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CORSO DI AGGIORNAMENTO SULLA NORMATIVA SISMICA

DI CUI ALLORDINANZA 3274 DEL 20 03 2003

EDIFICI ESISTENTI IN MURATURA


parte 3
Normativa sismica, Ordinanza 3274 del 20 03 2003 - Sezione di riferimento
Prof. Ing. Rosario Ceravolo, Dott. Ing. Giacomo V. Demarie
Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica
1
Generalit
Campanile, risalente ai primi anni del XIII
secolo, caratterizzato da pianta quadrangolare
e presenta sei ordini di aperture separati da
decorazioni e archetti ciechi

La costruzione sita in un comune classificato


come zona sismica 4

Si effettua una verifica sismica con


conseguimento di un livello di conoscenza
accurato (LC3)
LC3

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2
Generalit
Conseguimento del livello di conoscenza LC3: aspetti normativi

GEOMETRIA
Rilievo completo: comprende il rilievo completo, piano per piano, di
tutti gli elementi in muratura, il rilievo delle volte e della loro tipologia,
il rilievo dellandamento di tutti i solai, una valutazione accurata della
loro rigidezza e una valutazione dei carichi di gravit su ogni
elemento di parete

DETTAGLI COSTRUTTIVI
Verifiche in situ estese ed adeguate: sono basate su rilievi di tipo visivo,
effettuati ricorrendo, di regola, a scrostature di intonaco, messa a nudo
delle caratteristiche di immorsamento tra i muri ortogonali e dei solai nelle
pareti. Lesame per elementi della qualit degli immorsamenti e della
tipologia e qualit della muratura potr essere effettuato per campione.
Lefficacia degli eventuali elementi atti a eliminare la spinta dovr essere
verificata sperimentalmente. Lesame degli altri dettagli dovr essere
esteso in modo sistematico allintero edificio.

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3
Generalit
Conseguimento del livello di conoscenza LC3 : aspetti normativi

PROPRIETA DEI MATERIALI

Verifiche in situ esaustive: servono per ottenere informazioni quantitative


sulla resistenza del materiale. Sono richieste almeno tre prove su ciascun
tipo di materiale presente, in aggiunta alle verifiche visive

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4
Attingimento del livello di conoscenza:
ricerca storica (LC3)
STRUMENTI RELAZIONI ed ELABORATI
GRAFICI
Ricerca archivistica; ricerca Relazione storica suddivisa per
bibliografica; studio dello tematiche; registro episodi
sviluppo storico della fabbrica; storici; piante e grafici relativi a
studio storico dei dissesti e degli situazioni storiche
interventi di restauro e
consolidamento; studio delle
tecniche costruttive coeve;
studio storico degli eventi
eccezionali; catalogazione dei
beni architettonici

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5
Attingimento del livello di conoscenza:
rilievo morfologico (LC3)

STRUMENTI RELAZIONI ed ELABORATI


GRAFICI
Rilievo fotografico; rilievo punti di Planimetria; piante dei vari piani;
appoggio e raddrizzamento; pianta della copertura; piani quotati;
misurazione manuale prospetti; sezioni; documentazione
fotografica

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Attingimento del livello di conoscenza (LC3):
rilievo delle strutture in muratura
STRUMENTI RELAZIONI ed ELABORATI GRAFICI
Individuazione delle murature Piante e sezioni delle strutture; disegno dei
portanti; individuazione dei particolari costruttivi, con particolare
materiali e della trama muraria riferimento al tipo di muratura e agli
mediante: saggi visivi diretti immorsamenti; definizione dei parametri
mediante rimozione locale deformativi e dinamici delle strutture;
dellintonaco; individuazione schemi strutturali dettagliati, comprensivi di
delle caratteristiche costruttive tutte le architravi, degli elementi non-
delle volte e delle cupole e strutturali con elevata vulnerabilit e degli
rilievo dei riempimenti; prove eventuali elementi spingenti
di caratterizzazione dinamica e
identificazione strutturale

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Attingimento del livello di conoscenza (LC3):
rilievo delle strutture lignee
STRUMENTI RELAZIONI ed ELABORATI GRAFICI
Misura delle dimensioni e Piante e sezioni delle strutture; disegno dei
individuazione delle particolari costruttivi, con particolare
essenze e dellorditura; riferimento alle connessioni tra i diversi
rilievo della geometria delle elementi dei solai
strutture; rilievo delle
connessioni e dei particolari
costruttivi

