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Cipriano di Cartago

De Lapsis1 De Lapsis2
<222> 4. Has martyrum caelestes coronas, <159> 4. Queste corone celesti dei martiri,
has confessorum glorias spiritales, has stan- queste glorie spirituali dei confessori, queste
tium fratrum maximas eximiasque virtutes qualit straordinarie spirituali dei fratelli che
maestitia una contristat: quod avulsam no- non si sono piegati sono offuscate da un solo
strarum viscerum partem violentus inimicus motivo di tristezza: che il nemico nella sua
populationis suae strage deiecit. Quid hoc furia ha straziato e ci ha strappato via una
loco faciam, dilectissimi fratres, fluctuans parte della nostra carne. Come comportarmi
vario mentis aestu quid aut quomodo dicam? a questo punto, o fratelli carissimi? Che cosa
Lacrimis magis quam verbis opus est ad ex- dire, come esprimermi, agitato come sono
primendum dolorem quo corporis nostri pla- da sentimenti diversi? Con le lacrime, pi
ga deflenda est, quo populi aliquando nume- <160> che con le parole, bisognerebbe ma-
rosi multiplex lamentanda iactura est. nifestare il dolore per lamentare lo strazio
del nostro corpo, per deplorare il molteplice
danno della nostra comunit []

5. Dominus probari familiam suam voluit; et 5. [...] Il Signore ha voluto che la sua fami-
quia traditam nobis divinitus disciplinam glia venisse messa alla prova; e, poich la
pax longa corruperat, iacentem fidem et pae- lunga pace aveva corrotto i principi datici da
ne dixerim dormientem censura caelestis Dio, il rigore celeste ha rialzato la fede gia-
erexit; cumque nos peccatis nostris amplius cente e, per cos dire, dormiente; e, bench
mereremur, clementissimus Dominus sic meritassimo, per i nostri peccati, d'esser trat-
cuncta moderatus est ut hoc omne quod ge- tati pi duramente, il Signore nella sua im-
stum est exploratio potius quam persecutio mensa clemenza ha condotto le cose con tale
videretur. moderazione che tutto quanto avvenuto
sembra pi un mezzo per esaminarci che una
persecuzione.

<223> 6. Studebant augendo patrimonio sin- 6. Ciascuno si preoccupava di arricchirsi e,


guli et, obliti quid credentes aut sub aposto- dimentico del comportamento dei credenti al
lis ante fecissent aut semper facere deberent, tempo degli apostoli (che comunque da os-
insatiabili cupiditatis ardore ampliandis fa- servare in ogni tempo), si affannava con in-
cultatibus incubabant. Non in sacerdotiis re- saziabile ardor di cupidigia ad accrescere i
ligio devota, non in ministeriis fides integra, suoi averi. Non si scorgevano pi santit n
non in operibus misericordia, non in mori- purezza di fede nel clero, si agiva senza mi-
bus disciplina. Corrupta barba in viris, in fe- sericordia, si violavano i principi morali.
minis forma fucata: adulterati post Dei ma- Depravati sia gli uomini sia le donne: gli uni
nus oculi, capilli mendacio colorati; ad deci- non d'altro solleciti che della loro barba, le
pienda corda simplicium callidae fraudes, altre dei loro belletti: truccati gli occhi, qua-
circumveniendis fratribus subdolae volunta- si a cambiar l'opera di Dio, tinti artificiosa-
tes. Iungere cum infidelibus vinculum matri- mente i capelli. E poi frodi astute per <162>
monii, prostituere gentilibus membra Chri- ingannare gli animi semplici, propositi scal-
sti. Non iurare tantum temere sed adhuc tri di raggirare i fratelli. E matrimoni con in-
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Per i testi latini: M. Bvenot, Sancti Cypriani de Lapsis, in Corpus Christianorum Series Latina III/I, Turnholti
1972.
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Per tutti i testi: CIPRIANO DI CARTAGINE, La Chiesa. Sui cristiani caduti nella persecuzione. L'unit della Chiesa
cattolica. Lettere scelte, Milano 1997.
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etiam peierare; praepositos superbo tumore fedeli, cio prostituzione ai gentili delle
contemnere, venenato sibi ore maledicere, membra di Cristo. E non solo giuramenti
odiis pertinacibus invicem dissidere. Episco- sconsiderati, ma anche spergiuri e disprezzo
pi plurimi, quos et hortamento esse oportet orgoglioso per i superiori della comunit cri-
ceteris et exemplo, divina procuratione con- stiana, fatti oggetto di calunnie velenose; e,
tempta procuratores rerum saecularium fieri; ancora, discordie provocate da odii tenaci.
derelicta cathedra, plebe deserta, per alienas Moltissimi vescovi, il cui compito di esor-
provincias <224> oberrantes negotiationis tare gli altri con l'esempio, spregiando il mi-
quaestuosae nundinas aucupari; esurientibus nistero divino divenivano amministratori di
in ecclesia fratribus, habere argentum largi- affari secolari: abbandonato il seggio vesco-
ter velle, fundos insidiosis fraudibus rapere, vile, lasciati soli i fedeli, girovagando per
usuris multiplicantibus faunus augere. province non loro, andavano a caccia di af-
fari lucrosi: mentre i fratelli nella Chiesa
soffrivano la fame, quelli desideravano pos-
sedere tanto denaro, con perfidi inganni si
prendevano tenute, con l'usura aumentavano
le rendite accumulando gli interessi.

