero di galere pari a
quello di tutti gli altri paesi della cristianit messi insieme.
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Dai primi del Quattrocento, Venezia, alla sua tradizionale


politica marinara in Levante, aveva aggiunto anche una
attiva politica di espansione territoriale in Italia, che l'aveva
portata a dominare sul Veneto e parte della Lombardia,
affacciandosi anche in Romagna col possesso di Ravenna.

(Palazzo Dario a Venezia costruito a fine 400)

Tra tutti gli stati italiani, Venezia era il solo che potesse
avere qualche pretesa ad una politica unificatrice sul resto
della penisola. Tuttavia, proprio il timore della politica
espansionistica di Venezia, costitu per quest'ultima un
pericoloso fattore di isolamento: avversi a Venezia erano il
ducato di Milano, minacciato continuamente di
assorbimento, il papa, che non tollerava l'egemonia veneta
sulle Romagne e trovava nella potenza veneziana la pi forte delle remore alla propria politica
nepotistica, ed il re di Napoli, di cui Venezia ambiva ad occupare qualche lembo di territorio
marittimo nella Puglia, come base per la sua politica navale di dominio dell'Adriatico. D'altra parte
non si potevano dimenticare le antiche ostilit intercorse per lungo tempo tra la repubblica e gli
Asburgo d'Austria, molesti vicini, accampati a Gorizia, Trieste e Trento.

Pi delicate ancora erano le relazioni di Venezia con l'Impero turco. Gi una volta, alla met del
secolo XV, l'avanzata turca contro Costantinopoli aveva costretto la repubblica a disinteressarsi
delle vicende italiane per concentrare i propri sforzi nel Levante.

In altre parole, proprio l'estensione e la molteplicit dei suoi interessi, rendevano assai delicato per
Venezia cos lo scacchiere italiano, dove essa trovava davanti a s l'ostilit coalizzata degli altri stati
e di Massimiliano d'Austria, come lo scacchiere orientale, dove la repubblica doveva affrontare la
potenza turca col rischio di compromettere le proprie fortune e rimanere affamata. Piuttosto che una
grande politica imperialistica, in simili condizioni, c'era dunque da attendere da Venezia una politica
assai cauta, di difesa delle sue posizioni attuali e di lenti miglioramenti graduali.

Firenze

Non meno modeste erano le forze militari e la possibilit di una effettiva resistenza dello stato di
Firenze in confronto ai grandi stati europei. La situazione fiorentina era aggravata, tra l'altro, anche
dal fatto che la maggior parte dei centri minori del dominio, a cominciare da Pisa, l'antico porto
tirrenico, vedevano di malocchio l'egoistico ed oppressivo governo esercitato
dalla capitale, senza alcun riguardo per gli interessi locali calpestati. Firenze,
tuttavia, ancora sul cadere del sec. XV, si presentava come uno dei centri pi
attivi della vita economica europea. L'industria della seta e lo sviluppo delle
attivit artigianali, si accompagnavano infatti in lei con un'eccezionale
potenza finanziaria delle sue grandi casate di banchieri, come quella dei
Medici, degli Strozzi, dei Gondi, ecc., da secoli dominatori della vita
finanziaria europea, cos per le disponibilit finanziarie, come per il volume
degli affari. Oltre alla floridezza economica della citt, la parte importante
svolta dallo stato fiorentino nella politica italiana del sec. XV era dovuta in buona parte all'abilit
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personale dei suoi signori, specie Cosimo il vecchio ed il nipote Lorenzo il Magnifico detto: lago
della bilancia politica dItalia per le sue capacit diplomatiche.

(Ritratto di Lorenzo de Medici)

Appunto sul cadere del secolo, nel 1492, Lorenzo era venuto a morte. I malcontenti del dominio
mediceo, sostenitori del ritorno alle tradizioni repubblicane della citt, trovavano perci impulso
maggiore alle loro aspirazioni, cui conferiva notevole forza l'influenza dominatrice assunta nella
citt da un frate predicatore ferrarese Girolamo Savonarola (1452-98).

Girolamo Savonarola sosteneva una riforma morale della Chiesa, e un deciso programma politico
orientato in senso repubblicano e popolare. Nel frate era evidente la tendenza ad identificare il
potente re di Francia, come lo strumento della volont di Dio per abbattere il corrotto papa
Alessandro VI(vedi paragr. succ.) ed iniziare l'opera di rigenerazione della cristianit. Contro ai
Medici, cresceva perci quotidianamente la forza dei seguaci del frate, detti per scherzo Piagnoni,
per la loro abitudine a lamentare la corruzione morale dilagante.Per la sua posizione troppo esaltata
e fanatica anche se fondata su giusti motivi,
Savonarola sar processato e bruciato sul rogo.

(Lesecuzione di Savonarola a Firenze)

Roma

Non molto felice era la situazione interna dello Stato Pontificio. Buona parte del territorio,
specialmente nelle Marche e nell'Emilia di fatto si trovava nelle mani di una quantit di tirannelli
locali in perpetua lotta tra loro. La campagna romana, alle porte stesse della citt Eterna, era
tradizionalmente il teatro delle gesta violente degli indomabili baroni romani(ricordiamo le famiglie
Colonna, Sciarra, Orsini,ecc.) non meno turbolenti e sanguinari dei loro colleghi del regno di
Napoli.

A differenza degli altri stati italiani, per quanto grande fosse la sua debolezza militare e lo stato di
totale confusione al suo interno, che qualche Papa pi energico degli altri riusciva a malapena a
contenere, lo Stato Pontificio, a causa del suo carattere religioso, non rischiava di finire sotto il
dominio di qualche altra grande potenza. Al contrario, esso si presentava in genere come una fonte
di preoccupazioni per la sua aggressivit rispetto a parecchi degli stati circonvicini.

Per tutta la seconda met del Quattrocento, infatti, i papi, chiuso il difficile periodo dello Scisma di
Occidente e dei Concili di Costanza e di Basilea, concentrarono la propria attenzione
nell'ingrandimento della propria famiglia. Quasi ogni papa della seconda met del Quattrocento
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mir a costituire uno stato gentilizio, sia entro il territorio stesso dello Stato Pontificio, sia a spese
dei territori vicini, mantenendo l'Italia in continua apprensione.

(Piazza del Campidoglio nel 1400 prima della sistemazione progettata da Michelangelo Buonarroti)

Dal 1492 il trono pontificio era occupato


da una delle pi sconcertanti figure della
storia del Papato: lo spagnolo Rodrigo
Borgia da Valenza, che aveva assunto
dopo la propria elezione il nome di
Alessandro VI (1492-1503).
Temperamento focoso e sensuale, tanto
divorato da una sete smodata di fasto, di
opulenza, di godimento carnale, quanto
incapace di conoscere limite nella scelta
dei mezzi per saziare le sue brame, il
nuovo pontefice giungeva al trono
accompagnato dalla pi scandalosa fama di immoralit personale (conviveva con una compagna che
gli aveva dato dei figli tra cui la famosa Lucrezia Borgia) e da un ardore quasi maniacale di fare
grande e potente la propria figliolanza illegittima. Tra questa, doveva ben presto emergere, non
senza la fosca ombra di un sospetto di fratricidio, il figlio Cesare Borgia.

Sulla regolarit della elezione del Borgia, pi di uno affacciava dubbi,


affermando che lo spagnolo aveva comperato i voti dei cardinali e che
perci, come simoniaco, era indegno di rivestire l'altissima dignit. Tra i
pi decisi e violenti avversari del papa era, nel Sacro Collegio stesso, il
cardinale genovese Giulio della Rovere, il futuro papa GIULIO II. Ed
era noto che quest'ultimo, allo stesso modo dei baroni napoletani ribelli a
Ferdinando di Aragona, non mancava di intelligenze e di amicizie presso
la corte del giovane ed ambizioso re di Francia Carlo VIII. papa Borgia

Napoli

Impoverito e riportato indietro di qualche secolo dal


rigido sistema feudale imposto dalla dinastia francese
degli Angioini, il regno napoletano aveva attraversato,
dalla met del Trecento in poi, un secolo di lotte
intestine, in cui la feudalit aveva potuto sfrenarsi,
senza alcun controllo di fatto. Dal 1442 finalmente il
trono era passato alla dinastia spagnola degli Aragona
che avevano mirato a stroncare la potenza dei baroni meridionali. Si sentiva la mancanza del ceto
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borghese ( mercanti e professionisti) perch da sempre in queste terre era padrona la nobilt terriera,
il popolo faceva solo il mestiere di bracciante.( gi dunque nel XV sec. Si coglie la differenza tra
Nord agricolo, commerciale e artigiano e il Sud chiuso ad ogni modernizzazione. Minacciato
dall'odio delle grandi famiglie baronali, privo di forze proprie di una qualche entit, il re di Napoli,
Ferdinando I di Aragona (1458-1494), sembrava perci mantenere il proprio trono piuttosto per la
mancanza di un avversario abbastanza forte che per proprio merito.

Gli stati minori della penisola.

Modesti per le forze militari e per il peso politico erano logicamente gli infiniti piccoli e
piccolissimi stati, che ancora sopravvivevano nella penisola.

Solo parzialmente italiano era il ducato di Savoia, a cavaliere delle Alpi. Esso si stendeva infatti in
buona parte su territori transalpini e di lingua francese, come la Savoia mentre al di qua delle Alpi
possedeva una parte del Piemonte. I marchesati di Saluzzo e del Monferrato, retti da dinastie
indipendenti, nonch la contea di Asti, recata in dote da Valentina Visconti al duca di Orlans. Per di
pi la vicinanza del potente regno di Francia metteva i duchi di Savoia nella condizione di vassalli
rispetto a quest'ultima corona, alla cui volont difficilmente avrebbero potuto opporsi le loro
modeste forze. La natura dei suoi territori montuosi non si prestava allo sviluppo di una attivit
economica che potesse metterlo alla pari degli stati circonvicini.

Nel centro - nord ricorderemo i Gonzaga di MANTOVA, gli Este di FERRARA, presso la cui corte
doveva fiorire la poesia epico-cavalleresca del Boiardo, dell'Ariosto, del Tasso, i Montefeltro di
URBINO, i Malatesta di RIMINI, ecc. La loro funzione politica tuttavia si limitava per forza a
quella di satelliti delle maggiori potenze.

Delle sopravvissute repubbliche cittadine, Siena appariva la pi colpita dalla crisi economica e la
pi debole politicamente: Genova invece manteneva un grado di notevole prosperit economica, sia
per l'intensa attivit bancaria, sia per l'imponente attivit marinara e commerciale, specie nel
Mediterraneo occidentale. Lucca manteneva un grado di notevole prosperit economica per
l'intensa attivit bancaria .

