Sei sulla pagina 1di 16

Sistema di amministrazione e controllo

Il termine sistema di amministrazione e controllo si riferisce pi


particolarmente a tre sistemi:
1. sistema amministrativo: consente rilevazioni di informazioni e produce
output amministrativi;
2. sistema di programmazione e controllo: produce due tipologie di output;
3. sistema informativo: consente la quantificazione dei fenomeni aziendali
mediante dati vari.

Il sistema amministrativo
Con il termine sistema amministrativo si intende il processo che consente la
rilevazione delle informazioni consuntive secondo un sistema e un metodo che
produce output amministrativi consuntivi. Esso rileva ed elabora i rapporti
dell'impresa con l'ambiente esterno concentrando la propria attenzione sugli
aspetti economico-finanziari. Si tratta della base a cui attinge tutto il processo
di controllo direzionale. Si tratta di un sistema caratterizzato da input e output.
Gli input sono costituiti da numerosi sottosistemi che da una parte alimentano
il database amministrativo e dall'altra producono output per specifici utilizzi
gestionali. Gli output sono rappresentati dai flussi di uscita dal database
amministrativo che vanno ad alimentare la contabilit generale.
I sottosistemi informativi producono un flusso di informazioni e documenti
fondamentali:
informazioni che producono documenti per la gestione e per il fisco;
informazioni di natura statistica;
informazioni che alimentano altri sottosistemi;
informazioni di natura contabile.
I sottosistemi pi frequentemente utilizzati sono:
1. del personale: al suo interno si distingue un sottosistema gestionale, che
si occupa della gestione del personale e un sottosistema paghe e
contributi, dove vengono automaticamente forniti gli input a conti comuni
a stipendi, quote TFR e flussi in uscita per stipendi e dipendenti. Tale
sottosistema provvede all'elaborazione di output di tipo fiscale, di tipo
tributario ma anche statistiche tipiche del personale;
2. del debito: raccoglie tutte le informazioni nel lasso temporale che va dal
momento della richiesta d'acquisto al momento finale del pagamento ai
fornitori. Tale sottosistema si articola in 6 fasi: l'emissione della richiesta
d'acquisto, l'emissione dell'ordine, l'inserimento della bolla di
accompagnamento, l'inserimento degli estremi della fattura, il
pagamento alla data prevista e l'emissione dei documenti di pagamento;
3. del credito: flusso informativo relativo al periodo che va dall'ordine
all'incasso; si articola in due sottosistemi: il sottosistema di fatturazione
(input relativi alla fatturazione, contabilizzazione ed incasso) e il
sottosistema clienti (emette documenti per l'incasso, riceve dalle banche
i pagamenti);
4. del magazzino: si articola in sottosistema magazzino materie prime
(trasmette le quantit entrate rilevate dalle bolle di accompagnamento,
movimenti di entrata ed uscita dal magazzino e rimanenze finali) e
sottosistema magazzino prodotti finiti (fornisce le quantit uscite con la
relativa bolla di accompagnamento, produzione versata a magazzino,
entrate ed uscite da magazzino e rimanenze finali da magazzino);
5. dei contratti: prestazioni/costi di godimento sono sottoposte a contratti
annuali/pluriennali che prevedono il pagamento a scadenze differenziate,
con competenza da rilevare mensilmente;
6. delle immobilizzazioni: informazioni relative ai cespiti acquistati. Per ogni
cespite vengono rilevati costi originari, piano e fondo di ammortamento
ed altre informazioni statistiche;
7. delle banche: rileva tutte le informazioni inerenti le banche (costi e
interessi bancari). La rilevazione avviene per singolo conto e per data di
valuta;
8. input manuali: informazioni inserite manualmente (per evitare
l'inserimento automatico di informazioni non ripetitive);
9. del database amministrativo: le informazioni transcodificate entrano nel
database; verranno poi riprese nel calcolo della contabilit generale e
della contabilit gestionale.

Non si pu gestire unazienda e redigere il bilancio senza tenere una


contabilit. Per tenere la contabilit c bisogno dei conti. Il conto linsieme
delle registrazioni riguardanti un determinato oggetto contabile. Ha la forma di
un prospetto a due sezioni. Sopra si scrive il nome del conto. La sezione di
sinistra si chiama dare, la sezione destra si chiama avere (sono dei nomi
convenzionali).
Ma cos' la contabilit? il sistema organico di registrazioni atto a rilevare i
fatti di gestione dell'azienda.
La contabilit generale l'insieme delle rilevazioni contabili che utilizzano il
metodo della partita doppia e che sono finalizzate a determinare il reddito
d'esercizio (in Italia la contabilit incentrato su di esso) analizzando le
variazioni subite dal patrimonio numerario (riguarda tutti i fatti di gestione che
avvengono in un'azienda che riguardano le voci che poi risulteranno nel
bilancio, che ne il documento di sintesi). Il patrimonio numerario
determinato da valori certi, assimilati e presunti. Quando si vogliono rilevare le
cause della gestione ordinaria, si analizzano le variazioni reddituali: le
variazioni di esercizio, le variazioni pluriennali, le variazioni di crediti/debiti non
numerari e le variazioni alle unit economiche particolari. Se invece si vogliono
rilevare le cause della gestione straordinaria, si analizzano le variazioni di
capitale: variazioni di capitale sociale, riserve obbligatorie e utile o perdita di
esercizio. La contabilit generale, anche supportata da ulteriori informazioni
desumibili dalla analisi di bilancio quali indici e flussi, non sufficiente per
tenere sotto controllo i risultati economici e finanziari di singole aree aziendali,
di singoli prodotto o linea di produzioni: cosa che, invece, pu essere effettuata
con il ricorso alla contabilit industriale. Per la contabilit generale sono
necessari i conti: insieme delle registrazioni riguardanti un determinato oggetto
contabile.

