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Corso di formazione per

RSPP ed ASPP
MODULO A
Parte III

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 1


Argomenti della Parte III
Criteri e strumenti per la valutazione dei rischi
Concetti di pericolo, rischio, danno, prevenzione
Informazioni sui criteri, metodi e strumenti per la valutazione
dei rischi
La valutazione dei rischi per particolari categorie di lavoratori
Informazione e formazione dei lavoratori
Principio di precauzione, attenzione al genere,
clima delle relazioni interpersonali, rischio di molestie e
mobbing
Analisi degli infortuni: cause, modalit di accadimento,
indicatori, analisi statistica e andamento nel tempo, registro
infortuni
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Criteri e strumenti per la
valutazione dei rischi

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Concetti di pericolo, rischio,
danno, prevenzione

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Il pericolo
Pericolo Propriet o qualit intrinseca di un determinato fattore
avente il potenziale di causare danni

Art. 2, D. Lgs 81/08

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Il pericolo

Determinato Propriet o qualit Danno


fattore intrinseca (potenziale)
Macchina Presenza di lama in rotazione Taglio dita
Presenza di pistone pneumatico Schiacciamento mano
Sostanza chimica Vapori irritanti Irritazione occhi e vie
respiratorie
Ingrediente cancerogeno Cancro
Lavoro a Postura incongrua Patologie muscolo-
videoterminale scheletriche
Illuminazione Contrasto elevato Affaticamento visivo
Rumore > 80 dB(A) Ipoacusia

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Il rischio

Rischio Probabilit di raggiungimento del livello potenziale di


danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad un
determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione
Art. 2, D. Lgs 81/08

Quanto Quanto
probabile che potenzialmente
loperatore si grave
infortuni? linfortunio?

Stima del rischio

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Il rischio
Rischio graduato: si pu stabilire una relazione di proporzionalit tra livelli
di esposizione ed effetti (es. esposizione al rumore o alle vibrazioni)
Rischio stocastico: gli effetti sullindividuo non possono essere determinati
in modo proporzionale ai livelli di esposizione (es. esposizione a sostanze
cancerogene o sensibilizzanti)
Rischio residuo: rischio rimanente nellambiente di lavoro dopo che sono
state prese le misure di prevenzione e di protezione
Rischio convenzionale: conseguente allutilizzo di attrezzature di lavoro, di
impianti, di macchine che possono causare cadute, folgorazioni, ferimenti
Rischio specifico: conseguente allutilizzo o al contatto con agenti chimici
o biologici o fisici, i quali possono determinare patologie che possono
protrarsi nel tempo
Grandi rischi: eventi di notevole rilevanza, come esplosioni e formazioni di
nubi tossiche, i quali possono interessare aree esterne a quelle dello
stabilimento / ufficio

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Entit del danno conseguente
allesposizione al rischio

Danno: lesione o alterazione dello stato di salute del lavoratore per


lesposizione ad un determinato pericolo

Salute: stato di pieno benessere fisico, mentale e sociale, non


soltanto assenza di malattia

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Entit del danno conseguente
allesposizione al rischio

La gravit del danno deve essere stimata tenendo conto di:


La natura di ci che deve essere protetto (persone, beni,
ambienti)
La gravit delle lesioni o dei danni alla salute (lievi, gravi, morte)
Lentit del danno (una persona, pi persone)

La probabilit che si verifichi un danno pu dipendere da (vedere


anche slide 22):
Livello di esposizione delle persone al pericolo
Frequenza di eventi pericolosi
Possibilit di evitare o limitare il danno

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Entit del danno conseguente
allesposizione al rischio
Gli interventi di riduzione dei rischi dovrebbero essere
programmati dando la priorit a quelli che possono determinare i
danni pi gravi

Area degli effetti irreversibili: infortuni e malattie professionali che


producono invalidit permanente; interventi immediati
Area degli effetti reversibili: alterazione dellequilibrio psicofisico del
lavoratore che scompare se si interrompe lesposizione o si elimina la
condizione lavorativa che lo causa; interventi in tempi brevi
Area del disagio: condizioni di disagio e di stanchezza del lavoratore
durante lo svolgimento dellattivit lavorativa; interventi programmati
nel tempo
Area del benessere: condizioni di lavoro ideali; ultimo livello di priorit

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Prevenzione e protezione

Prevenzione: il complesso delle disposizioni o misure necessarie


anche secondo la particolarit del lavoro, lesperienza e la tecnica, per
evitare o diminuire i rischi professionali nel rispetto della salute della
popolazione e dellintegrit dellambiente esterno
(Art. 2, D.Lgs 81/2008)

Il rischio dovrebbe essere eliminato mettendo primariamente in atto


misure di prevenzione

Le misure di protezione costituiscono lultima scelta

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Informazioni sui criteri, metodi
e strumenti per la
valutazione dei rischi

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Documento di valutazione dei rischi
Il datore di lavoro effettua la valutazione dei rischi e redige il
DVR in collaborazione con il RSPP e il medico competente, previa
consultazione del RLS
La valutazione e il documento devono essere rielaborati, nel
termine di 30 giorni, in occasione di modifiche del processo
produttivo o dellorganizzazione del lavoro significative ai fini della
SSL, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della
prevenzione e della protezione o a seguito di infortuni significativi o
quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la
necessit
Il DVR deve essere custodito presso lunit produttiva alla quale
si riferisce la valutazione dei rischi

Art. 29, D. Lgs 81/2008

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Documento di valutazione dei rischi
Deve contenere (Art. 28, D. Lgs 81/2008):
una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute
durante lattivit lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati per
la valutazione stessa
lindicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei
dispositivi di protezione individuali adottati
il programma di miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza
lindividuazione delle procedure per lattuazione delle misure da realizzare,
nonch dei ruoli dellorganizzazione aziendale che vi debbono provvedere,
a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di
adeguate competenze e poteri
lindicazione del nominativo del RSPP, del RLS e del medico competente
che ha partecipato alla valutazione del rischio
lindividuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a
rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacit professionale,
specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento

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Documento di valutazione dei rischi
Autocertificazione VDR: chi poteva farla (Art. 29, D. Lgs 81/2008)

Aziende che occupano fino a 10 lavoratori, ad eccezione di:


Aziende a rischio di incidente rilevante
Centrali termoelettriche
Impianti nucleari, impiego di fonti di radiazioni ionizzanti di categoria A,
trattamento o deposito o smaltimento di rifiuti radioattivi
Fabbricazione e deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni

Lautocertificazione poteva essere effettuata solo fino al 31/05/2013.

Dopo quella data, le aziende che occupano fino a 10 lavoratori devono seguire le
procedure standardizzate.

In base alla risposta allinterpello 7/2012 da parte della Commissione istituita presso
il Ministero del Lavoro e delle P.S., le aziende potranno adottare anche altre
modalit per la valutazione dei rischi che rispettino i requisiti di cui al Dlgs 81/08.

