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Comunit virtuali per lapprendimento e nuove tecnologie

Comunit virtuali
per lapprendimento
e nuove tecnologie
Quali esigenze emergono in una comunit virtuale per
lapprendimento, e quali funzioni la piattaforma
tecnologica pu offrire per soddisfarle?

Stefania Manca, Luigi Sarti, ITD-CNR, Genova


[manca, sarti]@itd.ge.cnr.it

INTRODUZIONE negli ultimi anni proposte di notevole inte-


Le comunit virtuali per lapprendimento resse orientate verso il modello delle comu-
rivestono oggi particolare interesse in ambi- nit di apprendimento. Ne sono esempi rap-
to formativo in quanto sembrano sancire presentativi: le Communities of learners
definitivamente un cambiamento di para- [Brown e Campione, 1994; Ligorio, 1994],
digma teorico e metodologico. Lidea co- ispirate alle modalit collaborative di co-
struttivista secondo cui lapprendimento struzione di nuove conoscenze in un dato
sempre frutto di un lavoro di costruzione a- dominio proprie delle comunit scientifi-
vente lobiettivo di elaborare azioni e con- che; le Knowledge-Building Communities
cetti viabili, cio appropriati ai contesti in [Scardamalia e Bereiter, 1994], basate prin-
cui vengono usati, e non di scoprire una cipalmente sul concetto di apprendimento
realt ontologica di cui produrre copie o intenzionale che sottolinea limportanza
immagini mentali [von Glasersfeld, 1998] della dimensione metacognitiva; le Lear-
ha, infatti, progressivamente sostituito il ning communities del Cognition and Tech-
modello tradizionale del trasferimento di co- nology Group at Vanderbilt [CTGV,
noscenza, secondo cui apprendere significa 1993], basate sul concetto di istruzione
essere in grado di esibire conoscenze e ca- ancorata, in cui le attivit di problem sol-
pacit oggettivamente misurabili, deconte- ving devono essere sempre radicate in situa-
stualizzate e aventi valore di verit oggetti- zioni e contesti autentici e non fittizi; le
ve, universalmente confrontabili. Communities of inquiry [Lipman, 1991], o- 11
Questidea costruttivista si trova oggi sem- rientate allo sviluppo di un pensiero critico
pre pi legata a quella di apprendimento co- specie nei bambini.
me processo dialogico, sociale e culturale, Si tratta di proposte, formulate ed adottate
di creazione ed elaborazione congiunta di soprattutto in contesti scolastici, che hanno
significati, in cui il singolo, in quanto facen- avuto il merito di portare in primo piano
te parte di un gruppo, riceve sostegno e proposte didattiche basate su approcci o-
motivazione allinterno della sua zona di rientati ai problemi [Savery e Duffy, 1995],
sviluppo prossimale [Vygotskij, 1980]. sullistruzione ancorata [CTGV, 1993], sul-
Lapprendimento e lintelligenza non sono, lapprendistato cognitivo [Collins et al,
quindi, titolarit esclusiva del singolo indi- 1989], ecc., tutte espressioni del bisogno di
viduo che apprende, ma emergono piutto- ridisegnare contesti di apprendimento in
sto dallinterazione sociale in cui gruppi di cui gli studenti siano coinvolti in maniera
individui intrattengono rapporti di natura attiva in problematiche significative e reali
collaborativa finalizzati alla costruzione di [Resnick, 1987]. 1
conoscenze comuni e condivise [Salomon, Levoluzione degli scenari teorici e meto- Per una panoramica sui
diversi modelli del co-
1993]1. dologici qui brevemente richiamati, a cui si struttivismo, si veda
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La ricerca educativa, sulla base di questi sono accompagnati i progressi del panora- [Steffe e Gale, 1995] e in
principi teorici, ha formulato soprattutto ma tecnologico e degli strumenti informati- Italiano [Varisco, 1995].
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ci e telematici, diventata oggetto di inda- mente definite, il coagularsi attorno ad