Alla fine dell'esercizio si procede alle operazioni di chiusura (rilevazioni


contabili al 31 dicembre), articolate nelle seguenti fasi:
1. inventario fisico del magazzino: inserimento nel database delle scritture
contabili;
2. scritture di completamento: fenomeni, il cui ammontare noto poco dopo
la chiusura dell'esercizio (es. interessi attivi e passivi)
3. scritture di integrazione: vengono imputati all'esercizio costi/ricavi con
manifestazione successiva (es. fatture da emettere/ricevere, ratei attivi e
passivi, accantonamento al fondo TFR e fondo rischi e oneri)
4. scritture di rettifica: si rinviano ai futuri esercizi costi e ricavi con
manifestazione nell'esercizio (es. risconti attivi e passivi)
5. scritture di ammortamento: vengono imputati all'esercizio i costi
pluriennali.
Permettono:
la rilevazione delle rimanenze da inventario
l'assestamento e le rilevazioni di completamento, di integrazione, di
rettifica e di ammortamento
la determinazione del reddito di esercizio
la determinazione del capitale di funzionamento e la chiusura dei conti.
Successivamente all'approvazione del bilancio da parte dell'assemblea della
societ si procede con le vere e proprie operazioni di chiusura:
scritture riepilogative: si chiudono tutti i componenti positivi e negativi di
reddito
scritture relative al risultato economico: con calcolo dell'utile/perdita
scritture a stato patrimoniale di chiusura: si chiudono tutti i conti rimasti
aperti.
La contabilit generale riparte all'inizio dell'esercizio successivo con un
scrittura contabilmente opposta a quella fatta in fase di chiusura.

Il bilancio il documento contabile pi importante dell'azienda e la fotografia


della situazione in alcuni momenti della vita aziendale, esso pu essere definito
in modi differenti, a seconda dei diversi profili:
profilo formale-legislativo: (art. 2423 c.c.) documento che deve essere
redatto dagli amministratori alla fine dell'esercizio e approvato
dall'assemblea dei soci entro 4 mesi dalla chiusura dell'esercizio sociale
profilo sostanziale: situazione economica della societ presentata ai soci
e ai terzi
profilo contabile: output annuale del sistema amministrativo-civilistico,
ovvero della contabilit generale
profilo fiscale: punto di partenza per la dichiarazione dei redditi.

Esso pu essere:
ordinario: riferito al funzionamento dell'impresa
straordinario: riferito a particolari momenti della vita aziendale.

Nella redazione del bilancio esistono tre principi contabili:


chiarezza: trasparente, non influenzato da politiche fiscali;
verit: attendibile nelle rilevazioni delle quantit monetarie sia nella
credibilit delle stime;
correttezza: basato su regole di integra, onesta e consapevole
amministrazione.
A questi si aggiungono i principi di redazione:
prudenza: devono essere imputati al periodo le perdite presunte non
ancora verificatesi, mentre non vanno presi in considerazione gli utili non
ancora realizzati (questo per evitare la distribuzione di utili non ancora
conseguiti)
continuazione attivit: redatto nell'ipotesi di impresa in attivit
iscrizione degli utili realizzati: solo quelli conseguiti prima della chiusura
dell'esercizio
principio di competenza temporale: il reddito va determinato attribuendo
costi e ricavi all'esercizio a cui si riferiscono economicamente e non
quello in cui sono pagati o riscossi
valutazione separata di elementi eterogenei: nelle singole voci di bilancio
esistono elementi eterogenei, da valutarsi separatamente
continuit dei criteri di valutazione: allo scopo di assicurare la
comparabilit dei bilanci nel tempo.

Le norme che regolano il contenuto del bilancio di esercizio si differenziano a


seconda delle caratteristiche della societ:
1. imprese con legislazione speciale: in relazione al settore di appartenenza
(banche, assicurazioni)
2. imprese con bilanci in forma normale: imprese che hanno superato per
due anni consecutivi almeno due dei limiti stabiliti dalla legge relativi
all'attivo (3,25 mln), ai ricavi (6,5 mln) e al numero di dipendenti (50).
Queste devono redigere il bilancio con: lo stato patrimoniale, il conto
economico, la nota integrativa e la relazione sulla gestione
3. imprese di minori dimensioni: le imprese che non hanno superato i limiti
possono redigere il bilancio abbreviato.
L'obbligatoriet del contenuto dello stato patrimoniale e del conto economico
riguarda:
ordine delle voci: l'ordine deve essere obbligatoriamente rispettato;
nell'attivo dello stato patrimoniale le voci devono essere ordinate
secondo un criterio di liquidit crescente. Il passivo dello stato
patrimoniale invece ordinato mediante un criterio di esigibilit
crescente
contenuto delle voci: il contenuto delle voci deve essere quello
tassativamente previsto
confronto con il bilancio dell'anno precedente: per questo motivo i criteri
di valutazione delle voci non pu essere cambiato da un esercizio
all'altro.

Nello schema di bilancio devono essere considerati anche i conti d'ordine,


distinti dall'art.2424 c.c. in due categorie: quelli specificatamente previsti
(obbligo d'iscrizione in bilancio, es. avalli, fideiussioni) oppure altro conti
d'ordine (non obbligatori, es. beni dell'azienda presso terzi).