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Documento di valutazione dei rischi
Procedure standardizzate per la VDR: chi pu seguirle (Art. 29, D.
Lgs 81/2008)

Aziende che occupano fino a 50 lavoratori, ad eccezione di:


Aziende a rischio di incidente rilevante
Centrali termoelettriche
Impianti nucleari, impiego di fonti di radiazioni ionizzanti di
categoria A , trattamento o deposito o smaltimento di rifiuti
radioattivi
Fabbricazione e deposito separato di esplosivi, polveri e
munizioni
Aziende in cui si svolgono attivit che espongono i lavoratori a
rischi chimici, biologici, da atmosfere esplosive, cancerogeni
mutageni, connessi allesposizioni di amianto

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Documento di valutazione dei rischi

La Commissione consultiva permanente per la SSL istituita Presso il


Ministero del lavoro e della previdenza sociale ha elaborato, il 16
maggio 2012, le procedure standardizzate di effettuazione della
valutazione dei rischi.
Le procedure standardizzate hanno ricevuto parere favorevole dalla
Conferenza Stato Regioni in data 25 ottobre 2012, e sono state
emanate con Decreto Interministeriale del 30 novembre 2012
(comunicazione in G.U. n. 285 del 6 dicembre 2012 ed in vigore il 6
febbraio 2013)

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Documento di valutazione dei rischi

Le check list (liste di controllo) sono un valido aiuto nella


predisposizione del DVR, sia per quanto riguarda la conformit di
ambienti, macchine e attrezzature di lavoro alla normativa vigente,
sia per evitare di trascurare situazioni pericolose che non risultino
immediatamente evidenti
Per applicare in modo esaustivo le check list, opportuno
suddividere lambiente di lavoro in aree operative omogenee (es.:
produzione, magazzino, mensa, ecc.)

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Documento di valutazione dei rischi
Principi fondamentali dellordinamento prevenzionistico, da tenere in
considerazione nella valutazione dei rischi:

Principio del neminem ledere: non nuocere ad alcuno, deriva dallart.


2043 c.c. che recita qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad
altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il
danno

Principio della sicurezza in s dellambiente di lavoro: i destinatari


delle norme di sicurezza non sono solo i lavoratori, ma anche terzi che
possono trovarsi esposti ai rischi derivanti dallattivit lavorativa svolta da
altri

Principio della protezione oggettiva: il lavoratore deve essere protetto


anche se svolge la sua mansione con un atteggiamento di assuefazione
al pericolo

Principio della massima sicurezza tecnologicamente fattibile: il


datore di lavoro, se non ha la possibilit di utilizzare un preciso riferimento
legislativo per la predisposizione delle misure di sicurezza, deve far
riferimento ai principi di buona prassi e di buona tecnica
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La valutazione dei rischi
Probabilit di accadimento e conseguenze di un evento indesiderato

Probabilit
Remota Bassa Media Alta

Lievi

Casella
Modesti di
Danni

rischio

Significativi

Gravi

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La valutazione dei rischi
La probabilit di accadimento di un infortunio o di una malattia
professionale determinata principalmente dalle seguenti variabili:
Variabili Fattori di influenza (elenco non esaustivo)
Necessit di accesso alla zona pericolosa (es. per conduzione ordinaria, per
Livello di manutenzione ordinaria o straordinaria)
esposizione Frequenza di accesso alla zona pericolosa
delle persone Numero delle persone che accedono alla zona pericolosa
al pericolo Durata di ogni accesso alla zona pericolosa
Natura dellaccesso (es. con oggetti o con il corpo)
Affidabilit degli impianti
Grado di standardizzazione delloperazione
Frequenza di
Numero di guasti, organizzativi o tecnici, necessari per il manifestarsi di un
eventi
evento pericoloso
pericolosi
Statistiche di infortuni e incidenti
Analisi di situazioni similari
Livello di formazione del personale
Possibilit di Velocit di manifestazione del danno a partire dallevento pericoloso
evitare o Segnaletica di sicurezza presente ed altre istruzioni fornite al personale
limitare il Condizioni ergonomiche, fisiche e sociali del personale (possibilit di fuga,
danno stanchezza, stress, forza, riflessi, ecc.)
Disponibilit di DPI efficaci

Norma UNI 14121.1:2007

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La valutazione dei rischi
Sulla base di quanto descritto nella slide precedente, i livelli di probabilit
di accadimento definiti sono i seguenti:

Probabilit di accadimento

Valore Definizione Livello di Frequenza di eventi Possibilit di evitare


esposizione pericolosi o limitare il danno

Basso Bassa Elevata


1 IMPROBABILE

2 POSSIBILE

3 PROBABILE

Elevato Elevata Bassa


4 FREQUENTE

Norma UNI 14121.1:2007

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La valutazione dei rischi
Il livello di gravit di un evento infortunistico o di una malattia
professionale determinato sulla base della seguente classificazione:

Danno possibile nel caso di accadimento

Valore Descrizione

LIEVE Infortunio / malattia che comporta inabilit temporanea con prognosi


1
ipotizzabile di massimo tre giorni.
MEDIO Infortunio / malattia che comporta inabilit temporanea con prognosi
2
ipotizzabile superiore a tre giorni.
GRAVE Infortunio / malattia che comporta un ipotetica inabilit permanente di
3
qualunque grado.
GRAVISSIMO Infortunio / malattia che comporta la morte ipotetica di una o pi
4
persone.

Norma UNI 14121.1:2007

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La valutazione dei rischi

Livelli di RISCHIO

Rischio limitato

Rischio significativo

Rischio elevato

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La valutazione dei rischi
Esempio di matrice di valutazione dei rischi ordinari

Probabilit
1 2 3 4
Legenda:

Limitato 1

Significativo

Elevato Danni 2

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La valutazione dei rischi
Il procedimento di valutazione in sette passi
1. Identificazione delle fonti di pericolo
2. Identificazione delle mansioni omogenee
3. Analisi delle misure di sicurezza in essere
4. Valutazione dei rischi per mansione
5. Individuazione delle possibilit tecniche di
riduzione dei rischi
6. Definizione del programma di miglioramento
7. Redazione del Documento di Valutazione dei
Rischi

Passo 0. Adeguamento alle prescrizioni legislative

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La valutazione dei rischi
1 Identificazione delle fonti di pericolo

1. Aree di transito 14. Esplosione


2. Spazi di lavoro 15. Agenti chimici
3. Scale 16. Agenti cancerogeni
4. Macchine 17. Agenti biologici
5. Attrezzi manuali 18. Microclima
6. Movimentazione manuale dei carichi 19. Rumore
7. Immagazzinamento di oggetti 20. Vibrazioni
8. Impianti elettrici 21. Radiazioni ionizzanti
9. Apparecchi a pressione 22. Radiazioni non ionizzanti
10. Reti e apparecchi distribuzione gas 23. Illuminazione
11. Apparecchi di sollevamento 24. Carico di lavoro fisico
12. Mezzi di trasporto 25. Carico di lavoro mentale
13. Incendio 26. Videoterminali

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La valutazione dei rischi
1 Identificazione delle fonti di pericolo

1. Organizzazione del lavoro


2. Compiti, funzioni e responsabilit
3. Analisi, pianificazione e controllo
4. Formazione e informazione
5. Partecipazione
6. Norme e procedimenti di lavoro
7. Manutenzione
8. Dispositivi di protezione individuale
9. Gestione dellemergenza
10. Sorveglianza sanitaria

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La valutazione dei rischi
2 Identificazione delle mansioni omogenee
Addetto alle
pulizie
Imprese
appaltatrici Montatore
Elettricista
Saldatore

Operai Carrellista
Esposti Lavoratori Agente
Impiegati commerciale

Amministrativo
Stagisti
Resp. Reparto

Terzi
Visitatori
occasionali

Nella VdR devono essere considerate anche le operazioni a latere delle fasi produttive
vere e proprie (pulizia, manutenzione, attivit lavorative nelle aree di deposito e di
stoccaggio, ecc.)
Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 30
La valutazione dei rischi

3 Analisi delle misure di sicurezza in essere


Quali misure di prevenzione sono gi in vigore? Sono conosciute ed efficaci?