gine dellarea di ricerca che va sotto il nome unidea o a dei compiti condivisi, lorganiz-
di Computer Supported Collaborative Lear- zarsi secondo le attivit e secondo i bisogni
ning o CSCL2 [Dillenbourg et al, 2001; che emergono, il poter essere costituita da
Hoadley e Roschelle, 1999; Koschmann, membri geograficamente distanti e lusare
1996; Koschmann et al, 2002], che, dal le tecnologie di rete per collaborare e co-
punto di vista degli strumenti, si ormai o- municare.
rientata verso le Collaborative Constructive Per Wenger [1998] la pratica sempre un
Technologies3, in grado di supportare i mec- fatto sociale ed include aspetti sia espliciti
canismi collaborativi di costruzione della sia taciti, che possono rimanere inespressi
conoscenza propri delle comunit virtuali ma senza dubbio rendono ragione dellap-
per lapprendimento. partenenza alla comunit: il linguaggio, gli
La stessa componente cruciale della virtua- strumenti, le immagini, i simboli, i regola-
lit viene inquadrata sotto una prospettiva menti, i criteri specificati, le procedure co-
particolare: il problema non , infatti, tanto dificate, i contratti, ma anche le relazioni
quello di supplire alla distanza, spaziale e implicite, le convenzioni tacite, le euristiche
temporale, e allisolamento del singolo che sottintese, le intuizioni, le assunzioni ine-
caratterizza, ad esempio, le situazioni for- spresse, le visioni del mondo condivise. Si
2 mative della FAD, creando misure atte a co- noti che il concetto di pratica trascende il
Il CSCL richiama, anche
nel nome, molto da vici- stituire un senso di comunit e di apparte- semplice concetto di operativit: non si trat-
no il Computer Supported nenza e fornendo opportunit di comunica- ta, infatti, soltanto di un fare, ma di un fa-
Cooperative Work o C- zione sotto forma di discussione e confron- re che trae il proprio significato e struttura
SCW [Greif, 1988], che to collettivi e di gruppo [Brown, 2001; dallessere situato in un determinato conte-
per primo ha elaborato i-
dee e strumenti di lavoro
Preece, 2000]. Ma, piuttosto, di estendere sto storico e sociale.
di gruppo e distribuito. il concetto di contesto di apprendimento al Su un piano pi generale questa caratteriz-
di l dellhic et nunc propri dellaula scola- zazione di pratica si pu tradurre in quel
3 stica per agganciare limparare ai pi am- complesso di strutture fondamentali di na-
Le Collaborative Con- pi contesti sociali e culturali con cui esso tura culturale ed intersoggettiva che costi-
structive Technologies
costituiscono un cambia-
strettamente intrecciato e situato. tuiscono lo sfondo e le condizioni di possi-
mento di prospettiva ri- Da questo punto di vista, unaltra proposta, bilit per ogni agire, concorrendo alla crea-
spetto alle Collaborative seppur originariamente formulata in unot- zione e negoziazione dei significati, e che
Instruction Technologies, tica antropologica e rielaborata in ambito sanciscono il legame originario di carattere
che, pur facendo leva sul organizzativo ed aziendale, sta progressiva- pratico-manipolativo che ci lega alle cose, e
concetto di collaborazio-
ne, sono state pensate in- mente ricevendo maggiore interesse in am- soprattutto al linguaggio4. Allorigine del
nanzitutto per supporta- bito formativo, in quanto, a nostro avviso, pensiero, del linguaggio e delle parole c,
re linterazione tra gli u- in grado di esplicitare alcuni importanti pre- infatti, quella trama densa e complicata di
tenti e unistituzione ero- supposti cruciali dei processi di apprendi- pratiche intrecciate che, accompagnandosi
gatrice di FAD, sostan-
ziando cos lidea centra-
mento. Si vedr, infatti, come il modello ad una tradizione, consente la comprensio-
le dellinterazione stu- delle comunit di pratica [Lave e Wenger, ne e linterpretazione del mondo in modo
dente-docente. 1991; Wenger, 1998] enfatizzi il processo intelligente. Dotate ciascuna di una propria
12 dialogico legato allapprendere in termini di specificit, di una propria forma e di un pro-
4 partecipazione e reificazione, da un lato, e prio contenuto della forma, sono queste
Si tratta di quelle che
Wittgenstein [1967]
basi i propri meccanismi sulla mediazione pratiche che scheggiano la pietra, incidono
chiama forme di vita, se- tra la dimensione informativa e partecipati- le rupi e le caverne, costruiscono armi e u-
condo cui qualunque do- va, dallaltro. tensili, edificano abitazioni, elaborano abiti
manda relativa al signifi- In questo lavoro, oltre ad evidenziare i ca- linguistici, inventano sistemi di scrittura,
cato di un termine o di ratteri di interesse che le comunit di prati- ecc.: in una parola, linsieme di ci che noi
un enunciato pu trovare
risposta solo facendo ap- ca rivestono per le situazioni formative, ver- chiamiamo civilt o cultura, con le sue pra-
pello alle convenzioni e ai ranno soprattutto analizzate le esigenze che tiche intelligenti e sensate [Sini, 1992: pp.
criteri pubblici propri di emergono nellambito delle comunit vir- 195-196].
una forma di vita, che ri- tuali per lapprendimento e le domande a Nelle comunit di pratica lesperienza e la
guardano lasseribilit di cui le tecnologie informatiche e telematiche collaborazione vengono, infatti, rielaborate
un enunciato piuttosto
che la sua verit. Per un sono chiamate a rispondere. e trasformate (reificate) in artefatti (simbo-
approfondimento del li, procedure, regole, tecnologia, prodotti,
rapporto tra teorie del si- COMUNIT VIRTUALI gergo, ecc.) attraverso un processo di ri-ne-
gnificato e creazione e PER LAPPRENDIMENTO goziazione dei significati, profondamente
negoziazione dei signifi-
cati nellambito di una
E COMUNITA DI PRATICA partecipato e situato nel contesto dei pro-
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comunit di pratica, vedi Caratteristiche di una comunit di pratica blemi reali e della realt sociale di riferi-
[Manca e Sarti, 2001]. sono la condivisione di pratiche mutua- mento. I processi che si verificano al loro
interno considerano soprattutto lappren- gaglio di competenze e di expertise attraver-