Lo schema del conto economico di tipo scalare, si parte dal valore della
produzione raggiunto dall'impresa nell'esercizio e si scalano via le varie voci.
Tramite questa struttura si riesce a rappresentare meglio il processo di
formazione del reddito che si articola a diversi livelli:
1. I livello: reddito operativo = valore della produzione meno costi della
produzione
2. II livello: risultato prima delle imposte
3. III livello: risultato d'esercizio
La nota integrativa non un semplice commento del bilancio stesso, ma una
delle tre componenti del bilancio stesso. Il suo contenuto richiesto da norme
del codice civile. Sono contenute indicazioni sui criteri di valutazione,
indicazioni dei movimenti nelle voci del patrimonio e la composizione a
dettaglio di alcune voci del bilancio.
La relazione sulla gestione accompagna, o meglio correda, il bilancio
d'esercizio. Tale relazione deve essere redatta dagli amministratori e deve
contenere due gruppi di informazioni: di carattere generale (andamento
gestione, esplicitare costi, ricavi e investimenti) e di carattere specifico
(informazioni pi dettagliate). Pi precisamente deve contenere: le attivit di
ricerca e sviluppo, i rapporti con le imprese, il numero delle azioni, i fatti di
rilievo, l'evoluzione della gestione, gli obiettivi, i rischi e le sedi secondarie
della societ.
Gli output civilistici della contabilit generale, richiesti dal codice civile,
possono essere sviluppati durante il corso dell'esercizio o solo in sede di
chiusura dell'esercizio.
Anche gli output fiscali prodotti dalla contabilit generale possono essere
sviluppati durante il corso dell'esercizio o a fine anno. Nell'ambito delle
liquidazioni Iva, la contabilit generale deve fornire il saldo dell'Iva a debito che
dovr essere versata all'Erario, necessari anche per le dichiarazioni Irpeg e
Irap.

La contabilit gestionale la parte del sistema


informativo contabile che attua il controllo della
gestione nell'aspetto economico, attraverso la
rilevazione, la destinazione e l'analisi dei costi e dei
ricavi. Essa si comprende attraverso l'analisi di:
determinazione dei costi di produzione: per
valorizzare le rimanenze finali di magazzino
determinazione dei costi di prodotto, di
supporto ai costi di produzione per dare vita
ad una politica di prezzo
contabilit industriale, dei costi, analitica a
costi consuntivi: parallelamente all'analisi dei
costi si posto il problema di collegare le informazioni del sistema
contabile con una metodologia
contabilit analitica a costi standard: una successiva evoluzione della
contabilit analitica rappresentata dall'esigenza di controllare
l'efficienza della gestione e di confrontare il consuntivo con il budget
strutturato a costi standard
contabilit per attivit (activity accounting): determinare i margini di
contribuzione per prodotto
contabilit gestionale nel sistema amministrativo integrato: la contabilit
gestionale presenta caratteristiche di continuit con la contabilit
analitica e caratteristiche evolutive
contabilit gestionale nel sistema amministrativo configurabile: la
contabilit gestionale sviluppata in una logica di sistemi amministrativi,
configurabile in relazione alle esigenze dell'impresa. Con questo sistema
vengono individuati numerosi piani dei conti e codificato l'evento.

La contabilit gestionale detta anche contabilit industriale o contabilit


analitico-gestionale o contabilit analitica ed ha per oggetto i fatti interni di
gestione, ossia, si occupa delle varie fasi con cui si attua il processo produttivo
all'interno dell'impresa.
Di cosa si occupa?
1. misurare i costi di prodotto
2. individuare la struttura dei costi di prodotto calcolare i risultati economici
parziali.

Lo scopo di tutto questo :


definire i prezzi di vendita
effettuare le valutazioni di fine esercizio
orientare le decisioni correnti
controllare l'efficienza dei fattori produttivi
realizzare la programmazione
supportare la valutazione di rami di azienda nelle operazioni di
ristrutturazione.
La sua importanza che un'attenta gestione dei costi pu incrementare il
valore creato dall'impresa.
Come si fa?
1. definire gli oggetti di cui si vogliono rilevare i costi, i ricavi e i risultati
2. classificare i costi aziendali
3. scegliere le modalit di calcolo
4. individuare il momento di effettuazione del calcolo.
Per farlo deve rilevare i costi dei fattori produttivi nel momento in cui vengono
utilizzati per la produzione e in base alla loro destinazione ad un oggetto.

L'oggetto di misurazione l'entit di cui si vuole conoscere il costo e, ove


possibile, il ricavo e il risultato economico. Alloggetto di
misurazione vengono riferiti i costi dei fattori produttivi
impiegati e delle attivit svolte per ottenerlo, nonch i ricavi
che esso genera.