(2)
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La situazione in Europa nel corso del 1400

Inghilterra, Francia e la guerra dei cent'anni

Il 1400 (XV sec.) costituisce in Europa un periodo caratterizzato da eventi molto contraddittori: al
lusso, alla voglia di arte e bellezza, alla cultura e alla conquista dellautonomia delluomo che sono
gli aspetti dellUmanesimo e del Rinascimento che dallItalia si irradiarono verso i territori europei,
si contrappongono lunghi periodi dominati da sanguinosi conflitti che influirono molto sulla vita
quotidiana e sullevoluzione sociale di tante popolazioni, anche se dovuti a motivazioni ben lontane
dalla quotidianit.Un evento importantissimo per le conseguenze che ebbe in Europa fu la guerra
dei cent'anni: un conflitto tra il Regno d'Inghilterra e il Regno di Francia che dur, non
continuativamente, 116 anni ( dal 1337 al 1453 ) e che si concluse con l'espulsione degli Inglesi da
tutti i territori che possedevano sul continente per eredit dinastiche, fatta eccezione per la cittadina
di Calais.

Questa guerra ebbe una straordinaria importanza storica, per vari motivi:

nonostante si trattasse soprattutto di un conflitto fra dinastie regnanti o aspiranti al regno,


esso fu la causa prima della nascita delle nazioni inglese e francese, e delle rivalit tra i due
popoli.
Militarmente, la guerra vide la nascita di nuove armi e nuove tattiche, le quali segnarono
l'abbandono degli eserciti organizzati su base feudale e incentrati sulla forza d'urto della
cavalleria pesante. Sui campi dell'Europa Occidentale videro la luce eserciti professionali,
per la prima volta dai tempi dell'Impero Romano, rivalutando il ruolo della gleba(le masse
chiamate forzatamente alle armi).

La guerra dei cent'anni fu il primo conflitto in cui si usarono le armi da fuoco. In particolare,
le bombarde fecero la loro prima comparsa su suolo francese nel corso della battaglia di
Crcy, tra le file inglesi.
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Esempio di armatura a placche Bombarda del XV secolo

Il conflitto fu costellato da tregue molto brevi e interrotto da due veri e propri periodi di pace della
durata rispettivamente di 9 e 26 anni, che lo dividono in tre fasi principali:

1) la guerra edoardiana (1337-1360)


2) la guerra carolina (1369-1389)

3) la guerra dei Lancaster (1415-1429), alle quali deve essere aggiunta la fase conclusiva della
guerra (1429-1453).

La guerra dei cent'anni segn l'apice delle tensioni tra Francia e Inghilterra, iniziate gi nell'XI
secolo e che finiranno solo nel corso del 1700. Perch lo studente la comprenda meglio, opportuno
ricordare in forma sintetica la situazione esistente in Inghilterra e Francia anni prima.

Breve memoria sulla situazione in Inghilterra

L'Inghilterra, a differenza della Francia, era nata gi nel 1066 come stato unitario sotto il controllo
del re ed il potere dei suoi vassalli. Questa unit politica permise ai monarchi inglesi di dedicarsi ad
azioni di conquista su larga scala all'estero e di ampliare notevolmente i propri possedimenti al di
fuori dei confini originari del regno. Nel 1152 Enrico II prese in sposa Eleonora d'Aquitania,
ottenendo in dote grazie a questo matrimonio politico, l'immenso feudo francese.

Pi tardi un suo successore, Giovanni, detto il "Senza Terra", lott in Francia per difendere i
possedimenti inglesi in Normandia, ma fu sconfitto e dovette fronteggiare il malcontento dei nobili.
Cos fu costretto a cedere notevoli poteri al primo parlamento
storico di una nazione europea, formato dai rappresentanti
delle famiglie importanti, emanando la Magna Charta (1215).
(vedi fig. con testo originale)

Anni dopo un altro re inglese:Edoardo I, intraprese campagne


di conquista in Galles ed in Scozia, sottomettendoli. Gli
scozzesi, tuttavia, guidati da William Wallace e da Robert
Bruce, si ribellarono e sconfissero le truppe del successore
Edoardo II (1314), mentre il Galles, fu mantenuto saldamente
dagli Inglesi.

Dal punto di vista istituzionale, l'autorit del re d'Inghilterra


era legata ai forti poteri del parlamento (tra i quali era anche
presente il diritto di veto su qualsiasi imposizione fiscale), ma
la sua forza era dovuta alla rete capillare di funzionari regi
(sceriffi) che controllavano il territorio.

(pergamena originale della Magna Charta)

Breve memoria sulla situazione in Francia


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Re Filippo II detto Augusto (regn dal 1180 al 1223), mosso da un moderno concetto di nazione
(persone collocate su uno stesso territorio aventi la stessa lingua, professanti lo stesso credo
religioso ed aventi gli stessi usi e costumi), intraprese una politica di unificazione cercando di
strappare agli Inglesi i possedimenti feudali in terra di Francia. Filippo Augusto rimane uno dei re
pi studiati e ammirati della Francia medievale.

(ritratto di Filippo II)

I suoi successori proseguirono questa politica di unit e


conquista Nel 1284, il re Filippo IV detto il Bello, continu la
politica unitarista intrapresa dai suoi predecessori, accorpando al
Regno di Francia anche il Regno di Navarra, collocato sui
Pirenei.. Con lascesa al trono di Filippo IV Il Bello, gli Inglesi
apparivano preoccupati delle pressioni esercitate da Filippo nei
confronti della regione delle Fiandre, da sempre una riserva
commerciale per i sovrani inglesi, che di fatto ne avevano il
controllo ed esportavano ingenti quantitativi di lane grezze
prodotte in patria.

(Filippo il bello e la moglie Giovanna


di Castiglia)

Il monarca Francese continu il suo


progetto di unificazione annettendo al
Regno di Francia tutti i territori
papali, confiscando anche i beni
ecclesiastici dalle abbazie. Ci
determin la successiva ostilit di
papa Bonifacio VIII.. Inoltre Filippo
IV cerc di annettere al suo Regno
anche i feudi inglesi presenti sul territorio francese, e proprio da questo azzardato tentativo
deriv la rivalit di lunga durata che venne denominata la Guerra dei Centanni.

Luigi X, suo primogenito mantenne la politica paterna. Alla sua morte, Giovanni I, suo figlio,
ancora neonato, sal al trono, sotto la reggenza dello zio Filippo V. Il suo regno fin 5 giorni dopo,
avvolto nel mistero della sua morte. A lui succedette lo stesso zio Filippo V, che secondo alcuni
aveva ucciso il piccolo Giovanni I o, addirittura, lo aveva scambiato con un neonato morto. Alla sua
morte (1322), non avendo eredi maschi secondo la legge salica, da lui stesso invocata per usurpare
il trono di Francia, gli succedette il fratello minore Carlo IV. Egli regn per un breve periodo (1322-
1328), portando all'estinzione la dinastia Capetingia. Il trono francese si trov cos ad essere
conteso tra due pretendenti, due nipoti di Filippo V: Filippo di Valois, che viveva in Francia e il re
di Inghilterra,Edoardo III (erede in quanto figlio di Isabella di Francia). Grazie al sostegno dei
grandi feudatari di Francia, Filippo pot cingere la corona e inaugurare la dinastia dei Valois. Ma
Edoardo III non si arrese, infatti, lui stesso si proclam legittimo successore al trono francese e, con
una dichiarazione di battaglia feudale, mosse guerra ai Francesi.

Oltre alla causa principale della lotta tra dinastie, gli storici ne hanno individuate altre: sicuramente
la conquista, da parte dei francesi, delle Fiandre, territorio economicamente molto ricco legato
16

allInghilterra, e lo scontro economico creatosi tra le due Monarchie, forse le pi grandi di quel
periodo.

Vediamo ora in sintesi le fasi della guerra:

1) fase Edoardiana (1337-1360).

Edoardo III, ricordato sopra, non accett che il cugino Filippo di Valois divenisse re di Francia e
nel 1340 si proclam re di Francia, e da l inizi la sua conquista di territori francesi, riuscendo a
sconfiggere le truppe di Filippo VI in molte battaglie, tra cui ricordiamo la sanguinosa battaglia di
Crcy. Edoardo quindi assedi il porto di Calais che nel mese di settembre del 1346 cadde in
inglese mani. Suo figlio Edoardo, Principe di Galles, altrimenti noto come il Principe Nero, cos
chiamato per il colore della sua armatura(vedi illustrazione)copr se stesso di gloria sconfiggendo i
francesi, ancora una volta, a Poitiers nel 1356, battaglia dove fu
catturato pure il re di Francia Giovanni II. Per lui fu richiesto
un riscatto equivalente all'ammontare del doppio del reddito
annuale del suo paese. Alla fine la pace fu negoziata con il
trattato di Bretigny del 1360. In seguito alla disfatta, la
Francia sprofond nel caos: scoppiarono numerose rivolte di
contadini.Questa situazione disperata costrinse il regno a
scendere a patti con gli Inglesi concedendo a re Edoardo III,
l'intera parte sudoccidentale della Francia in cambio della sua
rinuncia alle pretese al trono.

(battaglia di Crecy)

2)La fase Carolina (1369-1389).

A questo punto il re francese del momento, Carlo V , una volta salito al trono, si ritrov a
fronteggiare una situazione difficile: la Francia era nel pieno di una vasta crisi economica, un
terzo del regno era controllato dagli inglesi e le rivolte contadine ed autonomiste (come quelle
fiamminghe) si susseguivano senza sosta; il conflitto con l'Inghilterra riprese (1369). Carlo V
riusc a conseguire grandi successi e a riconquistare la maggior parte delle terre
precedentemente perse quando la Francia fu scossa da nuove rivolte.

3)La fase dei Lancaster (1415-1429).

Dopo la morte dellultimo dei Plantageneti, sal al trono d'Inghilterra il primo dei Lancaster (la
dinastia da cui prende il nome la terza ed ultima fase della lunga guerra): Enrico IV
17

Intanto, sull'altra sponda della Manica, anche i francesi passarono, anche se brevemente, da una
dinastia ad un'altra: difatti, Carlo VI non pot pi regnare, poich malato probabilmente di
schizofrenia; a quel punto sal al trono, , l'erede legittimo della corona di Francia divenne il
figlio di Carlo VI: Carlo VII.

(Ritratto di Carlo VIII)

Carlo VII, detto il Vittorioso o anche il Ben-Servito, fu re


di Francia dal 1422 al 1461e port al termine la
lunghissima Guerra dei cent'anni.

Nel 1420 il padre, che pare avesse un'infermit mentale,


firm con il re d'Inghilterra Enrico V un trattato, detto
Trattato di Troyes, che accordava la corona francese al re di
Inghilterra. Carlo VII fu messo da parte con il falso pretesto
che fosse solo un figlio illegittimo. Egli per, riteneva che il
padre non potesse prendere quella decisione in piena
coscienza data la sua follia, e che comunque lui era un Valois
e il delfino di Francia, quindi vantava maggiori diritti sul
trono francese.

Nei primi mesi del 1429 venne a Chinon, dove il re si era rifugiato, una giovane ragazza,
Giovanna d'Arco, che gli disse di essere mandata da Dio per riconquistare la Francia.