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dimento in un quadro di partecipazione so- so un processo dialettico che generalizza il
ciale, funzione delle attivit, del contesto e concetto di apprendistato cognitivo [Col-
della cultura nel quale situato [Lave e lins et al, 1989].
Wenger, 1991]. Quale sia la relazione tra una comunit vir-
Se si analizzano da vicino le differenze rile- tuale per lapprendimento e una comunit
vanti che contraddistinguono una comunit di pratica oggetto di indagine e di ricerca
di pratica da altre comunit di apprendi- tuttora in corso, specie per quanto riguarda
mento (i cosiddetti practice fields) [Barab e il rapporto tra progettazione esplicita e
Duffy, 2000], una prima riguarda il fatto auto-organizzazione spontanea, che ca-
che le comunit di pratica collocano in pri- ratterizza rispettivamente le due entit. Se-
mo piano problematiche autentiche e condo alcuni [Johnson, 2001], mentre la
profondamente radicate nel mondo reale, e prima viene sempre progettata, la seconda
non ad esempio simulazioni di situazioni unentit culturale che pu emergere7 dalla
reali o giochi di ruolo, partendo dallassun- costituzione di una comunit, sia essa vir-
to secondo cui lapprendimento richiede la tuale o no, attraverso i modi con cui i par-
comprensione non solo dei concetti in tecipanti usano questultima e il sostegno
quanto tali, ma soprattutto dei modi in cui che ricevono ad hoc8: ci che consente le-
questi possono essere usati nel mondo in mergere della comunit di pratica lesi-
quanto strumenti [Collins et al, 1989]. Per stenza di un apprendimento orientato allo 5
dirla con Heidegger, a fondamento della si- svolgimento di un compito e la costituzio- La riflessione teorica di-
gnificativit del mondo sta, infatti, proprio ne, attraverso la condivisione di obiettivi e staccata o atteggiamen-
lutilizzabilit delle cose, il loro essere in- di pratiche, di unidentit collettiva. Queste to conoscitivo di tipo
scientifico basato sullos-
nanzitutto e per lo pi cose a nostra dispo- sembrano essere proprio le caratteristiche servazione e la sperimen-
sizione, il loro servire per un fine, in quan- principali delle comunit virtuali orientate tazione , quindi, quel
to gi dotate di un senso e di una funzione. allapprendimento. rapporto meramente os-
Anche la comprensione dei concetti , quin- In conclusione, oggi la ricerca in ambito e- servativo (ossia teoreti-
di, regolata dalla comprensione pratica ducativo sta cercando di incorporare alcune co) che luomo instaura
con gli oggetti, in
coinvolta, che istituisce una relazione con delle caratteristiche cruciali delle comunit quanti privi, permanen-
gli oggetti in quanto utilizzabili ed aven- di pratica in ambienti di apprendimento vir- temente, della loro fun-
ti una funzione [Heidegger, 1976]5. tuali, che volta per volta pongono laccento zione o utilizzabilit.
Un ulteriore carattere distintivo delle co- su caratteristiche diverse (vedi, ad esempio,
munit di pratica costituito dalla rilevanza [Palloff e Pratt, 1999; Rogers, 2000; Tren- 6
Lapprendimento colla-
che in esse assume il concetto di identit tin, 2000]). Pur essendo nato in contesti di borativo, o costruzione
come sviluppo del s attraverso la partecipa- tipo sociale ed organizzativo, il modello collaborativa di cono-
zione ad una comunit. Il processo di co- delle comunit di pratica sembra, quindi, scenza, implica, infatti,
struzione dei significati viene strettamente suggerire risposte interessanti ad esigenze attivit a due livelli di a-
nalisi, individuale e di
correlato a quello di costruzione delliden- didattiche molteplici. Nello stesso tempo gruppo [Salomon,
tit: lapprendimento infatti parte dello ci pone in risalto alcune problematiche 1993].
stesso processo che comprende il diventare cruciali. Com possibile, ad esempio, pro-
membro attivo nella comunit, e lassumere gettare un intervento formativo (in altre pa- 7 13
un ruolo sempre pi centrale evolvendo role, un corso in rete) in cui i partecipanti Anche Wenger [1998: p.
225] sostiene che lap-
verso lo status di esperto. costruiscano in modo cooperativo il corpo prendimento non pu es-
Considerando la conoscenza come un pro- di conoscenze obiettivo delliniziativa? Co- sere progettato lap-
dotto collettivo e distribuito, e non la mera me collocare lesperienza di una comunit prendimento avviene.
somma dei contributi dei singoli6, in una che si ponga allinterno di qualcosa di pi
comunit di pratica le conoscenze di ogni ampio del contesto scolastico o formativo in 8
Alcuni ricercatori (ad e-
partecipante sono infatti messe a disposizio- genere, fino a favorire dinamiche di appren- sempio, [McDermott,
ne del gruppo. La responsabilit dellap- dimento che perdurino lungo tutto larco 2000], ma lo stesso Wen-
prendimento condivisa cos tra i membri della vita? Quali misure - organizzative, me- ger [Wenger e Snyder,
del gruppo, allinterno del quale ciascuno todologiche, tecnologiche - possono con- 2000]), alla luce dellin-
contribuisce con le sue conoscenze e capa- tribuire al suo successo? In questo stesso vo- teresse che le comunit di
pratica rivestono sempre
cit individuali. La condivisione dei compi- lume, ad esempio, Midoro [2002] propone pi in ambito organizza-
ti consente lattivazione di modalit coope- alcune riflessioni in linea con le questioni tivo, stanno elaborando
rative in cui il neofita, inizialmente ai mar- sopra indicate. indicazioni utili a facilita-
gini della comunit, si muove progressiva- Nelle prossime sezioni cercheremo di forni- re la nascita di comunit
di pratica e a sostenerne
mente verso il suo centro (la cosiddetta par- re alcune indicazioni su come la tecnologia la crescita in termini di
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tecipazione periferica legittima [Lave e possa favorire lefficacia di una comunit efficacia dellapprendi-
Wenger, 1991]), arricchendo il proprio ba- virtuale per lapprendimento (per sempli- mento.
cit, indicata nel seguito come comunit traduce nella creazione di nuove pratiche
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9 virtuale). Identificheremo alcune esigenze [Wenger, 1998].