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Attingimento del livello di conoscenza (LC3):
identificazione delle lesioni e dissesti

STRUMENTI RELAZIONI ed ELABORATI


GRAFICI
Rilievo di fessurazioni e distacchi interni Interpretazione diagnostica dei
nelle murature mediante perforazioni, test dinamici e modelli di
indagini endoscopiche; prove dinamiche danneggiamento
ambientali

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Identificazione dei materiali e degrado: murature
STRUMENTI RELAZIONI ed ELABORATI GRAFICI
Analisi chimico-fisica dei componenti le murature Relazione sulle caratteristiche delle
(malte, pietre, mattoni, blocchi); analisi meccaniche di murature e dei fenomeni di degrado;
laboratorio mediante prove di resistenza distruttive su relazione sulle caratteristiche di
campioni dei componenti le murature; prove distruttive deformabilit e resistenza delle murature
combinate di compressione verticale e taglio su sulla base di prove distruttive su tre
elementi prelevati dalle strutture; perforazioni; analisi campioni prelevati per il livello basso e
endoscopiche e visive per la verifica dellorditura e tre per il livello alto e sulla base di
della consistenza delle murature; prove dinamiche relazioni empiriche tra caratteristiche di
ambientali e forzate con determinazione indiretta delle deformabilit (provenienti da test
caratteristiche di resistenza meccanica; prove in situ per dinamici) e di resistenza; piante prospetti
la determinazione della resistenza a taglio e del modulo e sezioni con lindicazione delle
di elasticit tangenziale (shove test); rilievo della caratteristiche delle differenti tipologie
percentuale di umidit; rilievo delle caratteristiche del murarie e dei fenomeni di degrado
degrado

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Identificazione dei materiali e del degrado:
materiali lapidei

STRUMENTI RELAZIONI ed ELABORATI


GRAFICI
Individuazione della provenienza; Relazione sulla provenienza, sulle
campionatura per la definizione caratteristiche e sui fenomeni di
delle caratteristiche di omogeneit e degrado; elaborati grafici con la
continuit dei vari elementi localizzazione dei vari elementi
lapidei e dei fenomeni di degrado

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Identificazione Strutturale Dinamica

Misure geometriche e test


dinamici

Condizionamento dei
segnali
Costruzione
modello F.E.

Analisi modale Model


sperimentale Updating

Modello
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Diagnosi
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modale
Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica completo e calibrato
predittivo 12
Identificazione strutturale Ouput only

Input Output
Struttura

Difficolt di somministrare sufficiente energia


vibratoria alle grandi strutture
Leccitazione potrebbe essere dannosa allintegrit
della costruzione (es. edifici storici)
Possibili difficolt nel produrre e misurare
eccitazioni ad hoc
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Tecniche di Identificazione Strutturale

Tempo Frequenza Tempo-Frequenza

ARMAV Welch PSD Time-Frequency


Random Decrement Ewins-Gleeson Istantaneous Estimators

ERA Dobson (TFIE)


PRTD Kennedy-Pancu
Kalman filter Spectral Multimatrix
Frequency Domain Decomposition (FDD)
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SPERIMENTAZIONE DINAMICA

Ambientali

Fonte di eccitazione Rintocco delle campane

Carotatori

Disposizione dei sensori


Due configurazioni dei sensori,
ciascuna caratterizzata da 12
accelerometri. 3 accelerometri, a livello
della copertura, mantenuti fissi.
3 sensori per piano in ciascuna delle
due configurazioni a diversi livelli

Acquisizione a 512 Hz

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IDENTIFICAZIONE DINAMICA

Identificazione preliminare
Scartate le misure con carotatori in azione poich non
consentivano lestrazione delle frequenze strutturali (segnali
con contenuto energetico concentrato sulle alte frequenze)

Pre-elaborazione del segnale


Decimazione con diversi fattori di sottocampionamento

Filtraggio low-pass

Eliminazione di trend e media

Determinazione delle funzioni Random Decrement

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IDENTIFICAZIONE DINAMICA

TECNICHE DI IDENTIFICAZIONE
Nel dominio del tempo: metodo Eigensystem Realization Algorithm
applicato a funzioni Random Decrement (ERA-RD)
Nel dominio congiunto tempo-frequenza: metodo degli estimatori
istantanei tempo-frequenza (TFIE)

Impiego della distribuzione di Choi e Williams con


parametro di kernel =0.5

Impiego di segnali provenienti da fonti


differenti e pre-elaborati in maniera differente
APPROCCIO
COMPARATIVO
Differenti tecniche di identificazione (una
concepita per condizioni non stazionarie)