4 Valutazione dei rischi per mansione


Quali sono i rischi peculiari della mansione?
Quali e quanti sono i rischi residui cui i lavoratori addetti alla mansione sono
esposti?

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La valutazione dei rischi

5 Individuazione delle possibilit tecniche di riduzione


dei rischi

Qual lo stato dellarte in materia? Ci sono norme tecniche che indicano come
fare? Le posso applicare?

La necessit di definire misure di prevenzione e protezione prescinde (entro certi


limiti) dalla classificazione del rischio, essendo basata soprattutto sullo stato
dellarte disponibile al momento della valutazione: il concetto di fondo che
laddove vi sia la possibilit tecnica di riduzione del rischio, essa deve essere
implementata.

Ci che varia, invece, la priorit di intervento, che sar direttamente


proporzionale allentit del rischio, salvo esigenze tecniche vincolanti per le quali
lintervento debba essere posticipato.

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La valutazione dei rischi
6 Definizione del programma di miglioramento

Misure di sicurezza

Tecniche Organizzative Procedurali


Migliorie a cicli di Sistema di gestione per Istruzioni di lavoro
lavoro e impianti la sicurezza sicuro
Migliorie del posto di Formazione e Procedure di controllo
lavoro, uso DPI addestramento
Sostituzione sostanze Interventi su livelli di Piani antincendio e
pericolose esposizione (vedere slide primo soccorso
22)
Sistemi di
monitoraggio Controllo ambientale e
sanitario

A quali interventi dare la priorit?


Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 33
La valutazione dei rischi
6 Definizione del programma di miglioramento

Principi generali da tenere presenti per la scelta degli interventi da


effettuare:
Principio della tassativit: se una prescrizione legislativa descrive in
maniera dettagliata le caratteristiche che una macchina o un impianto
deve avere, al fine di evitare la possibilit di infortuni sul lavoro, queste
non possono essere sostituite con mezzi o dispositivi di altra natura
Principio della imperativit: le norme in materia di SSL devono essere
applicate immediatamente dai datori di lavoro, dai dirigenti e dai
preposti
Principio della indisponibilit: il datore di lavoro non pu effettuare la
monetizzazione del rischio, cio non pu contrattare con il lavoratore la
mancata adozione di determinate misure di sicurezza, concedendo in
cambio allo stesso un vantaggio economico

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La valutazione dei rischi
7 Redazione del Documento di Valutazione dei Rischi

Documento di
valutazione dei rischi

Valutazione dei rischi Misure di sicurezza da Misure di sicurezza


e criteri adottati attuare gi attuate

Programma di Monitoraggio
attuazione dellattuazione

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La valutazione dei rischi

Differenti metodologie per differenti fonti di pericolo

Scale, luoghi, macchine, Movimentazione manuale


attrezzature, ecc. di carichi, incendio, agenti
chimici, agenti
cancerogeni, vibrazioni,
rumore, ecc.
Stima probabilit e danno

Rilevazioni strumentali,
algoritmi di calcolo
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La valutazione dei rischi

Il DVR deve avere data certa e contenere:


il programma delle misure ritenute opportune per garantire il
miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza
lindividuazione delle procedure per lattuazione delle misure da
realizzare, nonch dei ruoli dellorganizzazione aziendale che vi
debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente
soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri

Art 28, D. Lgs 81/2008

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La valutazione dei rischi
Esempio di programma di miglioramento

Misura Programma Responsabile Risorse Scadenza

Identificare gli organi della Capo reparto 1000 30/09/08


macchina che generano euro
Ridurre il rumore e/o vibrazioni
rumore e le
Individuare materiali RSPP 2000 15/10/08
vibrazioni
fonoassorbenti e per euro
prodotte dalla
attenuare le vibrazioni
macchina X
Installare il materiale Capo reparto 1500 31/10/08
euro
Definizione materiale RSSP 500 31/08/08
formativo euro
Formazione
Erogazione formazione RSPP 400 30/09/08
dei lavoratori
euro
sulla MMC
Verifica apprendimento RSPP 300 10/10/08
euro

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Necessit di modificare il DVR

Quando? Alcuni esempi:

Modifiche della tipologia o delle quantit di agenti pericolosi utilizzati


Modifiche delle caratteristiche delle attrezzature di lavoro utilizzate
Modifiche delle modalit di uso delle attrezzature esistenti
Variazioni significative nei risultati degli accertamenti della sorveglianza
sanitaria dei lavoratori
Variazioni significative dei risultati delle misurazioni strumentali della
concentrazione di agenti nocivi
Pubblicazione di nuove normative o di specifiche linee guida (modifica
dello stato dellarte)

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 39


La valutazione dei rischi per
particolari categorie di
lavoratori

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 40


Lavoro minorile
La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce
ad essi, a parit di lavoro, il diritto alla parit di retribuzione
Art. 37 della Costituzione

Let minima per lammissione al lavoro fissata al momento in cui il


minore ha concluso il periodo di istruzione obbligatoria (16 anni)
Il D.Lgs 262/2000, nell Allegato I, elenca 37 attivit alle quali vietato
adibire gli adolescenti (cio il minore di et compresa tra i 16 e i 18 anni e
che non pi soggetto all'obbligo scolastico):
mansioni che espongono gli addetti ad agenti fisici, agenti biologici, agenti
chimici
lavori comportanti rischi elettrici ad alta tensione
manovra degli apparecchi di sollevamento a trazione meccanica, ad eccezione
di ascensori e montacarichi
saldatura e taglio dei metalli con arco elettrico o con fiamma ossidrica o
acetilenica
Il D.Lgs 345/99 stabilisce che vietato adibire i minori al lavoro
notturno

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Lavoratrici madri

Riferimenti legislativi
Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151 Testo
unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e
sostegno della maternit e della paternit, a norma
dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 42


Lavoratrici madri

La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parit di


lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al
lavoratore.
Le condizioni di lavoro devono consentire ladempimento
della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla
madre e al bambino una speciale e adeguata protezione
Art. 37 della Costituzione

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 43


Lavoratrici madri

Tutela della salute della lavoratrice (Art. 6, D. Lgs 151/2001)


Il presente Capo prescrive misure per la tutela della sicurezza e
della salute delle lavoratrici durante il periodo di gravidanza e fino
a sette mesi di et del figlio, che hanno informato il datore di
lavoro del proprio stato, conformemente alle disposizioni vigenti
La tutela si applica, altres, alle lavoratrici che hanno ricevuto
bambini in adozione o in affidamento, fino al compimento dei sette
mesi di et

