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Editto di Nicomedia 313 d.C.


* LATTANZIO, La morte dei persecutori, 48
Per il testo latino: S. BRANDT G. LAVBMANN (ed.), L. Caeli Firmiani Lactanti, in CSEL 27
2/2, Vindobonae 1897.
Per l'edizione italiana: U. MORICCA (ed.), La morte dei persecutori, Milano 1933.

[2] Cum feliciter tam ego [quam] Constanti- <71> Quando io, Costantino Augusto, ed io
nus Augustus, quam etiam ego Licinius Au- Licinio Augusto, ci trovammo insieme feli-
gustus apud Mediolanum convenissemus, cemente a Milano, per trattare tutti gli affari
atque universa quae ad commoda et securi- relativi al bene e alla sicurezza pubblica, tra
tatem publicam pertinerent in tractatu habe- le cose che ci sembravano di utilit generale,
remus, haec inter cetera quae videbamus credemmo di dover regolare prima d'ogni al-
pluribus hominibus profutura, vel in <229> tra la questione che riguarda il culto della di-
primis ordinanda esse credidimus, quibus di- vinit, concedendo ai Cristiani e a tutti la li-
vinitatis reverentia continebatur, ut daremus bera facolt di seguire la religione che vo-
et Christianis et omnibus liberam potestatem gliono, affinch la divinit che ha la sua
sequendi religionem quam quisque voluis- sede nel cielo, qualunque essa sia, possa
set, quo quicquid [est] divinitatis in sede guardare con occhio benigno e propizio noi
caelesti, nobis atque omnibus qui sub pote- e tutti coloro che son soggetti alla nostra au-
state nostra sunt constituti, placatum ac pro- torit.
pitium possit existere.

[3] Itaque hoc consilium salubri ac rectissi- Abbiamo dunque, secondo la sana e retta ra-
ma ratione ineundum esse credidimus, ut gione, creduto opportuno di appigliarci a
nulli omnino facultatem abnegandam puta- questo partito, di non negare a chicchessia la
remus, qui vel observationi Christianorum facolt di libera professione sia del <72>
vel ei religioni mentem suam dederat quam culto dei Cristiani, sia di qualunque altra re-
ipse sibi aptissimam esse sentiret, ut possit ligione, a cui egli abbia dedicato l'anima
nobis summa divinitas, cuius religioni libe- sua, e che giudichi a s stesso pi confacen-
ris mentibus obsequimur, in omnibus soli- te, affinch la suprema divinit, a cui pre-
tum favorem suum benivolentiamque prae- stiamo per libera scelta il nostro ossequio, ci
stare. possa concedere in tutte le cose il suo solito
favore e la sua benevolenza.

[4] Quare scire dicationem tuam convenit Sappia dunque la tua Devozione che a noi
placuisse nobis, ut amotis omnibus omnino piaciuto di abrogare assolutamente tutte
condicionibus quae <230> prius scriptis ad quelle disposizioni, che, a proposito dei cri-
officium tuum datis super Christianorum no- stiani, erano contenute nei rescritti prece-
mine [continebantur, et quae prorsus sinistra dentemente inviati al tuo ufficio disposi-
et a nostra clementia aliena esse] videbantur, zioni odiose e del tutto estranee alla nostra
[ea removeantur, et] nunc libere ac simplici- mansuetudine , e lasciare liberamente e
ter unus quisque eorum, qui eandem obser- semplicemente a tutti quelli che vogliono
vandae religionis Christianorum gerunt vo- osservare la religione cristiana, la facolt di
luntatem, citra ullam inquietudinem ac mo- osservarla, senza alcuna molestia o impedi-
lestiam sui id ipsum observare contendant. mento.

[5] Quae sollicitudini tuae plenissime signi- E abbiamo ritenuto doveroso avvertire di
ficanda esse credidimus, quo scires nos libe- questo la tua Sollecitudine con la maggior
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ram atque absolutam colendae religionis compiutezza possibile, affinch tu sappia


suae facultatem isdem Christianis dedisse. che noi abbiamo concesso ai Cristiani piena
e assoluta libert di professare la loro reli-
gione.

[6] Quod cum isdem a nobis indultum esse Ma se noi abbiamo fatto a costoro una con-
pervideas, intellegit dicatio tua etiam aliis cessione di tal genere, la tua Devozione
<231> religionis suae vel observantiae pote- comprender che anche agli altri noi voglia-
statem similiter apertam et liberam pro quie- mo che sia data ugualmente piena e intera li-
te temporis nostri [esse] concessam, ut in bert in materia di religione, sembrandoci
colendo quod quisque delegerit, habeat libe- che questo convenga alla pace del nostro
ram facultatem. [Quod a nobis factum est, ut tempo; di modo che ciascuno sia libero di
neque cuiquam] honori neque cuiquam reli- praticare la religione che pi gli piaccia. Noi
gioni [detractum] aliquid a nobis [videatur]. abbiamo cos decretato, perch nessuna di-
gnit e nessuna religione sembri aver subito
qualche menomazione da parte nostra.