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IDENTIFICAZIONE DINAMICA
RICORRENZE NELLA DETERMINAZIONE DELLE FREQUENZE MODALI

ERA-RD occurrences
ERA ocurrences TFIE occurrences
TFIE ocurrences

1.4 1.25

2.06

Occurrences
Occurrences

1.44
Ocurrences

3.63 4.06

Ocurrences
3.25
1.95

3.81
1.2 3.5 3.8 4.7

0.00

0.25

0.50

0.75

1.00

1.25

1.50

1.75

2.00

2.25

2.50

2.75

3.00

3.25

3.50

3.75

4.00

4.25

4.50

4.75

5.00
0.00

0.25

0.50

0.75

1.00

1.25

1.50

1.75

2.00

2.25

2.50

2.75

3.00

3.25

3.50

3.75

4.00

4.25

4.50

4.75

5.00
Frequency [Hz] Frequency [Hz]

Primi modi flessionali

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IDENTIFICAZIONE DINAMICA

Frequenze modali (Hz)


ERA TFIE
1.22 1.25
1.44 1.44
3.58 3.63
3.80 3.81
4.05 4.06
4.70 4.81
8.00 7.95
9.62 9.5
9.80 9.9
Osservazioni
Il metodo TFIE consente di variare alcuni parametri in fase di identificazione (parametro di
kernel, tipo di distribuzione) al fine di migliorare la valutazione dellestimatore di fase e
filtrare le eventuali componenti spurie della vibrazione
La tecnica RD si presenta come maggiormente adeguata nel caso necessiti una veloce
identificazione o quando il comportamento dinamico sia definibile con chiarezza
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Definizione dellazione sismica
Lazione sismica (terremoto di progetto) viene definita, sia allo
SLU, sia allo SLD, mediante lo spettro di risposta (punto
11.5.4.2 e punto 3):

Parametri di definizione dello spettro di risposta

Zona sismica 4 (punto 3.2.1)


Categoria di suolo di fondazione C (punto 3.1)
Coefficiente di smorzamento (%) 5 (punto 3.2.3, eq. 3.3)
Fattore di duttilit 1.5 (punto 8.1.3)

Livello di conoscenza accurato LC3

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Definizione dellazione sismica
Parametri di input

1. Spettro di risposta elastico (punto 3.2.3, eq. 3.2)


2. Spettro di risposta per lo SLU in funzione del fattore di
struttura q adottato (punto 3.2.3, eq. 3.7)
3. Spettro di risposta per lo SLD (punto 3.2.6).

Poich la tipologia della struttura non rientra nei casi


prevista nel punto 4.6, considerata solamente la
componente orizzontale dellazione sismica

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Definizione dellazione sismica
Spettro di risposta
Spettro di risposta della componente orizzontale
1.6

Elastico
Elastico
SLU
SLD
1.4

SLU
1.2
SLD
)

1
(

0.8

0.6

0.4

0.2

0
0 0.5 1 1.5 2 2.5 3 3.5 4
Periodo (s)

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Analisi Dinamica Modale (ADM)
LAnalisi Dinamica Modale considerata dalla normativa il
metodo normale di verifica delle strutture in condizioni sismiche
(punto 4.5.3)
La determinazione dei modi di vibrare implica una modellazione
accurata degli elementi che caratterizzano la struttura (pannelli, fasce
murarie, orizzontamenti)

Punto 4.4:
4.4
1. il modello deve descrivere in modo adeguato la distribuzione
della massa e della rigidezza effettive (...)
2. devono essere modellati gli elementi resistenti a telaio o a
parete (...) ed i diaframmi orizzontali (...)
3. la struttura deve essere, in generale, modellata nello spazio
4. oltre alleccentricit effettiva deve essere considerata
uneccentricit accidentale

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23
Analisi Dinamica Modale (ADM)
Il modello F.E.M.