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Lavoratrici madri
Tutela della salute della lavoratrice
Lavori vietati (Art. 7, D. Lgs 151/2001)
vietato adibire le lavoratrici al trasporto e al sollevamento di pesi,
nonch ai lavori pericolosi, faticosi ed insalubri (Allegato A)
Tra i lavori pericolosi, faticosi ed insalubri sono inclusi quelli che
comportano il rischio di esposizione agli agenti ed alle condizioni di
lavoro, indicati nell'elenco di cui allAllegato B
La lavoratrice addetta ad altre mansioni per il periodo per il quale
previsto il divieto
La lavoratrice , altres, spostata ad altre mansioni nei casi in cui i servizi
ispettivi del Ministero del lavoro, d'ufficio o su istanza della lavoratrice,
accertino che le condizioni di lavoro o ambientali sono pregiudizievoli alla
salute della donna
Quando la lavoratrice non possa essere spostata ad altre mansioni, il
servizio ispettivo del Ministero del lavoro, competente per territorio, pu
disporre l'interdizione dal lavoro per tutto il periodo di cui al presente Capo

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 45


Lavoratrici madri

Allegato A, D. Lgs 151/2001 - Elenco dei lavori faticosi, pericolosi e


insalubri vietati (alcuni esempi):
lavori che comportano l'esposizione alle radiazioni ionizzanti
lavori su scale ed impalcature mobili e fisse
lavori di manovalanza pesante
lavori che comportano una stazione in piedi per pi di met dell'orario o
che obbligano ad una posizione particolarmente affaticante
lavori con macchine scuotenti o con utensili che trasmettono intense
vibrazioni
lavori di assistenza e cura degli infermi nei sanatori e nei reparti per
malattie infettive e per malattie nervose e mentali
Inoltre, vietato adibire al lavoro notturno le donne dallaccertamento dello
stato di gravidanza fino al compimento di un anno di et del bambino (Art. 53,
D. Lgs 151/2001).

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Lavoratrici madri

Allegato B, D. Lgs 151/2001 - Elenco non esauriente di agenti e condizioni


di lavoro
Lavoratrici gestanti
Agenti
agenti fisici: lavoro in atmosfera di sovrapressione elevata, ad esempio in
camere sotto pressione, immersione subacquea;
agenti biologici: toxoplasma e virus della rosolia, a meno che sussista la
prova che la lavoratrice sufficientemente protetta contro questi agenti
dal suo stato di immunizzazione;
agenti chimici: piombo e suoi derivati, nella misura in cui questi agenti
possono essere assorbiti dall'organismo umano

Condizioni di lavoro
lavori sotterranei di carattere minerario

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Lavoratrici madri

Allegato B, D. Lgs 151/2001 - Elenco non esauriente di agenti e condizioni


di lavoro
Lavoratrici in periodo successivo al parto
Agenti
agenti chimici: piombo e suoi derivati, nella misura in cui tali agenti
possono essere assorbiti dall'organismo umano

Condizioni di lavoro
lavori sotterranei di carattere minerario

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Lavoratrici madri

Valutazione dei rischi


La valutazione dei rischi per le lavoratrici in stato di gravidanza e
puerpere deve essere effettuata per adempiere alle prescrizioni previste:
dallart. 28 del D. Lgs 81/2008, il quale prevede che la valutazione dei
rischi riguardi tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi
compresi quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza
dallart. 11 del D. Lgs 151/2001, il quale prevede che il datore di lavoro
valuti i rischi per la sicurezza e la salute delle lavoratrici, in particolare i
rischi di esposizione ad agenti fisici, chimici o biologici, processi o
condizioni di lavoro di cui all'allegato C, individuando le misure di
prevenzione e protezione da adottare.

Secondo la Circolare del Ministero del lavoro n. 3328 del 16/02/2002, tale
valutazione deve avvenire contestualmente alla valutazione dei rischi
generali.
Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 49
Lavoratrici madri

Conseguenze della valutazione (Art. 12, D. Lgs 151/2001)


Qualora i risultati della valutazione dei rischi rivelino un rischio per la
sicurezza e la salute delle lavoratrici, il datore di lavoro adotta le misure
necessarie affinch l'esposizione al rischio delle lavoratrici sia evitata,
modificandone temporaneamente le condizioni o l'orario di lavoro.
Ove la modifica delle condizioni o dell'orario di lavoro non sia possibile per
motivi organizzativi o produttivi, il datore di lavoro applica quanto stabilito
dall'articolo 7, commi 3, 4 e 5, dandone contestuale informazione scritta al
servizio ispettivo del Ministero del lavoro competente per territorio, che pu
disporre l'interdizione dal lavoro per tutto il periodo di gravidanza e fino a
sette mesi di et del figlio

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 50


Lavoratrici madri

vietato adibire al lavoro le donne (Art. 16, D. Lgs 151/2001):


durante i due mesi precedenti la data presunta del parto
ove il parto avvenga oltre tale data, per il periodo intercorrente tra la
data presunta e la data effettiva del parto
durante i tre mesi dopo il parto
durante gli ulteriori giorni non goduti prima del parto, qualora il parto
avvenga in data anticipata rispetto a quella presunta. Tali giorni sono
aggiunti al periodo di congedo di maternit dopo il parto

Il divieto anticipato a tre mesi dalla data presunta del parto quando le
lavoratrici sono occupate in lavori che, in relazione all'avanzato stato di
gravidanza, siano da ritenersi gravosi o pregiudizievoli. Tali lavori sono
determinati con propri decreti dal Ministro per il lavoro e la previdenza sociale
(Art. 17, D. Lgs 151/2001)

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 51


Lavoratrici madri

Flessibilit del congedo di maternit (Art. 20, D. Lgs 151/2001)


Ferma restando la durata complessiva del congedo di maternit, le lavoratrici
hanno la facolt di astenersi dal lavoro a partire dal mese precedente la data
presunta del parto e nei quattro mesi successivi al parto, a condizione che il
medico specialista del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato e
il medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di
lavoro attestino che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della
gestante e del nascituro.

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 52


Lavoratori disabili
La valutazione dei rischi deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei
lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi
particolari (Art.28, D.Lgs 81/2008)
NOTA:
Il D. Lgs 81/2008 non specifica chi siano i lavoratori esposti a rischi particolari; possono
comunque ritenersi esposti a rischi particolari i lavoratori appartenenti a categorie
protette e cio:
invalidi civili in et lavorativa affetti da minorazioni che comportino una ridotta
capacit lavorativa superiore al 45%
ciechi civili affetti da cecit assoluta o con un residuo visivo non superiore a 1/10 in
entrambi gli occhi, con eventuale correzione
sordomuti, colpiti da sordit dalla nascita o prima dellapprendimento della lingua
parlata.
invalidi del lavoro con grado di invalidit superiore al 33%
invalidi di guerra, invalidi civili di guerra, e invalidi per servizio con minorazioni
ascritte ad una delle otto categorie previste dalle norme sulle pensioni di guerra

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 53


Lavoratori disabili

I luoghi di lavoro devono essere strutturati tenendo conto, se del caso,


dei lavoratori disabili. Lobbligo vige in particolare per le porte, le vie
di circolazione, gli ascensori e le relative pulsantiere, le scale e gli
accessi alle medesime, le docce, i gabinetti ed i posti di lavoro utilizzati
da lavoratori disabili
(Art.63, D.Lgs 81/2008)

NOTA:
La Circolare n. 880 del 18 agosto 2006, redatta da Dipartimento dei
Vigili del Fuoco del Ministero dellInterno, contiene una check-list che
permette di individuare gli elementi significativi per la sicurezza
antincendio di tutte le persone, ed in particolare di quelle con disabilit,
presenti nei luoghi di lavoro.