Giovanna d'Arco all'assedio di Orlans

La ragazza sosteneva di essere stata spinta ad agire in


prima persona per il bene della Francia dalle voci
dell'arcangelo Michele e delle sante Caterina e
Margherita. Sebbene gli storici inglesi minimizzino il
ruolo che ella ebbe nello svolgersi degli eventi,
tuttavia impossibile ignorare che, da quel momento
in poi, la guerra registr una svolta vittoriosa e cos
Carlo VII fu ufficialmente incoronato re di Francia
nella splendida cattedrale di Reims il 17 luglio 1429.
Invero quando Giovanna d'Arco venne in seguito
catturata con l'inganno dai nemici ma il re di Francia
non fece alcuno sforzo per ottenere il suo rilascio.

La giovane fu processata con la scusa di essere


eretica e mandata al rogo.

Pace di Arras e fine delle ostilit

Finita la guerra e scacciati gli Inglesi da quasi tutto il territorio (Calais rimase inglese), Carlo VII,
"re di Francia", convoc una riunione ad Arras per stipulare gli accordi per poter costituire il Regno
di Francia e rendere definitiva la pace tra le fazioni avverse degli Armagnacchi e dei Borgognoni.
18

La Conferenza di Arras ricordata per esser stata la prima conferenza europea. Ad essa presero
parte i Francesi, i Borgogni, i Lussemburghesi e i Savoia. Fu riconosciuta lautonomia dell'Olanda
settentrionale e quella meridionale ( i Paesi Bassi)uno Stato nazionale basato (come oggi) sul
modello francese.

L'Inghilterra, cos, rimasta isolata sul continente, sub ripetute sconfitte da parte delle truppe di
Carlo VII. Agli Inglesi rimase solo il porto di Calais che sarebbe caduto nel 1559.

Trattato di Picquigny
(Ritratto di Edoardo IV d'Inghilterra)

Le disfatte subite in Francia, tuttavia, non portarono subito alla pace,


poich un qualunque trattato avrebbe portato alla rinuncia da parte degli
Inglesi a qualsiasi pretesa sul trono francese e, inoltre, l'Inghilterra, in
quel periodo, stava venendo sconvolta dalla guerra delle due rose. Solo il
29 agosto 1475, Luigi XI, nuovo re di Francia, ed Edoardo IV, nuovo
re d'Inghilterra, si riunirono, con le loro rispettive corti, a Picquigny,
per firmare il trattato che avrebbe messo fine alla guerra. I conflitti
anglo-francesi durarono per fino al 1748.

Conseguenze della guerra

La guerra dei cent'anni chiude dunque la visione politica del Medioevo e apre il percorso delle
nazioni in senso moderno. Inghilterra e Francia (ed in particolare quest'ultima) alla fine del conflitto
apparivano molto differenti rispetto a prima. L'Inghilterra si era trasformata da potenza con forti
interessi sulla terra ferma, a stato esclusivamente marittimo del tutto tagliato fuori dalle vicende
continentali. La Francia, che all'inizio del Trecento era un regno di tipo feudale, a met
Quattrocento vedeva invece un re forte e con poteri decisionali liberi dai disegni della piccola
aristocrazia e un esercito permanente che aveva soppiantato le vecchie milizie feudali e cittadine.

(3)

La situazione politica ed economica della Spagna (1402-1492)


19

Il regno spagnolo
nel XIV secolo

Nel XV secolo la
monarchia spagnola
non si poteva ancora
annoverare tra le
potenze d'Europa:
era divisa fra i due
regni di Castiglia e di Aragona, tutta proiettata nello sforzo di eliminare gli ultimi possedimenti
islamici nella penisola: Regno di Granada ( vedi carta geografica), non era sullo stesso piano
politico ed economico degli altri stati come la Francia, lInghilterra, lAustria o lImpero Ottomano.

Sul finire del '400 per, il regno di Granada in mano agli Arabi si era indebolito ed era divenuto uno
stato-cliente della Castiglia, tollerato solo perch arricchiva le casse di Madrid inviando tributi in
oro, i cosiddetti "parias", pezzi aurei provenienti dalla regione africana del Niger.

I Castigliani inoltre avevano iniziato ad intervenire militarmente al di fuori dei confini nazionali gi
dal 1402, quando re Enrico III, in competizione con i Portoghesi per il possesso e lo sfruttamento
dei porti africani, ordin all'esploratore normanno Jean de Bthencourt di colonizzare le isole
Canarie.

La situazione politica svolt decisamente con il matrimonio dei due monarchi cattolici, Ferdinando
II d'Aragona e Isabella I di Castiglia; fu un matrimonio di convenienza politica che consent ai
due sovrani di concentrare le loro forze soprattutto militari, anche se non crearono una vera e
propria nazione unitaria, bens una confederazione di regni con proprie amministrazioni retti da un

unico monarca. La formale fusione delle due casate port prepotentemente la Spagna alla
ribalta dello scenario internazionale: all'improvviso, non solo la penisola iberica (ad eccezione
del Portogallo) era riunita sotto un'unica autorit, ma poich il re dAragona aveva possedimenti
anche nellItalia meridionale, lo spazio marittimo da Brindisi a Cadice port buona parte dei traffici
commerciali Mediterranei sotto il completo controllo delle flotte spagnole.
20

(Ferdinando II dAragona) (Isabella di Castiglia)

Ovviamente una
Spagna riunificata non
poteva accettare sul
proprio territorio la
presenza, seppur
fortemente limitata, di uno
stato straniero, per
giunta musulmano; cos le
forze di Castiglia ed Aragona terminarono la Reconquista cacciando definitivamente i Mori dalla
penisola iberica (1492). Raggiunto l'obiettivo che aveva guidato generazioni di cavalieri e
spadaccini, la nobilt spagnola assetata di terre e potere era ansiosa di abbracciare una nuova causa
per la quale scendere sul campo di battaglia, e le prime occasioni furono la scoperta dellAmerica
grazie allimpresa di Cristoforo Colombo nel 1492e la rinnovata rivalit con la Francia.

Inizi il periodo delle grandi conquiste coloniali che avrebbero caratterizzato il secolo
successivo e che avrebbero portato il regno di Spagna alla grandezza di un impero.

(4)

La situazione nei territori Germanici

Il Sacro Romano Impero sul finire del medioevo si presentava come un agglomerato politico di
territori situati tra l'Europa centrale e quella occidentale. La data di inizio dell'Impero il 962,
quando Ottone I di Sassonia si fece incoronare dal papa come imperatore di un'entit che
comprendeva Germania e Italia e che ereditava gran parte dell'Impero carolingio, ma che ne era
distinto, non comprendendo pi la "Francia occidentale", ovvero pi o meno l'odierna Francia. Il
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Sacro Romano Impero raggiunse l'apice della propria potenza nel corso del Basso Medioevo e
costitu, insieme al Papato, uno dei due poteri universali.

(Nota storica esplicativa): Da un punto di vista giuridico l'istituzione del Sacro Romano Impero
avvenuta con l'incoronazione di Carlo Magno da parte di papa Leone III nell'800, fu un atto
illegittimo e privo di valore: infatti solo gli Imperatori romani d'Oriente (bizantini) si consideravano
(Rhmaioi ovvero "romani" in lingua greca), e chiamavano il loro stato
(Basileia Rhmain, ovvero "Regno dei Romani"). Erano infatti gli unici eredi
dellantico impero Romano che, diviso nel IV sec. d.C. in imp. Romano doccidente e doriente,
aveva visto sopravvivere solo questultimo mentre laltro era crollato sotto la spinta delle invasioni
barbariche

Gli imperatori romano-tedeschi cercarono in vari modi di farsi accettare da quelli bizantini come
loro pari: con rapporti diplomatici, politiche matrimoniali o minacce. Ogni volta per non ottennero
gli effetti sperati, perch da Costantinopoli vennero sempre chiamati come "re dei tedeschi" e mai
come "imperatori".

La pretesa di atteggiarsi come eredi dei romani, sebbene giuridicamente discutibile, ebbe per
alcuni innegabili risultati positivi, come il ripristino del diritto romano gi a partire dalla met del
XII secolo, che, tramite l'attivit delle universit, torn in Occidente sostituendosi in tutto o in
massima parte alle legislazioni germaniche, in vigore dai tempi delle invasioni.

In definitiva quindi, nonostante una partenza poco giuridica e molto forzata, il Sacro Romano
Impero divenne uno dei cardini della societ europea, e ne influenz profondamente le
vicende per secoli.

Caratteristiche politiche

Gli imperatori germanici non poterono mai governare in modo autonomo e avere un potere centrale
sui territori dell'Impero, come invece accadeva nella vicina Francia. Il loro potere fu sempre
limitato dall'organo legislativo dell'Impero: la Dieta (un assemblea di nobili con potere elettorale).
L'Impero era stato fin dall'inizio una entit federale perch le trib germaniche erano molto
indipendenti verso il potere di un'autorit centrale. Molti tentativi di rendere ereditario il titolo
imperiale fallirono e rest sempre, almeno formalmente, la cerimonia dell'elezione.

A causa delle sue connotazioni religiose, il Sacro Impero fu seriamente danneggiato dal contrasto
di interdipendenza fra il papa ed i re tedeschi riguardo alle incoronazioni ad imperatore. Un'ampia
discussione si accese sulla questione, specialmente durante l'XI secolo, portando infine alla lotta
per le investiture ed al concordato di Worms nel 1122.

Caratteristiche storiche
22

Con la dinastia Hohenstaufen (o di Svevia, in quanto gli Hohenstaufen erano duchi di Svevia) nel
1138, ebbe inizio la restaurazione della gloria dell'Impero grazie anche a Federico I "Barbarossa",
il secondo imperatore della dinastia di Svevia (Re nel 1152, Imperatore dal 1155 al 1190).

Infatti, sotto il Barbarossa, l'idea della "Romanit"


dell'Impero torn a crescere, quasi fosse un tentativo di
giustificare il potere imperiale indipendente dal Papa.
Un'assemblea imperiale detta di Roncaglia dal luogo dove si
tenne nel 1158, stabil esplicitamente i diritti imperiali
definiti fino a quel momento regalie. Questo elenco
includeva tasse sulluso di strade pubbliche, tariffe,
emissione di moneta, raccolta di imposte punitive e la
nomina e la revoca dei funzionari.

Negli anni successivi vi furono lotte dinastiche tra i rami


della famiglia e si deline un forte contrasto con il Papato .

La Riforma imperiale tra 1400 e 1500

(Ritratto dellimperatore Massimiliano I)

La Riforma imperiale fu il tentativo, pi volte ripetuto tra il XV e


il XVI secolo, di riformare la costituzione del Sacro Romano
Impero in modo adeguato alle esigenze di uno Stato pi moderno,
assicurando un governo unitario.

Infatti agli inizi dell'era moderna l'impero non disponeva n di


significative entrate fiscali, n di un proprio esercito, e anche le
diverse componenti dell'impero seguivano ciascuna una propria politica d'alleanze.

Per il Sacro Romano Impero era divenuto impossibile un intervento nei confronti di potenze
straniere: non era in grado di svolgere una politica estera, n di condurre guerre, nemmeno in
propria difesa.