Nel presente contesto
non si potr dar conto dei
tipiche di questo contesto e ne deriveremo La memoria, che cattura sia la conoscen-
prodotti disponibili in indicazioni relative alle funzionalit che un za generata localmente che riferimenti e-
commercio, di cui, peral- ambiente telematico dovrebbe rendere di- sterni fatti propri dalla comunit, e li ren-
tro, esistono diversi studi sponibili. de disponibili ai partecipanti.
ed analisi di categorie e di I ruoli e lidentit, cio la funzione che il
singole applicazioni (vedi,
per esempio, [Landon, LE ESIGENZE CHE EMERGONO singolo assume allinterno della comu-
2001; Persico e Manca, E LE FUNZIONI CHE LE POSSONO nit e che, mediata dal processo di ap-
2000; Wenger, 2001]). SODDISFARE prendimento, si traduce nella costruzio-
In che modo la tecnologia pu fornire sup- ne di unidentit personale, oltre che col-
10 porto alle diverse esigenze di una comunit lettiva: noi siamo anche ci che ap-
I MOO (Multi-user Object
Oriented) e i MUD (Mul- virtuale? Una prima considerazione gene- prendiamo [Wenger, 1998].
ti User Domain) sono am- rale, ed ovvia, che una comunit virtuale, Il monitoraggio e la valutazione, con rife-
bienti che consentono la proprio in quanto virtuale, pu vivere e rimento sia allanalisi dellefficacia delli-
comunicazione molti-a-
molti in tempo reale via
prosperare solo attraverso i servizi di co- niziativa formativa nella sua globalit che
Internet. Si tratta di pro- municazione e produzione resi disponibili allapprendimento dei singoli [Bocconi
grammi che accettano da una piattaforma telematica. Ma il ruolo et al, 1999; Benigno e Trentin, 1999].
connessioni provenienti da che la tecnologia pu giocare sullefficacia Da questo insieme di necessit emerge un
pi utenti contempora-
neamente e forniscono
della comunit come contesto dapprendi- insieme di funzionalit che linfrastruttura
laccesso ad un database mento va oltre la semplice messa a disposi- chiamata a fornire, e pi in generale un con-
condiviso di oggetti e zione di servizi di interconnettivit, e con- cetto di usabilit della piattaforma telemati-
informazioni, in genere tribuisce a definirne i flussi comunicativi e ca che tenga conto non solo degli aspetti
organizzati secondo una
metafora in cui ogni uten-
le modalit di produzione. infatti cosa funzionali in quanto tali (che cosa posso fa-
te entra ed esce da ben diversa parlare di una tecnologia che re) ma anche delle modalit e delle politiche
stanze comunicanti in pu offrire un supporto per la collabora- dinterazione (come lo posso fare).
cui si trovano oggetti zione rispetto ad una tecnologia collaborati- Nel seguito abbiamo cercato di classificare
manipolabili (attraverso va. Mentre situazioni del primo tipo posso- le esigenze di una comunit virtuale in ter-
questa metafora lutente di
fatto naviga e manipola un no limitarsi a supportare le interazioni e gli mini di servizi e funzioni, indicando di vol-
database). Il scambi comunicativi tra quanti si trovano ta in volta in quali direzioni la tecnologia
MOO/MUD in un cer- coinvolti senza orientarne le attivit, la dovrebbe indirizzare la propria offerta. Co-
to senso un tipo di realt seconda esplicitamente finalizzata alla me sempre accade in questi casi, la classifi-
virtuale, un luogo rappre-
sentato elettronicamente mutua produzione di nuove pratiche, cio cazione non deve essere intesa in termini ri-
che gli utenti possono visi- alla costituzione di nuovi modi comuni di gidi: alcuni elementi funzionali potrebbero
tare. Rispetto alla realt vedere, agire e conoscere [Roschelle, essere collocati in pi di una categoria, e tal-
virtuale propriamente det- 1992]. Una tecnologia collaborativa deve, volta la nostra scelta stata di privilegiare la
ta, un MOO/MUD se ne
differenzia per almeno tre quindi, sostenere forme autentiche di colla- chiarezza di esposizione, rinunciando alla
motivi: non fa uso di spe- borazione, che poggino su un legame di completezza formale. Si noti, inoltre, che
ciali dispositivi hardware genuina interdipendenza tra le informazio- non immediato usare questa classificazio-
di tipo sensoriale che con- ni condivise, lattribuzione dei compiti che ne per organizzare i prodotti commerciali
sentano allutente lim-
14 mersione in un ambiente fanno capo alla divisione del lavoro, e lat- che si indirizzano alla fascia di mercato del-
virtuale friubile attraverso tivit di pensare insieme [Salomon, le comunit virtuali9: ogni prodotto cerca di
percezioni di tipo visivo o 1992]. offrire una vasta gamma di servizi, e finisce
tattile; gli utenti possono Se veniamo ora alle esigenze, la caratteristi- per coprire, in un modo o nellaltro, pi
aggiungere nuove stanze e
altri oggetti al database at-
ca che possiamo riconoscere come fondan- duna categoria funzionale. Pur senza avere
traverso un linguaggio di te per le comunit virtuali , come abbia- lambizione di costituirsi come modello ge-
programmazione incorpo- mo visto, la loro doppia dimensione, parte- nerale, la nostra classificazione pu anche
rato (caratteristica preci- cipativa e informativa. In un approccio di contribuire allanalisi e al confronto di pro-
pua dei MUD); di solito i
MOO/MUD hanno mol-
questo tipo le esigenze possono essere or- dotti commerciali.
ti utenti collegati nello ganizzate nelle seguenti categorie:
stesso momento. Tutti gli La comunicazione, rappresentata nella re- La comunicazione
utenti navigano e manipo- te di impegni generati dagli atti linguisti- Per quanto riguarda una delle esigenze pri-
lano lo stesso database di
oggetti e possono interagi-
ci che i membri si scambiano in conti- marie di una comunit virtuale, quella di
re sia con gli altri utenti nuazione e che assumono prevalente- comunicare, un sistema di supporto do-
collegati che con i nuovi mente la dimensione verbale scritta vrebbe in primis rendere disponibile uno
oggetti creati. Per uninte- [Manca, 2001]. spazio dinamico di discussione e coopera-
ressante esperienza didat- La produzione, ossia quel processo, dina- zione strutturabile a pi livelli per argomen-
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tica realizzata con un


