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Indice

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1 Premessa

3

2 Iter amministrativo

4

3 Il Tecnopolo

6

3.1 Il Portale della Rete Alta Tecnologia

6

3.2 Piattaforma Agroalimentare

7

3.2.1 Laboratorio SITEIA. PARMA

7

3.2.2 Laboratorio CIPACK

8

3.2.3 Laboratorio CIM

9

3.3

Piattaforma Ict & Design

10

3.3.1

Laboratorio RFID&VISION

10

3.4

Piattaforma di Scienze della Vita

10

3.4.1 Laboratorio

BIOPHARMANET-TEC

10

3.4.2 Laboratorio

COMT

11

3.4.3 Laboratorio

CIM

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4 Inquadramento Urbanistico

12

5 Stato di fatto reale ed amministrativo

13

5.1 Stato dei luoghi

13

5.2 Progetto

preliminare

13

6 Progetto Definitivo

14

6.1 Criteri di progettazione e descrizione generale

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6.2 Soluzione strutturale

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6.3 Percorsi

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6.4 Flessibilita’

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6.5 La Sostenibilita’ Ambientale

17

6.6 L’impianto distributivo

17

6.6.1 Piano

terra

18

6.6.2 Piano

primo

18

6.6.3 Copertura e vani tecnici

19

6.7

Materiali e finiture

19

6.7.1 Involucro esterno

19

6.7.2 Interni

20

6.8 Le interferenze con le reti esistenti

20

6.9 Verifica degli standard urbanistici

21

7 Progetto esecutivo d’appalto

22

7.1 Soluzione strutturale

22

7.2 L’impianto distributivo

23

7.2.1 Piano

terra

23

7.2.2 Piano

primo

23

7.2.3 Copertura e vani tecnici

24

7.3

Materiali e finiture

24

2
2
 

7.3.1 Involucro esterno

24

7.3.2 Interni

25

7.4 Le interferenze con le reti esistenti

26

7.5 Verifica degli standard urbanistici

26

8

Inserimento

ambientale

28

8.1 Mitigazione e tutela del paesaggio naturale

28

8.2 Inserimento e contestualizzazione del fabbricato

29

8.3 Controllo microclimatico

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ALLEGATI: PARERI

 

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Premessa

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Oggetto del presente progetto è il nuovo Tecnopolo dell’Università di Parma: una struttura

di carattere strategico che rientra nell’ambito degli accordi intercorsi tra Regione Emilia

Romagna e Università degli Studi di Parma volti al consolidamento della rete regionale dell’alta tecnologia, secondo quanto previsto dall’Associazione ASTER tra Regione, Università ed Enti di ricerca presenti in Regione. Conseguentemente alla Delibera della Giunta Regionale del 16 Novembre 2009 in cui sono stati approvati l’elenco e gli accordi per la realizzazione dei Tecnopoli, infatti, l’Università degli Studi di Parma e la Regione si sono impegnate alla costruzione di una struttura da adibire a Tecnopolo all’interno del Campus universitario del Parco Area delle Scienze.

L’impianto del progetto preliminare rispettava la sagoma definita in sede di Piano Attuativo

che prevedeva un corpo triplo centrale chiuso da due ali laterali a delimitazione della corte interna.

In sede di Progettazione Definitiva, sulla base delle indicazioni dell’Università di Parma è

stata modificata la sagoma del fabbricato al fine di ottimizzarne l’impostazione in funzione della sua destinazione d’uso.

La progettazione è stata condotta in modo multidisciplinare, attraverso una visione sistemica del fabbricato, al preciso scopo di garantire il massimo livello di flessibilità con un

elevato livello di efficienza e qualità, impiegando sistemi costruttivi flessibili sia in termini di spazi che di tecnologie impiegate nella sua realizzazione, per consentire i necessari mutamenti nel corso del tempo, connessi ai diversi progetti che la struttura si troverà ad ospitare, e ottimizzando i costi di manutenzione e di gestione anche grazie ad un uso innovativo delle tecnologie disponibili. La nuova struttura deve infatti garantire l’efficienza tecnico-scientifica ed il comfort degli utenti, insieme ad un rapporto di stretta integrazione con il territorio. Si impone, pertanto, l’utilizzo di accorgimenti e di tecnologie che, migliorando il comfort interno, consentano una significativa politica di risparmio energetico, per farne non solo un oggetto all’avanguardia ed economicamente vantaggioso, ma anche

un modello virtuoso di costruzione moderna ed ambientalmente sostenibile.

2 Iter amministrativo

4
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L’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva è avvenuto tramite gara pubblica, alla base della quale era posto un progetto preliminare rappresentante la tipologia e la consistenza dell’opera. Tale progetto preliminare prevedeva un finanziamento economico messo a disposizione dalla Regione Emilia Romagna pari ad € 6.920.000,00, di cui € 5.196.000,00 per lavori e € 1.724.000,00 per somme a disposizione (IVA, imprevisti, spese tecniche, ecc.).

In data 15.03.2011, con Delibera del C.A. n. 485/28975, l’Università di Parma, a seguito

dell’esperimento della gara suddetta, ha affidato alla Binini Partners s.r.l. l’incarico professionale per la progettazione integrale e coordinata definitiva ed esecutiva e coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione, per i “Lavori di costruzione della sede del nuovo tecnopolo regionale al Campus per attività di ricerca industriale nell’ambito

della Rete Alta Tecnologia”. In data 04.04.2011, con nota prot. n. 11633, l’Università di Parma

ha

comunicato alla Binini Partners srl l’aggiudicazione definitiva dell’incarico professionale.

In

data 26.05.2011 è stato sottoscritto il contratto tra l’Università di Parma e la Binini Partners

srl.

Successivamente all’incontro iniziale e collegiale di cui sopra con tutti i referenti dei diversi dipartimenti interessati, sono stati poi effettuati numerosi successivi incontri con specifici istituti o laboratori e con i referenti dell’Area Tecnica per la messa a punto e la definizione del progetto definitivo secondo le diverse indicazioni fornite.

A completamento di tale prima fase di sviluppo, la soluzione di progetto definitivo

concordato prevede che il complesso del Tecnopolo sia costituito da tre edifici distinti (corpi

A, B e C), articolati attorno ad un nucleo comune centrale (corpo D), in modo da unificare i

centri di risalita, ridurre la lunghezza e l’estensione dei corridoi e delle distribuzioni, dare chiarezza funzionale e maggiore economicità di realizzazione dell’edificio. Ciascuna struttura, composta da due piani utili oltre al vano tecnico in copertura, sarà poi interamente prefabbricata e, per maggiore economia e flessibilità, realizzata con campate di 8 x 16m sulle quali si attesterà un ballatoio metallico esterno su un lato, a livello del primo impalcato, per le uscite di sicurezza distribuite, con una scala terminale per ogni ala. Due dei tre edifici principali (corpi A e B) avranno identica configurazione strutturale, a vantaggio della flessibilità d’uso del fabbricato e dell’economicità dell’opera, mentre il terzo (corpo C) manterrà il medesimo interasse tra gli appoggi, ma si prevede una parte a doppio volume con copertura a shed per ospitare quei laboratori per i quali è richiesta un’altezza netta superiore ai 6m.

In data 10.06.2011, con lettera prot. n. 03/561/11, la Binini Partners srl ha provveduto a

consegnare il Progetto Definitivo.

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In

data 15.06.2011, con Delibera del Consiglio di Amministrazione n. 489-29083, l’Università

di

Parma ha approvato tale prima elaborazione e schema di Progetto Definitivo, per poterlo

poi presentare subito dopo in Regione, al fine di confermare il finanziamento assegnato.

Successivamente, l’Università degli Studi di Parma, sulla base dei finanziamenti disponibili, ha provveduto ad individuare, congiuntamente alla Binini Partners s.r.l., le opere da inserire nel progetto esecutivo destinato all’appalto.

Dopo un lavoro congiunto di ulteriore approfondimento e confronto tra le opzioni possibili,

la Committenza ha definito le opere da appaltare, di cui al presente Progetto Esecutivo

d’Appalto, che consiste nella realizzazione dell’edificio di ingresso (corpo D) e dell’Ala

posteriore (corpo C), concentrando al suo interno tutti i Dipartimenti, che sono presenti con

le funzioni essenziali in prima fase, ridistribuendo e rimodulando adeguatamente gli spazi

interni.