Il progetto di riforma ritrov nuovo slancio sotto l'imperatore Massimiliano I. Dopo il 1477 cerc
l'appoggio dell'impero in occasione della dieta di Worms, mettendo in evidenza la difficolt nel
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difendere i territori tedeschi a ovest dalle pretese del re di Francia sulla Borgogna (che
Massimiliano aveva ottenuto con il matrimonio con Maria di Borgogna), e a sud-est dall'espansione
dell'impero ottomano.

La riforma non ebbe, tuttavia grande effetto e i tentativi militari di ottenere un governo centrale
forte sotto la guida dell'imperatore furono sempre condannati al fallimento. Solo anni dopo nel
1500, ebbe maggior successo Carlo V, ma resta il fatto che, mentre in Inghilterra, Francia e
Spagna si sviluppano monarchie forti e accentratrici destinate ad ulteriore sviluppo, nel 1500
e nel 1600, in Germania si consolida la distinzione politica di territori federalizzati ma non
concordi.

(5)

LE GRANDI SCOPERTE GEOGRAFICHE

La ripresa della vita economica in tutta lEuropa tra 1300 e 1400 aveva favorito lo sviluppo dei
traffici commerciali in paesi molto lontani quali Africa ed Asia. Mercanti di origine genovese e
veneziana acquistavano prodotti pregiati (pietre preziose, sete, profumi, spezie..) da mercanti arabi
che ormai da tempo si spingevano verso terre ancora sconosciute agli europei. Questo passaggio
24

determinava un notevole aumento del prezzo delle merci, ma il fenomeno avrebbe potuto essere
evitato se i paesi europei si fossero messi in contatto diretto con i produttori.
I primi paesi che cercarono di affermarsi come potenze marittime furono la Spagna e il Portogallo,
favoriti dalla felice posizione geografica, in quanto affacciati sullOceano Atlantico. Grazie ad un
notevole sviluppo scientifico e tecnologico fu possibile aprire un nuovo capitolo nella storia della
navigazione. Grazie anche a strumenti di navigazione come la bussola (inventata dai Cinesi e
perfezionata da Flavio Gioia di Amalfi), lastrolabio ((strumento per il calcolo dellaltezza degli
astri sullorizzonte di invenzione araba), i Portolani (carte nautiche) usati per la navigazione in
brevi tratti costieri vennero supportati dallastrolabio). Anche il sistema di costruzione delle navi
sub trasformazioni: fu adottato il timone verticale, fu modificata la forma delle vele (non pi
triangolari, ma quadrate perch pi adatte per far fronte alle tempeste e pi facilmente maneggiabili
da pochi marinai. Gi nel 1291 i fratelli genovesi Ugolino e Vadino Vivaldi avevano inutilmente
cercato di spingersi nellOceano Atlantico, navigando vicino alla costa africana. Verso la met del
1400 esploratori al servizio del Portogallo riuscirono a spingersi verso lAfruca del Sud. Fu solo
nel 1497 che Vasco De Gama assicur al Portogallo la rotta per raggiungere le Indie, doppiando il
capo di Buona Speranza. In questo modo un paese europeo si assicurava i contatti con i mercati
dellAsia. La scoperta di questa rotta e la convinzione che la circonferenza della terra fosse di molto
inferiore a quella reale, contribu al consolidarsi dellidea che fosse possibile raggiungere lIndia
anche veleggiando verso occidente, in quanto la via pi breve verso Est era resa difficoltosa dalla
presenza dei Turchi.

Questo errore di valutazione port alla scoperta del continente americano.

Cristoforo Colombo : Navigatore ed esploratore italiano Cristoforo Colombo nacque a Genova


nel 1451 da una famiglia di umile condizione, ma con i frati impar a leggere ed a scrivere, studi
cartografia, geometria, disegno e calcolo. Nel 1470 cominci a navigare per commercio al servizio
delle casate genovesi dei Centurioni, degli Spnola e dei Di Negro, i quali avevano succursali in
molti porti europei, in Spagna, Portogallo, all'isola di Madera.

Nel 1486, Cristoforo Colombo, si stabil in Portogallo e, grazie al fratello Bartolomeo, cartografo,
approfond la lettura e il disegno delle carte nautiche, studi le opere di molti geografici, ebbe
contatti con il geografo Paolo Toscanelli convincendosi che la forma della terra fosse sferica, che
fosse relativamente breve la distanza via mare, tra le coste occidentali europee e quelle orientali
asiatiche (Cina, Giappone, India), che fra esse non ci fosse alcun continente e cominci a coltivare
l'idea di raggiungere le Indie, navigando verso occidente.
25

Per realizzare l'impresa per Colombo aveva bisogno di soldi e di


navi, per questo si rivolse alle corti di Portogallo, Spagna, Francia
e Inghilterra senza trovare attenzione per anni.

Finalmente, per battere i Portoghesi che sembravano prossimi a


raggiungere le "Indie", i sovrani di Spagna, Isabella di Castiglia e
Ferdinando dAragona (vedi pag.16), decisero di finanziare il suo
progetto, nominandolo Ammiraglio di tre caravelle: Pinta, Nia,
S. Maria, allestite dagli armatori Pinzn.Lo scopo dellimpresa
era unicamente commerciale e mirava ai ricchissimi mercati
di Cina e Giappone. Il 3 agosto 1492 la capitana Santa Maria di 200 tonnellate, la Pinta di 140 e
la Nia di poco pi di 100, salparono da Palos, con un equipaggio spagnolo di 120
uomini.Colombo comandava lintera spedizione. Dopo aver fatto sosta alla Canarie, le tre
caravelle si avventurarono nell'immenso Oceano Atlantico mai attraversato da nessuno.La
traversata dur oltre un mese tra il malcontento degli uomini dell'equipaggio a cui Colombo spesso
doveva nascondere la reale distanza compiuta per non scoraggiarli. (Il 12 ottobre, il passaggio di
uccelli migratori precedette, tra il giubilo generale, l'avvistamento dell'sola di Guanahani,
nell'arcipelago delle Bahamas, battezzata da Cristoforo Colombo, San Salvador).

Proseguendo la navigazione Colombo scopr Cuba, pensando si trattasse della Cina e poi Haiti, che
chiam Hispaniola, dove si stabil fondando una piccola colonia, chiamando queste terre "Indie
Occidentali" e gli abitanti "indiani", ma con grande stupore constat che non cerano quelle enormi
ricchezze di cui si parlava in Europa e per le quali la spedizione era stata finanziata.

Ad Haiti costru una fortezza, lasci un piccolo contingente di uomini e, il16 gennaio, riprese il
mare per ritornare in Europa dove arriv nel marzo 1493.

Nel giro di pochi anni tra il 1493 e il 1500, Colombo guid altre spedizioni che seguirono la prima.
Tra queste, la pi importante fu la seconda, partita da Cadice il 25 settembre 1493 con numerose
navi e 1500 persone fra cui sacerdoti, dottori e contadini con il compito di iniziare la
colonizzazione dei nuovi territori per i reali di Spagna.

Tuttavia Colombo era ancora convinto di esplorare territori asiatici. Intanto linvidia della sua
fama( era stato nominato vicer dei territori conquistati), il fatto che i prodotti riportati in Europa
non corrispondevano alle aspettative del governo spagnolo e la morte della regina isabella che lo
aveva sempre appoggiato, misero Colombo in una situazione critica Ormai stanco e malato
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Colombo si stabil in Spagna dove mor a Valladolid nel 1506, quasi povero, nell'indifferenza
generale, convinto di aver raggiunto l'Oriente navigando verso Ponente, ma il suo grande merito
rimane, quello di aver compiuto un viaggio di scoperta verso una meta che era solo un'intuizione,
un'impresa quasi irrealizzabile con i mezzi del tempo.

Quando nel 1499 il navigatore Amerigo Vespucci esplor per conto della Spagna, le coste
dellAmerica Meridionale, fu proprio il primo a rendersi conto che quelle terre non erano regioni
dellOriente, ma parte di un nuovo e ricco continente che nel 1507 il geografo tedesco
Waldseemuller chiam America.

La prima circumnavigazione del globo fu effettuata dal portoghese Ferdinando Magellano che per
conto della Spagna, costeggi lAmerica Meridionale, doppi la Terra del Fuoco e navigando
nellOceano Pacifico raggiunse le Filippine.

Dal 1500 quindi ebbe inizio per Spagna e Portogallo prima, per Inghilterra, Olanda e Francia
poi, un periodo di conquiste territoriali che portarono al controllo dei commerci e della vita
economica delle colonie.
Leconomia di interi paesi sub profonde trasformazioni e rafforz il potere politico e sociale della
borghesia nei confronti dellaristocrazia. A questo si deve aggiungere che non fu possibile evitare
laumento dei prezzi a causa dellimmissione sui mercati di oro, argento e pietre preziose
provenienti dai nuovi paesi.
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Lasse dei traffici commerciali si spost dal Mediterraneo allAtlantico con grave danno per
leconomia delle citt marinare italiane (Venezia, Genova, Amalfi, Pisa). Lintroduzione sui mercati
europei di prodotti nuovi (patata, mais, pomodoro, peperone, ecc..) permise lo sfruttamento di terre
ritenute fino a quel momento non adatte alle medioevo europeo, coltivazioni che permisero nei
tempi successivi, di evitare quei periodi di carestia che avevano caratterizzato la storia del
Medioevo europeo.

(Copia della nave di Magellano) (Amerigo Vespucci)

(6)

Il 1500
I contrasti religiosi e la Riforma Protestante

Per comprendere cosa fu e perch si verific la Riforma Protestante che sar un evento
fondamentale del XVI sec. per le sue conseguenze non solo religiose ma anche politiche,
economiche e sociali, occorre soffermarci su alcuni aspetti del mondo della Chiesa giunta alle soglie
del 1500.
Il cuore vitale del mondo cattolico era ovviamente la Chiesa di Roma, sede del Papato almeno fino
al lungo periodo delle lotte con la Francia durante le quali il Papato, dopo che era stato eletto un
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papa francese, era stato trasferito ad Avignone in Francia, dal 1274 al 1410. Il ritorno del papato a
Roma coincise con un periodo di lotte interne tra le grandi famiglie italiane e romane per inserire
alcuni dei loro giovani eredi nel mondo della Chiesa per trarne benefici o farli eleggere addirittura
papi.
In questo schema si vennero ad inserire le vicende italiche ed europee che sono state ricordate nel
precedente capitolo. E logico comprendere che i grandi sovrani delle monarchie europee
guardarono sempre con molta attenzione la politica condotta dalla Chiesa che tendeva ad
appoggiare le nazioni che in qualche modo si impegnavano a difenderla o avevano interessi comuni.
Al di l della politica vi erano le masse popolari che seguivano le raccomandazioni della Chiesa per
fede di nascita, quindi pi per abitudine e necessit che per autentica convinzione.
In mezzo vi erano gli uomini di cultura: letterati, poeti, studiosi e filosofi che, liberi da interessi di
parte, riflettevano sul mondo della religione e stavano cogliendo le evidenti contraddizioni tra
l'operato del clero cattolico e la stessa dottrina cristiana . In primo luogo non poteva sfuggire la
rilassatezza della gerarchia ecclesiastica cattolica che perseguiva soprattutto obiettivi economici e di
potere anzich dedicarsi all'individuo e che le cariche ecclesiastiche potevano essere cumulate per
beneficiare di pi rendite e senza che a queste corrispondesse effettivamente lo svolgimento di un
ministero ecclesiastico. La predicazione era il pi delle volte affidata agli ordini mendicanti, mentre
vescovi e abati dei grandi monasteri erano spesso membri di famiglie di nobili che si
disinteressavano dell'aspetto religioso dell'amministrazione delle diocesi.
Infine la Chiesa possedeva vasti territori e riscuoteva decime ovvero offerte praticamente
obbligatorie e laristocrazia avrebbe preferito utilizzare per i propri intersessi queste somme.