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 54


Lavoratori atipici
Con il D.Lgs 276/2003, nascono nuovi tipi di contratto di lavoro
Contratto di lavoro intermittente: contratto in base al quale un lavoratore si mette
a disposizione di un datore di lavoro, che ne potr utilizzare la prestazione
lavorativa "a chiamata", a seconda delle necessit, nel rispetto di un periodo
minimo di preavviso
Contratto di lavoro ripartito: speciale contratto di lavoro mediante il quale due
lavoratori assumono in solido l'adempimento di un'unica ed identica obbligazione
lavorativa
Lavoro a progetto e lavoro occasionale: contratto di collaborazione coordinata e
continuativa che deve essere riconducibile ad uno o pi progetti specifici o
programmi di lavoro

Contratto di somministrazione:
Somministratore: fornisce la manodopera
Utilizzatore: utilizza la manodopera fornita dal somministratore

Il contratto di somministrazione di manodopera deve essere stipulato in


forma scritta e contenere lindicazione della presenza di eventuali rischi
per lintegrit e la salute del lavoratore e delle misure di prevenzione
adottate

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 55


Lavoratori atipici

La formazione e, ove previsto, l'addestramento specifico devono


avvenire in occasione della costituzione del rapporto di lavoro o
dell'inizio dell'utilizzazione qualora si tratti di somministrazione
di lavoro (Art. 37, D.Lgs 81/2008)

Nell'ipotesi di prestatori di lavoro nell'ambito di un contratto di


somministrazione di lavoro...tutti gli obblighi di prevenzione e
protezione di cui al presente decreto sono a carico
dell'utilizzatore (Art. 3, D.Lgs 81/2008)

I lavoratori utilizzati mediante somministrazione di lavorosi


computano sulla base del numero di ore di lavoro effettivamente
prestato nell'arco di un semestre (Art. 4, D.Lgs 81/2008)

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 56


Lavoratori a domicilio

Ai lavoratori a domicilio ed ai lavoratori che rientrano nel campo di


applicazione del contratto collettivo dei proprietari di fabbricati, trovano
applicazione gli obblighi di informazione e formazione di cui agli
articoli 36 e 37.
Ad essi devono inoltre essere forniti i necessari dispositivi di
protezione individuali in relazione alle effettive mansioni assegnate.
Nellipotesi in cui il datore di lavoro fornisca attrezzature proprie, o per il
tramite di terzi, tali attrezzature devono essere conformi alle
disposizioni di cui al titolo III.

Art. 3, D. Lgs 81/2008

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 57


Lavoratori a distanza

A tutti i lavoratori subordinati che effettuano una prestazione continuativa di lavoro a


distanza, mediante collegamento informatico e telematico si applicano le disposizioni di
cui al titolo VII (Attrezzature munite di videoterminali).
Nellipotesi in cui il datore di lavoro fornisca attrezzature proprie, o per il tramite di terzi,
tali attrezzature devono essere conformi alle disposizioni di cui al titolo III.
I lavoratori a distanza sono informati dal datore di lavoro circa le politiche aziendali in
materia di salute e sicurezza sul lavoro, in particolare in ordine alle esigenze relative ai
videoterminali ed applicano correttamente le direttive aziendali di sicurezza.
Al fine di verificare la corretta attuazione della normativa in materia di tutela della salute e
sicurezza da parte del lavoratore a distanza, il datore di lavoro, le rappresentanze dei
lavoratori e le autorit competenti hanno accesso al luogo in cui viene svolto il lavoro.
Il datore di lavoro garantisce ladozione di misure dirette a prevenire lisolamento del
lavoratore a distanza rispetto agli altri lavoratori interni allazienda, permettendogli di
incontrarsi con i colleghi e di accedere alle informazioni dellazienda, nel rispetto di
regolamenti o accordi aziendali.

Art. 3, D. Lgs 81/2008

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 58


Informazione e formazione dei
lavoratori

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 59


Informazione e formazione dei lavoratori

Informazione: complesso delle attivit dirette a fornire conoscenze


utili alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi in
ambiente di lavoro

Formazione: processo educativo attraverso il quale trasferire ai


lavoratori ed agli altri soggetti del sistema di prevenzione e
protezione aziendale conoscenze e procedure utili alla acquisizione
di competenze per lo svolgimento in sicurezza dei rispettivi compiti
in azienda e alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei
rischi

Art.2 D.Lgs 81/2008

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 60


Informazione e formazione dei lavoratori

Scopi:

Ridurre gli infortuni e le malattie professionali sul luogo di lavoro


Migliorare il clima lavorativo, utilizzando linformazione e la
formazione come fattore professionalizzante che contribuisce ad
una maggiore partecipazione del lavoratore al processo produttivo
Acquisire una forma mentis per pensare ed agire in termini di
sicurezza durante lo svolgimento di tutta lattivit lavorativa

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 61


Informazione e formazione dei lavoratori
Il datore di lavoro provvede affinch ciascun lavoratore riceva una
adeguata informazione:
sui rischi per la salute e sicurezza sul lavoro connessi alla attivit della
impresa in generale
sulle procedure che riguardano il primo soccorso, la lotta antincendio,
levacuazione dei luoghi di lavoro
sui nominativi degli addetti antincendio e degli addetti al primo soccorso
sui nominativi del RSPP , degli ASPP e del medico competente
sui rischi specifici cui esposto in relazione allattivit svolta, le
normative di sicurezza e le disposizioni aziendali in materia
sui pericoli connessi alluso delle sostanze e dei preparati pericolosi
sulle misure e le attivit di protezione e prevenzione adottate

Art. 36 D.Lgs 81/2008

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 62


Informazione e formazione dei lavoratori
Il datore di lavoro provvede affinch ciascun lavoratore riceva una
adeguata formazione:

sui concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione


della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali,
organi di vigilanza, controllo, assistenza
sui rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti
misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore
o comparto di appartenenza dellazienda
sui rischi specifici

Art. 37 D.Lgs 81/2008

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 63


Informazione e formazione dei lavoratori
Quando deve avvenire? In caso di:

assunzione
trasferimento o cambiamento di mansioni
introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove
tecnologie, di nuove sostanze e preparati pericolosi

La formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti deve essere


periodicamente ripetuta in relazione allevoluzione dei rischi o
allinsorgenza di nuovi rischi

Art. 37 D.Lgs 81/2008

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 64


Formazione dei lavoratori
La formazione per i lavoratori regolamentata dallAccordo della Conferenza Stato
Regioni del 21 dicembre 2011.
E prevista per tutti i lavoratori (anche se ricoprono il ruolo di preposti) una formazione
generale della durata di 4 ore.
A seguito prevista una formazione specifica che ha durata pari a 4, 8 o 12 ore in
funzione del livello di rischio aziendale, determinato in relazione al settore di
appartenenza.
A prescindere dal livello di rischio di un'azienda, un impiegato (es. amministrativo) che
non frequenta mai i reparti produttivi pu seguire il percorso formativo previsto per il
rischio minimo (8 ore totali).
La formazione regolamentata nellaccordo non comprende quella necessaria per
obblighi legislativi specifici (es. montaggio / smontaggio ponteggi) e/o
l'addestramento
E previsto un corso di aggiornamento quinquennale della durata di 6 ore a
prescindere dal livello di rischio.
Per i nuovi lavoratori previsto un tempo massimo per la formazione di 60 gg
dall'assunzione.