Successivamente, la Binini Partners s.r.l. ha provveduto pertanto alla redazione della presente Progetto Esecutivo d’Appalto, congruente con il precedente progetto definitivo generale, sulla base del quale sono stati raccolti i pareri degli Enti ispettivi che si allegano alla presente.

3 Il Tecnopolo

6
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Il sistema dei Tecnopoli è stato ideato con l'obiettivo di realizzare aree organizzate capaci di favorire la ricerca e lo sviluppo, attirando iniziative imprenditoriali ad alto contenuto tecnologico all’interno del sistema universitario; si tratta quindi di luoghi privilegiati per favorire il dialogo tra la cultura scientifica e quella imprenditoriale, luoghi che aggregano risorse umane e tecnologie, spazi in cui il mondo accademico dialoga con le imprese, ovvero una tappa fondamentale nel processo di posizionamento dell’Emilia-Romagna tra le regioni più evolute del contesto europeo. Nei Tecnopoli trovano collocazione i laboratori e i centri della Rete Alta Tecnologia, le competenze scientifiche e le risorse umane che ne fanno parte ma anche incubatori e imprese che costituiscono il sistema produttivo regionale; sono luoghi in cui il sapere viene trasferito al sistema produttivo e in cui l’accesso all’innovazione e alle nuove tecnologie da parte delle imprese viene sostenuto e sviluppato da tutto il sistema della ricerca pubblica in Emilia-Romagna.

3.1 Il Portale della Rete Alta Tecnologia

L’impianto progettuale comprende un punto di accesso denominato “Portale della Rete Alta Tecnologia” finalizzato a favorire la visibilità e l’accessibilità del tecnopolo stesso e della Rete nel suo insieme, in particolare nei confronti delle imprese. Si tratta di una struttura con funzione di accoglienza ed indirizzamento a tutti i servizi offerti dal tecnopolo, un collegamento tra la realtà fisica delle aziende e del territorio con la realtà virtuale della rete. Il Portale favorirà, cioè, il trasferimento di tecnologie e conoscenze tra i diversi attori coinvolti e supporterà le imprese nell’accesso ai servizi erogati direttamente dal tecnopolo e dagli altri soggetti che operano nel territorio regionale. L’offerta integrata di servizi comuni ad alto valore aggiunto messa a disposizione dal Portale perseguirà due finalità principali:

ridurre, in linea con l’obiettivo più ampio del Programma tecnopoli, la distanza fra domanda e offerta di ricerca;

favorire la creazione di un mercato dei servizi per la ricerca e l’innovazione erogati dai soggetti che operano nei tecnopoli. Da un punto di vista operativo, il Portale svolgerà le seguenti funzioni:

accoglienza dell’utenza (in particolare imprese) che necessita di un primo orientamento nell’accesso ai servizi del tecnopolo e alla Rete Alta Tecnologia (analisi del problema e indirizzamento)

individuazione del/dei partner accademici e/o dei fornitori dei servizi di interesse

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organizzazione dei primi incontri di verifica ed approfondimento

ospitalità per utenti che desiderano realizzare incontro con potenziali partner/fornitori per attivare collaborazioni o commesse di ricerca

ospitalità per laboratori di ricerca interni o esterni al tecnopolo interessati a realizzare azioni di promozione e diffusione orientate alle imprese

ospitalità per realizzare azioni di individuazione delle esigenze delle imprese in relazione alle nuove traiettorie tecnologiche e di messa a punto di possibili soluzioni

supporto in materia di contrattualistica e di gestione degli aspetti burocratici relativamente a collaborazioni o commesse di ricerca. Il Portale potrà inoltre ospitare altre funzioni coerenti alla mission generale del tecnopolo, fra le quali la promozione e il supporto alla creazione di nuove imprese spin off della ricerca, il supporto al trasferimento tecnologico, all’accesso a strumenti di finanza agevolata, ecc. Queste funzioni potranno essere svolte attraverso la collocazione presso il Portale di operatori specializzati fra cui per esempio quelli degli Spinner point, delle antenne We Tech Off, degli uffici per il TT degli enti di ricerca (ILO, KTO, ecc.) e di eventuali altri enti. I servizi erogati dal Portale saranno organizzati in collaborazione con gli attori presenti nel territorio, in particolare le associazioni imprenditoriali, i centri per l’innovazione e le altre strutture dedicate alla ricerca e all’innovazione. Le modalità di erogazione e le procedure che consentano l’accesso a tutte le risorse della Rete attraverso ciascun singolo tecnopolo saranno definite da ASTER, quale soggetto che realizza il coordinamento della Rete Alta Tecnologia e lo sviluppo delle azioni e dei servizi comuni di promozione e valorizzazione della Rete insediata nei tecnopoli, in accordo con la Regione Emilia-Romagna e in collaborazione con i soggetti coinvolti.

Il progetto del Tecnopolo prevede, poi, bandi di assegnazione degli spazi e delle risorse a progetti di ricerca avanzati ed innovativi nei diversi campi e, ad oggi, è ipotizzabile che a regime impieghi di 144 persone a tempo parziale e 68 giovani ricercatori in sei laboratori per le piattaforme di agroalimentare, scienze della vita, tecnologie per la salute e ICT.

I laboratori ospitati nel centro alla sua messa in funzione saranno, in particolare, i seguenti:

3.2 Piattaforma Agroalimentare

3.2.1 Laboratorio SITEIA. PARMA

Si tratta di un laboratorio per la ricerca industriale e il trasferimento tecnologico co- finanziato dalla Regione Emilia-Romagna nel Programma Regionale per la Ricerca industriale, l’innovazione e il trasferimento tecnologico (PRRIITT); appartiene alla Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna ed offre alle imprese del comparto alimentare il proprio supporto per lo sviluppo di nuovi prodotti e processi, per la caratterizzazione e selezione

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delle materie prime, per la progettazione e validazione di macchine e impianti per la produzione ed il confezionamento degli alimenti. In quest’ottica le attività istituzionali di SITEIA sono finalizzate alla ricerca per le imprese (ricerca industriale) ed alla diffusione dei risultati della ricerca di base e delle innovazioni (trasferimento tecnologico), mentre quella su commessa è orientata a comprendere i bisogni di innovazione da parte delle imprese e a fornire, in risposta, specifiche soluzioni tecnologiche mediante servizi di formazione, informazione e aggiornamento, oltre che di consulenza e svolgimento di attività di ricerca e sviluppo di processi e prodotti.

Il Laboratorio è dedicato ai settori agroalimentare e meccano-alimentare, con particolare riferimento alla qualità e sicurezza delle materie prime, dei processi e delle macchine negli impianti industriali e dei prodotti finiti, nonché agli aspetti salutistici, agli alimenti funzionali, al rapporto alimentazione-salute ed alla valorizzazione dei prodotti tipici Ciascuna di queste linee è sviluppata secondo due direttrici di lavoro diverse ma fra loro fortemente integrate; quella sull'alimento, per la conoscenza di ciò che avviene negli alimenti lungo la filiera dalla terra alla trasformazione tecnologica e alla conservazione, e quella tecnologica, per lo sviluppo di innovazioni di processo, macchine, impianti e di prodotto funzionali sia alle esigenze industriali sia a quelle dei consumatori.

3.2.2 Laboratorio CIPACK

È il Centro Interdipartimentale per il Packaging istituito nel luglio 2009 con l’obiettivo di

promuovere e coordinare attività di ricerca di base e applicata legate

packaging

farmaceutico. Al Cipack afferiscono i seguenti dipartimenti dell'Università di Parma:

e dell'imbottigliamento, in particolare per il settore agroalimentare e

al mondo del

- Il Dipartimento di Ingegneria Industriale,

- Il Dipartimento di Chimica Organica e Industriale,

- Il Dipartimento Chimica Generale e Inorganica, Chimica Analitica, Chimica Fisica,

- Il Dipartimento Patologia e Medicina di Laboratorio,

- Il Dipartimento Farmaceutico,

- Il Dipartimento di Scienze farmacologiche, Biologia e Biochimica,

- Il Dipartimento di Produzioni Animali, Biotecnologie Veterinarie, Qualità e Sicurezza degli Alimenti.

la

Questi

competenza dei rispettivi docenti, tra cui Professori Ordinari, Associati e Ricercatori.

attrezzature

conferiranno

al

Centro

e

conoscenze

specifiche

attraverso

Gli ambiti di ricerca previsti nel laboratorio riguarderanno lo studio:

1. di materiali innovativi per il packaging, ovvero i trattamenti superficiali per ottenere migliori prestazioni dai film per imballaggio in materiale plastico,

2. della qualità e dell’igiene nel confezionamento, studiati in relazione all’influenza del materiale e della tecnologia di packaging sulla shelf life dei prodotti alimentari unitamente al mantenimento di elevate qualità sensoriali del prodotto ed alla

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valutazione del rischio di sviluppo di microorganismi patogeni in contenitori confezionati ad uso alimentare o farmaceutico,

3.

di

impianti evoluti per il confezionamento alimentare e farmaceutico, teso al

miglioramento impiantistico di sistemi di packaging complessi, alla standardizzazione degli impianti con possibilità di impiego con maggiore flessibilità in più ampi range di applicazione, allo sviluppo di sistemi di sterilizzazione dei contenitori per il confezionamento primario in impianti a contaminazione controllata

4.

dell’impatto ambientale degli imballaggi, ovvero l’analisi dell'impatto dell'imballaggio verso l'ambiente (sustainable packaging), lo studio di materiali e tecniche di

trattamento per imballaggi e film bio ed ecocompatibili.