Martin Lutero

Nel 1517 papa Leone X, volendo ricostruire la basilica di S. Pietro a Roma, e non disponendo dei
mezzi necessari, aveva bandto in tutto il mondo una speciale indulgenza per coloro che avessero
fatto un'offerta in denaro. L'indulgenza (gi usata nel corso delle crociate) era una sorta di condono
delle pene che il credente avrebbe dovuto scontare nel Purgatorio, che il papa concedeva a quei
fedeli, sinceramente pentiti, disposti a compiere particolari penitenze (pellegrinaggi, elemosine,
opere meritorie...). Lo "sconto" offerto da questi certificati d'indulgenza era proporzionato
all'importo del denaro. Il commercio delle indulgenze era assai diffuso in tutta Europa occidentale.
Nel 1517 papa Leone X promulg un'indulgenza plenaria, cio un riscatto della totalit delle pene
per tutti coloro che invece di recarsi in pellegrinaggio a Roma, avessero versato un obolo per la
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costruzione della basilica di s. Pietro. Interpretando questa iniziativa come un ennesimo abuso della
chiesa romana, Lutero protest, dando cos inizio alla Riforma.
Monaco agostiniano tedesco, Martin Lutero in polemica contro la vendita delle indulgenze il 31
ottobre 1517 appese 95 tesi sulla porta della chiesa di Wittenberg, in Sassonia, in cui si criticava
l'abuso di questa usanza.
E l'inizio della riforma. Lo scalpore suscitato dalle Tesi fece s che Lutero venisse chiamato a Roma
a discuterle, ma Lutero, grazie alla protezione dell'Elettore di Sassonia Federico, ottenne che le tesi
venissero discusse in Germania. Ebbe quindi diverse discussioni con teologiche lo confermarono
sempre pi nelle sue opinioni, che nel frattempo diventavano pi nette: la Bibbia era la sola
autorit, e la salvezza era dovuta alla sola fede.
La rottura definitiva con Roma avvenne nel 1519, quando Leone X
eman la bolla Exsurge Domine nella quale si richiedeva a Lutero di
ritrattare le sue dottrine entro 60 giorni. Lutero reag dando fuoco alla
bolla e bruciando anche i libri di diritto canonico, simbolo dell'autorit
romana. La sentenza definitiva da parte del papa fu la scomunica del
1520.

Limperatore Carlo V dAsburgo , d'accordo con il papa, fece un


tentativo di conciliazione, m alla fine decise di metterlo al bando
dell'Impero con un editto. L'Elettore di Sassonia organizz allora un finto rapimento e fece portare
Lutero in un castello di sua propriet(15211522) per proteggerlo. Qui Lutero si dedic alla
traduzione della Bibbia in tedesco.

Il pensiero di Lutero

(Nella fig. il simbolo di Lutero)

luomo salvo nel momento in cui si rende conto della sua colpa e prova una sincera
fede. L'uomo completamente immerso nel peccato e non ha alcuna possibilit di redimersi
con le sue sole forze. Solo la fede lo pu salvare (). Questo pensiero naturalmente
contrario al concetto delle indulgenze. Poich Dio ordina tutto, l'essere e l'agire umano
compresi, non vi posto per il libero arbitrio (concetto di predestinazione). La sua posizione
in merito fu la proclamazione del Mistero della volont di Dio.
30

La sacra scrittura come unica fonte di riferimento. In materia di fede


l'unico riferimento per il cristiano costituito dalla Bibbia (il
principio della sola scrittura), e nessuno ha il diritto di
proclamarsi esclusivo interprete del sacro testo. Tra la Bibbia
ed i singoli fedeli non deve esistere alcuna mediazione. Ogni
singolo fedele chiamato a rafforzare la propria fede studiando
direttamente la Scrittura sotto la guida dello Spirito Santo.
questo principio mette in discussione il primato della chiesa e del
papa, perch non istituzione per diritto divino ma umana, di
origine storica. Ne consegue anche il rifiuto di venerazione dei santi, di Maria.

Il ministero ecclesiastico (cio la figura del sacerdote) riveste ugualmente grande


importanza, in quanto assume il compito di predicare la parola di Dio e di amministrare i
sacramenti, nettamente distinto dall'autorit civile.

In merito all'Eucaristia, che Lutero chiamava "Sacramento dell'Altare" o "Santa Cena",


egli negava il dogma della transustanziazione, cio la presenza reale di Ges mediante la
trasformazione di pane e vino in corpo e sangue di Cristo, affermando invece la
consustanziazione, presenza reale di Ges insieme al pane e al vino.

Le dottrine della chiesa devono essere verificate sulla base delle Sacre Scritture: viene
ridimensionata la gerarchia ecclesiastica e restano, come sacramenti il battesimo, (viene
mantenuta parzialmente anche la confessione), l'eucarestia( reinterpretata come sopra).
Gli altri sacramenti tradizionali, come il matrimonio o l'ordine sacro non sono aboliti ma
considerati riti al di fuori dell'ambito ecclesiastico.

La Riforma protestante era anch'essa nata come movimento dissenziente, ma riusc ad affermarsi,
diffondersi ed imporsi in alcune aree d'Europa perch, diversamente dai movimenti ereticali
medievali, ebbe l'appoggio politico ed economico di molti principi, che ne fecero la religione di
stato. Il peculiare momento storico in cui Lutero predic fu fondamentale per la nascita delle chiese
protestanti in Europa. A tutto questo si intrecci il fattore politico. Il Sacro Romano Impero era un
organismo complesso, costituito dall'imperatore, al tempo Carlo V, che doveva regnare con il
consenso dei principi e dei feudatari. La religione divenne un importante elemento in questo
equilibrio precario, a sua volta in relazione con il papato, con le altre monarchie europee e
minacciato dalla Turchia nelle frontiere sud orientali.

La diffusione del Luteranesimo in Germania

La Germania si divise: l'imperatore, la maggior parte dei principi e l'alto clero, interessati al
mantenimento dell'ordine tradizionale, difendevano la Chiesa cattolica, mentre il luteranesimo era
sostenuto dai principi tedeschi del Nord, dal basso clero, dai commercianti e da buona parte dei
31

contadini, che accoglievano il cambiamento come unoccasione per conquistare una maggiore
indipendenza, economica e religiosa.
Lo scontro esplose nel 1524 con l'inizio della guerra dei contadini, che furono sconfitti nel 1525, ma
la frattura tra cattolici e protestanti si approfond. Si raggiunse un compromesso con la Dieta di
Spira del 1526, in cui, ai principi tedeschi che lo avessero desiderato, venne riconosciuto il diritto di
abbracciare il luteranesimo; tre anni dopo, la maggioranza cattolica abrog l'accordo, la minoranza
luterana protest allora contro tale provvedimento e per questo motivo venne definita
"protestante"; i primi protestanti furono dunque luterani, e il significato del termine venne poi
esteso fino a comprendere tutte le sette cristiane nate in seguito alla rivolta contro l'autorit
del papato.

Nell'Europa del Nord

Nel 1527 il re di Svezia Gustavo I Vasa ader alla riforma luterana, confisc i beni ecclesiastici e si
fece riconoscere dalla Dieta svedese capo della Chiesa nazionale. In Danimarca e Norvegia, il re
Cristiano III di Danimarca adott il Luteranesimo come religione di stato dopo un sanguinoso colpo
di stato del 1536 (i cui metodi furono biasimati da Martin Lutero). Il luteranesimo fu poi da lui
esteso anche all'Islanda.

In Italia

La riforma in Italia fu altrettanto presente come negli altri stati europei, ma qui ebbe particolari
caratteristiche. Innanzitutto si afferm nelle classi colte, imbevute dello spirito umanistico e laico
del Rinascimento, che vedevano nella riforma, soprattutto legata al pensiero di Enrico Zwingli e di
Giovanni Calvino, un'affermazione della classe borghese rispetto al tradizionalismo della chiesa
romana. Il movimento prese piede anche tra il clero sia con posizione estremiste sia con posizioni
moderate ma i seguaci del Protestantesimo si ritrovarono via via ad appartenere a posizioni
"eretiche".

In Inghilterra: l'indipendenza dell'anglicanesimo

(ritratto di Enrico VIII d'Inghilterra)

L'Inghilterra, cercava di sviluppare un nazionalismo piuttosto


marcato e quindi sopportava male le ingerenze della Chiesa sugli
affari interni inglesi, il pagamento dei tributi a Roma, la corruzione
del clero cattolico inglese, un quarto circa del suolo nazionale in
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mano alla Chiesa, un sistema di pagamento delle tasse differente per gli uomini di chiesa. Il re
Enrico VIII, salito al trono a soli 18 anni nel 1509, diede l'impressione di un devoto fedele della
Chiesa Cattolica. Enrico era sposato, per volont politica di suo padre ,con Caterina dAragona
dalla quale non aveva avuto un figlio maschio. Per assicurarsi il sospirato erede, il re chiese al papa
di annullare il suo matrimonio e sposare nuovamente. Per la delicatezza della situazione
politica( infatti Caterina era moglie del re di Inghilterra e contemporaneamente era anche zia
dell'imperatore Carlo V) il papa neg lannullamento. Nel 1531 Enrico reag facendo votare dal
parlamento "l'atto di supremazia" con la quale egli si fece riconoscere Capo Supremo della
Chiesa in Inghilterra, e decise che i tributi andavano pagati alla corona e non a Roma. Lo strappo
definitivo arriv nel 1533, quando il re spos in segreto la sua amante ufficiale, Anna Bolena, la
quale gi aspettava un figlio da lui, e, tre mesi dopo, fu dichiarato sciolto il matrimonio di Enrico
con Caterina e riconosciuto ufficialmente quello con Anna Bolena.

Il papa Clemente VII reag con la scomunica del re e di Anna Bolena e da questo momento inizi
ufficialmente la Riforma religiosa inglese che prese il nome di Riforma Anglicana (cio Inglese)

L'Anglicanesimo mantenne una posizione media fra le Chiese sorte al tempo della Riforma
protestante e la Chiesa cattolica, poich ha mantenuto la struttura ecclesiastica del cattolicesimo con
la successione apostolica dei vescovi e anche una liturgia tradizionale. Il clero composto dai tre
ordini di vescovi, preti e diaconi, e il celibato ecclesiastico non obbligatorio. Le Chiese che sono
"in comunione" con la sede principale di Canterbury compongono la "Comunione Anglicana".La
Riforma di Enrico VIII fu inizialmente uno scisma dalla Chiesa di Roma, pi che una vera e propria
riforma. Vennero soppressi i monasteri per ridistribuire le terre e i beni ai nobili inglesi.