La classificazione dei costi


Al termine costo si possono attribuire diversi significati.
Ad esempio appartengono alla contabilit generale il concetto
di costo di un fattore produttivo acquistato (onere che
limpresa sostiene ogni volta che acquista un fattore produttivo) e di costo di
competenza (costo del fattore produttivo acquistato dallimpresa durante un
periodo amministrativo).
Sono propri, invece, della contabilit gestionale i concetti di costo di un fattore
produttivo impiegato
(valore attribuito al consumo di un fattore produttivo utilizzato per ottenere una
fase produttiva,un
prodotto, una commessa) e di costo del prodotto (costo attribuito alloutput del
processo di
trasformazione fisico-tecnica).
A seconda dei dati in base ai quali si calcolano si distinguono in:
1. costi effettivi: si determinano con riferimento a una specifica produzione
gi effettuata (costi
consuntivi) o da effettuare in futuro (costi previsti).
2. costi standard: si determinano in base a unipotetica produzione, in
funzione di condizioni poste alla base dei calcoli; in altre parole,
rappresentano i costi che limpresa sosterrebbe se operasse nelle
condizioni ipotizzate.
A seconda delloggetto per il quale sono stati impiegati i fattori produttivi
consumati, i costi si distinguono in:
1. costi specifici: sono i costi dei fattori produttivi e delle attivit impiegati
specificamente ed
esclusivamente per ottenere un oggetto. Per esempio i consumi della
materia prima per ottenere un prodotto
2. costi comuni: riguardano i fattori e le attivit impiegati per svolgere pi
produzioni nello spazio o nel tempo, ossia si riferiscono a pi oggetti. La
distinzione tra costi specifici e comuni dipende dallampiezza delloggetto
di costo: gli ammortamenti del reparto presse sono un costo specifico del
reparto presse e un costo comune rispetto alle produzioni in esso
effettuate
3. costi generali: sono sostenuti per limpresa nel suo complesso; possono
riguardare lattivit produttiva, commerciale o amministrativa. Ne sono
esempi i costi degli organi sociali e le imposte dirette.
A seconda del modo con cui i costi dei fattori impiegati sono riferiti alloggetto
di calcolo,
i costi si distinguono in:
1. costi diretti: sono quei costi specifici che vengono riferiti a un dato
oggetto in modo immediato, in base ai consumi dei fattori produttivi e
delle attivit specificamente assorbiti dalloggetto.
2. costi indiretti: vengono suddivisi tra vari oggetti di calcolo in base a
criteri soggettivi di ripartizione; corrispondono ai costi comuni e generali
e a quei costi specifici che non si in grado o non si ritiene conveniente
misurare oggettivamente per riferirli direttamente alloggetto.
A seconda dei fattori produttivi ai quali si riferiscono, i costi si distinguono in:
1. costi reali: riguardano fattori produttivi ottenuti dallimpresa pagando un
corrispettivo
2. costi figurativi: Non sono costi realmente sostenuti, ma solo stimabili
sulla base delle remunerazioni che il titolare o i soci avrebbero percepito
impiegando i capitali in investimenti alternativi o che limprenditore
avrebbe potuto percepire svolgendo la propria attivit presso terzi.
A seconda del momento in cui si effettua il calcolo, i costi si distinguono in:
1. costi preventivi: si calcolano con riferimento a una produzione futura,
prima della sua attuazione, per rendere possibile il successivo controllo o
per orientare le decisioni aziendali; possono essere costi previsti o costi
standard
2. costi consuntivi: si calcolano con riferimento a una produzione gi
effettuata; il confronto con i costi preventivi consente di misurare gli
scostamenti e analizzarne le cause; servono inoltre per effettuare le
valutazioni e per calcolare risultati economici parziali.
Nellambito della classificazione dei costi, quando si osserva la relazione
esistente tra livello dei costi
e volume di produzione, i costi si distinguono in variabili, fissi, semi-variabili o
semi-fissi:
1. costi variabili: al variare delle quantit prodotte variano
proporzionalmente
2. costi fissi: entro i limiti della capacit produttiva data, non variano al
variare del volume di produzione
3. costi semi-variabili: sono formati da una parte fissa e da una parte
variabile.

Per contabilit finanziaria si intende la rilevazione in uno schema contabile


delle entrate (o incassi) e delle uscite (o pagamenti). I flussi finanziari vengono
rilevati con unit contabili: le cash generating units. La contabilit finanziaria
aziendale non esiste nelle imprese private, mentre essenziale nelle aziende
pubbliche. Nelle imprese industriali il sistema contabile pu essere definito con
il termine contabilit economica, in quanto esso riguarda i costi ed i ricavi
interni ed esterni all'impresa. Le aziende pubbliche (che hanno da sempre
elaborato una contabilit finanziaria) sentono l'esigenza di attuare una
contabilit economica, al fine di prevenire il controllo dei costi. Al contrario,
nelle aziende private, si assiste alla tendenza opposta, ovvero ad uno sviluppo
del controllo finanziario aziendale.

Il sistema di programmazione e controllo


Il sistema di programmazione e controllo composto da elementi fondamentali
quali:
tipologie dei sistemi di controllo: il sistema di programmazione e
controllo si articola diversamente a seconda che si prenda come
riferimento:
- l'oggetto: il sistema di controllo, a seconda che si prenda in esame le
strategie aziendali ed i diversi sistemi aziendali si distingue in controllo
strategico rivolto a pianificare la strategia aziendale e a controllare a
consuntivo se le attivit aziendali creano valore, controllo organizzativo
(clima aziendale, apprendimento, motivazioni), controllo di qualit
(customer satisfaction) e controllo di gestione economico, finanziario e
patrimoniale
- il tempo: in relazione al tempo si possono distinguere controlli
antecedenti (ex ante, prima che si verifichi il fatto), controlli susseguenti
(ex post). Quest'ultimo si divide in controllo rivolto al passato (feed back,
si propone di rimuovere le disfunzioni rilevate) e controllo rivolto al futuro
(feed forward, indaga sulle cause che comporteranno eventi in futuro)
- le metodologie di controllo: le tipologie richiedono differenti sistemi di
controllo, quali budget e piani per controllo antecedente, sistemi di
contabilit analitica, sistemi di reporting, sistemi preconsuntivi (per
controllo feed forward).
Non tutte le imprese sono in grado di attuare i diversi sistemi di controllo
(per le piccole imprese, i costi di un sistema integrato possono risultare
troppo elevati; per le aziende pubbliche, dove la contabilit non
impostata secondo un sistema del reddito, complesso impostare una
contabilit gestionale o analitica).
Principi di controllo di gestione: il controllo di gestione si pu dividere
in controllo economico (espresso dai costi e dai ricavi, misura l'aspetto
economico della gestione), controllo monetario (espresso dai flussi in
entrata e in uscita, misura l'aspetto monetario della gestione) e controllo
patrimoniale (espresso dal capitale investito, misura l'aspetto
patrimoniale-finanziario).
Il controllo di gestione si sviluppa su sei dimensioni di controllo, quali:
- natura delle rilevazioni: le rilevazioni riguardano componenti
economiche (costi e ricavi), componenti patrimoniali (attivit e passivit),
flussi finanziari (flussi di entrate e uscite). Per controllo antecedente
(metodo del budget economico), per consuntivo (metodo del cash
management)
- centri di responsabilit: assumono le tipologie di centri di spesa (
possibile determinare output), centri di ricavo (in cui confluiscono i
ricavi), centri di profitto (raccolgono sia costi, sia ricavi), centri di
investimento (attivit e passivit), centri finanziari (in cui confluiscono i
flussi finanziari) e centri contabili (conti senza rilevanza economica)
- commesse: le rilevazioni per commesse sono di natura consuntiva, la
commessa viene utilizzata per la rilevazione di costi di prodotti/servizi
lavorati su commessa, per capire il motivo dei costi, per rilevare la
produzione interna di impianti e macchinari e per capire i costi di
manutenzione ordinaria e straordinaria
- attivit: rilevazione costi di attivit specifiche di pi centri e
imputazione ai singoli canali
- prodotti o marchi: i prodotti possono avere un diverso livello di analisi,
che parte dal prodotto elementare, ad aggregazione di prodotto, fino a
linee di prodotto. (es. auto modello base top). Nell'ambito dei
raggruppamenti di prodotto si pu pervenire ai prodotti con egual
marchio
- canali/mercati: i canali sono reti di vendita dei prodotti (venditori, filiali,
rivenditori). I mercati, sono di sbocco nazionale/internazionale distinti per
aree geografiche e settori in cui operano.