L’attività del laboratorio si strutturerà su tre aree distinte, ovvero quella degli impianti pilota, quella chimica e quella microbiologica.

3.2.3 Laboratorio CIM

Tale laboratorio si occupa dell’applicazione della Risonanza Magnetica Nucleare (NMR) per la Qualità e la Sicurezza degli alimenti trasformati e, più nel dettaglio, di:

1. Qualità e sicurezza degli alimenti trasformati: studio della presenza di sostanze desiderate (antiossidanti, flavor enhancers, peptidi funzionali) e di sostanze indesiderate (metaboliti di micotossine e di xenobiotici) per il miglioramento della qualità e della sicurezza di alimenti, mediante tecniche NMR ad alta Risoluzione (HRNMR) e Spettrometria di Massa ad alta risoluzione.

2. Ottimizzazione e innovazione di processo/prodotto: studio della influenza di vari processi tecnologici sulle caratteristiche nutrizionali e funzionali di prodotti alimentari. Determinazione di marker molecolari per la valutazione delle caratteristiche funzionali.

3. Tracciabilità molecolare e sistemi per la rintracciabilità: messa a punto di nuovi metodi

di determinazione della tipicità e della origine geografica di alimenti mediante

tecniche di NMR allo stato solido HRMAS e spettrometria di massa ad alta risoluzione

4. Fornitura di servizi di NMR, Spettrometria di Massa, AFM, Spettroscopie Ottiche e Microcalorimetria per i Centri Interdipartimentali del Tecnopolo di Parma e per tutti

gli utenti afferenti agli altri Tecnopoli Regionali

Tali attività saranno svolte da personale dedicato che, però, collaborerà in compresenza con altri laboratori e, pertanto, non si prevede la necessità di individuare spazi dedicati.

3.3 Piattaforma Ict & Design

3.3.1 Laboratorio RFID&VISION

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Il laboratorio è destinato all’attività di ricerca industriale e trasferimento tecnologico sui

temi:

1.

RFID Logistics Pilot in Fashion

2.

RLP – from chain to networks nel settore food a largo consumo

3.

Cybercars e mobilità

4.

Sicurezza e controllo accessi

ed, in particolare, si occuperà di:

1. Automotive

2. Visione artificiale

3. Radio Frequency Identification (RFID)

4. Supply chain management

Tali ricerche avranno grande impatto innanzitutto sul settore automobilistico e su quello dell’automazione, sui mercati di largo consumo e sulla grande distribuzione organizzata, ma sono facilmente immaginabili applicazioni estese al settore tessile e dell’abbigliamento, alle aziende impiantistiche ed alla pubblica amministrazione.

Le attività qui previste, evidentemente ad ampio spettro, necessiteranno di spazi differenziati e con caratteristiche particolari, quali laboratori tecnologicamente avanzati, grandi volumi per la simulazione dei magazzini e delle automazioni e piste di prova per i veicoli.

3.4 Piattaforma di Scienze della Vita

3.4.1 Laboratorio BIOPHARMANET-TEC

Rispetto a tutti i laboratori previsti nel nuovo Tecnopolo, questo è sicuramente quello con requisiti impiantistici più significativi poiché si occupa di tecnologia, ingegneria e chimica farmaceutica, oltre che della corrispondente tecnologia di processo, il tutto con riferimento alle tematiche di drug delivery, drug discovery, fabbricazione e qualità dei medicinali, sicurezza, efficacia e strumenti di indagine dedicati. Una parte di questo laboratorio, inoltre, dovrà possedere i requisiti per la classificazione GMP.

È evidente l’impatto di tali campi di ricerca sul settore farmaceutico, cosmetico, biomedicale ed alimentare inteso nel senso nutrizionale, ovvero per gli aspetti regolatori di qualità.

NUOVO TECNOPOLO Progetto Esecutivo

Relazione tecnico-illustrativa e paesaggistica

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3.4.2 Laboratorio COMT

Il

riferimento a:

1. Diagnostica molecolare: disegno, elaborazione e messa a punto di kit diagnostici

tema

laboratorio

sviluppa

la

ricerca

sul

delle

terapie

antitumorali

con

particolare

a. Marcatori prognostici e predittivi della risposta terapeutica

b. Nuove piattaforme genetico molecolari per il monitoraggio clinico del paziente oncologico

2. Sviluppo e convalida pre-clinica di agenti terapeutici biologici (farmaci anticorpali)

a. Farmaci anticorpali/immunoterapia

b. Target therapy

c. Sviluppo e trasferimento a sperimentazione clinica di farmaci biologici per target therapy anti-neoplastica finalizzata ad approcci di terapia personalizzata

Tale tipologia di ricerca, espressamente destinata ai settori farmaceutico-biotecnologico e sanitario, necessita, oltre che di spazi laboratoriali, anche di un settore da dedicare a stabulari per la ricerca sulle cavie.

3.4.3 Laboratorio CIM

L’attività del laboratorio, già descritta precedentemente all’interno della Piattaforma Agroalimentare, afferisce anche al settore di Scienze della Vita.

4 Inquadramento Urbanistico

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L’area di sedime del nuovo fabbricato ricade all’interno della Tavola n. 34 del POC di Parma ed è normata dall’art. 76 Campus Universitario e nel polo funzionale PFE 25a del PSC vigente, rispetto al quale si colloca nel sub-ambito 25 S2 Parco Scientifico Tecnologico, istituito con Decreto Dirigenziale n. 28 del 18/03/2010. L’area, poi, ricadeva nel comparto A del Piano Particolareggiato del Campus Universitario, rispetto al quale era individuato con il codice A02. Tale strumento urbanistico, approvato nel 1998, non è più efficace in quanto trascorsi i termini di validità e, pertanto, non può più essere considerato cogente sull’area in esame. In attesa che venga approvato il nuovo piano, al momento in fase di definizione, l’unico possibile riferimento normativo è costituito dal RUE ed, in particolare, si richiamano l’art. 2.3.14 Ul) Istruzione Superiore, sottocategoria Ulb) università, l’art. 3.1.8 Sub-ambiti urbani di trasformazione e l’art. 3.2.52 Schede Norma – Sub ambiti di trasformazione.

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5 Stato di fatto reale ed amministrativo

5.1 Stato dei luoghi

L’area sulla quale insisteranno il fabbricato e le relative pertinenze è contenuta all’interno di un comparto più ampio delimitato a nord da un fosso che corre parallelamente all’Istituto di Scienze della Terra, a est dal margine sud ovest del Campus, in parte edificato ed in parte ancora a prato, a sud dalla viabilità comunale a chiusura del comparto e ad ovest dal torrente Cinghio, parallelamente al quale è visibile il tracciato della linea di media tensione. Tale comparto è oggi parzialmente inedificabile a causa della presenza di una macchia arborea nella zona più meridionale e della fascia di rispetto legata alla presenza dell’elettrodotto sul margine occidentale del comparto, mentre l’aerea nella quale sorgerà il nuovo Tecnopolo è completamente libera e si trova nella porzione più settentrionale del comparto, su un lotto pianeggiante ora occupato da un ampio prato in posizione adiacente all’edificio di Scienze della Terra.