(7)

La Controriforma

La Riforma cattolica (pi tardi definita dagli storici una vera e propria Controriforma) stato un
movimento allinterno della Chiesa cattolica nella seconda met del XVI secolo dalla fine del
Concilio di Trento (terminato nel 1563) fino al Seicento, con il fine di riformare se stessa in seguito
alla Riforma protestante. La Riforma cattolica fu ampia e comprese cinque grandi elementi:
33

1. Dottrina
2. Revisione della strutturai Ecclesiastica
3. Ordini religiosi
4. Movimenti spirituali
5. Dimensioni politiche

Il Concilio di Trento

(Una sessione del Concilio di Trento in una stampa dell'epoca)

Papa Paolo III (1534-1549) diede inizio al Concilio di Trento (15451563), una commissione di
cardinali con il compito di riforme istituzionali, per risolvere varie situazioni come la questione
della corruzione di vescovi e sacerdoti, le indulgenze ed
altri abusi finanziari. Il Concilio ripudi chiaramente le
posizioni protestanti e sostenne la struttura di base della
Chiesa medioevale, il suo sistema sacramentale, gli ordini
religiosi e la dottrina. Respinse tutti i compromessi con i
protestanti, riaffermando tutti i dogmi del Cattolicesimo
medioevale che erano stati discussi e in parte negati dal
Protestantesimo. Il Concilio sostenne con chiarezza il
dogma della salvezza meritata per fede e per le opere. La
Transustanziazione, durante la quale il pane e il vino
consacrati diventano (in sostanza) il corpo e il sangue di
Cristo, fu sostenuta insieme ai sette Sacramenti. Altre pratiche cattoliche che avevano attirato le ire
dei riformatori liberali allinterno della Chiesa stessa, come le indulgenze, i pellegrinaggi, la
venerazione dei santi e delle reliquie e la venerazione della Vergine Maria furono fortemente
riaffermate come spiritualmente vitali.

Nonostante la voglia di ribadire la tradizione, ci furono evidenti cambiamenti per rispondere alle
lamentele di cui i padri conciliari comunque ammettevano la legittimit. Tra le situazioni da
correggere cera la crescente separazione tra i sacerdoti e i gruppi dei fedeli; molti membri del clero
soprattutto nelle parrocchie di campagna erano stati istruiti male. Spesso, questi preti di campagna
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non conoscevano il latino e mancavano di unappropriata istruzione teologica. Si decise che ora
fossero meglio istruiti.

Il Concilio miglior lorganizzazione delle istituzione religiose e la disciplina dei religiosi. La


nomina dei vescovi per ragioni politiche non fu pi tollerata.

Nuovi ordini religiosi furono istituiti per diventare parte fondamentale di questa tendenza
riorganizzatrice. Ordini come i Cappuccini, le Orsoline, e specialmente i Gesuiti rafforzarono le
parrocchie di campagna, valorizzarono il senso della piet, aiutarono a frenare la corruzione
allinterno della Chiesa e dettero degli esempi che furono un forte stimolo per il rinnovamento
cattolico. I Gesuiti, fondati dal nobile spagnolo ed ex-soldato Ignazio di Loyola (1491-1556),
furono il pi efficace degli ordini cattolici. La sua Compagnia di Ges fu fondata nel 1534 e
ricevette lautorizzazione papale nello stesso anno sotto Paolo III. I Gesuiti organizzarono i loro
ordini secondo linee militari, rispecchiando fortemente lo zelo di quel periodo.

Anche larte risent di questa forte volont di mostrare la


chiesa sempre forte e al di sopra dei movimenti
riformistici: Nasce uno stile decorativo ricco di decori,
simboli, elementi preziosi e luminosi destinati a colpire
losservatore.

(Nella foto la Chiesa del Ges a Roma)

Un forte strumento di controllo, prevenzione e


repressione per combattere pi efficacemente la Riforma
protestante e le tendenze ritenute eretiche, fu il tribunale
dellInquisizione. Il 21 luglio 1542 Paolo III eman una
bolla pontificia con la quale si costituiva l Inquisizione
romana, ossia la Congregazione della sacra, romana ed universale Inquisizione del santo Offizio.

Infine si dette grande impulso alle attivit missionarie dirette ai popoli dei territori che venivano
esplorati e colonizzati in seguito alle esplorazioni geografiche (vedi approfondimento nel paragr.
successivo).
35

Diffusione della Controriforma

In Germania i cattolici non si concessero tregua dopo la pace di Augusta del 1555 (tra limperatore
Carlo V e i protestanti), che molti considerarono una vittoria dei luterani: sacerdoti tedeschi istruiti
a Roma, tornarono in patria pi preparati. La tensione, alimentata dalle sovvenzioni economiche e
dalle ingerenze straniere su entrambi i fronti, esplose nella guerra dei Trentanni, che devaster la
Germania dal 1618 al 1648 (vedi 1600), privandola del fervore religioso.

In Francia, a causa delle guerre di religione, la Controriforma ebbe inizio solo nel XVII secolo,
dopo la proclamazione delleditto di Nantes(1598), e fu caratterizzata dallesercizio della carit
verso i poveri attraverso strutture di raccolta e di assistenza e da missioni tra i contadini.
Ricordiamo particolarmente impegnato in questo settore Francesco di Sales, vescovo di Ginevra,
dalla cui attivit ebbe inizio lordine dei Salesiani).

La spiritualit della Controriforma ebbe un tono particolarmente attivista e si volse


allevangelizzazione dei territori di recente scoperta in Estremo Oriente e nelle Americhe. Pari
entusiasmo anim la fondazione di confraternite, congregazioni, associazioni di carit, e, soprattutto
da parte dei gesuiti, di scuole confessionali. Oltre al proselitismo, la Spagna della Controriforma
speriment la fioritura della mistica, rappresentata dalle due grandi figure di santa Teresa dAvila e
san Giovanni della Croce.

(8)

L ITALIA NEL 1500

Agli inizi del 1500 Milano era governata dai duchi della famiglia Sforza, Venezia dal potere di
pochi nobili e di ricchi mercanti, Firenze dai Medici, nell'Italia centrale vi era lo Stato della Chiesa
e a sud il regno di Napoli, governato dalla dinastia spagnola degli Aragona. Non esisteva un unico
mercato nazionale come in Inghilterra e in Francia. Le citt, pur essendo molto ricche, basavano
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la loro attivit sul commercio con l'estero e questo le rendeva inevitabilmente rivali. Di qui l'inizio
della decadenza economica, dopo la grande fioritura dellet Comunale e delle Signorie.

Cartina dellItalia nel 1500

Complessivamente le ragioni della decadenza sono queste:

1. assenza di un unico mercato interno;


2. presenza di barriere doganali, dazi elevati e protezionismo fra gli stati italiani (il che
comporta l'aumento del prezzo delle merci);
3. all'interno di ogni stato italiano solo la citt principale poteva estendere la propria industria;
4. quando Inghilterra, Francia e altri paesi nord-europei sviluppano una loro manifattura, i
prodotti (soprattutto tessili) delle citt industriali italiane (Firenze, Milano, Venezia,
Padova...) non sono pi concorrenziali. Altre industrie entrano in crisi: cantieristica, cotone,
armi, ecc. Solo i prodotti di lusso continuano ad essere richiesti (seta, oreficeria, vetro
veneziano, oggetti d'arte) ma il consumo riguarda una stretta minoranza;
5. dopo la conquista turca di Costantinopoli nel 1453, i mercanti italiani, per riavere i diritti
commerciali, devono pagare forti tasse, per cui i rapporti con l'Oriente finiscono (l'unica via
era quella che passava per l'Egitto, ma qui i sultani arabi hanno il monopolio del
commercio);
6. con la scoperta dell'America (1492) il Mediterraneo perde molta della sua importanza,
e lasse economico commerciale si sposta a tutto vantaggio delle coste atlantiche.
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A causa della decadenza economica, accelerata dalla divisione politica, mercanti e imprenditori
cominciano ad abbandonare l'attivit commerciale e industriale, cercando altri settori nei quali
investire con profitto i propri capitali. Di qui lo sviluppo delle operazioni puramente finanziarie e
usuraie (prestiti concessi ad alti interessi); di qui l'acquisto di terre e di titoli nobiliari da parte della
borghesia cittadina. In pratica, mercanti, banchieri e imprenditori si trasformano in proprietari
terrieri che concedono ai contadini piccoli appezzamenti di terra in affitto e a condizioni
semifeudali. La rendita feudale diventa la fonte principale dei loro redditi.

Nell'Italia centro settentrionale, man mano che si chiudono le industrie (opifici), una gran quantit
di operai costretta a lasciare le citt e a ritornare nelle campagne. Di qui il grande sviluppo
dell'orticoltura. Il tipo fondamentale di affitto diventa la mezzadria: cio in base a un contratto il
mezzadro deve assumersi tutte le spese dell'azienda, apportare i miglioramenti necessari e
introdurre nuove colture. In tutto questo il proprietario poteva sempre interferire. Egli per
s'impegnava a fornire sementi, bestiame, strumenti agricoli o il denaro per comprarli. Il mezzadro
doveva dare met raccolto al proprietario e pagare le imposte allo Stato. Purtroppo, i mezzadri,
dovendo sopportare il peso delle guerre di conquista franco-spagnole e vessati da interessi usurai,
facilmente diventavano, pur essendo formalmente liberi, schiavi del loro padrone, per cui la fuga
era punita col carcere. E cos, oltre alla met del raccolto, il padrone, col tempo, pretender le
cosiddette corves. In una situazione ancora peggiore si trovavano gli operai salariati agricoli,
completamente privi di qualsiasi propriet.

I rapporti tra Italia e lEuropa

Il frazionamento politico rendeva ovviamente l'Italia facile preda degli Stati vicini, Francia e
Spagna, che avevano gi ultimato la loro unificazione nazionale alla fine del 1400 mediante forti
monarchie centralizzate. Il primo a scendere in Italia fu Carlo VIII, chiamato da Ludovico il Moro
Signore di Milano per combattere Ferdinando I, re spagnolo a Napoli. Carlo VIII s'insedi nel
napoletano, ma Milano, Venezia, il Papato, il re di Spagna e l'imperatore d'Austria riuscirono a
cacciare i Francesi.

La guerra contro i Francesi continu sino alla pace di Cateau-Cambresis (1559) che stabil
definitivamente l'egemonia spagnola in Italia e in Europa. La Francia dovette rinunciare a ogni
pretesa sull'Italia e da quel momento lItalia meridionale diventer unappendice del regno di
Spagna sotto la dinastia degli Aragonesi.
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Durante queste guerre l'Italia cattolica si vide impegnata anche nella Controriforma con il Concilio
di Trento (1545-1563). Viene ripristinato il Tribunale dell'Inquisizione e l'Indice dei libri proibiti.