Dopo un'analisi di costi e ricavi, viene rilevato il margine di contribuzione del


canale/mercato. Il processo di formazione dei costi ha sempre avuto grande
rilievo negli studi economici. Storicamente il costo veniva individuato per due
finalit: per la valorizzazione dei magazzini semilavorati e prodotti finiti e per la
determinazione del presso di vendita. A ci si sono sommate altre due finalit,
quali il controllo dell'efficienza economica della gestione e l'utilizzo dei costi per
le decisioni aziendali.
Il processo di formazione dei costi viene analizzato distinguendo:
1. costi dei fattori produttivi: al fine di individuarli occorre distinguere:
- componenti originari di costo: l'origine dei costi proviene dalle variazioni
numerarie certe, presunte e assimilate, rilevate nella contabilit
generale, sotto forma di componenti negative di reddito. Possono essere
distinti in costi numerari, costi stimati provenienti da apporti di soci, costi
nominali provenienti da produzione interna o da impianti in economia. In
quest'ambito possibile distinguere i componenti di costo in relazione al
periodo di utilizzazione dei fattori produttivi in costi di esercizio e costi
pluriennali
- componenti derivati di costo: strutturati per natura di contabilit
generale, non utilizzati nell'ambito del controllo di gestione. Occorre
pertanto trasformare i componenti originari in costi dei fattori produttivi,
distinguendo le seguenti componenti di costo:
costo delle materie prime: deriva dal costo di acquisto delle
materie prime consumate e dalle spese di trasporto delle stesse.
Il costo del fattore produttivo materia prima quello relativo non
alla materia prima acquistata, ma a quella consumata (ossia
prelevata dal magazzino e usata nella produzione)
costo del personale: esso pu essere rilevato per:
- natura retributiva: distinto, per categoria, nelle seguenti voci
retributive: retribuzione, tredicesima mensilit, quattordicesima,
incentivi, contributi e tfr
- fattore produttivo: al fine di determinare tale costo, occorre
distinguere tre categorie di costo del personale: manodopera
diretta (costo del personale direttamente impiegato nel processo
di produzione, il costo della manodopera rilevato su base
oraria), manodopera indiretta (attivit di natura produttiva di
supporto al processo produttivo), e impiegati/dirigenti (svolgono
funzioni intermedie, di coordinamento o di direzione. Costo del
personale rilevato su base mensile)
- tipologia di orario di lavoro: possibile operare una distinzione
tra costo ordinario (costo relativo all'orario di lavoro giornaliero)
e costo straordinario (relativo all'attivit svolta al di fuori
dell'orario contrattuale)
- manodopera diretta: caratterizzata da due componenti: una
variabile (retribuzione oraria, contributi che aumentano
all'aumentare delle ore lavorate) e una fissa (che deve essere
corrisposta a prescindere, come la tredicesima, quattordicesima
o la quota tfr)
costo energetico (utilities): rilevati in contabilit a seconda che
siano relativi ad energia utilizzata nel processo produttivo o che
siano relativi ad altri usi non industriali; possiedono una
componente di costo fissa ed una variabile (legata al consumo)
costo lavorazioni presso terzi: possono effettuare lavorazioni su
materie prime fornite dall'impresa o lavorazioni di materie prime
da fornire alla stessa
ammortamenti e leasing: nell'ambito della classificazione dei
costi dei fattori produttivi vengono considerate allo stesso modo
costo del trasporto prodotti finiti: nel caso fosse fatto
internamente, non si avranno costi di trasporto, ma costi dei
fattori produttivi del trasporto. Nel caso in cui fossero esterni,
allora i costi sono inseriti nelle prestazioni di terzi
costi delle provvigioni: pu essere variabile (in relazione al
fatturato) o in parte fisso
altri costi di esercizio o operativi: tutti gli altri costi non citati (es.
affitti, rimborsi spese..)
I costi dei fattori produttivi possono essere quindi distinti in variabili (al
variare dei volumi del venduto), invariabili o semivariabili (parte di costo
fisso e parte di costo variabile) e fissi. Un'altra ripartizione avviene tra
costi speciali/diretti (imputabili ad un centro di responsabilit specifico) e
costi comuni/indiretti (non attribuibili direttamente a centri di
responsabilit). I costi dei fattori produttivi possono avere una diversa
natura in relazione all'ipoteticit o alla realt dei valori considerati; si
distinguono cos i costi standard dei fattori produttivi e i costi figurativi
dei fattori produttivi.
2. costi per centro di responsabilit: il sistema dei centri di
responsabilit consente di pervenire tramite i centri di produzione alla
determinazione del costo di prodotto, alla determinazione dei costi
commerciali, dei costi di ricerca e sviluppo e dei costi delle singole
funzioni aziendali.
Per la rilevazione dei costi dei fattori produttivi ai centri, esistono tre
distinte alternative:
- rilevazione dei soli costi di trasformazione (manodopera diretta,
ammortamenti...)
- rilevazione dei costi specifici senza transitare per centri di costo quali
materie prime (no commessa)
- rilevazione di tutti i costi per centro di costo e contemporaneamente
anche per commessa.
Il criterio fondamentale per l'individuazione dei centri a cui imputare i
costi il criterio di responsabilizzazione. Il centro di spesa che verr
individuato, sar definito:
- centro di spesa (non produce un output definito, il livello dei costi
indipendente dall'output)
- centro di costo (produce un output definito; quale semilavorato,
prodotto, controllo di qualit).
La struttura dei centri di costo di tipo gerarchico piramidale. Il piano dei
centri produttivi si articola in tre distinte tipologie di centri produttivi,
quali:
- centri di struttura della produzione: funzioni di direzione, coordinamento
e controllo della produzione
- centri di servizi (ausiliari): aiutano o permettono lo svolgimento del
processo produttivo
- centri di produzione: in cui si svolge il processo di trasformazione della
produzione.
Le fasi in cui si articolano i centri produttivi sono 3 e sono: la fase di
preparazione (prelievo delle materie prime e prima lavorazione), la fase
di lavorazione/montaggio e la fase di fine linea (colore e imballaggio).
I costi industriali primari sono i costi imputati dal sistema contabile ai
centri di produzione; la modalit di imputazione dei costi dei fattori
produttivi comune a qualsiasi sistema di contabilit gestionale riguarda la
distinzione tra:
- costi industriali primari, al cui interno si possono individuare i seguenti
flussi di imputazione:
flusso diretto dalla contabilit generale: relativi a fattori produttivi
acquistati da terzi (fornitori, fatture)
proveniente da prelievi del magazzino: materie prime e materiali
imputate ai centri produttivi sulla base di bolle da magazzino
proveniente dal sottosistema del personale: relativi al costo del
personale
provenienti da rilevazioni extracontabili: forza motrice (letta da
contatori), riscaldamento (metri cubi), illuminazione, affitti,
telefonia
imputati per quota parte: spese postali, cancelleria, stampanti
di imputazione delle quote di ammortamento: per singolo cespite.
- costi industriali secondari: i centri di servizio producono un'attivit
rivolta ai centri di produzione ed ai centri di struttura della produzione. I
costi dei servizi imputati ai centri sono detti secondari perch ribaltati sui
centri in seconda battuta.
Il costo dei servizi pu essere ribaltato: sulla base dei costi orari
consuntivi del centro di servizio, sulla base dei costi standard del centro
di servizio o sulla base di tariffe e prezzi di mercato.
La metodologia tradizionale di rilevazione dei costi di prodotto prevede
una rilevazione dei costi dei fattori produttivi per centro di costo e una
successiva imputazione dei costi dei singoli centri ai costi di prodotto con
le seguenti modalit: imputazione dei costi di materie prime al prodotto
sulla base di consumi di materie prime, imputazione dei costi di
manodopera diretta sulla base delle ore di manodopera diretta del
prodotto, imputazione dei costi energetici al prodotto sulla base delle ore
del macchinario, imputazione delle quote di ammortamento sulla base
della quota oraria di ammortamento e imputazione dei costi primari
indiretti sulla base di manodopera, ore e macchine utilizzate.