5.2 Progetto preliminare

Il progetto preliminare del fabbricato rispettava la sagoma individuata in sede di Piano Attuativo e si componeva di tre corpi di fabbrica accostati a formare una “C” ad ali ingrossate rispetto all’anima centrale. Tali corpi erano inframmezzati da due vani scale parzialmente

esterni. Le parti laterali, aventi un’altezza complessiva di circa 9 metri, erano previste in parte

a due livelli ed in parte a doppio volume. Il corpo centrale era a tre piani ed aveva un’altezza complessiva di circa 13m.

L’ingresso del fabbricato era collocato lungo l’asse di simmetria centrale, mentre la distribuzione interna si dispiegava da lì attraverso un corridoio centrale, baricentrico rispetto ai diversi corpi di fabbrica, che doveva attraversare l’intero fabbricato. I collegamenti verticali erano concentrati in corrispondenza della hall d’ingresso, mentre i vani tecnici erano esterni al fabbricato.

A completamento del fabbricato erano previste le relative opere di urbanizzazione, quali la

viabilità di accesso, i parcheggi e la pista per i test dei veicoli teleguidati, quale infrastruttura necessaria allo svolgimento delle attività previste.

L’impianto sopra descritto, imposto dal Piano Attuativo, non permetteva di isolare una funzione rispetto alle altre in quanto i corridoi di distribuzione attraversavano necessariamente tutti i corpi di fabbrica con percorsi lunghi e dispersivi.

6 Progetto Definitivo

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La nuova fase progettuale ha fornito l’occasione di superare l’impianto imposto dal Piano Attuativo, non più cogente, per abbracciare una soluzione planimetrica più coerente e funzionale rispetto alle necessità della struttura.

Mantenendo pressoché invariate l’ubicazione del fabbricato rispetto alla struttura del Campus Universitario e la superficie prevista di progetto, si è infatti ritenuto necessario superare la forma a “C” per abbracciare una soluzione che consentisse risposte più efficaci alle necessità del Centro.

Come anticipato in premessa, infatti, era necessario strutturare l’edificio in modo da far convivere più funzioni diverse ed indipendenti, estremamente complesse sul piano tecnologico, mantenendo un’elevata possibilità di scambi, relazioni e sinergie, in un sistema intrinsecamente flessibile, in grado di adeguarsi al mutare delle necessità in funzione non solo dei progressi scientifici e tecnologici, ma anche delle diverse attività da svolgere in funzione delle differenti tipologie di ricerca che si susseguiranno nel corso degli anni.

Tali requisiti dovevano poi sposarsi con la necessità di realizzare un fabbricato razionale, rappresentativo dell’importante ruolo rivestito sia sul piano istituzionale che su quello del progresso tecnico e scientifico, avanzato sul piano tecnologico e, ovviamente, sensibile rispetto ai temi del risparmio energetico e della compatibilità ambientale.

Un simbolo, quindi, di progresso scientifico e tecnologico nel rispetto delle risorse e dell’ambiente.

6.1 Criteri di progettazione e descrizione generale

La conformazione ed il dimensionamento del nuovo fabbricato sono sostenuti non solo dagli studi preliminari svolti dall’Ateneo e dal confronto con i professionisti che saranno responsabili dei diversi settori di attività, ma anche dalla letteratura e dalla pratica internazionale in materia.

Il risultato ottenuto è quello di prevedere una struttura dinamica e flessibile, in grado di seguire e di favorire l’evoluzione che sta alla base della ricerca, di ampliarsi nel tempo secondo diverse direttrici, secondo necessità che eventualmente dovessero emergere in futuro e di modificare in modo semplice ed efficace configurazione e dotazioni impiantistiche.

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Questa politica, ormai imprescindibile per una corretta progettazione, ha generato, sul piano delle scelte urbanistiche, un organismo razionale ed estremamente funzionale, coerente con l’impianto del Campus e che lascia, inoltre, ampie possibilità per gli sviluppi futuri.

6.2 Soluzione strutturale

L’edificio si compone di tre corpi distinti ed articolati attorno ad un nucleo comune centrale. Ciascuna struttura, composta da due piani utili oltre al vano tecnico in copertura, sarà interamente prefabbricata e realizzata con campate di 8 x 16m sulle quali si attesterà un ballatoio metallico esterno a livello del primo impalcato. Due dei tre corpi principali avranno identica configurazione strutturale, a vantaggio della flessibilità d’uso del fabbricato e dell’economicità dell’opera, mentre il terzo manterrà il medesimo interasse tra gli appoggi, ma si prevede una parte a doppio volume con copertura a shed per ospitare quei laboratori per i quali è richiesta un’altezza netta superiore ai 6m. La maglia individuata, regolare, modulare e prefabbricata con elementi di sostegno solo sul perimetro esterno e completamente libera di appoggi intermedi, garantisce la massima libertà distributiva interna e un’ottima flessibilità d’utilizzo presentandosi, quindi, come quella ottimale non solo sul piano funzionale, ma anche economico. Negli spigoli dei corpi di fabbrica trovano collocazione i cavedi impiantistici, in particolar modo meccanici, ed i locali tecnici dell’impianto elettrico, dei quali si prevede una distribuzione regolare con un locale per ciascun livello in testa ad ogni elemento. Questo tipo di distribuzione, insieme alla possibilità di utilizzare le coperture per i vani tecnici e, quindi, le calate dall’alto per le mandate e le riprese dell’aria all’ultimo piano, garantiscono la massima flessibilità d’uso interna e la possibilità di gestire ristrutturazioni, manutenzioni e trasformazioni in modo sicuro e circoscritto, con il minimo impatto sulle attività limitrofe.

6.3 Percorsi

L’organizzazione della struttura è stata pensata in modo tale da suddividere adeguatamente i differenti flussi, ottimizzando gi spazi distributivi e minimizzando le duplicazioni.

In dettaglio:

1. I veicoli in prova: è prevista una pista dedicata in corrispondenza della fascia di rispetto della linea di media tensione. Si tratta di un’area per far circolare i veicoli sperimentali in sicurezza con incroci, curve e una rotatoria, oltre ad un tratto rettilineo di almeno 40m da attrezzare con chiodi e segnali ai fini della calibrazione dei sensori.

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La

scelta di ubicare tale servizio lungo il margine occidentale del comparto ha permesso

di

realizzare un percorso protetto e dedicato, segregabile rispetto a ogni altra attività, in

un’area marginale in modo da evitare cesure all’interno del Campus, e che non sarebbe

stato possibile sfruttare in nessun altro modo dato che lì il livello di elettromagnetismo è incompatibile con la presenza continuativa di persone.

2. il personale impiegato: l’ingresso principale è ben visibile e riconoscibile dalla viabilità principale di accesso in quanto direttamente collegato con il parcheggio antistante il fabbricato e sottolineato sul piano architettonico da un’importante facciata continua. Da questo spazio di ingresso è possibile raggiungere tutti i laboratori presenti al piano terra

e, attraverso una grande scala a giorno ed un ascensore, quelli del piano superiore. Tutti i

percorsi, cioè, si congiungono in questo nodo centrale che disbriga completamente le connessioni interne, evitando di creare percorsi passanti attraverso reparti ed ottimizzando i collegamenti verticali che si riducono unicamente a quello centrale, se si escludono le scale di sicurezza esterne sulle testate.

3. La logistica: materiali ed attrezzature arriveranno sul retro del fabbricato e potranno essere scaricate sull’ampio piazzale presente e collegato con i principali fruitori, ovvero i laboratori a doppio volume del piano terreno e gli stabulari, oltre che con il lato posteriore della hall d’ingresso; da qui i materiali, tanto quelli provenienti dall’esterno, quanto quelli di passaggio tre i diversi reparti, potranno essere comodamente trasportati

ai piani attraverso il montacarichi dedicato.

6.4

Flessibilita’

La struttura organizzativa e formale dell’edificio è stata studiata in modo da garantire la possibilità di introdurre funzioni differenti ai diversi livelli, oltre che di potervi apportare modifiche nel tempo senza che questo ne comprometta l’intrinseca coerenza. Sussistono, infatti, distinti livelli di flessibilità:

1. interna edilizia – i sistemi costruttivi scelti, quali l’impiego di pareti in cartongesso e l’utilizzo di pareti attrezzate, nonché la maglia modulare completamente libera prevista e gli impalcati alti 5 metri, con interpiani liberi netti di 4 metri, consentono di modificare le partizioni interne senza difficoltà e, quindi, di adeguare la struttura e l’impiantistica alle diverse necessità.