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MOO, si veda ad esempio mico e dialogico, di generazione e legit- ti, fasi progettuali, obiettivi educativi, ecc.
[Bruckman, 1998]. timazione di nuova conoscenza che si Si noti che la piattaforma di comunicazione
dovrebbe poter ospitare approcci basati sul- splicita delle interazioni in termini di atti

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la produzione cooperativa di elaborati, il linguistici: nella redazione di un messag-
che richiede a sua volta una stretta integra- gio il partecipante pu (non necessaria-
zione con la base di conoscenza che costi- mente deve) indicare se si tratti, ad esem-
tuisce la memoria relativamente stabile del- pio, di una domanda, o di un commento
la comunit; sia gli aspetti di produzione ad unaffermazione precedente, o di
che quelli di gestione della memoria sono uninformazione di servizio.
descritti in seguito. Modalit di organizzazione e rappresen-
Devono in prima istanza essere garantite: tazione dei messaggi che sfruttino pro-
Modalit di comunicazione basate su te- spettive e punti di vista diversi (vedi, ad e-
sto sia asincrone (bulletin board) che sin- sempio, il sistema CSILE [Hewitt e Scar-
crone (chat). damalia, 1998]). Funzionalit di questo
Modalit di comunicazione basati su tipo consentono di rileggere i processi
audio (audio-conferecing), video (desk- comunicativi, ne evidenziano le fasi sa-
top conferencing, video conferenza), lienti e favoriscono momenti di meta-ri-
grafica computerizzata (MOO/MUD - flessione di elevato valore cognitivo.
vedi sotto). La possibilit di registrare e ritrasmettere
La possibilit di connotare diversamente sessioni sincrone, utile soprattutto a chi
i vari sotto-ambienti di discussione a se- non abbia potuto parteciparvi in diretta.
conda dei diversi obiettivi che in essi ven- La disponibilit di un ambiente
gono perseguiti. La struttura dellinfor- MOO/MUD10 che ospiti interazioni
mazione ne influenza infatti la compren- sincrone e integri in una metafora spazia-
sione, in dipendenza di quali relazioni le la rappresentazione della presenza e
siano evidenziate, di quali inferenze se ne dellattivit dei partecipanti. In un MOO
possano trarre, e di quale debba essere concetti complessi ed astrazioni formali,
lattivit logicamente conseguente [Slof- frutto del processo di costruzione, godo-
fer et al, 1999]. A fronte di ordini di esi- no infatti di una rappresentazione esterna
genze differenti il sistema dovr diversifi- che sfrutta modalit di reificazione im-
care sia gli aspetti funzionali e organizza- mediatamente fruibili.
tivi, che di conseguenza quelli di presen-
tazione e interfaccia. Ad esempio, potr La produzione
essere opportuno dedicare una conferen- In questa categoria di esigenze diamo ra-
za allinterazione sociale non strutturata, gione della necessit di organizzare il lavo-
il classico caff, in cui le funzionalit pri- ro collaborativo attraverso un insieme di
vilegino modalit di interazione non or- strumenti per la produttivit, in grado di fa-
ganizzata. Analogamente, un ambiente cilitare il processo, dinamico e dialogico, di
dedicato al brainstorming presenter re- generazione di nuova conoscenza e la sua
quisiti di strutturazione decisamente in- legittimazione, sulla base dellinterazione
feriori a quelli di un ambiente dedicato negoziale da parte dei membri. A tale scopo
allanalisi sistematica di concetti struttu- opportuno avere a disposizione: 11
rati. Le conferenze dedicate alla costru- Uno spazio di produzione cooperativa e Quando un partecipante 15
zione collaborativa di artefatti, infine, a- sincrona (ad esempio, lavagna condivisa, desidera modificare un
documento condiviso si
dotteranno differenti politiche di orga- condivisione di applicazioni, navigazione attiva una transizione di
nizzazione dei messaggi per threads. web in gruppo, ecc.) che consenta il coor- check-in: il documento
Un help desk che fornisca ai partecipanti dinamento dei contributi individuali, la viene copiato sulla mac-
supporto sia sui temi tecnologici che su- reificazione dei contributi in quanto og- china locale del parteci-
gli aspetti comunicativi. getti manipolabili, la messa in relazione pante, e la copia condivi-
sa risulta bloccata in
Ci sono poi alcune funzionalit che, sebbe- dei contributi attraverso luso di metafo- scrittura (locked); altri
ne non indispensabili, possono risultare re spaziali e il riuso dei risultati del grup- partecipanti potranno so-
molto utili: po (per facilitare riflessione, confronto, lo leggerla, essendo
Lesplicitazione della presenza online di rielaborazione) [Hoppe e Gassner, informati del fatto che
altri membri (presence awareness, [Wen- 2002]. Tale spazio dovrebbe inoltre po- qualcuno la sta modifi-
cando. Al termine delle
ger 2001]) e la possibilit di inoltrare ter essere integrato con altre risorse per la modifiche, quando la
brevi messaggi (tipicamente testuali) ad produzione (database, biblioteche vir- versione modificata viene
altri partecipanti contemporaneamente tuali, ecc.). infine pubblicata (check-
connessi al sistema (instant messaging), Il controllo delle versioni e la sincroniz- out), il lock viene rimosso
e il documento, nella sua
distinta dai meccanismi di chat. zazione degli accessi concorrenti in scrit- nuova versione, ritorna
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Meccanismi (semi-automatici) o inter- tura (lock, check-in e check-out11). disponibile in scrittura a


facce (manuali) per la connotazione e- Strumenti per la pianificazione e la ge- tutti gli aventi diritto.
stione dei progetti (ad esempio, carte di sempio, interviste registrate ad esperti,
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Gantt, diagrammi Pert12, calendari con- ma anche generici filmati).