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 65


Difficolt ad erogare una corretta
informazione e formazione dei lavoratori
Formazione rivolta a persone adulte che possiedono un certo
bagaglio di conoscenze nel campo
Formazione rivolta a lavoratori con differente et e ruolo
Difficolt di concentrazione per impegni lavorativi
Diffidenza verso tutto ci che costituisce un mutamento delle
consuetudini lavorative

Per far fronte a ci si dovrebbe:


Privilegiare le discussioni su infortuni avvenuti
Sollecitare proposte di soluzioni da parte dei presenti
Porre attenzione allinteresse dei partecipanti su determinati
argomenti ed approfondirli

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 66


Responsabilit del datore di lavoro per insufficiente o
inadeguata informazione e formazione dei lavoratori

Cass. pen., sez. IV, 6/2/04, n4870 Il datore di lavoro ha il


preciso dovere non di limitarsi ad assolvere formalmente il compito
di informare i lavoratori sulle norme antinfortunistiche previste, ma di
attivarsi e controllare sino alla pedanteria che tali norme siano
assimilate dai lavoratori nella ordinaria prassi di lavoro

Cass. pen., sez. IV, 21/4/06, n14175 Con le semplici istruzioni


sulluso della macchina (loperatore aveva subito un infortunio
utilizzando una macchina spalmatrice) e sulle cautele da adottarsi
non pu ritenersi adempiuto, da parte del datore di lavoro, lobbligo
di informazione che la legge gli impone a tutela della salute e
dellintegrit fisica del lavoratore; infatti informazione ha
evidentemente portata ben pi ampia e specifica rispetto alle
generiche e routinarie istruzioni sulluso della macchina

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 67


Principio di precauzione,
attenzione al genere,
clima delle relazioni interpersonali,
rischio di molestie e mobbing

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 68


Principio di precauzione

La Commissione Europea, nel 1998, lo ha cos definito:


Approccio alla gestione del rischio che si applica a circostanze di
incertezza scientifica e che riflette lesigenza di intraprendere delle
azioni a fronte di un rischio potenzialmente serio senza attendere i
risultati della ricerca scientifica

Si parla, quindi, di un principio cautelativo, costituito dalle regole che


devono essere adottate per evitare possibili danni futuri, correlati a
rischi non chiaramente conosciuti ed accertati

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 69


Principio di precauzione
Alcuni esempi

Amianto: gi alla fine del XIX secolo erano stati evidenziati gli effetti
pericolosi delle polveri di questo materiale. Per la mancata applicazione del
principio di precauzione, si dovuto attendere quasi un secolo ed un
notevole numero di casi di malattie professionali per proibirne lutilizzo
Campi magnetici: solo tra qualche anno se ne conosceranno gli effetti
sulla salute; tuttavia, i diversi paesi stabiliscono limiti di emissione che
vengono aggiornati a seguito di nuovi risultati conseguiti dalla ricerca
scientifica
Lana di roccia: non si hanno dati certi relativi alla pericolosit di questo
materiale, perci gli addetti alla manipolazione devono essere dotati di
mascherine con filtri particolari

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 70


Attenzione al genere
Genere: complesso dei modelli culturali e sociali che storicamente
caratterizzano ciascuno dei due sessi, condizionandone il ruolo ed il
comportamento. Lattenzione al genere quasi sempre riferita alle donne, al
loro evolversi nella storia, alla loro cultura e alle loro aspirazioni e diritti

Il genere assume particolare importanza in relazione a:


movimentazione manuale dei carichi
ergonomia della postazione di lavoro (ad esempio, altezza media
minore nelle donne)
stato di gravidanza e puerperio
stress correlato alla monotonia del lavoro, alla conflittualit con i
colleghi, alla scarsa considerazione da parte dei superiori, al senso di
insoddisfazione per il lavoro svolto, alle scarse prospettive di sviluppo
di carriera
molestie sul luogo di lavoro

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 71


Clima delle relazioni interpersonali

Uno scarso livello di job satisfaction da parte dei lavoratori influisce


negativamente non solo sulla produttivit, ma anche sul livello di sicurezza
in azienda, perch vengono a mancare i rapporti collaborativi e costruttivi
dei lavoratori con le altre figure del SGS
La collaborazione si pu instaurare soltanto se i lavoratori hanno la
percezione di operare in un ambiente privo di stress e di riscontrare che le
eventuali istanze, sia lavorative sia di sicurezza, sono recepite dalla
direzione
Per esempio, soltanto in presenza di un buon clima aziendale possono
essere recepiti e segnalati, da parte dei lavoratori ai superiori, gli incidenti
mancati, cio il manifestarsi di anomalie di funzionamento di macchine e
impianti e/o di situazioni anomale che soltanto per circostanze fortunate non
hanno causato danno fisici agli addetti

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 72


Stress correlato al lavoro
Stress: reazione emozionale intensa ad una serie di stimoli esterni che
mettono in moto risposte fisiologiche e psicologiche di natura adattativa
(Agenzia Europea per la sicurezza sul lavoro)

Stress positivo (eustress): le pressioni sullindividuo risultano tollerabili dallo


stesso e si ha un miglioramento della prestazione lavorativa.
Stress negativo (distress): lindividuo non in grado di gestire le pressioni a
cui sottoposto. Si compone di tre fasi:
Allarme: lindividuo cerca una forma di adattamento
Resistenza: lindividuo cerca di contrastare le situazioni negative che gli
si presentano
Esaurimento: lindividuo si rende conto di non poter riuscire ad
affrontare e a contrastare le situazioni negative esterne

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 73


Fattori di stress
Stress dovuto alle condizioni di lavoro
Secondo la Commissione Europea, Direzione Generale Occupazione e Affari
Sociali, i fattori pi comuni che possono determinare stress legato all'attivit
lavorativa sono da ricondursi a:
Organizzazione e processi di lavoro: pianificazione dell'orario di lavoro, grado di
autonomia, coincidenza tra esigenze imposte dal lavoro e capacit/conoscenze dei
lavoratori, carico di lavoro, ecc.
Condizioni e ambiente di lavoro: esposizione ad un comportamento illecito, al
rumore, al calore, a sostanze pericolose, ecc.
Comunicazione: incertezza circa le aspettative riguardo al lavoro, incertezza nella
definizione dei ruoli e nelle istruzioni ricevute, prospettive di occupazione, un futuro
cambiamento, ecc.
Fattori soggettivi: pressione sociale, sensazione di non poter far fronte alla
situazione, percezione di mancanza di aiuto, ecc.