[7] Atque hoc insuper in persona Christiano- Riguardo ai cristiani abbiamo inoltre creduto
rum statuendum esse censuimus, quod, si opportuno di decretare che quei medesimi
eadem loca, ad quae antea convenire con- edifici, dove prima essi erano soliti tenere le
suerant, de quibus etiam datis ad officium loro assemblee, e intorno a cui, nei rescritti
tuum litteris certa antehac forma fuerat com- inviati precedentemente al tuo ufficio, erano
prehensa, priore tempore aliqui vel a fisco state, o dal nostro fisco o da altri, siano resti-
nostro vel ab alio quocumque videntur esse tuiti ai Cristiani senza pagamento di danaro
mercati, eadem Christianis sine pecunia et n richiesta d'alcun compenso, senza addur-
sine ulla pretii petitione, postposita omni re pretesti n ricorrere ad equivoci; parimen-
frustratione atque ambi- <232> guitate, re- ti coloro che ebbero quei locali in dono, li
stituant. [8] qui etiam dono fuerunt consecu- rendano quanto prima ai Cristiani. Che se
ti, eadem similiter isdem Christianis quanto- poi quelli che li comprarono o li ebbero in
cius reddant, Etiam vel hi qui emerunt vel <73> dono, chiedessero dalla nostra benevo-
qui dono fuerunt consecuti, si petiverint de lenza qualche riparazione dal danno sofferto,
nostra benivolentia aliquid, vicarium postu- si rivolgano al nostro vicario, affinch per il
lent, quo et ipsis per nostram clementiam suo mezzo siano presi dalla nostra clemenza
consulatur. Quae omnia corpori Christiano- i relativi provvedimenti. Tutti questi edifici
rum protinus per intercessionem tuam ac dovranno essere subito e senza indugio me-
sine mora tradi oportebit. diante la tua intercessione consegnati alla
comunit dei cristiani.

[9] Et quoniam idem Christiani non [in] ea E poich sappiamo che essi possedevano
loca tantum ad quae convenire consuerunt, non solo i luoghi, nei quali erano soliti radu-
sed alia etiam habuisse noscuntur ad ius cor- narsi, ma anche altri appartenenti non a sin-
poris eorum id est ecclesiarum, non homi- goli privati, ma al dominio della loro corpo-
num singulorum, pertinentia, ea omnia lege razione, cio alle loro chiese, questi pure, a
quam superius comprehendimus, citra ullam norma della procedura indicata di sopra,
prorsus ambiguitatem vel controversiam senza nessuna ambiguit o controversia, or-
idem Christianis id est corpori et conventi- dinerai che siano restituiti ai cristiani, cio
culis eorum reddi iubebis, supra dicta scili- alla loro corporazione e alle loro riunioni,
cet ratione servata, ut ii qui eadem sine pre- seguendo naturalmente la stessa regola di
<233> tio sicut diximus restituant, indemni- sopra accennata, vale a dire, che quanti li re-
tatem de nostra benivolentia sperent. stituiranno senza compenso, potranno spera-
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re un risarcimento dalla nostra benevolenza.

[10] In quibus omnibus supra dicto corpori In tutti questi affari, dovrai dare alla comu-
Christianorum intercessionem tuam effica- nit cristiana il tuo pi valido appoggio, per-
cissimam exhibere debebis, ut praeceptum ch i nostri ordini siano eseguiti nel pi bre-
nostrum quantocius conpleatur, quo etiam in ve tempo possibile, e cos resti anche da
hoc per clementiam nostram quieti publicae questo lato assicurata, merc la nostra cle-
consulatur. menza, la pubblica tranquillit.

[11] Hactenus fiet, ut, sicut superius com- Solo in questo modo, come gi dicemmo di
prehensum est, divinus iuxta nos favor, sopra, avverr che il divino favore, da noi
quem in tantis sumus rebus experti, per gi sperimentato in tante circostanze, conti-
omne tempus prospere successibus nostris nui ad assisterci, dando esito prospero alle
cum beatitudine publica perseveret. nostre imprese e felicit al nostro popolo.

[12] Ut autem huius sanctionis [et] benivo- Perch poi le prescrizioni di questa nostra
lentiae nostrae forma ad omnium possit per- legge e della nostra benevolenza possano es-
venire notitiam, prolata programmate tuo sere pubblicamente note, converr che tu dia
haec scripta et ubique proponere et ad om- l'ordine di affiggere questo scritto dovunque
nium scientiam te perferre conveniet, ut e portarlo a conoscenza di tutti, affinch nes-
huius nostrae benivolentiae [nostrae] sanctio suno possa ignorare questo atto della nostra
latere non possit. benevolenza.

[13] His litteris propositis etiam verbo horta- Dopo la pubblicazione di quest'editto, fece
tus est, ut conventicula [in] statum pristinum del suo meglio anche oralmente, perch le
redderentur. Sic ab eversa ecclesia usque ad chiese fossero restituite al loro stato primie-
restitutam fuerunt anni decem, menses plus ro. Cos dalla distruzione alla riedificazione
minus quattuor. <74> della Chiesa passarono circa dieci anni
e quattro mesi.