2. interna funzionale – lo schema distributivo e l’ubicazione ponderata e baricentrica dei collegamenti verticali consentono di suddividere lo spazio per aree funzionali, senza compromettere la viabilità ed i collegamenti generali e conservando, quindi, l’interrelazione tra i diversi servizi e le differenti funzioni.

3. esterna planimetrica – l’ubicazione, il dimensionamento e la morfologia del nuovo edificio sono stati studiati in modo da garantire la possibilità in futuro di realizzare ampliamenti delle singole ali del fabbricato, nel caso in cui l’evoluzione del quadro operativo del Centro lo rendesse necessario, così come i due ulteriori corpi di fabbrica

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già previsti dal piano attuativo. Il primo di questi due fabbricati, poi, potrà essere completamente indipendente da questo, oppure ad esso collegato secondo schemi compositivi già studiati e coerenti all’impianto originale.

6.5 La Sostenibilita’ Ambientale

L’edificio è stato progettato in osservanza di tutte le normative vigenti sul risparmio energetico e sulla qualità edilizia e, quindi, con l’adozione di tutti i dispositivi necessari a garantire il contenimento dei consumi, il risparmio energetico, il comfort acustico ecc.

A livello delle compartimentazioni esterne (pareti, tetto e chiusure vetrate) saranno seguiti

tutti i dettami stabiliti dai parametri e dalle valutazioni specifiche relative al contenimento delle dispersioni termiche ed al controllo dell’irraggiamento solare attraverso l’opportuna modulazione degli elementi frangisole e le specifiche scelte in merito alla tipologia di vetri camera. Per quanto concerne le strutture di copertura sono stati adottati strati di coibentazione che, abbinati alla soluzione del vano tecnico coperto, permetteranno uno “sfasamento” del picco termico non inferiore alle 14 ore così da garantire anche una ottimale prestazione nella stagione estiva. Verranno adottati accorgimenti costruttivi atti a garantire l’areazione dei vespai sotto i solai a contatto con il terreno si prediligerà l’utilizzo di materiali ecocompatibili e biocompatibili, in particolar modo negli spazi confinati, finalizzati al benessere ambientale, al fine di ridurre il più possibile i fattori di produzione dell’inquinamento indoor. Sul piano acustico è opportuno ricordare che l’edificio in questione deve essere verificato secondo i limiti imposti dalla Classe I (Ospedali e Scuole DPCM 14/11/1997) e, quindi, sono state scelte soluzioni all’avanguardia ed efficaci che garantiscano non solo un adeguato isolamento acustico dell’edificio stesso, ma che riducano anche l’emissione di rumore verso l’esterno. Tali argomenti, comunque, sono stati debitamente affrontati nella specifica relazione, a cui si rimanda, e verranno successivamente approfonditi nel corso di avanzamento della progettazione.

6.6 L’impianto distributivo

Il progetto si articola su due diversi livelli, ciascuno dei quali suddiviso nei tre corpi di

fabbrica, creando così sei aree indipendenti, ciascuna destinata ad una specifica attività e

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internamente distribuita in un’ottica di modularità, ottimizzazione degli spazi e massimizzazione delle relazioni interdisciplinari, in funzione dell’attività svolta.

6.6.1 Piano terra

Il piano terreno del corpo alla destra del fabbricato d’ingresso è dedicato al COMT e propone la realizzazione di una serie di laboratori, modulati in ragione di due spazi identici per ciascuna campata, distribuiti lungo un corridoio centrale. Sulle prime 4 campate sul lato esterno sono previsti gli stabulari che hanno un accesso dedicato al personale proveniente dall’interno attraverso una coppia di spogliatoi ed uno dall’esterno per gli animali ed i materiali. Tale settore è completamente indipendente dal resto del laboratorio. Il corpo a sinistra dell’ingresso è destinato ad ospitare il Portale della Rete Alta Tecnologia e gli uffici centralizzati del Tecnopolo, modulabili secondo necessità su multipli di 4m, ovvero mezza campata. Il primo ufficio che si incontra provenendo dall’ingresso si affaccia sulla hall d’ingresso e, quindi, può avere funzioni di front-office, reception e controllo, mentre gli altri saranno ripartiti fra i vari gruppi di ricercatori secondo necessità. Per la loro configurazione tali spazi potranno essere facilmente convertiti in locali con funzioni laboratoriali nel caso, in futuro, emergesse tale necessità. Il terzo corpo, posto in posizione opposta rispetto all’ingresso principale, è quello che presenta gli spazi a doppia altezza per assolvere i particolari requisiti richiesti da alcuni laboratori del SITEIA e dell’RFID&VISION. All’ingresso troviamo i servizi igienici centralizzati per l’intero piano seguiti dai locali ad altezza normale sulla sinistra e da quelli a doppio volume sulla destra. Questi ultimi sono ripartiti per attività secondo la normativa di prevenzione incendi ed accessibili sia dall’interno che dall’esterno tramite ampi portoni. L’ultima campata, poi, presenta tre ampi portoni sul lato ovest per la movimentazione dei mezzi teleguidati. Gli interni, estremamente flessibili, potranno ospitare qualunque tipo di attrezzatura richiesta, tra cui le strutture specifiche per prove fisiche di tipo acustico, termico, ecc.

6.6.2 Piano primo

Analizzando i fabbricati nello stesso ordine utilizzato per il piano terreno, il primo piano ospita nel primo blocco il laboratorio BIOPHARMANET-TECH per lo studio e la produzione di prodotti farmacologici. La semiala affacciata sull’interno del complesso è dedicata ad un’open space di laboratori chimici di supporto che danno accesso alle due zone: la GLP e la GMP. Entrambe sono filtrate rispetto alla zona d’ingresso e suddivise in più laboratori chiusi, sempre modulati sulla mezza campata. Date le caratteristiche specifiche di questo laboratorio che richiedono un’atmosfera particolarmente protetta, severi protocolli di sicurezza e un controllo impiantistico estremamente sofisticato, si è preferito utilizzare moduli di facciata sigillati, con l’unica eccezione per l’uscita di sicurezza presente in fondo al corridoio. In tutti gli altri casi, invece, ogni campata ha due portefinestre apribili sull’esterno affacciate sul marciapiede perimetrale al piano terreno e sul ballatoio circostante l’edificio al primo piano; questo sistema consentirà di disporre di una seconda uscita direttamente sull’esterno per ciascun laboratorio utilizzabile in caso di emergenza.

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Il secondo corpo è destinato al CIPACK ed è suddiviso in tre open space per i laboratori ed alcuni locali ad uso ufficio. La macrosuddivisione dello spazio, comunque modificabile nel tempo, permette grandi possibilità di modifiche nell’articolazione interna dei locali, comunque prevista con pareti attrezzate e banconi da laboratorio.

Il terzo corpo ospita, oltre ai servizi igienici centralizzati del primo piano, i restanti laboratori richiesti dal SITEIA, articolati secondo la modulazione data dalle campate strutturali.

6.6.3 Copertura e vani tecnici

Il vano tecnico in copertura è accessibile dai collegamenti presenti nel nucleo verticale

centrale ed accoglierà, in appositi locali e spazi esterni, la sottostazione termica, il gruppo elettrogeno, la cabina di trasformazione e le macchine per il trattamento aria, suddivise fra i vari corpi di fabbrica. Le canalizzazioni scenderanno poi direttamente nel controsoffitto del primo piano attraverso la copertura ed arriveranno al piano terra utilizzando i cavedi predisposti sulle testate dei tre corpi principali. Unico elemento tecnologico che, per motivi di sicurezza, non potrà essere contenuto nella sagoma dalla struttura è il fabbricato per i gas a cui verrà affiancato un piccolo deposito per

lo stoccaggio delle sostanze in uso nei laboratori.

6.7 Materiali e finiture

6.7.1 Involucro esterno

Il progetto prevede l’utilizzo di pannelli prefabbricati in cls a rivestimento delle porzioni

cieche, quali i cavedi tecnologici di testata e le fascie corrispondenti agli impalcati del primo

e del secondo solaio ed ai sottostanti passaggi impiantistici, alternati a nastri vetrati a

chiusura delle aree laboratoriali, mentre il corpo centrale di cerniera fra le diverse ali sarà interamente rivestito da facciate continue dall’aspetto leggero e tecnologicamente avanzato. Tutte le specchiature leggere saranno realizzate con parti vetrate e moduli opachi

in vetro smaltato con retrostanti pannelli in lamiera coibentati che garantiscono alti livelli di

comfort abitativo grazie alle elevate prestazioni dei materiali individuati e danno la possibilità di illuminare gli interni con ampie vetrate, opportunamente schermate attraverso

i ballatoi del primo piano e gli elementi frangisole di coronamento, nonché grazie a tende veneziane poste nella camera esterna del vetro, regolabili indipendentemente l’una dall’altra dall’interno.