Conseguenze: disturbi gastroenterici e cardiocircolatori, ipertensione, disturbi


del sonno, cefalee, dolori lombari, ecc.
Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 74
Malattie da stress correlato al lavoro
Conseguenze dello stress da lavoro sullindividuo

Problemi fisici: mal di testa, mal di schiena, problemi cardio-vascolari,


problemi intestinali e di digestione, disturbi urinari, fatica generalizzata,
insonnia.

Problemi psichici/emozionali: depressione, nervosismo, irritabilit,


sensazione di inutilit, pessimismo.

Problemi psicologici: mancanza di concentrazione, vuoti di memoria, fatica


ad accettare le novit, fatica a prendere delle decisioni.

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 75


Malattie da stress correlato al lavoro
Lo stress negativo, oltre a dar luogo ad un numero notevole di malattie
psicopatiche, pu determinare fenomeni di:

Assenteismo: le statistiche hanno messo in luce che, in media, ogni


lavoratore si assenta dal lavoro, per motivi di stress, per 4 giorni allanno.

Presenteismo: questo fenomeno consiste nellessere fisicamente presenti


al lavoro ma assenti dal punto di vista mentale, incidendo notevolmente sul
rendimento lavorativo.

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 76


Rischio di molestie

Molestie sessuali: ogni comportamento indesiderato a connotazione


sessuale o qualsiasi altro comportamento basato sul sesso che offenda la
dignit degli uomini e delle donne nel mondo del lavoro, ivi inclusi
atteggiamenti male accettati di tipo fisico, verbale o non verbale

Le molestie sul lavoro costituiscono un atteggiamento che nei tempi passati ha


spesso goduto di una inconsapevole tolleranza, mentre costituiscono un
reato, quindi, tra gli argomenti da affrontare durante la formazione dei
lavoratori, dovrebbe essere inserita anche la cultura del rispetto e della non
sopraffazione

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 77


Mobbing
Dallinglese to mob = attaccare, assalire, accanirsi intorno a qualcosa o
qualcuno

Il mobbing una strategia attuata da parte del mobber che aggredisce


la vittima, spesso alla presenza di spettatori; in presenza di mobber
carismatici, alcuni spettatori si schierano sempre dalla parte del pi forte
diventando co-mobber. Il mobbing pu sfociare nellallontanamento
(forzato) dal lavoro

Mobbing verticale: pu svilupparsi dallalto verso il basso (superiore =


mobber), ma anche dal basso verso lalto (collaboratore = mobber), quando
un gruppo di collaboratori si coalizza contro il capo

Mobbing orizzontale: si riscontra quando un gruppo di persone si coalizza


contro uno o pi colleghi al fine di metterli in difficolt e di porli in cattiva
luce con la dirigenza

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 78


Mobbing
Comportamenti tipici del superiore che determinano le condizioni di
mobbing

Comportarsi con minore cordialit, utilizzare espressioni pungenti anche


alla presenza di altri
Ignorare o interrompere la persona quando parla, non aderendo, per
partito preso, alle sue richieste
Isolare la persona, spostandola in una stanza meno spaziosa e
confortevole e non consentendogli di usare il telefono o il computer
Mettere la persona in difficolt, affidandogli mansioni pi rischiose e/o pi
gravose per la sua salute
Affidare alla persona lavori senza senso o molto al di sotto della sua
qualificazione
Trasferire la persona in sedi scomode o distanti dal luogo di sua normale
dimora
Affidare alla persona lavori molto complessi da portare a termine in tempi
ristretti
Usare atteggiamenti ed espressioni che possono ferire la sfera sessuale

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 79


Mobbing
Conseguenze del mobbing sulla salute dei soggetti interessati

Ansia
Minore fiducia in s stessi
Stress Determinano
Maggiori condizioni di
Disagio vulnerabilit
Depressione

La Corte Costituzionale nel 1986 ha sancito la sussistenza del danno


biologico, definito come menomazione allintegrit psico-fisica della
persona, non solo in relazione allattivit lavorativa svolta, ma anche in
relazione alla vita sociale, culturale ed estetica, come un danno al valore
delluomo in tutte le sue manifestazioni esistenziali.
Il D. Lgs 38/2000 ha stabilito che nel caso di riconoscimento di danno
biologico o di lesione allintegrit psico-fisica, suscettibile di valutazione
medico-legale della persona, il soggetto interessato pu essere
indennizzato dallINAIL.

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 80


Analisi degli infortuni:
cause, modalit
di accadimento, indicatori,
analisi statistica e andamento
nel tempo,
registro infortuni

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 81


Gli infortuni

Infortunio: evento lesivo da cui derivi una lesione allintegrit psicofisica del
lavoratore avvenuto per causa violenta e in occasione di lavoro. Linfortunio
considerato una disfunzione del sistema uomo-macchina-ambiente

Si pu definire anche come evento non voluto (non provocato


volontariamente dal soggetto), con accadimento improvviso (in quanto,
altrimenti, si sarebbe in presenza di una malattia) che si concretizza in una
lesione dellorganismo umano (perch se levento dannoso colpisce animali
o cose, si parla di incidente)

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 82


Gli infortuni
Conseguenze degli infortuni sul lavoro

Inabilit temporanea: assenza dal lavoro per un periodo limitato


superiore ai tre giorni, indennit giornaliera, senza postumi o
inferiori al 6%

Inabilit permanente: riduzione permanente della capacit


lavorativa; tra il 6% ed il 16%, il lavoratore ha diritto ad un
indennizzo in capitale; superiore al 16%, il lavoratore ha diritto ad
una rendita

Morte

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 83


Gli infortuni
LINAIL elabora ogni anno delle statistiche degli infortuni, relative a tutte le attivit
lavorative

Oltre al numero di infortuni nel complesso, importante individuare anche alcuni


indici statistici secondo il metodo di calcolo INAIL, in modo che siano confrontabili
con gli indici a livello nazionale o territoriale e secondo il metodo UNI 7249:
Indice di frequenza
Indice di gravit

METODO UNI 7249:95 - (gg assenza per infortuni accaduti con


Indice di gravit assenza di almeno 1 gg / ore lavorate) x 1000
infortuni [1] METODO INAIL - (gg assenza per infortuni accaduti con assenza di
almeno 1 gg / n addetti)
Da UNI 7249:95 - (N infortuni accaduti con assenza di almeno 1 gg
Indice di frequenza / ore lavorate) x 1000000
infortuni METODO INAIL - (N infortuni accaduti con assenza di almeno 1 gg
/ n addetti) x 1000
[1] Per le inabilit permanenti, i gg di assenza si considerano pari a (7500 x (punti di inabilit permanente / 100)), per gli
infortuni mortali si considerano pari a 7500

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 84


Cause degli infortuni
Cause soggettive (legate al comportamento del lavoratore)

Mancanza di esperienza
Mancanza di preparazione specifica al lavoro
Imperfette condizioni fisiche
Imperfette condizioni mentali
Insoddisfazione nel lavoro
Rapporti di conflittualit con i colleghi
Insoddisfazione retributiva
Condotta imprudente
Manomissione da parte del lavoratore per aumentare il ritmo di
lavoro

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 85


Cause degli infortuni
Cause oggettive:

Ambientali: rumore, temperatura, illuminazione, vibrazioni,


radiazioni, presenza di sostanze tossiche e nocive

Ergonomiche: sforzo fisico da effettuare, posto di lavoro non


ergonomico, ritmo di lavoro intenso, monotonia del lavoro

Infrastrutturali: impianto elettrico non a norma, mancanza di


protezione dagli organi pericolosi, imperfetto funzionamento delle
macchine

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 86


Registro infortuni
Il D. Lgs 81/2008, allart. 53 recita: Fino ai sei mesi successivi
alladozione del decreto interministeriale di cui allarticolo 8 comma 4,
del presente decreto restano in vigore le disposizioni relative al registro
infortuni ed ai registri degli esposti ad agenti cancerogeni e biologici

Le disposizioni relative al registro infortuni si trovano nel D.M.