divisi per le attivit, ecc.). Meccanismi di organizzazione, di indi-
Strumenti di supporto alla co-decisione cizzazione e di ricerca full-text sui docu-
(brainstorming, metaplan13, rilevazione menti. In genere questi meccanismi si ba-
di opinioni, votazione, ecc.). sano su descrittori (metadati) delle carat-
Lintegrazione col mondo Internet, at- teristiche interrogabili dei dati.
traverso lorganizzazione dei risultati del- Strumenti per la realizzazione e la frui-
la ricerche su spazi Web, che dia conto zione di glossari e ontologie, in grado di
dei meccanismi individuali di ricerca e di consentire lorganizzazione tassonomica
come questi contribuiscano a creare, at- dei termini gergali tipici della comunit
traverso opportuni meccanismi negoziali, oltre che di un dato dominio di cono-
prospettive di gruppo [Stahl, 2000b]. scenza [Stahl, 2000a].
12 Strumenti per la gestione dellattenzio- FAQ14: se adeguatamente gestita, una
Il diagramma di Gantt ne: allutente dovrebbe essere notificato FAQ rappresenta spesso un distillato di
uno strumento di visua-
lizzazione sul calendario (sul desktop, o per e-mail) ogni evento competenze utilissimo per un neofita nel-
delle attivit e delle loro per lui rilevante intervenuto nella comu- la sua transizione verso livelli di esperien-
durate: ha struttura tabu- nit (ad esempio, un altro utente ha cari- za pi centrali, e solleva i pi esperti dal-
lare, dove ogni riga rap- cato un documento, o inoltrato un mes- la necessit di rispondere molte volte alle
presenta unattivit e le
colonne corrispondono a
saggio in una conferenza); il fuoco do- stesse domande; richiede tuttavia un cer-
segmentazioni della scala vrebbe essere mantenuto sulle attivit in to sforzo di organizzazione e manuten-
cronologica. Per ciascuna cui lutente coinvolto pi direttamente, zione, che pu essere agevolato da ade-
attivit si tracciano delle con eventuale attenzione periferica su guati strumenti informatici.
barre orizzontali tra le altre attivit. Lutente stesso dovrebbe Come gi osservato, lo spazio di comunica-
date dinizio e fine, di-
stinguendo tra attivit poter configurare lambiente, selezionan- zione e il repositorio non sono nettamente
critiche e non critiche. La do le tipologie di evento per le quali ri- distinti: unulteriore esigenza che sempre e-
posizione di una barra chiede notifica. merge richiede di metterli in stretta relazio-
delle attivit in rapporto ne. Le discussioni che si sviluppano fanno
a unaltra indica se le atti-
vit sono consecutive o si
La memoria spesso riferimento a un documento, per
sovrappongono. Possono Unulteriore esigenza, altrettanto basilare commentarlo o confrontarlo con altri docu-
essere inserite le cosid- rispetto a quella comunicativa, e ad essa menti; la cosa ancor pi evidente quando
dette milestones, cio gli strettamente connessa, costituita dalla ne- il documento viene co-prodotto nellambi-
eventi fondamentali che cessit di mantenere un corpo documentale to delle attivit della comunit. Daltra par-
caratterizzano lo svilup-
po del progetto.
di riferimento, un sistema per la gestione te chi legga un documento pu essere inte-
Il diagramma di PERT della memoria di gruppo, un repositorio di ressato a risalire ai messaggi che lo hanno ci-
(Program Evaluation conoscenza, uno spazio di condivisione di tato [Stahl, 2000b]. Molti prodotti com-
and Review Technique) esperienze, storie, strumenti, soluzioni, merciali di supporto alle comunit virtuali
usato per stimare la dura- procedure, ecc. offrono servizi sia di comunicazione che di
ta del progetto comples-
sivo, specialmente in casi Il materiale sar tipicamente rappresentato gestione documentale, privilegiando ora u-
di alto grado di incertez- in forma di documenti, in quanto prodotti no ora laltro aspetto; nella maggior parte
16 za; il progetto viene de- delle attivit della comunit stessa ed op- dei casi, tuttavia, lintegrazione dei due
scritto da una struttura portunamente integrati con materiali pro- mondi risulta carente.
reticolare in cui i nodi
rappresentano le attivit
dotti allesterno; il repositorio dovr, inol-
e gli archi sono relazioni tre, essere in grado di riorganizzarsi per ac- I ruoli e lidentit
di causa-effetto o di pre- cogliere i contributi che i membri introdu- Il sistema dei ruoli di una comunit virtuale
cedenza temporale tra le cono al suo interno. (tutor, facilitatore, esperto, knowledge ma-
attivit. Nel diagramma Questo ambiente dovrebbe garantire: nager, ecc.) mira a garantire lintegrazione
di PERT facilmente e-
saminabile il percorso cri-
Lintegrazione con gli strumenti di pro- reciproca e lequilibrio delle due dimensio-
tico, costituito da quella duttivit in uso tra i partecipanti. ni (informativa e partecipativa), oltre a so-
serie di attivit che con la La persistenza delle interazioni comuni- stenere gradi diversi di expertise e di pro-
loro successione e durata cative (anche quelle sincrone) e la reperi- spettive personali e di gruppo.
condizionano la data fi- bilit e facilit di ricerca degli elementi Inoltre, fondamentale per lesistenza stessa
nale del progetto.
Per unintroduzione (in che costituiscono la storia degli scambi di una comunit la valorizzazione delle i-
Italiano) alluso di stru- intervenuti nella comunit. dentit dei singoli che la compongono e del
menti per la gestione di Lintegrazione col mondo Internet, so- senso di appartenenza che ogni partecipan-
progetto si veda prattutto nel senso di mutua integrazio- te percepisce (e costruisce) nella definizione
http://www.csai.unipa.i
t/people/doctors/cos-
ne con i database prodotti da altre comu- del proprio ruolo. Lesigenza di gestire
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sentino/project/index.h nit [Hewitt e Scardamalia, 1998]. questi aspetti si traduce nella necessit di di-
tm. La gestione di dati multimediali (ad e- sporre di un sistema di esplicitazione, man-
tenimento e valorizzazione delle identit e tare, sia sul piano individuale che collettivo,