3. costi per attivit: metodologia del calcolo del costo tramite centri di
costo. entrata ultimamente in crisi ed sintetizzabile in punti:
- individuazione delle attivit: distinguendo microattivit (attivit che
raccolgono i costi indiretti dei centri di produzione, attivit all'interno di
centri di servizi ausiliari, attivit all'interno dei centri di struttura della
produzione e attivit di centri commerciali) e macroattivit (attivit che
corrispondono alle funzioni aziendali. Queste attivit possono essere
ottenute aggregando centri di responsabilit che svolgono la stessa
attivit
- destinazione dei costi per attivit: pu essere legata a due dimensioni
fondamentali, quali cosa vendo? (prodotti ai diversi livelli di
aggregazione) e come, dove, a chi vendo? (canale, cliente, mercato)
- individuazione del cost driver (generatore di costo): il parametro che
genera un differente fabbisogno di attivit relativo ad un prodotto/canale
- metodologia di calcolo dei costi per attivit:
posti:
Cax = costo attivit del prodotto X
P = numero componenti approvvigionamenti
Fx = fabbisogno di unit
Ca = costo dell'attivit A
Si avr: Cax = (Ca/P)(Fx)
4. costi per processo e per commesse: prendono in esame un
insieme di attivit aventi natura diversa ed appartenenti a centri di
responsabilit diversi collegati fra loro da un obiettivo comune. Si
possono a tal fine individuare processi che ripercorrono sistemi aziendali
(es. processo di pianificazione e controllo), processi che ricalcano attivit
generatrici di valore (es. processo logistico) e processi che raggruppano
diverse attivit allocate nell'ambito dei diversi centri.
I procedimenti per la determinazione dei costi di produzione si
distinguono in:
- procedimenti indiretti: a loro volta definiti semplici (quando i costi di
prodotto si ottengono suddividendo i costi di input per le quantit di
prodotto) o per processi (costi di prodotto ottenuti suddividendo i costi
totali delle singole fasi di lavorazione per le quantit prodotte nelle
singole fasi e sommando i costi dei semilavorati ottenuti nelle varie fasi)
- procedimenti diretti: anche loro divisi in procedimenti per centri di
responsabilit (si determina il costo del semilavorato del primo centro
che rappresenta l'input del centro successivo e cos via fino al
versamento del prodotto a magazzino) e procedimenti per commessa
(un'entit contabile su cui vengono imputati i costi di produzione relativi
al prodotto; il procedimento di determinazione dei costi per commessa
prevede l'imputazione di materie prime direttamente su commessa
oppure l'imputazione dei costi per singolo centro).
5. costo del prodotto: i costi di prodotto sono classificati in quattro
macro-categorie:
relativi al processo produttivo: relativamente a questa categoria
occorre distinguere:
- costi di produzione: la struttura utilizzata per prendere
decisioni sulla base dei costi di prodotto, caratterizzata dalla
natura dei costi dei fattori produttivi quali costi variabili (direct
cost, es. materie prime, manodopera), costi diretti (costi variabili
e ammortamenti specifici), costi industriali diretti (costi diretti e
costi per attivit) e costi industriali
- costo del venduto: il costo di produzione relativo ad un
prodotto viene utilizzato nell'ambito del processo produttivo;
successivamente quando il prodotto entra a magazzino viene
utilizzato un costo che pu essere costo primo variabile (direct
cost) o costo industriale (full cost)
commerciali: distinti in costi commerciali variabili (provvigioni e
trasporti), costi commerciali fissi diretti (imputabili al singolo
prodotto, es. pubblicit) e quota costi commerciali fissi
(rappresenta i costi indiretti)
fissi, di struttura: attribuibili al prodotto direttamente
(individuando attivit di struttura che raggruppino costi
direttamente imputabili al prodotto) o indirettamente (mediante
quote di ribaltamento dei costi fissi di struttura tramite cost
driver)
figurativi: costi non sostenuti dall'impresa, ma che in teoria si
dovrebbero sostenere (esposizioni, showrooms, interessi passivi
sul capitale investito).