A coronamento del fabbricato si prevede di inserire una schermatura per gli impianti tecnici

in copertura realizzata tramite lamelle continue in alluminio estruso montate su

sottostruttura in acciaio.

6.7.2

Interni

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Gli interni saranno particolarmente curati e realizzati con materiali che garantiscano durabilità, igiene e manutenibilità, tre caratteristiche imprescindibili per la tipologia di fabbricato. Per citare alcuni esempi, le porte saranno di tipo rinforzato e protetto, i corridoi di distribuzione saranno dotati di fasce paracolpi e di una adeguata segnaletica informativa e

di sicurezza, mentre tutti gli impianti saranno ispezionabili e segnalati a controsoffitto.

Si prevede, in linea di massima, di utilizzare pavimenti in gres in modo diffuso, fatta eccezione per i locali che presentino requisiti particolari, quali il Biopharmanet-Tech e il Comt, dove si dovranno preferire pavimenti e rivestimenti resilienti in P.V.C. a quadrotti o teli saldati; allo stesso modo verranno utilizzati in modo diffuso i controsoffitti in gesso alleggerito, mentre per tutti i laboratori la scelta ricadrà su un controsoffitto metallico a tenuta. I controsoffitti avranno altezza variabile a seconda della tipologia dei locali: almeno 3m nei locali di lavoro, almeno 2,40m negli spazi di distribuzione e nei locali di servizio.

6.8 Le interferenze con le reti esistenti

Il nuovo edificio e le relative opere di urbanizzazione si situano su un terreno agricolo che

non risulta interessato da sottoservizi particolari o altre opere superficiali di regimazione delle acque o alberature di pregio sia in filare che isolate. L’elemento di maggiore vincolo è

la rete elettrica ad alta tensione che corre lungo la parte ovest di tale terreno.

La fascia di rispetto opportunamente considerata per la salvaguardia dei residenti nell’edificio fa riferimento alle nuove elaborazioni grafiche della cartografia di piano ottenibili presso il Comune. Tali elaborati, in virtù di un’apposita verifica realizzata da TERNA, ridefiniscono i suddetti ambiti di rispetto considerando il limite massimo degli 0,3 microtesla. Nel caso in questione l’edificio rispetta in modo congruo tale limite di prossimità, considerando che tale fascia risulta essere di circa 70m. Per quanto concerne invece gli allacciamenti alle diverse reti (energia elettrica, teleriscaldamento, acquedotto, fognature) si considera necessaria la derivazione delle stesse dalla loro posizione esistente (in vari punti presso l’edificio esistente del Dipartimento di Geologia) fino all’edificio in progetto nella sua estremità a nord est. In tale posizione si prevede di fare confluire tutte le dorsali che si dipartono dal fabbricato stesso.

6.9 Verifica degli standard urbanistici

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In assenza di un piano urbanistico valido, il riferimento normativo è rintracciabile nella scheda del PSC che per il sub-ambito Parco Scientifico e Tecnologico 25 S2 prevede la possibilità di realizzare 133.879m² di Superficie Lorda Utile non ancora utilizzata in quanto questo si configura come il primo edificio del comparto. Il progetto prevede la realizzazione di 5.110m² di Slu, come si evince dall’elaborato grafico A.16 Calcolo Superficie Lorda Utile dove si illustrano le aree computate a tal fine secondo quanto prescritto dall’art. 2.1.2 Definizione dei parametri edilizi comma 8 Superficie lorda utile (Slu) del RUE vigente, che fornisce le seguenti indicazioni:

“a)Per Superficie lorda utile di un edificio si intende la somma delle superfici lorde agibili e/o abitabili di tutti i piani fuori ed entro terra, con esclusione di:

a1) scale comuni, androni comuni e vani ascensore, ciascuno con i relativi muri di competenza;

(…) a6) le logge, i balconi, i porticati d’uso pubblico, privato o condominiale; (…) a8) I vani esclusivamente destinati ad ospitare impianti tecnologici (impianti elettrici, di riscaldamento e condizionamento, del gas, idrici, di scarico, di sollevamento ed ascensori, antincendio; reti e impianti di trattamento, allontanamento e depurazione di rifiuti liquidi, solidi e aeriformi) le cui dimensioni dovranno essere definite in relazione alle reali esigenze tecnologiche; a9) I locali pertinenziali ad attività non residenziali destinati a deposito o archivio, con altezza non superiore a m. 2,60 e fino al limite del 25% della superficie utile delle unità immobiliari delle quali costituiscono pertinenze; (…)”

Sempre il vigente RUE richiede, all’art. 2.3.14 Ul) Istruzione superiore, sottocategoria Ulb) Università, che vengano previsti 40m² di parcheggio pubblico ogni 100m² di Slu realizzata e

3m² di parcheggi privati ogni 10m² di Slu. I posti auto di nuova realizzazione per il rispetto degli standard sono stati così quantificati:

parcheggi pubblici =

parcheggi privati = 3m ²/10m² Slu = 1.533m²

totale =

40m ²/100m² Slu =

2.044m²

3.577m² (per totali 143 posti auto)

Nella planimetria di progetto è stata definita una superficie per gli stalli pari a 1.865mq alla quale si va a sommare una superficie per le aree di manovra, correlate alla prima, pari a 1.733mq per una superficie complessiva pari a:

totale =

3.598m² (per totali 148 posti auto di cui 3

per disabili) L’ubicazione dei nuovi posti auto è riportata nel relativo elaborato grafico.

7 Progetto esecutivo d’appalto

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Come già riportato al paragrafo 2 ripercorrendo l’iter amministrativo fino ad oggi seguito, il progetto esecutivo d’appalto del Tecnopolo, così come definito dalla Committenza, consiste nella realizzazione dei soli corpi “ D - edificio di ingresso” e “C – ala posteriore”. All’interno di quest’ultimo si concentreranno, in questa prima fase, tutti i Dipartimenti previsti nel progetto definitivo generale, ovviamente in forma ridotta, con le funzioni essenziali, adeguatamente ridistribuite e rimodulate, necessarie ad un efficace funzionamento del complesso.

A tal fine, si è reso necessario strutturare l’edificio in modo tale da far convivere le diverse

funzioni, estremamente complesse sul piano tecnologico, in uno spazio ridimensionato, mantenendo al contempo un sistema quanto più flessibile, in grado di adeguarsi al mutare

delle necessità e soprattutto in funzione del già prefigurato assetto finale. I sistemi costruttivi prescelti, quali l’impiego di pareti in cartongesso e l’utilizzo di pareti attrezzate, nonché la maglia modulare completamente libera consentiranno infatti di modificare le partizioni interne senza difficoltà e, quindi, di adeguare nel tempo la struttura alle diverse necessità. Nell’ottica di una realizzazione per appalti successivi, si è infine provveduto al ripensamento

di quanto stabilito nel progetto definitivo generale, da un punto di vista architettonico, ma

soprattutto strutturale ed impiantistico, individuando soluzioni tecniche indispensabili a

rendere ogni edificio, via via costituente il Tecnopolo, indipendente.

7.1 Soluzione strutturale

Il corpo C, oggetto di questa prima fase, manterrà la stessa conformazione prevista nel

progetto definitivo generale; la struttura sarà quindi costituita da due piani utili oltre al vano tecnico in copertura e sarà interamente prefabbricata, con campate di 8x16m e di 8x11m.

In

corrispondenza del lato nord verranno realizzati gli ambienti a doppio volume, provvisti

di

copertura a shed, destinati ad ospitare quei laboratori per i quali è richiesta un’altezza

netta superiore ai 6m, mentre a sud ed in parte ad ovest, sulle campate si attesterà un ballatoio metallico esterno a livello del primo impalcato. Nel presente progetto esecutivo d’appalto, il primo piano verrà ampliato, rispetto a quanto

previsto nel progetto definitivo generale, al fine di aumentare la superficie adibita a laboratori; riducendo la superficie a doppio volume, verrà pertanto realizzato un soppalco metallico, che potrà poi essere agevolmente smontato per ripristinare la configurazione prevista nel progetto definitivo generale. Per quanto riguarda i cavedi degli impianti meccanici ed i locali tecnici dell’impianto elettrico, si conferma quanto stabilito nel progetto definitivo generale.