Le masse popolari con idee eretiche e riformatrici (valdesi, anabattisti, ecc.) insorsero al centro-nord
dellItalia contro gli avidi feudatari francesi e spagnoli e contro le bande di truppe mercenarie che
coi loro saccheggi devastavano il paese e diffondevano malattie. Tuttavia la Spagna trionf su
tutti, continuando a tenere in condizione di vassallaggio gran parte dei territori italiani.

Con il pensiero politico e filosofico di Machiavelli e Guicciardini (vedi dispense di Letteratura del
III anno) si comincia ad avanzare l'idea dell'unificazione del paese: un'idea che secondo i loro piani
avrebbe dovuto realizzarsi ad ogni costo e con qualsiasi mezzo e soprattutto per opera di un principe
risoluto e senza scrupoli. Il modello di Machiavelli era il figlio del papa Alessandro VI, Cesare
Borgia duca di Romagna (detto il Valentino), famoso per i suoi delitti.

La Spagna non faceva altro che perseguire una politica di rafforzamento dell'ordine feudale
esistente nell'Italia meridionale e in Sicilia. Ci ebbe come conseguenza un progressivo
impoverimento delle masse contadine e quelle condizioni di arretratezza sociale che hanno creato
le fondamenta della secolare e a tuttoggi non risolta differenza tra Nord e Sud.

Lo Stato della Chiesa non era interessato all'unificazione nazionale. Sul piano economico aveva un
sistema analogo a quello spagnolo. Inoltre era impegnato nella lotta contro la Riforma protestante,
di cui temeva il diffondersi negli stati italiani.

Nel corso del '500 si sviluppano notevolmente le arti (ricordiamo il fascino pittorico di Raffaello, la
forza delle sculture e degli affreschi di Michelangelo, le sue opere di sistemazione architettonica, il
genio multiforme di Leonardo da Vinci, il poema di L. Ariosto, ecc.).

Dopo la cacciata dei Francesi dall'Italia, il predominio spagnolo dura per oltre un secolo e mezzo,
dalla Pace di Cateau-Cambrsis (1559) fino alla Pace di Utrecht (1713).

(9)

L EUROPA NEL 1500


39

Possedimenti asburgici all'epoca di Carlo V

Per comprendere gli avvenimenti numerosi e complessi che caratterizzarono lEuropa nel 500,
necessario conoscere la storia di un personaggio la cui storia si intrecci a quella degli Stati europei
scatenando nuovi fronti di guerra e nuove sistemazioni dei confini territoriali. Parliamo di Carlo V
dAsburgo.

Lelezione imperiale

Carlo dAsburgo nasce nelle Fiandre, il 24 febbraio 1500, da Filippo dAsburgo arciduca dAustria
e signore dei Paesi Bassi, e da Giovanna di Castiglia.

La prematura scomparsa di un fratello, di una sorella e di un nipote consente alla madre Giovanna
di salire sul trono di Castiglia, con il marito Filippo, nel 1504, alla morte della regina Isabella (la
regina che aveva consentito a Colombo la sua spedizione; vedi pagg. 16 e 22). Due anni dopo,
muore anche Filippo: il susseguirsi dei lutti e le difficolt provocarono una grave depressione
psichica nella regina, la cui mente sar offuscata per sempre tanto da essere entrata nella storia

come Giovanna la pazza. Il piccolo Carlo( di appena 6 anni) eredita quindi un possedimento
immenso i cui territori sono situati in diverse zone dEuropa.
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la Castiglia e le colonie dAmerica, di cui terr le redini il nonno materno Ferdinando di


Aragona il Cattolico (1452-1516) fino alla maggiore et del principe,

i Paesi Bassi, sotto la reggenza della zia Margherita dAustria.

Nel 1516, alla morte del nonno, Carlo viene anche proclamato re di Castiglia e di Aragona,
di Napoli, di Sicilia e di Sardegna.

Tre anni muore il nonno paterno, limperatore Massimiliano I dAsburgo dal quale eredita il
Ducato di Borgogna e, insieme al fratello Ferdinando (1503-1564), i domini dAustria.

Il 28 giugno 1519 viene eletto Sacro Romano Imperatore con il nome di Carlo V grazie anche
agli appoggi finanziari di una grande banca tedesca e alla promessa dellimperatore a
difendere la Cristianit e il Papato, a rispettare i diritti e le libert dei principi tedeschi.

Dunque, osservando con attenzione la carta dEuropa,


possiamo concludere quanto fosse immenso il suo potere e
quante complesse decisioni il sovrano dovette rendere:

Prende posizione contro il Protestantesimo di


Martin Lutero nella prima dieta generale a
Worms(1521), ricordando di essere discendente dagli
imperatori profondamente cristiani germanici e dai
cattolici re di Spagna.
Carlo V interpret la concentrazione di potenza
nelle sue mani quasi come una missione, affidatagli
da Dio per unificare i popoli in una sola architettura
politica cristiana

Carlo recatosi in Spagna, riesce a pacificare la


Castiglia, impegnandosi a coinvolgere pi
strettamente nella politica regia le Cortes, cio le
istituzioni locali, da lui investite di nuove funzioni
amministrative.

Lascia invece intatte le istituzioni di Aragona, di Napoli e di Sicilia, che rimarranno


distinte da quelle castigliane, ma congiunte fra loro grazie a ununione personale e dinastica.

Sposa, a Siviglia, nel 1526, la cugina Isabella di Portogallo dalla quale avr lerede Filippo
(1527-1598).
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I rapporti con Francia, Germania e Impero Turco

In questi anni il sovrano deve fronteggiare gli attacchi di Francesco I di Valois (1494-1547), re di
Francia, che teme laccerchiamento politico del suo paese e d inizio a una serie di guerre contro
limperatore, trascinatesi per oltre ventanni e combattute anche in Italia, dove la Lombardia
costituiva il punto di contatto fra i possedimenti mediterranei di Carlo V e i domini austriaci.
La lotta contro la Francia, invece, era iniziata bene per Carlo V che, alleato di Enrico VIII
d'Inghilterra, , costrinse nel 1526 Francesco I a cedergli Milano, la Borgogna e a rinunciare ai
diritti sulla Fiandra e l'Atrois. Il possesso di Milano, metteva a disposizione dell'imperatore un
importantissimo centro industriale di fabbriche d'armi, e finanziario grazie alle banche, e gli
permetteva di collegare la Germania ai suoi possessi nel Mediterraneo. Non potendo avere
sufficienti ed effettivi contributi dal Sacro Romano Impero, Carlo V, per far fronte alle necessit
della triplice lotta contro la Riforma, contro la Francia e contro l'Islam, dovette ricorrere alle risorse
dei suoi domini ereditari, sia continentali (Austria, Paesi Bassi) sia coloniali. Cos dal 1545, trasse
dall'America grandi quantit d'oro e soprattutto d'argento che gli permisero di finanziare la sua
politica europea.

Francesco I di Francia, per recuperare quanto perduto e creare azioni diversive, si alle agli
Ottomani ( i Turchi) che nel 1526 sbaragliarono l'esercito del re d'Ungheria, cognato
dell'imperatore Carlo V, e
assediarono addirittura Vienna
dove limperatore riusc a
spezzare la loro offensiva; nel
frattempo Papa Clemente VII, si
era alleato con Francesco I:
lImperatore reag senza indugi
mandando contro Roma le
truppe mercenarie dette
Lanzichenecchi e si verific il
terribile "sacco di Roma" nel
1527. Carlo V ottenne un
ulteriore successo facendo
eleggere re d'Ungheria il fratello Ferdinando. (nellillustr. Soldati Lanzichenecchi)
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Francesco I mor e il nuovo re di Francia, Enrico II, mantenne l'alleanza con i Turchi
Ottomani e con i principi protestanti di Germania, trovando anche numerosi appoggi politici e
finanziari in questo paese, dove l'Ispanizzazione sempre pi accentuata dell'imperatore, della sua
corte e del suo esercito urtava in modo palese i sudditi tedeschi. E sul territorio dell'Impero Enrico
II arrec all'imperatore il colpo pi grave, occupando con facilit alcuni territori. Sempre in
Germania Carlo V, che aveva ormai abbandonato l'assoluta intransigenza verso i protestanti, fu
costretto, con la pace di Augusta del 1555, a riconoscere ai principi luterani la libert di culto.

Carlo V, travagliato dalla gotta, fiaccato dalle molteplici sconfitte, rinunci al potere e abdic
in favore del figlio Filippo II assegnandogli la Spagna e i suoi domini in Europa e nelle
vastissime colonie, mentre assegnava il Sacro Impero Romano Germanico a suo fratello
Ferdinando.

Nota bene Da questo momento esisteranno due rami della casa dAsburgo: quello spagnolo e
quello dAustria

Mor il 21 Settembre 1558. L'anno seguente, la pace di Cateau-Cambrsis (3 Aprile 1559)


consacrava praticamente l'ultima occupazione francese e il predominio spagnolo in Italia. Ma
nessuno dei problemi principali era stato risolto e soprattutto ci che costituiva la pi grande
sconfitta di Carlo V fu la frantumazione dell'unit dell'impero che egli si era sforzato di mantenere
nonostante le insormontabili difficolt politiche, economiche e religiose.

(10)

Altri eventi in Francia

Intorno alla met del 1500 la Francia, oltre alle vicende fin qui ricordate, visse una fase assai
turbolenta della sua storia interna riguardante le lotte di religione tra i sostenitori del
Cattolicesimo e i gruppi aderente al Protestantesimo, che ebbe il suo culmine nella notte di san
Bartolomeo, tra il 23 e il 24 agosto del 1572. Fanatismo religioso, vendette private e ambizioni di
potere accesero di odio entrambe le parti del conflitto, ed esplosero nel massacro di migliaia di
ugonotti (Protestanti francesi cos chiamati dal nome del loro ispiratore Ugo di Besanon). La loro
43

potenza nellovest e nel sud-ovest della Francia, come pure in Normandia, era considerevole e attir
nel conflitto gran parte dei piccoli nobili e dei gentiluomini di campagna di queste regioni.

In reazione alla crescita dell'influenza degli Ugonotti e allo straordinario zelo dei Protestanti, la
violenza dei Cattolici nei loro confronti crebbe nello stesso momento in cui le varie concessioni ed i
vari editti di tolleranza divenivano sempre pi liberali. Nel 1561 l'editto di Orlans, dichiar il
termine delle persecuzioni e l'editto di Saint Germain del 17 gennaio 1562 li riconobbe per la prima
volta; ma queste misure smascherarono la crescente tensione nelle relazioni tra Cattolici e

Protestanti. Questi tentativi di conciliazione su cui si tentava di creare una pace divennero al
contrario le cause della guerra e quando la violenza degener, le divisioni divennero ormai
inconciliabili.