Comunit virtuali per lapprendimento e nuove tecnologie


dei profili dei partecipanti che offra i se- i processi cooperativi di costruzione di nuo-
guenti servizi: va conoscenza. Secondo Varisco [2001] la
Whos who (chi chi): ogni partecipante valutazione ha carattere progressivo, longi-
definisce e pubblica una scheda di presen- tudinale lungo tutto il processo di appren-
tazione di s, possibilmente corredata da dimento, che va analizzato in modo costan-
fotografia, che descriva non solo il proprio te e continuo; anche i prodotti e le perfor-
profilo professionale o scolastico, ma an- mance dei singoli hanno senso solo se letti
che caratteristiche personali quali hobby e in questa prospettiva e situati nel contesto
interessi vari. In situazioni virtuali dove ci delle pratiche di apprendimento. Viene sot-
si incontra raramente (o per niente) stru- tolineata limportanza della valutazione tra
menti di questo tipo consentono di ridur- pari e dellauto-valutazione, come forme di
re la distanza sociale e le difficolt con- responsabilizzazione e momenti essenziali
nesse con la necessit di cooperare con per la costruzione del proprio percorso di
persone altrimenti sconosciute. apprendimento.
Il repertorio dei profili sopra descritto Per rispondere a queste esigenze il sistema
dovrebbe essere strettamente integrato dovrebbe rendere disponibili, sia agli ammi-
con lambiente di gestione della comuni- nistratori che ai singoli partecipanti, servizi
cazione e, possibilmente, anche con quali:
quello di gestione della documentazione: Strumenti per determinare chi partecipa
dovrebbe cio essere immediato risalire al attivamente in termini di accessi al siste-
profilo dellautore di un messaggio o di ma, produzione di messaggi, lettura e ri-
un documento. Ad esempio, in alcuni si- sposta a messaggi altrui, documenti scari-
stemi commerciali il formato di presenta- cati o modificati, ecc. In questambito so-
zione dellambiente di discussione preve- no possibili due prospettive: (a) tener fis-
de che nel campo mittente di ogni so un determinato partecipante, e rico-
messaggio appaia, oltre al nome del par- struire la storia delle sua attivit; e (b) fer-
tecipante, anche la sua fotografia. Analo- mare lattenzione su un processo, o un fi-
ghe soluzioni possono facilitare lintera- lone di discussione, o un documento
zione in un ambiente di chat. condiviso, e rilevare (sia in termini quan-
Il controllo dellaccesso dei vari membri titativi che qualitativi) come i partecipan-
alle aree di comunicazione, di memoria e ti nel tempo abbiano contribuito, intera-
di produzione. Lamministratore della gito, cooperato in quella attivit. In ge-
comunit deve poter conferire a singoli nerale dovrebbe essere possibile, almeno
partecipanti o a sotto-gruppi i diritti di sul piano statistico, rappresentare la fre-
accesso (in lettura, scrittura, modifica, quenza e lintensit della partecipazione,
ecc.) indipendenti per ogni sotto-area in con granularit che possono giungere al
cui la piattaforma strutturata. Si noti singolo documento o al singolo evento
che i diritti daccesso possono essere sog- sincrono.
getti a variazioni, conseguenti alla migra- Un meccanismo di somministrazione di
zione dalla periferia al centro della comu- questionari e di raccolta e rilevazione au- 17
nit: a mano a mano che il singolo parte- tomatica delle risposte, non tanto per la
cipante acquisisce esperienza, crescono le distribuzione di test quanto per la rileva- 14
possibilit daccesso che gli sono offerte, zione di informazioni relative al gradi- Lacronimo FAQ (Fre-
parallelamente allevoluzione del suo mento e alla percezione che i singoli han- quently Asked Questions,
ruolo. no dellevoluzione della comunit. domande ricorrenti) in-
Il sistema di gestione dellidentit pu i- Meccanismi di valutazione tra pari: ad e- dica una raccolta di rispo-
ste standardizzate a do-
noltre consentire la registrazione nel pro- sempio, alcuni sistemi offrono a chi par- mande tipiche per un da-
filo dei partecipanti del grado di autore- tecipi ad una discussione online la possi- to dominio di conoscen-
volezza (reputazione), proporzionale, ad bilit di votare la qualit dei messaggi za.
esempio, al successo che ogni partecipan- degli altri partecipanti, eventualmente
te ha avuto nel supportare le dinamiche con riferimento a vari indicatori di valore 13
Metaplan una modalit
dellapprendimento collaborativo (quan- (correttezza dei contenuti, contributo al- di discussione strutturata
te volte ha soddisfatto domande rivolte linterazione, tempestivit, ecc.). orientata al compito mol-
alla comunit da altri partecipanti). Gestione dei diari di bordo: documenti to diffusa nella formazio-
compilati periodicamente in modo con- ne dimpresa.
Per una descrizione in i-
Il monitoraggio e la valutazione diviso in cui si registrano gli indicatori di taliano di veda:
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Unesigenza importante per chi organizzi processo considerati rilevanti nella vita http://www.romacivi-
comunit virtuali poter monitorare e valu- della comunit. ca.net/scleto/uno.htm.
CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE informazioni fattuali; ma, piuttosto, di con-
Comunit virtuali per lapprendimento e nuove tecnologie