Le configurazioni di costo di prodotto, alla luce della loro struttura, possono


essere di quattro tipi; ossia costi variabili/fissi di prodotto (relativi alla
produzione/vendita, es. materie prime, manodopera, trasporti), costi pieni
diretti (formati dai costi diretti produttivi), costo complessivo (costi diretti e
indiretti produttivi) e costo economico tecnico (costo complessivo e costo
figurativo).
Le configurazioni di costo pi utilizzate sono rivolte a:
1) individuare la relazione costi/profitto/volume utilizzando la distinzione
costi fissi/costi variabili;
2) individuare la differente redditivit dei canali (usando i costi diretti di
prodotto);
3) controllare l'efficienza della gestione;
4) valorizzare i magazzini (usando i costi industriali di prodotto)

Il break even point


La distinzione tra costi fissi e costi variabili viene utilizzata nell'ambito del
break even point (punto di equilibrio, punto critico, punto di pareggio, punto
morto, punto di rottura). Il b.e.p. rappresenta la situazione economica in cui i
costi fissi e variabili eguagliano i ricavi, e di conseguenza l'utile uguale a zero.
La rappresentazione del b.e.p. avviene ponendo sull'asse delle ascisse il
volume di prodotti (che si prevede diano origine a ricavi/costi del periodo) e
sull'asse delle ordinate l'ammontare dei costi fissi, dei costi variabili e dei
ricavi.
Costi fissi: si ipotizza siano costanti, in quanto fissi Cf = a dove a costante
(la retta parallela all'asse x e interseca l'asse y in a.
Costi variabili: si ipotizza che i costi variabili siano direttamente proporzionali al
volume dei prodotti Cvt = Cvu x Vt dove: Cvt = costi variabili; Cvu = costi
per singola unit di prodotti; Vt = volume prodotti (la retta interseca l'asse y in
O)
Costi totali: somma tra costi fissi e costi variabili Ct = Cf + Cvt = Cf + (Cvu x
Vt)
Ricavi totali: si ipotizza siano proporzionali al
variare dei prodotti Rt = Ru x Vt (retta
passant per O).
Il break even point il punto in cui la retta
dei costi incontra quella dei ricavi, quindi
Rt = Ct.
Inoltre Vc (volume di prodotti corrispondenti
al b.e.p.) = Cf / (Ru Cvu).
Dal volume critico, si ricava (moltiplicando
per il prezzo unitario) il ricavo totale critico:
Rc = Cf / [1 (Cvt / Rt)]. Inoltre: 1 (Cvt / Rt)
corrisponde alla percentuale di contribuzione marginale.

Dall'analisi del break even point possono essere ricavati altri indici, quali:
indice profitto/volume: consente di individuare l'andamento dell'utile in
relazione ad una variazione dei volumi di vendita P/V = (Cf + U) / Rt
margine di sicurezza: indica, in termini percentuali, quale diminuzione del
volume di vendita l'azienda pu subire prima di giungere al punto critico
M/S = (Ve Vc) / Ve o (Re -Rc) / Re
percentuale di contribuzione marginale: la misura percentuale della
contribuzione dei ricavi alla copertura dei costi fissi aziendali e alla
formazione dell'utile ( il denominatore del ricavo totale critico) p.c.m.
= 1 (Cvt / Rt).