Le tensioni condussero a otto guerre civili tra il 1562 e il 1593. Le guerre gradualmente presero un
carattere dinastico, sviluppandosi in una faida estesa tra le maggiori casate rappresentanti i
Protestanti e i Cattolici: la casata dei Borboni e quella di Guisa che al di l della posizione dal
religiosa, puntavano entrambe al trono di Francia in quel momento retto dalla casata dei Valois

Si arriv alla fine ad una vera e propria strage conosciuta come Strage di San Bartolomeo durante
la quale i soldati inviati dalla fazione Cattolica uccisero molti Ugonotti a Parigi e in altre citt con
una stima totale dei morti che raggiungeva le 70.000 persone. La guerra contro gli Ugonotti
continu periodicamente fino al 1593 quando Enrico di Navarra, convertitosi al Cattolicesimo,
divenne re di Francia come Enrico IV. Egli emise
in seguito lEditto di Nantes (1596) che
garantiva ai Protestanti uguaglianza con i
Cattolici e la libert religiosa e politica.
LEditto contemporaneamente proteggeva i
Cattolici scoraggiando la nascita di nuove
chiese protestanti nelle regioni cattoliche.

(antica stampa con immagine della strage)


44

(11)

L Inghilterra nel 1500

Anche la storia inglese del 1500 dominata da due grandi personaggi che con le loro decisioni
divennero protagonisti della trasformazione politica europea e resero lInghilterra temuta, ricca e
potente: parliamo di Enrico VIII ( vedi pag. 28) e sua figlia illegittima Elisabetta I Tudor.

(Elisabetta giovane il giorno dellincoronazione) (Elisabetta I in et matura)

Anche questo un segnale dellevoluzione della politica che vede nel corso del 500 decadere e
scomparire i piccoli organismi politici sotto il peso delle grandi monarchie che si stanno
avviando alla forma del Governo Assoluto che caratterizzer il 1600.

Il lungo regno di Enrico VIII (1509-1547) fu distinto dalla nascita e dallo sviluppo del
Protestantesimo, nel quale il re stesso, come abbiamo visto nel capitolo sulla riforma protestante,
gioc un ruolo decisivo(vedi pag. 28).

Enrico VIII generalmente ricordato come un re crudele e dispotico, e certamente lo fu anche se


spesso motivato dai frequenti e pericolosi intrighi di corte ed esteri; ma fu anche un mecenate di
musica, letteratura ed arte. Inoltre la sua politica riusc a rendere l'Inghilterra uno stato protagonista
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europeo, diede una grande importanza al Parlamento e diede un nuovo impulso alla macchina
amministrativa.
La sua complicata vita privata che lo port a ben 7 matrimoni per assicurarsi un erede maschio,
videro soccombere anche drammaticamente alcune delle sue mogli e videro nascere diversi figli tra
cui Maria dalla prima moglie Caterina dAragona, Elisabetta da Anna Bolena prima convivente poi
seconda moglie, Edoardo dalla terza moglie Jane Seymour. Alla sua morte nel 1547 gli successe suo
figlio Edoardo VI che, per le sue cattive condizioni salute (muore a 16 anni), a sua volta cedette la
corona alla sorellastra Maria, la quale in odio al padre, che aveva divorziato da sua madre, era
rimasta cattolica, e tent di restaurare il potere papale, ma la sua persecuzione degli eretici e il suo
matrimonio con il cattolicissimo Filippo II di Spagna(figlio di Carlo V) la resero nota come Bloody
Mary (Maria la Sanguinaria). Quando mor la nazione cercava moderatori per sanare la situazione
di dissidio fra le fazioni cattolica e protestante, e ritennero che questo sarebbe stato possibile con la
giovane Elizabeth, figlia di Enrico VIII e Anna Bolena, sua seconda moglie

(Ritratto di Edoardo VI bambino)

Quando Elisabetta sal al trono, l'Inghilterra era un paese lacerato


da lotte religiose e coinvolto in una guerra contro la Francia.
L'abilit con la quale la regina seppe risollevare le sorti della
nazione e la sua forte personalit ne fecero una figura amata e
rispettata dai sudditi. Uno dei suoi principali meriti fu quello di
sapersi circondare di valenti consiglieri, tra cui Francis
Walsingham e William Cecil.

Fra i suoi pi importanti atti di governo ricordiamo:

la soluzione delle contese religiose. Di fede protestante, a differenza di Maria, approv una
legislazione in materia religiosa che costitu la base dottrinale della Chiesa anglicana.
L'anglicanesimo divent religione di stato, mentre cattolici e puritani furono sorvegliati e a
volte perseguitati.
La guerra con la Francia venne conclusa con il trattato di Cateau-Cambrsis (1559) e il
successivo periodo di pace rese possibile una forte ripresa dell'economia.

Grazie alle imprese di Francis Drake, Martin Frobisher e Walter Raleigh(storici corsari agli
ordini della regina) la nazione divent una grande potenza navale, gettando le
fondamenta del futuro impero britannico.
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Nel 1566 venne inaugurata la Borsa regia di Londra e nel 1600 fu istituita la compagnia
mercantile che in seguito divent la Compagnia delle Indie Orientali. Fu ripresa inoltre
con vigore la colonizzazione dell'Irlanda.

Elisabetta dovette controbattere l'ostilit del pi potente fra i sovrani cattolici


d'Europa, Filippo II di Spagna (suo cognato) aveva infatti sposato Maria d'Inghilterra,
sorellastra di Elisabetta. Questi subiva da anni le incursioni delle navi corsare inglesi nelle
colonie spagnole delle Americhe; decise perci di intensificare la guerra contro gli
Inglesi,iniziata nel 1585; nel 1588 il sovrano spagnolo invi contro l'Inghilterra una potente
flotta, l'Invincibile Armata, che venne per dispersa dalle tempeste e distrutta dalla Marina
inglese. Da quel momento, l'impero spagnolo perse il primato sui mari.

Durante l'et elisabettiana fiorirono le arti e la letteratura: scrittori come Edmund Spenser,
Ben Jonson, Christopher Marlowe e William Shakespeare in questi anni produssero
capolavori immortali; questo periodo fu definito Rinascimento inglese.

(Filippo II dAsburgo)

La grande battaglia nel canale della Manica tra la flotta inglese e lInvincibile Armada
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LEUROPA ORIENTALE NEL 1500

Verso la seconda met dellanno 1000 si erano stabilite nelle grandi pianure dell'Europa orientale,
trib slave di Venedi-Sarmati; esse si dedicavano prevalentemente all'agricoltura di frumento,
segala, orzo, piante leguminose e fibrose; conoscevano la rotazione biennale e triennale. Allevavano
bovini, ovini e suini. Pesca e caccia erano largamente diffuse, anche l'apicoltura. A livello
artigianale praticavano filatura, tessitura, conciatura di pelli e pellicce, conoscevano la ceramica e
l'argenteria, nonch l'uso del ferro.

Alla fine del IX sec. si erano divise in due gruppi fondamentali, federati tra loro: a sud i Poljani di
Kiev; a nord gli Sloveni di Novgorod . Praticamente lo Stato russo antico nasce dalla fusione dei
due suddetti gruppi tribali.

A seguito delle relazioni commerciali con limpero romano dOriente (Bisanzio) le trib
cominciarono a diventare minacciose ma i Bizantini riuscirono a contenerne l'avanzata,
permettendogli comunque di stanziarsi su una grossa porzione del proprio impero, a sud del
Danubio e nei Balcani, ove nacquero vari Stati, tra cui il regno Bulgaro, il principato di Serbia ecc.

Appaiono le prime citt fortificate: Kiev, posta sul fiume Dniepr, all'incrocio delle grandi vie
carovaniere e la citt di Mosca (1147), al centro di un'area geopolitica sempre pi importante.

Uno degli effetti pi importanti delle relazioni russo-bizantine fu l'adozione del cristianesimo come
religione dello Stato russo. La scelta cadde sul cristianesimo ortodosso praticato nell'impero
bizantino.

Dal 1237 al 1480 truppe mongole, guidate da Gengis Khan, riuscirono a impadronirsi di tutti i
territori russi, ad eccezione del principato di Novgorod. Il re russo Ivan III detto il Grande nel
1480 riusc a liberare Mosca e ad estendere i confini del principato fino al Mar Baltico, al Mar
Bianco e agli Urali. Si autoproclam Zar (ovvero Cesare), di tutte le Russie. Sotto il suo
successore, Ivan IV detto il Terribile ci furono lotte continue per limitare il potere dellaristocrazia
Russa (Boiardi) che si riunivano in una assemblea detta Duma .La guerra, inizialmente vittoriosa,
iniziata per espandere il controllo sui mari, si trasform in un interminabile conflitto(ventidue anni)
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con Svedesi, Lituani, Polacchi, consumando risorse e danneggiando la Russia, sia dal punto di vista
economico, che militare, senza portare alcun vantaggio territoriale.

Nel 1580 cominci la colonizzazione della Siberia. Dopo la caduta di Costantinopoli, i vescovi
Russi assunsero il potere rispetto al patriarca della chiesa di Costantinopoli.

(Ritratto di Ivan il terribile)

A fine del 500 divent re un protetto dIvan il


Terribile, Boris Godunov, un piccolo nobile, che nel
1593 eman un decreto che legava i contadini alla terra
definendoli i servi della gleba.

Verso Sud lEuropa orientale sotto il dominio


dellimpero Ottomano (diretto o indiretto). I
Turchi nel giro di nemmeno un secolo, estesero il
controllo su tutti gli Stati nord africani: nel 1516 il
primo ad essere occupato fu l'Egitto, e l'ultimo, nel
1574, Tunisi, dopo decenni di lotta con gli Spagnoli.
Soltanto il Marocco rest fuori dal controllo politico
ottomano. Verso la met del '500 la flotta pi potente
nel Mediterraneo era quella dei Turchi. Nel 1570 ci fu l'attacco turco a Cipro, all'epoca
possesso veneziano. Fino a quel momento Venezia era stata neutrale tra Spagna ed Impero
Ottomano, poich aveva interessi commerciali in oriente. D'altra parte Cipro con i suoi vigneti,
le pregiate piantagioni di canna da zucchero e di cotone era per Venezia fonte di ricchezza. Il
Senato veneziano decise dunque di appoggiare la Spagna di Filippo II.

Si organizz una grande alleanza cristiana voluta da Papa Pio V, deciso a combattere fino in
fondo gli eretici e gli infedeli( cos venivano chiamati gli Islamici). Nacque la Lega Santa tra
Venezia e la Spagna, per costituire una flotta comune. Con la battaglia di Lepanto ( 1571 ) e la
vittoria di Venezia e della flotta spagnola, limpero ottomano pur rimanendo forte sul continente,
perse la sua importanza nel Mediterraneo in conseguenza dello spostamento dei commerci verso
lAtlantico e le Americhe.

A Nord era composto di stati indipendenti, il pi importante quello di Polonia Lituania, un


territorio molto esteso e poco popolato governato dalla dinastia degli Jagelloni. In questo territorio
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caratterizzato da una tradizione di tolleranza si erano rifugiati gli Ebrei scacciati, i Protestanti
tedeschi perseguitati, gli Ucraini. Era considerato lultimo avamposto della Cristianit (grazie
allopera dei Gesuiti) poich riusciva a contenere lavanzata dei Turchi (sud) e dei Mongoli (ovest).