Al termine di questanalisi delle esigenze e sentire quelle forme di collaborazione e di


delle funzionalit connesse alle comunit costruzione della conoscenza che non po-
virtuali, possiamo trarre due ordini di con- trebbero aver luogo senza mezzi di comu-
clusioni. nicazione in rete e strumenti software per lo
Da un punto di vista metodologico siamo sviluppo della comprensione di gruppo. Il
sempre pi convinti che, rispetto ad un pa- computer infatti, pu, oltre che gestire la
radigma di didattica trasmissiva, istruziona- complessit delle discussioni molti-a-molti,
le, che privilegia linterazione studente-do- offrendo la possibilit di configurarle secon-
cente, dovrebbe essere preferito un model- do prospettive multiple, superare i limiti
lo costruttivista dove il fuoco sia posto pre- della memoria umana a breve termine attra-
valentemente sul rapporto collaborativo tra verso il supporto fornito dal testo scritto
pari, e lapprendimento individuale non sia nella generazione e condivisione di docu-
solo migliorato dalla partecipazione ad un menti [Stahl, 2002].
gruppo, ma sia il gruppo stesso ad impara- Da un punto di vista pi operativo, un a-
re, in unottica in cui le conoscenze sono di- spetto significativo costituito dai requisiti
stribuite in misura variabile tra i partecipan- di flessibilit della piattaforma telematica.
ti piuttosto che concentrate in ununica Per quanto sia auspicabile, da parte di chi
fonte di riferimento [Salomon, 1993; De organizza ambienti dapprendimento coo-
Pietro e Micelli, 1999]. perativi online, unaccurata pianificazione
Questordine di considerazioni si riflette delle attivit, delle strutture e dei materiali
necessariamente sulle impostazioni di fondo che verranno proposti ai partecipanti, non
che guidano i progettisti nel disegno dei si- sar mai possibile prevedere in ogni detta-
stemi informatici di supporto. Il ruolo del glio levoluzione di processi in s estrema-
computer non pu, quindi, essere quello di mente complessi e articolati. Ne deriva le-
limitarsi alla presentazione automatizzata di sigenza di disporre di ambienti il pi possi-

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Cognition and Technology Group blishers, San Francisco, CA. Mahwah, NJ. Practice
bile flessibili e configurabili, che consenta- funzionalit di supporto ad attivit di que-

Comunit virtuali per lapprendimento e nuove tecnologie


no attivit e modalit di interazione ed ap- sto tipo, senza tuttavia forzare lapplicazio-
prendimento basate su approcci educativi ne rigida del modello descritto.
differenziati; la piattaforma non dovrebbe In generale, come spesso accade quando si
privilegiare ladozione di specifiche metodi- considerino le valenze della tecnologia in
che educative penalizzandone altre. Sareb- contesti duso complessi, riemerge la que-
be cio utile poter pianificare le attivit se- stione se questa debba limitarsi a soddisfare
condo modelli precostituiti e tuttavia non esigenze gi esplicitate o se possa giocare
cablati e immodificabili nel sistema. Ad un ruolo propositivo e di stimolo nei con-
esempio, la struttura tipica di un processo fronti degli utenti. In ogni caso, il settore
di brainstorming prevede una fase di gene- delle comunit virtuali per lapprendimen-
razione di idee seguita da una discussione a- to richiede ancora molto lavoro di ricerca in
perta per finire con la selezione delle idee: il campo teorico, metodologico, pedagogico
sistema dovrebbe prevedere il supporto ad e tecnologico.
un processo di questo tipo, senza tuttavia
forzarne le caratteristiche di durata e con-
sentendo modelli alternativi. Un altro e- RINGRAZIAMENTI
sempio costituito dal peer-to-peer questio- Questo articolo, oltre che essere frutto del con-
ning: ad ogni studente viene chiesto di pro- fronto delle prospettive diverse a cui gli auto-
porre una domanda e fornire un set di pos- ri fanno riferimento, si avvalso anche del
sibili risposte; gli altri studenti scelgono contributo critico di vari revisori. Siamo per-
quindi una risposta e poi viene loro mostra- tanto grati a Claudio Bovo, Augusto Chioc-
ta lopzione preferita dal primo studente; cariello, Nevio Faoro, Linda Giannini, Giu-
parte infine un dialogo di giustificazione e seppe Giliberto, Annarella Perra, Agostino
di confronto delle varie opinioni. Anche in Roncallo. La responsabilit dei contenuti
questo caso il sistema potrebbe integrare dellarticolo comunque dei soli autori.

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