I sistemi informativi
I sistemi informativi si possono allocare nell'ambito del sistema di
amministrazione e controllo; sono sistemi che, partendo da singoli fatti
aziendali individuano i dati di base di ogni singolo fenomeno e provvedono:
1. alla loro raccolta sistematica
2. al loro controllo
3. alla loro archiviazione in un'apposita banca dati.
Il sistema informativo, sostanzialmente, distribuisce informazioni agli utenti
aziendali in relazione alle loro esigenze informative. Tale sistema presenta le
caratteristiche di un sistema aziendale con:
input: dati, quantificazione dei fenomeni aziendali
processo: dati, elaborati e trasformati in informazioni
output: distribuzione delle informazioni.
Si possono individuare quattro stadi di crescita dei sistemi informativi, durante i
quali sono sviluppati i sistemi informativi gestionali ed i sistemi di
amministrazione e controllo.
SISTEMI GESTIONALI SISTEMI DI AMMINISTRAZIONE E
CONTROLLO
STADIO INIZIALE Sistema di fatturazione, Contabilit generale
sistema paghe e
contributi
STADIO Sistema magazzini, Contabilit clienti, contabilit fornitori,
INTERMEDIO sistema produzione contabilit magazzino, contabilit
analitico-industriale, budget, costi
standard
STADIO DI Sistema ordini clienti, Sistema cash management, piano a
MATURITA' sistema ordini fornitori, medio termine, ciclo di vita del
sistema logistico, prodotto, contabilit gestionale e
sistema r&s, altri sistema di reporting
sistemi gestionali
STADIO EVOLUTO Integrazione dei sistemi informativi
Stadio iniziale: i sistemi informativi sono nati in azienda in un'ottica orientata
sempre all'area amministrativa; infatti nella fase iniziale rientravano proprio in
quest'area. Il primo sistema utilizzato in azienda stato il sistema di
fatturazione, volto a sostituire il lavoro manuale effettuato dai fatturisti. Dal
sistema di fatturazione venivano manualmente riprese le informazioni per
l'inserimento mediante prime note nella contabilit generale (non
automaticamente), dei ricavi e dei clienti. Il secondo sistema automatizzato
stato il sistema paghe e contributi, allocato inizialmente nell'ambito
amministrativo come amministrazione del personale. Tale sistema si rese
necessario per limitare i costi e per evitare la compilazione di numerosi moduli
per gli enti previdenziali. Nell'ambito dei sistemi di amministrazione e controllo,
il primo sistema informativo applicato stata la contabilit generale. I notevoli
vantaggi in termini di quadratura contabile e di riduzione dei costi del
personale hanno decretato il successo di tale sistema.
Stadio intermedio: dopo la fase iniziale, i sistemi informativi si sono sviluppati
in azienda con una pi marcata distinzione fra sistemi gestionali e sistemi di
amministrazione e controllo. Nell'ambito dei sistemi gestionali,
l'informatizzazione si sviluppata in particolar modo nell'ambito del processo
produttivo e dei magazzini materie prime e prodotti finiti. Questi due sistemi
sono stati favoriti dalla tenuta obbligatoria della contabilit. Pur essendosi
sviluppati insieme, non sono quasi mai stati integrati tra loro di modo che lo
scarico della produzione fosse automaticamente il carico del magazzino e
viceversa. Per quanto concerne i sistemi amministrativi, ci si accorti che,
fondamentale al fine dello sviluppo, fosse l'avere un quadro globale dei rapporti
con clienti e fornitori. Sempre nello stadio intermedio assumono rilievo anche i
sistemi di budget (tentando di automatizzare la contabilit: sono sistemi di
controllo mediante i quali si sono istituiti i sistemi informativi per automatizzare
la contabilit industriale secondo il sistema duplice contabile) ed i sistemi
consuntivi (sviluppo di sistemi previsionali per il budget).
Stadio maturit: lo stadio di maturit ha visto lo sviluppo dei sistemi informativi
sia nell'ambito gestionale, sia nell'ambito del controllo. I sistemi gestionali
hanno creato l'integrazione con i sistemi amministrativi e gestionali realizzati
nel precedente stadio. Infatti si sono messi a punto sistemi ordini da clienti, che
consentono di alimentare giornalmente il sistema ordini dell'azienda (ordine
il prodotto in magazzino? uscita da magazzino fatturazione). La fase di
maturit del sistema informativo ha portato allo sviluppo di diversi sistemi di
controllo, quali: sistemi di cash management (tiene aggiornato, in tempo reale
le situazioni delle singole banche), contabilit gestionale (consente di
sviluppare il controllo consuntivo di gestione per ogni singolo reparto), sistema
di reporting (consente di collegare i risultati consuntivi), ciclo di vita del
prodotto (ricostruisce storicamente il cash flow dei prodotti nel corso di vari
esercizi) e piano a medio termine (consente la formulazione di un piano
strategico).
Stadio evoluto: in questo stadio evolutivo, gli utenti, si rivolgono sempre pi a
produttori di software in grado di fornire un sistema informativo aziendale
integrato, formato da molteplici software costituenti un mosaico di programmi.
Alcuni produttori risultavano pi o meno capaci di gestire un software logistico,
cos come altri erano pi o meno capaci di gestire software produttivi. Si
possono individuare tre grandi aree applicative, in questi stadio, quali:
1. area finanziaria: comprende il sistema amministrativo della produzione, il
sistema di reporting e il cash management
2. area di produzione: comprende la programmazione della produzione,
l'avanzamento della stessa e la pianificazione di impianti e materiali (just
in time)
3. area supply chain management application (catena del valore della
fornitura): comprende tutta l'area aziendale (eccetto quella finanziaria,
produttiva e paghe e contributi), ossia il ciclo completo, dal momento
dell'ordine del cliente sino (a ritroso) all'ordine al fornitore. Ci da il nome
di catena del valore della fornitura.