7.2 L’impianto distributivo

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Come già previsto per il progetto complessivo, la struttura sarà costituita da due livelli, dove verranno concentrate, in via temporanea, tutte le funzioni essenziali dei diversi Dipartimenti,

e

da un terzo livello adibito a vano tecnico.

7.2.1

Piano terra

Il

corpo di ingresso rimane sostanzialmente inalterato rispetto a quanto precedentemente

previsto, fungendo da unico grande elemento di connessione interno al complesso. Si prevede, però, l’introduzione di un bancone di appoggio che possa essere utilizzato da reception per il Portale della Rete Alta Tecnologia. Si tratta di un punto di front office da utilizzarsi in caso di convegni, congressi ed incontri estesi a coloro che non lavorano abitualmente nell’edificio; tale postazione verrà pertanto utilizzata in modo saltuario.

Il corpo C, collocato in posizione opposta rispetto all’ingresso principale, ospiterà, a destra del corridoio di distribuzione, i laboratori del SITEA.PARMA, pensati a doppio volume al fine

di soddisfare i particolari requisiti richiesti da tali attività, e gli ambienti dell’RFID & VISLAB, dei quali il solo magazzino è previsto a doppio volume. Questi ambienti saranno accessibili sia dall’interno che dall’esterno tramite ampi portoni, che verranno utilizzati per il carico/scarico di materiali ed attrezzature. Analogamente, l’ultima campata presenta due ampi portoni sul lato ovest per l’entrata e l’uscita dei mezzi “teleguidati”. A sinistra del disimpegno, nelle immediate vicinanze dell’atrio principale, troviamo i servizi igienici generali, che serviranno l’intero piano anche nell’assetto finale. Non si prevede l’introduzione di spogliatoi per il personale perché nessuna delle attività che si svolgeranno all’interno del tecnopolo lo richiede.

A seguire, sempre sulla sinistra, si incontra il grande open space occupato dai laboratori del

centro Cipack: qui la suddivisione dello spazio, comunque modificabile nel tempo, sarà realizzata mediante pareti attrezzate e banconi da laboratorio.

7.2.2 Piano primo

Salendo al primo piano si sbarca su un ampio atrio sul quale prospettano una sala per convegni o seminari ed un locale adibito ad uffici e sale riunioni. In tale luogo, direttamente accessibile dall’ingresso principale del fabbricato ed i posizione privilegiata rispetto agli affacci, si è deciso di ubicare il cuore del Portale della Rete Alta Tecnologia.

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Accedendo al corpo C dall’atrio principale si incontrano, immediatamente sulla sinistra ed analogamente al piano sottostante, i servizi igienici generali del piano; proseguendo, si raggiungono invece i laboratori dedicati al COMT, modulati sulla mezza campata. Per tale piano è prevista inoltre la realizzazione del laboratorio BIOPHARMANET-TECH, per lo studio e la produzione di prodotti farmacologici, suddiviso nelle due distinte aree: la GLP che si affaccerà sul lato sud del fabbricato e la GMP collocata nel soppalco temporaneo, sulla destra del corpo di fabbrica. Le due zone sono suddivise in laboratori chiusi, modulati anch’essi sulla mezza campata, e sono filtrate rispetto al corridoio di distribuzione a servizio dei laboratori COMT.

7.2.3 Copertura e vani tecnici

Il secondo piano, così come i sottostanti, sarà accessibile dai collegamenti verticali del blocco D; a tale piano troveranno collocazione il locale trasformatori, il locale server e, sulla

terrazza scoperta, sul lato nord del fabbricato, il gruppo elettrogeno (in questo stalcio attuativo è prevista la sola predisposizione). Tale collocazione rimane inalterata rispetto a quanto previsto nel progetto complessivo, proprio per poter avere, nell’assetto completo, tali dotazioni in posizione centrale rispetto ai futuri corpi di fabbricati principali. Il corpo C sarà occupato dalla sottostazione termica e dalle macchine per il trattamento aria; le canalizzazioni scenderanno direttamente nel controsoffitto del primo piano ed arriveranno al piano terra utilizzando i dedicati cavedi predisposti nel corpo di fabbrica. L’unico elemento tecnologico che, per motivi di sicurezza, non potrà essere contenuto nella sagoma della struttura è il fabbricato per i gas, collocato sull’area di pertinenza, a nord ovest del complesso principale, a cui verrà affiancato un piccolo deposito per lo stoccaggio delle sostanze in uso nei laboratori.

7.3 Materiali e finiture

7.3.1 Involucro esterno

Il progetto prevede, come finiture dei due piani utili, l’alternanza di facciate continue, in corrispondenza del corpo di ingresso, nastri vetrati a chiusura dei locali adibiti a laboratori e pannelli prefabbricati in cls posti a rivestimento delle porzioni cieche, quali, ad esempio, i cavedi impiantistici e le fasce marcapiano.

In quest’ultimo caso, la stratigrafia prevista per l’involucro sarà così composta:

pannello esterno prefabbricato in cls, spessore: 16cm

controparete interna dello spessore di 17,5cm composta da:

strato coibente in polistirene, spessore: 10+4cm rivestimento interno in doppia lastra di cartongesso, spessore complessivo: 2,5cm.

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Tutte le facciate continue ed i serramenti esterni saranno realizzati in alluminio a taglio termico e dovranno soddisfare il requisito minimo di legge relativo alla trasmittanza termica media. Le specchiature saranno costituite da moduli trasparenti e moduli opachi in vetro smaltato, secondo necessità, con retrostanti pannelli in lamiera coibentati, ad alta prestazione, che garantiranno alti livelli di comfort abitativo. Le ampie superfici vetrate in corrispondenza dei laboratori, verranno opportunamente schermate mediante i ballatoi del primo piano e gli elementi frangisole, nonché grazie a tende veneziane poste nella camera esterna del vetro, regolabili indipendentemente l’una dall’altra dall’interno. A coronamento del fabbricato, a partire da un’altezza di circa 1 metro dal piano di calpestio del piano tecnico, si prevede la realizzazione di una schermatura di facciata realizzata tramite lamelle continue in alluminio estruso, montate su una sottostruttura di sostegno in acciaio, e raccordate al sottostante rivestimento in cls mediante una scossalina in lamiera di alluminio. Per una trattazione esaustiva delle caratteristiche tecniche dei materiali di cui sopra, si rimanda ai Capitolati tecnici d’appalto. Da un punto di vista acustico, infine, l’edificio, secondo la D.R. 673/04-Regione Emilia Romagna, è soggetto ad una valutazione di clima acustico volta alla determinazione dei principali requisiti acustici passivi dell’edificio tramite una verifica degli ambienti interni e la caratterizzazione degli standards che dovranno essere garantiti in opera per rispettare i requisiti imposti dalla normativa.

7.3.2

Interni

Le partizioni interne saranno realizzate con tecnologie a secco, mediante utilizzo di pareti in cartongesso e pareti attrezzate, per favorire future modifiche nell’assetto distributivo. Per quanto riguarda i pavimenti, si prevede la finitura in gres limitatamente al blocco di ingresso, al corridoio di distribuzione del piano terra e a parte del disimpegno del primo piano ed infine ai servizi igienici di entrambi i piani. I laboratori del SITEIA.PARMA e dell’RFID & VISLABS, collocati al piano terra, saranno rifiniti con pavimentazione in battuto di cemento, così come l’intero piano tecnico, mentre tutti i restanti locali destinati a laboratori saranno dotati di pavimenti e rivestimenti resilienti in P.V.C. a quadrotti o teli saldati. Per quanto riguarda i controsoffitti, per tutti i laboratori ed i relativi disimpegni è previsto un controsoffitto in acciaio verniciato a tenuta, mentre nel blocco di ingresso verrà utilizzato un controsoffitto in pannelli di legno. Per i restanti locali, quali ad esempio i servizi igienici sarà invece posato un controsoffitto in gesso alleggerito. Tali controsoffitti avranno altezza variabile a seconda della tipologia dei locali: di norma saranno considerati 3m nei locali di lavoro e 2,50m nei locali di servizio e nei corridoi di distribuzione. Questi ultimi potranno essere dotati di fasce paracolpi e di una adeguata segnaletica informativa e di sicurezza. Tutti gli impianti saranno ispezionabili e segnalati a controsoffitto.