12/9/1958, che contiene in allegato il modello del registro infortuni e
che, allart. 2, recita: Prima di essere messo in uso, il registro deve
essere presentato all'Ispettorato del lavoro competente per territorio, il
quale, constatata la conformit del registro al modello stabilito col
presente decreto, lo contrassegna in ogni sua pagina, dichiarando nella
ultima pagina il numero dei fogli che lo compongono e la data del
rilascio

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 87


Registro infortuni
1 2 3 4 5 6

N. d'ordine Data infortunio Data ripresa Cognome e nome Et Reparto e qualifica


lavoro dellinfortunato professionale

g. m. a. g. m. a.

. . . . . . . . . .

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Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 88


Registro infortuni
7 8 9 10 11

Conseguenze
Descrizione della causa e dell'infortunio Giorni assenza per
Natura e sede della
delle circostanze inabilit % inabilit permanente
lesione
dell'infortunio temporanea

a c d

. . . . .
.
. . . . .

. . . . . . .

. . . . . . .

. . . . . . .

. . . . . . .

. . . . . . .

. . . . .

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 89


Importanza dellanalisi dei mancati incidenti
I mancati incidenti sono tutti quegli episodi che, pur avendone il
potenziale, non hanno prodotto o hanno prodotto con conseguenze molto
ridotte il danno

L Insurance Company of America ha


predisposto uno studio analizzando le
cause di 1,7 milioni di incidenti,
distinguendo tra quelli che non hanno Infortunio grave
avuto conseguenze, quelli che hanno
determinato soltanto danni materiali,
Infortunio minore
quelli che hanno dato luogo ad infortuni
lievi e quelli che hanno causato infortuni
gravi o mortali.
Danni materiali
Per esempio, facendo riferimento ad in
caso frequente, quale quello di un
mattone che cade dallalto in un cantiere,
su 600 eventi, 30 hanno determinato un
danno materiale, 10 hanno causato un Mancati incidenti
infortunio lieve e soltanto 1 ha
determinato un infortunio grave o
mortale. Comportamenti contrari alla sicurezza

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 90


Malattie professionali
Definizione (Norma UNI 11046)
alterazione psicosomatica oggettivamente rilevabile, dipendente
dallazione di uno o pi agenti patogeni, correlata ad uno o pi rischi
lavorativi, sufficienti a produrre un danno specifico

Diversamente dallinfortunio, la malattia professionale originata da una


causa che manifesta lentamente il proprio effetto
La diagnosi costituita da due fasi
Fase clinica: consiste nellaccertamento della manifestazione morbosa
del lavoratore
Fase medico-legale: ha lo scopo di ricostruire il nesso causale tra la
malattia e lattivit lavorativa

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 91


Malattie professionali
Le malattie professionali riconosciute dallINAIL si distinguono in:

Malattie professionali tabellate: contratte a causa dellesercizio delle


lavorazioni comprese nelle tabelle di legge e denunciate entro i tempi
massimi di indennizzabilit. Lultimo riferimento legislativo in proposito
il Decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale 9 aprile
2008
Malattie professionali non tabellate: tutte le malattie causate dal
lavoro per le quali il lavoratore abbia fornito prova dellesistenza di
nesso causale tra la patologia e lattivit lavorativa svolta
Malattia-infortunio: malattia infettiva e parassitaria che in medicina
legale assicurativa considerata infortunio sul lavoro, essendo la
causa virulenta equiparata alla causa violenta

Le malattie non tabellate sono state riconosciute in seguito alla sentenza della
Corte Costituzionale n. 179/1988, con la quale la tutela dei lavoratori da parte
dell INAIL stata estesa per qualunque malattia della quale possa essere
dimostrata lorigine lavorativa.
Si passati, quindi, da un sistema a lista chiusa ad un sistema misto, nel
quale ammessa lindennizzabilit di tutte le affezioni per le quali il richiedente
sia in grado di provare il nesso di causalit con lattivit lavorativa svolta.

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 92


Malattie professionali

Secondo i dati INAIL, ogni anno in Italia si verificano pi di 25.000


casi di patologia professionale e correlata al lavoro
Si verifica una sempre minore incidenza delle malattie tabellate
(elencate nel D.P.R. 1124/1965 e s.m.i,) sul complesso dei casi
riconosciuti, rispetto a quelle cosiddette non tabellate, ovvero
quelle per cui spetta al lavoratore dimostrare il nesso causale con
lattivit lavorativa esercitata. Gran parte delle denunce
riguardano, infatti le malattie non tabellate: nel 2002
rappresentavano il 71% del totale, nel 2006 l'83%

Fonte: www.ministerosalute.it

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 93


Malattie professionali

Malattie tabellate:
Malattie da agenti chimici
Allergie respiratorie
Malattie cutanee
Malattie polmonari da polveri
Bronchite cronica
Ipoacusia e sordit
Malattie da radiazioni ionizzanti
Malattie osteoarticolari
Tumori da amianto e da polveri di legno o cuoio
Silicosi
Asbestosi

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 94


Malattie professionali

Malattie non tabellate:


Ipoacusia
Malattie dellapparato respiratorio
Tumori
Tendinite
Sindrome del tunnel carpale
Altre neuropatie periferiche
Affezioni dei dischi intervertebrali
Artrosi

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Malattie professionali
Andamento delle
malattie professionali:
casi denunciati (2002
2006)

Modulo A3 Corso RSPP rev. 07/01/09 96


Malattie professionali
Allegato 01 del DPR 336/94: alcuni esempi

Malattie Lavorazioni Periodo massimo di


indennizzabilit dalla
cessazione del lavoro
Malattie causate da cloruro di Lavorazioni che espongono 18 mesi
carbonile con le loro all'azione del cloruro di
conseguenze dirette carbonile
Malattie causate da: a) alcoli e Lavorazioni che espongono 3 anni
derivati; b) glicoli e derivati, con all'azione degli alcoli e dei glicoli
le loro conseguenze dirette
Cataratta da energie raggianti Fusione del vetro e dei metalli; 6 anni
lavorazioni su masse
incandescenti
Siderosi Lavorazioni che espongono 20 anni
all'inalazione di ossidi di ferro

Malattie neoplastiche causate Lavorazioni che espongono illimitato


dall'asbesto all'azione delle fibre di asbesto
anche se presenti nel talco
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