<230> 17. Nemo se fallat, nemo decipiat: 17. Nessuno si inganni e nessuno inganni:
solus Dominus misereri potest. Veniam pec- solo il Signore pu essere misericordioso: il
catis quae in ipsum commissa sunt solus po- perdono per i peccati commessi contro di lui
test ille largiri qui peccata nostra portavit, pu essere concesso solo da chi port i no-
qui pro nobis dolet, quem Deus tradidit pro stri peccati, sofferse per noi e <176> fu da
peccatis nostris. Homo Deo esse non potest Dio consegnato in cambio dei nostri peccati.
maior nec remittere aut donare indulgentia Un uomo non pu essere pi grande di Dio,
sua servus potest quod in Dominum delicto un servo non pu perdonare o condonare di
graviore commissum est, ne adhuc lapso et propria condiscendente iniziativa un crimine
hoc accedat ad crimen si nesciat esse prae- troppo grave commesso contro il Signore,
dictum. perch anche questa colpa non si aggiunga
alla colpa di chi caduto senza ancora rial-
zarsi.

<241> 36. [] Vel si quis plus eum suis sa- 36. [...] Chi con la penitenza lo muove a
tisfactionibus moverit, si eius iram, si indi- maggior compassione, placandone con sup-
gnantis offensam iusta deprecatione placa- pliche sincere lo sdegno provocato dalla col-
verit, dat ille et arma rursum quibus victus pa, riceve di nuovo da Dio le armi con cui il
armetur, reparat et corroborat vires quibus vinto pu riarmarsi, ricupera e rinvigorisce
fides instaurata vegetetur. Repetet certamen le forze con cui la fede torna a nuova vita. E
suum miles, iterabit acem, provocabit ho- il soldato, reso per di pi dal dolore pi forte
stem et quidem <242> factus ad proelium per lo scontro, riprender la sua battaglia,
fortior per dolorem. Qui sic Deo satisfecerit, rinnover il combattimento, sfider il nemi-
qui paenitentia facti sui, qui pudore delicti co. Chi abbia cos riparato, chi con la peni-
plus et virtutis et fidei de ipso lapsus sui do- tenza per quanto prima aveva fatto, con il ri-
lore conceperit, exauditus et adiutus a Domi- morso per la colpa abbia tratto maggior co-
no, quam contristaverat nuper laetam faciet raggio e maggior fede di prima dal dolore
ecclesiam, nec iam solam Dei veniam mere- stesso provato per la sua caduta, sar esaudi-
bitur sed coronam. to ed aiutato dal Signore, render lieta la
Chiesa che prima aveva rattristato, e merite-
r non solamente il perdono di Dio, ma la
corona.
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Epistula 713 Epistola 714


<519> 3. Non est autem de consuetudine 3. Si deve non imporsi fondandosi sulla con-
praescribendum, sed ratione vincendum. suetudine, ma prevalere sulla base della ra-
Nam nec Petrus quem primum dominus ele- gione. Neppure Pietro, al quale il Signore
git et super quem aedificavit ecclesiam aveva conferito il primato e sul quale ha edi-
suam, cum secum Paulus de circumcisione ficato la sua Chiesa, quando Paolo discusse
postmodum disceptaret, vindicavit sibi ali- con lui sulla circoncisione, avanz pretese
quid insolenter aut adroganter adsumpsit, ut tracotanti n si comport arrogantemente:
diceret se primatum tenere et obtemperari a non disse che egli aveva il primato e che chi
novellis et posteris sibi potius <520> oporte- <385> era entrato nella Chiesa da poco e
re, nec despexit Paulum quod ecclesiae prius dopo di lui dovesse obbedirgli, non disdegn
persecutor fuisset, sed consilium veritatis Paolo perch prima era stato persecutore
admisit et rationi legitimae quam Paulus della Chiesa, ma accett un'opinione veritie-
vindicabat facile consensit, documentum ra e volentieri assent ai fondati motivi che
scilicet nobis et concordiae et patientiae tri- Paolo avanzava: ci diede, cos, un esempio
buens, ut non pertinaciter nostra amemus, di concordia e di moderazione, per non osti-
sed quae aliquando a fratribus et collegis no- narci a difendere le nostre opinioni, ma a
stris utiliter et salubriter suggerentur, si sint fare eventualmente nostri i suggerimenti dei
vera et legitima, ipsa potius nostra ducamus. nostri fratelli e colleghi, quando siano utili e
salutari, veritieri e fondati.

3
G.F. Diercks (ed.), Sancti Cypriani episcopi epistvlarivm, CCSL III C, Turnholti 1996
4
p. 384-385.