Elementi bidimensionali con deformabilit al taglio (pareti, orizzontamenti e volte)


Elementi trave 3D (archi)
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Calibrazione dell modello F.E. Sulla base delle frequenze
modali identificate
I parametri, che sono stati oggetto di updating, sono i seguenti:
modulo elastico E della muratura
modulo elastico tangenziale G della muratura
rigidezza delle bielle che simulano linterazione della torre campanaria con le strutture
adiacenti

I valori ottenuti al termine del processo di calibrazione sono:


(Livello inferiore)
E = 7*109 N/m2
G = 3.2*109 N/m2
(Livello superiore)
E = 9*108 N/m2
G = 4.1*108 N/m2

N. B.: I parametri di deformabilit cos ottenuti sono solo


indirettamente correlati a quelli locali misurabili sperimentalmente.
Essi, infatti, riassumono il comportamento generale ed i dettagli
costruttivi della struttura, tra cui gradi di immorsamento, quadro
fessurativo

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Analisi Dinamica Modale (ADM)
Modi di vibrare Primo flessionale (direzione y)

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26
Analisi Dinamica Modale (ADM)
Modi di vibrare Primo flessionale (direzione x)

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Analisi Dinamica Modale (ADM)
Modi di vibrare Secondo flessionale (direzione y)

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28
Analisi Dinamica Modale (ADM)
Modi di vibrare Secondo flessionale (direzione x)

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Analisi Dinamica Modale (ADM)
Modi di vibrare Primo torsionale

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Analisi Dinamica Modale (ADM)
Fattore di Fattore di Fattore di Massa Massa Massa
Frequenza
MODO partecipazione partecipazione partecipazione modale - modale modale
(Hz)
modale (X) modale (Y) modale (Z) X (%) - Y (%) - Z (%)

1 (1-Fl-y) 1.25 -2.60 1523.24 0.60 0.00 54.61 0.00


2 (1-Fl-x) 1.44 -1456.67
1456.67 -1.50 11.41 49.94 0.00 0.00
3 (2-Fl-x) 4.79 -41.30 940.62 3.04 0.04 20.82 0.00
4 (2-Fl-x) 4.98 1016.32 43.00 -21.93 24.31 0.04 0.01
5 (1 Tor) 6.84 118.14 -20.90 -5.40 0.33 0.01 0.00
6 9.64 59.21 -12.38 1736.68 0.08 0.00 70.98
7 10.35 -24.47 590.33 33.83 0.01 8.20 0.03
8 10.48 620.76 25.39 -104.46 9.07 0.02 0.26
9 12.18 121.11 12.84 -6.55 0.35 0.00 0.00
10 12.51 -0.34 -0.02 -172.89 0.00 0.00 0.70
11 14.31 -37.47 420.82 5.95 0.03 4.17 0.00
12 14.48 407.66 30.55 -8.64 3.91 0.02 0.00
13 16.63 3.15 -4.76 -0.35 0.00 0.00 0.00
14 19.06 17.49 -261.36 0.05 0.01 1.61 0.00
15 19.25 266.24 20.88 13.51 1.67 0.01 0.00
16 20.60 -14.92 22.21 -0.29 0.01 0.01 0.00

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Analisi Dinamica Modale (ADM)
Deve essere considerato leffetto di tutti i modi la cui massa modale sia
superiore al 5% oppure un numero di modi tale per cui la somma delle masse
modali sia maggiore dell85% della massa totale (punto 4.5.3)

Gli effetti indotti dal terremoto di progetto in direzione x sono stati


valutati con riferimento ai modi di vibrare 2, 4, 8 e 12

Gli effetti indotti dal terremoto di progetto in direzione y sono stati


valutati con riferimento ai modi di vibrare 1, 3, 7 e 11

Non sono considerati effetti pertinenti al moto in direzione


verticale

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Analisi Dinamica Modale (ADM)
Verifiche strutturali
In caso di analisi lineare lazione resistente deve essere maggiore dellazione
agente (punto 8.1.6). I valori dellazione resistente sono determinati secondo
quanto riportato nel punto 8.2.2.

Resistenza della muratura fk 3 MPa

Resistenza a taglio in assenza di sforzo normale fvk0 0.2 MPa

Coefficiente di sicurezza m 2

Poich il livello di conoscenza accurato (LC3), la valutazione della


resistenza degli lementi strutturali condotta con riferimento ad un
fattore di sicurezza pari a 0.7m (punto 11.2.4)
Analisi globale Verifica per rottura a taglio e a pressoflessione nel piano

Analisi locale Verifica per pressoflessione fuori piano

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6. Analisi Dinamica Modale (ADM)
Verifiche strutturali
La verifica a SLU condotta, a titolo di
esempio, su un singolo elemento
resistente in muratura
Msd (Nm) 3092870
Vsd (N) -417604
Mrd (Nm) -16265521
Vrd (N) 4233193
Mrd/Msd (-) 5.26
Vrd/Vsd (-) 10.14

La verifica globale a SLU soddisfatta

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