7.4 Le interferenze con le reti esistenti

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Come già osservato durante la stesura del progetto definitivo, l’elemento di maggiore vincolo è la rete elettrica ad alta tensione che corre lungo la parte ovest del terreno oggetto di intervento. Relativamente ad essa, la fascia di rispetto opportunamente considerata fa riferimento alle nuove elaborazioni grafiche della cartografia di piano che ridefiniscono gli ambiti di rispetto considerando il limite massimo degli 0,3 microtesla. Nel caso in questione l’edificio rispetta in modo congruo tale limite di prossimità, considerando che tale fascia risulta essere di circa 70m. Per quanto concerne gli allacciamenti alle diverse reti (energia elettrica, teleriscaldamento, acquedotto, fognature) sarà necessaria la derivazione delle stesse dalla loro posizione esistente (in vari punti in adiacenza all’edificio esistente del Dipartimento di Geologia) fino all’edificio in progetto nella sua estremità a nord est. In tale posizione si prevede di fare confluire tutte le dorsali che si dipartono dal fabbricato stesso. Il limite di appalto del presente progetto esecutivo è il piede del fabbricato (vedasi elaborati grafici); sarà cura dell’Università adeguare e portare le reti tecnologiche fino al punto di consegna individuato.

7.5 Verifica degli standard urbanistici

Analogamente a quanto già specificato al paragrafo 6.9 in merito al progetto complessivo, per il calcolo della Superficie lorda utile ci si rifà a quanto prescritto dall’art. 2.1.2 Definizione dei parametri edilizi comma 8 Superficie lorda utile (Slu) del RUE vigente, che fornisce le seguenti indicazioni:

“a)Per Superficie lorda utile di un edificio si intende la somma delle superfici lorde agibili e/o abitabili di tutti i piani fuori ed entro terra, con esclusione di:

a1) scale comuni, androni comuni e vani ascensore, ciascuno con i relativi muri di competenza;

(…) a6) le logge, i balconi, i porticati d’uso pubblico, privato o condominiale; (…) a8) I vani esclusivamente destinati ad ospitare impianti tecnologici (impianti elettrici, di riscaldamento e condizionamento, del gas, idrici, di scarico, di sollevamento ed ascensori, antincendio; reti e impianti di trattamento, allontanamento e depurazione di rifiuti liquidi, solidi e aeriformi) le cui dimensioni dovranno essere definite in relazione alle reali esigenze tecnologiche;

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a9) I locali pertinenziali ad attività non residenziali destinati a deposito o archivio, con altezza

del

immobiliari delle quali costituiscono pertinenze; (…)”

unità

non

superiore

a

m.

2,60

e

fino

al

limite

25%

della

superficie

utile

delle

Il presente progetto esecutivo d’appalto prevede pertanto, così come riportato nel relativo elaborato grafico una Slu pari a 2.775m², a fronte dei 5.110m² del progetto complessivo. Come in precedenza riportato, per quanto riguarda la dotazione di parcheggi, l’art. 2.3.14 del RUE Ul) Istruzione superiore, sottocategoria Ulb) Università richiede che vengano previsti 40m² di parcheggio pubblico ogni 100m² di Slu e 3m² di parcheggi privati ogni 10m² di Slu. Pertanto, se nell’assetto finale complessivo la dotazione di posti auto previsto era di n. 148 stalli, la quota parte di parcheggi relativa al presente progetto esecutivo è stata riquantificata come di seguito riportato:

parcheggi pubblici =

40m ²/100m² Slu =

1.102,0

parcheggi privati =

3m ²/10m² Slu =

826,5

Totale superficie =

1.928,5

Totale posti auto =

1.928,5 /25= 78

Come si evince anche nel relativo elaborato grafico, di questi 78 stalli n. 2 posti auto saranno riservati ai disabili. L’esecuzione di tali parcheggi è demandata ad altro appalto a cura dell’Università.

8 Inserimento ambientale

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Il progetto sorge ai margini del Campus universitario di Parma, un comparto prossimo alla saturazione, già fortemente urbanizzato e strutturato su un impianto impostato su evidenti assi ortogonali. Come già ampiamente descritto nei paragrafi precedenti, nonché negli elaborati grafici e nella relazione fotografica, l’area sulla quale sorgerà il Tecnopolo è libera e pianeggiante. Essa prospetta su uno dei principali assi viari di tutto il comparto e si inserisce all’interno di un evidente schema a maglie ortogonali, disegnato dalla viabilità interna e dai corpi di fabbrica esistenti, generalmente impostati sulle due direttrici principali. In particolare, osservando la planimetria generale, emergono nettamente l’edificio che ospita i dipartimenti di ingegneria e quello di scienze della terra, con il quale il nuovo tecnopolo si rapporta in modo diretto. Scendendo più nel dettaglio del contesto in cui il nuovo fabbricato va ad inserirsi, si rileva la presenza di una macchia boscata di impianto artificiale, nuovamente strutturata sulla stessa maglia ortogonale. Si tratta, pertanto, di un sistema già fortemente antropizzato e privo di qualunque connotazione naturalistica originaria. Il Torrente Cinghio, che disegna il confine ovest del comparto, costituisce l’unico elemento dell’area che conservi ancora aspetti e caratteristiche di naturalità.

La sistemazione a verde dell’area d’intervento è stata progettata tenendo conto delle caratteristiche fondamentali di questo impianto, oltre che dell’importante ruolo che il tecnopolo riveste anche a livello regionale, nonché del messaggio che l’immagine del fabbricato è chiamata a trasmettere, in termini di modernità e sviluppo: il tecnopolo dev’essere, cioè, un simbolo di progresso scientifico e tecnologico nel rispetto delle risorse e dell’ambiente.

Il progetto del sistema vegetazionale, pertanto, nasce con lo scopo di preservare e rafforzare gli elementi naturalistici, laddove questi siano già presenti, di contribuire positivamente ad un coerente ed efficace inserimento della nuova architettura nel contesto del Campus e di mitigare gli effetti sul microclima dell’inevitabile aumento di impermeabilizzazione dei luoghi conseguente alla realizzazione dell’edificio.

8.1 Mitigazione e tutela del paesaggio naturale

Il progetto prevede il potenziamento e la valorizzazione della fascia arboreo-arbustiva presente sul margine ovest del comparto, lungo la riva del Torrente Cinghio. Lo scopo dell’intervento è di mantenere il carattere naturale e la valenza ecologica delle aree più prossime all'alveo, incrementandone i valori ecologici e rafforzando gli aspetti

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legati al mascheramento visivo dell’elemento antropico rispetto alle aree naturali dell’intorno, a tutela del corridoio ecologico legato al corso d’acqua.

8.2 Inserimento e contestualizzazione del fabbricato

Il verde verticale è qui utilizzato quale importante complemento dell’architettura nella contestualizzazione del fabbricato all’interno del sistema del Campus universitario.

La previsione di impiantare alberature di prima grandezza lungo i viali d’ingresso è funzionale ad evidenziare la coerenza intrinseca del progetto che, pur prevedendo un edificio caratterizzato da un’interessante articolazione spaziale, si basa comunque sul medesimo sistema di assi ortogonali su cui è costruito l’esistente. Tale soluzione, peraltro, rimanda ad elementi già presenti nel contesto del Campus e rafforza l’impianto del bosco artificiale esistente nell’area accanto a quella oggetto d’intervento.

8.3 Controllo microclimatico

Si prevede di dotare il parcheggio di alberature di seconda grandezza che corrano lungo le aiuole tra gli stalli ad ombreggiare le auto in sosta ed a schermarle dalla vista, tanto rispetto al contesto, quanto dalle finestre del nuovo fabbricato.

Questa previsione sortirà benefici effetti non solo sul piano estetico e percettivo, ma riducendo l’impatto dovuto all’impermeabilizzazione dei luoghi, si otterrà anche un’efficace mitigazione microclimatica, la riduzione dell’elettrosmog, dell’inquinamento sonoro e delle polveri, con effetti positivi non solo per le auto in sosta, ma anche per tutti gli utenti dell’aerea.

ALLEGATI: PARERI

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